Pagina 26 – Calcio News 24

Real Madrid, decisione presa su Endrick: cambia tutto per il futuro del brasiliano! Comunicazione già fatta da Mourinho

Real Madrid, novità importanti per il futuro di Endrick. Mourinho e il club hanno preso questa decisione

Il Real Madrid ha sciolto le riserve e ha definito in maniera chiara il futuro di Endrick. La società spagnola ha infatti formalmente comunicato al giovane attaccante brasiliano e al suo entourage la ferma decisione di trattenerlo nel club. Viene così sbarrata la strada a qualsiasi ipotesi di cessione a titolo temporaneo o prestito formativo lontano dalla capitale spagnola dopo quello da gennaio in poi al Lione.

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La comunicazione all’agenzia Roc Nation e le indiscrezioni di Diario AS

La scelta strategica della dirigenza dei Blancos è stata trasmessa direttamente ai vertici di Roc Nation, l’agenzia di procura che cura gli interessi e la gestione dell’immagine del classe 2006. Secondo quanto rivelato dal quotidiano sportivo spagnolo Diario AS, i vertici di Chamartín hanno ribadito la piena fiducia nelle qualità del talento verdeoro, manifestando la volontà di inserirlo in pianta stabile nella rosa per permettergli di proseguire il percorso di crescita al massimo livello internazionale.

L’approvazione di José Mourinho e la gestione del gruppo

Un passaggio fondamentale nell’iter decisionale che ha portato alla blindatura del giovane talento riguarda il parere dello staff tecnico. Anche José Mourinho ha approvato il piano formulato dai vertici societari, condividendo la linea di mantenere l’attaccante all’interno del gruppo per valorizzarne le caratteristiche e velocizzarne l’inserimento nei meccanismi della squadra. La guida del tecnico portoghese rappresenta un tassello prezioso per la maturazione del calciatore, che potrà lavorare quotidianamente al fianco di campioni già affermati.

Un patrimonio strategico per il presente e il futuro dei Blancos

Prelevato con enormi aspettative per completare il reparto avanzato, Endrick è considerato uno dei prospetti più cristallini dell’intero panorama calcistico mondiale. La volontà di non privarsene, evitando di mandarlo a fare esperienza altrove, testimonia quanto il Real Madrid creda nella sua capacità di incidere da subito. Con la conferma definitiva nella rosa merengue, l’ex talento del Palmeiras avrà la concreta opportunità di ritagliarsi il proprio spazio e mostrare le sue doti sul palcoscenico del Santiago Bernabéu.

Il Parma ha trovato il sostituto di Pellegrino: accordo con il Tigre per David Romero. Chi è il nuovo colpo in attacco dei ducali

Il Parma ha raggiunto un principio di accordo con il Tigre per David Romero. Chi è l’attaccante, storia e caratteristiche tecniche

Il Parma è pronto a definire un importante colpo per il proprio reparto avanzato. La società crociata e il club argentino del Tigre hanno infatti raggiunto una base di accordo per David Romero, promettente attaccante classe 2003 secondo Gianluca Di Marzio. L’operazione è stata impostata per una cifra complessiva di 9 milioni di euro, bonus inclusi. Una volta risolti gli ultimi dettagli burocratici, il tesserato riceverà il via libera per volare in Italia nelle prossime 48 ore e sottoporsi ai test medici di rito. Contemporaneamente, la dirigenza emiliana è al lavoro per la cessione di Mateo Pellegrino, movimento necessario per fare spazio al nuovo innesto. L’affare ribadisce la bontà del canale aperto tra il Tigre e la Serie A, che nell’estate del 2023 vide il passaggio di Mateo Retegui al Genoa prima della sua definitiva consacrazione.

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Chi è David Romero: profilo, carriera e caratteristiche del classe 2003

Nato nel 2003 in Argentina e formato nel vivaio sudamericano, Romero rappresenta uno dei prospetti più interessanti emersi nel panorama calcistico argentino. Affermatosi con la maglia del Tigre, il giovane centravanti si è guadagnato l’attenzione degli osservatori internazionali grazie a prestazioni di grande sostanza, abbinate a una costante crescita realizzativa nel massimo campionato locale.

Dal punto di vista tattico, Romero è il classico centravanti moderno che unisce struttura fisica e grande mobilità. Dotato di un baricentro solido e di una spiccata forza nella parte superiore del corpo, eccelle nella protezione del pallone e nel gioco di sponda spalle alla porta, qualità preziose per far salire la squadra e favorire gli inserimenti dei centrocampisti. Non si tratta tuttavia di una punta statica: il classe 2003 possiede un’ottima frequenza di passo che gli consente di effettuare continui tagli e attaccare la profondità negli spazi aperti.

All’interno dell’area di rigore dimostra un notevole fiuto del gol nel box, facendosi valere sia con conclusioni rapide di destro sia nel gioco aereo sui calci piazzati. Oltre alle doti speculative in fase offensiva, il giovane argentino garantisce una presenza generosa in fase di ripiegamento, distinguendosi per la continuità con cui porta il primo pressing sui portatori di palla avversari. La sua combinazione di fame agonistica, cattiveria sotto porta e duttilità tattica ne fa un profilo perfettamente idoneo a inserirsi nei ritmi del calcio italiano.

Romero all’Atletico Madrid, ci siamo quasi: offerta in arrivo e chiusura ad un passo. Cifre, dettagli e la verità su Inter e Arsenal

Romero all’Atletico Madrid, accordo vicinissimo con il Tottenham. Cifre, dettagli e cosa c’è dietro le voci su Inter e Arsenal

Il futuro di Cristian “Cuti” Romero appare ormai indirizzato verso il campionato spagnolo. Il centrale della Nazionale argentina secondo Romano e Moretto si trova infatti ad un passo dal vestire la maglia dell’Atlético Madrid, pronto a trasformarsi nel nuovo leader difensivo dello scacchiere tattico di Diego Simeone. I negoziati tra i vertici dei Colchoneros e la dirigenza del Tottenham sono entrati nella fase risolutiva, con la società madrilena fortemente intenzionata a definire gli ultimi dettagli burocratici nel giro di pochissimi giorni.

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Offerta imminente e contratto già pronto per il difensore

Per vincere le ultime resistenze degli Spurs, il club spagnolo ha formulato una nuova offerta con l’obiettivo di chiudere l’accordo sulla base di 40 milioni di euro. I colloqui positivi svolti nelle ultime ore hanno permesso di colmare quasi del tutto la distanza tra le parti.

Sul fronte del calciatore, l’intesa è già blindata in ogni aspetto: la dirigenza dell’Atlético ha già pronto il contratto che legherà il classe 1998 alla società biancorossa. Il difensore ha espresso la propria totale disponibilità al trasferimento, stimolato dalla prospettiva di lavorare con il connazionale Simeone dopo le stagioni vissute ad alti livelli in Premier League e Serie A.

I retroscena su Inter e Arsenal: il nodo legato a Pavard

Lo scatto vincente degli spagnoli concretizza il sorpasso nei confronti dell’Inter, rimasta a lungo in pole position per il tesseramento del difensore. La società nerazzurra è stata molto vicina a Romero per diverse settimane, impostando una trattativa dettagliata con il club londinese. Tuttavia, la dirigenza milanese si è trovata bloccata da un ostacolo insuperabile: l’Inter non ha potuto procedere alle firme senza la preventiva cessione di Benjamin Pavard. Il mancato addio del centrale francese ha di fatto congelato l’operazione in entrata, costringendo i nerazzurri ad abdicare.

Contestualmente, vengono spazzate via le indiscrezioni emerse da oltremanica su un ipotetico interesse dei rivali di Londra: la pista Arsenal non è mai stata una possibilità concreta, trattandosi di mere speculazioni mai tradottesi in approcci negoziali.

Un rinforzo di caratura mondiale per la difesa dei Colchoneros

L’imminente sbarco del Cuti a Madrid regalerà all’Atlético un marcatore di statura internazionale, abile nel recupero palla, forte nell’anticipo ed eccellente nella lettura del gioco. Per la retroguardia biancorossa si tratta di un innesto strategico destinato a elevare la competitività del gruppo sia nella corsa alla LaLiga sia nei confronti della Champions League.

Mercato Napoli, accelerata per la difesa: Favasuli in chiusura, contatti continui per Badiashile. Ultimissimi sviluppi

Mercato Napoli, novità importanti su Favasuli e Badiashile per la difesa. Ecco gli ultimi sviluppi per la difesa azzurra

Il calciomercato del Napoli entra in una fase cruciale per quanto riguarda la ristrutturazione della propria linea difensiva. La dirigenza partenopea ha individuato le pedine fondamentali da consegnare ad Allegri e sta intensificando i dialoghi per concretizzare le operazioni ritenute prioritarie. L’obiettivo della società è quello di garantire una struttura solida, reattiva e dotata di alternanze di livello sia al centro sia lungo le corsie esterne in vista degli impegni della nuova stagione.

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Favasuli obiettivo primario, resta in disparte la pista Giay

L’assoluta priorità per il restyling delle corsie difensive del club azzurro continua a essere Costantino Favasuli secondo Matteo Moretto. I negoziati tra le parti hanno registrato progressi sostanziali nell’ultimo periodo e il definitivo punto d’incontro appare ormai a un passo dal concretizzarsi. La dirigenza confida di definire gli ultimi dettagli nei prossimi giorni per formalizzare l’operazione.

Nel corso delle ultime settimane, gli uffici di mercato partenopei avevano raccolto informazioni anche su Agustín Giay, esterno argentino di proprietà del Palmeiras. Tuttavia, la pista che porta al calciatore sudamericano si è progressivamente raffreddata e ad oggi non costituisce un’opzione di primo piano, rimanendo un’ipotesi secondaria sullo sfondo.

Pressing per Badiashile: dialoghi serrati con il Chelsea

Parallelamente agli interventi sulle fasce, il Napoli lavora alacremente per blindare la zona centrale del reparto arretrato. Nella giornata di lunedì 10 agosto si sono registrati nuovi e fitti confronti secondo Sky tra i vertici societari campani, i rappresentanti di Benoît Badiashile e la dirigenza del Chelsea. Il centrale transalpino, nato nel 2001 e in uscita dalla compagine londinese, è individuato come l’elemento ideale per apportare fisicità, centimetri e qualità nell’impostazione dal basso.

I dirigenti azzurri intendono proseguire con determinazione lungo questo binario per raggiungere una stretta di mano definitiva con i Blues. L’eventuale arrivo del difensore francese garantirebbe un rinforzo di caratura internazionale alla rosa: durante il suo percorso in Inghilterra, Badiashile ha totalizzato 71 presenze totali, 2 gol e 1 assist con la maglia del Chelsea. Il club partenopeo punta a superare le ultime distanze per assicurarsi le prestazioni del centrale e completare così lo scacchiere difensivo.

Clamoroso Liverpool, Jeff Bezos pronto a entrare nel club: accordo per un terzo delle quote

Jeff Bezos entra nel Liverpool: accordo per rilevare un terzo delle quote. Ecco cosa sta succedendo

Svolta epocale ai vertici del calcio internazionale e della Premier League. Un consorzio economico di altissimo profilo, al cui interno figura il fondatore di Amazon Jeff Bezos, si trova ad un passo dal concludere la trattativa per l’acquisto di circa un terzo delle quote del Liverpool. La notizia, rivelata dall’emittente britannica Sky News e ripresa dall’agenzia Ansa, delinea una delle operazioni finanziarie più imponenti degli ultimi anni nel panorama sportivo mondiale.

