Pagina 203 – Calcio News 24

Convocati Bologna per l’Aston Villa, l’elenco completo di Italiano: c’è la decisione su Odgaard!

Convocati Bologna per l’Aston Villa, l’elenco completo di Italiano: c’è la decisione su Odgaard! Questi i calciatori dei rossoblù a disposizione

Il Bologna continua a lavorare in vista della sfida di domani 9 aprile contro l’Aston Villa al Dall’Ara alle 21:00, una partita cruciale per le ambizioni europee dei rossoblù, valevole per i quarti di finale d’andata di Europa League. Tra i convocati torna Jens Odgaard, che aveva saltato alcune partite per infortunio. Il giocatore danese, classe 1999, si è adattato al ruolo di mezzala nel nuovo 4-3-3 di Vincenzo Italiano, ma resta un’opzione valida anche in attacco. Resteranno fuori invece Skorupski, Lykogiannis e Dallinga, che non sono stati convocati. Nessun problema fisico per Joao Mario, uscito nel finale della partita contro la Cremonese, che sarà regolarmente a disposizione per il match.

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Portieri: Franceschelli, Pessina, Ravaglia.
Difensori: Casale, Heggem, Lucumì, Joao Mario, Miranda, Zortea.
Centrocampisti: Ferguson, Freuler, Moro, Pobega, Sohm.
Attaccanti: Bernardeschi, Cambiaghi, Castaldo, Rowe, Castro, Odgaard, Orsolini.

Cizmic si racconta, parla il raccattapalle eroe della Bosnia: «Non pensavo di penalizzare l’Italia, Donnarumma se l’è presa con gli avversari e…»

Cizmic, parla il raccattapalle eroe della Bosnia contro l’Italia: il suo racconto dell’episodio del foglietto dei rigori nascosto a Donnarumma

A soli 14 anni è diventato l’eroe inaspettato di un’intera nazione e l’incubo sportivo dell’Italia. Afan Cizmic, giovanissimo raccattapalle del Celik, è il ragazzo che durante i calci di rigore del drammatico spareggio Mondiale Bosnia-Italia a Zenica ha sottratto il prezioso foglietto degli appunti a Gianluigi Donnarumma. Sulle pagine de La Gazzetta dello Sport, il giovane talento si racconta tra sogni di gloria e un’asta di beneficenza.

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L’IDEA DEL FURTO A BORDO CAMPO – «Per tutta la gara ho pensato a come avrei potuto aiutare i miei idoli. È stata una sfida complicata. Al primo tiro dal dischetto di Tahirovic ho visto il portiere azzurro guardare un foglio e poi lasciarlo al limite dell’area di rigore. A quel punto sono corso in campo per prenderlo, è stata una scelta istintiva e di cuore. Senza pensare alle conseguenze e ai giudizi. Volevo soltanto fare qualcosa di utile per il mio Paese».

IL RISPETTO PER L’ITALIA – «Vorrei subito chiarire che ho un enorme rispetto per la Nazionale e per l’Italia. Con il mio gesto non pensavo di penalizzare gli azzurri. Lo sport è anche questo, quello che succede in campo resta in campo. Sono stato giudicato e mi dispiace, ma resto in ogni caso con i piedi per terra. Sono semplicemente Afan, un ragazzo di 14 anni che segue le regole. Prima nella vita che nel calcio».

IL SOGNO CHIAMATO CR7 – «Il mio obiettivo è avere una carriera importante in questo sport, magari in un top club europeo. Il mio idolo è Cristiano Ronaldo, per stile di gioco e approccio al lavoro è un esempio. Un giorno sogno di vestire la maglia della Bosnia-Erzegovina».

L’ASTA DI BENEFICENZA PER IL FOGLIETTO DI GIGIO – «Mio padre Emir mi segue ovunque […]. Aveva notato la mia corsa verso l’area di rigore mentre guardava la partita in tv. Insieme abbiamo deciso di conservare quel foglietto. Con l’aiuto di mio padre vorrei metterlo all’asta. Ci piacerebbe raccogliere fondi per donarli in beneficenza ai bambini, soprattutto quelli affetti da malattie, che ne hanno più bisogno».

LA RABBIA DI DONNARUMMA – «Gigio se l’è presa con gli avversari e pure con i nostri tifosi nei 120’. Continuava a rispondere male. Ora spero non sia arrabbiato con me. I giocatori di Gattuso sono stati eccezionali, non mi hanno accusato. L’ho apprezzato molto. La Nazionale italiana ha una storia incredibile, che tutti conosciamo e rispettiamo. Mi auguro che gli azzurri possano tornare a gioire. Magari, tra quattro anni, in campo ci sarò anche io».

Allenamento Fiorentina, personalizzato per Kean: novità anche su Dodò e Mandragora verso il Crystal Palace

Allenamento Fiorentina, personalizzato per Kean: novità anche su Dodò e Mandragora verso il Crystal Palace. Il punto sugli infortunati

Alla vigilia della sfida contro il Crystal Palace, valida per l’andata dei quarti di finale di Conference League, la Fiorentina di Paolo Vanoli ha aggiornato sulle condizioni fisiche dei suoi giocatori. Purtroppo, non arrivano buone notizie per quanto riguarda Moise Kean: l’attaccante italiano non ha preso parte all’allenamento con il gruppo, svolgendo invece una sessione di lavoro differenziato. Con lui, anche Solomon e Parisi hanno seguito un programma individuale, mettendo così in dubbio la loro presenza per la gara di giovedì.

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Fortunatamente, ci sono segnali positivi per Mandragora e Dodô. Entrambi i giocatori sono stati recuperati e saranno a disposizione per il match contro la formazione inglese. La Fiorentina, dunque, potrà contare su alcuni dei suoi pezzi pregiati, ma molto dipenderà anche dalle conferenze stampa e dalle dichiarazioni dell’allenatore. Vanoli ha in programma un incontro con i media per oggi, 8 aprile, alle 19:30, durante il quale potrebbe fornire ulteriori chiarimenti sulle condizioni fisiche della squadra.

Gli aggiornamenti sugli infortuni

Kean aveva giocato 76 minuti nella vittoria per 1-0 contro il Verona lo scorso sabato, ma ora la sua disponibilità per la gara europea è incerta. La situazione di Solomon e Parisi è diversa: il primo non gioca dal 26 febbraio, mentre il secondo ha saltato l’ultima partita per problemi fisici, così come Dodô. Mandragora, invece, dopo aver saltato le ultime due partite, è pronto a tornare tra i convocati per il match di Conference League contro il Crystal Palace.

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Con il passaggio ai quarti di finale, l’obiettivo della Fiorentina è quello di continuare a fare bene in Europa, ma il recupero completo dei giocatori chiave sarà fondamentale per affrontare la squadra inglese con la giusta forza.

Abodi spiega: «Conte ct dell’Italia? Spetta alla FIGC e al Napoli, ma è un grande allenatore! Ecco com’è la situazione»

Il Ministro dello Sport, Andrea Abodi, ha risposto così in merito alla possibilità di un ritorno di Antonio Conte come ct dell’Italia

Andrea Abodi, Ministro per lo sport, ha commentato la possibilità di un ritorno di Antonio Conte come CT della Nazionale Italiana. Durante la presentazione del progetto “Sport Missione Comune”, Abodi ha elogiato il lavoro di Conte al Napoli, definendo ogni giudizio su di lui “superfluo”. Ha dichiarato che sarà la FIGC e Aurelio De Laurentiis a valutare le opzioni future, aggiungendo che Conte è “una grande persona e un grande allenatore”. Queste le sue dichiarazioni riportate dall’Ansa.

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PAROLE – «Conte CT? È un grande allenatore, spetta alla FIGC e al Napoli valutare la possibilità. Sta facendo uno straordinario lavoro a Napoli, poi saranno lui, il presidente De Laurentiis e la Federazione a valutare le possibilità. La persona è quella che conosciamo. Ogni giudizio sarebbe superfluo, tutto sommato. È una grande persona, un grande allenatore come ce ne sono anche altri».

Bayern Monaco, Kim può tornare in Serie A? Il difensore risponde: «Concentrato sul presente, per il futuro dico questo»

Il difensore del Bayern Monaco, Kim Min-Jae, ha risposto così in merito al proprio futuro e alla possibilità di un suo ritorno in Serie A

Il difensore Kim Min-Jae ha parlato del suo futuro in un’intervista a FCInterNews, commentando le voci che lo vedrebbero nel mirino di Inter, Juventus e Milan. Il calciatore ha sottolineato che la sua esperienza al Napoli è stata positiva e che ora è focalizzato sul presente, senza aggiungere dettagli sul futuro. Riguardo alla mancata qualificazione ai Mondiali della Nazionale Italiana, ha espresso dispiacere, menzionando anche gli amici in squadra.

