Pagina 27 – Calcio News 24

Caso Bianchedi, è scontro tra CONI e FIGC: avviate le verifiche su incompatibilità e conflitto d’interessi. Cosa sta succedendo

Caso Bianchedi, CONI e FIGC verificano incompatibilità e conflitto d’interessi dopo la nomina a capo delegazione della Nazionale. Cosa sta succedendo

La nomina di Diana Bianchedi a capo delegazione della Nazionale, annunciata dal presidente della FIGC Giovanni Malagò nell’ambito dell’intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport, ha immediatamente acceso il dibattito istituzionale. La decisione ha infatti fatto scattare le verifiche ufficiali da parte del CONI, intenzionato a valutare la presenza di eventuali profili di inopportunità o ineleggibilità legate al ruolo di Bianchedi, che ricopre attualmente la carica di vicepresidente vicario del Comitato Olimpico Nazionale Italiano.

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La nota del CONI e le valutazioni a tutela della Giunta

Attraverso una nota ufficiale pubblicata sul proprio sito, il comitato olimpico ha chiarito di aver subito mobilitato i propri organi interni per analizzare la posizione della dirigenza:

“In relazione a quanto apparso su alcuni organi di stampa relativamente ad un annunciato incarico di rilievo in ambito Figc per il vicepresidente vicario del CONI, ai sensi dello Statuto e delle Leggi vigenti, sono stati prontamente attivati gli uffici preposti e gli organismi competenti al fine di valutare eventuali profili di opportunità, inconferibilità e incompatibilità, a tutela della Giunta Nazionale”.

L’iniziativa del CONI punta a verificare che il cumulo dei ruoli rispetti pienamente i parametri statutari e normativi previsti per i componenti degli organi direttivi.

La replica della FIGC e la natura dell’incarico

La risposta della federazione calcistica non si è fatta attendere. Attraverso fonti ufficiali interpellate dall’ANSA, la FIGC ha respinto ogni ipotesi di irregolarità, difendendo la trasparenza e la bontà della nomina: “Non si ravvisa alcun conflitto di interessi nella nomina di Diana Bianchedi, vicepresidente e membro della Giunta del Coni, a capo delegazione della Nazionale italiana di calcio”.

A supporto di questa posizione, le medesime fonti federali hanno precisato come il quadro normativo vigente non ponga ostacoli all’assegnazione della mansione: “Non c’è né norma statale né statutaria che preveda espressamente un’incompatibilità tra il ruolo di membro di Giunta del Coni e un incarico federale; né si ritiene che l’incarico possa configurare il conflitto di interessi permanente richiamato dall’articolo 7 dello statuto del Coni. Si tratta di un ruolo di mera rappresentanza. Per di più l’incarico affidato a Bianchedi viene considerato di mera rappresentanza e accompagnamento istituzionale della Nazionale e della Figc”. La questione resta ora al vaglio delle strutture preposte per il definitivo chiarimento formale.

Calciomercato Juve: proposto il talento del River Plate Matias Galarza. Chi è, la sua storia e il suo identikit tecnico

Calciomercato Juve: chi è Matias Galarza, la storia e l’identikit tecnico dell’obiettivo dei bianconeri del River Plate

La Juventus guarda con grande attenzione al mercato sudamericano per rinnovare la propria cabina di regia. Tra i profili finiti sotto la lente d’ingrandimento della dirigenza bianconera spicca Matías Galarza, metronomo classe 2002 e talento emergente della nazionale del Paraguay, proposto ufficialmente nei giorni scorsi ai vertici della Continassa. Allo scacchiere guidato da Luciano Spalletti manca infatti un profilo dotato di geometria pura, in grado di legare i reparti e orchestrare la manovra con ordine e precisione, come evidenziato da Tuttosport.

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Chi è Matías Galarza: carriera e caratteristiche del talento paraguayano

Nato ad Asunción nel febbraio del 2002, Matías Galarza Fonda è un centrocampista completo che ha saputo costruire una solida reputazione nel calcio sudamericano. Dopo i primi passi tra i professionisti nel calcio brasiliano con le maglie di Vasco da Gama e Coritiba, il classe 2002 ha trovato la definitiva consacrazione in Argentina con la maglia del Talleres de Córdoba, guadagnandosi la chiamata del River Plate. La sua crescita gli ha permesso di accumulare un’importante esperienza internazionale, impreziosita anche da una parentesi in MLS con l’Atlanta United e, soprattutto, dal ruolo da protagonista ricoperto con la Nazionale del Paraguay, trascinata fino agli ottavi di finale nel recente Mondiale.

Dal punto di vista tattico, Galarza è un regista mancino di 175 centimetri dotato di grande visione di gioco, dinamismo e tempi d’inserimento. Capace di agire sia da playmaker davanti alla difesa sia da mezzala box-to-box, il ventiquattrenne spicca per l’abilità nello stretto, la precisione nei passaggi sul lungo e sul corto e una notevole aggressività nella fase di recupero palla. Caratteristiche che ne fanno un elemento polivalente e perfetto per ritmare la manovra offensiva.

L’opportunità a prezzo di saldo con il River Plate

Ad alimentare l’interesse del club piemontese è soprattutto l’incredibile sostenibilità finanziaria dell’operazione. Il dirigente Massara sa di avere tra le mani una ghiotta occasione di mercato: il River Plate potrebbe infatti liberare il giocatore a fronte di un indennizzo contenuto di soli 6 milioni di euro. Un affare a condizioni vantaggiose che permetterebbe di inserire in organico un playmaker di ruolo senza intaccare in modo significativo le risorse societarie.

Le priorità bianconere tra acquisti, uscite e necessità tattiche

Nondimeno, la strategia del club impone di procedere con ordine. La dirigenza ha stabilito altre urgenze operative nell’agenda degli acquisti: le priorità assolute restano la chiusura per Lucumí, l’individuazione del nuovo portiere titolare e l’innesto di un vice Kolo Muani per completare l’attacco.

Al contempo, per fare spazio a un nuovo elemento in mediana sarà necessario sbloccare il mercato in uscita. L’eventuale affondo su Galarza rimane vincolato alle possibili cessioni di Arthur, Koopmeiners e Miretti. Tuttavia, le carenze mostrate durante la recente amichevole in Australia contro l’Inter confermano la necessità di un regista di ruolo: un profilo dinamico ed economico come Galarza rappresenta la soluzione ideale per completare il centrocampo di Spalletti.

Juma Bah, chi è il gigante del Manchester City che piace all’Atalanta

L’Atalanta su Juma Bah: il centrale classe 2006 entra nella lista per la difesa. In passato era finito anche sul taccuino dell’Inter

L’Atalanta guarda al futuro e inserisce un nuovo profilo nella propria lista per rinforzare il reparto arretrato. Come riferito da Fabrizio Romano, la società bergamasca ha messo gli occhi su Juma Bah, difensore classe 2006 di proprietà del Manchester City e reduce dall’esperienza in prestito al Nizza.

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Il centrale della Sierra Leone era già finito in passato nel mirino dell’Inter, soprattutto durante il periodo trascorso al Real Valladolid, quando aveva iniziato ad attirare l’attenzione di numerosi club europei. Ora è l’Atalanta a valutare concretamente il suo profilo.

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Chi è Juma Bah

Il nome completo è Abdulai Juma Bah. Nato l’11 aprile 2006 a Freetown, in Sierra Leone, è un difensore centrale di piede destro alto circa 1,95 metri.

La sua storia calcistica è particolare. Prima di arrivare in Europa cresce nel proprio Paese, passando attraverso diverse realtà locali fino a imporsi come uno dei talenti più interessanti della sua generazione.

La svolta arriva nell’estate del 2024, quando il Real Valladolid decide di portarlo in Spagna. Inizialmente viene destinato alla seconda squadra, ma bastano poche settimane per convincere lo staff tecnico a promuoverlo tra i grandi.

L’esplosione al Valladolid e il Manchester City

Bah debutta nella Liga il 21 settembre 2024 contro la Real Sociedad, diventando il primo calciatore della Sierra Leone a scendere in campo nella massima divisione spagnola.

Le sue prestazioni attirano rapidamente l’interesse dei grandi club e nel gennaio 2025 il Manchester City decide di investire sul suo cartellino.

Il club inglese sceglie però di non inserirlo immediatamente nella propria rosa, preferendo continuare il suo percorso di crescita attraverso una serie di prestiti.

Le esperienze con Lens e Nizza

Dopo il trasferimento al City, Bah viene girato al Lens, dove disputa 10 partite di Ligue 1 e inizia a confrontarsi con un calcio particolarmente fisico e intenso.

Nell’estate del 2025 arriva poi il passaggio al Nizza, sempre in prestito. Qui trova maggiore continuità e mette insieme 41 presenze complessive, di cui 26 in campionato, oltre alle apparizioni nelle competizioni europee.

A soli 20 anni può quindi vantare esperienze in Liga, Ligue 1 e nelle coppe europee, un bagaglio importante per un difensore ancora molto giovane.

I principali traguardi di Juma Bah

Bah non ha ancora costruito un palmarès ricco di trofei, ma la sua carriera è caratterizzata soprattutto dalla precocità.

È stato il primo giocatore della Sierra Leone a disputare una partita nella Liga, ha raggiunto il Manchester City dopo appena pochi mesi nel calcio europeo e ha già superato quota 60 presenze tra i professionisti in Europa.

Nel marzo 2025 arriva inoltre il debutto con la Nazionale maggiore della Sierra Leone, seguito pochi mesi dopo dal primo gol internazionale nelle qualificazioni ai Mondiali.

Che giocatore è Juma Bah

Il primo aspetto che colpisce è inevitabilmente la struttura fisica. Con i suoi 195 centimetri, Bah è un centrale dominante nel gioco aereo e molto difficile da spostare nei duelli corpo a corpo.

Ridurre però il suo profilo alla sola potenza sarebbe un errore. Il difensore possiede infatti una mobilità sorprendente per la stazza, caratteristica che gli consente di difendere anche lontano dalla propria area e di coprire efficacemente la profondità.

Tra le sue qualità principali ci sono l’anticipo, l’aggressività nei duelli, il gioco aereo e la capacità di accompagnare la costruzione.

Quando trova spazio davanti a sé non ha paura di avanzare palla al piede e possiede anche un discreto passaggio lungo, utile per cambiare rapidamente il fronte dell’azione.

Caratteristiche fisiche e tecniche

Bah è un difensore costruito per un calcio aggressivo. Ama difendere in avanti, accorciare sull’attaccante e rompere la linea per recuperare il pallone.

Grazie alle leve lunghe riesce spesso a intercettare passaggi apparentemente fuori dalla sua portata, mentre la velocità gli permette di recuperare anche quando la squadra mantiene una linea difensiva alta.

Può giocare in una difesa a quattro oppure come braccetto destro in una linea a tre, ruolo nel quale la sua aggressività e la capacità di coprire ampie zone di campo possono essere valorizzate ulteriormente.

Dove può ancora migliorare

A 20 anni Bah resta naturalmente un giocatore da completare. Uno degli aspetti sui quali deve crescere maggiormente riguarda la gestione delle letture difensive.

La sua tendenza ad anticipare e aggredire può diventare un limite quando sceglie il momento sbagliato per rompere la linea. Anche contro attaccanti piccoli e molto rapidi nei cambi di direzione può incontrare qualche difficoltà legata alla struttura particolarmente imponente.

