Pagina 667 – Calcio News 24

Calciomercato Juventus, è sfumata la cessione di Rouhi. Tutti i dettagli

Calciomercato Juventus, è sfumata la cessione di Rouhi. Tutti i dettagli sulla mancato affare. Il terzino svedese per ora rimane in bianconero

Il mercato Juventus continua a riservare colpi di scena, e uno dei protagonisti involontari di queste giornate è Jonas Rouhi. Il terzino svedese, classe 2004, sembrava ormai vicino a lasciare Torino per approdare al Westerlo con un prestito con opzione di acquisto che la Vecchia Signora avrebbe trasformato volentieri in obbligo, allegando anche una percentuale sulla futura rivendita. La trattativa, però, è naufragata all’ultimo minuto: non sono arrivati gli ultimi ok necessari né dalla Juventus né dal club belga, e così l’affare non si è concretizzato.

Rouhi, da parte sua, aveva compreso di essere ai margini della squadra allenata da Igor Tudor e spingeva per il trasferimento. La sua stagione fino a questo momento con il tecnico croato non ha portato novità: il difensore aveva totalizzato solamente 6 presenze, tutte durante la gestione di Thiago Motta, mentre con Tudor non ha mai trovato spazio, nemmeno nelle partite del Mondiale per Club considerate teoricamente più semplici. La separazione sembrava inevitabile, soprattutto dopo settimane di trattative e l’accordo di massima con il club belga, ma alla fine è saltata proprio quando restava solo da apporre le firme sui contratti.

Ora il futuro di Rouhi resta in bilico. Il mercato turco sembra la prossima pista concreta: alcune squadre hanno manifestato interesse per il giovane difensore, alla ricerca di un club dove possa ottenere più spazio e continuare la sua crescita. Nel frattempo, il ragazzo resta a Torino, impegnato negli allenamenti con la squadra, in attesa di segnali concreti che possano indirizzare il suo futuro.

Questo scenario rappresenta una nuova sfida per Rouhi: dimostrare sul campo e negli allenamenti di poter meritare maggiore considerazione e trovare una sistemazione adeguata per valorizzare il suo talento. La Juventus continua a monitorare attentamente la situazione, valutando le offerte che arriveranno nei prossimi giorni, senza fretta ma con l’obiettivo di trovare la soluzione migliore per il giocatore e per il club.

Fiorentina, infortunio Gudmundsson: l’esito degli esami e le ultime verso il Napoli

Fiorentina, infortunio Gudmundsson: l’esito degli esami e le ultime verso il Napoli. Come sta il numero 10 islandese della Viola

Ansia in casa Fiorentina in vista del big match di campionato in programma sabato contro il Napoli. A tenere sulle spine il club e i tifosi sono le condizioni di Albert Gudmundsson, una delle pedine fondamentali dello scacchiere offensivo viola. L’attaccante islandese, infatti, è rientrato acciaccato dagli impegni con la sua nazionale, a causa di un infortunio alla caviglia rimediato durante la partita tra Islanda e Azerbaigian.

La sua presenza per la sfida contro i partenopei è ora in forte dubbio, come confermato dalla stessa società gigliata attraverso una nota ufficiale diramata per fare chiarezza sulla situazione. Il comunicato descrive nel dettaglio la natura del problema e i primi passi del percorso di recupero del calciatore.

COMUNICATO – ‘ACF Fiorentina comunica che nella tarda serata di ieri il calciatore Albert Gudmundsson è stato sottoposto ad accertamenti clinico/strumentali a seguito del trauma contusivo/distorsivo occorso nella serata di sabato, nel corso della partita Islanda-Azerbaigian. Gli esami svolti hanno evidenziato una sollecitazione a carico del legamento perone/astragalico anteriore. Il calciatore ha iniziato immediatamente il percorso terapeutico/riabilitativo stabilito dallo staff sanitario viola e le sue condizioni saranno rivalutate nel corso dei prossimi giorni al fine di considerare eventuali disponibilità per la gara di sabato’.

La diagnosi, pur non parlando di lesioni gravi, descrive una classica distorsione alla caviglia che necessita di cautela. Lo staff medico della Fiorentina è già al lavoro per tentare un recupero lampo, ma la vicinanza della partita rende la situazione una vera e propria corsa contro il tempo. L’eventuale assenza di Gudmundsson rappresenterebbe una tegola non da poco per il tecnico, che dovrebbe ridisegnare l’attacco in una delle partite più delicate di questo inizio di stagione. Le prossime 48-72 ore saranno decisive per capire se l’islandese potrà rispondere presente o se dovrà alzare bandiera bianca, lasciando un vuoto importante nella formazione viola.

Infortunio Leao, Rafa in campo col Bologna? Cosa filtra da Milanello

Infortunio Leao, Rafa in campo col Bologna? Cosa filtra da Milanello sulle condizioni del fuoriclasse portoghese di Allegri

L’inizio di stagione del Milan è stato segnato da una pesante assenza che ha costretto mister Massimiliano Allegri a rivedere i suoi piani tattici. Dopo aver impressionato in Coppa Italia con un gol decisivo contro il Bari, il fuoriclasse portoghese Rafael Leao è stato fermato da un infortunio, saltando le prime due giornate di campionato e le delicate qualificazioni ai Mondiali con la maglia del Portogallo. Il club rossonero, sotto la nuova guida del Direttore Sportivo Igli Tare, ha seguito con attenzione la fase di recupero del suo numero 10, sperando di riaverlo a disposizione il prima possibile.

L’assenza di Leao, stella indiscussa e punto di riferimento offensivo, ha creato un vuoto notevole. La sua capacità di cambiare passo e spaccare le difese avversarie è mancata non poco ai rossoneri, che hanno dovuto fare a meno di uno dei loro giocatori più talentuosi e determinanti. Durante la sua convalescenza, il calciatore non si è limitato alle terapie: ha sfruttato questo periodo forzato per dedicarsi anche alla sua famiglia, come sottolineato dalla Gazzetta dello Sport. Il quotidiano, nel suo pezzo intitolato “Un altro Leao. Papà Rafa festeggia i gemelli in attesa del gol”, ha messo in luce il lato umano del campione, che ha celebrato il primo compleanno dei suoi figli, i gemelli, dimostrando di saper bilanciare vita privata e professionismo.

Nonostante gli impegni familiari, Leao non ha mai smesso di pensare al campo. Anche nel giorno di riposo concesso alla squadra, il giocatore ha scelto di allenarsi personalmente a Milanello insieme al nuovo acquisto Christopher Nkunku, un chiaro segnale della sua dedizione e della sua voglia di tornare. Un gesto che non è passato inosservato alla dirigenza e allo staff tecnico.

Oggi, con la ripresa degli allenamenti di gruppo, l’attenzione è tutta sul suo rientro. Secondo quanto riportato dalla stessa Gazzetta dello Sport, il ritorno in gruppo di Leao non avverrà oggi, confermando la cautela che l’allenatore Allegri e il Milan vogliono usare per evitare ricadute. L’obiettivo è procedere con gradualità, per permettere al giocatore di ritrovare la migliore condizione fisica. La speranza, condivisa da tutto l’ambiente milanista, è di vederlo almeno in panchina per la sfida contro il Bologna, un primo passo verso il rientro definitivo. Il Direttore Sportivo Tare e l’allenatore Allegrisanno bene che un Leao in forma è fondamentale per le ambizioni del club. La sua qualità, unita al lavoro del resto del gruppo, sarà cruciale per raddrizzare la rotta e puntare agli obiettivi stagionali.

Juventus-Inter nella storia: ecco l’inedita novità arbitrale

Juventus Inter nella storia: ecco l’inedita novità arbitrale della Refcam. Di cosa si tratta e quale beneficio recherà agli spettatori

Una vera e propria rivoluzione sta per sbarcare nel calcio italiano e farà il suo esordio in una delle partite più attese della stagione. Il Derby d’Italia tra Juventus e Inter, in programma sabato all’Allianz Stadium, non sarà solo una sfida cruciale per la classifica, ma entrerà nella storia come il palcoscenico del debutto della Refcam in Serie A. Si tratta di una telecamera ultramoderna, posizionata sull’arbitro, che permetterà ai telespettatori di vivere la partita da una prospettiva inedita e immersiva: quella del direttore di gara.

L’introduzione di questa tecnologia è stata ufficializzata dalla Lega Serie A con un comunicato che ne spiega il contesto internazionale e l’aderenza ai protocolli più stringenti. «Lega Calcio Serie A è una delle Leghe professionistiche europee che è stata selezionata per la sperimentazione dell’utilizzo della Refcam nelle dinamiche di ripresa in occasione delle Competizioni ufficiali, in ottemperanza ai protocolli redatti da FIFA e IFAB, già testati nel recente Fifa Club World Cup».