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PAROLE – «Come commento le voci che tante squadre italiane come Inter, Juventus e Milan siano sulle mie tracce? Posso dire che l’esperienza al Napoli è stata davvero positiva per me, la ricordo con particolare piacere, ora sono concentrato sul presente. Sul futuro non ho niente da aggiungere. Nazionale fuori dai Mondiali? Sono davvero dispiaciuto. La nazionale azzurra può contare su ottimi calciatori, in più in rosa ci sono tanti miei amici, mi avrebbe fatto piacere incrociarli».

Pirlo ricorda Lucescu: «Non finirò mai di ringraziarti, mi hai cresciuto come un figlio» – FOTO

Pirlo ricorda Lucescu: «Non finirò mai di ringraziarti, mi hai cresciuto come un figlio». Il messaggio di cordoglio del tecnico italiano

Anche Andrea Pirlo piange la morte di Mircea Lucescu. Il tecnico dello United FC ha affidato al mondo dei social un toccante messaggio per ricordare l’allenatore che lo fece esordire a soli 16 anni con la maglia del Brescia. Di seguito il post Instagram pubblicato dall’ex allenatore di Juventus e Sampdoria.

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IL MESSAGGIO – «Grazie di tutto mister.. non finirò mai di ringraziarti.. mi hai cresciuto come un figlio dandomi la possibilità di confrontarmi con gli altri quando ero giovanissimo.. mi hai insegnato cosa vuol dire amare questo sport in tutti i suoi particolari.. non finirò mai di ringraziarti .. buon viaggio mister .. grazie mircea ❤️🙏».

Frosinone Palermo ai raggi X: momento, classifica, infortunati. Dentro al big match di Serie B allo Stirpe

Frosinone Palermo: l’analisi su momento, classifica, infortunati del big match di Serie B in programma venerdì allo Stirpe

Archiviata la Pasqua e la vittoria sul Padova, il Frosinone è già proiettato verso il big match di venerdì sera allo “Stirpe”. I ragazzi di Alvini affronteranno il Palermo in una sfida cruciale per blindare il secondo posto in classifica, che attualmente li vede avanti di quattro lunghezze proprio sui rosanero (quarti). Un margine rassicurante ma fragile: in questo convulso finale di stagione, cedere punti in uno scontro diretto è un lusso vietato.

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Nessun calcolo, dunque. Il Frosinone sa che il Palermo si presenterà agguerrito, deciso a riaprire i giochi, senza nulla da perdere. Tuttavia, i giallazzurri hanno già dimostrato di sapersi esaltare nelle partite che contano, sfoderando intensità, coraggio e solidità mentale.
Sul fronte infermeria, la ripresa degli allenamenti a Ferentino ha portato cattive notizie: Farès Ghedjemis è in forte dubbio a causa del problema muscolare accusato contro il Padova. Il suo stop si aggiungerebbe a quelli di Corrado, Kone e Marchizza. La buona notizia per Alvini è invece il rientro di Koutsoupias a centrocampo, reduce da un turno di squalifica.

Il Palermo sogna il colpo

In casa rosanero si guarda alla sfida dello “Stirpe” come alla partita dell’anno. L’obiettivo è duplice: ridurre il gap di 4 punti dal Frosinone e sfatare finalmente il tabù che vede gli uomini di Inzaghi a secco di vittorie (e di gol) contro le prime tre della classe.

Il bollettino medico concede qualche speranza. Il portiere Joronen, uscito acciaccato contro l’Avellino, non ha riportato lesioni muscolari: si deciderà all’ultimo, ma Alfred Gomis è pronto a sostituirlo. Nessun allarme per Bani e Palumbo, mentre è certa l’assenza prolungata di Dennis Johnsen (elongazione). Da valutare Giacomo Corona.

Il Palermo arriva al match fiducioso, caricato anche dallo splendido gol corale – frutto di 26 passaggi consecutivi – che ha chiuso la pratica Avellino con la firma di Ranocchia. Purtroppo, i rosanero dovranno tentare l’impresa senza il supporto dei propri sostenitori residenti in Sicilia, a causa del divieto di trasferta per motivi di ordine pubblico.

Krol rivive il suo amore per Napoli: «Ogni volta che torno vengo inondato da tanti ricordi. Non ero abituato a tutto questo calore»

Krol ha ripercorso il suo legame con Napoli, rivivendo i suoi ricordi da giocatore in Italia. Queste le sue dichiarazioni

Il leggendario Ruud Krol, olandese d’origine ma napoletano d’adozione, si racconta a cuore aperto sulle pagine de La Gazzetta dello Sport. A 77 anni, l’ex difensore simbolo del Calcio Totale ripercorre le tappe di una carriera straordinaria, svelando aneddoti inediti e confessando il suo profondo legame con l’Italia. Ecco le sue parole.

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L’AMORE INCANCELLABILE PER NAPOLI «Ogni volta che torno mi basta salire su un taxi per essere inondato da così tanti ricordi… I giovani mi dicono “sei stato un eroe per mio padre, ho una foto tua a casa mia”. Quanto è bello essere ricordati. Ricordo la bellezza, la tranquillità. E poi i pescatori di Mergellina: un giorno andai a fare una passeggiata sul lungomare. Un pescatore mi vide e chiamò tutti gli altri. “C’è Krol, c’è Krol”. Si avvicinarono, mi abbracciarono, ricordo ancora le loro mani e l’odore del pesce, fortissimo. Non ero abituato a tutto questo calore».

IL NAPOLI «Mi prese in prestito dal Vancouver ma mi voleva dai tempi dell’Ajax. Il direttore del Napoli, Antonio Juliano, venne da me anche a Vancouver. Anni prima si era presentato in Olanda per convincermi. Ricordo che ad Ascoli eravamo in vantaggio 1-0 e volevo tenere alta la linea del fuorigioco ma continuavo a dire: “Fiori, fiori”. Non mi capirono subito. A fine partita chiesi un insegnante di italiano».

RIVERA «Da bambino volevo diventare un grande calciatore. Una volta eravamo in vacanza sul lago di Como, mio padre vide un manifesto che anticipava una partita del Milan e mi portò a vederla. Fu il debutto di Gianni Rivera che non aveva nemmeno 17 anni. Quel giorno vidi anche uno stadio italiano per la prima volta. Che atmosfera incredibile. A fine partita ho guardato mio padre e ho detto: “In futuro voglio giocare anch’io in Italia”».

JOHAN CRUIJFF «Eccezionale. Ti rendeva un giocatore migliore. Il mio mancino non era perfetto, allora a fine allenamento restavo di più in campo con Johan per esercitarlo. Ci stimolava, era un allenatore in campo, leggeva il calcio come nessun altro. Sapeva di essere forte ma anche che senza gli altri dieci non poteva fare niente».

IL NAPOLI DI OGGI «Il problema degli infortuni è stato una sciagura. Ma nonostante questo non è mai sceso al di sotto del quarto posto, fa capire quanto sia forte. Io mi sarei divertito di più nel Napoli di Spalletti. A me piace una squadra che attacca sempre e che difende andando contro l’avversario. Prendere l’iniziativa e mai correre indietro. Questo è il mio calcio. Sempre avanti».

Giannini allarmato dalla Roma: «Non mi aspettavo un crollo del genere dopo quel pari con la Juve! Mancano cinque titolari per colmare il gap»

Giannini, bandiera della Roma, ha analizzato attraverso queste dichiarazioni il momento che stanno vivendo i giallorossi

L’ex capitano e bandiera giallorossa Giuseppe Giannini analizza il momento delicato della Roma sulle pagine de La Gazzetta dello Sport. Dalla complicata rincorsa alla zona Champions al futuro di Gian Piero Gasperini, fino alle necessarie mosse di mercato per colmare il gap con le prime della classe. Ecco il suo pensiero.

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CREDERE AL QUARTO POSTO «Deve farlo, ma è difficile anche se mancano ancora 7 gare e ci sono 21 punti in palio. Chi è davanti però sta meglio della Roma e dietro corre pure l’Atalanta. Bisogna rialzarsi subito, la prossima giornata sulla carta è favorevole. Onestamente, non mi aspettavo un crollo del genere dopo quel pari con la Juve».

