Pagina 236 – Calcio News 24

Salah dove giocherà nella prossima stagione? Annuncio dell’agente di Momo, ha chiarito così il suo futuro! Ecco cosa ha detto

Salah dove giocherà nella prossima stagione? Il suo agente, Ramy Abbas, ha parlato così del futuro dell’esterno che lascerà il Liverpool

Dopo aver ufficializzato l’addio al Liverpool a fine stagione, il futuro sportivo di Mohamed Salah è attualmente avvolto nel mistero più totale, scatenando una vera e propria caccia allo scoop tra i principali media sportivi di tutta Europa e del Medio Oriente. A fare chiarezza ci ha pensato direttamente l’entourage dell’attaccante egiziano, intervenendo in modo netto per frenare le continue speculazioni.

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La smentita ufficiale: le dichiarazioni di Ramy Abbas

A prendere la parola in queste ore cruciali per le dinamiche di mercato è stato l’agente di Mohamed Salah, Ramy Abbas. Il procuratore ha voluto spazzare via ogni certezza diffusa dalla stampa nelle ultime settimane, rilasciando una dichiarazione inequivocabile che rimescola tutte le carte in tavola. Il suo intervento mira a smentire categoricamente chiunque affermi di conoscere già la prossima destinazione del fuoriclasse in uscita dai Reds.

Le sue parole sono state perentorie: Non sappiamo dove giocherà Mohamed la prossima stagione. Questo significa anche che nessun altro lo sa”. Un messaggio chiarissimo: nessuna decisione definitiva sulla prossima destinazione è stata ancora presa e ogni trattativa è lungi dall’essere conclusa.

Le sirene del mercato: ultimissimi aggiornamenti

Nonostante la secca smentita dell’agente, si fanno sempre più insistenti le sirene e i corteggiamenti dorati della Saudi Pro League. I ricchissimi club dell’Arabia Saudita sarebbero infatti pronti a ricoprire d’oro il talento, offrendogli contratti senza precedenti.

Le parole di Abbas confermano che il giocatore si prenderà tutto il tempo necessario per valutare minuziosamente le opzioni sul tavolo. La prossima sessione estiva si preannuncia caldissima.

Nuovo stadio Cagliari: accordo sul PEF e parcheggi gratis, ora resta un nodo da sciogliere. Passi in avanti importantissimi!

Nuovo stadio Cagliari: è stato trovato l’accordo sul PEF e parcheggi gratis, c’è un nodo da sciogliere. Cosa sta succedendo!

Il sogno della nuova casa per il Cagliari compie un passo in avanti fondamentale verso la sua realizzazione. Durante un recente vertice tenutosi a Palazzo Bacaredda, l’assessore allo Sport Giuseppe Macciotta ha illustrato con ottimismo i recenti progressi dell’iter burocratico. Secondo quanto riportato dal quotidiano L’Unione Sarda, il clima estremamente costruttivo instauratosi tra il Comune di Cagliari e la società rossoblù ha permesso di sciogliere nodi che in passato sembravano insormontabili, aprendo uno spiraglio concreto per l’apertura dei cantieri del tanto atteso nuovo stadio.

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Il Piano Economico Finanziario e il diritto di superficie

Il primo grande traguardo raggiunto tra le parti istituzionali riguarda l’aggiornamento del Piano Economico Finanziario (PEF). Nell’ultima documentazione ricevuta dall’amministrazione comunale, il club sardo ha ufficialmente rimosso il riferimento all’ipoteca sul diritto di superficie. Si tratta di un passaggio tecnico e burocratico cruciale che, come sottolineato dallo stesso Macciotta, sblocca definitivamente una delle clausole più delicate e dibattute dell’intera trattativa per la costruzione dell’impianto sportivo.

Parcheggi gratuiti: una scelta a favore dei tifosi

Un’altra intesa molto significativa per la cittadinanza riguarda la gestione dell’area dei servizi adiacente all’impianto. È stato infatti stabilito di comune accordo che i parcheggi legati alla struttura saranno completamente gratuiti. Questa scelta va incontro in maniera decisa alle esigenze dei sostenitori e della mobilità della città intera. Tuttavia, è importante notare che tale decisione influisce direttamente sul bilancio dell’operazione, poiché priva il Cagliari di una potenziale e redditizia fonte di guadagno all’interno del piano d’investimento per il nuovo stadio.

L’ultimo ostacolo per il nuovo stadio: il canone di concessione

Per arrivare alla definitiva fumata bianca resta da risolvere solamente l’ultimo “scoglio”: il canone di concessione. La società rossoblù ha proposto all’amministrazione cittadina un versamento annuo pari a 50 mila euro, avvertendo chiaramente che una cifra superiore metterebbe a forte rischio la sostenibilità economica dell’intero, ambizioso progetto. L’assessore Macciotta, pur riconoscendo la notevole complessità della questione finanziaria, si è detto fiducioso di poter trovare a breve una sintesi economica che permetta finalmente di far partire i lavori per dotare il club e la città di una struttura moderna e all’avanguardia.

Borussia Dortmund, clamorosa svolta per Schlotterbeck: definito il futuro del difensore tedesco! Lo sviluppo delle ultime ore non lascia più dubbi

Borussia Dortmund, novità importanti per il futuro di Schlotterbeck: cosa succederà per il talentuoso difensore tedesco. Ultimissime

Il panorama del calciomercato europeo è sempre in continuo fermento. In questi giorni, però, le notizie più calde in Germania non riguardano acquisti o cessioni clamorose, bensì conferme cruciali per il futuro. Le grandi squadre lavorano costantemente per blindare i propri talenti migliori e allontanare le sirene delle dirette concorrenti. In casa Borussia Dortmund, l’attenzione della dirigenza è totalmente concentrata sul reparto arretrato e sulla permanenza del proprio leader difensivo.

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Il prolungamento a lungo termine per la difesa

La volontà della dirigenza è quella di mettere in cassaforte le prestazioni di Nico Schlotterbeck, difensore centrale classe 1999, ormai pilastro inamovibile della retroguardia e punto di riferimento anche per la nazionale tedesca. Le indiscrezioni circolate in queste ore lasciano davvero pochissimo spazio ai dubbi: è vicinissimo a rinnovare fino al 2031. Si tratterebbe di un prolungamento eccezionalmente lungo, un attestato di stima che proietterebbe il difensore a diventare una vera e propria bandiera del club, garantendo continuità tecnica e assoluta solidità al Signal Iduna Park.

La clausola di rescissione e la strategia societaria

Nel calcio moderno, tuttavia, i lunghi legami contrattuali spesso portano con sé dei compromessi necessari per soddisfare sia le rigide esigenze societarie che le ambizioni del calciatore. Per tutelare entrambe le parti in causa in vista dei futuri scenari di mercato, il nuovo accordo includerà una clausola di rescissione. Questo dettaglio strategico è di fondamentale importanza: consentirà al club di fissare fin da subito un prezzo altissimo per il cartellino e al giocatore di mantenere aperto uno spiraglio per eventuali offerte irrinunciabili provenienti dalle superpotenze della Premier League o della Liga.

Le conferme ufficiali degli esperti

L’operazione per la firma è ormai in dirittura d’arrivo, mancano solo le formalità di rito. Si tratta di un passo importante per il club tedesco, che negli ultimi giorni ha compiuto notevoli progressi nelle trattative, come riportato dalla Bild. La celebre testata tedesca certifica l’accelerata decisiva della società, che vuole chiudere la pratica per concentrarsi sugli obiettivi stagionali.

Salah, lettera strappalacrime per dire addio al Liverpool: «Andarsene non è mai facile, mi avete regalato il periodo più bello della mia vita. Questo club sarà per sempre casa»

Salah ha scritto una lettera strappalacrime per dire addio al Liverpool: ecco il messaggio dell’attaccante egiziano

Mohamed Salah lascerà il Liverpool a fine stagione. Dopo l’annuncio ufficiale, l’egiziano ha voluto dedicare una lettera emozionante ai tifosi e al club in cui è esploso e si è consacrato a livello mondiale.

