Pagina 731 – Calcio News 24

Calciomercato Roma, si cerca un attaccante in Premier e l’ultimo nome è un talento purissimo del City… Mentre si valuta Fábio Silva, spunta una nuova e affascinante pista

Calciomercato Roma, si attende un altro attaccante dalla Premier League. Ecco la situazione

Con il futuro di Artem Dovbyk ancora da definire, la Roma continua a guardare con insistenza alla Premier League per trovare il rinforzo giusto per l’attacco. Oltre alla pista che porta al centravanti del Wolves, Fábio Silva, nelle ultime ore è spuntato un nome nuovo, un profilo che accende la fantasia dei tifosi: Claudio Echeverri, il prodigio argentino classe 2006 di proprietà del Manchester City.

Soprannominato “El Diablito”, Echeverri è considerato uno dei talenti più puri del calcio mondiale. Acquistato dal City dal River Plate per una cifra importante, il giovane trequartista sta però faticando a trovare spazio nella rosa stellare di Pep Guardiola. La scorsa stagione, come riportato da diverse fonti, ha collezionato appena 64 minuti in 3 presenze, un minutaggio troppo esiguo per un giocatore del suo potenziale.

Nonostante lo scarso impiego, è riuscito a lasciare il segno, segnando un gol nella sua unica apparizione al Mondiale per Club contro l’Al-Ain.

La sua situazione contrattuale lo rende un’opportunità di mercato estremamente interessante. Il Manchester City, per non frenarne la crescita, sarebbe aperto all’ipotesi di un prestito o di una cessione con opzione di riacquisto, in modo da valorizzare ulteriormente un indubbio talento che in Serie A potrebbe raggiungere un importante step di crescita. Per la Roma, sarebbe un colpo dal potenziale enorme.

Echeverri non è una prima punta classica, ma un giocatore versatile, un trequartista che ama partire da sinistra per accentrarsi, perfetto per il sistema di gioco di Gian Piero Gasperini, che predilige giocatori tecnici e capaci di creare superiorità numerica.

La dirigenza giallorossa sta vagliando attentamente la situazione. L’idea di portare nella Capitale un talento così cristallino, offrendogli il palcoscenico ideale per esplodere definitivamente, è una tentazione forte. La concorrenza non manca, ma la Roma studia la formula giusta per provare a regalare a Gasperini il suo “piccolo diavolo”.

Calciomercato Juve, quale sarà il futuro di Kolo Muani? Ecco la situazione dei bianconeri

Calciomercato Juve: Kolo Muani sempre più vicino al ritorno in bianconero

Il Calciomercato Juve entra nel vivo e uno dei nomi più caldi in ottica bianconera è quello di Randal Kolo Muani. La dirigenza della Juventus è al lavoro per riportare a Torino l’attaccante francese, attualmente in forza al Paris Saint-Germain. Secondo quanto riportato da Daniele Miceli a Sportmediaset, le trattative con il club parigino stanno procedendo e ci sarebbero segnali incoraggianti per la definizione dell’accordo.

Il PSG sarebbe disposto a cedere Kolo Muani con la formula del prestito oneroso con obbligo di riscatto. Tuttavia, il club francese pretende che le condizioni per rendere obbligatorio l’acquisto siano facilmente raggiungibili. In pratica, Parigi vuole garanzie sull’addio definitivo del giocatore, senza margini per un eventuale ritorno.

In questo scenario, il Calciomercato Juve si intreccia anche con la volontà dello stesso Kolo Muani. L’attaccante ha già fatto sapere di essere fortemente interessato a tornare in bianconero. Motivato e consapevole del valore della Juventus, il 24enne vede in Torino un contesto ideale per crescere sotto la guida di Igor Tudor. La Juve rappresenta per lui non solo una vetrina prestigiosa a livello europeo, ma anche un’occasione concreta per rilanciarsi dopo una stagione non semplice a Parigi.

La Juventus, dal canto suo, spinge per chiudere positivamente l’operazione. Nonostante le note difficoltà economiche che condizionano il Calciomercato Juve, i dirigenti credono nella fattibilità dell’affare. La determinazione del giocatore, unita alla disponibilità del PSG a trovare una formula sostenibile, fa ben sperare l’ambiente bianconero.

Kolo Muani, che aveva già dato segnali positivi durante una precedente esperienza in maglia juventina, è visto come un rinforzo ideale per il reparto offensivo. La sua duttilità e il suo potenziale potrebbero rivelarsi determinanti per aumentare la qualità e la competitività dell’attacco.

I prossimi giorni saranno fondamentali per capire se l’operazione andrà in porto. Ma una cosa è certa: nel Calciomercato Juve, il nome di Kolo Muani resta in cima alla lista degli obiettivi prioritari.

Fahamedul Islam gioca in Serie D, ma è stato convocato in Nazionale: la storia incredibile di un 18enne: «Dalla Serie D al sogno Banglsdesh. L’Italia è casa mia, ma ora voglio la Serie A»

Le parole di Fahamedul Islam in Serie D che sta vivendo un grande momento aspettando la Serie A

Dalla Serie D italiana alla Nazionale del Bangladesh. La favola di Fahamedul Islam è la dimostrazione che il calcio sa ancora regalare storie di speranza e determinazione. A soli 18 anni, questo giovane centrocampista dell’Olbia ha realizzato un sogno che sembrava impossibile: indossare la maglia della sua nazione per le qualificazioni alla Coppa d’Asia. Arrivato in Italia a nove anni per ricongiungersi con il padre, ha iniziato a giocare tardi, nel campo dell’oratorio, prima di scalare le gerarchie dei settori giovanili di Spezia e Sampdoria. Oggi è uno dei talenti più interessanti della Serie D e, in questa intervista esclusiva a Tuttosport, racconta il suo percorso, le sue emozioni e il suo grande obiettivo: arrivare in Serie A.

LE ORIGINI E L’ARRIVO IN ITALIA – «Ho 18 anni, sono arrivato in Italia dal Bangladesh quando ne avevo nove, nel 2016, per ricongiungermi a mio padre che era arrivato in Italia, a La Spezia, qualche anno prima per lavorare».

L’INIZIO TARDIVO CON IL CALCIO – «Sono arrivato a La Spezia che avevo nove anni: nei primi periodi, sono andato solo a scuola. Ho cominciato a giocare a calcio tardi, nell’oratorio della chiesa vicino a dove abitavo, a dodici anni».

IL SUO RUOLO IN CAMPO – «Sono partito come attaccante, poi ho fatto l’esterno alto, il centrocampista interno e, infine, la mezzala. Destro naturale».

IL TIFO PER LO SPEZIA – «Sì, è stata la mia prima squadra in Italia e lo sarà per sempre».

L’EMOZIONE DELLA CONVOCAZIONE IN NAZIONALE – «Un’emozione grandissima, un grande orgoglio: era un mio obiettivo, la Nazionale è il sogno di chiunque giochi a calcio, ma non pensavo di riuscire a realizzarlo così presto».

L’ESORDIO CON IL BANGLADESH – «In tutto ho giocato circa 120 minuti: all’inizio, l’emozione mi ha condizionato, poi ho pensato solo alla partita».

LA SCELTA DELLA NAZIONALE – «No, la nazionale italiana è molto difficile da raggiungere. E poi, ho la cittadinanza bengalese, ho scelto la nazionale del mio paese».

IL SOGNO DELLA SERIE A – «Un lavoro: voglio continuare a giocare, migliorarmi, crescere e coronare il mio sogno, giocare in Serie A. Voglio continuare a giocare a calcio: voglio farlo in Italia, ma se così non dovesse essere, non mi pongo limiti e sono pronto a fare le valigie e andare all’estero, in paesi come Spagna e Inghilterra».

I RINGRAZIAMENTI – «Tutti sono stati importanti per me. Voglio ringraziare tutti gli allenatori che ho avuto: sono una persona e un calciatore migliore grazie a loro».

Fiorentina: centrocampo al centro del mercato, pressing su Sohm, nodo Mandragora e uscite da sbloccare

Fiorentina, il centrocampo rimane al centro del calciomercato, con Sohm del Parma sempre il primo nome per i viola

La Fiorentina guarda con decisione al centrocampo per completare la rosa, e Simon Sohm è il nome che mette tutti d’accordo a Firenze. Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, il centrocampista del Parma rappresenta l’obiettivo numero uno per caratteristiche tecniche, età e possibilità di investimento. Il club viola ha già messo sul tavolo un’offerta da 13 milioni di euro, ma il Parma ne chiede 20, una cifra considerata troppo alta in viale Fanti. Tuttavia, i contatti restano vivi e un rilancio intorno ai 15-16 milioni, accompagnato dalla volontà del giocatore di approdare a Firenze, potrebbe sbloccare la trattativa.

Intanto, la situazione legata al rinnovo di Rolando Mandragora è in stallo. La richiesta del centrocampista si avvicina agli 1,8 milioni a stagione, ma l’attuale proposta della società non soddisfa il suo entourage. I colloqui proseguono in modo sereno e costante, ma se non si troverà un’intesa, la Fiorentina valuterà l’addio del classe ‘97. Proprio per questo motivo si ragiona sull’eventualità di acquistare due centrocampisti: tra i nomi seguiti, Hans Nicolussi Caviglia rappresenta una possibile alternativa ideale.