FIDUCIA A GASPERINI «Continuerei con lui. Quando inizi un percorso devi avere fiducia e compattezza fino alla fine. Ma è necessaria l’armonia tra tutte le componenti. Serve unione di intenti su strategia e obiettivi, poi il primo anno può anche essere di costruzione. I rapporti però sono fondamentali. È un momento particolare per Gasp perché poi i risultati comandano su tutto, ma ha avuto anche tanti infortunati. Pesa l’assenza di Dybala. Fino a un mese fa la Roma stava decisamente meglio e il suo lavoro non può essere cancellato».

NIENTE RIVOLUZIONE PER I SENATORI «Anche in questo caso se bisogna mandare via alcuni giocatori bisogna che siano d’accordo Gasperini, Ranieri e Massara. Il tecnico ha parlato di voler rinforzare la squadra ma non di rifondarla. Non credo sia tutto da buttare».

COSA MANCA PER COLMARE IL GAP «Alla Roma mancano cinque titolari per provare a colmare il gap: un difensore, due centrocampisti e due attaccanti. E credo che anche Gasperini la pensi così».

Arbitri Serie A: ufficiali le designazioni della 32ª giornata. Chi è stato scelto per Atalanta-Juve e Como-Inter ma non solo

Arbitri Serie A: sono state ufficializzate le designazioni della 32ª giornata. Chi è stato scelto per tutte le sfide

Attraverso il proprio sito ufficiale, l’AIA ha reso note le designazioni arbitrali per la 32ª giornata di Serie A.

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ROMA – PISA    Venerdì 10/04 h. 20.45

FELICIANI

BINDONI – TEGONI

IV:      MARIANI

VAR:     GIUA

AVAR:      DI PAOLO

CAGLIARI – CREMONESE    Sabato 11/04 h. 15.00

DOVERI

BERCIGLI – FONTANI

IV:      MARINELLI

VAR:      GUIDA

AVAR:      MAZZOLENI

TORINO – H. VERONA    Sabato 11/04 h. 15.00

BONACINA

YOSHIKAWA – PISTARELLI

IV:       MANGANIELLO

VAR:      MARINI

AVAR:       MERAVIGLIA

MILAN – UDINESE    Sabato 11/04 h. 18.00

MARCHETTI

IMPERIALE – FONTEMURATO

IV:      MUCERA

VAR:     MAGGIONI

AVAR:     ABISSO

ATALANTA – JUVENTUS     Sabato 11/04 h. 20.45

MARESCA

BERTI – DEI GIUDICI

IV:       ZUFFERLI

VAR:      DI PAOLO

AVAR:    CAMPLONE

GENOA – SASSUOLO      h. 12.30

RAPUANO

DI GIOIA – MORO

IV:     DI MARCO

VAR:     MERAVIGLIA

AVAR:     GUIDA

PARMA – NAPOLI    h. 15.00

DI BELLO

ROSSI L. – MASTRODONATO

IV:     COLLU

VAR:     ABISSO

AVAR:     MARINI

BOLOGNA – LECCE     h. 18.00

COLOMBO

PERROTTI – CECCON

IV:     CREZZINI

VAR:     MAZZOLENI

AVAR:       PAGANESSI

COMO – INTER    h. 20.45

MASSA

MELI – ALASSIO

IV:       AYROLDI

VAR:     AURELIANO

AVAR:     MAGGIONI

FIORENTINA – LAZIO    Lunedì 13/04 h. 20.45

FABBRI

VECCHI – ZINGARELLI

IV:     PERRI

VAR:    PATERNA

AVAR:      AURELIANO

Milan, Altafini va giù pesante: «Non sono sorpreso dall’uscita dal giro Scudetto. Leao? Vada a giocare altrove…Ecco chi vedrei bene in rossonero»

Milan, José Altafini ha analizzato attraverso queste dichiarazioni il momento che sta vivendo il club rossonero. Tutte le sue parole

José Altafini, autore di 150 reti in rossonero e assoluto trascinatore nella storica prima Coppa dei Campioni del 1963 a Wembley, analizza sulle pagine di Tuttosport il momento del Milan.

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L’ADDIO AL SOGNO SCUDETTO «Me lo aspettavo e sinceramente non sono sorpreso né dalla sconfitta, né dall’uscita dei rossoneri dal giro scudetto. Allegri con questa squadra non poteva fare di più. La rosa del Milan vale l’attuale classifica: stanno ottenendo il massimo e non possono andare oltre. Inter e Napoli restano superiori. Alla lunga i valori sono emersi e la classifica attuale mi sembra corretta per quello che abbiamo visto finora».

LE ACCUSE A MASSIMILIANO ALLEGRI «Non capisco proprio queste accuse. Ha preso un Milan reduce da un anno difficile e che veniva da un ottavo posto. L’ha riportato a essere competitivo e nelle prime posizioni senza particolari acquisti di alto livello. Mica sono arrivati Van Basten e Gullit in estate! Coi giocatori attualmente a disposizione ha ottenuto il massimo. C’era poco da fare…».

I RINFORZI «Va rinforzata la spina dorsale della squadra. Questa dev’essere la priorità della società. In estate serve un difensore forte, poi va aggiunto un altro centrocampista di alto livello da mettere al fianco di Modric e Rabiot».

UN REPARTO OFFENSIVO DA RIFONDARE «Lì è il reparto che necessita di maggiori interventi. Per prima cosa va acquistato un grande attaccante. A questo Milan manca soprattutto un bomber da 20 gol all’anno. Anzi più di uno… L’attacco del Milan va rifatto daccapo. Oltre al centravanti titolare vanno prese un altro paio di punte al posto di quelle attuali. Solo così il reparto offensivo si alzerà di livello».

IL FUTURO DI LEAO «Sarebbe ora di fare qualche scambio con qualcuno di forte e più utile al gioco del Milan. Rafa resta comunque un giocatore bravo e di talento. A quel punto andrà a giocare bene altrove…».

MOISE KEAN «Mi piace Kean. Non per colpa sua [se l’Italia è rimasta fuori dal Mondiale, ndr]. Kean tra Fiorentina e Nazionale ha fatto diversi gol ed è cresciuto molto negli ultimi due anni. Lo reputo un centravanti bravo e dalle potenzialità interessanti. Per questo dico che lo vedrei bene in maglia rossonera».

Serie A, il Corsport evidenzia un dato ‘preoccupante’: nella prima giornata post flop Mondiali schierati dall’inizio 64 italiani e 156 stranieri! La denuncia di Zazzaroni

Serie A, Ivan Zazzaroni sul Corriere dello Sport ha fatto luce su uno dei problemi strutturali secondo lui del calcio italiano. La sua accusa

Con un editoriale in prima pagina, Ivan Zazzaroni sul Corriere dello Sport analizza senza filtri la profonda crisi strutturale del calcio italiano all’indomani dell’ennesimo fallimento ai Mondiali, puntando il dito contro l’eccessiva presenza di stranieri in Serie A e la totale assenza di coraggio nell’investire sui giovani talenti azzurri. Ecco le sue parole: «Le rivoluzioni non si fanno in un giorno, da noi nemmeno in dieci anni. Segnatevi questa: se nel 2028 faremo male anche agli Europei chiederemo a gran voce la testa del presidente federale e il titolo “Tutti a casa” verrà riproposto con identico disgusto. Non si cambia in un giorno, dicevo. Fa comunque impressione verificare che nella prima giornata post-fallimento mondiale, il terzo di fila, la serie A abbia presentato dall’inizio 64 italiani e 156 stranieri, ovvero il 29,1% contro un impressionante 70,9% (molte le pippe al sugo).

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Le cose sono migliorate di poco con le sostituzioni e alla fine abbiamo contato 92 italiani e 222 strangers in the night. La nostra notte. Soltanto quando riusciremo a capovolgere la situazione, invertendo i numeri e ottenendo un rapporto percentuale “alla spagnola”, potremo dire di aver ritrovato il calcio italiano. Mi fanno ridere quelli che indicano questo o quell’allenatore per il ruolo di ct: ci vogliono i giocatori bravi, non i tecnici top. Perché è verissimo che non facciamo giocare i nostri, ma lo è altrettanto che all’estero non si strappano i capelli per comprare italiani. Spalletti invoca un obbligo federale solo perché non siamo capaci di farne a meno per investire autonomamente sui giovani, provando possibilmente a non arricchirli a diciotto, vent’anni anni con le lusinghe degli agenti e contratti milionari»

Bologna, Lucumì rivela: «Contro l’Aston Villa non siamo favoriti ma vogliamo superare le aspettative. A volte sbaglio per superficialità, ecco la verità sul mio rinnovo»

Bologna, Jhon Lucumì ha rilasciato queste dichiarazioni alla vigilia del match di Europa League contro l’Aston Villa. Le sue dichiarazioni

Alla vigilia del decisivo quarto di finale di Europa League contro l’Aston Villa, Jhon Lucumi si è raccontato al Corriere dello Sport.

