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Gigi Radice, il figlio Ruggero: «Lo scudetto del Toro nel 1976 indimenticabile, ma anche negli anni ’80 lui ha fatto molto bene in granata»

Gigi Radice, il figlio Ruggero racconta: «Lo scudetto del Toro nel 1976 indimenticabile, ma negli anni ’80 lui ha fatto bene in granata». Le parole

Nel pantheon dei grandi del Torino, il nome di Luigi “Gigi” Radice risplende di una luce particolare, quella di un uomo che non si limitò a vincere, ma a ricostruire un’identità, a infondere un’anima. Il suo rapporto con il club granata non fu una semplice parentesi professionale, ma una vera e propria simbiosi, un’alchimia rara e potente. Arrivato sulla panchina di un Toro che faticava a ritrovare il suo posto tra le grandi dopo la tragedia di Superga, Radice non portò solo idee tattiche innovative e un calcio d’avanguardia ispirato al “calcio totale” olandese.

Portò una visione, un’etica del lavoro e, soprattutto, il coraggio di osare. Fu l’architetto del sogno, l’uomo che restituì ai tifosi granata non solo uno scudetto indimenticabile nel 1975-76, ma la gioia di vedersi rappresentati in campo da una squadra battagliera, spettacolare e inarrestabile. Un legame profondo, fatto di sudore, grinta e una passione incondizionata che ha lasciato un’impronta indelebile nella storia del Toro. Oggi sul Corriere della Sera ne parla il figlio Ruggero in un’appassionata intervista.


LA PRIMA IMMAGINE DELLO SCUDETTO DEL 1976 – «Papà portato in trionfo dai suoi ragazzi, sotto la curva Maratona. Immagini ed emozioni sempre vive, anche mezzo secolo dopo. E poi il piacere di andare con lui al Filadelfia, dove si respirava un’atmosfera bellissima. Anche se io, essendo del 1971, ho ricordi molto più vivi della seconda esperienza di mio padre, negli anni Ottanta, quando mi alternavo tra la Curva Maratona e lo spogliatoio dell’allora Comunale. Anche quel periodo fu molto bello e importante, il Toro giocava le coppe internazionali, dopodiché ha faticato molto a tornare su quegli stessi livelli».
LA CELEBRITA’ – «Papà ha sempre tenuto un profilo basso, era una persona molto umile. Non ci siamo mai fatti prendere dal suo successo. Non ci siamo mai vantati. Anzi, qualche volta ci creava un po’ di imbarazzo il fatto che fosse riconosciuto per strada».
L’INCIDENTE D’AUTO DEL 1979 CON LA MORTE DI PAOLO BARISON – «Ricordo molto bene, purtroppo. Erano stati compagni di squadra al
Milan, poi Paolo diventò suo collaboratore tecnico. Fu un momento drammatico, tremendo. Papà fu miracolato, venne estratto dalle lamiere e rimase a lungo in ospedale con conseguenze serie. Inizialmente noi pensammo che mamma fosse con lui, perché avrebbe dovuto viaggiare con loro. Quell’incidente segnò molto mio papà, che al rientro in panchina subì diverse critiche».
L’EREDITA‘ – «La passione per il calcio me l’ha trasmessa lui, così come la curiosità. Ma anche alcuni valori importanti come l’umiltà e lo spirito di abnegazione. Lo porto sempre con me, mi ispiro al suo modo di lavorare, di vivere. Ricordarlo è sempre un onore e un grande piacere. Ho voluto seguire le sue orme, prima giocando, anche se non ad altissimi livelli, e poi allenando: lavoro per il settore tecnico della Figc, la scuola di Coverciano. Vado in giro per l’Italia tenendo corsi per gli allenatori».
L’ALZHEIMER – «Dire che è stato dimenticato forse è un po’ esagerato. Durante la sua malattia, che è durata circa dieci anni, c’è stato molto riserbo da parte nostra. Poi però, dopo che se ne è andato, abbiamo ricevuto tantissimo affetto».

Cagliari, Giulini: «Siamo in linea con i nostri obiettivi. Belotti? A novembre tornerà da noi. Abbiamo tanti giocatori interessanti»

Cagliari, parla il presidente Giulini: «Siamo in linea con i nostri obiettivi. Belotti? A novembre tornerà da noi. Abbiamo dei giocatori interessanti». Le parole

Il presidente del Cagliari, Tommaso Giulini, ha rilasciato alcune dichiarazioni nel pre partita del match contro l’Udinese. Le sue parole a DAZN:

CAGLIARI – «Siamo in linea con i nostri obiettivi, abbiamo fatto due belle partite contro grandi squadre quali Napoli e Inter pur perdendo, il pareggio contro la Fiorentina con una buona prestazione, le vittorie in due scontri diretti contro Parma e Lecce. Un inizio che rispecchia quanto ci siamo prefissati e quella che è la nostra dimensione attuale, andiamo avanti con ottimismo e voglia di migliorarci sempre»

UDINESE – «È una partita particolare, perché è la prima della stagione che si gioca alle 12.30, la prima per noi in un clima autunnale o quasi invernale, visto che veniamo da settimane in cui ci alleniamo con 25/30 gradi e anche le precedenti sfide di campionato si sono giocate con un meteo ben diverso da quello odierno in Friuli. Si entra in un momento della stagione diverso sotto tanti punti di vista, c’è curiosità per vedere cosa potrà dare questa squadra oggi, sono fiducioso che metteremo in campo il solito carattere ammirato nelle altre partite disputate sin qui».

BELOTTI – «Mi fa piacere parlare oggi per fare un grande in bocca al lupo ad Andrea Belotti, entrato in questo gruppo portando subito un contributo fondamentale sia dentro che fuori dal rettangolo verde. Ci ha tenuto a essere insieme ai ragazzi in videochiamata durante la riunione tecnica, un esempio di che ragazzo sia e di come si sia inserito. Ci ha dato tanto nel mese di settembre, quando tornerà continuerà a farlo, ora avrà un mese di rieducazione a Bologna, a novembre tornerà da noi e gli auguro di essere nuovamente arruolabile tra marzo e aprile».

ROSA ATTUALE – «Abbiamo tanti giocatori interessanti: penso a Borrelli che ha iniziato bene e deve dimostrare di essere un calciatore da Serie A; Kilicsoy è una promessa del calcio turco e non solo, va aspettato magari un po di più di altri ma ha qualità e sta lavorando per meritarsi il suo spazio. Non dimentichiamo l’ultima stagione da calciatore di capitan Pavoletti, su cui puntiamo sempre: Leo sta allenandosi bene e speriamo che come nelle precedenti stagioni porti il suo contributo nelle gare più pesanti. Siamo sereni con gli elementi che abbiamo a disposizione e andiamo avanti così».

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Juve Milan, Allegri a DAZN: «Mai vinto allo Stadium da avversario? Speriamo sia la prima volta. Ecco la mia quota scudetto»

Juve Milan, le parole di Massimiliano Allegri a DAZN: «Mai vinto allo Stadium da avversario? Speriamo sia la prima volta. La quota scudetto…»

Massimiliano Allegri, grande ex della serata, ha rilasciato alcune dichiarazioni a DAZN alla vigilia del big match tra Juventus e Milan, in programma questa sera all’Allianz Stadium. Le sue parole:

ALLO STADIUM DA AVVERSARIO – «Divertente questa cosa, abbiamo una bella partita, speriamo di vincerla, speriamo sia la prima volta».

TORINO E MILANO – «Diciamo che, a parte ho mio figlio, ormai sono 15 anni che Milano e Torino mi hanno adottato, sono molto contento ma non scordiamoci che la mia città di base rimane Livorno».

SULLA PARTITA – «Bisogna essere molto bravi a fare una partita ordinata, tecnicamente pulita, contro una squadra che ha ottime qualità tecniche e fisiche, Tudor dà alle sue squadre una precisa identità, sono molto aggressivi, è una squadra che ha fatto sempre goal. Chi mi aspetto in attacco? Ha tre centravanti molto bravi, Vlahovic, Openda e David».

QUOTA SCUDETTO E CHAMPIONS – «Per lo scudetto secondo me da 86 a 90 punti. Quanti goal subiti? Se subiamo da 25 a 30 goal sicuramente saremo nelle prime due posizioni, sopra i 35 rischi di rimanere fuori dai primi quattro posti, questo dice il campionato italiano».

