Pagina 879 – Calcio News 24

Calciomercato Udinese, quale sarà il futuro di Pafundi questa estate? Spunta fuori una grande ipotesi

Calciomercato Udinese, quale sarà il futuro del giovane talento Pafundi? Spunta fuori una grande indiscrezione sulla squadra bianconera

Novità molto importanti per quanto riguarda il calciomercato Udinese: su tutti nei confronti del talento bianconero Pafundi, etichettato da tutti come uno dei ragazzi più talentuosi che la squadra friulana abbia mai tirato fuori.

Secondo quanto riportato da MondoUdinese.it, l’idea dell’Udinese è quella di mandarlo in prestito per garantirgli tanto minutaggio. Staremo a vedere come si evolverà la situazione.

Lotito su Pedro: «Giocatore sempre decisivo per la Lazio. Futuro? Ecco qual è il nostro piano per l’estate»

Lotito, presidente della Lazio, ha voluto rilasciare qualche dichiarazione sul possibile futuro dell’attaccante Pedro

Lotito, presidente della Lazio, ha voluto rilasciare qualche dichiarazione a Il Messaggero su quello che sarà futuro di Pedro: attaccante che sta riflettendo sulla sua futura destinazione.

PEDRO – «Pedro va e ogni volta è decisivo ai fini del match. Non a caso sono 9 le reti segnate da subentrato. Una sentenza.»

COMMENTO – «Non capisco come la Roma si sia fatta sfuggire un campione così sarà lui a decidere se continuare o meno.»

Calciomercato Parma, chi vuole il promettente Giovanni Leoni? Due big sul talento crociato

Calciomercato Parma, Giovanni Leoni e due big che vogliono il difensore crociato a tutti i costi in estate

Secondo quanto riferito da calciomercato.com, il calciomercato Parma potrebbe cedere uno dei suoi gioielli più pregiati: il difensore Giovanni Leoni, autore di una stagione positiva considerando il suo grande talento.

Su di lui ci sono due big italiane molto importanti: da una parte la Juve e il Milan. Staremo a vedere come si evolverà la situazione di mercato nei prossimi mesi estivi tra trattative e offerte.

Infortunio Mckennie, la rivelazione in casa Juve in vista della sfida contro il Venezia. L’indiscrezione

Infortunio McKennie, la rivelazione sulle condizioni attuali del centrocampista della Juve. Ecco le indiscrezioni in vista del match contro il Venezia

Secondo quanto riportato da JuventusNews24, ci sono delle novità molto importanti per quanto riguarda gli infortuni in casa bianconera: soprattutto in vista della gara in trasferta contro il Venezia

Occhi sul centrocampista Weston McKennie dove sono emerse degli aggiornamenti dopo Juve Udinese. Nulla di grave, seduta di recupero per una semplice contusione: possibilità alte che sia presente contro il Venezia.

Cassano contro Inzaghi: «Ha buttato via l’ennesimo Scudetto! Mister disastroso rispetto a quel tecnico»

Antonio Cassano, ex attaccante dell’Inter e opinionista, attacca fortemente Simone Inzaghi

AViva El Futbol, Antonio Cassano non ha usato mezzi termini dopo il risultato dell’Inter contro la Lazio: soprattutto nei confronti di Simone Inzaghi.

SCUDETTO BUTTATO – «Settimana scorsa ho detto: se il Napoli non dovesse vincere lo scudetto, il voto è 10. Con lo scudetto arriva la lode. I grandi meriti del Napoli sono fuori discussione, ha fatto una roba memorabile, fuori da ogni logica. Il voto è 10 oggi. Ora andiamo sull’Inter. Lo scudetto è stato buttato al cesso dall’Inter che ha 22 titolari, se tu metti i secondi undici nerazzurri a tutte le altre squadre, rimangono i più forti comunque».

IL DEMERITO DI INZAGHI – «Tutto andava in questa via, tre anni lo scudetto è stato buttato al cesso, tre anni su quattro. L’Inter tre volte aveva una squadra dietro e l’ha perso, l’ha vinto solo l’anno scorso. Il demerito è di Inzaghi che non è riuscito a vincere con una squadra nettamente più forte. Poi la Champions, io tiferò Inter con la maglia nerazzurra, ma qui si analizza il campionato e l’Inter ha buttato al cesso 3 scudetti su 4».

LA RISPOSTA ALLE CRITICHE SU ARNAUTOVIC – «Arnautovic sbaglia quel gol e la colpa è sua, ma perché non diciamo del gol di Acerbi al Barcellona all’ultimo allora… Sono episodi così, ma non posso pensare che i nerazzurri stiano buttando il terzo scudetto in quattro anni».

CITO ALLEGRI – «Si sta facendo un disastro, poi si parla del miglioramento dei giocatori… Se perde anche la finale col PSG, vuol dire un solo scudetto e due finali perse. E allora cito Allegri, che ha vinto 5 scudetti in 5 anni, giocando alla carlona e tutto. Ma lui li scudetti li vinceva, Inzaghi è il più forte di tutti e ne ha buttati 3 in 4 anni. Voi mi parlate di Taremi, ma le riserve dell’Inter sono sempre più forti di tutti gli altri».

Torino, si complica il riscatto di Elmas: le mosse dei granata e l’inserimento di una rivale 

Torino, si complica il riscatto di Eljif Elmas in granata, ecco le mosse del club di Urbano Cairo nella trattativa col Red Bull Lipsia e l’inserimento di una rivale 

Con la stagione attuale ormai agli sgoccioli in casa Torino sono ufficialmente cominciati i lavori verso quella successiva. Tanti i dossier sul tavolo del dt Davide Vagnati, a cominciare dal futuro di mister Paolo Vanoli, fino a quello dei giocatori che attualmente plasmano lo scacchiere dell’allenatore granata. Tra questi, chi in modo particolare si prepara a vivere un’estate turbolenta è senz’ombra di dubbio Eljif Elmas.

D’altronde la situazione contrattuale del fantasista macedone è tutto fuorché ‘semplice’ e ‘lineare’. Arrivato a gennaio in prestito dal RB Lipsia, il riscatto dell’ex Napoli è fissato a 17 milioni di euro. Cifra non inaccessibile certo, ma che pare decisamente impegnativa per le casse del club di Urbano Cairo. Perlomeno se confrontata con la storia recente (e le ultime trattative) intavolate dalla scuderia di Via Viotti. 

