Pagina 202 – Calcio News 24

Denzel Seedorf esordisce con il Milan Futuro: di padre in figlio, prima presenza in rossonero per l’erede di Clarence

Denzel Seedorf fa il suo esordio con il Milan Futuro: il figlio di Clarence alla prima presenza in rossonero

Il calcio italiano torna a riabbracciare un cognome che ha fatto la storia sportiva del nostro Paese e dell’Europa intera. La giornata odierna segna infatti un momento indimenticabile per il settore giovanile rossonero: Denzel Seedorf ha giocato oggi la sua prima partita con il Milan Futuro. Il giovane talento, che porta sulle spalle un’eredità calcistica pesantissima ed estremamente affascinante, ha mosso ufficialmente i suoi primissimi passi nel calcio dei grandi, attirando subito la grande attenzione dei media e degli addetti ai lavori.

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Il debutto in campo contro il Real Cisalpina

Nonostante il risultato finale di squadra non sia stato positivo per i colori rossoneri, a livello personale si tratta di un traguardo assolutamente storico e da incorniciare. L’attesissimo debutto è avvenuto in una sfida agonisticamente molto ostica, che si è purtroppo conclusa con una sconfitta contro il Real Cisalpina.

Lo staff tecnico ha deciso di gettare nella mischia il giovane talento olandese nelle concitate fasi finali del match, concedendogli un totale di 6 minuti da subentrato al posto di Sala. Un primo e fondamentale assaggio che servirà sicuramente al ragazzo per rompere il ghiaccio, prendere confidenza con i ritmi di un campionato difficile e maturare esperienza sul campo.

Chi è Denzel Seedorf: figlio d’arte e promessa del centrocampo

Il DNA calcistico è chiaramente di quelli che non mentono mai. Il giovane prospetto è il figlio di Clarence Seedorf, leggenda assoluta del club milanese, capace di vincere innumerevoli trofei internazionali e di incantare il pubblico dello stadio San Siro per anni. Seguendo in parte le orme dell’illustre padre, anche Denzel è un centrocampista, dotato di una buona visione di gioco e intelligenza tattica. Essendo un classe 2007, la sua giovanissima età gli garantisce dei margini di miglioramento fisico e tecnico davvero enormi.

Le prospettive con il progetto rossonero

L’inserimento stabile nella rosa della seconda squadra milanista conferma la grande attenzione della dirigenza verso la valorizzazione dei propri prospetti. Il progetto del Milan Futuro rappresenta infatti il trampolino di lancio ideale per far misurare i migliori talenti del vivaio in contesti altamente competitivi, preparandoli al potenziale grande salto in prima squadra. Per il giovane talento olandese, questi primi istanti sul rettangolo verde rappresentano solo il punto di partenza di un lungo ed entusiasmante percorso di crescita sportiva.

McKennie a cuore aperto: «Grato per il percorso fatto per arrivare fino a qui, non avrei mai immaginato di raggiungere questo livello»

McKennie, centrocampista della Juve, ha parlato a cuore aperto rivelando il suo percorso fino all’essere un punto di riferimento in bianconero

Intervistato da Goal, il centrocampista della Juventus Weston McKennie ha rilasciato queste dichiarazioni.

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EQUILIBRIO EXTRA CAMPO – «Vorrei che gli altri di me pensassero che sono una persona normale, un ragazzo che durante le vacanze fa un barbecue con la famiglia, bene un drink e si rilassa. Mi piace godermi la vita a 360°. E’ un momento nel quale sto bene: in famiglia, con gli amici e insieme ai miei cani. E penso che gli ultimi sei/otto mesi siano stati piuttosto positivi per me».

PERCORSO PER ARRIVARE ALLA JUVE – «Devo essere sincero, quando ero nelle giovanili dell’USA non avrei mai pensato che mi potesse succedere una cosa del genere. Da bambino ci si impressiona facilmente, e ogni volta che venivo escluso dalla squadra pensavo che non ci potesse essere nessuna possibilità che io riuscissi ad arrivare. Tornavo a Dallas dalla mia famiglia e nella mia società, l’FC Dallas, lì mi hanno rilanciato credendo in me giorno dopo giorno. Questo mi ha spinto a migliorare sempre di più, di spingermi oltre a quanto pensassi. Sono grato per il percorso fatto per arrivare fino a qui, non credo che avrei mai immaginato di raggiungere questo livello».

PUNTO DI RIFERIMENTO PER LE NUOVE GENERAZIONI – «E’ una sensazione straordinaria, ma allo stesso tempo una responsabilità. All’epoca i social non erano così comuni e le mie figure di riferimento le guardavo attraverso la tv o in qualche rivista; e se eri fortunato potevi incontrarle dal vivo. Oggi c’è molta più responsabilità. Io cerco di essere sempre fedele ai miei valori e alle mie origini, è quello che vorrei che le persone prendessero da me. Anche perché sono un buon calciatore, ma soprattutto un essere umano come tutti; bisogna rimanere umili e seguire il proprio sogno, cercando di trovare una strada per se stessi».

Conferenza stampa Vanoli alla vigilia di Crystal Palace Fiorentina: «La parola emergenza non mi piace, non è nel mio DNA. Deve essere un’occasione per chi ha giocato meno»

Conferenza stampa Vanoli alla vigilia di Crystal Palace Fiorentina: le parole in vista dell’andata dei quarti di finale di Conference League 2025/26

La Fiorentina si prepara a vivere una notte europea di fondamentale importanza. Archiviata la sofferta vittoria in extremis ottenuta in campionato contro l’Hellas Verona, la formazione viola è pronta a sfidare il Crystal Palace. Il match match, in programma giovedì 9 aprile alle ore 21:00 nella cornice del Selhurst Park di Londra, è valido per l’andata dei quarti di finale di Conference League. Il decisivo match di ritorno si disputerà allo stadio Franchi giovedì 16 aprile, sempre alle ore 21:00.

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L’atteggiamento della squadra e la gestione delle assenze

A presentare la delicata trasferta internazionale è stato il tecnico Paolo Vanoli durante la consueta conferenza stampa di vigilia. Nonostante le pesanti defezioni dei non convocati Solomon, Parisi e Kean, l’allenatore ha subito dettato la linea motivazionale: La parola ‘emergenza’ non mi piace, non è nel mio DNA. Dev’essere un’occasione per chi ha giocato poco”.

Approfondendo il tema delle rotazioni, ha poi aggiunto: Mi sarebbe piaciuto arrivare qua con la rosa al completo perché contro certi avversari ho bisogno di tutti. Se giochiamo da squadra, otterremo grandi risultati. Ora ci aspettano 2 mesi che sono i più faticosi e i più difficili.

Il rispetto per gli avversari e il fascino della Premier League

Analizzando il club inglese guidato da Oliver Glasner, Vanoli ha inquadrato perfettamente le insidie tattiche e ambientali: Glasner ha già dimostrato di essere preparato in Europa, la sua è una squadra organizzata e si vede che la sua idea di calcio nasce già dai tempi del Salisburgo. Oggi allena in Premier, il campionato più forte al mondo. Io ci sono stato con il Chelsea e l’ho testato di persona. Per noi deve essere un motivo d’orgoglio dopo tutta l’annata, ce la dobbiamo giocare sapendo che arriviamo su un campo molto complicato. Piccolo e pieno con 25 mila persone, dove il Crystal Palace ha costruito i suoi successi. Sarà un bellissimo test e ci vorrà lucidità, anche perché sono due gare. Misureremo la nostra crescita”.

Sui pronostici della vigilia, il tecnico ammette il ruolo di favoriti dei londinesi: “Sì penso di sì, vengono dalla vittoria della FA Cup”.

Il rendimento di Gudmundsson e le condizioni di Kean

Soffermandosi sulle prestazioni dei singoli, l’allenatore ha speso elogi per Albert Gudmundsson: Gudmundsson sta crescendo molto anche in fase difensiva, si sta impegnando molto perché sa che quello è un suo difetto e sta provando a migliorarlo. Contro il Verona mi è piaciuto, nonostante i diversi errori tecnici che non sono da lui, capiva di star sbagliando e non ci stava. L’azione del gol l’ha avviata lui: queste reazioni sono piccoli dettagli importanti. A Verona la prestazione è stata brutta, ma servivano i tre punti. Bisogna giocare anche per quello”.

Infine, ha fatto definitivamente chiarezza sulle precarie condizioni fisiche di Moise Kean, costretto a rimanere a Firenze: Dopo l’allenamento di ieri ha manifestato dolore alla tibia che si porta avanti da tantissimo tempo. Stiamo cercando di gestirlo e oggi non poteva farcela.

