Pagina 668 – Calcio News 24

Italia U21, Baldini sicuro: «Ho giocatori già pronti per la Nazionale maggiore»

Italia U21, Baldini sicuro: «Ho giocatori già pronti per la Nazionale maggiore». Le dichiarazioni del commissario tecnico

lla vigilia dell’importante trasferta contro la Macedonia del Nord, valida per le qualificazioni al prossimo Campionato Europeo di categoria, il Commissario Tecnico dell’Italia Under 21, Silvio Baldini, ha fatto il punto della situazione in conferenza stampa. L’allenatore ha mostrato di avere le idee molto chiare, delineando l’approccio mentale e tattico che si aspetta dai suoi ragazzi per i prossimi impegni.

Analizzando le sfide contro Macedonia del Nord e Montenegro, Baldini ha sottolineato la natura ostica degli avversari, ma ha immediatamente spostato il focus sulla propria squadra, identificando nella mentalità il fattore decisivo. «Macedonia del Nord e Montenegro sono squadre simili, fisiche, che corrono molto, hanno grandi lottatori e un grande attaccamento alla maglia. Tuttavia, non dobbiamo pensare che l’avversario sia il nostro ostacolo: l’avversario è quello che dobbiamo affrontare e l’ostacolo siamo noi stessi e a seconda di come scendiamo in campo, possiamo far bene o male».

Il CT nutre una profonda fiducia nel potenziale del suo gruppo, che ritiene pronto per palcoscenici importanti. Per lui, il risultato deve essere una conseguenza diretta della qualità del gioco. «Ho la convinzione di avere a disposizione giocatori bravi e di talento e questo talento devono esprimerlo. Sono giocatori pronti per giocare in Nazionale maggiore e in Serie A. Dobbiamo ottenere vittorie attraverso l’espressione del talento, che è la cosa che conta».

Dal punto di vista tattico, Baldini ha confermato il modulo di riferimento, pur annunciando qualche piccolo aggiustamento e svelando una scelta di formazione. «Giocheremo con il 4-3-3, ma i ragazzi sanno passare anche al 4-2-3-1, lo fanno anche da loro senza il mio intervento dalla panchina. Faremo un paio di cambi rispetto al match della Spezia. Non siamo qui a fare delle prove, ma sono delle qualificazioni e quindi no esperimenti ma accorgimenti sì. In porta giocherà Motta, non ci sono segreti».

Il tecnico ha poi dedicato un pensiero toccante al giovane Mascardi, colpito da un lutto familiare. «Mi dispiace per il lutto di Mascardi che ha perso il nonno. Il ragazzo era molto affranto per la perdita di una figura così affettiva, visto che era lui che lo accompagnava da bambino agli allenamenti e due giorni dopo averlo visto debuttare in Under 21 non c’è più. Rinnovo le mie condoglianze a lui e alla sua famiglia».

Infine, Baldini ha individuato i leader del gruppo, investendo di responsabilità i giocatori di maggiore esperienza. «Abbiamo dei ragazzi straordinari, simpatici, ridono, scherzano e socializzano molto fra di loro. Dai veterani Pisilli e Ndour, mi aspetto che tirino fuori il massimo, hanno un grande potenziale e questo potenziale devono metterlo a disposizione dell’Under 21».

Criscitiello: «Retegui non è italiano, basta oriundi. Gattuso deve fare il bene del nostro calcio»

Criscitiello: «Retegui non è italiano, basta oriundi. Gattuso deve fare il bene del nostro calcio». Le dichiarazioni del noto giornalista

Nel panorama del dibattito sportivo italiano, le questioni legate all’identità e all’appartenenza alla maglia della Nazionale sono da sempre terreno fertile per discussioni appassionate. Una delle voci più nette e controcorrente su questo tema è quella del direttore di Sportitalia, Michele Criscitiello, che ha espresso una posizione radicale sulla convocazione dei cosiddetti “oriundi”, giocatori naturalizzati grazie ad antenati italiani. Per Criscitiello, la pragmatica ricerca del talento non può e non deve compromettere il principio di italianità, che egli lega indissolubilmente al luogo di nascita. La sua è una critica frontale a un sistema che, a suo dire, si affida a scorciatoie genealogiche invece di valorizzare i talenti cresciuti nel Paese.

In un suo editoriale, Criscitiello ha condensato il suo pensiero in modo inequivocabile, senza usare mezzi termini: «Tu vai a giocare con la maglia della Nazionale italiana solo perché il tuo bisnonno era italiano. E che me ne frega!? Oppure solo perché tua moglie aveva il nonno italiano, come accaduto per Thiago Motta. Ma questi sono soltanto degli escamotage. Se Gattuso deve fare il bene del calcio italiano come di voler fare non deve convocare gli oriundi. L’oriundo toglie il sogno italiano. Mi dispiace, va bene che Retegui è il più forte che abbiamo ma non è italiano. Thiago Motta e Camoranesi non erano italiani. Se dobbiamo scendere sempre a compromessi dobbiamo anche sapere che saremo sempre più deboli in futuro e non otterremo mai nulla. Preferisco stare due-tre anni senza la punta piuttosto che convocare gli oriundi. Il figlio italiano, di colore, di due congolesi che è nato in Brianza, a Milano, a Napoli o a Caltanissetta è italiano. Ma deve nascere in Italia, se pur da figli congolesi».

La tesi del direttore di Sportitalia è chiara: l’unica vera forma di appartenenza è quella sancita dallo “ius soli”, il diritto di suolo. Nella sua visione, un ragazzo nato in Italia da genitori stranieri è pienamente italiano, mentre un atleta nato e cresciuto all’estero, pur con un lontano parente italiano, rimane una scelta di comodo che indebolisce l’identità e il futuro del calcio nazionale.

Formazioni ufficiali Israele-Italia: le scelte di Gattuso

Formazioni ufficiali Israele Italia: le scelte di Gattuso per la partita valida per il girone di qualificazione al prossimo Mondiale

Dopo l’avvio travolgente contro l’Estonia, la nuova Italia di Gennaro Gattuso è attesa dalla sua prima, vera prova del nove. Il 5-0 all’esordio ha mostrato i tratti distintivi che il nuovo CT vuole imprimere alla squadra: intensità, pressing alto, dinamismo e una fame di gol che sembrava smarrita. La netta vittoria ha spazzato via le scorie della sconfitta iniziale contro la Norvegia, restituendo entusiasmo a tutto l’ambiente.

Ora, però, l’asticella si alza. La sfida di questa sera contro Israele non è una semplice partita, ma un crocevia fondamentale per il cammino nelle qualificazioni ai Mondiali 2026. Si tratta di un vero e proprio scontro diretto per il secondo posto nel Gruppo I, che attualmente vede gli israeliani avanti di tre punti (9 contro i 6 degli Azzurri), sebbene con una partita in più disputata.

Entrambe le nazionali arrivano all’appuntamento con un percorso quasi identico: tre punti conquistati contro Estonia e Moldova e una sconfitta contro la capolista Norvegia. Per l’Italia, nonostante la gara da recuperare, l’obiettivo è uno solo: la vittoria. Un risultato diverso complicherebbe i piani di qualificazione e metterebbe pressione sulla squadra di Gattuso, che finora ha però dimostrato di avere la mentalità giusta per affrontare questi momenti. Sarà un test cruciale per confermare i progressi visti e dare solidità al nuovo progetto tecnico.

Di seguito le formazioni ufficiali scelte dai due commissari tecnici per il match:

ISRAELE (4-2-3-1): Da.Peretz; Dasa, Nachmias, Lemkin, Revivo; E.Peretz, Do Peretz; Khalaili, Gloukh, Solomon; Biton. Allenatore: Ran Ben Simon

ITALIA (3-5-2): Donnarumma; Di Lorenzo, Mancini, Bastoni; Politano, Barella, Locatelli, Tonali, Dimarco; Kean, Retegui. Allenatore: Gennaro Gattuso

Israele contro l’Italia con il lutto al braccio: ecco il motivo

Israele contro l’Italia con il lutto al braccio: il motivo è legato all’attentato terroristico che ha colpito Gerusalemme nella mattinata di oggi

In un clima di profonda tristezza e cordoglio, questa sera il calcio proverà a non fermarsi, portando però con sé i segni della tragedia. La nazionale di Israele, infatti, scenderà in campo contro l’Italia indossando una fascia nera al braccio. Il gesto, dal forte valore simbolico, è volto a commemorare le sei vittime del terribile attentato terroristico che ha colpito Gerusalemme nella mattinata di oggi.

La richiesta della federazione israeliana ha ricevuto l’immediata approvazione da parte della massima organizzazione calcistica europea. La UEFA ha formalizzato la decisione attraverso un comunicato ufficiale, diffuso nel pomeriggio: “A causa di un attacco terroristico a Gerusalemme e dell’omicidio di 6 persone israeliane, i giocatori dell’ISR giocheranno con fasce nere al braccio”.

La partita, in programma questa sera alle 20:45 e valida per le qualificazioni ai Mondiali del 2026, si disputerà quindi in un’atmosfera surreale e pesante. La stessa decisione di far giocare l’incontro, seppur in campo neutro, aveva generato numerose polemiche nei giorni scorsi, acuite ora dal tragico evento odierno. Sul tema era intervenuto anche il commissario tecnico dell’Italia, Gennaro Gattuso, che aveva espresso il suo dolore per la situazione, cercando al contempo di mantenere il focus sul ruolo professionale dei calciatori. “Io sono un uomo di pace e mi auguro che in tutto il mondo ci sia la pace”, aveva dichiarato il CT azzurro. “Fa male al cuore vedere civili e bambini che ci lasciano la vita, dopo però noi facciamo un altro mestiere”.

