Pagina 624 – Calcio News 24

Modric incensato da Tudor che poi scherza «Speriamo domani faccia cag…»

Modric incensato da Tudor che poi scherza «Speriamo domani faccia cag…». La battuta del tecnico della Juventus sul centrocampista del Milan

Un elogio che assomiglia a una lettera d’amore, concluso con la battuta schietta di chi, per 90 minuti, sarà il suo più grande rivale. Nella conferenza stampa di vigilia di Juventus-Milan, il tecnico bianconero Igor Tudor ha regalato un ritratto tanto personale quanto potente del suo avversario più atteso, Luka Modrić.

Alla domanda sulla stella del Milan, Tudor ha messo da parte i convenevoli, parlando da ex compagno di nazionale e da connazionale orgoglioso, prima ancora che da allenatore. Le sue parole sono un inno alla grandezza di un giocatore che, a suo dire, è semplicemente inarrivabile.

«Ho giocato anche con Modric in nazionale. Abbiamo fatto la storia del nostro popolo, uno come lui non nascerà più. Nessuno si avvicina a lui, è il doppio di chiunque. Questa cosa qua è un’altra cosa: a quarant’anni gioca a questi livelli io non ho mai visto questo. Sono orgoglioso di lui. Speriamo che domani faccia c**are».

L’analisi di Tudor è un concentrato di ammirazione. C’è il ricordo del passato condiviso in nazionale, l’orgoglio per un connazionale che ha fatto la storia del calcio, e lo stupore per una longevità che, a 40 anni, non ha eguali. “Uno come lui non nascerà più”, è la sentenza di Tudor, che definisce il talento di Modrić “il doppio di chiunque”, un fuoriclasse di un’altra categoria.

Ma dopo la poesia, arriva il pragmatismo del campo. La battuta finale, cruda e diretta, è il più grande attestato di stima che un avversario possa fare. È il riconoscimento della sua pericolosità, la speranza, quasi una preghiera laica, che per una sera il più grande di tutti possa essere umano. Un omaggio totale, che accende ancora di più l’attesa per un duello che si preannuncia stellare.

Percassi: «Molto contenti di Juric, l’Atalanta sa ripartire ogni anno. Lookman super professionista»

Percassi: «Molto contenti di Juric, l’Atalanta sa ripartire ogni anno. Lookman super professionista». Parla l’ad della società bergamasca

Un’emergenza da gestire, un nuovo ciclo da costruire. L’amministratore delegato dell’Atalanta, Luca Percassi, ha fatto il punto della situazione in casa nerazzurra ai microfoni di Dazn e Sky Sport prima del match contro il Como. Le sue parole sono un mix di pragmatismo per le difficoltà attuali e di grande fiducia nel nuovo progetto tecnico.

Percassi ha prima di tutto riconosciuto il momento complicato, con un’infermeria affollata che sta condizionando le scelte del tecnico. «Siamo in emergenza, mancano tanti giocatori ma la sosta ci permetterà di recuperarne alcuni».

Subito dopo, ha voluto blindare la posizione dell’allenatore Ivan Juric, confermando il pieno supporto della società. «Siamo molto contenti di lui».

Il dirigente ha poi spiegato come l’Atalanta stia vivendo una fase di profondo rinnovamento, un “anno zero” dopo la fine di un’era. «L’Atalanta ogni anno deve saper ripartire, a maggior ragione dopo un cambio epocale per la nostra storia dopo aver avuto un grande allenatore per tanti anni. Gasperini è cresciuto poi grazie anche all’Atalanta. Un cambio così comportava e comporta delle novità, ma l’Atalanta ha sempre lavorato per cercare di fare il massimo. Poi vediamo nel corso della stagione cosa succede. Ma l’Atalanta in ogni anno è stata in grado di ripartire. Ripartire dai nuovi, giocatori e mister, ma anche uno staff completamente nuovo».

Infine, una parola sul “caso” che ha tenuto banco in estate, quello di Ademola Lookman, ora pienamente reintegrato. «Il ragazzo è ripartito benissimo, si sta comportando da super professionista. Siamo orgogliosi che sia dell’Atalanta, poi il mister fa le sue scelte».

Il messaggio di Percassi è chiaro: nonostante le difficoltà e la rivoluzione estiva, l’Atalanta non perde la sua identità. La fiducia nel nuovo corso è totale e l’obiettivo, come sempre, è quello di valorizzare le risorse a disposizione e “fare il massimo”, con la pazienza di chi sa che i grandi progetti richiedono tempo per sbocciare.

