Pagina 710 – Calcio News 24

Zazzaroni: «Inter ritirata dalla corsa a Lookman? Non mi risulta…»

Zazzaroni: «Inter ritirata dalla corsa a Lookman? Non mi risulta…». Le parole del direttore del Corriere dello Sport sulla trattativa

La lunga trattativa tra il calciomercato Inter e l’Atalanta per Ademola Lookmanprosegue senza sosta, nonostante le difficoltà emerse nelle ultime settimane. Il direttore del Corriere dello Sport, Ivan Zazzaroni, ha fatto chiarezza sulla situazione, spiegando che, contrariamente a quanto ipotizzato da alcune fonti, il club nerazzurro non si è ritirato dalla corsa per l’attaccante nigeriano.

Secondo l’analisi del giornalista, la dirigenza dell’Inter – guidata dal presidente Giuseppe Marotta e dal direttore sportivo Piero Ausilio – resta in attesa di una mossa ufficiale da parte di Antonio Percassi, presidente del club bergamasco. Al momento, però, la Dea non avrebbe ancora espresso in maniera chiara la propria intenzione definitiva sulla cessione del giocatore.

Lookman, classe 1997, è reduce da un’ottima stagione con l’Atalanta e rappresenta il principale obiettivo offensivo per il tecnico Cristian Chivu, che lo considera l’innesto ideale per il suo sistema di gioco. Il calciatore, dal canto suo, avrebbe manifestato in più occasioni il desiderio di trasferirsi alla corte nerazzurra, alimentando l’ottimismo della dirigenza milanese.

L’Inter, dunque, non intende lasciare isolato il giocatore in questa fase delicata. La strategia prevede di continuare a monitorare la situazione e, se necessario, intervenire con nuove mosse per sbloccare lo stallo. La volontà di Marotta e Ausilio è chiara: portare Lookman a Milano entro la fine della sessione estiva di calciomercato, sfruttando anche i buoni rapporti esistenti tra le due società.

La sensazione è che la trattativa sia destinata a vivere ancora momenti di attesa, ma il legame tra il giocatore e il club meneghino potrebbe risultare decisivo nelle prossime settimane.

Calciomercato Como, trattativa avviata con la Sampdoria: di chi si tratta

Il calciomercato Como entra nel vivo ora che è stata avviata una trattativa per un colpo in uscita con la Sampdoria, vediamo di chi si tratta

Il calciomercato della Sampdoria è in pieno fermento, con la dirigenza che sta lavorando intensamente per costruire una squadra solida e competitiva in vista della prossima stagione. Uno degli obiettivi principali della società blucerchiata è sicuramente quello di rinforzare il centrocampo, un reparto che necessita di nuovi innesti per garantire maggiore solidità e qualità. In questo contesto, il nome di Oliver Abildgaard del Como continua a circolare con insistenza. Il centrocampista danese è visto come il profilo ideale per soddisfare le esigenze tecniche e tattiche della squadra, ed è molto apprezzato sia dalla dirigenza che dallo staff tecnico.

Nonostante le trattative siano ancora nelle fasi iniziali, l’interesse della Sampdoria per Abildgaard non sembra affatto scemare. Questo testimonia la convinzione della società riguardo le qualità del giocatore, che viene considerato un obiettivo concreto per il centrocampo blucerchiato. Con la sua esperienza, unite a doti fisiche e tecniche, Abildgaard potrebbe rivelarsi una risorsa preziosa per la squadra, offrendo al mister nuove opzioni per migliorare la solidità della mediana. Il danese, inoltre, potrebbe garantire una maggiore versatilità in campo, essendo capace sia di recuperare palloni che di impostare l’azione con intelligenza.

Oliver Abildgaard è un centrocampista completo, che abbina una buona visione di gioco a un fisico imponente, qualità che lo rendono ideale per il tipo di gioco che la Sampdoria cerca di impostare. Non solo potrebbe contribuire notevolmente alla fase difensiva, ma anche alla costruzione del gioco, fornendo equilibrio e dinamismo al centrocampo. Come riportato da Sampnews24, la dirigenza continua a lavorare per definire i dettagli dell’operazione, sperando di riuscire a portare a Genova un giocatore che potrebbe fare davvero la differenza in una stagione che si preannuncia decisiva per il futuro della squadra.

Vlahovic Milan, arriva la risposta della Juve: la decisione sul futuro dell’attaccante

Vlahovic Milan, ecco arrivare la risposta della Juve sul futuro del giocatore, vediamo la decisione del club bianconero per quanto riguarda l’attaccante

Il futuro di Dusan Vlahovic continua a essere uno dei temi più caldi del calciomercato estivo della Juventus. Come riportato da La Stampa, l’attaccante serbo è al centro di un vero e proprio braccio di ferro, con il Milan che ha intensificato i contatti per cercare di assicurarsi le sue prestazioni. Si prevede un incontro decisivo questa settimana tra gli agenti del giocatore e la dirigenza rossonera, guidata dal nuovo direttore sportivo Igli Tare.

Il Milan, sotto la guida tecnica del nuovo allenatore Massimiliano Allegri, vede in Vlahovic il profilo ideale per rinforzare un attacco che ha bisogno di una punta di riferimento in grado di garantire gol e leadership. Tuttavia, la trattativa con la Juventus non si preannuncia facile, soprattutto a causa dell’elevata valutazione che i bianconeri fanno del loro numero 9. La Juventus non ha intenzione di svendere il proprio giocatore e si siederà al tavolo delle trattative solo davanti a offerte che rispecchiano il valore di Vlahovic.

La posizione della Juventus è chiara: la cessione di Vlahovic non è esclusa, ma dovrà avvenire solo a condizioni economiche e strategiche soddisfacenti. L’eventuale addio del centravanti serbo rappresenterebbe una mossa cruciale per finanziare altre operazioni in entrata. In cima alla lista dei desideri bianconeri c’è Randal Kolo Muani del Paris Saint-Germain, indicato come il primo obiettivo per rinforzare l’attacco. Il talento francese ha già rifiutato proposte da Newcastle, Tottenham e club sauditi, ribadendo il suo desiderio di approdare a Torino. La sua preferenza per la maglia bianconera potrebbe facilitare la trattativa, ma l’operazione dipenderebbe strettamente dalla cessione di Vlahovic.

Se il trasferimento di Vlahovic al Milan dovesse concretizzarsi, la Juventus potrebbe agire rapidamente per chiudere l’affare con Kolo Muani e, al contempo, investire sul centrocampo, un reparto che necessita di rinforzi di qualità. Tra i nomi monitorati ci sono Matt O’Riley del Brighton e Franck Kessié dell’Al Ahli, due profili che potrebbero portare esperienza, dinamismo e fisicità al centrocampo juventino. Se, invece, Vlahovic dovesse rimanere a Torino, il tecnico Tudor continuerebbe a puntare su di lui come punto di riferimento in attacco, con la possibilità di inserire nuovi innesti solo dopo altre cessioni importanti

Donnarumma Inter, il colpo diventa realtà? Il retroscena che fa sognare i tifosi

Donnarumma Inter, il colpo di calciomercato diventerà realtà? Ecco il retroscena che fa sognare i tifosi nerazzurri, i dettagli del caso

Il futuro di Gianluigi Donnarumma, portiere classe 1999 e titolare della Nazionale italiana, potrebbe subire una svolta inaspettata. L’idea di rimanere al Paris Saint-Germain fino alla scadenza del contratto nel 2026 sembra diventare sempre meno realistica. Per un estremo difensore che ha avuto una stagione da protagonista assoluto tra i pali, l’ipotesi di trascorrere un anno in panchina sarebbe difficile da accettare, soprattutto in vista del Mondiale 2026, dove la continuità e una condizione fisica ottimale saranno fondamentali.

Secondo quanto riportato da Libero, l’Inter segue da tempo con attenzione la situazione di Donnarumma. Nonostante la presenza di Yann Sommer, portiere svizzero classe 1988 il cui contratto scadrà tra un anno, la società nerazzurra ha sempre avuto stima nei confronti dell’ex Milan. L’idea iniziale dei dirigenti interisti era quella di riaccogliere Donnarumma nell’estate del 2026, ma questo scenario potrebbe cambiare qualora il PSG ricevesse offerte concrete dalla Premier League.

Il Manchester United, in particolare, è alla ricerca di un nuovo portiere dopo l’intenzione di separarsi da André Onana, e il Manchester City, che sta valutando il futuro di Ederson, sono i club maggiormente interessati a Donnarumma. Se una di queste squadre dovesse muoversi concretamente, il PSG potrebbe aprire alla cessione già nella prossima sessione di mercato. Per l’Inter, un assalto a Donnarumma diventerebbe un’opzione concreta soprattutto se dovesse sfumare la trattativa con l’Atalanta per Ademola Lookman. In tal caso, parte del budget destinato all’attaccante nigeriano potrebbe essere dirottato verso un rinforzo di altissimo livello tra i pali. La decisione finale spetterebbe comunque a Donnarumma, che si troverebbe a un bivio importante: restare a Parigi e rischiare il ruolo di secondo, oppure rilanciarsi in Serie A con una squadra competitiva come l’Inter. Un’eventuale operazione, tuttavia, richiederebbe una trattativa complessa, con incastri economici e tecnici non facili da risolvere.

