Pagina 25 – Calcio News 24

Lazio, rilancio per Frattesi: accordo vicino con l’Inter

Lazio, rilancio per Frattesi: accordo vicino con l’Inter. Operazione da 15 milioni di euro

La Lazio accelera per Davide Frattesi e nelle ultime ore avrebbe effettuato un nuovo rilancio per provare a chiudere definitivamente l’operazione con l’Inter.

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Secondo quanto riferito da Fabrizio Romano, l’intesa tra i due club sarebbe ormai molto vicina. L’affare dovrebbe svilupparsi sulla base di un’operazione complessiva da circa 15 milioni di euro, attraverso un prestito oneroso con diritto di riscatto, destinato a trasformarsi in obbligo al verificarsi di determinate condizioni.

Resta un solo passaggio

La trattativa sembra quindi essere arrivata alle battute finali. Tra Lazio e Inter ci sarebbe una sostanziale convergenza sulla formula economica, mentre resta da definire come e quando scatterà l’obbligo di riscatto.

È proprio questo l’ultimo punto da sistemare prima di poter considerare conclusa l’operazione. Le parti sono al lavoro per trovare un accordo sulle condizioni che faranno scattare automaticamente l’obbligo.

Frattesi sempre più vicino alla Lazio

Il nuovo rilancio biancoceleste potrebbe dunque risultare decisivo. Se verrà trovata l’intesa sull’ultima clausola, Frattesi potrà diventare un nuovo giocatore della Lazio, chiudendo una trattativa che nelle ultime ore ha registrato una netta accelerazione.

La distanza tra le parti appare ormai ridotta al minimo e l’affare da 15 milioni complessivi è sempre più vicino alla fumata bianca.

Lautaro Martínez, nessun contatto concreto con il Barcellona: l’Inter resta tranquilla

Lautaro Martínez-Barcellona, per ora non c’è nulla: l’Inter resta tranquilla. Le nuove voci non trovano conferme

Nelle ultime ore sono tornate a circolare indiscrezioni dalla Spagna su un possibile interesse del Barcellona per Lautaro Martínez. Al momento, però, il rumore mediatico non trova riscontri concreti.

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Secondo quanto riferito da Fabrizio Romano, infatti, sia dal lato Inter sia dall’entourage del giocatore filtra massima tranquillità. Non risultano contatti significativi né passi ufficiali da parte del club blaugrana per provare a portare l’attaccante argentino in Catalogna.

Il Barça non ha ancora mosso passi concreti

La situazione, dunque, appare molto diversa da quella descritta da alcune recenti voci di mercato. Il Barcellona non avrebbe presentato offerte né avviato una trattativa per Lautaro.

Il nome dell’argentino può certamente essere considerato interessante per qualsiasi grande club europeo, ma al momento non esiste un’operazione concreta. La società nerazzurra non sembra quindi avere motivi per preoccuparsi e continua a considerare il proprio capitano un elemento centrale del progetto.

Lautaro pensa all’Inter

Anche dal fronte del giocatore non emergono segnali di apertura verso un trasferimento. Lautaro Martínez è concentrato sull’Inter e, in assenza di contatti concreti, il suo futuro resta saldamente legato ai colori nerazzurri.

Le voci sul Barcellona, quindi, restano per ora soltanto indiscrezioni. Servirebbero passi ufficiali e una proposta reale per trasformare il semplice interesse mediatico in una vera trattativa.

Vlahovic, il grande sconfitto dell’estate di mercato 2026

Vlahovic, il grande sconfitto dell’estate di mercato 2026: da uomo mercato a Istanbul

Dusan Vlahovic raggiungerà questa sera Istanbul, pronto a iniziare una nuova avventura con la maglia del Besiktas. Domani sono previste le visite mediche e la firma sul contratto che sancirà ufficialmente il trasferimento. Un epilogo che, soprattutto considerando le aspettative costruite negli ultimi anni attorno al centravanti serbo, lascia inevitabilmente spazio a una riflessione.

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Perché Vlahovic, più di altri protagonisti del mercato estivo 2026, può essere considerato il grande sconfitto di questa sessione.

Un addio alla Juventus senza acquirenti

Il punto di partenza è significativo: Vlahovic lascia la Juventus da svincolato, dopo essere stato per anni uno degli attaccanti più discussi e valutati del calcio europeo. Quando arrivò a Torino, il club bianconero investì una cifra enorme per strapparlo alla Fiorentina, affidandogli il peso dell’attacco e, inevitabilmente, anche quello delle aspettative.

Nel frattempo, però, qualcosa si è rotto. Il rendimento non è stato quello atteso, la continuità è mancata e il rapporto con l’ambiente juventino si è progressivamente complicato. Ma il vero dato che colpisce oggi è un altro: nessun top club europeo ha deciso di puntare concretamente su di lui.

Il mercato ha dato il suo verdetto

Essere svincolato avrebbe dovuto rappresentare un enorme vantaggio. Un attaccante ancora giovane, disponibile a parametro zero e con un curriculum importante avrebbe potuto teoricamente attirare l’attenzione di numerose big.

È accaduto molto meno di quanto ci si sarebbe potuti aspettare.

Le grandi società europee hanno evidentemente fatto valutazioni differenti, scegliendo altri profili o evitando di assecondare le richieste economiche del serbo. E così Vlahovic, per trovare un progetto disposto a garantirgli l’ingaggio desiderato, è stato costretto a guardare verso la Turchia.

Il Besiktas non è certamente una destinazione priva di prestigio, ma rappresenta comunque un evidente ridimensionamento rispetto alle ambizioni che accompagnavano il suo nome qualche anno fa.

Non un’estate da top player

Ed è proprio qui che sta la sconfitta di Vlahovic. Non tanto nella scelta di Istanbul, che potrebbe persino rivelarsi una decisione intelligente per rilanciarsi, quanto nel percorso che lo ha portato fin lì.

Un top player, o almeno un giocatore percepito come tale, dovrebbe avere le grandi squadre europee pronte a contenderselo soprattutto quando può essere acquistato senza pagare un cartellino. Nel caso di Vlahovic, invece, il mercato ha raccontato una storia diversa.

Le richieste economiche hanno probabilmente ristretto il ventaglio delle possibilità, mentre le prestazioni degli ultimi anni non hanno convinto le big a fare un investimento importante sul suo futuro.

Istanbul può diventare l’occasione del riscatto

La storia, naturalmente, non è ancora finita. A 25 anni, Vlahovic ha ancora tempo per cambiare la percezione che il mercato ha costruito attorno a lui. Il Besiktas può diventare il palcoscenico ideale per ritrovare continuità, gol e soprattutto fiducia.

Ma il dato resta: l’estate 2026 non è stata quella di un top player europeo.

È stata l’estate in cui un centravanti che sembrava destinato a dominare il mercato si è ritrovato a dover scegliere Istanbul per ottenere ciò che cercava. Ora toccherà a Vlahovic trasformare quello che oggi appare come un ridimensionamento nella prima tappa della rinascita.

Barcellona, nuova offerta per Rodri: il Manchester City chiede 80 milioni

Barcellona, nuova proposta per Rodri: il City resiste. Offerta da 60 milioni più bonus per il centrocampista

Il Barcellona continua a spingere per arrivare a Rodri e nelle ultime ore avrebbe presentato una nuova proposta verbale al Manchester City. Secondo quanto riferito da Fabrizio Romano, il club catalano avrebbe messo sul tavolo un’offerta da 60 milioni di euro più bonus per il centrocampista spagnolo.

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Il Manchester City, però, non sembra intenzionato ad abbassare le proprie pretese. La società inglese continua infatti a valutare Rodri circa 80 milioni di euro, cifra considerata necessaria per lasciarlo partire.

La distanza può essere colmata dai bonus

Nonostante la differenza tra domanda e offerta, il Barcellona mantiene fiducia nella possibilità di raggiungere un’intesa definitiva. La soluzione potrebbe trovarsi proprio a metà strada tra le valutazioni dei due club.

La chiave dell’operazione potrebbe essere rappresentata dai bonus, che permetterebbero al Barça di avvicinarsi alla richiesta complessiva del Manchester City senza dover versare immediatamente gli 80 milioni richiesti.

La trattativa resta quindi aperta e in evoluzione, con il club blaugrana determinato a trovare la formula giusta per convincere il City. Rodri rappresenta un obiettivo importante per il progetto del Barcellona, mentre le prossime ore potrebbero essere decisive per capire se le parti riusciranno a ridurre definitivamente la distanza economica.

Maignan, l’Al-Nassr smentisce l’interesse: nessuna trattativa con il portiere del Milan

Maignan, l’Al-Nassr non lo cerca: arriva la smentita sul futuro. Il portiere del Milan al centro delle voci

Negli ultimi giorni Mike Maignan è stato protagonista di numerose discussioni, dentro e fuori dal campo. Dalla sua assenza al funerale di Franco Baresi alla decisione di usufruire di alcuni giorni di vacanza aggiuntivi concessi dal Milan, sul portiere francese sono circolate diverse indiscrezioni.

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Tra queste anche quella relativa a un possibile trasferimento in Arabia Saudita, con l’Al-Nassr indicato come una delle società interessate al capitano rossonero.

Fabrizio Romano fa chiarezza

A fare chiarezza sulla situazione è stato Fabrizio Romano, che ha smentito le voci relative a un possibile assalto del club saudita a Maignan.

Secondo quanto riferito dall’esperto di mercato, l’Al-Nassr non sarebbe attualmente alla ricerca di un nuovo portiere e non avrebbe avviato alcuna trattativa per il numero uno del Milan. La società saudita, infatti, avrebbe concentrato le proprie attenzioni sul centrocampo, chiudendo l’operazione per Samu Costa.

Al momento, dunque, Maignan non sarebbe un obiettivo dell’Al-Nassr e non risultano negoziati in corso per portarlo nella Saudi Pro League.

La situazione del francese resta comunque da monitorare, considerando le recenti tensioni e le tante voci sul suo futuro. Il Milan, intanto, attende il ritorno del proprio capitano e punta a riportare la massima serenità all’interno del gruppo.

Roma, Rodrigo Mora sempre più vicino: resta un ultimo ostacolo. Ecco quale

Roma, Rodrigo Mora sempre più vicino: manca solo l’ultimo dettaglio. Trattativa in fase decisiva

La Roma continua a spingere per Rodrigo Mora e la trattativa con il Porto sembra ormai essere arrivata al momento decisivo. Il talento portoghese, classe 2007, è sempre più vicino a diventare il quarto acquisto dell’estate giallorossa.

