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Calciomercato Lecce: i giallorossi blindano il proprio talento! Ufficiale il riscatto, di chi si tratta e il comunicato del club

Calciomercato Lecce: i salentini hanno blindato il proprio talento! È stato ufficializzato il riscatto, il comunicato del club giallorosso

Il calciomercato Lecce non si ferma alla sola prima squadra, ma guarda con estrema attenzione anche alla costruzione del futuro. La società salentina, da sempre maestra nella scoperta e nella valorizzazione dei giovani talenti internazionali, ha deciso di blindare uno dei prospetti più interessanti a propria disposizione.

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Attraverso una nota diffusa sui propri canali, il club giallorosso ha infatti annunciato il riscatto del giovane difensore belga, arrivato in prestito nei mesi scorsi e capace di convincere a pieno l’area tecnica. Questo il testo del comunicato diramato dalla società:

“L’U.S. Lecce comunica di aver esercitato il diritto di opzione per l’acquisizione a titolo definitivo del diritto alle prestazioni sportive del calciatore Luca Dalla Costa dal KAS Eupen. L’esterno difensivo sinistro belga classe 2007 ha firmato un contratto fino al 30 giugno 2030”.

Il profilo di Dalla Costa: un terzino moderno per la fascia

La scelta di investire in maniera così decisa su Luca Dalla Costa conferma la bontà del capillare lavoro di scouting della dirigenza leccese. L’esterno difensivo sinistro, nato nel 2007, rappresenta il prototipo del terzino moderno: dotato di una notevole progressione atletica, fisicità strutturata e di una spiccata propensione ad accompagnare l’azione offensiva senza mai trascurare le diagonali di copertura.

Il suo percorso di crescita, iniziato in patria nel vivaio del KAS Eupen, proseguirà ora stabilmente in Puglia. Aver convinto l’U.S. Lecce a esercitare il diritto di opzione per l’acquisto a titolo definitivo testimonia il brillante impatto che il ragazzo ha avuto con la nuova, ed esigente, realtà calcistica italiana.

Un progetto a lungo termine: la firma fino al 2030

Il dettaglio più rilevante e strategico dell’intera operazione è senza dubbio la lunghissima durata dell’accordo contrattuale. Sottoscrivendo un vincolo fino al 30 giugno 2030, il Lecce lancia un messaggio inequivocabile: il laterale mancino è considerato un vero e proprio patrimonio per il progetto sportivo a lungo termine.

Questa tempestiva mossa di mercato garantisce al club salentino di proteggere il proprio investimento dalle eventuali mire di altre squadre europee. Ora spetterà allo staff tecnico continuare ad accompagnare il talento belga nel suo definitivo processo di maturazione, con l’obiettivo di prepararlo al definitivo grande salto nel calcio professionistico.

Spezia, ufficiale il nuovo cambio in panchina! Via Donadoni, torna D’Angelo: il comunicato del club con tutti i dettagli

Spezia, è stato ufficializzato il nuovo cambio in panchina! Via Donadoni, torna D’Angelo: il comunicato del club che svela tutti i dettagli

Attraverso il proprio sito ufficiale, lo Spezia ha annunciato il nuovo cambio allenatore: via Donadoni, torna D’Angelo alla guida delle Aquile. Di seguito riportati i comunicati del club ligure.

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DONADONI – «Il Presidente Charlie Stillitano comunica che al termine di un onesto e costruttivo incontro con l’allenatore Roberto Donadoni, alla presenza del Proprietario del Club, Thomas Roberts, si è arrivati a una decisione pienamente condivisa, presa di comune accordo tra le parti, per il bene della Società e della squadra. Si è pertanto arrivati a una separazione consensuale che sottolinea il rapporto di reciproca stima che va ben oltre gli aspetti sportivi».

D’ANGELO «Il Club desidera ringraziare mister Donadoni e il suo staff per la serietà, la professionalità e l’impegno dimostrati fin dal proprio arrivo nel Golfo dei Poeti e intende augurare loro le migliori fortune umane e professionali. Spezia Calcio comunica di aver affidato l’incarico di allenatore responsabile della Prima Squadra a mister Luca D’Angelo, già alla guida delle Aquile nella prima parte della stagione, che tornerà sulla panchina spezzina insieme ai componenti del suo staff tecnico. Bentornato Mister!».

Esonero Matias Almeyda: il Siviglia cambia allenatore! Il comunicato ufficiale e tutti i dettagli sull’addio in panchina

Esonero Matias Almeyda: il Siviglia ha ufficialmente sollevato dal suo incarico l’allenatore. Il comunicato e tutti i dettagli

Un altro ribaltone scuote il calcio spagnolo. La notizia era nell’aria già da qualche settimana, ma ora ha assunto i crismi dell’ufficialità: Matias Almeyda è stato sollevato dal ruolo di allenatore della prima squadra del Siviglia. La decisione dei vertici della dirigenza andalusa è maturata a seguito di un andamento stagionale considerato ben al di sotto delle storiche e ambiziose aspettative del club.

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Il fascino e la fortissima pressione ambientale dello stadio Ramón Sánchez-Pizjuán richiedono risultati costanti, e la mancanza di una striscia positiva ha inevitabilmente portato la società alla drastica scelta di un cambio in panchina per tentare di salvare questo finale di stagione.

I numeri della gestione Almeyda: da giugno all’esonero

L’avventura europea del “Pelado” in terra andalusa si chiude così in modo del tutto prematuro rispetto alla naturale scadenza del contratto. L’allenatore argentino lascia il club dopo 32 partite ufficiali da allenatore, un percorso vissuto sul filo del rasoio e privo di quegli acuti sportivi necessari per blindare la propria posizione agli occhi dei tifosi e della critica.

Analizzando nel dettaglio il suo ruolino di marcia complessivo, il tecnico ha guidato la formazione biancorossa per 29 in LALIGA e altre 3 in Copa del Rey dopo il suo arrivo lo scorso giugno. Nonostante l’indiscutibile dedizione al lavoro, le difficoltà tattiche e i troppi punti persi nel massimo campionato spagnolo hanno pesato come un macigno sul bilancio finale, portando inevitabilmente all’esonero.

Il comunicato ufficiale del club e i prossimi scenari

A ratificare la separazione è giunto il consueto comunicato della società, che ha voluto congedarsi dal mister sudamericano riconoscendo comunque l’impegno lavorativo profuso dal suo intero staff tecnico in questi mesi indubbiamente complessi. Nella nota diffusa sui canali istituzionali si legge infatti testualmente:

“Il Sevilla FC vuole ringraziare Matias Almeyda e la sua squadra per i suoi sforzi e professionalità e augurargli il meglio per il futuro”.

Archiviata definitivamente l’era Almeyda, per il Sevilla FC inizia adesso una delicatissima fase di transizione. La dirigenza è chiamata a individuare in tempi rapidissimi un nuovo condottiero capace di risollevare il morale della rosa, restituire un’identità di gioco definita e macinare i punti necessari per allontanarsi dalle zone calde della classifica in LALIGA.

Juventus, il gesto nei confronti di Locatelli dopo il rigore sbagliato contro il Sassuolo: cosa han fatto squadra e staff. Retroscena

Juventus, il gesto della squadra nei confronti di Manuel Locatelli dopo il rigore sbagliato contro il Sassuolo: cosa è successo

Il recente pareggio maturato all’Allianz Stadium contro il Sassuolo ha lasciato pesanti strascichi nell’ambiente bianconero. La qualificazione alla massima competizione europea è un obiettivo vitale per il prestigio del club torinese, e l’ultimo passo falso rischia di compromettere il lavoro di mesi. Al centro della bufera mediatica c’è Manuel Locatelli, chiamato ora a reagire prontamente grazie al supporto dello spogliatoio e agli impegni con la Nazionale.

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Il silenzio del capitano e il peso dei punti persi

Come riportato dalle colonne di Tuttosport, l’atmosfera post-partita in casa Juventus è stata segnata da una profonda delusione. Il volto di questa frenata è proprio quello del regista italiano, apparso distrutto dopo l’errore dal dischetto. Un penalty fallito che, di fatto, è costato due punti pesantissimi nella corsa Champions. Pienamente consapevole dell’occasione monumentale sciupata davanti al proprio pubblico, il giocatore ha scelto la via del silenzio, trascorrendo la domenica in famiglia e ignorando i prevedibili attacchi social.

Lo scudo dello spogliatoio e l’appoggio di Spalletti

In questo momento di fragilità emotiva, tuttavia, il centrocampista non è stato lasciato solo. Il “gruppo storico” della Continassa si è stretto immediatamente attorno a lui: dai veterani Perin e Pinsoglio fino ai pilastri Gatti, Vlahovic e il giovane Yildiz, tutti i compagni hanno manifestato la massima unità e vicinanza al loro leader. Anche l’allenatore Luciano Spalletti ha ribadito la propria stima con una carezza privata, proteggendo il suo capitano dalle eccessive pressioni esterne.

L’Italia di Gattuso come medicina per ripartire

Archiviata temporaneamente la Serie A, ora per Locatelli la medicina migliore si chiama Nazionale. Con i delicatissimi playoff mondiali alle porte, il giocatore è atteso da titolare nella sfida cruciale contro l’Irlanda del Nord. Sotto l’attenta guida del CT Rino Gattuso, il centrocampista punta a trasformare la delusione in energia agonistica e rivalsa. L’obiettivo è duplice: centrare la qualificazione iridata e continuare a brillare, confermando quello status di centrale inamovibile che si è guadagnato a suon di prestazioni d’alto livello in campionato.

Lookman brilla all’Atletico Madrid, ha stregato Simeone: «Ha potenziale, grande cuore e sete di imparare». Parole importanti per l’ex Atalanta!

