Pagina 622 – Calcio News 24

Napoli Genoa 2-1: brividi prima del ribaltone. Ma Conte torna primo

Napoli Genoa 2-1: brividi prima del ribaltone. Ma Conte torna primo e aspetta Juventus-Milan… Anguissa e Hojlund dopo il grande tacco di Ekhator

Una vittoria sofferta, di carattere, ma che costa carissima. Il Napoli di Antonio Conte batte in rimonta il Genoa per 2-1, si prende momentaneamente la vetta della classifica in coabitazione con la Roma, ma perde per infortunio due pezzi da novanta come Lobotka e Politano.

Al Maradona, la partita per gli azzurri si era messa subito in salita. Dopo un avvio difficoltoso, il Genoa ha trovato il vantaggio poco dopo la mezz’ora con una vera e propria perla di Ekhator, che ha sorpreso la difesa partenopea con un geniale colpo di tacco. Un gol che ha gelato lo stadio e ha mandato le squadre all’intervallo con i rossoblù meritatamente in vantaggio.

Nella ripresa, però, è emersa la forza dei campioni d’Italia. A suonare la carica è stato André-Frank Zambo Anguissa: il centrocampista camerunense ha prima trovato il gol del pareggio con un’incornata perentoria sugli sviluppi di un’azione confusa, poi si è reso protagonista dell’azione del sorpasso. Una sua botta a colpo sicuro è stata respinta dal portiere Leali, ma sulla ribattuta si è fiondato il solito Rasmus Højlund, che con opportunismo ha siglato la rete del definitivo 2-1.

Una gioia strozzata, però, dai problemi fisici. Nel corso della gara, sia Stanislav Lobotka che Matteo Politano sono stati costretti a uscire per infortunio muscolare. Per l’esterno azzurro, l’infortunio significa anche dover rinunciare alla convocazione in Nazionale. Il Napoli si gode una vittoria fondamentale che vale il primo posto, ma Conte dovrà fare i conti con un’infermeria che torna a riempirsi in un momento cruciale della stagione.

Formazioni ufficiali Juventus-Milan: le scelte di Tudor e Allegri

Formazioni ufficiali Juventus Milan: le scelte di Tudor e Allegri per il big match dello Stadium valido per il campionato di Serie A

Storie e stati d’animo opposti all’Allianz Stadium, per il big match che chiude la sesta giornata di Serie A. La Juventus di Igor Tudor, in crisi di risultati, ospita il Milan di Massimiliano Allegri, lanciatissimo dopo un avvio di stagione quasi perfetto.

I bianconeri non vincono da quattro partite consecutive. Dopo lo spettacolare 4-3 contro l’Inter del 13 settembre, sono arrivati solo pareggi: due in campionato, contro Atalanta e Verona, e due in Champions League. La squadra di Tudor ha un disperato bisogno di ritrovare i tre punti per non perdere ulteriore terreno in classifica e, soprattutto, per ritrovare la fiducia smarrita in un periodo di grande incertezza.

Di umore completamente diverso è il Milan. Dopo il passo falso all’esordio contro la Cremonese, i rossoneri hanno infilato quattro vittorie di fila, ultima delle quali pesantissima, contro i campioni d’Italia del Napoli. La squadra di Allegri arriva a Torino forte delle sue certezze e con l’obiettivo di superare un altro, fondamentale, esame di maturità. Una vittoria allo Stadium certificherebbe le ambizioni scudetto del Diavolo.

Le formazioni ufficiali di Juventus-Milan

Juventus (3-4-2-1): Di Gregorio; Gatti, Rugani, Kelly; Kalulu, Locatelli, McKennie, Cambiaso; Conceição, Yildiz; David. Allenatore: Igor Tudor.

Milan (3-5-2): Maignan; Tomori, Gabbia, Pavlovic; Saelemaekers, Fofana, Modric, Rabiot, Bartesaghi; Gimenez, Pulisic. Allenatore: Massimiliano Allegri.

Zazzaroni contro Viviano? L’attacco: «C’è qualche ex portiere dalla carriera mediocre che…»

Zazzaroni contro Viviano? L’attacco: «C’è qualche ex portiere dalla carriera mediocre che…». La bordata del giornalista

Una bordata al veleno, senza nominare il destinatario ma con un obiettivo che appare chiarissimo. Il giornalista Ivan Zazzaroni, con un post al vetriolo sul suo profilo Instagram, ha lanciato un attacco frontale che sembra indirizzato senza troppi giri di parole all’ex portiere Emiliano Viviano. Quest’ultimo, che ha recentemente preso il posto di Zazzaroni nello studio della trasmissione Pressing, è diventato una figura molto popolare sui social per le sue opinioni spesso schiette e controcorrente.

Un successo e uno stile che, evidentemente, non sono affatto piaciuti a Zazzaroni. Nel suo post, il giornalista ha descritto con disprezzo un certo tipo di ex calciatore diventato opinionista, accusandolo di cercare visibilità attaccando figure più consolidate per compiacere un pubblico social.

«Ci sono ex portieri ai quali il consenso social, qualche migliaio di follower e un po’ di tv hanno dato alla testa. Hanno avuto carriere mediocri e, una volta usciti dal giro, hanno capito che sparando minchiate su qualcuno magari più solido di loro possono catturare l’attenzione di pochi imbecilli. Li capisco, dev’essere dura reinventarsi, senza alcun tipo di preparazione e un nuovo ruolo. Per fortuna ci sono i social e gli imbecilli».

Le parole di Zazzaroni sono un macigno. L’accusa è quella di costruire una “seconda carriera” non sulla competenza, ma sulla polemica facile, cavalcando l’onda dei social media per ottenere una visibilità che la carriera da calciatore, definita “mediocre”, non aveva garantito. Il riferimento a “qualcuno più solido di loro” suona come un’autodifesa e un modo per marcare la differenza tra la sua lunga carriera giornalistica e l’approccio più istintivo del suo presunto rivale.

Un attacco frontale e senza esclusione di colpi, che trasforma una semplice alternanza televisiva in una vera e propria faida mediatica. La palla passa ora a Viviano, chiamato a rispondere a una critica che non potrebbe essere più diretta e velenosa.

Fiorentina, Pioli a rischio esonero? Cosa filtra dopo il ko con la Roma

Fiorentina, Pioli a rischio esonero? Cosa filtra dopo il ko con la Roma. Le ultime sulla posizione del tecnico in casa viola

Tre punti in sei partite, tre sconfitte su tre in casa e una piena zona retrocessione. I numeri dell’inizio di stagione della Fiorentina sono quelli di un incubo, e la domanda che circola a Firenze è sempre la stessa: Stefano Pioli rischia l’esonero? Per adesso, la risposta del club è un no secco e deciso.

Nonostante un avvio disastroso e un gioco che stenta a decollare, la società viola, a partire dal presidente Rocco Commisso, continua a fare quadrato attorno al suo allenatore. Scelto in estate per la sua esperienza e blindato da un ricco contratto triennale, Pioli gode ancora di una fiducia che appare “illimitata”. Ma il tempo stringe. La sosta di quindici giorni per le nazionali arriva come un’ultima, grande occasione per trovare soluzioni prima di un calendario a dir poco terrificante: Milan, Bologna e Inter in rapida successione.

Lo stesso Pioli, dopo la sconfitta contro la Roma, ha provato a spostare l’attenzione dalla sua posizione alla prestazione della squadra, cercando di vedere il bicchiere mezzo pieno. «Il problema non è il mio futuro, ma trovare i risultati che ci servono. Abbiamo tutte le qualità e la forza per superare questo momento. Abbiamo avuto più occasioni di loro ma non siamo riusciti a riprenderla, dispiace enormemente. Il campo ha detto che siamo lontanissimi da loro, ma tecnicamente non così tanto. Hanno la miglior difesa d’Europa, noi siamo andati più volte vicini al secondo goal. La prestazione c’è, il risultato no, andiamo avanti e continuiamo a lavorare».

Le sue parole sono quelle di un allenatore che crede nel suo gruppo ma che sa di non avere più tempo. La fiducia della società è un capitale prezioso, ma che rischia di esaurirsi in fretta se, dopo la sosta, non arriverà una svolta netta. Pioli è chiamato a trovare il sereno il prima possibile, altrimenti la pioggia di risultati negativi potrebbe travolgerlo.

