Pagina 1253 – Calcio News 24

Coppa Intercontinentale, Real Madrid Pachuca: dove vederla, orario e probabili formazioni

Al Lusail Stadium la finale di Coppa Intercontinentale Real Madrid Pachuca: le ultimissime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Al Lusail Stadium in Qatar si giocherà la finale di Coppa Intercontinentale, Real Madrid Pachuca. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

REAL MADRID (4-3-1-2): Courtois; Lucas Vazquez, Tchouameni, Rudiger, Fran Garcia; Valverde, Camavinga, Brahim Diaz; Bellingham; Vinicius, Mbappé. All. Ancelotti.

PACHUCA (4-2-3-1): Moreno; Rodriguez, Cabral, Micolta, B. Gonzalez; Montiel, Pedraza; A. Gonzalez, Bautista, Idrissi; Rondon. All. Almada.

Orario e dove vederla in tv

Real Madrid Pachuca si gioca alle ore 18.00 di giovedì 19 dicembre per il sesto turno del girone di Conference League. Verrà trasmessa in diretta su DAZN. Sarà possibile seguire la diretta in streaming tramite pc, smart tv, smartphone, tablet, firestick, chromecast per gli abbonati. Per i non abbonati sarà possibile seguirla gratis su FIFA+, servizio di streaming della FIFA.

Vinicius vince il The Best FIFA Men’s Player: «Hanno provato a screditarmi, ma sono il migliore al Mondo!»

Le parole di Vinicius Jr. dopo la vittoria del The Best FIFA Men’s Player, premio della FIFA al miglior giocatore della stagione: le sue parole

Ieri sera a Doha Vinicius Jr. ha vinto il The Best FIFA Men’s Player, il premio individuale della FIFA per il miglior calciatore della stagione, secondo per prestigio dietro al Pallone d’Oro. Un premio che, pur meritatissimo, sa di risarcimento proprio per la mancata vittoria del premio di France Football, visto da Real Madrid e calciatore come un affronto dopo l’assegnazione a Rodri. Su Instagram il calciatore brasiliano ha commentato così la vittoria.

«VENI, VIDI, VICI. Oggi scrivo a quel ragazzo che ha visto tanti idoli sollevare questo trofeo… è arrivata la sua ora. O meglio, è arrivata la mia ora. È il momento di dire… sì, sono il miglior giocatore del mondo e ho lottato duramente per questo.

Hanno provato e cercano ancora di screditarmi, di sminuirmi. Nessuno mi dirà per chi dovrei lottare, come dovrei comportarmi. Quando ero a São Gonçalo, il sistema non si preoccupava di me e ne sono stato quasi inghiottito. Ho vinto per me, per la mia famiglia, trovando tanto supporto lungo il percorso: Flamengo, Real Madrid, Nazionale brasiliana, centinaia di compagni di squadra nel corso degli anni… le persone che mi accompagnano quotidianamente, coloro che mi ammirano. Sono IL MIGLIOR GIOCATORE DEL MONDO».

Pafundi, finito il prestito a Losanna: adesso a Udine deve trovare spazio

In scadenza il prestito di Pafundi al Losanna ed è pronto a tornare a Udine, l’esperienza in Svizzera ha aiutato in passato altri, ma ora deve giocare

A fine dicembre scadrà il prestito di Simone Pafundi con il Losanna: in un anno il giovane classe 2006 ha messo insieme 19 presenze, con un gol e due assist. Il campionato svizzero nel recente passato è stato un toccasana per la carriera di alcuni calciatori chiave della nazionale Azzurra come l’interista Dimarco e Calafiori.

Adesso al suo ritorno nell’Udinese la speranza è che Runjaic lo cominci a schierare con continuità, in un interesse sia per i friulani in chiave di risultati e mercato, ma anche per la nazionale italiana: nel novembre del 2022 l’allora Ct Roberto Mancini lo aveva portato con se in prima squadra, ma senza schierarlo, sperando per l’occasione – invana – di stimolare l’Udinese a schierarlo di più. Ora con l’esperienza maturata in Svizzera la giovane età non è più un alibi.

McTominay pazzo di Napoli: «Amo tutto qui: la città, i tifosi e i compagni; lasciare lo United non è stato facile, ma…»

Le parole di McTominay, centrocampista del Napoli, sulla sua vita in Italia e la sua decisione di accettare l’offerta degli azzurri lasciando lo United

Scott McTominay ha conquistato tutti a Napoli e il sentimento è ricambiato: il centrocampista scozzese, in una intervista a BBC Scotland ha raccontato di come si sente in Italia e della sua decisione di lasciare lo United.

NAPOLI – «Amo questo posto, i tifosi, i miei compagni, ed è un piacere stare con Gilmour ogni giorno piuttosto che vederlo solo in nazionale. Ci siamo aiutati molto a vicenda».

ADDIO ALLO UNITED – «Avevo parlato con Ten Hag, mi aveva spiegato la situazione legata al club e io gli avevo risposto che dovevo pensare solo alla mia carriera. Quella di separarsi è stata una scelta reciproca. Dovevo guardare al numero uno e seguire il mio istinto senza farmi frenare da altri fattori. Amo lo United da morire, è stata la mia vita per 22 anni e quando sono andato via ho salutato tutti e non è stato facile dire addio, ma ora sono qui e, ripeto, mi sto divertendo molto. Conoscevo la situazione legata al Fair Play Finanziario e so bene che per i club non è mai semplice prendere una decisione sui giocatori cresciuti nel vivaio. Ma io non ho mai pensato a questo, da quando ho saputo del Napoli il mio unico pensiero era solo quello di venire qui, conoscere i tifosi, l’allenatore e sperare di far bene».

Xavi Milan, c’è l’indiscrezione clamorosa! La trattativa con i rossoneri sarebbe avanzata: la situazione

Xavi Milan, arriva l’indiscrezione clamorosa sull’ex Barcellona! La trattativa con i rossoneri sarebbe avanzata: la situazione e le ultime

Secondo quanto riportato da El National, l’ex allenatore del Barcellona, Xavi, potrebbe molto presto sedersi sulla panchina del Milan e succedere così a Paulo Fonseca. Ecco l’ultimo annuncio, i colloqui tra le parti sarebbero addirittura già in una fase decisamente avanzata. La situazione:

IL PUNTO – «Xavi sembra vicino al ritorno in panchina. Secondo le ultime info, sarebbe in trattative avanzate col Milan per guidare la squadra nel prossimo futuro. I colloqui potrebbero intensificarsi nelle prossime settimane».

