Pagina 201 – Calcio News 24

Mercato Milan, Fofana possibile sacrificio estivo: fissata la valutazione, oltre questa cifra può partire

Mercato Milan, Fofana verso l’addio? Stabilito il prezzo per l’estate: il club è pronto a cederlo davanti all’offerta giusta

Il calciomercato del Milan in vista dell’estate 2026 potrebbe passare da una cessione eccellente per finanziare i rinforzi richiesti da Massimiliano Allegri. Come evidenziato da Pietro Mazzara, il nome che sta attirando maggiore attenzione è quello di Youssouf Fofana, diventato un punto fermo del centrocampo rossonero dal suo arrivo dal Monaco nel 2024. Il francese è finito nel mirino di diversi club di Premier League e di alcune big turche, pronte a muoversi concretamente nei prossimi mesi.

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Secondo Mazzara, l’eventuale cessione di Fofana rientrerebbe nella logica del player trading, una leva economica ormai centrale nella strategia del Milan. La sua partenza permetterebbe di liberare risorse utili per l’obiettivo principale di Allegri: Leon Goretzka, individuato come la mezzala ideale da affiancare a Luka Modrić sul lato destro della mediana. Un’operazione che richiede investimenti importanti e che potrebbe essere finanziata proprio dal sacrificio del classe ’99.

I numeri rendono l’ipotesi particolarmente allettante per il bilancio rossonero: acquistato per 25 milioni, Fofana avrà a fine stagione un valore residuo di circa 16 milioni. Qualsiasi offerta superiore genererebbe una plusvalenza immediata, fondamentale per il mercato in entrata. Con l’ammortamento già avviato e un interesse crescente dall’estero, il Milan si trova nella posizione di decidere se cedere il francese per rafforzare complessivamente la rosa in vista della prossima Champions League.

Futuro Sampdoria, Joseph Tey verso la decisione finale: nuovi capitali da Singapore per il rilancio blucerchiato

Futuro Sampdoria, Tey pronto al passo decisivo: in arrivo investimenti freschi da Singapore per il futuro del club

Il futuro della Sampdoria potrebbe essere vicino a un cambio di proprietà. Joseph Tey, imprenditore di Singapore che da mesi segue da vicino le vicende blucerchiate, sarebbe pronto a rilevare le quote di Matteo Manfredi, attuale presidente del club. Secondo quanto riportato da Calcio e Finanza, la trattativa ha subito una forte accelerazione nelle ultime settimane e si trova ora in un momento decisivo, con Manfredi orientato a fare un passo indietro.

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L’ingresso di Tey rappresenterebbe una possibile svolta per la Sampdoria, che vive una fase delicata sia dal punto di vista finanziario sia da quello sportivo. Pur mantenendo finora un profilo molto basso, il potenziale nuovo proprietario dovrà presto chiarire le sue intenzioni, illustrando un piano concreto per affrontare le criticità del club e rilanciarne l’ambizione.

Se l’accordo dovesse andare in porto, la Sampdoria potrebbe finalmente intravedere un percorso di stabilità dopo anni complessi. La nuova gestione avrebbe il compito di risanare i conti, rafforzare la struttura societaria e costruire le basi per un futuro più solido e competitivo, restituendo fiducia a un ambiente che attende risposte.

Mercato Juve, fari puntati su Kessiè! Il centrocampista gradisce la destinazione e i bianconeri preparano l’offerta

Mercato Juve, i bianconeri valutano un ingaggio da big per portarlo a Torino e superare la concorrenza italiana

La Juventus entra con decisione nella corsa a Franck Kessié. Il centrocampista ivoriano, in scadenza con l’Al Ittihad, ha espresso il desiderio di tornare nel calcio europeo e vede nella Serie A la destinazione ideale. Secondo quanto riportato dal QS, Kessié gradirebbe in particolare la soluzione bianconera, considerata la più stimolante per rilanciare la propria carriera dopo l’esperienza in Arabia Saudita.

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La società torinese, però, deve fronteggiare la concorrenza dell’Inter, anch’essa interessata al giocatore. Per provare a superare i nerazzurri, la Juventus sarebbe pronta a mettere sul tavolo un ingaggio da circa 5 milioni di euro a stagione, sfruttando l’occasione del parametro zero per assicurarsi un profilo già pienamente rodato nel nostro campionato e capace di alzare il livello del reparto mediano.

L’operazione rappresenta una delle opportunità più intriganti del mercato estivo, e la Juve punta a muoversi con anticipo per chiudere il colpo prima dei rivali. Le prossime settimane saranno decisive per capire se l’ex Milan tornerà davvero in Italia e, soprattutto, con quale maglia.

Serena sicuro: «Lautaro ha cambiato tutto. Non è il semplice 9 da gol, Lautaro è il riferimento. Conte è una miniera di idee, posso dirlo? È un bravo ct»

Serena: «Lautaro ha cambiato tutto, è il riferimento. Conte è una miniera di idee, posso dirlo? È un bravo ct». Le parole

La situazione in alta classifica presenta ancora delle incognite. Aldo Serena, ex attaccante di Inter, Milan e Juventus, analizza su La Gazzetta dello Sport a 7 giornate dalla fine. Le sue parole:

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RECUPERARE 7 PUNTI PER IL NAPOLI «Molto difficile, vista anche l’Inter contro la Roma: senza continuità, ma ha fatto vedere di nuovo grandi potenzialità. Con il ritorno di Lautaro, Calha e Dumfries è tornata. Il calendario del Napoli è un po’ più semplice, ma non c’è grande differenza».
COMO-INTER «Il Como può mettere in difficoltà chiunque ma anche imbrigliarsi da solo. Fin qui ha giocato con leggerezza, senza pressione. Nessuno chiedeva niente. Ora però c’è la Champions in gioco: devi avere abitudine alla vittoria e personalità. Vediamo come reagirà. Di sicuro c’è una qualità di gioco unica. Fabregas ha creato una connessione tra giocatori inusuale in Serie A. Ha motivato giovani e meno giovani. Cambi di posizione, compensazione degli spazi, dinamismo senza palla, possesso mai d’attesa…».
L’INTER «Lautaro ha cambiato tutto. Non è il semplice 9 da gol, Lautaro è il riferimento, il capitano che dà l’esempio con i fatti».
CHIVU «Chivu veniva da qualche mese nel Parma ed è arrivato all’Inter che doveva rinascere dalle ceneri della finale di Monaco. È stato bravo, ha avuto capacità di dialogo e ha capito presto che le sue idee non potevano essere applicate nel gruppo. Ha combinato le sue idee con l’eredità di Inzaghi. Più pressione alta coordinata, palla rubata al limite… Vedremo il vero Chivu la prossima stagione se la campagna acquisti sarà in sintonia con le sue idee».
COSA PUÒ FARE IL COMO PER SUPERARE L’INTER «Credo che Fabregas stia pensando a una squadra senza centravanti per non dare riferimenti alla difesa a tre e per avere superiorità in costruzione».
COSA DEVE FARE L’INTER «Cominciare aggressiva, indirizzare la partita, certo ci vorrebbe il Dimarco travolgente di qualche tempo fa. Quello che rassicura è Thuram dentro la partita, determinante e meno distratto».
DIMENTICARE IL 4-0 DELL’ANDATA «Assolutamente. E dimentichiamo anche lo 0-0 di Coppa Italia, una partita che non dovrebbero mai più giocare, anche per l’immagine del nostro calcio».
GLI INFORTUNI DEL NAPOLI «Sono stati troppi e hanno coinvolto giocatori determinanti. Però, quando vinci lo scudetto in un stagione in cui tutto si combina alla perfezione, a volte succede che l’anno dopo certe situazioni non si ripetano. Ci sono passato anch’io. Pensi di fare tutto come prima, ma non ti accorgi che forse non c’è la stessa intensità».
CONTE «Conte è una miniera di idee, uno studioso del calcio: sperimenta quando c’è necessità e anche quando pensa che ci sia uno dei suoi che merita di giocare. Posso dirlo? È un bravo ct. Non sono tutti adatti a fare sia il selezionatore sia l’allenatore, c’è chi ha bisogno del campo quotidiano: lui può fare tutto».
SCUDETTO ALL’INTER «Al 90 per cento. Lascio un 10 a Napoli perché nel calcio tutto può succedere. Un anno era fatta con la Juve, poi la Roma ci ha superati ma alla fine ha perso con il Lecce già retrocesso…».

Floro Flores si racconta: «Zeman è quello che mi porto più dentro. Apprezzo Fabregas per il coraggio, Spalletti per la capacità di evolversi»

Floro Flores svela: «Zeman è quello che mi porto più dentro. Apprezzo Fabregas per il coraggio, Spalletti per la capacità di evolversi». Le parole

Antonio Floro Flores ha portato il Benevento in Serie B. Su La Gazzetta dello Sport, l’ex attaccante – oggi allenatore – ha raccontato la bellezza di questa stagione.