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Secondo le ultime indiscrezioni riportate da Fabrizio Romano, i due club avrebbero già trovato un’intesa sui principali aspetti dell’operazione. A rallentare la chiusura definitiva sarebbe soltanto una richiesta del presidente del Porto, André Villas-Boas, intenzionato a ottenere condizioni più vantaggiose sull’obbligo di riscatto.

Affare da 45 milioni

Come riferito dal Corriere della Sera, sul tavolo ci sarebbe una proposta complessiva vicina ai 45 milioni di euro, costruita con una formula pensata per distribuire nel tempo l’impatto economico dell’investimento.

La mediazione di Jorge Mendes potrebbe risultare decisiva per raggiungere l’accordo definitivo. Mora sarebbe inoltre un profilo particolarmente apprezzato da Gian Piero Gasperini, che potrebbe impiegarlo anche largo, sfruttandone tecnica, velocità e abilità nell’uno contro uno.

Per il giocatore sarebbe pronto un contratto quinquennale, con uno stipendio progressivo e una media di circa 2 milioni netti a stagione. La Roma prepara così un possibile colpo da protagonista.

Tegola Pogba, il Monaco spinge per la rescissione: nuovo stop muscolare per il francese e futuro che torna incerto!

Il Monaco ha proposto la rescissione del contratto di Paul Pogba dopo l’ennesimo infortunio del centrocampista francese

La parabola di Paul Pogba si arricchisce di un altro amaro capitolo. Il Monaco intende chiudere anticipatamente il rapporto di lavoro con il centrocampista transalpino, proponendo una risoluzione consensuale dell’accordo prima della scadenza del 1° settembre. La finalità del club del Principato è concedere al calciatore l’opportunità di trovarsi una nuova sistemazione nel corso della stagione, alleggerendo al contempo la rosa da un tesserato costantemente fermato dai problemi fisici. Come rivelato dai quotidiani Nice-Matin e Le Parisien, la società ha già messo al corrente l’entourage dell’ex perno della Juventus, lasciando la decisione finale nelle mani dell’atleta.

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Il nuovo dramma in ritiro: fitta alla coscia e soccorsi sul campo

Ad affrettare la presa di posizione dei vertici monegaschi è stato un ulteriore infortunio verificatosi durante il raduno prestagionale svolto in Inghilterra, nella cornice di St George’s Park. Durante un’esercitazione con il pallone, il calciatore classe ’93 è stato sorpreso da un dolore acuto alla coscia sinistra, crollando sull’erba e urlando per la sofferenza davanti agli sguardi attoniti dei compagni e del corpo tecnico.

I sanitari della squadra sono scesi celermente sul terreno di gioco per prestare le prime cure e applicare una fasciatura alla zona interessata. La serietà del quadro è apparsa subito evidente quando il giocatore ha dovuto abbandonare la seduta sorretto a spalla da due componenti dello staff, evidenziando enormi difficoltà nel camminare autonomamente.

Calvario senza fine: il bilancio dei guai fisici con il Monaco

Il trauma muscolare rimediato in terra britannica va a sommarsi a un’estate già ampiamente compromessa dai problemi al ginocchio destro, che avevano condizionato lo svolgimento della preparazione nei mesi precedenti. La tenuta complessiva dell’ex bianconero desta ormai pesanti interrogativi: nell’ultima annata di Ligue 1, infatti, il francese è riuscito a collezionare la miseria di sei presenze complessive.

Mentre si attendono gli esiti degli esami diagnostici per valutare l’eventuale presenza di lesioni di grave entità, l’avventura di Pogba nel Principato sembra essere arrivata al capolinea. La proposta di addio anticipato apre ora scenari d’incertezza sul prosieguo della sua carriera ad alti livelli.

Maresca vuole portare Enzo Fernandez al Manchester City! Valutazione monstre del Chelsea per il centrocampista argentino

Il Manchester City vuole coronare il desiderio di Enzo Maresca di riabbracciare Enzo Fernandez. Ma il prezzo fissato dal Chelsea è un ostacolo

Il Manchester City mette nel mirino uno dei possibili colpi più imponenti della sessione estiva. Il tecnico Enzo Maresca ha infatti individuato in Enzo Fernández il rinforzo ideale per guidare la propria linea mediana. Si tratta di un forte gradimento che affonda le radici ai primi giorni di mercato: l’allenatore italiano desidera riabbracciare il talento argentino all’Etihad Stadium fin dall’apertura delle trattative, una priorità emersa ancor prima che si intensificassero le voci sul futuro di Rodri e i suoi contatti con il Barcellona. La volontà della guida tecnica dei Citizens è dunque netta e slegata da semplici logiche di ripiego secondo Fabrizio Romano.

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La valutazione dei Blues: servono 120 milioni di sterline

Nonostante la forte pressione del club di Manchester, l’operazione si preannuncia complessa e subordinata a richieste economiche particolarmente elevate. La dirigenza del Chelsea ha infatti fissato una valutazione di 120 milioni di sterline per il cartellino del classe 2001, cifra considerata idonea per privarsi di un elemento di assoluto valore internazionale.

A Stamford Bridge non c’è alcuna urgenza di cedere il centrocampista della Selección. La società londinese è pronta a trattenere il giocatore in rosa, riaccogliendolo a pieno regime per la nuova stagione e confermandolo come perno fondamentale del proprio assetto tattico. Per questo motivo, i Blues non intendono concedere sconti e valuteranno un addio solo a fronte di un’offerta che soddisfi pienamente la cifra richiesta.

L’incastro perfetto per il centrocampo di Maresca

L’eventuale approdo a Manchester dell’ex Benfica garantirebbe alla rosa un investimento di qualità straordinaria. Dotato di visione di gioco, intelligenza tattica e notevole pulizia nei disimpegni, Fernández possiede l’identikit ideale per interpretare il ruolo di regista nel calcio palleggiato di Maresca. La sua abilità nel dettare i tempi della manovra e nel gestire la pressione lo rende un profilo perfetto per il dominio del gioco in Premier League.

I prossimi giorni chiariranno se i vertici del Manchester City decideranno di accontentare le pretese del Chelsea e sferrare l’attacco decisivo per regalare al proprio allenatore il rinforzo inseguito fin dall’inizio della sessione.

Perché Frattesi può essere davvero il centrocampista perfetto per la Lazio di Gattuso

Perché Frattesi può essere davvero considerato il rinforzo ideale per la Lazio di Gennaro Gattuso. L’analisi completa

La Lazio accelera con decisione sul mercato per regalare un rinforzo di primissimo livello al proprio centrocampo. Il club biancoceleste è in forte pressing su Davide Frattesi secondo Matteo Moretto, individuato come il profilo prioritario per completare la mediana in vista della nuova stagione. La trattativa è attualmente in corso tra le parti e si registra una buona sintonia tra Lazio e Inter, fattore che sta agevolando i dialoghi tra le due dirigenze. Nelle prossime ore sono già previsti nuovi contatti per provare a definire i dettagli dell’operazione.

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La formula dell’operazione: prestito con obbligo di riscatto

Le due società stanno lavorando per raggiungere la fumata bianca sulla base di un prestito con obbligo di riscatto condizionato. Questa struttura negoziale permette alla società capitolina di ammortizzare l’impatto finanziario del trasferimento, garantendo al contempo al club nerazzurro la certezza del riscatto al verificarsi di specifici traguardi sportivi e presenze individuali. La volontà del centrocampista azzurro di trovare maggiore continuità sul terreno di gioco sta giocando un ruolo propulsivo per la buona riuscita dell’affare.

Perché Frattesi è il centrocampista perfetto per la Lazio di Gattuso Reddit

L’eventuale inserimento di Frattesi nello scacchiere tattico di Gennaro Gattuso rappresenterebbe un incastro ideale sotto molteplici aspetti. Il tecnico predilige un calcio fatto di alta intensità, aggressività nella riconquista della palla e verticalità immediata: caratteristiche che appartengono da sempre al bagaglio genetico dell’ex centrocampista del Sassuolo.

Sia all’interno di un centrocampo a tre sia in una mediana a due, Frattesi garantisce un motore atletico straordinario in grado di coprire ampie porzioni di campo. La sua dote migliore risiede nella capacità negli inserimenti senza palla, qualità che gli consente di farsi trovare sempre pronto all’interno dell’area di rigore avversaria per rifinire o concludere la manovra.

Per Gattuso, che chiede costantemente ai propri centrocampisti e mezzali di accompagnare l’azione e contribuire in prima persona al fatturato realizzativo della squadra, il classe ’99 rappresenta la mezzala moderna ideale. Inoltre, la grinta agonistica, lo spirito di sacrificio in fase di ripiegamento e la grande versatilità tattica si sposeranno alla perfezione con la mentalità e la leadership richieste dall’allenatore ai propri uomini. L’imminente intesa regalerebbe alla Lazio un interprete di assoluta garanzia per alzare il livello di competitività della rosa.

Vlahovic vicinissimo al Besiktas: offerta finale e chiusura ormai imminente. Novità importanti sul serbo

Vlahovic è ad un passo dal Besiktas: cosa manca per la fumata bianca per l’ex attaccante della Juventus

Il calciomercato entra nella sua fase più calda attorno al futuro di Dusan Vlahovic. La dirigenza del Besiktas ha infatti deciso di accelerare in maniera perentoria la trattativa, recapitando la propria proposta finale al centravanti serbo e al suo entourage per definire l’accordo. Come riferito dall’esperto di mercato Fabrizio Romano, l’obiettivo primario della compagine di Istanbul è quello di abbattere i tempi negoziali, bruciare la concorrenza internazionale e chiudere l’intesa a stretto giro. I colloqui tra le parti proseguono a ritmi particolarmente serrati, con il club turco fortemente determinato a ottenere il via libera dal calciatore per un’operazione destinata a spostare gli equilibri della Super Lig.

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I dettagli dell’offerta del Besiktas e le riflessioni dell’ex Juventus

Dopo settimane colme di indiscrezioni e sondaggi, la vicenda ha raggiunto il suo snodo decisivo. I vertici della società turca intendono regalare alla propria piazza un grande colpo di rilievo internazionale, capace di garantire un elevato rendimento realizzativo al reparto offensivo. Le discussioni attuali si focalizzano sui dettagli dell’offerta economica: l’ex attaccante della Juventus sta analizzando attentamente le cifre e le garanzie tecniche del progetto, spinto dal desiderio di trovare una nuova sistemazione dove ritornare ad essere protagonista assoluto sul terreno di gioco. Dal canto suo, l’ambiente bianconero osserva con attenzione l’evoluzione dell’affare in attesa dell’eventuale fumata bianca, mentre i rappresentanti del ragazzo lavorano per limare gli ultimi aspetti legati ai bonus individuali e ai premi di squadra.