Dimarco corregge il tiro: «Inzaghi? Ho solo risposto a una domanda. Parlerò sempre bene del mister»

Dimarco corregge il tiro: «Inzaghi? Ho solo risposto a una domanda. Parlerò sempre bene del mister». Le parole del nerazzurro

Intervenuto nel corso del postpartita di Inter Cremonese, l’esterno nerazzurro Federico Dimarco ha commentato così la vittoria roboante ottenuta per 4 a 1 nel match valevole per la 6^ giornata del campionato di Serie A 2025/26. Dimarco è stato uno dei migliori in campo per la squadra di Chivu, realizzando anche il gol del 3 a 0. Queste le sue dichiarazioni ai microfoni di Dazn.

IO DA CHIOCCIA A BONNY E PIO ESPOSITO? – «Penso che sono prima di tutto due grandissimi ragazzi, che si sono integrati subito alla grande. Sono due giocatori forti che meritano quello che stanno facendo e poi questa battuta a me l’ha già Thuram a fine primo tempo, dicendomi “sei quello delle prime volte”. Perché anche a lui avevo fatto fare io il suo primo gol a San Siro contro la Fiorentina».

INTER FELICE E CHE SI DIVERTE? – «Stiamo lavorando bene da inizio anno. Ci son stati quei due passi falsi che un squadra come l’Inter non può permettersi di fare 2 sconfitte nelle prime 3 partite, però dobbiamo continuare come stiamo facendo. Oggi siamo stati dominanti, abbiamo creato tanto, peccato aver preso quel gol che non volevamo prendere. In questo ciclo di partite, compresa la Juve, stiamo ripartendo alla grande».

COSA VEDO NELLE MIE SCELTE DELL’ULTIMO PASSAGGIO? – «Cerco sempre di rubare un tempo di gioco all’avversario. Sono molto importanti i tempi di gioco, noi li facciamo bene e mi permette di mettermi in una posizione tale col colpo da avere 2-3 giocate diverse».

2 PARTITE DI FILA DA 90 MINUTI NON LE FACEVO DA UN PO’? – «Eh, un po’ tanto (ride, ndr.). Io ho semplicemente risposto ad una domanda che mi era stata fatta. Non posso dire nulla dei 4 anni con mister Inzaghi, con cui mi sono trovato benissimo, ne ho sempre parlato bene sia con lui che col suo staff».

Chivu: «Noi dominanti. Dumfries fa bene ad essere inca…to. Juve-Milan? No guardo la NFL»

Chivu: «Noi dominanti. Dumfries fa bene ad essere inca…to. Juve-Milan? No guardo la NFL». Le dichiarazioni del tecnico dell’Inter

Intervenuto nel corso del postpartita di Inter Cremonese, il tecnico nerazzurro Cristian Chivu ha commentato così la vittoria roboante ottenuta per 4 a 1 nel match valevole per la 6^ giornata del campionato di Serie A 2025/26. Queste le sue dichiarazioni ai microfoni di Dazn.

L’ATTEGGIAMENTO E LA CATTIVERIA DELL’INTER, QUESTA SQUADRA HA ANCORA FAME. IL GOL SUBITO UNA MACCHIA SULLA PARTITA – «Per una volta mi prendo quello che di buono abbiamo fatto perché siamo stati dominanti, abbiamo creato tanto, ci siamo divertiti, abbiamo avuto il piglio giusto, siamo stati aggressivi ma anche ordinati. Abbiamo segnato su pressioni fatte bene. Pazienza per il gol subito. Mi prendo 85 minuti di tanta qualità e aggressività. Contento di questo gruppo».

ANALISI – «Possiamo migliorare, però bisogna essere anche consapevoli e contenti di ciò che stiamo facendo. Riusciamo a dare continuità ai risultati e al modo di approcciare le partite. oggi mi ha fatto piacere vedere questa squadra in campo che ha giocato bene e si è divertita».

MIGLIORARE LA PRESTAZIONE DI OGGI E’ DIFFICILE? – «La perfezione non esiste e non la stiamo neanche cercando. Cerchiamo solo di divertirci, di aver passione, di fare le cose per bene, di mettere in difficoltà il loro piano di gioco. Trovare la pazienza quando attacchi un blocco basso. Direi che oggi abbiamo fatto un po’ tutto ma devo sempre trovare qualcosa da dire alla squadra e sicuramente ne troverò»

SU BONNY – «Sono felice per il gol, per il fatto che ha aiutato la squadra e fatto una buona prestazione. Lui e Pio danno il loro contributo, alzano l’asticella. Tutto il gruppo è felice per il loro ingresso e per quello che fanno»

LA RABBIA DI DUMFRIES AL MOMENTO DELLA SOSTITUZIONE – «Fa bene ad essere incazzato. Quando uno viene sostituito bisogna che lo sia, con me, con se stesso e con il mondo. Denzel è una bravissima persona. Un pugno al pallone non significa niente. E’ un giocatore importante per noi, per l’Olanda, e sono felice di cosa sta facendo, sempre consapevole che come gli altri può dare di più»

OMANI JUVE MILAN? – «No, io guardo l’NFL, grazie (ride, ndr.)».