Lookman ha stregato Simeone: ecco le parole dell’allenatore dell’Atletico Madrid per quanto riguarda l’esterno nigeriano

Il tecnico dell’Atletico Madrid, Diego Simeone, fa il punto della situazione in casa Colchoneros. Attraverso un’intervista rilasciata ai canali ufficiali del club spagnolo, l’allenatore argentino si è concentrato sulle dinamiche tattiche della squadra e, in particolar modo, sull’impatto di Ademola Lookman. L’attaccante sta attraversando una fase cruciale del suo ambientamento nel rigoroso sistema di gioco del “Cholo”.

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L’evoluzione di Lookman e il lavoro sulla fase difensiva

Nel calcio di Simeone, il talento offensivo non è mai sufficiente se non è supportato da un costante sacrificio senza palla. Proprio su questo aspetto specifico si sta concentrando il lavoro dello staff tecnico sull’attaccante. Il tecnico ha speso parole di grande apprezzamento per l’impegno e la dedizione del giocatore, evidenziando una crescita continua e una forte attitudine al lavoro.

Simeone ha infatti dichiarato: Sta progredendo, lavora molto bene, porta cose nuove alla squadra e lo stiamo aiutando a crescere in fase difensiva perché ha il potenziale ed è un giocatore con un grande cuore e una sete di imparare. La propensione al sacrificio e la disponibilità a migliorarsi tatticamente sono doti imprescindibili per consolidare il proprio ruolo nelle rotazioni del club madrileno.

La ricerca del controllo e le difficoltà nei momenti chiave

Oltre alla crescita dei singoli giocatori, l’allenatore ha analizzato il momento collettivo dell’Atletico Madrid. L’obiettivo primario è quello di far evolvere la manovra corale, cercando un possesso palla più efficace e nuove soluzioni negli ultimi trenta metri per scardinare le difese avversarie.

Tuttavia, questo processo di trasformazione sta incontrando alcuni ostacoli di percorso. L’allenatore ha ammesso con onestà le difficoltà riscontrate dalla squadra nel gestire i ritmi del match, aggiungendo: Dobbiamo avere più controllo del gioco, un modo diverso di attaccare. Non siamo riusciti a mettere tutto questo in pratica nel momento cruciale.

Le dichiarazioni del tecnico tracciano una rotta chiara per il futuro: la volontà di plasmare definitivamente il talento di Lookman si unisce alla necessità impellente di trovare una nuova identità offensiva. Un passo fondamentale per competere ai massimi livelli ed evitare cali di concentrazione nei momenti che decidono l’esito di una stagione.

Calciomercato Inter: rivoluzione a centrocampo e in porta. Due nomi scalano le gerarchie, cosa succederà davvero in estate

Calciomercato Inter: sarà restyling a centrocampo e in porta. Quali sono i nomi che scalano le gerarchie, cosa accadrà in estate

Il centrocampo dell’Inter si prepara a vivere una vera e propria rivoluzione in vista della prossima stagione calcistica. Le attuali gerarchie sembrano destinate a sgretolarsi, con la società che lavora attivamente per svecchiare e rinforzare la rosa a disposizione di Chivu.

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I cambiamenti in mediana saranno drastici. Profili di primissimo piano come Hakan Calhanoglu, Davide Frattesi e Henrikh Mkhitaryan sono i maggiori indiziati a fare le valigie e lasciare Milano. Proprio per far fronte a queste probabili e pesanti uscite, la dirigenza del club nerazzurro sta già valutando diverse e prestigiose alternative da inserire nel cuore del gioco.

Il blitz a Londra: occhi su Vicario e Andrey Santos

Oltre a ridisegnare la metà campo, la società guarda con attenzione anche alla difesa della porta. Come sottolineato sulle pagine di Tuttosport, i vertici interisti si sono mossi in prima persona volando in Inghilterra:

“In settimana Piero Ausilio e Dario Baccin, gli uomini mercato dell’Inter, nel loro blitz londinese hanno ribadito a Guglielmo Vicario e al suo entourage come il portiere del Tottenham sia l’obiettivo principale per sostituire Sommer la prossima estate. I due dirigenti nerazzurri, però, oltre a seguire mercoledì Tottenham-Atletico Madrid, il giorno precedente avevano assistito dal vivo a Chelsea-Psg, dove, al di là della sconfitta dei Blues, hanno nuovamente osservato le qualità di Andrey Santos, centrocampista centrale classe 2004 (compirà 22 anni il 3 maggio), sul taccuino dell’Inter già dalla scorsa estate”.

Il piano tattico di Chivu e l’esigenza di un mediano muscolare

L’interesse per il talento di proprietà del Chelsea si sposa perfettamente con le nuove idee tecniche dell’allenatore interista. Sulle motivazioni che spingono l’Inter ad alzare il pressing sul giovane prospetto e sulle future strategie tattiche, il quotidiano torinese precisa:

“Il brasiliano – ormai stabilmente nel gruppo verde-oro di Ancelotti – era infatti già stato sondato ad agosto, quando l’Inter, capito di non poter arrivare a Koné della Roma, si era messo alla ricerca di un centrocampista più muscolare per assecondare i desiderata di Chivu. Insomma, a metà campo l’Inter potrebbe cambiare molto, anche perché Chivu non ha abbandonato il progetto di virare sul 3-4-2-1 o, se mai dovesse partire Bastoni, sul 4-2-3-1”.

L’Inter del futuro prende forma: fisicità, giovani di prospettiva e nuove geometrie tattiche sono alla base del progetto per rimanere ai vertici.

Calciomercato Cagliari, Giulini svela: «Palestra farà parlare di sé per i prossimi 10/15 anni. Sul futuro di Caprile posso dire questa cosa»

Calciomercato Cagliari, Tommaso Giulini – presidente – ha rilasciato queste dichiarazioni su Caprile e Palestra. Ecco cosa ha detto

Tommaso Giulini, presidente del Cagliari, ha parlato a margine della assemblea odierna dei due talenti che stanno brillando in rossoblù: Elia Caprile e Marco Palestra. Le sue dichiarazioni.

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PALESTRA E IL FUTURO – «Noi l’abbiamo schierato molto spesso in una posizione molto avanzata, mi stai facendo una domanda complicata. Vorrei vederlo da terzino destro, le richieste possono essere diverse in un top club. Vorrei capire meglio le qualità del ragazzo nei tre ruoli che può ricoprire: quinto, quarto o addirittura da terzo d’attacco. Sono curioso di capire quale dei tre ruoli farà all’Atalanta o nella squadra che eventualmente lo comprerà. Sarà interessante da seguire, è un ragazzo che farà parlare di sé per i prossimi 10-15 anni. Noi abbiamo avuto la fortuna di avere i Barella e i Vicario, oggi Caprile. Anche Palestra ha la testa per giocare tante partite in Champions e in Nazionale».

CAPRILE ACCOSTATO A INTER E JUVENTUS – «Non lo so, è tutto prematuro. Sono arrivati degli osservatori italiani e stranieri, ma non ci sono trattative in corso».

L’INTERVISTA COMPLETA A GIULINI

Calciomercato Juventus: sirene per Cambiaso, un top club europeo ha messo nel mirino l’esterno bianconero! Cosa succederà in estate

Calciomercato Juventus: Cambiaso è finito nella lista dei desideri di questo top club europeo. Cosa succederà in vista dell’estate

La Juventus inizia a pianificare le strategie per la prossima sessione estiva di calciomercato e deve fare i conti con l’interesse dei top club europei per i propri giocatori. Le ultime indiscrezioni di mercato, rilanciate dal giornalista Gianluigi Longari di Sportitalia, accendono i riflettori sul futuro di Andrea Cambiaso. L’esterno bianconero, infatti, è finito clamorosamente nella lista dei desideri del Barcellona, un club da sempre alla ricerca di profili validi e moderni per rinforzare la propria corsia laterale.

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L’apprezzamento dei blaugrana e la duttilità tattica

La dirigenza della Vecchia Signora osserva con grande attenzione gli sviluppi di questa situazione, pienamente consapevole che le sirene spagnole potrebbero tentare seriamente il ragazzo in vista della prossima annata. Il club catalano apprezza moltissimo la sua spiccata duttilità tattica, una caratteristica che gli permette di agire su entrambe le fasce, e sta monitorando costantemente le sue prestazioni sul campo per preparare il terreno e sferrare un eventuale assalto nei mesi a venire.

Le riflessioni della Juventus e il fattore Spalletti

L’interesse concreto dei blaugrana costringe i vertici della Juventus a profonde riflessioni strategiche in vista dell’estate. La stagione disputata finora dal laterale è stata caratterizzata da un rendimento decisamente altalenante, in cui ha saputo alternare ottime giocate a inaspettati passaggi a vuoto. Il tecnico Luciano Spalletti lo ha impiegato con assoluta costanza nel suo scacchiere, ma le sue prestazioni non hanno sempre garantito alla squadra quella continuità richiesta per competere ai massimi livelli in Europa. La società piemontese dovrà ora prendere una decisione cruciale: puntare con estrema fermezza su di lui, blindando il suo contratto, oppure ascoltare con interesse le offerte in arrivo dalla Spagna per monetizzare e finanziare altri colpi in entrata.

Un finale di campionato decisivo per il futuro

Il futuro dell’esterno dipenderà inevitabilmente da come si concluderà l’attuale annata sportiva. Le ultime e decisive sfide di campionato rappresenteranno un banco di prova fondamentale per dimostrare alla dirigenza il proprio reale valore e la capacità di incidere nei momenti clou. Il giocatore ha l’opportunità di convincere l’intero ambiente bianconero, spazzando via definitivamente ogni dubbio residuo sulle sue qualità tecniche e sulla tenuta mentale sotto pressione. Se le risposte sul rettangolo verde non dovessero rivelarsi soddisfacenti, la dirigenza non si opporrebbe affatto a una sua cessione, a patto di ricevere una proposta economica ritenuta congrua per le casse societarie.

Spezia, traballa la panchina di Donadoni: pronto un ritorno per tentare la salvezza!