Calciomercato Roma, Dybala nel mirino del Galatasaray: la Joya ha parlato con Icardi! Le ultimissime

Calciomercato Roma, Paulo Dybala è finito nel mirino del Galatasaray: la Joya avrebbe anche parlato con l’ex Inter Mauro Icardi! La situazione

Il Galatasaray è forte su l’ex Juve Paulo Dybala, dopo l’incontro con l’agente, confermato dal vicepresidente Ozturk, ci sono altri aggiornamenti. Il Messaggero insiste ribadendo che il calciatore non ha dato ai giallorosso segnali di voler andar via, anzi ha chiesto un rinnovo di contratto con la possibilità di spalmare il suo stipendio su più anni. Nessuna risposta, per ora, dalla società. La stessa fonte, aggiunge però che, la Roma non si accontenterebbe solo di liberarsi di un grosso ingaggio, ma vorrebbe monetizzare la sua partenza. Il Galatasaray però valuta l’opzione Dybala solo a parametro zero o con un indennizzo molto basso.

Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, Dybala avrebbe avuto un confronto con l’ex Inter Mauro Icardi su un eventuale trasferimento al Galatasaray. Il quotidiano, aggiunge che la Roma vorrebbe almeno 3/4 milioni di euro per fare una piccola plusvalenza. Situazione da monitorare.

Convocati Atalanta, la lista di Gasperini contro il Cesena. Ancora out Scamacca, Scalvini e Ruggeri

Convocati Atalanta, la lista completa di Gian Piero Gasperini in vista del match di Coppa Italia contro il Cesena

Sono 20 i calciatori convocati da mister Gian Piero Gasperini per Atalanta-Cesena, gara degli ottavi di finale della Coppa Italia Frecciarossa 2024/25 in programma alle ore 18.30 al Gewiss Stadium di Bergamo. Indisponibili Scamacca, Scalvini e Ruggeri. A riposo anche Lookman, Ederson e Kolasinac (semplice relax, nessun infortunio)

– Bellanova Raoul (16)

– Brescianini Marco (44)

– Carnesecchi Marco (29)

– De Ketelaere Charles (17)

– de Roon Marten (15)

– Djimsiti Berat (19)

– Godfrey Ben (5)

– Hien Isak (4)

– Kossounou Odilon (3)

– Palestra Marco (27)

– Pašalić Mario (8)

– Retegui Mateo (32)

– Rossi Francesco (31)

– Rui Patrício (28)

– Samardžić Lazar (24)

– Sulemana Ibrahim (6)

– Toloi Rafael (2)

– Vlahović Vanja (48)

– Zaniolo Nicolò (10)

– Zappacosta Davide (77)

Inter Udinese, Lucca sfida i nerazzurri: «Con tutte le forze proveremo a passare il turno. Questa competizione…»

Inter Udinese, Lucca sicuro: «Con tutte le forze proveremo a passare il turno. Questa competizione…» Le parole dell’attaccante dei friulani

Manca sempre meno al match di Coppa Italia tra Inter e Udinese, che si giocherà domani sera nella splendida cornice di San Siro. Alla vigilia del match Lorenzo Lucca, attaccante dei friulani, ha rilasciato un’intervista alla Gazzetta dello Sport. Le sue parole:

INTER UDINESE– «Con tutte le forze proveremo a passare il turno. Questa competizione ti dà visibilità in più, ti confronti con squadre di livello mondiale. Devi cercare di fare la tua partita e, se riesci, di portarla a casa, perché ti giochi i quarti di finale».

CRESCITA- «Contro il Napoli ho perso qualche duello e qualche pallone di troppo. Devo migliorare molto su quello, specie in una squadra come questa. C’è bisogno di giocatori con caratteristiche come le mie e quelle di Davis che aiutano la squadra a salire quando ci abbassiamo tanto. È una delle cose fondamentali che chiedono a un attaccante».

Calciomercato Juve, la richiesta di Thiago Motta è chiara: almeno un difensore di livello! C’è la mossa dell’ex Inter: cosa è successo

Calciomercato Juve, Thiago Motta ha fatto una richiesta chiara: almeno un difensore di buon livello! C’è la mossa dell’ex Inter: le ultime

Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, nel calciomercato Juve sarebbe uscito nuovamente fuori il nome di Milan Skriniar per rinforzare il reparto difensivo. Un profilo, quello dell’ex Inter, che piace al neo tecnico bianconero Thiago Motta, che vuole come minimo un difensore di livello per affrontare tutte le competizioni.

Lo slovacco, da tempo in rotta con il proprio club ( il PSG) potrebbe decidere di cambiare aria già nelle prossime settimane e con il mercato di gennaio. La sua ultima mossa potrebbe agevolare la trattativa: l’ex difensore Inter, infatti, sarebbe anche disposto a spalmarsi l’ingaggio. Una prima apertura verso Torino, ma servirà anche l’ok dei francesi perchè l’affare vada in porto.

Roma Sampdoria, stasera il match di Coppa Italia: chance dall’inizio per Leonardi in casa blucerchiata! Le ultimissime

Roma Sampdoria, stasera la sfida di Coppa Italia: chance da titolare in attacco per Leonardi in casa blucerchiata! Le ultime

Questa sera va in scena la sfida tra Roma e Sampdoria, match di Coppa Italia all’Olimpico di Roma, con le due squadre pronte a giocarsi il passaggio del prossimo turno. Turnover da parte del tecnico Semplici, che sfrutterà la sfida di coppa per testare i giocatori della rosa che hanno giocato di meno, facendo allo stesso tempo riposare i titolari per la prossima sfida di Serie B contro la Cremonese.

Ci sarà una sorpresa però in attacco: il tecnico vuole affidarsi al giovanissimo Simone Leonardi. Il classe 2005, legato ai colori blucerchiati fino al 2029, vuole stupire dopo il gol contro il Catanzaro e stasera avrà la chance di giocare titolare con la maglia della Sampdoria, secondo quanto riportato da Il Secolo XIX.