Nicola: «L’anno scorso l’Inter era in finale di Champions, noi ai playoff di B. Abbiamo fatto il possibile»

Nicola: «L’anno scorso l’Inter era in finale di Champions, noi ai playoff di B. Abbiamo fatto il possibile». Le dichiarazioni del tecnico della Cremonese

Una sconfitta che insegna. La Cremonese di Davide Nicola esce da San Siro senza punti, battuta da un’Inter troppo forte, ma con la consapevolezza di aver intrapreso la strada giusta per la crescita. Nel post-partita, ai microfoni di DAZN, il tecnico ha analizzato la prestazione dei suoi con lucidità e pragmatismo, senza cercare alibi ma trovando importanti spunti positivi.

Nicola ha prima di tutto messo in prospettiva la differenza di valori in campo, elogiando la reazione dei suoi. «Abbiamo giocato contro una squadra che l’anno scorso ha fatto una finale di Champions, noi i playoff di Serie B per altro senza tutti gli effettivi. Molti giocatori che sono entrati mi hanno dato delle buone risposte, l’Inter ha meritato di vincere ma a me importava che la mia squadra rimanesse in partita il più possibile. Contro avversarsi con questa qualità abbiamo cercato di fare il possibile, siamo riusciti a fare anche goal e dobbiamo cercare di stare sempre in partita e questo tipo di partite ci aiutano a capire il valore del campionato. Andiamo avanti sapendo di aver perso contro una squadra che è molto forte».

L’allenatore ha poi offerto una dettagliata analisi tattica, evidenziando le difficoltà ma anche la soddisfazione per il gol segnato, un segnale della personalità della squadra. «Dobbiamo migliore nella transizione tra una fase e l’altra, abbiamo cercato di raccogliere la convinzione per provare ad uscire dalla pressione provando ad attaccare il più velocemente possibile, quelle volte in cui ci siamo distesi ci siamo resi contro della capacità che hanno certe squadre di attaccarti in ripartenza. Abbiamo cercato di rimanere in partita il più possibile per provare a costruire il più possibile, in fase difensiva con loro che ti attaccano costantemente ci hanno costretto spesso ad arrivare in ritardo. Dobbiamo sapere che quando incontriamo squadra così le dobbiamo leggere e stiamo cercando di farlo, alla fine sono anche contento perché abbiamo trovato un goal al fronte di un’azione importante. Bisognerà insistere e capire che non si potrà sempre dominare il gioco e dobbiamo imparare a difenderci con intelligenza».

Inter-Cremonese 4-1: dominio Chivu. Diouf unica nota stonata

Inter Cremonese 4-1: dominio Chivu. Diouf unica nota stonata nel poker rifilato dai nerazzurri alla squadra di Nicola

Pressing, verticalità e un nuovo eroe: Ange-Yoan Bonny. L’Inter di Cristian Chivu travolge la Cremonese con un 4-1 che è il manifesto del nuovo corso nerazzurro. Senza l’infortunato Thuram, è il giovane francese, soprannominato “BoLa”, a prendersi la scena con una prestazione sontuosa: un gol e tre assist, in una notte che proietta l’Inter momentaneamente in testa alla classifica.

È una vittoria che porta la firma indelebile del tecnico. La squadra di Chivu ha aggredito la partita fin dai primi secondi, mettendo in mostra i cardini della sua filosofia. Il primo gol è la sintesi perfetta: pressing alto di Barella, palla recuperata e immediata verticalizzazione per Bonny, che serve a Lautaro Martínez un assist al bacio per il più facile dei gol. L’Inter domina e al 38′ trova il raddoppio: cross dalla sinistra di Dimarco e incornata vincente proprio di Bonny, alla sua prima da titolare.

La manovra nerazzurra si sviluppa quasi interamente sulla corsia mancina, il “lato forte” della squadra, da cui nascono anche le altre due reti. Al 55′, è Dimarco a trovare il gol con un sinistro da fuori, servito ancora da Bonny. Due minuti dopo, lo scatenato francese completa la sua serata magica imbeccando Barella per il poker.

Una prestazione quasi perfetta, macchiata solo nel finale da un’ingenuità dell’ultimo arrivato Diouf, che ha regalato alla Cremonese il gol della bandiera. Un neo che non cancella una serata trionfale, la quinta vittoria consecutiva per un’Inter che non solo vince, ma ora convince e diverte, mostrando un’identità chiara e un nuovo, scintillante, protagonista.