Lazio, Sarri ha trasmesso questo mantra alla squadra per la prossima stagione

Lazio, Sarri ha trasmesso questo mantra alla squadra per la prossima stagione. Cambiano le priorità tattiche del tecnico biancoceleste

A poche settimane dall’inizio della preparazione estiva, la mano di Maurizio Sarri è già chiaramente visibile sulla sua nuova Lazio. O, per meglio dire, sulla sua vecchia Lazio, quella che sta plasmando secondo i principi più consolidati del suo credo calcistico. L’impronta del tecnico toscano si manifesta in una compattezza e in un’organizzazione difensiva che la squadra sembra aver recepito con sorprendente rapidità. Il mantra è chiaro: la squadra deve essere corta, aggressiva e muoversi come un blocco unico. La solidità della fase di non possesso è il fondamento su cui costruire ogni altra cosa, e i risultati del precampionato ne sono la prova lampante. I soli tre gol subiti, incluso l’infortunio di Guendouzi contro il Fenerbahce, testimoniano un’applicazione e una concentrazione già di alto livello.

La recente uscita contro il Burnley ha offerto ulteriori conferme. La Lazio ha concesso pochissimo a un avversario di caratura internazionale, dimostrando di saper controllare il gioco senza palla. È significativo notare come le occasioni più pericolose create dagli inglesi, inclusi due dei tre legni colpiti, non siano nate da azioni manovrate o da buchi centrali, ma da situazioni più casuali: lunghi traversoni diretti sul lato debole della difesa e un calcio d’angolo. Proprio i calci piazzati restano un dettaglio da perfezionare, ma c’è tutto il tempo per lavorarci.

La vera sfida, quasi proibitiva, sarà tentare di eguagliare i numeri stratosferici della difesa che, nell’anno del secondo posto, chiuse il campionato con ben 21 partite a porta inviolata su 38. Eppure, la strada intrapresa sembra proprio quella. Come sottolinea il Corriere dello Sport, la tendenza a un calcio più conservativo potrebbe essere persino accentuata rispetto al passato. L’obiettivo è dare vita a una Lazio meno “spettacolare” e affascinante nella sua proposta offensiva, ma decisamente più pragmatica, solida e consapevole dei propri mezzi. Una squadra matura, che sa come e quando colpire, costruendo le sue vittorie partendo da una certezza: un muro difensivo quasi invalicabile.

Calciomercato Napoli: sfuma l’idea Grealish. Ecco dove giocherà

Calciomercato Napoli: sfuma l’idea Grealish. Ecco dove giocherà l’esterno inglese che è in procinto di lasciare il Manchester City

Confermato: Jack Grealish lascia il Manchester City e si trasferisce all’Everton. L’accordo è stato raggiunto tra i due club per un prestito secco e il giocatore ha già dato il suo via libera definitivo. A riportarlo è Fabrizio Romano. I documenti sono in fase di preparazione e le visite mediche saranno programmate a breve. Si chiude così, dopo quattro stagioni, l’avventura di Grealish alla corte di Pep Guardiola, iniziata nell’estate del 2021 con il suo trasferimento record da 117,5 milioni di euro dall’Aston Villa.

In questi quattro anni, Grealish ha arricchito il suo palmarès in modo straordinario, vincendo 3 Premier League, una Champions League, un Mondiale per Club, una Supercoppa Europea e una FA Cup, collezionando 157 presenze con 17 gol e 23 assist. Un capitolo di successi che ora si chiude con una nuova avventura a Goodison Park.

In passato, il nome di Grealish era stato discusso internamente anche dal Napoli, ma quella pista non si è mai concretizzata. Ora, la strategia del club di Aurelio De Laurentiis è completamente diversa. Nonostante le voci su Federico Chiesa del Liverpool e Ademola Lookman dell’Atalanta, il Napoli, dopo aver già chiuso per l’olandese Noa Lang dal PSV, potrebbe non intervenire più per un esterno prettamente offensivo.

La priorità assoluta per l’allenatore Antonio Conte è un altro tipo di profilo: un nuovo laterale per la corsia sinistra con spiccate doti difensive. Il nome in cima alla lista è quello dello spagnolo Miguel Gutierrez del Girona. Il club è pronto a investire per il classe 2001, cresciuto nel Real Madrid, che ha una clausola rescissoria di 45 milioni di euro.

Sul fronte delle uscite, è solo questione di tempo per l’annuncio ufficiale del trasferimento di Giacomo Raspadori all’Atletico Madrid. Accordo già totale tra i club e con il giocatore, si attende solo il comunicato per formalizzare l’operazione. Il mercato è in pieno movimento.

El Aynaoui: «Voglio riportare la Roma dove merita. Su ruolo e obiettivo numero di gol dico che…»

El Aynaoui: «Voglio riportare la Roma dove merita. Su ruolo e obiettivo numero di gol dico che…». Le dichiarazioni del neo giallorosso

In vista dell’inizio del campionato, il nuovo centrocampista della Roma, Neil El Aynaoui, ha concesso un’intervista a La Gazzetta dello Sport. Il giocatore francese ha parlato delle sue ambizioni e della nuova stagione che sta per cominciare. Di seguito le sue parole.

TREQUARTISTA – «Non ho una posizione preferita. Gasperini mi ha schierato lì a va bene così, gioco dove serve. Da piccolo ho iniziato come attaccante, questo mi ha dato il senso del gol, poi a 15 anni sono passato a centrocampo. Mi sento un mediano moderno, in grado di fare in entrambe le fasi: generoso e capace di coprire più zone». 

OBIETTIVO GOL – «Superare gli 8 gol dell’anno scorso? Ci spero, anche se a Lens giocavo in un ruolo più offensivo. Ma la missione è aiutare la squadra». 

GIOCATORE COMPLETO – «Il mio è un ruolo che guarda per forza di cose al collettivo. Quando fai il centrocampista non pensi alle iniziative individuali, devi ragionare con e per la squadra, ti devi coordinare con i compagni. Le mie caratteristiche penso si addicano bene a entrambe le aree di rigore, sia quando c’è da difendere che da attaccare». 

MODELLO – «Iniesta, da piccolo vivevo a Barcellona e gioco con la 8 per lui. Ma non penso neanche un attimo a fare un paragone...».

COME NAINGGOLAN – «Per me anche solo essere accostato a lui è un grande complimento, si tratta di un giocatore che ha fatto la storia. Magari potessi ripetere le sue gesta». 

DIFFICOLTA’ – «È la prima volta che lascio la Francia per giocare all’estero. Ma mi hanno accolto bene tutti, la cosa mi ha aiutato molto in questo primo periodo». 

RICHIESTA GASPERINI – «Di giocare palla, pressare, ma anche difendere in modo propositivo, attaccando. C’è ancora tanto in cui devo migliorare, ma pure al Lens giocavo con uno stile simile: il salto non è così tanto grande». 

AVVERSARIE PER LA CHAMPIONS – «Intanto dobbiamo riportare la Roma dove merita. Questo è un grande club, vincere trofei qui sarebbe meraviglioso. Mi manca ancora la conoscenza del campionato sul campo, quindi per la Champions dico che lotteremo con le squadre che ci sono arrivate sopra lo scorso anno. Questo gap però possiamo colmarlo con il lavoro. Ogni partita va preparata allo stesso modo: che sia un big match o no». 

INTESA CON KONE’ – «Ci aiuta il fatto di essere francesi, di essere cresciuti nello stesso campionato. C’è un buon affiatamento, che va però perfezionato di gara in gara». 

TIFOSI – «Sto imparando a conoscere i romanisti. Sono straordinari: sempre al nostro fianco, ovunque». 

DA PICCOLO GUARDAVA LA ROMA? – «In Francia negli ultimi anni è diventato più difficile vedere la Serie A a causa dei diritti televisivi. Ma ho un ricordo di un Roma-Juventus, c’era ancora Digne: il 2-1 del 30 agosto 2015, marcatori Dzeko, Pjanic e Dybala».

Calciomercato Fiorentina: è lui il prescelto per il ruolo di vice Kean

Calciomercato Fiorentina: è lui il prescelto per il ruolo di vice Kean. Ecco chi è entrato nel radar dei dirigenti della Viola

La Fiorentina si muove con decisione sul mercato per completare il proprio reparto offensivo. La missione, delineata dal tecnico Stefano Pioli, è chiara: trovare una prima punta, un uomo capace di attaccare la profondità che possa agire come perfetto vice Kean. L’identikit tracciato è preciso: un giocatore possibilmente giovane, che abbia già familiarità con il calcio italiano e che possieda le caratteristiche tecniche e tattiche richieste dall’allenatore. In cima alla lista dei desideri, secondo La Gazzetta dello Sport, c’è da tempo il nome di Cristian Shpendi, talentuoso attaccante classe 2003 in forza al Cesena.

Il profilo di Shpendi sposa alla perfezione le esigenze della Viola. Sia il costo del cartellino che l’ingaggio sarebbero sostenibili per un giocatore destinato a crescere e a mettersi a disposizione, con la consapevolezza di partire alle spalle del titolarissimo Kean. Per il giovane albanese, la Fiorentina rappresenterebbe una straordinaria opportunità di fare un salto di qualità nella propria carriera, un “upgrade” in un club di prima fascia. Questa strategia di puntare su un giovane di prospettiva si contrappone alle piste, ora più fredde, che portavano ad attaccanti di caratura superiore. Nomi come Fotis Ioannidis del Panathinaikos o Nikola Krstovic del Lecce erano stati considerati in passato, ma più come potenziali sostituti di Kean (specialmente nel periodo in cui era attiva la clausola rescissoria da 52 milioni) che come semplici alternative.

