Pagina 669 – Calcio News 24

Calciomercato Milan, Leao da partente a uomo simbolo. Giunta l’ora della rinascita rossonera?


Calciomercato Milan: Leao resta il perno del progetto, ma le sirene non mancano

Il calciomercato Milan è sempre al centro dell’attenzione, tra voci, trattative e strategie a lungo termine. Anche se la sessione estiva si è appena conclusa, la dirigenza rossonera è già al lavoro per proteggere i suoi gioielli, in particolare Rafael Leao, da tempo uomo mercato e simbolo del progetto milanista.

Le indiscrezioni riportate da La Gazzetta dello Sport accendono i riflettori su un possibile interessamento del Bayern Monaco per Leao. Il club tedesco, alla ricerca di un esterno offensivo di livello mondiale, avrebbe valutato l’opzione di formulare un’offerta per l’attaccante portoghese. Tuttavia, per ora, si tratta solo di un’idea mai formalizzata. La risposta del Milan è stata ferma: Leao non è in vendita.

Il nuovo direttore sportivo Igli Tare, in perfetta sintonia con il tecnico Massimiliano Allegri, ha ribadito l’incedibilità dell’ex Lille, considerato il simbolo della nuova era rossonera. La fiducia dell’allenatore è totale, e il club vuole costruire il futuro intorno a Leao, resistendo anche alle offerte più ricche.

Leao simbolo del nuovo Milan

In un calciomercato Milan spesso segnato in passato da dolorose cessioni, la scelta di trattenere Leao manda un messaggio chiaro: si punta alla continuità tecnica e alla crescita del progetto. Il portoghese non è solo un talento cristallino, ma anche una figura chiave dentro e fuori dal campo.

Fofana e le tentazioni arabe

Non solo Leao, però. Anche Youssouf Fofana, arrivato per rafforzare la mediana, è stato al centro di voci insistenti. Alcuni club dell’Arabia Saudita avrebbero sondato il terreno, pronti a offrire cifre importanti per il centrocampista francese. Ma anche in questo caso il Milan ha resistito. La dirigenza ha ritenuto Fofana troppo importante per cederlo, almeno per ora.

Il futuro del Milan passa dalla stabilità

Il lavoro di Tare e Allegri mira a blindare i giocatori chiave. Il prossimo calciomercato Milan, a gennaio o nell’estate 2026, sarà un banco di prova importante. Ma se il club riuscirà a trattenere Leao e i suoi uomini migliori, il futuro potrebbe davvero essere brillante.

Probabili formazioni Israele Italia, Gattuso cambia tutto? La situazione attuale


Probabili formazioni Israele Italia: Gattuso cambia modulo, sfida cruciale a Debrecen

Dopo il travolgente 5-0 rifilato all’Estonia, l’Italia di Gennaro Gattuso torna in campo questa sera per affrontare Israele nella sesta giornata del gruppo I delle qualificazioni UEFA ai Mondiali 2026. Fischio d’inizio alle 20.45 al Nagyerdei Stadion di Debrecen, in Ungheria. I tre punti sono fondamentali per blindare almeno il secondo posto nel girone, che garantirebbe un accesso ai playoff nel caso non si riuscisse a superare la Norvegia in testa alla classifica.

L’attenzione è ora tutta rivolta alle probabili formazioni Israele Italia, con entrambi i commissari tecnici pronti a qualche novità rispetto alle ultime uscite. “Israele è una squadra da rispettare, non sarà una gara semplice – ha dichiarato Gattuso in conferenza stampa – hanno giocatori di qualità e ottime transizioni. Servirà continuità per tenere vivo l’entusiasmo”.

Israele: compattezza e ripartenze

Il CT israeliano Ran Ben Shimon ha parlato chiaro: “L’Italia è più forte, ma abbiamo una buona classifica e vogliamo giocarcela”. Israele arriva alla sfida consapevole che questa potrebbe essere un’occasione cruciale per restare in corsa per i playoff. Tra i punti di forza ci sono Oscar Gloukh e Manor Solomon, i due talenti più brillanti della squadra. Il modulo scelto sarà un 5-4-1 molto compatto, con difesa bassa e attacchi in contropiede. In attacco ci sarà Baribo, classe 1998, attualmente in forza ai Philadelphia Union in MLS.

Italia: Gattuso passa al 4-3-3

Nelle probabili formazioni Israele Italia, l’Italia si presenta con un assetto rinnovato. Dopo il 4-2-4 utilizzato contro l’Estonia, Gattuso dovrebbe passare al 4-3-3 per avere più equilibrio in mezzo al campo. Oltre a Barella e Tonali, ci sarà Manuel Locatelli in regia. In attacco confermati Kean e Retegui, affiancati da Politano. Cambi anche in difesa: Cambiaso al posto di Dimarco e Mancini al fianco di Bastoni.

Le probabili formazioni Israele Italia

Israele (5-4-1): D. Peretz; Jehezkel, Nachmias, Lemkin, Shlomo, Revivo; Gloukh, D. Peretz, E. Peretz, Solomon; Baribo.
Italia (4-3-3): Donnarumma; Di Lorenzo, Mancini, Bastoni, Cambiaso; Barella, Locatelli, Tonali; Politano, Retegui, Kean.

Con una sfida tanto delicata, le probabili formazioni Israele Italia raccontano già da sole la tensione e l’importanza di questo appuntamento per le qualificazioni mondiali.

Frendrup sul Genoa: «Non volevo andare via. Ora voglio raggiungere quell’obiettivo»


Genoa, Frendrup giura amore al Grifone: «Mai pensato di andare via, qui sto benissimo»

Tra i volti più rappresentativi del nuovo corso del Genoa, c’è senza dubbio Morten Frendrup, centrocampista danese che ha conquistato il cuore dei tifosi rossoblù grazie alla sua grinta, alla costanza e al senso di appartenenza. In un’intervista rilasciata a Il Secolo XIX, il classe 2001 ha raccontato il suo rapporto con il club, la città e il gruppo squadra, ribadendo con forza la sua volontà di proseguire il cammino con il Genoa, senza distrazioni di mercato.

«Sinceramente, non ho mai pensato di andare via. Il mio unico pensiero è sempre stato il Genoa, mi sono concentrato solo sul lavoro quotidiano e sulle partite. Non ho mai rivolto lo sguardo altrove».

Queste parole, semplici ma dirette, confermano quanto Frendrup sia legato al progetto rossoblù. Nonostante le voci di mercato che spesso lo accostano ad altri club italiani e stranieri, lui ha preferito restare in silenzio e rispondere sul campo, con prestazioni solide e una professionalità esemplare.

«Sono molto felice di vestire la maglia del Genoa. È una squadra in cui mi trovo benissimo, ho tanti amici nello spogliatoio e siamo tutti uniti verso lo stesso obiettivo. Qui c’è un bellissimo ambiente e una grande voglia di crescere insieme».

Arrivato in Liguria nel gennaio 2022 dal Brøndby, Frendrup ha subito lasciato il segno per la sua capacità di interpretare vari ruoli in mezzo al campo, diventando un elemento chiave per la mediana del Genoa. Che si tratti di fare filtro davanti alla difesa o di accompagnare l’azione offensiva, il danese non si tira mai indietro. La sua dedizione è diventata un simbolo dell’identità voluta dalla dirigenza e da mister Gilardino.

In un Genoa che punta a consolidarsi in Serie A dopo il ritorno nella massima categoria, Frendrup rappresenta una certezza su cui costruire il futuro. Il club, consapevole del suo valore tecnico e umano, vuole blindarlo e renderlo un perno del progetto a lungo termine.

Il messaggio che arriva dalle parole di Frendrup è chiaro: nessuna distrazione, nessuna tentazione esterna. Il centrocampista è concentrato solo sul Genoa, sulla squadra e sui tifosi che lo hanno accolto come uno di famiglia.


Lazio, in Portogallo si scatena una polemica sulla convocazione di Nuno Tavares

Lazio, in Portogallo si scatena una polemica sulla convocazione di Nuno Tavares. Ecco perché i tifosi lusitano non sono d’accordo

Una convocazione che si trasforma in un caso. Nuno Tavares, terzino sinistro in forza alla Lazio, è finito al centro di un acceso dibattito in Portogallo dopo la recente chiamata da parte del commissario tecnico della nazionale, Roberto Martínez.

L’allenatore spagnolo ha selezionato il giocatore biancoceleste per sopperire all’infortunio di Diogo Dalot, difensore del Manchester United, costretto a dare forfait. Di conseguenza, Tavares ha prontamente lasciato il centro sportivo di Formello per aggregarsi al ritiro della squadra, attualmente in Armenia in vista dei prossimi impegni internazionali.

Per l’ex calciatore dell’Arsenal si tratta del terzo gettone di presenza nel gruppo della nazionale maggiore. La sua prima esperienza risale al novembre del 2024, mese in cui ha anche fatto il suo esordio ufficiale. Una seconda chiamata era arrivata lo scorso marzo, ma si era rivelata sfortunata a causa di un infortunio quasi immediato che lo aveva costretto a un rapido rientro nella Capitale.

