Pagina 718 – Calcio News 24

Graziani: «Fiorentina da Champions. Il Milan, oggi, è inferiore. E sul mercato vi dico chi è il giocatore che vorrei vedere in viola»

Francesco Graziani analizza: «Fiorentina da Champions. Il Milan, oggi, è inferiore. E sul mercato vi dico…». Le parole

Una voce amata, un’analisi lucida e un’iniezione di ottimismo. Francesco “Ciccio” Graziani, campione del mondo 1982 ed ex bomber indimenticato della Fiorentina, ha parlato ai microfoni di Radio Bruno durante la trasmissione “Pentasport”, tracciando un bilancio del mercato e delle ambizioni della nuova squadra di Stefano Pioli.

Con la sua consueta schiettezza, Graziani ha promosso il lavoro della società, ha analizzato il potenziale di un attacco che si preannuncia stellare e ha indicato la strada per una stagione da protagonisti, con un obiettivo chiaro e ambizioso: la qualificazione in Champions League.


UNA SQUADRA DA CHAMPIONS – «Ho sensazioni positive su questa Fiorentina, anche se la squadra è ancora incompleta ovviamente. Siamo competitivi per la Champions. Oggi una squadra come il Milan con la Fiorentina ci perde. Può giocare con uno schieramento molto offensivo, soprattutto contro le squadre piccole, ma ha anche la capacità di stare bassi, cosa che sarà utile contro le big».
SUGLI INVESTIMENTI DELLA SOCIETÀ – «Commisso ha già messo tanti soldi, ma l’obiettivo delle società è anche il bilancio, e non può essere altrimenti. “I soldi non sono un problema” fino ad un certo punto, perché ci sono parametri da rispettare. Riuscire ad arrivare fra i primi sei con queste spese è un grande merito. Sono state fatte cose importantissime: le finali raggiunte e il centro sportivo non arrivano da soli».
UN BILANCIO DEL MERCATO – «Džeko non giocherà tutte le partite, ma porta esperienza nello spogliatoio; è un giocatore come Gosens: è importante in campo tanto quanto lo è fuori. Ancora manca l’acquisto top, ma la campagna acquisti è positiva: Fazzini, Sohm, Džeko e ovviamente il ritorno di Stefano Pioli. La difesa può essere migliorata, ma è già un ottimo reparto, Pongracic sembra in grande crescita ad esempio. Penso che sul mercato si debba intervenire di più sul centrocampo e sull’attacco, mi piacerebbe molto se arrivasse Raspadori».

Calciomercato Milan, Alfredo Pedullà: «Núñez al Milan? Non è vero, è assolutamente impossibile. Il primo nome sulla lista di Allegri è solo lui»

Calciomercato Milan, Alfredo Pedullà non ha dubbi: «Núñez al Milan? Non è vero, è impossibile. Il primo nome di Allegri…»

Una smentita secca, un attacco frontale alle “frottole” di mercato e una lezione di giornalismo. Nell’ultimo video sul suo canale YouTube, l’esperto di mercato Alfredo Pedullà ha demolito con forza la narrazione che nelle ultime ore aveva accostato l’attaccante Darwin Núñez al Milan, definendola una pista «praticamente impossibile» e un tentativo di «illudere, depistare e creare problemi a chi lavora». Il tema centrale del suo intervento è stato proprio questo: una netta distinzione tra le trattative reali e le suggestioni infondate, con un chiaro riferimento alla situazione del centravanti rossonero.


Secondo Pedullà, l’ipotesi Núñez al Milan non è mai esistita per un semplice motivo: «non c’erano le condizioni economiche per fare un’operazione del genere». L’unica squadra italiana ad averci provato seriamente è stata il Napoli, che però si è fermato di fronte alle alte richieste. La presunta pista rossonera, emersa e svanita in pochi giorni, è stata etichettata come una manovra per «collezionare qualche like».


Ma allora, chi è il vero obiettivo per l’attacco del Milan? Chiuso il capitolo Núñez, Pedullà ribadisce che il nome in cima alla lista di Massimiliano Allegri resta quello di Dušan Vlahović. La situazione del serbo è complessa: il suo contratto con la Juventus è in scadenza e il suo futuro è un rebus. Il Milan resta alla finestra, consapevole che, nell’anno che porta al Mondiale, il giocatore vorrà trovare una sistemazione da protagonista. L’alternativa, secondo l’esperto, potrebbe essere un prestito di Rasmus Højlund dal Manchester United, ma la preferenza di Allegri è chiara: «Sono convinto che tra i due Allegri prenderebbe Vlahovic, non ho dubbi». Il mercato del Milan, dunque, si giocherà su queste piste reali, lontano dalle “frottole” estive.

Calciomercato Fiorentina: Mandragora a rischio addio. Il rinnovo non decolla

Calciomercato Fiorentina: Mandragora a rischio addio. Il rinnovo non decolla per il centrocampista viola a scadenza 2026

Il futuro di Rolando Mandragora alla Fiorentina è sempre più incerto. Le trattative per il rinnovo del contratto, in scadenza nel 2026, hanno subito una brusca frenata, con le parti che appaiono decisamente distanti. La situazione, delineata dal Corriere Fiorentino, mette in luce una differenza economica significativa che potrebbe portare a una clamorosa cessione durante questa sessione di calciomercato.

La società viola ha messo sul piatto una proposta di prolungamento biennale, con un’opzione per la stagione 2029, e un adeguamento dell’ingaggio minimo rispetto agli attuali 1,5 milioni di euro netti. Una cifra ritenuta non congrua dall’entourage del calciatore. Forte della sua migliore stagione in carriera e nel pieno della maturità calcistica, Mandragora punta a capitalizzare il suo valore con una richiesta che supera i 2 milioni di euro annui. La distanza tra domanda e offerta si attesta quindi sui 400-500 mila euro, una forbice che, al momento, appare difficile da colmare.

Questo stallo ha generato una lunga pausa di riflessione, senza nuovi incontri in programma, e un crescente nervosismo da parte del giocatore. Mandragora si sente profondamente legato a Firenze e alla maglia viola, e non si aspettava di trovarsi in questa posizione di stallo.

Tuttavia, la Fiorentina deve rispettare i rigidi paletti del monte ingaggi. Inoltre, le strategie di mercato, con l’arrivo di Sohm e il possibile riscatto di Fagioli, unite all’ipotesi di un centrocampo a due, potrebbero ridurre lo spazio per Mandragora. Per queste ragioni, di fronte a un’offerta concreta tra i 7 e gli 8 milioni di euro, il club prenderebbe seriamente in considerazione la sua cessione. In quel caso, la Fiorentina avrebbe già individuato il sostituto: Hans Nicolussi Caviglia del Venezia, profilo seguito con grande interesse dalla dirigenza.

Simone Cerasuolo: «La Juve è tutto, ma dal vivo non la vedo mai vincere. Scelgo la sua Champions prima del mio bronzo olimpico. Ecco chi è il colpo di mercato. E su Yildiz…»

Cerasuolo su quella che è la Juve: tra passato e presente. La situazione attuale

Una medaglia d’oro al collo e la Juventus nel cuore. Simone Cerasuolo, a 22 anni, è l’uomo del momento del nuoto italiano, fresco campione del mondo nei 50 rana a Singapore. Ma la sua passione più grande, come racconta in questa intervista esclusiva a Tuttosport, ha i colori bianco e nero. Un amore viscerale, che lo porta a fare una delle dichiarazioni più “juventine” di sempre: tra un bronzo olimpico e una Champions League per la sua squadra del cuore, non ha dubbi.

Un dialogo che unisce la gioia per un trionfo mondiale ai ricordi, le speranze e i sogni di un tifoso speciale, che ora attende l’invito di Chiellini per portare la sua medaglia all’Allianz Stadium.

LA DICHIARAZIONE D’AMORE PER LA JUVENTUS – «Per me la Juventus è tutto. Ho sempre vissuto le vicende bianconere con un trasporto emotivo pazzesco, da grande tifoso. Appena ho qualche minuto libero prendo il telefono e cerco ogni notizia che riguardi la Juventus. La vita mi ha portato a seguire il nuoto sin da bambino, ma la Juventus è parte di me e sarà sempre così».

I COMPLIMENTI DI CHIELLINI E ALLEGRI – «Il suo messaggio e quello di Max Allegri mi hanno colpito più di tutti. Per me sono degli idoli assoluti. Giorgio, che sono sicuro diventerà un grandissimo dirigente, mi ha invitato all’Allianz Stadium a nome di tutta la Juventus: non vedo l’ora di poter abbracciare tutto il mondo bianconero».

LA “MALEDIZIONE” DELLO STADIUM – «Devo dire una cosa, ma spero che i tifosi mi perdoneranno: quando ho visto la Juventus dal vivo non ha mai vinto. Mai. L’ho vista tre volte a Torino e due volte in trasferta. Mai una gioia, insomma. La prossima spero sia quella buona: mi manca godermi dal vivo una Juventus vincente».

LA RIVALITÀ IN FAMIGLIA CON IL PADRE NAPOLETANO – «Quella contro il Napoli: in famiglia c’è una rivalità fortissima con mio padre, che ha sicuramente gioito di più per lo scudetto azzurro che per la mia medaglia d’oro (ride, ndr). Il tricolore del 2018. Il gol di Koulibaly a Torino mi aveva affossato. Poi, però, il 3-2 di San Siro contro l’Inter resta un momento indimenticabile: quando ho visto il mio Pipita segnare di testa sono esploso. Una goduria pazzesca».IL RICORDO PIÙ BELLO DELLA VITTORIA MONDIALE – «Il momento in cui tocco la piastra. Anche perché le cose successe dopo le ricordo in maniera sfocata. Ma quella gioia mi ha ripagato di una vita di sacrifici: ho pensato alla mia famiglia, alla mia fidanzata, ai miei amici, allo staff che mi segue quotidianamente e ai compagni».CHAMPIONS JUVE O ORO OLIMPICO? – «Spero che la Juventus ci arrivi prima del 2028. Tiferò in maniera accanita, auguro a Tudor di riuscirci: mi piace la sua juventinità e il suo piglio combattivo. Lui crescerà grazie alla Juventus e la Juventus crescerà grazie a lui».PALLONE D’ORO A YILDIZ O ORO OLIMPICO? – «Stavolta mi metto davanti: fate vincere prima me, dai! Anche se penso che Yildiz abbia più anni di me per riuscirci: ce la può fare. Dovrà vedersela con Mbappé e Yamal, ma ha dei numeri da fuoriclasse».LE SUE NOTTI DA TIFOSO PIÙ BELLE – «Tre su tutte: il 3-0 contro l’Atletico Madrid nel 2019, il 3-0 al Barcellona nel 2017 con doppietta di Dybala e gol del mio idolo Chiellini e poi l’1-1 al Bernabeu contro il Real Madrid nel 2015».I SUOI CONSIGLI PER IL MERCATO – «Se parte Vlahovic ripunterei su Kolo Muani. E poi vorrei fare un appello per tenere Miretti: darei fiducia ad un ragazzo così a centrocampo, spero non vada al Napoli. Ma il vero colpo la Juventus l’ha già fatto: David farà tanti gol».I GIOCATORI CHE VORREBBE CONOSCERE – «Cambiaso e Gatti. Andrea può fare alla grande tantissimi ruoli e mi piace molto, mentre Federico è un guerriero, uno che non molla mai. Come me».