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PAROLE – «Volevo iniziare dicendo che non avrei mai immaginato che questo club, questa città, queste persone sarebbero diventate parte della mia vita. Il Liverpool non è solo una squadra di calcio, è una passione, è una storia, è uno spirito, non riesco a spiegarlo a chi non fa parte di questo club

Abbiamo vinto i trofei più importanti. Abbiamo lottato insieme nei momenti più difficili della nostra vita. Voglio ringraziare tutti coloro che hanno fatto parte di questo club durante la mia permanenza, in particolare i compagni di squadra, passati e presenti, e i tifosi. Non ho parole sufficienti: il supporto che mi avete dimostrato, nel momento più bello della mia carriera, e il fatto che mi siate stati vicini nei momenti più difficili, è qualcosa che non dimenticherò mai e che porterò sempre con me.

Andarsene non è mai facile. Mi avete regalato il periodo più bello della mia vita. Sarò sempre uno di voi! Questo club sarà sempre casa mia, per me e per la mia famiglia. Grazie di tutto. Grazie a voi, non camminerò mai da solo».

Salah lascerà il Liverpool, terremoto Reds! Sarà addio a fine stagione con l’egiziano, la decisione sul suo futuro è stata presa

Salah via dal Liverpool a fine stagione, la decisione sul suo futuro è stata presa. Terremoto in casa Reds, ecco cosa sta succedendo

Il panorama del calciomercato internazionale viene scosso da una vera e propria bomba mediatica, una notizia destinata a cambiare gli equilibri del calcio europeo e a segnare inesorabilmente la fine di un’era per la Premier League. Le indiscrezioni circolate nelle ultime settimane hanno trovato una conferma che non lascia spazio a dubbi: Salah ha deciso di lasciare il Liverpool a giugno, alla fine della stagione in corso.

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La fine di un’epoca leggendaria ad Anfield Road

La scelta del numero 11 rappresenta uno snodo cruciale e doloroso per tutto l’ambiente del Liverpool. Sbarcato in Inghilterra nell’estate del 2017, l’attaccante ha letteralmente riscritto i libri di storia della società britannica. Con le sue giocate fulminee e un clamoroso fiuto del gol, ha trascinato la squadra verso traguardi memorabili, diventando il simbolo assoluto dei successi in Champions League e del tanto atteso ritorno alla vittoria nel campionato inglese.

QUI: LA LETTERA D’ADDIO DI SALAH AL LIVERPOOL

Questa decisione rende l’addio di Salah uno spartiacque per i Reds. La dirigenza sarà ora chiamata a una missione complessa: esplorare il mercato alla ricerca di un degno erede capace di raccogliere la pesante eredità di un idolo indiscusso della Kop, avviando una profonda ricostruzione del reparto offensivo per la prossima stagione.

Sirene dall’Arabia Saudita e scenari futuri

Una volta ratificata la partenza prevista per giugno, si accenderà inevitabilmente una grande asta per assicurarsi le prestazioni del fuoriclasse. La destinazione più chiacchierata e probabile rimane senza dubbio la Saudi Pro League. Diversi club dell’Arabia Saudita corteggiano intensamente il giocatore da almeno due anni e sono pronti a mettere sul piatto un contratto faraonico, trasformandolo nell’ambasciatore globale del loro movimento sportivo.

Tuttavia, non si può escludere a priori l’inserimento di altri top club europei, pronti a scommettere ancora sulla sua indiscutibile integrità fisica e sulla sua leadership. Nel frattempo, l’obiettivo di Mohamed Salah resta focalizzato sul campo: onorare la maglia fino all’ultimo secondo e regalare ai propri tifosi un ultimo, grande trofeo prima del commovente saluto finale.

Palestra rivela: «Non mi aspettavo la chiamata di Gattuso, è un sogno. Contro l’Irlanda questo aspetto farà la differenza»

Palestra, esterno del Cagliari, ha parlato così della convocazione con l’Italia per i playoff Mondiali 2026. Le sue dichiarazioni

Marco Palestra è stato convocato per la prima volta dal ct Gattuso per la semifinale dei playoff Mondiali tra Italia e Irlanda del Nord in programma a Bergamo giovedì 26 marzo. L’esterno in prestito al Cagliari, a “Vivo Azzurro Tv”, ha rilasciato queste dichiarazioni.

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CHIAMATA GATTUSO – «No, non mi aspettavo la chiamata… anche perché la Nazionale è un sogno, per tutti. Certo, comunque ci credevo e sono molto contento di essere qui».

PRIMO GIORNO – «Tutti mi hanno accolto benissimo e il Ct mi ha messo davvero a mio agio. Le belle parole di Silvio Baldini di ieri su di me? Anche lui mi ha aiutato tanto e dato molti consigli: se sono qua è anche grazie a lui e al suo staff».

IRLANDA DEL NORD – «Una delle gare più importanti degli ultimi anni. Anche se è la prima volta che sono qua, sento l’importanza del match e la responsabilità di vestire questa maglia. Ci stiamo allenando bene, vedo un gruppo concentratissimo ma anche libero mentalmente, perché l’aspetto psicologico può fare la differenza».

Italia, ultimissime dopo l’allenamento: le condizioni di Bastoni, Tonali, Mancini e Calafiori. Arrivano novità verso l’Irlanda del Nord

Italia, ultimissimi aggiornamenti dopo l’allenamento: le condizioni di Bastoni, Tonali, Mancini e Calafiori. Ecco le novità verso l’Irlanda del Nord

La marcia di avvicinamento della Nazionale azzurra verso uno degli appuntamenti più importanti dell’anno entra ufficialmente nel vivo. Arrivano aggiornamenti dall’allenamento degli Azzurri in vista della decisiva sfida contro l’Irlanda del Nord, match valido per la semifinale dei playoff mondiali. Il lavoro a Coverciano prosegue a ritmi serrati e le notizie che filtrano dal campo sorridono al commissario tecnico.

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Le condizioni di Alessandro Bastoni: passi avanti verso il recupero

L’attenzione dello staff medico e dei tifosi era concentrata sul reparto difensivo, in particolare sulle condizioni di Alessandro Bastoni che sta facendo passi in avanti importanti. Il difensore ha seguito un programma di lavoro calibrato per testare la sua tenuta fisica. Nella giornata di ieri ha corso a bassa intensità e senza forzare cambi di direzione, optando per un approccio estremamente cauto.

La vera svolta, però, è arrivata oggi: nell’allenamento odierno invece ha ripreso a correre ad alto ritmo e ha ricominciato a lavorare anche con il pallone. A questo punto, il recupero del difensore dell’Inter, a 48 ore dalla semifinale playoff contro l’Irlanda del Nord, è probabile. Questo non vuol dire che Bastoni partirà sicuramente negli 11 titolari scelti dal CT, ma potrebbe essere un’ottima pedina che Gennaro Gattuso potrebbe sfruttare dalla panchina a gara in corso.

Tonali, Mancini e Calafiori al 100%: la formazione prende forma

Le buone notizie per l’Italia non si fermano alla difesa. L’infermeria si svuota nel momento cruciale della stagione: nell’allenamento di oggi sono scesi regolarmente in campo anche Sandro Tonali, Gianluca Mancini e Riccardo Calafiori, che sembrerebbero recuperati al 100% per la delicata sfida di giovedì sera.

Il rientro a pieno regime di tre elementi così importanti dal punto di vista tattico e fisico rappresenta un sospiro di sollievo per il CT Gennaro Gattuso, che con ogni probabilità potrà schierare dal primo minuto la miglior formazione a disposizione in questa decisiva spedizione azzurra. L’Italia si prepara a scendere in campo con la rosa al completo, pronta a conquistare l’accesso alla finale.

Cagliari, infortunio Idrissi: intervento per il difensore dopo la lesione al crociato! Il comunicato ufficiale che rivela le sue condizioni

Cagliari, infortunio Idrissi: intervento riuscito per il difensore rossoblù dopo la lesione al crociato! Il comunicato ufficiale con tutti i dettagli

Arrivano aggiornamenti cruciali dall’infermeria del club sardo. Nella giornata odierna il Cagliari Calcio ha comunicato delle novità importanti in merito a Riyad Idrissi! Dopo il grave infortunio riportato recentemente, il difensore ha affrontato il necessario e programmato passaggio in clinica per risolvere la problematica articolare e avviare così l’iter verso la completa guarigione.