Le sue parole risuonano oggi con ancora più forza, descrivendo la difficile posizione di chi è chiamato a onorare un impegno sportivo mentre il mondo è scosso dalla violenza. La sfida di questa sera non sarà dunque soltanto una partita di calcio, ma anche un momento di raccoglimento, con quella fascia nera a ricordare che, a volte, lo sport è costretto a farsi veicolo di un messaggio di luto che va ben oltre il rettangolo di gioco.

Tottenham, nessuna cessione in vista: ENIC al comando dopo due avances respinte

Il Tottenham resta a ENIC: il club smentisce la vendita e rifiuta due proposte. Le ultimissime sugli inglesi

Le dimissioni a sorpresa di Daniel Levy, storico presidente del Tottenham Hotspur, hanno scosso il mondo del calcio inglese. Dopo 24 anni alla guida del club londinese, Levy – figura centrale nella trasformazione degli Spurs in una potenza della Premier League, con l’apertura del nuovo stadio e la partecipazione costante alle competizioni europee – ha lasciato l’incarico con effetto immediato. La notizia ha colto di sorpresa tifosi e addetti ai lavori, soprattutto per la tempistica inattesa.

Voci di cessione e smentita ufficiale

Poche ore dopo l’annuncio, sono circolate indiscrezioni su un possibile passaggio di proprietà. Tuttavia, il consiglio di amministrazione del Tottenham ha diffuso un comunicato ufficiale per chiarire la situazione: “Il club non è in vendita”.

La nota ha precisato che la società ha ricevuto e respinto “in modo inequivocabile” due manifestazioni preliminari di interesse per l’acquisizione dell’intero capitale sociale. La prima proposta è arrivata da PCP International Finance Limited, società guidata da Amanda Staveley, imprenditrice britannica ed ex azionista del Newcastle United, nota per il suo ruolo nell’acquisizione del club da parte del fondo saudita PIF. La seconda offerta è stata presentata da un consorzio capitanato dal dottor Roger Kennedy e da Wing-Fai Ng tramite Firehawk Holdings Limited.

La nuova guida del club

Per il momento, il Tottenham resterà sotto il controllo del gruppo ENIC, azionista di maggioranza con l’85,55% delle quote. La novità è che la presidenza passa ora a Peter Charrington, nominato presidente non esecutivo. Charrington, manager di lungo corso nel settore finanziario, avrà il compito di garantire continuità gestionale in una fase delicata per il club.

Le dimissioni di Levy aprono una nuova era per gli Spurs, ma il messaggio della dirigenza è chiaro: il Tottenham non è in vendita e punta a consolidare la propria posizione ai vertici del calcio inglese ed europeo.

Bologna, c’è attesa per il ritorno del vero Ferguson: il leader dei rossoblù pronto a rilanciarsi

Bologna, c’è attesa per il ritorno del vero Ferguson: il leader dei rossoblù dopo l’infortunio è pronto a rilanciarsi

Il Bologna FC 1909 attende con impazienza di rivedere in campo il miglior Lewis Ferguson, centrocampista scozzese classe 1999, considerato uno dei leader tecnici ed emotivi della squadra rossoblù. Arrivato in Emilia nell’estate 2022 dall’Aberdeen, Ferguson si è subito imposto per personalità, visione di gioco e capacità di inserimento, diventando un punto di riferimento per compagni e tifosi.

Negli ultimi diciotto mesi, però, il suo percorso è stato frenato da una serie di infortuni che ne hanno rallentato la crescita. Dopo l’operazione al legamento crociato, il mediano – noto per la sua resistenza fisica e continuità di rendimento – ha dovuto fare i conti con tre stop muscolari tra coscia e polpaccio. Un’anomalia per un giocatore che, fino a quel momento, non aveva mai conosciuto problemi fisici rilevanti.

Dalla stagione da protagonista al calo forzato

Nella stagione 2022/23, Ferguson aveva collezionato 31 presenze da titolare in Serie A e realizzato 6 gol, contribuendo in maniera decisiva alla storica qualificazione del Bologna alla Champions League. Numeri che lo avevano consacrato come perno del centrocampo e simbolo della rinascita rossoblù sotto la guida di Italiano, allenatore apprezzato per il suo calcio propositivo e organizzato.

L’ultima annata, invece, è stata ben diversa: appena 16 presenze in campionato, lontano dai ritmi e dall’impatto della stagione precedente. Un calo inevitabile, dettato dalla necessità di recuperare condizione e fiducia dopo i problemi fisici.

Minuti preziosi con la Scozia in vista del Milan

In questa nuova stagione di Serie A, Ferguson non ha ancora esordito con il Bologna. Tuttavia, il centrocampista sta ritrovando ritmo e minuti con la Nazionale scozzese guidata da Steve Clarke, ex difensore e tecnico esperto. Dopo essere sceso in campo da titolare contro la Danimarca, oggi sarà impegnato nella sfida contro la Bielorussia, valida per le qualificazioni internazionali.

Il rientro a Casteldebole è previsto per mercoledì, quando inizierà la preparazione alla delicata sfida contro il Milan di Allegri, match che potrebbe segnare il suo ritorno ufficiale in Serie A.

Il Bologna e i suoi tifosi sperano che Ferguson possa presto tornare a essere quel giocatore d’acciaio capace di unire qualità, quantità e leadership, elementi fondamentali per alimentare le ambizioni europee del club.

Lazio, Sarri valuta il cambio di modulo: possibile svolta tattica per rilanciare la stagione

Lazio, Sarri valuta il cambio di modulo: possibile svolta tattica per rilanciare la stagione dei biancocelesti

Maurizio Sarri, allenatore della SS Lazio dal 2021 e riconosciuto per il suo calcio organizzato e propositivo, aveva già lasciato intendere fin dal suo arrivo che non avrebbe escluso alternative tattiche per rendere la squadra meno prevedibile e valorizzare al meglio le qualità individuali.

Attacco sotto la lente

Il reparto offensivo è quello maggiormente osservato. Il gol di Mattia Zaccagni – esterno offensivo classe 1995, rapido e abile nell’uno contro uno – contro l’Hellas Verona è stato un esempio lampante. L’azione, nata da un assist di grande precisione di Taty Castellanos, centravanti argentino arrivato nell’estate 2023, ha mostrato come i due, giocando vicini, riescano a dialogare quasi a memoria. Una triangolazione rapida e di prima intenzione ha portato a una rete da manuale, evidenziando il potenziale di una coppia d’attacco affiatata.

L’ipotesi del 4-3-1-2

Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, Sarri starebbe seriamente valutando il passaggio dal consueto 4-3-3 al 4-3-1-2. Entrambi i moduli fanno parte del bagaglio tattico del tecnico toscano: il 4-3-1-2 aveva regalato ottimi risultati ai tempi dell’Empoli, mentre a Napoli non aveva prodotto gli stessi frutti.

Per oltre un decennio, Sarri ha privilegiato il 4-3-3, marchio di fabbrica della sua carriera. Tuttavia, la Lazio si trova ora in una fase in cui servono nuove idee per sorprendere gli avversari e dare nuova linfa al gioco.

Un cambio per aumentare la pericolosità

Il 4-3-1-2 permetterebbe di sfruttare al massimo le doti di un trequartista puro, capace di rifinire l’azione e servire due punte in costante dialogo. Questa soluzione potrebbe aumentare la pericolosità sotto porta e offrire più varianti offensive, soprattutto contro squadre che si chiudono in difesa.

Se Sarri decidesse di rispolverare questo modulo, la Lazio potrebbe ritrovare freschezza e imprevedibilità, elementi che in alcune partite sono mancati. Un ritorno al passato che, paradossalmente, potrebbe rappresentare la chiave per il futuro biancoceleste.

Napoli, Gutierrez vicino al debutto in Serie A: Conte pronto a convocarlo per la sfida con la Fiorentina

Fiorentina-Napoli, Gutierrez verso la prima convocazione: Conte ritrova un rinforzo prezioso

Il Napoli di Antonio Conte, tecnico salentino approdato in estate sulla panchina azzurra per inaugurare un nuovo ciclo, potrebbe presto riabbracciare un rinforzo importante in vista della delicata trasferta al Franchi contro la Fiorentina. Si tratta di Miguel Gutiérrez, esterno sinistro spagnolo classe 2001, acquistato dal Girona per circa 20 milioni di euro e considerato uno dei prospetti più interessanti del calcio europeo nel suo ruolo.

Il giocatore, fermo dallo scorso 10 luglio a causa di un infortunio alla caviglia riportato proprio nei primi giorni di preparazione — quando ancora vestiva la maglia del club catalano — sta completando un percorso di recupero lungo e meticoloso. Secondo quanto riportato dall’edizione odierna del Corriere dello Sport, lo staff medico del Napoli monitora quotidianamente le sue condizioni, e gli ultimi riscontri sono incoraggianti.

Progressi evidenti in amichevole

Il segnale più confortante è arrivato durante un test amichevole contro l’Avellino, in cui Gutiérrez ha mostrato buona condizione atletica e sicurezza nei movimenti. La prestazione ha aumentato sensibilmente le sue chance di ottenere la prima convocazione ufficiale in maglia azzurra, un traguardo atteso sia dal giocatore che da Conte, desideroso di ampliare le rotazioni sulla corsia mancina.

