Pagina 882 – Calcio News 24

Napoli, lo Scudetto è a un passo: tutte le combinazioni per l’ultima giornata

Volata Scudetto, il Napoli rimane avanti di un punto e a 90′ dalla fine del campionato: tutte le combinazioni per arrivare alla vittoria

La corsa Scudetto resta apertissima e si deciderà all’ultima giornata: dopo i pareggi di Napoli (2-2 con la Lazio) e Inter (0-0 a Parma), la classifica vede i partenopei al comando con 79 punti, seguiti dai nerazzurri a 78. Il verdetto finale dipenderà quindi dai risultati di Napoli-Cagliari e Como-Inter, in programma nell’ultima giornata. Al Napoli basterà vincere per laurearsi campione d’Italia per la quarta volta nella sua storia, ma anche un pareggio o persino una sconfitta potrebbero bastare, a patto che l’Inter non faccia meglio. Se i nerazzurri non vincono, infatti, gli azzurri resteranno comunque davanti.

C’è anche un’ultima ipotesi, quella dello spareggio. Scatterebbe solo nel caso in cui il Napoli perdesse al Maradona contro il Cagliari e contemporaneamente l’Inter pareggiasse a Como: in questo scenario entrambe chiuderebbero a quota 79, e poiché il regolamento della Serie A non prevede il ricorso a scontri diretti o differenza reti per assegnare il titolo, si andrebbe a uno spareggio secco per decidere la vincitrice del campionato. È uno scenario raro ma possibile, che renderebbe incandescente la chiusura di una stagione già ricca di colpi di scena. Conte e Inzaghi si preparano così alla settimana decisiva: una sola partita separa una delle due squadre dalla gloria, o forse due, se lo Scudetto dovrà passare da una finale senza appello.

Serie A, Simonelli: «Calendari? Sarà una scelta difficile, bisogna tenere conto delle necessità di Inter e Napoli; sulla sede dello Spareggio dico questo»

Le parole di Ezio Simonelli, presidente della Lega Serie A, dopo l’ultimo turno di campionato su calendari e sede dello Spareggio

Il presidente della Lega Serie A Ezio Simonelli ha parlato a Radio Anch’Io Sport su Radio Rai. Di seguito le sue parole dopo l’ultima giornata di campionato.

SERATA DA RICORDARE – «Devo dire che ieri è stata una serata avvincente, che non ricordavamo da anni. Quelli della mia età ricordano i tempi quando eravamo attaccati alla radiolina ad ascoltare Tutto il Calcio minuto per minuto. Ieri è stata un po’ la stessa sensazione».

CALENDARIO GARE SCUDETTO – «Non posso dare anticipazioni su quello che deciderà il consiglio. Non è una decisione mia, ma collegiale. Abbiamo due partite libere: Milan-Monza e Bologna-Genoa, le possiamo collocare liberamente. Oltre alle due partite scudetto, avremo un blocco di 6 partite con in ballo le coppe e le retrocessioni. Avremo in tutto 3-4 blocchi».

DATE: GIOVEDÌ, VENERDÌ O WEEKEND? – «Sarà una scelta difficile, perché da un lato si vorrebbe dare la gioia ai tifosi di veder le proprie squadre vincere in un giorno festivo, dall’altro, in caso di spareggio – ipotesi difficile da realizzarsi – dobbiamo garantire all’Inter la possibilità di avere un adeguato riposo in vista della finale di Champions League. È interesse di tutto il calcio italiano che si possa aggiudicare questo torneo. L’Inter vorrebbe giocare giovedì o venerdì, il Napoli nel fine settimana? Il punto di partenza è questo, starà al consiglio fare una sintesi».

SOSTE, PASQUA, SUPERCOPPA – «Giocheremo il weekend prima di Natale (21-22 dicembre) e quello dopo (27-28 dicembre). Primo weekend del 2026 il 3-4 gennaio. Quindi non ci saranno soste. Il calendario è super intasato, abbiamo una quantità di impegni internazionali, per cui oggi riuscire a fare delle soste natalizie non è più possibile. Giocheremo anche il giorno di Pasqua probabilmente. Per la Supercoppa, speriamo di non giocarla a dicembre. Se, come ci auguriamo, l’Inter dovesse vincere la Champions dovrà giocare la Coppa del mondo per club FIFA e la nostra Supercoppa slitterebbe a gennaio. Fino al 31 maggio quindi non sapremo quando collocarla».

CALENDARIO ASIMMETRICO – «Sarà ancora asimmetrico. Come tutti gli esperimenti, ci sono sempre delle cose da aggiustare e terremo conto di qualche incongruenza che si è creata. Confermo che il calendario della prossima stagione sarà stilato il 6 giugno».

RINVII E PROTOCOLLO FIGC – «Le partite dovranno essere recuperate nella prima data utile possibile. Su poi quale sia questa prima data utile dipende dal tipo di evento. Questa sarà la regola e la dovremo seguire in tutti i casi. Magari all’inizio scontenterà qualcuno. Ma se le regole si sanno prima, magari si criticano ma poi si accettano».

COPPA ITALIA E SQUADRE PICCOLE – «Non è previsto questo cambio di format. La Coppa Italia sta acquisendo sempre di più grande valore. La finale di Roma è stata uno spettacolo».

EVENTUALE SPAREGGIO SCUDETTO – «Da regolamento si dovrebbe giocare a Milano, ma ovviamente non si può. Roma sarebbe l’unica sede possibile».

Lecce, 1-0 al Torino: i salentini ritrovano la vittoria in casa; ora testa alla Lazio per la salvezza

Lecce, la vittoria contro il Torino permette ai salentini di rimanere in corsa per la permanenza in Serie A, la salvezza passa dalla Lazio

Il Lecce vive una notte decisiva, con la salvezza che si deciderà nel prossimo match contro la Lazio all’Olimpico. La vittoria di ieri, la prima in casa dal 15 dicembre, permette ai salentini di raggiungere l’Empoli in classifica, avvicinando anche Parma e Verona, ma solo un successo nell’ultimo turno garantirà la permanenza in Serie A. Dopo un lungo periodo senza vittorie – solo 5 punti in 13 partite dal 31 gennaio – la squadra di Giampaolo sembra aver ritrovato motivazioni e convinzione. Il Torino, protagonista di un rendimento altalenante con una sola vittoria nelle ultime otto gare, ha tenuto bene nel primo tempo creando le occasioni migliori, ma nella ripresa è crollato subito dopo il gol di Ramadani, segnato a soli 54 secondi dall’inizio della ripresa, una rete che ha rotto gli equilibri.

Il Lecce ha faticato a costruire gioco manovrato, puntando soprattutto sulla profondità e sfruttando alcuni errori del Torino a centrocampo. Il 4-2-3-1 di Giampaolo si è trasformato in un più offensivo 4-2-4 con l’ingresso di Rebic e Coulibaly, ma il doppio centravanti è durato poco per un problema fisico di Krstovic. Nonostante la pressione finale del Torino, con cambi volti a rinvigorire l’attacco, il Lecce è riuscito a controllare la partita e a portare a casa tre punti preziosi, grazie anche all’inaspettato apporto di Ramadani, il primo centrocampista a segnare in stagione per i salentini. Con la testa già alla sfida decisiva di Roma, Giampaolo e il Lecce si preparano a giocarsi tutto nell’ultima giornata, consapevoli che solo una vittoria potrà assicurare la permanenza nella massima serie.

Empoli, rimonta contro il Monza per la salvezza: ora si decide tutto contro il Verona

L’Empoli vince in rimonta contro il Monza e mantiene vivo il discorso salvezza: si decide tutto all’ultima giornata contro il Verona

Il Monza saluta la Serie A dopo tre stagioni mentre l’Empoli conquista una vittoria fondamentale che mantiene vive le speranze di salvezza. L’ultimo match per l’Empoli sarà in casa contro un Verona ancora in bilico, con la consapevolezza di due successi consecutivi, un’impresa che non riusciva dal marzo 2024. I toscani possono contare sulla buona forma dell’ex brianzolo Lorenzo Colombo, autore del sesto gol stagionale, decisivo nel secondo tempo per la rimonta. Prima della partita, i tifosi monzesi hanno esposto uno striscione di ringraziamento per l’ex presidente Silvio Berlusconi, sottolineando il valore del triennio in Serie A. Il Monza ha affrontato la partita in emergenza, con la difesa decimata dalle assenze di Pedro Pereira, Izzo e D’Ambrosio.

