Pagina 204 – Calcio News 24

Real Madrid Bayern Monaco 1-2: Mbappé non basta, blitz bavarese al Bernabeu nel segno di Luis Diaz e Kane

Real Madrid Bayern Monaco 1-2: come è andata la sfida valida per l’andata dei quarti di finale di Champions League 2025/26

La supersfida del Santiago Bernabeu regala emozioni dal primo all’ultimo respiro. Al termine dei novanta minuti regolamentari, il match d’andata Real Madrid-Bayern Monaco si chiude sul punteggio di 1-2 in favore degli ospiti. Un risultato pesantissimo che premia il cinismo della formazione tedesca e obbliga i Blancos a inseguire un’impresa nella gara di ritorno.

Ascolta le nostre notizie!

Non hai tempo di leggere? Scopri la nuova sezione Podcast di Calcio News 24 e ascolta i nostri approfondimenti audio.

Il blitz bavarese: l’uno-due firmato Diaz e Kane

Il primo tempo è un concentrato di altissima intensità agonistica. Le due squadre si affrontano a viso aperto costruendo numerose palle gol, ma a rompere l’equilibrio è la squadra bavarese. Al 41′ minuto, un letale Luis Diaz sblocca la gara: l’attaccante colombiano sfrutta un pregevole assist di Serge Gnabry per trafiggere Andriy Lunin con una conclusione chirurgica all’angolino basso.

La ripresa si apre con un’autentica doccia gelata per il pubblico spagnolo. Al 46′, alla primissima sortita offensiva della seconda frazione, Harry Kane raddoppia i conti con un fantastico e precisissimo tiro dal limite dell’area su imbeccata di Michael Olise, portando il parziale sul pesante 0-2.

La reazione del Real Madrid: il sigillo di Mbappé

Sotto di due reti nel proprio stadio, la corazzata di casa reagisce con orgoglio e si riversa in attacco. Gli sforzi madridisti vengono premiati al 74′: una geniale invenzione e visione di gioco di Trent Alexander-Arnold libera Kylian Mbappé in area. Il fuoriclasse francese non sbaglia e, con freddezza glaciale, scaraventa il pallone sotto la traversa siglando la rete dell’1-2 che riapre i giochi.

L’assedio finale: forcing sterile e nervosismo

L’ultimo quarto d’ora della partita si trasforma in un vero e proprio assedio all’area tedesca. La difesa del Bayern barcolla ma viene tenuta a galla da uno straordinario Manuel Neuer, decisivo all’80’ su Brahim Diaz e all’83’ su Vinicius Junior. Il forcing aumenta anche la tensione in campo, costringendo l’arbitro Michael Oliver a estrarre cartellini gialli all’indirizzo dello stesso Neuer all’82’ e di Jamal Musiala all’86’.

L’ultima grande illusione per il Real capita proprio sui piedi di Mbappé al 90′: il francese parte in progressione e lascia partire una violenta conclusione dal limite dell’area che, sfortunatamente per lui, sibila alla destra del palo spegnendosi sul fondo. Il Bayern espugna il Bernabeu.

Sporting Arsenal 0-1: lampo al fotofinish di Havertz, i Gunners di Arteta sbancano il fortino dell’Alvalade

Sporting Arsenal 0-1: come è andata la sfida, valida per l’andata dei quarti di finale di Champions League 2025/26

La delicata sfida d’andata dei quarti di finale di Champions League sorride alla formazione inglese. Allo Stadio José Alvalade di Lisbona, l’attesissimo match Sporting-Arsenal si conclude sul punteggio di 0-1, grazie a una rete pesantissima arrivata in piena zona Cesarini. Una vittoria estremamente sofferta e strappata con i denti dagli uomini di Mikel Arteta, bravi a resistere al forcing dei portoghesi e a colpire nel momento più critico.

Ascolta le nostre notizie!

Non hai tempo di leggere? Scopri la nuova sezione Podcast di Calcio News 24 e ascolta i nostri approfondimenti audio.

Primo tempo: grande equilibrio e due traverse

La prima frazione di gioco è un concentrato di tattica, fiammate improvvise ed episodi sfortunati. L’equilibrio regna sovrano, ma le occasioni da rete non mancano affatto. Già al 7′ minuto, i padroni di casa spaventano i londinesi: un tiro velenoso dal limite dell’area di Maximiliano Araujo si stampa clamorosamente sulla traversa. La replica dei Gunners è però tempestiva e al 16′ è Noni Madueke a pareggiare il conto dei legni, centrando a sua volta la traversa direttamente dagli sviluppi di un calcio d’angolo.

Ripresa: il VAR annulla su Zubimendi, infortunio per Odegaard

Nel secondo tempo la gara vive il suo primo vero colpo di scena al 63′. Lo spagnolo Martin Zubimendi infila il pallone all’angolino basso di sinistra con una gran botta, scatenando l’esultanza inglese. Tuttavia, l’arbitro Daniel Siebert, dopo il check della tecnologia, gela gli ospiti: il gol dell’Arsenal viene annullato dal VAR per un fuorigioco a inizio azione. Poco dopo (70′), piove sul bagnato per Arteta: Martin Odegaard è costretto ad abbandonare il campo per infortunio, lasciando il posto a Kai Havertz.

Il finale: i miracoli di Raya e il gol vittoria di Havertz

Negli ultimi dieci minuti, lo Sporting si riversa in avanti alla ricerca del vantaggio. All’83’ e all’87’, il portiere David Raya si traveste da assoluto supereroe, neutralizzando con due parate prodigiose i tentativi a botta sicura di Geny Catamo e Luis Suarez.

Quando lo 0-0 sembra ormai scolpito sulla pietra, al 90+1′ arriva la spietata zampata inglese: Gabriel Martinelli confeziona un assist al bacio all’interno dell’area per il subentrato Kai Havertz. L’attaccante tedesco non trema e, con freddezza glaciale, piazza il pallone all’angolino basso, siglando il definitivo 0-1. Un colpo da ko che indirizza pesantemente la qualificazione verso Londra.

Moviola Real Madrid Bayern Monaco: gli episodi dubbi del match diretto da Oliver. Cos’è successo al Bernabeu!

Moviola Real Madrid Bayern Monaco: gli episodi dubbi del match diretto da Oliver, valido per l’andata dei quarti di finale di Champions League

Il prato del Santiago Bernabeu si conferma il palcoscenico ideale per le grandi notti di Champions League. La super sfida Real Madrid-Bayern Monaco ha visto la formazione ospite imporsi per 1-2, al termine di una gara vibrante, ricca di capovolgimenti di fronte e decisa dalla spietata lucidità dei grandi bomber.

Il primo tempo: l’equilibrio spezzato da Luis Diaz

L’avvio di partita è caratterizzato da ritmi altissimi. I tedeschi si rendono subito pericolosi con Konrad Laimer e un salvataggio sulla linea su tiro di Dayot Upamecano. Il Real risponde colpo su colpo con le accelerazioni di Kylian Mbappé e Vinicius Junior, ma sbatte contro l’attenta retroguardia bavarese e le parate di uno straordinario Manuel Neuer. L’equilibrio si rompe clamorosamente al 41′: un’ottima intuizione di Serge Gnabry si trasforma in un assist perfetto per Luis Diaz, che da due passi trafigge Andriy Lunin con una conclusione precisa all’angolino basso di destra, siglando lo 0-1 con cui si va al riposo. Da segnalare nella prima frazione la corretta gestione disciplinare dell’arbitro Michael Oliver, che ammonisce Aurelien Tchouameni per un brutto fallo.

L’uno-due di Kane e la speranza firmata Mbappé

La ripresa inizia con una doccia fredda per i Blancos. Al 46′, alla primissima azione utile, Harry Kane gela il pubblico spagnolo trovando la rete dello 0-2 con un chirurgico tiro dal limite dell’area, servito ottimamente da Michael Olise. Sotto di due reti, la squadra di casa si riversa in attacco alla disperata ricerca di un episodio per riaprire il match.

La tanto attesa fiammata arriva al 74′: una strepitosa visione di gioco di Trent Alexander-Arnold smarca Kylian Mbappé in area. Il fuoriclasse francese non trema e, con enorme freddezza, piazza il pallone sotto la traversa accorciando le distanze sull’1-2.

Forcing finale e nervosismo

Negli ultimi dieci minuti analizzati, il Real Madrid tenta un forcing disperato. Ci provano Brahim Diaz e Vinicius Junior, ma si scontrano contro i riflessi di Neuer. Sale anche la tensione agonistica, costringendo Michael Oliver a estrarre pesanti cartellini gialli all’indirizzo di Jonathan Tah, Luis Diaz e dello stesso Manuel Neuer all’82’ per evidenti perdite di tempo.

“Per vedere la Champions in TV basta abbonarsi a NOW: in questo momento l’abbonamento annuale è in sconto al prezzo di 19,99€ al mese. In alternativa, si può optare per quello mensile a 29,99€ al mese”

Moviola Sporting Arsenal: gol annullato a Zubimendi, VAR decisivo! Gli episodi dubbi del match diretto da Siebert

Moviola Sporting Arsenal: gli episodi dubbi del match diretto da Siebert, valido per l’andata dei quarti di finale di Champions League 2025/26

Allo Stadio José Alvalade di Lisbona, il delicato match d’andata dei quarti di finale di Champions League tra Sporting e Arsenal è terminato 0-1. Una sfida estremamente intensa e vibrante, caratterizzata da tanta sfortuna sotto porta, grande equilibrio tattico e un episodio chiave da moviola che ha tenuto con il fiato sospeso l’intero stadio nel corso della ripresa.

