Pagina 758 – Calcio News 24

Zazzaroni: «Il Como è una splendida anomalia, un modello che investe 100 milioni. Le big invece sono in difficoltà. Inter, Milan e Juve hanno questi problemi»

Zazzaroni: «Il Como è una splendida anomalia, un modello che investe 100 milioni. Le big invece sono in difficoltà…». L’analisi

Nel suo editoriale per il Corriere dello Sport, Ivan Zazzaroni dipinge un affresco critico e lucido del calciomercato italiano, un panorama di «piccole e grandi miserie, di debiti vecchi e nuovi, attese e equilibrismi». Il direttore passa in rassegna le difficoltà dei top club, tutti bloccati da problemi strutturali: «L’Inter alle prese con le confuse in tenzioni di Calhanoglu e la necessità di ringiovanire» , il «Milan in oggettiva difficoltà», una «Juve trattenuta dall’ennesima rivoluzione francese», la «Roma frenata dal settlement agreement» e una «Lazio col mercato chiuso per restauro (dei conti)». In questo scenario di immobilismo e incertezza, emerge però una «splendida anomalia», un modello che Zazzaroni elogia senza riserve: il Como.


Mentre le grandi potenze sono paralizzate, il club indonesiano di Cesc Fàbregas si muove con una visione chiara, investendo in modo massiccio e mirato sui giovani di talento, seguendo una linea che ricorda quella del PSG di Luis Enrique. Zazzaroni elenca nel dettaglio gli acquisti: Nicolas Kühn (25 anni) dal Celtic, Jesùs Rodriguez (19) dal Betis, Martin Baturina (22) dalla Dinamo Zagabria e Jayden Addai (19) dall’AZ Alkmaar. Questi si aggiungono ai talenti già presenti come Nico Paz, per una spesa totale che sfiora i 100 milioni di euro, distribuiti però su più esercizi. Un investimento calcolato e strategico, perché come sottolinea il direttore, «basta che due di questi esplodano e il Como ha fatto bingo».


Il successo del modello Como, secondo Zazzaroni, risiede in una combinazione di fattori. Il club non gioca le coppe europee, ha una tifoseria «piccola ma entusiasta» e opera in un ambiente dove «è più facile fare le cose perbene e rischiare». Il Como, conclude, non è solo un caso, ma «un’indicazione precisa, un invito». Rappresenta un club che ha una visione, è fedele alla sua filosofia e merita di essere osservato come un esempio positivo. In un calcio di affanni e difficoltà, «Como sa di buono».

Calciomercato Juve: Kolo Muani sempre più vicino, Comolli su questa formula! Le ultime

Calciomercato Juve: Kolo Muani sempre più vicino, Comolli su questa formula! Le ultimissime in casa bianconera

Il mercato estivo della Juventus entra nel vivo. Dopo l’acquisto di Jonathan David, attaccante canadese proveniente dal Lille, il club bianconero è a un passo dal concludere un nuovo colpo offensivo: Randal Kolo Muani, centravanti francese classe ’98 attualmente sotto contratto con il Paris Saint-Germain. Il tecnico Igor Tudor, ex difensore croato e oggi alla guida della Juve, spinge con decisione per riportare Muani a Torino, dove ha già militato in prestito mostrando ottime qualità nel modulo bianconero.

Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, il direttore generale della Juventus Damien Comolli è impegnato nel trattare con il PSG per ottenere condizioni favorevoli. L’obiettivo è un prestito con diritto di riscatto, evitando vincoli onerosi che potrebbero compromettere l’equilibrio finanziario del club. Dopo la conclusione del Mondiale per Club, il futuro del giocatore sarà deciso a Parigi, ma lunedì 14 luglio potrebbe rivelarsi decisivo per la chiusura dell’affare.

L’attaccante ideale per Tudor

Nonostante l’arrivo di David, Tudor punta con fermezza sulla conferma di Kolo Muani. L’ex attaccante dell’Eintracht Francoforte si è distinto per la sua capacità di attaccare gli spazi, il dinamismo e l’intesa con i compagni di reparto. Le sue caratteristiche si sposano alla perfezione con l’idea di calcio del tecnico, che mira a costruire un attacco equilibrato in vista della stagione 2025-2026.

La situazione di Dusan Vlahovic, il centravanti serbo in cerca di una soluzione definitiva per il suo futuro, aggiunge ulteriore urgenza alla trattativa. Kolo Muani rappresenta una garanzia tecnica e tattica per Tudor, e già a gennaio la Juve aveva investito un milione di euro per assicurarselo in prestito, coprendo il suo ingaggio fino a giugno.

Comolli continua a negoziare per evitare un obbligo di riscatto, cercando una formula che soddisfi entrambe le parti. Un prestito oneroso potrebbe essere la chiave per convincere il PSG e permettere alla Juve di mantenere Muani in rosa per la nuova stagione.

Calciomercato Genoa, Nzola nuovo colpo per l’attacco? La situazione dei rossoblu questa estate

Calciomercato Genoa: Tengstedt e Nzola nel mirino per rinforzare l’attacco. La situazione

Il calciomercato Genoa entra nel vivo con un obiettivo chiaro: trovare un nuovo centravanti per alzare il livello offensivo della rosa in vista della prossima stagione. Secondo quanto riportato da GenovaToday, sono due i profili principali seguiti dal club rossoblù: Casper Tengstedt e M’Bala Nzola.

Il primo nome sulla lista del Grifone è proprio quello di Tengstedt, attaccante danese di proprietà del Benfica, che lo considera cedibile. Il giocatore, già visto in Serie A nella scorsa stagione con la maglia del Verona, ha messo a segno 6 reti, mostrando buone qualità tecniche e atletiche. Tuttavia, il suo impatto con il campionato italiano non è stato del tutto positivo, e per questo motivo sarà fondamentale convincerlo a tornare. Il calciomercato Genoa può però offrire una prospettiva migliore rispetto all’esperienza con l’Hellas: una maglia da titolare garantita e un progetto più ambizioso, in una squadra che punta alla parte sinistra della classifica.

In alternativa, il calciomercato del Genoa guarda con attenzione anche a Nzola, rientrato alla Fiorentina dopo il prestito al Lens. In Ligue 1, l’attaccante angolano ha collezionato 21 presenze e 6 gol, ma non rientra più nei piani della Viola. Nzola è pronto a una nuova avventura e, sebbene sia seguito anche dal Pisa (che ha nel mirino anche Simeone), il Genoa lo sta valutando con molta concretezza.

L’intenzione del club ligure è quella di regalare a Gilardino un attaccante fisico, con esperienza e capacità realizzativa. Tengstedt e Nzola rispondono a questi requisiti, seppure con caratteristiche diverse: il primo più tecnico e mobile, il secondo più strutturato e abituato al gioco spalle alla porta.

Il calciomercato del Genoa è quindi in piena attività, con l’obiettivo di rinforzare il reparto offensivo e costruire una rosa competitiva per il prossimo campionato. Le prossime settimane saranno decisive per definire quale tra Tengstedt o Nzola vestirà la maglia rossoblù.

Calciomercato Pisa, la difesa rimane un punto importante per i nerazzurri. Il nome in cima alla lista

Calciomercato Pisa: occhi puntati su Siebert, Troilo e Idzes. Due i colpi già chiusi. La situazione attuale

Il calciomercato Pisa continua a muoversi con decisione sul mercato, in particolare per rinforzare la difesa. L’ultimo nome finito sul taccuino della dirigenza nerazzurra è quello di Jamil Siebert, promettente difensore centrale del Fortuna Dusseldorf e nazionale tedesco Under 21. Classe 2002, Siebert è considerato un profilo interessante e con ampi margini di crescita. Secondo quanto riportato da Gianluca Di Marzio, il Pisa avrebbe già presentato un’offerta al club tedesco, attualmente in Bundesliga 2.

Ma il club toscano non si ferma qui. Da settimane, infatti, segue con attenzione anche Mariano Troilo, difensore del Belgrano. Ventidue anni, già nel giro della Nazionale argentina campione del mondo, Troilo è considerato uno dei giovani più promettenti del panorama sudamericano. Tuttavia, la trattativa si presenta complessa: la concorrenza è alta e il Belgrano non ha intenzione di svendere uno dei suoi gioielli.