Pedullà su Leao: «Dopo quello che sto per dire mi bloccherà sui social, ma…»

Pedullà su Leao: «Dopo quello che sto per dire mi bloccherà sui social, ma…». Così il giornalista critica l’attaccante del Milan

Il noto giornalista sportivo Alfredo Pedullà, nel corso di un suo intervento a Sportitalia, ha lanciato un duro attacco nei confronti di Rafael Leão, attaccante del Milan, criticandone aspramente l’atteggiamento e la mancanza di concentrazione, in particolare modo durante le sessioni di allenamento. L’analisi di Pedullà parte da immagini che, a suo dire, mostrano un approccio troppo leggero da parte del campione portoghese, quasi svogliato e non all’altezza della professionalità richiesta a un giocatore del suo calibro.

Il commento del giornalista è stato diretto e senza filtri, evidenziando una percezione di sufficienza da parte del calciatore. Pedullà ha infatti dichiarato: «Mi danno fastidio le immagini dell’allenamento. In alcuni atteggiamenti sembra quasi che ti stia facendo una cortesia. Sto sbagliando io però sembra che sia all’ultimo giorno di scuola. Quando i professori non ci sono più e puoi fare quello che ti pare, andare in cortile… Tanto nessuno ti controlla. Se entra come è entrato con il Napoli vedrà molta panchina. Sembra che siamo in discoteca. Poi magari domani mi blocca perché blocca chiunque. È un campione, ha un potenziale fantastico, ma se entra come il Napoli chi dovrebbe fargli spazio? Io mi aspetto che lui faccia la differenza anche in quei 20 minuti e mostri il suo repertorio».

Con queste parole, Pedullà non mette in discussione il talento cristallino di Leão, definendolo “un campione” dal “potenziale fantastico”, ma sottolinea come la sua apatia possa costargli caro. L’esempio della prestazione contro il Napoli è usato come un monito severo: un ingresso in campo con quell’atteggiamento non è accettabile e potrebbe portarlo a perdere il posto da titolare. La critica si concentra sulla necessità per Leão di essere decisivo sempre, anche in spezzoni di partita, dimostrando quella fame e quella voglia che sembrano mancare in contesti meno agonistici come l’allenamento. La richiesta è chiara: al talento deve corrispondere un impegno costante e irreprensibile.

Lazio Torino, Cancellieri da sogno! Doppietta e record all’Olimpico, il dato

Lazio Torino, Cancellieri da sogno! Raggiunto quel grande ex biancoceleste. Doppietta e record all’Olimpico, il dato

La sfida tra Lazio e Torino allo Stadio Olimpico si è trasformata in un concentrato di emozioni e colpi di scena. Dopo un primo tempo equilibrato, la ripresa ha regalato spettacolo puro: i granata hanno trovato la via del gol con Adams e Coco, ma la Lazio ha risposto con la straordinaria doppietta di Matteo Cancellieri, numero 22 biancoceleste, autentico protagonista della serata. Nel finale, un rigore trasformato da Cataldi ha fissato il risultato sul 3-3, lasciando il pubblico con il fiato sospeso fino all’ultimo istante.

Il record di Cancellieri

Oltre al pareggio, la partita resterà nella storia per il primato conquistato da Cancellieri. Secondo i dati Opta, con i due gol messi a segno contro il Torino è diventato il più giovane calciatore della Lazio a realizzare una doppietta in Serie A. Un record che apparteneva fino a oggi a Sergej Milinković-Savić, ex bandiera biancoceleste e simbolo della squadra per quasi un decennio.

Un talento in crescita

Questo traguardo certifica la crescita del giovane attaccante, arrivato a Roma con grandi aspettative e ora finalmente capace di incidere in una gara di alto livello. La sua prestazione non solo ha illuminato la serata dell’Olimpico, ma ha anche acceso nuove speranze sul futuro della Lazio.

Formazioni ufficiali Atalanta Como, ecco le scelte dei due allenatori

Formazioni ufficiali Atalanta Como, le scelte in vista della sfida tra nerazzurri e lariani. Le ultimissime notizie

Derby lombardo sotto i riflettori Il sesto turno di Serie A propone un affascinante incrocio tra due realtà che stanno vivendo momenti diversi ma ugualmente ambiziosi. L’Atalanta di Ivan Juric, reduce dal successo europeo contro il Club Brugge, vuole confermare la propria imbattibilità in campionato (2 vittorie e 3 pareggi fin qui) e restare agganciata al treno delle prime.

Dall’altra parte il Como di Cesc Fàbregas, tornato in Serie A con entusiasmo e qualità, ha già dimostrato di poter dire la sua anche lontano dal Sinigaglia: due vittorie nelle prime cinque giornate e la voglia di sorprendere ancora, nonostante qualche assenza pesante come quella dello squalificato J. Rodriguez.

