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Inter, scontri diretti, rimonte, infortuni e cali di concentrazione: ecco come i nerazzurri hanno perso lo Scudetto

Inter, ecco cosa è andato storto nella corsa Scudetto: scontri dirette, rimonte, statistiche infortuni e cali mentali

La stagione 2024/25 dell’Inter, iniziata con grandi aspettative dopo lo Scudetto della seconda stella, si è trasformata in un lungo inseguimento frustrante, culminato nella vittoria del Napoli. I nerazzurri, partiti da favoriti, si sono smarriti tra fragilità tattiche, cali mentali, infortuni chiave e scelte di mercato inefficaci, in una parabola discendente fatta di occasioni mancate e segnali d’allarme ignorati. Il titolo sfumato è stato il risultato di tanti piccoli cedimenti che, sommati, hanno fatto crollare un castello che sembrava solido.

Uno dei fattori determinanti è stato il rendimento negli scontri diretti: troppo pochi i punti raccolti contro le big, a fronte di un Napoli quasi impeccabile. L’Inter ha faticato a imporsi nei momenti chiave: i pareggi beffardi, le sconfitte pesanti e le mancate reazioni nei finali concitati hanno segnato il passo, facendo emergere limiti strutturali e mentali. I nerazzurri hanno raccolto appena 21 punti su 48 contro le prime nove della classifica, dimostrando una preoccupante difficoltà a imporsi nei match ad alta tensione. Al contrario, il Napoli ha capitalizzato questi scontri con 30 punti, costruendo la propria corsa Scudetto su solidità e cinismo.

Ma non sono mancate le delusioni contro avversarie più modeste: pareggi e sconfitte evitabili contro squadre di medio-bassa classifica come Monza, Parma e Genoa hanno rappresentato ulteriori zavorre. Se il titolo si vince spesso nelle partite più “facili”, l’Inter ha pagato la mancanza di continuità e lucidità, lasciando troppi punti per strada. A rendere il tutto più frustrante, la frequenza delle rimonte subite: sei in totale, con 12 punti persi da situazioni di vantaggio. Partite come il rocambolesco 4-4 con la Juventus o i pareggi beffardi con Lazio e Parma hanno mostrato i limiti di una squadra incapace di gestire e difendere il risultato.

Il punto di non ritorno si è avuto nel cosiddetto “trittico del crollo”, tra aprile e maggio, quando in una settimana l’Inter è caduta contro Bologna, Milan e Roma, compromettendo definitivamente la corsa al titolo. Proprio in quel momento decisivo, l’assenza di Thuram ha fatto emergere tutte le carenze offensive e la mancanza di soluzioni alternative. Anche altri infortuni – da Acerbi a Calhanoglu, da Dumfries a Lautaro – hanno condizionato pesantemente la stagione. Il mercato, poi, non ha portato rinforzi all’altezza: Zielinski non si è mai integrato davvero e Taremi ha segnato appena un gol in campionato, lasciando l’attacco povero di soluzioni.

L’efficacia offensiva è calata drasticamente rispetto alla stagione precedente: 79 gol contro gli 89 del campionato vinto, con Lautaro a quota 12 reti (solo 5 nel ritorno) e un centrocampo che ha inciso pochissimo in zona offensiva. Il gioco, troppo prevedibile, ha sofferto di un’eccessiva rigidità: l’Inter è stata l’ultima squadra della Serie A per dribbling riusciti, sintomo di una mancanza di imprevedibilità e di un attacco troppo schematico.

Nemmeno la difesa ha offerto le certezze del passato: 35 gol subiti, di cui ben 11 oltre l’80’, parlano di una squadra che ha perso solidità e concentrazione nei momenti decisivi. La Champions League, dove l’Inter ha mostrato una mentalità più determinata, ha probabilmente sottratto energie fisiche e mentali al campionato, innescando un logoramento progressivo. La pressione psicologica di dover confermare il titolo ha fatto il resto: la squadra ha spesso dato l’impressione di essere convinta di poter vincere con il minimo sforzo, peccando di superficialità nei momenti chiave.

Nel complesso, la stagione dell’Inter è stata segnata da un’involuzione collettiva: mentale, tattica e fisica. Un campanello d’allarme per il futuro, dove serviranno scelte più coraggiose, maggiore varietà nel gioco e una mentalità capace di reggere davvero il peso dell’ambizione.

Chivu: «Tredicesima finale, decisiva come tutte le precedenti; ecco cosa ci ha detto Krause in settimana»

Le parole di Christian Chivu, tecnico del Parma, in conferenza stampa in vista della sfida dei ducali contro l’Atalanta

Christian Chivu ha parlato in conferenza stampa in vista della sfida del Parma contro l’Atalanta. Di seguito le sue parole.

LA PARTITA PIÙ IMPORTANTE DELLA SUA CARRIERA – «Esiste la possibilità che non sia l’ultima partita, teniamo tutto in considerazione perché è giusto farlo. Dobbiamo accettare la realtà della situazione, siamo pronti, lucidi, quanto serve per inseguire il nostro obiettivo. Io ho sempre trattato ogni gara come fosse la prima o l’ultima, è giusto così, con la stessa passione. Son tutte finali, facevo così quando ero calciatore. Questa è la tredicesima finale, è importante come le altre dodici finora».

RECUPERI – «La squadra sta bene, è serena. Abbiamo lavorato bene in settimana, i recuperi sono gli stessi di settimana scorsa. Cancellieri è in gruppo, Mihaila ha fatto mezzo allenamento. Abbiamo perso Leoni, ha un problema al collaterale. Ieri ha subito un piccolo infortunio in allenamento, domani non ci sarà».

LA GARA VISTA DALLA TRIBUNA, STATO DI VOGLIACCO – «Non lo so, andrò in tribuna. Avrò una visuale migliore per quanto riguarda il campo, la vedrò da una posizione migliore. Vogliacco si è allenato con noi, era a disposizione settimana scorsa per sua volontà anche se non aveva recuperato, ma avrebbe rischiato il tutto per tutto. Questa settimana si è allenato, domani vedremo, abbiamo un’alternativa in più, nonostante abbiamo perso Giovanni. Torna Valenti, abbiamo Circati e Balogh e all’occorrenza anche Delprato».

PRESENZA DI KRAUSE A PARMA – «È stato presente tutti i giorni, ha visto gli allenamenti, ha pranzato con noi quasi tutti i giorni. Ci ha fatto piacere averlo con noi, averlo in presenza ha un peso ancora più importante e significativo. Abbiamo pranzato tutti insieme, ci fa piacere averlo con noi».

COSA SERVE DOMANI – «Dobbiamo mettere in campo coraggio e personalità, la maturità che serve per determinati momenti. La partita non è mai condotta dall’inizio alla fine, dobbiamo adattarci e adeguarsi. Non devono mancare coraggio e personalità. Il primo tempo con il Napoli sotto questo punto di vista mi è piaciuto molto, non è semplice ma sicuramente si poteva fare di più, potevano darmi di più. Sul mio staff, noi siamo sempre stati insieme, è uno staff pronto e preparato. Sapremo gestire i momenti, con l’impegno che hanno sempre mostrato suggerendomi, abbiamo sempre lavorato insieme, parlando di noi. Siamo tutti artefici di quello che è la preparazione della partita e della squadra. Antonio ha la possibilità di vedere un po’ meno, solitamente in panchina segue il video, domani lo farò dall’altro. Ci sarà la solita partecipazione e collaborazione, loro cercano sempre di propormi e mettermi dubbi durante la settimana, poi mi offrono conforto nelle scelte. Abbiamo un bel rapporto, siamo tutti partecipi di quello che sono stati questi mesi. Parlo anche di Palombo, Pavarini, tutti i match analyst, staff medico, area performance. Siamo un gruppo unito e lavoriamo per la squadra».

