Pagina 238 – Calcio News 24

Borussia Dortmund, Nils Ole Book nuovo direttore sportivo del club tedesco. Tutti i dettagli sulla decisione presa

Borussia Dortmund, Nils Ole Book è stato nominato nuovo direttore sportivo del club tedesco. La decisione dei gialloneri

Un nuovo e importante capitolo si apre nella storia dirigenziale del Borussia Dortmund. La società tedesca ha deciso di dare una forte scossa alla propria area tecnica, annunciando un cambio della guardia fondamentale per le strategie di mercato presenti e future della squadra. L’obiettivo è chiaro: rinnovare il progetto sportivo per mantenere il club ai vertici del calcio europeo e nazionale.

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L’addio di Kehl e l’arrivo di Nils-Ole Book dall’Elversberg

La notizia, nell’aria già da qualche giorno, ha trovato in queste ore la sua ufficialità: il Borussia Dortmund ha annunciato il nuovo direttore sportivo. L’uomo scelto dai vertici societari per guidare le operazioni calcistiche è Nils-Ole Book. Il dirigente quarantenne approda in uno dei club più prestigiosi d’Europa dopo aver maturato un’esperienza di altissimo livello nelle categorie inferiori, dove si è distinto per le sue straordinarie doti di scouting e programmazione aziendale.

Book approda al Signal Iduna Park e lascia dopo otto anni l’Elversberg, società che ha contribuito a far crescere in modo esponenziale. La sua nomina è stata studiata per prendere con effetto immediato il posto di Sebastian Kehl, ex capitano e figura storica del club giallonero, che saluta così il suo incarico operativo.

Il comunicato ufficiale e i dettagli del lungo contratto

A sancire l’inizio di questa nuova era dirigenziale è arrivata la conferma diretta da parte della società tedesca, che ha voluto dare il benvenuto al nuovo responsabile dell’area tecnica delineando i dettagli dell’accordo contrattuale. Lo comunica il club giallonero con una nota sui propri canali ufficiali:

“Ole Book diventerà il nuovo direttore sportivo del Borussia Dortmund. Il BVB e il quarantenne hanno raggiunto un accordo di collaborazione a partire da questo mercoledì. Book firmerà un contratto con gli otto volte campioni di Germania fino al 30 giugno 2029″

Le sfide future del nuovo BVB

La durata dell’accordo, esteso per i prossimi cinque anni, testimonia la chiara volontà di costruire un progetto solido e duraturo. Il neo direttore sportivo avrà il delicato e stimolante compito di individuare i migliori talenti internazionali, ottimizzare le risorse finanziarie e mantenere il Borussia Dortmund costantemente in lotta per la conquista della Bundesliga e per posizioni di vertice in Champions League. Sostituire una colonna come Kehl sarà una sfida ardua, ma l’entusiasmo e la visione moderna di Book sembrano essere le armi giuste per questa transizione.

Klopp al Real Madrid? Il tedesco esce allo scoperto sulla possibilità di allenare i blancos: «Tutte le notizie che stanno uscendo…». L’annuncio!

Klopp al Real Madrid? Il tedesco ha fatto questo annuncio sul suo futuro, parlando così della possibilità di allenare i blancos

Il valzer delle panchine internazionali non si ferma mai e, ciclicamente, i nomi dei più grandi allenatori del mondo vengono accostati ai top club europei. Nelle ultime ore, le voci di mercato hanno travolto Jürgen Klopp, accostato con insistenza alla prestigiosa panchina del Real Madrid. Tuttavia, il tecnico tedesco ha deciso di intervenire in prima persona per spazzare via ogni speculazione sul suo futuro, utilizzando il suo inconfondibile stile diretto e pungente.

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La smentita categorica sui contatti con i Blancos

L’ex manager del Liverpool è finito al centro di un vero e proprio vortice mediatico. Diverse testate sportive avevano infatti ipotizzato un abboccamento imminente tra l’entourage del tecnico e la dirigenza del Real Madrid per l’avvio di un nuovo e ambizioso ciclo tecnico nella capitale spagnola.

Di fronte a queste indiscrezioni sempre più pressanti, Jürgen Klopp ha voluto fare totale chiarezza in modo netto e inequivocabile, smentendo qualsiasi tipo di trattativa o approccio informale. L’allenatore ha infatti dichiarato senza mezzi termini: Tutte le notizie che stanno uscendo sono pura assurdità”.

Per rafforzare ulteriormente il concetto e allontanare definitivamente i rumors sul suo possibile sbarco in Liga, il tecnico ha precisato l’assoluta mancanza di comunicazioni con i vertici societari madrileni: Non mi hanno chiamato nemmeno una volta, neanche una sola! Non hanno chiamato neanche il mio agente!”.

L’ironia sul futuro e la provocazione all’Atlético Madrid

Chi conosce bene l’allenatore sa quanto l’ironia sia un tratto distintivo e vincente della sua comunicazione. Anche in questa occasione, Klopp non ha rinunciato a sdrammatizzare la situazione con una battuta geniale, tirando in ballo i rivali cittadini dei Blancos.

Scherzando sulle imprevedibili dinamiche del calciomercato internazionale, il tedesco ha aggiunto con il sorriso una vera e propria provocazione: “Preferibilmente, assumerei la guida dell’Atlético Madrid contemporaneamente. Mi dispiace Madrid, ma prima dovete chiamare voi”.

Una frase sarcastica e divertente che conferma la sua totale estraneità alle voci che lo vorrebbero prossimo alla firma con il club del presidente Florentino Pérez. Per ora, il futuro in panchina di Jürgen Klopp rimane avvolto nel mistero, ma una cosa è certa: il suo telefono, sponda Madrid, non ha ancora squillato.

Infortunio Berisha: si ferma il centrocampista del Lecce. Le sue condizioni e quanto potrebbe rimanere fuori

Infortunio Berisha: stop per il centrocampista del Lecce. Le condizioni e quanto potrebbe rimanere ai box

Pessime notizie dall’infermeria per il Lecce e per tutto l’ambiente giallorosso. La sfortuna si accanisce su Medon Berisha, costretto ad alzare definitivamente bandiera bianca. L’annata calcistica del giovane talento si chiude qui, nel peggiore dei modi, a causa di un grave e inaspettato problema muscolare che compromette i piani del club pugliese.

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La dinamica dello stop e il comunicato del club

Il club salentino ha diramato una nota ufficiale per fare totale chiarezza sulle condizioni cliniche del proprio tesserato, spegnendo di fatto le speranze di un recupero a breve termine. Il comunicato riporta testualmente la gravità della diagnosi:

“L’U.S. Lecce comunica che il calciatore Medon Berisha, nella seduta d’allenamento in differenziato di sabato scorso, ha riportato un infortunio al retto femorale destro. Nella giornata odierna il calciatore si è sottoposto a controllo strumentale che ha evidenziato una lesione del tendine riflesso del retto femorale destro. Si tratta purtroppo di un infortunio intervenuto in una zona differente da quella interessata dalla precedente lesione, occorso in una fase di cauta riatletizzizione, recentemente intrapresa a seguito degli ultimi soddisfacenti esami strumentali.”

Questo nuovo stop rappresenta una vera e propria doccia fredda, considerando che il ragazzo stava lavorando intensamente per rientrare in gruppo. La nuova lesione del tendine ha purtroppo colpito una fascia muscolare differente, rendendo vani i recenti progressi fisici.

Il viaggio in Finlandia per il possibile intervento chirurgico

La delicatezza del trauma richiede ora il parere di luminari di caratura internazionale nel campo dell’ortopedia sportiva. La società ha infatti tracciato il prossimo, fondamentale, iter medico per il giocatore:

“Il giocatore mercoledì prossimo si sottoporrà ad una consulenza specialistica in Finlandia dal Prof. Lempainem, per valutare l’opportunità di intervento chirurgico, che sarà eventualmente effettuato nella giornata di giovedì.”

Le conseguenze: stagione in corso terminata in anticipo

La mazzata definitiva per la tifoseria e per lo staff tecnico arriva in chiusura del bollettino medico. Il Lecce precisa che: In ogni caso è da escludersi un rientro del calciatore durante la stagione in corso”.

Per Medon Berisha inizia ora un lungo, delicato e faticoso percorso di riabilitazione. L’allenatore dovrà fare a meno di una pedina utilissima nelle rotazioni di centrocampo per tutto il resto del campionato, obbligando la squadra a trovare rapidamente nuove soluzioni tattiche per sopperire a questa pesante defezione in mezzo al campo.

Udinese, Davis e Kamara vittime di insulti razzisti: il duro comunicato di condanna del club friulano. La ricostruzione di quanto successo!

Udinese, Davis e Kamara sono stati vittime di insulti razzisti: il comunicato di condanna del club friulano dopo quanto successo

Il mondo del calcio italiano si trova, ancora una volta, a dover fare i conti con la piaga dell’intolleranza e della discriminazione. Nelle ultime ore, un grave episodio di odio online ha colpito due calciatori dell’Udinese, scatenando la ferma e immediata reazione della società friulana a tutela dei propri tesserati.

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L’attacco agli account social dei giocatori

I giocatori finiti nel mirino dei cosiddetti hater sono gli attaccanti Keinan Davis e Hassane Kamara. Entrambi i professionisti sono stati bersaglio di una serie di insulti di stampo razzista apparsi sotto i post dei loro profili social personali. Un fenomeno, quello del cyberbullismo e del razzismo digitale, che purtroppo continua ad inquinare l’ambiente sportivo, trasformando le piattaforme web in zone franche per comportamenti vili e deprecabili che nulla hanno a che vedere con il tifo.

Il comunicato ufficiale: tolleranza zero da parte dell’Udinese

Di fronte a questa ennesima dimostrazione di inciviltà, la dirigenza bianconera non ha esitato un istante a far sentire la propria voce, schierandosi apertamente e con forza al fianco dei propri atleti. Attraverso una nota diffusa sui canali istituzionali, il club ha voluto mandare un messaggio inequivocabile per stigmatizzare l’accaduto:

“Udinese Calcio condanna l’increscioso comportamento ai danni dei suoi giocatori Keinan Davis e Hassane Kamara, oggetto di insulti di stampo razzista sui propri profili social. Simili episodi vergognosi sono fuori da ogni logica di società civile ed inaccettabili e Udinese, storicamente modello di integrazione, si impegnerà sempre a contrastarli”.

Un club storicamente fondato sull’integrazione

Le parole del comunicato sottolineano un aspetto fondamentale della storia calcistica di questa società. La squadra friulana, infatti, è da decenni riconosciuta a livello internazionale come un vero e proprio modello di integrazione. Grazie a una fitta rete di scouting globale, lo spogliatoio dell’Udinese Calcio ha sempre fatto della multiculturalità e dell’accoglienza i propri punti di forza e di vanto.