LE FORMAZIONI UFFICIALI

ATALANTA (3-4-1-2): Carnesecchi; Djimsiti, Hien, Ahanor; Zappacosta, Pasalic, Ederson, Bernasconi; Samardzic; Lookman, K. Sulemana. Allenatore: Juric

COMO (4-2-3-1): Butez; Smolcic, Diego Carlos, Ramon, Vojvoda; Perrone, Da Cunha; Addai, Nico Paz, Baturina; Douvikas. Allenatore: Fabregas

Paura per Angel Correa: incontro ravvicinato con un orso nero a Monterrey

Momenti di tensione in Messico: Angel Correa si imbatte in un orso nero durante una passeggiata. Cosa è successo

Momenti di paura ma anche sangue freddo per Ángel Correa, attaccante argentino classe 1995 in forza ai Tigres UANL e campione del mondo con l’Argentina nel 2022. Durante una passeggiata con la famiglia a Monterrey, il calciatore si è trovato faccia a faccia con un orso nero, in un episodio che ha rapidamente fatto il giro dei social.

L’episodio a Monterrey

La scena si è svolta in una zona residenziale della città messicana, dove non è raro che gli orsi scendano dalle montagne circostanti in cerca di cibo. Correa, che teneva in braccio la figlia di due anni, ha mantenuto una calma sorprendente: si è mosso lentamente all’indietro, evitando gesti bruschi e senza mai trasmettere panico. Al suo fianco la moglie Sabrina, che ha poi condiviso il video dell’accaduto sui social, accompagnandolo con un commento ironico: “Qualcuno è venuto a trovarci”, corredato da un’emoji a forma di orso.

Il sangue freddo dell’attaccante argentino

Il comportamento prudente di Correa ha evitato conseguenze spiacevoli. L’animale, non sentendosi minacciato, si è allontanato senza arrecare danni. Le immagini hanno immediatamente fatto il giro del web, trasformando l’episodio in un aneddoto curioso che ha rafforzato ulteriormente la popolarità del giocatore tra i tifosi dei Tigres.

Guardiola si schiera con la Palestina: «Stiamo vivendo in prima persona un genocidio. La Striscia di Gaza è devastata»

Guardiola in un video sui social si schiera a favore della Palestina: «Stiamo vivendo in prima persona un genocidio». Le sue parole

L’allenatore del Manchester City, Pep Guardiola, ha espresso pubblicamente la propria vicinanza al popolo palestinese. In un video diffuso sui social, il tecnico catalano ha parlato con toni molto duri della situazione a Gaza, definendola un vero e proprio “genocidio”.

Guardiola ha sottolineato come migliaia di bambini abbiano già perso la vita e come molti altri rischino di morire a causa della devastazione, della mancanza di cibo, acqua potabile e medicinali. Ha descritto la Striscia di Gaza come un luogo ormai ridotto in macerie, con intere famiglie costrette a vagare senza meta. Ecco le parol del tecnico con un passato in Serie A:

PAROLE – «Stiamo vivendo in prima persona un genocidio, dove migliaia di bambini stanno morendo e altri potrebbero morire. La Striscia di Gaza è devastata e fiumi di persone camminano senza meta senza cibo, acqua potabile o medicine. Ancora una volta, la società si è organizzata per salvare vite umane e fare pressione sui governi affinché agiscano immediatamente. Il 4 ottobre, alle ore 12:00, nei Jardinets de Gràcia (a Barcellona), inonderemo le strade e chiederemo la fine del genocidio».

Torino, Baroni alla Rai: «Valore della prestazione come una vittoria, andiamo avanti così!». Poi la battuta sul calendario

Marco Baroni dopo Lazio Torino 3-3, ecco l’intervista del tecnico granata ai margini del match di Serie A, ecco l’intervento ai microfoni di Radio Rai 

Un pareggio che assume tutte le sembianze della conferma in panchina. L’avevamo detto alla vigilia: solo una prestazione convincente (unita, magari, ad un risultato utile) avrebbe potuto prolungare la permanenza del tecnico Marco Baroni sulla panchina dei granata. E così è stato, Contro la Lazio il Torino ben posizionato in campo dal tecnico classe 1963 non solo ha retto botta, ma ha pure palesato ottimi segnali di crescita. E pensare, che se non fosse stato per quel pallone mal gestito da Dembele a 120 secondi dalla fine i piemontesi rischiavano pure di vincerlo il match valido per la sesta giornata di campionato andato in scena questo pomeriggio tra le mura dello Stadio Olimpico nella Capitale. Ai margini dello stesso mister Baroni si è soffermato ai microfoni dei colleghi di Rai Radio 1, ecco il suo intervento sull’incontro terminato per 3-3 e un calendario che – in questo avvio di stagione – ha visto i suoi giocatori affrontare tutte (o quasi) le corazzate più blasonate della Serie A.