Un’arma in più per il modulo di Conte

Nel sistema di gioco del tecnico pugliese, che fa dell’intensità e dell’ampiezza offensiva due punti cardine, la presenza di un esterno di spinta come Gutiérrez può rivelarsi decisiva. La sua capacità di unire qualità tecnica, velocità e precisione nei cross lo rende un profilo ideale per dare profondità alla manovra e supportare sia la fase offensiva che quella difensiva.

Un segnale per il gruppo

Anche un’eventuale presenza in panchina contro la Fiorentina avrebbe un valore simbolico importante: significherebbe che il Napoli sta recuperando pedine fondamentali in un momento cruciale della stagione. Dopo settimane di lavoro individuale e allenamenti personalizzati, Gutiérrez vede finalmente la luce in fondo al tunnel. Il suo debutto in Serie A con la maglia azzurra potrebbe essere ormai questione di giorni.

Dele Alli, dal rosso al Como a tre possibili destinazioni in Inghilterra: le ultimissime

Dele Alli, dal cartellino rosso al Como alle tre possibili destinazioni in Inghilterra: le ultimissime sull’ex Tottenham

Dieci minuti in campo e un cartellino rosso: è questo il bilancio dell’esperienza di Dele Alli, trequartista inglese classe 1996, con la maglia del Como. Un’avventura lampo, terminata con la rescissione del contratto a meno di otto mesi dalla firma. L’ex stella del Tottenham Hotspur, protagonista di stagioni memorabili in Premier League e con la nazionale inglese, si ritrova ora svincolato e alla ricerca di una nuova opportunità per rilanciare una carriera che negli ultimi anni ha vissuto un netto declino, complicato anche da problemi personali e periodi di depressione da lui stesso raccontati pubblicamente.

Un talento in cerca di riscatto

Alli, oggi 28enne, ha vissuto il suo apice tra il 2015 e il 2018, quando con il Tottenham di Mauricio Pochettino era considerato uno dei centrocampisti offensivi più promettenti d’Europa. Poi, un lento calo di rendimento lo ha portato a esperienze poco brillanti con Everton, Besiktas e, infine, Como. Ora, da free agent, punta a ritrovare la forma e la fiducia che lo avevano reso un punto fermo della nazionale dei Tre Leoni.

Le opzioni sul tavolo

Secondo il Daily Mail, non si tratterebbe di un ritorno immediato in Premier League, ma tre club di Championship sarebbero pronti a offrirgli un contratto:

  • Birmingham City – Parzialmente finanziato dalla leggenda NFL Tom Brady, il club ha iniziato bene la stagione e punta a rinforzare la trequarti con esperienza e qualità.
  • Wrexham AFC – La squadra gallese, di proprietà degli attori Ryan Reynolds e Rob McElhenney, è reduce dalla promozione e ha investito circa 33 milioni di sterline in estate per costruire una rosa competitiva.
  • West Bromwich Albion – Storico club inglese con ambizioni di ritorno in Premier League. Secondo il tabloid britannico, potrebbe rappresentare l’ambiente ideale per Alli: meno pressione mediatica, ma obiettivi chiari di alta classifica.

Un futuro da scrivere

Per Dele Alli, la prossima scelta sarà cruciale. Dopo anni difficili, il trequartista ha bisogno di un contesto che gli permetta di ritrovare continuità e motivazioni. Che sia Birmingham, Wrexham o West Brom, il suo obiettivo resta lo stesso: dimostrare di poter ancora incidere ad alti livelli e riavvicinarsi al calcio che, non troppo tempo fa, lo aveva consacrato come uno dei talenti più luminosi del panorama europeo.

Roma, Ranieri: «Gasperini? Sono convinto che farà un grandissimo campionato. I rinnovi di Pellegrini e Dybala…»

Roma, parla Ranieri: «Gasperini? Sono convinto che farà un grandissimo campionato. I rinnovi di Pellegrini e Dybala…». Le sue parole

Claudio Ranieri, attuale senior advisor dell’AS Roma ed ex allenatore giallorosso con una lunga carriera tra Serie A e Premier League, è tornato a parlare della squadra capitolina in un’intervista rilasciata a Sky Sport. L’ex tecnico, che in passato ha guidato club come Chelsea, Valencia e Leicester City (con cui ha vinto la storica Premier League 2015-16), ha affrontato diversi temi di attualità legati al club e al campionato italiano. Le sue parole:

SANCHO- «Era economicamente molto pesante, ma i Friedkin pur di accontentare l’allenatore l’avrebbero fatta. Certo che c’era da vendere qualcuno, finché non si sarebbe venduto qualche pezzo pregiato non si poteva fare. Quel pezzo pregiato non credo si sarebbe mai venduto, perché al momento ce li vogliamo tenere. Dovevamo inserire dei giovani nella speranza che il tecnico li avrebbe valorizzati al massimo così da poterli rivendere per rientrare nei parametri del Fair Play Finanziario»

SU GASPERINI – «Ottimo, ma ne ero sicuro. Quando abbiamo fatto una lista e i Friedkin hanno scelto Gasperini, eravamo sicuri di lui. Si parlava di antipatia, ma io ho detto che per me era ancora di più dell’antipatia: era qualcosa oltre, di un avversario veramente molto difficile da affrontare. Però poi quando ce l’hai a tuo favore le cose cambiano. È un allenatore che pretende, esige il massimo da sé stesso prima di tutti e poi dagli altri: per cui questo ci voleva per la piazza di Roma. Io ne sono super convinto e sono super convinto che farà un grandissimo campionato. I rinnovi di Pellegrini e Dybala? Dipendono dal campo. Dai Friedkin il massimo sostegno »

FFP – «Dovremo stare in regola con i conti. Vediamo come va il campionato e il percorso che facciamo: sono tutte entrate che danno un valore in più. Poi al limite dovremo vendere qualcuno. Se prendiamo il cartellino rosso e andiamo in Champions League, non ci faranno partecipare».

Cagliari, emergenza infortuni: le ultime su Pavoletti, Radunovic e Pintus

Cagliari, tre assenze pesanti contro il Parma: Pavoletti, Radunovic e Pintus ai box. Tutti i dettagli

Non è un avvio di stagione semplice per il Cagliari di Fabio Pisacane, ex difensore rossoblù e oggi tecnico della prima squadra, chiamato a gestire una situazione complicata sul fronte infortuni. Alla vigilia della sfida contro il Parma, valida per la 3ª giornata di Serie A 2025-2026, i sardi devono fare i conti con tre assenze di rilievo che rischiano di condizionare le scelte tattiche.

Pavoletti e Radunovic: due pilastri fuori causa

Il capitano Leonardo Pavoletti, attaccante classe 1988 noto per il suo gioco aereo e la capacità di fare reparto da solo, è alle prese con un problema fisico che lo terrà quasi certamente lontano dal campo. La sua assenza priverà il Cagliari non solo di un riferimento offensivo, ma anche della leadership e dell’esperienza maturata in anni di Serie A.

Situazione analoga per Boris Radunovic, portiere serbo classe 1996, titolare indiscusso tra i pali. L’estremo difensore, fondamentale per sicurezza e reattività, difficilmente sarà a disposizione per il match contro i gialloblù. Due forfait che colpiscono direttamente il cuore dell’attacco e della difesa, costringendo Pisacane a soluzioni alternative.

Anche Pintus ai box

A completare la lista degli indisponibili c’è Nicola Pintus, giovane centrocampista di prospettiva cresciuto nel vivaio rossoblù. Il suo infortunio, seppur meno impattante sulle gerarchie dell’undici titolare, rappresenta comunque un freno alla sua crescita e alla possibilità di mettersi in mostra in un match di alto livello.

Emergenza e opportunità

Le assenze di Pavoletti, Radunovic e Pintus mettono alla prova la profondità della rosa del Cagliari, che dovrà affidarsi a seconde linee e giovani in cerca di spazio. Per Pisacane sarà necessario rivedere l’assetto tattico, puntando su soluzioni inedite per mantenere competitività contro un Parma in buona forma.

La partita, oltre a essere un test importante per la classifica, diventa così un banco di prova per chi finora ha avuto meno minuti. Un’occasione per dimostrare di poter essere protagonista in un campionato lungo e impegnativo, dove ogni punto può fare la differenza nella corsa alla salvezza.

Lecce, conto alla rovescia per l’Atalanta: primo allenamento storico nel nuovo centro sportivo

Lecce, conto alla rovescia per l’Atalanta: primo allenamento storico nel nuovo centro sportivo di Martignano. Tutti i dettagli

La settimana di preparazione alla sfida contro l’Atalanta di Ivan Jurić, in programma domenica 14 settembre alle ore 15 al Gewiss Stadium di Bergamo, segnerà un momento storico per l’U.S. Lecce. La squadra guidata da Eusebio Di Francesco, tecnico abruzzese ex Roma e Sassuolo, si appresta infatti a svolgere la prima seduta di allenamento nel nuovo centro sportivo di Martignano, struttura di proprietà del club salentino.

Primo allenamento a porte chiuse

Come riportato dal Quotidiano di Puglia, la ripresa degli allenamenti è fissata per martedì pomeriggio e si svolgerà a porte chiuse. L’inaugurazione ufficiale del centro, alla presenza di stampa e tifosi, sarà organizzata nelle prossime settimane dal presidente Saverio Sticchi Damiani. L’impianto rappresenta un investimento strategico per il futuro del club, offrendo spazi moderni e funzionali per la prima squadra e il settore giovanile.