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L’intervento al ginocchio e il comunicato del club

Come da prassi in queste delicate situazioni, il difensore si è sottoposto all’intervento chirurgico in programma: la società ha voluto immediatamente informare la piazza e gli addetti ai lavori diramando una nota ufficiale sulle condizioni del proprio tesserato. La notizia più rassicurante riguarda proprio l’esito della procedura medica, che non ha presentato complicazioni.

Di seguito il testo integrale diffuso dalla società isolana: «Nella giornata odierna Riyad Idrissi è stato sottoposto ad intervento chirurgico di ricostruzione del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro: l’operazione è riuscita perfettamente.

Il calciatore inizierà nei prossimi giorni il suo percorso riabilitativo»

I tempi di recupero e l’impatto sulla squadra

La ricostruzione del legamento crociato anteriore rappresenta senza dubbio uno degli infortuni più complessi e temuti nella carriera di un atleta. Tuttavia, la tempestività dell’operazione chirurgica e il suo esito pienamente positivo costituiscono il miglior punto di partenza possibile per il classe 2005. Il percorso riabilitativo sarà lungo e richiederà molta pazienza: per traumi di questa entità, i tempi di recupero si attestano generalmente tra i sei e gli otto mesi prima di poter tornare a lavorare stabilmente in gruppo.

Per il tecnico e per l’intera rosa del Cagliari, l’assenza prolungata del giovane Riyad Idrissi si traduce in una pedina in meno nelle rotazioni del reparto arretrato per buona parte della stagione. Ora, però, la priorità assoluta è la salute del ragazzo. Lo staff medico seguirà quotidianamente il difensore nella sua fisioterapia, con l’obiettivo di restituire alla squadra un talento ancora più forte e motivato di prima.

Malen rinato alla Roma, anche il ct Koeman esulta: «Il suo trasferimento si è rivelata una scelta felice. C’è una cosa fondamentale!»

Malen è letteralmente rinato alla Roma, anche il ct Ronald Koeman ha parlato così del momento che sta vivendo l’attaccante giallorosso

L’approdo nella Capitale ha decisamente rigenerato uno dei talenti più cristallini del panorama calcistico europeo. Donyell Malen sta vivendo un momento di forma eccezionale con la maglia della Roma, ritagliandosi un ruolo da assoluto protagonista nello scacchiere tattico giallorosso. Le sue recenti e convincenti prestazioni non sono passate inosservate in patria, attirando le attenzioni del commissario tecnico degli Oranje, pronto a scommettere forte su di lui per i prossimi, decisivi impegni internazionali.

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La svolta in Serie A e l’obiettivo della rassegna iridata

Il momento d’oro vissuto dall’attaccante è stato uno dei temi centrali affrontati nel ritiro della selezione olandese. Il CT della Nazionale olandese, Ronald Koeman, ha parlato in conferenza stampa, soffermandosi sulla presenza di Malen, che alla Roma è rinato e ora spera di guadagnarsi un posto per il Mondiale. Il passaggio al club capitolino ha rappresentato un vero e proprio spartiacque per la carriera del giocatore. Dopo periodi di discontinuità, in Serie A ha ritrovato il sorriso, la condizione atletica ideale e una straordinaria propensione offensiva. L’obiettivo dichiarato del classe 1999, ora, è sfruttare questa vetrina per blindare una convocazione fondamentale in vista dell’attesissima rassegna iridata del 2026.

Le parole del CT: duttilità tattica e il segreto del minutaggio

Durante l’incontro con i giornalisti, l’allenatore dell’Olanda ha analizzato nel dettaglio l’evoluzione tecnica dell’attaccante romanista, esaltandone la preziosissima duttilità e l’impatto positivo del suo recente trasferimento in Italia.

Queste le sue parole: “Donyell Malen può fare la prima punta molto bene perché è incredibilmente veloce e sa finalizzare. Lo sapevo già, dato che l’ho fatto esordire in Nazionale proprio come punta quando giocava ancora nel PSV. Tuttavia, con noi ha dimostrato di poter interpretare molto bene il suo ruolo anche partendo da destra, seppur con molta libertà. La cosa più importante è che abbia ritmo. Il suo trasferimento si è rivelata una scelta felice: ora accumula più minuti e gioca partite intere. È fondamentale”

Le dichiarazioni del selezionatore certificano il totale successo dell’intuizione di mercato avuta dalla dirigenza della Roma. Il ritrovato minutaggio e l’opportunità di giocare con regolarità hanno restituito al calcio internazionale un attaccante completo, letale negli spazi e tatticamente insostituibile.

Infortunio Lukaku: il belga lascia la Nazionale. Scatta l’allarme in vista di Napoli Milan, le sue condizioni e i possibili tempi di recupero

Infortunio Lukaku: l’attaccante belga ha lasciato la Nazionale. Allarme in vista di Napoli Milan, le condizioni e quanto può rimanere fuori

Le temute scorie della sosta per gli impegni delle Nazionali iniziano puntualmente a farsi sentire e, in questa occasione, a tremare è il Napoli. Le ultime notizie provenienti dal ritiro del Belgio hanno infatti fatto scattare un vero e proprio campanello d’allarme dalle parti di Castel Volturno. Romelu Lukaku ha ufficialmente lasciato il ritiro della propria selezione, rinunciando alle imminenti amichevoli internazionali contro Stati Uniti e Messico per fare immediato ritorno in Italia.

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Le condizioni fisiche e il comunicato ufficiale

Il rientro anticipato del possente centravanti ha immediatamente sollevato interrogativi sul suo reale stato di forma. Il comunicato diramato dal club azzurro parla chiaro e definisce i contorni della situazione medica: l’attaccante classe ’93 deve ottimizzare la propria condizione fisica. Questo rappresenta un segnale inequivocabile di come il giocatore non sia ancora al cento per cento, soprattutto a causa dei fastidiosi problemi muscolari che ne hanno condizionato pesantemente il rendimento e la continuità in questa intensa stagione calcistica del 2026. Lo staff medico partenopeo ha quindi preferito la via della prudenza.

Corsa contro il tempo per lo scontro diretto del Maradona

Per il tecnico Antonio Conte, la delicata gestione del recupero del gigante belga diventa ora il tema centrale e la priorità assoluta. L’obiettivo primario è averlo a disposizione per il cruciale big-match in programma il prossimo 6 aprile contro il Milan guidato da Massimiliano Allegri. Con i rossoneri attualmente avanti di un solo punto in classifica (63 contro 62), l’attesissima sfida dello stadio “Maradona” assume a tutti gli effetti i contorni di un vero e proprio spareggio scudetto. In palio ci sono punti vitali per non perdere terreno e restare in scia all’Inter capolista.

L’alternativa Rasmus Højlund scalda i motori

Le prossime due settimane di lavoro personalizzato nel centro sportivo campano saranno decisive per le sorti dell’attacco azzurro. Se Romelu Lukaku non dovesse riuscire a recuperare la forma migliore in tempo per la supersfida, mister Conte sarà inevitabilmente costretto ad affidarsi nuovamente a Rasmus Højlund. Il centravanti è stato finora spesso preferito al belga per la sua innata capacità di garantire maggiore profondità e un pressing instancabile sui difensori avversari.

Coppa d’Africa, il Senegal presenta ricorso al TAS dopo la sconfitta a tavolino col Marocco. La ricostruzione di quanto successo!

Coppa d’Africa, il Senegal ha presentato ricorso al TAS dopo la sconfitta a tavolino col Marocco in finale. La ricostruzione della vicenda

La battaglia per il dominio del calcio africano si sposta dal rettangolo di gioco alle aule dei tribunali internazionali. La Federazione calcistica del Senegal (FSF) ha ufficialmente deciso di passare alle vie legali dopo la controversa decisione a tavolino che ha messo in discussione l’assegnazione del prestigioso titolo continentale.