Donnarumma non ha ancora digerito il flop Mondiale: «Un po’ ti senti responsabile. Bisogna andare avanti con la consapevolezza che l’Italia tornerà grande»

Donnarumma, portiere del Manchester City e dell’Italia, ha commentato così la mancata qualificazione della Nazionale azzurra ai Mondiali

La delusione è ancora estremamente cocente e l’intero movimento calcistico nazionale si ritrova nuovamente a fare i conti con un incubo sportivo diventato purtroppo una cruda realtà. La mancata qualificazione ai Mondiali per la terza volta di fila rappresenta un colpo durissimo per i tifosi e, soprattutto, per i giocatori scesi in campo. A metterci la faccia nei momenti storicamente più bui sono chiamati i senatori dello spogliatoio. In questo clima di profonda desolazione, risuonano forti le parole da capitano e leader, quelle di Gigio Donnarumma, che ha voluto analizzare il delicatissimo momento attraversato dalla selezione azzurra.

Il peso della responsabilità e la promessa ai tifosi

Intervistato in esclusiva dai microfoni di Sky Sport sull’eliminazione dell’Italia nei playoff dei Mondiali, l’estremo difensore non ha cercato alibi, assumendosi le proprie colpe a nome di tutto il gruppo squadra. Il fuoriclasse, oggi portiere del Manchester City, ha voluto mandare un messaggio chiaro a tutto l’ambiente: È normale che un po’ ti senti responsabile per tutto quello che sta succedendo ora. Bisogna andare avanti con forza e con la consapevolezza che l’Italia tornerà grande. Un monito di speranza che suona come una vera e propria promessa per la rinascita del calcio tricolore.

La beffa ai rigori contro la Bosnia e lo sguardo al futuro

Il contraccolpo psicologico all’interno del gruppo è inevitabilmente devastante. L’ex Paris Saint-Germain ha raccontato di come sia stato difficile metabolizzare questa ennesima e clamorosa batosta internazionale, arrivata peraltro nel modo sportivamente più crudele. L’uscita di scena, maturata a margine della drammatica sconfitta ai calci di rigore contro la Bosnia Erzegovina, ha lasciato scorie pesanti nella mente dei calciatori.

Nonostante l’enorme sconforto, lo sguardo deve necessariamente rivolgersi al domani, riconoscendo i meriti di chi ha gestito il percorso fino a questo tragico epilogo sportivo. Il capitano ha infatti concluso l’intervista difendendo il lavoro svolto: Ora bisogna reagire, è dura. Ho avuto un rapporto stupendo con Gigi, con il mister e con il presidente e mi dispiace e ci dispiace per loro. In questi anni diciamo che oltre alle delusioni abbiamo fatto cose importanti. Una presa di posizione netta da cui far ripartire la rifondazione azzurra.

Morte Lucescu, il ricordo di Ceferin: «Un uomo di raro intelletto calcistico, straordinaria dignità e passione»

Morte Lucescu, il messaggio di Ceferin: «Era un uomo di raro intelletto calcistico, straordinaria dignità e passione»

Mircea Lucescu è stato una figura leggendaria del calcio europeo, capace di attraversare oltre quarant’anni di storia del pallone. Ex difensore della Dinamo Bucarest e capitano della Romania ai Mondiali del 1970, ha poi intrapreso una carriera in panchina che lo ha portato in Italia, Turchia, Ucraina e Russia, fino all’ultimo incarico alla guida della nazionale rumena, lasciato solo poche settimane fa.

Come allenatore ha lasciato un segno profondo: dalle esperienze in Serie A con Pisa, Brescia, Reggiana e Inter, ai trionfi in Turchia con Galatasaray e Beşiktaş, fino alla straordinaria epopea con lo Shakhtar Donetsk, coronata dalla Coppa UEFA del 2009. Con oltre 1.600 panchine e 35 trofei, Lucescu resta uno dei grandi maestri del calcio europeo, una figura la cui eredità continuerà a essere celebrata con rispetto in tutto il continente. Le parole di Ceferin:

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PAROLE – «Il calcio europeo piange Mircea Lucescu. La UEFA ha espresso il proprio profondo cordoglio per la scomparsa del grande tecnico rumeno, avvenuta oggi a Bucarest all’età di 80 anni. Era uno dei veri originali del gioco — un uomo di raro intelletto calcistico, straordinaria dignità e passione».

Moggi duro: «Bisogna rifare tutto dalle fondamenta! Nel 2006 avevamo il campionato più bello del mondo, oggi è tra i più brutti»

Moggi: «Bisogna rifare tutto dalle fondamenta! Nel 2006 avevamo il campionato più bello del mondo, oggi è tra i più brutti»

Il calcio italiano vive una fase di profonda riflessione e, per analizzare le dinamiche che oggi coinvolgono club e Nazionale, è intervenuto un osservatore d’eccezione. Luciano Moggi ha parlato ai microfoni di Radio Tutto Napoli, affrontando in particolare le insistenti voci che vorrebbero Antonio Conte come prossimo commissario tecnico dell’Italia.

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PAROLE – «Il problema è che i giornali devono scrivere qualcosa. Mi ricordo quando dicevano che, vinto il campionato, Conte sarebbe tornato alla Juventus, ma lui ha detto: io sto a Napoli. E deve restare a Napoli. Conte sa dove può stare bene e non andrebbe mai in situazioni catastrofiche come può essere considerata l’Italia di adesso. È un problema talmente grave che coinvolge tutto il sistema. Conoscendo Antonio, vi dico che lui sta bene a Napoli».

«Lui potrebbe essere interessato a una situazione organizzata, ma la Nazionale in questo momento non lo è. È una disorganizzazione organizzata. Può tenerla d’occhio, ma non con possibilità di riuscita se non cambia la struttura. A Napoli si trova bene, è molto legato alla città e alla famiglia».

«Se non si fanno nomi, la gente non legge. Allora bisogna inventare qualcosa per attirare attenzione. Se non c’è neppure un presidente federale definito, come si può parlare di chi andrà in Nazionale?»

CALCIO ITALIANO – «Bisogna rifare tutto dalle fondamenta. Nel 2006 avevamo il campionato più bello del mondo, oggi è tra i più brutti. Siamo stati eliminati più volte e non ci siamo qualificati ai Mondiali» .

Viviani svela: «Presidenza della FIGC? Avevo sempre pensato e sperato che Vialli potesse essere la persona giusta per ricoprire questo ruolo»

Viviani: «Presidenza della FIGC? Avevo sempre pensato e sperato che Vialli potesse essere la persona giusta. Ora vedo Maldini…»

Il calcio italiano attraversa una fase di profonda difficoltà e, secondo Fabio Viviani, allenatore del Vicenza Women, è arrivato il momento di un cambiamento radicale, soprattutto ai vertici della Federazione Italiana Giuoco Calcio. Viviani, che in passato ha ricoperto diversi ruoli tecnici in club come Udinese, Napoli e Palermo, ha espresso la propria visione sulle possibili strade per rilanciare l’intero movimento, indicando nella leadership federale uno dei nodi centrali da affrontare per invertire la rotta. Le sue parole:

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PAROLE «Avevo sempre pensato e sperato che Gianluca Vialli potesse essere la persona giusta per ricoprire questo ruolo. Determinato, fuori da qualsiasi corrente, autonomo, di grande personalità, con esperienza sia da dirigente che nell’associazione dei calciatori. Purtroppo ci è stato portato via. Con queste caratteristiche oggi mi trovo a pensare a Paolo Maldini.

Non parlo nemmeno della grande esperienza da calciatore, ma lui ha avuto anche un’esperienza in un grande club. Non è mai stato sopra le righe, ha sempre puntato dritto nel portare avanti ciò in cui crede. Mi auguro innanzitutto che abbia la voglia e la forza di farlo. E poi che possa scegliere bene i propri collaboratori, nel caso».

Calciomercato Lazio, accelerata biancoceleste per Leite! Ma due squadre in Serie A restano in corsa

Calciomercato Lazio, affondo per Diogo Leite: biancocelesti avanti, ma due club di A restano in corsa. Le ultimissime

Il calciomercato estivo entra nel vivo e uno dei nomi più richiesti per la difesa è quello di Diogo Leite. Il centrale portoghese classe 1999 ha deciso di non rinnovare il contratto con l’Union Berlino, chiudendo un ciclo di quattro anni e circa 130 presenze. Cresciuto nel Porto e passato anche dal Braga, il difensore mancino è pronto a una nuova sfida. Come riportato da Gianlucadimarzio.com, non ci sono margini per un ripensamento: Leite valuterà ora il progetto tecnico più convincente.