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LA PROMOZIONE «È un’emozione che non avevo mai vissuto, momenti così accadono di rado. Da calciatore non ero così maturo, sono stato il primo a non comprendere le mie potenzialità. Per questo sento di dovermi riscattare».
DOVE COMINCIA QUESTA CORSA «Da un incontro con Pasquale Foggia. Venivo da due stagioni difficili e mi chiedevo se il calcio fosse ancora il mio mondo, poi ho capito di voler lavorare con i ragazzi. Ma se mi avessero detto che in così poco tempo sarei arrivato qui non ci avrei creduto».
IL PRESIDENTE VIGORITO «A lui devo tantissimo. Quando è arrivata la chiamata per la prima squadra è stata una sensazione incredibile, ma anche piena di paura. Sapevo quanto volesse la promozione e ho lavorato ogni giorno per non deluderlo. Dopo la vittoria gli ho detto, scherzando ma non troppo, che dovrei togliere la statua di Padre Pio dal mio giardino e mettere la sua».
TANTI GIOVANI IN SQUADRA «È la soddisfazione più grande. I giovani hanno bisogno di fiducia: se li fai giocare, devi accettare che possano sbagliare. In Italia spesso succede il contrario, al primo errore li togli. Credo che vadano accompagnati, protetti, ascoltati».
QUANDO HA CREDUTO ALLA SERIE B «Contro l’Atalanta U23. Perdevamo 3-1, ma negli occhi dei ragazzi ho visto una squadra viva e in grado di riprenderla. Prima della partita decisiva contro la Salernitana, invece, ho chiesto al mio collaboratore di raccontare una barzelletta senza fare nessun discorso motivazionale».
I SUOI ALLENATORI «Zeman è quello che mi porto più dentro. Ma da calciatore non ho mai pensato di allenare. Oggi invece studio molto. Apprezzo Fabregas per il coraggio, Spalletti per la capacità di evolversi».
BIANCOLINO «Ci siamo incontrati casualmente l’estate scorsa, mi raccontava le sensazioni provate, senza sapere che pochi mesi dopo mi sarei trovato nella sua stessa situazione. È un amico, dopo la vittoria mi ha scritto».
QUALI COMPLIMENTI RICEVUTI LO HANNO COLPITO «Quelli di De Rossi. E poi Stroppa, Di Francesco, Cannavaro, Ciro Ferrara, Nino D’Angelo. Momenti che vivi per condividerli, anche in famiglia».
COSA DICE A SUO FIGLIO CALCIATORE «Di non fare i miei errori. Di lottare sempre, anche quando gioca meno. E di non aver paura di sbagliare. Gli allenatori passano, quello che sei resta».
DOVE SARA’ IL BENEVENTO TRA UN ANNO «Sono ambizioso, direi nella zona alta della classifica. Ma prima ancora voglio valorizzare i giovani, far divertire la squadra e regalare emozioni ai tifosi».

Richard Rios Inter, ritorno di fiamma in estate? L’assist può arrivare da un ex nerazzurro: la rivelazione

Richard Rios Inter, ritorno di fiamma in estate? L’assist può arrivare da un ex nerazzurro: la rivelazione a sorpresa di Di Marzio

L’Inter di Cristian Chivu, salda al comando della classifica con 72 punti, continua a monitorare attentamente il mercato internazionale in vista della rivoluzione del 2026, voluta dalla proprietà Oaktree. La dirigenza nerazzurra è al lavoro per rinforzare la rosa e rimanere competitiva anche nelle stagioni a venire.

Nel suo podcast per TMW, l’esperto di mercato Gianluca Di Marzio ha rivelato alcuni dei profili seguiti dall’Inter, svelando un interesse mai sopito per Richard Rios, centrocampista del Benfica. Il giocatore non è riuscito a trovare spazio nel progetto di José Mourinho e il Benfica potrebbe essere costretto a venderlo entro il 30 giugno. La richiesta iniziale per Rios sarebbe superiore ai 35 milioni di euro, ma il Napoli sarebbe disposto a spendere 30 milioni. L’Inter aveva già mostrato interesse per il centrocampista, sia prima della Roma che durante la scorsa estate, e potrebbe tornare all’assalto per aggiudicarselo. Tuttavia, la concorrenza non manca, con il Napoli e altre big europee che potrebbero inserirsi nella trattativa.

L’Inter, quindi, si prepara a un possibile inserimento nella corsa per Rios, o a puntare su altri obiettivi per rinforzare il centrocampo, come Ederson dell’Atalanta, cercato anche dall’Atletico Madrid. La prossima estate potrebbe essere decisiva per il mercato nerazzurro.

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PAROLE – «Richard Rios non è mai entrato seriamente nelle grazie di Mourinho, il Benfica è costretto a fare probabilmente una cessione entro il 30 di giugno e Rios è il candidato principale. La richiesta iniziale sarebbe superiore ai 35 milioni di euro, il Napoli vorrebbe spendere 30. Centrocampista che la Roma aveva cercato di prendere durante l’estate, era una richiesta di Gasperini. L’Inter stessa si era mossa a luglio per capire se c’erano i margini per poter arrivare a lui, anche prima della Roma si era mossa l’Inter, già da diverse stagioni Rios è un giocatore che era sempre piaciuto alla dirigenza nerazzurra, vedremo se anche in questo caso ci sarà un inserimento oppure se l’Inter cercherà un centrocampista diverso, magari proverà a contrastare la forza dell’Atletico Madrid su Ederson, dell’Atalanta».

Amelia a MilanNews24: «Nazionale? Il cambiamento non deve essere solo sulla carta! Come ct punterei su quel profilo»

L’ex portiere del Milan, Marco Amelia, ha detto la sua sulla stagione in corso in Serie A e sulla crisi del movimento calcistico italiano

Intervistato in esclusiva da MilanNews24, Marco Amelia ha parlato della stagione dei rossoneri e della lotta al vertice in Serie A, per poi spostare l’attenzione sulla Nazionale.

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IL MILAN ARRIVERA’ IN CHAMPIONS? – «Sì nonostante la sconfitta di Napoli credo che il Milan non abbia problemi a posizionarsi per nei primi 4 posti per la Champions League».

LEAO DA CEDERE IN ESTATE? – «Io credo che dipenda molto dall’offerta che arriverà. Però ci può stare dopo sette anni, un cambiamento: l’importante è saper individuare il sostituto all’altezza e con caratteristiche ideali per il gioco del Milan e soprattutto che sia caratterialmente da Milan».

SUL QUARTO POSTO E SULLO SCUDETTO – «Io credo che la Juventus sia favorita perché comunque il Como dovrà affrontare sia Inter che Napoli. Se poi dovesse fare risultato contro queste due squadre, allora è il Como che meriterebbe di andare in Champions. Per lo scudetto l’Inter è davanti. Puó succedere di tutto ma 7 punti sono tanti chi insegue deve vincerle tutte per sperare di recuperare».

DA CHI RIPARTIRE PER LA NAZIONALE? – «Sono anni che si parla di riforme, ma il cambiamento non deve essere su carta. Deve essere nella mentalità dirigenziale di saper dare modo ai giovani italiani di fare esperienza nelle prime squadre che non significa farli giocare titolari, ma inserirli in squadra e vedere gradualmente un inserimento, come magari è successo per Pisilli nella Roma. A mio avviso ci sono troppi stranieri che non valgono i ragazzi delle primavere e i più giovani che si stanno mettendo in mostra in serie B.

Sottolineo che i nostri settori giovanili nazionali sono a livello europeo, la nazionale tra le più forti e parlano chiaro i risultati però poi questi ragazzi fanno difficoltà a trovare spazio nelle prime squadre in serie A quando invece le possibilità a tanti altri vengono date! Poi i motivi di questo problema sono tanti e bisognerebbe aprire un dibattito ampio per trovare delle soluzioni! Sulla nazionale invece, l’ultimo allenatore vincente è stato Roberto Mancini all’europeo ma soprattutto ha fatto 37 risultati utili consecutivi che credo sia un record! Se dovessi scegliere, io richiamerei lui ma leggendo i nomi di questi giorni, secondo me la Nazionale qualsiasi allenatore avrà andrà bene, perché i nomi usciti sono tutti allenatori top».

L’INTERVISTA INTEGRALE AD AMELIA SU MILANNEWS24.COM

Tomori Milan, legame solido e svolta vicina: ad un passo l’accordo per il rinnovo! La situazione

Tomori Milan, legame solido e svolta vicina: ad un passo l’accordo per il rinnovo! La situazione sul futuro del difensore inglese

Mentre la squadra di Massimiliano Allegri si prepara al rush finale della stagione 2026, la dirigenza del Milan è già al lavoro per blindare i suoi pilastri più importanti. Come riportato questa mattina dal Corriere dello Sport, il nome in cima alla lista delle priorità è quello di Fikayo Tomori, il difensore inglese che sta vivendo una stagione straordinaria. Il titolo del quotidiano è chiaro: Tomori per il rinnovo, l’obiettivo è il 2030.

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Tomori pronto a rinnovare con il Milan fino al 2030

Il rinnovo di Tomori rappresenta un segnale forte della volontà reciproca di proseguire il percorso iniziato cinque anni fa. Durante questo periodo, il difensore inglese è diventato uno dei leader indiscussi dello spogliatoio rossonero. Il legame tra Tomori e il Milan è solido, e il 28enne sembra entusiasta all’idea di continuare la sua avventura con i colori rossoneri. Nonostante l’interesse di numerosi top club internazionali, soprattutto dalla Premier League, Tomori ha deciso di restare a Milano, rifiutando ogni destinazione durante la scorsa sessione estiva di mercato.

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Futuro rossonero: rinnovo fino al 2030

Il contratto di Tomori scadrà nel 2027, ma la società rossonera è pronta a prolungarlo fino al 30 giugno 2030, rendendo il centrale un simbolo del presente e del futuro del club. La sua esperienza e leadership nella difesa sono fondamentali per il Milan, che punta a guidarlo in una nuova era, inclusa la prossima partecipazione alla Champions League. Con questo rinnovo, Tomori diventa il fulcro su cui costruire la difesa rossonera nei prossimi anni.

L’operazione conferma l’intenzione del club di mantenere una rosa competitiva e di investire nei propri giocatori chiave. Tomori, dunque, non sarà solo una colonna portante della squadra, ma anche un elemento cruciale per il futuro del Milan, sia in Italia che in Europa.