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La mossa di Fenway Sports Group e le tempistiche dell’annuncio

A cedere la quota azionaria è il Fenway Sports Group (FSG), il gruppo statunitense che detiene il controllo di maggioranza del club di Anfield fin dal 2010. Dopo oltre tre lustri di gestione caratterizzati dalla rinascita della compagine inglese — segnata dai successi nazionali e internazionali —, la proprietà americana ha scelto di aprire le porte a nuovi partner strategici di rilevanza globale.

Secondo le indiscrezioni filtrate dal Regno Unito, le parti coinvolte avrebbero ormai definito i dettagli essenziali del passaggio societario. La dirigenza di FSG si starebbe infatti preparando a svelare la transazione nel corso della settimana, ufficializzando un’operazione destinata a rafforzare la struttura del club.

L’impatto dell’ingresso di Jeff Bezos sul futuro dei Reds

L’innesto di un consorzio legato a Jeff Bezos, una delle figure più influenti del panorama imprenditoriale globale, garantisce al Liverpool un’ulteriore proiezione di crescita su scala planetaria. Pur trattandosi dell’acquisizione di una partecipazione di minoranza, pari a circa il 33% delle azioni, l’ingresso del magnate americano offrirà importanti risorse per sostenere gli investimenti societari, lo sviluppo del brand e le future strategie di calciomercato.

L’operazione conferma il costante interesse dei grandi capitali statunitensi nei confronti del calcio britannico. La partnership consentirà a FSG di mantenere la guida operativa della società, assicurando al contempo alla squadra le disponibilità economiche necessarie per rimanere ai vertici del movimento calcistico europeo.

Real Madrid, Cucurella si presenta: «Essere qui oggi è un privilegio». Poi le parole su Mourinho

Marc Cucurella al Real Madrid: primo allenamento e prime parole da giocatore dei Blancos per il campione del Mondo in carica con la Spagna

Giornata speciale per Marc Cucurella, nuovo terzino sinistro del Real Madrid e fresco vincitore del Mondiale con la Spagna. Il difensore ha svolto il suo primo allenamento con la nuova squadra insieme a Konaté e Kylian Mbappé, iniziando ufficialmente la propria avventura con la maglia dei Blancos.

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Al termine della seduta, Cucurella ha raccontato ai canali ufficiali del club le emozioni provate e le aspettative per questa nuova esperienza.

L’ORGOGLIO DI VESTIRE LA MAGLIA DEL REAL MADRID – «È motivo di orgoglio. Non credo che molte persone possano dire di aver indossato questa maglietta. Abbiamo visto grandi leggende, è un club con molta storia, il più grande d’Europa. Essere qui oggi è un privilegio, un onore e, soprattutto, una ricompensa per tutto lo sforzo che ho dovuto fare nella mia carriera. È stata un attesa lunga, è passato tanto, ma sono già qui. Come giocatore, da bambino che iniziava a giocare a calcio, avere l’opportunità di giocare per un club come questo è molto difficile da rifiutare. L’opportunità si è presentata a me e non avevo dubbi. Come spettatore, ho visto tutte quelle notti magiche, quelle rimonte al Bernabéu, tutte le Champions League che hanno sollevato. Avere l’opportunità di viverlo in prima persona e poter partecipare è una responsabilità molto grande. Ma anche una sfida molto bella e importante».

Cucurella e il rapporto con Mourinho

Il terzino spagnolo si è soffermato anche sulle prime sensazioni trasmesse da José Mourinho, sottolineando soprattutto la sicurezza mostrata dal tecnico portoghese.

MOURINHO – «Trasmette tanta sicurezza e naturalezza. Dobbiamo fare ciò che sappiamo fare in campo, soprattutto goderci. Penso che ciò che tutti vogliamo sia vincere e che sia un grande anno».

Il primo impatto con lo spogliatoio del Real Madrid

Cucurella ha infine raccontato l’accoglienza ricevuta dai nuovi compagni. Il primo giorno è stato intenso, ma il difensore ha evidenziato immediatamente il buon clima trovato all’interno dello spogliatoio.

L’ACCOGLIENZA DEI COMPAGNI – «Va tutto molto bene. Non vedevo l’ora di incontrare i miei compagni di squadra. Ho parlato con alcuni che mi hanno scritto. L’accoglienza è stata molto buona. Una giornata dura e lunga, ma già mi sto abituando e allenandomi poco a poco perché nulla deriva per caso».

Per Cucurella comincia dunque una nuova fase della carriera, con l’obiettivo di conquistarsi un ruolo importante nel Real Madrid e contribuire alle ambizioni di una squadra costruita ancora una volta per competere su tutti i fronti.

Galatasaray, decisione presa su Osimhen: niente cessione per l’ex Napoli. Il nigeriano è stato tolto dal mercato

Victor Osimhen resta al Galatasaray: il club turco chiude alle offerte e toglie l’attaccante nigeriano ex Napoli dal mercato. La decisione

Il Galatasaray ha preso una posizione chiara sul futuro di Victor Osimhen. Secondo quanto riportato da Fanatik, il club turco non avrebbe intenzione di prendere in considerazione eventuali offerte per il centravanti nigeriano, destinato quindi a restare a disposizione di Okan Buruk anche nella prossima stagione.

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L’ex attaccante del Napoli è stato accostato nelle ultime settimane a diversi top club europei. In Premier League sono circolati i nomi di Manchester United e Tottenham, mentre in Spagna si è parlato dell’interesse di Barcellona e Atlético Madrid.

Osimhen considerato fondamentale

La posizione del Galatasaray nasce soprattutto dalla centralità di Osimhen nel progetto tecnico. Il club lo considera un elemento fondamentale nella corsa al titolo, anche alla luce del rafforzamento delle principali concorrenti.

L’obiettivo è inoltre compiere un passo avanti in Champions League, migliorando il percorso della scorsa stagione. Per questo motivo, la società non vorrebbe privarsi di uno dei giocatori più importanti della rosa.

Salvo cambiamenti inattesi, dunque, Osimhen resterà al Galatasaray, con il club intenzionato a respingere eventuali assalti provenienti dai grandi campionati europei.

Lecce, Trinchera fa il punto sul mercato e avverte sul caso Banda: «Potrebbe fare giurisprudenza, siamo in contatto con la FIFA»

Lecce, il direttore sportivo Stefano Trinchera tra mercato, Tiago Gabriel, rinnovi e il delicato caso Banda: le sue parole in conferenza stampa

Il Lecce lavora alla costruzione della rosa per la nuova stagione e continua a monitorare diverse situazioni, sia in entrata sia in uscita. A fare il punto è stato il direttore sportivo Stefano Trinchera, intervenuto durante la conferenza stampa di presentazione del nuovo attaccante Willem Geubbels.

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Il dirigente giallorosso ha parlato delle priorità sul mercato, del futuro di Tiago Gabriel, della situazione di Maleh e Gallo, fino ad affrontare il tema più delicato dell’estate: il caso Lameck Banda.

Trinchera sulle prossime mosse del Lecce

La società salentina non intende rivoluzionare la squadra, ma vuole intervenire in maniera mirata soprattutto sulle corsie offensive e sulla fascia destra.

IL MERCATO – «Dobbiamo fare le cose giuste, abbiamo una base solida, ma siamo consapevoli che in alcuni ruoli la squadra deve essere rinforzata, soprattutto sugli esterni offensivi dove dovrebbero arrivare due elementi, con loro anche un terzino destro. Il nostro mercato, però, come sempre, è anche condizionato dalle cessioni. L’anno scorso le operazioni più importanti le abbiamo fatte a fine agosto, in questa stagione abbiamo deciso di trattenere alcuni calciatori e rinforzare quei reparti dove ci sono carenze».

Tra i giocatori maggiormente osservati sul mercato internazionale resta Tiago Gabriel, per il quale potrebbero presto registrarsi sviluppi importanti.

IL FUTURO DI TIAGO GABRIEL – «La situazione di Tiago Gabriel è sempre la stessa, è attenzionato da molti club importanti a livello europeo, abbiamo avuto contatti, ma è possibile che a breve possa partire una trattativa importante, ma anche su questo siamo preparati: se rimanesse saremmo pronti a investire su di lui e a prolungare il contratto, se dovesse andare via siamo pronti ad affrontare la situazione».

La politica dei giovani e l’addio di Mencucci

Trinchera ha ribadito anche la filosofia del Lecce, da anni orientata alla ricerca e valorizzazione di profili ancora poco conosciuti.

LE SCOMMESSE DEL LECCE – «Abbiamo sempre perseguito la politica delle scommesse, lo facciamo insistentemente, ma cerchiamo sempre di fare del nostro meglio per valorizzare tutti i calciatori, a volte ci riusciamo e altre no, quest’anno pensiamo di non dover fare tante cose, ma mirate».

Spazio anche all’uscita di scena di Mencucci.

L’ADDIO DI MENCUCCI – «Mi dispiace che Mencucci sia andato via, il giorno dopo ci siamo sentiti e salutati. Alla base ci sono decisioni personali che non mi competono».

Primavera, Maleh e rinnovo di Gallo

Il direttore sportivo si è poi soffermato sui giovani della Primavera e sulla posizione di Youssef Maleh, ancora oggetto di valutazioni.

PRIMAVERA E MALEH – «I ragazzi della primavera li portiamo periodicamente in prima squadra, ancora non sono pronti per essere protagonisti nell’immediato, ma li inseriremo gradualmente. Maleh lo stiamo valutando per decidere se tenerlo o meno, lui è un professionista che si fa trovare sempre pronto, a oggi fa parte del gruppo ed è a disposizione».

Situazione più definita per Antonino Gallo, con il quale esiste disponibilità reciproca ad affrontare il tema del prolungamento contrattuale.

IL RINNOVO DI GALLO – «Con Gallo non ci sono problemi, è sereno, tranquillo e ho parlato con lui di un eventuale rinnovo e da parte nostra e da parte sua c’è la disponibilità».

Caso Banda, Trinchera durissimo

In chiusura, inevitabile il passaggio su Lameck Banda. Il Lecce considera la situazione particolarmente delicata e ha già coinvolto gli organismi competenti per tutelare la propria posizione.

IL CASO BANDA – «Forse farà giurisprudenza come sulla sentenza Bosman. E’ una situazione molto delicata, il presidente ha già parlato con gli organi competenti, con Malagò, con la Fifa, partendo dalla premessa che sia sotto contratto con noi. E’ inconcepibile che non rispetti le regole, così facendo ognuno si prenderebbe il diritto di fare e disfare come vuole senza badare agli obblighi contrattuali, sarebbe molto rischioso e il calcio perderebbe credibilità».

Parole nette che confermano come il caso Banda sia destinato a restare uno dei dossier principali dell’estate del Lecce, mentre sul mercato Trinchera continua a lavorare per completare la rosa con pochi interventi ma considerati strategici.

Il paradosso dei giovani nel calcio italiano: finché sei under servi, poi sparisci – VIDEO di Chiara Aleati

Quote Under tra Serie D e Serie C: il nodo della valorizzazione dei giovani. Il paradosso del calcio italiano: giovani valorizzati fino a quando conviene

Un calciatore arriva a 18 o 19 anni, trova spazio tra Serie D e Serie C, accumula presenze e sembra avere finalmente completato il passaggio dal settore giovanile al calcio dei grandi. Poi, però, cambia la stagione, cambia la fascia d’età di riferimento e quella stessa società può avere maggiore convenienza a puntare su un ragazzo più giovane.

