Pagina 54 – Calcio News 24

Como, alla scoperta dei prossimi due talenti in rampa di lancio di Fabregas: chi sono Cuenca e Lahdo

Como, alla scoperta dei prossimi due talenti in rampa di lancio di Fabregas: chi sono Cuenca e Lahdo. Caratteristiche tecniche e fisiche

Il Como guarda al futuro e prepara il lancio di due giovani talenti già arrivati nel mercato di gennaio: Andrés Cuenca e Adrian Lahdo. Come racconta La Gazzetta dello Sport, entrambi sono tra i profili su cui Cesc Fabregas punta con maggiore convinzione in vista della nuova stagione.

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Sono i più giovani del gruppo, ma non semplici comparse. Cuenca, difensore spagnolo classe 2007, e Lahdo, centrocampista svedese della stessa annata, rappresentano due investimenti importanti per il presente e soprattutto per il futuro del club lariano. Fabregas, tecnico che ha fatto della valorizzazione dei giovani uno dei tratti più riconoscibili del suo lavoro, li considera già parte integrante del progetto.

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La nuova stagione, che partirà dal centro sportivo di Mozzate, potrebbe offrire a entrambi spazio e visibilità. Il Como sarà impegnato su più fronti e le rotazioni avranno un peso maggiore rispetto al passato. In difesa, oltre a Cuenca, ci sono Ramon, Kempf e Goldaniga; a centrocampo, invece, Lahdo potrà inserirsi in un reparto che vede già protagonisti Perrone e Da Cunha, con l’aggiunta di Millaad.

Como, chi è Andrés Cuenca: il centrale cresciuto nel Barcellona

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Como, chi è Andrés Cuenca: il centrale cresciuto nel Barcellona – CalcioNews24.com

Andrés Cuenca Cejudo è un difensore centrale mancino nato l’11 giugno 2007 ad Adamuz, in Andalusia. Cresciuto nella cantera del Barcellona, la stessa da cui è uscito anche Fabregas, ha già avuto modo di esordire in prima squadra in Champions League nell’ottobre 2024, anche se soltanto per pochi minuti.

Il Como lo ha acquistato lo scorso inverno versando un indennizzo di circa 500mila euro al club catalano, lasciandolo poi per sei mesi in prestito allo Sporting Gijon, nella seconda divisione spagnola. Quando è stato disponibile, nonostante un infortunio muscolare che gli ha fatto saltare diverse partite, è stato impiegato con continuità.

Cuenca è considerato un difensore moderno, perfettamente in linea con l’idea tecnica del Como. È mancino, sa impostare dal basso, conduce palla a testa alta e può rompere le linee avversarie con personalità. Nei duelli punta su tempismo, pulizia d’intervento e intelligenza nelle letture. Deve ancora completare il proprio percorso di crescita dal punto di vista fisico e difensivo, ma il profilo è di grande prospettiva.

Como, chi è Adrian Lahdo: duttilità e inserimenti per il centrocampo

Adrian Adriano Lahdo è invece un centrocampista svedese classe 2007, acquistato a titolo definitivo dall’Hammarby per circa 12 milioni di euro. Un investimento importante, arrivato negli ultimi giorni del mercato invernale, con il Como bravo ad anticipare anche la concorrenza del Chelsea.

Nei primi sei mesi in Italia, Lahdo ha alternato il lavoro con la Primavera agli allenamenti con la prima squadra. Il club lo ha blindato con un contratto fino al 2031, segnale della grande fiducia nei suoi margini di crescita.

Dal punto di vista tecnico, è una mezzala moderna, dinamica, capace di portare palla, inserirsi negli spazi e cambiare posizione durante la partita. Può giocare in un centrocampo a due, da interno offensivo o anche più alto, vicino alla trequarti. La sua qualità principale è la capacità di unire mobilità, progressione e partecipazione alla fase offensiva.

Como, Fabregas studia il percorso dei due giovani

Lahdo ha raccontato così il suo momento: «Non ho ancora debuttato, spero che accada dopo l’estate, con una preparazione completa alle spalle. Ho parlato molto con Fabregas e con tutte le persone del club. Mi dicono che sto facendo molto bene, che non devo avere fretta e che credono molto in me».

Parole che spiegano bene la linea del Como: nessuna fretta, ma grande attenzione alla crescita. Cuenca può diventare un’alternativa preziosa da centrale mancino o braccetto sinistro, mentre Lahdo può offrire energia, duttilità e inserimenti in mezzo al campo.

Il Como di Fabregas riparte anche da loro: due talenti giovani, internazionali e già inseriti in un progetto tecnico che punta a valorizzare qualità, personalità e prospettiva.

Mancini prossimo ct dell’Italia? L’ex allenatore azzurro glissa: «Chiedete a Malagò»

Roberto Mancini prossimo ct dell’Italia? Le parole del tecnico alla Partita del Cuore e la risposta chiamando in causa Malagò

Roberto Mancini resta uno dei nomi più discussi per la panchina della Nazionale italiana. L’ex commissario tecnico azzurro, accostato nelle ultime settimane al possibile ritorno alla guida dell’Italia, ha parlato ai microfoni dell’ANSA a margine della Partita del Cuore, in corso all’Aquila.

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Interpellato sull’ipotesi di una sua nuova nomina da parte del presidente della FIGC Giovanni Malagò, Mancini ha preferito non sbilanciarsi, rimandando ogni valutazione proprio al numero uno federale.

«Io ct? Chiedete a Malagò. Non ne ho idea, c’è Malagò, chiedete a lui».

Una risposta breve, ma destinata ad alimentare ulteriormente il dibattito attorno alla scelta del prossimo commissario tecnico dell’Italia. La Federazione è infatti chiamata a individuare il profilo giusto per aprire il nuovo ciclo azzurro, dopo giorni di riflessioni e contatti con diversi candidati.

Mancini ct Italia, Malagò presente all’Aquila

La presenza dello stesso Malagò all’Aquila ha reso ancora più interessante il contesto. Il presidente della Federcalcio ha dato il calcio d’inizio alla gara benefica, che vede proprio Mancini nel ruolo di allenatore della formazione composta da cantanti e giornalisti.

Un incrocio che inevitabilmente ha acceso le curiosità sul futuro della panchina azzurra. Mancini, dal canto suo, ha scelto una linea prudente, evitando dichiarazioni definitive e lasciando aperto ogni scenario.

Mancini ct Italia, il futuro della Nazionale resta aperto

Il nome di Roberto Mancini resta tra quelli valutati per il nuovo corso della Nazionale. La sua esperienza, il precedente percorso culminato con la vittoria dell’Europeo e la conoscenza dell’ambiente azzurro lo rendono un profilo naturalmente centrale nelle discussioni.

La decisione, però, non è ancora arrivata. Sarà la FIGC, con Malagò e la nuova area tecnica, a definire la scelta finale nei prossimi giorni.

Mancini e il pronostico sui Mondiali

Nel corso dell’evento, Mancini ha parlato anche dei Mondiali, sbilanciandosi sulla possibile vincitrice del torneo.

«Li vincerà l’Inghilterra».

Una previsione netta da parte dell’ex ct, mentre il suo nome continua a restare al centro del dibattito sul futuro della panchina dell’Italia.

Fiorentina d’assalto: Jimenez è ufficiale, doppia opzione a sinistra e le manovre a centrocampo

Fazzini va al Cagliari, si sblocca la corsia mancina tra l’accordo per Oso e il sogno Ruggeri: il punto sul mercato della Fiorentina

La Fiorentina entra nel vivo delle sue manovre estive, registrando movimenti importanti sia in entrata che in uscita. La Nazione fa il punto: Jacopo Fazzini è ufficialmente un nuovo giocatore del Cagliari, trasferimento formalizzato dopo le visite mediche a Roma e l’arrivo in Sardegna con la formula del prestito oneroso a 800mila euro e diritto di riscatto fissato a 8 milioni. Lascia l’Italia a titolo definitivo anche Jonas Harder, ceduto al Basilea per 2 milioni di euro più il 50% sulla futura rivendita. Con le valigie in mano ci sono Richardson, vicino al ritorno al Le Havre, e Riccardo Braschi, conteso in prestito secco dal Padova. In difesa, l’argentino Moreno è nel mirino dello Strasburgo e del Monza, con i viola che chiedono 12 milioni di euro per il suo cartellino. Nel frattempo, il club ha ufficializzato l’arrivo in prestito del terzino spagnolo Alex Jimenez dal Bournemouth.

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Le strategie per la fascia sinistra e il duello Oso-Ruggeri

Sul fronte degli acquisti, Fabio Paratici ha in pugno l’accordo per Oso con il Siviglia, pronto da depositare per una cifra di 12 milioni di euro. La dirigenza tuttavia temporeggia. Il motivo è legato a Matteo Ruggeri: l’ex Atalanta, trasferitosi all’Atletico Madrid un anno fa per 18 milioni, spinge per un ritorno in Italia. La Fiorentina valuta per lui un prestito oneroso con diritto di riscatto, considerandolo la prima scelta assoluta per lo scacchiere di Fabio Grosso rispetto allo stesso Oso.

Il caso Oulai e gli altri obiettivi tra mediana ed esterni

A centrocampo resta caldo il nome dell’ivoriano Christ Inao Oulai. Nonostante la cautela dei dirigenti viola, in Turchia si fa pressione: il giocatore ha rifiutato altre offerte, tra cui quella del Bradford, pur di vestire la maglia della Fiorentina. Resta da colmare la distanza economica con il Trabzonspor, che valuta il mediano tra i 35 e i 37 milioni di euro a fronte di un’offerta viola ferma a 20-25 milioni. Un contatto diretto tra i club è previsto a breve.

Inoltre, con l’uscita della Norvegia dal Mondiale, la Fiorentina avvierà i contatti con il Sassuolo per Kristian Thorstvedt, affare in cui potrebbe rientrare Simon Sohm come contropartita. Infine, per le corsie esterne d’attacco, Johan Bakayoko del Lipsia ha superato Noa Lang del Napoli nelle preferenze, mentre si accelera per Luca Koleosho del Burnley.