L’attacco subito da Davis e Kamara colpisce quindi non solo la sensibilità dei diretti interessati, ma i valori fondanti dell’intera istituzione sportiva. La battaglia contro il razzismo nel calcio, sia dentro che fuori dagli stadi, richiede un impegno costante, e l’intervento tempestivo della società rappresenta un passo necessario per isolare i responsabili e ribadire che la discriminazione non troverà mai spazio in questo sport.

Calciomercato Cagliari, due big inglesi vogliono Caprile! Ma l’agente frena, rivelazione che non lascia dubbi sul futuro del portiere

Calciomercato Cagliari, Elia Caprile ha attirato l’interesse di due big inglesi. Annuncio dell’agente sul suo futuro

Il nome di Elia Caprile continua a infiammare le cronache di calciomercato. Il talentuoso portiere del Cagliari, protagonista assoluto di una stagione ricca di prestazioni eccellenti tra i pali, sta inevitabilmente attirando l’attenzione di alcuni dei più importanti top club inglesi. Le sue parate non sono passate inosservate oltremanica, aprendo scenari affascinanti per il suo futuro professionale.

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Una stagione da leader e la chiamata in Nazionale Azzurra

Nel corso di questo campionato, l’estremo difensore si è imposto con grande autorità tra i migliori portieri della Serie A. La sua straordinaria costanza di rendimento gli è valsa un traguardo di altissimo profilo: la meritata convocazione nella Nazionale italiana in vista dei delicatissimi playoff Mondiali. Questo rappresenta un segno tangibile della sua impressionante crescita tecnica e mentale.

Sono state svariate le prodezze compiute in questa annata sportiva; i pochissimi errori commessi non cancellano minimamente le innumerevoli occasioni in cui l’ex estremo difensore di Bari e Napoli ha blindato la porta e salvato il risultato con parate quasi impossibili.

L’interesse concreto di Aston Villa e Tottenham

Le sirene del mercato britannico suonano sempre più forti. Secondo le ultime indiscrezioni riportate dal noto esperto di mercato Nicolò Schira, infatti, sia l’Aston Villa che il Tottenham Hotspur continuano a tenere d’occhio l’estremo difensore rossoblù. Gli emissari delle due società di Premier League stanno monitorando da vicino la sua rapida evoluzione, fiutando il colpo per rinforzare i rispettivi reparti arretrati.

Le parole dell’agente: focus totale sugli obiettivi del Cagliari

Nonostante l’interesse crescente da parte delle big d’Europa, il procuratore del giocatore, Graziano Battistini, ha voluto gettare acqua sul fuoco, invitando l’ambiente a mantenere i piedi per terra. In un’intervista rilasciata ai microfoni di Stile TV, l’agente ha tracciato la rotta, dichiarando: “Mi concentrerei solo sul presente perché in questo momento Elia deve continuare a fare il suo campionato, così che il Cagliari raggiunga i propri obiettivi. Poi è vero, il ragazzo è monitorato da club di livello più alto, ma essere monitorati è un conto, discutere e chiuderla è un altro”.

L’obiettivo primario del giovane portiere appare chiarissimo: blindare la porta del Cagliari per centrare i traguardi prefissati dalla società sarda e, solo successivamente, valutare le eventuali opportunità future che il mercato saprà offrirgli.

Shevchenko non ha dubbi sul Milan: «Se sta vicino all’Inter tutto può succedere…Leao può sbagliare la partita ma non l’atteggiamento!»

Shevchenko, ex attaccante del Milan, è uscito allo scoperto sul momento dei rossoneri. Ecco cosa ha detto

L’ex storico bomber rossonero Andriy Shevchenko ha analizzato l’attualità calcistica ai microfoni di Milannews.it. Il focus dell’intervista si è concentrato sulla vibrante lotta al vertice in Serie A, sulle dinamiche tattico-comportamentali del Milan e sugli imminenti impegni internazionali verso i Mondiali.

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Il duello al vertice con l’Inter e il nodo VAR

Sul testa a testa per il titolo, l’ucraino ha evidenziato le differenze strutturali tra le due milanesi, mantenendo grande fiducia nel Diavolo: “L’Inter ha una rosa molto più ampia, ha giocatori di spessore diverso ed è in vantaggio. Ma il Milan sta facendo un ottimo campionato. La partita vinta col Torino è un passo importante in avanti, Allegri ha caricato la squadra dopo la sconfitta contro la Lazio. Penso che il Milan vincerà le prossime partite e metterà pressione all’Inter. Si decide partita per partita. Se il Milan sta vicino all’Inter tutto può succedere…”.

Interrogato sull’utilizzo della tecnologia in campo, l’ex attaccante ha risposto con pragmatismo: “Bisogna valutare tutto molto bene. La tecnologia aiuta, anche se tanta gente non è contenta“.

Leao centravanti e l’intesa tattica con Pulisic

Un tema dibattuto riguarda il recente impiego di Rafael Leao come prima punta. Shevchenko inquadra così la situazione: “Non è un attaccante, non copre ora il suo ruolo naturale. Gli è stato chiesto di fare la punta: in qualche partita ha fatto bene, in altre meno. Ma per valutarlo in quel ruolo bisogna dargli tempo. Certo, bisogna vedere se lui ha la volontà di aiutare la squadra e lui è l’unico che può fare quel ruolo. Si può sbagliare la partita, ma non atteggiamento. Ci sono momenti in cui capita di arrabbiarsi con i compagni o con l’allenatore, ma poi bisogna chiarirsi subito”.

Sulla coesistenza nel reparto offensivo con Pulisic, l’imperativo è il sacrificio: “Leao e Pulisic si devono adattare l’uno con l’altro, non mettendo sé stessi davanti alla squadra. In ogni momento qualsiasi giocatore deve essere pronto a giocare anche in un ruolo diverso”.

La spinta per Gattuso CT e il sogno dell’Ucraina

Infine, un augurio speciale all’amico Rino Gattuso, impegnato a guidare l’Italia, e alla sua nazione in vista dei decisivi playoff Mondiali: “Sarà carico al 100%, bisogna trattenerlo affinché non carichi troppo i giocatori. Avendo così poco tempo, lui può solo lavorare sulla testa dei giocatori. Per me ce la fa l’Italia. Per l’Ucraina sarebbe un sogno arrivare ai Mondiali: la nostra gente sta aspettando questo regalo”.

Lewandowski lascia il Barcellona? L’annuncio scuote le pretendenti, cosa ha detto l’attaccante sul suo futuro! Novità importanti

Lewandowski lascia il Barcellona? Annuncio dell’attaccante sul suo futuro, ecco cosa ha detto in vista della prossima stagione

Il palcoscenico del calciomercato internazionale si prepara a vivere un’estate di fuoco, e il nome in cima alla lista dei desideri di molti top club è quello di Robert Lewandowski. Il centravanti polacco si sta ritagliando il ruolo di potenziale parametro zero tra i più prestigiosi e ambiti dell’intera scena calcistica europea. Nonostante la carta d’identità non sia più verdissima, il suo innato e letale fiuto del gol resta assolutamente intatto. Questa inesauribile vena realizzativa continua ad attirare la forte attenzione delle dirigenze mondiali, perennemente a caccia di esperienza, carisma e leadership da inserire all’interno dei propri spogliatoi.

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I sondaggi della Juventus e la spietata concorrenza estera

Tra le pretendenti più accreditate spicca prepotentemente la Juventus. Nelle scorse settimane, la dirigenza bianconera ha infatti effettuato i primi sondaggi esplorativi con l’entourage dell’attaccante. L’obiettivo della Vecchia Signora è chiaro: valutare con estrema attenzione sia la fattibilità economica dell’operazione, legata al pesante ingaggio, sia la reale compatibilità tecnica del giocatore con il progetto in corso.

Tuttavia, la corsa per assicurarsi le prestazioni del bomber, attualmente in forza al Barcellona, si preannuncia a dir poco serratissima. La concorrenza estera non manca e dispone di risorse illimitate: diverse e ricchissime realtà della Premier League inglese e della Saudi Pro League araba sono pronte a ricoprire d’oro l’ex stella del Bayern Monaco per convincerlo a sposare i loro progetti.

Le parole di Lewandowski e le richieste di mister Spalletti

Nel frattempo, il diretto interessato preferisce mantenere un profilo decisamente cauto e diplomatico, non chiudendo pubblicamente alcuna porta ma, al contempo, ribadendo la ferma validità del suo attuale legame con il club blaugrana. Ecco le sue dichiarazioni ufficiali, che tengono inevitabilmente in bilico il suo futuro professionale:

  • «Non è cambiato nulla riguardo al mio contratto con il Barcellona».
  • «Avrò tempo per sedermi e pensare al futuro e alle mie opzioni».

Queste parole confermano una chiara e ponderata fase di riflessione profonda da parte dell’attaccante. Per la Juventus, l’eventuale e suggestivo arrivo di Lewandowski alla Continassa rappresenterebbe esattamente quell’innesto di immensa personalità richiesto a gran voce da Luciano Spalletti. Un colpo da maestro, ideale per alzare il livello qualitativo e colmare quel pericoloso vuoto di carisma palesato dalla rosa nei momenti cruciali e più tesi della stagione sportiva.

Reggiana, svolta in panchina! Via Rubinacci, arriva Bisoli. Cos’è successo davvero nelle ultime ore

Reggiana, addio a Rubinacci! Arriva Bisoli in panchina, cosa è successo davvero per la panchina del club in Serie B

Il momento delicato della stagione impone scelte drastiche e la dirigenza granata non è rimasta a guardare. La Reggiana ha deciso di cambiare guida tecnica per tentare di dare una scossa immediata a tutto l’ambiente e invertire la pericolosa rotta intrapresa in campionato. L’obiettivo primario e vitale resta il mantenimento della categoria, e per raggiungerlo la società emiliana ha optato per un profilo di grande esperienza e temperamento.

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La crisi di risultati e l’addio a Rubinacci

La situazione deficitaria in classifica e gli ultimi risultati decisamente deludenti hanno spinto i vertici del club a prendere una decisione drastica, seppur complessa. Come riferito da Gianluca Di Marzio, l’avventura di Rubinacci sulla panchina granata si conclude in anticipo, pagando a caro prezzo un rendimento al di sotto delle aspettative stagionali e una pericolosa flessione nel gioco. La squadra è apparsa scarica e priva di mordente nelle ultime uscite, rendendo fondamentale e inevitabile un cambio di rotta per evitare di sprofondare ulteriormente nelle zone più calde e drammatiche della graduatoria.

