Pagina 632 – Calcio News 24

Zielinski sicuro: «Inter, noi possiamo vincere tutto! Ora serve questa cosa per dare continuità ai risultati»

Zielinski: «L’Inter ha qualità per vincere tutto, ma serve impegno in ogni gara»

Dopo il convincente 3-0 contro lo Slavia Praga in Champions League, a parlare nel postpartita è stato Piotr Zielinski, centrocampista polacco arrivato in estate per rafforzare il centrocampo dell’Inter. Intervistato da Sky Sport, Zielinski ha espresso soddisfazione per la prestazione della squadra, sottolineando la qualità del gruppo e l’ambizione di competere fino in fondo in tutte le competizioni.

«Noi le qualità le abbiamo per arrivare in fondo in tutte le competizioni» – ha dichiarato Zielinski – «Cercheremo di farlo e proveremo a vincere».

Un messaggio chiaro da parte di un giocatore che, seppur nuovo all’ambiente nerazzurro, si è già calato perfettamente nella mentalità dell’Inter. Schierato titolare contro lo Slavia Praga, Zielinski ha dato ordine e dinamismo alla manovra, mostrando sin da subito il motivo per cui la società ha puntato su di lui come rinforzo chiave a centrocampo.

Consapevole delle difficoltà di una stagione lunga e piena di impegni, Zielinski ha mantenuto un profilo lucido e concreto:
«Sappiamo che non sarà facile, ma le qualità ci sono e faremo di tutto per arrivare in alto».

Il centrocampista ha così evidenziato quanto sia importante non solo il talento, ma anche l’equilibrio mentale e la continuità nel rendimento. In Champions League ogni dettaglio può fare la differenza, e l’Inter lo sa bene, forte anche dell’esperienza maturata nelle scorse edizioni.

In questo contesto, il ruolo di Zielinski è sempre più centrale. Il polacco ha già dimostrato di essere una pedina fondamentale nello scacchiere di Cristian Chivu, capace di interpretare al meglio entrambe le fasi di gioco. Le sue doti tecniche, abbinate a una spiccata intelligenza tattica, lo rendono un elemento prezioso nella costruzione della nuova identità dell’Inter.

Zielinski non si nasconde e rilancia le ambizioni del gruppo: vincere.
«L’obiettivo è chiaro: vogliamo provare a vincere tutto. Ma ogni partita va affrontata con massima attenzione».

Con questa mentalità e il contributo di giocatori come Zielinski, l’Inter guarda al futuro con fiducia. La vittoria contro lo Slavia Praga è solo l’inizio: la strada è lunga, ma l’obiettivo resta uno solo.

Chivu post Inter Slavia Praga: «Gara affrontata bene. Thuram? Ecco come sta»

Chivu dopo Inter-Slavia Praga: «Vittoria importante, ma servono equilibrio e continuità»

Dopo il netto successo per 3-0 dell’Inter contro lo Slavia Praga nella seconda giornata della League Phase di Champions League, l’allenatore nerazzurro Cristian Chivu ha parlato ai microfoni di Sky Sport, analizzando la prestazione dei suoi uomini. L’ex difensore, ora alla guida tecnica della prima squadra, ha sottolineato l’atteggiamento maturo della squadra e l’importanza di mantenere equilibrio nei giudizi.

«L’abbiamo affrontata come una partita importante, seria» – ha spiegato Chivu – «Il loro atteggiamento è stato tale».
Una prestazione solida e convincente, arrivata con una formazione molto rinnovata rispetto all’ultima di campionato. Il tecnico ha infatti operato ben sette cambi rispetto alla gara vinta contro il Cagliari, scelta motivata dalla necessità di gestire le energie e coinvolgere tutta la rosa.

«Erano solo 72 ore tra una partita e l’altra» – ha chiarito Chivu – «e volevo dare la possibilità pure a qualche ragazzo che è dentro al progetto ma è mancato nei minutaggi. Volevo far riposare qualcun altro, ma sempre con l’attenzione di non perdere equilibrio e qualità».

In particolare, il tecnico si è detto soddisfatto per la prova di Bisseck e Zielinski, entrambi protagonisti di un match positivo.
«Sono felice di aver dato qualche minuto in più a loro. Devo anche pensare che sabato ci sarà un’altra partita importante e poi molti andranno in nazionale».

Chivu, da sempre attento alla mentalità del gruppo, ha poi parlato dell’aspetto psicologico:
«È un filo sottile: quando si perde non va bene, quando si vince c’è troppo ottimismo. Bisogna mantenere l’equilibrio. Questi ragazzi hanno sempre cercato di essere propositivi, di divertirsi. Mi sembra che lo stanno facendo, stanno crescendo sotto questo punto di vista».

Sull’infortunio di Thuram, uscito al 65’ dopo un fastidio alla coscia sinistra, Chivu ha spiegato:
«Non lo so, lui dice che è un crampo. Domani farà gli accertamenti, speriamo non sia nulla di grave».

Infine, uno sguardo al futuro e alla crescita della squadra:
«Non sono deluso di ciò che stanno facendo. La perfezione non esiste, ma vedo tanta applicazione. Questo mi rende felice e orgoglioso».

Infortunio Thuram, novità importanti sulle condizioni attuali dell’attaccante dell’Inter

Infortunio Thuram: l’unica nota stonata nella vittoria dell’Inter contro lo Slavia Praga

La netta vittoria per 3-0 dell’Inter sullo Slavia Praga, nella seconda giornata della fase a gironi di Champions League 2025/26, è stata offuscata da un episodio che ha preoccupato tifosi e staff tecnico: l’infortunio di Marcus Thuram. L’attaccante francese, tra i migliori in campo fino a quel momento, è stato costretto a lasciare il terreno di gioco al 65′, dopo aver servito l’assist per il terzo gol firmato da Lautaro Martinez.

Durante l’azione, Thuram ha sentito un fastidio alla coscia sinistra e si è subito accasciato, visibilmente infastidito. Il giocatore ha richiamato l’attenzione dello staff medico e, una volta raggiunto, ha riferito di aver avvertito un crampo. Sebbene questa prima diagnosi lasci pensare a un problema muscolare non grave, la situazione verrà valutata con maggiore attenzione nelle prossime ore, attraverso esami strumentali specifici.

L’infortunio di Thuram rappresenta un campanello d’allarme per l’Inter e per Cristian Chivu, che ora dovrà gestire le prossime partite senza rischiare di compromettere la condizione fisica di uno degli uomini chiave della sua rosa. L’attaccante francese, autore di una prestazione brillante, era stato decisivo sia in fase offensiva che nei movimenti senza palla, rendendosi protagonista anche nell’azione che ha portato al gol del 3-0.

Al suo posto è subentrato Ange-Yoan Bonny, giovane promessa del vivaio nerazzurro, che ha avuto così l’occasione di mettersi in mostra in un palcoscenico europeo importante. Tuttavia, l’uscita dal campo di Thuram è stata accolta con un misto di preoccupazione e speranza: se si trattasse solo di un crampo, come dichiarato dallo stesso giocatore, il recupero potrebbe essere rapido e senza particolari complicazioni.

In un contesto generale dominato dalla solidità e dalla brillantezza dell’Inter, l’infortunio di Thuram è l’unico elemento che frena l’entusiasmo per una serata altrimenti perfetta. I prossimi aggiornamenti sulle sue condizioni saranno fondamentali per capire se l’attaccante potrà essere disponibile già nel prossimo turno di campionato o se dovrà osservare uno stop precauzionale.

Calciomercato Inter, Pio Esposito cambia il suo futuro con il goal?

Calciomercato Inter: Pio Esposito si prende la scena, Chivu punta su di lui

Il nome di Pio Esposito inizia a circolare con insistenza tra le notizie di calciomercato Inter, complice la rete decisiva segnata contro il Cagliari che potrebbe rappresentare un punto di svolta per il suo futuro in nerazzurro. L’attaccante classe 2005, cresciuto nel settore giovanile dell’Inter, ha trovato il suo primo gol in Serie A, chiudendo il match contro i rossoblù all’Unipol Domus e facendo capire a tutti che il suo tempo è arrivato.

Subentrato al 64° minuto, Esposito non ha solo messo il sigillo sulla partita: ha guadagnato falli importanti, ha gestito il pallone con intelligenza e, dopo un’occasione sprecata, ha trovato il colpo del KO che ha affossato le speranze del Cagliari. Una prestazione che ha convinto ancora una volta Cristian Chivu, tecnico che lo conosce bene fin dai tempi della Primavera.

Il suo exploit apre scenari interessanti in ottica calciomercato Inter: con le big europee che monitorano da tempo i giovani più promettenti del panorama italiano, l’Inter potrebbe dover resistere a eventuali offerte già a gennaio. Tuttavia, secondo fonti vicine all’ambiente nerazzurro, l’idea della società è quella di valorizzare Pio all’interno del proprio progetto, ritagliandogli uno spazio sempre più importante in prima squadra.

Chivu è uno dei principali sostenitori di Esposito. Nonostante la giovane età, Pio ha già dimostrato grande maturità: vive ad Appiano Gentile, vicino al centro sportivo, evitando le distrazioni della vita milanese per concentrarsi totalmente sul calcio. Un atteggiamento che lo staff tecnico apprezza e che potrebbe accelerare la sua definitiva consacrazione.

Le sue qualità non sono passate inosservate nemmeno nel contesto europeo. In vista delle prossime sfide di Champions League, tra cui l’importante gara contro lo Slavia Praga a San Siro, Chivu potrebbe decidere di puntare ancora su di lui, aumentando la sua visibilità anche in campo internazionale.