Calciomercato Roma, quale sarà il futuro di Lorenzo Pellegrini con Gasperini?


Calciomercato Roma: il futuro di Lorenzo Pellegrini è sempre più incerto

Il Calciomercato Roma entra in una fase delicata, con una delle questioni più spinose che riguarda il futuro di Lorenzo Pellegrini. Il capitano giallorosso, simbolo del club negli ultimi anni, potrebbe infatti essere arrivato al capolinea della sua avventura nella Capitale. Il contratto che lo lega alla Roma scadrà nel giugno 2026, ma ad oggi un eventuale rinnovo appare lontano, mentre cresce l’ipotesi di una cessione già in questa sessione estiva di mercato.

Secondo quanto riportato da Radio CRC, sul centrocampista si sono accesi i riflettori di due club di Premier League: il Bournemouth, il cui direttore sportivo è Tiago Pinto (ex general manager proprio della Roma), e il Crystal Palace. Entrambe le società inglesi avrebbero avviato i primi contatti per sondare la disponibilità del giocatore e valutare un possibile affondo nei prossimi giorni.

Nel frattempo, la dirigenza giallorossa starebbe prendendo in seria considerazione l’idea di cedere Pellegrini, soprattutto se dovesse arrivare un’offerta economicamente vantaggiosa. Dopo stagioni caratterizzate da alti e bassi, l’eventuale partenza del capitano potrebbe rappresentare l’occasione per dare nuova linfa al centrocampo e alleggerire il monte ingaggi.

Il Calciomercato Roma, infatti, è orientato verso un profondo rinnovamento della rosa, in linea con le indicazioni del tecnico Gasperini e con la strategia della nuova proprietà, sempre più attenta agli equilibri finanziari. Cedere un giocatore come Pellegrini, cresciuto nel vivaio e legato sentimentalmente alla piazza, non è una scelta semplice, ma potrebbe rivelarsi necessaria per avviare una nuova fase del progetto tecnico.

Nel frattempo, la società si muove anche sul fronte delle entrate, con l’obiettivo di rinforzare il centrocampo qualora Pellegrini dovesse partire. Sono diversi i profili monitorati, sia in Italia che all’estero, e le prossime settimane saranno cruciali per definire le mosse.

Il Calciomercato Roma, dunque, si preannuncia turbolento e ricco di sviluppi inattesi. Il futuro di Lorenzo Pellegrini resta uno dei principali nodi da sciogliere, ma la sensazione è che la separazione tra il capitano e la sua squadra del cuore possa essere sempre più vicina. I tifosi restano col fiato sospeso, in attesa di capire se davvero un’era sta per concludersi.

Calciomercato Sassuolo, spunta un nuovo obiettivo per la difesa. Ecco il punto sulla situazione


Calciomercato Sassuolo: Jay Idzes obiettivo principale per la difesa neroverde

Il Calciomercato Sassuolo entra nel vivo e, sebbene l’attenzione principale sia rivolta alla ricerca di un nuovo attaccante, la dirigenza emiliana non perde di vista le necessità difensive. In questo senso, il nome in cima alla lista dei desideri del club neroverde è quello di Jay Idzes, difensore centrale del Venezia, reduce da una buona stagione nonostante la retrocessione dei lagunari.

Il giocatore olandese classe 2000 è diventato l’obiettivo numero uno per rinforzare la retroguardia della squadra di Fabio Grosso. Il Calciomercato Sassuolo, infatti, si sta muovendo con decisione per anticipare la concorrenza, cercando di chiudere l’affare già nei prossimi giorni. Il profilo di Idzes piace per la sua solidità, capacità di impostare dal basso e duttilità tattica, caratteristiche che si sposano bene con il progetto tecnico del nuovo allenatore.

Il principale ostacolo alla buona riuscita dell’operazione è rappresentato dalle richieste economiche del Venezia. Il club veneto valuta il cartellino del difensore circa 10 milioni di euro, una cifra che finora ha spaventato diverse società di Serie A interessate. Tuttavia, il Calciomercato Sassuolo sembra aver fatto passi concreti nelle ultime ore: secondo fonti vicine alla trattativa, il club emiliano avrebbe presentato un’offerta che si avvicina sensibilmente alle richieste dei lagunari.

Con il pressing del Sassuolo che si fa sempre più insistente, si apre uno spiraglio concreto per la chiusura dell’operazione. L’intenzione del club è quella di mettere a disposizione di Grosso un difensore pronto e affidabile già in vista dell’inizio della stagione. Jay Idzes, in questo senso, rappresenta il profilo ideale: giovane ma già esperto, con margini di crescita e abituato a un certo tipo di pressione.

Il Calciomercato Sassuolo, quindi, si conferma attivo e attento su più fronti. Se da un lato continua la ricerca del rinforzo offensivo, dall’altro si lavora per garantire solidità al reparto arretrato, consapevoli che una difesa affidabile è alla base di qualsiasi progetto ambizioso. L’eventuale arrivo di Idzes segnerebbe un colpo importante, sia in termini tecnici che strategici.

Con la stagione ormai alle porte, ogni giorno può essere decisivo: i tifosi attendono novità con grande interesse, sperando che il Calciomercato Sassuolo porti i rinforzi giusti per tornare subito protagonisti.

Calciomercato Cremonese, cosa manca ancora per completare la squadra? Le ultime


Calciomercato Cremonese: ultimi ritocchi alla rosa in vista dell’esordio stagionale

La Cremonese continua a lavorare intensamente per farsi trovare pronta all’inizio della stagione 2025/26, con un calendario sempre più definito e ricco di impegni cruciali. Dopo aver concluso positivamente il ritiro di Livigno, la squadra guidata da Davide Nicola è rientrata al Centro Sportivo “Giovanni Arvedi” per prepararsi al meglio alla prossima amichevole contro la Reggiana, in programma sabato 9 agosto allo stadio “Compagnoni” di Luzzara (ore 18:00). Un test importante in vista del debutto ufficiale in Coppa Italia contro il Palermo, previsto per sabato 16 agosto allo Zini.

Parallelamente al lavoro sul campo, tiene banco il Calciomercato Cremonese, con la dirigenza impegnata a definire gli ultimi tasselli per completare la rosa. L’obiettivo è chiaro: costruire una squadra competitiva e profonda, capace di affrontare al meglio le sfide della nuova stagione. Il direttore sportivo Simone Giacchetta sta seguendo una strategia ben precisa: inserire un rinforzo per reparto.

Al centro delle attenzioni del Calciomercato Cremonese c’è la difesa. Il nome caldo è quello di Fali Candé, difensore classe 1998 reduce dall’esperienza con il Venezia. Dopo la retrocessione del club lagunare, il giocatore è in uscita e la Cremonese sembra in vantaggio sul Sassuolo, anch’esso interessato. Candé, capace di agire sia da centrale che da esterno sinistro, rappresenta un profilo ideale per dare maggiore solidità e versatilità al reparto arretrato.

Ma il Calciomercato Cremonese non si ferma qui. Dopo gli arrivi di Pezzella, Audero, Zerbin e Baschirotto, la società vuole chiudere almeno altri tre colpi: uno in difesa, uno a centrocampo e uno in attacco. Le trattative sono in fase avanzata e potrebbero concludersi già entro la prossima settimana, permettendo a Nicola di avere a disposizione l’intera rosa prima dell’inizio del campionato.

Intanto, anche fuori dal campo arrivano segnali positivi: la campagna abbonamenti sta registrando ottimi numeri, a conferma dell’entusiasmo crescente intorno alla squadra. La piazza crede nel progetto e il clima è quello giusto per una stagione da protagonista.

Con il conto alla rovescia ormai avviato, il Calciomercato Cremonese si conferma decisivo per costruire una squadra all’altezza delle ambizioni. L’obiettivo è partire forte e restare competitivi fino alla fine.

Calciomercato Lazio: Fabiani chiude la porta a Insigne

Calciomercato Lazio: Fabiani chiude la porta a Insigne. L’attaccante svincolato non sarebbe nei piani del club biancoceleste

Nonostante il blocco del mercato, il nome di Lorenzo Insigne è stato spesso accostato alla Lazio in queste settimane, alimentando il sogno dei tifosi di rivedere l’ex capitano del Napoli alla corte di Maurizio Sarri. A fare chiarezza definitiva sulla questione, spegnendo di fatto ogni speranza, è intervenuto il direttore sportivo biancoceleste Angelo Fabiani.

L’analisi del direttore sportivo Angelo Fabiani

Ai microfoni di Radio Radio, il dirigente ha etichettato la pista Insigne come una suggestione, cogliendo l’occasione per delineare con precisione la nuova filosofia del club sul mercato: una linea verde, rivolta al futuro e alla scoperta di nuovi talenti, piuttosto che all’ingaggio di giocatori esperti ma anagraficamente avanzati. Ha inoltre ribadito la sua totale fiducia in un altro veterano della rosa, Pedro.

Le parole di Fabiani: «Voglio scoprire giovani, non trentenni»

Ecco la dichiarazione completa con cui Fabiani ha chiuso la porta a un possibile arrivo di Lorenzo Insigne a Formello:

«Più suggestione che altro. Noi abbiamo riconfermato Pedro, e lo farei per altri dieci anni, è un uomo spogliatoio e professionista dentro e fuori dal campo. Ma io voglio andare alla scoperta di giovani elementi e non di trentenni. Il mio modo di operare è rivolto ai giovani quindi tutto rispetto per Insigne ma credo che non rientri nei parametri di costruzione della Lazio».