La scelta di Bisoli: carisma e pragmatismo per la salvezza

Per sostituire l’allenatore uscente, la scelta della dirigenza è ricaduta su un vero e proprio specialista in imprese complicate. Pierpaolo Bisoli è da sempre noto nel panorama calcistico per il suo calcio pragmatico, la sua proverbiale grinta e la rara capacità di compattare lo spogliatoio nei momenti di massima emergenza. Le sue squadre si sono sempre distinte per un’organizzazione tattica solida e uno spirito di sacrificio encomiabile, doti che saranno assolutamente indispensabili da qui al termine del campionato per rimettere in carreggiata i giocatori.

I dettagli dell’accordo: tre mesi per convincere

La notizia del cambio della guardia ha rapidamente fatto il giro del web, confermando le tempistiche e i contorni dell’operazione. Come diffuso dalle indiscrezioni di mercato: “la Reggiana deciso l’esonero di Rubinacci: al suo posto arriva Bisoli. Per lui un contratto di tre mesi con opzione per l’anno prossimo in caso di salvezza”.

La proprietà ha quindi strutturato un accordo a breve termine, strettamente vincolato al raggiungimento dell’obiettivo sportivo. Una vera e propria sfida stimolante per il neo-tecnico, che avrà a disposizione questo intenso rush finale per conquistare la permanenza nella categoria e meritarsi, di fatto, la meritata riconferma per guidare il futuro progetto tecnico della società.

Italia Irlanda del Nord: una ‘prima volta’ in tv per i playoff dei Mondiali 2026. Non era mai successo prima d’ora

Italia Irlanda del Nord: per i playoff dei Mondiali 2026, ci sarà una prima volta in tv. Non era mai successo fino a questo momento

La decisiva e attesissima sfida tra l’Italia e l’Irlanda del Nord, snodo cruciale per i playoff Mondiali, non sarà solamente una battaglia sportiva sul rettangolo verde. Questa partita segnerà infatti un traguardo epocale per l’inclusività e l’accessibilità nel mondo del calcio italiano, grazie a un’iniziativa tecnologica senza precedenti.

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In un momento in cui la Nazionale ha un disperato bisogno del supporto di tutto il Paese per centrare l’obiettivo della qualificazione iridata, la Federazione ha deciso di abbattere ogni barriera sensoriale per permettere a tutti di partecipare emotivamente all’evento.

Un servizio innovativo per non vedenti e ipovedenti

La grande novità di questo appuntamento internazionale risiede nell’introduzione di un sistema di cronaca speciale, studiato appositamente per chi non può godere delle immagini televisive. Come annunciato nella presentazione del progetto: Italia-Irlanda del Nord playoff Mondiali: per la prima volta disponibile da remoto il servizio di audiodescrizione della gara per i tifosi non vedenti e ipovedenti”.

A differenza della tradizionale radiocronaca, l’audiodescrizione è un racconto minuzioso e iper-dettagliato che si concentra sugli aspetti visivi del match: la posizione esatta del pallone, il linguaggio del corpo dei giocatori, i colori delle divise e persino le coreografie sugli spalti.

La tecnologia al servizio dell’inclusione: l’app dedicata

La vera e propria rivoluzione di questo servizio è la sua totale fruibilità a distanza, un dettaglio che azzera le difficoltà logistiche legate alle trasferte o all’ingresso negli stadi. Il comunicato precisa infatti che: Fino a 500 persone potranno seguire il match da casa attraverso un’app dedicata”.

Questa piattaforma digitale consentirà a un nutrito numero di tifosi di collegarsi comodamente dal proprio smartphone o tablet, garantendo un’esperienza immersiva e sincronizzata con l’azione in campo. In una serata in cui la pressione sportiva sarà altissima, l’Italia dimostra di voler fare squadra anche fuori dal campo, garantendo il diritto universale di tifare e gioire (o soffrire) per i colori azzurri.

Coppola svela: «Italia? Non voglio gufarla, ma la qualità del gruppo c’è. Sull’interesse del Milan e della Juventus posso dire questa cosa»

Coppola, difensore del Paris FC, ha parlato così degli imminenti playoff Mondiali con l’Italia e dell’interesse di Milan e Juve nei suoi confronti

Il difensore Diego Coppola sta attraversando una fase cruciale della sua carriera. Diviso tra la nuova avventura in Francia con la maglia del Paris FC e l’attesa per i delicati playoff Mondiali con l’Italia, il centrale classe 2003 si è raccontato a Gianlucadimarzio.com, parlando del suo trasferimento, del legame con il Brighton e delle sue ambizioni future.

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La scelta del Paris FC e il legame con il Brighton

Dopo l’inizio di stagione in Premier League, la decisione di trasferirsi in prestito è stata dettata dalla necessità di trovare spazio: Se la città ha avuto un ruolo chiave nel mio trasferimento? No, non era quello (ride, ndr). Si trattava vivere una nuova esperienza che potesse darmi qualcosa in più, dato che nel campionato italiano ho già giocato quattro anni. Con il Brighton abbiamo pensato che fosse la scelta migliore. Oggi dico che è così, però vedremo in futuro”.

Sull’ottimo momento sportivo della squadra parigina, il difensore precisa: “Mancano ancora delle partite, però siamo sulla buona strada. Siamo a un passo ma noi guardiamo in alto in realtà. Guardiamo le squadre che sono davanti a noi e non quelle dietro di noi. Dobbiamo far bene e continuare così”.

Non manca un pensiero al Brighton e al tecnico Fabian Hürzeler: Ho chiesto io di andare perché volevo più minutaggio, loro non volevano mandarmi via. A Hürzeler sarebbe piaciuto trattenermi per il gruppo, perché avevo stretto con i ragazzi e i giovani. Poi però hanno capito le mie esigenze, perché, anche per la mia crescita come giocatore, era la scelta migliore dato che tornerò lì prima o poi”.

Il sogno Azzurro e il futuro: Serie A o Premier League?

Alle porte ci sono i decisivi playoff contro l’Irlanda del Nord. Sulla rincorsa ai Mondiali, Coppola ripone grande fiducia nel CT: “Non voglio gufarla, non voglio dire niente, però penso che la qualità dei giocatori e del gruppo ci sia. Penso che il mister dia tanto a tutti: è la persona che serviva per il suo carattere.”

Sul fronte del calciomercato, in passato si era parlato di un forte interesse della Juventus, ma il giocatore fa chiarezza: Sicuramente la Juventus è una grandissima squadra, ma non ho mai saputo niente.” Guardando alle ambizioni future, la scelta tra una big di Serie A e i top club d’Oltremanica è netta: Tra Milan, Inter, Juventus oppure Man City, Liverpool, Arsenal? Scelgo le squadre inglesi. So che l’esperienza della Premier League non capita tutti gli anni. Sono grandi squadre in un campionato molto competitivo. E lì è bellissimo giocare tutte le partite”.

Falcone svela: «Il mio sogno della vita è giocare per la Roma, ma me lo devo meritare col Lecce. Nazionale? Mai contattato da nessuno»

Il portiere del Lecce, Wladimiro Falcone, ha voluto dire la sua dopo la sconfitta rimediata contro la Roma in campionato: le sue parole

Intervenuto in conferenza stampa dopo la sconfitta con la Roma, il portiere del Lecce, Wladimiro Falcone, ha parlato anche di Nazionale e di sogni per il suo futuro.

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PRESTAZIONE – «Prima cosa: belli, bravi, grandi ragazzi… ok, ma zero punti. Devi fare punti anche contro le big e ora potevamo farlo. La Roma non era al meglio, c’è amarezza. Continuiamo a dire di ripartire dalla prestazione, ma servono punti. Sul gol si poteva fare meglio. Quando manchi nei dettagli, le grandi squadre ti puniscono».

NAZIONALE – «Mai stato contattato da niente e da nessuno, neanche una presunta cena. Non ne faccio un dramma, mi va bene: sono focalizzato sul Lecce. Se potevo fare scelte diverse? Forse sì, ma io ho il mio percorso: sono arrivato in Serie A a 27 anni e per me è tanta roba esserci ancora. Forse, Gattuso ha preferito questa cosa: Meret merita di essere lì. Non faccio un dramma, ma mi sarebbe piaciuto andarci».

EMOZIONE CON LA ROMA – «Ieri ero tranquillo, pensavo di aver superato l’emozione. Oggi invece avevo lo stomaco chiuso, in questo stadio avrò sempre un sentimento particolare. Darò però sempre una mano alla squadra. I tifosi leccesi sanno la mia fede, ma ogni volta mi augurano di esaudire il mio sogno. C’è e ci sarà, per me il sogno della vita è giocare per la Roma: me lo devo meritare con la maglia del Lecce».

Tottenham, ancora in bilico la panchina di Tudor: anche De Zerbi tra le opzioni!

Tottenham, ancora in bilico la panchina di Tudor: c’è anche De Zerbi tra le opzioni! Occhio al clamoroso scenario per gli Spurs

Il Tottenham vive uno dei momenti più delicati della propria stagione. La squadra londinese è precipitata nella parte bassa della classifica di Premier League e, dopo il pesante 3-0 interno contro il Nottingham Forest, si ritrova al 17° posto con 31 punti, appena due sopra la zona retrocessione. La sconfitta contro il Forest, riportata da Reuters, ha allargato le preoccupazioni attorno agli Spurs, che hanno incassato un altro stop in una fase già segnata da tensioni, risultati negativi e forti dubbi sul futuro della panchina.

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Igor Tudor sotto pressione: risultati negativi e futuro incerto

La posizione di Igor Tudor, allenatore croato arrivato a stagione in corso come traghettatore, appare sempre più fragile. Il tecnico era stato scelto dal club fino al termine della stagione dopo l’esonero di Thomas Frank, con il compito di dare una sterzata immediata a un gruppo in difficoltà. Finora, però, il cambio non ha prodotto la svolta sperata in campionato. Reuters riferisce che il ko con il Nottingham Forest ha aumentato i dubbi sulla sua permanenza, in un contesto già reso più pesante anche dalla recente contestazione e da un procedimento disciplinare aperto dalla Football Association per alcune sue dichiarazioni sull’arbitraggio. Nelle stesse ore, Tudor non si è presentato nel post partita per un lutto familiare, elemento che ha comprensibilmente spostato in secondo piano il tema sportivo.

