Pagina 53 – Calcio News 24

Antonio Silva, niente Serie A (ancora una volta): è fatta per il suo passaggio al Bournemouth. Tutti i dettagli

Antonio Silva non giocherà in Serie A. Il difensore vola al Bournemouth in Premier League, ultimissime novità

Il Bournemouth si appresta a mettere a segno uno dei colpi più importanti e significativi di questa sessione estiva di calciomercato. La compagine inglese della Premier League è infatti a un passo dal definire l’acquisto di António Silva, talentuoso difensore centrale di proprietà del Benfica e della Nazionale portoghese. La trattativa ha registrato un’accelerazione decisiva nelle ultime ore, portando le parti a ridosso della fumata bianca definitiva secondo Fabrizio Romano.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

L’accordo con il calciatore e la sinergia tra i club

L’operazione è ormai entrata nella sua fase caldissima. I dirigenti dei Cherries hanno infatti già raggiunto un accordo totale sui termini personali con l’entourage del calciatore, che ha accolto con grande entusiasmo la prospettiva di misurarsi con il palcoscenico della Premier League.

Parallelamente, anche i contatti diplomatici tra il Bournemouth e il Benfica si sono intensificati notevolmente. Le due società sono ormai vicinissime all’intesa definitiva sulle cifre del trasferimento e sulla struttura dell’operazione. L’affare, che si preannuncia particolarmente oneroso vista l’altissima valutazione del cartellino del centrale, andrà a rinforzare in modo sensazionale il pacchetto arretrato a disposizione dello staff tecnico inglese, regalando alla piazza un profilo di caratura internazionale.

Firme rimandate: la strategia del Benfica

Nonostante l’ottimismo che circonda la trattativa e la vicinanza temporale alla chiusura, i tifosi del club inglese dovranno avere ancora un po’ di pazienza prima di vedere l’annuncio ufficiale. Non sono previste firme durante questa settimana: la dirigenza del Benfica ha infatti chiarito che concederà il via libera definitivo per il trasferimento del classe 2003 verso il Bournemouth soltanto più avanti. Una scelta dettata probabilmente dalla necessità del club di Lisbona di sistemare alcune questioni interne alla rosa o di coprire lo slot in uscita prima di autorizzare formalmente la partenza del proprio gioiello.

Un rinforzo di livello assoluto per la Premier League

L’imminente arrivo di António Silva rappresenta un vero e proprio manifesto delle ambizioni del Bournemouth per la nuova stagione. Cresciuto nel prestigioso vivaio delle Aquile portoghesi, il centrale si è imposto giovanissimo come uno dei difensori moderni più completi d’Europa, abile sia in fase di marcatura pura sia nella costruzione del gioco dal basso. Con questo colpo di mercato, il club inglese si assicura un presente di assoluta affidabilità e un futuro radioso per la propria retroguardia.

La Liga si adegua al Mondiale: rinvio speciale per le big con i giocatori in semifinale

Ufficiali le prime tre giornate: Real Madrid e Barcellona debuttano il 22 e 23 agosto, l’Atletico anticipa al 19

Come aveva già preannunciato il presidente della Liga Javier Tebas, il calendario del massimo campionato spagnolo si piega alle esigenze della Coppa del Mondo. Le squadre con tesserati ancora coinvolti nelle semifinali mondiali — nello specifico con le nazionali di Francia, Spagna, Inghilterra e Argentina — beneficeranno di un debutto posticipato per permettere ai calciatori il necessario riposo.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

La conferma definitiva è arrivata con la pubblicazione ufficiale del calendario delle prime tre giornate. Real Madrid, Barcellona e Atletico Madrid non scenderanno in campo nel fine settimana del 15 agosto insieme a tutte le altre formazioni della Liga.

Le date dei recuperi: l’Atletico a metà settimana, i giganti a ridosso del weekend

Inizialmente si era ipotizzato uno slittamento uniforme di una settimana per tutte e tre le big, ma le decisioni finali hanno preso strade differenti:

  • Atletico Madrid. Ha trovato un accordo con il Malaga per scendere in campo nel turno infrasettimanale, debuttando ufficialmente mercoledì 19 agosto.
  • Real Madrid. Esordirà nel fine settimana successivo, precisamente sabato 22 agosto, nella sfida che lo vedrà opposto alla Real Sociedad.
  • Barcellona. Comincerà la sua stagione domenica 23 agosto, affrontando nel match di debutto l’Athletic Club di Bilbao.

Inghilterra Argentina: la divisa è blu, ma il mondo è cambiato da quel 1986

Inghilterra Argentina: dal 1986 al Mondiale 2026, come è cambiata la storia delle due Nazionali

L’Argentina scenderà in campo contro l’Inghilterra indossando la maglia blu, come impone lo status di squadra “fuori casa”. Ma le similitudini con lo storico quarto di finale del 22 giugno 1986 allo stadio Azteca si fermano qui. Quarant’anni fa a Città del Messico, la Selección guidata da Diego Armando Maradona scese in campo con una divisa di fortuna, improvvisata meno di 48 ore prima per evitare il tessuto pesante della seconda maglia ufficiale usata contro l’Uruguay. Erano tempi diversi, in cui le ferite della guerra delle Malvinas erano fresche e alimentavano una profonda avversione geopolitica.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

Come scrive il Corriere dello Sport nel focus dedicato alla seconda semifinale, oggi lo scenario è totalmente differente. Si gioca nel modernissimo Mercedes-Benz Stadium di Atlanta e i rapporti tra i due Paesi sono cambiati, tanto che l’Inghilterra è diventata una meta d’emigrazione molto ambita dagli argentini in cerca di stabilità, compresi i calciatori. Nella rosa del ct Lionel Scaloni figurano infatti ben sei elementi che militano in Premier League, oltre a Julian Alvarez e Nicolás Otamendi che vi hanno militato con successo.

Alvarez carica l’Albiceleste: «Sarà speciale, ma conta solo la finale»

Proprio Julian Alvarez, reduce dallo strepitoso gol del 2-1 contro la Svizzera, ha spento le polemiche alla vigilia del match: «Non so se ci sarà pressione, sarà speciale per tutto quello che sappiamo, ma in fondo è solo una partita. La cosa più importante è che siamo a un passo da un’altra finale di Coppa del Mondo». Il nativo di Cordoba, cresciuto ulteriormente nella sua esperienza all’Atlético Madrid, guiderà l’attacco dal primo minuto.

Le storie incrociate e le contraddizioni politiche

La sfida sarà particolare anche per Alexis Mac Allister, affermatosi in Europa grazie a Brighton e Liverpool. La madre, Silvina Riela, ha espresso profonda gratitudine verso il Paese britannico: «Mia nipote è nata in Inghilterra. Quando tutti canteranno “chi non salta è inglese”, io resterò ferma con lei». Nonostante i tentativi di strumentalizzazione per rendere la contesa più aspra, i toni restano distesi, anche se le dichiarazioni del presidente argentino Javier Milei — dichiaratosi ammiratore di Margaret Thatcher — continuano a far discutere in patria.

Cher Ndour: «All’inizio ero un attaccante, oggi sono una mezzala da 4-3-3. Pogba mito, ma alla Juve ho detto no»

Il centrocampista viola si racconta: «Ringrazio Paratici per la fiducia. Con Grosso vogliamo costruire un grande futuro»

Ha 21 anni, è una delle speranze della Fiorentina di oggi e di domani, ha molti estimatori che lo stanno osservando: Cher Ndour, centrocampista, si è raccontato a La Gazzetta dello Sport.

LEGGI ANCHE: le ultime notizie in Serie A

MAMMA ITALIANA, PAPA’ SENEGALESE «Essere cresciuto con un mix di culture differenti mi ha aiutato a prendere decisioni che a 16 anni non sono così scontate, come andare all’estero. Sono molto aperto mentalmente, mia madre all’inizio non era entusiasta poi mi ha assecondato».

RUOLO «All’inizio ero attaccante, poi al Brescia Giovanni Valenti, allenatore pure di Balotelli, mi spostò in mezzo».

L’IDOLO «Cristiano Ronaldo per mentalità, ma nel mio ruolo ho sempre amato Pogba. Giocatore fantastico».

A 13 ANNI HA DETTO NO ALLA JUVE «Non mi pento mai delle scelte che faccio. In quel momento era giusto restare all’Atalanta, dove ero entrato nel vivaio a 10 anni. Ero troppo piccolo per trasferirmi in convitto. La Juventus poi l’ho battuta ai rigori in semifinale di Youth League col Benfica e quest’anno ho segnato allo Stadium: la gioia più grande insieme alla rete all’Inter, forse un pizzico in più per la rivalità storica tra le tifoserie».

A 16 ANNI AL BENFICA «Per carattere io tendo a sedermi, ho bisogno di stimoli. Il Benfica lavora bene con i giovani, ho detto sì anche grazie ai miei genitori che mi hanno seguito. I primi mesi sono stati duri, c’era il Covid e facevamo tutto in videochiamata».

LA FIORENTINA «I 5 anni e mezzo all’estero mi hanno fatto crescere come persona e maturare. Parlo 4 lingue e ho giocato in 4 campionati diversi. La Fiorentina è un grande club, ha un centro sportivo di altissimo livello e punta sui giovani».

LA SCELTA DELLA NAZIONALE «L’Europeo è stata un’esperienza fantastica con Alberto Bollini, con cui ho un bellissimo rapporto. L’Under 20 del Senegal mi ha cercato con grande insistenza e mi ha fatto venire voglia di partecipare. Io sono nato e cresciuto in Italia, le mie radici sono qui al 90%. Due anni fa siamo andati in Senegal ed è nata questa opportunità, ma avevo già scelto».

PERCHÉ I GIOVANI FANNO FATICA AD EMERGERE «Il divario tra Primavera e prima squadra è troppo elevato, all’estero hanno le seconde squadre che ti permettono di restare in un top club e sfruttare le opportunità».

PREGI E DIFETTI «So ascoltare e sono consapevole di avere difetti. Il mio punto debole è il colpo di testa: sono alto ma non lo sfrutto».

PUNTO FERMO DELLA VIOLA «Mi rende orgoglioso. Ringrazio Paratici per la fiducia, è la conferma che Firenze è la scelta giusta».

IL VOTO ALLA SUA STAGIONE «Non più di 6-6.5, perché la squadra viene prima di tutto e non abbiamo fatto bene».

HA AVUTO PAURA DI RETROCEDERE «Non ho mai pensato che non ce l’avremmo fatta ma la situazione era drammatica: eravamo forti ma ultimi. Col cambio di modulo c’è stata la svolta».

LA POSIZIONE IDEALE «Mezzala nel 4-3-3, destra o sinistra è uguale».

FABIO GROSSO «Non abbiamo ancora parlato in privato, ma è giovane e ha idee molto propositive. Dobbiamo seguirlo e fare bene. Siamo una squadra giovane, vogliamo costruire qualcosa di bello a lungo termine».



Antonio Conte: «Il calcio è cambiato, vince chi è completo. L’Italia? Meno chiacchiere e più fatti»

Parla l’ex CT: il bilancio sul Mondiale, il duello Inghilterra-Argentina e il futuro del calcio globalizzato

Nell’attesa di capire il suo futuro, anche se in questo momento il ticket Maldini-Leonardo sembrerebbe più propenso sul nome di Andrea Pirlo, Antonio Conte ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport. Il Mondiale e ciò che ha suscitato è il centro dell’approfondimento di un tecnico che il calcio lo conosce e lo studia.