Lazio, squadra a colloquio con il tecnico Baroni: ecco cosa è successo ieri a Formello

Lazio, squadra a colloquio con il tecnico Baroni dopo la debacle contro l’Inter in casa: ecco cosa è successo ieri a Formello

La Lazio nell’ultimo turno di campionato ha incassato la più brutta sconfitta casalinga della storia del club. Un caso isolato chiaro, che però non può passare in sordina, ma che non può e non deve sopratutto cancellare quanto di buono fatto fino ad ora in tutte le competizioni.

Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, ieri a Formello, il tecnico dei biancocelesti Baroni avrebbe tenuto un breve colloquio con tutta la squadra. Un discorso breve: nessuna sgridata, anzi Baroni si è assunto la propria responsabilità senza cercare alibi o scuse varie. I calciatori avrebbero apprezzato lo scudo fatto dal tecnico nei confronti della squadra e sono pronti a ripartire in Serie A e nelle prossime competizioni.

Mariani: «Torino squadra unica, al Fila sentivo la presenza degli Invincibili. Vanoli? Ecco il mio giudizio e per lo scudetto dico queste tre» – ESCLUSIVA

Pietro ‘Pedro’ Mariani in esclusiva, dagli aneddoti del passato col Torino alla situazione attuale granata, ma anche Serie A, lotta scudetto e Nazionale

Pedro Mariani, al secolo Pietro, è uno dei ragazzi del Fila. Vale dire uno dei calciatori del Torino di quella generazione che era solita allenarsi nel centro sportivo – il Filadelfia per l’appunto – un tempo di Valentino Mazzola e gli Invincibili. Pedro Mariani è però anche uno di quei giocatori (caratteristica che accomuna proprio tutti ragazzi del Fila non a caso) rimasto per sempre affezionato ai colori granata e all’esperienza all’ombra della Mole. 

Per CalcioNews24 quest’oggi abbiamo avuto il piacere di intervistare l’ex talento, tra le tante anche di Brescia, Bologna e Venezia. Dagli aneddoti del suo passato in Piemonte, all’attuale gestione del tecnico del Toro – nonchè suo compagno in laguna Paolo Vanoli – e la contestazione dei tifosi che sempre a Torino vede protagonista il patron del club Urbano Cairo. Sguardo conclusivo sul campionato, lotta scudetto e naturalmente la nazionale italiana.

Buongiorno Pedro. Lei ha vestito maglie di diverse compagini del panorama calcistico italiano, ma ha sempre asserito come quella del Torino sia ‘diversa’ dalle altre. Ci spiega?

«Io sono arrivato al Torino che avevo 12 anni – ero un ragazzino – e sono andato via che ero un uomo…già questo per me la dice lunga. Poi il Toro è una società unica, diversa: incarna dei valori, una fede, uno spirito che io non ho visto e riscontrato da altre parti. È unica nel suo modo di essere, anche per episodi ahimè tristi. Questo spirito indomito, questo popolo che c’è sempre a prescindere dai risultati… è stata una cosa ‘a pelle’. Poi vivere una ‘scoria’ del Grande Torino…»

Ci dica…

«Mi sono allenato e ho giocato nel vecchio Filadelfia…quella è un’emozione molto forte, molto grande, una cosa che ti segna. Spogliarsi nei loro spogliatoi, posizionare le scarpe nel loro armadietto…a un ragazzo che stava crescendo trasmette molto. Ho sentito sempre forte la loro presenza, quindi ero portato a dare ancora di più. Ho avvertito che lì bisognava fare sempre il massimo. Io rappresentavo gli Invincibili! Puoi non vincere a volte certo, ma non puoi non mettere l’impegno».

Ci racconta come ha fatto un giovanissimo Mariani a conquistare la fiducia di un gigante della storia del Torino quale Gigi Radice? 

«E’ stata una grande emozione. Io ho esordito veramente molto giovane, avevo 17 anni. Immagina l’equivalente di un 2007 che esordisce e prende il posto di Pulici, Radice ha avuto certamente coraggio. Io devo tutto a Radice perché ha creduto in me, poi io ovviamente in Primavera mi ero contraddistinto. Però certo, prendevo il posto del più amato giocatore della storia del Torino. Io a Radice devo tutto…poi l’ho rincontrato nella mia carriera anche a Bologna!».

Passiamo da un allenatore del Torino all’altro, come valuta l’approdo di Vanoli sulla pachina sabauda?

«Buonissimo, io Vanoli l’ho conosco dai tempi del Venezia. Conosco il suo percorso, lui ha fatto una gavetta incredibile, sia in Italia che all’estero. Per me col Torino sta facendo bene, al netto naturalmente del livello della squadra. I granata non erano quelli da primi in classifica, ma nemmeno quelli da sette sconfitte di fila. Però vanno considerati gli infortuni, una rosa in parte monca e alcuni giocatori forse non dal livello del Toro…19 punti non sono pochi considerando tutto quello che è successo. Io credo che se aggiusteranno la rosa e rientrerà qualche infortunato il Torino con Vanoli in futuro potrà dire la sua. Lui è un grande lavoratore e sa fa giocare bene le squadre, basti vedere come giocava a inizio campionato».

Inutile girarci intorno, questi primi mesi dell’esperienza vanoliana a Torino sono stati caratterizzati da una forte contestazione nei confronti del presidente Cairo. Questo genere di avvenimenti può influire sul rendimento dei calciatori?

«Eh, è difficile. Lo so bene, un calciatore risente dell’ambiente. È come – per fare una metafora – se in casa i figli hanno o meno un ambiente gioviale e sereno con i genitori…quello fa la differenza. E ti dirò di più, a volte per i calciatori può diventare anche un po’ un alibi, perché siamo delle bestie strane (ride, ndr). Io mi auguro che la società decida cosa voglia fare da grande, sono passati tanti anni e secondo me il Toro merita qualcosa di più. Una programmazione, una gestione diversa».