Spezia, traballa la panchina di Donadoni: pronto un ritorno per tentare la salvezza! Ecco il nome in pole in caso di esonero

Il finale di stagione di Serie B si accende anche fuori dal campo, con un nuovo valzer di allenatori che coinvolge club in piena lotta per i rispettivi obiettivi. Dopo il Padova, che ha già ufficializzato l’esonero di Matteo Andreoletti, tecnico protagonista della promozione della scorsa stagione, anche lo Spezia sta valutando seriamente un cambio in panchina. La conferma dell’esonero di Andreoletti è arrivata dal club biancoscudato, che ha chiuso il rapporto con l’allenatore dopo l’ultima sconfitta interna contro il Palermo.

Donadoni rischia, D’Angelo può tornare per salvare lo Spezia

Per quanto riguarda lo Spezia, gli ultimi aggiornamenti rilanciati da Gianluca Di Marzio e confermati anche da altre fonti vicine all’ambiente ligure raccontano di una posizione sempre più fragile per Roberto Donadoni, allenatore bergamasco arrivato in stagione per provare a rilanciare i bianconeri. La sconfitta per 3-1 contro la Juve Stabia ha aggravato ulteriormente la situazione di classifica e lasciato la squadra in piena zona rossa, alimentando riflessioni sempre più profonde all’interno del club. Lo Spezia aspetta ancora il via libera definitivo della proprietà americana, ma il nome in cima alla lista per il possibile ribaltone è quello di Luca D’Angelo, tecnico pescarese che aveva già guidato la squadra fino allo scorso novembre. Il suo ritorno viene descritto come l’ipotesi più concreta per affrontare le ultime giornate di campionato.

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Il calendario pesa e le prossime ore saranno decisive

Il possibile ritorno di D’Angelo avrebbe un significato preciso: affidare la corsa salvezza a un allenatore che conosce già ambiente, gruppo e pressioni della piazza. Nella scorsa stagione, infatti, era riuscito a portare lo Spezia fino alla finale playoff per la Serie A, sfiorando il salto di categoria. Adesso il compito sarebbe completamente diverso: evitare la retrocessione con poche giornate ancora a disposizione. Le prossime sfide contro Carrarese e Mantova rischiano già di indirizzare il destino del club ligure, ed è proprio per questo che la decisione sulla panchina viene considerata imminente. In Serie B, insomma, il weekend ha lasciato ferite profonde e le prossime ore potrebbero cambiare ancora molti equilibri.

Infortunati Italia, Bastoni e Mancini in dubbio e a rischio forfait: la buona notizia arriva da Tonali

Infortunati Italia, Bastoni e Mancini in dubbio e a rischio forfait: la buona notizia per Gattuso arriva da Tonali! Il punto da Coverciano

L’Italia ha iniziato il raduno di Coverciano per preparare la semifinale playoff contro l’Irlanda del Nord, ma il tema più delicato resta quello degli infortuni in difesa. La FIGC ha ufficializzato la lista aggiornata dei convocati e, al netto del forfait di Federico Chiesa, sostituito da Nicolò Cambiaghi, restano da valutare soprattutto le condizioni di Alessandro Bastoni, difensore centrale dell’Inter, e Gianluca Mancini, leader della retroguardia della Roma. In dubbio c’è anche Gianluca Scamacca, centravanti dell’Atalanta, che ha comunque raggiunto il ritiro per essere visitato dallo staff medico azzurro.

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Bastoni e Mancini sono i casi più delicati del reparto arretrato

Il problema principale per Gennaro Gattuso, commissario tecnico azzurro, riguarda proprio la linea difensiva. Bastoni convive ancora con il dolore alla tibia dopo il colpo rimediato nel derby e, secondo le ricostruzioni più recenti, resta sotto osservazione perché avverte fastidio soprattutto nel calciare. Mancini, invece, arriva a Coverciano dopo essere uscito all’intervallo dell’ultima gara della Roma per un affaticamento al polpaccio sinistro, problema che non viene giudicato grave ma che impone comunque prudenza. In questo scenario, l’unico titolare pienamente disponibile nel reparto appare Riccardo Calafiori, difensore dell’Arsenal, mentre tra le alternative ci sono Giorgio Scalvini, centrale dell’Atalanta, Alessandro Buongiorno, difensore del Napoli, Federico Gatti, centrale della Juventus, e Diego Coppola, difensore del Paris FC.

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Lo spirito del gruppo c’è, ma l’Italia aspetta i verdetti medici

Nel quadro generale, almeno una buona notizia è arrivata da Sandro Tonali, centrocampista del Newcastle, che ha smaltito l’allarme dopo il problema accusato in Champions: gli esami hanno escluso lesioni muscolari e il giocatore va verso la disponibilità per il match di giovedì. Ora però tutta l’attenzione si sposta sui controlli medici di giornata, che dovranno chiarire se Bastoni, Mancini e Scamacca potranno essere utilizzati contro l’Irlanda del Nord oppure se Gattuso dovrà inventarsi una difesa d’emergenza. L’Italia si presenta così a un appuntamento decisivo con uno spirito compatto e con grande senso di appartenenza, ma anche con un reparto arretrato da monitorare fino all’ultimo.

Orsolini Bologna, il doppio no di Gattuso e la crisi che sembra non finire più: adesso anche il futuro è un rebus!

Orsolini Bologna, il doppio no di Gattuso e la crisi che sembra non finire più: adesso anche il futuro è un rebus! La situazione dell’attaccante

La sconfitta interna contro la Lazio ha aggravato il momento difficile del Bologna e ha riacceso i riflettori su Riccardo Orsolini, attaccante esterno classe 1997 e uno dei simboli tecnici della squadra di Vincenzo Italiano. Al Dall’Ara, i rossoblù sono caduti 2-0 sotto i colpi di Taylor e hanno visto complicarsi ulteriormente la rincorsa europea. La partita è stata segnata anche dall’errore dal dischetto dello stesso Orsolini, il cui rigore è stato neutralizzato da Motta, portiere biancoceleste. La cronaca del match conferma che l’episodio ha pesato in modo decisivo sull’inerzia della gara e sul risultato finale.

Il momento del numero 7 felsineo resta quindi sotto osservazione. Nelle ultime settimane, il rendimento dell’esterno offensivo non è stato all’altezza dei suoi standard migliori, nonostante resti uno dei giocatori più rappresentativi dell’organico rossoblù. Le analisi del Quotidiano Sportivo parlano apertamente di una fase di flessione, sia dal punto di vista realizzativo sia da quello dell’incidenza generale nel gioco della squadra. In più, all’amarezza per il ko contro la Lazio si è aggiunta una nuova delusione sul fronte azzurro: Orsolini non è stato scelto da Gennaro Gattuso, commissario tecnico dell’Italia, neppure dopo il forfait di Federico Chiesa, con il ct che ha preferito convocare Nicolò Cambiaghi, altro esterno del Bologna.

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Questo doppio passaggio delicato, tra il rigore sbagliato e la mancata chiamata in nazionale, rende ancora più pesante un momento già complicato. E sullo sfondo resta anche il tema del futuro. Fonti vicine all’ambiente bolognese hanno già raccontato nei mesi scorsi di un rinnovo in discussione, con il contratto di Orsolini in scadenza nel 2027 e con riflessioni ancora aperte sul prossimo capitolo della sua carriera. A gennaio il giocatore aveva lasciato intendere una disponibilità di massima a proseguire, ma anche la consapevolezza che il mercato può cambiare gli scenari. Per il Bologna, adesso, la priorità è ritrovare il miglior Orsolini nel finale di stagione. Perché il peso del suo talento, anche in una fase opaca, resta troppo importante per essere sostituito con leggerezza.

Italia in ritiro, Barella il primo a raggiungere Coverciano subito dopo Fiorentina Inter: la motivazione

Italia in ritiro, Barella il primo dei calciatori azzurri a raggiungere Coverciano subito dopo la fine di Fiorentina Inter: il motivo

Archiviata la 30ª giornata di Serie A, per l’Italia è già tempo di cambiare orizzonte e concentrarsi sui playoff che valgono l’accesso al prossimo Mondiale. Come raccontato da Sky Sport, i giocatori impegnati poche ore prima in Fiorentina-Inter hanno raggiunto Coverciano in momenti diversi, dando il via al raduno azzurro in vista della sfida decisiva contro l’Irlanda del Nord. È un passaggio delicatissimo per la Nazionale di Gennaro Gattuso, commissario tecnico chiamato a guidare il gruppo in una doppia partita che pesa tantissimo sul futuro del calcio italiano.

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Bastoni tra i primi, Barella arriva da solo dopo il match

Tra i primi ad arrivare al centro tecnico federale c’è stato Alessandro Bastoni, che ha proseguito il suo lavoro fisioterapico anche una volta raggiunto il ritiro azzurro. Un segnale importante sulla gestione delle sue condizioni fisiche, monitorate con grande attenzione dallo staff medico. Poco dopo si sono presentati anche gli altri nerazzurri convocati, insieme a Moise Kean. Secondo quanto riferito da Sky Sport, Nicolò Barella sarebbe arrivato circa venti minuti dopo la fine della partita, guidando da solo e con un certo anticipo rispetto agli altri compagni. Il centrocampista era uscito dal campo nel corso del secondo tempo ed era parso subito molto nervoso per via della propria prestazione. Un dettaglio che ha attirato curiosità nel racconto dell’avvicinamento al ritiro, mentre l’Italia prova già a compattarsi in vista dell’appuntamento più importante.

Tottenham, l’indiscrezione dalla Croazia: un grave lutto familiare dietro la scelta del silenzio stampa

Tottenham, l’indiscrezione dalla Croazia: un grave lutto familiare dietro la scelta del silenzio stampa del tecnico. Ecco cos’è successo

Dopo la pesante sconfitta per 3-0 del Tottenham contro il Nottingham Forest, a presentarsi davanti ai giornalisti non è stato Igor Tudor, allenatore croato degli Spurs, ma il suo vice Bruno Saltor. Nel dopopartita, lo stesso collaboratore tecnico ha spiegato che l’assenza del tecnico era legata a motivi personali e familiari, aggiungendo che non era il momento giusto perché fosse lui a parlare pubblicamente. La notizia è stata confermata anche da diverse fonti inglesi, che hanno parlato apertamente di un lutto familiare improvviso.