Tuttavia, questa volta la sua convocazione ha scatenato un’ondata di malcontento tra i tifosi portoghesi. La polemica è esplosa sui social media, dove in molti hanno criticato aspramente la logica dietro la scelta di Martínez. Il punto focale del dissenso risiede nella decisione di sostituire un terzino destro di ruolo come Dalot con un terzino prettamente sinistro come Tavares.

Secondo il parere di numerosi appassionati, come riportato anche dal portale trivela.fr, la scelta più sensata sarebbe stata quella di convocare Alberto Costa. Il giovane difensore del Porto è stato protagonista di un eccellente avvio di stagione con il suo club, e in tanti lo consideravano il sostituto naturale e più meritevio per la corsia di destra. La decisione del CT ha quindi generato perplessità, mettendo in discussione le sue strategie e accendendo il dibattito nazionale.

Convocati Italia, Gattuso ha fatto la sua scelta: clamorosa decisione di quel calciatore!


Convocati Italia, Gattuso ne chiama 23 per la sfida contro Israele. La situazione

Sono 23 i convocati dell’Italia per il match di questa sera contro Israele, gara valida per il gruppo I delle qualificazioni UEFA alla Coppa del Mondo 2026. A guidare gli azzurri è il commissario tecnico Gennaro Gattuso, che ha effettuato una modifica rispetto alla precedente sfida contro l’Estonia. Il calcio d’inizio è previsto alle 20:45 a Debrecen, in Ungheria, sede scelta per motivi di sicurezza.

Tra i convocati Italia, spicca l’assenza di Mattia Zaccagni. L’attaccante della Lazio ha riportato una contusione durante la partita contro l’Estonia e non ha preso parte all’allenamento collettivo ieri a Coverciano. Le sue condizioni non sono migliorate, tanto da costringerlo al forfait. Zaccagni ha svolto soltanto lavoro in palestra e non sarà della partita contro Israele.

Al suo posto entra tra i convocati dell’Italia Daniel Maldini, trequartista dell’Atalanta, che aveva assistito dalla tribuna all’ultima gara. La sua chiamata rappresenta una nuova opportunità in chiave azzurra, soprattutto per un reparto offensivo che cerca continuità e qualità.

Restano invece fuori, come nella precedente gara, tre calciatori: il portiere Marco Carnesecchi (Atalanta), il difensore Giovanni Leoni (Liverpool) e il centrocampista Giovanni Fabbian (Bologna). Nessuna sorpresa da parte di Gattuso su questi esclusi, che continueranno a lavorare in gruppo.

Ecco l’elenco completo dei convocati Italia:

Portieri – Donnarumma, Meret, Vicario
Difensori – Bellanova, Dimarco, Gatti, Calafiori, Cambiaso, Bastoni, Di Lorenzo, Mancini
Centrocampisti – Locatelli, Rovella, Tonali, Frattesi, Orsolini, Barella
Attaccanti – Politano, Retegui, Raspadori, Kean, Pio Esposito, Maldini


Situazione nel Gruppo I

La classifica del Gruppo I vede la Norvegia in testa con 12 punti in 4 partite, seguita da Israele a 9. L’Italia si trova al terzo posto con 6 punti, ma ha disputato una gara in meno. Completano il gruppo Estonia (3 punti) e Moldavia (0 punti).

Il programma di giornata:

  • Stasera ore 20:45: Israele – Italia
  • Domani ore 20:45: Norvegia – Moldavia

Con questa formazione e i nuovi convocati Italia, Gattuso spera di rilanciare gli azzurri nella corsa verso i Mondiali 2026.

Le prime pagine sportive nazionali – 8 settembre 2025

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Manchester United, l’addio di Onana al Trabzonspor divide l’Inghilterra: “Operazione ad alto rischio”

Cessione Onana-Trabzonspor, pioggia di critiche in Inghilterra: “Rischio enorme per il Manchester United”

Le indiscrezioni su una probabile cessione dell’ex Inter André Onana, portiere camerunese classe 1996 e titolare del Manchester United dalla stagione 2023/24, al Trabzonspor stanno generando malumori tra i tifosi dei Red Devils. Sui social, molti sostenitori sottolineano come rinunciare a un estremo difensore di esperienza internazionale, nonostante le critiche ricevute, possa rivelarsi una scelta azzardata, soprattutto considerando le alternative attualmente in rosa.

A sollevare perplessità non sono solo i tifosi. Jason Burt, autorevole firma del Telegraph, ha espresso opinioni critiche durante il programma Sunday Supplement. Secondo il giornalista, affidarsi ai nuovi acquisti Senne Lammens e Altay Bayindir al posto di Onana rappresenterebbe “una mossa estremamente rischiosa” per il club.

Lammens, portiere belga nato nel 2001, è arrivato dal Royal Antwerp per una cifra superiore ai 20 milioni di euro. Nonostante l’investimento significativo, la sua esperienza a livello di massima serie è limitata. “Hanno puntato su un portiere molto giovane che non ha accumulato molte presenze nel campionato belga”, ha commentato Burt, definendo l’operazione come un progetto a lungo termine più che una soluzione immediata.

La situazione si complica ulteriormente con Altay Bayindir, portiere turco classe 1998, arrivato dal Fenerbahçe nel 2023, che finora non ha pienamente convinto per continuità e rendimento. Per Burt, la dirigenza dello United avrebbe commesso un errore di pianificazione: inizialmente non intervenendo sul ruolo del portiere e poi cambiando strategia in corsa. “Se Onana vuole andarsene, io al loro posto sarei fermo e gli chiederei di competere per il posto da numero uno”, ha dichiarato, evidenziando come questa incertezza aggiunga un rischio evitabile a una stagione già complessa.

Con il campionato in corso e gli obiettivi stagionali ancora in bilico, la gestione del ruolo di portiere diventa un tema cruciale per il Manchester United. La scelta finale della dirigenza potrebbe influenzare non solo i risultati sportivi, ma anche la fiducia dell’ambiente e la percezione del club sul mercato internazionale.

Borussia Dortmund in ansia: l’ex Juve Emre Can ancora ai box per infortunio, le ultime

Borussia Dortmund in ansia: l’ex Juve Emre Can ancora ai box per infortunio, le ultimissime notizie

Il Borussia Dortmund sta attraversando un momento complesso, aggravato dall’assenza prolungata del suo capitano Emre Can, centrocampista tedesco di 31 anni, ex Juventus e Liverpool, fermo dall’inizio di giugno per un persistente problema agli adduttori. La situazione fisica del giocatore, alle prese con una forma acuta di pubalgia, non lascia al momento intravedere una data certa per il rientro in campo.

Un infortunio che si trascina dalla scorsa stagione

La pubalgia di Can si era già manifestata verso la fine della passata stagione. Nonostante il dolore, il capitano giallonero aveva continuato a scendere in campo, ricorrendo anche a infiltrazioni per gestire il fastidio. Tuttavia, il carico fisico accumulato ha finito per costringerlo allo stop. La pausa estiva e la preparazione pre-campionato avrebbero dovuto favorire il recupero, ma un nuovo problema durante la riabilitazione ha complicato ulteriormente il percorso di guarigione.

Attualmente, Can non si allena con il resto della squadra e svolge soltanto lavoro atletico individuale. È già certo che salterà diverse partite, tra cui la sfida casalinga contro l’Heidenheim del 14 settembre. La speranza del club è di riaverlo a disposizione nel corso della stagione, ma una soluzione rapida appare poco probabile.

Emergenza in difesa per il Dortmund

L’assenza di Can si somma a quelle di Niklas Süle, difensore centrale tedesco di grande fisicità, e Nico Schlotterbeck, giovane talento della retroguardia, rendendo più fragile il reparto difensivo. Una situazione che mette alla prova il tecnico Niko Kovac, allenatore croato noto per il suo approccio disciplinato e tattico, che ha comunque elogiato la professionalità e la leadership del suo capitano, confermandolo nel ruolo nonostante i problemi fisici.

Futuro incerto

Il contratto di Emre Can con il Borussia Dortmund è valido fino al 2026, ma la lunga assenza solleva interrogativi sul suo futuro e sulla possibilità di tornare a essere decisivo come in passato. La gestione di questo infortunio sarà cruciale non solo per la stagione in corso, ma anche per le strategie a medio termine del club.

Fenerbahce, Ali Koç spiega l’esonero di José Mourinho: ecco le sue dichiarazioni

Fenerbahce, Ali Koç spiega l’esonero di José Mourinho: ecco le sue dichiarazioni sull’ex tecnico di Inter e Roma

Il presidente del Fenerbahçe, Ali Koç, è tornato a parlare della separazione dal tecnico portoghese José Mourinho, ufficializzata il 29 agosto, pochi giorni dopo la deludente eliminazione nei play-off di Champions League contro il Benfica. In un’intervista rilasciata al quotidiano turco Hurriyet, il numero uno del club ha precisato che la decisione non è stata dettata esclusivamente dal risultato sportivo, ma soprattutto dalla modalità con cui è maturata l’uscita dalla competizione. “Essere eliminati dal Benfica non è stato il problema, ma il modo in cui siamo stati eliminati. Mi ha dato la sensazione che il calcio dell’anno scorso sarebbe continuato”, ha dichiarato Koç.