Adrien Rabiot: «La forza della Francia è l’alchimia del gruppo. La Spagna? Pensiamo al collettivo»

Il centrocampista del Milan alla vigilia della semifinale Mondiale: «Non temiamo nessuno. Vogliamo la terza finale consecutiva»

Adrien Rabiot sta disputando un gran Mondiale, in linea con la dimensione e le ambizioni della Francia. Oggi ci sarà il test più duro, la semifinale con la Spagna. La Gazzetta dello Sport ospita oggi le parole del centrocampista del Milan.

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PAURA «Sinceramente noi non temiamo nessuno. Per il percorso in questo Mondiale, per le condizioni in cui siamo, poi è chiaro, è tutto molto aperto».

COSA FA PENSARE CHE LA FRANCIA VINCERA’ DOPO 2 SCONFITTE CON LA SPAGNA «Niente, niente (ride, ndr). Vedremo come andrà. Ciò che è sicuro è che siamo concentrati e preparati. Reputo che siamo fiduciosi per ciò che abbiamo fatto e dimostrato fin qui. Non penso potessimo presentarci a questa grande sfida in condizioni migliori, poi evidentemente resta il calcio, il campo, la partita. Per questo bisogna mantenere l’umiltà che ci caratterizza dall’inizio del torneo. Da questa base andremo, spero, al traguardo: in palio c’è una finale Mondiale, la terza consecutiva per noi…».

IN COSA É CAMBIATA LA FRANCIA DA QATAR 2022 «Beh, direi nella qualità della vita in comune. Sentiamo veramente che tra di noi c’è una specie di osmosi, una coesione reale. Sono cose difficili da spiegare, io penso alla parola alchimia, ma in ogni caso è evidente che fuori dal terreno di gioco il gruppo funziona molto bene e penso che questo sia alla base del nostro successo perché questi fattori diciamo “esterni” al campo poi arrivano sul terreno di gioco. In questo senso aggiungo un’altra cosa: i problemi famigliari che hanno colpito il ct sono stati un altro elemento determinante nel farci avvicinare ancora di più».

DESCHAMPS LASCERA’ «Esatto. Motivo in più per dare tutto. Sono tanti aspetti che si sono uniti, allineati e che hanno creato in noi una vera e propria osmosi».

LA FRANCIA GIOCA BENE «Abbiamo sempre provato a prenderci le nostre responsabilità. Qui al Mondiale per me l’aspetto fondamentale è la comunicazione: parliamo tanto tra di noi, in albergo, in volo, nei momenti di riposo, cerchiamo di analizzare le partite in piccoli gruppi, e queste sono cose importanti che si aggiungono a ciò che ci possono indicare o suggerire l’allenatore o lo staff tecnico. Parliamo la stessa lingua, spingiamo nella stessa direzione, e discutiamo tanto tra di noi di quello che succede o può succedere in campo senza doverci confrontare sempre con lo staff tecnico».

Ricorso contro Malagò, l’elezione come presidente FIGC finisce davanti al Collegio di Garanzia

Malagò rischia la decadenza da presidente FIGC? Il ricorso dell’avvocato Miele approda al CONI: cosa sta succedendo

Nuovo fronte aperto attorno alla presidenza FIGC di Giovanni Malagò. Come riportato da Il Fatto Quotidiano, mercoledì il Collegio di Garanzia del CONI discuterà il ricorso presentato dall’avvocato ed ex calciatore della Lazio Renato Miele, che chiede la decadenza di Malagò dalla carica di presidente della Federcalcio.

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Il ricorso, già respinto dai tribunali federali, si concentra su un punto specifico: il presunto mancato tesseramento di Malagò alla FIGC al momento della presentazione della candidatura. Secondo la tesi sostenuta da Miele, questo elemento renderebbe non valida l’elezione dell’attuale numero uno federale.

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Malagò FIGC, il nodo dell’articolo 29 dello statuto

Alla base della contestazione c’è l’articolo 29 dello statuto FIGC, nel quale viene indicato che si può «essere eletti o nominati se in regola con il tesseramento alla data di presentazione della candidatura».

La documentazione presentata da Miele, che aveva tentato a sua volta di candidarsi senza però ottenere il sostegno necessario da almeno una componente federale, sostiene che Malagò non fosse tesserato per la Federcalcio.

Di contro, la candidatura ufficiale dell’attuale presidente era stata accompagnata da un documento di ammissione che attestava come Malagò «è in possesso di tutti i requisiti». Il documento era firmato dal segretario generale della FIGC, Marco Brunelli.

Malagò FIGC, la posizione della Federazione

Secondo quanto ricostruito, l’eventuale tesseramento di Malagò non sarebbe stato verificato dalla Commissione per la verifica poteri, organo che si occupa dei votanti e non dei candidati. Sulla questione, la FIGC ha fatto sapere che Malagò «è stato ritenuto candidabile dagli uffici», senza però entrare nel merito del tesseramento.

Ora la parola passerà al Collegio di Garanzia del CONI. Miele ha già annunciato l’intenzione di proseguire eventualmente anche davanti al TAR e di impugnare direttamente l’assemblea elettiva.

Malagò FIGC, possibile impatto sul nuovo corso azzurro

Nel caso in cui il ricorso venisse accolto, scenario che al momento viene considerato comunque remoto, scatterebbe la decadenza di Malagò dalla carica di presidente federale, con possibili conseguenze anche sugli atti firmati.

Intanto, sul piano sportivo, il nuovo direttore tecnico Paolo Maldini, affiancato dall’advisor Leonardo, continua a lavorare alla scelta del prossimo commissario tecnico della Nazionale. Tra i nomi valutati resta in crescita quello di Andrea Pirlo, ma la decisione dovrebbe arrivare soltanto nei prossimi giorni.

Inter, salta Khalaili per l’idoneità sportiva: parte la caccia al sostituto

Il no del Coni blocca l’arrivo dell’israeliano. I nerazzurri sfogliano la margherita: piacciono Doué, Molina e Spence

Il calciomercato dell’Inter deve fare i conti con un durissimo contrattempo medico e burocratico. L’affare per portare a Milano Anan Khalaili, il ventunenne esterno israeliano designato come erede di Denzel Dumfries, è ufficialmente sfumato. Il giocatore non ha infatti superato le approfondite visite mediche necessarie per ottenere l’idoneità sportiva in Italia. L’Inter era pronta a investire ben 25 milioni di euro sul talento dell’Union Saint-Gilloise, club in cui il ragazzo farà ora ritorno.

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A confermare lo stop è stato il presidente Giuseppe Marotta in conferenza stampa: «Avevamo negoziato il suo arrivo, ma non ha superato la visita di idoneità. Non posso addentrarmi per questioni di privacy, in Italia la legge sulla salute è molto severa».

Il giocatore ha rotto il silenzio sui social con un pizzico di polemica, citando un significativo versetto del Corano (Sura 2, Al-Baqara, versetto 216): «Può darsi che odiate qualcosa, mentre è un bene per voi; e può darsi che amiate qualcosa, mentre è un male per voi».

Le alternative per la fascia destra di Chivu

Dopo la beffa legata a Palestra, lo stop di Khalaili complica maledettamente i piani dell’Inter per la corsia destra. La dirigenza si trova costretta a correre ai ripari per trovare un profilo che sposi le esigenze tattiche del tecnico Cristian Chivu. La Gazzetta dello Sport scrive che al momento, sul tavolo del direttore sportivo Piero Ausilio ci sono tre nomi caldi:

  • Guela Doué (23 anni). Di proprietà dello Strasburgo, è il preferito della dirigenza. La trattativa è però complessa poiché il club francese fa muro e la valutazione supera ampiamente i 30 milioni di euro.
  • Nahuel Molina (28 anni). L’esterno dell’Atletico Madrid è un profilo d’esperienza. Dotato di ottima spinta offensiva, è stato proposto a più riprese ma senza mai sbloccare una vera trattativa.
  • Djed Spence (25 anni). Vecchia conoscenza del calcio italiano per i suoi trascorsi al Genoa, l’inglese è di proprietà del Tottenham, dove ha collezionato 44 presenze e 2 gol nella stagione 2025-26. La valutazione degli Spurs è alta, ma il gradimento in casa nerazzurra è forte.

Pirlo ct dell’Italia? Salgono le quotazioni: il legame con Maldini può pesare sulla scelta

Pirlo avanza come prossimo ct dell’Italia, la stima con Maldini apre uno scenario azzurro per il tecnico ex Juve e Sampdoria

Salgono le quotazioni di Andrea Pirlo come possibile nuovo ct dell’Italia. La candidatura dell’ex centrocampista non nasce soltanto da valutazioni tecniche, ma anche dal rapporto di profonda stima che lo lega a Paolo Maldini, nuovo direttore tecnico della Nazionale. Come racconta La Gazzetta dello Sport, tra i due esiste un feeling costruito negli anni, fatto di valori condivisi, rispetto professionale e una visione comune del calcio.

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Maldini avrebbe già pensato a Pirlo in passato, quando era dirigente del Milan. Nell’estate del 2023, infatti, l’ex capitano rossonero avrebbe voluto affidargli la panchina rossonera come possibile successore di Stefano Pioli. L’operazione non si concretizzò anche a causa dell’addio dello stesso Maldini al club, ma il contatto ci fu.

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A confermarlo era stato proprio Pirlo, nell’ottobre 2023, durante il Festival di Trento organizzato dalla Gazzetta: «È vero, ne abbiamo parlato, ma era stata giusto una chiacchierata fra amici».

Pirlo ct Italia, il precedente Milan e il rapporto con Maldini

Il nome di Pirlo torna ora d’attualità perché Maldini, chiamato a contribuire alla scelta del nuovo commissario tecnico, conosce bene l’uomo e l’allenatore. L’ex regista ha già vissuto esperienze in panchina con la Juventus, con cui ha vinto Coppa Italia e Supercoppa Italiana, e all’estero con il Fatih Karagumruk in Turchia.

Tra Maldini e Pirlo il legame va oltre il campo. L’ex centrocampista ha definito Paolo il miglior compagno della sua carriera, non soltanto per la forza del difensore, ma anche per passione, garbo e intelligenza. Maldini, a sua volta, ha raccontato in passato la loro connessione, ricordando quando seppe quasi per caso dell’approdo di Pirlo sulla panchina della Juventus.

Pirlo ct Italia, una storia rossonera che può diventare azzurra

I due sono stati compagni al Milan dal 2001 al 2009, condividendo una delle epoche più vincenti della storia rossonera. Insieme hanno conquistato due scudetti, una Coppa Italia, due Champions League, due Supercoppe Europee e un Mondiale per Club.