Juve Milan, parla Tudor a DAZN: «Conceicao titolare, Zhegrova sta lavorando. Allegri? La storia parla per lui, tutti i trofei vinti»

Juve Milan, le parole di Igor Tudor a DAZN: «Conceicao titolare, Zhegrova sta lavorando. Allegri? La storia parla per lui». Le dichiarazioni

Tra ricordi che riaffiorano, riflessioni sul presente e una battuta per alleggerire l’attesa, Igor Tudor si è presentato ai microfoni di DAZN alla vigilia di Juve–Milan. Il tecnico bianconero ha condiviso emozioni e scelte in vista del big match, a poche ore dal fischio d’inizio. Le parole:

I RICORDI DA GIOCATORE – «Tante emozioni, tanti goal, belle partite, fascino, bei momenti, spesso abbiamo fatto bene contro loro».

LA GARA DI STASERA – «Bene, è una grande gara, in casa nostra, vogliamo fare una prova di livello. Mi aspetto una grande bella gara, l’inizio di stagione è stato fatto di tante grandi gare, il calendario è stato così, partite di livello, di Champions, Inter, Atalanta, ora il Milan, in poco tempo, bisogna fare bene, prima con grande concentrazione, di rispetto per loro ma anche consapevolezza nei nostri mezzi».

LE SCELTE SUGLI ESTERNI – «Chico è un giocatore importante, sempre stato titolare, non era in grado di giocare 90 minuti, veniva da un infortunio, al massimo poteva giocare un tempo. Oggi parte perché è un giocatore importante e speriamo possa fare bene. Zhegrova? Edon sta lavorando bene, ha le sue problematiche, stiamo lavorando, è un anno che è fermo, si sta impegnando e ci darà una mano».

GLI ELOGI AD ALLEGRI – «Quanto si sente non lo so, è stato tanti anni qua, vuol dire che ha fatto un buon lavoro ed è un allenatore di livello. La storia parla per lui, tutti i trofei vinti. Un allenatore che apprezzo anche come persona».

LA BATTUTA SULLA GIACCA – «Chi lancia prima la giacca? No no, io non la metto, è sua è sua (ride)»

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Formazioni ufficiali Udinese Cagliari, le scelte dei due allenatori

Formazioni ufficiali Udinese Cagliari, le scelte in vista della sfida tra bianconeri e rossoblù. Le ultimissime notizie

Al Bluenergy Stadium di Udine va in scena il lunch match della 6ª giornata di Serie A 2025-2026, con l’Udinese di Kosta Runjaic e il Cagliari di Fabio Pisacane pronte a sfidarsi in un confronto che promette intensità ed equilibrio. Entrambe le squadre si presentano con 7 punti in classifica, appaiate a metà graduatoria, ma con stati d’animo differenti: i friulani cercano riscatto dopo due sconfitte consecutive contro Milan e Sassuolo, mentre i rossoblù vogliono rialzarsi dopo il ko con l’Inter.

LE FORMAZIONI UFFICIALI

UDINESE (3-5-2): Sava; Goglichidze, Kabasele, Solet; Zanoli, Piotrowski, Karlstrom, Atta, Kamara; Zaniolo, Davis. Allenatore: Runjaic

CAGLIARI (4-3-2-1): Caprile; Palestra, Ze Pedro, Mina, Obert; Deiola, Prati, Folorunsho; Esposito, Felici; Borrelli. Allenatore: Pisacane

Juve Milan, il protagonista è Comolli: legame con Cardinale e il club rossonero, quel retroscena…

Dall’esperienza al Tolosa al legame con Cardinale e il Milan, il percorso di Comolli svela un retroscena che intreccia strategie dei due club

C’è un legame sorprendente che collega Juventus e Milan, due colossi del calcio italiano, al Tolosa, club francese di Ligue 1. Il punto d’incontro è RedBird Capital Partners, il fondo guidato da Gerry Cardinale che controlla sia il Milan sia la società transalpina. La gestione del Tolosa è diventata un modello di riferimento per le strategie di mercato e di sviluppo anche in Serie A, con riflessi diretti sulle scelte dei club italiani.

RedBird e il modello “Moneyball”

L’acquisizione del Tolosa da parte di RedBird nel luglio 2020 ha segnato una svolta. L’allora presidente Damien Comolli, dirigente francese con esperienza internazionale, ha introdotto un approccio ispirato al “Moneyball”: analisi dei dati, spese mirate e valorizzazione dei giovani. I risultati sono stati immediati: ritorno in Ligue 1 in soli due anni, salvezza conquistata con uno dei budget più bassi del campionato e, soprattutto, la storica vittoria della Coupe de France, primo trofeo nella storia del club.

Un modello che ha attirato l’attenzione anche in Italia. Il Milan di Massimiliano Allegri, tecnico toscano noto per la sua capacità di adattare le squadre alle risorse disponibili, e il nuovo direttore sportivo Igli Tare, ex Lazio e specialista nello scouting, guardano con interesse a questa filosofia. L’obiettivo è replicare un calcio sostenibile, capace di coniugare equilibrio finanziario e successi sportivi.

Dubbi societari e nuove strategie

Nonostante i traguardi raggiunti, restano alcune incognite. La presenza diretta di Gerry Cardinale è percepita come limitata, mentre l’addio di Comolli verso la Juventus ha alimentato interrogativi sul futuro del club francese. RedBird, secondo indiscrezioni, avrebbe persino valutato la cessione, frenata dall’incertezza sui diritti televisivi della Ligue 1.

Parallelamente, il Tolosa ha avviato un progetto cruciale: la costruzione di un nuovo centro sportivo da 18 milioni di euro, investimento strategico per accrescere il valore societario. La dirigenza attuale, guidata da Olivier Cloarec e supportata da Massimo Calvelli, ha chiuso l’ultimo mercato con un saldo positivo di +29 milioni di euro. Tra i talenti più promettenti spicca il portiere Guillaume Restes (classe 2005), già considerato una futura plusvalenza.

Un caso studio per la Serie A

La gestione del Tolosa rappresenta un case study di grande interesse: dimostra come disciplina finanziaria, investimenti mirati e valorizzazione dei giovani possano portare a risultati concreti. Una lezione che Juventus e Milan, impegnate a rafforzare la propria competitività in Italia e in Europa, non possono ignorare.

Napoli Genoa: la missione di Conte è tornare a fare un clean sheet. Ecco su chi puntare per tornare la migliore difesa

Napoli Genoa: la missione del tecnico Antonio Conte è fare un clean sheet. Ecco su chi puntare per tornare la migliore difesa dei partenopei

Otto gol in un mese. Un dato che suona come un campanello d’allarme assordante per quella che, nella scorsa stagione, era la miglior difesa d’Europa. Il Napoli insegue un “clean sheet” che manca ormai da fine agosto, precisamente dal 30, quando un gol di Anguissa contro il Cagliari sigillò l’1-0 al Maradona. Dopo un avvio promettente, con la porta inviolata anche contro il Sassuolo (2-0 in trasferta), qualcosa si è inceppato.


Da quando Ranieri ha trafitto la difesa partenopea in Fiorentina-Napoli 1-3, i portieri azzurri – sia Milinkovic che Meret – sono stati costretti a raccogliere il pallone dalla propria rete in ben otto occasioni. L’ultimo, il rigore di Suarez dello Sporting mercoledì in Champions. Prima di lui, e dopo Ranieri, avevano segnato Haaland e Doku del City, Nzola e Lorran del Pisa, Saelemaekers e Pulisic del Milan. Otto reti in un mese, un trend preoccupante per una squadra che ambisce al vertice. Ora, all’orizzonte, c’è il Genoa, e la sfida contro i Grifoni rappresenta l’ultima occasione per blindare di nuovo la porta prima della sosta.


Ma quali sono i motivi alla base di questa improvvisa fragilità difensiva di settembre, che pure, salvo Etihad e San Siro, non ha impedito al Napoli di collezionare vittorie? Il Corriere dello Sport propone questa riflessione. La risposta più immediata arriva dall’emergenza infortuni. Le assenze hanno costretto Antonio Conte a rivedere spesso la linea a quattro, schierando anche contro lo Sporting una difesa completamente inedita. Oggi al centro ci saranno di nuovo Beukema e Juan Jesus, in attesa del rientro di Buongiorno (dopo la sosta) e con i tempi di recupero di Rrahmani ancora da definire.


