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Doekhi, accordo ai dettagli con la Lazio: pronto un contratto fino al 2030. Le ultime sulla trattativa

Doekhi, accordo ai dettagli con la Lazio: pronto un contratto fino al 2030. Le ultime sulla trattativa dei biancocelesti

La Lazio accelera per Danilho Doekhi e si avvicina alla definizione di un rinforzo chiave per la nuova difesa biancoceleste. Il centrale olandese, svincolato dopo la fine dell’esperienza con l’Union Berlino, è il profilo individuato dal direttore sportivo Angelo Fabiani per completare la ricostruzione del reparto arretrato.

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Secondo quanto riportato da Fabrizio Romano, la Lazio ha avviato i contatti per ingaggiare il classe ’98 a parametro zero e la trattativa è ormai in fase molto avanzata. Filtra ottimismo: il giocatore avrebbe già raggiunto un accordo verbale con il club, anche se restano da definire gli ultimi dettagli prima della firma e dell’annuncio ufficiale.

Doekhi, il sostituto scelto per colmare il vuoto lasciato da Romagnoli

L’arrivo del difensore olandese è legato alla necessità di sostituire Alessio Romagnoli, la cui partenza ha aperto un buco importante nella retroguardia. Fabiani ha puntato su un centrale già pronto, fisicamente strutturato e abituato a confrontarsi con un campionato competitivo come la Bundesliga.

Doekhi rappresenta una risorsa immediata per Gennaro Gattuso, che ha bisogno di nuovi punti di riferimento dopo i cambiamenti avvenuti nel reparto. L’operazione, a parametro zero, permette alla Lazio di concentrare l’investimento sul contratto del giocatore senza sostenere costi di cartellino.

Ultimi passaggi prima della firma: atteso lo sbarco in Italia

La sensazione è che la trattativa stia entrando nella fase conclusiva. Dopo l’accordo verbale, le parti devono completare gli ultimi passaggi contrattuali e organizzare le procedure per formalizzare il trasferimento.

Secondo le ultime indicazioni, Doekhi è atteso in Italia già nella giornata odierna, reduce dall’esperienza in Germania. Inoltre, come segnalato da Nicolò Schira, l’affare è vicinissimo alla chiusura e dovrebbe portare alla firma di un contratto fino al 2030, a conferma della forte fiducia riposta dalla Lazio nel giocatore.

Renato Buso: «Ho esordito giocando nella Juve di Platini: troppo per un 16enne…»

L’ex esterno d’attacco: «I miei rimpianti sono la Nazionale e l’Inter. Con Eriksson non sono andato d’accordo in due squadre…»

Renato Buso ha giocato con Juventus, Fiorentina, Sampdoria Napoli, Lazio, Piacenza, Cagliari e Spezia. Una carriera importante, iniziata da giovanissimo quando con l’Under 21 aveva furoreggiato all’Europeo e sembrava destinato a diventare uno dei migliori giovani italiani. Con La Gazzetta dello Sport si è avventurato nei ricordi.

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ESORDIO IN A A 16 ANNI «È stato tutto molto veloce. Ero un ragazzino. Alla prima, contro la Fiorentina, gioco con il dieci di Platini e alla seconda segno contro l’Ascoli. Giocavo in coppia con Michel. Per me, che avevo 16 anni, sembrava di giocare alla PlayStation»

I 4 ANNI ALLA JUVE «Ho avuto una vita da dodicesimo uomo. Lottavo per ritagliarmi il mio spazio e ogni tanto ce l’ho fatta. Capisce però che genere di campioni avevo davanti?».

LA SAMPDORIA «Eravamo un bel gruppo, a Genova si sta da Dio. Mantovani era un presidente illuminato, per farti firmare il contratto ti invitava a casa. E non voleva procuratori durante le trattative. Certo, la sconfitta in finale con il Barcellona fa ancora male. È una ferita rimasta aperta. Non meritavamo di perdere e il fallo da cui nacque la punizione è assurdo. Piansi guardando la Coppa dei Campioni. Pensai che un’occasione del genere non mi sarebbe capita mai più».

VIALLI E MANCINI «Luca era un grande. Una volta prima di una partita importante mandò un messaggio a tutta la squadra: “Passatemela, spetta a me fare gol”. Lui e il Mancio erano uno spettacolo. A Wembley nel 2021 si sono ripresi insieme con gli interessi quello che il destino gli aveva tolto. Quel giorno, davanti alla tv, mi sono emozionato anche io».

VIA DA GENOVA «Colpa di un diverbio con Eriksson. Litigai con lui e con Mancini e fui costretto a trasferirmi. Con il mister ci ritrovammo alla Lazio, mi fece fuori anche lì…».

ALLA LAZIO ALTRO LITIGIO «Mah, io pensavo gli fosse passata a distanza di anni. E invece alla prima amichevole mi schierò difensore centrale. Lo guardai come a dire: “Io, davvero?”. Lo presi come un affronto. Finita la partita andai da Zoff e dissi che volevo essere ceduto. Non avevo niente da chiarire con Eriksson, mi era bastato quell’episodio».

IL NAPOLI «Arrivavo dalla Samp e avevo voglia di riscatto. Soprattutto ritrovai Boskov, un padre per me. Abitavamo nello stesso palazzo a Posillipo, spesso mi invitava a prendere un caffè per capire meglio le dinamiche di spogliatoio».

IL RIMPIANTO «La Nazionale. E poi forse non essere andato all’Inter quando c’era Ronaldo… sfumò tutto all’ultimo. Il mio procuratore era Branchini, lo stesso che aveva portato il Fenomeno in nerazzurro. Io avevo già un accordo, ero in viaggio per Milano, ma l’affare saltò. Peccato, mi sarebbe piaciuto chiudere lì».

Il Bologna su Carlos Espí, nuovo nome per l’attacco: chi è il talento del Levante

Carlos Espí verso il Bologna? Alla scoperta del nuovo profilo seguito dai rossoblù per l’attacco del prossimo anno

Il Bologna continua a guardare con attenzione al mercato degli attaccanti e nella lista dei desideri è entrato anche Carlos Espí, centravanti spagnolo classe 2005 di proprietà del Levante. Come riferisce La Gazzetta dello Sport, il giovane attaccante è uno dei profili monitorati dal club rossoblù per rinforzare il reparto offensivo in prospettiva.

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Il nome di Espí non è nuovo nei pensieri del Bologna. La società emiliana lo segue da tempo, dopo averlo osservato più volte nel corso degli ultimi mesi. Il suo rendimento ha attirato l’attenzione di diversi club europei, anche perché unisce età, fisicità, margini di crescita e una buona confidenza con il gol.

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La clausola del giocatore sarebbe attorno ai 25 milioni di euro, ma secondo quanto filtra dalla Spagna potrebbe essere trattabile. Il contratto con il Levante scade nel 2028, elemento che dà forza al club spagnolo ma non chiude del tutto la porta a una possibile trattativa.

Carlos Espí Bologna, gol in amichevole e parole dopo il Leganes

Il centravanti ha già iniziato a lasciare il segno anche nella preparazione estiva. Sabato, nella prima amichevole stagionale contro il Leganes, Espí ha trovato il gol, confermando una volta di più il suo istinto da attaccante d’area.

Dopo la partita, il giocatore ha commentato così la sua rete: «Fare gol rende felici – ha detto – come il poter ritrovare i miei compagni in gara».

Parole semplici, ma indicative di un profilo giovane che sta vivendo con entusiasmo il proprio percorso di crescita. Nella scorsa stagione, Espí ha collezionato 25 presenze complessive e realizzato 11 gol, chiudendo l’annata in crescendo e conquistando progressivamente più spazio da titolare.

Carlos Espí Bologna, carriera e crescita al Levante

Carlos Espí Escrihuela è nato il 24 luglio 2005 a Tavernes de la Valldigna, in Spagna. È una prima punta di piede destro, alta 1,94 metri, cresciuta nel settore giovanile del Levante fino al debutto tra i professionisti.

Il suo percorso è stato rapido: dopo l’ingresso nella cantera del club spagnolo, si è imposto come uno dei talenti più interessanti della sua generazione. Nella stagione precedente aveva già raccolto minuti e gol importanti, ma il salto di qualità è arrivato nell’ultimo campionato, quando è diventato uno dei principali riferimenti offensivi della squadra.

Secondo AS, il suo rendimento ha generato forte interesse internazionale. Un dirigente del Levante ha spiegato: «Si è scatenato molto interesse nei suoi confronti: dalla Germania, dall’Inghilterra, dall’Italia… Tutto normale: ha caratteristiche che possono cambiare una partita. Insomma, abbiamo ricevuto molte chiamate ma non abbiamo ancora ricevuto un’offerta concreta, pur sapendo che da un momento all’altro potrebbe anche accadere».

Carlos Espí Bologna, caratteristiche tecniche e fisiche

Espí è un centravanti moderno, potente ma non limitato al solo gioco fisico. La struttura da 1,94 metri lo rende molto competitivo nei duelli aerei e nella protezione del pallone, ma il suo profilo va oltre quello della classica punta di peso.

Sa attaccare la profondità, lavorare spalle alla porta, occupare bene l’area e dare riferimenti ai compagni. È un attaccante che può essere utile sia quando la squadra cerca il cross, sia quando serve un terminale capace di tenere palla e far salire il blocco.

Dal punto di vista tecnico deve ancora completarsi, soprattutto nella continuità dentro la partita e nella pulizia del gioco associativo, ma ha già mostrato qualità importanti: fiuto del gol, coordinazione, aggressività e capacità di incidere anche partendo dalla panchina.

Carlos Espí Bologna, come si integrerebbe nella squadra rossoblù

Nel Bologna, Carlos Espí potrebbe rappresentare un investimento importante per il presente e per il futuro. Il club rossoblù cerca un attaccante giovane, valorizzabile e con caratteristiche diverse rispetto agli altri profili della rosa.

Molto dipenderà però dalle uscite. Lucumì potrebbe portare una cifra importante, Dallinga è dato in uscita, mentre su Castro resta l’attenzione della Premier League. Solo dopo aver definito il quadro delle cessioni, il Bologna potrà capire quale sarà la reale disponibilità economica per trasformare l’interesse in una trattativa concreta.

In campo, Espí potrebbe integrarsi come centravanti fisico da alternare a punte più mobili o da utilizzare nelle gare in cui servono presenza in area, profondità e capacità di reggere il duello con i centrali. Il salto dalla Liga alla Serie A richiederebbe adattamento, ma per età, struttura e margini resta un profilo pienamente coerente con la linea tecnica del Bologna.

Manzambi all’Aston Villa, sorpasso al Newcastle: colpo da 70 milioni per Emery

Manzambi va all’Aston Villa, affare chiuso con il Friburgo e Newcastle beffato: i dettagli del trasferimento per il centrocampista svizzero

L’Aston Villa piazza il colpo a sorpresa e supera il Newcastle nella corsa a Johan Manzambi, una delle grandi rivelazioni dei Mondiali. Il centrocampista classe 2005, protagonista con la Svizzera, era ormai vicino ai Magpies, convinti di aver trovato un’intesa di massima sia con il giocatore sia con il Friburgo. L’inserimento improvviso del club allenato da Unai Emery, però, ha cambiato completamente lo scenario.

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Per il Newcastle si tratta di una beffa pesante, soprattutto in un momento delicato per il centrocampo. Dopo la partenza di Sandro Tonali verso il Tottenham e la richiesta di cessione di Bruno Guimaraes, desideroso di trasferirsi all’Arsenal, il club bianconero aveva individuato in Manzambi il profilo ideale per aprire un nuovo ciclo.

Manzambi Aston Villa, accordo da 60 milioni più bonus

Secondo quanto riportato da Fabrizio Romano, l’Aston Villa ha trovato nelle ultime ore l’accordo definitivo con l’entourage del giocatore e successivamente anche con il Friburgo per l’acquisto a titolo definitivo.