Una nuova filosofia per la Lazio

Le parole di Fabiani sono un manifesto programmatico. La Lazio del futuro, sotto la sua direzione sportiva, baserà la sua costruzione sulla ricerca di giovani talenti da valorizzare, discostandosi dall’idea di puntare su campioni affermati sulla trentina. Il rispetto per un giocatore del calibro di Insigne è massimo, ma la sua età non rientra nei “parametri” del nuovo progetto. La stima incondizionata per Pedro, considerato un professionista esemplare, blinda di fatto le gerarchie nel reparto, chiudendo ogni spazio per un’operazione che, per quanto affascinante, non si concretizzerà.

Come riportato da Il Corriere dello Sport, l’argentino era partito in vantaggio nelle gerarchie iniziali, anche perché Dia ha saltato qualche giorno di preparazione per un problema alla caviglia. Taty Castellanos è un attaccante che sa giocare a calcio, crea spazi e vede linee di passaggio, come dimostra l’azione del gol di Zaccagni contro il Galatasaray. Tuttavia, mostra dei limiti come unica punta: non è un “killer” d’area di rigore e soffre le marcature strette, trovandosi più a suo agio quando può svariare e dialogare con un compagno, come faceva con lo stesso Dia nel 4-2-3-1 di Baroni.

Dia, il finalizzatore che si adatta meglio al sarrismo

Proprio per le difficoltà di Castellanos come terminale unico, le quotazioni di Boulaye Dia sono in netta crescita. L’attaccante senegalese, come scrive il quotidiano, si adatta forse meglio alle esigenze del gioco di Sarri. È meno elegante del compagno, ma più potente, vede meglio la porta ed è un finalizzatore più puro. Il suo ingresso contro il Galatasaray ha aggiunto peso e pericolosità all’attacco biancoceleste, dando l’impressione di poter risolvere la partita da solo.

La scelta di Sarri: una staffetta basata su forma e avversario

La sensazione è che Sarri, almeno inizialmente, non stabilirà una gerarchia fissa. Il tecnico li alternerà, basando la sua scelta di partita in partita sulla condizione fisica dei due e sulle caratteristiche dell’avversario. Non conta solo la titolarità, ma la capacità di essere decisivi, anche nell’ultima mezz’ora. Se la Lazio avrà bisogno di più concretezza e gol, Dia è pronto a effettuare il sorpasso definitivo su Castellanos.

Simone Sozza: «Arbitro per caso, sogno il Mondiale. L’announcement? Più trasparenza. E sulle polemiche…»

Simone Sozza: «Arbitro per caso, sogno il Mondiale. L’announcement? Più trasparenza. E sulle polemiche…». Le dichiarazioni del fischietto

Una nuova stagione alle porte, con una novità rivoluzionaria che promette di cambiare il modo in cui viviamo le partite. Dal ritiro degli arbitri a Cascia, l’internazionale Simone Sozza, uno dei fischietti di punta della Serie A, racconta le sfide e le ambizioni della classe arbitrale italiana. In una schietta intervista al Corriere dello Sport, l’arbitro milanese analizza l’introduzione dell'”announcement” in campo, la perenne ricerca dell’uniformità di giudizio e la gestione delle polemiche. Ma c’è spazio anche per il racconto personale, di un ragazzo diventato arbitro “per caso” e che oggi, a 37 anni, sogna il palcoscenico più importante: la finale di un Mondiale.

LA NOVITÀ DELL'”ANNOUNCEMENT” IN CAMPO – «L’announcement in campo delle decisioni prese al Var è un’innovazione molto importante che ci porta ancora di più verso la trasparenza. È stata sperimentata al Mondiale per club, lavoreremo affinché la decisione presa sia ancora più chiara per lo spettatore a casa e per chi sta allo stadio».

LA NUOVA SEVERITÀ SULLE PROTESTE – «Prevedo più disciplina in campo e in panchina. Anche l’annuncio allo stadio dopo una decisione Var condizionerà positivamente i comportamenti. L’auspicio è sempre quello che tutte le componenti aiutino gli arbitri a creare un clima sereno».

COME GESTISCE LE POLEMICHE – «Fanno parte della vita di un arbitro, con il tempo e l’esperienza le si impara a gestire sempre meglio. Un arbitro alle prime armi può faticare a ripartire dopo una gara complicata. Più si va avanti e più si impara a gestire. Resta prioritario saper resettare prima possibile, da una polemica e da un errore, per tornare in campo libero».

IL RUOLO DEI GUARDALINEE CON IL VAR – «Direi tutt’altro. La figura dell’assistente arbitrale rimarrà importantantissima per la squadra arbitrale, poiché sempre più dovrà aiutare l’arbitro non solo per il fuorigioco che resta di sua competenza, ma anche per gli aspetti tecnici e disciplinari».

IL RAPPORTO CON GLI ALLENATORI – «No, alla fine conta che ciascuno faccia il proprio lavoro. Ci sono dei momenti in cui c’è il confronto ed è necessario, ma va affrontato nei modi giusti e con rispetto da ambo le parti. Altrimenti siamo costretti a utilizzare gli strumenti che abbiamo. Ma nessuno va in campo con la volontà di essere severo».

IL SOGNO NEL CASSETTO – «La finale del Mondiale»

Calciomercato Napoli: Manna scatenato, si vicinissimo Juanlu Sanchez

Calciomercato Napoli: Manna scatenato, si vicinissimo Juanlu Sanchez. Il giovane difensore può approdare presto alla corte di Conte

Il Napoli non si ferma più e, dopo aver messo a segno una serie di colpi di caratura internazionale, stringe i tempi per regalare ad Antonio Conte anche Juanlu Sanchez. Come riportato da Gianluca Di Marzio, la trattativa per il talentuoso esterno del Siviglia è entrata nella sua fase più calda, con il giocatore stesso che spinge per accelerare il suo trasferimento in Italia.

Il pressing di Juanlu Sanchez: incontro con il Siviglia

La giornata di oggi, mercoledì 6 agosto, è stata decisiva. Il difensore spagnolo classe 2003, accompagnato dal suo agente, si è recato nella sede del Siviglia per un incontro con la dirigenza. L’obiettivo era chiaro: ribadire la sua volontà di accettare l’offerta del Napoli e spingere il club andaluso a definire l’intesa finale per la sua cessione. Un segnale forte che avvicina sensibilmente il giocatore al club campione d’Italia.

I dettagli dell’offerta: 17 milioni per il campione olimpico

Secondo quanto riferito anche da Matteo Moretto, l’ultima offerta presentata dal Napoli sarebbe di 17 milioni di euro, pagabili in quattro anni, per un acquisto a titolo definitivo. Una cifra importante per un giocatore giovane ma già affermato, che vanta 74 presenze e 5 gol con la maglia del Siviglia e che, nell’estate del 2024, si è laureato campione olimpico con la nazionale spagnola, vincendo la medaglia d’oro a Parigi.

Un’altra freccia per Conte

Dopo gli arrivi di De Bruyne, Lucca, Noa Lang e Milinkovic-Savic, l’acquisto di Juanlu Sanchez rappresenterebbe un ulteriore, prezioso rinforzo per Antonio Conte. Il tecnico avrebbe a disposizione una freccia in più per affrontare una stagione che, oltre alla difesa dello Scudetto, vedrà il Napoli impegnato anche nella Supercoppa Italiana e, soprattutto, nella nuova e ricca Champions League.

Calciomercato Parma, colpo a sorpresa: a un passo Sebastiano Esposito

Calciomercato Parma, colpo a sorpresa: a un passo Sebastiano Esposito. Blitz dei ducali pronti a chiudere per l’attaccante

Colpo di scena a sorpresa sul mercato in uscita dell’Inter. Come riportato da Sky Sport, il Parma ha sferrato l’affondo decisivo per Sebastiano Esposito e l’operazione è ormai in chiusura. L’attaccante, che sembrava destinato ad altre piazze, è pronto a iniziare una nuova avventura in Emilia, con il club ducale che ha bruciato la concorrenza con una mossa rapida e concreta.

L’affondo a sorpresa del Parma: chiusura in arrivo

La trattativa ha subito un’accelerazione improvvisa nelle ultime ore. Il Parma si è mosso con grande determinazione, trovando l’intesa con l’Inter per un trasferimento che dovrebbe essere definito e ufficializzato già nel corso di questo pomeriggio. Esposito, dopo una serie di prestiti, lascerà così l’Inter a titolo definitivo per sposare il progetto ambizioso del club neopromosso in Serie A.

I dettagli dell’operazione: 4 milioni e il 50% sulla rivendita

L’operazione è stata strutturata in modo da soddisfare le esigenze di entrambi i club. Il Parma verserà nelle casse dell’Inter una cifra intorno ai 4 milioni di euro per il cartellino del giocatore. La parte più significativa dell’accordo, però, riguarda il futuro: l’Inter ha infatti ottenuto una clausola che le garantirà il 50% sull’eventuale futura rivendita dell’attaccante. Una mossa strategica che permette ai nerazzurri di monetizzare subito, seppur in parte, e di mantenere un controllo economico su un talento in cui continuano a credere.

Una nuova avventura per Esposito, un tesoretto per l’Inter

Per Sebastiano Esposito si apre ora un capitolo fondamentale della sua carriera. A Parma troverà un ambiente pronto a dargli fiducia e un ruolo da protagonista per consacrarsi definitivamente in Serie A. Per l’Inter, questa cessione rappresenta un altro passo importante per finanziare il mercato in entrata. I 4 milioni incassati si sommano al tesoretto che la dirigenza sta costruendo per dare l’assalto agli obiettivi richiesti da Chivu, con la speranza che la clausola sulla rivendita possa trasformarsi, in futuro, in un guadagno ancora più sostanzioso.

Calciomercato Milan: rifiutata offerta da 30 milioni per Thiaw. Pesa il parere di Allegri

Calciomercato Milan: rifiutata offerta da 30 milioni per Thiaw. Pesa il parere di Allegri sulla decisione di respingere l’assalto del Newcastle

Il mercato del Milan, nelle ore dedicate all’arrivo di Ardon Jashari, si infiamma anche sul fronte uscite. Un’importante offerta dalla Premier League è arrivata per Malick Thiaw, ma la risposta del club rossonero è stata netta, a conferma della centralità del difensore tedesco nel nuovo progetto tecnico di Massimiliano Allegri.