L’ultimo ad esporsi sulla vicenda in casa granata, giusto ricordarlo, è stato lo stesso mister Vanoli. Ermetico, il tecnico varesino aveva sintetizzato così la vicenda legata al proprio numero 11 nella conferenza stampa post gara contro il Como: «Questo non dipende da me ma dal club». E ancora: «Abbiamo detto che siamo stati bravi nel mercato di gennaio a prendere giocatori funzionali. Lo stiamo dimostrando»

E adesso? Il termine ultimo per il riscatto di Elmas è fissato a metà giugno. Come puntualizza l’esperto di mercato Giacomo Morandin la distanza tra Torino e Lipsia sarebbe ancora elevata e, per quanto il talento si trovi bene in Piemonte, i sabaudi proveranno a chiedere e ottenere uno sconto sull’ammontare dei denari. In ogni caso – qualora il nativo di Skopje dovesse tornare in Germania – sarà comunque messo sul tavolo delle trattative, con il Torino che a quel punto potrebbe ri-trattare con una nuova offerta. Certo, sempre senza considerare il possibile inserimento di papabili contentendi (vedi l’Ajax già autore di primi, tiepidi, sondaggi) attratte proprio da quanto di buono palesato dall’esterno nella sua avventura all’ombra della Mole 

GUARDA QUI IL VIDEO: I TIFOSI DEL TORINO ‘FANNO’ IL CALCIOMERCATO, LA VIDEO INTERVISTA AI FAN GRANATA SU ELMAS E NON SOLO

Gasperini e quelle garanzie sul mercato per sperare ancora nello Scudetto (e l’Atalanta dovrà accontentarlo)

Gasperini e le sue richieste (legittime) all’Atalanta per realizzare quel sogno chiamato Scudetto: carta bianca alla portata

Gasperini e l’Atalanta stanno trattando: dal quasi addio ad un possibile rinnovo fino al 2028 considerando sia gli obiettivi raggiunti (Champions League) che la consapevolezza che insieme i risultati sono evidenti al di là di qualche polemica.

Aspettando l’esito del conclave nerazzurro, c’è una certezza tanto legittima quanto ambiziosa: Gasperini vuole garanzie sul mercato per un’Atalanta competitiva. Potrebbe sembrare la classica routine estiva dove le richieste del tecnico di Grugliasco erano all’ordine del giorno, ma stavolta è diverso: Gasperini vuole alzare l’asticella per portare all’Atalanta il suo primo Scudetto della storia.

Di fronte a ciò cosa può fare la società? Semplicemente accontentarlo. Il dovere della proprietà Pagliuca-Percassi è quello di dare a Gasp ciò che ha bisogno senza andare in rosso: lasciarsi andare, ma senza perdere le staffe dei conti (importanti per una società modello).

Trattenere tutti? Impossibile. Essere da Atalanta implica a non avere la testa altrove: giocatori non solo pronti, ma anche affamati e con la voglia di portare in alto la Dea. Se l’Ederson o il Lookman di turno, per quanto talentuosi, non vogliono rimanere all’Atalanta vanno venduti al miglior offerente (reinvestendo successivamente).

Le garanzie stanno nell’importanza degli acquisti, prendendo giocatori pronti seguendo le direttive di un tecnico che sarà anche Re Mida, ma per lo Scudetto deve essere aiutato. I soldi non sono stati un problema per il duo Pagliuca-Percassi, ma sarà importante spendere bene in ogni singolo reparto. Figurine? Solo giocatori costosi? No, pedine giovani e pronte con esperienza europea (l’Atalanta gioca tre competizioni e bisogna giocarsi tutto).

Murtough darà una mano sul mercato internazionale, magari alzando il livello dello scouting: l’Atalanta non può solo spendere e spandere, ma individuare talenti importanti si. Ovviamente a capo un Tony D’Amico che dovrà essere all’altezza tra tempistiche e giocatori di un certo rango senza ridursi all’ultimo momento.

Gasperini ha rimarcato quello che disse nel 2023 in un contesto dove tentennava il rinnovo pretendendo garanzie tecniche (che gli sono state date) per ritornare in Champions.

L’Atalanta ha sempre dimostrato di voler alzare il livello, e ora ci si trova di fronte alla prova del 110 e lode. Una macchina perfetta per il miglior pilota con l’obiettivo di tirare fuori ago e filo.

Nico Paz e il piano del Real Madrid: deciso il suo futuro considerando anche il Mondiale per Club. L’indiscrezione

Nico Paz ritorna al Real Madrid! Il piano di Xabi Alonso in vista di quello che sarà il Mondiale per Club

Secondo quanto raccontato oggi da La Gazzetta dello Sport, Nico Paz potrebbe ritornare al Real Madrid e giocare il Mondiale per Club con Xabi Alonso in panchina. Ecco l’indiscrezione.

NICO PAZ REAL MADRID – Spesa relativa, e grande qualità in prospettiva. Il centrocampista argentino nato alle Canarie è un canterano della Fabrica, l’anno scorso giocava col Castilla di Raul in terza serie, è cresciuto a Valdebebas e può tornarci, ma per incorporarsi alla prima squadra. La grande stagione nel Como di Cesc Fabregas, con relativo debutto nell’Argentina di Scaloni, non è passata inosservata e dalla Casa Blanca si sono mossi. Il Madrid dal 1° luglio può esercitare la “recompra” di Nico Paz, fissata in 9 milioni di euro, 3 in più del prezzo di cessione al Como. Però i Blancos vogliono che il ragazzo argentino sia a disposizione di Xabi Alonso già nel Mondiale per Club, che inizia a metà giugno. Per questo si sta trattando per accelerare l’operazione, con l’offerta di qualche euro in più per il Como.

Bologna, arriva il riscatto del difensore Nicolò Casale. I dettagli dell’affare tra rossoblu e Lazio – UFFICIALE

Bologna, arriva l’ufficialità in ottica calciomercato: riscattato Nicolò Casale dalla Lazio. Ecco il comunicato della squadra rossoblu sul sito

Prima mossa da parte del calciomercato Bologna: riscattato il difensore Nicolò Casale dalla Lazio, con tanto di rinnovo per quanto riguarda il suo contratto. Ecco il comunicato ufficiale dei rossoblu

CASALE BOLOGNA – Il Bologna Fc 1909 comunica di avere esercitato l’opzione per l’acquisizione definitiva di Nicolò Casale dalla SS Lazio: il difensore ha sottoscritto un contratto fino al 30 giugno 2028.

Inzaghi Al Hilal, arriva la clamorosa risposta da parte dell’allenatore dell’Inter dopo l’offerta. Le ultime

Inzaghi Al Hilal, arriva la risposta dell’allenatore dell’Inter di fronte all’offerta da parte degli arabi. L’indiscrezione

Stamane Sky Sport si è parlato molto delle voci che vedono all’Al Hilal Simone Inzaghi: attuale allenatore dell’Inter. Ecco l’indiscrezione.

INZAGHI AL HILAL – «Nelle ultime ore l’Al-Hilal avrebbe individuato nell’allenatore dell’Inter il profilo adatto su cui fondare il nuovo progetto. Il presidente del club saudita è stato a Milano per parlare personalmente con Inzaghi, ma non è stato raggiunto alcun accordo. Inzaghi è concentrato sul finale di stagione e sulla Champions League: fino alla partita di Monaco la sua intenzione è quella di non parlare con nessuno, nemmeno con la società per affrontare il tema del rinnovo.

Allo stato attuale, la sua intenzione è quella di non andare in Arabia Saudita: una scelta che ha consentito all’Al-Hilal di orientarsi anche verso nuovi profili. Ormai rassegnati del fatto che Inzaghi dirà di no, il club punta un allenatore portoghese tra Marco Silva e Nuno Espírito Santo».

Nico Paz, il Como potrebbe salutare il centrocampista offensivo: una big è pronta a comprarlo

Nico Paz è uno dei gioielli del calciomercato Como: una big potrebbe già mettere le mani avanti per acquistarlo subito. Ecco l’indiscrezione

Il calciomercato Como vede come priorità assoluta quella di gestire il suo talento Nico Paz. Come andrà a finire la situazione? E’ tutta una questione di offerte, ma intanto una big italiana è pronta a fare delle faville.