L’operazione dovrebbe chiudersi sulla base di 60 milioni di euro più bonus, per una cifra complessiva vicina ai 70 milioni. Un investimento molto importante, che conferma la volontà del club inglese di alzare ulteriormente il livello della rosa e consegnare a Emery un centrocampista giovane, moderno e già pronto per un contesto competitivo come la Premier League.

Manzambi Aston Villa, il Mondiale con la Svizzera

Manzambi si è imposto all’attenzione internazionale grazie a un Mondiale di altissimo livello con la Svizzera. Il centrocampista ha disputato 4 partite, realizzando 3 gol e 2 assist, prima di essere fermato da un infortunio che lo ha costretto a saltare le ultime due gare contro Colombia e Argentina.

Il giocatore è atteso a breve in Inghilterra per sostenere le visite mediche e completare il trasferimento.

Manzambi Aston Villa, carriera e numeri

Cresciuto nel settore giovanile del Servette, Johan Manzambi si è trasferito al Friburgo nel gennaio 2023. Con il club tedesco ha debuttato in prima squadra nella stagione 2024/2025, iniziando un percorso di crescita rapido e costante.

In Bundesliga ha raccolto complessivamente 38 presenze, con 7 gol e 7 assist. Con la maglia della Svizzera, invece, conta 16 presenze e 6 reti dal debutto avvenuto nel giugno 2025. Numeri che spiegano l’investimento dell’Aston Villa e il duello acceso con il Newcastle.

Uruguay, svolta dopo il flop Mondiale: Diego Forlan nuovo ct ad interim

Uruguay, finisce il ciclo Bielsa dopo l’eliminazione al Mondiale 2026: Diego Forlan sarà il nuovo ct ad interim fino al 2027

L’Uruguay cambia guida tecnica dopo il deludente cammino al Mondiale 2026, disputato tra Stati Uniti, Messico e Canada. La Celeste ha chiuso la propria avventura già al termine della fase a gironi, un’eliminazione pesante che ha lasciato il segno all’interno della Federazione.

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Inserito nel girone H con Spagna, Arabia Saudita e Capo Verde, l’Uruguay non è riuscito a trovare il passo necessario per superare il turno. Il bilancio finale, composto da due pareggi e una sconfitta, ha portato alla decisione di interrompere il ciclo di Marcelo Bielsa, arrivato alla fine dopo un percorso che non ha prodotto i risultati attesi nella competizione più importante.

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La Federazione uruguaiana ha quindi scelto di aprire una nuova fase, affidandosi almeno temporaneamente a un nome molto conosciuto e amato dal calcio uruguaiano: Diego Forlan.

Uruguay, Diego Forlan scelto come ct ad interim

L’ex attaccante, protagonista in carriera anche con la maglia dell’Inter, guiderà la Nazionale in qualità di ct ad interim. Una scelta sorprendente, ma dal forte valore simbolico, perché riporta al centro del progetto un grande ex della Celeste, figura di riferimento per una generazione di tifosi e calciatori.

A ufficializzare la decisione è stato Ignacio Alonso, presidente della Federazione calcistica dell’Uruguay, che ha spiegato le ragioni della nomina.

«Il Comitato Esecutivo dell’AUF ha scelto Diego. Lo avevamo già incontrato nel 2022 per coinvolgerlo nel progetto. Ora è entusiasta».

Forlan resterà alla guida dell’Uruguay fino a marzo 2027, data che rappresenta uno snodo importante per il futuro della Federazione.

Uruguay, decisione definitiva dopo le elezioni federali

La scelta di fissare la scadenza a marzo 2027 non è casuale. Dopo quella data, infatti, l’AUF cambierà i propri vertici dirigenziali attraverso nuove elezioni. Sarà quindi il prossimo presidente federale a decidere se proseguire con Forlan oppure se aprire un nuovo casting per la panchina della Nazionale.

Nel frattempo, l’ex attaccante avrà un doppio incarico: oltre alla prima squadra dell’Uruguay, dovrà guidare anche la Nazionale Under 20, attesa dal campionato sudamericano in programma nel gennaio 2027.

Per la Celeste si apre così una fase di transizione, con l’obiettivo di ricostruire fiducia, identità e risultati dopo la delusione mondiale.

Ct Italia, Maldini e Leonardo al bivio: Conte, Mancini e Guardiola per la nuova Nazionale. Tutti i nomi

Ct Italia, la scelta entra nella fase decisiva: Maldini e Leonardo a lavoro per il prossimo tecnico, tutti i nomi per la panchina azzurra

Il momento della scelta del nuovo ct dell’Italia è arrivato. Dopo la definizione della coppia Paolo Maldini-Leonardo alla guida tecnica del Club Italia, la FIGC deve ora individuare il commissario tecnico chiamato a rilanciare la Nazionale. Come riferisce La Gazzetta dello Sport, la decisione dovrebbe maturare nel corso della settimana, con una rosa di nomi di altissimo profilo.

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I candidati principali restano Antonio Conte, Roberto Mancini e Pep Guardiola, tre soluzioni profondamente diverse per caratteristiche, costi e prospettiva tecnica. Conte piace soprattutto per la capacità di incidere subito, trasmettere mentalità e dare un’identità forte in tempi brevi. Mancini, invece, conserva appeal per la gestione del gruppo e per il legame già noto con il presidente federale Giovanni Malagò. Guardiola rappresenterebbe la scelta più rivoluzionaria, un cambio culturale totale per il calcio azzurro.

Ct Italia, il peso del bilancio FIGC

La scelta, però, non sarà soltanto tecnica. Anche i conti della FIGC avranno un ruolo importante. Secondo il quotidiano, guardando al fattore economico, la graduatoria dei candidati potrebbe ribaltarsi: Mancini davanti a Conte, con Guardiola ipotesi più complessa per costi e condizioni di lavoro.

Maldini e Leonardo dovranno quindi decidere quale strada imboccare: affidarsi a un gestore esperto e già abituato al calcio italiano oppure provare una svolta mai vista nella storia recente della Nazionale. Il nodo Guardiola, in particolare, richiederebbe un progetto forte, credibile e strutturato, capace di convincere un tecnico abituato a incidere in profondità sui club in cui ha lavorato.

Ct Italia, gli altri nomi sul tavolo

Accanto ai tre profili principali, restano vive altre piste. Stefano Pioli ha il vantaggio di conoscere molto bene Maldini, con cui ha condiviso lo scudetto al Milan, e avrebbe pretese economiche più leggere rispetto agli altri candidati.

C’è poi Andrea Pirlo, vecchio pallino di Leonardo, che in passato lo avrebbe voluto al Paris Saint-Germain prima dell’inserimento della Juventus. Sullo sfondo compare anche Didier Deschamps, destinato a liberarsi dalla Francia al termine del Mondiale, e resta la suggestione Thiago Motta, profilo più legato a una possibile rivoluzione tecnica.

Ct Italia, Maldini e Leonardo davanti alla prima grande scelta

Il nuovo ct dovrà rispondere a due requisiti centrali: esperienza e mentalità vincente. La decisione sarà il primo vero banco di prova per Maldini e Leonardo, chiamati a dare una nuova direzione al progetto azzurro.

Il tempo delle valutazioni è quasi finito: ora la Nazionale italiana attende il nome dell’uomo che dovrà guidare la ripartenza.

Fiorentina d’assalto: Grosso parte con quattro colpi e punta il jolly Oulai

Al via il ritiro al Viola Park tra volti nuovi, nodi burocratici ed esclusioni eccellenti: la Fiorentina spinge per chiudere anche il colpo Oulai

Il primo giorno non è mai banale, a maggior ragione se la partenza è col botto. La Gazzetta dello Sport scrive oggi che nemmeno il nuovo tecnico Fabio Grosso si aspettava un avvio di mercato così scoppiettante da parte del direttore sportivo Fabio Paratici. Ieri, in occasione del raduno al Viola Park, si sono visti i primi quattro acquisti della stagione. Insieme ai vecchi compagni c’erano il difensore brasiliano Viery, il centrale rumeno Radu Dragusin e il centrocampista francese Arthur Atta. A loro si è aggiunto lo spagnolo Alex Jimenez, che ha già sostenuto le visite mediche ma non ha ancora firmato il contratto a causa di lungaggini burocratiche. Per il terzino manca infatti il transfer della federazione inglese; per questo motivo oggi lavorerà soltanto in palestra.

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Con l’inizio ufficiale del ritiro è stata diramata la lista dei convocati, caratterizzata da esclusioni importanti. Spicca l’assenza di Robin Gosens, considerato ormai fuori dal progetto tecnico e al centro di una trattativa con lo Schalke 04, pista che tuttavia non scalda il calciatore. Fuori anche Braschi e Kospo, mentre tra i rientri dai prestiti figurano Sohm e Moreno. Molti altri elementi, da Richardson a Sottil fino a Nzola, rimangono in uscita.

La tentazione Oulai: c’è il sì del giocatore, si tratta con il Trabzonspor

Paratici è già al lavoro per regalare a Grosso un terzino sinistro e tre o quattro esterni offensivi, ma ha tenuto in serbo un jolly: un investimento consistente su un grande talento. Il nome caldo è Christ Inao Oulai, mediano del Trabzonspor reduce da un ottimo Mondiale negli Stati Uniti, dove ha collezionato 4 presenze (2 da titolare) per complessivi 208 minuti. Sebbene il ruolo sia già coperto da Atta, Oulai ha acceso la fantasia del ds e ha già dato la sua priorità alla Fiorentina, snobbando la concorrenza di Brentford e Lipsia.

L’ostacolo principale è la valutazione dei turchi, lievitata dopo il Mondiale da 20-25 a 35-40 milioni. La Juventus segue il giocatore, ma Paratici — forte del sì dell’ivoriano — confida di spuntarla con una delle sue formule creative. I media turchi parlano di un’offerta viola da 30 milioni più una corposa percentuale sulla futura rivendita. Oulai, centrocampista box-to-box che unisce qualità, personalità e intensità fisica, sarebbe l’innesto ideale per far compiere un definitivo salto di qualità alla mediana di Grosso.

Leonardo advisor della Nazionale: perché Maldini lo ha voluto al suo fianco e da dove nasce la sua scelta

Leonardo in Nazionale, il nuovo ruolo accanto a Maldini per l’ex Milan: il passato da calciatore, allenatore, direttore sportivo e non solo

Leonardo torna nel calcio con un ruolo diverso rispetto al passato. Non più direttore sportivo operativo come ai tempi del Psg, ma advisor della Nazionale e consulente diretto di Paolo Maldini, nuovo riferimento tecnico del Club Italia. Come sottolinea La Gazzetta dello Sport, dietro questa scelta c’è una logica precisa: esperienza internazionale, rapporti istituzionali e una conoscenza profonda del calcio mondiale.

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Lo stesso Leonardo, meno di due anni fa, aveva spiegato di non voler rientrare nel calcio con le stesse modalità di prima: «Sto bene a casa e non ho intenzione di tornare nel calcio come prima». Cercava una sfida diversa, meno legata alla pressione quotidiana di un club e più vicina alla costruzione di un progetto.

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Leonardo Nazionale, il legame con Maldini e la missione azzurra

Il rapporto con Maldini è uno degli elementi centrali. I due hanno condiviso il percorso al Milan da giocatori e poi da dirigenti nella stagione 2018-19. Già nei mesi scorsi, Leonardo aveva espresso parole molto chiare sull’ex capitano rossonero: «Paolo ha tanto da dare al calcio italiano e lui la missione di aiutare il movimento la sente dentro. È una figura che fa credere in un’idea di ristrutturazione perché trascina e conosce questo ambiente».

Ufficialmente sarà un consulente, ma il suo peso non sarà marginale. Leonardo conosce i vertici del calcio europeo e mondiale, dalla Uefa alla Fifa, passando per l’Efc. Ha lavorato da calciatore, allenatore, dirigente, direttore tecnico e ambasciatore, accumulando un’esperienza difficilmente replicabile.

