Pagina 56 – Calcio News 24

Calciomercato Sampdoria, prende quota l’idea Camarda: il giovane del Milan può rilanciarsi in Serie B

La Serie B può diventare il trampolino di lancio del talento rossonero Francesco Camarda: la Sampdoria ci pensa

La Sampdoria continua a monitorare il mercato alla ricerca del profilo giusto per rinforzare il proprio attacco e, tra i nomi finiti sul taccuino della dirigenza blucerchiata, sta guadagnando sempre più attenzione quello di Francesco Camarda.

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La Serie B può diventare il trampolino di lancio del talento rossonero

Secondo quanto riportato da La Repubblica, il classe 2008, di proprietà del Milan, rappresenta una delle idee più intriganti per il reparto offensivo della Sampdoria. Dopo l’esperienza della scorsa stagione con la maglia del Lecce, nella quale ha trovato poco spazio e ha faticato a imporsi con continuità in Serie A, il giovane attaccante potrebbe scegliere una destinazione che gli permetta di giocare con maggiore regolarità.

La Serie B, sotto questo aspetto, viene considerata un campionato ideale per accumulare minuti, esperienza e fiducia, elementi fondamentali per la crescita di un talento che continua a essere ritenuto uno dei prospetti più interessanti del calcio italiano.

Per la Sampdoria, l’eventuale arrivo di Camarda rappresenterebbe un investimento sul presente ma soprattutto sul futuro. Al momento non esistono ancora sviluppi decisivi, ma la pista resta concreta e sarà una delle situazioni da seguire con attenzione nei prossimi giorni di mercato.

Paolo Maldini tre anni dopo: dall’addio al Milan al nuovo ciclo italiano. Rialzare gli Azzurri dopo aver rialzato il Diavolo

Dall’esperienza al Milan alla missione in Nazionale: perché Maldini è l’uomo giusto per ripartire

Ci sono ritorni che hanno il sapore della nostalgia e altri che, invece, rappresentano una dichiarazione d’intenti. L’ufficialità di Paolo Maldini come nuovo direttore tecnico della Nazionale italiana appartiene senza dubbio alla seconda categoria. A tre anni dal brusco e discusso addio al Milan, l’uomo che aveva contribuito a riportare il club rossonero sul tetto d’Italia e d’Europa torna finalmente nel calcio italiano con un incarico di enorme responsabilità: ricostruire un movimento che, negli ultimi anni, ha smarrito identità, credibilità e risultati. La sua nomina arriva nel pieno di una profonda rifondazione della FIGC, con l’obiettivo di rilanciare il progetto tecnico dell’intera filiera azzurra.

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Dal Milan alla FIGC: una storia che riparte

L’addio al Milan, nell’estate del 2023, lasciò un segno profondo. Non soltanto perché Maldini era una bandiera assoluta del club, ma perché il suo lavoro da dirigente aveva prodotto risultati concreti. In pochi anni aveva costruito una squadra giovane, competitiva e sostenibile, culminata con la conquista dello Scudetto e con il ritorno stabile del Milan tra le grandi d’Europa.

Il suo allontanamento fu vissuto da molti tifosi come la fine di un progetto tecnico basato sulle competenze calcistiche e sulla conoscenza dell’ambiente. Per tre anni Maldini è rimasto lontano dai riflettori, senza mai accettare incarichi che non gli garantissero autonomia e una visione condivisa.

Non è mai sembrato interessato a un ruolo puramente simbolico. Ed è probabilmente proprio questa convinzione ad averlo portato oggi ad accettare la sfida della Nazionale.

Gli Azzurri hanno bisogno di un’identità prima ancora che di risultati

Il lavoro da fare è enorme

L’Italia arriva da un periodo complicato, fatto di delusioni sportive, cambi di guida tecnica e una sensazione diffusa di smarrimento. Prima ancora di scegliere uomini e moduli, serve ritrovare un’identità.

Ed è qui che la figura di Maldini può fare la differenza.

La sua credibilità internazionale è indiscutibile. Da calciatore è stato uno dei difensori più forti della storia. Da dirigente ha dimostrato di saper programmare, individuare talenti e costruire un gruppo vincente senza ricorrere a spese folli.

La speranza è che possa trasferire questa mentalità anche all’interno del Club Italia, creando una linea tecnica comune dalle nazionali giovanili fino alla prima squadra.

Leadership silenziosa, non protagonismo

Maldini non è mai stato un personaggio incline ai proclami. Ha sempre preferito parlare attraverso il lavoro, una qualità sempre più rara nel calcio moderno.

Proprio per questo la sua figura rappresenta un cambio culturale.

La Nazionale italiana ha bisogno di competenza, non di slogan. Ha bisogno di una programmazione seria, di un dialogo costante con i club e di una valorizzazione del talento italiano che negli ultimi anni è spesso mancata.

Rialzare gli Azzurri come è stato rialzato il Diavolo

Il paragone con il Milan nasce spontaneo.

Quando Maldini entrò nella dirigenza rossonera trovò una società reduce da stagioni complicate, lontana dagli standard europei ai quali era stata abituata.

Pochi anni dopo arrivarono risultati che sembravano impossibili: una squadra giovane, un’identità tecnica chiara, uno Scudetto e una semifinale di Champions League.

Naturalmente una Nazionale è molto diversa da un club.

Non si possono acquistare giocatori. Non si lavora quotidianamente sul campo. Ma si può costruire una cultura, definire criteri, creare continuità e dare una direzione precisa a tutto il movimento.

Ed è forse proprio questo il motivo per cui la scelta di Maldini convince così tanto.

Il tempo delle competenze

L’Italia non ha bisogno di un uomo solo al comando, ma di persone capaci di riportare qualità nelle decisioni.

L’arrivo di Paolo Maldini rappresenta un messaggio preciso: il calcio italiano prova a ripartire affidandosi a chi ha dimostrato di saper vincere sia sul campo sia dietro una scrivania.

I miracoli, ovviamente, non esistono. Serviranno tempo, pazienza e scelte coraggiose. Tuttavia, dopo anni di incertezze, gli Azzurri sembrano aver individuato una figura che unisce autorevolezza, competenza e visione.

Tre anni dopo l’addio al Milan, Paolo Maldini torna finalmente dove il calcio italiano aveva più bisogno di lui. Se è riuscito a riportare in alto il Diavolo, oggi la speranza di un intero Paese è che possa restituire prestigio anche alla maglia azzurra.

El Azzouzi al Frosinone, colpo a sorpresa a centrocampo: chi è il fratello di Oussama del Bologna

Il Frosinone chiude il colpo a parametro zero a centrocampo: arriva Anouar El Azzouzi, fratello di Oussama del Bologna. Ecco chi è

Il Frosinone piazza un colpo a sorpresa per il centrocampo. Come riferito da Sky Sport, il club giallazzurro ha chiuso per Anouar El Azzouzi, centrocampista marocchino classe 2001, reduce dall’ultima esperienza in Germania con il Fortuna Düsseldorf.

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Il giocatore arriva da svincolato e lunedì 13 luglio sosterrà le visite mediche con il suo nuovo club, prima di iniziare ufficialmente la nuova avventura in Serie A. Nell’ultima stagione con il Fortuna Düsseldorf ha totalizzato 31 presenze e 1 gol, confermandosi un profilo di continuità e affidabilità in mezzo al campo.

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Curiosità familiare importante: Anouar El Azzouzi è il fratello di Oussama El Azzouzi, centrocampista del Bologna. Ora anche lui si prepara a misurarsi con il calcio italiano, in una realtà come il Frosinone che punta su profili funzionali, sostenibili e con margini di crescita.

El Azzouzi Frosinone, carriera e percorso

Anouar El Azzouzi è nato il 29 maggio 2001 a Veenendaal, nei Paesi Bassi, ma ha nazionalità sportiva marocchina. È un centrocampista destro naturale, alto 1,87 metri, nato come centrale di centrocampo, ma utilizzabile anche da mediano davanti alla difesa.

Il suo percorso si è sviluppato soprattutto tra Olanda e Germania. Dopo le prime esperienze nei settori giovanili, è passato dal Dordrecht e poi dal PEC Zwolle, con cui ha avuto modo di confrontarsi anche con l’Eredivisie. Successivamente è arrivata l’esperienza al Fortuna Düsseldorf, dove ha trovato spazio e continuità nella 2. Bundesliga.

Pur non avendo ancora un palmarès ricco di trofei, El Azzouzi ha costruito una carriera solida, fatta di minuti, crescita e adattamento a contesti diversi. La sua prossima sfida sarà ora il salto in Serie A, campionato più tattico e competitivo.

El Azzouzi Frosinone, caratteristiche tecniche e fisiche

Dal punto di vista tecnico, El Azzouzi è un centrocampista di equilibrio. Non è un regista puro o un giocatore da ultimo passaggio, ma un profilo ordinato, utile per dare struttura alla mediana. Sa lavorare sulle seconde palle, coprire campo, tenere la posizione e garantire protezione alla linea difensiva.

Può essere impiegato da mediano in un centrocampo a tre, da centrale in una coppia a due oppure da interno più conservativo. La sua duttilità rappresenta un elemento interessante per Massimiliano Alvini, che potrà utilizzarlo in base alle esigenze della squadra.

Fisicamente, il dato più rilevante è la struttura: 1,87 metri, corpo longilineo e buona presenza nei duelli. Non è un centrocampista esplosivo nello stretto, ma può garantire centimetri, fisicità, aggressività e copertura centrale.

El Azzouzi Frosinone, come può integrarsi in Serie A

Per il Frosinone, l’arrivo di El Azzouzi è un’operazione intelligente: arriva senza costi di cartellino, ha 25 anni, esperienza internazionale e caratteristiche coerenti con una squadra che dovrà costruire la salvezza anche attraverso equilibrio e solidità.

Nel sistema di Alvini può diventare un equilibratore davanti alla difesa, soprattutto nelle partite in cui servirà maggiore protezione. In alternativa, può giocare accanto a un centrocampista più tecnico, lasciandogli maggiore libertà di alzarsi.

Il salto dalla 2. Bundesliga alla Serie A richiederà adattamento, soprattutto nei tempi di gioco e nella gestione dei falli. Ma il profilo è chiaro: fisico, disciplinato, abituato a giocare con continuità e potenzialmente utile fin da subito alla mediana del Frosinone.

Parma, Cherubini tra mercato, Cuesta e futuro: «Non dobbiamo per forza vendere, trattiamo Strefezza»

Federico Cherubini, amministratore delegato del Parma, ha fatto il punto sul progetto crociato tra calciomercato e non solo

Federico Cherubini ha fatto il punto sul presente e sul futuro del Parma in una lunga intervista concessa a La Gazzetta di Parma. L’amministratore delegato crociato ha parlato della salvezza conquistata, della conferma di Carlos Cuesta, del mercato in entrata e in uscita, dei giovani da valorizzare e degli obiettivi a medio-lungo termine del club.

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Il dirigente ha innanzitutto rivendicato con orgoglio il percorso della scorsa stagione, chiusa con la permanenza in Serie A.

SALVEZZA – «Vero, è stata una grande soddisfazione. Non solo: aver raggiunto l’obiettivo con l’allenatore più giovane della serie A, con il direttore sportivo più giovane, con la squadra più giovane sono ulteriori motivi di orgoglio».

Cherubini Parma, la conferma di Cuesta e le ambizioni del tecnico

Uno dei temi principali è la permanenza di Carlos Cuesta sulla panchina del Parma. Cherubini ha chiarito che non ci sono mai stati reali tentennamenti, ma soltanto un confronto sul futuro.

CUESTA – «Nessun tentennamento. È normale che, una volta raggiunto un obiettivo, ci si sieda a un tavolo e si discuta del futuro, per capire se entrambe le parti sono motivate ad andare avanti. Lo abbiamo fatto con Chivu, prima che arrivasse l’offerta dell’Inter, lo abbiamo fatto con Cuesta, lo faremo anche in futuro. Non è che sia passato tanto tempo: dopo l’ultima partita Carlos è andato via qualche giorno, appena è tornato ci siamo incontrati e ci siamo accordati. Fino all’ultima giornata la priorità era restare concentrati sul campionato. La cosa importante è la motivazione, che è altissima. Il Carlos che si è seduto al tavolo non era, ovviamente, la stessa persona di un anno prima, il 29enne che arrivava in serie A senza mai aver allenato una squadra. Avrebbe anche potuto, legittimamente, avanzare delle condizioni, o chiedere di stravolgere la squadra, o dichiarare di non sentirsi sicuro di porsi l’obiettivo di fare meglio della stagione appena finita. I meriti? Tanti. Il primo è la forza di arrivare a 29 anni, senza essere un ex calciatore, senza aver mai allenato, subentrando a un allenatore carismatico, e di farsi seguire, dal primo giorno, da tutta la squadra. È stato davvero bravo. Ed è destinato a crescere».

