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Italia, la probabile formazione degli azzurri contro l’Irlanda del Nord: Gattuso riflette, le ultimissime

Italia, le ultime sulla formazione contro l’Irlanda del Nord: Gattuso valuta gli ultimi nodi, ecco la situazione aggiornata

È arrivato il momento decisivo dei playoff. L’Italia di Gennaro Gattuso scenderà in campo giovedì 26 marzo, alle 20:45, alla New Balance Arena di Bergamo per la semifinale contro l’Irlanda del Nord. In caso di vittoria, gli Azzurri torneranno in campo martedì 31 marzo per la finale contro la vincente di Galles–Bosnia ed Erzegovina.

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Dubbi e ballottaggi: la situazione in casa Azzurra

La probabile formazione non è ancora definita: diversi giocatori sono alle prese con acciacchi o valutazioni fisiche.

  • Bastoni è in dubbio per un edema alla tibia: se non dovesse recuperare, al suo posto è pronto Gatti, con Buongiorno come ulteriore opzione.
  • Mancini ha un fastidio al polpaccio ma dovrebbe essere regolarmente a disposizione.
  • Tonali e Calafiori sono sulla via del recupero e dovrebbero farcela.
  • Sulla fascia destra resta aperto il ballottaggio Politano–Palestra.
  • In attacco, Pio Esposito insidia Kean e Retegui per una maglia da titolare.

La probabile formazione dell’Italia

Gattuso dovrebbe confermare il 3-5-2, con diversi nodi ancora da sciogliere:

ITALIA (3-5-2): Donnarumma; Mancini, Bastoni, Calafiori; Politano/Palestra, Barella, Locatelli, Tonali, Dimarco; Kean, Retegui. Ct: Gennaro Gattuso.

Se Bastoni non dovesse recuperare, spazio a uno tra Gatti e Buongiorno sul centro-sinistra della difesa.

Dove vedere Italia Irlanda del Nord

La semifinale playoff tra Italia e Irlanda del Nord sarà trasmessa giovedì 26 marzo alle 20:45 su:

  • Rai 1
  • RaiPlay (in streaming)

Allenatore Sampdoria, ore caldissime per la panchina: Lombardo in bilico e Mancini spinge per la conferma

Allenatore Sampdoria, nodo allenatore ancora aperto: ore decisive per Lombardo, con Mancini deciso a confermarlo

Sono ore di grande tensione in casa Sampdoria sul fronte allenatore. Come riportato da Nico Schira su X, le prossime 48 ore saranno cruciali per definire il futuro della guida tecnica blucerchiata. Il ds Andrea Mancini spingerebbe per la conferma di Attilio Lombardo, affiancato da un vice di maggiore esperienza, mentre il ceo Jesper Fredberg starebbe valutando profili alternativi, sia italiani sia stranieri.

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Il quadro che emerge è quello di una società spaccata: Mancini favorevole alla continuità, Fredberg intenzionato a tenere aperta la porta a un possibile cambio.

La vittoria con l’Avellino non chiude il dibattito

Il successo per 2-1 contro l’Avellino ha certamente dato ossigeno alla classifica e riportato un po’ di serenità nell’ambiente, ma non è bastato a dissipare i dubbi interni. Già prima della partita il tema panchina era apertissimo e negli ultimi giorni erano stati presi in considerazione diversi nomi, anche dall’estero, in caso di ribaltone immediato.

La sensazione è che la vittoria del Ferraris abbia rafforzato, ma non blindato, la posizione di Lombardo. La Sampdoria ha bisogno di una scelta rapida: il finale di stagione richiede stabilità e una direzione tecnica chiara.

Stabilità o nuova svolta? Il bivio della Sampdoria

La linea di Mancini punta sulla continuità, magari integrando lo staff con una figura più esperta. Fredberg, invece, sembra orientato a mantenere aperto il ventaglio delle possibilità, valutando anche soluzioni fuori dai confini italiani.

È questo il nodo centrale: proseguire con l’allenatore che ha appena ottenuto una vittoria pesante oppure affidarsi a un nuovo tecnico per il rush finale?

Attesa per la decisione finale

Ad oggi, la posizione di Attilio Lombardo resta sotto osservazione. Il tecnico ha conquistato punti preziosi e una prestazione incoraggiante, ma il confronto interno non è ancora arrivato a una conclusione. Come sottolineato da Schira, le prossime 48 ore saranno decisive per capire se la Sampdoria confermerà l’attuale guida tecnica o se opterà per un cambio in corsa nella volata salvezza.

Juventus, allarme seconde linee: sette giocatori completamente spariti dalle rotazioni di Spalletti! Il focus

Juventus, ma dove sono finiti? Sette giocatori svaniti dai radar di Spalletti e una crisi di alternative che preoccupa l’ambiente

La Juventus attraversa un passaggio estremamente delicato e le scelte di Luciano Spalletti in Juve–Sassuolo hanno reso evidente una frattura ormai difficilmente occultabile. Nel momento dell’assalto finale, il tecnico ha infatti escluso clamorosamente Jonathan David e Lois Openda, affidandosi invece a Dusan Vlahovic, appena rientrato dopo un lungo stop, e addirittura ad Arkadiusz Milik. Una decisione che sa di mossa disperata e che certifica il fallimento delle rotazioni costruite in estate dalla dirigenza. Le alternative non stanno garantendo alcun contributo reale, costringendo la squadra a inseguire i risultati aggrappandosi a giocatori non al meglio pur di restare in corsa.

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Panchina in crisi: Kostic, Miretti e Cabal fuori dai radar

La difficoltà delle seconde linee non riguarda solo l’attacco. Anche negli altri reparti la situazione è allarmante. Filip Kostic non parte titolare dalla fine di novembre e negli ultimi quattro mesi ha messo insieme appena mezz’ora contro il Napoli. Non va meglio a Fabio Miretti, che non vede il campo dal primo minuto dalla sfida con il Como e nell’ultimo mese ha totalizzato solo 30 minuti. Il caso più emblematico resta però quello di Juan Cabal: dopo la disastrosa espulsione contro il Galatasaray, il difensore è completamente scomparso dalle rotazioni, finendo ai margini del progetto tecnico.

Numeri impietosi: Adzic e Zhegrova simboli di un problema strutturale

Le statistiche confermano in modo inequivocabile la crisi della panchina bianconera. Vasilije Adzic è stato schierato titolare una sola volta in 30 partite, mentre Edon Zhegrova non ha ancora trovato il gol e ha iniziato dal primo minuto in una sola occasione. Numeri che fotografano una realtà chiara: la Juventus non riesce a ottenere risposte dai propri rincalzi e Spalletti, privo di alternative affidabili, fatica a mantenere alta la competitività della squadra. La rincorsa agli obiettivi stagionali diventa così sempre più complessa.

Pulisic via dal Milan a fine stagione? L’americano esce allo scoperto e svela tutta la verità sul suo futuro. Cosa ha detto!

Pulisic lascia il Milan a fine stagione? L’attaccante americano ha svelato tutta la verità su quanto potrebbe succedere

Christian Pulisic ha rilasciato un’intervista esclusiva rilasciata a Men’s Journal. Queste le dichiarazioni dell’attaccante del Milan.

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ELOGIO DEL CT POCHETTINO – «Apprezzo sempre il sostegno. Mancanza di gol? Non mi preoccupo troppo di queste cose. Sento davvero di essere in un buon momento e di giocare bene. Quindi è stato un periodo piuttosto interessante. Ho sempre la sensazione che si possa giocare molto male, ma se si segnano un paio di gol, la gente ti osanna. E può valere anche il contrario. E bisogna semplicemente andare avanti. È così che va la carriera, con alti e bassi. Sto solo cercando di continuare a giocare bene, di mantenermi in forma fisicamente e di sentirmi bene. E questa è la cosa più importante».

VOCI DI MERCATO – «A dire il vero, molte persone me ne parlano e mi chiedono di cosa si tratta, e io rispondo che non ne ho nemmeno sentito parlare. Non ne so davvero nulla. Penso che ci sia sempre un momento e un luogo adatto. Di solito non è quando sono nel bel mezzo della stagione e sto giocando le partite. Non parlo con il mio agente di club e di trasferimenti».

Johan Cruijff, oltre 35.000 persone alla Premiere del suo documentario ad Amsterdam. Il ricordo di Laporta: «È ancora vivo e radicato nel cuore di tutti noi!»

Johan Cruijff, oltre 35.000 persone erano presenti alla Premiere del suo documentario ad Amsterdam. Queste le parole di ricordo di Joan Laporta

Oltre 35.000 persone si sono radunate sabato nella magnifica cornice della Johan Cruijff Arena ad Amsterdam per assistere alla prima assoluta dell’attesissimo documentario dedicato alla vita e alle gesta del leggendario numero 14. Tra gli ospiti d’onore non poteva mancare Joan Laporta, attuale presidente del Barcellona e storico discepolo del “Profeta del Gol”. Visibilmente emozionato, il patron blaugrana ha parlato a Voetbal International, regalando aneddoti e tratteggiando l’essenza immortale del suo grande mentore.

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L’EMOZIONE DELLA PREMIÈRE

«Essere qui stasera, ad Amsterdam, davanti a 35.000 persone alla Johan Cruijff Arena, è un’emozione semplicemente indescrivibile. Questa incredibile partecipazione popolare dimostra quanto Johan sia ancora vivo e radicato nel cuore di tutti noi. Guardare questo documentario mi ha riportato indietro nel tempo, riaccendendo ricordi preziosi e momenti indimenticabili. Lui non era solo un allenatore rivoluzionario o un giocatore dal talento inarrivabile, era un autentico visionario che ha cambiato per sempre il nostro modo di intendere il calcio, lo sport e la vita stessa».

LA FILOSOFIA DEL SUCCESSO

«Johan aveva una mentalità unica, una forza d’animo e una positività fuori dal comune. C’è una frase che riassume perfettamente la sua essenza, ed è quella che ho ripetuto anche oggi guardando le immagini sul maxischermo: lui non perdeva mai, vinceva sempre. Anche in quelle che gli altri chiamavano sconfitte, lui trovava una lezione magistrale, un’opportunità incredibile per innovare, correggere i difetti e migliorare. Ci ha insegnato che il risultato è sempre figlio del gioco, e che il bel calcio, fatto di possesso e coraggio, è l’unica via per arrivare al successo in modo davvero duraturo».