La tecnologia è tanto avanzata quanto discreta: una micro-camera ad alta risoluzione dal peso irrisorio di soli 6 grammi, montata sull’archetto del microfono dell’arbitro. Il suo utilizzo sarà versatile: fornirà immagini esclusive durante il riscaldamento, potrà essere usata in diretta durante il match, specialmente in situazioni statiche come la preparazione dei calci di punizione, e offrirà replay spettacolari. Un dettaglio di fondamentale importanza è che il segnale della Refcam sarà inviato come camera isolata anche alla sala VAR, aggiungendo un ulteriore strumento di valutazione per gli ufficiali di gara.

L’Amministratore Delegato della Lega Serie A, Luigi De Siervo, ha commentato con entusiasmo questa innovazione. «L’introduzione della Refcam nel nostro campionato rappresenta non solo un ulteriore passo nel percorso di innovazione che stiamo portando avanti con costanza e determinazione, ma soprattutto fornisce finalmente ai tifosi la reale prospettiva della vista dell’arbitro delle differenti azioni di gioco. Il nostro obiettivo è, infatti, offrire al pubblico un’esperienza sempre più coinvolgente e immersiva, valorizzando lo spettacolo del calcio con prospettive inedite ed immagini esclusive. La Lega è da sempre in prima linea nell’adozione delle nuove tecnologie, consapevole del ruolo centrale che esse rivestono nell’evoluzione della fruizione televisiva, nella promozione del nostro prodotto a livello globale e nella trasparenza delle decisioni assunte dai direttori di gara». Un passo verso il futuro che mira a rendere il calcio più spettacolare e trasparente.

Calciomercato Roma, zavorra FFP: quali big rischiano la cessione a giugno

Calciomercato Roma, zavorra FFP: quali big rischiano la cessione a giugno. Il club giallorosso potrebbe essere costretto a vendere

Le parole di Claudio Ranieri suonano come un monito chiaro e inequivocabile per il futuro della Roma: il rispetto dei paletti del Financial Fair Play è una priorità assoluta. «Dovremo stare in regola con i conti», ha dichiarato il tecnico, sottolineando come una futura qualificazione in Champions League non ammetterebbe “cartellini rossi” finanziari. Questo significa che, entro il 30 giugno, il club giallorosso sarà quasi certamente costretto a registrare nuove e sostanziose plusvalenze.

L’esito della stagione in corso sarà decisivo per definire l’entità del sacrificio. Il rischio di dover cedere un pezzo pregiato in estate è concreto e la dirigenza ha già individuato i profili più preziosi. Il primo nome sulla lista è quello di Manu Koné. Già la scorsa estate il centrocampista era stato designato come il sacrificato: la sua cessione avrebbe finanziato l’arrivo di Sancho e del sostituto Magassa, ma l’offerta dell’Inter da 40 milioni (bonus inclusi) è stata ritenuta insufficiente dai Friedkin. Una scelta che potrebbe rivelarsi vincente, dato che il valore del giocatore, arrivato un anno fa per 18 milioni, è quasi triplicato, attirando l’attenzione di tutta Europa.Ma Koné non è l’unico asset di valore. A rischio ci sono anche Evan Ndicka e Mile Svilar. Entrambi, essendo arrivati a parametro zero, rappresentano la plusvalenza ideale, pura e totale. Un altro top player nel mirino dei grandi club è senza dubbio Matias Soulé, per il quale la Roma ha già respinto diversi assalti dalla Premier League in agosto, sperando di poter resistere anche per i prossimi dodici mesi. A questi si aggiungono i giovani talenti acquistati di recente, con la speranza di valorizzarli per future vendite. Tutto, però, ruota attorno a un unico obiettivo: la qualificazione alla prossima Champions League. Solo i ricavi garantiti dalla massima competizione europea potrebbero allentare la morsa del FFP e, forse, cambiare il destino dei gioielli giallorossi.

Calciomercato Inter: Marotta pensa di beffare il Milan. Ecco il nome nuovo per la difesa

Calciomercato Inter: Marotta pensa di beffare il Milan. Ecco il nome nuovo per la difesa, il club nerrazzurro potrebbe chiudere già a gennaio

Con l’avvicinarsi della scadenza dei contratti di Francesco Acerbi e Stefan De Vrij, per l’Inter è diventato prioritario pianificare il futuro del proprio reparto difensivo. La dirigenza nerazzurra ha avviato un’attenta opera di scouting per individuare i profili giusti su cui investire, e secondo l’edizione odierna di Tuttosport, un nome sta scalando rapidamente le gerarchie: quello di Konstantinos Koulierakis.

Il centrale greco, classe 2003, è attualmente in forza al Wolfsburg e si sta mettendo in luce anche con la sua nazionale. Il suo profilo sembra combaciare perfettamente con i requisiti richiesti dalla proprietà Oaktree: è giovane (compirà 22 anni a novembre), mancino di piede, possiede già una buona esperienza internazionale tra Bundesliga e nazionale, e ha ampi margini di miglioramento. Il costo dell’operazione è inoltre considerato accessibile: il club tedesco chiede circa 25 milioni di euro, dopo averlo prelevato nel 2024 dal PAOK per 12 milioni.

Il destino di Koulierakis avrebbe già potuto incrociare Milano in passato. Nell’estate del 2023, infatti, il Milan lo aveva corteggiato a lungo, ma il club di Salonicco lo aveva dichiarato incedibile. Ora, in un parallelismo che ricorda l’affare Akanji, potrebbe essere l’Inter a spuntarla e ad assicurarsi il suo talento.

I nerazzurri, secondo il quotidiano, potrebbero addirittura anticipare i tempi. Grazie al budget non speso in estate per altri obiettivi, la dirigenza starebbe valutando un’accelerazione già nella finestra di mercato di gennaio. L’idea sarebbe quella di bloccarlo subito, evitando così l’inserimento dei ricchi club di Premier League che potrebbero far lievitare il prezzo in estate. Qualora le attuali incertezze difensive mostrate dalla squadra dovessero persistere, non è da escludere un suo acquisto immediato, con il giovane Palacios che verrebbe ceduto in prestito per fare esperienza.

Chiesa chiesto in Turchia: la risposta del Liverpool

Chiesa chiesto in Turchia: la risposta del Liverpool al sondaggio da parte del Besiktas. L’esterno non è stato preso in considerazione da Gattuso

Mentre in Turchia il calciomercato vive le sue ultime ore febbrili, con la chiusura fissata per venerdì 12 settembre, un’interessante trama di mercato ha coinvolto un nome di spicco del calcio italiano: Federico Chiesa. Il Besiktas ha infatti tentato un assalto per l’attaccante classe 1997, ricevendo però un secco no da parte del Liverpool, attuale club del giocatore.

La mossa del club turco era stata audace ma logica, innescata da una decisione sorprendente e per certi versi clamorosa dell’allenatore dei Reds, Arne Slot: la pesante esclusione di Chiesa dalla lista UEFA per la Champions League. Nonostante questa bocciatura, che di fatto marginalizza il giocatore dalla competizione europea più prestigiosa, il Liverpool ha deciso di non privarsene, bloccando il suo trasferimento. Di fronte al rifiuto, il Besiktas ha immediatamente virato su altri profili, chiudendo per due esterni della stessa età di Chiesa: il ceco Vaclav Cerny, acquistato per 6 milioni dal Wolfsburg, e l’ex Roma Cengiz Ünder, arrivato in prestito con diritto di riscatto dal Fenerbahce.

Si delinea così una situazione paradossale per l’ex talento di Fiorentina e Juventus. Arrivato ad Anfield solo un anno fa per 12 milioni di euro più bonus, Chiesa è legato al Liverpool da un ricco contratto fino al 2028 da circa 7,5 milioni netti a stagione. Finora il suo rendimento parla di 17 presenze con 3 gol e 2 assist, numeri che evidentemente non sono bastati a garantirgli un ruolo centrale. Questa precarietà a livello di club si riflette anche in Nazionale: il nuovo CT Gennaro Gattuso non lo ha convocato per le recenti vittorie contro Estonia e Israele, pur specificando di tenerlo in considerazione per il futuro. Il messaggio, però, è chiaro: per riconquistare l’Azzurro, Chiesa dovrà prima ritrovare il suo posto al sole a Liverpool.