L’ultima seduta al “Via del Mare”

L’ultimo allenamento della scorsa settimana si è tenuto sul prato dello stadio “Via del Mare” e ha visto la prima squadra affrontare in amichevole la formazione Primavera. Il test, disputato in tre tempi da 25 minuti, è servito per mantenere il ritmo partita durante la sosta per le nazionali.

Assenti il portiere Alex Jean e il centrocampista Filip Marchwiński, oltre a otto giallorossi impegnati con le rispettive selezioni: Lameck Banda (Zambia), Ylber Ramadani (Albania), Medon Berisha (Kosovo), Hamza Coulibaly (Mali), João Gaspar (Portogallo U21), Þórir Helgason (Islanda), Santiago Pérez (Uruguay), Vasilije Štulić (Montenegro) e Tiago Gabriel (Brasile U20). Nel frattempo, Lorenzo Camarda, Kaba e lo stesso Ramadani hanno proseguito con un programma personalizzato di recupero fisico.

Verso la sfida di Bergamo

Il match contro l’Atalanta rappresenta un banco di prova importante per il Lecce, che punta a confermare le buone indicazioni di inizio stagione. Il nuovo centro sportivo di Martignano offrirà alla squadra un ambiente ideale per prepararsi al meglio, con strutture all’avanguardia e spazi dedicati alla performance atletica.

L’allenamento di martedì non sarà solo una tappa verso la sfida di Bergamo, ma anche l’inizio di una nuova era per il club salentino, che potrà finalmente contare su una “casa” tutta sua per crescere e programmare il futuro.

Bayer Leverkusen: Hjulmand pronto a prendere il posto di ten Hag. Thiago Motta rimanda il ritorno in panchina

Bayer Leverkusen: Hjulmand pronto a prendere il posto di ten Hag. L’ex Juve Thiago Motta rimanda il ritorno in panchina. I dettagli

Il Bayer Leverkusen è pronto a voltare pagina dopo l’addio a Erik ten Hag, tecnico olandese noto per il suo lavoro all’Ajax e, più recentemente, al Manchester United. Secondo quanto riportato da Sky Sport DE, il club tedesco ha ormai scelto il nuovo allenatore: sarà Kasper Hjulmand, 53 anni, ex commissario tecnico della nazionale danese, a guidare le “Aspirine” nella nuova fase del progetto sportivo.

Accordo raggiunto con il tecnico danese

Il direttore sportivo Simon Rolfes e l’amministratore delegato Fernando Carro hanno condotto intense trattative con Hjulmand tra domenica e oggi, arrivando a un’intesa totale. Le parti avrebbero definito tutti i dettagli contrattuali e, salvo sorprese, il nuovo allenatore dirigerà il suo primo allenamento già mercoledì. Niente ritorno in panchina per l’ex allenatore della Juventus, Thiago Motta, accostato in queste ore alla panchina tedesca.

Fonti vicine alla società parlano di colloqui “molto avanzati” e di una fumata bianca imminente. L’allenatore avrebbe già dato il proprio assenso formale, segno che l’ufficialità potrebbe arrivare a breve.

Esordio previsto in Bundesliga

Il debutto di Hjulmand sulla panchina del Bayer Leverkusen è atteso per il prossimo fine settimana, in occasione della sfida di Bundesliga contro l’Eintracht Francoforte. Un banco di prova importante per testare subito la sua impronta tattica e la capacità di adattarsi rapidamente a un gruppo già competitivo.

Il profilo di Kasper Hjulmand

Hjulmand ha guidato la Danimarca dal 2020 al 2024, portando la nazionale fino alle semifinali di Euro 2020 e consolidandone la reputazione come squadra solida e organizzata. Attualmente senza incarico, il tecnico vanta anche un’esperienza in Bundesliga: nella stagione 2014/15 ha allenato il Mainz 05, venendo però esonerato dopo circa sei mesi.

Conosciuto per il suo approccio tattico equilibrato e per la capacità di valorizzare i giovani talenti, Hjulmand potrebbe rappresentare la scelta ideale per un Bayer Leverkusen che punta a confermarsi ai vertici del calcio tedesco e a competere in Europa.

Obiettivi e prospettive

L’arrivo del tecnico danese segna l’inizio di un nuovo ciclo. La dirigenza spera che la sua esperienza internazionale e la sua filosofia di gioco possano garantire continuità ai successi recenti e aprire la strada a nuovi traguardi, sia in campionato che nelle competizioni continentali.

Cengiz Under lascia il Fenerbahce e approda al Besiktas: tutti i dettagli dell’operazione dell’ex Roma

Cengiz Under saluta il Fenerbahce e approda al Besiktas: tutti i dettagli dell’operazione dell’ex giocatore della Roma

Cengiz Ünder, esterno offensivo turco classe 1997, cambia ancora maglia e si prepara a una nuova avventura in Süper Lig. L’ex Roma, che ha vestito la maglia giallorossa tra il 2017 e il 2020 collezionando 88 presenze e 17 gol, rientra in patria dopo l’esperienza oltreoceano con il Los Angeles FC in Major League Soccer.

Dopo il prestito semestrale negli Stati Uniti, concluso con un bottino di 2 reti e 2 assist in 12 partite, Ünder ha fatto ritorno al Fenerbahçe, club con cui aveva un accordo biennale. Tuttavia, la sua permanenza a Istanbul è durata poco: la società gialloblù ha infatti trovato un’intesa con il Beşiktaş, storico rivale cittadino, per il trasferimento in prestito con diritto di riscatto fino al termine della stagione 2025/26.

L’annuncio ufficiale

Entrambi i club hanno confermato l’operazione con comunicati diffusi nelle ultime ore. Il Beşiktaş ha accolto l’ala destra con parole di incoraggiamento: “Il calciatore professionista Cengiz Ünder è stato ceduto temporaneamente, con diritto di riscatto fino al termine della stagione 2025-26, dal Fenerbahçe SK. Auguriamo a Cengiz Ünder grande successo con la nostra gloriosa maglia”.

Dal canto suo, il Fenerbahçe ha salutato il giocatore augurandogli una stagione priva di infortuni e ricca di soddisfazioni.

Un ritorno in patria per rilanciarsi

Per Ünder, cresciuto calcisticamente nell’Altınordu e affermatosi in patria con l’İstanbul Başakşehir, si tratta di un ritorno in Turchia con l’obiettivo di ritrovare continuità e incisività. Dopo l’esperienza in Serie A con la Roma e i passaggi in Ligue 1 al Marsiglia e in Premier League al Leicester City, il talento mancino ha vissuto un periodo altalenante, alternando buone prestazioni a momenti di difficoltà.

Il Beşiktaş, allenato da Giovanni van Bronckhorst (ex difensore di Barcellona e Arsenal), punta sulla sua velocità, sul dribbling e sulla capacità di creare superiorità numerica per rinforzare il reparto offensivo.

Obiettivi e prospettive

L’operazione rappresenta un colpo di mercato importante per le Aquile Nere, che mirano a competere per il titolo nazionale e a fare strada nelle competizioni europee. Per Ünder, questa potrebbe essere l’occasione giusta per rilanciarsi e tornare protagonista anche con la maglia della nazionale turca.

Con il passaggio al Beşiktaş, il 2025/26 si preannuncia come una stagione cruciale per il futuro dell’ex talento della Roma, deciso a dimostrare di poter ancora fare la differenza ad alti livelli.

Bundesliga, il Bayer Leverkusen rallenta su Thiago Motta: ecco cosa filtra dalla Germania

Bundesliga, il Bayer Leverkusen rallenta su Thiago Motta: ecco le ultimissime notizie sull’ex Juve dalla Germania

L’avventura di Erik ten Hag, 54 anni, ex allenatore del Manchester United e noto per il suo calcio organizzato e disciplinato, al Bayer Leverkusen si è conclusa dopo appena tre partite ufficiali. Un epilogo rapido e senza continuità, che molti osservatori avevano già ipotizzato. La squadra, infatti, stava vivendo un momento di transizione difficile, segnato dalla partenza di diversi giocatori chiave al termine dell’era Xabi Alonso, tecnico spagnolo che aveva riportato il club ai vertici della Bundesliga.

Con la prossima sfida di campionato contro l’Eintracht Francoforte a soli quattro giorni di distanza e la Champions League alle porte, la dirigenza tedesca è chiamata a una scelta rapida e strategica per la guida tecnica.

Caccia al nuovo allenatore: Hjulmand favorito

Il casting per il nuovo tecnico è già iniziato. Tra i nomi circolati, quello di Thiago Motta, ex allenatore della Juventus e apprezzato per il suo calcio propositivo, sembra essersi raffreddato nelle ultime ore. Secondo quanto riportato da Sky Sport DE, il candidato principale sarebbe ora Kasper Hjulmand, 53 anni, commissario tecnico della Danimarca dal 2020 al 2024, con cui ha raggiunto la semifinale di Euro 2020.

Attualmente senza squadra, Hjulmand ha già avuto un’esperienza in Germania nella stagione 2014-15 alla guida del Mainz 05, durata circa sei mesi prima dell’esonero. Le trattative con il Leverkusen sarebbero in fase avanzata, ma non è stato ancora raggiunto un accordo definitivo. L’obiettivo del club è annunciare il nuovo allenatore entro mercoledì, così da averlo in panchina già contro l’Eintracht.