L’EREDITÀ AL BARCELLONA

«Conservo aneddoti bellissimi e privati delle nostre lunghe chiacchierate. Ricordo le cene infinite in cui si parlava ossessivamente di tattica, di posizionamento del corpo, di come un singolo dettaglio o un passaggio smarcante potessero cambiare l’inerzia di un’intera stagione. Aveva un carisma magnetico, quasi magico. Ti guardava negli occhi e ti convinceva che l’impossibile fosse a portata di mano. Il Barcellona di oggi, con il suo stile inconfondibile e la sua identità, è figlio diretto delle sue intuizioni. La sua eredità non è fatta solo di trofei in bacheca, ma di un DNA sacrosanto che abbiamo il dovere morale di proteggere, coltivare e tramandare alle future generazioni. Johan sarà per sempre l’anima pulsante del nostro club».

Pio Esposito titolare in Italia Irlanda del Nord? A cosa sta pensando davvero Gattuso per i playoff Mondiali. La mossa del ct azzurro!

Pio Esposito sarà titolare in Italia Irlanda del Nord? Ecco le idee di formazione del ct Gennaro Gattuso riguardanti l’attaccante dell’Inter

L’ascesa di Francesco Pio Esposito nel panorama del calcio italiano non conosce soste. Dopo essersi caricato sulle spalle il peso dell’attacco dell’Inter guidata da Cristian Chivu, il giovane e talentuoso centravanti è ora pronto a scardinare anche le rigide gerarchie della Nazionale italiana. Le sue recenti e convincenti prestazioni sul rettangolo verde hanno aiutato i nerazzurri a mantenere la leadership in campionato a quota 69 punti, trasformandolo di fatto nel “detonatore” tattico su cui il commissario tecnico Gennaro Gattuso vuole fermamente scommettere in vista dei delicatissimi playoff mondiali contro l’Irlanda del Nord.

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La scelta di Gattuso: il bomber che serve all’Italia

Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, l’attaccante classe 2005 ha letteralmente stregato il CT azzurro grazie a una impressionante continuità di rendimento e a una personalità fuori dal comune per la sua età. In un reparto offensivo che deve purtroppo fare i conti con l’infortunio di Gianluca Scamacca, il giovane bomber lanciato in Serie A rappresenta il “kit di pronto soccorso” ideale per risolvere i problemi dell’Italia.

Pio Esposito si candida così a un ruolo da grande protagonista nella cruciale sfida di Bergamo, superando la folta concorrenza di Moise Kean, apparso decisamente appannato nel recente scontro diretto di Firenze, e di Mateo Retegui, costretto ai box dallo scorso 13 marzo.

Il rammarico di Firenze e il progetto giovani dell’Inter

Non è un caso che il talento nerazzurro sia stato l’ultimo ad aver segnato con la maglia della Nazionale e l’unico a brillare realmente nella recente e amara trasferta contro la Norvegia. Il comprensibile rammarico per il miracolo del portiere spagnolo De Gea, che gli ha clamorosamente negato la prima doppietta nel massimo campionato e il possibile gol-scudetto contro la Fiorentina, è ormai alle spalle.

Gattuso vede in lui il vigore fisico necessario per abbattere il solido muro difensivo nordirlandese. Giovedì sera Pio Esposito giocherà, forse non dall’inizio, ma con l’assoluta consapevolezza di chi ha le qualità per trascinare un intero Paese verso la qualificazione. Per la dirigenza dell’Inter, ammirare il proprio “ragazzone dagli occhi dolci” brillare in azzurro rappresenta la definitiva consacrazione del progetto sportivo. È la lucida conferma della bontà della linea verde voluta dalla proprietà Oaktree e magistralmente rifinita dal lavoro quotidiano di mister Chivu alla Pinetina.

Infortunati Bologna: l’esito ufficiale degli esami di Pobega e Odgaard. Le condizioni e quanto dovranno rimanere fuori

Infortunati Bologna: l’esito degli esami di Pobega e Odgaard. Le condizioni e quanto resteranno ai box i due giocatori rossoblù

Il Bologna deve fare i conti con l’infermeria. Nelle ultime ore, lo staff medico rossoblù ha diramato un doppio bollettino medico che complica i piani tattici in vista dei prossimi, delicati impegni stagionali. Vincenzo Italiano dovrà infatti rinunciare a due pedine importanti per le rotazioni della rosa, fermate da problemi muscolari che richiederanno un periodo di stop forzato.

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Il bollettino medico: lo stop di Tommaso Pobega

Il primo a doversi fermare ai box è stato il centrocampista italiano. Come riportato testualmente dalla nota ufficiale diramata dal club felsineo: Gli esami cui è stato sottoposto Tommaso Pobega hanno evidenziato una lesione di basso grado dell’ileopsoas di destra, con tempi di recupero di 2-3 settimane Si tratta di una fastidiosa noia muscolare che priverà il centrocampo di un elemento che garantisce grande fisicità e capacità di inserimento. Il giocatore inizierà immediatamente il percorso riabilitativo personalizzato, con l’obiettivo di tornare a disposizione per la seconda metà del prossimo mese, saltando inevitabilmente i prossimi incroci cruciali del calendario.

L’infortunio di Jens Odgaard: emergenza in attacco

Non arrivano buone notizie nemmeno per il reparto offensivo, che perde una preziosa alternativa a gara in corso. Anche l’attaccante danese è stato costretto a sottoporsi a controlli strumentali approfonditi dopo aver accusato un fastidio durante gli ultimi allenamenti. Il verdetto dello staff medico parla chiaro: “Gli esami cui è stato sottoposto Jens Odgaard hanno evidenziato una lieve elongazione del retto femorale sinistro, con tempi di recupero di 2-3 settimane”.

Una prognosi praticamente identica a quella del compagno di squadra. L’assenza dell’attaccante riduce le opzioni tattiche per il tecnico, che dovrà ora rimodulare le scelte per scardinare le difese avversarie nelle imminenti sfide di Serie A.

Le conseguenze per le prossime partite

Questa doppia assenza impone ora una gestione estremamente attenta delle energie per il resto del gruppo. Per entrambi i calciatori, i tempi di recupero stimati significano dover rinunciare a un blocco cruciale di partite contro Cremonese, Lecce e il doppio incrocio europeo con l’Aston Villa, puntando al rientro il 19 aprile con la Juventus. Lo staff medico e i preparatori atletici lavoreranno a stretto contatto per monitorare quotidianamente l’evoluzione clinica di Pobega e Odgaard, sperando di evitare ricadute. Adesso, la profondità della panchina sarà il vero banco di prova per confermare le ambizioni stagionali della squadra.

Udinese, Gianpaolo Pozzo racconta: «Si parlava di 300 milioni ma non vogliamo vendere…Dico questo sul futuro di Solet e Davis»

Udinese, Gianpaolo Pozzo – presidente dei friulani – si è espresso così a proposito di passato, presente e futuro del club

Il presidente dell’Udinese, Gianpaolo Pozzo, ha rilasciato un’intervista ai microfoni di radio GR Parlamento. Queste le sue dichiarazioni.

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RIAVVOLGE IL NASTRO«Gli anni sono passati come un fulmine… Tra gli allenatori che ho avuto ricordo con piacere le imprese di Zaccheroni e Spalletti, un ottimo tecnico. Ne abbiamo avuti tanti, non sempre se le cose non giravano bene era colpa loro, soprattutto perché noi dobbiamo rinnovarci ogni anno. Quando esplode un giocatore è difficile trattenerlo, ci sono le grandi piazze. Non sempre c’è il tempo di adattamento di cui i giocatori hanno bisogno».

GIOCATORE PIU’ FORTE AVUTO ALL’UDINESE – «Ne abbiamo avuti parecchi. Quello di cui ho più grandi ricordi è Di Natale, ma potrei citare anche Bierhoff e altri. Sarebbe ingiusto parlare di qualcuno, ne dimenticherei altri».

PREZZO DELL’UDINESE – «Vorrei precisare prima di tutto che non vogliamo vendere, ma vogliamo internazionalizzare il club, un po’ come ha fatto l’Atalanta, per migliorare i risultati sportivi. Il nostro è un budget regionale e l’obiettivo è una salvezza tranquilla. Questo è quello che le risorse ci permettono, poi può succedere che ti esplode un giocatore, ma per arrivare nelle coppe ce ne vogliono di più. Abbiamo sempre cercato di potenziare, se qualcuno vuole venire a Udine per un progetto ambizioso, noi siamo qua a qualsiasi condizione. Fare cifre è difficile, ma la trattativa di cui si parlava e che avevamo anche firmato prevedeva la cessione dell’Udinese a 300 milioni di euro. Non siamo qui però per vendere, vorremmo la partecipazione di qualche fondo, solo per migliorarci a livello sportivo. Altrimenti siamo qui, non abbiamo per fortuna bisogno di vivere con le risorse dell’Udinese, che rimane un hobby con impegni professionali di alto livello».

EUROPA «Dopo tanti anni possiamo dire che noi qui riusciamo a rimanere tranquillamente in Serie A, più o meno. Se avessimo la fortuna di migliorare la classifica a livelli europei ben venga. L’Atalanta era un club similare all’Udinese e ora lo è a livello internazionale».

OBIETTIVI – «La squadra potenzialmente può arrivare a 50 punti, ma c’è sempre la questione di giocatori che devono adeguarsi in tempo all’ambiente e alla mentalità. Qualcuno ci riesce, ma un calciatore ha bisogno di un minimo di tempo… Abbiamo giocatori validissimi, che devono maturare in questa realtà, se si verifica, potremmo fare 50 punti».

DAVIS – «Lo abbiamo pagato 3 milioni di euro, è un bravissimo giocatore anche a livello di comportamento e atteggiamento nei confronti della società. Ha avuto dei momenti difficili, ma se gli dai la palla sa come gestirla e fa gol».

SOLET – «Nelle trattative è difficile stabilire un prezzo, non mi sento di fare un prezzo, non siamo la Borsa. Ci sono margini difficili da stabilire, scambi eventuali di giocatori… Lui è molto importante per la difesa, si vede, è molto bravo e fa un lavoro molto valido».

FIGLIO GINO «I risultati dell’Udinese in questi 30 anni… Beh, la base è merito suo. Gli acquisti e le vendite li cura lui».

COMO «Sono miracolosi per la verità. Non bastano i soldi, bisogna essere anche capaci, sono arrivati in una zona che sotto il profilo calcistico non ha una grande tradizione e stanno facendo delle cose incredibili. Sono bravi nella gestione, hanno centrato tutto, anche l’acquisto dei giocatori. Bravissimi. Non li conosco, ma hanno investito bene i loro soldi».

LUCCA NAPOLI – «Noi lo avevamo qui che funzionava bene, ha fatto ottimi campionati. Bisogna avere un po’ di pazienza, le cose non girano bene subito. Non so perché, non è possibile che un giocatore così giovane inverta il rendimento da un anno a un altro. Deve sicuramente ritornare fuori quel giocatore che abbiamo conosciuto, aveva carattere e segnava».