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Il ricorso a Losanna: l’obiettivo è difendere la vittoria

Nella giornata di martedì, i vertici del calcio senegalese hanno presentato ricorso al Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS). La mossa legale contesta aspramente l’esito burocratico che ha portato all’ingiusta perdita della Coppa d’Africa, un trofeo che la nazionale aveva valorosamente conquistato sul campo contro il Marocco, al termine di una finale particolarmente tesa e ricca di agonismo.

L’atteso ricorso arriva a distanza di alcune settimane dalla discussa decisione che ha ribaltato il risultato sportivo. Si tratta di una scelta drastica che ha spinto i dirigenti senegalesi ad avviare senza esitazioni un’azione formale per difendere la propria posizione e tutelare l’immagine dell’intero movimento calcistico nazionale.

La strategia legale e l’affondo contro la CAF

A confermare la linea dura e intransigente della Federazione è stato Moussa Mbaye, autorevole membro del Comitato Esecutivo, il quale ha spiegato pubblicamente come il delicato caso sarà affrontato con grandissima attenzione e precisione sotto il profilo giuridico.

Secondo quanto dichiarato, l’intero procedimento sarà seguito minuziosamente da un esperto avvocato specializzato in diritto sportivo internazionale. La scelta non è casuale: si tratta di un profilo di altissimo livello, già protagonista in passato di storici ricorsi vinti contro decisioni della CAF (Confédération Africaine de Football), un dettaglio che infonde grande fiducia all’ambiente senegalese.

L’appello alla calma e le tempistiche del tribunale

In attesa dei primi sviluppi dalla Svizzera, la Federazione ha invitato tifosi e addetti ai lavori a mantenere la calma durante tutto il complesso iter davanti al TAS. Le istituzioni chiedono di evitare speculazioni mediatiche, invitando il pubblico a fare riferimento esclusivamente alle comunicazioni ufficiali.

L’obiettivo assoluto e non negoziabile del Senegal è ottenere il pieno riconoscimento del risultato maturato sul campo. Nonostante la fermezza della Federazione, la vicenda procedurale potrebbe richiedere tempi lunghi prima di arrivare a una decisione definitiva e inappellabile.

Infortunio Soulé: ottime notizie per Gasperini in vista dell’Inter. Cosa è successo oggi a Trigoria, ultimissime

Infortunio Soulé: l’attaccante argentino ha fatto rientro in gruppo nell’allenamento odierno della Roma a Trigoria

Ottime notizie dall’infermeria per la Roma e per Gasperini. Dopo oltre un mese di sosta forzata ai box, Matias Soulé è tornato finalmente a faticare sul campo insieme ai compagni. Il talento sudamericano sta lentamente recuperando dalla pubalgia, una sindrome dolorosa e complessa che sta condizionando pesantemente la sua continuità fisica in questo inizio di 2026.

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Il calvario fisico e le partite saltate dal trequartista

Nonostante l’ottimismo filtrato da Trigoria nelle ultime ore, lo staff medico predica la massima prudenza per evitare fastidiose ricadute. È infatti ancora presto per poter dire se la Roma e Gasperini lo avranno a disposizione per la sfida contro l’Inter in programma al rientro dalla sosta per le Nazionali. Di certo, però, il suo progressivo rientro in squadra rappresenta un’ottima notizia per i giallorossi anche in vista della lotta per un posto nella prossima Champions League.

L’ultima volta in campo per Soulé è stata in occasione della sfida contro il Napoli del Maradona, un match intenso e spettacolare terminato con un pareggio per 2-2. Da quel momento in poi sono state giocate 7 gare tra campionato ed Europa League ma Gasperini ha dovuto fare a meno del suo fantasista. In un momento cruciale dell’annata sportiva, complice un reparto offensivo alle prese con l’emergenza e già senza Dybala, la Roma spera di riaverlo al 100% il prima possibile.

I numeri di Soulé e il duello con Juventus e Como

L’assenza del classe 2003 si è fatta sentire notevolmente, soprattutto alla luce del suo eccellente rendimento. Nonostante sia fermo da metà febbraio i numeri di Soulé sono alti: l’ex frosinate vanta infatti un prezioso bottino di 6 gol e 4 assist in Serie A, impreziosito ulteriormente da una rete e 3 assist in Europa League.

Nelle ultime settimane, Gasperini, per sostituirlo, ha trovato un ottimo Pisilli e un ritrovato Pellegrini, capaci di garantire dinamismo e geometrie sulla trequarti. Tuttavia, il repertorio tecnico dell’argentino, fatto di dribbling e imprevedibilità, non ha eguali in rosa. Le sue invenzioni saranno fondamentali ai giallorossi per provare a vincere la sfida contro Juventus e Como e centrare la qualificazione in Champions League, vero traguardo di questa avvincente stagione.

Ha le ore contate, esonero già deciso: c’è De Zerbi per la panchina

Roberto De Zerbi è pronto a tornare in panchina dopo l’esperienza al Marsiglia: annuncio previsto nelle prossime ore

Poco più di un mese di pausa, ma ora Roberto De Zerbi potrebbe tornare davvero in panchina. Dopo aver declinato le proposte arrivate in queste settimane, l’allenatore bresciano sembrerebbe pronto a dire sì all’offerta che, secondo i ben informati, sarebbe in arrivo per lui.

Da capire se il ritorno avverrà subito o ci sarà soltanto al termine di questa stagione, anche perché il compito che spetterebbe al tecnico in caso di arrivo immediato non è di quelli semplici: salvare il Tottenham dall’incubo retrocessione. Un incubo che Tudor non è riuscito a scacciare via, anzi ha fatto precipitare ancora di più la situazione.

Dall’avvento del croato, gli Spurs sono crollati: appena un punto in cinque partite in Premier League, l’eliminazione dalla Champions ad opera dall’Atletico Madrid e la sensazione di una crisi irreversibile senza un intervento drastico ed immediato. Una sensazione che accomuna tecnico e società che, stando alle ultime indiscrezioni provenienti dall’Inghilterra, stanno lavorando all’accordo per la risoluzione consensuale del contratto.

Il Tottenham punta De Zerbi: c’è un solo dubbio

Tra oggi e domani dovrebbe esserci l’annuncio della separazione tra il Tottenham e Tudor, che vive un momento personale anche difficile con la morte del padre. Dal canto suo la società sta ora valutando come procedere: affidarsi ad un allenatore ad interim oppure scegliere già il tecnico a cui affidare poi il progetto di rilancio?

Tudor esonero
De Zerbi al posto di Tudor (Screen Youtube Sky Sport) – Calcionews24.com

Nel primo caso i nomi buoni potrebbero essere quelli di Tim Sherwood e Ryan Mason, mentre nel secondo caso occhio ad Adi Hutter e, appunto, Roberto De Zerbi. È Sky Sports UK a parlare dell’ipotesi di vedere l’allenatore ex Benevento e Sassuolo sulla panchina degli Spurs fin da subito. Il tecnico aveva declinato la proposta arrivata dopo l’addio al Marsiglia, spiegando di aver bisogno di tempo prima di tornare in panchina. Quel tempo che ora è passato: così De Zerbi sarebbe pronto a prendersi il Tottenham. Resta solo da capire se subito, con la missione salvezza da portare a compimento, o il prossimo anno, dopo che qualcun altro avrà portato la barca in salvo.

Griezmann saluta l’Atletico Madrid: da luglio inizierà la sua nuova avventura all’Orlando City

Griezmann lascia l’Atletico Madrid dopo anni da protagonista: accordo con l’Orlando City a partire da luglio

L’Atlético Madrid ha ufficializzato con un comunicato sui propri canali social l’accordo con l’Orlando City SC per il trasferimento di Antoine Griezmann a partire dalla prossima stagione. Per il francese si apre così un nuovo capitolo negli Stati Uniti, dopo una carriera interamente vissuta in Europa con le maglie di Real Sociedad, Barcellona e soprattutto Colchoneros.