Il gol contro il Cagliari non è solo una bella storia da raccontare: è un segnale chiaro in chiave calciomercato Inter. La società è chiamata ora a prendere decisioni strategiche sul futuro di Esposito, che potrebbe diventare uno dei volti simbolo del nuovo corso nerazzurro.


Inter Slavia Praga 3-0, dominio totale dei nerazzurri in quel di San Siro

Inter Slavia Praga 3-0: dominio nerazzurro a San Siro nella seconda giornata di Champions League

San Siro si conferma un fortino europeo. Nella sfida valida per la seconda giornata della League Phase della Champions League 2025/26, l’Inter di Cristian Chivu supera agevolmente lo Slavia Praga con un netto 3-0, consolidando il primo posto nel girone. La gara, molto attesa dai tifosi nerazzurri, ha visto la squadra milanese imporsi grazie a un primo tempo cinico e a un secondo tempo gestito con maturità.

La partita Inter Slavia Praga si apre con un’Inter subito aggressiva: Calhanoglu, Dimarco, e Thuram cercano il gol nei primi minuti, ma è solo al 30’ che arriva il vantaggio. Un clamoroso errore del portiere ospite Stanek spalanca la porta a Lautaro Martinez, che ringrazia e insacca l’1-0. Passano appena quattro minuti e i nerazzurri raddoppiano: grande azione di Thuram sulla sinistra, palla dentro per Dumfries che batte il portiere da pochi passi.

Il primo tempo si chiude con l’Inter avanti 2-0 e padrona del campo. Lo Slavia Praga, guidato da Trpisovsky, prova a reagire nella ripresa con qualche cambio, ma è sempre l’Inter a rendersi pericolosa. Al 65’ arriva il terzo gol: dopo un’azione manovrata, Bastoni serve al centro ancora Lautaro, che firma la sua personale doppietta e chiude virtualmente la gara.

Il secondo tempo di Inter Slavia Praga è segnato anche da diversi cambi, tra cui l’ingresso in campo dei giovani Pio Esposito e Bonny, che prendono il posto proprio di Lautaro e Thuram. Lo Slavia cerca il gol della bandiera ma si scontra con la solidità difensiva dell’Inter, che rischia poco e mantiene il controllo fino al fischio finale.

Con questo successo, l’Inter vola a 6 punti nel girone, a punteggio pieno dopo la vittoria all’esordio contro l’Ajax. Lo Slavia Praga, invece, resta fermo a un punto dopo il pareggio con il Bodo Glimt nella prima giornata.

Vlahovic-Milan, pressing per il centravanti. Occhio però a quelle rivali

Vlahovic-Milan, torna di moda la pista rossonera: l’attaccante può lasciare la Juve già a gennaio

Il futuro di Dusan Vlahovic è sempre più lontano da Torino. Secondo quanto riportato dal giornalista Rai Ciro Venerato, la Juventus avrebbe ormai deciso di cedere il centravanti serbo nella finestra di mercato invernale. In questo scenario, il tema Vlahovic-Milan torna a scaldare le cronache di mercato, alimentando speculazioni e indiscrezioni sul futuro dell’attaccante.

«Tra la Juve e Vlahovic siamo giunti ai titoli di coda, nonostante le smentite di facciata» ha dichiarato Venerato. «A gennaio andrà via comunque vada». Le sue parole non lasciano spazio a interpretazioni: il rapporto tra il numero 9 e la Juventus si avvia verso una separazione definitiva, con la società bianconera pronta a monetizzare per evitare una partenza a parametro zero nel 2026.

La decisione è motivata da ragioni economiche. Oltre al rischio di perdere il giocatore a zero, la Juve risparmierebbe anche circa 12 milioni lordi di ingaggio per i sei mesi restanti della stagione. Una scelta strategica, che apre la porta a diversi scenari di mercato.

Sul serbo ci sono già da tempo Chelsea e Manchester United, due club della Premier League interessati ad aggiungere potenza e tecnica al proprio reparto offensivo. Ma nelle ultime ore, l’ipotesi Vlahovic-Milan è tornata in auge. Secondo Venerato, non va sottovalutato l’interesse dei rossoneri, già accostati all’ex Fiorentina in passato.

Il Milan osserva con attenzione, consapevole che l’eventuale cessione di un big in attacco o la mancata esplosione di Jovic potrebbe aprire uno spazio importante per l’arrivo di un profilo come Vlahovic. L’attaccante, classe 2000, garantisce gol, esperienza in Serie A e un potenziale da top player internazionale. Tutti aspetti che lo rendono compatibile con le ambizioni del club di via Aldo Rossi.

Dopo un’estate da separato in casa e un inizio di stagione vissuto spesso da subentrante, Vlahovic sembra ormai ai margini del progetto Juventus. Il calciomercato di gennaio si preannuncia rovente, e l’asse Vlahovic-Milan potrebbe diventare uno dei temi centrali.

Per ora nessuna trattativa ufficiale, ma gli indizi iniziano ad accumularsi. E se davvero il Milan decidesse di affondare il colpo, l’operazione Vlahovic potrebbe diventare uno dei trasferimenti più clamorosi dell’inverno.


Mourinho ridimensiona la Roma con una frase: tifosi giallorossi furiosi

Mourinho ridimensiona la Roma con una frase: tifosi giallorossi furiosi. Lo Special One torna a parlare della sua esperienza nella Capitale

Un ritorno da “Special One”, nel bene e nel male. José Mourinho si prepara a rimettere piede a Stamford Bridge, la sua vecchia casa, per una sfida di Champions League dal sapore amarcord tra il suo Benfica e il Chelsea. Ma, come da copione, il tecnico portoghese ha rubato la scena già nella conferenza stampa della vigilia, con una delle sue classiche dichiarazioni taglienti, capaci di elogiare da un lato e ferire dall’altro.

Parlando della rinascita del Chelsea sotto la guida di Enzo Maresca, anche lui vincitore della Conference League, Mourinho ha tracciato un paragone con il suo trionfo a Roma, usando parole che hanno immediatamente scatenato la furia dei suoi ex tifosi.

«Da fuori sembrava che il Chelsea avesse perso la propria identità, ma quello che si è visto nella scorsa stagione sembra indicare che sia tornato sulla strada giusta. Hanno dato fiducia a Enzo Maresca, il quale ha portato le sue idee. La Conference League è una competizione facile da vincere per un grande club, io l’ho fatto con la Roma».

Una frase che è un capolavoro di “mourinhismo”. Da un lato, un complimento al Chelsea, definito implicitamente “un grande club”. Dall’altro, una frecciata al veleno alla Roma e al suo popolo. Definire “facile” quel trofeo, che per i giallorossi ha rappresentato un momento storico e una gioia incontenibile, è stato percepito come un modo per sminuire quell’impresa e, di conseguenza, il club stesso.

Le sue parole hanno fatto il giro del web in pochi minuti, scatenando la reazione rabbiosa dei tifosi romanisti, che si sono sentiti traditi e sminuiti dall’allenatore che li aveva portati sul tetto d’Europa. Ancora una volta, Mourinho dimostra di essere un maestro della comunicazione e dei giochi psicologici, anche a costo di riaprire vecchie ferite e alienarsi l’affetto di una piazza che lo aveva idolatrato.

Cassano: «Pio Esposito e Camarda possono essere il futuro del calcio italiano. Ma non devono farsi distrarre dalle donne…»

Cassano: «Pio Esposito e Camarda possono essere il futuro del calcio italiano. Ma non devono farsi distrarre dalle donne…». Parla l’ex fantasista

Antonio Cassano, nel suo consueto stile diretto e senza filtri, incorona i suoi eredi e dispensa consigli di vita. Durante l’ultima puntata del suo format “Viva el Futbol“, l’ex fantasista ha individuato in Pio Esposito (Inter) e Francesco Camarda (Lecce via Milan) i due talenti che potrebbero rappresentare il futuro del calcio italiano, ma li ha anche messi in guardia dai pericoli che la fama e il successo portano con sé.

Dopo aver elogiato le diverse caratteristiche tecniche dei due giovani attaccanti, Cassano ha offerto loro una “lezione” su come gestire la propria carriera fuori dal campo, un monito schietto e brutale basato sulla sua stessa esperienza.

«Io spero che Pio Esposito e Camarda possano essere il futuro del calcio italiano. Posso solo augurare loro una carriera meravigliosa. Sono due giocatori diversi, Camarda è un fax simile di Inzaghi che vive per il gol, l’altro è uno che lavora, sa proteggere la palla e si relaziona con la squadra. Ma devono avere pochi amici, devono poggiarsi solo sulla famiglia. Gli altri inizieranno ad avanzare richieste, a mandare messaggi, le donne ad adularli. Tutti fuori dai cogl****. Biglietti e maglie se li vanno a comprare, ci sono gli store. Devono essere furbi».

L’analisi di Cassano è lucida. Da un lato, il riconoscimento del talento: Camarda, l’uomo d’area alla Inzaghi; Esposito, l’attaccante moderno che lavora per la squadra. Dall’altro, un avvertimento paterno e senza giri di parole: il successo attira distrazioni e falsi amici. La sua ricetta per una carriera al top è drastica: fidarsi solo del nucleo familiare, eliminando tutte le possibili interferenze esterne, dalle richieste di biglietti alle lusinghe.

Un consiglio crudo, “alla Cassano”, ma che arriva da chi ha vissuto sulla propria pelle la gloria e le cadute dell’essere un “enfant prodige” del calcio italiano. Un monito severo ma prezioso per due giovani talenti chiamati a non sprecare il loro enorme potenziale.