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La crescita in Bundesliga e l’interesse del Dortmund

In Germania il suo profilo è molto apprezzato. Dopo aver condiviso lo spogliatoio con Leonardo Bonucci e Robin Gosens, Leite è finito nel mirino del Borussia Dortmund, che lo considera ideale per rinforzare la retroguardia grazie alla sua duttilità: può giocare sia in una linea a quattro sia come braccetto in una difesa a tre.

La Serie A si muove: Lazio in prima fila

Anche l’Italia osserva con attenzione. La Lazio è il club più attivo: dopo un primo sondaggio a gennaio, i biancocelesti sono tornati a informarsi nelle ultime settimane. Ma la concorrenza è forte: Milan e Fiorentina restano alla finestra, pronte a inserirsi se si aprisse uno spiraglio.

Il futuro di Leite tra ambizione e mercato

Nonostante i contatti già avviati in Bundesliga e Serie A, il difensore non ha ancora preso una decisione definitiva. Diogo Leite vuole scegliere con calma la destinazione che possa rappresentare la svolta della sua carriera. Tra il pressing della Lazio, l’interesse del Milan e le sirene del Dortmund, il suo nome è destinato a restare caldo nelle prossime settimane.

Formazioni ufficiali PSG-Liverpool, le scelte di Luis Enrique e Slot per il match di Champions League

Formazioni ufficiali PSG-Liverpool, le scelte di Luis Enrique e Slot per il match, valido per l’andata dei quarti di Champions League

La Champions League riaccende le sue luci più abbaglianti e lo fa con una sfida che ha tutto il sapore di una finale anticipata. Questa sera, mercoledì 8 aprile, il grande calcio europeo vede l’attesissimo confronto tra PSG-Liverpool, valido per l’andata dei quarti di finale. Un duello ad altissima quota, carico di tensione e qualità, che promette spettacolo fin dal primo minuto. Il calcio d’inizio è previsto alle 21:00.

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Le scelte dei due allenatori: le formazioni ufficiali

A ridosso del fischio d’inizio, i due tecnici hanno sciolto ogni riserva tattica. Di seguito, ecco le formazioni ufficiali di PSG-Liverpool, scelte rispettivamente da Luis Enrique e Slot.

PSG (4-3-3): Safonov; Hakimi, Marquinhos, Pacho, Nuno Mendes; Zaire-Emery, Vitinha, Joao Neves; Kvaratskhelia, Dembelé, Doué. All. Luis Enrique.

LIVERPOOL (4-2-3-1): Mamardashvili; Gomez, Konaté, Van Dijk, Kerkez; Gravenberch, Mac Allister; Frimpong, Szoboszlai, Wirtz; Ekitiké. All. Slot.

“Per vedere la Champions in TV basta abbonarsi a NOW: in questo momento l’abbonamento annuale è in sconto al prezzo di 19,99€ al mese. In alternativa, si può optare per quello mensile a 29,99€ al mese”

Formazioni ufficiali Barcellona Atletico Madrid: le scelte di Flick e Simeone per il match di Champions League

Formazioni ufficiali Barcellona Atletico Madrid, le scelte di Flick e Simeone per il match, valido per l’andata dei quarti di Champions League

Torna la magia della Champions League e lo fa con una sfida che profuma di finale anticipata. Questa sera, mercoledì 8 aprile, i riflettori del grande calcio europeo si accendono sul duello stellare tra Barcellona e Atlético Madrid, valido per l’andata dei quarti di finale della massima competizione continentale. E’ atteso un confronto ad altissima intensità, carico di significati tecnici e psicologici. Il calcio d’inizio è fissato per le 21:00.

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Le scelte dei due allenatori: le formazioni ufficiali

A ridosso del fischio d’inizio, i due tecnici hanno sciolto ogni riserva tattica. Di seguito, ecco le formazioni ufficiali di Barcellona Atletico Madrid scelte rispettivamente da Flick e Simeone

BARCELLONA  (4-2-3-1): Joan Garcia; Koundé, Cubarsì, Gerard Martin, Cancelo; Eric Garcia, Pedri; Lamine Yamal, Dani Olmo, Rashford, Lewandowski. All. Flick

ATLETICO MADRID (4-2-3-1): Musso; Molina, Le Normand, Hancko, Ruggeri; Koke, Marcos Llorente; Giuliano Simeone, Griezmann, Lookman; Julian Alvarez. All. Diego Simeone

“Per vedere la Champions in TV basta abbonarsi a NOW: in questo momento l’abbonamento annuale è in sconto al prezzo di 19,99€ al mese. In alternativa, si può optare per quello mensile a 29,99€ al mese”

Mercato Roma, la proprietà blocca i rinnovi: si fermano anche le trattative per Mancini e Cristante

Mercato Roma, rinnovi congelati: decisione della proprietà. In stand‑by anche Mancini e Cristante. Le ultimissime

Arrivano ulteriori conferme sul cambio di strategia della Roma nella gestione dei rinnovi contrattuali. Dopo le indiscrezioni circolate ieri, anche l’esperto di mercato Matteo Moretto ha riportato che il club giallorosso ha deciso di mettere ufficialmente in stand‑by tutte le trattative in corso. Una scelta che riguarda l’intera rosa, compresi Gianluca Mancini e Bryan Cristante, per i quali si parlava di una firma imminente.

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La decisione sarebbe maturata direttamente ai vertici della società: la proprietà vuole prendersi alcune settimane per valutare l’andamento del finale di stagione e definire la programmazione tecnica futura prima di impegnarsi in nuovi accordi a lungo termine. Un congelamento temporaneo, dunque, che riflette la volontà di avere un quadro più chiaro prima di procedere con qualsiasi rinnovo

Allenatore Napoli, spunta il retroscena! Sondaggio per De Zerbi prima del Tottenham. E ora torna forte anche l’idea Italiano

Allenatore Napoli, contatto con De Zerbi prima dell’assalto del Tottenham. Vincenzo Italiano resta un nome caldo

Le parole di Antonio Conte dopo Napoli‑Milan hanno riacceso il dibattito sul futuro della panchina della Nazionale. L’allenatore si è di fatto candidato, pur ricordando di avere ancora un anno di contratto con il Napoli e di dover prima incontrare Aurelio De Laurentiis. Conte ha anche sottolineato come, solo un anno fa, i media lo avessero accostato alla Juventus, lasciando intendere di conoscere bene dinamiche e motivi che lo avevano portato a tirarsi indietro. Alla luce di queste considerazioni, immaginare una sua permanenza a Napoli appare complesso, pur non potendo escludere colpi di scena legati al contratto in essere.

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Parallelamente, un altro nome che resta sul tavolo per la panchina della Nazionale è quello di Massimiliano Allegri, nonostante le smentite dei giorni scorsi. Intanto il Napoli non è rimasto fermo: nelle ultime settimane ci sono stati contatti esplorativi con Roberto De Zerbi per valutare possibili scenari in caso di svolta tecnica, anche se il Tottenham si è mosso con largo anticipo. Tra i profili graditi a De Laurentiis continua a figurare Vincenzo Italiano, da tempo apprezzato dal presidente.

Resta sullo sfondo anche Gian Piero Gasperini, legato alla Roma da un contratto biennale ma al centro di malumori e indiscrezioni nelle ultime settimane. In ogni caso, prima di qualsiasi valutazione, servirà un chiarimento interno: gli equilibri e la convergenza di idee sono mancati nelle ultime sessioni di mercato, e la Roma non può continuare a considerare l’allenatore come il problema principale quando le criticità sembrano altrove. Lo riporta Alfredo Pedullà.

Bernardeschi non ci sta: «Dicevano che ero finito e fallito, andando in Canada, ma non ho mai perso la consapevolezza dei miei mezzi»

Bernardeschi si racconta a La Repubblica: «Dicevano che ero finito e fallito, andando in Canada, ma non ho mai…»

Federico Bernardeschi non ha preso parte alla pesante sconfitta dell’Italia contro la Bosnia, una scelta dell’ex CT Gennaro Gattuso che ha preferito puntare sul gruppo già consolidato nonostante le buone risposte offerte dal fantasista nelle ultime uscite. L’ex Juventus e Toronto, oggi rinato con la maglia del Bologna, sta vivendo una stagione di grande continuità, contribuendo alla cavalcata europea che ha portato i rossoblù ai quarti di finale di Europa League, dove domani affronteranno l’Aston Villa.

