Pagina 1092 – Calcio News 24

Marko Livaja, una testa troppo calda per sbocciare a Bergamo: all’Atalanta pochi goal e (tante) litigate

Marko Livaja, una testa calda all’Atalanta: da giovane promessa dell’attacco nerazzurro alla rottura totale (litigando con tutti)

Per quanto Atalanta ed Empoli siano due piazze abbastanza tranquille, dall’altra non sono state esenti da quelle teste calde comunque ricordate nonostante i risultati abbiano lasciato assai desiderare: su tutti il doppio ex Marko Livaja, il centravanti croato dall’animo troppo caldo per sbocciare a Bergamo.

Classe 1993, Marko Livaja arriva all’Atalanta nel gennaio del 2013 dall’Inter in comproprietà nell’operazione che ha visto Schelotto andare a Milano (e Marko prendere la direzione opposta). 19 anni, un talento che potrebbe sbocciare a Bergamo: fa doppietta contro la Roma sotto la neve, ha un buon controllo palla ed è abile a giocare insieme a Denis (non a caso il tandem con il Tanque portò punti importantissimi quell’anno di cui il 3-4 contro l’Inter a San Siro).

Le premesse sono ottime, ma per attuarle serve un carattere tanto maturo quanto responsabile: il contrario di quello che era Marko Livaja. Il primo anno insulta Stefano Colantuono in allenamento (fuori rosa contro la Sampdoria) e sfodera un pugno contro Ivan Radovanovic che era il suo autista: finendo nuovamente ai margini a fine stagione, seppur poi ritorni con tanto di conferenza stampa nella quale sottolinea “Farò di tutto pur di meritarmi l’Atalanta. Maturerò!”

L’Atalanta però continua a crederci ed è convinta che con il tempo il ragazzo possa imparare. Parte titolare in un 4-3-3 poco convincente per poi essere messo in panchina per fare il vice Denis: trovando nel mezzo una rete a Parma e un’altra contro il Bologna in casa al 90′ con una conclusione dalla distanza che fa impazzire tutto il comunale.

Pochi miglioramenti in campo, altrettanti peggioramenti fuori, tanto che il suo carattere spazientisce anche l’ambiente, e contro il Verona nel 2014 cade tutto il castello di carta: dopo essere stato sostituito tra i fischi si dirige verso la tribuna provando a zittire il pubblico, irritando completamente i tifosi.

La sera successiva contro il Genoa entrambe le curve espongono due striscioni contro il croato che nel frattempo passa al Rubin Kazan non senza qualche insulto e minaccia sui social nei confronti dei tifosi orobici. Ad Empoli invece giocherà solo una stagione (2015 2016) segnando soltanto una rete per poi siglare tanti goal tra Grecia e Croazia senza più esprimersi ad alti livelli: se non fosse stato per quella testa.

Beppe Signori: «Bologna, non è solo merito di Motta e Italiano se sta in alto. Castro mi ricorda Batistuta. La crisi delle italiane in Europa la spiego con l’esempio dell’Atalanta…»

L’ex attaccante di Foggia, Lazio e Bologna ha parlato della sua nuova vita e della situazione di diverse squadre di Serie A. Le parole

Beppe Signori è stato uno dei bomber più prolifici degli anni ’90. Ha avuto una carriera piena di eventi e anche il dopo non ha mancato di metterlo al centro della scena. L’ex attaccante di Foggia, Lazio e Bologna si è raccontato a La Gazzetta dello Sport.

LA SUA NUOVA VITA – «Da un anno sono diventato nonno. Faccio una vita da pensionato (ride, ndr)… Scherzi a parte: ora si comincia a lavorare per la mia… scuola, si chiama BS 188 Football Academy -188 come i gol segnati in A e va da giugno a settembre, ci tengo da impazzire, mi piace. Io non voglio allenare, voglio insegnare, infatti i miei bambini vanno dai 7 ai 14 anni».

VA AL DALL’ARA – «Da un po’ di tempo no. Ma la squadra di Italiano sta dimostrando una cosa evidente. Le spiego: l’anno scorso Thiago ha saputo valorizzare al massimo ogni giocatore, tutto funzionava e il merito andava tutto a Motta. Ma quest’anno? Quest’anno Italiano sta facendo bellissime cose, un grandissimo lavoro, ed è lì, fra le prime otto con quasi gli stessi punti…».

IL BOLOGNA DI ITALIANO – «Che il gruppo squadra vale. E vale anche tanto, senza nulla togliere a Italiano che stimo molto. Significa che la parte storica di questa squadra, che da una annata all’altra ha cambiato allenatore e anche pedine non indifferenti, è forte, ci sa fare. E la Champions l’ha fatta crescere ancora di più. E allora bisogna fare un applauso a chi l’ha fatta: quindi Fenucci, Sartori e Di Vaio, perché molti giocatori di oggi tre anni fa erano sconosciuti… Prenda Castro. Averlo preso nel gennaio di un anno fa significa saper guardare avanti».

CASTRO – «Ha un che di Batistuta: sempre in lotta, vede la porta, sa anche giocare coi compagni. Dominguez? Ha colpi e mi impressiona: pur non essendo un colosso ha forza esplosiva e non lo butti mai giù».