È uno dei temi più discussi quando si parla di valorizzazione dei giovani nel calcio italiano: quanto incidono realmente talento e rendimento e quanto, invece, pesano l’anno di nascita e i meccanismi regolamentari?

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Come funzionano le quote Under in Serie D

Nella Serie D 2026/27 ogni squadra deve avere in campo, dall’inizio e per tutta la partita, almeno tre giovani appartenenti alle fasce previste dal regolamento: un classe 2006, un 2007 e un 2008, oppure calciatori ancora più giovani.

Il principio è quello di garantire minutaggio ai ragazzi e favorirne l’ingresso nel calcio senior. Il rischio, però, è che il valore sportivo del calciatore possa finire per intrecciarsi inevitabilmente con quello della sua data di nascita.

Un giocatore può quindi risultare particolarmente prezioso non soltanto per il proprio rendimento, ma anche perché permette alla squadra di rispettare i parametri richiesti.

Serie C, il sistema degli incentivi

In Serie C il funzionamento è differente. Non esiste lo stesso obbligo di mantenere un numero prestabilito di giovani sempre sul terreno di gioco, ma sono previsti incentivi economici legati all’impiego e alla valorizzazione di determinate categorie di calciatori.

Anche in questo caso, dunque, l’età può incidere sulle valutazioni effettuate dai club.

Il problema emerge soprattutto quando un giocatore esce dalle fasce premiate. Un ragazzo che per alcune stagioni aveva rappresentato contemporaneamente una risorsa tecnica ed economica può perdere improvvisamente una parte della propria convenienza per la società.

Il dato FIGC sui giovani in Serie A

Mancini Italia per calcio
Il dato FIGC sui giovani in Serie A – CalcioNews24.com

Il paradosso diventa ancora più evidente osservando quanto accade nella massima categoria.

Secondo una relazione FIGC pubblicata nel 2026, la Serie A occupa il 49° posto su 50 campionati analizzati nel mondo per percentuale di minuti disputati da calciatori Under 21 selezionabili per la Nazionale italiana.

La percentuale si ferma all’1,9%.

Nelle categorie inferiori, quindi, vengono introdotti obblighi o incentivi per aumentare il minutaggio dei giovani, mentre una volta raggiunto il massimo livello lo spazio destinato agli Under 21 italiani diventa estremamente ridotto.

Il confronto con la Spagna

De La Fuente bacia la Coppa del Mondo (1)
Il confronto con la Spagna – CalcioNews24.com

Anche negli altri principali Paesi europei esistono strumenti dedicati allo sviluppo dei giovani, ma spesso sono costruiti con criteri differenti.

In Spagna, per esempio, l’intervento riguarda soprattutto la composizione delle rose.

Nella Primera Federación, su un massimo di 25 giocatori, non più di 18 possono essere Over 23. Una rosa completa deve quindi riservare almeno sette posti agli Under 23.

In Segunda Federación il limite degli Over 23 scende invece a 16, lasciando almeno nove posti ai più giovani.

La differenza sostanziale è che l’allenatore mantiene poi libertà nelle proprie scelte: il regolamento determina la costruzione della rosa, ma non impone necessariamente quali annate debbano rimanere in campo durante la partita.

Germania, incentivi inseriti nella formazione

In Germania, nella 3. Liga, vengono utilizzati contemporaneamente regole e incentivi.

Per le prime squadre dei club classificati come dilettantistici devono essere presenti almeno quattro Under 23 nella distinta di gara.

A questo si aggiunge un investimento economico specifico. Dalla stagione 2026/27 il fondo destinato dal DFB allo sviluppo dei giovani nella categoria è passato da 3 a 5 milioni di euro.

Nel sistema vengono valorizzati anche i minuti disputati dagli Under 21 tedeschi, il percorso formativo effettuato all’interno del club e le convocazioni nelle Nazionali giovanili.

Francia e Inghilterra: due modelli differenti

In Francia l’attenzione si concentra invece sulla struttura societaria. Per partecipare alla Ligue 3, un club deve avere una formazione riserve e almeno due squadre giovanili a undici, di cui almeno una appartenente alla fascia Under 17 o Under 19.

Il mancato rispetto dei requisiti può portare anche a penalizzazioni in classifica. L’obiettivo diventa quindi obbligare le società a costruire un vero percorso di formazione.

In Premier League, invece, gli Under 21 possono essere utilizzati senza occupare uno dei 25 posti della lista principale. Viene così facilitato il loro ingresso in prima squadra senza imporre al tecnico un numero minimo di giovani da schierare.

Cosa succede quando un calciatore smette di essere Under

È probabilmente questo il punto più delicato dell’intero sistema italiano.

Un calciatore può trascorrere diversi anni risultando particolarmente utile perché rientra nelle fasce previste. In Serie D contribuisce al rispetto degli obblighi regolamentari; in Serie C il suo impiego può incidere sui contributi destinati alla società.

Poi arriva il momento in cui la sua annata esce dai parametri.

Il giocatore può essere più pronto, conoscere meglio la categoria e avere già accumulato decine di presenze tra i professionisti. Allo stesso tempo, però, un ragazzo più giovane può risultare economicamente o regolamentariamente più conveniente.

Nasce così il rischio di una continua sostituzione generazionale nella quale alcuni calciatori, proprio quando dovrebbero completare il passaggio definitivo al calcio adulto, possono trovare meno spazio.

Quote Under, formazione o meritocrazia?

La questione non riguarda la necessità di investire sui giovani, principio difficilmente contestabile, ma quale sia il sistema migliore per farlo.

Da una parte ci sono obblighi e incentivi capaci di garantire minuti che probabilmente, senza regole specifiche, molti ragazzi non riceverebbero. Dall’altra esiste il rischio di trasformare l’anno di nascita in un criterio che pesa quasi quanto il rendimento.

Il nodo resta quindi aperto: meglio obbligare i club a utilizzare determinate annate oppure investire maggiormente sulla formazione, sulla qualità dei settori giovanili e sulla costruzione delle rose, lasciando poi al merito la scelta di chi deve giocare?

Perché valorizzare un giovane dovrebbe significare accompagnarlo verso il calcio professionistico anche dopo la fine dello status di Under. Il talento, del resto, non dovrebbe avere una data di scadenza.

Calciomercato Fiorentina: Fagioli ai saluti? La Premier League incombe, ecco il prezzo fissato dalla Viola per la sua cessione

Calciomercato Fiorentina: Nicolò Fagioli è nel mirino della Premier League, ecco per quale cifra potrebbe partire

Il calciomercato della Fiorentina entra in una fase cruciale e registra importanti novità attorno al futuro del proprio reparto di centrocampo. Tra i nomi che potrebbero salutare la formazione toscana nelle prossime settimane secondo Tuttosport si è inserito con forza quello di Nicolò Fagioli. Il calciatore non viene più considerato un elemento del tutto incedibile nello scacchiere della rosa viola e la sua posizione sul mercato appare oggi aperta a differenti soluzioni, ponendolo tra i papabili sacrificati di lusso della sessione estiva per finanziare nuove operazioni.

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La valutazione economica e le offerte dal campionato inglese

La società gigliata ha individuato nella cessione del centrocampista un’opportunità strategica per fare cassa e riequilibrare le proprie disponibilità finanziarie. La dirigenza della Fiorentina ha pertanto fissato una quotazione di mercato attorno ai 30 milioni di euro per lasciar partire il tesserato. Si tratta di una cifra importante ma pienamente in linea con le quotazioni attuali, in particolare per i club della Premier League.

Proprio oltremanica si stanno infatti concentrando le attenzioni sul classe 2001: un paio di società della massima divisione inglese hanno mostrato un concreto interesse, avviando i primi sondaggi con l’entourage del giocatore per comprendere la fattibilità dell’affare e la disponibilità al trasferimento.

Caratteristiche tecniche e utilità tattica nel calcio britannico

Dal punto di vista tattico, Fagioli incarna l’identikit del regista moderno, abile nella gestione dei ritmi di gara e dotato di eccellente tecnica individuale. La sua capacità di districarsi nella pressione avversaria, abbinata alla precisione nel distribuire il pallone sia sul breve sia sulle lunghe traiettorie, lo rende un profilo di alto rendimento. Tali qualità consentirebbero al centrocampista di integrarsi al meglio con l’intensità e la velocità caratteristiche del calcio britannico.

Qualora la pista inglese dovesse concretizzarsi con un’offerta formale vicina alle pretese societarie, la trattativa potrebbe decollare in tempi brevi. L’eventuale cessione a quelle cifre permetterebbe alla Fiorentina di disporre di preziose risorse economiche da reinvestire subito sul mercato in entrata, con l’obiettivo di consegnare allo staff tecnico una rosa rinforzata per le sfide della nuova stagione. Le prossime settimane saranno decisive per capire se i sondaggi d’oltremanica si trasformeranno in un’operazione ufficiale.

Vardy, ma quale ritiro!? Dopo l’anno alla Cremonese, l’attaccante può tornare in Inghilterra: c’è il West Ham sulle sue tracce

Jamie Vardy non pensa al ritiro, anzi: l’attaccante inglese può tornare in Inghilterra. Su di lui c’è il West Ham

Il futuro di Jamie Vardy potrebbe riservare un ulteriore, suggestivo colpo di scena prima del definitivo addio al calcio giocato. L’attaccante inglese, giunto all’età di 39 anni, non sembra infatti intenzionato ad appendere gli scarpini al chiodo e valuterebbe con grande interesse una nuova avventura. Dopo aver concluso l’annata sportiva in Italia con la maglia della Cremonese, per l’esperto centravanti si stanno riaprendo con decisione le porte di un clamoroso ritorno in Inghilterra.

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L’interesse del West Ham per la risalita dalla Championship

Secondo quanto riferito dall’emittente britannica Sky Sports, lo storico bomber di Sheffield è finito concretamente nel mirino del West Ham. Il club di Londra, reduce da una deludente stagione culminata con la retrocessione in Championship, è alla ricerca di profili dotati di carisma, forte temperamento ed elevata esperienza per affrontare al meglio un torneo lungo e competitivo come la seconda divisione inglese. Per la dirigenza degli Hammers, l’innesto di un calciatore del calibro di Vardy rappresenterebbe la risorsa ideale per guidare lo spogliatoio e garantire un apporto costante in termini di gol e determinazione.

Dalla parentesi con la Cremonese alle suggestioni su un ritorno al Leicester

L’eventuale firma con la società londinese sancirebbe il rientro in patria dell’attaccante al termine della parentesi vissuta con la Cremonese, dove ha messo a disposizione il suo bagaglio di esperienza internazionale. Nei mesi scorsi, inoltre, si era parlato a più riprese di un possibile e romantico ricongiungimento con il Leicester City, compagine con cui ha conquistato lo storico titolo di Premier League e a cui ha legato i momenti più alti della sua carriera. I Foxes, tuttavia, stanno attraversando una fase delicata sul piano sportivo e sono recentemente scesi in League One, scenario che rende la pista West Ham decisamente più allettante e concreta.

Le prossime mosse per il futuro del bomber inglese

Nonostante le trentanove candeline già spente, Vardy dimostra di avere ancora le motivazioni necessarie per competere ad alti livelli. La prospettiva di trascinare il West Ham in una rapida risalita verso la Premier League costituisce un’ulteriore e stimolante pagina da scrivere nel suo percorso professionale. I prossimi giorni saranno fondamentali per capire se le parti troveranno l’intesa definitiva per l’inizio di questo nuovo capitolo agonistico.