Intervistato da Repubblica nell’edizione bolognese, Bernardeschi ha alimentato l’ottimismo in vista della sfida europea, sottolineando la forza e la consapevolezza raggiunte dal gruppo di Italiano. Allo stesso tempo, è tornato sul ko degli Azzurri, soffermandosi sul clima pesante che ha accompagnato la Nazionale fino al disastro di Zenica, definito un vero e proprio contesto“da tragedia”.

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PAROLE – «Quante chance abbiamo di eliminare l’Aston Villa? Cinquanta noi e cinquanta loroDeve ancora iniziare, ci mancherebbe non fossi ottiista. Loro sono una grande squadra, ma noi possiamo giocarcela. Dobbiamo approcciarla con intensità stando molto concentrati sui dettagli che a questi livelli fanno la differenza, sono fondamentali. Al Dall’Ara ne abbiamo sbagliate tante forse perché siamo più frenetici, vogliamo risolvere tutto subito mentre fuori giochiamo con più pazienza, palleggiamo di più e aspettiamo che si aprano gli spazi, coi tempi giusti»

IN EUROPA… – «Sono rimaste squadre diverse da quelle che si immaginava, ma non è giusto dire che il calcio italiano non va avanti. Sono fasi, momenti, coincidenze. L’Inter se la rigioca cento volte contro il Bodo non viene mai eliminata, la Juve poi è uscita per un soffio. Ricordiamoci che negli ultimi tre anni l’Inter ha giocato due finali di Champions, che l’Atalanta ha vinto l’Europa League due anni fa, che la Roma ha vinto la Conference nel 2022 e poi la Fiorentina ha giocato due finali nel ’23 e nel ’24. Facciamoci i complimenti anche quando le cose vanno bene e non guardiamo solo a quello che fanno gli altri. Tolta la Premier, la serie A è l’unico campionato europei in cui ci sono sei squadre in corsa per lo scudetto. In Francia e Germania non c’è competizione, in Spagna se la giocano due squadre su 38»

QUALITA’ NAZIONALE – «Non è vero che la Nazionale italiana ha poca qualità. Troppi italiani godono delle sconfitte? Godere forse no, ma è vero che si è creato intorno alla Nazionale un clima quasi di rassegnazione, di tragedia imminente, un’atmosfera che non fa bene a nessuno, non alla squadra né ai giocatori né al Paese. Perché poi quando si vince un Mondiale, vinciamo tutti. Mancata convocazione di Gattuso? Ho capito la scelta del ct, ci poteva stare anche se stavo facendo bene. Ero fuori da tre anni, si era formato già un gruppo solido. Per me la Nazionale però non è ancora un discorso chiuso»

DICEVANO CHE ERO FINITO… – «I  cambiamenti sono sempre incognite, dovevo adattarmi, avevo perso la preparazione, mi servivano un paio di mesi per ingranare. Bilancio personale dunque è già positivo? Ditelo voi, io direi di sì. Ho avuto la conferma di quel che pensavo di me. Dicevano che ero finito e fallito, andando in Canada, ma non ho mai perso la consapevolezza dei miei mezzi, ero sicuro che ce l’avrei fatta. Tecnicamente poi con Italiano ho aggiunto ancora qualcosa, come specifici movimenti, nel mio bagaglio tecnico. Cerchiamo di portare qualcosa a casa quest’anno e poi vediamo. Il Bologna deve avere l’ambizione di stare in Europa fisso, restarne fuori sarebbe triste. Qui sto benissimo, la gente ha gioia di vivere e sa divertirsi».

Juventus Summer Tour in Australia: ufficializzati programma completo e calendario delle amichevoli estive

Juventus Summer Tour in Australia: svelati programma, date e amichevoli della tournée. Tutti i dettagli nella nota ufficiale

Con un comunicato ufficiale, la Juventus ha reso note le date e il programma completo della tournée estiva che il club bianconero svolgerà in Australia. La nota:

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IL COMUNICATO – “Lo Juventus Summer Tour powered by Jeep porterà la Juventus in Australia, offrendo ai tifosi un posto in prima fila per vedere i loro amati Bianconeri nel calcio d’élite. Perth ospiterà due partite di rilievo che faranno parte del programma internazionale della pre-season del Club. Nell’ambito di ‘Calcio Italiano’, il Festival italiano del calcio, la Juventus accenderà i riflettori dell’Optus Stadium con due serate di alto profilo in una delle città sportive più appassionate d’Australia. Le partite sono in programma per sabato 8 agosto contro l’Inter e martedì 11 agosto contro il Palermo, trasformando Perth in un vero punto d’incontro per la cultura del calcio italiano. Oltre al campo, i sostenitori potranno aspettarsi esperienze dedicate ai fan e momenti con la comunità pensati per celebrare il gioco e avvicinare ancora di più la Juventus ai tifosi di tutta la regione.

Questo tour si inserisce inoltre nel solco del consolidato impegno della Juventus verso la propria community internazionale, con iniziative insieme agli Juventus Official Fan Clubs e alle Juventus Academies della regione. In Australia, la rete degli Juventus Official Fan Clubsconta 3 club, contribuendo ad amplificare localmente l’identità del Club e a far vivere la passione bianconera attraverso iniziative durante tutto l’anno. Anche la presenza della Juventus Academy continua a crescere, con tre Academy in Australia, inclusa una a Perth, e un legame costante con Torino, rafforzato dai programmi Training Experience e dall’annuale Academy World Cup ospitata ogni anno a Torino.

Lo Juventus Summer Tour powered by Jeep è una piattaforma importante per coinvolgere i tifosi della Juventus, accelerando al contempo lo slancio commerciale del Club nella regione. Grazie a una maggiore visibilità e ad attivazioni personalizzate per i partner, il tour creerà momenti premium per il brand e sosterrà la crescita e la presenza regionale dei global partners del Club, tra cui Jeep, adidas, Cygames, EA Sports e WhiteBit.

In definitiva, Perth è pronta a offrire più di due partite: sarà una celebrazione della community juventina in Australia. Dalle atmosfere del matchday alle iniziative dedicate ai tifosi, il Club continuerà a portare lo spirito bianconero più vicino ai sostenitori di tutta la regione, costruendo legami che dureranno ben oltre il fischio finale”.

Caso Astori, emergono nuovi dettagli dalle motivazioni: il certificato falso e le condanne dei medici

Nuovi sviluppi nel caso Astori: il certificato medico falsificato al centro della sentenza del tribunale, le ultime

A otto anni dalla tragica scomparsa di Davide Astori, il caso giudiziario legato alla sua morte continua a far discutere. Il tribunale di Firenze ha infatti pubblicato le motivazioni della sentenza che ha portato alla condanna di alcuni professionisti coinvolti nella vicenda avvenuta il 4 marzo 2018 a Udine. Le nuove carte chiariscono il quadro delle responsabilità e confermano irregolarità nella gestione della documentazione sanitaria del capitano della Fiorentina.

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Il professor Giorgio Galanti, all’epoca responsabile della Medicina dello Sport dell’ospedale Careggi, è stato condannato a un anno di reclusione per falso ideologico. Secondo la sentenza, avrebbe prodotto un certificato medico retrodatato dal 2019 al 2017. Condanne anche per la dottoressa Toncelli e per il professor Modesti, entrambi a otto mesi: quest’ultimo è stato ritenuto responsabile anche della distruzione di un atto autentico. Le motivazioni sottolineano come tali condotte abbiano compromesso la trasparenza e la correttezza delle procedure interne.

Il tribunale evidenzia inoltre che le irregolarità contestate ai tre professionisti hanno avuto ripercussioni sull’intero reparto, coinvolgendo altri membri accusati di negligenza. Un quadro che, secondo i giudici, ha messo a rischio la credibilità del sistema sanitario pubblico e sollevato interrogativi sulla gestione dei controlli medici in ambito sportivo. La vicenda, a distanza di anni, continua così a rappresentare una ferita aperta per il mondo del calcio e per le istituzioni coinvolte.

Renzi attacca Lotito: «Finché in Parlamento abbiamo personaggi che ottengono vantaggi tramite emendamenti, come Lotito…»

Renzi su Lotito: «Finché in Parlamento abbiamo personaggi che come lui la situazione rimarrà uguale». Le sue parole

Il botta e risposta tra Claudio Lotito, presidente della Lazio, e l’ex premier Matteo Renzi continua a intrecciare politica e calcio, alimentando un confronto ormai diventato pubblico. L’ultimo capitolo è arrivato durante un’intervista concessa da Renzi a Radio Bruno, in cui il leader di Italia Viva ha smentito le indiscrezioni che lo volevano vicino alla guida della Fiorentina. Pur respingendo quelle voci, Renzi ha colto l’occasione per rivolgere una nuova critica a Lotito, collegando la crisi del calcio italiano a dinamiche politiche che coinvolgerebbero alcuni dirigenti.