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Roberto De Zerbi resta un nome forte per il futuro

Sul futuro della panchina londinese prende quota il nome di Roberto De Zerbi, tecnico bresciano reduce dall’esperienza all’Olympique Marsiglia. Secondo il Telegraph Sport, l’allenatore italiano sarebbe disposto a prendere in considerazione il progetto Tottenham in vista della prossima stagione, ma solo nel caso in cui il club riesca a mantenere la categoria. Non posso confermare che esista già un accordo definitivo tra le parti: al momento, la ricostruzione più solida parla di apertura e contatti, non di firma o intesa conclusa. Resta però il dato centrale: il club si muove già anche in ottica futura, mentre il presente impone agli Spurs

Italia U21, Baldini in conferenza stampa: «Ho sentito Gattuso e Buffon, siamo tutti dalla loro parte. Su Pisilli e Palestra in Nazionale…»

Italia U21, inizia il raduno a Coverciano: le parole del ct Silvio Baldini in conferenza stampa. Le sue dichiarazioni sui playoff, su Pisilli e Palestra

Silvio Baldini, commissario tecnico dell’Italia U21, ha parlato dal ritiro degli azzurrini soffermandosi sia sul percorso della selezione giovanile sia sulla Nazionale maggiore. Il tecnico ha espresso piena fiducia in Gennaro Gattuso, ct dell’Italia, e in Gianluigi Buffon, capo delegazione azzurro, sottolineando come entrambi abbiano esperienza, personalità e abitudine a gestire momenti di forte pressione. Baldini si è detto estremamente fiducioso sulle possibilità dell’Italia di conquistare la qualificazione al Mondiale. Il ct dell’Under 21 ha poi evidenziato con orgoglio la crescita di Niccolò Pisilli, centrocampista della Roma, e Marco Palestra, esterno del Cagliari, arrivati fino alla Nazionale maggiore dopo un percorso di crescita condiviso anche con l’U21.

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PAROLE – «Io ho sentito Gattuso e Buffon in questi giorni, sono persone abituate a questo tipo di stress, grandi campioni che hanno giocato grandi partite. Sanno di avere una grande responsabilità, ma siamo tutti dalla loro parte e credo che non ci siano persone migliori di loro per raggiungere l’obiettivo della qualificazione. Non sono convinto, ma arciconvinto che l’Italia andrà al Mondiale. Pisilli e Palestra in Nazionale A? Vuol dire che abbiamo partecipato a questa crescita: d’altronde a settembre nessuno avrebbe pensato che sarebbero stati pronti per questi spareggi. Tutto ciò ci rende orgogliosi, perché vuol dire che stiamo facendo buone cose».

Calciomercato Manchester United, Semenyo saltato? I Red Devils hanno già l’alternativa!

Calciomercato Manchester United, Semenyo saltato? I Red Devils hanno già l’alternativa! Il nome per la corsia offensiva degli inglesi

Il Manchester United sta programmando con attenzione il prossimo mercato estivo e una delle priorità sembra riguardare la corsia sinistra offensiva. Non posso confermare che i Red Devils avessero davvero preparato un blitz per Antoine Semenyo, attaccante esterno del Bournemouth, né che il giocatore abbia già scelto in via definitiva il Manchester City: al momento queste ricostruzioni circolano soprattutto a livello di indiscrezioni e non risultano confermate ufficialmente. Resta però evidente la necessità del club di Old Trafford di valutare nuovi innesti sulle corsie offensive in vista della prossima stagione.

La rivoluzione dei dati in casa United

Quello che è invece confermato è il cambio di approccio interno sul fronte scouting e reclutamento. Sir Jim Ratcliffe, comproprietario del club inglese, aveva già espresso pubblicamente la volontà di modernizzare l’analisi dati del Manchester United, ritenuta non all’altezza dei top club europei. In questa direzione va la nomina di Mike Sansoni come nuovo direttore dell’area dati, scelta pensata per rendere più evoluto il lavoro di selezione dei profili e per anticipare il mercato su talenti ancora non esplosi definitivamente.

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Yan Diomande tra i profili osservati

In questo scenario si inserisce il nome di Yan Diomande, ala offensiva classe 2006 che si sta mettendo in mostra con numeri interessanti. Non posso confermare che sia già un obiettivo concreto del Manchester United, ma il suo rendimento offensivo sta attirando attenzione: il dato di 10 gol a fronte di circa 5,50 Expected Goals racconta un calciatore capace di incidere oltre le attese statistiche. Proprio per questo il club inglese potrebbe guardare con interesse a profili giovani, sostenibili e ad alto potenziale, soprattutto in un’estate in cui una parte importante del budget potrebbe essere destinata anche al centrocampo.

Padova, ufficiale la scelta del nuovo allenatore: arriva Breda! Il comunicato

Padova, ufficiale la scelta del nuovo allenatore: arriva Roberto Breda! Il comunicato del club con tutti i dettagli sul contratto

Il Padova ha deciso di cambiare guida tecnica dopo il ko interno contro il Palermo, risultato che ha portato all’addio di Matteo Andreoletti, allenatore protagonista fin qui della stagione biancoscudata. Al suo posto è stato scelto Roberto Breda, tecnico veneto con una lunga esperienza tra Serie B e Serie C, chiamato ora a guidare la squadra in un finale di campionato delicato e decisivo. L’annuncio ufficiale è arrivato direttamente dal club, che ha confermato l’ingaggio del nuovo allenatore nella giornata di lunedì 23 marzo.

Roberto Breda nuovo allenatore del Padova

Il Padova ha comunicato che Breda ha firmato un contratto valido fino al 30 giugno 2026, con opzione, e che la presentazione ufficiale è stata fissata per mercoledì allo stadio Euganeo. Si tratta di una scelta immediata, maturata nel tentativo di dare una scossa all’ambiente dopo un weekend che ha ridisegnato più di una panchina nel campionato cadetto. Il nuovo tecnico porta con sé un bagaglio importante: da allenatore ha guidato, tra le altre, Reggina, Salernitana, Vicenza, Latina, Ternana, Virtus Entella, Perugia, Livorno, Pescara, Ascoli e ancora Salernitana.

Obiettivo salvezza per i biancoscudati

A sei giornate dalla fine della regular season, il compito affidato a Breda è chiaro: mettere in sicurezza la permanenza del Padova in Serie B. La squadra biancoscudata, neopromossa, si trova infatti in una zona di classifica molto delicata e ha bisogno di una svolta immediata nei risultati per allontanarsi dalla zona più calda. Proprio per questo il club ha deciso di intervenire subito, puntando su un allenatore abituato a gestire situazioni complesse e chiamato ora a ridare equilibrio, fiducia e punti a una squadra che vuole difendere la categoria.

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IL COMUNICATO – «Il Calcio Padova comunica che da oggi Roberto Breda è il nuovo allenatore della prima squadra. Mister Breda ha sottoscritto un contratto che lo legherà al Calcio Padova fino al 30 giugno 2026 con opzione».

Allenamento Italia, Bastoni al lavoro in campo! Buone notizie per Gattuso verso l’Irlanda del Nord: cosa filtra

Allenamento Italia, Bastoni al lavoro in campo! Buone notizie per Gattuso verso l’Irlanda del Nord: cosa filtra sulla sua presenza per giovedì

Arrivano indicazioni incoraggianti per Gennaro Gattuso, commissario tecnico dell’Italia, in vista della semifinale playoff contro l’Irlanda del Nord, in programma giovedì 26 marzo a Bergamo. Il nome che riaccende la fiducia nello staff azzurro è quello di Alessandro Bastoni, difensore dell’Inter e pedina chiave del reparto arretrato, fermo negli ultimi giorni per un problema alla caviglia sinistra. Nell’allenamento odierno il centrale ha svolto un lavoro sul campo con un preparatore e il dolore sarebbe in diminuzione.

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La FIGC ha confermato che il raduno a Coverciano è partito in un momento delicato, con diverse condizioni fisiche da valutare e con il forfait già ufficiale di Federico Chiesa, sostituito da Nicolò Cambiaghi. In questo contesto, i progressi di Bastoni rappresentano una notizia importante per il ct, che attende risposte definitive nelle prossime ore prima di sciogliere i dubbi di formazione.

Non posso confermare che Bastoni si sia allenato pienamente in gruppo oggi: le fonti consultate parlano di lavoro sul campo e di sensazioni migliori, ma non di rientro completo con i compagni. Resta però una crescita dell’ottimismo attorno al difensore nerazzurro, che punta a essere disponibile per una gara già decisiva nel cammino mondiale degli azzurri.

Secondo quanto riferito da Sky Sport, il calciatore ha svolto alcuni giri di corsa provando anche a spingere sull’articolazione, mostrando una corsa giudicata abbastanza fluida. Nello stesso aggiornamento viene riportato anche uno scambio con il ct Gennaro Gattuso, al quale il difensore avrebbe fatto capire che la situazione è sotto controllo e gestibile.

Per il commissario tecnico azzurro, impegnato a preparare la semifinale playoff contro l’Irlanda del Nord, si tratta di una notizia importante in un momento segnato da diversi dubbi fisici all’interno del gruppo.

Mercato PSG, individuato il grande obiettivo per l’estate: ha una clausola da 100 milioni! Regalo in vista per Luis Enrique?

Mercato PSG, individuato il grande obiettivo per l’estate: ha una clausola da 100 milioni! Regalo in vista per Luis Enrique? Ecco di chi si tratta

Il Paris Saint-Germain inizia a pianificare le mosse per la prossima finestra estiva e, tra i profili monitorati, sarebbe emerso anche quello di Rayan, attaccante brasiliano classe 2006 che si sta mettendo in mostra con la maglia del Bournemouth. A rilanciare l’indiscrezione è Alfredo Pedullà, che cita quanto riportato dal quotidiano brasiliano RTI Esporte. Il nome del giovane talento sudamericano, dunque, sarebbe finito sul taccuino del club francese, sempre molto attento ai prospetti di prospettiva e ai giocatori con ampi margini di crescita.

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Il profilo di Rayan si inserisce perfettamente in una strategia che guarda al futuro ma anche all’immediato, soprattutto per un club come il PSG, impegnato a rinforzare il reparto offensivo con elementi giovani ma già pronti per il calcio europeo. Il rendimento del ragazzo, arrivato in Premier League da poco, avrebbe attirato l’attenzione della dirigenza parigina, pronta a valutare l’evoluzione della situazione nei prossimi mesi.

Bournemouth soddisfatto, ma il PSG resta alla finestra

Rayan si è trasferito al Bournemouth lo scorso 27 gennaio dopo l’esperienza al Vasco da Gama, storico club brasiliano. L’operazione sarebbe stata chiusa per una cifra intorno ai 28,5 milioni di euro, investimento importante che testimonia la fiducia del club inglese nelle qualità del giovane attaccante. Il brasiliano sarebbe stato scelto per colmare il vuoto lasciato dalla partenza di Antoine Semenyo, esterno offensivo ghanese accostato al Manchester City, e il suo impatto sarebbe stato giudicato positivo.