Buongiorno mister Baroni, il suo commento dopo Lazio Torino?
«Dobbiamo giocare così. A parte i 7-8 minuti che abbiamo fatto di follia con l’Atalanta, la squadra a Firenze a Roma e anche a Parma… per me abbiamo fatto molto bene. La squadra è viva, la squadra crede, sta crescendo. Ma io lo sapevo, abbiamo tanti giocatori che vengono da annate dove hanno giocato poco. Oggi Asllani è alla quinta partita consecutiva ed era la bellezza di tre anni che non lo faceva, così Ngonge, così Simeone. Abbiamo tante piccole cose da sistemare, ma io credo nella squadra, credo nel gruppo! E quindi andiamo avanti. Dispiace – oggi ci brucia tantissimo – perché la partita era già fatta, era già vinta, bastava buttare via quel pallone. E’ un’ingenuità, ma di ragazzi giovani che devono crescere: e li faremo crescere».

Un calendario che non ha agevolato…
«Posso confermare che ho imprecato quando è uscito il calendario (ride, ndr). Quando inizi un lavoro nuovo in una squadra nuova con tanti giocatori con un mercato che andava work in progress. Alcuni giocatori sono arrivati alla fine, altri – come ho detto prima – arrivati da situazioni in cui giocavano poco. Quindi partire col botto così e trovare nelle prime sette partite le prime sei delle prime classificate non era certo quello che uno si aspetta. Però io sono abituato a vedere nelle difficoltà delle opportunità: e questa è stata un’opportunità. Peccato che oggi non abbiamo portato via la vittoria, altrimenti in meno di un mese avremmo vinto due volte a Roma. Però prendo il valore della prestazione come una vittoria; quindi ci dobbiamo tenere questo valore».

Lilla PSG, emergenza per Luis Enrique: sei titolari indisponibili e attacco da reinventare

Trasferta insidiosa per il PSG: Luis Enrique senza sei uomini chiave, reparto offensivo da reinventare completamente

Il Paris Saint-Germain si prepara a una trasferta complicata in Ligue 1. Domenica sera, allo Stade Pierre-Mauroy, i campioni di Francia affronteranno il Lilla in una sfida che si preannuncia più equilibrata del previsto. L’allenatore Luis Enrique, ex tecnico del Barcellona e della Nazionale spagnola, dovrà infatti fare i conti con un’emergenza senza precedenti: ben sei titolari non saranno a disposizione, costringendolo a ridisegnare completamente l’assetto offensivo.

Le assenze pesano come macigni. In difesa mancherà Marquinhos, capitano e leader brasiliano, punto di riferimento della retroguardia parigina. A centrocampo non ci sarà Fabián Ruiz, regista spagnolo dalla grande visione di gioco, mentre il giovane talento portoghese Joao Neves è stato fermato per precauzione dopo un problema muscolare. Out anche Désiré Doué, classe 2005, che rappresenta una delle promesse più interessanti del calcio francese. In attacco, Luis Enrique dovrà rinunciare a due pedine fondamentali: Ousmane Dembélé, esterno ex Barcellona noto per la sua velocità e imprevedibilità, e Khvicha Kvaratskhelia, stella georgiana che dopo l’esperienza al Napoli era atteso come uno dei protagonisti della stagione.

Il quadro è chiaro: il PSG si presenterà a Lilla con una formazione rimaneggiata e con un attacco tutto da reinventare. Una situazione che mette alla prova la profondità della rosa e la capacità dell’allenatore di trovare soluzioni alternative. Luis Enrique dovrà affidarsi a giocatori meno utilizzati finora, cercando nuove combinazioni per mantenere alto il livello competitivo.

Lazio Torino, le parole di Ianni (vice Sarri): «Il mister si scusa ma non si sentiva bene. Siamo stati bravi nel crederci fino alla fine»

Lazio Torino, ecco le dichiarazioni del vice allenatore biancoceleste Marco Ianni nel post partita della sfida di Serie A

Ai microfoni di Dazn il vice allenatore di Sarri, Marco Ianni che ha voluto rilasciare alcune dichiarazioni su Lazio Torino 6° turno di Serie A. Ecco le sue parole nel post partita della partita di Serie A:

SARRI – «Il mister si scusa ma non si sentiva bene, ha avuto giramenti di testa. Il finale di partita ha influito».

PARTITA – «Tutta la partita è stata provante. Siamo stati bravi nel crederci fino alla fine. Il rammarico è che c’è stato un momento in cui eravamo padroni della gara e potevamo fare di più per chiuderla, ma pareggio giusto».