Ore decisive per la fumata bianca: la Turchia attende Vlahovic

Il pressing operativo della dirigenza delle Aquile Nere è continuo, mirato a superare ogni residua esitazione del tesserato per giungere all’attesa stretta di mano finale. Le prossime ore si preannunciano del tutto determinanti per stabilire l’esito della negoziazione: qualora arrivasse il definitivo semaforo verde dall’entourage di Vlahovic, la punta preparerà i bagagli per volare verso la Turchia, sostenere i test medici di rito e sottoscrivere il nuovo contratto. Il Besiktas ha messo sul piatto argomenti finanziari e sportivi molto convincenti, puntando con forza sulla determinazione e sulla voglia di riscatto del centravanti serbo. L’eventuale conclusione positiva della trattativa consentirà al club di assicurarsi un terminale offensivo di primo livello, inaugurando un capitolo inedito e stimolante per la carriera del bomber lontano dall’Italia.

Era considerato il nuovo De Bruyne, ora lo ha preso la Sampdoria: chi è Yari Verschaeren, colpo a sorpresa dei blucerchiati

Chi è Yari Verschaeren, colpo a sorpresa della Sampdoria. La sua storia e le sue caratteristiche tecniche

La Sampdoria mette a segno un importante colpo di mercato per alzare la qualità del proprio reparto offensivo, assicurandosi le prestazioni di Yari Verschaeren. La società blucerchiata – secondo Sky – ha infatti raggiunto un principio d’intesa con il centrocampista belga, pronto a intraprendere una nuova avventura nel calcio italiano. Il calciatore svolgerà a breve le visite mediche di rito prima di apporre la propria firma sul contratto che lo legherà ufficialmente al club ligure. L’ingaggio del classe 2001 avviene a parametro zero: il giocatore arriva infatti da svincolato dopo la conclusione della sua lunga e prestigiosa parentesi tra le fila dell’Anderlecht.

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Chi è Yari Verschaeren: dal paragone con De Bruyne alla rinascita

Considerato a lungo uno dei prospetti più cristallini dell’intero panorama calcistico belga, Verschaeren si è messo in luce fin dai primi passi nel professionismo per visione di gioco, tecnica sopraffina e spiccata intelligenza tattica. Ai tempi della sua prima affermazione a Bruxelles, gli addetti ai lavori lo avevano persino indicato come l’erede di Kevin De Bruyne, intravedendo in lui le potenzialità per ripercorrere le tappe dei più grandi interpreti del ruolo a livello internazionale.

Il brillante percorso di crescita del fantasista è stato tuttavia ostacolato da alcuni complessi problemi fisici. La sua carriera ha subito un brusco rallentamento a causa di diversi infortuni, tra cui la grave rottura del legamento crociato, trauma che lo ha costretto a un lungo periodo di stop. Ciononostante, la parentesi ai box non ha intaccato il talento puro di Verschaeren, che ha dimostrato grande determinazione nel ritrovare la piena forma fisica per tornare a competere ad alti livelli.

I numeri con l’Anderlecht e il nuovo capitolo in blucerchiato

La separazione dall’Anderlecht ha sancito la conclusione di una vera e propria bandiera del club: il tesserato ha salutato la maglia dei Mauve et Blanc in estate dopo ben 16 anni nel club, percorsi partendo dal settore giovanile fino alla prima squadra. Il suo bilancio complessivo con la compagine belga parla chiaro: 262 presenze, 33 gol e 34 assist, numeri che ne testimoniano la costante incisività negli ultimi trenta metri.

Per la Sampdoria, l’innesto di un profilo della sua caratura rappresenta un rinforzo di notevole spessore. Capace di agire sia da trequartista puro sia da esterno d’attacco o mezzala di qualità, il belga garantirà estro, rifinitura e imprevedibilità alla manovra. Superati i controlli sanitari, Verschaeren sarà pronto a mettersi a disposizione dello staff tecnico per iniziare ufficialmente il suo capitolo italiano.

Chelsea, Mudryk può partire in prestito: offerto in Italia, ma lui ha espresso un desiderio sulla sua prossima destinazione

Chelsea, Mudryk potrebbe lasciare i Blues in prestito: ecco dove potrebbe trasferirsi l’attaccante ucraino

Entra nel vivo l’ultima fase della sessione estiva di calciomercato, e tra i nomi più altisonanti in uscita dalle grandi potenze europee figura quello di Mykhaylo Mudryk. Il talento ucraino di proprietà del Chelsea potrebbe infatti salutare la formazione londinese a titolo temporaneo in questi ultimi 20 giorni di mercato. La dirigenza dei Blues, di fronte alla folta concorrenza presente nel reparto avanzato, sta valutando concretamente la possibilità di avviare un trasferimento in prestito per permettere all’esterno offensivo di ritrovare brillantezza e continuità d’impiego. La prospettiva di ingaggiare l’ex Shakhtar Donetsk ha subito attirato la curiosità di diverse società internazionali alla ricerca di una soluzione d’impatto per il proprio attacco. Lo riporta Fabrizio Romano.

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Il sondaggio con i club italiani e le manovre in Serie A

Nelle ultime ore il profilo del classe 2001 è stato proposto anche in Italia. Diversi intermediari hanno avviato contatti esplorativi con alcune delle principali realtà della Serie A, a caccia di un’opportunità a condizioni vantaggiose per completare la propria batteria di esterni. Un innesto con le caratteristiche di Mudryk — caratterizzato da straordinaria accelerazione, abilità nel dribbling ed estro nell’uno contro uno — rappresenterebbe un valore aggiunto di assoluto rilievo per il campionato italiano. Tuttavia, l’eventuale fattibilità dell’operazione dipenderà dalla sostenibilità economica del prestito e dalle condizioni legate alla partecipazione al pagamento del cospicuo ingaggio percepito dal tesserato.

La volontà del giocatore: la permanenza in Premier League in cima ai desideri

Sebbene l’opzione italiana possa garantire un palcoscenico di prim’ordine, la posizione del calciatore appare chiara. La sua preferenza sarebbe restare in Premier League, alimentata dal desiderio di riscattarsi e dimostrare tutto il proprio potenziale all’interno del calcio britannico.

Il tesserato dei Blues predilige infatti una sistemazione che gli consenta di rimanere nel massimo torneo inglese, accogliendo favorevolmente l’interesse di altri club d’oltremanica disposti a concedergli uno spazio da titolare. Nei prossimi giorni la dirigenza del Chelsea e gli agenti del ragazzo lavoreranno a stretto contatto per vagliare le offerte ufficiali. Con la chiusura delle trattative che si avvicina a grandi passi, il nome di Mudryk si candida a essere uno dei protagonisti assoluti del rush finale di calciomercato.

Il Como insiste per Kean, è un pallino di Fabregas! Ma il ds Ludi frena sulla trattativa, l’annuncio non lascia dubbi

Il Como vuole Moise Kean per accontentare le richieste di Cesc Fabregas ma il direttore sportivo Ludi ha fatto chiarezza sull’affare

Il Como prosegue le proprie manovre di rafforzamento in vista della nuova stagione e mantiene alta l’attenzione su Moise Kean. Secondo quanto riferito dall’esperto di mercato Matteo Moretto, il club lariano non molla la pista che porta all’attaccante di proprietà della Fiorentina. Il profilo del centravanti azzurro piace moltissimo al tecnico Cesc Fàbregas, intenzionato ad aggiungere fisicità, velocità e profondità al proprio reparto offensivo. Per questa ragione, nei prossimi giorni sono previsti nuovi contatti tra le parti per valutare i margini dell’operazione.

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Le dichiarazioni del DS Carlalberto Ludi a Rai Radio

A fare il punto ufficiale sulla posizione della società lombarda è intervenuto il direttore sportivo del Como, Carlalberto Ludi. Intervistato ai microfoni di Rai Radio, il dirigente ha voluto chiarire lo stato delle cose, ponendo l’accento sulla gestione della rosa e sulla presenza in organico di un profilo di grande spessore. Ludi ha dichiarato:

“Se Kean era un nostro obiettivo? Il Como ha fatto un investimento importante su Alvaro Morata la stagione scorsa, un investimento che è giusto tutelare per un ragazzo e campione straordinario. È normale che tutto quello che si è letto su Moise è in virtù del fatto che è un attaccante straordinario, probabilmente uno dei talenti migliori degli ultimi anni nel nostro panorama calcistico. Però non c’è mai stata una trattativa reale, se non un grande apprezzamento da parte nostra rispetto alle potenzialità del giocatore”.

Tra la tutela di Morata e le ambizioni del Como

Le parole di stima verso Moise Kean testimoniano quanto le qualità del calciatore della Fiorentina siano tenute in altissima considerazione dall’area tecnica.

La strategia del Como appare dunque orientata alla prudenza diplomatica: la smentita su una negoziazione già avanzata serve a mantenere stabili gli equilibri dello spogliatoio, ma l’interesse reale resta concreto. Qualora si presentassero le condizioni opportune sul mercato, la dirigenza lombarda potrebbe decidere di approfondire i discorsi per regalarne il tesseramento a Fàbregas.

Mercato Parma, vicinissimo Thomas De Martis dal Lanús! Chi è il gioiello classe 2008 che ha stregato i ducali

Mercato Parma, chi è Thomas De Martis del Lanús: la storia e le caratteristiche tecniche del nuovo colpo dei ducali

Il Parma prosegue con determinazione la propria linea verde sul mercato internazionale e si appresta a piazzare un colpo di elevatissima prospettiva per il reparto avanzato. Secondo Cesar Merlo su Tribuna.com, il club emiliano è infatti vicino a Thomas De Martis, giovanissimo talento di proprietà del Lanús. I vertici del club crociato hanno accelerato i contatti con la società argentina per definire i dettagli dell’operazione e assicurarsi una delle gemme più luminose del calcio sudamericano.

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L’intenzione della società emiliana è quella di inserire subito il ragazzo nei ritmi del calcio professionistico europeo. Una volta formalizzato il suo approdo in Italia, l’attaccante verrà infatti aggregato alla prima squadra, mettendosi immediatamente a disposizione dello staff tecnico per integrarsi nel gruppo gialloblù.