Capitolo attacco. In settimana è previsto un nuovo incontro per discutere il prolungamento di Moise Kean fino al 2030, con un adeguamento dell’ingaggio. I rappresentanti del calciatore chiedono una cifra leggermente superiore rispetto a quanto proposto dal club, ma la volontà del ragazzo è chiara: restare a Firenze, come dimostrato quando ha rifiutato l’offerta milionaria dell’Al-Qadsiah durante il periodo di validità della clausola rescissoria.

In uscita, si lavora alla cessione di Lucas Beltrán. L’argentino piaceva al River Plate e resta un profilo appetibile sul mercato, anche se la dirigenza viola punta a una cessione a titolo definitivo. Resta viva anche l’opzione prestito con diritto, nel caso non arrivino offerte soddisfacenti.

Infine, si cerca una soluzione per gli altri esuberi offensivi: Nzola (cercato da Pisa e Genoa), Kouame, Ikoné (monitorato dal Torino) e Brekalo, il cui contratto in scadenza potrebbe sfociare in una rescissione. La Fiorentina ha bisogno di vendere per fare spazio e investire.

Zappacosta, Ahanor e la necessità per l’Atalanta di comprare subito un altro esterno sinistro

Per l’Atalanta è fondamentale acquistare un altro esterno sinistro nonostante non basti Ahanor e Zappacosta

Ora più che mai l’Atalanta deve completare la rosa. Tante analisi, un silenzio momentaneo a Zingonia e continue valutazioni sul mercato. Aspettando il nome definitivo (agosto è alle porte e attendere ancora sarebbe controproducente), i ruoli su cui bisogna intervenire sono chiari: il tanto citato attacco e soprattutto quella fascia sinistra dove si necessita un colpo importante.

Le ali negli ultimi due anni hanno dato più garanzie rispetto alla “crisi post Gosens” nella quale i vari Maehle, Soppy, Pezzella e l’ultimo Hateboer non sono stati all’altezza. Tuttavia Zappacosta è stato trainante del reparto e tutto attorno una serie di giocatori che hanno fatto il bello e il cattivo tempo: dal Ruggeri decisivo nel 2024 (e assente l’anno scorso) ad un Bakker mai al centro del progetto, da un promettente Holm fino a Cuadrado che si è imposto nonostante l’età.

Oggi, oltre al “motorino” Davide, c’è Raoul Bellanova (autore di una stagione positiva seppur qualche problema sulla continuità) e poi Palestra che avrà modo di dire la sua. Tuttavia seppur a destra la fascia sia a posto, dall’altra a sinistra serve a tutti i costi un altro giocatore: Bakker è ko e Zappacosta da solo non basta considerando anche i 33 anni.

Ahanor? Un predestinato capace di fare sia il braccetto che l’esterno, ma si tratta di un jolly: l’Atalanta ad oggi ha bisogno di 4 esterni più un quinto da riadattare in caso di emergenza. Un altro giocatore sulla fascia sinistra è fondamentale per alzare il livello del reparto. Si è parlato di Diego Moreira, ma la Dea ad oggi è ferma sui 20 milioni (bonus compresi) offerti precedentemente: nel mezzo anche altri profili valutati.

Un punto che non può passare sottobanco in un contesto dove l’Atalanta (fronte società) deve mettere nella miglior condizione possibile Juric e le fasce sono assai fondamentali: esattamente com’era per Gasperini, e quando ai tempi mancarono determinati giocatori si fece non poca fatica.

Veronique Rabiot: «A loro piace farmi sembrare mezza pazza». La donna più potente del calcio francese si confessa: le battaglie con Psg e Juve, i retroscena sulla lite con il clan Mbappé e la sua lotta al maschilismo

Le parole di Veronique Rabiot, madre dell’ex centrocampista della Juve Adrien, che risponde alle tante critiche ricevute negli anni

Un “ufo nel mondo del calcio“, una delle figure più potenti, controverse e temute del calciomercato europeo. Véronique Rabiot, madre e agente del centrocampista ex Juve Adrien Rabiot, è molto più di una semplice procuratrice: è una negoziatrice implacabile che difende gli interessi del figlio senza compromessi, scontrandosi con club, dirigenti e persino con i genitori di altri campioni. In una rara e esplosiva intervista concessa al quotidiano francese L’Équipe, risponde a tono alle critiche, racconta la sua verità su episodi celebri e rivendica con orgoglio il suo ruolo in un ambiente che definisce maschilista. Un ritratto senza filtri di una donna che non ha paura di nessuno.

SULLA SUA IMMAGINE PUBBLICA – «Leggo cose in cui non mi riconosco affatto. Vorrei ancora che ci fossero meno pettegolezzi su di me. A volte siamo davvero nella finzione. A loro piace farmi sembrare mezza pazza. Ma sono molto felice di vedere Adrien vivere la sua passione. Vedo sempre il bicchiere mezzo pieno».

LA SUA BATTAGLIA SUI CONTRATTI – «Non dovrebbe esistere il ricatto o l’abuso di potere per costringere i giocatori a prolungare i loro contratti. Al Psg, Adrien non voleva restare e, non essendo riusciti a raggiungere un accordo, ha rescisso il contratto. Alla Juventus (nel 2024), sono state le circostanze a decidere. Non è comunque colpa mia se non l’hanno venduto quando ne hanno avuto la possibilità».

IL MANCATO TRASFERIMENTO AL MANCHESTER UNITED – «Nel 2022 Adrien era pronto a lasciare la Juve, che si era qualificata per la Champions League, per il Manchester, che non ci era riuscito. Discutemmo le condizioni e alla fine mi dissero: se alla fine della prossima stagione non ci qualificheremo per la Champions League, lo stipendio di Adrien scenderà. Lo trovai davvero esagerato e molto irrispettoso. Dissi: ok stop. Pensavano fosse una strategia per ottenere di più. Ma no, era una questione di principi, non di soldi. Ovviamente, li sorprese. Non ci sono abituati».

LA VERITÀ SULLA LITE CON LA FAMIGLIA MBAPPÉ – «Un sacco di bugie. Qualcuno parlava di risse. Sapete cos’è una rissa? Ho semplicemente sussurrato all’orecchio di Wilfried Mbappé che, se fosse stato mio figlio, gli avrei urlato contro. E lui ha risposto: io no. Quanto a Fayza (la madre di Mbappé, ndr), abbiamo parlato fuori dagli spalti».

SUL MACHISMO NEL CALCIO – «Quali sono i codici? Che devi essere un agente maschio? Quindi, sì, sono una donna, sono sua madre, ma perché non sarebbe possibile? Ci sono donne pilota, donne militari. Le donne sono ovunque. E non possono gestire la carriera di un calciatore? Non ho mai rimpianti. Quando prendo delle decisioni, le prendo. Non puoi mai fare tutto bene. Si sbaglia qualche volta. Ma possiamo sempre rimediare, non sei mai completamente fottuto».

La Roma accelera: Ghilardi, Vasquez e un mercato nel segno di Gasperini

Roma, il calciomercato giallorosso accelera seguendo le indicazioni di Gian Piero Gasperini: Ghilardi e Vasquez i nuovi nomi

Il mercato della Roma prende sempre più forma, e lo fa seguendo una linea chiara: accontentare Gasperini, costruendo una rosa fisica, intensa e compatta. La giornata di ieri è stata significativa: prima la firma di Wesley, poi le visite mediche di Devis Vasquez, infine l’accordo raggiunto con l’Hellas Verona per Daniele Ghilardi, giovane difensore dell’Under 21 destinato a completare un reparto arretrato sempre più imponente.

Ghilardi sarà ufficializzato oggi. La Roma ha deciso di colmare l’ultimo milione mancante, richiesto dal Verona, con bonus facilmente raggiungibili. Un affare complessivo da 11 milioni, con la Fiorentina pronta a incassarne metà, in virtù della percentuale sulla futura rivendita pattuita al momento della cessione ai veneti. Il difensore classe 2003 si unirà a Mancini e Ndicka, contribuendo alla nascita di quella che potrebbe essere, secondo la Gazzetta dello Sport, «la difesa più alta della storia giallorossa».

Nel frattempo, come rivelato da la Gazzetta dello Sport, Gasperini ha ottenuto anche un nuovo secondo portiere: Devis Vasquez, svincolato dopo la risoluzione con il Milan. Il colombiano ha firmato un biennale e prenderà il posto di Gollini, ormai fuori dal progetto. Scoperto da Massara nel 2023, Vasquez non ha mai debuttato in rossonero, ma ha raccolto esperienza in prestito tra Inghilterra e Serie A.

Anche il fronte offensivo è caldo. La Roma cerca una seconda punta dopo il passaggio di Paixao all’OM. Piace Jonathan Rowe, valutato 20 milioni, ma resta vivo anche l’interesse per Antonio Nusa del Lipsia. Intanto si monitora la situazione di Dovbyk, non più titolare al Girona. Il Besiktas si è mosso, e la Roma non lo lascerà partire per meno di 35 milioni. In caso di cessione, il nome in cima alla lista è quello di Rasmus Hojlund, profilo ideale per Gasperini e possibile occasione se il Manchester United aprisse alla cessione.