SPALLETTI ALLA JUVE – «È un allenatore che riesce a sviluppare qualsiasi situazione, anche in difficoltà. Sicuramente, con la pazienza, rimetterà a posto la squadra. Lo conosco, so le sue capacità».

VAR «Nel 99% dei casi ha risolto dei problemi che sarebbero state ingiustizie. Lo perfezioneranno, ma è la strada giusta. Questa tecnologia ha aiutato a migliorare tanto le cose. Io la vedo bene, lo dico in modo obiettivo. Ricorderete che 30 anni fa ero contro gli arbitri, adesso va molto meglio».

Napoli Milan: quattro fattori chiave che sorridono ad Allegri in vista del big match del Maradona. L’analisi di Gazzetta!

Napoli Milan: i quattro fattori chiave che sorridono a Massimiliano Allegri in vista del big match post-sosta del Maradona

Il lunedì di Pasquetta non metterà in palio soltanto tre punti d’oro per il secondo posto: lo scontro diretto al vertice tra Napoli e Milan eleggerà la vera, e forse unica, anti-Inter di questo finale di stagione. I rossoneri di Massimiliano Allegri, rialzatisi contro il Torino dopo il passo falso dell’Olimpico, sbarcano al Maradona con l’obiettivo di non fermarsi più.
Ecco i quattro fattori chiave che sorridono al Diavolo in vista della super sfida secondo l’analisi de La Gazzetta dello Sport.

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L’ESALTAZIONE NEI BIG MATCH

C’è un dato che certifica il DNA di questo Milan: non trema davanti alle grandi. Se la squadra ha talvolta faticato a scardinare le difese delle formazioni meno ambiziose, nei confronti diretti è stata letale. Ha battuto l’Inter in entrambi i derby di campionato (non accadeva dal 2010/11, sempre con Max in panchina) e all’andata ha liquidato proprio il Napoli in poco più di mezz’ora. Aggiungendo i punti conquistati contro Como e Roma, e il pari con la Juve, il quadro è chiaro: il Milan contro le big è quasi infallibile.

MENTE SGOMBRA

Il fattore psicologico peserà tantissimo. Il Napoli scende in campo con il macigno e le aspettative di chi deve difendere il tricolore cucito sul petto. Il Milan, reduce dal disastroso ottavo posto dell’anno scorso, ha un obiettivo molto più “semplice” da gestire: blindare il ritorno in Champions League. Allegri lo sa e predica calma, ancorando il gruppo alla realtà. Meno pressioni pubbliche significano più leggerezza nelle gambe.

IL NUOVO MURO DIFENSIVO

Con sole 23 reti al passivo, quella rossonera è la seconda miglior difesa del campionato (dietro solo al sorprendente Como). Rispetto a un anno fa, il Diavolo ha incassato 12 gol in meno. Il blocco formato da Tomori, Gabbia, Pavlovic e De Winter è diventato solido e affidabile. Numeri alla mano, il Milan vanta anche più clean sheet degli azzurri (13 a 10).

I LEADER AL TOP DELLA CONDIZIONE

Le amichevoli internazionali permetteranno a Rabiot e Modric (i due veri motori della squadra) di gestire le energie. Il francese è straripante, mentre il croato vanta una freschezza atletica surreale per i suoi quarant’anni. La notizia migliore, però, riguarda Rafa Leao: escluso dai convocati del Portogallo, il 10 rossonero potrà ricaricare le pile a Milanello per presentarsi al top della condizione al Maradona.

Calciomercato Juve: scambio David Kolo Muani col Psg. Dirigenza al lavoro, cosa potrebbe succedere in estate

Calciomercato Juve: si pensa allo scambio David Kolo Muani con il Psg. Ecco svelato il possibile scenario in vista dell’estate

La Juve è già al lavoro per pianificare le mosse della prossima sessione estiva di calciomercato. L’obiettivo primario della dirigenza è quello di rinforzare pesantemente il reparto offensivo. Secondo le ultime indiscrezioni lanciate dalla Gazzetta dello Sport, i riflettori della Vecchia Signora si sono accesi su un profilo di spessore internazionale, considerato estremamente gradito ai vertici societari.

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L’occasione Kolo Muani in uscita dal PSG

Il nome caldo è quello di Randal Kolo Muani. L’attaccante francese lascerà il Tottenham al termine dell’annata sportiva in corso, facendo rientro al Paris Saint-Germain. Tuttavia, il giocatore non rientra nei piani futuri del club francese, che sta già valutando diverse opzioni per cederlo. La dirigenza bianconera osserva la situazione con interesse, fiutando una vera e propria occasione per migliorare l’organico. Secondo le voci, il centravanti nutre un ottimo ricordo e non ha mai perso le speranze di vestire i colori bianconeri.

L’intreccio di mercato: la carta Jonathan David

Per agevolare un impegnativo trasferimento a livello economico, prende sempre più quota l’ipotesi di un clamoroso scambio sull’asse Torino-Parigi. I transalpini avrebbero infatti messo gli occhi su Jonathan David, proponendo di inserire il proprio tesserato come contropartita tecnica per abbassare le pretese. I bianconeri devono ora riflettere su questa operazione, valutandone tutte le ripercussioni. Il canadese ha vissuto una stagione altalenante, faticando a imporsi con continuità. Sacrificarlo per accogliere Kolo Muani potrebbe rappresentare la soluzione ideale per tutti, garantendo un contratto pienamente soddisfacente per le parti coinvolte. La trattativa si trova in una fase iniziale, ma le solide basi per intavolare discussioni decisamente concrete sono già presenti.

L’approvazione di Luciano Spalletti

Un elemento fondamentale per la sicura riuscita dell’affare risulta l’assenso della guida tecnica. Luciano Spalletti ha già dato il suo pieno benestare per questa operazione di mercato. L’allenatore apprezza moltissimo le indiscusse qualità del centravanti, ritenuto perfetto per variare gli schemi tattici. La sua dirompente fisicità e la capacità di attaccare la profondità offrirebbero preziose alternative offensive. Il mister è assolutamente convinto che un innesto del genere alzerebbe subito il livello competitivo, portando nuova linfa nello spogliatoio. I prossimi mesi diventeranno decisivi per comprendere se questo intricato intreccio di mercato si concretizzerà definitivamente.

Robinio Vaz si è preso la Roma: tutti i segreti del predestinato che ha riacceso le speranze Champions di Gasperini

Robinio Vaz ha finalmente trascinato la Roma: ecco i segreti del predestinato che ha riportato i giallorossi in scia Champions League

Il talento è un bagliore improvviso, un istinto primordiale che non si può insegnare. E Robinio Vaz, gioiellino diciannovenne sbarcato nella Capitale, ha dimostrato di avere la luce dei predestinati. Il baby attaccante francese è l’ultima, elettrizzante sorpresa della stagione della Roma: con il suo primo acuto in Serie A contro il Lecce e un impatto devastante in Europa, ha rianimato prepotentemente il sogno Champions dei giallorossi. Oggi La Gazzetta dello Sport ne offre un ritratto.

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L’OMBRA DI OSIMHEN

Laddove profili più esperti come Dovbyk e Ferguson hanno faticato, ci ha pensato Donyell Malen a rimettere inizialmente la squadra in carreggiata. Ma ora, accanto all’olandese, c’è un nuovo protagonista assoluto nell’area di rigore. In molti rivedono nel classe 2007 le movenze, la forza esplosiva e il fiuto del gol del primo Victor Osimhen, sebbene il suo idolo assoluto resti Zinedine Zidane. In soli 240 minuti in giallorosso, Vaz ha spaccato la doppia sfida europea contro il Bologna (procurando un rigore, fornendo un assist a Pellegrini e lottando su ogni pallone) e ha deciso il delicatissimo match di campionato contro i salentini, rompendo un digiuno di vittorie che durava da un mese.

IL COLPO DI MASSARA

In un mercato internazionale dove le big fanno lievitare a dismisura i prezzi dei giovani prospetti, il direttore sportivo Ricky Massara ha messo a segno un vero e proprio capolavoro strategico. Pagato 20 milioni di euro – un investimento oneroso ma già ampiamente giustificato – Vaz è stato strappato alla feroce concorrenza del Bayer Leverkusen e di mezza Premier League. La sua sfrontatezza è disarmante: gioca senza paure e sa impattare fisicamente anche contro difensori navigati e arcigni come Lucumì o Tiago Gabriel.

DALLE BANLIEUE ALLA BENEDIZIONE DI DE ZERBI

La sua è una storia di fame e riscatto, partita dalle strade del difficile quartiere di Val Fourré a Mantes-la-Jolie, alla periferia di Parigi (da cui ha ereditato il numero 78 che porta sulla maglia). Dopo le giovanili nel Sochaux, è esploso al Marsiglia sotto la guida di Roberto De Zerbi, che di lui disse ammirato: «Voglio vedere tutti i giocatori come lui: ha bruciato l’erba quando è entrato in campo». Numeri alla mano, in Francia viaggiava con una media mostruosa di un gol o un assist ogni 62 minuti. Il treno per la Champions League non aspetta, e Robinio è pronto a salirci a tutti i costi prendendosi la Roma.

Filippo Galli riavvolge il nastro del suo Milan vincente: «Berlusconi ci disse questo il primo giorno…Ecco due aneddoti su Van Basten e Gullit»

Filippo Galli ha riavvolto il nastro del suo Milan vincente targato Silvio Berlusconi. Queste le sue dichiarazioni

Quarant’anni fa esatti, tra il febbraio e il luglio del 1986, si compiva l’atto di nascita di una delle epopee più vincenti della storia del calcio: il Milan di Silvio Berlusconi. A viverli in prima persona c’era Filippo Galli, storico difensore e “rossonero a vita”, che in questa intervista a La Gazzetta dello Sport ripercorre i retroscena di quell’estate indimenticabile.

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GLI ELICOTTERI ALL’ARENA E L’IRONIA DI TACCONI «Sì, momenti incredibili. Gli elicotteri all’Arena, un bel rischio. Andò in modo diverso… Una mattinata incredibile, fantastica. Siamo partiti dall’aeroporto dei vip di Linate la mattina, verso le 10. Pioveva molto, ma c’era tanta, tantissima gente. E facevano cori e slogan. Presentava Cesare Cadeo, c’era molta allegria e fermento. Qualcuno di noi era spaventato, confusione eccessiva. Era previsto anche uno spettacolo, ma è stato annullato per il maltempo. Berlusconi voleva stupire».