Non mancano però i profili con maggiore esperienza nel campionato italiano. Il Pisa ha messo gli occhi su Jay Idzes, centrale classe 1999 del Venezia, già seguito da Udinese e Sassuolo. Nonostante l’interesse di club di Serie A, il Venezia potrebbe decidere di trattenerlo in Serie B, ma i nerazzurri sono pronti a inserirsi qualora ci fossero spiragli per una trattativa.

Il club avrebbe voluto trattenere anche Giovanni Bonfanti, difensore Under 21 rientrato all’Atalanta dopo il prestito. Il giovane centrale si era ben adattato alla difesa a tre, giocando sul centro-sinistra. Ora sarà Ivan Juric, nuovo allenatore della Dea, a valutarne il futuro durante il ritiro estivo che partirà il 14 luglio.

Intanto, il Pisa ha già chiuso due operazioni in entrata per il reparto arretrato: il giovane Mateus Lusuardi, classe 2004, arriva dal Frosinone, mentre dal Gent è stato prelevato il 2008 Jeremy Kandje Mbambi, talento su cui il club punta per il futuro.

Tra i nomi valutati c’erano anche quelli di Pawel Dawidowicz, svincolato dopo l’esperienza con l’Hellas Verona, e Edoardo Goldaniga, che però ha appena rinnovato con il Como. Su Dawidowicz, invece, il Pisa avrebbe già deciso di fare un passo indietro da alcune settimane.

Calciomercato Verona, pronta la cessione di Tchatchoua. Ecco la situazione attuale dei gialloblu

Calciomercato Verona: Nottingham su Tchatchoua, si attende la prima offerta concreta. La situazione attuale

Il Calciomercato Verona entra nel vivo e uno dei nomi caldi in uscita è quello di Jackson Tchatchoua, esterno classe 2001 che ha attirato l’attenzione di diversi club europei grazie alle sue prestazioni convincenti in Serie A. Nonostante l’interesse crescente, al momento non sono arrivate offerte ufficiali sul tavolo della dirigenza gialloblù.

Il Verona considera Tchatchoua un elemento di grande valore e ha fissato il prezzo: almeno 10 milioni di euro per lasciarlo partire. Una valutazione non casuale, considerando la giovane età del calciatore e i margini di crescita ancora molto ampi. Il club scaligero, fresco di salvezza, non ha intenzione di svendere i suoi talenti, soprattutto quelli più osservati dagli scout internazionali.

Secondo quanto riportato da L’Arena, nelle ultime ore si sarebbe mosso con decisione il Nottingham Forest, che starebbe preparando un’offerta vicina alla doppia cifra per assicurarsi il cartellino di Tchatchoua. Se la proposta dovesse effettivamente arrivare, il Verona si troverà davanti a una scelta importante: accettare la cessione e reinvestire subito sul mercato oppure puntare ancora su un calciatore che potrebbe valere ancora di più nella prossima stagione.

Il Calciomercato Verona si conferma quindi attivo e strategico: la società monitora con attenzione ogni mossa, consapevole che la partenza di Tchatchoua imporrebbe anche l’ingaggio di un sostituto all’altezza. La priorità, in ogni caso, rimane quella di mantenere una rosa competitiva e sostenibile dal punto di vista economico.

Con il mercato ancora lungo e molte trattative in fase embrionale, la posizione del Verona è chiara: vendere sì, ma solo alle giuste condizioni. E l’eventuale operazione con il Nottingham potrebbe essere una delle prime a sbloccarsi concretamente nelle prossime settimane.

Il Calciomercato Verona è pronto a entrare nel vivo: le prossime mosse saranno decisive per il futuro di Tchatchoua e non solo.

Le prime pagine sportive nazionali – 13 luglio

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Var a chiamata, la Serie C testerà il Football Video Support; Orsato: «Una grande innovazione, ecco come funzionerà»

Var a chiamata, la Serie C per la prossima stagione introdurrà il Football Video Support, come funziona lo spiega Orsato

La Serie C si prepara a un’importante novità tecnologica in vista della prossima stagione. A svelarla è stato Daniele Orsato, ex arbitro internazionale e da poco nuovo designatore della categoria, intervistato da La Gazzetta dello Sport. A partire dal prossimo campionato, infatti, verrà introdotto il Football Video Support, un sistema inedito pensato per aumentare il controllo delle decisioni arbitrali senza arrivare alla complessità (e ai costi) del VAR tradizionale. Il progetto, sviluppato con il supporto del presidente della Lega Pro Matteo Marani, rappresenta un’ulteriore evoluzione nel rapporto tra tecnologia e direzione di gara.

La novità prevede un ruolo potenziato per il quarto ufficiale, che avrà il compito di visionare in tempo reale ogni azione tramite un monitor. Inoltre, ogni allenatore disporrà di due chiamate per chiedere una revisione: se l’analisi video confermerà la loro richiesta, la squadra manterrà la possibilità di usarla di nuovo; in caso contrario, la perderà. Sarà poi l’arbitro principale a decidere se intervenire. Un modello ispirato, in parte, a quanto già avviene in altri sport come tennis e football americano, ma mai sperimentato in Italia nel calcio professionistico.

NUOVO SISTEMA – «Il Football Video Support sarà una grande innovazione. Ho parlato col presidente Marani e c’è entusiasmo».

COME FUNZIONA – «Il quarto ufficiale controllerà ogni frame delle azioni e ogni allenatore avrà due chiamate a disposizione: se ha ragione le mantiene, altrimenti le perde».

RUOLO DELL’ARBITRO – «Poi sarà l’arbitro ad andare al video a guardare e controllare le richieste dei tecnici, prendendo la decisione opportuna».

RICONOSCIMENTI – «Una sfida importante, un passo in più notevole. Faccio un grande applauso a Zappi perché è riuscito a fare qualcosa di importante, che nessuno prima d’ora era riuscito a fare».

Luciano Moggi attacca Lautaro: «È lui il vero problema nello spogliatoio dell’Inter, non è Calhanoglu quello che deve andarsene»

Le parole di Luciano Moggi sul caos nello spogliatoio dell’Inter: secondo l’ex dirigente il colpevole è il capitano nerazzurro

Luciano Moggi torna a parlare e lo fa con la consueta schiettezza, puntando il dito contro le dinamiche interne all’Inter. Intervenuto al Netweek Calcio Show, l’ex dirigente bianconero ha analizzato l’intreccio tra il possibile trasferimento di Hakan Calhanoglu al Galatasaray e la maxi-operazione che coinvolge Victor Osimhen, attaccante del Napoli nel mirino del club turco. Secondo Moggi, le due trattative sono strettamente collegate sul piano economico: se il Galatasaray dovesse davvero investire 75 milioni per Osimhen, difficilmente avrebbe margine per soddisfare le richieste dell’Inter per Calhanoglu. Ma l’analisi dell’ex direttore generale va oltre: il vero nodo, secondo lui, è un altro e ha un nome preciso — Lautaro Martinez.

Il capitano nerazzurro è finito al centro delle polemiche dopo le dichiarazioni rilasciate in conferenza stampa in cui aveva espresso malumori nei confronti della gestione societaria. Moggi non ha dubbi: Lautaro ha minato la serenità dello spogliatoio, perdendo credibilità agli occhi dei compagni e incrinando il suo ruolo di leader. Ecco le sue dichiarazioni più significative: di seguito le parole dell’ex dirigente della Juve.

GALATASARAY E MERCATO – «Se il Galatasaray va a spendere 75 milioni per Osimhen, non credo proprio che possa dare i soldi che chiede l’Inter per Calhanoglu».

TRATTATIVE COLLEGATE – «Le due trattative secondo me sono legate di fondo. Se il Gala non prende Osimhen, allora potrebbe trattare Calhanoglu. Altrimenti diventa un problema, l’ho sentito nell’ambiente».

IL CASO LAUTARO – «Ma se c’è un giocatore che dovrebbe andare via dall’Inter non è Calhanoglu ma Lautaro Martinez, che è riuscito a destabilizzare una società di calcio e uno spogliatoio insieme. Immaginate se restasse Lautaro Martinez».

ROTTURA CON LO SPOGLIATOIO – «Ora quale giocatore si fiderà di lui? Magari anche facendogli qualche confidenza. Per me sarà sempre inviso da tutti i compagni perché lo riterranno una spia».