MAN – «Man ha avuto un problema al tallone, settimana scorsa non si è allenato. Ha provato ad esserci contro il Napoli ma c’era troppo dolore. Questa settimana si è allenato regolarmente, sarà tra i convocati. Quando si parla di futuro, c’è troppa preoccupazione sulla reputazione. Io ho la coscienza, vale più della reputazione. Una coscienza che rappresenta ciò che sono, non è la reputazione che rappresenta quello che sono o vorrei essere. Mi basta sapere la passione, l’impegno, le ore dedicate per la società e la squadra. Non ho avuto tempo di pensare al futuro, siamo rimasti solo concentrati sull’obiettivo salvezza»

Napoli, dalla Scozia con amore: McTominay l’uomo chiave per lo Scudetto degli azzurri

Scott McTominay uno degli uomini chiave dello scudetto: tatticamente duttile, leader in campo e nello spogliatoio, lo scozzese si è preso Napoli

Arrivato tra lo scetticismo generale per 30 milioni, Scott McTominay si è rivelato uno degli uomini chiave del quarto Scudetto nella storia del Napoli. Voluto fortemente da Antonio Conte e Giovanni Manna, il centrocampista scozzese ha salutato Manchester e il Manchester United per diventare subito protagonista in maglia azzurra. In campo ha fatto la differenza con prestazioni da tuttocampista: diga in mediana, incursore offensivo, persino seconda punta quando serviva. Potenza fisica, letture intelligenti e numeri da attaccante – in doppia cifra tra gol e assist – hanno fatto di lui un punto fermo nello scacchiere partenopeo. La sua capacità di adattarsi alla Serie A con personalità e continuità lo ha imposto come colpo Scudetto a tutti gli effetti.

Al di là dell’impatto tecnico, McTominay ha portato a Napoli anche carisma e mentalità vincente, forgiati nei campi di Carrington e sotto le luci di Old Trafford. In poche settimane ha conquistato spogliatoio e tifosi, diventando leader silenzioso e simbolo di una squadra ritrovata. Il suo legame con la città è stato immediato: ha abbracciato con entusiasmo la nuova sfida, dimostrandosi tutt’altro che un britannico “freddo”. Le sue parole d’amore per Napoli e la voglia di regalare un trofeo ai tifosi si sono concretizzate in un titolo storico, il quarto per lui in carriera come per il club azzurro. Un colpo di fulmine trasformato in trionfo: McTominay, l’ex Red Devil, oggi è l’eroe azzurro.

Tudor: «Complimenti al Napoli per lo Scudetto; domani contano sia la testa che il cuore»

Le parole di Igor Tudor, tecnico della Juve, in conferenza stampa in vista della partita dei bianconeri contro il Venezia

Igor Tudor ha parlato in conferenza stampa in vista dell’ultima partita del campionato della Juve contro il Venezia. Di seguito le sue parole.

CONTA PIU’ LA TESTA O IL CUORE – «Faccio i complimenti al Napoli per lo Scudetto, sono stati bravi tutto l’anno. Domani servono tutte e due le cose, come sempre. Bisogna sudare fino alla fine, da una parte partita importante dall’altra va preparate come tutte le altre, concentrandosi a cose di campo».

NAPOLI HA MERITATO LO SCUDETTO – «In un campionato vince sempre chi più lo merita, sono 38 gare. Una competizione che dura tutto l’anno vince chi fa meglio».

INFORTUNATI – «Renato e McKennie hanno avuto problemi questa settimana ma oggi si sono allenati con la squadra. Anche Koopmeiners, Gatti situazione più o meno la situazione delle settimane scorse. Sono tornati i due squalificati e gli altri sono a disposizione».

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D’Aversa: «Domani partita di testa e di cuore: i ragazzi sono stati straordinari, dipende tutto da noi»

Le parole di Roberto D’Aversa, tecnico dell’Empoli, in conferenza stampa in vista della sfida salvezza dei toscani con il Verona

Roberto D’Aversa ha parlato in conferenza stampa in vista della sfida dell’Empoli contro il Verona. Di seguito le sue parole.

FINE STAGIONE – «Sicuramente il fatto di avere lo stadio sold out è un fatto positivo, all’inizio sapevamo il nostro percorso perché è la storia del club. Questi ragazzi sono stati straordinari, abbiamo avuti bei momenti ma anche momenti di dolore. Adesso dipende da noi, molto probabilmente con una vittoria raggiungeremo il nostro obiettivo. Bisogna avere fiducia».

PRESSIONE – «Nella mia carriera quasi sempre ho lottato per la salvezza, per non sprecare energie bisogna solo pensare a quello da fare in campo. Domani sarà una partita di testa e di cuore, devono vivere la settimana con la tensione giusta e lavorare nel modo giusto. Hanno una gran voglia di scendere in campo, lavorano duramente dal primo giorno di ritiro e faremo di tutto per raggiungere il nostro obiettivo».

TIFOSI – «I nostri tifosi non sono mai venuti meno, ci hanno sempre sostenuto e dato fiducia. Se ci ritroviamo a giocarci questa possibilità all’ultima di campionato è soprattutto merito loro. Speriamo domani di poter chiudere tutti assieme il cerchio. Sarebbe una stagione straordinaria, con il raggiungimento della Coppa Italia, il lancio dei giovani».

COSA SERVE – «Domani non dobbiamo pensare a fare calcoli e a cosa faranno le altre sugli altri campi. Noi dobbiamo buttare tutte le energie sulla partita, la mentalità deve essere quella di fare bene solo per noi stessi. Sappiamo che il Verona ha due risultati. Dobbiamo giocare con calma, personalità, senza concedere nulla. Contro il Monza abbiamo sbandato per 10 minuti dopo il gol loro, siamo stati bravi a recuperare e a riprenderci».

SU ZANETTI – «Può essere una partita contratta. Anche loro hanno avuto momenti difficili, sono stati bravi a uscirne. Hanno avuto diverse possibilità per salvarsi in anticipo, non ci sono riusciti ma noi dobbiamo pensare a noi stessi e a vincere la partita».

“INCONSCIENTI”? – «Tutti quanti sappiamo l’importanza della gara di domani, ci giochiamo l’intera stagione. Sicuramente faranno di tutto per centrarlo. Anche i giovani in questo campionato hanno fatto un percorso di crescita, io difficilmente valuto i giocatori in base all’età. Sono qui perché sono meritevoli».

STAGIONE – «Questo anno è stato molto importante per me. Non è la stessa cosa, domani vivere il raggiungimento dell’obiettivo come una questione di vita o di morte. Abbiamo sofferto, abbiamo lavorato tanto. Un altro gruppo avrebbe mollato molto prima, non ci siamo esaltati né depressi. Veniamo da due vittorie, c’è entusiasmo ma dobbiamo chiudere il cerchio».

CONDIZIONE FISICA – «Tra ieri e oggi qualcosina è successo, dovremo stabilire qualcosa che non nominerò perché dovrò valutare. Abbiamo avuto un numero di infortunati superiori alla media ma non abbiamo mai creato alibi. I ragazzi che scendono in campo lo dovranno fare anche per coloro che ci hanno rimesso fisicamente e che non hanno potuto dare il loro contributo durante la stagione».

DUBBI DI FORMAZIONE – «Devo dire che Goglichidze è entrato molto bene a Monza, può essere un dubbio. Davanti mancherà Campaniello, dovrò anche valutare come dosare i ragazzi. Colombo ha fatto bene subentrando ma mi riservo domani la scelta iniziale».

Bayer Leverkusen, ad un passo l’arrivo di Ten Hag: sarà il sostituto di Xabi Alonso, la situazione

Le ultime sul nuovo allenatore del Bayer Leverkusen, con Erik Ten Hag che potrebbe sostituire Xabi Alonso. Tutti i dettagli

Novità importanti in casa Bayer Leverkusen dopo l’addio di Xabi Alonso, passato al Real Madrid. Secondo quanto riportato da Sky Sport De, il club tedesco sarebbe infatti ad un passo dall’accordo con Erik Ten Hag.