Si è parlato di voci di cessione del club, poi puntualmente smentite…

«Se deciderà di rimanere bene, ma allora dovrà svoltare, fare il presidente meglio di come lo sta facendo adesso. Se invece lascerà dovrà farlo in buone mani, perché il Toro è un patrimonio italiano se non mondiale! Il Toro non merita di essere dodici-tredicesimo, merita di provarci ad andare in Europa. Il Toro ha una storia, una società che in passato ha vinto o sfiorato trofei e che quando andava male arrivava tra le prime sei. Dovrà (Cairo, ndr) fare e dare di più, o altrimenti come dicevo lasciare. Anche perché essere il presidente del Toro non vuole dire essere presidente di una squadra normale, basta vedere i presidenti del passato».

Allarghiamo per un istante gli orizzonti alla Serie A più in generale, qual è la sua disamina su questa prima parte di campionato? 

«Il campionato italiano mi sembra si stia nuovamente alzando di livello. Basti vedere come – Roma a parte – tutte le big siano lì che più o meno lottano. Ma anche le cosiddette squadre di ‘media classifica’ sono capaci di dare del filo da torcere alle più grandi. Guardiamo il Lecce o l’Udinese ad esempio, lo stesso Torino o ancora Bologna e Verona…sono capaci di costruire prestazioni di livello con tutti. Devo dire che è un campionato avvincente, forse è da un po’ che non vedevamo un campionato così combattuto e qualitativamente di così alto livello»

Quindi nel podio scudetto di Mariani mettiamo chi troviamo?

«Ad oggi mi sento di dire che Atalanta, Napoli ed Inter siano le tre più accreditate. Questa Atalanta in modo particolare è la squadra da temere. Perché? Perché ha cambiato tanto e dopo una partenza un po’ indecisa è riuscita a inserire nuovi giocatori e trovare una quadra. Qualora l’Inter, ad esempio, avesse perso a Roma contro la Lazio è normale che i punti di distacco avrebbero iniziato a farsi sentire…e sai, rimontare 5-6 punti a questa Atalanta non sembra un’impresa da poco. Io quindi ad oggi vedo queste tre, subito dopo la Lazio e la Juve, con i bianconeri che – magari con qualche aiuto a gennaio – proveranno a trovare la giusta quadra. Ad oggi Atalanta, Napoli ed Inter mi sembrano, vuoi per completezza della rosa vuoi per forma, le più accreditate a battagliare per lo scudetto».

E il riverbero di questo rinnovato ‘splendore’ del campionato italiano può far bene alla Nazionale di Luciano Spalletti?

«Si, assolutamente! Nel campionato c’è più competizione, si è alzato il livello, e molti calciatori sono tornati a giocare anche meglio. Tutti quelli in Nazionale sembrano aver trovato una marcia in più e a sua volta la Nazionale sembra aver trovato una quadra. Anche lo stesso Spalletti ha rivisto alcune cose, ha fatto un mea culpa, rivendendo alcune cose dal punto di vista tecnico-tattico e non solo. Allenare una Nazionale non è come un club, vanno assemblati giocatori diversi, con metodi di allenamento diversi… mentalità diverse. Però ecco, sembra anche lui aver trovato una quadra. Però si, certamente questo campionato così importante, bello e qualitativo può giovare anche alla Nazionale italiana»

Per chiudere, l’abbiamo sentita affermare di recente in una trasmissione che avete ancora una chat Whatsapp con tutti i ragazzi del Filadelfia, ci conferma questo aneddoto?

«Sì, abbiamo una chat whatsapp dove ci teniamo ancora in contatto! Sono passati davvero tanti anni, qualcuno l’abbiamo perso per strada… però noi lì ci sentiamo, ci diamo il buongiorno, commentiamo le partite, il campionato. Ogni tanto pubblichiamo delle cose del passato e a volte ci prendiamo perfino in giro (ride, ndr). Stiamo mantenendo vivo quello che è stato per noi un periodo bellissimo. Non ci siamo mai più lasciati dai tempi!»

Si ringrazia Pietro ‘Pedro’ Mariani per la disponibilità e la gentilezza mostrate in questa intervista.

Lutto nel mondo del calcio, è morto Sergio Giunta: addio allo storico massaggiatore della Juventus

Lutto nel mondo del calcio italiano, è morto a 75 anni Sergio Giunta: è stato lo storico massaggiatore della Juventus

E’ morto nella giornata di ieri all’età di 75 anni Sergio Giunta, storico massaggiatore della Juventus negli anni dal 1994 al 2007, anno in cui poi aveva deciso di abbandonare il mondo del calcio. Giunta aveva cominciato la propria carriera calcistica proprio con la Vecchia Signora, prima di tornarne successivamente in altre vesti con l’arrivo sulla panchina bianconera di Marcello Lippi.

In precedenza al Torino, è stato una figura di riferimento per anni nel mondo juventino. La redazione di Calcionews24 porge le proprie condoglianze alla famiglia Giunta in questo difficilissimo momento.

Cagliari, come sta Zito Luvumbo? Le condizioni dell’angolano e le ultime verso il Venezia

Cagliari, come sta Zito Luvumbo dopo il suo infortunio? Le condizioni dell’angolano e le ultimissime verso il Venezia

I rossoblù del tecnico Nicola sono tornati subito in Sardegna, dopo la sconfitta in Coppa Italia contro la Juventus, ed oggi riprenderanno a lavorare verso la sfida contro il Venezia dell’ex Di Francesco. Il Cagliari è atteso da uno scontro diretto importante allo stadio Penzo, la prossima domenica 22 dicembre alle ore 15.

L’attaccante Zito Luvumbo, assente contro i bianconeri, dopo lo stop contro l’Atalanta a causa un trauma contusivo-distorsivo alla caviglia sinistra, proverà fino all’ultimo a recuperare per il match contro i lagunari ma la sua presenza è tutt’altro che assicurata.

Lorenzo Buffon: «Sono arrivato fino a 95 anni grazie a un segreto. Scartato dall’Udinese, sono finito al Milan e ho vinto tanto. Vi dico chi è stato il portiere più forte di tutti i tempi»

Lorenzo Buffon si racconta: «Sono arrivato fino a 95 anni grazie a un segreto. Scartato dall’Udinese, sono finito al Milan e ho vinto tanto»

Domani compie 95 anni uno dei portieri mito della storia del calcio, Lorenzo Buffon, che ha legato il suo nome soprattutto al Milan, con il quale ha vinto 4 scudetti (e uno con l’Inter). Il Corriere della Sera lo ha intervistato.