Infortunio Lobotka, guaio muscolare per il play del Napoli: come sta

Infortunio Lobotka, guaio muscolare per il play del Napoli: come sta il regista della squadra allenata dal Antonio Conte

Piove sul bagnato in casa Napoli. In una partita complicata, con la squadra di Antonio Conte sotto per 1-0 contro il Genoa, arriva un’altra, pesantissima tegola: l’infortunio di Stanislav Lobotka. Il metronomo del centrocampo azzurro è stato costretto ad alzare bandiera bianca al 43′ del primo tempo, lasciando il campo per un problema muscolare.

L’incidente è avvenuto al minuto 42. Senza alcun contatto, il centrocampista slovacco si è accasciato a terra, richiamando subito l’attenzione della panchina. Si è immediatamente toccato all’altezza dell’inguine sinistro, facendo capire ai compagni di aver sentito tirare il muscolo. Lo staff medico, intervenuto prontamente, ha confermato la necessità del cambio. Dalle prime ricostruzioni, pare che il problema sia sorto nell’azione precedente, durante un controllo di palla in cui il giocatore ha allargato eccessivamente la gamba.

Al suo posto, Antonio Conte ha mandato in campo il giovane scozzese Billy Gilmour. Una scelta che ha confermato la linea dura del tecnico: anche in un momento di emergenza, Kevin De Bruyne è rimasto in panchina, a testimonianza di un’esclusione puramente tecnica e non legata a problemi fisici.

Per Lobotka, un infortunio contro il Genoa ha il sapore di una beffa atroce, un crudele scherzo del destino. Proprio contro il Grifone, nel finale della scorsa, trionfale stagione, il regista aveva rimediato un infortunio alla caviglia che lo aveva costretto a saltare le ultime due, decisive partite della cavalcata scudetto. Ora, un nuovo stop. Il Napoli e Conte trattengono il fiato, in attesa di conoscere l’entità di un infortunio che rischia di privare la squadra del suo faro per le prossime, delicate sfide.

Barcellona, secondo ko consecutivo: crollo 4-1 a Siviglia. Segna anche Sanchez

Barcellona, secondo ko consecutivo: crollo 4-1 a Siviglia. Segna anche Sanchez nel poker rifilato dagli andalusi alla squadra di Flick

Un crollo inatteso, un 4-1 che fa malissimo. Il Barcellona di Hansi Flick incassa la sua prima, rumorosa sconfitta in campionato, cadendo a Siviglia sotto i colpi di una squadra sempre più sorprendente, allenata da Matias Almeyda. Un passo falso che arriva nel momento peggiore: dopo il ko in Champions contro il PSG e a poche settimane dal primo Clásico della stagione contro il Real Madrid, ora a +2 in classifica.

La serata da incubo dei blaugrana è iniziata con il più classico dei gol dell’ex: a sbloccare la partita è stato Alexis Sánchezsu calcio di rigore. A nulla è servito il primo gol in Liga di Marcus Rashford, che aveva momentaneamente riacceso le speranze. Il Siviglia, infatti, ha dilagato con le reti di Romero, Carmona e Akor Adams. A rendere la sconfitta ancora più amara, c’è il rigore fallito da Robert Lewandowski nel finale, un errore che avrebbe potuto riaprire la partita sull’1-2 e che invece ha sancito la resa.

Una serata storta, condizionata anche dalle pesanti assenze in attacco di Raphinha e Lamine Yamal, con quest’ultimo ora in una corsa contro il tempo per recuperare in vista della sfida al Real Madrid del 26 ottobre.

La sconfitta interrompe una striscia di 10 risultati utili consecutivi del Barça contro gli andalusi. Per la squadra di Flick, la sosta per le nazionali arriva in un clima di grande preoccupazione. Non solo per una sconfitta pesante, ma per la fragilità mostrata da una squadra che, per la prima volta in stagione, sembra aver perso tutte le sue certezze.

Napoli, Oriali spiega così l’esclusione di De Bruyne col Genoa

Napoli, Oriali spiega così l’esclusione di De Bruyne col Genoa. Le dichiarazioni del team manager della squadra partenopea

Una panchina che fa rumore. Per la sfida contro il Genoa, Antonio Conte sorprende tutti e lascia fuori dall’undici titolare del suo Napoli il suo fuoriclasse, Kevin De Bruyne. Una scelta forte, non dettata da problemi fisici, che ha richiesto una spiegazione ufficiale da parte del club. A metterci la faccia, nel pre-partita ai microfoni di Sky Sport, è stato il team manager e braccio destro di Conte, Lele Oriali.

De Bruyne, una Scelta Tecnica

Oriali ha subito chiarito la natura della decisione, inquadrandola in una logica di turnover che non risparmia nessuno, nemmeno i top player. «Esclusione de De Bruyne? È una scelta tecnica. Qualche partita fa è rimasto fuori Lobotka. A turno qualcuno potrà essere sacrificato».

Il Sostegno a McTominay

Il dirigente ha poi speso parole di incoraggiamento per Scott McTominay, apparso in difficoltà nelle ultime uscite, invitandolo alla pazienza. «Deve giocare come sa, avere pazienza e non pensare di risolvere le partite da solo. È una questione di tempo, ritroveremo il vero Scott».

Il Ritorno al 4-3-3

Infine, una battuta sul cambio di modulo, con il ritorno all’assetto che ha portato allo scudetto. «È un aspetto tattico memorizzato, non ci saranno difficoltà».

Le parole di Oriali sono la sintesi perfetta della “legge di Conte”: nessun giocatore è intoccabile, e tutti devono mettersi al servizio del collettivo. L’esclusione di De Bruyne è un messaggio potente inviato a tutto lo spogliatoio, un monito a non sentirsi mai arrivati. Allo stesso tempo, il sostegno pubblico a un giocatore in difficoltà come McTominay dimostra la volontà dello staff di recuperare e valorizzare ogni elemento della rosa. La panchina del belga non è una bocciatura, ma la riaffermazione di un principio: a Napoli, l’unico vero titolare è il gruppo.

Gilardino: «Secondo tempo del Pisa è incommentabile. Dopo l’espulsione dovevamo essere animali»

Gilardino: «Secondo tempo del Pisa è incommentabile. Dopo l’espulsione dovevamo essere animali». Le parole del tecnico

Una sconfitta pesante, una lezione severa. L’allenatore del Pisa, Alberto Gilardino, non cerca alibi al termine del 4-0 subito in casa del Bologna. Dalle sue parole, rilasciate ai microfoni nel post-partita, emerge tutta l’amarezza per una partita compromessa da un episodio e, soprattutto, da un crollo mentale che non ha perdonato.

Il tecnico ha analizzato con lucidità i difetti, in parte fisiologici, di una squadra neopromossa che sta imparando a caro prezzo le regole della Serie A. «In questa Serie A contro squadre come il Bologna, gli episodi si pagano a caro prezzo. Dobbiamo maturare sotto questo punto di vista. Difficile commentare una partita del genere, devo fare un’analisi dei primi 24 minuti in cui abbiamo mantenuto la nostra identità. Poi dall’espulsione abbiamo abbandonato la partita ed è una cosa che non possiamo permetterci di fare. Oggi siamo mancati nei dettagli, potevamo concretizzare meglio alcune situazioni. Teniamo alta la fiducia adesso, siamo una squadra giovane e queste sconfitte possono servire per ripartire».

Il momento chiave della partita è stata l’espulsione di Touré. Gilardino ha difeso il suo giocatore, ma ha condannato senza mezzi termini la reazione della squadra, che dopo essere rimasta in dieci uomini ha smesso di lottare. «È un ragazzo straordinario, che dà tutto per la squadra e mi dispiace per l’espulsione. Può succedere rimanere in 10 ma poi bisogna essere degli animali a tenere aperta la partita. Non possiamo mollare così il match, il secondo tempo non è commentabile».

Il messaggio di Gilardino è un richiamo alla responsabilità e al carattere. Il tecnico accetta l’errore e la difficoltà, ma non la resa. La sconfitta del Dall’Ara, per quanto dolorosa, deve servire da lezione: per salvarsi in Serie A non bastano l’identità e il gioco, ma servono la “cattiveria” e la capacità di soffrire, qualità che il suo Pisa, dopo il rosso a Touré, ha completamente smarrito

Italiano: «Ho rivisto il Bologna dello scorso anno. Rowe mi deve 3 gol. Su Orsolini e Cambiaghi…»

Italiano: «Ho rivisto il Bologna dello scorso anno. Rowe mi deve 3 gol. Su Orsolini e Cambiaghi…». Le dichiarazioni dopo la vittoria col Pisa

Una vittoria schiacciante per andare alla sosta con il sorriso. Il Bologna di Vincenzo Italiano travolge il Pisa per 4-0 al Renato Dall’Ara, una prestazione dominante che proietta i rossoblù verso la pausa per le nazionali nel migliore dei modi. Al termine del match, il tecnico è intervenuto in sala stampa per analizzare la partita, elogiando lo spirito del gruppo ma senza risparmiare messaggi mirati ai suoi singoli.