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“Le petit diable” lascia un segno profondo nel calcio europeo: campione del mondo con la Francia nel 2018 e vincitore della Nations League nel 2021, in bacheca vanta anche Europa League e Supercoppa Europea del 2018, oltre a una Supercoppa e una Coppa di Spagna.

Prima di salutare definitivamente Madrid, però, Griezmann vuole chiudere al meglio la sua avventura. In Liga il margine per risalire è ridotto — il Barcellona è lontano 15 punti — ma nelle coppe il discorso resta apertissimo. Dopo la sosta, l’Atlético affronterà nuovamente i blaugrana in Champions League, mentre in Copa del Rey la squadra di Simeone si giocherà il trofeo nella finale di “La Cartuja” contro la Real Sociedad.

Con il futuro già scritto, il francese punta a regalarsi un ultimo titolo europeo o nazionale prima di iniziare la sua nuova vita in MLS.

Grosso svela: «Rigore al Mondiale 2006? Quando lo riguardo, a volte ho paura che non entri»

Grosso svela a sorpresa: «Rigore al Mondiale 2006? Quando lo riguardo, a volte ho paura che non entri». Le parole

Fabio Grosso ha voluto mandare un messaggio chiaro agli azzurri a pochi giorni dalla semifinale playoff contro l’Irlanda del Nord. L’allenatore del Sassuolo, intervistato da Repubblica, ha affrontato diversi temi legati al momento della Nazionale. Le sue parole:

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RIGORE 2006 «Quando lo riguardo, a volte ho paura che non entri. Ma è solo un istante, per fortuna. Sappiamo tutti com’è andata. Italia di Gattuso? Sa che noi amici lo sosteniamo e facciamo il tifo per lui, ma lo lasciamo lavorare in pace. In questi giorni la chat dei campioni del 2006 è silenziosa»

SERIE A«Qualcosa si è perso a livello tecnico. I risultati nelle coppe ci dicono che dobbiamo tornare a crescere. In campo serve coraggio. La colpa è anche di noi allenatori e dei club, che selezionano giocatori per caratteristiche fisiche, dimenticandosi che al centro del nostro sport c’è il pallone».

LIONE E AGGRESSIONE – «Bellissimo. Ero l’unico italiano, lì ho conservato legami con persone e luoghi. o capito che morire è un attimo. Ora stai bene, un secondo dopo sei centrato in volto da un sasso, senza accorgertene. Mi è andata bene, ma lo shock resta. Ci penso ogni volta che salgo in pullman».

Milan Torino, il verdetto di Open VAR: analisi chiara sul contatto Pavlovic Simeone e sulla scelta di Fourneau

Milan Torino, Open VAR fa chiarezza: giudizio netto sul contatto Pavlovic Simeone e sulla decisione di Fourneau

La nuova puntata di Open VAR su DAZN ha riportato al centro del dibattito uno degli episodi più discussi dell’ultimo turno di Serie A: il rigore assegnato al Torino per il contatto tra Strahinja Pavlović e Giovanni Simeone. Nonostante il successo finale del Milan per 3-2, la decisione ha alimentato polemiche per la dinamica del fallo e per la gestione della revisione a bordocampo da parte dell’arbitro Francesco Fourneau, supportato dal VAR Nasca e dall’AVAR Maresca.

Il confronto tra campo e sala VAR, mostrato durante la trasmissione, ha evidenziato una revisione tutt’altro che immediata. Dalle comunicazioni emerge infatti come, in un primo momento, non ci fosse piena certezza sulla concessione del penalty, confermando la complessità dell’episodio e la necessità di un’analisi approfondita prima della decisione finale. L’analisi a Open Var:

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TONOLINI – “Ci arriviamo con una review un po’ faticosa, ci mettiamo tanto, forse troppo. Pavlović si disinteressa del pallone e lo ferma mettendogli una mano sul volto, zona molto tutelata dal regolamento“.

Il confine invisibile del tifo: dove finisce l’amore per la maglia e inizia la deriva pericolosa – VIDEO di Chiara Aleati

Quando il tifo supera il limite: riflessioni su una passione che rischia di trasformarsi in follia – VIDEO di Chiara Aleati

“Il calcio è dei tifosi.” È un mantra, una verità assoluta del nostro sport. Senza chi paga il biglietto, senza chi fa centinaia di chilometri sotto la pioggia per una trasferta, questo mondo sarebbe solo un freddo business aziendale. Ed è proprio in nome di questo amore viscerale che nasce la “contestazione”. Il diritto sacrosanto di alzare la voce e dire: “Noi non ci stiamo”.

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Ma in questa stagione stiamo assistendo al solito, preoccupante film. Un film dove il confine tra il diritto di critica e la pura follia diventa sempre più sottile. Fino a sparire.

Partiamo da un presupposto: contestare è giusto. È una dinamica sana. Se una dirigenza sbaglia per anni o se una squadra scende in campo senza rispetto per la maglia, il pubblico ha il dovere morale di farsi sentire. E ci sono modi per farlo in maniera forte ma pulita. Pensiamo alla Lazio: quando la curva decide di lasciare lo Stadio Olimpico desolatamente vuoto, lancia un messaggio assordante alla società, colpendo dritto al cuore (e al portafogli) senza bisogno di scadere nella violenza verbale, a parte qualche scheggia impazzita. Oppure alla Juventus, dove i tifosi in più occasioni hanno scelto la via dello sciopero del tifo e del silenzio per far capire che qualcosa si è rotto. Lo abbiamo visto anche a Genova, con la piazza rossoblù che ha preteso chiarezza dalla nuova proprietà con fermezza, ma mantenendo il confronto su binari civili.

Anche a Torino, sponda granata, abbiamo visto una forma di dissenso forte ma legittima, con la piazza che ha portato la propria voce sotto la sede milanese di RCS per contestare Cairo, srotolando striscioni pungenti come “L’orgoglio di Urbano fa tic-tac”. È una dialettica aspra. Ma è il sale del calcio.

Ma poi… poi c’è il lato oscuro. C’è il momento esatto in cui il tifoso smette di essere un innamorato ferito e diventa qualcosa di diverso.
Ed è successo proprio all’interno di questa stessa contestazione granata: nei giorni scorsi, un uomo è partito da Torino ed è andato fino al paese d’origine della famiglia Cairo, per imbrattare i muri e persino le zone vicine al cimitero con minacce e frasi shock che colpiscono la famiglia, i bambini, la sfera privata. Questo non è tifo. È pura follia.

E questa follia non ha categorie. In Serie B, in queste stesse ore, abbiamo assistito a un’altra pagina agghiacciante. Ci spostiamo a Bogliasco, la Samp rischia e la tensione è alle stelle. Ma nulla può giustificare i blindati della Polizia a scortare gli allenamenti e quel coro, rimbombato nitido contro i giocatori: “O vi salvate, o vi ammazziamo”.

Fermiamoci un secondo. “O vi ammazziamo”. Viene gridato a dei ragazzi che stanno correndo dietro a un pallone o imbrattiamo i cimiteri delle famiglie dei presidenti. Spesso si cerca di giustificare queste derive con la solita frase: “Eh, ma guadagnano milioni”. Come se un conto in banca a sei zeri fosse un lasciapassare per subire minacce o auguri di morte.

La contestazione, quando scade nella minaccia o nella violenza, smette di essere amore per la maglia. Diventa solo un triste alibi per sfogare le proprie frustrazioni personali. È arrivato il momento di tracciare una linea rossa invalicabile. Il calcio è l’essenza della nostra cultura popolare, è la gioia o la rabbia del lunedì mattina. Ma, alla fine della fiera, resta pur sempre uno sport. Un bellissimo, importantissimo gioco.

La passione è il motore del calcio. Ma ricordiamocelo sempre: quando il motore va fuori giri, la macchina si schianta. Voi da che parte state? Qual è, secondo voi, il limite che un tifoso non dovrebbe mai superare?