LEADERSHIP IN CRISI – «Un capitano che va a fare una dichiarazione pubblica del genere è una cosa mai vista prima. Ora bisogna ripianare una falla creata da un calciatore che dovrebbe essere il leader dello spogliatoio. Lautaro ha pensato solo a sé stesso come se gli altri fossero bambolotti».

Torino su Oristanio, il Venezia apre alla cessione, ma solo ad una condizione

Torino su Gaetano Oristanio: il calciatore può lasciare il Venezia che apre alla cessione, ma mette una condizione sull’offerta

Il mercato del Torino entra nel vivo. Dopo aver definito gli arrivi di Ardian Ismajli e Tino Anjorin dall’Empoli e aver salutato Samuele Ricci – trasferitosi al Milan in un’operazione ormai digerita da tempo – il club granata è pronto a muoversi ancora. In cima alla lista dei desideri della dirigenza, per rinforzare il reparto offensivo a disposizione del nuovo allenatore Marco Baroni, c’è ora Gaetano Oristanio, fantasista classe 2002 reduce dalla stagione al Venezia.

Il giocatore, cresciuto nel settore giovanile dell’Inter, ha vissuto un’annata da protagonista in Laguna, con 31 presenze e 4 reti. La retrocessione del Venezia, però, ha sancito la fine della sua avventura in arancioneroverde: Oristanio non scenderà in cadetteria e punta a restare in Serie A, anche valutando opzioni dall’estero.

Il Torino ha già mosso i primi passi concreti per assicurarselo. Secondo quanto riportato da Tuttosport, il club granata ha presentato una prima offerta sotto forma di prestito, ma la proposta è stata rispedita al mittente. Il Venezia, infatti, ha chiarito la propria posizione: il giocatore partirà solo a titolo definitivo. L’obiettivo è monetizzare subito dalla sua cessione, anche per finanziare il mercato in entrata e pianificare la risalita immediata in A.

Se il Parma resta defilato – in attesa di risolvere alcune situazioni in uscita nel reparto offensivo – il Torino è pronto a tornare alla carica. La prossima settimana è previsto un nuovo tentativo, con una proposta che potrebbe avvicinarsi alle richieste del club lagunare e sbloccare la trattativa.

Oristanio rappresenta un profilo ideale per Baroni: giovane, tecnico, duttile e con margini di crescita ancora ampi. Dopo i primi tasselli, il Torino è ora intenzionato a piazzare un colpo ad effetto sulla trequarti.

Scontro totale Gyokeres e Sporting, il presidente Varandas: «Ecco come si risolverà il tutto, se pensano di metterci pressione…»

Prosegue il braccio di ferro tra Gyokeres e l’Arsenal: il presidente dei portoghesi, Varandas, è pronto a tenere il punto sullo svedese

La rottura tra Viktor Gyokeres e lo Sporting è ormai totale. L’attaccante svedese, reduce da una stagione straordinaria con la maglia dei Leões, ha comunicato al club la propria intenzione di non presentarsi al ritiro precampionato, spingendo apertamente per la cessione all’Arsenal. Una mossa drastica, che ha sorpreso per i toni e per la tempistica, ma che riflette le ambizioni del giocatore e la volontà, condivisa dal suo entourage, di approdare in Premier League già in questa finestra di mercato.

Dal canto suo, però, lo Sporting non ha alcuna intenzione di cedere alle pressioni. Il presidente Frederico Varandas ha ribadito con fermezza la linea del club: chi vuole Gyokeres dovrà pagare i 100 milioni della clausola rescissoria. Nessuno sconto, nessuna trattativa al ribasso. E soprattutto, nessun passo indietro di fronte a comportamenti ritenuti inaccettabili.

Varandas ha chiarito che «tutto si risolverà con la chiusura del mercato, una multa salata e le scuse al gruppo», mostrando serenità ma anche determinazione. Il numero uno dello Sporting ha poi lanciato un messaggio diretto all’Arsenal, spiegando che il club è pronto a tenere il giocatore anche per i prossimi tre anni, qualora i Gunners non decidano di riconoscere il reale valore di mercato dell’attaccante: «Se non vogliono pagare il giusto valore di mercato per Viktor, per i prossimi tre anni siamo più che disposti ad accettare questa soluzione».

Non sono mancate parole dure nei confronti dell’entourage dello svedese e del modo in cui si sta gestendo la trattativa: secondo Varandas, chi pensa di poter forzare la mano sta commettendo un grave errore strategico. «Se i geni che stanno ideando questa strategia pensano di mettermi sotto pressione, si sbagliano di grosso. Stanno solo rendendo l’uscita del giocatore ancora più complicata».

Gyokeres, sotto contratto fino al 2028, resta un obiettivo dichiarato dell’Arsenal. Ma per strapparlo a Lisbona, servirà un investimento pieno. E lo Sporting, almeno per ora, non fa un passo indietro.

Leoni Parma: le milanesi e la Premier ci provano, ma i ducali non fanno sconti: ecco la cifra richiesta

Leoni Parma, tutti pazzi per il difensore crociato: Inter e Milan, oltre che alcune squadre di Premier alla finestra, mentre la dirigenza fa il prezzo

Giovanni Leoni è uno dei nomi più caldi del calciomercato estivo, e il Parma ne è pienamente consapevole. Il difensore classe 2006, autentica rivelazione della passata stagione, è finito nel mirino di diversi top club italiani ed europei, ma il club ducale non ha alcuna intenzione di cedere facilmente il suo gioiello. La valutazione fissata è chiara: 40 milioni di euro. Una cifra netta, senza sconti, che al momento ha rappresentato un ostacolo per tutte le pretendenti.

Secondo quanto riportato da TMW, dietro questa valutazione ci sono due fattori chiave. Il primo è l’interesse crescente, sia in Serie A – con Inter e Milan attente – sia dall’estero: il Bournemouth ha già provato a strappare Leoni offrendo 25 milioni più 5 di bonus, ricevendo però un secco rifiuto. Il secondo è legato al possibile salto in Nazionale: il nuovo CT Gennaro Gattuso avrebbe inserito Leoni in una lista di preconvocati per le partite di settembre. Un’eventuale presenza in azzurro potrebbe far lievitare ulteriormente il prezzo, fino a spingersi verso i 70 milioni.

Il Milan, pur interessato, osserva da lontano, consapevole che le cifre in ballo sono proibitive. L’Inter, che da tempo segue il difensore, valuta i margini di manovra. Dal canto suo, il Parma resta fermo sulle proprie posizioni ma lascia filtrare una timida apertura: un’offerta da 35 milioni più 5 di bonus, con l’aggiunta di una percentuale sulla futura rivendita, potrebbe essere sufficiente per sbloccare la trattativa.

Leoni, cresciuto nel settore giovanile del Padova e sbocciato in quello gialloblù, è considerato tra i migliori prospetti difensivi d’Europa. La sua ascesa sembra inarrestabile. Per ora, però, il Parma fa muro: chi lo vuole, dovrà pagare caro.

Akinsanmiro, futuro ancora in prestito: l’Inter valuta opzioni in Serie A, spunta il Pisa

Abenezer Akinsanmiro potrebbe ripartire in prestito dall’Inter: dopo la scorsa stagione alla Sampdoria ora è finito nel mirino del Pisa

Dopo una stagione complicata ma formativa alla Sampdoria, il futuro di Abenezer Akinsanmiro potrebbe nuovamente passare da un prestito. Il centrocampista nigeriano classe 2004, di proprietà dell’Inter, è reduce da un’annata vissuta tra alti e bassi in Serie B, dove ha comunque raccolto minuti preziosi in un contesto difficile come quello blucerchiato, chiuso con il raggiungimento della salvezza.

Secondo quanto riferito dal giornalista Matteo Moretto durante un intervento sul canale YouTube di Fabrizio Romano, l’Inter sta valutando nuove soluzioni per il ragazzo, con l’intenzione di trovargli una destinazione in cui possa continuare a crescere e giocare con maggiore continuità. Questa volta, però, l’obiettivo è un prestito in Serie A: sono infatti diversi i club del massimo campionato che stanno monitorando con attenzione la situazione del giovane talento.

Tra le squadre interessate, si registra in particolare il nome del Pisa. Il club toscano – fresco di promozione – è alla ricerca di profili giovani, dinamici e di prospettiva per rinforzare il proprio centrocampo. Akinsanmiro non è al momento una priorità assoluta, ma figura tra i nomi sul taccuino della dirigenza nerazzurra, pronta ad affondare il colpo nel caso in cui si presentino le giuste condizioni.

