Pagina 52 – Calcio News 24

Tuchel criticatissimo dopo l’eliminazione Mondiale: sarà ancora il ct dell’Inghilterra? La FA ha preso la decisione finale per il suo futuro

Pioggia di critiche ricevute da Thomas Tuchel dopo Inghilterra Argentina ma il suo futuro è stato delineato

Il cammino della Nazionale dell’Inghilterra si è interrotto a un passo dall’atto conclusivo, scatenando una vera e propria tempesta mediatica e sportiva oltremanica. La dolorosa eliminazione subita nella semifinale dei Mondiali contro l’Argentina ha aperto un dibattito accesissimo nel Regno Unito, posizionando il commissario tecnico Thomas Tuchel al centro di una sfilza di giudizi taglienti. Il mister è stato criticatissimo da parte di tifosi, opinionisti e media britannici per la gestione degli ultimi minuti di gioco.

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La grande delusione contro l’Argentina: il film della semifinale

La sfida contro l’Albiceleste è stata un concentrato di forti emozioni e rimpianti insuperabili per i Tre Leoni. L’Inghilterra aveva approcciato il match nel migliore dei modi, trovando l’illusorio vantaggio grazie a un gol di Gordon che aveva fatto sognare un intero Paese. La squadra ha accarezzato il traguardo della finalissima fino agli ultimi giri di orologio, quando il copione della gara è stato purtroppo ribaltato.

Il finale di partita si è infatti trasformato in un autentico incubo sportivo per la selezione inglese: prima è arrivato il beffardo pareggio di Enzo Fernandez, poi la doccia fredda definitiva siglata dal gol di Lautaro nel recupero, che ha fissato il tabellino sul 2-1 a favore dei sudamericani. Una rimonta subita in extremis che ha scatenato inevitabili polemiche sulla gestione dei cambi e sulla tenuta troppo difensiva nei momenti cruciali post vantaggio.

La posizione della FA: piena fiducia per i prossimi Europei

Nonostante il clima di forte contestazione e la delusione per un obiettivo storico sfumato sul più bello, i vertici della federazione inglese hanno scelto di non cedere all’emotività del momento. Secondo Fabrizio Romano, la FA pianifica di continuare comunque con Thomas Tuchel come CT dell’Inghilterra in vista dei prossimi Europei.

La dirigenza della Football Association ha analizzato il percorso complessivo della squadra, ritenendo che il lavoro strutturale e l’identità tattica conferiti dall’allenatore tedesco non debbano essere azzerati da una sconfitta arrivata nei secondi finali. Non ci sarà dunque nessun cambiamento dopo la sconfitta contro l’Argentina poiché l’intenzione è di proseguire insieme. La linea comune è quella di difendere la stabilità del progetto tecnico, offrendo a Tuchel l’opportunità di riscattare questo passo falso e di guidare il gruppo verso il prossimo grande obiettivo continentale.

Agnelli Arrivabene, la sentenza della CGUE sorride ai due ex Juventus! Ufficiale la decisione che scuote la Giustizia Sportiva

La sentenza della CGUE sorride ad Agnelli Arrivabene, cosa è stato deciso per quanto riguarda la Giustizia Sportiva

La Corte di giustizia dell’Unione europea si è pronunciata sul delicato caso delle sanzioni inflitte ad Andrea Agnelli e Maurizio Arrivabene, rispettivamente ex presidente ed ex amministratore delegato della Juventus. La decisione dei giudici di Lussemburgo definisce i confini entro cui un provvedimento disciplinare sportivo, anche se esteso a livello internazionale, può ritenersi compatibile con il diritto comunitario.

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Il caso: dalle plusvalenze al rinvio pregiudiziale del TAR

La vicenda , come ricostruito da Calcio e Finanza, trae origine dal procedimento disciplinare avviato il 1° aprile 2022 dalla Procura Federale della FIGC, incentrato su un presunto sistema di plusvalenze artificiali volto a gonfiare i valori contabili dei calciatori nel corso delle operazioni di trasferimento. In seguito alle sanzioni nazionali, la FIFA ha esteso i provvedimenti inibitori a livello mondiale, impedendo ai due ex dirigenti bianconeri di ricoprire incarichi nel calcio organizzato anche fuori dall’Italia.

I due manager si sono quindi rivolti al TAR del Lazio, il quale ha sollevato un rinvio pregiudiziale dinanzi alla Corte UE per verificare se tali sanzioni rispettassero le libertà fondamentali europee e se l’attuale sistema di tutela giurisdizionale italiano fosse adeguato agli standard dell’Unione.

Libera circolazione e principio di proporzionalità

Secondo la sentenza europea, un’inibizione professionale estesa a tutti gli Stati membri rappresenta indubbiamente una limitazione alla libera circolazione dei lavoratori garantita dai Trattati. Tuttavia, tale restrizione può essere considerata legittima se persegue un obiettivo di interesse generale — come garantire la trasparenza finanziaria e il corretto svolgimento delle competizioni — e se rispetta il principio di proporzionalità.

Spetterà ora al giudice nazionale verificare se le sanzioni ad Agnelli e Arrivabene siano adeguate. In particolare, il tribunale italiano dovrà accertare se i divieti temporanei rientrino in un quadro regolamentare coerente e se la loro determinazione sia avvenuta secondo criteri trasparenti, oggettivi e non discriminatori.

Il diritto a una tutela giurisdizionale effettiva

La pronuncia si sofferma poi sul cruciale tema del controllo giurisdizionale. La Corte UE ha chiarito che i soggetti sanzionati devono poter beneficiare di una tutela giurisdizionale effettiva. Ciò implica la possibilità di ricorrere a un giudice indipendente che non si limiti a riconoscere un risarcimento economico, ma che abbia il potere di annullare la sanzione e disporre, se necessario, adeguate misure cautelari.

Il tribunale di controllo deve inoltre essere:

  • Previsto direttamente dalla legge;
  • Totalmente indipendente dalle organizzazioni sportive;
  • Capace di garantire i diritti della difesa e il principio del contraddittorio.

Pur non imponendo un doppio grado di giudizio, il diritto dell’Unione esige che almeno un organo assicuri questa tutela reale. Sarà il TAR del Lazio a dover valutare se il sistema di giustizia sportiva italiano o, quantomeno, l’organo di ultima istanza risponda pienamente a questi requisiti.

Come ha reagito Rocchi dopo l’archiviazione dell’indagine sugli arbitri

La reazione dell’ex designatore Gianluca Rocchi dopo l’archiviazione dell’indagine sugli arbitri

La complessa indagine della Procura di Milano sul mondo delle designazioni arbitrali si avvia verso la sua chiusura definitiva. Il pubblico ministero ha ufficialmente firmato la richiesta di archiviazione per l’ex designatore Gianluca Rocchi, ponendo fine a un lungo periodo di accertamenti e tensioni legati all’ipotesi di frode sportiva. La decisione dei magistrati certifica l’assenza di elementi solidi per sostenere un’accusa in giudizio. L’ex fischietto ha accolto la notizia con sollievo ma anche con profonda amarezza, lasciandosi andare a una riflessione intima sul peso umano della vicenda secondo il Corriere dello Sport.

«Sono felice, ma a che prezzo ho ritrovato la mia felicità?»

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Le motivazioni del provvedimento e l’assenza di illeciti

Al centro delle verifiche degli inquirenti c’erano quattro specifiche partite di cartello: Bologna-Inter, Inter-Milan, Inter-Verona e Torino-Inter. Gli accertamenti hanno stabilito che nessuna di queste sfide presentava profili di irregolarità. Nelle motivazioni del provvedimento emerge una formula chiarificatrice sulla natura dei fatti:

«Pressioni sì ma non per alterare l’esito delle partite. Mai contatti con esponenti Inter»

La magistratura ha dunque riconosciuto come il ruolo del designatore sia fisiologicamente esposto a forti sollecitazioni da parte dei club per la difesa dei propri interessi, dinamiche complesse che tuttavia non configurano alcun reato penale. Un momento di svolta è stato l’interrogatorio segreto a cui Rocchi si è sottoposto a inizio luglio. In quella sede è stato illustrato il funzionamento delle scelte tecniche, evidenziando come l’obiettivo primario fosse la tutela degli arbitri. Di riflesso, anche la posizione del club nerazzurro è stata stralciata come «diretta conseguenza dell’esclusione del reato presupposto». Ora la palla passa al GIP per il decreto finale, mentre il filone secondario sulle “bussate” alla sala VAR di Lissone è stato trasmesso alla Procura di Monza.

Riferimenti informativi e dichiarazioni legali

Il quadro dei fatti è stato ricostruito attraverso gli atti depositati e le testimonianze dei dirigenti della Lega Serie A e dei delegati dei club. I legali della difesa, gli avvocati D’Avirro e Bana, hanno commentato l’evoluzione del caso rilasciando la seguente dichiarazione:

«Si parlava più di lui che di Trump, ora è tutto finito nel migliore dei modi, ma il costo che ha dovuto pagare Rocchi è stato pesante. Lo abbiamo sentito, era molto contento, ora valuteremo cosa fare. Abbiamo capito, dopo l’interrogatorio, che l’unica strada percorribile dalla Procura fosse quella dell’archiviazione»

Attualmente sono in corso le valutazioni degli esperti per definire i futuri «profili di tutela» volti a proteggere l’immagine pubblica e professionale dell’ex designatore.

Kessié alla Juventus, sorpasso su Goretkza e chiave trovata per portare il centrocampista a Torino. Svelato il piano di Carnevali-Massara

Kessié alla Juventus, ecco il piano di Carnevali-Massara per avvicinarsi alle richieste del centrocampista ivoriano. I dettagli

La Juventus ha le idee chiare sulle priorità di questa sessione di mercato: una profonda ristrutturazione che parte dalle fondamenta, concentrandosi con urgenza sui ruoli del portiere e del centravanti. Subito dopo viene il centrocampo, un reparto da sistemare sia per la gestione degli esuberi in rosa, sia per l’infortunio non grave, ma da non sottovalutare, di Khéphren Thuram. Secondo Tuttosport, proprio lo stop del francese ha spinto i dirigenti bianconeri, Carnevali e Massara, ad accelerare i contatti con George Atangana, agente di Franck Kessié appena sbarcato in Italia.

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L’obiettivo della Continassa è chiaro: bloccare l’ex milanista offrendogli un progetto importante per anticipare la concorrenza di Roma e Atalanta, rimaste finora sullo sfondo.

Le cifre dell’affare e il tetto salariale bianconero

Trattandosi di un parametro zero, Kessié ha inizialmente sparato alto, chiedendo un ingaggio superiore ai 5 milioni di euro a stagione. La Juventus ha risposto con una prima proposta da 3,5 milioni all’anno per tre anni, arricchita da un cospicuo bonus alla firma. Nonostante il rifiuto iniziale dell’entourage dell’ivoriano, i contatti tra le parti restano costruttivi.