Stabilità e rilancio: le priorità del Leverkusen

Il Bayer Leverkusen ha urgente bisogno di un tecnico capace di restituire stabilità a un gruppo che nelle ultime settimane ha vissuto tensioni interne e risultati altalenanti. La scelta del nuovo allenatore sarà cruciale non solo per affrontare al meglio gli impegni di Bundesliga e Champions League, ma anche per ridare fiducia e slancio a una rosa che punta a confermarsi ai massimi livelli del calcio europeo.

Se Hjulmand dovesse accettare, erediterà una squadra di talento ma in cerca di certezze, con il compito di trasformare un momento di crisi in un’opportunità di rilancio immediato.

Sampdoria, buone notizie: quel giocatore torna in gruppo e sarà titolare contro il Cesena

Sampdoria, arrivano buone notizie dall’infermeria: quel giocatore torna in gruppo e sarà titolare contro il Cesena. Le ultime

La Sampdoria può finalmente sorridere: Alex Ferrari, difensore centrale classe 1994 e uno dei leader più esperti della rosa blucerchiata, è tornato ad allenarsi regolarmente con il gruppo. Il rientro è avvenuto due giorni fa, dopo un breve periodo di scarico programmato per gestire al meglio i carichi di lavoro. Tre giorni fa il giocatore aveva svolto una seduta differenziata, superata senza alcun problema, segnale che la condizione fisica è tornata ottimale.

Pronto per la sfida di Serie B contro il Cesena

Il recupero di Ferrari arriva in un momento chiave della stagione. Sabato 13 settembre, allo stadio “Luigi Ferraris” di Genova, la Sampdoria affronterà il Cesena nella 3ª giornata del campionato di Serie BKT 2025/26. La presenza del centrale non è in dubbio: sarà regolarmente a disposizione di Massimo Donati, tecnico doriano ed ex centrocampista di Milan e Atalanta, che potrà così contare su un elemento di grande affidabilità per guidare la retroguardia.

Lo staff medico ha gestito con attenzione il percorso di recupero, evitando rischi e garantendo che il giocatore potesse rientrare al massimo della forma. La sua condizione è apparsa brillante nelle ultime sedute, un segnale incoraggiante per tutto l’ambiente.

Un leader della difesa blucerchiata

Ferrari, arrivato alla Sampdoria nel 2018, è considerato un pilastro della difesa grazie alla sua esperienza in Serie A e B e alla capacità di leggere le situazioni di gioco con lucidità. La sua leadership in campo, unita a un’ottima abilità nel gioco aereo e nella marcatura, lo rende un punto di riferimento imprescindibile per i compagni di reparto.

Nelle prime uscite stagionali, il difensore ha già dimostrato di essere determinante, guidando la linea arretrata con sicurezza e personalità. Il suo rientro non solo rafforza la solidità difensiva, ma trasmette fiducia a tutta la squadra in vista di un match che potrebbe rivelarsi fondamentale per la classifica.

Obiettivo: continuità e solidità

Con Ferrari di nuovo al centro della difesa, la Sampdoria punta a ritrovare compattezza e continuità di rendimento. La sfida contro il Cesena sarà un banco di prova importante per confermare le ambizioni di alta classifica e proseguire il cammino verso l’obiettivo promozione.

Inter, il rimpianto Solet e la scelta Akanji: retroscena di mercato e prospettive difensive

Inter, il rimpianto Solet e la scelta Akanji: retroscena di mercato e prospettive difensive dei nerazzurri! Tutti i dettagli

Un retroscena di mercato riporta alla luce un’occasione sfumata per l’Inter. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, i dirigenti nerazzurri avevano seguito con grande attenzione Oumar Solet, difensore centrale francese classe 2000, oggi in forza all’Udinese. L’interesse, però, si è arenato per divergenze sulla formula dell’operazione, con i friulani decisi a ottenere garanzie precise e l’Inter poco incline a forzare la trattativa.

La prestazione che ha riacceso i rimpianti

Il match di San Siro tra Inter e Udinese ha messo in evidenza tutto il valore di Solet. Il centrale transalpino, imponente fisicamente e dotato di ottimo senso della posizione, è stato giudicato il migliore in campo, ottenendo un 7,5 in pagella e lodi per almeno tre interventi decisivi in area. Una prova di grande solidità che ha confermato la sua crescita e alimentato i rimpianti in casa nerazzurra.

Dall’obiettivo mancato all’arrivo di Akanji

Durante l’estate, l’Inter aveva valutato seriamente l’acquisto di Solet, ma la trattativa non è mai decollata. Alla fine, per rinforzare la retroguardia, la scelta è ricaduta su Manuel Akanji, difensore svizzero classe 1995, prelevato dal Manchester City nell’ultimo giorno di mercato. Akanji, calciatore di esperienza internazionale e titolare nella nazionale elvetica, ha portato affidabilità e leadership al reparto arretrato.

Chivu e la sfida di consolidare la difesa

Cristian Chivu, allenatore dell’Inter e già bandiera nerazzurra da calciatore, si trova ora a dover amalgamare i nuovi innesti con i leader già presenti in rosa. Oltre ad Akanji, il club ha confermato Yann Bisseck, difensore tedesco classe 2000, blindato nonostante le offerte dall’estero. Tuttavia, le recenti difficoltà difensive hanno evidenziato la necessità di trovare rapidamente equilibrio e compattezza.

Guardare avanti

Il “caso Solet” resta un rimpianto, ma la priorità per l’Inter è costruire una difesa all’altezza delle ambizioni stagionali. Con Akanji a guidare il reparto e con giovani di prospettiva come Bisseck, Chivu punta a creare una linea arretrata solida, capace di affrontare le sfide di campionato e coppe.

Milan, Allegri al lavoro su Nkunku: ecco dove potrebbe giocare il francese

Nkunku-Milan: Allegri studia la collocazione tattica del talento francese, le ultimissime sui rossoneri

Il Milan ha accolto un rinforzo di lusso: Christopher Nkunku, attaccante francese classe 1997, arrivato dal Chelsea negli ultimi giorni di mercato estivo. Giocatore duttile e creativo, capace di agire da seconda punta, esterno offensivo o trequartista, Nkunku rappresenta per Massimiliano Allegri – tecnico livornese noto per la sua intelligenza tattica e la capacità di adattare il gioco ai suoi interpreti – un affascinante rompicapo strategico.

Secondo quanto riportato dall’edizione odierna della Gazzetta dello Sport, la versatilità dell’ex Paris Saint-Germain e Chelsea sta già stimolando nuove soluzioni offensive. Il fatto che Nkunku non sia stato convocato dalla nazionale francese per la sosta internazionale gli ha permesso di restare a Milanello, dove ha svolto una settimana intensa di allenamenti sotto la guida di Allegri. Le prime impressioni sono state estremamente positive: qualità tecnica, visione di gioco e capacità di adattarsi a più ruoli lo rendono un’arma preziosa per il “Diavolo”.

Le opzioni tattiche

La soluzione più accreditata prevede Nkunku come seconda punta in un 3-5-2, al fianco di un centravanti fisico in grado di aprire spazi e sfruttare la sua rapidità negli inserimenti. Ma non è l’unica ipotesi: i tifosi sognano un tridente esplosivo con Nkunku e Christian Pulisic – ala statunitense veloce e tecnica – a supporto di Rafael Leão, attaccante portoghese devastante nell’uno contro uno. Questa configurazione darebbe al Milan un potenziale offensivo di altissimo livello, capace di mettere in difficoltà qualsiasi difesa.

Le parole del protagonista

Durante la presentazione ufficiale, Nkunku ha mostrato grande disponibilità: “Mi piace giocare come trequartista. Poi dipende dal modulo e da come viene interpretato. Deciderà il mister, non vedo l’ora di giocare”.

Una dichiarazione che sintetizza la sua mentalità: flessibilità, spirito di squadra e fame di campo.

Con Nkunku, il Milan guadagna un calciatore in grado di cambiare volto alla squadra a seconda dell’avversario e delle esigenze di gara. Allegri, maestro nel valorizzare i suoi uomini, ha ora tra le mani un’arma tattica che potrebbe rivelarsi decisiva nella corsa agli obiettivi stagionali.

Infortunio Rrahmani, ore decisive: il difensore del Napoli attende l’esito degli esami

Infortunio Rrahmani, sono ore decisive: si attende il verdetto medico dopo il ko con la nazionale del Kosovo

La prima sosta del campionato di Serie A 2025/26 porta cattive notizie in casa Napoli. Antonio Conte, allenatore degli azzurri e reduce da un avvio di stagione positivo, deve fare i conti con il primo vero problema della sua gestione: l’infortunio di Amir Rrahmani, difensore centrale classe 1994, colonna portante della retroguardia partenopea e capitano della nazionale del Kosovo.

Il giocatore, ex Verona e punto di riferimento per esperienza e leadership, si era unito nei giorni scorsi al ritiro della sua nazionale in vista della sfida di qualificazione contro la Svezia, disputata ieri al Fadil Vokrri Stadium di Pristina. Nonostante un fastidio muscolare accusato in allenamento, Rrahmani aveva provato a stringere i denti per essere a disposizione del commissario tecnico kosovaro. Tuttavia, i primi esami effettuati dallo staff medico della nazionale hanno escluso la possibilità di impiegarlo, costringendolo a lasciare il ritiro e a rientrare anticipatamente a Napoli.

