Pagina 823 – Calcio News 24

Calciomercato, l’Atletico Madrid prova ad accelerare per Theo Hernandez! Il MIlan potrebbe cederlo se…

Calciomercato, l’Atletico Madrid prova ad accelerare per Theo Hernandez! Il MIlan potrebbe cederlo se…

Il calciomercato del Milan entra nel vivo con una trattativa che potrebbe segnare una svolta: Theo Hernandez è sempre più vicino al ritorno all’Atletico Madrid, ma questa volta nella casa ufficiale. Secondo le ultime notizie, il club spagnolo avrebbe accelerato i contatti con la dirigenza rossonera, presentando un’offerta migliorata dopo un primo tentativo ritenuto insufficiente.

L’Atletico Madrid vuole riportare il terzino francese a casa. Cresciuto nel settore giovanile dei Colchoneros prima del passaggio al Real Madrid, Theo rappresenta un profilo ideale per rafforzare la corsia mancina di Diego Simeone. La sua capacità di abbinare velocità, tecnica e fisicità lo rende uno dei migliori terzini sinistri in circolazione, e il suo ritorno a Madrid avrebbe anche un forte valore simbolico per il club e i tifosi.

Il Milan, dal canto suo, è consapevole dell’importanza del giocatore ma valuta seriamente la cessione. L’incasso derivante dalla vendita di Theo Hernandez potrebbe rappresentare una risorsa cruciale per finanziare nuovi colpi nel mercato estivo 2025. I rossoneri stanno infatti pianificando un rinnovamento della rosa, con particolare attenzione al reparto difensivo e al centrocampo.

La trattativa tra Milan e Atletico Madrid è entrata in una fase avanzata. Se la nuova proposta dei Colchoneros dovesse soddisfare le richieste economiche dei rossoneri, la fumata bianca potrebbe arrivare già nei prossimi giorni. L’ambiente madrileno è fiducioso, e anche in casa Milan si inizia a valutare concretamente un futuro senza Theo.

La cessione di Theo Hernandez all’Atletico Madrid potrebbe essere uno dei trasferimenti chiave del calciomercato estivo 2025, con impatti importanti non solo per i due club coinvolti, ma per l’intero scenario europeo.

Calciomercato Lecce, si cerca il sostituto di Giampaolo. In pole il possibile ritorno in Salento di Di Francesco

Calciomercato Lecce, si cerca il sostituto di Giampaolo. In pole il possibile ritorno in Salento di Di Francesco

È a lavoro per cercare il sostituto di Marco Giampaolo per la propria panchina il Lecce che nelle ultime ore sta sondando il terreno per un nuovo allenatore.

Tra i nomi scelti, però, spunta quello di Eusebio Di Francesco reduce dalla retrocessione col Venezia è al momento in pole position per il posto, in un club, quello salentino, già allenato dal tecnico nel 2011 seppur con sole 13 panchine.

Secondo TMW, INFATTI, già da tempo il Lecce stava monitorando l’allenatore, eadesso, con l’addio Marco Giampaolo annunciato, potrebbe finalmente lavorare per un possibile accordo ed affondare il colpo.

Di recente, si sono infatti intensificati i contatti tra le parti e la trattativa che ha preso il via col fine di trovare i dettagli per l’accordo finale, che porterebbe l’allenatore di origine pescarese sulla panchina giallorossa.

Lo stesso tecnico vorrebbe mantenere la Serie A, perciò sono attesi sviluppi, magari non nel brevissimo termine, ma nel giro dei prossimi giorni.

Se l’accordo verrà raggiunto, il Lecce avrà quindi già chiuso il discorso panchina e potrà programmare la stagione 2025-2026.

Calciomercato estero, l’annuncio di Gyokeres: «Parlerò quando sarà il momento giusto». Ecco cosa sta accandendo per il suo futuro

Calciomercato estero, l’annuncio di Gyokeres: «Parlerò quando sarà il momento giusto». Ecco cosa sta accandendo per il suo futuro

Dopo le parole della giornata di ieri del presidente dello Sporting Lisbona, Frederico Varandas, sul futuro di Viktor Gyökeres con toni piuttosto accesi ai microfoni di A Bola è arrivata su instagram la pronta risposta dell’attaccante che però ha sospeso nel tempo la sua reaizone.

«Lo Sporting non chiederà la clausola rescissoria, ma ormai dovrebbero conoscermi meglio: minacce, ricatti, insulti non funzionano con me. Una cosa posso garantire: Viktor Gyokeres non se ne andrà per 60 milioni di euro più 10 milioni di euro. Non se ne andrà perché non gliel’ho mai permesso, e con questo gioco che sta facendo l’agente, la situazione non potrà che peggiorare. Oggi è l’11, che ore sono? Le 11:45? Fino ad oggi, lo Sporting non ha ricevuto una sola offerta per Viktor Gyokeres, né oggi né la scorsa estate».

Sono state queste le parole del presidente dello Sporting che l’obiettivo di calciomercato, anche juventino, attraverso una Instagram stories, ha voluto replicare così alle dichiarazioni del numero uno dei portoghesi.

PAROLE – «Ci sono tante chiacchiere in questo momento, ma la maggior parte è falsa. Parlerò quando sarà il momento giusto».

In questa stagione Viktor Gyokeres con lo Sporting CP ha consolidato la sua reputazione come uno degli attaccanti più prolifici d’Europa. L’attaccante ha infatti realizzato in Liga Portugal, in 33 presenze, un’impressionante bottino di 39 gol, fornendo 8 assist, dimostrandosi un vero trascinatore per la sua squadra. La sua media gol in campionato è stata di 1.25 gol ogni 90 minuti.

Anche in UEFA Champions League Gyokeres, realizzando 6 gol in 8 partite e aggiungendo un assist, e confermando la sua capacità di fare la differenza anche nelle competizioni continentali.

Reti che sia aggiungono anche alle 5 realizzate in 7 partite di Taça de Portugal (Coppa del Portogallo) e 4 gol in 3 partite di Allianz Cup. Complessivamente, lo svedese ha chiuso la stagione con un totale di 54 gol e 13 assist in 52 presenze in tutte le competizioni, evidenziando una straordinaria consistenza e impatto offensivo.

Fiorentina, a Villa Stuart arriva Kouame per i controlli al ginocchi: i controlli dopo l’intervento al crociato. La situazione

Fiorentina, a Villa Stuart arriva Kouame per i controlli al ginocchi: i controlli dopo l’intervento al crociato. La situazione

Christian Kouame prosegue il suo percorso di recupero dopo l’intervento al legamento crociato del ginocchio destro. L’attaccante della Fiorentina, reduce da una stagione in prestito all’Empoli, si è sottoposto oggi ai consueti controlli post-operatori presso la clinica Villa Stuart di Roma, sotto la supervisione del professor Mariani.

A sessanta giorni dall’operazione, Kouame ha effettuato una visita ortopedica di controllo e specifici test funzionali per valutare lo stato di avanzamento della riabilitazione. I risultati sono stati in linea con le aspettative, confermando i progressi dell’attaccante ivoriano nel recupero fisico.

Il prossimo step clinico è già stato programmato: Kouame tornerà a Villa Stuart a metà luglio per un’ultima valutazione medica. Se tutto proseguirà regolarmente, il calciatore potrebbe tornare a disposizione della Fiorentina in vista della preparazione estiva, anche se i tempi per il rientro in campo saranno valutati con cautela dallo staff medico viola.

Il percorso di riabilitazione di Christian Kouame, seguito attentamente dallo staff di Villa Stuart e monitorato dalla Fiorentina, rappresenta un passaggio chiave per il futuro del giocatore. Dopo un’annata con l’Empoli, nella quale ha dimostrato grande impegno, Kouame punta a rientrare al massimo della forma per giocarsi le sue chance con la maglia viola nella prossima stagione di Serie A.

Il recupero da un infortunio al legamento crociato richiede pazienza e costanza, ma gli aggiornamenti clinici confermano che Kouame sta rispettando i tempi previsti. Il controllo di metà luglio sarà decisivo per valutare il ritorno graduale agli allenamenti con il gruppo.

Galatasaray, ufficiale Sané! Le prime dichiarazioni del tedesco ex Bayern: «Club più grande della Turchia. La 10? Mertens…»

Galatasaray, ufficiale Sané! Le prime dichiarazioni del tedesco ex Bayern: «Club più grande della Turchia. La 10? Mertens…»

Sarà ancora fino al 30 giugno un giocatore del Bayern Monaco, ma dalla prossima stagione, Leroy Sané diventerà ufficialmente un giocatore del Galatasaray.

Un’avventura che parte con la firma a zero arrivata nelle scorse ore dopo qualcuna di attesa, con l’esterno offensivo tedesco che ha subito posato con la nuova maglia numero 10, dopo aver visionato anche la sua stanza all’interno del centro sportivo del club.

Per Sané un contratto fino al 2029 in cui percepirà 9 milioni di euro, con 3 milioni di bonus.

Tra i vari riti, anche la classica intervista di presentazione con le prime parole del giocatorre sul profilo YouTube di Galatasaray TV: «Essere qui e firmare è un grande onore per me. Ringrazio il club per avermi dato questa opportunità. Sono arrivato nel più grande club della Turchia, non vedo l’ora di dare tutto per questa squadra e di ottenere successi. Sono impaziente di incontrare i tifosi».

Sané ha poi commentato anche la scelta del numero, il 10, vestito da Mertens fino a questa stagione, er tre anni da beniamino della piazza del Cimbom, dopo aver segnato 25 gol e disegnato 44 assist in 136 presenze.

DICHIARAZIONI – «Dries Mertens è stato un grandissimo giocatore, ha lasciato un segno importante. Io vorrei raggiungere quegli stessi traguardi con il suo numero. Voglio che questo numero porti fortuna anche a me e al Galatasaray».

Unico è, infine, il tifo turco, che lo ha accolto a braccia aperte e per il quale il giocatore ha dichiarato: «Conoscevo già l’atmosfera grazie ai video visti sui social, ma viverla di persona è stata un’emozione completamente diversa. Ringrazio di cuore i tifosi. È stata un’esperienza incredibile. Il mio desiderio più grande è scendere subito in campo e ottenere successi con il supporto dei tifosi. Ho parlato con Kerem, era felicissimo che venissi qui. Mi ha detto che sarei arrivato in un club fantastico, con persone meravigliose, tifosi incredibili e in un paese stupendo. Mi ha detto quanto fosse felice e quanto sarei stato felice anch’io. Non vedo l’ora di incontrarlo di persona».