IL SEGRETO DI UNA LUNGA VITA – «Essere amico dei dottori e dei preti (ride): io mi sono ribattezzato Fortunato, perché ho superato tanti guai fisici, comprese tutte le fratture che ho subito da calciatore. E poi, la cosa più importante: non smettere mai di imparare qualcosa di nuovo».
PITTORE – «Mio padre era portiere e pittore, ho ripercorso le sue orme. Fino ai 4 anni ho vissuto a St Etienne in Francia, dove lui era andato per lavoro. Poi siamo venuti qui a Latisana: ero il classico chierichetto cresciuto con il pallone all’oratorio, almeno fino alla guerra».
LA GUERRA – «L’assenza di mio padre, sopravvissuto a un campo di concentramento. E i bombardamenti, ben 84: per questo nella vita non ho mai avuto più paura della morte e non ce l’ho nemmeno adesso»
L’UDINESE LO SCARTO’ – «Sì, andai al Portogruaro e attraverso un dirigente che aveva contatti con il Milan, a giugno del 1949, un mese dopo la tragedia del Grande Torino per cui tifavo, mi ritrovai a Milano come quarto portiere. Ma scalai in fretta le gerarchie, ricordo ancora il mio amico Liedholm che mi disse: “domani tu jocare…”. E non sono più uscito, centrando il primo scudetto a 21 anni».
SOPRANNOME: TENAGLIA – «Difficilmente mi facevo sfuggire il pallone: allenavo la presa stringendo per ore i tappi della birra fra le mani».
IL PORTIERE PIU’ FORTE – «Jascin, un amico. Alla festa d’addio di Zoff, al quale sono molto legato, Lev mi baciò sulla bocca, alla russa, e si misero tutti a ridere. Ma ho conosciuto anche il mitico Ricardo Zamora, lo spagnolo degli anni Venti e Trenta, che mi fece uno dei complimenti più belli che abbia mai ricevuto: ‘‘Avrei voluto avere un figlio come te” mi disse».

Esonero Fonseca, allenatore di nuovo a rischio? La posizione della società, prima del match contro il Verona

Esonero Fonseca, tecnico di nuovo a rischio? La posizione della società rossonera, prima del match contro l’Hellas Verona

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, il Milan ha preso una posizione sul futuro del tecnico Fonseca in vista del match di venerdì contro l’ Hellas Verona. L’analisi:

ANALISI – «La società non può abdicare dall’obbligo di qualificarsi alla prossima Champions, e lo ha spiegato a Fonseca. Il quesito vien di conseguenza: in caso di risultato negativo venerdì a Verona, Fonseca è a rischio? Risposta negativa, si procede con il portoghese. I dirigenti ritengono che la rosa sia all’altezza per competere per i principali obiettivi ma che abbia evidenti problemi di stimoli. La differenza di rendimento fra la Champions, che smuove motivazioni impensabili, e il campionato è evidente».

Zirkzee Juve, pronto un incontro! Giuntoli aspetta: se arriva l’apertura entra in azione! Le ultimissime

Zirkzee Juve, pronto un incontro tra le parti! Giuntoli attende: se arriva l’apertura entra in azione! Le ultime in casa bianconera

Secondo quanto raccontato da Tuttosport, il mercato Juventus tiene alto il focus su Joshua Zirkzee. L’olandese, ex Bologna, continua a restare spesso e volentieri in panchina al Manchester United, di cui ora si dovrà capire la volontà futura in vista del prossimo mercato.

Sarebbe previsto un incontro tra i Red Devils e l’agente Kia Joorabchian, grazie al quale si farà luce sul futuro dell’attaccante con un passato in Serie A. In caso di una possibile apertura degli inglesi ad una sua partenza, Cristiano Giuntoli pare essere pronto ad entrare in azione per regalare al neo tecnico bianconero Thiago Motta il suo pupillo, già avuto in passato al Bologna.

Marco Macina: «Giocavo con Mancini, ero più forte di Cristiano Ronaldo. Ma ho smesso a 24 anni. E oggi mi rivedo in Leao. Liedholm diceva di me questo…»

Marco Macina parla in un’intervista: «Giocavo con Mancini, ero più forte di Cristiano Ronaldo. Ma ho smesso a 24 anni». Le parole

Marco Macina è stato uno dei ragazzi giovanissimi che nel Bologna d’inizio anni ’80 si era messo in luce insieme a un certo Roberto Mancini. Un talento evaporato presto, con la decisione di dare l’addio al calcio a soli 24 anni. Oggi su La Gazzetta dello Sport c’è una sua intervista.


IL MIGLIORE – «Dai 14 ai 19 anni ero il migliore di tutti. Un giorno un dirigente della nazionale giovanile azzurra mi disse: sei il più forte dei fortissimi. Era vero».
IL PUNTO DI FORZA – «La tecnica, la padronanza del pallone. Più di Cristiano Ronaldo, più di Ibra. Giocavo ala sinistra, facevo la differenza. Il grande Nils Liedholm sosteneva che ero l’unico calciatore al mondo a correre più forte con il pallone che senza»
TRE VITE – «Ho vissuto tre vite. La prima fino ai 19anni, poi dai 19 ai 24 e infine quella che sto vivendo da quando ho smesso».
IL DEBUTTO IN A – «Juventus-Bologna, fine novembre 1981. Un evento storico e mai più capitato, due sammarinesi contro. Io e Massimo Bonini. Perdemmo 2-0, ma ero contento, mi sembrava tutto scontato, il calcio mi veniva facile».
IN CHI SI RIVEDE – «Leao: sono onorato quando qualcuno che mi ha visto giocare dice che ci somigliamo. Lui potenzialmente è un fenomeno, ma in giro non ce ne sono poi tanti. Il livello si è abbassato drasticamente. Qualche giorno fa guardavo Borussia Dortmund- Barcellona in tv: ecco, per come giocava la difesa del Barca, io sarei andato in porta da solo almeno una decina di volte».
DOPO L’ADDIO AL CALCIO – «Niente, per anni non ho fatto niente. A 37 anni ho cominciato a lavorare, impiegato all’Ufficio Turismo di San Marino. Ora, a 60 anni, sto pensando alla pensione. Ho una compagna che amo, Simona, e una figlia 17enne, Alessandra. Lei mi chiede se sono felice? Certo, avrei potuto fare una carriera diversa, ma è andata così»
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Lazio, Romagnoli: «Dobbiamo reagire subito dopo la sconfitta contro l’Inter. Ecco cosa chiedo al nuovo anno»

Romagnoli, durante la cena di Natale della Lazio ha parlato ai microfoni dei canali ufficiali. Ecco le sue dichiarazioni

Alessio Romagnoli ha rilasciato alcune dichiarazioni a Lazio Style Channel. Parole sul 2024 della Lazio, voglia di ripartire dopo la brutta sconfitta contro l’Inter e un auspicio per il nuovo anno.