Massara è pronto a ritoccare la proposta portandola a circa 4,5 milioni di euro a stagione (bonus inclusi) per un triennio. Si tratta di una soglia invalicabile per il club piemontese, specchio perfetto dei parametri economici utilizzati per i recenti rinnovi di contratto di Manuel Locatelli e Weston McKennie. Per favorire la fumata bianca ed evitare di alterare gli equilibri interni dello spogliatoio, la Juventus punta a far leva sul margine di manovra legato alle commissioni per l’agente.

Sorpasso su Goretzka e il gradimento di Spalletti

Nelle gerarchie di mercato della Juventus, Kessié ha definitivamente sorpassato Leon Goretzka — frenato da pretese economiche ancora più proibitive — e Nemanja Matić, ritenuto meno idoneo a ricoprire il ruolo di alter ego di Thuram a causa dei suoi quasi 38 anni.

Il centrocampista classe ’96 ha già espresso il desiderio di vestire la maglia bianconera e di mettersi a disposizione di Luciano Spalletti, che ha avuto modo di apprezzarne il rendimento e la tenuta atletica durante la recente Coppa del Mondo. Ora la palla passa definitivamente al giocatore, chiamato a decidere quanto sacrificarsi sotto l’aspetto economico pur di sposare il progetto juventino.

Il Napoli di Allegri prende forma: da Hojlund ai senatori, la tabella di marcia per il ritiro di Dimaro

Nasce il Napoli di Massimiliano Allegri: novità sui rientri di Hojlund e dei big nella tabella di marcia di Dimaro

Sorridente, biondissimo e reduce dalle vacanze alle Baleari: Rasmus Hojlund è sbarcato a Capodichino pronto a dare inizio alla sua seconda stagione in maglia azzurra. Massimiliano Allegri, che lo avrebbe voluto con sé già ai tempi del Milan, lo ha finalmente a disposizione fin dal primo giorno di ritiro per plasmare il nuovo Napoli. Oggi il centravanti danese varcherà i cancelli di Castel Volturno per unirsi al gruppo e iniziare a lavorare sul campo.

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Oggi arrivano i senatori, domani la partenza per il Trentino

Dopo il primo blocco di giocatori che ha inaugurato il raduno mercoledì — tra cui Meret, Beukema, Lucca, Lindstrom e i rientri dai prestiti come Cajuste — oggi tocca ai pezzi da novanta. Insieme a Hojlund sono attesi:

  • Il capitano Giovanni Di Lorenzo;
  • Stanislav Lobotka e André-Frank Zambo Anguissa;
  • Matteo Politano, Leonardo Spinazzola e Amir Rrahmani;
  • Il portiere Alisson Santos.

Una giornata intensa dedicata a visite mediche, test atletici e ai primi colloqui conoscitivi con Allegri e il suo staff. Già domani, venerdì, la squadra volerà a Verona per poi raggiungere in pullman la sede del ritiro di Dimaro Folgarida, dove rimarrà fino al 27 luglio. Il primo allenamento sul campo di Carciato è previsto per domani pomeriggio alle 17:30.

I reduci dal Mondiale attesi tra fine luglio e agosto

Il gruppo si completerà progressivamente con il rientro dei calciatori reduci dagli impegni della Coppa del Mondo. I primi ad aggregarsi, intorno al 27 luglio, saranno Mathias Olivera, Scott McTominay e Billy Gilmour (quest’ultimo da valutare dopo l’infortunio). Insieme a loro tornerà Noa Lang, di rientro dal prestito al Galatasaray dopo un Mondiale vissuto da comprimario con l’Olanda.

Gli ultimi a mettersi a disposizione di Allegri saranno i belgi Romelu Lukaku e Kevin De Bruyne. Entrambi i calciatori raggiungeranno i compagni direttamente nella seconda parte del ritiro a Castel di Sangro, il prossimo 5 agosto. Saranno settimane preziose per il tecnico toscano, atteso dal compito di valutare la rosa e stabilire le nuove gerarchie prima del via ufficiale alla stagione.

Spagna in estasi, Francia nel caos: la semifinale di Dallas apre una nuova era

Spagna e Francia hanno dato inizio ad una nuova era dopo la semifinale dei Mondiali 2026. La ricostruzione di quanto successo

La festa spagnola a Dallas è cominciata subito dopo il fischio finale, con i tifosi della Roja pronti a intonare cori beffardi al passaggio del pullman francese in uscita dallo stadio. La superiorità degli uomini di Luis De La Fuente è stata schiacciante, certificata dal controllo totale del gioco (51% di possesso palla e primo intervento di Unai Simón giunto solo all’81’ minuto) e da una straordinaria forza fisica, con il 56% dei duelli complessivi e il 68% di quelli aerei vinti dagli spagnoli.

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La nazionale iberica, imbattuta da ben 37 partite e con un solo gol subito nell’intero torneo, vola così in finale a 16 anni di distanza dallo storico trionfo del 2010. «Bisogna scegliere saggiamente i compagni di viaggio», ha commentato il ct De La Fuente, elogiando l’attitudine di un gruppo privo di personalismi. Le chiavi del successo risiedono nella crescita di Rodri a centrocampo e nel dinamismo di Dani Olmo, straordinario nel fare densità in mediana. Ne beneficia la fase difensiva: la Spagna concede appena 0,3 occasioni a partita, guidando la classifica mondiale delle retroguardie più solide.

Francia sotto shock: tensioni e il “piano passaporti” di Zizou

La Stampa scrive oggi che in Francia, la delusione per i 20,2 milioni di telespettatori è stata enorme, definita una vera e propria «doccia fredda» dalle istituzioni. La sconfitta ha purtroppo innescato anche gravi disordini sociali: il ministero dell’Interno ha registrato violenze urbane in ben 183 città, culminate in 342 controlli e 250 fermi da parte delle forze dell’ordine.

Mentre i francesi si preparano a disputare la finale per il terzo posto sabato, l’intero movimento si interroga sul flop. L’avventura di Didier Deschamps sembra ormai giunta al capolinea dopo 14 anni. Per la sua successione si fa sempre più imminente la panchina di Zinédine Zidane; secondo indiscrezioni, Zizou avrebbe già avviato in segreto il suo “piano passaporti”, contattando diversi calciatori con doppia cittadinanza per convincerli a scegliere la maglia dei Bleus.

I numeri della leggenda: l’Argentina e l’impatto di Lionel Messi. La mappa del capolavoro contro l’Inghilterra

L’impatto di Lionel Messi con l’Argentina contro l’Inghilterra è stato un capolavoro. I numeri della leggenda non lasciano dubbi

La leggenda di Lionel Messi continua a riscrivere la storia del calcio mondiale e dell’Argentina. I suoi numeri complessivi in nazionale descrivono una carriera che non ha eguali nella storia dell’Albiceleste:

  • 125 gol in 206 partite: Leo è il primatista assoluto sia di reti che di presenze con la maglia della propria nazionale.
  • 21 reti ai Mondiali: una firma d’autore impressa nella competizione più importante del pianeta.
  • 12 assist mondiali: un primato assoluto che lo vede svettare in cima alla classifica all-time, davanti a Diego Armando Maradona (fermo a 8 assist), Pierre Littbarski e il polacco Grzegorz Lato (entrambi a quota 7).
  • 3 finali mondiali: quella del 2026 rappresenta la sua terza finale iridata in carriera. Prima di questa edizione, c’erano state la finale del 2014 (persa contro la Germania) e quella del 2022 (vinta ai rigori contro la Francia).

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I dettagli della semifinale: la mappa statistica contro l’Inghilterra

Nell’epica semifinale vinta contro l’Inghilterra, la “Pulce” non ha trovato la via del gol, ma ha dominato la scena sul piano della manovra e della rifinitura. Pur registrando uno score di 0 reti con un valore di Expected Goals (xG) pari ad appena 0.01 (frutto di un solo tiro totale, per giunta respinto, e zero conclusioni nello specchio), Messi ha spaccato in due il match servendo ben 2 assist vincenti a fronte di un valore di assist previsti (xA) di 0.76.

Ecco la mappa statistica dettagliata della sua prestazione contro i Tre Leoni:

Distribuzione e fase offensiva

  • Precisione nei passaggi: ha completato con successo 43 passaggi su 54 tentati (pari all’80% di precisione complessiva).
  • Efficacia nella trequarti: ha mantenuto un’altissima efficacia nella metà campo avversaria, dove ha completato 35 passaggi precisi su 45 tentati (78%), mentre nella propria metà campo ha registrato un quasi perfetto 8/9 (89%).
  • Creatività: ha servito ben 4 passaggi chiave, creato 2 grandi occasioni da gol e completato 3 cross precisi su 9 tentativi, oltre a completare con successo 2 lanci lunghi su 4.

Dribbling e Duelli

  • Dribbling impressionanti: ha tentato ben 12 dribbling nel corso del match, superando l’avversario in ben 10 occasioni.
  • Duelli e falli: ha ingaggiato 21 duelli a terra vincendone ben 13, mentre ha perso l’unico duello aereo disputato. Ha inoltre subito 2 falli e non è mai stato superato in dribbling dagli avversari.
  • Volume di gioco e trasporto palla: ha toccato il pallone 96 volte commettendo solo 4 tocchi falliti, pur perdendo il possesso in 33 occasioni nel vivo delle giocate più rischiose.

Fase Difensiva

  • Ripiegamento: ha offerto 1 contributo difensivo, vincendo l’unico contrasto tentato e completando 2 recuperi palla, a fronte di un solo errore che ha portato a una conclusione avversaria.

Inchiesta arbitri, così Zazzaroni dopo l’archiviazione del caso Rocchi: «La giustizia italiana ha raggiunto abissi patologici. C’è una cosa che ho trovato disgustosa»

Ivan Zazzaroni ha scritto questo editoriale sul Corriere dello Sport dopo l’archiviazione del caso Rocchi. Le sue parole

Dopo l’archiviazione dell’inchiesta arbitri che ha visto tra gli indagati anche l’ormai ex designatore Gianluca Rocchi, Ivan Zazzaroni ha commentato così la vicenda nel suo editoriale sul Corriere dello Sport.