Il difensore ha salutato compagni e amici, mettendosi subito in viaggio verso Castel Volturno, dove oggi – a tre giorni dal problema fisico – sarà sottoposto a nuovi e più approfonditi accertamenti presso il centro sportivo del club. Solo dopo questi test lo staff medico azzurro potrà stabilire con precisione l’entità dell’infortunio e i tempi di recupero, che al momento restano incerti.

Quel che sembra già sicuro è che Rrahmani non sarà disponibile per la prossima gara di campionato, in programma al Franchi contro la Fiorentina. Un’assenza pesante per Conte, che dovrà rivedere le rotazioni difensive e probabilmente affidarsi a soluzioni alternative come Juan Jesus o Leo Østigård.

L’assenza del capitano kosovaro rappresenta un problema non solo per la solidità difensiva, ma anche per l’equilibrio tattico del Napoli. Rrahmani, infatti, è uno dei pilastri del sistema di Conte, grazie alla sua capacità di guidare la linea arretrata, leggere le situazioni di gioco e impostare l’azione dal basso.

Il Napoli e i suoi tifosi attendono ora con ansia l’esito degli esami: la speranza è che si tratti di un infortunio di lieve entità, ma la prudenza resta d’obbligo.

Calciomercato Roma, Ranieri rivela sulla questione Sancho. Retroscena molto importante

Calciomercato Roma: Ranieri parla di bilanci, Fair Play Finanziario e strategie future

Nel pieno delle riflessioni sul futuro della squadra, Claudio Ranieri, attuale senior advisor della Roma e tecnico giallorosso fino a pochi mesi fa, ha rilasciato una lunga intervista a Sky Sport, anticipando alcuni punti chiave relativi al presente e alle prospettive del club, in particolare per quanto riguarda il Calciomercato Roma.

Ranieri ha aperto il discorso con un riferimento chiaro e diretto al Fair Play Finanziario, evidenziando quanto la sostenibilità economica sia oggi una priorità assoluta per la Roma: «Per prima cosa dovremo stare in regola con i conti. Vediamo come andrà il campionato, il piazzamento finale e il cammino in Europa League. Sono tutte entrate che ci porteranno valore aggiunto. Ma, se necessario, sarà inevitabile vendere qualcuno. Non possiamo permetterci di prendere un cartellino rosso, ovvero l’esclusione dalle competizioni europee. Dobbiamo tenere i conti a posto».

Queste parole illustrano chiaramente l’approccio realistico e prudente del club nella gestione del prossimo Calciomercato Roma, dove le ambizioni tecniche dovranno necessariamente conciliarsi con le regole imposte dall’UEFA.

Uno dei nomi più chiacchierati in estate è stato quello di Jadon Sancho, accostato ai giallorossi in una suggestiva operazione di mercato. Ranieri ha fatto chiarezza anche su questo: «Era un’operazione economicamente molto pesante. I Friedkin l’avrebbero fatta pur di accontentare l’allenatore, ma prima sarebbe stato necessario cedere un pezzo pregiato. E in quel momento non c’era la volontà di farlo: quei giocatori ce li vogliamo tenere. La strategia doveva essere inserire giovani e sperare che il tecnico li valorizzasse, così da rientrare nei parametri».

Il tema centrale resta quindi il bilanciamento tra ambizione sportiva e sostenibilità finanziaria, un punto fermo nella pianificazione del Calciomercato Roma. Non a caso, Ranieri ha concluso la sua analisi parlando dei rinnovi di Lorenzo Pellegrini e Paulo Dybala, due colonne della squadra: «I rinnovi dipenderanno da ciò che accadrà sul campo. Gasperini ha avuto un ottimo approccio. E i Friedkin stanno garantendo il massimo sostegno alla squadra».

In vista della sessione invernale, la Roma dovrà quindi muoversi con attenzione, cercando soluzioni intelligenti che permettano di rinforzare la rosa senza compromettere la stabilità economica. Il Calciomercato Roma sarà, ancora una volta, una sfida tra sogni e conti da far quadrare.

Modric: «Voglio far ritornare grande il Milan. Sull’accoglienza che mi hanno fatto qui…»

Luka Modric al Milan: un nuovo inizio carico di speranze. La situazione raccontata dal centrocampista

L’arrivo di Luka Modric al Milan ha portato una ventata di entusiasmo in un ambiente affamato di successi e desideroso di ritornare ai vertici del calcio italiano. Il campione croato, che ieri ha parlato in conferenza stampa dal ritiro della Croazia in vista della sfida contro il Montenegro, ha espresso grande soddisfazione per questa nuova avventura rossonera.

Modric, secondo quanto riportato da tuttomercatoweb.com, ha sottolineato l’importanza di questa fase di adattamento, dichiarando: «Posso dire solo cose positive: il club, la squadra, i compagni e l’allenatore mi hanno accolto nel miglior modo possibile. Sono entusiasta del club, della sua grandezza, dell’organizzazione. Si vede che è uno dei club più grandi al mondo, anche se attualmente non è ai livelli di risultati degli anni Novanta o Duemila».

Queste parole hanno ulteriormente alimentato l’entusiasmo dei tifosi rossoneri, già impressionati dalle qualità tecniche e dal carisma di Modric. Sotto la guida di Massimiliano Allegri, il Milan sta costruendo un progetto tecnico e tattico ambizioso, e il croato si è subito imposto come uno dei pilastri fondamentali di questa nuova fase.

Il Direttore Sportivo Tare ha lavorato intensamente per assicurarsi un giocatore del calibro di Modric, e i risultati sono già visibili in campo. Allegri ha schierato il centrocampista titolare nelle prime partite stagionali, posizionandolo come regista davanti alla difesa. Contro Cremonese e Lecce, Modric ha dettato i ritmi di gioco con una visione e una tecnica sopraffine, caratteristiche che lo distinguono da molti altri.

Uno dei momenti più significativi è stato il suo primo assist in maglia rossonera, arrivato nella trasferta in Puglia: una punizione calciata con precisione millimetrica che ha trovato la testa di Loftus-Cheek per il gol del momentaneo 1-0. Questo gesto tecnico ha dimostrato non solo la sua abilità, ma anche il ruolo di leader in campo che Modric è già riuscito a conquistarsi.

L’impatto del croato sul Milan è stato immediato e profondo. La sua esperienza e calma in mezzo al campo sono preziose per una squadra in fase di ricostruzione. Con Modric al centro del progetto, il Milan di Allegri e Tare sembra avviato verso una stagione ricca di ambizioni, con la speranza di tornare a competere per i trofei più importanti.

Con la sua umiltà e classe, Luka Modric ha già conquistato il cuore dei tifosi e il rispetto dei compagni. L’avventura rossonera è appena iniziata, ma le premesse sono ottime per un futuro di grandi soddisfazioni.

Marotta spiega: «Quel giocatore è talento puro per l’Inter. Avrà un ruolo importante nella squadra»

Marotta su Francesco Pio Esposito: «Talento vero, ma deve ancora crescere»

Nel corso della presentazione della decima edizione del Torneo Internazionale “La Passione di Yara”, Giuseppe Marotta, presidente dell’Inter, ha rilasciato alcune dichiarazioni importanti sul giovane attaccante Francesco Pio Esposito, rientrato alla base dopo un’esperienza biennale in prestito allo Spezia.

Marotta ha voluto soffermarsi sul percorso del classe 2005, sottolineando le sue qualità, ma anche il cammino che deve ancora intraprendere per diventare un vero campione. «Francesco Pio Esposito è sicuramente un grande talento – ha dichiarato Marotta – ma per arrivare ai massimi livelli deve ancora crescere molto».

Il dirigente nerazzurro ha poi evidenziato il contesto che ha contribuito alla formazione del giovane: «I meriti sono quasi tutti suoi, ma vanno riconosciuti anche alla famiglia, che ha saputo educare lui e i fratelli con grande equilibrio. Anche l’Inter ha avuto un ruolo importante nel suo percorso, permettendogli di esprimere al meglio le sue capacità».

Marotta ha voluto poi soffermarsi su un tema a lui caro: la differenza tra il talento e la realizzazione. «Oggi possiamo considerarlo un talento, soprattutto in relazione alla sua età. Ma per diventare un campione non bastano le doti tecniche: servono umiltà, perseveranza e una passione autentica per il proprio lavoro. Senza queste qualità, il rischio è quello di rimanere solo una promessa».

Il presidente dell’Inter ha riconosciuto in Esposito una buona maturità per la sua età, ma ha anche messo in guardia sui rischi che tanti giovani affrontano nel percorso verso l’élite del calcio. «Ho visto molti ragazzi con un enorme potenziale non riuscire a fare il salto, perché non hanno saputo accompagnare il talento con le giuste caratteristiche umane».

Infine, Marotta ha concluso con parole di fiducia e speranza: «Finora il percorso di Pio è stato positivo. Noi come club ci auguriamo di poterlo accompagnare nel modo migliore possibile, aiutandolo a diventare non solo un ottimo calciatore, ma anche un uomo solido».

Ancora una volta, Marotta si conferma attento osservatore dello sviluppo giovanile e interprete di una visione del calcio che va oltre il campo, mettendo al centro la persona prima ancora dell’atleta.