Italia, cosa serve per qualificarsi direttamente al Mondiale

Italia, cosa serve per qualificarsi direttamente al Mondiale: di cosa ha bisogno la Nazionale di Gattuso per evitare il playoff

Sotto la nuova guida di Gennaro Gattuso, l’Italia prosegue il suo cammino di qualificazione ai Mondiali tra alti e bassi, ma con i punti in tasca. Dopo l’esordio convincente con un rotondo 5-0 sull’Estonia, gli Azzurri hanno strappato una vittoria al cardiopalma per 5-4 contro Israele, in una gara folle che ha messo in mostra pregi e difetti della nuova gestione. Un successo, però, di fondamentale importanza per mantenere viva la speranza di un primo posto nel girone, l’unico che garantisce l’accesso diretto alla fase finale ed evita di incappare nei playoff, un fantasma che ancora tormenta il calcio italiano dopo la disfatta di tre anni fa con l’allora ct Mancini.

La classifica del girone, infatti, parla chiaro: la Norvegia di Haaland è in testa con 12 punti e una differenza reti di +11. L’Italia insegue a quota 9, a pari merito con Israele (che però ha giocato una partita in più) e con una differenza reti di +5. Il distacco di tre punti dalla vetta rende la prossima sfida, quella di ritorno contro la Norvegia, un vero e proprio spareggio anticipato.

Il cammino per la qualificazione diretta è ora estremamente ripido. L’ pesante sconfitta per 3-0 subita all’andata contro gli scandinavi complica notevolmente i piani. Per arrivare primi, gli Azzurri devono sperare in un passo falso della Norvegia nelle altre partite, oppure vincere tutti i match rimanenti, compreso lo scontro diretto, e ribaltare la differenza reti generale.

Questo è il punto cruciale: in caso di arrivo a pari punti, il primo criterio è la differenza reti totale e non gli scontri diretti. Con la Norvegia a +11 e l’Italia a +5, la squadra di Gattuso non solo dovrà battere i rivali, ma dovrà farlo con un margine ampio e goleade nelle altre gare, sperando al contempo che l’attacco norvegese si inceppi. Ogni gol segnato e subito da qui alla fine del girone peserà come un macigno nella corsa per un posto al Mondiale.

Calciomercato Juventus, retroscena David: ci aveva pensato quest’altro club di Serie A

Calciomercato Juventus, retroscena David: ci aveva pensato quest’altro club di Serie A. Per il canadese la gara con l’Inter sarà speciale a suo modo

Quando sabato Jonathan David metterà piede sul prato verde per affrontare l’Inter, il suo pensiero potrebbe correre a un anno fa. In questo stesso periodo, il suo futuro avrebbe potuto tingersi di nerazzurro. Come racconta Tuttosport, l’allora ds interista Piero Ausilio aveva avviato un lungo corteggiamento per portare il canadese a Milano a parametro zero in estate.

Un flirt durato mesi ma mai sbocciato in un accordo definitivo. A frenare la trattativa furono divergenze sia economiche, legate a commissioni e bonus alla firma, sia tecniche: David chiedeva un ruolo da protagonista assoluto, non da semplice alternativa di lusso, garanzia che l’Inter non poteva offrirgli pienamente. Questa fase di stallo ha rappresentato un’occasione d’oro per la Juventus. L’allora dt Cristiano Giuntoli si è inserito con astuzia già in primavera, preparando il terreno per il blitz vincente del nuovo dg Damien Comolli a inizio giugno. L’offerta bianconera ha superato una concorrenza agguerrita, inclusa una ricchissima proposta dall’Arabia Saudita che, secondo le voci, avrebbe garantito al giocatore uno stipendio da 13 milioni annui.

A Torino, David ha trovato il top club e il ruolo centrale che cercava. Tuttavia, la realtà si è rivelata più complessa del previsto. L’attacco stellare costruito dalla Juventus lo ha circondato di “rivali” di altissimo livello. La sfida di sabato contro l’Inter diventa quindi un’occasione cruciale. Un gol contro la sua mancata squadra avrebbe un peso specifico enorme, un modo per mettere le cose in chiaro con la concorrenza interna, a partire da un Dusan Vlahovic già autore di due reti e da un Loïs Openda che scalpita per un posto. Per “Iceman”, segnare nel Derby d’Italia sarebbe il modo migliore per dimostrare di aver fatto la scelta giusta e blindare la sua maglia da titolare.

Modric fa 40 anni e parla del futuro: «Se Dio vuole…». Poi parole al miele per il Milan

Modric fa 40 anni e parla del futuro dopo la vittoria della Croazia sul Montenegro: «Se Dio vuole…». Poi parole al miele per il Milan

Una notte semplicemente perfetta per Luka Modrić, che a Zagabria festeggia il suo 40° compleanno nel modo che preferisce: dominando in campo e guidando la sua Croazia a una schiacciante vittoria per 4-0 contro il Montenegro. Una prestazione maiuscola per celebrare la sua 190ª presenza in nazionale, un traguardo omaggiato prima dal calore dei tifosi e poi da una festa a sorpresa organizzata dai compagni.

Il neo-regista del Milan, arrivato in estate da svincolato dal Real Madrid, ha dimostrato ancora una volta di essere un fuoriclasse senza tempo. Ai microfoni di Nova TV, ha espresso tutta la sua gioia per la serata e la sua fame di successi futuri. «È stata una bella sorpresa, grazie alla Federazione, grazie ai tifosi per il loro supporto, sono commosso ogni volta dal loro sostegno. L’età? La cosa più importante è come ti senti, e io mi sento molto bene. Se Dio vuole, sarò in salute. Sono sempre a disposizione dell’allenatore, spetta a lui prendere una decisione. Stanno arrivando giovani, voglio dimostrare il meglio di me stesso», ha commentato, confermando la sua totale dedizione alla causa. «Il nostro obiettivo è il Mondiale».

Un obiettivo condiviso e rafforzato dal suo Commissario Tecnico, Zlatko Dalić, che vede nel suo capitano la chiave per il successo. «Modrić ha dimostrato ancora una volta che più invecchia, più diventa bravo. Guida la nazionale con tanta ambizione, non vuole mollare, vuole che andiamo in America, questo è il nostro obiettivo».

Questa forma smagliante è il riflesso di un’integrazione perfetta nella sua nuova avventura in rossonero. Dopo un decennio di trionfi a Madrid, Modrić ha accettato la sfida del Milan, firmando un contratto annuale da 3,5 milioni di euro fino al 2026, con opzione per la stagione successiva. Un’esperienza iniziata con il piede giusto, come ha raccontato lui stesso: «Posso dire solo cose positive: il club, la squadra, i compagni e l’allenatore mi hanno accolto nel miglior modo possibile. Sono entusiasta del club, della sua grandezza, dell’organizzazione, si vede che è uno dei club più grandi al mondo».

Hojlund manda segnali a Conte: subentro e gol con la Danimarca che travolge la Grecia

Hojlund manda segnali a Conte: subentro e gol con la Danimarca che travolge la Grecia. L’attaccante del Napoli timbra dalla panchina

Serata positiva per Rasmus Højlund con la sua Danimarca. L’attaccante del Napoli ha timbrato il cartellino nel netto successo per 3-0 della nazionale danese in casa della Grecia, in un match valido per le qualificazioni ai Mondiali 2026. Una vittoria convincente che consolida il percorso della squadra e che regala un sorriso anche al centravanti azzurro.

Come già accaduto tre giorni fa contro la Scozia, Højlund è partito dalla panchina, confermando le attuali gerarchie del CT danese. Il suo ingresso in campo è avvenuto al 60′, quando ha rilevato, proprio come nella gara precedente, il giovane attaccante Biereth. Un’ora di attesa che però è stata ripagata nel finale di partita, quando il bomber ex Atalanta ha messo la sua firma sul tabellino.

Il suo nono gol in 28 presenze con la maglia della nazionale è arrivato all’81’ al termine di un’azione piuttosto rocambolesca. Tutto è nato da un’uscita avventata del portiere greco, che ha lasciato la porta sguarnita. Il primo a tentare la conclusione è stato l’ex Lecce Patrick Dorgu, ma il suo tiro si è stampato sul palo; sulla respinta, Højlund si è dimostrato un vero rapace d’area, avventandosi sulla palla e depositandola comodamente in rete a porta vuota.

La sua è stata la rete che ha chiuso definitivamente i conti, dopo i gol nel primo tempo dell’ex Sampdoria Mikkel Damsgaard e nella ripresa di Andreas Christensen. Per l’attaccante del Napoli si chiude una sosta per le nazionali positiva, in cui ha trovato minuti e un gol che gli darà sicuramente morale in vista del suo ritorno in Italia per i prossimi impegni con il club partenopeo.