Può inoltre migliorare nella qualità della costruzione quando viene pressato con poco tempo e poco spazio.

Perché può piacere all’Atalanta

Il profilo di Bah appare particolarmente interessante per l’Atalanta perché combina gioventù, fisicità e caratteristiche adatte a una squadra che vuole difendere con aggressività.

Il classe 2006 possiede già esperienza internazionale, può giocare in più sistemi difensivi ed è ancora lontano dal proprio pieno potenziale.

Per la Dea rappresenterebbe quindi un investimento importante su un centrale moderno, capace di unire potenza, velocità, gioco aereo e aggressività, con margini di crescita ancora molto significativi.

Italia, Zazzaroni punge gli azzurri: la battuta fa discutere, ma il like di Mancini sorprende tutti. Il clamoroso autogol social del neo ct – FOTO

Guardiola vicino alla Nazionale italiana: il racconto di Paolo Maldini commentato da Ivan Zazzaroni in modo provocatorio, e spunta il like di Mancini

Pep Guardiola è stato realmente vicino a diventare il commissario tecnico della Nazionale italiana. A rivelarlo è stato Paolo Maldini, che ha raccontato un retroscena particolarmente interessante sul dialogo avviato per convincere l’allenatore spagnolo ad accettare la panchina azzurra.

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Secondo quanto spiegato dall’ex dirigente del Milan, il confronto con Guardiola sarebbe andato ben oltre un semplice sondaggio preliminare.

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«Guardiola è andato molto vicino ad accettare. Si era messo addirittura a scrivere le formazioni sui fogli», ha raccontato Maldini.

Un dettaglio significativo, perché dimostra come il tecnico avesse iniziato a ragionare concretamente sulla possibile esperienza alla guida dell’Italia, studiando giocatori, assetto tattico e potenziali soluzioni da adottare.

Perché Guardiola ha detto no all’Italia

Nonostante una trattativa arrivata a un punto apparentemente molto avanzato, Guardiola ha poi deciso di non accettare l’incarico.

Maldini ha spiegato la ragione della rinuncia con una risposta estremamente sintetica: «Per stanchezza».

La possibilità di vedere uno degli allenatori più vincenti e influenti degli ultimi anni sulla panchina azzurra è quindi sfumata proprio quando sembrava esserci un interesse concreto da parte del tecnico.

La battuta di Zazzaroni e il like di Mancini

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A rendere ancora più curioso il retroscena è stato Ivan Zazzaroni, che ha commentato ironicamente la vicenda con la frase: «Non riusciva a metterne insieme undici».

Una battuta chiaramente riferita alla qualità del materiale tecnico a disposizione della Nazionale e che ha assunto ancora più risalto per un particolare emerso successivamente sui social.

Al post pubblicato da Zazzaroni è infatti comparso il like di Roberto Mancini, nuovo commissario tecnico dell’Italia.

Un gesto che non è passato inosservato e che può essere interpretato come un piccolo autogol social, considerando che l’ironia del messaggio riguardava proprio il livello dei calciatori italiani che Mancini è ora chiamato ad allenare.

Il retroscena su Guardiola aggiunge quindi un capitolo interessante alla recente storia della panchina azzurra, con la Nazionale che ha sfiorato un nome di assoluto prestigio prima di affidarsi definitivamente a Mancini.

PSG, gli ultras boicottano la Supercoppa contro il Lens: ecco i motivi della protesta

PSG-Lens, il Collectif Ultras Paris diserta la Supercoppa: svelati i motivi della protesta dei tifosi parigini

Il Paris Saint-Germain dovrà affrontare la sfida di Supercoppa contro il Lens senza una parte importante del proprio tifo organizzato. Il Collectif Ultras Paris, principale gruppo ultras del club parigino, ha infatti deciso di boicottare la partita in programma domenica 16 agosto alle 20.45 allo stadio Bollaert-Delelis.

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Una scelta forte, arrivata a pochi giorni dall’appuntamento, che priverà il PSG del sostegno di una componente significativa della propria tifoseria in una gara che mette in palio il primo trofeo nazionale della nuova stagione.

I motivi della protesta degli ultras del PSG

Secondo quanto riportato da RMC Sport, alla base della decisione del Collectif Ultras Paris ci sarebbero soprattutto due motivazioni.

La prima riguarda la scelta della sede. Gli ultras contestano infatti la decisione di disputare la Supercoppa direttamente allo stadio del Lens, anziché individuare un campo neutro che potesse garantire condizioni considerate più equilibrate per entrambe le tifoserie.

Il secondo punto riguarda invece la distribuzione dei biglietti. Il gruppo organizzato del PSG ritiene che non sia stata prevista una ripartizione adeguata dei posti disponibili all’interno del Bollaert-Delelis.

Queste condizioni hanno portato il CUP a scegliere la linea più dura, rinunciando alla trasferta e lasciando quindi scoperto uno dei settori tradizionalmente più caldi del tifo parigino.

PSG atteso da due Supercoppe in pochi giorni

La partita contro il Lens arriverà inoltre al termine di una settimana particolarmente intensa per il PSG.

Mercoledì i parigini saranno infatti impegnati contro l’Aston Villa nella Supercoppa UEFA, prima di tornare in campo quattro giorni più tardi per affrontare il Lens, vincitore dell’ultima Coppa di Francia.

Per il PSG si tratta quindi di due appuntamenti di grande importanza concentrati nel giro di pochissimo tempo.

Il precedente della Supercoppa 2026

Nella precedente edizione della competizione, disputata l’8 gennaio 2026 a Kuwait City, il Paris Saint-Germain era riuscito a conquistare il trofeo superando il Marsiglia.

Questa volta, però, il contesto sarà completamente diverso. Il PSG proverà a difendere il titolo sul campo del Lens e dovrà farlo senza il sostegno del proprio principale gruppo ultras, protagonista di una protesta destinata inevitabilmente a far discutere.

Calciomercato Como, assalto a Sebastiano Esposito: possibile scambio con il Cagliari

Il Como su Sebastiano Esposito: l’attaccante in uscita dal Cagliari può essere il sostituto di Morata, sulle cui tracce c’è l’Atlanta United

Il Como si inserisce con decisione nella corsa a Sebastiano Esposito. L’attaccante è sempre più lontano dal Cagliari e potrebbe diventare uno dei nomi più caldi delle ultime settimane di calciomercato.

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La società lariana ha infatti avviato i primi contatti con il club rossoblù per capire la fattibilità dell’operazione. Alla base del movimento c’è anche la situazione di Alvaro Morata, il cui futuro sembra ormai distante da Como.

Morata verso l’addio, il Como cerca un sostituto

L’attaccante spagnolo è finito nel mirino dell’Atlanta United, club di MLS che starebbe valutando concretamente il suo profilo. Sul giocatore ci sarebbero inoltre interessamenti provenienti dal Qatar e dall’Arabia Saudita.

Per questo motivo, la dirigenza del Como ha iniziato a guardarsi intorno alla ricerca di un nuovo riferimento offensivo. Secondo quanto riportato da Tuttosport, uno dei nomi individuati è proprio quello di Esposito, ormai ai margini del progetto del Cagliari.

La richiesta del Cagliari per Esposito

La valutazione iniziale fissata dal club sardo sarebbe di circa 20 milioni di euro. Una cifra importante, che il Como vorrebbe però provare ad abbassare attraverso una formula differente.

L’ipotesi allo studio prevede un conguaglio economico di circa 10 milioni di euro, accompagnato dall’inserimento di una o due contropartite tecniche gradite al Cagliari.

Contatti in corso tra Como e Cagliari

La trattativa è ancora in una fase iniziale e i prossimi contatti saranno decisivi per capire quali giocatori potrebbero eventualmente entrare nell’operazione.

Il Como vuole trovare una soluzione che permetta di ridurre l’investimento cash, mentre il Cagliari dovrà valutare sia le contropartite sia la convenienza complessiva dell’affare.

Esposito resta quindi uno dei profili più concreti per l’attacco lariano. Molto dipenderà anche dall’uscita di Morata, ma il dialogo tra i due club è iniziato e la pista può diventare sempre più calda con l’avvicinarsi della chiusura del mercato.

Calciomercato Sassuolo, occhi su Fedde Leysen: chi è il difensore dell’Union Saint-Gilloise

Sassuolo su Fedde Leysen: primi contatti per il centrale belga. Chi è il classe 2003 di proprietà dell’Union Saint-Gilloise

Il Sassuolo continua a muoversi sul mercato alla ricerca di un nuovo rinforzo per il reparto difensivo. Tra i profili finiti sul taccuino della dirigenza neroverde c’è Fedde Leysen, centrale classe 2003 di proprietà dell’Union Saint-Gilloise.

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Come riferito da Sky Sport, tra le parti ci sarebbero già stati i primi contatti. Al momento non si tratta ancora di una trattativa avanzata, anche perché il Sassuolo sta valutando contemporaneamente altre possibilità, ma il nome del belga rappresenta una pista da seguire con particolare attenzione.

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Leysen piace soprattutto per età, margini di crescita e capacità di interpretare più posizioni nel reparto arretrato.

Chi è Fedde Leysen

Nato il 9 luglio 2003 a Geel, in Belgio, Leysen è un difensore alto circa 1,87 metri e con una struttura longilinea. Il suo ruolo principale è quello di centrale, ma nel corso della carriera è stato impiegato anche da terzino sinistro e soprattutto come braccetto sul centro-sinistra in una difesa a tre.

La duttilità rappresenta quindi una delle caratteristiche che lo rendono interessante per il Sassuolo, soprattutto in un calcio nel quale la capacità di cambiare struttura durante la partita è diventata sempre più importante.

Dal PSV all’Union Saint-Gilloise

Leysen muove i primi passi nel settore giovanile dell’OH Leuven, prima di trasferirsi nel 2019 al PSV Eindhoven. Il club olandese punta subito sulle sue qualità e, appena sedicenne, gli fa firmare il primo contratto da professionista.

Il passaggio nel Jong PSV gli permette di confrontarsi molto presto con il calcio professionistico. Tra il 2020 e il 2023 colleziona 54 presenze e 5 gol, accumulando esperienza contro avversari più grandi e strutturati.

Nell’estate del 2023 lascia Eindhoven e torna in Belgio per firmare con l’Union Saint-Gilloise. Dopo una prima stagione di ambientamento, diventa progressivamente un elemento sempre più importante della squadra.

I trofei conquistati con l’Union

Con l’Union, Leysen ha già costruito un palmarès importante nonostante la giovane età. Ha conquistato la Coppa del Belgio 2023/24, la Supercoppa nazionale 2024 e soprattutto il campionato belga 2024/25, titolo storico per il club.

Proprio nella Supercoppa si era anche tolto la soddisfazione di segnare una rete importante contro il Club Brugge.

Alla crescita nel campionato nazionale si è aggiunta l’esperienza maturata nelle competizioni europee, tra Europa League e Champions League, che gli ha permesso di misurarsi con attaccanti e squadre di livello internazionale.

Che giocatore è Leysen

Leysen è un difensore moderno che ama difendere in avanti. Non si limita ad aspettare l’avversario all’interno dell’area, ma cerca spesso l’anticipo e prova a rompere la linea per recuperare il pallone nella zona più alta possibile.