L’Inter, dal canto suo, continua a credere nel potenziale del classe 2004, considerato un investimento per il futuro. L’obiettivo è individuare il contesto più adatto in cui il calciatore possa esprimere appieno le proprie qualità e maturare in un campionato competitivo come la Serie A.

Nelle prossime settimane si entrerà nel vivo delle valutazioni, con il club nerazzurro pronto ad ascoltare proposte concrete per definire il futuro di Akinsanmiro. Pisa resta alla finestra, ma non è da escludere che altri club si inseriscano nella corsa al giovane centrocampista nigeriano.

Juve, trattativa in corso con il Marsiglia per Weah: i francesi inseriscono quel nome come pedina di scambio

La Juve tratta con il Marsiglia per la cessione di Weah: i francesi hanno proposto ai bianconeri Rongier come pedina di scambio

Nel corso delle trattative tra Juve e Olympique Marsiglia per il futuro di Timothy Weah, è emerso un nome a sorpresa: quello di Valentin Rongier. A riportare l’indiscrezione è stato il giornalista Matteo Moretto, intervenuto sul canale YouTube di Fabrizio Romano. Il centrocampista francese, 30 anni, è stato citato all’interno di un discorso più ampio tra i due club, senza che si sia però ancora entrati nel vivo di una trattativa.

Rongier non è attualmente una priorità per i bianconeri, ma il suo profilo è stato proposto o comunque sondato come possibile pedina di scambio nell’ambito del dialogo aperto per Weah. Una situazione ancora embrionale, ma che merita attenzione: l’ex Nantes vanta oltre 270 presenze in Ligue 1 e un contratto in scadenza nel 2026. Esperienza, affidabilità e duttilità tattica lo rendono un potenziale rinforzo di valore per un centrocampo bianconero in fase di revisione.

La nuova dirigenza guidata da Comolli e Modesto sta valutando una serie di opzioni per rafforzare la rosa, e Rongier potrebbe diventare una soluzione interessante soprattutto nel caso in cui si decidesse di costruire un’operazione più ampia legata alla cessione di Weah. La sua capacità di ricoprire più ruoli in mediana, unita a una buona conoscenza del calcio internazionale, potrebbe rappresentare un valore aggiunto in vista di una stagione densa di impegni.

Al momento, comunque, la Juventus resta in fase di osservazione. Rongier non figura in cima alla lista dei rinforzi a centrocampo, ma potrebbe rientrare nei radar se i contorni dell’operazione con il Marsiglia dovessero evolversi in modo favorevole. In attesa di sviluppi concreti, quella del centrocampista francese resta una pista da monitorare: non prioritaria, ma tutt’altro che chiusa.

Osimhen Galatasaray, spunta una clausola anti-Italia nel suo contratto: le ultime

Osimhen Galatasary: il Napoli chiede una clausola anti italiana per il trasferimento dell’attaccante con i giallorossi: le ultime

Il Galatasaray fa sul serio per Victor Osimhen. Il club turco sarebbe disposto ad assecondare la richiesta del Napoli, fissata a 75 milioni di euro, ma l’operazione è tutt’altro che chiusa. A bloccare la trattativa, secondo quanto riportato da La Repubblica, sono le modalità di pagamento e soprattutto l’assenza delle garanzie bancarie che Aurelio De Laurentiis ritiene imprescindibili per dare il via libera alla cessione.

Il presidente azzurro non avrebbe problemi a cedere Osimhen alla Super Lig, a patto di ottenere rassicurazioni solide sotto il profilo finanziario. In particolare, il Napoli vorrebbe inserire anche una clausola anti-Italia che possa impedire un ritorno dell’attaccante nigeriano in Serie A almeno per i prossimi tre anni. Un dettaglio che conferma quanto l’eventuale approdo in Turchia venga visto come una soluzione di transizione solo se ben regolamentata.

Intanto i dirigenti del Galatasaray sono ancora in Italia: secondo il giornalista Matteo Moretto, avrebbero già presentato due proposte concrete per il numero 9 del Napoli. La prima offerta prevede un pagamento da 70 milioni di euro, suddivisi in cinque rate pluriennali. La seconda, più in linea con le richieste del club partenopeo, arriva ai 75 milioni: 40 milioni subito e i restanti 35 suddivisi in due tranche da 17,5 milioni da versare entro maggio 2026 e maggio 2027.

Finora De Laurentiis non ha dato il via libera, e senza garanzie bancarie difficilmente lo farà. Il presidente chiede certezze e pagamenti sicuri, soprattutto considerando il valore strategico ed economico del giocatore.

Nonostante lo stallo, i margini per chiudere l’operazione restano. Il Galatasaray ha fretta di chiudere e punta a rientrare in patria con l’affare definito. Nei prossimi giorni sono attese evoluzioni: se le garanzie arriveranno, Osimhen potrebbe davvero salutare Napoli e iniziare una nuova avventura sotto il cielo di Istanbul.

Roma, Wesley si avvicina, poi rimane da chiudere per il numero 9: Ferguson o Hojlund gli obiettivi

Roma attivissima sul mercato; sugli esterni Wesley si avvicina, mentre in attacco i nomi sono due: Ferguson e Hojlund

Dopo i movimenti a centrocampo e in difesa, la Roma spinge anche sugli esterni e in attacco. L’obiettivo per la fascia destra ha un nome preciso: Wesley, terzino brasiliano classe 2003 del Flamengo. La trattativa è in fase avanzata: secondo Il Messaggero, la distanza tra domanda e offerta si sarebbe ridotta a cinque milioni, con la Roma ferma a 20 e il club carioca che ne chiede 25.

Nelle ultime ore si registra un’accelerazione, confermata anche da La Gazzetta dello Sport: i giallorossi sarebbero pronti a formulare un’offerta intermedia per sbloccare l’affare. Wesley ha già un’intesa con la Roma per un contratto fino al 2030, a 2 milioni netti a stagione. Con il Flamengo ha collezionato 25 presenze stagionali, superando i 2.000 minuti in campo e partecipando anche al Mondiale per Club.

In avanti, dopo le partenze di Abraham e Shomurodov, Frederic Massara è al lavoro per portare a Trigoria un nuovo numero 9. Il primo nome sulla lista è Evan Ferguson, attaccante irlandese del Brighton, seguito da tempo. Ma sullo sfondo resta viva una suggestione affascinante: Rasmus Hojlund.

L’attaccante danese, classe 2003, non è considerato incedibile dal Manchester United, che potrebbe aprire a un prestito solo nelle ultime settimane di mercato. La Roma osserva con attenzione, consapevole che tutto passerà dalla cessione di Artem Dovbyk. L’ucraino pesa a bilancio per 30 milioni e, per ora, non esistono offerte concrete per un trasferimento definitivo. L’opzione più plausibile è un prestito, ma servirà tempo.

Nella scorsa stagione, Hojlund ha disputato 52 partite ufficiali, totalizzando 10 gol e 4 assist in oltre 3.300 minuti. Una pedina che potrebbe cambiare volto all’attacco giallorosso.

In uscita, invece, si lavora alla cessione di Ola Solbakken. L’esterno norvegese non è stato convocato per il raduno e, secondo Sky Sport, è vicino al ritorno al Molde. Un’operazione che chiuderebbe la sua breve e poco fortunata avventura in giallorosso.

La Roma cambia pelle, e anche in attacco le manovre sono solo all’inizio.

Napoli, ritorno di fiamma per Vanja Milinkovic-Savic: Conte lo vuole per alzare il livello tra i pali

Il Napoli ha messo nel mirino Milinkovic-Savic: per Antonio Conte il portiere del Torino non sarebbe un semplice “vice” di Meret

Vanja Milinkovic-Savic torna nel mirino del Napoli. Dopo un primo tentativo sfumato per una cifra intorno ai 18 milioni, il club azzurro è pronto a rilanciare per il portiere serbo del Torino, individuato da Antonio Conte come profilo ideale per aumentare la competitività tra i pali e rafforzare una rosa chiamata a tornare protagonista anche in Champions League.

A rilanciare l’indiscrezione è il giornalista Matteo Moretto sul canale YouTube di Fabrizio Romano, aggiungendo un dettaglio chiave: il nome di Milinkovic-Savic è stato uno dei primi indicati da Conte alla dirigenza partenopea. Il tecnico salentino, che punta molto sulla solidità difensiva, ha chiesto un’alternativa di livello ad Alex Meret, e il portiere granata risponde perfettamente al profilo desiderato.