Il no al Newcastle: 30 milioni non bastano

Secondo le ultime indiscrezioni de La Gazzetta dello Sport, il Newcastle ha presentato al Milan un’offerta ufficiale da circa 30 milioni di euro per il cartellino di Malick Thiaw. Nonostante la cifra significativa, la dirigenza rossonera ha risposto con un secco “no”. La decisione di trattenere il giocatore è forte e condivisa con Allegri, che lo considera un pilastro fondamentale per la sua nuova difesa. Dopo aver già rifiutato una proposta del Como, Thiaw viene tolto dal mercato.

La scelta tattica di Allegri: una difesa a tre

La volontà di tenere Thiaw è strettamente legata alla nuova impostazione tattica che Massimiliano Allegri sta disegnando per il suo Milan. Il tecnico, come visto in tournée, ha intenzione di puntare con decisione su una difesa a tre, e in questo sistema Thiaw, per la sua capacità di giocare sia al centro che come laterale, è ritenuto un elemento insostituibile, giovane e con ampi margini di crescita.

Cassa con Chukwueze e Musah per finanziare il mercato

L’intenzione del Milan è quindi chiara: trattenere i suoi pilastri difensivi e fare cassa con altri giocatori per finanziare gli ultimi colpi. I principali indiziati a partire sono Samuel Chukwueze e Yunus Musah, entrambi con estimatori in Premier League. Il Fulham è il club più interessato a Chukwueze, anche se al momento propone una formula in prestito. Per Musah, invece, il Nottingham Forest è in pole position, pronto a presentare un’offerta per un trasferimento a titolo definitivo.

Zazzaroni contro Rocchi: «Var e annunci, ci prendete per il protocollo! Qualcuno ha interesse a…»

Zazzaroni contro Rocchi: «Var e annunci, ci prendete per il protocollo! Qualcuno ha interesse a…». Il pensiero del direttore del Corriere dello Sport

Una novità presentata come una rivoluzione, ma che rischia di essere solo una soluzione di facciata a un problema molto più profondo. Nell’editoriale di oggi per il Corriere dello Sport, il direttore Ivan Zazzaroni analizza con il suo consueto stile caustico e diretto l’introduzione dell'”announcement”, la regola che dal prossimo campionato obbligherà gli arbitri a spiegare al pubblico le decisioni prese dopo una revisione al VAR. Se da un lato il designatore Gianluca Rocchi parla di «un passo avanti importante nella comunicazione», Zazzaroni smonta l’entusiasmo, sostenendo che la vera urgenza non è spiegare le regole, ma semplificarle.

Il direttore non critica la novità in sé, ma la sua utilità di fronte a un regolamento che definisce incomprensibile e lontano dalla natura del gioco. Il problema, scrive, non è la mancanza di spiegazioni, ma la sostanza di ciò che viene spiegato. E lo fa con un passaggio durissimo e letterale: «I fuorigioco di un’unghia, quelli valutati secondo la discriminante della giocata o della deviazione e i tanti falli puniti se commessi fuori dall’area ma non se in area non hanno niente a che vedere col calcio».

L’introduzione dei microfoni, secondo Zazzaroni, non risolverà la frustrazione dei tifosi, che si sentono presi in giro da cavilli sempre più cervellotici. «Siamo stanchi di essere presi per il protocollo», scrive, usando una potente metafora: «lo spettatore non può andare allo stadio col libretto, come all’Arena di Verona dove se non sei un melomane non capisci cosa stiano dicendo…». La sua conclusione è una stoccata diretta ai vertici del calcio, un’accusa velata ma chiarissima: la complessità non è un caso, ma una scelta. «Il calcio è molto semplice, ma qualcuno insiste col renderlo complicato. Immaginate perché». Un invito a riflettere su un sistema che, forse, ha più interesse a mantenere le zone grigie che a eliminarle.

Calciomercato estero: niente Serie A per Darwin Nunez. Accordo un passo

Calciomercato estero: niente Serie A per Darwin Nunez. Accordo un passo per l’attaccante uruguaiano che lascerà Liverpool

Come riportato dall’esperto di mercato Fabrizio Romano, l’Al Hilal è a un passo dall’acquisto di Darwin Núñez dal Liverpool. La trattativa è in fase avanzata, con un accordo verbale già raggiunto tra i due club, e ora la palla passa al centravanti uruguaiano per la decisione finale.

L’offensiva dell’Al Hilal: accordo verbale con il Liverpool

L’operazione è entrata nel vivo nelle ultime ore. Secondo le informazioni di Romano, l’Al Hilal e il Liverpool hanno già definito un’intesa di massima per il trasferimento a titolo definitivo dell’attaccante. Superato lo scoglio dell’accordo tra le società, il club saudita è ora in trattativa diretta con l’entourage di Núñez per definire i termini del contratto del giocatore, che includeranno un ingaggio faraonico.

La palla passa a Núñez, Inzaghi lo attende

La decisione finale, ora, spetta unicamente al giocatore. Darwin Núñez dovrà scegliere se accettare la ricchissima proposta dell’Al Hilal e iniziare un nuovo capitolo della sua carriera in Arabia Saudita, o se rimanere nel calcio europeo. A spingere con forza per il suo arrivo è il tecnico del club saudita, Simone Inzaghi, che ha indicato l’uruguaiano come il rinforzo ideale per il suo attacco e lo attende a braccia aperte. La volontà dell’allenatore italiano è un fattore chiave che potrebbe convincere il giocatore.

Milan e Napoli beffate: il retroscena di mercato

Questo affondo improvviso dell’Al Hilal spiazza anche il mercato italiano. Su Darwin Núñez, infatti, avevano messo gli occhi diversi top club, in cerca di un centravanti di caratura internazionale. In particolare, sia il Milan che il Napoli avevano sondato il terreno e pensato a lui come possibile, grande colpo per rinforzare i rispettivi reparti offensivi. La potenza economica del club saudita, però, ha di fatto “beffato” le due società di Serie A.

Matteo Materazzi: «Ho la Sla, Marchisio il primo ad accorgersene. Ai miei figli ho detto tutto ma ho paura di non vederli crescere»

Matteo Materazzi: «Ho la Sla, Marchisio il primo ad accorgersene. Ai miei figli ho detto tutto ma ho paura di non vederli crescere». Un racconto lucido e coraggioso

Una battaglia contro il tempo, una lotta per la vita raccontata con una lucidità e un coraggio che lasciano senza fiato. Matteo Materazzi, 49 anni, agente sportivo e fratello del campione del mondo Marco, ha affidato a La Repubblica la sua storia, quella di un uomo che da un anno combatte contro una forma rara e aggressiva di Sla. In questa intervista straordinaria, non c’è spazio per l’autocommiserazione, ma solo per la forza di un uomo che vuole vivere, per la speranza nella ricerca e per l’amore di una famiglia che si è stretta attorno a lui nel momento più difficile. Un racconto che è anche un appello, una corsa contro il tempo per finanziare una cura sperimentale e dare una speranza a chi, in futuro, affronterà lo stesso, infame avversario. E tutto va molto oltre il mondo del calcio.

LA PERDITA DELLA MADRE DA BAMBINO – «Un tumore al seno. Non ne ero cosciente, nessuno mi avvisò che sarebbe potuta morire. Anche per questo ho scelto di dire tutto subito ai miei figli, Geremia e Gianfilippo, così possono metabolizzare».

I PRIMI SINTOMI DELLA MALATTIA – «Una partita di calciotto con gli amici, a marzo del 2024. Non correvo bene. Pensavo a un’ernia del disco, avevo preso una botta saltando una staccionata. Ho fatto gli esami, tra cui una risonanza a contrasto che aveva scongiurato sclerosi e Sla: questa malattia non si manifesta in modo chiaro».

LA DIAGNOSI GRAZIE A MARCHISIO E MAURO – «Due mesi dopo ero in tribuna al torneo della Fondazione Vialli e Mauro. Claudio Marchisio mi vide e si insospettì, Massimo Mauro mi chiese se poteva mettermi in contatto col professor Sabatelli del Centro NeMo, a Roma. Mi visitò il 4 settembre, appena mi vide mi disse che avevo la Sla».

LA REAZIONE ALLA NOTIZIA – «Ti crolla tutto addosso. Poi dici: io voglio ridere, scherzare. Vivere».

LA SUA QUOTIDIANITÀ OGGI – «La notte è lunga. Non prendo mai sonno. Devo chiedere aiuto a mia moglie Maura per fare cose banali. Di giorno esco con gli amici, porto Gianfilippo all’allenamento. Non sono mai solo, persino il mio pitbull Gilda ha capito che qualcosa non va, è diventata la mia ombra. I malati di Sla spendono cifre enormi, i tempi della burocrazia sono lentissimi, quelli della malattia rapidi. Abbiamo pagato 100mila euro solo per rendere la mia giornata vivibile».

LA RACCOLTA FONDI PER LA CURA – «La speranza è trovare una cura per la mutazione che ha colpito me come tante altre persone. Magari non mi salverò io, ma altri sì. Ci muoviamo su due binari: la Columbia University ci ha chiesto 1,5 milioni per finanziare la produzione di un ASO, un laboratorio di San Diego un milione per cercare un farmaco. Ci proviamo, non so se il tempo che ho mi basterà».

LA RACCOLTA FONDI – «Duecentomila euro. Ringrazio Antonio Conte e la moglie Elisabetta, Simone Inzaghi e sua moglie Gaia, ma anche chi ha donato cinque euro. Mi ha scritto Ibrahimovic, mi ha mandato una emoticon e mi ha fatto forza. L’ho conosciuto quando giocava con Marco».

IL RAPPORTO RITROVATO CON IL FRATELLO MARCO – «Ci videochiamiamo ogni giorno, mi ripete: “Io sono qua”. Quando è scomparsa nostra madre ci siamo aiutati a vicenda, siamo cresciuti insieme, poi c’è stata qualche discussione su cose banali. Cazzate, dico oggi. Provo a recuperare con lui il tempo perso. Vuole organizzare una partita di beneficenza all’Olimpico».