È inoltre abbastanza pulito tecnicamente nella costruzione dal basso. Può uscire palla al piede, cercare il centrocampista tra le linee o accompagnare personalmente l’azione quando trova spazio davanti a sé.

La mobilità gli permette di coprire porzioni di campo importanti e di adattarsi a una difesa particolarmente aggressiva. Nel gioco aereo può sfruttare altezza e tempi di salto, pur non essendo un centrale dominante esclusivamente attraverso la forza fisica.

Caratteristiche fisiche e margini di miglioramento

Con circa 1,87 metri per 70 chili, Leysen possiede una struttura abbastanza leggera per il ruolo. Questo gli garantisce agilità e rapidità negli spostamenti, ma può penalizzarlo nei duelli contro centravanti particolarmente potenti.

Uno degli aspetti sui quali deve ancora crescere riguarda proprio la gestione dei contrasti e dei tempi d’intervento. La sua naturale aggressività può diventare un limite quando sceglie di anticipare in situazioni nelle quali sarebbe più opportuno mantenere la posizione.

Il margine di crescita resta comunque significativo, considerando che ha appena 23 anni e ha già accumulato un numero importante di partite tra professionismo ed Europa.

Perché Leysen può essere adatto al Sassuolo

Il Sassuolo cerca un difensore giovane, tecnico e capace di partecipare attivamente alla costruzione della manovra. Leysen risponde a questo identikit e può essere utilizzato sia in una linea a quattro sia come braccetto in una difesa a tre.

Il belga è inoltre sotto contratto con l’Union Saint-Gilloise fino al 2029, elemento che rende necessaria una vera trattativa con il club campione del Belgio.

Per i neroverdi rappresenterebbe quindi un investimento di prospettiva su un centrale già abituato a giocare ad alto livello, ma con ancora diversi margini per completare il proprio percorso di crescita.

Torino, Ivan Ilic fuori dal progetto: il centrocampista verso l’addio

Ivan Ilic sempre più lontano dal Torino. Occhio al futuro del centrocampista serbo, escluso dall’amichevole contro il Burnley e quella col Vado

Il futuro di Ivan Ilic sembra ormai lontano dal Torino. Il centrocampista serbo non è partito con la squadra per la trasferta in Campania, confermando una situazione che si trascina da diversi giorni e che lo vede sempre più ai margini del progetto tecnico di Ignazio Abate.

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Ilic era già rimasto fuori dalla precedente amichevole contro il Burnley e anche dal test disputato al Filadelfia contro il Vado, quando non era stato inserito nemmeno in distinta. Segnali chiari di una separazione che appare sempre più probabile entro la fine del mercato estivo.

Ilic lavora a parte

Secondo quanto riportato da Tuttosport, dietro alle esclusioni non ci sarebbero particolari motivazioni disciplinari. Lo staff tecnico e il direttore sportivo Gianluca Petrachi non avrebbero però riscontrato negli allenamenti la grinta e le motivazioni necessarie per permettere al serbo di recuperare terreno nelle gerarchie.

Per questo motivo, Ilic sta seguendo un programma personalizzato, lavorando separatamente rispetto al resto del gruppo. Una situazione che rende sempre più difficile immaginare un reintegro stabile nel progetto granata.

Il Torino cerca una soluzione sul mercato

A 25 anni, il centrocampista torna quindi sul mercato dopo una stagione particolarmente complicata, condizionata anche da problemi alla schiena e conclusa con appena una decina di presenze in campionato.

Il suo contratto con il Torino scade nel 2027, ma la società vorrebbe trovare una sistemazione già in questa sessione, cercando di incassare qualche milione dalla cessione. Una cifra comunque distante dai circa 16 milioni di euro investiti nel gennaio 2023 per acquistarlo dal Verona.

Ilic verso l’esclusione anche in Coppa Italia

Salvo sorprese, il serbo dovrebbe restare fuori anche dalla lista dei convocati per la sfida di Coppa Italia contro la Carrarese.

La sensazione è quindi che il rapporto tra Ilic e il Torino sia arrivato a una fase conclusiva. La dirigenza continuerà a lavorare nelle prossime settimane per trovare una destinazione gradita al giocatore e chiudere una separazione che, allo stato attuale, appare la soluzione più probabile.

Napoli, via ai rinnovi di Anguissa e McTominay: De Laurentiis prepara le mosse per blindare il centrocampo

Napoli, si riapre il discorso per il rinnovo di Frank Zambo Anguissa e per quello di Scott McTominay: la situazione

Il Napoli guarda già oltre il mercato estivo e comincia a programmare il futuro dei propri uomini più importanti. Tra i dossier sul tavolo della società di Aurelio De Laurentiis ci sono quelli relativi a Frank Zambo Anguissa e Scott McTominay, due elementi centrali nel progetto tecnico di Massimiliano Allegri.

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Nonostante la volontà del club di ringiovanire progressivamente la rosa, la permanenza di Anguissa potrebbe essere prolungata ulteriormente. Il centrocampista camerunese è attualmente legato agli azzurri fino al 2027, dopo che il Napoli ha esercitato l’opzione unilaterale prevista dal precedente accordo.

Anguissa, segnali per il nuovo contratto

Come riportato dal Corriere dello Sport, proprio durante il ritiro di Castel di Sangro sarebbero arrivati segnali importanti sul futuro del giocatore.

«S’è riaperto il discorso del rinnovo di Frank Anguissa, terzo giocatore in scadenza nel 2027 (il Napoli ha esercitato l’opzione unilaterale per allungare il rapporto di una stagione). A gennaio diventerebbe un illustre parametro zero, ma venerdi a Castel di Sangro sono arrivati il suo storico agente Maxime Nana e il manager italiano Giovanni Branchini: segnale chiaro di un movimento in atto».

La presenza di Maxime Nana e Giovanni Branchini potrebbe quindi rappresentare il primo passo verso una nuova trattativa per evitare di arrivare troppo vicino alla scadenza.

McTominay, il Napoli vuole arrivare al 2030

Situazione altrettanto importante quella di McTominay. Lo scozzese ha già manifestato la volontà di proseguire la propria avventura in azzurro e il Napoli intende premiarne rendimento e centralità con un adeguamento contrattuale.

Secondo La Gazzetta dello Sport, la trattativa entrerà nel vivo una volta conclusa la sessione estiva di mercato.

«L’accordo attuale con lo scozzese scade nel 2028, il club vuole portarlo al 2030 e magari aggiungere anche un’opzione per un’altra stagione».

L’obiettivo sarebbe dunque quello di legare McTominay al Napoli per altri quattro o cinque anni, rendendolo uno dei punti di riferimento del nuovo ciclo.

Napoli, settembre può essere il mese dei rinnovi

In questa fase le operazioni in entrata e in uscita restano la priorità, ma da settembre il club dovrebbe concentrarsi maggiormente sui rinnovi.

Anguissa e McTominay rappresentano due situazioni differenti, ma accomunate dalla stessa volontà: garantire continuità a un centrocampo considerato fondamentale per le ambizioni future del Napoli.

Calciomercato Roma, proposto Rodrigo Mora del Porto: chi è il talento classe 2007

Roma, Jorge Mendes propone Rodrigo Mora ai giallorossi per l’attacco: il Galatasaray resta in corsa. Alla scoperta del talento del Porto

La Roma valuta un nuovo profilo di grande prospettiva per il proprio reparto offensivo. Come riferito da Fabrizio Romano, ai giallorossi è stato proposto Rodrigo Mora, talento portoghese classe 2007 di proprietà del Porto e considerato uno dei giovani più interessanti del panorama europeo.

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Sul giocatore è da tempo in pressing anche il Galatasaray, ma nelle ultime ore si sarebbe aperta una possibilità concreta anche per la Roma. Un ruolo importante nella vicenda può essere ricoperto da Jorge Mendes, che segue il futuro del ragazzo e sta valutando le possibili soluzioni per la prossima tappa della sua carriera.

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Chi è Rodrigo Mora

Nato il 5 maggio 2007, Mora è un trequartista di circa 1,68 metri, prevalentemente destro. Può giocare alle spalle della punta, partire dalla fascia sinistra per accentrarsi o essere utilizzato come seconda punta.

La sua struttura fisica compatta rappresenta una caratteristica funzionale al suo calcio. Il portoghese sfrutta infatti un baricentro basso, grande rapidità nei cambi di direzione e ottime capacità di equilibrio per muoversi negli spazi stretti e liberarsi dalla pressione degli avversari.

La carriera nel Porto

Mora cresce nel settore giovanile del Porto dopo i primi passi nel Custóias e si mette subito in mostra per numeri offensivi fuori dalla norma. Con l’Under 15, nella stagione 2021/22, realizza 29 gol in 34 partite.

Il percorso procede rapidamente fino al Porto B, con cui diventa il più giovane calciatore ad andare a segno nella storia della Segunda Liga. La società comprende presto di avere tra le mani un talento fuori dal comune e decide di anticiparne progressivamente il confronto con il calcio professionistico.

Il salto definitivo in prima squadra arriva nel 2024. Mora debutta in campionato contro l’Arouca e, nel corso della stagione, conquista sempre più spazio.

L’esplosione nella stagione 2024/25

La consacrazione arriva nella stagione 2024/25, chiusa con 10 gol e 4 assist in 23 presenze di campionato. Numeri particolarmente significativi per un giocatore che aveva soltanto 17 anni per gran parte dell’annata.

Il suo rendimento gli vale diversi riconoscimenti individuali e convince il Porto a blindarlo. Nel maggio 2025 arriva infatti il rinnovo fino al 2030, con una clausola rescissoria da 70 milioni di euro.

La stagione successiva è meno brillante sul piano realizzativo, ma Mora continua a maturare esperienza ad alto livello e fa parte della rosa che conquista il campionato portoghese 2025/26.

I traguardi con il Portogallo

Il talento di Mora emerge anche con le selezioni giovanili portoghesi. All’Europeo Under 17 del 2024 realizza 5 gol, chiudendo come miglior marcatore della competizione e trascinando il Portogallo fino alla finale.

Nella stessa stagione aveva già chiuso da capocannoniere della Youth League con 7 reti. Successivamente compie il salto verso l’Under 21, continuando a mostrare una notevole capacità di incidere anche contro giocatori più grandi.

Che giocatore è Rodrigo Mora

Il principale punto di forza di Mora è la qualità tecnica. Ama ricevere tra le linee, orientare rapidamente il controllo e creare superiorità attraverso dribbling, passaggi verticali e combinazioni nello stretto.

È particolarmente efficace nel gioco a un tocco, negli uno-due e nella rifinitura. Pur essendo destro, sa utilizzare anche il sinistro e possiede una capacità realizzativa superiore alla media per un trequartista.

Non è invece un esterno classico che vive esclusivamente di velocità e progressioni sulla fascia. La sua rapidità emerge soprattutto nei primi metri, nei cambi di direzione e nella velocità di pensiero.

Anche senza palla sa rendersi pericoloso: attacca l’area partendo da posizione arretrata, trova spazi tra centrocampo e difesa e può trasformarsi rapidamente da rifinitore a finalizzatore.

Dove può ancora migliorare

Il principale margine di crescita riguarda la continuità. Dopo l’esplosione della stagione 2024/25, Mora ha vissuto un’annata successiva meno produttiva sotto porta.