La partita si apre con un’Empoli aggressivo che crea diverse occasioni, ma a passare in vantaggio è il Monza al 30’ grazie a Birindelli, bravo a sfruttare un lancio di Caprari e superare il portiere Vasquez. Nel secondo tempo l’allenatore Empoli D’Aversa inserisce Colombo, che trova subito il gol del pari al 4’, seguito dal sorpasso di Viti su angolo di Cacace. L’Empoli fa tris al 14’ con un gol fortunoso di Gyasi, la cui conclusione colpisce il palo e poi carambola su Pizzignacco. Il Monza prova a reagire con le sostituzioni di Nesta, ma non trova la forza di ribaltare la partita. L’Empoli controlla il finale e può festeggiare una vittoria preziosa nella corsa alla salvezza, lasciando il Monza rassegnato alla retrocessione.

Verona, Lazovic agguanta il pari con il Como: per la salvezza scontro decisivo con l’Empoli

Verona, punto importante contro il Como in rimonta, ma per la salvezza il discorso è rimandato all’ultima giornata contro l’Empoli

Il Verona blocca la corsa del Como con un pareggio che però non basta a garantirgli la salvezza, vista la contemporanea vittoria di Empoli e Lecce. La prossima sfida, proprio contro l’Empoli, si presenta come un vero e proprio dentro o fuori: servirà vincere per evitare rischi di spareggio salvezza, che potrebbe coinvolgere anche Lecce e Parma. La partita, giocata nel giorno del compleanno del presidente esecutivo Italo Zanzi, rappresentante della nuova proprietà statunitense Presidio Investors, ha visto un Verona più muscolare a centrocampo, privo per squalifica dei tecnici slovacchi Duda e Suslov, con Dawidowicz adattato a pivot. Il Como, in formazione tipo, ha puntato su qualità e dinamismo, con Douvikas terminale offensivo supportato da Paz, Caqueret e Strefezza.

Il Verona parte forte, creando occasioni su calcio piazzato, ma il Como si scuote e al 30’ passa in vantaggio con Caqueret, bravo a chiudere un’azione fluida e intensa. Nella ripresa l’Hellas si fa più aggressivo e, dopo alcune sostituzioni tattiche di Zanetti, Lazovic segna il gol del pareggio al 24’, seguito da un assedio finale. Mosquera sfiora più volte il gol, ma la difesa del Como si salva fino al fischio finale. Il Verona ora deve assolutamente vincere l’ultima partita in trasferta contro l’Empoli per blindare la permanenza in Serie B e evitare ulteriori complicazioni, mentre il rischio di spareggi e calcoli complicati resta dietro l’angolo.

Inter, Di Canio: «Visto cose assurde: come fai a essere stanco al 55′? Pensano a Monaco? Io la vedo così…»

Inter, le parole di Paolo Di Canio dopo il pareggio dei nerazzurri contro la Lazio che rischia di costare alla squadra di Inzaghi la corsa Scudetto

L’Inter vede sfumare all’ultimo minuto la possibilità di superare il Napoli in vetta alla classifica: a San Siro contro la Lazio finisce 2-2, con grande rammarico per i nerazzurri. La squadra di Inzaghi era riuscita a portarsi avanti due volte, prima con Bisseck e poi con Dumfries, ma in entrambe le occasioni è stata raggiunta da un Pedro ispirato, che ha firmato il pareggio definitivo dal dischetto al 90’. Una beffa per l’Inter, che aveva accarezzato il sogno sorpasso per gran parte del match. Tra i commenti del post-partita spicca quello di Paolo Di Canio, che ha analizzato la prestazione dei nerazzurri ai microfoni di Sky Sport.

«Ho visto cose assurde. Ma che stanchezza è al minuto 55? Ho visto i giocatori dell’Inter trotterellare, non c’era la fame di prendersi tutto. E’ mancata la cattiveria. Stanno pensando a Monaco? Ragazzi ma cosa dite? Vinci oggi hai vinto lo scudetto, stiamo giustificando una cosa gravissima»

Cagliari, Nicola trova la salvezza con una giornata d’anticipo: tris al Venezia e permanenza in A; Di Francesco appeso ad un filo

Il Cagliari travolge il Venezia e trova i tre punti decisivi per la salvezza, mentre Di Francesco è appeso ad un filo; con la Juve serve vincere (e può non bastare)

Il Cagliari si prende la scena e la salvezza con una prestazione impeccabile, travolgendo il Venezia 3-0 in uno scontro diretto che valeva un’intera stagione. La squadra di Davide Nicola risponde presente all’appello più importante, mostrando solidità, carattere e un’organizzazione tattica che ha annullato ogni velleità avversaria. Fondamentale il rientro in extremis di Yerry Mina, decisivo nel blindare la difesa e nello sbloccare il risultato con un colpo di testa da calcio piazzato. Accanto a lui, una prova magistrale di tutto il reparto arretrato e del centrocampo, orchestrato da un instancabile Deiola, che ha chiuso ogni spazio ai lagunari. Il raddoppio arriva a fine primo tempo con un’altra incornata, stavolta di Piccoli su corner. Poi, nella ripresa, il sigillo finale del capitano rossoblù su azione corale rifinita da un tacco sontuoso di Makoumbou. C’è anche spazio per l’esordio del giovane Pintus, classe 2005, in un finale di festa e liberazione.

Per il Venezia invece è notte fonda. La squadra di Eusebio Di Francesco, reduce dall’illusoria vittoria con la Fiorentina, si scioglie davanti alla determinazione del Cagliari e sbaglia approccio, atteggiamento e letture. Un errore iniziale di Schinghtienne innesca subito la pressione rossoblù, che cresce di minuto in minuto. Troppi giocatori sottotono, da Oristanio a Yeboah, e una difesa in affanno su ogni palla inattiva. Ora i lagunari sono chiamati a un’impresa quasi impossibile nell’ultima giornata contro la Juve: vincere e sperare in incastri favorevoli. Ma la sensazione è che il colpo subito alla Unipol Domus possa essere definitivo. Cagliari salvo, Venezia appeso a un filo.

Brescia in Serie C? Cellino: «Ci hanno truffato, tante società vittime come noi»

Le parole di Massimo Cellino, presidente del Brescia, dopo il caos di ieri con la penalizzazione di 4 punti e la classifica stravolta

Un vero terremoto scuote la Serie B: il Brescia di Massimo Cellino rischia una pesante penalizzazione per irregolarità nei pagamenti legati all’acquisto di crediti d’imposta, un caso che potrebbe riscrivere la classifica e il destino di più squadre. Se la sentenza venisse confermata, secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, il Frosinone potrebbe essere clamorosamente salvo, Salernitana e Sampdoria finirebbero al playout, mentre per il Brescia si profilerebbe la retrocessione diretta in Serie C. In questo contesto esplosivo, Massimo Cellino rompe il silenzio e racconta la sua versione dei fatti.

UTILIZZO DEL SISTEMA DI PAGAMENTO – «Confermo di aver utilizzato quel sistema di pagamento, l’avrei fatto anche a giugno per l’iscrizione, perché è corretto. Se mi avessero detto che non andava bene, avrei pagato di tasca mia, come ho fatto in tanti anni di calcio tra Cagliari, Leeds e Brescia, vendendo anche le mie case».

COSA È SUCCESSO – «Siamo stati truffati, e ho già presentato una denuncia penale. Quella società di via Montenapoleone a Milano che ci ha venduto i crediti d’imposta è sparita, non rispondono più al telefono. Eppure hanno ceduto crediti d’imposta per più di 100 milioni a molte aziende».