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Secondo quanto riferito dalla stampa croata, e in particolare da fonti riprese nelle ultime ore dopo la gara, dietro alla scelta ci sarebbe la scomparsa del padre di Tudor, Mario Tudor. La notizia è stata riportata in Croazia da media che parlano di una conferma arrivata dopo il match, mentre in Inghilterra il club e l’ambiente Tottenham hanno mantenuto un profilo più riservato, limitandosi inizialmente a fare riferimento a una seria questione familiare.

Per il tecnico croato, arrivato in un momento già molto delicato per la stagione del Tottenham, si tratta dunque di una serata ancora più difficile sul piano umano. Il calcio, in questo caso, passa inevitabilmente in secondo piano.

Marsiglia, il presidente Longoria dice addio dopo 6 anni: ora è ufficiale! Il comunicato

Marsiglia, il presidente Longoria dice addio dopo 6 anni: ora è ufficiale! Il comunicato del club francese e le parole del dirigente spagnolo

Si chiude ufficialmente il lungo percorso di Pablo Longoria all’Olympique Marsiglia. Il club francese ha annunciato la separazione dal dirigente spagnolo, protagonista di sei anni vissuti prima da direttore sportivo e poi da presidente. Nella nota diffusa dalla società, l’OM ha voluto riconoscere il lavoro, la passione e l’impegno messi da Longoria al servizio del club, salutandolo con un messaggio di stima e ringraziamento per il contributo dato in una fase importante della storia recente marsigliese. Anche Longoria, nel comunicato, ha espresso gratitudine verso il club, lo staff, i giocatori e i tifosi che lo hanno accompagnato durante il suo percorso in Provenza.

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Sei anni tra responsabilità crescenti e un ruolo centrale nel club

Longoria, dirigente spagnolo di 39 anni, era arrivato al Marsiglia nel 2020 come direttore sportivo, per poi essere promosso alla presidenza nel 2021. In questi anni è diventato uno dei volti più riconoscibili della società, assumendo un ruolo centrale nelle strategie tecniche e nella gestione complessiva del club. La sua uscita, però, arriva al termine di una stagione particolarmente agitata per l’ambiente marsigliese, segnata da diversi cambiamenti interni e da una forte instabilità ai vertici. Fonti concordanti riportano infatti che la separazione maturi dopo settimane di tensioni e di riorganizzazione interna volute dalla proprietà.

Una stagione turbolenta e un nuovo assetto societario da definire

L’addio di Longoria si inserisce in un’annata complessa per il Marsiglia, che aveva già visto l’uscita di scena dell’allenatore Roberto De Zerbi e un ridimensionamento degli equilibri dirigenziali, con l’addio del direttore sportivo Medhi Benatia. In questo contesto, il club ha scelto di voltare pagina anche sul fronte presidenziale. Diverse ricostruzioni indicano che la proprietà di Frank McCourt abbia già avviato una nuova fase organizzativa, con assetti interni in evoluzione e una redistribuzione delle responsabilità. La separazione da Longoria, dunque, non rappresenta un episodio isolato, ma un tassello ulteriore di un profondo riassetto societario che il Marsiglia sta vivendo nelle ultime settimane. Ora resta da capire chi guiderà stabilmente il club nel prossimo capitolo della sua storia.

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IL COMUNICATO – «L’OM desidera riconoscere l’impegno, la passione e il lavoro svolto da Pablo Longoria negli ultimi sei anni al servizio del club. Il club gli augura sinceramente ogni successo per il prossimo capitolo della sua carriera.

Il presidente ha voluto ringraziare l’Olympique de Marseille per la fiducia riposta in lui durante queste sei stagioni ed esprimere la sua profonda gratitudine a tutto lo staff, ai giocatori e ai tifosi che hanno fatto parte di questo percorso».

Mercato Torino, non solo Simeone: anche Vlasic può partire! I club in agguato e l’incognita Mondiale

Mercato Torino, non solo Simeone: anche Vlasic può partire! I club in agguato e l’incognita Mondiale: i granata hanno un’opzione per blindarlo

Anche il futuro di Nikola Vlasic, trequartista croato del Torino, comincia a entrare con forza nei discorsi di mercato. Come evidenzia Tuttosport, il livello delle prestazioni offerte dal numero 10 granata negli ultimi mesi sta inevitabilmente attirando attenzioni importanti, non solo da campionati lontani ma anche da club europei. In una stagione complessa, il fantasista ex West Ham si è preso spesso la squadra sulle spalle, diventando uno dei riferimenti principali del Torino di Roberto D’Aversa, allenatore granata chiamato a rilanciare ambizioni e continuità. I numeri aiutano a spiegare il peso del croato: sette gol in campionato, uno in Coppa Italia, tre assist in Serie A e altri due nella coppa nazionale. Ma oltre alle statistiche c’è la sensazione di un giocatore sempre dentro la partita, capace di accendere la manovra, di legare i reparti e di dare una mano anche in fase di non possesso. Contro il Milan, ad esempio, non si è limitato a trasformare il rigore: ha propiziato un gol, ha costruito gioco e ha recuperato palloni preziosi.

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Il mercato osserva e Cairo valuta: niente è scontato

Proprio questo rendimento così alto rischia di trasformare l’estate di Vlasic in una fase delicata per il club granata. Già nei mesi scorsi il suo nome era stato accostato a società arabe, ma oggi lo scenario sembra più ampio e più insidioso per il Torino. Se dovessero arrivare offerte da club europei di primo piano, il richiamo del calcio del continente potrebbe risultare molto più forte. E i tifosi del Toro sanno bene che la linea societaria di Urbano Cairo, presidente del club, resta quella già vista in passato: nessuno viene trattenuto a ogni costo davanti a una proposta importante. Questo non significa che la partenza di Vlasic sia imminente o scontata, ma semplicemente che il tema esiste e che verrà affrontato con attenzione nel corso dell’estate. Molto dipenderà dalle cifre, dalla volontà del giocatore e dal momento generale del club.

Rinnovo strategico e Mondiale: il Torino vuole farsi trovare pronto

Nel frattempo, il Torino vuole muoversi per rafforzare la propria posizione. Il contratto di Vlasic scade il 30 giugno 2027, ma il club dispone di un’opzione per prolungarlo di un ulteriore anno. Esercitarla significherebbe sia ribadire la centralità del croato nel progetto granata sia presentarsi con maggiore forza a eventuali tavoli di trattativa. C’è poi il tema della Croazia, nazionale con cui Vlasic punta a essere protagonista anche nella prossima grande competizione internazionale, il Mondiale. Un buon torneo potrebbe far crescere ulteriormente il valore del suo cartellino e rendere ancora più calda la sua situazione di mercato. Il Torino, quindi, si prepara a mesi decisivi: trattenere Vlasic sarebbe un segnale tecnico forte, ma blindarlo contrattualmente potrebbe diventare altrettanto importante.

Como, con una coppia così la Champions non è solo un sogno! I record di Nico Paz e Douvikas

Como, con una coppia così la Champions non è solo un sogno! I record di Nico Paz e Douvikas trascinano la squadra di Fabregas

Il Como si gode la sua coppia d’oro e continua a sognare in grande. Nico Paz, trequartista argentino di talento cresciuto nel Real Madrid, e Anastasios Douvikas, centravanti greco con il fiuto del gol, stanno trascinando la squadra di Cesc Fabregas. Come evidenzia La Gazzetta dello Sport, il club lariano è l’unico di questo campionato ad avere più di un giocatore già in doppia cifra: dieci reti per Paz, undici per Douvikas. Un dato che racconta molto bene la forza offensiva del Como e anche la complementarità di due attaccanti molto diversi tra loro. Paz è estro, fantasia, dribbling, letture raffinate e imbucate improvvise; Douvikas, invece, è concretezza pura, presenza in area, istinto e capacità di trasformare in gol palloni anche sporchi. Insieme formano una coppia che sta spingendo i biancoblù oltre ogni aspettativa.

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Il Sinigaglia ritrova Nico e riscopre una coppia da record

La rete segnata contro il Pisa ha avuto un peso particolare anche dal punto di vista simbolico. Douvikas ha confermato la sua efficacia al Sinigaglia, dove ha realizzato la maggior parte delle sue marcature, mentre per Nico Paz il gol davanti al pubblico di casa aveva un sapore speciale, perché arrivava dopo un digiuno molto lungo. L’argentino, infatti, non segnava in casa dal 19 ottobre, nella sfida contro la Juventus. Un percorso curioso, il suo, fatto prima di gol soltanto interni e poi di una lunga serie di reti in trasferta, prima del ritorno al gol tra le mura amiche. Anche per questo il momento della coppia offensiva lariana assume un valore storico. Come ricorda sempre la rosea, il Como non aveva più due giocatori oltre quota dieci gol in un massimo campionato dai primi anni Cinquanta. Un segnale forte, che certifica la crescita di una squadra diventata sempre più credibile anche nella corsa alle prime posizioni della classifica.

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Il futuro di Paz resta aperto, ma il Como sogna di tenerlo ancora

Nel post partita, Nico Paz ha parlato del suo legame con il pubblico e del piacere di giocare in un ambiente che gli sta dando fiducia, spazio e continuità. Nessuna dichiarazione sul futuro, ma le sue parole sul divertimento e sulla qualità della squadra hanno rafforzato l’idea di un giocatore pienamente coinvolto nel progetto. Resta ovviamente il tema del Real Madrid, che mantiene il controllo sul suo percorso attraverso il diritto di recompra. Ma in mezzo c’è ancora una stagione da vivere e il Como, intanto, continua a sognare a occhi aperti. Con Paz e Douvikas così, la musica della Champions League non sembra più soltanto una suggestione romantica.