INFORTUNI – «Gli infortuni non devono essere un alibi. Non è facile sopperire a tante assenze, ma la squadra non si è creata un alibi ha fatto partita tosta e di carattere. Dobbiamo recuperare giocatori. Una volta recuperati è chiaro che mantenendo questa cattiveria che i ragazzi stanno dimostrando arriveremo a esprimere un calcio migliore. Alla base serve questo spirito che ci ha portato a raggiungere questo risultato ».

SI PUO’ MIGLIORARE? – «Si può sempre migliorare. Nei momenti della gara importanti, serve cercare di aggredire la partita quando va fatto e gestirla meglio nella circolazione della palla quando dobbiamo rallentare i tempi. Parlerei più di gestione dei tempi della partita più che di condizione fisica. Non incontravamo una squadra facile».

Lazio Torino 3-3, il tecnico biancoceleste Sarri assente nel post partita: svelato il motivo

Dopo il pareggio in Lazio Torino, Sarri non si è presentato ai microfoni né in conferenza stampa. A spiegare l’assenza è stato il vice Ianni

La Lazio lascia lo Stadio Olimpico con un pareggio che ha il sapore dell’occasione mancata. Contro il Torino, i biancocelesti non sono andati oltre il 3-3 in una sfida vibrante, caratterizzata da continui capovolgimenti di fronte e da sei reti complessive. Un risultato che, per come si era sviluppata la gara, non soddisfa né i tifosi né lo staff tecnico, consapevoli di aver lasciato per strada punti preziosi.

Al termine dell’incontro, però, l’attenzione si è spostata fuori dal campo. L’allenatore della Lazio, Maurizio Sarri, non si è infatti presentato ai microfoni di Dazn, né a quelli di Lazio Style Channel, e ha disertato anche la consueta conferenza stampa post-partita. Una scelta che ha destato sorpresa tra giornalisti e addetti ai lavori.

A chiarire la situazione è stato il suo vice, Marco Ianni, figura di lunga esperienza come collaboratore tecnico in diverse panchine di Serie A. Intervistato da Dazn, Ianni ha spiegato che Sarri non si è sentito bene durante e dopo la partita, accusando alcuni giramenti di testa. Per questo motivo il tecnico toscano ha preferito non esporsi pubblicamente, delegando al suo vice il compito di analizzare la prestazione della squadra e rispondere alle domande della stampa.

Pagelle Lazio Torino 3-3: ecco i TOP-FLOP e i voti della partita

Pagelle Lazio Torino: ecco qui i TOP i FLOP e i voti della partita delle 15 valida per la sesta giornata di Serie A 2025/2026

Partita che è sembrata d’altri tempi, partita che è sembrata di altri campionati. Un finale al cardiopalma ha chiuso sul 3-3 la sfida odierna Lazio Torino, valida per la sesta giornata di campionato. I granata passano in vantaggio al 16′ con Simeone, lesto a ribadire in rete una respinta corta di Provedel. La reazione biancoceleste è veemente, guidata da un super Cancellieri che ribalta il risultato con una doppietta (24′ e 40′), frutto di due pregevoli azioni personali (il primo in modo particolare da vedere e rivedere).

Nella ripresa, il Torino non molla: crea e forse ci crede persino di più degli avversari. I cambi di Baroni si rivelano decisivi: al 73′ Adams firma il pareggio su assist di Nkounkou e rimette tutto in parità. Il primo colpo di scena arriva al 93′, quando Coco porta avanti i suoi con un colpo di testa da calcio d’angolo; ma è solo illusione per i granata. Un’ingenuità di Dembélé, seguita da un fallo in area dello stesso Coco su Noslin, porta l’arbitro Piccinini a concedere un rigore alla Lazio dopo un lungo check al VAR. Dal dischetto, a tempo ampiamente scaduto (ben oltre i 100 minuti di gioco), Cataldi è glaciale e fissa il punteggio sul 3-3. Un punto amaro per il Torino, che ha assaporato la vittoria, e un sospiro di sollievo per la Lazio in una partita ricca di tanti gol e altrettanti errori. Vediamo insieme le pagelle Lazio Torino:

TOP LAZIO TORINO: Cancellieri
FLOP LAZIO TORINO:
Lazaro, Dembelè

PAGELLE LAZIO TORINO:

Lazio (4-2-3-1): Provedel 7; Hysaj 5.5, Gila 6, Romagnoli 6, Tavares 6.5 (dal 90’ Lazzari sv); Cataldi 7, Basic 7 (dal 67’ Belahyane 6); Cancellieri 8, Dia 5 (dal 81’ Noslin sv), Pedro 6 (dal 67’ Isaksen 5); Castellanos 5.5.
Sarri: 6