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PAROLE «La calunnia è un venticello, lo sputtanamento uno tsunami. Dopo Gino Girolimoni, Giuseppe Gulotta, Domenico Morrone, Lelio Luttazzi e Enzo Tortora, per l’inferno della diffamazione gratuita è passato anche Gianluca Rocchi. Non impariamo dagli errori commessi perché l’errore, come spiegava magistralmente Volontè in “Sbatti il mostro in prima pagina” di Bellocchio, è voluto: «Goebbels diceva nei suoi diari che le masse sono molto più primitive di quanto possiamo immaginare. […]

Che la giustizia italiana abbia raggiunto abissi patologici ce lo conferma l’ennesima piccola storia ignobile proveniente dalla cronache. I Pm che si occupano del caso Rocchi, come era ampiamente prevedile, hanno chiesto l’archiviazione: la procura di Milano ha valutato che non ci fossero gli elementi per rinviare a giudizio un professionista che dal 24 aprile, a poche ore dalla celebrazione della Liberazione – il destino si concede una battuta da stand up comedy – vive l’incubo dello sputtanamento globale, della perdita d’immagine e del ruolo. Del lavoro. Una vergogna che si aggiunge ad altri scempi, ma che l’accumulazione quotidiana di casi simili, non rende meno nauseante.

Fin dal primo giorno questo giornale ha assunto una posizione innocentista, ancor prima che garantista, derivata da una profonda conoscenza diretta di Rocchi. Il 25 aprile mi è bastata una domanda, una sola e inevitabile, per capire di essere dalla parte giusta: «Gianluca, se pensi di aver commesso qualcosa di grave ti prego di dirmelo, non posso permettere al Corriere di sbagliare». La risposta è stata netta: «Non ho mai favorito nessuno, non ho mai parlato al telefono con i dirigenti delle squadre, ma soltanto con i miei collaboratori diretti. Fa’ quello che ti senti e pensi sia meglio, io ho la coscienza a postissimo».

[…] Qualcuno ha vissuto la sua immediata autosospensione come una sorta di ammissione di colpa quando invece è stata esclusivamente un atto di responsabilità. C’è chi ne ha approfittato – una parte del mondo arbitrale – perché la situazione era propizia e altri (al peggio non c’è mai fine) hanno addirittura provato a spingerlo ancora più a fondo. Risultato: Rocchi ha capito con chi aveva avuto a che fare, ma non ha vinto. La camicia si è macchiata e non basterà mandarla in tintoria. C’è qualcuno che almeno, in un impeto di dignità, vuole offrirsi di pagare il conto?

PS. Il pm Ascione ha fatto il suo lavoro, giustamente. Di disgustoso ho trovato l’immediata condanna mediatica e il comportamento di alcuni soggetti ancora presenti nell’AIA».

Pirlo è la scelta di Maldini per la panchina dell’Italia: incontro in programma con Malagò, quando arriverà la decisione sul ct. E rispunta Buffon

Andrea Pirlo è stato scelto da Paolo Maldini per guidare la rinascita in panchina della Nazionale italiana. Tutti i dettagli

La ricerca del nuovo commissario tecnico per la Nazionale italiana è giunta a un momento di svolta decisivo. Non c’è ancora la fumata bianca ufficiale, ma il calcio azzurro ha finalmente un punto fermo da cui ripartire: Paolo Maldini, nel suo ruolo di direttore tecnico e presidente del Club Italia, ha indicato chiaramente Andrea Pirlo come il profilo ideale per guidare il nuovo ciclo della Nazionale secondo La Gazzetta dello Sport.

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Il piano di Maldini e il contatto con Malagò

In queste ore si susseguono colloqui fitti e contatti telefonici costanti tra Maldini, l’advisor azzurro Leonardo e Giovanni Malagò, presidente della FIGC dallo scorso 22 giugno. Maldini ha illustrato nel dettaglio i motivi che lo spingono a puntare sull’”architetto” del Mondiale 2006 per la complessa missione che conduce al Mondiale 2030.

Per l’ex capitano rossonero, Pirlo è da sempre un “visionario dai piedi per terra”, dotato della giusta dose di coraggio, intraprendenza e caratura internazionale. Nonostante un’esperienza d’esordio sulla panchina della Juventus priva di scudetto ma non fallimentare, e il successivo passaggio allo United FC di Dubai, Pirlo viene ritenuto l’uomo perfetto per avviare una rivoluzione silenziosa ma profonda.

Il ruolo di Malagò: tra Pirlo e la suggestione Mancini

La palla passa ora a Giovanni Malagò. Il numero uno della Federazione ha inaugurato una nuova era in cui la scelta del CT deve scaturire da una sintesi condivisa con i vertici dell’area tecnica, e non da una decisione solitaria dello stesso presidente.

Sebbene Malagò sia storicamente legato da profonda stima a Roberto Mancini (presente nella “shortlist” dei candidati insieme ad Antonio Conte), il presidente della FIGC ha accolto la proposta di Maldini. In agenda è già stato fissato un incontro tra Malagò e Pirlo per definire programmi e intesa. L’accordo si inserisce in una più ampia riorganizzazione che prevede anche la creazione di un “presidio” federale a Milano, nella sede della Lega Serie A, per agevolare il lavoro quotidiano dei direttori.

Fumata bianca a breve: spunta anche Gigi Buffon

I tempi stringono. La decisione definitiva sul nuovo commissario tecnico è attesa per l’inizio della prossima settimana, in coincidenza con l’Assemblea dei club di Serie A. Nel nuovo organigramma federale, volto a rilanciare il sistema Italia a partire dalla Nations League di settembre, potrebbe trovare spazio anche un’altra leggenda azzurra come Gigi Buffon. La scommessa Pirlo è pronta a partire, con l’obiettivo di riportare l’Italia nell’élite del calcio mondiale.

Pagelle Inghilterra Argentina: I Top e i Flop del match che porta l’Albiceleste in finale

Pagelle Inghilterra Argentina: i Top e i Flop dei protagonisti del match, valido per la semifinale dei Mondiali 2026

Pagelle Inghilterra Argentina: i Top e i Flop dei protagonisti del match, valido per la semifinale dei Mondiali 2026.

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A quarant’anni di distanza dal mitico scontro del 1986, l’Argentina piega l’Inghilterra in rimonta ad Atlanta al termine di una partita ad altissima tensione emotiva e agonistica. Sotto nella ripresa a causa del gol di Anthony Gordon, l’Albiceleste ribalta il match nel finale grazie alle reti di Enzo Fernández e Lautaro Martínez, imbeccati dalle magie di Lionel Messi.

Di seguito l’analisi dei protagonisti in positivo e in negativo della semifinale mondiale.Di seguito l’analisi dei protagonisti in positivo e in negativo della semifinale mondiale.

I TOP

Lionel Messi (Argentina): l’infinito assistman

Gioca una partita di intelligenza cerebrale superiore. Quando l’Argentina sembra con le spalle al muro, sale in cattedra e disegna calcio: prima serve a Enzo Fernández il pallone del pareggio, poi pennella sulla testa di Lautaro Martínez un cross con il contagiri per il 2-1 nel recupero (di destro, ma diteglielo che il suo piede debole è normale…). Con queste giocate tocca quota 12 assist in carriera ai Mondiali (di cui 10 nella fase a eliminazione diretta), migliorando ulteriormente il record assoluto nella storia della competizione.

Lautaro Martínez (Argentina): l’uomo del destino

Entra all’81’ per l’assalto finale di Scaloni e impiega una manciata di minuti per lasciare un segno indelebile nella storia del calcio argentino. Dopo aver visto il palo respingere un colpo di testa di Mac Allister, si avventa come un falco sul cross di Messi, anticipando la difesa inglese per depositare in rete il gol che vale la finale mondiale. Probabilmente è il gol più importante della sua carriera, ma c’è ancora la finale…

Anthony Gordon (Inghilterra): un lampo illusorio

Nel grigiore del piano tattico inglese, il neo acquisto del Barcellona è l’unico a pungere davvero. Trova la zampata del momentaneo 1-0 al 55′ con un inserimento perfetto su cross di Rogers. Viene poi sacrificato da Tuchel in nome di un assetto ultra-difensivo, una scelta che spegnerà l’attacco dei Tre Leoni.

I FLOP

Thomas Tuchel (Inghilterra): suicidio tattico

La gestione del vantaggio da parte del commissario tecnico inglese è gravemente insufficiente. Subito dopo la rete dell’1-0, la squadra arretra vistosamente il baricentro. Al 72′ decide di togliere l’autore del gol Gordon per inserire un difensore (Konsa), rinunciando completamente a giocare e consegnando di fatto il campo all’assedio finale dei ragazzi di Scaloni. 3-5-2, 4-5-1, tutti gli attaccanti nel disperato finale: e dire che lo si è visto prendere appunti sul suo taccuino…

Nahuel Molina (Argentina): distratto sul gol

La sua prestazione rischia di costare carissimo all’Albiceleste. Al 55′ si rende protagonista di una clamorosa dormita difensiva a centro area, lasciando sfilare il cross di Rogers e permettendo ad Anthony Gordon di colpire indisturbato da due passi alle spalle di Emiliano Martínez. Viene sostituito poco dopo.

John Stones (Inghilterra): cedimento nel finale

Insieme a tutto il reparto arretrato inglese, perde completamente le distanze nel caotico finale di gara. Nel secondo tempo soffre terribilmente la pressione argentina e, in pieno recupero, si fa sovrastare e battere sul tempo da Lautaro Martínez in occasione del gol che decide l’incontro.

Roma, Cristante pronto a rinnovare fino al 2028, mentre Mancini si legherà alla Roma fino al 2029

Roma, Cristante e Mancini verso il rinnovo: accordi quasi definiti e quadro completo sulle nuove durate contrattuali

La Roma continua a muoversi con decisione sul fronte dei rinnovi, consapevole che la stabilità del progetto tecnico passa anche dalla conferma dei propri leader.

In questo contesto si inseriscono le trattative ormai ai dettagli per Bryan Cristante e Gianluca Mancini, due dei pilastri più riconoscibili della rosa giallorossa. Entrambi sono a un passo dal prolungamento: per Cristante è pronto un accordo fino al 2028, mentre Mancini si legherà al club fino al 2029. Mancano soltanto le firme, ma la volontà comune è chiara e condivisa.

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La scelta della Roma non è casuale. Cristante e Mancini rappresentano due figure centrali non solo dal punto di vista tecnico, ma anche sotto il profilo della leadership interna. Il centrocampista è da anni uno dei giocatori più utilizzati, punto di riferimento per equilibrio, continuità e capacità di adattarsi a più ruoli.

Il difensore, invece, è diventato uno dei simboli della mentalità della squadra, leader emotivo e tecnico della retroguardia, oltre che voce autorevole nello spogliatoio.

Il doppio rinnovo si colloca nel percorso già tracciato dal club nelle ultime settimane, con la conferma di Paulo Dybala come primo tassello di una strategia più ampia. La dirigenza giallorossa sta infatti lavorando per consolidare l’ossatura della squadra, blindando i giocatori più rappresentativi e garantendo continuità a un progetto che punta a crescere senza perdere i propri riferimenti.