ALTRE SOCIETÀ COINVOLTE – «Sì, la Covisoc mi ha detto che non siamo i soli. Ma non ho sentito di altre indagini».

NOME DELLA SOCIETÀ DI MILANO – «Non me lo ricordo, so che il titolare è un certo Alfieri».

IMPORTO PAGATO E COMMISSIONI – «Abbiamo chiesto 2,4 milioni in crediti d’imposta e loro hanno trattenuto circa il 15%. C’era chi ci offriva il 25%, quindi uno sconto maggiore, ma il nostro fiscalista era tranquillo, aveva garanzie dalla Banca d’Italia: ora è disperato».

QUANDO AVETE AVUTO I PRIMI DUBBI – «Il 9 maggio ci hanno detto che erano in corso verifiche e avevamo 60 giorni di tempo, dicendomi che in caso contrario avrei dovuto rispondere in solido. E io sarei stato pronto a farlo».

RAPIDITÀ DELL’INDAGINE – «Tutto è molto strano, in due giorni hanno fatto e chiuso le indagini. Noi avevamo mandato alla Covisoc copia del contratto di acquisto e anche la ricevuta del nostro pagamento».

SITUAZIONE ATTUALE E CESSIONE SALTATA – «Non mi va di finire così la mia esperienza al Brescia. Sabato avevo anche definito la cessione del club a una persona perbene, italiana. Ora chissà, siamo nei guai: ma noi daremo battaglia».

Fiorentina, per l’Europa non è detta l’ultima: battuto il Bologna, ora bisogna sperare per l’ultima giornata

La Fiorentina batte il Bologna e continua a sperare per l’Europa, ma all’ultima giornata il destino dei viola non è tutto nelle loro mani

La Fiorentina resta aggrappata all’Europa con una vittoria di prestigio contro il Bologna, battuto 3-2 al Franchi in una partita intensa e ricca di significati. L’ultima giornata a Udine sarà decisiva: per strappare un posto in Conference League, i viola dovranno vincere e sperare in un passo falso della Lazio contro il Lecce. Intanto, la squadra di Palladino si prende la soddisfazione di agganciare in classifica proprio il Bologna dell’ex Italiano, accolto con sentimenti contrastanti dal pubblico. Fischi dalla Fiesole e applausi dal parterre per il tecnico che, pur avendo già il pass per l’Europa League, non voleva sfigurare nel suo vecchio stadio. I tifosi non hanno risparmiato neppure Palladino, chiedendone l’esonero, nonostante le vittorie contro tutte le big – tranne il Napoli – e un piazzamento finale sopra proprio all’ultimo Italiano viola.

Protagonista assoluto della serata è ancora una volta Moise Kean, devastante e decisivo con il suo diciottesimo gol in campionato, ventiquattresimo stagionale. Il suo sigillo all’84′ arriva dopo due rimonte del Bologna e riaccende le speranze europee della Viola. I rossoblù, reduci dalla Coppa Italia, non risparmiano energie e tengono alto il ritmo, ma pagano alcune disattenzioni. La Fiorentina passa con un gol di Parisi (deviato da Lucumì), subisce il pari di Dallinga su cross di Orsolini, poi va di nuovo avanti con il primo gol in A di Richardson. Orsolini firma il 2-2 su assist di Ndoye, ma nel finale Kean punisce Skorupski dopo due miracoli del portiere. Il rosso a Miranda accende gli ultimi minuti, ma il risultato non cambia: la Viola resta viva, almeno per un’altra settimana.

Vlahovic, gol e saluti allo Stadium: il serbo segna all’ultima in casa della Juve e mantiene il quarto posto

Dusan Vlahovic ha salutato i tifosi della Juve e l’Allianz con un gol pesantissimo contro l’Udinese: bianconeri ancora quarti a 90′ dal termine

Dusan Vlahovic ha scelto il palcoscenico dell’Allianz Stadium per lasciare un ultimo segno indelebile. Entrato nel finale contro l’Udinese, ha segnato un gol pesantissimo che avvicina la Juve alla Champions e interrompe un digiuno che durava da oltre ottanta giorni. Un gesto carico di significato in quella che con ogni probabilità è stata la sua ultima apparizione casalinga in bianconero: l’attaccante serbo, infatti, non intende rinnovare il contratto in scadenza nel 2026 e sarà messo sul mercato dopo il Mondiale per Club. Il tecnico Tudor ha sottolineato la forza mentale del numero nove, capace di entrare in campo col cuore e rispondere con un guizzo da campione, il quindicesimo centro stagionale. In una serata in cui il futuro può attendere, Vlahovic ha salutato il suo pubblico nel modo migliore.

Accanto a lui, decisivo anche Nico Gonzalez, tornato protagonista proprio nel momento più importante. L’argentino ha sbloccato la gara con un colpo da rapace d’area, un misto di freddezza e tecnica che ha permesso alla Juve di superare un’Udinese solida e compatta. Per Gonzalez, spesso criticato e reduce da una stagione segnata da infortuni e lunghi stop, si è trattato di un ritorno alla luce: prima il gol al Monza dopo 125 giorni, poi la zampata da cartolina Champions. L’ex viola ha un debole per la primavera – aprile e maggio sono i mesi in cui segna di più – e con questa rete ha messo a tacere le tensioni, spianando la strada alla squadra verso l’Europa. Se la Juve oggi è ancora quarta, con il destino nelle proprie mani, lo deve a due ex viola che hanno lasciato il segno.

Roma, l’ultimo saluto di Ranieri all’Olimpico: «Grazie per tutto l’aiuto che mi avete dato, ora manca l’ultimo passo»

Roma, la festa per Claudio Ranieri ieri sera all’Olimpico dopo la vittoria contro il Milan: il tecnico ha preso congedo dai suoi tifosi

Una serata da pelle d’oca a Roma, l’ultima all’Olimpico da allenatore per Claudio Ranieri, celebrato come un eroe di casa davanti a uno stadio pieno d’amore. Emozioni, lacrime, cori e una coreografia mozzafiato hanno reso omaggio a un tecnico che ha riscritto la stagione giallorossa con una rimonta clamorosa, l’Europa conquistata e il sogno Champions ancora vivo. Il quinto posto è già certezza, ma la vittoria contro il Milan ha alimentato le speranze per un epilogo ancora più prestigioso. Tutto lo stadio – 68.145 presenti, record assoluto – si è stretto attorno al “Romanista vero”, tra applausi infiniti e striscioni che celebrano le sue 500 panchine in Serie A. Il momento più toccante è arrivato al fischio finale: giro di campo, abbracci con i giocatori e la famiglia al fianco, mentre la Sud scandiva il suo nome con orgoglio e gratitudine.

La serata ha visto protagonisti anche i suoi uomini, da Hummels – premiato per le 645 presenze in carriera – a Mancini, decisivo con il gol d’apertura. Ranieri si è congedato con parole dense di emozione, accolto anche dal vicepresidente Friedkin che lo ha definito «un grande uomo». Di seguito le sue parole

«Sessant’anni fa stavo lì in mezzo a voi. Vi avevo chiesto aiuto e me lo avete dato, manca solo un ultimo passo. Champions? Credo al lavoro dei miei giocatori. Grazie per tutto l’amore che mi avete dato, infinitamente grazie. Io sono orgoglioso di questi ragazzi che mi hanno seguito fin dal primo giorno, ma la cosa più importante è che voi avete capito che avevamo bisogno del vostro supporto e amore. È stata una serata meravigliosa, sono orgoglioso della mia squadra, la stagione non è finita, tutti insieme abbiamo costruito risultati importanti. Sono ottimista per il futuro».