Primo tempo: occasioni sprecate e due traverse

L’avvio di partita ha visto le due formazioni affrontarsi a viso aperto, senza alcun timore reverenziale. I padroni di casa sono partiti fortissimo, sfiorando il vantaggio già al 7′ minuto: Maximiliano Araujo ha addomesticato un pallone al limite dell’area lasciando partire un missile che si è stampato clamorosamente sulla traversa. Pochi minuti dopo (10′), David Raya è dovuto intervenire con i pugni su un insidioso tentativo di Catamo.

La reazione dei Gunners è arrivata puntuale al 16′, quando Noni Madueke, battendo un calcio d’angolo molto tagliato, ha colpito a sua volta la traversa, pareggiando il conto dei legni. Da segnalare per il taccuino dell’arbitro tedesco Daniel Siebert l’unico provvedimento disciplinare della gara: un inevitabile cartellino giallo per Hidemasa Morita al 31′ a causa di un duro e scorretto intervento a centrocampo.

La moviola: il VAR strozza l’urlo del gol all’Arsenal

Il momento culminante e più discusso del match si è materializzato a metà del secondo tempo. Al 63′ minuto, il centrocampista spagnolo Martin Zubimendi aveva trovato la coordinazione perfetta, insaccando il pallone nell’angolino basso di sinistra con una botta imparabile e portando apparentemente in vantaggio la formazione londinese.

Tuttavia, l’esultanza inglese è stata bruscamente interrotta: Siebert ha immediatamente fermato il gioco facendo il classico gesto del check del VAR. L’analisi al monitor ha evidenziato in modo chiaro una posizione irregolare durante lo sviluppo dell’azione di Gyokeres. Al 65′ il gol dell’Arsenal è stato definitivamente annullato per fuorigioco, scatenando il malcontento dei giocatori di Mikel Arteta ma confermando l’ottima chiamata della tecnologia.

Tegola per Arteta: l’infortunio di Odegaard

Come se non bastasse la beffa della rete annullata, l’Arsenal ha dovuto incassare anche una brutta notizia dall’infermeria. Al 70′ Martin Odegaard è stato costretto ad alzare bandiera bianca per infortunio. Il capitano, dopo essere rientrato in campo stringendo i denti in seguito a un precedente scontro, si è dovuto arrendere lasciando il posto a Kai Havertz. Proprio Havertz, al 91′, ha regalato il gol vittoria su assist di Martinelli: posizione assolutamente regolare.

“Per vedere la Champions in TV basta abbonarsi a NOW: in questo momento l’abbonamento annuale è in sconto al prezzo di 19,99€ al mese. In alternativa, si può optare per quello mensile a 29,99€ al mese”

Kane da urlo, 49 gol in stagione! L’uragano del Bayern Monaco si abbatte anche contro il Real Madrid

Kane ha toccato quota 49 gol in stagione grazie alla rete realizzata in Real Madrid Bayern Monaco. I numeri dell’inglese

La magica notte europea del Santiago Bernabeu continua a regalare enormi sorprese e a sorridere in maniera evidente alla formazione ospite. Nel corso del caldissimo match valido per l’andata dei quarti di finale di Champions League, il micidiale attacco bavarese ha colpito ancora una volta con spietata freddezza. Dopo aver sbloccato la gara nel primo tempo con Luis Diaz, il club tedesco ha trovato la via della seconda rete allungando le distanze: Harry Kane ha raddoppiato in Real Madrid Bayern Monaco, fissando il parziale sul pesantissimo risultato di 0-2. Una marcatura che gela ulteriormente l’appassionato pubblico spagnolo e indirizza prepotentemente il discorso qualificazione verso la Germania.

L’istinto del bomber: il gol che ammutolisce il Bernabeu

L’attaccante inglese, da sempre abituato ai grandi e caldi palcoscenici internazionali, non ha tremato di fronte all’imponenza e alla pressione della tifoseria dei Blancos. Con il cinismo e la lucidità che solo i grandissimi campioni possiedono, il centravanti si è fatto trovare pronto, superando la retroguardia madrilena e trafiggendo inesorabilmente la porta avversaria difesa da Lunin. Il gol dello 0-2 rappresenta un macigno psicologico enorme per i padroni di casa, costretti ora a una vera e propria impresa sportiva per tentare di riaprire i giochi, mentre consegna alla rosa di Vincent Kompany un doppio vantaggio inestimabile in vista della gara di ritorno all’Allianz Arena.

Statistiche da capogiro: un’annata storica per il centravanti

La marcatura siglata nel tempio del calcio madrileno non fa altro che confermare e aggiornare un ruolino di marcia semplicemente spaventoso. Per l’ex capitano del Tottenham, infatti, l’attuale annata vissuta in terra bavarese si sta rivelando un trionfo assoluto dal punto di vista realizzativo e personale. Con la pesantissima rete messa a segno questa sera, l’uragano inglese ha raggiunto la straordinaria quota di 49 gol in stagione.

Analizzando il panorama europeo, ci troviamo di fronte a numeri clamorosi che lo consacrano di diritto tra i finalizzatori più letali e continui dell’intera storia del calcio moderno. L’impatto del giocatore nell’ecosistema tecnico del club tedesco è stato totale e devastante: la sua infinita fame di vittorie e la sua incredibile precisione sotto porta continuano a trascinare la squadra, alimentando il grande sogno di conquistare la massima competizione continentale.

Luis Diaz, stagione clamorosa al Bayern Monaco! In gol anche contro il Real Madrid, i numeri di un’annata (la prima in Baviera) pazzesca

Luis Diaz si sta rendendo protagonista di una stagione incredibile al Bayern Monaco, la sua prima in Germania. I numeri pazzeschi

La super sfida del Santiago Bernabeu non sta affatto deludendo le altissime attese della vigilia. Nel vibrante incrocio d’andata dei quarti di finale di Champions League tra Real Madrid e Bayern Monaco, a rubare la scena nel corso del primo tempo è stato il talento cristallino e letale di Luis Diaz. L’attaccante colombiano si è reso assoluto protagonista del match, gelando il pubblico spagnolo e confermando uno stato di forma atletica e mentale a dir poco eccezionale.

Ascolta le nostre notizie!

Non hai tempo di leggere? Scopri la nuova sezione Podcast di Calcio News 24 e ascolta i nostri approfondimenti audio.

Il gol al Bernabeu: l’intesa con Gnabry e il tocco vincente

Il momento chiave che ha spaccato in due la prima frazione di gioco si è materializzato nelle fasi finali del tempo, per l’esattezza al 40′ minuto. Al termine di una rapida offensiva orchestrata dalla formazione bavarese, Luis Diaz ha sbloccato Real Madrid-Bayern Monaco. L’esterno si è fatto trovare perfettamente posizionato all’interno dei sedici metri avversari: sfruttando con estrema intelligenza un invitante assist di Gnabry, il sudamericano ha eluso la marcatura della difesa dei Blancos e ha colpito la sfera con un morbido e chirurgico piattone in area. Una conclusione calibrata, fredda e precisa, che si è insaccata inesorabilmente in rete battendo Lunin e regalando il pesantissimo vantaggio in trasferta agli uomini di Vincent Kompany.

Un impatto devastante: le statistiche della sua prima annata

La rete messa a referto contro la corazzata madrilena non rappresenta certo un episodio isolato, ma è la naturale evoluzione di una stagione incredibile del colombiano. Da quando ha deciso di sposare il progetto tedesco, l’ex attaccante del Liverpool si è subito caricato sulle spalle il peso del reparto offensivo. Si tratta della sua prima annata al Bayern Monaco, eppure l’adattamento ai ritmi della Bundesliga è stato immediato e devastante.

Le sue statistiche individuali, aggiornate dopo la prodezza in terra iberica, lo proiettano di diritto nell’Olimpo dei migliori calciatori del mondo in questa annata. L’attaccante ha infatti collezionato ben 23 gol e 18 assist totali fin qui. Numeri impressionanti, che certificano l’assoluta bontà dell’investimento tecnico fatto dalla dirigenza tedesca e che continuano ad alimentare i grandi sogni di gloria del club bavarese in questa edizione della Champions League.

Hagi sotto shock per la morte di Lucescu: «Non posso crederci, per me è stato come un padre». Poi scoppia in lacrime durante l’intervista!

Hagi ha voluto ricordare così Mircea Lucescu dopo la morte del tecnico romeno. Le sue dichiarazioni

La tragica scomparsa di Mircea Lucescu ha gettato nello sconforto l’intero panorama calcistico internazionale, colpendo al cuore soprattutto coloro che hanno condiviso con lui i momenti più importanti della carriera. Tra le reazioni più sentite e struggenti c’è senza dubbio quella di Gica Hagi, leggenda assoluta del calcio est-europeo e storico allievo del tecnico scomparso. Il fuoriclasse ha espresso tutto il suo immenso dolore, ricordando l’uomo che lo ha guidato non solo sul rettangolo verde, ma anche nel percorso di crescita umana e personale.

Lo shock in diretta televisiva: le prime dichiarazioni

La notizia ha colto di sorpresa il mondo dello sport, lasciando un vuoto incolmabile. Raggiunto dai microfoni della tv privata romena Digi24, l’ex fuoriclasse di Brescia, Barcellona e Galatasaray ha faticato a trattenere l’emozione per la grave perdita del suo mentore. Visibilmente scosso e provato dall’accaduto, Hagi ha esordito cercando di elaborare il lutto per la morte di Mircea Lucescu: «Sono scioccato, solo ora ritrovo le parole». Un’ammissione sincera che testimonia il legame viscerale e indissolubile tra l’ex trequartista e l’allenatore che per primo credette nel suo immenso talento, lanciandolo sul grande palcoscenico.