L’obiettivo è chiaro: costruire una Roma solida, riconoscibile e competitiva nel medio-lungo periodo, evitando di dover ripartire ogni estate da zero.

In un mercato sempre più dinamico e imprevedibile, la scelta di puntare sulla continuità assume un valore strategico. Cristante e Mancini incarnano lo spirito della Roma e la loro permanenza contribuisce a dare stabilità a un gruppo che vuole confermarsi ad alti livelli.

Con questi rinnovi, il club manda un segnale forte: il progetto non si basa solo sui nuovi acquisti, ma sulla valorizzazione e sulla conferma dei propri leader.

Inghilterra Argentina, la partita di Bellingham: il focus sulla prestazione del numero 10

Inghilterra Argentina, la partita di Bellingham: ecco l’analisi completa della prestazione del trequartista nella semifinale del Mondiale

Uno dei protagonisti di Inghilterra Argentina, la gara valida per la semifinale del Mondiale 2026, è senza dubbio Jude Bellingham. Ecco la sua prestazione odierna nel dettaglio.

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La partita di Bellingham

PRIMO TEMPO

Tuchel sceglie il 4-2-3-1, Bellingham è schierato sulla trequarti: vedremo stasera se farà la differenza come ai quarti con la Norvegia, quando ha segnato una doppietta. Dopo 70 secondi al primo tocco di palla viene spinto fallosamente alle spalle di Paredes, sembra quasi una provocazione per far capire la temperatura della partita. Ai primi scontri lui e Messi non se le mandano a dire, i nervi di entrambe le squadre sono evidenti. Al 9′ appoggio per Kane, non gli arriva però la palla per completare il triangolo. Al 14′ Jude va nella propria metà campo per entrare in azione. Al 16′ prova a ripartire e cerca di toccare di punta, tackle di Paredes su di lui assolutamente corretto. Al 22′ pestone sul piede di Mac Allister, intervento in ritardo. I non troppi palloni toccati nella metà campo avversaria finotra si limitano a sponde all’indietro. Al 32′ grande azione del madridista: vince di forza un contrasto, si muove in conduzione palla, punta verso la porta ed Enzo Fernandez lo atterra per un calcio di punizione solare. Due minuti dopo altro calcione al polpaccio da parte di Molina a ridosso dell’area. Al 43′ parte palla al piede circondato da maglie blu, andatura non veloce e Romero gli sradica la sfera. Al 45′ spinta alle spalle di Alvarez, il 10 cade e l’arbitro non interviene. Al riposo sullo 0-0: in una gara più di calci che di calcio, nessuno emerge, tanto meno una raffinato come Bellingham.

SECONDO TEMPO

La sua ripresa inizia andando a chiudere su Messi che lo sfida in area di rigore e viene trascinato fuori. Bravissimo al 51′ a far sfilare la palla e a costringere Romero a una vistosa trattenuta con annessa ammonizione. Al 54′ disimpegno nella propria area, non pulitissimo, l’Argentina può così continuare a manovrare. Al 66′ anticipo a centrocampo, ma tocco troppo precipitoso: in una gara difensiva dopo il vantaggio di Gordon, Bellingham non sta toccando molti palloni. Al 74′ perde palla, Enzo Fernandez se lo mangia e va via. Con le sostituzioni di Tuchel, Bellingham si mette a fare le seconda punta con Kane. Assedio dell’Argentina, Jude fornisce il suo contributo nel gioco aereo per allontanare il pallone, l’Inghilterra non si alza proprio più. Cambia ancora modulo, 5-4-1 negli ultimi 10 minuti, Bellingham fa il centrocampista. La rete dell’1-1 di Enzo Fernandez punisce un atteggiamento dell’Inghilterra troppo difensivo, Bellingham osserva sconsolato. Al primo di recupero prova a far salire la squadra e in tre lo vanno a inseguire: da qui parte la lunga azione che porta al palo di Enzo Fernandez e poi al colpo di testa del 2-1 di Lautaro. Minuti finali: entra Toney, va a parlare proprio a Jude. Fallo di Bellingham su Messi nelle ultime battute, a chiusura di una sfida deludente, nella quale l’Inghilterra si è vista passare dalla vittoria alla sconfitta. Il numero 10 ha toccato 40 palloni, un solo,dribbling riuscito, non è mai andato alla conclusione e ha picchiato ed è stato picchiato: 3 falli fatti, 4 quelli subiti. Solita grande precisione nei passaggi (90%), ma nessun acuto davvero significativo in una gara con troppa poca Inghilterra davanti.

Moviola Inghilterra Argentina: gli episodi dubbi del match diretto da Ismai Elfath

Moviola Inghilterra Argentina: gli episodi dubbi del match, valido per la semifinale dei Mondiali 2026

La moviola di Inghilterra Argentina, con gli episodi dubbi della sfida valida per la semifinale dei Mondiali 2026. Arbitro dell’incontro Ismail Elfath.

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PRIMO TEMPO

Diversi contatti già dai primi secondi e non sono trascorsi ancora 3 minuti che già si accende un principio di rissa, l’innesco è stato Enzo Fernandez con un intervento su Anderson. Evidente da subito che sui corner le trattenute sono tante. Molti falli nei primi 10 minuti, le due squadre non mollano un pallone, non lo lasciano mai giocare senza andare in aggressione. Scontro tra Rogers e Lisandro Martinez a palla lontana, davvero difficile dirigere l’incontro: Elfath va a parlare a Paredes, uno dei più esaltati in questo inizio. Primo fuorigioco del match al 14′, è di Simeone. Sono 7 i falli nei primi 10 minuti: è record in una gara del Mondiale! Step on foot di Bellingham su Mac Allister, l’arbitro non estrae il giallo perché non particolarmente violento. Nonostante le raccomandazioni preventive di Elfath, sul corner dell’Argentina c’è una carica su Pickford. Dopo la pausa di primo tempo non cambia il tono agonistico, non sempre Elfath interviene. Applauso ironico di Tuchel all’indirizzo dell’arbitro quando fischia una punizione a Bellingham, sottolineando che è la prima volta che punisce una scorrettezza argentina. Finalmente arriva un giallo al 37′ quando Messi va via di forza e all’ennesimo dribbling riceve uno sgambetto di Anderson. Cinque minuti dopo arriva il cartellino anche per un argentino: il reo è Lisandro Martinez che trattiene per la maglia Rogers all’inizio di una ripartenza. Abbastanza incredibile che nonostante i tanti fischi siano solo 3 i minuti di recupero, quelli canonici della pausa di metà tempo. Gioco pericoloso di Paredes, la panchina britannica chiede molto di più di un semplice fischio. Si va all’intervallo con una quota molto alta di falli, 19, e un’Argentina più scorretta (12 a 7).

SECONDO TEMPO

Il calcio d’inizio viene battuto due volte per un’infrazione. Il primo ammonito della ripresa è Romero al 51′, colpevole di trattenere Bellingham che se ne stava andando via a centrocampo. Dopo il vantaggio inglese, Spence fa un grande tackle in area su Simeone lanciato a rete, palla piena, salvato un gol regolarmente con un intervento tempestivo. Gara meno scorbutica rispetto alla prima frazione, il risultato sbloccato induce l’Argentina a cercare la rimonta e ci sono meno palle contese. Occasione per Nico Gonzalez di testa su lancio Messi, segnalato un offside che sarebbe stato da valutare in caso di gol. Sul gol dell’1-1, valutata la posizione di Messi che offre il passaggio a Enzo Fernandez, tutto assolutmente regolare. Rimane a terra Stones dopo un colpo di testa senza alcun contatto con avversari. Extra-time molto lungo: 9 minuti. Dopo il 2-1 De Paul riceve un cartellino prima ancora della ripresa del gioco. Gol, esultanza e cambi allungano il recupero. Scintille dopo un fallo di Bellingham su Messi. La gara si chiude al minuto 101. Sfida dura: 11 i falli dell’Inghilterra, 4 in più quelli della squadra che ha conquistato la finale.

Inchiesta arbitri, l’avvocato di Rocchi svela: «L’ho sentito ed è molto contento, il costo che ha dovuto pagare è stato pesante»

Caso arbitri, il legale di Rocchi: «L’ho sentito ed è molto contento, il costo che ha dovuto pagare è stato pesante»

La richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura di Milano segna un passaggio decisivo nell’indagine sui presunti condizionamenti nelle designazioni arbitrali a favore dell’Inter.

A commentare la situazione è l’avvocato Antonio D’Avirro, legale di Gianluca Rocchi, che ha espresso soddisfazione per l’evoluzione del caso e per la rapidità con cui si è arrivati a una conclusione. “L’ho sentito ed è molto contento, ora valuteremo cosa fare. Domani lo vedrò e ne parleremo per bene. Fortunatamente si è risolto tutto in tempi brevi, anche se il costo che ha dovuto pagare Rocchi è stato pesante. Perché quando è esplosa la cosa si parlava più di lui che di Trump”.

D’Avirro ha poi analizzato il quadro emerso dopo l’interrogatorio di Rocchi, avvenuto circa dieci giorni fa, sottolineando come le risposte fornite dal designatore arbitrale abbiano contribuito a chiarire ogni contestazione. “Il commento è positivo, dopo l’interrogatorio di Rocchi una decina di giorni fa avevo ricavato una impressione favorevole perché aveva risposto puntualmente a tutte le contestazioni che gli erano state mosse e che aveva giustificato.

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Nel corso dello stesso interrogatorio gli elementi dell’accusa consistevano nel fatto che avrebbe ricevuto dei condizionamenti, ma ha dimostrato che le scelte arbitrali sono sempre state fatte in piena autonomia e che non aveva mai subito alcun condizionamento da parte di nessuno”.

Parallelamente, resta aperto il filone relativo alle cosiddette “bussate”, trasferito alla Procura di Monza. D’Avirro ha espresso dubbi sulla possibilità che tali episodi possano configurare una frode sportiva. “Le ‘bussate’ non capisco come possano integrare una frode sportiva, erano finalizzate a correggere un grave errore in cui era incorso l’arbitro e non certo ad alterare il risultato della gara. Giuridicamente non vedo come possa profilarsi una frode sportiva”.

Infine, l’avvocato ha affrontato il tema della giustizia sportiva e dei possibili sviluppi in ambito federale. “Vediamo, probabilmente saranno trasmessi gli atti alla Procura federale, ma quello che era il fatto grave e contestato come frode sportiva, che avrebbe potuto dar luogo a una contestazione di illecito sportivo, mi sembra sia caduto pacificamente”.