Cambiaso alla Rai: «Non ho mai giocato una partita così strana…»

Cambiaso alla Rai: «Non ho mai giocato una partita così strana…». Le dichiarazioni dell’esterno della Juventus dopo Israele-Italia

Subito dopo il triplice fischio di una delle partite più rocambolesche della storia recente della Nazionale, il difensore azzurro Andrea Cambiaso ha provato a dare un senso ai novanta minuti di Debrecen. Ai microfoni della Rai, il terzino della Juventus ha analizzato con lucidità una serata di sofferenza e gioia, culminata in una vittoria per 5-4 contro Israele tanto fondamentale quanto incredibile.

Le sue prime parole faticano a contenere l’incredulità per una gara dalle mille facce, ma mettono subito in chiaro quale sia la cosa più importante da salvare. «Forse è la partita più strana mai giocata, per il punteggio e per tutto quello che è accaduto, ma l’importante è averla portata a casa».

Dal suo punto di vista di difensore, Cambiaso non nasconde la grande preoccupazione per la fragilità mostrata dalla squadra, ammettendo onestamente la sensazione di pericolo costante subita per tutto l’arco del match. «Dobbiamo migliorare, ogni volta che salivano c’era la sensazione che potesse succedere qualcosa». Lo sguardo, però, è già proiettato al futuro e ai prossimi impegni, con un obiettivo ben preciso in mente per consolidare la qualificazione. «Le prossime due gare saranno ancora contro Estonia e Israele, cercheremo di vincerle entrambe segnando più gol possibili».

Infine, Cambiaso ha speso parole importanti per il nuovo commissario tecnico, Gennaro Gattuso, confermando l’ottimo impatto del tecnico sul gruppo, pur ribadendo la necessità di crescere in fretta per evitare altre serate così dispendiose a livello fisico e mentale. «Gattuso ci trasmette grande energia e senso di appartenenza, con lui ci troviamo bene ma dobbiamo migliorare». Un’analisi onesta che fotografa perfettamente lo stato d’animo dello spogliatoio azzurro: felice per il carattere e per i tre punti, ma pienamente consapevole che la strada per costruire una squadra solida è appena iniziata.

Adani impazzisce in diretta durante Israele-Italia: «È pranzo al sacco». Rimedio: «Ma che c’entra!?»

Adani impazzisce in diretta durante Israele-Italia: «È pranzo al sacco». Rimedio: «Ma che c’entra!?». Esilarante siparietto in telecronaca

n una partita che ha riscritto ogni logica, anche la cronaca televisiva ha perso ogni freno inibitore. La sfida tra Israele e Italia, terminata 5-4 per gli Azzurri, è stata un’altalena di emozioni culminata in un finale al cardiopalma che ha fatto saltare ogni schema, sia in campo che in cabina di commento.

La sequenza finale è da thriller: l’Italia, avanti 4-2 e in controllo, subisce un’incredibile rimonta fino al 4-4 tra l’87’ e il 90′. La delusione è palpabile, il sogno di una vittoria fondamentale sembra svanire. Ma un minuto dopo, in pieno recupero, Sandro Tonali trova la zampata del definitivo 5-4. È l’apoteosi. E mentre lo stadio esplode, anche i microfoni della Rai diventano teatro di uno show memorabile, con il commentatore tecnico Daniele Adani che, travolto dall’adrenalina, conia un’espressione destinata a diventare virale.

Travolto dall’incredulità per l’ennesimo colpo di scena, Adani perde ogni controllo e urla: «Ma che partita è? Ma che è pranzo al sacco? In area di rigore c’è il pranzo al sacco».

Accanto a lui, il telecronista Alberto Rimedio viene colto di sorpresa e, più che celebrare il gol, scoppia a ridere, facendosi portavoce di milioni di italiani davanti alla tv: «Ma che c’entra il pranzo a sacco?». La domanda è lecita, ma la spiegazione di Adani, ormai incontenibile dopo 90 minuti di professionalità forzata, è altrettanto surreale e geniale.

«E’ pranzo al sacco perché sembra che nell’area di rigore ci sia una gita scolastica. Non difende nessuno, succede di tutto». Mentre Rimedio fatica a riprendere la telecronaca tra le risate, l’ex difensore rincara la dose, rivolgendosi direttamente al collega: «Tu dovresti dire che non ci sono più i difensori di una volta». Un siparietto esilarante, la colonna sonora perfetta per una delle partite più folli e divertenti della storia recente della Nazionale.

Kean alla Rai: «Con Retegui c’è intesa, abbiamo un ottimo commissario tecnico»

Kean alla Rai: «Con Retegui c’è intesa, abbiamo un ottimo commissario tecnico». Le dichiarazioni dell’attaccante, autore di una doppietta

Autore di una doppietta fondamentale, Moise Kean è stato il trascinatore dell’Italia nella folle vittoria per 5-4 contro Israele. Prima il gol che ha permesso agli Azzurri di rientrare negli spogliatoi sull’1-1, poi quello del 2-2 che ha dato il via alla veemente reazione nella ripresa. Intervistato dalla Rai al termine del match, l’attaccante ha espresso tutta la sua soddisfazione per una vittoria ottenuta con il cuore e con la voglia di non arrendersi mai.

Le sue parole celebrano la tenacia di un gruppo che ha saputo soffrire e colpire nei momenti decisivi, fino al gol finale di Tonali. «Crederci fino all’ultimo è il bello del calcio, stasera ci siamo riusciti e abbiamo portato a casa il risultato». L’attaccante ha poi parlato della nascente intesa con il suo partner d’attacco, Mateo Retegui, autore di assist preziosi e sponde fondamentali per la squadra. «Con Retegui mi trovo bene, pian piano ci stiamo cominciando a capire e tra di noi c’è intesa».

La vittoria assume un valore ancora più importante considerando il contesto surreale di una partita giocata a porte chiuse sul campo neutro di Debrecen. Kean ha sottolineato come la squadra abbia voluto mandare un messaggio forte ai tifosi, chiudendo con una dichiarazione di grande fiducia nel nuovo progetto tecnico e nelle possibilità di raggiungere l’obiettivo Mondiale. «Era importante vincere, in questo sport ci si può aspettare di tutto. E’ stato strano giocare senza tifosi, ma abbiamo dato un ottimo segnale a chi ci ha seguito da casa. Crediamo nella qualificazione, siamo un’ottima squadra e abbiamo un ottimo commissario tecnico: possiamo fare tanto».

La doppietta personale lo ha reso protagonista, ma dalle sue parole emerge soprattutto la voce di un leader positivo, consapevole della forza del gruppo e convinto che questa vittoria, per quanto rocambolesca, sia solo il primo passo di un percorso che può portare l’Italia lontano.

Israele-Italia, rissa sfiorata: coinvolti Donnarumma e Gattuso. Cosa è successo – VIDEO

Israele Italia, rissa sfiorata: coinvolti Donnarumma e Gattuso. Cosa è successo in un post gara concitato quasi quanto la partita

Il triplice fischio dell’arbitro Vinčić, arrivato dopo otto, interminabili minuti di recupero, non ha messo la parola fine a una serata folle. La vittoria per 5-4 dell’Italia contro Israele a Debrecen ha infatti avuto un epilogo tesissimo, con un post-partita che ha quasi trasformato il campo in un ring, rischiando di macchiare una vittoria tanto sofferta quanto esaltante.

Tutto è iniziato pochi istanti dopo la fine del match. Mentre gli Azzurri tiravano un sospiro di sollievo, dalla panchina israeliana sarebbero volate parole provocatorie all’indirizzo dei vincitori. La reazione italiana è stata immediata e a guidarla è stato il capitano, Gigio Donnarumma. Ancor prima di esultare, l’ex portiere del PSG si è diretto a muso duro verso la panchina avversaria, rispondendo per le rime e innescando un parapiglia generale.

L’allenatore Gennaro Gattuso è subito intervenuto, cercando di fare da paciere e di allontanare i suoi giocatori, ma i suoi sforzi sono serviti solo a placare momentaneamente gli animi. Pochi secondi dopo, infatti, la tensione è nuovamente esplosa, sempre con Donnarumma al centro delle schermaglie. Le due squadre si sono riversate in campo, creando un assembramento incandescente in cui spintoni e parole grosse si sono sprecati.