Lucescu come mentore e professore: il commosso tributo

Il ricordo del campione si è poi trasformato in un dolcissimo omaggio alla statura morale e professionale del compianto mister, sottolineando come la loro relazione andasse ben oltre le classiche dinamiche sportive. Queste le sue toccanti parole: «Non posso crederci, per me è stato come un padre. Importantissimo per la mia vita, una persona talmente cara… Ha avuto cura di me, mi ha sostenuto quando ne ho avuto bisogno. È stato molto di più che un grande allenatore. È un momento difficile, che Dio lo abbia in gloria. Mi ha insegnato molto, è stato anche un professore, un vero maestro. Speriamo di riuscire ad andare oltre».

L’intervista interrotta per il troppo dolore

L’intensità del ricordo e il peso dell’addio si sono purtroppo rivelati insopportabili per l’ex calciatore. Subito dopo aver pronunciato questa dichiarazione di gratitudine e affetto eterno, il campione romeno si è dovuto arrendere al dolore della perdita. Prima di poter continuare l’analisi o aggiungere altri dettagli, Hagi ha finito per scoppiare in un pianto dirotto, un crollo emotivo che lo ha inevitabilmente costretto a interrompere l’intervista. Un’immagine emblematica che racchiude la grandezza dell’uomo e l’amore incondizionato che i suoi giocatori nutrivano per lui.

Simeone in memoria di Lucescu: «Ho un grande ricordo di lui come persona e come allenatore. Era di cuore e mi proteggeva»

Simeone, allenatore dell’Atletico Madrid, ha ricordato Mircea Lucescu dopo la sua dolorosa scomparsa. Le sue parole

La dolorosa notizia della scomparsa di Mircea Lucescu, indimenticabile e storico tecnico rumeno morto a 80 anni, ha scosso profondamente l’intero panorama del calcio internazionale. Tra le innumerevoli figure che in queste ore stanno rendendo omaggio alla sua straordinaria carriera, spicca il toccante ricordo di Diego Simeone. L’attuale allenatore dell’Atletico Madrid condivideva infatti un legame molto speciale con il mister, essendo stato allenato dal tecnico romeno al Pisa e pure all’Inter durante la sua avventura calcistica in Italia.

Gli anni al Pisa: un maestro per il giovane Simeone

Il rapporto instauratosi tra i due andava ben oltre le classiche e formali dinamiche da spogliatoio. Lucescu rappresentò un vero e proprio punto di riferimento per il talentuoso centrocampista sudamericano, da poco sbarcato nel nostro Paese. Intervistato ai microfoni di Sky Sport, il “Cholo” ha voluto condividere un intimo e dolcissimo aneddoto per onorare la memoria del suo ex allenatore: «Ho un grandissimo ricordo, mando un saluto per la famiglia. Mi ricordo di quando ero giovane. Io muovevo i primi passi nel Pisa, lui mi portava a mangiare a casa sua, mi proteggeva, ero un ragazzino». Parole che testimoniano lo spessore umano e la profonda empatia di un professionista capace di far sentire a casa i propri atleti.

L’omaggio prima della grande sfida europea

Le dichiarazioni del tecnico argentino sono state rilasciate in un momento agonistico estremamente delicato, ovvero alla vigilia della gara di Champions al Camp Nou contro il Barcellona. Nonostante l’altissima tensione per il big match in terra catalana, l’allenatore dei Colchoneros ha voluto fermarsi per tributare il giusto onore al suo mentore.

Il ritrovarsi all’Inter e la statura dell’uomo

Le strade professionali dei due si incrociarono nuovamente a Milano, sponda nerazzurra. Anche in quel frangente, la serietà del tecnico non venne mai meno. Simeone ha concluso il suo intervento esaltando l’eredità lasciata dal rumeno: «Ho un grande ricordo come persona e allenatore perché da allenatore parlano i numeri per lui. Poi lo abbiamo avuto avuto all’Inter e anche se non era un momento facile per la squadra lui è stato sempre chiaro, umile, una persona di cuore». Un tributo sincero a una leggenda immortale della panchina.

Lucescu commemorato anche dal Pisa: «Addio Mircea». La nota del club toscano dopo la morte dell’allenatore

Lucescu è stato ricordato così dal Pisa dopo la sua morte a 80 anni. Ecco la nota del club toscano in memoria dell’allenatore

Il mondo del calcio sta piangendo in queste ore la morte di Mircea Lucescu, scomparso all’età di 80 anni in seguito ai gravissimi problemi cardiaci emersi negli ultimi giorni. Il Pisa – club allenato dal tecnico rumeno – ha voluto mandare questo messaggio di cordoglio per ricordare l’allenatore.

COMUNICATO «Il Pisa Sporting Club esprime le proprie più sentite condoglianze per la scomparsa di Mircea Lucescu.

Il tecnico rumeno nella sua lunga e gloriosa carriera, costellata di traguardi e successi, ha guidato anche il Pisa Sporting Club nel campionato di Serie A 1990-91; un percorso breve ma intenso, ricordato soprattutto per un incredibile avvio di stagione che proiettò i nerazzurri addirittura al comando della classifica. Nella foto un ricordo di quel campionato: il tecnico Lucescu assieme all’attaccante pisano Lamberto Piovanelli.

Il Presidente Giuseppe Corrado, a nome della Società tutta, si stringe attorno alla famiglia Lucescu in questo momento di grande dolore.

Addio Mircea».

Morte Lucescu, l’Inter ricorda il suo ex tecnico: «Ha incarnato valori di competenza, eleganza e passione, lasciando un’eredità importante nel mondo del calcio». Il cordoglio del club

Morte Lucescu, l’Inter ha voluto ricordare il suo ex allenatore – drammaticamente scomparso – attraverso questo messaggio

Il mondo del calcio sta piangendo in queste ore la morte di Mircea Lucescu, scomparso all’età di 80 anni in seguito ai gravissimi problemi cardiaci emersi negli ultimi giorni. L’Inter – club allenato dal tecnico rumeno – ha voluto mandare questo messaggio di cordoglio per ricordare l’allenatore.

COMUNICATO – «FC Internazionale Milano e tutto il mondo nerazzurro si uniscono con profonda commozione al cordoglio per la scomparsa di Mircea Lucescu, abbracciando con affetto i suoi familiari. Nato a Bucarest il 29 luglio 1945, Lucescu è stato uno dei tecnici più autorevoli e rispettati del panorama calcistico internazionale, capace di lasciare un segno profondo ovunque abbia allenato grazie alla sua visione, al carisma e a una straordinaria cultura del gioco.

Arrivato sulla panchina dell’Inter nel dicembre del 1998, ha guidato la squadra in una stagione europea di rilievo, conducendo i nerazzurri oltre la fase a gironi della UEFA Champions League fino ai quarti di finale, dove il cammino si interruppe contro il Manchester United, poi vincitore di quell’edizione del torneo. In totale, Lucescu ha collezionato 22 panchine alla guida dell’Inter. La sua esperienza in nerazzurro rappresenta una tappa significativa di una carriera lunghissima e costellata di successi: sono 37 i trofei conquistati da allenatore, un palmarès che lo colloca tra i tecnici più titolati nella storia del calcio mondiale. Allenatore di grande spessore umano e professionale, Mircea Lucescu ha incarnato valori di competenza, eleganza e passione, lasciando un’eredità importante nel mondo del calcio».

Formazioni ufficiali Sporting Arsenal: le scelte di Borges e Arteta per il match di Champions League

Formazioni ufficiali Sporting Arsenal: le scelte di Borges e Arteta per il match, valido per l’andata dei quarti di Champions League

Allo Stadio José Alvalade di Lisbona è tutto pronto per il primo attesissimo round dei quarti di finale di Champions League. Il prestigioso palcoscenico europeo si accende per ospitare la vibrante sfida tra lo Sporting e l’Arsenal, un match di altissimo livello che promette grande spettacolo e una notevole intensità agonistica fin dalle primissime battute. La direzione tecnica di questa delicata gara internazionale è stata ufficialmente affidata all’esperto arbitro tedesco Daniel Siebert.

Il percorso in Europa: le vittorie contro Leverkusen e Bodø/Glimt

Le due formazioni arrivano a questo snodo cruciale della stagione con percorsi continentali decisamente esaltanti. I “Gunners” si presentano in terra lusitana carichi di estrema fiducia, pronti all’appuntamento dopo aver superato con enorme maturità tattica l’ostico ostacolo rappresentato dal Bayer Leverkusen nel turno degli ottavi.

Sull’altro versante del campo, i padroni di casa portoghesi hanno staccato il prezioso e ambito pass per l’élite del calcio europeo grazie a una vera e propria impresa. Lo Sporting è stato infatti protagonista di una rimonta spettacolare contro il Bodø/Glimt, riuscendo a ribaltare con immenso orgoglio, davanti al proprio caloroso pubblico, il pesante ko dell’andata in Norvegia.

Il duello dei bomber: l’ex Gyokeres contro Suarez, titolare Calafiori

Questa sera i riflettori dello stadio e delle telecamere saranno puntati in maniera particolare su Viktor Gyokeres, ex della partita. L’attaccante torna a calcare il prato lusitano da avversario, dopo aver collezionato record e due stagioni da urlo in Portogallo.

Dall’altra parte della barricata, spetterà a Luis Suarez guidare l’attacco dello Sporting. Nel big match ci sarà spazio anche per la nostra Nazionale, vista la conferma di Riccardo Calafiori in campo dal primo minuto nello scacchiere difensivo londinese.