Conte ha reinventato il Napoli, e questo processo può aver avuto un costo in termini di assestamento, nonostante le buone prove dei singoli, in particolare di Juan Jesus, elogiato dall’allenatore come “immortale”, e di Spinazzola. Lo stesso Conte, parlando dei gol subiti, mercoledì aveva aggiunto: «Bisogna avere quella sana paura di prendere gol che ti fa correre indietro». Un monito chiaro, che sottolinea l’importanza dell’attenzione e della reattività.

Fiorentina, servono i gol di Kean per battere la Roma: l’analisi del match

Fiorentina, i gol di Moise Kean saranno decisivi per superare la Roma? Ecco di seguito il focus sulla sfida di Serie A

La Fiorentina si prepara a una sfida cruciale al Franchi contro la Roma, con l’obiettivo di conquistare la prima vittoria stagionale in Serie A. La squadra allenata da Stefano Pioli, tecnico emiliano noto per il suo approccio equilibrato e pragmatico, si trova attualmente nelle zone basse della classifica e ha bisogno di un successo per rilanciare le proprie ambizioni.

Secondo l’edizione fiorentina de La Repubblica, il nome più atteso è quello di Moise Kean, attaccante classe 2000 cresciuto nella Juventus e approdato in viola per dare maggiore incisività al reparto offensivo. La sua velocità, la capacità di attaccare la profondità e l’istinto sotto porta rappresentano le armi principali su cui la Fiorentina punta per scardinare la difesa giallorossa.

La sfida con la Roma di Gasperini

Dall’altra parte ci sarà la Roma di Gian Piero Gasperini, allenatore bergamasco che ha costruito la propria carriera su pressing alto e intensità. La squadra capitolina, reduce da un avvio positivo, vuole consolidare la propria posizione nelle zone alte della classifica. Per questo motivo, la partita si preannuncia equilibrata e ricca di tensione agonistica.

Kean come uomo chiave

L’attacco viola ha finora mostrato limiti di concretezza, e l’arrivo di Kean è stato pensato proprio per colmare questa lacuna. L’ex Juventus e PSG, nonostante la giovane età, ha già maturato esperienza internazionale e sa come gestire la pressione delle grandi sfide. I suoi gol potrebbero rivelarsi determinanti per regalare ai tifosi del Franchi una vittoria che manca da troppo tempo.

Per Pioli, la gara contro la Roma rappresenta anche un banco di prova personale: il tecnico è chiamato a invertire la rotta e a restituire fiducia a un gruppo che ha qualità ma fatica a esprimerla con continuità. La Fiorentina dovrà sfruttare il fattore campo e la spinta del pubblico, ma soprattutto affidarsi alla fame di gol di Kean per uscire dalla crisi.

Roma, Dovbyk e il caso rigori: fiducia di Gasperini in calo per l’attaccante? I dettagli

Roma, Artem Dovbyk sotto esame dopo gli errori dal dischetto: il tecnico Gasperini riflette sul suo ruolo

La recente sfida di Europa League ha acceso i riflettori su Artem Dovbyk, attaccante ucraino classe 1997, arrivato in Italia dopo l’esperienza al Girona. Il centravanti, oggi in forza alla Roma, si è reso protagonista di un episodio raro: tre rigori consecutivi falliti, due dei quali calciati in maniera poco convincente. Un evento che ha inevitabilmente sollevato dubbi sulla sua affidabilità dal dischetto e, più in generale, sul suo ruolo nelle gerarchie offensive della squadra.

La fiducia di Gasperini e il peso degli errori

Il tecnico Gian Piero Gasperini, allenatore di lungo corso e figura chiave del calcio italiano, non ha mai nascosto di avere idee precise sui propri giocatori. La fiducia nei confronti di Dovbyk non era già altissima prima di questo episodio, e i due errori consecutivi dal dischetto hanno ulteriormente complicato la situazione. Gasperini, noto per la sua rigidità tattica e per la scarsa propensione ai compromessi, difficilmente dimenticherà un errore così pesante in un momento cruciale della stagione.

Il confronto con Ferguson

A complicare il quadro c’è anche la concorrenza interna. Evan Ferguson, giovane attaccante irlandese ex Brighton, non ha però convinto nelle sue prime apparizioni con la maglia giallorossa, come dimostrato nella gara contro il Lille. Questo scenario lascia comunque aperta una porta a Dovbyk, che potrebbe avere un’ulteriore occasione nella prossima sfida di Serie A contro la Fiorentina, squadra che sta lottando per un posto in Europa.

Opportunità di riscatto

Per Dovbyk, il momento è delicato ma non definitivo. La Roma ha bisogno di un centravanti capace di garantire gol e presenza in area di rigore, e il giocatore ucraino possiede le qualità fisiche e tecniche per imporsi. La chiave sarà non lasciarsi condizionare dagli errori recenti e dimostrare carattere, trasformando la delusione in motivazione.

Lazio, Lotito frena sul mercato: “Saldo zero” e attesa per sponsor e diritti TV

Calciomercato bloccato per la Lazio: il numero uno biancoceleste Lotito guarda a sponsor e diritti TV per sbloccare i conti

Il presidente della Lazio, Claudio Lotito, ha parlato nel pre-partita di Lazio–Torino, lanciando un messaggio che non lascia grandi margini all’ottimismo sul fronte del calciomercato. «L’indice è all’80%. Chiunque si trovi in questa situazione può vendere e comprare allo stesso prezzo e non ci sono elementi tecnici che impediscano di fare il mercato», ha dichiarato il patron biancoceleste.

Tradotto in termini pratici, significa un mercato a saldo zero: nessun investimento aggiuntivo, soltanto scambi o operazioni senza esborso netto. Una prospettiva che inevitabilmente preoccupa i tifosi, soprattutto alla luce delle ambizioni della squadra guidata da Maurizio Sarri, allenatore toscano noto per il suo calcio offensivo e arrivato in estate con l’obiettivo di rilanciare il progetto biancoceleste.

Diritti TV: la chiave per sbloccare il mercato

Secondo quanto riportato da Il Messaggero, l’unica vera speranza di un “sblocco totale” nella sessione invernale risiede nei crediti pregressi dei diritti televisivi, stimati tra i 12 e i 13 milioni di euro. La Lazio vorrebbe inserirli subito a bilancio, ma l’operazione dovrà passare al vaglio della nuova Commissione che ha preso il posto della Covisoc.

Se l’iter dovesse andare a buon fine, il club capitolino potrebbe avere maggiore margine di manovra per rinforzare la rosa, che oggi appare corta in alcuni reparti chiave. Un aspetto che Sarri, tecnico esigente e attento ai dettagli tattici, considera fondamentale per competere su più fronti.

Sponsor di maglia: trattative in corso

Parallelamente, Lotito lavora sul fronte commerciale. L’obiettivo è chiudere un accordo con un nuovo main sponsor di maglia. Tra le ipotesi più concrete c’è Aeritaly, ma non è escluso l’ingresso di altri marchi. L’annuncio potrebbe arrivare entro il 15 ottobre, data cruciale per la riunione che precederà la chiusura della trimestrale al 30 settembre.

Un nuovo sponsor garantirebbe risorse fresche e potrebbe rappresentare un passo decisivo per dare respiro al bilancio e, di conseguenza, al mercato.

Sampdoria Pescara: sfida decisiva per il futuro di Donati e l’ombra di De Rossi

Sampdoria Pescara, non solo classifica: Donati all’ultima chance, De Rossi suggestione concreta

Mancano poche ore al calcio d’inizio della settima giornata di Serie B, con la Sampdoria pronta ad affrontare il Pescara allo stadio Luigi Ferraris di Genova (ore 17:15). Non si tratta di una semplice partita di campionato: per i blucerchiati e per il loro allenatore Massimo Donati, ex centrocampista con esperienze in Serie A e in Scozia, la sfida rappresenta un vero crocevia stagionale.

Donati a rischio esonero

Il tecnico veneto, arrivato sulla panchina doriana con l’obiettivo di riportare entusiasmo e risultati, sta vivendo un avvio di stagione complicato. Le prestazioni altalenanti e i punti raccolti ben al di sotto delle aspettative hanno acceso un campanello d’allarme. La gara contro il Pescara, formazione allenata da un gruppo giovane e dinamico, diventa così fondamentale: solo una vittoria convincente potrebbe allontanare lo spettro dell’esonero.

La pressione è altissima. La tifoseria chiede una reazione immediata, mentre la dirigenza ha già iniziato a valutare possibili alternative. In caso di nuovo passo falso, la posizione di Donati potrebbe diventare difficilmente difendibile.