Marotta: «Stadio? Felici. Mbappé in Italia oggi impossibile. Il Milan prende Modric, ma a 40 anni»

Marotta: «Stadio? Felici. Mbappé in Italia oggi impossibile. Il Milan prende Modric, ma a 40 anni». Le dichiarazioni del presidente dell’Inter

Intervenuto ai microfoni di Sky Sport nel corso del prepartita di Inter Slavia Praga, il presidente del club nerazzurro, Beppe Marotta, ha presentato così la gara di stasera valida per il 2° turno della League Phase della Champions League e si è soffermato, ovviamente, sul tema del giorno: quello del via libera dal Consiglio Comunale di Milano alla vendita di San Siro ai nerazzurri e al Milan.

COME ABBIAMO VISSUTO IL MOMENTO DELL’OK ALLA VENDITA DI SAN SIRO – «Diciamo che è stata una decisione molto tribolata, ma noi siamo molto felici, soddisfatti di quello che è stato deciso. Lo dico come presidente dell’Inter, come appassionato di calcio e come cittadino di Milano. Adesso inizia un percorso difficile ma credo che entrambe le parti, da una parte noi abbiamo Katherine Ralph che è molto preparata, dall’altra Paolo Scaroni, sicuramente intraprenderanno questo percorso che porterà a grandi soddisfazioni. L’esigenza di uno stadio a Milano per Inter e Milan era un obiettivo prioritario».

COSA RISPONDO A CHI HA PERPLESSITÀ SU QUESTA DECISIONE? – «Vorrei tranquillizzarli in primis, perché Milan e Inter agiscono in trasparenza e negli interessi della collettività, di Milano, del calcio e non solo. Uno stadio rappresenta un valore aggiunto, un patrimonio anche per la città: porterà posti di lavoro e attrazioni dal punto di vista turistico».

PRIMO BILANCIO IN ATTIVO NELLA STORIA DELL’INTER, GLI ENORMI INCASSI DELLO SCORSO ANNO POSSONO DIVENTARE STRUTTURALI IN FUTURO? – «Devono esserlo assolutamente, l’obiettivo di un club italiano oggi sia quello di centrare la sostenibilità finanziaria ed economica raggiungendo nel contempo risultati sportivi di qualità. Noi ci siamo riusciti, abbiamo avuto un percorso importante che ha garantito anche ricavi straordinari. Questo è l’obiettivo anche per quest’anno».

ENTRO QUANTO SI POTREBBE COMPRARE MBAPPE? – «Una operazione del genere rappresenterebbe una pazzia per un club italiano. Non siamo in grado in Italia di fare operazioni del genere. Una volta da noi arrivavano grandissimi campioni, anche in età giovane. Oggi c’è un campione al Milan come Modric, ma arriva a 40 anni, a fine carriera, quindi è evidente che noi oggi siamo un campionato di transizione. Dobbiamo adattarci ad un modello di valorizzazione del nostro prodotto».

Trevisani: «Il Milan è passato da gente che fumava i sigari e faceva a botte a Luka Modric»

Trevisani: «Il Milan è passato da gente che fumava i sigari e faceva a botte in campo a Luka Modric». Le parole del noto giornalista

Il segreto del nuovo Milan di Massimiliano Allegri ha un nome e un cognome: Luka Modrić. A 40 anni, il fuoriclasse croato non è solo il faro tecnico della squadra, ma il leader spirituale che ne ha trasformato la mentalità. Un’analisi appassionata e puntuale è arrivata dal giornalista Riccardo Trevisani che, durante “Fontana di Trevi” su Cronache di Spogliatoio, ha celebrato l’impatto devastante dell’ex Real Madrid, partendo da un’immagine simbolo: la sua esultanza sfrenata dopo una “semplice” vittoria in campionato.

Per Trevisani, quel gesto racchiude l’essenza di un campione totale, la cui fame di vittoria è contagiosa e ha cambiato il volto di una squadra.

«Modric si è inginocchiato al 90esimo esultando come un pazzo per aver vinto alla quinta giornata di campionato. La mentalità non si compra al supermercato, lui ha vinto 37 Champions League e il Pallone d’Oro ed esulta come se avesse vinto la 38esima Champions o un altro Pallone d’Oro. Questo nel Milan fa tutta la differenza nel mondo. L’anno scorso vedevamo gente che ballava coi sigari e malcapitati in giro per il campo che volevano fare a botte alla fine delle partite. Ora c’è tutta un’altra professionalità e in questo lui è determinante. Lo è come mentalità, aiuto ed esempio per i compagni. E lo è tecnicamente. Con la protezione di Fofana e Rabiot vicino lui è libero di impostare e fare calcio. Ma la cosa che mi ha impressionato è anche la sua fase difensiva, anche in dieci contro undici. Frapponendosi, immolandosi, buttando anche via qualche pallone. A 40 non è scontato avere questa condizione».

L’analisi di Trevisani è un inno alla grandezza di Modrić. La sua “mentalità”, forgiata da una carriera di trionfi ma ancora intatta, ha portato a Milanello una professionalità che l’anno scorso mancava. Ma non è solo un leader emotivo. In campo, protetto dalla fisicità di Fofana e Rabiot, è libero di creare calcio. E, cosa che ha impressionato di più il giornalista, a 40 anni non si risparmia nemmeno in fase difensiva, sacrificandosi per la squadra. Un esempio totale, un maestro che sta insegnando al Milan come si vince, con la classe e con il sacrificio.

«De Bruyne non è un giocatore ‘contiano’, in 9 anni al City non ha mai…»: l’analisi di Pastore

«De Bruyne non è un giocatore ‘contiano’, in 9 anni al City non ha mai…»: l’analisi di Pastore sulle difficoltà incontrare dal belga

La sostituzione di Kevin De Bruyne a San Siro, pochi minuti dopo il gol, ha fatto discutere, ma non è un caso isolato. Anche nel big match precedente contro il Manchester City, Antonio Conte aveva richiamato in panchina il fuoriclasse del Napoli. Una scelta che, secondo il giornalista Giuseppe Pastore, non è né casuale né punitiva, ma figlia di una precisa incompatibilità tattica tra il giocatore e la filosofia del suo allenatore.

Intervenuto durante “Fontana di Trevi” su Cronache di Spogliatoio, Pastore ha offerto una lettura lucida e affascinante del rapporto tra i due, spiegando perché, a suo dire, il belga non sia un giocatore “contiano”.

«De Bruyne non è un giocatore ‘contiano’. È un bellissimo cavallo di razza che fa il dressage, elegante però rallentato. Non è mai stato un gladiatore. Conte invece ha bisogno anche di questo approccio dai suoi giocatori, e infatti l’ha tolto a Manchester non potendo contare molto sulla sua fase difensiva. Non ha l’intensità che può per esempio metterci Politano. Ma se sei stato 9 anni al City non fai mai quel tipo di partite».

L’analisi di Pastore è spietata ma puramente tecnica. Con la metafora del “cavallo da dressage”, descrive un giocatore di un’eleganza e di una classe infinite, che però non possiede la ferocia agonistica e l’intensità senza palla che Conte considera non negoziabili. Il tecnico, per il suo gioco, ha bisogno di “gladiatori”, e per questo, nei momenti di massima pressione difensiva, preferisce affidarsi a giocatori meno talentuosi ma più adatti a quel tipo di sacrificio, come Politano.

Secondo il giornalista, i nove anni al Manchester City di Guardiola hanno plasmato De Bruyne in un certo tipo di fuoriclasse, sublime in un sistema basato sul possesso e sulla tecnica, ma meno a suo agio quando la partita richiede una battaglia di pura intensità. Non è una critica al valore assoluto del giocatore, ma una constatazione: la convivenza tra un allenatore pragmatico come Conte e un artista come De Bruyne è destinata a vivere di questi compromessi.

Atalanta, ribaltato il Bruges con Samardzic e Pasalic: primi punti Champions per Juric

Atalanta, ribaltato il Bruges con Samardzic e Pasalic: primi punti pesantissimi in Champions League per Ivan Juric

Una vittoria di carattere, in rimonta, per iniziare al meglio il cammino in Champions League. L’Atalanta di Ivan Juric batte 2-1 il Bruges al Gewiss Stadium, ribaltando una partita che si era messa male e conquistando tre punti pesantissimi.

Nonostante la scelta di Gasperini di partire con i rientranti di lusso Éderson e Lookman, il primo tempo è stato complicato per la Dea. Dopo una partenza aggressiva, i nerazzurri hanno sofferto il palleggio del Bruges, che al 38′ ha trovato il vantaggio: un errore in uscita di De Roon ha innescato un contropiede letale, finalizzato dal destro a giro di Christos Tzolis che ha gelato lo stadio.

Nella ripresa, però, la partita è cambiata. Dopo aver rischiato il colpo del ko e aver perso per infortunio anche Bellanova e Kossounou, Gasperini ha ridisegnato la squadra con gli ingressi di Samardžić e Sulemana. La pressione della Dea è salita e, al 75′, un’ingenuità del portiere belga Jackers, che ha travolto Pašalić in uscita, ha provocato il calcio di rigore. Dal dischetto, Lazar Samardžić è stato glaciale, siglando il gol del pareggio.

Scampato un pericolo enorme su un clamoroso errore a porta vuota di Vermant, l’Atalanta ha spinto fino alla fine, trovando il gol della vittoria a tre minuti dal novantesimo. Sugli sviluppi di un corner, un cross di Samardžić è stato prolungato da Musah per l’inserimento vincente di Mario Pašalić, che di testa da pochi passi ha fatto esplodere di gioia il pubblico di Bergamo. Una vittoria sofferta, non una prestazione dominante, ma tre punti che valgono oro per il morale e per la classifica del girone.