Calciomercato Juve, Osimhen scatena i tifosi bianconeri! Indizio per il futuro dell’attaccante? La FOTO che riapre la pista

Calciomercato Juve, Osimhen scatena i tifosi bianconeri! Indizio per il futuro dell’attaccante? La FOTO che riapre la pista

Victor Osimhen torna a far parlare di sé anche fuori dal campo. L’attaccante nigeriano del Napoli ha pubblicato sui social una foto che ha scatenato la fantasia dei tifosi bianconeri: al suo fianco c’è il rapper Odumodublvck, immortalato con indosso la maglia della Juventus. Un dettaglio che, secondo molti, potrebbe essere un velato indizio di mercato.

Dopo aver rifiutato l’offerta dell’Al-Hilal, Osimhen è ancora in attesa di una nuova destinazione. Terminato il prestito al Galatasaray, è rientrato ufficialmente al Napoli, ma il suo futuro resta in bilico. La Juventus, che cerca un nuovo attaccante per rinforzare il reparto offensivo, sarebbe tornata forte su di lui, almeno secondo le ultime voci di calciomercato.

Ma chi è Odumodublvck, protagonista dello scatto che ha infiammato i social? Il suo vero nome è Tochukwu Gbubemi Ojogwu, artista nigeriano nato il 19 ottobre 1993 ad Abuja. È uno dei volti più interessanti della nuova scena musicale africana, noto per le sue performance carismatiche e per un sound che unisce hip-hop, drill, grime e Afrobeats. Membro del collettivo Anti World Gangstars, si distingue anche per l’uso del tradizionale cappello Okpu Agu, simbolo della cultura Igbo.

Odumodublvck è molto più di un rapper: è un narratore urbano che attraverso la sua musica racconta le sfide sociali e quotidiane della Nigeria. Ha ricevuto diversi riconoscimenti importanti, tra cui il premio “Next Rated Artist” ai Galaxy Music Awards 2022 e due premi agli Headies 2023. Nel dicembre dello stesso anno ha firmato con NATIVE Records e Def Jam Recordings, lanciandosi definitivamente sulla scena internazionale.

La sua recente foto ha acceso le speculazioni sul futuro del bomber nigeriano. Coincidenza o strategia social? Intanto i tifosi della Juve sognano un grande colpo di mercato.


Calciomercato Napoli, Manna cerca in Spagna il colpo per il futuro! Obiettivo l’esterno del Siviglia, ma c’è anche l’alternativa

Calciomercato Napoli, Manna cerca in Spagna il colpo per il futuro! Obiettivo l’esterno del Siviglia, ma c’è anche l’alternativa

Tanto lavoro per Giovanni Manna, direttore sportivo del Napoli, che lavora al calciomercato estivo dei partenopei in un missione tutta spagnola, con due nomi di prospettiva per migliorare la formazione campione d’Italia, dopo l’affare De Bruyne chiuso in queste ore con l’ufficialità del giocatore belga.

Secondo quanto riferito da Sky Sport, il primo nome in lista è quello di Juanlu Sanchez (21 anni), centrocampista laterale del Siviglia per il quale il Napoli sembra davvero pronto ad affondare il colpo. Già trovato l’accordo con il giocatore il club tratta con la squadra andalusa per cercarel’intesa definitiva sulla cifra. L’operazione tra Juanlu Sanchez dal Siviglia al Napoli sarebbe da 15 milioni di euro.

Sanchez, però, come accennato, non è il solo nome nella lista per il ruolo di esterno a tutta fascia dei partenopei che lavorano anche per un altro spagnolo che calpesta le stesse zone del campo, ancora in Spagna.

Nella lista del Napoli, infatti, compare anche il nome di Marc Pubill, attualmente in forza all’Almeria e già vicino a trasferirsi in Serie A l’estate scorsa, quando era stato a un passo dalla Roma, ma soprattutto dall’Atalanta (con cui si era anche sottoposto alle visite mediche, salvo veder poi successivamente sfumare l’affare). Al momento però il profilo preferito resta quello Juanlu Sanchez.

Calciomercato Udinese, pronto un mega colpo da una rivale! Quel giocatore può far sognare i tifosi

Calciomercato Udinese, le ultime novità nei confronti di un centrocampista assai promettente per la squadra bianconera

Il calciomercato Udinese si anima con un nome nuovo e interessante: quello di Gianluca Busio, centrocampista statunitense attualmente in forza al Venezia. Secondo quanto riportato da Tutto Udinese, il club friulano starebbe seguendo con grande attenzione il classe 2002, valutandolo come possibile rinforzo per la mediana in vista della stagione 2025/2026.

Busio è un profilo già noto agli osservatori italiani: arrivato al Venezia nella stagione 2021/22, ha subito fatto il suo esordio in Serie A proprio contro l’Udinese, in una gara terminata con la vittoria per 3-0 dei bianconeri. Da allora, il centrocampista ha collezionato oltre 90 presenze con la maglia arancioneroverde, dimostrando continuità e versatilità.

Il nome di Busio rientra nelle strategie di rafforzamento del calciomercato Udinese, che guarda con attenzione al mercato italiano e, in particolare, ai giocatori giovani ma già abituati al contesto del calcio professionistico. Busio è un centrocampista duttile: può essere impiegato come mediano davanti alla difesa, ma anche in posizione più avanzata, da mezzala o trequartista, offrendo soluzioni tattiche utili in diverse situazioni di gioco.

Un altro aspetto che rende interessante l’operazione per il calciomercato Udinese è la situazione contrattuale del giocatore. Il legame tra Busio e il Venezia scade nel giugno 2026, ma secondo le ultime indiscrezioni non sembrano esserci margini concreti per un rinnovo. Questo potrebbe spingere il club lagunare a valutare eventuali offerte già durante la finestra estiva, per evitare il rischio di perdere il calciatore a condizioni meno vantaggiose.

Busio, nato negli Stati Uniti da padre italiano e madre americana, ha anche collezionato diverse presenze con la nazionale USA, confermando la sua crescita anche a livello internazionale. La possibilità di tornare a calcare i campi di Serie A potrebbe rappresentare un’occasione importante per il suo percorso professionale, e l’Udinese sarebbe pronta a offrirgli spazio in un progetto tecnico orientato alla valorizzazione dei giovani.

In un’estate che si preannuncia movimentata sul fronte uscite e arrivi, il calciomercato Udinese si arricchisce quindi di un’opzione concreta. Nelle prossime settimane si capirà se l’interesse per Busio si tradurrà in una vera e propria trattativa, ma il segnale è chiaro: i bianconeri stanno costruendo con attenzione la squadra del futuro.

Calciomercato Parma, Bonny nel mirino di una big italiana. Cosa risulta all’interno della trattativa?

Calciomercato Parma: Bonny nel mirino dell’Inter, trattativa avviata con la squadra crociata pronta ad ascoltare l’offerta

Il Calciomercato Parma entra nel vivo con un nome ormai al centro delle attenzioni dei top club italiani: si tratta di Ange-Yoan Bonny, attaccante francese classe 2003, che sembra sempre più vicino a una possibile partenza direzione Milano, sponda nerazzurra. Secondo quanto riportato da La Gazzetta di Parma nell’edizione odierna, l’Inter ha individuato in Bonny uno dei profili ideali per rinforzare il proprio reparto offensivo in vista della stagione 2025-2026.

La trattativa, che fino a poche settimane fa sembrava solo una voce di corridoio, è ormai ben avviata. I contatti tra i dirigenti nerazzurri e il calciomercato Parma sono già stati avviati, e l’operazione potrebbe concretizzarsi nel corso della sessione estiva di mercato, che si aprirà a breve. Inizialmente si pensava che il trasferimento potesse essere definito già nei primi giorni di giugno, ma i tempi stretti hanno costretto le parti a spostare le scadenze a luglio. Nonostante ciò, il dialogo tra le due società prosegue senza sosta, segnale chiaro della volontà comune di trovare un accordo.

Per il Calciomercato Parma, la possibile cessione di Bonny rappresenterebbe il primo grande movimento in uscita. Il giovane attaccante, autore di prestazioni convincenti in Serie A, si candida a essere l’unico “big” destinato a lasciare la squadra gialloblù durante l’estate. La valutazione fissata dal club ducale per il cartellino del giocatore si aggira tra i 20 e i 25 milioni di euro, cifra che riflette l’alto potenziale e la crescita costante del calciatore.

Bonny è arrivato a Parma nel 2021 e, nonostante la giovane età, ha saputo imporsi nel campionato cadetto con fisicità, velocità e senso del gol. Il suo profilo ha attirato da tempo l’attenzione di club italiani ed europei, ma l’Inter è al momento in netto vantaggio. Salvo clamorosi inserimenti da parte di altre società — che al momento non sembrano probabili — i nerazzurri potrebbero presto chiudere l’operazione, magari puntando anche su contropartite tecniche o formule di pagamento dilazionate.

Per il Parma, questa operazione rappresenterebbe non solo una plusvalenza importante, ma anche l’occasione per reinvestire sul mercato e rafforzare ulteriormente la rosa in vista della nuova stagione. Il club emiliano, che ambisce a consolidarsi in Serie A dopo la promozione, potrà utilizzare parte dell’incasso per puntellare la rosa con nuovi innesti mirati, seguendo la linea giovane già intrapresa negli ultimi anni.

Il Calciomercato Parma, dunque, si apre con un possibile addio illustre. Le prossime settimane saranno decisive per capire se Ange-Yoan Bonny sarà davvero il primo nome a lasciare il Tardini, aprendo così una nuova fase della strategia di mercato dei gialloblù. Nel frattempo, i tifosi restano in attesa di sviluppi, consapevoli che questa potrebbe essere solo la prima mossa di un’estate che si preannuncia ricca di novità.

Bayern Monaco, guida completa alla squadra: storia, giocatore chiave, giovane talento e allenatore

Bayern Monaco, guida completa alla squadra: storia, giocatore chiave, giovane talento e allenatore. Alla scoperta delle protagoniste del Mondiale per Club

Il Bayern Monaco è inserito nel girone C del Mondiale per Club insieme a Benfica, Boca Juniors e Auckland City.