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I QUARTI DI FINALE «Forse è vero che è facile preparare appuntamenti come questi perché non serve trovare motivazioni extra. L’atteggiamento sarà il migliore, saremo tutti concentrati e con la voglia di fare una grande partita. Se vogliamo giocare ad alto livello dobbiamo abituarci ad arrivare a queste fasi. Non sentiamo pressione, ma solo un’enorme motivazione per regalare un’altra gioia alla nostra gente».

I DETTAGLI «I dettagli faranno la differenza: calci d’angolo, punizioni e quelle situazioni che molti pensano non contino nulla. La cosa più importante è mantenere sempre la sfida aperta e viva, perché può succedere di tutto. È fondamentale restare dentro la partita, l’obiettivo per passare il turno è spingere, ma il concetto base è che “è meglio non perdere“».

L’ASTON VILLA «Per noi è una grande opportunità. La nostra seconda partita contro di loro in passato è stata migliore della prima, e da allora siamo cresciuti molto. Loro hanno esperienza internazionale e giocatori di qualità, ma tutto dipende da come ci si prepara e si scende in campo. I nomi non bastano se non li dimostri. Sappiamo di non essere favoriti, ma vogliamo superare le aspettative».

I SUOI ERRORI «A volte sbaglio per superficialità, a volte per la sicurezza molto grande che ho nella mia condizione fisica e tecnica. So che non deve succedere se voglio raggiungere grandi obiettivi, ed è su questo che sto lavorando duramente».

IL TERMINE LUCUMATA «Non sono abbastanza importante da arrabbiarmi per questo. Sono consapevole di quando sbaglio e l’unica cosa che conta è ciò che viene dopo: lavorare affinché non riaccada. Subito non rido, ma col passare dei giorni a volte ci sorrido su, fa parte del gioco».

IL RINNOVO «In questo momento la mia attenzione è rivolta solo a concludere la stagione al meglio e ad aiutare la squadra. Parlare di rinnovo ora non è la priorità. A fine campionato mi siederò con la mia famiglia e il mio staff, valuteremo tutto e prenderemo la decisione migliore. Sicuramente non me ne andrò “tanto per andarmene”, non prenderò decisioni affrettate».

BOLOGNA «Qui è tutto fantastico. Io e la mia famiglia siamo felici e proviamo una gratitudine totale per l’affetto e l’accoglienza che i tifosi e la città ci hanno riservato in questi anni».

IL CAMPIONATO «Ci sono ancora grandi motivazioni in Serie A. Arrivare ottavi dà un vantaggio importante per la prossima Coppa Italia. Inoltre, per diventare giocatori d’élite, bisogna abituarsi a competere al massimo ogni tre giorni. È questa la mentalità che serve per giocare nel Real Madrid o nel Barcellona, e noi dobbiamo costruirla e portarla sempre qui a Bologna».

Roma, i Friedkin prendono posizione: deciso il futuro di Gasperini dopo la sconfitta contro l’Inter. Cosa succederà a fine stagione

Roma, i Friedkin hanno preso questa decisione dopo la sconfitta contro l’Inter: ecco quale sarà il futuro di Gian Piero Gasperini

Sulle pagine del Corriere dello Sport, l’analisi in casa Roma ruota attorno a una netta presa di posizione societaria. Dopo la pesante débâcle per 5-2 contro l’Inter, la famiglia Friedkin ha tracciato una linea chiara: il club sta con Gian Piero Gasperini. Niente più alibi per i giocatori, la rottura col passato è servita.

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Nel mirino

Dopo aver consumato quattro allenatori in pochi anni (Fonseca, Mourinho, De Rossi e Juric) proteggendo sempre il gruppo, la dirigenza ha deciso di cambiare bersaglio. Sotto accusa c’è la squadra, etichettata senza troppi complimenti come la “banda dal sesto posto”. Si tratta di un gruppo capace di grandi fiammate europee (la vittoria in Conference e le finali/semifinali di Europa League), ma cronicamente incapace di compiere il salto di qualità in campionato per agguantare il traguardo Champions. A certificare la crisi, un ruolino di marcia impietoso: appena 18 punti nelle ultime 12 partite.

L’ultimatum dei tifosi

Anche la piazza ha esentato il tecnico dalle critiche, puntando il dito contro lo spogliatoio. Il messaggio della Curva Sud, lanciato già contro il Lecce, non ammette repliche: «Sostenervi è la nostra condotta. Ora però dovete meritarvi il rispetto, dimostrate che uomini siete». Parole taglienti che non sono state digerite da tutti i calciatori. In vista del prossimo impegno contro il Pisa, il tifo organizzato garantirà il proprio supporto, ma esige una reazione d’orgoglio per evitare una contestazione aperta.

La strategia di Gasp e la rivoluzione estiva

Nei suoi primi cinque mesi, Gasperini ha spremuto i giocatori spingendoli a un insperato terzo posto, prima del recente rientro in quella “comfort zone” che appare sempre più come una gabbia mentale. Da navigato comunicatore, l’allenatore fa da scudo ai suoi ragazzi davanti ai microfoni: «Sarebbe una follia smantellare il gruppo, vanno inseriti giocatori».
Eppure, sotto traccia, la sintonia con i Friedkin è totale: in estate andrà in scena una rivoluzione profonda e strutturale per spezzare questo ciclo di mediocrità.

Il crocevia del campo

Adesso, però, l’urgenza è il presente. La gara di venerdì contro il Pisa rappresenta molto più di un impegno di campionato: è un bivio tecnico, emotivo e identitario. Il tempo delle attenuanti e delle promesse è scaduto; ora servono risposte vere sul terreno di gioco.

Var sotto accusa anche in Spagna, la rabbia del Real Madrid dopo il caso Gerard Martin

Var sotto accusa anche in Spagna, la rabbia del Real dopo il caso Gerard Martin: monta la polemica per l’episodio in Atletico Madrid Barcellona

Il tema VAR continua ad accendere il dibattito anche in Spagna, dove nelle ultime ore è stato Mundo Deportivo a firmare un editoriale molto duro sul rapporto tra tecnologia, arbitraggio e polemiche attorno al Real Madrid. Il quotidiano catalano parte dall’episodio che ha coinvolto Gerard Martín nella sfida tra Atlético Madrid e Barcellona, una delle azioni più discusse del fine settimana. In quel caso il difensore blaugrana era stato inizialmente espulso, ma il provvedimento era stato poi corretto dopo revisione al monitor, con il cartellino rosso trasformato in ammonizione. L’episodio ha generato forti reazioni nel post partita e ha riaperto il confronto sul peso del VAR nel calcio spagnolo.

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Secondo Mundo Deportivo, la polemica mediatica scoppiata attorno a quella decisione rappresenterebbe l’ennesima dimostrazione di come ogni intervento arbitrale non favorevole ai blancos finisca per produrre una pressione enorme sull’ambiente arbitrale. Il giornale, in particolare, ha difeso la legittimità dell’intervento del VAR, sostenendo che il protocollo consenta la correzione di un rosso diretto ritenuto chiaramente errato. Proprio questo è il punto centrale dell’analisi del quotidiano, che attacca in modo frontale la narrativa costruita attorno al caso e invita il CTA a non farsi condizionare dal clamore esterno. Va però segnalato che, nelle ore successive, il Comité Técnico de Árbitros ha espresso una lettura differente della giocata, sostenendo che il VAR non avrebbe dovuto correggere la decisione iniziale e che l’azione di Gerard Martín andava considerata da espulsione.

Il caso, quindi, resta apertissimo e conferma quanto il tema arbitrale sia esplosivo anche oltre i confini italiani. Da una parte c’è la linea fortemente polemica di Mundo Deportivo, che legge l’episodio come simbolo di una battaglia più ampia contro vecchi equilibri del calcio spagnolo. Dall’altra ci sono gli organismi arbitrali, che dopo aver diffuso anche l’audio del dialogo tra campo e sala VAR hanno poi corretto la valutazione finale in sede tecnica. In mezzo resta una certezza: il nome di Gerard Martín è diventato il centro di uno dei casi arbitrali più discussi del momento nella Liga.