Serie C, nuove penalizzazioni in arrivo per Trapani e Siracusa? Il 30 marzo il verdetto della Corte federale

Serie C, nuove penalizzazioni in arrivo per Trapani e Siracusa? Il 30 marzo il verdetto della Corte federale: cosa aspettarsi per i due club siculi

Il caso disciplinare che coinvolge Trapani e Siracusa entra in una fase decisiva e rischia di avere un impatto pesante sul finale di stagione. Come riportato da La Gazzetta dello Sport, il prossimo 30 marzo si terrà davanti alla Corte federale d’appello l’udienza di secondo grado relativa ai deferimenti legati alle scadenze del 16 dicembre. In primo grado, il Tribunale Federale Nazionale aveva inflitto al Trapani 5 punti di penalizzazione, andati ad aggiungersi ai 15 già accumulati, mentre la Procura FIGC aveva chiesto addirittura l’esclusione dal campionato. Entrambe le parti hanno poi presentato ricorso, aprendo così un nuovo passaggio giudiziario destinato a incidere in modo diretto sulla classifica e sul quadro complessivo del torneo.

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Tempi accelerati per chiudere tutto entro la fine del campionato

La sensazione è che il sistema federale voglia chiudere il cerchio il più rapidamente possibile. La pubblicazione delle motivazioni in tempi molto brevi e l’applicazione di termini procedurali abbreviati confermano la volontà di evitare che queste vicende restino aperte oltre la conclusione della stagione. Il tema, però, si complica ulteriormente perché il 30 marzo si sovrapporrà a un altro passaggio importante: il 26 marzo il TFN dovrà infatti esprimersi in primo grado anche sui deferimenti legati alle scadenze di febbraio. In questo procedimento compare di nuovo il Trapani, ma anche il Siracusa, che secondo le fonti federali va verso un’ulteriore penalizzazione dopo i 6 punti già incassati. La FIGC ha ufficializzato che i due club sono stati deferiti per nuove violazioni amministrative, sempre su segnalazione della Commissione indipendente per la verifica dell’equilibrio economico-finanziario.

I due procedimenti sono collegati e il Trapani resta il caso più delicato

Il motivo per cui la questione Trapani appare ancora più delicata è che i due processi risultano strettamente collegati. In entrambe le contestazioni, infatti, al club del presidente Valerio Antonini viene addebitato il reiterato mancato pagamento di rate relative a Irpef e Inps riferite alle mensilità di agosto e settembre 2025, oggetto di un precedente accordo con l’Agenzia delle Entrate di Trapani. Alcune fonti locali e nazionali sottolineano che proprio questa reiterazione espone il club a un rischio disciplinare particolarmente elevato. Il Siracusa, invece, resta atteso da una nuova sanzione, ma con un quadro meno estremo rispetto a quello granata. Le prossime due udienze, dunque, potrebbero incidere in modo pesantissimo sulla parte finale della stagione di Serie C.

Sampdoria, la vittoria con l’Avellino non ‘salva’ Lombardo: futuro della panchina in bilico! D’Angelo in pole per prendere il suo posto, ma non mancano le alternative

Sampdoria, la vittoria con l’Avellino non ‘salva’ Lombardo: futuro della panchina in bilico! D’Angelo in pole per prendere il suo posto, gli altri nomi

La vittoria conquistata dalla Sampdoria di Attilio Lombardo, tecnico ad interim chiamato a guidare i blucerchiati dopo l’esonero di Marco Foti, ha riportato un po’ di serenità in un ambiente che però resta ancora attraversato da forte tensione. Il successo ottenuto contro l’Avellino ha alleggerito almeno in parte il peso della contestazione esplosa nei giorni scorsi, ma non ha cancellato i dubbi sul futuro immediato della panchina. Nel dopogara, lo stesso Lombardo ha lasciato intendere di sentirsi ancora pienamente dentro il ruolo, pur senza poter garantire nulla rispetto alle decisioni che saranno prese dalla dirigenza. La situazione, del resto, era già stata descritta come molto delicata nelle ore precedenti alla partita, con la posizione del tecnico strettamente legata al risultato della partita.

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D’Angelo resta in pole, ma la situazione è ancora aperta

Il nome che continua a circolare con maggiore insistenza per l’eventuale successione è quello di Luca D’Angelo, allenatore esperto già accostato alla Sampdoria nelle ultime ore. Secondo le ricostruzioni emerse da Il Secolo XIX, la dirigenza blucerchiata avrebbe da tempo avviato valutazioni interne e contatti per non farsi trovare impreparata nel caso in cui si decidesse di cambiare ancora guida tecnica. Il profilo di D’Angelo piace per esperienza, conoscenza della categoria e capacità di lavorare in situazioni delicate, ma sullo sfondo restano diversi nodi da sciogliere, compresi gli incastri contrattuali e i possibili movimenti di altri club. In questo quadro, la Samp si è tenuta aperte più strade, monitorando anche altri profili per non arrivare impreparata a una scelta che può pesare moltissimo sul finale di stagione.

Le prossime ore saranno decisive per il destino blucerchiato

La vittoria ha evitato una decisione immediata, ma non ha chiuso il dossier. Anzi, le prossime ore vengono considerate decisive per capire se la società deciderà di dare continuità a Lombardo oppure se sfrutterà la sosta per affidarsi a un nuovo allenatore. In questo momento la Sampdoria resta pienamente coinvolta nella lotta per non retrocedere e ogni scelta avrà inevitabilmente un peso specifico enorme. Il club è chiamato a trovare rapidamente la soluzione che ritiene più solida, in un momento in cui servono punti, equilibrio e soprattutto una guida capace di tenere insieme una piazza ancora molto scossa

Pastore si racconta: «Il calcio l’ho imparato tra fango e asfalto, ecco il problema del calcio italiano. Sul mio Palermo…»

L’ex fantasista di Palermo, Roma e PSG, Javier Pastore, si è raccontato così ripercorrendo alcune tappe della propria carriera

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Javier Pastore riavvolge il proprio album dei ricordi e prova a darsi una spiegazione sulla crisi del calcio italiano, con la Nazionale che rischia di non qualificarsi ai Mondiali per tre edizioni consecutive.

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TUNNEL E PASSIONE PER IL CALCIO – «Certamente il mio marchio di fabbrica. Dal giorno in cui ho smesso, gioco solo per il piacere personale. E se ci sono bambini intorno è sempre meglio. Quando torno in Argentina, gioco con i nipoti e mi diverto tantissimo».

GLI INIZI COL CALCIO – «Ho iniziato per strada, a Cordoba, la mia città, nel mio quartiere. Andavo a scuola, ma ogni ricreazione si trasformava in una finale. Finita la giornata di scuola andavo ad allenarmi due o tre ore con la squadra di quartiere. E appena tornavo a casa, posavo il borsone e scappavo fuori per giocare con gli amici per strada, finché mia mamma non mi chiamava dentro per cenare. Tutta la mia infanzia è stata così, fino ai quindici, sedici anni».

LA SCUOLA DELLA STRADA PORTATA NEI GRANDI PALCOSCENICI – «Tante volte mi sono detto, in un’azione, dopo un gol o un passaggio: questo l’ho imparato per strada da ragazzo. Da quando ho dato i primi calci al pallone a cinque anni fino agli ultimi anni da professionista, sono sempre stato uno che immaginava il gioco, il gesto particolare. Da bambino lo sperimentavo con gli amici per strada e alla fine lo utilizzavo in campo. Inventare il gesto è una mia caratteristica».

IL MIO GESTO TECNICO PREFERITO IN ASSOLUTO? – «Beh, il tunnel, credo. Ne ho fatti tanti in carriera».

COME NASCE IL MIO SOPRANNOME IL FLACO – «Per strada. In Argentina tutti hanno un soprannome, nessuno si chiama per nome. Io sono sempre stato magrolino e così sono diventato El Flaco che mi piace pure, ed è rimasto».

QUALI GIOCATORI MI FANNO SOGNARE OGGI? – «Mbappé, Dembélé, Lamine Yamal che appartengono a quella categoria di giocatori che possono fare cose straordinarie, ognuno con il suo stile. Ma in generale penso che oggi sia più piacevole guardare una squadra che gioca bene che un giocatore singolo. Come il Psg, per esempio».

L’ITALIA STA PERDENDO QUESTA RICCHEZZA CHE NASCE PER STRADA? – «In tal senso c’è una grande responsabilità dei club italiani che dovrebbero dare molto più spazio ai giovani, senza aspettare che abbiano compiuto 23-24 anni per farli giocare. Ricordo che quando arrivai a Palermo c’erano giocatori di quell’età che non giocavano perché i dirigenti dicevano che dovevano crescere. Io a 19 già giocavo. Se non cambia questa mentalità, è impossibile che i giovani maturino forza e fiducia in loro stessi, necessarie per sentirsi pronti. Poi diventa troppo tardi per acquisirle».

PER QUESTO SI RISCHIA UN TERZO MONDIALE SENZA L’ITALIA? – «C’è una differenza enorme di qualità tecnica e personalità tra l’Italia di una ventina di anni fa e quella di oggi, a parte tre o quattro giocatori».

SEGUO SEMPRE IL PALERMO – «Sempre, e a metà aprile ci vado. Mi hanno invitato, e stanno facendo un gran lavoro. La Serie B è dura, ma spero che riescano a qualificarsi almeno per i playoff. Hanno una squadra e un allenatore giusto come Inzaghi per salire».

IL RICORDO PIU’ BELLO IN ROSANERO – «Ne ho tantissimi, a Palermo ho fatto due anni bellissimi. Ma più di tutti ricordo la finale di Coppa Italia del 2011 (persa 3-1 con l’Inter, ndr). All’Olimpico c’erano 50mila tifosi palermitani e fu qualcosa di indimenticabile».