Calhanoglu lascia l’Inter? Sentite cosa ha appena detto il padre sul suo futuro

Calhanoglu-Galatasaray, la trattativa resta un sogno: il padre chiude (per ora) alla Super Lig

Il futuro di Hakan Calhanoglu continua ad alimentare le discussioni in Turchia, dove il suo possibile trasferimento in Super Lig è diventato uno dei temi più caldi del calciomercato estivo. Il centrocampista dell’Inter, protagonista assoluto nelle ultime stagioni con la maglia nerazzurra e punto fermo della Nazionale turca, è stato al centro dell’interesse del Galatasaray, club che da tempo sogna di riportarlo in patria.

A confermare l’interesse per Calhanoglu è stato direttamente l’allenatore del Galatasaray, Okan Buruk, che ha ammesso pubblicamente il tentativo di portare il regista turco a Istanbul: «Hakan era un giocatore che volevamo davvero. È un grande tifoso del Galatasaray. Abbiamo fatto un tentativo anche la scorsa settimana, ma l’Inter ci ha fatto sapere che non intende venderlo, se non a cifre molto più alte del normale».

Nonostante l’ammirazione reciproca tra Calhanoglu e il Galatasaray – club per il quale il giocatore ha sempre dichiarato di avere un forte legame emotivo – il trasferimento appare oggi lontano. A raffreddare ulteriormente le speranze dei tifosi turchi sono arrivate anche le parole del padre del giocatore, Huseyin Calhanoglu, intervistato dall’emittente Hurriyet.

«Dio solo lo sa quando Hakan potrà tornare a giocare in Turchia – ha dichiarato il padre –. Al momento è felice all’Inter, sta bene e ha ancora un contratto di due anni. Non c’è nessuna trattativa in corso, né con il Galatasaray né con altri club turchi».

La posizione della famiglia e quella dell’Inter sembrano dunque coincidere: Calhanoglu non è sul mercato, e il club nerazzurro lo considera un pilastro del proprio centrocampo, soprattutto dopo le recenti prestazioni che lo hanno visto crescere anche nel ruolo di regista basso, con grande personalità e leadership.

Il Galatasaray, dal canto suo, resta vigile e non esclude nuovi tentativi in futuro. L’amore tra Calhanoglu e il club giallorosso è reale, ma al momento non ci sono le condizioni per un trasferimento.

Per ora, quindi, l’ipotesi Calhanoglu-Galatasaray resta solo un sogno. Ma nel calciomercato nulla è davvero definitivo, e la porta – anche se socchiusa – potrebbe riaprirsi nelle prossime sessioni.

Calciomercato Parma, Insigne missione ancora possibile per i crociati? Le ultime

Calciomercato Parma: si raffredda la pista Insigne, trattativa in stallo

Il calciomercato Parma continua a essere uno dei più attivi e seguiti in questa sessione estiva, soprattutto per le ambizioni del club di costruire una rosa competitiva in vista della stagione in Serie A. Uno dei nomi che ha acceso l’interesse dei tifosi e degli addetti ai lavori è stato quello di Lorenzo Insigne, attualmente svincolato e alla ricerca di una nuova avventura in Italia dopo l’esperienza in MLS.

A fare chiarezza sulla situazione è intervenuto nelle ultime ore Fabrizio Romano, noto giornalista esperto di calciomercato, che sui propri canali ufficiali ha condiviso un aggiornamento importante riguardo ai contatti tra il Parma e l’ex capitano del Napoli. “Lorenzo Insigne è stato valutato e cercato dal Parma. Ci sono state delle trattative, ma al momento l’opzione Insigne-Parma non decolla, per determinati fattori e più situazioni”, ha spiegato Romano.

Secondo quanto riportato, il club crociato aveva effettivamente sondato la possibilità di portare a Parma un profilo di grande esperienza come Insigne, sia per alzare il livello tecnico della squadra sia per aggiungere carisma in vista di una stagione che si preannuncia molto competitiva. Tuttavia, diverse problematiche – probabilmente di natura economica, tecnica e progettuale – hanno rallentato e infine raffreddato la trattativa.

Insigne, ancora senza squadra dopo la fine del suo contratto con il Toronto FC, resta comunque sul mercato e disponibile per nuove proposte. Il calciomercato Parma tiene ancora sotto osservazione la situazione, ma al momento non sembrano esserci i presupposti per una chiusura imminente.

Nonostante il raffreddamento della pista Insigne, il club ducale non ferma la propria attività sul mercato. La dirigenza è infatti al lavoro per trovare alternative valide che possano garantire esperienza e qualità al reparto offensivo. La ricerca di profili d’impatto prosegue, sempre con l’obiettivo di affrontare la Serie A con una rosa attrezzata e pronta a mantenere la categoria.

Calciomercato Juve, Tonali grande obiettivo bianconero per gennaio? Le ultime novità

Calciomercato Juve: Tonali resta un obiettivo, ma il ritorno può attendere

Il calciomercato Juve ha vissuto un’estate intensa, con tanti nomi sul tavolo e altrettanti sogni solo sfiorati. Uno di questi è stato senza dubbio quello legato a Sandro Tonali, centrocampista italiano ex Milan, attualmente in forza al Newcastle. Il club bianconero ha sondato il terreno per un suo possibile ritorno in Serie A, ma la trattativa si è rivelata troppo complessa per essere concretizzata in questa sessione.

Secondo quanto riportato da calciomercato.com, il contratto che lega Tonali al Newcastle è valido fino a giugno 2028, con un ingaggio netto di circa 7 milioni di euro a stagione, a cui si aggiungono altri 2 milioni in bonus legati a prestazioni e obiettivi. Cifre che rappresentano un ostacolo significativo, anche per una società solida come la Juventus, attualmente impegnata nel rafforzare la rosa in modo sostenibile sia sul piano tecnico che economico.

Nonostante ciò, il calciomercato Juve non ha definitivamente abbandonato la pista Tonali. Il club continua a monitorare con attenzione la crescita del centrocampista italiano in Premier League, osservando non solo le sue prestazioni individuali ma anche il contesto in cui si sta sviluppando. L’ipotesi di un ritorno in Italia resta viva, soprattutto in prospettiva futura.

Gli esperti di mercato indicano la stagione 2026/2027 come la più plausibile per un eventuale assalto da parte della Juventus, quando le condizioni contrattuali e le dinamiche di mercato potrebbero rendere l’operazione più accessibile. Nel frattempo, la dirigenza bianconera, con l’occhio attento del direttore generale Cristiano Giuntoli, prosegue il lavoro silenzioso ma costante in vista delle prossime mosse strategiche.

Tonali, cresciuto nel vivaio del Brescia e consacratosi con la maglia del Milan, resta uno dei centrocampisti italiani più completi e apprezzati della sua generazione. Il suo eventuale ritorno in Serie A rappresenterebbe un colpo di grande valore per la Juventus, in ottica di rafforzamento del reparto mediano.

Il sogno è stato rimandato, ma nel calciomercato Juve i grandi obiettivi non vengono mai dimenticati. Tonali resta nel mirino, pronto a tornare protagonista in Italia, magari proprio con la maglia bianconera.

Bologna, Santiago Castro vuole la doppia cifra con la squadra rossoblu. Numeri da capogiro

Bologna, Santiago Castro sogna in grande: tra gol, Nazionale e nuovi traguardi

Il futuro di Santiago Castro si tinge di ambizione e fame di vittorie, e il suo presente parla chiaro: vuole essere protagonista con il Bologna e conquistarsi un posto tra i grandi dell’Argentina. L’attaccante classe 2004 è pronto a prendersi nuove responsabilità e ad alzare l’asticella, sia a livello di club che di Nazionale.

“Mi piacerebbe un’altra coppa”, ha dichiarato Castro parlando del Bologna, lasciando intendere quanto tenga a lasciare il segno in maglia rossoblù. Dopo l’ottima stagione passata, il giovane attaccante punta a consolidarsi come uno dei riferimenti offensivi della squadra, guidata ora con grandi ambizioni anche a livello europeo.

La scorsa annata ha visto Castro collezionare numeri interessanti: 8 gol e 5 assist in Serie A, a cui si aggiungono 2 reti e 3 assist in Coppa Italia, per un totale di 10 gol e 8 assist in 39 presenze complessive. Un bottino più che dignitoso per un giovane al primo vero impatto con il calcio italiano, ma che ora rappresenta solo una base su cui costruire.

Il grande obiettivo per la nuova stagione con il Bologna sarà quello di raggiungere la doppia cifra di gol in una singola competizione. L’attaccante argentino vuole dimostrare di essere un bomber completo, capace di incidere con continuità anche nei momenti chiave.

Ma i sogni di Castro non si fermano all’ambiente rossoblù. L’altro traguardo nel mirino è la convocazione con l’Argentina al prossimo Mondiale. Un obiettivo ambizioso, ma non irraggiungibile, considerando il potenziale del giocatore. Tuttavia, il percorso non sarà semplice: proprio la Nazionale era stata un punto dolente nella passata stagione. A marzo, infatti, un infortunio al piede aveva compromesso la sua forma fisica e le possibilità di mettersi in mostra con l’Albiceleste.

Ora però, con la nuova stagione alle porte e un Bologna pronto a rilanciarsi anche in campo europeo, Castro ha tutto per imporsi come uno dei protagonisti dell’annata. Le motivazioni non mancano, e neanche il talento.

Il Bologna crede in lui, e lui vuole ripagare la fiducia con prestazioni da leader. La strada è tracciata: sogni, gol e magari anche un’altra coppa.