LEGGI ANCHE: le ultime notizie in Serie A

INGHILTERRA-ARGENTINA «Davvero incerta, quindi il pronostico è diviso a metà. L’Inghilterra è molto forte, ha trovato in Anderson un grande equilibratore. E quando vuole diventare più offensivo, Tuchel arretra Bellingham e inserisce Eze o Rogers sulla trequarti. L’Argentina è una squadra tosta, quella con il cuore più grande tra le nazionali del Mondiale. Il gruppo di Scaloni è consolidato: il ct ha puntato sui fedelissimi di Messi, che mettono la maglia e l’amore per Leo davanti alle ambizioni personali. Una squadra dallo spessore umano notevole, con una sinergia impressionante e tantissima garra».

COSA COLPISCE OGGI DI LAUTARO «La sua crescita continua, unita a personalità e carisma. C’è un’Inter con Lautaro e una senza: la sua presenza sposta tantissimo gli equilibri. L’azione di Lautaro nel terzo gol dell’Argentina all’Egitto è passata un po’ inosservata, ma è stata pazzesca: ha risalito il campo, ha difeso la palla, ha aspettato l’arrivo di Enzo Fernández e gli ha servito un cross perfetto. Non ti aspetti una giocata del genere da un numero nove. Inoltre, sia lui che Álvarez hanno capito di poter essere importanti anche giocando solo pochi minuti. Hanno messo il proprio ego al servizio del gruppo: bravissimi loro e bravissimo Scaloni a convincerli».

IL CALCIO DOPO IL MONDIALE «Il calcio ormai si è globalizzato. Oggi non esistono più squadre impreparate dal punto di vista tattico: chiunque ha un’organizzazione difensiva di buon livello. In passato, ad esempio, le nazionali africane esprimevano grandi talenti ma concedevano molto dietro per mancanza di equilibrio e disattenzioni. Adesso è difficile giocare contro chiunque perché gli spazi sono ridottissimi».

SORPRENDE LA TENDENZA AL BLOCCO BASSO «No, anzi, sono contento di averla vista. Ogni squadra deve essere consapevole del proprio potenziale per farlo emergere al meglio. Il miglioramento tattico generale è sotto gli occhi di tutti, e sia chiaro che il blocco basso lo fanno tutti, non solo le squadre sulla carta meno forti. Se vuoi vincere, devi saper difendere bassi: non c’è discussione. Il segreto sta nel saper cambiare atteggiamento e interpretare i momenti della partita. Guardate la Norvegia contro l’Inghilterra: per mezz’ora ha lasciato il pallone agli avversari, con Haaland che diceva ai compagni di rimanere bassi e coprire le linee di passaggio. Poi hanno cambiato registro e avrebbero potuto vincere: l’Inghilterra è stata sorpresa e ha rischiato di subire il raddoppio su quell’asse Sørloth-Haaland».

COME SI SCARDINA UNA DIFESA COSI’ «Con i cambi di gioco, andando a cercare costantemente il lato debole per creare situazioni di uno contro uno. Poi servono i tiri da fuori area, dai venti o venticinque metri, e gli inserimenti senza palla. Se non proponi queste soluzioni, la manovra diventa piatta e prevedibile».

VEDREMO MENO PRESSIONE NEL FUTURO «Ci sarà ancora, ma non in modo continuo. Al Mondiale se n’è vista poca, forse anche a causa del grande caldo, mentre nei campionati o nelle coppe europee è più frequente. Per essere davvero efficace, però, la pressione va fatta uomo su uomo, altrimenti il rischio di essere saltati è altissimo».

VINCE CHI DIFENDE MEGLIO «Sì, a patto però che non ci si limiti a difendere, ma si provi a imporre le proprie idee in avanti. Nelle fasi calde di ogni torneo il risultato conta più dell’estetica. Vale anche per la Champions League: basti pensare alla semifinale tra PSG e Bayern Monaco. Undici gol complessivi, di cui nove nei primi 68 minuti dell’andata e solo due nei restanti 112. Nessuno può essere felice di subire quattro o cinque gol, anche se ne segna altrettanti. Vince chi è completo, chi attacca con coraggio e difende con intelligenza, comandando la partita in entrambe le fasi».

I GIOCATORI SORPRESA «Mi sono piaciuti molto Hassan, l’esterno dell’Egitto; Ayyoub Bouaddi, il giovanissimo centrocampista del Marocco; e Oulai, il mediano della Costa d’Avorio».

LA NAZIONALE «Sulla Nazionale si è parlato fin troppo. Adesso è arrivato il momento dei fatti, non delle chiacchiere e della politica. Non possiamo permetterci di saltare tre Mondiali di fila: è stata compiuta una vera e propria impresa al contrario».

Milan, il progetto di Cardinale convince Modric: il mercato può cambiare il suo futuro. Il retroscena

Modric apprezza la strategia rossonera: gli acquisti e l’ambizione di tornare a vincere lo spingono verso la permanenza

Il futuro di Luka Modric sembra sempre più orientato verso la permanenza al Milan, e dietro questa scelta ci sarebbe soprattutto la fiducia nel nuovo progetto costruito dalla società. Più che gli aspetti economici o contrattuali, ad aver fatto la differenza sarebbero le mosse di Gerry Cardinale, deciso a rilanciare le ambizioni del club dopo una stagione al di sotto delle aspettative.

LEGGI ANCHE: le ultime di calciomercato

La mancata qualificazione alla Champions League e l’assenza di trofei avevano lasciato profonde delusioni nello spogliatoio, ma la proprietà avrebbe risposto con un messaggio chiaro: l’obiettivo è tornare a vincere. Un concetto ribadito più volte da Cardinale e tradotto in un mercato mirato a rafforzare la rosa.

Secondo le indiscrezioni, Modric avrebbe apprezzato la direzione intrapresa dal club. L’arrivo di Ruben Amorim in panchina, i contatti positivi con il tecnico e gli investimenti su profili di qualità come Gonçalo Ramos e Mario Gila avrebbero trasmesso al centrocampista croato la sensazione di un Milan intenzionato a competere ai massimi livelli.

La convinzione della società nel costruire una squadra più forte avrebbe quindi avuto un peso determinante nelle riflessioni del Pallone d’Oro croato. I presupposti per proseguire insieme sembrano esserci tutti e, salvo sorprese, nelle prossime settimane potrebbe arrivare l’intesa definitiva per prolungare l’avventura di Modric in rossonero.

Calciomercato Roma, spunta Endrick: i giallorossi studiano il colpo dal Real Madrid

La società valuta un prestito oneroso per il talento brasiliano Endrick: Gasperini potrebbe avere un jolly offensivo di grande prospettiva

La Roma continua a muoversi sul mercato con l’obiettivo di consegnare a Gian Piero Gasperini un reparto offensivo ancora più competitivo. Tra i profili finiti nel mirino della dirigenza giallorossa sarebbe emerso anche Endrick, promettente attaccante brasiliano di proprietà del Real Madrid.

LEGGI ANCHE: le ultime di calciomercato

Secondo le ultime indiscrezioni della Gazzetta dello Sport, il club capitolino starebbe seguendo il classe 2006 già da diversi giorni, lavorando con discrezione per capire se esistano i margini per intavolare una trattativa. L’idea sarebbe quella di impostare l’operazione sulla base di un prestito oneroso, formula che potrebbe convincere il Real Madrid a concedere il giovane talento per una stagione.

A favorire questa ipotesi potrebbe essere il limitato spazio che Endrick rischia di trovare nella rosa dei Blancos, ricca di campioni nel reparto offensivo. La Roma spera quindi di sfruttare questa situazione per regalarsi uno dei prospetti più interessanti del calcio internazionale.

Dal punto di vista tattico, Endrick rappresenterebbe una soluzione estremamente versatile. Il brasiliano può infatti agire sia da centravanti sia da seconda punta, offrendo a Gasperini un’alternativa di qualità e consentendo di gestire al meglio le rotazioni, soprattutto quando Donyell Malen avrà bisogno di rifiatare.

L’operazione resta comunque complicata, anche perché sul giocatore ci sarebbe l’interesse di altri club. La dirigenza giallorossa, però, continua a monitorare la situazione con attenzione nella speranza di trasformare quella che oggi è un’idea di mercato in una trattativa concreta.

Maldini sì o Maldini no? Tra scommessa e rischio, il Cagliari valuta davvero il colpo – VIDEO di Elia Serra

Maldini al Cagliari, il classe 2001 divide la piazza: Accardi valuta il colpo e studia la strategia

Il nome di Daniel Maldini continua a essere uno dei più discussi in orbita Cagliari. L’interesse del club rossoblù ha acceso un dibattito acceso tra i tifosi: da una parte chi vede nel classe 2001 una potenziale occasione di mercato, dall’altra chi nutre dubbi sulla continuità mostrata nelle ultime stagioni, nonostante il talento non sia mai stato realmente messo in discussione.

Reduce da un’annata complessa, iniziata all’Atalanta e conclusa alla Lazio, Maldini non è riuscito a trovare quella regolarità di rendimento necessaria per compiere il definitivo salto di qualità. Proprio per questo il Cagliari starebbe valutando l’idea di offrirgli un ambiente nel quale sentirsi centrale, con un progetto che potrebbe rilanciarlo e restituirgli fiducia.

Maldini, qualità tecnica al servizio di Pisacane

Dal punto di vista tecnico, Maldini rappresenterebbe una soluzione intrigante per Fabio Pisacane. Il figlio d’arte può muoversi sulla trequarti, partire da zone più esterne o agire alle spalle del centravanti. La sua capacità di ricevere tra le linee, saltare l’uomo e creare superiorità numerica aggiungerebbe nuove varianti alla fase offensiva rossoblù, ampliando le opzioni del tecnico.

Il vero nodo resta la continuità. Negli ultimi anni Maldini ha alternato lampi di grande qualità a periodi nei quali è rimasto ai margini. Per questo il Cagliari dovrebbe lavorare non solo sull’aspetto tattico, ma anche sulla fiducia e sulla responsabilizzazione del giocatore, elementi fondamentali per permettergli di esprimere il proprio potenziale.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Il precedente di Piccoli ed Esposito

L’eventuale operazione Maldini si inserirebbe in una strategia già adottata con successo dal club rossoblù. Il Cagliari ha dimostrato di saper valorizzare calciatori arrivati in Sardegna in momenti delicati della loro carriera. È accaduto con Roberto Piccoli, che ha ritrovato spazio e fiducia, e con Sebastiano Esposito, protagonista di una crescita importante grazie alla continuità di impiego.

La dirigenza potrebbe provare a replicare lo stesso percorso con Maldini, costruendo attorno a lui un contesto ideale per ritrovare serenità e rendimento.

I rapporti con l’Atalanta possono aiutare

Un elemento che potrebbe favorire la trattativa è rappresentato dagli ottimi rapporti tra Cagliari e Atalanta. Le due società hanno appena concluso l’operazione che ha portato Gianluca Gaetano a Bergamo, e questo canale diretto potrebbe agevolare nuovi contatti.

La formula resta decisiva: un trasferimento temporaneo con opzione potrebbe permettere al Cagliari di contenere i rischi e valutare Maldini nel corso della stagione, senza impegni economici eccessivi.

Una stagione decisiva per Maldini

Alla soglia dei 25 anni, Maldini si trova davanti a un passaggio cruciale della propria carriera. Il talento non è mai mancato, ma ora serve una squadra disposta a garantirgli continuità, fiducia e un ruolo definito. Il Cagliari potrebbe rappresentare la dimensione giusta: una piazza ambiziosa, un allenatore che lavora sui giovani e un progetto nel quale il giocatore potrebbe assumersi maggiori responsabilità.