Milan-Jashari, trattativa bloccata: il Bruges fa muro, ma il giocatore vuole solo i rossoneri e prosegue la telenovela

Milan Jashari, prosegue la telenovela del mercato rossonero: il centrocampista vuole solo i rossoneri, ma il Bruges fa muro

La telenovela dell’estate non si è ancora conclusa. Il Milan continua a puntare con decisione su Ardon Jashari, ma il Bruges resta fermo sulle sue posizioni, rifiutando anche l’ultima offerta arrivata da via Aldo Rossi. Come riportato da La Gazzetta dello Sport, i rossoneri hanno messo sul tavolo 33,5 milioni di parte fissa, più due milioni di bonus facilmente raggiungibili (legati alla qualificazione in Champions nei prossimi cinque anni), e altri 2,5 milioni meno garantiti.

Nonostante la cifra si avvicini moltissimo alle richieste iniziali del club belga, il Bruges – almeno per ora – ha detto ancora no, senza però comunicazioni ufficiali, limitandosi a far filtrare messaggi “off the record” alla stampa. Il Milan, in pieno accordo con l’agente del giocatore, ritiene di aver presentato una proposta più che congrua e non ha intenzione di rilanciare ulteriormente.

Il club rossonero fa ora leva sulla volontà di Jashari, che ha già scelto il Milan e non ha preso in considerazione le proposte di altri club. La situazione, però, è in stallo: nessuna delle tre parti coinvolte si muove. Il Milan non intende modificare l’offerta, Jashari non apre ad altre destinazioni e il Bruges aspetta, sondando anche altri mercati, soprattutto in Premier League, da cui sarebbero arrivati segnali d’interesse ma nessuna offerta concreta.

A Milanello si riflette anche su eventuali alternative: uno dei nomi valutati è quello di Javi Guerra del Valencia, centrocampista classe 2003 che continua a rifiutare il rinnovo con i Los Che, ma è seguito anche da Manchester United e Atlético Madrid. Tuttavia, con sei centrocampisti già in rosa, Massimiliano Allegri potrebbe anche scegliere di confermare l’attuale organico e dirottare parte del budget su altri reparti, come l’attacco o la difesa.

Per ora, dunque, la trattativa per Jashari è bloccata, ma la sensazione è che qualcosa possa sbloccarsi solo se il Bruges farà un passo indietro. Il Milan, per ora, resta in attesa.

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Genoa, doppio colpo: Colombo (come il Tenente e Cristoforo) e Ostigard per Vieira. Due rinforzi ufficiali in un solo giorno

Genoa, annunciato un doppio colpo: Colombo – annunciato sui social con altri celebri omonimi – e Ostigard per Vieira

Il Genoa accelera sul mercato e regala a Patrick Vieira due rinforzi di spessore: Lorenzo Colombo e Leo Østigård. L’attaccante arriva dal Milan in prestito con diritto di riscatto, trasformabile in obbligo al verificarsi di determinate condizioni. È stato presentato ieri sui social in modo ironico, come esploratore e investigatore, e nel pomeriggio ha già svolto il primo allenamento con i compagni.

Sempre ieri, è stato anche ufficializzato il ritorno di Østigård, difensore norvegese che il popolo rossoblù ricorda bene: ha vestito la maglia del Grifone solo per sei mesi nel 2022, ma ha lasciato il segno con grinta e personalità. Arriva dal Rennes con una formula simile a quella di Colombo, e sarà annunciato ufficialmente oggi. Come riportato da Tuttosport, l’operazione complessiva per i due giocatori si aggira sui 15 milioni.

Intanto, la squadra lavora al Signorini con ritmi alti e gruppi numerosi. Ieri erano 32 i giocatori a disposizione, e Vieira ha potuto accogliere anche Johan Vásquez, rientrato dalle vacanze dopo il successo in Gold Cup con il Messico. Per lui test atletici, mentre i compagni proseguivano con le esercitazioni sul campo.

L’infermeria si svuota: dopo le assenze nell’amichevole contro il Mantova per alcuni lievi acciacchi, ieri tutti erano abili e arruolati. Una buona notizia in vista del triangolare del 31 luglio a Oviedo contro i padroni di casa e il Villarreal.

Vieira sta impostando una preparazione diversa dal recente passato: meno minutaggio ma più intensità, con lavori specifici e differenziati a seconda delle esigenze fisiche e tattiche. Sarà una settimana importante, anche in ottica delle prime scelte. Perché 32 giocatori sono troppi, e al termine del ritiro comincerà la scrematura.

Kolo Muani Juve: ecco l’offerta sul tavolo e la risposta del PSG! Il francese vive da separato in casa a Parigi e spinge per tornare. La trattativa è un intrigo: tutti i dettagli

Kolo Muani vuole solo la Juve: rifiutate le offerte inglesi si tratta tra bianconeri e PSG: ecco l’ultima offerta della dirigenza juventina

Un separato in casa che sogna il ritorno alla base. Come riportato oggi dal Corriere dello Sport, la telenovela per il futuro di Randal Kolo Muani è entrata nella sua fase più calda. L’attaccante francese sta vivendo il ritiro con il Paris Saint-Germain da corpo estraneo al gruppo, con la testa e il cuore rivolti solo alla Juve. Chiama quasi ogni giorno i suoi ex compagni a Torino e spinge con il suo agente per concretizzare un trasferimento che, però, è bloccato da un complesso gioco di formule e garanzie economiche tra i due club.

La trattativa si è infatti incagliata più sulla modalità che sulla cifra. La Juventus, nelle ultime ore, ha presentato un nuovo rilancio, portando l’offerta complessiva a 45 milioni di euro: 10 milioni per il prestito annuale e 35 per l’obbligo di riscatto, legato però alla qualificazione in Champions League. Una proposta importante, che però non scalda ancora del tutto il DS parigino Luis Campos. Il PSG, che deve evitare una minusvalenza dopo l’enorme investimento fatto nel 2023, vorrebbe la certezza di incassare, spingendo per un obbligo di riscatto con condizioni più semplici da raggiungere.

Dalla sua, la Juventus fa leva su due fattori: la ferma volontà del giocatore, che ha messo i bianconeri in cima alle sue preferenze snobbando le piste inglesi, e gli ottimi rapporti tra le due società. La dirigenza juventina si aspetta una “mano tesa” da un club con cui in passato ha dimostrato grande fair play, per esempio non alimentando polemiche su un errore burocratico del PSG o concedendo il nulla osta per far giocare Muani al Mondiale per Club. La sensazione è che, dopo tanto “dribblare”, si possa arrivare a una soluzione entro una settimana, in tempo per il 2 agosto, quando la Juve partirà per la seconda fase del ritiro in Germania. Tudor spera di avere il suo attaccante su quel volo.

Ndoye Napoli, beffa clamorosa! Ma il lub si vendica con un doppio colpo dalla Premier: ecco chi arriva! Sfumato l’obiettivo numero uno, De Laurentiis e Conte cambiano strategia

Napoli, sfumato Ndoye – diretto in Premier League – i partenopei guardano al campionato inglese: due i profili per la corsia sinistra

Una beffa che si trasforma in un’opportunità per alzare l’asticella. Il calciomercato del Napoli subisce una brusca frenata nella lunga corsa a Dan Ndoye: l’esterno svizzero, dopo una trattativa infinita, ha scelto il fascino e la potenza economica della Premier League, accordandosi con il Nottingham Forest. Un’operazione da 42 milioni di euro che ha superato l’ultima, importante offerta degli azzurri, ferma a 40 milioni. Il club di De Laurentiis, pur avendo inseguito a lungo il giocatore, ha deciso di non partecipare ad aste al rialzo, rimanendo fedele ai propri parametri e costringendo ora la dirigenza a una profonda riflessione.

Sfumato l’obiettivo principale, è scattato il momento delle nuove strategie. Come riportato da diverse fonti, il presidente Aurelio De Laurentiis e il tecnico Antonio Conte, riuniti a Ischia insieme al DS Manna, stanno facendo il punto della situazione per ridefinire le prossime mosse. L’addio alla pista Ndoye ha immediatamente aperto nuovi, affascinanti e ancora più ambiziosi scenari, tutti con un filo conduttore che porta Oltremanica. La lista dei possibili sostituti, infatti, è un concentrato di stelle della Premier League, profili di caratura internazionale per accontentare le richieste di Conte.

I due nomi più caldi sono quelli di Raheem Sterling e Jack Grealish. Il primo, 30 anni, è in uscita dal Chelsea e il suo stipendio da 16 milioni a stagione è ovviamente insostenibile. L’idea del Napoli, che non ha atteso l’esito della trattativa per Ndoye prima di muoversi, è quella di un prestito con un contributo sostanzioso all’ingaggio da parte dei Blues, una formula che il giocatore gradirebbe. Ancora più intrigante è la pista che porta a Grealish. In uscita dal Manchester City a 29 anni, l’inglese sarebbe molto attratto dall’ipotesi Napoli e la presenza del suo ex compagno De Bruyne potrebbe rappresentare un fattore decisivo. Un indizio, forse non casuale: in questi giorni ha scelto la Costiera Amalfitana per allenarsi. La delusione per Ndoye è già alle spalle: ora il Napoli sogna in grande.