Dovrà inoltre aumentare la propria efficacia quando viene costretto a ricevere spalle alla porta contro avversari più strutturati fisicamente. Anche resistenza, intensità nel pressing e capacità di ripetere gli sprint sono aspetti sui quali può ancora compiere passi avanti.

Perché Rodrigo Mora può piacere alla Roma

Dal punto di vista tecnico, il profilo si sposa bene con una squadra alla ricerca di creatività e imprevedibilità tra le linee. Mora può essere utilizzato da numero 10, da seconda punta oppure da esterno sinistro con libertà di accentrarsi.

A soli 19 anni ha già esperienza con la prima squadra del Porto, competizioni europee alle spalle, titoli conquistati e numeri importanti nelle selezioni giovanili.

La Roma, dunque, valuta un giocatore ancora da completare ma dotato di un potenziale molto elevato. La concorrenza del Galatasaray resta concreta, mentre il ruolo di Mendes potrebbe diventare decisivo per capire se la semplice proposta potrà trasformarsi in una vera trattativa.

Torino, Abate dopo l’Avellino: «C’è ancora da lavorare tanto». Poi parla di mercato e Serie A

Ignazio Abate analizza la vittoria del suo Torino nel test amichevole contro l’Avellino e si sofferma su cosa manca dal mercato

Il Torino continua il proprio percorso di avvicinamento agli impegni ufficiali. Al termine del test contro l’Avellino, valido per il Memorial Criscitiello, il tecnico granata Ignazio Abate ha fatto il punto sulla crescita della squadra, soffermandosi anche sulle possibili mosse di mercato e sull’attesa per il debutto in Serie A.

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L’allenatore ha evidenziato alcuni segnali incoraggianti, pur ribadendo come ci sia ancora molto lavoro da fare per raggiungere la migliore condizione.

Abate sulla crescita del Torino

LA PRESTAZIONE – «Stiamo crescendo poco alla volta, c’è ancora da lavorare tanto, ma abbiamo avuto delle risposte importanti – riporta TuttoAvellino.it -. Abbiamo fatto un buon primo tempo, poi nel secondo tempo abbiamo perso un po’ qualcosa, ho provato anche un altro modulo, ma era giusto provare altre soluzioni visto che le gare ufficiali si avvicinano. Poco alla volta cresceremo sempre di più».

Abate ha quindi sfruttato l’amichevole anche per sperimentare soluzioni tattiche differenti, con l’obiettivo di aumentare le alternative a disposizione in vista dell’inizio della stagione.

Il Torino può ancora intervenire sul mercato

Il tecnico ha poi affrontato il tema del calciomercato, lasciando intendere che la rosa potrebbe essere ulteriormente completata nelle prossime settimane.

IL MERCATO – «Il mercato? Io penso a tirare fuori il meglio dal materiale che ho. Poi il mercato è aperto, abbiamo parlato con la società, che sa dove bisogna intervenire. Ma qualcosa faremo».

La società granata conosce dunque le richieste dell’allenatore e resta al lavoro per individuare eventuali rinforzi utili a completare l’organico.

Abate verso l’esordio in Serie A

Per Abate si avvicina anche un appuntamento particolarmente significativo: il debutto nella massima serie, che arriverà proprio contro il Milan.

L’ESORDIO IN SERIE A – «Il salto in Serie A? Emozionante debuttare proprio contro il Milan. Emozionato nell’essere in una grande piazza, so che ci sono aspettative, che sarà un campionato difficile, ma sono pronto, vogliamo fare bene».

Il tecnico è dunque consapevole delle aspettative che accompagnano il nuovo Torino, ma guarda con fiducia alla stagione ormai alle porte.

Pontedera, idea Víctor Ibarbo per l’attacco: il colombiano era in tribuna nell’ultima amichevole

Pontedera, spunta il nome di Ibarbo per la Serie D: pazza idea per la società toscana appena retrocessa dalla Serie C. I dettagli

Possibile colpo a sorpresa per il Pontedera, appena retrocesso in Serie D. Come riferito da Gianluca Di Marzio, la società toscana starebbe valutando il profilo di Víctor Ibarbo, attaccante colombiano classe 1990 con una lunga esperienza alle spalle anche nel calcio italiano.

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L’indiscrezione ha acquisito ulteriore consistenza nelle ultime ore grazie alla presenza dello stesso Ibarbo in tribuna durante l’amichevole disputata dal Pontedera contro l’Urbino Taccola. La formazione toscana si è imposta con un netto 3-0, ma l’attenzione si è inevitabilmente concentrata anche sull’ex attaccante di Cagliari e Roma.

Ibarbo può ripartire dal Pontedera

Nel corso della sua carriera Ibarbo si è fatto conoscere soprattutto durante l’esperienza con il Cagliari, prima di vestire anche la maglia giallorossa. Velocità, fisicità e capacità di attaccare la profondità sono state a lungo le caratteristiche principali del colombiano.

L’attaccante è reduce dall’esperienza con l’Internacional Palultima, nella seconda divisione colombiana, dove ha totalizzato 43 presenze e 8 gol.

Ora potrebbe aprirsi una nuova parentesi italiana: il Pontedera valuta concretamente il suo ingaggio per regalarsi un rinforzo di esperienza e grande richiamo in vista del prossimo campionato di Serie D.

La FIFA difende Infantino: «Eletto democraticamente». Duro attacco contro accuse e disinformazione

La FIFA schierata al fianco di Gianni Infantino: il duro comunicato e l’attacco contro le accuse e la disinformazione

La FIFA prende una posizione netta in difesa del proprio presidente Gianni Infantino, finito nelle ultime settimane al centro di critiche e contestazioni sul piano istituzionale. Attraverso un lungo comunicato ufficiale, il massimo organismo calcistico mondiale ha ribadito la piena legittimità del mandato del suo numero uno, sottolineando come la sua elezione sia avvenuta attraverso le procedure previste dagli statuti federali.

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La FIFA ha inoltre chiarito di non voler appoggiare o facilitare iniziative che possano mettere in discussione l’attuale presidenza al di fuori dei processi democratici interni.

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La FIFA ribadisce la legittimità del mandato

Nel comunicato viene sottolineato come Infantino continui a operare sulla base del mandato ricevuto dalle Associazioni Membro.

«La FIFA non sosterrà, faciliterà o tollererà alcun processo relativo all’elezione del Presidente FIFA che sia incoerente con gli Statuti della FIFA, le procedure democratiche e il quadro di governance consolidato. Il Presidente FIFA è stato eletto democraticamente dalle Associazioni Membro della FIFA e continua a servire con il loro mandato».

La federazione internazionale passa poi al contrattacco, denunciando quello che considera un tentativo organizzato di indebolire sia l’istituzione sia il suo presidente.

L’accusa contro chi contesta Infantino

«È sempre più evidente che esiste uno sforzo concertato e in corso da parte di alcuni per minare la FIFA e il suo Presidente. Coloro che non godono del sostegno delle Associazioni Membro della FIFA non dovrebbero cercare di ottenere attraverso accuse, insinuazioni o disinformazione ciò che non possono ottenere attraverso i processi democratici consolidati della FIFA. Le recenti relazioni hanno incluso affermazioni non comprovate e accuse palesemente false riguardanti la FIFA e il suo Presidente. Le speculazioni e le insinuazioni non dovrebbero essere presentate come fatti, e la ripetizione non rende vera un’accusa».

Un passaggio molto duro, con il quale la FIFA respinge le ricostruzioni considerate prive di fondamento e rivendica la solidità del proprio sistema di governance.

La difesa del lavoro svolto da Infantino

La federazione ha inoltre ricordato il lungo percorso professionale del presidente nel calcio internazionale e il suo contributo ai cambiamenti realizzati negli ultimi decenni.

«Il Presidente ha dedicato più di 30 anni della sua vita professionale al calcio europeo e mondiale, contribuendo a cambiamenti significativi nel gioco e, in particolare, all’ampliamento dell’accesso, delle risorse e delle opportunità nel calcio mondiale. Il cambiamento sfida inevitabilmente gli interessi consolidati, ma il disaccordo su tale cambiamento non può giustificare sforzi per minare il mandato democratico del Presidente FIFA o l’istituzione che è stato eletto a guidare».

FIFA pronta a rispondere alle critiche

L’organizzazione ha comunque assicurato di non volersi sottrarre a controlli e verifiche, purché questi siano basati su elementi concreti.

«La FIFA accoglie con favore un esame legittimo. Ma l’esame non è una licenza per distorcere i fatti, amplificare accuse non comprovate o fabbricare distrazioni progettate per minare il progresso. Dove le relazioni sono inaccurate o fuorvianti, la FIFA le contesterà direttamente e con vigore».

Il messaggio finale della FIFA

La conclusione del comunicato ribadisce quale sia, secondo la federazione, il principale punto di riferimento dell’intera organizzazione.

«La responsabilità della FIFA è nei confronti delle sue 211 Associazioni Membro e del calcio in tutto il mondo».

La linea è dunque chiara: la FIFA intende proseguire il proprio percorso con Infantino alla guida, respingendo le contestazioni ritenute infondate e confermando la volontà di portare avanti il proprio progetto di sviluppo globale del calcio.

Udinese-Barcellona 1-0, decide Bayo: i friulani vincono la Friuli Venezia Giulia Cup e chiudono il precampionato

Udinese, successo di prestigio contro il Barcellona: Bayo regala la vittoria agli uomini di Runjaic nell’ultima amichevole di questa estate

L’Udinese di Kosta Runjaic chiude il proprio precampionato con una vittoria di grande prestigio. Nell’ultimo test estivo, disputato contro il Barcellona, i bianconeri si sono imposti per 1-0 grazie a una rete realizzata all’ultimo minuto da Vakoun Bayo.

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Il successo arriva a una settimana dal debutto ufficiale della nuova stagione, quando l’Udinese affronterà il Padova al Bluenergy Stadium nei trentaduesimi di finale di Coppa Italia. La prima giornata di campionato vedrà invece i friulani impegnati ancora in casa contro il Como.

Bayo decide la sfida nel finale

La partita contro il Barcellona, disputata sulla distanza di 45 minuti, ha offerto indicazioni incoraggianti soprattutto dal punto di vista difensivo. La squadra di Runjaic ha lasciato il possesso agli spagnoli, mantenendo però ordine e compattezza e cercando di sfruttare le ripartenze.

La strategia ha pagato proprio nei minuti conclusivi, quando Bayo ha trovato il gol che ha deciso l’incontro. Un segnale importante per l’attaccante classe 1997 e per tutto il reparto offensivo, chiamato a crescere in efficacia in vista degli impegni ufficiali.

Udinese vincitrice del triangolare

Grazie al successo contro il Barcellona, l’Udinese conquista la Friuli Venezia Giulia Cup, triangolare al quale ha partecipato anche il Nottingham Forest.

I bianconeri avevano già battuto la formazione inglese per 1-0, con una rete di Oumar Solet, completando così il torneo con due vittorie, nessun gol subito e indicazioni positive in entrambe le fasi.

Un precampionato tra alti e bassi

Il percorso estivo dell’Udinese non era iniziato nel migliore dei modi. I friulani avevano perso 2-0 contro lo Swansea e successivamente erano usciti sconfitti anche dalla sfida con lo Shabab Al-Ahli.