Una scommessa con inevitabili rischi, ma che potrebbe trasformarsi in una delle operazioni più interessanti del mercato rossoblù.

Francia Spagna, la partita di Yamal: il focus sulla prestazione dell’attaccante

Francia Spagna, la partita di Yamal: ecco l’analisi completa della prestazione dell’attaccante nella semifinale del Mondiale

Uno dei protagonisti di Francia Spagna, la gara valida per la semifinale del Mondiale 2026, è senza dubbio Lamine Yamal. Ecco la sua prestazione odierna nel dettaglio.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

La partita di Yamal

PRIMO TEMPO

De La Fuente non cambia nulla rispetto alla gara precedente con il Belgio, Yamal è schierato a destra e avrà l’ex Roma Digne a cercare di contenerlo. Primo pallone toccato accentrandosi, poi Rabiot lo ferma con un intervento deciso. Poco dopo porta palla su un errore francese e anche in questo caso va verso l’interno. All’8′ stop orientato per andare via, nuovamente Rabiot gli sottrae palla con una certa facilità. All’11’ buono spunto sulla destra, cross d’esterno sinistro col piede forte e difesa francese che in qualche maniera se la cava. Al 16′ problematico controllo sull’out, palla non tenuta in campo. Al 19′ Yamal ruba palla a Digne intervenendo di spalla, il difensore non si accorge del suo arrivo e lo scalcia cercando di rinviare e l’arbitro fischia il calcio di rigore. Il 19enne ha dimostrato grande astuzia contro un avversario decisamente più esperto: Spagna in vantaggio. Al 38′ disegna un triangolo perfetto con Dani Olmo, palla al centro e grande occasione per gli iberici, con Upamecano che impedisce a Fabian Ruiz di battere a colpo sicuro. Lamine è esaltato, arriva lanciato in area e commette fallo su Digne. Al 42′ lo cerca Fabian Ruiz, palla non perfetta che Digne non ha problemi ad entrarne in possesso. Tentativo di verticalizzazione dalla trequarti, la palla non passa. Al 48′ su un lancio ruba il tempo a Digne, non riesce però a sfruttare la piccola possibilità. Si va all’intervallo con la Roja avanti e Yamal protagonista nell’azione che sta decidendo il match.

SECONDO TEMPO

La ripresa inizia rubando palla a Digne, Yamal chiede all’arbitro un fallo al momento dello scarico che non gli viene accordato. Raffinato sinistro-destro nello stretto, anche stavolta cade a terra e non ottiene soddisfazione da Barton, in effetti non c’è nulla di rilevante. Al 51′ si trova da solo davanti a Maignan, la posizione di fuorigioco è netta. Grande sgasata al 53′, tocca a Barcola rimontare su Lamine, Digne non riesce proprio a tenerlo nell’accelerazioni. Sul raddoppio della Spagna, Pedro Porro non lo serve, preferisce scambiare con Dani Olmo e fa bene andando a battere a rete. Al 61′ Yamal va in gol con grande sterzata su Digne e palla all’incrocio, exploit vanificato da una posizione di fuorigioco. Al 64′ tunnel di tacco a chiudere un triangolo con Pedro Porro, boato del pubblico. Un minuto dopo dialoga nello stretto con Oyarzabal. Al 68′ rinvio di Simon a cercarlo da solo, Maignan esce e colpisce di testa molto lontano dalla porta. Al 74′ cerca subito il neo-entrato Ferran Torres, anche lui però viene pescato in offside. Al 76′ Yamal viene perdonato per un fallo su Mbappé netto. All’88’ commette fallo su Doue ripiegando all’indietro con troppa irruenza, intervento rischioso perché a pochi centimetri dall’area di rigore. Pochi secondi dopo cerca di andare via a Theo Hernandez, Lamine cade in area, non si riscontrano irregolarità. Scambi perfetti nei minuti di recupero con Pedri. Ancora un intervento deciso di Theo a sradicargli il pallone. A un minuto e mezzo dalla fine guadagna un fallo laterale, poi perde palla per una carica di Kone. La Spagna va in finale, Lamine Yamal non è andato in gol (se non annullato), dimostrando però di essere cresciuto in condizione, tanto che De la Fuente lo ha tenuto in campo per l’intero match. Sono stati 45 i palloni giocati, 83% la precisione nei passaggi, 3 i falli commessi e uno subito. Adesso nell’ultimo atto sogna, per sua stessa dichiarazione della vigilia, di misurarsi con Lionel Messi.

Pagelle Francia Spagna: i Top e i Flop del match che porta gli iberici in finale

Pagelle Francia Spagna: i Top e i Flop dei protagonisti del match, valido per la semifinale dei Mondiali 2026

Pagelle Francia Spagna: i Top e i Flop dei protagonisti del match, valido per la semifinale dei Mondiali 2026.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

La Spagna vola in finale a Dallas dopo 16 anni dall’ultima volta, dominando una Francia sterile e nervosa. Decidono il rigore di Oyarzabal nel primo tempo e il raddoppio firmato da Pedro Porro nella ripresa. Ecco i protagonisti in positivo e in negativo del match.

I TOP

Mikel Oyarzabal: l’uomo della storia

Freddo, anzi glaciale dal dischetto al 22′, supera Maignan e sblocca una semifinale bloccata. Con questa rete firma il suo quinto gol nel torneo, eguagliando il record storico di leggende spagnole come David Villa (2010) ed Emilio Butragueño (1986) in una singola edizione dei Mondiali. E nel 2010 la Spagna il titolo se lo portò a casa…

Pedro Porro: prestazione totale

Una partita monumentale sulla fascia destra. Prima argina le fiammate di Barcola con chiusure puntuali, poi nella ripresa corona la sua serata con un inserimento perfetto: triangolo d’autore con Dani Olmo e diagonale del 2-0 che mette in ghiaccio la finale.

Marc Cucurella: un muro insuperabile

Prestazione difensiva di livello assoluto. Al 90′ compie un salvataggio prodigioso in scivolata disinnescando Kylian Mbappé pronto a colpire a botta sicura, un intervento che i tifosi spagnoli hanno festeggiato sugli spalti quasi come un gol e che dimostra, tra le altre cose, che ha saputo fornire una prova di enorme attenzione nonostante l’ipoteca di un cartellino giallo non semplice da gestire.

I FLOP

Lucas Digne: l’ingenuità che costa carissimo

Al 20′ commette un fallo tanto ingenuo quanto evidente in area di rigore su Lamine Yamal: tenta un rinvio senza accorgersi del fulmineo inserimento dello spagnolo, colpendolo in pieno e regalando il rigore del vantaggio iberico che spezza l’equilibrio. Al gioco partecipa con ardore, ma le continue difficoltà difensive consegnano a Deschamps un dubbio a posteriori: non sarebbe stato meglio rilanciare Theo Hernandez?

Adrien Rabiot: fuori giri e nervoso

Rimedia un cartellino giallo pesante dopo appena 9 minuti per un brutto intervento su Dani Olmo. Rischia più volte il secondo giallo nel corso del primo tempo, costringendo Deschamps a lasciarlo negli spogliatoi già all’intervallo per evitare di rimanere in dieci uomini. A sua discolpa, lui almeno reazioni di vita le dà, come ad esempio una serie di interventi energici e puntuali su Yamal: altri non fanno altrettanto.

Kylian Mbappé: volenteroso e frustrato

Ingabbiato costantemente dal raddoppio sistematico di Pedro Porro e Cubarsí. Non riesce mai a saltare l’uomo e, fatta eccezione per qualche fiammata nel finale, appare impreciso (punizione alta all’88’). Nel finale rimedia anche un’ammonizione evitabile per un brutto gesto di frustrazione su Unai Simón. La parte migliore è all’inizio della ripresa, quando calamita una serie di palloni e abbozza giocate che vorrebbero essere decisivo. Volenteroso, ma senza coalizione.

Inter, stop improvviso su Khalaili: piani da riscrivere e nuova missione per Ausilio – VIDEO di Giuseppe Colicchia

Inter, stop su Khalaili e piani stravolti: mercato da ricostruire e nuova missione per Ausilio dopo l’imprevisto che cambia tutto – VIDEO di Giuseppe Colicchia

L’imponderabile che irrompe nel calciomercato e costringe a riscrivere i piani. È ciò che è accaduto all’Inter nella trattativa per Anan Khalaili, esterno dell’Union Saint-Gilloise che sembrava ormai destinato a vestire la maglia nerazzurra. L’accordo era stato definito sia con il giocatore sia con il club belga, e Khalaili aveva già sostenuto le visite mediche. Poi, però, è arrivato lo stop inatteso: la mancata concessione dell’idoneità sportiva da parte del Coni ha bloccato l’operazione, costringendo la dirigenza a rivedere nuovamente le strategie per la corsia destra.

Un intoppo che ha sorpreso l’Inter, convinta di aver individuato nel talento dell’Union Saint-Gilloise il profilo ideale per raccogliere l’eredità di Denzel Dumfries, ormai partito. Ora il club deve tornare sul mercato e trovare rapidamente una soluzione per consegnare a Cristian Chivu un nuovo esterno destro in grado di inserirsi subito nei meccanismi della squadra.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Dopo Palestra e Khalaili, serve una nuova soluzione

Il caso Khalaili arriva dopo un’altra trattativa sfumata: quella per Marco Palestra, poi approdato al Chelsea. Proprio su quell’operazione, Giuseppe Marotta, nella conferenza stampa di inizio stagione insieme a Chivu, non ha nascosto il proprio disappunto, sottolineando come il giocatore e il suo entourage fossero venuti meno alla parola data e all’accordo verbale raggiunto con l’Inter.

Adesso il compito passa soprattutto a Piero Ausilio, chiamato a individuare una nuova pista nel minor tempo possibile. Chivu avrebbe voluto avere il rinforzo per la fascia destra già all’inizio del ritiro, ma così non è stato, e la programmazione tecnica ne risente.

I nomi per il dopo Dumfries

Il tempo stringe e la scadenza del mercato, fissata tra circa un mese e mezzo, impone valutazioni rapide. L’Inter ha bisogno di un esterno destro pronto, capace di garantire corsa, fisicità e qualità nelle due fasi, inserendosi immediatamente nel sistema di gioco di Chivu.

Tra i nomi circolati nelle ultime settimane ci sono Djed Spence, oggi indicato come profilo in pole, ma anche Nahuel Molina, Guela Doué, Vanderson e Read. Opzioni diverse per costi, caratteristiche e fattibilità, ma tutte monitorate con attenzione.

La priorità resta chiara: individuare il nuovo erede di Dumfries e completare una corsia destra che, dopo due affari sfumati, è diventata uno dei dossier più urgenti del mercato nerazzurro.

Inchiesta arbitri, archiviazione vicina ma la Procura si divide: si apre una frattura interna

Inchiesta arbitri, archiviazione vicina ma la Procura si spacca: frattura interna insanabile? Le ultimissime notizie

La vicenda giudiziaria che coinvolge i rapporti tra società e arbitri sta vivendo uno dei suoi passaggi più delicati. Una parte dell’inchiesta della Procura di Milano appare infatti segnata da una profonda spaccatura interna: da un lato il pm Maurizio Ascione, convinto di avere raccolto elementi sufficienti per procedere verso il processo nei confronti dell’ex designatore Gianluca Rocchi; dall’altro il procuratore Marcello Viola e l’aggiunto Paolo Ielo, che ritengono invece che il materiale acquisito non sia abbastanza solido per sostenere un’accusa con “ragionevole probabilità” di condanna, come richiesto dalla riforma Cartabia.