Critiche all’approccio tattico di Mourinho

Koç ha espresso apertamente la sua insoddisfazione per l’impostazione di gioco dello Special One, 61 anni, considerata troppo difensiva e poco spettacolare per gli standard del club di Istanbul. “Questo tipo di calcio può funzionare in Europa, ma in Turchia dobbiamo schiacciare i nostri avversari. Segnare 99 gol e fare 99 punti è il nostro codice genetico”, ha sottolineato il presidente, richiamando l’identità offensiva che il Fenerbahçe vuole mantenere.

Rapporti logorati e gestione dello spogliatoio

Secondo quanto riportato da Spor Arena, la rottura non è stata solo tecnica. I rapporti tra Mourinho e il consiglio di amministrazione si sarebbero progressivamente deteriorati, anche a causa dell’atteggiamento del tecnico nei confronti di alcuni giocatori locali. Tra i nomi citati figurano Ismail Yuksek, centrocampista classe 1999 della nazionale turca, e Irfan Can Kahveci, trequartista 29enne, entrambi ritenuti poco valorizzati dal portoghese.

Bilancio e risultati

Sul piano dei risultati interni, il Fenerbahçe non ha ottenuto vittorie contro le prime cinque classificate della Süper Lig e ha subito sconfitte pesanti nei derby contro Galatasaray e Besiktas. Nonostante un bilancio complessivo di 62 panchine con 37 vittorie, 14 pareggi e 11 sconfitte, Mourinho lascia la Turchia senza aver conquistato trofei.

L’esonero segna la fine di un’avventura iniziata con grandi aspettative ma conclusa tra delusione e critiche, aprendo ora la strada a un nuovo capitolo per il club gialloblù, deciso a ritrovare il proprio DNA offensivo e competitivo.

Caprile, il muro del Cagliari: numeri e leadership di un portiere decisivo in Serie A

Caprile, il muro tra i pali del Cagliari: tutti i numeri e leadership di un portiere decisivo in Serie A

Sin dal suo arrivo in Sardegna, Elia Caprile – portiere classe 2001, cresciuto nel settore giovanile del Chievo e passato dal Napoli – si è imposto come una delle certezze assolute del Cagliari Calcio. La sua presenza tra i pali ha trasmesso sicurezza all’intero reparto difensivo, mentre la sua leadership silenziosa ha avuto un ruolo determinante nel raggiungimento della salvezza nella scorsa stagione di Serie A.

I dati raccolti con la maglia rossoblù confermano un impatto notevole: Caprile non è solo un esteta delle parate spettacolari, ma un interprete concreto e affidabile del ruolo di numero uno.

Un portiere che fa la differenza

In un campionato complesso come la Serie A, dove ogni punto può pesare come oro, avere un portiere affidabile è fondamentale, soprattutto per una squadra impegnata nella lotta salvezza. Caprile ha risposto presente fin dal debutto, mostrando tecnica raffinata, ottima lettura delle situazioni di gioco e una maturità sorprendente per i suoi 23 anni.

Le sue parate in momenti chiave hanno spesso cambiato l’inerzia delle partite, trasformando potenziali gol subiti in occasioni di ripartenza. Il suo arrivo ha portato in difesa una mentalità nuova, basata su solidità, fiducia e organizzazione, elementi imprescindibili per chi deve mantenere la categoria.

I numeri che confermano il suo valore

Analizzando le statistiche della sua esperienza in Sardegna, il quadro è ancora più chiaro: nelle 21 presenze con il Cagliari, Caprile ha mantenuto la porta inviolata 5 volte, con una percentuale di clean sheet vicina al 25%.

Un dato di rilievo, soprattutto considerando che il Cagliari non ha sempre potuto contare su una difesa impenetrabile. Questi numeri certificano non solo la bravura individuale del portiere ex Napoli, ma anche il suo contributo concreto al percorso della squadra.

Un futuro da protagonista

Con queste premesse, Caprile si candida a essere uno dei portieri italiani più interessanti della sua generazione. La sua crescita costante e la capacità di incidere nei momenti decisivi lo rendono un patrimonio prezioso per il Cagliari e un nome da seguire con attenzione nel panorama calcistico nazionale.

Chiesa resta al Liverpool? Niente ritorno in Serie A e no al Besiktas e adesso…

Chiesa resta al Liverpool: niente ritorno in Serie A e no al Besiktas e adesso il futuro dell’ex giocatore della Juventus…

Federico Chiesa, esterno offensivo italiano classe 1997, ex bandiera della Juventus e protagonista con la Nazionale italiana vincitrice di Euro 2020, continuerà la sua avventura in Premier League con il Liverpool. Nonostante le insistenti voci di mercato estive che lo vedevano vicino a un ritorno in Serie A, il giocatore ha scelto di restare in Inghilterra, confermando la fiducia nel progetto tecnico dei Reds.

Secondo quanto riportato dall’esperto di calciomercato Fabrizio Romano sul suo canale YouTube, la permanenza di Chiesa è stata influenzata anche dalle decisioni strategiche del club inglese, intenzionato a puntare su di lui come pedina fondamentale nello scacchiere offensivo di Slot, allenatore noto per il suo calcio ad alta intensità.

L’assalto del Besiktas e il rifiuto di Chiesa

Le indiscrezioni non si sono limitate al panorama italiano. In Turchia, il mercato è ancora aperto e il Besiktas, uno dei club più titolati della Süper Lig, ha tentato di convincere Chiesa a trasferirsi a Istanbul. Come spiegato da Romano, la società turca ha presentato un’offerta ufficiale, ma l’attaccante non è stato persuaso dalla destinazione, chiudendo la porta a un trasferimento.

Fiducia nel progetto Liverpool

La scelta di rimanere ad Anfield riflette la volontà di Chiesa di dare continuità al proprio percorso di crescita. L’ex bianconero ha iniziato la stagione con prestazioni convincenti, dimostrando di essersi integrato nel calcio inglese e di poter essere un elemento determinante per il Liverpool nella corsa ai vertici della Premier League.

Un segnale di maturità

Optare per la stabilità, evitando cambi di maglia a stagione in corso, rappresenta un passo di maturità nella carriera di Chiesa. L’attaccante privilegia un ambiente competitivo e consolidato, condizione ideale per confermare quanto di buono mostrato negli anni alla Juventus e con la maglia azzurra.

Con il capitolo mercato estivo ormai chiuso, Federico Chiesa concentra ora tutte le energie sugli obiettivi stagionali del Liverpool, puntando a lasciare il segno sia in campionato sia nelle competizioni europee.

PAROLE – «Chiesa era sicuro di tornare in Italia, ma le cessioni che ha fatto il Liverpool ha portato il club a decidere di tenerlo. Chiesa è stata un’idea fissa per Roma e Napoli, ma poi non se n’è fatto nulla e anche lui è convinto di restare in Inghilterra perché ha cominciato bene l’anno. In Turchia il mercato è aperto e il Besiktas sta provando a convincere il ragazzo a partire, ma non è convinto della destinazione e con la società ha chiuso la porta al trasferimento nonostante la proposta ufficiale giunta dai turchi».

Calhanoglu, il Galatasaray non molla: futuro in bilico per il regista dell’Inter

Calhanoglu, il Galatasaray non molla il giocatore nerazzurro: il futuro in bilico per il regista dell’Inter. Tutti i dettagli

Il nome di Hakan Calhanoglu, 31 anni, centrocampista turco e leader tecnico dell’Inter, continua a circolare con insistenza nelle voci di mercato, nonostante la chiusura della sessione estiva. A riaccendere il dibattito è stato il giornalista ed esperto di calciomercato Fabrizio Romano, che sul proprio canale YouTube ha commentato le recenti dichiarazioni di Okan Buruk, allenatore del Galatasaray ed ex centrocampista della Nazionale turca.

Secondo Romano, le parole di Buruk riaprono un capitolo mai del tutto archiviato. Il tecnico ha infatti rivelato che Calhanoglu era disposto a compiere “sacrifici importanti” pur di trasferirsi a Istanbul, confermando come il club giallorosso abbia provato fino all’ultimo giorno di mercato a chiudere l’operazione. L’offerta da 10 milioni di euro, però, è stata respinta dall’Inter, che considera il regista turco un elemento imprescindibile nello scacchiere di Cristian Chivu, allenatore nerazzurro e campione d’Europa 2010.