PAROLE – «È stato un 2024 bello, gli ultimi sei mesi più belli, i primi più particolari. Dispiace per ieri perché sappiamo che abbiamo fatto una brutta prestazione, però dobbiamo reagire subito. Tanti margini di miglioramento, c’è voglia di riscatto, dobbiamo resettare e ripartire da Lecce. Al nuovo anno chiedo di toglierci altre soddisfazioni e magari di portare a casa qualcosa di importante».

Atalanta, la Coppa Italia sognata, sfiorata e desiderata anche dopo il 22 maggio: obiettivo vincerla (per riempire la bacheca)

Quella Coppa Italia che l’Atalanta vuole conquistare dopo anni di attesa: la realizzazione di ciò che è rimasto incompiuto

La Coppa Italia per gran parte delle squadre è vista come una competizione occasionale: di poco conto se non riesci a conquistarla, opportunità se sei vicino alle fasi finali. Nonostante la vittoria dell’Europa League, per l’Atalanta, soprattutto negli ultimi anni, essa ha rappresentato ciò che si è sempre desiderato, ma che è rimasto attualmente incompiuto.

Per quanto il 22 maggio 2024 possa avere un valore enorme (e anche superiore rispetto all’attuale trofeo), tuttavia la Coppa Italia rimane ancora un neo da colmare e da riportare a Bergamo dopo anni di finali perse: sensazione che va dai calciatori agli addetti ai lavori fino alla città di Bergamo.

Da Dublino in avanti la mentalità è cambiata all’Atalanta: è stato compiuto quello che ancora era rimasto senza la parola “lieto fine”, dove per certi versi, da parte tifosa, la “Coppa Italia” come strumento di sfottò sminuendola (quando magari era presente in tutte le finali sugli spalti tra Olimpico e Reggio Emilia). Certo, è chiaro che portare a casa l’Europa League abbia tutto un altro sapore, ma snobbare un trofeo non è da Atalanta, soprattutto quando Gasperini tiene (giustamente) tutti in riga non presentando segni di pancia piena: le coppe sono coppe e riempire la bacheca a Zingonia è normale amministrazione per una big.

La voglia di fare bene si percepisce anche dai giocatori squadra con una vecchia guardia che vuole spingere la nuova a portare quella Coppa che nel 1963 non si festeggiò (causa scomparsa di Papa Giovanni), e che per troppe volte si è peccato a pochi metri dal traguardo. Una missione da compiere per scrivere un’altra pagina di storia.

Dimarco Inter, tra rinnovo di contratto e sirene dal mercato! Il punto sulla situazione dell’esterno nerazzurro

Dimarco Inter, tra rinnovo di contratto e sirene dal calciomercato! Ecco il punto sulla situazione dell’esterno nerazzurro

Il quotidiano sportivo, Tuttosport parla della situazione dell’Inter e il futuro di Federico Dimarco:

DIMARCO- «Il boom del laterale mancino non è affatto passato inosservato Oltremanica. L’estate scorsa aveva tentato un timido approccio l’Arsenal; mentre recentemente ha chiesto informazioni il Manchester United che è alla ricerca di un esterno sinistro a tutta fascia per il 3-4-3 targato Ruben Amorim. Chi meglio di Fede per occupare il ruolo di quinto, come amano catalogarli gli allenatori. Ecco perché un emissario dei Red Devils ha provato nei giorni scorsi ad andare in avanscoperta. Tentativo subito respinto al mittente.

Il club nerazzurro, infatti, considera incedibile il numero 32, a maggior ragione in vista di gennaio. Al tempo stesso nei piani di Dimarco non c’è alcuna intenzione di lasciare Milano. Anzi, le parti sono pronte a intavolare i dialoghi per allungare il contratto attualmente in scadenza nel 2027. L’annata deluxe del terzino e l’ancora giovane età (27 anni) portano, infatti, nella direzione di rinnovare, rendendo così Dimarco praticamente nerazzurro a vita. Nelle prossime settimane partiranno quindi i contatti e si potrà capire se l’eventuale prolungamento sarà per una (2028) o due stagioni (2029)».

FANTACALCIO – LA SOLITUDINE DEL NUMERO DIECI

Come le feste negli anni di scuola media.
Ti invitano perché sei della classe, ma in realtà se ci vai o no per gli altri è lo stesso.
Arrivi da solo a piedi. Entri senza salutare perchè ti vergogni. Fai un giro, con le mani in tasca passeggi nel salone.

Ti avvicini ai panini, azzardi un bicchiere di Sprite.
Di fianco al tavolo c’è il tamarro che ha già abbordato una tipa.
In mezzo alla sala, il tuo compagno figo balla ammirato dalle primine.
Il gruppo delle ragazze di terza viene agganciato dai ripetenti.
E addirittura il più sfigato tiene per mano una.
Tu invece rimani in un angolo, da solo, annoiato e noioso.
Nessuno ti considera.
Tutti ballano, tutti si divertono, tutti si godono la festa.
Perfino Carlos Augusto.
E tu niente, Lautaro

Theo Hernandez Milan, rinnovo più vicino? Fumata bianca all’orizzonte, ecco le condizioni

Theo Hernandez Milan, rinnovo più vicino? Fumata bianca all’orizzonte, ecco le condizioni e le ultime in casa rossonera

Secondo quanto riportato da Tuttosport, il calciomercato Milan starebbe facendo grandi passi avanti sul tema, delicato, del rinnovo di contratto di Theo Hernandez, sulla cui titolarità contro l’Hellas Verona, Paulo Fonseca deve ancora prendere una decisione definitiva.