La dinastia bavarese tra Hollywood e Sextuple

La storia del Bayern Monaco è quella di un’inarrestabile ascesa verso l’olimpo del calcio, un percorso che ha trasformato un club di “stranieri” in una delle istituzioni più potenti e riconosciute al mondo. Fondato il 27 febbraio 1900 da un gruppo di ginnasti dissidenti guidati dal berlinese Franz John, il Bayern delle origini era ben lontano dall’essere la superpotenza attuale. Per decenni, il club di riferimento in città è stato il Monaco 1860. La svolta del Bayern iniziò a delinearsi con l’avvento del professionismo e la creazione della Bundesliga nel 1963, a cui inizialmente non furono nemmeno ammessi. Ma nelle loro giovanili stava crescendo una generazione di fenomeni destinata a cambiare la storia: il portiere Sepp Maier, il bomber Gerd Müller e, soprattutto, l’elegante e rivoluzionario libero Franz Beckenbauer, Der Kaiser. Questo trio fu l’architrave su cui il Bayern costruì il suo primo ciclo di dominio negli anni ’70, vincendo tre Coppe dei Campioni consecutive (1974, 1975, 1976) e imponendo un’egemonia nazionale.

Il club ha sempre avuto un’aura unica, un misto di orgoglio bavarese e mentalità globale. Questo dualismo ha raggiunto il suo apice negli anni ’90, un periodo di successi altalenanti ma di enorme visibilità mediatica che valse al club il soprannome, non sempre lusinghiero, di FC Hollywood. Giocatori carismatici e litigiosi come Lothar Matthäus, Stefan Effenberg e Jürgen Klinsmann erano protagonisti di faide interne, interviste polemiche e vicende private che finivano regolarmente sulle prime pagine dei tabloid. Era un’epoca in cui il Bayern faceva notizia tanto per le sue vittorie quanto per i suoi drammi da spogliatoio. Altri soprannomi, come Die Roten (I Rossi), sono un semplice riferimento al colore sociale dominante, mentre Stern des Südens (Stella del Sud), tratto dall’inno ufficiale del club, sottolinea il suo ruolo di faro calcistico della Germania meridionale.

Tra gli aneddoti che ne definiscono l’identità, ce n’è uno che emerge per la sua profondità storica e morale. Riguarda il presidente ebreo Kurt Landauer. Sotto la sua guida, il Bayern vinse il suo primo campionato nazionale nel 1932, ma con l’ascesa del nazismo, Landauer fu costretto a dimettersi e a fuggire in Svizzera dopo essere stato internato a Dachau. Nonostante la tragedia personale, il suo legame con il club non si spezzò mai. Tornò a Monaco dopo la guerra e fu rieletto presidente, ponendo le basi per la rinascita del club. È una storia di resilienza che il Bayern stesso ha riscoperto e celebrato solo in tempi recenti, un capitolo oscuro ma fondamentale che mostra come il club sia sopravvissuto alle pagine più buie della storia tedesca. Una “cosa che non puoi sapere” è che il Bayern, oggi simbolo della ricca e cattolica Baviera, ha umili origini borghesi e liberali, e fu a lungo considerato il club degli “intellettuali” in contrapposizione al più “popolare” Monaco 1860.

Il giocatore che ci farà innamorare: Jamal Musiala

In una squadra costruita con la precisione di un ingegnere, Jamal Musiala è il tocco dell’artista, l’elemento di caos che sovverte l’ordine. La sua storia personale, divisa tra l’Inghilterra dove è cresciuto e la Germania dove è nato e che ha scelto di rappresentare, si riflette nel suo stile di gioco: unisce il rigore tattico tedesco a una fantasia quasi brasiliana. Vederlo giocare è un’esperienza estetica. Il suo baricentro basso e la sua rapidità di pensiero gli permettono di eseguire un dribbling che non è un gesto di forza, ma un movimento musicale, una “danza” palla al piede. Scivola tra gli avversari con una naturalezza disarmante, trasformando le zone più congestionate del campo nel suo personale palcoscenico. Non è un semplice trequartista, ma un creatore di gioco totale, capace di definire l’azione con un passaggio filtrante o di concluderla con un tiro preciso. Il suo soprannome, “Bambi“, datogli dai compagni per il suo aspetto esile e le sue movenze quasi delicate, è in netto contrasto con la ferocia con cui elimina gli avversari. È il tipo di giocatore che fa riappacificare con il calcio, l’incarnazione del talento puro che giustifica il prezzo del biglietto e che, in un torneo così prestigioso, può accendersi in qualsiasi momento per regalare una giocata da consegnare alla storia.

Il giovane più interessante: Tom Bischof

Nel ricco panorama di talenti sfornati dal calcio tedesco, Tom Bischof emerge come una delle figure più luminose e tecnicamente dotate della sua generazione. È un trequartista dal sapore antico ma dall’efficacia moderna, un giocatore che fa della qualità e dell’intelligenza le sue armi principali. Prodotto purissimo della rinomata accademia del TSG 1899 Hoffenheim, un club specializzato nella valorizzazione dei giovani, Bischof è l’incarnazione del “numero 10” classico, capace di illuminare la partita con una singola giocata.

Il suo talento è stato certificato ai massimi livelli nazionali: nel 2022 ha vinto la prestigiosa Medaglia d’Oro Fritz Waltercome miglior giocatore tedesco della sua categoria (Under-17), un riconoscimento che in passato è stato assegnato a future stelle come Kai Havertz.

Tom Bischof è un piacere per gli occhi. Il suo stile di gioco è elegante, quasi artistico. Mancino naturale, possiede un controllo di palla eccezionale, soprattutto nello stretto, che gli permette di muoversi con agilità tra le linee avversarie. La sua più grande qualità è la visione di gioco periferica: sembra avere una mappa del campo costantemente aggiornata nella sua testa, che gli consente di trovare passaggi filtranti e linee di passaggio che altri non vedono.

MONDIALE PER CLUB 2025: DATE, GIRONI, CALENDARIO, RISULTATI

Non è un giocatore che punta sulla velocità esplosiva, ma sulla rapidità di pensiero e di esecuzione. Ha un baricentro basso che lo aiuta nel dribbling e un tiro preciso dalla media-lunga distanza. Per il suo stile di gioco, la creatività e la capacità di giocare tra le linee, è stato spesso paragonato a un giovane Mario Götze o, per un parallelo più attuale, a Florian Wirtz, pur avendo caratteristiche uniche. È il classico playmaker che fa giocare bene la squadra.

L’allenatore: Vincent Kompany

La scelta di affidare la panchina a Vincent Kompany è stata una delle più audaci e discusse nella storia recente del Bayern. Dopo una carriera leggendaria da difensore e capitano del Manchester City, dove ha assorbito i principi del calcio di Pep Guardiola, Kompany ha intrapreso un percorso da allenatore che lo ha visto prima all’Anderlecht, dove ha valorizzato i giovani, e poi al Burnley, che ha dominato la Championship inglese con un calcio spettacolare e propositivo. Il suo credo è chiaro: possesso palla, costruzione dal basso, pressing alto e aggressivo. È un tecnico carismatico, un leader nato, ma al Bayern affronta la sua prova più grande: gestire uno spogliatoio pieno di campioni affermati e vincere subito. La sua filosofia offensiva dovrà trovare un equilibrio con la solidità che una squadra come il Bayern richiede. È un allenatore moderno, un poliglotta che comunica perfettamente con un gruppo internazionale, ma la sua relativa inesperienza ai massimi livelli rappresenta un’incognita. Sarà affascinante vedere se riuscirà a imporre la sua visione o se dovrà adattarsi alla “legge” non scritta del gigante bavarese.


Il punto più alto raggiunto nella sua storia: Il Sextuple del 2020

Sebbene le tre Coppe dei Campioni degli anni ’70 abbiano definito il DNA europeo del club, l’apice assoluto, l’anno della perfezione, è il 2020. Guidata da Hansi Flick, subentrato a stagione in corso, quella squadra divenne una macchina da guerra inarrestabile. Il contesto della pandemia, con la fase finale della Champions League compressa in un torneo a eliminazione diretta a Lisbona, esaltò la loro incredibile condizione fisica e mentale.

SQUADRE QUALIFICATE AL MONDIALE PER CLUB: TUTTE LE PARTECIPANTI

Quel Bayern non vinceva, dominava. Pressava con una ferocia coordinata, attaccava con una fluidità impressionante e segnava a valanga. Robert Lewandowski era il finalizzatore implacabile, Thomas Müller il “Raumdeuter” (l’interprete degli spazi) rinato, Alphonso Davies una freccia sulla fascia sinistra e la coppia Kimmich-Goretzka il motore d’acciaio del centrocampo. Vincere Bundesliga, Coppa di Germania, Supercoppa di Germania, Champions League, Supercoppa Europea e Mondiale per Club nello stesso anno solare è un’impresa che li ha consegnati all’immortalità, forse persino al di sopra della generazione del Kaiser.

Dove può arrivare

Il Bayern Monaco entra in questo torneo con un solo obiettivo: vincerlo. La rosa è una delle più complete e talentuose al mondo, con un mix perfetto di esperienza e gioventù. La sfida sarà per Kompany, che dovrà dimostrare di poter gestire la pressione di un torneo a eliminazione diretta di questo livello. Se la squadra seguirà i suoi dettami e i giocatori chiave saranno in forma, il Bayern ha tutto per arrivare fino in fondo. Il percorso nel girone sembra una formalità. Dagli ottavi in poi, dipenderà dalla capacità di unire la qualità del gioco alla solidità mentale.

Lecce, chi sarà il nuovo allenatore? Spuntano novità molto importanti per quanto riguarda Di Francesco

Nuovo allenatore Lecce: Eusebio Di Francesco vicino alla panchina giallorossa nonostante la concorrenza degli altri candidati in casa giallorossa. Ecco le ultime

Il Lecce è sempre più vicino a trovare il suo nuovo allenatore: il nome in cima alla lista è quello di Eusebio Di Francesco, tecnico reduce dall’ultima esperienza al Venezia. Nonostante la retrocessione con il club lagunare, Di Francesco è considerato il profilo giusto per aprire un nuovo ciclo in casa giallorossa. La società salentina, infatti, è pronta a voltare pagina dopo l’addio ufficiale a Marco Giampaolo (ex Milan) e punta con decisione sull’ex Roma e Sassuolo per guidare la squadra nella stagione 2025-2026.

La trattativa tra Di Francesco e il Lecce è entrata nel vivo negli ultimi giorni. I contatti tra le parti si sono intensificati e l’accordo appare sempre più vicino. Il nuovo allenatore del Lecce potrebbe dunque essere ufficializzato a breve, con la chiusura dell’intesa che permetterebbe al club di iniziare fin da subito a pianificare il prossimo campionato di Serie A. Un aspetto fondamentale, considerato che il calendario delle operazioni di mercato è ormai alle porte e la definizione dello staff tecnico rappresenta un tassello essenziale.