La soddisfazione del tecnico

«Qual è la cosa che più la soddisfa oggi?» 
«Mi è piaciuto lo spirito dei ragazzi, come l’abbiamo approcciata. Era importante dare valore al pareggio di Lecce. Ho rivisto la ferocia e lo spirito che ci ha contraddistinto lo scorso anno. Ho fatto i complimenti ai ragazzi perché passiamo una bella sosta».

«Che messaggio vuole dare a Gattuso visti questo Orsolini e questo Cambiaghi?» 
«Non devo dare consigli a Gattuso. Sono contento per i due ragazzi. Orsolini l’ho preservato dopo l’assist, il gol e il palo. Ho voluto dare minutaggio ad altri. Per noi è stata una giornata perfetta».

La sosta e la gestione dei singoli

«È un peccato che ora ci sia la sosta delle Nazionali?» 
«Dopo questa prestazione potevamo battere il martello, ma i ragazzi vanno via. La prossima ci aspetta una trasferta dura a Cagliari, il focus è lì. Mi dispiace che i ragazzi partiranno perché potevamo ancora battere su meccanismi e ritmi, ma sono contento per i ragazzi quando vengono convocati hanno una gioia fuori dal comune. Ormai ci siamo abituati a questo: quando torneranno cercheremo di dare continuità alla prestazione di oggi».

«Cosa ha detto a Rowe dopo l’errore sotto porta?»
 «Rowe ci deve tre gol, l’ho detto davanti a tutti. Si deve attivare per farli perché quando un attaccante inizia a segnare è un valore aggiunto per tutti. Non penso l’abbia fatto apposta, ma lì deve migliorare».

«Cosa ha detto a Miranda durante la gara?» 
«Ho parlato spesso con Miranda, non mi era piaciuto come era entrato con il Friburgo. Non mi aveva fatto impazzire, invece oggi è tornato il Juan che conosciamo tutti».

«Come ha visto Dallinga?»
 «Gioca perché l’ho visto pronto e motivato. Oggi era giusto proporlo perché ha lavorato bene. Nel primo tempo poteva segnare sull’assist di Cambiaghi, ma ha fatto una prestazione di livello».

Pioli: «Lontanissimi dalla Roma ma non sono così più forti. Io a rischio? Non è quello il problema»

Pioli: «Lontanissimi dalla Roma ma non sono così più forti. Io a rischio? Non è quello il problema». Le parole del tecnico della Fiorentina

Una prestazione che lascia l’amaro in bocca, una sconfitta immeritata che aggrava la crisi. Il tecnico della Fiorentina, Stefano Pioli, ha commentato così la sconfitta interna contro la Roma ai microfoni di Dazn. Dalle sue parole emerge la delusione per il risultato, ma anche l’orgoglio per la prova offerta dai suoi, a suo dire punita solo dagli episodi.

L’analisi della partita

«Abbiamo fatto la partita con grande generosità e la giusta qualità, compattezza. Ma i dettagli hanno fatto la differenza. Noi abbiamo avuto più occasioni. Oggi dispiace per tutti. E’ un inizio molto particolare, noi siamo lontanissimi dalla Roma in questo momento. Non siamo lontani dal punto di vista della forza però la Roma ha vinto sempre di misura, quindi questo significa che concedono poco. Hanno la miglior difesa, e noi oggi abbiamo creato. La prestazione c’è, il risultato no».

Le scelte tattiche e Gudmundsson

Pioli ha poi analizzato le sue scelte, a partire dalla sostituzione di Gudmundsson e dall’ipotesi di giocare con due punte.«Gudmundsson? È un giocatore che ha qualità, può fare di più. Oggi ha lavorato bene, ma non è stato incisivo. L’ho levato perché volevo un attaccante di peso in più». «Doppio centravanti? Dipenderà molto dalle nostre condizioni, dallo schieramento degli avversari. Davanti abbiamo dei giocatori forti, oggi forse per la prima volta siamo stati veramente pericolsi. Non meritavamo la sconfitta se guardiamo la nostra prestazione».

Fiducia e futuro

Infine, alla domanda sulla fiducia della società, il tecnico ha glissato, cercando di compattare l’ambiente. «Sente la fiducia della società? Il problema non è il mio futuro, è trovare i risultati. Siamo tutti uniti, abbiamo un calendario tosto e pensiamo alle prossime sfide».

Il messaggio di Pioli è chiaro: la prestazione c’è stata, la squadra ha creato e non meritava di perdere contro la miglior difesa del campionato. Ora, però, servono i risultati. Il tecnico fa quadrato con la società e chiede al suo gruppo di ripartire dalla buona prova offerta, con la consapevolezza che il calendario tosto che li attende non ammette altri passi falsi.

Gasperini: «Non ci danno credito ma continuiamo a vincere. E giochiamo sempre meglio…»

Gasperini: «Non ci danno credito ma continuiamo a vincere. E giochiamo sempre meglio…». Le dichiarazioni del tecnico della Roma

Una vittoria sofferta, di carattere, che proietta la Roma in testa alla classifica in solitaria. Al termine del 2-1 sul campo della Fiorentina, il tecnico Gian Piero Gasperini ha analizzato la prestazione dei suoi ai microfoni di DAZN, con un misto di soddisfazione per il risultato e di onestà sui rischi corsi.

L’analisi della partita

Alla domanda sulla sofferenza nel secondo tempo, il tecnico ha risposto con lucidità. «Gli spazi erano invitanti, ma non siamo riusciti a sfruttarli bene. Più che chiudere la partita, c’era anche un po’ di fatica e stanchezza, abbiamo pensato di gestirla. Abbiamo corso un rischio davvero grosso sull’occasione di Gosens, poi il tiro di Piccoli dalla distanza è difficile da evitare. Abbiamo controllato abbastanza gli episodi, che sono stati piuttosto singolari e casuali nel contesto di un secondo tempo in cui, è vero, non producevamo grandi ripartenze, ma rischiavamo anche pochissimo».

Nonostante le difficoltà, Gasperini ha elogiato lo spirito della squadra e l’impatto dei subentrati. «Sì, la squadra è vera. Nel secondo tempo c’è stata una buona gestione, l’ingresso di Dybala è servito proprio per tenere più il pallone e cercare, anche con Pellegrini, quella qualità necessaria per smorzare il ritmo e mantenere le distanze più giuste. In questo momento Dybala e Pellegrini sono i giocatori che hanno più qualità tecniche e hanno anche prodotto delle buone situazioni. Sono stati abili nel controllare, nel difendere la palla e nel togliere l’iniziativa alla Fiorentina. Altrimenti sarebbe stata continua e pericolosa, perché quando hanno messo tre attaccanti importanti, di statura e presenza come Dzeko, Kean e Piccoli, avremmo corso il rischio di subire a lungo. Invece, con il loro palleggio, siamo riusciti spesso a spezzare l’azione e a togliere continuità all’attacco della Fiorentina, che secondo me sarebbe potuta diventare pericolosa».

Il futuro di Dybala: “Prima punta per emergenza”

Gasperini ha poi chiarito la posizione di Dybala, utilizzato come attaccante centrale. «No, non è questo il piano, ma un’emergenza. Ferguson aveva un problema alla caviglia, nato giovedì durante la partita, quindi non era in grado di giocare. Dybala è rientrato venerdì, ha fatto un paio di allenamenti molto blandi, però la sua tecnica quella non la perde mai. Anche se deve fare una partita “speciale”, può giocare in qualunque ruolo d’attacco. Oggi ci è stato utile, ma il mio pensiero è che Dybala non è un giocatore che deve giocare con un attaccante davanti».