Crespo loda Lautaro: «Lui il simbolo dell’Inter, è un esempio per i compagni! Chivu ha un merito»

L’ex attaccante dell’Inter, Hernan Crespo, dice la sua sulla stagione dei nerazzurri e sulla volata scudetto, elogiando Lautaro Martinez

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Hernan Crespo si esprime così sulla stagione dell’Inter di Chivu e sulla volata verso lo scudetto. L’ex attaccante nerazzurro esalta la leadership del connazionale Lautaro Martinez.

COSA COLPISCE DI LAUTARO – «Tutto. Lo seguo da quando era un ragazzo, i primi passi in Europa, nell’Inter che è un ambiente che conosco benissimo, quindi le sirene di altri grandi club che lo corteggiavano, ma lui non si è mai voluto distaccare dal suo amore. Questa prova di fedeltà ne ha fatto un simbolo. A livello tecnico, tattico e fisico è cresciuto tantissimo».

LA GRINTA DA CENTRAVANTI – «Sente il gol, vede la porta prima ancora che gli arrivi il pallone. Facciamo un esempio, il primo gol alla Roma. Thuram fa una cosa bellissima sulla destra e lui attacca il primo palo con una grinta che hanno soltanto i centravanti veramente affamati. Il gol è una semplice conseguenza».

UN CAPITANO CHE VALE MEZZA SQUADRA – «Lo dicono i risultati. Con lui in campo si vince, senza di lui si rischia. Quando la squadra ha avuto un calo, guarda caso Lautaro non era in forma o era infortunato. Non è solo un finalizzatore, è un esempio per i compagni».

L’ELIMINAZIONE IN CHAMPIONS – «Ditemi una cosa: nella partita decisiva, quella di ritorno a San Siro contro il Bodo, Lautaro giocava? No, e qui ci può essere la spiegazione di una serata storta. Lautaro è una risorsa per la sua squadra e un problema per gli avversari: non sanno mai marcarlo, si muove su tutto il fronte, ha il tiro preciso da fuori area e nei sedici metri è letale. Dove lo trovate un attaccante più completo nel campionato italiano? Chi è in testa alla classifica dei marcatori della Serie A? Lui. Chi è l’attaccante più temuto dai difensori? Lui. E allora di che cosa stiamo parlando?».

LA FORZA DELL’INTER – «Credevo che fosse la più forte in Italia e lo sta dimostrando. Badate che non era così scontato. In estate ha cambiato allenatore, da Inzaghi a Chivu, ha cambiato metodi, e anche qualcosina dal punto di vista tattico. Qualche inciampo c’è stato ma alla lunga ha fatto vedere che è la migliore».

LA NOVITA’ DI CHIVU – «La capacità di verticalizzare immediatamente, che è il vero segreto del calcio di oggi. Prima l’Inter era molto piatta, orizzontale, adesso invece cerca sempre la profondità. Questo è merito degli insegnamenti di Chivu. Io credo che i dirigenti stiano lavorando bene pensando al futuro».

IL FUTURO – «Dopo aver cambiato la guida tecnica, non hanno fatto la rivoluzione. Stanno inserendo, con molta attenzione, elementi nuovi per ringiovanire e dare energie fresche alla squadra. Qualche elemento faticherà un po’ all’inizio ad ambientarsi, ma alla lunga è una strategia vincente. Penso che con questi presupposti l’Inter possa tornare protagonista anche in Champions dove all’inizio della stagione aveva fatto molto bene. C’è stato un calo, è vero, ma la squadra non si è mai disunita».

Sampdoria, clamoroso scossone: Manfredi pronto a dire addio? La situazione ai vertici

Sampdoria, clamoroso scossone: Manfredi pronto a dire addio? La situazione ai vertici del club blucerchiato che coinvolge Tey

In casa Sampdoria potrebbe aprirsi a breve uno scenario molto importante sul piano societario. Secondo quanto riportato oggi da Il Secolo XIX, l’intesa tra Matteo Manfredi e Joseph Tey sarebbe vicina e potrebbe portare a un cambio rilevante negli equilibri interni del club blucerchiato. La soluzione studiata dopo mesi di confronti prevederebbe infatti un passo indietro dell’attuale presidente, con una nuova configurazione destinata a rafforzare il peso decisionale dell’area vicina all’investitore di Singapore.

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Sampdoria, il quadro societario resta complesso

Il quadro societario, da tempo, è complesso. Nella holding lussemburghese Gestio Capital Structuring & Investment Solutions convivono infatti due posizioni differenti: da una parte Manfredi, socio di minoranza ma titolare delle azioni con diritto di voto; dall’altra Tey, che controlla la maggioranza delle quote ma che, finora, non ha avuto lo stesso margine strategico nelle scelte societarie, come ricostruito da fonti che hanno seguito il dossier negli ultimi mesi. Secondo Il Secolo XIX, l’accordo in via di definizione porterebbe Manfredi a cedere le sue azioni a Tey, consentendo così all’imprenditore singaporese di diventare azionista unico di Blucerchiati Spa, la controllante della Sampdoria.

Sampdoria, il CdA può restare invariato e la salvezza pesa sul futuro

Sempre secondo la stessa ricostruzione, il CdA dovrebbe restare invariato almeno in una prima fase. Restano quindi da monitorare le posizioni del vicepresidente Francesco De Gennaro, del ceo corporate Raffaele Fiorella, oltre a quelle di Jesper Fredberg e Ting Yong Tan, già presenti nell’attuale assetto societario. Più sullo sfondo c’è anche il tema di una possibile futura cessione del club: alcune manifestazioni d’interesse sarebbero emerse, ma questo scenario viene descritto come ancora embrionale e strettamente legato alla questione sportiva, con la salvezza indicata come passaggio decisivo. La sensazione, quindi, è che la Sampdoria sia davvero vicina a un nuovo passaggio chiave della propria storia recente, anche se per la fumata bianca serve ancora l’ultimo passo formale.

Ulivieri svela: «Ecco per chi voteremo. Gravina sempre corretto, ma ai club italiani non importa della Nazionale!»

Il presidente dell’Associazione Italiana Allenatori, Renzo Ulivieri, torna a parlare delle dimissioni di Gravina da presidente FIGC

Intervistato da La Repubblica, Renzo Ulivieri, presidente dell’Associazione Italiana Allenatori è tornato sulle dimissioni di Gabriele Gravina dalla presidenza FIGC e ha parlato delle prossime elezioni.

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LA DIFESA DI GRAVINA E LA GOGNA MEDIATICA – «Con noi allenatori è sempre stato corretto e ci ha aiutato a tutelare i diritti. Non dimenticate che siamo un sindacato e non pensiamo solo alle panchine di A e B. Gli insulti social e la richiesta di “andare a casa” anche io? L’avevo messo in conto, e davvero non avrei problemi ad andarci. Qui siamo tutti volontari, ma sono stato rieletto con oltre il 72 per cento dei consensi, compresi quelli dei non iscritti all’Assoallenatori. Attaccati alla poltrona? Qui sopra non si sta comodi, molti parlano senza sapere».

VOTAZIONI – «Noi a suo tempo votammo per Albertini senza successo. Ora voteremo un programma. Noi allenatori ci chiediamo se si sia di fronte a una crisi d’identità, però il nostro calcio resta un riferimento solido: ai Mondiali avremo tre tecnici, Ancelotti, Montella e Cannavaro».

AI CLUB NON IMPORTA DELLA NAZIONALE – «Non preoccuparci dell’assenza dell’Italia dai Mondiali sarebbe da sciocchi, però bisogna farlo ragionando. Occorre parlare di sentimenti, di appartenenza. Ma della Nazionale importa davvero ai club? Io ho molti dubbi, sempre più proprietà appartengono a fondi d’investimento esteri. La serie A è il campionato in Europa con più stranieri: un ct può scegliere su un 30 per cento di convocabili, in Spagna e in Germania è il doppio. Quel ragazzo del Cagliari, Palestra, entrato in Bosnia, è bravo ma è appena diventato titolare nella sua squadra».