Nel corso dell’intervista, Renzi ha infatti commentato con toni duri la situazione del movimento calcistico nazionale, sostenendo che alcune decisioni legislative favorirebbero figure specifiche. Secondo quanto riportato, il riferimento era proprio al presidente della Lazio, accusato di trarre vantaggi da emendamenti parlamentari. Un’affermazione che si inserisce in un confronto ormai ricorrente tra i due e che riaccende il dibattito sull’efficacia delle norme che regolano il settore sportivo in Italia

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PAROLE «Finché in Parlamento abbiamo personaggi che ottengono vantaggi tramite emendamenti, come Lotito per gestirsi il suo ‘giochino’, la situazione rimarrà uguale. Barone era contrario all’emendamento Lotito, anche perché la Fiorentina era una delle poche squadre messe bene in Italia».

Mercato Napoli, primi contatti esplorativi per Richard Ríos: il centrocampista del Benfica entra nel mirino azzurro

Mercato Napoli, Richard Ríos nel radar dei partenopei: contatti esplorativi con il Benfica per il colpo a centrocampo

Il Napoli vive un finale di stagione sospeso tra il sogno rimonta in campionato e la programmazione del futuro. La dirigenza azzurra, guidata dal direttore sportivo Giovanni Manna, sta già lavorando alle strategie per il prossimo mercato estivo e uno dei nomi più seguiti è quello di Richard Ríos. Il centrocampista colombiano del Benfica, 25 anni, è considerato uno dei profili ideali per rinforzare la mediana e aggiungere dinamismo alla rosa. Il giocatore era stato seguito anche dalla Roma, ma ora è il Napoli a muoversi con maggiore decisione, avviando i primi contatti esplorativi senza però aver ancora presentato un’offerta ufficiale. Lo riporta Di Marzio.

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I numeri della stagione confermano perché Ríos sia finito nel mirino dei campioni d’Italia. In campionato ha collezionato 21 presenze con un gol e tre assist, mentre in Champions League — tra qualificazioni e League Phase — ha disputato 12 partite, mettendo a referto un gol e un assist, entrambi proprio contro il Napoli di Antonio Conte. Arrivato in Portogallo nell’estate 2025 dopo le esperienze con Flamengo, Guarani e Palmeiras, il colombiano ha mostrato una crescita costante, diventando un elemento prezioso per il Benfica.

Oltre al rendimento nei club, Ríos porta con sé anche un bagaglio internazionale di tutto rispetto: 30 presenze con la maglia della Colombia e due reti segnate. Un profilo completo, giovane ma già esperto, che risponde perfettamente alle esigenze del Napoli per la prossima stagione. La trattativa è ancora in fase embrionale, ma l’interesse è concreto e il nome di Ríos resta in cima alla lista per dare nuova linfa al centrocampo azzurro.

Neymar, nuovo intervento per rientrare in tempo e convincere Ancelotti: dall’Italia arriva un omaggio inaspettato

Brasile, Neymar tenta il tutto per tutto: operazione al ginocchio per convincere Ancelotti. E dall’Italia spunta un regalo speciale

Il tempo stringe e Neymar non vuole arrendersi. A due mesi dal Mondiale, il fuoriclasse brasiliano — tornato al Santos per rilanciare la propria carriera — sta facendo di tutto per presentarsi in condizioni accettabili alla rassegna iridata. A rivelare il suo piano di recupero è stato l’allenatore Cuca, che ha confermato come l’attaccante si sia sottoposto a un nuovo intervento al ginocchio durante l’ultima sosta per le Nazionali. Una scelta che gli è costata l’assenza nella recente sconfitta per 3‑1 contro il Flamengo, ma che rappresenta un tentativo estremo di rimettersi in corsa dopo l’esclusione dalle amichevoli di lusso contro Francia e Croazia.

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Secondo quanto riportato da ESPN, l’operazione rientra in un protocollo di recupero programmato e non in un nuovo infortunio. Fonti vicine al giocatore parlano infatti di un trattamento con plasma ricco di piastrine (PRP), una terapia avanzata che sfrutta il sangue dell’atleta per rigenerare i tessuti e accelerare la guarigione delle microlesioni. Un passaggio quasi obbligato per un ginocchio che porta ancora i segni della rottura del crociato e del menisco subita nell’ottobre 2023, un trauma che ha segnato profondamente la sua carriera recente. L’obiettivo è chiaro: arrivare a giugno nelle migliori condizioni possibili per convincere il CT a inserirlo nella lista definitiva.

Nel frattempo, dall’Italia è arrivato un gesto simbolico che ha emozionato O’Ney. L’artista Mattia Mastrillo gli ha dedicato un quadro in cui Neymar appare con la maglia del Santos e una corona sul capo, un omaggio consegnato personalmente in Brasile. Un regalo che il giocatore ha accolto con entusiasmo e che molti tifosi sperano possa essere di buon auspicio per il suo ritorno sulla scena mondiale. Per Neymar, il Mondiale rappresenta l’ultima grande occasione per riscrivere la propria storia: la corsa è in salita, ma la determinazione non sembra mancare.

Iran irremovibile: niente partite negli USA. La FIFA impone una scadenza, sullo sfondo l’ipotesi ripescaggio Italia

L’Iran non arretra: «Giochiamo solo in Messico». La FIFA fissa la deadline e l’Italia intravede il possibile ripescaggio

L’Iran conferma la propria disponibilità a partecipare al Mondiale 2026, ma pone una condizione non negoziabile: non scenderà in campo negli Stati Uniti. La federazione iraniana chiede che tutte le sue partite vengano spostate in Messico, rifiutando le sedi originariamente previste a Inglewood — dove dovrebbe affrontare Nuova Zelanda e Belgio — e a Seattle, teatro della sfida contro l’Egitto. Il ministro dello Sport Ahmad Donyamali, intervistato dall’agenzia turca Anadolu, ha ribadito la posizione del Paese, lasciando alla FIFA il compito di trovare una soluzione alternativa:

PAROLE – La richiesta di spostare le nostre partite in Messico è ancora valida, ma non abbiamo ancora ricevuto risposta. Terremo comunque la squadra pronta per la Coppa del Mondo, anche se la decisione finale spetterà al nostro governo. Le dichiarazioni di Trump sono molto contraddittorie e incoerenti: secondo le normative FIFA, la sicurezza deve essere garantita dal Paese interessato. I Mondiali sono in programma a breve, e queste garanzie sono tutt’altro che scontate. In queste circostanze, la probabilità che l’Iran partecipi alle partite dei Mondiali negli Stati Uniti è molto bassa. Ma se le necessarie garanzie di sicurezza venissero fornite, sarà il nostro governo a prendere la decisione sulla partecipazione dell’Iran ai Mondiali

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La Federazione internazionale ha però fissato una deadline precisa: entro il 12 maggio l’Iran dovrà comunicare ufficialmente se parteciperà o meno al torneo. Il regolamento prevede sanzioni pesanti per eventuali ritiri: una multa minima di 250mila franchi svizzeri per chi si ritira entro 30 giorni dall’inizio della competizione, che sale ad almeno 500mila franchi se il forfait arriva più tardi. Esiste anche un’ipotesi estrema: la mancata presentazione alla prima gara, fissata per il 16 giugno contro la Nuova Zelanda, che attiverebbe l’articolo 16 del Codice Disciplinare FIFA con ulteriori penalità economiche e disciplinari.

In caso di rinuncia dell’Iran, si aprirebbe uno scenario inatteso: il possibile ripescaggio dell’Italia. Per storia, prestigio, bacino di tifosi e ranking FIFA, gli Azzurri sarebbero la nazionale con il coefficiente più alto tra le escluse. Un elemento che, secondo diverse ricostruzioni giornalistiche, si intreccia anche con i recenti cambiamenti ai vertici della FIGC, accolti positivamente dalla FIFA. Nulla è deciso, ma la porta — almeno sul piano regolamentare — resterebbe socchiusa.

Calciomercato Milan, cresce la pista Krstović: primi contatti con l’Atalanta e spunta una soluzione a sorpresa

Calciomercato Milan, accelerata per Krstović: avviati i dialoghi con l’Atalanta. Possibile incastro a sorpresa sul tavolo

Il Milan di Massimiliano Allegri si prepara a una profonda rivoluzione offensiva in vista della stagione 2026/2027, e tra i nomi in cima alla lista della dirigenza rossonera spicca quello di Nikola Krstović. L’attaccante montenegrino dell’Atalanta, già seguito in passato dagli scout di Via Aldo Rossi, è tornato con forza nel mirino del club, deciso a consegnare al proprio allenatore un centravanti moderno, fisico e perfettamente adattato ai ritmi della Serie A. Secondo quanto raccolto da Calciomercato.it, il profilo del classe 2000 risponde esattamente alle caratteristiche richieste per il nuovo ciclo rossonero.