Ora, con Kean al centro del progetto, investimenti di quella portata per una riserva non sono contemplati. Basti pensare che per Ioannidis, il Panathinaikos ha formulato una richiesta da 25-30 milioni di euro. Sullo sfondo, come un’opportunità intrigante ma complessa, rimane l’opzione che porta a Dominic Calvert-Lewin. L’attaccante inglese, svincolatosi dall’Everton, è tesserabile a costo zero, ma la sua richiesta di ingaggio è molto elevata, in pieno “stile Premier”. I dirigenti viola hanno ora tutti gli elementi sul tavolo e da oggi, come scrive la rosea, avvieranno le valutazioni finali a 360 gradi per regalare a Pioli l’ultimo tassello del suo attacco.

Tudor reinventa Douglas Luiz: «Per me deve fare quel ruolo»

Tudor sorprende: «Douglas Luiz per me deve fare quel ruolo». Le parole del tecnico della Juventus dopo il Dortmund

Nonostante le insistenti voci di mercato che lo vedono lontano da Torino dopo una stagione deludente, Igor Tudor sembra voler proporre Douglas Luiz. Il tecnico della Juventus ha dato fiducia al centrocampista brasiliano, schierandolo nell’amichevole odierna contro il Borussia Dortmund e indicando una nuova posizione per lui. Intervistato da Sky Sport, Tudor ha svelato di volerlo più vicino alla porta.

PRESTAZIONE – «Abbiamo fatto un buon lavoro, ora si riparte martedì. David ha fatto la prima gara seria alla Juventus contro un avversario di livello. Si è mosso bene, era applicato, concentrato su quello che doveva fare, c’è ancora tanta stanchezza. Non è abituato agli allenamenti che abbiamo fatto, sicuramente con la freschezza sarà ancora tutto più facile. Non so quanto manca ancora per l’inserimento dei nuovi. Nelle partite di agosto manca freschezza, manca lucidità nelle gambe, però c’è stata una grande applicazione da parte dei ragazzi. È stato un buon allenamento».

BREMER – «Sta bene, ha fatto un tempo in una partita seria, ora vediamo come fargli fare minutaggio. È rimasto mercoledì e sabato contro l’Atalanta, poi si gioca. C’è poco tempo e bisogna già iniziare a pensare alla partita di Parma».

DOUGLAS LUIZ – «Vede la porta, ha il gol nel sangue. Se devo scegliere un posto per lui nel mio sistema lo vedo lì, non davanti alla difesa, può fare gol. Io lavoro con tutti i giocatori che ho a disposizione, li tratto come è giusto trattarli. Devo rivedere la partita, mi è sembrata una partita seria, c’era anche caldo e stanchezza, i ritmi poi saranno più alti. L’importante era che nessuno si facesse male. In queste partite il risultato conta poco, serve il giusto atteggiamento, la voglia di fare e prepararsi al meglio per quando diventa importante».

Calciomercato Roma: Dovbyk corteggiato dal Leeds. Il possibile sostituto è in Serie A

Calciomercato Roma: Dovbyk corteggiato dal Leeds. Il possibile sostituto dell’attaccante giallorosso gioca in Serie A

Nonostante la difesa pubblica di Gian Piero Gasperini nei confronti di Artem Dovbyk, il futuro dell’attaccante ucraino e dell’intero reparto avanzato della Roma è tutt’altro che definito. Le sirene della Premier League suonano forti e potrebbero innescare un clamoroso effetto domino. Come riporta La Gazzetta dello Sport, durante l’amichevole vinta 1-0 dai giallorossi contro l’Everton, sugli spalti erano presenti emissari del Leeds, neopromosso nel massimo campionato inglese. Il club dello Yorkshire è uno dei due team, insieme al West Ham, ad aver messo concretamente gli occhi su Dovbyk, arrivato a Roma per una cifra minima garantita di 38,5 milioni di euro versata al Girona.

L’interesse del Leeds è concreto, ma la dirigenza inglese valuta anche delle alternative, come l’iraniano Mehdi Taremi, in uscita dall’Inter e seguito anche dal Fulham. Questo perché la loro prima scelta dopo Dovbyk, Nikola Krstovic del Lecce, si è rivelata un obiettivo complicato. E proprio qui le strade di mercato si intrecciano in modo indissolubile con quelle della Roma. In caso di una cessione di Dovbyk, infatti, il nome in cima alla lista dei giallorossi è proprio quello dell’attaccante montenegrino. Il Lecce ha già respinto un’offerta da 23 milioni di euro più bonus dal Leeds, con il responsabile dell’area tecnica Corvino che valuta il suo gioiello tra i 30 e i 35 milioni. La posizione del club salentino è stata chiarita dal presidente Sticchi Damiani, che ha spiegato: «Nikola ci ha manifestato la volontà di fare un passo ulteriore in carriera. Con la situazione giusta per tutti Krstovic può partire, altrimenti lo terremo con noi».

Nel frattempo, la Roma non si limita a guardare ai centravanti e valuta anche profili diversi per arricchire l’attacco. L’ultimo nome emerso, sempre secondo La Gazzetta dello Sport, è quello di Franculino Gluda Djú, talentuosa ala sinistra di 21 anni in forza al Midtjylland. Cresciuto nel vivaio del Benfica, il giocatore guineano ha un costo di circa 20 milioni di euro ed è seguito con attenzione anche da club come Everton e Lipsia, a testimonianza del suo grande potenziale.

Morata Como, il Galatasaray ufficializza l’addio: tutti i dettagli e cosa accadrà ora

Morata Como, il Galatasaray ufficializza l’addio dell’attaccante ex Milan e Juve, cosa accadrà ora e tutti i dettagli della trattativa, il punto

Álvaro Morata fa un breve ritorno al Milan, ma si tratta solo di una tappa temporanea prima di una nuova avventura in Serie A. La notizia, che ha suscitato molto interesse nel calciomercato, è stata ufficializzata direttamente dal Galatasaray, il club turco con cui l’attaccante spagnolo aveva un contratto. Il club di Istanbul ha pubblicato un comunicato sul proprio sito ufficiale, confermando che il contratto con Morata è stato risolto di comune accordo. Come spiegan direttamnete il Galatasaray, il Milan ha versato un’indennità di 5 milioni di euro per liberare il giocatore. Nel comunicato si legge: “Il contratto tra la nostra società e il calciatore professionista Álvaro Borja Morata Martín e il suo club AC Milan SpA è stato risolto consensualmente. In base all’accordo, AC Milan SpA riconoscerà alla nostra società un’indennità di risoluzione pari a 5.000.000 di euro. Inoltre, il giocatore ha rinunciato a crediti per 651.562 euro”. Questo chiarisce che tutte le parti coinvolte hanno cercato di trovare una soluzione rapida e vantaggiosa per entrambe le parti.

Tuttavia, il futuro di Morata non sarà al Milan. Nonostante questo breve ritorno formale, l’attaccante sembra destinato a trasferirsi quasi subito al Como, club neopromosso in Serie A. L’accordo con il Como era già stato definito da tempo, e il passaggio al Milan è stato solo una formalità burocratica. Questo movimento, che potrebbe sembrare complicato, in realtà serve ad agevolare il trasferimento di Morata verso una squadra dove potrà essere protagonista assoluto. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, questo “blitz” di Morata al Milan dimostra le complicate dinamiche del calciomercato moderno. L’operazione è stata gestita dalla dirigenza rossonera, con Tare nel ruolo di Direttore Sportivo e Allegri come allenatore, e si inserisce in una strategia più ampia. Per i tifosi del Como, invece, c’è grande entusiasmo: avranno un attaccante di esperienza internazionale, mentre per il Milan, questa operazione rappresenta una gestione efficace di una situazione contrattuale complessa. Resta da vedere come Morata si adatterà al Como e quale impatto avrà nella nuova stagione di Serie A.

Juventus, Kolo Muani ad un passo: ma per chiudere ora serve…

La Juventus è sempre più vicina al ritorno di Kolo Muani in bianconero, ecco cosa filtra ora sul futuro del giocatore, per chiudere il colpo serve…

La Juventus, durante l’amichevole contro il Borussia Dortmund in Germania, ha mostrato segnali di crescita, con Andrea Cambiaso che si è adattato al ruolo di centravanti e ha messo a segno una doppietta. Questo successo potrebbe dare speranze al club, ma la dirigenza bianconera ha anche un altro obiettivo in mente: rinforzare ulteriormente l’attacco. Dopo il prestito di sei mesi della scorsa stagione, la Juventus sembra essere intenzionata a riportare a Torino Randal Kolo Muani, centravanti del Paris Saint-Germain. Nonostante le indiscrezioni che parlano di un interesse da parte di club di Premier League per l’attaccante francese, sembra che Kolo Muani abbia le idee chiare: la sua preferenza sarebbe tornare in Italia e rivestire la maglia bianconera.

Nel suo periodo di prestito dal PSG, infatti, ha mostrato grande affiatamento con i compagni e ha dimostrato una notevole facilità nel segnare, ragion per cui vorrebbe continuare la sua avventura alla Juve per affermarsi definitivamente. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, la Juventus avrebbe già raggiunto un’intesa di massima con il PSG per un prestito oneroso da 10 milioni di euro, con un riscatto fissato nel 2026, a cifre che si aggirerebbero tra i 30 e i 35 milioni di euro. Tuttavia, per completare l’operazione, la Juventus dovrebbe prima riuscire a cedere qualche giocatore per fare spazio e coprire l’importo del prestito. Tra i nomi sul mercato, si parla di Fabio Miretti, che potrebbe finire al Napoli, di Nicolò Savona, cercato dalla Premier League, e di altri possibili partenti come Lloyd Kelly e Douglas Luiz. La dirigenza bianconera sta dunque valutando diverse possibilità, cercando di concludere in tempi brevi l’affare Kolo Muani e altre operazioni in uscita per alleggerire il monte ingaggi e prepararsi alla nuova stagione.