Zappacosta carica l’Atalanta: «Ci siamo guadagnati l’opportunità di vivere queste notti, su un mio possibile futuro da allenatore vi dico questo»

L’esterno dell’Atalanta, Davide Zappacosta, ha voluto dire la sua in vista degli impegni per il finale di stagione che attendono la Dea

Intervistato da L’Eco di Bergamo, Davide Zappacosta ha parlato così del finale di stagione che attende l’Atalanta.

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FINALE DI STAGIONE – «Ci aspettano incroci vitali contro Juventus, Roma e Lazio in Coppa Italia. Arriviamo da una rincorsa pazzesca e ci siamo guadagnati l’opportunità di vivere queste notti. C’è grande fermento, l’atmosfera è carica di vibrazioni positive e scenderemo in campo per giocarcela a viso aperto, puntando a traguardi di prestigio».

MANCANZA DI CONTINUITA’ AD INIZIO STAGIONE – «Non vivo di rimorsi. Abbiamo faticato in avvio e perso qualche punto per strada, ma il gruppo ha saputo mantenere la bussola salda. La costanza ci ha premiato: abbiamo macinato punti e, statistiche alla mano, in questo 2026 stiamo tenendo un ritmo da vertice. Dobbiamo solo continuare a surfare su quest’onda di fiducia ed entusiasmo».

UN MIO FUTURO DA ALLENATORE? – «Ad essere sincero, è un’ipotesi che al momento non mi attrae per nulla. I vari maestri che ho incontrato lungo il mio percorso mi hanno arricchito profondamente come calciatore, trasmettendomi sfumature diverse e preziose, ma non mi ci vedo proprio nei panni dell’allenatore».

Udinese, Karlstrom racconta: «Con le big mettiamo coraggio, siamo cresciuti. Davis? non è inferiore a Gyokeres, e sul mio diabete…»

Il centrocampista e capitano dell’Udinese, Jesper Karlstrom, si è raccontato così in vista della sfida di campionato contro il Milan

Jesper Karlstrom, centrocampista svedese e capitano dell’Udinese, si racconta a La Gazzetta dello Sport prima della sfida contro il Milan.

GIOCA CON LA DIFFIDA DAL 27 DICEMBRE – «Sapevo di essere in queste posizioni, sono felice ma non è così importante. Non sarà facile resistere. Soprattutto col Milan».

MODRIC – «Troppo forte. Per me era l’esempio che guardavo nel Real, lo è ancora per tutti. Il Milan ha un bel centrocampo e una difesa attenta e organizzata».

UDINESE BENE CON LE BIG – «Lo scorso anno non era così. Siamo cresciuti. Con le big mettiamo coraggio e la grinta giusta. Con le altre a volte manca un po’ di concentrazione».

DAVIS – «Recuperiamo Davis che è troppo forte. Guardi, io in nazionale gioco con Gyökeres, Isak, Elanga, campioni. Ma Davis non è affatto inferiore. Con Zaniolo forma davvero una bella coppia. Se Gattuso avesse fatto giocare Nicolò al playoff, al Mondiale ci sarebbe andata anche l’Italia. Vi serviva uno così».

IL MONDIALE – «È stato bellissimo battere la Polonia e qualificarci. Abbiamo fatto festa tutta la notte, tanta birra, ma un po’ di tutto. Prima in hotel, poi in strada. È un buon gruppo. A novembre abbiamo cambiato ct e siamo tornati al modulo che ci è più congeniale. Sostanzialmente giochiamo con il 5-3-2. Siamo più stabili in difesa. Speriamo di recuperare Kulusevski, forte e utile».

GYOKERES? – «Per me un amico da quando ero ragazzino. Veniamo dallo stesso club di Stoccolma, il Brommapojkarna. Ha la testa, il fisico, la fiducia in se stesso».

AL MONDIALE AVETE TUNISIA, OLANDA, GIAPPONE – «Un gruppo tosto. Ma è fondamentale la prima, con la Tunisia».

DURANTE IL MONDIALE – «Sì, durante il Mondiale diventerò papà di una femminuccia. Nascerà a Stoccolma».

UDINE – «La città mi piace. Vivo a dieci minuti dal centro. Vorrei restare qui. Sono vicino a mare e montagna. Venezia, Austria, Slovenia, Croazia. E adoro Grado, la località in cui vado di più».

L’UDINESE – «Lavoriamo per arrivare a cinquanta punti. Dal 2014 l’Udinese ha fatto una volta quarantasette punti. Possiamo farcela. Il club lo merita».

COSA HA DATO RUNJAIC – «Due anni positivi. Sono contento per la fiducia che mi ha dato. È un buon allenatore con aspettative alte. Ci spinge ogni giorno a fare meglio. Ha umorismo e parla tanto con noi».

CAPITANO – «La Serie A mi piace in tutto. È una responsabilità che ho sempre accettato. Al Djurgarden e al Lech Poznan. Parlo in inglese. Chiedo ai compagni di avere rispetto e dare il 100%. Poi mi aiutano Kabasele e Padelli. È lui il boss. Il cassiere delle multe…».

HA IL DIABETE DI TIPO 1 – «Guardi qui. Questo sensore mi aiuta. Ormai sono abituato, ma non è facile. Ci devo pensare ogni giorno. Lo sport aiuta molto. E ringrazio i medici Fabio Tenore e Andrea Kleiner, oltre alla società. Posso mangiare tutto, anche i dolci, ma senza esagerare. E mi piace parlarne ai ragazzi, essere un esempio per loro».

Calciomercato Inter, Marotta tenta il doppio scippo alla Roma: possono arrivare a parametro zero!

Calciomercato Inter, Marotta tenta il doppio scippo alla Roma: possono arrivare a parametro zero! I due obiettivi per l’estate

Con l’Inter di Cristian Chivu che vola a 72 punti dopo la vittoria pasquale, la dirigenza nerazzurra sta già pianificando il futuro della squadra per il 2026. Oaktree, la proprietà del club, intende sfruttare al meglio le opportunità di mercato per rafforzare ulteriormente la rosa. In questa fase, Beppe Marotta ha puntato decisamente gli occhi sulla Roma, dove diversi giocatori chiave sembrano pronti a fare il salto verso Milano.

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I profili della Roma nel mirino dell’Inter

Secondo quanto riportato dal quotidiano Il Giorno, tre pilastri della Roma sarebbero già pronti a lasciare la capitale. Sebbene Paulo Dybala appaia sempre più lontano dal calcio italiano, la situazione di Lorenzo Pellegrini e Zeki Celik è sotto stretta osservazione. Entrambi hanno ricevuto una proposta di rinnovo al ribasso, un’indicazione che potrebbe aprire la porta a una partenza. Il terzino turco è molto apprezzato per la sua versatilità, ma è Pellegrini il vero “pallino” di Marotta, con il centrocampista che potrebbe rappresentare il colpo ideale per rafforzare ulteriormente la mediana dell’Inter.

Pellegrini come rinforzo chiave per il centrocampo

La partenza probabile di Frattesi e Mkhitaryan spinge l’Inter a cercare nuovi innesti di qualità. L’inserimento di un giocatore come Pellegrini garantirebbe a Chivu una maggiore esperienza internazionale e una qualità di gioco superiore. La dirigenza nerazzurra ha avuto modo di osservare da vicino il capitano giallorosso durante la sfida del 5 aprile a San Siro, e sembra che sia pronta a fare un’offerta concreta per assicurarsi il suo talento, anche a condizioni vantaggiose.

In sintesi, l’Inter continua a monitorare i principali talenti della Serie A con l’obiettivo di rinnovare la rosa in vista della rivoluzione del 2026. Pellegrini, con la sua esperienza e le sue qualità, rappresenta una possibilità molto concreta per il centrocampo nerazzurro. La situazione di Celik aggiunge un ulteriore elemento da tenere in considerazione nelle prossime settimane.

Delio Rossi convinto: «Vincere la Coppa Italia darebbe una svolta alla stagione della Lazio. Lo scudetto lo avrebbe potuto vincere il Napoli»

L’ex allenatore della Lazio, Delio Rossi, ha voluto dire la sua sulla stagione dei biancocelesti di Maurizio Sarri e sulla lotta scudetto

Intervistato in esclusiva da LazioNews24, l’ex tecnico Delio Rossi ha riflettuto così sulla stagione dei biancocelesti di Maurizio Sarri e sulla lotta scudetto in Serie A.

SE SARRI VINCESSE LA COPPA ITALIA SALVEREBBE LA STAGIONE? «Partiamo dal punto di vista tecnico, sicuramente c’è il fatto che non si è nella posizione in classifica che ti permette di essere in linea con il valore della rosa attuale. Vincere la Coppa Italia sicuramente darebbe una svolta alla stagione, fermo restando che non è facile. Di questo sono convinto perché significa che devi superare l’Atalanta e poi eventualmente in finale battere un’altra grande squadra. Però in una partita secca può succedere di tutto, però sulla carta ci sono squadre che sono più forti della Lazio».

SE LO CONFEREMERI?«Stiamo parlando di un allenatore importante, in un certo qual senso ha scelto di tornare alla Lazio sapendo anche che partiva da un secondo posto. Nel momento stesso in cui arrivi secondo, significa che la gente si aspetta da te sicuramente che ti ripeti oppure che vai su quei livelli. Il discorso però è che Sarri è anche un allenatore abbastanza caratterizzato. Nel momento stesso in cui tu pigli Sarri, o Gasperini o Zeman, sai che sono allenatori abbastanza caratterizzati, li devi anche seguire sotto questo punto di vista. Non significa accontentarli in tutto, e d’altronde anche Sarri nel momento stesso che sta alla Lazio, sa che non è – con tutto il rispetto – alla Juventus o all’Inter o al Milan. Quindi se la società vuole riconfermare Sarri e Sarri è convinto di rimanere, l’importante è che vada seguito, sotto questo punto di vista.