LA DEBACLE DELLE ITALIANE IN CHAMPIONS – «Non sono un nostalgico ma si ricorda quando gli stranieri erano solo tre e crescevano i ragazzi italiani?Purtroppo non si tornerà mai indietro ma ci vogliono più italiani nel nostro campionato: due mondiali senza l’Italia vanno letti anche così. I giovani sono il nostro filone d’oro: gli va dato il tempo di crescere e anche di fare errori. Non so se potrà bastare, ma sarebbe un inizio. Prenda l’Atalanta: all’inizio del suo tragitto aveva 7-8 undicesimi italiani, cresciuti soprattutto nel proprio settore giovanile. Ora 7-8 sono stranieri: cos’è, la fretta di vincere?».

Tempi supplementari, Sacchi contro l’Uefa che vuole abolirli: «Non fanno il bene del calcio. Perché togliere l’adrenalina di 30 minuti in più?»

L’ex allenatore Arrigo Sacchi ha espresso il suo parere su i tempi supplementari e la possibilità di abolirli. Le parole

L’Uefa sta riflettendo e discutendo sull’idea di abolire i tempi supplementari. Arrigo Sacchi ne ha vissuti tanti da allenatore e ha espresso il suo parere nel luogo dove abitualmente esercita le sue opinioni: La Gazzetta dello Sport.

ABOLIRE I SUPPLEMENTARI – «Totalmente contrario. Eliminerebbero trenta minuti di adrenalina pura. E, di conseguenza, non farebbero il bene di questo sport. Inoltre le squadre più deboli farebbero ostruzionismo, punterebbero a difendersi per 90’ sapendo che poi avrebbero la possibilità di vincere attraverso i rigori. L’adrenalina è fondamentale se si vogliono provare emozioni forti».

I QUARTI DI COPPA DEI CAMPIONI 1990 – «E come faccio a dimenticare? Il mio Milan contro il Malines. Facciamo 0-0 all’andata in Belgio e nel ritorno non c’è verso di superare il loro muro difensivo. Gullit infortunato, Ancelotti che si fa male dopo pochi minuti, il loro portiere che para tutto… Era davvero un grande, Preud’homme… E così al novantesimo siamo ancora 0-0».

I RIGORI DI BELGRADO – «Che notte, quella notte! Prima la partita sospesa a causa della nebbia, il giorno precedente, con la Stella Rossa in vantaggio per 1-0 e dunque qualificata. I loro tifosi che non ci fanno dormire e vengono a fare baccano sotto le finestre del nostro albergo. Gullit che ha problemi fisici. Una tensione pazzesca. Ma il giovedì facemmo una grandissima prestazione: gol di Van Basten, loro pareggiano con Stojkovic e noi vinciamo ai rigori. Ma in quel caso, lo ammetto anche se posso sembrare di parte, meritammo di passare il turno. Avevamo giocato meglio della Stella Rossa, e lo riconobbero pure i nostri avversari»

Crisi Milan, Cafu: «Cercare i colpevoli non serve, la stagione è ancora lunga. Conceiçao è l’uomo giusto per svoltare, quel che finora ha fatto non conta nulla»

L’ex difensore rossonero ha parlato della situazione complicata in casa Milan e della squadra allenata da Conceicao. Le parole

Come si risolleverà il Milan dall’eliminazione ai playoff di Champions? Prova a rispondere, a questa e ad altre domande, il brasiliano Marcos Cafu, che in rossonero ha trascorso anni vincenti. Ecco alcuni estratti della sua intervista a La Gazzetta dello Sport.

COSA DEVONO FARE I ROSSONERI COL TORO – «Continuare a credere in loro stessi e lottare per gli obiettivi che sono rimasti. La stagione non è certo finita».

L’ELIMINAZIONE IN CHAMPIONS – «Direi che è stata una brutta botta perché il Milan poteva e doveva passare il turno. Ciò premesso, siamo a fine febbraio e nei prossimi tre mesi ci saranno ancora tante gare importanti da disputare».

THEO HERNANDEZ – «Continuare a parlare dell’eliminazionedall’Europa adesso non serve. La Champions 2024-25 non è più un obiettivo, ma di traguardi ce ne sono altri. Controil Feyenoord bisognava passare, siamo tutti d’accordo. Però ormai non c’è più niente da fare e andare alla ricerca di colpevoli non serve».

IL MILAN PUO’ SVOLTARE NELLE PROSSIME GARE – «Per me sì. È il momento giusto per dare la svolta alla stagione. È nei momenti difficili che una squadra deve reagire e il Milan ha tutto per tirarsi su immediatamente»

CONCEICAO – «È un allenatore che capisce di calcio, che ha sia l’esperienza dell’ex giocatore sia dell’allenatore che ha guidato per anni una società come il Porto. I risultati in campionato sono stati importanti e ha vinto la Supercoppa italiana. Adesso però conta il futuro e quello che farà da oggi in poi»

Torino Milan, Ventura: «Rischiano di più i rossoneri. Casadei e Ricci sono da Nazionale. Adams non può essere Zapata, ma io aspetto un altro attaccante. Elmas è un fuoriclasse»

L’ex allenatore del Torino e della nazionale italiana ha parlato dell’esperienza in granata e della squadra allenata da Paolo Vanoli. Le parole

Da ex allenatore del Torino, Gian Piero Ventura continua a seguire con grande interesse le vicende di casa granata. Nel giorno della sfida col Milan ecco cosa ha detto a La Gazzetta dello Sport.

TORO E MILAN REDUCI DA SCONFITTE – «È più delicata la situazione psicologica per il Milan. L’eliminazione dalla Champions è un macigno e in campionato sono attesi da tre impegni severi in 8 giorni, Toro, Bologna e Lazio, con l’ulteriore carico di non poterne bucare altrimenti la corsa al quarto posto si farebbe proibitiva».