Una pista ancora aperta

Il Galatasaray non sembra intenzionato a rinunciare al suo obiettivo. Come sottolineato da Romano, le dichiarazioni di Buruk sono un messaggio chiaro: la volontà di riportare Calhanoglu in patria resta viva, con possibili sviluppi già a gennaio o, più realisticamente, nell’estate 2026. In Turchia, il mancato arrivo del centrocampista è stato vissuto come una “ferita aperta”, vista l’importanza simbolica del giocatore per il progetto tecnico e per il legame con il calcio turco.

Inter, equilibrio tra presente e futuro

Il mercato in Turchia è ancora aperto, ma senza possibilità di inserire nuovi acquisti nella lista Champions League, il che limita le mosse immediate. Per l’Inter, la questione resta delicata: Calhanoglu è uno dei leader dello spogliatoio, uomo chiave in cabina di regia e punto di riferimento per compagni e tifosi. Allo stesso tempo, il giocatore non ha mai nascosto il legame emotivo con la sua terra d’origine.

Con un centrocampo rinforzato dagli arrivi di Petar Sucic, giovane talento croato, e Andy Diouf, dinamico mediano francese, i nerazzurri hanno alternative di qualità. Tuttavia, se il Galatasaray dovesse presentarsi con un’offerta più vicina alle richieste del club, la dirigenza interista potrebbe trovarsi davanti a un bivio importante.

Ricci, partenza in salita al Milan: il giovane centrocampista deve conquistarsi spazio in rossonero

Ricci, partenza in salita con il nuovo Milan di Allegri: il giovane centrocampista deve conquistarsi spazio in rossonero

L’avventura di Samuele Ricci, 22 anni, centrocampista italiano ex Torino e considerato uno dei prospetti più interessanti della nuova generazione azzurra, non è iniziata nel migliore dei modi con la maglia del Milan. Dopo un debutto brillante in Coppa Italia contro il Bari, in cui ha messo in mostra visione di gioco, precisione nei passaggi e grande dinamismo, il suo minutaggio si è drasticamente ridotto.

Nella successiva sfida di campionato, vinta dai rossoneri in trasferta contro il Lecce, Ricci è stato impiegato per appena quindici minuti più recupero. Da quel momento, il tecnico Massimiliano Allegri – allenatore esperto e vincitore di numerosi titoli in Serie A – non lo ha più schierato, preferendo altre soluzioni per il centrocampo.

Concorrenza agguerrita e mercato complicato

La situazione si è ulteriormente complicata con l’arrivo di Adrien Rabiot, 29 anni, centrocampista francese di grande esperienza internazionale, voluto fortemente dal direttore sportivo Igli Tare. L’inserimento di un giocatore di questo calibro, unito a un reparto già ricco di alternative, rischia di ridurre ancora di più le opportunità per Ricci di mettersi in mostra.

Secondo quanto riportato da Tuttosport, il titolo emblematico “Ahi, Ricci. La strada è già in salita” fotografa perfettamente il momento: il giovane dovrà guadagnarsi spazio con il lavoro quotidiano, convincendo Allegri di poter essere una pedina affidabile nelle rotazioni.

Una sfida di carattere e maturità

Per un calciatore giovane, affrontare un contesto così competitivo rappresenta un banco di prova importante. Ricci dovrà dimostrare non solo qualità tecniche, ma anche personalità, resilienza e capacità di adattamento. Gli allenamenti saranno il terreno decisivo per scalare le gerarchie e ritagliarsi un ruolo da protagonista.

Il Milan, dal canto suo, ha investito su un talento che in prospettiva può diventare un punto fermo della Nazionale. Tuttavia, per trasformare il potenziale in realtà, Ricci dovrà affrontare questa fase iniziale con determinazione, trasformando le difficoltà in un’opportunità di crescita.

Cristiano Ronaldo: a 40 anni l’assalto ai 1000 gol e al sesto Mondiale

Cristiano Ronaldo: a 40 anni l’assalto ai 1000 gol e al sesto Mondiale. Ecco tutti i numeri del fenomeno portoghese

A 40 anni compiuti, Cristiano Ronaldo, attaccante portoghese dell’Al-Nassr ed ex stella di Manchester United, Real Madrid e Juventus, continua a inseguire traguardi che sembrano irraggiungibili per chiunque, tranne che per lui. Con la doppietta segnata contro l’Armenia nelle qualificazioni al Mondiale 2026, CR7 ha raggiunto quota 140 gol con la Nazionale portoghese, consolidando il primato di miglior marcatore di sempre a livello di selezioni nazionali.

Record su record

Oltre al primato assoluto, Ronaldo ha stabilito un nuovo record nelle qualificazioni alla Coppa del Mondo, arrivando a 38 reti e superando l’eterno rivale Lionel Messi (attaccante argentino dell’Inter Miami), fermo a 36 dopo la doppietta al Venezuela. Numeri che confermano la sua longevità e la sua capacità di incidere anche in età avanzata.

Due obiettivi chiari in mente

Il fuoriclasse di Madeira ha fissato due grandi traguardi personali. Il primo: partecipare al Mondiale 2026, che sarebbe il sesto della sua carriera, un record assoluto per un calciatore di movimento. Il secondo: raggiungere la leggendaria quota 1000 gol in carriera. Attualmente è a 942 reti ufficiali, gliene mancano dunque 58 per entrare in un club esclusivo che, secondo lui, nessuno ha mai raggiunto con prove così documentate.

“Tutti i miei gol sono verificabili”

In un’intervista rilasciata un anno fa sul canale YouTube di Rio Ferdinand (ex difensore del Manchester United), Ronaldo aveva dichiarato: “Prima voglio arrivare a 900 gol, poi ai 1000. Ma con una differenza: tutti i miei gol sono filmati, ne ho le prove”. Un riferimento diretto a leggende come Pelé e Romário, i cui conteggi includono anche reti non ufficiali. “Li rispetto tutti, ma ho le prove. Se vuoi, posso mostrarti anche quelli segnati in allenamento”, aveva aggiunto scherzando.

Un campione senza età

La determinazione di Cristiano Ronaldo, unita a una condizione fisica invidiabile, lo mantiene competitivo ai massimi livelli. Se riuscirà a centrare entrambi gli obiettivi, scriverà un’altra pagina di storia del calcio mondiale, confermandosi come uno degli atleti più influenti e longevi di sempre.

Italia, Gattuso: «Abbiamo la fortuna di avere giocatori interessanti anche in panchina. Dobbiamo fare i complimenti a loro»

Italia, parla il ct Gattuso: «Abbiamo la fortuna di avere giocatori interessanti anche in panchina. Dobbiamo fare i complimenti a loro». Le parole

Alla vigilia del secondo impegno di settembre nelle qualificazioni al Mondiale 2026, il commissario tecnico Gennaro Gattuso, ex centrocampista di Milan e Nazionale noto per il suo temperamento grintoso e la leadership in campo, ha parlato in conferenza stampa delineando le aspettative per la prossima sfida.

L’Italia, reduce da un convincente esordio sotto la nuova gestione tecnica, si prepara ad affrontare un match cruciale per risollevare la propria posizione nel girone. Dopo la vittoria ottenuta nella prima gara, Gattuso ha sottolineato l’importanza di dare continuità ai risultati, mantenendo alta la concentrazione e l’intensità di gioco.

PAROLE – «Sarà una partita in cui dobbiamo stare molto attenta sulle transizioni. Lì ti possono fare male avendo giocatori brevilinei con pepe e capacità. Con i due attaccanti abbiamo lavorato, ma non è quello il problema, è come giocare nella loro metà campo, come gestire bene. Dobbiamo fare i complimenti a Cambiaso, Raspadori, e a chi è entrato l’altro giorno. Hanno dato vivacità, energia fresca. Questo è un aspetto da non sottovalutare. Si possono cambiare il 45% dei calciatori, è un valore aggiunto. Abbiamo la fortuna di avere giocatori interessanti anche in panchina, può essere un valore aggiunto come a Bergamo».

RETEGUI E KEAN INSIEME – «Può funzionare sì ma si tratta di cercare equilibrio. Sono due giocatori che lavorano insieme, vengono a legare e ci danno profondità. Domani avremo una partita totalmente diversa da venerdì. Parlo proprio di caratteristica delle due squadre. Prima di firmare con la Figc avevo chiaro cosa dovevo fare, non so se la strada giusta o sbagliata. Per me è quella dell’entusiasmo, di farli allenare col sorriso e senza appesantirli. Loro si sono fatti trovare pronti, poi dobbiamo raccogliere quello che abbiamo seminato. L’ambiente che si sta creando dobbiamo portarlo fino a giugno. Facile parlare ora, è stata la prima settimana. Se durerà vuol dire che abbiamo fatto bene».

Sterling ai margini del Chelsea: contratto pesante e futuro incerto. Tutti gli aggiornamenti

Sterling finisce ai margini del Chelsea: il suo contratto è pesante e il futuro è decisamente incerto. Gli aggiornamenti

Il rapporto tra Raheem Sterling, attaccante inglese classe 1994, e il Chelsea sembra ormai arrivato al capolinea. Tuttavia, una separazione immediata appare complessa. Secondo la BBC, la risoluzione anticipata del contratto costerebbe ai Blues circa 35 milioni di euro, cifra corrispondente agli stipendi residui dell’ex stella del Manchester City. Una somma che il club londinese non sembra disposto a versare.