Torino, Vlasic carica: «Felice per Zapata, che personalità Simeone. E Baroni ci ha chiesto…»

Nikola Vlasic motiva il Torino, dopo il ko in amichevole contro il Valencia il centrocampista granata ha rilasciato una lunga intervista, ecco le parole

Guai ad abbattersi, parola – parafrasando – di Nikola Vlasic. E’ terminato sabato 9 agosto con una netta sconfitta per 3 reti a 0 in casa del Valencia il precampionato del Torino. E, inutile nascondersi, i numeri inanellati dai granata nelle ultime amichevoli non posso far sorridere Marco Baroni e i tifosi piemontesi in toto. Nel novero delle apparizioni nelle amichevoli estive della squadra va infatti considerata la sola vittoria contro la Cremonese, il pareggio confezionato contro l’Ingolstadt e il doppio ko maturato con il Monaco (a cui aggiungere appunto quello inanellato con gli spagnoli l’altro ieri). Serve tempo, spiega il numero 10 ai margini della gara Mestalla, forse anche dei nuovi acquisti in difesa, puntualizza qualche tifoso sui social. Eppure le parole di Vlasic non lasciano spazio a troppe interpretazioni e rimarcano la fiducia nel gruppo di cui fa parte. Ecco alcuni estratti salienti del big del Torino riportati da La Stampa oggi.


CHE LEZIONE IMPARA IL TORINO A VALENCIA PER VLASIC –
«Che c’è ancora tanto lavoro da fare. Noi proviamo a costruire l’azione partendo dal portiere e sbagliamo tanto per adesso, ma vogliamo imparare, ci applichiamo molto in allenamento e penso che saremo pronti per la stagione che ci aspetta. È meglio aver perso qui che in campionato».

ORA SERVE TEMPO AL TORINO – «Certo, con un nuovo allenatore serve sempre tempo. Poi ci sono 4-5 nuovi compagni: serve tempo anche loro per sentirsi dentro la squadra e anche noi dobbiamo capire come giocano loro. Abbiamo bisogno di tempo, ma ogni giorno che lavoriamo insieme è meglio per tutti».

NOVE GOL SUBITI IN 3 AMICHEVOLI – «Sono tanti…».

SERVE PIU’ QUALITA’ IN DIFESA – «Tutta la squadra gioca in difesa. Quando tu rischi, partendo dal portiere, succede sempre qualcosa se perdi una palla in difesa. Però quando esci bene, poi c’è spazio in attacco… Adesso dobbiamo capire il momento in cui rischiare e quando rischiare meno: per questo ci serve tempo».

BARONI COSA VI DICE – «È molto positivo: aiuta tanto la squadra e ci parla di continuo. Siamo molto contenti che lui sia il nostro tecnico»

SI SENTIVANO LE URLA DI BARONI DOPO IL PRIMO GOL E LA SQUADRA HA REAGITO – «Vero. Lui vuole un atteggiamento coraggioso, una mentalità forte, dice che una partita non è mai persa. Anche sul 2-0 nell’intervallo ci spronava: “Facciamo vedere che possiamo mostrare qualcosa anche in questa partita”. Vuole darci sempre fiducia».

IL SUO PUNTO DI FORZA – «È un mister a cui piace il calcio offensivo: dice sempre meglio giocare vicino alla loro area che chiuderci indietro».

MECCANISMI DA RITROVARE – «Sì, ci vuole solo tempo per trovare i giusti equilibri. Stiamo lavorando sui movimenti, sul calcio relazionale che vuole Baroni. Abbiamo sfidato il Valencia, una squadra forte che gioca bene a calcio, e a noi servono partite così per capire dove siamo».

RISCHIO DIAVERE 4 ATTACCANTI –«È il gioco del mister, poi penso che Casadei, Ilic e Anjorin possano giocare anche come play e aiutare tanto in difesa. Per me hanno la qualità per dare equilibrio».

ANJORIN CHE COSA VI HA DETTO NELLO SPOGLIATOIO «Era dispiaciuto, ma le ammonizioni sono state eccessive. Ho visto bene il secondo giallo e lui non ha sentito l’avversario: era un duello normale e poi era un’amichevole, l’arbitro è stato troppo severo».

COME HA VISTO SIMEONE – «È entrato con uno spirito molto positivo nel gruppo: è bravo come calciatore e come uomo. Poi ha tanta esperienza in Serie A e grande personalità».

IL RITORNO DI ZAPATA – «È un ritorno simbolico. Quando è entrato ero felice per lui e poi gli ho anche chiesto come si sentiva. Mi ha detto “Un po’ strano: la mia prima partita dopo tanto tempo”. È bello riaverlo con noi».

CHE TORINO STA NASCENDO – «Sono positivo: la squadra ha giocatori forti, sta rientrando Duvan e penso che possiamo fare belle cose. Ho tanta fiducia in questa squadra perché vedo qualità e quando Zapata sarà al 100% ci darà un aiuto grandissimo».

E VLASIC COSA SI AUGURA – «Di continuare a stare bene, è stata la mia prima estate dopo tanti anni senza infortuni e con tutta la preparazione fatta. Sarò contento se potrò rendere bene nella continuità e firmare gol e assist».

Calciomercato Milan, ecco De Winter: intesa verbale. Le cifre dell’accordo

Calciomercato Milan, ecco De Winter: intesa verbale. Le cifre dell’accordo che porteranno il difensore belga in rossonero dal Genoa

Il Milan è a un passo dall’assicurarsi le prestazioni di Koni De Winter, difensore belga di proprietà del Genoa. Secondo quanto riportato da Matteo Moretto, giornalista esperto di mercato, le due società avrebbero raggiunto un’intesa verbale sulla base di 20 milioni di euro totali, inclusi bonus facilmente raggiungibili. Questo significa che, di fatto, l’operazione è da considerarsi un esborso quasi garantito di 20 milioni per le casse rossonere. Un colpo significativo per la difesa del Diavolo, che si prepara a rinforzarsi in vista della prossima stagione sotto la guida del nuovo direttore sportivo Igli Tare e del nuovo tecnico Massimiliano Allegri.

L’arrivo di De Winter rappresenterebbe un innesto cruciale per la retroguardia milanista. Il giovane difensore, classe 2002, ha dimostrato un grande potenziale nelle sue stagioni al Genoa, attirando l’attenzione di diversi club importanti con le sue ottime prestazioni. La sua versatilità, unita a una solida fisicità e a una buona visione di gioco, lo rende un profilo ideale per il progetto tecnico di Allegri, che punta a costruire una squadra competitiva su tutti i fronti. L’investimento da parte del Milan sottolinea la fiducia nelle sue qualità e nella sua capacità di adattarsi rapidamente ai ritmi e alle pressioni di un club di altissimo livello come quello rossonero.

L’accordo raggiunto tra il calciomercato Milan e il Genoa testimonia la volontà del club di Via Aldo Rossi di agire con determinazione sul mercato. I 20 milioni di euro, tra parte fissa e bonus quasi certi, rappresentano una cifra importante per un giovane difensore, ma riflettono il valore che il Milan attribuisce a De Winter e la sua convinzione che possa diventare un pilastro per il futuro della squadra. I bonus specifici, sebbene non ancora dettagliati pubblicamente, sono stati definiti da Moretto come “facilmente raggiungibili”, il che rafforza l’idea di un’operazione quasi totalmente a titolo definitivo per la cifra pattuita. Operazione lampo di Tare, che ha bruciato l’Inter.

Parallelamente all’accordo con il club ligure, il Milan ha definito anche l’intesa economica con il calciatore. A Koni De Winter è stato offerto un contratto pluriennaleda 1.7 milioni di euro netti a stagione. Questa cifra testimonia la volontà del Milan di garantire a De Winter un ingaggio commisurato alle sue qualità e al ruolo che andrà a ricoprire all’interno della squadra. Un salario competitivo che lo inserisce tra i giovani talenti con elevato potenziale nel panorama calcistico italiano e internazionale. Il suo arrivo rinforza non solo il presente ma anche il futuro della difesa rossonera, in un’ottica di continuità e di crescita costante.

Sotto la nuova gestione sportiva di Igli Tare e la guida tecnica di Massimiliano Allegri, il Milan sta delineando una strategia di mercato chiara e mirata. L’acquisto di De Wintersi inserisce perfettamente in questa visione, che mira a combinare l’esperienza con il talento emergente. L’obiettivo è costruire una squadra solida, compatta e in grado di lottare per i vertici in tutte le competizioni. La velocità con cui è stato raggiunto l’accordo per De Winter indica una chiara intenzione da parte del club di anticipare la concorrenza e di assicurarsi i migliori prospetti disponibili sul mercato. I tifosi rossoneri possono quindi attendersi ulteriori mosse significative nelle prossime settimane, con l’obiettivo di rendere il Milan sempre più forte e competitivo.

Balotelli: «Non mi hanno permesso di fare il padre. Gioco ancora 2-3 anni, cerco un club che…»

Balotelli: «Non mi hanno permesso di fare il padre. Gioco ancora 2-3 anni, cerco un club che…». Le dichiarazioni di Super Maio

Alla vigilia del suo 35° compleanno, che festeggerà domani, Mario Balotelli fa il punto sulla sua carriera in un’intervista a La Gazzetta dello Sport. L’attaccante è attualmente svincolato dopo aver concluso a parametro zero la sua esperienza con il Genoa ed è in cerca di una nuova squadra.

SE MI SENTO PIÙ CONSAPEVOLE COME PADRE? – «Non mi ė mai stato permesso di essere presente fino in fondo e col tempo mi sono reso conto di quanto sia meravigliosa questa responsabilità».