Ascione, che domani lascerà la Procura per un nuovo incarico alla Procura Europea, ha poche ore per decidere se firmare una richiesta di archiviazione che non lo convince. Se dovesse farlo, l’istanza potrebbe essere inoltrata al gip già nelle prossime ore. Se invece manterrà la sua posizione di dissenso, saranno Viola e Ielo a firmare l’archiviazione una volta che Ascione non farà più parte dell’ufficio, evitando così un contrasto formale.

Il capitolo “bussate al VAR”: linea comune della Procura

C’è però una parte dell’inchiesta che non presenta divisioni interne: quella relativa alle presunte “bussate” alla Sala VAR di Lissone, che coinvolge Rocchi e l’allora supervisore Andrea Gervasoni. Su questo fronte, tutte le toghe concordano nel trasferire gli atti alla Procura di Monza, competente territorialmente.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Parallelamente, l’intero fascicolo verrà inviato alla Procura Federale, che dovrà valutare l’eventuale presenza di illeciti sportivi. La posizione dell’assistente VAR Daniele Paterna, protagonista del video in cui chiede “È rigore?” durante Udinese–Parma, resterà invece a Milano, perché la presunta falsa testimonianza sarebbe avvenuta proprio nell’ufficio di Ascione. Le condotte degli indagati Luigi Nasca e Rodolfo Di Vuolo saranno invece valutate a Monza.

Il nodo Rocchi e le partite contestate

Il punto più controverso riguarda Rocchi, indagato per concorso in frode sportiva. Secondo Ascione, l’ex designatore avrebbe “accettato interferenze” da esponenti dell’Inter nella designazione degli arbitri di quattro partite: Bologna–Inter (20 aprile 2025), Inter–Milan (Coppa Italia, 23 aprile 2025), Inter–Verona (3 maggio 2025) e Torino–Inter (26 aprile 2026).

La ricostruzione del pm sostiene che Rocchi avrebbe agito “in concorso” con dirigenti nerazzurri, i quali avrebbero esercitato pressioni grazie a rapporti preferenziali con l’allora presidente FIGC Gabriele Gravina. Una tesi che però non trova pieno sostegno negli altri magistrati, secondo cui le intercettazioni e le testimonianze raccolte non sarebbero sufficienti per sostenere l’accusa in giudizio.

Un quadro complesso, tra scadenze e tensioni interne

La situazione è resa ancora più intricata dal fatto che Ascione è a un passo dal trasferimento e che la decisione finale potrebbe arrivare entro il 24 luglio, quando Ielo comunicherà l’esito della valutazione. La Procura, dunque, si muove su un equilibrio delicato: da un lato la necessità di chiudere un’inchiesta che dura da quasi due anni, dall’altro la divergenza interna su come interpretare gli elementi raccolti.

Manchester United, colpo Tielemans: investiti 36 milioni per il belga, contratto quinquennale

Manchester United, Tielemans è il nuovo colpo da 36 milioni: il belga firma per cinque anni e diventa il perno del nuovo centrocampo

Il Manchester United continua a muoversi con decisione sul mercato estivo. Dopo aver chiuso l’arrivo di Andrey Santos, operazione nata in seguito al mancato accordo per Ederson dell’Atalanta, il club inglese ha ufficializzato uno dei colpi più significativi della propria campagna acquisti: Youri Tielemans è un nuovo giocatore dei Red Devils.

Il centrocampista belga lascia l’Aston Villa dopo due stagioni e approda a Old Trafford in un trasferimento da 36 milioni di sterline, cifra che testimonia quanto il club punti su di lui per rilanciare il reparto nevralgico della squadra. Tielemans, 29 anni, ha firmato un contratto quinquennale.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

COMUNICATO – Il Manchester United è lieto di confermare che Youri Tielemans è entrato a far parte del club, in attesa della formalizzazione del trasferimento.

Il centrocampista ha firmato un contratto fino a giugno 2031.

Tielemans, che vanta 90 presenze con la nazionale belga, è appena rientrato dai Mondiali FIFA dove ha guidato la sua nazionale fino ai quarti di finale della competizione.

Nella scorsa stagione ha collezionato sette assist per l’Aston Villa e ha contribuito alla vittoria della UEFA Europa League, segnando il gol del vantaggio nella finale contro l’SC Freiburg. Tra attaccanti e centrocampisti, Tielemans è stato il giocatore che ha superato più linee difensive ogni 100 passaggi in Premier League, oltre ad aver effettuato il secondo maggior numero di passaggi decisivi sotto pressione.

PRIME PAROLE – “È difficile descrivere quanto io sia orgoglioso di unirmi al Manchester United. Firmare per un club così speciale è una sensazione incredibile, è il culmine di anni di dedizione da quando mi sono innamorato del calcio. Ho avuto il privilegio di raggiungere il successo nel calcio e questo ha solo accresciuto la mia determinazione a ottenere risultati ancora migliori. L’ambizione di tutti nel club è chiarissima: siamo tutti determinati a puntare ai trofei più importanti nei prossimi anni.”

Moviola Francia Spagna: gli episodi dubbi del match diretto da Ivan Barton

Moviola Francia Spagna: gli episodi dubbi del match, valido per la semifinale dei Mondiali 2026

La moviola di Francia Spagna, con gli episodi dubbi della sfida valida per la semifinale dei Mondiali 2026. Arbitro dell’incontro Ivan Barton.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

PRIMO TEMPO

All’8′ Rabiot prende nettamente il pallone, il piede rimane teso e colpisce Dani Olmo, il milanista protesta e si prende il primo cartellino del match, il fallo non sembra volontario e regala alla Spagna una punizione dal limite. Al 15′ entrata fuori tempo di Olise su Rodri, il piede destro in posizione pericolosa poteva costargli un giallo. Al 19′ Yamal ruba palla a Digne che gestisce male un pallone proveniente da un cross, il francese lo colpisce, è rigore. Silent check su un possibile tocco di braccio dello spagnolo, penalty confermato. Un classico rigore determinato da un atto di negligenza. Si arriva alla pausa idratazione con la Spagna che ancora non ha commesso falli. Al 31′ ammonito Cucurella che va dritto su Olise che scavalca e ne aspetta il ritorno. Fuorigioco di Alex Baena su lancio di Unai Simon, l’occasione davanti a Maignan sfuma. Al 39′ fallo in pressione di Rodri su Olise per impedirgli di costruire dalla propria metà campo. Segnalato fuorigioco di Mbappé appena dopo la linea di centrocampo, Kylian viene pizzicato due volte così in pochi secondi. Proteste giuste di Ruiz che si vede arrivare addosso Dembélé e fischiato il fallo contro: decisione che il direttore di gara cambia correggendo l’errore, Deschamps chiede spiegazioni al quarto uomo. Rabiot, gravato già di un cartellino, commette un fallo su Fabian Ruiz, non ci sono gli estremi per un secondo provvedimento. I minuti di recupero sono 6. Già 3 i fuorigioco fischiati alla Francia finora. Si va al riposo: 10 i falli complessivi, equamente spartiti tra le due squadre, pari anche gli ammoniti (Rabiot che verrà sostituito nell’intervallo e Cucurella).

SECONDO TEMPO

Qualche contatto duro nella prima parte, giustificato ovviamente dall’importanza della posta in palio, Barton è attento a stare vicino all’azione. Sull’azione del 2-0 della Spagna l’arbitro dà giustamente la regola del vantaggio sull’intervento di Upamecano su Dani Olmo, decisione saggia. Al 61′ gol di Yamal annullato dalla sua posizione di fuorigioco, segnalazione dell’assistente tempestiva. Rischia una sanzione Kounde quando poco prima dell’hydration break colpisce da dietro Alex Baena. Al 76′ incomprensibile il mancato giallo a Yamal su Mbappé: intervento duro e da dietro, la sanzione era doverosa. All’81 scontro tra Unai Simon e Theo Hernandez, il francese colpisce prima il pallone. A 5 minuti dal termine Mbappé colpisce Unai Simon che tergiversa col pallone tra i piedi, fallo di frustrazione e conseguente ammonizione. Extra-time di 7 minuti. Gara abbastanza corretta, chiusa con 23 falli (11-12), 3 cartellini, qualche omissione discutibile da parte di Barton, preciso però negli episodi determinanti.

Muharemovic verso la chiusura con il Leeds: operazione da 40 milioni, alla Juve andrà il 50% della cessione

Sassuolo, Muharemovic a un passo dal Leeds: operazione da 40 milioni, con la Juventus pronta a incassare il 50% della cessione

È ormai in fase di definizione il trasferimento di Tarik Muharemovic dal Sassuolo al Leeds. Le parti stanno limando gli ultimi dettagli dell’operazione, passaggio necessario prima di programmare le visite mediche e completare l’intero iter burocratico. Il difensore bosniaco volerà in Inghilterra per una cifra complessiva di 40 milioni di euro, una valutazione che conferma quanto il club inglese punti sul suo profilo.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

L’affare coinvolge direttamente anche la Juventus, che incasserà la metà dell’importo grazie alla clausola sulla futura rivendita inserita al momento della cessione al Sassuolo. I bianconeri, infatti, avevano mantenuto il 50% della percentuale sulla rivendita, e la maxi operazione con il Leeds garantirà loro un introito di 20 milioni.

A riportare gli ultimi sviluppi è Gianluca Di Marzio sul proprio sito, spiegando come la trattativa sia ormai alle battute finali.

Il Leeds, che ha accelerato nelle ultime ore, punta a chiudere rapidamente per mettere Muharemovic a disposizione dello staff tecnico già nelle prime settimane di lavoro estivo. Per il Sassuolo si tratta di una plusvalenza significativa, mentre la Juventus beneficia di un ritorno economico importante senza dover intervenire direttamente sul mercato.

Roma, lesione al ginocchio destro per Robinio Vaz: le prime indicazioni sui tempi di recupero

Roma, lesione al ginocchio destro per Robinio Vaz: stop in piena preparazione e valutazioni in corso sui tempi di recupero

Brutte notizie per la Roma e per Robinio Vaz. L’attaccante giallorosso è stato sottoposto agli accertamenti clinici dopo il problema accusato durante una seduta di preparazione estiva, e gli esami hanno evidenziato una lesione di primo grado al legamento collaterale mediale del ginocchio destro. La prognosi, come comunicato dal club, verrà definita nei prossimi giorni in base all’evoluzione del quadro clinico.

A distanza di poche ore, è arrivata la conferma anche per Gian Piero Gasperini, che dovrà fare i conti con un’assenza pesante proprio all’inizio del nuovo ciclo tecnico. A due giorni dall’avvio ufficiale della preparazione estiva, Vaz si è sottoposto agli esami strumentali che hanno certificato la lesione al legamento collaterale mediale del ginocchio destro, lo stesso problema che aveva causato lo stop in allenamento.

Per il tecnico giallorosso si tratta di un contrattempo significativo: l’attaccante francese era uno dei profili su cui Gasperini contava per impostare il lavoro tattico delle prime settimane. I tempi di recupero saranno stabiliti solo dopo ulteriori valutazioni mediche, ma la Roma dovrà comunque procedere a una gestione prudente, considerando la delicatezza dell’infortunio e la fase della stagione.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Il calendario della Roma

L’esordio ufficiale dei giallorossi nella Serie A 2026-2027 è fissato per il 24 agosto alle 20:45, quando la Roma ospiterà la Fiorentina allo Stadio Olimpico per la prima giornata di campionato. Prima del debutto, la squadra sarà impegnata in una serie di amichevoli estive utili a testare i nuovi meccanismi e valutare le condizioni dei giocatori, compreso Vaz, la cui situazione verrà monitorata giorno dopo giorno.