Italia, colpo di scena: Chiesa lascia il ritiro! Addio ai playoff: ecco chi ha scelto Gattuso al suo posto

Italia, colpo di scena: Chiesa lascia il ritiro! Addio ai playoff contro l’Irlanda del Nord: ufficiale la scelta di Gattuso per sostituirlo

Comincia con una novità importante il ritiro dell’Italia a Coverciano, dove gli azzurri hanno iniziato a preparare la semifinale dei playoff mondiali contro l’Irlanda del Nord, in programma giovedì 26 marzo alle 20.45 allo stadio di Bergamo. La prima giornata di raduno è stata infatti segnata dal forfait di Federico Chiesa, attaccante convocato dal commissario tecnico Gennaro Gattuso ma costretto a lasciare il gruppo dopo le verifiche mediche effettuate al suo arrivo al Centro Tecnico Federale.

La FIGC ha comunicato che il giocatore non è stato ritenuto disponibile per i prossimi due impegni della Nazionale. Per sostituirlo, il ct azzurro ha deciso di chiamare Nicolò Cambiaghi, esterno offensivo del Bologna, protagonista di una stagione positiva con il club rossoblù. Nel pomeriggio è prevista la prima seduta di allenamento, con l’Italia già concentrata su una sfida che può indirizzare il cammino verso il Mondiale.

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IL COMUNICATO – «Inizia oggi a Coverciano il raduno della Nazionale, che nel pomeriggio sosterrà la prima seduta di allenamento in vista della semifinale dei play-off mondiali con l’Irlanda del Nord in programma giovedì 26 marzo (ore 20.45, diretta Rai 1) allo Stadio di Bergamo.

Il calciatore Federico Chiesa, verificate le sue condizioni fisiche una volta giunto presso il Centro Tecnico Federale, è stato ritenuto non disponibile per le prossime due partite e, in accordo con il club, ha lasciato il ritiro della Nazionale. Al suo posto è stato chiamato il calciatore del Bologna Nicolò Cambiaghi».

L’ELENCO DEI CONVOCATI

Portieri: Elia Caprile (Cagliari), Marco Carnesecchi (Atalanta), Gianluigi Donnarumma, (Manchester City), Alex Meret (Napoli);

Difensori: Alessandro Bastoni (Inter), Alessandro Buongiorno (Napoli), Riccardo Calafiori (Arsenal), Andrea Cambiaso (Juventus), Diego Coppola (Paris FC), Federico Dimarco (Inter), Federico Gatti (Juventus), Gianluca Mancini (Roma), Marco Palestra (Cagliari), Giorgio Scalvini (Atalanta), Leonardo Spinazzola (Napoli);

Centrocampisti: Nicolò Barella (Inter), Bryan Cristante (Roma), Davide Frattesi (Inter), Manuel Locatelli (Juventus), Niccolò Pisilli (Roma), Sandro Tonali (Newcastle);

Attaccanti: Nicolò Cambiaghi (Bologna), Francesco Pio Esposito (Inter), Moise Kean (Fiorentina), Matteo Politano (Napoli), Giacomo Raspadori (Atalanta), Mateo Retegui (Al-Qadsiah), Gianluca Scamacca (Atalanta).

Napoli, ci risiamo! Conte si prende una pausa: non ci sarà alla ripresa degli allenamenti a Castel Volturno! Il motivo

Napoli, ci risiamo! Conte si prende una pausa: non ci sarà alla ripresa degli allenamenti della squadra a Castel Volturno! Le ultimissime

Antonio Conte, allenatore del Napoli campione d’Italia in carica, sfrutterà la sosta per le nazionali per concedersi qualche giorno di pausa. Come sottolinea il Corriere dello Sport, il tecnico non sarà presente martedì alla ripresa degli allenamenti a Castel Volturno, dopo i tre giorni di riposo concessi alla squadra in seguito alla vittoria ottenuta venerdì sul campo del Cagliari. In questa fase il gruppo verrà affidato al vice Cristian Stellini, collaboratore storico di Conte, e al resto dello staff tecnico. Si tratta di una scelta pensata per permettere all’allenatore salentino di ricaricare le energie in vista del momento più delicato della stagione, con all’orizzonte lo scontro diretto contro il Milan di Massimiliano Allegri, in programma nella sera di Pasquetta. Una partita che può pesare moltissimo nella corsa Champions e, più in generale, nelle gerarchie del vertice del campionato.

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Stellini guida il gruppo, ma il focus è già tutto sul Milan

Il Napoli riprenderà così il lavoro senza il proprio allenatore principale, almeno per alcuni giorni, in attesa del ritorno di Conte previsto all’inizio della prossima settimana. In quel momento rientreranno gradualmente anche i tredici giocatori impegnati con le rispettive nazionali: Alex Meret, Alessandro Buongiorno, Leonardo Spinazzola, Matteo Politano, Milinkovic-Savic, Mathías Olivera, Stanislav Lobotka, Scott McTominay, Billy Gilmour, Eljif Elmas, Hojlund, Kevin De Bruyne e Romelu Lukaku. Contro i rossoneri, però, non dovrebbero ancora essere a disposizione gli infortunati Giovanni Di Lorenzo, Amir Rrahmani, Antonio Vergara e David Neres. Il margine di errore, a questo punto della stagione, è minimo e ogni dettaglio della preparazione assume un peso specifico rilevante.

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La sosta arriva in un momento molto diverso rispetto a novembre

La stessa situazione, ricorda ancora il Corriere dello Sport, si era già verificata lo scorso novembre, ma allora il clima attorno alla squadra era molto più pesante. In quel periodo il Napoli arrivava infatti dalla sconfitta di Bologna e dall’infortunio di Frank Zambo Anguissa, centrocampista camerunese allora fuori dai convocati della sua nazionale. Stavolta, invece, il quadro è decisamente più sereno. Gli azzurri sono reduci da quattro vittorie consecutive di misura, una striscia che ha rilanciato entusiasmo, classifica e ambizioni. Il distacco dall’Inter capolista resta importante, ma il gruppo ha ritrovato solidità e fiducia. In passato, proprio dopo quella sosta autunnale, Conte cambiò assetto tattico passando al 3-4-2-1 e il Napoli infilò una serie di cinque successi di fila. Adesso il tecnico si prende un attimo per respirare, ma il pensiero è già rivolto alla sfida che può indirizzare il finale di stagione.

La pazienza è finita: “Mai più Barella con la maglia dell’Inter”

Barella sotto accusa dopo l’errore contro la Fiorentina e la sua avventura all’Inter può essere arrivata al capolinea

Ora la paura non si può nascondere. L’Inter non sa più vincere e ha visto accorciarsi il vantaggio su Milan e Napoli: un marzo senza successi per la squadra di Chivu e la sensazione che l’eliminazione contro il Bodo abbia lascia il segno.

Anche contro la Fiorentina i nerazzurri hanno iniziato bene, per poi spegnersi e lasciare nel secondo tempo il pallino di gioco alla squadra viola che ha capitalizzato al massimo, pareggiando con Ndour e rischiando anche di vincerla. Ora la situazione in campionato non è delle più semplici: alla ripresa ci saranno Roma e Como, probabilmente le due partite che decideranno le sorti della stagione. Serve almeno una vittoria per spegnere le velleità di Milan e Napoli che si affronteranno a Pasquetta in una partita da ‘fuori i secondi’.

Intanto però è tempo di processi in casa Inter e nel mirino è finito Barella: suo il passaggio sbagliato che ha dato il là al pareggio della Fiorentina, un errore non isolato perché il centrocampista è in un momento di forma non positivo.

Barella sotto accusa: lo ‘cacciano’ dall’Inter

Subito dopo la partita contro la Fiorentina, i tifosi dell’Inter si sono scagliati in massa contro Nicolò Barella.

Il suo nervosismo al momento della sostituzione, una rabbia contro sé stesso, è la stessa dei sostenitori nerazzurri: “Non voglio vedere mai più Barella con la maglia dell’Inter, la pazienza è terminata” scrive un utente su X, un messaggio che è un po’ la sintesi del pensiero del popolo interista dopo la partita di ieri.

Così si legge anche “ma pensa quanto è scarso Barella” o ancora: “A questo punto spero che Barella e Thuram stiano giocando male perché sanno già di essere ceduti in estate. Altrimenti non si spiega”. Ed è difficile da spiegare l’involuzione avuta dal centrocampista in questa seconda parte di stagione, un rendimento ben al di sotto dei suoi standard che rischia di incidere anche sulle scelte future.

In estate ci sarà una rivoluzione in casa Inter, con diversi senatori – prima tra tutti quelli in scadenza – al passo d’addio. Tra questi potrebbe esserci anche lo stesso Barella, nel caso in cui dovesse arrivare una buona offerta. Dopo ieri e le ultime prestazioni, i tifosi non alzeranno più barricate per la sua cessione. Almeno fino al prossimo gol.

Rinnovo Spalletti, il pari col Sassuolo non cambia i piani della Juve: ecco quando è prevista la stretta finale

Rinnovo Spalletti, il pari col Sassuolo non cambia i piani della Juve: ecco quando è prevista la stretta finale per il prolungamento di contratto

La Juventus continua a puntare con decisione su Luciano Spalletti, allenatore bianconero ritenuto centrale nel progetto tecnico della prossima stagione. Secondo Tuttosport, nonostante il mezzo passo falso interno contro il Sassuolo, il club non ha cambiato linea e resta orientato a chiudere il rinnovo del tecnico entro Pasqua. Le ricostruzioni più recenti del quotidiano torinese parlano infatti di un accordo ormai vicino, con incontri previsti in questi giorni per definire gli ultimi dettagli formali.

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La formula del nuovo contratto e il ruolo di Chiellini

La nuova intesa dovrebbe legare Spalletti alla Juventus fino a giugno 2027, con opzione per un’ulteriore stagione fino al 2028. È la formula indicata più volte da Tuttosport nelle ultime settimane, insieme al coinvolgimento diretto di Giorgio Chiellini, dirigente bianconero e figura chiave nel dialogo tra società e allenatore. L’idea della Juventus è chiara: garantire continuità senza ripetere gli errori del passato, evitando vincoli troppo lunghi ma allo stesso tempo proteggendo la stabilità del progetto. Lo stesso giornale sottolinea che il lavoro svolto da Spalletti da fine ottobre viene considerato troppo importante per essere messo in discussione da un singolo pareggio o da una frenata di classifica.

