Pagina 757 – Calcio News 24

Sanchez Udinese, un anno dopo il suo ritorno si dividono le loro strade: lo aspetto Mourinho in Turchia

Dopo appena un anno si conclude il Sanchez bis all’Udinese: il cileno vuole un ruolo da protagonista ed è pronto a dire sì al Fenerbahce

Doveva essere un ritorno romantico, il cerchio che si chiude nel segno dei ricordi e della gratitudine. Invece, a un anno esatto dal bagno di folla in Piazza Libertà, l’avventura bis di Alexis Sanchez all’Udinese sta per concludersi nel modo più amaro. Arrivato tra entusiasmo e nostalgia, il Nino doveva essere il simbolo della rinascita friulana, il leader tecnico e carismatico della squadra. Ma tra infortuni, incomprensioni e una gestione tecnica discutibile, l’idillio non è mai davvero iniziato.

Già nella prima parte di stagione, i guai fisici lo avevano tenuto lontano dal campo. Quando è tornato a disposizione, però, il rapporto con l’allenatore Kosta Runjaic si è rivelato complicato: Sanchez ha spesso manifestato il suo malumore per un impiego discontinuo e in ruoli non congeniali. La frattura definitiva è arrivata dopo le dichiarazioni polemiche in Nazionale e l’assenza al raduno estivo: Sanchez ha scelto di non presentarsi, facendo chiaramente capire che non intende proseguire.

In parallelo, come riportato da Sky Sport, è arrivata la proposta del Fenerbahce di José Mourinho: un contratto da 4 milioni tra parte fissa e bonus, ma soprattutto la promessa di un ruolo da protagonista in una squadra costruita per vincere subito. L’idea di un finale di carriera in panchina non lo sfiora: Alexis vuole giocare, sentirsi centrale, e sa che a Udine non accadrebbe, almeno finché Runjaic sarà in panchina.

Il colloquio con Gino Pozzo, artefice del suo ritorno, ha chiarito la situazione. I rapporti personali restano intatti, ma la volontà di separarsi è reciproca. Resta però il nodo contrattuale: Sanchez guadagna quasi 2,8 milioni lordi fino al 2026 e l’Udinese non intende liberarlo a zero. Serve un indennizzo o un contributo da parte del Fenerbahce, che potrebbe arrivare nei prossimi giorni.

Il divorzio è ormai solo questione di tempo. Sanchez è pronto per la Turchia, l’Udinese per voltare pagina. Non sarà il finale sognato, ma i tifosi conserveranno comunque l’immagine luminosa del primo, irripetibile Nino.

Mondiale per Club, Maresca sfida Luis Enrique: due allenatori che l’Italia ha bruciato troppo spesso

Mondiale per Club, la finale tra Chelsea e PSG è la sfida tra Maresca e Luis Enrique: due tecnici che in Italia non abbiamo saputo aspettare

Bruciati troppo presto in Italia, oggi Enzo Maresca e Luis Enrique sono protagonisti assoluti della finale del Mondiale per Club tra Chelsea e Paris Saint-Germain. Due percorsi che si incrociano al vertice, ma che in passato avevano già sfiorato il nostro campionato – senza però lasciare il segno. Entrambi, infatti, furono scartati prematuramente dopo brevi e poco fortunate esperienze sulle panchine italiane. E oggi, a distanza di anni, sembrano aver trovato la definitiva consacrazione altrove, guidando due tra le squadre più forti del panorama europeo.

Maresca aveva iniziato la sua avventura da tecnico proprio in Italia, alla guida del Parma nel 2021. Un progetto triennale che durò però solo 100 giorni: esonerato dopo 13 giornate in Serie B, venne rimpiazzato a causa di risultati deludenti. Una parentesi che lui stesso definì fondamentale, ma segnata da aspettative sbagliate e tempi troppo stretti. A credere in lui fu poi Guardiola, che lo accolse nel suo staff al City. Da lì la rinascita: la promozione in Premier con il Leicester e poi la chiamata del Chelsea, dove al primo anno ha già conquistato Conference League e qualificazione alla Champions.

Discorso simile per Luis Enrique, arrivato alla Roma nel 2011 con grandi ambizioni. La sua unica stagione sulla panchina giallorossa si concluse con un settimo posto e le dimissioni volontarie. I tifosi all’epoca lo salutarono senza rimpianti anche con un celebre striscione “Luis vattene, si è liberato un posto ar Barcellona“, ma col senno di poi il giudizio è cambiato. L’ex Barça, dopo il Triplete in Catalogna, è diventato un allenatore vincente anche a Parigi, dove ha già conquistato quattro titoli in stagione, comprea la prima Champions League dei francesi. Se dovesse sollevare anche il trofeo del Mondiale per Club, chiuderebbe un’annata perfetta con cinque successi su cinque competizioni.

Due storie di rivincita e di crescita lontano dall’Italia. Dove, forse, il talento in panchina si valuta ancora troppo in fretta.

Calciomercato Inter: Asllani diventa un caso. Il motivo

Calciomercato Inter: Asllani diventa un caso. Il centrocampista albanese continua a rifiutare tutte le destinazioni

Un “no” che blocca il mercato. O “jo”, per dirla nella sua lingua madre. Kristjan Asllani è diventato un caso in casa Inter: il regista albanese vuole rimanere in Italia, ma le uniche offerte concrete arrivate in Viale della Liberazione provengono dall’estero. E a tutte, il centrocampista ha risposto con un cortese rifiuto, creando un’impasse che inizia a infastidire la dirigenza.

Marotta e Ausilio vorrebbero incassare circa 15 milioni dalla sua cessione a titolo definitivo, una cifra da reinvestire su altri obiettivi (come il difensore Leoni). Asllani fa parte di un pacchetto di esuberi, insieme a Buchanan, Esposito e Stankovic, da cui il club conta di ricavare almeno 40 milioni. Il problema è che in Italia, al momento, nessuno sembra pronto a sborsare quella cifra per l’albanese. Su di lui ci sono gli occhi di Bologna e Fiorentina, ma è dall’estero che è arrivata la mossa più decisa: il Betis, finalista di Conference League, ha incontrato il suo agente, ma si è scontrato con il “no” del giocatore, che non gradisce la Liga.

La soluzione potrebbe essere un ritorno a casa, o quasi. Cresciuto a Buti, un paese sui colli fiorentini, per Asllani un trasferimento alla Fiorentina di Stefano Pioli rappresenterebbe “la chiusura di un cerchio”. Un’opzione romantica che potrebbe sbloccare la situazione.

L’Inter, dal canto suo, considera finita la sua storia in nerazzurro. Dopo un’annata deludente, in cui ha steccato nei big match come il derby di Coppa Italia e non ha brillato al Mondiale per Club con Chivu, il club è pronto a salutarlo. Ma per farlo, dopo 99 presenze, serve che Asllani trasformi i suoi tanti “no” in un “sì” convinto.

Adli bocciato da Allegri prima di cominciare: si allenerà col Milan Futuro

Adli bocciato da Allegri prima di cominciare: si allenerà col Milan Futuro. Il centrocampista vorrebbe una chance ma non rientra nei piani del tecnico

Un esilio in attesa del mercato. La parabola di Yacine Adli al Milan ha assunto i contorni di un caso emblematico. Escluso dal raduno della prima squadra di Massimiliano Allegri, il centrocampista franco-algerino è di fatto un separato in casa. Da domani, lunedì 14 luglio, si allenerà con il Milan Futuro, la squadra U23 che milita in Serie D. Una realtà lontanissima dalle ambizioni di un giocatore che, solo pochi mesi fa, era un titolare in Serie A con la maglia della Fiorentina, prima che i problemi fisici lo frenassero. Lo riporta La Gazzetta dello Sport.

La decisione del club è stata netta: “bocciato prima di cominciare”. Allegri, nel suo ruolo, considera la rosa già completa con gli arrivi di Modric e Ricci, giocatori con caratteristiche simili alle sue. Per Adli, che sognava di giocarsi le sue carte e convincere il nuovo tecnico, non c’è stata neanche una possibilità. Nonostante la profonda delusione, il giocatore non ha mai fatto polemica, confermando la sua professionalità e allenandosi in vacanza con un preparatore personale, come mostrato sui suoi canali social.

Il suo futuro è un rebus. Adli si vede solo con la maglia del Milan, ma se un’alternativa dovrà esserci, sarà di alto livello. Ha già rifiutato un’offerta dallo Spartak Mosca, cercando un club di un campionato top che lotti per l’Europa. Una posizione che lo ha portato anche a comunicare alla Fiorentina la sua volontà di non proseguire l’avventura in viola, proprio per inseguire il sogno rossonero, ora infranto.

Con il mercato ancora lungo, Adli attenderà probabilmente fino ad agosto, quando le occasioni si moltiplicheranno. Fino ad allora, si allenerà con i giovani del Milan Futuro, sperando in un colpo di scena: una chiamata di Allegri per porre fine a un esilio che sente ingiusto.

Calciomercato Inter: la doppia richiesta di Chivu a Marotta. Vuole loro due

Calciomercato Inter: la doppia richiesta di Chivu a Marotta. Vuole loro due per potenziare l’organico nerazzurro per la prossima stagione

Archiviate le scorie del Mondiale per Club e in attesa di novità sul fronte Calhanoglu, l’Inter pianifica le prossime mosse di mercato. Dopo aver già accolto a Milano Luis Henrique e Petar Sucic, e aver confermato Francesco Pio Esposito in attacco, la dirigenza nerazzurra lavora per soddisfare le richieste del nuovo tecnico, Cristian Chivu. Come riporta Il Giorno l’allenatore romeno è stato chiaro: per completare la rosa servono un difensore centrale giovane e un attaccante capace di saltare l’uomo, per dare più imprevedibilità al modulo.