Per alcuni istanti si è andati vicinissimi a una vera e propria rissa, con le due squadre schierate l’una contro l’altra. Fortunatamente, il buon senso ha prevalso. Gli Azzurri, compattandosi, hanno deciso di non rispondere ulteriormente alle provocazioni, si sono allontanati dalla zona calda e si sono diretti verso lo spicchio dello stadio occupato dai tifosi italiani. Lì, finalmente, la rabbia ha lasciato spazio alla gioia, con la squadra unita per celebrare una vittoria tanto incredibile quanto fondamentale.

Locatelli alla Rai: «Reazione importante alla mia autorete. Dobbiamo dare la vita per questa maglia»

Locatelli alla Rai: «Reazione importante alla mia autorete. Dobbiamo dare la vita per questa maglia». Le dichiarazioni del centrocampista

Nel bene e nel male, Manuel Locatelli è stato uno dei protagonisti assoluti della folle vittoria dell’Italia contro Israele. Una serata iniziata nel peggiore dei modi con un’autorete, ma conclusa con la gioia per tre punti fondamentali e la consapevolezza di aver dato tutto. Ai microfoni della Rai, il centrocampista azzurro ha analizzato con grande lucidità una partita che ha definito un ottovolante di emozioni, sia a livello personale che di squadra.

La sua analisi parte proprio dalla sua travagliata prestazione, specchio delle difficoltà e della capacità di reazione di tutta la squadra. «E’ stata una partita folle. Abbiamo avuto una reazione importante, io sono partito male facendo l’autogol e poi ho preso la traversa. Più tardi ho fatto anche un salvataggio importante». Un percorso individuale che lo ha visto passare dallo sconforto per l’autogol a un salvataggio decisivo sulla linea, simbolo di chi non ha mai smesso di lottare.

Allargando lo sguardo alla prestazione collettiva, Locatelli ha offerto una disamina equilibrata, sottolineando i pregi offensivi ma senza nascondere i gravi problemi difensivi e un approccio iniziale da non ripetere. «Sono da sottolineare i cinque gol segnati, ma ne abbiamo presi anche quattro e quindi ci saranno da fare delle analisi. Siamo stati lì e abbiamo portato a casa una gara fondamentale. Israele è fastidioso, ha giocatori veloci e brevilinei: ci siamo sistemati dopo essere andati un po’ in difficoltà, alla fine penso che abbiamo fatto abbastanza bene. Siamo partiti un po’ contratti, mentre i nostri avversari erano più spensierati: non è possibile cominciare così, abbiamo fatto molti errori e per questo è difficile dare un giudizio sul match».

Infine, il centrocampista della Juventus ha chiuso con un richiamo ai valori fondamentali del gruppo: la responsabilità individuale e l’attaccamento ai colori azzurri, veri motori della rimonta. «Sono fondamentali questi tre punti, tra di noi c’è sinergia in spogliatoio ed è importante. A questo livello, quando si sbaglia bisogna prendersi delle responsabilità. Dobbiamo dare la vita per questa maglia». Un messaggio forte, che certifica come la vittoria, al di là degli errori, sia figlia del carattere e dell’unione di un gruppo che ha saputo soffrire e reagire insieme.

Premier League, Nuno Espirito Santo esonerato a sorpresa dal Nottingham Forest

Premier League, Nuno Espirito Santo esonerato a sorpresa dal Nottingham Forest. I motivi della decisione presa da Marinakis

Il Nottingham Forest ha esonerato il suo allenatore, Nuno Espírito Santo, ponendo fine alla sua avventura alla guida del club dopo 20 mesi. La decisione ufficiale, anticipata dalla BBC Sport, arriva in modo inaspettato a meno di due anni dalla sua nomina e nonostante una stagione precedente di grande successo.

L’allenatore portoghese aveva infatti compiuto un’impresa, guidando il Forest a un clamoroso settimo posto in Premier League, risultato che ha sancito il ritorno del club sulla scena europea dopo un’assenza di quasi tre decenni. Sebbene il rinnovo contrattuale firmato in estate sembrasse preludere a un periodo di stabilità, la crescente frizione con la proprietà si è rivelata decisiva per la rottura. Lo stesso Nuno aveva ammesso pubblicamente che il suo rapporto con il proprietario di maggioranza, Evangelos Marinakis, si era gravemente deteriorato.

Le prime crepe erano emerse già a fine della scorsa stagione, ma le parole di Nuno ad agosto, quando descrisse la dinamica con la dirigenza come “non più la stessa” e “non buona come prima”, sembrano aver segnato il suo destino. Sul campo, l’allenatore si era guadagnato l’ammirazione dei tifosi, raggiungendo anche le semifinali di FA Cup e ottenendo il miglior piazzamento del club in campionato da oltre trent’anni.

Tuttavia, l’inizio di questa stagione è stato altalenante. Con la squadra al decimo posto dopo tre giornate, la sconfitta finale per 3-0 contro il West Ham di Graham Potter è stata fatale. Mentre il club si prepara per la difficile trasferta contro l’Arsenal, la ricerca di un successore è già in corso. Nuno lascia il Forest dopo 73 partite, con un bilancio di 28 vittorie, 20 pareggi e 25 sconfitte.

Politano alla Rai: «Partita follissima. Troppi gol presi, ma siamo contenti di una cosa»

Politano alla Rai: «Partita follissima. Troppi gol presi, ma siamo contenti di una cosa». Le dichiarazioni dell’esterno del Napoli

Tra i protagonisti di una serata a dir poco folle, Matteo Politano ha messo la sua firma sulla vittoria dell’Italia contro Israele con il gol del momentaneo 3-2, quello che ha completato la prima rimonta azzurra. A fine partita, visibilmente provato ma felice, l’esterno offensivo ha analizzato ai microfoni della Rai una partita dalle mille emozioni, mettendo in chiaro quali sono i sentimenti che prevalgono nello spogliatoio.

Intervistato a caldo subito dopo il fischio finale, il suo primo commento è la fotografia perfetta di una partita pazza, vinta più con il cuore che con la tattica. «Follissima, folle, ma siamo contenti di aver portato a casa il risultato». L’attaccante azzurro ha poi allargato la sua analisi al bilancio complessivo di questa prima sosta per le nazionali sotto la nuova gestione tecnica, mostrando soddisfazione per l’inizio del nuovo ciclo. «A parte il gol, di cui sono contentissimo, sono contento di come abbiamo affrontato queste due partite».

Il punto focale della sua riflessione, in linea con quanto espresso anche dal CT Gattuso, è stato il dualismo tra i tanti errori commessi e la straordinaria forza di reazione del gruppo, che non si è mai arreso nemmeno quando la partita sembrava compromessa. «L’importante era l’atteggiamento, col mister lavoriamo da poco e c’è tanto da fare, soprattutto in fase difensiva. Abbiamo preso tanti gol, ma siamo contenti del carattere e alla fine siamo riusciti a vincerla».

Le parole di Politano sono lucide e oneste: c’è la piena consapevolezza che subire quattro gol è un campanello d’allarme da non sottovalutare e che il lavoro da fare in fase di non possesso è ancora tanto. Tuttavia, la gioia per una vittoria ottenuta con grinta e spirito di sacrificio supera ogni recriminazione. In una notte dove la solidità è mancata, l’Italia ha risposto con un carattere d’acciaio, un segnale fondamentale per il futuro del progetto di Gattuso.

Le prime pagine sportive nazionali – 9 settembre 2025

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Infortunio Lovric con la Slovenia: Udinese in allarme. Ultime

Infortunio Lovric con la Slovenia: Udinese in allarme per le condizioni del proprio centrocampista. Non ancora nota l’entità del problema

Arrivano notizie preoccupanti per l’Udinese dal fronte degli impegni internazionali. Durante il primo tempo della partita tra Svizzera e Slovenia, valida per le qualificazioni ai Mondiali del 2026, il centrocampista bianconero Sandi Lovric è stato costretto ad abbandonare il campo a causa di un infortunio.

L’episodio è avvenuto al 21° minuto di gioco, quando il calciatore sloveno ha avvertito un problema fisico e ha immediatamente chiesto la sostituzione allo staff tecnico della sua nazionale. Lovric è quindi uscito dal terreno di gioco, lasciando il posto al compagno Dejan Petrovic.

L’uscita prematura dal campo di uno dei giocatori chiave del centrocampo dell’Udinese ha destato immediata apprensione in casa friulana. Al momento non è ancora stata resa nota l’entità precisa del problema fisico accusato dal giocatore, e si attendono comunicazioni ufficiali e gli esiti degli esami strumentali per avere un quadro più chiaro della situazione.