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Nessun piano alternativo: la Juve vuole andare avanti con lui

L’aspetto più significativo riguarda però la fiducia complessiva del club. Tuttosport sostiene che, anche nello scenario peggiore di una mancata qualificazione alla prossima Champions League, la Juventus sarebbe comunque intenzionata a proseguire con Spalletti. Il tecnico toscano viene descritto come l’uomo individuato per riportare la squadra a competere stabilmente per i vertici del campionato italiano. In parallelo, resta aperto anche il tema economico: il nuovo accordo dovrebbe portare il suo ingaggio attorno ai 6 milioni netti a stagione, cifra che lo collocherebbe tra gli allenatori più pagati della Serie A. Lo stesso Spalletti, alla vigilia della gara contro il Sassuolo, aveva confermato la disponibilità ad ascoltare il club sul contratto, mentre sul fronte sportivo ha ribadito che la Champions “cambia tutto” in termini di prospettive e mercato.

Il mercato dipenderà dall’Europa, ma la direzione è tracciata

Il rinnovo, inoltre, si lega anche alle garanzie tecniche. Sempre Tuttosport ha riferito che Spalletti chiede rinforzi di spessore e un ruolo attivo nei confronti sul mercato, pur sapendo che il margine operativo del club dipenderà dall’accesso o meno alla Champions. Su questo punto non sembrano esserci divergenze di fondo: la Juventus vuole continuare con lui e costruire la prossima stagione attorno alla sua idea di calcio. La firma, a questo punto, sembra davvero solo una questione di tempo.

Infortunio Leao, niente Portogallo! La decisione della federazione che fa sorridere Allegri

Infortunio Leao, niente Portogallo! La federazione lusitana lo ha dispensato ufficialmente dalla convocazione, l’attaccante resta a Milanello: il motivo

Arriva una notizia importante per il Milan e per Massimiliano Allegri, che potrà gestire Rafael Leao per tutta la sosta senza doverlo cedere temporaneamente alla nazionale. Dopo i dubbi emersi nelle scorse ore, il Portogallo ha infatti scelto di dispensare ufficialmente l’attaccante lusitano, che non dovrà nemmeno raggiungere Lisbona per ulteriori controlli medici. La decisione consente così al club di seguire quotidianamente il recupero del proprio numero 10, in una fase delicata della stagione e in vista della ripresa del campionato. Leao era già rimasto fuori dall’ultima gara contro il Torino per il riacutizzarsi del fastidio all’adduttore destro, problema che lo accompagna da diversi giorni e che aveva convinto lo staff rossonero a fermarlo del tutto.

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L’obiettivo è recuperarlo per la trasferta contro il Napoli

Per il Milan, la gestione di Leao durante la pausa internazionale sarà fondamentale. Il prossimo impegno dei rossoneri in Serie A sarà infatti la trasferta sul campo del Napoli, in programma il 6 aprile, e il club spera di ritrovare il portoghese nelle migliori condizioni possibili proprio per quella sfida. Allegri aveva già spiegato pubblicamente che il giocatore non era nelle condizioni di affrontare gli impegni con la nazionale e che aveva bisogno di lavoro specifico per tornare al cento per cento. La possibilità di trattenerlo a Milanello per tutta la sosta viene quindi considerata una scelta preziosa, perché permetterà allo staff medico di monitorarne il recupero giorno per giorno, senza ulteriori sollecitazioni legate a viaggi o partite internazionali.

Un problema che si trascina da mesi e che ha inciso sul rendimento

Il quadro fisico di Leao richiede prudenza anche perché il fastidio non è del tutto nuovo. Diverse ricostruzioni concordano nel ricordare che il portoghese convive da mesi con un problema nella zona pubica-adduttoria, emerso già nella gara di dicembre proprio contro il Torino e mai completamente assorbito. In queste settimane il dolore si è ripresentato, fino a costringerlo a saltare l’ultimo match di campionato. Per questo il Milan ha scelto di non rischiare e il Portogallo ha seguito la stessa linea, rinunciando al suo attaccante per le amichevoli contro Messico e Stati Uniti. Ora il focus è tutto su un solo obiettivo: riportare Leao al meglio della condizione per il finale di stagione.

Inter, Thuram fallisce anche la prova Fiorentina: adesso è un caso! Il francese rischia di perdere il posto da titolare al rientro di Lautaro?

Inter, Thuram fallisce anche la prova Fiorentina: adesso è un caso! Rischia di perdere il posto da titolare al rientro di Lautaro? Cosa filtra

Il pareggio contro la Fiorentina ha lasciato nuove ombre sul momento dell’Inter, ma soprattutto ha confermato la fase complicata di Marcus Thuram, attaccante francese che anche al Franchi non è riuscito a incidere come ci si aspetterebbe da uno dei riferimenti offensivi della squadra. Il rendimento del centravanti nerazzurro continua a essere al di sotto delle aspettative, e il suo calo si inserisce in un quadro più ampio che riguarda tutta la formazione di Cristian Chivu, tecnico interista costretto a seguire la gara dalla tribuna per squalifica. I numeri raccontano un rallentamento evidente: due soli punti nelle ultime tre giornate di campionato e quattro partite consecutive senza vittoria, considerando anche la Coppa Italia. Un trend che ha riaperto la corsa nelle zone alte della classifica e che impone riflessioni profonde sullo stato fisico e mentale della squadra.

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Chivu cerca risposte dai leader, ma Thuram resta il caso più evidente

Lo staff tecnico aveva già intuito segnali di flessione nelle ultime settimane, tanto da programmare un richiamo nella preparazione atletica approfittando dell’assenza di impegni europei. Per adesso, però, i benefici non si vedono con continuità. Alcuni protagonisti della lunga cavalcata invernale stanno attraversando una fase di appannamento, e tra questi ci sono anche giocatori chiave come Federico Dimarco e Piotr Zielinski, che avrebbe probabilmente bisogno di rifiatare. Ma il caso che più preoccupa è proprio quello di Thuram. Il francese, invece di raccogliere l’eredità offensiva lasciata temporaneamente da Lautaro Martinez, capitano e centravanti argentino fermo ai box, si è progressivamente spento, lasciando spesso il peso dell’attacco sulle spalle del giovane Pio Esposito. Non è soltanto una questione di gol: sono soprattutto le prestazioni, spesso opache e poco incisive, ad alimentare dubbi e riflessioni interne.

Il rientro di Lautaro può diventare la svolta per il finale di stagione

Contro la Fiorentina Thuram è uscito con l’Inter ancora avanti nel punteggio, ma il suo contributo è stato nuovamente modesto. E questo rende ancora più evidente il problema offensivo dei milanesi, che nelle ultime sei partite hanno segnato più di un gol soltanto una volta. Il rientro di Lautaro Martinez viene per questo visto come una possibile svolta, non solo per la sua capacità realizzativa ma anche per il suo peso specifico nel trascinare il gruppo. L’idea è di ritrovarlo dopo la sosta, nella sfida contro la Roma, in un momento in cui la squadra avrà bisogno di ritrovare energia, gol e leadership. Senza il suo capitano e con Thuram in questa condizione, l’Inter sta faticando a mantenere il ritmo che l’aveva resa dominante per buona parte della stagione.

Moviola Fiorentina Inter, dubbi sul mani di Pongracic? Macché, i giornali promuovono Colombo a pieni voti!

Moviola Fiorentina Inter, dubbi sul mani di Pongracic? Macché, i giornali promuovono Colombo a pieni voti! Il giudizio sull’arbitraggio

La moviola di Fiorentina-Inter continua a far discutere, soprattutto per l’episodio del possibile calcio di rigore non assegnato ai nerazzurri per il tocco di mano di Marin Pongracic, difensore centrale viola, all’interno dell’area di rigore. Nonostante i dubbi restino forti, i principali quotidiani sportivi hanno comunque promosso la direzione di gara di Andrea Colombo, arbitro della sezione di Como. La valutazione più alta arriva da La Gazzetta dello Sport, che assegna al direttore di gara un 6,5, mentre Corriere dello Sport e Tuttosport si fermano al 6. Un giudizio complessivamente sufficiente, dunque, per una partita considerata non semplice da gestire e ricca di episodi da interpretare.

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La lettura degli episodi: gol annullati giusti e contatti in area sotto osservazione

Secondo la ricostruzione dei quotidiani, Colombo ha preso decisioni corrette sui due gol annullati, uno a Nicolò Barella, centrocampista dell’Inter, e uno a Moise Kean, attaccante della Fiorentina, entrambi pescati in posizione di fuorigioco. Giudicato corretto anche il mancato penalty richiesto dalla Fiorentina per il contatto tra Carlos Augusto, esterno brasiliano dei milanesi, e Kean. Nessun dubbio pure sul tocco di mano di Pio Esposito, ritenuto non punibile perché con il braccio aderente al corpo. L’episodio che continua però a dividere resta quello del primo tempo sul cross di Denzel Dumfries, con il pallone che termina sul braccio di Pongracic. La Gazzetta parla di pallone inatteso, mentre altre letture restano più sfumate, senza però chiudere del tutto il dibattito.

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Restano perplessità su alcuni falli e sulla gestione disciplinare

Il Corriere dello Sport sottolinea come la partita sia diventata più complessa con il passare dei minuti, costringendo Colombo a ricorrere più spesso ai cartellini. In totale sono stati sei i gialli estratti, con una gestione disciplinare considerata tutto sommato adeguata, anche se su alcune ammonizioni restano perplessità. Tra queste, quella a Barella viene giudicata forse eccessiva nella dinamica. Inoltre, sia La Gazzetta sia il Corriere evidenziano un fallo netto di Pongracic su Marcus Thuram poco prima dell’ammonizione inflitta a Carlos Augusto. Tuttosport, invece, si limita a una valutazione più sintetica, parlando di una gara gestita abbastanza bene. In definitiva, Colombo esce promosso, ma il caso del possibile rigore su mano di Pongracic continua ad alimentare il confronto.