Classe 1997, 202 centimetri d’altezza e una stagione da protagonista con il Torino, Milinkovic-Savic ha dimostrato di essere ben più di un “secondo”. Decisivo in più occasioni, in particolare sui rigori, ha mostrato grande reattività, personalità e una tecnica di base affinata da un passato da centrocampista, ruolo in cui ha mosso i primi passi da giovane. Un bagaglio tecnico non banale per un portiere moderno, capace di interpretare il ruolo anche in fase di costruzione.

Il Napoli non ha intenzione di versare per intero la clausola rescissoria da 19 milioni fissata dal Torino, ma la trattativa è aperta e viva. Una possibile chiave potrebbe arrivare da una contropartita tecnica gradita al club granata: si tratta di Cyril Ngonge, attaccante belga ex Verona, che potrebbe rientrare nell’operazione. Il giocatore piace molto ai granata e potrebbe ritrovare a Torino Marco Baroni, allenatore con cui ha vissuto una delle migliori stagioni in carriera in gialloblù.

Milinkovic-Savic-Napoli: il dialogo è ripartito, e stavolta le condizioni sembrano più favorevoli per arrivare alla fumata bianca.

Mondiale per Club, Infantino: «É stato un successo, generato 2 miliardi di dollari; scontento dei giocatori? Non credo»

Mondiale per Club, le parole di Gianni Infantino, presidente della FIFA, alla vigilia della finale tra PSG e Chelsea

Alla vigilia della finalissima del Mondiale per Club tra Paris Saint-Germain e Chelsea, il presidente della FIFA Gianni Infantino ha tracciato un bilancio della competizione, tornata al centro dell’attenzione per il nuovo formato allargato e per le polemiche legate al calendario, ad alcune scelte logistiche (come gli stop prolungati per il maltempo e il gran caldo) e agli stadi con pochissima affluenza. Diversi giocatori e allenatori, nei giorni scorsi, avevano espresso malumore per l’eccessiva congestione delle partite e per i rischi fisici legati a un’ulteriore manifestazione internazionale.

Infantino, però, ha respinto ogni critica, sottolineando i numeri record registrati dall’evento in termini economici e di partecipazione. Il presidente della FIFA ha anche elogiato il comportamento dei tifosi di PSG e Chelsea, lodando il clima positivo sugli spalti in tutte le partite finora disputate.

BILANCIO DEL MONDIALE PER CLUB – «È un enorme successo. Abbiamo generato più di due miliardi di dollari di entrate, ovvero 31 milioni di dollari a partita. Nessun altro torneo si avvicina a questo tipo di risultati».

SCONTENTO DEI GIOCATORI – «I giocatori scontenti di partecipare? Non credo si possa dire… Abbiamo visto chiaramente che le squadre erano contente. Rispetto le opinioni diverse. Le accettiamo persino… Ma come presidente, difendo ciò che la FIFA mette in atto».

FINALE – «Toccando ferro, sarà lo stesso anche alla fine. I tifosi del PSG e del Chelsea sono stati incredibili fin dall’inizio».

Fiorentina, la sindaca di Firenze rivela: «Pronti a parlare con la UEFA per parlare di Euro 2032»

Fiorentina, le parole di Sara Funaro, prima cittadina del capoluogo toscano, sui finanziamenti del PUI per lo Stadio Franchi

Il sindaco di Firenze, Sara Funaro, ha commentato con soddisfazione l’arrivo dei finanziamenti previsti dai PUI (Piani Urbani Integrati), che consentiranno di liberare i 55 milioni necessari per completare la ristrutturazione dello stadio della Fiorentina Artemio Franchi. Le risorse, inserite nel più ampio progetto “Firenze – Città dei giovani“, andranno anche a sostenere interventi strategici di rigenerazione urbana, con ricadute importanti per l’intera città. Di seguito le sue parole, riportate da TMW.

FINANZIAMENTI– «È un risultato importante per Firenze. Non ho mai smesso di dialogare con il governo e con i ministri, che voglio ringraziare per il percorso fatto e per l’attenzione».

PUI – «I finanziamenti dei Pui, i cosiddetti ‘Piani urbani integrati’, garantiranno lavori di vario tipo, nell’ambito del progetto ‘Firenze – Città dei giovani’, tra cui interventi di edilizia scolastica, la realizzazione di studentati pubblici e la riqualificazione di spazi verdi e piste ciclabili».

OPERE STRATEGICHE PER LA CITTÁ – «Tutte opere strategiche per Firenze e per i fiorentini, attraverso le quali realizziamo interventi di rigenerazione urbana che puntano a recuperare, ristrutturare e rifunzionalizzare strutture e aree pubbliche».

RISORSE – «L’arrivo dei 55 milioni permette di liberare risorse da destinare alla riqualificazione dello stadio, per la quale continua la collaborazione e il dialogo con la Fiorentina, con l’interesse comune di avere uno stadio moderno per Firenze, la Fiorentina e i tifosi».

EURO 2032 – «Tra l’altro martedì prossimo ci incontreremo a Palazzo Vecchio con l’Uefa, la Figc e la Fiorentina per parlare della candidatura di Firenze agli Europei 2032».

Roma, doppio colpo a centrocampo: nuova offerta per Rios, El Aynaoui rimane nel mirino

La Roma si muove con decisione per rinforzare il centrocampo: nuova offerta al Palmeiras per Rios, El Aynaoui rimane nel mirino del club

La Roma accelera sul mercato e punta a rinforzare il centrocampo con due innesti sudamericani e francesi. Il nome in cima alla lista è Richard Rios, mediano colombiano classe 2000 del Palmeiras. Secondo quanto riportato da Sky Sport, il club giallorosso ha presentato una nuova offerta, riducendo sensibilmente la distanza con la richiesta del club brasiliano: ora ballano circa cinque milioni.

Rios, cresciuto calcisticamente tra Flamengo, Mazatlán e Guaraní, è il profilo individuato dal ds Frederic Massara per dare sostanza e dinamismo alla mediana. Dopo essersi messo in luce anche nel Mondiale per Club, potrebbe presto sbarcare in Europa per la prima volta, proprio a Trigoria.

Parallelamente, resta viva la pista Neil El Aynaoui. Il classe 2001 del Lens è sceso in campo da titolare nell’ultima amichevole contro lo Standard Liegi, ma è stato sostituito all’intervallo insieme ad altri titolari. Il tecnico del Lens, Pierre Sage, ha provato a spegnere le voci su una possibile cessione: «Se fosse in uscita, non avrebbe giocato nemmeno un minuto». Eppure, la Roma ha già raggiunto un’intesa di massima con il giocatore, e resta da limare solo la distanza economica col club francese.

Intanto si muove anche il mercato in difesa. I giallorossi hanno riallacciato i contatti con il West Ham per Nayef Aguerd, centrale marocchino classe ’96. La formula richiesta è il prestito, ma gli Hammers al momento non sembrano convinti di aprire a questa soluzione. Aguerd, nell’ultima stagione, ha vestito la maglia della Real Sociedad in Liga.

Massara guarda anche in Francia e in Serie A per alternative: nel taccuino figurano Charlie Cresswell (2002, Tolosa), Jhon Lucumí del Bologna e Konstantinos Mavropanos, anche lui di proprietà del West Ham.

Una cosa è certa: la Roma si muove, e lo fa con decisione. A centrocampo e in difesa, i prossimi giorni potrebbero essere decisivi.

Real Madrid, uno tra Mbappé e Vinicius è di troppo? Decide Xabi Alonso

Real Madrid, uno tra Mbappé e Vinicius è di troppo e Xabi Alonso ha carta bianca da parte di Perez: si lavora per la convivenza o uno andrà via?

Il Real Madrid è a un bivio. Dopo la pesante sconfitta nella semifinale del Mondiale per Club contro il Paris Saint-Germain, è emerso con chiarezza uno dei problemi più profondi del nuovo corso: la convivenza difficile tra Kylian Mbappé e Vinicius Jr. Secondo quanto riportato da Sport, Xabi Alonso – appena subentrato in panchina – avrebbe ricevuto pieni poteri per decidere chi, tra i due, rappresenterà il futuro dei Blancos. E al momento, i favori sembrano andare al fuoriclasse francese.