Mondiale 2026, l’orario di Inghilterra-Argentina è un «abomino»: FIFA accusata di favorire gli europei

Polemiche negli Stati Uniti per i match alle 15:00: tifosi dei paesi ospitanti costretti a saltare le semifinali per il lavoro

La febbre del Mondiale ha travolto gli Stati Uniti in questa straordinaria estate calcistica, ma moltissimi appassionati rischiano di perdersi la supersfida di mercoledì tra Inghilterra e Argentina. Il fischio d’inizio della semifinale è infatti fissato per le 15:00 del fuso orario della costa est (le 12:00 nel fuso del Pacifico), una collocazione temporale lontana dai blocchi di prima serata e che coincide con il pieno orario scolastico e lavorativo sul territorio americano.

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La decisione ha scatenato fortissime polemiche. Master Tesfatsion, noto conduttore di talkSPORT, ha definito la gestione del calendario una vera e propria «offesa» per gli appassionati dei paesi organizzatori. Durante la trasmissione The S Word*, Tesfatsion ha espresso senza giri di parole tutta la sua frustrazione: «Avere semifinali del calibro di Inghilterra-Argentina e Francia-Spagna rappresenta lo scenario migliore che si potesse desiderare. Il problema è che nei paesi ospitanti queste partite si giocano alle 15:00 di martedì e mercoledì. È un abominio che dimostra come si continui a privilegiare i tifosi europei e i loro fusi orari, ignorando lo straordinario sforzo organizzativo compiuto da Canada, Messico e Stati Uniti. La maggior parte delle persone dovrà seguire i match al lavoro o prendere un permesso a metà giornata. È una scelta semplicemente ridicola».

La replica e il record di ascolti a rischio

Il torneo nordamericano ha finora registrato ascolti record per l’emittente Fox Sports. Tuttavia, la scelta di posizionare le semifinali nel primo pomeriggio — con la Spagna che martedì ha già superato la Francia nel primo dei due confronti — rischia di raffreddare l’entusiasmo in vista della finalissima di domenica.

Di fronte alle obiezioni del co-conduttore Will Gavin, il quale ha ricordato che questi orari garantiscono la prima serata in Europa e massimizzano l’audience globale di miliardi di spettatori, Tesfatsion ha ribattuto sottolineando come i tifosi europei, compresi quelli inglesi, non abbiano avuto problemi ad adattarsi a partite trasmesse a notte fonda nelle prime fasi del torneo.

Calciomercato Bologna, si guarda in Spagna per rinforzare la fascia: accelerata per Alhassane del Real Oviedo!

Calciomercato Bologna, Alhassane del Real Oviedo è il nuovo obiettivo del club rossoblù per la fascia. Chi è e i dettagli dell’affare

Il Bologna accelera sul mercato e guarda con estrema attenzione in terra iberica per rinforzare il proprio pacchetto arretrato. La dirigenza rossoblù, da tempo a caccia di un tassello affidabile per la corsia mancina, ha messo nel mirino Rahim Alhassane, promettente terzino sinistro classe 2002 di proprietà del Real Oviedo. Il club emiliano vuole regalare un profilo fresco ed esplosivo sulla fascia da mettere subito a disposizione del proprio scacchiere tattico.

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Dalla Spagna: affare alle battute finali

Nelle ultime ore, le indiscrezioni provenienti dalla penisola iberica hanno acceso i riflettori sulla trattativa. Secondo quanto riportato dal giornalista Pablo Fernandez sulle colonne de La Voz de Asturias, l’operazione per il trasferimento del difensore in Italia sarebbe addirittura già entrata nella fase finale.

I media spagnoli descrivono uno scenario particolarmente avanzato, suggerendo che il passaggio del giovane laterale difensivo al Bologna potrebbe essere definito in tempi brevi. La prospettiva di sbarcare in Serie A e di misurarsi con un campionato tattico e competitivo come quello italiano esercita un forte fascino sul classe 2002, pronto a compiere il definitivo salto di qualità per la propria carriera.

La realtà filtrata dall’Italia: interesse concreto ma nessun accordo

Nonostante l’ottimismo che rimbalza dalla penisola iberica, l’ambiente rossoblù predica una comprensibile calma. Secondo Gianluca Di Marzio, infatti, l’affare non è ancora definito.

Se è vero che l’interesse del Bologna è concreto e che il profilo di Alhassane rappresenta un obiettivo prioritario per occupare la fascia sinistra, è altrettanto vero che la diplomazia tra i due club è ancora nel pieno dei lavori. Tra la dirigenza emiliana e quella del Real Oviedo serve ancora limare la forbice per smussare gli angoli e raggiungere l’intesa definitiva su ogni aspetto contrattuale e logistico.

Il nodo economico: ballano le cifre del cartellino

L’ostacolo principale per arrivare alla tanto attesa fumata bianca è legato alla valutazione economica del cartellino. Dalla Spagna si parla con insistenza di un’operazione impostata su una cifra vicina ai 4 milioni di euro.

Una valutazione che la società emiliana giudica leggermente elevata per i propri parametri attuali. La dirigenza guidata dall’area tecnica intende infatti negoziare per chiudere per cifre inferiori, facendo leva sulla volontà del calciatore e puntando a limare la parte fissa inserendo una serie di bonus legati alle prestazioni. Le trattative proseguiranno serrate nei prossimi giorni.

Chi è John Kennedy, nuovo obiettivo della Lazio per rinforzare l’attacco di Sarri. La sua storia e l’identikit tecnico

Chi è John Kennedy, la storia e l’identikit tecnico del nuovo obiettivo della Lazio. Quello che c’è da sapere

La Lazio guarda con grande interesse al mercato sudamericano per rimodellare il proprio attacco. Nelle ultime ore – secondo Di Marzio – sono stati registrati i primi contatti tra il club biancoceleste e l’entourage di John Kennedy, talentuoso attaccante classe 2002 di proprietà del Fluminense. Ma chi è davvero questo giovane calciatore che sta accendendo i radar di mercato della Capitale?

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L’eroe della Copa Libertadores 2023

Nato a Itaúna nel maggio del 2002, John Kennedy Batista de Souza è già una leggenda vivente per i tifosi del Tricolor Carioca. Il suo nome rimarrà per sempre impresso nella storia del Fluminense grazie alla notte magica del 4 novembre 2023: subentrato dalla panchina nella finale di Copa Libertadores contro il Boca Juniors, ha siglato nei tempi supplementari il gol del definitivo 2-1 con una splendida conclusione al volo, regalando al club di Rio de Janeiro il primo storico trofeo continentale della sua storia. È un calciatore che ama i grandi palcoscenici e che sa esaltarsi nelle sfide da “dentro o fuori”.

Caratteristiche tecniche: velocità e imprevedibilità

Dal punto di vista tattico, John Kennedy incarna l’archetipo dell’attaccante moderno, rapido e letale negli spazi:

  • Duttilità tattica: Pur nascendo come punta centrale, la sua straordinaria mobilità gli permette di svariare su tutto il fronte offensivo, agendo con efficacia anche da seconda punta o da esterno d’attacco.
  • Esplosività fisica: Dotato di un’accelerazione palla al piede fulminea, è un profilo micidiale in contropiede e vanta un ottimo dribbling nello stretto.
  • Fiuto del gol: Ha una spiccata facilità di calcio con entrambi i piedi e una freddezza sotto porta fuori dal comune per la sua età.

Talento e temperamento: una scommessa da top club

Come per molti giovani talenti brasiliani, la crescita di John Kennedy è stata accompagnata da un carattere esuberante e da qualche intemperanza extra-campo che ne ha talvolta rallentato la continuità. Proprio per questo, il trasferimento in Europa potrebbe rappresentare la svolta definitiva per la sua maturazione. Per la Lazio, l’acquisto di questo gioiello rappresenterebbe una scommessa affascinante e un investimento di altissimo profilo per il presente e per il futuro.

Calciomercato Atalanta, si sblocca l’affare Alajbegovic: c’è il sì del trequartista bosniaco. Cosa manca per la fumata bianca finale

Calciomercato Atalanta, Alajbegovic sempre più vicino alla Dea: cosa manca prima del suo arrivo in Italia

L’Atalanta accelera sul fronte del calciomercato e si prepara a regalare il primo grande squillo della nuova era tecnica guidata da Maurizio Sarri. La dirigenza bergamasca è infatti sempre più vicina a chiudere l’accordo per l’acquisto di Alajbegovic, talentuoso trequartista bosniaco individuato come il profilo perfetto per innalzare il tasso di fantasia e qualità della trequarti nerazzurra. La trattativa ha subito un’impennata decisiva nelle ultime ore, portando l’affare alle sue battute finali secondo Gianluca Di Marzio.

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C’è il sì del giocatore: la trattativa entra nel vivo

Il primo fondamentale tassello dell’operazione è stato posizionato con successo: Alajbegovic ha dato il suo ok definitivo al trasferimento a Bergamo. Affascinato dal progetto tecnico della Dea e dalla prospettiva di lavorare sotto la guida tattica di un maestro di calcio come Sarri, il classe 2005 ha espresso la ferma volontà di vestire la maglia nerazzurra nella prossima stagione, accantonando con decisione altre possibili destinazioni europee.

Risolto positivamente il fronte legato alle volontà del calciatore, l’attenzione della dirigenza si sposta adesso sui tavoli della diplomazia societaria. L’Atalanta e il club detentore del cartellino sono in continuo contatto per cercare di assottigliare le distanze e infine assottigliare la forbice sulle cifre dell’operazione. C’è grande ottimismo tra gli addetti ai lavori: la sensazione diffusa è che l’accordo economico possa essere trovato a breve, grazie alla flessibilità mostrata dalle parti nelle ultime ore di serrata negoziazione.

Il primo innesto offensivo per il gioco di Maurizio Sarri

La dirigenza dell’Atalanta sta lavorando senza sosta, avanzando a oltranza con l’obiettivo di consegnare il prima possibile a Maurizio Sarri il primo acquisto della sua era orobica.

Le caratteristiche tecniche di Alajbegovic si sposano alla perfezione con i rigidi ma spettacolari principi tattici del tecnico toscano:

  • Rapidità nello stretto e doti di palleggio eccellenti in fase di transizione;
  • Visione di gioco sopraffina, ideale per velocizzare la manovra offensiva a un solo tocco;
  • Duttilità tattica, potendo agire sia sulla linea dei trequartisti sia come esterno d’attacco a piede invertito.

Con questo colpo di prospettiva ma dall’impatto immediato, il club bergamasco conferma la propria filosofia sul mercato: scovare i migliori talenti internazionali e inserirli in un contesto organizzato per valorizzarne al massimo il potenziale tecnico ed economico.