Questo non significa che gli devono comprare i giocatori che indica lui, ma seguirlo nel senso che se ti fidi di un allenatore abbastanza caratterizzato lo devi accompagnare. Se poi lui va da una parte e tu vai dall’altra, succede quello che è successo quest’anno, che ogni volta c’è un rimpallarsi di situazioni, cose dette, non dette. Ora l’importante è essere convinti che la Lazio sia il Real Madrid e viceversa esser convinti che Sarri sia l’allenatore giusto per portare avanti il progetto della società. Secondo me la società dovrebbe fare chiarezza, nel senso che cosa vuole fare di questa Lazio. Questo significa anche magari dire dove vogliono arrivare, se nei primi cinque posti, oppure che non hanno le disponibilità economiche e quindi lotteranno sempre dietro le altre. L’importante è fare chiarezza, dire alla gente le cose come sono. Però se tu prometti delle cose e non le mantieni o non fai chiarezza, finisce per esserci confusione in giro».

LOTTA SCUDETTO«Io penso che questo campionato poteva vincerlo il Napoli, se non avesse avuto tutti gli infortuni poteva competere con l’Inter. Per come si è messo il campionato, se ci sarà uno che lo perde non ci sarà uno che lo vince. Cioè lo può perdere l’Inter, ma non credo che lo vinceranno le altre, e penso che non succederà. La partita fondamentale è stata quella con la Roma, una volta che l’ha superata a pié pari penso che non ci saranno problemi e vincerà lo scudetto l’Inter».

L’INTERVISTA COMPLETA A DELIO ROSSI SU LAZIONEWS24.COM

Conte Napoli, il futuro è adesso! In programma il faccia a faccia con De Laurentiis: c’è l’ombra della Nazionale

Conte Napoli, il futuro si decide adesso! In programma il faccia a faccia con De Laurentiis: c’è l’ombra della panchina della Nazionale

Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, si incontrerà con Antonio Conte a fine campionato, precisamente a Ischia, per discutere il futuro del club e programmare la prossima stagione. Come riportato dal Corriere dello Sport, i due si ritroveranno dopo l’ultima giornata di Serie A per fare un bilancio sul 2025-2026 e decidere se Conte continuerà a guidare la squadra. Non è un incontro casuale, considerando anche che Conte figura nella lista della FIGC per la panchina della nazionale italiana, in vista di un possibile dopo-Gattuso. Il summit in programma, che coinciderà con il compleanno di De Laurentiis, sarà l’occasione perfetta per riflettere sul futuro, con la possibilità di brindare a un nuovo capitolo.

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L’eventuale separazione anticipata tra Napoli e Conte

Se Conte dovesse decidere di lasciare la panchina del Napoli con un anno di anticipo, il club risparmierebbe circa 15 milioni di euro lordi, cifra che verrebbe in parte reinvestita per l’ingaggio del suo successore. Secondo quanto riportato, non è prevista una buonuscita per l’allenatore, visto che sarebbe lui stesso a chiedere di liberarsi in anticipo, mantenendo ottimi rapporti con De Laurentiis. Non è un dettaglio da poco: quando Conte lasciò l’Inter, ricevette una buonuscita di 6,5 milioni di euro.

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Le alternative a Conte per l’Italia

Attualmente, l’alternativa principale a Conte per la panchina della Nazionale porta a Massimiliano Allegri. L’allenatore del Milan non ha chiuso la porta a questa possibilità, nonostante negli ultimi giorni si sia mostrato meno esplicito riguardo alla sua disponibilità. Allegri è visto come una figura con esperienza, un curriculum di successo e una personalità adatta per il ruolo di ct dell’Italia. Un altro nome che circola è Roberto Mancini, ma la sua candidatura non convince completamente, nonostante la buona considerazione da parte di Giancarlo Abete, che appoggerebbe il suo ritorno sulla panchina azzurra.

Il futuro di Antonio Conte e del Napoli è ancora in bilico, ma l’incontro a Ischia rappresenterà il momento cruciale per stabilire la direzione del club partenopeo. La decisione finale influenzerà non solo la prossima stagione, ma anche il mercato e le ambizioni future.

Veron applaude Calhanoglu: «Per un gol come il suo con la Roma ci vuole coraggio, vi spiego perché oggi nessuno tira più da fuori area»

L’ex centrocampista di Inter e Lazio, Juan Sebastian Verona, applaude Hakan Calhanoglu per il gol realizzato dal turco contro la Roma

Uno specialista dei gol da fuori che il popolo interista (e non solo) si è molto goduto. Ecco chi è stato Juan Sebastian Veron. A La Gazzetta dello Sport ha detto la sua dopo Inter-Roma, elogiando la perla dalla distanza di Hakan Calhanoglu.

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I MIEI TEMPI – «Calhanoglu ha fatto oggi quello che ai miei tempi era abbastanza frequente. Una volta, soprattutto chi giocava da mezzala o da mediano ci provava sempre, quando arrivava ai venticinque metri. Adesso, invece, si preferisce andare dentro con il pallone, mah… A me tirare le botte da fuori piaceva moltissimo. E non mi venivano male…».

COSA HA AMMIRATO DEL GOL DI CALHANOGLU – «Innanzitutto, il fatto che non avesse nessun avversario a contrastarlo. Ha avuto il tempo di prendere la mira e di calciare. Poi lui è stato bravo a imprimere potenza e a non perdere la coordinazione, errore che si commette spesso. Mi è piaciuto, in particolare, il fatto che lui abbia indirizzato il pallone proprio lì. Tante volte si vedono tiri a casaccio in rete non si sa come. Qui, invece, no. Ha cercato quella zona della porta e l’ha trovata. Bravo».

MENO TIRI DA FUORI AREA – «Perché ci vuole coraggio: il coraggio di sbagliare, intendo dire, e di non sentire le critiche della gente. E poi perché serve una notevole tecnica. Il pallone va colpito in un certo modo e la gamba bisogna lasciarla andare via, ma senza mai perderne il controllo. Primo esercizio: si deve calciare di collo o di collo esterno. Non certo d’interno piede, altrimenti non si riesce a imprimere forza. Secondo esercizio: è necessario decidere se il pallone deve viaggiare rasoterra o in aria. Terzo esercizio: la mira va presa osservando la posizione del portiere, e non bisogna calciare alla cieca come spesso vedo fare. Per riuscire bene in questo fondamentale del calcio è necessario tanto allenamento: tiri, tiri, tiri, e ancora tiri in settimana. Soltanto così si fanno progressi».

CALHANOGLU È UNO SPECIALISTA – «Ha nel suo bagaglio questa qualità. E non ha soltanto questa: è un ottimo regista, detta i tempi alla squadra, sa quando è il caso di rallentare o di velocizzare l’azione. Ha un ottimo lancio che apre le difese avversarie e trova il compagno smarcato. Per l’Inter è una grande risorsa».

IL SUO GOL PIÙ BELLO CON UN TIRO DA LONTANO – «Gennaio 1997, ero alla Sampdoria. Angolo di Mihajlovic e io calcio al volo appena dentro l’area. Pallone sotto l’incrocio dei pali. E poi una rete a San Siro contro l’Inter, quando ero al Parma. Mi pare fosse una partita di Coppa Italia. Lancio di Asprilla a tagliare il campo e io, al volo, incrocio sul palo lontano. Forza, precisione e coordinazione. Quella volta, arrabbiati perché dicevano che c’era un fallo precedente, quelli dell’Inter protestarono e tre furono espulsi. Non mi era mai capitato: io faccio gol e tre avversari vengono cacciati… E alla fine di quella stagione vincemmo Coppa Italia e Coppa Uefa».

Bologna Aston Villa, da Douglas Luiz passando per Digné, Abraham e Bailey: quante meteore della Serie A!

Bologna Aston Villa, da Douglas Luiz passando per Digné, Abraham e Bailey: quante meteore della Serie A nei Villans che sfidano i rossoblù!

Oggi il Bologna sfida l’Aston Villa in Europa League. Negli inglesi militano parecchie conoscenze della Serie A, a partire da Douglas Luiz, costato 50.000.000 alla Juventus. A parlare delle vecchie conoscenze del nostro campionato che giocano nei Villans è la Gazzetta dello Sport. Il brasiliano ricorda: “Arrivo dalla favela e ce l’ho fatta”, imparando in strada “a essere uomo”. Svela: “Ai miei genitori devo tutto” e “Nei primi mesi per andare al campo dovevo pagare il biglietto per l’autobus. E’ stato complicato”. L’addio al club bianconero fu polemico: Non sono venuto qui solo per pubblicare foto e voglio che le cose siano diverse. Perché un acquisto come il mio non ha giocato due partite consecutive con questa maglia? Gli infortuni mi hanno ostacolato, sì. Ma per quanto tempo sono rimasto in panchina mentre ero in salute? Molto”.