IL DISCORSO ALLA SQUADRA E IL VOLO ASSICURATO «“Lasciate perdere le battute e gli sfottò. Voi siete il Milan e guardate solo al Milan. Questa squadra”, disse, “è condannata a vincere”. Così dicevano dell’assicurazione da 50 miliardi, il presidente faceva le cose in grande. Anche i discorsi. Ad Arcore ci disse: “Il nostro gruppo è primo in ogni sua attività, ci troveremmo molto male, nel calcio, a essere secondi”».

GLI INIZI «Un po’ di rodaggio. C’erano giocatori nuovi, idee nuove, qualcuno era un po’ frastornato. Il pres amava i dettagli. Anche l’alimentazione. A Barcellona, al trofeo Gamper, credo, polemizzò con l’allenatore e il medico per il dolce. Lo proibì. Ma quel giorno scoprimmo Gullit. Grandissimo Ruud. Berlusconi disse a tutti: “Ragazzi, ho visto uno da Milan”. L’anno dopo lo prese».

VAN BASTEN «Di Marco, se non ricordo male, si parlava già da tempo. La sera della cena ad Arcore, prima di andare in ritiro a Vipiteno, lo davano per fatto. È arrivato nella stagione successiva a parametro zero. Se non ricordo male, Kalle aveva detto che per vincere non bastava comprare molti campioni. Il presidente, lo raccontò alla cena nella sua villa, rispose: “Gli ho detto: caro Rummenigge aspetta e vedrai”».

IL QUINTO POSTO AL PRIMO ANNO «Abbiamo fatto lo spareggio a Torino contro la Sampdoria per andare in Uefa. Liedholm era stato esonerato, in panchina c’era Capello. Ha segnato Massaro ai supplementari. Poi l’anno dopo abbiamo vinto lo scudetto. Sì, una scelta clamorosamente felice. Lo ha preso dalla Serie B. Una grande scommessa. Il presidente diceva spesso: “Io e Arrigo condividiamo l’idea di vincere e divertire insieme”».

BERLUSCONI «Lui amava il Milan e i suoi giocatori. Ci voleva bene, ci proteggeva. Con lui, io, gli altri, tutti penso, siamo stati bene. Scherzava, era molto generoso. E abbiamo vinto. Tanto, tantissimo. Lui le chiamava mission. In realtà voleva un Milan sempre lassù. Primo, in Italia, in Europa e nel mondo. E ci è, ci siamo riusciti. Berlusconi lo disse il primo giorno, a Milanello, poi all’Arena, nella cena di Arcore e nella convention al Castello di Pomerio: questo Milan può durare molto. È durato, no?».

Como, hai visto Diao!? Fabregas si coccola il suo talento, tornato grande dopo il lungo calvario

Como, Assane Diao è tornato a brillare dopo il lungo infortunio: Cesc Fabregas si coccola il suo giocatore. Il focus completo

Il Como ha saputo aspettarlo a lungo, cullandolo con pazienza e proteggendolo nei momenti più bui di un calvario fisico durato quasi un anno. Ora che il tunnel degli infortuni è finalmente alle spalle, Assane Diao rappresenta l’arma in più, letale e imprevedibile, nello scacchiere di Cesc Fabregas per la clamorosa volata verso la Champions League. Un traguardo che in riva al lago nessuno vuole nominare ad alta voce, per preservare la spensieratezza di un gruppo che gioca solo per imporre il proprio calcio. Ma l’ambizione, sottopelle, brucia. Ecco cosa ha scritto oggi La Gazzetta dello Sport.

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LA SCHEGGIA IMPAZZITA DI FABREGAS

All’interno della fluida e organizzata macchina tattica disegnata dal tecnico spagnolo, l’esterno classe 2005 incarna quella sana e necessaria anarchia capace di rompere gli equilibri avversari. I segnali di risveglio si erano già intravisti nei pochi minuti disputati contro il Lecce e poi toccati con mano nel secondo tempo contro la Roma. La definitiva consacrazione del suo ritorno è arrivata domenica scorsa contro il Pisa: schierato nuovamente da titolare, Diao ha ripagato la fiducia mettendo a referto i primi gol e assist della sua stagione. Un’iniezione di ottimismo fondamentale per la testa e il morale di un ragazzo di soli vent’anni.

LA FINE DI UN LUNGO CALVARIO

Per ritrovare l’ultima gioia personale del senegalese naturalizzato spagnolo bisognava riavvolgere il nastro di quasi dodici mesi. Era la fine di aprile dell’anno scorso quando una frattura al piede destro in allenamento lo costrinse all’operazione, interrompendo bruscamente un’annata in cui, con 8 reti, si era comunque laureato miglior marcatore del Como 2024/25. Da lì, un incubo senza fine: una ricaduta estiva che ha compromesso l’intera preparazione atletica, seguita da due fastidiose lesioni al bicipite femorale tra novembre e dicembre che ne hanno ulteriormente ritardato il rientro.

L’EUROPA NEL DESTINO

L’orizzonte europeo, per Diao, non è una novità assoluta. Ai tempi del Betis Siviglia aveva già assaporato sia l’Europa League (trovando la via della rete) che la Conference League (fornendo un assist). Ora, però, il mirino è puntato sul bersaglio grosso. Aprile sarà il mese della verità assoluta per i lariani, attesi non solo dalla rincorsa al quarto posto in campionato, ma anche dall’affascinante semifinale di Coppa Italia contro l’Inter. Sfide da vertigini, da affrontare rigorosamente a tutto gas, con un Diao in più a far girare il motore biancoblù.

Arbitro Italia Irlanda del Nord: designato il fischietto dei playoff per i Mondiali 2026. Chi dirigerà la sfida degli azzurri

Arbitro Italia Irlanda del Nord: quale fischietto è stato designato per i playoff per i Mondiali 2026. Chi arbitrerà la sfida degli azzurri

La marcia di avvicinamento della Nazionale azzurra verso il prossimo e fondamentale impegno internazionale si arricchisce di un dettaglio cruciale. I vertici arbitrali hanno infatti sciolto le riserve sul direttore di gara: sarà Danny Makkelie l’arbitro di Italia-Irlanda del Nord.

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Questa è stata la scelta di Rosetti, designatore UEFA, per guidare una gara che si preannuncia tesa, fisica e vibrante. L’incontro è in programma per giovedì 26 marzo con calcio d’inizio alle ore 20:45, e si disputerà nella cornice della New Balance Arena.

I precedenti: il dolce e amaro ricordo di Euro 2024

Per i tifosi azzurri e per i giocatori, il nome del fischietto olandese rievoca ricordi molto recenti, ricchi di pathos e adrenalina. L’olandese ritrova gli azzurri per la prima volta dagli europei 2024, competizione in cui diresse l’ultima sfida della fase a gironi contro la Croazia.

In quella notte, la Nazionale di Spalletti riuscì a strappare un pareggio vitale all’ultimo secondo, proprio con la rete di Zaccagni nel finale e il passaggio del turno. Un’emozione purtroppo durata troppo poco, prima dell’eliminazione per mano della Svizzera agli ottavi di finale. Makkelie è noto per la sua ferma gestione dei cartellini e la sua grande esperienza internazionale, doti che saranno indispensabili in un match da dentro o fuori.

La squadra arbitrale completa per la New Balance Arena

Ad affiancare il direttore principale ci sarà un team collaudato per garantire la massima sintonia tecnica. Come VAR, invece, ci sarà van Boekel, direttore di gara olandese, coadiuvato dall’AVAR Jeroen Manschot. Sulle linee laterali agiranno gli Assistenti saranno invece Steegstra e de Vries. Infine, a completare la squadra arbitrale sarà il IV Ufficiale Gil Manzano, esperto arbitro spagnolo.

LA DESIGNAZIONE COMPLETA – Di seguito la designazione completa per la sfida della New Balance Arena, passaggio fondamentale verso la qualificazione per i Mondiali 2026:

  • Arbitro: Makkelie (Olanda)
  • Assistenti: Steegstra – de Vries (Olanda)
  • IV Ufficiale: Gil Manzano (Spagna)
  • VAR: van Boekel (Olanda)
  • AVAR: Manschot (Olanda)

Di Natale incorona Pio Esposito: «Per i prossimi 15 anni sarà lui il futuro dell’Italia. Gli auguro di fare ancora meglio di tutti noi napoletani che abbiamo indossato la maglia azzurra»

Di Natale, ex attaccante dell’Italia e bandiera dell’Udinese, ha parlato così di Francesco Pio Esposito. Le sue dichiarazioni

Antonio Di Natale ha parlato così di Francesco Pio Esposito nell’intervista a La Gazzetta dello Sport. Le sue dichiarazioni.

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PAROLE – «Sono convinto che segnerà tanti altri gol e che per i prossimi 15 anni sarà lui il futuro dell’Italia. Pio è bravo e sono felice per la stagione che sta vivendo. Al primo anno in Serie A non era facile mostrare subito queste qualità, diventare titolare nell’Inter ed essere convocato dalla Nazionale. Oltre che un bravissimo attaccante, vi posso assicurare che Pio è anche un ragazzo con la testa sulle spalle e i piedi per terra. Prima di tutto sta sempre sul pezzo, lavora per migliorarsi e ha tanta fame. Queste sono le qualità fondamentali per crescere e andare lontano. Tecnicamente è forte di testa, ha un bel tiro, protegge alla grande il pallone ed è difficile da spostare. Sa giocare a calcio ed è intelligente nell’occupare gli spazi in area di rigore. Per i difensori avversari marcarlo non è facile: è bravo a fare le sponde, sa prendere la posizione sui cross e nei movimenti è rapido. A Firenze, a parte la rete dell’1- 0, mi ha impressionato per la girata finale con la quale ha sfiorato la doppietta.

Somiglianze con Toni? Rispetto a Luca secondo me è diverso. Per i movimenti che fa, e lo dico con grande rispetto, un po’ mi ricorda Van Basten. Sinceramente faccio il tifo per lui e gli auguro di fare ancora meglio di tutti noi napoletani che abbiamo indossato la maglia azzurra. Per me può superare i 17 goal di Immobile, ha tanti anni davanti. A Napoli il calcio è vissuto con passione, ma poi ci sono le qualità dei singoli e Pio ne ha davvero di eccezionali. L’ho conosciuto a La Spezia quando lo scorso anno sono andato a trovare l’ad Andrea Gazzoli e sia lui sia il fratello Salvatore giocavano lì. Oltre che un bravissimo attaccante, vi posso assicurare che Pio è anche un ragazzo con la testa sulle spalle e i piedi per terra. Già allora si vedeva che era destinato a indossare la maglia di una grande. Ci scriviamo e quando l’Inter ha giocato a Pisa, mia figlia Diletta è andata con il suo fidanzato interista a farsi una foto con lui».