Le formazioni ufficiali di Sporting-Arsenal

A ridosso del fischio d’inizio, ecco le decisioni definitive prese da Rui Borges e Mikel Arteta:

  • SPORTING (4-2-3-1): Rui Silva; Fresneda, Diomandè, Inacio, Araujo; Simoes, Morita; Catamo, Trincao, P.Goncalves; Suarez. Allenatore: Borges.
  • ARSENAL (4-2-3-1): Raya; White, Saliba, Gabriel, Calafiori; Rice, Zubimendi; Madueke, Odegaard, Trossard; Gyokeres. Allenatore: Arteta.

“Per vedere la Champions in TV basta abbonarsi a NOW: in questo momento l’abbonamento annuale è in sconto al prezzo di 19,99€ al mese. In alternativa, si può optare per quello mensile a 29,99€ al mese”

Morto Mircea Lucescu: il mondo del calcio piange lo storico allenatore rumeno scomparso a 80 anni

Morto Mircea Lucescu: il mondo del calcio piange la scomparsa dell’allenatore rumeno. Aveva 80 anni

Il mondo del calcio è in profondo lutto per una tragica notizia che ha rapidamente fatto il giro del mondo. Mircea Lucescu purtroppo non ce l’ha fatta. Lo storico, iconico e amatissimo allenatore rumeno è morto a 80 anni, definitivamente sconfitto dai gravissimi problemi cardiaci che lo avevano improvvisamente e duramente colpito nel corso degli ultimi giorni. Si tratta di una grave perdita per l’intero panorama sportivo, che si ritrova a dover salutare uno dei tecnici più esperti, vincenti e rispettati dell’intero continente europeo, un vero e proprio maestro di calcio.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

Il malore dopo i playoff mondiali contro la Turchia

Il dramma umano e sportivo si è consumato in tempi purtroppo estremamente rapidi e imprevedibili. Il navigato tecnico aveva accusato un grave malore proprio dopo i playoff mondiali, una sfida ad altissima tensione emotiva e sportiva disputata alla guida della nazionale del suo paese contro la Turchia. Quello che inizialmente poteva apparire come un malessere passeggero si è subito trasformato in un’emergenza clinica assoluta. Le sue condizioni generali, infatti, si sono progressivamente e inesorabilmente aggravate nel giorno di Pasqua, fino al definitivo decesso sopraggiunto mentre l’ottantenne si trovava ricoverato e costantemente monitorato nel reparto di terapia intensiva presso l’Ospedale Universitario di Bucarest.

Il bollettino medico: le complicanze e il coma farmacologico

La preoccupazione pubblica attorno alle sorti del mister era altissima e tangibile già da diverse ore, in particolar modo dopo che i medici curanti avevano optato per la delicata via del coma farmacologico per tentare di stabilizzare i parametri vitali. Nella serata di sabato, la Federcalcio rumena era intervenuta ufficialmente per fare chiarezza, diffondendo notizie e aggiornamenti sulle sue condizioni provenienti direttamente dall’ospedale in cui era ricoverato.

Il quadro descritto era drammatico: una serie inarrestabile di importanti aritmie cardiache aveva complicato pesantemente il quadro clinico complessivo di Lucescu, che purtroppo non aveva più risposto alle cure somministrate. La situazione è poi tragicamente precipitata proprio nella notte di Pasqua, quando le continue aritmie si sono aggravate in maniera irreversibile, obbligando i sanitari al trasferimento d’urgenza del tecnico dal normale reparto di cardiologia a quello di Anestesia e Terapia Intensiva, dove ha esalato il suo ultimo respiro.

Formazioni ufficiali Real Madrid Bayern Monaco: le scelte di Arbeloa e Kompany per il match di Champions League

Formazioni ufficiali Real Madrid Bayern Monaco: le scelte di Arbeloa e Kompany per il match, valido per l’andata dei quarti di Champions League

Torna la grande magia della Champions League e lo fa proponendo una sfida stellare che possiede, a tutti gli effetti, i connotati e l’importanza di una vera e propria finale anticipata. I riflettori del grande calcio europeo si accendono oggi, martedì 7 aprile, sull’attesissimo match Real Madrid-Bayern Monaco, valevole per la delicata sfida di andata dei quarti di finale della massima competizione continentale.

Il fischio d’inizio è fissato per le ore 21:00 nella maestosa e sempre infuocata cornice del Santiago Bernabeu. Si preannuncia uno scontro epico tra fuoriclasse assoluti del rettangolo verde: gli appassionati di tutto il mondo sono pronti ad assistere a duelli individuali di altissimo livello tattico e tecnico. Spiccano, in particolare, l’incrocio offensivo tra Mbappé contro Kane, due dei centravanti più prolifici al mondo, e la battaglia nevralgica a centrocampo che vedrà opposti Valverde contro Kimmich.

Il percorso verso la semifinale: l’incrocio con PSG-Liverpool

Il verdetto definitivo per il passaggio del turno, tuttavia, non arriverà questa sera. Le due superpotenze del calcio europeo dovranno infatti incrociare i guantoni nuovamente nella decisiva sfida di ritorno, in programma all’Allianz Arena di Monaco di Baviera mercoledì 15 aprile, con calcio d’inizio sempre fissato a partire dalle ore 21:00. La squadra vincente dopo 180′ (oppure oltre, qualora dovessero rendersi necessari i tempi supplementari o i calci di rigore) staccherà il prestigioso pass per il turno successivo. In semifinale, la trionfatrice andrà ad affrontare la vincente di PSG-Liverpool, un’altra sfida dal grandissimo fascino e dall’esito totalmente incerto.

Le scelte dei due allenatori: le formazioni ufficiali

A ridosso del fischio d’inizio, i due tecnici hanno sciolto ogni riserva tattica. Di seguito, ecco le formazioni ufficiali di Real Madrid-Bayern Monaco scelte rispettivamente da Alvaro Arbeloa e Vincent Kompany:

  • REAL MADRID: Lunin; Alexander-Arnold, Rudiger, Huijsen, Carreras; Valverde, Thiago, Tchouameni, Guler; Mbappé, Vinicius. Allenatore: Arbeloa.
  • BAYERN MONACO: Neuer; Stanisic, Upamecano, Tah, Laimer; Pavlovic, Kimmich; Olise, Gnabry, Diaz; Kane. Allenatore: Kompany.

“Per vedere la Champions in TV basta abbonarsi a NOW: in questo momento l’abbonamento annuale è in sconto al prezzo di 19,99€ al mese. In alternativa, si può optare per quello mensile a 29,99€ al mese”

Lahm commenta la crisi del calcio italiano: «Un movimento rimasto indietro di decenni! E se la Germania imboccasse quella strada…»

Lahm commenta la crisi del calcio italiano: «Un movimento rimasto indietro di decenni!». Il confronto dell’ex Bayern Monaco col resto d’Europa

In un editoriale sul Guardian, Philipp Lahm ha indicato il calcio italiano come un sistema in ritardo rispetto ai modelli europei, soprattutto a quello spagnolo, citando il fallimento dell’Italia verso il Mondiale 2026 e l’assenza di club italiani nei quarti di Champions League come segnali evidenti della crisi.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

PAROLE – «La scuola spagnola ha soppiantato quella italiana come modello di eccellenza. L’Italia continua a produrre allenatori per il mercato internazionale, anche dopo Carlo Ancelotti. Ma le squadre non vincono più. Un anno fa scrissi nella mia rubrica che al calcio italiano mancano intensità, impegno, dinamismo, atletismo e iniziativa, ed è per questo che non ha più giocatori di livello mondiale. In risposta, la Süddeutsche Zeitung, un giornale della mia città natale, Monaco, mi accusò di ripetere ‘cliché’.

Eppure, quest’anno ai quarti di finale di Champions League non ci sono squadre italiane; per un pelo siamo andati persino vicini ad avere un ottavo di finale senza di loro per la prima volta, se l’Atalanta non avesse eliminato il Borussia Dortmund all’ultimo secondo. E la nazionale non è riuscita a qualificarsi per i Mondiali per la terza volta consecutiva. Quattro anni fa la Macedonia del Nord si è dimostrata troppo forte; questa volta è stata la Bosnia.

L’Italia è rimasta indietro. Se la Germania imbocca questa nuova strada, potrebbe succedere lo stesso anche a noi. Mi sorprende che così tanti difensori in Bundesliga stiano di nuovo marcando a uomo gli avversari fino al bagno. Anche il Bayern lo fa; Vincent Kompany a volte si affida alla marcatura a uomo. In Bundesliga, dove non ha concorrenza, gli errori non vengono puniti. E ha colto di sorpresa i campioni in carica del PSG nella fase a gironi con il suo stile. In quel momento, l’Europa è rimasta a bocca aperta».

Calciomercato Barcellona, Bastoni si allontana? I Blaugrana pronti a cambiare obiettivo, pur rimanendo in Serie A!

Calciomercato Barcellona, Bastoni si allontana? I Blaugrana pronti a cambiare obiettivo, pur rimanendo in Serie A! Il nome a sorpresa

Il nome di Alessandro Bastoni continua a occupare una posizione centrale nelle strategie del Barcellona, che considera prioritario l’inserimento di un difensore di alto profilo per la prossima stagione. Le indiscrezioni che arrivano dalla Spagna e dall’Italia raccontano di un interesse concreto dei blaugrana per il centrale dell’Inter, profilo ritenuto ideale per esperienza internazionale, qualità tecnica e capacità di guidare il reparto. Secondo diverse ricostruzioni, il club catalano avrebbe già mosso i primi passi, ma la distanza economica con l’Inter resta significativa.