Chi è Thomas De Martis: origini, ascesa nel Lanús e i numeri con l’Argentina U17

Nato a Mar del Plata, Thomas De Martis è un attaccante classe 2008 considerato tra i prospetti più promettenti della sua generazione. Il suo percorso calcistico è legato a doppio filo al Lanús, club nella cui cantera è cresciuto fin da piccolissimo. All’interno del vivaio granata, il ragazzo ha messo in mostra doti fuori dal comune, scalando rapidamente tutte le categorie giovanili grazie a una media realizzativa impressionante e a una maturità calcistica superiore alla norma.

La sua crescita costante gli ha spalancato le porte del calcio dei grandi: nel corso del 2026, infatti, De Martis ha fatto il suo esordio ufficiale collezionando 5 presenze in prima squadra, mostrando personalità anche nel massimo campionato argentino.

A consacrarne il valore a livello internazionale sono state però le prestazioni offerte con la maglia della propria Nazionale. Con la selezione dell’Argentina Under 17, il giovane centravanti ha ricoperto un ruolo da assoluto protagonista, collezionando lo straordinario bottino di 9 reti in 15 partite.

Caratterizzato da una struttura fisica già imponente in relazione all’età, De Martis è una punta centrale moderna che abina senso della posizione, fiuto del gol nel box e grande abilità nel gioco aereo. Capace di proteggere la palla per far salire la squadra ma anche di attaccare la profondità con cattiveria agonistica, il classe 2008 possiede il profilo ideale per svilupparsi al meglio nel campionato italiano, rappresentando un investimento di enorme prospettiva per il futuro del Parma.

Calciomercato Atalanta, fatta per Kristensen dall’Udinese! Cifre, dettagli dell’operazione e come cambia la difesa di Sarri con il suo acquisto

Calciomercato Atalanta, arriva Thomas Kristensen dall’Udinese! Tutti i dettagli dell’operazione per la difesa di Maurizio Sarri

L’Atalanta mette a segno un importante colpo per la propria linea difensiva, definendo in ogni dettaglio l’arrivo di Thomas Kristensen. Secondo Fabrizio Romano, la dirigenza bergamasca ha infatti raggiunto un accordo verbale definitivo con l’Udinese per assicurarsi le prestazioni del centrale danese, superando la concorrenza e regalando allo staff tecnico una pedina di grande struttura fisica e affidabilità tattica in vista delle sfide della nuova stagione.

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Le cifre del trasferimento e la formula dell’accordo

L’operazione tra la società orobica e il club friulano è stata impostata sulla base di un prestito con obbligo di riscatto. Dal punto di vista economico, l’investimento complessivo programmato dall’Atalanta prevede una quota fissa di 22 milioni di euro, a cui si aggiungeranno ulteriori 5 milioni di euro in bonus legati al raggiungimento di determinati traguardi individuali e di squadra.

Sul fronte del tesserato non si registrano ostacoli: il giocatore ha già accettato la destinazione con entusiasmo, dando il proprio benestare al progetto sportivo nerazzurro. Tra i due club restano ora da completare soltanto i definitivi passaggi formali, necessari per lo scambio dei documenti burocratici e per programmare l’iter relativo ai test medici di rito che precederanno la sottoscrizione del contratto.

Il profilo di Kristensen per la retroguardia nerazzurra

Nato nel 2002 e afermatosi nel campionato italiano con la maglia bianconera, Kristensen incarna l’identikit del difensore moderno. Dotato di notevole stazza atletica, grande forza fisica e spiccata abilità nel gioco aereo, il centrale danese ha dimostrato un’eccellente capacità di lettura nelle situazioni di marcatura e negli anticipi difensivi.

La sua flessibilità gli consente di disimpegnarsi sia da perno centrale sia da braccetto della linea difensiva, rendendolo un profilo ideale per integrarsi nei meccanismi della difesa a tre dell’Atalanta. Il suo innesto garantirà un’importante alternanza nelle rotazioni del reparto arretrato, alzando il livello di competitività della rosa per affrontare gli impegni tra campionato e coppe.

Nelle prossime ore le parti definiranno gli ultimi dettagli amministrativi. Una volta completati i controlli sanitari e apposte le firme, per Thomas Kristensen prenderà ufficialmente il via il nuovo capitolo professionale a Bergamo.

Il Bologna accelera per Piccoli: contatti in giornata e accordo vicino con la Fiorentina. Cosa manca per la fumata bianca

Il Bologna spinge per arrivare a Roberto Piccoli: accordo in dirittura d’arrivo con la Fiorentina. Novità importanti

Il calciomercato del Bologna registra una decisa accelerazione sul fronte d’attacco. La dirigenza rossoblù ha infatti intensificato i colloqui con la Fiorentina per portare sotto le due torri Roberto Piccoli, individuato come il rinforzo ideale per completare il reparto avanzato a disposizione dello staff tecnico. Secondo Matteo Moretto, i contatti avvenuti in giornata tra le due società hanno consentito di abbattere gran parte delle distanze iniziali, avvicinando le parti in maniera significativa a una stretta di mano definitiva.

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La formula del trasferimento: il nodo tra cessione a titolo definitivo e obbligo di riscatto

Sebbene l’intesa sulla fattibilità dell’operazione sia ormai delineata nei suoi tratti generali, i vertici societari sono al lavoro per concordare la formula del trasferimento più idonea a soddisfare entrambe le parti. La società gigliata ha espresso una posizione chiara sul piano finanziario: l’obiettivo dei toscani è quello di monetizzare la partenza o, quantomeno, di garantirsene la certezza economica a breve termine.

Per questa ragione, la Fiorentina punta a una cessione a titolo definitivo o, in alternativa, a un prestito con obbligo di riscatto subordinato al raggiungimento di condizioni facilmente accessibili nel corso del campionato. Il Bologna sta definendo le cifre dell’operazione per far combaciare l’investimento con i propri parametri di bilancio, ma la sensazione generale tra gli addetti ai lavori è che si vada verso una rapida risoluzione positiva.

Le caratteristiche di Piccoli e l’incastro per l’attacco rossoblù

L’eventuale innesto del centravanti classe 2001 garantirebbe alla rosa emiliana un profilo dotato di grande struttura fisica, generosità nella prima pressione e spiccato senso della posizione all’interno del box avversario. Cresciuto nel settore giovanile dell’Atalanta e maturato attraverso diverse tappe nel massimo campionato italiano, il giovane attaccante possiede la tempra e la presenza atletica giuste per integrarsi al meglio nei meccanismi tattici del club felsineo.

Prospettive e prossimi passaggi dell’operazione

Per la Fiorentina, la partenza del calciatore rappresenta un passaggio utile per sfoltire l’organico e riequilibrare il reparto avanzato in vista dei prossimi movimenti di mercato. Per il Bologna, al contempo, l’acquisto di Piccoli permetterebbe di inserire un’alternativa di rendimento per affrontare con adeguate rotazioni gli impegni della nuova stagione. I prossimi contatti saranno determinanti per formalizzare gli ultimi dettagli burocratici e pianificare le visite mediche di rito.

Pellegrino alla Fiorentina, blitz di Paratici per l’attaccante del Parma! Intesa superando la Juventus

Pellegrino alla Fiorentina, la Viola ha trovato l’accordo per l’approdo dell’attaccante dal Parma. Tutti i dettagli

La Fiorentina si proietta da protagonista assoluta in questa fase calda del calciomercato, preparando l’affondo per un rinforzo di notevole spessore per il proprio reparto offensivo. Come rivelato da Fabrizio Romano, il club gigliato ha trovato una piena intesa sui termini personali con Mateo Pellegrino. Il giovane attaccante argentino ha dato la propria totale disponibilità al trasferimento al Franchi, entusiasta della prospettiva di indossare la maglia viola. L’azione della dirigenza toscana ha impresso un’accelerazione decisiva alla trattativa, arrivando a definire ogni particolare legato all’ingaggio e alla durata del futuro accordo economico, con la determinazione del calciatore rivelatasi determinante per superare i primi indugi.

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L’intesa con il Parma e le cifre del trasferimento

I contatti diretti tra i dirigenti viola e la proprietà del Parma sono ormai giunti alle battute conclusive, con la fumata bianca considerata imminente dagli addetti ai lavori. L’operazione finanziaria è stata impostata su una cifra superiore ai 20 milioni di euro, importo che testimonia la portata dell’investimento programmato dalla società toscana.

Con questa mossa repentina, la Fiorentina è riuscita a concretizzare un vero e proprio blitz di mercato, bruciando sul tempo la concorrenza delle altre pretendenti e garantendo allo staff tecnico una punta di grande prospettiva per le sfide della nuova stagione.

La Juventus beffata e le manovre sul fronte Zirkzee

Il repentino inserimento della compagine gigliata ha superato la Juventus, che monitorava il centravanti da diverse settimane. Dopo aver perfezionato l’innesto di Randal Kolo Muani, la dirigenza bianconera ha preferito orientare le proprie attenzioni prioritarie su Joshua Zirkzee, attaccante in forza al Manchester United.

Questa fase di riflessione e stallo operativo dei torinesi ha offerto alla Fiorentina lo spazio ideale per affondare il colpo decisivo e chiudere l’accordo sia con il club emiliano sia con l’entourage dell’atleta. La mancata chiusura della pista Pellegrino costringerà ora la Juventus a vagliare soluzioni alternative qualora la complessa trattativa per il tesseramento della punta olandese dovesse incontrare ulteriori ostacoli.

Lecce, caso Banda: la FIGC blocca il trasferimento allo Swehly SC

Lecce, respinta la richiesta di transfer per Lameck Banda: il giocatore resta sotto contratto fino al 2027

La FIGC ha dato ragione al Lecce nel caso che riguarda Lameck Banda. Il club giallorosso ha comunicato che la Federazione ha respinto formalmente la richiesta di transfer presentata, tramite la Federazione libica, dallo Swehly SC, società intenzionata a tesserare l’attaccante zambiano come calciatore svincolato.

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Una possibilità che è stata esclusa proprio in virtù della situazione contrattuale del giocatore: Banda risulta ancora legato al Lecce fino al 30 giugno 2027 e, di conseguenza, non può essere considerato libero da vincoli.

Lecce, il caso Banda dopo il mancato rientro

La vicenda era esplosa nelle scorse settimane, quando Banda non si era presentato a Lecce al termine delle vacanze estive per iniziare la preparazione con il resto della squadra.

In una prima fase, la società salentina aveva anche manifestato preoccupazione per le condizioni del proprio calciatore, temendo che potesse essergli accaduto qualcosa. Successivamente, Banda era tornato a mostrarsi pubblicamente attraverso i social, pubblicando un video mentre si allenava in palestra.