Criscitiello contro Dimarco: «Ha perso un’altra occasione per portare rispetto»

Criscitiello contro Dimarco: «Ha perso un’altra occasione per portare rispetto. Poteva dirlo l’anno scorso…». L’attacco del noto giornalista

Una frecciata al veleno che non è passata inosservata. Alla vigilia dell’importante esordio in Champions League contro lo Slavia Praga, le parole dell’esterno dell’Inter, Federico Dimarco, hanno innescato una dura polemica, attirando la critica sferzante del giornalista Michele Criscitiello.

Tutto nasce dalla conferenza stampa di ieri. A chi gli chiedeva se il cambio di allenatore gli avesse dato qualcosa in più, Dimarco ha risposto con un chiaro riferimento alla gestione del suo ex tecnico, Simone Inzaghi, trasferitosi in estate all’Al-Hilal. «Il cambio di allenatore mi ha dato qualcosa in più? Allenia la partita solo giocando, più giochi più migliori di condizione. In questi anni è uscendo al sessantesimo, matematicamente, era difficile crescere di condizione. Quest’anno sto migliorando perché sto giocando molti più minuti».

Una critica neanche troppo velata, che non è piaciuta a Michele Criscitiello. Il direttore di Sportitalia, nel suo intervento, ha attaccato duramente il giocatore, accusandolo di scarsa professionalità e mancanza di rispetto. «Queste dichiarazioni ti fanno capire che bisogna essere professionisti in campo e fuori. Dimarco ha perso un’altra occasione per portare rispetto. Quando uno parla così sicuramente non può essere considerato affidabile. Poteva dirlo l’anno scorso…».

L’affondo di Criscitiello è netto. Il giornalista non contesta il merito delle parole di Dimarco, ma il tempismo. La critica a un allenatore ormai andato via viene letta come un gesto tardivo e opportunistico, che un vero professionista avrebbe dovuto evitare. “Poteva dirlo l’anno scorso”, chiosa Criscitiello, sottolineando come la vera leadership si dimostri nel confronto diretto e non con frecciate a distanza. Una polemica che aggiunge tensione a una vigilia europea che doveva essere solo di festa.

Formazioni ufficiali Inter-Slavia Praga: le scelte di Chivu e Trpisovsky

Formazioni ufficiali Inter Slavia Praga: le scelte di Chivu e Trpisovsky per la seconda giornata della fase campionato di Champions

Sull’onda dell’entusiasmo. Dopo la preziosa vittoria in trasferta contro l’Ajax e il successo in campionato a Cagliari, l’Inter di Cristian Chivu torna a San Siro per un’altra notte di Champions League. L’avversario è lo Slavia Praga, in una partita che i nerazzurri vogliono vincere per mettere una seria ipoteca sul passaggio del girone.

Per l’occasione, Chivu applica un turnover ragionato, mescolando certezze e novità per mantenere la squadra fresca e motivata. Rispetto alla trasferta in Sardegna, ci sono diversi cambi importanti. In porta torna il titolare designato, Yann Sommer, mentre in difesa si rivede l’esperienza di Francesco Acerbi al centro del terzetto.

Ma è a centrocampo che si concentra la vera sorpresa della serata. Il tecnico lancia dal primo minuto Piotr Zieliński, una mossa che porta a un’esclusione eccellente: a fargli spazio è infatti Nicolò Barella, che partirà inizialmente dalla panchina. Altro cambio in mediana, con Luka Sučić che rileva Mkhitaryan per garantirgli un turno di riposo. Nessun dubbio, invece, in attacco, dove viene confermata in blocco la coppia “ThuLa”, formata da Marcus Thuram e capitan Lautaro Martínez.

Inter – Slavia Praga, le formazioni ufficiali:

INTER (3-5-2): 1 Sommer; 31 Bisseck, 15 Acerbi, 95 Bastoni; 2 Dumfries, 8 Sucic, 20 Calhanoglu, 7 Zielinski, 32 Dimarco; 9 Thuram, 10 Lautaro.

SLAVIA PRAGA (4-5-1): 36 Stanek; 27 Vlcek, 2 Chaloupek, 4 Zima, 8 Hashioka; 21 Doudera, 19 Dorley, 10 Zafeiris, 23 Sadilek, 17 Provod; 9 Kusej.

Una formazione che unisce esperienza e forze fresche, con cui Chivu cerca la seconda vittoria consecutiva in Europa per continuare a sognare in grande.

Villarreal Juve, Tudor in conferenza: «La squadra sta molto bene, ha fatto una grande prestazione tre giorni fa»

Villarreal Juve, Tudor in conferenza: le parole alla vigilia della 2ª giornata di Champions League 2025/26

Archiviati i due pareggi in campionato, la Juventus torna a concentrare le proprie energie sulla Champions League. Dopo il pirotecnico 4-4 all’esordio contro il Borussia Dortmund, i bianconeri affrontano la seconda sfida europea sul campo del Villarreal, all’Estadio de la Cerámica.

La vigilia Martedì 30 settembre, alle ore 19.15, Igor Tudor si presenta in conferenza stampa per introdurre il match e rispondere alle domande dei media, tracciando le linee guida in vista della delicata trasferta spagnola.

CONDIZIONI DELLA SQUADRA – «La squadra sta molto bene, ha fatto una grande prestazione tre giorni fa: seria, di livello. Domani si gioca la Champions, sono tutti vogliosi e motivati per fare una partita di alto livello».

YILDIZ STANCO? – «Gioca, non c’è nessuna stanchezza. Con l’Atalanta la squadra ha corso 122 chilometri, su alti livelli».

BREMER E THURAM – «Hanno problemini che non gli permettono di giocare ma dovrebbero farcela per il Milan».

I TRE ATTACCANTI – «Per tutti la Champions è un terreno ideale, vogliono giocare e sono tutti forti. Sono felice di averli, ci parlo, li devo coccolare e farli sentire importanti. Sono tutti e tre bravi ragazzi e giocatori forti, parlo con loro tutti i giorni e mi piace la loro mentalità, daranno una grande mano».

DIMENSIONE TECNICA IN CHAMPIONS – «È una valutazione di squadra e di giocatori ed è la cosa più importante che c’è. È difficile fare questa valutazione. Faccio fatica e non è il momento, però possiamo dire la nostra in Champions. Possiamo essere un osso duro per tutti, io sono contento della squadra che ho. Una risposta un po’ politica ma ci sta».

VILLARREAL – «Squadra di livello, poi giocano in casa e stanno facendo bene. Ci sono cose buone e meno buone come per noi, dobbiamo mettere le nostre buone in primo piano».

LEGGI LA CONFERENZA STAMPA COMPLETA DI TUDOR SU JUVENTUSNEWS24

Pulisic, il nuovo leader del Milan: numeri, prestazioni e impatto decisivo

Christian Pulisic trascina il Milan: l’attaccante americano è già protagonista assoluto. Tutti i numeri del rossonero

Un’altra prova della crescente importanza di Christian Pulisic, attaccante statunitense classe 1998 ed ex Chelsea, è arrivata nelle sfide contro Udinese e Napoli, due partite che hanno confermato il suo ruolo da protagonista assoluto nel progetto rossonero. Dopo essere partito dalla panchina contro Lecce e Bologna, l’americano ha risposto sul campo con prestazioni da fuoriclasse, diventando un’arma imprescindibile per il Milan.

La sua presenza in campo si è rivelata un incubo per le difese avversarie: interventi duri e fallosi non sono bastati a limitarne la velocità, la tecnica e la capacità di incidere negli ultimi metri. Pulisic ha risposto con i fatti, firmando due reti decisive che hanno blindato vittorie fondamentali per la classifica e per il morale della squadra.

Numeri da attaccante vero

Nonostante sul sito ufficiale del club sia ancora indicato come centrocampista, i numeri raccontano un’altra storia. Con 4 gol in 5 partite di campionato e un totale di 37 reti in 105 presenze con il Milan, Pulisic ha dimostrato una media realizzativa da attaccante puro. La sua efficacia sotto porta lo rende uno dei giocatori più decisivi della rosa rossonera, capace di trasformare ogni occasione in un potenziale vantaggio.

Il rapporto con Allegri e il ruolo da leader

Il tecnico Massimiliano Allegri, allenatore esperto e vincitore di numerosi titoli in Serie A, lo ha tenuto fuori dall’undici titolare in due occasioni. Tuttavia, le prestazioni contro Udinese e Napoli hanno inviato un messaggio chiaro: Pulisic non si ferma neanche con la forza. La sua determinazione, unita alla capacità di colpire con un solo guizzo, lo rendono un leader silenzioso ma estremamente influente.

Un campione per il futuro del Milan

La crescita costante di Christian Pulisic rappresenta un segnale positivo per il futuro del Milan. La sua tecnica raffinata, la rapidità negli inserimenti e la freddezza sotto porta lo hanno già consacrato come uno dei trascinatori della squadra. Per i rossoneri, poter contare su un giocatore di questo livello significa avere un campione in grado di fare la differenza nei momenti chiave della stagione.

Con Pulisic in questa forma, il Milan può guardare con fiducia alle prossime sfide, consapevole di avere tra le mani un talento capace di cambiare il destino delle partite.