Milan fuori dalle coppe, Conceicao: «Salutare o no cambia poco; ognuno deve prendersi le proprie responsabilità, giusto che il club faccia le sue valutazioni»

Le parole di Sergio Conceicao, tecnico del Milan, dopo la sconfitta contro la Roma che condanna i rossoneri a rimanere fuori dalle coppe europee

Il verdetto è definitivo: il Milan non prenderà parte alle competizioni europee nella prossima stagione. La sconfitta all’Olimpico contro la Roma ha segnato la parola fine a ogni residua speranza: la partita conclusiva a San Siro contro il Monza servirà soltanto ai tifosi, già pronti a una dura contestazione. Per i rossoneri è un ritorno al passato: era dal 2015-16 che il club non mancava l’accesso alle coppe internazionali per ragioni sportive. Nel 2019, l’esclusione fu causata da una sentenza del TAS per violazioni al fair play finanziario, non da risultati sul campo. In campo, il Milan ha confermato le difficoltà già emerse nelle ultime uscite: poca convinzione, nervosismo palpabile, e un’altra espulsione – quella di Gimenez, protagonista di una gomitata a inizio gara – che ha cambiato l’inerzia dell’incontro. Neanche il momentaneo pareggio di Joao Felix (al primo gol in Serie A) ha riacceso le speranze, anzi: i successivi gol giallorossi hanno affondato definitivamente una squadra in evidente crisi.

A confermare la fine di un ciclo è lo stesso Conceição, espulso anche lui durante la gara per proteste e destinato a chiudere la sua esperienza rossonera in anticipo. I dubbi arbitrali, la frustrazione per gli episodi e una stagione segnata da troppi inciampi si sommano in un bilancio amaro. Il tecnico non si è nascosto ai microfoni di DAZN e in conferenza stampa, e le sue parole sembrano già un congedo:

SALUTI FINALI? – «Salutare o no cambia poco, mi dispiace non essere vicino ai miei ragazzi in un ambiente non facile. Non ho detto nulla all’arbitro, solo di rispettare i miei giocatori. Il Var non ha chiamato l’arbitro in Coppa, e questa era la stessa situazione, con lo stesso arbitro protagonista. In una partita così importante, che vale l’Europa, non è facile rimediare anche dando il massimo. In questa stagione ci sono stati troppi episodi decisivi e sempre negativi per noi, per errori nostri o di altri. Ero fiducioso di vincere questa partita, potevamo almeno pareggiarla prima di incassare il loro terzo gol. Subiamo il raddoppio ancora da palla inattiva, non si possono prendere gol così».

SULLA STAGIONE – «Siamo qua anche per prenderci tutte le responsabilità. Ognuno deve valutare il proprio lavoro. Io sono esigente con me stesso, e sono sempre stato tutto il giorno a lavorare a Milanello. Da quando sono arrivato i numeri dicono che saremmo in zona Champions. Non sono stati mesi perfetti, assolutamente no, ma alcune cose positive ci sono comunque state. Abbiamo vinto un titolo e siamo arrivati in una finale che sì, dovevamo giocare meglio, ma c’eravamo. Molte situazioni poi dipendono dai dettagli, dagli episodi. Ma se da un anno al Milan le cose non vanno bene, è giusto che un club storico come questo faccia le sue valutazioni».

Serie A, possibile lo spareggio tra Napoli e Inter per decidere la lotta Scudetto: cosa prevede il regolamento

Corsa Scudetto, possibile che il tricolore si decida in uno spareggio tra Napoli e Inter: ecco cosa prevede il regolamento

Il campionato di Serie A 2024/25 potrebbe non concludersi con la tradizionale 38ª giornata, ma conoscere il suo epilogo in una sfida secca extra calendario: lo spareggio Scudetto. Un’eventualità rara, ma assolutamente concreta in questa stagione, con Napoli e Inter separate da un solo punto e attese da un’ultima giornata che si preannuncia infuocata.

In caso di arrivo a pari punti in vetta alla classifica, la Lega Serie A prevede, ormai da due stagioni, lo svolgimento di uno spareggio per l’assegnazione del titolo nazionale. È una regola che ha già trovato applicazione nella lotta salvezza 2022/23, quando Spezia e Hellas Verona si giocarono la permanenza in Serie A in uno scontro diretto sul campo neutro del Mapei Stadium, vinto dagli scaligeri.

La stessa dinamica vale per l’assegnazione del tricolore. Se due squadre terminano il campionato con gli stessi punti in testa alla classifica, non si ricorre più alla classifica avulsa o alla differenza reti: si gioca una partita secca per stabilire chi è campione d’Italia. In questo caso, dunque, se Napoli e Inter dovessero chiudere a pari merito il torneo, si andrebbe allo spareggio. La formula è semplice e drastica: una gara unica, 90 minuti secchi. Se al termine dei tempi regolamentari il risultato sarà in parità, non ci saranno tempi supplementari ma si andrà direttamente ai calci di rigore.

Una questione tutt’altro che secondaria riguarda la sede della partita. Lo spareggio, secondo regolamento, si gioca in casa della squadra che ha il vantaggio negli scontri diretti. Tuttavia, questo criterio non può essere applicato a Inter e Napoli, che nei confronti diretti hanno pareggiato entrambe le sfide stagionali per 1-1. Di conseguenza, per stabilire quale delle due avrà il diritto di giocare lo spareggio “in casa”, si passa a una serie di criteri successivi.

Il primo è la differenza reti negli scontri diretti, ma anche in questo caso le due squadre sono in parità (2 gol segnati e 2 subiti ciascuna). Si passa dunque alla differenza reti complessiva nel campionato: al momento, l’Inter è in leggero vantaggio, ma tutto può ancora cambiare nell’ultima giornata. In caso di ulteriore parità, si considerano i gol fatti nell’arco delle 38 giornate, e solo in ultima istanza si procederebbe a un sorteggio per determinare la sede.

Va specificato che la regola dello spareggio si applica anche in caso di classifica avulsa con più di due squadre: se, ad esempio, tre o quattro club dovessero chiudere il torneo a pari punti, si calcola una classifica interna basata sui punti ottenuti negli scontri diretti tra le squadre coinvolte. Le prime due in questa speciale graduatoria accederebbero allo spareggio Scudetto. Anche in questo caso, la sede sarebbe quella della squadra messa meglio nei criteri stabiliti, salvo che non vi siano problemi di ordine pubblico.

Infatti, c’è un’ulteriore eccezione. In caso di indicazioni particolari da parte delle Autorità competenti – ad esempio per motivi di sicurezza o logistica – la Lega può stabilire che lo spareggio si disputi in campo neutro. In tal caso, il regolamento prevede come sede di default lo stadio Olimpico di Roma, già designato per la finale di Coppa Italia. Uno scenario che riporterebbe alla memoria le grandi finali del passato, ma che al contempo solleverebbe dubbi sull’effettiva “neutralità” del campo, specialmente in caso di tifoserie molto rappresentate nella Capitale.

In definitiva, lo spareggio Scudetto, una formula quasi inedita nel calcio italiano moderno, potrebbe essere la clamorosa chiusura del campionato 2024/25. Tutto è ancora in bilico, e l’ultima giornata sarà decisiva per capire se questo epilogo spettacolare – e ad altissima tensione – diventerà realtà.

Moviola Inter Lazio e Parma Napoli: le decisioni più controverse a San Siro e al Tardini

Moviola Inter Lazio e Parma Napoli: tutti gli episodi chiave che hanno deciso la volata Scudetto di partenopei e nerazzurri

Nella penultima giornata di Serie A, Inter e Lazio si sono affrontate in un match carico di tensione e polemiche arbitrali, con la corsa Scudetto ancora apertissima e che passa dalla moviola. L’episodio chiave arriva all’88’: la Lazio reclama un rigore per un tocco di mano di Bisseck. L’arbitro Chiffi inizialmente lascia correre, ma viene poi richiamato al monitor dal VAR: il contatto con il gomito largo viene considerato falloso e il penalty viene concesso ai biancocelesti. Al 79’, invece, l’Inter era tornata in vantaggio con un colpo di testa di Dumfries, nato da un corner: proteste veementi della Lazio per una spinta sospetta di Thuram su Marusic, ma l’arbitro non ravvisa irregolarità e il VAR non interviene, trattandosi di una valutazione soggettiva. Un altro episodio degno di nota è al 23’, quando Bisseck cade in area dopo un contatto con Rovella: lieve spinta, giudicata non sufficiente per un calcio di rigore dopo un rapido check al VAR. Una partita quindi costellata da decisioni complesse, che inevitabilmente hanno alimentato discussioni e polemiche, anche in virtù dell’altissima posta in palio.