La dirigenza del Lecce aveva quindi annunciato l’intenzione di prendere provvedimenti nei confronti dell’attaccante per la mancata presenza alla preparazione.

FIGC, respinta la richiesta dello Swehly SC

Nelle ultime ore è arrivato un passaggio importante della vicenda. Lo Swehly SC aveva infatti provato a procedere con il tesseramento di Banda ritenendolo un calciatore svincolato, presentando una richiesta di transfer attraverso la Federazione libica.

La risposta della FIGC è stata però negativa. Il Lecce ha reso nota la decisione con un comunicato ufficiale.

IL COMUNICATO DEL LECCE – «La ****Figc ****ha rifiutato formalmente la richiesta di trasfer pervenuta in data odierna, per il tramite della Federazione Libica, da parte della società Swehly Sc per il tesseramento del calciatore ****Banda ****come calciatore svincolato, dal momento che lo stesso risulta ufficialmente sotto contratto con l’U.S. Lecce sino al 30.6.2027»

Lecce, il contratto di Banda resta valido

La posizione federale rafforza quindi quella del Lecce, che continua a considerare pienamente valido il contratto dell’esterno zambiano.

Il caso resta comunque aperto dal punto di vista disciplinare e gestionale. Dopo il mancato rientro in squadra e il tentativo di trasferimento in Libia, sarà ora necessario capire quali saranno le prossime mosse del club salentino e dello stesso Banda.

Arbitri, Orsato detta la linea: «Il Var è un supporto eccezionale». Obiettivo riportare il direttore di gara al centro

Daniele Orsato traccia le linee guida per la nuova stagione arbitrale dopo il raduno precampionato di Cascia: le sue dichiarazioni

Riportare l’arbitro al centro della partita e utilizzare il VAR soltanto come supporto nei casi di chiaro ed evidente errore. È questa la filosofia indicata da Daniele Orsato, nuovo responsabile della commissione nazionale di Serie A e Serie B, in vista della nuova stagione del calcio italiano.

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Al termine del raduno precampionato di Cascia, l’ex arbitro internazionale ha illustrato i principi sui quali dovrà basarsi il lavoro dei direttori di gara, seguendo una linea già emersa nelle principali competizioni internazionali.

Orsato: l’arbitro deve tornare centrale

Secondo Orsato, uno degli insegnamenti più importanti arrivati dal recente Mondiale riguarda proprio il ruolo del direttore di gara, che deve essere il primo responsabile delle decisioni assunte sul terreno di gioco.

LA CENTRALITÀ DELL’ARBITRO – «L’eredità del mondiale – ha spiegato Orsato, come riporta l’ANSAè che abbiamo visto come la figura centrale sia stata l’arbitro. E noi vogliamo che rimanga la figura centrale, che prenda le decisioni e il Var intervenga quando deve intervenire».

Una posizione che si inserisce nel solco tracciato anche dagli organismi internazionali.

IL CHIARO ED EVIDENTE ERRORE – «Uefa e Fifa hanno ribadito il concetto del chiaro ed evidente errore».

Nessuna rivoluzione, ma applicazione delle nuove regole

Orsato ha comunque evitato di parlare di una rivoluzione imminente nel sistema arbitrale italiano. L’obiettivo sarà piuttosto quello di applicare con precisione le nuove indicazioni regolamentari già sperimentate nelle principali manifestazioni internazionali.

NESSUN PROCLAMA – «Non direi che abbiamo delle novità – ha sostenuto Orsato -, non dobbiamo fare nessun proclama».

LE MODIFICHE REGOLAMENTARI – «Avete sicuramente letto le nuove modifiche regolamentari introdotte: le abbiamo viste al Mondiale e noi le applicheremo. Sono linee guida dell’Ifab, le ha attuate la Fifa al Mondiale, le attuerà la Uefa nelle sue competizioni e in Italia le applicheremo anche noi».

Orsato punta su personalità e lettura della partita

Un altro aspetto centrale del lavoro svolto durante il raduno ha riguardato la capacità degli arbitri di interpretare le dinamiche di gioco. Non basta conoscere il regolamento: secondo Orsato sarà fondamentale guadagnare fiducia e credibilità nei confronti di calciatori e allenatori attraverso decisioni forti e coerenti.

IL LAVORO SULLE DINAMICHE DI GIOCO – «Abbiamo lavorato tanto sul capire le dinamiche di gioco – ha aggiunto Orsato, come riporta l’ANSA -, gli arbitri studiano sempre il regolamento, ma questa settimana abbiamo lavorato per capire le dinamiche e per avere sul terreno di gioco la fiducia e la credibilità da parte dei calciatori e degli allenatori».

Il VAR soltanto quando necessario

Il principio di fondo resta quindi quello di ridurre gli interventi non indispensabili della tecnologia, evitando che il VAR finisca per sostituirsi all’arbitro nella gestione della partita.

IL RUOLO DEL VAR – «Il Var è un supporto eccezionale – ha ribadito – ma entrerà nel momento in cui deve entrare, nel chiaro ed evidente errore».

La direzione indicata da Orsato appare dunque chiara: più responsabilità al direttore di gara, maggiore personalità nelle decisioni e un utilizzo del VAR limitato alle situazioni realmente decisive e chiaramente sbagliate.

Lukaku, dal record da 113 milioni ai 6 del Fenerbahçe: la parabola di mercato discendente di Big Rom

Romelu Lukaku verso il Fenerbahçe: il Napoli incassa poco più di 6 milioni e chiude un ciclo durato due stagioni. Lo storico dei suoi trasferimenti

La carriera di Romelu Lukaku entra in una nuova fase. A 33 anni, l’attaccante belga è pronto a lasciare il Napoli per trasferirsi al Fenerbahçe, con un’operazione che fotografa anche l’evoluzione del suo valore sul mercato. Dai trasferimenti multimilionari degli anni migliori ai poco più di 6 milioni di euro che il club turco verserà agli azzurri, la parabola economica di Big Rom racconta l’avvicinamento alla parte conclusiva della sua carriera.

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Lukaku-Fenerbahçe, accordo con il Napoli

Il Napoli e il Fenerbahçe hanno raggiunto un’intesa verbale per il trasferimento del centravanti a Istanbul. Il rilancio presentato dalla società turca è stato accettato: l’operazione dovrebbe portare nelle casse partenopee poco più di 6 milioni, ai quali potranno aggiungersi ulteriori bonus.

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La trattativa è ormai alle battute finali. Lukaku ha già superato le visite mediche con il Fenerbahçe, mentre tra i due club è in corso lo scambio dei documenti necessario per completare formalmente il trasferimento.

Per il belga termina così l’esperienza al Napoli dopo due stagioni e uno Scudetto, prima di una nuova avventura nel campionato turco.

Lukaku, tutti i trasferimenti e le cifre

La carriera di Lukaku è stata caratterizzata da operazioni di mercato di enorme valore. Nel 2011 il Chelsea lo acquistò dall’Anderlecht per circa 15 milioni, prima dei prestiti al West Bromwich e all’Everton.

Proprio l’Everton lo comprò definitivamente nel 2014 per 35,36 milioni, per poi cederlo al Manchester United tre anni più tardi per circa 84,7 milioni. Nel 2019 arrivò il trasferimento all’Inter per 74 milioni.

Il punto più alto fu raggiunto nel 2021, quando il Chelsea lo riportò a Londra versando circa 113 milioni di euro all’Inter. Successivamente iniziarono i prestiti: 7,86 milioni più bonus per il ritorno nerazzurro nel 2022 e 5,8 milioni di parte fissa, fino a circa 8 con bonus, per la stagione alla Roma.

Nel 2024 il Napoli lo acquistò per circa 30 milioni di euro. Due anni dopo, il passaggio al Fenerbahçe per circa 6 milioni più bonus rappresenta l’ultimo capitolo di una carriera nella quale Lukaku ha mosso complessivamente cifre enormi, passando attraverso alcuni dei principali club europei.

Mourinho si racconta su Netflix: «A Roma sono stato felice». Poi il retroscena sull’Inter e l’addio per il Real Madrid

Mourinho protagonista del documentario Netflix: dalla Conference vinta con la Roma al Triplete con l’Inter e alla scelta del Real Madrid

José Mourinho torna a raccontare alcuni dei momenti più importanti della propria carriera. Nel documentario dedicato allo Special One e disponibile su Netflix, l’allenatore portoghese ripercorre diverse tappe della sua esperienza in panchina, soffermandosi anche sugli anni trascorsi in Italia con Roma e Inter.

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Tra i passaggi più significativi c’è quello dedicato alla Capitale. Mourinho ricorda soprattutto il rapporto creato con l’ambiente romanista e la conquista della Conference League, trofeo che riportò la Roma alla vittoria in campo europeo.

Mourinho e il legame con la Roma

L’ESPERIENZA ALLA ROMA – «Quello che ho fatto al Porto a inizio carriera l’ho rifatto alla Roma tre anni fa. Sapevo che lì non avrei mai potuto vincere la Champions, ma mi sono sentito amato profondamente e la vittoria della Conference è stato un piccolo miracolo. Piccolo, certo, perché i grandi li fa solo Gesù Cristo. Nel mio lavoro gli obiettivi sono legati al potenziale e quegli obiettivi io li raggiungo. La mia carriera mi ha regalato il diritto alla felicità e a Roma sono stato felice».

Parole che sintetizzano il rapporto particolare costruito dallo Special One con la tifoseria giallorossa. Mourinho lega infatti il giudizio su un’esperienza non soltanto ai trofei conquistati, ma soprattutto agli obiettivi raggiungibili in relazione al potenziale della squadra.

Mourinho ricorda Barcellona-Inter

Spazio inevitabilmente anche alla straordinaria esperienza vissuta con l’Inter, culminata nel Triplete del 2010. Uno dei momenti entrati nella storia del calcio nerazzurro resta la semifinale di Champions League contro il Barcellona, con Mourinho che nel documentario ricostruisce il messaggio trasmesso alla propria squadra prima della battaglia del Camp Nou.

LA BATTAGLIA CONTRO IL BARCELLONA – «Gli ho detto che non si trattava di una partita ma di resistere ad una guerra, ad un assedio. Il calcio è tribale. Si soffre e si dà tutto. E noi lo facemmo fino alla fine. Fu una partita bellissima, un momento epico, magico. Cosa dissi a Guardiola? Vincere così, in superiorità numerica, è facile. Ma non vincerete. Avevo già deciso di andare via. Volevo vincere in paesi diversi e volevo andarmene perché volevo il Real Madrid».