Lazio, il ritorno di Basic: da oggetto misterioso a risorsa ritrovata. I tifosi: “Sergej Milinkovic-Basic”

Basic torna protagonista: da escluso a pedina utile per la Lazio. I tifosi lo ribattezzano ‘Sergej Milinkovic-Basic’

Dopo un lungo periodo trascorso ai margini, Toma Basic, centrocampista croato classe 1996, è tornato protagonista con la maglia della Lazio. Il suo rientro in campo ha sorpreso molti osservatori, che lo davano ormai fuori dai piani tecnici. Arrivato a Roma nell’estate 2021 dal Bordeaux, Basic aveva collezionato circa 70 presenze nelle prime due stagioni, salvo poi scivolare progressivamente in fondo alle gerarchie. Per oltre un anno e mezzo, infatti, il suo nome era rimasto legato più alla panchina e agli allenamenti che al terreno di gioco, alimentando voci di un addio imminente.

In questa stagione, però, lo scenario è cambiato. Maurizio Sarri, allenatore biancoceleste noto per la sua rigidità tattica e per la selettività con cui concede fiducia ai suoi giocatori, ha deciso di offrirgli una nuova opportunità. Una promessa fatta in estate e mantenuta sul campo. Basic ha risposto con una prestazione solida e ordinata: niente giocate spettacolari, ma tanta concretezza, disciplina tattica e una condizione fisica che ha stupito chi lo considerava ormai fuori dai radar.

Sui social, i tifosi hanno accolto il suo ritorno con ironia e affetto, ribattezzandolo “Sergej Milinkovic-Basic”, in riferimento all’ex stella serba della Lazio, Sergej Milinkovic-Savic. Un paragone ovviamente esagerato, ma che testimonia quanto la sua prova abbia colpito l’immaginario collettivo. In un momento in cui la Lazio fatica a trovare continuità di rendimento, avere un centrocampista ritrovato come Basic può rappresentare una risorsa preziosa per la stagione.

Anche i quotidiani sportivi hanno premiato la sua prestazione, sottolineando come la “normalità” del croato sia stata, paradossalmente, la vera notizia. In un calcio che spesso esalta solo il gesto tecnico eclatante, la capacità di garantire equilibrio e affidabilità può diventare un valore aggiunto.

Per la Lazio, che cerca certezze in un’annata complessa, il ritorno di Toma Basic non è soltanto una curiosità statistica, ma un segnale concreto: il centrocampo biancoceleste ha ritrovato un interprete affidabile, pronto a trasformarsi da comprimario dimenticato a pedina utile nello scacchiere di Sarri.

Cagliari, emergenza in attacco: Belotti ko, ecco chi può guidare l’attacco rossoblù

Cagliari, emergenza in attacco per Pisacane: il gallo Belotti infortunato, ecco chi può guidare l’attacco rossoblù

Il Cagliari si trova ad affrontare un momento delicato sul fronte offensivo. Andrea Belotti, attaccante classe 1993 con un passato importante tra Torino e Roma e attuale punto di riferimento dei rossoblù, ha riportato un grave infortunio al legamento crociato. L’ex “Gallo” rischia di restare lontano dai campi per diversi mesi, costringendo l’allenatore Fabio Pisacane, ex difensore e oggi tecnico del club sardo, a rivedere completamente le proprie strategie in attacco.

Secondo quanto riportato da L’Unione Sarda, la situazione è passata da un reparto offensivo ricco di alternative a una vera emergenza. Con Belotti fuori gioco, l’unica punta centrale a disposizione è Gennaro Borrelli, classe 2000, cresciuto nelle giovanili del Pescara e arrivato in Sardegna per completare il proprio percorso di crescita.

Borrelli è un attaccante di prospettiva, dotato di fisicità e buona tecnica, ma con caratteristiche differenti rispetto a Belotti. Se l’ex Torino è un centravanti di manovra, abile a proteggere palla e a fare reparto da solo grazie alla sua potenza, il giovane napoletano predilige un gioco più dinamico, con movimenti in profondità e meno predisposizione al lavoro spalle alla porta.

Pisacane dovrà quindi decidere se affidarsi a Borrelli come unica punta o se modificare l’assetto tattico della squadra, adattando il sistema di gioco alle qualità del classe 2000. Per il giovane attaccante si tratta di un’occasione importante: finora ha trovato poco spazio, ma la prossima trasferta potrebbe rappresentare la sua grande chance per dimostrare il proprio valore.

La sfida non riguarda soltanto Borrelli, ma anche lo stesso Pisacane, chiamato a mantenere equilibrio e incisività offensiva nonostante l’assenza del suo bomber più esperto. La scelta su come schierare la squadra avrà un impatto decisivo sullo sviluppo del gioco rossoblù e sul rendimento nelle prossime settimane.

Il Cagliari, dunque, si affida al talento e alla voglia di emergere di Gennaro Borrelli, mentre il tecnico dovrà dimostrare capacità di adattamento e lucidità tattica. L’imminente trasferta sarà un banco di prova cruciale per entrambi.

Futuro San Siro, parla Sala: «Questa è stata la scelta giusta. Nelle ultime settimane ho cercato di evitare…»

Futuro San Siro, Sala svela: «Questa è stata la scelta giusta. Nelle ultime settimane ho cercato di evitare…». Le sue dichiarazioni

Il Consiglio Comunale di Milano, dopo una maratona iniziata nel pomeriggio e conclusasi alle prime ore del mattino, ha approvato la delibera che segna una svolta storica per il futuro di San Siro. Con 24 voti favorevoli, 20 contrari e 2 astenuti, è arrivato il via libera alla vendita dello stadio Giuseppe Meazza e delle aree circostanti a Inter e Milan, che potranno così procedere con il progetto di costruzione di un nuovo impianto moderno e multifunzionale.

Un progetto da oltre un miliardo di euro

Le due società milanesi, hanno previsto un investimento complessivo di circa 1,2 miliardi di euro. L’operazione comprende non solo la realizzazione del nuovo stadio da 71.500 posti, progettato dagli studi internazionali Foster + Partners e Manica Architecture, ma anche la riqualificazione dell’intera area con spazi verdi, aree commerciali, un museo e strutture dedicate all’intrattenimento.

Il pagamento dell’area, fissato a 197 milioni di euro, sarà suddiviso in tre tranche. A questa cifra si aggiungono 14 milioni per la rifunzionalizzazione del Meazza e 22 milioni che il Comune investirà per il rifacimento del tunnel Patroclo e la bonifica dei terreni.

Le parole del sindaco Sala e le divisioni politiche

Il sindaco Giuseppe Sala, visibilmente soddisfatto, ha definito la decisione “un passo avanti per Milano e per il suo futuro”. La votazione è arrivata dopo settimane di dibattiti accesi e 239 emendamenti discussi in aula, con divisioni sia nella maggioranza che nell’opposizione. Decisiva l’astensione di alcuni consiglieri che ha abbassato il quorum, permettendo l’approvazione finale.

Tempistiche e prospettive

Il cronoprogramma prevede la stipula del rogito entro il 10 novembre 2025, prima che scatti il vincolo della Soprintendenza sul secondo anello del Meazza. I lavori veri e propri inizieranno nel 2027, dopo le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, e l’inaugurazione del nuovo stadio è prevista per il 2031. Nel frattempo, Inter e Milan continueranno a giocare al Meazza, che resterà operativo fino al completamento della nuova struttura.

Un impatto oltre il calcio

Il nuovo stadio non rappresenta soltanto un passo avanti per le due squadre, ma anche un volano per l’economia e l’urbanistica della città. Milano si prepara così a rinnovare uno dei suoi simboli più iconici, con l’obiettivo di coniugare tradizione e modernità. Ecco le parole di Sala:

VENDITA SAN SIRO – Soddisfatto? Direi di sì, per avere fatto un lavoro grande di preparazione e poi nelle ultime settimane ho cercato di evitare tensioni, dicendo al Consiglio ‘deciderete voi.

COM’E’ ANDATO IL VOTO – Devo dire che non ho fatto nessuna pressione su nessuno sapendo che sarebbe stato un argomento divisivo, potete chiedere ai tre del Pd contrari. Ho sempre cercato di parlare accettando la loro posizione. Era ed è quello di San Siro un argomento divisivo, riteniamo di avere fatto la cosa giusta e il Consiglio ha deciso. In tutto ciò, sia nella maggioranza che nella minoranza, si sono create un po’ di spaccature ma ci sta su un tema del genere.

Atalanta Club Brugge, le formazioni ufficiali: Lookman titolare, le scelte di Juric

Atalanta Club Brugge: il tecnico della Dea conferma l’attaccante accanto a Krstovic, con Pasalic alle spalle. Nel Brugge spazio a Tresoldi

La seconda giornata della League Phase di Champions League mette di fronte Atalanta e Club Brugge, due squadre in crescita che hanno ufficializzato le rispettive formazioni.

Atalanta, Lookman dal primo minuto

L’Atalanta di Ivan Jurić, tecnico croato subentrato in estate e noto per il suo calcio intenso e aggressivo, si presenta con un undici competitivo. In attacco spazio a Ademola Lookman, attaccante nigeriano classe 1997, già protagonista con gol pesanti in Serie A.

Club Brugge, Tresoldi al centro del tridente

Il Club Brugge, guidato dal tecnico Nicky Hayen, si schiera con il consueto 4-3-3. In attacco spicca Nicolò Tresoldi, punta centrale classe 2004, nato in Italia ma naturalizzato tedesco: un nome che in questa sfida ha un sapore speciale, visto che suo padre Emanuele Tresoldi vestì la maglia dell’Atalanta negli anni Novanta.