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Nel gruppo figura l’ex Roma Tammy Abraham, che ammise: “Non mi aspettavo che potesse essere così difficile il campionato italiano. I calciatori sono molto intelligenti e per il modo di giocare in Italia la difesa è molto importante. Quindi per me si trattava di capire anche l’altra parte. In Inghilterra siamo abituati ad attaccare, attaccare, attaccare, e devo imparare l’altra strada, come rompere le difese avversarie”. Josè Mourinho lo strigliava: “Devi dare tutto in campo ogni giorno, ogni allenamento, ogni partita: puoi giocare bene, male, sbagliare. Se sbagli con me, al massimo penso che sei scarso. Un’altra cosa è l’atteggiamento: ma che appoggio psicologico? Corri amico, fai duelli individuali, sbaglia, crea problemi”. Lui promise: “Meritate di più ed è quello che io e la squadra vi daremo dopo la sosta”. Anche Lucas Digne giocò nella capitale: “Ho letto che Vincent ha commentato positivamente il mio arrivo e lo ringrazio, mi fa piacere che sia stato molto gentile nei miei confronti. Spero di vincere anch’io come lui qui a Roma, posso promettere di dare il massimo per questo club”. Lasciato il PSG (“Non avevo molto spazio e così me ne sono andato”), oggi esulta: “Sento di stare giocando il miglior calcio della mia carriera. Sono un calciatore felice, un uomo felice e un padre felice. Amo quello che faccio e voglio solo godermi al massimo ogni momento”.

Infine Leon Bailey, presentato dal padre con grande enfasi: Con Bailey in campo la Roma toccherà vette mai viste, preparate i pop corn. Accolto con “l’urlo di Rocky” e definito il “nuovo Lookman”, scatenò i dubbi dei tifosi: Ma solo a me dà l’idea dell’ennesimo pippone?. Dopo la parentesi negativa, il ritorno in Inghilterra lo ha rigenerato: “Non riesco a descrivere la sensazione, è fantastico essere tornato. Alla Roma ho trascorso un periodo difficile. Questo posto, l’Aston Villa, mi è mancato molto, davvero. I tifosi sono stati così accoglienti: giocatori, staff, tutti. Sono davvero grato e felice di essere tornato”.

Calhanoglu Inter, occhio alla sorpresa per il suo futuro: Chivu decisivo per convincerlo a restare?

Calhanoglu Inter, occhio alla sorpresa per il suo futuro: Chivu decisivo per convincerlo a restare? Gli scenari per il centrocampista turco

Il futuro di Hakan Calhanoglu all’Inter è ancora in bilico, ma il centrocampista turco continua a essere uno degli elementi fondamentali della squadra. Nonostante le persistenti voci di un possibile trasferimento al Galatasaray, club che sembra pronto ad accoglierlo, l’Inter sembra non avere intenzione di separarsi facilmente da uno dei suoi giocatori più importanti. Come riportato da La Gazzetta dello Sport, la società nerazzurra sta valutando attentamente la situazione, con un possibile rinnovo contrattuale per Calhanoglu, il cui contratto attuale scadrà nel 2027. Tuttavia, l’incertezza continua a crescere, e tutto dipenderà dalle decisioni che verranno prese nei prossimi mesi.

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Calhanoglu: un elemento imprescindibile per il gioco di Chivu

Il tecnico Cristian Chivu, che ha sempre considerato Calhanoglu un elemento imprescindibile nel suo sistema di gioco, potrebbe essere decisivo nel futuro del giocatore all’Inter. Il centrocampista turco è perfetto per il gioco verticale e aggressivo che il tecnico rumeno sta cercando di portare avanti. Nonostante le numerose assenze dovute a infortuni, Calhanoglu ha segnato ben 10 gol in questa stagione, contribuendo significativamente alle fortune della squadra. Quattro di questi gol sono arrivati da fuori area, una caratteristica che lo ha reso ancora più prezioso per l’Inter. Inoltre, il rapporto con il tecnico è sempre stato positivo, e Chivu ha lavorato duramente per risolvere le fratture interne, come quella con Lautaro Martinez, chiedendo a Calhanoglu di restare per contribuire al rilancio della squadra. Questo potrebbe essere un elemento decisivo per il suo futuro, con il tecnico che lo considera una pedina fondamentale nel suo progetto di costruzione del gioco.

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Offerte dal Galatasaray e riflessioni sul rinnovo

Il Galatasaray ha mostrato interesse nei confronti di Calhanoglu, ma fino a ora non è stata presentata una proposta ufficiale all’Inter. I dirigenti Marotta e Ausilio, attenti alle opportunità di mercato, stanno aspettando una proposta formale da parte del club turco per decidere se cedere o meno il giocatore. Calhanoglu, attualmente sotto contratto con un ingaggio netto di 6,5 milioni di euro, potrebbe essere disposto a ridurre le sue richieste economiche per restare all’Inter, ma ci sono delle condizioni da rispettare. Le sue condizioni fisiche, dopo aver saltato diverse partite a causa di infortuni, sono state un tema centrale nella riflessione della società. Con ben 16 assenze totali durante la stagione, per infortuni e squalifiche, il suo stato fisico è stato messo sotto la lente di ingrandimento. Tuttavia, nonostante queste difficoltà, Calhanoglu è stato sempre decisivo, contribuendo con prestazioni importanti, dimostrando che, quando è in campo, il suo valore è indiscutibile. La decisione finale su Calhanoglu dipenderà dalle proposte che arriveranno, sia dal Galatasaray che da altri club, e dalla volontà del giocatore di rimanere all’Inter per continuare a lottare per traguardi importanti.

Rinnovo Spalletti, domani l’annuncio: tutti i dettagli dell’accordo con la Juve! Il retroscena sulla promessa fatta ad Elkann

Rinnovo Spalletti, domani l’annuncio: tutti i dettagli dell’accordo stretto con la Juve! Ha già firmato: il retroscena sulla promessa fatta ad Elkann

L’accordo è stato siglato: Luciano Spalletti e la Juventus proseguiranno insieme fino al 2028, un rinnovo che non è solo una formalità, ma un segnale forte a tutto il campionato. Blindando il tecnico toscano prima ancora di aver raggiunto matematicamente l’obiettivo Champions League, il club bianconero manda un messaggio chiaro e risoluto: Spalletti è il perno su cui costruire il futuro della Juventus. Il rinnovo arriva a mettere fine alle voci di mercato e a confermare l’uomo giusto per riportare la squadra ai vertici. A parlarne è Tuttosport.

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Spalletti e la promessa a John Elkann

Il tecnico ha deciso di restare a Torino per onorare una promessa fatta a John Elkann. Dopo una lunga attesa di trofei, la Juventus vede in Spalletti il leader ideale per restituire alla squadra quella mentalità vincente che sembrava persa dal 2020. Il mister, da parte sua, ha trovato nella Juventus il posto ideale per concludere la sua carriera, riscattando la sua esperienza in Nazionale e confermando che il suo stile di gioco è ancora il migliore in Italia.

Il piano per il futuro della Juventus

Il nuovo contratto, che prevede un ingaggio di 6 milioni di euro netti a stagione, rappresenta un impegno concreto per il futuro della Juventus. Questo è un passo avanti rispetto ai 5 milioni legati alla qualificazione in Champions League, a dimostrazione che il club punta a rafforzarsi ulteriormente. Il progetto di Spalletti prevede almeno sei rinforzi mirati, con l’obiettivo di creare una squadra più esperta e competitiva. Se il club riuscirà a qualificarsi per la Champions League, verrà lanciato l’assalto ai grandi nomi; in caso contrario, l’attenzione si concentrerà su giocatori a parametro zero. Spalletti si concentra ora sulla costanza, per far sì che le ottime prestazioni del primo tempo contro il Genoa diventino la norma. L’annuncio ufficiale del rinnovo arriverà nei prossimi giorni, ma Spalletti non vuole distrazioni: l’obiettivo scudetto è già fissato.

Fiorentina, Paratici svela: «Crystal Palace? Per come si sono messe le cose, ho detto una cosa ai ragazzi»

Il direttore sportivo della Fiorentina, Fabio Paratici, ha voluto dire la sua nel giorno della sfida contro il Crystal Palace in Conference League

Intervistato dal Corriere della Sera nel giorno della sfida contro il Crystal Palace valevole per il quarto di finale d’andata di Conference League, il direttore sportivo della Fiorentina, Fabio Paratici, si è espresso così.

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SU CRYSTAL PALACE FIORENTINA – «Ho detto ai giocatori che in campionato, per come si sono messe le cose quest’anno, è necessario soffrire. Lo spazio per godere è l’Europa. Attenzione, si può vincere in entrambe le situazioni. Ma è chiaro che il viaggio a Londra dal Crystal Palace restituisce ai ragazzi la dimensione del loro valore».

VIOLA PARK PARAGONATO AL CENTRO SPORTIVO DEL REAL MADRID – «È vero. E in un certo senso è stato un problema supplementare perché a lavorare qui ti senti davvero al Real, salvo bruschi risvegli alla domenica… Ho firmato un contratto lungo perché voglio vedere dieci ragazzi cresciuti qui dentro arrivare in prima squadra, e altri diventare comunque professionisti».

MODIFICHE INTERNE – «Innanzitutto, tanta formazione per i 110 dipendenti del centro sportivo. È fondamentale perché io studio ogni giorno della mia vita, mentre in Italia è tutto empirico».

LA FIORENTINA VENDE? – «Se Kean rimane? Spero di sì, ha una clausola d’uscita importante ma in Europa ne conoscono il valore. E aggiungo il nome di Fagioli, un centrocampista da Barcellona che gioca in Italia».