Tempesta sulla FIFA: la Germania volta le spalle a Infantino, cresce il dissenso per il caso Balogun

La Germania volta le spalle a Infantino, dissenso in aumento per il caso Balogun. La ricostruzione di quanto sta succedendo

Il consenso attorno a Gianni Infantino vacilla vistosamente. Il presidente della FIFA si trova ad affrontare un malumore crescente che si propaga su più fronti, culminato con la clamorosa decisione della Federcalcio tedesca (DFB) di non appoggiare la sua ricandidatura in vista delle elezioni del 2027.

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Lo strappo della DFB e il caso della telefonata di Trump

Secondo quanto rivelato dalla BILD, a far precipitare i rapporti tra la Germania e il numero uno di Zurigo è stato il controverso caso Folarin Balogun. L’attaccante degli Stati Uniti, espulso contro la Bosnia, ha beneficiato di una squalifica sospesa con la condizionale che gli ha permesso di sfidare il Belgio. La decisione è giunta a seguito di una telefonata tra il presidente USA Donald Trump e lo stesso Infantino. Nonostante quest’ultimo abbia difeso l’indipendenza degli organi disciplinari della federazione internazionale, l’episodio ha sollevato forti dubbi sull’autonomia decisionale della FIFA.

Questo scenario ha spinto il presidente della DFB, Bernd Neuendorf, a compiere un netto gesto di dissenso. Durante i Mondiali, il direttore FIFA per l’Europa, Elkhan Mammadov, ha contattato le 16 federazioni europee partecipanti per chiedere di firmare una lettera di sostegno preventivo a Infantino per il Congresso del 18 marzo 2027 a Rabat. Neuendorf si è rifiutato e, sulla scia del caso Balogun, anche altre federazioni starebbero riconsiderando la propria firma. Nonostante lo scetticismo europeo, tuttavia, la rielezione di Infantino non sembra a rischio grazie al solido blocco di voti di Asia, Africa e Sud America.

Il fronte politico: l’esposto al CIO e il legame con la Casa Bianca

I problemi per la governance della FIFA si estendono anche al Comitato Olimpico Internazionale (CIO). L’organizzazione britannica per i diritti umani FairSquare ha infatti presentato un reclamo formale contro Infantino, accusandolo di aver violato le norme sulla neutralità politica.

Sotto i riflettori ci sono i rapporti sempre più stretti con Trump, a cui è stato conferito il contestato Premio FIFA per la Pace, e l’adesione al nuovo Consiglio per la Pace voluto dalla Casa Bianca. La presidente del CIO Kirsty Coventry ha già manifestato l’intenzione di approfondire il dossier, un’indagine che rischia di rappresentare l’ostacolo più insidioso per la leadership di Infantino.

Fischi negli stadi e la protesta contro i biglietti dinamici

A completare il quadro c’è il drastico calo di popolarità tra i tifosi. Durante le partite del torneo iridato, le inquadrature di Infantino sui maxischermi – come avvenuto nel corso di Francia-Spagna – sono state sistematicamente sommerse dai fischi del pubblico. Una contestazione alimentata non solo dalle vicende politiche, ma anche dalla discussa introduzione dei prezzi dinamici per i biglietti, una politica tariffaria della FIFA fortemente criticata dagli appassionati di tutto il mondo.

Liberali al Como, è ufficiale: firma fino al 2031 per il talento classe 2007

Liberali al Como, è stata ufficializzata la firma fino al 2031 del classe 2007. Comunicato ufficiale e prime parole

Il Como guarda con decisione al futuro e mette a segno un importantissimo colpo in prospettiva per il proprio reparto offensivo. Il club lariano ha infatti annunciato ufficialmente il raggiungimento di un accordo per l’ingaggio a titolo definitivo del promettente centrocampista offensivo Mattia Liberali. Il giovane talento italiano ha firmato un contratto a lungo termine che lo legherà ai colori azzurri fino al 2031, a testimonianza della grande fiducia che la società ripone nelle sue doti tecniche.

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Il percorso di Liberali: dal vivaio del Milan alla consacrazione

Nato nel 2007, Liberali è considerato uno dei profili più interessanti della sua generazione. Cresciuto calcisticamente nel prestigioso settore giovanile del Milan, il fantasista ha successivamente vissuto una tappa fondamentale per la sua maturazione tra i professionisti con la maglia del Catanzaro.

In Calabria, nella passata stagione, il classe 2007 ha messo in mostra tutto il proprio repertorio collezionando 24 presenze, impreziosite da tre gol e quattro assist. Dotato di grande tecnica individuale e spiccata creatività, Liberali vanta già una solida esperienza internazionale a livello giovanile: ha infatti compiuto l’intera trafila delle Nazionali giovanili azzurre, partecipando di recente anche all’Europeo Under 19 con l’Italia.

Le parole di Cesc Fàbregas

L’allenatore dei lariani, Cesc Fàbregas, ha espresso enorme soddisfazione per l’arrivo del fantasista, delineando le caratteristiche che lo rendono ideale per la sua idea di calcio:

“Mattia è un calciatore creativo con eccellenti doti tecniche e sicurezza in fase di possesso. Lavora bene giocando negli spazi stretti, crea occasioni e contribuisce nell’ultimo terzo di campo. Crediamo che le sue qualità siano perfette per il nostro sistema, lavoreremo per far proseguire il suo percorso di crescita”.

L’entusiasmo del giocatore: l’obiettivo è crescere al Sinigaglia

Anche per lo stesso Mattia Liberali l’approdo in riva al lago rappresenta una tappa stimolante e ricca di fascino per la propria carriera calcistica. Il neo acquisto azzurro ha commentato così l’inizio di questa nuova avventura:

“È una grande emozione poter iniziare il mio percorso al Como. Ho tanta voglia di crescere e migliorare e in questo ho trovato tanti punti in comune con il club. Inoltre ho parlato con il mister e la filosofia di gioco penso sia perfetta per me. Non vedo l’ora di scendere in campo al Sinigaglia e conoscere i tifosi”

Real Madrid, clamoroso Olise: vuole i Blancos in estate, asse caldo col Bayern Monaco. L’indiscrezione scuote il mercato!

Real Madrid, l’indiscrezione su Michael Olise scuote il mercato! Vuole trasferirsi nei Blancos, cosa sta succedendo

Il calciomercato estivo si accende con una clamorosa indiscrezione che promette di infiammare le prossime settimane e ridisegnare gli equilibri del calcio europeo. Al centro dei riflettori c’è Michael Olise, stella della Nazionale francese e del Bayern Monaco, il quale avrebbe espresso una chiara e netta preferenza per il proprio futuro immediato: il fantasista vuole unirsi al Real Madrid quest’estate secondo Santi Aouna di Footmercato.

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L’esterno offensivo ritiene che il club spagnolo rappresenti il palcoscenico perfetto per continuare la sua crescita professionale e consacrarsi definitivamente nell’élite del calcio mondiale. Dal canto suo, la dirigenza del Real Madrid è pronta a fare follie e desidera realizzare un trasferimento record pur di assicurarsi le prestazioni del talento transalpino, aggiungendo un altro tassello di valore assoluto a una rosa già stellare.

Il doppio binario del Bayern Monaco: inattaccabile ma non troppo

La situazione in casa tedesca è tuttavia complessa e caratterizzata da strategie parallele. La posizione ufficiale del Bayern Monaco al momento è di assoluta chiusura: per la dirigenza bavarese, infatti, Olise è incedibile. Dietro la facciata di fermezza mostrata ai media, però, la realtà di mercato si rivela molto più sfumata e pragmatica.

Se da un lato i vertici del club tedesco vorrebbero blindare il proprio gioiello e spingono per prolungare il suo contratto in scadenza, dall’altro si stanno muovendo cautelativamente dietro le quinte. Per non farsi trovare impreparati di fronte a un’eventuale rottura o a un’offerta irrinunciabile da parte dei Blancos, i bavaresi hanno parallelamente già preso contatti con i possibili sostituti nel corso di questa sessione di mercato.

Il vertice decisivo dopo la Coppa del Mondo

Il destino del forte esterno offensivo francese non si deciderà comunque in tempi brevissimi. Bisognerà attendere ancora qualche settimana prima di assistere alla stretta finale di questa intrigante soap opera di mercato.

Secondo quanto appreso da fonti vicine all’entourage del giocatore, Olise discuterà con i suoi dirigenti dopo la Coppa del Mondo. Sarà solo al termine della prestigiosa manifestazione iridata che le parti si siederanno ufficialmente attorno a un tavolo per fare chiarezza. In quella sede, il calciatore esporrà la propria volontà di trasferirsi in Spagna, costringendo il Bayern Monaco a prendere una decisione definitiva tra la permanenza forzata e una cessione a cifre stratosferiche.

L’Al Hilal ci prova su Lucumì: il Bologna resiste, mentre la Juventus si interroga

L’Al Hilal rilancia su Lucumì: il Bologna prende tempo, mentre la Juventus valuta se poter davvero competere con la potenza economica araba

Il mercato dei difensori centrali si arricchisce di un nuovo scenario attorno a Jhon Lucumì, protagonista di una stagione di altissimo livello con il Bologna e già nel mirino di diversi club europei. Juventus e Inter avevano mosso i primi passi nelle scorse settimane, valutando il colombiano come rinforzo ideale per elevare la qualità dei rispettivi reparti arretrati. Nelle ultime ore, però, è emerso un inserimento pesante: l’Al Hilal, forte di una disponibilità economica superiore, ha manifestato un interesse concreto, come riportato da Gianluigi Longari.

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Il Bologna, consapevole del valore del giocatore e delle ottime prestazioni offerte anche ai Mondiali con la Colombia, ha scelto una strategia attendista. L’obiettivo è massimizzare la cessione, evitando di svendere uno dei pilastri della difesa in vista della prossima stagione. La presenza dell’Al Hilal complica i piani dei club italiani: il club saudita può presentare offerte capaci di far vacillare sia le richieste della dirigenza rossoblù sia la volontà del calciatore, attratto dalla possibilità di un contratto economicamente molto vantaggioso.

La Juventus continua a monitorare la situazione con pazienza, pronta a inserirsi solo se si creeranno le condizioni ideali per un’operazione sostenibile dal punto di vista tecnico e finanziario. L’Inter, che considera Lucumì un profilo perfetto per ampliare le rotazioni difensive, osserva con attenzione l’evoluzione del quadro, consapevole che la concorrenza internazionale potrebbe cambiare le dinamiche del mercato.

La vicenda resta in costante divenire. La capacità di Lucumì di garantire solidità, letture difensive e continuità lo rende un profilo appetibile per qualsiasi progetto ambizioso. Le prossime settimane saranno decisive: la forza economica dei club esteri e la strategia del Bologna si intrecceranno in un mercato sempre più globale, dove ogni dettaglio può determinare il futuro di uno dei difensori più richiesti della Serie A.