Come Calhanoglu, dal Milan all’Inter gratis: colpo firmato Ausilio

L’Inter è pronta a piazzare un altro colpo a parametro zero e questa volta c’è la firma di Ausilio: dal Milan ai nerazzurri

Il cavallo di battaglia di Giuseppe Marotta, il piatto forte del presidente dell’Inter. In tema di calciomercato, il numero 1 del club nerazzurro può essere definitivo senza timore di smentita il re incontrastato dei parametri zero.

Nel corso della sua carriera Marotta ha spesso approfittato delle scadenze di contratto per piazzare colpi a sorpresa. All’Inter ne sanno qualcosa, basta citare Hakan Calhanoglu che i nerazzurri hanno scippati ai cugini del Milan. Ora la storia si potrebbe ripetere, anche se dietro a questo possibile colpo interista non c’è il presidente, ma il direttore sportivo Piero Ausilio. È proprio lui il grande estimatore dell’ex rossonero, il cui nome è al centro delle voci di mercato: Franck Kessie è uno dei giocatori più ambiti del calciomercato estivo, considerata la sua decisione di salutare l’Al-Ahli per tornare in Europa.

Il centrocampista ivoriano è stato proposto alla Juventus, che ne sta vagliando la candidatura, ma non soltanto. Il suo entourage ha avuto contatti anche con Ausilio e l’idea Inter non è da scartare.

Kessie all’Inter: i dettagli del possibile affare

In attesa del rush finale di questo campionato, che all’Inter sperano possa essere vincente, i nerazzurri sono già alle prese con il mercato. Tra le priorità anche l’arrivo di un centrocampista fisico e, considerate le difficoltà ad arrivare a Koné, il nome di Kessie potrebbe essere quello giusto.

Kessie Inter
Kessie proposto anche all’Inter (Instagram Franck Kessie) – Calcionews24.com

TuttoSport racconta che l’ex Milan è stato proposto anche ad Ausilio che sarebbe un suo estimatore di vecchia data. Se questo basterà per far decollare la trattativa non si sa ancora, anche perché ci sono poi gli aspetti economici da prendere in considerazione. Il centrocampista, infatti, vorrebbe un contratto di almeno un paio di anni con ingaggio da 5 milioni di euro a stagione.

Una cifra elevata che chiede una valutazione attenta, anche perché c’è da considerare l’età di Kessie: l’ivoriano ha compiuto 30 anni e Oaktree preferirebbe evitare l’arrivo di calciatore con più di 30 anni appunto. L’eccezione si può sempre fare ed è quella che potrebbe riguardare proprio l’ex Milan se Marotta e Ausilio pensassero troppo complicato arrivare a Koné, Andrey Santos o un altro profilo under 30 con queste caratteristiche.

La proposta ad Ausilio è arrivata: ora l’Inter può decidere di affondare o lasciare Kessie a chi vuole scommettere su di lui.

Napoli schiacciasassi al Maradona: 5 partite su 8 in casa per sognare in grande in questo finale. Non succede dal dicembre 2024 che…

Napoli macchina perfetta al Maradona: 5 partite su 8 in casa per sognare in grande in chiave Scudetto. Non accade dal dicembre 2024

Come riporta Il Corriere dello Sport, per prevedere l’esito di questa incredibile stagione calcistica “Servirebbe un indovino, o magari l’aiuto delle stelle (gli astri) , per capire come finirà il campionato. Un torneo che sembrava saldamente indirizzato è stato inaspettatamente ridisegnato dalle dinamiche delle ultime tre giornate. Il Napoli ha saputo approfittare del momento, mettendosi in scia all’Inter e aggredendo il Milan con la stessa feroce determinazione del suo allenatore. Il bilancio di questo rush primaverile è netto: sette i punti rosicchiati alla squadra di Chivu e tre a quella di Allegri.

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La continuità di risultati e il big match contro il Milan

La striscia di quattro vittorie consecutive ottenute contro Verona, Torino, Lecce e Cagliari ha permesso agli azzurri di mettere grande pressione all’Inter, rallentata dalla sconfitta nel derby di Milano. Ora, la formazione di Antonio Conte si presenta a un solo punto di distacco dai rossoneri. Un posizionamento perfetto in vista del delicatissimo scontro diretto del 6 aprile, quando al Maradona andrà in scena una sfida cruciale per blindare il secondo posto e tenere accesi sogni ben più rivoluzionari.

Il fortino Maradona: una striscia d’imbattibilità da record in Europa

Il vero segreto di questa prepotente rincorsa è il clamoroso rendimento casalingo. L’ultima sconfitta interna in Serie A risale ormai all’8 dicembre 2024. Da quel momento, il Napoli ha infilato ben 25 risultati utili consecutivi (18 vittorie e 7 pareggi), confermandosi come la squadra con la striscia d’imbattibilità aperta più lunga nei top 5 campionati d’Europa. Numeri impressionanti che hanno permesso di eguagliare il primato stabilito dal Napoli di Sarri nel 2015-2016, registrando la miglior media punti interna dell’intero torneo (2,43), con 34 punti conquistati in 14 gare contro i 35 dell’Inter in 15.

Lo sprint finale: cinque sfide decisive a Fuorigrotta

Il destino del campionato passerà proprio dallo stadio di casa. Fino al 24 maggio, traguardo della stagione, il Napoli giocherà davanti al proprio pubblico ben cinque delle otto partite rimanenti. Il calendario prevede le sfide interne contro Milan, Lazio, Cremonese, Bologna e Udinese, mentre in trasferta gli azzurri faranno visita a Parma, al sorprendente Como e al Pisa. Con la maggior parte degli scontri da disputare nel proprio tempio, la squadra non ha alcuna intenzione di smettere di sognare.

Juventus, John Elkann nella lettera agli azionisti: «Spalletti ha ristabilito la fame di vincere. Crediamo in un futuro luminoso». Il messaggio completo!

Juventus, John Elkann ha pronunciato queste parole nella lettera agli azionisti Exor: ecco il messaggio ai bianconeri

John Elkann ha voluto mandare un importante messaggio alla Juventus nella lettera agli azionisti Exor. Ecco cosa ha detto.

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PAROLE – «La Juventus ha attraversato un periodo difficile negli ultimi anni, segnato da pressioni interne ed esterne che inevitabilmente hanno influenzato le prestazioni. Ci siamo assunti le nostre responsabilità dove era necessario, siamo rimasti fermamente al fianco del club e abbiamo lavorato a stretto contatto con la sua dirigenza per ristabilire stabilità e riportare la Juventus su un percorso costruttivo dopo la risoluzione delle sue questioni legali e regolatorie.

In questo contesto, il 2025 è stato un anno dedicato a gettare le basi per una performance sostenibile sia dentro che fuori dal campo. Abbiamo sostenuto il club attraverso il nostro contributo pro-quota in un aumento di capitale di quasi 100 milioni di euro e appoggiato importanti cambiamenti nella sua leadership.

Sul piano sportivo, la squadra femminile ha disputato una stagione straordinaria, conquistando il double nazionale come campione di Serie A Femminile e vincitrice della Coppa Italia Femminile. Nel gennaio 2026, la Juventus Women ha inoltre vinto la Supercoppa Italiana Femminile.

Anche la squadra maschile ha iniziato a mostrare progressi dopo la nomina di Luciano Spalletti come allenatore nell’ottobre scorso. Spalletti ha portato nuova energia nello spogliatoio, ristabilendo la fame e la determinazione per vincere.

Fuori dal campo, la performance finanziaria è migliorata in modo significativo. Nel 2025, i ricavi della Juventus sono aumentati del 34% su base annua, raggiungendo 530 milioni di euro, trainati principalmente dal ritorno della squadra maschile nella UEFA Champions League.

Di conseguenza, la perdita del club è diminuita del 71% rispetto all’anno precedente, attestandosi a 58 milioni di euro, mentre la società continua il suo percorso verso la sostenibilità finanziaria.

Durante l’anno, il club ha anche rinnovato la partnership con Adidas fino alla stagione 2036/37 per un valore totale di 408 milioni di euro, e ha esteso l’accordo di sponsorizzazione sulla parte frontale della maglia con Jeep fino a giugno 2028 per 69 milioni di euro.

All’inizio del 2026, la Juventus ha inoltre prolungato il contratto del talento della nuova generazione Kenan Yıldız fino al 2030, riaffermando il nostro impegno nello sviluppo e nel mantenimento dei migliori prospetti del club.

Questo approccio riflette la nostra convinzione duratura nella Juventus. Exor rimane un orgoglioso proprietario del club, continuando una relazione che attraverso la mia famiglia dura da oltre un secolo. Restiamo pienamente impegnati a sostenere il successo sportivo e finanziario della Juventus e crediamo che ci sia un futuro luminoso davanti.

Come disse una volta il leggendario Omar Sivori:
“Qui bisogna sempre lottare e quando sembra che tutto sia perduto, continuare a crederci: la Juve non si arrende mai.»
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Lazio, la rivoluzione tattica di Sarri e l’esplosione di Taylor: tutti i segreti della rinascita biancoceleste

Lazio, quali sono i segreti della rinascita biancoceleste? La rivoluzione tattica di Sarri e l’esplosione di Taylor: ecco l’analisi completa

La Lazio cambia pelle per superare l’emergenza. Secondo l’analisi del Corriere dello Sport, Maurizio Sarri ha temporaneamente accantonato il suo credo tattico fatto di possesso e pressing alto per trasformare i biancocelesti in una squadra pragmatica, compatta e letale in contropiede. Una metamorfosi che ha portato in dote tre vittorie consecutive e ha svelato al grande pubblico il talento cristallino di Kenneth Taylor.

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Da “sarrismo” a pragmatismo: la nuova identità biancoceleste

Per fronteggiare infortuni e squalifiche, il tecnico toscano si è adattato alle caratteristiche dei giocatori a disposizione. La nuova Lazio è una squadra sorniona, che difende con un blocco basso e due linee strette, pronta a colpire con ripartenze fulminee. Una formazione da «strappo», come definita dallo stesso allenatore.

Fondamentale è stata l’intuizione di reinventare Patric come regista davanti alla difesa, un guastatore di gioco alla Lucas Leiva, per sopperire alle contemporanee assenze di Cataldi e Rovella. La svolta mentale è arrivata dopo il ko di Torino, quando Sarri ha strigliato il gruppo: «Mai più così in basso». Un cambio di marcia confermato dal vice Ianni: «In questo momento la squadra è più ordinata e questo ci consente di rimanere in partita anche nei momenti di difficoltà. Abbiamo ritrovato questo ordine attraverso le prestazioni e soprattutto dopo la chiusura del mercato». L’obiettivo ora è la Coppa Italia e il miglior piazzamento possibile in Serie A.