In Nazionale, da calciatori, non hanno mai giocato insieme: Maldini ha chiuso il suo percorso azzurro nel 2002, proprio prima dell’inizio dell’era Pirlo. Ora, però, le loro strade potrebbero incrociarsi di nuovo. Questa volta non in campo, ma nella costruzione del nuovo progetto tecnico dell’Italia.

Lamine Yamal sfida la Francia: «Nessuna pressione, sono venuto qui per questo»

Nel giorno del suo 19° compleanno, alla vigilia della semifinale del Mondiale 2026, Lamine Yamal ha presentato la sfida contro la Francia

Lamine Yamal ha vissuto il suo 19° compleanno in modo tutt’altro che ordinario: allenamento, conferenza stampa e testa già alla semifinale del Mondiale tra Spagna e Francia. Due anni fa aveva spento 17 candeline alla vigilia della finale dell’Europeo, poi vinto dalla Roja. Ora si prepara a un’altra notte decisiva, con la possibilità di conquistare una finale mondiale.

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Dopo la conferenza, il talento del Barcellona ha salutato la mamma e si è concesso una visita dal barbiere insieme al fratellino Keyne, prima di tornare a concentrarsi sulla partita. La sua è la straordinaria normalità di un adolescente prodigio: giovane, sorridente, ma già abituato a vivere appuntamenti enormi senza mostrare paura.

In sala stampa, Yamal si è presentato con una vistosa collana luccicante e il suo solito sorriso. Risposte brevi, concetti chiari, nessun timore: parla con la stessa elettricità con cui gioca.

Lamine Yamal, la sfida lanciata da De La Fuente

Alla vigilia della semifinale, Luis De La Fuente ha dichiarato che arriverà il grande giorno di Lamine Yamal, in semifinale o eventualmente in finale. Il numero della Spagna ha risposto senza esitazioni.

«Accetto la sfida, sono venuto qui per questo».

Il giovane talento ha poi chiarito anche le parole sulla Francia, spiegando di non aver avuto intenzione di alimentare tensioni.

«Si, poi ho visto le reazioni e non mi sono sorpreso, vi conosco. È solo calcio, come ha detto Kounde prima. E siamo campioni d’Europa».

Sulla partita, invece, Yamal si aspetta grande equilibrio.

«Combattuta bella, e equilibrata. Attaccheremo e difenderemo, loro e noi».

Lamine Yamal, pressione zero prima della semifinale

Uno dei temi centrali resta la pressione. Ma il classe 2007 assicura di non sentirla, nemmeno davanti alla partita più importante della sua giovane carriera.

«Nessuna, io gioco sempre come so, non posso fare altrimenti. Se dai tutto e la gente lo riconosce non hai pressione. Nella vita sono passato per momenti molto difficili, molto più difficili di una partita di calcio, per questo non sento pressione».

E sulla rilevanza della sfida contro la Francia non ha dubbi.

«Al numero 1, senza dubbio. È la partita più importante che abbia mai giocato. Sicuro».

Lamine Yamal, sogno Mondiale con la Spagna

Yamal crede apertamente nella possibilità di vincere il Mondiale con la Spagna.

«Ovviamente si. È difficile, però qui tra noi tutti ci vediamo con la possibilità di vincere. È successo nel 2010, perché non si può ripetere?».

Infine, il desiderio per il compleanno.

«Una vittoria domani e un viaggio a New York».

Contro la Francia, Lamine Yamal diventerà il terzo giocatore più giovane di sempre a disputare una semifinale mondiale, dopo Pelé e Beppe Bergomi, superando anche Kylian Mbappé in questa speciale classifica.

Mercato Roma, assalto agli esterni: Garnacho, Moreira e Summerville nel mirino

Mercato Roma, restyling offensivo attorno a Malen: i giallorossi alla ricerca di più colpi sulle corsie offensive

La Roma prepara un profondo restyling del reparto offensivo. L’idea della dirigenza giallorossa è costruire un attacco più rapido, tecnico e imprevedibile attorno a Donyell Malen, considerato uno dei punti fermi del nuovo progetto.

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Come riportato da Fabrizio Romano, il club della Capitale sta lavorando per inserire almeno due esterni offensivi. Il primo nome resta quello di Alejandro Garnacho, ma la Roma continua a monitorare anche altre piste internazionali. Nel frattempo è sfumato definitivamente Mason Greenwood, ormai destinato al Fenerbahce, club pronto a garantirgli un contratto da 40 milioni di euro in quattro anni.

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Roma mercato, Summerville torna d’attualità

Tra i profili seguiti c’è anche Crysencio Summerville, esterno olandese del West Ham, reduce da un buon Mondiale con l’Olanda. Il suo nome è tornato d’attualità anche per motivi di mercato legati agli intermediari: l’agente è lo stesso di Danilho Doekhi, difensore arrivato alla Lazio, e i colloqui nella Capitale sono proseguiti proprio in queste ore.

La Roma incontrerà oggi gli agenti di Summerville, già presenti in città. L’operazione, però, resta molto onerosa. Il West Ham valuta l’ala olandese circa 50 milioni di sterline, cifra considerata alta e non semplice da raggiungere per il club giallorosso.

Roma mercato, Moreira resta una pista viva

Parallelamente resta aperto anche il dossier Diego Moreira. Jorge Mendes è in contatto costante con la Roma, che avrebbe dato disponibilità a spingersi fino a 35 milioni di euro per provare a chiudere l’operazione.

Lo Strasburgo, però, chiede una cifra superiore e al momento non apre a sconti significativi. Per questo la pista Moreira resta viva, ma complicata, inserita in un quadro più ampio di valutazioni offensive.

Roma mercato, Garnacho è il binario principale

Il nome più caldo continua a essere quello di Alejandro Garnacho. La Roma avrebbe già presentato due offerte e può contare sull’apertura totale del giocatore, finito fuori rosa dopo l’arrivo del nuovo tecnico Xabi Alonso.

Il nodo principale riguarda la formula. Il Chelsea chiede una cessione a titolo definitivo da circa 50 milioni di euro, mentre la Roma lavora per impostare l’affare in prestito con diritto di riscatto o con condizioni più favorevoli.

La pista Garnacho viaggia dunque su un ‘binario’ a parte rispetto a Moreira, Summerville e agli altri nomi seguiti. La Roma vuole accelerare, ma dovrà trovare la formula giusta per completare il nuovo attacco.

Simeone carica il Torino, leadership e gol per Abate: il Cholito guida il ritiro granata

Giovanni Simeone trascina il Torino in questo inizio di ritiro estivo, il nuovo corso parte dalla sua energia

Il Torino di Ignazio Abate ha iniziato il ritiro di Pinzolo nel segno dell’entusiasmo e della fatica. Come racconta La Gazzetta dello Sport, la prima giornata in Val Rendena è stata caratterizzata da temperature alte, lavoro intenso e subito tanta corsa. In prima fila, davanti al gruppo, c’era Giovanni Simeone.

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Il Cholito ha dato immediatamente un segnale forte: spinta, resistenza, sacrificio e atteggiamento da leader. Nella prima seduta del ritiro, l’attaccante argentino si è messo in evidenza per applicazione e spirito, confermando il ruolo centrale che avrà nel nuovo progetto tecnico granata.

Dopo il lavoro mattutino, il gruppo ha trovato refrigerio nel torrente Sarca, vicino al centro sportivo Pineta, quartier generale del Torino in Trentino. Ma il messaggio è già chiaro: Abate non farà sconti e vuole una squadra pronta, intensa e competitiva.

Simeone Torino, una nuova stagione da leader

Per Simeone questa è una partenza diversa rispetto a un anno fa. La scorsa estate il suo arrivo al Torino era maturato a ritiro già concluso, mentre ora il classe 1995 può vivere l’intera preparazione dal primo giorno con i compagni.

Accanto a lui c’è spesso Duvan Zapata, capitano e altro punto fermo del gruppo. Insieme a Nikola Vlasic, che si unirà alla squadra dopo le vacanze post Mondiale, rappresentano il nucleo di maggiore esperienza e qualità del nuovo Torino.

Il Cholito non sarà soltanto un riferimento offensivo. Per Abate dovrà essere anche una guida nello spogliatoio, soprattutto in una rosa ricca di giovani. Gol, carisma e valori: sono questi gli aspetti che il tecnico granata si aspetta da lui.

Simeone Torino, Petrachi racconta l’entusiasmo del Cholito

A spiegare il momento vissuto dall’attaccante argentino è stato anche il direttore sportivo Gianluca Petrachi, intervenuto nel giorno della presentazione di Abate.

«Entusiasmo», è il concetto chiave. «Giovanni ha avuto un po’ di nostalgia di casa, poi gli abbiamo fatto capire che è ancora giovane per rientrare in Argentina. Lui ha capito ed è entusiasta del Toro».

Un entusiasmo che Simeone sta mostrando sia sul campo sia nella vita quotidiana del gruppo, tra allenamenti, momenti in hotel e attenzione al Mondiale, dove l’Argentina resta naturalmente al centro dei suoi pensieri.

Simeone Torino, Abate riparte dal Cholito

Nel nuovo Torino, Simeone è già uno dei punti cardinali. Abate gli ha parlato a lungo e lo considera una certezza assoluta per identità, mentalità e peso tecnico.

La stagione granata parte quindi anche dalla sua leadership. Il Cholito è chiamato a trascinare il gruppo, aiutare i più giovani e dare continuità in zona gol. Il ritiro è appena iniziato, ma Simeone è già davanti a tutti.

Le prime pagine dei quotidiani sportivi – 14 luglio 2026

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

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Calciomercato Roma, caccia all’esterno offensivo: prima offerta per Garnacho, contatti per Diego Moreira e Summerville. Cosa sta succedendo

Calciomercato Roma: novità su Garnacho, Diego Moreira e Summerville. Quali sono gli ultimissimi sviluppi

La sessione estiva di calciomercato entra nel vivo e in casa Roma le grandi manovre si concentrano principalmente sulla linea dei trequartisti. La priorità assoluta individuata dalla dirigenza giallorossa e dallo staff tecnico per la prossima stagione riguarda l’acquisto di un nuovo esterno offensivo. Questo innesto viene considerato un tassello essenziale e non più rimandabile per elevare il tasso tecnico della rosa e garantire maggiore imprevedibilità e gol alla manovra d’attacco.