Cherubini ha poi spiegato quali richieste siano state fatte al tecnico per la nuova stagione.

RICHIESTE – «Carlos ha detto con molta determinazione che sarebbe rimasto volentieri e che è entusiasta di lavorare al progetto del Parma. Vista la sua motivazione, non abbiamo avuto alcun dubbio. Gli abbiamo chiesto di lavorare per mantenere le cose positive che tutti abbiamo apprezzato del suo Parma: la compattezza e l’aggressività, per esempio. Obiettivamente, giocare contro il Parma è stato molto difficile per qualsiasi squadra».

Parma, modulo e fase offensiva: Cherubini spiega il lavoro con Cuesta

Il dirigente ha poi parlato dell’evoluzione tattica della squadra, chiarendo che non esiste una svolta ideologica, ma la volontà di migliorare la produzione offensiva senza perdere solidità.

MODULO – «Sarà Carlos a decidere. Al di là del modulo, ha sempre detto che avrebbe voluto avere più armi e più soluzioni per migliorare la fase offensiva. Siamo stati molto bravi a sfruttare al massimo le poche occasioni, abbiamo vinto tante volte 1-0, ma questo non riesce sempre, l’obiettivo è creare più opportunità in attacco. Ma – sia ben chiaro – non parliamo di svolte “giochiste”. Nessuno pensa di voler fare il tiki-taka: a noi giocare bene e perdere non piace. Intendiamoci: per me giocare bene significa anche difendere bene. E non ho visto tante squadre così ben organizzate in difesa come il Parma. Abbiamo avuto – questo è oggettivo – più difficoltà con il possesso palla, anche per caratteristiche della squadra. Anche con Chivu il Parma giocava basso, ma con Man, Sohm e Bonny era molto efficace in contropiede. Con Carlos stiamo cercando di capire come migliorare, essendo più efficaci in fase offensiva senza perdere una briciola della solidità, dello spirito e della grande organizzazione che ha dato alla squadra. E questo è uno dei meriti di Carlos che nessuno può negare».

Sul rinnovo del tecnico, Cherubini ha preferito mantenere una linea prudente.

RINNOVO – «C’è tempo per parlarne. Carlos ha firmato un contratto biennale con un’opzione per il terzo anno. Sento dire spesso che si rinnova per dare forza al tecnico. Non è così: noi diamo forza a Carlos tutti i giorni, standogli vicino nei momenti buoni e in quelli più difficili, non mettendolo in discussione dopo una brutta prestazione. Sa quante società, dalla A alla C, a furia di “dare forza” ai loro allenatori, hanno quattro o cinque tecnici, con relativi staff, a libro paga? Tante. È successo anche con Pecchia: ha rinnovato il contratto in ottobre e in febbraio si è deciso comunque di esonerarlo. È la prova che, in generale, i rinnovi dei contratti non blindano il futuro di un allenatore».

Cherubini Parma, rinnovi di Delprato e Bernabé

Spazio anche ai rinnovi di Enrico Delprato e Adrian Bernabé, due profili centrali nel progetto tecnico del Parma.

RINNOVI – «Affronteremo il discorso con serenità. I rinnovi si fanno quando entrambe le parti sono convinte. Questa cosa dei rinnovi appassiona soprattutto i tifosi. Solo in Italia sembra scontato che, quando un giocatore si avvicina alla scadenza del contratto, o si rinnova o lo vendi. Ci sono atleti che giocano la finale di Champions con il contratto in scadenza».

DELPRATO E BERNABÉ – «Enrico è il capitano, è normale che ci piacerebbe che restasse con noi. Discuteremo presto del futuro. Anche con Adrian valuteremo insieme: sta ricevendo tante attenzioni da club importanti».

Cherubini Parma, il futuro di Suzuki e la situazione portieri

Altro tema caldo è il futuro di Zion Suzuki, reduce da una stagione importante e seguito da diversi club.

SUZUKI – «Zion è un grande professionista e ha le idee chiare: quando è arrivato a Parma, e io non c’ero ancora, ha detto che voleva fare un biennio di “apprendistato” serio in Italia, considerandola la patria della migliore scuola di portieri in assoluto. Un anno fa, di questi tempi, ha ricevuto varie richieste dalla Premier League e da un grande club italiano. Le ha rifiutate, perché era convinto di voler completare il percorso formativo a Parma, a maggior ragione avendo trovato un ottimo feeling con Pavarini. Ha fatto un bel Mondiale, siamo consapevoli che potrebbe partire presto. Andrà in Premier? Non lo so. So che ambisce a fare le coppe. Credo più probabile all’estero che non in Italia».

Per quanto riguarda la possibile gerarchia tra i portieri, Cherubini ha rimandato la decisione a Cuesta.

PORTIERI – «Bisogna chiederlo a Cuesta. Rinaldi andrà a fare un’esperienza altrove, gli sarà molto utile. Ha giocato una sola partita: benissimo, ma purtroppo solo una. Andrà in B o in una grande squadra di C, di sicuro in una piazza che possa testarlo ad alti livelli. Daffara e Corvi sono entrambi molto promettenti. Edo è da sempre nel cuore di tutti i parmigiani: ma prima lo era perché è di qui, cresciuto qui. Dalla scorsa stagione la gente ha scoperto e apprezzato il professionista, oltre che il bravissimo ragazzo. In grado di poter ambire a fare il titolare in serie A. Giovanni lo conosco bene: ha 21 anni, lo abbiamo preso a titolo definitivo perché siamo convinti che prometta molto bene. La rivalità non sarà un freno alle ambizioni di nessuno dei due. Sarà l’allenatore a gestirli e a stabilire la gerarchia».

Parma mercato, Cherubini: il club non deve vendere per forza

Sul mercato, Cherubini ha ribadito un concetto centrale: il Parma può valorizzare e cedere giocatori, ma non è obbligato a farlo.

MERCATO – «Due considerazioni generali. La prima è che c’è molto interesse per tanti giocatori del Parma, e questo fa molto onore a chi li ha allenati e a chi li ha portati a certi livelli. La seconda è che acquistare, valorizzare e vendere giocatori fa parte del progetto del Parma: ma noi non dobbiamo per forza vendere. E questo ci dà una grande forza. Grazie alla forza della famiglia Krause non siamo mai nelle condizioni di dover vendere: è sempre una nostra scelta, che va sempre mixata – questo non va mai dimenticato – con le ambizioni dei giocatori. La certezza è che la società non intende depauperare la squadra, anzi ha la forza di poter perdere anche due o tre giocatori importanti, come è accaduto la scorsa estate, potendo sostituirli e facendo crescere quelli che già sono in rosa. Sempre con l’obiettivo di una crescita costante. Abbiamo venduto Bonny, Man, Sohm e Leoni e abbiamo comunque fatto meglio della stagione precedente. Firmerei subito, perché si ripeta per questo e per i prossimi anni».

Gli obiettivi del club restano legati a una crescita stabile e progressiva.

OBIETTIVI – «Quello a medio lungo termine, come abbiamo sempre detto, è posizionarci tra i club che sono stabilmente in serie A. Poi penseremo a obiettivi più ambiziosi.Quanti anni significa medio lungo termine? Chi può dirlo? C’è chi cresce in un anno perché fa cose straordinarie, come il Como, e chi ci ha messo anni: penso all’Atalanta, all’Udinese, al Bologna. Noi non vogliamo copiare il modello di nessuno, ma continuare ad andare avanti per la nostra strada. Sapendo che può capitare di imbattersi in decisioni delicate, sofferte. Avremmo tenuto molto volentieri Leoni per un’altra stagione: se ci avessero chiesto, dieci giorni prima della chiusura del mercato, se sarebbe rimasto, avremmo garantito che sì. Poi è arrivata la proposta del Liverpool e non avremmo certo potuto metterci di traverso».

Cherubini Parma, Pellegrino, giovani e investimenti interni

Il dirigente ha parlato anche del futuro di Pellegrino, spiegando che eventuali richieste importanti saranno valutate con attenzione.

PELLEGRINO – «Se va via? È presto per dirlo. Il mercato non è ancora lontanamente entrato nel vivo, come sempre quando ci sono i Mondiali. Ci sta che, dopo essere arrivato dall’Argentina da giovane con poca esperienza e aver fatto quello che ha fatto in due stagioni, possa avere richieste da club importanti. E ci sta che, a 24 anni, voglia provare a sfondare a livelli più alti. Non è detto che accada ma, nel caso, potremmo capirlo. Detto ciò, quello che posso garantire ai tifosi è che non è che, se uno alza la mano e dice che se ne vuole andare, vada dove vuole: avendo a cuore il patrimonio del Parma calcio, se lo lasciamo andare significa che sappiamo di poter ricavare quanto necessario per reinvestire e crescere».

Cherubini ha poi sottolineato l’importanza dei giovani già presenti in rosa.

GIOVANI – «Mi vengono in mente Sorensen, Ndiaye, Cremaschi, Britschgi, per esempio: hanno tutti del potenziale inespresso. A volte si pensa, sbagliando, che le squadre possano migliorare solo acquistando giocatori da fuori. Io sono sicuro che cresceremo molto anche grazie all’esplosione di questi nostri giovani».

Parma mercato, da Strefezza a Frigan ed Elphege

Sul fronte entrate, il nome di Gabriel Strefezza resta tra quelli seguiti con attenzione.

STREFEZZA – «Ci stiamo lavorando. Abbiamo fatto presente sia al giocatore che all’Olympiakos, dove è tornato a fine prestito, la nostra volontà. I greci propongono una cessione a titolo definitivo, stiamo trattando».

Buone notizie anche sulle condizioni di Frigan, pronto a riprendere pienamente il lavoro.

FRIGAN – «Sta bene, finalmente. Ha già cominciato la preparazione. È chiaro che gli manca il campo, gli mancano i compagni, la palla. Vedremo presto. Ma è in condizioni di fare tutto».

Infine, Cherubini ha difeso anche la scelta legata a Elphege, profilo arrivato tra qualche scetticismo ma già apprezzato internamente.

ELPHEGE – «Ricordo bene le battute ironiche, per questo sconosciuto arrivato dalla B francese. Al primo impatto con la serie A è stato devastante, nei pochi minuti che ha giocato. Ci darà tanto».

Il messaggio complessivo è chiaro: il Parma vuole consolidarsi in Serie A, crescere attraverso un modello sostenibile, valorizzare i giovani e intervenire sul mercato senza snaturare il progetto tecnico costruito attorno a Cuesta.

Inghilterra-Norvegia, Bellingham risponde a Tuchel: polemiche anche dal padre di Haaland

Inghilterra-Norvegia, vittoria inglese tra proteste e tensioni: Bellingham risponde per le rime a Tuchel, il padre di Haaland contro l’arbitraggio

Inghilterra-Norvegia si è chiusa con il successo dei Tre Leoni, ma anche con una lunga scia di polemiche. Al centro del dibattito non c’è soltanto il gol dell’1-1 firmato da Jude Bellingham, nato da un’azione in cui il pallone sembra aver colpito il cavo della spider cam, ma anche le parole del numero 10 inglese nei confronti del proprio allenatore.

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Nel post partita, Thomas Tuchel ha analizzato la prestazione dell’Inghilterra con toni molto severi, nonostante la qualificazione ottenuta.

«Oggi siamo stati fortunati. Il modo in cui abbiamo giocato è stato sciatto, abbiamo commesso molti errori tecnici. Questo non ha nulla a che fare con la mentalità. Dobbiamo fare meglio».

Una lettura che non ha convinto Bellingham, protagonista in campo e autore di una risposta netta.

«Non penso sia così, forse non sa cosa significa affrontare una squadra con Haaland, Odegaard, Nusa, Sorloth e altri. Non si vince ogni partita facendo girare la palla, con mille passaggi. A volte devi vincere sporco».