La dirigenza giallorossa, nelle ultime settimane, ha seguito con attenzione diversi profili, ma Di Francesco è sempre rimasto in pole position. La sua esperienza in massima serie, unita a una filosofia di gioco propositiva e alla capacità di lavorare con i giovani, lo rendono il candidato ideale per il progetto Lecce. Il tecnico abruzzese, dal canto suo, ha manifestato il desiderio di rimanere in Serie A dopo la sfortunata parentesi con il Venezia, e vede nella piazza salentina una grande opportunità di rilancio.

Il nuovo allenatore del Lecce, se tutto andrà secondo i piani, potrebbe essere annunciato entro la settimana. I dettagli dell’accordo sono ancora in fase di definizione, ma le parti sembrano ormai vicine alla fumata bianca. L’intesa prevederebbe un contratto annuale con opzione per il secondo anno, legato ai risultati sportivi. Non è escluso che Di Francesco porti con sé alcuni collaboratori storici, per costruire uno staff tecnico già collaudato.

L’arrivo del nuovo allenatore del Lecce rappresenterebbe un passaggio cruciale per la costruzione della rosa. La società ha già iniziato a sondare il mercato in vista di alcuni rinforzi, ma l’input definitivo sulle operazioni sarà ovviamente affidato al futuro tecnico. Di Francesco potrebbe quindi giocare un ruolo chiave anche nella scelta dei giocatori funzionali al suo stile di gioco, che privilegia il possesso palla, l’organizzazione tattica e l’aggressività nella fase di non possesso.

Il Lecce vuole voltare pagina dopo una stagione con più ombre che luci, e la scelta del nuovo allenatore rappresenta il primo passo concreto in questa direzione. Con Di Francesco al timone, il club punta a consolidare la propria posizione in Serie A, migliorando il rendimento e provando a lanciare definitivamente un progetto tecnico più stabile e ambizioso.

Nei prossimi giorni sono attesi aggiornamenti ufficiali: se l’accordo verrà ratificato, Eusebio Di Francesco sarà a tutti gli effetti il nuovo allenatore del Lecce, pronto a guidare i salentini verso una nuova sfida in massima serie.

Mirandes-Racing Santander: dove vederla e orario

All’Estadio Municipal va in scena la sfida di Liga 2 Mirandes-Racing Santander: le ultime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

All’Estadio Municipal di Miranda de Ebro si giocherà la gara valevole per la semifinale di ritorno dei playoff per andare in Liga tra Mirandes-Racing Santander. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Orario e dove vederla in tv

Mirandes-Racing Santander si gioca alle ore 21:00 di giovedì 12 giugno per la semifinale di ritorno dei playoff di Liga 2. Verrà trasmessa in esclusiva su DAZN sul canale 214 del satellite di Sky. Per vedere la partita in streaming, DAZN permette la visione anche sul proprio sito ufficiale o sull’app scaricabile su Pc, tablet e smartphone.

Carnevali sulla Reggiana: «Rapporti ottimi! Polemiche senza senso. Ecco cosa faremo»

Carnevali: «Il Mapei Stadium punto di riferimento, rapporti con la Reggiana positivi». Le dichiarazioni del presidente del Sassuolo

Giovanni Carnevali, amministratore delegato del Sassuolo Calcio, è intervenuto ai microfoni della stampa a margine della recente partita della Nazionale italiana contro la Moldavia, disputata al Mapei Stadium di Reggio Emilia e vinta dagli Azzurri. In questa occasione, il dirigente neroverde ha parlato dell’importanza dello stadio come polo calcistico nazionale e ha fatto chiarezza sui rapporti con la Reggiana, altra squadra che condivide l’impianto.

L’intervento, riportato da Reggionline.com, è stato l’occasione per riflettere sul ruolo sempre più centrale del Mapei Stadium nel panorama calcistico italiano (da menzionare la vittoria della Juve 4 anni fa in Coppa Italia). Carnevali ha voluto sottolineare l’onore e la responsabilità che derivano dall’ospitare eventi di tale prestigio: «Ci sono stati tanti eventi in questo stadio e penso – continua Carnevali – che sia una bella cosa che la Federazione abbia scelto ancora una volta la città di Reggio Emilia. Credo che ci sia un rapporto consolidato con la FIGC, che ci consente di ospitare numerosi eventi».

In effetti, negli ultimi anni lo stadio reggiano si è distinto non solo per la sua struttura moderna e ben organizzata, ma anche per la sua disponibilità ad accogliere partite importanti. «Per noi è molto importante che il Mapei Stadium sia un punto di riferimento», ha aggiunto Carnevali, evidenziando come l’obiettivo sia quello di farlo diventare sempre più un centro per eventi legati non solo alla nazionale maggiore, ma anche alle selezioni giovanili.

«Per quanto riguarda gli eventi futuri – ha proseguito – ci sono molte possibilità. Stiamo lavorando attivamente per portare non solo la nazionale maggiore, ma anche le nazionali giovanili. Abbiamo già ospitato le finali Primavera e le competizioni giovanili, e ci sono molte altre opportunità che stiamo valutando». Queste parole confermano l’ambizione del club e dell’intera struttura di posizionarsi come riferimento stabile e strategico per il calcio federale.

A Carnevali è stato poi chiesto un commento sulla delicata questione della convivenza con la Reggiana, tema tornato d’attualità a causa di alcune incomprensioni emerse negli ultimi anni. Il dirigente ha preferito non entrare nel merito di polemiche specifiche, ma ha voluto comunque lanciare un messaggio distensivo: «Della questione stadio non parlo, perché fortunatamente non è compito mio. Con la Reggiana c’è un buon rapporto, e credo che l’abbiamo sempre dimostrato in tutti questi anni».

Non ha però negato che alcune tensioni siano emerse di recente: «A parte alcune problematiche che sono sorte quest’anno, senza senso e senza motivo, il nostro rapporto con la Reggiana resta positivo e ne parleremo, come abbiamo sempre fatto».

Il messaggio lanciato da Carnevali sembra quindi voler riportare la discussione su un piano collaborativo, ricordando l’importanza di mantenere una relazione solida tra le due società che condividono lo stesso stadio. In un calcio in cui la gestione degli impianti è sempre più complessa, il dialogo costruttivo tra club è fondamentale per garantire qualità, continuità e rispetto reciproco.

In conclusione, mentre il Mapei Stadium si afferma come un punto fermo per il calcio italiano, il Sassuolo guarda al futuro con apertura e responsabilità, pronto a fare la sua parte sia sul campo che fuori.

Mussolini, ritorno tra i grandi per il talento biancoceleste? Il piano aspettando nuove offerte

Mussolini vuole a tutti i costi giocare in Serie A. Possibile approdo nella massima categoria? Ecco le ultime novità

Tra le mosse più intelligenti e strategiche operate dalla Lazio nell’ultimo calciomercato figura senza dubbio il prestito di Romano Floriani Mussolini alla Juve Stabia, squadra che nella scorsa stagione ha conquistato la promozione in Serie B e ha poi sfiorato un vero e proprio miracolo sportivo, approdando ai playoff. Il giovane esterno di proprietà della società biancoceleste si è distinto come uno dei protagonisti della brillante stagione del club campano, guadagnandosi la fiducia dello staff tecnico e contribuendo attivamente al buon rendimento complessivo della squadra.

Mussolini, classe 2003, figlio d’arte con un cognome che ha spesso fatto discutere ma un talento calcistico che inizia a parlare per sé, ha sfruttato l’esperienza in cadetteria per maturare sotto diversi aspetti: dal punto di vista tattico, fisico e anche caratteriale. Nonostante la giovane età, Floriani Mussolini ha mostrato una notevole capacità di adattamento e una crescita costante nel corso dei mesi passati con la maglia gialloblù. Non è un caso che il suo nome sia tornato ora sotto la lente d’ingrandimento della dirigenza laziale, che sta valutando il suo futuro con grande attenzione.

Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, il giocatore potrebbe presto fare ritorno a Formello, quartier generale della Lazio. Il club capitolino, infatti, è sempre più orientato a puntare su giovani cresciuti nel proprio vivaio o comunque passati attraverso esperienze formative in prestito, proprio come Floriani Mussolini. Le sue recenti dichiarazioni in un’intervista lo confermano: «Voglio la Serie A e la Lazio!», ha detto il giovane esterno, lasciando intendere chiaramente quale sia la sua ambizione.

Il sogno del ragazzo, nato e cresciuto calcisticamente all’interno del sistema Lazio, è quello di debuttare nella massima serie con la maglia della prima squadra. Un obiettivo che oggi appare meno lontano rispetto al passato, anche grazie ai buoni rapporti tra la Lazio e la Juve Stabia, e alla fiducia crescente che il tecnico biancoceleste potrebbe decidere di concedergli nella prossima stagione. Il ritiro estivo sarà probabilmente un banco di prova decisivo per valutare se Floriani Mussolini sia pronto per affrontare la Serie A o se per lui sarà necessario un ulteriore passaggio intermedio in prestito.

Nel frattempo, il calciomercato della Lazio è in piena attività. La società sta cercando di costruire una rosa equilibrata, in grado di affrontare al meglio i prossimi impegni, ma senza perdere di vista i talenti già in casa. L’idea è quella di mescolare esperienza e gioventù, e in questo contesto Floriani Mussolini potrebbe rappresentare una risorsa preziosa da inserire gradualmente nel gruppo.

In conclusione, quello di Romano Floriani Mussolini è uno dei nomi da tenere d’occhio nel calciomercato estivo della Lazio. Dopo un’ottima stagione in prestito, il giovane esterno ha ribadito il proprio desiderio di vestire la maglia biancoceleste in Serie A. Il sogno è chiaro, la determinazione pure. Ora la palla passa alla società e al nuovo allenatore.

Inghilterra-Norvegia U19: dove vederla e orario

All’Arena Nationala pole andrà in scena la sfida tra Inghilterra-Norvegia U19: le ultimissime di formazione con orario e dove vedere il match

All’Arena Nationala di Bucarest, Inghilterra-Norvegia U19 si affrontano nella prima giornata della fase a gironi degli Europei di categoria.

Orario e dove vederla

Inghilterra-Norvegia U19 si gioca sabato 14 giugno 2025 alle ore 16:00. La partita sarà trasmessa in in streaming gratis per tutti su UEFA.TV.