Leonardo Nazionale, esperienza e metodo per il Club Italia

Nel suo percorso dirigenziale, Leonardo ha avuto un riferimento decisivo in Adriano Galliani, con cui ha lavorato al Milan. Di quella esperienza ha detto: «Stare al suo fianco è stato come andare all’università. Ho visto come si gestisce un club senza avere la responsabilità di prendere le decisioni. Galliani ha una visione a 360 gradi e sa tutto di calcio».

Ora quel bagaglio potrà essere utile al nuovo progetto azzurro. Con Maldini e Leonardo, l’Italia avrà due figure capaci di proteggere gruppo e allenatore, gestire la pressione e lavorare sulla ricostruzione tecnica del movimento.

Leonardo Nazionale, il lavoro sui giovani e sul futuro

La sfida sarà complessa: l’Italia deve tornare al Mondiale dopo tre edizioni saltate e ampliare il bacino di talenti disponibili. Leonardo lo spiegava già anni fa: «Un giocatore va valutato sotto l’aspetto tecnico (individuale), tattico (collettivo), medico e psicologico. Soprattutto quando si parla di sviluppo, il ragazzo deve essere monitorato in tutto e aiutato».

Per questo Maldini lo ha voluto al proprio fianco non solo per amicizia, ma per competenza, visione internazionale e capacità diplomatica. Il compito sarà costruire linee guida, dialogare con i club e aiutare il calcio italiano a ritrovare una direzione comune.

Ritiro Inter: Chalobah sfuma, Stankovic e Provedel le novità per Chivu

I campioni d’Italia tornano in campo con l’obiettivo della riconferma: inizia oggi il ritiro estivo dell’Inter ad Appiano Gentile

L’Inter campione d’Italia si ritrova oggi ad Appiano Gentile con uno spirito decisamente più leggero rispetto a un anno fa, forte dello scudetto cucito sulle maglie. Sotto la guida del tecnico Cristian Chivu, capace nell’ultimo campionato di raccogliere ben 87 punti e vincere due trofei affrontando con grande sapienza i momenti di difficoltà, i nerazzurri iniziano la stagione con lo status di favoriti. L’obiettivo dichiarato è l’impresa del bis tricolore, un traguardo di riconferma che manca in Serie A dai tempi della Juventus nelle stagioni 2018/19 e 2019/20, oltre alla ferma volontà di tornare a essere grandi protagonisti anche in Europa. Ecco il focus odierno del Corriere dello Sport.

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Intrecci di mercato: tra cessioni illustri e nodi in difesa

Sul fronte del mercato, la spina dorsale della squadra era già stata in buona parte delineata dagli arrivi di Akanji, Diouf e Yanis Massolin, quest’ultimo considerato l’unica vera novità tra i titolari della passata gestione. Tuttavia, la dirigenza si trova a dover colmare un evidente vuoto sulla fascia destra nato dopo l’addio di Denzel Dumfries, che ha scelto di seguire la chiamata di José Mourinho a Madrid.

Il quadro dei rinforzi difensivi al momento è limitato e presenta diverse questioni aperte:

  • Sfumate le opzioni Palestra (finito al Chelsea) e Solet per dubbi dello staff sulla tenuta delle ginocchia, il reparto conta attualmente i soli Bisseck, Akanji, Bastoni e Carlos Augusto.
  • La trattativa per Khalaili è fortemente a rischio dopo il blocco del Coni, costringendo la società a cercare almeno due innesti, con gli occhi puntati su Lucumí e sulla situazione di Mancini alla Roma.
  • L’Inter ha ufficialmente rinunciato a Trevoh Chalobah a causa della richiesta del Chelsea, che non scende sotto i 35 milioni di euro; una situazione che potrebbe riaprire la strada per un ritorno del giocatore al Como.
  • A centrocampo si punta ad alzare il livello qualitativo partendo da Frattesi e Asllani, monitorando la disponibilità di Jones qualora il Liverpool abbassasse le pretese.

Il programma del ritiro e la conferenza con Marotta

I cancelli del centro sportivo si aprono stamane per accogliere la squadra, privata temporaneamente dei nazionali ancora impegnati al Mondiale. Il programma odierno prevede un importante punto della situazione alle 14:30, orario in cui il tecnico Chivu e l’amministratore delegato Giuseppe Marotta parleranno in conferenza stampa.

Tra i volti presenti al raduno si registrano i rientri dai prestiti esteri di Pavard e Asllani, oltre alle uniche due novità di giornata: il figlio d’arte Aleksandar Stankovic, riacquistato dal Bruges, e il portiere Ivan Provedel, scelto per fare il vice del titolare Martinez. Il gruppo sosterrà doppie sedute di allenamento fino a mercoledì, mentre giovedì si allenerà solo al mattino prima di partire nel pomeriggio alla volta della Germania.

Davinson Sanchez verso il Como, accordo con il giocatore: Diao può essere la chiave col Galatasaray

Davinson Sanchez si avvicina al Como, il difensore ha detto sì al progetto di Fabregas: i lariani pensano di inserire Diao per convincere il Galatasaray

Il Como ha scelto Davinson Sanchez per rinforzare la difesa in vista della prossima stagione. Come riportato da La Gazzetta dello Sport, il centrale colombiano del Galatasaray avrebbe già dato una disponibilità di massima al trasferimento sul lago, convinto dal progetto tecnico di Cesc Fabregas e del direttore sportivo Carlalberto Ludi.

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Il primo ostacolo, legato all’ingaggio, sembra dunque superato. In Turchia, Sanchez percepisce oltre 3 milioni di euro a stagione, anche grazie alla particolare fiscalità della Süper Lig, e ha un contratto in scadenza nel 2029. Nonostante questo, il difensore sarebbe disposto a valutare una nuova avventura in Serie A, dentro una realtà ambiziosa e reduce da una crescita storica.

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Davinson Sanchez Como, esperienza internazionale per la difesa

Il profilo di Davinson Sanchez risponde perfettamente alle esigenze del Como. La squadra di Fabregas ha bisogno di aggiungere esperienza, fisicità e personalità a un reparto che, al momento, presenta numeri ridotti.

Dopo l’addio di Diego Carlos, tornato al Fenerbahce dopo il prestito, il Como può contare su Ramon, Kempf, Goldaniga e sul giovane Andrés Cuenca, arrivato dalla cantera del Barcellona. In questo contesto, un centrale con 143 presenze in Premier League con il Tottenham, 38 in Champions League e 84 con la Colombia rappresenterebbe un innesto di grande peso.

Davinson Sanchez Como, la trattativa con il Galatasaray

Il nodo principale resta l’accordo con il Galatasaray. Il Como avrebbe già presentato una prima offerta tra i 20 e i 25 milioni di euro, respinta dal club turco senza però chiudere definitivamente alla cessione.

Per sbloccare l’operazione, potrebbe entrare in gioco Assane Diao. Il Galatasaray cerca da tempo un esterno offensivo sinistro veloce, capace di saltare l’uomo e attaccare lo spazio. Il classe 2005 del Como risponde perfettamente a questo identikit.

Assane Diao Galatasaray, la possibile chiave dell’affare

Diao, arrivato in Italia nel gennaio 2025 dal Betis per circa 12 milioni di euro, ha una valutazione superiore rispetto a Davinson Sanchez, soprattutto per età, prospettive e rendimento. Il senegalese ha già dimostrato qualità importanti, vincendo un Europeo Under 19 da protagonista con la Spagna e incidendo con continuità tra Betis e Como.

Per questo, se la trattativa dovesse decollare, il Galatasaray potrebbe dover inserire anche un conguaglio economico per pareggiare la differenza tra le valutazioni dei due calciatori. Il Como, intanto, ha il sì del difensore: ora serve trovare la formula giusta con il club turco.

Rob Dieperink morto a 38 anni, tragedia nel mondo arbitrale olandese: avrebbe dovuto fare i Mondiali prima dell’arresto

Addio a Rob Dieperink, l’arbitro olandese trovato senza vita a Borculo: indagini in corso. Mondo sportivo sotto shock, cos’è successo

Una notizia drammatica scuote il mondo del calcio internazionale. Rob Dieperink, arbitro olandese di 38 anni e fischietto con esperienza internazionale, è stato trovato morto nelle scorse ore nella sua città natale, Borculo, in Olanda.

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Le circostanze del decesso sono ancora in fase di accertamento. Secondo quanto emerso, la polizia dei Paesi Bassi sta indagando per chiarire le cause della morte, ma al momento avrebbe escluso il coinvolgimento di altre persone.

La scomparsa di Dieperink arriva a pochi mesi da una vicenda di cronaca che aveva segnato profondamente la sua carriera recente. L’arbitro era infatti stato escluso dalla lista degli ufficiali di gara per i Mondiali, competizione alla quale avrebbe dovuto partecipare.

Rob Dieperink, la vicenda giudiziaria archiviata

Lo scorso aprile Dieperink era stato arrestato dalla polizia inglese durante un soggiorno a Londra, dove si trovava per svolgere il ruolo di addetto VAR in occasione della sfida di Conference League tra Crystal Palace e Fiorentina, valida per l’andata dei quarti di finale.

L’accusa contestata riguardava una presunta violenza sessuale su minore. La vicenda, tuttavia, era stata successivamente archiviata per mancanza di prove, con il ritiro delle accuse nei confronti dell’arbitro olandese.

Nonostante l’archiviazione del caso, l’episodio aveva avuto conseguenze sulla sua carriera internazionale, portando alla mancata partecipazione ai Mondiali.

Rob Dieperink, il cordoglio della KNVB

La KNVB, la Federcalcio olandese, ha espresso il proprio dolore attraverso una nota ufficiale, ricordando il valore professionale e umano di Dieperink.

«Siamo rimasti sconvolti e profondamente addolorati per la morte di Rob Dieperink. Con Rob perdiamo un arbitro molto apprezzato, ma soprattutto un collega gentile e coinvolto. I nostri pensieri vanno alla sua famiglia, agli amici e a tutti coloro che gli erano cari. A loro auguriamo molta forza e coraggio per elaborare questa grande perdita».

Parole che raccontano lo sgomento dell’ambiente arbitrale olandese per una morte improvvisa e ancora da chiarire nei suoi contorni.

Rob Dieperink, una carriera internazionale interrotta

Dieperink era considerato un arbitro di esperienza, con un profilo cresciuto nel tempo fino a raggiungere incarichi internazionali. Il suo ruolo come ufficiale VAR lo aveva portato anche in contesti europei di alto livello, confermandolo tra i nomi più stimati del movimento arbitrale olandese.

Ora l’attenzione resta concentrata sugli accertamenti delle autorità competenti, chiamate a fare chiarezza sulle cause della morte. Nel frattempo, il calcio olandese e internazionale si stringe attorno alla famiglia, agli amici e ai colleghi di Rob Dieperink, scomparso a soli 38 anni.

Rodri carica la Spagna verso la semifinale Mondiale: «La Francia è la squadra più completa»

Rodri, il capitano della Spagna tra leadership, Lamine Yamal e semifinale Mondiale contro la Francia: le sue parole

Rodri, centrocampista e capitano della Spagna, ha parlato in una lunga intervista concessa a La Gazzetta dello Sport alla vigilia della semifinale dei Mondiali 2026 contro la Francia. Il Pallone d’Oro ha toccato tanti temi: il suo ruolo da leader, la crescita di Lamine Yamal, il percorso costruito con Luis De la Fuente e la grande sfida contro la Nazionale francese.

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Il primo tema riguarda proprio la leadership. Rispetto al passato, quando in gruppo c’erano anche Carvajal e Morata, oggi Rodri si ritrova con responsabilità ancora maggiori.