Inghilterra-Norvegia, Bellingham e il messaggio ad Haaland

Il centrocampista inglese ha poi parlato anche di Erling Haaland, visibilmente provato dopo l’eliminazione della Norvegia. Tra i due c’è un legame forte, nato anche dalla comune esperienza al Borussia Dortmund.

«La gente ci ha visto rivali per 90 minuti, io ho visto solo mio fratello. Sapevo come si sentiva perché ci sono passato anch’io. Per questo sono andato dritto da lui. Non per le telecamere o i titoli, solo per ricordargli che un risultato non definirà mai chi è. Domani, sarà sempre mio fratello».

Inghilterra-Norvegia, la replica di Tuchel

Tuchel ha poi chiarito la propria posizione, riconoscendo il merito del gruppo ma ribadendo la necessità di alzare il livello del gioco.

«Sono impressionato dal cambiamento che hanno fatto», ha detto. «Lo sforzo, lo spirito, la fiducia di superare le avversità, di rimboccarsi le maniche e trovare il modo di vincere è di altissimo livello. Non riceveranno mai abbastanza elogi per questo. Ma sono anche un allenatore e penso che possiamo giocare meglio. Quindi, pieno merito alla squadra. Siamo tra le prime quattro, ma penso che possiamo giocare più velocemente, in modo più cinico. Inoltre, siamo stati fortunati».

Inghilterra-Norvegia, Alfie Haaland attacca l’arbitro

Non sono mancate le proteste norvegesi. Alfie Haaland, padre di Erling, ha commentato con ironia su X: «Well done Bellingham and referee».

Poi, in tv, ha rincarato la dose contro la direzione arbitrale di Turpin.

«Siamo stati derubati, penalizzati da due decisioni clamoroes. Il primo gol non era valido. C’era un’evidente infrazione nella manovra di costruzione che gli arbitri hanno ignorato. Se il VAR serve a individuare errori evidenti, allora perché non è stato rivisto?».

Infine, il riferimento al gol annullato a Heggem.

«Poi guardate il gol annullato a Erling. La gente continua a dire che ha spinto Anderson, ma invece stanno lottando entrambi per la posizione e usano le braccia. È calcio».

La vittoria porta l’Inghilterra tra le migliori quattro del Mondiale, ma il quarto di finale contro la Norvegia resterà segnato da proteste, tensioni interne e decisioni arbitrali destinate a far discutere.

Pancaro: «Se c’è una persona che può risollevare il calcio italiano, quella è Maldini! Contento per la sua nomina» – ESCLUSIVA

Paolo Maldini dt della FIGC e presidente del Club Italia, Giuseppe Pancaro approva la scelta: la nostra intervista esclusiva

La nomina di Paolo Maldini a direttore tecnico della FIGC e presidente del Club Italia raccoglie subito consensi importanti. Tra questi c’è quello di Giuseppe Pancaro, ex difensore del Milan e compagno di reparto del figlio di Cesare Maldini tra il 2003 e il 2005.

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Intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni di CalcioNews24, Pancaro ha accolto con grande soddisfazione la scelta della Federazione. L’ex terzino rossonero ha spiegato di aver fatto il tifo per Maldini fin dall’inizio, considerandolo una figura credibile e autorevole per provare a rilanciare il calcio italiano in un momento particolarmente difficile.

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Secondo Pancaro, la situazione attuale del movimento azzurro è complessa, ma proprio per questo serviva una personalità forte, riconosciuta e rispettata a livello internazionale. In questo senso, Maldini viene indicato come uno dei profili più adatti per guidare la ricostruzione.

LE PAROLE DI PANCARO – «Mi fa molto piacere la nomina di Paolo. Io facevo il tifo per lui perché, anche se la situazione del calcio italiano in questo momento è molto difficile e complicata, se c’è una persona che può risollevare il calcio italiano penso che sia proprio Paolo. Sono contento per lui, per il calcio italiano e faccio il tifo per lui».

Maldini FIGC, il nuovo incarico nel Club Italia

Dopo settimane di attesa e un lungo corteggiamento da parte del presidente FIGC Giovanni Malagò, Paolo Maldini ha accettato l’incarico di direttore tecnico della Federazione e di presidente del Club Italia.

L’ex capitano del Milan avrà il compito di guidare l’area tecnica azzurra, occupandosi non solo della Nazionale maggiore, ma anche dell’intera filiera delle rappresentative giovanili.

Maldini FIGC, Leonardo advisor e obiettivo Mondiale 2030

Al fianco di Maldini ci sarà Leonardo, scelto come advisor e voluto dallo stesso ex dirigente rossonero nel nuovo gruppo di lavoro. Insieme a Malagò, i due contribuiranno alla scelta del prossimo commissario tecnico.

Il contratto di Maldini avrà durata quadriennale e l’obiettivo principale sarà riportare l’Italia al Mondiale 2030, costruendo un progetto tecnico più solido, moderno e competitivo.

Nazionale, Maldini e Leonardo al lavoro sul nuovo ct: spunta anche il nome di Pioli

Nazionale, il nuovo corso riparte da Maldini e Leonardo: nella lista dei candidati al ruolo di ct ci sono anche Pioli, Pirlo e Ancelotti?

Il nuovo progetto della Nazionale italiana prende forma attorno a Paolo Maldini e Leonardo. Come riportato da Tuttosport, il presidente della FIGC Giovanni Malagò ha ottenuto il sì dell’ex capitano del Milan, che assumerà il ruolo di direttore tecnico e presidente del Club Italia. Al suo fianco ci sarà Leonardo, scelto come advisor per accompagnare il nuovo percorso azzurro.

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Per Malagò si tratta del primo grande risultato della sua gestione federale. Dopo giorni di trattative e riflessioni, la fumata bianca è arrivata e ha dato un segnale forte all’intero movimento. Maldini torna così nel calcio a tre anni dall’addio al Milan, con un incarico di grande responsabilità e un obiettivo chiaro: riportare l’Italia al centro del calcio internazionale.

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L’accordo con Maldini e Leonardo avrà durata quadriennale e guarda al Mondiale 2030 come traguardo principale. Prima, però, ci saranno tappe fondamentali come la Nations League e l’Europeo, fino all’orizzonte del 2032, quando l’Italia sarà paese ospitante insieme alla Turchia.

Ct Italia, Malagò evita i piani alternativi

Secondo il quotidiano, se l’accordo con Maldini non fosse arrivato, Malagò avrebbe potuto aprire ai piani alternativi. Tra i nomi valutati c’erano anche Claudio Ranieri e Beppe Bergomi, profili considerati credibili per ricoprire un ruolo dirigenziale all’interno del nuovo assetto azzurro.

La scelta di Maldini, però, rappresentava il profilo principale fin dall’inizio. La sua storia con la maglia dell’Italia, il peso internazionale e la credibilità trasversale lo rendono una figura centrale per provare a cambiare il clima attorno alla Nazionale dopo anni complicati.

Ct Italia, Ancelotti, Pioli e Pirlo tra le suggestioni

Ora si apre la partita più delicata: la scelta del nuovo commissario tecnico. La FIGC potrebbe prendersi almeno una settimana per decidere, anche perché la presenza di due figure come Maldini e Leonardo apre scenari nuovi.

Tra le suggestioni c’è anche Carlo Ancelotti, oggi legato al Brasile ma reduce da una fase complicata dopo le critiche ricevute in seguito al Mondiale. Non è da escludere, secondo la ricostruzione, che Maldini e Leonardo possano almeno sondare la disponibilità dell’ex tecnico del Real Madrid.

Attenzione anche a Stefano Pioli, nome nuovo entrato nelle valutazioni. Con Maldini ha vinto lo scudetto al Milan e rappresenterebbe un profilo conosciuto e già legato a una stagione vincente condivisa. Sullo sfondo resta anche Andrea Pirlo, che Maldini avrebbe voluto in passato proprio sulla panchina rossonera.

Ct Italia, Mancini e Conte restano in corsa

Restano naturalmente vivi anche i nomi di Roberto Mancini e Antonio Conte. Prima dell’ufficialità di Maldini e Leonardo, il favorito sembrava essere Mancini, profilo gradito a Malagò. La Lega Serie A, invece, avrebbe spinto con decisione per Conte.

A rendere ancora più interessante lo scenario c’è l’indiscrezione legata a Lele Oriali, che avrebbe deciso di separarsi da Conte dopo dodici anni proprio per seguire Mancini in azzurro. Ora però il quadro va riletto alla luce del nuovo assetto tecnico. Maldini e Leonardo avranno un peso decisivo nella scelta, con l’obiettivo di trovare un ct capace di rilanciare davvero l’Italia.

Mercato Roma, Ryan Friedkin arriva nella Capitale: accelerata su Moreira e nodo rinnovi, occhio a Garnacho

Calciomercato Roma, Friedkin atteso per sbloccare le prossime mosse: il punto sulle trattative per Moreira e Garnacho

La Roma prepara una settimana decisiva sul mercato. Ryan Friedkin sarà nella Capitale tra il 13 e il 19 luglio per seguire in prima persona le operazioni giallorosse e provare a dare un’accelerata a una sessione che, nelle ultime settimane, si è complicata tra richieste elevate e trattative non semplici.

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Il dirigente americano, con la possibilità di essere raggiunto anche da Dan Friedkin, dovrà affrontare diversi dossier importanti. Non solo il mercato in entrata, ma anche i rinnovi di Lorenzo Pellegrini e Zeki Celik, due situazioni da chiarire per dare maggiore stabilità al progetto tecnico.

L’obiettivo della proprietà è sostenere il lavoro di Gian Piero Gasperini e del direttore sportivo Tony D’Amico, chiamati a definire le scelte decisive per costruire una rosa più competitiva in vista della nuova stagione.

Roma mercato, Moreira resta la pista più calda

Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, il nome più caldo per l’attacco resta quello di Diego Moreira. L’esterno belga dello Strasburgo è considerato un profilo ideale per il nuovo corso giallorosso, ma la richiesta del club francese resta molto alta.

Lo Strasburgo continua infatti a valutare il giocatore circa 50 milioni di euro, mentre la Roma sarebbe pronta a spingersi vicino ai 40 milioni, bonus compresi. Una cifra importante, ma comunque inferiore a quella che era stata stanziata per Mason Greenwood, pista poi rallentata anche per i costi complessivi dell’operazione.

Il tema ingaggio può fare la differenza: per Moreira basterebbero circa 2 milioni di euro a stagione, mentre l’inglese chiedeva intorno ai 5 milioni. Ora si attende il via libera della proprietà per provare a chiudere l’affare.

Roma mercato, attenzione anche a Garnacho

Resta sullo sfondo anche la pista legata all’ala argentina del Chelsea, fuori dal progetto tecnico di Xabi Alonso. La richiesta dei Blues, pari a 55 milioni di euro, è considerata fuori portata, ma la volontà del giocatore potrebbe favorire una soluzione diversa.

La Roma punta a valutare la possibilità di un prestito con diritto o obbligo di riscatto, con cifre da calibrare al tavolo delle trattative. La settimana di Friedkin a Roma può diventare decisiva per sbloccare il mercato giallorosso.

Daniel Maldini Sassuolo, idea concreta per l’attacco: Laurienté può aprire al Besiktas

Daniel Maldini verso il Sassuolo, il club neroverde valuta il colpo in entrata con l’uscita di Laurienté in direzione Besiktas: il punto

Il Sassuolo continua a lavorare sul mercato e guarda con attenzione a Daniel Maldini. Il fantasista italiano è uno dei profili valutati dal club neroverde per rinforzare il reparto offensivo, soprattutto in caso di uscita di Armand Laurienté.

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A fare il punto sulla situazione è stato Matteo Moretto, intervenuto sul canale YouTube di Fabrizio Romano, spiegando come il nome di Maldini sia al momento più di una semplice suggestione, pur senza una trattativa ancora in fase avanzata.

«Daniel Maldini è un’idea concreta per il Sassuolo, in entrata. Quindi è un calciatore che piace molto, non ci sono ancora delle trattative avanzate, ad oggi è più un sondaggio da parte del Sassuolo che sta cercando comunque un calciatore italiano con quelle caratteristiche».