Sosta da capolista, ma piedi per terra

Infine, sulla gioia del primo posto solitario prima della sosta. «Sono molto contento per la gente, per la squadra e per i giocatori in particolare: è sicuramente un premio alla loro prestazione. Abbiamo fatto sei partite, qualcuno giustamente non ci ha ancora dato credito sufficiente per essere in questa posizione, però è una squadra che nel frattempo riesce a fare risultati e a migliorare anche la qualità del proprio gioco. Sicuramente questi ragazzi hanno una grande applicazione, un grande entusiasmo: si vede da come hanno accolto questa vittoria. È un premio grande per loro, sono particolarmente felice per loro. Ci dà la possibilità di andare alla sosta con una bella fiducia. Poi sappiamo benissimo anche noi quello che dobbiamo migliorare e quello che dobbiamo fare, però complimenti a questi ragazzi».

Nessun volo pindarico, però. L’obiettivo scudetto non viene nominato. «No, non ho detto questo. Il credito che abbiamo in questo momento non è così alto e probabilmente giustamente. Ci godiamo questo momento, cerchiamo di crescere e di migliorarci».

Formazioni ufficiali Napoli Genoa: le scelte di Conte e Vieira

Formazioni ufficiali Napoli Genoa: le scelte di Conte e Vieira. Gli schieramenti scelti dai due tecnici per il match di Serie A del Maradona

Un classico testa-coda al Diego Armando Maradona. Il Napoli capolista, ferito dalla sconfitta di San Siro contro il Milan, cerca l’immediato riscatto in campionato ospitando un Genoa in profonda crisi, ultimo in classifica e ancora a secco di vittorie.

Gli azzurri di Antonio Conte arrivano alla sfida con il morale risollevato dalla vittoria in Champions League contro lo Sporting Lisbona, un successo che ha parzialmente cancellato l’amarezza per il passo falso contro i rossoneri. L’obiettivo è uno solo: tornare a vincere per consolidare il primato e mandare un segnale di forza al campionato. In un girone di Champions complicato, con avversari del calibro di Manchester City, PSV ed Eintracht, Conte sa che non può permettersi di sprecare energie mentali in Serie A.

Dall’altra parte, il Genoa di Patrick Vieira si presenta a Napoli con la disperazione di chi non ha più nulla da perdere. Con soli due punti in classifica, frutto di due pareggi, il Grifone è chiamato a un’impresa quasi impossibile. Dopo la sconfitta contro la Lazio, serve una reazione d’orgoglio per provare a invertire una rotta che si fa sempre più preoccupante. La sfida contro i campioni d’Italia in carica è l’ostacolo più difficile, ma anche una vetrina per dimostrare di avere il carattere per lottare per la salvezza.

Le formazioni ufficiali di Napoli-Genoa

Napoli (4-3-3): Milinkovic-Savic; Di Lorenzo, Juan Jesus, Beukema, Olivera; Lobotka; Politano, Anguissa, McTominay, Neres; Højlund. Allenatore: Antonio Conte. A disposizione: Meret, Ferrante, Gutierrez, Mazzocchi, Marianucci, Spinazzola, Vergara, Ambrosino, Gilmour, De Bruyne, Elmas, Lang, Lucca.

GENOA (4-2-3-1): Leali; Sabelli, Marcandalli, Vasquez, Ellertson; Masini, Frendrup; Norton-Cuffy, Malinovskyi, Vitinha; Ekhator. Allenatore: Patrick Vieira. A disposizione: Siegrist, Sommariva, Martin, Otoa, Fini, Cuenca, Thorsby, Onana, Gronbaek, Carboni, Venturino, Colombo, Ekuban.

Fiorentina-Roma 1-2, i giallorossi di Gasperini continuano a volare. Ora Pioli è nei guai!

Fiorentina-Roma 1-2: la rimonta giallorossa al Franchi vale il primo posto

Nel posticipo della sesta giornata di Serie A, Fiorentina-Roma si chiude con una vittoria in rimonta per la squadra di De Rossi. Allo stadio Artemio Franchi, i giallorossi si impongono 2-1 dopo essere andati in svantaggio, conquistando così il primo posto solitario in classifica in attesa dei risultati di Milan e Napoli.

La gara si infiamma fin dai primi minuti. È la Fiorentina a partire meglio, trovando il vantaggio grazie a Moise Kean, abile a sfruttare una disattenzione difensiva della retroguardia romanista. Il gol scuote la Roma, che però reagisce con ordine e qualità. Il pareggio arriva con Matías Soulé, protagonista di un avvio di stagione scintillante, che capitalizza un’ottima azione corale con un preciso tiro dal limite.

La rimonta giallorossa si completa nel corso del primo tempo con il gol del solido Bryan Cristante, che sfrutta una mischia in area e deposita il pallone in rete per il 2-1. La prima frazione di Fiorentina-Roma si chiude quindi con gli ospiti avanti, dopo 45 minuti giocati a grande intensità da entrambe le formazioni.

Nella ripresa, la Fiorentina si riversa in avanti alla ricerca del pareggio. I viola colpiscono un clamoroso palo ancora con Kean, sfortunato nell’occasione, e successivamente una traversa con Lorenzo Piccoli, il cui destro al volo si stampa contro il legno. Nel finale, la chance più ghiotta capita sui piedi di Robin Gosens, che da pochi passi manca incredibilmente il bersaglio, facendo sfumare l’occasione del 2-2.

La Roma, invece, si limita a contenere e prova a ripartire sfruttando gli spazi lasciati dalla squadra di Stefano Pioli. Solo nei minuti conclusivi i giallorossi si affacciano nuovamente dalle parti di De Gea, ma senza creare veri pericoli. La gestione del vantaggio si rivela però sufficiente per portare a casa i tre punti.

Fiorentina-Roma conferma il momento positivo dei capitolini, che con questa vittoria salgono a quota 15 punti in classifica, mantenendo l’imbattibilità stagionale e lanciando un segnale forte alle rivali. La Fiorentina, nonostante la buona prova, resta a mani vuote e con diversi rimpianti, soprattutto per le occasioni sprecate nella ripresa.

Bologna-Pisa 4-0, dominio totale da parte della squadra rossoblu

Bologna-Pisa 4-0: poker rossoblù al Dall’Ara, gara senza storia

Bologna-Pisa si chiude con un netto 4-0 in favore dei rossoblù, in una gara dominata dal primo all’ultimo minuto. Allo stadio Dall’Ara, la formazione di Italiano ha imposto un ritmo insostenibile per i toscani, sfruttando al meglio le occasioni e approfittando dell’espulsione di Touré nel primo tempo. Il match è stato di fatto indirizzato già nei primi 45 minuti.

La sfida si è sbloccata al 24’ con Cambiaghi, protagonista assoluto della prima frazione. L’attaccante del Bologna ha finalizzato una bella azione orchestrata da Orsolini e Dallinga, portando in vantaggio i suoi con un destro preciso. Pochi minuti più tardi, un errore in difesa del Pisa ha costretto Touré al fallo da ultimo uomo su Cambiaghi: cartellino rosso diretto e inferiorità numerica per la squadra di Gilardino.

Da lì in poi, Bologna-Pisa è diventata una gara a senso unico. Al 38’ è arrivato il raddoppio di Moro, che su punizione ha beffato Semper con una conclusione precisa. Due minuti dopo, ancora Cambiaghi protagonista: su rimessa lunga, ha servito Orsolini per il facile tap-in del 3-0. Il nazionale azzurro, oltre al gol, ha anche colpito un palo poco prima dell’intervallo.

Nel secondo tempo, Bologna ha continuato a gestire il possesso e ha trovato anche la quarta rete. Al 53’, Odgaard ha ricevuto palla da Dallinga, si è accentrato e ha calciato di sinistro: il tiro, deviato da Caracciolo, ha spiazzato Semper per il definitivo 4-0.

Nonostante i numerosi cambi effettuati da entrambe le squadre, il copione non è cambiato. Il Bologna ha sfiorato il quinto gol in diverse occasioni con Rowe, Fabbian e Dominguez, mentre il Pisa ha faticato a costruire gioco e non è mai riuscito ad impensierire seriamente Skorupski.

Il match Bologna-Pisa ha così confermato l’ottimo momento dei rossoblù, capaci di dominare in ogni zona del campo. Per il Pisa, invece, una serata da dimenticare, condizionata dall’espulsione e da una prestazione sottotono.

Il Bologna avanza così nel suo percorso stagionale con fiducia, mentre il Pisa dovrà analizzare gli errori e ripartire con maggiore determinazione in campionato.