Interessi e offerte rifiutate

Negli ultimi mesi, diverse squadre hanno sondato il terreno. Napoli e Bayer Leverkusen hanno manifestato interesse, mentre dalla Saudi Pro League sono arrivate proposte economicamente molto vantaggiose. Sterling, però, ha declinato ogni offerta, bloccando di fatto qualsiasi trasferimento.

Arrivato a Stamford Bridge nell’estate 2022 per rinforzare l’attacco, l’ex nazionale inglese non è mai riuscito a imporsi. Le sue prestazioni altalenanti e la forte concorrenza interna lo hanno relegato progressivamente in panchina, fino a diventare un “lusso” inutilizzato.

Fuori dai piani di Maresca

Il nuovo allenatore del Chelsea, Enzo Maresca, tecnico italiano ex Juve, ha chiarito la sua posizione: «Non considero chi deve andare via». Sterling, dunque, non rientra nei piani tecnici né della società né del mister, che punta su giocatori pienamente coinvolti nel progetto.

Isolamento nello spogliatoio

La situazione si è ulteriormente complicata. Come riportato dal The Sun, Sterling è stato fisicamente separato dal resto della squadra: alloggiato in una piccola area dello spogliatoio insieme ad altri calciatori in uscita, non può allenarsi con il gruppo né partecipare alle attività quotidiane nel centro sportivo di Cobham. Persino spazi comuni come mense e servizi igienici sarebbero stati divisi per evitare contatti.

Un futuro da scrivere

Con un contratto oneroso e poche pretendenti disposte a soddisfare le sue richieste, il futuro di Raheem Sterling resta incerto. La prossima finestra di mercato potrebbe rappresentare l’ultima occasione per trovare una soluzione che soddisfi tutte le parti, ma al momento il giocatore appare intrappolato in una situazione senza via d’uscita immediata.

Zaccagni tra Lazio e Nazionale: il capitano biancoceleste: «Orgoglioso di indossare questi colori»

Mattia Zaccagni tra Lazio e Nazionale: il capitano biancoceleste si racconta. Ecco le sue dichiarazioni

Mattia Zaccagni, esterno offensivo classe 1995 e leader della SS Lazio, è ormai un punto fermo anche della Nazionale italiana. Reduce dal successo azzurro contro l’Estonia, il numero 20 biancoceleste ha parlato in esclusiva a Dribbling dal ritiro di Coverciano, soffermandosi sia sul momento dell’Italia sia sul legame profondo con il club capitolino.

Lavoro e entusiasmo in Nazionale con Gattuso

Zaccagni ha elogiato il lavoro di Gennaro Gattuso, nuovo commissario tecnico dell’Italia, sottolineando come l’ex centrocampista di Milan e Nazionale abbia portato “una ventata d’aria fresca” nello spogliatoio. «C’è entusiasmo, voglia di vincere e tanta intensità» – ha dichiarato – evidenziando come il gruppo azzurro stia ritrovando compattezza e motivazioni.

Il rapporto con Sarri e la Lazio

Gran parte dell’intervista è stata dedicata alla Lazio e al legame con Maurizio Sarri, allenatore toscano noto per il suo calcio offensivo e organizzato. «Sarri ha portato entusiasmo. Sappiamo tutti cosa rappresenta per noi e cosa ha fatto nella sua carriera» – ha spiegato Zaccagni – ricordando come, nonostante le difficoltà del calciomercato, la squadra abbia ritrovato spirito di lotta e passione grazie alla guida tecnica.

Il capitano biancoceleste ha sottolineato come le sfide affrontate abbiano rafforzato il gruppo: «Abbiamo deciso di affrontare tutto con il giusto spirito».

Futuro e legame con i colori biancocelesti

Sul proprio futuro, Zaccagni non si è sbilanciato: «Lazio a vita? Non lo so. Ma un anno e mezzo fa ho fatto una scelta importante, firmando fino al 2029. Qui mi sento a casa e sono orgoglioso di essere capitano».

Il messaggio ai tifosi

Infine, un pensiero per i sostenitori: «I tifosi della Lazio sono straordinari. Daremo tutto per farli gioire e onorare questa maglia. L’obiettivo è crescere insieme e costruire qualcosa di importante».

Con queste parole, Mattia Zaccagni conferma il suo ruolo di simbolo della Lazio, incarnando valori di identità, appartenenza e continuità, e rafforzando la sua immagine di leader sia in campo che fuori.

Mercato Juventus, occhi su Guehi: sfida a Chelsea e Manchester City per il difensore inglese, le ultime

Mercato Juventus, occhi su Guehi: pronta la sfida a Chelsea e Manchester City per il difensore inglese, le ultimissime

Il mercato di gennaio potrebbe regalare un nuovo obiettivo alla Juventus: Marc Guehi, difensore centrale classe 2000 del Crystal Palace e punto fermo della nazionale inglese. Il contratto del giocatore scadrà a giugno e, salvo rinnovi, il 24enne potrebbe lasciare Londra a parametro zero, diventando un’occasione d’oro per molti top club europei.

Secondo quanto riportato da Caughtoffside.com, il nome di Guehi è finito anche nel mirino di Manchester City e Chelsea. I “Citizens” avrebbero già avviato i primi contatti con l’entourage del calciatore, mentre i Blues, club in cui Guehi è cresciuto calcisticamente, seguono con attenzione la situazione. Negli ultimi anni, il centrale si è affermato come uno dei difensori più affidabili della Premier League, grazie alla sua solidità in marcatura, alla capacità di leggere le situazioni di gioco e alla precisione nell’impostazione dalla retroguardia.

Per la Juventus di Igor Tudor, allenatore croato noto per il suo approccio tattico equilibrato e la valorizzazione dei giovani, Guehi rappresenterebbe un rinforzo ideale. L’arrivo a parametro zero permetterebbe di rafforzare il reparto difensivo senza gravare sul budget, inserendo in rosa un profilo giovane ma già esperto, con margini di crescita importanti.

La concorrenza, però, è agguerrita. Chelsea e Manchester City possono contare su risorse economiche superiori e sull’appeal della Premier League, rendendo la trattativa complessa. Per questo, la strategia bianconera potrebbe prevedere un monitoraggio costante fino a gennaio, con la possibilità di un contatto diretto qualora il giocatore manifestasse la volontà di trasferirsi in Serie A.

Il duello con i due club inglesi rende l’operazione particolarmente stimolante. La Juventus non può permettersi di perdere tempo: un approccio tempestivo e convincente potrebbe fare la differenza, mostrando a Guehi la solidità e l’ambizione del progetto bianconero.

Se l’affare dovesse concretizzarsi, Guehi non sarebbe solo un colpo strategico per il futuro, ma anche un elemento chiave per garantire maggiore solidità alla difesa in vista degli impegni di campionato e Champions League.

Italia, le parole del ct Gattuso a Sky: «Noi dobbiamo ripartire da prestazione e certezze»

Italia, le parole del ct Gattuso: «Noi dobbiamo ripartire da prestazione e certezze». Le dichiarazioni a Sky Sport

Alla vigilia della sfida valida per le qualificazioni ai Mondiali 2026 tra Italia e Israele, il commissario tecnico azzurro Gennaro Gattuso, ex Milan e centrocampista campione del mondo nel 2006 e noto per il suo temperamento grintoso, ha parlato ai microfoni di Sky Sport, delineando le insidie del match e lo stato d’animo della squadra.

Reduce dal convincente successo per 5-0 contro l’Estonia, l’Italia si prepara a un impegno ben diverso. Il tecnico calabrese, subentrato a giugno a Luciano Spalletti, ha sottolineato l’importanza di ripartire dalle certezze mostrate all’esordio: intensità, aggressività e capacità di imporre il gioco nella metà campo avversaria.

PAROLE – «Estonia e Israele sono due squadre strutturate in maniera diversa. Molto fisica l’Estonia, loro di qualità che gioca bene in transizione. Vengono da 6 vittoria e una sconfitta, in salute, non meritava di perdere contro la Norvegia. Possono far male in transizione, bisogna portare rispetto, non sarà facile».

COSA CAMBIA DOMANI – «Vedrete domani, vediamo. Noi dobbiamo ripartire sicuramente da prestazione e certezze, come l’intensità, il voler fare la partita e giocare nella metà campo loro. Bisognerà fare attenzione Due attaccanti? Domani vedremo».

SULLA GUERRA – «Ho detto che mi dispiace di averli beccati nel nostro girone, è una squadra che gioca bene. Poi fa male vedere cosa sta succedendo e più di questo non voglio dire. Fa male vedere persone e bambini che perdono la vita. Noi dobbiamo fare la partita e siamo qui per questo.