Il Sassuolo cerca dunque un profilo offensivo italiano, tecnico e duttile, capace di agire tra le linee e aumentare la qualità negli ultimi metri. Maldini risponde a questo identikit e potrebbe diventare una pista più concreta nelle prossime settimane.

Laurienté Sassuolo, il Besiktas torna in pressing

Il possibile interesse per Maldini si collega anche al futuro di Laurienté, esterno francese che potrebbe lasciare il Sassuolo in questa sessione di mercato. Sul giocatore resta vivo il pressing del Besiktas, alla ricerca di rinforzi offensivi.

Moretto ha spiegato il legame tra le due operazioni:

«E mi allaccio alla possibile entrata di Daniel Maldini con la possibile uscita di Laurienté. In Turchia si sta parlando tantissimo di Trossard al Besiktas. Quello che mi risulta è che Trossard abbia dei leggeri dubbi. Ad oggi non c’è ancora una luce verde definitiva e totale da parte di Trossard al Besiktas».

Laurienté Besiktas, il giocatore apre alla destinazione

Il quadro resta fluido, ma il Besiktas avrebbe già ripreso i contatti per Laurienté, anche alla luce dei dubbi di Trossard sul trasferimento in Turchia.

«Ecco perché mi hanno riferito, mi hanno detto proprio questo pomeriggio, di come il Besiktas abbia avuto altri contatti per Laurienté che apre totalmente alla destinazione Besiktas».

Il Sassuolo osserva quindi l’evoluzione della situazione. L’eventuale partenza di Laurienté potrebbe accelerare la pista Daniel Maldini, profilo individuato per dare nuova qualità e imprevedibilità all’attacco neroverde.

Norvegia-Inghilterra, caso sul gol di Bellingham: il pallone colpisce il cavo della spider cam. La FIFA risponde alle proteste

Norvegia-Inghilterra, proteste per il pareggio dei Tre Leoni firmato da Jude Bellingham: la traiettoria del pallone modificata dal cavo della telecamera?

Un episodio destinato a far discutere ha segnato il quarto di finale dei Mondiali 2026 tra Norvegia e Inghilterra, terminato con il successo dei Tre Leoni per 2-1. La rete dell’1-1, firmata da Jude Bellingham nel recupero del primo tempo, è nata infatti da una situazione insolita: il pallone, rinviato dal portiere norvegese Nyland, avrebbe colpito il cavo della spider cam sospeso sopra il terreno di gioco.

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L’azione si è sviluppata al secondo minuto di recupero. Sul rinvio alto di Nyland, il pallone ha modificato traiettoria dopo il presunto contatto con il cavo della telecamera, cadendo poi nella zona centrale del campo. Da lì l’Inghilterra ha recuperato il possesso e ha costruito rapidamente l’azione del pareggio.

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Norvegia-Inghilterra, il gol di Bellingham e le proteste

Dopo il recupero del pallone, Gordon ha sviluppato l’azione sulla fascia sinistra e ha servito al centro Bellingham, bravo a superare due difensori e a battere Nyland con un diagonale sul secondo palo.

I giocatori della Norvegia, guidati proprio dal loro portiere, hanno protestato immediatamente con l’arbitro, indicando il cavo sospeso della telecamera. Le immagini dell’episodio sono diventate rapidamente virali sui social, alimentando la polemica.

Su X diversi utenti hanno contestato la convalida del gol: «Il gol dell’Inghilterra è il risultato della palla che ha colpito il cavo della telecamera». Un altro commento ha sottolineato: «Nessun fischio, non è rivedibile?! Eppure come sappiamo, a volte le cose possono improvvisamente diventare rivedibili e reversibili…».

Norvegia-Inghilterra, il chiarimento FIFA e il nodo VAR

Secondo il regolamento, in caso di contatto del pallone con un elemento esterno, come il cavo della spider cam, il gioco dovrebbe essere interrotto. Tuttavia, nel corso della partita la FIFA ha chiarito che il sensore installato all’interno del pallone non avrebbe rilevato alcun impatto con il filo.

In assenza di una conferma tecnologica, né l’arbitro Turpin né il VAR sono intervenuti e l’azione è proseguita fino alla rete del pareggio inglese. Resta però un episodio eccezionale, destinato ad alimentare il dibattito sulla gestione arbitrale e sull’utilizzo della tecnologia in situazioni così rare.

Guardiola ct dell’Italia, la suggestione torna viva: Maldini e Leonardo studiano il colpo per la panchina azzurra

Guardiola ct dell’Italia, la nuova idea dopo l’arrivo di Maldini e Leonardo: l’ex Manchester City può essere la sorpresa tra Conte e Mancini

La scelta del nuovo ct dell’Italia entra nella fase decisiva. Dopo l’ufficialità di Paolo Maldini come direttore tecnico della FIGC e presidente del Club Italia, con Leonardo nel ruolo di advisor, il primo grande nodo da sciogliere riguarda la panchina azzurra. Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, tra i nomi sul tavolo può tornare d’attualità anche quello di Pep Guardiola.

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La rosa dei candidati, al momento, comprende soprattutto Antonio Conte, Roberto Mancini e proprio Guardiola. I primi due restano profili forti e conosciuti, ma non sarebbero necessariamente in cima alle preferenze del nuovo asse tecnico formato da Maldini e Leonardo, chiamato a condividere la scelta con il presidente federale Giovanni Malagò.

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Ct Italia, Conte piace ai club ma non è l’unica soluzione

Antonio Conte rappresenta il nome più gradito ai club di Serie A, che sarebbero pronti anche a sostenere economicamente la FIGC per rendere più sostenibile un ingaggio importante. L’ex ct garantirebbe impatto immediato, intensità e una struttura di lavoro già conosciuta in Nazionale.

Sul tavolo potrebbe esserci un accordo quadriennale, con il Mondiale 2030 come orizzonte naturale del progetto. Conte resta quindi una candidatura solida, ma la nuova dirigenza tecnica azzurra vuole valutare anche scenari più ambiziosi e innovativi.

Ct Italia, Mancini resta sullo sfondo

Il nome di Roberto Mancini conserva peso per il rapporto personale con Malagò e per il ricordo dell’Europeo 2021 vinto con l’Italia. Tuttavia, sul suo profilo pesa ancora l’addio dell’estate 2023, quando lasciò la Nazionale prima dell’esperienza in Arabia Saudita.

La sua candidatura resta in piedi, ma non sembra al momento la più semplice da percorrere. Maldini e Leonardo vogliono una scelta capace di segnare una vera discontinuità rispetto al passato.

Guardiola Italia, la grande suggestione per la rivoluzione azzurra

Ed è qui che torna il nome di Pep Guardiola. L’idea è complessa, soprattutto per i costi dell’ingaggio, ma avrebbe un valore tecnico e simbolico enorme. Se la FIGC vuole avviare una rivoluzione profonda, il tecnico spagnolo rappresenterebbe il profilo più forte per identità, metodo e capacità di incidere su un sistema.

Leonardo, già protagonista di operazioni di mercato molto ambiziose nella sua carriera dirigenziale, potrebbe provare a trasformare la suggestione in qualcosa di più concreto. Guardiola viene da contratti ricchissimi, ma ha sempre legato le sue scelte anche alla forza delle sfide sportive.

Il campo resta aperto: Conte, Mancini e Guardiola sono i nomi principali. Sullo sfondo restano suggestioni come Andrea Pirlo e persino Carlo Ancelotti, ma la decisione finale dovrà arrivare presto per dare forma al nuovo progetto dell’Italia.

Lautaro trascina l’Argentina in semifinale: «Questa Nazionale ha sempre qualcosa in più»

L’Argentina vola tra le prime quattro del Mondiale dopo aver battuto la Svizzera ai quarti di finale: queste le parole di Lautaro Martinez

L’Argentina è tra le quattro migliori squadre del Mondiale 2026. L’Albiceleste ha superato la Svizzera con il risultato di 3-1 e ha conquistato l’accesso alla semifinale, confermando ancora una volta solidità, maturità e capacità di gestire i momenti più complessi della partita.

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Tra i protagonisti della serata c’è stato Lautaro Martinez, autore del gol del definitivo 3-1. L’attaccante dell’Inter ha sottolineato la forza mentale della squadra, capace di restare dentro la gara anche quando la Svizzera ha provato a complicare i piani della nazionale campione in carica.

AMBIZIONE – «Vogliamo ripeterci. Non ci stancheremo mai di dirlo. Questa Nazionale ha sempre qualcosa in più. Anche quando siamo andati in difficoltà siamo rimasti dentro la partita, senza perdere la pazienza. Alla fine sono arrivati i gol che ci hanno portato in semifinale».

Lautaro Argentina, i progressi dopo gli ottavi

Lautaro ha poi evidenziato i miglioramenti dell’Argentina rispetto alla gara degli ottavi di finale contro l’Egitto, soprattutto nella gestione del pallone e delle transizioni difensive.

CRESCITA – «Contro l’Egitto avevamo perso alcuni palloni pericolosi e loro ci avevano colpito in contropiede. Oggi siamo migliorati sotto questo aspetto e siamo tornati a segnare anche su calcio piazzato, una situazione che prepariamo molto in allenamento».

Una vittoria costruita quindi anche sui dettagli, con la squadra di Lionel Scaloni capace di ritrovare efficacia sulle palle inattive e maggiore equilibrio nella gestione dei momenti della partita.

Lautaro Argentina, orgoglio e dedica dopo il gol

Il capitano dell’Inter ha espresso tutta la propria soddisfazione per il cammino della Seleccion, arrivata ancora una volta nel ristretto gruppo delle migliori nazionali del mondo.

ORGOGLIO – «Sono orgoglioso di far parte di questo gruppo, di questa squadra e di questo Paese. Ancora una volta abbiamo portato l’Argentina tra le quattro migliori Nazionali del mondo».

Poi, con il sorriso, Lautaro ha commentato anche il gol che ha chiuso definitivamente la sfida contro la Svizzera, condividendo idealmente la gioia con la sua famiglia presente in tribuna.

GOL – «Immagino che mia madre e mia moglie, che erano in tribuna, stessero pensando: ‘Basta così!’. Sono davvero felice di aver segnato e di aver condiviso questo momento con tutti».

Lautaro difende Scaloni: «Sappiamo perfettamente cosa stiamo facendo»

Nel post partita, Lautaro Martinez ha anche difeso con decisione Lionel Scaloni, rispondendo alle critiche rivolte al commissario tecnico sul piano tattico della nazionale argentina.

SCALONI – «C’è chi dice che Scaloni non abbia un sistema tattico ben definito, ma noi sappiamo perfettamente cosa stiamo facendo. Abbiamo piena fiducia nel suo piano di gioco perché funziona».

L’attaccante ha poi sottolineato come le difficoltà create agli avversari siano la dimostrazione più evidente del lavoro svolto dallo staff tecnico.

CRITICHE – «La cosa divertente è che c’è chi continua a criticarlo, mentre ogni squadra che affrontiamo passa giorni a cercare di capire come fermarci. Questo dice tutto sul lavoro che lui e il suo staff stanno facendo».

Infine, Lautaro ha chiuso con un messaggio di pieno sostegno al tecnico campione del mondo.

FIDUCIA – «Scaloni non deve più dimostrare nulla. Ha costruito una squadra unita, con un’identità precisa e uno stile di gioco che porta risultati. Noi continueremo a seguirlo perché crediamo totalmente nel suo lavoro e in quello del suo staff».

L’Argentina guarda ora alla semifinale con fiducia e consapevolezza. Con un gruppo compatto, un’identità forte e un Lautaro Martinez sempre più decisivo, l’obiettivo è chiaro: provare a difendere il titolo mondiale fino in fondo.

Pagelle Norvegia Inghilterra: Bellingham da impazzire, Schjelderup gioiello. I VOTI

Pagelle Norvegia Inghilterra: i voti ai protagonisti del match, valido per i quarti di finale dei Mondiali 2026

Pagelle Norvegia Inghilterra: i voti ai protagonisti del match, valido per i quarti di finale dei Mondiali 2026.