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La suggestione Alejandro Garnacho: cifre e dettagli della proposta

Tra i profili più affascinanti finiti sotto la lente d’ingrandimento spicca il nome dell’argentino Alejandro Garnacho. Secondo Gianluca Di Marzio, per l’esterno d’attacco la dirigenza della Roma ha già mosso passi concreti presentando una proposta ufficiale ben strutturata.

L’operazione è stata impostata sulla base di un prestito oneroso a 5 milioni di euro, con un diritto di riscatto fissato a 35 milioni di euro. Questa opzione d’acquisto, secondo gli accordi in via di definizione, potrebbe tramutarsi in un obbligo di riscatto al verificarsi di determinate condizioni e traguardi sportivi prestabiliti nel corso dell’anno.

L’offerta per Diego Moreira e la pista francese

Garnacho non è l’unico nome caldo sul taccuino dei giallorossi. La Roma sta portando avanti parallelamente altre trattative di spessore per non farsi trovare impreparata. Come emerso nelle ultime ore, il club ha già formalizzato un’offerta concreta per Diego Moreira, giovane e guizzante ala attualmente in forza allo Strasburgo.

Il calciatore portoghese, dotato di grande accelerazione e abilità nell’uno contro uno, rappresenta una seconda opzione ideale per ringiovanire il reparto e garantire freschezza atletica sulle corsie laterali.

Nuovi contatti per Summerville e l’idea Tzolis

La lista dei desideri della Roma si arricchisce di altri elementi di caratura internazionale. Si registrano infatti nuovi contatti per Crysencio Summerville, esterno olandese che riscuote grandissimi consensi all’interno dell’ambiente capitolino per le sue doti di inserimento e per la sua incisività sotto porta.

Sullo sfondo, ma non meno importante, rimane viva anche la candidatura del greco Chrīstos Tzolīs, un’altra opzione di qualità monitorata con grande attenzione per completare una vera e propria rivoluzione sulle fasce. Le prossime settimane saranno decisive per capire quale di questi obiettivi calcherà il prato dell’Olimpico.

Nuovo ct Italia, spunta la clamorosa ipotesi Pirlo: perché Maldini e Leonardo potrebbero puntare su di lui

Nuovo ct Italia, Andrea Pirlo è la nuova clamorosa ipotesi per la panchina della Nazionale: perché Maldini e Leonardo spingono per lui

Il casting per il nuovo ct della Nazionale azzurra entra nel vivo e riserva un colpo di scena del tutto inaspettato. Accanto ai profili altisonanti che circolano da tempo, si fa largo con forza la candidatura di Andrea Pirlo secondo Gazzetta.it. L’ex regista azzurro è balzato in primissima fila nelle preferenze di Paolo Maldini e Leonardo, i due dirigenti incaricati di ricostruire l’assetto tecnico dell’Italia con il grande obiettivo di centrare la qualificazione ai Mondiali 2030.

L’identikit del nuovo CT: perché si punta su Pirlo

La scelta di puntare sul “Maestro” risponde a una precisa visione strategica. Sia il direttore tecnico Maldini che il suo fidato consigliere Leonardo stimano da sempre l’ex centrocampista: il primo avrebbe voluto portarlo sulla panchina del Milan nel 2023, mentre il brasiliano cercò di acquistarlo come giocatore per il PSG nel 2011.

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Oggi, a 47 anni, Pirlo allena a Dubai dopo aver accumulato esperienze importanti sulle panchine di Juventus, Fatih Karagümrük e Sampdoria. Per la dirigenza azzurra, incarna perfettamente le qualità necessarie per guidare il rilancio: idee tattiche moderne, coraggio, carisma internazionale e una profonda conoscenza del sistema calcio italiano. Lo stesso Pirlo ha commentato ironicamente la crisi della selezione azzurra dicendo: «Sedici anni senza Italia al Mondiale? Non è cambiato niente…».

Il sogno Guardiola e le altre candidature sul tavolo

Mentre la pista Pirlo si scalda, sullo sfondo restano vive altre prestigiose opzioni. Il sogno proibito dei vertici federali risponde al nome di Pep Guardiola, un’operazione complessa su cui la dirigenza continua a fare valutazioni di fattibilità finanziaria e tecnica. Restano monitorati anche i profili di Antonio Conte e Roberto Mancini, due figure di spessore che conoscono già alla perfezione l’ambiente azzurro. La svolta definitiva è attesa entro il fine settimana, quando Maldini e Leonardo presenteranno la sintesi del loro lavoro al presidente federale Giovanni Malagò.

Le dichiarazioni del presidente Giovanni Malagò

Proprio il numero uno della federazione, a margine della Partita del Cuore, ha fatto il punto sull’imminente scelta del nuovo CT, confermando la totale sinergia con l’area tecnica guidata dai due ex milanisti:

«Fatta la scelta di Maldini, c’è stata quella su Leonardo. E ora l’allenatore, che arriverà il prima possibile, ma senza fare le cose in modo sbagliato. Poi ci sono anche degli aspetti di condivisione con Maldini e Leonardo, coi quali nei prossimi due giorni ci sarà un incontro più preciso. Quando si fanno i contratti ci sono i desideri e poi i fatti reali. Sono sincero, da domani veramente si entra nella fase dell’individuazione del nome. Guardiola? Nessuno può dire che Pep non sia un’idea molto importante, è da vedere se poi sia la persona o il profilo giusto, così come da verificare se poi ci sarà compatibilità…».

Jonathan Asp Jensen è un nuovo giocatore del Deportivo, è ufficiale! Fine della telenovela per il fantasista danese

Jonathan Asp Jensen ufficiale al Deportivo! È finita la telenovela per il fantasista danese, ecco il comunicato del club

Il RC Deportivo mette a segno un acquisto di grandissima prospettiva internazionale per la propria trequarti. Il club galiziano ha ufficializzato l’ingaggio di Jonathan Asp Jensen, talentuoso centrocampista offensivo nato a Gauerslund, in Danimarca, il 14 gennaio 2006. Il giovane gioiello scandinavo si lega alla compagine spagnola con un importante contratto a lungo termine, valido fino a giugno 2031. Si tratta di un’operazione strategica che certifica la volontà dei Blanquiazules di investire sui migliori profili europei per strutturare una rosa competitiva e futuribile.

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La scuola Bayern Monaco e il debutto in Bundesliga

Cresciuto calcisticamente in una delle migliori accademie del pianeta, Asp Jensen arriva direttamente dal Bayern Monaco. In terra bavarese, il classe 2006 ha completato l’intero percorso di formazione giovanile, mettendosi in mostra per le straordinarie doti tecniche e la capacità di incidere negli ultimi metri di campo.

Il suo talento non è sfuggito ai tecnici della prima squadra tedesca, che lo hanno fatto debuttare ufficialmente in Bundesliga il 12 maggio 2024, nella sfida vinta contro il VfL Wolfsburg. Prima di questo importante traguardo, il trequartista danese si era distinto con la formazione riserve del Bayern, collezionando 36 presenze complessive, 7 reti e ben 13 assist a cavallo tra le stagioni 2023-2024 e 2024-2025. Inoltre, il calciatore vanta un’ottima confidenza con i palcoscenici internazionali grazie alle 10 partite giocate in UEFA Youth League, competizione nella quale ha fornito 3 assist vincenti.

La consacrazione in Svizzera con il Grasshopper

La definitiva maturazione del centrocampista è avvenuta nel corso dell’ultima stagione sportiva, trascorsa in prestito nel massimo campionato svizzero con la gloriosa maglia del Grasshopper Club di Zurigo. In terra elvetica, il giovane calciatore ha trovato la continuità necessaria per consacrarsi come una delle promesse più splendenti del panorama europeo.

I suoi numeri con il club di Zurigo sono stati di assoluto rilievo:

  • 40 presenze ufficiali disputate tra campionato e coppe nazionali;
  • 9 gol realizzati, dimostrando un notevole senso dell’inserimento offensivo;
  • 6 assist serviti per i compagni di squadra.

Un innesto di respiro internazionale per il progetto Deportivo

In parallelo con la sua ascesa a livello di club, Asp Jensen ha compiuto l’intera trafila nelle selezioni giovanili del proprio Paese, vestendo con orgoglio le maglie della Danimarca Under 16, Under 17 e Under 18. La sua versatilità tattica gli permette di agire sia da classico numero dieci dietro le punte sia come esterno d’attacco creativo, abile nel saltare l’uomo e creare superiorità numerica sulla fascia. Con questo colpo di mercato, il Deportivo si assicura un elemento già pronto per il calcio professionistico ma dotato di enormi margini di miglioramento, ponendo una pietra angolare per i successi futuri della squadra.

Calciomercato Lecce, colpo a parametro zero: vicino Hysaj! I dettagli dell’operazione a sorpresa

Calciomercato Lecce, Elsad Hysaj è vicino a diventare un nuovo giocatore dei salentini. Colpo a zero, tutti i dettagli

Il Lecce punta a rinforzare la propria linea difensiva con un innesto di assoluta esperienza e affidabilità per il campionato di Serie A. La dirigenza del club pugliese si è mossa con decisione su Elseid Hysaj, esperto terzino destro attualmente libero da vincoli contrattuali dopo la naturale scadenza del suo accordo con la Lazio. I salentini hanno individuato nel calciatore albanese il profilo ideale per coprire la corsia laterale, e in queste ore sono già in corso fitti contatti tra le parti per cercare di raggiungere un’intesa definitiva. Lo riporta Gianluca Di Marzio.

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Il bilancio dell’avventura in biancoceleste

Il difensore classe 1994 ha da poco concluso una parentesi molto significativa della propria carriera sportiva nella Capitale. Hysaj ha infatti salutato la sponda biancoceleste di Roma dopo aver vissuto ben cinque stagioni consecutive a Formello. Arrivato nell’estate del 2021, il laterale ha rappresentato per anni una risorsa tattica fondamentale grazie alla sua spiccata duttilità, che gli ha permesso di agire con disinvoltura su entrambe le fasce difensive.