Le prestazioni offerte fin qui avrebbero convinto il Bournemouth della bontà dell’investimento, ma allo stesso tempo starebbero aumentando l’interesse di altri club europei. Tra questi, appunto, ci sarebbe anche il PSG, che osserva con attenzione.

Clausola alta, ma il prezzo potrebbe essere più basso

Sul cartellino del giocatore penderebbe una clausola rescissoria da 100 milioni di euro, cifra molto elevata che rappresenta una forte tutela per il club inglese. Tuttavia, sempre secondo RTI Esporte, per aprire una trattativa potrebbero bastare circa 40 milioni di euro. Una valutazione ben diversa, che renderebbe il profilo di Rayan molto più accessibile per il Paris Saint-Germain. I prossimi mesi saranno quindi decisivi per capire se l’interesse dei parigini potrà trasformarsi in una vera operazione di mercato.

Albertini con ottimismo: «Fiducioso per i Mondiali. Var? Sono per la tecnologia, ma troppi errori! Campionato riaperto? Ecco come la penso»

L’ex centrocampista del Milan e della Nazionale, Demetrio Albertini, si è espresso così in vista dei playoff Mondiali per l’Italia

Intercettato dai giornalisti presenti in occasione del Legends Trophy, organizzato da City Padel Milano, l’ex calciatore del Milan, Demetrio Albertini si è espresso così in vista dei playoff Mondiali per l’Italia. Queste le sue dichiarazioni riportate da TMW.

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FIDUCIA PER L’ITALIA? – «Tra essere ansiosi e fiduciosi non cambia niente, meglio essere fiduciosi. Dobbiamo guardare al meglio e pensare alla qualificazione, poi si vedrà. La cosa più importante è dire che abbiamo le qualità per qualificarci, poi abbiamo l’ansia pensando al passato, l’ultimo sorriso mondiale è stato nel 2006. Ma dobbiamo guardare avanti ed essere fiduciosi per la partita».

UNO DEI MOTIVI SI CHIAMA GATTUSO – «Certo, è il ct e ha la responsabilità. Sta cercando di dare il suo contributo, non potrà scendere in campo ma Rino metterà a disposizione quello che è il suo carattere, sa cosa serve per far ripartire il gruppo. Poi tattica, tecnica: il calcio è bello per tanti aspetti».

SERVIRA’ ORGOGLIO – «Non credo possa mancare. Non deve esserci la paura, ma senso di responsabilità: chi andrà in campo deve avere quel coraggio di poter dire ‘dobbiamo andare al Mondiale’. Serve concentrazione».

CAMPIONATO RIAPERTO? – «Oggettivamente prima deve perderlo l’Inter, oggi ha in mano quello che è il suo futuro. Lo scudetto ce l’ha in mano e deciderà cosa dovrà essere. Certo, se dovesse capitare l’impensabile non approfittarne sarebbe un errore. Magari essere dietro dia più tranquillità, ma dipende solo dall’Inter».

SUL LAVORO DI ALLEGRI AL MILAN E SU MODRIC – «È un campionato complicato, ma con dei ritmi più lenti di altri. Da un giocatore di grandissima esperienza, non mi stupisce l’inserimento, ma la continuità: alla sua età, credo sia la cosa più difficile. Per quanto riguarda il Milan di Allegri, se pensiamo a dove è partito, al fallimento conclamato dell’anno scorso, al mercato non condiviso al 100%, penso che abbia fatto un grandissimo lavoro. Pensare che il quarto posto possa essere un risultato va bene, però il Milan deve sempre puntare al massimo».

IL MILAN LA PRIMA CONTENDENTE O IL MILAN SE LA GIOCA? – «Il Napoli ha avuto tanti infortuni, quindi il Milan è la prima contendente. Ha avuto più continuità, mentre il Napoli nella sfortuna pensavo avrebbe avuto comunque qualche punto in più. Credo che il Milan meriti questo ruolo».

PIU’ PERICOLOSO IL GALLES O LA BOSNIA PER L’EVENTUALE FINALE PLAYOFF? – «Non si fa… Visto anche il precedente. Passo dopo passo, avremo la consapevolezza di poterci giocare tutto in una partita».

CON QUALE ATTACCO PARTIRE? – «Lascio a Rino. Non ho voluto fare l’allenatore proprio per questo. Penso che sia importante che valuti lo stato di forma, lo stato mentale, la consapevolezza… Lo stato di forma conta tanto».

SE RIMPIANGO IL CALCIO SENZA VAR? – «Tante volte il silenzio vale più di una risposta. Oggettivamente il problema è come lo concepiamo: pensiamo che possa essere la panacea di tutti i mali, invece ci possono essere valutazioni diverse. Io sono per la tecnologia, non vedo perché debba essere fuori dal calcio. Poi però le interpretazioni sono state troppo discordanti e ci sono stati troppi errori».

SE MI IMMAGINO IL TERZO MONDIALE DI FILA SENZA ITALIA? – «No. Non lo posso pensare, non lo posso immaginare. Non lo voglio pensare. In questo momento essere fiduciosi costa zero, io lo sono fino alle partite che avremo. Sto preparando anche il viaggio negli Stati Uniti per andare a vedere la Nazionale, più di questo non posso».

FIDUCIOSI PER LA MODESTIA DEGLI AVVERSARI? – «No, perché possiamo meritarlo sul campo. A noi non manca la qualità, manca la quantità di giocatori italiani. Siamo troppo pochi, basta che un paio non siano al massimo e non ci sono pari livello. Però oggi siamo qui e dobbiamo giocarcela, i nostri mezzi bastano per poter raggiungere il Mondiale».

DA CHI MI ASPETTAVO DI PIU’? – «Pensare che Donnarumma, uno dei portieri più forti d’Europa, non abbia giocato ancora un Mondiale mi fa dispiacere. Glielo auguro».

“Ha detto sì alla Juventus”: Comolli ha fatto centro, è il primo acquisto

La Juventus avrebbe già ottenuto il sì del calciatore che potrebbe essere il primo nuovo acquisto per la prossima stagione

Il futuro è già qui. La Juventus guarda con un occhio alla corsa Champions, ma l’altro è già diretto al calciomercato. Comolli, Chiellini e Ottolini sanno che sono attesi da un compito per nulla semplice: mettere a disposizione di Spalletti (sempre che dica sì al rinnovo), una squadra in grado di puntare alla vittoria dello scudetto.

Serviranno acquisti importanti e qualcosa si sta già muovendo in questo senso. Nei giorni scorsi si è parlato dell’offerta per Bernardo Silva, in scadenza di contratto con il Manchester City ed è uno dei parametri zero più ambiti del prossimo anno. Ancora non è chiaro se il portoghese vestirà davvero la maglia bianconera, ma è certo che la dirigenza juventina punterà su calciatore già ‘fatti’ per alzare la qualità della rosa.

Qualità che può essere garantita anche da Mason Greenwood: l’esterno del Marsiglia potrebbe diventare il primo colpo di mercato della Juventus 2026/2027. L’attaccante inglese, infatti, avrebbe dato la sua parola al club bianconero e si attendono ora gli sviluppi della trattativa.

Greenwood dice sì alla Juve: cosa manca per l’accordo

Venticinque gol e otto assist in tutte le competizioni. Questo il dato che certifica il rendimento elevatissimo di Mason Greenwood con la maglia del Marsiglia.

Greenwood Juventus
Greenwood dice sì alla Juve (Instagram Mason Greenwood) – Calcionews24.com

Sia sotto gli ordini di De Zerbi, che poi con Habib Beye, l’ex Manchester United è stato tra i migliori della squadra ed ha attirato l’interesse di diversi club. Stando a quanto riferito da The Sun, il calciatore non sarebbe convinto del ritorno in Premier League e avrebbe detto sì alla Juventus per trasferirsi in Serie A.

Servirà ora un accordo tra le società per far sì che il britannico possa davvero vestire la maglia bianconera: con il contratto in scadenza nel 2029, Greenwood non sarà un acquisto low cost. Acquistato dal Marsiglia per 26 milioni di euro, la sua valutazione sfiora ora i 40 milioni. La Juventus potrà contare sui rapporti buoni con il club transalpino per strappare condizioni favorevoli ed intanto ha incassato già il sì del giocatore: può essere Greenwood uno dei colpi della nuova Juventus.

Chukwueze Fulham, c’è la decisione sul riscatto: ecco quanto incasserà il Milan in estate!

Chukwueze Fulham, la decisione sul riscatto da parte del club inglese: ecco quanto incasserà il Milan in estate! Tutti i dettagli

Il futuro di Samuel Chukwueze, esterno offensivo nigeriano classe 1999, sembra essere sempre più lontano dal Milan e sempre più vicino al Fulham. Dopo il trasferimento in Premier League, l’ex Villarreal ha ritrovato continuità, fiducia e rendimento, tanto da convincere il club londinese a valutare seriamente l’esercizio del diritto di riscatto nella prossima finestra estiva. L’esperienza con i Cottagers ha infatti rilanciato un calciatore che nelle sue stagioni in rossonero non era riuscito a imporsi con continuità, complici prestazioni altalenanti e un inserimento mai davvero completato nel progetto tecnico milanista.

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Chukwueze Fulham, la Premier rilancia l’esterno nigeriano

A Londra, Chukwueze ha trovato un ambiente favorevole e anche riferimenti importanti fuori dal campo, come i compagni di Nazionale Calvin Bassey e Alex Iwobi. Elementi che hanno facilitato il suo ambientamento e contribuito alla sua rinascita. Tra i momenti più significativi della sua stagione spicca la doppietta realizzata contro il Manchester City il 2 dicembre, una prestazione che ha certificato la ritrovata centralità dell’esterno nigeriano nel progetto del Fulham. Il giocatore, da parte sua, avrebbe già manifestato una disponibilità di massima a restare in Inghilterra anche nella prossima stagione, segnale chiaro della volontà di proseguire il percorso in Premier League.

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Milan, attesa per il riscatto: operazione da 24 milioni

Secondo quanto filtra, nei giorni scorsi l’intermediario che aveva curato l’operazione estiva avrebbe informato il club di via Aldo Rossi dell’intenzione del Fulham di procedere con il riscatto. Al momento si tratterebbe di una comunicazione ufficiosa, non ancora trasformata nei passaggi formali necessari per chiudere l’affare. Proprio per questo il Diavolo aspetta sviluppi concreti, con la speranza che la volontà espressa dal club inglese si traduca presto in firme definitive. L’operazione, considerata internamente come una possibile soluzione vantaggiosa per tutte le parti, potrebbe garantire ai milanesi un incasso da 24 milioni di euro, cifra destinata a salire fino a 28 milioni con l’aggiunta dei bonus. Un tesoretto significativo, che il Milan potrebbe reinvestire sul mercato per ridisegnare il proprio reparto offensivo.