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NORVEGIA (4-3-3): Nyland 5; Ryerson 6.5 (60′ Aursnes 6), Ajer 6.5, Heggem 6 (91′ Ostigard sv), Wolfe 6 (90′ Pedersen); Berg 6, Berge 6.5, Ødegaard 7; Sorloth 5 (68′ Bobb 5.5), Haaland 5.5 (105′ Strand Larsen sv), Schjelderup 7 (68′ Nusa 6.5). CT: Solbakken

INGHILTERRA (4-2-3-1): Pickford 5.5; Konsa 5.5 (89′ Rogers sv), Guehi 5.5, Stones 5.5, O’Reilly 6 (86′ Spence 6); Rice 5.5 (46′ Eze 5.5), Anderson 6,5; Madueke 5 (46′ Saka 6.5), Bellingham 8,5 (111′ Burn sv), Gordon 6.5 (71′ James 6); Kane 5.5. CT: Tuchel

Moviola Norvegia Inghilterra: gli episodi dubbi del match diretto da Clement Turpin

Moviola Norvegia Inghilterra: gli episodi dubbi del match, valido per i quarti di finale dei Mondiali 2026

La moviola di Norvegia Inghilterra, con gli episodi dubbi della sfida valida per i quarti di finale dei Mondiali 2026. Arbitro dell’incontro Clement Turpin.

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PRIMO TEMPO

Netto il fallo di Ajer per l’intervento in ritardo su Bellingham al 27′, che porta ad una interessante e pericolosa punizione dal limite per l’Inghilterra: Kane però calcia forte ma alto. Proteste inglesi al 36′ per l’azione che porta al gol di Schjelderup: azione che nasce dalla palla rubata di Berg su Kane, con l’attaccante inglese che però resta a terra e chiede un fallo. Gol confermato sia dall’arbitro che dal Var. Regolare, e bellissimo, il gol del pareggio di Bellingham a fine primo tempo. Annullato per fuorigioco il gol di Kane su assist di Bellingham allo scadere della prima frazione di gioco.

SECONDO TEMPO

Sugli sviluppi di un corner il gol del vantaggio della Norvegia con la zampata di Heggem da pochi passi: ancora una volta proteste accese dell’Inghilterra per la spinta a due mani di Haaland su Anderson, col centrocampista inglese che cade. Turpin, richiamato all’on field review dal Var, torna indietro sui suoi passi e annulla la rete. Nei minuti di recupero del secondo tempo, Bellingham finisce a terra dopo un colpo fortuito al tallone ricevuto da Heggem, per l’arbitro non c’è nulla. Si chiudono così i tempi regolamentari. Partita equilibrata e all’insegna della sportività: 8 i falli commessi dalla Norvegia, 5 quelli dell’Inghilterra ma nessun cartellino giallo.

PRIMO TEMPO SUPPLEMENTARE

Regolare il gol di rapina di Bellingham, che vale la doppietta e il vantaggio inglese. Al 99′ Turpin assegna un calcio di rigore dopo che Spence è stato atterrato in area da Bobb: dopo l’on field review cambia però la sua decisione e toglie il calcio di rigore. Al 117′ Ajer è il primo ammonito della gara, per proteste.

Italia, Malagò riparte da Maldini e Leonardo: «Ora condividiamo insieme la scelta del nuovo ct»

Il presidente della FIGC, Giovanni Malagò, commenta la scelta di Paolo Maldini come nuovo direttore tecnico e presidente del Club Italia

Un tassello è andato al suo posto, ora manca quello più importante: il nome del nuovo commissario tecnico dell’Italia. Dopo la nomina di Paolo Maldini come direttore tecnico della FIGC e presidente del Club Italia, il presidente federale Giovanni Malagò può iniziare la seconda fase del progetto: scegliere l’allenatore che dovrà guidare la Nazionale verso i prossimi grandi appuntamenti, dagli Europei al Mondiale 2030.

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A poco meno di tre settimane dalla sua elezione alla guida della Federcalcio, Malagò ha dunque chiuso il primo dossier centrale della nuova gestione. La scelta di Maldini era considerata prioritaria dal presidente, che ha spiegato alla Rai le ragioni dell’incarico affidato all’ex capitano del Milan e della Nazionale.

LEGGI ANCHE: Maldini direttore tecnico FIGC, ora è ufficiale: guiderà il nuovo Club Italia con Leonardo advisor! Il precedente dei due al Milan e il ‘favore ricambiato’

Maldini Italia, Malagò spiega la scelta

OBIETTIVO – «Era da sempre il mio obiettivo, ho sempre pensato che Maldini potesse essere la persona giusta per sovrintendere a quello che è il settore tecnico della Figc che implica anche la filiera delle nazionali giovanili. Ho cominciato a parlare, in due settimane abbiamo portato avanti idee e progetti entrando nello specifico. Paolo mi ha detto subito che sarebbe stato non solo felice ma sarebbe stato giusto coinvolgere Leonardo come consulente e advisor in questo progetto perché il lavoro è tanto, impegnativo e sfidante. Sono contento di questo, ho una stima profonda in Leonardo, sono facce della stessa medaglia. C’è un impegno di quattro anni che ci deve portare al Mondiale prossimo del 2030, passando per un Europeo».

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L’ingresso di Leonardo come advisor completa il nuovo assetto tecnico pensato da Malagò. L’obiettivo è costruire una struttura più solida, capace di intervenire non solo sulla Nazionale maggiore, ma anche sull’intera filiera delle selezioni giovanili.

Ct Italia, ora la scelta del nuovo allenatore

Dopo aver definito la figura del direttore tecnico, la FIGC passerà alla scelta del nuovo ct azzurro. Malagò ha ribadito di non aver ancora aperto trattative dirette con nessun allenatore, confermando la volontà di condividere ogni decisione con Maldini.

SCELTA CT – «Sono contento, era l’obiettivo prefissato, e da adesso cominciamo a ragionare per condividere insieme la scelta del nuovo ct. Come ho sempre ribadito non ho parlato con nessuno. Serve un allenatore e credo sia giusto e anche rispettoso che questa scelta si condivida, altrimenti culturalmente sarebbe una prevaricazione da parte del presidente. C’è un discorso anche culturale diverso, è stata una mia idea confrontarsi anche se so che l’ultima responsabilità è la mia insieme ai colleghi del consiglio federale».

Il nuovo corso dell’Italia riparte quindi da una gestione condivisa tra presidenza federale, direzione tecnica e consiglio. La nomina del prossimo ct sarà il passaggio decisivo per dare forma al progetto azzurro.

Soulé e la Roma, futuro ancora incerto: «Se resto? Sinceramente non lo so»

Punto interrogativo sulla permanenza di Matias Soulé alla Roma, l’argentino rientra nella Capitale ma il mercato resta aperto

Matias Soulé è tornato a Roma, ma il suo futuro resta ancora tutto da definire. L’attaccante argentino è rientrato in Italia dopo alcuni giorni di vacanza, in vista del ritiro estivo dei giallorossi, fissato per lunedì 13 luglio a Trigoria.

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Il classe argentino è uno dei profili che potrebbero lasciare la Roma in questa sessione di mercato. La società valuta infatti alcune possibili uscite per finanziare nuove operazioni in entrata e sistemare i conti in ottica Fair Play Finanziario. In questo scenario, il nome di Soulé resta tra quelli più seguiti.

Intercettato in aeroporto da Il Romanista, l’attaccante non si è sbilanciato sul proprio futuro, limitandosi a commentare il ritorno al lavoro e la qualificazione in Champions League: «Sto bene, sono pronto per ricominciare. Ovviamente sono contento per la Champions».

Soulé Roma, la frase sul futuro alimenta i dubbi

La risposta più significativa è arrivata quando a Soulé è stato chiesto se resterà alla Roma anche nella prossima stagione. L’argentino ha preferito non dare certezze: «Se resto alla Roma? Sinceramente non lo so, sono appena arrivato».

Parole che confermano come la situazione sia ancora fluida. Il giocatore inizierà il ritiro con il gruppo, ma la sua permanenza nella Capitale non può essere considerata scontata. Molto dipenderà dalle offerte che arriveranno nelle prossime settimane e dalle valutazioni della dirigenza giallorossa.

Soulé Roma, Premier e Arabia alla finestra

Secondo Il Corriere dello Sport, Sunderland e Fulham sono in contatto con l’agente del calciatore, Martin Guastadisegno, e stanno valutando la possibilità di presentare un’offerta alla Roma.

Restano vive anche le piste in Arabia Saudita, dove Al Ahli e Al Hilal continuano a monitorare il profilo dell’attaccante. Dal punto di vista economico, una cessione di Soulé per una cifra superiore ai 30 milioni di euro permetterebbe alla Roma di realizzare una plusvalenza importante, considerando un valore residuo a bilancio di circa 15,5 milioni.

La partenza dell’argentino garantirebbe a Tony D’Amico nuove risorse da reinvestire sul mercato e rappresenterebbe anche un segnale positivo alla UEFA sul fronte del rispetto dei parametri finanziari.

Belghali lascerà il Verona: Juventus e Napoli alla finestra, ecco a chi può fare più comodo

Belghali lascerà il Verona: Juventus e Napoli alla finestra, ecco a chi può fare più comodo: la nostra analisi sull’esterno algerino

Rafik Belghali è destinato a lasciare l’Hellas Verona nei prossimi giorni o nelle prossime settimane. Il terzino destro algerino classe 2002, reduce dall’esperienza al Mondiale, si sta riposando dopo gli impegni con la nazionale, ma il suo futuro sembra ormai lontano dal club gialloblù e dal prossimo campionato di Serie B.

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Come ricordato da Alfredo Pedullà, Frederic Massara lo avrebbe voluto già ai tempi della Roma, anche se l’operazione non si è poi concretizzata. Ora il dirigente della Juventus si è nuovamente informato sul giocatore, in attesa di decidere se affondare il colpo. Anche il Napoli ha effettuato un sondaggio, pur mantenendo Dodò come prima soluzione per la corsia destra.

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La valutazione di Belghali si aggira intorno ai 15 milioni di euro. Sullo sfondo possono inserirsi anche altri club italiani ed esteri, mentre la pista Fiorentina è ormai da escludere dopo l’arrivo di Alex Jimenez per quella fascia.

Belghali Juventus, perché può essere un profilo utile

Belghali è uno degli esterni più interessanti emersi dall’ultima stagione del Verona. Nato a Leuven, di nazionalità sportiva algerina, è un destro naturale alto circa 1,78 metri, con una struttura fisica leggera, dinamica e adatta a coprire tutta la fascia.

Il suo ruolo naturale è quello di terzino destro, ma le sue caratteristiche lo rendono particolarmente efficace anche da quinto di centrocampo. È un giocatore di corsa, gamba e progressione, capace di attaccare lo spazio e accompagnare l’azione con continuità. Non è un laterale di puro palleggio, ma un esterno verticale, portato a guadagnare campo e a dare profondità alla manovra.

Per la Juventus, potrebbe rappresentare un innesto interessante proprio per duttilità tattica. Belghali può giocare da quinto in un sistema a tre oppure da terzino in una linea a quattro, anche se in quest’ultimo caso avrebbe bisogno di ulteriore lavoro sulle letture difensive.

Belghali Napoli, investimento più da rotazione

Al Napoli, invece, l’incastro sarebbe diverso. Gli azzurri cercano un profilo da affiancare a Giovanni Di Lorenzo, ma Belghali non è un terzino bloccato o puramente difensivo. È più un esterno di spinta, utile per dare energia, ampiezza e profondità.

Nel contesto di Massimiliano Allegri, potrebbe crescere molto dal punto di vista tattico, soprattutto nella gestione della fase difensiva e delle letture senza palla. Tuttavia, almeno inizialmente, rischierebbe di essere più un’alternativa da rotazione che un innesto immediatamente centrale.

Belghali, dove farebbe più comodo

Tra Juventus e Napoli, oggi Belghali sembra più funzionale ai bianconeri. Alla Juve avrebbe più spazio tattico per essere valorizzato come esterno a tutta fascia e potrebbe coprire una zona del campo in cui servono gamba, freschezza e alternative.

Per il Napoli resterebbe comunque un investimento interessante, ma più legato alla crescita graduale dietro un titolare consolidato. La sensazione è che il futuro di Belghali sia pronto a entrare nel vivo: il Verona aspetta l’offerta giusta.