Secondo quanto riportato oggi da Goal.Com, infatti l’Inter è pronta a fare un grande investimento per riuscire a strappare il gioiello scuola Real Madrid.

Andrea Pirlo ritorna ad allenare: quella squadra potrebbe ingaggiare l’ex tecnico blucerchiato

Andrea Pirlo potrebbe allenare una nuova squadra. Ecco l’indiscrezione dopo l’esperienza alla Sampdoria

Andrea Pirlo potrebbe essere il prossimo allenatore del Chivas de Guadalajara. Dopo il mancato accordo con Domenec Torrent, il club messicano ha riaperto la caccia a un nuovo tecnico per affrontare il torneo Apertura 2025 e la Leagues Cup.

Secondo quanto riportato da Fox Deportes, il nome dell’ex fuoriclasse della Juventus e della Nazionale italiana è entrato a far parte della rosa di candidati valutati dalla dirigenza. Insieme a Pirlo, sarebbero in lizza anche Diego Milito e Guillermo Almada, a conferma della volontà del club di puntare su un profilo internazionale e carismatico per rilanciare il progetto tecnico.

Pirlo ha iniziato la carriera da allenatore nel 2020 proprio alla Juventus, con cui ha conquistato una Coppa Italia e una Supercoppa, ma è rimasto in carica solo per una stagione. Successivamente ha guidato il Fatih Karagümrük in Turchia e, più recentemente, la Sampdoria in Serie B, accumulando un’esperienza eterogenea seppur ancora breve. Adesso, il Chivas potrebbe rappresentare una nuova sfida lontana dall’Europa, in un contesto che unisce pressione mediatica e passione popolare.

La decisione del club messicano dovrà arrivare in tempi rapidi: i giocatori sono infatti attesi per l’inizio della preparazione il 21 maggio, e la nuova guida tecnica dovrà essere operativa da subito.

Klopp Roma? Volano smentite dopo la suggestione de La Stampa; intanto prosegue il toto-successore di Ranieri

Klopp Roma, dopo l’indiscrezione de La Stampa arrivano smentite sull’accordo raggiunto tra i giallorossi e l’ex tecnico del Liverpool

L’indiscrezione lanciata da La Stampa su un presunto accordo tra Jurgen Klopp e la Roma ha fatto rapidamente il giro del mondo, alimentando sogni e fantasie tra i tifosi giallorossi. Secondo il quotidiano, il tecnico tedesco avrebbe detto sì al club capitolino subito dopo la vittoria contro il Milan, aprendo uno scenario clamoroso in vista della prossima stagione. Ma nel giro di poche ore è arrivata la smentita ufficiale. Interpellato dal sito saudita Winwin, l’agente di Klopp, Mark Kosicki, ha liquidato la voce con poche parole ma molto chiare: «Questa notizia non è vera». Anche la Roma e l’universo Red Bull hanno smentito ogni coinvolgimento. La stessa La Stampa, dopo la replica dell’agente, ha corretto il tiro, riportando la smentita e archiviando momentaneamente la suggestione.

Con Klopp fuori dai giochi, almeno per ora, il toto-allenatore della Roma resta apertissimo. La società dovrà presto scegliere il successore di Claudio Ranieri, che domenica siederà per l’ultima volta sulla panchina giallorossa. Tra i nomi più caldi c’è quello di Gian Piero Gasperini, sebbene il diretto interessato abbia minimizzato l’ipotesi, lasciando intendere fedeltà all’Atalanta, che gli ha appena offerto il rinnovo fino al 2027. Nel frattempo restano in corsa anche profili come Allegri, Pioli e Farioli. Quanto a Klopp, dopo l’addio al Liverpool, il tecnico si sta godendo una pausa dal campo e al momento è impegnato come responsabile globale delle attività calcistiche del gruppo Red Bull, lontano dai riflettori delle panchine.

Gudmundsson: i dubbi sulla Fiorentina sul riscatto; ecco le strategia dei viola per il riscatto

Fiorentina, i dubbi sul riscatto di Albert Gudmundsson dal Genoa: l’islandese non ha convinto, ecco il piano dei viola

Il futuro di Albert Gudmundsson è uno dei nodi più delicati dell’estate della Fiorentina. Arrivato come il colpo più atteso del mercato 2024, il fantasista islandese ha vissuto una stagione tormentata da continui problemi fisici, che ne hanno compromesso la condizione e il rendimento. Come riporta La Gazzetta dello Sport, la Fiorentina aveva accettato un prestito oneroso da 6 milioni con diritto di riscatto fissato a 17 milioni, cifra che inizialmente sembrava in linea con le intenzioni del club. Ma oggi la situazione è molto più incerta. Le poche presenze, l’incostanza atletica e gli interrogativi sull’affidabilità hanno rallentato l’entusiasmo iniziale, pur senza cancellare la consapevolezza del talento di Gudmundsson. Il rischio, infatti, è vederlo esplodere altrove: un’ipotesi che a Firenze si vorrebbe evitare, ma che impone valutazioni molto ponderate.

Nelle ultime settimane, l’ipotesi di un ritorno al Genoa è tornata d’attualità, ma complicata dai nuovi equilibri economici. Oggi l’ingaggio dell’islandese è raddoppiato rispetto ai tempi in Liguria, passando da 1 a 2,2 milioni l’anno: una cifra fuori portata per il club rossoblù, che in caso di ritorno dovrebbe cercargli una nuova destinazione. La Premier League resta alla finestra, come già accaduto a gennaio, e questo potrebbe condizionare i margini di manovra della Fiorentina, che – secondo La Gazzetta dello Sport – sarebbe pronta a risedersi al tavolo con il Genoa per ridiscutere le condizioni. Un eventuale sconto potrebbe arrivare solo se il club ligure non ricevesse offerte migliori da altri acquirenti. La deadline per il riscatto a 17 milioni è fissata al 15 giugno, ma resta anche il nodo del procedimento giudiziario aperto in Islanda a carico del giocatore, elemento che potrebbe influenzare il giudizio finale sul suo futuro in maglia viola.

Calciomercato, l’ok della FIFA alla finestra pre-estiva: Real Madrid e Liverpool scatenate

Calciomercato, la FIFA apre una terza finestra per-estiva in vista del mondiale per Club: Real Madrid e Liverpool le più attive

La FIFA ha introdotto una terza finestra di mercato, detta pre-estiva, valida dal 1° al 10 giugno e accolta anche dalla FIGC. Come riportato da Tuttosport, questa novità – legata all’organizzazione del Mondiale per Club – sarà attiva per tutti i club di Serie A, non solo per Inter e Juve, le due italiane qualificate alla rassegna internazionale. Un’opportunità in più per intervenire sul mercato prima dell’estate vera e propria. La nuova finestra è facoltativa per le federazioni nazionali, ma ha già prodotto i suoi primi colpi pesanti in Europa, dove club come Real Madrid e Liverpool si sono mossi in anticipo per rinforzarsi e superare la concorrenza.