SUL TEMA DEI TROPPI STRANIERI – «Gli stranieri costano meno? E infatti le formazioni Primavera ne sono piene. Attenti che sta accadendo anche nel calcio femminile, dove però si vince ancora, così come vincono le rappresentative giovanili. Dunque, i nostri calciatori non sono diventati deboli, però non finiscono quasi mai in prima squadra. Quell’ultimo salto così difficile paralizza il sistema. Un ragazzo italiano pratica sport, se tesserato, in media 350 ore all’anno: all’estero è il triplo quasi ovunque, e nei paesi nordici il quintuplo. Se io tocco la palla durante l’anno centinaia di volte più di te, alla fine la tocco meglio».

Bayern Monaco, Olise incanta contro il Real Madrid e punta al record di Messi: di cosa si tratta

Bayern Monaco, Olise incanta contro il Real Madrid e punta al record di Messi: ecco la missione del talento dei bavaresi per il finale di stagione

Michael Olise continua a trascinare il Bayern Monaco con una stagione di altissimo livello. L’esterno offensivo francese è ormai uno degli uomini chiave nello scacchiere di Vincent Kompany e anche contro il Real Madrid ha lasciato il segno, servendo l’assist per il gol di Harry Kane nell’andata dei quarti di Champions League.

I numeri raccontano bene il peso dell’ex talento del Crystal Palace. In Bundesliga Olise è già arrivato a 18 assist, a cui si aggiungono quelli distribuiti nelle altre competizioni stagionali. Diverse ricostruzioni statistiche lo collocano infatti a quota 29 assist complessivi, un dato che lo avvicina ai migliori specialisti del ventunesimo secolo.

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Il traguardo più affascinante resta quello legato a Lionel Messi. Secondo le classifiche più citate sul tema, il record stagionale dal 2000 in poi resta in area 32 assist, quindi Olise sarebbe ormai a soli tre passaggi vincenti dalla vetta. Con ancora diverse partite da giocare tra Bundesliga e coppe, il talento classe 2001 ha tutto per trasformare questa annata in una pagina di storia del Bayern Monaco.

Giaccherini vota Conte: «È l’uomo giusto per rifondare la Nazionale, ci riporterà ai Mondiali! Ricordo la strigliata dopo un’amichevole contro la Germania»

L’ex centrocampista della Juventus e della Nazionale, Emanuele Giaccherini, caldeggia la scelta dell’Italia di puntare su Conte come ct

Emanuele Giaccherini non ha dubbi: Antonio Conte è l’uomo giusto per far risorgere la Nazionale. Sulle pagine de La Gazzetta dello Sport, incorona il suo ex allenatore come l’unico condottiero in grado di rialzare l’Italia dopo la debacle in Bosnia. Ecco le sue parole.

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IN COSA É DIVERSO – «Sicuramente nel modo in cui ti cambia. Ha un modus operandi che ti entra dentro. Se lo segui, cresci. E per lui i giocatori sputano sangue. Sa creare un’empatia unica con il gruppo».

ALLENAMENTI MASSACRANTI – «Le assicuro che la sua attitudine era la stessa [sia alla Juve che in Nazionale, ndr]. Riesce a far assimilare le cose in modo molto veloce. In campo sai sempre cosa fare, in allenamento l’hai provato mille volte. Fino allo sfinimento. E poi quanto lavoro: ricordo sedute a Coverciano in cui vomitavamo, servivano le maschere d’ossigeno per arrivare a fine allenamento. Uscivamo stremati da quelle sedute».

L’UOMO GIUSTO PER LA RIFONDAZIONE – «Assolutamente. È il migliore, ci riporterà ai Mondiali. Ha già dimostrato di saper fare bene alla guida della Nazionale. E lo dice la sua storia: ha rifondato con la Juventus, con l’Inter e con il Napoli. E lo farebbe anche con l’Italia, ora più che mai».

COME NEL 2016 – «Già, arrivò e cambiò tutto. Io lo avevo avuto alla Juventus e sapevo cosa poteva dare al nostro gruppo. Sia a Torino che a Coverciano le sedute erano massacranti, ma in campo volavamo. Ci disse che fare bene era la nostra missione e che dovevamo essere soldati pronti alla battaglia. Non avevamo campioni, ma è stata la fame a fare la differenza».

COSA PORTA – «Fame e coraggio. E non esiste persona migliore di Antonio per riportarle. I giocatori andrebbero in guerra per lui: non guarda come ti chiami o quanti anni hai, ma soltanto se ti alleni e se dai tutto. Ti spinge oltre il tuo limite e a credere in quello che si fa. Il lavoro è alla base del suo successo. In più, bisognerà ristabilire un rapporto tra i club e la Nazionale. […] Intanto penso che Antonio, allenando adesso il Napoli, possa capire bene le esigenze che si hanno nei club e dunque mediare tra le parti. In più, credo che si debba ricostruire l’amore per la Nazionale. Negli ultimi anni si pensa troppo al business e ai soldi, ma bisogna riscoprire il valore dell’Italia come sistema».

L’EUROPEO IN FRANCIA – «È stato l’apice della mia carriera. Il gol al Belgio, ma non solo. Un insieme di emozioni uniche. C’era un’alchimia pazzesca. Dopo aver segnato a Courtois cercai lo sguardo dei miei genitori. Peccato poi per come è finita. Venimmo sconfitti ai rigori da una Germania più forte e piena di campioni. Dispiace ancora per l’errore di Pellè: lo sbaglio ci può stare… il gesto no. Le lacrime di Barzagli a fine partita erano quelle di tutti noi e di tutti gli italiani».

IL LATO UMANO – «Dopo l’esordio con la Juventus allo Stadium io ero abbastanza giù di morale. Non avevo giocato bene e non ero soddisfatto, nonostante la vittoria. Sentivo la pressione, mi tremavano le gambe e se ne accorse. Così, tornato a casa, mi mandò un messaggio: “Oggi non era facile, so che puoi dare di più”. Fu inaspettato, mi diede molta carica. Antonio è anche questo, non solo un allenatore da campo. Sa proteggere i suoi giocatori e farli sentire importanti. Proprio quello di cui avremmo bisogno adesso».

LA STRIGLIATA MEMORABILE – «In Nazionale dopo un’amichevole con la Germania. Perdemmo prendendo quattro gol. E lui ribaltò lo spogliatoio. “Volevate il livello, eccolo”, ci urlò. Fu una lezione. Per giocarcela con i top club dovevamo dare di più. E infatti all’Europeo si è visto».

Chivu Inter, rinnovo e restyling: due i profili individuati per abbandonare la difesa a 3! L’idea rivoluzionaria

Chivu Inter, rinnovo e restyling: due i profili individuati per abbandonare la difesa a 3! L’idea rivoluzionaria condivisa con il club per l’estate

L’Inter guarda già oltre il presente e prepara le prime mosse per consolidare il nuovo corso affidato a Cristian Chivu. Secondo La Gazzetta dello Sport, il tecnico nerazzurro sarà convocato a fine stagione in sede per discutere e definire il rinnovo del contratto, con l’ipotesi più probabile che porta a un nuovo accordo fino al giugno 2028. Al momento i colloqui formali non sarebbero ancora partiti, ma il quotidiano spiega che all’interno del club non esistono dubbi sulla volontà di proseguire insieme. La scelta nasce dalla fiducia costruita attorno al lavoro dell’allenatore, considerato una scommessa vinta e l’uomo giusto per guidare l’Inter anche nella prossima stagione.

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Parallelamente, la società sta ragionando anche sulle prossime mosse di mercato, con l’obiettivo di costruire una squadra sempre più coerente con le idee del tecnico. La Gazzetta racconta di un’Inter intenzionata a rendere la rosa più veloce, più verticale e più elastica, anche a costo di mettere in discussione alcuni princìpi tattici che hanno accompagnato il recente passato. Nel dettaglio, i nerazzurri potrebbero abbandonare il 3-5-2 e in generale la difesa a 3 a partire dal prossimo anno, per virare su un 4-3-2-1. In questo quadro rientra il nome di Manu Koné, centrocampista già seguito in precedenza, così come quello di Moussa Diaby, profilo offensivo che potrebbe tornare d’attualità per aumentare strappo e imprevedibilità. Sullo sfondo resta anche il dossier Alessandro Bastoni, da settimane accostato al Barcellona: la possibilità di una sua cessione viene discussa da varie fonti di mercato, ma resta legata a un’offerta molto alta e a valutazioni che l’Inter non ha ancora trasformato in una decisione concreta.