Infortunio Osimhen, intervento chirurgico riuscito dopo il problema al braccio: le ultime sui tempi di recupero

Infortunio Osimhen, intervento chirurgico riuscito dopo il problema al braccio: il comunicato del Galatasaray e i tempi di recupero

Il Galatasaray deve fare i conti con due assenze pesanti dopo la sfida di ritorno degli ottavi di Champions League contro il Liverpool. Il club turco, infatti, ha perso sia Victor Osimhen, centravanti nigeriano e punto di riferimento dell’attacco, sia Noa Lang, esterno offensivo fermato da un brutto infortunio al dito. Due stop che complicano i piani della squadra in un momento delicato della stagione.

Osimhen operato al braccio destro

L’attenzione principale resta concentrata sulle condizioni di Osimhen, costretto a lasciare il campo già al termine del primo tempo per una frattura al braccio destro. Nella giornata di lunedì 23 marzo, il Galatasaray ha comunicato che l’attaccante nigeriano è stato sottoposto a un intervento chirurgico perfettamente riuscito. L’operazione è stata eseguita presso l’ospedale Maslak Acıbadem dal medico sociale Yener İnce, con esito positivo.

Restano dubbi sui tempi di recupero

La buona riuscita dell’intervento rappresenta una notizia incoraggiante per il club di Istanbul, che però non ha ancora reso noti i tempi di recupero del proprio numero 9. Proprio questo aspetto tiene in apprensione ambiente e staff tecnico, considerando il peso di Osimhen nelle rotazioni offensive della squadra. Il recupero del bomber sarà monitorato nei prossimi giorni, mentre il Galatasaray spera di riaverlo a disposizione il prima possibile per il finale di stagione.

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IL COMUNICATO – «Il nostro giocatore Victor Osimhen, infortunatosi e impossibilitato a continuare a giocare nella trasferta contro il Liverpool negli ottavi di finale di UEFA Champions League, è stato sottoposto oggi a un intervento chirurgico con esito positivo presso l’ospedale Maslak Acıbadem, eseguito dal nostro medico sociale, il dottor Yener İnce. Inviamo i nostri migliori auguri al nostro giocatore e speriamo che possa tornare in campo il prima possibile».

Ebosse Torino, ha già conquistato tutti! Titolare fisso con D’Aversa, i granata ragionano sul riscatto: le cifre

Ebosse Torino, ha già conquistato tutti! Indispensabile per D’Aversa, i granata ragionano sul riscatto del difensore: le cifre per l’acquisto dall’Udinese

In poche settimane Enzo Ebosse, difensore mancino franco-camerunese arrivato al Torino in prestito dall’Udinese, si è trasformato da soluzione secondaria a punto fermo della retroguardia granata. Come sottolinea Tuttosport, il centrale classe 1999 era stato preso nelle ultime ore del mercato invernale quasi come alternativa rispetto ad altri obiettivi seguiti a lungo dal direttore sportivo Gianluca Petrachi. Eppure il suo inserimento è stato rapido e concreto. Dopo una prima presenza da titolare nella gestione Marco Baroni, Ebosse ha trovato piena continuità con Roberto D’Aversa, allenatore che lo ha subito valorizzato nella linea difensiva a tre. Da quel momento il difensore si è preso il posto sul centrosinistra, diventando di fatto uno degli elementi più utilizzati del nuovo corso granata.

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Le sue caratteristiche lo rendono unico nella rosa di D’Aversa

Il motivo per cui Ebosse si è imposto così in fretta è legato soprattutto al suo profilo tecnico e tattico. Il piede mancino lo rende una risorsa naturale in una zona del campo dove il Torino ha poche alternative pure, mentre la sua capacità di accompagnare l’azione e di sostenere il lavoro sulla corsia sinistra gli ha dato un vantaggio ulteriore nelle scelte di D’Aversa. Sempre secondo Tuttosport, il centrale ha mostrato buona spinta in fase di possesso e una connessione interessante con Obrador, esterno mancino con cui forma una catena ritenuta molto promettente. Non sono mancati alcuni errori, come quello in occasione del gol del momentaneo 3-1 di Fofana a San Siro contro il Milan, ma nel complesso le sue prestazioni hanno convinto dirigenti e staff tecnico. Il Torino, del resto, lo ha utilizzato con grande continuità nelle ultime uscite e lo considera ormai una pedina importante nella corsa salvezza.

Il riscatto costa poco: 1,2 milioni e il Torino riflette seriamente

L’aspetto che rende ancora più interessante la situazione è quello economico. Il prestito di Ebosse prevede infatti un diritto di riscatto fissato a 1,2 milioni di euro, cifra confermata da Tuttosport e considerata molto accessibile alla luce del rendimento mostrato dal giocatore. Per questo il Torino sta già ragionando concretamente sulla possibilità di esercitare l’opzione a fine stagione. Sarebbe un investimento contenuto per blindare un difensore che, in un momento delicato, ha saputo ritagliarsi un ruolo da protagonista. Dopo il ko con il Milan, lo stesso Ebosse ha lanciato un messaggio chiaro sui social, invitando l’ambiente a guardare avanti e a restare concentrato sugli obiettivi. Il Torino, intanto, osserva e valuta: il suo riscatto oggi è molto più di una semplice ipotesi.

Siviglia, scelto il nuovo allenatore dopo l’esonero di Matias Almeyda: chi siederà sulla panchina del club andaluso. Tutti i dettagli

Siviglia, chi sarà il nuovo allenatore dopo l’esonero di Matias Almeyda: tutti i dettagli sulla scelta del club andaluso

La notizia, nell’aria già da diverse ore, ha trovato conferme definitive. Come riportato da Matteo Moretto, dopo l’esonero di Matias Almeyda il Siviglia ha scelto Luis García Plaza come nuovo allenatore. Una decisione netta e mirata, che segna un netto cambio di rotta rispetto al recente passato.

La scelta societaria: l’esperienza per superare la crisi

La fine del rapporto con il “Pelado” Almeyda si è resa necessaria a causa di un andamento ben al di sotto delle storiche ambizioni del club. Il tecnico argentino non è riuscito a trasmettere la continuità sperata, accumulando passi falsi che hanno compromesso la classifica in LaLiga.

Di fronte a questa situazione deficitaria, i vertici del Siviglia hanno optato per un profilo che conosce alla perfezione le insidie e le pressioni del campionato spagnolo. Luis García Plaza rappresenta infatti un tecnico navigato, in grado di gestire le emergenze e di rivitalizzare spogliatoi in evidente difficoltà psicologica.

Il profilo di Luis García Plaza: pragmatismo e solidità tattica

Con un lungo curriculum che vanta esperienze significative su panchine calde come quelle di Alavés, Maiorca, Getafe e Villarreal, il neo-allenatore porta in dote un calcio basato sull’assoluto pragmatismo. La sua filosofia si fonda su una solida organizzazione difensiva e sulla capacità di sfruttare al massimo le transizioni veloci.

Il suo primo e fondamentale compito al Ramón Sánchez-Pizjuán sarà quello di blindare la retroguardia, vero tallone d’Achille della gestione precedente, riducendo al minimo gli errori individuali e restituendo compattezza all’intero undici titolare.

I prossimi obiettivi stagionali in LaLiga

Il calendario non ammette ulteriori distrazioni o periodi di rodaggio. L’allenatore madrileno dovrà mettersi immediatamente al lavoro nel centro sportivo andaluso per preparare i prossimi, delicatissimi impegni ufficiali. La priorità assoluta per il Siviglia è macinare punti per allontanarsi dalle zone pericolose della classifica. I tifosi biancorossi si aspettano un’inversione di tendenza immediata, confidando che l’esperienza e il carisma del nuovo timoniere possano finalmente riportare serenità e vittorie.

Arsenal, doppia tegola dall’infermeria: due giocatori infortunati, non partiranno con la Nazionale! Svelate le loro condizioni

Arsenal, due giocatori infortunati salteranno gli impegni con le rispettive Nazionali. Chi sono e qual è la situazione

Pessime notizie per le Nazionali e forte apprensione in casa Arsenal. Durante questa delicata sosta per gli impegni internazionali, i Gunners devono fare i conti con i problemi fisici della loro coppia difensiva titolare. Gabriel Magalhães è stato infatti costretto ad alzare bandiera bianca e a rinunciare alla convocazione con il Brasile.

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La notizia, che era già nell’aria dopo gli ultimi accertamenti medici, è stata ufficializzata nelle scorse ore. Il centrale difensivo non prenderà parte ai prossimi impegni della Seleção e farà ritorno nel centro sportivo del suo club. Il difensore ha dato forfait a causa di un dolore al ginocchio destro.

Allarme per Mikel Arteta: la coppia d’oro si ferma

L’assenza del difensore brasiliano rappresenta un duro colpo per il Commissario Tecnico verdeoro, ma a tremare è soprattutto l’Arsenal. La squadra londinese è attualmente impegnata in una serratissima lotta per la conquista della Premier League e per il prosieguo della stagione europea.

Il contemporaneo stop di William Saliba, che aveva già dovuto rinunciare alla convocazione con la nazionale francese, priva temporaneamente il tecnico Mikel Arteta del suo muro difensivo. I due centrali hanno dimostrato di essere una delle coppie più affiatate e impenetrabili d’Europa, garantendo un’assoluta solidità a tutto il reparto arretrato.

Il percorso di riabilitazione a Londra

La decisione di trattenere entrambi i giocatori nel Regno Unito è una scelta puramente conservativa, concordata tra gli staff medici delle rispettive federazioni e quello dell’Arsenal. Rimanere a Londra permetterà ai due atleti di sfruttare le strutture del club per seguire un programma di riabilitazione personalizzato e monitorare costantemente l’evoluzione dei fastidi.

Per Gabriel Magalhães, l’attenzione è tutta concentrata sul dolore al ginocchio destro, un problema che necessita di riposo e terapie mirate per scongiurare pericolose ricadute. L’obiettivo primario dello staff medico dei Gunners è rimettere in sesto i due pilastri difensivi in vista del decisivo rush finale della stagione, quando il calendario proporrà scontri diretti fondamentali. Questa sosta, paradossalmente, potrebbe rivelarsi il momento provvidenziale per curare questi acciacchi.