Situazione simile e altrettanto tesa a Parma, dove il Napoli ha pareggiato in una gara in cui l’arbitro Doveri è stato costantemente al centro dell’attenzione. Al 16’, un fallo apparso evidente di Leoni su Lukaku non viene fischiato, scatenando le proteste furiose di Conte, poi ammonito. Due minuti dopo, un tocco di braccio di Balogh su cross di Politano viene ritenuto involontario dal VAR, niente rigore. Ma l’episodio più discusso arriva al 96’: Neres guadagna un rigore dopo uno scontro con Lovik, ma il VAR annulla tutto per un fallo precedente di Simeone su Circati. Una decisione che fa infuriare il Napoli e che lascia il campionato apertissimo: servirà l’ultima giornata per decretare il campione d’Italia.

Napoli Inter: quando giocheranno nell’ultima giornata? Sfida in contemporanea, mercoledì, giovedì o domenica?

Corsa Scudetto, si decide tutto all’ultima giornata: quando giocheranno Napoli e Inter? Le possibili combinazioni di calendario

La corsa Scudetto della Serie A 2024/25 si deciderà all’ultima giornata, dopo una stagione intensa e sorprendente che ha visto un continuo alternarsi al vertice tra Inter e Napoli. I nerazzurri, reduci dal pareggio interno contro la Lazio, hanno sprecato l’occasione di effettuare il sorpasso decisivo, mentre il Napoli ha a sua volta rallentato a Parma, mantenendo comunque un punto di vantaggio in classifica. L’epilogo del campionato è quindi rimandato agli ultimi 90 minuti, con due partite che si preannunciano decisive: Como-Inter e Napoli-Cagliari.

Una certezza già emersa riguarda la contemporaneità degli incontri: sia l’Inter che il Napoli scenderanno in campo nello stesso momento, per garantire regolarità e trasparenza nella lotta al titolo. Tuttavia, è altamente improbabile che le partite vengano disputate di domenica, come normalmente accade per il turno conclusivo. Il motivo è legato a una possibile situazione di arrivo a pari punti tra le due squadre, che comporterebbe lo spareggio Scudetto – introdotto recentemente dalla Lega – da giocarsi in gara secca in un campo ancora da decidere visto che da regolamento si gioca in casa di chi ha gli scontri diretti a favore che sono pari tra le due squadre, con l’opzione Olimpico di Roma come campo neutro ancora possibile.

Questa eventualità complicherebbe il calendario, considerando che l’Inter sarà impegnata nella finale di Champions League contro il Paris Saint-Germain sabato 31 maggio a Monaco di Baviera. Per evitare sovrapposizioni e permettere alla squadra di Inzaghi di preparare adeguatamente la sfida europea, la Lega è orientata ad anticipare l’ultimo turno di campionato a mercoledì 22 o giovedì 23 maggio. In tal modo, resterebbe tempo sufficiente per disputare un eventuale spareggio nella giornata di domenica 25 o lunedì 26 maggio. Si attende ora il comunicato ufficiale che fisserà date e orari, ma l’ultima parola su questo appassionante duello è ancora tutta da scrivere.

Inter, Inzaghi rosso di rabbia: i nerazzurri disertano la zona mista; silenzio stampa dopo il pari con la Lazio

inter, silenzio di rabbia dopo il pareggio contro la Lazio: i nerazzurri furenti per il rigore di Pedro disertano la zona mista

Il pareggio contro la Lazio lascia l’Inter stordita e furiosa, in un silenzio assordante dettato più dalla rabbia che dalla delusione. Come riportato da la Gazzetta dello Sport, il rigore del 2-2 concesso via VAR per il tocco di Bisseck è stato vissuto come un’ingiustizia, alimentata anche dal malcontento per la presenza di Marco Guida come assistente VAR, già protagonista di episodi controversi. Nonostante il regalo del Parma contro il Napoli, i nerazzurri si sono autolesionati, dilapidando due vantaggi e vedendo sfumare uno Scudetto che sembrava finalmente alla portata.

Nel post partita, Inzaghi – espulso – e la squadra si sono chiusi nello spogliatoio, amareggiati per gli errori e i rimpianti. Tra questi, l’incredibile occasione fallita da Arnautovic nei minuti finali, simbolo di un biennio deludente e, forse, della stagione intera. Ora resta solo la Champions come ultima ancora di salvezza, ma il rimorso per aver perso un campionato già sorpassato due volte è destinato a pesare a lungo, tra fantasmi del passato e un finale ancora incerto.

Inter, pari e rimpianti: per due volte davanti con la Lazio, per due volte recuperata; Scudetto sfumato?

Inter, il pari contro la Lazio fa sfumare i sogni di Scudetto? Si decide tutto all’ultima giornata, ma senza il sorpasso…

L’Inter spreca un’occasione d’oro per conquistare lo Scudetto, facendosi rimontare due volte dalla Lazio e consegnando di fatto il titolo al Napoli a 90′ dalla fine del campionato, che ora potrà chiudere i conti battendo il Cagliari all’ultima giornata. I nerazzurri passano in vantaggio con Bisseck, poi si fanno raggiungere prima da Pedro sull’1-1 (gol inizialmente annullato e poi convalidato dal VAR) e infine ancora dallo stesso Pedro su rigore causato da un’ingenuità dello stesso difensore tedesco. Un finale amaro per Inzaghi, che rischia di vedere sfumare un altro Scudetto dopo quello perso nel 2022, e che ora si gioca tutto in finale di Champions League.

La partita è stata intensa e ricca di emozioni, con l’Inter che ha dominato il primo tempo ma ha poi perso lucidità. Nonostante il ritorno in vantaggio con Dumfries, la squadra ha ceduto nel finale. La Lazio ha saputo colpire nei momenti giusti, sfruttando le incertezze nerazzurre. Bisseck, decisivo in negativo, chiude un cerchio iniziato proprio alla prima giornata con un altro rigore causato. L’Inter recrimina per i tanti punti persi in stagione e per un tricolore che, per qualità e prestazioni, sembrava alla portata ma è stato sprecato.

Napoli, lo Scudetto è nelle tue mani: +1 sull’Inter dopo lo 0-0 del Tardini: si decide tutto contro il Cagliari già salvo

Napoli, pareggio 0-0 al Tardini contro il Parma, ma lo Scudetto rimane ancora nelle loro mani: invariato il vantaggio sull’Inter

Il Napoli non va oltre lo 0-0 sul campo del Parma, ma grazie al contemporaneo pareggio dell’Inter contro la Lazio mantiene un punto di vantaggio e avrà il match-point Scudetto all’ultima giornata contro il Cagliari già salvo dopo la vittoria contro il Venezia. A decidere il finale è un episodio al 96’: l’arbitro assegna un rigore per un fallo su Neres, poi annullato dal VAR per un fallo precedente di Simeone. Nonostante la prestazione opaca, la squadra di Conte esce dal ‘Tardini’ con la consapevolezza che il tricolore è ancora nelle proprie mani.

Partita intensa nel finale ma povera di emozioni fino al recupero. Il Parma gioca con ordine e intensità, sfiorando il gol con Sohm, Anguissa e McTominay, fermati da un super Meret e dal portiere giapponese Suzuki. Anguissa colpisce un palo dopo una giocata d’autore, mentre Politano sfiora il gol con un tiro-cross. Male Lukaku, annullato da Leoni. Per il Parma, che resta a +2 sulla zona retrocessione, decisiva sarà la trasferta a Bergamo contro l’Atalanta.