Zalewski, un “sole polacco” per ridare luce all’Atalanta. La fascia sinistra ora è qualità assoluta

Zalewski, un “sole polacco” sulla fascia sinistra dell’Atalanta. Una luce di una Dea che ha bisogno di scoprirsi

Seppur in casa Atalanta oggi ci sia un po’ di nebbia, sono presenti dei piccoli raggi di sole. Tale lume però non è come gli altri, è un sole diverso: luminescente che però non scotta, bianco e rassicurante. La descrizione di un sole polacco che a Bergamo porta il nome di Nicola Zalewski.

Tra i problemi della squadra nerazzurra, l’esterno è stata una grande nota positiva dopo queste due giornate di Serie A, alzando il livello dell’Atalanta sulla fascia sinistra. Ormai sono lontani i tempi della “crisi post Gosens” dove gli esterni facevano fatica a trovare l’alba di un tempo: dal colombiano Mojica all’incompiuto Maehle, dalla parentesi Soppy al flop Bakker. Poi Ruggeri che tra alti e bassi era riuscito a portare a casa l’Europa League, i riadattamenti di Zappacosta l’ultimo anno fino a quando il “sole polacco” non ha ridato luce al reparto dove insieme a Bellanova, Musah, Davide e Ahanor può solo far bene.

L’ex Inter non ha esitato a mettersi in evidenza: rapidità, qualità, visione di gioco e sempre pronto a servire palloni interessanti agli attaccanti, nonché l’unico nei primi tempi macchinosi e lenti a dare scosse importanti all’Atalanta. Tanto bravo davanti, quanto non esente da errori dietro. Contro il Pisa il goal avversario è partito dalla sua fascia e come ha sottolineato anche Juric in conferenza stampa occorre migliorare per dare una mano anche in retroguardia.

C’è tempo per vedere questo sole splendere sempre di più (risaltando ovviamente l’Atalanta), ma intanto è un grande punto di partenza su cui appoggiarsi senza scottarsi: esattamente come fa un grande sole polacco.

Barzagli sicuro: «Gattuso? In Nazionale conta puntare forte su questi due fattori molto importanti»


Barzagli: «Nella Nazionale contano mentalità e lavoro. Gattuso ha dato la scossa giusta»

Andrea Barzagli, ex difensore della Juventus e oggi parte dello staff tecnico della Nazionale Under 21, ha rilasciato un’intervista all’edizione odierna della Gazzetta dello Sport in cui ha parlato della sua esperienza al fianco di mister Baldini e delle sfide legate alla crescita dei giovani talenti italiani. Un intervento che riflette sul valore del lavoro quotidiano, della mentalità e del percorso formativo che deve essere coltivato con pazienza.

«Nello sport si può vincere o perdere, ma l’importante è non avere rimpianti – spiega Barzagli –. La mentalità vincente si costruisce quando vinci, certo, ma soprattutto quando capisci che una vittoria non basta: serve lavorare ancora di più. È questo il messaggio che cerchiamo di trasmettere ai ragazzi della Nazionale Under 21».

Gattuso e la nuova Italia

Barzagli ha parlato anche della Nazionale maggiore, oggi guidata dal suo ex compagno di squadra Gennaro Gattuso. L’esordio di Rino sulla panchina azzurra ha portato energia e determinazione, qualità che Barzagli conosce bene. «Ho visto un’Italia convinta, aggressiva, con la cattiveria giusta. È stata una risposta importante del gruppo, e credo che anche Rino ne sia stato soddisfatto».

Un buon inizio, dunque, per il nuovo corso della Nazionale, che punta a ritrovare stabilità e identità dopo anni di alti e bassi. Secondo Barzagli, l’approccio mentale è fondamentale: serve unità, fiducia e una guida forte. E in questo senso Gattuso sembra l’uomo giusto.

La scuola italiana dei difensori

Parlando del suo ruolo nello staff tecnico e dell’eredità difensiva italiana, Barzagli ha offerto un’analisi sincera: «Il difensore è un ruolo difficile, spesso ingrato. Cresci solo quando sbagli e capisci dove hai fatto l’errore. Le letture difensive si affinano con l’esperienza, e questo accade solo giocando. In Italia abbiamo una grande tradizione in questo ruolo: anche i migliori, da giovani, hanno fatto passi da gigante col tempo».

Barzagli si conferma così un punto di riferimento per la nuova generazione di talenti della Nazionale. La sua esperienza, maturata sul campo con i colori azzurri, è ora messa a disposizione delle future promesse, in un percorso che guarda con ambizione al futuro del calcio italiano.

Gosens rivela: «Mi ha cercato questa squadra in estate, ma alla fine ho scelto la Fiorentina per questo motivo»

Gosens si racconta: «Fiorentina, qui mi sento importante. Ora voglio ripagare la fiducia»

Robin Gosens è uno dei punti fermi della nuova stagione della Fiorentina e, in un’intervista concessa al Corriere Fiorentino, ha fatto il punto sul momento personale e collettivo in maglia viola. L’esterno tedesco, arrivato con grandi aspettative, ha parlato dell’importanza della continuità all’interno del gruppo e degli obiettivi ambiziosi fissati dallo spogliatoio.

«Abbiamo mantenuto gran parte della rosa della scorsa stagione, e questo è un vantaggio enorme – ha spiegato Gosens –. Conosciamo già i nostri pregi e difetti, non solo sul campo ma anche come persone. Questo ci aiuta a lavorare meglio e più in fretta. È un po’ quello che succedeva ai miei tempi all’Atalanta: iniziavamo ogni anno con un’identità chiara, e i risultati si vedevano».

Il tedesco si è detto convinto delle potenzialità della squadra: «Abbiamo le qualità per stare in alto anche in questo campionato, ma ora arriva la sfida più dura: confermarsi. L’anno scorso abbiamo chiuso con 65 punti, e ci siamo promessi di fare meglio. La Champions League sarebbe il massimo, ma non deve diventare un’ossessione. Per rendere al meglio dobbiamo essere liberi mentalmente».

Gosens e il retroscena con l’Atalanta: «Ma la Fiorentina ha chiuso la porta»

Tra i temi toccati da Gosens, anche un retroscena di calciomercato che lo ha visto vicino a un ritorno all’Atalanta. «Sì, l’interesse era reale. Mi hanno contattato e mi hanno fatto sapere che erano interessati. Non lo nego, ci ho pensato. Firenze per me è casa, ma anche Bergamo lo è. Ho vissuto anni bellissimi lì, soprattutto durante un periodo difficile come quello del Covid. È un legame che va oltre il calcio».

Nonostante la tentazione, Gosens ha lasciato che fossero i club a decidere. «Ho detto fin da subito che avrei lasciato carta bianca. E quando la Fiorentina mi ha detto che non c’era alcuna possibilità di cessione, ne sono stato felice. Resto in una società che ha creduto in me, e voglio solo ripagare questa fiducia. Mi sento importante qui, e questo conta tantissimo».

Gosens, simbolo della nuova Fiorentina

Con grinta, esperienza internazionale e grande spirito di squadra, Gosens si conferma un punto di riferimento nella Fiorentina. La sua leadership, dentro e fuori dal campo, sarà fondamentale per una stagione ambiziosa in maglia viola.

Calciomercato Milan, Leao da partente a uomo simbolo. Giunta l’ora della rinascita rossonera?


Calciomercato Milan: Leao resta il perno del progetto, ma le sirene non mancano

Il calciomercato Milan è sempre al centro dell’attenzione, tra voci, trattative e strategie a lungo termine. Anche se la sessione estiva si è appena conclusa, la dirigenza rossonera è già al lavoro per proteggere i suoi gioielli, in particolare Rafael Leao, da tempo uomo mercato e simbolo del progetto milanista.

Le indiscrezioni riportate da La Gazzetta dello Sport accendono i riflettori su un possibile interessamento del Bayern Monaco per Leao. Il club tedesco, alla ricerca di un esterno offensivo di livello mondiale, avrebbe valutato l’opzione di formulare un’offerta per l’attaccante portoghese. Tuttavia, per ora, si tratta solo di un’idea mai formalizzata. La risposta del Milan è stata ferma: Leao non è in vendita.

Il nuovo direttore sportivo Igli Tare, in perfetta sintonia con il tecnico Massimiliano Allegri, ha ribadito l’incedibilità dell’ex Lille, considerato il simbolo della nuova era rossonera. La fiducia dell’allenatore è totale, e il club vuole costruire il futuro intorno a Leao, resistendo anche alle offerte più ricche.

Leao simbolo del nuovo Milan

In un calciomercato Milan spesso segnato in passato da dolorose cessioni, la scelta di trattenere Leao manda un messaggio chiaro: si punta alla continuità tecnica e alla crescita del progetto. Il portoghese non è solo un talento cristallino, ma anche una figura chiave dentro e fuori dal campo.

Fofana e le tentazioni arabe

Non solo Leao, però. Anche Youssouf Fofana, arrivato per rafforzare la mediana, è stato al centro di voci insistenti. Alcuni club dell’Arabia Saudita avrebbero sondato il terreno, pronti a offrire cifre importanti per il centrocampista francese. Ma anche in questo caso il Milan ha resistito. La dirigenza ha ritenuto Fofana troppo importante per cederlo, almeno per ora.

Il futuro del Milan passa dalla stabilità

Il lavoro di Tare e Allegri mira a blindare i giocatori chiave. Il prossimo calciomercato Milan, a gennaio o nell’estate 2026, sarà un banco di prova importante. Ma se il club riuscirà a trattenere Leao e i suoi uomini migliori, il futuro potrebbe davvero essere brillante.

×