Aubameyang torna in Spagna: accordo ai dettagli con il Deportivo A Coruna, pronto a rilanciarsi in Liga

Aubameyang torna in Spagna: accordo in chiusura con il Deportivo La Coruña, il Dépor punta sull’ex Barça per il rilancio in Liga

Pierre-Emerick Aubameyang è pronto a tornare in Spagna. Dopo l’esperienza al Barcellona, l’attaccante gabonese giocherà nuovamente in Liga, questa volta con la maglia del Deportivo La Coruña, storico club appena tornato nel massimo campionato dopo anni complessi e una risalita che ha riportato entusiasmo in Galizia. Per il Dépor si tratta di un colpo di grande visibilità, utile a dare peso internazionale a una rosa che dovrà misurarsi con un livello competitivo altissimo.

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Secondo quanto riportato da Footmercato e rilanciato da Matteo Moretto, Aubameyang si trasferisce al Deportivo per 1,5 milioni di euro a titolo definitivo. In squadra troverà Lorenzo Amatucci, centrocampista italiano acquistato pochi giorni fa dalla Fiorentina per 2,5 milioni dopo il prestito positivo al Las Palmas: un innesto che testimonia la volontà del club di costruire un gruppo giovane ma con elementi di esperienza e personalità.

La stagione appena conclusa con il Marsiglia conferma che Aubameyang è ancora un giocatore capace di incidere. Nel 2025/26 ha chiuso con una “doppia doppia” in tutte le competizioni: 14 gol e 10 assist in 41 partite, numeri che lo hanno reso uno dei riferimenti offensivi dell’OM. In Ligue 1 ha registrato 10 reti e 6 assist in 30 gare, mantenendo una continuità di rendimento che ha convinto il Deportivo a puntare su di lui per guidare l’attacco nella stagione del ritorno in Liga.

Il trasferimento rappresenta un’opportunità per entrambe le parti: Aubameyang ritrova un campionato che conosce bene e un contesto dove può essere leader tecnico e carismatico; il Deportivo, invece, aggiunge alla propria rosa un giocatore di livello internazionale, capace di portare gol, esperienza e un’identità offensiva chiara.

Udinese, summit con l’agente di Zaniolo: Milan e Juve osservano pronte a inserirsi

Udinese, summit tra l’agente di Zaniolo e Pozzo: tensioni sul contratto e futuro in bilico mentre Milan e Juve pronte a intervenire

L’incertezza tra Nicolò Zaniolo e Udinese non accenna a placarsi. Quello che sembrava un capitolo chiuso dopo il riscatto dal Galatasaray si è trasformato in un nuovo caso, questa volta legato ai dettagli economici del contratto firmato dall’attaccante.

Al centro della disputa c’è la struttura dell’accordo: l’ingaggio previsto, pari a 1,8 milioni di euro a stagione, include una parte variabile di circa 300 mila euro legata al raggiungimento di specifici bonus. Proprio l’analisi di queste clausole avrebbe fatto esplodere la tensione, con Zaniolo irritato per alcune condizioni che ritiene non coerenti con quanto pattuito inizialmente.

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La situazione ha riaperto un fronte inatteso in casa Udinese, che pensava di aver blindato l’attaccante dopo l’operazione con il Galatasaray. Invece, il nodo economico rischia di diventare un caso di mercato, con il club friulano chiamato a gestire un giocatore scontento e un contratto che necessita di chiarimenti. La frattura, al momento, non sembra insanabile, ma il clima è tutt’altro che sereno e il futuro di Zaniolo torna improvvisamente in bilico.

In questo contesto, Milan e Juventus osservano con attenzione. Entrambe le società hanno già manifestato interesse in passato e ora restano alla finestra, pronte a intervenire qualora la situazione dovesse precipitare. Per i rossoneri, Zaniolo rappresenterebbe un profilo utile per aumentare la qualità offensiva; per i bianconeri, un’opportunità di mercato da valutare in relazione alle strategie sul reparto avanzato.

Il caso Zaniolo, dunque, è tutt’altro che chiuso. Udinese e giocatore dovranno trovare un punto d’incontro, ma il mercato è pronto ad approfittare di ogni crepa. E la sensazione è che la vicenda possa ancora riservare sviluppi significativi.


Real Madrid, 138 milioni senza toccare i big: la strategia dei blancos alimenta il mercato

Real Madrid, 138 milioni senza cessioni eccellenti: la cantera diventa il motore del calciomercato attuale

Il Real Madrid continua a rappresentare uno dei modelli più virtuosi del calcio europeo, capace di coniugare ambizione sportiva e sostenibilità economica. La strategia adottata negli ultimi anni sulla cantera si conferma una risorsa decisiva: valorizzare i giovani, inserirli nel sistema tecnico del club e poi cederli al momento opportuno mantenendo clausole di riacquisto o percentuali sui diritti futuri.

Una politica che permette ai Blancos di generare liquidità senza sacrificare i protagonisti della prima squadra, preservando competitività e continuità.

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Mentre la società prepara un mercato di altissimo profilo, con gli arrivi di Denzel Dumfries, Marc Cucurella, Ibrahima Konaté e Bernardo Silva e con Michael Olise tra gli obiettivi principali, il Real ha già incassato circa 138 milioni di euro grazie alle operazioni legate ai talenti del vivaio. Il tesoretto nasce da una serie di cessioni mirate:

Nico Paz al Como per 60 milioni, Víctor Muñoz al Liverpool per 20, Mario Gila al Milan e Álvaro Rodríguez al Bournemouth per 15 ciascuno, Álex Jiménez ancora al Bournemouth per 12,5, Víctor Valdepeñas alla Fiorentina per 8, Mario Martín al Getafe per 3,5 e Fran García al Real Betis per 4 milioni. Una sequenza di operazioni che testimonia la capacità del club di trasformare la formazione dei giovani in un asset economico strategico.

Il Real Madrid ha costruito negli anni un modello che unisce scouting, programmazione e gestione finanziaria. I giovani vengono inseriti in un percorso tecnico che ne aumenta il valore, poi ceduti in contesti dove possono giocare con continuità, mantenendo però un legame contrattuale che consente al club di beneficiare di eventuali esplosioni future.

È una filosofia che permette di finanziare gran parte della campagna acquisti senza intaccare la struttura della squadra, garantendo al tempo stesso una rosa competitiva e un bilancio solido.

Una gestione lungimirante che conferma il Real Madrid come riferimento assoluto anche fuori dal campo.

Francia, fissate le tempistiche per la firma di Zidane: il nuovo ct è pronto a iniziare il suo ciclo

Francia, definito il calendario per la firma di Zidane: il nuovo ct è pronto a prendere in mano i Bleus

La Federazione Francese si prepara a vivere una svolta storica. Secondo quanto riportato da Fabrizio Romano, tutto è già stato pianificato nei dettagli: al termine della Coppa del Mondo verranno firmati i documenti formali che sanciranno l’inizio dell’era Zinedine Zidane sulla panchina dei Bleus. Un passaggio che non arriva come sorpresa, ma come la naturale conclusione di un percorso iniziato mesi fa.

Zidane, infatti, non ha mai preso in considerazione altre proposte. Negli ultimi otto mesi ha declinato ogni offerta, ogni tentativo di convincimento, ogni progetto alternativo. La sua volontà è sempre stata chiara: allenare la Francia, riportare la nazionale che ha guidato da giocatore ai vertici del calcio mondiale anche da commissario tecnico. Una scelta di cuore, di identità, di appartenenza.

La fine del ciclo Deschamps: 14 anni di storia

Il cambio della guardia arriva al termine di un ciclo lunghissimo. Didier Deschamps saluterà dopo 14 anni di panchina, un arco temporale che nel calcio moderno ha pochi paragoni. Dal 2012 al 2026 ha costruito una Francia vincente, solida, riconoscibile, capace di arrivare in fondo a quasi tutte le competizioni disputate.

La finale per il terzo posto dei Mondiali, in programma sabato contro la perdente di InghilterraArgentina, sarà la sua ultima partita da ct. Un addio che chiude un’epoca e apre inevitabilmente un nuovo capitolo, con emozioni e aspettative che si intrecciano.

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Perché proprio Zidane: identità, carisma, progetto

La scelta di puntare su Zidane non è solo tecnica, ma profondamente simbolica. Zizou rappresenta la Francia calcistica come pochi altri: campione del mondo, campione d’Europa, icona globale, allenatore capace di vincere tutto con il Real Madrid.

La Federazione vuole costruire attorno a lui un progetto di lungo periodo, fondato su tre pilastri:

  • Identità — Zidane incarna la cultura calcistica francese, la sua eleganza, la sua ambizione.
  • Carisma — la capacità di gestire grandi campioni e grandi pressioni è già stata dimostrata.
  • Progetto tecnico — una Francia moderna, aggressiva, con una visione chiara e una struttura definita.

Una transizione delicata ma inevitabile

Il passaggio da Deschamps a Zidane non è solo un cambio di allenatore: è un cambio di paradigma. Deschamps ha costruito una Francia pragmatica, solida, spesso cinica. Zidane porta con sé un’idea più fluida, più tecnica, più orientata al talento.

La Federazione dovrà gestire una transizione che coinvolge giocatori, staff, metodologia e comunicazione. Ma la convinzione è totale: Zidane è l’uomo giusto per aprire un nuovo ciclo.

L’era Zidane sta per cominciare

Con la firma dei documenti dopo il Mondiale, la Francia entrerà ufficialmente nella sua nuova fase. Una fase che porta con sé attesa, entusiasmo, curiosità e un inevitabile carico di responsabilità.

Zidane torna dove tutto è iniziato: al centro del progetto calcistico francese. E questa volta, non da numero 10. Ma da guida tecnica. Sta per cominciare l’era Zidane.


Dick Advocaat e il Curaçao: l’avventura potrebbe continuare anche dopo il Mondiale

Il tecnico di 78 anni apre a un prolungamento: «Se continuo, sarà solo sulla panchina della nazionale»

L’avventura di Dick Advocaat sulla panchina del Curaçao potrebbe non essere ancora giunta al capolinea. Nonostante la partecipazione alla Coppa del Mondo sembrasse il palcoscenico ideale per il suo addio definitivo al calcio, l’esperto allenatore di 78 anni ha deciso di lasciare aperta la porta a una possibile permanenza. In un’intervista rilasciata a Curacao.nu, l’infaticabile tecnico olandese ha chiarito la propria posizione: «Non dico di no a priori».

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Il tecnico ha tuttavia voluto frenare i facili entusiasmi, precisando di non aver ancora preso una decisione formale e definitiva: «Ho bisogno di ancora un po’ di tempo per riflettere».