Le prime pagine sportive nazionali – 19 maggio

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia. Punto di riferimento ogni giorno tanto per gli addetti ai lavori quanto per gli appassionati.

Inter, la squadra in silenzio stampa: nessun tesserato parlerà dopo il pareggio con la lazio

Inter, silenzio stampa dei nerazzurri dopo il pareggio contro la Lazio: la decisione dopo il finale concitato a San Siro

Simone Inzaghi e nessun altro tesserato dell’Inter si è presentato ai microfoni di Sky o DAZN dopo il pareggio contro la Lazio.

Una protesta quella della società nerazzurra dopo il concitato finale di gara che ha visto Simone Inzaghi espulso – e che quindi salterà l’ultima sfida contro il Como – il gol annullato a Arnautovic dopo la review del VAR per la posizione di offside dell’attaccante austriaco.

Conte: «Siamo vicini, abbiamo l’osso in bocca e non vogliamo mollare; vincere lo Scudetto a Napoli sarebbe…»

Le parole di Antonio Conte, tecnico del Napoli, dopo il pareggio ottenuto dai partenopei in trasferta contro il Cagliari

Antonio Conte ha parlato ai microfoni di DAZN dopo il pareggio del Napoli contro il Parma. Di seguito le sue parole

ULTIMO PASSO – «Siamo vicini, però ancora quel passo lo dobbiamo fare, l’ultimo passo, e lo facciamo in casa nostra, con il supporto dei nostri tifosi. È un campionato veramente molto difficile. Noi quello che volevamo fare, come dicevo prima, è dare fastidio fino alla fine. Adesso abbiamo un piccolo passo da fare. Siamo stati lì tanto in testa alla classifica, nonostante, ripeto, un’annata piena di grandi difficoltà, sotto tutti i punti di vista. Anche lì non ci siamo mai lamentati, siamo andati avanti. Stiamo lì a un passo per fare qualcosa di immaginabile e storico per Napoli, perché sappiamo benissimo, come ho detto prima, vincere a Napoli sicuramente è diverso rispetto ad altre piazze dove sono abituati a collezionare gli scudetti o comunque le coppe».

REINVENTARE LA SQUADRA PER GLI INFORTUNI – «Il problema è che con noi tutto passa in secondo piano. Sembra tutto normale. Oggi mancava l’Obotka. Menomale che stiamo finendo perché stiamo perdendo tutti i pezzi. Nonostante questo continuiamo a stare lì, a combattere, in testa alla classifica. A inventarci qualcosa. Sì, inventarci perché hai visto benissimo. Anche oggi eravamo in panchina, non è che avessimo chissà quanti giocatori. Merito, ripeto, di questi ragazzi che comunque ci mettono un’anima, il cuore, oltre a metterci le gambe. Io mi auguro veramente di riuscire a festeggiare questo scudetto perché sarebbe qualcosa di bello. Io per le energie che ho spese a livello fisico…».

FINALE DI STAGIONE – «La seconda parte della stagione noi siamo andati sottraendo giocatori alla rossa. Cambiando modulo, cambiando delle situazioni. Come dicevo, sicuramente quell’anno di fermo mi ha permesso di provare tante situazioni. Anche il fatto di avere la possibilità di lavorare sette giorni, quando volevo mettere qualcosa di nuovo, potevo farlo. Non sarebbe accaduto se avessimo giocato ogni tre giorni. D’altro canto, questa è una rosa che sta arrivando veramente all’osso. Ringrazio i ragazzi perché si fanno sempre trovare pronti. Dovremmo cercare fino alla fine perché abbiamo l’osso in bocca e non lo dobbiamo mollare».

VINCERE LO SCUDETTO A NAPOLI – «Sicuramente mi ripagherebbe di tutto quello che ci ho messo quest’anno. Credimi, quest’anno ci ho messo veramente tutto. Non sono andato oltre. So anche di essere molto stanco, di arrivare giusto giusto alla fine del campionato. Napoli è una piazza bellissima, c’è passione, c’è entusiasmo. Al tempo stesso c’è una richiesta, una domanda sempre molto alta. A volte molto più alta delle reali possibilità di cui si può andare e lottare. Io sento una tantissima responsabilità, l’ho sentita dall’inizio. Poi man mano che siamo andati avanti è mentale questa responsabilità perché abbiamo iniziato a capire che potevamo stare in testa della classifica e arrivare fino alla fine».

ESPULSIONE – «Mi dà fastidio perché lavori tutto l’anno per arrivare a giocarti una partita decisiva. Confido nello staff, in tutti quelli che faremo, in questi ragazzi e soprattutto nel pubblico, nel Maradona. Sicuramente mi ha fatto nervosire un pochettino l’aspetto del gioco di oggi. C’è stata molta ostruzione. Vengo dal calcio inglese. Nel calcio inglese non ci sono tutte queste situazioni. Si ferma, crampi, poi di nuovo finte, controfinte. Su questo sicuramente dobbiamo migliorare. Questo mi ha dato molto fastidio e ha provocato l’espulsione».

Roma, ultima di Ranieri all’Olimpico: pasillo de honor e standing ovation per il tecnico testaccino

Roma, ultima di Claudio Ranieri da allenatore all’Olimpico: l’ultimo saluto dei tifosi giallorossi al tecnico, tra commozione e lacrime

È stata una serata emozionante all’Olimpico, dove la Roma ha battuto 3-1 il Milan nell’ultima gara casalinga di Claudio Ranieri da allenatore. L’Olimpico ha reso omaggio al tecnico con un pasillo de honor e una standing ovation che ha coinvolto tutto lo stadio. Ranieri, visibilmente commosso e accompagnato dai nipotini, ha ricevuto la Lupa Capitolina da Pellegrini e Mancini, ringraziando i tifosi per il sostegno e ricordando le sue origini da ragazzo sugli spalti dello stesso stadio.

La Curva Sud ha celebrato Ranieri con uno striscione carico di significato («Il romanismo è quell’ideale che abbraccia ogni generazione…»), seguito da teli che lo ritraevano abbracciato a Totti, De Rossi e Pellegrini. Durante il match sono apparsi altri messaggi d’affetto: «Al cuor non si comanda, mister Ranieri uno di noi» e «Sulla panchina la tua ultima presenza, Mr Ranieri cuore e appartenenza», tributi a un uomo che ha incarnato lo spirito romanista per un’intera generazione.

Lotta salvezza: il Cagliari batte il Venezia e si salva; alle sue spalle è ancora bagarre per non retrocedere

Lotta Salvezza, il Cagliari batte il Venezia e si tira fuori dalla bagarre: al Venezia serve l’impresa con la Juve, per il terzultimo posto classifica corta

Il Cagliari conquista la salvezza con un netto 3-0 sul Venezia e si tira fuori dalla bagarre retrocessione a una giornata dalla fine della Serie A. Per i lagunari, invece, la situazione è drammatica: ultimi tra le squadre ancora in corsa e con scontri diretti sfavorevoli, servirà un’impresa contro la Juventus per sperare nella permanenza. Restano in bilico Empoli, Lecce, Verona e Parma, tutte coinvolte in un finale di stagione rovente.

Nonostante i successi di Lecce e Empoli, e il pareggio del Parma col Napoli, la classifica rimane corta: i salentini si avvantaggiano con gli scontri diretti, i toscani sono terzultimi e costretti a vincere lo scontro diretto col Verona, mentre al Parma potrebbe bastare un pari con l’Atalanta. L’ultima giornata sarà decisiva per stabilire le due squadre che accompagneranno il Monza in Serie B.

38ª GIORNATA

Venezia-Juve
Lazio-Lecce
Empoli-Verona
Atalanta-Parma

Corsa Europa: Juve ancora quarta, ma tutto ancora aperto; Milan fuori dalle coppe, Fiorentina appesa ad un filo

Corsa per le Coppe Europee: Juve quarta, romane dietro e ancora in gioco per la Champions; Milan fuori da tutti e la Fiorentina spera in un miracolo

Ancora viva la corsa per l’Europa: la Juve batte l’Udinese e rimane al quarto posto, con alle spalle la Roma ad un punto e la Lazio a due. Come per la volata Scudetto anche qui si deciderà tutto all’ultima giornata.