Durante il suo quinquennio con la maglia della Lazio, il calciatore ha collezionato complessivamente 131 presenze, arricchite da 2 gol e 4 assist per i compagni di squadra. Tuttavia, lo scenario è mutato radicalmente nel corso dell’ultima stagione, dove il suo impiego è stato drasticamente ridimensionato dalle scelte di Sarri. Nell’ultimo campionato, infatti, Hysaj ha calcato il rettangolo verde in sole cinque occasioni in Serie A, un minutaggio ridotto che lo ha spinto, alla scadenza naturale del contratto, a cercare una nuova sfida professionale per rilanciarsi ad alti livelli.

Le prospettive tattiche nello scacchiere del Lecce

L’eventuale sbarco nel Salento consentirebbe a Hysaj di rimanere nel massimo campionato italiano, un palcoscenico che conosce alla perfezione dopo i lunghi trascorsi tra Empoli, Napoli e Lazio. Per il Lecce si tratterebbe di un’operazione strategica di grande valore: l’acquisizione di un elemento a parametro zero con un tale bagaglio di presenze internazionali garantirebbe un immediato salto di qualità sotto il profilo del carisma e della gestione dei momenti delicati della stagione.

I dialoghi tra l’entourage del terzino e l’area tecnica giallorossa proseguono per valutare la fattibilità dell’affare, con particolare attenzione alle cifre legate all’ingaggio. Se le parti riusciranno a trovare un punto d’incontro economico, il club salentino metterà a segno un colpo di mercato di grande spessore per blindare la corsia di destra.

Ravaglia lascia il Bologna: addio vicino per il portiere, accordo trovato con il Watford! Dettagli e formula dell’operazione

Federico Ravaglia al passo d’addio con il Bologna: il Watford ha raggiunto un accordo con il portiere, ecco tutti i dettagli

Le strade del Bologna e di Federico Ravaglia sembrano ormai destinate a separarsi in questa sessione di calciomercato. La compagine rossoblù è infatti a un passo dal definire la partenza del proprio portiere, promesso sposo del Watford. La società inglese, militante in Championship, ha trovato un’intesa di massima con i vertici emiliani e i due club sono ora impegnati a limare gli ultimi dettagli burocratici per decretare il definitivo trasferimento del classe 1999 oltremanica. Lo riporta Gianluca Di Marzio.

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I dettagli dell’operazione: prestito e obbligo condizionato

I negoziati tra le due società si sono sviluppati rapidamente sulla base di una struttura contrattuale ben precisa. L’affare si concretizzerà attraverso la formula del prestito con diritto di riscatto.

Tuttavia, l’accordo prevede una clausola specifica che trasformerà il diritto in obbligo di riscatto qualora la compagine britannica riesca a conquistare la tanto desiderata promozione in Premier League al termine della stagione. Questa soluzione consente al Watford di inserire in rosa un estremo difensore affidabile senza appesantire eccessivamente il bilancio immediato, legando l’investimento definitivo al raggiungimento del massimo traguardo sportivo.

Colonia italiana a Vicarage Road: Dionisi e Bove attendono Ravaglia

Per il portiere cresciuto nel vivaio felsineo, l’adattamento nel calcio d’oltremanica sarà agevolato dalla presenza di connazionali all’interno del club inglese. Ad attendere Ravaglia a Vicarage Road ci sarà infatti il centrocampista Edoardo Bove, trasferitosi in Inghilterra durante la sessione di mercato dello scorso gennaio.

La guida tecnica della squadra è inoltre affidata ad Alessio Dionisi, tecnico che ha scelto di misurarsi con la sua prima esperienza internazionale accettando l’ambizioso progetto della proprietà dei Pozzo. L’arrivo del portiere andrà quindi a rinforzare un nucleo azzurro pronto a fare la differenza nella seconda divisione inglese.

Gli scenari per il Bologna e la crescita del portiere

Nel corso della sua avventura in Emilia, Federico Ravaglia si è dimostrato un elemento estremamente prezioso all’interno dello spogliatoio, facendosi trovare pronto ogni volta che è stato chiamato in causa per far rifiatare il titolare. La sua partenza spingerà ora la dirigenza del Bologna a cercare un nuovo profilo sul mercato per ricoprire il ruolo di vice-Skorupski.

Al contempo, per il ventiseienne bolognese si presenta un’opportunità straordinaria per mettersi in mostra in un campionato logorante e competitivo come la Championship, con l’obiettivo di riportare una piazza storica nel gotha del calcio inglese.

Il Bayern Monaco cambia il futuro di Kim! Svolta improvvisa e decisione presa, ecco dove giocherà il difensore sudcoreano

Il Bayern Monaco ha preso una decisione importante per il futuro di Kim! Dove giocherà nella prossima stagione

Il destino di Kim Min-jae si tinge nuovamente dei colori del Bayern Monaco. Nelle ultime ore si è registrato un drastico cambio di piani all’interno dell’area sportiva della dirigenza bavarese: il difensore sudcoreano, infatti, non è più sul punto di una cessione. Nonostante le numerose indiscrezioni circolate nei mesi scorsi riguardo a una sua possibile partenza, i vertici del club tedesco hanno deciso di rivedere le proprie strategie difensive, togliendo di fatto il forte centrale ex Napoli dal mercato estivo per rimetterlo al centro del progetto tecnico. Lo riporta Florian Plettenberg.

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La strategia dei bavaresi e l’unica eccezione concessa

La scelta del Bayern Monaco risponde a una chiara esigenza di stabilità nel pacchetto arretrato. La dirigenza e lo staff tecnico stanno pianificando con lui la struttura della retroguardia per la nuova stagione. Ad oggi, le porte per un trasferimento sono sbarrate, ad esclusione di un unico, clamoroso scenario.

L’unica deroga a questa linea di fermezza verrebbe presa in considerazione solo di fronte a un’offerta straordinaria dal punto di vista economico; una proposta fuori mercato che, allo stesso tempo, lo stesso Kim volesse accettare per ragioni professionali o personali. In assenza di proposte indecenti e con il pieno gradimento di entrambe le parti, il matrimonio calcistico in Baviera è destinato a proseguire senza scossoni.

La volontà del giocatore e il blindato contratto fino al 2028

Questa decisione del club tedesco si sposa alla perfezione con le intenzioni dello stesso difensore. Come emerso in precedenza da fonti vicine all’entourage del calciatore, Kim non aveva alcuna intenzione di lasciare il Bayern nel corso di questa sessione estiva. Il centrale asiatico, forte di un accordo solido, ha sempre manifestato il desiderio di volersi imporre a Monaco, dimostrando il proprio reale valore dopo stagioni di ambientamento caratterizzate da alti e bassi.

A blindare ulteriormente la sua permanenza all’Allianz Arena contribuiscono anche i termini dell’accordo siglato al momento del suo arrivo dall’Italia: il suo contratto scade nel 2028, un vincolo a lungo termine che garantisce alle parti una notevole forza contrattuale e un’ampia serenità nella programmazione del futuro a medio e lungo termine.

Sicurezza e continuità per la difesa di domani

Con questa mossa strategica di mercato, il Bayern Monaco si assicura la continuità di uno dei difensori più fisici e veloci del panorama calcistico mondiale. Blindando Kim, i bavaresi pongono una pietra angolare per la difesa del futuro, pronti a dare l’assalto ai massimi traguardi nazionali ed europei.

Lutto nel calcio, dramma in Olanda: morto a 38 anni l’arbitro Rob Dieperink

Morto a 38 anni l’arbitro Rob Dieperink, tragedia in Olanda: la ricostruzione di quanto successo

Il mondo dello sport è sotto shock per l’improvvisa scomparsa di Rob Dieperink. Il noto arbitro olandese, di soli 38 anni, è stato rinvenuto privo di vita all’interno della sua abitazione. La tragica notizia ha colpito profondamente l’intero movimento calcistico europeo, lasciando colleghi, amici e appassionati nel più profondo dolore. Al momento del ritrovamento, le cause ufficiali del decesso non sono state divulgate dalle autorità e dagli organi competenti.

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La recente vicenda giudiziaria e l’esclusione dai Mondiali

La scomparsa del fischietto olandese giunge in un periodo particolarmente complesso e delicato della sua vita privata e professionale. Soltanto poche settimane fa, infatti, Dieperink era stato ufficialmente escluso dai Mondiali, alla quale avrebbe dovuto prendere parte ricoprendo il delicato ruolo di assistente Var.

Il provvedimento di sospensione era scattato a seguito di un’indagine della polizia per violenza sessuale ai danni di un adolescente a Londra, città in cui il direttore di gara si trovava temporaneamente per motivi di lavoro in occasione della sfida tra Crystal Palace e Fiorentina. Una vicenda dolorosa che si era comunque conclusa sul piano legale prima del tragico epilogo: il caso era stato successivamente archiviato per mancanza di prove, anche grazie al fatto che l’arbitro aveva dimostrato fin da subito una condotta trasparente, avendo collaborato pienamente con le indagini della magistratura inglese per fare chiarezza sui fatti.

Il profondo cordoglio della Federcalcio olandese

L’annuncio della sua morte ha generato un’ondata di commozione immediata nei Paesi Bassi. La Federcalcio olandese, la Knvb, ha voluto manifestare pubblicamente tutto il proprio sconcerto, definendosi "sconvolta e profondamente addolorata" per la drammatica perdita del direttore di gara.

Attraverso una nota di cordoglio istituzionale, i vertici federali hanno voluto rendere omaggio all’uomo e al professionista, esprimendo la propria vicinanza ai cari del trentottenne:

“Con Rob perdiamo un arbitro di grande valore, ma soprattutto un collega gentile e dedito al proprio lavoro – ha dichiarato la federazione in un comunicato – I nostri pensieri vanno alla sua famiglia, agli amici e a tutti coloro che gli volevano bene. Auguriamo loro tanta forza e sostegno per superare questa grave perdita”.

La carriera: dagli esordi alla finale con l’Atalanta

Con la prematura scomparsa di Dieperink si chiude una carriera arbitrale di alto livello, costruita con sacrificio e costanza sui campi nazionali ed internazionali. Il fischietto arbitrava nell’Eredivisie dal 2017, diventando rapidamente uno dei punti di riferimento della classe dei direttori di gara olandesi.

Tra i suoi traguardi professionali più prestigiosi spicca senza dubbio la convocazione come arbitro Var agli Europei del 2024, arrivata poco dopo aver svolto le medesime funzioni tecnologiche di supporto nella storica finale di Europa League vinta dall’Atalanta contro il Bayer Leverkusen. In totale, la sua bacheca professionale vanta ben 284 partite nel calcio professionistico, a testimonianza di un percorso d’eccellenza interrotto tragicamente troppo presto.