Calciomercato Torino, ecco il nuovo portiere: fatta per l’arrivo di Mascardi, cifre e dettagli dell’affare

Calciomercato Torino, è fatta per Diego Mascardi dallo Spezia. Le cifre e i dettagli dell’affare

Il Torino guarda con lungimiranza al futuro e si prepara a blindare la propria porta con un innesto di grande prospettiva. È infatti ormai in dirittura d’arrivo, giunta ai dettagli finali secondo Di Marzio, la trattativa di calciomercato destinata a portare in maglia granata Diego Mascardi. Il giovanissimo estremo difensore, classe 2006, attualmente di proprietà dello Spezia, rappresenta un investimento strategico fortemente voluto dalla dirigenza piemontese per assicurarsi uno dei profili più interessanti del panorama calcistico giovanile italiano.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Le cifre dell’affare Mascardi: accordo totale con lo Spezia

Le diplomazie dei due club hanno lavorato intensamente nelle ultime ore per limare le distanze e definire l’operazione. Le parti stanno attualmente sbrigando le ultime formalità burocratiche prima di dare il via libera definitivo alla tanto attesa fumata bianca.

L’operazione si concretizzerà con la formula del trasferimento a titolo definitivo. Dal punto di vista economico, l’intesa totale tra il Torino e lo Spezia è stata raggiunta sulla base di una parte fissa pari a 1,5 milioni di euro più bonus. Si tratta di un ottimo compromesso finanziario per i granata, abili nel limare le pretese iniziali del club ligure, che per privarsi del proprio gioiello partiva da una richiesta di circa 2 milioni di euro.

Il programma del giocatore: visite mediche e firma

Con la macchina organizzativa del club granata già pienamente operativa, il cronoprogramma per lo sbarco del giocatore sotto la Mole è stato delineato nei minimi particolari:

  • Domani (mercoledì): Il giovane portiere è atteso in città per sottoporsi alla prima parte delle visite mediche di rito, passaggio fondamentale prima dell’idoneità sportiva.
  • Giovedì: Una volta completati i test clinici, si procederà con le firme sui contratti che sanciranno ufficialmente l’inizio dell’avventura di Mascardi all’ombra della Mole.

Un investimento per la crescita del club

Con l’acquisizione di Diego Mascardi, la società granata conferma la propria vocazione orientata alla ricerca e alla valorizzazione dei migliori talenti del calcio nazionale. Il portiere classe 2006 andrà a impreziosire il pacchetto dei portieri a disposizione del club, garantendo allo staff tecnico un elemento di sicuro affidamento su cui lavorare a medio e lungo termine per la prima squadra.

Terremoto in Croazia, arrestato l’ex Milan e Inter Dario Simic: pesante accusa di corruzione

L’ex Milan e Inter Dario Simic è stato arrestato in Croazia con l’accusa di corruzione. La ricostruzione

Un durissimo colpo di scena scuote il mondo del calcio croato e internazionale. Dario Simic, ex difensore di Inter, Milan e Dinamo Zagabria, è stato arrestato in Croazia nell’ambito di una vasta inchiesta condotta dalle forze dell’ordine locali e dall’USKOK, l’ufficio nazionale per la repressione della corruzione e della criminalità organizzata. La notizia ha immediatamente fatto il giro d’Europa, accendendo i riflettori sulle attività post-carriera dell’ex calciatore.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Le accuse di corruzione: permessi fantasma per un campeggio sulla costa

Le accuse mosse dagli investigatori nei confronti di Simic sono particolarmente gravi. L’ex difensore è accusato di aver ottenuto in modo del tutto illecito le autorizzazioni necessarie per realizzare un campeggio situato sulla suggestiva costa centrale della Croazia.

Secondo la ricostruzione della polizia, Simic sarebbe riuscito a scavalcare i normali iter burocratici grazie alla complicità di Neda Livljanic, ex funzionaria ormai in pensione del Dipartimento del Turismo della contea di Sebenico e Tenin. La donna avrebbe rilasciato i documenti ufficiali falsificando i verbali di sopralluogo: nei faldoni risultavano visite ispettive mai realmente avvenute. Insieme a loro è finito in manette anche un imprenditore del luogo, ritenuto dagli inquirenti l’intermediario dell’intera operazione.

Terreno non edificabile e l’ombra di precedenti familiari

I dettagli emersi dall’ispezione condotta sul sito del campeggio e diffusi dall’agenzia di stampa croata HINA aggravano la posizione di Simic. Gli accertamenti hanno infatti rivelato la totale assenza di servizi igienici all’interno della struttura, oltre al fatto che l’intero perimetro sorgeva su un terreno non edificabile.

Questa indagine, che va avanti ormai da diversi anni, rappresenta l’ennesima tegola giudiziaria per la famiglia dell’ex rossonero. Soltanto lo scorso anno, infatti, anche il fratello Josip Simic era stato tratto in arresto con l’accusa di frode fiscale ed evasione attraverso operazioni commerciali fittizie.

Dalla gloria calcistica con Milan e Inter alle attività imprenditoriali

Attualmente l’ex stella del calcio croato si trova in custodia cautelare a Zagabria, dove è già stato sottoposto a un primo interrogatorio in attesa che i magistrati facciano piena luce sulla vicenda.

Dario Simic vanta una carriera sportiva leggendaria: è stato il primo calciatore croato a superare il traguardo delle 100 presenze in Nazionale, prima del suo ritiro internazionale nel 2008. In Italia ha vissuto stagioni indimenticabili, vincendo uno Scudetto e ben due Champions League con la maglia del Milan, dopo la parentesi sull’altra sponda del Naviglio con l’Inter. Una volta appesi gli scarpini al chiodo, si era affermato come imprenditore di successo, aprendo numerosi locali e fondando una delle più importanti aziende di acqua minerale della Croazia.

Balogun torna a parlare della squalifica revocata ai Mondiali: «Sapevo avrebbe suscitato polemiche, ho percepito nervosismo tra i miei compagni!»

Balogun, attaccante degli Stati Uniti, è tornato a parlare così della squalifica revocata ai Mondiali 2026. Ecco cosa ha dichiarato

Il nome di Folarin Balogun continua a far discutere anche fuori dal rettangolo verde. L’attaccante della Nazionale statunitense ha rotto il silenzio ai microfoni della CBS, affrontando per la prima volta lo spinoso caso diplomatico e sportivo che lo ha visto protagonista suo malgrado durante i Mondiali. La vicenda, che ha mescolato geopolitica e giustizia calcistica, ha sollevato enormi interrogativi sulla regolarità delle decisioni della FIFA.

La dinamica del caso: dal rosso con la Bosnia alla revoca condizionale

Tutto ha avuto inizio durante la sfida dei sedicesimi di finale tra USA e Bosnia, quando Balogun è stato espulso a seguito di un duro scontro di gioco con Muharemovic. Una decisione arbitrale che il centravanti statunitense contesta tuttora, convinto che quel fallo non fosse assolutamente sanzionabile con il cartellino rosso diretto.

Ascolta le nostre notizie!

Non hai tempo di leggere? Scopri la nuova sezione Podcast di Calcio News 24 e ascolta i nostri approfondimenti audio.

Il vero colpo di scena è arrivato però nelle ore successive: la squalifica del giocatore è stata parzialmente revocata, tramutandosi in una sospensione con la condizionale. Questo insolito provvedimento ha permesso a Balogun di scendere regolarmente in campo per l’ottavo di finale contro il Belgio. Successivamente, è emerso un clamoroso retroscena politico: il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, aveva telefonato personalmente al numero uno della FIFA, Gianni Infantino, per sollecitare un intervento e “reclamare giustizia” per il calciatore.

Le parole di Balogun: la reazione del gruppo e il peso delle polemiche

Intervistato sull’accaduto, il calciatore ha confessato di aver compreso fin da subito la portata mediatica dell’evento: «Sapevo che la revoca della mia squalifica avrebbe suscitato molte polemiche».

L’attaccante ha poi descritto l’altalena di emozioni vissuta in quelle ore frenetiche all’interno del ritiro statunitense, ammettendo che la notizia ha creato un clima insolito anche con il resto dello spogliatoio: «La mia reazione iniziale è stata di gioia per essere tornato in squadra – ha spiegato l’attaccante – Ma quando ho iniziato a pensarci, ho capito che avrebbe causato molte polemiche. E ho quasi percepito un certo nervosismo tra i miei compagni, perché si trattava di un episodio unico».

La difficile vigilia contro il Belgio

Giocare una partita decisiva all’interno di una bufera mediatica di proporzioni globali non è stato affatto semplice per il giovane talento. Il focus sulla cruciale sfida contro il Belgio è stato inevitabilmente disturbato dall’attenzione morbosa dell’opinione pubblica sul caso politico-sportivo.

Il bomber ha concluso il suo sfogo spiegando come abbia vissuto le ore antecedenti al match: «Ho cercato di concentrarmi al meglio mentre ci avvicinavamo alla partita. Ma è stato difficile; c’era molto rumore esterno ed era difficile evitarlo».

Giuntoli si presenta all’Atalanta: «Ho accettato in un secondo. Stupiti per Ederson ma ora lavoriamo al rinnovo, Carnesecchi resta»

Cristiano Giuntoli si è presentato in conferenza stampa come nuovo direttore sportivo dell’Atalanta. Le dichiarazioni

È iniziato ufficialmente il nuovo corso dell’Atalanta con la conferenza stampa di presentazione di Cristiano Giuntoli. Il nuovo direttore sportivo nerazzurro, già operativo da diverse settimane a Zingonia, ha tracciato le linee guida del club bergamasco in sinergia con la proprietà, affrontando i temi caldi del calciomercato, la scelta del nuovo allenatore e la gestione dei giovani talenti della Dea.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

L’amministratore delegato Luca Percassi ha aperto l’incontro sottolineando la grande dedizione del dirigente: «Fin dalla prima nostra telefonata ha dimostrato una grandissima disponibilità a sposare il progetto Atalanta. Da un mese e mezzo ha stravolto tante cose con grande dedizione e responsabilità portando un nuovo metodo di lavoro».

Identità, sostenibilità e la scelta di Maurizio Sarri

Giuntoli ha espresso enorme orgoglio per la chiamata della famiglia Percassi e di Pagliuca, evidenziando come la filosofia dell’Atalanta si sposi alla perfezione con il suo modo di fare calcio: «La mia storia parla di risultati abbinati a sostenibilità, per me è il massimo lavorare in un club del genere. Qui c’è chi capisce davvero di calcio».

Uno dei primi tasselli del nuovo ciclo è l’arrivo sulla panchina nerazzurra di Maurizio Sarri, profilo fortemente voluto dal ds per dare una precisa impronta tattica alla squadra: «Ha una grande identità e uno stile di gioco tanto chiaro quanto importante. Noi crediamo che la squadra sia molto forte sia numericamente che qualitativamente».

Il calciomercato: da Carnesecchi ed Ederson ai gioielli blindati

In chiave mercato, Giuntoli ha spento sul nascere le voci di una possibile cessione dei pezzi pregiati. A partire da Marco Carnesecchi, confermato come colonna portante della rosa: «Ripartiremo da lui. Marco rimarrà all’Atalanta e noi siamo sicuri che questo gruppo possa fare bene».