Mano di Pongracic in Fiorentina Inter, l’analisi di Tonolini a Open Var: «La lettura è assolutamente corretta. Il pallone rimbalza davanti a Pongracic e…»

Mano di Pongracic durante Fiorentina Inter, Open Var svela: «La lettura è assolutamente corretta. Il pallone rimbalza davanti a Pongračić e…»

La moviola di Fiorentina–Inter è finita sotto la lente di OpenVAR, dove i vertici arbitrali hanno analizzato il contestato episodio nell’area viola che ha fatto trattenere il fiato alla capolista, forte dei suoi 68 punti. Il contatto sospetto ha acceso le proteste nerazzurre, alimentando il dibattito post‑gara.

Nonostante le rimostranze dei giocatori di Cristian Chivu — con Kolarov in panchina a guidare la squadra — per un presunto tocco di mano di Marin Pongračić, la decisione presa sul campo è stata confermata: nessun calcio di rigore per l’Inter . Una scelta che chiude la discussione tecnica, ma non spegne del tutto le polemiche.

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TONOLINI – «La lettura è assolutamente corretta. Il pallone rimbalza davanti a Pongračić che prova a giocarlo di tacco e il contatto con la mano avviene con una posizione naturale e di non punibilità. Thuram? I falli di mano prescindono dal risultato dell’azione successiva»

Giudice Sportivo Serie A, stop di un turno per Davis e Carlos Augusto! Le decisioni ufficiali dopo la 30ª giornata

Giudice Sportivo Serie A: le decisioni ufficiali dopo la 30ª giornata. Squalificati, diffidati e multe. Tutti i dettagli

Il Giudice Sportivo Serie A, ha emesso i propri verdetti al termine della 30ª giornata di campionato. I dettagli:

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Sono quattro i giocatori che salteranno il prossimo turno dopo la 30ª giornata: Carlos Augusto (Inter), Davis (Udinese), Dossena (Cagliari) e Troilo (Parma). Nessuno di loro ha rimediato un’espulsione diretta: tutti erano diffidati e sono stati ammoniti nelle rispettive gare, facendo così scattare automaticamente la squalifica. A loro si aggiunge Durosinmi (Pisa), che dovrà scontare la seconda delle due giornate inflitte dopo il 29° turno.

Sul fronte delle panchine, invece, non si registrano provvedimenti: nessun allenatore è stato squalificato al termine dell’ultimo weekend di campionato, lasciando invariata la situazione tecnica in vista della prossima giornata.

– Ammenda di € 3.000,00: alla Soc. GENOA per avere suoi sostenitori, nel corso della gara, lanciato un fumogeno sul terreno e uno nel recinto di giuoco; sanzione attenuata ex art. 29, comma 1 lett. b) CGS.

– Ammenda di € 2.000,00: alla Soc. ATALANTA per avere suoi sostenitori, nel corso della gara, lanciato alcuni oggetti di plastica di vario genere nel recinto di giuoco; sanzione attenuata ex art. 29, comma 1 lett. b) CGS.

Rigore Juventus Sassuolo, l’analisi a Open Var: «Decisione corretta, il tocco di braccio di Idzes c’è». Le parole sull’episodio

Rigore Juventus Sassuolo, l’analisi a Open Var: «Decisione corretta, il tocco di braccio di Idzes c’è». Le parole di Tonolini

L’analisi degli episodi arbitrali continua a essere uno dei temi più discussi del campionato, e l’ultima puntata di Open Var ha riportato l’attenzione su uno dei momenti più controversi del weekend: il rigore assegnato in Juve–Sassuolo. La decisione dell’arbitro Marchetti è arrivata solo dopo un lungo confronto con la sala VAR, segno della complessità dell’episodio e della necessità di ricorrere a ogni supporto tecnologico per chiarire la dinamica.

A fare luce sull’accaduto è intervenuto Andrea Tonolini, che ha ricostruito nel dettaglio i passaggi che hanno portato alla conferma del penalty. Secondo l’esperto, il punto decisivo non era tanto la posizione del braccio del difensore, quanto la reale deviazione del pallone, elemento che ha orientato la valutazione finale e giustificato la scelta dell’arbitro

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TONOLINI –  «La difficoltà maggiore dell’episodio non è valutare la punibilità del braccio sinistro di Idzes, addirittura sopra la linea delle spalle, ma se il pallone viene effettivamente toccato. Il contatto è avvenuto, una volta verificato questo Marchetti viene richiamato al monitor e rileva come la dinamica sia punibile in termini assoluti. Il tocco c’è, corretta la decisione finale».

Mercato Inter, Chivu torna alla carica: dalla Spagna rimbalza un’indiscrezione pesante, ecco il primo nome sulla lista

Mercato Inter, Chivu spinge per il grande colpo: indiscrezione pesante dalla Spagna, definito il profilo in cima alla lista

L’Inter di Cristian Chivu guarda con decisione alla Spagna per rinforzare il reparto offensivo in vista della prossima stagione. Il nome che più stuzzica la fantasia dei tifosi e della dirigenza è quello di Nico Williams, talento ventitreenne dell’Athletic Bilbao e profilo ideale per il 3-4-2-1 immaginato dal tecnico sin dalla scorsa estate. Dopo il mancato arrivo di Lookman, la proprietà Oaktree valuta l’investimento sul gioiello basco per mantenere alta la competitività della squadra.

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Secondo quanto riportato da Fichajes, l’interesse nerazzurro è concreto, ma l’operazione si presenta tutt’altro che semplice. Williams è legato a una clausola rescissoria compresa tra 95 e 100 milioni di euro, mentre il suo valore reale si aggira intorno ai 50 milioni. Per avvicinarsi a una trattativa con l’Athletic, la dirigenza di Viale della Liberazione dovrebbe prima concretizzare una cessione di peso — tra i nomi ipotizzati figurano Bastoni e Barella — così da generare le risorse necessarie per tentare l’assalto al nazionale spagnolo.

L’arrivo di un esterno rapido e tecnico come Williams permetterebbe a Chivu di evolvere il sistema di gioco, offrendo a Lautaro e Thuram un partner capace di creare superiorità numerica e incidere nell’uno contro uno. Oaktree, intanto, monitora la situazione finanziaria: solo dopo aver garantito l’equilibrio di bilancio l’Inter potrà muovere i primi passi ufficiali con l’entourage del giocatore, nella speranza di anticipare la concorrenza europea e portare a Milano uno dei profili più interessanti del panorama internazionale.

Hojlund parla del Napoli: «Qui ho ritrovato la gioia di giocare a calcio. Sembrava che tutto fosse finito ma io non ho mai mollato»

Hojlund sul Napoli: «Qui ho ritrovato la gioia di giocare a calcio. Sembrava che tutto fosse finito ma io non ho mai mollato»

Rasmus Hojlund non nasconde la propria gratitudine verso il Napoli, club con cui ha ritrovato serenità e fiducia dopo i mesi complicati vissuti al Manchester United. Il danese, protagonista di un primo anno in azzurro in netta crescita, ha raccontato le sue sensazioni e il percorso di rinascita nell’intervista concessa all’emittente danese TV2:

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PAROLE – «Qui ho ritrovato la gioia di giocare a calcio. Sembrava che tutto fosse finito, lo dicevano anche in Danimarca, ma io non ho mai mollato e ci ho sempre creduto. Non puoi essere sempre al massimo, so bene che devo ancora lavorare e migliorare molto. Sono molto autocritico su questo. Ora in Danimarca dicono che sono di nuovo al centro del progetto, perché sto lavorando e segnando molto di più»

MANCHESTER UNITED – «Se guardiamo gli ultimi periodi al Manchester United non ho fatto bene, ne sono consapevole, ma adesso sono cambiate molte cose. Sono cresciuto di più»

DANIMARCA «Sono convinto che alla fine riusciremo a qualificarci. La Macedonia è una buona squadra, ma detto col massimo rispetto, puntiamo a batterli per non sprecare quest’occasione. Non stiamo giocando contro Francia o Germania».

Morto Gino Paoli, ci lascia uno dei pilastri assoluti della musica leggera italiana. Il ricordo del Genoa

È morto Gino Paoli, si spegne uno dei pilastri assoluti della musica leggera italiana. Il Genoa lo ricorda con affetto e gratitudine

Gino Paoli è scomparso oggi, martedì 24 marzo, all’età di 91 anni. A comunicarlo è stata la famiglia, che in una nota ha spiegato come l’artista si sia spento serenamente, circondato dall’affetto dei suoi cari, chiedendo al tempo stesso la massima riservatezza in questo momento di dolore.