Calciomercato Bologna, una big italiana vuole a tutti i costi Beukema. La posizione dei rossoblu

Calciomercato Bologna, una big italiana bussa alla porta per Beukema. Cosa risulta adesso in casa rossoblu? Le ultime novità

Il calciomercato Bologna entra nel vivo, e uno dei nomi più caldi sul fronte delle uscite è quello di Sam Beukema. Il difensore olandese è finito nel mirino del Napoli di Antonio Conte, deciso a rinforzare il reparto arretrato con un profilo affidabile e già rodato in Serie A. Tuttavia, il club emiliano non ha alcuna intenzione di cedere facilmente il proprio centrale titolare.

Secondo quanto riportato oggi dal Resto del Carlino, il calciomercato Bologna è determinato a trattenere Beukema e a non farsi cogliere impreparato di fronte alle sirene di mercato. La società rossoblù, forte della qualificazione alla prossima edizione dell‘Europa League, vuole mantenere una struttura solida e competitiva. Beukema, in questo contesto, è considerato un punto fermo del progetto.

Il pressing del Napoli, però, è reale. Antonio Conte ha individuato in Beukema un potenziale perno della difesa partenopea, e la società campana è pronta a fare sul serio. Per ora, non si è arrivati a una rottura tra giocatore e società, ma è chiaro che il fascino di giocare con i campioni d’Italia potrebbe incidere sulle decisioni del difensore olandese.

Allo stesso tempo, la dirigenza del Napoli, consapevole delle difficoltà nel trattare con il Bologna, ha iniziato a valutare piste alternative, tra cui spicca il nome di Giorgio Scalvini dell’Atalanta. Una mossa che evidenzia come il muro eretto dal calciomercato Bologna possa iniziare a mostrare le prime crepe, soprattutto se dovesse arrivare un’offerta economica di quelle “impossibili da rifiutare”.

In ogni caso, la società emiliana resta vigile e prepara le eventuali contromosse. Il calciomercato Bologna, infatti, non riguarda solo le uscite, ma anche un’attenta pianificazione in entrata. Tra i profili monitorati per la difesa c’è Martin Vitik dello Sparta Praga, considerato il sostituto ideale di Beukema. Si tratta di un giovane centrale solido, affidabile e con margini di crescita, perfettamente in linea con la filosofia di scouting adottata dal club.

Un altro nome sulla lista è quello di Diogo Leite, centrale portoghese attualmente in forza all’Union Berlino. Mancino di ruolo, Leite potrebbe rappresentare non solo un’alternativa a Beukema, ma anche una valida opzione per coprire un’eventuale partenza di Lucumí, anch’egli oggetto di attenzioni sul mercato.

Il calciomercato del Bologna, dunque, si preannuncia strategico e delicato. La priorità resta la conferma dell’ossatura della squadra che ha conquistato l’Europa, ma la dirigenza non si fa illusioni: offerte importanti possono sempre cambiare lo scenario. L’obiettivo, in ogni caso, è quello di non farsi trovare impreparati.

In sintesi, Sam Beukema è ancora un giocatore del Bologna e il club lo considera incedibile, a meno di proposte davvero irrinunciabili. Intanto, il Bologna si guarda intorno e pianifica ogni eventualità, consapevole che il calciomercato è fatto anche di equilibri sottili, da gestire con prontezza e lucidità.

Cambiaso, addio Juve? Quella squadra potrebbe far suo il terzino bianconero. Le ultime novità

Cambiaso andrà via dalla Juve? Ecco le ultime novità considerando anche la possibilità che possa finire in quella big

La Juventus ha le idee molto chiare sul futuro di Andrea Cambiaso. Il giovane esterno, reduce da una stagione positiva e in costante crescita, è considerato una pedina importante per il progetto tecnico della società bianconera. Nonostante l’interesse di alcuni top club italiani, tra cui il Milan, la posizione del club torinese resta ferma: Cambiaso non è sul mercato.

A confermarlo è Alfredo Pedullà, noto esperto di calciomercato e volto di riferimento di Sportitalia. Secondo quanto riportato dal giornalista, la Juventus non ha alcuna intenzione di privarsi del laterale sinistro, a meno che non arrivi un’offerta davvero fuori dal comune. Si parla di una proposta talmente ricca e vantaggiosa da essere considerata irrinunciabile. Al momento, però, tale proposta non è ancora giunta sulla scrivania della dirigenza juventina.

Andrea Cambiaso, classe 2000, ha dimostrato nell’ultima stagione di essere un elemento affidabile, duttile e in grado di ricoprire più ruoli sulla fascia, sia a sinistra che a destra. La sua crescita, iniziata con la parentesi in prestito al Bologna nella stagione 2022-23, è proseguita a Torino, dove si è guadagnato sempre più spazio nelle gerarchie dell’allenatore. Le sue prestazioni hanno attirato l’attenzione di diverse società, in particolare del Milan, che avrebbe individuato in lui un possibile rinforzo per la propria linea difensiva.

Tuttavia, il possibile interesse rossonero, attribuito da alcune fonti anche al gradimento di Massimiliano Allegri (di ritorno al Milan), non sembra sufficiente per smuovere la Juventus dalla propria posizione. Il club bianconero, infatti, ritiene Cambiaso un profilo strategico, sia per le sue qualità tecniche sia per l’età, che lo rende un elemento importante anche in chiave futura.

La strategia della Juve è chiara: si guarda alla costruzione di una rosa competitiva, giovane e sostenibile, e in questo contesto Cambiaso rappresenta un perfetto equilibrio tra presente e futuro. La società torinese non ha quindi nessuna fretta di vendere, soprattutto in un reparto – quello dei laterali – che ha bisogno di continuità e certezze.

Difficile quindi, allo stato attuale, immaginare una cessione imminente. A meno che, come detto, non si presenti un’offerta economicamente impossibile da rifiutare. Solo in quel caso la Juventus potrebbe sedersi al tavolo e valutare un’eventuale partenza. Fino ad allora, Cambiaso resterà a Torino, pronto a confermarsi tra i protagonisti della prossima stagione bianconera.

In sintesi, Andrea Cambiaso non è sul mercato, almeno non in modo attivo. La Juventus punta su di lui e lo considera un tassello importante per il futuro. Chi lo vuole dovrà mettere sul piatto una cifra molto alta: solo un’offerta faraonica potrà cambiare le carte in tavola.

L’Atalanta può fare un grande mercato, ma le tempistiche saranno fondamentali per completare la rosa

Per l’Atalanta può rivelarsi un buon mercato: priorità per la dirigenza nerazzurra non peccare in termini di tempistiche

Nonostante il cambio in panchina, l’Atalanta rimane pur sempre una squadra consolidata con delle ottime basi: tre competizioni importanti e una posta in palio in ottica calciomercato da non sottovalutare.

Tralasciando le voci di giugno dove esse sono equiparabili alle “Tinderate” dove l’Atalanta non ricambia per ora nessun match (il detto è sempre lo stesso: pagare moneta, vedere cammello), la società nerazzurra ha a disposizione un capitale importante per investire e compensare nel caso in cui qualche big dovesse lasciare Bergamo: normale amministrazione a patto ovviamente di stare ad alti livelli.

Quale sarà però l’aspetto più importante di questa sessione di mercato? La tempistica. Certo, avere la squadra pronta già a luglio è possibile solo nella modalità carriera di FIFA, ma qualcosa di simile si può fare: una campagna acquisti regolare senza aspettare l’ultimo momento per prendere determinate pedine.

Tony D’Amico e la società hanno dovuto combattere con il ticchettio dell’orologio: grandi meriti sull’operazione Retegui dopo 48 ore dall’infortunio di Scamacca e nella costruzione estiva dell’Atalanta negli ultimi due anni; meno sul mercato di gennaio dove si è agito poco e all’ultimo momento (con l’ennesimo ko di Gianluca a spiazzare la società).

Va dato atto che l’ex ds del Verona si è ritrovato a fare il Jack Sparrow della situazione in un mare in tempesta considerando che, per esempio, la telenovela Koopmeiners non ha permesso all’Atalanta di agire come avrebbe voluto, ma dall’altra parte la squadra completa è il dovere primario che Tony per evitare una “scottatura Buongiorno”: episodio che D’Amico fece tesoro poi l’anno dopo completando la squadra tra luglio e agosto.

Sfruttare ogni opportunità tenendo il tempo di una campagna acquisti su cui l’Atalanta dovrà stare al passo, portando a mister Juric tutto il necessario per lavorare alla grande.

Calciomercato Napoli, ufficiale l’arrivo di De Bruyne: il super colpo è realtà, c’è l’annuncio di De Laurentiis!

L’annuncio ufficiale di Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, sull’arrivo di Kevin De Bruyne. Tutti i dettagli in merito

Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha annunciato l’arrivo di Kevin De Bruyne attraverso un post pubblicato sul suo profilo X. Il centrocampista belga, simbolo del Manchester City e uno dei giocatori più forti al mondo nel suo ruolo, vestirà l’azzurro nella prossima stagione. Un acquisto che conferma le ambizioni del club partenopeo, con un leader di caratura internazionale.

ANNUNCIO DE LAURENTIIS – «Benvenuto Kevin!».

Calciomercato Torino, interesse per il figlio di Recoba: i granata lo studiano

Le ultime sulle mosse di calciomercato del Torino, con l’interesse per il figlio di Alvaro Recoba. Tutti i dettagli in merito alla possibile operazione

Il Torino guarda al futuro e continua a muoversi sul mercato, con l’obiettivo di rinforzare la rosa con profili giovani e di prospettiva. Tra gli obiettivi resta Tommaso Fazzini dell’Empoli, ma nelle ultime ore è spuntato un nome nuovo e affascinante: Jeremia Recoba, figlio dell’ex Inter Álvaro “Chino” Recoba.

Classe 2003, trequartista o esterno offensivo, milita nel Nacional in Uruguay e ha già fatto parlare di sé nella Copa Libertadores, dove ha mostrato un sinistro educato e una notevole confidenza con il gol. Il Torino lo sta osservando con attenzione: ha passaporto comunitario e una valutazione poco sopra i 3 milioni di euro. Il talento sudamericano piace anche ad altri club europei: il suo futuro potrebbe presto tingersi di granata.

Calciomercato Bologna, ufficiale il rinnovo di Lykogiannis: il comunicato

Il Bologna ha ufficializzato il rinnovo di contratto di Charalampos Lykogiannis. Tutti i dettagli sul futuro del terzino greco con i rossoblù

Il Bologna, tramite un comunicato ufficiale pubblicato sul proprio sito, ha annunciato il rinnovo di contratto di Charalampos Lykogiannis. Il terzino greco è stato confermato dopo un’altra ottima stagione in rossoblù.