De Rossi possibile successore

A rendere l’atmosfera ancora più incandescente sono le voci sul possibile arrivo di Daniele De Rossi. L’ex capitano della Roma, campione del mondo 2006 e simbolo del centrocampo giallorosso per oltre un decennio, ha recentemente rescisso il contratto che lo legava al club capitolino, segnale della sua volontà di intraprendere una nuova avventura in panchina.

Secondo indiscrezioni riportate da Il Secolo XIX, il direttore sportivo Andrea Mancini, figlio dell’ex CT azzurro Roberto, potrebbe giocare un ruolo decisivo nella scelta del nuovo allenatore. L’amicizia che lo lega a De Rossi rappresenterebbe infatti un fattore chiave per superare gli ostacoli economici che in passato avevano frenato la trattativa.

Una partita che vale doppio

Sampdoria-Pescara non è dunque solo una sfida di classifica, ma un match che potrebbe segnare il futuro immediato della panchina blucerchiata. Per Donati si tratta di un vero e proprio esame senza appello, mentre per De Rossi potrebbe aprirsi la porta di una nuova carriera da allenatore.

Il Ferraris si prepara così a vivere una serata di grande tensione e attesa, con i tifosi pronti a sostenere la squadra ma anche a giudicare il destino del proprio tecnico.

Napoli Genoa, Conte prepara il tridente: novità in attacco per i partenopei

Napoli Genoa, Conte prepara il tridente: arriva una novità in attacco per i partenopei, ecco chi saranno gli interpreti

Dopo il successo in Champions League, il Napoli di Antonio Conte – tecnico pugliese noto per la sua intensità tattica e la capacità di motivare i gruppi – si prepara a tornare in campo in Serie A con l’obiettivo di consolidare il primato in classifica. Al “Maradona” arriverà il Genoa di Patrick Vieira, ex centrocampista francese e oggi allenatore dei rossoblù, ancora a caccia della prima vittoria stagionale. Nonostante le difficoltà iniziali, i liguri restano un avversario insidioso, come dimostrato dal pareggio strappato lo scorso anno proprio a Napoli.

Conte verso il 4-3-3: spazio a Neres

La principale novità riguarda l’attacco. Conte sembra orientato a schierare un tridente puro con David Neres, esterno brasiliano dotato di grande tecnica e dribbling, pronto a partire titolare per la prima volta. L’ex Ajax dovrebbe agire sulla fascia sinistra, mentre a destra è confermato Matteo Politano, ala italiana abile negli inserimenti e nei tiri a rientrare. Al centro dell’attacco spazio a Rasmus Højlund, giovane centravanti danese che abbina fisicità e velocità.

Questa scelta tattica comporterebbe l’arretramento di Scott McTominay, centrocampista scozzese di grande dinamismo, in posizione più centrale. A farne le spese potrebbe essere Kevin De Bruyne, fantasista belga reduce da un impegno intenso in Champions, che potrebbe partire dalla panchina per gestire al meglio le energie.

Situazione in difesa: rientri e assenze

In retroguardia Conte dovrà fare a meno di Alessandro Buongiorno, difensore centrale italiano, e di Amir Rrahmani, roccioso centrale kosovaro, entrambi indisponibili fino alla sosta per le nazionali. Buone notizie però arrivano dai rientri: torna Giovanni Di Lorenzo, capitano e terzino destro, dopo la squalifica, mentre saranno a disposizione anche Pasquale Mazzocchi e Marianucci, esclusi dalla lista UEFA.

La linea difensiva dovrebbe quindi vedere Di Lorenzo a destra, Sam Beukema e Juan Jesus al centro, con ballottaggio a sinistra tra Mathías Olivera, terzino uruguaiano, e Leonardo Spinazzola, esterno italiano reduce da un lungo infortunio.

Obiettivo: continuità in campionato

Il Napoli vuole sfruttare l’entusiasmo europeo per blindare la vetta della Serie A. Una vittoria contro il Genoa significherebbe non solo allungare la striscia positiva, ma anche affrontare la sosta con maggiore serenità. Conte punta sul tridente offensivo per dare spettacolo e concretezza, consapevole che ogni punto in questa fase della stagione può rivelarsi decisivo nella corsa Scudetto.

Cagliari senza Gaetano contro l’Udinese: il numero 10 salta la trasferta del Bluenergy Stadium

Cagliari Udinese, rossoblù senza Gaetano: il numero 10 non ce la fa e salta la trasferta contro i bianconeri del Bluenergy Stadium

Il Cagliari dovrà affrontare la delicata sfida in casa dell’Udinese senza il suo uomo di maggiore qualità. Gianluca Gaetano, trequartista classe 2000 arrivato in prestito dal Napoli e punto di riferimento della manovra offensiva rossoblù, non ha recuperato dall’affaticamento muscolare accusato in settimana e non sarà a disposizione del tecnico Fabio Pisacane. L’allenatore sardo, subentrato in panchina per guidare la squadra in un momento complesso, dovrà così rinunciare al suo numero 10 nella trasferta del Bluenergy Stadium.

Un’assenza che pesa sul gioco rossoblù

La notizia era nell’aria da giorni ma ha trovato conferma ufficiale con la lista dei convocati diramata ieri. L’assenza di Gaetano rappresenta un duro colpo per il Cagliari, già alle prese con numerosi infortuni che limitano le scelte a centrocampo e in attacco. Il fantasista campano, capace di accendere la manovra con giocate di qualità e imprevedibilità, si era fermato mercoledì per un problema al retto femorale sinistro. Nonostante l’infortunio non sia grave, i tempi di recupero non consentivano un impiego sicuro, nemmeno a gara in corso. Lo staff medico e tecnico ha quindi scelto la via della prudenza, evitando rischi che avrebbero potuto compromettere ulteriormente la stagione del giocatore.

Emergenza creativa per Pisacane

Per Fabio Pisacane, ex difensore e oggi allenatore dei rossoblù, si tratta di una perdita pesantissima. Senza Gaetano, il Cagliari perde il principale riferimento tecnico in grado di collegare centrocampo e attacco. La sua assenza costringerà il tecnico a ridisegnare l’assetto offensivo, puntando probabilmente su soluzioni più dirette e sull’intensità dei suoi attaccanti.

Obiettivo rientro: Bologna dopo la sosta

Il piano di recupero è già definito. Gaetano sfrutterà la sosta per le Nazionali, in programma dal 6 al 14 ottobre, per smaltire del tutto il problema muscolare e ritrovare la miglior condizione atletica. La pausa arriva al momento giusto, permettendo al fantasista di non saltare ulteriori impegni.

Salvo complicazioni, il rientro è fissato per la sfida casalinga contro il Bologna, in programma domenica 19 ottobre all’Unipol Domus. Una data cerchiata in rosso dal club e dai tifosi, che attendono il ritorno del loro numero 10 per restituire qualità, fantasia e dinamismo alla manovra offensiva del Cagliari.

Chivu Inter, contro la Cremonese è iniziato un nuovo corso nerazzurro: il punto della Gazzetta dello Sport

Chivu Inter, nella sfida di Serie A contro la Cremonese è iniziato un nuovo corso nerazzurro: il punto della Gazzetta dello Sport

La netta vittoria per 4-1 dell’Inter contro la Cremonese ha offerto alla Gazzetta dello Sport lo spunto per sottolineare i segnali più evidenti del nuovo corso tecnico guidato da Cristian Chivu, ex difensore rumeno e oggi allenatore nerazzurro. Il quotidiano parla di una “nuova direzione” tattica, fondata su aggressività e verticalità, in netto contrasto con il possesso palla più orizzontale e ragionato che aveva caratterizzato la precedente gestione.

Pressione alta e ritmo costante

Fin dai primi minuti, i nerazzurri hanno imposto un pressing feroce, costringendo la Cremonese a difendersi nella propria metà campo. L’azione che ha portato al vantaggio dell’1-0 è stata definita il manifesto del progetto Chivu: Nicolò Barella, centrocampista classe 1997 e leader del centrocampo azzurro, ha recuperato palla su Sanabria e innescato rapidamente Ange-Yoan Bonny, attaccante francese classe 2003, che dalla sinistra ha servito Lautaro Martínez, bomber argentino e capitano dell’Inter, per il gol del vantaggio.