Calciomercato Napoli, blindato Antonio Vergara: accordo per il rinnovo fino al 2031 e adeguamento di stipendio

Calciomercato Napoli, Antonio Vergara rinnova fino al 2031 con adeguamento di stipendio. Tutti i dettagli del prolungamento

Il Napoli guarda al futuro in ottica strategica e si muove con decisione per blindare uno dei gioielli più cristallini del proprio patrimonio tecnico. La società azzurra ha infatti raggiunto una totale intesa per il rinnovo di contratto di Antonio Vergara, promettente trequartista classe 2003. La dirigenza partenopea ha voluto accelerare i tempi per respingere i potenziali inserimenti delle concorrenti sul mercato, stringendo i contatti decisivi con gli agenti del calciatore per blindare il proprio talento a lunghissima scadenza. Lo riporta Gianluca Di Marzio.

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I dettagli del vertice e l’adeguamento economico

I colloqui ravvicinati tra i vertici del club campano e l’entourage del ragazzo sono entrati nella fase pienamente operativa. La sostanza dell’accordo è ormai definita e considerata blindata. La base dell’intesa prevede un prolungamento fino al 30 giugno 2031, un chiaro attestato di stima che proietta il giovane fantasista al centro del progetto tecnico del club per le prossime stagioni.

Contestualmente alla firma sul nuovo accordo pluriennale, per Vergara è previsto un sostanzioso adeguamento di stipendio. Si tratta di un riconoscimento economico concordato per premiare l’importante percorso di crescita evidenziato sul rettangolo verde. La volontà del Napoli è stata fin da subito quella di blindare il calciatore, togliendolo di fatto dal mercato ed evitando spiacevoli situazioni contrattuali in vista delle prossime sessioni di riparazione.

I numeri della scorsa stagione e la centralità tattica

La scelta della dirigenza di blindare il fantasista nasce dalle ottime risposte arrivate sul campo nel corso dell’ultima annata. Nonostante la folta concorrenza nel reparto offensivo azzurro, il classe 2003 ha saputo ritagliarsi uno spazio importante nelle rotazioni, dimostrando una personalità e una maturità superiori alla sua carta d’identità.

Analizzando nel dettaglio l’ottimo rendimento offerto nella scorsa stagione, Vergara ha messo a referto numeri di assoluto rispetto in relazione al minutaggio concesso:

  • 19 partite disputate tra campionato e coppe nazionali;
  • 3 gol realizzati, mettendo in mostra ottimi tempi di inserimento e una buona balistica dalla distanza;
  • 4 assist serviti per i compagni di squadra, a testimonianza di una spiccata visione di gioco nello stretto.

Il trequartista possiede le caratteristiche ideali richieste dal calcio moderno: rapidità palla al piede, duttilità nel saper agire sia dietro la punta centrale sia partendo dalle corsie esterne, e una forte propensione al sacrificio in fase di ripiegamento. Con questo accordo a lungo termine, il Napoli si assicura un profilo di grande prospettiva, pronto a diventare un pilastro della squadra del futuro.

Gianfelice Facchetti controcorrente per la panchina dell’Italia: «Quando leggo il nome di Conte rimango perplesso per questo motivo»

Gianfelice Facchetti ha parlato così della situazione dell’Italia riguardante il ct e le nomine di Maldini e Leonardo

Intervistato da Internews24, Gianfelice Facchetti ha inquadrato anche il momento attraversato dalla Nazionale italiana, con la fresca nomina di Maldini e Leonardo nei quadri dirigenziali. Queste le sue dichiarazioni.

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Parliamo ora di un tema che sta a cuore a tutti, ovvero l’Italia. Con l’annuncio di Paolo Maldini nel ruolo di direttore tecnico e presidente del club Italia spalleggiato da Leonardo, come vedi questa coppia, pensi che siano i nomi giusti e quale CT consiglieresti alla Nazionale?

«Maldini è un uomo di campo e mi sembra che ha tutti gli elementi per essere utile alla causa del club azzurro. Non ho capito bene il ruolo di Leonardo accanto a lui. Ma Maldini mi sembra un elemento di novità e di discontinuità.

Rispetto alla panchina quando leggo di Conte resto perplesso nel senso che mi è sempre sembrato un allenatore al di là dei meriti e dei successi indiscutibili anche con l’Inter. Non mi sembra uno che abbia la pazienza per fare un progetto di lungo corso che oggi servirebbe alla nazionale per ricostruire sulle macerie di tre mondiali mancati. Mi sembra che non abbia quel tipo di pazienza perché c’è sempre Conte prima di qualsiasi cosa. L’Inter di Conte, la Juve di Conte, l’Italia di Conte. Non mi sembra che sia in mezzo a tante qualità di allenatore che la pazienza e la durata rientri tra quelle. Lo dice la sua carriera piena di successi ma poi puntualmente va in collisione con l’ambiente attorno per qualche ragione e lascia tutto a metà. Sicuramente no.

Abbiamo avuto la figura di Mancini che ha fatto molto bene con la nazionale e che potrebbe essere sicuramente la figura che riprende un po’ un lavoro interrotto anche se poi qualcuno gli rimprovera l’Arabia. Gli rimprovera l’Arabia ma credo che nell’era della comunicazione si possano trovare le parole giuste per una scelta di quel tipo.

Se non fosse Mancini Ancelotti avrebbe l’esperienza e forse tutte le caratteristiche per essere il commissario tecnico della nazionale. Anche se è vincolato alla federazione brasiliana. Non so sui termini dei tempi di contratto che lo tengono vincolato ma sicuramente potrebbe essere un bel allenatore. Se no è anche una scelta coraggiosa di un allenatore straniero che però conosca la cultura italiana, per esempio Guardiola. È un allenatore che ha fatto già tanto a livello di club, conosce l’Italia molto bene. Potrebbe essere una figura che dia nuova linfa, che porti idee diverse per un paese come il nostro che è molto chiuso, soprattutto a livello federale.

È un mondo che si è incartato su se stesso dove fondamentalmente c’è una sorta di impermeabilità rispetto a certi ruoli. Per cui una figura straniera se messa nella condizione di poter incidere e decidere in autonomia potrebbe essere un prospetto che avrà uno scenario di cambiamento. È da capire quanto il calcio italiano abbia voglia di vedere un cambiamento e che le cose possano cambiare.

Noi siamo molto bravi ad aprire processi e crisi e non abbiamo mai la voglia e la forza per sostenere le trasformazioni. Ci piace fare rumore quando le cose non funzionano, ma non abbiamo l’energia per accompagnare i cambiamenti che hanno bisogno di tempo per produrre risultati. Tutte le nazionali che oggi si bagnano il naso a livello mondiale e che fino a qualche decennio fa ci inseguivano sono passate da cambiamenti. Non è casuale quello che succede in Francia e non è casuale quello che succede in Spagna. O ci si dà una sveglia e ci si prova a mettere in discussione sul serio, sennò metterli i nomi come figurine per dire che facciamo la rivoluzione senza poi farla dal basso… Se il cambiamento non è accompagnato da qualcosa che parte proprio dalle radici e dall’essenza del gioco, fondamentalmente da chi lo pratica, come lo pratica, dove lo pratica e dalla cultura che ci sta attorno è tutto inutile».

L’INTERVISTA ESCLUSIVA DI GIANFELICE FACCHETTI A INTERNEWS24

Infortunio Courtois, sospiro di sollievo per il Real Madrid: l’esito degli esami e i tempi di recupero del portiere belga

Infortunio Courtois, il Real Madrid tira un sospiro di sollievo per il portiere belga: le condizioni e i tempi di recupero

Arrivano ottime notizie per il Real Madrid e, in modo particolare, per i piani tattici del tecnico José Mourinho. L’allarme legato alle condizioni fisiche di Thibaut Courtois è ufficialmente rientrato: il portiere belga sarà regolarmente a disposizione per il debutto nella Liga 2026/2027. Il club della capitale spagnola giocherà il primo incontro del nuovo campionato nel fine settimana del 15 e 16 agosto, quando ospiterà la Real Sociedad. Per questo atteso appuntamento, l’estremo difensore potrà essere schierato titolare dal primo minuto, superando brillantemente l’infortunio patito soltanto pochi giorni fa.

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L’infortunio al Mondiale e il verdetto della risonanza

Il problema muscolare era sorto durante l’impegno nei Mondiali con la Nazionale Belga. Il percorso dei Diavoli Rossi, sotto la guida tecnica del commissario tecnico Rudi Garcia, si era interrotto ai quarti di finale a causa della sconfitta per 2-1 subita contro la Spagna. Al minuto 71 di quella tesa sfida, Courtois era stato costretto a chiedere il cambio, venendo sostituito da Senne Lammens, il quale aveva poi incassato la rete che ha decretato il definitivo passaggio del turno degli spagnoli.

Nelle ultime ore, secondo quanto riportato dal quotidiano sportivo AS, il portiere si è sottoposto a esami approfonditi per fare piena luce sulla gravità del problema. Fortunatamente, gli accertamenti hanno escluso infortuni gravi al quadricipite sinistro. Un esito che ha fatto tirare un enorme sospiro di sollievo a tutto l’ambiente madrileno, scongiurando il rischio di un lungo stop.

Il programma di Mourinho e il forfait precauzionale con la Fiorentina

Ottenuto il via libera dai medici all’uscita dalla clinica di Valdebebas, Courtois ha già ricevuto le precise indicazioni terapeutiche per la cura del muscolo. Il piano di rientro coordinato dallo staff dei Blancos prevede che l’atleta si unisca al resto del gruppo per iniziare la preparazione pre-campionato entro la fine del mese in corso.

Tuttavia, lo staff medico e lo stesso Mourinho hanno optato per la linea della massima prudenza: il belga non prenderà parte all’amichevole del 1° agosto programmata in Austria contro la Fiorentina di Fabio Grosso. Si tratterà di un riposo precauzionale concordato, volto a preservare la sua totale integrità fisica in vista degli impegni ufficiali, garantendo così al Real Madrid di riavere il proprio pilastro difensivo al top della condizione per l’esordio stagionale a metà agosto.