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Arrivato a Bergamo la scorsa estate dal Lecce per circa 25 milioni di euro, Krstović ha confermato tutto il suo potenziale sotto la guida di Raffaele Palladino, diventando un punto fermo dell’Atalanta. Con 9 gol in campionato e prestazioni sempre più convincenti, il montenegrino si è imposto come uno dei protagonisti della stagione nerazzurra, tanto da vedere la sua valutazione salire intorno ai 35 milioni. Il Milan, però, confida di poter trattare su una base più vicina ai 30 milioni, forte dei rapporti consolidati con il club bergamasco.

Un elemento che potrebbe facilitare l’operazione è il futuro di Yunus Musah: il centrocampista statunitense, attualmente in prestito all’Atalanta con diritto di riscatto fissato a 25 milioni, rappresenta una pedina potenzialmente decisiva nei dialoghi tra i due club. L’asse Bergamo‑Milano potrebbe dunque portare a un’operazione congiunta che avvicinerebbe Krstović a San Siro. Il suo nome si aggiunge a una shortlist di alto profilo che comprende Vlahović, Kean e Castro, confermando la volontà di Allegri di costruire un reparto offensivo all’altezza delle ambizioni Champions del nuovo Milan.

Conferenza stampa Ferguson pre Bologna Aston Villa: «Possiamo fare la storia del nostro club, c’è una cosa in cui dobbiamo migliorare»

Conferenza stampa Ferguson pre Bologna Aston Villa: le parole del centrocampista dei rossoblù alla vigilia del quarto d’andata di Europa League

La conferenza stampa di Lewis Ferguson alla vigilia di Bologna Aston Villa, quarto di finale d’andata di Europa League: le parole del centrocampista dei rossoblù.

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PAROLE – «Sentiamo di poter fare la storia del Bologna, è la mia gara più importante da quando sono qui. McGinn? Abbiamo giocato insieme in nazionale, contro di noi ha fatto due gol, lo conosco bene e domani a centrocampo sarà una sfida interessante. Rendimento tra casa e trasferta? A casa nostra non so perché ma non siamo il Bologna dell’anno scorso o dell’anno prima. Non so il perché ma è qualcosa che dobbiamo migliorare».

Dossier Gravina, dopo le dimissioni passa al contrattacco: «Falsità hanno alimentato la ricerca di colpevoli, la mia audizione è stata cancellata». I 10 punti nevralgici

Dossier Gravina, dopo le dimissioni da presidente della FIGC, pubblica un documento che avrebbe dovuto presentare in Parlamento

Gabriele Gravina passa al contrattacco. A una settimana dalla dolorosa e inaspettata sconfitta ai rigori contro la Bosnia, che è costata all’Italia la clamorosa esclusione dal Mondiale, il presidente federale dimissionario risponde alle feroci critiche giunte dal mondo della politica e dello sport pubblicando un corposo documento ufficiale. L’ex dirigente chiarisce immediatamente la delicata situazione, spiegando con grande delusione il mancato confronto istituzionale, inizialmente previsto nelle sedi opportune e poi repentinamente cancellato: «Il giorno seguente la mancata qualificazione della Nazionale italiana al Mondiale 2026 la VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei deputati ha chiesto, e prontamente ottenuto, la mia disponibilità per un’audizione sullo stato di salute del calcio italiano. Confronto auspicato e condiviso, almeno nelle poche ore in cui è rimasto in agenda, sia dalle forze parlamentari di maggioranza sia da quelle di minoranza. Perché, purtroppo, è stato cancellato il giorno successivo, pochi istanti dopo aver rassegnato le mie dimissioni dalla carica di presidente della FIGC, come se i problemi del movimento calcistico fossero conseguentemente risolti».

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Il massimo responsabile del calcio tricolore decide quindi di esporre pubblicamente il proprio intenso lavoro, per evitare facili strumentalizzazioni mediatiche e respingere gli attacchi ricevuti. Le sue parole, affidate fedelmente alla relazione scritta, risultano estremamente perentorie e non lasciano alcuno spazio a dubbie interpretazioni esterne: «Siccome ritengo corretto non sottrarmi al dibattito e, perché no, anche alla critica, ho deciso di pubblicare lo stesso la relazione predisposta per l’audizione. Con l’auspicio che sia da stimolo per una riflessione e per un opportuno approfondimento anche per coloro che, nei giorni scorsi, hanno voluto aggiungere la propria opinione al già affollatissimo partito di chi ritiene di avere la ‘soluzione in tasca’. Se vogliamo il bene del calcio italiano, è necessario fare chiarezza sulle reali competenze della Federazione, delle Leghe (quindi dei Club) e delle istituzioni. Troppe imprecisioni, se non addirittura vere e proprio falsità, infatti, alimentano la ricerca di colpevoli a tutti i costi, ma soprattutto la diffusione di convinzioni errate. Rischio, quest’ultimo, che penalizza ancor più del primo la vera ricerca di soluzioni ai problemi del nostro calcio».

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Il vasto programma di riforme stilato dal manager sportivo prevede esattamente dieci punti nevralgici, considerati indispensabili per la rinascita sul campo e dietro le scrivanie. Tra le proposte principali spicca il diritto alla scommessa, destinando preziosi fondi alla valorizzazione dei settori giovanili e delle infrastrutture. Si richiede con estrema urgenza un credito d’imposta per favorire concretamente gli investimenti sui talenti Under 23 e il ripristino del discusso regime agevolato per i tesserati, utile per ridare immediato respiro all’industria. Il manifesto spinge inoltre per l’abolizione del divieto di pubblicità per le agenzie di betting e invoca massicci aiuti statali per la costruzione dei nuovi stadi. Viene fortemente auspicato il riconoscimento dello status di impresa sociale per le federazioni, unito a un tempestivo rifinanziamento per il movimento femminile. Sul versante puramente tecnico, il piano impone una drastica inversione di rotta per ripartire dai vivai, proponendo infine una radicale revisione dei campionati professionistici e una complessa riorganizzazione delle nomine e delle regole interne che governano il settore arbitrale.

Convocati Fiorentina per il Crystal Palace, la lista di Vanoli: non solo Kean! Sono 3 gli assenti

Convocati Fiorentina per il Crystal Palace, la lista di Vanoli: non solo Kean! Sono 3 gli assenti per la sfida di domani in Conference League

Alla vigilia del match contro il Crystal Palace per l’andata dei quarti di finale di Conference League, arrivano notizie importanti dall’infermeria della Fiorentina. Come comunicato dal tecnico Paolo Vanoli, Moise Kean, Solomon e Parisi non sono stati convocati per la sfida di domani, poiché hanno svolto allenamenti differenziati. In particolare, Kean soffre di un dolore alla tibia. Buone notizie per Dodo e Rolando Mandragora, che invece sono recuperati e pronti a scendere in campo. La sfida andrà in scena domani alle ore 21:00 al Selhurst Park di Londra.

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La lista dei convocati:
Christensen, De Gea, Leonardelli; Balbo, Comuzzo, Dodo, Gosens, Kospo, Kouadio, Pongracic, Ranieri; Deli, Fabbian, Fagioli, Fazzini, Harrison, Mandragora, Ndour; Braschi, Gudmundsson, Piccoli, Puzzoli.

Conferenza stampa Italiano pre Bologna Aston Villa: «Le altre italiane fuori dalle coppe europee? Non è tutto da buttare, Joao Mario sta dimostrando che alla Juve…»

Conferenza stampa Italiano pre Bologna Aston Villa: le parole del tecnico dei rossoblù alla vigilia del quarto di finale d’andata di Europa League

La conferenza stampa di Vincenzo Italiano alla vigilia di Bologna Aston Villa, quarto di finale d’andata di Europa League.

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CHANCE DI PASSAGGIO DEL TURNO? – «Fifty-fifty, lo diciamo in inglese. Partita che sapete tutti quanto sia complicata ma dobbiamo dimostrare il nostro valore, la nostra forza e le nostre qualità. Conosciamo l’avversario perché l’abbiamo già affrontato due volte ma ogni gara ha una storia differente. La gara andrà gestita in 180′. Domani sarà importantissimo perché la prima gara ti dà modo di affrontare il ritorno in un determinato modo. Abbiamo tutte le possibilità per farlo, dobbiamo giocarci le nostre chance perché è un orgoglio essere nelle prime otto».