Mourinho e l’addio all’Inter dopo il Triplete

La decisione di lasciare Milano, dunque, era stata presa ancora prima della finale di Champions. Mourinho racconta anche perché, una volta completata l’impresa, preferì non tornare insieme alla squadra: temeva che l’emozione potesse convincerlo a cambiare idea.

L’ADDIO ALL’INTER – «All’Inter ho trovato amore, rispetto, una squadra disposta a seguirmi ovunque. Ma il mio desiderio è stato più forte. Mi chiesero di firmare il contratto la notte prima della finale ma rifiutai per rispetto. Sono scappato dalle mie emozioni, se fossi salito su quell’aereo sarei rimasto nerazzurro e non volevo perché avevo deciso. Il lavoro all’Inter era finito».

Dal rapporto emotivo con la Roma alla notte che chiuse definitivamente il ciclo con l’Inter, il documentario restituisce così un Mourinho personale e diretto, capace di rileggere alcune delle pagine più importanti della propria carriera attraverso vittorie, legami e decisioni che hanno segnato la sua storia.

FIGC, Malagò ridisegna la Federazione: Catapano e Bergamini le nuove pedine del presidente. Ecco chi sono e che ruolo ricopriranno

FIGC, Giovanni Malagò prepara gli ingressi di Alessandro Catapano e Luca Bergamini nel nuovo organigramma federale. La loro carriera

La nuova FIGC sta assumendo sempre più la fisionomia voluta da Giovanni Malagò. Il presidente federale continua infatti a intervenire sull’organigramma, individuando profili di fiducia ai quali affidare ruoli strategici all’interno della Federazione. Dopo la scelta di Diana Bianchedi come capo delegazione della Nazionale e quella di Roberto Mancini come commissario tecnico dell’Italia, i prossimi ingressi, stando a Tuttosport, dovrebbero essere quelli di Alessandro Catapano e Luca Bergamini.

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Catapano entrerà in carica dall’1 settembre 2026 come portavoce di Malagò, mentre Bergamini è atteso in Federazione già nei prossimi giorni con il ruolo di capo dello staff. Due figure con percorsi differenti, ma destinate a occupare posizioni importanti nella nuova struttura voluta dal presidente.

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FIGC, Alessandro Catapano sarà il portavoce di Malagò

Alessandro Catapano arriva da una lunga carriera nel giornalismo e nella comunicazione sportiva. Romano, ha iniziato il proprio percorso professionale lavorando tra agenzie, radio e televisione, prima di entrare nel 2003 nella redazione romana de La Gazzetta dello Sport.

Nel quotidiano sportivo è rimasto per circa 17 anni, trasferendosi poi nel 2018 a Milano con l’incarico di vicecaposervizio e occupandosi anche delle dinamiche legate alla politica sportiva. In seguito ha lavorato a La7 come autore de L’Aria che tira e, tra il 2021 e il 2023, ha ricoperto il ruolo di responsabile delle pagine sportive de Il Messaggero.

Negli ultimi anni Catapano si è avvicinato sempre più alla comunicazione istituzionale. Ha lavorato nelle media relations della Federazione Italiana Tennis e Padel, seguendo anche eventi di primo piano come gli Internazionali d’Italia e le ATP Finals, per poi collaborare con altre federazioni sportive.

Dal prossimo 1 settembre sarà quindi chiamato a gestire i rapporti con i media e la comunicazione direttamente collegata all’attività istituzionale di Malagò.

FIGC, chi è Luca Bergamini: dal futsal al ruolo di capo dello staff

Il percorso di Luca Bergamini è invece profondamente legato al mondo federale e al calcio a 5. Avvocato ed ex portiere, è stato uno dei protagonisti del futsal italiano e ha militato nella storica Roma RCB, entrando successivamente anche nella Hall of Fame del calcio a 5 italiano.

Terminata la carriera agonistica, Bergamini ha intrapreso quella dirigenziale. Dal 2021 al 2024 è stato presidente della Divisione Calcio a 5, mentre nel 2023 ha fatto parte della Commissione Futsal e Beach Soccer della UEFA. Dall’ottobre 2024 è inoltre consigliere d’amministrazione del Bologna.

Bergamini sarebbe stato individuato da Malagò come nuovo capo dello staff della FIGC, con funzioni assimilabili a quelle di un capo di gabinetto: dovrà coordinare i collaboratori più vicini al presidente e occuparsi di una parte significativa dell’organizzazione interna.

Malagò-Bergamini, un rapporto che parte da lontano

Il legame tra Malagò e Bergamini non sarebbe soltanto professionale. I due condividono infatti una lunga conoscenza maturata anche attraverso il calcio a 5 e gli ambienti del Circolo Canottieri Aniene.

Secondo Tuttosport, Bergamini avrebbe avuto anche un ruolo nella candidatura dello stesso Malagò alla presidenza della FIGC, presentandola personalmente. Sempre secondo il quotidiano, i due sarebbero abituati a frequentare gli stessi tornei di calcetto, ai quali prenderebbe parte anche Roberto Mancini.

FIGC, la Lega Serie A non gradirebbe le ultime mosse di Malagò

La costruzione della nuova squadra federale starebbe però creando anche qualche tensione politica. Sempre secondo Tuttosport, la Lega Serie A sarebbe irritata per una serie di decisioni ritenute poco condivise con i club della massima categoria.

Il malumore riguarderebbe soprattutto il metodo utilizzato dal nuovo presidente: diverse scelte sarebbero state comunicate una volta ormai definite, lasciando alla Lega un margine di intervento molto ridotto.

Con Catapano alla comunicazione e Bergamini al coordinamento dello staff, Malagò aggiunge comunque altri due tasselli al proprio progetto. Una FIGC sempre più costruita attorno a figure conosciute e considerate di fiducia, mentre resta da capire se il rapporto con la Serie A diventerà uno dei primi veri terreni di confronto politico della nuova presidenza.

UEFA, nasce Clear Line: Rosetti contro l’abuso del VAR: «È football, non playstation»

UEFA, nuova piattaforma Clear Line per uniformare le decisioni arbitrali e l’utilizzo del VAR. La spiegazione del responsabile arbitri Rosetti

La UEFA prova a rendere più uniformi le interpretazioni arbitrali in Europa attraverso Clear Line, una nuova piattaforma che raccoglie oltre 150 episodi controversi analizzati negli ultimi anni. L’obiettivo è fornire un riferimento comune per arbitri, addetti ai lavori e tifosi, chiarendo soprattutto quando il VAR debba intervenire e quando, invece, la decisione debba restare esclusivamente nelle mani del direttore di gara.

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A spiegare il progetto, sulle colonne de La Gazzetta dello Sport, è stato Roberto Rosetti, responsabile degli arbitri UEFA.

Rosetti presenta Clear Line

La piattaforma contiene video e casistiche relative a falli di mano, rigori, cartellini rossi, scambi di persona e molte altre situazioni affrontate nelle competizioni europee.

LA NUOVA PIATTAFORMA CLEAR LINE – «È una sorta di biblioteca per tutti e per capire quando è giusto o non è giusto che il Var intervenga o sia intervenuto. È una cosa unica e ci è venuto in mente proprio per il fatto che molti si fanno domande sulla liceità o meno dell’intervento-Var. Ecco, lì c’è tutto: casistiche, video, dai falli di mano ai rigori, dai cartellini rossi allo scambio di persona, otto anni di evidenze con immediatezza anche visiva. Possono accedervi tutti e fornirà un punto di riferimento centrale per giocatori, allenatori, commentatori e tifosi, contribuendo a spiegare».

Rosetti contro l’utilizzo eccessivo del VAR

Uno dei temi centrali riguarda proprio l’evoluzione della tecnologia. Secondo Rosetti, negli ultimi tempi il VAR sarebbe stato utilizzato con troppa frequenza, andando talvolta a intervenire anche su dettagli minimi.

L’ABUSO DEL VAR – «Non mi rende felice l’utilizzo eccessivo del Var: in questi ultimi tempi sta succedendo. L’ho visto nascere e vorrei che si tornasse all’utilizzo mirato di una volta: oggi, invece, succede che si vadano a cercare cose microscopiche. E non va bene. Se un episodio è macro, beh, lì ci deve essere l’arbitro. Serve tornare all’origine dell’intervento del Var. E servono arbitri più precisi, forti e coraggiosi per utilizzarlo meno. Sia chiaro: abbiamo “Vmo” di livello altissimo in Europa. Altissimo. Ma bisogna intervenire in situazioni chiare ed evidenti, non microscopiche».

L’indicazione della UEFA è quindi quella di riportare il VAR alla sua funzione originaria: correggere errori chiari ed evidenti, senza trasformarlo in uno strumento attraverso il quale rianalizzare ogni singolo contatto.

Rosetti: l’arbitro deve restare centrale

Il responsabile arbitrale UEFA ha infine ribadito un concetto considerato fondamentale: la tecnologia deve essere soltanto un supporto e non può sostituire l’arbitro nelle decisioni.

LA CENTRALITÀ DELL’ARBITRO – «La centralità dell’arbitro è sacra. L’arbitro dev’essere centrale, coraggioso, deve decidere, vedere bene. Ripeto: il Var non arbitra o riarbitra la partita, il Var è un supporto. È football, non playstation».

Con Clear Line, dunque, la UEFA punta a ridurre le differenze interpretative tra campionati e competizioni europee, fornendo una base comune per comprendere meglio le decisioni e, soprattutto, delimitare con maggiore precisione il campo d’intervento del VAR.

Turchia, giornalista arrestato dopo una notizia di mercato su Musiala: poi il rilascio. Cos’è successo

Burhan Can Terzi fermato dopo le indiscrezioni sulla firma di Jamal Musiala col Galatasaray: la ricostruzione della vicenda

Una vicenda destinata a far discutere arriva dalla Turchia e coinvolge direttamente il mondo dell’informazione sportiva. Il giornalista Burhan Can Terzi è stato arrestato nelle scorse ore dopo aver diffuso una notizia di calciomercato relativa a un presunto interesse del Galatasaray per Jamal Musiala, stella tedesca di proprietà del Bayern Monaco.

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Terzi aveva ribadito in più occasioni l’esistenza di contatti tra il club di Istanbul e il giocatore, arrivando a parlare anche di un possibile accordo per il trasferimento del fantasista alla corte di Okan Buruk.

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Il Galatasaray smentisce la trattativa per Musiala

La portata mediatica della notizia aveva spinto il Galatasaray a intervenire pubblicamente con un comunicato ufficiale per smentire qualsiasi trattativa con il Bayern Monaco per Musiala.