COMUNICATO – «Il Bologna FC 1909 comunica di avere prolungato il contratto per le prestazioni sportive del calciatore Charalampos Lykogiannis fino al 30 giugno 2026, con opzione per un’ulteriore stagione».

Calciomercato Juve, ufficiale il rinnovo di Savona: il comunicato e la durata!

Il comunicato ufficiale della Juve sul rinnovo di contratto di Nicolò Savona, terzino che continua la sua avventura in bianconero

Attraverso un comunicato ufficiale pubblicato sul proprio sito, la Juve ha ufficializzato il rinnovo di contratto di Nicolò Savona fino al 30 giugno del 2030.

COMUNICATO JUVE – «Nicolò Savona rinnova il suo contratto con la Juventus: si prolunga infatti fino al 30 giugno 2030 il legame con il classe 2003 che, dopo essere cresciuto nel Settore Giovanile bianconero, da agosto 2024 è entrato a far parte della Prima Squadra della Juventus.

Con i colori bianconeri addosso dall’età di 8 anni, Nicolò ha potuto conoscere tutte le categorie del Club acquisendo esperienza e maturando con costanza annata dopo annata: dalle Under, passando per la Primavera e la Next Gen, fino all’approdo in pianta stabile tra i più grandi.

La stagione 2024/2025 è quella che ha portato all’esordio con la Prima Squadra, presenza numero uno di trentasette fra tutte le competizioni disputate, nel successo contro il Como all’Allianz Stadium del 19 agosto scorso. Di ruolo duttile difensore, ma Nicolò ha sempre dimostrato di non disdegnare le progressioni in zona offensiva: due le reti, le prime della sua carriera ed entrambe in trasferta – Verona e Udine -, che hanno contribuito alle vittorie della squadra.

Il rapporto fra Savona e la Juventus è quindi pronto a proseguire ancora per anni: complimenti Nicolò, ci vediamo in campo».

Ivan Zazzaroni: «Chi critica Ranieri non saprebbe neanche scegliere tra due detersivi. C’è una cosa intollerabile negli attacchi alla sua persona»

Le parole di Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, sul rifiuto di Claudio Ranieri di allenare l’Italia. I dettagli

Nel suo editoriale odierno, Ivan Zazzaroni sul Corriere dello Sport analizza il “gran rifiuto” di Claudio Ranieri alla panchina dell’Italia:

«Tentare di macchiarne la figura per un no, frutto di un ripensamento notturno, è un esercizio intollerabile. Uomini che al supermercato non saprebbero scegliere tra un fustino di Dixan e due di un detersivo no logo si permettono di censurarlo per il solo essere tornato su una decisione che gli avrebbe cambiato vita e equilibri. È vero che si era spinto molto avanti con Gravina e lo è altrettanto che aveva messo sopra tutto e tutti il rapporto con la Roma. Se alla fine ha deciso di non tradire, è da applaudire: la fedeltà non può essere un disvalore. A 73 anni si può essere più che lusingati dalla panchina della Nazionale, ma si deve anche essere convinti e liberi di accettarla. La stessa Figc ha rispettato Ranieri, pur non gradendone la scelta, e ha taciuto. Almeno pubblicamente»

De Bruyne Napoli: un campione pensante che moltiplica le possibilità e farà molti assist a due goleador della squadra. Ecco tutte quello che il belga regalerà ad Antonio Conte

Tutto quello che c’è da sapere sull’arrivo di Kevin De Bruyne al Napoli, con le nuove possibilità tattiche per Antonio Conte

Un altro campionissimo per il Napoli campione d’Italia. Dopo Lukaku e McTominay, il club di De Laurentiis aggiunge alla sua collezione Kevin De Bruyne, un altro pezzo da novanta strappato alla Premier League per continuare a vincere. Nel suo ritratto per La Gazzetta dello Sport, Marco Ciriello descrive l’arrivo del belga come l’innesto di un campione che, pur non essendo più di primo pelo, può dominare la Serie A con la sua classe da Pallone d’Oro e la sua intelligenza superiore.
De Bruyne è definito un «uomo-assist come ce ne sono pochi in giro», capace di «aprire gallerie tra le difese» e di servire i compagni con i suoi «piedi beckhamiani». È un calciatore ossimoro, «un cartesiano di fantasia», in grado di unire ordine tattico e invenzione pura. Antonio Conte, secondo Ciriello, dovrà gestirlo con un «uso parsimonioso», soprattutto nelle grandi notti europee, per sfruttarne al massimo l’impatto. Il suo compito principale sarà fornire quelle “palle in corridoio” per gli attaccanti che sono mancate nella stagione dello scudetto. Citando Pep Guardiola, il suo mentore al City, De Bruyne «è un tipo che ha bisogno di essere in forma fisicamente per sfruttare il suo spazio e la sua energia», e a Napoli avrà il compito di trovarli per ribaltare le partite.
La scelta di venire in Italia a 34 anni, preferendo una nuova sfida alle ricche ma meno competitive leghe arabe o americane, la dice lunga sulla sua motivazione. Ha scelto Napoli per «rimettersi in gioco una penultima volta», spinto da una fame non ancora sazia. È un «calciatore pensante», una rarità nel calcio di oggi, che porta in dote non solo assist e gol, ma anche stile e la capacità di generare «la moltiplicazione delle possibilità, con fantasia». Il suo arrivo è un vantaggio cumulativo, l’aggiunta di un talento che alzerà il livello tecnico e mentale di tutta la squadra.

Benfica, guida completa alla squadra: storia, giocatore chiave, giovane talento e allenatore

Benfica, guida completa alla squadra: storia, giocatore chiave, giovane talento e allenatore. Alla scoperta delle protagoniste del Mondiale per Club

Il Benfica è inserito nel girone C del Mondiale per Club insieme a Bayern Monaco, Boca Juniors e Auckland City.

Aquile, gloria e la maledizione centenaria

Il Sport Lisboa e Benfica è una delle istituzioni più gloriose e popolari del calcio europeo. Fondato nel 1904, è uno dei “Três Grandes” del Portogallo, insieme a Porto e Sporting, ma vanta una base di tifosi che travalica i confini nazionali, con un numero di soci registrati tra i più alti al mondo. Il suo simbolo più iconico è l’aquila, da cui il soprannome As Águias. Prima di ogni partita casalinga allo Estádio da Luz, una vera aquila di nome Vitória (Vittoria) spicca il volo, sorvola il campo e si posa sullo stemma del club posto al centro del prato. La superstizione vuole che se l’aquila compie due giri completi, il Benfica vincerà la partita. È un rituale spettacolare e carico di simbolismo, che lega il club alla nobiltà e alla grandezza. Il motto del club, “E Pluribus Unum” (Da molti, uno), sottolinea l’unione di tutte le sue anime sotto un’unica fede.

Tuttavia, la storia moderna del Benfica è indissolubilmente legata a una delle leggende più famose e struggenti del calcio: la “Maledizione di Béla Guttmann“. Guttmann, geniale allenatore ungherese, fu l’artefice del periodo più luminoso del club, guidandolo a vincere due Coppe dei Campioni consecutive nel 1961 e 1962. Dopo il secondo trionfo, chiese alla dirigenza un modesto aumento di stipendio, che gli fu negato. Furioso, lasciò il club lanciando una profezia che si rivelò una condanna: «Senza di me, il Benfica non vincerà più una finale europea per i prossimi cento anni». Da quel momento, un’incredibile serie di sventure si è abbattuta sul club. Il Benfica ha disputato ben otto finali europee (cinque di Coppa dei Campioni/Champions League e tre di Coppa UEFA/Europa League), perdendole tutte, spesso in modo rocambolesco o ai calci di rigore. Questa maledizione è diventata parte integrante dell’identità del club, un fardello psicologico che riemerge ogni volta che la squadra si avvicina a un traguardo europeo. Prima della finale del 1990 a Vienna (dove Guttmann è sepolto), la leggenda Eusébio andò a pregare sulla sua tomba, implorandolo di perdonare il club. Non servì a nulla: il Benfica perse 1-0 contro il Milan.

MONDIALE PER CLUB 2025: DATE, GIRONI, CALENDARIO, RISULTATI

Il giocatore che ci farà innamorare: Ángel Di María

Contrariamente alle attese di un suo ritorno in Argentina, Ángel Di María ha scelto di onorare il suo legame con il Benfica, rinnovando il suo contratto per un’ulteriore stagione, fino al 30 giugno 2025. La sua decisione ha rappresentato un’enorme iniezione di fiducia per il club e i tifosi, che hanno potuto contare sulla sua classe anche per l’annata 2024-25. La stagione si è rivelata un’altra dimostrazione della sua leadership e del suo talento senza tempo. A 37 anni, Di María è stato ancora una volta un punto di riferimento tecnico per la squadra di Roger Schmidt. Complessivamente, tra tutte le competizioni (campionato portoghese, coppe nazionali e Champions League), ha messo a referto 40 presenze, condite da 15 gol e 10 assist. Queste statistiche, eccezionali per un giocatore della sua età, sottolineano la sua continua capacità di essere decisivo ai massimi livelli, sia come finalizzatore che come uomo assist. A fine maggio 2025, è stato annunciato ufficialmente che il Mondiale per Club sarà il suo ultimo ballo con la maglia del Benfica. Dal 1° luglio 2025, infatti, realizzerà il suo sogno di tornare a casa, chiudendo la carriera nel club che lo ha lanciato: il Rosario Central.

Il giovane più interessante: Alvaro Carreras

Cresciuto in due delle accademie più prestigiose del mondo, prima quella del Real Madrid e poi quella del Manchester United, Álvaro Carreras è un terzino sinistro che unisce una solida formazione a un talento naturale esplosivo. Arrivato al Benfica nel gennaio 2024 in prestito, ha impiegato pochissimo tempo per convincere il club a renderlo un pilastro del futuro, esercitando l’opzione per l’acquisto a titolo definitivo.

La stagione 2024-25 è stata quella della sua consacrazione. Si è imposto come titolare sulla fascia sinistra, dimostrando una notevole personalità e un’impressionante continuità di rendimento. Carreras è l’archetipo del terzino moderno: un difensore attento e disciplinato che, appena può, si trasforma in un’ala aggiunta, capace di creare superiorità numerica e pericoli costanti. La sua progressione palla al piede e la qualità dei suoi cross sono diventate armi fondamentali nell’arsenale offensivo della squadra di Roger Schmidt. Per lui, il Mondiale per Club rappresenta la consacrazione definitiva sul palcoscenico globale, un’opportunità per dimostrare di essere uno dei migliori giovani interpreti del ruolo a livello internazionale.