Ascolta le nostre notizie!

Non hai tempo di leggere? Scopri la nuova sezione Podcast di Calcio News 24 e ascolta i nostri approfondimenti audio.

Bastoni Inter, distanza ancora ampia tra offerta e richiesta

Il punto più delicato riguarda infatti la valutazione del cartellino. Le cifre circolate in queste ore oscillano tra i 45 milioni di euro della prima proposta attribuita al Barça e i 60-70 milioni richiesti dall’Inter per aprire davvero una trattativa. Tuttosport riferisce che i nerazzurri considerano insufficiente una proposta da 50 milioni e che per sedersi seriamente al tavolo servirebbe un’offerta molto più alta. Più prudente, invece, la valutazione sul presunto sì già espresso dal giocatore: al momento non ci sono conferme ufficiali da parte di Bastoni o del club. Più netta è invece la posizione dell’Inter, che continua a considerarlo uno dei pilastri della rosa.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Bastoni Inter, Lucumí resta l’alternativa se salta tutto

Nel frattempo, Deco non resta fermo e tiene aperta anche una pista alternativa. In caso di stallo definitivo per Bastoni, stando a quanto riferito da Il Resto del Carlino, il Barcellona potrebbe affondare su Jhon Lucumí del Bologna, altro profilo seguito con attenzione. Le fonti italiane parlano di un interesse riacceso per il centrale colombiano, destinato a diventare uno dei nomi caldi del mercato estivo, con una valutazione che si aggira intorno ai 25-30 milioni di euro e diversi club già in corsa. Al momento, quindi, il quadro è chiaro: il Barcellona vuole Bastoni, l’Inter non intende fare sconti, e Lucumí resta l’alternativa più concreta se il braccio di ferro non dovesse sbloccarsi.

Allenamento Parma, buone notizie da Collecchio: Almqvist torna in gruppo e punta il Napoli!

Allenamento Parma, buone notizie da Collecchio: Almqvist torna in gruppo e punta il Napoli! Gli aggiornamenti dall’infermeria

Il Parma ha ripreso oggi gli allenamenti a Collecchio dopo il pareggio in trasferta contro la Lazio, iniziando la preparazione della sfida di campionato contro il Napoli, in programma domenica 12 aprile alle 15:00. La notizia più importante per Carlos Cuesta arriva però dall’infermeria: Pontus Almqvist è tornato ad allenarsi in gruppo con il resto dei compagni, segnale molto incoraggiante in vista del prossimo impegno dei gialloblù.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

L’attaccante esterno svedese, classe 1999, era assente da diversi mesi a causa di un infortunio muscolare. La sua ultima presenza ufficiale risale infatti al 7 gennaio 2026 contro l’Inter. Dopo aver ripreso parzialmente il lavoro con il gruppo la scorsa settimana, nella seduta odierna Almqvist ha svolto lo stesso carico di lavoro degli altri componenti della rosa, confermando progressi concreti sul piano del recupero.

A questo punto cresce la fiducia per una possibile convocazione già contro il Napoli. Non posso confermare che sarà subito pronto per giocare dal primo minuto, ma il suo pieno rientro in gruppo rappresenta una notizia importante per il Parma, che in questa fase della stagione ha bisogno di ritrovare più soluzioni offensive possibili. Per Cuesta, il ritorno di Almqvist può diventare un’arma in più per affrontare una gara molto delicata.

Mercato Manchester United, occhio al doppio addio in estate: anche Ugarte ha le valigie in mano!

Mercato Manchester United, occhio al doppio addio in estate: anche Ugarte ha le valigie in mano! Il punto sulle operazioni in uscita

Occhio alle operazioni in uscita per il mercato estivo del Manchester United: due centrocampisti potrebbero dire addio. Se già è stato ufficializzato l’addio di Casemiro, come rivelato da Fabrizio Romano su X, anche Manuel Ugarte è stato inserito nella lista dei possibili partenti dei Reds, che a questo punto andrebbero alla ricerca di due profili in mediana per il prossimo anno.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

PAROLE – «🚨 Il Manchester United sta valutando l’acquisto di 2 centrocampisti in estate, poiché Manuel Ugarte potrebbe partire.
Sono iniziate le trattative per il centrocampista uruguaiano; a partire da maggio/giugno si terranno i colloqui relativi al costo del trasferimento e alla struttura dell’accordo.
Casemiro se ne va e anche Ugarte potrebbe andarsene.
».

Benfica, Mourinho si sfoga: «Sono deluso, avrei voglia di non utilizzare più certi giocatori! Devo riflettere con la società»

Benfica, Mourinho si sfoga e punta il dito contro alcuni suoi giocatori dopo il pareggio ottenuto in campionato contro il Casa Pia

José Mourinho ha commentato con toni molto severi il momento del Benfica dopo il pari contro il Casa Pia, risultato che complica sia la corsa al titolo sia quella per il secondo posto. Il tecnico portoghese ha ammesso che il primo posto è ormai fuori portata e che ora la squadra non dipende più soltanto da sé stessa per chiudere davanti allo Sporting. Nel post partita, Mourinho ha anche espresso forte delusione per il rendimento di alcuni giocatori, lasciando intendere che a fine stagione potrebbero esserci valutazioni profonde con il club.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

DELUSIONE – «Abbiamo perso le possibilità che avevamo di essere ancora campioni e di lottare per il titolo fino alla fine, così come il controllo sulla lotta per il secondo posto, che ora non dipende solo da noi. Abbiamo perso molto con questo risultato, questa è la cosa più importante da trarre. Riguardo alla partita, partendo da questa base, non abbiamo fatto tutto per vincere. Abbiamo finito per perdere il campionato e trovarci in difficoltà per il secondo posto perché abbiamo smesso di dipendere da noi stessi».

OBIETTIVI – «Il primo posto è impossibile. L’obiettivo principale è lottare per il secondo posto, che ormai non dipende più solo da noi. Anche vincendo tutte le partite fino alla fine del campionato, cosa estremamente difficile ma possibile, lo Sporting dovrebbe comunque perdere due punti. Ma l’obiettivo è lottare per questo».

SUI GIOCATORI – «Devo riflettere bene. Devo riflettere bene insieme alla società perché in questo momento avrei voglia di non far giocare più alcuni giocatori. Ma ci sono valori superiori in gioco. Sono asset del club, e anche se non volessi continuare con alcuni di loro, forse è più facile proseguire cercando di valorizzarli piuttosto che osteggiarli, ma fondamentalmente è così».

Pruzzo analizza: «C’è da preoccuparsi per il crollo della Roma contro l’Inter. Ecco cosa farei sul mercato, e Gasperini deve restare»

L’ex attaccante della Roma, Roberto Pruzzo, ha voluto dire la sua sul momento di crisi dei giallorossi dopo la pesante sconfitta contro l’Inter

Roberto Pruzzo, mitico attaccante della Roma dello scudetto del 1983, analizza in questa intervista gli effetti della pesante sconfitta dei giallorossi nel giorno di Pasqua. Ecco le sue parole al quotidiano capitolino Il Messaggero.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

UN KO PESANTE – «Sì, soprattutto perché fino al 2-1 la Roma era stata in partita. Poi c’è stato un crollo e c’è da preoccuparsi. Sul secondo gol sbaglia Svilar, ma rimane uno dei migliori in Serie A. Ora per andare in Champions non si può più sbagliare».

COSA VA FATTO – «La rosa va rinforzata e significa prendere 3/4 calciatori di livello superiore, non delle semplici alternative ma dei titolari. È questo che è mancato negli ultimi anni. Per esempio, nelle ultime stagioni sono arrivati Aouar, Le Fée e El Aynaoui, tutti profili che non hanno inciso. C’è bisogno di giocatori pronti. Cristante dovrebbe essere una buona alternativa. Se deve tirare la carretta dall’inizio della stagione è un limite».

MANCINI E PELLEGRINI – «Serve un difensore sopra la media, un centrocampista che prenda in mano la squadra e due attaccanti più forti. Non so che cosa hanno in mente Pellegrini e la società ma il rendimento non è continuo».

MALEN – «Per fortuna che a gennaio è arrivato. Sta andando bene ma da solo non può reggere il peso dell’attacco, servono tre o quattro cambi. Il futuro è in mano ai giovani ma la realtà è che le big hanno dei titolari che danno garanzie».

IL 3-3 CON LA JUVE HA CAMBIATO TUTTO – «Assolutamente no, a meno che il gruppo non sia debole a livello mentale. L’episodio andava gestito meglio, ma le gare seguenti sono state diverse. La Roma era partita bene. Si sono aggiunti una serie di infortuni che hanno complicato le cose, ma mancano le alternative quando c’è bisogno di risolvere le sfide sporche».

IL MERCATO DI GENNAIO – «Zaragoza e Vaz non bastano ma nel mercato di riparazione è complicato. Forse in estate si doveva fare meglio. Ne servivano tre di un livello superiore».

MASSARA – «Certo. I direttori sportivi devono essere collegati con allenatore e società per cercare di trovare le soluzioni migliori. Il confronto, anche forte, col tecnico ci deve essere, ma l’importante è che l’obiettivo comune sia quello di prendere elementi forti».

GASPERINI – «Deve rimanere. La squadra nelle prime uscite aveva un’identità chiara poi le cose non sono andate nel verso giusto. Si deve ripartire dalla sua voglia di vincere».