DA QUANTO NON VEDO I MIEI FIGLI? – «Con Pia va meglio perché Raffaella è più disponibile, ma con Lion è più difficile. Finché non cambiano certe leggi…».

DOVE MI VEDRETE IN CAMPO? – «Vorrei rispondere ma non riesco (e ride)».

IL MIO SOGNO? – «Giocare nel Real Madrid…».

IN REALTÀ? – «Cerco un club che mi dia fiducia. Voglio giocare altri due-tre anni. Poi, vado da mio fratello Enock».

DOVE? – «Ora gioca nel Vado tra i dilettanti. Vedremo. Comunque gli ho promesso che chiuderò la carriera giocando insieme a lui».

COME VEDO LA NUOVA SERIE A? – «Non seguo la tv, non mi aggiorno».

POLEMICO? – «Sono innamorato del calcio giocato. Però stanno cambiando troppe cose. In campo vedo tanti atleti alti 1,90 metri, ma nessuno salta più l’uomo. Anche perché adesso appena i ragazzini fanno un tunnel finiscono in castigo».

COSA MANCA NELLA MIA CARRIERA? – «In generale potevo metterci più impegno. Mi resta il rimpianto della Nazionale: potevo giocare di più».

EPPURE HO SEGNATO 14 GOL, COME RIVERA – «Lasciamo stare. Se avessi avuto più chance magari avrei potuto avvicinarmi a Riva. Qualcuno non mi voleva in azzurro… Ma è acqua passata».

OCHI ATTACANTI DI QUALITÀ IN ITALIA – «È un problema serio. Ai giovani non viene data continuità, li mandano nelle serie inferiori e dopo pochi mesi cambiano già maglia. Si perdono».

CHI SFONDA TRA PIO ESPOSITO, CAMARDA E VENTURINO? – «Al Genoa mi sono allenato con Venturino, ha buoni colpi: merita fiducia. Anche Camarda l’ho visto in alcuni spezzoni nel Milan e sono curioso di vedere come si muoverà nel Lecce. A me però piace soprattutto Pio».

Calciomercato Inter: niente rilancio per Lookman, avanza il piano B. Su Ademola piomba Conte?

Calciomercato Inter: niente rilancio per Lookman, avanza il piano B. Su Ademola piomba Conte? Le ultime sul tormentone dell’estate

È un autentico braccio di ferro, un muro contro muro che rischia di paralizzare una delle trattative più calde dell’estate. La saga di Ademola Lookman tra Inter e Atalanta, come riportato da La Gazzetta dello Sport, ha raggiunto una fase di stallo totale, una situazione di immobilità che potrebbe favorire l’inserimento a sorpresa di un terzo contendente. Le parti in causa sono arroccate sulle proprie posizioni, in un gioco di nervi dove nessuno intende fare la prima mossa. L’attaccante nigeriano ha espresso con forza la sua volontà: vuole solo l’Inter. Dal canto suo, l’Atalanta non ha la minima intenzione di cedere il suo gioiello a una diretta concorrente per le posizioni di vertice in Serie A. In mezzo c’è l’Inter, con un’offerta importante da 45 milioni di euro più 5 di bonus già sul tavolo, che però non effettuerà ulteriori rilanci finché la Dea non si deciderà a fissare un prezzo ufficiale, un’apertura che al momento appare remota.

Questa paralisi strategica sta spingendo la dirigenza nerazzurra, guidata da Marotta e Ausilio, a esplorare con decisione le alternative. Il piano B porta direttamente a Manchester, sponda United, e risponde al nome di Jadon Sancho. L’esterno inglese, di rientro dal prestito al Chelsea, rappresenta un’opportunità intrigante: il costo del cartellino è notevolmente inferiore, stimato intorno ai 20 milioni di euro. L’ostacolo principale, tuttavia, è l’ingaggio. Sancho dovrebbe accettare di ridurre le sue pretese a circa 6,5 milioni di euro netti annui (12 milioni lordi), una cifra ben superiore ai 4,5 milioni netti (circa 6 milioni lordi grazie ai benefici del Decreto Crescita) pattuiti con Lookman.

Parallelamente, l’Inter non trascura gli altri reparti. I dirigenti vorrebbero infatti regalare al tecnico Cristian Chivu un nuovo mediano, stanziando un budget simile, circa 20 milioni, per arrivare a uno tra il danese Morten Frendrup del Genoa o il belga Mandela Keita, messosi in luce con il Parma. In questo scenario di attesa e pianificazione, potrebbe inserirsi con prepotenza il Napoli. Il club partenopeo, che aveva già sondato Lookman come potenziale erede di Kvaratskhelia, avrebbe la forza economica per presentare un’offerta talmente importante da far vacillare le certezze dell’Atalanta e superare il veto sulla cessione in Italia. La partita è più aperta che mai.

Trofeo Gamper: il Barcellona spazza via il Como 5-0. Yamal è inarrestabile

Trofeo Gamper: il Barcellona spazza via il Como 5-0. Yamal è inarrestabile, tritata la squadra di Fabregas che veniva da una grande pre-season

Il Barcellona ha lanciato un avvertimento inequivocabile in vista della nuova stagione: la macchina da guerra blaugrana, ora sotto la guida di Flick, è già a pieno regime. La 60ª edizione del Trofeo Gamper si trasforma in una dimostrazione di forza, con un perentorio 5-0 che asfalta un Como coraggioso ma impotente. Per gli uomini di Cesc Fabregas, al suo ritorno da avversario allo stadio Johan Cruijff, si tratta del primo KO estivo, un duro scontro con la realtà a pochi giorni dal debutto ufficiale in Coppa Italia.

La serata è stata un palcoscenico illuminato dal talento di Lamine Yamal e Fermin Lopez, apparsi semplicemente imprendibili per la difesa lariana. Entrambi hanno firmato una doppietta, mandando in estasi il pubblico e dimostrando una forma smagliante. La festa del gol è stata completata da Raphinha, a suggellare un dominio tecnico e tattico apparso schiacciante fin dai primi minuti. Sebbene il Como abbia provato a farsi vedere in avvio con Addai, l’orchestra di Flick ha preso presto il controllo. Al 20′, un errore difensivo ha permesso a Fermin Lopez di sbloccare il risultato, che ha poi raddoppiato con una pregevole conclusione dal limite. Prima dell’intervallo, il Barça ha dilagato con le reti in rapida successione di Raphinha e Yamal, mettendo a nudo le disattenzioni della retroguardia di Fabregas.

Nella ripresa, nonostante le parole della vigilia del tecnico del Como (“Dobbiamo giocare con le nostre idee”), è ancora lo show di Yamal a prendersi la scena, con un meraviglioso tiro a giro per il definitivo 5-0. I numerosi cambi hanno poi abbassato i ritmi, ma il verdetto del campo era già scritto. Per il Como, che nel 2005 lottava per non sprofondare in C2 mentre Messi esordiva in questo stesso torneo, affrontare i campioni di Spagna è stato un traguardo storico. Risultato a parte, la serata ha rappresentato una tappa fondamentale nel percorso di crescita del club verso un’ambiziosa dimensione europea.

Juventus in crescita, Tudor sorride grazie a Cambiaso ritrovato: 2-1 a Dortmund

Juventus in crescita, Tudor sorride grazie a Cambiaso ritrovato: 2-1 a Dortmund per la squadra bianconera che supera il test

Una vittoria di lusso per chiudere in bellezza il ritiro tedesco. La Juventus di Igor Tudor supera con merito per 2-1 il Borussia Dortmund, rovinando la festa d’addio al calcio della leggenda giallonera Mats Hummels. Protagonista assoluto del match è stato Andrea Cambiaso, autore di una doppietta decisiva. I bianconeri, finché hanno tenuto in campo i titolari, hanno offerto una prestazione convincente, lanciando ottimi segnali in vista dell’inizio della stagione.

La doppietta di Cambiaso: l’azzurro mattatore

La Juventus ha sbloccato la partita alla prima vera occasione: Andrea Cambiaso, con un perfetto inserimento, ha deviato in rete un cross dalla destra di un ottimo Kalulu. Il vantaggio ha dato ulteriore fiducia alla squadra di Tudor, apparsa solida in difesa – con Bremer impeccabile su Guirassy – e ispirata in attacco, grazie alle invenzioni di un Kenan Yildiz in grande spolvero. Nella ripresa, il copione si è ripetuto: è stato ancora Cambiaso a trovare il gol del raddoppio, finalizzando con un tiro imprendibile una splendida azione orchestrata da Yildiz.

La reazione del Borussia Dortmund nel finale

Il doppio vantaggio e la girandola di cambi effettuata da Tudor a metà secondo tempo hanno di fatto chiuso la partita. Con una formazione sperimentale, la Juventus ha controllato il finale di gara, subendo solo nel finale la rete del 2-1 di Beier, abile a superare Rugani. Un gol che non ha scalfito la sostanza di una prestazione più che positiva.

Un test da Champions superato con convinzione

Dopo il pareggio contro la Reggiana, la vittoria in casa di un avversario di caratura Champions come il Borussia Dortmund rappresenta un’iniezione di fiducia fondamentale per Locatelli e compagni. La squadra ha mostrato una crescita evidente sia sul piano fisico che tattico, dimostrando di aver già assimilato i principi di un gioco cinico e di qualità, in perfetto stile Tudor.

Milan affondato dal Chelsea: finisce 4-1 nonostante Modric. C’è una parziale scusante

Milan affondato dal Chelsea: finisce 4-1 nonostante Modric. C’è una parziale scusante per la squadra di Allegri: la prolungata inferiorità numerica

Una dura lezione per un Milan incompleto e a corto di uomini. Nella prestigiosa amichevole di Stamford Bridge, i rossoneri di Massimiliano Allegri crollano per 4-1 contro un Chelsea tecnicamente e fisicamente superiore. Una partita condizionata dal pomeriggio da incubo del giovane difensore Andrei Coubis, ma che regala comunque una nota lieta: l’esordio promettente di Luka Modrić.