Kenneth Taylor, il nuovo trascinatore del centrocampo

Il volto della rinascita laziale è senza dubbio Kenneth Taylor. Finiti i tempi d’oro di Sergej Milinkovic-Savic e Luis Alberto, l’olandese ha preso in mano le redini del centrocampo. Dal suo esordio a gennaio, è diventato il miglior marcatore della squadra e primeggia in quasi tutte le statistiche: occasioni create, passaggi riusciti e contrasti vinti.

Il suo inserimento tattico è stato rapido ma intenso. Come rivelato dallo stesso giocatore, l’impatto con il calcio italiano è stato duro: «Nei primi giorni la testa mi scoppiava». Poi ha assimilato le complesse richieste difensive del mister: «Lasciare l’avversario al compagno molto più velocemente e concentrarmi sulla posizione della palla e della linea difensiva». Oggi, il nuovo idolo della tifoseria è il perno imprescindibile su cui costruire il futuro del club.

Bologna, dentro al futuro di Orsolini: rinnovo in stand-by e sirene dall’Arabia Saudita. Cosa potrebbe succedere nei prossimi mesi

Bologna, quale sarà il futuro di Orsolini: dal rinnovo in stand-by alle sirene dall’Arabia Saudita. Tutti i retroscena

Secondo La Gazzetta dello Sport, il 2026 di Riccardo Orsolini si sta rivelando decisamente in salita. Dopo un 2025 vissuto da assoluto trascinatore, l’esterno del Bologna sta attraversando un evidente periodo di flessione psicofisica. Da gennaio a oggi, il tabellino recita solo due gol e ben due rigori falliti (entrambi contro la Lazio), con tiri che vanno a un “niente” dalla tanto attesa svolta. La definitiva resurrezione calcistica stenta ad arrivare.

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L’affetto incondizionato della piazza rossoblù

Nonostante questo periodo da vero e proprio “incubo”, in cui manca da troppo tempo la sua celebre esultanza “toc toc”, il legame con la tifoseria felsinea resta solidissimo. Dopo la recente sconfitta contro i biancocelesti, il giocatore si è presentato sotto la Curva Bulgarelli per chiedere scusa per l’errore dal dischetto, ricevendo in cambio una pioggia di applausi. La conferma di questo amore incondizionato è arrivata la sera stessa con uno striscione affisso a Casteldebole: “… il nostro amore non può cambiare per un calcio di rigore”.

Il rinnovo in stallo e l’ombra del mercato estero

Il vero ostacolo attuale riguarda il prolungamento contrattuale dell’esterno, ormai considerato “bolognese” d’adozione dal suo arrivo nel 2018. Il Bologna ha pronto un contratto fino al 2029 (con opzione per il 2030) per consacrarlo come bandiera definitiva. Tuttavia, le firme tardano ad arrivare a causa di dettagli economici e dei tetti salariali imposti dal club. Già lo scorso agosto, l’ad Claudio Fenucci aveva ribadito: “Il rinnovo di Orsolini è un rinnovo ad honorem”, ma la situazione resta bloccata.

A complicare i piani c’è il prepotente ritorno di fiamma dell’Arabia Saudita. Già nel giugno 2025, l’Al Qadsiah aveva tentato il giocatore con un’offerta faraonica. All’epoca, l’attaccante spiegò così la sua scelta di restare: L’offerta araba l’ho presa in considerazione, sarei falso a dire il contrario. Mi avrebbe cambiato la vita ma ho scelto le emozioni: mi piace andare sempre in campo col sorriso e con persone che amano stare assieme a me e a Bologna ho trovato l’ambiente e le persone con le quali sto bene”.

Oggi, forte dei suoi 11 gol stagionali e del traguardo delle 300 presenze in maglia rossoblù, Orsolini si trova nuovamente a un bivio. Con l’Arabia che torna a bussare e possibili sirene da Spagna e Italia, le scelte di vita a 29 anni diventano cruciali.

Calciomercato Milan, stilato il piano per l’estate: due i grandi rinforzi richiesti da Allegri. Cosa ha detto alla dirigenza!

Calciomercato Milan, Allegri ha chiesto due rinforzi in vista dell’estate. Ecco qual è il piano della dirigenza rossonera

Il calciomercato del Milan inizia già a scaldare i motori in vista della cruciale sessione estiva del 2026. La dirigenza rossonera, in totale sintonia con la guida tecnica, sta tracciando le linee guida per rafforzare un organico ambizioso. Secondo le ultime indiscrezioni riportate dal quotidiano Tuttosport, l’orientamento di Massimiliano Allegri, ampiamente condiviso nei primissimi vertici operativi con il management del Diavolo, è estremamente chiaro e pragmatico: la squadra necessita di profili “pronti all’uso” che conoscano già perfettamente le complesse dinamiche e le insidie tattiche della Serie A.

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Le priorità rossonere: un bomber e un centrale di garanzia

Per innalzare il livello di competitività in Italia e in Europa, le priorità assolute del club di Via Aldo Rossi si concentrano su due pedine fondamentali. Si cerca un centravanti di peso, capace di garantire gol e profondità, e un difensore centrale affidabile, essenziale per completare un reparto arretrato che ha già trovato nel granitico Strahinja Pavlovic una solida e imprescindibile certezza.

Attacco: missione a Bologna per Santiago Castro

Il casting per il nuovo numero nove è ufficialmente aperto. Domenica scorsa, un osservatore rossonero è stato avvistato sulle tribune del Dall’Ara per monitorare da vicino le prestazioni di Santiago Castro. Il giovane attaccante argentino del Bologna è balzato prepotentemente in cima alla lista dei desideri. L’operazione è complessa ma favorita dagli ottimi rapporti tra i club, recentemente consolidati dalle fortunate operazioni di mercato che hanno coinvolto Saelemaekers e Calabria. Nonostante un’impegnativa valutazione di 40 milioni di euro, il Diavolo fa sul serio. Sullo sfondo, la dirigenza mantiene comunque calde e monitorate le preziose alternative che portano ai nomi di Mateo Retegui, Moise Kean e Nicolas Jackson.

Difesa: fari puntati su Mario Gila della Lazio

Spostando l’attenzione sulla retroguardia, l’obiettivo numero uno è diventato ufficialmente Mario Gila. Il talentuoso difensore spagnolo in forza alla Lazio ha recentemente comunicato ai vertici biancocelesti la precisa volontà di non rinnovare il proprio contratto in scadenza nel 2027. Il presidente Claudio Lotito, per evitare di deprezzare il giocatore e perderlo a cifre inferiori nel prossimo futuro, potrebbe aprire alla cessione per una somma compresa tra i 20 e i 25 milioni di euro. Su questa operazione pende però un dettaglio economico rilevante: il Real Madrid vanta infatti una clausola che gli garantisce il 50% sulla futura rivendita del centrale.

Inter, Lautaro l’antidoto per scacciare via le nubi: programma preciso durante la sosta, ecco l’obiettivo dello staff nerazzurro! Retroscena

Inter, Lautaro ha posizionato il mirino sul rientro in campo: ecco il programma dell’argentino durante la sosta per le Nazionali

L’Inter di Cristian Chivu approfitta della sosta per rifiatare, ma l’attenzione di tutto l’ambiente nerazzurro resta ostinatamente focalizzata su un unico, fondamentale, elemento: Lautaro Martinez. Il recente pareggio rimediato nella trasferta di Firenze ha visto il vantaggio sul Milan ridursi a 6 punti. Di conseguenza, il ritorno a pieno regime del capitano è diventato una necessità vitale per blindare l’attuale quota di 69 punti in classifica e scacciare rapidamente quelle “nuvole grigiastre” comparse improvvisamente sulla marcia della squadra verso lo scudetto.

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Il piano di rientro e il lavoro alla Pinetina

Come sottolinea La Gazzetta dello Sport nella sua analisi, il centravanti argentino è atteso dai tifosi e dallo spogliatoio come un autentico “liberatore della patria”. L’Inter ha pagato a caro prezzo le insidie del terreno-trappola di Bodo, che ha causato la fastidiosa lesione al polpaccio sinistro del numero 10, privando di fatto mister Chivu del suo totem offensivo per ben 40 giorni.

La prudenza ha prevalso nelle scelte per la gara fiorentina, ma ora la tabella di marcia è chiara e definita: niente impegni con la Nazionale, testa e muscoli dedicati esclusivamente al lavoro alla Pinetina. Così, mentre l’Argentina scende in campo salutando Messi, Lautaro resterà a Milano per ritrovare la forma migliore in vista dello scontro diretto contro la Roma nel giorno di Pasqua.

L’obiettivo del 5 aprile e il peso dell’attacco

Il club e la tifoseria bramano il ritorno del loro leader con l’ansia di chi non può più farne a meno. Nelle prossime due settimane, approfittando di una primavera che invita alla fiducia, lo staff medico lavorerà incessantemente per consegnare a Chivu un attaccante al massimo delle proprie forze per la cruciale data del 5 aprile.

Con il gruppo momentaneamente svuotato dalle convocazioni internazionali, il Toro potrà forzare i ritmi di allenamento in un ambiente protetto e controllato. L’obiettivo primario è riprendersi il posto da titolare al centro del progetto tecnico e far sparire i problemi offensivi emersi nelle ultime uscite, dove il peso specifico dell’attacco è ricaduto interamente ed esclusivamente sulle spalle del giovane Pio Esposito e di Marcus Thuram.

Calciomercato Juventus, non solo Rudiger e Kolo Muani: altri 10 nomi nella lista degli obiettivi di Spalletti in vista dell’estate. La situazione caso per caso

Calciomercato Juventus, sono ben 12 i nomi nella lista di Luciano Spalletti per rinforzare la squadra in vista della prossima estate. Ecco chi sono

La programmazione estiva della Vecchia Signora entra ufficialmente nel vivo. Secondo quanto svelato dal quotidiano Tuttosport, Luciano Spalletti ha idee decisamente chiare sulle necessità per elevare la qualità tecnica della rosa bianconera. La dirigenza è già al lavoro, pronta ad assecondare le precise richieste dell’allenatore e ad avviare i primissimi contatti per pianificare una sessione di mercato da assoluta protagonista in Italia e in Europa.

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Difesa e Porta: i nomi per blindare la retroguardia

Il focus principale di questa prima fase riguarda l’intero pacchetto arretrato, dove il tecnico chiede grandissima solidità per dominare sul campo. Il primo nome per la difesa è un profilo di caratura mondiale: Antonio Rudiger. A completare la preziosa lista ci sono anche Marcos Senesi e Zeki Celik, elementi seguiti attentamente dai bianconeri per garantire ampie e sicure rotazioni.