Le parti stanno sistemando gli ultimi dettagli prima dell’annuncio ufficiale. L’allenatore olandese ex Manchester United ha infatti dato la sua totale disponibilità per trasferirsi in Bundesliga.

Klopp alla Roma? La smentita secca del tecnico: «Sono tutte ca***te!»

Le parole Jurgen Klopp, ex tecnico del Liverpool e accostato negli scorsi giorni alla Roma: «Non c’è niente di vero»

Durante un evento ufficiale del Liverpool, Jurgen Klopp ha voluto chiarire in modo netto e definitivo le voci che lo accostavano a un possibile futuro sulla panchina della Roma. Le sue dichiarazioni, che seguono quelle già rilasciate dal suo agente, smentiscono ogni scenario di ritorno in panchina a breve termine. Di seguito le sue parole:

«Non andrò alla Roma. Se leggete voci sul fatto che potrei tornare ad allenare nei prossimi anni, sono tutte cazzate. Potete essere i primi a dirlo. Di recente mi è stata attribuita la frase: ‘Roma è comunque una città meravigliosa’, ma su questo non c’è altro da dire. Non mi vedo più in tuta da allenatore. Va tutto bene così com’è».

Cagliari, infortunio Pavoletti: si è operato al ginocchio, le condizioni

Le condizioni fisiche di Leonardo Pavoletti, attaccante e capitano del Cagliari, dopo l’operazione al ginocchio. Tutti i dettagli

Il Cagliari, attraverso un comunicato pubblicato sul proprio sito, ha annunciato l’operazione al ginocchio subita da Leonardo Pavoletti.

COMUNICATO CAGLIARI – «Nella serata di venerdì 23 maggio Leonardo Pavoletti è stato sottoposto ad un intervento in artroscopia del ginocchio sinistro. L’operazione di cleaning articolare, effettuata presso il Columbus Clinic Center di Milano, è stata eseguita con successo dal Dott. Giacomo Zanon. Osservati alcuni giorni di riposo, il calciatore potrà iniziare il suo percorso di recupero».

Bijol allo scoperto: «Non mi vedo più all’Udinese, vorrei fare il salto di qualità. Italia o estero? Ecco la mia preferenza»

Le parole di Jaka Bijol, difensore centrale dell’Udinese, sul suo futuro con il club friulano in vista del calciomercato. Tutti i dettagli

Jaka Bijol ha parlato a Telefriuli della stagione dell’Udinese e delle sue aspettative per il futuro. Il difensore è infatti nel mirino di diverse big, tra cui l’Inter.

FUTURO – «Se mi vedo ancora in bianconero? Sinceramente no. Vorrei fare uno step avanti, vorrei crescere ancora, vorrei una nuova avventura. In Italia o all’estero? Vediamo come vanno le cose».

STAGIONE – «Potevamo fare tanto di più alla fine – ha sottolineato. Ma una stagione buona in cui abbiamo fatto grandi partite, ma alla fine abbiamo abbassato un po’ troppo il livello. Si poteva fare di più. Il motivo? Bella domanda a cui non ci sono risposte. Se le avessimo avute, avremmo fatto meglio. Ci sono stati sempre problemi, tra infortuni e tante cose. Non abbiamo risposte come squadra, per questo non abbiamo vinto più partite alla fine. Peccato, ma abbiamo ancora una domenica e vogliamo chiudere la stagione bene in casa davanti ai nostri tifosi».

COMPAGNO CHE TI HA SORPRESO – «Alexis Sanchez. Non ha giocato tanto, ma è veramente una grande persona, un grande giocatore e un grande professionista».

Napoli, il bilancio della festa scudetto: ci sono feriti e arresti, i numeri

Il bilancio tra feriti e arresti della festa scudetto del Napoli dopo la vittoria degli azzurri al Maradona contro il Cagliari. I dettagli

L’edizione odierna del Quotidiano Nazionale riporta il bilancio della festa scudetto del Napoli al termine del duello contro l’Inter, che ha causato diversi problemi di ordine pubblico.

FERITI – «Oltre 120 persone sono state soccorse tra pronto soccorso ospedalieri, ambulanze e tende mediche allestite nei principali punti della città. Piazza del Plebiscito e Piazza Dante sono state le zone più critiche, con decine di interventi per traumi, intossicazioni e malori. Non si segnalano decessi, ma la pressione sul sistema sanitario è stata intensa. I feriti hanno riportato soprattutto traumi da caduta, ustioni da petardi, fratture, ferite da taglio, crisi respiratorie causate dai fumogeni e intossicazioni alcoliche o da sostanze stupefacenti. Tre persone sono state classificate in codice rosso, mentre numerosi altri casi sono stati trattati in codice giallo e verde. Tra gli episodi più gravi, si segnalano due feriti da arma da fuoco, anche se, secondo il prefetto Claudio Palomba, non sarebbero legati direttamente ai festeggiamenti ma a episodi di criminalità comune. Tre agenti di polizia sono rimasti feriti in lievi scontri con la folla. In diversi casi si è trattato di crisi di panico e overdosi, tra cui un caso di cocaina che ha richiesto cure immediate al Cardarelli».

ARRESTI – «Sul fronte dell’ordine pubblico, il bilancio fornito dai carabinieri parla di dieci rapine, sette aggressioni denunciate e tre feriti da arma da taglio. Tra questi, un 47enne incensurato è stato rapinato a Poggioreale da due malviventi armati che lo hanno colpito alla testa per sottrargli lo scooter. A Casalnuovo, un 25enne evaso dai domiciliari è stato arrestato mentre cercava di confondersi tra la folla. Nel centro storico, un 28enne di Caserta è stato accoltellato al volto da uno sconosciuto e un turista belga è stato ferito alla coscia senza apparente motivo. Infine, in piazza Nazionale, i carabinieri hanno rinvenuto veicoli abbandonati e una pistola scacciacani all’interno di un’auto. Una notte che, sebbene storica per i tifosi, lascia spazio a un bilancio fatto di emergenze, paure e violenza urbana».

Gravina: «Scudetto Napoli? Si è visto il bello del calcio, il duello con l’Inter ha nobilitato il campionato. I miei complimenti vanno a…»

Le parole di Gabriele Gravina, presidente della Figc, sulla vittoria dello scudetto da parte del Napoli. Tutti i dettagli in merito

Gabriele Gravina ha parlato all’ANSA della vittoria dello scudetto del Napoli in Serie A.

I COMPLIMENTI – «Complimenti al Napoli, ai calciatori, a mister Conte e alla società tutta con il presidente De Laurentiis in testa, per la conquista del suo quarto scudetto, al termine di una stagione esaltante».

DUELLO CON L’INTER – «Lo spettacolare testa a testa con l’Inter ha nobilitato l’intera Serie A, un patrimonio di emozioni da valorizzare e promuovere in tutto il mondo – prosegue il n.1 del calcio italiano».

FESTA SCUDETTO – «Per chi ama lo sport, il calcio in particolare, l’esplosione di gioia cui abbiamo assistito ieri nel capoluogo partenopeo è quanto di più bello si possa immaginare, perché celebra il rapporto più autentico e profondo tra i tifosi e la loro grande passione».

Arminia Bielefeld-Stoccarda: dove vederla, orario e probabili formazioni

All’Olympiastadion la finale di Coppa di Germania Arminia Bielefeld-Stoccarda: le ultimissime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

All’Olympiastadion di Berlino si giocherà la gara valevole per la finale di Coppa di Germania tra Arminia Bielefeld-Stoccarda. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

Arminia Bielefeld (4-3-3): Kersken; Lannert, Großer, Schneider, Oppie; Schreck, Russo, Corboz; Sarenren Bazee, Grodowski, Wörl. Allenatore: Kniat.