Ovvio, ci sarà tempo e modo per sistemare le questioni legate al contratto, vista la volontà del giocatore e del Milan: proseguire insieme l’avventura. L’accordo e l’intesa è possibile su una cifra attorno ai 6/6.5 milioni più bonus con i rossoneri che, al momento, ne ha offerti 5.5 più premi. Parti decisamente vicine e fumata bianca all’orizzonte.

Yildiz lascia la Juve? Il Corriere dello Sport non ha dubbi: «Possibile sacrificio per Tonali, ecco i motivi». La suggestione

Yildiz lascia la Juventus? Il Corriere dello Sport analizza così la situazione: «Possibile sacrificio per Tonali, ecco i motivi». La situazione

Kenan Yildiz è sicuramente uno degli uomini più decisivi in casa Juve. Può essere anche un nome in uscita dal mercato Juve? Secondo quanto affermato dal Corriere dello Sport sì, visto che il turco sarebbe uno dei più sacrificabili per arrivare a un altro obiettivo in casa Juve: Sandro Tonali. L’ex centrocampista milanista sarebbe stato scelto come il profilo perfetto per rinforzare ulteriormente il centrocampo bianconero.

Yildiz via quindi? Il quotidiano spiega: si parla del suo appeal internazionale e del fatto che costituirebbe una gigantesca plusvalenza per i bianconeri. Ma non solo: ci sarebbero dietro anche ragioni tattiche. Con questo Conceicao e il rientro alla grade di Nico Gonzalez, oltre già alla presenza di Weah, Mbangula e Adzic, ci sarebbe da fare qualche spazio in avanti. Oggi è solo una suggestione che, comunque, non trova altre conferme. Staremo a vedere nelle prossime settimane.

Cagliari, Prati è l’ultimo ad arrendersi: prova di personalità, non teme Thuram e Theun, le pagelle

Cagliari, le pagelle di Matteo Prati: è l’ultimo ad arrendersi tra i rossoblù: nel finale sfiora anche il gol della bandiera

Il Cagliari non riesce a bissare in Coppa Italia il pari del campionato contro la Juve: la squadra, con una buona dose di turnover, ha tenuto bene il campo, ma quando sono venute meno le energie i rossoblù non hanno potuto contenere lo strapotere dei bianconeri. L’ultimo ad arrendersi è Matteo Prati, che nel finale ha l’occasione per il gol della bandiera: di seguito le sue pagelle.

LA GAZZETTA DELLO SPORT 6 – «È uno dei pochi a salvarsi nella bufera. Aiuta in difesa e da play cerca la verticalità, oltre che la porta: nel finale impegna Di Gregorio, ma il tiro è centrale».

CORRIERE DELLO SPORT 6 – «Torna titolare. Interdizione, costruzione e un gol fallito nel recupero».

TUTTOSPORT 6 – «Nessun timore di fronte al tandem Koopmeiners-Thuram, spreca da buona posizione allo scadere».

LA STAMPA 6 – «Il giovane centrocampista è l’ultimo a staccare la spina: una prodezza di Di Gregorio gli nega la gioia del gol».

Napoli, idee per la difesa: spunta l’idea Luiz Felipe, Danilo rimane una possibilità, mentre ne sfuma un’altra

Napoli, due i nomi forti per rinforzare la difesa nella prossima sessione di calciomercato: Luiz Felipe e Danilo i favoriti di Manna e Conte

Il Napoli di Conte guarda al calciomercato di gennaio per rinforzare la difesa, ancora di più dopo l’infortunio di Buongiorno e per questo motivo, come riportato da la Gazzetta dello Sport, il ds Manna sta sfogliando la margherita dei vari nomi: tra questi ci sono Bijol e Ismajli, ma i grossi favoriti sono altri due, Luiz Felipe e Danilo.

Il primo ha appena rescisso il contratto dall’Al-Ittihad e cerca una nuova esperienza in Italia: ha il vantaggio di conoscere già il campionato avendo già giocato in Serie A con la Lazio e come unico contro c’è il fatto di essere rimasto fuori dai grandi palcoscenici per più di un anno. Per quanto riguarda il bianconero potrebbe arrivare a parametro zero a giugno, ma al Napoli serve adesso e, come riporta invece il Corriere dello Sport, il possibile scambio con Raspadori è ancora in piedi a beneficio di tutte le parti. Chi invece sembra essere uscito dai radar è Kiwior, dopo che Arteta ha confermato la sua incedibilità nella prossima finestra di mercato.

Inter, Marcolin è sicuro: «Questo è il miglior Inzaghi di sempre e rimarrà a lungo in panchina: sa “inzagare” i calciatori»

Le parole di Dario Marcolin, ex compagno di squadra di Simone Inzaghi, sul tecnico dell’Inter: «Oggi sta esprimendo il suo miglior calcio»

Dario Marcolin, ex Inter e compagno di squadra di Simone Inzaghi alla Lazio e oggi opinionista di DAZN, ha parlato a la Gazzetta della Sport dopo il successo dei nerazzurri per 6-0 contro i biancocelesti. Ecco le sue parole sul tecnico interista.

MIGLIOR INZAGHI DI SEMPRE – «Ha fatto un tremendo atto di forza, come l’anno scorso. La sua squadra si è mostrata spietata, ha dato l’idea di un autentico strapotere: non c’è dubbio che quella vista con la Lazio sia ancora la squadra da battere. Lo ripeto sempre a Simone, prima il 3-5-2 faceva pensare a qualcosa di bloccato, con lui è diventato un metodo offensivo, anzi ultra-offensivo. A me colpisce che i nerazzurri siano gli unici ad attaccare sempre con sei giocatori: due punte, due esterni, due mezzali e dietro ci sono Calha e anche Bastoni in regia».

IN COSA É MIGLIORATO ALL’INTER – «Nella capacità di trasferire il proprio pensiero ai giocatori, adesso all’Inter pensano tutti con una sola testa: ci sono soluzioni di gruppo senza perdere quelle individuali. Prendete, ad esempio, il gol di Dumfries di testa. Quella è una vittoria dell’allenatore perché prima l’olandese era solo un esterno a una dimensione e ora è un giocatore totale che fa tante cose. Simone lo ha migliorato, anzi lo ha proprio… “inzagato”».