Arrivato a parametro zero la scorsa estate dopo la rottura con il PSG, Mbappé avrebbe dovuto essere il tassello definitivo per riportare il Real ai vertici. Ma il campo ha raccontato un’altra storia: il PSG è rinato senza di lui, mentre Madrid è parsa fragile e spenta. Il feeling tra Mbappé e Vinicius non è mai nato, né dentro né fuori dal campo. Entrambi sono stati criticati per atteggiamenti svogliati, e la semifinale persa è stata l’emblema del loro scarso contributo in fase di pressing.

Xabi Alonso, subentrato ad Ancelotti, si è detto deluso dalla mancanza di disciplina e fame, tratti distintivi delle grandi squadre del passato. I numeri sono impietosi: 68 partite stagionali, 15 sconfitte e 84 gol subiti – il peggior dato difensivo dalla stagione 1998–99. Batoste contro Barça, Liverpool, PSG e Arsenal hanno evidenziato un crollo che è prima mentale che tecnico.

Florentino Pérez ha dato carta bianca ad Alonso, che inizierà un giro di colloqui individuali con i giocatori. Il primo sarà Vinicius Jr., finito sotto accusa per un episodio emblematico: visto ridere in panchina mentre la squadra perdeva 3-0. Il rinnovo del suo contratto, previsto oltre il 2027, è stato congelato.

Mbappé, invece, ha ancora la fiducia del presidente, dopo sette anni di inseguimento. Ma Alonso ha solo un mese per capire se far coesistere due prime donne… o scegliere quale sarà il volto del nuovo Real Madrid. Il debutto in Liga è fissato per il 19 agosto al Bernabeu, contro l’Osasuna.

Manchester City, alcuni fischi per Guardiola al concerto degli Oasis: i fratelli Gallagher lo difendono: «Chi c***o state fischiando?» – VIDEO

Pep Guardiola ospite speciale del concerto degli Oasis a Manchester: nonostante alcuni fischi per lui – prontamente stoppati dai fratelli Gallagher – ecco la serata del tecnico

Serata surreale a Heaton Park, Manchester, dove gli Oasis sono tornati sul palco per una reunion storica davanti a 80.000 fan. Tra il pubblico, in prima fila con la figlia, anche Pep Guardiola, allenatore simbolo del Manchester City. Ma quando Liam Gallagher ha deciso di dedicargli un brano, la reazione della folla è stata tutt’altro che unanime.

Poco prima di attaccare D’You Know What I Mean?, Liam ha annunciato: «Dedico questo pezzo al più grande allenatore di tutti i tempi, l’unico e solo Pep Guardiola». Un gesto plateale, accompagnato da un inchino sul palco. Ma una parte del pubblico ha reagito con fischi e cori di disapprovazione. A quel punto è intervenuto Noel, visibilmente infastidito: «Ma chi c***o state fischiando?!».

Nonostante la reazione mista della folla presente a Heaton Park – probabilmente composta anche da tifosi dell’altra squadra cittadina il Manchester United – Guardiola è sembrato godersi la serata alla grande. Ha posato per foto con i figli dei Gallagher, ha cantato a squarciagola Don’t Look Back in Anger tra il pubblico e ha assistito a un finale pirotecnico con fuochi d’artificio. Una celebrazione perfetta nella sua città d’adozione, dove ha vinto tutto quello che c’era da vincere.

La reunion degli Oasis, attesissima e finora solo vociferata, ha avuto un sapore ancora più iconico grazie all’intreccio tra calcio e musica, due elementi centrali dell’identità di Manchester. E se Guardiola, catalano di nascita, è ormai diventato parte integrante del tessuto culturale locale, lo dimostrano anche queste scene che sembrano uscite da un film.

Nel frattempo, il City prepara il suo ritorno in campo: il 9 agosto affronterà il Palermo, club “gemello” della galassia City Group, nella prima edizione dell’Anglo-Palermitan Trophy, una nuova amichevole estiva che promette spettacolo e curiosità.

Calciomercato Inter: Mourinho in aiuto dei nerazzurri con quella cessione?

Calciomercato Inter: Mourinho in aiuto dei nerazzurri con quella cessione? Marotta e Ausilio hanno bisogno di piazzare il loro esubero

Il futuro di Mehdi Taremi all’Inter sembra essere già giunto al capolinea. Dopo una sola stagione, deludente e al di sotto delle aspettative, il club nerazzurro ha deciso di mettere sul mercato l’attaccante iraniano. Come riportato dal Corriere dello Sport, la dirigenza di Viale della Liberazione ha stabilito che la separazione è la via migliore da percorrere, una scelta strategica per liberare uno slot in attacco e fare spazio a un nuovo innesto.

Attualmente l’ex Porto è ancora bloccato in patria per questioni burocratiche, ma il suo rientro in Italia è atteso a breve, momento in cui si entrerà nella fase calda della sua cessione. L’Inter ha già fissato il prezzo per lasciarlo partire: la richiesta iniziale si attesta sui dieci milioni di euro, una cifra che il club considera comunque trattabile per facilitare una rapida conclusione dell’affare e registrare una plusvalenza.

Le pretendenti per l’attaccante non mancano, soprattutto dalla Premier League. Il Fulham è, al momento, il club che ha mostrato l’interesse più concreto e convinto, avviando i primi sondaggi esplorativi. Alla finestra restano anche il Nottingham Forest e i turchi del Besiktas, che seguono con attenzione l’evolversi della situazione.

Nelle ultime ore, inoltre, il nome di Mehdi Taremi è stato proposto anche al Fenerbahçe del grande ex interista José Mourinho, aggiungendo un’ulteriore, affascinante possibilità al suo orizzonte professionale. Il calciomercato attorno all’iraniano è in pieno fermento: l’Inter attende l’offerta giusta per chiudere definitivamente un capitolo che non ha regalato le soddisfazioni sperate.

PSG, Luis Enrique prima della finale: «La stella non sono io, è il gruppo»

PSG, Luis Enrique prima della finale: «La stella non sono io, è il gruppo». Le parole del tecnico spagnolo del club parigino

Vigilia di finale del Mondiale per Club per il Paris Saint-Germain, pronto a sfidare il Chelsea per coronare un’annata da sogno. In conferenza stampa, il tecnico Luis Enrique ha presentato la sfida, caricando l’ambiente ma mantenendo altissima la concentrazione e ribadendo la sua filosofia di calcio, dove il collettivo vince sempre sull’individuo.

L’allenatore spagnolo ha elogiato il percorso della sua squadra, senza però dare nulla per scontato. «Siamo vicini all’ultima sfida e le sensazioni sono ottime», ha dichiarato. «La stagione è stata storica e vogliamo concluderla nel miglior modo possibile». Un successo costruito sulla fame del gruppo: «Ho visto un atteggiamento eccezionale da parte di tutti. In termini di efficacia, l’anno è stato incredibile». Tra i tanti, una menzione speciale per Fabián Ruiz: «Due anni fa ha avuto difficoltà, ora è imprescindibile. Ma lo stesso vale per molti: questa è la forza del PSG».

Sempre diretto, Luis Enrique ha respinto l’etichetta di allenatore-star e ha messo in guardia dalle insidie della finale contro il Chelsea: «Io di stellare ho zero. Mi piace il mio lavoro, soprattutto nei momenti difficili. È lì che mi sento più utile». Poi l’avvertimento: «Solo chi non li conosce [il Chelsea] può dire che è una formalità. Hanno un grande allenatore e una squadra completa. Noi daremo il massimo».

Infine, il suo vero e proprio manifesto, un concetto ribadito con forza: la squadra viene prima di tutto. «Non vogliamo un’unica stella, vogliamo undici, quindiseci giocatori che brillino insieme. La vera stella deve essere il gruppo». Un pensiero applicato anche ai singoli, come Ousmane Dembélé: «è stato il migliore per numeri e impegno, ma sempre al servizio della squadra». Prima di festeggiare, però, c’è un’ultima battaglia da vincere. «La stagione della vita? Forse sì. Ma c’è una finale che va vinta. Quando avremo vinto, lo diremo».