La “rosea” ha aperto anche un dibattito tattico: con Hakan Calhanoglu, regista turco noto per la qualità tecnica, l’Inter avrebbe segnato lo stesso? Secondo l’analisi, Barella interpreta meglio l’idea di calcio di Chivu, basata su dinamismo, rapidità di pensiero e immediatezza. Meno qualità di piede, ma più velocità nello smistamento: un aspetto fondamentale per il nuovo corso.

Un crescendo di gol e intensità

Dopo la rete iniziale, l’Inter ha continuato a spingere. Prima Bonny e poi ancora Lautaro hanno firmato il raddoppio e il tris. Nella ripresa, nei primi quindici minuti, i nerazzurri hanno chiuso definitivamente la partita con le reti di Federico Dimarco, terzino sinistro cresciuto nel vivaio, e ancora Barella, entrambi serviti da un ispirato Bonny.

Nel finale, spazio anche a Diouf, giovane difensore, che però ha commesso un errore sul gol dell’ex interista Federico Bonazzoli. Una sbavatura che non ha comunque messo in discussione il risultato.

Prove di maturità dopo la sosta

La Gazzetta conclude sottolineando come i prossimi impegni contro Roma e Napoli rappresenteranno il vero banco di prova per questa Inter rinascente. La sensazione è che il progetto Chivu stia già imprimendo un’identità chiara: aggressività, verticalità e ritmo alto. Tre parole chiave che potrebbero segnare il futuro nerazzurro.

Yildiz Juve, allo Stadium ci saranno gli scout di una big! Quel tecnico lo vuole a tutti i costi… I dettagli

Yildiz Juve, allo Stadium contro il Milan ci saranno gli scout di una big! Quel tecnico lo vuole a tutti i costi… Tutti i dettagli

Un palcoscenico di prestigio come Juventus-Milan non passa mai inosservato. L’Allianz Stadium, questa sera, sarà sotto i riflettori non solo per la sfida tra due storiche rivali del calcio italiano, ma anche per la presenza di osservatori internazionali. Tra questi, secondo quanto riportato da Tuttosport, ci saranno emissari dell’Arsenal, pronti a seguire da vicino le prestazioni di Kenan Yildiz, il giovane talento turco classe 2005 che sta conquistando la scena con la maglia bianconera.

Arsenal su Yildiz: l’interesse cresce

L’interesse dei Gunners non è una novità. Il tecnico spagnolo Mikel Arteta, ex centrocampista dell’Everton e dell’Arsenal e oggi allenatore tra i più apprezzati della Premier League, stima profondamente le qualità di Yildiz. L’idea del club londinese è quella di inserirlo in un progetto tecnico a lungo termine, facendone uno dei pilastri della squadra. La presenza degli scout a Torino per una partita di cartello come Juve-Milan è un segnale chiaro: l’assalto inglese è concreto.

Yildiz e la Juventus: un legame indissolubile

Nonostante le sirene della Premier, i tifosi juventini possono restare sereni. Kenan Yildiz, trequartista dotato di grande tecnica e visione di gioco, ha ribadito più volte il suo attaccamento alla Juventus. Il suo obiettivo, come sottolineato anche da Alessandro Del Piero, è quello di diventare un simbolo del club bianconero. Un addio, almeno nel breve periodo, non è un’ipotesi da prendere in considerazione.

Il piano della Juventus: rinnovo fino al 2030

La dirigenza juventina è pronta a blindare il futuro del suo numero 10. Per respingere le avances dell’Arsenal e adeguare il contratto al nuovo status del giocatore, la società ha già predisposto un’offerta importante: rinnovo fino al 30 giugno 2030 con un ingaggio da circa 5 milioni di euro a stagione, bonus inclusi. Si tratta di cifre da leader, perfettamente in linea con il ruolo che Yildiz sta assumendo in campo.

L’Arsenal osserva con attenzione, ma il futuro di Kenan Yildiz alla Juventus sembra scritto. Il talento turco, già protagonista in Serie A, è destinato a diventare uno dei volti simbolo della Vecchia Signora. Per i bianconeri, una certezza su cui costruire il domani.

Juve Milan, Allegri ha sciolto le riserve! Ecco le scelte per il match dello Stadium, giocano loro!

Juve Milan, Allegri ha sciolto le riserve! Ecco le scelte per il match dello Stadium, giocano loro! Tutti gli aggiornamenti

Il Milan di Massimiliano Allegri, tecnico livornese noto per la sua attenzione alla disciplina tattica e alla gestione dei momenti chiave, si prepara alla delicata trasferta contro la Juventus all’Allianz Stadium. Una sfida che può pesare sul primato in Serie A e che vede i rossoneri arrivare con una formazione ormai delineata, salvo sorprese dell’ultima ora.

Difesa al completo: Tomori rientra, Bartesaghi promosso

La notizia più incoraggiante per i tifosi riguarda il recupero di Fikayo Tomori, difensore inglese classe 1997, considerato uno dei pilastri della retroguardia rossonera. Dopo i dubbi legati ad alcuni acciacchi fisici, il centrale è stato dichiarato “pronto per giocare” e guiderà la linea difensiva.

Accanto a lui, Allegri confermerà i titolari abituali, con una novità sulla fascia sinistra: Davide Bartesaghi, terzino classe 2005 cresciuto nel vivaio, è atteso dal primo minuto. La scelta rappresenta un segnale forte della fiducia che l’allenatore e il direttore sportivo Igli Tare ripongono nei giovani, in linea con la strategia di valorizzazione interna che affianca l’esperienza di campioni affermati come Luka Modrić e Adrien Rabiot.

Attacco: Giménez e Pulisic per concretezza e qualità

In avanti, Allegri punterà su una coppia d’attacco già collaudata. Santiago Giménez, centravanti messicano classe 2001, sarà il riferimento offensivo grazie al suo lavoro di sacrificio e alla capacità di aprire spazi. Al suo fianco agirà Christian Pulisic, fantasista statunitense che ha iniziato la stagione con continuità e gol, garantendo imprevedibilità sulla trequarti.

Dalla panchina, il Milan potrà contare su alternative di lusso come Rafael Leão, attaccante portoghese capace di spaccare le partite con le sue accelerazioni, e Christopher Nkunku, trequartista francese dotato di grande tecnica e visione di gioco.

Prospettive future: il progetto “Milan Futuro”

Oltre al presente, il club guarda avanti con il progetto “Milan Futuro”, che coinvolge giovani come Torriani e Balentien, già aggregati alla prima squadra. Una filosofia che conferma la volontà della dirigenza di costruire un ciclo vincente basato su un mix di esperienza e talento emergente.

Con idee chiare, concentrazione massima e una rosa completa, il Milan si presenta a Torino con l’obiettivo di consolidare la vetta e ribadire la propria candidatura allo Scudetto.

Atalanta fermata dal Como ma ancora imbattuta: un avvio storico in Serie A

L’Atalanta di Juric non va oltre l’1-1 con il Como, ma resta tra le protagoniste di questo avvio di stagione

L’Atalanta continua a sorprendere in questo avvio di stagione. Nonostante il pareggio per 1-1 contro il Como alla New Balance Arena, la squadra guidata da Ivan Juric, tecnico croato noto per il suo calcio aggressivo e organizzato, mantiene l’imbattibilità dopo sei giornate di Serie A. Un risultato che entra nella storia del club: è soltanto la terza volta che la Dea riesce a restare senza sconfitte nelle prime sei partite del massimo campionato.

Un bilancio positivo: due vittorie e quattro pareggi

Il cammino nerazzurro parla chiaro: due successi e quattro pareggi. Un rendimento che, pur lasciando qualche rammarico per i punti persi, conferma la solidità della squadra. In passato, l’Atalanta aveva raggiunto un traguardo simile soltanto nelle stagioni 2000/01 e 2022/23, entrambe concluse con ottimi piazzamenti in classifica.

Juric soddisfatto ma esigente

Nel post-partita, Juric ha sottolineato la buona prestazione dei suoi. L’allenatore ha poi evidenziato l’importanza di mantenere alta la condizione fisica e mentale, confidando nel recupero di alcuni infortunati chiave.

Un futuro da scrivere

Nonostante i rimpianti per i punti lasciati per strada, l’Atalanta si conferma una delle squadre più difficili da affrontare in Serie A. La solidità difensiva, unita alla capacità di creare numerose occasioni da gol, lascia ben sperare per il prosieguo della stagione. Se la Dea riuscirà a ritrovare maggiore concretezza sotto porta, potrà ambire a un piazzamento europeo di prestigio.