LEADERSHIP – «Sì, ma in questi anni ho cercato di assorbire un po’ quelle che erano le qualità di Dani e di Alvaro e ora cerco di trasmetterle. Diciamo che ho appreso a diversificare nel mio ruolo di capitano».

Rodri Spagna, il rapporto con Lamine Yamal

Grande spazio anche a Lamine Yamal, che compie 19 anni proprio alla vigilia di una semifinale Mondiale. Rodri ha spiegato come il giovane talento del Barcellona viva eventuali critiche o consigli all’interno del gruppo.

YAMAL E CRITICHE – «Molto bene. Uno dei suoi punti di forza, oltre all’enorme maturità, è che ascolta sempre ciò che gli viene detto. È molto ambizioso e la cosa lo porta a prestare attenzione agli altri perché pensa di poter sempre migliorare».

Secondo Rodri, Yamal deve continuare a crescere soprattutto nella gestione emotiva di alcuni momenti della partita, senza perdere fiducia quando il duello individuale non riesce.

YAMAL E CRESCITA – «Restando tranquillo. È un’ala classica, vuole sempre cercare l’uno contro uno e a volte se non gli riesce il dribbling o se sente che dovevano fischiargli un fallo e non l’hanno fatto magari si ferma. Io lì intervengo e lo invito a non desistere, a non mollare, a continuare a provarci. E lui presta attenzione, ha una gran voglia di imparare e di migliorare, io da capitano dico che per il gruppo dal punto di vista comportamentale è un esempio».

MATURITÀ – «No, appunto. Lo diceva il Mister domenica: credo che debba calmare un po’ l’ansia che a volte gli viene di voler dimostrare, di dover fare. È un giocatore importantissimo per noi per ciò che fa con e senza palla, ed è un ragazzo molto molto intelligente. Poi è chiaro, resta sempre un tipo di 19 anni e in alcuni momenti della gara va tranquillizzato, perché poi per il resto il calcio ce l’ha dentro, bisogna solo trovare il momento giusto perché lo possa tirar fuori. Può ancora migliorare nella lettura specifica dei momenti della gara, ma il suo straordinario livello è ormai chiaro per tutti».

Rodri su Lamine Yamal: il confronto con i suoi 19 anni

La differenza tra il percorso di Rodri e quello di Yamal è evidente. Alla stessa età, il capitano della Spagna non era ancora un professionista affermato.

I 19 ANNI DI RODRI – «Non ero neanche professionista, iniziavo col Villarreal B, andavo a fare casino alle feste con gli amici. E quell’estate giocai l’Europeo Under 19».

Oggi, invece, Lamine Yamal si prepara a giocare una semifinale Mondiale da potenziale protagonista.

YAMAL E LA SEMIFINALE – «Incredibile, ma poi se uno pensa che due anni fa quando festeggiammo insieme il suo 17° compleanno eravamo alla vigilia della finale dell’Europeo… Diciamo che sono passati già due anni e non fa quasi più impressione, e già dire questa cosa dà l’idea dell’eccezionalità della sua progressione. Non ci stupiamo del fatto che un 19enne sia atteso come grande protagonista di una semifinale Mondiale».

Rodri Spagna, il ricordo dell’Europeo Under 19

Rodri ha poi ripercorso l’estate del 2015, quando la Spagna vinse l’Europeo Under 19 in Grecia. In quella squadra c’erano anche Mikel Merino e Unai Simon, mentre in panchina iniziava il percorso di Luis De la Fuente.

EUROPEO UNDER 19 – «Sì. Vista 11 anni dopo, è la prima pietra di questo gruppo. Vincemmo il nostro primo titolo importante e iniziammo a costruire qualcosa che ci ha portato fino a qui. La forza è che non siamo cambiati, né noi giocatori né il mister. Sono cambiati i compagni, ma l’essenza è stata seminata lì in Grecia, abbiamo preso una strada che 11 anni dopo dobbiamo continuare a seguire».

Rodri Spagna, semifinale contro la Francia

Il focus si sposta poi sulla semifinale Mondiale contro la Francia, una delle partite più attese del torneo. Rodri non nasconde la difficoltà dell’impegno.

FRANCIA-SPAGNA – «Non vedo l’ora. È la grande prova per noi, contro la squadra più in forma del Mondiale».

Il centrocampista ha analizzato anche il confronto tra il miglior attacco e una delle difese più solide della competizione.

FRANCIA COMPLETA – «Sul primo dato non ci sono dubbi. Sul secondo ok, noi abbiamo incassato una sola rete, ma loro due… Per questo mi sembra la squadra più completa. Ha un enorme potenziale offensivo ma io sottolineerei le virtù difensive. Quando si mettono in blocco basso è difficile entrare, sono molto aggressivi».

La Spagna ha già battuto la Francia nella semifinale dell’Europeo 2024 e in quella della Nations League 2025, ma Rodri invita a non fare paragoni troppo semplici.

PRECEDENTI – «Sì, è chiaro. La Francia è un ‘equipazo’, ma la Spagna lo stesso. Abbiamo dimostrato di poterli battere ma questa è una semifinale Mondiale, entrano in ballo tante altre cose a livello emotivo».

Rodri Spagna, che partita sarà contro la Francia

Rodri non si aspetta una gara spettacolare come il 5-4 dell’ultima Nations League. La semifinale Mondiale, secondo il capitano spagnolo, avrà un copione diverso.

PARTITA – «No. Quella dello scorso anno è stata una cosa strana, difficilmente si vede un 5-4 in una sfida tra nazionali tanto forti. Prevedo una partita di spazi ridotti, di studio reciproco. Non penso che un match a campo aperto con un continuo scambio di colpi sia la migliore opzione per noi. La nostra idea è provare a controllare il più possibile palla e gioco».

Anche il precedente 5-1 parziale dello scorso anno potrebbe rappresentare un rischio mentale da gestire con attenzione.

ATTENZIONE – «Il rischio c’è, sì. Per quello sto insistendo con i ragazzi sul fatto che il Mondiale è un’altra storia. Non penso che domani avremo così tante occasioni, mi aspetto una partita dura, spinosa. Magari riuscire a segnare tanto, ma io penso che il cammino della gara sarà un altro».

Rodri e il Mondiale: il capitano studia le rivali

Rodri ha confermato anche la sua grande passione per il calcio. Arrivati a 101 partite del Mondiale, il centrocampista ha ammesso di averne viste moltissime.

PARTITE VISTE – «Quasi tutte».

SGUARDO DA AVVERSARIO – «Dipende. Quelle di squadre che non avremmo potuto incontrare da tifoso, quelle di possibili rivali con un occhio diverso».

Non però fino al punto di prendere appunti durante ogni gara.

TACCUINO – «No no, sono malato di calcio, ma non fino a quel punto. Niente taccuino, ancora».

La Spagna arriva così alla semifinale con una guida tecnica e carismatica sempre più definita. Rodri è il riferimento di un gruppo cresciuto nel tempo, con basi solide e una nuova generazione pronta a trascinare la Nazionale verso un altro grande traguardo.

Maldini subito al lavoro, nuovo ct e rivoluzione nel Club Italia: avrà un occhio di riguardo per le giovanili

Paolo Maldini entra in FIGC, il nuovo corso azzurro parte dalle scelte tecniche dalla bandiera del Milan: le prossime mosse

Paolo Maldini è già al lavoro nel suo nuovo doppio incarico in FIGC: direttore tecnico della Nazionale e presidente del Club Italia. Dopo l’annuncio arrivato sabato, l’ex capitano del Milan non avrà tempo da perdere. Come sottolinea La Gazzetta dello Sport, le decisioni da prendere sono molte e riguardano non soltanto la scelta del prossimo commissario tecnico, ma anche l’intera filiera azzurra.

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Il nome del nuovo ct resta il tema più urgente. Nell’ultimo mese i profili più discussi sono stati quelli di Antonio Conte e Roberto Mancini, ma l’arrivo di Maldini e Leonardo potrebbe aprire valutazioni diverse. I due ex dirigenti rossoneri avranno un peso centrale nella nuova struttura tecnica voluta da Giovanni Malagò.

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Maldini FIGC, la rivoluzione nel Club Italia

La vera svolta riguarda il ruolo del Club Italia. Finora la presidenza era sempre coincisa con quella della Federcalcio, ma Malagò ha scelto di cambiare impostazione, affidando la guida tecnica a una figura di campo come Maldini.

Una decisione che non modifica lo Statuto, ma cambia la sostanza. Il regolamento prevede infatti che sia il presidente federale a scegliere gli allenatori delle rappresentative, «previa consultazione con i vertici del Coni e dopo aver sentito il parere del Consiglio Federale». Ora, però, la scelta sarà condivisa con figure dotate di competenze tecnico-sportive specifiche.

In questo senso, la nomina di Maldini rappresenta l’evoluzione più forte di un percorso già immaginato in passato, quando era stata creata una commissione tecnica per affiancare la Federazione nelle valutazioni sulla Nazionale.

Maldini FIGC, attenzione alla filiera azzurra

L’obiettivo è dare all’Italia una struttura più simile a quella di un club, con una visione comune tra Nazionale maggiore, giovanili, femminile, futsal e beach soccer. Maldini e Leonardo analizzeranno le situazioni delle varie rappresentative, senza l’intenzione di azzerare tutto, ma con la volontà di definire linee guida condivise.

Le giovanili saranno centrali nel progetto. Malagò ha parlato di «un impegno di quattro anni che ci deve portare, da qui al 2030, al Mondiale passando per l’Europeo», ribadendo anche l’importanza dell’Under 21: «L’Under 21 è una cosa molto importante, perché manchiamo la qualificazione ai Giochi già da quattro edizioni, tornarci sarebbe molto prestigioso anche per valorizzare i nostri ragazzi».

Maldini FIGC, Coverciano e il sogno Mondiale

Nei primi giorni Maldini studierà l’organizzazione interna e sceglierà i propri collaboratori. Nell’immediato potrebbe affidarsi anche all’esperienza di figure già presenti nel sistema federale, come Maurizio Viscidi, coordinatore tecnico delle giovanili maschili.

Maldini e Leonardo saranno spesso a Coverciano, ma senza una sede fissa, così da potersi muovere liberamente per osservare, ascoltare e intervenire dove necessario. Il compito è ampio: ricostruire fiducia, raccogliere eventuali criticità da calciatori e allenatori e rilanciare il progetto azzurro con un orizzonte chiaro, il Mondiale 2030.

Le prime pagine dei quotidiani sportivi – 13 luglio 2026

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

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Sommer sarà il nuovo portiere del Club Brugge: accordo trovato e fumata bianca nelle prossime 48/72 ore

Sommer al Club Brugge: accordo trovato per l’ex portiere dell’Inter e fumata bianca in vista. Tutti i dettagli dell’affare

Il mercato internazionale dei portieri registra una svolta improvvisa e di assoluto spessore. È ormai vicinissima alla conclusione la trattativa per il trasferimento di Yann Sommer al Club Brugge. Dopo aver concluso la propria esperienza in Italia difendendo i pali dell’Inter, l’esperto estremo difensore svizzero ha trovato un accordo totale con la dirigenza belga ed è pronto a iniziare una nuova stimolante avventura professionale nella Pro League.

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I dettagli del contratto e la rivelazione di mercato

A lanciare la notizia è stato Sacha Tavolieri. Attraverso i propri canali social, il giornalista ha confermato come i dettagli burocratici siano ormai in via di definizione.

Sommer si legherà alla compagine neroblu sottoscrivendo un contratto a breve termine. Questa formula temporale ha soddisfatto pienamente le richieste del calciatore trentasettenne, desideroso di rimettersi in gioco in un contesto competitivo ma con un accordo snello, e della società, che si assicura così un profilo dall’usato sicuro e dalla bacheca ricca di trofei.