Como da sogno verso la Champions League: dal nodo stadio alle regole del Fair Play Finanziario. Cosa sta succedendo davvero

Como punta alla qualificazione in Champions League: dal nodo stadio alle regole del Fair Play Finanziario. Ecco la situazione

Il travolgente successo per 5-0 contro il Pisa ha fugato ogni dubbio: il Como fa sul serio ed è in piena corsa per il quarto posto. Un traguardo che regalerebbe ai lariani una storica qualificazione alla Champions League. Il ritorno sul palcoscenico europeo, che manca dalla Mitropa Cup 1980/81, richiede però un’attenta preparazione sia a livello infrastrutturale che societario.

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Lavori al Sinigaglia e l’ipotesi Mapei Stadium

Come riferito da Calcio e Finanza, il primo grande scoglio da superare riguarda l’impianto di casa. Il club sta accelerando i lavori per adeguare lo stadio Giuseppe Sinigaglia alle rigide normative UEFA, con l’obiettivo di ultimare le migliorie entro settembre 2026, in tempo per la prima fase della massima competizione europea.

Tuttavia, la società si sta cautelando con un “piano B”. Se il Como dovesse qualificarsi per la Conference League (che prevede i playoff già ad agosto) o se i lavori non terminassero in tempo, la dirigenza ha già chiesto la disponibilità per l’utilizzo del Mapei Stadium di Reggio Emilia. Una soluzione che ricalcherebbe la strategia adottata in passato dall’Atalanta.

I parametri UEFA e lo spauracchio Settlement Agreement

L’approdo in Europa impone il rispetto delle UEFA Club Licensing and Financial Sustainability Regulations, il pacchetto normativo che ha sostituito il vecchio Fair Play Finanziario. Alla luce del bilancio chiuso al 30 giugno 2025 con un passivo di 105 milioni di euro, l’ingresso nelle coppe non creerebbe ostacoli il primo anno, ma dalla stagione successiva potrebbe portare alla stipula di un Settlement Agreement pluriennale con la UEFA, sulla falsariga di quanto accaduto recentemente all’Aston Villa.

In questo contesto, i ricavi della Champions League sarebbero vitali per il bilancio lariano e per rispettare lo “squad cost ratio”. Questa norma regola l’importo spendibile per la rosa tra stipendi e commissioni: il tetto massimo, abbassato gradualmente dal 90% nel 2023 e dall’80% nel 2024, è ormai fissato in via definitiva al 70% a partire dal 2025.

Crescita commerciale: aperti due temporary store

Il Como non vuole limitare la propria espansione al solo rettangolo verde. Per sostenere il salto dalla Serie B ai vertici del calcio italiano, la proprietà ha lanciato una mirata strategia commerciale legata all’evento di Milano-Cortina 2026, aprendo due “temporary store” in location esclusive: uno a Cortina d’Ampezzo e l’altro in Piazza San Babila a Milano.

Infortunati Lazio: quando tornano Zaccagni, Basic, Gila e Cataldi. I tempi di recupero per rivederli in campo, ultimissime

Infortunati Lazio: definiti i tempi di recupero di Zaccagni, Basic, Gila e Cataldi. Quando tornano in campo questi big biancocelesti

La sosta arriva in un momento estremamente delicato per la Lazio, costretta a fare i conti con un’infermeria ancora piena e con diverse situazioni cliniche da monitorare con la massima attenzione. Dopo le ultime settimane segnate da assenze pesanti, il club biancoceleste spera di ritrovare qualche pedina utile in vista della ripresa del campionato, anche se il quadro generale resta piuttosto complesso per le strategie tecnico-tattiche.

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Tra i giocatori attualmente fermi ai box figurano nomi di spicco come Mattia Zaccagni, Toma Basic, Danilo Cataldi, Ivan Provedel e Nicolò Rovella; durante questo stop, i recuperabili a stretto giro sono soprattutto Cataldi e Basic.

I possibili recuperi: ottimismo per Cataldi e Basic

La notizia più incoraggiante per mister Maurizio Sarri riguarda sicuramente Danilo Cataldi, fermo da due partite per un fastidioso problema al polpaccio. Il centrocampista potrebbe tornare a disposizione nei prossimi giorni, offrendo così all’allenatore una soluzione preziosa in mezzo al campo proprio nel momento in cui la squadra ha un disperato bisogno di ritrovare equilibrio e continuità di rendimento.

Discorso parzialmente diverso per Toma Basic, fuori ormai da oltre un mese e ancora da valutare con estrema attenzione: il croato resta tra i possibili recuperi della sosta, ma la sua situazione dovrà essere monitorata passo dopo passo. Si tratta di un doppio snodo importante, perché la Lazio ha la necessità vitale di allargare le rotazioni e di recuperare energie fresche nella fase decisiva della stagione.

Gila e Zaccagni tengono in ansia l’ambiente

Uno dei casi clinici che meritano maggiore prudenza è senza dubbio quello di Mario Gila, costretto a uscire anzitempo dalla sfida del Dall’Ara per un nuovo fastidio al ginocchio. Il difensore spagnolo sarà costantemente rivalutato, poiché la sua presenza è considerata fondamentale nel reparto arretrato.

Massima attenzione va prestata anche a Mattia Zaccagni, il cui recupero richiederà ancora diverso tempo: il capitano dovrebbe rivedersi sul terreno di gioco tra circa un mese e proverà a forzare i tempi per rientrare nella delicata sfida con l’Atalanta in Coppa Italia. Anche per questo motivo, la pausa avrà un peso specifico notevole nella gestione mirata delle risorse residue.

Tegola per i biancocelesti: stagione finita per Provedel e Rovella

Le notizie più amare riguardano invece Ivan Provedel e Nicolò Rovella, per i quali la stagione è già terminata. Il portiere biancoceleste è stato operato alla spalla destra dopo la lesione evidenziata dagli esami strumentali, mentre Rovella era già rimasto fuori dalle rotazioni dopo un severo infortunio alla clavicola.

L’assenza contemporanea di due elementi così importanti pesa inevitabilmente nelle valutazioni tecniche della Lazio per questo intenso finale di annata. La priorità, adesso, è rimettere in sesto almeno chi può ancora tornare utile nel breve periodo e limitare i danni.

Portanova ha un rammarico per il Napoli: «Gestione Conte perfetta ma al completo e con questo allenatore avrebbe fatto un altro tipo di campionato!»

Portanova, ex difensore italiano, ha espresso questo pensiero nei confronti del Napoli e della stagione falcidiata dagli infortuni

La corsa scudetto si infiamma e il Napoli, guidato da Antonio Conte, è pronto a lanciare la volata decisiva. Intervenuto ai microfoni della trasmissione radiofonica Napoli Magazine Live su Radio Punto Zero, l’ex difensore azzurro Daniele Portanova ha analizzato il momento d’oro dei partenopei, inquadrando il delicato incrocio con il Milan, l’inaspettata frenata della capolista Inter e gli imminenti impegni della Nazionale.

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IL CALO DELL’INTER E GLI INFORTUNI «Cosa sta bloccando l’Inter in questa fase di stagione? Non lo so, ma il grande vantaggio forse ha fatto calare l’attenzione. Strano però, a certi livelli difficilmente abbassi la tensione. Anche l’Inter però sta pagando gli infortuni in questo momento».

LA GESTIONE DI CONTE E IL MIRACOLO SPORTIVO «Il Napoli sta meglio di Milan e Inter? Sì, ma lo dicevamo anche mesi fa. Il Napoli ha accusato l’assenza di tanti giocatori importanti, ma per fortuna abbiamo scoperto dei giovani interessanti. La gestione di Conte è stata perfetta, ora si sta evidenziando ancora di più. Il Napoli è lì nonostante tutto, il miracolo sportivo è ancora possibile».

IL RIENTRO DI DI LORENZO E LA SFIDA AL MILAN «Quanto sarà importante il rientro di Di Lorenzo? Molto, ma il Napoli al completo con questo allenatore avrebbe fatto un altro tipo di campionato, l’ho sempre detto. Tutti i giocatori rientranti hanno voglia di dimostrare il loro valore, aiuteranno molto il Napoli. Contro il Milan sarà una partita molto importante. Ora bisogna pensare solo alla prossima partita, per sognare il Napoli deve vincerle tutte o quasi. Contro il Milan si capirà chi potrà dare fastidio all’Inter».

LA SPINTA DEL MARADONA E L’UNITÀ DEL GRUPPO «Per fortuna il Napoli potrà giocare in casa, la spinta del Maradona sarà fondamentale. Inter, Milan o Napoli, chi ha più motivazioni? Tutte, ma l’Inter al momento sta avvertendo la pressione. Ma al Napoli non deve interessare questo, deve vincere le sue partite. Non so chi sta meglio ora, forse il Napoli è in leggero vantaggio sul Milan grazie alla gara in casa e al gruppo unito. Gli azzurri sono sempre uniti, non vedo la stessa cosa altrove. L’unità di intenti ti fa sognare, poi Conte è un allenatore vincente e incide sempre tanto».

L’ITALIA E L’OBBLIGO MONDIALE «Italia-Irlanda del Nord? A prescindere dai giocatori, bisogna andare ai Mondiali assolutamente. Dovranno giocare con il sangue agli occhi».

Zidane pronto a tornare in panchina! ESPN lancia l’indiscrezione, ecco dove allenerà il tecnico francese

Zidane tornerà in panchina! ESPN ha lanciato l’indiscrezione, ecco dove andrà ad allenare il tecnico francese

Una notizia clamorosa scuote il mondo del calcio internazionale e definisce il futuro di una delle selezioni più forti al mondo: Zinedine Zidane è pronto a tornare in panchina. L’ex fuoriclasse francese è stato scelto per aprire un nuovo ciclo tecnico, raccogliendo una delle eredità più pesanti e affascinanti dell’intero panorama sportivo.

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L’indiscrezione internazionale: il futuro dei Bleus è di “Zizou”

Le voci si rincorrevano ormai da diversi mesi, ma ora le conferme si fanno sempre più insistenti, delineando uno scenario chiarissimo per il post-Coppa del Mondo. La vera e propria bomba di mercato sportivo è stata lanciata dai media oltreoceano: “Secondo ESPN, Zidane – l’ex giocatore e allenatore del Real Madrid assumerà la guida della nazionale francese nell’estate successiva ai Mondiali.”

Questa mossa strategica della federazione transalpina punta a garantire continuità ad altissimi livelli, affidando il gruppo a una vera e propria leggenda vivente, capace di ispirare i giocatori sia per il suo glorioso passato in campo, sia per i clamorosi trionfi ottenuti in panchina.