Pomeriggio da incubo per Coubis: autogol e rosso

In piena emergenza difensiva dopo la cessione di Thiaw, Allegri ha dato fiducia al giovane Andrei Coubis, ma la sua partita è durata poco più di venti minuti. È stato lui a sbloccare il risultato con una sfortunata autorete su una punizione di James. Pochi minuti dopo, con il Chelsea già sul 2-0 grazie a un colpo di testa di Joao Pedro, lo stesso Coubis si è fatto espellere con un cartellino rosso diretto per un fallo da ultimo uomo, lasciando la squadra in dieci per oltre 70 minuti e trasformando la sfida in una missione impossibile.

L’esordio di Modrić, la nota lieta della giornata

L’unica, vera buona notizia della giornata è l’esordio in maglia rossonera di Luka Modrić. Entrato a inizio ripresa, il fuoriclasse croato ha subito preso in mano le redini del centrocampo, portando ordine, qualità e geometrie alla manovra. Senza strafare, ha dettato i ritmi e si è anche reso pericoloso con una conclusione dalla distanza, offrendo un assaggio promettente della sua immensa classe. Accanto a lui, positive anche le prove di Saelemaekers e Fofana.

Reazione d’orgoglio e il gol di Fofana

Nonostante l’inferiorità numerica e il pesante passivo (chiuso dalle reti di Delap), il Milan ha avuto il merito di non crollare, mostrando anzi il suo lato migliore proprio nel secondo tempo. La squadra ha continuato a giocare, trovando il gol della bandiera con Youssouf Fofana su assist di Saelemaekers. Una punizione pesante nel risultato, ma una reazione d’orgoglio che offre ad Allegri indicazioni utili su cui lavorare in vista dei prossimi impegni.

Le prime pagine sportive nazionali – 11 agosto

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Napoli alla ricerca del vice-Di Lorenzo: Juanlu Sanchez resta in pole, ma spunta Arnau Martinez

Napoli alla ricerca del vice-Di Lorenzo: Juanlu Sanchez resta in pole, ma spunta Arnau Martinez. I dettagli

Il Napoli continua a muoversi con decisione sul mercato estivo, alla ricerca di un terzino destro che possa ricoprire il ruolo di vice-Giovanni Di Lorenzo, capitano e colonna difensiva degli azzurri. Il nome in cima alla lista resta quello di Juanlu Sanchez, giovane talento del Siviglia classe 2003, noto per la sua versatilità e capacità di spinta sulla fascia. Tuttavia, secondo quanto riportato da Matteo Moretto, esperto di calciomercato, il club partenopeo ha fissato una deadline per chiudere l’operazione e, nel frattempo, valuta alternative per non farsi trovare impreparato.

Spunta Arnau Martinez: il profilo che intriga il Napoli

Tra le opzioni al vaglio della dirigenza azzurra è emerso un nome nuovo e particolarmente interessante: Arnau Martinez, terzino destro del Girona, anch’egli classe 2003. Cresciuto nel settore giovanile del Barcellona prima di affermarsi nel Girona, Martinez è considerato uno dei prospetti più promettenti della Liga. Dotato di ottima tecnica, visione di gioco e capacità di coprire l’intera fascia, il giovane spagnolo ha già collezionato numerose presenze in prima squadra, dimostrando maturità e affidabilità.

Al momento, non risulta esserci una trattativa concreta tra Napoli e Girona, ma il nome di Martinez è stato inserito nella lista dei profili monitorati. La sua giovane età lo renderebbe un “Under” utile per la compilazione delle liste UEFA, un dettaglio non trascurabile in fase di costruzione della rosa.

 Strategia e flessibilità: il Napoli non vuole rischiare

La strategia del Napoli è chiara: mantenere il pressing su Juanlu Sanchez, ma al tempo stesso esplorare soluzioni alternative per evitare di trovarsi senza opzioni qualora la trattativa dovesse complicarsi. Una mossa che dimostra la volontà del club di agire con lungimiranza e pragmatismo, in linea con la filosofia del nuovo corso tecnico.

Con il campionato alle porte e la necessità di rinforzare la rosa in vista degli impegni europei, il Napoli si muove con attenzione e rapidità. La corsa al vice-Di Lorenzo è aperta, e i nomi sul tavolo promettono qualità e prospettiva.

Infortunio Isco: frattura al perone, tre mesi di stop per il capitano del Real Betis

Infortunio Isco: frattura al perone, tre mesi di stop per il capitano del Real Betis. Tutti i dettagli sullo spagnolo

Brutte notizie per il Real Betis Balompié: Isco Alarcón, capitano e uomo simbolo della squadra andalusa, ha riportato una frattura al perone sinistro durante l’amichevole contro il Málaga CF, valida per il XXXV Trofeo Costa del Sol. Il fantasista spagnolo, 32 anni, è stato costretto a lasciare il campo durante l’intervallo, sostituito da Giovani Lo Celso, dopo un duro intervento di Larrubia, autore di una doppietta nella gara.

Il momento dell’infortunio

Isco ha abbandonato lo stadio La Rosaleda in stampelle, visibilmente provato. Ai giornalisti presenti ha commentato con un laconico “È la vita”, lasciando intuire la gravità della situazione. Il club ha poi confermato l’entità dell’infortunio attraverso un comunicato ufficiale: “A seguito di accertamenti medici, è stata riscontrata una nuova frattura non scomposta del terzo medio del perone sinistro. Si tratta di una lesione traumatica, non correlata al precedente processo, che è stato risolto”.

Tempi di recupero e trattamento

Il Real Betis ha annunciato che Isco sarà sottoposto a trattamento conservativo nelle prossime settimane. Il rientro in campo dipenderà dall’evoluzione del processo di guarigione, ma le prime stime parlano di uno stop di circa tre mesi. Un’assenza pesante per il tecnico Manuel Pellegrini, allenatore cileno noto per la sua esperienza internazionale e per la gestione equilibrata del gruppo.

Un duro colpo per il Betis

Isco, ex Real Madrid e Siviglia, è stato il leader tecnico del Betis nella scorsa stagione, contribuendo con gol, assist e carisma alla qualificazione europea del club. La sua assenza priverà Pellegrini di un elemento chiave nella costruzione del gioco offensivo. Toccherà ora a Lo Celso, centrocampista argentino di qualità, e agli altri interpreti della rosa colmare il vuoto lasciato dal capitano.

Sottil al Lecce: ufficiale il trasferimento in prestito dalla Fiorentina

Sottil al Lecce: ufficiale il trasferimento in prestito dalla Fiorentina. Il comunicato del club salentino

Il Lecce ha ufficializzato l’arrivo di Riccardo Sottil, esterno offensivo classe 1999, proveniente dalla Fiorentina. Il trasferimento è stato definito con la formula del prestito secco e oneroso: la società toscana incasserà circa 500 mila euro per l’operazione. L’annuncio è stato diffuso attraverso un comunicato ufficiale pubblicato dal club salentino, che conferma l’acquisizione temporanea del calciatore.

Chi è Riccardo Sottil

Sottil è un attaccante esterno dotato di grande velocità, tecnica e capacità di saltare l’uomo. Cresciuto nel settore giovanile della Fiorentina, ha maturato esperienza in Serie A e Serie B, vestendo anche le maglie di Cagliari e Pescara. Con oltre 80 presenze nella massima serie, il giocatore si è distinto per la sua duttilità tattica e per la capacità di agire su entrambe le fasce. Il suo arrivo rappresenta un innesto di qualità per il reparto offensivo del Lecce.

Visite mediche e disponibilità immediata

Nelle ultime ore, Sottil ha sostenuto le consuete visite mediche presso il centro specializzato indicato dal club. Superati i controlli, il calciatore è ora ufficialmente a disposizione dell’allenatore Eusebio Di Francesco, tecnico esperto noto per il suo calcio propositivo e per la valorizzazione dei giovani talenti. Di Francesco potrà contare su un elemento in grado di dare profondità e imprevedibilità alla manovra offensiva giallorossa.

 Un rinforzo strategico per il Lecce

Con l’ingaggio di Sottil, il Lecce punta a rafforzare la propria rosa in vista della nuova stagione di Serie A. L’obiettivo è migliorare la fase offensiva, offrendo maggiori soluzioni sulle corsie laterali. L’operazione, seppur temporanea, dimostra la volontà del club di investire su profili giovani ma già rodati nel campionato italiano.

Il trasferimento di Riccardo Sottil al Lecce è dunque ufficiale: un colpo mirato per dare nuova linfa all’attacco giallorosso e affrontare con ambizione la stagione alle porte.

Riccardo Maspero: «La buca a Salas? Fui lucido. Gli juventini mi maledicono ancora. Il rimpianto più grande della mia carriera è questo… Oggi mi somiglia Mandragora»

Riccardo Maspero: «La buca a Salas? Fui lucido. Gli juventini mi maledicono ancora. Il rimpianto più grande…»


Un gesto di astuzia, un piccolo solco scavato nel dischetto del rigore che è diventato un pezzo di storia della Serie A. Diventare famosi per una “buca”, senza essere un giocatore di golf, è il destino di Riccardo Maspero, centrocampista di grande qualità che ha legato il suo nome a uno dei Derby della Mole più incredibili di sempre. Era il 14 ottobre 2001: la Juventus, avanti 3-0, si fa rimontare da un Torino eroico, che trova il 3-3 proprio con Maspero. Nel finale, un rigore per i bianconeri sembra spezzare il sogno granata, ma è lì che entra in scena la sua furbizia: mentre gli animi si accendono, scava una piccola buca che farà calciare altissimo a Salas il pallone della vittoria. Oggi, a distanza di quasi 24 anni, l’ex centrocampista si racconta in un’intervista esclusiva a Tuttosport, un viaggio tra i ricordi di quel pomeriggio indimenticabile e molto altro.