Rifiutata la Spagna: una scelta di vita per l’ex Inter

Il retroscena più interessante di questa operazione riguarda le altre pretendenti che si erano mosse sulle tracce del numero uno elvetico. Nel corso delle ultime settimane, infatti, Sommer aveva ricevuto diverse proposte da vari campionati europei.

La concorrenza più agguerrita è arrivata dal campionato iberico: sul tavolo del portiere era infatti pervenuta un’offerta importante dalla Spagna, sia dal punto di vista economico che della durata contrattuale. Nonostante il fascino della Liga, il giocatore ha preferito declinare la proposta per fare una vera e propria scelta di vita, ritenendo il progetto del Club Brugge e lo stile di vita belga ideali per le esigenze personali e familiari in questa fase della sua carriera.

Gerarchie chiare: Sommer sarà il primo portiere

Il Club Brugge ha rotto gli indugi per assicurarsi un leader assoluto dentro e fuori dal rettangolo verde. Nello scacchiere tattico della squadra, le gerarchie saranno delineate fin dal primo giorno: lo svizzero sarà il primo portiere titolare, mettendo la propria reattività e la grande abilità nella costruzione dal basso al servizio del club.

Dopo lo scudetto e i successi conquistati a Milano, l’ex pilastro della nazionale rossocrociata è dunque pronto per un nuovo capitolo. Il suo arrivo porterà una dose massiccia di carisma e di esperienza internazionale, elementi considerati vitali dalla dirigenza per dare l’assalto ai titoli nazionali e per recitare un ruolo da protagonisti nelle competizioni europee.

L’Inter piomba su Stones: cosa c’è dietro l’interesse dei nerazzurri per il difensore inglese

John Stones è finito nel mirino dell’Inter: ecco perché i nerazzurri sono sulle tracce del difensore inglese

L’Inter accende i radar del calciomercato internazionale e mette nel mirino un profilo di assoluto spessore per blindare la propria retroguardia. La dirigenza nerazzurra sta infatti valutando con grande attenzione il nome e l’identikit di John Stones secondo Gianluigi Longari. I primi sondaggi esplorativi sono scattati improvvisamente nelle ultime ore, con contatti andati in scena anche in giornata per sondare la disponibilità del calciatore e capire i reali margini di manovra dell’operazione. Questa mossa si inserisce all’interno di una strategia di restyling molto più ampia: l’obiettivo di mercato del club di Viale della Liberazione è chiaro, poiché l’Inter farà due centrali difensivi nel corso di questa sessione estiva.

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L’incastro di mercato: il futuro legato a Benjamin Pavard

L’eventuale sbarco a Milano dell’ex difensore del Manchester City, tuttavia, è strettamente subordinato a un incastro ben preciso all’interno dello scacchiere arretrato. Il profilo del classe ’94 verrebbe preso in seria considerazione dalla dirigenza della Beneamata qualora dovesse uscire Benjamin Pavard.

Perché John Stones è il colpo giusto per i nerazzurri

L’innesto del centrale inglese rappresenterebbe un salto di qualità straordinario per l’Inter sotto molteplici punti di vista. Stones incarna perfettamente le caratteristiche del difensore moderno: possiede una tecnica aristocratica nell’impostazione dal basso, una visione di gioco fuori dal comune e un’esperienza internazionale ai massimi livelli europei.

Nel sistema tattico di Chivu, che richiede ai braccetti della difesa a tre di spingere e partecipare attivamente alla manovra offensiva, l’ex pilastro di Pep Guardiola si integrerebbe alla perfezione. La sua capacità di agire sia da difensore centrale che da playmaker aggiunto permetterebbe all’Inter di mantenere un possesso palla fluido e imprevedibile, portando in dote una mentalità vincente e una leadership carismatica fondamentale per la gestione dello spogliatoio.

Gli scenari della difesa interista

I fitti dialoghi delle ultime ore dimostrano come la società di Milano voglia farsi trovare pronta a qualsiasi evenienza. Se la situazione legata al futuro di Pavard dovesse evolversi verso una separazione definitiva, la dirigenza nerazzurra sarebbe pronta ad accelerare i tempi per assicurarsi un rinforzo di caratura mondiale, continuando parallelamente la caccia al secondo tassello per completare il pacchetto arretrato.

Estupinan già bocciato dal Milan? Sondaggio di questa big europea per il terzino, ecco la posizione del club rossonero!

Estupinan è stato già bocciato dal Milan? Una big europea si inserisce per il terzino, qual è la posizione del Diavolo!

I movimenti di calciomercato attorno all’ambiente del Milan si infiammano improvvisamente sull’asse strategico che porta dritto in Premier League. L’Aston Villa ha infatti manifestato un forte interesse per Pervis Estupiñán, terzino sinistro di proprietà del club rossonero. A svelare i dettagli di questo importante retroscena è stato l’esperto di mercato Matteo Moretto, confermando che la società di Birmingham si è già mossa avviando i primi dialoghi con la dirigenza milanista.

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Il sondaggio dei Villans e lo stato della trattativa

La compagine inglese è alla ricerca di profili internazionali di spessore per puntellare la corsia mancina, una necessità resa impellente dal doppio impegno che attende la squadra tra il campionato e l’Europa. Nelle ultime ore, l’Aston Villa ha rotto gli indugi facendosi avanti in modo concreto attraverso un sondaggio esplorativo volto a chiedere informazioni dettagliate sulle cifre e sulle reali condizioni per arrivare al difensore ecuadoriano.

Al momento, negli uffici di via Aldo Rossi non sono ancora pervenute offerte scritte ufficiali, ma i fitti contatti registrati tra le parti testimoniano la chiara volontà di studiare a fondo la fattibilità dell’operazione. I Villans vogliono comprendere con esattezza lo spazio di manovra prima di sferrare l’assalto decisivo e presentare una proposta formale.

La posizione del Milan e le cifre dell’investimento

Dall’altra parte del tavolo, la dirigenza del Milan ha assunto una postura molto pragmatica e non ha chiuso la porta a una possibile separazione. Il club rossonero si è dichiarato pronto ad ascoltare offerte per l’esterno sudamericano, a patto che queste rispecchino il valore dell’atleta e permettano alle casse societarie di monetizzare in maniera adeguata.

Estupiñán era sbarcato a Milano soltanto durante la scorsa sessione estiva di mercato, prelevato dalla dirigenza per un investimento complessivo stimato attorno ai 20 milioni di euro. Di conseguenza, la richiesta economica del club meneghino per dare il via libera all’addio si baserà su quella spesa iniziale, ponendo una solida base per i futuri sviluppi della trattativa.

Identikit tattico per l’Europa

La scelta di puntare sul difensore della nazionale dell’Ecuador non è affatto casuale per gli inglesi. Il calciatore garantisce infatti una notevole spinta sulla fascia, abbinata a una grande intensità e a una discreta esperienza nei massimi tornei continentali. Le prossime settimane saranno fondamentali per comprendere se l’approccio dell’Aston Villa si trasformerà in una proposta ufficiale capace di convincere il Milan a privarsi del proprio laterale.

Ma davvero James Rodriguez è il colpo giusto per la Lazio? Pro e contro del possibile arrivo in biancoceleste

James Rodriguez è il giocatore giusto per la Lazio? Pro e contro del possibile colpo dei biancocelesti

Nelle ultime ore di mercato si è accesa una suggestione estremamente affascinante per i tifosi biancocelesti: il possibile approdo di James Rodriguez alla Lazio a parametro zero. Il fantasista colombiano, attualmente svincolato, rappresenta la classica occasione di mercato capace di infiammare la piazza. Tuttavia, un’operazione del genere porta con sé inevitabili e profonde riflessioni. Ecco un’analisi dettagliata dei pro e dei contro legati al suo eventuale arrivo nella Capitale.

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I PRO: Classe, esperienza e marketing

  • Qualità tecnica assoluta: Il talento puro e il mancino di James sono indiscutibili. La sua visione di gioco, l’abilità nei calci piazzati e la facilità nel mandare in porta i compagni alzerebbero notevolmente il tasso tecnico della trequarti laziale. È un giocatore in grado di risolvere le partite bloccate con una singola giocata, garantendo un prezioso bottino di gol e assist.
  • Esperienza internazionale e leadership: Avendo vestito maglie pesantissime come quelle di Real Madrid e Bayern Monaco, oltre a essere l’eterno trascinatore della Colombia, il classe 1991 porterebbe nello spogliatoio una mentalità vincente. La sua leadership sarebbe fondamentale per gestire le pressioni, specialmente nelle calde notti europee.
  • Impatto mediatico ed economico: Un “colpo a zero” non pesa alla voce del cartellino, ma garantisce un ritorno di immagine globale straordinario per il club. L’arrivo di una stella del genere accenderebbe l’entusiasmo dei tifosi, portando a un’impennata fisiologica nella vendita di abbonamenti e merchandising.

I CONTRO: Tenuta fisica, ingaggio ed equilibri tattici

  • Tenuta fisica e carta d’identità: Arrivato alla soglia dei 35 anni, l’età e lo storico clinico rappresentano l’incognita maggiore. Nelle ultime stagioni James ha spesso convissuto con fastidi muscolari che ne hanno limitato il minutaggio. I ritmi elevati, l’agonismo e la spigolosità tattica della Serie A potrebbero metterlo in difficoltà se non gestito con estrema cautela dal punto di vista atletico.
  • Ostacolo ingaggio e commissioni: Sebbene si tratti di un affare a parametro zero, le richieste per lo stipendio e le commissioni destinate agli agenti sono tradizionalmente molto esose. Questo aspetto rischia di scontrarsi frontalmente con la rigida politica salariale imposta dal presidente Lotito, rischiando inoltre di creare pericolosi squilibri all’interno dello spogliatoio.
  • Collocazione tattica e fase difensiva: James è il classico numero 10 sudamericano, un talento che ama gravitare dietro le punte ed è storicamente poco incline alla fase difensiva e al pressing. Nel calcio moderno, fatto di grande intensità e ripiegamenti continui, il suo inserimento potrebbe costringere l’allenatore a modificare il sistema di gioco, sacrificando l’equilibrio del centrocampo per supportarlo.

Ingaggiare James Rodriguez sarebbe per la Lazio un’affascinante scommessa d’alta classe, un compromesso tra il grande colpo a effetto e un potenziale azzardo tattico-finanziario che la dirigenza dovrà calibrare con massima attenzione.

Non solo il Newcastle su Manzambi, anche l’Aston Villa sulle tracce della rivelazione del Mondiale. Novità importanti per il suo futuro

Manzambi piace anche all’Aston Villa oltre che al Newcastle. Novità sul futuro del centrocampista del Friburgo

Il mercato della Premier League si accende attorno al nome di Johan Manzambi, gioiello del Friburgo e protagonista di un clamoroso inserimento nei radar delle grandi d’Inghilterra. Sulle tracce del talento svizzero si sta muovendo con decisione il Newcastle, che ha già compiuto passi formali importantissimi per assicurarsi le sue prestazioni. Tuttavia, l’operazione non è ancora conclusa e ha attirato le attenzioni di un’altra big britannica: l’Aston Villa è infatti tra i club maggiormente interessati e attenti all’evoluzione della situazione, pronta ad approfittare di qualsiasi esitazione per sferrare il blitz decisivo. Lo riporta Fabrizio Romano.

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L’intesa tra i club e l’attesa dei Magpies

La trattativa principale vede attualmente i Magpies in una posizione di teorico vantaggio strategico. Il Newcastle ha raggiunto un accordo totale con il Friburgo per il trasferimento a titolo definitivo del calciatore, trovando un’intesa economica che soddisfa pienamente le richieste della compagine tedesca.

Nonostante l’accordo tra le due società sia ormai blindato, manca ancora il tassello più importante per formalizzare il passaggio oltremanica: la dirigenza inglese sta aspettando il via libera del giocatore per poter procedere con l’iter delle visite mediche e la firma sui contratti. Tutto il futuro dell’affare, dunque, dipende esclusivamente dalla scelta del calciatore elvetico, che si è preso del tempo per valutare i dettagli del progetto tecnico prima di pronunciarsi.