LA COPPIA DI CENTROCAMPO DEI GRANATA – «È una coppia che entrerà subito nel mirino di Spalletti. Pare proprio destinata a formare per anni e anni l’asse mediano della Nazionale. Sono giovani, giustamente ambiziosi, pieni di qualità pure morali. Casadei è entrato a Bologna con personalità ed efficacia. Sì, ha commesso un errore sul rigore, figlio dell’inesperienza e della voglia di combattere, ma alla prima partita nel nostro campionato glielo si può perdonare. Per me si tratta di una piacevolissima sorpresa, un capitale del calcio italiano che il Toro saprà valorizzare ulteriormente».

I MOTIVI DELLA CRESCITA DI RICCI – «Più di uno. È un giovane serio e professionale: tutti i tecnici lo vorrebbero allenare. Sul piano tattico, osservo come abbia saputo indossare abiti diversi a seconda delle esigenze».

ADAMS – «Bisogna premettere che trovare un altro Zapata non era semplice in questa sessione invernale e difatti una volta resisi conto di questa grande difficoltà in società sono andati su altre figure, vedi Elmas attaccante esterno di grande valore. Adams ha dimostrato di avere colpi e temperamento e quindi sta interpretando in maniera convincente il suo compito, fermo restando che aspetto sempre Sanabria. Non conosco le cause di questa flessione ma credo ancora in lui».

ELMAS – «E qui non scopriamo niente, è un fuoriclasse già ammirato nel Napoli di Spalletti. Una garanzia assoluta».

Roma, cosa succede con Dybala? Le opzioni sul futuro della Joya nella capitale

Il giocatore giallorosso Paulo Dybala ha permesso alla Roma di accedere agli ottavi di Europa League grazie alla doppietta contro il Porto: quale sarà il suo futuro?

Nel match di giovedì sera all’Olimpico contro il Porto, Paulo Dybala ha ribadito la sua grande qualità e voglia di portare in alto la Roma. L’argentino ha dimostrato a 31 anni di essere ancora il miglior giocatore in Serie A e di saper trascinare la Roma nei momenti di difficoltà.

Il mumero 21 giallorosso in estate ha rinunciato all’offerta irrinunciabile dell’Al-Qadsiah per proseguire la sua avventura nella Capitale per amore della città e dei tifosi. L’attaccante argentino ad oggi ha fatto scattare il rinnovo automatico per la prossima stagione guadagnando 8 milioni di euro netti più 1 di bonus.

Dybala non ha intenzione di muoversi da Roma ma la prossima estate la società giallorossa dovrà tagliare il monte-ingaggi per avere ampi margini di manovra sul mercato e la scelta spetterà al tecnico giallorosso Claudio Ranieri. L’allenatore dovrà capire anche le questioni Tommaso Baldanzi e Matias Soulé, coloro che prenderanno in futuro il posto di Paulo.

Inter Genoa, Enrico Preziosi: «Non sarà facile per i nerazzurri, Vieira è bravo. Milito, Motta, Palacio: quanti affari tra noi e loro. L’Atalanta non si fidava di Gasperini…»

L’ex presidente del Grifone Preziosi ha intrecciato diverse trattative col club nerazzurro ed l’uomo adatto per raccontare questa sfida. Le parole

Enrico Preziosi è l’uomo adatto per raccontare storicamente che gara sia Inter–Genoa, che va in scena oggi a San Siro alle 20,45. Da presidente del Grifone ha intrecciato diverse trattative col club nerazzurro. Ecco cosa ha raccontato a La Gazzetta dello Sport.

INTER-GENOA – «Chiaro che la squadra di Inzaghi sia candidata al titolo, ma nell’ultimo periodo l’ho vista un po’ stanca. Col Napoli sarà una lotta fino alla fine. Ma occhio al Grifone: mi piaceva già con Gilardino e con Vieira è una squadra più “cazzuta”. Ma per i nerazzurri non sarà una passeggiata».

TANTI AFFARI CON L’INTER – «L’ultimo Pinamonti, oggi rossoblù. Gli interisti erano ancora in debito con me per Milito e Motta: senza quei due non avrebbero vinto il triplete. Nella mia gestione c’è sempre stata simpatia».

PALACIO – «All’Inter ci è arrivato tardi ma ha dato un gran contributo. Fatica enorme per portarlo via al Boca, 19 gol senza rigori nell’ultimo anno al Genoa».

PERCASSI – «Pensava volessi fregarlo! Pagai io per liberare Gasperini, poi Luca Percassi si è fidato con riserva tanto che all’inizio Gasp rischiava l’esonero. Ora è grazie a lui se l’Atalanta ha raggiunto risultati incredibili».

Maurizio Sarri: «Difficile stare senza calcio da un anno, ma ho rifiutato diverse proposte. Ecco dove vorrei allenare. Vi spiego perché un allenatore deve avere un ingaggio alto»

L’ex tecnico dei biancocelesti Maurizio Sarri, fermo da un anno dopo l’esperienza nella capitale, è in attesa di cominciare una nuova esperienza

E’ passato un anno da quando Maurizio Sarri e la Lazio si sono separati. Oggi sul Corriere della Sera il tecnico toscano si confessa, mentre è ancora fermo ai box, in attesa di cominciare una nuova esperienza.

DUE FOGLI SULLA SCRIVANIA – «Sono un po’ maniaco eh… Qui c’è l’elenco dei libri da leggere: quando non ho voglia di impegnarmi, mi piacciono i gialli. Lì la lista delle partite da guardare».