LE SENSAZIONI SU QUEL MOMENTO – «Era una partita strana e noi dovevamo vincere. Stavamo perdendo 3-0 dopo mezz’ora. Ma nella ripresa abbiamo cambiato registro in maniera incredibile. Il mio gol sotto la Maratona è rimasto un ricordo pazzesco, la gioia era indescrivibile. Poi quell’episodio della buca ha fatto la storia. Era ingiusto quel rigore lì, allora ho pensato che reclamare fosse inutile: non esisteva un modo per far cambiare idea all’arbitro. Col Var magari non ricorderemmo quel momento. Ricordo le facce di Bucci, Galante, Delli Carri e Fattori. Li guardavo: erano inviperiti, non li avevo mai visti così. Trovai la chiave giusta per trarre vantaggio da quella situazione, fui molto lucido».
LA REAZIONE NELLO SPOGLIATOIO – «Ci siamo solo guardati in faccia. Ma eravamo tutti zitti. Eppure si respirava una grande serenità, perché eravamo forti come gruppo. Ci siamo compattati. Ci abbiamo messo il cuore, la Juve qualcosa aveva mollato sul piano mentale e noi siamo stati bravi ad approfittarne».
IL RAPPORTO CON I TIFOSI – «In particolare gli juventini, sì. Mi maledicono ancora. Me lo ricordano tutti quell’episodio. Mentre i tifosi del Toro sono stati sempre fantastici con me: ho passato un periodo molto bello della mia vita in granata».
IL GIOCATORE IN CUI SI RIVEDE – «Penso a Rolando Mandragora. Ha qualità, talento e mezzi offensivi importanti. Sa anche fare gol come me. Io quando ero un giovane venivo schierato a centrocampo perché nessuno se la sentiva di farmi giocare da trequartista, mi ritenevano troppo junior per una responsabilità così. Oggi è cambiato tutto. Mandragora ha l’intelligenza tattica per agire in qualsiasi posizione a centrocampo e con qualsiasi modulo».
UNA CARRIERA PERFETTA – «Col senno di poi no, ma è normale. A Cremona sono stato un uomo felice, ma avrei dovuto avere più pazienza quando sono passato alla Sampdoria. Volevo giocare, a Genova erano appena arrivati Seedorf e Karembeu, così sono tornato a Cremona per Simoni, che poi mi avrebbe voluto portare a Napoli, ma gli dissi di no. Potevo esserci anch’io, in quel gruppo [dell’Inter]. In generale potevo fare di più, ma alcuni limiti fisici e mentali mi hanno trattenuto. Avrei retto la pressione di grandi squadre: potevo starci. Ma ho sempre dato più retta al cuore che alla testa».
IL SOGNO DA ALLENATORE – «Sogno ancora di arrivare in alto. Penso di aver fatto un buon lavoro alla Giana Erminio e al Pavia, ora attendo solo la chiamata giusta che mi faccia tornare in alto. Sono ambizioso e spero di togliermi altre soddisfazioni nel mondo del calcio».
GLI UOMINI FONDAMENTALI – «Oltre a Simoni, penso a Bruno Mazzia che mi ha fatto esordire alla Cremonese. E poi Giancarlo Camolese: mi ha dato tanto, anche quando sono diventato allenatore è stato un modello per me».

Karl-Heinz Riedle: «Yildiz come Dybala. La Juve? Un top club. E su quella finale del ’97 vi svelo un sogno…»

Karl-Heinz Riedle: «Yildiz come Dybala. La Juve? Un top club. E su quella finale del ’97 vi svelo un sogno…». Le parole


Una doppietta che grida ancora vendetta, un sogno premonitore che ha spezzato quello di un’intera generazione di tifosi juventini. Karl-Heinz “Kalle” Riedle è l’uomo simbolo della finale di Champions League del 1997, il centravanti tedesco che con i suoi due gol ha consegnato la coppa al Borussia Dortmund e ha inflitto alla Juventus una delle delusioni più cocenti della sua storia. Ma Riedle, per il calcio italiano, non è stato solo un avversario. È stato un bomber meraviglioso che per tre anni ha fatto sognare i tifosi della Lazio, un protagonista di una Serie A che, ai suoi tempi, era il centro del mondo. Oggi, alla vigilia dell’amichevole di lusso tra le sue due ex squadre, il “doppio ex” per eccellenza si racconta in un’intervista esclusiva a Tuttosport, un viaggio tra i ricordi, gli aneddoti e un’investitura importante per il nuovo talento che sta incantando il popolo bianconero.


COSA PENSA QUANDO VEDE BIANCONERO? – «Ah, il top. La Juventus, almeno ai miei tempi, era il massimo. Insieme al Milan».
COM’ERA GIOCARCI CONTRO? – «Sempre partite eccezionali: era l’occasione in cui ci si poteva misurare con i più forti. E quando giocavo alla Lazio, venire a Torino era qualcosa di speciale, ma lo stesso in casa nostra: match di livello altissimo. Del resto, erano il punto di riferimento, il metro di paragone».
GUARDA ANCORA QUALCHE SFIDA DELLA JUVE? – «Certo, lo faccio ogni tanto, mi capita in televisione. Dal vivo un po’ meno, ma è sempre un piacere. La Juventus resta una società di primissima fascia. E ha un fascino unico».
LE PIACE QUALCUNO IN PARTICOLARE? – «Devo dire che Kenan Yildiz non è male. Lo trovo uno dei più grandi talenti in assoluto: un calciatore straordinario».
COSA LA COLPISCE DEL TURCO? – «Il suo stile, il suo modo di stare in campo. Credo sia un valore aggiunto. E sa chi mi ricorda? Paulo Dybala, almeno nei suoi primi anni. Parliamo di top player, quelli che fanno la differenza nelle scelte sul rettangolo verde».
IL RICORDO DELLA FINALE DI CHAMPIONS DEL 1997 – «Magari non sarà il racconto preferito dei tifosi juventini, però posso svelare un aneddoto curioso su quella doppietta. Ha fatto la storia…».
L’ANEDDOTO SUL SOGNO PREMONITORE – «La notte prima della partita ho fatto un sogno in cui segnavo due gol in finale. Lo raccontai al mio compagno di stanza, svegliandolo subito: “Guarda che domani ne faccio due”. E così è stato».
AVEVA IL SENTORE CHE SAREBBE ANDATA A FINIRE COSÌ? – «A quei tempi, la Juve era chiaramente favorita. Noi eravamo gli outsider, ma riuscimmo a portare a casa quella coppa. Un momento straordinario, nella mia carriera. Una notte che porto e porterò per sempre con me».
COM’È CAMBIATO IL BORUSSIA DORTMUND? – «Ho notato alcune difficoltà, e le imputo inoltre a delle partenze che sono state molto importanti. Su tutte Haaland. Ma anche Sancho, uno forte e difficile da sostituire. Per questo, la scorsa stagione, non è stata una Bundesliga semplice. Anzi».
FIDUCIOSO PER QUESTA STAGIONE? – «Ho un buon grado di fiducia sul Borussia: credo che possa tornare a lottare per il titolo. E l’ultimo test con i bianconeri dirà già qualcosa».
UN PENSIERO SULL’ITALIA E SULLA LAZIO – «Quando giocavo io, il campionato italiano era il migliore al mondo, tutti volevano venire nelle vostre squadre. Giocare con la maglia biancoceleste è stato veramente un grande piacere. Una città incredibile, con una passione unica. Ho solo ricordi positivi di quel periodo. Per me è un amore che non si è mai spento. E posso dire con certezza che quella sia stata una delle tappe più belle del mio percorso».

Calciomercato Fiorentina, il bivio di Mandragora: il rinnovo non decolla, il centrocampista viola è in bilico

Calciomercato Fiorentina, Mandragora: il rinnovo non decolla, il centrocampista viola è in bilico. I dettagli

La trattativa per il prolungamento è in stallo e la sua partenza è un’ipotesi concreta.
Un rinnovo in stallo, una distanza da colmare per non arrivare a una rottura che nessuno vuole. Come riportato oggi da La Nazione, la prossima settimana sarà decisiva per il futuro di Rolando Mandragora. La trattativa per il prolungamento del suo contratto con la Fiorentina è entrata in una fase di stallo, con le parti che, pur non essendo lontanissime, faticano a trovare l’intesa definitiva. Nel frattempo, il centrocampista lavora a parte nel ritiro inglese a causa di un trauma contusivo al ginocchio, in attesa di un segnale dalla società.


La situazione è chiara. La Fiorentina ha messo sul tavolo un’offerta importante: un rinnovo fino al 2028, con un’opzione per la stagione successiva, e un ingaggio leggermente superiore agli attuali 1,6 milioni di euro. L’entourage del giocatore, però, punta a un accordo che si avvicini ai 2 milioni di euro annui, una cifra che al momento il club non sembra disposto a raggiungere. La speranza degli agenti è che la società, dopo aver definito le cessioni di esuberi come Nzola e Sottil, possa decidere di fare un ulteriore sforzo per accontentare uno dei pilastri del centrocampo di Pioli.