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Nato a Monfalcone il 23 settembre 1934, Paoli è stato uno dei pilastri assoluti della musica leggera italiana. In oltre sessant’anni di carriera ha firmato e interpretato brani entrati stabilmente nel patrimonio culturale del Paese: da Il cielo in una stanza a La gatta, da Che cosa c’è a Senza fine, da Sapore di sale a Una lunga storia d’amore, fino a Quattro amici, con cui vinse il Festivalbar nel 1991.

La sua presenza ha segnato anche il Festival di Sanremo, al quale ha partecipato in cinque edizioni, contribuendo a definire un’epoca e lasciando un’eredità artistica che continua a influenzare generazioni di cantautori. Paoli se ne va come una delle voci più riconoscibili e amate della musica italiana, un autore capace di trasformare emozioni intime in canzoni senza tempo.

MESSAGGIO SOCIAL – “𝑭𝒊𝒏𝒊𝒕𝒐 𝒊𝒍 𝒕𝒆𝒎𝒑𝒐 𝒅𝒊 𝒄𝒂𝒏𝒕𝒂𝒓𝒆 𝒊𝒏𝒔𝒊𝒆𝒎𝒆. Ciao Gino!”

Lazio, la rinascita passa dai guanti di Motta: Sarri vede nel giovane portiere il possibile elemento di svolta

Lazio, Motta diventa il talismano di Sarri: il giovane portiere si sta imponendo come la sorpresa che può segnare la svolta

La Lazio ha trovato un protagonista inatteso nel momento più delicato della stagione: Edoardo Motta, classe 2005, diventato in poche settimane il nuovo punto fermo tra i pali della squadra di Maurizio Sarri. Come riportato da Tuttosport, con lui titolare sono arrivate tre vittorie consecutive contro Sassuolo, Milan e Bologna. Arrivato a gennaio come vice per sostituire Mandas, il giovane portiere ha conquistato la scena con prestazioni di alto livello, a fronte di un investimento minimo: un milione di euro più una percentuale sulla futura rivendita alla Reggiana.

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La gara contro il Bologna ha rappresentato la sua definitiva consacrazione. Motta ha firmato una serie di interventi decisivi, coronati dal rigore parato a un rigorista esperto come Riccardo Orsolini, risultando determinante nel successo del Dall’Ara. Le sue prestazioni hanno acceso l’entusiasmo dei tifosi e rafforzato la fiducia dello staff tecnico, che ora lo considera una risorsa concreta anche in prospettiva.

L’intuizione del ds Angelo Fabiani si sta rivelando un colpo vincente: un portiere giovane, a basso costo, che si sta imponendo come titolare affidabile. Con Provedel fuori fino a maggio per l’infortunio alla spalla, Motta avrà spazio per consolidarsi, ma la sensazione è che il suo ruolo possa andare oltre l’emergenza. Cresciuto nel vivaio della Juventus e ceduto alla Reggiana per circa 500 mila euro, oggi appare come un talento che i bianconeri potrebbero rimpiangere. La Lazio, invece, si gode il suo nuovo numero uno, un ragazzo che si ispira a Petr Čech e che, a suon di parate, sta costruendo una vera e propria favola biancoceleste nel momento più caldo della stagione.

Rudiger si racconta: «Ho messo da parte la mia salute perché volevo essere al 100% per la squadra. Essere un difensore aggressivo fa parte del mio DNA»

Rudiger: «Ho messo da parte la salute, volevo essere al 100% per la squadra. Mi sento davvero bene e sono sollevato di aver terminato le cure»

Ai microfoni della Frankfurter Allgemeine Zeitung, Antonio Rüdiger, difensore tedesco seguito con attenzione dalla Juventus, ha rilasciato una lunga intervista, affrontando diversi temi di attualità legati al suo futuro e alla stagione in corso.

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INFORTUNIO – «Mi sento davvero bene e sono sollevato di aver terminato le cure. Da agosto-settembre 2024 c’era sempre qualcosa che non andava, ma ora posso giocare partite intere senza problemi. L’anno scorso spesso mi allenavo e giocavo solo prendendo antidolorifici, poi a gennaio la situazione è peggiorata e ho capito che dovevo fermarmi, anche perché c’è il Mondiale in estate» 

REAL MADRID – «Ho messo da parte la mia salute perché volevo essere al 100% per la squadra. Non c’è niente che odio di più che deludere i miei compagni. Lo rifarei? Probabilmente sì, anche se dopo l’operazione al ginocchio ho imparato a capire meglio quando è il momento di fermarsi» 

STILE DI GIOCO – «Essere un difensore aggressivo fa parte del mio DNA. A questi livelli devi far capire all’attaccante che per lui sarà una giornata difficile. Non è cattiveria, è concentrazione. Non a caso non vengo espulso dal 2017 e prendo pochi cartellini. È questa mentalità che mi ha portato al Real Madrid».

Italia, parla Calafiori: «Sto bene, vediamo oggi in campo ma sto bene. Dipende più da noi che dagli altri. Sulla partita…»

Riccardo Calafiori si presenta in conferenza stampa dal ritiro di Coverciano per analizzare il momento dell’Italia

L’Italia si avvicina al playoff contro l’Irlanda del Nord, una sfida che vale l’accesso ai prossimi Mondiali e che sta catalizzando l’attenzione dell’ambiente azzurro. Dopo la conferenza stampa di ieri, in cui il CT Gattuso ha ribadito con decisione di non voler cercare alibi in vista della gara di Bergamo, la Nazionale prosegue la preparazione con intensità.

Oggi, 24 marzo, è stato Riccardo Calafiori a presentarsi davanti ai media dal centro tecnico di Coverciano.

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PAROLE – «Sto bene, poi vediamo oggi in campo ma sto bene. Gestione dei momenti? In un momento così delicato la chiave è vivere il presente, non pensare troppo e godersi il momento, fare gruppo e pensare giorno per giorno. Sinceramente preferisco concentrarmi su di noi e i miei compagni, non è il momento di pensare troppo all’avversario. Dipende più da noi che dagli altri»

PARTITA – «La partita va preparata come se fosse un’altra partita. Sappiamo l’importanza ma dobbiamo stare il più sereni possibile. Calci piazzati? Dobbiamo stare molto attenti, loro possono essere pericolosi ma anche noi possiamo fargli male così. Nel calcio di oggi fanno la differenza, la linea è sottile e i dettagli sono importanti. Irlanda? Appena possono cercano questo tipo di giocata, dobbiamo cercare di evitare il più possibile questo modo di giocare e stare attenti sulle seconde palle. Dobbiamo essere concentrati dal primo all’ultimo minuto»

GOL SUBITI E PARTITA – «Non credo sia la problematica. Come sempre quando si commette un errore la colpa non è solo di un reparto. Credo che c’è poco da pensare al passato, dobbiamo stare insieme in questi due giorni e cercare di raggiungere il risultato che tutti dobbiamo. Spero in una partita in cui saremo noi a dominare e ad avere le chance più grandi. Non si può immaginare come finirà una partita o come andrà. Il messaggio che vogliamo mandare è di stare insieme ed essere positivi, perchè ci aiuterà. Conta tanto l’unione e la mentalità»

Nuovo stadio Cagliari, giornata chiave in Consiglio comunale: attese decisioni importanti. Ultime

Nuovo stadio Cagliari, il Consiglio comunale affronta un passaggio decisivo: ecco cosa cambia, le ultimissime

Il tema del nuovo stadio del Cagliari torna con forza al centro del dibattito cittadino, sia sul piano politico sia su quello sportivo. Il Consiglio comunale è chiamato oggi a esaminare con urgenza il Piano economico-finanziario, un passaggio considerato decisivo per avvicinare la pubblicazione del bando internazionale che darà il via al progetto destinato a raccogliere l’eredità del Sant’Elia. Un momento chiave per il club e per l’intera città, chiamata a confrontarsi con un’opera di grande impatto.