La sfida contro Israele, in programma a Debrecen, sarà decisiva per consolidare il secondo posto nel girone e mantenere vive le speranze di qualificazione diretta. Gli Azzurri sanno che un passo falso potrebbe complicare il cammino verso il Mondiale.

Italia, parla Bastoni: «Il mister ha insistito molto sull’atteggiamento, speriamo di fare un grande percorso insieme»

Italia, Bastoni: «Il mister ha insistito molto sull’atteggiamento, speriamo di fare un grande percorso insieme». Le dichiarazioni del nerazzurro

Un gol, una prestazione da leader e un 5-0 che rilancia entusiasmo e fiducia. Alessandro Bastoni, difensore dell’Inter e della Nazionale italiana, è stato uno dei protagonisti assoluti del netto successo azzurro contro l’Estonia, firmando la rete che ha chiuso i conti al Gewiss Stadium di Bergamo, la sua “seconda casa”.

Intervistato da Vivoazzurrotv.it, il centrale classe 1999 ha sottolineato l’importanza del lavoro svolto dal nuovo commissario tecnico Gennaro Gattuso, ex centrocampista di Milan e Nazionale, subentrato per dare nuova energia al gruppo. «Il mister ha insistito molto sull’atteggiamento – ha spiegato Bastoni – puntando su entusiasmo, voglia, fame e cattiveria, elementi che ci erano mancati. Li abbiamo messi in campo dal primo all’ultimo minuto».

L’impatto di Gattuso e il legame con i tifosi

Bastoni ha elogiato la leadership del nuovo ct: «Lo ricordiamo bene da giocatore: ha una grinta incredibile e ci trasmette energia. Quando sei stanco, riesce a darti quel qualcosa in più. Lo ringraziamo e speriamo di fare un grande percorso insieme».

Il difensore ha poi parlato del rapporto con il pubblico, tornato caloroso dopo mesi di critiche: «Sta a noi trascinare i tifosi. È normale che fischino se sbagliamo atteggiamento, ma dobbiamo riportarli ad amare la Nazionale».

Una serata speciale a Bergamo

Per Bastoni, bergamasco d’adozione, la partita è stata ancora più significativa: «C’era tutta la mia famiglia sugli spalti, è stato emozionante. E sappiamo quanto conti la differenza reti». Il gol, oltre a suggellare la vittoria, conferma il suo valore anche in fase offensiva, qualità che lo rende un punto fermo non solo per l’Italia ma anche per l’Inter di Cristian Chivu, dove continua a essere una pedina chiave nella corsa scudetto.

Prospettive azzurre

Il successo sull’Estonia non è solo un risultato rotondo: rappresenta un’iniezione di fiducia in vista delle prossime sfide di qualificazione ai Mondiali. Per Bastoni, è l’ennesima prova di maturità: un difensore moderno, capace di unire solidità difensiva e pericolosità in zona gol, incarnando lo spirito combattivo che Gattuso vuole trasmettere alla sua Italia.

Milan, Leao pronto al rientro: Allegri lo vuole come nuovo leader offensivo

Milan, Rafael Leao è pronto al rientro: il tecnico Massimiliano Allegri lo vuole come nuovo leader offensivo, i dettagli

Dopo settimane di attesa, i tifosi del Milan possono finalmente sorridere: Rafael Leao, attaccante portoghese classe 1999 e stella indiscussa della squadra, è vicino al rientro in campo. Il numero 10 rossonero, fermato da un infortunio al polpaccio che lo ha costretto a saltare le prime due giornate di Serie A contro Cremonese e Lecce, ha completato gran parte del percorso di recupero. Secondo La Gazzetta dello Sport, sarà a disposizione per la sfida casalinga contro il Bologna, match cruciale per la corsa ai vertici della classifica.

L’assenza di Leao si è fatta sentire, ma il Milan di Massimiliano Allegri – tecnico livornese noto per la sua visione pragmatica e la capacità di adattare il gioco agli uomini a disposizione – ha saputo mantenere equilibrio e risultati. Ora, con la sosta per le nazionali alle porte, il ritorno del portoghese rappresenta una spinta fondamentale per le ambizioni rossonere.

Il nuovo ruolo di Leao nel Milan di Allegri

Il rientro non sarà un semplice reinserimento. Allegri ha deciso di affidare a Leao un compito inedito: guidare l’attacco come punta centrale nel modulo 3-5-2. Una scelta che, seppur sorprendente, nasce da un’analisi approfondita delle sue qualità: velocità, tecnica sopraffina, dribbling devastante e margini di crescita nella finalizzazione.

Il “nuovo nove” del Milan sarà lui, indipendentemente dal partner d’attacco, che potrà essere Christian Pulisic – esterno statunitense rapido e creativo – o il neoacquisto Christopher Nkunku, fantasista francese dal grande fiuto del gol. Non è escluso che in futuro Allegri possa virare su un 4-3-2-1 più offensivo, ma il ruolo di Leao come vertice offensivo resterà invariato.

Fiducia e responsabilità

Il nuovo direttore sportivo Igli Tare, ex dirigente della Lazio, crede fermamente nel talento di Leao e, insieme ad Allegri, ha deciso di puntare su di lui come uomo simbolo del progetto. Il rapporto tra allenatore e giocatore si fonda su fiducia e disciplina: come rivelato dallo stesso Leao in una diretta Twitch, Allegri e Zlatan Ibrahimovic gli hanno consigliato di ridurre l’uso dei social per concentrarsi maggiormente sul campo.

Il comportamento più maturo mostrato in ritiro è un segnale incoraggiante. Ora l’obiettivo è chiaro: trasformare il potenziale in prestazioni decisive e guidare il Milan verso le prime posizioni della Serie A.

Infortuni Torino, Baroni valuta attentamente le condizioni di quel difensore


Infortuni Torino, Baroni monitora Ismajli in vista della Roma

Il Torino di Marco Baroni ha chiuso l’ultima settimana di lavoro con una seduta mattutina al centro sportivo Filadelfia, prima di godersi due giorni di riposo concessi dal tecnico granata. La pausa arriva in un momento strategico, utile per ricaricare le energie in vista della terza giornata di Serie A, in programma domenica alle 12:30 contro la Roma allo Stadio Olimpico.

Tra i temi principali che tengono banco in casa granata in questi giorni c’è quello legato agli infortuni del Torino, un fattore che continua a condizionare le scelte di formazione dell’allenatore. In particolare, le attenzioni dello staff medico sono concentrate su Ardian Ismajli, uno dei giocatori chiave nel reparto difensivo.

Il difensore albanese si era fermato a metà agosto a causa di un infortunio muscolare, che lo ha costretto a saltare l’inizio di stagione. Tuttavia, nelle ultime sedute Ismajli è tornato ad allenarsi parzialmente con il gruppo, segno che il recupero sta proseguendo nella direzione giusta. La speranza è quella di poterlo avere almeno tra i convocati per la sfida contro i giallorossi, anche se la sua presenza dal primo minuto rimane in dubbio.

Gli infortuni del Torino non si limitano però a Ismajli. Baroni sta infatti affrontando un avvio di stagione complicato sotto il profilo fisico, con diversi elementi della rosa non al meglio. Alcuni giocatori sono ancora alle prese con acciacchi e percorsi personalizzati, motivo per cui la ripresa degli allenamenti fissata per martedì sarà fondamentale per valutare le condizioni complessive della squadra.

Il match contro la Roma rappresenta un banco di prova importante per i granata, chiamati a dare risposte concrete dopo le prime due giornate. Per farlo, servirà una rosa il più possibile al completo e in buone condizioni fisiche. In questo senso, la gestione degli infortuni in casa Torino diventa una priorità assoluta per Baroni e il suo staff.

Il tecnico, consapevole delle difficoltà iniziali, vuole evitare di correre rischi inutili: meglio attendere il pieno recupero dei giocatori chiave, piuttosto che forzare rientri che potrebbero aggravare la situazione.

Sterling, divorzio inevitabile con il Chelsea. Tuttavia rimane un grande cavillo


Sterling ai margini del Chelsea: un divorzio difficile da realizzare. La situazione

Il futuro di Raheem Sterling al Chelsea sembra ormai segnato, ma la separazione tra il club londinese e l’esterno inglese si sta rivelando tutt’altro che semplice. Secondo quanto riportato dalla BBC, un addio anticipato costerebbe ai Blues circa 35 milioni di euro, ovvero l’equivalente dell’ingaggio residuo che Sterling dovrebbe percepire fino alla fine del contratto. Una cifra che la società, attualmente impegnata in una politica di sostenibilità economica, non ha alcuna intenzione di pagare.

Dopo essere arrivato dal Manchester City nel 2022 per rilanciarsi come leader offensivo, Sterling non è mai riuscito a imporsi davvero a Stamford Bridge. Le prestazioni in campo non hanno mai convinto del tutto, e con il passare dei mesi, l’esterno offensivo è scivolato sempre più ai margini, fino a diventare un elemento di secondo piano nella rosa.