PROCESSO – «Non mi sento colpevole di nulla, se è questo che vuole sapere. Premesso ciò, è stata un’esperienza molto pesante perché l’indagine penale è durata cinque anni e mezzo, e per sostenerla è stato necessario essere forti. Sono stato condannato per una strategia tecnico-finanziaria che ha riguardato molti nazionali, le cito Rovella, Orsolini, Spinazzola. È stato applicato un principio contabile mai visto prima e che sto aspettando di rivedere: negli atti si parla di questo e non di plusvalenze gonfiate, come invece si racconta in giro. Nel processo sportivo non ti difendi, c’è poco da fare. Quello penale ho voluto chiuderlo per ricominciare a vivere»

LA TRATTATIVA COL MILAN – «Non è che ero in trattativa. Avevamo chiuso. Due volte nel giro di quindici giorni, mancava solo la firma. Poi mi hanno detto che non se ne faceva più niente. C’è lo zampino di Marotta? Non so, non credo, lui ha smentito. E di certo non l’ho chiamato, cosa potevo dirgli? Sei stato tu? E lui cosa poteva rispondermi? “Ma no, figurati…” Acqua passata, la mia storia è Firenze. Ho imparato talmente tanto da lui…Vuole un esempio? A vestirmi. Mi prese alla Sampdoria come capo degli osservatori il giorno dopo che avevo smesso di giocare, e io continuavo ad andare in giro come un calciatore, felpa, sneakers e via così. Finché Beppe mi disse che in ufficio si va in giacca e cravatta, e a trattare i giocatori pure».

RONALDO – «Cristiano Ronaldo è stato prezioso per la Juve, importante per tutti. Noi tutti volevamo la Champions e il primo anno avremmo potuto vincerla, l’eliminazione dall’Ajax mi resta ancora qui. Il problema fu che segnando un gol a partita, Cristiano rese troppo facile la vita ai compagni, che peraltro avevano già vinto tanto. Per questo cambiammo allenatore, per provare una shakerata. Allegri è il più intelligente di tutti, la sua capacità di relazione con i giocatori fa la differenza. Qualche difficoltà la ebbe all’inizio Sarri, più integralista tatticamente, ma poi si adattò. E vinse lo Scudetto anche lui, molti se lo sono scordato».

UNA SOLUZIONE PER LA CRISI DEL CALCIO ITALIANO – «La federazione dovrebbe emanare le linee guida per i vivai come il ministero dell’Istruzione fa per le scuole. Uguali per tutti, dovrebbe controllare la loro applicazione con ispettori. A 5 anni si impara il controllo, a 6 il passaggio facendo correre veloce la palla, a 7 si comincia con l’uno contro uno. Niente classifiche almeno fino a 12 anni, parola d’ordine enjoy come in Inghilterra — divertiti — tattica di reparto a 13, tattica di squadra a 15. E se un allenatore ha la fortuna di avere quattro piccoli numeri 10 in una leva deve trovare il modo di metterli assieme, non schierarne uno e lasciare in panchina gli altri tre. Nel settore giovanile vanno costruiti i singoli per poi organizzarli in squadra, il contrario degli adulti dove si parte dalle squadre per esaltarne i singoli».

Goretzka Milan, scatto dei rossoneri per il centrocampista: l’offerta per il colpo a parametro zero

Goretzka Milan, scatto dei rossoneri per il centrocampista: l’offerta per il colpo a parametro zero. E Allegri spinge per averlo

Il Milan sta preparando il piano per il prossimo mercato estivo, seguendo le indicazioni di Massimiliano Allegri per rinforzare la rosa rossonera e alzare il livello di competitività, sia in Italia che in Europa. Secondo La Gazzetta dello Sport, il tecnico livornese ha sottolineato la necessità di potenziare il tasso di personalità della squadra, replicando l’operazione della scorsa estate, quando a Milanello arrivarono Luka Modric e Adrien Rabiot, portando con sé esperienza internazionale e carisma.

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L’obiettivo rossonero: Leon Goretzka

Il nome che ha conquistato il cuore del mercato rossonero è quello di Leon Goretzka, centrocampista tedesco del Bayern Monaco, in scadenza di contratto a fine stagione. Goretzka, classe 1995, si libererà a parametro zero, rappresentando una ghiotta occasione di mercato che il Milan non vuole assolutamente lasciarsi sfuggire. La dirigenza rossonera ha già pronta una proposta importante per battere la concorrenza internazionale, con un contratto fino al 2029 e un ingaggio a partire da 5 milioni di euro annui.

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La strategia rossonera per Goretzka

Il vero punto di forza della proposta rossonera è la durata del contratto, che si differenzia dai contratti biennali offerti dai club concorrenti. Il Milan punta su una proposta solida, che permetterebbe di garantire al centrocampo una combinazione perfetta di fisicità e capacità di inserimento offensivo. La decisione finale di Leon Goretzka sul proprio futuro dovrebbe arrivare prima della fine del campionato, forse già entro la fine di aprile. Il Milan ha agito con grande anticipo rispetto ad altri club europei, cercando di chiudere l’accordo prima della concorrenza. Se l’affare dovesse andare in porto, sarebbe un altro grande colpo per rafforzare il progetto rossonero e puntare con decisione allo scudetto nella prossima stagione.

Mercato Juventus, sprint Alisson per la porta: c’è già l’apertura! La volontà del brasiliano e l’offerta sul tavolo

Mercato Juventus, sprint Alisson per la porta: c’è già l’apertura! La volontà del brasiliano e l’offerta sul tavolo da parte dei bianconeri

La Juventus sta già guardando al futuro, e il primo tassello per la prossima stagione potrebbe arrivare direttamente dal Liverpool. Nonostante le buone prestazioni di Michele Di Gregorio, che ha parato un rigore contro il Genoa e si prepara a partire titolare contro l’Atalanta per il forfait di Mattia Perin, il destino dell’ex portiere del Monza sembra essere già scritto. La strategia bianconera è chiara: rinforzare la squadra con esperienza e una “mentalità vincente” in tutti i reparti, partendo proprio dalla porta.

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Il grande obiettivo: Alisson Becker

Stando alla Gazzetta dello Sport, il portiere brasiliano del Liverpool, Alisson Becker, è il principale obiettivo per la porta della Juventus. Classe 1993, Alisson ha giocato otto stagioni trionfali con i Reds, vincendo diversi titoli internazionali. Ex allievo di Luciano Spalletti ai tempi della Roma, Alisson ha già avviato i contatti con la società torinese. Stando alle ultime indiscrezioni, il portiere brasiliano avrebbe espresso un forte interesse nel tornare in Italia. Per lui, la possibilità di un “ultimo ballo” in Serie A sarebbe molto allettante, per aiutare la Juventus a tornare ai vertici del calcio mondiale.

La situazione a Liverpool e l’offerta bianconera

Al Liverpool, la successione di Alisson è già stata pianificata con l’acquisto di Giorgi Mamardashvili. Nonostante il rinnovo fino al 2027, l’addio del portiere brasiliano resta una possibilità concreta, con la Juventus pronta a fare un’offerta. I bianconeri vorrebbero proporre un contratto triennale, con cifre più basse rispetto a quelle della Premier League, ma garantendo a Alisson un ruolo centrale nel nuovo progetto tecnico di Spalletti. Il grande obiettivo per la Juventus è ottenere la qualificazione alla Champions League, in modo da disporre delle risorse economiche necessarie per completare l’affare.

Lega Serie A, lunedì 13 aprile la riunione per il successore di Gravina: le percentuali per il futuro della FIGC

Lega Serie A, lunedì 13 aprile la riunione per il successore di Gravina: le percentuali per il futuro della FIGC. Ecco chi è il favorito

Le manovre per la successione di Gabriele Gravina alla guida della FIGC sono in pieno svolgimento. Sebbene le elezioni per il nuovo presidente siano fissate per il prossimo 22 giugno, i giochi sono già iniziati e le prime mosse sono state fatte. Il passo più importante, per ora, riguarda la Lega Serie A, che lunedì 13 aprile si riunirà in assemblea per decidere il proprio candidato. La componente di Serie A ha una voce in capitolo pari al 12% dei voti, e al momento la maggioranza sembra orientata su Giovanni Malagò.

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Malagò in pole per la presidenza

Giovanni Malagò, ex presidente del CONI, ha il sostegno di figure influenti come Beppe Marotta e le grandi squadre della Serie A, portandolo a essere il candidato favorito. Le indicazioni attuali suggeriscono che Malagò potrebbe ottenere circa 16 voti su 20, con la possibilità che l’ok ufficiale arrivi già lunedì. La principale opposizione proviene da Claudio Lotito, il quale, però, non sembra avere abbastanza consensi per fermare la candidatura di Malagò. Per questo motivo, è probabile che la Lega Serie A indichi proprio il nome di Malagò come nuovo presidente.

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L’importanza dei dilettanti e le sfide politiche esterne

Dopo il passaggio cruciale nella Lega Serie A, la prossima tappa sarà la votazione del 22 giugno, che coinvolgerà i 275 delegati delle varie componenti del calcio italiano. La Lega Nazionale Dilettanti, che rappresenta il 34% dei voti, sarà decisiva. Attualmente, Giancarlo Abete, che guida questa componente, non ha espresso sostegno per Malagò. Inoltre, va considerato il contesto esterno: i rapporti con Gravina sono tesi e su Malagò c’è una certa diffidenza da parte del Governo. Un’altra opzione sul tavolo è quella di un commissario per la FIGC, ma questa possibilità al momento non sembra praticabile, poiché mancano le condizioni necessarie.