Per la difesa, il nome in cima alla lista è quello di Giovanni Leoni. Chivu, che lo ha già allenato ai tempi del Parma, spinge per avere il talentuoso classe 2006, vedendo in lui il profilo ideale per avviare un nuovo ciclo. L’ostacolo principale, al momento, è la distanza economica tra i club: il Parma valuta il suo gioiello 40 milioni di euro, mentre l’Inter si è spinta a un’offerta di 30. Lo scrive La Gazzetta di Parma.

Tuttavia, l’affondo decisivo per Leoni è strettamente legato a un’uscita nel reparto arretrato. Tutti gli indizi portano a Francesco Acerbi: la società nerazzurra ha infatti avviato una riflessione sul futuro del difensore classe 1988 e la sua eventuale cessione sbloccherebbe di fatto l’operazione Leoni.

Si tratterebbe di una scelta strategica tanto audace quanto affascinante, un vero e proprio cambio generazionale nel cuore della difesa. L’Inter si troverebbe a sostituire l’enorme bagaglio di esperienza di Acerbi, forte di oltre 600 presenze in carriera, con la freschezza e la forza fisica di un talento di diciotto anni più giovane. Una scommessa precisa, voluta da Chivu per iniettare nuova energia e gettare le basi per un’Inter vincente anche nel futuro, con un occhio attento al bilancio e alla sostenibilità.

Pioli ai tifosi della Fiorentina: «Posso fare questa promessa»

Pioli ai tifosi della Fiorentina: «Posso fare questa promessa». Le prime dichiarazioni del neo tecnico viola

Inizia ufficialmente la seconda avventura di Stefano Pioli sulla panchina della Fiorentina. Il tecnico, tornato a Firenze per guidare la squadra nella stagione 2025-2026, ha affidato ai canali ufficiali del club le sue prime, sentite parole, manifestando tutta l’emozione per un ritorno fortemente voluto e un profondo senso di responsabilità verso la piazza.

Il legame con l’ambiente viola è il punto di partenza del suo nuovo percorso, unito allo stupore per la crescita delle infrastrutture del club. «Provo una grande emozione, sicuramente sì, perché Firenze e la Fiorentina sono qualcosa di particolare per me e tornare a lavorare qui lo faccio con immenso piacere e grande senso di responsabilità perché siamo un grande club e c’è una città che ci sostiene», ha dichiarato Pioli. «Rivedere facce che ho conosciuto e con le quali ho vissuto esperienze importanti è molto piacevole e mi fa sentire a casa. Poi ho trovato una struttura eccezionale ed incredibile, molto diversa da quello che avevamo prima ed un plus per il nostro lavoro e per cercare che la prossima stagione sia la migliore possibile».

Il messaggio ai tifosi è un patto basato sul lavoro e sulla dedizione quotidiana, una promessa chiara per onorare la maglia e l’affetto della città. «È facile adesso parlare ai nostri tifosi ma è anche impegnativo, quello che posso promettere io e noi come club e squadra cercheremo di lavorare ogni giorno con grande serietà, passione ed entusiasmo per regalare ai tifosi e regalarci le migliori soddisfazioni possibili».

Infine, uno sguardo agli obiettivi e all’identità di gioco che la sua Fiorentina dovrà avere: un calcio propositivo e una mentalità da battaglia. «È chiaro a inizio stagione hai le motivazioni al massimo e le ambizioni alte ma vogliamo creare una Fiorentina competitiva che giochi un calcio non so se divertente ma che piaccia a noi e che vada a giocarsi ogni partita con grande convinzione e determinazione per tenere alti i nostri colori».

Griezmann manda cuoricini alla Juventus: c’è un motivo

Griezmann manda cuoricini alla Juventus: c’è un motivo. Non è passato inosservato l’edorsement social de Le Petit Diable verso l’ultimo colpo

Un semplice like che accende i sogni dei tifosi. La Juventus guarda al futuro e mette a segno un colpo di prospettiva per le sue giovanili, ufficializzando l’arrivo del difensore francese classe 2007, Leo Bamballi. A rendere la notizia virale è stato però un “endorsement” inaspettato e prestigioso: quello del campione del mondo Antoine Griezmann.

Proveniente dal prolifico settore giovanile del Lione, Bamballi è un innesto di qualità destinato inizialmente alla Primavera di Paolo Magnanelli. Tuttavia, le sue doti lo candidano a un rapido salto verso la Next Gen in Serie C, seguendo un percorso di crescita accelerato che la Juventus riserva ai suoi talenti migliori. Il suo arrivo rappresenta un tassello importante nella strategia del club di fortificare il proprio vivaio con profili internazionali di alto potenziale.

Ma cosa lega “Le Petit Diable” a un giovane difensore juventino? L’entusiasta reazione di Griezmann sui social – un cuore e una faccina innamorata sotto il post di presentazione – non è casuale. Il legame è professionale e familiare: Bamballi fa parte della scuderia di Maude Griezmann, sorella dell’attaccante dell’Atletico Madrid e abile procuratrice, che ne cura gli interessi. Un sigillo di approvazione che ne aumenta l’hype.

Dal punto di vista tattico, Bamballi è un difensore polivalente. Nasce come terzino, ma la sua intelligenza e la sua completezza tecnica gli permettono di agire con efficacia sia come esterno a tutta fascia in un centrocampo a cinque, sia come braccetto in una difesa a tre. Proprio questa duttilità, unita a una spiccata intelligenza tattica, lo rende un profilo moderno e prezioso, su cui la Juventus è pronta a scommettere per il futuro della propria retroguardia.

Pastore a sorpresa: «Darei il Pallone d’Oro a lui. Sarebbe una scelta dirompente»

Pastore a sorpresa: «Darei il Pallone d’Oro a lui. Sarebbe una scelta dirompente». Le dichiarazioni del giornalista sul celebre premio

Durante l’ultima puntata di “Cronache By Night“, il noto format di Cronache di Spogliatoio, il giornalista Giuseppe Pastore ha lanciato una provocazione destinata a far discutere in vista del prossimo Pallone d’Oro. Analizzando i possibili candidati, Pastore ha espresso una visione controcorrente, escludendo dal suo podio il favorito Ousmane Dembélé e proponendo nomi che premiano ruoli e qualità spesso trascurati.

La disamina di Pastore parte da un’esclusione eccellente. «Io non metterei sul podio quello che probabilmente vincerà, cioè Dembélé. Però metto Yamal, Vitinha e Hakimi», afferma senza mezzi termini, delineando una tripletta che premia il talento generazionale, la regia illuminata e un ruolo storicamente trascurato.

È proprio sulla candidatura del terzino marocchino che Pastore costruisce la sua tesi più forte, basandola su un dato storico inconfutabile. «Si dice che i portieri non vincono mai, solo Yashin nel ’63. In realtà c’è un ruolo che lo ha vinto ancora meno del portiere: il terzino. Non c’è un solo terzino che abbia vinto il Pallone d’Oro: Maldini, Roberto Carlos, Facchetti, Cafù».

Questa premessa storica serve a lanciare la provocazione finale, un elogio a un calciatore che interpreta il ruolo in chiave moderna e dominante. «Hakimi sarebbe davvero una scelta dirompente», prosegue Pastore. «Poi è un calciatore che coniuga la sua enorme qualità individuale alla totale diligenza tattica agli ordini di un sistema visionario, questo fa di lui una specie di mostro». La candidatura di Hakimi diventa così non solo un premio al singolo, ma un potenziale riconoscimento a un’intera categoria di calciatori, fondamentali ma quasi mai celebrati con la gloria più alta.

Calciomercato Lazio: c’è già un clamoroso ultimatum di Sarri a Lotito

Calciomercato Lazio: c’è già un clamoroso ultimatum di Sarri a Lotito. Il tecnico ha voluto subito mettere le cose in chiaro col proprio presidente

Formello è stato teatro ieri di un incontro cruciale tra Claudio Lotito, presidente della Lazio, e Maurizio Sarri, allenatore del club biancoceleste noto per il suo calcio offensivo e le idee tattiche raffinate. Il faccia a faccia, il primo dopo il blocco del mercato, ha avuto come obiettivo chiarire le posizioni e gettare le basi per il prosieguo della stagione. Ecco la situazione e le ultime

Fino a questo momento, i due si erano confrontati solo telefonicamente il 27 giugno scorso, seguito da una nota ufficiale diramata dalla società. In quella circostanza Sarri aveva accettato di rimanere alla guida della squadra, seppur con amarezza, in seguito al mancato rispetto dell’accordo iniziale che prevedeva un rafforzamento della rosa proporzionale alle uscite.

l nodo principale resta il mercato “a saldo zero”, ancora rinviato. Secondo quanto riportato da Il Messaggero, Lotito ha chiesto al tecnico toscano di tenere duro fino a gennaio, promettendo nuovi innesti nella sessione invernale. Sarri, da parte sua, ha chiesto chiarimenti immediati sul possibile ripianamento del cosiddetto “costo del lavoro allargato”, riferendosi alla possibilità di ingaggiare almeno un parametro zero dopo il 30 settembre.