Florentino Perez ha reagito con decisione alla stagione disastrosa del Real Madrid – chiusa senza titoli e con l’addio di Ancelotti – assicurandosi due rinforzi chiave in difesa. Il primo è Trent Alexander-Arnold, svincolato dal Liverpool, che firmerà un contratto da oltre 10 milioni annui fino al 2030. Il secondo è Dean Huijsen, centrale olandese ex Juventus e Bournemouth, acquistato per 59,5 milioni di euro: cifra record per un difensore nella storia del club. Una ferita aperta per i bianconeri, che l’avevano ceduto un anno fa per appena 15 milioni più bonus. Intanto, il Liverpool si consola con l’arrivo di Jeremie Frimpong dal Bayer Leverkusen per 35 milioni e punta forte su Milos Kerkez del Bournemouth, valutato 50 milioni: anche lui ex Milan, venduto nel 2022 per meno di tre milioni. Operazioni che, secondo Tuttosport, testimoniano come oggi più che mai il tempismo e la visione sul mercato possano fare la differenza tra rimpianti e successi.

Brescia, la rivolta dei tifosi contro Cellino: la curva in piazza per protestare, i centri nevralgici blindati

Brescia, monta la protesta tra i tifosi contro il Presidente Cellino dopo gli avvenimenti degli ultimi giorni, con le rondinelle che rischiano la C

Brescia è in fermento. In piazza della Loggia, davanti al Comune, circa 700 tifosi si sono radunati per manifestare contro il presidente Massimo Cellino, colpevole – a loro dire – di aver portato il club sull’orlo del baratro. L’iniziativa è stata promossa dalla Curva Nord, che ha esposto striscioni eloquenti come “Cellino, ora vattene”, insieme a cori, fischi e magliette provocatorie (come quella con il numero 17, riferimento scaramantico al patron). Secondo La Gazzetta dello Sport, il malcontento è esploso dopo la notizia di presunte irregolarità finanziarie che potrebbero costare al Brescia la Serie B, conquistata sul campo all’ultima giornata. Un risveglio traumatico per una piazza che si era illusa di aver evitato i playout, e che ora teme la retrocessione a tavolino. Tra i manifestanti, anche volti istituzionali come l’assessore Cantoni e l’esponente dell’opposizione Rolfi, fischiati dalla folla nonostante i messaggi di solidarietà e impegno.

Il clima è teso, la rabbia dilaga e ha un bersaglio preciso: Cellino. Le forze dell’ordine hanno blindato i punti nevralgici della città, dalla sede del club al centro sportivo di Torbole Casaglia, fino all’abitazione del presidente. La protesta, iniziata già domenica, ha coinvolto non solo gli ultras ma l’intera tifoseria, unita nel chiedere un cambio di rotta. Dal megafono, il portavoce della Curva Nord Enzo Ghidesi ha parlato di una “farsa organizzata dalla Federcalcio” per favorire altri club, ipotizzando persino un allargamento della B a 22 squadre. Anche Omar Pedrini, storico tifoso e cantautore, è intervenuto: «Brescia ha un pubblico da Premier League, non merita la C». Il futuro resta incerto, ma il messaggio della piazza è chiaro: la città vuole voltare pagina.

Napoli Inter, la grande differenza tra Conte e Inzaghi. Dallera (Corriere della Sera): «Antonio parla tanto, Simone ha scelto un silenzio che fa rumore ma è uno sbaglio»

Napoli Inter, il profilo dei due allenatori Conte e Inzaghi sul Corriere della Sera ad opera di Daniele Dallera

Il duello scudetto tra Napoli e Inter si gioca in campo e anche sulle panchine. Con due tecnici dal carattere diverso, manifestatosi anche nell’ultima giornata dove gli azzurri non sono andati oltre lo 0-0 a Parma (non senza polemiche) e i nerazzurri hanno buttato via due situazioni di vantaggio (e anche qui sono fioccate le discussioni). Un ritratto dei due protagonisti lo fornisce Daniele Dallera sul Corriere della Sera, in un pezzo evidenziato già in prima pagina:

«Due allenatori, Antonio Conte e Simone Inzaghi, i migliori in Italia, difatti si contendono lo scudetto, diversi tra loro, completamente, basta vedere come vivono il loro strapagato mestiere (e in questa categoria intendiamo tutto: tecnica, tattica, atteggiamento, relazioni, comunicazione). Hanno una dimensione internazionale, anche se solo Conte ha provato la felice esperienza al Chelsea dove ha fatto non bene, addirittura benissimo. Inzaghi per ora sta respingendo le tentazioni naturalmente milionarie, quelle arabe superano il buon senso. Caratterialmente sono agli antipodi: Conte prende fuoco nell’acqua, se nasce la polemica non la nasconde sotto il materasso, ci salta sopra, gli piace, si diverte, la arricchisce. Inzaghi appare più cauto, è prudente, si controlla ma è tosto anche lui, basta vedere come ha reagito al rigore concesso alla Lazio. Si è chiuso in un silenzio chiassoso e sbagliato, invece sarebbe stato più intelligente spiegare il perché e il percome di questa rabbia seguita a un risultato così strambo. È vero che sul rigore per il fallo di mano di Bisseck si può discutere fino a Natale, ma averlo concesso non è uno scandalo: in un caso analogo, a parti invertite, si sarebbe agitato anche Inzaghi. Più difficile interpretare e accettare un doppio vantaggio dell’Inter, un sorpasso tentato e riuscito, visto il pari misero e faticoso del Napoli a Parma, che si è rivelato per ben due volte un’amara illusione».

Calafiori, come è andato il suo primo anno all’Arsenal? 5 momenti chiave, in campo e non solo

Calafiori, la sua prima stagione all’Arsenal passando per cinque punti: la consacrazione, i gol, le difficoltà e… Dua Lipa

La prima stagione di Riccardo Calafiori con la maglia dell’Arsenal si è da poco conclusa, un’annata intensa che ha segnato il suo approdo nel calcio più competitivo del mondo, la Premier League. Arrivato dal Bologna nell’estate 2024 con grandi aspettative, il difensore italiano classe 2002 ha vissuto dodici mesi di adattamento, crescita, momenti esaltanti e inevitabili lezioni. Ecco cinque episodi, dentro e fuori dal campo, che hanno caratterizzato il suo primo capitolo londinese.

  1. L’esordio da veterano: il muro eretto a St James’ Park (ottobre 2024)

Dopo le prime apparizioni dalla panchina e qualche partita nelle coppe minori, la vera prova del nove per Calafiori arriva a ottobre. Chiamato a sostituire l’infortunato Gabriel Magalhães in una tesissima trasferta contro il Newcastle a St James’ Park, l’italiano disputa una partita di straordinaria solidità. Di fronte a un attacco fisico e veloce come quello dei Magpies, Riccardo non trema: guida la difesa con personalità, vince duelli cruciali e contribuisce con precise chiusure a un importante pareggio per 0-0. La stampa inglese il giorno dopo loda la sua “calma olimpica” e la “maturità da veterano“, facendogli guadagnare i primi, convinti applausi dei tifosi Gunners e la stima di Arteta.

  1. Il boato dell’Emirates: il primo gol nel derby contro il Chelsea (dicembre 2024)

Dicembre porta il primo sigillo inglese, e non in una partita qualunque. Nel sentito derby londinese contro il Chelsea all’Emirates Stadium, Calafiori non solo offre una prestazione difensiva impeccabile, ma si toglie anche la soddisfazione di segnare il suo primo gol con la maglia dell’Arsenal. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo, stacca più in alto di tutti e insacca di testa il pallone del momentaneo vantaggio. L’Emirates esplode. La partita finirà con una vittoria di misura per i Gunners (2-1), e quel gol, per la sua importanza e per il contesto, lo consacra ulteriormente agli occhi del pubblico.