Mani Pongracic, Cesari convinto: «Per me era rigore, braccio largo e palla che andava a Thuram, ma vedrete che l’AIA dirà che la decisione è corretta». Stessa linea per Bergonzi e Caressa

Mani Pongracic, l’episodio arbitrale di Fiorentina Inter commentato dagli ex arbitri Graziano Cesari e Mauro Bergonzi e da Fabio Caressa

La sfida tra Fiorentina e Inter, terminata 1-1 nel posticipo di Serie A, ha lasciato dietro di sé anche nuove polemiche arbitrali. Al centro della discussione c’è un episodio avvenuto nel primo tempo, quando i nerazzurri erano in vantaggio per 1-0. Su un cross dalla destra di Denzel Dumfries, esterno olandese della squadra di Cristian Chivu, né Pio Esposito, attaccante interista, né Luca Ranieri, difensore viola, sono riusciti a intervenire sul pallone. La sfera è poi finita sul braccio di Marin Pongracic, centrale croato della Fiorentina, senza però che l’arbitro Andrea Colombo ravvisasse gli estremi per il calcio di rigore.

Gli ex arbitri criticano la decisione

Nel dopopartita, diversi opinionisti arbitrali hanno giudicato l’episodio da penalty. Graziano Cesari, ex arbitro, ha evidenziato a Pressing come il cross arrivasse da lontano e come il braccio del difensore fosse largo, sottolineando anche che il pallone sarebbe potuto arrivare a Marcus Thuram, attaccante francese dell’Inter. Sulla stessa linea anche Mauro Bergonzi (intervenuto alla Domenica Sportiva), altro ex direttore di gara, secondo cui Pongracic avrebbe cercato il pallone con il braccio, rendendo quindi il contatto punibile.

Resta il caos sui falli di mano

Anche Fabio Caressa, voce nota del giornalismo sportivo, ha evidenziato a Sky Calcio Club la crescente difficoltà nell’interpretare i falli di mano, tema ormai sempre più controverso nel calcio italiano. L’episodio del Franchi riapre così il dibattito su uniformità di giudizio e intervento del Var.

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LE PAROLE DI CESARI – «Per me è calcio di rigore perché il cross arriva da lontano, il braccio del difensore è largo e il pallone sarebbe finito a Thuram. Eppure vedrete che l’Aia (Associazione italiana arbitri) dirà che si tratta di una decisione corretta».

LE PAROLE DI BERGONZI – «Durante la partita non è stato fatto vedere alcun tipo di replay. Pongracic colpisce il pallone con la mano destra, tende ad allargare il braccio per andare a cercare il pallone e quindi per me è punibile con il calcio di rigore».

LE PAROLE DI CARESSA – «Ci hanno spiegato che conta dove va il pallone. Qui, se Pongracic non lo prende col braccio, va a Thuram. Conta se il braccio è staccato o no, io ripeto quello che ci dicono. Ma io ormai non mi pronuncio più perché sui falli di mano non ci capisco più niente, è tutto e il contrario di tutto».

Griezmann sbarca in MLS, è fatta con l’Orlando City! Fumata bianca per l’addio all’Atletico Madrid: tutti i dettagli

Griezmann sbarca in MLS, è fatta con l’Orlando City! Fumata bianca per l’addio all’Atletico Madrid: i dettagli e quando si trasferirà negli USA

Dopo una lunga trattativa l’Orlando City ha finalmente trovato l’intesa per l’acquisto di Antoine Griezmann. Colpo ad effetto, con l’attaccante dell’Atletico Madrid che sbarcherà in MLS in estate a parametro zero. A confermarlo e a svelare tutti i dettagli dell’operazione è il giornalista Fabrizio Romano su X.

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PAROLE – «🚨💣 ULTIM’ORA: Antoine Griezmann all’Orlando City, ci siamo! Accordo verbale raggiunto per il trasferimento della stella francese al club della MLS.
Accordo raggiunto per il trasferimento a parametro zero dall’Atlético Madrid entro luglio 2026.
Dopo che l’accordo per marzo è stato respinto, è stato raggiunto un accordo per l’estate. Griezmann si recherà negli Stati Uniti questa settimana, come riportato da
@Marca.
Tutto pronto. 🧨🇺🇸
».

Gasperini Roma, tensione negli spogliatoi dopo la vittoria sul Lecce: svelato il vero motivo del suo silenzio

Gasperini Roma, tensione negli spogliatoi dopo la vittoria sul Lecce: svelato il vero motivo del silenzio da parte del tecnico nel postpartita

La Roma ritrova i tre punti contro il Lecce, ma il successo non basta a spegnere del tutto le tensioni che si respirano attorno all’ambiente giallorosso. Come racconta La Gazzetta dello Sport nel retroscena, Gian Piero Gasperini, allenatore della formazione capitolina, avrebbe vissuto il post partita con evidente nervosismo, al punto da non presentarsi né ai microfoni delle televisioni né in conferenza stampa. Ufficialmente, il club ha motivato l’assenza del tecnico parlando di un’indisposizione e di un abbassamento della voce, ma secondo la ricostruzione della rosea il clima nello spogliatoio sarebbe stato ben più acceso. Il tecnico, infatti, arrivava a questa partita dopo giorni molto pesanti, segnati dall’eliminazione europea e da nuovi confronti interni con la proprietà e i dirigenti del club.

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Mercato, risultati e pressioni: a Trigoria resta un clima delicato

Sempre secondo La Gazzetta dello Sport, il malumore di Gasperini non sarebbe legato soltanto alle ultime partite, ma a una situazione più ampia che accompagna da mesi la sua prima stagione sulla panchina romanista. In più occasioni, infatti, l’allenatore ex Atalanta ha fatto trapelare perplessità sul mercato, ritenendo che la società non sia riuscita a consegnargli tutti i profili richiesti. Alcuni nomi, da Jadon Sancho a Fabio Silva, fino ai più recenti Giacomo Raspadori e Joshua Zirkzee, vengono indicati come obiettivi mancati che avrebbero lasciato insoddisfatto il tecnico. L’arrivo di Donyell Malen, attaccante olandese, aveva inizialmente riportato entusiasmo, soprattutto grazie ai suoi gol e alla crescita della squadra. Nell’ultimo mese, però, la frenata in campionato e l’uscita dall’Europa League hanno riaperto crepe e tensioni. Per questo il silenzio di Gasperini dopo il Lecce è stato letto come un segnale da osservare con attenzione.

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I giovani rispondono sul campo e rilanciano la corsa Champions

La buona notizia per la Roma, in un momento tanto delicato, arriva comunque dal campo e soprattutto dai suoi giovani. La vittoria contro il Lecce è stata infatti costruita anche grazie all’energia e alla personalità dei ragazzi lanciati da Gasperini. Su tutti Robinio Vaz, attaccante classe 2006 arrivato dal Marsiglia, autore del suo primo gol in Serie A, e Niccolò Pisilli, centrocampista classe 2004 che continua a ritagliarsi uno spazio importante. Le loro parole nel dopogara, riportate dalla rosea, hanno mostrato lucidità e maturità, sottolineando il valore di un successo ottenuto dopo giorni complessi. La Roma resta così pienamente in corsa per un posto in Champions League, ma molto passerà anche dalla capacità di ricomporre le tensioni interne e ritrovare serenità nel momento più delicato della stagione.

Buffon chiama a raccolta l’Italia: «Avvertiamo lo scetticismo della gente, ma al fischio d’inizio anche i criticoni tiferanno per noi. Con l’Irlanda del Nord…»

Il capo delegazione della Nazionale, Gianluigi Buffon, ha parlato così in occasione dell’inizio del ritiro a Coverciano per l’Italia

Intervenuto in collegamento con la Domenica Sportiva su Rai 2, il capo delegazione della Nazionale Italiana, Gianluigi Buffon, ha parlato così in occasione dell’apertura del ritiro a Coverciano per gli Azzurri, che giovedì sfideranno l’Irlanda del Nord nella semifinale dei playoff per accedere ai Mondiali.

Si apre il ritiro dell’Italia a Coverciano in vista della semifinale playoff contro l’Irlanda del Nord, in programma giovedì a Bergamo. A fare il punto è stato Gianluigi Buffon, capo delegazione azzurra ed ex portiere campione del mondo, che ha sottolineato come questi mesi difficili abbiano comunque rafforzato spirito e compattezza del gruppo. Restano da valutare le condizioni di Alessandro Bastoni, difensore dell’Inter, Gianluca Mancini, centrale della Roma, e Gianluca Scamacca, attaccante dell’Atalanta. Domani parlerà Gennaro Gattuso, commissario tecnico della Nazionale, prima del primo allenamento pomeridiano.

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MOMENTO ITALIA – «Adesso è il momento del verdetto. Questi 120 giorni sono stati uno stillicidio ma sono serviti anche per portare qualcosa in più, uno spirito profondo e d’intesa che servirà».

SCETTICISMO DEI TIFOSI – «E’ vero, avvertiamo lo scetticismo della gente. Ma sono convinto che anche i criticoni al fischio di inizio tiferanno per l’Italia. E poi in questo momento serve prima di tutto da noi un messaggio per far cambiare loro idea».

PRESSIONE SUI GIOCATORI? – «Sono tutti ragazzi molto solidi abituati a gestire ogni genere di pressione. La magia che riesce a regalare la Nazionale italiana va al di là delle difficoltà contingenti».

IRLANDA DEL NORD – «Dobbiamo avere rispetto dell’Irlanda del Nord, credo altresì che il 100% della nostra squadra basti per arrivare in finale. I giocatori devono essere consapevoli delle loro qualità».

I TRAGUARDI RAGGIUNTI DAGLI AZZURRI NEGLI ALTRI SPORT? – «Devono fungere da sprone anche per il calcio, tornare ai massimi livelli deve essere il nostro obiettivo. L’esempio di altri sport è solo un bene per l’Italia».

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