IL RICORDO DELLA FINALE MONDIALE 2006 – «Con Maura. Al gol di Marco mi ritrovai abbracciato a un tifoso con la bandiera svizzera dipinta sulla guancia, pensai: “Che cavolo ci fa qua?”. Un momento bellissimo, di grande orgoglio per mio fratello».

LA SUA VITA NEL CALCIO – «A 23 anni mi sono reso conto che non sarei arrivato ad alti livelli e ho smesso di giocare. Sono diventato agente, ho fatto una buona carriera. Grazie a Simona Ventura, ho partecipato a 90° minuto, alla Domenica Sportiva e al Calciomercato di Sky, poi ho fatto L’Isola dei Famosi».

IL RUOLO DELLA MOGLIE MAURA – «È il mio faro, mi dà la forza per andare avanti, altrimenti avrei già mollato. Prima della diagnosi ci eravamo allontanati, ero andato via di casa. Con la malattia ci siamo riavvicinati. Sarei perso senza di lei».

LA PAURA PIÙ GRANDE – «Non veder crescere i miei figli».

LA NOTTE SOGNO DI CORRERE – «Con la malattia che ho mi è vietato avere speranza. Provo a vivere al massimo, finché posso. E di notte sogno di correre».

Calciomercato Inter: spunta Sancho come piano B a Lookman. La situazione

Calciomercato Inter: spunta Sancho come piano B a Lookman. La situazione per arrivare al trequartista in uscita dallo United

La guerra di posizione tra Inter e Atalanta per Ademola Lookman prosegue, ma i nerazzurri di Milano preparano le contromosse. Mentre il giocatore continua il suo braccio di ferro con il club bergamasco – ha già lasciato Bergamo e non prenderà parte all’amichevole di oggi contro il Monza – la dirigenza interista, forte dell’appoggio della proprietà Oaktree, studia le alternative per non farsi trovare impreparata.

L’ultimo rilancio per Lookman: l’Inter pronta a salire a 50 milioni

Tutte le parti restano ferme sulle proprie posizioni: Lookman vuole solo l’Inter, ma l’Atalanta non cede e continua a rifiutare le offerte. L’ultima proposta nerazzurra, da 42 milioni di euro più 3 di bonus, non è bastata a convincere Percassi. Per questo, l’Inter sta meditando un ultimo, decisivo rilancio per avvicinarsi alla richiesta di 50 milioni. L’idea è quella di presentare un’offerta con una base fissa da 45 milioni più bonus, inserendo magari nell’operazione anche un giovane talento come contropartita tecnica.

Spunta l’alternativa di lusso: Jadon Sancho

Mentre si lavora per sbloccare l’affare Lookman, La Gazzetta dello Sport rivela che l’Inter esplora con grande attenzione delle piste alternative. Se il nome di Nkunku del Chelsea resta sullo sfondo, il profilo che starebbe riscuotendo il maggior consenso in Viale della Liberazione è quello di Jadon Sancho. L’attaccante inglese del Manchester United rappresenta un’opportunità di mercato molto concreta.

Costi e benefici: il nodo ingaggio per l’inglese

Sancho piace per diversi motivi: il costo del cartellino è contenuto, circa 25 milioni di euro, avendo un solo anno di contratto residuo; l’età è a suo favore (classe 2000, tre anni più giovane di Lookman) e il gradimento tecnico da parte di Chivu è totale. L’unico ostacolo riguarda l’ingaggio: il suo stipendio non beneficerebbe degli sgravi fiscali del Decreto Crescita, rendendo il suo costo lordo più elevato rispetto a quello di Lookman. Su di lui, inoltre, in estate si erano registrati anche i sondaggi di Juventus e Napoli.

Capello: «Jashari colpo da Milan, non ha paura come De Ketelaere. E se arriva anche lui…»

Capello: «Jashari colpo da Milan, non ha paura come De Ketelaere. E se arriva anche lui…». Le dichiarazioni dell’ex tecnico sui rossoneri

Un colpo da Milan, di quelli che ricordano altre epoche. L’investitura per il nuovo acquisto rossonero, Ardon Jashari, arriva da una delle voci più autorevoli e rispettate della storia del club: Fabio Capello. L’ex allenatore degli “Invincibili”, in una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport, promuove a pieni voti l’operazione da quasi 40 milioni per il centrocampista svizzero, un acquisto che, per importanza e prospettiva, gli ricorda i grandi colpi del passato. Ma “Don Fabio” non si ferma qui: analizza con la sua consueta lucidità cosa manca ancora alla squadra di Allegri per tornare a lottare per il vertice e lancia un messaggio chiaro a Leão e un’investitura importante per un altro grande obiettivo di mercato.

IL GIUDIZIO SU ARDON JASHARI – «Confesso di averlo visto solamente in Champions League nell’ultimo anno, troppo poco per avere e, soprattutto, dare certezze assolute. Però il ragazzo mi sembra valido, un potenziale top nel ruolo in futuro. Insomma, un colpo da Milan come lo intendo io».

IL PARAGONE CON DE KETELAERE – «Jashari mi pare di un’altra pasta, sinceramente. Non parlo del talento naturalmente, ma del carattere. Così mi dicono e anche vedendolo in campo dà l’impressione di uno che non ha paura di nulla. Il belga non era mai uscito prima da Bruges, la sua città natale. Jashari, invece, è svizzero con origini albanesi. Situazioni diverse».

GLI SLAVI – «Boban, Savicevic, Suker, Mijatovic… Era un altro calcio, ma in certe zone non hanno solo il talento come virtù. È gente che non accetta la sconfitta. E al Milan di oggi, aggiungendo Modric e Jashari in campo e Igli Tare in dirigenza, hai dato una bella botta di personalità dentro e fuori dal campo».

COSA MANCA AL MILAN – «Beh, è innanzitutto una questione numerica: in rosa c’è il solo Gimenez, che nei primi sei mesi in rossonero qualche dubbio l’ha lasciato, come peraltro molti altri della squadra».

L’ULTIMATUM A LEAO – «Rafa è un discorso a parte. Non ci sono dubbi sia un gran talento, ma finora troppo lunatico. Ecco, con Allegri mi aspetto che sia più continuo e determinante. I primi segnali ci sono già».

IL NOME PER L’ATTACCO: VLAHOVIĆ – «Li ha già fatti alla Fiorentina e nell’ultimo anno con Max alla Juventus non ci è andato lontanissimo (16 ndr), pur in mezzo a delle difficoltà globali. Dusan è un centravanti d’area, il gol ce l’ha sicuramente dentro, se ritrova fiducia e occasioni».

PERCHÉ VLAHOVIĆ AL MILAN FUNZIONEREBBE – «L’ho già detto più volte: arriverebbe con la voglia di riscattarsi e con meno pressione. Non sono due dettagli…»

Calciomercato Juventus: Douglas Luiz via grazie a Modesto?

Calciomercato Juventus: Douglas Luiz verso Nottingham. Perché Modesto può essere decisivo per la cessione del centrocampista brasiliano

Dopo una prima stagione deludente a Torino e il caso del rientro in ritardo dalle vacanze, Douglas Luiz è sulla lista delle cessioni della Juventus. La sua partenza, però, non è semplice, considerata l’importante cifra (51,5 milioni di euro) spesa solo un anno fa per prelevarlo dall’Aston Villa. Come riportato dall’edizione odierna di Tuttosport, il club che sta accelerando con maggiore decisione per riportarlo in Premier League è il Nottingham Forest.

La trattativa sulle cifre: la Juve chiede 40 milioni

Il centrocampista brasiliano è la prima scelta del tecnico Nuno Espirito Santo, e il club inglese sta intensificando i contatti con la Juventus per trovare un’intesa. La richiesta dei bianconeri è di almeno 40 milioni di euro, mentre l’offerta del Forest si aggira intorno ai 33-34 milioni. Le parti stanno dialogando per colmare la distanza, spinte anche dal pieno gradimento del giocatore verso la destinazione. Il suo agente, Kia Joorabchian, ha già un’intesa di massima con il club inglese per un contratto fino al 2030 da 5 milioni di euro a stagione più bonus.

Si discute sulla formula: obbligo di riscatto e condizioni

Oltre al prezzo, si discute sulla formula del trasferimento. La Juventus spinge per una cessione a titolo definitivo o, in alternativa, per un prestito con obbligo di riscatto. Il Nottingham Forest vorrebbe legare l’obbligo a condizioni sportive precise, come la qualificazione a una coppa europea. La Juve, dal canto suo, spera di inserire condizioni più semplici da raggiungere per garantirsi l’incasso.

I rapporti che possono sbloccare l’affare

A favorire la buona riuscita dell’operazione, sottolinea Tuttosport, sono gli ottimi rapporti tra le varie parti in causa. L’agente del giocatore, Kia Joorabchian, ha un legame solido con il ds del Forest, Edu Gaspar, che è da sempre un grande estimatore del brasiliano. Inoltre, il neo direttore tecnico juventino, Francois Modesto, vanta un canale privilegiato con la proprietà del club inglese, in particolare con il presidente Marinakis. Proprio queste relazioni potrebbero rivelarsi decisive per limare le ultime distanze e sbloccare l’affare.

Mancini: «Roma a vita, un sogno. Budapest, una ferita che non si rimargina. Gasp, Mou e Pellegrini: vi racconto tutto»

Mancini: «Roma a vita, un sogno. Il contratto? Non ho alcuna preoccupazione». L’intervista al difensore centrale giallorosso tra futuro e retroscena

Un leone in campo, un ragazzo umile e profondo fuori. Chi si ferma alla ferocia agonistica di Gianluca Mancini, alla sua fama di difensore roccioso e a volte provocatorio, si perde tutto il resto. In una lunga e intima intervista al Corriere dello Sport, il centrale giallorosso si apre come mai prima d’ora, mostrando le tante sfumature di un uomo e di un calciatore diventato un simbolo per il popolo romanista. Dal ritiro di Burton Upon Trent, in Inghilterra, Mancini parla a 360 gradi: il legame viscerale con i tifosi, il sogno di diventare una bandiera, il rapporto con i suoi allenatori, da Gasperini a Mourinho, e una ferita, quella della finale di Budapest, che non si è ancora rimarginata.

SENTIRSI UN SIMBOLO – «Forse mi vedono come quello più carismatico, simbolo però è una parola grossa. Chissà, magari quando smetterò mi ci sentirò».