RANIERI – «È una persona riservata. Il suo ruolo è complicato e devi essere bravo a capire quando parlare perché ogni mossa potrebbe essere sbagliata. Ma sono sicuro che i Friedkin vogliono fare il salto di qualità».

Allenamento Milan, riecco Gabbia! Il difensore torna in gruppo: cosa filtra sulla sua presenza contro l’Udinese

Allenamento Milan, riecco Gabbia! Il difensore torna in gruppo dopo l’infortunio: cosa filtra sulla sua presenza contro l’Udinese. Le ultime

Il Milan ha ripreso gli allenamenti dopo la sconfitta per 1-0 contro il Napoli e da Milanello è arrivata una notizia positiva per Massimiliano Allegri: Matteo Gabbia è tornato a lavorare in gruppo. Il difensore rossonero, che nei giorni precedenti alla trasferta del Maradona aveva seguito un programma differenziato, ha rispettato i tempi previsti e oggi ha svolto la seduta con i compagni, come mostrato anche dai contenuti diffusi dall’ambiente rossonero.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Il suo recupero rappresenta un segnale importante in vista della prossima sfida di campionato contro l’Udinese. Al momento, da quel che filtra, non è previsto che torni da titolare già contro i friulani, ma le indicazioni raccolte fanno pensare a un ritorno graduale, con la possibilità che possa ritrovare minuti già nel prossimo impegno, più probabilmente a gara in corso.

Per Allegri si tratta comunque di una risorsa in più per il finale di stagione. Dopo settimane complicate sul piano fisico, il rientro di Gabbia amplia le soluzioni nel reparto arretrato e consente al tecnico di gestire con maggiore equilibrio le rotazioni nelle ultime uscite decisive del campionato.

Luis Enrique alla vigilia di PSG Liverpool: «Noi favoriti? Lo scorso anno lo erano loro, ecco come sta Fabian Ruiz»

L’allenatore del PSG, Luis Enrique, ha voluto dire la sua in conferenza stampa alla vigilia del match di Champions League contro il Liverpool

Tra le partite di domani dei quarti di Champions c’è PSG Liverpool: il tecnico dei francesi, Luis Enrique, è intervenuto così in conferenza stampa alla vigilia della sfida.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

PAROLE – «Non è importante chi sia il favorito perché in questo tipo di partite è impossibile averne uno. Non credo che lo siamo noi. L’anno scorso tutti dicevano che fosse il Liverpool e invece si è qualificato il PSG. È un anno diverso. Voglio la stessa identità di squadra: cercare di esprimere un buon calcio e godersi la competizione. L’anno scorso? È stata una partita di altissimo livello. Firmerei per ripetere la stessa prestazione, ma non per lo stesso risultato (ko 1-0, ndr). Dobbiamo approfittare del fatto di giocare al Parco dei Principi, con un’atmosfera incredibile. Per noi è molto positivo giocare in casa.

Fabian Ruiz? Dobbiamo aspettare il giocatore, non c’è alcun problema. Cerchiamo di riavere i calciatori a disposizione il prima possibile, continuiamo a dare loro fiducia. Fabian non si è ancora allenato con il gruppo; ha fatto molti progressi e siamo contenti perché sembra sulla strada giusta, ma gli manca ancora qualcosina».

Per vedere la Champions in TV basta abbonarsi a NOW: in questo momento l’abbonamento annuale è in sconto al prezzo di 19,99€ al mese. In alternativa, si può optare per quello mensile a 29,99€ al mese

Ancelotti Brasile, altro che ct dell’Italia: la Seleção lo blinda! Manca solo la firma per il rinnovo, tuti i dettagli

Ancelotti Brasile, altro che ct dell’Italia: la Seleção lo blinda! Manca solo la firma per il rinnovo, tuti i dettagli del nuovo accordo

Carlo Ancelotti è vicino a prolungare il suo rapporto con il Brasile fino al 2030. Secondo quanto riportato da ESPN Brasil e rilanciato da Matteo Moretto, l’accordo per il rinnovo del commissario tecnico sarebbe già definito nei dettagli e mancherebbero soltanto le firme. Al momento, però, la CBF non ha ancora ufficializzato l’intesa.

La notizia allontana quindi le ipotesi che avevano accostato l’ex allenatore di Milan e Real Madrid anche alla panchina della Nazionale italiana dopo il Mondiale. In questa fase, il progetto della federazione brasiliana sembra infatti chiaro: dare continuità al lavoro di Ancelotti e costruire con lui un percorso di lungo periodo.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

PAROLE – «Carlo Ancelotti rinnova il contratto con la nazionale brasiliana fino al 2030.
I contratti sono pronti, mancano solo le firme, come già annunciato da
@ESPNBrasil.
».

Evra racconta: «Ecco cosa dissi a Tevez quando tradì lo United». Poi dice la sua su Messi, CR7 e il razzismo

L’ex difensore del Manchester United e della Juventus, Patrice Evra, si racconta e torna su alcuni episodi della propria carriera

L’ex capitano del Manchester United e difensore della Juventus, Patrice Evra, ammette oggi di essere un uomo molto più felice. In una lunga e profonda intervista a The Athletic, il francese ha raccontato il peso emotivo della sua carriera, un periodo in cui ha dovuto sopprimere ogni vulnerabilità: «In campo devi essere un mostro, una macchina. Non c’è spazio per le emozioni».

Le cicatrici del passato e il razzismo

Cresciuto in un contesto difficile e vittima di abusi sessuali a 13 anni, Evra ha spiegato come il mondo del calcio impedisca di mostrare debolezza. Solo grazie alla moglie Margaux è riuscito a smantellare la sua “mascolinità tossica”, accettando il pianto non più come difetto, ma come liberazione.

Evra ha poi affrontato il tema del razzismo, tracciando un parallelo tra gli insulti ricevuti da Luis Suárez nel 2011 e gli attacchi subiti oggi da Vinícius Júnior. L’ex terzino denuncia l’ipocrisia di un sistema che colpevolizza la vittima: «La gente cerca scuse per insultarlo solo perché balla quando segna». Ricordando l’episodio di Anfield con Suárez, Evra ha confessato la sua enorme lotta interiore per non reagire con violenza e non passare dalla parte del torto.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

La critica al calcio moderno

Evra analizza lucidamente i giovani calciatori di oggi, definendoli la “Generazione TikTok”:
• Troppe distrazioni: i giocatori oggi sono anche modelli, rapper e attivisti. Il calcio non è più un’ossessione 24 ore su 24.
• Declino rapido: a causa di queste distrazioni, Evra prevede che i giovani faticheranno ad avere la longevità e la costanza di campioni come Messi e Cristiano Ronaldo.
• Eccesso di comfort: pur rispettando l’importanza del supporto psicologico, ritiene che i troppi aiuti e l’ossessione per i dati tecnologici tolgano ai ragazzi la capacità di “sbattere contro il muro” per fortificare il carattere.

I rimpianti al Manchester United

Non potevano mancare i ricordi legati ai Red Devils:
• Il “tradimento” di Tevez: il passaggio dell’amico al City nel 2009 gli spezzò il cuore («Gli dissi: ‘Ti spezzerò le gambe, Carlito’»).
• L’addio di Ferguson: fu uno shock totale. Solo una settimana prima dell’annuncio del ritiro (2013), Sir Alex gli aveva confidato di voler allenare “fino a 100 anni” e di essere a un passo dall’acquistare Cristiano Ronaldo e Gareth Bale.
• La crisi attuale: guardare lo United oggi è doloroso. Dopo una serie di “acquisti disastrosi” e gestioni fallimentari post-Ferguson, Evra fissa un obiettivo pragmatico: mettere da parte l’arroganza del passato e concentrarsi unicamente sulla qualificazione in Champions League.

Roma, il ko con l’Inter accende l’allarme: difesa fragile e futuro tutto da riscrivere

Roma, il crollo di San Siro apre nuove riflessioni su tenuta mentale, rendimento difensivo e prospettive: l’analisi del Corriere dello Sport

Il ritorno in campo dopo una sosta può sempre nascondere difficoltà, ma per la Roma la trasferta di San Siro ha lasciato soprattutto segnali molto preoccupanti. A fotografare con durezza il momento giallorosso è Mimmo Ferretti nel suo editoriale sul Corriere dello Sport, dove il giudizio sulla prova contro l’Inter è netto e severo. Il giornalista parte da un concetto chiaro: «La prima partita dopo una sosta è storicamente tutta un quiz». La risposta data dalla squadra giallorossa, però, secondo l’editoriale, è stata drammatica: «la Roma è scoppiata. Esplosa. Anzi, implosa». Una bocciatura pesante, che non riguarda soltanto il risultato finale, ma l’immagine complessiva di una squadra apparsa fragile, confusa e incapace di reagire davanti alle difficoltà.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Roma, il crollo difensivo preoccupa Gasperini

Nel mirino dell’analisi c’è soprattutto il reparto arretrato, descritto come l’emblema del momento negativo vissuto dalla squadra. Ferretti usa parole molto forti per raccontare la trasformazione della retroguardia giallorossa: «Il muro difensivo, per dirne una, si è sgretolato, non esiste più. È stato abbattuto e mai più ricostruito, e far gol alla Roma oggi è più facile che ordinare un caffè al bar». Una frase che colpisce ancora di più se confrontata con il recente passato, quando la difesa romanista veniva indicata come uno dei punti di forza del gruppo. Lo stesso editoriale lo ricorda con tono amaro: «E pensare che gli uomini sono gli stessi della difesa più forte d’Italia, anzi d’Europa. Ricordate? Roba di pochi mesi fa, non di una vita fa». Il problema, quindi, non sembra essere solo numerico o legato alle assenze, ma strutturale e mentale.