OBIETTIVO TORNARE A VINCERE IN CASA – «Domani ci sarà lo stadi ostacolo e mi auguro che ci dia una grande mano per espugnarlo. Ci arriviamo con grande entusiasmo e aver vinto a Cremona ci ha permesso di preparare bene la partita. A Cremona c’è stato sia il risultato sia la prestazione, domani spero di confermarci in una partita tosta e complicata. So di questa grande attesa e preparazione per quanto riguarda il sostegno che avremo per tutta la partita: la gente ci riconosce la loro vicinanza e mi auguro che continui a stare sempre con noi come chiedevo ad inizio campionato. Faccio nuovamente l’esempio di Orsolini che sbaglia il rigore e viene applaudito: tutto questo deve essere salvaguardato. Sulla carta l’Aston Villa è superiore a noi ma con l’aiuto di tutti possiamo ribaltare i pronostici».

SE HO PENSATO A COME METTERE IN DIFFICOLTA’ EMERY? – «Le due partite precedenti erano del girone di qualificazione, in gara secca e in casa loro. Questa volta si giocheranno 180 minuti e può succedere di tutto. Conosciamo i loro pregi e difetti. Li abbiamo sempre affrontati ad inizio stagione e non come ora che siamo quasi alla fine. Loro hanno individualità, qualità e grande valore: per controbattere dovremmo fare una prestazione superlativa, ma sicuramente ci sarà una differenza rispetto alle due gare precedenti».

COSA DOVREMO FARE DOMANI – «Sono convinto che avremo palle gol e dovremo essere concreti. Li abbiamo studiati e nelle gare precedenti abbiamo avuto delle occasioni ghiotte».

SUL MIO PERCORSO DA ALLENATORE – «Ho capito di poter fare l’allenatore negli allievi della Luparense. Lì ho testato le mie idee ed i miei principi e poi c’è stata un’escalation fino alla ciliegina sul percorso rappresentata dal trofeo della Coppa Italia. Quel trofeo ci sta permettendo di affrontare un mostro sacro come Emery e ne vado orgoglioso: è un tecnico vincente che fa giocare bene la sua squadra e che ha vinto 4 volte questa competizione. Sono davvero orgoglioso del percorso».

CHANCE DI HEGGEM DAL 1′? – «Uno tra Casale ed Heggem affiancherà Lucumì».

CASTRO – «Nell’ultimo periodo sta arrivando sotto porta ma non sta avendo concretezza e la fame che lo contraddistingue. Ci sono momenti che fanno parte di una stagione, c’è anche un po’ di malasorte, ma lui sta lavorando bene e sta dando tutto per la squadra. Finisce le partite sempre stremato. Arriva da un gran gol a Roma in Europa League e sono convinto che tornerà a far gol, perché lavorando così prima o poi il Dio del calcio ti grafica».

L’ASTON VILLA NON HA GIOCATO IN CAMPIONATO, E’ UN VANTAGGIO PER NOI? – «Siamo in un punto della stagione dove la condizione è al top per tutti e non giocare una partita non è così influente. Li troveremo attenti e concentrati. Hanno avuto modo di lavorare più tempo sulla partita di domani e mi aspetto una squadra pronta a tutto».

SE MI SAREI ASPETTATO UN JOAO MARIO COSI’ DECISIVO? – «Dopo l’esordio con il Parma diciamo di no (ride, ndr). Poi si è sciolto ed è una bella sorpresa. Ha capacità di palleggio troppo importanti per una squadra che cerca di costruire con i difensori. Aver un esterno basso che ti fa già due gol e assist non è cosa da tutti. Complimenti a lui perché sta dimostrando cosa è capace di fare e perché si è meritato la Juventus».

NOI E LA FIORENTINA L’ULTIMA SALVEZZA PER IL CALCIO ITALIANO IN EUROPA? – «Non è proprio così disastroso il percorso in Europa delle squadre italiane. Chiaro che non si vince da diverso tempo, ma ho visto l’Atalanta trionfare in Europa League, l’inter fare due finali di Champions, altre due finali europee le ha disputate la Roma, la Fiorentina due di Conference. Non è tutto da buttare».

Calciomercato Inter, Zanetti all’opera per il centrocampo del futuro: la mossa per portare in nerazzurro quel talento del Como

Calciomercato Inter, Zanetti all’opera per il centrocampo: la mossa del vicepresidente per portare in nerazzurro quel talento del Como

L’estate si preannuncia decisiva per la Inter, con il centrocampo destinato a subire alcune modifiche importanti. Tra i partenti più probabili ci sono Frattesi, che sembra pronto a salutare, e Mkhitaryan, che terminerà il suo contratto a fine stagione. Inoltre, la situazione di Calhanoglu resta da monitorare attentamente. Questi possibili addii pongono il club nerazzurro nella necessità di trovare nuovi rinforzi per la mediana.

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Il nuovo nome: Maximo Perrone del Como

Nel tentativo di rinforzare il reparto, la dirigenza interista ha messo gli occhi su Maximo Perrone, centrocampista del Como. Come riportato dal Corriere dello Sport, Perrone è stato uno degli elementi chiave per il club lariano, contribuendo a rendere il Como una delle squadre più competitive in Serie A. Attualmente, il centrocampista sta facendo parlare di sé per le sue prestazioni e per il suo ruolo da protagonista nella squadra di Fabregas.

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La concorrenza e il fascino dell’Inter

Tuttavia, la qualificazione del Como alla Champions League potrebbe diventare un ostacolo nelle trattative per il trasferimento di Perrone. Con la partecipazione alla massima competizione europea, il Como potrebbe mantenere una posizione di forza sul mercato, concentrandosi sulle valutazioni tecniche senza dover fare i conti con il lato economico. Per l’Inter, ottenere il giovane argentino sarà tutt’altro che facile, ma la figura di Javier Zanetti, vicepresidente e connazionale di Perrone, potrebbe svolgere un ruolo cruciale nell’operazione.

Kane al miele con Del Piero: «Sono cresciuto guardando attaccanti come lui, se dice qualcosa di buono…»

Kane loda Del Piero: «Sono cresciuto guardando attaccanti come lui, se dice qualcosa di buono…». Le parole della punta del Bayern Monaco

Nel post-partita della sfida europea tra Real Madrid e Bayern Monaco, l’attenzione si è concentrata sulle dichiarazioni rilasciate ai microfoni di Sky Sport. Harry Kane, protagonista sul campo del Bernabeu e autore della rete del momentaneo raddoppio per i tedeschi, ha risposto con immensa ammirazione agli elogi ricevuti in diretta.

L’attaccante ha rivolto parole di profonda stima verso Alessandro Del Piero. Il centravanti inglese ha incensato pubblicamente l’ex capitano della Juventus, ringraziandolo calorosamente per la lucida analisi e per i preziosi complimenti spesi nei suoi confronti dopo la prestazione offerta in terra spagnola.

Il bomber ha sottolineato come l’ex fantasista rappresenti uno dei migliori interpreti in assoluto di questo sport. Il giocatore ha ammesso di aver sempre seguito da ragazzo le gesta di simili campioni, accogliendo con immenso onore e grande orgoglio i giudizi positivi di una vera leggenda.

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LE PAROLE – «È uno dei migliori, sono cresciuto guardando grandi attaccanti come lui. Se dice qualcosa di buono lo accetto molto volentieri» .

Thiago Motta Napoli, tutto falso? Il padre dell’agente del tecnico spiega tutto!

Thiago Motta Napoli, tutto falso? Il padre dell’agente del tecnico spiega tutto! Le sue parole sul futuro dell’allenatore italo-brasiliano

Cosa c’è di vero sulle voci di un futuro di Thiago Motta sulla panchina del Napoli in caso di Antonio Conte come ct dell’Italia? A spiegare la situazione è Dario Canovi, padre dell’agente del tecnico italo-brasiliano ex Juve: queste le sue dichiarazioni a Radio Tutto Napoli.

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NAPOLI – «Per sapere se c’è il gradimento di Thiago bisognerebbe chiederlo a Thiago. Onestamente non ci ho parlato, anche perché poi l’agente è mio figlio. È chiaro che Napoli è una grande società, una grande squadra, però non c’è assolutamente nulla di concreto. Io e mio figlio non abbiamo sentito nessuno, ma sicuramente neanche Thiago, perché altrimenti ci avrebbe avvisato».