Mercato Como: preso Ramón dal Real, si sblocca la cessione di Strefezza. Si attende Morata, resta in stand-by la trattativa per l’attaccante spagnolo

Como attivissimo sul mercato: preso Ramon dal Real Madrid, Strefezza in uscita verso la Grecia; intanto sul fronte Morata…

Una squadra quasi completa in partenza per il ritiro, ma con due nodi cruciali ancora da sciogliere. Come riportato oggi da La Gazzetta dello Sport, il mercato del Como vive giorni decisivi mentre la squadra di Cesc Fàbregas si prepara a volare a Marbella per la preparazione estiva dopo l’esaltante vittoria di domenica sull’Ajax, un 3-0 che ha offerto una dimostrazione precisa della caratura e della squadra che l’anno scorso ha mostrato verve e personalità. Se da un lato il club ha definito l’arrivo di un altro giovane talento dal Real Madrid, dall’altro la telenovela per il centravanti d’esperienza e la cessione di un idolo dei tifosi tengono banco.

Il nuovo volto è quello di Jacobo Ramón, giovane difensore centrale che, dopo aver svolto ieri le visite mediche, arriva dal Real Madrid a titolo definitivo per 2,5 milioni. L’operazione ricalca quella per Nico Paz: il Real si assicura il 50% sulla futura rivendita e un’opzione di riacquisto per le prossime tre stagioni, una formula che testimonia la visione a lungo termine del club lariano. Resta invece in stand-by la trattativa per Álvaro Morata. Il Como ha da tempo l’accordo con il giocatore, ma ha le mani legate in attesa che Milan e Galatasaray definiscano l’interruzione del prestito, con i turchi che chiedono una cifra superiore al previsto per liberarlo.

Mentre si attende la punta, si registra un’uscita eccellente. Gabriel Strefezza è a un passo dall’Olympiacos per 9,5 milioni di euro. Una scelta difficile, ma comprensibile: l’esterno italo-brasiliano, protagonista della promozione e votato dai tifosi come miglior giocatore dell’ultima stagione, avrebbe trovato meno spazio dopo i massicci investimenti del club sulle fasce, con gli arrivi di Kühn, Rodriguez e Addai. La sua partenza, unita a quelle di Fadera, Fellipe Jack e Mazzitelli, dimostra come il Como stia ridisegnando la rosa per renderla ancora più competitiva, in attesa del bomber che dovrà completare l’opera.

D’Angelo svela il retroscena sulla finale persa e incorona un giovane bomber: «È come Vieri… Ecco perché sono rimasto allo Spezia e chi sono le favorite della B»

Le parole di Luca D’Angelo, tecnico dello Spezia dopo la sconfitta nella finale dei playoff, gli obiettivi della prossima stagione e su Pio Esposito

Una finale playoff persa ai supplementari, un sogno Serie A svanito sul più bello, ma la voglia di ripartire più forte di prima. Luca D’Angelo, dopo aver sfiorato un’impresa memorabile con lo Spezia, ha scelto la continuità, rifiutando le offerte di altri club per proseguire il suo lavoro in Liguria. A 54 anni, compiuti in ritiro come quasi sempre nella sua vita, il tecnico si prepara a una nuova stagione di Serie B con la consapevolezza di avere un gruppo solido e l’entusiasmo di una piazza che non ha mai smesso di credere in lui. In un’intervista a La Gazzetta dello Sport, D’Angelo si racconta: dalla delusione per la promozione mancata alla rinascita della squadra, fino a un’investitura importante per il futuro di un giovane talento che ha lanciato e che ora è pronto per San Siro.

IL MERCATO – «La proprietà sa cosa serve per completare la rosa. Siamo un po’ scoperti, ma sono fiducioso».

IL REGALO DELLA MADRE – «100 euro come fa sempre. E ne prende 1.100 di pensione. Io rifiuto, ma lei insiste».

LA FINALE PLAYOFF PERSA – «Ogni tanto ci penso. Quando è uscito il calendario di Serie A ho visto Milan-Cremonese alla prima giornata e ho detto che saremmo potuti esserci noi…».

PERCHÉ È RIMASTO ALLO SPEZIA – «Ho chiesto una decina di giorni per riflettere. Poi ho pensato: la cosa che più mi piace è dare continuità al lavoro, perché cambiare? La proprietà è stabile, il pubblico c’è, qui mi trovo bene. Sarebbe stato più comodo andarmene, ma è meglio la continuità e non è stata una decisione sofferta».

LE NOVITÀ TATTICHE – «Qualcosa sì. Mi piacerebbe trovare gli equilibri per usare più spesso il trequartista».

PIO ESPOSITO – «È un gioiello, come ragazzo e come calciatore. Farà le fortune dell’Inter. Alle qualità aggiunge sacrificio e lavoro come pochi, non si accontenta. L’avevo paragonato a Bobo Vieri, lo confermo. Chivu aveva Pio in Primavera, ora se lo ritrova pronto. È un tecnico che mi piace, anche come parla».

SALVATORE ESPOSITO – «Sta affrontando il ritiro con grande professionalità. È sempre stato un leader, sono ben felice».

LE CESSIONI – «La società deve adeguare il monte ingaggi a quello della B e dobbiamo anche ringiovanire un po’. Abbiamo perso Pio, Reca, Bertola, Gori e Chichizola, speriamo che gli altri rimangano».

IL SUO VLAHOVIC – «È motivato, viene da una scuola importante e se ha segnato tanto in C vuol dire che ha qualità».

LE FAVORITE DELLA SERIE B – «Discorso sempre complicato, ma è la bellezza della Serie B. In A sai già le prime 6-7, qui possiamo dire le tre retrocesse, che hanno una struttura forte, e il Palermo per mercato e allenatore».

Vincent Candela: «Totti e Zidane, che fenomeni. Litigavo con tutti, con Zeman di più. E Capello…»

Le parole di Vincent Candela, campione del Mondo ed Europa con la Francia e protagonista del terzo Scudetto della Roma

Campione del Mondo e d’Europa con la Francia, Campione d’Italia con la Roma. Vincent Candela è stato molto più di un semplice terzino: è stato un’icona di stile, un giocatore di classe cristallina e un protagonista assoluto di una delle squadre più amate della storia giallorossa, quella del terzo Scudetto. Francese di nascita ma romano d’adozione, “L’Aereo“, come veniva soprannominato, ha lasciato un’impronta indelebile nel calcio italiano. Oggi, a quasi 52 anni, si racconta in una lunga e schietta intervista a La Gazzetta dello Sport, un viaggio tra ricordi e aneddoti che parte dai campi da rugby di Tolosa e arriva ai trionfi con Totti, Zidane e la sua amata Roma, la “squadra della sua vita“.

L’IMPORTANZA DEL GRUPPO – «In Nazionale sono stato per otto anni la riserva di Lizarazu, ma mi sono sentito sempre importante. Così alla Roma consideravo fondamentali i compagni che magari giocavano poco, come Di Francesco, Rinaldi, Mangone, Nakata, Lupatelli nell’anno dello scudetto».

LE ORIGINI E GLI IDOLI – «Sono originario dell’Occitania, nel sud della Francia. Mia mamma lavorava in una pasticceria, mio papà come magazziniere. Lei di origini italiane, di cognome Merino. Lui invece con ascendenze spagnole. Tifavo per l’Olympique Marsiglia, i miei idoli erano Bolì e Chris Waddle. Fino a undici anni giocavo centravanti, poi mi hanno spostato a centrocampo e infine terzino… (ride) Lì finiscono quelli meno bravi».

IL CONFRONTO TRA TOTTI E ZIDANE – «Premessa: sono due amici. Francesco aveva una velocità di pensiero strabiliante, un dono di Dio. Ci capivamo al volo: prima ancora che gli arrivasse il pallone, dalla postura del corpo, sapevo dove avrebbe calciato. Calciava con una facilità unica e segnava molto, più di Zidane. Zizou? È stato il Calcio. Credo sia stato il calciatore più elegante mai visto sulla faccia della terra. Aveva il fisico di un gladiatore, ma si muoveva come un ballerino».

IL RAPPORTO CON ZEMAN – (Ride) «Ho litigato con tutti, ma con Zeman di più. Ero giovane: non capivo i gradoni, le corse senza il pallone. Ma ho stima nei suoi confronti, è stato un grande allenatore. E mi ha insegnato il senso del sacrificio, la disciplina».

IL RAPPORTO CON CAPELLO – «Era un generale, all’inizio i compagni avevano tutti paura. Pure con lui tanti litigi all’inizio, quell’estate stavo per andare all’Inter, poi rimasi a Roma e insieme abbiamo costruito un rapporto favoloso».

LA COPPIA CON CAFU – «Due campioni del mondo, mica facile. Cafu è stato il più grande terzino destro del mondo nella storia del calcio recente. Io no, però la mia parte l’ho sempre fatta. Quando attaccava Cafu era irresistibile, diciamo che ogni tanto si dimenticava di difendere».