L’ex allenatore di Napoli, Chelsea e Juventus ha espresso la necessità di totale trasparenza da parte della società, lanciando un avvertimento: senza chiarezza, potrebbe decidere di fare un passo indietro. Un vero e proprio ultimatum, che sottolinea le tensioni interne e la richiesta di fiducia reciproca.

Sarri ha anche invitato Lotito a seguire l’esempio di Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, che ha deciso di investire maggiormente per poi raccogliere successi. Inoltre, ha suggerito una comunicazione più sincera nei confronti dei tifosi, che malgrado le delusioni hanno dimostrato fedeltà con quasi 20.000 abbonamenti sottoscritti in prelazione.

Calciomercato Juventus: un inatteso ritorno per il ruolo di secondo portiere?

Calciomercato Juventus: un inatteso ritorno per il ruolo di secondo portiere? Ecco chi potrebbe sostituire il partente Perin

La situazione di Mattia Perin alla Juve è in continuo sviluppo, con il portiere che ha esplicitamente chiesto la cessione. Questo scenario potrebbe portare a un’importante mossa di mercato, che, qualora dovesse concretizzarsi l’addio di Perin, sarebbe alla ricerca di un sostituto. In tal senso, uno dei nomi che sta guadagnando terreno è quello di Emil Audero cresciuto nel settore giovanile bianconero. 

Come riportato da Giovanni Albanese, Audero potrebbe tornare a Torino come vice di Michele Di Gregorio, un ruolo che gli permetterebbe di competere per una posizione nelle liste senza troppi rischi, vista l’affidabilità del titolare. La sua candidatura appare interessante anche per il fatto che è ben conosciuto dal club e potrebbe integrarsi rapidamente nel gruppo.

Audero Juve: il braccio di ferro con il Palermo

Tuttavia, la situazione non è così semplice. Audero, attualmente in forza al Como, ha anche altre opzioni sul tavolo. Tra queste c’è un’offerta molto concreta dal Palermo, che gli garantirebbe il posto da titolare in Serie B. Questo potrebbe rappresentare un’opportunità di crescita importante per Audero, che vorrebbe sicuramente avere più spazio per mettersi in mostra. Il confronto tra il ruolo da titolare in Serie B e il più ridotto ruolo da vice a Torino diventa quindi un nodo centrale della trattativa.

Il calciomercato Juve, da parte sua, dovrà convincere Audero che il ruolo di vice a Torino, sebbene inizialmente limitato, possa offrirgli una grande opportunità di crescita, sia sul piano tecnico che sul piano delle ambizioni. Inoltre, il portiere potrebbe sfruttare la visibilità internazionale che verrebbe da giocare in un club come la Juve, pur avendo come obiettivo il ritorno da titolare. La decisione finale dipenderà anche dalle offerte economiche, dalle dinamiche interne al club e dalla volontà del giocatore.

Audero Juve, il punto sugli estremi difensori

Con Perin che ha manifestato chiaramente la sua intenzione di lasciare il club, la Juvesta quindi cercando un’alternativa affidabile, pronta a supportare Di Gregorio ma senza creare scompiglio nella gerarchia. Audero potrebbe rappresentare un’ottima soluzione, ma la concorrenza del Palermo e le dinamiche relative al suo futuro impongono una riflessione….

Torino, reso noto lo staff di Baroni per la stagione 2025/26

Torino, reso noto lo staff di Baroni per la stagione 2025/26. Ecco da chi sarà coadiuvato il tecnico per la sua prima stagione in granata

L’entusiasmo per il nuovo Torino di Marco Baroni è già palpabile e ha trovato la sua cornice ideale nel cuore pulsante del tifo granata: lo stadio Filadelfia. Nella giornata di ieri, il club ha aperto le porte del “Tempio” per una seduta di allenamento speciale, ricevendo in cambio una risposta straordinaria dal suo popolo.

Oltre duemila tifosi hanno infatti gremito le tribune, trasformando un semplice allenamento estivo in una vera e propria festa. Un autentico bagno di folla ha avvolto la squadra, con applausi scroscianti e cori d’incoraggiamento che hanno accompagnato ogni fase del lavoro guidato da Baroni. Un’iniezione di fiducia e passione fondamentale, che testimonia il forte legame tra la squadra e la sua gente in vista di una stagione carica di aspettative.

E mentre il campo esprime passione e sudore, la società definisce la macchina organizzativa che dovrà supportare il nuovo progetto tecnico. Nella giornata di oggi, infatti, il club ha ufficializzato l’organigramma completo dei professionisti che lavoreranno al fianco dell’allenatore. Una struttura definita in ogni dettaglio, dalla preparazione atletica all’analisi tattica, per garantire il massimo supporto al lavoro quotidiano del gruppo.

Questo lo staff tecnico che affiancherà Baroni per la stagione 2025-2026:

Allenatore: Marco Baroni Allenatore in seconda: Leonardo Colucci Collaboratore Tecnico: Umberto Romano Collaboratore Tecnico: Giuseppe Martino Responsabile dei Preparatori Atletici: Andrea Petruolo Preparatore Atletico: Federico Di Dio Preparatore Atletico: Enrico Busolin Preparatore Atletico Responsabile Recupero infortunati: Paolo Solustri Responsabile Preparatore dei Portieri: Matthias Castiglioni Preparatore dei Portieri: Fabio Ronzani Responsabile Match Analyst: Silvio Valanzano Match Analyst: Mattia Bastianelli

Osimhen al Galatasaray, nuovi contatti: e il Napoli ora apre. Ultimissime

Osimhen al Galatasaray, nuovi contatti: e il Napoli ora apre nonostante le difficoltà emerse negli ultimi giorni sulle garanzie bancarie

La trattativa per il futuro di Victor Osimhen si riaccende sull’asse tra Napoli e Istanbul. Nelle ultime ore, infatti, si sono registrati nuovi e significativi contatti tra il Napoli e il Galatasaray, con il club azzurro che, per la prima volta, sembra aver aperto concretamente alla possibilità di un’intesa per la cessione del suo centravanti. Lo riporta Matteo Moretto.

Sul tavolo resta la ricca proposta del club turco, una maxi operazione da 75 milioni di euro complessivi. La struttura dell’offerta prevede un pagamento iniziale di 40 milioni di euro, seguito da due rate successive da 17,5 milioni ciascuna. Una formula che il Napoli, fino a oggi, aveva sempre considerato con scetticismo ma che ora inizia a valutare con maggiore attenzione, spinto anche dalla volontà del giocatore.

L’apertura del Napoli, tuttavia, è condizionata da paletti ben precisi. Il club di De Laurentiis, prima di dare il via libera definitivo, chiede al Galatasaray garanzie bancarie solide sulla “doppia rata” da 35 milioni di euro (le due da 17,5M). Non solo: la dirigenza azzurra vuole anche discutere modalità di pagamento differenti per la seconda e ultima tranche, cercando evidentemente di tutelarsi al massimo da eventuali rischi finanziari.

A rendere la trattativa più fluida contribuisce in modo decisivo la posizione dello stesso Osimhen. L’attaccante nigeriano sta infatti premendo con insistenza per il trasferimento al Galatasaray, desideroso di iniziare una nuova avventura nel campionato turco. La sua volontà rappresenta un fattore chiave che potrebbe spingere le due società a venirsi incontro per limare le distanze sulle garanzie e le modalità di pagamento. La trattativa è entrata nel vivo: il Napoli detta le condizioni, il Galatasaray ci prova e Osimhen attende con ansia la fumata bianca.

Marc Pubill, chi è il nuovo obiettivo del Milan per la fascia destra: un treno da 191 cm

Marc Pubill, chi è il nuovo obiettivo del Milan per coprire la fascia destra. I rossoneri puntano sul terzino spagnolo dell’Almería

La caccia a un nuovo padrone per la fascia destra è una delle priorità assolute del mercato del Milan. Tra i tanti profili valutati, nelle ultime ore ne è emerso uno che, per caratteristiche fisiche e tecniche, sembra aver convinto la dirigenza e lo staff tecnico: si tratta di Marc Pubill, talentuoso esterno spagnolo classe 2003, reduce da una stagione da protagonista con la maglia dell’Almería. I rossoneri avrebbero individuato in lui l’interprete ideale per portare potenza, spinta e centimetri alla corsia difensiva, e la trattativa per portarlo in Serie A è entrata nel vivo.

Alto 191 centimetri, Pubill non è il classico terzino, ma un vero e proprio “treno” sulla corsia di destra. La sua caratteristica principale è una straripanza fisica non comune, che gli permette di dominare la fascia per tutti i novanta minuti, garantendo una spinta offensiva costante. Più ala aggiunta che difensore puro, ama proiettarsi in avanti, puntare l’uomo e arrivare sul fondo per il cross. L’ultima stagione ne ha certificato la crescita esponenziale anche in termini di efficacia: con l’Almería ha collezionato 40 presenze, mettendo a referto 1 gol e ben 5 assist, numeri che testimoniano la sua capacità di essere un fattore decisivo negli ultimi trenta metri. La sua abilità nel creare superiorità numerica è la qualità che più ha impressionato gli osservatori del Milan.