Il profilo di Manzambi: la finale europea e il boom al Mondiale

L’esplosione internazionale di Manzambi è il frutto di un percorso di crescita vissuto ad altissimo livello nelle ultime stagioni. Il jolly offensivo è reduce da un’annata straordinaria che lo ha consacrato tra i profili più interessanti del calcio europeo. Con la maglia del Friburgo, infatti, è stato uno dei trascinatori assoluti della splendida cavalcata che ha portato il club tedesco fino alla prestigiosa finale di Europa League, mettendo in mostra una straordinaria maturità tattica e un’ottima confidenza con il gol.

A certificare definitivamente il suo status di top player internazionale è stato il Mondiale straordinario disputato con la Svizzera. Durante la rassegna iridata, il classe 2005 ha trascinato la propria selezione a suon di grandi prestazioni, diventando l’uomo mercato più desiderato della propria nazionale.

L’Aston Villa osserva la situazione

Proprio questa strabiliante continuità di rendimento ha spinto l’Aston Villa a monitorare l’evoluzione della trattativa con estrema attenzione. I Villans, alla ricerca di innesti di spessore internazionale per rinforzare il proprio reparto avanzato, restano alla finestra a osservare i dialoghi tra l’entourage dello svizzero e il Newcastle. Se Manzambi non dovesse concedere il definitivo semaforo verde ai Magpies, la società di Birmingham sarebbe pronta a inserirsi immediatamente per presentare la propria offerta ufficiale, provando a dirottare il talento elvetico verso il proprio impianto di gioco.

Greenwood, niente recompra da parte del Manchester United: via libera al trasferimento dell’inglese al Fenerbahce. Ultimissimi sviluppi

Il Manchester United non attiva la recompra per Mason Greenwood: via libera per il suo passaggio dal Marsiglia al Fenerbahce

Il futuro di Mason Greenwood è a un passo da una svolta definitiva sull’asse di calciomercato tra Francia e Turchia. Secondo Fabrizio Romano, il Manchester United ha infatti comunicato ufficialmente all’Olympique Marseille la decisione di non attivare la clausola di recompra a proprio favore per l’esterno offensivo inglese. Questa mossa strategica spalanca le porte al suo trasferimento immediato: il Fenerbahçe e il club francese sono ormai pronti a formalizzare l’accordo completo, preparando il volo del giocatore verso Istanbul per l’inizio di una nuova avventura professionale. Nell’operazione, i Red Devils incasseranno comunque una cifra superiore ai 10 milioni di sterline grazie alla percentuale sulla futura clausola di rivendita.

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Fenerbahçe in pole position: pronti i passi formali per l’accordo

La scelta della dirigenza inglese di rinunciare al controriscatto semplifica notevolmente una delle trattative più calde della sessione estiva. Con il passo indietro del Manchester United, l’Olympique Marsiglia ha ottenuto il via libera totale per negoziare la cessione a titolo definitivo del calciatore.

Il Fenerbahçe, club da tempo fortemente interessato al talento inglese, ha accelerato i contatti nelle ultime ore per bruciare la concorrenza internazionale. Le due società hanno già impostato lo scambio dei documenti legali e stanno predisponendo i passi formali per sancire la fumata bianca. Il calciatore ha manifestato pieno gradimento per la destinazione turca, attratto dal progetto tecnico e dalla prospettiva di lottare per il titolo nella Süper Lig. Il suo sbarco in Turchia è previsto a breve per l’espletamento delle visite mediche di rito.

Il tesoretto per il Manchester United: i dettagli della rivendita

Nonostante la scelta di non riportare l’attaccante all’Old Trafford, la dirigenza dei Red Devils otterrà comunque un importantissimo beneficio economico da questa operazione di mercato. Al momento della precedente cessione all’OM, il club inglese aveva infatti blindato il proprio patrimonio inserendo una corposa percentuale sulla futura valorizzazione del cartellino.

Grazie a questo vecchio accordo commerciale, le casse del Manchester United beneficeranno di un incasso garantito che supererà i 10 milioni di sterline, garantendo una preziosa plusvalenza da reinvestire immediatamente. Per il Marsiglia, d’altro canto, la cessione rappresenta l’opportunità di monetizzare in modo significativo e di rimodulare il proprio monte ingaggi.

Un innesto di spessore per lo scacchiere tattico a Istanbul

L’arrivo di Greenwood rappresenta un colpo di grandissima risonanza mediatica e tecnica per il calcio turco. L’esterno offensivo si sposa perfettamente con le alte ambizioni europee del Fenerbahçe. Dopo aver ritrovato continuità di rendimento e gol nelle passate stagioni lontano dalla Premier League, l’attaccante cerca la definitiva consacrazione all’interno di un ambiente caldo e passionale, pronto a diventare fin da subito un punto di riferimento per la sua nuova tifoseria.

Colpo Marcos Leonardo per l’Ajax: accordo totale con l’Al Hilal per il bomber brasiliano

Marcos Leonardo passa all’Ajax: accordo trovato con l’Al Hilal per l’attaccante brasiliano, svelati tutti i dettagli

Il mercato internazionale mette a segno un trasferimento di assoluto spessore sull’asse che collega l’Arabia Saudita all’Olanda. L’Ajax ha infatti raggiunto un accordo verbale per l’acquisto di Marcos Leonardo, talentuoso attaccante brasiliano pronto a sbarcare in Eredivisie. La dirigenza dei Lancieri ha chiuso l’intesa con l’Al Hilal sulla base di una cifra fissa pari a 17,5 milioni di euro, superando la concorrenza e regalando al proprio reparto offensivo un rinforzo giovane ma già dotato di un significativo bagaglio di esperienza. Lo riporta Fabrizio Romano.

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Le cifre dell’affare e l’iter burocratico della trattativa

La complessa operazione di mercato è ormai giunta alle sue battute conclusive, avendo superato lo scoglio principale relativo alla valutazione economica del cartellino. L’investimento profuso dal club di Amsterdam testimonia la ferma volontà di puntare su un profilo di primissimo livello per ritornare a dominare in campo nazionale e internazionale.

Oltre all’intesa totale tra le due società per 17,5 milioni di euro, i rappresentanti del calciatore sudamericano hanno trovato una intesa relativa all’ingaggio. Sono stati formalizzati verbalmente i dettagli contrattuali, alla durata del nuovo vincolo societario e ai vari bonus legati al rendimento sul terreno di gioco.

Attualmente la trattativa si trova nella classica fase finale dello scambio formale dei contatti. Gli avvocati delle rispettive parti sono al lavoro per esaminare accuratamente e controllare ogni singola clausola dei documenti legali prima delle firme definitive. Nonostante l’iter burocratico richieda le ultime ore di attesa per i dettagli di rito, la situazione è talmente definita che l’attaccante ha già ricevuto l’autorizzazione ufficiale per sostenere le visite mediche, passo preliminare che precederà l’annuncio ufficiale sui canali del club.

L’identikit del calciatore: un centravanti moderno per l’Eredivisie

L’approdo di Marcos Leonardo alla corte della compagine olandese rappresenta un innesto strategico per la filosofia calcistica dell’Ajax, storicamente legata alla valorizzazione di elementi tecnici e dinamici nel reparto avanzato. Il calciatore verdeoro possiede infatti le caratteristiche ideali del centravanti moderno.

Dotato di un ottimo fiuto del gol, rapidità nei primi metri e grande pulizia tecnica nello stretto, il classe 2003 si sposa alla perfezione con i sistemi di gioco propositivi. Questo trasferimento segna per lui una tappa fondamentale per consolidare la propria carriera nel calcio europeo, sfruttando una delle vetrine più rinomate al mondo per i giovani talenti.

Morto Manù: tragico incidente stradale per l’ex Modena e Benfica, ha perso la vita a 43 anni

Morto Manù: l’ex Modena e Benfica ha perso la vita a 43 anni in seguito ad un incidente stradale. Il cordoglio

Il mondo del calcio piange la drammatica e prematura scomparsa di Manú, all’anagrafe Emanuel de Jesus Bonfim Evaristo, deceduto a soli 43 anni a causa di un incidente stradale. La tragica notizia, comunicata ufficialmente dall’FC Alverca, ha destato un profondo senso di cordoglio non solo in Portogallo, suo Paese d’origine, ma anche nel calcio italiano. Nel corso della sua lunga e itinerante carriera sportiva, infatti, l’esperto esterno offensivo aveva militato nelle file del Modena e del Carpenedolo, lasciando un ottimo ricordo del suo passaggio nel nostro Paese prima di intraprendere una vera e propria carriera da giramondo.

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Il cordoglio del Portogallo e gli anni d’oro al Benfica

Attraverso una nota ufficiale, il club lusitano ha voluto omaggiare la memoria dell’ex ala destra, sottolineando come l’intera comunità sportiva lo ricordi “con gratitudine”, stringendosi attorno al dolore dei familiari e rivolgendo le più sentite condoglianze ai parenti e agli amici più stretti colpiti da questo improvviso dramma. Il punto più alto della sua parabola calcistica in patria coincide indubbiamente con il trasferimento al Benfica, una delle società più gloriose e titolate d’Europa. Manú ha indossato la prestigiosa maglia delle Aquile di Lisbona in un quadriennio compreso tra il 2004 e il 2008, collezionando presenze importanti e confrontandosi con le grandi pressioni delle competizioni nazionali e internazionali.

Le tappe in Italia e la carriera internazionale

Il legame tra Manú e l’Italia si è consolidato proprio durante gli anni centrali della sua maturità tecnica. Le sue doti di corsa e la capacità di saltare l’uomo sulla corsia laterale lo hanno portato a misurarsi con i tatticismi dei campionati italiani. L’ala portoghese ha infatti vestito la maglia del Modena, club storico della via Emilia, mettendo la propria velocità a disposizione della squadra. Successivamente, il giocatore ha vissuto un’altra parentesi significativa in Lombardia, difendendo i colori del Carpenedolo.

Quella di Manú è stata a tutti gli effetti la storia sportiva di un calciatore poliedrico e aperto a nuove sfide. Oltre alle esperienze d’alto livello maturate in Portogallo e in Italia, il centrocampista offensivo ha intrapreso una serie di avventure internazionali che lo hanno portato a esplorare contesti calcistici estremamente diversificati. Il suo ricco percorso si è infatti sviluppato attraverso i campionati di Grecia, Polonia, Cina e Cipro. Ovunque abbia giocato, il calciatore ha saputo farsi apprezzare per la sua dedizione professionale, dote che oggi rende la sua prematura scomparsa ancora più dolorosa per i tanti tifosi che lo hanno sostenuto nelle varie tappe della sua carriera.

Mondiali a 64 squadre, l’annuncio di Infantino spacca il calcio! No di UEFA e CONCACAF, cosa sta succedendo

Mondiali a 64 squadre, il presidente FIFA Gianni Infantino apre alla rivoluzione! Muro di UEFA e CONCACAF

La FIFA apre ufficialmente alla clamorosa ipotesi di un Mondiale a 64 squadre. Il presidente Gianni Infantino, nel corso di un’intervista a Bluewin, ha lanciato l’idea di un ulteriore allargamento del torneo, mentre è in pieno svolgimento l’edizione a 48 nazionali, definita dallo stesso capo del calcio mondiale come un enorme successo. La proposta sta già sollevando forti discussioni e registra il netto rifiuto da parte dei vertici calcistici europei e nordamericani, guidati da Aleksander Ceferin e Victor Montagliani, pronti a dare battaglia per tutelare l’integrità delle qualificazioni.