Colpo Ferran Torres per il Psg! Offerta da 50 milioni, accordo ad un passo con il Barcellona per lo spagnolo

Ferran Torres è ad un passo dal Psg! Offerta da 50 milioni recapitata al Barcellona e accordo vicinissimo per l’attaccante spagnolo

Il Paris Saint-Germain è pronto a mettere a segno un altro importante colpo di calciomercato per rafforzare il proprio reparto offensivo. Come riferito da Fabrizio Romano, il club transalpino si trova infatti a un passo dal raggiungere un accordo verbale definitivo con il Barcellona per il trasferimento in Francia di Ferran Torres. La trattativa tra le due società ha subito una fortissima accelerazione nelle ultime ore, portando i dirigenti alle battute finali di un affare destinato ad arricchire la rosa a disposizione dello staff tecnico.

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I dettagli dell’offerta e il valore di mercato

La società parigina ha inviato ufficialmente una proposta economica strutturata su un pacchetto complessivo di 50 milioni di euro. I colloqui tra la dirigenza francese e i vertici blaugrana sono entrati nelle fasi conclusive e la fumata bianca è ormai considerata imminente. Per il PSG l’operazione rappresenta un’occasione allettante dal punto di vista finanziario: in condizioni ordinarie la valutazione del cartellino dell’attaccante si attesterebbe infatti tra i 70 e gli 80 milioni di euro, ma il contesto negoziale ha consentito un notevole sconto.

Il nodo contrattuale e l’intesa con il calciatore

A incidere in maniera determinante sul costo finale dell’operazione è la situazione contrattuale dell’esterno spagnolo. A Ferran Torres rimane infatti soltanto un anno di contratto con il Barcellona; una condizione che ha spinto il club catalano ad accettare la vendita per evitare il concreto pericolo di perdere il giocatore a parametro zero nella finestra di mercato successiva.

Sulle condizioni personali dell’ingaggio non si registrano invece ostacoli. L’attaccante ha raggiunto da tempo un accordo con la società francese, manifestando un pieno gradimento per la destinazione e per le prospettive offerte dal progetto sportivo del Paris.

Un rinforzo versatile per l’attacco parigino

Cresciuto nel vivaio del Valencia e affermatosi ad alti livelli con le maglie di Manchester City e Barcellona, l’attaccante classe 2000 garantisce una notevole polivalenza sul fronte d’attacco. La sua capacità di agire sia da esterno offensivo su entrambe le fasce sia da centravanti di movimento offrirà opzioni preziose per le rotazioni della squadra. I prossimi giorni saranno decisivi per formalizzare gli ultimi dettagli burocratici e sancire lo sbarco del giocatore in Ligue 1.

Il Newcastle ha individuato il sostituto di Tonali: assalto a Hojbjerg, è lui la priorità ma…La sua decisione cambia tutto!

Il Newcastle ha trovato in Hojbjerg il perfetto sostituto di Sandro Tonali, ecco a che punto è la trattativa per il danese

Il Newcastle intende accelerare in maniera coordinata le proprie manovre di calciomercato per consegnare alla rosa un rinforzo di assoluto spessore nella zona mediana del campo. Nonostante i numerosi accostamenti e le tante indiscrezioni che vedono la società inglese accostata a diversi profili internazionali, la dirigenza dei Magpies ha stabilito quale sia la scelta primaria per il reparto centrale: si tratta di Pierre-Emile Højbjerg, centrocampista della Nazionale danese. La società britannica era intenzionata a chiudere quanto prima per evitare il possibile inserimento di altre pretendenti secondo Fabrizio Romano, ma gli sviluppi delle ultime ore hanno cambiato tutto.

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La spinta di Matthias Jaissle e la centralità nel progetto tattico

A sostenere in prima persona l’affondo per l’acquisto del mediano è l’allenatore Matthias Jaissle. Il tecnico considera infatti il classe 1995 il tassello ideale per donare equilibrio, carisma e solidità difensiva all’organico dei bianconeri. Per il mister del Newcastle, l’ingaggio del mediano danese rappresenta una priorità assoluta di mercato, ritenuta fondamentale per consentire alla squadra di alzare il livello di rendimento nelle sfide ad alta intensità della Premier League e nelle competizioni continentali.

Caratteristiche e percorso: l’identikit di un mediano totale

Cresciuto calcisticamente nel vivaio del Bayern Monaco e consacratosi ad alti livelli nel calcio inglese tra Southampton e Tottenham, Pierre-Emile Højbjerg incarna perfettamente l’identikit del centrocampista moderno. Dotato di spiccata personalità e indiscutibile disciplina tattica, il calciatore spicca per la capacità di schermare la linea difensiva, interrompere le trame avversarie e far ripartire la manovra con precisione. La sua imponenza fisica e l’esperienza accumulata sui palcoscenici internazionali ne fanno un elemento capace di assumersi responsabilità nei momenti chiave della gara.

La decisione di Hojbjerg ha cambiato ogni scenario

Tuttavia, le ultime ore hanno fatto registrare un clamoroso retroscena che ha ribaltato completamente l’esito della trattativa. Il trasferimento di Højbjerg al Newcastle è infatti attualmente saltato a causa della decisione finale presa dal giocatore. Il club britannico era pronto a versare l’intero importo economico richiesto dall’Olympique Marsiglia per liberare il tesserato, ma è stato lo stesso centrocampista a rifiutare la proposta contrattuale della società inglese, frenando l’operazione proprio nel momento decisivo.

Caos FIFA, scontro totale su Infantino! UEFA, AFC e CONCACAF valutano l’organizzazione di tornei alternativi

Caos FIFA, scontro aperto con Infantino! UEFA, AFC e CONCACAF studiano tornei alternativi

Si intensifica la frattura ai vertici del calcio globale. La controversa intenzione manifestata dal presidente della FIFA, Gianni Infantino, di aprire alla privatizzazione della Coppa del Mondo ha provocato la durissima reazione delle principali istituzioni del pallone continentale. UEFA, CONCACAF e AFC — gli enti di governo di Europa, Nordamerica e Asia — hanno diffuso una dura nota congiunta per contestare apertamente la gestione del vertice svizzero. Il documento porta le firme di Aleksander Ceferin, Victor Montagliani e Salman Bin Ibrahim Al Khalifa, affiancati dai rispettivi segretari generali.

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Il comunicato d’attacco: “Il calcio non appartiene a nessun individuo”

Nel testo inviato all’intero movimento, i dirigenti hanno ribadito in modo perentorio che “Il calcio non appartiene a nessun individuo“, prendendo le distanze dalle ultime scelte operative della dirigenza di Zurigo:

“Cara famiglia del calcio… Il calcio è la più grande passione condivisa del mondo. Non appartiene a nessun individuo né a nessuna istituzione. Appartiene ai giocatori, ai tifosi, ai club, ai membri e a ogni istituzione incaricata di proteggerne il futuro. È con questo spirito che oggi prendiamo la parola collettivamente. La crescita nell’ultimo decennio è stata reale. Ma quel progresso non è mai stato opera di un solo individuo.”

Le tre confederazioni contestano la narrazione proposta dalla FIFA, che aveva ridotto le critiche a semplici intoppi informativi, giudicandola invece una vera e propria falla nella gestione:

“La recente lettera della FIFA ai suoi vicepresidenti e alle 211 Associazioni riconosce degli errori. La tratta come una falla nella comunicazione, quando ciò a cui il calcio ha assistito è stato un errore di giudizio.”

Nel comunicato viene inoltre bocciato il summit svolto in Marocco alla presenza dei soli dirigenti operativi e si richiede un’indagine condotta da organismi terzi e indipendenti:

“Non è il comportamento di un custode del gioco, ma di qualcuno che crede che il gioco debba rispondere a lui. C’è silenzio dove dovrebbe esserci responsabilità, distanza dove dovrebbe esserci trasparenza. Queste non sono le qualità che il calcio merita nella sua leadership.”

L’ipotesi dei tornei alternativi fuori dalla FIFA

Accanto alla presa di posizione ufficiale, da oltremanica giungono indiscrezioni sulle possibili contromosse strategiche delle tre federazioni. Secondo la stampa inglese, UEFA, AFC e CONCACAF avrebbero avviato primi colloqui per valutare l’organizzazione di tornei alternativi e indipendenti. L’iniziativa, sebbene allo stadio embrionale, mira a ridurre la dipendenza dall’organismo svizzero e a tutelare l’attività degli atleti in caso di un prolungamento della crisi istituzionale.

Manchester City vicinissimo al colpo Bouaddi! Intesa con il giocatore, ora la trattativa con il Lille. C’è un ostacolo ancora da superare

Manchester City ad un passo dal colpo Bouaddi! Accordo trovato con il giocatore, resta un ostacolo ancora da superare con il Lille

Il Manchester City si prepara a mettere a segno un altro colpo di mercato per il proprio centrocampo. I Citizens secondo Fabrizio Romano hanno infatti raggiunto un’intesa di massima sui termini personali con Ayyoub Bouaddi, talentuoso centrocampista marocchino messosi in grande evidenza durante l’ultimo Mondiale. L’entourage del calciatore ha definito gli aspetti contrattuali con il club inglese, confermando il gradimento totale del ragazzo nei confronti del progetto tecnico guidato da Enzo Maresca.

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Chi è Ayyoub Bouaddi: la stella del Lilla esplosa nel Mondiale

Nato nel 2007 e formatosi nel settore giovanile del Lilla, Bouaddi è considerato uno dei prospetti più cristallini del calcio internazionale. Centrocampista moderno dotato di spiccata intelligenza tattica, visione di gioco e grande forza fisica, il giovane talento ha collezionato prestazioni da veterano sia nel campionato di Ligue 1 sia nei palcoscenici europei.

La consacrazione definitiva è arrivata grazie alle eccellenti prestazioni sciorinate con la maglia della Nazionale marocchina nel corso della rassegna iridata, vetrina che ha convinto la dirigenza dei Citizens a muoversi in anticipo sulla concorrenza delle altre grandi potenze europee. Per caratteristiche e flessibilità tattica, l’estroso mediano rappresenta un profilo ideale per la filosofia di gioco basata sul possesso e sulla costruzione del tecnico italiano.

Lo snodo con il Lilla: trasferimento immediato o permanenza in Francia?

Definito l’accordo con il classe 2007, l’attenzione della dirigenza britannica è ora interamente rivolta al confronto con il Lilla. Le trattative tra le due società si trovano già in una fase avanzata, anche se resta da sciogliere il nodo relativo ai tempi del tesseramento. La società transalpina vorrebbe infatti trattenere il giocatore ancora a titolo temporaneo, posticipando il suo sbarco in Inghilterra al 2027 per permettergli di maturare ulteriore esperienza.

Tuttavia, la posizione del club di Premier League e del calciatore appare nettamente allineata. Il tecnico Maresca punta a integrarlo immediatamente nella propria rosa per la nuova stagione, mentre la volontà di Bouaddi è quella di trasferirsi a Manchester fin da subito. Il centrocampista spinge infatti per una fumata bianca con effetto immediato, motivo per cui i prossimi giorni saranno decisivi per formalizzare l’accordo definitivo con il Lilla e ratificare il passaggio del gioiello marocchino al Manchester City.