Guardiola: «Dopo il City mi prenderò una pausa, è già deciso: una stagione ti toglie anni, specie se va male»

Pep Guardiola ha deciso: dopo il Manchester City il tecnico spagnolo si prenderà un lungo periodo di pausa: le sue parole a GQ

Il rumore di chi aspetta il suo fallimento è una costante a cui Pep Guardiola è ormai abituato. Dopo il terzo posto del Manchester City nella stagione 2024-25, il tecnico catalano è determinato a rilanciare la sua squadra e tornare a dominare in Premier League. Ma c’è una certezza che spicca nel suo futuro: dopo questa esperienza, si prenderà una pausa dal calcio.

Come riportato da La Gazzetta dello Sport, in un’intervista a GQ Spagna, Guardiola ha spiegato: «È già deciso, è più che deciso». Non sa ancora quanto durerà questo stop – un anno, cinque o anche di più – ma sa di aver bisogno di tempo per prendersi cura di sé stesso e del proprio corpo.

Il lavoro di allenatore è una vera e propria sfida a tempo pieno: «Una stagione calcistica ti toglie diversi anni di vita, soprattutto se va male», ha confessato. La pressione è enorme, e il segreto sta nel trovare stabilità e prendersi delle pause necessarie. Dopo l’esperienza con il Barcellona, Guardiola aveva già fatto un break mentale, prendendosi un anno di pausa a New York prima di ripartire con Bayern Monaco e poi con il City. Ora, ha bisogno anche di una pausa fisica, temendo che la sua età biologica sia più alta di quella anagrafica.

Non è una resa, però. Pep ha ancora due anni di contratto con il Manchester City e non ha fissato la data esatta del suo addio. Prima c’è una sfida da vincere: riportare al vertice quella macchina vincente che ha conquistato 6 Premier in 7 anni, ma che nell’ultima stagione ha incontrato difficoltà.

Guardiola non nasconde che la critica, anche quella aspra, è stata una spinta a non arrendersi: «Non puoi vincere sempre, ma devi dare tutto». I paragoni con leggende come Michael Jordan e Tiger Woods gli ricordano che il successo arriva con il tempo e con l’impegno costante.

Il suo obiettivo è chiaro: ricostruire il City e tornare a farlo diventare una squadra leggenda, proprio come quando molti dubitavano di lui nel calcio inglese. E, poi, finalmente, quella meritata pausa.

PSG pronto a cambiare: Chevalier vicino, per Donnarumma è Derby di Manchester

Il PSG ha raggiunto l’accordo con Chevalier del Lille: sarà lui il nuovo portiere dei parigini, con Donnarumma verso la Premier League

Il PSG si prepara a una rivoluzione tra i pali, con un messaggio chiaro indirizzato a Gianluigi Donnarumma. L’operazione che porterà Lucas Chevalier al Parco dei Principi è ormai in dirittura d’arrivo: il portiere classe 2001, reduce da una stagione di alto livello con il Lille, anche in Champions League, è considerato uno dei migliori giovani estremi difensori in Europa e verrà acquistato per circa 40 milioni di euro.

Come riportato da Tuttosport, Chevalier ha già trovato un’intesa con il PSG e si candida a diventare il titolare tra i pali dei campioni d’Europa. La sua prossima presenza nel club parigino rischia però di compromettere il futuro di Donnarumma, che ancora non ha trovato un accordo per il rinnovo del contratto in scadenza nel 2026.

Nonostante non si possa escludere che l’attuale capitano della Nazionale decida di restare, la sensazione è che l’estremo difensore azzurro non sia particolarmente motivato a prolungare la sua avventura in Francia. Il clima attorno a lui è cambiato, anche perché il mercato gli ha già riservato attenzioni importanti: sia il Manchester City che il Manchester United lo hanno cercato con insistenza.

L’arrivo imminente di Chevalier rappresenta una chiara volontà del PSG di voltare pagina e investire su un profilo giovane e di prospettiva, che possa garantire stabilità a lungo termine tra i pali. Donnarumma, dal canto suo, si trova davanti a un bivio: rimanere a Parigi in un ruolo potenzialmente da secondo o cercare nuove opportunità in Premier League, dove il suo valore è riconosciuto e apprezzato.

Questa situazione segna un momento delicato per il club francese, che vuole mantenere il proprio livello d’eccellenza ma al tempo stesso gestire un cambio generazionale necessario, soprattutto in un ruolo cruciale come quello del portiere. La prossima stagione potrebbe quindi rappresentare il capitolo finale della storia di Donnarumma con il PSG, mentre Chevalier si prepara a iniziare la sua nuova avventura con grandi aspettative.

Calciomercato Toro, Saúl Coco era a un passo dall’addio, ma una mossa a sorpresa del club ha cambiato tutto…

Calciomercato Toro, Saúl Coco era a un passo dall’addio, ma una mossa a sorpresa del club ha cambiato tutto… Cronaca di una cessione sfumata

Un’estate sul mercato, con offerte milionarie respinte e un futuro che, a sorpresa, sarà ancora a tinte granata. Come riportato oggi da Tuttosport, la telenovela di mercato legata a Saúl Coco si è conclusa con un nulla di fatto: il difensore equato guineano, almeno per ora, resterà al Torino. Una decisione maturata al termine di settimane complesse, in cui si sono intrecciate le volontà del giocatore, le strategie del club e le offerte provenienti da Qatar e Russia, senza però che si arrivasse a una evoluzione reale della vicenda.

La storia è un vero e proprio “giallo”. A giugno, il club qatariota dell’Al Duhail aveva messo sul piatto una straordinaria offerta da 16 milioni di euro. Il Torino, che un anno fa aveva pagato il giocatore poco più di 8 milioni, avrebbe accettato senza esitazioni, realizzando una plusvalenza enorme. Fu lo stesso Coco, però, a dire di no, per una scelta di vita e perché l’ingaggio proposto non era ritenuto sufficiente a giustificare un addio all’Europa. Nelle ultime settimane, si è poi fatto sotto con insistenza lo Spartak Mosca, arrivando a offrire fino a 15 milioni più bonus.

Anche in questo caso, però, la trattativa non è decollata. Il Torino si è trovato di fronte a un bivio: mentre lo Spartak rilanciava per Coco, il club stava finalizzando la cessione di un altro difensore, Walukiewicz, al Sassuolo. La dirigenza granata, considerando l’uscita del polacco più sicura e non avendo certezze sulla volontà di Coco di trasferirsi a Mosca, ha preferito dare priorità a quest’ultima operazione. Questa esitazione ha spinto lo Spartak a cambiare obiettivo, chiudendo di fatto le porte a una cessione del centrale equatoguineano.

Ora la palla passa a lui: dovrà convincere il tecnico Marco Baroni a dargli fiducia e a scalare le gerarchie, partendo come riserva di Maripán e del nuovo acquisto Ismajli.

Ndoye saluta il Bologna: i rossoblù dicono di sì alla maxi offerta del Nottingham Forest e ora ecco i nomi per sostituirlo

Dan Ndoye lascia il Bologna: chiusa la trattativa con il Nottingham Forest che porta nelle casse rossobù più di 40 milioni

Il “ruggito” di Dan Ndoye risuonerà in Premier League. Il talento svizzero, reduce da una stagione da 11 gol e dalla rete decisiva in finale di Coppa Italia contro il Milan, lascia il Bologna: ad attenderlo c’è il Nottingham Forest, pronto a versare 40 milioni più 5 di bonus e una percentuale del 10% sulla futura rivendita. A Ndoye andrà un contratto fino al 2030 da 4,5 milioni di euro a stagione.

Come riportato da La Gazzetta dello Sport, il pressing del club inglese ha avuto la meglio anche sul Napoli e ha convinto l’esterno rossoblù, complice il consiglio dell’amico fraterno Zirkzee. Ora il Bologna deve sostituirlo, e ha già individuato il primo nome in cima alla lista: Kevin Santos Lopes de Macedo, ala mancina dello Shakhtar Donetsk, classe 2003.

Il brasiliano si è messo in luce nella gara d’andata dei preliminari di Europa League contro il Besiktas, segnando e mostrando potenza fisica, dribbling e fiuto del gol. Il problema? Lo Shakhtar ha già respinto una prima offerta da 15 milioni e chiede tra i 30 e i 40 milioni: una cifra che il Bologna difficilmente spenderà per intero, ma su cui proverà a trattare.

Santos è un destro che parte da sinistra, proprio come Ndoye. Ma il club emiliano tiene aperte anche altre piste: Noah Okafor, reduce da una doppietta al Liverpool con il Milan, è un vecchio pallino e resta sotto osservazione. Così come Ruben Vargas, 26 anni, svizzero con passaporto dominicano, ora al Siviglia ma già nel mirino del Bologna da tempo.

Sul tavolo anche opzioni più esotiche, come Wesley Gassova (Al-Nassr), Cepeda (Colo Colo) e Zeballos (Boca Juniors). Più concreta la pista Armand Laurienté, sfumato il suo trasferimento al Sunderland.

La rivoluzione sugli esterni è cominciata. Ndoye saluta, il Bologna cerca il suo nuovo funambolo.