Eredivisie, Feyenoord Utrecht 3-2: il giapponese Ueda con una doppietta spinge i suoi alla vittoria e viaggia alla media di 1 gol a partita. Feyenoord in testa, Psv a -3


Dopo lo 0-4 con il quale il Psv ha regolato il Pec Zwolle sul suo campo, il Feyenoord aveva oggi bisogno di battere in casa l’Utrecht per riportare a +3 il vantaggio sui campioni d’Olanda. La squadra di Van Persie è entrata in campo al De Kuip con le idee chiare e il primo tempo hsa dimostrato la serietà delle sue ambizioni. Le due squadre erano reduci entrambe dal passaggio a vuoto in Europa League (finora due gare, solo sconfitte e nessun gol segnato). Ma la gara ha dimostrato che in Eredivisie le energie non mancano mai e il ritmo è stato all’altezza determinando una sfida viva.
All’intervallo si è andati col risultato di 1-0, merito del taglio di Ueda, bravo ad approfittare di un filtrante di Targhalline, sul quale si è avventato con puntualità e – con freddezza – ha scartato il portiere Barkas e ha messo dentro nella porta incustodita. La ripresa è stata uno spot per chi ama il calcio olandese. Una gara accesa subito dal pareggio dell’ex Zechiel, che da fuori area ha sorpreso Wellenreuther. Ma l’1-1 è resistito molto poco: il Feyenoord si è ributtato immediatamente in avanti e dopo 3 minuti ci ha pensato Steijn, il capocannoniere della scorsa stagione. Pareggio e ripresa del vantaggio: incredibilmente è successo anche nel finale, praticamente in fotocopia. Al minuto 83 il 2-2 lo ha firmato Markin con una conclusione potente dai 20 metri. La capolista è però riuscita a vincere comunque ancora con Ueda (8° gol in altrettanto giornate), che ha ricevuto palla da Larin e in caduta è riuscito a mettere il pallone sotto la traversa.
Per capire cosa sia l’Eredivisie, si è assistito a 32 tiri complessivi (22 quelli del Feyenoord). In testa tutto come 7 giorni fa: i Rotterdammers mantengono 3 punti sul Psv, mentre l’Ajax – fermato a Rotterdam dallo Sparta con un 3-3 – è già a -6.

Borrelli post Udinese Cagliari: «Questo goal lo voglio dedicare a questo mio grande compagno di squadra»

Cagliari, Borrelli dopo il gol all’Udinese: «Dedica a Belotti, voglio ripagare la fiducia»

Dopo la sfida della sesta giornata di Serie A tra Cagliari e Udinese, terminata in pareggio, uno dei protagonisti in maglia rossoblù è stato Gennaro Borrelli, autore del gol che ha sbloccato il match. L’attaccante classe 2000 ha parlato in conferenza stampa esprimendo emozione e gratitudine per un momento molto importante della sua carriera.

«È un gol che ripaga tutti i sacrifici fatti – ha dichiarato Borrelli –. Lo abbiamo voluto dedicare a Belotti, che purtroppo è finito in infermeria. Gli siamo tutti vicini, e questa rete è anche per lui. Il gruppo è unito, e quando uno di noi soffre, lo sente tutta la squadra».

Con l’infortunio del “Gallo”, la responsabilità dell’attacco del Cagliari potrebbe ora ricadere proprio su Borrelli, ma il giovane attaccante ha dichiarato di vivere questo momento con grande serenità: «Le pressioni fanno parte del nostro mestiere. Ma io penso solo a lavorare, giorno dopo giorno, per farmi trovare pronto. Il mister mi sta dando fiducia, e io voglio ripagarla con prestazioni e impegno».

Contro l’Udinese, una delle squadre fisicamente più forti del campionato, Borrelli ha dimostrato personalità, riuscendo a ritagliarsi spazi importanti contro una difesa solida. «Loro sono tosti, hanno fisicità e intensità – ha spiegato –. Ma noi abbiamo fatto una buona prestazione. Non mi pongo limiti: continuo a lavorare con convinzione e umiltà, e voglio migliorare ancora tanto».

Alla domanda se sentisse di essersi tolto un sassolino dalla scarpa con questo gol, Borrelli ha risposto con maturità: «Assolutamente no. Essere al Cagliari è per me una grande soddisfazione. Indossare questa maglia è un onore. Il mister mi aiuta ogni giorno a esprimere al meglio le mie caratteristiche, e io voglio metterle al servizio della squadra. Se riesco a farla giocare meglio, allora sto facendo il mio lavoro».

Con questo gol e una prestazione di sostanza, Borrelli ha dato un segnale importante, dimostrando di poter essere una risorsa affidabile per il Cagliari in questa stagione. Ora toccherà a lui confermarsi, con la stessa grinta e determinazione mostrate contro l’Udinese.

Runjaic soddisfatto: «Mi è piaciuta molto la reazione della mia Udinese. Sul risultato…»

Udinese, Runjaic dopo il pari con il Cagliari: «Grande reazione, ma dobbiamo concretizzare di più»

Dopo il pareggio per 1-1 tra Udinese e Cagliari, valido per la sesta giornata della Serie A 2025-2026, l’allenatore bianconero Kosta Runjaic ha analizzato la prestazione dei suoi in conferenza stampa. Un punto che muove la classifica, ma che lascia anche qualche rammarico per le occasioni sprecate.

«Il calcio è strano – ha esordito Runjaic –. A volte si crea tanto e non si vince, altre si viene premiati oltre i propri meriti. Oggi abbiamo subito un gol in un momento sfortunato, quando Solet era fuori dalla linea difensiva per un problema fisico nella metà campo offensiva. Non siamo stati rapidi a coprire l’assenza. Tuttavia, il Cagliari non ha creato molto oltre al gol».

Il tecnico tedesco ha poi elogiato lo spirito della sua Udinese, capace di reagire in una situazione difficile: «Venivamo da due sconfitte e andare sotto in casa non è semplice, soprattutto contro una squadra che si abbassa e difende bene. In Serie A, le statistiche dicono che spesso chi subisce il primo gol perde. Noi, invece, abbiamo reagito».

Runjaic ha parlato anche del valore del Cagliari, che aveva studiato attentamente: «Ho visto il Cagliari contro l’Inter e mi ha impressionato. È una squadra viva, che resta in partita fino alla fine. Anche contro di noi ha cercato di colpire, ma sono contento della reazione dei miei».

Uno dei temi centrali della conferenza è stato l’inefficacia sotto porta. «Lavoriamo molto durante la settimana sulle due fasi di gioco – ha spiegato Runjaic – ma in partita le cose cambiano. Oggi Bayo ha avuto l’occasione ma non è riuscito a finalizzare. Anche Davis e Zaniolo hanno avuto le loro chance, con Zaniolo che ha mancato un’occasione enorme. È importante che gli attaccanti arrivino al tiro, poi serve freddezza».

Commovente anche il momento del gol di Kabasele, che ha trovato la rete in una giornata molto particolare: «Ha perso sua nonna – ha rivelato Runjaic – e nessuno della squadra lo sapeva. Gli ho detto che segnare oggi è stato un segno. La sua emozione è stata autentica e umana».

La Udinese di Runjaic dimostra carattere, ma dovrà essere più cinica sotto porta se vuole tornare presto alla vittoria.

Cagliari, Pisacane sicuro: «Goal regalato, ma sono contento della prestazione di quel giocatore»

Cagliari, Pisacane dopo il pareggio con l’Udinese: «Goal regalato, ma felice per Borrelli»

Dopo il pareggio tra Cagliari e Udinese nella sesta giornata di Serie A 2025-2026, l’allenatore rossoblù Fabio Pisacane ha analizzato la prestazione della squadra in conferenza stampa. Un punto che lascia sensazioni contrastanti, tra rammarico per le occasioni sprecate e soddisfazione per alcuni segnali positivi.

«Ai punti avrebbe meritato qualcosa in più l’Udinese – ha ammesso Pisacane –. Dispiace, perché nella prima parte avevamo difeso anche bene, poi però loro hanno trovato il guizzo giusto. Dal centrocampo in su hanno tanta qualità. Nella ripresa hanno preso coraggio anche grazie a un nostro errore su corner e a due regali che abbiamo concesso».

Il tecnico del Cagliari, comunque, ha voluto sottolineare anche gli aspetti positivi del match, come il primo gol in Serie A di Borrelli: «Siamo felici per lui – ha detto Pisacane –. Si è parlato tanto di Belotti, quindi su Borrelli c’erano molte aspettative. Ha un peso importante da sopportare, ma ha risposto bene. Speriamo che sia solo il primo di una lunga serie».