Infortunio Marianucci, che tegola per il Napoli! L’esito degli esami e quanto dovrà rimanere fuori il difensore

Infortunio Marianucci, il Napoli perde il difensore: l’esito degli esami e i tempi di recupero

Tegola infermiera in casa Napoli. Durante l’amichevole precampionato disputata contro il Celta Vigo, il difensore azzurro Luca Marianucci ha riportato un problema fisico che ha costretto lo staff medico a sottoporre il calciatore ad accertamenti approfonditi. Gli esami diagnostici hanno confermato le preoccupazioni iniziali della guida tecnica guidata da Massimiliano Allegri, evidenziando un trauma di entità rilevante all’articolazione della gamba sinistra.

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Il comunicato ufficiale della società partenopea

A fare chiarezza sul quadro clinico del centrale classe 2004 è stata la stessa società campana attraverso una nota pubblicata sui propri canali ufficiali per aggiornare tifosi e addetti ai lavori:

“In seguito al trauma contusivo-distorsivo rimediato nel corso dell’amichevole contro il Celta Vigo, Luca Marianucci si è sottoposto a esami strumentali presso il Pineta Grande Hospital che hanno evidenziato una lesione di alto grado del collaterale mediale del ginocchio sinistro”.

L’esito del controllo svolto presso la struttura sanitaria di riferimento evidenzia un danno strutturale significativo a carico del comparto legamentoso, costringendo il giocatore a un immediato stop per intraprendere il percorso riabilitativo necessario.

Tabella di marcia e previsioni sul rientro in campo

L’attenzione dell’ambiente azzurro si sposta ora sulle valutazioni relative ai tempi necessari per la completa guarigione. Le prime stime sulla tabella di marcia del recupero indicano che il difensore dovrà rimanere fermo ai box per un periodo stimato di circa due mesi.

Salvo complicazioni durante la fase di terapia e riatletizzazione, la prospettiva dello staff sanitario è quella di riavere il calciatore a disposizione per il mese di ottobre, al termine della prima sosta per le nazionali. L’assenza forzata di Marianucci priva Allegri di una soluzione nelle rotazioni difensive per l’inizio del campionato, obbligando la dirigenza a valutare eventuali accorgimenti tattici o di mercato per tamponare l’emergenza nel reparto arretrato.

FIFA, rivolta contro Infantino: UEFA, CONCACAF e AFC attaccano il piano sui Mondiali. La dura lettera congiunta

UEFA, CONCACAF e AFC contro la FIFA: duro comunicato sulla gestione del presidente Gianni Infantino. Il contenuto della lettera congiunta

Si apre un nuovo e durissimo fronte all’interno del calcio mondiale. UEFA, CONCACAF e AFC hanno pubblicato una lettera congiunta nella quale contestano apertamente la gestione della FIFA e del suo presidente Gianni Infantino, concentrandosi in particolare sulla recente proposta relativa alla possibile vendita di una quota della Coppa del Mondo.

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Le tre Confederazioni parlano di una questione che va ben oltre gli aspetti economici e chiamano direttamente in causa governance, trasparenza e fiducia nei vertici del calcio mondiale.

L’attacco alla leadership della FIFA

Il comunicato parte da un principio preciso: il calcio non può appartenere a una singola persona o istituzione.

«Il calcio è la più grande passione condivisa al mondo. Non appartiene a nessun individuo né a nessuna istituzione. Appartiene ai giocatori, ai tifosi, ai club, alle federazioni affiliate e a ogni istituzione incaricata di salvaguardarne il futuro».

UEFA, CONCACAF e AFC riconoscono i progressi compiuti negli ultimi anni, dall’espansione delle competizioni all’assegnazione dei Mondiali 2030 e 2034, ma sottolineano come questi risultati siano frutto di un lavoro collettivo.

Il passaggio più duro riguarda però direttamente il concetto di leadership.

«Quando la fiducia viene tradita con l’inganno, quando un individuo si pone al di sopra della collettività che gli ha affidato un’autorità, quel dovere viene meno».

Il piano sui Mondiali al centro dello scontro

Secondo le tre Confederazioni, il problema principale riguarda le modalità con cui sarebbe stata presentata la proposta relativa alla cessione di una quota della Coppa del Mondo.

La FIFA avrebbe riconosciuto errori nel processo, classificandoli come problemi di comunicazione. Una ricostruzione che viene però respinta con decisione.

«Una proposta avanzata in tempi ristretti, senza un’adeguata consultazione e presentata entro una scadenza che impediva alle federazioni affiliate di esaminarne correttamente i termini, non è frutto di una svista, bensì di una strategia volta a limitare il controllo».

Per UEFA, CONCACAF e AFC, dunque, non si sarebbe trattato soltanto di un errore procedurale, ma di una questione sostanziale.

«Non si riconosce ancora che il tentativo di vendere una quota della Coppa del Mondo FIFA sia stato un grave errore di valutazione, non solo un errore procedurale, ma una fondamentale violazione della fiducia nei confronti delle stesse istituzioni che la FIFA dovrebbe tutelare».

Richiesta un’indagine indipendente

Altro punto centrale riguarda l’indagine interna annunciata dalla FIFA. Le Confederazioni ritengono insufficiente che sia la stessa amministrazione mondiale a ricostruire quanto accaduto.

Secondo il comunicato, una vicenda di tale portata dovrebbe essere affidata a una terza parte completamente indipendente, senza coinvolgere dirigenti, dipendenti FIFA o altri soggetti direttamente collegati al sistema.

«L’amministrazione FIFA non dovrebbe avere alcun ruolo nello svolgimento dell’indagine».

Viene inoltre chiesto che tutti i documenti e le registrazioni legati alla vicenda vengano conservati.

Nel mirino anche il vertice in Marocco

Nel documento viene contestata anche la recente riunione dei vertici FIFA in Marocco, alla quale, secondo quanto ricostruito dalle Confederazioni, avrebbe partecipato un solo funzionario eletto, senza il coinvolgimento dei membri del Consiglio FIFA e delle federazioni affiliate.

Una modalità che viene interpretata come ulteriore segnale di distanza rispetto ai principi di trasparenza e collegialità.

«C’è silenzio dove dovrebbe esserci responsabilità, distanza dove dovrebbe esserci trasparenza».

Il messaggio finale a Infantino

La lettera porta le firme, tra gli altri, dei presidenti Aleksander Čeferin, Victor Montagliani e Salman bin Ibrahim Al Khalifa, oltre a quelle dei rispettivi segretari generali.

La conclusione sintetizza il senso politico dello scontro aperto con la FIFA e con Infantino:

«La forza del calcio è sempre stata la sua unità. Chiediamo che quest’unità venga onorata ora, con una leadership che sia al servizio del calcio, non che cerchi di dominarlo».

Uno scontro istituzionale di portata enorme, che porta così allo scoperto una frattura profonda tra una parte delle principali Confederazioni mondiali e la leadership della FIFA.

Roma, doppio fronte per l’attacco: tre formule per Mora e ritorno di fiamma per Martinelli

Roma-Porto, trattativa aperta per Rodrigo Mora: sul tavolo tre proposte per arrivare al talento portoghese. I giallorossi non mollano Martinelli

La Roma continua a lavorare per rinforzare il reparto offensivo e mantiene aperti più fronti. Il nome più caldo resta quello di Rodrigo Mora, talento classe 2007 del Porto, ma parallelamente i giallorossi hanno riattivato anche la pista che porta a Gabriel Martinelli dell’Arsenal.

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Secondo quanto riferito da Sky Sport, i contatti tra Roma e Porto proseguono e il club capitolino ha studiato tre diverse formule per provare a sbloccare l’operazione. La società non vorrebbe superare complessivamente i 50 milioni di euro.

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Mora, le tre proposte della Roma

Una prima ipotesi prevede un prestito oneroso da 7-8 milioni con diritto di riscatto fissato tra 42 e 43 milioni. La seconda formula consiste invece nell’acquisto a titolo definitivo per 25 milioni subito e altri 25 nella prossima stagione.

La terza soluzione prevede infine un trasferimento immediato per 25 milioni di euro, lasciando però al Porto il 50% sulla futura rivendita del giocatore.

I portoghesi continuano a mantenere una posizione rigida e puntano a monetizzare il più possibile per uno dei propri migliori talenti. Sulle tracce di Mora resta anche il Galatasaray, principale concorrente della Roma nella corsa al trequartista.

Roma, torna di moda Gabriel Martinelli

Parallelamente, secondo il Corriere dello Sport, la dirigenza giallorossa avrebbe riaperto anche il dossier Gabriel Martinelli. L’esterno brasiliano dell’Arsenal rappresenta un profilo di livello internazionale per quella fascia sinistra offensiva richiesta da Gian Piero Gasperini.

Il tecnico aveva recentemente sottolineato che la società «sta lavorando su giocatori molto giovani ma anche molto importanti».

Martinelli, 25 anni, ha realizzato 41 gol e 25 assist in 191 presenze di Premier League, oltre a 10 reti in Champions League. La scorsa stagione ha chiuso con 53 partite, 11 gol e 7 assist.

L’ostacolo principale è l’ingaggio

La Roma potrebbe provare ad approfittare del contratto del brasiliano in scadenza tra un anno. L’Arsenal potrebbe infatti aprire a una cessione per circa 40-45 milioni di euro.

Il problema principale resta però lo stipendio: Martinelli guadagna circa 11 milioni lordi, mentre i Friedkin non vorrebbero superare quota 9.

La Roma continua dunque a muoversi su più tavoli: Mora resta la pista più concreta, ma Martinelli rappresenta l’alternativa di maggiore prestigio per regalare qualità e imprevedibilità all’attacco giallorosso.

PSG, Godts conferma: «Le trattative sono in corso». L’Ajax chiede 60 milioni

Mika Godts sempre più vicino al PSG: il belga esce allo scoperto in merito al suo possibile trasferimento nel club parigino. Le sue parole

Il futuro di Mika Godts potrebbe essere lontano dall’Ajax. Il talento belga è finito nel mirino del Paris Saint-Germain e ha confermato personalmente l’esistenza di una trattativa con il club francese nel corso di un’intervista concessa a ESPN.

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Il classe 2005 ha voluto fare chiarezza sulla propria posizione, sottolineando però di essere ancora completamente a disposizione dell’Ajax fino a quando non verrà eventualmente raggiunto un accordo per il trasferimento.

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LA TRATTATIVA CON IL PSG – «Le trattative sono in corso. Non lo nego, altrimenti nessuno mi prenderebbe più sul serio. Ma bisogna chiarire una cosa: qualcuno potrebbe aver pensato che non volessi giocare. Finché non ci sarà un accordo, giocherò ogni minuto necessario per l’Ajax».

Godts escluso contro il PEC Zwolle

Le parole del giocatore arrivano in un momento particolarmente delicato. Nel weekend ha infatti preso il via l’Eredivisie 2026/27, ma Godts è stato escluso all’ultimo momento dalla sfida disputata dall’Ajax contro il PEC Zwolle.

Ufficialmente la scelta sarebbe legata alle condizioni fisiche del giocatore, ma la contemporanea trattativa con il PSG ha inevitabilmente alimentato le indiscrezioni su una possibile accelerazione dell’operazione.

PSG pronto al rilancio per Godts

Il Paris Saint-Germain avrebbe già presentato una prima offerta compresa tra 40 e 45 milioni di euro, bonus inclusi. Una proposta che l’Ajax avrebbe però respinto, considerando insufficiente la cifra messa sul tavolo dai campioni francesi.