Il Milan intanto esce ko dallo scontro con i giallorossi e dice addio alle coppe europee per la prossima stagione, ciliegina amara su una torta di una stagione che gli stessi dirigenti rossoneri hanno definito fallimentare. Infine la Fiorentina battendo il Bologna – forte di una Europa League già ottenuta con la Coppa Italia – può sperare in un miracolo negli ultimi 90′: con una vittoria e una sconfitta della Lazio – orfana di Baroni, espulso nel finale concitatissimo di Inter Lazio – può prendere l’ultimo slot disponibile per la Conference League.

38ª GIORNATA

Venezia-Juve
Lazio-Lecce
Udinese-Fiorentina
Torino-Roma

Serie A, la Corsa Scudetto si decide tutto in 90′: Inter e Napoli pareggiano e alla prossima mancheranno Inzaghi e Conte

Corsa Scudetto: si decide tutto all’ultima partita: Napoli e Inter pareggiano, girandola di emozioni tra Milano e Parma

La Corsa Scudetto si deciderà all’ultima giornata di campionato: Napoli e Inter pareggiano rispettivamente contro Lazio e Parma e il discorso viene rimandato alla prossima settimana contro Cagliari e Como.

I nerazzurri hanno fatto 2-2, con Bisseck e Dumfries ripresi due volte dai gol di Pedro, mentre il Napoli si ferma sullo 0-0 con il Parma. Finale ardente su entrambi i campi: ultimo minuto dove il VAR è protagonista. A San Siro Arnautovic– che pochi minuti prima si era mangiato il gol del 3-2 – segna, ma in offside. Al Tardini l’arbitro prima dà un rigore ai napoletani per un contatto su Neres, ma dopo la review al VAR punisce un fallo di Simeone su Circati a inizio azione. Entrambe le squadre andranno in campo senza i rispettivi tecnici: sia Conte che Inzaghi sono stati espulsi.

Diretta gol Serie A: gli aggiornamenti LIVE della 37ª giornata – finite tutte le partite

Tutti gli aggiornamenti sulla 37ª giornata del campionato di Serie A 2024-25: gli aggiornamenti da tutti i campi

Tutte le squadra in campo per la 37ª giornata del campionato di Serie A 2024-25. Di seguito tutti gli aggiornamenti LIVE.


JUVE-UDINESE

SEGUI QUI LA DIRETTA DI JUVE-UDINESE

JUVENTUS (3-4-2-1): Di Gregorio; Alberto Costa, Veiga, Kelly; Nico Gonzalez, Locatelli, McKennie, Cambiaso; Conceiçao, Yildiz; Kolo Muani. All. Tudor.

UDINESE (3-5-1-1): Okoye; Kabasele, Kristensen, Solet; Ehizibue, Karlstrom, Lovric, Zarraga, Kamara; Ekkelenkamp; Davis. All. Runjaic.


MONZA-EMPOLI

58′ – GOL EMPOLI – Gyasi va via alla difesa brianzola e calcia. Palla sul palo e poi rimbalza sulla schiena di Pizzignacco.

51′ – GOL EMPOLI – Viti completa la rimonta: corner di Cacace sul primo palo per il colpo di testa di Viti.

49′ – GOL EMPOLI – Colombo trova il pareggio. Palla in mezzo di Fazzini, controllo e girata a concludere nell’angolino

29′ – GOL MONZA – Contropiede dei brianzoli con Caprari che serve Birindelli in profondità che conclude.

27′ – Occasione per il Monza con Akpra-Akpro che ci prova dalla distanza. Palla alta di un soffio

MONZA (3-5-2): Pizzignacco; Palacios, Brorsson, Carboni; Birindelli, Zeroli, Bianco, Akpa-Akpro, Kiriakopoulos; Keita, Caprari. All. Nesta.

EMPOLI (3-4-2-1): Vasquez; Marianucci, Ismajli, Viti; Gyasi, Henderson, Grassi, Pezzella; Fazzini, Cacace; S. Esposito. All. D’Aversa.


CAGLIARI-VENEZIA

SEQUI QUI LA DIRETTA DI CAGLIARI-VENEZIA

CAGLIARI (3-5-2): Caprile, Zappa, Mina, Luperto; Zortea, DEiola, Makoumbou, Adopo, Augello; Luvumbo, Piccoli. All. Nicola

VENEZIA (3-5-2): Radu; Schingtienne, Idzes, Candé; Zerbin, Kike Perez, Nicolussi Caviglia, Busio, Ellertsson; Yeboah, Oristanio. All. Di Francesco


LECCE-TORINO

46′ – GOL LECCE – Ramadani sblocca il risultato con la gran botta di prima intenzione dalla lunghissima distanza, con il pallone che finisce sotto l’incrocio

26′ – Brivido per il Torino, rinvio di Milinkovic-Savic che carambola su Biraghi che quasi mette fuori causa il portiere granata.

LECCE (4-2-3-1): Falcone; Guilbert, Baschirotto, Gaspar, Gallo; Pierret, Coulibaly; Morente, Helgason, N’Dri; Kristovic. All. Giampaolo.

TORINO (4-2-3-1): Milinkovic-Savic; Dembélé, Maripan, Masina, Biraghi; Ricci, Casadei; Lazaro, Vlasic, Gineitis; Adams All. Vanoli.


INTER-LAZIO

SEQUI QUI LA DIRETTA DI INTER LAZIO

INTER (3-5-2): Sommer; Bisseck, Acerbi, Bastoni; Dumfries, Barella, Calhanoglu, Mkhitaryan, Dimarco; Taremi, Thuram. All. Inzaghi.

LAZIO (4-2-3-1): Mandas; Marusic, Gila, Romagnoli, Nuno Tavares; Rovella, Guendouzi; Isaksen, Vecino, Dia; Castellanos. All. Baroni.


VERONA-COMO

69′ – GOL VERONA – Mischia nell’area lariana, decide Lazovic con una conclusione di grande potenza.

28′ – GOL COMO – Bella giocata corale dei lariani: veronica di Douvikas e poi conclusione in rete di Caqueret.

10′ – Butez miracoloso sul colpo di testa di Ghilardi.

VERONA (3-4-1-2): Montipò; Ghilardi, Coppola, Valentini; Tchatchoua, Serdar, Dawidowicz, Bradaric; Bernede; Tengstedt, Sarr. All. Zanetti.

COMO (4-2-3-1): Butez; Van Der Brempt, Goldaniga, Kempf, Moreno; Perrone, Caqueret; Strefezza, Nico Paz, Da Cunha; Douvikas. All. Fabregas.


PARMA-NAPOLI

70′ – McTominay vicino al gol: punizione dai 25 metri e miracolo di Suzuki che la mette in corner.

58′ – TRAVERSA DI POLITANO! L’esterno prova il cross, ne esce una palla che supera Suzuki, ma finisce sulla parte alta del legno

47 – Parma pericoloso con Sohm che ci prova dalla distanza: palla in corner con l’intervento decisivo di Meret.

33′ – PALO DI ANGUISSA! Grande giocata del centrocampista che salta con un sombrero l’avversario e poi calcia al volo: Suzuki non ci arriva, ma palla sul palo

30′ – Ci prova il Parma con Sohm: Meret mette in angolo.

17′ – Check del Var per un tocco di mano nell’area del Parma. l’arbitro lascia giocare

15′ – Ammonito Antonio Conte per proteste dopo una punizione non concessa ai partenopei

PARMA (3-5-2): Suzuki; Balogh, Leoni, Circati; Delprato, Sohm, Keita, Hernani, Valeri; Bonny, Pellegrino. All. Chivu.