ROMA A VITA – «Sì, assolutamente sì. Sono qua dal 2019 e diventare una bandiera sarebbe un sogno. La Roma a vita, mi piace».

IL CONTRATTO IN SCADENZA NEL 2027 – «Non ne stiamo ancora parlando. Per me non è un problema. Non c’è alcun tipo di preoccupazione».

IL RAPPORTO CON GASPERINI – «Mai vero. Quando sono venuto alla Roma è stata la prima persona che ho chiamato. Io so cos’è la gratitudine. Il più grande insegnante di calcio e tattica che io abbia mai avuto. In campo è un martello, è molto esigente e non cerca mai alibi. Con lui alzi l’asticella, è inevitabile».

COSA È STATO MOURINHO – «Un mostro che è arrivato e mi ha fatto dire “sì, lui può cambiare la mia storia e quella di tutti noi”. José ci ha dato carisma, mentalità, convinzioni. In campo ero il suo condottiero, a volte ho esagerato andando un po’ oltre… ma lo facevo perché sentivo che lui ci avrebbe portati alla vittoria».

LA FERITA DI BUDAPEST – «Me la sogno spesso. E me la sogno male. È una ferita che provoca dolore. Io non riguardo mai immagini di quella finale di Europa League, non ho mai rivisto quella partita. Meritavamo quella coppa, quell’episodio ci ha condannati. Io poi sono stato un protagonista in negativo con l’autogol e con un rigore sbagliato. Budapest la porterò per sempre dentro».

LA NAZIONALE E GATTUSO – «Quando chiama la Nazionale, si corre. Anche a piedi. Ho sempre detto che quando non ti chiamano devi essere il primo tifoso a casa. Sì, ci siamo conosciuti. Voglio convincerlo, di sicuro l’azzurro passa dalla Roma».

L’AMICIZIA CON PELLEGRINI – «Ho due amici che sono come due fratelli: Leonardo Spinazzola e Lorenzo Pellegrini, con il quale condivido tutto. L’ho visto stracarico. Abbiamo fatto le vacanze insieme e non si vedeva mai perché era sempre ad allenarsi. A braccia aperte. E lui farà una grande stagione».

Calciomercato Inter: l’ultimo rilancio per Lookman. 50 milioni inserendo nell’affare…

Calciomercato Inter: l’ultimo rilancio per Lookman. 50 milioni inserendo nell’affare… Così Marotta vuole spuntarla con Percassi

Lo strappo tra Ademola Lookman e l’Atalanta è ormai insanabile e si arricchisce ogni giorno di un nuovo capitolo. L’attaccante nigeriano, infatti, ha proseguito la sua protesta anche nella giornata di ieri, non presentandosi all’allenamento a Zingonia, e la sensazione è che farà lo stesso anche oggi. Come riporta il Corriere dello Sport, la rottura è totale, con il giocatore che ha scelto di isolarsi in un’altra città, lontano da Bergamo, mentre l’Inter osserva la situazione, pronta a sferrare l’ultimo e decisivo assalto.

Lo strappo è totale: Lookman lontano da Zingonia

I giorni passano e la situazione, all’apparenza immobile, diventa sempre più tesa. Lookman, assente dal ritiro di Zingonia da sabato, ha deciso di allontanarsi fisicamente, un gesto di rottura ancora più forte dopo aver perdonato un’assenza simile nella scorsa stagione. Al momento, non sono previsti nuovi incontri tra l’Atalanta e gli agenti del giocatore. Il braccio di ferro è in corso e l’Inter attende gli sviluppi, ferma sulla sua ultima offerta.

L’Inter attende il prezzo e prepara l’ultimo rilancio

La precedente proposta nerazzurra, pari a 42 milioni di euro di parte fissa più 3 di bonus, è stata rifiutata. Ora, però, lo strappo creato dal giocatore potrebbe costringere l’Atalanta a fare finalmente il prezzo, comunicando una cifra chiara per la cessione. Questo permetterebbe all’Inter di fare una valutazione definitiva. Sebbene l’offerta precedente fosse considerata l’ultima, il club di Marotta, di fronte a un’apertura, potrebbe spingersi fino a un rilancio finale da 50 milioni di euro complessivi, magari inserendo nell’operazione anche un giovane talento del vivaio (46-47 più il baby talento).

Una quiete prima della tempesta

La pazienza resta la virtù dei forti in questa complessa partita a scacchi. I rapporti tra le due società rimangono ottimi, un fattore che potrebbe agevolare una soluzione. Tuttavia, la situazione è esplosiva e, come sottolinea il quotidiano, anche se al momento regna una quiete apparente, “il cielo dalle parti di Bergamo promette pioggia”. Una tempesta che potrebbe scatenarsi da un momento all’altro.

Torino, Baroni ha il nuovo attaccante: è fatta per Simeone! Formula, dettagli e le tempistiche per l’arrivo in granata

Marco Baroni abbraccia Giovanni Simeone in arrivo dal Napoli, ecco formula, dettagli e le tempistiche per l’approdo in granata del futuro centravanti del Torino

«Pronto, sì, sono l’allenatore del Torino Marco Baroni», dovrebbero essere queste – parafrasando – le prime parole che Giovanni Simeone deve aver sentito dopo aver risposto al telefono la scorsa settimana. All’altro capo della chiamata, come immaginabile, il nuovo tecnico dei granata: desideroso di portare il bomber argentino all’ombra della Mole per inserire un nuovo tassello nel proprio parco attaccanti. Un desiderio che nelle prossime è destinato a diventare realtà.

È attesa per oggi la fumata bianca, o per meglio dire granata, per El Cholito. Il Torino e il giocatore d’altronde, han da giorni trovato il giusto accordo, mentre a breve verranno limati gli ultimi – e delicati – dettagli anche con il club che ne detiene il cartellino: il Napoli. La base dell’intesa è ormai tracciata e sembra accordare tutte le parti in tavola, grazie anche – come anticipato da Toro Zone – al decisivo colloquio orchestrato nella giornata di ieri dopo pranzo. Simeone si trasferirà quindi in Piemonte in prestito oneroso (per una cifra vicina al milione di euro) più un secondo milione di bonus, con diritto di riscatto fissato invece a sei, ma destinato a diventare obbligo al raggiungimento di facili condizioni nel 2026. 

Il giocatore, siglerà invece un contratto triennale con un ingaggio netto intorno agli 1,5 milioni a stagione, a cui addizionare eventuali bonus. Per la canonica firma però, sarà necessario attendere ancora qualche istante. Una volta raggiunta l’intesa finale tra le società (attesa appunto nella giornata di oggi) il classe ‘95 dovrà lasciare le pendici del Vesuvio per effettuare le visite mediche di rito presso l’Istituto Medica dello Sport di Torino, ecco poi – salvo colpi di scena – che arriverà il momento di suggellare definitivamente l’accordo tra le mura della sede del Torino in Via Viotti. 

Centravanti puro, nel 4-2-3-1 baroniano Simeone può anche vestire i panni del trequartista. La sua figura andrà con ogni probabilità a occupare il posto vacante lasciato libero dal collega sudamericano Tonny Sanabria (in uscita dal Torino). Attenzione però, l’arrivo del figlio del Cholo non va inteso come una “precauzione” causa la situazione di Duvan Zapata, il cui iter di riabilitazione post infortunio – tutt’altro – prosegue precisamente come previsto. 

Sydney Sweeney è single: i giocatori di Premier League ci provano su Instagram

Sydney Sweeney è single: i giocatori di Premier League la ci provano su Instagram. Ma l’attrice per il momento dà picche a tutti

Dopo la rottura con il suo storico fidanzato Jonathan Davino, l’attrice di Hollywood Sydney Sweeney è diventata una delle donne più corteggiate al mondo. Secondo un’indiscrezione riportata dal tabloid inglese The Sun, i suoi messaggi privati su Instagram sarebbero stati presi d’assalto da uomini famosi, inclusi numerosi calciatori della Premier League.

La conferma della rottura e la nuova vita da single

La star di “Euphoria” e “White Lotus”, 27 anni, ha recentemente confermato la fine della sua relazione con il produttore Jonathan Davino, iniziata nel 2018. Parlando della sua nuova vita, l’attrice ha dichiarato: «Sto imparando molto su me stessa, passo più tempo con i miei amici. E lo adoro». Una ritrovata serenità che, tuttavia, non la spinge a cercare una nuova relazione stabile, nonostante le innumerevoli avances.

L’assalto dei calciatori della Premier League

Una fonte vicina all’attrice ha rivelato a The Sun dettagli sul corteggiamento che sta ricevendo, in particolare dal mondo del calcio inglese. «I suoi DM di Instagram sono pieni di messaggi di uomini famosi che cercano di contattarla. Si tratta per lo più di ragazzi che giocano in squadre come Manchester United, Liverpool e Arsenal. Le offrono viaggi in Europa per vederli e portarla a un appuntamento, ma lei non è il tipo di persona che accetta. Alcuni sono molto insistenti e hanno persino cercato di trovare il suo indirizzo per mandarle dei fiori, ma lei rifiuta sempre. Direi che più di 100 persone, tra celebrità, milionari o persone molto ricche del Medio Oriente e dell’Asia, la contattano ogni mese».

Tolleranza zero per la maleducazione: «Vengono bloccati»

Nonostante gli amici scherzino sul fatto che sia diventata «la donna più desiderata d’America dai tempi di Madonna», la Sweeney ha una politica di tolleranza zero verso chi supera il limite del rispetto. La fonte ha aggiunto: «Quelli che superano il limite del rispetto vengono bloccati rapidamente. Non molto tempo fa, un attore americano che aveva divorziato di recente le ha chiesto di uscire. Lei ha rifiutato e lui ha iniziato a essere molto maleducato, così lei gli ha detto di smetterla di parlarle e di mostrare un po’ di rispetto a lei e a tutte le donne».

Galliani al Milan da super consulente: non sarà nell’organico. Ecco di cosa si occuperà davvero

Galliani al Milan da super consulente: non sarà nell’organico. Ecco di cosa si occuperà davvero l’attuale amministratore delegato del Monza

Il Milan è in fermento, non solo per la preparazione della prossima stagione, ma anche per i movimenti dirigenziali che stanno ridisegnando l’organigramma del club rossonero. Tra le voci più insistenti e affascinanti, spicca quella di un clamoroso ritorno: quello di Adriano Galliani. Un rientro benedetto, pare, persino da Zlatan Ibrahimovic, figura ormai centrale nelle dinamiche milaniste. La notizia, riportata dal Corriere della Sera, delinea un ruolo inedito per l’ex amministratore delegato: non un inserimento nell’organico tradizionale, ma una posizione di super consulente con un raggio d’azione estremamente ampio.