Maldini direttore tecnico FIGC, ora è ufficiale: guiderà il nuovo Club Italia con Leonardo advisor! Il precedente dei due al Milan e il ‘favore ricambiato’

Paolo Maldini è il nuovo direttore tecnico della Nazionale, arriva il sì al progetto di Malagò: con lui arriva anche Leonardo come advisor

Ora è ufficiale: Paolo Maldini è il nuovo direttore tecnico della FIGC e assumerà anche la presidenza del Club Italia. La svolta è stata annunciata dal presidente federale Giovanni Malagò all’Ansa, al termine di giorni di attesa e riflessioni sul nuovo assetto dirigenziale della Nazionale.

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L’ex capitano del Milan ha accettato la proposta di Malagò e sarà chiamato a guidare il nuovo progetto azzurro dopo l’inevitabile rivoluzione del calcio italiano. Si tratta di un ruolo inedito all’interno della Federazione, pensato per dare una nuova struttura tecnica e gestionale all’intera filiera della Nazionale italiana.

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Accanto a Maldini ci sarà anche Leonardo, inserito nel nuovo gruppo dirigenziale con il ruolo di Advisor. Una scelta a sorpresa, probabilmente legata proprio a quella novità anticipata nei giorni scorsi dallo stesso Malagò.

Maldini FIGC, il comunicato ufficiale

La FIGC ha annunciato così il nuovo incarico affidato a Maldini:

«Con soddisfazione il Presidente della FIGC, Giovanni Malagò, annuncia che Paolo Maldini ha accettato l’incarico di Direttore Tecnico della Federazione. Paolo Maldini svolgerà tale compito unitamente a Leonardo nella qualità di Advisor.

A Paolo Maldini Giovanni Malagò affiderà anche la presidenza del Club Italia».

Il nuovo direttore tecnico avrà un ruolo centrale non solo nella scelta del prossimo commissario tecnico, ma anche nella gestione complessiva del percorso azzurro, dalle nazionali giovanili alla selezione maggiore.

Maldini e Leonardo, una coppia già vista al Milan

L’arrivo di Leonardo al fianco di Maldini richiama anche un precedente importante in ambito rossonero. Nel 2018, quando era direttore generale del Milan, fu proprio Leonardo a riportare Maldini nel club, affidandogli il ruolo di direttore dello sviluppo strategico dell’area sport del fondo Elliott.

Successivamente, nel 2019, Maldini diventò direttore dell’area tecnica del Milan al posto dello stesso Leonardo, restando poi in carica fino all’addio del 2023.

Ora i due si ritrovano in FIGC per una nuova missione: rilanciare l’Italia, ricostruire il Club Italia e restituire centralità a una Nazionale chiamata a tornare competitiva ai massimi livelli.

Darmian, futuro ancora in Serie A dopo l’addio all’Inter? Il difensore può essere un’occasione: «Voglio continuare a giocare»

Dopo aver salutato l’Inter in scadenza di contratto, Matteo Darmian non pensa al ritiro e può rappresentare un’idea per diversi club di Serie A

Matteo Darmian non ha intenzione di fermarsi. A 36 anni, dopo sei stagioni ricche di successi con l’Inter, l’ex esterno nerazzurro guarda al futuro con la voglia di continuare a giocare. Svincolatosi lo scorso giugno, il classe 1989 resta un profilo di esperienza, duttilità e affidabilità, caratteristiche che lo hanno reso prezioso durante il suo lungo percorso a Milano.

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Con la maglia dell’Inter, Darmian ha conquistato nove trofei: tre scudetti, tre Coppe Italia e tre Supercoppe italiane, arrivando anche a indossare la fascia da capitano. Un rendimento costante, costruito sulla capacità di adattarsi a più ruoli tra difesa ed esterni di fascia.

Nel corso di una lunga intervista concessa a Bruno Longhi per la trasmissione Apericalcio, Darmian ha parlato del suo futuro: «Sinceramente non so quale possa essere il mio futuro. So solo che ho passato un bellissimo periodo all’Inter e che ho avuto tutto quanto desideravo avere dal calcio e dalla vita. Ora è certo che voglio continuare a giocare, perché mi sento veramente bene. In Italia o all’estero? Sicuramente in Italia».

Darmian Inter, il ricordo dei sei anni in nerazzurro

L’ex Manchester United ha ripercorso anche il suo arrivo all’Inter dopo l’esperienza al Parma, sottolineando la consapevolezza di entrare in un club abituato a lottare per obiettivi importanti.

Darmian ha spiegato: «In nerazzurro ho ottenuto tutto quanto speravo. Quando ho lasciato il Parma sapevo dove stavo andando: in un grande club, con responsabilità importanti, dove lotti per traguardi grandi. Sono felicissimo dei successi ottenuti, sono stati sei anni magnifici».

Tra i momenti più significativi, il difensore ha citato gli scudetti conquistati con tre allenatori diversi: Antonio Conte, Simone Inzaghi e Cristian Chivu. «Tutti e tre gli scudetti sono stati belli, forse se ne dovessi scegliere uno sceglierei quello della seconda stella, ma ogni vittoria ha un sapore bellissimo. Anche il 19esimo, per esempio, è indimenticabile, perché è stato il mio primo, quello che ha oltretutto rotto l’egemonia della Juve. E quest’anno, beh, una bella rivalsa».

Darmian Inter, da Conte a Chivu: il rapporto con gli allenatori

Darmian ha poi raccontato il rapporto con i tecnici avuti all’Inter: «Con tutti gli allenatori ho avuto ottimi rapporti. Conte ad esempio lo conoscevo già dalla Nazionale, sapevo cosa chiedeva e voleva. Inzaghi ha portato avanti il percorso e lo ha consolidato. Poi è arrivato Chivu che è stato bravissimo a capire il momento, quanto pesasse il ko in Champions, e ci ha dato subito quello di cui avevamo bisogno. Si è inserito nel modo giusto e il gruppo ha recepito. Un gruppo forte e di valore: insieme siamo tornati a vincere».

Sul possibile paragone con Mkhitaryan, fresco di rinnovo, Darmian ha aggiunto: «Un campione, dentro e fuori dal campo, sono molto contento che abbia rinnovato, l’Inter e i suoi tifosi possono continuare a godersi un grande campione. Per quanto riguarda me, ripeto, mi mancherà tutto perché sono stati sei anni importanti. Adesso ho solo molta voglia di rimettermi in gioco e tornare a giocare».

Il futuro sarà dunque ancora in campo, con una certezza: Darmian vuole restare in Italia e continuare a essere protagonista.

Baroni Verona, ritorno ufficiale in gialloblù: «Sono qui per essere protagonista»

Baroni torna all’Hellas Verona, il tecnico si presenta e rilancia le ambizioni gialloblù: le parole dell’allenatore in conferenza stampa

Marco Baroni è pronto a ripartire dal Verona. Il club gialloblù ha scelto di affidare la panchina all’allenatore, protagonista di un ritorno in una piazza che conosce bene e che ha deciso di riabbracciare con entusiasmo e grande motivazione.

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Nel corso della conferenza stampa di presentazione, Baroni ha spiegato le ragioni della sua scelta, sottolineando il legame con la città, il valore dell’ambiente e la voglia di costruire un percorso ambizioso. Per il tecnico sarà fondamentale ripartire da lavoro, intensità e conoscenza del gruppo, soprattutto nella prima fase del ritiro.

Baroni Verona, il ritorno e le motivazioni

RITORNO – «Sono orgoglioso e carico di essere qui. Ho scelto di tornare per la città, per la sua gente e per il direttore che è qui al mio fianco. Verona non ha una categoria, la sua vera categoria è rappresentata dai valori della città e delle persone che la vivono. Ripartiamo dalle grandi motivazioni e dalla voglia che ho».

Parole chiare da parte di Baroni, che ha voluto mettere subito al centro il senso di appartenenza e il rapporto con l’ambiente gialloblù. L’obiettivo sarà costruire una squadra capace di rappresentare al meglio lo spirito della città.

Baroni Verona, identità e lavoro nel ritiro

LAVORO – «Dovremo svolgere un lavoro di grande qualità, intensità e determinazione. Non mi piacciono gli slogan, preferisco i fatti. Posso assicurare che siamo qui per essere protagonisti. Devo conoscere bene molti ragazzi e la prima parte del ritiro sarà molto importante, non solo per valutarli tatticamente ma per conoscere l’uomo».

Il tecnico ha quindi indicato nel ritiro un passaggio decisivo per valutare la rosa e iniziare a costruire la nuova identità del Verona. Non soltanto aspetti tattici, ma anche conoscenza umana e mentale dei giocatori.

Baroni Verona, difesa a quattro e calcio offensivo

IDENTITÀ TATTICA – «Una delle nostre certezze sarà la difesa a quattro. Sarà un Verona offensivo, anche nelle mia precedente esperienza in Serie A abbiamo cercato di essere propositivi».

Baroni riparte dunque da alcuni principi chiari: difesa a quattro, atteggiamento propositivo e volontà di giocare un calcio coraggioso. Il nuovo Verona vuole costruire una squadra intensa, organizzata e capace di recitare un ruolo da protagonista.

Arthur alla Atta Fiorentina, ora è ufficiale: colpo da 32 milioni per il centrocampo viola! Il comunicato

Arthur Atta è un nuovo giocatore della Fiorentina, arriva l’ufficialità del nuovo rinforzo arrivato dall’Udinese per il centrocampo

Arthur Atta è ufficialmente un nuovo giocatore della Fiorentina. Il centrocampista francese classe 2003 arriva dall’Udinese a titolo definitivo, al termine di un’operazione condotta sottotraccia dal direttore sportivo viola Fabio Paratici e chiusa con un blitz nella notte tra l’8 e il 9 luglio.

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Un colpo importante per la squadra di Fabio Grosso, che potrà contare su una delle mezzali più tecniche e interessanti dell’ultimo campionato di Serie A. Atta porta qualità, fisicità, inserimenti e capacità di incidere negli ultimi metri, caratteristiche che lo hanno reso uno dei profili più seguiti del mercato.

Arthur Atta Fiorentina, il comunicato ufficiale

La Fiorentina ha annunciato l’arrivo del centrocampista con una nota ufficiale:

«ACF Fiorentina comunica di aver acquistato, a titolo definitivo, i diritti alle prestazioni sportive del calciatore Arthur Atta dall’ Udinese Calcio.

Nato a Rennes (Francia) il 14 gennaio 2003, nel corso della sua carriera ha vestito, oltre quella dell’ Udinese, anche la maglia del Metz.

Il nuovo calciatore viola, durante l’ultima stagione in Friuli, ha collezionato 36 presenze tra Serie A e Coppa Italia segnando 6 gol e fornendo 4 assist».

Numeri significativi per un centrocampista giovane ma già abituato al livello del campionato italiano. Nella scorsa stagione, Atta si è imposto come una mezzala moderna, capace di unire tecnica, corsa e partecipazione offensiva.

Arthur Atta Fiorentina, cifre e dettagli dell’affare

L’accordo tra Fiorentina e Udinese è stato definito su basi economiche molto importanti. L’operazione prevede una parte fissa da 27 milioni di euro, a cui si aggiungeranno 5 milioni di bonus legati al rendimento del giocatore e agli obiettivi stagionali.

Nel contratto tra i due club è stata inserita anche una clausola che garantirà all’Udinese il 30% sulla futura rivendita del calciatore. Per Atta, invece, è pronto un accordo a lungo termine: il centrocampista firmerà un quinquennale fino al 2031 da 1,5 milioni di euro a stagione.

La Fiorentina si assicura così un investimento di alto profilo per il presente e per il futuro, affidando a Grosso un rinforzo destinato a diventare centrale nel nuovo progetto viola.

Sorpresa Cagliari, sorpasso sul Parma per Fazzini: i dettagli sul colpo a centrocampo in arrivo per Pisacane

Fazzini verso il Cagliari, i rossoblù accelerano per il centrocampista classe 2003 della Fiorentina: sorpasso in corso sul Parma

Il Cagliari continua a ridisegnare il proprio centrocampo e, dopo l’arrivo di Harry Winks, prepara un’altra operazione importante in entrata. Nelle ultime ore il club rossoblù ha effettuato un sorpasso concreto per Jacopo Fazzini, centrocampista classe 2003 di proprietà della Fiorentina.