Calciomercato, Zazzaroni svela cosa si nasconde dietro una trattativa e la reazione dei tifosi è incredibile… «Marotta e De Laurentiis sanno che il vero obiettivo è far sognare la gente»

Calciomercato, le parole di Ivan Zazzaroni sul potere quasi taumaturgico e che accende le passioni dei tifosi

Nel suo editoriale “Il gusto del sogno” per il Corriere dello Sport, Ivan Zazzaroni offre una profonda e personale riflessione sul potere quasi terapeutico del calciomercato, capace di riaccendere la passione e di far sognare i tifosi anche dopo le delusioni più cocenti. Utilizzando come caso di studio la trattativa che sta portando Ademola Lookman all’Inter, Zazzaroni analizza come una singola operazione di mercato possa trasformarsi in un vero e proprio fenomeno sociale ed emotivo.

Il punto di partenza è l’effetto che la notizia, anticipata dal suo stesso giornale, ha avuto sul popolo nerazzurro. «Di fronte alla prospettiva di tornare a investire una somma importante per un giocatore, un intero popolo, uscito tramortito dalla finale di Champions, ha ripreso improvvisamente vita e riscoperto il sorriso da calciomercato». Zazzaroni descrive l’impatto di un possibile acquisto da oltre 40 milioni di euro come un evento dagli «effetti emotivamente “dopanti”», capace di far tornare a sognare «dentro un’estate che di sogni ne sta offrendo pochi».

L’analisi si sposta poi su un piano personale. Il direttore racconta di aver creato su Instagram una sorta di rubrica, “Lookman, la serie“, per aggiornare i tifosi sugli sviluppi della trattativa. La risposta è stata travolgente: oltre 4 milioni e mezzo di visualizzazioni e migliaia di messaggi privati, a testimonianza di un coinvolgimento viscerale. C’era chi lo chiamava “papà”, chi prometteva di abbonarsi al giornale in caso di successo e chi, come un tifoso, scriveva di «non poter dormire fino al giorno dell’here we go».

Questa esperienza porta Zazzaroni alla sua conclusione finale, una vera e propria lezione sulla filosofia del calcio. Dirigenti come Marotta e De Laurentiis, quest’ultimo definito un “cineproduttore” che conosce bene la materia, sanno una verità fondamentale: «un calcio che non fa sognare i tifosi è un calcio morto». Il mercato, dunque, non è solo una questione di tecnica o di bilanci, ma è l’arte di alimentare la speranza, il vero motore che tiene in vita la passione per questo sport.

Inter su Lookman, Marotta accelera: offerta da 43 milioni più bonus all’Atalanta

L’Inter non molla per Ademola Lookman, nuova offerta dei nerazzurri all’Atalanta: 43 milioni più bonus per convincere la Dea

L’Inter ha deciso di rompere gli indugi: Ademola Lookman è il nome su cui puntare, senza alternative, senza piani B. Lo ha confermato con forza Beppe Marotta, che stamattina presenterà una nuova offerta all’amministratore delegato dell’Atalanta, Luca Percassi, per chiudere l’operazione: 43 milioni di parte fissa più 2-3 milioni di bonus, alcuni dei quali praticamente automatici.

L’obiettivo è chiaro: portare in nerazzurro un giocatore pronto, esperto e in grado di far crescere il valore tecnico della rosa. Come riportato da La Gazzetta dello Sport, la scelta su Lookman è stata condivisa con il tecnico Cristian Chivu, che ne apprezza duttilità e qualità, elementi fondamentali per un progetto tattico che punta a vincere.

Marotta ha chiarito il senso della “deroga” concessa da Oaktree: «Con soli giovani non si vince. Lookman non è un profilo rivendibile per età, ma può dare tanto in termini di qualità ed esperienza, facendo crescere anche i più giovani».

Il nome “Ademola”, nella lingua yoruba, significa “la corona che porta ricchezza”: un presagio perfetto per un’Inter che ha fatto del nigeriano l’investimento cardine della sua campagna acquisti. Il club nerazzurro si muove con forza, forte dell’accordo già raggiunto con il giocatore: contratto fino al 2030 a 4,5 milioni netti a stagione, più bonus.

Il pressing è totale: da settimane Lookman ha espresso la volontà di lasciare Bergamo e unirsi all’Inter, comunicandolo alla dirigenza dell’Atalanta e all’allenatore Ivan Juric. Un’intesa d’intenti che ha spinto Marotta e Piero Ausilio a congelare ogni altra trattativa – come quella per Ederson – una volta svanita la possibilità di cedere Calhanoglu.

L’affondo decisivo potrebbe non bastare per chiudere subito, ma la sensazione è che l’accordo sia vicino. Il dialogo è aperto, e anche se Lookman è attualmente infortunato, la chiusura sembra nell’aria. L’Inter vuole vincere, e il primo passo passa proprio da Ademola.

Gabbia Milan: «Non sono un simbolo, solo un ragazzo che ama la maglia; Allegri l’uomo giusto per ripartire»

Le parole di Matteo Gabbia, difensore del Milan, dopo il rientro dal prestito al Bologna e sugli obiettivi della prossima stagione rossonera

Matteo Gabbia è uno dei volti più autentici del Milan contemporaneo. Cresciuto nel settore giovanile rossonero sin dal 2012, quando aveva appena 13 anni, il difensore di Busto Arsizio incarna oggi l’identità e la passione del club che ha sempre amato. Con alle spalle una stagione di crescita al Villarreal e il rientro alla base, è pronto a dare tutto per riportare in alto il Diavolo sotto la guida di Massimiliano Allegri, tecnico che vedeva in panchina già al momento del suo approdo a Milanello. In Australia, durante il tour precampionato, Gabbia ha partecipato con altri compagni a un’iniziativa benefica al Perth Children’s Hospital, prima di parlare a La Gazzetta dello Sport. Di seguito le sue parole.

COM’È ARRIVATO AL MILAN – «È stata una bellissima sorpresa e una grande emozione. Mio papà mi portò in un bar dove c’erano Mauro Bianchessi e Luca Grimi, e mi dissero che mi volevano al Milan. Per me, da tifoso rossonero, fu la notizia più bella del mondo».

SI SENTE UN SIMBOLO DEL MILANISMO – «Non mi considero un simbolo, ma un ragazzo fortunato a vestire la maglia che ama. So che per restare qui servono costanza e determinazione: ogni giorno cerco di dare il massimo».

IL GOL NEL DERBY – «Un bel po’ (ride). È stato un momento magico, qualcosa che non dimenticherò mai».

IL RICORDO DELLO SCUDETTO – «Un’annata fantastica. Un gruppo unito, pieno di persone straordinarie. Con alcuni ci sentiamo ancora, è stato davvero speciale».

L’ESPERIENZA AL VILLARREAL – «Mi ha fatto crescere tanto, dentro e fuori dal campo. Ora capisco meglio le difficoltà di chi arriva dall’estero, ci sono ostacoli che puoi comprendere solo vivendoli».

AL LAVORO CON ALLEGRI DOPO 13 ANNI – «È un orgoglio. Da bambino lo vedevo guidare un Milan pieno di campioni. Ora lavorare con lui è bellissimo».

COSA APPREZZA DI ALLEGRI – «La sua attenzione quotidiana, la cura dei dettagli. Anche lo staff ha portato entusiasmo e fiducia: si è creata un’energia positiva».

ALLEGRI È L’UOMO GIUSTO PER RIPARTIRE – «Assolutamente sì. Ha esperienza e carisma: ci guiderà verso una stagione importante».

COM’È LO SPOGLIATOIO OGGI – «C’è voglia di riscatto. Dopo l’ultima stagione deludente, abbiamo resettato tutto: siamo uniti e determinati».

L’ARRIVO DI MODRIC – «Giocare con uno come lui è un sogno. Sarebbe un valore aggiunto enorme, dentro e fuori dal campo».

TEST CONTRO ARSENAL E LIVERPOOL – «Sì, sono state prove utili. Abbiamo fatto quanto richiesto dal mister. Ci sono margini di crescita, ma siamo sulla strada giusta».

LE SERATE DI CHAMPIONS – «Forse guarderò qualche partita, ma con tanto rammarico. L’obiettivo è tornarci subito».

L’OBIETTIVO CHAMPIONS – «Assolutamente. Il Milan merita di essere lì, e faremo di tutto per conquistarla di nuovo».

Nuova Juve, Comolli impone la linea dura: Weah e Douglas Luiz, nessun compromesso

Juve, il nuovo direttore generale Damien Comolli impone la linea dura: Weah e Douglas Luiz alla porta, ma ai prezzi dei bianconeri

Alla Juve è cambiato il vento, e a certificarlo è la nuova gestione targata Damien Comolli. Il direttore generale ha imposto una svolta nella politica societaria, fatta di regole chiare, fermezza e nessuna concessione. I casi Timothy Weah e Douglas Luiz, come riportato da Tuttosport, ne sono la prova lampante.