Xabi Alonso su Palestra: «Ti dà versatilità nel posizionamento. Fisicamente è davvero forte, sono felice di lui»

Xabi Alonso parla di Palestra: «Ti dà versatilità nel posizionamento. Fisicamente è davvero forte, sono felice di lui»

Durante la conferenza stampa di presentazione come nuovo allenatore del Chelsea, Xabi Alonso si è soffermato a lungo su Marco Palestra, uno dei giovani profili più interessanti arrivati a Londra in questa sessione di mercato. L’ex centrocampista del Real Madrid ha espresso grande fiducia nel talento del classe 2005, sottolineando come il suo arrivo sia stato fortemente voluto per caratteristiche tecniche e prospettive di crescita.

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Ha molte grandi qualità da adattare al calcio moderno” ha dichiarato Alonso, evidenziando la versatilità del giocatore e la sua capacità di interpretare più ruoli sulla corsia sinistra. Il tecnico ha poi aggiunto: “Ti dà versatilità nel posizionamento; Può giocare in una difesa a quattro o in una difesa a cinque, sulla sinistra. Fisicamente è davvero forte. Dobbiamo continuare a lavorare con lui per adattarci alla Premier League. Ha una mentalità davvero buona in termini di competitività e fame. Sono felice di lui e non vedo l’ora di ottenere il meglio da lui”.

Parole che confermano quanto il Chelsea punti sul giovane esterno, considerato un investimento per il presente ma soprattutto per il futuro. Alonso ha insistito sulla necessità di un percorso di adattamento alla Premier League, ma ha ribadito più volte la solidità mentale e la fame agonistica del ragazzo, elementi che lo hanno convinto a spingere per il suo arrivo.

Il caso Garnacho e l’interesse della Roma

Non è mancato un passaggio su Alejandro Garnacho, al centro di diverse voci di mercato e seguito con attenzione dalla Roma. Alonso ha confermato che la situazione è in evoluzione e che il club sta valutando le opzioni insieme ai dirigenti sportivi.

“Beh la situazione è che abbiamo parlato con i direttori sportivi e c’è interesse per lui da parte di altri club. Vediamo come si sviluppa questa situazione. Ma si spera che finisca nel modo migliore possibile per tutte le parti”, ha spiegato l’allenatore spagnolo, lasciando intendere che il futuro dell’argentino potrebbe presto prendere una direzione chiara.

La sensazione è che il Chelsea stia gestendo con attenzione un dossier delicato, consapevole del valore del giocatore e delle dinamiche di mercato che lo circondano. La Roma osserva, attende e valuta, mentre il club inglese continua a monitorare gli sviluppi per arrivare a una soluzione condivisa.

Fiorentina, altro colpo di mercato! Alex Jimenez è ufficialmente un nuovo acquisto

Alex Jimenez è ufficialmente un nuovo giocatore della Fiorentina: contratto depositato in Lega Serie A, ora atteso l’annuncio del club

Ora non ci sono più dubbi: Alex Jimenez è ufficialmente un nuovo giocatore della Fiorentina. Il contratto del terzino classe 2005 è stato depositato in Lega Serie A, come riportato sul sito ufficiale, certificando di fatto la conclusione dell’operazione. A breve arriverà anche l’annuncio dei viola e del Bournemouth, rinviato nei giorni scorsi per attendere il trasferimento internazionale e completare tutte le procedure burocratiche.

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Il giovane difensore, cresciuto nel settore giovanile del Milan, approda a Firenze con una formula studiata per garantire alla società massima flessibilità: prestito con diritto di riscatto fissato a 20 milioni di euro. In caso di riscatto, il Bournemouth manterrà una percentuale del 30% sulla futura rivendita, una clausola che testimonia la fiducia degli inglesi nel potenziale del ragazzo.

La Fiorentina, dal canto suo, avrà la possibilità di acquisire fino al 90% del cartellino, una scelta che permette al club di pianificare un investimento graduale e sostenibile. Jimenez arriva per rinforzare la corsia sinistra e rappresenta un profilo in linea con la strategia viola: giovane, di prospettiva, già abituato a contesti competitivi e con margini di crescita importanti.

Il suo arrivo si inserisce nel progetto di rinnovamento della rosa, con l’obiettivo di costruire una squadra dinamica e strutturata per il futuro. L’operazione, ora formalizzata, apre una nuova fase della carriera del terzino spagnolo, pronto a mettersi a disposizione del nuovo ambiente e a ritagliarsi spazio in Serie A.


Siviglia e Venezia spingono per chiudere l’accordo per Adams: trattativa in movimento, le novità

Siviglia e Venezia avanzano nei contatti per Adams: accordo sempre più vicino, ecco gli ultimi sviluppi

Il Venezia è sempre più vicino alla chiusura dell’operazione che porterà in Italia l’attaccante del Siviglia. Dopo settimane di contatti e di aggiustamenti tra le parti, la trattativa è entrata nella sua fase conclusiva: i club stanno lavorando agli ultimi dettagli per arrivare alla formalizzazione dell’accordo, passaggio necessario per permettere al giocatore di mettersi in viaggio verso l’Italia. Un’operazione importante per i lagunari, che puntano su un profilo capace di alzare il livello offensivo della squadra.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Secondo quanto riferito da Di Marzio, Venezia e Siviglia hanno ormai definito la struttura economica dell’affare: la base è di circa 16 milioni di euro, ai quali si aggiungono 6 milioni di bonus legati a obiettivi individuali e di squadra. Una cifra significativa che testimonia quanto il club italiano creda nel potenziale di Akor Adams, attaccante che ha attirato l’interesse di diverse società europee e che ora sembra pronto a compiere il salto nel campionato italiano.

Restano da completare solo gli ultimi passaggi formali, quelli che precedono l’autorizzazione definitiva al viaggio. Una volta sistemati questi dettagli burocratici, l’attaccante potrà partire e raggiungere Venezia, anche se il suo arrivo non è previsto prima di metà settimana. Un timing che lascia intuire come la chiusura sia ormai vicina, con i lagunari pronti ad accogliere il loro nuovo rinforzo offensivo.

Atta si presenta: «Ho parlato tanto con Paratici e Grosso: ho pensato che fosse il progetto giusto per me»

Atta, prime parole da neo giocatore della Fiorentina: «Ho parlato tanto con Paratici e Grosso: ho pensato che fosse il progetto giusto»

Arthur Atta ha scelto la Fiorentina con convinzione, dopo un confronto approfondito con la dirigenza e con il nuovo allenatore. Il centrocampista francese, classe 2003, ha raccontato il percorso che lo ha portato a vestire il viola, partendo proprio dalle sensazioni avute nei colloqui preliminari: “Ho parlato tanto con Paratici e Grosso: ho pensato che fosse il progetto giusto per me. Oggi ne sono ancora più sicuro”. Parole che testimoniano un ingresso a Firenze con idee chiare e una forte fiducia nel lavoro di Fabio Grosso e nella direzione tecnica impostata dalla società.

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Atta non si è limitato a parlare del suo arrivo, ma ha anche svelato quali siano stati i modelli che lo hanno ispirato nel suo percorso di crescita. “Cristiano Ronaldo, ma anche Pogba, che ha fatto bene in Italia e perché sono francese”, ha spiegato il giovane centrocampista, mostrando di avere riferimenti di altissimo livello e una visione internazionale del calcio. Un mix di ambizione e identità che può diventare un valore aggiunto nel suo processo di maturazione.

Il tema più interessante riguarda però il suo possibile inserimento nello schema di Grosso. Atta ha descritto con precisione le sue caratteristiche, delineando un profilo moderno e adattabile: “Sono un giocatore versatile che ama trovare spazio per me e anche per i compagni di squadra. Sono un giocatore tecnico”. Una definizione che si sposa con l’idea di un centrocampo dinamico, capace di alternare costruzione e inserimenti. Il francese ha poi aggiunto un’autocritica costruttiva, segno di consapevolezza e voglia di migliorarsi: “L’anno scorso ho avuto tante occasioni da gol, potevo fare di più. Ne ho parlato anche con il Mister. Devo migliorare anche nel gioco aereo”.

Un mix di duttilità, tecnica e margini di crescita che rende Atta un profilo particolarmente interessante per la Fiorentina, pronta a valorizzarlo in un contesto che punta su giovani di prospettiva e su un’identità tattica ben definita.

Torino, entusiasmo per Abate: Filadelfia pieno prima del ritiro a Pinzolo

Torino, prende il via il nuovo corso targato Ignazio Abate, con la spinta dei tifosi: il punto tra campo e mercato

Il nuovo Torino di Ignazio Abate è partito con una forte dose di entusiasmo. Come racconta La Gazzetta dello Sport, il primo allenamento a porte aperte della stagione ha richiamato al Filadelfia circa tremila tifosi, pronti a sostenere la squadra e ad accogliere il nuovo allenatore granata.

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Un clima positivo, colorato e partecipato, con tanti bambini e famiglie sugli spalti, ha accompagnato l’inizio del nuovo percorso tecnico. Dopo l’allenamento, la squadra è partita per il ritiro di Pinzolo, portando con sé l’energia ricevuta dal pubblico granata.

Nei giorni della presentazione, Abate aveva chiesto vicinanza, passione e unità attorno a una squadra giovane e desiderosa di costruire una nuova identità. La risposta dei tifosi è arrivata subito, con una presenza numerosa e un atteggiamento costruttivo.

Torino, applausi per Abate, Zapata e Simeone

Il primo a entrare in campo è stato il capitano Duvan Zapata, seguito da Ilkhan, Coco e dal giovane Acquah, uno dei Primavera aggregati al gruppo. Subito dopo è arrivato anche Ignazio Abate, accolto da un lungo applauso.

Tra i più applauditi ci sono stati proprio Zapata e Giovanni Simeone, apparso già tonico nonostante una notte breve per seguire le emozioni mondiali della sua Argentina. Molto affetto anche per Gineitis e Ismajli, mentre per Paleari è arrivata una vera standing ovation al momento dell’ingresso dal campo secondario.

Assente invece il portiere Israel, per il quale il club sta valutando nelle prossime ore un possibile intervento alla spalla.

Torino, allenamento intenso al Filadelfia

Sul campo, il lavoro è stato subito intenso. Abate ha diretto la seduta con grande partecipazione, tra corsa, tecnica, palla e tattica. Il tecnico è rimasto sempre dentro le esercitazioni, guidando il gruppo con voce e presenza costante.