  1. Fuori dal campo: quando Riccardo incontrò Dua Lipa a un evento benefico (febbraio 2025)

La vita londinese offre anche momenti più glamour. A febbraio, durante un esclusivo evento di beneficenza organizzato dalla “Music Meets Football Foundation” nel West End, Calafiori ha avuto un incontro che ha fatto il giro dei social e dei tabloid. Tra gli ospiti illustri c’era la popstar di fama mondiale Dua Lipa. I due sono stati fotografati mentre scambiavano qualche battuta, sorridenti. Nonostante si sia trattato di un breve e cordiale saluto, l’episodio ha generato un bonario chiacchiericcio, mostrando un Calafiori a suo agio anche fuori dal rettangolo verde e perfettamente integrato nella vibrante scena londinese. Un piccolo “boost” alla sua immagine pubblica Oltremanica.

  1. La dura legge della Premier: la lezione contro Erling Haaland (aprile 2025)

Non solo luci. La Premier League sa essere maestra severa. Nella sfida casalinga contro il Manchester City di Erling Haaland ad aprile, Calafiori vive uno dei pomeriggi più difficili della sua stagione. Il cyborg norvegese è in giornata di grazia e mette a dura prova tutta la retroguardia dell’Arsenal. Calafiori, pur lottando con generosità, soffre la fisicità e la potenza dell’attaccante, venendo superato in occasione di uno dei gol dei Citizens (partita terminata, ipotizziamo, 1-3 per il City). Nonostante il risultato negativo e qualche critica per la marcatura, Mikel Arteta nel post-partita difende il suo giocatore, sottolineando come “queste partite contro i migliori al mondo siano fondamentali per la crescita di un difensore giovane come Riccardo.” Una lezione preziosa.

  1. Cuore d’oro: l’impegno con la Arsenal Foundation per i giovani di Islington (maggio 2025)

A fine stagione, Calafiori si distingue anche per il suo impegno nel sociale. Diventa uno dei testimonial più attivi della Arsenal Foundation, partecipando con entusiasmo a un progetto dedicato ai giovani del quartiere di Islington, sede del club. Visita scuole calcio, centri ricreativi, parla con i ragazzi, raccontando la sua storia e l’importanza dei valori dello sport. Le immagini del difensore che gioca e scherza con i bambini fanno il giro dei canali ufficiali del club, consolidando il suo legame con la comunità locale e mostrando un lato umano molto apprezzato dai tifosi e dalla società.

Una prima stagione formativa e ricca di spunti

Il primo anno di Riccardo Calafiori all’Arsenal si chiude quindi con un bilancio fatto di crescita, apprendimento e momenti indimenticabili. Dalle prodezze in campo agli incontri inaspettati, passando per le dure lezioni della Premier e l’impegno per la comunità, il difensore italiano ha gettato basi importanti per il suo futuro con i Gunners, dimostrando di avere talento, carattere e la giusta mentalità per imporsi nel calcio inglese.

Ajax, Farioli si dimette: sul tecnico italiano ora c’è il Tottenham

Francesco Farioli lascia la guida dell’Ajax: il tecnico italiano si dimette dai lanceri dopo il titolo perso all’ultima giornata: su di lui il Tottenham

Francesco Farioli lascia l’Ajax tra le lacrime, inginocchiato sotto la curva, acclamato da un pubblico che ha riconosciuto il valore del suo lavoro. Il tecnico italiano si è dimesso dopo una stagione intensa, in cui ha sfiorato il titolo di Eredivisie e riportato i Lancieri in Champions League, centrando l’obiettivo minimo assegnatogli. Ma il sogno della vittoria in campionato, a lungo accarezzato, si è infranto sul filo di lana: a cinque giornate dalla fine l’Ajax aveva nove punti di vantaggio, poi un crollo verticale — complice l’assenza dei pilastri Pasveer e Baas — ha riaperto la corsa e permesso al PSV di completare una clamorosa rimonta. Il pareggio-beffa a Groningen, con il sorpasso definitivo subito al 99’, ha chiuso un campionato dal finale amaro. Resta però un’eredità importante: come ricorda La Gazzetta dello Sport, Farioli ha ridato un’identità forte al club, recuperando spirito, solidità e gioco dopo una stagione da incubo.

Il passo indietro arriva più per divergenze di visione che per delusione personale: «Abbiamo gli stessi obiettivi ma approcci diversi», ha dichiarato l’allenatore, lasciando intendere che il nodo fosse la progettualità a lungo termine. Farioli avrebbe voluto alzare l’asticella, mantenere alta la competitività sfruttando l’accesso alla Champions. Ma l’Ajax è in piena crisi finanziaria: i ricavi europei non verranno reinvestiti, e la squadra sarà smontata per far cassa, con cessioni annunciate per Hato, Taylor, Godts e Brobbey. Un altro anno zero all’orizzonte, che l’ex tecnico del Nizza ha scelto di non vivere. Il suo nome ora circola in Premier, con il Tottenham tra i più interessati, ma piace anche in Bundesliga e in Serie A. Chi lo prende fa un affare: Farioli ha dimostrato di poter coniugare idee, identità e risultati.

Serie A, lotta salvezza: cinque squadre in bilico, tutte le combinazioni negli ultimi 90′

Serie A, ultimi 90′ di fuoco in fondo alla classifica: cinque squadre in lotta per non retrocedere, tutte le combinazioni

Ultimi novanta minuti di fuoco per la zona salvezza di Serie A, dove cinque squadre si giocano due posti per restare nella massima serie, facendo compagnia al già retrocesso Monza. Il Verona, pur senza vittorie da metà marzo, è quella con le maggiori chance di restare in A: con un pareggio a Empoli sarebbe salvo, mentre in caso di sconfitta dovrebbe sperare in risultati favorevoli dagli altri campi, in particolare da Lecce, Parma e dallo stesso Empoli. I gialloblù hanno comunque la certezza, nel peggiore dei casi, di giocarsi lo spareggio. Più complessa la situazione del Parma: vincendo a Bergamo sarebbe salvo, ma con un pareggio o una sconfitta rischia di finire invischiato in arrivi multipli a quota 34 che potrebbero portare a uno spareggio con il Verona, come sottolineato da La Gazzetta dello Sport.

Il Lecce ha dalla sua gli scontri diretti favorevoli, ma dovrà fare risultato all’Olimpico contro una Lazio in corsa per l’Europa. Con una vittoria si salverebbe matematicamente, mentre in caso di pareggio o sconfitta le combinazioni diventano molteplici e rischiose. L’Empoli, in ripresa dopo due vittorie consecutive, ha bisogno di un altro successo per alimentare le speranze: a quota 34 potrebbe salvarsi o accedere allo spareggio, ma in caso di ko dovrebbe sperare in un passo falso del Lecce e nel mancato successo del Venezia. Proprio il Venezia è con le spalle al muro: deve battere la Juventus e sperare in combinazioni favorevoli dagli altri campi, altrimenti sarà retrocessione certa. Con una domenica così, la salvezza non sarà solo una questione di punti, ma di nervi saldi, calcoli precisi e magari anche un pizzico di fortuna.