Nonostante la presa di posizione del club, Terzi avrebbe successivamente spiegato di aver verificato nuovamente l’indiscrezione attraverso una fonte interna alla società turca, che gli avrebbe confermato la bontà della notizia e consigliato di continuare a sostenerla pubblicamente.

Il Galatasaray ha quindi pubblicato una seconda nota sulla vicenda. Poco dopo, secondo la ricostruzione riportata, per il giornalista è scattato il fermo.

Dalla Direzione di sicurezza al tribunale

Dopo l’arresto, Burhan Can Terzi è stato condotto negli uffici della Direzione di sicurezza di Istanbul e successivamente trasferito in tribunale.

La vicenda si è comunque conclusa con la sua rimessa in libertà. Una volta terminato il procedimento, il giornalista ha raccontato che durante l’interrogatorio gli sarebbe stato chiesto con insistenza di rivelare il nome della propria fonte.

La fonte esce allo scoperto sui social

L’ultimo capitolo della storia riguarda proprio la persona che avrebbe fornito le informazioni al giornalista. La fonte avrebbe deciso di esporsi pubblicamente sui social, assumendosi la responsabilità delle informazioni trasmesse e intervenendo per tutelare Terzi.

Una vicenda anomala, che ha trasformato una normale indiscrezione di mercato in un caso molto più ampio, coinvolgendo Galatasaray, Musiala, autorità turche e libertà dell’informazione sportiva.

Lukaku al Fenerbahçe, accordo con il Napoli: affare da 6 milioni più bonus e visite già superate! Tutti i dettagli della trattativa

Lukaku lascia il Napoli: trasferimento al Fenerbahçe ormai in chiusura. Accordo totale col club turco: le cifre e i dettagli dell’operazione

Calciomercato Napoli news: Romelu Lukaku è pronto a salutare il Napoli e a iniziare una nuova avventura in Turchia. Il club azzurro e il Fenerbahçe hanno raggiunto un’intesa verbale per il trasferimento dell’attaccante belga a Istanbul, con l’operazione ormai alle battute finali.

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Il rilancio presentato dal club turco nelle ultime ore è stato accettato dal Napoli: nelle casse della società partenopea entreranno poco più di 6 milioni di euro, ai quali potranno aggiungersi ulteriori bonus. Restano soltanto gli ultimi passaggi formali prima della definitiva fumata bianca.

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Lukaku ha già svolto le visite mediche

La trattativa è arrivata a uno stadio molto avanzato anche dal punto di vista burocratico. Lukaku ha già superato le visite mediche con il Fenerbahçe, mentre è in corso lo scambio dei documenti tra i due club.

Una volta completate tutte le formalità, Big Rom potrà raggiungere Istanbul e diventare ufficialmente un nuovo giocatore della formazione turca.

Per il centravanti si chiude così l’esperienza con il Napoli dopo due stagioni e uno Scudetto conquistato in maglia azzurra. La società ha deciso di accettare la proposta del Fenerbahçe, aprendo definitivamente alla partenza del belga.

Napoli, ora accelerata per Favasuli e Badiashile

Definita l’uscita di Lukaku, il Napoli può concentrarsi sulle altre operazioni necessarie per completare la rosa a disposizione di Massimiliano Allegri.

Uno dei dossier più caldi riguarda Costantino Favasuli, per il quale il club azzurro sta cercando di stringere definitivamente. Parallelamente prosegue il lavoro per rinforzare il reparto arretrato.

Il nome principale resta quello di Benoit Badiashile del Chelsea. Il Napoli ha presentato ai Blues una proposta da 3 milioni di euro per il prestito, accompagnata da un diritto di riscatto.

Le prossime ore saranno quindi importanti su più fronti: mentre Lukaku si prepara a volare verso la Turchia, la dirigenza azzurra continua a lavorare per consegnare nuovi rinforzi ad Allegri prima dell’inizio della stagione.

Trump difende Infantino e avverte la FIFA: «Sarebbe un gravissimo errore sostituirlo»

Trump prende posizione sul futuro di Infantino dopo le polemiche sul piano per i Mondiali

Donald Trump scende apertamente in campo a sostegno di Gianni Infantino nel momento di maggiore tensione tra il presidente della FIFA e una parte del calcio internazionale. Dopo le polemiche legate al progetto per la vendita a investitori privati di una quota della Coppa del Mondo, successivamente accantonato dopo le proteste di numerose federazioni, il presidente degli Stati Uniti ha voluto difendere pubblicamente il numero uno del calcio mondiale.

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Attraverso un messaggio pubblicato su Truth Social, Trump ha rivolto un avvertimento molto chiaro a chi starebbe mettendo in discussione la posizione di Infantino.

Trump: «La FIFA commetterebbe un errore gravissimo»

Secondo il presidente statunitense, buona parte della crescita economica e commerciale registrata dalla FIFA negli ultimi anni sarebbe legata direttamente al lavoro svolto da Infantino.

Trump ha affermato che la FIFA «non avrebbe mai avuto lo stesso successo o gli stessi profitti senza Infantino. La Fifa commetterebbe un errore gravissimo se, per qualsiasi motivo, prendesse anche solo in considerazione l’ipotesi di sostituire il presidente Gianni Infantino».

Una presa di posizione netta, arrivata mentre il dirigente italo-svizzero è al centro delle critiche per la gestione del progetto relativo all’ingresso di capitali privati nella Coppa del Mondo.

Il rapporto tra Trump e Infantino

Il legame tra Trump e Infantino è emerso più volte negli ultimi mesi. Il presidente statunitense aveva ricevuto dalle mani del numero uno della FIFA anche un riconoscimento per la pace, rafforzando ulteriormente un rapporto già particolarmente stretto.

Non sono mancati inoltre episodi nei quali Trump è intervenuto direttamente su questioni calcistiche.

Il precedente del caso Balogun

Uno dei casi più discussi ha riguardato Folarin Balogun, attaccante della Nazionale degli Stati Uniti. Trump aveva contattato Infantino dopo l’espulsione del centravanti, sostenendo che il provvedimento fosse ingiusto e chiedendo un intervento sulla successiva squalifica.

Balogun venne poi regolarmente impiegato nell’ottavo di finale contro il Belgio, gara terminata con la sconfitta per 4-1 della selezione statunitense.

L’ultima uscita di Trump conferma quindi la forte vicinanza a Infantino proprio mentre il presidente FIFA affronta una fase particolarmente delicata sul piano politico e istituzionale.

Roma scatenata sul mercato: Luis Henrique per la fascia, Mora sempre più vicino e Martinelli resta vivo

Roma, D’Amico accelera su più fronti per completare la rosa di Gasperini: da Luis Henrique a Rodrigo Mora, tutte le operazioni nel vivo

Calciomercato Roma news: la Roma entra nella fase più calda del proprio mercato con l’obiettivo di consegnare a Gian Piero Gasperini gli ultimi rinforzi necessari prima dell’inizio del campionato. I giallorossi stanno lavorando contemporaneamente su più tavoli: Luis Henrique dell’Inter è diventato un obiettivo concreto per la fascia, mentre prosegue senza sosta la trattativa con il Porto per Rodrigo Mora. Sullo sfondo resta inoltre il grande nome di Gabriel Martinelli dell’Arsenal.

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Secondo La Gazzetta dello Sport, l’interesse per Luis Henrique è cresciuto sensibilmente nelle ultime ore, tanto da portare il brasiliano davanti a Destiny Udogie nelle preferenze per la corsia.

Luis Henrique, la Roma prepara l’offerta all’Inter

Il direttore sportivo Tony D’Amico avrebbe già impostato il dialogo con Pietro Ausilio e la Roma sarebbe pronta a mettere sul tavolo una proposta compresa tra 25 e 30 milioni di euro.

Luis Henrique viene considerato un profilo particolarmente funzionale al calcio di Gasperini grazie alla capacità di giocare su entrambe le fasce, garantire corsa e contribuire sia alla fase offensiva sia a quella difensiva. Nella scorsa stagione con l’Inter è stato utilizzato soprattutto a destra durante l’assenza di Denzel Dumfries, trovando però spazio successivamente anche sulla corsia opposta.

Proprio a sinistra potrebbe diventare una soluzione preziosa dopo la partenza di Angeliño, alternandosi con Wesley e offrendo al tecnico una soluzione particolarmente dinamica.

Rodrigo Mora, notte di trattative con il Porto

Il fronte più caldo resta però quello relativo a Rodrigo Mora. Secondo Sky Sport, Roma e Porto hanno lavorato intensamente nelle ultime ore per trovare la formula definitiva.

Non trovano conferma le ipotesi relative a un diritto di recompra per il club portoghese. La soluzione sulla quale si sta lavorando prevede invece 25 milioni di euro immediati più il 50% della futura rivendita.

La Roma starebbe cercando di inserire anche un’opzione che permetta, nel 2027, di versare altri 25 milioni al Porto per cancellare la percentuale sulla futura cessione. Una soluzione pensata per lasciare maggiore libertà ai giallorossi nel caso in cui il talento classe 2007 dovesse esplodere definitivamente.

Mora ha già detto sì alla Roma

Anche il Corriere dello Sport conferma l’accelerazione sull’operazione. I giallorossi hanno studiato diverse formule per avvicinarsi alle richieste del Porto, dopo i tentativi iniziali basati sul prestito oneroso e sul pagamento dilazionato.

L’ipotesi che ha maggiormente avvicinato le parti prevede una parte fissa importante accompagnata da una percentuale molto elevata sulla futura rivendita.

Un elemento fondamentale è rappresentato dalla volontà del giocatore. Jorge Mendes sta spingendo per il trasferimento e tra Mora e la Roma sarebbe già stata raggiunta un’intesa per un contratto quinquennale.

Martinelli resta il grande sogno

Parallelamente, la Roma continua a valutare Gabriel Martinelli. L’esterno dell’Arsenal rappresenta un profilo di livello internazionale per quella posizione di ala sinistra di piede destro richiesta da tempo da Gasperini.

I Gunners potrebbero prendere in considerazione una cessione davanti a una cifra vicina ai 50 milioni di euro, anche perché il contratto del brasiliano terminerà tra un anno. Il vero ostacolo resta però l’ingaggio: Martinelli percepisce circa 11 milioni lordi, mentre la proprietà giallorossa vorrebbe mantenere il nuovo tetto salariale intorno agli 8 milioni.