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La filosofia di Infantino: spazio a tutti i continenti

L’apertura a un incremento delle partecipanti risponde a una precisa visione geopolitica del numero uno del calcio globale, intenzionato a scardinare il classico monopolio calcistico. Infantino ha infatti dichiarato: Un Mondiale con 64 squadre è senza dubbio una questione che verrà analizzata e dibattuta nelle commissioni competenti dopo questo Mondiale. Quando si organizza un Mondiale, lo si organizza per il mondo intero. Non solo per l’Europa e il Sud America, ma per tutti i continenti”.

L’obiettivo della federazione internazionale è quello di espandere i confini della competizione, offrendo una vetrina globale alle federazioni minori e stimolando gli investimenti nei vivai locali. A supporto della sua tesi, il dirigente elvetico ha aggiunto: Tutte le nazioni dovrebbero poter sognare di partecipare alla Coppa del Mondo. È evidente che la qualità delle nazionali è altissima e sta crescendo sempre di più a livello mondiale. Se non diamo ai paesi più piccoli l’opportunità di partecipare alla Coppa del Mondo, non avranno alcun incentivo a continuare a migliorare”.

Cosa cambierebbe per i Mondiali 2030 in tre continenti

L’eventuale adozione del nuovo format stravolgerebbe la pianificazione strategica della Coppa del Mondo 2030, un’edizione storica destinata a toccare tre diversi continenti. Il piano originario prevede che Marocco, Portogallo e Spagna figurino come paesi organizzatori principali, mentre Uruguay, Argentina e Paraguay dovrebbero ospitare un singolo match inaugurale ciascuno per celebrare il centenario del torneo nato nel 1930.

Con l’introduzione delle 64 partecipanti, lo scenario muterebbe radicalmente: le tre federazioni sudamericane otterrebbero il diritto di ospitare un intero girone ciascuna. Questa mossa aggirerebbe strategicamente le rigide norme di rotazione della Fifa, le quali, nello scenario attuale, escluderebbero il Sudamerica dalla possibilità di presentare candidature formali fino al 2042.

Il muro di UEFA e CONCACAF: qualificazioni a rischio inutilità

I piani espansionistici della governance mondiale si scontrano però con l’opposizione frontale della UEFA e della CONCACAF. Il presidente europeo Aleksander Ceferin e il suo omologo nordamericano Victor Montagliani hanno già bocciato il progetto definendolo dannoso per la stabilità dei calendari. Ammettere alla fase finale più di un quarto dei 210 membri Fifa finirebbe per svilire il valore sportivo dell’evento. Secondo i critici, l’allargamento comporterebbe la totale inutilità dei gironi eliminatori preliminari, svuotando di significato i match di qualificazione e sovraccaricando ulteriormente la salute dei calciatori.

Thiaw esonerato dal Senegal. Sorpresa per il nuovo ct, potrebbe essere un ex tecnico della Serie A!

Thiaw non è più il ct del Senegal, il suo sostituto sulla panchina della Nazionale potrebbe essere un ex Serie A

Il panorama del calcio internazionale e africano registra un importante scossone sulla panchina del Senegal, con l’addio ufficiale del commissario tecnico Pape Thiaw. La drastica decisione è stata assunta formalmente dalla Federazione calcistica nazionale subito dopo la cocente e prematura eliminazione subita per mano del Belgio durante la sfida valida per i sedicesimi di finale dei Mondiali. I vertici del Paese africano hanno infatti annunciato l’apertura immediata di tutte le pratiche burocratiche necessarie a ottenere la risoluzione del contratto sia dell’allenatore capo sia dell’intero staff di collaboratori al suo seguito. Nel frattempo, i principali organi di informazione locali hanno già iniziato a tracciare le linee guida per il futuro della selezione, indicando nel profilo di Patrick Vieira il candidato forte per assumere la guida della squadra e gestire il nuovo corso tecnico.

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Il comunicato della Federazione e l’addio dello staff tecnico

La fine dell’avventura di Thiaw giunge come conseguenza inevitabile del duro verdetto emerso dal terreno di gioco nell’ultimo scontro a eliminazione diretta. La sconfitta patita contro la selezione belga ha convinto i massimi dirigenti federali a interrompere bruscamente il percorso intrapreso, optando per un azzeramento totale e immediato della guida tecnica. I passaggi formali volti a sancire la separazione legale tra le parti sono già entrati nella loro fase pienamente operativa, decretando in modo definitivo e ufficiale la conclusione del rapporto lavorativo.

Il provvedimento adottato non lascerà spazio a mezze misure, dal momento che la scelta di interrompere i contratti andrà a colpire anche ogni singolo componente dell’organigramma tecnico che ha sostenuto il commissario tecnico in questo cammino. La Federazione azzera di fatto la vecchia gestione per fare spazio a nuove idee e iniziare una profonda ristrutturazione interna dell’ambiente in vista delle future scadenze sportive.

Rumors sul successore: la stampa locale punta su Patrick Vieira

Con la separazione da Thiaw ormai formalizzata e messa definitivamente agli atti, l’intero movimento calcistico si interroga su chi sarà l’uomo incaricato di prendere in mano le redini della nazionale. Secondo quanto emerge dai media senegalesi, le attenzioni dei vertici istituzionali si starebbero concentrando su una figura di grande carisma e dall’indiscusso spessore internazionale.

In tal senso, il nome di Patrick Vieira è balzato immediatamente in cima alla lista delle preferenze, venendo considerato dai giornalisti come il sostituto ideale per raccogliere un’eredità calcistica complessa ma indubbiamente ricca di potenziale umano e tecnico. L’ex leggendario centrocampista, nato proprio a Dakar nel 1976 prima di trasferirsi in Francia, vanta un legame biologico e culturale indissolubile con il Paese della Téranga. Campione del Mondo nel 1998 da calciatore con i transalpini, ha successivamente costruito una solida carriera da allenatore sulle panchine di mezza Europa, guidando club di prima fascia come il Nizza e lo Strasburgo in Ligue 1, il Crystal Palace in Premier League e il New York City in MLS.

La sua straordinaria figura carismatica e la profonda conoscenza del calcio europeo, palcoscenico in cui militano quasi tutti i calciatori della selezione africana, sono elementi considerati fondamentali dai media senegalesi per gestire uno spogliatoio ricco di top player. Vieira predilige un sistema di gioco moderno e aggressivo, ideale per valorizzare la straripante forza fisica dei calciatori senegalesi. La dirigenza di Dakar intende stringere i tempi nei prossimi giorni per avviare i primi colloqui ufficiali e formalizzare il nuovo accordo strategico.

Karetsas ha l’accordo con il Borussia Dortmund: scavalcato il Milan, tutti i dettagli dell’operazione per il classe 2007

Karetsas ha trovato l’accordo con il Borussia Dortmund: il classe 2007 non giocherà nel Milan, ecco cosa è successo

Le trattative di calciomercato europee si infiammano attorno al profilo di Kōnstantinos Karetsas, gioiello del Genk. Il talento classe 2007 è finito da mesi sul taccuino della dirigenza del Milan, incassando anche il definitivo via libera del tecnico Amorim per un potenziale trasferimento in Italia. Tuttavia, nelle ultime ore lo scenario è mutato in modo radicale: il Borussia Dortmund è balzato in pole position ed è attualmente la società più vicina ad assicurarsi le prestazioni del calciatore per portarlo in Bundesliga.

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Milan in attesa, blitz tedesco e intesa con il giocatore

Nonostante il monitoraggio prolungato e il parere favorevole del proprio allenatore, la dirigenza rossonera ha preferito mantenere una strategia d’attesa, non avendo ancora mosso passi ufficiali o formulato proposte formali ai vertici del sodalizio belga. Di questa fase di stallo ha approfittato con grande tempismo la dirigenza tedesca, capace di muoversi d’anticipo sulla concorrenza internazionale per bruciare i tempi.

Secondo quanto rivelato dall’emittente SkyDe, i gialloneri avrebbero già trovato un’intesa totale con l’entourage del ragazzo per quanto riguarda i termini del futuro contratto. Dal canto suo, il giovanissimo calciatore ha manifestato una totale apertura verso il trasferimento immediato in Germania, attratto dalla prospettiva di confrontarsi fin da subito con il calcio tedesco.

Il muro del Genk: rifiutati 26 milioni di euro

La trattativa non si preannuncia comunque in discesa, a causa delle alte pretese economiche fissate dalla società proprietaria del cartellino. Per cercare di sbloccare la situazione e anticipare definitivamente i rossoneri, il club della Renania si è presentato al tavolo delle trattative con una prima offerta scritta pari a 26 milioni di euro.

Una somma considerevole, che però non ha convinto i vertici del Genk, i quali hanno prontamente respinto al mittente la proposta giudicandola insufficiente. I belgi restano infatti inflessibili sulla propria valutazione e pretendono una cifra di 35 milioni di euro per concedere il via libera. La società belga resta ora in attesa di capire quali saranno le imminenti contromosse del Borussia Dortmund e se il Milan deciderà finalmente di rompere gli indugi inserendosi nella corsa.

Perché Haaland è stato sostituito nel finale di Norvegia Inghilterra! La spiegazione di Solbakken sul ‘caso’

Erling Haaland è stato sostituito nel finale di Norvegia Inghilterra: il motivo è stato spiegato dal ct Solbakken

Il sogno iridato della Norvegia si interrompe sul più bello nella torrida cornice di Miami. Al termine di un quarto di finale ad altissima tensione, è l’Inghilterra a strappare il pass per il turno successivo, superando la selezione scandinava per 2-1 dopo i tempi supplementari. Oltre al verdetto del campo, a far discutere appassionati ed esperti di tutto il mondo è stata la clamorosa uscita di scena di Erling Haaland, richiamato in panchina durante l’extra-time proprio mentre la formazione di Stale Solbakken cercava disperatamente la via del pareggio.

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Il caso Haaland: la spiegazione del ct Solbakken

Vedere la stella del Manchester City, nonché il finalizzatore più temuto dell’intero pianeta, abbandonare il rettangolo di gioco in un momento così cruciale ha generato un vero e proprio shock collettivo tra il pubblico dello stadio. Nel post-partita, il commissario tecnico norvegese Solbakken ha voluto spegnere sul nascere ogni polemica, spiegando i reali motivi dietro a una decisione che a molti era parsa inspiegabile:

«È stata una decisione difficile toglierlo, perché era esausto», ha spiegato il ct norvegese dopo la gara. «Forse avrei dovuto sostituirlo dieci minuti prima. Ha disputato un Mondiale straordinario, ha speso tutte le sue energie partita dopo partita. Nella ripresa ha anche accusato un indurimento muscolare, che si è sommato alla stanchezza».

Un torneo da record e la rimonta dell’Inghilterra

Nonostante la dolorosa eliminazione, l’impatto di Haaland sui Mondiali 2026 resta assolutamente devastante e certifica lo status del centravanti. Il bomber lascia infatti la competizione con uno score strabiliante di 7 gol in 5 presenze. Numeri eccezionali che l’allenatore ha voluto rivendicare con forza:

«Ha fatto tutto il possibile, è stato un po’ sfortunato in un paio di occasioni», ha aggiunto il tecnico. «Ma ha segnato sette gol in cinque partite, ha disputato un Mondiale fantastico».

L’assenza del numero nove nei scampoli finali dell’incontro ha indubbiamente agevolato la gestione dell’Inghilterra guidata da Thomas Tuchel, che conquista così la quarta semifinale mondiale della sua storia. Eppure l’avvio del match aveva premiato l’audacia della Norvegia, passata in vantaggio al 36′ grazie alla rete di Andreas Schjelderup. La reazione dei Tre Leoni si è affidata al talento di Jude Bellingham, autore del gol del pareggio poco prima dell’intervallo e della splendida marcatura decisiva siglata al 3′ del primo tempo supplementare. L’ingresso di Jorgen Strand Larsen al posto del gigante di Leeds non ha regalato la stessa precisione sotto porta, consentendo agli inglesi di blindare il fortino fino al fischio finale.