Real Madrid in ansia per Mbappé: problema alla caviglia e dubbi sulla Nazionale francese

Allarme Real Madrid: Mbappé lascia il campo per un infortunio alla caviglia, in dubbio la convocazione con la Francia

Momenti di preoccupazione al Santiago Bernabéu durante la vittoria del Real Madrid per 3-1 contro il Villarreal. La serata, che sembrava perfetta per i blancos, si è trasformata in un campanello d’allarme quando Kylian Mbappé, attaccante francese classe 1998 e stella assoluta del club madrileno, è stato costretto ad abbandonare il campo a causa di un problema alla caviglia destra.

L’infortunio durante Real Madrid-Villarreal

Dopo aver siglato il terzo gol della squadra, Mbappé si è accasciato a terra vicino al cerchio di centrocampo, visibilmente dolorante. Lo staff medico del Real Madrid è intervenuto immediatamente, accompagnando il giocatore fuori dal terreno di gioco. Al minuto 83, l’allenatore Xabi Alonso, ha deciso di sostituirlo con il brasiliano Rodrygo, attaccante classe 2001 considerato uno dei giovani più promettenti del calcio mondiale.

Preoccupazioni per la Francia di Deschamps

L’infortunio non desta apprensione soltanto in casa Real Madrid. Anche la Nazionale francese, guidata da Didier Deschamps, ex centrocampista campione del mondo nel 1998 e commissario tecnico dei Bleus dal 2012, osserva con attenzione la situazione. La Francia si radunerà a Clairefontaine già lunedì per preparare le prossime due sfide di qualificazione ai Mondiali 2026: il 10 ottobre contro l’Azerbaigian e il 13 ottobre in trasferta in Islanda.

Al momento non è stata comunicata l’entità precisa dell’infortunio, ma lo staff medico valuterà Mbappé nei prossimi giorni. L’auspicio, sia per il Real Madrid che per la Francia, è che si tratti soltanto di un colpo e non di un problema più serio.

Le prime pagine sportive nazionali – 5 ottobre 2025

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Lazio, Cancellieri: «Penso che potevamo portare la vittoria a casa, è un pareggio che ci sta un po’ stretto»

Lazio, le parole nel post gara di Cancellieri: «Mi sento migliorato, sento di crescere, di seguire quel che chiede il mister»

Matteo Cancellieri, attaccante classe 2002 cresciuto nel settore giovanile della Roma e oggi protagonista con la maglia della Lazio, è l’uomo del momento in casa biancoceleste. Nel pareggio contro il Torino, il giovane talento ha messo a segno una doppietta che lo consacra come nuovo trascinatore della squadra guidata da Maurizio Sarri, tecnico toscano noto per il suo calcio offensivo e organizzato.

Con tre gol in due partite, Cancellieri ha dimostrato di avere qualità tecniche e freddezza sotto porta, caratteristiche che lo rendono un finalizzatore prezioso in un periodo di incertezze per la Lazio. La sua esplosione, tuttavia, non è bastata a cancellare l’amarezza per una vittoria sfumata nei minuti finali contro i granata. Intervenuto ai microfoni di DAZN, Cancellieri ha mostrato una sorprendente maturità:

PAROLE – «Penso che potevamo portare la vittoria a casa, è un pareggio che ci sta un po’ stretto, il primo tempo una grande Lazio, nel secondo siamo calati ma ci può stare, miglioreremo in settimana su questi cali. Era quello che speravo tornare, ho lavorato anche per farlo, mi sento soddisfatto, lavoro e lavoriamo bene. Ci teniamo questo pareggio e ci leveremo molte soddisfazioni poi. Non ci dobbiamo focalizzarci su questo. Su cosa mi sento cresciuto? Tanto, fa maturare prima il calcio. Mi sento migliorato, sento di crescere, di seguire quel che chiede il mister».

Prospettive future

La Lazio, che punta a risalire la classifica e a consolidare la propria identità sotto la guida di Sarri, può ora contare su un nuovo protagonista. Matteo Cancellieri non è più soltanto una promessa: con i suoi gol e la sua mentalità vincente, si candida a diventare una pedina chiave per il presente e il futuro del club capitolino.

Atalanta Como, Ludi: «Fabregas è un leader e ha personalità. Nico Paz? Per me è un fuoriclasse»

Atalanta Como, ecco le dichiarazioni del ds Ludi nel post partita della sfida di Serie A. Le sue parole

Ai microfoni di Dazn, il ds Carlalberto Ludi ha voluto rilasciare alcune dichiarazioni su Atalanta Como, 6° turno di Serie A. Ecco le sue parole nel post partita della partita di Serie A:

PAREGGIO – «Siamo molto orgogliosi dei 90 minuti, impossibile non avere difficoltà a Bergamo contro una squadra di Champions League. Nel primo tempo abbiamo avuto altre 2 occasioni oltre al gol e dobbiamo essere orgogliosi per quanto abbiamo fatto ».

PERSONALITA‘ – «Il gioco dell’allenatore, alla base del nostro progetto, si fa solo con personalità. Fabregas è un leader e ha personalità, ma serve anche un ambiente tranquillo e accogliente. Se i giocatori sbagliano non importa: l’importante è usare l’errore per crescere e arrivare a marzo migliori rispetto a quello che siamo oggi».

OBIETTIVO – «Difficile dirlo a ottobre, soprattutto avendo tanti giovani. Noi abbiamo l’obiettivo di migliorare la classifica dell’anno scorso e un altro sogno, a seconda di quanto miglioreremo nel corso della stagione».

FABREGAS – «La cosa peggiore che gli possa capitare. E’ un leader pazzesco e trasmette energia, non è stato facile essere lì rinchiuso».

NICO PAZ – «Per me è un fuoriclasse, un lavoratore pazzesco e un giocatore di talento come poche volte ho visto nella mia carriera».

Atalanta Como, Juric: «Noi abbiamo fatto molto bene, in costruzione da dietro, abbiamo fatto in questo senso un passo avanti»

Atalanta Como, ecco le dichiarazioni dell’allenatore nerazzurro Juric nel post partita della sfida di Serie A

Ai microfoni di Sky Sport Ivan Juric ha voluto rilasciare alcune dichiarazioni su Atalanta Como, 6° turno di Serie A. Ecco le sue parole nel post partita della partita di Serie A:

SOSTA – «Adesso qualcuno andrà in nazionale e cercheremo di migliorare chi rimane. Oggi Lookman ha fatto un altro passo in avanti, gli mancava un tocco per fare gol. Un peccato, per lui ed Ederson».

AHANOR – «Soddisfatti di lui e Bernasconi, non era scontato contro Paz che ha fatto una partita strepitosa. Sono molto soddisfatto».

PARTITA – «Io penso che il Como sia venuto a giocare la sua partita, senza rinunciare e rischiando sulle palle che noi abbiamo rubato. Noi abbiamo fatto molto bene, in costruzione da dietro, abbiamo fatto in questo senso un passo avanti».

INIZIO DI STAGIONE – «Quando rientri in una situazione dove trovi cultura del lavoro… non è semplice, devi ereditare ma bene. Devi poi cambiare le cose che possano andar meglio. I ragazzi mi stanno dando soddisfazioni, ci sono basi importanti, ma aggiungiamo altre cose come il gioco da dietro. Però mancano punti per essere un po’ più su (in classifica, ndr), tra questa partita e quella col Pisa ».

FASE OFFENSIVA – «Dipende sempre dalla qualità dei giocatori. A volte lo sottovalutiamo, ma se torna Lookman e si ripresenta Scamacca… con i cambi potremo essere una squadra buona e forte perché i giocatori sono bravi».

Juventus Milan: rossoneri a Torino, Allegri pronto a tornare da ex all’Allianz Stadium – VIDEO

Juventus Milan: Massimiliano Allegri torna a Torino da avversario, accoglienza speciale per i rossoneri in hotel

(inviato a Torino) – La vigilia più attesa della Serie A è finalmente arrivata. Il Milan, attuale capolista del campionato, è sbarcato a Torino per preparare la sfida di domani sera contro la Juventus, in programma all’Allianz Stadium. La squadra rossonera, guidata da Massimiliano Allegri, tecnico livornese che ha già scritto pagine importanti della storia bianconera, ha raggiunto in serata l’hotel che la ospiterà durante il ritiro prepartita.

L’arrivo del Milan a Torino

Il pullman rossonero è stato accolto da un gruppo di tifosi entusiasti, pronti a sostenere la squadra in un match che potrebbe segnare una svolta nella stagione. Volti concentrati e sguardi determinati tra i giocatori, consapevoli che una vittoria a Torino significherebbe consolidare il primato e tentare la prima vera fuga in classifica.