Una sfida dal sapore europeo

Atalanta e Brugge si affrontano con obiettivi diversi ma con la stessa ambizione: consolidare la propria posizione nel girone. Da un lato la Dea, che punta a confermarsi tra le grandi d’Europa con un mix di giovani talenti e giocatori esperti; dall’altro i belgi, che vogliono stupire affidandosi alla freschezza dei loro prospetti e all’esperienza dei veterani.

Con Lookman da una parte e Tresoldi dall’altra, la sfida promette spettacolo e intensità.

ATALANTA (3-4-1-2): Carnesecchi; Kossounou, Djimsiti, Ahanor; Bellanova, De Roon, Ederson, Bernasconi; Pasalic; Krstovic, Lookman. A disp. Rossi, Sportiello, Musah, Sulemana, Samardzic, Obric, Brescianini, Maldini, Zappacosta. All. Ivan Juric.

CLUB BRUGGE (4-3-3): Jackers; Sabbe, Ordonez, Mechele, Seys; Stankovic, Sandra, Vanaken; Forbs, Tresoldi, Tzolis. A disp. Vn den Heuvel, Romero, Reis, Vetlesen, Meijer, Vermant, Nilsson, Osuji, Siquet, Audoor, Diakhon, Campbell. All. Nicky Hayen.

Sampdoria Catanzaro, i convocati di Donati: le decisioni sui giocatori in dubbio

lI tecnico della Sampdoria Donati ha diramato la lista ufficiale dei convocati per il match di Serie B: ecco le scelte in vista della sfida

Domani sera lo stadio Luigi Ferraris di Genova sarà teatro di una sfida cruciale per la stagione della Sampdoria, impegnata contro il Catanzaro nel match valido per la 6ª giornata del campionato di Serie B 2025/26. Il calcio d’inizio è fissato per le ore 20:30 e l’attesa tra i tifosi blucerchiati è altissima.

Sampdoria a caccia di riscatto

La squadra allenata da Massimo Donati, ex centrocampista con un passato importante tra Serie A e Premier League, è chiamata a una prova di carattere dopo un avvio di stagione altalenante. I blucerchiati hanno mostrato buone trame di gioco ma faticano a trovare continuità nei risultati: la sfida contro i calabresi rappresenta dunque un banco di prova fondamentale per rilanciare le ambizioni di alta classifica.

L’avversario: il Catanzaro di Aquilani

Dall’altra parte ci sarà il Catanzaro, guidato da Alberto Aquilani, ex regista di Roma, Liverpool e Fiorentina, oggi giovane tecnico emergente che sta ottenendo ottimi risultati con i giallorossi. La formazione calabrese ha iniziato il campionato con determinazione e si presenta a Genova con l’obiettivo di confermare la propria solidità e mettere in difficoltà una Sampdoria desiderosa di riscatto.

Nella giornata odierna, Donati ha diramato la lista dei convocati. La rosa blucerchiata si presenta quasi al completo, con alcuni giovani pronti a dare il proprio contributo. L’obiettivo è chiaro: conquistare tre punti che sarebbero fondamentali non solo per la classifica, ma anche per il morale di una squadra che vuole tornare protagonista.

«Al termine della rifinitura pomeridiana svolta al “Mugnaini” di Bogliasco, Massimo Donati ha reso nota la lista dei 23 blucerchiati convocati per la sfida con il Catanzaro, in programma domani, mercoledì, al “Ferraris” (ore 20.30) e valida quale 6.a giornata della Serie BKT 2025/26. Nel dettaglio l’elenco completo.

Portieri: Coucke, Ghidotti, Ravaglia.

Difensori: Coubiș, Depaoli, Giordano, Hadžikadunic, Ioannou, Riccio, Venuti, Vulikic.

Centrocampisti: Abildgaard, Barák, Bellemo, Benedetti, Conti, Ferri, Henderson, Ricci.

Attaccanti: Coda, Çuni, Narro, Pafundi».

Giudice sportivo: tre giornate a Jesus Rodriguez, sanzioni per sei club di Serie A

Giudice sportivo, tre giornate di squalifica a Jesus Rodriguez del Como. Un turno di stop anche per Estupiñán: le decisioni ufficiali

Stangata del giudice sportivo nei confronti di Jesus Rodriguez, esterno offensivo del Como classe 2001, espulso nella gara contro la Cremonese disputata sabato scorso allo stadio Sinigaglia. Il calciatore spagnolo è stato punito con tre giornate di squalifica per un episodio avvenuto al 37° minuto del secondo tempo: a palla lontana, Rodriguez ha colpito con violenza un avversario alla gamba. La decisione è stata presa grazie all’ausilio del VAR, che ha permesso di chiarire la dinamica dell’azione.

Squalifiche anche per De Roon ed Estupiñán

Oltre al caso Rodriguez, il giudice sportivo ha fermato per un turno altri due giocatori di rilievo. Marten De Roon, centrocampista olandese dell’Atalanta e punto di equilibrio della mediana nerazzurra, salterà la prossima sfida contro il Como. Stessa sorte per Pervis Estupiñán, terzino sinistro e nazionale ecuadoriano della Juventus, che non sarà a disposizione per la gara contro i lombardi.

Ammende ai club: Verona e Roma le più colpite

Non solo squalifiche individuali: il giudice sportivo ha inflitto diverse ammende economiche a società di Serie A per comportamenti scorretti dei tifosi.

  • Hellas Verona: 5.000 euro di multa per cori offensivi e lancio di bicchieri di plastica in campo.
  • Roma: 5.000 euro per il lancio di cinque petardi nel recinto di gioco.
  • Cagliari: 4.000 euro per lancio di un accendino e altri oggetti sul terreno di gioco.
  • Pisa: 4.000 euro per due petardi lanciati verso il settore ospiti, caduti nella zona cuscinetto.
  • Fiorentina: 3.000 euro per numerosi bicchieri di plastica semipieni lanciati verso i tifosi avversari.
  • Lecce: 3.000 euro per bottigliette di plastica lanciate nel recinto di gioco.
  • Inter: 2.000 euro per un bicchiere di plastica semipieno scagliato nel settore rivale al 42° del primo tempo.

Un segnale di tolleranza zero

Le decisioni del giudice sportivo confermano la linea dura nei confronti di comportamenti violenti in campo e atteggiamenti scorretti sugli spalti. La squalifica di Rodriguez rappresenta un duro colpo per il Como, che dovrà rinunciare a uno dei suoi uomini più talentuosi nelle prossime tre giornate, mentre le società multate sono richiamate a una maggiore responsabilità nella gestione delle proprie tifoserie.

Villarreal Juventus: la lista dei convocati di Tudor tra assenze pesanti e un rientro fondamentale

Convocati Juventus per il Villarreal: assenze pesanti in difesa e a centrocampo, ma rientra Conceição. Ecco la lista completa

Le attese della vigilia lasciano spazio alla concretezza: la Juventus si prepara alla sfida di Champions League contro il Villarreal con una lista dei convocati che porta con sé sia buone che cattive notizie. L’allenatore Igor Tudor, ex difensore bianconero oggi alla guida della squadra, ha ufficializzato i nomi dei giocatori disponibili per il match di mercoledì 1 ottobre 2025, valido per la seconda giornata della League Phase della UEFA Champions League 2025/2026.

Le assenze che pesano: Bremer e Thuram out

La notizia più negativa riguarda le condizioni di Gleison Bremer, difensore brasiliano classe 1997 e leader della retroguardia juventina. Il centrale non ha recuperato dal problema muscolare accusato contro l’Atalanta e sarà costretto a saltare la sfida europea. Una perdita pesantissima per Tudor, che perde il suo punto di riferimento in difesa.

Stessa sorte per Khéphren Thuram, centrocampista francese del 2001 e figlio d’arte, che rappresenta il motore del centrocampo bianconero. Anche lui non è riuscito a smaltire i guai fisici rimediati nell’ultima gara di campionato. L’assenza contemporanea di Bremer e Thuram obbligherà il tecnico croato a ridisegnare la squadra, cercando nuove soluzioni tattiche per mantenere equilibrio e solidità.

La buona notizia: Conceição torna a disposizione

In mezzo alle difficoltà, arriva però un segnale positivo. Francisco Conceição, esterno offensivo portoghese classe 2002, è tornato pienamente a disposizione. Dopo il riposo precauzionale nel weekend, l’ex Porto ha ripreso ad allenarsi con il gruppo e figura regolarmente nella lista dei convocati. La sua velocità e la capacità di saltare l’uomo potrebbero rivelarsi armi decisive contro la difesa spagnola, tanto che non è esclusa una sua partenza da titolare.

Una sfida cruciale all’Allianz Stadium

La partita tra Juventus e Villarreal si giocherà mercoledì 1 ottobre alle ore 21:00 all’Allianz Stadium di Torino. Dopo il debutto nella competizione, i bianconeri cercano conferme e punti preziosi per consolidare la propria posizione nel girone.

Nonostante le assenze pesanti, la Juventus punta a sfruttare il fattore campo e la spinta dei tifosi per superare un avversario ostico come il Villarreal, squadra spagnola abituata a recitare un ruolo da protagonista in Europa.

Inter, Pio Esposito sogna la Champions: Chivu valuta il giovane talento accanto a Lautaro

Il tecnico potrebbe concedere una chance dal primo minuto al classe 2005, cresciuto nel vivaio dell’Inter, nella sfida europea

In vista della delicata sfida di Champions League contro lo Slavia Praga, l’allenatore dell’Inter Cristian Chivu, ex difensore romeno e oggi tecnico nerazzurro, si trova di fronte a una scelta importante: chi affiancherà Lautaro Martínez, capitano e leader offensivo della squadra, nell’attacco titolare.