Milan, programmate le visite di Modric: ecco quando sarà a Milano

Milan, programmate le visite di Modric: ecco quando sarà a Milano. Il centrocampista croato partirà poi per le vacanze

Grandi novità per i tifosi del Milan! Secondo quanto riportato da Milannews24 e confermato da diverse altre fonti vicine al club, il centrocampista croato Luka Modric è atteso a Milano già lunedì per sottoporsi alle visite mediche di rito, un passo fondamentale verso la sua ufficiale adesione ai Rossoneri. L’arrivo di un calciatore del calibro di Modric, Pallone d’Oro 2018 e pilastro del Real Madrid per oltre un decennio, rappresenta un colpo di mercato sensazionale che ha acceso l’entusiasmo della tifoseria milanista e degli appassionati di Serie A.

Modric, che ha concluso la sua gloriosa avventura con il Real Madrid dopo la FIFA Club World Cup 2025, ha scelto il Milan come prossima tappa della sua straordinaria carriera. Nonostante si avvicini ai 40 anni (li compirà a settembre), la sua classe cristallina, la sua visione di gioco impareggiabile e la sua leadership sono ancora considerate fondamentali per qualsiasi squadra di alto livello. Il Milan si è assicurato il giocatore a parametro zero, offrendogli un contratto annuale con opzione per una seconda stagione, per un valore che si aggira intorno ai 3-4 milioni di euro netti a stagione più bonus, una cifra considerevolmente inferiore a quanto percepiva nella capitale spagnola, a testimonianza del suo desiderio di continuare a competere ad alti livelli e di intraprendere questa nuova avventura in Italia.

L’operazione, fortemente voluta dalla dirigenza rossonera e in particolare dal direttore sportivo Igli Tare, ha visto un ruolo chiave anche nel tecnico Massimiliano Allegri, che ha espresso la sua ammirazione per le qualità del centrocampista croato. Modric, da sempre un sostenitore dichiarato del Milan fin dall’infanzia, è pronto a mettere la sua immensa esperienza e la sua mentalità vincente al servizio della squadra. Dopo le visite mediche e la firma sul contratto, il talentuoso regista si concederà una meritata vacanza, prima di unirsi ai suoi nuovi compagni a Milanello per l’inizio della preparazione estiva, previsto per i primi giorni di agosto. Si prevede che la sua presentazione ufficiale ai tifosi avvenga in concomitanza con il suo rientro dalle ferie, un evento che sarà sicuramente molto atteso.

L’arrivo di Modric non è solo un rinforzo tecnico di prim’ordine per il centrocampo milanista, ma anche un segnale forte delle ambizioni del club di tornare ai vertici del calcio italiano ed europeo. La sua presenza in campo e nello spogliatoio sarà cruciale per far crescere i giovani talenti e per innalzare il livello generale della squadra. I tifosi sono in fibrillazione e non vedono l’ora di ammirare le magie del numero 10 croato indossando la maglia rossonera nella prossima stagione di Serie A.

Pisa, le prime parole di Gilardino: «Voglio una squadra garibaldina»

Pisa, le prime parole di Gilardino: «Voglio una squadra garibaldina». Il neo tecnico dei toscani si è presentato così in conferenza stampa

Inizia ufficialmente la stagione del Pisa in Serie A. Nella splendida cornice delle Officine Garibaldi, la società ha presentato alla stampa il nuovo allenatore, Alberto Gilardino, l’uomo scelto per guidare i nerazzurri nella massima serie. Al suo fianco, a testimonianza dell’unità d’intenti del club, l’amministratore delegato Giovanni Corrado e il direttore sportivo Davide Vaira.

È stato proprio l’AD Corrado, visibilmente emozionato, ad aprire la conferenza, sottolineando il raggiungimento di un traguardo storico: «Per noi la Serie A è sempre stato un obiettivo. Qualche anno fa vi avevo parlato di quando, e non di se. Il quando è arrivato. Per noi è sempre stato meno un sogno, perché ci abbiamo lavorato tanto». Un entusiasmo condiviso dal ds Vaira, che ha aggiunto: «Siamo veramente contenti di presentare mister Gilardino, perché sin dai primi colloqui abbiamo recepito una grandissima voglia di allenare il Pisa».

La parola è poi passata al grande protagonista, il nuovo allenatore del Pisa, Alberto Gilardino, che ha subito messo in chiaro la sua filosofia e il suo legame con la piazza: «Voglio un Pisa garibaldino». Un messaggio diretto, che evoca coraggio e spirito di sacrificio. «Sono arrivato a Pisa con grandissimo entusiasmo», ha proseguito il tecnico, «ho trovato subito grandissima disponibilità, le stesse idee, gli stessi obiettivi. Sono un allenatore giovane con una grande cultura del lavoro, dell’impegno, del sacrificio».

Gilardino ha poi parlato del gruppo e del calciomercato: «Ho avuto una prima impressione di una squadra con la grande cultura del lavoro, una cosa molto, molto positiva. Siamo in armonia su tutto, ambizioni e obiettivi. Sappiamo che il mercato sarà lungo, ma penso ad allenare chi ho a disposizione». Infine, un appello ai tifosi, considerati un fattore cruciale per la difficile stagione in Serie A: «La piazza dovrà essere una linfa vitale, l’entusiasmo dei nostri tifosi».

Calciomercato Lazio bloccato, ma Sarri ha queste richieste per Fabiani

Calciomercato Lazio bloccato, ma Sarri ha queste richieste per Fabiani. Il tecnico vuole trattenere alcuni giocatori e valorizzarne altri

A Formello si lavora a porte chiuse, in un clima di riflessione e programmazione forzata. L’aria che si respira è densa, non solo per il fumo di una sigaretta dopo l’altra, fedele compagna di Maurizio Sarri, ma per il peso delle decisioni da prendere in un’estate anomala per la Lazio. Il tecnico toscano, tornato sulla panchina biancoceleste con rinnovato entusiasmo, si è trovato di fronte a una realtà complessa, culminata in una lunga e cruciale riunione con il direttore sportivo Mariano Fabiani. Come riportato da “Il Messaggero“, l’incontro è servito a cementare la strategia per i mesi a venire, una navigazione a vista imposta da un mercato in entrata completamente bloccato.

La spada di Damocle sulla sessione estiva è il mancato rispetto dell’indice di liquidità, che impedisce al club di tesserare nuovi giocatori fino alla finestra invernale. Una tegola che ha costretto società e allenatore a un profondo esame di coscienza e a un cambio di prospettiva: non più la ricerca di rinforzi esterni, ma una valorizzazione interna delle risorse a disposizione. Il vertice tra Sarri e Fabiani ha quindi definito un piano d’azione pragmatico, quasi obbligato, che si muove su direttrici ben precise.

Sul tavolo sono stati messi, in primis, i nomi dei giocatori su cui puntare per una crescita immediata. Profili come Dele-Bashiru, il giovane Belahyane e l’esterno Nuno Tavares, già di proprietà del club, saranno al centro del progetto tecnico. L’obiettivo è trasformare un ostacolo in un’opportunità, concedendo loro la fiducia e il minutaggio necessari per esplodere e diventare dei veri e propri “acquisti” fatti in casa.

Parallelamente, si è discusso del nucleo duro della squadra, degli intoccabili da cui ripartire. Il diktat è chiaro: i pilastri della rosa, come il leader difensivo Alessio Romagnoli, il solido Mario Gila, il motore del centrocampo Mattéo Guendouzi e l’imprescindibile Mattia Zaccagni, non si muoveranno. Trattenerli è la priorità assoluta per garantire stabilità e competitività al progetto.

Infine, lo sguardo si è proiettato al futuro. Sebbene il mercato sia bloccato ora, a Formello si pianifica già per gennaio e per la prossima estate. La riunione è servita anche a individuare i reparti che necessiteranno di interventi prioritari non appena sarà possibile operare: la difesa e la linea mediana sono stati cerchiati in rosso come reparti da ringiovanire. Questo è il piano, condiviso e sottoscritto da Sarri in pieno accordo con la società: fare di necessità virtù, blindare i big e lavorare oggi per rinforzarsi domani.

Acerbi-Inter, clausola e tensioni passate: c’è l’ipotesi rescissione

Acerbi Inter, clausola e tensioni passate: c’è l’ipotesi rescissione per il difensore nerazzurro fedelissimo di Inzaghi

Il futuro di Francesco Acerbi all’Inter è tutt’altro che scontato. L’eroe della semifinale di Champions League contro il Barcellona, considerato un fedelissimo dell’ex tecnico Simone Inzaghi, è ora al centro di riflessioni che potrebbero portare a un clamoroso addio. A pesare sul suo futuro non è solo un rapporto mai decollato pienamente con la dirigenza, ma anche una particolare clausola contrattuale e le nuove strategie del club.