All’inizio di agosto era poi arrivato il pareggio per 3-3 contro il Mainz, seguito da un altro ko contro il Trabzonspor.

Le ultime due prestazioni contro Nottingham Forest e Barcellona hanno però restituito fiducia alla squadra. In particolare, la difesa ha dimostrato di poter reggere anche contro avversari di alto livello, mentre la capacità di sfruttare le occasioni in contropiede rappresenta un’altra indicazione positiva in vista dell’inizio della stagione ufficiale.

Di Gregorio bocciato dai giornali dopo il flop di Juve Inter! SOS portiere per i bianconeri, ecco il preferito di Spalletti

Di Gregorio è stato un autentico flop durante Juve Inter in amichevole. Spalletti e la società pensano a questo portiere

Non accenna a placarsi la bufera mediatica attorno a Michele Di Gregorio. L’estremo difensore della Juventus è finito al centro delle critiche dopo la prestazione negativa offerta nell’amichevole contro l’Inter, segnata da alcune incertezze rivelatosi decisive ai fini del risultato. La stampa sportiva italiana è stata durissima nelle valutazioni odierne, evidenziando i limiti mostrati dal portiere bianconero nonostante i tentativi di protezione messi in atto nel post-partita dall’allenatore Luciano Spalletti.

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Pagelle bocciate: i giudizi di Gazzetta e Tuttosport

I principali quotidiani sportivi hanno bocciato severamente la prova del numero uno. La Gazzetta dello Sport ha assegnato un 4.5 in pagella, accompagnato da un giudizio perentorio: «Perde l’imbattibilità estiva. Poco reattivo su Dimarco (1-0), goffo su Diouf (2-0): le ombre di Vicario e Suzuki sempre più ingombranti».

Sulla stessa lunghezza d’onda si è posizionato Tuttosport, che ha confermato il 4.5 rimarcando la gravità dell’incertezza commessa in occasione della seconda rete nerazzurra: «Incassa il primo gol del precampionato, poi arriva anche il secondo su un suo errore alquanto evidente: piove sul bagnato, come si suol dire».

La posizione della Continassa e le sirene estere

Nonostante la pioggia di insufficienze, alla Continassa la dirigenza mantiene una visione più articolata della vicenda. La società non dubita delle qualità dell’ex Monza, che vanta peraltro estimatori all’estero ed è finito nei radar di Marsiglia e Valencia. I vertici bianconeri ritengono che il calo di rendimento sia legato a un fattore prevalentemente psicologico e ambientale, alimentato dalla pressione della piazza e dai continui accostamenti ad altri numeri uno del panorama internazionale.

Le parole di Spalletti e la ricerca di un nuovo portiere

Nel post-gara, Luciano Spalletti ha provato a fare da scudo al proprio giocatore per riportare la calma nell’ambiente: «È stato bravo in 2-3 interventi». Ciononostante, le dichiarazioni pubbliche del tecnico toscano non cancellano le esigenze di campo. Il mister spera infatti che la sessione di calciomercato possa regalare un nuovo profilo per la porta bianconera: la sua preferenza ricade su Zion Suzuki, ritenuto il profilo ideale per l’abilità nell’impostazione con i piedi e la gestione della pressione nella costruzione dal basso.

Chi è Diana Bianchedi, nuova capodelegazione dell’Italia. Storia, carriera e successi della pluricampionessa olimpica

Chi è Diana Bianchedi, la storia e la carriera della nuova capodelegazione dell’Italia. Tutto quello che c’è da sapere

La nomina di Diana Bianchedi a capodelegazione della Nazionale italiana di calcio rappresenta un passaggio storico e altamente simbolico per la FIGC guidata da Giovanni Malagò. Scelta per rappresentare il volto istituzionale della selezione azzurra nei grandi appuntamenti internazionali, Bianchedi è una delle figure più prestigiose e poliedriche dello sport italiano, capace di coniugare un passato da atleta leggendaria a un profilo manageriale di assoluto rilievo.

Dal fioretto d’oro alle lauree in Medicina

Nata a Milano nel 1969, Diana Bianchedi è stata una colonna della scherma internazionale. Nel corso della sua carriera agonistica nel fioretto ha conquistato due medaglie d’oro olimpiche a squadre (a Barcellona 1992 e Sydney 2000), cinque titoli mondiali e due corone europee, scrivendo pagine indelebili nella storia del collezionismo olimpico azzurro.

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Parallelamente ai trionfi in pedana, ha costruito un solido bagaglio accademico conseguendo la laurea in Medicina e Chirurgia con specializzazione in Medicina dello Sport, arricchita negli anni da master in gestione e management sportivo. Questa combinazione tra agonismo di vertice e competenza medico-scientifica le ha permesso di sviluppare una comprensione profonda della tutela dell’atleta e delle dinamiche di prestazione.

Il percorso da dirigente: dal CONI a Milano Cortina 2026

Concluso il percorso sportivo, Bianchedi si è affermata rapidamente come una delle dirigenti più stimati a livello nazionale e internazionale. Ha ricoperto la carica di vicepresidente vicaria del CONI e ha guidato la pianificazione strategica di eventi complessi di portata globale. Tra i suoi incarichi di maggior rilievo spicca la posizione di Chief Strategy Planning & Legacy Officer all’interno del comitato organizzatore dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, ruolo nel quale ha coordinato la visione d’insieme e l’eredità infrastrutturale dell’evento.

Il nuovo volto dell’Italia del pallone

L’ingresso di Diana Bianchedi nel calcio azzurro segna quella che la federazione ha definito una vera e propria rivoluzione culturale. Per la prima volta, la guida della delegazione della Nazionale viene affidata a una figura manageriale proveniente dal mondo olimpico e multidisciplinare. Il suo compito sarà quello di apportare rigore, reputazione internazionale, capacità organizzativa e una visione moderna alla spedizione azzurra, riconnettendo il movimento calcistico all’intero patrimonio dello sport italiano.

Malagò esce allo scoperto: «Ecco perché ho scelto Diana Bianchedi come capo-delegazione. Per Pirlo era tutto fatto, ma poi… Vi svelo la verità su Guardiola e Conte»

Malagò, presidente della FIGC, ha ripercorso i primi 50 giorni alla guida del calcio italiano. Le sue parole

I primi cinquanta giorni di Giovanni Malagò alla guida del calcio italiano tracciano il profilo di una vera e propria riorganizzazione per il movimento azzurro. Al centro del nuovo corso della FIGC c’è l’ingresso di Diana Bianchedi nel ruolo di capodelegazione della Nazionale, una mossa definita dallo stesso presidente come una forte rottura con il passato.

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La “rivoluzione culturale” e il caso Maldini-Pirlo

Spiegando la nomina della dirigente e campionessa olimpica a La Gazzetta dello Sport, Malagò ha sottolineato il valore simbolico e gestionale della scelta: “Una scelta che risponde a un’esigenza o, meglio, richiesta degli appassionati, della gente, degli italiani: il calcio non deve essere più percepito come una realtà a parte, Diana (Bianchedi, ndr) gode di prestigio e credibilità internazionale, bicampionessa olimpica, un curriculum fatto di studi e specializzazioni, laurea in medicina, master sportivi e manageriali, ruolo apicale in Milano Cortina e vicepresidente vicaria del Coni…“. Ha poi ribadito la portata dell’operazione: “Rivoluzione culturale, direi. Essere vicepresidente vicaria del Coni e, allo stesso tempo, il volto istituzionale dell’Italia del pallone che viaggia è come rimettere il calcio al centro di un dialogo con lo sport a 360 gradi…”.

Non sono mancati i passaggi cruciali sui retroscena con Paolo Maldini e Leonardo, dimessisi dopo sole due settimane: “Lo incontrerò dopo le vacanze. La decisione, sua e di Leonardo, di fare un passo indietro rientra in quella che io chiamo linearità di comportamento… è andata così“. Il presidente ha poi chiarito il mancato ingaggio di Andrea Pirlo come commissario tecnico: “Era tutto fatto, credetemi. Tutto pronto per l’annuncio, poi la storia della collaborazione di Andrea (Pirlo, ndr) con un sito di scommesse russo. Cosa avrei dovuto fare? Non ci ho dormito, ma, alla fine, sono convinto di aver preso la decisione più opportuna”.

Da Guardiola al ritorno di Roberto Mancini

In merito ai contatti con Pep Guardiola, il numero uno del calcio italiano ha spiegato le ragioni della trasparenza mediatica: “E perché non farlo quando la pista Guardiola era diventata di dominio pubblico? Provare a portare Pep sulla panchina azzurra rispondeva a una precisa filosofia calcistica di Paolo e Leo: proprio voi, sulla Gazzetta, siete usciti, in tempi non sospetti, con i rumor sulla possibilità che Guardiola accettasse il ruolo da ct. Siamo nel 2026, se cominciano a girare foto di Maldini e Leonardo a Barcellona, il dado è tratto, nascondere l’evidenza diventa impossibile”.

La scelta finale per la panchina è ricaduta su Roberto Mancini, condivisa con Claudio Ranieri, escludendo di fatto la pista Antonio Conte: “Fatemi ringraziare Conte, per le parole che ha sempre detto, per l’atteggiamento di chi vuole il bene della Nazionale: noi non lo abbiamo mai contattato”.

Il futuro del sistema e le sfide per Euro 2032

Archiviate le tensioni istituzionali con il ministro per lo sport Andrea Abodi, l’attenzione si sposta sulle riforme strutturali e sulla preparazione degli impianti per Euro 2032. Malagò ha concluso mostrando grande fiducia nel percorso appena intrapreso per il rilancio del movimento: “Sento un’aria positiva, un’energia nuova. Sono ottimista“.

Maldini rompe il silenzio: «Guardiola scriveva già le formazioni sui fogli ma ha rifiutato per questo motivo. Malagò ha cambiato le regole, vi svelo la sua telefonata!»

Maldini è uscito allo scoperto dopo le dimissioni da direttore tecnico dell’Italia. Le sue dichiarazioni

In un momento segnato dal profondo dolore per la scomparsa di Franco Baresi, Paolo Maldini ha ripercorso un legame umano e professionale durato un quarto di secolo. L’ex bandiera e dirigente del Milan ha voluto rendere omaggio a una figura decisiva per la sua crescita sportiva e personale nella sua intervista al Corriere della Sera: “Oltre a una profonda tristezza, ho rivisto gli ultimi quarant’anni della sua vita. Venticinque li ho passati con lui. Non è stata soltanto un’amicizia. Quando giochi al fianco di una persona, stai con lei i giorni e le notti, ti diverti insieme, soffri insieme, vinci insieme, ti leghi in modo indissolubile. Franco Baresi per me è stato un esempio di leadership perfetto per il mio carattere, che allora più di adesso era introverso, chiuso. Lui mi mostrava come volevo essere: poche parole, tanti fatti“.

Rispondendo alle considerazioni sul suo carattere, spesso definito spigoloso o intransigente, Maldini ha rivendicato la propria indipendenza di pensiero e la ricerca della massima trasparenza professionale: “Non sono attaccato alla poltrona. Mi sento molto libero nelle mie scelte. Grazie a Dio non ho necessità economiche. Quello che mi porta ad accettare i ruoli è la possibilità di eseguirli, di dare il mio contributo. Mi dispiace che questa cosa sia vista come arroganza o intransigenza. Ma se vengo indicato come responsabile, mi sento in dovere di esserlo”.