STARE SENZA CALCIO – «Difficile a causa di problemi personali: qualcuno si è risolto, altri no. Ho perso mia mamma e uno zio a cui ero legatissimo. Mia moglie è stata in terapia intensiva e anche io ho avuto un infortunio. Dopo la sofferenza ci siamo ripresi».

OFFERTE DI LAVORO – «Più di una volta e da continenti diversi, anche una ricchissima dall’Arabia. Nessuna proposta mi ha fatto scattare quel clic interiore per rimettermi in gioco».

DOVE VORREBBE ALLENARE – «Nel campionato italiano, che è casa mia e il torneo più adatto alle mie caratteristiche. Poi in Premier dove si respira un clima unico».

I SOLDI – «Non sono parsimonioso me nemmeno li butto via: un orologio dopo lo scudetto è il regalo più prezioso che mi sono concesso. L’ingaggio alto è uno statua per un tecnico».

IL RAPPORTO CON LE SIGARETTE – «Disastroso, direi».

Calciomercato Juventus, ritorno di fiamma per un attaccante in scandenza a giugno: le ultime

Calciomercato Juventus, ritorno di fiamma per l’attaccante del Lille David: occasione a parametro zero in estate per i bianconeri

Secondo gli ultimi rumors, c’è un ritorno di fiamma della Juventus per l’attaccante di proprietà del Lille Jonathan David. Il giocatore canadese ha un contratto in scadenza con il club francese a fine stagione e la volontà del calciatore è di non rinnovarlo.

Secondo quanto riportato daTuttosport nell’edizione odierna, il canadese in estate lascerà la Francia a parametro zero e sarà una grande occasione per molte big europee. Oltre ai bianconeri sulle sue tracce ci sono ovviamente alcune big di Premier, ma anche PSG, Barcellona e Inter.

Calciomercato Inter, si inserisce una nuova contendente per un vecchio pupillo di Marotta: le ultime

Calciomercato Inter, su Samuele Ricci piomba anche il Milan con Ibrahimovic che vorrebbe cercare un accordo in vista del mercato estivo

Il centrocampista del Torino, Samuele Ricci, è da sempre un obiettivo del calciomercato dell’ Inter ma sembra che anche qualche altro club abbia messo gli occhi sul centrocampista granata. Secondo le ultime indiscrezioni anche il Milan punterebbe sul numero 28 granata, con alcuni dialoghi tra granata e rossoneri che sono iniziati già dall’ultima sessione invernale di calciomercato.

Come riportato anche da Tuttosport oltre ai nerazzurri ci sono anche i rossoneri, con Ricci che sarebbe addirittura l’obiettivo numero uno Ibrahimovic per il mercato estivo. Il club di Cairo cercherà di blindare il suo vice capitano, anche chiedendo cifre piuttosto alte visto anche l’interesse di alcuni club della Premier League per il centrocapista granata.

Calciomercato Milan, ad un passo l’accordo per il rinnovo con un giocatore: le cifre e i dettagli

Calciomercato Milan, sempre più vicino il rinnovo per il portiere rossonero Mike Maignan

Secondo a quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, il Milan è pronto a blindare Mike Maignan. Nonostante il momento difficile in cui navigano i rossoneri a causa dell’eliminazione dalla Champions League contro il Feyenoord favorito da un’ingenuità proprio del portiere all’andata, Mike Maignan, attualmente in scadenza a giugno del 2026, rinnoverà con il club.

Come riportato dal quotidiano, l’estremo difensore francese prolungherà fino al 30 giugno del 2028, con opzione per il 2029, andando a guadagnare 5 milioni di euro netti a stagione più alcuni bonus.

Cagliari, Caprile sulla salvezza del Cagliari: «Sicuramente dobbiamo cercare di stare compatti e difendere da squadra. Sul ruolo del portiere vi dico questo»

Il portiere del Cagliari ha parlato del ruole del portiere e come raggiungere l’obiettivo salvezza. Le parole

Il portiere del Cagliari, Elia Caprile, è intervenuto ai microfoni di Sky Sport a due giorni dal big match con la Juventus. L’ex portiere di Empoli e Napoli ha parlato dell’obiettivo salvezza della squadra di Nicola e del ruolo del portiere. A seguire le sue parole.

SALVEZZA – «Dire cosa possiamo fare o cosa non possiamo fare non spetta a me, c’è il mister e credo che il mister ne sappia molto più di me su quello che serve per salvarsi in Serie A. Sicuramente dobbiamo cercare di stare compatti e difendere da squadra, perché difendere bene e non subire gol non dipende solo dai difensori, oppure dal portiere, è una cosa che dipende da tutta la squadra e su cui bisogna lavorare come squadra».

RUOLO DEL PORTIERE – «Credo che il portiere abbia una visuale della partita diversa, privilegiata, quindi io dalla porta devo cercare di dare una mano ai compagni perché vedo cose che loro in campo non vedono. Poi nello spogliatoio so di essere uno dei più piccoli, quindi so che certe responsabilità, certe cose, devono lasciarle ai mie compagni con più esperienza. Io cerco solo di dare una mano, avendo una visione della partita completamente diversa».

Inter, Ausilio su Taremi: «Le statistiche e il valore di Taremi sono diversi. Su di lui sono convinto di questo»

Il Ds dell’Inter, Piero Ausilio tra i tanti temi ha parlato anche del rendimento di Mehdi Taremi. Le parole

Il direttore sportivo dell’Inter Piero Ausilio ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di Sport Mediaset in cui ha parlato di moltissimi temi tra cui anche del rendimento di Mehdi Taremi. A seguire le parole del ds nerazzurro.