La clausola nel contratto e i rapporti con il club

Nell’accordo che lega Acerbi all’Inter, secondo indiscrezioni mai smentite ufficialmente, sarebbe presente una clausola che consentirebbe al club di interrompere unilateralmente il rapporto. Pagando una penale di circa 500 mila euro, la società nerazzurra potrebbe liberarsi del giocatore. Questa opzione, unita a tensioni passate (legate alla gestione di alcuni infortuni con staff esterno), rende la sua posizione più fragile. Con l’addio del suo grande mentore, Simone Inzaghi, e l’arrivo del nuovo tecnico Cristian Chivu, gli equilibri sono cambiati e il futuro del difensore è ora in discussione. Lo scrive calciomercato.com.

Mercato Inter: la spinta per Leoni e la suggestione Al-Hilal

A spingere per una possibile cessione di Acerbi è anche la strategia di calciomercato dell’Inter. Il nuovo allenatore, Chivu, sta infatti chiedendo con insistenza l’acquisto di Giovanni Leoni, giovane e talentuoso difensore del Parma dal costo del cartellino molto elevato. Per finanziare l’operazione e fare spazio in rosa, la partenza di un centrale esperto diventa quasi una necessità. Essendo de Vrij più giovane, tutti gli indizi portano a un possibile sacrificio di Acerbi. Sullo sfondo resta la suggestione Al-Hilal, che garantirebbe al difensore un ultimo ricco contratto e un suggestivo ritorno alla corte di Inzaghi. Sebbene al momento le parti smentiscano, il mercato è lungo e il futuro di Francesco Acerbi all’Inter è appeso a un filo.

Diogo Jota, il commovente gesto del Liverpool per commemorarlo

Diogo Jota, il commovente gesto del Liverpool per commemorarlo. I Reds hanno preso questa decisione

Il Liverpool ha preso una decisione commovente per onorare la memoria di Diogo Jota, l’attaccante portoghese tragicamente scomparso in un incidente stradale insieme al fratello André Silva. La morte di Diogo Jota e di suo fratello André Silva ha scosso l’intero mondo del calcio. Il club inglese ha annunciato che ritirerà la maglia numero 20, un gesto simbolico per ricordare il contributo inestimabile che Jota ha dato alla squadra e il legame profondo che ha costruito con i suoi compagni, i colleghi e i tifosi.

Il gesto del Liverpool e la decisione della famiglia

La decisione di ritirare il numero 20 è stata presa dopo aver consultato la moglie di Jota, Rute Cardoso, e la sua famiglia. In un comunicato ufficiale, il Liverpool ha spiegato che il numero verrà ritirato non solo per la prima squadra, ma anche per la squadra femminile e l’intero settore giovanile. Si tratta di un tributo che va oltre i successi sportivi, rappresentando il segno di un legame affettivo e umano che ha unito Diogo Jota al cuore del club e dei suoi tifosi.

l ricordo di Diogo Jota

Il comunicato ufficiale del club recita: «Questa scelta è un riconoscimento non solo dell’immenso contributo che il nostro ragazzo portoghese ha dato ai successi in campo dei Reds negli ultimi cinque anni, ma anche del profondo impatto personale che ha avuto su compagni, colleghi e tifosi, e dei legami indelebili che ha costruito con loro». Jota, che ha giocato con il Liverpool dal 2020, è stato fondamentale nel raggiungimento di numerosi traguardi per i Reds, conquistando titoli e ammirazione per il suo impegno e la sua determinazione.

Un tributo duraturo

Il ritiro della maglia numero 20 non è solo un atto simbolico, ma un ricordo duraturo di un giocatore che ha lasciato un segno indelebile nella storia del Liverpool. Questo gesto rappresenta un tributo alla sua memoria e al suo impatto positivo sia dentro che fuori dal campo, un omaggio che vivrà per sempre nell’animo dei tifosi e nei cuori dei compagni di squadra.

Calciomercato Roma: offerta per Rios del Palmeiras. Cosa manca per chiudere

Calciomercato Roma: offerta per Rios del Palmeiras. Cosa manca per chiudere la trattativa con il club brasiliano per il centrocampista

Il calciomercato Roma entra nel vivo con una doppia offensiva per rinforzare il centrocampo. La dirigenza giallorossa, in accordo con le nuove direttive tecniche, lavora su più tavoli per regalare al tecnico una mediana di qualità e dinamismo. I nomi caldi, su cui si sta spingendo con maggiore insistenza, sono quelli di Richard Rios del Palmeiras e Neil El Aynaoui del Lens, due profili diversi ma complementari che rappresentano le priorità del club.

Assalto a Richard Rios: l’offerta al Palmeiras

Per Richard Rios, centrocampista colombiano classe 2000, la Roma ha rotto gli indugi presentando un’offerta ufficiale al Palmeiras. Il giocatore, messosi in luce anche durante l’ultimo Mondiale per Club, è un profilo molto apprezzato per la sua intensità e capacità di inserimento. Attualmente, la trattativa vive una fase di stallo a causa di una distanza, valutata in circa 5 milioni di euro, tra la proposta giallorossa e la richiesta del club brasiliano. I contatti tra le parti proseguono con l’obiettivo di trovare un punto d’incontro e limare il gap economico per portare nella Capitale un mediano di sicuro affidamento e prospettiva.

El Aynaoui del Lens l’altra pista

Parallelamente alla pista che porta in Brasile, la Roma sta intrattenendo contatti per Neil El Aynaoui, talentuoso centrocampista franco-marocchino del Lens. Classe 2001, El Aynaoui si è imposto come uno dei migliori mediani della Ligue 1, dimostrando grande visione di gioco, qualità nel palleggio e intelligenza tattica. A differenza di Rios, ha già esperienza nel calcio europeo e rappresenterebbe un innesto di buona prospettiva. I giallorossi stanno spingendo per anticipare la concorrenza e trovare un’intesa con il club francese.

Italia femminile in tv: 9,7% di share con la Spagna. Ecco dove saranno trasmessi i quarti con la Norvegia

Italia femminile, 9,7% di share con la Spagna: ecco dove saranno trasmessi i quarti con la Norvegia. Le Azzurre di Soncin protagoniste all’Europeo

È un risveglio carico di orgoglio per la Nazionale Femminile di calcio, che ha centrato uno storico traguardo: la qualificazione ai quarti di finale di EURO 2025. Un obiettivo che mancava all’Italia del calcio femminile da ben dodici anni, dall’edizione del 2013, e che testimonia la straordinaria crescita del gruppo guidato dal Ct Andrea Soncin. Le Azzurre hanno conquistato il pass per la fase a eliminazione diretta grazie al secondo posto ottenuto nel Gruppo B, un risultato sigillato nonostante la sconfitta indolore contro le campionesse del mondo della Spagna.

Boom di ascolti TV: un legame sempre più forte con i tifosi

Il percorso delle Azzurre a EURO 2025 non sta entusiasmando solo sul campo, ma anche davanti al televisore. Il legame tra la Nazionale Femminile e i tifosi italiani si consolida partita dopo partita, come dimostrano gli eccellenti dati degli ascolti TV. Il match contro la Spagna, trasmesso su Rai 2, ha incollato allo schermo 1 milione e 362mila telespettatori, registrando uno share del 9,7%. Numeri importanti che confermano un seguito in costante crescita e una passione sempre più diffusa per il calcio femminile nel nostro Paese. Un successo mediatico che premia il lavoro della squadra e della federazione.

Prossima partita: Italia-Norvegia su Rai 1 per un posto in semifinale

L’attesa è ora tutta per la sfida da dentro o fuori che vale un posto tra le prime quattro d’Europa. L’avversario dell’Italia ai quarti di finale sarà la temibile Norvegia. La prossima partita si preannuncia un evento da non perdere per tutti gli appassionati. L’appuntamento è fissato per mercoledì 16 luglio a Ginevra, con calcio d’inizio alle ore 21. Per l’occasione, l’incontro sarà trasmesso in diretta e in prima serata sulla rete ammiraglia, Rai 1, a ulteriore testimonianza dell’importanza dell’evento e del grande seguito che le ragazze di Andrea Soncin hanno saputo conquistare.

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