Non sono mancate le offerte. Napoli e Bayer Leverkusen hanno effettuato sondaggi esplorativi, mentre dalla Saudi Pro League sono arrivate proposte molto ricche. Tuttavia, Sterling ha deciso di rifiutare tutte queste opzioni, preferendo rimanere in Europa e lottare per una maglia. Una scelta che, almeno per ora, non gli ha dato i risultati sperati.

Il nuovo allenatore, Enzo Maresca, ha infatti chiarito la sua posizione: «Non considero chi deve andare via». Una dichiarazione che ha di fatto escluso Sterling da qualsiasi progetto tecnico per la stagione in corso.

Secondo quanto riportato anche dal The Sun, la situazione di Sterling ha assunto contorni quasi surreali. L’attaccante inglese sarebbe stato isolato dal resto del gruppo: relegato in una zona separata dello spogliatoio insieme ad altri esuberi, non si allena più con il gruppo principale e non partecipa ai momenti quotidiani con i compagni nel centro sportivo di Cobham. Addirittura, avrebbe accesso a mense e spogliatoi separati, per ridurre al minimo i contatti con il resto della squadra.

Il caso Sterling rappresenta un ulteriore nodo da sciogliere per il Chelsea, che si ritrova con un calciatore costoso, fuori dal progetto e con poche vie d’uscita concrete. A meno di un colpo di scena, il futuro dell’ex nazionale inglese resta sospeso, in attesa di una soluzione che possa accontentare tutte le parti in causa.

Quagliarella ricorda: «Vialli mi chiamò e disse questa cosa. Sampdoria? Avrei firmato in bianco pur di rimanere»


Quagliarella: «Avrei firmato in bianco per restare alla Sampdoria». La situazione attuale

Fabio Quagliarella, ex capitano e bandiera della Sampdoria, ha condiviso un’intensa intervista sui canali social di Panini, riportata da Telenord. Il racconto dell’attaccante campano è un viaggio tra ricordi, emozioni e aneddoti che svelano il suo profondo legame con Genova e la maglia blucerchiata.

Il messaggio di Vialli

Tra i momenti più toccanti narrati da Quagliarella, spicca quello legato a Gianluca Vialli:
«Avevo appena segnato una doppietta contro la Fiorentina a Firenze. Rientrando sul pullman, ricevo un messaggio da un numero che non avevo in rubrica. Apro e leggo: “Sei fortissimo, potresti tranquillamente giocare con la maglia numero 9. Un abbraccio grande, Luca Vialli”. Ero più contento di quel messaggio che dei due gol. Gli ho risposto con un lungo ringraziamento, conservo ancora quelle parole».

Rovesciate e primi passi

Quagliarella ha ricordato anche l’inizio della sua avventura blucerchiata:
«Ero arrivato come terza scelta dopo Bazzani e Flachi. Novellino mi faceva allenare con i centrocampisti e si lamentava delle mie prestazioni fisiche; allora protestai: “Guardate che sono un attaccante!”. Flachi era un giocatore di incredibile talento. Le rovesciate le ho imparate da lui».

L’amore per la Sampdoria

Il passaggio più sentito riguarda il legame con la squadra:
«Avevo dato l’ok per aiutare la Samp in B. Avrei firmato in bianco, non mi interessavano i soldi. Mi sarei accontentato anche di mezz’ora a partita. Volevo solo dare una mano dopo la retrocessione. La nuova proprietà ha avuto altre idee. Un altro anno l’avrei fatto volentieri».

I gol più speciali

Tra i gol più memorabili, quello di tacco al Napoli:
«Non esultai, con il Napoli non me la sento. Quando la colpisco e la vedo andare all’angolino penso: “Non ci credo!”. Gol di tacco ne avevo fatti, ma mai da quella distanza. Se ci riprovassi cento volte, forse non riuscirei a rifarlo».

Il derby e il titolo di capocannoniere

«Nei derby della Lanterna ho avuto la fortuna di segnare spesso. Pochissime sconfitte. Bellissimo vedere tifosi di fedi diverse entrare insieme allo stadio».

«Avevo già 36 anni quando vinsi la classifica cannonieri, al primo anno di Ronaldo alla Juve. Nessuno ci credeva. Feci 26 gol, merito anche dei miei compagni».

Morte Giorgio Armani, De Laurentiis: «Un campione della generosità. Vi svelo una cosa»

Morte Giorgio Armani: migliaia in fila alla camera ardente a Milano. La situazione

La morte di Giorgio Armani ha lasciato un vuoto profondo non solo nel mondo della moda, ma anche nella cultura e nell’identità italiana. Il secondo giorno di apertura della camera ardente, allestita all’Armani Teatro di via Bergognone a Milano, ha visto ancora una volta un afflusso massiccio di persone desiderose di rendere omaggio al “Re della moda”. Dopo le oltre 6.000 visite registrate ieri, anche oggi la fila è stata lunga e composta, a testimonianza dell’immenso affetto che circondava la figura dello stilista scomparso.

La camera ardente resterà aperta fino alle 18:00 di oggi, mentre i funerali si terranno domani in forma privata, nel rispetto della discrezione che ha sempre contraddistinto Giorgio Armani anche nei momenti più delicati della sua vita.

Tra le personalità accorse per un ultimo saluto, si è fatto notare Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, accompagnato dalla moglie. Le sue parole all’ingresso dell’Armani Teatro sono state cariche di emozione:

«Giorgio Armani era un campione di grande generosità. Amava e rispettava le persone, e le persone oggi gli stanno restituendo quel rispetto e quell’amore».
De Laurentiis ha definito la camera ardente «una messa in scena di livello, che lo rappresenta in tutto e per tutto», sottolineando il legame tra lo stilista e l’eleganza che ha sempre incarnato.

Presente anche Marco Tardelli, ex campione del mondo con la Nazionale italiana, arrivato insieme alla compagna Myrta Merlino. Tardelli ha ricordato Armani con parole semplici e toccanti:

«Vivevo vicino a lui a Pantelleria. Era un uomo fantastico, generoso e sereno. Ha dato moltissimo all’Italia ed è sempre rimasto un vero italiano, con i piedi per terra. Non si è mai montato la testa».

La morte di Giorgio Armani ha scosso profondamente l’opinione pubblica e il settore della moda, dove il suo nome rappresentava un simbolo di stile, rigore e creatività. Le immagini delle lunghe file fuori dal teatro milanese sono lo specchio della riconoscenza di un’intera nazione.

L’Italia perde non solo uno stilista straordinario, ma anche un uomo che ha saputo unire eleganza e umanità, rappresentando nel mondo l’eccellenza del Made in Italy.

Lookman, cosa ne pensano i tifosi dell’Atalanta sui social sul reintegro dell’attaccante?

Lookman, giusto reintegrarlo in gruppo? Ecco l’opinione dei tifosi dell’Atalanta considerando l’inserimento all’interno della lista UEFA

Ademola Lookman sta continuando ad allenarsi individualmente, e l’inserimento di nuovo nella lista UEFA ha fatto sorgere un dubbio: giusto che l’Atalanta sarebbe giusto reintegrarlo in rosa? Aspettando le prossime mosse, ecco l’opinione dei tifosi atalantini sui social.

Tramite un sondaggio fatto su Instagram, raccogliendo un campione di 1382 utenti nerazzurri, i risultati sono abbastanza chiari: il 75% accetterebbe di rimetterlo in rosa solo se dovesse chiedere scusa; il 33% lo vorrebbe fuorirosa, il restante 2% lo rivorrebbe subito in squadra senza problemi.

Lucumì, come andrà a finire dopo il mercato? Il Bologna ha in mente questa cosa

Lucumí, tra Bologna, rinnovo e sogni mondiali: il difensore pronto alla stagione della conferma

Il nome di Lucumí è tornato prepotentemente al centro dell’attenzione dopo la recente qualificazione della Colombia al Mondiale 2026. Il difensore del Bologna, protagonista di un’estate piuttosto turbolenta, sembra aver trovato la sua stabilità proprio restando sotto le Due Torri. In molti ricorderanno il suo desiderio di approdare al Sunderland, club inglese pronto ad accoglierlo durante la finestra estiva di calciomercato. Un trasferimento che però non si è concretizzato.

Nonostante la mancata cessione, Lucumí non ha perso di vista i suoi obiettivi principali. E uno di questi, forse il più importante, lo ha già raggiunto: la qualificazione con la sua Colombia al Mondiale del 2026. Un traguardo prestigioso, dopo la delusione dell’esclusione dall’edizione del 2022. “Sono molto contento, era l’obiettivo che ci eravamo dati”, ha dichiarato lo stesso Lucumí al termine della partita che ha sancito il pass dei Cafeteros.

Ora, dopo i festeggiamenti, il difensore dovrà affrontare la sfida contro il Venezuela e poi farà ritorno a Bologna nella giornata di venerdì prossimo. Nel weekend successivo, i rossoblù saranno attesi da una trasferta insidiosa a San Siro contro il Milan, un banco di prova importante anche per valutare la condizione fisica e mentale del colombiano dopo gli impegni internazionali.