A bordo campo, il ds Gianluca Petrachi ha seguito la seduta restando spesso al telefono, inevitabilmente concentrato anche sulle dinamiche di mercato.

Tra i segnali più interessanti c’è stato il gol di Oristanio, primo volto nuovo del nuovo corso granata, bravo a inserirsi tra i difensori. Applausi anche per il classe 2005 Cacciamani, autore di un assist preciso per una conclusione al volo di Zapata finita all’angolino.

Torino, da Filadelfia a Pinzolo: il viaggio comincia

A rendere ancora più speciale la giornata è stata anche la presenza di Beniamino Abate, padre del nuovo allenatore, ex portiere e storico preparatore dei portieri del Milan. Dopo il saluto a diversi volti conosciuti, ha seguito da vicino l’inizio dell’avventura del figlio in Serie A.

La seduta si è chiusa tra selfie e autografi, prima della partenza per Pinzolo. Il nuovo Torino di Abate ha iniziato il proprio cammino con entusiasmo, partecipazione e una spinta popolare che può diventare un primo punto di forza della stagione.

Khalaili non supera le visite mediche: niente ok del CONI e l’affare con l’Inter salta definitivamente

Khalaili non supera le visite mediche: niente ok del CONI e l’Inter fa saltare l’operazione. Tutti i dettagli sullo stop improvviso

Il trasferimento di Khalaili all’Inter è definitivamente saltato. Un affare che sembrava ormai in dirittura d’arrivo per rinforzare la rosa nerazzurra si è invece interrotto in modo brusco e irreversibile: il giocatore non ha superato i controlli clinici previsti dal protocollo italiano.

Il motivo dello stop: idoneità sportiva negata dal CONI

La causa dello stop è strettamente medica. L’esterno non ha ottenuto l’autorizzazione necessaria per il rilascio dell’idoneità sportiva da parte del CONI, requisito indispensabile per poter essere tesserato in Italia.

Durante gli accertamenti approfonditi, previsti dai rigidi protocolli sanitari che tutelano la salute degli atleti professionisti, sono emerse criticità che hanno impedito il via libera formale. Senza questa certificazione, la società nerazzurra non ha potuto procedere né alla firma del contratto né al tesseramento del giocatore.

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La trattativa si chiude dunque qui, con l’Inter costretta a rinunciare a un obiettivo che sembrava ormai a un passo dalla definizione.

Il Barcellona e il nodo Ferran Torres: tra le sirene del PSG e la trappola City

Il contratto dello spagnolo scade nel 2027, ma una clausola segreta da 8 milioni complica il rinnovo con i blaugrana

Il Barcellona si trova a dover gestire una situazione delicata legata al futuro di Ferran Torres (26 anni). L’attaccante valenciano ha attirato l’attenzione di diversi club europei, tra cui il Paris Saint-Germain. Tra l’entourage del giocatore e il club parigino c’è un’ottima sintonìa, anche se l’indiscrezione su un presunto principio di accordo già raggiunto è stata smentita. Il club blaugrana resta alla finestra: il presidente Joan Laporta, appena sbarcato a Dallas (Stati Uniti), ha confermato che il calciatore non ha ancora comunicato nulla alla dirigenza. “Ho sentito qualcosa, ma non abbiamo riscontri ufficiali. È un giocatore del Barça“, ha ribadito il patron quando gli è stato chiesto di un possibile trasferimento di Ferran alla corte dei campioni d’Europa subito dopo la fine del Mondiale.

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La clausola ereditata da Mateu Alemany

Nonostante le voci di mercato, il Barcellona conta su Ferran Torres per la prossima stagione e, come riportato da Mundo Deportivo, la reale intenzione del club sarebbe quella di prolungare il suo contratto, attualmente in scadenza il 30 giugno 2027. Tuttavia, l’operazione non si preannuncia semplice a causa di un vincolo economico nascosto.

Al momento della firma nel dicembre 2021, l’allora direttore sportivo Mateu Alemany accettò una condizione molto rigida imposta dal Manchester City per chiudere la trattativa:

  • Nel contratto è presente una clausola che obbliga il Barcellona a versare 8 milioni di euro nelle casse dei Citizens in caso di rinnovo del legame lavorativo con l’esterno spagnolo.
  • Si tratta di una condizione esclusiva tra i due club, in cui Ferran Torres non ha avuto alcun ruolo attivo.

Strategia stipendio fermo

Questo extra da corrispondere al Manchester City graverebbe pesantemente sul bilancio del club, rendendo l’estensione contrattuale molto più onerosa del previsto. Per ammortizzare questo costo, il Barcellona ha già stabilito una linea societaria ben precisa: l’offerta di rinnovo non prevede alcun incremento salariale significativo. La dirigenza ritiene infatti che l’ingaggio firmato da Ferran nel 2021 sia già ampiamente redditizio e in linea con il valore del giocatore.

Bergomi: «Maldini scelta migliore per distacco. Se mi chiamasse… Mancini perfetto come ct. Leonardo? Mossa intelligente»

Bergomi: «Maldini scelta migliore per distacco. Se mi chiamasse… Mancini perfetto come ct. Su Leonardo…»

Beppe Bergomi ha commentato a La Repubblica la scelta del presidente del CONI Giovanni Malagò di affidare la guida della Nazionale a Paolo Maldini. L’ex capitano dell’Inter era uno dei profili valutati come alternativa all’ex dirigente rossonero, ma potrebbe comunque rientrare nel gruppo di figure che collaboreranno alla selezione del futuro commissario tecnico.

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PAROLE – «Mi ha fatto piacere essere in questa lista. Tra me e Malagò c’è grande stima. È stato lui a farmi portare la torcia olimpica durante la cerimonia di apertura dei Giochi di Milano Cortina, uno dei momenti più emozionanti della mia vita. Se Paolo non avesse accettato, io sarei stato tra le possibili soluzioni e per me è motivo di orgoglio. Però Maldini è la scelta migliore, per distacco. Se ho parlato con Malagò? Eh eh, mi faccia essere evasivo. Paolo ha esperienza, ha già fatto il dirigente ad alto livello. Ha valori importanti, competenza. Stravedo per lui, penso sia il giocatore italiano più forte con il quale ho giocato. Ricoprirà una posizione nuova: saprà fare la differenza»

LEONARDO – «Leonardo? Una mossa intelligente. Il lavoro sarà tanto, puoi avere ogni qualità possibile ma in due si fa tutto meglio. Maldini è uno pratico nel modo di gestire le cose. Leo è un sognatore. Il mix è interessante. Dovranno saper sfruttare i settori giovanili. La filiera azzurra lavora bene. Mi dicono che abbiamo due annate promettenti, quella dei ragazzi del 2010 e quella del 2007. Loro dovranno trasmettere le direttive corrette. Bisogna avere gli stessi principi, linee guida condivise. Far giocare con le stesse idee le varie selezioni, pensare alla Nazionale come una prima squadra di un club. Ho visto da poco un torneo under 11, vinto da ragazzi spagnoli: loro hanno tutti un modo di giocare simile. Anche noi abbiamo tanto talento: non disperdiamolo, dobbiamo avere il coraggio di far sbagliare i nostri giovani»

NUOVO CT – «Sul fronte nuovo ct, non c’è una scelta giusta, dipende dal calcio in cui credi, dai cambiamenti che ti aspetti di vedere. A me stuzzica Guardiola. E quando hai dalla tua parte Paolo, hai la forza e lo standing per andare a parlare con Pep. A naso, un tentativo lo possono fare. Io sono per un calcio romantico. Questi allenatori hanno guadagnato un sacco di soldi. Mi dicono: se riducono le pretese non valorizzano il loro status. Ma dico, uno come Guardiola, un genio del calcio, ha bisogno di pensare al suo status? Per lui può essere stimolante guidare la Nazionale, può viverla come una sfida. Certo, questo non vuol dire che gli altri candidati non vadano bene»

MANCINI – «Mancini è perfetto come ct, e ha tanta voglia di rientrare. Ha visione, sa scovare i talenti: merita un’altra opportunità. Conte in poco tempo sa costruire una squadra, sia in campo sia nello spogliatoio. Pretende molto, dà altrettanto. Pioli? Maldini lo conosce bene, hanno vinto insieme uno Scudetto al Milan. Sarebbe un’altra buona soluzione. Un concetto però va chiarito: guidare la Nazionale deve essere un orgoglio. L’aspetto economico non deve essere la prima variabile. Mi piace anche un profilo alla Fabregas. Il suo Como è un modello da studiare, lui sa lavorare con i ragazzi, sa sviluppare il talento. Peccato non sia libero»

SULLA CHIAMATA AZZURRA…«Se mi chiamasse Paolo, uno come lui lo ascolti. Mi piace fare il commentatore in tv a Sky, ma la maglia azzurra ha caratterizzato la mia carriera, dall’82 al ’98, ho giocato quattro Mondiali. Se posso dare una mano, non mi tiro indietro»

Roma, Paulo Dybala ha firmato il nuovo contratto: la Joya resta in giallorosso

Roma, Dybala firma il rinnovo: la Joya resta in giallorosso con un nuovo contratto fino al 2027. Tutti i dettagli dell’accordo

Dopo settimane di trattativa, è arrivata la fumata bianca: Paulo Dybala ha firmato il rinnovo con la Roma. In mattinata l’agente Carlos Novel si è presentato a Trigoria per definire gli ultimi dettagli e procedere alla formalizzazione dell’accordo, senza alcun intoppo. Il precedente contratto dell’argentino era scaduto lo scorso 30 giugno.

Il nuovo accordo è annualizzato, con scadenza fissata al 30 giugno 2027, senza opzioni per ulteriori prolungamenti. La Joya percepirà poco meno di 3 milioni di euro più bonus, una struttura economica che riflette la volontà comune di proseguire insieme senza appesantire il monte ingaggi.

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Dybala e la Roma: un matrimonio che continua

Il legame tra Dybala e la Roma, iniziato nell’estate 2022 dopo la fine del contratto con la Juventus, prosegue dunque con convinzione. Arrivato a parametro zero, l’argentino è diventato rapidamente un punto di riferimento tecnico ed emotivo della squadra.

In 140 presenze in giallorosso ha messo a referto 45 gol e 30 assist, numeri che certificano il suo impatto e la sua centralità nel progetto. Il rinnovo consolida un rapporto che la società considera strategico per il presente e per la crescita del gruppo.

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