Partiamo dall’americano. Il trasferimento al Nottingham Forest era pronto: 22 milioni complessivi per Weah e Mbangula, trattativa conclusa e giocatori già messi in tribuna. Poi il dietrofront di Weah, che ha mandato tutto in fumo. Un gesto che ha mandato Comolli su tutte le furie, costringendolo a riorganizzare strategie e slot di mercato. Oggi, con il Marsiglia pronto a offrire 15 milioni tra prestito e riscatto, la Juve dice no: servono 18-20 milioni, altrimenti niente. Nessuna svendita, nessuna urgenza, nemmeno con l’accordo già trovato tra il giocatore e l’OM. Il messaggio è netto: chi vuole Weah, deve pagare. E chi pensa di tirare la corda fino all’ultimo, si sbaglia. Il club bianconero ha già un’alternativa (João Mario) e non si farà ricattare.

Discorso simile per Douglas Luiz. Il brasiliano ha disertato il raduno senza giustificazioni e ha ricevuto una multa da 100mila euro. È tornato alla Continassa a testa bassa, ha chiesto scusa a staff, compagni e società, e si è rimesso al lavoro. Ma la sua permanenza è solo temporanea: la Juve è decisa a cederlo, ma solo a titolo definitivo, o con prestito con obbligo di riscatto. Le proposte di Everton e Nottingham non hanno convinto il giocatore, ma il club non ha intenzione di aspettare oltre.

Con Comolli, alla Juventus i panni sporchi non si lavano più in casa: si espongono con fermezza e metodo. Basta capricci: la nuova Juve detta le condizioni, e chi non si adegua resterà indietro.

Lorenzo Lucca, un gigante per il Napoli: sfida lanciata a Lukaku nelle gerarchie a colpi di gol e ambizione

Lorenzo Lucca lancia la sfida a Lukaku nelle gerarchie del Napoli di Conte: ora per il belga, che rimane leader della squadra, la concorrenza è reale

Lorenzo Lucca è arrivato a Dimaro in punta di piedi, ma con l’orgoglio di chi ha scalato il calcio italiano passo dopo passo. E alla prima occasione utile, ha segnato il suo primo gol in maglia azzurra, in amichevole contro il Catanzaro, trasformando con freddezza un rigore. Cronaca semplice, certo. Ma dietro il gesto c’è un segnale chiaro: Lucca c’è, ed è pronto a giocarsi le sue carte nel Napoli campione d’Italia.

Come riportato dal Corriere dello Sport l’ex Udinese ha impressionato per atteggiamento, fisicità e dedizione nei massacranti allenamenti a Carciato. Il confronto con Romelu Lukaku è inevitabile, ma non si tratta solo di giochi di parole: l’arrivo di Lucca ha alzato il livello competitivo nel reparto offensivo, e questo non può che far bene a Conte, atteso da quattro competizioni e da un esordio da protagonista in Champions League.

Se Lucca saprà migliorare nella gestione del pallone e nel lavoro di squadra – aspetti che lui stesso ha indicato come priorità – potrà davvero diventare una risorsa stabile per l’attacco. Con i suoi 201 centimetri, domina il gioco aereo, sa proteggere la palla, attacca la profondità e ha un tiro potente e preciso: tutte qualità che lo rendono un potenziale “centroboa” moderno.

Lo scorso anno con l’Udinese ha segnato 12 gol e ora punta a confermarsi in una piazza più ambiziosa. Intanto ha già scosso le gerarchie: Lukaku, frenato da una lombalgia e apparso in ritardo di condizione, resta il punto di riferimento, ma non è più solo. La lotta sarà serrata e, da quanto si è visto, positiva per tutto il gruppo.

Il rigore contro il Catanzaro – procurato e trasformato – lancia Lucca anche come possibile nuovo rigorista. Insomma, il ragazzo ha già mescolato le carte: un impatto forte, umano e tecnico, in un Napoli che ha bisogno di gol, alternative credibili e fame. E lui, di fame, ne ha tanta.

Le prime pagine sportive nazionali – 29 luglio

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Calciomercato: Xhaka torna in Premier League! Il Sunderland lo accoglie a braccia aperte, i dettagli

Calciomercato: Xhaka sbarca in Premier League! Il Sunderland lo accoglie a braccia aperte, gli aggiornamenti

Granit Xhaka, centrocampista svizzero di grande esperienza e leadership, è pronto a scrivere un nuovo capitolo della sua carriera. Dopo diverse stagioni in Bundesliga con il Bayer Leverkusen, il 32enne farà ritorno in Premier League per vestire la maglia del Sunderland. Il club inglese, storico protagonista del calcio britannico, è pronto a puntare su di lui per rafforzare la mediana e alzare l’asticella delle ambizioni.

Secondo quanto riportato dal noto esperto di calciomercato Fabrizio Romano, Xhaka è appena atterrato nel Regno Unito e nelle prossime ore sosterrà le visite mediche, preludio alla firma del contratto fino al 2028. Milan e Inter lo avevano monitorato attentamente, ma la volontà del giocatore di tornare in Inghilterra è stata decisiva.

La carriera di Xhaka è contraddistinta da numeri importanti: con l’Arsenal, dove ha giocato dal 2016 al 2023, ha collezionato 297 presenze e 23 gol, imponendosi come uno dei pilastri del centrocampo dei Gunners. In precedenza aveva indossato la maglia del Borussia Mönchengladbach (140 presenze, 9 gol), del Basilea (67 presenze, 3 gol) e della sua formazione Under 21 (37 partite e ben 11 reti). La sua esperienza al Leverkusen si è conclusa con 99 presenze e 6 reti.

Anche in nazionale, Xhaka ha lasciato il segno: 137 presenze con la Svizzera e 14 reti. Ha partecipato a diverse edizioni di Europei e Mondiali, e ha guidato la squadra con il carisma che lo contraddistingue. Il suo percorso giovanile è stato altrettanto ricco, con apparizioni in tutte le selezioni Under, dall’U17 all’U21.

Il contratto con il Bayer Leverkusen sarebbe scaduto nel 2028, ma il desiderio di Xhaka di tornare a calcare i campi inglesi ha spinto tutte le parti a trovare un accordo anticipato. Il Sunderland, che punta a risalire in Premier League in modo stabile, trova in lui un leader tecnico e mentale per il futuro.

Italia, oggi il ct Gattuso ha visitato l’Inter ad Appiano Gentile: ecco la nota ufficiale della Figc

Italia, oggi il commissario tecnico Gattuso ha visitato l’Inter ad Appiano Gentile: ecco il comunicato ufficiale della Figc

Una giornata significativa per l’Inter presso il centro sportivo di Appiano Gentile, dove si è svolta una visita inattesa quanto prestigiosa. La squadra nerazzurra, attualmente guidata da Cristian Chivu—ex difensore rumeno noto per la sua eleganza tattica e leadership in campo—è al lavoro per preparare al meglio la nuova stagione. A osservare da vicino la sessione di allenamento è stato il commissario tecnico della Nazionale italiana Gennaro Gattuso, accompagnato dal suo staff tecnico.

Gattuso, campione del mondo nel 2006 e conosciuto per la sua grinta da mediano e la capacità motivazionale fuori dal comune, ha assistito con attenzione all’intera seduta, soffermandosi su alcuni momenti chiave del lavoro tattico e atletico proposto dal tecnico nerazzurro. L’incontro si è svolto in un clima di piena collaborazione, con uno scambio aperto tra le due equipe tecniche, orientato alla condivisione di metodologie e alla valorizzazione dei talenti in ottica azzurra. Il comunicato:

COMUNICATO FIGC – Terza tappa del tour nei ritiri dei club di Serie A per il commissario tecnico Gennaro Gattuso. Dopo essersi recato venerdì scorso a Trigoria e ieri alla Continassa – i centri sportivi che ospitano rispettivamente gli allenamenti di Roma e Juventus – il Ct ha fatto visita oggi all’Inter nel suo quartier generale ad Appiano Gentile. Accompagnato dal capo delegazione della Nazionale Gianluigi Buffon, dagli assistenti Luigi Riccio e Leonardo Bonucci e dal segretario organizzativo del Club Italia Mauro Vladovich, Gattuso ha incontrato il presidente e CEO nerazzurro Giuseppe Marotta e il tecnico Cristian Chivu. Il commissario tecnico ha quindi assistito alla seduta di allenamento della squadra per poi salutare i membri dello staff tecnico e i calciatori, molti dei quali già da diversi anni nel giro della Nazionale. Una Nazionale che tra poco più di un mese riprenderà il suo cammino nelle qualificazioni mondiali affrontando l’Estonia il 5 settembre a Bergamo e Israele tre giorni più tardi a Debrecen.

E in vista dei prossimi impegni – con l’obiettivo di instaurare un rapporto diretto con società e calciatori – Gattuso proseguirà il suo tour facendo visita sabato 2 agosto al ritiro del Cagliari ad Asseminello e assistendo in serata dalla tribuna dell’Unipol Domus al Trofeo ‘Gigi Riva’, che vedrà la squadra rossoblù opposta al Saint-Ètienne. Mercoledì 13 agosto il Ct sarà poi allo stadio ‘Friuli’ di Udine per la gara di UEFA Super Cup tra Paris Saint-Germain e Tottenham.