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Il giocatore, ex Empoli, era stato accostato a diverse società nelle ultime settimane. Il suo profilo era stato proposto anche alla Lazio, mentre il Parma aveva mosso passi importanti e sembrava vicino alla definizione dell’operazione sulla base di un prestito con diritto di riscatto. La situazione, però, è cambiata rapidamente.

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Il Cagliari si è inserito con forza nella trattativa e ora è in vantaggio per chiudere l’affare. La formula resta quella del prestito con diritto di riscatto, soluzione che permetterebbe ai rossoblù di aggiungere qualità e prospettiva alla mediana senza appesantire immediatamente il bilancio.

Fazzini Cagliari, il Parma rallenta e i rossoblù ne approfittano

Il Parma aveva fatto sul serio per Fazzini, ma nelle ultime ore avrebbe rallentato dopo alcune riflessioni interne. Il nodo riguardava soprattutto la collocazione tattica del centrocampista nel sistema di gioco di Carlos Cuesta, aspetto che ha portato i ducali a prendersi più tempo.

Il Cagliari, invece, ha trovato un contesto tecnico più chiaro per il classe 2003. Nel progetto di Fabio Pisacane, Fazzini potrebbe ricoprire il ruolo di mezzala, posizione nella quale può esprimere al meglio dinamismo, inserimenti e qualità nella gestione del pallone.

Fazzini Cagliari, nuovo rinforzo per il centrocampo

L’eventuale arrivo di Jacopo Fazzini confermerebbe la volontà del Cagliari di costruire un centrocampo più tecnico, giovane e completo. Dopo Winks, il club rossoblù punta a inserire un altro profilo capace di dare alternative e soluzioni diverse a Pisacane.

Il sorpasso sul Parma è concreto e la trattativa è in corso. Il Cagliari prova così a chiudere un colpo di prospettiva, con Fazzini pronto a iniziare una nuova esperienza in Serie A.

La eliminò in Coppa Italia lo scorso anno, ora diventa bianconero: la Juventus acquista Ismael Konaté. Ecco chi è

Dopo averla eliminata in Coppa Italia lo scorso anno, ora Ismael Konaté è stato acquisto dalla Juventus. Chi è

Nuovo innesto di prospettiva per la seconda squadra della Juventus, che continua a muoversi con decisione per rinforzare il proprio reparto d’attacco. Secondo quanto svelato da Juventusnews24, la dirigenza bianconera ha definito l’arrivo di Ismael Konate, destinato ad aggregarsi immediatamente alla formazione Next Gen. Per i bianconeri si tratta del secondo colpo nel reparto avanzato dopo il recente tesseramento di Okolo. Una mossa che conferma la precisa strategia del direttore sportivo Claudio Chiellini, intenzionato a regalare all’allenatore mister Brambilla un parco attaccanti competitivo, completo e ricco di varianti tattiche per affrontare al meglio la nuova stagione. Il giovane talento si trasferisce a Torino a titolo definitivo dall’Empoli.

Il percorso di Konate: dai primi passi al Milan fino alla Serie A

Classe 2006, Konate si presenta all’ombra della Mole con un bagaglio d’esperienza già molto significativo accumulato nei principali vivai del Paese. La sua crescita calcistica è passata da palcoscenici di prima fascia: ha infatti mosso i primi passi nel settore giovanile del Milan, per poi mettersi in grande evidenza con la maglia del Cagliari, dove ha collezionato numeri importanti mettendo a referto 89 presenze, 26 reti e 6 assist. Successivamente, il ragazzo ha vissuto una tappa formativa fondamentale in Serie C con il prestito al Lecco, chiudendo l’esperienza con 19 apparizioni, 4 gol e 3 assist.

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Il definitivo salto di qualità è avvenuto però all’Empoli, club storicamente specializzato nel lancio dei migliori talenti calcistici. In Toscana, il classe 2006 è riuscito persino a bagnare il proprio esordio nel massimo campionato, collezionando 12 presenze in Serie A. Questa trafila ad alti livelli lo ha aiutato a maturare rapidamente dal punto di vista caratteriale e atletico. Il valore del ragazzo è certificato anche dalla chiamata delle selezioni azzurre: Konate vanta infatti diverse convocazioni con l’Italia Under 19 e l’Under 20, maglia con cui ha preso parte alla spedizione dei Mondiali di categoria nel 2025.

Identikit tattico: duttilità e potenza al servizio di Brambilla

Dal punto di vista delle caratteristiche sul terreno di gioco, il neo-acquisto bianconero risponde in pieno all’identikit del centravanti moderno. La sua qualità principale risiede nella duttilità: nasce originariamente come prima punta, un ruolo in cui riesce a far valere una straripante fisicità, la pulizia nella protezione della sfera e un innato senso del gol negli ultimi sedici metri.

Tuttavia, la sua spiccata progressione palla al piede e la velocità nello stretto gli consentono di spaziare su tutto il fronte offensivo, potendo agire con la medesima efficacia sia da ala destra che da ala sinistra. Questa polivalenza nel tridente d’attacco offrirà a mister Brambilla una risorsa preziosissima per scardinare le difese avversarie attraverso il movimento e l’imprevedibilità.

Laurienté spinge per il Besiktas ma il Sassuolo…Nuovi contatti nelle ultime ore, cosa è successo!

Il Sassuolo ha risposto così al Besiktas per quanto riguarda l’interesse per Armand Laurienté. Cosa è successo

Il mercato estivo vive di accelerate improvvise e di lunghe trattative, e la situazione legata al futuro di Armand Laurienté rientra perfettamente in queste dinamiche. Nelle ultime ore, infatti, si sono registrati nuovi contatti sull’asse di mercato che porta direttamente in Turchia. Il Beşiktaş, secondo Matteo Moretto, ha manifestato nuovamente e in modo concreto il proprio forte interesse per l’esterno offensivo, avviando un nuovo giro di dialoghi nel tentativo di sbloccare l’operazione. Tuttavia, la risposta arrivata dall’Italia è stata rigida: il Sassuolo continua a fare muro, opponendo una netta resistenza alle avances della società di Istanbul.

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La posizione di Laurienté: accordo totale con il Beşiktaş

Nonostante la chiusura da parte della dirigenza emiliana, la trattativa presenta un elemento di forte spinta da parte del giocatore. Laurienté ha già accettato la destinazione, trovando un’intesa con il sodalizio turco. Una presa di posizione chiara, che dimostra come il gradimento nei confronti del progetto proposto dal club di Istanbul sia totale.

Proprio per questo motivo, l’attaccante non si sta limitando ad attendere l’evoluzione degli eventi, ma preme per il trasferimento in terra turca. La volontà del giocatore è ormai delineata e la sua priorità per questa sessione di calciomercato è quella di vestire la maglia del Beşiktaş, cercando di favorire la conclusione della trattativa nel più breve tempo possibile.

Braccio di ferro di mercato: il muro del Sassuolo contro la pressione del giocatore

Ci si trova quindi di fronte a un classico scenario del calciomercato, un vero e proprio braccio di ferro che vede coinvolte tre parti. Da un lato c’è il Beşiktaş, che forte del gradimento del ragazzo continua a mantenere vivi i contatti; dall’altro c’è il giocatore stesso che spinge per ottenere il via libera definitivo.

A bloccare momentaneamente la fumata bianca è la rigida opposizione della società proprietaria del cartellino. Il muro eretto dal Sassuolo costringerà le parti a nuovi e approfonditi aggiornamenti, poiché la distanza tra la resistenza societaria e il forte desiderio d’addio del calciatore rappresenta lo scoglio principale da superare. I nuovi contatti serviranno proprio a capire se la pressione di Laurienté potrà scalfire la fermezza del club o se la posizione rimarrà di totale chiusura.

Nuova avventura per Stefano Okaka: si allenerà con l’Iraklis di Walter Mazzarri

Stefano Okaka si allenerà con l’Iraklis di Walter Mazzarri: ecco la nuova avventura per l’attaccante italiano

Il calciomercato riserva sempre traiettorie sorprendenti e l’ultimo capitolo della carriera di Stefano Okaka ne è la prova evidente. L’esperto attaccante italiano, reduce da una recente parentesi calcistica e dalla successiva formale separazione con il Ravenna, è pronto a rimettersi in gioco lontano dall’Italia. Nel suo futuro immediato si prospetta infatti un’affascinante avventura in Grecia, dove potrebbe presto legarsi ufficialmente a uno dei club più caldi del panorama ellenico.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Il fattore Walter Mazzarri e il periodo di prova all’Iraklis Salonicco

La destinazione prescelta secondo Sky è l’Iraklis Salonicco, una realtà ambiziosa che per la propria panchina ha deciso di affidarsi a una vecchia ed eccellente conoscenza del nostro campionato: Walter Mazzarri. Il tecnico toscano, attualmente alla guida della formazione greca, è pronto a strutturare la squadra inserendo profili di grande esperienza internazionale e carisma.

La formula scelta dalle parti per questa operazione prevede un inserimento graduale. Okaka, infatti, non firmerà immediatamente un accordo formale: la punta si allenerà inizialmente con il gruppo agli ordini del mister ex Napoli. Questo periodo di prova permetterà allo staff tecnico di valutare attentamente la tenuta atletica e le condizioni complessive del centravanti. Qualora questo test preliminare sul campo dovesse dare l’esito sperato, le parti si siederanno a un tavolo per definire i dettagli e firmare il contratto definitivo che legherà ufficialmente il giocatore al club di Salonicco.

L’INTERVISTA ESCLUSIVA DI SAMPNEWS24 A OKAKA

Dal Ravenna alla Grecia: la parabola dell’ex attaccante della Roma

L’addio al Ravenna ha sancito la fine di un capitolo e aperto una nuova finestra europea per Okaka, che vede nella massima divisione greca la perfetta vetrina per un rilancio in grande stile. Cresciuto calcisticamente nel florido vivaio della Roma, club con cui ha esordito giovanissimo nel grande calcio collezionando gol e presenze sia in Serie A che in Europa, il centravanti vanta una carriera da vero e proprio giramondo.

Nel corso degli anni, il bomber ha vestito maglie prestigiose in Italia e all’estero, lasciando ottimi ricordi in piazze come Sampdoria, Udinese e Parma, ma anche oltremanica con il Watford in Premier League e in Turchia con l’Istanbul Başakşehir. La sua straordinaria fisicità, unita alla spiccata capacità di fare reparto da solo e di proteggere il pallone, rappresenta da sempre il suo principale marchio di fabbrica. Caratteristiche tattiche che nello scacchiere di Walter Mazzarri potrebbero incastrarsi alla perfezione. I prossimi giorni di allenamento a Salonicco saranno decisivi per trasformare questa suggestione di mercato in una fumata bianca ufficiale.

La Fiorentina prende anche Alex Jimenez! Affare fatto, le cifre e tutti i dettagli per l’ex terzino del Milan

La Fiorentina ha chiuso per Alex Jimenez! Accordo trovato, le cifre e i dettagli per l’operazione riguardante il terzino spagnolo

La Fiorentina accelera sul mercato e puntella le corsie esterne con un innesto di assoluto spessore e prospettiva. Il club viola ha infatti definito, con un vero e proprio blitz a sorpresa, l’arrivo di Alex Jimenez, terzino di proprietà del Bournemouth e già ben noto agli appassionati del calcio italiano per i suoi recenti trascorsi con la maglia del Milan. Un rinforzo di grande spessore per la fascia, capace di accendere l’entusiasmo della piazza e di garantire fin da subito nuove soluzioni tattiche. Lo riferisce Gianluca Di Marzio.

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Jimenez a Firenze: visite mediche al centro sportivo

La trattativa lampo è ormai giunta alle battute finali, tanto che l’iter burocratico e formale è scattato senza intoppi nelle ultime ore. Il calciatore spagnolo si trova in città per espletare tutte le formalità necessarie prima della firma sul nuovo contratto.

Dopo aver completato con successo la primissima parte dei test fisici e dei controlli clinici presso una struttura sanitaria esterna, Jimenez ha raggiunto il centro sportivo viola. All’interno del moderno quartier generale viola, il laterale sta ultimando proprio in queste ore le visite mediche di rito, l’ultimo passo formale che precede l’apposizione della firma sul contratto e il successivo annuncio ufficiale sui canali societari.