L’allenatore: Bruno Lage

A inizio settembre 2024, il Benfica ha deciso di cambiare guida tecnica, salutando Roger Schmidt e affidando la squadra a un allenatore che conosce perfettamente l’ambiente e che ha già scritto una pagina di storia del club: Bruno Lage. Per lui si tratta di un ritorno a casa, un “atto secondo” dopo la trionfale stagione 2018-19, quando, subentrato a metà anno, condusse la squadra a una rimonta incredibile culminata con la vittoria del campionato, proponendo un calcio offensivo e spettacolare.

Lage è un tecnico che predilige un approccio tattico flessibile, spesso basato sul 4-4-2, ma capace di adattarsi alle caratteristiche degli avversari. È rinomato per la sua abilità nel lavorare con i giovani e nel valorizzarli, come dimostrò lanciando definitivamente la stella di João Félix. Dopo il suo primo ciclo al Benfica, ha accumulato ulteriore esperienza internazionale allenando in Premier League (Wolverhampton) e in Brasile (Botafogo). Il suo ritorno è stato voluto per ridare entusiasmo all’ambiente e per tentare di unire un gioco brillante a una solidità che possa portare il club a competere ai massimi livelli, a partire da questo prestigioso Mondiale per Club.

Il punto più alto raggiunto nella sua storia: la doppia corona d’Europa con Eusébio

Prima della maledizione, ci fu l’era della gloria. Il punto più alto della storia del Benfica coincide con l’arrivo di una leggenda mozambicana destinata a diventare il simbolo del calcio portoghese: Eusébio da Silva Ferreira, a Pantera Negra. Guidato in panchina dal genio di Béla Guttmann e in campo dalla potenza e dalla classe di Eusébio, il Benfica divenne la squadra più forte d’Europa. Nel 1961, in una finale memorabile, sconfissero il Barcellona, ma fu nel 1962 che compirono l’impresa definitiva. A Amsterdam, si trovarono di fronte il Real Madrid di Puskás e Di Stéfano, la squadra che aveva dominato il primo quinquennio della coppa. In una delle finali più spettacolari di sempre, il Benfica vinse 5-3, con una doppietta di Eusébio. Quel trionfo non fu solo una vittoria sportiva, ma un atto simbolico: il piccolo Portogallo, attraverso il suo club più amato, aveva detronizzato i giganti spagnoli. Quelle due Coppe dei Campioni consecutive rappresentano l’apice irripetuto del club, l’epoca d’oro a cui ogni tifoso guarda con un misto di orgoglio e nostalgia.

SQUADRE QUALIFICATE AL MONDIALE PER CLUB: TUTTE LE PARTECIPANTI

Dove può arrivare

Il destino del Benfica in questo Mondiale per Club si deciderà, con ogni probabilità, nello scontro diretto con il Boca Juniors. Sarà una sfida affascinante tra due stili opposti: la qualità tecnica e l’intensità europea del Benfica contro la garra e la solidità competitiva del Boca. Sulla carta, i portoghesi hanno una rosa di maggior talento diffuso, ma dovranno dimostrare di saper gestire la pressione e la fisicità di una partita che per gli argentini sarà una battaglia. Passare il girone è un obiettivo alla portata. Superare i quarti di finale sarebbe già un grande successo.

Serie B, è cominciato il valzer delle panchine. Il Monza sceglie Bianco. Nesta rifiuta Bari, ora è caccia ad Abate. Manca poco all’annuncio su Pippo Inzaghi

Tutto quello che c’è da sapere con i cambi di panchina nel campionato di Serie B, con il valzer che si sta completando. I dettagli

Inizia ufficialmente il valzer delle panchine di Serie B. La prima tessera del domino a cadere è quella del Monza, che ha ufficializzato l’arrivo di Paolo Bianco, reduce dalla salvezza diretta conquistata con il Frosinone dopo la penalizzazione del Brescia. L’annuncio è arrivato solo dopo la cristallizzazione della classifica, liberando di fatto il tecnico.
La mossa del Monza ha un effetto a catena, dato che Bianco prende il posto di Alessandro Nesta. L’ex difensore, dopo una deludente stagione in Serie A, ha rifiutato la proposta del Bari, non convinto dal progetto tecnico presentatogli dal presidente De Laurentiis e valutando ora un’offerta dall’estero. Il club pugliese si trova così a dover riprogrammare e ha messo nel mirino Ignazio Abate, reduce da un’ottima stagione con la Ternana, anche se la concorrenza è forte. Su Abate, infatti, si registrano anche gli interessi di Catanzaro e Vicenza.
Nel frattempo, il Palermo è a un passo dall’annunciare Pippo Inzaghi: lo scambio di documenti con il City Group è avvenuto e si attende solo il via libera definitivo, che potrebbe arrivare già in giornata. L’Empoli, dopo aver comunicato la separazione da Roberto D’Aversa, è pronto a ufficializzare Guido Pagliuca, mentre il Modena è vicino a chiudere con Andrea Sottil.
Il mercato è frenetico anche per le neopromosse: il Pescara lavora al rinnovo di Silvio Baldini dopo la promozione, mentre il Catanzaro vira con decisione su Alberto Aquilani. La situazione più intricata è a Vicenza in Serie C, che non solo segue Abate ma ha contattato anche Fabio Gallo, a sua volta nel mirino dell’Inter U23. Infine, da registrare il cambio di proprietà all’Ascoli, con la famiglia Passeri che ha rilevato il 100% delle quote.

Boca Juniors, guida completa alla squadra: storia, giocatore chiave, giovane talento e allenatore

Boca Juniors, guida completa alla squadra: storia, giocatore chiave, giovane talento e allenatore. Alla scoperta delle protagoniste del Mondiale per Club

Il Boca Juniors è inserito nel girone C del Mondiale per Club insieme a Bayern Monaco, Benfica e Auckland City.

Alla scoperta della squadra: Passione, Popolo e la Mistica della Bombonera

Il Club Atlético Boca Juniors non è semplicemente una squadra di calcio; è un’istituzione culturale, un fenomeno sociale, l’espressione più pura e viscerale dell’identità argentina. Fondato il 3 aprile 1905 da un gruppo di cinque giovani immigrati italiani, prevalentemente di origine genovese, nel cuore del quartiere portuale e popolare de La Boca, il club è intrinsecamente legato alla sua gente. Da qui il suo primo e più iconico soprannome: Xeneizes (Genovesi), un tributo orgoglioso alle proprie radici. La leggenda sulla scelta dei colori sociali, il blu e oro (azul y oro), è un pezzo fondamentale della sua mitologia: non riuscendo a trovare un accordo, i fondatori decisero di adottare i colori della bandiera della prima nave che fosse transitata nel porto. La nave era svedese. Da quel giorno, quei colori sono diventati sacri. Il Boca è sempre stato il club del popolo, in contrapposizione ai rivali storici del River Plate, i “Millonarios”, associati alle classi più abbienti. Questa rivalità, il Superclásico, è l’evento sportivo più intenso e passionale del pianeta, capace di paralizzare un’intera nazione.

Un altro soprannome, Bosteros, nacque come insulto. I tifosi del River li chiamavano così (letteralmente “raccoglitori di letame”) per l’odore delle fabbriche di concime presenti nel quartiere de La Boca. Come spesso accade nel mondo del tifo, l’insulto è stato riappropriato con orgoglio, trasformato in un distintivo di appartenenza a un’identità popolare e “sporca”, lontana dall’eleganza aristocratica dei rivali. Il cuore pulsante di questa identità è lo stadio Alberto J. Armando, universalmente conosciuto come La Bombonera. La sua struttura unica, con una tribuna quasi verticale che incombe sul campo, crea un’acustica terrificante e un’atmosfera intimidatoria. Non è solo uno stadio, è un santuario. La “cosa che non puoi sapere”, o meglio, la leggenda che ne alimenta il mito, è che durante le partite più sentite, quando i 49.000 tifosi saltano e cantano all’unisono, la struttura vibra visibilmente. I tifosi non dicono che “lo stadio trema”, ma che el corazón de la Bombonera late (il cuore della Bombonera batte), come se fosse un organismo vivente alimentato dalla passione della sua gente.

Il giocatore che ci farà innamorare: Kevin Zenó

Arrivato dall’Unión de Santa Fe nel gennaio 2024, Kevin Zenón ci ha messo pochissimo a prendersi il cuore della Bombonera e a diventare il nuovo motore creativo della squadra. È il tipo di giocatore per cui i tifosi del Boca vanno pazzi: unisce una qualità tecnica sopraffina a una “garra” e a uno spirito di sacrificio totali. Zenón è un mancino purissimo, un tuttocampista moderno che parte dalla fascia sinistra ma svaria per tutto il campo, dettando i ritmi, inventando assist e non tirando mai indietro la gamba. Il suo impatto è stato devastante: ha aggiunto al centrocampo del Boca quella scintilla di fantasia e dinamismo che mancava, diventando subito un titolare inamovibile.

MONDIALE PER CLUB 2025: DATE, GIRONI, CALENDARIO, RISULTATI

Ciò che fa innamorare di lui è la sua fame, la sua voglia di avere sempre la palla tra i piedi per creare qualcosa di decisivo. Ogni volta che tocca il pallone, si ha la sensazione che possa accadere qualcosa di speciale: un dribbling secco, un cross teso, un tiro improvviso o un filtrante che taglia in due la difesa. È un giocatore generoso, che corre per due, ma che quando ha la palla la tratta con la delicatezza di un artista. In un calcio di specialisti, la sua capacità di essere decisivo in ogni zona del campo lo rende un idolo moderno, perfetto per l’esigente pubblico Xeneize.

Il giovane più interessante: Exequiel Zeballos

Exequiel Zeballos, affettuosamente soprannominato “El Changuito” (Il Ragazzino), è forse il talento più puro e cristallino emerso dal settore giovanile del Boca negli ultimi anni. È un’ala imprendibile, un giocatore che incarna la tradizione del gambeteador argentino: dribbling fulminante, uno contro uno devastante e una fantasia nelle giocate che infiamma La Bombonera. Ambidestro, è capace di giocare su entrambe le fasce, rientrare per il tiro o andare sul fondo per il cross, rendendolo un rebus irrisolvibile per le difese.