Ottime notizie anche sul fronte Ederson, per il quale si punta al prolungamento dopo l’affare saltato con il Manchester United: «Siamo rimasti stupiti. Lui è contento di rimanere e stiamo lavorando sul rinnovo». Blindato anche il giovane Ahanor, finito nel mirino della Premier League: «Noi vogliamo tenere i nostri gioielli. All’esterno ci sono tantissime voci, ma noi non vogliamo cedere nessuno».

I giovani e il retroscena sulla cessione di Palestra

Un passaggio fondamentale della conferenza ha riguardato il trasferimento di Marco Palestra al Chelsea. Giuntoli ha voluto fare chiarezza sulla dinamica dell’operazione: «Tutti erano al corrente di tutto, è andato in un grande club e rappresenterà l’Italia. Siamo stati corretti con tutte le parti».

La perdita del laterale non preoccupa il direttore sportivo, che ha blindato la corsia destra con l’affidabilità di Bellanova e Zappacosta, ribadendo l’importanza strategica dell’Atalanta Under 23 per la continua fioritura del settore giovanile bergamasco.

Criscito e il Genoa, una storia d’amore infinita: la bandiera rossoblù è il nuovo allenatore della Primavera

Domenico Criscito è il nuovo allenatore del Genoa Primavera. Storia d’amore infinita tra lui e il Grifone

Il Genoa sceglie la via della continuità storica e dell’identità per tracciare il percorso di crescita dei suoi giovani più promettenti. I vertici del club ligure hanno infatti affidato la panchina della formazione Primavera a Domenico Criscito, autentica leggenda e bandiera del club. L’ex capitano rossoblù inizia così un capitolo fondamentale della sua carriera da tecnico (già nel giro delle Under genoane), pronto a trasmettere alle nuove leve del Grifone il suo bagaglio di esperienza, leadership e profondo senso di appartenenza ai colori societari.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

L’emozione del grande ritorno per Mimmo Criscito

Un legame indissolubile nato sul rettangolo verde da giovanissimo e che oggi si rinnova in una veste di grande responsabilità didattica e tecnica.

Le sue prime dichiarazioni – riportate da Di Marzio – hanno subito evidenziato il forte coinvolgimento emotivo per questo prestigioso incarico sulla panchina giovanile: «Sono pronto, per me è una grande emozione». Criscito ha poi voluto ripercorrere idealmente il nastro dei suoi ricordi, sottolineando l’importanza di poter contare sui preziosi consigli di figure storiche della cantera ligure: «Più di vent’anni fa ero un giocatore delle giovanili, adesso sono un allenatore e ho anche i consigli dei tecnici con cui sono cresciuto, come Luca Chiappino che è qui con noi».

La fiducia della società e il ringraziamento di Trapani

La nomina di Criscito rappresenta una decisione strategica fortemente condivisa da tutta la dirigenza. Il Responsabile del Settore Giovanile rossoblù, Trapani, ha voluto inaugurare questo nuovo corso rivolgendo innanzitutto un pensiero di sincera gratitudine per il recente passato: «Ringrazio Jacopo Sbravati e tutto lo staff dell’anno scorso per quanto hanno fatto e gli ottimi risultati raggiunti».

Successivamente, il dirigente ha spiegato i motivi che hanno spinto la società a puntare in modo così deciso sull’ex capitano rossoblù: «La scelta di Mimmo è stata naturale, ha capacità e grandi qualità relazionali con i ragazzi».

Gli obiettivi del vivaio: valorizzazione e mercato internazionale

Oltre alla scelta del nuovo allenatore, i vertici societari hanno voluto ribadire le linee guida strategiche che orienteranno il lavoro del vivaio per le prossime stagioni. L’obiettivo primario resta la valorizzazione dei giovani in chiave prima squadra, mantenendo sempre vigile l’attenzione sul territorio e sui profili italiani di rientro dall’estero:

«Il nostro obiettivo è portare più ragazzi possibili in Prima Squadra. La collaborazione con i grandi sta funzionando benissimo. Stiamo attenti al territorio, ma anche ai ragazzi italiani che giocano all’estero, che hanno passaporto italiano e che magari possiamo riportare in Italia».

Cherki, l’arma segreta della Francia per sfidare la Spagna in semifinale

Cherki potrebbe rappresentare l’arma segreta della Francia contro la Spagna in semifinale Mondiale. L’analisi completa

Nel calcio le gerarchie possono cambiare in un attimo, e Didier Deschamps potrebbe avere in panchina l’asso nella manica per la semifinale Mondiale contro la Spagna, in programma a Dallas. Si tratta di Rayan Cherki, talentuoso fantasista e numero 10 del Manchester City, che finora ha vissuto un torneo da comprimario, collezionando appena 86 minuti di gioco complessivi e subentrando sempre a partita in corso. Eppure, la storia recente dice che proprio Cherki è l’uomo capace di far male alla difesa spagnola.

Ascolta le nostre notizie!

Non hai tempo di leggere? Scopri la nuova sezione Podcast di Calcio News 24 e ascolta i nostri approfondimenti audio.

Il debutto del classe 2003 con la maglia dei Bleus risale infatti al giugno 2025, nella semifinale di Nations League. In quell’occasione, la Spagna si impose per 5-4, ma il passivo per la Francia avrebbe potuto assumere i contorni di un’umiliazione storica senza l’ingresso devastante di Cherki.

La follia di Nations League: da 4-1 a 5-4 nel segno di Cherki

Il match di Nations League si era trasformato rapidamente in un incubo per i transalpini. Dopo il vantaggio iniziale di Nico Williams, la Spagna dilagò grazie alle reti di Mikel Merino, Lamine Yamal su rigore e Pedri, portandosi sul momentaneo 4-1 nonostante il penalty trasformato da Mbappé. Al 67′, Yamal firmò addirittura la doppietta personale per il momentaneo 5-1 spagnolo.

Poco prima della quinta rete iberica, al minuto 63, Deschamps si giocò la carta Cherki al posto di Michael Olise. L’impatto del debuttante fu clamoroso:

  • Il gol capolavoro. Cherki controllò la palla di destro alzandosela in palleggio ed esplose un magnifico tiro al volo di sinistro da fuori area che si insaccò alle spalle di Unai Simón.
  • L’autogol provocato. Cinque minuti dopo, inventò un passaggio filtrante per Malo Gusto, il cui cross venne deviato nella propria porta dal difensore Dani Vivian.
  • L’assist nel finale. Nei minuti di recupero, dopo aver dribblato Marc Cucurella sulla fascia destra, servì a Kolo Muani il cross per il colpo di testa del definitivo 5-4.

Cosa è cambiato in difesa rispetto al 2025

La semifinale Mondiale presenterà interpreti diversi, specialmente nei reparti arretrati. Nella Spagna campione di Nations League non ci sono più i difensori Dean Huijsen e Robin Le Normand, esclusi dalle convocazioni di Luis De La Fuente. Al loro posto, la nuova coppia composta da Pau Cubarsí e Aymeric Laporte ha blindato la retroguardia, subendo appena una rete in sei gare nel Mondiale contro le 12 incassate in nove partite nella precedente gestione.

Anche la Francia ha registrato due importanti defezioni difensive rispetto all’undici titolare del 2025: il centrale Clément Lenglet e il terzino destro Pierre Kalulu non fanno infatti parte della spedizione in America. Se la sfida dovesse complicarsi, Deschamps sa di poter contare ancora una volta sulla fantasia del suo “dimenticato” numero 10.

Bologna, Tedesco allo scoperto: «Il rinnovo di Orsolini è diventato una telenovela…Sul futuro di Lucumì, Castro e Rowe dico questo»

Bologna, Domenico Tedesco ha parlato così dei temi più caldi di calciomercato. Le sue dichiarazioni

Il nuovo corso del Bologna ha ufficialmente mosso i primi passi sul rettangolo verde di Valles. Davanti a una bella cornice di circa trecento sostenitori rossoblù, la formazione emiliana ha sostenuto la prima seduta di allenamento sotto la guida del neo tecnico Domenico Tedesco. Al termine del lavoro sul campo, l’allenatore ha fatto il punto della situazione in casa rossoblù, affrontando a viso aperto i temi più caldi del calciomercato estivo e soffermandosi in particolare sul futuro di Riccardo Orsolini e Jhon Lucumì.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Il rinnovo di Orsolini: filtra grande ottimismo

Il vero snodo cruciale per le ambizioni offensive del club riguarda il prolungamento contrattuale di Riccardo Orsolini. Su questo delicato fronte, l’allenatore ha voluto mandare un chiaro messaggio distensivo per allontanare le voci di un possibile strappo tra le parti: «Questa situazione è ormai diventata una sorta di telenovela stagionale».

Nonostante le lungaggini della trattativa, l’allenatore ha ribadito la centralità del calciatore nel suo progetto tattico, sbilanciandosi positivamente sulla buona riuscita dell’operazione a stretto giro: «Personalmente tengo tantissimo al ragazzo e sono in attesa di ricevere buone nuove a breve. Nutro la massima fiducia sul fatto che riusciremo a trovare la quadratura del cerchio».

Le strategie di mercato e il destino di Lucumì

Tedesco si è poi proiettato sulle dinamiche generali delle trattative, fisiologicamente rallentate in questa sessione estiva dagli impegni legati all’anno del Mondiale. Di fronte all’eventualità di dover rinunciare ad alcuni pezzi da novanta della rosa (come Rowe, Castro o lo stesso Lucumì), il tecnico ha confermato di essere in totale sintonia con le linee guida stabilite dalla dirigenza: «Conosco bene le necessità del club e loro conoscono le mie. C’è sempre stata massima trasparenza sugli scenari futuri, ed è per questo che ho accettato la panchina».

Un’apertura consapevole e professionale di fronte a possibili cessioni eccellenti, frenata però da una netta precisazione sul forte difensore centrale colombiano: «In questo momento, comunque, fa parte a tutti gli effetti della nostra rosa».

Il nodo Remo Freuler

In chiusura, resta da decifrare la posizione di Remo Freuler, formalmente svincolato dallo scorso 30 giugno. Sebbene il centrocampista svizzero non sia più sotto contratto, il canale di comunicazione con la dirigenza del Bologna, e in particolare con il direttore dell’area tecnica Giovanni Sartori, rimane aperto e improntato alla cordialità, lasciando intravedere la possibilità di sviluppi positivi nelle prossime settimane per un eventuale ritorno in rossoblù.

Calciomercato Frosinone, svolta improvvisa per la porta: in arrivo Desplanches dal Palermo! Ultimissime

Calciomercato Frosinone, accordo in chiusura per Sebastian Desplanches dal Palermo! Ultimi sviluppi della trattativa

Il Frosinone, neopromosso nel campionato di Serie A, si conferma come una delle società più attive e dinamiche di questa sessione estiva di calciomercato. La dirigenza ciociara sta lavorando intensamente per allestire una rosa competitiva e strutturata, capace di lottare per l’obiettivo salvezza nel massimo campionato italiano. Dopo aver definito un importante colpo a centrocampo, il club laziale è ora pronto a chiudere un’operazione a sorpresa per blindare la propria porta con uno dei migliori talenti del calcio italiano.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

La sorpresa per la porta: accordo per Sebastiano Desplanches

La novità più rilevante delle ultime ore riguarda il pacchetto dei portieri. A sorpresa, secondo Gianluca Di Marzio, il Frosinone è infatti in dirittura d’arrivo per l’acquisto di Sebastiano Desplanches, promettente estremo difensore classe 2003 di proprietà del Palermo e pilastro della Nazionale Under-21 italiana.