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L’amministrazione comunale e la società rossoblù stanno procedendo in parallelo per definire l’iter finale e mettere in sicurezza tutti gli aspetti necessari alla realizzazione del nuovo impianto. L’obiettivo è chiaro: superare gli ultimi passaggi formali e sciogliere i nodi amministrativi e normativi ancora sul tavolo, inevitabili in un progetto che coinvolge risorse pubbliche e investimenti privati.

Il dossier resta dunque apertissimo, ma il Cagliari spinge per accelerare e attende il via libera definitivo del Comune per avvicinare l’inizio dei lavori. La sensazione è che il prossimo passaggio istituzionale possa rappresentare la vera svolta, quella che finalmente aprirà la strada al nuovo stadio e al futuro dell’impianto rossoblù.

Calciomercato Milan, sprint per Goretzka: Tare intensifica i contatti mentre Allegri attende il colpo

Calciomercato Milan, operazione Goretzka in fase calda: Tare spinge, Allegri vuole il suo nuovo leader a centrocampo

Il Milan sfrutta la sosta per le Nazionali non solo per recuperare energie, ma anche per definire le strategie in vista del mercato 2026. Il pareggio dell’Inter a Firenze ha riacceso le ambizioni rossonere, riducendo il distacco dalla vetta a sei punti e restituendo entusiasmo a un ambiente che torna a credere concretamente nella corsa scudetto. In questo contesto, la dirigenza ha intensificato il lavoro dietro le quinte per preparare un’estate di manovre decisive.

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Secondo quanto riportato dall’edizione odierna del Corriere dello Sport, il club di via Aldo Rossi avrebbe ormai scelto il suo obiettivo principale: Leon Goretzka. Il centrocampista tedesco, destinato a lasciare il Bayern Monaco a giugno, è considerato il profilo ideale per completare il reparto mediano. Il Milan, consapevole della forte concorrenza internazionale, sta accelerando i contatti per assicurarsi un parametro zero di livello assoluto e anticipare le mosse degli altri top club europei.

La volontà della società è chiara: consegnare a Massimiliano Allegri un giocatore di grande fisicità, esperienza e leadership, capace di elevare la qualità complessiva della squadra. L’arrivo di Goretzka rappresenterebbe un tassello fondamentale per costruire un Milan più competitivo, pronto non solo a lottare per il titolo in Italia, ma anche a tornare protagonista in Europa nella prossima stagione.

Valencia, si prepara un’estate caldissima: il club vuole rinforzare la difesa e valuta diverse soluzioni. Le ultime

Valencia, occhi sul mercato estivo! L’obiettivo è chiaro: rinforzare il reparto difensivo: cosa può succedere

Il Valencia gioca d’anticipo. Nonostante la stagione sia ancora nel vivo, la dirigenza del club spagnolo sta già tracciando le linee guida per il prossimo mercato estivo, con un obiettivo prioritario e inequivocabile: blindare e dare certezze al proprio reparto arretrato. Tra i vari profili finiti sul tavolo della direzione sportiva, nelle ultime ore ha preso prepotentemente quota un nome di sicura affidabilità: Florian Lejeune, attuale baluardo difensivo del Rayo Vallecano.

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L’ESPERIENZA AL POTERE
A 34 anni, il centrale francese sta vivendo una vera e propria seconda giovinezza calcistica
. I numeri della sua carriera parlano chiaro: con oltre 230 battaglie disputate nel massimo campionato spagnolo, Lejeune rappresenta una garanzia assoluta di rendimento. Nel Rayo Vallecano si è consolidato non solo come titolare inamovibile, ma come leader carismatico e tattico dell’intera retroguardia. Le sue doti principali restano un eccezionale senso della posizione, un tempismo perfetto negli anticipi e un dominio assoluto nel gioco aereo, caratteristiche preziose per chiunque cerchi solidità.


L’IDENTIKIT PERFETTO
Perché il Valencia punta su un giocatore nella fase calante della carriera? La risposta risiede nelle urgenti necessità della rosa. Il club cerca disperatamente un difensore “pronto all’uso”, capace di garantire sicurezza immediata e di assumere un ruolo di grande responsabilità fin dal primo giorno. La sua profonda e radicata conoscenza del calcio spagnolo azzererebbe i classici tempi di fisiologico adattamento. Inoltre, in uno spogliatoio storicamente giovane e affamato di punti di riferimento, la gerarchia e la leadership di Lejeune risulterebbero fondamentali per guidare la crescita dei talenti del vivaio.


IL NODO DEL CONTRATTO
L’unico vero ostacolo verso la fumata bianca è rappresentato dalla situazione contrattuale del transalpino. Lejeune, infatti, è ancora formalmente legato al Rayo Vallecano, obbligando di fatto il Valencia a sedersi al tavolo delle trattative con il club madrileno. Considerando la carta d’identità del giocatore, non ci si aspetta ovviamente un’operazione dai costi esorbitanti, ma servirà comunque un’offerta congrua e strutturata per convincere il Rayo a privarsi del suo faro difensivo. La dirigenza del Mestalla ci lavora sotto traccia: il nome del francese è il primo della lista per l’estate.

Palermo, tutto pronto per il rush finale in Serie B! Sei giornate alla fine e obiettivo chiaro: la Serie A! Il focus sui rosanero

Palermo, parte il rush finale in Serie B: sei giornate per inseguire il sogno Serie A. Il focus completo sui rosanero

Il Palermo di Pippo Inzaghi si prepara al decisivo rush finale. Mancano soltanto sei giornate al termine del campionato e l’obiettivo è cristallino: provare fino all’ultimo secondo a centrare l’impresa della promozione nelle prime due posizioni, o quantomeno garantirsi la griglia migliore in vista dei playoff (traguardo già matematicamente in cassaforte, considerati i 22 punti di vantaggio sul nono posto). Per compiere il miracolo, però, servirà un netto cambio di marcia. Ecco il focus odierno del Corriere dello Sport;

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IL TABÙ DEGLI SCONTRI DIRETTI
Il piano per la rimonta passa necessariamente per il superamento del più grande limite stagionale
: l’incapacità di battere le dirette concorrenti. Delle sei gare restanti, ben quattro saranno contro formazioni dell’attuale top 8. Il tour de force inizierà venerdì 10 aprile nella bollente trasferta di Frosinone, per poi proseguire al Barbera contro il Cesena di Ashley Cole. Il gran finale prevederà la sfida interna contro il Catanzaro e l’incrocio all’ultima giornata sul campo della capolista Venezia. Il bilancio del girone di andata contro queste corazzate fa suonare un campanello d’allarme: zero vittorie, tre pareggi (Frosinone, Cesena, Venezia) e un doloroso ko (Catanzaro).


LE INSIDIE
Anche i match sulla carta più “morbidi” nascondono insidie pesantissime. Al rientro dalla sosta pasquale, il Palermo ospiterà l’Avellino guidato dal grande ex Davide Ballardini, una squadra rinvigorita e a caccia di un posto post-season. Alla terzultima giornata, invece, ci sarà la ruvida trasferta sul campo di una Reggiana disperata, pronta a lottare su ogni pallone per mantenere la categoria.


LE SCELTE DI INZAGHI
Dal punto di vista tattico, SuperPippo non rinuncia al suo rodato 3-4-2-1, ma ha approfittato della pausa per ricaricare le batterie di un gruppo che deve fare dell’intensità la sua arma in più. Il tecnico ha dimostrato di non guardare il curriculum: stanno trovando spazio profili affamati come Giovane e Vasic, a discapito di elementi più blasonati ma deludenti come Gyasi e Gomes, arretrati nelle gerarchie dopo la prova scialba di Carrara. L’ultima vera incognita per la volata finale è il “pericolo giallo”: l’intero pacchetto difensivo è sotto la mannaia delle squalifiche. Bereszynski, Peda, Magnani e capitan Bani sono tutti diffididati. Servirà una gestione chirurgica per non ritrovarsi con la retroguardia decimata sul più bello.

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