Stoccarda (3-4-2-1): Nubel; Chabot, Jaquez, Hendriks; Vagnoman, Millot, Karazor, Mittelstädt; Undav, Leweling; Woltemade. Allenatore: Hoeness.

Orario e dove vederla in tv

Arminia Bielefeld-Stoccarda si gioca alle ore 20:00 di sabato 24 maggio per la finale di Coppa di Germania. Verrà trasmessa in diretta in esclusiva su Sky Sport. Per vedere la partita in streaming, Sky permette la visione anche sul proprio sito ufficiale o sull’app Sky Go scaricabile su Pc, tablet e smartphone e sulla piattaforma Now TV.

Vaciago esalta Conte: «Il Napoli ruota intorno a lui, con questo scudetto ha scritto la storia». Poi la critica all’Inter

Le parole di Guido Vaciago, direttore di Tuttosport, sulla vittoria dello scudetto del Napoli in Serie A. Tutti i dettagli in merito

Guido Vaciago, nel suo editoriale su Tuttosport, ha parlato dello scudetto appena conquistato dal Napoli.

SCUDETTO BUTTATO DALL’INTER – «E, sì, è vero, il Napoli ha voluto, sempre voluto, fortissimamente voluto il titolo, ma l’Inter lo ha un po’ buttato via. Quando perdi lo scudetto per un punto, puoi sbizzarrirti nello scegliere il momento esatto in cui hai gettato al vento la partita fatale. E sì, l’Inter ha avuto una stagione massacrante, con quella di ieri ha disputato 58 partite (e gli resta la finale di Champions e almeno tre del Mondiale per club), il Napoli ne ha giocate 41, quasi un girone in meno e pesa, pesa maledettamente nel corso di una stagione. Ma l’Inter ha perso per un punto, un misero punticino e, nonostante ne abbia persi tanti per stanchezza, una manciata li ha sprecati per superficialità, supponenza, incapacità di gestire le situazioni favorevoli e, forse, per una certa sindrome da pancia piena che ha visto spesso l’Inter snobbare il campionato pensando di più alla Champions».

CONTE – «Intorno al sole di Conte ruotano i pianeti della galassia azzurra: McTominay è il simbolo dello scudetto, ma Di Lorenzo, Anguissa, Rrahmani, Lobokta, Politano, resuscitati dopo la balorda annata dei tre allenatori, hanno dimostrato che il capolavoro del 2023 non era un caso, non era un miracolo neppure quello, ma il frutto di un progetto tecnico e una squadra che ha scritto una pagina importante della storia del calcio italiano».

Sassuolo-Milan Primavera: dove vederla, orario e probabili formazioni

Allo Stadio Ricci va in scena la sfida playoff del campionato U20 tra Sassuolo-Milan Primavera: le ultime di formazione con orario e dove vederla

Allo Stadio Ricci di Sassuolo va in scena la sfida playoff del campionato U20 tra Sassuolo-Milan Primavera. Andiamo a scoprire le ultime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida. 

Sassuolo-Roma Primavera, le probabili formazioni

Sassuolo: Scacchetti, Parlato, Benvenuti. G, Di Bitonto, Barani, Seminari, Lopes, Knezovic, Frangella, Daldum, Vedovati. All. Bigica.

Milan: Longoni, Paloschi, Nissen, Dutu, Perera, Sala, Eletu, Bakoune, Siman, Scotti, Bonomi. All. Guidi.

Sassuolo-Roma Primavera: orario e dove vederla

Sassuolo-Milan Primavera si giocherà alle ore 18:00 di sabato 24 maggio per i playoff del campionato Primavera. Verrà trasmessa in chiaro su SportItalia al canale 60 del digitale terrestre.

Liam Brady Juve: «Il rigore a Catanzaro non dovevo tirarlo io, Trapattoni non voleva. Non volevo più giocare quando ho saputo che sarebbe arrivato Platini. Il mio ricordo di Scirea è questo»

Le parole di Liam Brady, ex calciatore e allenatore irlandese, sulla sua avventura con la maglia della Juve. Tutti i dettagli

Liam Brady, nato a Dublino il 13 febbraio 1956, è un ex calciatore e allenatore irlandese, considerato uno dei migliori talenti del suo paese. Centrocampista mancino dotato di sopraffina tecnica e visione di gioco, ha iniziato la sua carriera nell’Arsenal, vincendo una FA Cup. Successivamente, ha brillato in Italia con la Juventus, conquistando due scudetti, per poi giocare anche con Sampdoria, Inter e Ascoli, vincendo una Coppa Mitropa con quest’ultima. Dopo il ritiro, ha intrapreso la carriera di allenatore e opinionista televisivo. Ecco alcuni estratti della sua intervista odierna a La Gazzetta dello Sport, che parte dal famoso rigore segnato a Catanzaro all’ultima giornata.

LA JUVE – «Certo, se ne parla ancora adesso. Ma mi lasci dire una cosa: non sono contento di essere ricordato soprattutto per quel rigore. Nella Juve ho fatto tante belle cose, conquistammo due scudetti, segnai in due derby vinti, il secondo dei quali in rimonta da 0-2 a 4-2 con una doppietta di Scirea: Gaetano, persona stupenda e giocatore immenso. Mi viene in mente una partita fantastica contro l’Inter campione d’Italia: 2-1, segnai e poi feci l’assist a Gaetano. Ricordi meravigliosi. E poi… io quel rigore di Catanzaro nemmeno dovevo tirarlo».
PLATINI – «Le racconto tutto. Ci giochiamo il campionato punto a punto con la Fiorentina. A quattro giornate dalla fine battiamo l’Inter grazie a un mio rigore. Il mercoledì seguente mi telefona un agente inglese e mi avvisa che la Juve ha già preso Platini. Dopo l’allenamento parlo con Trapattoni che mi assicura di non sapere nulla, ma capisco che non mi ha detto la verità perché è in difficoltà. Un’ora e mezza dopo, ricevo una telefonata dalla sede dove vengo convocato da Boniperti che mi spiega cosa sta succedendo. Penso che la società avrebbe voluto tenere tutto se greto fino a fine stagione, ma le voci girano sempre».
LA SUA REAZIONE – «Dico al presidente che non avrei più giocato: eravamo campioni in carica e in corsa per il bis, pensavo di meritare la conferma. Torno a casa e racconto tutto a mia moglie, compresa la decisione di non disputare gli ultimi tre incontri. Sono lei e Boniperti a farmi ragionare, a convincermi. Mi fanno capire che l’uomo è più importante del calciatore, che chiudere con un altro scudetto mi avrebbe regalato una gioia immensa: una soddisfazione così forte che mi sarebbe rimasta dentro per tutta la vita. Avevano ragione. Il giorno dopo comunico a Trapattoni la mia disponibilità e lui risponde che mi farà giocare ma preferisce che io non tiri eventuali rigori. A me va bene, anche perché la responsabilità sarebbe grande. Nella partita seguente ci sarebbe stato il rientro di Paolo Rossi dopo la lunga squalifica e anche altri compagni avrebbero potuto».
IL RIGORE A CATANZARO – «Ho fatto solo il mio lavoro. Avevo un grande feeling con il club e con i tifosi. Quello è stato il modo migliore per suggellarlo per sempre».

Arsenal-Barcellona: dove vederla, orario e probabili formazioni

All’Estadio José Alvalade la sfida di Champions League Arsenal-Barcellona: le ultime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Al All’Estadio José Alvalade di Lisbona si giocherà la gara valevole per la finale di Champions League femminile tra Arsenal-Barcellona. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

Arsenal (4-3-3): Van Domselaar; Fox, Williamson, Catley, McCabe; Leonhardsen-Maanum, Little, Caldentey; Foord, Russo, Kelly. Allenatore: Slegers.