L’annata 2024-25 è stata quella della sua consacrazione in Liga. Nonostante la sua squadra abbia lottato per la salvezza, Pubill è stato una delle poche, costanti note liete, offrendo prestazioni di altissimo livello anche contro avversari del calibro di Real Madrid e Barcellona. Proprio queste partite hanno attirato su di lui l’interesse dei top club. Il Milan è convinto che il suo potenziale sia enorme, specialmente sotto la guida di un allenatore che possa affinarne le lacune in fase difensiva, l’aspetto del suo gioco dove ha maggiori margini di miglioramento. L‘Almería lo valuta circa 15 milioni di euro. I rossoneri sono pronti a investire, ma devono guardarsi dalla concorrenza dello stesso Barcellona, che lo segue da vicino.

Gasperini, bagno di folla a Trigoria: la strana richiesta di un tifoso… «Ma no dai» – VIDEO

Gasperini, bagno di folla a Trigoria: la strana richiesta di un tifoso… «Ma no dai». Grandissimo entusiasmo per il neo tecnico giallorosso

Ci sono momenti che, più di ogni conferenza stampa o dichiarazione ufficiale, segnano l’inizio di una nuova era. Quello andato in scena al di fuori dei cancelli di Trigoria è senza dubbio uno di questi. L’avventura di Gian Piero Gasperini sulla panchina della Roma è iniziata ufficialmente oggi, nel caldo di metà luglio, e ha già trovato il suo primo, indelebile, simbolo.

Appena rientrato dalle visite mediche di rito, il tecnico bergamasco è stato letteralmente avvolto dall’abbraccio del suo nuovo popolo. Un vero e proprio bagno di folla, un’ondata di passione giallorossa che ha travolto Gasperini tra richieste di selfie e autografi. I tifosi, impazienti di iniziare la stagione, hanno voluto far sentire subito il loro calore a un allenatore da cui si aspettano grinta, identità e un calcio spettacolare.

Ma è nel cuore di questa calca festante che si è consumato un siparietto tanto incredibile quanto significativo. Un tifoso si è fatto largo, ha teso il braccio sinistro e ha porto un pennarello al nuovo mister. La richiesta non era per una maglia o un quaderno, ma per la sua pelle, con una promessa solenne: «Mister, me lo firmi qui che poi ci faccio il tatuaggio». Un patto di fiducia siglato sulla pelle, un’investitura popolare che testimonia la fame e la speranza che circondano il nuovo progetto tecnico.

Le parole possono solo provare a descrivere l’intensità di questo primo contatto, ma le immagini riescono a catturarne tutta l’elettricità. Ecco il video che racconta il primo, travolgente, abbraccio tra Gasperini e il mondo Roma, culminato in un gesto che è già diventato l’istantanea perfetta di questo inizio.

https://twitter.com/siamo_la_Roma/status/1944322764657332657

Calciomercato Milan: via Sportiello, chi arriva al suo posto. C’è già accordo

Calciomercato Milan: via Sportiello, chi arriva al suo posto. C’è già accordo per il nuovo portiere che sarà il vice di Maignan

Un intreccio di mercato sull’asse Milano-Bergamo è pronto a ridefinire le gerarchie tra i pali di Milan e Atalanta. Al centro delle trattative ci sono due portieri esperti, Marco Sportiello e Pietro Terracciano, protagonisti di un’operazione che legherà a doppio filo i destini dei due club lombardi. La fumata bianca per un trasferimento, infatti, dipende dalla conclusione dell’altro.

Il Milan ha individuato in Pietro Terracciano il profilo ideale per il ruolo di nuovo vice-Maignan. Il club rossonero ha agito con decisione, raggiungendo un accordo di massima con l’attuale portiere della Fiorentina. Sul tavolo c’è un contratto biennale, un’intesa già pronta per essere siglata e depositata. Terracciano, reduce da stagioni importanti in viola, è pronto a portare la sua esperienza a Milanello, ma il suo arrivo è vincolato a un’uscita.

Parallelamente, l’Atalanta lavora con insistenza per un ritorno a casa: quello di Marco Sportiello. Il portiere, cresciuto proprio nel settore giovanile della Dea, è l’obiettivo primario del club nerazzurro per rinforzare il proprio reparto. I contatti con il Milan sono in corso e ben avviati per sbloccare l’operazione che riporterebbe Sportiello a Bergamo, dove ha già vissuto le tappe più significative della sua carriera.

Qui si chiude il cerchio: il via libera definitivo per il passaggio di Terracciano al Milan arriverà soltanto nel momento in cui l’Atalanta e i rossoneri avranno formalizzato l’accordo per Sportiello. Si tratta di un classico domino di mercato, un incastro che le due dirigenze stanno definendo nei dettagli. Le prossime ore saranno decisive per completare lo scambio di portieri, con Terracciano in attesa a Firenze e Sportiello pronto a rifare le valigie, destinazione Bergamo.

Sampdoria, ufficiale: Donati è l’allenatore. C’è anche un nuovo CEO

Sampdoria, ufficiale: Donati è l’allenatore. C’è anche un nuovo CEO per il club blucerchiato che proverà a ripartire con questa formula

Adesso è ufficiale: Massimo Donati è il nuovo allenatore della Sampdoria. Lo rende noto lo stesso club blucerchiato in un comunicato diramato sul sito ufficiale, che peraltro annuncia anche l’incarico di Jesper Fredberg come nuovo CEO della squadra. Vi riportiamo di seguito il comunicato firmato dal presidente Matteo Manfredi:

«Cari tifosi blucerchiati, so quanto gli ultimi mesi siano stati difficili, pieni di frustrazione, domande e di un innegabile desiderio di cambiamento. Il vostro sostegno incrollabile è stato il cuore pulsante del mondo blucerchiato e, oggi, tutti insieme è il momento di voltare pagina e guardare oltre. Sono quindi lieto di annunciare Jesper Fredberg quale nuovo CEO dell’Area Football e Massimo Donati come nuovo tecnico della prima squadra.

Jesper vanta un’esperienza internazionale in club come Anderlecht, Panathinaikos, Omonia Nicosia, Viborg ed è oggi uno dei dirigenti più innovativi del calcio europeo. All’Anderlecht ha rivitalizzato la strategia sportiva del club, modernizzato il modello di selezione dei giocatori e posto lo sviluppo dei talenti al centro del progetto. In precedenza aveva portato il Viborg dalla seconda divisione danese a lottare per il vertice e per l’accesso alle competizioni europee nella massima serie. La sua esperienza e la sua visione sono perfettamente allineate alla nostra: una Sampdoria sostenibile, competitiva e ambiziosa, supportata da dati e tecnologia e guidata da dirigenti esperti.

Contestualmente alla nomina di Jesper Fredberg, accogliamo Massimo Donati, un tecnico giovane ma con una profonda conoscenza del calcio italiano e internazionale. Ex centrocampista tra le altre anche della nostra Sampdoria, Massimo ha costruito una carriera da allenatore promettente, definita da idee chiare, professionalità e capacità di ottenere il meglio da giovani talenti. Il suo lavoro negli ultimi anni non è passato inosservato e siamo certi che la sua passione e la sua leadership sapranno fare la differenza.

Fredberg e Donati saranno affiancati da Andrea Mancini, nel ruolo di direttore sportivo. Andrea ha sempre dimostrato un profondo senso di appartenenza ai colori blucerchiati e siamo certi che tutti e tre insieme possano rappresentare un team giovane e moderno, capace di riportare la Sampdoria verso i traguardi che tutti quanti auspichiamo.

La proprietà del club resta nel contempo solida e pienamente impegnata a investire nel futuro della Sampdoria. Il ritardo nella definizione di queste nomine chiave è stato valutato con estrema attenzione: abbiamo voluto infatti ragionare in profondità e prendere piena coscienza degli errori compiuti nel recente passato. Era fondamentale assicurarci di fare le scelte giuste per porre il club su un nuovo percorso, il più solido possibile.

Con Fredberg, Mancini e Donati al timone della prima squadra siamo pronti a ricostruire un’identità calcistica chiara per i nostri colori. Allo stesso tempo un ringraziamento sincero va ad Alberico Evani, Attilio Lombardo e al loro staff per la professionalità e l’impegno dimostrati in un periodo complesso. I loro sforzi sono stati profondamente apprezzati dalla proprietà e da tutto il club.

La nostra ambizione è chiara: vogliamo rilanciare il nostro club a partire proprio da un’identità calcistica riconoscibile, capace di onorare la storia della Sampdoria».

Calciomercato Napoli: fatta per Beukema. Le cifre dell’affare

Calciomercato Napoli: fatta per Beukema. Le cifre dell’affare ormai definito e chiuso con il Bologna, nuovo difensore per Conte

Il Napoli ha il suo nuovo difensore centrale, un tassello fondamentale richiesto da Antonio Conte per blindare la retroguardia. A dare l’annuncio definitivo è l’esperto di mercato Fabrizio Romano, che con il suo celebre “here we go!” ha confermato la chiusura dell’operazione: Sam Beukema sarà un nuovo giocatore del Napoli.

L’affare, atteso da giorni, si è finalmente concretizzato sulla base di un accordo totale tra il Napoli e il Bologna. La società di Aurelio De Laurentiis ha messo sul piatto una cifra importante per convincere il club felsineo a lasciar partire uno dei suoi pilastri difensivi. L’intesa è stata raggiunta per un costo fisso di 31 milioni di euro, a cui si aggiungeranno ulteriori bonus legati alle performance del giocatore e ai risultati della squadra. Un investimento significativo che testimonia la volontà del Napoli di fornire al suo nuovo tecnico una rosa subito competitiva per tornare ai vertici del campionato.