Roma, tra responsabilità presenti e una rifondazione possibile

L’editoriale insiste infatti anche su un altro aspetto: l’incapacità della squadra di leggere i momenti della gara e adattarsi agli imprevisti. Ferretti parla di «l’assoluta mancanza di comprensione, di lettura della partita» e rende il concetto con una metafora efficace: «Se piove, apri l’ombrello e ti ripari in attesa che la pioggia la faccia finita. Se non lo capisci, non hai scampo e continui a fracicarti». Da qui nasce un messaggio preciso: non si può sempre attribuire tutto agli infortuni o alle assenze, perché «La colpa non può essere sempre di chi non c’è: le responsabilità, in realtà, sono sempre di chi c’è. Allenatore compreso». Sullo sfondo resta anche il tema del futuro. Mentre nell’ambiente riaffiora la nostalgia per Ranieri, cresce l’idea che in estate possano arrivare cambiamenti profondi. La sensazione, leggendo l’editoriale, è che la Roma sia davanti a un bivio: continuare con l’attuale zoccolo duro oppure avviare una vera rifondazione.

Bastoni Barcellona, le contropartite la chiave per sbloccare l’affare? Svelata la posizione dell’Inter

Bastoni Barcellona, le contropartite la chiave per sbloccare l’affare? Svelata la posizione dell’Inter e la valutazione fatta per il difensore

Il nome di Alessandro Bastoni continua a circolare con insistenza attorno al Barcellona, ma la situazione resta molto più complessa di quanto possa sembrare. Secondo quanto riferito da Gianluca Di Marzio, in Spagna viene confermato l’interesse del club catalano per il difensore dell’Inter, anche se le condizioni economiche ipotizzate non coincidono con quelle che il club nerazzurro prenderebbe in considerazione per privarsene. Lo stesso giornalista ha sottolineato come il Barça, anche alla luce delle note difficoltà di tesseramento e gestione dei conti, debba ancora dimostrare di poter costruire davvero un’operazione di questo livello.

Ascolta le nostre notizie!

Non hai tempo di leggere? Scopri la nuova sezione Podcast di Calcio News 24 e ascolta i nostri approfondimenti audio.

Il centrale classe 1999 resta infatti uno dei punti di riferimento della squadra milanese. Arrivato dall’Atalanta nell’estate del 2019 dopo il passaggio al Parma, Bastoni ha costruito negli anni un percorso di grande continuità con la maglia interista, diventando uno dei profili più importanti della rosa anche per status, rendimento e prospettiva tecnica. In questo contesto, l’Inter non appare orientata a prendere in considerazione proposte al ribasso. Tuttosport scrive che il club nerazzurro valuta il suo cartellino attorno ai 70 milioni di euro, cifra ben diversa rispetto ai 50 milioni circolati nei media spagnoli, ritenuti insufficienti.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Resta invece non confermato da queste fonti il dettaglio secondo cui Bastoni avrebbe già aperto in modo esplicito al trasferimento. Le indiscrezioni raccontano un interesse forte del Barcellona e una situazione da monitorare, ma senza elementi sufficienti per presentare come certa una disponibilità già definita del difensore. Inoltre i Blaugrana starebbero pensando di inserire nell’affare una contropartita tecnica a scelta fra il difensore Gerard Martin, il trequartista Dani Olmo e l’attaccante Ferran Torres. Più chiaro, invece, è il quadro delle cifre: per far vacillare davvero l’Inter servirebbe una proposta molto più alta, verosimilmente in linea con la richiesta fissata dal club.

Parallelamente, i nerazzurri continuano a muoversi anche su altri profili difensivi. Tra questi c’è Tarik Muharemovic, centrale bosniaco del Sassuolo, seguito da tempo dall’Inter. A gennaio i contatti con l’entourage del giocatore erano già stati avviati, mentre resta sullo sfondo anche la Juventus, che secondo Tuttosport conserva il 50% sulla futura rivendita del giocatore dopo la cessione ai neroverdi. Un intreccio che potrebbe tornare d’attualità nelle prossime settimane di mercato.

Torino, Jarni ‘consiglia’ il colpo: «Farebbe grandi cose in Italia, lo vedrei bene in granata». A chi si riferisce!

Torino, Robert Jarni ha parlato così del possibile colpo dei granata e del momento che sta vivendo la squadra di D’Aversa

Robert Jarni, ex esterno croato che ha vestito la maglia del Torino nella stagione 1993-94, analizza la nascita di un nuovo “Toro alla croata” sulle pagine di Tuttosport.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

LA CONSACRAZIONE DI VLASIC «Conosco bene Nikola dai tempi dell’Hajduk Spalato: è sempre stato forte e talentuoso. Negli anni scorsi però aveva avuto un po’ di alti e bassi nel rendimento, mentre quest’anno è cresciuto tanto. Sta facendo un’annata fantastica. Non a caso adesso è diventato anche il capitano del Toro e penso che questa cosa l’abbia responsabilizzato. Tanto che ora gioca alla grande ed è il leader della squadra. Anche in vista del Mondiale un Vlasic così può essere un giocatore davvero molto importante per la Croazia. Ha colpi e giocate per aiutare la nostra nazionale a fare un bel torneo».

L’IMPATTO DI KULENOVIC «Cambiare squadra a gennaio e imporsi subito non è mai facile, vedo che però sta avendo spazio. Sono convinto che sarà utile al Toro in futuro. Kulenovic ha doti interessanti e potrà dare una mano alla squadra. Ora deve sfruttare al meglio la chance avuta».

IL POSSIBILE ARRIVO DI LIVAKOVIC IN PORTA «Parliamo di un portiere forte e il titolare della nazionale croata. Non ho dubbi: farebbe grandi cose anche in Italia e lo vedrei bene al Toro. Purtroppo in Spagna ha trovato al Girona un allenatore che lo considerava poco e non lo faceva giocare, ma sulle sue doti non si discute: come dimenticare il grande Mondiale disputato nel 2022, quando era stato considerato il miglior portiere del torneo? Ha una grande struttura fisica. Tra i pali è reattivo ed esplosivo. Poi sui calci di rigore diventa micidiale, anche se la sua qualità migliore resta l’umiltà. Dominik ha la testa sulle spalle: sa farsi apprezzare dai compagni ed essere un punto di riferimento per loro».

IL RITORNO DI JURIC «Juric aveva fatto bene nella sua esperienza granata, ma c’erano dei problemi col direttore sportivo. Hanno cambiato management e ora non vedo problemi al suo ritorno. Ivan è un gran lavoratore con un carattere forte. Ha le idee chiare e sa trasferirle ai giocatori. Nonostante i contrasti con la dirigenza aveva portato il Torino a un passo dall’Europa. Per questo potrebbe essere la soluzione giusta».

Psv Eindhoven vince l’Eredivisie, Bosz re dei festeggiamenti: «Non avevo un mal di testa del genere da tantissimo tempo». E spunta un retroscena…sul sigaro!

Psv Eindhoven vince l’Eredivisie, Peter Bosz ha parlato così dei festeggiamenti dopo la vittoria del titolo di campioni d’Olanda. Le sue parole

Il PSV Eindhoven si laurea campione d’Olanda per la terza volta consecutiva e l’allenatore Peter Bosz non ha alcuna intenzione di nascondere i postumi dei festeggiamenti. La matematica certezza del titolo, arrivata domenica dal divano senza nemmeno scendere in campo, ha dato il via a celebrazioni scatenate che hanno lasciato il segno sul tecnico.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

I postumi della gloria

«Abbiamo fatto una festa fantastica, è stato davvero bello», ha confessato l’allenatore olandese ai microfoni di ESPN prima della cerimonia ufficiale. Un entusiasmo pagato a caro prezzo il mattino seguente: «È stato tutto molto intenso, non avevo un mal di testa del genere da tantissimo tempo. Ma in fondo, è esattamente così che deve essere. Adesso faremo di nuovo tardi, vogliamo goderci un’altra grande festa tutti insieme».

Il tributo a Schouten

Il momento istituzionale si è svolto in un Philips Stadion ribollente di passione, con la consegna del Kampioensschaal (il piatto dei campioni). A sollevarlo al cielo è stato il capitano Jerdy Schouten, costretto a presentarsi in stampelle dopo il grave infortunio al ginocchio patito sabato scorso. Un’immagine dal sapore agrodolce, commentata con grande empatia dal mister: «Comprendiamo tutti la sua amarezza, ma le cose stanno così e purtroppo non possiamo cambiarle. Ha conquistato il suo terzo scudetto ed è giusto che lo celebri a dovere nonostante tutto».

La filosofia del sigaro (di scorta)

Per Bosz, sollevare trofei non diventa mai una noiosa routine. «Non ci si abitua mai, resta sempre qualcosa di speciale», ha spiegato, predicando la filosofia del Carpe Diem calcistico. «Ho imparato a godermi il presente a pieni polmoni. Domani sarà già passato. Ti bevi la tua birra e lasci che le emozioni scorrano. La nuova stagione arriverà in fretta, e puntuali arriveranno anche le critiche. Ora è solo il momento di festeggiare».

E per farlo con stile, il tecnico si è presentato preparatissimo all’evento, memore delle disattenzioni passate: «Mi sono attrezzato. Ho portato con me due sigari invece di uno. L’ultima volta avevo fatto un errore da principiante. Anzi, a voler essere del tutto sincero, ne ho portati tre… Non si sa mai nella vita, potresti anche ritrovarti con una gomma a terra!». Un tris di sigari per un tris di scudetti: la matematica di Peter Bosz non fa una piega.