Barcellona (4-3-3): Coll; Batlle, Paredes, Leon, Rolfo; Bonmatí, Guijarro, Putellas; Graham, Pajor, Paralluelo. Allenatore: Romeu.

Orario e dove vederla in tv

Arsenal-Barcellona si gioca alle ore 18:00 di sabato 24 maggio per la finale di Champions League. Verrà trasmessa in esclusiva su DAZN sul canale 214 del satellite di Sky. Per vedere la partita in streaming, DAZN permette la visione anche sul proprio sito ufficiale o sull’app scaricabile su Pc, tablet e smartphone.

Napoli campione, Zazzaroni: «La vittoria più bella bella e complicata per Conte, ma ora sono convinto di una cosa»

Le parole di Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, sulla vittoria dello scudetto in Serie A da parte del Napoli. Tutti i dettagli

Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, ha parlato della vittoria dello scudetto del Napoli di Antonio Conte al termine del duello conttro l’Inter.

NAPOLI CAMPIONE – «Lo invidio. Invidio il napoletano campione d’Italia per la quarta volta. Invidio la sua totale, folle, generosa partecipazione alla festa, e anche certi suoi eccessi, così come ho sempre invidiato la disinvoltura con cui sa superare la disgrazia non solo sportiva. Il calcio è di nuovo sorriso oggi a Napoli, città della gioia: dimenticate in un venerdì di maggio le sofferenze, ma anche tante piccole delusioni».

CONTE – «Conte non lo invidio, lui riesce sempre a non godere pienamente del trionfo, non l’ha mai pari. Ha conquistato la vittoria più complicata della carriera che lo ricolloca tra i primissimi al mondo. Antonio è Antonio: si nutre di queste cose, quando è teso, in pressing sul suo umore e ha individuato il nemico, dà più del massimo. Nelle ultime settimane, ma potrei dire da gennaio a ieri, ha effettivamente raschiato il fondo del barile riuscendo a migliorare la classifica di 29 punti, quasi uno a partita. Non ricordo altri allenatori che siano stati capaci di produrre una differenza del genere. Sono inoltre convinto che lui ami Napoli più di quanto Napoli ami lui, sentendolo sfuggente, di passaggio».

Milan-Monza: dove vederla, orario e probabili formazioni

A San Siro andrà in scena la sfida di Serie A Milan-Monza: le ultimissime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

A San Siro a Milano si giocherà la gara valevole per la 38ª giornata di Serie A tra Milan-Monza. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

MILAN (3-4-2-1): la probabile formazione: Maignan; Tomori, Gabbia, Pavlovic; Jimenez, Loftus-Cheek, Reijnders, Theo Hernandez; Pulìsic, Joao Felix; Abraham. All. Conceição.

MONZA (3-5-2): Pizzignacco; Carboni, Brorsson, Palacios; Birindelli, Bianco, Akpa, Zeroli, Kyriakopoulos; Caprari, Keita. All. Nesta.

Orario e dove vederla in tv

Milan-Monza si gioca alle ore 20:45 di sabato 24 maggio per la trentottesima giornata di campionato di Serie A. Verrà trasmessa in esclusiva su DAZN sul canale 214 del satellite di Sky. Per vedere la partita in streaming, DAZN permette la visione anche sul proprio sito ufficiale o sull’app scaricabile su Pc, tablet e smartphone.

Aberdeen-Celtic, la storia attende a Hampden Park: la finale di Scottish Cup live su Mola Tv

Aberdeen-Celtic, alle ore 16:00 la diretta della classicissima scozzese che mette in palio l’ultimo trofeo stagionale. I dettagli

Il sipario sulla stagione del calcio scozzese sta per calare con uno degli appuntamenti più attesi e ricchi di tradizione: la finale della Scottish Cup. Quest’oggi, con calcio d’inizio alle ore 16:00 (ora italiana), le telecamere di Mola Tv si accenderanno per trasmettere in diretta da un Hampden Park di Glasgow che si preannuncia infuocato, la sfida tra Aberdeen e Celtic. È la dodicesima volta che questi due gloriosi club si affrontano nella coppa nazionale, l’ottava in una finale, un evento che promette emozioni e che porta con sé un bagaglio storico impressionante, inclusa una finale del 1937 che detiene ancora il record mondiale di spettatori per una finale di coppa nazionale con 147.000 presenze. L’arbitro designato per questo importante incontro è Don Robertson, lo stesso che diresse la semifinale di Scottish Cup della passata stagione proprio tra Dons e Hoops.

Aberdeen: l’ombra di Ferguson e la fame di un nuovo trionfo

L’Aberdeen, noto come “The Dons”, arriva a questa finale con un disperato bisogno di invertire una rotta negativa. La squadra guidata dallo svedese Jimmy Thelin (46 anni, arrivato a giugno 2024 dall’Elfsborg, con una media punti di 1.69 in 48 panchine ) è reduce da quattro sconfitte consecutive, nelle quali ha subito ben 12 gol, segnandone solo 2. Un momento difficile che contrasta con un inizio di stagione folgorante: i Dons avevano infatti inanellato sette vittorie nelle prime sette partite di campionato, arrivando a 12 risultati utili consecutivi e, considerando anche la Coppa di Lega, avevano vinto tutte le prime 13 partite stagionali, eguagliando il Celtic come miglior squadra in Europa in quel periodo.
Nonostante le difficoltà recenti, l’Aberdeen vanta una storia di grande prestigio, indissolubilmente legata all’era di Sir Alex Ferguson negli anni ’80. Con il leggendario manager in panchina, i Dons interruppero il dominio dell’Old Firm (Celtic e Rangers) vincendo tre campionati e quattro Coppe di Scozia. Ma il capolavoro fu il trionfo internazionale nella Coppa delle Coppe 1982/83, battendo in finale il Real Madrid, seguito dalla vittoria nella Supercoppa UEFA l’anno successivo. L’ultima Scottish Cup vinta dall’Aberdeen risale al 1989/90, in una finale memorabile proprio contro il Celtic, decisa ai calci di rigore (9-8) – la prima finale di Coppa di Scozia ad essere decisa dal dischetto. Curiosamente, il club, fondato nel 1903 e promosso nella prima divisione nel 1905, non è mai retrocesso. Un legame con l’Italia è rappresentato da Lewis Ferguson, oggi al Bologna, che ha vestito la maglia dei Dons tra il 2018 e il 2022, collezionando 169 presenze e 37 gol, e venendo eletto miglior giovane del campionato nel 2019/20.

Celtic: la corazzata di Rodgers a caccia dell’ennesimo treble e di nuovi record

Il Celtic arriva a questa finale in un momento di forma smagliante: gli Hoops sono reduci da sette risultati utili consecutivi, e in ben quattro di queste partite hanno segnato la bellezza di cinque gol. La squadra allenata da Brendan Rodgers, al suo secondo ciclo sulla panchina biancoverde (275 panchine totali, 11 trofei vinti, terzo allenatore più vincente nella storia del club dopo Willie Maley e Jock Stein ), ha nel mirino non solo la 43ª Scottish Cup della sua storia (attualmente ne ha 42, contro le 34 dei Rangers ), ma anche la possibilità di un altro “treble” domestico, il nono della sua storia, un record mondiale. Dal 2016/17 al 2019/20, il Celtic ha realizzato quattro treble consecutivi, un’impresa mai riuscita a nessun altro.
Il treble più famoso rimane quello del 1967, quando i “Lisbon Lions” – una squadra composta interamente da giocatori nati entro 30 miglia da Glasgow – vinsero campionato, coppa nazionale, coppa di lega e la Coppa dei Campioni contro l’Inter, diventando la prima squadra britannica a trionfare nella massima competizione europea. Molti giocatori attuali hanno già esperienza di treble: Callum McGregor e James Forrest ne hanno vinti due (2019/20 e 2022/23). McGregor, con 24 trofei, vincendo oggi raggiungerebbe Bobby Lennox (uno dei Lisbon Lions) al secondo posto dei giocatori più titolati nella storia del Celtic. James Forrest, con 26 trofei, è già il giocatore con più titoli in bacheca nella storia del club. Altri come Matt O’Riley, Jota, Kyōgo Furuhashi e Alistair Johnston hanno contribuito al treble del 2022/23. Un protagonista dei quattro treble consecutivi fu anche Scott Brown, che ironia della sorte chiuse poi la carriera proprio all’Aberdeen. Il Celtic disputa oggi la sua 62ª finale di Coppa di Scozia, un record assoluto.