Dal lato del giocatore, non c’erano dubbi da tempo. Beukema aveva dato la sua parola al Napoli già da diverse settimane, affascinato dal progetto tecnico e dalla possibilità di essere allenato da un vincente come Antonio Conte. L’accordo sui termini personali era stato raggiunto rapidamente, e il difensore olandese attendeva solo che i due club definissero gli ultimi dettagli.

Ora è tutto pronto per le formalità. Come riportato da Romano, Beukema è pronto a firmare tutti i documenti necessari nelle prossime ore, un passaggio che renderà ufficiale il suo trasferimento in azzurro. Antonio Conte può così accogliere il suo nuovo centrale, un difensore fisico, abile in marcatura e dotato di un’ottima capacità di impostazione, perfetto per la sua linea difensiva. Un colpo strategico per il presente e il futuro del Napoli.

Calciomercato Fiorentina, Mandragora dice addio? I tifosi preoccupati per quella rivale sul mercato

Calciomercato Fiorentina: Mandragora resta una pedina chiave, ma il Bologna osserva. La situazione

Il calciomercato Fiorentina entra in una fase delicata, con particolare attenzione alla situazione legata a Rolando Mandragora. Il centrocampista viola, punto fermo della mediana nelle ultime stagioni, è al centro di una trattativa per il rinnovo del contratto con il club gigliato. Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, il dialogo tra la dirigenza viola e l’entourage del giocatore è avviato, ma al momento la trattativa sarebbe in fase di stallo.

Mandragora, reduce da un’annata positiva sotto la guida di Palladino, ha ribadito la sua volontà di rimanere a Firenze. Anche la Fiorentina, dal canto suo, considera il centrocampista un elemento prezioso nel progetto tecnico per il futuro. Tuttavia, alcuni aspetti contrattuali ancora da definire stanno rallentando l’accordo definitivo. Il giocatore dà comunque priorità alla società di Rocco Commisso, e l’intenzione comune è quella di proseguire insieme.

Intanto, sullo sfondo si muove il Bologna, che osserva con attenzione l’evolversi della situazione. Con Italiano sulla panchina rossoblù, i felsinei sono alla ricerca di rinforzi a centrocampo, e Mandragora è tra i nomi tenuti sotto osservazione. Oltre all’ex Torino e Udinese, il Bologna sta monitorando anche altri profili come Matteo Pessina, attualmente al Monza e in cima alla lista, seguito da Kristjan Asllani dell’Inter, che piace anche proprio alla Fiorentina, e Fabio Miretti della Juventus.

La possibile partenza di Mandragora rappresenterebbe un nodo cruciale per il calciomercato della Fiorentina, che nel frattempo resta vigile anche su altri centrocampisti, nel caso in cui fosse necessario trovare un sostituto. La dirigenza viola, infatti, vuole consegnare al nuovo allenatore una rosa equilibrata e competitiva in vista della prossima stagione, con l’obiettivo di tornare a lottare per un posto in Europa.

La situazione è fluida, ma il club gigliato appare determinato a trattenere Mandragora, consapevole dell’importanza del suo contributo in termini di equilibrio, esperienza e qualità. Il calciomercato Fiorentina continua quindi a intrecciarsi con quello del Bologna, in un duello a distanza che potrebbe accendersi nelle prossime settimane.

Calciomercato Parma, muro totale per quanto riguarda il difensore crociato Leoni. Il prezzo richiesto

Calciomercato Parma: Leoni nel mirino dell’Inter, ma i ducali fanno muro. La situazione attuale dei crociati

Il calciomercato Parma si infiamma attorno al nome di Giovanni Leoni, giovane talento classe 2006 che ha attirato l’attenzione delle big di Serie A. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, l’Inter avrebbe stanziato una cifra importante, circa 30 milioni di euro, per assicurarsi il difensore, che viene considerato la priorità assoluta per rinforzare il reparto arretrato nerazzurro.

Leoni ha tutte le caratteristiche che piacciono alla dirigenza interista: gioventù, tecnica, personalità e un grande margine di crescita. Non a caso, l’amministratore delegato Beppe Marotta, da sempre attento ai profili italiani, lo ha messo in cima alla lista per il mercato estivo. Il giocatore avrebbe già espresso gradimento per il trasferimento a Milano, ma c’è un ostacolo non da poco: la ferma volontà del Parma di trattenerlo ancora per almeno un’altra stagione.

Il calciomercato del Parma punta infatti su Leoni come uno dei cardini del futuro. Dopo la promozione in Serie A, il club emiliano vuole costruire una squadra solida e competitiva, senza rinunciare subito ai propri gioielli. La dirigenza ducale ha fissato il prezzo del cartellino a 40 milioni di euro, e non sembra intenzionata a scendere sotto questa soglia, almeno per il momento.

L’Inter spera di poter contare sugli ottimi rapporti tra le due società per ammorbidire le richieste, ma deve guardarsi dalla concorrenza. Anche il Milan è molto interessato a Leoni e, grazie alle recenti cessioni di Theo Hernandez e Reijnders, dispone di un budget sostanzioso da investire in difesa. I rossoneri potrebbero presto presentare un’offerta concreta, mettendo pressione ai rivali cittadini.

Nel frattempo, l’Inter tiene viva anche una pista alternativa: quella che porta a Koni De Winter, difensore belga di proprietà del Genoa, reduce da un’ottima stagione. Il prezzo del cartellino è di circa 25 milioni di euro, più accessibile rispetto a Leoni, ma la priorità resta comunque il giovane difensore italiano.

Il calciomercato del Parma si trova quindi in una posizione strategica: proteggere un talento di casa e, eventualmente, monetizzare al massimo nel caso di una cessione, cercando di bilanciare ambizione sportiva e sostenibilità economica.

Calciomercato Roma, non solo O’Riley per Gasperini. I giallorossi spingono per altri due giocatori

Calciomercato Roma: settimana decisiva per Massara, O’Riley in cima alla lista (e non solo). Le ultime

Il calciomercato Roma entra in una fase cruciale. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport (A. Pugliese), questa sarà la settimana della verità per Ricky Massara, chiamato a consegnare i primi rinforzi a Gian Piero Gasperini. Domenica prossima i giallorossi si ritroveranno a Trigoria per il raduno e il tecnico si aspetta almeno un nuovo volto in rosa.

In cima alla lista dei desideri c’è Wesley, esterno destro del Flamengo, valutato circa 30 milioni di euro. Il cartellino del giocatore brasiliano è diviso tra il club e alcuni agenti, fattore che potrebbe complicare la trattativa ma non scoraggiare la Roma, intenzionata a chiudere al più presto.

In alternativa, il calciomercato Roma tiene aperta anche la pista che porta a Marc Pubill, giovane terzino dell’Almeria, considerato una valida opzione in caso di mancato accordo per Wesley. Entrambi i profili rispondono alla richiesta di Gasperini per rinforzare le corsie esterne con giocatori giovani, dinamici e già pronti per il salto di qualità.

A centrocampo il nome caldo è quello di Matt O’Riley, valutato tra i 20 e i 22 milioni di euro. Il centrocampista danese è ormai ai ferri corti con il Brighton e potrebbe accettare con entusiasmo un trasferimento nella Capitale. Piace anche Orkun Kökçü del Benfica, ma la sua valutazione si aggira intorno ai 40 milioni, rendendo l’operazione molto più complicata.

Per quanto riguarda la trequarti, la Roma monitora Igor Paixão del Feyenoord, profilo interessante e in crescita. In quel ruolo potrebbe essere impiegato anche Georges Mikautadze, che però potrebbe essere utilizzato anche come seconda punta alle spalle di un centravanti più fisico come Nikola Krstovic.

Il calciomercato della Roma è dunque in pieno fermento, con Massara al lavoro per regalare al nuovo tecnico una rosa all’altezza degli obiettivi stagionali. I prossimi giorni saranno decisivi per sbloccare le prime trattative e iniziare a costruire la nuova Roma targata Gasperini.

Calciomercato Cremonese, Gollini obiettivo per la porta grigiorossa. Quel fattore può essere decisivo

Calciomercato Cremonese: Gollini nel mirino per la porta, contatti con la Roma. La situazione

Il calciomercato Cremonese entra nel vivo e si concentra su un nome importante per la porta: Pierluigi Gollini. L’estremo difensore, reduce da una stagione alla Roma dove ha ricoperto il ruolo di secondo portiere alle spalle di Rui Patricio, potrebbe presto cambiare aria. Secondo quanto riportato da Gianluca Di Marzio, la società grigiorossa ha avviato i contatti con il club capitolino per sondare la disponibilità al trasferimento.

Gollini, classe 1995, ha esperienza in Serie A e all’estero (Atalanta, Aston Villa, Tottenham) e rappresenterebbe un rinforzo di grande valore per una squadra come la Cremonese, che vuole costruire una rosa competitiva per puntare al ritorno nella massima serie. Dopo la finale playoff persa contro il Venezia, il club lombardo è determinato a ripartire con ambizioni alte, e l’innesto di un portiere di caratura come Gollini sarebbe un segnale importante in tal senso.

Il calciomercato Cremonese, sotto la guida della dirigenza e del nuovo direttore sportivo, si sta muovendo in maniera mirata, cercando profili esperti ma ancora nel pieno della carriera. Gollini, che ha ancora diversi anni davanti a sé ad alti livelli, corrisponde perfettamente all’identikit tracciato dalla società.