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I retroscena su Guardiola, Pirlo e la panchina azzurra

L’ex capitano azzurro ha poi svelato i dettagli della breve parentesi come direttore tecnico della Nazionale, incarico intrapreso insieme a Leonardo su invito del presidente Giovanni Malagò. Il progetto prevedeva una rifondazione a lungo termine del calcio italiano. Tra i profili valutati per la panchina figurava anche Pep Guardiola, con il quale ci fu un lungo incontro a Barcellona: “Assolutamente no. I soldi non sono mai stati un tema. Pep ci ha detto chiaramente: datemi un euro in meno di quello che prendeva l’ultimo ct, e io sono a posto“. È l’allenatore che più incarna il gioco tecnico e offensivo. Attraverso qualche amico aveva manifestato l’idea di allenare una Nazionale. Siamo andati a trovarlo a Barcellona, abbiamo pranzato insieme, abbiamo parlato per un’intera giornata. Era molto tentato. È andato molto vicino ad accettare. Si era messo anche a scrivere formazioni sui fogli… Perché ha rifiutato? Per stanchezza. Guardiola viene da dieci anni massacranti in Premier. Si è operato alla schiena. Vuole riposarsi. Ma è stata una discussione molto seria, abbiamo studiato le rose, dagli under 17 in su… Così siamo andati su Andrea. Malagò sapeva tutto, l’abbiamo informato passo dopo passo”.

Tramontata l’ipotesi per lo stato di affaticamento del tecnico spagnolo, la scelta era ricaduta su Andrea Pirlo, ritenuto il profilo idoneo per un gioco di matrice offensiva: “Non è un vincente? Questa è una considerazione personale. Noi volevamo un allenatore giovane, che sposasse il progetto e avesse una carriera di alto livello. Tecnicamente quando parlo con Pirlo lo trovo preparatissimo. Accompagnato e sostenuto da un direttore tecnico e da un advisor, sarebbe stato l’allenatore ideale“.

La rottura con Malagò e le dimissioni

La trattativa si è tuttavia interrotta a causa del mutato orientamento della governance federale. Di fronte al cambio delle condizioni pattuite sull’autonomia decisionale, Maldini e Leonardo hanno rassegnato le dimissioni: “Ha telefonato a me e a Leonardo per dire: “Secondo me Pirlo non si può più prendere. Da oggi l’allenatore lo decido io. Da oggi cambiano le regole: io decido il ct e voi avallate”. Ma se ho una mansione, se ho una responsabilità, e intendo esercitarle, questo è un discorso inaccettabile. Ci siamo presi 24 ore e abbiamo presentato le nostre dimissioni, su un contratto che doveva ancora partire. Non so se questo è essere intransigente e presuntuoso. Io sono abituato in un’altra maniera. Non c’erano più le condizioni di fiducia per svolgere un lavoro che è enorme, ma allo stesso tempo esaltante“.

La guida tecnica è stata poi affidata a Claudio Ranieri, lasciando a Maldini l’amarezza per un piano di riforme strutturali interrotto sul nascere.

Sergi Roberto lascia il Como e vola…negli USA! Ufficiale il suo trasferimento ai Los Angeles Galaxy

Sergi Roberto è un nuovo giocatore dei Los Angeles Galaxy. Ufficiale il suo trasferimento dopo la fine del contratto con il Como

I LA Galaxy hanno annunciato ufficialmente l’ingaggio di Sergi Roberto da svincolato. Il trentaquattrenne centrocampista spagnolo ha sottoscritto un contratto che lo legherà al club della MLS fino al 30 giugno 2028, con un’opzione per la stagione 2028-2029, in attesa del ricevimento del visto P-1. L’ex pilastro del Barcellona occuperà uno slot internazionale nel roster della franchigia di Los Angeles dopo aver concluso un’entusiasmante parentesi biennale in Serie A con la maglia del Como.

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Le parole del GM Will Kuntz e il ricongiungimento con Riqui Puig

A sottolineare l’importanza dell’operazione è stato Will Kuntz, General Manager dei LA Galaxy, che ha accolto lo spagnolo con grande entusiasmo:

“Sergi porta una combinazione di leadership, qualità tecnica, intelligenza tattica ed esperienza da campioni che pochi giocatori hanno”

Il dirigente ha poi proseguito nell’analisi delle doti umane e sportive dell’ex blaugrana:

“È stato un membro chiave di alcune delle più grandi squadre della sua generazione e capisce non solo cosa serve per vincere, ma cosa significa essere una squadra vincente. Il carattere, la versatilità di posizione e la leadership di Sergi saranno inestimabili, e siamo entusiasti di accoglierlo insieme alla sua famiglia nel LA Galaxy.”

L’approdo negli Stati Uniti permette inoltre a Sergi Roberto di ritrovare Riqui Puig, suo ex compagno di squadra al FC Barcellona dal 2018 al 2022, con cui ha condiviso i trionfi in LaLiga nel 2018-19 e in Copa del Rey nel 2020-21.

Dalla storia scritta con il Como ai 25 trofei con il Barcellona

Sergi Roberto approda negli USA dopo due stagioni da protagonista con il Como, collezionando 37 presenze, un gol e un assist. Arrivato nell’agosto 2024, lo spagnolo ha contribuito prima al piazzamento nella top 10 del campionato e successivamente alla storica prima qualificazione in Champions League del club lariano, firmando anche una rete nella vittoria per 3-1 sulla Fiorentina valsa i quarti di Coppa Italia a quarant’anni dall’ultima volta.

Prima dell’esperienza italiana, il centrocampista ha legato la sua carriera per 18 anni al Barcellona, debuttando in prima squadra nel 2010 e collezionando 373 presenze e 19 gol (indossando anche la fascia di capitano nel 2023-24). In terra catalana ha conquistato ben 25 trofei, tra cui sette campionati e due Champions League, entrando nella leggenda del club con il memorabile gol del 6-1 al PSG nel 2017. A completare il suo prestigioso curriculum figurano infine 11 presenze e una rete con la Nazionale spagnola.

Il Fenerbahce offre 5 milioni per Lukaku: il Napoli ha già individuato il sostituto del belga! Ultimissimi sviluppi

Il Fenerbahce ha messo sul piatto 5 milioni per Lukaku: il Napoli ha in mente il sostituto del belga! Gli sviluppi

Il calciomercato del Napoli entra in una fase estremamente calda attorno al futuro di Romelu Lukaku. Il centravanti belga classe 1993 è finito con forza nel mirino del Fenerbahçe, intenzionato a fare sul serio pur di assicurarsi le prestazioni dell’ex attaccante di Inter e Roma. Il club turco ha intensificato i contatti con la dirigenza azzurra nelle ultime ore, presentando una prima offerta ufficiale da 5 milioni di euro secondo Sky per rilevare il cartellino del giocatore. Sebbene la distanza tra la domanda partenopea e l’offerta rimanga al momento sensibile, filtrano segnali concreti sulla possibilità di trovare un’intesa definitiva già nei prossimi giorni.

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Il blitz di Pastorello al ritiro azzurro

A testimoniare la concretezza della trattativa è arrivato un segnale inequivocabile: Federico Pastorello, agente dell’attaccante belga, si è recato personalmente nella sede del ritiro azzurro. La presenza del procuratore al quartier generale del Napoli indica la volontà delle parti di valutare dettagliatamente i margini dell’operazione e accelerare i tempi per un’eventuale fumata bianca. L’avventura all’ombra del Vesuvio del bomber classe ’93 potrebbe dunque concludersi con largo anticipo, spingendo la società a ridefinire le proprie strategie per il reparto d’attacco.

Gabriel Jesus nel mirino per la squadra di Massimiliano Allegri

L’eventuale addio di Lukaku libererebbe uno spazio fondamentale nel budget e nella rosa a disposizione di Massimiliano Allegri. Per questo motivo, la dirigenza campana si sta già cautelando ed è pronta a piombare su un sostituto di primissimo livello internazionale.

Il nome caldo sulla lista del Napoli è quello di Gabriel Jesus. Gli azzurri potrebbero infatti inserirsi con decisione nella corsa al centravanti brasiliano, profilo ritenuto ideale per caratteristiche tecniche, mobilità e fiuto del gol per completare la batteria offensiva di Allegri in vista della nuova stagione. Le prossime ore saranno decisive per definire l’asse di mercato tra Napoli e Istanbul e sbloccare di conseguenza il valzer degli attaccanti.

Il Frosinone riporta in Serie A Aleksa Terzic: è fatta! Chi è il colpo sulla fascia dei ciociari, storia e caratteristiche tecniche

Il Frosinone ha definito il ritorno in Serie A di Aleksa Terzic: ecco chi è, storia e caratteristiche tecniche del terzino

Il calciomercato del Frosinone piazza un importante colpo di scena per rinforzare la propria corsia difensiva. La società ciociara è infatti a un passo dal concludere l’ingaggio di Aleksa Terzić, terzino sinistro serbo classe 1999 con un passato già consolidato nel calcio italiano. Le trattative tra le parti si trovano in una fase avanzata e il giocatore si appresta a diventare a breve un nuovo rinforzo a disposizione della formazione giallazzurra. Lo riporta Sky.

L’operazione è stata impostata a titolo definitivo, a testimonianza della volontà del club di investire in maniera concreta sul profilo del laterale balcanico. Il Frosinone si assicura così un innesto di elevata affidabilità tattica e di provata esperienza per affrontare al meglio la stagione.

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Chi è Aleksa Terzić: la carriera e il profilo del terzino serbo

Nato a Belgrado nel 1999, Aleksa Terzić si è formato nel florido settore giovanile della Stella Rossa, club con cui ha esordito tra i professionisti prima di attirare le attenzioni dei club europei. Il suo primo approdo in Italia è avvenuto nel 2019 grazie alla Fiorentina, che lo ha acquistato a titolo definitivo. Durante la sua permanenza in Italia ha disputato stagioni in Serie A con la maglia viola e ha vissuto un’esperienza in prestito all’Empoli, dimostrando buone qualità sia in fase di ripiegamento sia in propulsione offensiva.

Successivamente, il difensore ha proseguito la sua carriera internazionale trasferendosi al Red Bull Salisburgo, dove ha avuto modo di competere ai massimi livelli europei accumulando presenze nelle coppe continentali. Il suo valore è testimoniato anche dalle convocazioni nella Nazionale maggiore della Serbia, arrivati dopo aver compiuto l’intera trafila nelle selezioni giovanili del suo Paese.

Dal punto di vista tecnico e tattico, Terzić è un terzino sinistro di spinta, caratterizzato da grande forza fisica, corsa e precisione nei traversoni. La sua duttilità gli consente di agire sia in una difesa a quattro sia come esterno a tutta fascia in un centrocampo a cinque, garantendo solidità e soluzioni dinamiche lungo la corsia mancina.

Klopp difende la scelta di Salah di trasferirsi al Trabzonspor: «Sa esattamente quello che sta facendo!»