TAREMI – «Le statistiche e il valore di Taremi sono diversi. Ma so, per esperienza, che a molti giocatori è successo che l’ambientamento in Italia fosse difficile per chi viene da altre realtà. Non ha potuto giocare con continuità perché davanti ha Lautaro e Thuram. Non discuto i numeri, che sono un po’… particolari, ma vado oltre pensando alle prestazioni. La critica spesso non ha valutato l’importanza del suo lavoro in campo per i compagni. Quindi fiducia e sono convinto che miglioreranno anche i numeri».

Lecce, Sticchi Damiani dopo la partita con l’Udinese: «Non si può chiamare l’arbitro per una cosa del genere, manca anche un rosso…»

Il presidente del Lecce Sticchi Damiani ha commentato nel post partita della dubbia decisione arbitrale che ha portato al calcio di rigore. Le parole

Il presidente giallorosso Saverio Sticchi Damiani è intervenuto ai microfoni della sala stampa dello stadio Via del Mare al termine del match tra Lecce e Udinese per commentare la non poco dubbia decisione arbitrale che ha portato al calcio di rigore trasformato da Lucca e che ha deciso il match. A seguire le sue parole.

EPISODIO DEL RIGORE – «Parliamo di una partita equilibrata nella quale un episodio fa tutta la differenza del mondo. Mi dispiace, facciamo una fatica enorme a capire regole e protocolli. L’arbitro dal campo vede bene e fa platealmente segno che si può continuare. Si è sovvertito il protocollo per un rigore improponibile, inconcepibile. Mi dispiace che un giovane arbitro come Bonacina sia stato mandato al massacro per decretare un rigore così. All’arbitro ho detto che mi dispiace per lui, perché non può essere richiamato per un rigore inesistente. Abbiamo coniato una nuova tipologia di rigore dove l’attaccante cerca un gomito aperto per andare a sbattere. Questa è una interpretazione ridicola. Da oggi in poi questi episodi vanno puniti con il rigore ma non è possibile. Addirittura c’è un episodio uguale su Coulibaly ma poi lì quest’interpretazione ridicola non vale più. Si potevano dare due rigori ridicoli».

ESPULSIONE PAYERO – “Meno ridicolo e più serio è il secondo giallo su Payero. È impossibile non dare il secondo giallo. Ci mettiamo tutta la buona volontà per capire e comprendere ma certe giornate è difficile. Mi dispiace che al var ci sia lo stesso arbitro che lo scorso anno ha trovato il pestone di Piccoli con il Milan, quest’anno ha coniato la fattispecie dell’attaccante che va a sbattere sul gomito. Era una partita non bella ma un pareggio avrebbe fatto tutta la differenza di questo mondo. Abbiamo difficoltà naturali e queste si aggiungono ulteriori difficoltà che non si riescono a capire”.

RABBIA PER L’ACCADUTO – “Non si può chiamare l’arbitro per una cosa del genere. Gli hanno fatto vedere gli unici due fotogrammi che alterano una dinamica che dice tutt’altro. Dal punto di vista della fattispecie è una barzelletta, inutile girarci intorno. È un episodio determinante, che incide. Un punto avanti e indietro significa tanto per il Lecce. Un arbitro esperto non può richiamare un arbitro giovane per indurlo a dare un rigore così”

Calcio estero, il Lille chiede il rinvio della partita col PSG: ecco cosa vuole evitare il club francese

Il club ha chiesto alla Lega calcio francese di rinviare la partita contro il PSG: le ultime

Dopo il sorteggio per gli ottavi di finale di Champions League, il Lille ha chiesto alla Lega calcio francese di rinviare la partita di campionato contro il PSG di Luis Enrique, prevista qualche giorno prima della gara di andata contro il Borussia Dortmund in Germania.

Secondo le informazioni della stampa transalpina, la squadra di Genesio avrebbe chiesto il rinvio della gara con il PSG per non dover affrontare due trasferte molto importanti in soli tre giorni. L’unica opzione se la Lega Francese accontettasse il Lille sarebbe quella di rinviare la partita visto che il PSG sarà impagnato in Coppa di Francia in quella settimana.

De Paul sul dualismo Messi-Ronado: «Ronaldo è un animale competitivo e un goleador incredibile. Ma Leo…»

Il centrocampista argentino ha scherzato su chi sia il più forte giocatore della storia tra Messi e Ronaldo. Le parole

Il centrocampista dell’Atletico Madrid, Rodrigo De Paul, ha rilasciato un’intervista a Infobae in cui ha parlato di molti temi tra cui la nazionale argentina, dell’amicizia con Lionel Messi e del dualismo tra lui e Cristiano Ronaldo. A seguire le sue parole.

SU RONALDO – «Cristiano dice di essere il migliore della storia? Immagino che dovrei rispondere in modo politicamente corretto, perché non voglio guai, ma penso che chiunque abbia visto un po’ di calcio o ne capisca un po’ sappia che non c’è nessuno come Messi».

SU MESSI – «Quello che ha fatto, quello che ha ottenuto, soprattutto quello che ha generato nelle persone… Non parliamo di titoli o cose del genere: la gente pagherebbe qualsiasi cosa per vederlo, per vedere come si libera di un avversario, come fa un assist. Leo è arte. L’altro è un animale competitivo, è un goleador incredibile. Ma Leo è arte».

Fiorentina, Bove parla della Nazionale: «Il sogno più grande è vestire la maglia della Nazionale. Posso tornare a giocare solo se…»

Il centrocampista della Fiorentina Edoardo Bove ha parlato della possibilità di tornare a vestire la maglia della nazionale. Le parole

Il centrocampista della Fiorentina Edoardo Bove in una lunga intervista rilasciata a Vanity Fair ha parlato della possibilità di tornare a giocare e ha svelato che il suo sogno più grande resta quello di vestire la maglia della Nazionale italiana. A seguire le sue parole.