Il club emiliano, nel frattempo, è pronto a discutere il rinnovo di contratto. Le parti si aggiorneranno probabilmente nella settimana del 15 settembre, quando ci sarà maggiore tranquillità e spazio per ragionare sul futuro. Lo stesso amministratore delegato Fenucci ha confermato che il Bologna è pronto a offrire a Lucumí un prolungamento “economicamente soddisfacente”.

L’estate 2025 di Lucumí è stata ricca di tensioni e aspettative, ma il presente lo vede ancora al centro del progetto tecnico del Bologna. Se il difensore vorrà davvero essere protagonista in Qatar tra meno di un anno, dovrà offrire una stagione di alto livello in Serie A, confermandosi pilastro della retroguardia rossoblù.

La palla, ora, passa a lui. Il Bologna lo aspetta, la dirigenza ha fatto la sua mossa, e il Mondiale è lì, sullo sfondo. Per Lucumí, restare potrebbe essere stata la scelta giusta.

Frattesi, spunta un grande retroscena di mercato. L’attuale permanenza all’Inter cambierà tutto?

Frattesi e il rebus Inter: tra promesse, panchine e futuro incerto. La situazione attuale

La stagione di Davide Frattesi con l’Inter continua a essere un intreccio complesso fatto di aspettative, promesse e realtà che non sempre coincidono. Con Simone Inzaghi, il rapporto non è mai stato semplice: il centrocampista ex Sassuolo ha spesso vissuto l’alternanza tra panchine e apparizioni decisive, come il gol pesante segnato al Bayern Monaco nei quarti di Champions League. Una convivenza fatta di alti e bassi, che si è trascinata fino al cambio di panchina.

L’arrivo di Cristian Chivu sembrava poter rappresentare una svolta per Frattesi, ma le prime settimane della nuova gestione non hanno cambiato il copione. Alla vigilia del match contro l’Udinese, il tecnico rumeno aveva dichiarato: «Lo vedrei bene dietro la punta, soprattutto in un centrocampo a due. Davide può dare una mano anche in fase difensiva». L’idea di trasformare Frattesi in un equilibratore offensivo era affascinante, ma è rimasta per ora soltanto sulla carta. Chivu non ha ancora avuto il coraggio di abbandonare il collaudato centrocampo a tre, anche perché il mercato non gli ha portato i profili adatti per rivoluzionare lo schema.

A complicare ulteriormente la situazione c’è un retroscena importante rivelato da calciomercato.com: in estate il Newcastle aveva avanzato un’offerta di prestito per Frattesi. Una proposta che il giocatore e il suo entourage hanno considerato poco concreta, forse dettata più da un’opportunità del momento che da un reale progetto tecnico. Il centrocampista romano ha quindi scelto di restare a Milano, convinto che la nuova gestione gli avrebbe garantito più spazio.

Tuttavia, la realtà parla di un’Inter ancora legata all’assetto “alla Inzaghi”, con Barella, Calhanoglu e Mkhitaryan saldamente titolari. E l’arrivo del croato Petar Sucic, abile nel muoversi sulla mezzala destra, complica ulteriormente il cammino di Frattesi verso una maglia da titolare.

Il futuro dell’ex Sassuolo potrebbe dipendere anche dal rendimento di Andy Diouf, chiamato a dare equilibrio fisico e tattico davanti alla difesa. Se Diouf reggerà il peso della mediana, allora Frattesi potrà essere utilizzato come incursore offensivo. In caso contrario, sarà costretto ancora ad adattarsi o attendere.

Il futuro di Frattesi resta un punto interrogativo: talento indiscusso, ma ancora alla ricerca di una vera centralità nell’Inter. E con il rimpianto, forse, di aver sottovalutato le chance offerte dal mercato inglese.

Pisa, continua la preparazione in casa nerazzurra. Ecco il programma di Gilardino

Pisa, Gilardino concede due giorni di riposo: martedì la ripresa in vista dell’Udinese. La situazione attuale

Il Pisa ha concluso sabato mattina l’ultima seduta settimanale prima della breve pausa concessa da mister Alberto Gilardino. Complice la sosta per le nazionali, questo è infatti l’unico weekend di settembre senza partite ufficiali, un’occasione preziosa per rifiatare in vista di un calendario che si annuncia particolarmente intenso tra campionato e Coppa Italia. Per questo, il tecnico nerazzurro ha deciso di concedere alla squadra due giorni di riposo, per staccare la spina e recuperare energie mentali e fisiche.

La ripresa degli allenamenti è fissata per martedì pomeriggio, quando il gruppo tornerà a lavorare al Centro Sportivo di San Piero a Grado in preparazione del prossimo impegno di Serie A. Domenica 14 settembre, infatti, il Pisa sarà chiamato ad affrontare un avversario temibile: l’Udinese, che arriverà all’Arena Garibaldi – Stadio “Romeo Anconetani” con il morale alto, forte della prestigiosa vittoria contro l’Inter maturata nell’ultimo turno di campionato.

La sfida contro i friulani si preannuncia particolarmente complicata. La squadra di Kosta Runjaić ha mostrato solidità e compattezza, oltre a una buona organizzazione tattica. Il Pisa, dal canto suo, avrà il compito di sfruttare al massimo il fattore campo e l’entusiasmo del proprio pubblico, per cercare una vittoria che sarebbe fondamentale per il morale e per la classifica.

Mister Gilardino, consapevole dell’importanza della gara, punterà molto sul lavoro settimanale per affinare i meccanismi e migliorare la tenuta fisica. I giorni di ripresa saranno dedicati al recupero dei giocatori reduci da piccoli acciacchi, ma anche all’approfondimento di soluzioni tattiche utili per affrontare un avversario aggressivo e dinamico come l’Udinese.

Il Pisa, in questo inizio di stagione, ha alternato buone prestazioni a momenti di difficoltà, ma l’ambiente resta fiducioso. La società è compatta, lo spogliatoio unito, e Gilardino ha piena fiducia da parte della dirigenza. La partita contro l’Udinese sarà un banco di prova importante, anche per misurare le reali ambizioni del club nerazzurro in questo campionato.

Con la pausa alle spalle e una settimana piena di lavoro davanti, il Pisa si prepara a tornare protagonista. E l’Arena Garibaldi è pronta ad accogliere una sfida da Serie A ad alta intensità.

Calciomercato Genoa, aspettando la nuova stagione tra acquisti, plusvalenze e nuove consapevolezze

Calciomercato Genoa: rivoluzione a costo zero e plusvalenze da 55 milioni

Il calciomercato Genoa è stato uno dei più interessanti e strategici della Serie A, tanto da meritare l’attenzione della Gazzetta dello Sport, che ha recentemente pubblicato le pagelle del mercato dei 20 club del massimo campionato italiano. Al Grifone è stato assegnato un voto di 6, segno di una sessione senza colpi clamorosi ma gestita con intelligenza e concretezza.

Ciò che colpisce maggiormente del calciomercato del Genoa è il saldo tra entrate e uscite. Il club rossoblù ha portato a termine diverse operazioni in entrata a costo zero, puntando su profili funzionali al progetto tecnico e capaci di offrire un immediato contributo. Dall’altra parte, le cessioni hanno fruttato circa 55 milioni di euro, cifra significativa che evidenzia la capacità della dirigenza di generare plusvalenze senza indebolire troppo l’organico.

Una delle aree più rinnovate è stata l’attacco. Il Genoa ha completamente cambiato volto alla sua linea offensiva, inserendo giocatori dal profilo tecnico e tattico variegato. Tra i nuovi arrivati spicca Carboni, trequartista arrivato in prestito dall’Inter, che ha portato freschezza e imprevedibilità nella manovra. Accanto a lui, il danese Gronbaek ha dimostrato di essere un vero e proprio combattente, generoso nel pressing e sempre presente nel cuore del gioco.

Un altro nome interessante è quello di Stanciu, giocatore con esperienza internazionale che ha già lasciato intravedere qualità nel tocco di palla e visione di gioco. Il suo contributo sarà prezioso in un reparto offensivo che ha bisogno di fantasia e lucidità nelle fasi decisive della partita.

Il calciomercato Genoa non ha puntato su nomi altisonanti, ma su una filosofia chiara: contenere i costi, valorizzare il patrimonio tecnico esistente e puntare su giocatori giovani o da rilanciare. Una strategia che potrebbe pagare sul lungo periodo, soprattutto se accompagnata da risultati in campo.

Con una rosa ringiovanita e più equilibrata, il Genoa si prepara ad affrontare la stagione con l’ambizione di consolidare la propria posizione in Serie A. La dirigenza ha operato con equilibrio, evitando spese folli e concentrandosi su innesti mirati. E in un calcio sempre più condizionato dai bilanci, il calciomercato del Genoa rappresenta un esempio di gestione sostenibile e intelligente.

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