La fine di un’era storica e il passaggio di consegne

Il cambio della guardia rappresenta uno spartiacque fondamentale per la selezione europea. L’attuale commissario tecnico ha segnato un’epoca d’oro, culminata con la vittoria iridata nel 2018 e la finale del 2022, ma ogni ciclo ha una sua naturale conclusione. A confermare questa transizione attesa da tempo, gli addetti ai lavori ribadiscono: “L’addio di Didier Deschamps alla nazionale francese dopo 14 anni di successi non era un segreto, e Zidane, che ha concluso il suo secondo mandato come allenatore del Real Madrid nel 2021, era da tempo considerato un candidato per la panchina.”

L’attesa e il nuovo ambizioso progetto tecnico

Durante i suoi anni di inattività, Zidane ha declinato numerose e ricche offerte provenienti da prestigiosi top club europei, dimostrando una chiara e ferma volontà: il suo obiettivo primario e il suo grande sogno è sempre stato la nazionale francese. Ora, il suo immenso carisma da leader e l’esperienza che gli ha permesso di conquistare ben tre Champions League consecutive con i Blancos saranno al totale servizio dei Bleus.

L’attesa è tutta rivolta ai prossimi mesi. Zidane porta con sé non solo un bagaglio tecnico di prim’ordine, ma anche un’aura di rispetto reverenziale. Il suo compito principale sarà quello di valorizzare ulteriormente campioni del calibro di Kylian Mbappé e di integrare i nuovi talenti, mantenendo stabilmente la Francia ai vertici assoluti del calcio mondiale.

Conferenza stampa Gattuso: «Non siamo degli scappati di casa! Bisogna trasmettere serenità e dare leggerezza. Complimenti a Bastoni per la professionalità, ecco cos’è successo con Chiesa»

Conferenza stampa Gattuso: le parole del ct azzurro in vista dei playoff Mondiali 2026 contro l’Irlanda del Nord

Gennaro Gattuso, ct dell’Italia, interviene in conferenza stampa alle 14.00 per presentare la delicata sfida playoff per i Mondiali 2026 contro l’Irlanda del Nord, in programma giovedì alla New Balance Arena di Bergamo. Calcionews24 segue LIVE le sue parole.


SPERAVA DI ARRIVARE A QUESTO MOMENTO IN CONDIZIONI MIGLIORI – «No, io penso solo a giocare la partita. Non voglio alibi, dobbiamo concentrarci su giovedì. Alla 30ª giornata è normale avere infortuni, tutte le squadre li hanno. Con lo staff abbiamo lavorato bene durante questo periodo, testa alla partita senza pensare a cosa si sarebbe potuto fare di più o meglio in questi mesi».

BASTONI «Gli vanno fatti solo i complimenti per la professionalità. Da ieri mattina è a Coverciano e sta lavorando per essere a disposizione per la partita di giovedì. Alle cene non mi sono presentato con pennarelli e lavagnette, la mia volontà è quella di creare un gruppo e ci sto riuscendo, tutti mi stanno dimostrando grande attaccamento. Per me questa era la soluzione migliore, a costo di rinunciare a giocatori che stanno facendo bene e si sarebbero meritati il posto come Zaniolo, Bernardeschi e Fagioli».

COME ARRIVERA AI PLAYOFF «Bisogna dare leggerezza. Prende d’esempio la partita con la Norvegia a San Siro: un bel primo tempo e alla prima difficoltà ci siamo sciolti. Bisogna evitare che questo accada e in questi mesi ho lavorato su questo tasto. Gli episodi in partita possono capitare, bisogna saper andare oltre e dimenticare il passato».

FORMAZIONE CONTRO L’IRLANDA DEL NORD «Non possiamo rischiare di mettere giocatori che non stanno bene e che poi siamo costretti a sostituire dopo 5 minuti. Abbiamo un ottimo staff che saprà gestire tutti gli uomini. Tonali oggi farà un lavoro a basso carico e spero di averlo a disposizione già domani. Mancini ha solo un affaticamento, Calafiori ieri ha sentito un dolorino ma non dovrebbe essere nulla di che. Chiesa si è presentato ma aveva qualche problema e sia io che lui abbiamo deciso che era inutile che restasse».

IRLANDA DEL NORD «Dobbiamo saper annusare il pericolo. I nostri avversari non avranno tantissima qualità, ma corrono molto, hanno un grande cuore e vanno facilmente in verticale. Sui calci piazzati fanno paura, la prima parola è attenzione».

ZANIOLO «L’ho detto prima, ho deciso di puntare su un gruppo che finora mi ha dato buone risposte e con cui si è costruito un buon clima in questi mesi. Se poi andremo al Mondiale le porte restano aperte e si possono fare altre valutazioni».

GIOCATORI DELL’INTER – «Su Dimarco fino a 10 giorni fa sentivo grandi paragoni e tuttora continua ad avere ottimi numeri. Con Barella parlo tutti i giorni, sa che da lui ci si aspetta tanto perché ha dimostrato di essere un grande giocatore e perciò se ha un calo di rendimento viene bastonato. Da lui voglio ritmo, intensità, qualità che ha sempre dimostrato di avere».

MESSAGGIO TRASMESSO ALLA SQUADRA – «Serenità. Non posso pensare di stordirli fino a giovedì con messaggi continui e 10 sedute video al giorno. Bisogna approcciarsi alla partita sapendo quello che bisogna fare. Inoltre i miei giocatori non sono degli scappati di casa. C’è gente che ha vinto trofei, scudetti, è arrivata in finale di Champions e ha vinto un Europeo».

GIOCARE A BERGAMO – «La scelta è stata mia e ringrazio sia Gravina che Buffon per avermi assecondato. Abbiamo giocato lì al mio esordio in panchina e ci hanno applaudito all’intervallo anche se non stavamo facendo bene, l’ho apprezzato. Uno stadio da 25mila posti può diventare un catino, magari in altri ambienti come San Siro rischi di avere divisioni tra tifosi del Milan e dell’Inter e di sentire qualche rumore a causa di qualche passaggio sbagliato».

LOCATELLI «Spalletti alla Juve sta facendo un grande lavoro e così anche Locatelli con lui. Manuel è cresciuto, sta giocando con grande qualità fisiche e tecniche. Il giocatore ha fiducia e si è ritrovato, un rigore sbagliato ci può stare e non lo condizionerà».

COME STA A LIVELLO PERSONALE«In questi mesi mi sono allenato anche io. Se predico serenità, devo essere coerente. Devo averla anche io e devo essere in grado di trasmetterla. Normale poi che ci sia pressione, solamente se sei senza sangue potresti non sentirla. Ne approfitto anche per ringraziare lo staff perché finora abbiamo visto centinaia di partite».

Marotta a tutto tondo: «Siamo meritatamente primi! Arbitri? I giocatori devono essere più forti degli errori, ecco che cosa mi auguro»

Marotta, presidente dell’Inter, ha parlato a margine dell’Assemblea di Lega anche del discorso arbitri. Le sue dichiarazioni

A margine dell’odierna assemblea della Lega Serie A, il presidente dell’Inter Giuseppe Marotta ha analizzato a trecentosessanta gradi il momento cruciale della squadra nerazzurra. Con il traguardo tricolore nel mirino, il dirigente ha voluto fare chiarezza sull’attuale flessione sportiva e sulle recenti e accese polemiche arbitrali.

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La corsa verso lo Scudetto entra nella sua fase più calda. Il dirigente nerazzurro ha fotografato con estrema lucidità il bilancio stagionale e la recente frenata della squadra: «Siamo in un momento particolare della stagione, in cui siamo meritatamente primi con sei punti di vantaggio. È un risultato che forse non potevamo nemmeno prevedere. Siamo semifinalisti di Coppa Italia, abbiamo centrato due obiettivi su tre. In Champions potevamo fare meglio ma ci sono anche gli avversari e siamo usciti meritatamente. Mancano otto giornate, abbiamo due partite di vantaggio, siamo in una situazione di difficoltà e involuzione, legata forse a infortuni e stanchezza ma questo è una caratteristica che trova riscontri anche nei nostri avversari. Non sono qui a cercare alibi, ce la giocheremo fino in fondo, con la consapevolezza di essere comunque primi in classifica».

La pressione della vetta: “Meglio fare il cacciatore che la lepre”

Allontanando le voci di una vera e propria crisi, Marotta ha dettato la linea da seguire per compattare l’ambiente: «Come dare forza alla squadra? Confrontandoci e fare quello che abbiamo sempre fatto. Non siamo davanti a uno psicodramma, ma davanti a una situazione difficile come spesso accade nello sport. Era impensabile per me poter essere qui a otto giornate dalla fine».

Essere la squadra da battere comporta però una gestione della pressione enorme, un aspetto noto al vertice societario, il quale è consapevole «che esistono difficoltà, sappiamo che in alcune circostanze, l’ho detto settimana scorsa, è più facile fare il cacciatore che la lepre perché chiaramente in questo caso le forze degli avversari si moltiplicano e dobbiamo essere più bravi noi nell’affrontare questo periodo di transizione ma io devo essere ottimista, so che la squadra è una squadra forte so che abbiamo a che fare con dei professionisti che fanno il loro lavoro nel migliore dei modi adesso si tratta di ritrovare la strada che momentaneamente abbiamo perso».

Il nodo arbitri e l’appello per l’uniformità del VAR

Il discorso si è poi inevitabilmente spostato sul delicato capitolo arbitri e sul rinvio dell’atteso incontro istituzionale: «La Lega ha comunicato per tempo il rinvio della riunione per una indicazione da parte della FIGC, saranno motivi validi. In un campionato ci sono lamentele da parte di tutte le società. Non sono qui per lamentarmi. Alla fine dell’anno secondo me grosso modo si equivalgono torti e favori, ma non deve essere un alibi. I giocatori devono sapere che dietro l’angolo ci può essere un errore arbitrali, devono essere più forti di questi errori».

Infine, un richiamo diretto all’utilizzo della tecnologia in campo e all’episodio del rigore negato che ha fatto discutere giornali e tifosi: «Oggi siamo davanti a una pletora di esperti di VAR, tanti opinionisti hanno acclarato che ieri c’era un calcio di rigore. Mi limito a questa valutazione, non facciamo le vittime. Ci deve essere una uniformità di valutazioni, il protocollo oggi viene utilizzato non in modo omogeneo. Sono per l’uniformità, oggi vengono interpretati in modo troppo soggettivo certi episodi. Auspico che nella prossima stagione si crei un protocollo omogeneo, arrivando a un certo tipo di arbitraggio omogeneo».

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