Le prime pagine dei quotidiani sportivi – 9 aprile 2026

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Barcellona, Flick furioso: «C’era un rigore netto e un secondo giallo per l’Atletico! Non sono neanche sicuro fosse rosso per Cubarsi»

Barcellona, Hansi Flick ha rilasciato queste dichiarazioni dopo la sconfitta in Champions League contro l’Atletico Madrid

L’attesissimo scontro tutto spagnolo valevole per l’andata dei quarti di finale di Champions League ha lasciato dietro di sé un pesantissimo strascico di polemiche. La dolorosa sconfitta casalinga incassata dalla formazione blaugrana ha letteralmente mandato su tutte le furie Hansi Flick. Al termine del match Barcellona-Atletico Madrid, il tecnico della compagine catalana si è presentato davanti alle telecamere, trasformando l’analisi tattica in un vero e proprio atto d’accusa nei confronti della direzione di gara e dell’utilizzo della tecnologia in campo.

L’episodio chiave: i dubbi sull’espulsione

A far traboccare il vaso della pazienza dell’allenatore tedesco è stato, senza ombra di dubbio, l’avvenimento cruciale verificatosi a ridosso del duplice fischio. L’intervento difensivo costato l’inferiorità numerica ai padroni di casa per tutto l’arco della ripresa viene ritenuto dal mister una sanzione eccessivamente severa, capace di falsare irrimediabilmente l’equilibrio del big match europeo. A proposito dell’episodio che ha costretto i suoi ragazzi a giocare in dieci uomini, ha dichiarato: «Non sono nemmeno sicuro che fosse un cartellino rosso per Pau Cubarsí».

I presunti torti subiti: mancano sanzioni per i Colchoneros

Il profondo malcontento dell’allenatore si è poi spostato sulla gestione complessiva dei novanta minuti da parte del fischietto Kovacs. Secondo il punto di vista della panchina locale, la bilancia del giudizio arbitrale avrebbe pesato unicamente a sfavore dei catalani, sorvolando su interventi meritevoli di punizioni ben più aspre all’interno dell’area di rigore avversaria e perdonando eccessivamente l’aggressività tattica degli uomini guidati da Diego Simeone. Riferendosi a specifiche dinamiche di gioco totalmente ignorate dalla squadra arbitrale, l’allenatore ha tuonato: «C’era un rigore netto e un secondo giallo per l’Atléti».

La forte polemica sull’utilità della tecnologia

La frustrazione per le mancate chiamate a favore e per il severo provvedimento disciplinare incassato si è inevitabilmente tramutata in una feroce critica al protocollo del Video Assistant Referee. Flick ritiene inaccettabile che, nonostante il supporto dei monitor e della sala video, si possano ancora commettere errori di valutazione così evidenti e impattanti sull’esito di una sfida di tale caratura internazionale. Chiudendo il suo amaro e rabbioso intervento ai microfoni della stampa, l’allenatore ha posto un interrogativo fortemente provocatorio sull’effettiva validità del sistema attuale: «Qual è il senso del VAR se c’è in primo luogo? Non riesco proprio a capirlo».

Pagelle Barcellona Atletico Madrid: l’errore di Cubarsi costa caro, magia di Julian Alvarez, Musso prodigioso VOTI

Pagelle Barcellona Atletico Madrid: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per l’andata dei quarti di finale di Champions League 2025/26

Pagelle Barcellona Atletico Madrid: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per l’andata dei quarti di finale di Champions League 2025/26

BARCELLONA: Joan García 6; Koundé 6 (73′ Araujo 6), Cubarsi 4, Gerard Martin 5, Cancelo 6 (86′ Balde SV); Eric Garcia 6, Pedri 5.5 (46′ Gavi 6); Yamal 6.5, Olmo 6, Rashford 6.5 (73′ Ferran Torres 6); Lewandowski 5.5 (46′ Fermin Lopez 6). All. Flick 6

ATLETICO MADRID: Musso 7.5; Molina 6, Le Normand 7, Hancko 6 (31′ Pubill 6), Ruggeri 7; Simeone 6.5 (80′ Thiago Almada SV), Llorente 6, Koke 6 (60′ Baena 6), Lookman 6 (60′ Sorloth 7); Griezmann 6.5 (80′ Nico Gonzalez SV), Alvarez 7.5. All. Simeone 7

Pagelle Psg Liverpool: il solito Kvara, diamante Douè. Mamardashvili evita il tracollo VOTI

Pagelle Psg Liverpool: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per l’andata dei quarti di finale di Champions League 2025/26

Pagelle Psg Liverpool: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per l’andata dei quarti di finale di Champions League 2025/26

PSG: Safonov 6; Hakimi 6.5, Marquinhos 7, Pacho 7, Nuno Mendes 7; Zaïre-Emery 6.5, Vitinha 6.5, João Neves 6.5; Doué 7.5 (77′ Lee 6), Dembélé 6 (87′ Hernandez SV), Kvaratskhelia 7.5. All. Luis Enrique 7.5

LIVERPOOL: Mamardashvili 6.5; Gomez 5, Konaté 5, Van Dijk 6, Kerkez 6 (78′ Robertson SV); Gravenberch 5, Mac Allister 5.5; Wirtz 5.5 (78′ Gakpo SV), Szoboszlai 5.5 (78′ Jones SV) , Frimpong 5 (90′ Nyoni SV); Ekitiké 5 (78′ Isak SV). All. Slot 5

Barcellona Atletico Madrid 0-2: dopo il rosso a Cubarsi Simeone dilaga, colpaccio griffato Alvarez e Sorloth

Barcellona Atletico Madrid 0-2: come è andata la sfida, valida per l’andata dei quarti di finale di Champions League

Una notte da dimenticare per i padroni di casa. Nel vibrante scontro diretto spagnolo, l’Atletico Madrid espugna il campo del Barcellona conquistando una vittoria pesantissima con il risultato di 0-2. La formazione allenata da Diego Simeone ha saputo capitalizzare al massimo gli episodi chiave, sfruttando abilmente e con cinismo la superiorità numerica per l’intera seconda frazione di gioco.

Moviola Barcellona Atletico Madrid: fa discutere l’espulsione di Cubarsi! Gli episodi dubbi del match diretto da Kovacs

Il rosso a Cubarsi e la magia di Alvarez su punizione

L’avvio di partita è caratterizzato da ritmi infernali. I blaugrana si rendono estremamente insidiosi grazie alle folate offensive di Marcus Rashford e ai tentativi di Robert Lewandowski, ma sbattono ripetutamente contro i guantoni di uno strepitoso Juan Musso, insuperabile a difesa della propria porta.

La clamorosa e drammatica svolta tattica per gli uomini di Hansi Flick si materializza proprio sul finire del primo tempo. Al 42′, Pau Cubarsi commette un brutto fallo al limite: l’arbitro Istvan Kovacs estrae inizialmente l’ammonizione, ma dopo il provvidenziale richiamo del VAR, cambia la sanzione sventolando il cartellino rosso diretto al 44′. Sulla conseguente punizione, il fuoriclasse argentino Julian Alvarez disegna una traiettoria impeccabile, infilando la sfera nel sette alla destra del portiere e firmando lo 0-1 proprio al 45′.

Il raddoppio di Sorloth spegne le speranze catalane

Nella ripresa, pur con l’uomo in meno e rinunciando al bomber polacco (sostituito all’intervallo da Fermín), i catalani si riversano generosamente in avanti. La sfortuna e i riflessi dell’estremo difensore ospite negano il pareggio: clamoroso il calcio piazzato battuto da Rashford al 53′, deviato provvidenzialmente sul montante ancora una volta da Musso.

Scampato il pericolo, i Colchoneros chiudono definitivamente i conti al 70′ minuto. Un perfetto suggerimento di Matteo Ruggeri trova l’inserimento puntuale del subentrato Alexander Sorloth, che con una magnifica conclusione al volo dal centro dell’area di rigore fulmina la retroguardia avversaria, siglando la rete del 0-2.

Forcing finale e nervosismo

L’ultimo quarto d’ora si trasforma in un assedio disperato, orchestrato dal talento giovanissimo di Lamine Yamal e dalle iniziative di Joao Cancelo. Tuttavia, la muraglia madrilena regge l’urto senza affanni, amministrando il prezioso doppio vantaggio fino al triplice fischio. La gara si conclude in un clima di spiccato nervosismo, testimoniato da una lunga serie di ammonizioni che ha coinvolto, tra gli altri, Gavi, Alex Baena e lo stesso Cancelo a tempo ormai scaduto.

Psg Liverpool 2-0: nel segno di Doue e Kvaratskhelia, Luis Enrique vince e cuce un pezzo di qualificazione!

Psg Liverpool 2-0: come è andata la sfida del Parco dei Principi, valida per l’andata dei quarti di finale di Champions League

Il fascino delle grandi notti europee premia in modo netto i padroni di casa. Nell’attesissima sfida d’andata, il Paris Saint-Germain supera il Liverpool per 2-0, archiviando una prestazione corale e tattica di altissimo livello. I transalpini hanno imposto il proprio gioco fin dalle primissime battute, mettendo alle corde la corazzata inglese e blindando un risultato preziosissimo in vista del match di ritorno.

Moviola Psg Liverpool: il dubbio del rigore assegnato e poi revocato! Gli episodi della sfida arbitrata da Sanchez, cos’è successo al Parco dei Principi

Il vantaggio firmato Doue e il monologo transalpino

L’approccio alla gara della formazione parigina è letteralmente devastante, supportato da un possesso palla prolungato e asfissiante. La pressione territoriale si concretizza con grande rapidità già all’11′ minuto: l’ispiratissimo Desire Doue si inventa uno slalom travolgente che semina il panico tra le maglie della retroguardia britannica e, giunto al limite dell’area, fa partire una conclusione che, deviata in maniera fortuita, beffa l’incolpevole portiere regalando il meritato 1-0 ai padroni di casa.