La trattativa tra i due club è ormai alle battute finali e l’affare si concretizzerà sulla base di un prestito. Per il giovane portiere, messosi in luce a livello internazionale per le sue straordinarie doti fisiche e la reattività tra i pali, si profila un’opportunità d’oro per misurarsi con continuità con le pressioni e gli stimoli della Serie A, proseguendo un percorso di crescita che lo vede da tempo nel mirino dei grandi club.

La linea verde del Frosinone: dopo El Azzouzi, ecco il nuovo portiere

L’innesto di Desplanches si inserisce in una strategia societaria chiara, mirata a coniugare gioventù e qualità tecnica. Soltanto nella giornata di ieri, il Frosinone aveva infatti annunciato l’ufficialità di El Azzouzi, colpo prezioso che va a rinforzare la linea mediana della squadra.

L’arrivo del centrocampista e il contestuale sbarco del giovane portiere ex Palermo confermano la volontà dell’area tecnica di puntare su profili affamati, di grande prospettiva e pronti a dare battaglia su ogni campo. La dirigenza vuole regalare all’allenatore un mix perfetto tra elementi di esperienza e giovani di sicuro avvenire.

Un progetto lungimirante per la permanenza in Serie A

L’imminente chiusura dell’affare Desplanches testimonia la lungimiranza del progetto del Frosinone. Assicurarsi le prestazioni del portiere dell’Under-21 rappresenta un eccellente biglietto da visita per il club, che lancia così un segnale forte alle dirette concorrenti per la salvezza. Con una difesa che si preannuncia giovane e dinamica, i ciociari si preparano ad affrontare il prossimo campionato di Serie A con entusiasmo, solidità e una forte identità verde.

Tegola De Jong per il Barcellona: ginocchio KO e olandese a rischio lungo stop

Frenkie de Jong preoccupa il Barcellona: il suo ginocchio potrebbe costringerlo ad un lungo stop

Il raduno estivo del Barcellona inizia nel peggiore dei modi. Quello che doveva essere il classico giorno dedicato ai primi test atletici e alle visite mediche di rito si è trasformato in un incubo per lo staff tecnico blaugrana. Nonostante i calciatori reduci dalle fatiche del Mondiale avessero ancora a disposizione alcuni giorni di vacanza, sia Ronald Araujo che Frenkie de Jong si sono presentati regolarmente presso le strutture mediche del club. Proprio dal centrocampista olandese, tuttavia, è arrivata la notizia più temuta.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

Ginocchio ko: l’indiscrezione e i possibili tempi di recupero

Secondo quanto rivelato in anteprima da MARCA, l’ex giocatore dell’Ajax ha rimediato un grave infortunio al ginocchio. Al momento non è ancora stata emessa una diagnosi medica definitiva, poiché il calciatore dovrà sottoporsi a ulteriori accertamenti clinici nei prossimi giorni per stabilire con esattezza l’entità del danno.

Nonostante l’assenza di comunicazioni ufficiali, nell’ambiente catalano filtra il massimo della preoccupazione. Il timore concreto è che de Jong possa essere costretto a rimanere lontano dai campi di gioco per un periodo prolungato. Le prime indiscrezioni indicano addirittura uno stop di circa quattro mesi, scenario che ne posticiperebbe il rientro a novembre inoltrato, facendogli saltare l’intera prima parte della nuova stagione tra Liga e competizioni europee.

Attesa per il bollettino ufficiale del club

La società blaugrana ha scelto per ora la via della massima riservatezza. Il Barcellona non ha ancora rilasciato alcun comunicato ufficiale in merito alle condizioni del centrocampista olandese. La dirigenza preferisce attendere l’esito dei prossimi esami strumentali prima di pronunciarsi in modo definitivo. Tuttavia, le sensazioni che filtrano dallo spogliatoio e dallo staff medico non lasciano presagire nulla di buono.

I precedenti clinici: un calvario infinito per de Jong

Per il classe 1997 si tratta dell’ennesimo stop di una carriera recente pesantemente condizionata dai problemi fisici. Già nel corso della passata stagione, de Jong era stato costretto a fermarsi per circa due mesi a causa di una lesione muscolare alla coscia che lo aveva tenuto fuori proprio nel momento cruciale dell’anno, tra la fine di febbraio e l’inizio di aprile.

In precedenza, una serie di persistenti problemi alla caviglia lo avevano costretto a ben due stop forzati, tenendolo lontano dal rettangolo verde per un totale complessivo di sei mesi e privando il Barcellona del suo metronomo di centrocampo per ben 31 partite ufficiali. Ora, questa nuova e pesante ricaduta rischia di compromettere seriamente i piani tattici dei catalani per l’inizio del nuovo campionato.

Da Hannover a Dallas: Francia-Spagna vent’anni dopo riaccende il Mondiale

Francia-Spagna, dai Mondiali del 2006 a quelli del 2026: il precedente riaccende la sfida tra le due Nazionali

Nel 2006, ad Hannover, la Spagna delle giovani promesse si arrese al cinismo e all’esperienza della Francia di Zinédine Zidane. Finì 3-1 per i Bleus negli ottavi di finale del Mondiale tedesco, una ferita calcistica profonda per la generazione iberica di allora. La gara fu inaugurata da un rogore trasformato da David Villa; la Francia di Domenech rispose con Ribery, bravissimo nel bucare con un triangolo con Vieira la difesa troppo alta degli iberici, presentarsi da solo al cospetto di Casillas e scartarlo per depositare il pallone in porta. Il 2-1 fu opera di Vieira, con un colpo di testa da un calcio di punizione; quindi, il 3-1 finale, una delle reti più iconiche di Zidane: il madridista venne lanciato verso la porta sulla sinistra e, invece di calciare col mancino, preferì scegliere la strada più arzigogolata, rientrò nell’interno per superare Puyol e chiuse il tiro spiazzando il portiere.

Ascolta le nostre notizie!

Non hai tempo di leggere? Scopri la nuova sezione Podcast di Calcio News 24 e ascolta i nostri approfondimenti audio.

Quella Francia (stesso 4-2-3-1 di oggi) con Ribery, Zidane, Maloudsa ed Henry, era superiore a quella dei fantastici 4 di oggi (Dembélé, Olise, Doué, Mbappé)? E Xavi, Xabi Alonso, Fabregas, i tre tenori del centrocampo di oggi, erano decisamente meglio del duo composto da Rodri e Fabian Ruiz con Pedri come alternativa?

Le risposte arriveranno stasera, perché sul prato di Dallas il destino ripropone lo stesso identico scontro, ma con una posta in palio ancora più imponente: un biglietto per la finalissima della Coppa del Mondo.

I precedenti più freschi sorridono alla selezione spagnola, capace di imporsi sia nella semifinale dell’Europeo 2024 per 2-1, sia in quella scoppiettante di Nations League 2025 terminata 5-4. Ma il capitano iberico Rodri spegne facili entusiasmi: la semifinale mondiale rappresenta una storia a sé, dove la gestione emotiva surclassa i numeri storici. La Spagna si affida alla spensieratezza e all’eccezionalità di Lamine Yamal, atteso come grande protagonista proprio nel giorno del suo diciannovesimo compleanno.

Rabiot contro Rodri: la battaglia tattica per la finale

La chiave del match risiederà nel cuore del centrocampo, teatro del duello tra due leader carismatici. Rodri cercherà di addormentare la gara attraverso il controllo totale del palleggio, evitando di esporre la retroguardia alle micidiali ripartenze francesi. Di contro, Adrien Rabiot agirà da frangiflutti per la Francia, pronto a proteggere la linea difensiva e a supportare il peso di un attacco stellare composto da Mbappé, Dembélé e Olise.

I dati statistici esaltano l’equilibrio: si affrontano la difesa meno battuta del torneo (la Spagna ha subito appena un gol) e una Francia che ne ha incassati solo due, nessuno dei quali nelle gare a eliminazione diretta. Rabiot descrive lo spogliatoio transalpino come unito da una vera e propria “alchimia”, spinto dal desiderio di regalare al proprio ct l’approdo alla terza finale iridata consecutiva, impresa che ricorderebbe quelle della Germania Ovest (1982, 1986 e 1990) e Brasile (1994, 1998, 2002). Vent’anni dopo Hannover, la Spagna vuole cancellare definitivamente quel ricordo, mentre la Francia punta a riaffermare la sua legge sul calcio mondiale.

Crisi Al-Nassr: stipendi in ritardo, mercato bloccato e l’allarme di Postecoglou. Cosa sta succedendo!

L’Al-Nassr sta vivendo un momento di crisi: stipendi in ritardo e calciomercato bloccato. La ricostruzione

Un’inattesa tempesta finanziaria si abbatte sui campioni dell’Arabia Saudita alla vigilia della nuova stagione. L’Al-Nassr sta infatti attraversando una profonda crisi di liquidità che sta paralizzando la gestione ordinaria del club. Tra le prime e più gravi conseguenze di questa situazione si registrano forti ritardi nel pagamento degli stipendi della prima squadra e un totale congelamento delle trattative in entrata, uno scenario che getta forti ombre sulla preparazione estiva del club di Riad.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

Spogliatoio in ansia: la ricostruzione di Al-Riyadiyah

Secondo quanto svelato dal quotidiano saudita Al-Riyadiyah, la carenza di fondi sta compromettendo l’operatività quotidiana della società. Diversi calciatori della rosa avrebbero percepito soltanto una parte delle mensilità relative allo scorso mese di giugno, con l’amministrazione ancora al lavoro per cercare di saldare le spettanze rimanenti.

Questa problematica, emersa proprio nel bel mezzo del ritiro precampionato, ha generato un clima di forte incertezza e tensione all’interno del gruppo. Si tratta di una frenata sorprendente, soprattutto se si considerano gli ingenti investimenti compiuti dal club negli ultimi anni, inaugurati con lo storico arrivo di Cristiano Ronaldo.

Nessun erede per Brozović: il calciomercato è fermo

Le ripercussioni economiche si stanno riflettendo pesantemente anche sulle strategie di rafforzamento della rosa. Il mercato è completamente bloccato: la dirigenza non ha infatti la disponibilità economica per lanciare l’assalto ai propri obiettivi.

La priorità assoluta dell’area tecnica era quella di individuare un sostituto di caratura internazionale per Marcelo Brozović, che ha salutato ufficialmente il club solo la scorsa settimana. Tuttavia, a causa dell’assenza di risorse fresche, ogni trattativa formale per l’acquisto di un nuovo regista straniero è stata congelata a tempo indeterminato, costringendo lo staff a fare di necessità virtù.

La difficile missione di Postecoglou

Questo scenario rappresenta un ostacolo non da poco per il nuovo allenatore Ange Postecoglou. Il tecnico si trova a dover preparare una stagione estremamente logorante, che vedrà l’Al-Nassr impegnato su ben quattro fronti competitivi:

  • La Saudi Pro League
  • La King’s Cup
  • La Saudi Super Cup
  • La prestigiosa AFC Champions League Elite

Senza una rapida iniezione di capitali per ripristinare la stabilità finanziaria e sbloccare la campagna acquisti, il club rischia di presentarsi ai nastri di partenza con una rosa corta e priva dei ricambi necessari, mentre le dirette concorrenti continuano a puntellare i propri organici. La dirigenza è ora chiamata a una vera e propria corsa contro il tempo per risolvere l’impasse e difendere i titoli conquistati sul campo.