Un altro nodo importante riguarda Hakan Calhanoglu, giocatore che continua ad attirare interesse dall’estero e che, secondo il quadro raccontato dalla Gazzetta, rappresenta un elemento centrale anche per l’equilibrio tecnico di Chivu. L’Inter, quindi, si muove su due piani: blindare il proprio allenatore e modellare una rosa capace di accompagnarne l’evoluzione tattica. Il messaggio è chiaro: i nerazzurri non vogliono limitarsi a difendere quanto costruito, ma puntano a rilanciare con continuità e visione il proprio progetto.

Vlahovic Juve, l’infortunio è un ulteriore ostacolo per il rinnovo: il club chiede lo sconto sull’ingaggio!

Vlahovic Juve, l’infortunio è un ulteriore ostacolo per il rinnovo: il club chiede lo sconto sull’ingaggio! Cosa sta succedendo

La Juventus deve fare ancora una volta i conti con i problemi fisici di Dusan Vlahovic, fermato da un nuovo infortunio proprio nel momento più delicato della stagione. Il centravanti serbo ha accusato il problema al polpaccio durante il riscaldamento della gara contro il Genoa, match nel quale avrebbe dovuto entrare nella ripresa. Gli esami svolti al J Medical hanno poi evidenziato una lesione di basso grado al polpaccio, con uno stop stimato attorno alle tre settimane o poco più. Questo significa che il numero 9 bianconero rischia concretamente di saltare una parte pesante del rush finale, compresi alcuni scontri diretti decisivi nella corsa alla prossima Champions League.

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Il nuovo stop pesa non soltanto dal punto di vista tecnico, ma anche nella valutazione complessiva sul futuro del giocatore. Vlahovic ha un contratto in scadenza nel 2026 e da settimane si parla di un possibile rinnovo, ma a condizioni molto diverse rispetto all’attuale accordo. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, la volontà della Juve non è quella di chiudere definitivamente il discorso, bensì di rivedere in modo sostanziale l’impianto economico dell’operazione. L’idea sarebbe quella di chiedere un sacrificio netto al giocatore e al suo entourage, con un ingaggio molto più basso rispetto agli attuali 12 milioni netti e con una riduzione significativa anche di bonus, premi alla firma e commissioni.

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Il club, quindi, non intende scaricare Vlahovic, ma non è più disposto a esporsi alle stesse condizioni del passato. L’infortunio riapre infatti dubbi sulla continuità fisica dell’attaccante e inevitabilmente cambia i rapporti di forza nella trattativa. La linea bianconera resta quella di un possibile accordo “ponte”, più corto e sostenibile, che permetta a entrambe le parti di rilanciarsi senza assumere rischi eccessivi. In sintesi, la Juventus continua a considerare Vlahovic una risorsa importante, ma il prossimo passo dipenderà sia dal recupero in campo sia dalla disponibilità del serbo ad accettare condizioni economiche profondamente diverse.

Calafiori ammette: «Eliminazione con l’Italia? Sono stati giorni difficili, la delusione resterà un bel po’. Ora il mio obiettivo è questo»

Il difensore dell’Arsenal, Riccardo Calafiori, ha detto la sua dopo la vittoria contro lo Sporting in Champions, tornando sul KO con l’Italia

Intervenuto nel corso del postpartita di Sporting Arsenal, il difensore dei Gunners, Riccardo Calafiori, ha commentato il successo maturato ai quarti di finale d’andata di Champions League ai microfoni di Sky Sport. Il difensore azzurro è tornato anche sulla delusione cocente per la mancata qualificazione ai Mondiali con l’Italia.

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SUL MATCH – «Partita molto complicata, siamo nei quarti di finale di Champions. Nelle ultime due o tre partite ci è mancata un po’ di identità, oggi invece la reazione c’è stata e penso la vittoria sia stata meritata».

DELUSIONE NAZIONALE – «Credo che sono stati giorni difficili come italiano, la delusione c’è e rimarrà un bel po’: preferisco giocare titolare sempre d’ora in poi, ho due trofei importanti per cui giocare e non voglio pensarci più».

SE MI SONO CHIESTO COME MAI LE SQUADRE IN CHAMPIONS GIOCANO A 4 MENTRE IN ITALIA QUASI TUTTE A 3? – «Sinceramente no, io mi trovo meglio a giocare in una difesa così, ma non credo che sia questo il motivo per cui è andata male con la Bosnia».

Calciomercato Torino, i granata si rifanno il look sulle fasce: Belghali il primo nome nella lista! Il piano d’azione

Calciomercato Torino, i granata si rifanno il look sulle fasce: Belghali il primo nome nella lista! La strategia del ds Petrachi e il prezzo

Il Torino si muove già in ottica mercato e tra i nomi più seguiti per la fascia destra c’è quello di Rafik Belghali, esterno del Verona che in questa stagione si è messo in evidenza nonostante il campionato complicato dei gialloblù. Secondo Tuttosport, il profilo del laterale algerino con passaporto belga è molto apprezzato in casa granata, tanto che Gianluca Petrachi dovrebbe seguirlo con particolare attenzione proprio in occasione della sfida contro il Toro. Belghali, nato nel 2002, è arrivato al Verona nell’estate 2025 dal Mechelen e ha già mostrato qualità interessanti per spinta, corsa e capacità di adattarsi anche su entrambe le corsie. Le sue statistiche stagionali registrano 16 presenze e 2 gol in Serie A.

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L’idea del club granata nasce anche dalla prospettiva di cambiamenti sugli esterni. Il futuro di alcuni interpreti del reparto resta infatti da definire e il Torino vuole farsi trovare pronto con profili giovani ma già pronti per il campionato italiano. Tuttosport colloca Belghali tra i primi obiettivi per la corsia destra, con una valutazione che sarebbe salita rispetto ai circa 2 milioni di euro spesi dal Verona un anno fa, e si aggirerebbe sui 6-7 milioni.

Belghali, comunque, non è l’unico nome monitorato. Sempre secondo Tuttosport, il Torino continua a seguire anche Tommaso Barbieri della Cremonese, altro laterale di spinta gradito per caratteristiche e prospettiva. Sul lato sinistro, invece, resta viva la pista che porta ad Aaron Martin del Genoa, mentre le valutazioni su Rafa Obrador, Niels Nkounkou, Cristiano Biraghi e Zakaria Aboukhlal influenzeranno le scelte definitive sulle corsie. Il quadro, quindi, è già abbastanza chiaro: il mercato estivo del Torino passerà anche da una profonda riflessione sugli esterni, e Rafik Belghali oggi è uno dei nomi più caldi sulla lista di Petrachi.

Thiago Motta Napoli, occhio al clamoroso scenario in caso di addio di Conte: è un vecchio pallino di De Laurentiis!

Thiago Motta Napoli, occhio al clamoroso scenario in caso di addio di Conte: è un vecchio pallino di De Laurentiis! Gli altri nomi per i partenopei

Il futuro della panchina del Napoli continua a intrecciarsi con quello della Nazionale italiana. Se Antonio Conte dovesse davvero tornare in azzurro, il profilo che in questo momento viene indicato come favorito per raccoglierne l’eredità sarebbe quello di Thiago Motta. È questa l’indicazione emersa nelle ultime ore da La Gazzetta dello Sport, che colloca l’italo-brasiliano in cima alla lista dei possibili sostituti del tecnico salentino.

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Thiago Motta Napoli, la stima di De Laurentiis resta alta

Il ragionamento del club partenopeo parte da una base chiara: Conte resta il punto di riferimento del progetto di Aurelio De Laurentiis, ma l’apertura mostrata sia dall’allenatore sia dal presidente sul tema Italia obbliga il Napoli a guardarsi attorno. Proprio per questo, il nome di Thiago Motta torna d’attualità. Già nel 2023 era stato accostato con forza agli azzurri prima della scelta definitiva del club, e oggi viene nuovamente considerato un profilo credibile per avviare un nuovo ciclo. Secondo la Gazzetta, il presidente del Napoli conserva una forte stima per l’ex tecnico di Juventus e Bologna, apprezzandone personalità, idee di gioco e identità tecnica.

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Thiago Motta Napoli, restano vive anche le piste Grosso e Italiano

La corsa, comunque, non sarebbe limitata a un solo nome. Nello stesso casting restano presenti anche Fabio Grosso e Vincenzo Italiano, altri due profili apprezzati da De Laurentiis per principi di gioco e prospettiva. Al momento, però, la situazione resta subordinata a una sola variabile decisiva: la scelta di Antonio Conte. Sarà infatti l’attuale allenatore del Napoli a orientare in modo definitivo gli scenari estivi del club, tra possibile permanenza e l’ipotesi sempre più concreta di un ritorno sulla panchina della Nazionale.