NAPOLI (4-4-2): Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Olivera, Spinazzola; Politano, Anguissa, Gilmour, McTominay; Lukaku, Raspadori. All. Conte.


FIORENTINA-BOLOGNA

83′ – GOL FIORENTINA – Viola ancora in avanti con Moise Kean. L’attaccante va via di forza: primo tiro respinto da Skoruspski, ma sulla ribattuta mette in rete.

78′ – GOL BOLOGNA – Quattordicesimo gol per Orsolini, servito dalla sinistra da Ndoye

67′ – GOL FIORENTINA – Parisi trova il fondo e calcia: Skorupski respinge e palla sui piedi di Richardson che infila il 2-1.

60′ – GOL BOLOGNA – Cross di Orsolini, entrato nella ripresa per Dallinga, anche lui subentrato. Colpo di testa dell’Olandese e pareggio dei rossoblù

13′ – GOL FIORENTINA – Gran gol di Parisi, che va via da solo e calcia dal limite. Deviazione che manda fuori tempo Skorupski

FIORENTINA (3-4-2-1): De Gea; Ranieri, Marì, Comuzzo; Dodò, Richardson, Mandragora, Gosens; Fagioli, Parisi; Kean. All. Palladino.

BOLOGNA (4-2-3-1): Skorupski; Calabria, Casale, Lucumì, Miranda; Ferguson, Freuler; Ndoye, Fabbian, Cambiaghi; Castro. All. Italiano.


ROMA-MILAN

SEQUI QUI LA DIRETTA DI ROMA-MILAN

ROMA (4-3-3): Svilar; Celik, Mancini, Ndicka, Angelino, Cristante, Paredes, Kone; Soule, Shomurodov, Saelemaekers. All. Claudio Ranieri

MILAN (3-4-2-1): Maignan; Tomori, Gabbia, Pavlovic; Musah, Loftus-Cheek, Reijnders, Jimenez; Pulisic, Joao Felix; Gimenez. All. Sergio Conceiçao


Son, la stella del Tottenham vittima di estorsione: una donna coreana lo minacciava con una finta gravidanza

Son vittima di estorisone e minacci: una donna coreana ha ricattato la stella del Tottenham con una falsa gravidanza – le ultime

Son Heung-min è stato vittima di un tentativo di estorsione legato a una falsa gravidanza. Secondo quanto riportato da The Guardian, The Times e media sudcoreani, una donna sulla ventina avrebbe chiesto all’attaccante del Tottenham una somma equivalente a circa 60mila euro per non diffondere la notizia – falsa – di essere incinta di suo figlio. La donna, identificata solo come “A” per ragioni di privacy, è stata arrestata insieme a un complice quarantenne. Il primo contatto risalirebbe a giugno 2023, mentre un’ulteriore minaccia sarebbe arrivata a marzo 2024 tramite i rappresentanti del giocatore. L’agenzia di Son, Son & Football Limited, ha confermato la denuncia e annunciato azioni legali contro i ricattatori.

In Corea del Sud, Son è una figura di spicco e simbolo nazionale, motivo per cui casi del genere destano particolare clamore. Il calciatore ha sempre mantenuto un comportamento esemplare, anche nella vita privata, evitando relazioni stabili per concentrarsi sul calcio, come consigliato dal padre. La vicenda arriva in un momento delicato per Son, appena rientrato da un infortunio al piede e atteso dalla finale di Europa League con il Tottenham. Il club e i tifosi si sono stretti attorno a lui, sottolineando la sua professionalità e il suo carattere sempre corretto

Chiesa, anno duro al Liverpool: ritorno in Italia? Ecco la posizione dei Reds sull’ex Juve

Federico Chiesa, dopo una stagione molto complicata al Liverpool, sempre ai margini, cosa succederà quest’estate? Le ultime dall’Inghilterra

Federico Chiesa ha vissuto una stagione difficile al Liverpool, condizionata da problemi fisici che ne hanno limitato l’utilizzo a sole cinque presenze in Premier League, tutte dalla panchina. Nonostante le voci su un possibile ritorno in Italia con tante squadre interessate – dal Napoli a Inter, Milan e anche Lazio – il club inglese non ha intenzione di cederlo. Secondo TBR Football, l’insider Graeme Bailey ha rivelato che la dirigenza dei Reds apprezza moltissimo l’atteggiamento del numero 14, che non ha mai fatto polemica per lo scarso minutaggio: «Non si è mai lamentato, non ha parlato con i media italiani, questo dice molto di lui come persona oltre che come calciatore».

Sebbene l’ex Juve sia rimasto fuori dalla distinta in più occasioni negli ultimi mesi, continua a godere di grande stima tra i tifosi e all’interno dello spogliatoio. La sua professionalità e il rispetto verso l’allenatore Arne Slot sono stati notati, tanto che il Liverpool sarebbe pronto a offrirgli una nuova chance nella prossima stagione. Per lasciare davvero il segno, però, sarà fondamentale trasformare l’apprezzamento umano in prestazioni concrete sul campo.

Vlahovic, addio alla Juve: quale squadra nel suo futuro? Tre le principale indiziate

Dusan Vlahovic, in estate il suo addio alla Juve: tre squadre si sono fatte avanti per il numero nove bianconero: ecco chi sono

Dusan Vlahovic è pronto a lasciare la Juve, che lo cederà in estate per non perderlo a zero il prossimo anno, ma dove potrebbe finire? Secondo CaughtOffside, il PSG è pronto a cambiare Kolo Muani – in prestito in bianconero – non ha convinto, e i parigini sono alla ricerca di un nuovo centravanti da affiancare a Gonçalo Ramos. Tra i nomi sul taccuino c’è quello del serbo, seguito dal club francese già da inizio anno. Il suo cartellino, un tempo proibitivo, è ora considerato più accessibile, rendendo concreta l’ipotesi di un trasferimento estivo.

Ma il PSG non è solo: anche Tottenham Hotspur e Atlético Madrid sono in corsa. Come riporta Gazzetta dello Sport, i colchoneros sarebbero tra i principali candidati ad acquistare il classe 2000, che potrebbe lasciare Torino già nei prossimi mesi. In Premier, il Tottenham osserva attentamente la situazione: secondo GIVE ME SPORT, la Juve sarebbe disposta ad accettare offerte intorno ai 20 milioni di sterline (poco più di 23 milioni di euro), pur sperando di avvicinarsi ai 35 milioni. Sempre secondo CaughtOffside, Arsenal e Manchester United monitorano la situazione. Con un solo anno di contratto rimanente, la Juve potrebbe abbassare ulteriormente il prezzo pur di non perderlo a parametro zero nel 2026.

Champions League 2025/26: dall’Inter al PSG, ecco tutte le squadre già qualificate alla prossima edizione

Champions League, l’elenco completo delle squadre già qualificate alla prossima edizione a 36 squadre e il percorso per le altre

La Champions League 2025/2026 vedrà al via 36 squadre nel nuovo formato a girone unico, con l’inizio fissato al 16 settembre. I sei principali campionati europei dominano la lista: l’Inghilterra avrà sei squadre (Liverpool, Arsenal, quattro da definire, con una sicura tra Tottenham o Manchester United), la Spagna cinque (Barcellona, Real, Atletico e Athletic Bilbao, Villarreal), l’Italia quattro (qualificate Napoli, Inter e Atalanta), la Germania quattro (Bayern, Leverkusen, Eintracht e Dortmund), la Francia tre (PSG, Marsiglia e Monaco più una ai playoff) e l’Olanda due (PSV e Ajax).

Completano il quadro le vincitrici di Champions ed Europa League 2024/2025 (con un posto “liberato” andato all’Olympiacos), oltre a squadre campioni nei tornei di Portogallo, Belgio, Turchia, Repubblica Ceca e Grecia, tra cui lo Slavia Praga e appunto l’Olympiacos. I restanti posti (fino a 36) saranno assegnati attraverso i playoff di agosto, che chiuderanno il quadro della prima fase della nuova Champions.

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