L’attesissima rivoluzione coinvolgerà attivamente anche l’estremo difensore, un ruolo cruciale per le massime ambizioni. Il club sta monitorando tre profili di assoluta garanzia: in cima figurano Alisson e David De Gea, portieri dalla indiscutibile esperienza internazionale. Accanto a loro c’è Guglielmo Vicario, che con le sue ottime prestazioni ha ampiamente meritato le attenzioni societarie.

Centrocampo: fisicità, duttilità e palleggio

Le attente valutazioni della società abbracciano l’intero organico. Per la linea mediana, l’allenatore ha individuato profili capaci di abbinare immensa fisicità e palleggio. Spiccano nettamente le candidature di Ederson, Leon Goretzka, Franck Kessie e Lorenzo Pellegrini. Si tratta di giocatori estremamente duttili, in grado di stravolgere le dinamiche delle partite e alzare sensibilmente il ritmo del gioco.

Attacco: il sogno Bernardo Silva e i nuovi bomber

L’asticella si alza ulteriormente spostando l’attenzione sull’attacco, dove la qualità pura diventa un requisito indispensabile. Il grandissimo sogno per la trequarti è il fuoriclasse Bernardo Silva. Per il ruolo di terminale offensivo, invece, gli sguardi della dirigenza sono puntati verso Joshua Zirkzee e Randal Kolo Muani, ritenuti dei perfetti centravanti moderni, ideali per concretizzare la mole di gioco della squadra.

Nei prossimi mesi, il management lavorerà incessantemente su questo vasto elenco. L’obiettivo primario sarà consegnare allo staff un gruppo fortemente competitivo, capace di lottare ferocemente per conquistare i traguardi prefissati.

Roma, i silenzi di Gasperini che fanno (tanto) rumore: cosa ha chiesto a Dan Friedkin e da dove deriva il disallineamento con la dirigenza

Roma, le richieste di Gian Piero Gasperini dopo l’eliminazione dall’Europa League a Dan Friedkin e qual è la situazione in casa giallorossa

Nel calcio, a volte, i silenzi pesano molto più delle parole. Quella che è stata definita come «L’indisposizione» di Gian Piero Gasperini al termine della sfida tra Roma e Lecce appare, secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, come un chiaro segnale di insoddisfazione. Una protesta silenziosa, volta a evitare scontri diretti e in linea con il diktat del presidente Dan Friedkin, che ha chiesto compattezza fino al termine della stagione per scongiurare lo sfaldamento del gruppo.

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Non è la prima volta che il tecnico sceglie di non parlare. Era già accaduto proprio nel match d’andata contro i salentini, in un momento di forte nervosismo per un mercato che non decollava. A pesare sull’ultima decisione sarebbero state anche le recenti dichiarazioni del ds Massara, con cui i rapporti appaiono tesi da tempo: «Gli infortuni fanno parte del calcio e capitano a tutte le squadre. È una situazione che abbiamo dovuto affrontare, ma non siamo gli unici: dobbiamo comunque essere in grado di trovare le risorse per fare meglio».

Infortuni e strategie di mercato: visioni opposte

Il disallineamento tra l’allenatore e la dirigenza della Roma si sviluppa su diversi fronti critici, creando un clima di profonda incertezza:

  • La gestione medica: Le valutazioni degli specialisti di fiducia dei Friedkin si sono spesso scontrate con quelle dello staff medico interno. Alcune terapie conservative non hanno dato i frutti sperati, costringendo giocatori chiave come Dovbyk, Ferguson e Dybala a sottoporsi a interventi chirurgici in ritardo.
  • Gli investimenti: Gasperini chiedeva elementi pronti e d’esperienza (profili “alla Malen”), mentre il club ha investito quasi 200 milioni in profili Under 24, come i 25 milioni spesi per Robinio Vaz. A tal proposito, l’allenatore era stato inequivocabile: «Dobbiamo chiarire se vogliamo vincere o se vogliamo far crescere i giovani». Per poi aggiungere un laconico avvertimento sul futuro: «Se non arriviamo quarti, vorrà dire che si cambierà allenatore, e fine delle trasmissioni».

Contratti in bilico e l’ombra di Mourinho

Il malcontento del tecnico deriva anche dalla gestione dei rinnovi. Ben otto calciatori vivono uno status provvisorio tra prestiti e scadenze imminenti (tra cui pilastri come Dybala, El Shaarawy, Celik e Pellegrini). Inoltre, parte della dirigenza teme che il carattere focoso e spontaneo di Gasperini possa portarlo a un pericoloso autologoramento, ricordando quanto successo in passato con José Mourinho.

Le scelte tattiche nel finale contro il Lecce sono parse l’ennesimo, plateale messaggio alla proprietà: la squadra ha chiuso la partita con un tridente offensivo tutto Under 19 (Venturino, Vaz, Arena) e con l’ingresso di Angeliño, che aveva collezionato solo pochi minuti negli ultimi sette mesi.

Sancho via dal Manchester United, deciso il futuro dell’inglese. Quale sarà la sua prossima destinazione! Svelati tutti i dettagli

Sancho lascia il Manchester United, la decisione sul futuro dell’inglese. Ecco la prossima destinazione! Le novità non lasciano dubbi

Il calciomercato internazionale si accende e le prime grandi manovre in vista della prossima estate iniziano a delinearsi con assoluta chiarezza. Al centro dei rumors più caldi c’è senza dubbio il futuro di Jadon Sancho, il cui percorso in Inghilterra sembra ormai giunto al capolinea. Le ultime indiscrezioni non lasciano spazio a dubbi: l’avventura dell’esterno offensivo con la maglia dei Red Devils è destinata a concludersi al termine di questa annata sportiva.

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La rottura totale con lo United e i contatti con i gialloneri

A confermare l’addio imminente e a svelare i retroscena della trattativa è uno dei massimi esperti di mercato tedesco. Le dinamiche dell’operazione sono state descritte con precisione:

Secondo Florian Plettenberg, è stato deciso al 100% che Jadon Sancho lascerà il Manchester United alla fine della stagione. Il Borussia Dortmund è seriamente interessato e ha avviato dei colloqui. Il presidente del club, Aki Watzke, è il principale promotore dell’idea. Vuole riportare Sancho in patria ed è un grande ammiratore del 25enne. Sancho è stato informato che Watzke sta spingendo per il trasferimento. La decisione è ancora in sospeso, ci sono molte richieste.

Il pressing di Aki Watzke e la concorrenza estera

La notizia ha immediatamente scosso le gerarchie del mercato europeo. Il Borussia Dortmund non ha mai dimenticato le gesta del suo ex beniamino, e la dirigenza tedesca è pronta a fare il possibile per riportarlo al Signal Iduna Park. La spinta decisiva per questa affascinante operazione nostalgia arriva direttamente dai vertici societari. La volontà del presidente Aki Watzke è chiara: considera il talento inglese un tassello fondamentale per rilanciare le ambizioni del club in Bundesliga, confermando la sua totale stima per le qualità tecniche del venticinquenne.

Tuttavia, nonostante l’apertura e i contatti già avviati tra le parti, la fumata bianca non è scontata. Dopo stagioni complesse in Premier League, il classe 2000 rappresenta una ghiotta opportunità di mercato per moltissime big. Il giocatore e il suo entourage si prenderanno tutto il tempo necessario per valutare le molteplici offerte pervenute. Le prossime settimane saranno cruciali per definire i dettagli di quello che si preannuncia come uno dei trasferimenti più importanti dell’estate.

Chelsea, Enzo Fernandez chiarisce sul possibile trasferimento al Real Madrid: «Onestamente posso dire…». Rivelazione importantissima

Chelsea, Enzo Fernandez ha parlato così del possibile trasferimento al Real Madrid in estate. Queste le sue dichiarazioni

Il valzer del calciomercato internazionale inizia già a far registrare i primi grandi movimenti, o quantomeno le prime affascinanti suggestioni in vista dell’imminente sessione estiva. Tra i nomi più chiacchierati delle ultime settimane spicca senza dubbio quello di Enzo Fernandez. Il talentuoso regista argentino è finito al centro di insistenti rumors che lo vorrebbero nel mirino di uno dei club più prestigiosi e vincenti del panorama europeo. Tuttavia, di fronte al clamore mediatico suscitato dall’ipotetico trasferimento, il fuoriclasse ha deciso di intervenire in prima persona per fare totale chiarezza sul suo futuro.

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L’intervista a Olé e la smentita sulle voci spagnole

Durante una recente chiacchierata concessa ai microfoni della nota testata sportiva argentina, il faro del centrocampo dei Blues ha voluto spegnere sul nascere ogni possibile speculazione riguardante un suo addio a Londra. Il centrocampista del Chelsea ha parlato a Ole, rispondendo alle voci di mercato, con l’interesse del Real Madrid.

La risposta dell’ex River Plate e Benfica è stata tanto perentoria quanto inequivocabile, non lasciando spazio a fraintendimenti e chiudendo, almeno per il momento, le porte alla Casa Blanca. Queste le sue parole: “Real Madrid? Onestamente non c’è niente. Non c’è alcuna discussione. Per ora sono concentrato sul Chelsea e sulle ultime partite della stagione. E poi vedremo dopo i Mondiali”.

Testa alla Premier League e alla rassegna iridata

Le dichiarazioni del campione tracciano una linea programmatica ben precisa per i prossimi mesi. In questo momento cruciale dell’anno sportivo, la priorità assoluta per Enzo Fernandez è concludere nel migliore dei modi la Premier League e le competizioni in corso con la maglia del Chelsea. La formazione londinese ha estremo bisogno della sua leadership in mezzo al campo per centrare gli obiettivi prefissati dalla dirigenza in questo rush finale.

Inoltre, il chiaro riferimento ai prossimi Mondiali non è affatto casuale. Con la grande rassegna iridata nordamericana all’orizzonte, l’argentino sa bene che la concentrazione dovrà essere massima per difendere il titolo con l’Albiceleste. Solo al termine del torneo si apriranno eventualmente le porte a valutazioni su nuove avventure calcistiche. Fino ad allora, le sirene spagnole rimarranno, a suo dire, infondate.