Scudetto Napoli, De Giovanni: «É stata una domenica impossibile per i cardiopatici ma che bella… Conte è unico, ricorda un mio personaggio e un attore di Hollywood»

Napoli, le parole di Maurizio De Giovanni, scrittore e tifoso dei partenopei, sulla partita di domenica con il Parma e la prossima col Cagliari

A Napoli la tensione di domenica sera è stata unica. A raccontarla sul Corriere dello Sport c’è Maurizio De Giovanni, autore di molti libri dai quali sono state tratte diverse serie tv.

EMOZIONI – «No, per favore, non fatemi dire nulla se non una cosa: spero per la città e soprattutto per me, per la mia salute, che venerdì arrivi il lieto fine. Per una volta voglio essere egoista: da cardiopatico non ripeterei l’ultima giornata, mai. Ma da tifoso, per come è andata a finire, la vivrei ogni settimana».

DOMENICA SERA – «Neanche il più pazzo degli sceneggiatori l’avrebbe concepita meglio. Forse il miglior Stephen King, soprattutto per quell’epilogo: gol annullato all’Inter, rigore cancellato al Napoli. Tra l’altro per un fallo inesistente: ma come si fa? Potrebbe pesare tantissimo. Però sa cosa?. È stato uno splendido tuffo nel passato romantico di Tutto il calcio… La contemporaneità è stata un’alternanza di realtà e immaginazione. E poi mi ha divertito molto la squalifica di cinque allenatori: è davvero un mestiere usurante, meriterebbe la pensione anticipata».

COME L’HA VISTA – «Io su Parma-Napoli, mio figlio collegato anche con San Siro».

LA CLASSIFICA É GIUSTA – «Assolutamente: significa qualcosa se il Napoli è stato in testa per ventitré giornate e anche campione d’inverno, nonostante la cessione di Kvara e gli infortuni di Buongiorno, Lobotka e Neres. Alcuni hanno reso meno delle aspettative e altri sono figurativi, considerandone l’impiego, e Conte ha dovuto cambiare spesso modulo».

ANTONIO CONTE – «No, lui è proprio il commissario Ricciardi. Ossessionato, con le visioni e gli occhi perduti nel vuoto che vedono dove altri non arrivano. Conte è l’uomo più focalizzato che abbia mai visto in tutta la mia vita: ogni cosa che dice e non dice è sempre finalizzata all’obiettivo, alla vittoria, giorno per giorno. Lui è da Mission Impossible, è un Tom Cruise-Ethan Hunt. Fa solo quello: se deve buttar si dall’aereo o dal settimo piano con la moto, lo fa. È unico al mondo».

Juventus Women, Sofia Cantore vola negli USA? Mega plusvalenza per le bianconere, ma apre il tema sul problema del calcio femminile in Italia

Juventus Women, Sofia Cantore potrebbe lasciare le bianconere: maxi offerta dagli USA. Per la Juve una plusvalenza enorme, ma solleva un problema

La Juventus Women potrebbe presto dover salutare Sofia Cantore, protagonista assoluta della recente stagione bianconera. L’attaccante, reduce da un’annata spettacolare chiusa con numeri in doppia cifra, sarebbe nel mirino del Washington Spirit, club della NWSL pronto a versare la clausola rescissoria inserita nell’ultimo rinnovo contrattuale della giocatrice. Si tratterebbe di un trasferimento storico: Cantore diventerebbe la prima italiana a giocare nel massimo campionato statunitense e la sua cessione rappresenterebbe la più remunerativa nella storia della Serie A femminile. Secondo quanto riportato da Juventusnews24.com, la Juventus non ha ancora ricevuto un’offerta formale, ma se l’offerta dovesse materializzarsi, non avrebbe margine di manovra. La decisione finale spetterebbe quindi solo alla giocatrice.

Il possibile addio di Cantore aprirebbe un’ulteriore riflessione sullo status attuale del calcio femminile italiano, sempre più penalizzato da una struttura economica non competitiva rispetto ai principali campionati esteri. Dopo Caruso, Grosso ed Echegini, anche Cantore potrebbe scegliere di spiccare il volo, confermando un trend che vede il talento abbandonare l’Italia. Per la dirigenza bianconera – Braghin, Mazzetta, Malatesta e Vignoni – si tratterebbe di una nuova, complessa sfida: rimpiazzare una calciatrice nel pieno della maturità tecnica e umana, senza poter contare sull’appeal di una Serie A sempre meno attrattiva. Nonostante la plusvalenza potenzialmente enorme e coerente con la sostenibilità economica perseguita dalla Juventus Women, la perdita di Cantore sarebbe un duro colpo emotivo per tifosi e squadra.

L’Udinese segna poco, Felipe: «Si deve cercare un’alternativa a Thauvin e capire quel che può dare Sanchez. Runjaic ha fatto bene soprattutto in questo aspetto»

Le parole di Felipe, ex difensore dell’Udinese, dopo le difficoltà avute dai friulani in zona gol in questa stagione: «Serve un’alternativa a Thauvin»

Ex dell’Udinese, Felipe Dal Bello attualmente allena i ragazzi della Triestina. Sul Messaggero Veneto c’è un’intervista dedicata alla squadra di Runjaic, protagonista di un campionato trascorso serenamente, senza particolari scossoni.

L’ATTACCO – «Per risolvere il problema del gol l’obiettivo sarà trovare assolutamente un’alternativa a Thauvin e capire anche se Sanchez potrà essere utile in quest’ottica».

POCHE RETI DI RECENTE – «A me sembra evidente che l’assenza di Thauvin, e di un giocatore dalla sue caratteristiche, abbia influito sulle scelte dell’allenatore e quindi sui risultati. La fatica evidenziata nella manovra offensiva senza il francese è stata lampante e impone delle riflessioni, ma soprattutto richiama l’esigenza di trovare almeno un altro giocatore con le caratteristiche del capitano. Qualcuno che salta l’uomo e che sa portare tensione nelle difese avversarie è fondamentale in ogni squadra».

SANCHEZ PUO’ PESARE – «Sì per caratteristiche. A Torino è entrato come una molla, non l’ho mai visto fermo e si è dato da fare manifestando un grande atteggiamento che non era affatto scontato per come è andata la sua annata. Conoscendolo, so che un campione come lui vorrà ripartire con orgoglio per dimostrare che è stato solo sfortunato, anche se avrebbe potuto riprendere una forma migliore trovando campo con più continuità. Tuttavia, va anche detto che non lo abbiamo mai visto giocare assieme a Thauvin anche quando c’erano le possibilità, e questo potrebbe in fluire sui programmi».

RUNJAIC DOVEVA GIOCARE CON DUE PUNTE – «No, perché il tecnico ha dato stabilità alla squadra senza ingessarla troppo. Eravamo abituati a una certa didattica e a una squadra schematica negli anni scorsi, mentre abbiamo visto una certa alternanza di moduli che ha per messo di crescere ai giocatori. L’Udinese è diventata una squadra difficile da affrontare per questa capacità di esse re camaleontica. Il problema del tecnico è stato proprio quello di non avere dei ricambi a Thauvin».