Il portiere è in uscita dalla Roma, anche perché il club giallorosso sta valutando nuove soluzioni tra i pali, soprattutto dopo l’arrivo di un nuovo allenatore e una possibile riorganizzazione tecnica. I contatti tra la Cremonese e la Roma sono già stati avviati e le parti stanno lavorando per trovare una formula che possa accontentare tutti. Si parla di un possibile prestito con diritto o obbligo di riscatto, ma non si escludono altre ipotesi.

In attesa di sviluppi concreti, l’interesse della Cremonese per Gollini conferma come il club stia lavorando per portare a Cremona profili di alto livello, capaci di dare leadership e solidità in ruoli chiave. L’arrivo di un portiere esperto sarebbe una prima, importante mossa per blindare la difesa e iniziare a costruire una rosa che possa lottare da protagonista nel prossimo campionato di Serie B.

Il calciomercato Cremonese, dunque, è partito con ambizione e idee chiare. Gollini può essere il primo tassello di una squadra che non vuole restare ai margini, ma tornare a competere per la Serie A.

Calciomercato Premier League, è dominio assoluto: 4 dei 5 colpi più cari sono inglesi. Ecco chi sono gli acquisti da record di questa sessione

Calciomercato Premier, dominio assoluto: 4 dei 5 colpi più cari sono inglesi. Ecco chi sono gli acquisti da record

Un mercato che parla una sola lingua: l’inglese. A poche settimane dall’inizio ufficiale della sessione estiva, il verdetto è già netto e inappellabile. La Premier League non solo domina, ma cannibalizza il calciomercato europeo, dettando legge con una potenza economica che non ha eguali. La fotografia di questa supremazia è racchiusa in un dato impressionante: quattro dei cinque acquisti più costosi finalizzati finora a livello mondiale sono stati realizzati da club inglesi, che hanno saccheggiato la Bundesliga, la Serie A e la Liga per assicurarsi i migliori talenti del continente. Da Wirtz a Reijnders, da Zubimendi a João Pedro, i gioielli d’Europa scelgono l’Inghilterra, attratti da progetti tecnici ambiziosi e, soprattutto, da risorse finanziarie inarrivabili per chiunque altro. E a completare la cinquina, c’è il passaggio di Alexander-Arnold dal Liverpool al Real Madrid, come a dire che in ogni caso tutte le strade dorate passano dalla Premier.


Florian Wirtz al Liverpool: la fantasia al potere Il colpo più altisonante è senza dubbio quello messo a segno dal Liverpool, che si è assicurato il talento generazionale di Florian Wirtz dal Bayer Leverkusen per una cifra monstre: 137 milioni di euro. A 22 anni, Wirtz è considerato uno dei trequartisti più creativi e tecnicamente dotati del pianeta. La sua capacità di muoversi tra le linee, di creare superiorità numerica con il dribbling e di fornire assist geniali è esattamente ciò che serviva ai Reds per aggiungere un’arma imprevedibile al loro consolidato sistema di gioco. Un investimento enorme che testimonia la volontà del Liverpool di rimanere ai vertici assoluti del calcio mondiale.


Tijjani Reijnders al Manchester City: un professore per Guardiola Se il Liverpool ha puntato sulla fantasia, il Manchester City ha risposto con la qualità e la geometria. L’acquisto di Tijjani Reijnders dal Milan per circa 70 milioni di euro (55 fissi e 15 di bonus) è un classico “colpo alla Guardiola”. L’olandese, 26 anni, è un centrocampista totale, un maestro nel controllo del pallone e nella gestione dei ritmi. La sua intelligenza tattica e la sua precisione nel palleggio lo rendono l’interprete perfetto per il calcio del tecnico catalano. A Manchester, Reijnders avrà il compito di raccogliere l’eredità di illustri predecessori, diventando il nuovo metronomo di una squadra che fa del possesso palla il suo dogma.


Martin Zubimendi all’Arsenal
: il tassello mancante per Arteta Un inseguimento durato anni e finalmente giunto a compimento. L’Arsenal di Mikel Arteta ha trovato il suo perno di centrocampo, assicurandosi Martin Zubimendi dalla Real Sociedad per una cifra vicina ai 70 milioni di euro. Il 26enne spagnolo è un mediano purissimo, un “pivote” che unisce una straordinaria intelligenza posizionale a una notevole qualità nel primo passaggio. Per i Gunners, il suo arrivo è considerato il tassello mancante per completare il centrocampo, il giocatore capace di garantire quell’equilibrio e quella protezione alla difesa che sono fondamentali per lanciare l’assalto definitivo al titolo della Premier League.


João Pedro al Chelsea: la scommessa brasiliana di Maresca Infine, il Chelsea di Enzo Maresca, che ha investito 63 milioni di euro per portare a Stamford Bridge l’attaccante brasiliano João Pedro. A 23 anni, è un giocatore che unisce la fantasia tipica del calcio sudamericano a una già solida esperienza nei campionati europei. La sua duttilità, che gli permette di giocare sia da prima punta che da esterno, offre a Maresca una varietà di soluzioni offensive. È una scommessa importante su un talento cristallino, con l’obiettivo di trasformarlo in un top player assoluto e nel nuovo idolo dei tifosi Blues: nella semifinale del Mondiale per Club ha letteralmente squassato la difesa del Fluminense con una doppietta, se proseguirà su questa linea diventerà un crack.

Bertoni: «Fiorentina e Juve nell’82? Meglio ladri che secondi… Passarella in viola l’ho voluto io. Vi racconto tutti i miei scudetti mancati»

Bertoni si racconta: «Fiorentina e Juve nell’82? Meglio ladri che secondi… Passarella in viola l’ho voluto io». Le dichiarazioni

Campione del Mondo nel 1978, con un gol nella storica finale contro l’Olanda, e ala destra che ha incantato la Serie A con la sua classe e la sua imprevedibilità. Daniel Bertoni è una leggenda del calcio argentino e un pezzo di storia del nostro campionato, un giocatore che ha lasciato un’impronta indelebile sia con la maglia della Fiorentina, dove formò una coppia d’attacco formidabile con Graziani, sia con quella del Napoli.

La sua visione del calcio, forgiata da un’epoca di campioni straordinari, è oggi una prospettiva preziosa e autorevole per analizzare il gioco moderno. Oggi, “Puntero” Bertoni, come veniva soprannominato, si racconta in una lunga ed esclusiva intervista a La Gazzetta dello Sport. Uno sguardo senza tempo su uno sport che ha vissuto da assoluto protagonista, con la maglia albiceleste e con quelle dei club che ha fatto sognare.


ITALIA MUNDIAL NEL 1982 – «Giusto, sacrosanto, splendido per il modo in cui accadde. Perdemmo 2-1 da un’avversaria piena di stelle».
OGGI É NONNO – «Due figli, uno che lavora a Zurigo alla FIFA e una che fa la psicologa qui in Argentina, e quattro nipoti. Benjamin è pazzo dell’Inter e di Lautaro Martinez; poi ci sono Dante, in omaggio al poeta, Nina, perché noi dall’Italia ci siamo portati anche i nomi, e Francesco, per devozione al Papa».
GLI SCUDETTI SFIORATI – «Incredibile ma vero. Alla Fiorentina, nell’82, ce lo strapparono all’ultima giornata: spalla a spalla con la Juve, rigore che trasforma Brady, mentre al Catanzaro non ne venne concesso uno evidente, e gol annullato a noi che pareggiammo a Cagliari. I tifosi viola dicevano: meglio secondi che ladri. Io replicavo: meglio ladri che secondi».
ROMA, NAPOLI E VERONA – «Alla fine di quella stagione, incontro l’ingegnere Dino Viola a Fiumicino: ti voglio portare alla Roma. Tito Corsi, il diesse dei viola, mi dice: sei una delle nostre bandiere. Ok. Estate dell’84: mi chiama Emiliano Mascetti, diesse del Verona, ti vorremmo qua, crediamo in qualcosa di grosso. Ma scelgo Napoli, è arrivato Maradona: noi ottavi e loro campioni d’Italia. Resto fino all’86, vado via proprio prima che quella squadra sensazionale – Diego, Bagni, Giordano, Ferrara – vinca per la prima volta lo scudetto. Posso dire di esserci stato vicinissimo più e più volte»
PASSARELLA – «Dissi al Conte Pontello, una figura centrale nella mia crescita e al quale resterò grato finché vivrò, di prendere Passarella. Galbiati, che era il titolare, ci rimase male; ma Danuel, che è mio amico ancora oggi, rappresentava un valore elevatissimo a livello internazionale, un leader».
NO AI PARAGONI TRA EPOCHE DIVERSE – «Certo che sì. Adesso celebriamo il Psg, giustamente, che gioca un calcio stellare per merito di Luis Enrique. Ma ci sono stati il Real Madrid, il Barcellona, il City, lo United, il Bayern, il Milan, la Juve, l’Inter, l’Ajax, la rivoluzionaria nazionale olandese, l’Argentina, il Brasile e potremmo star qui a far notte a confrontarci sui rispettivi gusti».