NAZIONALE – «Me lo sono chiesto tante volte. È un obiettivo, un sogno grande. Giocare in Nazionale significa entrare nella storia. Ma ora che mi è successo quello che mi è successo, devo ancora capire bene quali siano le regole in proposito».

TORNARE A GIOCARE – «Se si decide di mantenerlo, in Italia non potrò giocare: qui da noi la salute viene prima dell’individuo, e non sto dicendo che sia una regola sbagliata. Ma all’estero sì, praticamente ovunque. Gliel’ho detto, il calcio è troppo importante per me, non posso permettere a me stesso di mollare così. Io ci riprovo, senza ombra di dubbio. Vedrò anche come starò: se avrò paura, se non sarò tranquillo… allora cambierà tutto. Giocare all’estero? Per come stanno le cose adesso, sì. Però non escludo affatto di poter togliere il defibrillatore: i medici mi stanno dicendo che c’è questa possibilità. Mi è sempre piaciuta Londra. E poi il campionato inglese è molto competitivo».

Udinese, Lovric dopo la vittoria sul Lecce: «E’ stata una partita sporca. Lucca? Vogliamo guardare avanti»

Il giocatore bianconero Sani Lovric ha parlato nel post partita ai microfoni di Dazn del match contro il Lecce e dell’episodio di Lucca. Le parole

Il giocatore dell’Udinese, Sani Lovric, dopo la partita al Via del Mare contro il Lecce, ha commentato la gara ai microfoni di DAZN. Lovric ha parlato della gara e dell’episodio che ha coinvolto Lucca e Thauvin. A seguire le parole del giocatore.

LECCE – «Oggi era una partita difficilissima, non è mai facile giocare qui a Lecce. Questa partita sporca ci ha regalato comunque tre punti, la maturità ci ha permesso di portare a casa tre punti».

LUCCA – «Sono decisioni del mister, la squadra ha accettato la scelta. Vogliamo guardare avanti».

SQUADRA – «C’è stata una crescita importante con diversi punti raccolti nelle ultime partite. Ci sono ancora aspetti su cui migliorare: manteniamo la fame anche nelle prossime giornate».

Calvarese contro il rigore in Lecce-Udinese: «Decisione sbagliata, errore al VAR. Jean arriva per primo sul pallone»

L’ex arbitro tramite i propri profili social ha commentato il rigore assegnato all’Udinese contro il Lecce. Le parole

L’ex arbitro e oggi analista televisivo, Gianpaolo Calvarese tramite i propri profili social ha commentato il rigore assegnato all’Udinese sul campo del Lecce, risultato decisivo per la vittoria dei bainconeri al Via del Mare. A seguire le sue parole.

EPISODIO DEL RIGORE – «Non sono assolutamente d’accordo con il rigore assegnato da Bonacina all’Udinese, per giunta al VAR (un’aggravante). Jean arriva per primo sul pallone, con le braccia che in dinamica naturale lo aiutano a darsi lo slancio; il contatto successivo con il collo e il viso di Lovric è una conseguenza inevitabile del movimento, che per l’appunto è naturale. Non possiamo tramutare automaticamente i contatti all’altezza del viso in rigori senza analizzare la dinamica e l’entità dell’accaduto».

Udinese, Bijol dopo la vittoria sul Lecce: «Salvezza? Pensiamo a partita dopo partita. Lucca vuole fare gol, chiediamo scusa ai tifosi»

Il difensore dell’Udinese, dopo la vittoria sul Lecce, ha parlato della partita e dell’episodio che lo ha coinvolto col Lucca. Le parole

Il difensore dell’Udinese Jaka Bijol dopo la vittoria contro il Lecce è intervenuto ai microfoni di DAZN. Bijol ha parlato della partita e dell’episodio che ha visti coinvolti Lucca e Thauvin sulla battuta del calcio di rigore decisivo e della salvezza. A seguire le parole del difensore.

EPISODIO LUCCA – «Siamo a 36 punti e andiamo avanti. Questi episodi non devono succedere ma Lucca è un attaccante, vuole fare gol. Chiediamo scusa ai tifosi per questo episodio».

SALVEZZA – «Con questa vittoria, dobbiamo pensare solo a noi stessi. Pensiamo, come ha detto il tecnico, partita dopo partita e giochiamo come sappiamo».

Udinese, Runjaic dopo la vittoria sul Lecce: «Thauvin è il nostro rigorista, parleremo di questo in settimana…»

Il tecnico dell’Udinese Kosta Runjaic ha parlato in conferenza stampa al termine del match contro il Lecce. Le parole

Dopo la vittoria al Via del Mare contro il Lecce, Kosta Runjaic ha parlato della vittoria ma ha mostrato tutta la sua delusione e il suo disappunto per il comportamento di Lucca sul rigore che ha deciso la partita. A seguire le parole del tecnico bianconero.

RIGORISTA – «Abbiamo una gerarchia chiara. Thauvin è il nostro rigorista e Lucca ha preso la decisione di calciare in autonomia. Non mi è piaciuta la discussione, sono stati a discutere molto tempo, così io ho preso la mia decisione di toglierlo. Ha segnato un grande rigore e ci ha regalato una grande vittoria e siamo felici. Ma ho dovuto prendere provvedimenti. Non è la prima volta che due giocatori in una squadra litigano per la battuta di un calcio piazzato. Parleremo di questo in settimana e non ci saranno ulteriori conseguenze. Non mi piace che non si rispettino le regole». 