Sporting Arsenal: il fortino di Rui Borges, la notte da ex di Gyokeres, momento (e infortuni) dei Gunners. Dentro al match dell’Alvalade

Sporting Arsenal: l’analisi del match dell’Alvalade, valido per l’andata dei quarti di finale di Champions League 2025/26

Una vittoria per non gettare al vento i sacrifici di un’intera stagione. L’Arsenal di Mikel Arteta sbarca a Lisbona con l’assoluta necessità di ritrovare se stesso nell’andata dei quarti di finale di Champions League contro lo Sporting CP.

Le ultime due pesanti battute d’arresto hanno scoperchiato il pericoloso vaso di Pandora delle insicurezze londinesi. Le sconfitte consecutive bruciano parecchio: prima il ko in finale di Coppa di Lega contro il Manchester City, poi la cocente eliminazione nei quarti di FA Cup per mano del Southampton (attuale settima forza di Championship). Un doppio scivolone che ha tolto certezze al gruppo e che impone una reazione immediata sul palcoscenico più prestigioso.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

ASSENZE PESANTI

La trasferta al José Alvalade si preannuncia in salita anche a causa dell’infermeria. Arteta dovrà fare a meno di due pedine fondamentali come Saka e Timber, rimasti a Londra perché «non ancora pronti». Nonostante un ruolino di marcia europeo quasi impeccabile (9 vittorie in 10 partite), a preoccupare il tecnico basco è l’evidente calo d’intensità nel pressing alto—vero marchio di fabbrica dei Gunners—unito a una manovra offensiva apparsa ultimamente troppo prevedibile e poco incisiva.

LA NOTTE SPECIALE DI GYÖKERES

A tenere a galla l’attacco inglese c’è il formidabile stato di forma di Viktor Gyökeres, assoluto trascinatore della Svezia verso il Mondiale e a segno anche nell’amara trasferta del St Mary’s. Per il centravanti non sarà una notte come le altre: sfiderà il club che lo ha consacrato nell’élite del calcio europeo. Con la maglia biancoverde dei Leões, lo svedese ha siglato l’incredibile cifra di 97 reti in 102 presenze, diventandone un idolo assoluto.

Un trascorso che lo stesso Arteta ha sfruttato come “arma segreta” di spionaggio tattico: «Ho parlato con Viktor per capire le dinamiche dello Sporting e avere informazioni utili da sfruttare a nostro vantaggio», ha ammesso l’allenatore.

IL FORTINO DI RUI BORGES

Di fronte ci sarà uno Sporting CP capace, in questa stagione, di far piangere persino il PSG campione in carica. La squadra di Rui Borges ha trasformato il proprio stadio in un fortino quasi inespugnabile (solo 3 sconfitte casalinghe in tutta la stagione). L’accoglienza per il grande ex sarà affettuosa, ma senza sconti in campo. Come chiarito dallo stesso Borges: «Sarà accolto calorosamente perché ha fatto la storia del club. È un grande giocatore, ma non prepariamo la partita su un singolo, pensiamo alla squadra».

Per l’Arsenal è scoccata l’ora della verità: dimostrare di avere ancora la stoffa della grande squadra o farsi inghiottire dai fantasmi del passato.

Abete esce allo scoperto: «Obbligo di italiani in campo? Ci sono norme Ue che han sempre provocato ostacoli insuperabili. Conte ct e io presidente FIGC? Ecco la verità»

Abete, presidente della Lega Nazionale Dilettanti, ha rilasciato queste dichiarazioni sul momento che sta attraversando il calcio italiano

Durante la presentazione del progetto nazionale “Vinciamo Insieme” al Grattacielo Piemonte di Torino, il presidente della Lega Nazionale Dilettanti, Giancarlo Abete, ha analizzato i temi più caldi e complessi che affliggono attualmente il nostro sistema calcistico, a partire dallo scarso impiego dei giovani e dalle normative in vigore.

Ascolta le nostre notizie!

Non hai tempo di leggere? Scopri la nuova sezione Podcast di Calcio News 24 e ascolta i nostri approfondimenti audio.

Il nodo dei giovani e le regole comunitarie

Sulla spinosa questione dell’obbligo di schierare talenti locali, il vertice della LND ha chiarito i limiti imposti dalle istituzioni internazionali: «Ci sono norme dell’Unione europea, il calcio non ha visto riconosciuta nessuna specificità e viene considerato un’attività come tutte le altre a livello di lavoro dipendente. Tutti i tentativi fatti nel tempo per determinare l’obbligo sull’utilizzo dei giovani hanno trovato sempre un ostacolo normativo insuperabile».

L’unica via percorribile resta dunque quella del buon senso dei club: «Dobbiamo essere attenti a non far diventare praticabile qualcosa che non lo è, perché in qualche modo contrasta con le normative europee. Dobbiamo avvalerci di una dimensione di capacità di autogestione e di scelta collegata al fatto di utilizzare maggiormente i giovani soprattutto nelle serie maggiori».

Crisi Nazionale, stranieri e il nome di Antonio Conte

Il dirigente si è poi soffermato sulla profonda crisi del calcio italiano, segnata dalla terza esclusione consecutiva dai Mondiali: «Bisogna partire dai contenuti e non dai nomi: si chiede un progetto che abbia senso per recuperare un livello di competitività che è venuto meno». Un deficit che si riflette anche nei club: «Ci dobbiamo porre un problema, una riflessione sulla Nazionale e sul calcio italiano ad ogni livello, perché c’è un problema generale e non isolato: c’è stato un arretramento del calcio italiano anche in Champions League, con l’Atalanta che è stata l’unica a raggiungere gli ottavi di finale».

Sull’elevata presenza di calciatori stranieri, Abete ha ricordato che «Una squadra di Serie C può giocare con undici stranieri e non si possono imporre obblighi, non si può imporre nulla a livello di calcio professionistico». Interpellato sull’ipotesi di Antonio Conte come nuovo commissario tecnico, ha ammesso: «Ha fatto bene e siamo stati competitivi agli Europei, è un tecnico di primissimo livello, ma non lo devo dire io».

Il futuro della FIGC: smentito il commissariamento

Infine, riguardo al futuro della FIGC e a un suo presunto coinvolgimento, ha ironizzato: «Non mi pongo il problema di tornare, il mio nome sarà stato citato per ordine alfabetico», per poi ribadire che «Serve una riflessione strategica sul calcio in Italia: non è solo questione di risultati della Nazionale».

Sulla possibilità di un commissariamento della Federazione, la chiusura è stata netta, in quanto «tecnicamente in questa circostanza non è previsto e non è possibile», precisando che tale misura scatterebbe «Solo in caso di gestione amministrativa impropria, ma non su questioni sportive».

Giudice Sportivo Serie A: pioggia di squalifiche, due giornate per Maleh! Tutte le decisioni dopo la 31ª giornata

Giudice Sportivo Serie A: le decisioni dopo la 31ª giornata di campionato 2025/26, il comunicato ufficiale

Il Giudice Sportivo, dottor Gerardo Mastrandrea, ha diramato le decisioni ufficiali in seguito alle gare disputate tra il 4 e il 6 aprile 2026, valide per la 31ª giornata di Serie A (dodicesima del girone di ritorno). Il comunicato numero 78 evidenzia diverse sanzioni disciplinari sia per i club che per i calciatori, delineando il quadro degli assenti per il prossimo turno di campionato.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Calciatori squalificati: stangata per Maleh

Il provvedimento più severo del giudice riguarda il centrocampista della Cremonese. Youssef Maleh è stato infatti punito con una squalifica per due giornate effettive di gara e un’ammenda di 5.000 euro per comportamento scorretto e per avere, nel finale di gara, colpito al volto un calciatore avversario con il pallone non a distanza di gioco.

Sono invece sei i giocatori fermati per una giornata effettiva di gara. Tra i calciatori espulsi nell’ultimo turno figurano Lewis Ferguson (Bologna), sanzionato per doppia ammonizione, e i due protagonisti delle tensioni nel finale del Bentegodi: Albert Gudmundsson (Fiorentina) e Tomas Suslov (Hellas Verona), puniti per essersi reciprocamente strattonati. Tra i giocatori non espulsi, ma che salteranno il prossimo impegno in quanto già diffidati, ci sono Nicolò Fagioli (Fiorentina), Weston McKennie (Juventus) e Mateo Pellegrino (Parma). Da segnalare, inoltre, l’ingresso in diffida (quarta sanzione) per difensori centrali di peso come Gleison Bremer (Juventus) e Victor Nelsson (Hellas Verona).

Ammende alle società: multa salata per i rossoneri

Per quanto concerne le sanzioni economiche rivolte ai club di Serie A, spicca la pesante ammenda di 25.000 euro alla società Milan. La sanzione, comminata a titolo di responsabilità oggettiva con recidiva reiterata continuata, è scattata per aver ingiustificatamente provocato un ritardo sia all’inizio della partita che nel corso della ripresa.

Sanzionato pesantemente anche il Lecce con un’ammenda di 10.000 euro per il lancio di un petardo e numerosi fumogeni nel recinto di gioco da parte dei propri sostenitori. Multa di 5.000 euro per l’Inter, punita per i ripetuti cori insultanti rivolti dai suoi tifosi all’allenatore della squadra avversaria. Completano il quadro le multe a Napoli e Udinese (3.000 euro ciascuna per ritardo ingiustificato del fischio d’inizio) e alla Cremonese (1.500 euro per il lancio di una bottiglietta in campo).

×