Un ruolo strategico per l’esperienza di Galliani

L’idea di riportare Galliani a Casa Milan non è affatto casuale. In un club che sta cercando di consolidare la propria rinascita sotto la guida del nuovo direttore sportivo Igli Tare e del nuovo allenatore Massimiliano Allegri, l’esperienza e la rete di contatti di una figura come Galliani potrebbero rivelarsi inestimabili. Il suo ruolo di super consulente gli permetterebbe di agire su più fronti strategici, senza essere vincolato dalle responsabilità operative quotidiane, lasciando spazio alle competenze specifiche di Tare per il mercato e di Allegri per la gestione tecnica.

Il Corriere della Sera sottolinea come il raggio d’azione di Galliani sarebbe “molto ampio”. Questo include, in primis, i rapporti con le istituzioni calcistiche. Galliani è una figura di spicco nel panorama calcistico italiano e internazionale da decenni. La sua profonda conoscenza delle dinamiche federali, delle leghe e delle confederazioni (UEFA e FIFA) sarebbe un asset fondamentale per il Milan in un momento in cui le decisioni a livello politico-sportivo hanno un impatto sempre maggiore sulle strategie dei club. Avere una figura come lui, in grado di tessere e mantenere relazioni importanti, potrebbe garantire al Milan una voce autorevole e influente in tutti i consessi che contano.

I contatti con i super agenti: un vantaggio competitivo

Un altro aspetto cruciale del potenziale ruolo di Galliani è la gestione dei contatti con i super agenti. Il calcio moderno è fortemente influenzato dalla figura dei procuratori, veri e propri attori chiave nel mercato dei trasferimenti. Galliani vanta un rapporto consolidato e di lunga data con i più importanti agenti a livello mondiale. La sua capacità di negoziare, di intavolare trattative complesse e di mantenere relazioni di fiducia con questi professionisti rappresenta un vantaggio competitivo non indifferenteper il Milan.

Questo non significa che Galliani si sostituirebbe a Tare nelle trattative di mercato. Piuttosto, la sua influenza e le sue relazioni potrebbero aprire porte, facilitare approcci iniziali e creare un terreno fertile per il lavoro specifico del direttore sportivo. In un mercato sempre più agguerrito, dove la concorrenza è feroce, avere una figura che gode della fiducia e del rispetto dei procuratori può fare la differenza nel convincere i talenti a scegliere il Milan. Pensiamo alle lunghe e complesse negoziazioni per l’acquisto di giocatori di calibro, o per il rinnovo di contratti importanti: l’esperienza di Gallianisarebbe un valore aggiunto inestimabile.

L’era Tare-Allegri e il ruolo di Zlatan

L’arrivo di Galliani come super consulente si inserirebbe in un contesto di rinnovamento e ambizione. Igli Tare, con la sua esperienza consolidata come direttore sportivo, è chiamato a costruire una squadra competitiva e sostenibile. Massimiliano Allegri, tornato sulla panchina rossonera, ha il compito di tradurre in risultati sul campo il lavoro della dirigenza. In questo scenario, la figura di Zlatan Ibrahimovic, che secondo il Corriere della Sera avrebbe dato la sua “benedizione” a questo ritorno, assume un’importanza ancora maggiore. Ibrahimovic, con il suo carisma e la sua visione, sta contribuendo a plasmare il futuro del Milan, e il suo assenso al ritorno di Galliani testimonia la volontà di circondarsi delle migliori competenze.

De Bruyne: «Napoli il meglio, non scelgo tra scudetto e Champions. Juve? Tante conversazioni. Grealish mi ha chiesto…»

Kevin De Bruyne, colpaccio del mercato estivo italiano, si racconta al Corriere dello Sport nella sua prima intervista da quando è arrivato al Napoli

Kevin De Bruyne, il grande colpo di mercato del Napoli, ha concesso la sua prima intervista italiana al Corriere dello Sport.

Il fuoriclasse belga, arrivato dal Manchester City, si è raccontato per la prima volta da nuovo giocatore azzurro, svelando le sue prime impressioni sull’ambiente e le ambizioni per la sua nuova avventura in Serie A.

STUPORE DELLA GENTE – «Penso sia bello, ma credo anche di essere solo un calciatore come gli altri miei compagni. Certo, ho giocato un bel po’ di partite e sono tra i più anziani con Di Lorenzo, Politano, Spinazzola e Lukaku, ma alla fine sono come tutti. Faccio il mio lavoro e cerco di fare del mio meglio. Stop».

NAPOLI – «Sfida, scelta di vita o tappa per vincere ancora? Tutte e tre le cose insieme. Onestamente c’erano anche altre opzioni, ma dopo aver parlato con mia moglie e i miei figli ho pensato tra me e me che questa fosse la migliore. Ho valutato tutti i fattori, lavoro e vita, carriera e futuro. Tra l’altro è la squadra che ha vinto il campionato, una squadra incredibile, e avendola sfidata in Champions so cosa si prova: conosco i tifosi, la loro passione e il loro sostegno. Quindi Napoli mi ha trasmesso la sensazione più bella».

ACCOLTO IN ITALIA COME UN RE – «Io non sono il re, sono solo un calciatore. Non faccio molto caso a certe cose, provo a svolgere il mio lavoro al meglio, ma ovviamente è bello essere apprezzato. Spero di poter continuare ad avere una bella carriera».

PREPARAZIONE CON CONTE – «Quale muscolo mi fa più male? Ah, tutti! (Ride e agita le mani ndr). È difficile ed è molto diverso rispetto a quello a cui ero abituato in Inghilterra, ma mi sento bene. Sto gestendo tutti gli allenamenti e sono molto felice di quello che stiamo facendo. Mi fa bene allenarmi in questo modo, è una buona cosa».

CONTE E GUARDIOLA – «Direi che sono due modi diversi di giocare: probabilmente Pep è un po’ più attento al controllo della palla e al possesso, mentre Conte è un po’ più strutturato nel gioco e punta molto sulla mentalità. Pep lavora più sulla zona. Ci sono un paio di cose diverse, ma ogni allenatore ha i suoi principi e le sue caratteristiche».

TITOLO DA VINCERE NUMERO 25 – «Probabilmente lo scudetto, sì, ma non mi chiedo mai cosa scegliere: prenderò qualsiasi cosa riuscirò a vincere. Non avendo mai giocato in Italia, però, il campionato sarebbe un bell’obiettivo. Sarebbe molto cool! Ma non è ancora iniziato e quindi vedremo. Scudetto, Champions o Mondiale? Tutte e tre, non c’è una decisione da prendere».

GREALISH – «Se mi ha chiesto di Napoli? (Sorride ndr). Maybe, forse. (E ride ancora ndr)». 

CORTEGGIAMENTO DI MANNA – «Quante volte mi ha chiamato? Personalmente non molte: l’ho visto un paio di volte a Manchester, è venuto a casa mia, e per il resto ha parlato con i miei avvocati e cose simili. Poi mia moglie è stata a Napoli per farsi un’idea. Una procedura normale».

CHIAMATA DELLA JUVE – «Ho avuto varie conversazioni con tanti club attraverso il mio entourage. Ma è la normalità quando sei libero».

MARADONA – «Ah! Leggenda. Leggenda di questo gioco, of course. Avendo giocato prima di me, ho potuto vederlo solo attraverso i filmati: è molto importante nella storia del calcio e per tutto quello che ha fatto per il movimento. E poi lo è moltissimo per Napoli».

Le prime pagine sportive nazionali – 6 agosto

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Calciomercato Udinese, sondaggio forte per Zanoli. I bianconeri puntano a trattare sul giocatore


Calciomercato Udinese: sondaggio per Zanoli del Napoli, possibile colpo a destra

Il Calciomercato Udinese entra nel vivo e guarda con attenzione al rafforzamento delle corsie laterali. In particolare, nelle ultime ore il club friulano avrebbe effettuato un nuovo sondaggio per Alessandro Zanoli, terzino destro classe 2000 di proprietà del Napoli. La notizia arriva da Sky Sport, che riporta l’interesse concreto della società bianconera per un trasferimento a titolo definitivo, con l’obiettivo di aumentare la qualità e la profondità sulla fascia destra.

Attualmente, l’Udinese dispone di Ehizibue e Rui Modesto in quel ruolo, ma la dirigenza è alla ricerca di un profilo con maggiore esperienza e capacità offensiva. Zanoli, reduce da una positiva stagione in prestito al Genoa, dove ha collezionato 33 presenze, 1 gol e 1 assist tra Serie A e coppe, rappresenta un’opzione interessante in linea con la filosofia del club: giovane, talentuoso e con margini di crescita.

Il Calciomercato Udinese potrebbe dunque approfittare della situazione in casa Napoli, dove Zanoli non rientra nei piani tecnici del nuovo progetto. Il difensore ha un contratto valido fino al 2027, ma è stato già escluso dal ritiro azzurro, segnale chiaro di una possibile partenza. Il Napoli, tuttavia, punta a monetizzare la sua cessione e avrebbe rifiutato un’offerta di prestito da parte del Parma, preferendo un’operazione a titolo definitivo dal valore di circa 6 milioni di euro.

In questo contesto, i buoni rapporti tra Udinese e Napoli, consolidati di recente con la maxi operazione che ha portato Lorenzo Lucca in Campania per circa 35 milioni di euro più bonus, potrebbero agevolare un nuovo accordo tra le due società.

Zanoli, terzino moderno e duttile, capace di giocare sia in una difesa a quattro che come esterno a tutta fascia in un 3-5-2, risponde perfettamente alle esigenze tattiche di Kosta Runjaic. Il suo innesto offrirebbe una valida alternativa o una possibile concorrenza interna a Ehizibue, mentre per Rui Modesto si profila un possibile addio in prestito, in caso di arrivo dell’ex Genoa.

Con già 87 presenze in Serie A e un’esperienza accumulata anche in Champions League ed Europa League, Zanoli porterebbe al Friuli qualità, corsa e maturità. Il Calciomercato Udinese potrebbe presto registrare un nuovo colpo strategico per la stagione 2025-26.