Un’assenza pesante è stata quella di Luperto, fuori a sorpresa: «Nella notte ha avuto un problema fisico – ha spiegato Pisacane –. Non era al meglio e non ho voluto rischiare. Purtroppo abbiamo gestito male gli spazi e ci siamo presi dei rischi per contrastare il loro forcing».

Il tecnico del Cagliari ha anche parlato della scelta di schierare Di Pardo: «Tutti devono sentirsi parte del progetto. Di Pardo meritava una chance, anche perché Felici era ammonito. È una scelta tecnica, ma giustificata dal lavoro settimanale che vediamo ogni giorno».

Riguardo ai cambi offensivi, Pisacane ha spiegato: «L’Udinese ha difensori molto fisici, non era facile giocare di sponda. Abbiamo scelto Luvumbo per attaccare la profondità. Togliere Borrelli ci ha fatto perdere qualcosa sui piazzati, ma con Pavoletti nel finale abbiamo recuperato centimetri».

Un pareggio che lascia margini di crescita, ma che conferma la solidità del progetto tecnico guidato da Pisacane. Il Cagliari continua il suo cammino, cercando equilibrio tra giovani da lanciare e punti preziosi da conquistare per la salvezza.

Brutto incidente stradale per un grande ex juventino. La situazione attuale

Grande spavento per Eljero Elia: distrutta la sua Lamborghini in un incidente, ma l’ex Juve è illeso

Notte di paura per Eljero Elia, ex calciatore della Juventus, rimasto coinvolto in un grave incidente stradale nei Paesi Bassi. L’episodio è avvenuto nella serata di ieri, quando la sua Lamborghini Urus è rimasta completamente distrutta in seguito a uno scontro multiplo sull’autostrada A4, nei pressi di Leida. Nonostante la violenza dell’impatto, Elia è uscito praticamente illeso dal veicolo, così come le altre persone coinvolte nell’incidente.

Il sinistro si è verificato intorno alle 21:45 e ha coinvolto quattro veicoli. Le immagini della supercar accartocciata hanno subito fatto temere il peggio, ma secondo quanto riferito dalla polizia olandese, nessuno ha riportato ferite gravi. Solo un grande spavento e ingenti danni materiali.

A raccontare quanto accaduto è stato lo stesso Elia, classe 1987, in un’intervista rilasciata dopo l’accaduto. «Stavo guidando su un tratto tranquillo dell’autostrada, quando ho notato che le auto davanti a me avevano rallentato. Ho provato a frenare, ma la macchina ha perso aderenza e ha iniziato a slittare. Non sono riuscito a evitare la collisione», ha spiegato l’ex esterno offensivo. Parole che testimoniano la paura vissuta in quei secondi, fortunatamente conclusisi senza conseguenze fisiche per nessuno.

Elia è noto al pubblico italiano per la sua breve esperienza alla Juventus nella stagione 2011-2012, quella che segnò l’inizio del ciclo vincente di Antonio Conte con la conquista del primo Scudetto dopo anni di digiuno. Dopo la parentesi bianconera, l’olandese ha proseguito la sua carriera in Germania, con l’Amburgo e il Werder Brema, in Turchia con il Basaksehir, e infine nei Paesi Bassi, dove ha chiuso la carriera nel 2023.

Oggi, ormai ritirato dal calcio giocato, Elia può tirare un sospiro di sollievo per aver evitato il peggio. L’incidente poteva avere risvolti drammatici, ma si è concluso solo con il danneggiamento dell’auto e tanta paura. Un evento che ricorda quanto anche pochi istanti di distrazione o un’improvvisa perdita di controllo possano trasformarsi in momenti di grande pericolo, anche per chi ha vissuto una carriera sotto i riflettori.

Formazioni ufficiali Fiorentina Roma, ecco gli schieramenti

Formazioni ufficiali Fiorentina Roma, le scelte in vista del match di Serie A. Il punto

Oggi la sfida valida per l’attuale giornata di Serie A Fiorentina Roma. Ecco gli schieramenti del match.

FIORENTINA (3-5-1-1): De Gea; Pongracic, Pablo Marì, Ranieri; Dodò, Mandragora, Nicolussi Caviglia, Fazzini, Gosens; Gudmundsson; Kean.

ROMA (3-4-2-1): Svilar; Celik, Mancini, N’Dicka; Wesley, Cristante, Koné, Tsimikas; Soulé, Baldanzi; Dovbyk.

Formazioni ufficiali Bologna Pisa, le scelte in vista del match di Serie A

Formazioni ufficiali Bologna Pisa, le scelte in vista del match di Serie A. Il punto

Oggi la sfida valida per l’attuale giornata di Serie A Bologna Pisa. Ecco gli schieramenti del match.

BOLOGNA (4-2-3-1): Skorupski; Zortea, Heggem, Lucumì, Miranda; Freuler, Moro; Orsolini, Odgaard, Cambiaghi; Dallinga.

PISA (3-5-2): Semper; Canestrelli, Caracciolo, Bonfanti; Touré, Akinsanmiro, Marin, Vural, Leris; Tramoni, Nzola.

Udinese Cagliari 1-1: Kabasele risponde a Borrelli!

Udinese Cagliari, al Bluenergy Stadium, la sfida valida per la sesta giornata di Serie A: ecco sintesi, tabellino, risultato, moviola e cronaca LIVE

Al Bluenergy Stadium di Udine va in scena il lunch match della 6ª giornata di Serie A 2025-2026: l’Udinese di Kosta Runjaic ospita il Cagliari guidato da Fabio Pisacane in una sfida che promette equilibrio e intensità. Le due squadre arrivano appaiate a quota 7 punti in classifica, a metà graduatoria, ma con stati d’animo opposti. I friulani cercano riscatto dopo le due battute d’arresto contro Milan e Sassuolo, mentre i rossoblù vogliono rialzarsi dopo il ko rimediato con l’Inter. Calcionews24 segue live il match!


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LE FORMAZIONI UFFICIALI

UDINESE (3-5-2): Sava; Goglichidze, Kabasele, Solet; Zanoli, Piotrowski, Karlstrom, Atta, Kamara; Zaniolo, Davis. Allenatore: Runjaic

CAGLIARI (4-3-2-1): Caprile; Palestra, Ze Pedro, Mina, Obert; Deiola, Prati, Folorunsho; Esposito, Felici; Borrelli. Allenatore: Pisacane

Napoli, mistero Rrahmani: i tempi di recupero restano incerti

Napoli, continua il mistero Rrahmani: i tempi di recupero adesso restano incerti, le ultimissime sui partenopei

Il Napoli vive un momento di incertezza legato alle condizioni fisiche di Amir Rrahmani, difensore centrale kosovaro classe 1994, punto fermo della retroguardia azzurra. Dopo un primo stop che sembrava di breve durata, il giocatore ha subito un nuovo rallentamento nel percorso di recupero, complicando i piani dello staff tecnico e lasciando aperti molti interrogativi sui tempi del suo rientro in campo.

Un leader difensivo assente

Rrahmani, arrivato al Napoli nel 2020 dopo l’esperienza con il Verona, si è affermato come uno dei pilastri della difesa partenopea. La sua assenza pesa non solo dal punto di vista tattico, ma anche per la leadership che esercita nello spogliatoio. La coppia difensiva attuale non ha ancora garantito la stessa solidità.

Tempi di recupero incerti

Secondo le ultime indiscrezioni, lo stop di Rrahmani potrebbe protrarsi più del previsto. Non ci sono date certe per il rientro, e lo staff medico del Napoli preferisce non sbilanciarsi. La priorità è evitare ricadute che potrebbero compromettere il resto della stagione. Una situazione che genera inevitabile preoccupazione tra i tifosi, soprattutto in vista degli impegni ravvicinati tra campionato e Champions League.

Lazio, decisione presa: Rovella si opera! Ecco i tempi di recupero e le ultime novità sull’infortunio

Lazio, il centrocampista ex Genoa e Juve Rovella va verso l’operazione: stop di un mese per il centrocampista

La notizia è ormai ufficiale: Niccolò Rovella, centrocampista classe 2001 della Lazio dovrà sottoporsi a un intervento chirurgico per risolvere i problemi di pubalgia che lo hanno condizionato nelle ultime settimane. Dopo aver provato un percorso conservativo, lo staff medico biancoceleste ha constatato che la situazione non poteva più essere gestita senza un’operazione.