SQUADRA – «Sappiamo che queste cose non devono succedere in campo e ci scusiamo con i tifosi. Lucca è uno di noi e vuol sempre fare gol. Andremo avanti insieme e sono sicuro che faremo tanti punti grazie a lui».

EPISODIO DEL RIGORE – «Capisco la rabbia del Lecce, combattono per ogni punto. Capisco la frustrazione. Non molte squadre vincono qui a Lecce, penso che però dopo la partita bisogna essere calmi e non dare molto sfogo alle emozioni. L’arbitro ha fatto il suo lavoro, a noi sono successi episodi simili in passato. Io ho sempre detto questo. Fa parte del calcio, non è facile. L’arbitro fa un mestiere difficile, non è facile. Dobbiamo rispettare il suo lavoro e le sue decisioni. Noi da allenatori dobbiamo aiutarli». 

Le prime pagine sportive nazionali – 22 febbraio

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia. Punto di riferimento ogni giorno tanto per gli addetti ai lavori quanto per gli appassionati.

Tuttosport: “Juve, c’è David con la Champions“

Corriere dello Sport: “Ne resterà uno solo“

La Gazzetta dello Sport: “Inter credici“

Lecce, Giampaolo dopo la sconfitta con l’Udinese: «Questo rigore è da arresto, vi dico questo sulla squadra»

Il tecnico del Lecce Marco Giampaolo ha parlato in conferenza stampa al termine del match contro l’Udinese. Le parole

Il tecnico del Lecce, Marco Giampaolo, ha parlato in conferenza stampa al termine del match contro l’Udinese ed ha commentato il match e il dubbio rigore assegnato agli ospiti che ha deciso la partita. A seguire le parole del tecnico.

RIGORE – «Ho rivisto diverse volte l’episodio: non è mai rigore, non capisco perché il direttore di gara venga richiamato al VAR. Non si parla nemmeno di rigorini, è assurdo. Questa è una dinamica di gioco, ma che roba è? Questa è da arresto. Abbiamo perso la partita, ma è un discorso diverso. Questi non sono rigori, è nulla. Guida è al VAR, è un arbitro di livello e sono sorpreso. Diventa complicato commentare questa gara».

UDINESE – «Abbiamo faticato molto a prenderli, siamo stati meno reattivi di loro dal punto di vista fisico anche sulla rapidità. Siamo migliorati nel secondo tempo, la squadra ha fatto meglio: le partite possono anche essere di questo tipo. Comunque siamo stati in partita, nonostante la difficoltà nel trovare le uscite giuste. Novantacinque minuti son fatti di tante cose, di tanti episodi. Difficilmente c’è una squadra dominante, a meno che uno non prenda 4-5 gol. La squadra è stata poco brillante, non in perfette condizioni: avevamo, però, la possibilità di mettere in campo persone più fresche».

Udinese Lecce, i bianconeri ottengono i tre punti grazie Lucca: polemiche sul rigore assegnato da Bonacina

I bianconeri riescono a portare a casa i tre punti grazie al rigore poco chiaro concesso da Bonacina per una gomitata

Se ne parlerà per molto del rigore concesso all’Udinese e poi trasformato da Lorenzo Lucca che ha permesso ai bianconeri di vincere di misura in casa del Lecce nell’anticipo della 26ª giornata di Serie A.

Alla mezz’ora l’Udinese è passato in vantaggio grazie ad un rigore molto generoso concesso dall’arbitro Bonacina dopo essere stato richiamato al VAR. Ad aumentare le polemiche è il teatrino scatenato dai giocatori bianconeri al momento di tirare il calco di rigore: Lucca si è preso il pallone, con diversi componenti della squadra attorno a lui per convincerlo con forza a lasciare la sfera al rigorista designato, ovvero Thauvin. Dopo aver tirato e trasformato il tiro dal dischetto Runjaic ha richiamato in panchina Lucca, al suo posto è entrato Iker Bravo.

Pagelle Lecce Udinese: TOP e FLOP del match di Serie A

I voti, i top e i flop del match valido per la 26ª giornata del campionato di Serie A 2024/25: pagelle Lecce Udinese

I voti, i TOP e i FLOP del match valido per la 26ª giornata del campionato di Serie A 2024/2025: pagelle Lecce Udinese

PAGELLE LECCE UDINESE

LECCE – Falcone 6, Guilbert 6 (89′ Veiga sv), Baschirotto 6, Jean 5, Gallo 6; Coulibaly 6, Pierret 6 (72′ Rebic 5.5), Rafia 5.5 (46′ Berisha 5.5); Pierotti 5 (46′ Karlsson 6), Krstovic 5.5, Morente 5.5 (83′ N’Dri sv)

UDINESE – Sava 6; Kristensen 6 (77′ Ehizibue sv), Bijol 6.5, Solet 6.5, Kamara 6; Thauvin 6, Karlstrom 6, Lovric 6.5 (77′ Zarraga sv), Ekkelenkamp 6 (77′ Atta sv); Lucca 6.5 (36′ Bravo 6), Sanchez 5.5 (65′ Payero 5.5)

Fiorentina, Bove ricorda il malore contro l’Inter: «Ho capito di essere stato molto fortunato, tante persone mi hanno scritto…»

Il centrocampista della Fiorentina Edoardo Bove ricorda l’episodio del malore avvenuto a dicembre nella sfida d’andata contro l’Inter. Le parole

Il centrocampista della Fiorentina Edoardo Bove in una lunga intervista rilasciata a Vanity Fair ha parlato dell’episodio del malore che lo ha colpito nella gara contro l’Inter il 1° dicembre scorso. A seguire le parole del centrocampista viola.