Tottenham, De Zerbi in pole position per la panchina degli Spurs. C’è anche un altro nome, le indiscrezioni sul futuro del tecnico

Tottenham, De Zerbi è il favorito per la panchina degli Spurs. Le indiscrezioni sul futuro dell’allenatore italiano

Il valzer degli allenatori in Premier League è già pronto a infiammare la prossima sessione di mercato estiva. Tra le panchine più ambite e discusse d’Inghilterra c’è sicuramente quella del Tottenham, club alla ricerca di una nuova e definita identità tecnico-tattica. In questo scenario in continua evoluzione, spicca un nome su tutti per guidare gli Spurs nella prossima stagione: quello del tecnico italiano Roberto De Zerbi.

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Le conferme degli esperti: De Zerbi in cima alla lista

Le voci provenienti dall’Inghilterra si fanno sempre più insistenti e dettagliate. Come riportato da Fabrizio Romano, Roberto de Zerbi è uno dei principali candidati per la panchina del Tottenham in estate, se gli Spurs restano in Premier League. Questa importante precisazione legata alla permanenza nella massima serie inglese evidenzia il momento delicato vissuto attualmente dal club, ma conferma il fortissimo interesse per l’allenatore bresciano, considerato il profilo ideale per proporre un calcio moderno e offensivo a Londra.

L’addio all’OM e l’ingombrante ombra di Pochettino

La pista che porta al tecnico italiano non è una suggestione dell’ultima ora, ma una strategia attentamente ponderata dai vertici del Tottenham nel corso degli ultimi mesi. È l’obiettivo principale sin dalla sua partenza dall’OM, ​​con Pochettino tra i nomi in lizza. La recente parentesi all’Olympique Marsiglia ha ulteriormente arricchito il bagaglio internazionale di De Zerbi. Tuttavia, la dirigenza inglese non vuole farsi trovare impreparata e monitora con attenzione le possibili alternative, mantenendo viva l’opzione romantica che riporterebbe Mauricio Pochettino alla guida degli Spurs.

Le tempistiche dell’operazione: se ne riparlerà in estate

Nonostante i fitti contatti e i sondaggi esplorativi, i tifosi dovranno necessariamente armarsi di pazienza. Nessun ribaltone imminente è previsto per le prossime settimane. La priorità assoluta per il club è concludere l’attuale campionato centrando gli obiettivi minimi. La chiosa sulle tempistiche dell’operazione è infatti netta e non ammette repliche anticipate: Al momento è un argomento di discussione valido solo per il mese di giugno.

Solo all’apertura ufficiale del mercato estivo si saprà se questo affascinante matrimonio calcistico diventerà finalmente realtà.

Terzic Athletic Bilbao: è il favorito per la panchina del club basco! Cosa filtra sulla decisione riguardante l’ex Borussia Dortmund

Terzic Athletic Bilbao: è il tecnico favorito per la panchina del club basco! La decisione riguardante l’ex Borussia Dortmund

L’Athletic Bilbao si prepara a vivere una vera e propria rivoluzione tecnica in vista della prossima stagione sportiva. Lo storico club basco è alla ricerca di una nuova guida per il proprio progetto sportivo. Le indiscrezioni di calciomercato internazionale puntano con decisione verso un nome a sorpresa proveniente dalla Bundesliga.

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L’indiscrezione dalla Germania: Terzic pronto per LaLiga

Le voci su un imminente cambio della guardia sulla prestigiosa panchina del San Mamés si rincorrevano da tempo, ma ora iniziano ad assumere contorni decisamente più definiti grazie alle conferme in arrivo dalla stampa tedesca. La bomba di mercato è stata lanciata nelle ultime ore delineando un quadro molto chiaro della situazione:

Come riferito da Florian Plettenberg di Sky Sport Deutschland, Edin Terzic è attualmente il favorito per la panchina dell’Athletic Bilbao la prossima stagione, e lo stesso ex allenatore del Borussia Dortmund è molto aperto al trasferimento.

Il tecnico tedesco-croato, reduce dalla straordinaria cavalcata che ha portato il Borussia Dortmund in finale di Champions League, rappresenta un profilo giovane, tatticamente preparato e abituato a gestire piazze estremamente calde e passionali. Il suo approdo in Spagna sarebbe un banco di prova affascinante.

L’addio di Valverde e l’incognita delle elezioni presidenziali

L’arrivo di Terzic coincide con la fine di un’era per il club basco. A confermare l’avvicendamento e le dinamiche societarie in corso, c’è un ulteriore e fondamentale dettaglio sulle tempistiche e sugli ostacoli burocratici dell’operazione:

“Ernesto Valverde lascerà la squadra in estate, le trattative con Terzic sono già in fase avanzata, ma le elezioni interne al club potrebbero influenzare la decisione finale”.

L’addio di un’icona come Ernesto Valverde, capace di scrivere pagine indelebili nella storia recente dell’Athletic Bilbao, impone una scelta ponderata. Tuttavia, il vero snodo cruciale della trattativa non è di natura economica, bensì politica. Come spesso accade nelle società calcistiche spagnole gestite dall’azionariato popolare, le imminenti elezioni interne potrebbero rimescolare le carte. I futuri candidati alla presidenza, infatti, potrebbero avere in mente nomi diversi per la panchina da utilizzare come programma elettorale, mettendo temporaneamente in stand-by un accordo che sembra già ben instradato.

O’Neill in vista di Italia Irlanda del Nord: «Dobbiamo crederci. Sarà molto difficile ma dovremo essere impeccabili!». Cosa ha detto

O’Neill, ct dell’Irlanda del Nord, ha parlato così in vista del match dei playoff dei Mondiali 2026 contro l’Italia. Le sue dichiarazioni

L’attesa per lo spareggio decisivo cresce a dismisura e la tensione sportiva inizia a farsi palpabile. Verso la delicatissima e vitale sfida contro gli Azzurri, è tempo di dichiarazioni ufficiali. C’è stata infatti conferenza stampa anche in casa Irlanda del Nord, con il CT, Martin O’Neill, che ha parlato in vista della gara contro l’Italia, delineando le ambizioni e le strategie della sua tenace nazionale.

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Il match si preannuncia come uno snodo cruciale per le sorti sportive di entrambe le selezioni. Da una parte la formazione azzurra, obbligata a fare risultato; dall’altra la fiera compagine britannica, pronta a vendere cara la pelle per regalarsi un traguardo storico. Il Commissario Tecnico nordirlandese ha voluto caricare l’ambiente, puntando tutto sulla spensieratezza e sull’orgoglio di un gruppo che ha saputo stupire gli addetti ai lavori.

La spinta motivazionale: crederci contro ogni pronostico

Per contrastare il maggiore tasso tecnico degli avversari, l’Irlanda del Nord dovrà necessariamente fare leva su una tenuta mentale d’acciaio e su una ferrea organizzazione. La consapevolezza di partire sfavoriti non spaventa affatto la guida tecnica, che anzi utilizza questo fattore per allentare la pressione sui propri ragazzi.

Queste le sue parole rilasciate ai giornalisti presenti in sala stampa per presentare l’incontro: “Dobbiamo crederci perché se non ci crediamo noi, non ci crederà nessuno. Abbiamo affrontato molte difficoltà e le abbiamo superate bene. Siamo una squadra giovane, in crescita, e abbiamo più da guadagnare che da perdere. Sappiamo che sarà molto difficile, ma siamo orgogliosi di essere ancora in corsa. Non mi aspetto una partita con molti gol, dovremo essere impeccabili in difesa e sfruttare al meglio le occasioni”.

L’analisi tattica per fermare l’Italia: difesa ermetica e cinismo

Dalle dichiarazioni di Martin O’Neill emerge in modo limpido quello che sarà il piano tattico della sfida. Consapevole dell’urgenza offensiva dell’Italia, l’allenatore preparerà una partita estremamente bloccata, votata al sacrificio collettivo e all’agonismo puro.

L’obiettivo primario sarà inaridire le fonti di gioco avversarie e mantenere la compattezza tra i reparti. La richiesta di una retroguardia solida e la necessità di massimizzare le ripartenze confermano che assisteremo a una gara spigolosa e intensa, tipica dei playoff internazionali, dove ogni singolo pallone recuperato o perso può fare la differenza tra il successo e l’eliminazione.

Infortunio Mbappé: «Sono state dette cose false!». La verità sulle condizioni del francese, come sta davvero il suo ginocchio

Infortunio Mbappé: l’attaccante del Real Madrid è uscito allo scoperto svelando le condizioni del suo ginocchio. Le condizioni

Il mondo del calcio internazionale ha vissuto settimane di forte apprensione riguardo alle condizioni fisiche di una delle sue stelle più luminose e attese. L’infortunio al ginocchio di Kylian Mbappé ha infatti scatenato un vero e proprio vortice mediatico, alimentando dubbi e incertezze sul suo immediato futuro sul rettangolo verde. Tuttavia, per spegnere le polemiche, è stato lo stesso fuoriclasse a prendere la parola, spazzando via ogni ombra e rassicurando i milioni di appassionati.

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Le speculazioni smentite: la risposta ai rumors infondati

Nel corso di una recente e attesa intervista concessa in esclusiva al quotidiano sportivo spagnolo AS, l’attaccante transalpino ha voluto affrontare di petto la delicata questione medica. L’obiettivo primario era puntare apertamente il dito contro le continue inesattezze circolate in queste settimane sulla stampa sportiva globale.

La risposta del giocatore è stata però tanto perentoria quanto liberatoria per tutto l’ambiente. A fare chiarezza è arrivata questa dichiarazione: “Il mio ginocchio sta bene. Ci sono state molte speculazioni e sono state dette cose false. Con questa netta presa di posizione, il fenomeno francese ha voluto mettere a tacere in modo definitivo i fastidiosi pettegolezzi che descrivevano un quadro clinico ben più preoccupante della reale situazione.

La diagnosi tempestiva e il ritorno al top della forma

Il delicato percorso riabilitativo, seguito quotidianamente con la massima attenzione e professionalità, ha dato i frutti sperati in tempi estremamente rapidi. Un fattore fondamentale per il successo di questo iter, secondo quanto dichiarato dal fuoriclasse, è stata la tempestività e l’assoluta precisione degli esami strumentali effettuati subito dopo l’insorgere del fastidio articolare.

Ripercorrendo le tappe cruciali del suo completo recupero fisico, l’attaccante ha infatti voluto precisare, sempre sulle prestigiose colonne di AS, l’efficienza dello staff medico che lo ha seguito fin dal primo momento: Sono guarito al 100%. A Parigi mi hanno fatto una buona diagnosi”.

Questa straordinaria e ufficiale conferma rappresenta una formidabile iniezione di fiducia per tutti gli amanti dello sport. Il totale superamento del problema al ginocchio permette ora a Kylian Mbappé di riprendere il proprio posto al centro dell’attacco, pronto a imprimere nuovamente il suo ritmo devastante e a inseguire i grandi traguardi in questa intensa stagione agonistica.

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