Tra le opzioni a disposizione, oltre alla consolidata coppia ThuLa (Lautaro e Marcus Thuram, attaccante francese arrivato dal Borussia Mönchengladbach), spicca il nome di Francesco Pio Esposito, giovane centravanti classe 2005 cresciuto nel vivaio nerazzurro. Il talento italiano ha già trovato spazio in alcune partite di Serie A, mostrando progressi costanti e un carattere pronto a emergere. La gara contro i cechi potrebbe rappresentare la sua prima vera occasione da titolare in un palcoscenico europeo di prestigio.

La crescita di Pio Esposito

Esposito, fratello minore di Sebastiano e Salvatore, è considerato una delle promesse più interessanti del settore giovanile interista. Dotato di tecnica, rapidità e grande dinamismo, ha caratteristiche complementari a quelle di Lautaro: mentre l’argentino è il finalizzatore implacabile, Esposito sa muoversi tra le linee, aprire spazi e creare opportunità per i compagni. Il suo ingresso positivo nella vittoria contro il Cagliari ha confermato la sua capacità di incidere anche in partite delicate.

La scelta di Chivu

Secondo quanto riportato da Sky Sport, la concorrenza in attacco resta alta. Thuram, ormai partner abituale di Lautaro, parte favorito, ma Chivu potrebbe sorprendere affidandosi alla freschezza e all’entusiasmo del giovane italiano. Una decisione che, se confermata, segnerebbe un passo importante nella carriera di Esposito, chiamato a dimostrare maturità e prontezza in un contesto di altissimo livello come la Champions League.

Il futuro nerazzurro

Con la presenza di attaccanti di qualità come Lautaro, Thuram e il giovane Yann Bisseck Bonny, il percorso di Esposito non sarà semplice. Tuttavia, la fiducia che Chivu sembra riporre in lui dimostra quanto il club lo consideri una risorsa per il futuro. La sfida contro lo Slavia Praga potrebbe essere solo l’inizio di un cammino che, se affrontato con determinazione, potrebbe portarlo a diventare una pedina fondamentale nell’Inter dei prossimi anni.

Milan Napoli, Maignan decisivo: il portiere torna protagonista con un record che mancava da aprile

Maignan blinda la vittoria rossonera con una serie di interventi: non accadeva da mesi che il numero uno del Milan fosse così determinante

Il Milan ha superato il Napoli in un big match di Serie A che ha confermato la leadership dei rossoneri in classifica. La vittoria, tutt’altro che agevole, porta la firma di Mike Maignan, portiere francese classe 1995, protagonista di una prestazione straordinaria che ha permesso alla squadra di blindare tre punti fondamentali nella corsa scudetto.

Maignan, il muro rossonero

Secondo i dati Opta, Maignan ha effettuato almeno sei parate decisive nel corso della sfida. Un dato che non si registrava da aprile scorso, quando contro la Fiorentina arrivò addirittura a sette interventi. Questo numero non è solo statistica: racconta di un portiere capace di fare la differenza nei momenti più delicati, quando la difesa di Allegri (allenatore del Milan, noto per il suo approccio tattico equilibrato) è stata messa sotto pressione dall’attacco partenopeo.

Il valore delle sue parate

Maignan non è stato un semplice spettatore, ma il vero salvatore del risultato. Con riflessi pronti e uscite tempestive, ha neutralizzato le occasioni più pericolose del Napoli, confermandosi uno dei migliori portieri al mondo. La sua presenza trasmette sicurezza all’intera retroguardia, soprattutto in assenza di leader difensivi come Fikayo Tomori, centrale inglese fondamentale per l’equilibrio della linea arretrata.

La leadership vocale del francese, unita alla capacità di guidare i compagni nei momenti di massima pressione, rappresenta un’arma tattica imprescindibile per il Milan. Non a caso, la sua condizione fisica e mentale è considerata la migliore notizia in vista dei prossimi impegni.

Verso il big match con la Juventus

Domenica sera i rossoneri affronteranno la Juventus di Tudor, tecnico croato noto per il suo pragmatismo e la capacità di preparare le grandi sfide. Sarà un altro appuntamento ad alta tensione, dove la solidità difensiva e la reattività di Maignan potranno fare la differenza.

Avere un portiere in grado di compiere sei o più interventi decisivi in una singola partita non è soltanto un dato statistico: è una vera e propria garanzia per il Milan. Su queste basi, Allegri potrà costruire il piano tattico per il big match di Torino, consapevole che tra i pali ha un campione capace di trasformare le difficoltà in vittorie.

Villarreal Juve, parla Marcelino: «La Juventus è fortissima fisicamente, con giocatori di livello mondiale»

Villarreal Juve, il tecnico dei sottomarini gialli Marcelino: «La Juventus è fortissima fisicamente, con giocatori di livello mondiale». Le parole

Dopo aver lasciato alle spalle i due pareggi in campionato, la Juventus riaccende i riflettori sulla Champions League. Reduce da un pirotecnico 4-4 contro il Borussia Dortmund nella gara d’esordio, la squadra bianconera si prepara ad affrontare il Villarreal all’Estadio de la Cerámica per la seconda sfida del girone europeo.

Alla vigilia dell’incontro, martedì 30 settembre alle ore 13.45, l’allenatore del Villarreal Marcelino ha preso la parola in conferenza stampa, presentando il match e rispondendo alle domande dei giornalisti.

CHAMPIONS LEAGUE COL VILLARREAL – «Ho vissuto tanti momenti speciali con il Villarreal e non mi sarei mai aspettato di essere qui contro la Juve in una partita di Champions. Siamo contenti e abbiamo tanta voglia di vincere, donare allegria ai nostri tifosi, nel rispetto gli avversari».

PRIMA GARA IN CASA – «Abbiamo perso con il Tottenham all’esordio. Ora giochiamo la prima partita di Champions in casa, affrontiamo una grandissima squadra, la più titolata di Italia, ma abbiamo tantissima voglia e i miei giocatori hanno dimostrato di poter affrontare qualsiasi avversario. Dobbiamo continuare a crederci: c’è stata un po’ di incertezza ma è servita per trovare la convinzione di poter competere contro tutti. Avremo il sostegno dei nostri tifosi che dal primo all’ultimo minuto. Con l’impegno dei giocatori potremo vincere».

JUVE – «Nessuno ci crede al fatto che la Juve sia in ricostruzione: è una grande squadra con giocatori di altissimo livello, ha un allenatore che ha fatto pochi cambiamenti nella rosa. Se qualcuno sta ancora integrando giocatori siamo noi, il resto è una scusa. La Juve è fortissima fisicamente, con giocatori di livello mondiale, molto forti nei duelli e nelle transizioni, nell’ultimo terzo del campo. È complicato creare occasioni contro di loro. Ma anche noi siamo una grande squadra, penso che siamo all’altezza per competere».

ATTACCO DELLA JUVE – «Yildiz, Conceicao e Vlahovic c’erano anche l’anno scorso. Tre possibili titolari c’erano già, poi hanno preso David che era cercato da tutta Europa e speso 40-50 milioni per Openda. Penso che l’attacco abbia un buon livello, con tutto il rispetto preferirei che fossero infortunati tre o quattro… Ma vogliamo giocare contro i migliori, con i titolari che Tudor sceglierà faremo in modo di difendere al meglio. Ma come diceva Renato la difesa inizia dall’attacco, abbiamo dimostrato finora di essere molto compatti e domani dovremo continuare a dimostrarlo».

LEGGI LA CONFERENZA STAMPA COMPLETA DI MARCELINO SU JUVENTUSNEWS24

Sampdoria Catanzaro, dubbi sugli esterni: Donati valuta le scelte sulle fasce

Alla vigilia della sfida di Serie B, il tecnico della Sampdoria riflette sui ballottaggi tra Conti e Depaoli a destra e tra Venuti e Ioannou a sinistra. Le ultime

L’attesa è quasi finita: domani sera lo stadio Luigi Ferraris di Genova ospiterà Sampdoria-Catanzaro, gara valida per la sesta giornata di Serie B 2025/26. I blucerchiati, guidati da Massimo Donati, ex centrocampista di Milan e Atalanta oggi alla sua prima esperienza da allenatore in panchina doriana, cercano il riscatto dopo il pareggio esterno contro il Bari. L’obiettivo è chiaro: conquistare tre punti fondamentali per risalire una classifica ancora deficitaria e restituire entusiasmo al pubblico di casa.

Le scelte sugli esterni: i ballottaggi di Donati

Secondo quanto riportato da Il Secolo XIX, il tecnico sta valutando diverse soluzioni soprattutto sulle corsie laterali, vero nodo tattico della vigilia.

Fascia destra: Conti o Depaoli

A destra resta aperto il duello tra Andrea Conti (classe 1994, ex Milan e Atalanta, difensore esperto e affidabile) e Fabio Depaoli (esterno del 1997, punto fermo della Samp nelle ultime stagioni grazie alla sua corsa e continuità). Conti ha già trovato spazio da titolare contro il Cesena, mostrando solidità difensiva, mentre Depaoli offre maggiore spinta offensiva. La decisione finale arriverà solo a ridosso del fischio d’inizio, anche in base alle condizioni fisiche dei due giocatori.

Fascia sinistra: Venuti o Ioannou

Sul lato mancino la scelta è altrettanto incerta. Lorenzo Venuti (classe 1995, ex Fiorentina, terzino duttile e disciplinato) insidia il posto di Nicolas Ioannou (nazionale cipriota del 1995, già protagonista in questo avvio di stagione con la maglia blucerchiata). Più indietro nelle gerarchie appare invece Simone Giordano (2001, prodotto del vivaio doriano), che al momento non sembra rientrare nei piani immediati del tecnico.