RICORDO DELL’EPISODIO – «Ho pensato: ‘Ammazza che figura di… davanti al mondo intero. Ma non potevi scegliere un altro momento?!’. Era la partita delle 18, quella per il primo posto in classifica, la stavano guardando tutti. Detesto farmi vedere vulnerabile. Subito dopo, però, ho capito di essere stato molto, molto fortunato. Dopo aver metabolizzato, mi sono sentito la persona più felice del mondo».

RITORNO AL FRANCHI – «Sapevo che avrei avuto tutta l’attenzione addosso, tutti volevano vedere la mia reazione. Mi sono detto: ‘E io gliela faccio vedere il meno possibile’. Ho voluto scappare, sì. Sono fatto così: non mi piace esternare le mie emozioni. Poi ho capito. In questo periodo tante persone mi hanno scritto raccontandomi di avere avuto un problema simile al mio: sono un ragazzo di 22 anni e non posso certo dare insegnamenti a nessuno, ma voglio testimoniare il fatto che è una cosa che può capitare, che non è così rara, e soprattutto che non sono un supereroe nell’essermi ritrovato a doverla affrontare».

Inter, Inzaghi sulla partita contro il Napoli: «Napoli-Inter sarà una partita importante, ma non dobbiamo dimenticare una cosa»

Il tecnico dei nerazzurri Simone Inzaghi ha parlato del prossimo big match contro il Napoli e della sfida per la vetta della classifica. Le parole

Il tecnico dell’Inter, Simone Inzaghi, è stato intervistato ai microfoni di Sky Sport ed ha parlato del big match contro il Napoli in programma sabato prossimo e della sfida per la vetta della classifica. A seguire le dichiarazioni del tecnico nerazzurro.

LE PAROLE- «Sarà senz’altro una partita molto importante, anche se decisiva mi sembra troppo presto per dirlo visto che mancano 12 giornate alla fine. Sarà sicuramente una partita molto importante per l’Inter e per il Napoli. Non penso che sia un confronto tra due allenatori quanto tra due squadre che stanno facendo molto bene, ma non dimenticherei l’Atalanta e le altre squadre distanti 8-9 punti che stanno rimontando grazie anche ai mercati fatti in inverno»

Udinese, brutta scena prima del rigore tra i giocatori: Runjaic sostistuisce il giocatore alla mezz’ora

Il tecnico dell’Udinese Kosta Runjaic ha richiamato in panchina Lorenzo Lucca, dopo aver trasformato il rigore del vantaggio.

Nel primo tempo del match del Via del Mare tra Udinese e Lecce, al minuto numero 36 il tecnico dei bianconeri Kosta Runjaic ha richiamato in panchina Lorenzo Lucca, che aveva da poco trasformato il rigore del vantaggio, al suo posto Iker Bravo.

Prima del rigore trasformato dall’attaccante bianconero c’è stata una brutta scena che ha portato il tecnico ad optare per il cambio: Lucca ha preso il pallone e non ha voluto lasciarlo al rigorista designato della squadra, Florient Thauvin, capitano dell’Udinese. Dopo esser uscito dal campo Lucca si è confrontato in panchina con il responsabile dell’area tecnica dell’Udinese Gokhan Inler.

Calciomercato Torino, la società granata si muove sul mercato: piace un giovane di prospettiva

Calciomercato Torino, la società granata ha individuato un talento di prospettiva in vista del mercato estivo.

Il Torino di Urbano Cairo è già proiettato al futuro e i dirigenti granata stanno individuando alcuni talenti di prospettiva che possano fare al caso di mister Vanoli per la prossima stagione.

Secondo quanto riportato da TMW, Vagnati ha messo gli occhi su Giovanni Castaldi, difensore centrale mancino classe 2007 di proprietà del Foggia attualmente in prestito in serie D al Manfredonia. Castaldi potrebbe trattare con il Torino per il trasferimento in granata a titolo definitivo sin dal prossimo mese di giugno.

Lecce Udinese 0-1: l’Udinese vince al Via del Mare grazie al rigore di Lucca

Allo stadio via del Mare, il match valido per la 26° giornata di Serie A tra Lecce Udinese: sintesi, tabellino, risultato, moviola e cronaca LIVE

La cronaca, sintesi e diretta LIVE della partita Lecce Udinese, valevole per la 26esima giornata del campionato di Serie A 2024/2025.


LA DIRETTA

6′ OCCASIONE UDINESE – Bel passaggio in area sulla corsa di Lorenzo Lucca che senza pensarci va alla conclusione. Il pallone destinato al centro della porta viene parato egregiamente da Falcone.

27′ PROTESTE UDINESE Tutti chiamano rigore dopo che Lovric è stato abbattuto in area. I giocatori inseguono l’arbitro ma il direttore non ne vuole sapere, niente rigore, si gioca.

28′ ARBITRO AL VAR! – Kevin Bonacina ha dubbi su questo rigore, fa segno che si andrà al VAR. Vediamo quale sarà la sua decisione! RIGORE PER L’UDINESE!

32′ GOL UDINESE! Lorenzo Lucca con freddezza glaciale calcia un rigore imparabile nel sette di sinistra, niente da fare per Falcone.

70′ Proteste dell’Udinese per un’entrata scomposta di Payero su Jean. I pugliesi chiedono il secondo giallo per il giocatore entrato da poco.

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