Il club di Amsterdam valuta infatti Godts circa 60 milioni di euro e non sembra intenzionato a concedere sconti significativi per uno dei talenti più importanti della propria rosa.

La distanza tra domanda e offerta, tuttavia, potrebbe presto ridursi. Il PSG sarebbe infatti pronto a spingersi fino a circa 55 milioni, avvicinandosi sensibilmente alle richieste dell’Ajax.

Futuro Godts, giorni decisivi

La trattativa resta quindi aperta e le prossime ore potrebbero diventare decisive. Il PSG vuole provare a chiudere l’operazione, mentre l’Ajax continua a mantenere una valutazione molto elevata per il proprio gioiello.

Godts, intanto, ha scelto una posizione chiara: nessuna rottura con il club olandese e piena disponibilità fino a quando non arriverà eventualmente la fumata bianca.

La sua esclusione contro il PEC Zwolle, però, rappresenta inevitabilmente un elemento da monitorare. Con il PSG pronto a rilanciare e una distanza economica ormai ridotta, il futuro del belga potrebbe entrare presto nella fase decisiva.

Mourinho svela il retroscena: «Dovevo succedere a Sir Alex Ferguson, avevo firmato con il Manchester United»

José Mourinho racconta il mancato approdo al Manchester United nel 2013 dopo l’addio di Sir Alex Ferguson: l’aneddoto del portoghese

Un clamoroso retroscena di mercato emerge dal documentario dedicato alla vita di José Mourinho prodotto da Netflix. Il tecnico portoghese ha raccontato che nel 2013, dopo l’addio al Real Madrid, il suo passaggio al Manchester United era praticamente definito.

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L’accordo prevedeva che fosse proprio Mourinho a raccogliere l’eredità di Sir Alex Ferguson, pronto a lasciare la panchina dei Red Devils dopo una carriera straordinaria. Alla fine, però, lo Special One cambiò idea e decise di tornare al Chelsea.

L’ACCORDO CON IL MANCHESTER UNITED – «Sono andato al Chelsea nel 2013, ma in quel periodo c’era qualcosa che nessuno sapeva. Penso di poterlo dire perché non faccio del male a nessuno con la verità. E penso che l’obiettivo di questo lavoro che stiamo facendo sia proprio quello di dire la verità. Quando ho lasciato il Real Madrid, ho firmato con il Manchester United per prendere il posto di Sir Alex».

Mourinho spiega perché scelse il Chelsea

Il portoghese ha poi chiarito cosa lo spinse a rinunciare a una panchina prestigiosa come quella dello United. Dopo gli anni trascorsi al Real Madrid, Mourinho sentiva soprattutto il bisogno di tornare in un ambiente nel quale si percepisse pienamente apprezzato.

IL BISOGNO DI SENTIRSI AMATO – «Quando dico che il Real Madrid è il club più grande del mondo, devo ammettere che il Manchester United gli è molto, molto vicino. Ma una cosa è l’amore per il calcio e un’altra è l’amore per una determinata squadra. Credo che questo sia più potente dell’amore per il calcio e, fondamentalmente, dopo l’esperienza al Real Madrid, avevo bisogno di sentirmi amato».

La scelta cadde quindi sul Chelsea, club con il quale Mourinho aveva già costruito un rapporto fortissimo durante la sua prima esperienza inglese.

Ferguson conferma: «Mi ha telefonato piangendo»

A confermare la ricostruzione dello Special One è stato lo stesso Sir Alex Ferguson, che ha ricordato la telefonata ricevuta dal portoghese dopo il cambio di programma.

LA TELEFONATA DI MOURINHO – «Mi ha telefonato in serata, piangendo. E mi ha detto: ‘Alex, non ce la faccio più, ho dato la mia parola al Chelsea e non ho intenzione di venir meno alla mia promessa’. La ragione che mi ha dato la potevo capire, ma sono rimasto deluso».

Il Manchester United fu quindi costretto a cambiare strategia e decise di affidare la panchina a David Moyes.

Da Moyes a Van Gaal, prima dell’arrivo di Mourinho

L’avventura di Moyes allo United si rivelò molto complicata. Dopo la vittoria iniziale nella Community Shield, la stagione prese una piega negativa e il tecnico scozzese venne esonerato a quattro giornate dalla conclusione del campionato. I Red Devils rimasero inoltre fuori dalle competizioni europee.

Successivamente arrivò Louis van Gaal, rimasto per due stagioni. Solo nel 2016, tre anni dopo quel mancato accordo, Mourinho diventò finalmente allenatore del Manchester United.

Con il portoghese in panchina arrivarono subito Europa League, Coppa di Lega e Community Shield, ma il rapporto si interruppe durante la terza stagione con l’esonero del tecnico.

Un incrocio di mercato, dunque, che avrebbe potuto cambiare profondamente la storia recente del Manchester United già nel 2013.

Torino, mercato in fermento: Cissè nel mirino e la Roma rilancia per Cacciamani

Si muove il calciomercato estivo del Torino, Petrachi lavora tra entrate e uscite: occhi su Cissè del Milan, i rossoneri aprono al prestito secco

Il Torino continua a muoversi sul mercato a pochi giorni dall’inizio ufficiale della stagione. Gianluca Petrachi lo aveva anticipato prima dell’amichevole contro l’Avellino: la squadra è ancora un cantiere aperto e la dirigenza granata sta lavorando su più fronti per completare la rosa a disposizione di Ignazio Abate.

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In attesa dell’arrivo ormai imminente di Perri, il club ha acceso i riflettori su Alphadjo Cissè, talento classe 2006 di proprietà del Milan.

Cissè, il Torino chiede il prestito al Milan

Il trequartista era stato acquistato dai rossoneri dal Verona lo scorso gennaio per circa 8 milioni di euro più bonus, restando poi in prestito al Catanzaro. La sua stagione è stata però condizionata dalla rottura del tendine degli adduttori, infortunio che lo ha costretto a un lungo stop.

Cissè è tornato recentemente in campo nelle amichevoli del Milan contro Celtic e Inter, mostrando segnali incoraggianti in vista della nuova stagione.

Il Torino ha chiesto il giocatore in prestito, trovando l’apertura del club rossonero. Il Milan, però, avrebbe posto una condizione precisa: nessun diritto di riscatto a favore dei granata. La società crede infatti nelle qualità del classe 2006 e vuole continuare a controllarne la crescita.

Nato a Treviso da genitori guineani, Cissè è cresciuto tra Giorgione e Verona, ha già debuttato in Serie A nel maggio 2024 e ha fatto parte delle selezioni giovanili italiane fino all’Under 21. A Torino potrebbe trovare spazio sulla trequarti alle spalle di Vlasic e Oristanio, con Casadei utilizzabile anche in posizione più avanzata.

Cacciamani, la Roma prepara il rilancio

Il mercato del Torino passa però anche dalle possibili uscite. Il nome più caldo resta quello di Alessio Cacciamani, seguito con grande attenzione dalla Roma.

I giallorossi sono pronti a presentare una nuova proposta, superiore ai 12 milioni di euro già offerti in precedenza. A condurre direttamente la trattativa è Urbano Cairo, che ha ribadito la volontà di trattenere il giovane esterno.

Molto dipenderà però dall’entità del rilancio della Roma: davanti a una cifra particolarmente elevata, anche gli scenari del Torino potrebbero cambiare rapidamente.

Milan, El Ouahdi per il dopo Athekame: chi è l’esterno marocchino del Genk

Milan, Athekame verso il Lione: El Ouahdi entra nel mirino per la fascia destra

Il Milan prepara un possibile cambio sulla corsia destra. Zachary Athekame è infatti destinato a lasciare i rossoneri per trasferirsi in prestito al Lione, mentre la dirigenza milanista ha già iniziato a valutare diversi profili per sostituirlo. Tra questi c’è Zakaria El Ouahdi, esterno classe 2001 del Genk.

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Il Milan preferisce cedere Athekame temporaneamente in Francia, mantenendo quindi il controllo sul suo cartellino. In questa direzione va anche la decisione di rifiutare una proposta dell’Hull City, che aveva manifestato interesse per acquistarlo a titolo definitivo.

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Lo svizzero, arrivato dallo Young Boys per circa 10 milioni di euro, è legato al club rossonero fino al 2030. Nella sua prima stagione italiana ha raccolto 29 presenze, con 2 gol e 2 assist.

El Ouahdi nel mirino del Milan

Per il sostituto, uno dei nomi seguiti è quello di El Ouahdi. Secondo quanto riferito da Sky Sport, il Genk valuta il proprio giocatore circa 15 milioni di euro.

Il marocchino è sotto contratto fino al 2028 e possiede anche il passaporto belga, aspetto che gli permette di non occupare uno slot da extracomunitario.

Chi è Zakaria El Ouahdi

Nato il 31 dicembre 2001 in Belgio, El Ouahdi è un laterale destro alto circa 1,71 metri. Può essere utilizzato come terzino in una linea a quattro, ma il ruolo che ne esalta maggiormente le qualità è quello di esterno a tutta fascia.

Il suo calcio è fortemente orientato alla fase offensiva. Al momento del suo arrivo al Genk era stato descritto come un «moderno difensore di fascia», definizione che sintetizza bene la sua capacità di accompagnare con continuità l’azione.

Dal RWDM alla consacrazione con il Genk

La crescita di El Ouahdi passa dal RWDM Molenbeek, club con cui riesce a imporsi nel calcio professionistico belga e contribuisce alla promozione nella massima serie.

Nel settembre 2023 arriva il trasferimento al Genk, dove il marocchino compie un ulteriore salto di qualità. La stagione 2025/26 rappresenta finora il punto più alto della sua carriera: chiude con 41 presenze, 12 gol e 5 assist, numeri estremamente rilevanti per un giocatore che parte prevalentemente dalla fascia.

Il rendimento gli consente anche di conquistare nel 2026 l’Ebony Shoe, riconoscimento assegnato al miglior calciatore di origine africana del campionato belga.

I successi con il Marocco

Pur essendo nato in Belgio, El Ouahdi ha scelto di rappresentare il Marocco. Con la selezione Under 23 ha conquistato la Coppa d’Africa di categoria nel 2023 e la medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Parigi 2024.

Successivamente è entrato anche nel giro della Nazionale maggiore, accumulando ulteriore esperienza internazionale.

Che giocatore è El Ouahdi

Il suo punto di forza principale è la spinta offensiva. El Ouahdi ama attaccare la profondità, accompagnare l’azione e arrivare frequentemente negli ultimi metri.

Possiede una buona accelerazione, un baricentro basso che lo aiuta nei cambi di direzione e una notevole capacità di inserimento senza palla. I 12 gol realizzati nell’ultima stagione dimostrano inoltre una predisposizione alla finalizzazione decisamente superiore alla media per il ruolo.

È efficace anche nelle combinazioni rapide e nell’uno contro uno, mentre può sfruttare la conduzione per guadagnare metri quando trova spazio davanti a sé.

Caratteristiche fisiche e aspetti da migliorare

I suoi 171 centimetri gli garantiscono agilità e rapidità, ma possono rappresentare un limite nei duelli aerei e contro avversari particolarmente strutturati.

La principale area di miglioramento riguarda però la fase difensiva. La tendenza a spingere molto può lasciare spazio alle sue spalle e richiede quindi un sistema capace di coprire le sue avanzate.

Per questo El Ouahdi appare più vicino a un wing-back moderno che a un terzino puramente difensivo.