Equilibrio tattico contro un Catanzaro insidioso

La gestione degli esterni sarà cruciale per la Sampdoria, chiamata ad affrontare un Catanzaro ordinato e pericoloso nelle ripartenze. Donati sa di dover trovare il giusto compromesso tra copertura difensiva e spinta offensiva, per non lasciare spazi a una squadra capace di colpire in velocità.

I tifosi doriani attendono con trepidazione l’undici titolare, sperando che la sfida del “Ferraris” possa rappresentare la svolta della stagione e riportare entusiasmo sugli spalti.

Cagliari, infortunio Belotti, il messaggio commovente della moglie: «Non sarai mai solo»

L’attaccante del Cagliari Belotti dovrà fermarsi per un infortunio al ginocchio. Accanto a lui non solo compagni e tifosi, ma anche la moglie

Il Cagliari continua il proprio cammino in Serie A, ma la notizia che ha maggiormente segnato l’ambiente rossoblù riguarda Andrea Belotti. L’attaccante classe 1993, soprannominato “Il Gallo” e arrivato in estate come rinforzo di grande esperienza, è stato costretto a fermarsi a causa di un infortunio al ginocchio. Una tegola pesante che lo terrà lontano dal campo per diverse settimane, mettendo in dubbio la sua presenza nelle prossime sfide decisive per la salvezza.

Il sostegno della squadra e dei tifosi

Nonostante l’assenza, Belotti resta un punto di riferimento per il gruppo. La sua leadership e il carisma, dentro e fuori dal rettangolo verde, hanno spinto compagni e tifosi a stringersi attorno a lui. Lo stadio e i social si sono riempiti di messaggi di incoraggiamento, segno del forte legame che l’attaccante ha saputo costruire in poco tempo con la piazza cagliaritana.

La solidarietà dei colleghi

Il momento dell’infortunio ha mostrato un lato umano che va oltre la rivalità sportiva. Nicolò Barella, centrocampista dell’Inter e prodotto del vivaio rossoblù, è stato tra i primi a correre verso Belotti per sincerarsi delle sue condizioni. Con lui anche Alessandro Bastoni, difensore centrale nerazzurro, e Hakan Çalhanoğlu, regista turco dell’Inter, che hanno manifestato la loro vicinanza. Gesti che testimoniano il rispetto reciproco tra professionisti, al di là dei colori di club.

Il messaggio di Giorgia Duro

Il pensiero più toccante è arrivato però dalla moglie di Belotti, Giorgia Duro. Attraverso i social, come riportato da L’Unione Sarda, ha espresso parole di sostegno e speranza, sottolineando la forza del legame familiare e la determinazione del marito a tornare presto protagonista in campo. Un messaggio che ha emozionato i tifosi e rafforzato il senso di comunità attorno al giocatore.

«Ti prometto che saremo in grado di scalare tutte quelle montagne che oggi ci sembrano insormontabili. Lavoreremo insieme per tornare a vedere quel sorriso e quella spensieratezza che solo quel rettangolo verde riesce a regalarti. La mia mano è rimasta stretta alla tua nei momenti più belli che la tua carriera chi ha regalato e oggi lo sarà ancor di più. Forza amore mio, non sarai solo mai».

Un momento difficile, ma unito

Per il Cagliari si tratta di una fase complicata, ma l’infortunio di Belotti ha messo in luce la compattezza del gruppo e il calore della tifoseria. La speranza è che il “Gallo” possa recuperare al più presto, tornando a guidare l’attacco rossoblù con la sua grinta e la sua esperienza.

Juventus, Bremer: «Infortunio? Ecco cosa mi sono detto. Spero di riportare la Juventus a grandi traguardi»

Juventus, le dichiarazioni di Bremer: «Infortunio? Ecco cosa mi sono detto. Spero di riportare la Juventus a grandi traguardi». Le parole

Il difensore della Juventus Gleison Bremer si è raccontato con queste parole a O Globo. Ecco cosa ha detto il centrale brasiliano, le sue parole:

INFORTUNIO – «È stato un inizio di stagione in cui stavo davvero bene. Avevo giocato sette partite e la Juventus aveva subito solo un goal. Probabilmente sarebbe stata la mia migliore stagione. Ma, purtroppo, in Champions League, in una partita speciale per me ho subito il mio primo grave infortunio. Complicato perché non si trattava solo del legamento crociato, ma anche del menisco. Immediatamente ho capito che era qualcosa di serio, perché il ginocchio ha fatto uno scatto, un rumore strano. Ho pensato: “Amico, non ho mai sentito una cosa del genere”. La parte più brutta è stata quando il dottore mi ha detto che sarei dovuto rimanere fermo per nove mesi. Lì ho realizzato la situazione. Sono rimasto molto colpito. Ma mi sono anche detto: “Non c’è più nulla da fare. Ora bisogna concentrarsi per tornare il più presto possibile».

IL POST INFORTUNIO – «È davvero complicato, perché coinvolge tutto. Mi è cambiata la routine, non solo come calciatore, ma come persona. Nei primi due mesi non potevo appoggiare il piede a terra. Il menisco era stato suturato, quindi dovevo rimanere la maggior parte del tempo sdraiato e in casa mi muovevo solo con le stampelle. Di solito portavo mia figlia a scuola, andavo in bicicletta con lei, avevo una vita molto attiva. E tutto questo mi ha tolto autonomia. Avevo bisogno di mia moglie Déborah per ogni cosa. Io sono una persona a cui non piace dipendere dagli altri. Ma in quel momento ho dovuto dipendere molto da lei e dalle persone accanto a me. Penso mi sia servito anche come apprendimento. Certo, se avessi potuto scegliere, di sicuro non avrei voluto subire questo infortunio. Però, visto che è successo, voglio trarne un insegnamento positivo. Ho dato più attenzione ad altre cose al di fuori del calcio».

ALLENARSI DURANTE L’INFORTUNIO – «Si sbaglia chi pensa che quando si è infortunati non ci si alleni. Io mi allenavo il doppio: la mattina al campo e il pomeriggio a casa con il mio preparatore atletico. Ma ho avuto anche più tempo da trascorrere con la famiglia. Nei fine settimana stavo con loro, viaggiavo, a volte, quando riuscivo. Dedicavo attenzione a cose che, nella frenesia delle partite, non riusciamo a vivere. È vedere tua figlia crescere giorno dopo giorno, nei dettagli. Mi sono detto: “Devo uscire da questo infortunio meglio di come stavo prima. Imparare qualcosa di nuovo”. Ho scritto un libro che era già in programma. Ho imparato a suonare la chitarra».

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Union Brescia: nuovo CdA e aumento di capitale per rilanciare il calcio in città

Dal nuovo Consiglio d’Amministrazione all’ingresso di capitali freschi: l’Union Brescia punta a tornare protagonista

Questa sera, alle ore 18:00, si terrà l’assemblea che segnerà una svolta storica per l’Union Brescia. All’ordine del giorno la nomina del nuovo Consiglio d’Amministrazione, composto da 13 membri, e l’approvazione di un aumento di capitale da 12 milioni di euro. Non si tratta di un passaggio puramente formale: l’operazione sancisce la nascita di una società solida, formata da imprenditori bresciani uniti dall’obiettivo di riportare in città il grande calcio, come accadde negli anni ’90 con Gino Corioni, presidente che guidò il Brescia Calcio per oltre due decenni.

La guida di Giuseppe Pasini

Al vertice ci sarà Giuseppe Pasini, imprenditore e presidente della Feralpisalò, club che ha recentemente trasferito sede e denominazione per riportare il calcio professionistico a Brescia dopo il fallimento della gestione di Massimo Cellino, ex patron del Cagliari e del Leeds United. Pasini deterrà una quota compresa tra il 20% e il 25%, confermandosi figura centrale del nuovo progetto sportivo.

La composizione societaria

Accanto a lui, Vi.Bi di Piancogno con circa il 10% e Bonomi Group con una partecipazione tra il 7% e l’8%. Proprio da quest’ultima realtà arriverà uno dei due vicepresidenti: Carlo Bonomi, già protagonista della scalata del Lumezzane dai dilettanti fino alla Serie C. L’altro vicepresidente sarà Mario Gnutti, alla guida della Gnutti Carlo di Maclodio.

Una quota vicina al 10% sarà invece detenuta dalla new.co che riunisce Daniele Scuola (Dac di Flero, ex sponsor del Brescia di Cellino), Tommaso Ghirardi (ex presidente del Parma e oggi a capo del gruppo industriale Leonessa), Ettore Prandini (presidente nazionale di Coldiretti) e Stefano Consoli.

Gli altri soci e il management

Tra i protagonisti della compagine figurano anche Parteca Spa di Calcinato (collegata al Cavagna Group, leader nella lavorazione dell’ottone), l’imprenditore vitivinicolo Giovanni Olivini del Basso Garda, e Luigi Borno, già socio del Desenzano Calcio e titolare della Dia Carni. A completare il quadro ci sono Marco Leali, nuovo amministratore delegato dell’Union Brescia dopo l’esperienza alla Feralpisalò, e il valsabbino Orlando Niboli.

Un progetto per il futuro

Con questo assetto, l’Union Brescia punta a costruire basi solide per riportare entusiasmo e competitività nel calcio cittadino. L’obiettivo dichiarato è quello di restituire a Brescia un club stabile e ambizioso, capace di tornare protagonista nel panorama calcistico nazionale.

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