Mohamed Salah ha scelto di trasferirsi al Trabzonspor. Queste le dichiarazioni del suo ex allenatore al Liverpool, Jurgen Klopp

Il sorprendente passaggio di Mohamed Salah al Trabzonspor continua a far discutere il mondo del calcio internazionale. La decisione dell’attaccante egiziano di approdare nella Süper Lig turca ha sollevato pareri contrastanti tra tifosi e addetti ai lavori, ma a spegnere ogni polemica è intervenuto il suo storico ex allenatore ai tempi del Liverpool, Jürgen Klopp. Il tecnico tedesco ha voluto prendere una posizione netta in difesa del suo ex pupillo, ribadendo la totale stima professionale nei confronti del fuoriclasse africano.

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La posizione di Klopp e la risposta alle critiche

Intervistato dai media e ripreso dalla testata turca Fanatik, Jürgen Klopp si è espresso senza mezzi termini riguardo allo scetticismo che ha accompagnato l’approdo dell’egiziano a Trabzon. Il manager tedesco ha voluto ridimensionare le chiacchiere e le perplessità legate al trasferimento di Salah nel massimo campionato turco:

“Non mi interessa cosa dice la gente sulla decisione di Mohamed Salah di scegliere il campionato turco rispetto ad altri”

Le parole dell’ex tecnico dei Reds evidenziano la volontà di schermare il calciatore da condizionamenti esterni o giudizi affrettati, sottolineando come le valutazioni di una figura della sua caratura vadano ben oltre le opinioni superficiali dell’opinione pubblica.

La cieca fiducia nella maturità del campione

Proseguendo nella sua analisi, il tecnico tedesco ha rimarcato la grande consapevolezza che guida da sempre le scelte di carriera dei campioni di prima grandezza. Riferendosi alle qualità umane e professionali dell’attaccante, Klopp ha espresso piena fiducia nel percorso appena intrapreso da Salah con la maglia del Trabzonspor:

“Voglio essere chiaro come calciatore, sa esattamente cosa sta facendo; un giocatore di alto livello come lui prende sempre le decisioni giuste per sé stesso”

Un’attestazione di stima fondamentale per il nuovo capitolo della carriera del bomber egiziano. L’approdo di Salah al Trabzonspor rappresenta un colpo di altissimo profilo per il club di Trabzon e per l’intero movimento calcistico turco, pronto ad accogliere una vera e propria icona del calcio mondiale, sostenuta appieno da chi ne conosce a fondo la mentalità vincente.

Il blitz segreto di Deco beffa il Real Madrid: così è cambiato tutto nell’affare Rodri-Barcellona

Rodri Barcellona: la ricostruzione del blitz di Deco che ha cambiato il futuro del centrocampista beffando il Real Madrid

Il calciomercato regala un colpo di scena clamoroso attorno al futuro di Rodri. Sembrava ormai tutto apparecchiato per il ritorno nella sua città natale con la maglia del Real Madrid, ma il capitano della Nazionale spagnola ha cambiato radicalmente idea, scegliendo di sposare il progetto del Barcellona. Attualmente in vacanza dopo il trionfo al Mondiale 2026 con la Roja, il centrocampista trentenne è ora in attesa che i blaugrana trovino l’intesa finanziaria definitiva con il Manchester City per formalizzare il passaggio in Catalogna.

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Il retroscena: il summit segreto di due ore e mezza in Catalogna

A determinare questo drastico cambio di rotta è stato un incontro avvenuto nel massimo riserbo il 30 luglio. Sfruttando la presenza del giocatore in Catalogna per il matrimonio di una persona cara, il direttore sportivo del Barcellona, Deco, ha posticipato la propria partenza per il ritiro pre-stagionale della squadra in Inghilterra pur di incontrare il perno dei Citizens.

Il colloquio, durato ben due ore e mezza, ha segnato la svolta della trattativa. Durante la discussione, il dirigente portoghese ha illustrato nei dettagli la centralità che il mediano avrebbe avuto nel progetto tattico guidato da Hansi Flick, spiegandogli come l’allenatore tedesco intenda farne il punto di riferimento assoluto della mediana catalana.

Il pressing di Hansi Flick e il ruolo di Dani Codina

L’offensiva del Barcellona non si è limitata al solo vertice di fine luglio. Nei giorni successivi, Deco e Flick hanno mantenuto un contatto costante con Rodri, intensificando il pressing per vincere qualsiasi residua perplessità. Un ruolo chiave nel facilitare i dialoghi è stato svolto da Dani Codina, ex figura dello staff degli Skyblues oggi in forza al Barça con il compito di assistere i calciatori nella gestione quotidiana. Codina ha favorito l’aggancio iniziale tra il giocatore e il direttore sportivo.

Nelle ultime ore, la dirigenza del Barcellona ha confermato all’entourage del giocatore, residente a Madrid, la ferma intenzione di compiere ogni sforzo economico necessario per definire l’operazione con il Manchester City. In attesa della fumata bianca formale tra le due società, il sorpasso ai danni del Real Madrid è ormai compiuto.

Colpo Solomon per il West Ham! Trovato l’accordo con il Tottenham per l’ex Fiorentina, ecco tutti i dettagli dell’operazione

Il West Ham ha piazzato il colpo Solomon dal Tottenham: cifre e dettagli dell’affare per l’ex Fiorentina

Il calciomercato del West Ham registra una svolta decisiva per il rafforzamento del reparto avanzato. Gli Hammers hanno infatti chiuso l’accordo per l’ingaggio a titolo definitivo di Manor Solomon, esterno d’attacco di proprietà del Tottenham. Dopo una trattativa condotta con determinazione nelle ultime ore, la fumata bianca è arrivata: l’operazione è ormai definita in ogni suo dettaglio e il calciatore si appresta a iniziare un nuovo capitolo all’interno del massimo campionato inglese. Lo riporta Fabrizio Romano.

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Le cifre dell’affare e i dettagli del contratto

Le due società londinesi hanno trovato la quadra economica sulla base di un trasferimento a titolo definitivo. L’operazione vedrà il West Ham versare nelle casse del Tottenham una cifra fissa di 5 milioni di sterline, a cui si aggiungeranno ulteriori 2 milioni di sterline in bonus legati al raggiungimento di determinati obiettivi personali e di squadra.

Con l’approvazione totale arrivata dalla dirigenza degli Spurs, sono stati definiti anche gli aspetti legati all’accordo con il giocatore. Solomon firmerà un contratto di 3 anni con il West Ham, con un’opzione fino a giugno 2030. Un’intesa a lungo termine che testimonia la volontà del club di puntare sulle qualità del classe 1999. Per la giornata di domani sono già state prenotate le consuete visite mediche di rito, passaggio propedeutico alla firma sul contratto e all’annuncio ufficiale.

Il profilo di Manor Solomon e l’impatto sugli Hammers

L’acquisto di Manor Solomon garantisce alla rosa degli Hammers un’ulteriore dose di imprevedibilità e velocità sulle corsie esterne. Messo in luce nelle sue precedenti esperienze europee e in Premier League con le maglie di Fulham e Tottenham – nella scorsa stagione in Italia alla Fiorentina -, l’esterno israeliano si distingue per la spiccata abilità nel dribbling nello stretto, per l’accelerazione palla al piede e per la capacità di creare superiorità numerica negli ultimi trenta metri.

La sua versatilità tattica offrirà allo staff tecnico del West Ham una soluzione preziosa per variare le soluzioni offensive. In grado di disimpegnarsi efficacemente su entrambe le fasce, il ventisettenne rappresenta un rinforzo mirato per alzare il livello qualitativo della squadra in vista dei prossimi impegni stagionali. Svolte le visite mediche, l’attaccante si unirà subito ai suoi nuovi compagni per iniziare la preparazione.

Arsenal, ufficiale l’arrivo di Bruno Guimaraes dal Newcastle: «Porterà una forte leadership alla squadra!». Comunicato e prime parole

Arsenal ha ufficializzato l’arrivo di Bruno Guimaraes dal Newcastle: ecco il comunicato e le prime parole del centrocampista

L’Arsenal ha comunicato ufficialmente l’acquisto a titolo definitivo del centrocampista brasiliano Bruno Guimarães dal Newcastle. Il ventottenne, affermatosi negli ultimi anni come uno dei profili più completi e influenti dell’intera Premier League, ha sottoscritto un contratto a lungo termine con i Gunners. Il calciatore indosserà la maglia numero 39 e si unirà immediatamente ai suoi nuovi compagni di squadra a Londra per mettersi a disposizione del tecnico Mikel Arteta.

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Le parole del ds Andrea Berta

Grande soddisfazione per il buon esito della trattativa è stata espressa dal ds del club, Andrea Berta, che ha commentato così l’arrivo del rinforzo per la mediana:

“Siamo lieti di accogliere Bruno Guimarães nel nostro club.”

“Bruno è un giocatore con una grande mentalità e grande qualità, che porterà una forte leadership alla nostra squadra.”

Analizzando l’impatto tattico che il brasiliano garantirà allo scacchiere dei Gunners, Berta ha poi aggiunto:

“Con Bruno che si unisce a noi, stiamo rafforzando ulteriormente il cuore della nostra squadra. Come abbiamo visto tutti, Bruno può giocare sia come centrocampista difensivo che come giocatore box-to-box. Unisce qualità e quantità e ha fornito gol e assist per la sua squadra ogni anno.”

“Bruno permetterà a Mikel di sviluppare ulteriormente il nostro stile di gioco e aumenterà anche la nostra competitività interna, cosa essenziale per mantenere gli standard richiesti quando puntiamo a vincere grandi trofei.”

Dalla formazione in Brasile al successo con Newcastle e Seleção

Mosse le prime fasi della carriera in patria con l’Audax e poi con l’Athletico Paranaense — club con cui ha vinto quattro trofei —, Guimarães è sbarcato nel calcio europeo al Lione nel gennaio 2020. Il successivo trasferimento al Newcastle United nel gennaio 2022 ne ha consacrato lo status internazionale: in quattro stagioni e mezza a St James’ Park ha collezionato quasi 200 presenze, guidando i Magpies al successo nella Carabao Cup nel 2025 e a due qualificazioni in UEFA Champions League.

Punto fermo anche della Nazionale brasiliana, il centrocampista conta 48 presenze con la Seleção, con cui ha disputato la Copa América, i recenti Mondiali FIFA e conquistato la medaglia d’oro ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020. Il completamento del trasferimento rimane subordinato agli ultimi passaggi burocratici di rito.

Vlahovic verso la scelta: l’Atlético Madrid prepara la mossa, il Besiktas pretende una risposta

Vlahovic, ore calde: attende il passo finale dell’Atlético Madrid che lo tratta, mentre il Besiktas aspetta una risposta

Dusan Vlahovic è sempre più vicino a definire il proprio futuro. Secondo quanto riportato da Matteo Moretto e Fabrizio Romano, la sensazione è che il centravanti serbo stia entrando nelle ore decisive: non vuole attendere la fine di agosto e si prepara a scegliere la prossima tappa della sua carriera, valutando le proposte già presenti sul tavolo.

Il suo entourage sta lavorando per individuare la direzione più adatta, consapevole che un ritorno alla Juventus appare oggi improbabile alle cifre richieste dal giocatore. Per riaprire quella porta servirebbe un ingaggio sensibilmente più basso, scenario che al momento non sembra realistico. Vlahovic, dunque, è pronto a prendere una decisione e a iniziare la sua nuova stagione altrove.