Allegri da avversario: un ritorno speciale

Tutti i riflettori, inevitabilmente, sono puntati su Massimiliano Allegri. Dopo otto anni trascorsi alla Juventus, con cinque Scudetti consecutivi e due finali di Champions League, il tecnico torna per la prima volta all’Allianz Stadium da avversario. Un incrocio di ricordi e sentimenti che renderà la serata ancora più intensa.

Sedersi sulla panchina ospite del suo “vecchio” stadio sarà un’emozione particolare, ma per 90 minuti non ci sarà spazio per i sentimentalismi. L’obiettivo di Allegri è chiaro: battere la Juventus di Igor Tudor, allenatore croato subentrato in estate e ancora imbattuto in campionato, e infliggerle la prima sconfitta stagionale.

Lautaro Martínez entra nella storia dell’Inter: raggiunto Cevenini con 158 gol

Lautaro Martínez tocca quota 158 reti eguagliando Luigi Cevenini: un traguardo che lo consacra tra i grandi marcatori della storia interista

Lautaro Martínez, attaccante argentino classe 1997 e capitano dell’Inter, continua a scrivere pagine indelebili nella storia del club nerazzurro. Con la rete realizzata contro la Cremonese in campionato, il numero 10 ha raggiunto quota 158 gol complessivi, eguagliando una leggenda del passato come Luigi Cevenini, storico centravanti degli anni Venti. Questo traguardo gli consente di salire al quinto posto nella classifica marcatori all-time dell’Inter, considerando tutte le competizioni ufficiali.

Un bomber da record

Il gol contro la Cremonese è stato il secondo consecutivo in Serie A, confermando il momento positivo del capitano interista. Secondo i dati Opta, si tratta della prima volta dal gennaio scorso che Martínez va a segno in due gare di fila in campionato. Un segnale importante per un giocatore che, stagione dopo stagione, ha dimostrato di essere non solo un finalizzatore implacabile, ma anche un leader carismatico dentro e fuori dal campo.

Leadership e continuità

Arrivato a Milano nel 2018 dal Racing Club, Lautaro Martínez si è imposto come uno degli attaccanti più completi del panorama europeo. La sua capacità di unire tecnica, forza fisica e senso del gol lo ha reso un punto di riferimento imprescindibile per l’Inter. Da questa stagione veste anche la fascia di capitano, simbolo della fiducia riposta in lui dalla società e dal nuovo allenatore Cristian Chivu, ex difensore rumeno e oggi guida tecnica della squadra.

Chivu ha più volte sottolineato come il contributo di Lautaro vada oltre i gol: il suo pressing costante, la disponibilità al sacrificio e la capacità di trascinare i compagni rappresentano un valore aggiunto per il progetto nerazzurro.

Un futuro ancora da scrivere

Con soli 27 anni e diversi anni di carriera davanti, Lautaro Martínez ha tutte le carte in regola per scalare ulteriormente la classifica dei marcatori storici dell’Inter. Davanti a lui ci sono nomi leggendari come Alessandro Altobelli, Roberto Boninsegna e Sandro Mazzola, ma il percorso intrapreso lascia presagire nuovi record.

Il capitano argentino non si accontenta: il suo obiettivo resta quello di continuare a vincere con la maglia nerazzurra, consolidando il suo ruolo di simbolo e trascinatore. La storia di Lautaro all’Inter è ancora tutta da scrivere, ma i numeri già lo collocano tra i grandi di sempre.

CLASSIFICA ALL TIME

1) Meazza 284

2) Altobelli 209

3) Boninsegna 171

4) Mazzola 161

5) LAUTARO, Cevenini 158

Atalanta Como 1-1: Perrone risponde a Samardzic e strappa un punto prezioso a Bergamo

Atalanta Como 1-1: Perrone risponde a Samardzic e Fabregas strappa un punto preziosissimo a Bergamo. Il racconto del match

L’Atalanta non va oltre il pareggio contro il Como nella sfida di Serie A disputata al Gewiss Stadium. La squadra di Juric, tecnico esperto e simbolo della crescita della Dea negli ultimi anni, ha dominato a lungo la gara ma si è dovuta arrendere alla solidità dei lariani, capaci di reagire con carattere e di portare a casa un punto importante.

Il vantaggio nerazzurro con Samardzic

Il match si è acceso fin dai primi minuti. Dopo un’occasione clamorosa sprecata da Tasos Douvikas, attaccante greco noto per la sua rapidità, l’Atalanta ha trovato il vantaggio con Lazar Samardzic, centrocampista serbo dotato di un sinistro potente e preciso. La sua conclusione mancino, chirurgica nell’angolo basso, ha portato i bergamaschi sull’1-0, confermando la qualità tecnica del giovane talento.

La risposta del Como con Perrone

Il Como, guidato in panchina dal vice allenatore Guindos al posto dello squalificato Cesc Fàbregas (ex campione del mondo con la Spagna e oggi alla guida dei lariani), non si è lasciato intimorire. La squadra ha trovato il pareggio grazie a Franco Perrone, attaccante argentino di grande opportunismo, che con un tiro deviato ha beffato Marco Carnesecchi, portiere della Nazionale italiana Under 21. La palla, dopo aver colpito il palo, si è insaccata per l’1-1.

Secondo tempo a tinte nerazzurre

Nella ripresa l’Atalanta ha continuato a spingere, trascinata da Ademola Lookman, esterno nigeriano abile nell’uno contro uno, che ha più volte messo in difficoltà la retroguardia lariana. Tuttavia, la difesa del Como, guidata dall’esperto Diego Carlos, ha retto l’urto, respingendo le offensive nerazzurre. Anche l’ingresso di Álvaro Morata, attaccante spagnolo di grande esperienza, ha dato vivacità agli ospiti, che hanno provato a ribaltare il risultato senza però riuscirci.

Un punto che pesa

Il triplice fischio ha sancito l’1-1 finale. L’Atalanta può recriminare per le tante occasioni non concretizzate, mentre il Como festeggia un pareggio prezioso, che permette ai lariani di superare il Sassuolo in classifica.

Roma Dybala, futuro in bilico: il rinnovo è sul tavolo, attesa per le prossime mosse

Roma Dybala: l’ex Juve ha espresso la volontà di restare. La dirigenza prepara l’incontro con il suo entourage: trattativa in fase iniziale

La storia d’amore tra Paulo Dybala e la Roma potrebbe proseguire ancora a lungo. Secondo quanto riportato dall’esperto di mercato Fabrizio Romano, la dirigenza giallorossa e l’entourage dell’attaccante argentino hanno in programma un incontro nelle prossime settimane per discutere il rinnovo di contratto.

Un rinnovo per blindare la “Joya”

Dybala, classe 1993, è uno dei fantasisti più talentuosi del calcio europeo. Dopo un avvio di stagione positivo, interrotto solo da un infortunio, l’ex Juventus sembra aver ritrovato continuità e centralità nel progetto tecnico. La Roma, dal canto suo, non vuole correre rischi e punta a blindare il suo numero 21, diventato ormai un simbolo per i tifosi.

Il direttore sportivo Frederic Massara, figura chiave nella gestione del mercato giallorosso, incontrerà presto gli agenti del giocatore per gettare le basi di un nuovo accordo. L’obiettivo è chiaro: garantire stabilità al progetto tecnico e trattenere uno dei calciatori più decisivi della Serie A.

Volontà comune, trattativa in fase iniziale

Come sottolineato da Romano, entrambe le parti hanno espresso la volontà di proseguire insieme. «Roma e Dybala sono felici del rapporto e pronte a negoziare», ha dichiarato l’esperto. Tuttavia, al momento non esiste ancora un’intesa definitiva: la trattativa è in fase embrionale, ma le premesse sono considerate molto positive.

La consacrazione in giallorosso

Per Dybala, arrivato a Roma nell’estate 2022 dopo sette stagioni alla Juventus, il rinnovo rappresenterebbe la consacrazione definitiva in maglia giallorossa. A Torino aveva lasciato un segno indelebile con giocate di classe e gol spettacolari, ma nella Capitale ha trovato un ambiente che lo ha accolto come un leader e un allenatore capace di valorizzarne le qualità.