Ciò che lo rende così “interessante” oggi, tuttavia, è la sua storia di incredibile resilienza. La sua carriera, che sembrava destinata a un’ascesa verticale, è stata brutalmente frenata da un calvario di infortuni gravissimi, tra cui la rottura di tibia e perone e, successivamente, la lesione del legamento crociato. Questi ostacoli avrebbero stroncato chiunque, ma non il “Changuito”. La sua forza di volontà e l’amore incondizionato dei tifosi, che non lo hanno mai abbandonato, lo hanno sostenuto durante la lunga riabilitazione. Ora, a metà del 2025, è tornato a disposizione, e ogni suo minuto in campo è accolto come una festa. Il Mondiale per Club rappresenta per lui un’occasione simbolica: il palcoscenico perfetto per dimostrare al mondo che il suo immenso talento è finalmente tornato, pronto a sbocciare di nuovo. La sua è la storia di una grande promessa che lotta contro la sfortuna, e tutto il mondo Boca tifa per il suo definitivo ritorno.

L’allenatore: Miguel Ángel Russo

A inizio giugno 2025, dopo un periodo di transizione seguito all’esonero di Fernando Gago, il Boca Juniors ha richiamato una figura leggendaria per la sua panchina: Miguel Ángel Russo. Per il tecnico argentino si tratta del terzo ritorno a casa, un segnale forte voluto dal presidente Juan Román Riquelme per restituire al club un’identità vincente e un legame con il passato glorioso. Russo, infatti, è l’allenatore che ha regalato al Boca l’ultima Coppa Libertadores, vinta nel 2007 proprio con Riquelme come stella assoluta in campo. È un tecnico esperto, un profondo conoscitore dell’ambiente Xeneize e un maestro nel gestire la pressione della Bombonera. Il suo calcio non è forse avanguardista come quello di altri colleghi, ma è pragmatico, solido e basato su una grande organizzazione difensiva e sulla capacità di valorizzare la qualità dei singoli in attacco. La sua missione è chiara: ridare equilibrio e certezze a una squadra di grande talento e riportare il Boca a competere per i massimi traguardi, a partire proprio da questo Mondiale per Club.

SQUADRE QUALIFICATE AL MONDIALE PER CLUB: TUTTE LE PARTECIPANTI

Il punto più alto raggiunto nella sua storia: L’epopea di Carlos Bianchi

Se ogni grande club ha la sua età dell’oro, per il Boca Juniors quell’epoca porta un solo nome: Carlos Bianchi. Il suo arrivo come allenatore nel 1998 diede inizio a un ciclo di vittorie tra i più dominanti nella storia del calcio mondiale. Il Virrey (il Viceré) costruì una squadra perfetta, un mix letale di solidità difensiva, talento purissimo e una fame di vittorie insaziabile. Il vertice assoluto fu la finale di Coppa Intercontinentale del 2000 a Tokyo. Di fronte c’era il Real Madrid dei Galácticos: Zidane, Figo, Raúl, Roberto Carlos. Il Boca, guidato dalla genialità di Juan Román Riquelme e dai gol del bomber Martín Palermo, andò sopra 2-0 dopo sei minuti e resistette al ritorno degli spagnoli, laureandosi campione del mondo. Quella vittoria, bissata nel 2003 contro il Milan di Ancelotti, consacrò il Boca come la squadra più forte del pianeta. In quegli anni, il club vinse tre Coppe Libertadores (2000, 2001, 2003) e due Intercontinentali, un’epopea che ha definito la mistica del club nel XXI secolo e ha fissato uno standard quasi irraggiungibile per le generazioni future.

Dove può arrivare

Il Boca Juniors entra in questo torneo con l’obiettivo chiaro di superare il girone. La sfida decisiva sarà lo scontro diretto con il Benfica. Mentre i portoghesi possono vantare una maggiore qualità tecnica diffusa, il Boca porta in dote una competitività, una “garra” e una capacità di soffrire che poche squadre al mondo possiedono. Sostenuti da un esodo di tifosi che trasformeranno ogni stadio in una piccola Bombonera, saranno un avversario ostico per chiunque. La loro solidità difensiva e la capacità di essere letali nelle poche occasioni create possono mettere in difficoltà anche il Bayern.

Euro 2032: il “modello Genova” per gli stadi italiani. Pronto un commissario per evitare la figuraccia con la Uefa. Quali saranno i 5 impianti designati? Abodi: «Il Sud deve esserci»

Le parole di Andrea Abodi, Ministro per lo Sport, sulla situazione degli stadi italiani in vista della candidatura per Euro 2032

Basta burocrazia, basta rinvii. Il Governo accelera per affrontare l’annosa e ormai non più rimandabile emergenza degli stadi italiani. Con l’Europeo del 2032, da ospitare insieme alla Turchia, che si avvicina a grandi passi, l’Italia non può più permettersi di aspettare. Per questo, nella bozza del nuovo Decreto Sport in via di approvazione, spicca la nomina di un commissario straordinario per le infrastrutture. Una figura dotata di poteri speciali, sul “modello Genova”, pensata per sbloccare i cantieri e superare i veti che per decenni hanno lasciato il nostro patrimonio di impianti in uno stato di fatiscenza, mettendo a rischio la credibilità del Paese di fronte alla UEFA.

Come spiegato dal ministro per lo Sport Andrea Abodi, si tratterà di una «piattaforma commissariale» che avrà il compito di dialogare con le amministrazioni locali per dare una “accelerata decisiva a tutti i processi”. Il tempo stringe: a breve la FIGC dovrà indicare alla UEFA le 5 città ospitanti. La situazione è un puzzle complesso: Torino, con l’Allianz Stadium, è l’unica certezza. Roma e Milano sono nodi cruciali, con la speranza di nuovi impianti che si scontra con le eterne discussioni sul futuro di Olimpico e San Siro. Per gli altri due posti la corsa è aperta, con la necessità, sottolineata da Abodi, che «non potrà mancare il Sud».
Questa corsa contro il tempo è osservata con la massima attenzione anche a Nyon. La UEFA, infatti, non intende fare sconti e ha già nominato Michele Uva come suo delegato ufficiale presso il comitato organizzatore, con il compito specifico di aiutare e vigilare proprio sul “nodo impianti”. L’obiettivo è chiaro: presentarsi al 2032 con stadi moderni, sicuri e funzionali. L’istituzione di un commissario è vista come l’ultima, grande opportunità per adeguare l’Italia agli standard europei ed evitare una figuraccia che avrebbe conseguenze pesantissime per l’intero movimento calcistico nazionale.

Germania-Slovenia U21: dove vederla e orario

Al Tehelné pole andrà in scena la sfida tra Germania-Slovenia U21: le ultimissime di formazione con orario e dove vedere il match

Al Tehelné pole di Bratislava, Germania-Slovenia U21 si affrontano nella prima giornata della fase a gironi degli Europei di categoria.

Orario e dove vederla

Germania-Slovenia U21 si gioca giovedì 12 giugno 2025 alle ore 21:00. La partita sarà trasmessa in in streaming gratis per tutti su UEFA.TV.

Under 21, chi è Sebastiano Desplanches, il para-rigori contro la Romania. Il guardiano azzurro forgiato dai Mondiali con Buffon e Julio Cesar come riferimenti

Tutto quello che c’è da sapere su Sebastiano Desplanches, portiere dell’Italia U21 decisivo agli Europei contro la Romania

«Condivide i meriti della vittoria per il rigore parato a Munteanu. Mezzo voto in meno per un’uscita a metà nel finale»: La Gazzetta dello Sport ha dato 7 a Sebastiano Desplanches, il portiere dell’Under 21 che ha iniziato ieri l’Europeo di categoria partecipando da protagonista al successo finale per 1-0 (firma di Baldanzi). Qual è la sua storia?

Chi è

Un metro e ottantanove di altezza, reattività felina tra i pali e una calma da veterano che contrasta con i suoi 22 anni. Sebastiano Desplanches non è solo il portiere titolare dell’Italia Under 21; è il simbolo di una generazione di talenti azzurri che ha già conosciuto le lacrime di una finale persa e la gloria di un riconoscimento mondiale. La sua parata sul rigore di Munteanu nel debutto vincente contro la Romania agli Europei di categoria è solo l’ultimo fotogramma di una carriera in maglia azzurra vissuta sempre da protagonista.
Nato a Novara l’11 marzo 2003, Desplanches è un prodotto del prestigioso calcio giovanile milanese. Cresciuto calcisticamente prima nel vivaio dell’Inter e poi, per gran parte della sua formazione, in quello del Milan, si è da sempre distinto per le sue qualità. Oltre a un fisico imponente, possiede un’ottima tecnica con i piedi, che lo rende un portiere moderno e abile nell’impostazione dal basso, e una notevole agilità negli interventi a terra.
Dopo aver lasciato il Milan nel 2022, ha iniziato il suo percorso nel calcio professionistico in Serie C, prima al Vicenza e poi in prestito al Trento, dove ha trovato la continuità necessaria per compiere il grande salto. Dal 2023 è un giocatore del Palermo, club con cui nella stagione appena conclusa ha collezionato 21 presenze in Serie B, affermandosi come uno dei giovani portieri più promettenti del panorama nazionale.

Una storia azzurra da protagonista

La carriera di Desplanches è indissolubilmente legata alla maglia azzurra, indossata in tutte le categorie giovanili, dall’Under 15 fino all’Under 21. La sua consacrazione internazionale arriva nell’estate del 2023, durante il Mondiale Under 20 in Argentina. L’Italia, guidata in panchina da Carmine Nunziata, compie un percorso straordinario, arrivando fino alla finale poi persa di misura contro l’Uruguay.
Nonostante la delusione per la medaglia d’argento, Desplanches è uno dei protagonisti assoluti del torneo. Le sue parate decisive, la sua sicurezza e la sua leadership gli valgono il prestigioso “Guanto d’Oro”, il premio come miglior portiere della manifestazione. «Quel premio mi ha certamente sollevato dalle lacrime», dichiarò dopo la finale, «ma lo considero un punto di partenza, non di arrivo». Un riconoscimento che lo ha proiettato sotto i riflettori del calcio internazionale.
Quell’esperienza ha forgiato il suo carattere: «Ci davano per spacciati, nessuno credeva in noi. Poi siamo arrivati in Argentina e abbiamo sentito l’appoggio dei tifosi locali, e questo ci ha caricati». È questa la mentalità che Desplanches porta oggi nell’Under 21: quella di un gruppo capace di sovvertire i pronostici e di compattarsi nelle difficoltà.
Cresciuto nel mito di Buffon e con un debole per lo stile di Júlio César, Sebastiano Desplanches rappresenta il futuro della porta italiana. La parata nel debutto all’Europeo Under 21 è un nuovo, importante mattoncino nella costruzione di una carriera che, sia a livello di club con il Palermo sia con la maglia azzurra, promette di regalare ancora grandi soddisfazioni.

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