L’orgoglio per il percorso Mondiale

Advocaat ha tracciato un bilancio estremamente positivo dell’esperienza iridata alla guida della selezione caraibica. Durante la fase a gironi, il Curaçao è riuscito a strappare uno storico punto grazie al pareggio per 0-0 contro l’Ecuador.

Il tecnico si è detto ampiamente soddisfatto del lavoro svolto dai suoi ragazzi:

  • Ha definito il Mondiale come un’esperienza straordinaria, esaltando la coesione del gruppo e l’atteggiamento mostrato in campo.
  • Esclusa la gara d’esordio contro la corazzata Germania, la squadra si è comportata egregiamente.
  • Curaçao è riuscito a tenere testa e a limitare senza troppi affanni avversari di livello assoluto come l’Ecuador e la Costa d’Avorio.

Niente Olanda nel futuro: ad agosto la decisione finale

Nelle ultime settimane erano rimbalzate sui social network alcune indiscrezioni riguardanti un suo possibile ritorno su una panchina del campionato olandese. Advocaat ha smentito categoricamente queste voci, dichiarando di non saperne nulla e ipotizzando che si sia trattato di speculazioni create ad arte da terzi. Ha poi ribadito che l’unica opzione per il suo futuro resta il Curaçao.

L’età avanzata non rappresenta affatto un limite per l’allenatore, che ha rassicurato tutti sulle sue condizioni: «Fisicamente mi sento benissimo, quindi questo non è assolutamente un problema». La federazione calcistica di Curaçao ha già comunicato che una decisione definitiva sulla guida tecnica verrà presa e ufficializzata nel corso del mese di agosto.

L’Arsenal ha individuato il sostituto di Trossard: avanti tutta su Tzolis, lui vuole solo i Gunners! Cosa sta succedendo

L’Arsenal vuole Tzolis del Club Brugge per sostituire Trossard. Via alla trattativa con il Club Brugge

Il mercato dell’Arsenal si accende con una decisa presa di posizione da parte di uno dei profili più caldi del panorama europeo. Christos Tzolis, talentuoso esterno offensivo del Club Brugge, ha espresso in modo chiaro e inequivocabile la propria preferenza per il futuro. Il nazionale greco ha deciso di rompere gli indugi, focalizzando la sua attenzione su un unico grande obiettivo: il trasferimento in Premier League alla corte di Mikel Arteta. Lo riporta Fabrizio Romano.

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Tzolis rifiuta le altre offerte: priorità assoluta all’Arsenal

La determinazione del classe 2002 sta giocando un ruolo a dir poco cruciale in queste prime fasi della sessione estiva di trattative. Nonostante diversi club di prima fascia si siano mossi per chiedere informazioni e abbiano provato ad avviare contatti preliminari con i suoi agenti, Tzolis non ha aperto a nessun altro club che si è avvicinato al suo entourage.

Il calciatore ha scelto di declinare ogni opzione alternativa, mandando un segnale forte e chiaro sia alla sua attuale società sia ai pretendenti: la sua priorità assoluta è l’Arsenal. Questa totale chiusura verso le altre destinazioni mette i Gunners in una posizione di netto vantaggio strategico, consentendo alla dirigenza londinese di negoziare con la certezza di avere già in tasca il totale gradimento del ragazzo.

Al via le trattative con il Club Brugge: l’erede di Trossard

Forte del sì del giocatore, l’Arsenal si prepara ora a muovere i passi ufficiali sul fronte societario. Sono infatti previsti a brevissimo i primi colloqui tra club con il Club Brugge per cercare di trovare un punto d’incontro sulla valutazione del cartellino.

L’interesse dei londinesi per l’ala greca non è affatto casuale. Negli uffici dell’Emirates Stadium, infatti, Tzolis è sempre stato visto come il candidato ideale per sostituire Trossard, passato al Besiktas. La dirigenza e lo staff tecnico intravedono nel giovane talento ellenico le stesse doti di duttilità, velocità e freddezza sotto porta che hanno reso il belga un elemento fondamentale nelle rotazioni offensive delle ultime stagioni.

Con la trattativa ormai pronta a entrare nella sua fase calda, i tifosi dell’Arsenal attendono con trepidazione i primi sviluppi di un affare che potrebbe regalare ad Arteta un rinforzo giovane, affamato e di grandissima prospettiva per l’attacco.

Indagine arbitri, le motivazioni dell’archiviazione: cosa ha portato al proscioglimento per Rocchi e l’Inter

Indagine arbitri, le motivazioni dell’archiviazione nella nota ufficiale della Procura. Ecco la ricostruzione

L’indagine della Procura di Milano sul mondo arbitrale si avvia rapidamente verso la chiusura definitiva, ma non prima di aver riservato un clamoroso colpo di scena dell’ultimo minuto. Nelle battute finali dell’inchiesta che vede coinvolto in prima persona anche l’ex designatore Gianluca Rocchi, nel registro degli indagati è stata formalmente iscritta anche l’Inter con l’ipotesi di responsabilità oggettiva. Una posizione, tuttavia, che è stata archiviata quasi in contemporanea con l’iscrizione stessa.

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Le motivazioni della Procura: interferenze ma nessun sistema

In una nota ufficiale, i magistrati milanesi hanno fatto chiarezza sulle ragioni tecniche e giuridiche che hanno portato alla richiesta di stop per il procedimento penale. Come spiegato dettagliatamente nel testo del provvedimento:

«La richiesta di archiviazione ricostruisce, nei limiti del materiale probatorio acquisito – si legge in un passaggio di un comunicato stampa della Procura di Milano che spiega le ragioni della richiesta di archiviazione –, la sussistenza storica dei singoli episodi di interferenza ipotizzati, attraverso l’esame analitico dei risultati delle intercettazioni telefoniche e della loro tempistica, in taluni casi comparato con gli esiti dei servizi di pedinamento. Non ravvisa un sistema strutturato volto a interferire sulle nomine. La Procura distingue tra la frode sportiva penalmente rilevante, che presuppone condotte fraudolente, astrattamente idonee e volte ad incidere sulla regolarità della singola gara, dalle condotte di interferenza oggettivamente prive di tali caratteristiche».

In sostanza, sebbene siano emersi singoli episodi di pressione, questi non costituiscono un reato di frode sportiva penalmente rilevante, mancando un disegno organizzato per alterare la regolarità del campionato.

Il caso Inter e le quattro partite nel mirino

L’iscrizione lampo del club nerazzurro e il suo immediato proscioglimento sono legati a doppio filo alla caduta dell’accusa principale di frode sportiva a carico di Rocchi. Come chiarito dalla stessa Procura:

«Il decreto di archiviazione nei confronti dell’Inter Fc – si legge nella nota della Procura – è diretta conseguenza dell’esclusione del reato presupposto»

L’indagine si era concentrata in particolare su presunti favori legati alle designazioni arbitrali in senso pro-Inter. Nel mirino degli inquirenti erano finite quattro partite specifiche disputate dalla squadra nerazzurra:

  • Bologna-Inter del 20 aprile 2025;
  • Inter-Milan (semifinale di Coppa Italia) del 23 aprile 2025;
  • Inter-Verona del 3 maggio 2025;
  • Torino-Inter del 26 aprile scorso.

Il futuro dell’inchiesta: il VAR a Monza e il fronte FIGC

Con la chiusura del filone milanese, l’inchiesta si biforca ora su due canali paralleli. Da un lato, la Procura di Monza continuerà a indagare per competenza territoriale sulle presunte anomalie e sulle cosiddette “bussate” alla sala VAR di Lissone.

Dall’altro, tutti gli atti raccolti verranno formalmente trasmessi alla Procura Federale della FIGC, che aprirà un proprio fascicolo per appurare se i comportamenti emersi violino i regolamenti del codice di giustizia sportiva e richiedano sanzioni sul piano sportivo.

Inchiesta arbitri, svolta a Milano: firmata la richiesta di archiviazione per l’indagine! La ricostruzione e cosa accadrà adesso

Inchiesta arbitri, il pm Ascione ha firmato la richiesta di archiviazione per l’indagine che vedeva coinvolto anche Gianluca Rocchi

Arriva al capolinea uno dei filoni più discussi dell’indagine penale sul calcio italiano. Nelle ultime ore, secondo Calcio e Finanza, la Procura di Milano ha mosso un passo decisivo: il pubblico ministero Maurizio Ascione ha infatti siglato la richiesta di archiviazione per l’indagine relativa al mondo arbitrale, che vedeva tra i principali indagati l’ex designatore Gianluca Rocchi.

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Il summit in Procura e la decisione del PM Ascione

La firma del magistrato è arrivata al termine di un intenso pomeriggio di confronti e riunioni operative. Il PM si è confrontato a lungo con il procuratore aggiunto Paolo Ielo (co-assegnatario del fascicolo) e con il procuratore capo Marcello Viola.

Ascione, che da domani lascerà gli uffici milanesi per assumere il suo nuovo incarico presso la Procura europea, si è infine convinto a desistere. Nonostante le iniziali resistenze del PM, che fino a poche ore prima si era mostrato contrario alla linea di prudenza dettata dai vertici della Procura di Milano, il vertice ha portato a una conclusione condivisa: gli elementi raccolti in quasi due anni di inchiesta per l’ipotesi di reato di frode sportiva a carico di Rocchi non sono ritenuti sufficientemente solidi. Secondo l’accusa iniziale, l’ex designatore avrebbe agito in concorso con alcuni esponenti dell’Inter per condizionare le designazioni arbitrali, ma le prove non avrebbero retto l’urto di un eventuale dibattimento in aula.

Il caso della sala VAR: gli atti si spostano a Monza

Se il filone milanese sulle designazioni si avvia verso la definitiva archiviazione, non si ferma invece l’accertamento su altri controversi episodi emersi durante le indagini. Gli atti relativi alle presunte “bussate” e alle indebite pressioni denunciate nei pressi della sala VAR di Lissone sono stati infatti stralciati dal fascicolo principale.

Questa specifica parte dell’indagine è stata ufficialmente trasmessa alla Procura di Monza, ritenuta competente per territorio. Spetterà ora ai magistrati monzesi fare piena luce sulle anomalie segnalate all’interno del centro tecnologico di supporto ai direttori di gara.

I faldoni passano alla giustizia sportiva

La chiusura del procedimento penale a Milano non esclude, tuttavia, possibili ripercussioni sul piano disciplinare. Tutte le carte e i documenti raccolti in questi ventiquattro mesi di attività investigativa verranno infatti trasmessi alla giustizia sportiva della FIGC. Gli organi federali avranno il compito di esaminare accuratamente il materiale per valutare la presenza di eventuali illeciti sportivi o violazioni del codice deontologico da parte dei tesserati coinvolti.

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