I nuovi eroi dell’Inghilterra: Burn, Spence e Henderson. E Bellingham viene paragonato a Gascoigne di Italia ’90

L’Inghilterra ha trovato in Burn, Spence e Henderson dei nuovi eroi. L’analisi su quanto sta facendo la Nazionale ai Mondiali 2026

La Coppa del Mondo si conferma lo scenario perfetto in cui si forgiano le leggende del calcio, ma è anche il luogo in cui nascono inattesi idoli popolari. La spedizione calcistica di questa stagione sta regalando all’Inghilterra non solo conferme sul talento dei suoi fuoriclasse, ma anche una nuova e affascinante generazione di eroi di culto cresciuti all’ombra dei riflettori principali. Tre figure in particolare, profondamente radicate nel tessuto geografico e sociale inglese, hanno conquistato il cuore del paese secondo The Telegraph.

Ascolta le nostre notizie!

Non hai tempo di leggere? Scopri la nuova sezione Podcast di Calcio News 24 e ascolta i nostri approfondimenti audio.

I “cult heroes”: l’impatto straordinario dei comprimari

Mentre la pressione maggiore grava sulle spalle delle stelle più acclamate, la nazione ha sviluppato una vera e propria simpatia per quei calciatori che hanno ricoperto ruoli di secondo piano nel corso del Mondiale. Nonostante il minutaggio ridotto, questi atleti sono comunque riusciti a farsi benvolere e ad entrare nelle grazie di tutto il paese.

Il simbolo di questo fenomeno è indubbiamente Dan Burn. Il difensore si è guadagnato l’affetto incondizionato dei sostenitori dei Tre Leoni grazie a una dote difensiva tanto semplice quanto preziosa. La straordinaria abilità di Dan Burn nel liberare l’area di rigore contro la Norvegia respingendo di testa ogni situazione di pericolo ha entusiasmato i tifosi inglesi

Insieme alla concretezza di Burn, il terzetto di idoli alternativi, capaci di incarnare lo spirito di sacrificio più puro della nazionale, è completato da altri due protagonisti: Djed Spence (terzino che interessa all’Inter), la cui apparizione contro la Norvegia ha fatto tale impressione che un tifoso dell’Inghilterra ha scritto una canzone in suo onore, sul ritmo di Total Eclipse of the Heart; Jordan Henderson, infortunatosi al braccio per un’esultanza, che è diventato un meme, un portafortuna, un trascinatore vero e proprio, pur non avendo giocato neanche un minuto.

La consacrazione di Jude Bellingham tra i giganti della storia

Se i comprimari conquistano l’affetto con la grinta, il torneo consacra definitivamente i grandi talenti a livello globale. L’esempio più evidente è quello di Jude Bellingham, autore di un Mondiale strabiliante che lo ha elevato allo status di superstar assoluta. Nell’ultimo mese, il giovane talento inglese ha fatto incetta di riconoscimenti, collezionando ben quattro premi come migliore in campo (“player-of-the-match”). Le sue prestazioni straordinarie hanno spinto addetti ai lavori e tifosi a un paragone a dir poco illustre. L’impatto devastante di Bellingham sul Mondiale viene infatti accostato a quello leggendario di Paul Gascoigne durante le storiche notti di Italia ’90, l’evento che segnò un’epoca per tutto il movimento calcistico oltremanica.

Allegri si presenta: «Per me è un’avventura meravigliosa. Sono venuto apposta per restituire qualcosa al Napoli»

Le prime parole del neo tecnico del Napoli, Massimiliano Allegri, rilasciate in conferenza stampa. Le dichiarazioni

Massimiliano Allegri si presenta in conferenza stampa come nuovo allenatore del Napoli. Le sue prime parole ai giornalisti in veste di neo tecnico dei partenopei:

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

PAROLE – «Buongiorno a tutti, credo che sia anche troppo questa presentazione. Devo ringraziare il presidente per questa ora insieme. Da quando c’è il presidente, il Napoli solo un anno è stato fuori dall’Europa, negli ultimi due anni ha vinto unoscudetto e una Supercoppa. Antonio Conte ha fatto un ottimo lavoro ed è già la seconda volta che mi capita di ereditare una sua squadra, speriamo che sia di buona auspicio. Vogliamo lavorare con grande professionalità per arrivare a marzo dentro a tutti gli obiettivi: campionato, Champions e Coppa Italia. Per me è un’avventura meravigliosa, una città pazzesca e molto passionale. Non ho assolutamente avuto contatti con la Federazione, ho parlato solo col presidente dopo che già anni fa eravamo stati vicini»

SQUADRA – «Abbiamo una rosa forte e grande voglia di raggiungere gli obiettivi, raggiungibili solo tramite il lavoro e il sacrificio. Caratteristiche che questo gruppo ha. Da un vecchio allenatore ho imparato una cosa: finché un giocatore non lo alleno, dare giudizi è molto difficile. Lukaku e De Bruyne arriveranno il 5 agosto, prima di loro McTominay e Lang. Per ora iniziamo con i calciatori a disposizione. Insieme al presidente vogliamo migliorare la squadra. La grande sfida è quella di essere allo stesso tempo competitivi e sostenibili. Poi al mercato ci pensa la società. Hojlund è un grande attaccante, sono contento di allenarlo. L’anno scorso l’ho scansato, quest’anno invece l’ho preso. Il Napoli ha ottimi portieri e sono molto importanti. In una stagione di 60 partite anche chi è secondo portiere è molto importante perché sono partite che determinano stagione. Ci sarà un primo e un secondo, ma vedrò nel corso dei ritiri»

AZIENDALISTA – «Sono diversi anniche vengo definito aziendalista. Per me è un complimento, l’allenatore è quello che deve gestire il patrimonio della società che sono i giocatori. Nel calcio di oggi, soprattutto in Italia, abbiamo delle difficoltà rispetto all’Inghilterra per esempio, di essere competitivi e sostenibili. L’allenatore deve essere in simbiosi e capire le esigenze della società»

ESPERIENZE PASSATE – «Non commento le parole di Cardinale, posso solo ringraziare tutte le persone che mi hanno supportato e sopportato. C’è stato dispiacere ma ora dobbiamo ripartire con grande entusiasmo, abbiamo il campionato e la Champions. L’ultima esperienza alla Juventus l’abbiamo conclusa vincendo una Coppa Italia. Al Milan la cosa buffa  è che siamo stati tra i primi tre posti dalla seconda alle 36esima giornata. Siamo stati fuori dalla Champions solo l’ultima. Questa è una cosa che, non lo nego, mi sono portato dietro: è la prima volta tra Juve e Milan in cui sono stato fuori dalle prime quattro»

CONTE – «Claim napoletano? Non ci ho pensato e mi scuso. Sugli infortuni ho imparato una cosa: ogni annata è diversa. Puo’ succedere tutto il contrario di tutto. Annate di conte diverse sotto lato infortuni, stando al di fuori impossibile giudicare. Domani valuteremo il tutto. Fino al 20 settembre, prima sosta nazionale, dopo inizia vera stagione con partita ogni 3 gg. L’habitat della Champions è un habitat in cui dovremo fare meglio possibile»

DE BRUYNE – «Innanzitutto fatemelo vedere e fatemelo allenare. Di sicuro è un giocatore che sa giocare bene a calcio ed è già un vantaggio. L’anno scorso fino all’infortunio fu un giocatore molto utile al Napoli, poi non so se Conte non lo abbia impiegato nelle posizioni a lui più congeniali. All’andata a Milano fece una buona partita, è un calciatore straordinario»

RAPPORTO CON DE LAURENTIIS – «L’ambiente è quasi familiare: presidente ci conosciamo da tanti anni, ricordo una telefonata a mezzanotte allenavo la Juventus e prima di Borussia Dortmund-Juventus. (Si commuove, ndr). Fu una serata dove mia madre non stava bene e direttore siamo stati insieme già. Il corsiero sullo stemma vista passione ippica? Notato subito. Sono fortunato, io e il direttore Manna consociamo pregi e difetti, lui conosce bene miei difetti e mi aiuterà molto»

L’IMPORTANZA DELLA DIFESA E DEI NUMERI – «La difesa è importante tanto quanto centrocampo e attacco. Non ho fatto pace con  umeri e statistiche, penso che la cosa importante sia avere giocatori che ci facciano vincere le partite. Nello staff tecnico abbiamo ragazzi, che verranno presentatia Dimaro, che lavorano sui dati. Ma non è così semplice, perché il calcio è roba di campo e non di dati. I dati confermano quello che vediamo sul campo»

ASPETTATIVE – «Partiamo sapendo che nulla è scontato, nonostante gli ultimi anni di successi. Dobbiamo metterci nelle condizioni di lavorare al meglio»

Mercato Juventus: le strategie di Carnevali e Massara tra sogni e bilanci

Dal nodo portiere alla suggestione Brahim Diaz, fino alle manovre in difesa per Lucumí

La Juventus si muove su due binari paralleli: la preparazione sul campo di Luciano Spalletti e le tortuose vie del calciomercato gestite da Giovanni Carnevali e Ricky Massara. Il diktat della proprietà è chiaro, come scrive Tuttosport oggi: risanare i conti e puntellare la rosa seguendo la regola del “prima vendere e poi comprare”. Esistono tuttavia delle eccezioni per ruoli chiave come il portiere e il centravanti, ritenuti priorità assolute dal tecnico.Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

La caccia al numero uno e l’enigma del centravanti

Per la porta, il grande sogno resta Emiliano Dibu Martinez, ma l’Aston Villa non abbassa le pretese e la Juventus frena all’idea di sborsare cifre importanti per un portiere che compirà 34 anni a settembre. Le piste alternative portano al giapponese Suzuki e a Vicario, con Alisson che rimane sullo sfondo.

In attacco, la trattativa con il PSG per Kolo Muani si preannuncia complessa e onerosa. Pellegrino del Parma rappresenta un ottimo innesto per completare il reparto, ma non è un’alternativa diretta al francese. Tutto potrebbe cambiare se si riaprisse la pista per il ritorno di Dusan Vlahovic (il quale ha momentaneamente congelato una ricca offerta del Besiktas da 8 milioni di euro a stagione più bonus alla firma). Inoltre, qualora la dirigenza riuscisse a cedere Lois Openda (destinazione Premier o prestito in Francia) e Jonathan David (accostato al Paris FC), potrebbe decollare l’arrivo del norvegese Alexander Sørloth.

La difesa si ridisegna: obiettivo Lucumí e il caso Muharemovic

Nel reparto arretrato, la priorità è l’acquisto di un difensore centrale sinistro:

  • Jhon Lucumí: il colombiano del Bologna è il prescelto. La Juventus attende la scadenza a metà luglio della sua clausola rescissoria da 28 milioni di euro per negoziare a cifre inferiori, nonostante la forte concorrenza di Inter e club di Premier League acuitasi dopo le sue ottime prestazioni al Mondiale.
  • Tarik Muharemovic: la Juventus ha cambiato strategia. Il difensore, vicinissimo ai bianconeri, è ora sempre più indirizzato verso la Premier League. Un’operazione gradita alla Juve, che incasserebbe il 50% sulla rivendita dal Sassuolo.
  • John Stones: rimane vivo l’interesse per il centrale inglese, attualmente svincolato.

I colpi a parametro zero a centrocampo

La dirigenza monitora con attenzione anche la situazione degli svincolati a centrocampo. Continuano i dialoghi con gli entourage di Franck Kessié e Leon Goretzka, sebbene le eccessive richieste economiche dei giocatori rallentino le trattative. Il preferito sulla trequarti resta Brahim Diaz, anche se lo spagnolo è intenzionato a rimanere al Real Madrid o ad accasarsi in un club che disputi la Champions League.

×