Lazio, è ufficiale: Riccardo Pinzani è il nuovo Club Referee Manager, il comunicato del club

Lazio, è ufficiale il nuovo acquisto: Riccardo Pinzani è il nuovo Club Referee Manager, il comunicato del club biancoceleste

La Lazio ha ufficializzato una novità significativa che potrebbe incidere profondamente sulla futura gestione tecnica e arbitrale del club: Riccardo Pinzani, ex arbitro di Serie A con oltre 140 partite dirette nel massimo campionato, è stato nominato club referee manager. La scelta di Pinzani, toscano di 47 anni con una lunga carriera nella direzione di gara e una reputazione di equilibrio e competenza, rappresenta una mossa strategica all’interno dello staff tecnico-dirigenziale della squadra biancoceleste.

Esordio pubblico a Frosinone

Il debutto “ufficiale” di Pinzani nel nuovo ruolo è avvenuto sabato sera a Frosinone, in occasione dell’amichevole precampionato tra Lazio e Avellino. Durante l’incontro, terminato con una convincente prestazione da parte dei capitolini, la presenza di Pinzani in tribuna ha destato molta curiosità tra giornalisti e dirigenti sportivi. Alcuni hanno inizialmente ipotizzato un coinvolgimento diretto con Gianluca Rocchi, attuale designatore arbitrale della Serie A ed ex arbitro internazionale, noto per il suo rigore nella selezione dei direttori di gara. Il comunicato del club biancoceleste:

COMUNICATO – La S.S. Lazio comunica di aver affidato a Riccardo Pinzani il ruolo di Club Referee Manager, figura di riferimento per la gestione dei rapporti con il mondo arbitrale e per il supporto tecnico-regolamentare alla Prima Squadra.

Ex arbitro CAN A e B per undici stagioni, Pinzani ha maturato una solida esperienza ai massimi livelli del calcio italiano, operando anche in qualità di VAR e arbitro addizionale. Già coordinatore nazionale della Commissione AIA per la formazione degli addetti agli arbitri, ha contribuito in modo significativo al dialogo tra Federazione e club di Serie A e B.

Il suo ingresso rappresenta un ulteriore passo avanti nella crescita organizzativa della struttura sportiva biancoceleste, con l’obiettivo di rafforzare il presidio tecnico e istituzionale sulle dinamiche arbitrali, offrendo un supporto costante allo staff tecnico, alla dirigenza e alla squadra su regolamenti, interpretazioni e prassi operative.

Un incarico strategico che conferma la volontà del Club di investire in professionalità di alto profilo, al servizio di una gestione sempre più integrata e competente.

Barcellona, pronto un colpo ambizioso sul mercato: occhi puntati su Gabriel Jesus! I dettagli

Barcellona, arriva un colpo ambizioso in questa finestra mercato: occhi puntati su Gabriel Jesus! Tutti i dettagli

Il Barcellona non ha intenzione di rallentare. Dopo una stagione 2024-2025 trionfale che ha visto il club catalano dominare in ambito nazionale, la dirigenza blaugrana è al lavoro per rafforzare ulteriormente la rosa in vista della nuova annata, con un obiettivo ben chiaro: riportare la Champions League al Camp Nou.

Rivoluzione estiva già in corso

Sono già tre i nuovi volti ufficializzati dalla società:

  • Joan Garcia, portiere classe 2000 proveniente dall’Espanyol, noto per i suoi riflessi e la sicurezza tra i pali
  • Roony Bardghji, ala svedese di grande talento e prospettiva, ex Copenaghen
  • Marcus Rashford, attaccante inglese dalla spiccata velocità e abilità nel dribbling, arrivato dal Manchester United

I tre hanno già fatto il loro esordio con il Barça nella recente vittoria per 3-1 contro il Vissel Kobe, ma secondo quanto riportato dai media spagnoli, il club non ha ancora chiuso il proprio mercato.

Nuovo rinforzo in attacco: Gabriel Jesus nel mirino

Con un reparto offensivo che include stelle come Robert Lewandowski, bomber polacco con il vizio del gol, Ferran Torres, esterno veloce e tecnico, il giovanissimo Lamine Yamal, e gli versatili Raphinha e Rashford, il Barça continua comunque a monitorare il mercato inglese.

Il nome caldo delle ultime ore è quello di Gabriel Jesus, attaccante brasiliano classe 1997 attualmente in forza all’Arsenal. Nonostante un contratto valido fino a giugno 2027, il giocatore sarebbe finito nel radar di diverse big europee, tra cui Milan, Tottenham e Newcastle.

Incertezze e opportunità

Jesus, reduce da un’annata complicata per via di un infortunio al ginocchio, ha comunque totalizzato 7 reti e 2 assist in 27 presenze ufficiali. Con l’innesto di Viktor Gyökeres all’Arsenal, centravanti svedese in arrivo dallo Sporting CP, il brasiliano potrebbe essere spinto verso una nuova sfida.

Il Barcellona resta alla finestra, pronto a intervenire se dovessero aprirsi spiragli per assicurarsi un ulteriore rinforzo di qualità internazionale.

Calciomercato Roma: Ghilardi a un passo, ci sono stati nuovi contatti! Su Vasquez…

Calciomercato Roma: il gialloblù Ghilardi ormai è a un passo, oggi ci sono stati nuovi contatti! Su Vasquez…

La Roma accelera sul fronte calciomercato e si avvicina alla chiusura di un’importante operazione in difesa. Il club giallorosso è sempre più vicino all’acquisto di Daniele Ghilardi, promettente difensore centrale classe 2003 attualmente in forza all’Hellas Verona. Secondo quanto riportato da Sky Sport, nella serata odierna è atteso un nuovo contatto tra le due società per definire gli ultimi dettagli dell’accordo.

L’operazione sarebbe impostata su una base di 11 milioni di euro, di cui 10 milioni come parte fissa e 1 milione di bonus legati a eventuali obiettivi raggiunti. Ghilardi, cresciuto nel settore giovanile della Fiorentina e apprezzato per il suo senso della posizione e la maturità tattica, è considerato uno dei talenti più promettenti del panorama difensivo italiano. Una volta raggiunta l’intesa, il giocatore lascerà il ritiro del Verona a Folgaria per sottoporsi alle visite mediche con il club capitolino.

Intanto, Devis Vasquez è già della Roma

Parallelamente all’affare Ghilardi, la Roma ha ufficializzato l’ingaggio di Devis Vasquez, portiere colombiano classe 1998. L’estremo difensore arriva da svincolato, dopo aver concluso il proprio contratto con il Milan. Vasquez, che in carriera ha indossato anche le maglie di Ascoli ed Empoli, è noto per le sue qualità atletiche e per la rapidità tra i pali.

Il portiere ha già sostenuto le visite mediche e firmerà a breve il contratto che lo legherà alla Roma. Il suo arrivo rappresenta un’opzione d’esperienza tra i pali, vista anche la precedente collaborazione con Ricky Massara, attuale dirigente giallorosso, ai tempi del Milan.

Strategia mirata per rafforzare la rosa

Con queste operazioni, la Roma conferma la propria strategia mirata a rafforzare la rosa con profili giovani ma già rodati nel massimo campionato. Il club capitolino punta ad allestire una squadra competitiva per la nuova stagione, sotto la guida tecnica di Gasperini, ex allenatore e tecnico dell’Atalanta e ora alla Roma.

Calciomercato Cremonese: occhi puntati su Baschirotto per rinforzare la difesa, le ultimissime

Calciomercato Cremonese: nel mirino è finito Baschirotto per rinforzare la difesa, le ultimissime notizie sui neo promossi

La Cremonese, appena promossa in Serie A, sta intensificando le operazioni di mercato per costruire una rosa competitiva in vista della prossima stagione. In cima alla lista dei desideri c’è Federico Baschirotto, difensore centrale classe 1996 attualmente in forza al Lecce. Conosciuto per la sua fisicità imponente, la grinta nei duelli aerei e la leadership in campo, Baschirotto rappresenta un profilo ideale per dare solidità ed esperienza al reparto difensivo grigiorosso.

Secondo quanto riportato da Sky Sport, la trattativa tra i club è in fase avanzata e si potrebbe chiudere a breve. L’operazione economica dovrebbe aggirarsi intorno ai tre milioni di euro, cifra ritenuta congrua per un giocatore reduce da una stagione positiva in Serie A con i salentini. L’arrivo di Baschirotto sarebbe un rinforzo di peso per il tecnico Davide Nicola, che torna sulla panchina della Cremonese dopo esperienze rilevanti con club come Torino e Salernitana, noto per la sua capacità di motivare le squadre e raggiungere obiettivi insperati.

Ma il mercato difensivo della Cremonese non si ferma qui. I dirigenti stanno valutando anche il profilo di Koffi Djidji, centrale classe 1992, attualmente svincolato dopo la fine del contratto con il Torino. Djidji, difensore franco-ivoriano con oltre 100 presenze in Serie A, è apprezzato per la sua versatilità tattica e buona lettura del gioco. L’interesse della Cremonese è concreto, sebbene il giocatore stia dialogando anche con alcune squadre di Serie B.

L’obiettivo della società è chiaro: costruire una linea difensiva solida, con calciatori esperti e abituati al ritmo e alle pressioni del massimo campionato. L’inserimento di figure come Baschirotto e Djidji, oltre a migliorare la tenuta difensiva, garantirebbe un salto di qualità e maggiore affidabilità.

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