Calciomercato Fiorentina, Kessié missione possibile? Ecco la rivelazione di Pedullà sulla squadra viola


Calciomercato Fiorentina: aggiornamenti su Sohm, Kessié, Mandragora e Beltrán

Il Calciomercato Fiorentina continua a muoversi su più fronti, con diversi nomi sul tavolo e trattative in corso che stanno definendo la rosa a disposizione di Raffaele Palladino. Nel corso di una diretta su Passione Fiorentina via Twitch, il giornalista Alfredo Pedullà ha fatto il punto della situazione su alcune delle operazioni più calde in casa viola.

Partendo dal centrocampo, Pedullà ha confermato che Sohm è il profilo che la Fiorentina voleva da tempo. La trattativa è stata condotta con calma e attenzione, portando a uno sconto rispetto alla richiesta iniziale di 15 milioni più bonus. L’accordo finale si aggirerebbe infatti su 11-12 milioni più uno di bonus, dimostrando una gestione oculata delle risorse da parte della dirigenza viola.

Sul fronte Franck Kessié, il giornalista ha spiegato che il vero ostacolo è legato all’ingaggio. Per portarlo a Firenze, servirebbe un’operazione complessa: risoluzione del contratto attuale, una buonuscita da 8-9 milioni e un nuovo stipendio tra i 4 e i 5 milioni annui. Una cifra al momento fuori dalla portata del calciomercato Fiorentina, almeno senza cessioni rilevanti.

Capitolo Mandragora: la Fiorentina sta lavorando al rinnovo del contratto, con una proposta fino al 2028 più opzione per il 2029. Le parti sono vicine, la distanza economica non è elevata – si parla di circa 300-400 mila euro – e c’è fiducia nel raggiungimento dell’intesa. Non risultano offerte concrete per il centrocampista (nessuna tra i 7 e gli 8 milioni), e anche da parte del giocatore non ci sarebbe alcuna intenzione di lasciare il club.

Per quanto riguarda l’attacco, Pedullà ha chiarito che Lucas Beltrán non è mai stato davvero vicino al Flamengo: non c’era un accordo e il club viola non ha mai messo pressione sul giocatore per accettare. Nonostante non sia stato un titolare fisso, Beltrán si è sempre comportato in modo professionale. L’eventuale ritorno in Sudamerica – e per di più in Brasile, non in Argentina – resta in dubbio anche per volontà personale.

Infine, nel calciomercato Fiorentina si guarda ancora alla ricerca di un attaccante. I viola valutano anche Nicolussi Caviglia, ma Pedullà ritiene che trattenere Mandragora possa essere la scelta più logica al momento.

Pisa, Gilardino: «Possiamo fare bene. Contro il Leverkusen sono soddisfatto di quella cosa»


Pisa, Gilardino soddisfatto dopo il test col Bayer: «Siamo sulla strada giusta»

Dalla prestigiosa cornice della BayArena di Leverkusen, l’allenatore del Pisa, Alberto Gilardino, ha analizzato con lucidità e realismo il primo test internazionale della sua squadra, che si è chiuso con una sconfitta contro il Bayer. Nonostante il risultato negativo, il tecnico nerazzurro ha tratto spunti incoraggianti da una sfida utile per valutare la crescita del gruppo in questa fase iniziale della preparazione.

«Abbiamo affrontato una squadra fortissima, con ritmi e qualità da top club europeo – ha dichiarato Gilardino –. Nei primi minuti siamo andati in difficoltà e abbiamo subito un po’ troppo nel primo tempo. Però nella ripresa, anche grazie alla superiorità numerica, la squadra ha reagito bene e mi è piaciuta molto. Il Pisa è in costruzione, ci vorrà del tempo per trovare i giusti equilibri, ma la reazione che ho visto in un contesto così complicato è sicuramente un segnale positivo».

Per Gilardino, l’atteggiamento mostrato dai suoi giocatori è un elemento chiave su cui costruire il futuro del Pisa: «Anche se in superiorità numerica, abbiamo tenuto il campo con personalità. Nella prima frazione siamo stati troppo timidi, forse condizionati dal rispetto per l’avversario. Ma nella seconda parte abbiamo dimostrato che possiamo giocarcela, con l’intensità e il coraggio giusti».

Il tecnico ha voluto poi sottolineare alcune prestazioni individuali che lo hanno colpito: «Sono contento dell’ingresso di Moreo, ha dimostrato intelligenza tattica e si è messo subito a disposizione. Anche Aebischer, nonostante sia appena arrivato, si è integrato bene nei meccanismi della squadra. Sono entrambi professionisti seri, e il loro contributo sarà prezioso nel percorso che stiamo costruendo».

Questo primo test contro una squadra di livello come il Bayer Leverkusen ha rappresentato per Gilardino e per tutto il Pisa un’opportunità importante per misurarsi con il calcio internazionale. Il risultato passa in secondo piano rispetto alle indicazioni raccolte, in un precampionato che ha ancora molti step da affrontare.

Con l’avvio della stagione alle porte, il tecnico ex Genoa e Fiorentina sa di avere ancora del lavoro da fare, ma la direzione intrapresa sembra quella giusta: «La strada è lunga, ma se continueremo con questo spirito, il Pisa potrà dire la sua».

Calciomercato Genoa, idea Zaniolo per completare l’attacco. Il punto in termini di trattative


Calciomercato Genoa: idea Zaniolo per l’attacco, concorrenza da Udinese e Bologna

Il Calciomercato Genoa potrebbe presto accendersi con un nome di grande richiamo: Nicolò Zaniolo. Dopo le esperienze in prestito alla Fiorentina e all’Atalanta nella scorsa stagione, l’ex talento della Roma è in cerca di una nuova opportunità per rilanciarsi, e il ritorno stabile in Serie A sembra una possibilità concreta.

Secondo quanto riportato da Footmercato.net, tra i club interessati al fantasista classe 1999 ci sarebbe anche il Genoa, che starebbe valutando il profilo di Zaniolo come possibile rinforzo per il reparto offensivo. I rossoblù, reduci da una stagione solida sotto la guida di Vieira, stanno cercando di alzare ulteriormente il tasso tecnico della rosa per affrontare con ambizione il prossimo campionato.

Il nome di Zaniolo rappresenterebbe un colpo importante in ottica Calciomercato Genoa, sia per la qualità tecnica che per l’esperienza internazionale del giocatore, maturata non solo in Serie A, ma anche in Turchia e in Conference League. Tuttavia, al momento non ci sarebbero stati ancora contatti ufficiali tra la dirigenza del Genoa e il Galatasaray, club che detiene il cartellino del calciatore, né con l’entourage dello stesso.

Zaniolo piace anche ad altre squadre italiane: in particolare Udinese e Bologna avrebbero messo gli occhi sull’ex giallorosso, che resta però in attesa di una proposta concreta per capire quale possa essere la destinazione migliore per rilanciare la sua carriera.

Dal canto suo, il Genoa osserva con attenzione la situazione, consapevole che si tratta di un’operazione complessa sia dal punto di vista economico che gestionale. Il giocatore ha un ingaggio importante, e servirà eventualmente un accordo con il Galatasaray per trovare una formula sostenibile, probabilmente attraverso un prestito con diritto di riscatto o obbligo condizionato.

Il Calciomercato Genoa, dunque, tiene d’occhio l’evolversi della situazione Zaniolo, che potrebbe rappresentare una delle operazioni più interessanti dell’estate rossoblù. Il club ligure vuole rinforzare la trequarti e garantire a Gilardino alternative di qualità: l’arrivo di un giocatore del calibro di Zaniolo andrebbe esattamente in questa direzione.

Resta da capire se il Genoa deciderà di affondare il colpo o se si tratterà solo di un sondaggio esplorativo.

Cagliari, Pisacane carica la squadra: «Onorato di essere il mister. Il nostro obiettivo sarà…»


Cagliari, Pisacane si presenta: «Orgoglio e responsabilità. Daremo tutto per questi colori»

Il Cagliari ha ufficialmente presentato la rosa e lo staff tecnico per la stagione 2025/2026 in una suggestiva cornice storica: le rovine di Tharros, a Cabras, in provincia di Oristano. Un evento carico di significato e simbolismo, pensato per sancire l’inizio di un nuovo ciclo calcistico, con al centro l’identità del territorio e l’ambizione sportiva del club rossoblù.

Protagonista indiscusso della serata è stato Fabio Pisacane, nuovo allenatore del Cagliari, che ha preso la parola davanti a tifosi, stampa e istituzioni, delineando le linee guida del suo progetto tecnico. Le sue parole sono state intrise di passione, determinazione e attaccamento alla maglia.

«Per me essere l’allenatore del Cagliari è un orgoglio immenso – ha esordito Pisacane – ma anche una grande responsabilità. Lavoreremo duramente, con disciplina e spirito di sacrificio. Ogni giorno sarà una battaglia per onorare questi colori. Il nostro obiettivo è costruire una squadra che sappia emozionare il popolo rossoblù».

Il tecnico ha poi raccontato com’è arrivata la sua nomina: «Mi trovavo in America con i ragazzi durante una tournée, sapevo di essere tra i candidati, ma la concorrenza era agguerrita. Alla fine, la chiamata è arrivata e l’ho accolta con entusiasmo. Oggi avverto una bella spensieratezza, unita a quella “insana coscienza” che deve spingere anche i tifosi a starci vicino, ad applaudirci, anche nei momenti più difficili».

Pisacane ha anche sottolineato il forte legame con la città e la società Cagliari: «Ho un rapporto speciale con questa terra, ma il rispetto sul campo ce lo guadagneremo giorno dopo giorno, allenamento dopo allenamento. Nulla sarà dato per scontato. Dobbiamo meritarci ogni applauso, ogni incoraggiamento».

Il nuovo corso del Cagliari inizia quindi sotto il segno della determinazione e dell’appartenenza. La dirigenza ha voluto dare fiducia a un uomo che conosce profondamente l’ambiente, avendolo vissuto sia da giocatore che da collaboratore tecnico. Con Pisacane al timone, la squadra sarda si prepara a vivere una stagione ricca di sfide, con l’obiettivo di consolidarsi nel massimo campionato e continuare a costruire un’identità forte, in campo e fuori.

Il Cagliari scommette su passione, lavoro e cuore: una nuova avventura ha ufficialmente inizio.

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