Perché può essere il profilo giusto per il Milan

Il Milan cerca un giocatore capace di garantire profondità e maggiore pericolosità sulla fascia destra dopo l’uscita di Athekame. El Ouahdi offre proprio queste caratteristiche: velocità, inserimenti, gol e capacità di occupare stabilmente la metà campo offensiva.

La valutazione del Genk resta importante, ma il classe 2001 rappresenta un profilo già maturo e allo stesso tempo ancora migliorabile. Per i rossoneri potrebbe quindi diventare una soluzione concreta qualora il club decidesse di approfondire definitivamente la pista.

Torino, Coco promuove Abate: «Ha una voglia pazzesca di far bene e portarci in alto»

Torino, Saul Coco racconta il lavoro con Abate e gli obiettivi per la nuova stagione: le parole del difensore granata in vista dell’inizio di stagione

Il Torino si avvicina all’inizio della nuova stagione con diverse novità, a partire dalla guida tecnica affidata a Ignazio Abate. A fare il punto sull’estate granata, sul nuovo metodo di lavoro e sugli obiettivi della squadra è stato Saul Coco, intervenuto ai microfoni di Tuttosport.

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Il difensore ha spiegato come il nuovo allenatore stia cercando di introdurre principi differenti rispetto al passato, puntando maggiormente sul possesso del pallone, sulla pressione alta e su una gestione più propositiva della fase difensiva.

IL NUOVO GIOCO DI ABATE – «Il Mister ci chiede di tenere di più la palla e di pressare alto. Ancora dobbiamo migliorare nella ricerca degli equilibri ma stiamo lavorando bene. Mi piace il concetto di difendere con la palla: spesso si pensa che la fase difensiva migliore sia quella senza il pallone ma non è così».

Coco guarda all’esordio: prima la Carrarese, poi il Milan

Il Torino è ormai vicino ai primi appuntamenti ufficiali. I granata saranno impegnati inizialmente contro la Carrarese in Coppa Italia, prima dell’esordio in campionato contro il Milan. Per Coco sarà fondamentale cominciare nel modo giusto anche per riavvicinare l’ambiente alla squadra.

PARTIRE FORTE – «Sarà importante per tutti partire con il piede giusto. Siamo alla vigilia di una stagione con tanti cambiamenti: nella rosa, nello staff, nell’idea di gioco. Per questo siamo consapevoli dell’importanza di partire al meglio, anche per riportare i tifosi allo stadio. Con loro siamo più forti. Credo molto in questa squadra, siamo più forti».

Coco esalta l’impatto di Abate sul Torino

Il centrale granata si è poi soffermato sull’impatto avuto da Abate fin dai primi giorni di lavoro. Energia, motivazioni e attenzione ai dettagli sono gli aspetti che maggiormente hanno colpito il gruppo.

L’ENERGIA DI ABATE – «Nell’energia che ci ha trasmesso non appena è arrivato. Ha cercato fin da subito di caricarci e di trasmetterci tante motivazioni. Ha una voglia pazzesca di far bene e portarci in alto, creando una mentalità positiva. Ci sta vicino, ci mostra dei video per capire dove migliorare. Siamo contenti, c’è un bel clima».

Parole che raccontano un Torino in fase di costruzione, ma già convinto della strada intrapresa e determinato a iniziare bene una stagione caratterizzata da numerosi cambiamenti.

Diana Bianchedi in Nazionale, è scontro CONI-FIGC: Malagò tira dritto, ora parlano gli avvocati

Diana Bianchedi capodelegazione dell’Italia: la nomina apre il caso tra CONI e FIGC. È scontro, con Giovanni Malagò che va dritto per la propria strada

La scelta di Diana Bianchedi come nuova capodelegazione della Nazionale italiana ha aperto un vero e proprio fronte istituzionale tra CONI e FIGC. La decisione di Giovanni Malagò, arrivata dopo il no di Gianfranco Zola, ha infatti sollevato dubbi legati alla compatibilità tra il nuovo incarico federale e quello di vicepresidente vicario del Comitato Olimpico ricoperto dalla stessa Bianchedi.

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A ricostruire il caso sono La Gazzetta dello Sport e Tuttosport, che sottolineano come la questione sia ormai passata anche al vaglio di avvocati e giuristi.

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Il CONI solleva il tema dell’incompatibilità

Il punto centrale riguarda l’articolo 7, comma 4 dello Statuto del CONI, che disciplina i casi di conflitto d’interessi per i componenti della Giunta Nazionale.

Il Comitato Olimpico ha chiarito la propria posizione attraverso una nota ufficiale: «…Ai sensi dello Statuto e delle Leggi vigenti, sono stati prontamente attivati gli uffici preposti e gli organismi competenti al fine di valutare eventuali profili di opportunità, inconferibilità e incompatibilità, a tutela della Giunta Nazionale…».

Nello stesso testo viene richiamato anche il passaggio secondo cui «…I componenti della Giunta nazionale qualora vengano a trovarsi in situazione di permanente conflitto di interessi sono considerati incompatibili con la carica che rivestono, e debbono essere dichiarati decaduti…».

La posizione del CONI, dunque, è che la situazione debba essere approfondita prima di considerare definitivamente risolta la questione.

La FIGC non arretra: «Nessun conflitto di interessi»

Di segno opposto la posizione della Federcalcio, che non considera incompatibili i due incarichi.

Da via Allegri fanno sapere: «Non si ravvisa nessun conflitto di interessi nella nomina perché si tratta di un ruolo di mera rappresentanza. Non c’è una norma statale né statutaria che preveda espressamente un’incompatibilità tra il ruolo di membro di Giunta del Coni e un incarico federale».

La FIGC aggiunge inoltre che «si ritiene che l’incarico possa configurare il conflitto di interessi permanente richiamato dall’articolo 7 dello statuto del Coni».

Il nodo interpretativo riguarda quindi proprio la natura del ruolo di capodelegazione, considerato dalla Federazione come principalmente rappresentativo e privo di poteri decisionali negli organi federali.

Malagò va avanti con la sua rivoluzione

La scelta di Bianchedi rientra nel progetto di “rivoluzione culturale” voluto da Malagò per la Nazionale. Ex campionessa olimpica di scherma, con due ori nel fioretto a squadre e un curriculum di alto profilo nello sport italiano, Bianchedi rappresenta una figura di rottura rispetto alla tradizione incarnata in passato da Gigi Riva, Gianluca Vialli e Gigi Buffon.

La decisione, tuttavia, avrebbe sorpreso anche diversi ambienti del calcio italiano. La Lega Serie A ne sarebbe venuta a conoscenza soltanto a nomina definita, mentre il presidente del CONI Luciano Buonfiglio sarebbe stato informato poche ore prima.

Malagò, però, non sembra intenzionato a fare passi indietro. La FIGC ritiene la scelta pienamente legittima, mentre il CONI vuole approfondirne i profili statutari. Il caso Bianchedi è quindi destinato a proseguire, con la parola che passa ora agli organismi competenti e agli avvocati.

Il Palermo parla spagnolo! Bloccato Iker Almena dell’Al Qadsiah: chi è il nuovo colpo dei rosanero

Il Palermo ha bloccato Iker Almena dell’Al Qadsiah: chi è, la storia e la carriera del nuovo colpo dei rosanero

Il Palermo prosegue con determinazione le proprie manovre di calciomercato per regalare nuova linfa ed estro al settore avanzato. La dirigenza del club rosanero secondo Gianluca Di Marzio ha bloccato Iker Almena, promettente attaccante spagnolo di proprietà dell’Al-Qadsiah. L’operazione è stata definita per garantire all’allenatore Filippo Inzaghi una pedina di grande qualità, capace di spaccare le partite attraverso l’abilità nell’uno contro uno e la velocità lungo le corsie esterne.

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Chi è Iker Almena: la crescita al Girona e la parentesi in Croazia

Nato nel 2004 in Spagna, Iker Almena è un’ala offensiva cresciuta nel settore giovanile del Girona, dove si è affermato come una delle gemme più brillanti della Cantera catalana. Le sue prestazioni nelle formazioni giovanili gli hanno permesso di debuttare prima con la squadra riserve e poi di affacciarsi in prima squadra nella LaLiga sotto la guida del tecnico Míchel.

Le sue qualità hanno catturato l’interesse dell’Al-Qadsiah, club della Saudi Pro League che ha deciso di acquisirne il cartellino a titolo definitivo. Per consentirgli di completare il percorso di maturazione in un contesto competitivo, la società saudita lo ha ceduto in prestito all’Hajduk Spalato. Nella sua parentesi nel massimo campionato croato, il giovane spagnolo ha trovato continuità e spazio, collezionando 23 presenze e 4 gol e mostrando personalità in una piazza calorosa.

Caratteristiche tecniche e collocazione nello scacchiere di Inzaghi

Dal punto di vista tattico, Almena è un esterno d’attacco mancino che ama partire dalla fascia destra per rientrare sul suo piede preferito e cercare la conclusione verso la porta o il passaggio chiave per le punte. La sua flessibilità gli permette comunque di disimpegnarsi bene anche sulla corsia di sinistra o da trequartista.

Dotato di un baricentro basso, spiccata agilità e grande velocità nei primi metri, lo spagnolo eccelle nel dribbling nello stretto e nell’attacco della profondità. Per il calcio di Filippo Inzaghi, che richiede agli esterni grande sacrificio ma anche imprevedibilità nella fase d’attacco, Almena rappresenta un rinforzo ideale per creare superiorità numerica negli ultimi trenta metri.

Formula del trasferimento e il nodo delle uscite

L’accordo tra il Palermo e l’Al-Qadsiah è stato impostato sulla base di un prestito con diritto di riscatto, con la clausola che si trasformerà in obbligo di riscatto in caso di ritorno in Serie A dei siciliani. Tuttavia, prima di formalizzare l’arrivo del classe 2004 e metterlo a disposizione dello staff tecnico, la società rosanero dovrà prima sbloccare le uscite e sfoltire l’organico attuale per fare spazio al nuovo tesserato.

Obrador al Sassuolo, è fatta! Cifre e dettagli dell’operazione con il Benfica per il difensore ex Torino

Obrador al Sassuolo, accordo trovato! L’ex difensore del Torino lascia il Benfica, ecco le cifre e i dettagli dell’affare

La dirigenza del Sassuolo prosegue con decisione la propria campagna di rafforzamento in vista della nuova stagione, posizionando un tassello fondamentale per la corsia difensiva. Il club neroverde si trova infatti nelle battute conclusive della trattativa per portare in Emilia il giovane terzino spagnolo Rafael Obrador, di proprietà del Benfica. Secondo Fabrizio Romano, l’intesa tra le due società appare ormai a un passo dalla completa definizione, con i due club intenti a limare gli ultimi dettagli organizzativi prima delle firme ufficiali.

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Formula del trasferimento e dettagli dell’operazione

La struttura dell’operazione concordata tra la compagine emiliana e la società lusitana prevede un approdo a titolo temporaneo. Nello specifico, il calciatore si trasferirà con la formula del prestito con diritto di riscatto, consentendo al Sassuolo di valutare il rendimento del ragazzo sul campo prima di un eventuale investimento a lungo termine.

L’inserimento della clausola di opzione d’acquisto testimonia la volontà del club di mantenere il controllo sul futuro dell’atleta, assicurandosi la possibilità di rilevarne l’intero cartellino al termine del campionato qualora le prestazioni rispecchino le aspettative della dirigenza e dello staff tecnico.