Precedenti stagionali e la sfida nella sfida

Quest’anno le due squadre si sono già affrontate cinque volte: quattro in campionato e una in Coppa di Lega. Il bilancio è nettamente a favore del Celtic, che ha inflitto pesanti sconfitte all’Aberdeen, inclusi un 6-0 in Coppa di Lega (02/11/2024) e due 5-1 in campionato (25/02/2025 in casa del Celtic e, più recentemente, il 14/05/2025 in casa dell’Aberdeen). L’unico pareggio è stato un 2-2 in campionato il 19/10/2024. Nonostante i precedenti stagionali, una finale resta una partita a sé, come dimostra la vittoria ai rigori dell’Aberdeen contro il Celtic nella finale del 1990. La storia e la fame di trofei si scontrano oggi ad Hampden Park, per un pomeriggio di calcio scozzese da non perdere.

Bologna-Genoa: dove vederla, orario e probabili formazioni

Al Dall’Ara andrà in scena la sfida di Serie A Bologna-Genoa: le ultimissime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Al Dall’Ara di Bologna si giocherà la gara valevole per la 38ª giornata di Serie A tra Bologna-Genoa. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

Bologna (4-2-3-1): Skorupski; Calabria, Beukema, Lukumì, Lykogiannis; Freuler, Aebischer; Orsolini, Pobega, Ndoye; Dallinga. Allenatore: Italiano.

GENOA (3-5-2): Leali; Sabelli, Bani, Vasquez; Martin, Badelj, Frendrup, Masini, Norton-Cuffy; Vitinha, Pinamonti. Allenatore: Vieira.

Orario e dove vederla in tv

Bologna-Genoa si gioca alle ore 18:00 di sabato 24 maggio per la trentottesima giornata di campionato di Serie A. Verrà trasmessa in esclusiva su DAZN sul canale 214 del satellite di Sky. Per vedere la partita in streaming, DAZN permette la visione anche sul proprio sito ufficiale o sull’app scaricabile su Pc, tablet e smartphone.

Juve, Yildiz rischia una sanzione sportiva! Presentato esposto dalla Procura FIGC per la diatriba con l’ex agente

Juve, Yildiz rischia una sanzione sportiva! Presentato esposto dalla Procura FIGC per la diatriba con l’ex agente

Il nodo tra Kenan Yildiz e il suo ex agente non è ancora sciolto. L’edizione odierna di Tuttosport, ha riportato le tappe della diatriba con Carlos Ruiz Casillas, agente del 10 della Juve fino allo scorso anno quando è stato licenziato senza giusta causa per approdare nella scuderia di Jorge Mendes.

A gennaio 2025 il calciatore era stato sanzionato ma, al momento, la famiglia di Yildiz, che si sta occupando del caso, non avrebbe ancora versato la somma stabilita. Si legge che in caso di mancato adempimento si potrebbe andare anche incontro a una multa se non a una squalifica sportiva. Una situazione che verrà sicuramente monitorata dopo la partita contro il Venezia: prima c’è una Champions da conquistare.

Ajax, Slot giustifica Farioli dal mancato titolo: «Lui è un ottimo allenatore, alla fine però contano i giocatori»

Ajax, Slot giustifica Farioli dal mancato titolo: «Lui è un ottimo allenatore, alla fine però contano i giocatori»

Intervistato da Sportwereld Arne Slot, tecnico neo campione della Premier con il Liverpool. ha commentato la stagione dell’Ajax sotto la guida di Farioli, secondo in campionato dopo un iniziale vantaggio di 9 punti a 5 giornate dalla fine.

PAROLE – «Puoi fare molto bene come allenatore, ma alla fine devi avere giocatori che fanno la differenza. Esempio: da quello che ho visto, penso che Francesco Farioli sia un ottimo allenatore».

ELOGI – «Ho sentito dire che aveva un approccio solo difensivo e tutto il resto, ma quando ho guardato l’Ajax, ho sempre visto un buona costruzione dal basso, dove potevano trovare sempre un uomo libero e mettere gli avversari sotto una buona pressione. Questo è ciò su cui hai influenza come allenatore. Farioli ha avuto solo la sfortuna che PSV e Feyenoord avevano molti attaccanti molto, molto migliori dei suoi».

GIUSTIFICAZIONE – «l ruolo di attaccante all’Ajax è coperto abbastanza bene con Wout Weghorst e Brian Brobbey, ma i giocatori esterni sono di un livello inferiore. Quindi Farioli ha portato l’Ajax a giocare molto bene fino a quell’ultimo terzo di campo, ma dopo negli ultimi 30 metri non è successo molto. Il Feyenoord ha giocatori creativi che fanno la differenza con lgor Paixão e Anis Hadj Moussa, il PSV li ha con Noa Lang, Ivan Perisic e Johan Bakayoko».

Bayern Monaco, Goretzka sul futuro: «Non ho intenzione di lasciare. Wirtz? Non voglio dargli consigli»

Bayern Monaco, Goretzka sul futuro: «Non ho intenzione di lasciare. Wirtz? Non voglio dargli consigli»

Al canale Welt Am Sonntag Leon Goretzka, centrocampista del Bayern Monaco, si è espresso sul futuro e quello della squadra.

PAROLE – «È stata una decisione consapevole. Sentivo che nella mia situazione non avevo nulla da guadagnare da dichiarazioni o interviste. Sentivo anche che ciò che dicevo veniva spesso frainteso e quindi non recepito correttamente. Ho deciso che volevo concentrarmi sul calcio e ignorare tutto il resto. Volevo dare le risposte in campo, anche se è un cliché».

WIRTZ – «Per me allora, il passo era sicuramente più grande di quello che sarebbe per Flo Wirtz ora. Ricordo ancora di aver detto alla prima conferenza stampa al Bayern che volevo essere un giocatore di punta. Ho sentito molte risate. Mario Basler poi ha detto su ‘Doppelpass’ che non avrei giocato cinque partite qui. Non credo che lo direbbe a Wirtz. Ma non so dove si trovi Flo e non voglio dargli consigli»

MULLER – «Se lo meriterebbe. Ma fa parte della sua storia il fatto che spesso non abbia ricevuto il riconoscimento che meritava per i suoi straordinari successi. L’ultima volta mi ha detto che in tutta la sua permanenza al Bayern è stato solo due volte nella top 11 di ‘Kicker’. Tutti sanno qual è la cosa più importante per lui»

KIMMICH – «Non so se darei un voto alla stagione. Abbiamo fatto molte cose molto meglio rispetto alla stagione precedente. Siamo stati sfortunati in Champions League e in Coppa di Germania; avremmo sicuramente potuto fare di più. Ma in campionato, il titolo più onesto, abbiamo fatto un ottimo lavoro. Il modo in cui giochiamo a calcio è di nuovo più simile a quello del Bayern»

FUTURO – «Non ho intenzione di lasciare il club. Il mio obiettivo è sicuramente giocare per l’FC Bayern la prossima stagione. Amo l’FC Bayern, la gente qui, i miei compagni di squadra».