Bologna, prove di intesa con Italiano per il rinnovo: ecco l’offerta dei rossoblù al tecnico dopo la finale di Coppa Italia

Bologna, l’obiettivo è il rinnovo di Vincenzo Italiano: primi contatti per il prolungamento del contratto del tecnico

Vincenzo Italiano è il protagonista assoluto di questi giorni a Bologna, dopo aver conquistato la Coppa Italia 2025 con una cavalcata memorabile che ha portato trentamila tifosi rossoblù a Roma. Il tecnico ha ricevuto il “Premio Bulgarelli – Number 8” e ha ribadito il suo legame con il club, pur evitando di sbilanciarsi sul futuro: «Non è il momento, oggi si festeggia». Come riporta la Gazzetta dello Sport, l’allenatore ha già incontrato più volte la dirigenza per discutere del rinnovo, con una proposta sul tavolo che prevede l’estensione del contratto fino al 2027, un adeguamento dell’ingaggio da 2,2 a 2,5 milioni e rassicurazioni sul mercato. L’incontro decisivo, che coinvolgerà anche il suo avvocato, è atteso entro la settimana. Il Milan osserva la situazione con interesse, avendo inserito Italiano tra i candidati per la propria panchina, ma Bologna è determinata a trattenere il suo tecnico.

L’amministratore delegato Claudio Fenucci ha espresso con chiarezza la volontà del club: «Italiano ce lo teniamo stretto. Non solo è un grande professionista, ma anche una persona empatica, motore di un percorso straordinario». L’obiettivo è proseguire insieme, anche grazie alla sinergia con il direttore tecnico Giovanni Sartori, a sua volta al centro del progetto. Fenucci ha escluso la possibilità di replicare modelli esterni come quello dell’Atalanta, sottolineando la necessità di costruire un’identità sostenibile ma ambiziosa: rimanere agganciati in alto, tornare in Champions, magari rivincere la Coppa Italia. Sartori ha condiviso la gioia di un successo atteso a lungo, dopo tre finali perse, e ha chiuso con una battuta affettuosa: «Io e Vincenzo, se fosse andata male, chissà dove saremmo finiti…».

Arturo Di Napoli: «Avrei potuto restare all’Inter, Mazzola mi prendeva a calci. Ho litigato con Giordano, ma gli voglio bene. Ero un ribelle e il mio rimpianto è questo»

Arturo Di Napoli si racconta a la Gazzetta dello Sport, le sue parole: «Ero un ribelle e il mio rimpianto è questo»

A raccontare la sua carriera in tutti i passaggi su La Gazzetta dello Sport oggi c’è Arturo Di Napoli, ex attaccante, soprannominato Re Artù.

RIMPANTO – «Il mio rimpianto non è la Nazionale e neanche l’Inter, dove avrei potuto giocare di più, ma il fatto che mio padre, napoletano emigrato a Rozzano, non mi abbia visto esordire in Serie A con gli azzurri. Da piccolo mi portava allo stadio col bandierone. Mi mancherà per sempre».

CALCOSCOMMESSE – «Quando il magistrato mi chiese come mai fossi finito in mezzo a quella storia. “Mi dispiace per la tua carriera”, disse. È stata un’irruzione nella mia vita, nella mia carriera, nel mio vissuto. Hanno infangato il cognome di mio padre con accuse infamanti con cui c’entravo zero: sono stato vittima di una serie di equivoci senza aver mai commesso niente. Quando scoppiò il casino, nel 2016, ero primo in Serie D con il Messina, poi ho allenato il Cologno senza stipendio e l’ho portato in Eccellenza. Andavamo a cercare i giocatori nei parchi o nei bar. Mi hanno strappato via il sogno di allenare tra i pro’».

RINUNCIA – «Sì, non alleno più. Ho aperto un’agenzia di scout, ne ho un’altra di immobili e aiuto mia moglie per la campagna elettorale nel mio quartiere. Sono rimasto legato. Quando giravo l’Italia mi chiamavano “il ragazzo di Rozzano”. Con Belinda sto da 7 anni, mi dà serenità. Le dico sempre che è stato mio padre a metterla sul mio cammino».

INIZI – «Giocavo nell’AC Rozzano, andai all’Inter per un milione di lire più attrezzature varie per la società. I miei compagni fecero una festa di una settimana. Il lunedì tornavo sempre da mia madre, le chiedevo di non dirlo a nessuno, ma ogni volta, sotto casa, c’era una processione. L’Inter mi ha reso un uomo, sono stato anche al compleanno di Moratti, ma sono sempre stato un po’ribelle. Ricordo i calci nel sedere di Mazzola quando mi spediva in prestito: “Hai le qualità per restare”, diceva».

RIBELLE – «Gigi Simoni, un altro maestro, mi ripeteva: “Eri una testa di c…”. Se fossi stato meno solista avrei debuttato in Nazionale. Davanti avevo Del Piero, Totti, Inzaghi, Vieri, Montella, oggi sarei titolare fisso. Sono nato in un’epoca sbagliata».

CON CHI HA AVUTO POCO FEELING – «Tanti. Uno con cui ho litigato e a cui voglio bene è Bruno Giordano, avuto a Messina. Una volta gli chiesi quanto fossi una testa di c…. Lui rispose “Tanto, ma eri anche tanto forte”. Con lui sbagliai io. Come le ho già detto, ero un ragazzo ribelle».

Milan, proseguono i casting per i ds: Lee Congerton in pole position, ecco perchè piace ai rossoneri

Milan, per il nuovo direttore sportivo il nome forte è quello di Lee Congerton: esperienze internazionali, ma anche in Serie A all’Atalanta

Il Milan si prepara a un’estate di rinnovamento, ma prima di tuffarsi nel mercato, servirà definire le due figure chiave per il futuro: direttore sportivo e allenatore. Come riportato dalla Gazzetta dello Sport, il club rossonero è ancora impegnato in un lungo casting per il nuovo ds. In pole position c’è Lee Congerton, ex Atalanta oggi all’Al-Ahli, profilo di respiro internazionale con esperienze anche in Premier League. Tuttavia, la candidatura di Igli Tare resta in piedi: l’ex dirigente della Lazio ha incontrato Furlani due volte e i contatti sono tuttora attivi. Non si escludono nemmeno tentativi per dirigenti già sotto contratto con altri club, come D’Amico, Manna e Sartori, anche se liberarsi dai rispettivi impegni non sarà facile. La scelta del direttore sportivo sarà il primo passo: solo dopo verrà affrontata in modo definitivo la questione allenatore.

Tra i nomi seguiti per la panchina spicca Vincenzo Italiano, reduce dalla vittoria della Coppa Italia con il Bologna e al centro di un possibile rinnovo. I rossoneri osservano con attenzione l’evoluzione della situazione. Resta inoltre in orbita anche Massimiliano Allegri, libero dopo l’addio alla Juventus. Intanto, indipendentemente dalle scelte dirigenziali, il club sta pianificando la prossima estate: dopo la tournée in Asia e Australia, è prevista un’amichevole il 9 agosto a Dublino contro il Leeds United.