Orgoglio scandinavo: un percorso storico

Per la nazionale scandinava l’uscita di scena coincide comunque con la fine di un’avventura senza precedenti, che ha visto il gruppo raggiungere per la prima volta nella propria storia i quarti di finale di una rassegna mondiale. Un Solbakken visibilmente commosso ha espresso tutto il suo orgoglio per l’eroico cammino durato sei settimane:

«Mi dispiace tantissimo per i ragazzi», ha dichiarato Solbakken. «Questo è il calcio ai massimi livelli: ti regala le gioie più grandi e le delusioni più profonde, a seconda della parte in cui ti trovi. Contro il Brasile eravamo dalla parte dei vincitori, oggi no. Dopo un avvio difficile, abbiamo lottato con eroismo. Non posso biasimare i giocatori: hanno dato tutto. Ci è mancata un po’ di fortuna. Ora dobbiamo riprendere fiato».

Chi è Doekhi, l’ultima idea a parametro zero per la difesa della Lazio: primi contatti con l’ex Union Berlino

Lazio su Danilho Doekhi, idea a parametro zero per la difesa: chi è l’ex Union Berlino sondato dai biancocelesti. L’analisi sul giocatore

La Lazio guarda al mercato dei difensori e valuta un’occasione a parametro zero. Secondo quanto riferito da Matteo Moretto, il club biancoceleste ha avviato i primi contatti per Danilho Doekhi, difensore centrale olandese attualmente svincolato dopo l’esperienza con l’Union Berlino.

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Il classe 1998 è finito nella lista della società capitolina come possibile rinforzo per il reparto arretrato. La sua situazione contrattuale lo rende un profilo interessante: arriverebbe senza costi di cartellino, pur avendo già esperienza in campionati competitivi e in contesti europei.

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Doekhi rappresenta un’opzione fisica, pronta e matura, ideale per una squadra alla ricerca di un centrale affidabile, forte nei duelli e capace di garantire rendimento immediato.

Doekhi Lazio, carriera e percorso del difensore

Danilho Raimundo Doekhi è nato a Rotterdam il 30 giugno 1998. Difensore centrale destro naturale, è alto 1,90 metri e pesa circa 86 chili. Il suo percorso è iniziato in Olanda, dove ha mosso i primi passi nei settori giovanili prima di entrare nell’orbita dell’Ajax.

La vera crescita è arrivata però al Vitesse, club nel quale ha trovato continuità, responsabilità e centralità. In Olanda è diventato titolare stabile, arrivando anche a indossare la fascia da capitano. Nel 2022 è passato all’Union Berlino, iniziando una nuova fase della carriera in Bundesliga.

Con il club tedesco si è imposto come uno dei riferimenti della linea difensiva, accumulando minutaggio, esperienza internazionale e anche un buon contributo offensivo. Nell’ultima stagione ha chiuso con 5 gol, dato significativo per un centrale, confermando la sua pericolosità sulle palle inattive.

Doekhi Lazio, caratteristiche tecniche e fisiche

Doekhi è un difensore centrale moderno, forte fisicamente ma non statico. La sua qualità principale è la capacità di unire struttura, aggressività difensiva e buona presenza nell’area avversaria. È un centrale abituato al duello, ma anche alla lettura delle traiettorie e alla gestione delle marcature preventive.

Non va considerato un regista arretrato puro, ma ha una pulizia sufficiente per partecipare alla prima costruzione senza ricorrere sempre al lancio lungo. Il suo rendimento cresce soprattutto in una linea organizzata, con compiti chiari e coperture preventive.

Dal punto di vista fisico, i 190 centimetri lo rendono molto competitivo nei contrasti e sulle palle alte. Ha buona massa, discreta mobilità per la stazza e grande impatto dentro l’area. Può invece soffrire maggiormente se costretto a difendere campo aperto contro avversari molto rapidi.

Doekhi Lazio, che tipo di operazione sarebbe

Per la Lazio, Doekhi sarebbe un’operazione intelligente e sostenibile. Il parametro zero permette di abbassare l’investimento iniziale, pur inserendo in rosa un difensore nel pieno della maturità calcistica.

Non sarebbe un profilo da formare da zero, ma un centrale già pronto, con esperienza in Eredivisie, Bundesliga e competizioni europee. In una squadra strutturata, potrebbe diventare un innesto utile fin da subito, soprattutto per aumentare fisicità, leadership e pericolosità sui calci piazzati.

Capello promuove Maldini e Leonardo: «Sono le persone giuste per rilanciare la Nazionale ma vanno giudicati su 7-8 anni»

L’ex allenatore Fabio Capello dice la sua su Paolo Maldini e Leonardo: fiducia nel nuovo Club Italia. La sua analisi

Fabio Capello promuove senza esitazioni la nuova coppia alla guida del Club Italia. L’ex allenatore e opinionista, intervistato da La Gazzetta dello Sport, ha commentato la nomina di Paolo Maldini e Leonardo nel nuovo progetto tecnico della Nazionale, esprimendo piena fiducia nelle scelte della FIGC.

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Per Capello, l’arrivo dell’ex capitano del Milan rappresenta un passaggio fondamentale per provare a rilanciare il calcio italiano dopo anni complicati.

SCELTA GIUSTA – «Assolutamente sì e ne sono davvero molto contento. Paolo era il primo nome della lista ed è arrivato, è di certo la persona che serve. Sono felice per la Nazionale e per lui, è serio, capace, attento. Non fa chiacchiere ma lavora, ha idee, avrà un progetto in testa già ben definito».

Capello su Leonardo: esperienza e competenza per il progetto azzurro

Accanto a Maldini ci sarà Leonardo, scelto come advisor e figura di supporto nel nuovo percorso federale. Anche su di lui, Capello ha espresso un giudizio molto positivo, sottolineando la competenza calcistica dell’ex dirigente di Milan e Paris Saint-Germain.

LEONARDO – «Leonardo? È un altro che sa tanto di calcio. Se Maldini lo ha voluto vicino a lui, ricomponendo una coppia che si era formata anche al Milan, è perché ci sarà tanto da fare. Dobbiamo recuperare su molti fronti, partendo ovviamente dai giovani talenti. Un grande impegno che hanno scelto di prendersi perché ne sono convinti. E poi ripeto anche se può sembrare scontato, sono entrambi capaci e, ancora più importante, capiscono di calcio».

Capello su Maldini: libertà e pieni poteri per incidere

Secondo Capello, uno degli aspetti decisivi sarà la libertà operativa concessa a Maldini. L’ex tecnico ritiene infatti che il nuovo direttore tecnico debba poter lavorare senza condizionamenti, mettendo in pratica le proprie idee.

PIENI POTERI – «Non è uno yes man, vuole avere la libertà di muoversi, ha un disegno preciso e vuole realizzarlo. Uno come lui deve essere libero di mettere a frutto le sue idee. Sono certo che non ne ha fatto un discorso economico, ma solo di poter mettere in pratica le soluzioni che ha in mente e che così possa davvero riuscire a essere utile».

Capello sulla Nazionale: servono idee, non solo risorse

Capello ha poi evidenziato una differenza importante tra il lavoro in un club e quello all’interno della Nazionale. Per l’ex allenatore, il punto centrale non riguarda il denaro, ma la qualità delle idee e la capacità di costruire un progetto chiaro.

PROGETTO – «Ma non c’entrano i soldi e la ricchezza! È tutta questione di idee, non di risorse. Bisogna capire cosa manca e cosa serve e poi trovare la strada per raggiungere gli obiettivi. In più anche Leo è un’ottima persona, il che non guasta. Lui e Paolo arrivano forti delle loro idee e competenze: il loro sarà un progetto chiaro e sono curioso di vedere come si svilupperà quando lo presenteranno, a partire dal prossimo ct».

Capello su Maldini e Leonardo: giudizio solo sul lungo periodo

Infine, Capello ha invitato a non giudicare il lavoro di Maldini e Leonardo soltanto sui risultati immediati. Il nuovo corso azzurro, secondo l’ex tecnico, dovrà essere valutato su un orizzonte più ampio.

TEMPI – «Non si possono giudicare in due anni, non è che o vinci il prossimo Europeo o hanno fallito. Al contrario dovranno essere valutati a lungo termine, sugli effetti che avranno tra sette, otto anni. C’è da recuperare un grande svantaggio sulla concorrenza, siamo rimasti indietro. Con Paolo e Leo però torno a essere molto fiducioso: so che avranno un piano ambizioso su cui si baserà il futuro del calcio italiano».

Il nuovo Club Italia riparte dunque da due figure di grande peso internazionale e dalla fiducia di un nome autorevole come Capello. La scelta del prossimo ct sarà il primo banco di prova concreto del progetto.

Milan, al via la stagione 2026-27: Amorim convoca 26 giocatori per il raduno di Milanello

Prima giornata tra test fisici e allenamento aperto ai tifosi: ecco l’elenco completo dei convocati per il raduno del Milan

Comincia ufficialmente la nuova stagione del Milan. Nella giornata di domani i rossoneri si ritroveranno a Milanello per il tradizionale raduno che darà il via alla preparazione estiva in vista dell’annata 2026-27, la prima sotto la guida del nuovo allenatore Ruben Amorim.

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Il programma prevede un ritrovo nelle prime ore della mattinata, con la squadra che si ritroverà per la colazione prima di sottoporsi ai consueti test atletici e fisici. Nel tardo pomeriggio, intorno alle 18:00, andrà invece in scena il primo allenamento stagionale sul campo esterno del centro sportivo. La seduta sarà aperta ai tifosi, anche se la Curva Sud non sarà presente, proseguendo la propria contestazione nei confronti della proprietà del club.

In attesa del rientro dei calciatori ancora impegnati al Mondiale, Amorim ha diramato la lista dei 26 giocatori convocati per l’inizio della preparazione.

I 26 convocati del Milan per il raduno

PORTIERI: Bouyer, Pittarella, Terracciano P., Torriani

DIFENSORI: Athekame, Bartesaghi, Gabbia, Gila, Karaca, Odogu, Pavlović, Terracciano F., Tomori

CENTROCAMPISTI: Comotto, Fofana, Loftus-Cheek, Musah, Ossola, Ricci

ATTACCANTI: Camarda, Chukwueze, Cissè A., Guernier, Kostić, Nkunku, Yahya Idrissi

Calciomercato Roma, rinnovo Pellegrini ancora in stand-by: slitta anche il rientro a Trigoria

La trattativa tra il club giallorosso e il capitano Lorenzo Pellegrini prosegue senza ancora arrivare alla fumata bianca

La trattativa tra la Roma e Lorenzo Pellegrini per il prolungamento del contratto prosegue, ma l’intesa definitiva non è stata ancora raggiunta. Le parti continuano a confrontarsi con l’obiettivo di trovare un accordo che soddisfi entrambe, anche se servirà ancora del tempo prima di arrivare alla fumata bianca.

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Niente primo giorno di raduno: il capitano attende l’accordo

Secondo quanto riportato da Vocegiallorossa.it, la negoziazione resta aperta e alcuni aspetti dell’intesa devono ancora essere definiti. Per questo motivo, il capitano giallorosso non prenderà parte al primo giorno di raduno, previsto lunedì al Centro Sportivo di Trigoria, dove inizierà ufficialmente la preparazione della squadra guidata da Gian Piero Gasperini in vista della stagione 2026-27.

L’assenza di Pellegrini, tuttavia, non deve essere interpretata come una rottura con la società. Il dialogo tra il club e l’entourage del centrocampista prosegue in un clima di collaborazione, con la volontà comune di arrivare alla firma del nuovo contratto.

I prossimi giorni saranno decisivi per capire se le parti riusciranno ad avvicinare ulteriormente le rispettive posizioni. L’obiettivo resta quello di definire il rinnovo nel minor tempo possibile, così da consentire a Pellegrini di tornare a disposizione della Roma e iniziare regolarmente la nuova stagione agli ordini di Gasperini.

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