L’attesa dei tifosi

I sostenitori della Juventus, che non hanno mai dimenticato le magie del loro ex numero 10, seguiranno con attenzione l’evolversi della situazione. Ma è soprattutto la tifoseria romanista a sognare: il futuro è ancora da scrivere, ma la sensazione è che questa volta la favola di Paulo Dybala possa davvero avere un lieto fine a tinte giallorosse.

Pafos, ufficiale l’arrivo di Guessand: nuovo capitolo per l’ex difensore dell’Udinese

Pafos, ufficiale l’arrivo di Guessand: nuovo capitolo per l’ex Udinese. Colpo di mercato per i rivali in Champions della Juve

Il Pafos FC, club di prima divisione cipriota, ha ufficializzato l’arrivo di Axel Guessand, giovane difensore centrale francese classe 2004. A soli 20 anni, il calciatore ha già maturato esperienze in diversi campionati europei, confermandosi come uno dei prospetti più interessanti della sua generazione.

Dalla Francia all’Italia: i primi passi di Guessand

Cresciuto nel settore giovanile del Nancy, Guessand si è trasferito giovanissimo in Italia per vestire la maglia dell’Udinese, società da sempre attenta alla valorizzazione dei talenti. Con i friulani ha completato una parte importante del suo percorso di formazione, prima di intraprendere esperienze all’estero per accumulare minuti e responsabilità.

Le esperienze in Olanda e Norvegia

Il difensore francese ha militato in Eredivisie con il Volendam, campionato noto per la sua attenzione allo sviluppo dei giovani calciatori. Qui Guessand ha avuto l’opportunità di confrontarsi con un calcio tecnico e veloce, ideale per crescere tatticamente. Successivamente ha vestito la maglia del Kristiansund, club norvegese con cui ha aggiunto ulteriore esperienza internazionale, misurandosi con un contesto fisico e competitivo.

Un colpo di mercato che interessa anche alla Juventus, visto che il Pafos sarà una delle rivali in Champions League dei bianconeri.

Cataldi: «Tutti sanno che per me la Lazio è tutto. Vogliamo dare l’Europa alla nostra gente»

Cataldi: «Tutti sanno che per me la Lazio è tutto. Vogliamo dare l’Europa alla nostra gente». Le dichiarazioni del centrocampista

Un gol pesantissimo, segnato all’ultimo respiro, che salva la Lazio dalla sconfitta ma non dalla delusione. È Danilo Cataldi, ancora una volta, a prendersi la squadra sulle spalle, trasformando con freddezza il calcio di rigore che fissa il risultato sul 3-3 all’Olimpico. A fine partita, però, nelle sue parole ai microfoni di DAZN non c’è spazio per l’esultanza personale, ma solo per l’analisi lucida di un leader e per una struggente dichiarazione d’amore.

Il centrocampista, tornato a essere il cuore pulsante della squadra, ha espresso tutta la sua amarezza per una vittoria sfumata, ribadendo però il suo legame indissolubile con i colori biancocelesti. «Gol? Pesava tanto, è stata una partita strana, ritmi alti, volevamo proseguire con un’altra vittoria, dobbiamo accontentarci del pareggio. Lo sanno tutti che la Lazio per me è tutto, sono contento di essere tornato a indossare questa maglia, è una cosa meravigliosa, vorrei poter dare alla gente quello che merita, tornare in Europa, quello che ci compete. Dobbiamo fare di più».

Le parole di Cataldi sono quelle di un vero capitano, un “tifoso in campo” che sente la responsabilità di rappresentare il suo popolo. La gioia per essere tornato a vestire la maglia che ama si mescola con la consapevolezza che la squadra non sta ancora esprimendo il suo pieno potenziale. Il suo non è un messaggio di festa per il punto guadagnato, ma un richiamo severo a sé stesso e ai compagni: “dobbiamo fare di più”.

In un momento di estrema difficoltà, è ancora una volta il ragazzo cresciuto a Formello a indicare la via. Il suo gol ha evitato una sconfitta che sarebbe stata pesantissima, ma le sue parole, cariche di lazialità e ambizione, sono forse ancora più importanti: un’iniezione di orgoglio e un monito a non accontentarsi mai, per riportare la Lazio dove merita.

Modric incensato da Tudor che poi scherza «Speriamo domani faccia cag…»

Modric incensato da Tudor che poi scherza «Speriamo domani faccia cag…». La battuta del tecnico della Juventus sul centrocampista del Milan

Un elogio che assomiglia a una lettera d’amore, concluso con la battuta schietta di chi, per 90 minuti, sarà il suo più grande rivale. Nella conferenza stampa di vigilia di Juventus-Milan, il tecnico bianconero Igor Tudor ha regalato un ritratto tanto personale quanto potente del suo avversario più atteso, Luka Modrić.

Alla domanda sulla stella del Milan, Tudor ha messo da parte i convenevoli, parlando da ex compagno di nazionale e da connazionale orgoglioso, prima ancora che da allenatore. Le sue parole sono un inno alla grandezza di un giocatore che, a suo dire, è semplicemente inarrivabile.

«Ho giocato anche con Modric in nazionale. Abbiamo fatto la storia del nostro popolo, uno come lui non nascerà più. Nessuno si avvicina a lui, è il doppio di chiunque. Questa cosa qua è un’altra cosa: a quarant’anni gioca a questi livelli io non ho mai visto questo. Sono orgoglioso di lui. Speriamo che domani faccia c**are».

L’analisi di Tudor è un concentrato di ammirazione. C’è il ricordo del passato condiviso in nazionale, l’orgoglio per un connazionale che ha fatto la storia del calcio, e lo stupore per una longevità che, a 40 anni, non ha eguali. “Uno come lui non nascerà più”, è la sentenza di Tudor, che definisce il talento di Modrić “il doppio di chiunque”, un fuoriclasse di un’altra categoria.

Ma dopo la poesia, arriva il pragmatismo del campo. La battuta finale, cruda e diretta, è il più grande attestato di stima che un avversario possa fare. È il riconoscimento della sua pericolosità, la speranza, quasi una preghiera laica, che per una sera il più grande di tutti possa essere umano. Un omaggio totale, che accende ancora di più l’attesa per un duello che si preannuncia stellare.

Percassi: «Molto contenti di Juric, l’Atalanta sa ripartire ogni anno. Lookman super professionista»

Percassi: «Molto contenti di Juric, l’Atalanta sa ripartire ogni anno. Lookman super professionista». Parla l’ad della società bergamasca

Un’emergenza da gestire, un nuovo ciclo da costruire. L’amministratore delegato dell’Atalanta, Luca Percassi, ha fatto il punto della situazione in casa nerazzurra ai microfoni di Dazn e Sky Sport prima del match contro il Como. Le sue parole sono un mix di pragmatismo per le difficoltà attuali e di grande fiducia nel nuovo progetto tecnico.

Percassi ha prima di tutto riconosciuto il momento complicato, con un’infermeria affollata che sta condizionando le scelte del tecnico. «Siamo in emergenza, mancano tanti giocatori ma la sosta ci permetterà di recuperarne alcuni».

Subito dopo, ha voluto blindare la posizione dell’allenatore Ivan Juric, confermando il pieno supporto della società. «Siamo molto contenti di lui».

Il dirigente ha poi spiegato come l’Atalanta stia vivendo una fase di profondo rinnovamento, un “anno zero” dopo la fine di un’era. «L’Atalanta ogni anno deve saper ripartire, a maggior ragione dopo un cambio epocale per la nostra storia dopo aver avuto un grande allenatore per tanti anni. Gasperini è cresciuto poi grazie anche all’Atalanta. Un cambio così comportava e comporta delle novità, ma l’Atalanta ha sempre lavorato per cercare di fare il massimo. Poi vediamo nel corso della stagione cosa succede. Ma l’Atalanta in ogni anno è stata in grado di ripartire. Ripartire dai nuovi, giocatori e mister, ma anche uno staff completamente nuovo».

Infine, una parola sul “caso” che ha tenuto banco in estate, quello di Ademola Lookman, ora pienamente reintegrato. «Il ragazzo è ripartito benissimo, si sta comportando da super professionista. Siamo orgogliosi che sia dell’Atalanta, poi il mister fa le sue scelte».

Il messaggio di Percassi è chiaro: nonostante le difficoltà e la rivoluzione estiva, l’Atalanta non perde la sua identità. La fiducia nel nuovo corso è totale e l’obiettivo, come sempre, è quello di valorizzare le risorse a disposizione e “fare il massimo”, con la pazienza di chi sa che i grandi progetti richiedono tempo per sbocciare.

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