Napoli, i magnifici 7 di Conte per lo Scudetto: McTominay il leader, l’intesa con Lukaku e tutti gli altri

Napoli, ecco i sette uomini chiave della squadra di Conte che venerdì può curcirsi sul petto il quarto scudetto: McTominay e tutti gli altri

Il Napoli si avvia a conquistare il suo quarto scudetto puntando su gioco corale, spirito di sacrificio e una precisa identità tattica voluta da Antonio Conte, ma soprattutto sulla qualità dei singoli. Secondo la Gazzetta dello Sport, sono stati sette gli uomini chiave del successo partenopeo in questa stagione. Il protagonista assoluto è stato Scott McTominay, prelevato dal Manchester United per 30,5 milioni: un centrocampista duttile e fisico, utilizzato da Conte sia in mediana che a ridosso di Lukaku. I numeri parlano chiaro: 11 gol e 6 assist in 33 presenze di Serie A. Proprio l’intesa con Romelu Lukaku, autore di 13 gol e 10 assist, è stata decisiva: una coppia esplosiva per muscoli e concretezza, simbolo del pragmatismo contiano.

Accanto a loro, altri cinque protagonisti hanno reso il Napoli una macchina quasi perfetta. André-Frank Anguissa ha garantito equilibrio e presenza fisica a centrocampo, con sei gol stagionali e una costante affidabilità. In difesa, Amir Rrahmani ha guidato il reparto con autorità, giocando 37 partite su 38 e contribuendo alla miglior retroguardia del torneo (appena 27 reti subite). Sulla fascia destra, Matteo Politano ha unito corsa e qualità, firmando due reti decisive e mostrando una crescita sotto Conte. Il capitano Giovanni Di Lorenzo, duttile e solido, ha rappresentato il punto fermo del sistema difensivo, mentre Stanislav Lobotka ha continuato a dettare i tempi con precisione chirurgica, restando il fulcro della manovra. Un mix di forza, intelligenza tattica ed esperienza che ha permesso al Napoli di costruire una stagione vincente sotto la guida inflessibile di Conte.

Lautaro Martinez scalpita per il rush finale: la finale nel mirino, venerdì Inzaghi lo terrà a riposo?

Inter, Lautaro Martinez si prepara al rush finale: l’obiettivo è arrivare al top per la finale di Champions League, mentre per venerdì…

In casa Inter Lautaro Martinez è pronto a tornare in gruppo e potrebbe rivedersi in campo già venerdì sera contro il Como. Dopo l’infortunio muscolare rimediato nell’andata della semifinale di Champions contro il Barcellona, l’attaccante argentino ha seguito un piano di recupero progressivo: solo terapie e palestra nei primi giorni, poi lavoro personalizzato sul campo, come accaduto ieri ad Appiano. Il rientro completo in gruppo è previsto tra oggi e domani, con Simone Inzaghi intenzionato a concedergli minuti nell’ultima di campionato, così da testarne la condizione in vista dell’appuntamento più atteso: la finale di Champions contro il PSG del 31 maggio.

Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, il percorso verso Monaco è pianificato nei dettagli: prudenza massima per evitare ricadute, ma con l’obiettivo di arrivare al top alla partita decisiva. Lautaro, già protagonista di un recupero lampo per la sfida di ritorno contro il Barcellona (in campo dopo appena cinque giorni), ha dimostrato di essere fondamentale tanto per il gruppo quanto sul piano tecnico. Contro i catalani ha segnato e procurato un rigore, confermando il suo peso specifico nel progetto nerazzurro. Per lui, la finale di Champions rappresenta il tassello mancante di una carriera già ricca di successi, dallo scudetto al Mondiale con l’Argentina. L’Inter, delusa dal pareggio con la Lazio che ha complicato il discorso scudetto, si aggrappa ora anche alla leadership e al carisma del suo capitano per chiudere la stagione nel migliore dei modi.

Valzer degli allenatori: Conte verso la Juve, ADL ha già scelto il sostituto

Inizia il Valzer degli allenatori in Serie A: la Juve spinge per Antonio Conte e De Laurentiis avrebbe già scelto il sostituto

La Juve prepara una nuova rivoluzione tecnica e dirigenziale, e il nome in cima alla lista per la panchina è quello di Antonio Conte. Come riporta Tuttosport, una parte emergente del club bianconero spinge con decisione per il ritorno del tecnico salentino, appoggiato dal preparatore atletico Pintus e dal possibile ingresso del ds Riky Massara, che affiancherebbe Cristiano Giuntoli. Conte, dal canto suo, avrebbe chiuso la parentesi con il Napoli, complice il rapporto difficile con De Laurentiis e una visione diversa sul progetto. L’obiettivo è tornare a Torino per inseguire uno scudetto simbolico e rilanciare la squadra, uscita ridimensionata dal progetto fallito post-Allegri.

A Napoli, proprio Allegri è il candidato principale per la successione a Conte. Il tecnico livornese è da tempo stimato da De Laurentiis, che avrebbe già avviato contatti diretti durante la sua permanenza romana per gli Internazionali d’Italia. Il nuovo ciclo azzurro dovrebbe ripartire da lui e dal ds Giovanni Manna, in una coppia tecnica pronta a raccogliere l’eredità lasciata da Spalletti e, ora, da Conte. Negli ambienti del club si parla già apertamente dell’arrivo di Allegri a Castel Volturno. Sullo sfondo resta la possibilità di una conferma di Igor Tudor, appoggiato da chi crede nella competitività dell’attuale rosa. Più defilati gli altri nomi: Mancini era stato valutato dopo l’esonero di Motta, Pioli resta in contatto, mentre Gasperini è vicino al rinnovo con l’Atalanta. Restano da definire solo i tempi e le modalità, ma il valzer delle panchine è già iniziato.

Serie A, Rocchi promuove gli arbitri dell’ultima giornata: il rigore di Bisseck, il fallo di Simeone e tutti gli altri casi

Serie A, il commento del designatore arbitrale Rocchi dopo l’ultima giornata di campionato e tutte le decisioni più discusse

Nell’ultima giornata di campionato, il clima teso ha ricordato certi film già visti, dove malumori, polemiche e recriminazioni prendono il sopravvento. Come riportato dalla Gazzetta dello Sport, l’analisi del designatore arbitrale Gianluca Rocchi a OpenVar cerca di fare chiarezza sugli episodi più discussi. In Inter–Lazio, il gol dell’1-1 ha creato confusione: l’assistente Meli segnala fuorigioco su Vecino, ma la posizione di Dia, ritenuta ininfluente, genera un check Var su un’infrazione inesistente. Per Rocchi, è un errore dell’assistente, ma gli arbitri restano «lucidissimi». Sull’episodio del rigore causato da Bisseck, la decisione di assegnarlo è stata condivisa: braccio largo e movimento verso il pallone. Quanto all’audio tra Guida e il Var Di Paolo, è quest’ultimo a prendersi la responsabilità. Rimane comunque la frustrazione dell’Inter, anche per il mancato intervento in un precedente contatto tra Ndicka e lo stesso Bisseck in Inter-Roma.

Il tema dell’uniformità di giudizio torna anche in altri episodi: in Roma-Milan la gomitata di Gimenez a Mancini è stata punita col rosso, mentre un gesto simile di Beukema su Gabbia in finale di Coppa Italia non ha avuto lo stesso esito, nonostante il Var fosse sempre Mazzoleni. «Serve coerenza» ribadisce Rocchi, sottolineando come la violenza di certi gesti debba essere sanzionata allo stesso modo. Corretta, secondo i vertici, anche la revoca del rigore in Parma-Napoli per fallo precedente, e la non punibilità del tocco di mano di Balogh.

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