Ct Italia, dall’autocandidatura al benestare di De Laurentiis: ecco perché Conte ora è il favorito! Tutti d’accordo

Ct Italia, dall’autocandidatura al benestare di De Laurentiis: ecco perché Conte ora è il favorito! Il suo nome mette tutti d’accordo

Il nome di Antonio Conte continua a guadagnare terreno nel dibattito sul futuro commissario tecnico dell’Italia. Dopo la vittoria del Napoli contro il Milan, l’allenatore azzurro non ha nascosto il proprio orgoglio per l’accostamento alla panchina della Nazionale, lasciando intendere che un ritorno in azzurro sarebbe tutt’altro che indifferente. Le sue parole hanno avuto un peso preciso perché sono arrivate in un momento delicatissimo per il calcio italiano, ancora alla ricerca di una nuova direzione tecnica e politica. Conte, del resto, viene da anni considerato uno degli uomini simbolo delle ricostruzioni vincenti: lo è stato con la Juventus, con l’Inter e poi con il Napoli, dove ha restituito competitività e ambizione a un progetto che aveva bisogno di essere rilanciato.

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Conte Nazionale, anche De Laurentiis lascia uno spiraglio

A rendere ancora più concreto questo scenario sono arrivate anche le dichiarazioni di Aurelio De Laurentiis da Los Angeles, a margine della presentazione di Ag4ain. Il presidente del Napoli ha spiegato che, se fosse Conte a chiedergli di liberarlo per la Nazionale, la sua risposta sarebbe positiva, pur sottolineando che al momento manca ancora un interlocutore davvero definito sul piano federale. È un passaggio significativo, perché segna una differenza netta rispetto ad altri casi del passato e lascia immaginare un eventuale confronto sereno tra le parti a fine stagione. Conte, dal canto suo, ha già chiarito di avere ancora un anno di contratto con il club azzurro e di voler incontrare il presidente al termine del campionato. Prima, però, c’è da chiudere al meglio l’annata del Napoli, con il piazzamento europeo ancora da blindare e la volontà di restare competitivo fino all’ultimo.

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Conte Nazionale, perché oggi è il favorito nella corsa alla panchina azzurra

Il quadro resta aperto, ma la sensazione è che oggi Conte sia il profilo più forte tra quelli emersi. Anche perché attorno al suo nome si registra una convergenza ampia, mentre gli altri candidati presentano più incognite. Roberto Mancini resta sullo sfondo ma continua a portarsi dietro dubbi legati all’addio del 2023, mentre Massimiliano Allegri ha preso le distanze dall’ipotesi azzurra. In questo contesto, Conte appare come il tecnico che più di tutti unisce esperienza, carisma, conoscenza dell’ambiente e capacità di incidere subito. Il tecnico del Napoli sarebbe lusingato dall’idea di poter tornare sulla panchina della Nazionale e il suo nome mette tutti d’accordo: è stato indicato sia da Malagò che da Abete, i due principali candidati alla presidenza federale. Nulla è ancora deciso, perché prima serviranno le mosse della FIGC e il nuovo assetto federale, ma i segnali emersi negli ultimi giorni raccontano una realtà chiara: nella corsa alla panchina dell’Italia, Antonio Conte è in netto vantaggio.

Le prime pagine dei quotidiani sportivi – 8 aprile 2026

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Ranking UEFA: la corsa al quinto posto in Champions League e la situazione dell’Italia. Cosa è cambiato dopo la notte europea

Ranking UEFA: la situazione legata al quinto posto Champions League dell’Italia. Ecco la posizione degli azzurri

Il Ranking UEFA torna a essere l’assoluto protagonista per l’assegnazione degli slot aggiuntivi in vista della prossima edizione della Champions League. L’Inghilterra ha già matematicamente conquistato la certezza di uno dei due pass supplementari a disposizione. Ora, l’attenzione del calcio continentale si sposta sul secondo e ultimo posto utile.

I precedenti e il cammino dell’Italia

Nella trionfale stagione 2023/2024, l’Italia era riuscita nella grande impresa di portare ben cinque squadre nell’Europa che conta, coronata dalla storica qualificazione del Bologna. Un traguardo che, purtroppo, non è stato bissato nell’annata successiva: in questa edizione, infatti, a partecipare al torneo sono state solo quattro squadre italiane (Inter, Napoli, Atalanta e Juventus). Lo scorso anno, a beneficiare degli slot extra sono state la solita Inghilterra (arrivata a schierare sei squadre grazie al trionfo del Tottenham in Europa League) e la Spagna, spinta anche dal successo del Real Betis contro la Fiorentina nella finale di Conference League.

Champions League: come funziona il calcolo del Ranking

Il regolamento europeo per l’assegnazione del quinto slot si basa su calcoli precisi. Al termine dell’annata sportiva, i due campionati che si piazzano ai vertici della classifica ottengono una squadra in più in Champions League. I punteggi vengono elaborati sommando i risultati di tutte le formazioni di un Paese impegnate nelle coppe: si assegnano 2 punti per la vittoria, 1 per il pareggio, a cui si aggiungono i bonus per i turni a eliminazione diretta. Il tesoretto totale viene poi diviso per il numero di club partecipanti a inizio anno (per l’Italia sono 7).

La classifica completa aggiornata

Attualmente, l’Italia si trova a dover rincorrere per centrare la qualificazione extra. Ecco l’attuale top 10 del ranking, destinata a subire ulteriori modifiche in base ai prossimi risultati europei:

  1. Inghilterra 24.791 (5/9)
  2. Spagna 20.281 (6/8)
  3. Germania 19.714 (3/7)
  4. Portogallo 18.900 (3/5)
  5. Italia 18.714 (2/7)
  6. Francia 16.392 (2/7)
  7. Polonia 15.750 (0/4)
  8. Grecia 13.800 (1/5)
  9. Danimarca 12.250 (0/4)
  10. Cipro 12.156 (0/4)

“Per vedere la Champions in TV basta abbonarsi a NOW: in questo momento l’abbonamento annuale è in sconto al prezzo di 19,99€ al mese. In alternativa, si può optare per quello mensile a 29,99€ al mese”

Pagelle Real Madrid Bayern Monaco: Neuer mostruoso, Olise-Luis Diaz dipingono e Kane rifinisce. Mbappé illude VOTI

Pagelle Real Madrid Bayern Monaco: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per l’andata dei quarti di finale di Champions League 2025/26

Pagelle Real Madrid Bayern Monaco: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per l’andata dei quarti di finale di Champions League 2025/26

REAL MADRID: Lunin 6; Alexander-Arnold 6, Rudiger 5.5, Huijsen 5.5 (62′ Militao 6), Carreras 5; Valverde 6, Pitarch 5 (62′ Bellingham 6), Tchouameni 6, Arda Guler 6 (71′ Brahim Diaz 6); Mbappè 7, Vinicius 6. All. Arbeloa 6

BAYERN MONACO: Neuer 7.5; Stanisic 6, Tah 6, Upamecano 6, Laimer 6 (69′ Davies 6); Kimmich 6.5, Pavlovic 6.5 (93′ Goretzka SV); Olise 7, Gnabry 6.5 (69′ Musiala 6), Luis Diaz 7 (93′ Bischof SV); Kane 7. All. Kompany 7

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Pagelle Sporting Arsenal: Havertz entra e spacca, prova da ex di Gyokeres. Quanto talento tra i portoghesi VOTI

Pagelle Sporting Arsenal: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per l’andata dei quarti di finale di Champions League 2025/26

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SPORTING: Rui Silva 6; Fresneda 6, Diomande 6.5, Inacio 5.5, Araujo 7; Simoes 6 (62′ Braganca 6), Morita 6; Catamo 7, Trincao 6,5, Pedro Goncalves 6 (79′ Nel SV); Suarez 5.5. All. Rui Borges 6.5

ARSENAL: Raya 6,5; White 6, Saliba 6, Gabriel 6, Calafiori 6; Odegaard 6,5 (70′ Havertz 7,5), Zubimendi 6,5, Rice 7.5; Madueke 7 (76′ Dowman 6.5), Gyokeres 6,5, Trossard 5,5 (76′ Martinelli 7). All. Arteta 7

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