CHAMPIONS – «È brutalmente difficile raggiungere una finale di Champions League. Questo non cambia se la finale si gioca nel tuo stadio; questo non la rende più probabile. Tuttavia, molto sarebbe stato possibile in questa stagione. Piccoli momenti hanno deciso l’esito; come spesso negli ultimi anni, la situazione generale era un po’ a nostro sfavore nel momento cruciale. Ci mancavano giocatori chiave. Le cose sarebbero potute andare diversamente. Abbiamo giocato molto bene contro l’Inter e meritavamo di più. È incredibilmente frustrante. Ciononostante, credo che siamo sulla strada giusta».

Conte Juve, dopo lo Scudetto del Napoli i bianconeri sono pronti con l’offerta. La mossa per il ritorno

Conte Juve, dopo lo Scudetto del Napoli i bianconeri sono pronti con l’offerta. La mossa per il ritorno

Antonio Conte non smette di vincere e diventa campione d’Italia con il Napoli. Ma quale sarà il futuro del tecnico leccese, accostato fortemente alla Juve in queste ultime settimane? Secondo quanto riportato da Nicolò Schira, i bianconeri sarebbero pronti a offrire al tecnico un contratto fino al 2028.

PAROLE – «La Juve è pronta a offrire un contratto fino al 2028 e dare pieni poteri per convincere Antonio Conte, che è il principale obiettivo di Juve per il ruolo di allenatore, come rivelato dieci giorni fa».

Napoli in festa per il 4° scudetto. Il Sindaco Manfredi: «Città gioiosa, vincenti non solo nello sport»

Napoli in festa per il 4° scudetto. Il Sindaco Manfredi: «Città gioiosa, vincenti non solo nello sport»

Il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, ha commentato la vittoria dello scudetto dei partenopei e la grande festa esplosa in città. Le parole rièprtate ad Ansa.

PAROLE – «È stato un grande successo sportivo, una grandissima gioia, ma anche una grande festa della città. La città è veramente gioiosa e la struttura organizzativa che abbiamo messo in campo ha funzionato. Vedo gente felice ed è la più grande soddisfazione che noi possiamo avere e inoltre abbiamo dato l’immagine di una città che sa festeggiare, che si sa organizzare. Sono veramente molto orgoglioso di Napoli, dei napoletani, della squadra e possiamo veramente dire che stiamo dando lezioni. Credo che Napoli sia diventando una città vincente è una città vincente nello sport, nella crescita, nel turismo, negli investimenti che stanno arrivando in città e lo dimostra anche l’aver avuto la Coppa America. C’è un riconoscimento globale per la nostra città. Come questo è stato lo scudetto del lavoro, questa è la Napoli del lavoro. Meno chiacchiere e più fatti».

Como Inter è anche l’ultima di Iovine: «Ritiro? Sono felicissimo e frastornato, è stato un viaggio bellissimo»

Como Inter è anche l’ultima di Iovine: «Ritiro? Sono felicissimo e frastornato, è stato un viaggio bellissimo»

Alessio Iovine al termine di Como Inter, match del 38° turno di Serie A vinto dai nerazzurri ha parlato in conferenza stampa. Il calciatore era alla sua ultima partita in carriera, infatti, si ritira e farà parte dello staff del club lombardo.

EMOZIONI PER IL MIO RITIRO – «Sono felicissimo, anche un po’ frastornato da tutto quello che è successo. Non ho parole per l’affetto avuto stasera e in tutti gli anni passati sia i compagni che i tifosi. E’ stato un viaggio bellissimo, non avrei mai pensato di smettere in un contesto del genere. Oggi è tutto bellissimo, voglio andare a casa a riposare con la mia famiglia. Capirò che è finita soltanto nelle prossime settimane. ma devo dire che mi aspettavo molto peggio. Mi ero solo promesso di non piangere, ma non ci sono riuscito».

IL MOMENTO PIU’ BELLO QUI AL COMO? – «Difficile dirlo adesso. Non sono capace di fare classifiche: mi porto dentro tantissime cose belle, ma non voglio neanche dire frasi già fatte. In 24 ore ho ricevuto tantissimi messaggi sulla persona, questa cosa me la porterò dentro. Fanno veramente la differenza. La festa di stasera è la dimostrazione delle tante parole belle ricevute».

SUI LEGAMI STRETTI AL COMO – «Ho trovato 3-4 amici stretti, diventati fratelli: uno è Bolchini, ma tutti mi hanno dato qualcosa».

Napoli Cagliari, Raspadori: «Penso che questa sera sia stata il coronamento di una stagione. Sui tifosi…»

Giacomo Raspadori, giocatore del Napoli, ha parlato nel post partita del match della 38a giornata contro il Cagliari di Nicola

Giacomo Raspadori, giocatore del Napoli, ha parlato nel post partita del match valido per la 38a giornata di Serie A 2024/2025 contro il Cagliari di Davide Nicola. Le sue parole a DAZN:

EMOZIONE – «Non ci sto capendo niente, devo realizzare: è un’emozione fantastica. La gente dimostra cosa abbiamo combinato. Non so cosa dire, siamo in estasi».

STAGIONE – «Penso che questa sera sia stata il coronamento di una stagione, abbiamo sofferto e lavorato tantissimo. Se uno arriva a un traguardo così significa che lo abbiamo meritato. La gente ci ha fornito il proprio calore, ora pensiamo a festeggiare, siamo entrati nella storia».

PERCEZIONE – «Penso che la percezione è impossibile non averla qui, anche solo nelle ultime settimane. L’arrivo allo stadio oggi è stato un momento incredibile, abbiamo regalato questa gioia ai nostri tifosi».

Napoli Cagliari, Conte in conferenza stampa: «Vincere è sempre bello, ti ripaga. Ce la dobbiamo godere perché…»

Antonio Conte, tecnico del Napoli, è intervenuto in conferenza stampa in post gara vinta contro il Cagliari. Le dichiarazioni

Una notte magica per il Napoli di mister Antonio Conte, il quale consegue il titolo di Campione d’Italia nel match valido per il 38° turno del campionato di Serie A contro il Cagliari al Maradona. La corrente stagione si chiude in bellezza per i partenopei! Al termine della gara il tecnico è intervenuto in conferenza stampa. Vi riportiamo le sue dichiarazioni riprese da TMW:

SCUDETTO – «All’estero ho vinto, è una gioia incredibile. Quando siamo arrivati al campo ho visto tutta questa gente e ho pensato: ma se li mandiamo a casa senza scudetto, che delusione sarebbe stata? Prima di tutto mia, avrei avuto bisogno di tanto tempo per riprendermi. Ho sentito una pressione che non potevamo non portare a casa. Ho fatto il calciatore, e quando vedi certe scene ti carichi di tanta pressione perché hai un popolo dietro che ti spinge e che alla fine vuole festeggiare».

SVOLTA – «Il pareggio con l’Inter. Se non vinciamo, poi scappano. Invece pareggiamo, il gol di Billing: dissi che se volevamo, potevamo. Quello è stato importante; avessimo perso, l’Inter sarebbe scappata in maniera assoluta e non ci sarebbe stata possibilità di riprenderli. Adesso, invece, con tante difficoltà da gennaio in poi, abbiamo fatto qualcosa di inimmaginabile e straordinario. Il merito va ai ragazzi che non si sono mai arresi, hanno visto compagni importanti infortunati e cose che a gennaio non sono andate come dovevano. È lo scudetto di tutti: di Scuffet che gioca all’ultimo a Bologna, di Rafa Marin, di Pasquale Mazzocchi che sostituisce Di Lorenzo, lo scudetto dell’undici titolare e di chi ha sempre risposto presente nonostante un non grandissimo minutaggio. Il mio grazie va a loro».