Questa battuta d’arresto mette in serio dubbio la sua disponibilità per i prossimi impegni di campionato. La presenza di Lovric è infatti considerata a forte rischio per la trasferta dell’Udinese contro il Pisa, in programma domenica. L’assenza del centrocampista sloveno rappresenterebbe una perdita significativa per lo scacchiere tattico del tecnico, che ora spera in notizie confortanti riguardo ai tempi di recupero del suo giocatore. L’ambiente bianconero resta con il fiato sospeso, in attesa di aggiornamenti sulle condizioni di uno dei suoi elementi più rappresentativi.

Gattuso alla Rai: «C’era da morire, siamo dei pazzi. Ci teniamo la vittoria»

Gattuso alla Rai: «C’era da morire, siamo dei pazzi. Ci teniamo la vittoria». Le parole del commissario tecnico dopo il successo con Israele

Al termine di una partita incredibile, vinta per 5-4 contro Israele, il commissario tecnico dell’Italia, Gennaro Gattuso, si è presentato ai microfoni della Rai con un misto di sollievo per il risultato e lucida preoccupazione per la prestazione. Nonostante i tre punti pesantissimi in chiave qualificazione mondiale, il CT non ha usato mezzi termini per analizzare le difficoltà di una serata che ha definito “pazza”, sottolineando le lacune difensive e prendendosi la piena responsabilità dei problemi emersi.

L’analisi di Gattuso parte dagli aspetti tattici e fisici di una gara più complicata del previsto. «C’era da morire. I nostri avversari ci hanno sorpreso un po’, venivano sui riferimenti uomo su uomo. Oggi la gamba non è stata brillantissima, ma ci sta: alla seconda partita è sempre così, però c’è da migliorare. Siamo dei pazzi, abbiamo preso dei gol assurdi ma ci teniamo la vittoria».

Il cuore del suo discorso, però, si è concentrato sulla fragilità difensiva mostrata dagli Azzurri, capaci di subire quattro gol e di riaprire una partita che sembrava chiusa. Con grande onestà, Gattuso ha protetto la squadra, indirizzando la critica verso se stesso e il suo staff. «Siamo troppo fragili, concediamo gol troppo facilmente: i ragazzi lo sanno, ma il problema è mio e non loro. Per giocare di reparto, dobbiamo migliorare in qualcosa. Bisogna dare merito alla squadra perché abbiamo avuto la forza di reagire ad ogni schiaffone che abbiamo preso, ma non si possono concedere gol facili come accaduto oggi. Io e il mio staff dobbiamo migliorare il più presto possibile, non critico i miei giocatori».

Nonostante la severa auto-critica, il commissario tecnico ha voluto comunque elogiare l’aspetto più positivo della serata: il carattere e la forza di reazione del gruppo, capace di non mollare mai. «Anche non essendo una grandissima giornata, c’è stata voglia di reagire e questa è la cosa più importante. Un po’ di esperienza in più e qualche accorgimento sarebbe servito, ora però godiamoci questo successo perché sono stati otto giorni incredibili. Ringrazierò la squadra negli spogliatoi, ma per fare qualcosa di importante dobbiamo crescere». Un messaggio chiaro: la vittoria è fondamentale, ma la strada per diventare una squadra solida è ancora lunga.

Israele-Italia 4-5 folle: 9 gol, 2 autoreti e 0 difese. Ma Gattuso vince e vede almeno i playoff

Israele Italia 4-5 folle: 9 gol, 2 autoreti e 0 difese. Ma Gattuso vince e vede almeno i playoff nonostante un approccio svagato e un finale assurdo

Una partita folle, indimenticabile, al termine della quale contano solo i tre punti. L’Italia di Gennaro Gattuso espugna Debrecen al termine di una battaglia epica, battendo Israele per 5-4 grazie a un gol di Sandro Tonali in pieno recupero che ha deciso un match dalle mille emozioni. Una vittoria pesantissima che ipoteca il secondo posto nel girone di qualificazione ai Mondiali 2026.

Eppure, l’inizio era stato da incubo. Come nella gara d’andata, gli Azzurri hanno approcciato malissimo la partita, apparendo confusi e subendo l’aggressività di Israele. Dopo un gol annullato ai padroni di casa, la pressione si è concretizzata al 15′ con la sfortunata autorete di Manuel Locatelli. La reazione italiana, confusionaria all’inizio, si è accesa dopo la mezz’ora: prima una traversa dello stesso Locatelli, poi al 43′ il pareggio di Moise Kean, che ha permesso di chiudere il primo tempo sull’1-1.

La ripresa si è aperta con lo stesso copione: Israele ha trovato subito il nuovo vantaggio con Dor Peretz. A differenza del primo tempo, però, la reazione azzurra è stata immediata, veemente e letale. In quattro minuti, l’Italia ha ribaltato tutto: prima Kean ha siglato la doppietta personale sfruttando un errore difensivo per il 2-2, poi Matteo Politano ha finalizzato una sponda di Retegui per il primo vantaggio azzurro (3-2).

Sembrava l’inizio di una gestione più tranquilla, ma il finale è stato un thriller. All’81’, il neo-entrato Raspadori ha segnato il gol del 4-2 che sembrava chiudere i conti. Invece, l’Italia si è incredibilmente spenta: un’autorete di Bastoni (87′) e il nuovo pareggio di Dor Peretz (90′) hanno gelato gli Azzurri, portando il punteggio sul 4-4. Quando tutto sembrava perduto, in pieno recupero, un tiro-cross di Sandro Tonali ha beffato il portiere israeliano, fissando il risultato sul definitivo 5-4. Un successo sofferto ma fondamentale, che mostra il carattere di una squadra ancora imperfetta ma capace di non mollare mai.

Milinkovic-Savic torna in Serie A? Occasionissima a zero, queste squadre ci pensano

Milinkovic-Savic torna in Serie A? Occasionissima a zero, queste squadre ci pensano per rinforzare la propria mediana

Un nome che ha infiammato a lungo il calciomercato italiano potrebbe presto tornare di grande attualità: Sergej Milinković-Savić. Il centrocampista serbo, attualmente in forza al club saudita dell’Al Hilal, potrebbe infatti considerare un clamoroso ritorno in Serie A, un campionato che lo ha consacrato come uno dei talenti più completi del panorama europeo durante la sua lunga militanza con la maglia della Lazio.

Trasferitosi in Arabia Saudita nell’estate del 2023, a fronte di un’offerta da 40 milioni di euro che la Lazio non potè rifiutare, il “Sergente” si appresta a entrare in un momento cruciale della sua carriera. Il suo attuale contratto con l’Al Hilal andrà in scadenza a giugno 2026 e, secondo quanto riportato dall’esperto di mercato Fabrizio Romano, il club sta per avviare le discussioni per un possibile prolungamento. Questo rappresenta un bivio fondamentale per il futuro del giocatore.

La decisione di Milinković-Savić è attesa con enorme interesse in Italia. Negli anni, infatti, il suo nome è stato costantemente accostato ai più importanti club della Serie A. Come riferito dallo stesso Romano, in particolare Juventus, Inter e Milan hanno monitorato a più riprese la sua situazione, sognando di poterlo riportare nel nostro campionato per aggiungere fisicità, tecnica e gol al proprio centrocampo.

Ora, con l’avvicinarsi della scadenza e l’imminente trattativa per il rinnovo, la finestra per un suo ritorno in Europa potrebbe riaprirsi concretamente. Tutto dipenderà dalla volontà del classe 1995: scegliere di proseguire la sua avventura, riccamente remunerata, in Arabia Saudita o cedere alla tentazione di tornare a competere ai massimi livelli nel calcio europeo, con la Serie A in prima fila. I prossimi mesi saranno decisivi per capire quale sarà il futuro di uno dei centrocampisti più dominanti degli ultimi anni.

Calciomercato Milan: Adli ai saluti. Ecco da dove ripartirà

Calciomercato Milan: Adli ai saluti. Ecco da dove ripartirà il centrocampista scartato da Allegri che si stava allenando con la Seconda Squadra

Il mercato estivo del Milan sta per concludersi con la quasi partenza di Yacine Adli. Dopo un’esperienza che non è mai decollata completamente, il centrocampista francese si appresta a lasciare l’Italia per intraprendere una nuova avventura in Arabia Saudita, precisamente all’Al Shabab. Questa operazione, sebbene non clamorosa dal punto di vista mediatico, riveste un’importanza strategica per il club rossonero, consentendo una plusvalenza e liberando risorse preziose. La notizia, riportata da diverse fonti tra cui Pietro Mazzara, conferma un epilogo che era nell’aria già da diverse settimane.