Il profilo di Obrador e l’esperienza al Torino

Nato ad Alcúdia nel 2004 e cresciuto nelle giovanili del Maiorca prima di perfezionare la propria formazione nel vivaio del Real Madrid, Obrador rappresenta un profilo dalle spiccate attitudini offensive, capace di abbinare corsa, spinta sulla fascia e precisione nei traversoni.

Il laterale mancino non troverà un ambiente sconosciuto nel massimo campionato italiano. Durante la scorsa stagione, infatti, il classe 2004 ha militato in prestito al Torino, accumulando un bagaglio d’esperienza significativo nel calcio nostrano. La parentesi vissuta in terra piemontese si è rivelata un passaggio chiave per la sua maturazione tattica e per l’assimilazione dei ritmi della Serie A.

Un rinforzo strategico per la fascia neroverde

L’imminente arrivo di Obrador offrirà alla rosa del Sassuolo un’alternativa fresca e dinamica lungo il versante di sinistra. La conoscenza delle dinamiche del torneo italiano, unita al desiderio di trovare continuità e consacrazione dopo l’annata al Torino, rende lo spagnolo una pedina preziosa per alzare il livello di competitività dell’organico. Nelle prossime ore si attendono gli ultimi passaggi burocratici che precederanno l’iter delle visite mediche e l’annuncio ufficiale.

Suzuki ad un passo dal Psg, affare da 35 milioni! Resta però vivo il nodo sul suo futuro immediato: ecco gli ultimissimi sviluppi

Suzuki vicinissimo al Psg, operazione da 35 milioni! Ci sono sviluppi importanti sul futuro del portiere giapponese

Incroci di mercato incandescenti tra Serie A e Ligue 1. Secondo quanto rivelato da Fabrizio Romano, il Paris Saint-Germain è ormai alle battute finali per definire l’acquisto di Zion Suzuki dal Parma. Le due società stanno mettendo a punto gli ultimi dettagli di un’operazione impostata sulla base di un pacchetto economico complessivo che si aggira sui 35 milioni di euro, cifra che testimonia la notevole considerazione guadagnata dall’estremo difensore giapponese in ambito continentale.

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Il nodo sul futuro immediato: permanenza a Parigi o prestito a Torino

Se l’intesa finanziaria tra la dirigenza parigina e la società crociata appare sostanziata e definita, l’immediata collocazione del classe 2002 resta tuttavia del tutto da decifrare. Il percorso del portiere nipponico potrebbe infatti riservare un colpo di scena. Sul tavolo dei negoziati rimane viva la concreta possibilità di un trasferimento a titolo temporaneo alla Juventus, pista molto gradita all’ambiente bianconero.

La decisione definitiva si legherà a doppio filo alle evoluzioni interne all’organico transalpino. Qualora infatti Chevalier dovesse salutare il club parigino prima della conclusione della sessione estiva, l’orientamento del tecnico Luis Enrique sarebbe quello di trattenere subito Suzuki all’ombra della Tour Eiffel per inserirlo nelle rotazioni della prima squadra.

Summit all’inizio della settimana: la Juventus attende il segnale

Il quadro generale necessita dunque di ulteriori passaggi chiarificatori prima di giungere alla svolta conclusiva. I vertici societari hanno già programmato un vertice decisivo per l’inizio della prossima settimana, con l’obiettivo di sciogliere l’enigma legato alla sistemazione del giocatore.

Dall’esito di questo incontro dipenderà la partenza di un vero e proprio domino dei portieri. La Juventus osserva gli sviluppi con estrema attenzione: la dirigenza torinese attende di capire se ci saranno i margini per regalare a Luciano Spalletti il rinforzo indicato per la porta o se si renderà necessario virare in maniera definitiva su profili alternativi.

Calciomercato Napoli, le uscite sbloccano l’attacco: Lukaku e Noa Lang in partenza, poi l’assalto a Gabriel Jesus. Il punto nome per nome

Calciomercato Napoli, per arrivare a Gabriel Jesus il club azzurro sta pensando a queste uscite. Ecco cosa sta succedendo

Il calciomercato del Napoli entra nella sua fase più calda e strategica. Per dare un’accelerata ai movimenti in entrata e consegnare alla rosa le tessere mancanti, la società partenopea ha stabilito una priorità assoluta: sfoltire l’organico ed eliminare gli esuberi nel reparto avanzato. L’operatività per i nuovi acquisti è momentaneamente subordinata al buon esito di alcune operazioni in uscita, ritenute indispensabili per finanziare i successivi colpi e liberare spazio nella lista dei tesserati.

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Il mercato in uscita: Lukaku verso la Turchia, l’Ajax rivuole Noa Lang

I due indiziati principali a lasciare la maglia azzurra sono Romelu Lukaku e Noa Lang. Sul centravanti belga è da registrare il forte e continuativo pressing del Fenerbahçe, pronto a chiudere l’operazione per portarlo nel campionato turco. Una sua eventuale cessione permetterebbe al club di risparmiare un ingaggio pesante e incassare una cifra preziosa per le casse societarie.

Sul fronte Noa Lang, secondo Gianluca Di Marzio, si sta invece concretizzando l’ipotesi di un ritorno in patria, nello specifico in Eredivisie. L’Ajax si è infatti mosso concretamente per riallacciare i contatti con l’entourage dell’esterno. Il tassello fondamentale per sbloccare la trattativa è rappresentato dalla cessione di Mika Godts al Paris Saint-Germain: il passaggio del giovane belga al club parigino porterebbe nelle casse dei Lancieri la disponibilità economica idonea per soddisfare le richieste del Napoli.

I traguardi in entrata: Gabriel Jesus e la concorrenza del Celta Vigo per Zeballos

Qualora le due cessioni venissero formalizzate, la dirigenza campana avrebbe via libera per affondare il colpo nel settore offensivo. Il profilo principale seguito con maggiore insistenza rimane quello di Gabriel Jesus, pedina di spessore e di esperienza internazionale considerata il rinforzo ideale per alzare la qualità della manovra avanzata.

Parallelamente, resta viva la pista che porta a Exequiel Zeballos, giovane e sgusciante talento seguito per completare le corsie esterne. Su questo fronte, tuttavia, la concorrenza risulta agguerrita: sul giocatore si è mosso con decisione anche il Celta Vigo, club spagnolo intenzionato a dare battaglia ai partenopei. Le prossime giornate saranno dunque decisive per verificare se l’effetto domino delle uscite permetterà al Napoli di piazzare i doppi colpi in entrata.

Mercato Bologna, futuro deciso per Dallinga: ecco dove giocherà l’attaccante nella prossima stagione

Mercato Bologna, dove giocherà nella prossima stagione Dallinga: scelta fatta per il futuro dell’attaccante

Le strade di Thijs Dallinga e del Bologna sembrano destinate a separarsi in questa sessione di trattative. Il centravanti olandese classe 2000 è infatti in uscita, pronto a salutare la Serie A per intraprendere un nuovo capitolo professionale lontano dall’Italia. Nelle ultime ore secondo Gianluca Di Marzio sta prendendo forma in maniera sempre più concreta l’ipotesi di una cessione all’estero, con la Bundesliga che si sta delineando come la destinazione più probabile per il giocatore.

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L’interesse del Werder Brema e le piste tedesche

Tra le società maggiormente interessate ad assicurarsi le prestazioni dell’attaccante spicca il Werder Brema. Il club tedesco ha inserito il profilo dell’olandese nella propria lista dei desideri per rinforzare il reparto avanzato, avviando le opportune valutazioni per comprendere la fattibilità del trasferimento. Tuttavia, la società di Brema non è l’unica realtà del campionato germanico ad aver messo gli occhi sul tesserato emiliano: sono infatti due i club della Bundes che stanno monitorando da vicino la situazione, pronti a contendersi il cartellino del classe 2000.

La difficile parentesi al Bologna e il duello con Castro

Arrivato in Emilia nell’estate del 2024 con il delicato compito di sostituire, almeno numericamente, la partenza di Joshua Zirkzee, l’avventura di Dallinga con la maglia del Bologna non è mai decollata a pieno. Nel corso delle ultime due stagioni, l’attaccante non ha trovato continuità, faticando a trovare la giusta collocazione nei meccanismi di squadra. Nelle scelte di formazione, Vincenzo Italiano gli ha spesso preferito Santiago Castro, relegando l’ex Tolosa a un ruolo di secondo piano nelle gerarchie offensive.

I numeri di Dallinga tra Serie A e coppe europee

Il bilancio numerico della sua esperienza in rossoblù testimonia le discontinuità incontrate nel percorso italiano. In totale, l’attaccante olandese ha collezionato 54 partite in Serie A, mettendo a referto 5 gol e 6 assist. Il suo contributo è risultato leggermente più incisivo nei contesti internazionali, dove ha totalizzato 4 reti in Europa nelle ultime due annate: nello specifico, ha firmato 3 gol in Europa League e 1 gol in Champions League. Rendimento che spinge ora il Bologna e il giocatore a valutare l’addio per cercare nuovo spazio in Germania.

Manchester United, svolta per Rashford! L’ultima mossa dei Red Devils cambia tutto per il futuro dell’attaccante

Manchester United, cambia tutto per il futuro di Marcus Rashford! L’ultima mossa dei Red Devils non lascia dubbi

Il futuro di Marcus Rashford al Manchester United si arricchisce di un capitolo significativo, improntato al rilancio e al reinserimento nell’organico dei Red Devils. La società inglese ha infatti deciso di assegnare all’attaccante un nuovo numero di maglia, trasformando questa scelta simbolica in un chiaro messaggio di fiducia e di piena inclusione nel gruppo squadra in vista della nuova stagione agonistica. Lo riporta Fabrizio Romano.

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La maglia numero 14 e il rientro con il gruppo

A partire dai prossimi impegni ufficiali, Rashford indosserà la maglia numero 14. L’attaccante inglese ha ripreso a lavorare a pieno regime insieme ai propri compagni e ora viaggia con la squadra nelle tournée di preparazione. Un segnale tangibile di quanto la dirigenza e lo staff tecnico intendano puntare sul suo recupero e sul suo contributo in campo, lasciando alle spalle le perplessità attorno alla sua permanenza ad Old Trafford.

Lo scenario di mercato: permanenza o top club

La posizione del club nei confronti del classe ’97 appare ora definita. A meno di un’offerta da un top club europeo capace di soddisfare le pretese economiche di società e giocatore, l’attaccante potrà restare in rosa. Il Manchester United non ha intenzione di cedere il tesserato a condizioni svantaggiose, considerandolo una risorsa preziosa per completare e arricchire il reparto avanzato a disposizione dell’allenatore Carrick.

Il percorso recente: i prestiti ad Aston Villa e Barcellona

La scelta di affidargli il numero 14 segna un potenziale punto di svolta dopo una parentesi di carriera vissuta lontano da casa. Nelle ultime due stagioni, infatti, Rashford ha giocato lontano dai Red Devils, accumulando esperienza attraverso due diversi trasferimenti a titolo temporaneo. La prima parentesi lo ha visto protagonista in Premier League con la maglia dell’Aston Villa, mentre la stagione successiva lo ha portato ad affrontare la sfida della LaLiga con i colori del Barcellona.

Di rientro dai due prestiti, il nativo di Manchester si ritrova ora davanti all’occasione di riconquistare un ruolo di primo piano nel club in cui è cresciuto. Se non dovessero manifestarsi rilanci da parte delle big continentali, la maglia numero 14 rappresenterà il punto di partenza della sua nuova avventura ad Old Trafford.

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