INZAGARE UN CALCIATORE – «Spiego meglio: soprattutto dopo aver vinto lo scudetto, Simone si sente proprio la squadra addosso. Oltre alla tecnica e alla tattica, il pregio è aver contaminato tutti con il proprio pensiero. E poi basterebbe soffermarsi sul linguaggio del corpo, sono dettagli di cui mi accorgo avendo fatto l’allenatore: lui è sempre sereno, concentrato ma sereno, grazie alla forza di ciò che ha costruito assieme alla società. Negli anni sono stati mandati via alcuni giocatori che mugugnavano, da Perisic a Brozovic, e i dirigenti gli hanno regalato un gruppo sano, poi lui fa remare tutti nella stessa direzione. Per questo me lo aspetto ancora a lungo su quella panchina, le sue radici solide dureranno anni. Perché cambiare?».

COSA MANCA PER IL GRANDE SALTO IN EUROPA – «Ormai sei lì lì anche in Champions, hai fatto una finale e tutti ti collocano sempre tra le migliori. Spesso la Coppa, però, è un gioco di incastri: ti devono girare le cose oltre la tua bravura. In campionato, invece, sarà gara con Atalanta e Napoli, ma l’Inter con la Lazio ha lanciato un segnale fortissimo ricordando di essere la squadra da battere».

LAUTARO CONTINUA A NON SEGNARE – «Poi però vedi la sua prestazione e ti accorgi che al 90’ ancora pressava… Anche lui con la serenità di chi pensa prima alla squadra. Magari a gennaio ne farà 10 e tornerà in media, ma conta di più il fatto che sia davvero funzionale agli altri. Lui e Thuram sono come marito e moglie, si capiscono subito. Semmai il problema è che alle loro spalle ci sono attaccanti con caratteristiche diverse».

CHI É L’UNICO INSOSTITUIBILE – «Il professore, Mkhitaryan. Ha davvero il polso della squadra: è come se adesso parlasse già da allenatore e sono sicuro che un giorno lo farà davvero».

Roma-Sampdoria: dove vederla, orario e probabili formazioni

Allo Stadio Olimpico andrà in scena la sfida di Coppa Italia Roma-Sampdoria: le ultimissime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Allo Stadio Olimpico di Roma si giocherà la gara valevole per gli ottavi di finale di Coppa Italia tra Roma-Sampdoria. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

ROMA(3-4-2-1): Svilar; Celik, Ndicka, Hermoso; Abdulhamid, Pisilli, Paredes, Zalewski; Soulé, Pellegrini; Dovbyk. All. Ranieri

SAMPDORIA (3-5-2): Ghidotti; Venuti, Meulensteen, Riccio; Depaoli, Benedetti, Ricci, Bellemo, Ioannou; Tutino, Coda. All. Semplici.

Orario e dove vederla in tv

Roma-Sampdoria si gioca alle ore 21:00 di mercoledì 18 dicembre per gli ottavi di finale della Coppa Italia. Verrà trasmessa in chiaro per tutti su Italia 1, canale numero 6 del digitale terreste. La partita sarà visibile in streaming sul sito di Sportmediaset e su Infinity: per accedere basterà inserire le proprie credenziali o registrarsi.

Atalanta Cesena: dove vederla, orario e probabili formazioni

Al Gewiss Stadium andrà in scena la sfida di Coppa Italia Atalanta Cesena: le ultimissime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Al Gewiss Stadium di Bergamo si giocherà la gara valevole per gli ottavi di finale di Coppa Italia tra Atalanta Cesena. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

ATALANTA (3-4-1-2): Rui Patricio; Toloi, Djimsiti, Godfrey; Zappacosta, de Roon, Brescianini, Palestra; Samardzic; Zaniolo, Retegui. All. Gasperini.

CESENA (3-4-3): Klinsmann; Curto, Prestia, Mangraviti; Ceesay, Calo, Francesconi, Donnarumma; Berti, Tavsan, Antonucci. All. Mignani.

Orario e dove vederla in tv

Atalanta Cesena si gioca alle ore 18.30 di mercoledì 18 dicembre per gli ottavi di finale della Coppa Italia. Verrà trasmessa in chiaro per tutti su Italia 1, canale numero 6 del digitale terreste. La partita sarà visibile in streaming sul sito di Sportmediaset e su Infinity: per accedere basterà inserire le proprie credenziali o registrarsi.

Torino, Cairo ricorda Mihajlovic: il messaggio del presidente granata per l’ex allenatore

Urbano Cairo ha ricordato Sinisa Mihajlovic, il messaggio del patron del Torino all’indomani del ricordo della scomparsa dell’ex allenatore granata 

Quella del 16 dicembre non è stata una giornata come tutte le altre per la Serie A e il calcio italiano più in generale. Lunedì è infatti coinciso con l’anniversario della triste scomparsa di Sinisa Mihajlovic. Amato e indimenticato ex giocatore prima e allenatore poi, indiscusso protagonista per quasi un trentennio nel nostro campionato, che ci lasciava proprio due anni or sono ai margini di una dura lotta contro la leucemia. 

Tra le numerose personalità legate al mondo del pallone che hanno voluto rendere omaggio alla ricorrenza, troviamo anche Urbano Cairo. Il presidente del Torino ha avuto modo di incrociare la propria rotta con quella del talento serbo a cavallo tra il 2016 e il 2018, quando Mihajlovic brandì le redini della panchina del club granata. Bene, in occasione dei Gazzetta Sports Awards – evento tenutosi ieri sera in quel di Genova – l’editore alessandrino ha espresso alcune considerazioni sul suo ex allenatore. Il commento dell’imprenditore riportato nell’edizione de La Gazzetta dello Sport stamane in edicola: 

URBANO CAIRO RICORDA SINISA MIHAJLOVIC – «Ricordo con grande affetto e nostalgia Mihajlovic. Eravamo amici, ci vedevamo e ci sentivamo. Ha allenato il Torino e ha fatto un libro con noi. È stato un grande personaggio al quale ero legato da un bellissimo rapporto».

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