Le cifre dell’affare: prestito con solo diritto di riscatto

I dirigenti hanno trovato la quadra definitiva con il Bournemouth, definendo nei minimi dettagli le modalità economiche e la formula del trasferimento del difensore. L’ex calciatore rossonero sbarcherà in maglia viola con la formula del prestito con diritto di riscatto fissato a 20 milioni di euro.

Le due società hanno strutturato un accordo ben preciso che tutela la pianificazione finanziaria del club italiano: si tratta esclusivamente di un diritto di opzione, senza l’inserimento di alcuna clausola o condizione legata a obiettivi sportivi o presenze che possa far scattare l’obbligo di acquisto a titolo definitivo. Una scelta strategica che permetterà alla dirigenza di valutare con calma il rendimento del ragazzo nel corso dell’annata.

La Fiorentina si appresta così ad abbracciare un nuovo fondamentale tassello per il dinamico scacchiere tattico di Fabio Grosso. Le caratteristiche di Jimenez, abile nella spinta e dotato di un’ottima facilità di corsa su entrambe le fasce, si sposano alla perfezione con l’idea di gioco propositiva del nuovo allenatore. Quarto acquisto per la Fiorentina, scatenatissima fin qui: dopo Viery, Atta, Dragusin ecco Jimenez.

Retroscena per Tolu Arokodare, il Wolverhampton ha respinto l’offerta di questa squadra italiana!

Tolu Arokodare nel mirino di una squadra italiana ma il Wolverhampton ha respinto l’offerta. Cosa è successo

La Fiorentina continua a muoversi con grande decisione per regalare un nuovo tassello al proprio reparto avanzato, ma la strada che porta all’obiettivo prescelto si preannuncia in salita. Secondo quanto rivelato dall’esperto di mercato Fabrizio Romano, il club viola avrebbe presentato una prima offerta ufficiale al Wolverhampton per l’attaccante Tolu Arokodare. La proposta della dirigenza gigliata è stata tuttavia prontamente respinta dal club inglese, costringendo i toscani a valutare se effettuare un immediato rilancio o virare su profili alternativi. Sul classe 2000 si è registrato anche il forte interesse del Trabzonspor, che ha formulato una proposta concreta; tuttavia, il calciatore ha espresso un netto rifiuto all’ipotesi di un trasferimento in Turchia, preferendo aspettare la chiamata da un campionato top d’Europa.

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La carriera di Arokodare: dall’esplosione in Belgio alla Premier League

Nato a Lagos il 23 novembre 2000, Toluwalase Emmanuel Arokodare vanta una carriera europea itinerante e ricca di gol. Cresciuto calcisticamente in Nigeria, si trasferisce in Europa nel 2019 firmando per il Valmiera, in Lettonia, dove stupisce tutti siglando 22 reti in 32 presenze. Le sue prestazioni attirano le attenzioni del Colonia in Bundesliga e successivamente dell’Amiens in Francia, ma la sua definitiva consacrazione avviene in Belgio con la maglia del Genk.

Tra il 2023 e il 2025, Arokodare diventa un’autentica macchina da gol, realizzando 36 reti in 95 apparizioni complessive e conquistando il prestigioso premio Ebony Shoe nel 2025, assegnato al miglior calciatore africano del campionato belga. Questa straordinaria striscia realizzativa spinge il Wolverhampton ad acquistarlo a titolo definitivo nel settembre 2025 per ben 23,4 milioni di sterline. Nell’ultima travagliata stagione in Premier League, l’attaccante ha collezionato 33 presenze e 3 gol, una produzione condizionata dalla retrocessione dei Wolves, che ora si trovano costretti a valutare la sua partenza.

Dal punto di vista prettamente tattico, Arokodare è un centravanti d’area moderno, dotato di una fisicità straripante grazie ai suoi 1,97 metri di altezza per quasi 100 chilogrammi di peso. È un dominatore assoluto del gioco aereo, formidabile nel difendere il pallone spalle alla porta per far salire la squadra e letale nel finalizzare i cross, pur mantenendo una discreta mobilità in progressione.

Klopp sarà il nuovo ct della Germania: incontro a New York e accordo trovato fino al Mondiale del 2030

Klopp nuovo ct della Germania: accordo trovato dopo un incontro a New York tra il tecnico e la Federcalcio tedesca

Jürgen Klopp si appresta a diventare il nuovo commissario tecnico della Germania. L’ex leggendario allenatore di Borussia Dortmund e Liverpool è vicinissimo a coronare quello che molti addetti ai lavori hanno sempre considerato il suo grande sogno professionale: guidare la selezione del proprio Paese. Secondo quanto rivelato da Sky Sport DE, la trattativa ha subito un’impennata decisiva oltreoceano, portando le parti a un passo dalla firma definitiva.

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Il vertice segreto a New York e la durata del contratto

Le indiscrezioni parlano di un incontro svoltosi a New York. Nella metropoli statunitense, i massimi vertici della Federcalcio tedesca (DFB) hanno incontrato di persona il tecnico teutonico per definire i dettagli del nuovo corso e gettare le basi del progetto tecnico.

Il faccia a faccia ha dato l’esito sperato: le parti hanno infatti raggiunto un’intesa totale su tutta la linea, superando gli ultimi scogli economici e organizzativi. Il piano della federazione è a lungo termine e poggia su basi solidissime: Klopp firmerà un prestigioso contratto che lo legherà alla panchina della nazionale fino al Mondiale 2030 (compreso), diventando l’uomo simbolo della rinascita calcistica tedesca per i prossimi quattro anni.

Il nodo Red Bull: la risoluzione con Oliver Mintzlaff

Prima di poter formalizzare l’annuncio ufficiale, resta tuttavia da sciogliere l’ultimo vincolo burocratico che lega l’allenatore al suo recente passato. Sempre nella città di New York, si sta lavorando intensamente per pianificare e archiviare l’uscita di Klopp dalla galassia Red Bull, l’universo aziendale calcistico nel quale il tecnico aveva iniziato a ricoprire un importante ruolo di supervisione globale.

La separazione ufficiale e consensuale verrà definita nei minimi dettagli al massimo all’inizio della prossima settimana, grazie a un tavolo di lavoro bilaterale che vedrà protagonista anche Oliver Mintzlaff, amministratore delegato del gruppo. Una volta sbrigate le pratiche per la rescissione del contratto, la DFB avrà finalmente via libera per l’annuncio nel minor tempo possibile, regalando al Paese una guida carismatica, vincente e unanimemente apprezzata da tutto il popolo tedesco.

Morto Jayden Adams a 25 anni, tragedia nel mondo del calcio! Aveva appena giocato i Mondiali con il Sudafrica

Morto Jayden Adams, il mondo del calcio piange la scomparsa del centrocampista sudafricano. I dettagli di questa tragedia

Una notizia drammatica scuote nel profondo il mondo del calcio africano e internazionale. Jayden Adams, centrocampista dei Mamelodi Sundowns e pilastro della nazionale del Sudafrica, è tragicamente scomparso alla giovane età di 25 anni. A confermare la straziante notizia è stata la testata giornalistica Sunday World, lasciando sotto shock l’intero movimento sportivo dei Bafana Bafana e i tantissimi appassionati che ne avevano ammirato le gesta sul terreno di gioco.

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L’ascesa internazionale e il debutto nella Coppa del Mondo

La scomparsa di Adams interrompe bruscamente una carriera calcistica che si trovava in una fase di netta e costante ascesa. Il mediano si era imposto come uno dei profili più interessanti del panorama continentale, recitando un ruolo da assoluto protagonista nella fortunata e gloriosa campagna dei Mamelodi Sundowns in CAF Champions League.

Le sue prestazioni dominanti in mezzo al campo avevano convinto lo staff tecnico della nazionale a premiarlo con la convocazione più importante: il calciatore aveva infatti compiuto di recente il suo debutto ufficiale in una Coppa del Mondo, coronando il sogno di una vita e dimostrando di poter competere senza timore reverenziale contro i più grandi campioni del pianeta.

Il dramma familiare e la straordinaria professionalità contro la Cechia

Al di là delle indubbie qualità atletiche e tecniche, Jayden Adams aveva recentemente dato prova di uno spessore umano e di una professionalità straordinaria che avevano commosso l’intera opinione pubblica. Soltanto due settimane fa, il giocatore aveva dovuto fare i conti con un gravissimo lutto personale a causa della dolorosa perdita della nonna, Marianna Adams.

Nonostante il profondo momento di sofferenza e il peso psicologico del lutto, il centrocampista aveva scelto di rimanere a disposizione del gruppo, scendendo regolarmente in campo per difendere i colori del Sudafrica nel delicato match mondiale calcistico contro la Cechia. Una dimostrazione di dedizione assoluta che lo aveva reso un esempio per tutti i suoi compagni all’interno dello spogliatoio.

Il cordoglio del mondo dello sport

La notizia della sua prematura scomparsa ha immediatamente generato un’ampia ondata di messaggi di affetto e vicinanza da parte di club, federazioni e colleghi di tutto il mondo. La redazione di Calcionews24 si unisce al coro di condoglianze e rivolge i propri pensieri alla famiglia, agli amici, ai compagni di squadra e a tutti i membri della società dei Mamelodi Sundowns in questo momento di immenso e incommensurabile dolore. Riposa in pace, Jayden.

Qual è il prezzo fissato dal Chelsea per la cessione di Garnacho?

Il Chelsea ha fissato il prezzo per la cessione di Alejandro Garnacho. Roma interessata, ecco tutti i dettagli sul suo futuro

Il mercato estivo del Chelsea entra in una fase rovente, segnata da decisioni drastiche e addii imminenti. Al centro dei riflettori, secondo Fabrizio Romano, c’è il futuro di Alejandro Garnacho, il cui destino sembra ormai irrimediabilmente lontano da Stamford Bridge. Il nuovo tecnico dei Blues, Xabi Alonso, ha impresso fin da subito una linea dura, dettando le priorità per la rosa della prossima stagione e ponendo l’esterno offensivo argentino ai margini del progetto tecnico. La società londinese ha rotto gli indugi ed è pronta a dare il via libera a una cessione a titolo definitivo nel corso di questa sessione di trasferimenti, accendendo l’interesse delle principali big europee, con la Roma in prima fila.

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Le cifre dell’addio: la doppia valutazione del Chelsea

La dirigenza inglese ha stabilito una precisa strategia economica per capitalizzare al massimo dalla partenza del classe 2004. Per i club stranieri, la richiesta ufficiale per il cartellino si attesta sui 50 milioni di euro, una somma considerevole ma ritenuta in linea con il valore prospettico del calciatore. Al contempo, per evitare di rinforzare le dirette concorrenti in patria, il prezzo per le società di Premier League è stato fissato a 45 milioni di sterline.

La volontà del club di separarsi dal giocatore è confermata dal fitto lavoro diplomatico dietro le quinte: la dirigenza sta collaborando a stretto contatto con l’entourage di Garnacho per trovare una sistemazione rapida e soddisfacente. Questa gestione condivisa ricalca fedelmente quanto sta accadendo anche per un altro giovane talento in uscita, il brasiliano Andrey Santos, anch’egli inserito nella lista dei partenti per sfoltire l’organico a disposizione di Alonso.

Rottura totale: Garnacho non si allena con Xabi Alonso

Il segnale inequivocabile di una frattura ormai insanabile arriva direttamente dai campi d’allenamento del centro sportivo. Garnacho non si sta allenando sotto la guida di Xabi Alonso, un’esclusione dai lavori della prima squadra che certifica l’assenza di margini per una sua permanenza a Londra. Il manager spagnolo ha preferito concentrare le proprie attenzioni sui profili considerati funzionali al suo scacchiere tattico, spingendo l’argentino a cercare fortune altrove per non rischiare un anno di totale inattività.

La Roma fiuta il colpo: contatti avviati con i Blues

Questa situazione di stallo ha attirato l’interesse concreto della Roma, fortemente intenzionata a regalare un colpo a effetto al proprio reparto offensivo. I giallorossi si sono mossi con decisione, avviando i primi sondaggi esplorativi con il Chelsea. La strategia del club italiano prevede l’ipotesi di un prestito con diritto o obbligo di riscatto condizionato al raggiungimento di determinati obiettivi stagionali. Sebbene i Blues preferiscano una transazione monetaria immediata, non è escluso che nelle prossime settimane possano aprire alla formula del prestito pur di alleggerire il monte ingaggi.

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