La reazione dei Reds appare timida, sterile e decisamente confusionaria. La formazione ospite fatica enormemente a costruire trame offensive pulite e finisce per innervosirsi, come testimoniano gli inevitabili cartellini gialli rimediati in rapida successione da Joe Gomez e Alexis Mac Allister intorno alla mezz’ora di gioco.

Il sigillo di Kvaratskhelia e il colpo di scena del VAR

La seconda frazione di gioco ricalca fedelmente il copione tattico dei primi quarantacinque minuti. Al 65′ minuto, la compagine francese mette definitivamente la partita in cassaforte: Joao Neves offre un pallone filtrante perfetto per Khvicha Kvaratskhelia, il quale dimostra un’incredibile freddezza eludendo l’intervento in uscita dell’estremo difensore con una finta magistrale e appoggiando docilmente in rete la palla del pesantissimo 2-0.

Poco più tardi, l’incontro regala un inatteso brivido legato alla tecnologia. Al 70′, il fischietto spagnolo Jose Sanchez decreta un calcio di rigore per il PSG sanzionando un intervento irregolare in scivolata di Ibrahima Konate. Tuttavia, dopo un’attenta analisi al monitor del VAR, l’arbitro decide clamorosamente di ritornare sui propri passi, optando per annullare il penalty. Nel finale disperato, Arne Slot stravolge l’attacco inserendo forze fresche come Gakpo e Isak, ma a sfiorare la terza segnatura è ancora il club parigino, fermato unicamente dal palo colpito da Ousmane Dembele all’87’.

Moviola Psg Liverpool: il dubbio del rigore assegnato e poi revocato! Gli episodi della sfida arbitrata da Sanchez, cos’è successo al Parco dei Principi

Moviola Psg Liverpool: gli episodi dubbi del match, valido per l’andata dei quarti di finale di Champions League 2025/26

Al Parco dei Principi, il PSG compie un grandissimo passo in avanti verso la gloria europea. Nella gara d’andata dei quarti di finale di Champions League, i francesi dominano la corazzata inglese, portando a casa un solidissimo e convincente 2-0 ai danni del Liverpool. Una prestazione corale e autoritaria, che mette la formazione transalpina in una posizione di netto vantaggio in vista dell’incandescente gara di ritorno ad Anfield.

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Primo tempo: il guizzo di Doue sblocca la sfida

I padroni di casa prendono immediatamente in mano le redini del gioco, dettando ritmi e costruendo manovre offensive avvolgenti. Il predominio territoriale dei parigini viene premiato già al 11′ minuto. Desire Doue si rende protagonista di una sensazionale serpentina palla al piede, seminando il panico tra la retroguardia dei Reds; giunto al limite dell’area, lascia partire un tiro che, complice una leggera deviazione, beffa Mamardashvili e vale il 1-0.

Il Liverpool prova ad abbozzare una reazione aggrappandosi alle fiammate dei singoli, ma sbatte contro una difesa avversaria molto attenta. Sale anche il nervosismo tra gli inglesi: l’arbitro spagnolo Jose Sanchez è costretto ad estrarre ben due cartellini gialli nel primo tempo per sanzionare gli interventi ruvidi di Joe Gomez e Alexis Mac Allister. Si va al riposo con un possesso palla schiacciante in favore dei transalpini.

La ripresa: la moviola sul rigore e il raddoppio di Kvaratskhelia

Nel secondo tempo, la gara vive il suo snodo cruciale tra il 70′ e il 72′ minuto. Il direttore di gara assegna inizialmente un calcio di rigore al PSG per un contrasto di Ibrahima Konate, che viene anche ammonito. Tuttavia, a seguito del richiamo del VAR, l’arbitro torna sui propri passi e annulla incredibilmente il penalty, scatenando l’ira e l’incredulità dei giocatori parigini.

La rabbia del PSG si trasforma però nell’energia necessaria per chiudere la contesa. Poco prima, al 65′, l’ex fuoriclasse del Napoli Khvicha Kvaratskhelia aveva infatti già archiviato la pratica: sfruttando un preciso assist di Joao Neves, il georgiano supera il portiere avversario con freddezza e deposita in rete il pesantissimo 2-0. Nel finale, Arne Slot tenta di raddrizzare la serata inserendo forze fresche (Isak e Gakpo), ma il muro eretto dalla squadra di casa regge senza eccessivi patemi, spegnendo ogni velleità inglese.

Moviola Barcellona Atletico Madrid: fa discutere l’espulsione di Cubarsi! Gli episodi dubbi del match diretto da Kovacs

Moviola Barcellona Atletico Madrid: gli episodi dubbi del match diretto da Kovacs, valido per l’andata dei quarti di finale di Champions League

Barcellona Atletico Madrid, valevole per l’andata dei quarti di finale di Champions League, si è rivelata subito infuocata sotto il punto di vista agonistico, con il risultato di 0-2 per i Colchoneros e un episodio da moviola clamoroso sul finire del primo tempo. La direzione di gara è stata affidata all’esperto arbitro rumeno Istvan Kovacs, chiamato a sedare le tensioni.

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Primo tempo: intensità alle stelle, l’Atletico la sblocca con Julian Alvarez

I padroni di casa sono partiti con grandissima verve e dinamismo. Subito pericoloso Marcus Rashford, che al 2′ e al 4′ impegna severamente Juan Musso. L’Atletico non sta a guardare: all’8′ c’è un salvataggio miracoloso sulla linea di porta a negare la rete ad Ademola Lookman. La gara si mantiene su ritmi altissimi e spigolosi: Kovacs distribuisce subito sanzioni estraendo il cartellino giallo all’indirizzo di Koke (al 31′) e di Marc Pubill (nel recupero).

L’episodio che spacca in due l’incontro arriva al 45′ minuto. Il fuoriclasse argentino Julian Alvarez si inventa una punizione magica, insaccando il pallone direttamente sotto l’incrocio di destra, imparabile per il portiere avversario, firmando così lo 0-1.

Il momento clou e la moviola: il VAR condanna Pau Cubarsi all’espulsione

L’episodio determinante per la gara si concretizza poco prima del duplice fischio, in corrispondenza della rete del vantaggio avversario. Il difensore del Barcellona Pau Cubarsi entra scomposto su un avversario; inizialmente (al 41′), Istvan Kovacs estrae il cartellino giallo.

Tuttavia, dopo l’immediato richiamo della tecnologia e una rapida on-field review al VAR, il fischietto rumeno cambia radicalmente la sua decisione: al 44′ viene estratto il cartellino rosso diretto, lasciando incredibilmente il Barcellona in inferiorità numerica per tutta la ripresa.

Ripresa e sostituzioni: i blaugrana ci provano ma Musso chiude tutto

Il secondo tempo si apre con le inevitabili contromosse di Flick (dentro Fermín e Gavi). La formazione di casa, pur in 10 uomini, si riversa generosamente in attacco, ma trova di fronte a sé un muro di gomma chiamato Juan Musso, autore di interventi miracolosi al 50′ e al 53′ (su ennesima bordata di Rashford mandata sul palo). Continuano a piovere provvedimenti disciplinari, con i cartellini gialli sventolati ai danni di Alex Baena (63′) e Gavi (65′), con l’Atletico Madrid che chiude il match grazie alla rete di Sorloth.

Calciomercato Napoli: gli azzurri irrompono nella corsa per Alajbegovic! Sfida a Milan e Roma, ecco il prezzo per acquistarlo

Calciomercato Napoli: Alajbegovic è finito nel mirino del club azzurro. Sfida a Roma e Milan, qual è il prezzo per acquistarlo in estate

Il sogno iridato della Nazionale azzurra si è infranto in maniera dolorosa ancora una volta, e l’artefice principale di questa disfatta ha un nome e un cognome ben precisi: Kerim Alajbegovic. Questo formidabile prospetto appena diciottenne ha letteralmente trascinato la Bosnia verso lo storico pass per il prossimo Mondiale, disputando sfide memorabili da assoluto dominatore sia nella semifinale che nell’atto conclusivo dei playoff.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

La rassegna intercontinentale, in programma l’11 giugno e in chiusura il 19 luglio tra le sedi di Stati Uniti, Canada e Messico, lo consacrerà inevitabilmente come uno dei giocatori più attesi dagli osservatori di tutto il pianeta. Le sue doti, in ogni caso, sono già note ad altissimi livelli, dato che le più prestigiose società europee puntano i propri radar su di lui da svariati mesi, affascinate dai guizzi mostrati con la maglia del Salisburgo.

Il blitz del Bayer Leverkusen e il forte pressing della Serie A

Sul fronte delle trattative, il nostro campionato osserva con grandissimo entusiasmo le evoluzioni attorno al suo futuro. Il Napoli tesse la tela in grande segreto da diverso tempo: i vertici partenopei hanno studiato a fondo la sua maturazione in terra austriaca, mantenendo altissima la guardia anche dopo le recenti mosse internazionali. Pochi giorni fa, infatti, il Bayer Leverkusen ha deciso di sborsare 8 milioni di euro per far valere la clausola di riacquisto, blindando nuovamente le prestazioni dell’asso classe 2007.

Nel nostro Paese, tuttavia, la concorrenza non manca affatto. Ben prima della contromossa della società tedesca, il Milan si era attivato tempestivamente per sondare la fattibilità dell’operazione. Nonostante il repentino ritorno in Germania, un suo trasferimento durante l’estate rimane un’opzione assai probabile qualora dovesse pervenire un’offerta irrinunciabile. Attualmente, il costo del suo cartellino gravita tra i 20 e i 30 milioni di euro, una cifra ragguardevole che ingolosisce numerose pretendenti, tra cui figura a pieno titolo anche la Roma.

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