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L’offerta del Besiktas

Tra le proposte arrivate nelle ultime settimane, quella del Besiktas è la più concreta sul piano economico. Il club turco, su indicazione del nuovo allenatore Vincenzo Italiano, grande estimatore del serbo dai tempi della Fiorentina, ha messo sul tavolo un’offerta importante:

  • 8 milioni di euro a stagione,
  • contratto triennale con opzione,
  • bonus alla firma molto ricco.

Nonostante ciò, Vlahovic non ha ancora dato una risposta. Il Besiktas vuole una decisione rapida e non intende aspettare all’infinito, ma il serbo continua a monitorare altre situazioni nei top campionati europei prima di pronunciarsi.

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I contatti con l’Atlético Madrid

Nella mente di Vlahovic, la pista Atlético Madrid resta la più affascinante. I Colchoneros stanno parlando con il suo entourage, ma non hanno ancora affondato il colpo: prima vogliono liberare la casella dell’attaccante occupata da Sorloth, obiettivo che nelle scorse settimane era stato accostato anche alla Juventus.

Il piano dell’Atlético è chiaro: fuori Sorloth, dentro Vlahovic. Tuttavia, il club sta valutando internamente se procedere comunque, anche a prescindere dal futuro del norvegese, considerando che il serbo è disponibile a parametro zero.

Situazione da monitorare

La decisione finale di Vlahovic è attesa nei prossimi giorni. Il serbo vuole chiudere il cerchio e iniziare la sua nuova avventura senza trascinare la scelta fino a fine mercato. Le prossime ore saranno decisive per capire se accetterà la proposta del Besiktas o se l’Atlético Madrid farà finalmente il passo decisivo.

Frosinone, doppio colpo a centrocampo: in arrivo Romano Schmid e Florian Grillitsch

Mercato Frosinone, accelerata decisiva: Schmid e Grillitsch attesi per completare il restyling del centrocampo

Il Frosinone continua a muoversi con decisione sul mercato per rinforzare il centrocampo, inaugurando una strategia diversa rispetto al recente passato. Sono infatti in arrivo due profili di spessore: Romano Schmid dal Werder Brema e Florian Grillitsch, svincolato dopo l’esperienza al Braga.

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Schmid, classe 2000, rappresenta un investimento importante: il Frosinone lo acquisterà per 8 milioni di euro dal Werder Brema, club in cui ha giocato dal 2020 collezionando 181 presenze e 17 gol. È un centrocampista dinamico, moderno, capace di dare ritmo e qualità alla manovra, e si inserisce come uno dei punti cardine del nuovo progetto tecnico.

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Più esperto è invece Grillitsch, classe 1995, che arriva a parametro zero. Il centrocampista austriaco ha vissuto anni da protagonista all’Hoffenheim, prima che una serie di infortuni ne rallentasse la continuità. Negli ultimi anni ha cambiato spesso squadra, sempre a costo zero, ma resta un giocatore di grande intelligenza tattica e versatilità. Le visite mediche sono fissate per martedì, passo decisivo verso la firma del contratto.

Questi due innesti segnano una svolta evidente nel mercato del Frosinone. Con l’arrivo della proprietà americana, il club sta adottando una strategia più ambiziosa, puntando su profili già pronti e con esperienza internazionale, anziché concentrarsi esclusivamente su giovani di prospettiva come avveniva in passato. È un cambio di rotta significativo, che mira a rendere la squadra più competitiva nell’immediato.

Resta ora da capire se questa nuova filosofia porterà i risultati sperati. Solo il campo potrà confermare la bontà delle scelte, ma l’arrivo di Schmid e Grillitsch indica chiaramente la volontà di costruire un Frosinone più solido, maturo e strutturato.

Morata Atlanta United, interesse concreto: cosa filtra e i dettagli

Atlanta United, interesse concreto per Morata: la MLS accelera e valuta il colpo dopo il mancato arrivo di Lukaku

L’Atlanta United continua a guardare con attenzione al mercato europeo e, dopo aver sondato Romelu Lukaku nelle scorse settimane, ha messo nel mirino Álvaro Morata. Il club di MLS, che aveva avviato i primi contatti con l’entourage del belga prima della sua apertura al Fenerbahçe, ora valuta con decisione l’attaccante del Como, protagonista di una sessione di mercato ricca di interessamenti.

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Morata, infatti, è stato cercato da diverse destinazioni internazionali: Arabia Saudita, Emirati Arabi, Messico e anche dal Deportivo La Coruña, che ha provato a riportarlo in Spagna. L’idea MLS rappresenta dunque una nuova possibilità, ma resta da capire se lo spagnolo deciderà di aprire alla proposta statunitense o preferirà restare in Europa, dove potrebbe ancora giocarsi le sue carte.

L’interesse dell’Atlanta United arriva in un momento in cui la pista Lukaku si è raffreddata: il belga, come riportato da Gianluca Di Marzio, ha dato un’apertura totale al trasferimento in Turchia e il Fenerbahçe ha già avviato contatti diretti con il suo entourage. Una mossa che ha spinto il club americano a virare su un nuovo profilo per rinforzare il reparto offensivo.

Secondo le ultime indicazioni, l’Atlanta ha manifestato un interesse concreto per Morata, valutando la possibilità di portarlo in MLS come nuovo volto del progetto tecnico. Lo spagnolo, reduce da una stagione positiva e ancora al centro di numerose attenzioni, dovrà ora decidere se prendere in considerazione la destinazione americana o se restare legato al Como e al calcio europeo.

La situazione è in evoluzione: l’Atlanta United osserva, Morata riflette e il mercato continua a muoversi attorno a uno dei nomi più richiesti di questa estate.

E IL COMO?

Il Como continua a muoversi sul mercato alla ricerca di un nuovo riferimento offensivo dopo una stagione complicata per Moise Kean, chiusa senza gol in campionato. La dirigenza lariana vuole aggiungere al reparto un profilo capace di garantire continuità realizzativa e prestazioni solide accanto a Douvikas, e il nome di Kean resta un sogno dichiarato, nonostante la ferma opposizione della Fiorentina, che al momento non apre alla sua cessione.

Il Como, dunque, si trova davanti a un bivio: da un lato il sogno Moise Kean, dall’altro la necessità di programmare il futuro di Morata e di costruire un reparto offensivo più competitivo. Le prossime settimane saranno decisive per capire quale direzione prenderà il progetto tecnico lariano.

Pellegrini resta alla Roma: rinnovo firmato fino a giugno 2027

Pellegrini e la Roma, avanti ancora insieme: adesso è ufficiale il rinnovo di contratto fino al 2027 con i giallorossi

Lorenzo Pellegrini continuerà a vestire la maglia della Roma. Il trequartista ha infatti rinnovato il proprio contratto con il club giallorosso fino a giugno 2027, chiudendo una situazione che, almeno formalmente, lo aveva visto svincolato allo scadere del precedente accordo lo scorso 30 giugno. Una condizione particolare, ma mai realmente preoccupante: la volontà dell’ex capitano è sempre stata quella di restare a Trigoria, e la società ha condiviso fin dal primo momento la stessa linea.

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Il dialogo tra le parti è proseguito senza fretta, con contatti costanti e un clima di piena collaborazione. Pellegrini, nonostante la scadenza tecnica del contratto, non ha mai preso in considerazione altre destinazioni e ha ribadito più volte la sua intenzione di proseguire il percorso in giallorosso. La Roma, dal canto suo, ha lavorato per costruire un nuovo accordo che rispecchiasse il valore del giocatore e il suo ruolo all’interno del progetto tecnico.

Nel frattempo, Gasperini attende di riaverlo a disposizione. Pellegrini non è partito con la squadra per la tournée estiva in Galles: il trequartista è rimasto a Trigoria per concentrarsi sul recupero della miglior condizione fisica dopo l’intervento chirurgico a cui si è sottoposto al termine della scorsa stagione. Il suo percorso di riabilitazione procede secondo i tempi previsti, con l’obiettivo di tornare a disposizione nelle prossime settimane.

Il rinnovo rappresenta un segnale forte per l’ambiente giallorosso: Pellegrini resta un punto di riferimento tecnico e identitario, un giocatore che incarna la continuità del progetto e che, una volta recuperata la piena forma, sarà centrale nelle idee del nuovo allenatore. La Roma riparte anche da lui, dalla sua qualità e dalla sua leadership, con un contratto che ne consolida il ruolo nel presente e nel futuro del club.

COMUNICATO – “L’AS Roma è lieta di annunciare il raggiungimento dell’accordo per il prolungamento del contratto delle prestazioni sportive di Lorenzo Pellegrini.

Cresciuto nel settore giovanile giallorosso, il giocatore continuerà a legare la propria carriera ai colori della Capitale. 

La decisione di Pellegrini di accogliere la proposta della Società testimonia la profonda condivisione della visione sportiva e dei valori del progetto romanista.

Avanti insieme, Lorenzo!”.

Lukaku verso il Fenerbahce: il Napoli tratta la cessione del centravanti belga

Romelu Lukaku apre al trasferimento in Turchia e al Fenerbahce: dialogo avviato, trattativa in corso con il Napoli

Romelu Lukaku e il Napoli si stanno allontanando sempre di più. Il centravanti belga, rientrato dalle vacanze post‑Mondiali, ha scelto di non presentarsi al ritiro di Castel di Sangro, una decisione che ha praticamente azzerato le possibilità di ricucire lo strappo con l’ambiente e con la società. L’addio agli azzurri appare ormai scritto: la cessione è lo scenario più probabile e le piste di mercato iniziano a delinearsi con maggiore chiarezza.

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Tra le opzioni, l’Atlanta United aveva mosso i primi passi contattando l’entourage del giocatore, ma nelle ultime ore sta emergendo con forza la candidatura del Fenerbahçe.

Secondo quanto riportato da Fabrizio Romano e Matteo Moretto, Lukaku ha aperto alla possibilità di trasferirsi in Turchia, pronto a valutare seriamente la destinazione nel caso in cui l’offerta dovesse essere convincente. Il belga, infatti, ha già iniziato a trattare con il club di Istanbul, segnale evidente di una volontà ormai definitiva: vuole lasciare Napoli.

Il Fenerbahçe è al momento la società più attiva sul dossier. I turchi stanno spingendo con decisione e hanno avviato contatti diretti con gli agenti del giocatore per trovare una soluzione che possa soddisfare tutte le parti. L’affare potrebbe prendere corpo nelle prossime settimane, anche se resta da superare l’ostacolo principale: l’intesa economica con il Napoli.

La valutazione del club partenopeo è chiara. Due anni fa Lukaku era stato acquistato dal Chelsea per 30 milioni di euro, e oggi il Napoli chiede una cifra compresa tra 10 e 12 milioni. Una parte consistente dell’eventuale incasso, il 40%, andrebbe proprio ai Blues in virtù degli accordi precedenti. Il Fenerbahçe, forte della rottura tra il giocatore e il Napoli, non vorrebbe però spingersi oltre i 7‑8 milioni, creando una distanza che le parti stanno provando a colmare.

Secondo Sport Mediaset, i contatti sono continui e si lavora per limare i dettagli, con l’obiettivo di arrivare alla chiusura il prima possibile.

Tutti gli attori coinvolti hanno interesse a definire l’operazione: il Napoli per risolvere una situazione diventata ingestibile, il Fenerbahçe per assicurarsi un attaccante di livello internazionale, e Lukaku per iniziare una nuova avventura lontano dall’Italia.

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