La situazione di Adli al Milan era diventata complessa fin dai primi giorni di questa estate. Dopo il suo rientro dal prestito alla Fiorentina, il club rossonero, sotto la nuova guida tecnica di Massimiliano Allegri e con l’avvento del neo direttore sportivo Igli Tare, aveva chiaramente comunicato al giocatore che non rientrava più nei piani futuri. Questa decisione, seppur difficile, è stata presa per consentire al club di proseguire nella sua riorganizzazione tattica e finanziaria. Adli, arrivato dal Bordeaux con grandi aspettative, non è riuscito a conquistare un posto stabile in squadra, complice una concorrenza agguerrita e una difficoltà ad adattarsi pienamente al calcio italiano.

La prossima destinazione: Al Shabab

Per Yacine Adli, il futuro è in Arabia Saudita. Il giocatore è atteso nelle prossime ore a Riad per sottoporsi alle visite mediche di rito. Una volta superate, arriverà la firma ufficiale sul contratto che lo legherà all’Al Shabab, segnando così la fine della sua avventura milanese. L’Arabia Saudita, con la sua Saudi Pro League in forte espansione, è diventata una meta ambita per molti calciatori europei, attratti non solo da ingaggi elevati, ma anche dalla possibilità di essere protagonisti di un progetto calcistico in crescita. Per Adli, questa potrebbe essere l’occasione di rilanciarsi e ritrovare la continuità di gioco che gli è mancata negli ultimi anni.

La cessione di Adli potrebbe rappresentare l’ultimo atto del mercato in uscita del Milan, che si è concentrato sulla razionalizzazione della rosa e sulla liberazione di esuberi. Con questa operazione, il club si prepara a concentrarsi completamente sulla stagione che sta per iniziare, con la consapevolezza di avere una squadra più snella e mirata, pronta a competere su tutti i fronti sotto la guida di Allegri e Tare.

Calcio femminile, Braghin può lasciare la Juventus a fine stagione. Ultime

Calcio femminile, Braghin può lasciare la Juventus a fine stagione. Ultime sul futuro del dirigente bianconero

Secondo quanto riportato da JuventusNews24.com, il ciclo di Stefano Braghin alla Juventus Women potrebbe essere vicino alla conclusione. Dopo 14 anni nel club, di cui nove come direttore della sezione femminile, il dirigente più longevo dell’Area sportiva bianconera starebbe valutando l’addio a fine stagione, con un anno di anticipo sulla scadenza del contratto. La decisione potrebbe essere comunicata alla proprietà nei prossimi giorni.

Braghin considererebbe concluso il suo percorso, un ciclo straordinario che ha portato la Juventus Women dalla sua fondazione, partendo da un “foglio bianco“, ai vertici del calcio italiano ed europeo. Un cammino costellato da 14 trofei, con almeno un titolo vinto in ogni stagione, e culminato recentemente con l’acquisto di una top player mondiale come Lia Wälti. Il dirigente aveva già considerato di lasciare due estati fa, ma era rimasto con l’obiettivo, poi centrato, di riportare lo Scudetto a Torino dopo la vittoria della Roma.

Il futuro della Juventus Women appare già delineato. Braghin stesso ha curato la crescita di un nuovo gruppo di dirigenti. Il suo successore designato è Massimiliano Mazzetta, attuale Deputy Women’s Football Director e protagonista della trattativa Wälti. La struttura si completerà con Andrea Giannarelli come Head of Scouting, Matilde Malatesta responsabile dei prestiti e della futura Seconda Squadra, e Carola Coppo confermata alla guida del settore giovanile.

Qualora l’addio venisse confermato, Braghin diventerebbe uno dei dirigenti più ambiti sul mercato internazionale. Le ipotesi più concrete per il suo futuro portano alla WSL inglese o alla NWSL americana. Meno probabile, ma non da escludere, un nuovo incarico in Serie A femminile, solo a fronte di un progetto ambizioso di ricostruzione. I prossimi mesi saranno dedicati alle valutazioni, con l’impegno per la causa bianconera che resterà massimo fino al termine della stagione.

Napoli, infortunio Rahmani: ecco l’esito degli esami. C’è lesione

Napoli, infortunio Rahmani: ecco l’esito degli esami che conferma quanto emerso dai primi controlli svolti in Nazionale. C’è lesione

Il Napoli ha ripreso il lavoro al Konami Training Center per preparare la prossima, delicata sfida di campionato. Sabato sera, alle 20:45, gli azzurri saranno di scena allo stadio Artemio Franchi per affrontare la Fiorentina. La squadra ha sostenuto una doppia sessione di allenamento: attivazione tecnica al mattino e lavoro aerobico nel pomeriggio.

La giornata ha visto il rientro alla base dei nazionali, tra cui Elmas e Amir Rrahmani. Proprio le condizioni del difensore kosovaro, però, destano preoccupazione e rappresentano la tegola più pesante di questa sosta per il club partenopeo. Il centrale, infatti, era stato costretto a uscire durante la partita della sua nazionale contro la Svizzera a causa di un problema muscolare, e gli accertamenti svolti al suo ritorno a Napoli hanno purtroppo confermato le prime impressioni negative.

Il club ha diramato un comunicato ufficiale per fare chiarezza sull’entità del problema. “In seguito all’infortunio occorso nel match tra Svizzera e Kosovo, il difensore azzurro si è sottoposto a esami strumentali presso il Pineta Grande Hospital, che hanno confermato l’esito dei primi controlli svolti in Nazionale: lesione di basso grado del bicipite femorale della coscia destra. Rrahmani ha già iniziato l’iter riabilitativo”.

Sebbene la lesione sia definita di “basso grado”, la sua presenza contro la Fiorentina è da escludere. Questo tipo di infortunio richiede solitamente alcune settimane di stop, costringendo il difensore a saltare probabilmente anche i successivi impegni di fine settembre. Si tratta di un’assenza pesante per la retroguardia azzurra, che perde uno dei suoi pilastri in vista di una trasferta storicamente complicata. Mentre Rrahmani inizia il suo percorso di recupero, il tecnico dovrà studiare le alternative per ridisegnare la difesa.

Israele-Italia 1-1 all’intervallo: Kean rimedia all’autorete di Locatelli

Israele Italia 1-1 all’intervallo: Kean rimedia all’autorete di Locatelli. Brutto l’avvio degli Azzurri che poi reagiscono col passare dei minuti

Si è chiuso sull’1-1 il primo tempo della delicata sfida tra Israele e Italia, valida per le qualificazioni ai Mondiali 2026. Per la Nazionale di Gennaro Gattuso sono stati quarantacinque minuti a due facce: un avvio da incubo, seguito da una reazione d’orgoglio che ha permesso agli Azzurri di riacciuffare il risultato proprio nel finale.

L’approccio alla partita dell’Italia è stato decisamente negativo. Fin dai primi istanti, Israele è apparsa più aggressiva e meglio disposta in campo, collezionando due corner e vedendosi annullare un gol per carica sul portiere. Il meritato vantaggio dei padroni di casa è arrivato al 15′, quando una bella azione sull’asse Dasa-Biton ha provocato una sfortunata autorete di Manuel Locatelli.

Gattuso, per la sua seconda panchina, aveva optato per un 4-3-3 asimmetrico con Politano largo a destra e la coppia d’attacco Kean-Retegui libera di scambiarsi la posizione. Nonostante i cambi (Locatelli e Mancini per Zaccagni e Calafiori), la squadra è sembrata confusa e incapace di reagire al gol subito. La scossa è arrivata solo dopo la mezz’ora, quando gli Azzurri hanno finalmente alzato il ritmo. Al 31′ Locatelli ha scheggiato la traversa, poi Kean ha sprecato una buona occasione. Il crescendo italiano ha trovato il suo culmine al 43′: su sponda aerea di Retegui, Moise Kean è stato lesto a insaccare il gol del pareggio, il suo nono in maglia azzurra.

Una rete pesantissima che ha rimesso in equilibrio il match, ma che non cancella un avvio preoccupante. Per portare a casa i tre punti, fondamentali per la classifica, nella ripresa servirà un’Italia diversa, più simile a quella vista nell’ultimo quarto d’ora.

Infortunio Conceicao, ultime sulle condizioni dello juventino. Inter a rischio, al suo posto…

Infortunio Conceicao, ultime sulle condizioni dello juventino. Inter a rischio, al suo posto… Bianconeri in ansia per il portoghese

Dal ritiro della nazionale portoghese arriva una notizia preoccupante per la Juventus in vista del Derby d’Italia. La federcalcio lusitana, come riportato da A Bola, ha comunicato che Francisco Conceição farà rientro anticipato a Torino a causa di un fastidio muscolare. Il giocatore, già arrivato in ritiro non in perfette condizioni, è stato dichiarato indisponibile per la partita di qualificazione ai Mondiali contro l’Ungheria.