L’intervento a Roma

Come riportato dal Corriere dello Sport, l’operazione verrà effettuata nei prossimi giorni presso la clinica privata Quisisana di Roma, una delle strutture più rinomate per questo tipo di trattamenti. L’obiettivo è chiaro: eliminare definitivamente il dolore e permettere al giovane centrocampista di tornare a disposizione nel minor tempo possibile.

Il percorso di riabilitazione

Subito dopo l’intervento, Rovella seguirà un programma di riabilitazione personalizzato. I tempi di recupero stimati sono di circa un mese, anche se molto dipenderà dalla risposta del suo fisico e dalla progressione del lavoro atletico. Lo staff medico e tecnico della Lazio resta comunque fiducioso: il rientro in campo potrebbe avvenire già entro la fine dell’autunno.

Un tassello importante per Sarri

Per Maurizio Sarri, allenatore biancoceleste chiamato a rilanciare la squadra dopo una stagione complicata, il recupero di Rovella rappresenta un passaggio fondamentale. Il centrocampista ex Genoa e Monza è considerato un elemento chiave per dare equilibrio e qualità alla mediana, soprattutto in un calendario fitto di impegni tra Serie A ed Europa.

Impatto sulle ambizioni stagionali

L’assenza di Rovella pesa, ma la Lazio confida di riaverlo presto al centro del progetto tecnico. Il suo ritorno non sarà importante soltanto per la crescita personale del giocatore, ma anche per le ambizioni stagionali del club, deciso a confermarsi protagonista sia in campionato che nelle competizioni europee.

Juventus, i convocati di Tudor per la sfida contro il Milan: quante novità! La lista completa

Juventus, i convocati di Igor Tudor per la sfida contro il Milan del grande ex Allegri: quante novità! La lista completa

Mancano poche ore al big match contro il Milan ma arriva una brutta notizia in casa Juventus: Gleison Bremer, difensore brasiliano classe 1997 e leader della retroguardia bianconera, non sarà della partita. Nella lista ufficiale dei convocati diramata dal club, il suo nome non compare, confermando i timori della vigilia.

Bremer ko: il pilastro difensivo non recupera

Il problema al ginocchio, conseguenza della botta rimediata contro l’Atalanta, si è rivelato più serio del previsto. Bremer ha provato fino all’ultimo a stringere i denti, ma l’allenamento di rifinitura ha dato esito negativo. Una perdita pesante per Igor Tudor, tecnico croato subentrato in panchina e chiamato a guidare la Juventus in una sfida cruciale per la corsa scudetto.

Thuram torna a disposizione

Se la difesa perde il suo uomo più affidabile, il centrocampo ritrova un sorriso. Khéphren Thuram, centrocampista francese classe 2001, ha smaltito il fastidio al polpaccio che lo aveva costretto a saltare l’ultima gara di Champions League. Difficile vederlo titolare dal primo minuto, ma la sua presenza in panchina rappresenta un’arma preziosa per dare dinamismo e qualità a gara in corso.

Emergenza difesa: spazio ai giovani

L’infermeria bianconera non riguarda solo Bremer. Anche Johan Cabal, difensore colombiano arrivato in estate, sarà indisponibile per circa 45 giorni a causa di un infortunio muscolare. Per sopperire all’emergenza, la società ha deciso di attingere alla Juventus Next Gen, convocando per la prima volta in prima squadra Pedro Felipe, giovane difensore brasiliano classe 2004.

Una sfida ad alta tensione

L’assenza di Bremer complica i piani di Tudor, che dovrà ridisegnare la linea difensiva in una delle partite più delicate della stagione. Al tempo stesso, il rientro di Thuram e la freschezza di Pedro Felipe offrono nuove soluzioni in un match che promette spettacolo e intensità.

Siviglia Barcellona, la Liga ricorda Diego Armando Maradona: un “partidazo” con il 10 nella memoria

Omaggio a Diego Armando Maradona: Siviglia-Barcellona diventa un “partidazo” nel segno del numero 10

La Liga spagnola ha scelto di rendere omaggio a Diego Armando Maradona, uno dei più grandi calciatori della storia, in occasione della sfida tra Siviglia e Barcellona, valida per l’8ª giornata di campionato. Un match che, per tradizione e prestigio, non è mai banale, ma che assume un significato speciale perché entrambe le squadre hanno avuto il privilegio di annoverare tra le proprie fila il leggendario “Pibe de Oro”.

Maradona tra Barcellona e Siviglia

Maradona, attaccante argentino capace di incantare con dribbling e giocate uniche, ha vissuto due esperienze in Spagna. La prima con il Barcellona tra il 1982 e il 1984: un periodo segnato da infortuni e difficoltà di ambientamento, ma anche da lampi di classe che lasciarono il segno al Camp Nou. La seconda con il Siviglia, nella stagione 1992/93, quando ormai era verso la fase finale della carriera. In Andalusia, pur non essendo più al massimo della forma, riuscì comunque a regalare momenti di grande spettacolo, attirando l’affetto dei tifosi.

L’omaggio della Liga

In occasione della partita in programma allo stadio Ramón Sánchez Pizjuán, la Liga ha pubblicato un post celebrativo sui propri canali ufficiali. L’immagine mostra Maradona seduto in poltrona, come se dall’alto osservasse le sue due ex squadre affrontarsi. Il messaggio che accompagna la foto recita: “Con il 10 nella memoria: Siviglia-Barcellona, un ‘partidazo’ adatto solo ai migliori”. Un tributo che sottolinea quanto il numero 10 argentino resti un punto di riferimento eterno per il calcio mondiale.

Siviglia-Barcellona diventa così molto più di una semplice partita: è un momento di memoria collettiva, un ponte tra passato e presente che celebra la grandezza di Diego Armando Maradona. Un “partidazo” che unisce storia, emozioni e il ricordo indelebile del numero 10 più iconico di sempre.

Inter, Bonny da record: gol e assist nella sua prima da titolare

Bonny conquista San Siro con una prestazione superlativa: un gol e tre assist che lo proiettano tra i protagonisti della squadra di Chivu

L’Inter ritrova entusiasmo e nuove certezze offensive grazie alla prestazione straordinaria di Ange-Yoan Bonny, attaccante francese classe 2003, protagonista assoluto del 4-1 inflitto alla Cremonese a San Siro. Alla sua prima da titolare in Serie A con la maglia nerazzurra, il giovane ex Parma ha realizzato un gol e servito tre assist in appena 62 minuti, conquistando compagni, tifosi e tecnico.

Una “prima” da sogno per Bonny

Arrivato in estate dal Parma, dove aveva già lavorato con Cristian Chivu – oggi allenatore dell’Inter e in passato difensore di grande esperienza con Roma e nerazzurri – Bonny ha saputo sfruttare al meglio la fiducia concessagli. Schierato al posto dell’infortunato Marcus Thuram (attaccante francese e titolare fisso dell’Inter), il giovane ha firmato la sua seconda rete stagionale su assist di Federico Dimarco, terzino sinistro e uomo chiave della squadra, per poi servire tre passaggi vincenti a Lautaro Martínez (capitano e bomber argentino), allo stesso Dimarco e a Nicolò Barella (centrocampista della Nazionale italiana).

Un impatto devastante: negli ultimi vent’anni solo Daniel Osvaldo, nel 2014 contro il Sassuolo, era riuscito a partecipare a quattro gol nella sua prima da titolare con l’Inter.

Le reazioni dello spogliatoio

La prestazione di Bonny ha entusiasmato i compagni. Nicolò Barella, autore di una prova eccellente in cabina di regia in assenza di Hakan Calhanoglu, ha sottolineato: «Lo ringrazio perché si è messo subito a disposizione. Avevamo bisogno di giocatori così, con voglia di lavorare e dare tutto per la squadra».

Anche Bonny, al termine della gara, ha evidenziato l’importanza del rapporto con Chivu: «È bello vincere e aiutare la squadra. Avere un allenatore che mi conosce e mi dà fiducia ogni giorno fa la differenza».

Un nuovo volto per l’attacco nerazzurro

La serata di San Siro segna un punto di svolta per il giovane francese: ha convinto l’allenatore, conquistato lo spogliatoio e dimostrato di poter essere un’alternativa concreta in attacco. Con Bonny, l’Inter ritrova profondità, imprevedibilità e nuove soluzioni offensive, elementi fondamentali per affrontare una stagione lunga e ricca di impegni.