CONTATTI PASSATI CON GLI AZZURRI – «Ci fu un contatto tra De Laurentiis e Thiago, però non c’era un’occasione e una situazione per fare un accordo. Niente di straordinario, erano uno dei tanti contatti che De Laurentiis ha avuto per trovare un nuovo allenatore».

JUVE – «Probabilmente non tutti gradivano la sua presenza, soprattutto fuori dalla società. C’era grande amore per Allegri e l’arrivo di Thiago è stato interpretato come un tradimento. Non per colpa sua, ma chi ne ha pagato le conseguenze è stato lui. Se andiamo a vedere i risultati, in quel periodo avrebbe potuto battere anche grandi squadre. Credo che il problema sia stato l’ambiente, che non era pronto ad accoglierlo. Quando una società sposa un progetto dovrebbe portarlo fino in fondo, o quantomeno non arrendersi dopo pochi mesi, soprattutto quando la squadra era a buoni livelli».

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ANCORA SUL NAPOLI – «Io adoro Napoli e il Napoli. È una squadra che ho sempre amato e in cui ho avuto diversi calciatori. Nella squadra dello Scudetto assistevo sei giocatori. Però credo che per un matrimonio serva fiducia assoluta: chi vuole davvero un allenatore deve dargli piena gestione tecnica. All’epoca Thiago era all’inizio del percorso a Bologna e forse non c’era ancora questa fiducia totale».

SUL FUTURO DI THIAGO MOTTA – «A Thiago sono arrivate tante proposte, però lui cerca un progetto. Faccio sempre l’esempio del calcio inglese: lì ci si diverte e si sposano progetti a lungo termine. L’Arsenal, prima di vincere, ha aspettato anni con lo stesso allenatore. Questo è quello che cerca Thiago: continuità, qualcosa da costruire e portare avanti. Non è un fatto economico. L’importante è avere un’idea di calcio innovativa e far vedere un bel gioco».

Morte Lucescu, la decisione della UEFA per onorare lo storico allenatore: minuto di silenzio in tutte le gare!

Morte Lucescu, la decisione della UEFA per rendere omaggio allo storico allenatore romeno: minuto di silenzio in tutte le gare di oggi e domani

Il mondo del calcio si ferma oggi per rendere omaggio a una delle figure più iconiche del calcio europeo, Mircea Lucescu, scomparso all’età di 80 anni. La UEFA ha deciso che tutte le partite di Champions League, Europa League e Conference League in programma tra oggi e domani saranno precedute da un minuto di silenzio in sua memoria, come segno di rispetto per la sua carriera straordinaria.

Lucescu è stato una figura leggendaria, capace di attraversare epoche diverse del calcio europeo, con una carriera che si è estesa per più di 40 anni. Fino a poche settimane fa, era ancora alla guida della nazionale rumena, ultimo capitolo di un percorso che lo ha visto protagonista in Italia, Turchia, Ucraina e Russia. Prima di intraprendere la carriera da allenatore, Lucescu aveva avuto una carriera da calciatore di successo con la Dinamo Bucarest, vincendo numerosi titoli e indossando a lungo la maglia della Romania, anche come capitano durante il Mondiale del 1970.

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Come allenatore, Lucescu ha lasciato un’impronta indelebile. Ha allenato in Italia con Pisa, Brescia, Reggiana e Inter, ma è stato in Turchia con Galatasaray e Beşiktaş che ha scritto alcune delle pagine più memorabili della sua carriera, conquistando numerosi trofei nazionali e internazionali. La sua esperienza più lunga e di maggior successo è stata quella con lo Shakhtar Donetsk, dove ha vinto la Coppa UEFA nel 2009, e ha conquistato numerosi titoli di campionato.

Con oltre 1.600 panchine e 35 trofei vinti, Mircea Lucescu è stato uno dei grandi maestri del calcio europeo. La sua eredità sarà ricordata da tutti i campi del continente, dove il suo nome verrà celebrato con un silenzio carico di rispetto e ammirazione.

Del Piero analizza: «In Italia vogliamo giocatori grandi, grossi e veloci. Calcio in crisi? Bisogna partire da un presupposto»

L’ex attaccante della Juventus e della Nazionale, Alessandro Del Piero, ha analizzato la crisi del movimento calcistico italiano

Intervenuto ai microfoni di Sky Sport, Alessandro Del Piero ha commentato così la crisi del movimento calcistico italiano, provando a dare alcuni suggerimenti e soluzioni.

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LA CRISI DEL CALCIO ITALIANO – «Noi in Italia vogliamo giocatori grandi, grossi e veloci, perché il calcio adesso richiede questo e in Francia e in Inghilterra hanno giocatori con queste caratteristiche. Ma non è così. Noi in Italia siamo sempre stati più bravi a vedere qualcosa di diverso, ad avere l’occhio sul talento, sulla tecnica e su qualità diverse che oggi ci ha ‘rubato’ la Spagna».

SOLUZIONI – «Non ho le soluzioni a tutto, ma si deve partire da un presupposto chiaro, oggi con l’Italia U15, U16 o U17 facciamo cose straordinarie, ma nell’U21 non arriviamo in alto, mentre ai miei tempi vincevamo con l’U21 per due edizioni di fila dell’Europeo. Questo è un aspetto da analizzare: perché a 15 o 16 anni siamo forti quanto e, forse, più degli altri, e poi non lo siamo più? Cosa manca in quel frangente? E da dove arrivano questi problemi? Che tipo di giocatori formiamo? È un processo lento per rispondere a queste domande…».

L’EDUCAZIONE DEI FIGLI – «La vittoria per un genitore è quando un figlio sceglie bene: per come la vedo non dobbiamo essere iperprotettivi e dire sempre cosa fare. E questa cosa si riflette nel calco giovanile. Diciamo troppo cosa fare ai ragazzi e questo uccide la loro creatività. Se diamo indicazioni troppo stringenti poi i giovani calciatori sanno eseguire solo quello, diventano bravi in quel sistema, ma appena ne escono sbagliano e vengono bollati come scarsi. Non è così, non sono scarsi: il problema è che gli è stata insegnata solo una cosa.

Non gli è stato insegnato a risolvere un problema da soli. In altri Paesi questi problemi non ci sono, non c’è il ‘proibizionismo del fare’ come da noi. Siamo in un contesto dove i ragazzi devono esprimere le proprie qualità e testare se stessi. La mia più grande gioia sapete qual era? Sfidare i miei amici. E quindi sfidare anche me stesso. Un tempo anche i videogiochi erano a pagamento, per giocare pagavi cento lire, e quindi ci tenevi. Oggi i videogiochi sono gratis…».

Spalletti Juve, ci siamo per il rinnovo: c’è la data per l’annuncio! Subito pronti due regali dal mercato?

Spalletti Juve, ci siamo per il rinnovo: c’è la data per l’annuncio! Subito pronti due regali dal mercato? Il piano dei bianconeri per il futuro

Il matrimonio tra Luciano Spalletti e la Juventus è ormai destinato a continuare con grande soddisfazione da entrambe le parti. Durante la sosta, il club bianconero e l’esperto allenatore hanno definito i dettagli di un accordo che era già stato ampiamente discusso nelle settimane precedenti. Come riportato da La Gazzetta dello Sport, il conto alla rovescia è iniziato per la firma sul contratto che legherà Spalletti al nuovo progetto juventino fino al 2028.

I dettagli del contratto

Il nuovo accordo prevede uno stipendio netto tra i 5 e i 6 milioni di euro, con l’aggiunta di sostanziosi bonus. L’intesa tra le parti è totale e la firma è ormai una formalità, salvo eventuali ostacoli burocratici. L’annuncio ufficiale dovrebbe arrivare entro la settimana, prima dell’importante scontro diretto con l’Atalanta, decisivo per la corsa alla Champions League. Il rinnovo è visto come un segnale di stabilità per l’intero ambiente, proprio come accaduto a febbraio con il rinnovo di Kenan Yildiz.

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Implicazioni future

Questo rinnovo rappresenta una mossa cruciale per il futuro della Juventus, non solo per la solidità che apporta al progetto tecnico, ma anche per le future strategie di mercato. La conferma di Spalletti come guida tecnica aiuterà la dirigenza nel reclutamento di calciatori di alto livello, con obiettivi come Bernardo Silva del Manchester City e Leon Goretzka del Bayern Monaco. La concorrenza del Milan su Goretzka è forte, ma la stabilità sulla panchina sarà determinante per attrarre questi top player. Con il rinnovo in arrivo, la Juventus si prepara ad affrontare un finale di stagione con maggiore sicurezza e ambizione.

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