L’esterno d’attacco salterà quindi l’impegno con la sua nazionale e la sua presenza per la supersfida di sabato pomeriggio contro l’Inter, in programma alle 18:00 all’Allianz Stadium, è ora in forte dubbio. L’entità del problema è ancora da valutare, ma la sua potenziale assenza mette subito alla prova la profondità del rinnovato reparto offensivo bianconero, tanto elogiato dopo la chiusura del mercato per la sua abbondanza di alternative.

Se Conceição non dovesse farcela, l’allenatore Igor Tudor avrebbe comunque diverse opzioni a disposizione. La più probabile vedrebbe l’impiego del nuovo acquisto Loïs Openda, che potrebbe affiancare Kenan Yildiz e uno tra Jonathan David e Dušan Vlahović. Un’altra soluzione potrebbe essere un tridente con Vlahović come punta centrale, supportato da Yildiz e David. Appare invece molto più difficile l’ipotesi di vedere in campo l’altro volto nuovo, Edon Zhegrova, fermo da una partita ufficiale dallo scorso dicembre.

Intanto, proprio Openda è pronto a iniziare la sua avventura alla Continassa. L’attaccante belga rientrerà a Torino dopo gli impegni con la sua nazionale, dove ha messo minuti nelle gambe giocando 61 minuti nella larga vittoria contro il Liechtenstein, prima di rimanere in panchina nel secondo match. Questi impegni gli hanno permesso di mantenere il ritmo partita, a differenza di Zhegrova che dovrà lavorare per ritrovare la condizione migliore. Tudor, che già conosce le qualità di Openda, non vede l’ora di poterlo valutare da vicino per capire come integrarlo al meglio nei meccanismi della squadra e sfruttarne al massimo il potenziale. L’infortunio di Conceição potrebbe, suo malgrado, accelerare l’inserimento del belga, con la Juventus ansiosa di scoprire quanto il nuovo arrivato potrà alzare il livello dell’attacco.

Bremer ritrova Openda: «Infortunio? Si è scusato diverse volte, ora basta»

Bremer ritrova Openda: «Infortunio? Si è scusato diverse volte, ora basta». Le parole del difensore brasiliano della Juventus

Il destino, a volte, sa essere beffardo e sorprendente. Lo sa bene Gleison Bremer, che al suo ritorno alla Continassa per l’inizio della nuova stagione ha trovato ad attenderlo un volto familiare, legato a uno dei momenti più difficili della sua carriera. Il nuovo attaccante della Juventus, Loïs Openda, è infatti il giocatore che, da avversario ai tempi del Lipsia, fu protagonista involontario dell’azione di gioco in cui il difensore brasiliano subì la rottura del legamento crociato del ginocchio quando vestiva ancora la maglia del Torino.

Un incrocio del destino che trasforma un avversario di un giorno infausto in un compagno di squadra con cui lottare per gli stessi colori. La potenziale tensione o l’imbarazzo di questa reunion è stata però immediatamente smorzata dalle parole dello stesso Bremer. Intervistato dai canali ufficiali del club bianconero, il centrale ha mostrato grande maturità e professionalità, archiviando l’episodio come un normale incidente di campo e rivelando anche un retroscena di grande sportività da parte dell’attaccante belga.

Le parole di Bremer non lasciano spazio a interpretazioni o a possibili rancori: «È il destino… Dopo l’infortunio – ha spiegato il centrale brasiliano ai canali ufficiali del club bianconero – , subito dopo la partita, lui mi ha scritto scusandosi, che non voleva farlo. È stata un’azione della partita. Quell’azione l’ho fatta mille volte, purtroppo è capitato con lui ma sono cose che succedono. È normale, non ci siamo incontrati ancora qui alla Continassa ma sono cose normali. Sicuramente mi chiederà scusa ancora, ma poi basta».

Questa dichiarazione chiude definitivamente un capitolo doloroso. Dimostra come la professionalità e la comprensione possano superare anche gli infortuni più gravi. Ora Bremer e Openda non sono più legati da quel ricordo, ma da un obiettivo comune: lottare insieme per riportare la Juventus alla vittoria. Quella che poteva essere una dinamica complessa si è risolta in una stretta di mano ancor prima di avvenire, nel segno del rispetto e del futuro bianconero.

Bergomi: «Due squadre davanti all’Inter per lo scudetto. Israele-Italia? Servono tanti gol»

Bergomi: «Due squadre davanti all’Inter per lo scudetto. Israele-Italia? Servono tanti gol». Le dichiarazioni dell’ex nerazzurro

In una lunga intervista rilasciata ai microfoni di Radio Crc, l’ex capitano dell’Inter e campione del mondo Beppe Bergomi ha offerto una panoramica completa sul calcio italiano, tracciando la griglia di partenza per la Serie A, analizzando il gap con l’Europa e riponendo la sua fiducia nel nuovo corso della Nazionale targata Gennaro Gattuso.

Bergomi ha iniziato delineando una chiara gerarchia per la lotta al titolo, con una coppia di favorite e un trio di inseguitori, elogiando il mercato condotto da Napoli e Juventus.

«La Juventus e il Napoli partono davanti per lo scudetto, Roma, Inter e Milan possono partire leggermente sotto. Dopo di che, i pronostici sono fatti per essere smentiti, ma io vedo questo tipo di partenza quest’anno. Il Napoli ha lavorato bene nel corso di quest’estate. Gli azzurri hanno completato la rosa, allargando la base dei titolari. Il Napoli è una squadra molto forte e con Beukema, Noa Lang e i nuovi acquisti è una squadra molto fisica che ha anche giocatori da uno contro uno. Parliamoci chiaro: il Napoli è una squadra completa. Peccato solo per l’infortunio di Lukaku che in questa squadra sarebbe stato perfetto. Kevin De Bruyne è un campione, ma dobbiamo dargli tempo per inserirsi in Italia. Inizialmente quando i giocatori arrivano dall’Inghilterra si impongono, poi incominciano a sentire la fatica a causa del fatto che il nostro calcio non è semplice e siamo molto più tattici. Duello Napoli-Inter per lo scudetto? Attenzione alla Juventus. I bianconeri hanno operato bene sul mercato e con i nuovi acquisti di Openda e di Zhegrova la Juventus è una squadra forte. In più, la Juventus ha recuperato in difesa Bremer che è secondo me il difensore più forte che abbiamo in Italia e che può dare sicurezza alla squadra. Quando dai sicurezza ad una squadra, hai più chance di vincere. Lo abbiamo visto l’anno scorso con il Napoli, da noi vince chi prende meno gol».

Passando al confronto internazionale, l’analisi di Bergomi si è fatta più cauta, evidenziando un divario ancora presente con le superpotenze europee.

«Le squadra italiane sono indietro rispetto alle corazzate europee come il Barcellona, il Real Madrid, le big inglesi e il Bayern Monaco. L’Inter ha giocato due finali di Champions in tre anni, ma ha fatto anche un certo tipo di percorso. Non saprei dire quale sarà il percorso delle italiane in Europa, potremo sempre avere qualche sorpresa, ma se devo essere razionale, le squadre europee hanno qualcosa in più rispetto alle squadre italiane».

Infine, un’ampia riflessione sulla Nazionale, con un forte endorsement per il nuovo CT e un appello al ritrovato senso di appartenenza.

«Il discorso è sempre complicato poiché ai primi risultati negativi della squadra, tutti subito cominciano a criticare. È vero che non andiamo al Mondiale da molto tempo, ma nel corso di questi anni abbiamo vinto anche un europeo. In Italia dobbiamo ricreare quel clima e quel senso di appartenenza che dà valore alla nostra maglia. Dobbiamo attaccarci alla maglia. Gattuso può essere la persona giusta per questo. Gennaro Gattuso non è solo un allenatore che guarda al temperamento, alla grinta e alla cattiveria. Lui ha delle idee. Se mettiamo insieme tutto questo, possiamo ricreare quel senso di appartenenza forte che ci fa andare oltre gli ostacoli. La qualificazione al mondiale è difficile, ma penso che la scelta di Gattuso sia stata la scelta giusta. A dir la verità, lo spero già a partire dalla partita contro Israele. Vi avverto: dobbiamo fare tanti gol. Tendenzialmente siamo una nazionale che fa pochi gol ma se vogliamo arrivare davanti alla Norvegia dobbiamo pensare di farne tanti».

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