«Totti faceva un altro sport»: Diego Perotti e il racconto di una Roma “pazzesca”. «Gasperini farà grandi cose, io ho giocato in una squadra di campioni. In una cosa ero il migliore d’Europa»

«Totti faceva un altro sport»: Perotti e il racconto di Roma: «Gasperini farà grandi cose, io ho giocato in una squadra di campioni»

Un talento purissimo, a tratti inafferrabile, frenato solo da una fragilità fisica che ne ha limitato il potenziale. Diego Perotti è stato uno dei fantasisti più esaltanti dell’ultima decade di Serie A, un giocatore capace di spaccare le partite con un dribbling, un’invenzione o un rigore calciato con la sua iconica “paradinha”. La sua carriera in Italia è legata a due esperienze fondamentali: la rinascita al Genoa, dove Gian Piero Gasperini seppe rivitalizzarlo, e la consacrazione alla Roma, dove per anni è stato un idolo dei tifosi.

Oggi, lontano dai campi di gioco ma sempre attento osservatore del calcio italiano, “El Monito” ha concesso una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport. Con la sua prospettiva unica di ex giocatore di entrambi, analizza il nuovo corso della Roma targato proprio Gasperini, offrendo spunti, ricordi e giudizi su quello che è stato il suo mondo.


LA ROMA DI GASPERINI – «Una Roma con carattere e organizzazione Farà grandi cose. Spero solo che l’ambiente gli dia fiducia. A Bergamo ha fatto nove anni straordinari, gli dovrebbero fare una statua. Dategli fiducia e sarò così anche alla Roma».
LA SUA ROMA – «In giallorosso ho vissuto gli anni più belli della mia carriera. Eravamo una squadra pazzesca. C’erano giocatori fantastici: Salah, Dzeko, Nainggolan, De Rossi, Rudiger e tanti altri. Oggi una rosa del genere lotterebbe per lo scudetto. In più, eravamo allenati da un genio come Spalletti. E non ho nominato Totti… Lui faceva un altro sport».
TOTTI I IL PIU’ FORTE CON CUI HA GIOCATO – «Assolutamente sì. Metto lui e Riquelme nel mio Olimpo personale. Francesco tirava in porta come nessuno al mondo. E poi i lanci, i tocchi di prima, i colpi di tacco. Era magia pura».
IL MGLIORE NEL CALCIARE I RIGORI – «Sì, questa medaglia me la prendo. Nei rigori ero il migliore in Italia. E non ne trovo uno più bravo di me neanche in Europa. Li tiravo in un modo speciale».

Pioli Fiorentina, ecco come lavorerà il nuovo mister. Dalla difesa a tre al tridente da sogno, un mix di qualità e corsa: l’analisi della formazione che il tecnico ha già a disposizione

Pioli Fiorentina, ecco come lavorerà il nuovo tecnico viola. Dalla difesa a tre al tridente da sogno, un mix di qualità e corsa: l’analisi

L’annuncio sabato, l’ingresso al Viola Park oggi: il Pioli-bis alla Fiorentina è ufficialmente iniziato. Dopo settimane di un’attesa che era ormai solo una formalità, dovuta a questioni burocratiche per chiudere il suo precedente contratto con l’Al-Nassr e beneficiare dei relativi vantaggi fiscali, il tecnico parmigiano ha ripreso possesso della panchina viola. Il suo secondo capitolo a Firenze non parte da un foglio bianco, ma da una base solida e da un progetto tecnico già ben indirizzato, un lusso raro a metà luglio. A differenza di molti suoi colleghi, Pioli trova una squadra già in gran parte definita e costruita secondo le sue indicazioni fornite da lontano, pronta a iniziare il ritiro con un’identità chiara e obiettivi ambiziosi.


Ad accoglierlo sono arrivate le parole cariche di stima del presidente Rocco Commisso, che ha voluto sottolineare la sintonia immediata e i valori alla base di questa scelta. «Sono molto contento dell’arrivo di Stefano Pioli alla guida della prima squadra della Fiorentina», ha dichiarato il patron viola. «Sin dalle prime parole che ci siamo scambiati, ho trovato nel mister valori umani e voglia di lottare per questo club e questa città che conosce così bene e alla quale è profondamente legato. Io, la mia famiglia e tutta la Fiorentina diamo il bentornato a Stefano augurandogli il meglio per questa nuova avventura in maglia viola». Un’investitura che non è solo tecnica, ma anche umana, per un allenatore che ha il compito di ricreare un legame forte tra la squadra e la sua gente.


Pioli riparte da una base solida e da un undici che porta già il suo “marchio di fabbrica”, un sistema di gioco propositivo e di qualità. La difesa a tre, a protezione del nuovo portiere De Gea, vedrà con ogni probabilità protagonisti Pongracic, Comuzzo e Ranieri, un mix di esperienza e gioventù. Il vero motore della squadra sarà il centrocampo a cinque, che assicura «corsa, soluzioni tattiche e soprattutto tanta tecnica e tanta qualità», con Dodô e Gosens a spingere sulle fasce e un trio centrale di altissimo livello composto da Mandragora in regia, affiancato dalle mezzali di palleggio e inserimento Fazzini e l’ex Juve Fagioli. Davanti, un tridente che promette gol e spettacolo, con la potenza di Kean e Dzeko supportata dalla fantasia di Gudmundsson. Una squadra già competitiva, a cui mancano solo tre innesti mirati, uno per reparto, per completare l’opera e lanciare la sfida al campionato.

Mercato Palermo: Gyasi è cosa fatta, Palumbo vicinissimo. Ma il DS Osti sta lavorando a un nome importante per blindare la retroguardia di Inzaghi, c’è ottimismo sulla trattativa

Mercato Palermo: Gyasi è cosa fatta, Palumbo vicinissimo. Ma il DS Osti sta lavorando a un nome importante! Le ultimissime

Mentre i primi botti del mercato iniziano a risuonare, il Palermo di Filippo Inzaghi dà il via ufficiale alla sua stagione. La squadra si è radunata oggi per partire verso il ritiro in Valle d’Aosta, ma il vero lavoro, come riporta oggi il Corriere dello Sport, è quello che sta portando avanti il direttore sportivo Osti. La sua missione è chiara e urgente: completare la rosa il prima possibile per mettere a disposizione del tecnico una squadra competitiva, con le giuste caratteristiche per puntare alla promozione. Al momento, l’unico volto nuovo presente al raduno è l’ex terzino della Cremonese, Tommaso Augello, ma le prossime ore si preannunciano decisive per l’arrivo di altri rinforzi chiave.


L’attacco è il reparto dove si stanno concentrando gli sforzi più immediati. L’operazione per portare in rosanero l’esterno destro Emmanuel Gyasi dall’Empoli è da considerarsi ormai conclusa: il 31enne firmerà un contratto biennale, portando esperienza, duttilità e spirito di sacrificio. È vicinissimo anche il jolly offensivo Antonio Palumbo. La trattativa con il Modena ha subito un rallentamento a causa del rifiuto di Saric come contropartita, ma il Palermo, determinato a chiudere, sta ora studiando la possibilità di inserire nell’affare Francesco Di Mariano. La fiducia nel trovare una soluzione a breve è alta.


Ma la priorità assoluta di Osti, ora, è la difesa. Il club sta esercitando un forte pressing sul centrale Mattia Bani del Genoa. Sebbene il club ligure non voglia privarsene, due fattori autorizzano l’ottimismo rosanero: la ferma volontà del giocatore di trasferirsi in Sicilia, allettato da un’offerta di contratto triennale, e la sua situazione contrattuale, con una scadenza nel 2026 che indebolisce la posizione del Genoa. La pista alternativa, sempre calda, porta allo svincolato Andrea Cistana, anche se sul 28enne si registra l’interesse di altri club di Serie B come il Venezia. Sullo sfondo, per il futuro, resta concreta anche l’ipotesi del giovane Lorenzo Lucchesi della Fiorentina. Inzaghi attende, la sua squadra sta per prendere forma.

Vlahovic Juve, Kovacevic analizza: «Ci chiediamo tutti perché Vlahovic non sia più titolare, resta uno dei migliori cinque d’Europa»

Vlahovic Juve, Kovacevic: «Ci chiediamo tutti perché Vlahovic non sia più titolare, resta uno dei migliori cinque in Europa». Le dichiarazioni

Kovacevic ce l’hai da Juve, mettici questa intro Un gigante serbo nel cuore di una Juventus stellare, a cavallo tra due millenni. Darko Kovačević è stato un attaccante che ha lasciato un’impronta forte, sebbene per sole due stagioni (1999-2001), nella memoria dei tifosi bianconeri. La sua potenza fisica, il suo gioco aereo e il suo carattere indomito lo resero un protagonista di quella squadra che vedeva in campo campioni come Zidane, Del Piero e Inzaghi. Non fu un bomber prolifico, ma un lottatore che non si tirava mai indietro.

Oggi, a distanza di anni, l’ex centravanti, oggi dirigente dell’Olympiacos, ha aperto l’album dei ricordi in una lunga intervista esclusiva a La Gazzetta dello Sport, offrendo la sua prospettiva unica su quella Juve, sui suoi ex compagni e sul calcio di oggi.

PAROLE – «Ci chiediamo tutti perché Dusan non sia più titolare, resta uno dei migliori cinque centravanti d’Europa. A Dusan direi di cambiare aria subito. Non è facile lasciare la Juventus, lo dico per esperienza personale, ma a volte bisogna rimettersi in gioco per tornare felici e al top. Uno come Vlahovic deve essere sempre titolare, alla Juventus o altrove. All’Olympiacos non ce lo possiamo permettere, ma Milan e Manchester United possono essere buone soluzioni per Dusan. E magari il Nottingham Forest… È una battuta: noi abbiamo la stessa proprietà della società inglese, però io lavoro soltanto per l’Olympiacos».