EMOZIONE TIFOSI – «Vincere è sempre bello, ti ripaga del lavoro e dei sacrifici, di ciò che ci metti e che ci mettono gli altri. Vincere è bello, vincere in una piazza come Napoli a livello storico, al quarto scudetto, è un evento eccezionale. Di Lorenzo e gli altri reduci sono nella storia di Napoli e ci riempiono di orgoglio. Non sarà mai semplice per tante cose, ce la dobbiamo godere perché è stata un’annata durissima sotto tutti i punti di vista. Però abbiamo vinto, messi in fila le più accreditate, e siamo contenti. Avevo bisogno di questa sfida, l’abbiamo vinta insieme».

FUTURO – «Nel frattempo festeggiamo».

Como Inter, Fabregas tra complimenti e futuro: «Complimenti al Napoli per lo Scudetto, battere un’Inter cosi forte è incredibile! Futuro Nico Paz? Dico che…»

Conferenza stampa Fabregas post Como Inter: le parole del tecnico dei lariani dopo la sconfitta

Intervenuto in conferenza stampa, Cesc Fabregas, ha parlato cosi nel post Como Inter:

SULLA SCONFITTA- «Fatemi dire una cosa prima di parlare della partita: tanti complimenti al Napoli, devono essere un esempio perché vincere uno scudetto contro una squadra troppo forte come l’Inter è incredibile. Quanto a noi, che posso dire? Oggi con un uomo in meno abbiamo calciato 18 volte, non ci siamo abbassati anche contro una squadra di livello altissimo. Questa sconfitta fa vedere che siamo molto lontani da ciò che il Como vuole essere in futuro. Se Cutrone fa il 2-1, magari cambia qualcosa… Questo è ciò che mi rende più orgoglioso. Mi è piaciuto che lo stadio ha celebrato Reina e Iovine. Siamo una società piccola che sta crescendo a passi grandi. Siamo pronti per migliorare»

FUTURO SUO E DI NICO PAZ- «Io lo dico sempre: se resto o no, non è importante. Conta ciò che si sta creando al Como, che continuerà anche senza di me nei prossimi anni. Lascio la vita per il Como, mio figlio mi chiede sempre perché non sono a casa. Devo tanto a questo club, voglio dimostrare di essere la persona giusta per questo progetto. Ma dobbiamo migliorare, si è visto oggi che siamo molto lontani dall’Inter»

DOVE L’INTER HA PERSO LO SCUDETTO? «Non lo so, non sono in grado di parlare di questo. Non ti posso rispondere, ma ho visto una qualità altissima dal campo. Sono la miglior squadra d’Italia, senza dubbio, e tra le migliori d’Europa. Troppo forte, troppo forte»

Como Inter, Farris in conferenza stampa: «Abbiamo lottato fino alla fine, complimenti al Napoli! Ora a Monaco con grande fiducia»

Como Inter, Farris in conferenza stampa: «Abbiamo lottato fino alla fine, complimenti al Napoli! Ora a Monaco con grande fiducia»

Massimiliano Farris, vice di Simone Inzaghi, ha parlato cosi nel post Como Inter:

SULLO SCUDETTO PERSO- «Viviamo lo stato d’animo si una squadra che ha fatto il suo dovere, ma dipendevamo da un altro campo. Dispiace, abbiamo lottato fino alla fine e abbiamo lasciato il titolo. Complimenti alla società Napoli che ha vinto due scudetti in tre anni e sappiamo quanto sia difficile. Il calcio è talmente meraviglioso che abbiamo l’opportunità di prenderci un sogno dopo un percorso straordinario incontrando tutti i top club. Il sogno è alzare il trofeo»

COSA VI SIETE DETTI CON I TIFOSI?- «Noi come staff conosciamo Milano e l’Inter, ho un grande sentimento d’orgoglio perché i tifosi in 4 anni non ci hanno mai abbandonato. Anche per loro ci piacerebbe coronare il sogno. Andiamo a Monaco con grande fiducia, sapendo di incontrare un avversario durissimo»

LAUTARO COME STA?– «Il discorso è questo: se parliamo di squadra, ne abbiamo messa in campo una competitiva. Abbiamo messo in difficoltà il Como, a cui faccio i complimenti. Non volevamo rischiare nessun giocatore che veniva da un infortunio, erano previste staffette, che poi abbiamo fatto. Lautaro non era previsto entrasse, a meno di condizioni straordinarie. Volevamo salvaguardare i giocatori in vista Monaco»

COME STANNO BISSECK E PAVARD– «Benjamin viene da una distorsione brutta, sta migliorando. Bisseck ha sentito qualcosa sul ginocchio, al momento nulla di grave: non era preoccupato»

Lo stesso Farris è poi intervenuto anche ai microfoni di Dazn.

CHE SENTIMENTO PREVALE? RABBIA O DELUSIONE? – «No, rabbia no. La delusione l’avevamo anche domenica sera sapendo che c’era una bella occasione e non siamo riusciti a sfruttarla. Però il bello del calcio è che adesso siamo ad una settimana dal vivere un grande sogno. Chiaro che c’è un pizzico di rammarico per la stagione andata, ma sabato andiamo a giocarci la 60esima partita di stagione, purtroppo questo ha fatto sì che perdessimo qualcosa in campionato. Onore al Napoli, è una squadra forte. Il secondo scudetto in tre anni, hanno giocatori forti, uno staff preparato, la società ha lavorato bene. Da uomini di sport è giusto fare i complimenti all’avversario. Noi accantoniamo in fretta perché andiamo alla ricerca di un grandissimo sogno».

SE IL NAPOLI HA MERITATO LO SCUDETTO? – «Hanno fatto un punto più di noi, sicuramente lo hanno meritato. Noi sappiamo che abbiamo lasciato qualcosa. Non c’è un punto specifico… Può esser successo con la Lazio, o in casa con la Roma o altre partite in cui ci siamo fatti rimontare da situazione di vantaggio… I ragazzi hanno dato veramente tutto in questa stagione, abbiamo speso energie anche in altre manifestazioni cercando di raccogliere tutto. Adesso, siccome sappiamo quanto è bello andare a giocarsi una finale di Champions ma purtroppo non siamo riusciti ad alzarla, abbiamo la seconda opportunità. Da grande top club europeo quale siamo, visto soprattutto il percorso che abbiamo fatto… A differenza di 2 anni fa quest’anno abbiamo incontrato veramente le squadre più forti della Champions. Quindi essere campioni d’Europa, se dovessimo riuscire a farlo, sarebbe ancora più grande».

LE OCCASIONI PER ALLUNGARE SONO STATE TANTE, ANCHE NOI ABBIAMO QUESTA CONSAPEVOLEZZA? – «Questo è stato un campionato in cui i punti son stati pochi. L’anno scorso, complice anche l’uscita ai rigori dalla Champions, abbiamo cambiato marcia mentalmente, c’era un focus totale sul campionato e siamo stati bravissimi a dominarlo. Quest’anno abbiamo trovato una squadra che ha saputo tenerci testa, son stati bravi. Chiaro che c’è un pizzico di rammarico, ma il calcio è uno sport talmente bello che ti dà sempre la prossima occasione, e per noi adesso è un’occasione enorme».

RISCHIO DI RIMANERE SENZA NULLA IN MANO, LA STAGIONE DELL’INTER E’ POSITIVA INDIPENDENTEMENTE DALLA FINALE? – «Se ci fosse un foglio da firmare per ripetere l’anno prossimo una stagione del genere lo farei immediatamente. Chiaro che con un pizzico d’esperienza magari in alcune occasioni potremmo pensare di fare diversamente. Ma abbiamo combattuto fino alla semifinale di Coppa Italia, siamo arrivati a giocarci lo scudetto fino all’ultima giornata, andiamo ad affrontare una delle più forti in Europa dopo aver battuto Bayern e Barcellona… Non riesco a vederlo il negativo. Certo, lo sport ci insegna che è bellissimo vincere. Sappiamo cosa significa vincere e sappiamo anche cosa vuol dire perdere, però adesso il focus sarà sulla settimana meravigliosa, cercando di portarla a casa».

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