D’Amico continua quindi a lavorare su più fronti. Mora è la trattativa più avanzata, Luis Henrique può diventare il rinforzo per la fascia e Martinelli resta il colpo di maggiore prestigio. Con l’esordio in campionato sempre più vicino, la Roma vuole ora accelerare e trasformare almeno una parte di questi dossier in operazioni concluse.

Torino, occhi su Noah Tolf per la fascia sinistra: chi è il talento svedese del Göteborg

Torino, Noah Tolf è la nuova idea per la corsia mancina: può essere l’alternativa a Cacciamani. Alla scoperta dello svedese del Goteborg

Il Torino continua a cercare rinforzi per le corsie esterne e dalla Svezia emerge un nuovo profilo seguito dalla dirigenza granata. Secondo quanto riportato da Tuttosport, il club ha messo gli occhi su Noah Tolf, laterale mancino classe 2005 dell’IFK Göteborg e della Svezia Under 21.

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Il giovane esterno, che compirà 21 anni il 13 agosto, può giocare sia da terzino in una difesa a quattro sia da quinto di centrocampo. Nelle idee del Torino potrebbe rappresentare un’alternativa ad Alessio Cacciamani. Tolf è sotto contratto con il Göteborg fino al 2029 e la sua valutazione viene indicata intorno ai 2 milioni di euro, cifra che renderebbe l’operazione particolarmente interessante.

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Chi è Noah Tolf

Nato ad Alingsås il 13 agosto 2005, Tolf è alto circa 1,80 metri ed è un mancino naturale. La sua particolarità riguarda soprattutto il percorso tattico: non nasce infatti terzino, ma viene formato prevalentemente come centrocampista, anche con compiti difensivi.

Soltanto successivamente viene spostato stabilmente sulla corsia sinistra, dove le sue caratteristiche tecniche e la capacità di partecipare alla costruzione trovano una collocazione ideale.

Dalla quarta serie all’IFK Göteborg

Nel 2024 Tolf divide la propria stagione tra il Göteborg e il Västra Frölunda, formazione della quarta divisione svedese. Con quest’ultima colleziona 23 presenze e 5 gol, imponendosi soprattutto come centrocampista e ricevendo il riconoscimento di miglior giocatore nel suo ruolo della Division 2 Västra Götaland.

Parallelamente arriva anche il debutto in Allsvenskan con il Göteborg. Il 29 aprile 2024 scende in campo nella vittoria per 3-0 contro il Brommapojkarna, avviando un percorso che pochi mesi dopo lo porta definitivamente in prima squadra.

Tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025 viene trasformato in terzino sinistro e conquista rapidamente spazio.

La consacrazione e la Svezia Under 21

Il 2025 rappresenta l’anno della vera esplosione. Tolf diventa un elemento importante dell’IFK Göteborg e viene premiato come Miglior Giovane dell’Allsvenskan.

Le prestazioni nel massimo campionato svedese gli consentono inoltre di entrare nel giro della Nazionale Under 21, con cui ha accumulato esperienza nelle qualificazioni europee.

La stagione 2026 è stata inizialmente rallentata da alcuni problemi fisici, ma dalla fine di maggio il laterale è tornato progressivamente a disposizione e ha iniziato anche a confrontarsi con il calcio europeo nelle qualificazioni di Conference League.

Che giocatore è Noah Tolf

Il passato da centrocampista emerge chiaramente nel suo modo di interpretare il ruolo. Tolf è un terzino che ama partecipare alla costruzione, ricevere sotto pressione e accompagnare la manovra invece di limitarsi esclusivamente alla sovrapposizione.

Il piede sinistro rappresenta una delle qualità principali. È preciso nella distribuzione, dispone di un buon cross e può creare occasioni dalla fascia. Sa inoltre muoversi internamente, occupando zone da centrocampista quando la struttura della squadra lo richiede.

È un giocatore dinamico, con buona capacità di corsa e continuità nella spinta. Può essere schierato da terzino sinistro, quinto di centrocampo o, all’occorrenza, riportato in una posizione più centrale.

Caratteristiche fisiche e aspetti da migliorare

Con i suoi 1,80 metri, Tolf possiede una struttura equilibrata ma non particolarmente potente. Fa dell’agilità e della mobilità i propri punti di forza, mentre il gioco aereo e i duelli contro avversari molto strutturati rappresentano aspetti nei quali può ancora crescere.

La trasformazione recente in terzino significa inoltre che deve perfezionare alcune letture della fase difensiva, soprattutto nella gestione della profondità, nel posizionamento sul secondo palo e nell’uno contro uno.

Torino, Tolf occasione a costi contenuti

Per caratteristiche ed età, Tolf rappresenta un profilo coerente con la ricerca del Torino: giovane, mancino, duttile e già abituato a giocare con continuità tra i professionisti.

Per la fascia destra resta invece sullo sfondo Niccolò Fortini della Fiorentina, ma tra domanda e offerta resta distanza: i granata lo valuterebbero circa 5 milioni, mentre i viola ne chiederebbero il doppio.

Tolf, invece, potrebbe diventare una soluzione più accessibile per completare la corsia sinistra, con il Torino pronto a valutare se trasformare il semplice interesse in una vera trattativa.

Napoli, emergenza totale in difesa: Marianucci ko, pressing sul Chelsea per Badiashile

Napoli, l’infortunio di Marianucci accelera la trattativa per Badiashile

Napoli calcio news – Il Napoli deve fare i conti con una vera emergenza nel reparto arretrato. L’infortunio di Luca Marianucci ha ulteriormente complicato i piani di Massimiliano Allegri, che a pochi giorni dall’inizio della stagione dispone di pochissime alternative nel ruolo di difensore centrale. Una situazione che sta spingendo il club di Aurelio De Laurentiis ad accelerare per Benoit Badiashile del Chelsea.

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Come riportato da La Gazzetta dello Sport, gli esami hanno evidenziato per Marianucci una lesione di alto grado del legamento collaterale mediale del ginocchio sinistro. Il difensore dovrebbe restare fermo almeno fino a ottobre.

Napoli, difesa ridotta all’osso

Il problema si aggiunge alle situazioni di Alessandro Buongiorno e Sam Beukema. Il primo è stato operato al ginocchio a fine luglio, mentre il secondo continua a lavorare separatamente per la riacutizzazione di una patologia cronica bilaterale al tendine d’Achille.

Al momento Allegri può contare principalmente su Amir Rrahmani e Rafa Marin, con Nosa Obaretin e il giovane Garofalo come ulteriori soluzioni. Dopo la cessione di Gutierrez al Bayer Leverkusen, inoltre, diventa più complicato utilizzare Mathias Olivera da centrale, considerando che sulla fascia sinistra resterebbe praticamente soltanto Leonardo Spinazzola.

Badiashile, pressing sul Chelsea

La priorità diventa quindi chiudere rapidamente per Badiashile, centrale mancino che il Napoli segue già da settimane. Con il francese esisterebbe un’intesa di massima, mentre resta da trovare l’accordo definitivo con il Chelsea sulla formula.

La proposta azzurra prevede un prestito oneroso, inizialmente da 3 milioni e ora potenzialmente aumentabile fino a 5 milioni, con un diritto di riscatto fissato intorno ai 15 milioni. I Blues, però, spingono per trasformare il diritto in obbligo di riscatto.

Anche il giocatore vorrebbe favorire l’operazione, considerando Napoli un’opportunità importante per rilanciarsi dopo lo spazio ridotto trovato a Londra.

Allegri vuole un centrale mancino

In passato il Napoli aveva valutato anche Mario Gila, poi trasferitosi al Milan, e Federico Gatti, indicato dallo stesso Allegri. Adesso, però, il profilo ritenuto più adatto è quello di Badiashile: mancino naturale, fisico e capace di contribuire alla costruzione dal basso.

Con l’emergenza diventata sempre più pesante, il Napoli vuole stringere i tempi: il centrale del Chelsea è diventato il primo obiettivo per mettere in sicurezza la difesa.

Euro 2032, San Siro rischia l’esclusione: Milano corre contro il tempo per il nuovo stadio

Euro 2032, Milano deve accelerare: il nuovo San Siro dovrà essere pronto entro il 2031, altrimenti non ospiterà le partite del torneo

San Siro rischia di restare fuori dalla lista degli stadi italiani che ospiteranno Euro 2032. Milano resta naturalmente una delle principali candidate, ma il futuro della città nella competizione dipenderà dalla realizzazione del nuovo impianto di Inter e Milan entro le rigide scadenze fissate dalla UEFA.

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Come sottolinea La Gazzetta dello Sport, l’attuale Meazza non possiede i requisiti necessari per ospitare il torneo. L’unica strada percorribile è quindi completare il nuovo San Siro entro giugno 2031, esattamente un anno prima dell’inizio dell’Europeo.

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Euro 2032, tredici città italiane per cinque posti

La concorrenza interna è particolarmente elevata. Sono 13 le città e 16 gli stadi candidati per appena cinque posti disponibili nella parte italiana della manifestazione, organizzata insieme alla Turchia.

Tra le candidature figurano Roma, Milano, Torino, Napoli, Firenze, Bologna, Cagliari, Genova, Bari, Palermo, Lecce, Salerno e Verona. Nella Capitale sono presenti inoltre più progetti, dall’Olimpico ai nuovi impianti immaginati da Roma e Lazio.

La FIGC dovrà valutare autorizzazioni, coperture finanziarie, fattibilità dei lavori e capacità organizzativa delle singole città. Entro il 1° ottobre dovranno essere indicate alla UEFA le cinque sedi principali, accompagnate eventualmente da alcune riserve.

Nuovo San Siro, margine ridotto per gli imprevisti

Il cronoprogramma milanese prevede l’avanzamento delle bonifiche e del Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica, prima dell’approvazione definitiva del Piano Attuativo prevista tra primavera ed estate 2027. Successivamente dovrebbero partire i lavori, con una durata stimata di circa tre anni.

I tempi sono quindi compatibili con Euro 2032, ma il margine resta molto limitato. Come evidenzia il quotidiano, «tutto deve filare liscio» tra iter amministrativi, cantieri ed eventuali ricorsi.

Roma avanti, Milano rischia la beffa

Altre città sembrano oggi avere un vantaggio temporale. In particolare Roma, dove il progetto di Pietralata sarebbe più avanti rispetto al nuovo San Siro, mentre la presenza dell’Olimpico appare una soluzione molto solida.

Lo scenario estremo, dunque, non può essere escluso: Euro 2032 potrebbe avere due stadi a Roma e nessuno a Milano. Una prospettiva che renderebbe ancora più urgente accelerare sul nuovo impianto meneghino.

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