SU DAVID – «Cabella, ex compagno di David al Lille, mi ha parlato benissimo del canadese. David è un bomber, nelle ultime stagioni con i francesi non è mai sceso sotto i 25 gol. Ma tra i due, mi tengo sempre Vlahovic. Io ho un debole per Dusan, lo preferirei anche a Haaland… E lo stesso direi di Osimhen, che comunque sarebbe stato bene in bianconero»

SU TUDOR – «Con Igor si parla spesso di calcio, però non entriamo nelle sue scelte tecniche. Comunque ogni allenatore decide per il bene della squadra, per vincere le partite e raggiungere gli obiettivi.

Kolo Muani non è un goleador, però le sue reti le segna e lavora molto per la squadra: comprendo perfettamente la volontà della Juventus di averlo nuovamente in prestito dal Psg per la prossima stagione. Conceiçao è dribbling e uno contro uno: il calcio moderno va in quella direzione. Sento parlare giustamente del Napoli di Conte e del Milan di Allegri, ma io mi aspetto una Juventus protagonista per lo scudetto. Igor ha personalità e feeling con i giocatori: con tre rinforzi di livello lotterà per il campionato.

La società si sta strutturando: a Comolli e Chiellini, si è aggiunto Modesto. François è stato il mio primo acquisto da ds dell’Olympiacos e in seguito abbiamo lavorato anche insieme ad Atene. È sveglio, si relaziona bene con i giocatori e l’allenatore. Modesto porterà energia e conosce la Juventus più di quanto possiate pensare. 

Gli ho sempre detto che a Torino conta soltanto vincere e anche un pareggio è visto come la fine del mondo. Ai miei tempi, dopo un pari col Lecce, ci riunimmo immediatamente con Giraudo, Moggi e Bettega. La Juventus è così e l’ho ripetuto a Modesto anche sabato, quando l’ho chiamato per fargli l’in bocca al lupo. Magari in futuro nasceranno anche degli affari con i bianconeri, perché no…».

Chelsea Psg, si decide il Mondiale per Club. Ore 21: l’ambizione degli inglesi e i giovani di talento di Maresca contro la fame dei francesi e la macchina perfetta di Luis Enrique

Chelsea Psg, si decide il Mondiale per Club. L’ambizione degli inglesi e i giovani di talento di Maresca contro la fame dei francesi

Un miliardo di dollari di montepremi, 32 squadre partecipanti e, alla fine, a contendersi il primo, storico titolo del nuovo Mondiale per Club sono due potenze europee. La finale di questa sera al MetLife Stadium tra Paris Saint-Germain e Chelsea è la conferma, quasi scontata, della supremazia del calcio del Vecchio Continente. Sotto gli occhi del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e del numero uno della FIFA, Gianni Infantino, la squadra di Luis Enrique, strafavorita, cerca la gloria eterna contro i giovani e ambiziosi Blues di Enzo Maresca, con un passato da giocatore bianconero.


Per il PSG, questa non è solo una finale, ma l’appuntamento con la storia. Dopo aver conquistato il triplete in Francia e, soprattutto, la sua prima, agognatissima Champions League, il club parigino punta al quinto trofeo stagionale, un en plein che consacrerebbe il progetto di Luis Enrique come uno dei più vincenti di sempre e darebbe un senso ancora più perfetto a quanto fatto in una stagione che rimane comunque vada la più importante della storia del club. «Vogliamo chiudere una stagione fantastica nella miglior maniera possibile», ha dichiarato il tecnico spagnolo, la cui squadra arriva all’ultimo atto dopo aver umiliato il Real Madrid con un secco 4-0 in semifinale. Nonostante le assenze per squalifica di Pacho e Lucas Hernandez, il PSG si affida al suo potenziale offensivo devastante, con Dembélé e Vitinha in lizza per il Pallone d’Oro.


Dall’altra parte, c’è un Chelsea che non ha alcuna intenzione di fare da comparsa. La squadra di Enzo Maresca è cresciuta partita dopo partita, mostrando una solidità e una consapevolezza impressionanti, culminate con la convincente vittoria per 2-0 sul Fluminense in semifinale. Pur riconoscendo la forza degli avversari, il tecnico italiano ha lanciato la sua sfida: «Il PSG è una squadra incredibile e sono convinto che il suo allenatore sia il migliore del pianeta, ma ci siamo preparati al meglio e scenderemo in campo per vincere».

Mercato Milan, è già emergenza terzini per il tecnico rossonero? Le ultime da Milanello e le mosse per il futuro

Mercato Milan, è già emergenza terzini per i rossoneri? Le ultimissime da Milanello e le mosse per il futuro con Allegri al timone

A poco più di trenta giorni dall’esordio stagionale contro il Bari in Coppa Italia (17 agosto), il Milan si trova a fronteggiare un imprevisto di rilievo: l’assenza di terzini titolari nel proprio organico. Una problematica sottolineata anche da La Gazzetta dello Sport, che ha evidenziato le crescenti preoccupazioni dei tifosi rossoneri.

Cessioni eccellenti e mancate conferme

Il vuoto sulla corsia sinistra è stato causato dalla cessione definitiva di Theo Hernandez, terzino francese classe ’97 noto per la sua potenza atletica e la spinta offensiva, trasferitosi all’Al Hilal. Sul lato destro, invece, il Milan ha scelto di non riscattare Kyle Walker, esperto difensore inglese ex Manchester City, dopo sei mesi di prestito.

Operazioni di mercato fallite e trattative complesse

Il tentativo di ingaggiare Archie Brown, terzino sinistro britannico classe 2002 ex Gent, si è rivelato un bluff: il Fenerbahçe ha rilanciato l’offerta e ufficializzato l’acquisto. Una battuta d’arresto per la dirigenza di Via Aldo Rossi, che sperava di rinforzare la rosa prima dell’imminente tournée estiva in Asia e Australia.

Non meno complicata la situazione legata a Guéla Doué, terzino ivoriano dello Strasburgo. Il Milan ha presentato una seconda proposta da 18 milioni più bonus, ma il club francese continua a chiedere almeno 25 milioni. Lo stallo sta spingendo il Diavolo a valutare altre piste.

Alternative nel mirino: chi può arrivare

Per la fascia destra si monitora Marc Pubill, giovane spagnolo dell’Almeria con buona propensione al gioco offensivo. Valutato circa 15 milioni di euro, rappresenta un’opzione concreta. A sinistra, sfumato Brown, restano vive le piste Miguel Gutierrez (Girona), terzino tecnico e disciplinato, e Melvin Bard (Nizza), classe ’00, abile in fase di copertura.

Obiettivo Milan: rinforzi prima dell’esordio

La priorità del Milan è chiara: assicurarsi almeno due terzini affidabili per affrontare al meglio la nuova stagione e mantenere competitività su tutti i fronti. Con il tempo che stringe, la dirigenza è chiamata a scelte rapide e mirate.

Calciomercato Napoli, il bivio di De Laurentiis: andare su Lucca (che ha fretta) o puntare sulla costosa scommessa Núñez?

Calciomercato Napoli, il bivio sul futuro di De Laurentiis: andare su Lucca o puntare sulla costosa scommessa Núñez? L’analisi

Il mercato del Napoli a una svolta: l’ultimatum di 48 ore di Lorenzo Lucca costringe il club a scegliere tra lui e la complessa trattativa per la punta del Liverpool. David Nunez. Questa è la situazione del club secondo il Corriere dello Sport.


Un ultimatum di 48 ore per decidere il futuro dell’attacco. Il calciomercato del Napoli è arrivato a un bivio cruciale, una partita a scacchi in cui la pazienza sta per finire. Al centro della scena c’è Lorenzo Lucca, l’attaccante dell’Udinese che da un anno è nel mirino del DS Manna. Il giocatore, stanco di aspettare, ha messo fretta al club di De Laurentiis: o l’affondo decisivo arriva entro l’inizio della settimana, o comincerà a considerare seriamente le altre ricche offerte sul tavolo, quelle di Atalanta e Milan.


Il Napoli vanta una sorta di prelazione morale, essendosi mosso per primo, e ha già discusso le cifre con l’Udinese: l’operazione si può chiudere intorno ai 35 milioni di euro, bonus compresi. Lucca, reduce da un’ottima stagione con 12 reti, è un profilo che convince per fisico (201 cm) e qualità, ma l’attesa sta diventando insostenibile. La sua richiesta di chiarezza costringe il Napoli ad accelerare e a sciogliere le riserve sull’alternativa, un nome che da settimane affianca quello del centravanti italiano.


L’altro grande obiettivo è infatti Darwin Núñez del Liverpool. L’uruguaiano, 26 anni, ha uno spessore internazionale superiore, ma la trattativa è decisamente più complessa e costosa. I Reds chiedono 60 milioni di euro, mentre l’offerta del Napoli si è fermata a 50 più 5 di bonus. A questo si aggiunge la distanza sull’ingaggio del giocatore, con l’agente Fali Ramadani che chiede 6 milioni a stagione a fronte dei 5 offerti da De Laurentiis. Il Napoli si trova quindi a un bivio: chiudere subito per Lucca, accontentando la sua richiesta e assicurandosi un talento dal futuro certo, o rischiare di perderlo per tentare una trattativa a oltranza, più lunga e dispendiosa, per l’attaccante del Liverpool. Le prossime 48 ore saranno decisive.

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