Lo scenario di un mancato accordo, però, non è da escludere. Se si dovesse arrivare a una rottura, è impensabile che Mandragora resti a Firenze con un contratto in scadenza. A quel punto, si aprirebbero le porte di una cessione, con una valutazione del cartellino che si attesta tra gli 8 e i 10 milioni di euro, costringendo la Fiorentina a tornare sul mercato per trovare un sostituto. Una corsa contro il tempo per trovare una fumata bianca che accontenti tutti e che permetta a Pioli di continuare a contare su uno dei suoi uomini di maggiore fiducia ed esperienza.

Rodri di nuovo K.O., ma le parole di Guardiola sono un campanello d’allarme… Ecco cosa ha detto il suo allenatore e quando è previsto il suo rientro in campo

Rodri di nuovo K.O., ma le parole di Guardiola sono un campanello d’allarme… Ecco cosa ha detto il suo allenatore e quando…

Un calvario senza fine, un incubo che non accenna a placarsi. A un anno dalla rottura del legamento crociato che lo aveva tenuto lontano dai campi per quasi tutta la stagione, Rodri, il Pallone d’Oro in carica, è di nuovo costretto a fermarsi. Come riportato dal quotidiano francese L’Équipe, il centrocampista del Manchester City ha subito un nuovo infortunio durante il Mondiale per Club, una lesione all’inguine che ora mette a serio rischio il suo inizio di stagione.


La sfortuna si è accanita sul campione spagnolo nella semifinale persa contro l’Al-Hilal lo scorso 30 giugno. Era il suo grande ritorno in una competizione ufficiale dopo il lungo recupero, ma quella partita si è trasformata in un nuovo dramma. Da allora, Rodri non si è più ripreso, si è allenato quasi sempre a parte dal resto del gruppo fin dall’inizio della preparazione estiva, e le parole di Pep Guardiola non lasciano spazio a interpretazioni ottimistiche.


«Sta meglio, ma ha subito un infortunio serio nell’ultima partita contro l’Al-Hilal», ha dichiarato il tecnico catalano. «Spero che sia veramente pronto dopo la sosta per le nazionali di settembre. Forse potrà giocare qualche minuto nelle prime partite, ma la cosa più importante è che non senta dolore. Non vogliamo un altro Rodri infortunato». Un messaggio chiaro: il City non correrà alcun rischio. La priorità assoluta è il recupero completo del suo leader, anche a costo di iniziare la stagione senza il giocatore più forte del mondo. Un’assenza pesantissima per i campioni d’Europa, che dovranno difendere i loro titoli senza il loro faro.

Mercato Ligue 1: Rabiot, la scelta è fatta: «Resto al Marsiglia. Ho rifiutato offerte allettanti per questo progetto. Ho dato la mia parola al presidente». L’ex Juve chiude le porte al Milan e alle sirene arabe

Mercato Ligue 1: Rabiot, la scelta è fatta: «Resto al Marsiglia. Ho rifiutato offerte allettanti per questo progetto. Ho dato la mia parola al presidente»

Una scelta di cuore, una promessa mantenuta che spazza via mesi di dubbi e speculazioni. Adrien Rabiot ha chiuso definitivamente la porta a un addio all’Olympique Marsiglia, confermando la sua permanenza al club per la prossima stagione. Dopo un’estate iniziata con le sirene del Milan e le parole ambigue che avevano fatto tremare i tifosi, il centrocampista francese, in una lunga intervista a La Provence, ha spiegato le ragioni di una scelta che sa di lealtà e di piena adesione al progetto tecnico.


Le voci di un possibile trasferimento al Milan si erano scatenate a inizio mercato, alimentate dal forte legame del giocatore con il suo ex allenatore alla Juventus, Massimiliano Allegri. Lo stesso Rabiot aveva contribuito ad alimentare i dubbi con una frase sibillina: «Se Allegri mi chiama, sarò sempre disponibile a parlargli». Un’apertura che, unita a un accordo con la dirigenza marsigliese per discutere del suo futuro in estate, aveva fatto temere il peggio. Invece, la sua volontà è stata un’altra.


«Conosco bene il calcio, sono professionista da tredici anni. So molto bene che può succedere di tutto», ha ammesso Rabiot. «Per questo non volevo pronunciarmi subito per poi deludere i tifosi o le persone del club. Le discussioni sono andate molto bene. Siamo stati unanimi: la cosa migliore era restare. È una vera volontà da parte mia». L’ex juventino ha poi confermato di aver ricevuto altre offerte, definite «allettanti» e con ogni probabilità provenienti dai ricchi club del Golfo, ma di averle respinte senza esitazione: «Dei club si sono fatti avanti, ma avevo dato la mia parola al presidente e a Medhi (Benatia, ndr) e siamo rimasti su quella linea. Non è il denaro che mi attira. Qui c’è un vero progetto, una bella stagione da fare e qualcosa da costruire». Un giuramento di fedeltà che chiude ogni discorso e consegna a De Zerbi il suo leader di centrocampo

Calciomercato Cagliari: Adopo nel mirino del Bournemouth, la Premier League osserva

Calciomercato Cagliari: Adopo è finito nel mirino del Bournemouth, la Premier League osserva. Tutti i dettagli

Il calciomercato estivo continua a tenere alta l’attenzione dei tifosi del Cagliari, con movimenti in entrata e possibili uscite che potrebbero cambiare il volto della squadra rossoblù. Tra i nomi più chiacchierati in queste ore c’è quello di Michel Adopo, centrocampista classe 2000, che ha attirato l’interesse del Bournemouth, club militante in Premier League.

Michel Adopo: un profilo che piace oltremanica

Arrivato al Cagliari dopo l’esperienza al Torino, Adopo si è distinto per la sua fisicità imponente, la capacità di recuperare palloni e una visione di gioco che lo rende prezioso in entrambe le fasi. Il centrocampista francese, cresciuto nel settore giovanile del Saint-Étienne prima di approdare in Italia, ha mostrato una crescita costante sotto la guida di Claudio Ranieri, tecnico esperto noto per la sua abilità nel valorizzare giovani talenti.

Secondo quanto riportato da Tuttosport, il Bournemouth avrebbe inserito Adopo nella lista dei profili da monitorare per rinforzare la mediana. Il club inglese, alla ricerca di elementi dinamici e versatili, vede nel giocatore rossoblù una possibile pedina utile per affrontare le sfide della Premier League, campionato noto per il suo ritmo elevato e l’intensità fisica.

Cagliari, una vetrina di talento

L’interesse proveniente dall’Inghilterra non riguarda solo Adopo, ma testimonia la qualità della rosa costruita dalla dirigenza sarda. Il Cagliari, tornato in Serie A con ambizioni di stabilità, ha messo in mostra diversi giocatori capaci di attirare l’attenzione di club esteri. La Premier League, in particolare, si conferma terreno fertile per investimenti su giovani con potenziale.

Settimane decisive per il futuro di Adopo

Le prossime settimane saranno cruciali per capire se l’interesse del Bournemouth si tradurrà in una trattativa concreta. Il Cagliari, dal canto suo, dovrà valutare l’offerta e decidere se privarsi di un elemento che ha già dimostrato di poter essere centrale nel progetto tecnico. Intanto, i tifosi restano con il fiato sospeso, in attesa di sviluppi.

Stefano Okaka: un ritorno inaspettato, tra riflessioni e nuove sfide

Stefano Okaka: un ritorno inaspettato, tra riflessioni e nuove sfide

Stefano Okaka, attaccante classe 1989, compie oggi 36 anni e torna a far parlare di sé nel mondo del calcio italiano. Dopo un lungo periodo di inattività, l’ex centravanti della Nazionale italiana ha sorpreso tutti con il suo possibile approdo al Ravenna, club neopromosso in Serie C. La notizia ha fatto scalpore, soprattutto alla luce delle sue dichiarazioni di qualche mese fa, che lasciavano intendere un possibile addio definitivo al calcio giocato.

In un’intervista rilasciata tempo fa, Okaka aveva confessato: “Ancora non sono certo di aver lasciato”. Parole che lasciavano aperta la porta a un ritorno, nonostante una pausa di quasi due anni dall’ultima esperienza con l’Istanbul Basaksehir, squadra della Süper Lig turca. “Quando fai una cosa per tutta la vita, poi staccarsi da quel contesto è sempre difficile. Ho ricevuto tante offerte, ma se prendo un impegno lo rispetto al 100%. Non mi sentivo motivato al massimo e non volevo approfittare di nessuno. Era solo una questione mentale, non fisica: potrei giocare altri 2-3 anni. Se vado in una squadra, voglio essere centrale e decisivo, altrimenti non ha senso”.

Il possibile ingaggio da parte del Ravenna, insieme a quello di Giulio Donati — ex difensore di Bayer Leverkusen e Lecce — rappresenta un segnale forte per il club romagnolo, intenzionato a costruire una rosa competitiva per affrontare la Serie C. Al momento, non è stato ufficializzato alcun contratto, ma l’interesse è concreto e alimenta le speranze dei tifosi.

Okaka ha esordito nel calcio professionistico nel 2005, a soli 16 anni, con la maglia della Roma in una sfida contro l’Aris Salonicco. Nel corso della sua carriera ha indossato le maglie di Modena, Brescia, Fulham, Bari, Parma, Spezia, Sampdoria, Anderlecht, Watford e Udinese, collezionando anche cinque presenze con la Nazionale maggiore.

Il suo ritorno potrebbe rappresentare non solo una nuova sfida personale, ma anche un’opportunità per Ravenna di puntare su un profilo esperto e carismatico. Il calcio italiano osserva con curiosità: Stefano Okaka è davvero pronto a scrivere un nuovo capitolo della sua carriera?

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