Gigi Radice, il figlio Ruggero: «Lo scudetto del Toro nel 1976 indimenticabile, ma anche negli anni ’80 lui ha fatto molto bene in granata»

Gigi Radice, il figlio Ruggero racconta: «Lo scudetto del Toro nel 1976 indimenticabile, ma negli anni ’80 lui ha fatto bene in granata». Le parole

Nel pantheon dei grandi del Torino, il nome di Luigi “Gigi” Radice risplende di una luce particolare, quella di un uomo che non si limitò a vincere, ma a ricostruire un’identità, a infondere un’anima. Il suo rapporto con il club granata non fu una semplice parentesi professionale, ma una vera e propria simbiosi, un’alchimia rara e potente. Arrivato sulla panchina di un Toro che faticava a ritrovare il suo posto tra le grandi dopo la tragedia di Superga, Radice non portò solo idee tattiche innovative e un calcio d’avanguardia ispirato al “calcio totale” olandese.

Portò una visione, un’etica del lavoro e, soprattutto, il coraggio di osare. Fu l’architetto del sogno, l’uomo che restituì ai tifosi granata non solo uno scudetto indimenticabile nel 1975-76, ma la gioia di vedersi rappresentati in campo da una squadra battagliera, spettacolare e inarrestabile. Un legame profondo, fatto di sudore, grinta e una passione incondizionata che ha lasciato un’impronta indelebile nella storia del Toro. Oggi sul Corriere della Sera ne parla il figlio Ruggero in un’appassionata intervista.


LA PRIMA IMMAGINE DELLO SCUDETTO DEL 1976 – «Papà portato in trionfo dai suoi ragazzi, sotto la curva Maratona. Immagini ed emozioni sempre vive, anche mezzo secolo dopo. E poi il piacere di andare con lui al Filadelfia, dove si respirava un’atmosfera bellissima. Anche se io, essendo del 1971, ho ricordi molto più vivi della seconda esperienza di mio padre, negli anni Ottanta, quando mi alternavo tra la Curva Maratona e lo spogliatoio dell’allora Comunale. Anche quel periodo fu molto bello e importante, il Toro giocava le coppe internazionali, dopodiché ha faticato molto a tornare su quegli stessi livelli».
LA CELEBRITA’ – «Papà ha sempre tenuto un profilo basso, era una persona molto umile. Non ci siamo mai fatti prendere dal suo successo. Non ci siamo mai vantati. Anzi, qualche volta ci creava un po’ di imbarazzo il fatto che fosse riconosciuto per strada».
L’INCIDENTE D’AUTO DEL 1979 CON LA MORTE DI PAOLO BARISON – «Ricordo molto bene, purtroppo. Erano stati compagni di squadra al
Milan, poi Paolo diventò suo collaboratore tecnico. Fu un momento drammatico, tremendo. Papà fu miracolato, venne estratto dalle lamiere e rimase a lungo in ospedale con conseguenze serie. Inizialmente noi pensammo che mamma fosse con lui, perché avrebbe dovuto viaggiare con loro. Quell’incidente segnò molto mio papà, che al rientro in panchina subì diverse critiche».
L’EREDITA‘ – «La passione per il calcio me l’ha trasmessa lui, così come la curiosità. Ma anche alcuni valori importanti come l’umiltà e lo spirito di abnegazione. Lo porto sempre con me, mi ispiro al suo modo di lavorare, di vivere. Ricordarlo è sempre un onore e un grande piacere. Ho voluto seguire le sue orme, prima giocando, anche se non ad altissimi livelli, e poi allenando: lavoro per il settore tecnico della Figc, la scuola di Coverciano. Vado in giro per l’Italia tenendo corsi per gli allenatori».
L’ALZHEIMER – «Dire che è stato dimenticato forse è un po’ esagerato. Durante la sua malattia, che è durata circa dieci anni, c’è stato molto riserbo da parte nostra. Poi però, dopo che se ne è andato, abbiamo ricevuto tantissimo affetto».

Cagliari, Giulini: «Siamo in linea con i nostri obiettivi. Belotti? A novembre tornerà da noi. Abbiamo tanti giocatori interessanti»

Cagliari, parla il presidente Giulini: «Siamo in linea con i nostri obiettivi. Belotti? A novembre tornerà da noi. Abbiamo dei giocatori interessanti». Le parole

Il presidente del Cagliari, Tommaso Giulini, ha rilasciato alcune dichiarazioni nel pre partita del match contro l’Udinese. Le sue parole a DAZN:

CAGLIARI – «Siamo in linea con i nostri obiettivi, abbiamo fatto due belle partite contro grandi squadre quali Napoli e Inter pur perdendo, il pareggio contro la Fiorentina con una buona prestazione, le vittorie in due scontri diretti contro Parma e Lecce. Un inizio che rispecchia quanto ci siamo prefissati e quella che è la nostra dimensione attuale, andiamo avanti con ottimismo e voglia di migliorarci sempre»

UDINESE – «È una partita particolare, perché è la prima della stagione che si gioca alle 12.30, la prima per noi in un clima autunnale o quasi invernale, visto che veniamo da settimane in cui ci alleniamo con 25/30 gradi e anche le precedenti sfide di campionato si sono giocate con un meteo ben diverso da quello odierno in Friuli. Si entra in un momento della stagione diverso sotto tanti punti di vista, c’è curiosità per vedere cosa potrà dare questa squadra oggi, sono fiducioso che metteremo in campo il solito carattere ammirato nelle altre partite disputate sin qui».

BELOTTI – «Mi fa piacere parlare oggi per fare un grande in bocca al lupo ad Andrea Belotti, entrato in questo gruppo portando subito un contributo fondamentale sia dentro che fuori dal rettangolo verde. Ci ha tenuto a essere insieme ai ragazzi in videochiamata durante la riunione tecnica, un esempio di che ragazzo sia e di come si sia inserito. Ci ha dato tanto nel mese di settembre, quando tornerà continuerà a farlo, ora avrà un mese di rieducazione a Bologna, a novembre tornerà da noi e gli auguro di essere nuovamente arruolabile tra marzo e aprile».

ROSA ATTUALE – «Abbiamo tanti giocatori interessanti: penso a Borrelli che ha iniziato bene e deve dimostrare di essere un calciatore da Serie A; Kilicsoy è una promessa del calcio turco e non solo, va aspettato magari un po di più di altri ma ha qualità e sta lavorando per meritarsi il suo spazio. Non dimentichiamo l’ultima stagione da calciatore di capitan Pavoletti, su cui puntiamo sempre: Leo sta allenandosi bene e speriamo che come nelle precedenti stagioni porti il suo contributo nelle gare più pesanti. Siamo sereni con gli elementi che abbiamo a disposizione e andiamo avanti così».

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Juve Milan, Allegri a DAZN: «Mai vinto allo Stadium da avversario? Speriamo sia la prima volta. Ecco la mia quota scudetto»

Juve Milan, le parole di Massimiliano Allegri a DAZN: «Mai vinto allo Stadium da avversario? Speriamo sia la prima volta. La quota scudetto…»

Massimiliano Allegri, grande ex della serata, ha rilasciato alcune dichiarazioni a DAZN alla vigilia del big match tra Juventus e Milan, in programma questa sera all’Allianz Stadium. Le sue parole:

ALLO STADIUM DA AVVERSARIO – «Divertente questa cosa, abbiamo una bella partita, speriamo di vincerla, speriamo sia la prima volta».

TORINO E MILANO – «Diciamo che, a parte ho mio figlio, ormai sono 15 anni che Milano e Torino mi hanno adottato, sono molto contento ma non scordiamoci che la mia città di base rimane Livorno».

SULLA PARTITA – «Bisogna essere molto bravi a fare una partita ordinata, tecnicamente pulita, contro una squadra che ha ottime qualità tecniche e fisiche, Tudor dà alle sue squadre una precisa identità, sono molto aggressivi, è una squadra che ha fatto sempre goal. Chi mi aspetto in attacco? Ha tre centravanti molto bravi, Vlahovic, Openda e David».

QUOTA SCUDETTO E CHAMPIONS – «Per lo scudetto secondo me da 86 a 90 punti. Quanti goal subiti? Se subiamo da 25 a 30 goal sicuramente saremo nelle prime due posizioni, sopra i 35 rischi di rimanere fuori dai primi quattro posti, questo dice il campionato italiano».

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