Torino (4-3-3):
Israel 5.5; Pedersen 6.5 (dal 79’ Dembele 5), Coco 5, Maripán 6, Lazaro 4.5 (dal 63’ Nkounkou 6.5); Casadei 6, Asllani 6, Tameze 6 (dal 70 Masina 8); Ngonge 6, Simeone 6.5 (dal 79’ Gineitis sv), Vlasić 5.5 (dal 70’ Adams 7).
Baroni: 6.5

Inter, Marotta a Dazn: «Chivu? Bisogna avere coraggio, è un ottimo allenatore. Inter miglior calcio? Non lo so ma credo che giochi un bel calcio»

Inter, parla il presidente Marotta a Dazn: «Chivu? Bisogna avere coraggio, è un ottimo allenatore. Inter miglior calcio? Ecco cosa dico»

Ai microfoni di Dazn, nel prepartita di Inter–Cremonese, il presidente nerazzurro Beppe Marotta ha introdotto la sfida valida per la 6ª giornata della Serie A 2025/26. Le sue parole:

L’INTER GIOCA IL MIGLIOR CALCIO D’ITALIA? – «Non lo so ma credo che giochi un bel calcio. Poi nel mondo dello sport è obbligatorio vincere, se lo fai divertendo e giocando bene è ancora meglio».

EQUILUBRIO TRA FASE DIVENSIVA E OFFENSIVA – «Credo che ogni allenatore rappresenti una propria identità. Chivu è un ottimo allenatore, ha avuto anche una fase di sperimentazione all’inizio. L’equilibrio è una componente fondamentale e ci stiamo arrivando. Se abbiniamo l’equilibrio ai risultati e alla prestazione è il massimo che possiamo sperare»

I DUBBI INIZIALI SULLA SCELTA DI CHIVU – «Siamo abituati, credo che i dirigenti devono anche avere il coraggio di agire e di decidere. Noi lo abbiamo fatto, io l’ho fatto, consapevoli di avere a che fare con un professionista assolutamente ottimo, sia dal punto di vista professionale e umano, sia calcistico. In più c’è la sua identità nerazzurra».

PASSI AVANTI PER LO STADIO – «Adesso inizieremo un percorso difficile dove le due società avranno un ruolo molto importante così come il comune. Credo che non sia stata una scelta ma più una necessità. Oggi esiste ancora un gap tra il calcio italiano e quello europeo in termini di ricavi, di strutture che devono essere adeguate alle esigenze moderne, noi vogliamo agire in questa direzione con un senso di responsabilità anche civica e ambientale».

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Lazio Torino 3-3: gara al cardiopalma all’Olimpico. Il rigore di Cataldi salva Sarri, per Baroni buona prestazione e qualche rammarico

Lazio Torino, allo Stadio Olimpico il match valido per la sesta giornata di Serie A: ecco sintesi, tabellino, risultato, moviola e cronaca LIVE

La Lazio per confermare il percorso di crescita delle ultime partite, il Torino per dare vita a un nuovo inizio dopo un avvio al limite del disastroso. Alle 15 in punto Maurizio Sarri ospita l’ex di turno Marco Baroni, in una gara che molto potrà dirci sullo stato di salute delle due formazioni. Una vittoria permetterebbe ai capitolini di fare un balzo in avanti sino a ridosso delle posizioni europee della classifica, ai granata – invece – di preservare la panchina del proprio allenatore, le cui voci di un esonero imminente si rincorrono da giorni. Non ci resta che attendere il calcio d’inizio del match valido per la sesta giornata di Serie A. Vediamo cronaca, sintesi e diretta LIVE di Lazio Torino.


LAZIO TORINO LIVE

🔴1′ – Inizia il match

2′ – Primo possesso Lazio, cross di Castellanos dalla sinistra facile presa della difesa granata

3′ – Ci prova subito Basic: conclusione da lontano con palla che termina alta. Nessun problema per Israel

5′ – Squillo Torino: Pedersen mette in mezzo, Provedel allontana con i pugni

7′ – Ci prova ancora il Torino: conclusione dal limite di Ngonge, Provedel para facile

10′ – Possesso Torino: avvio rambante degli ospiti. I padroni di casa provano a riorganizzarsi

12′ – Uno dei migliori avvii del Torino. Lazio (stranamente) che fatica a costruire

⚽15′ – GOL DEL TORINO: Baroni in vantaggio, ha segnato Simeone! Azione manovrata e portata avanti da Ngonge per i piemontesi. Poi la sfera carambola sui piedi Pedersen che calcia, Proverl respinge proprio sui piedi di Simeone che non deve fare altro che imbucare a porta semi-sguarnita

23′ – Ma cosa fa Ngonge? Errore al limite del clamoroso per l’ex Napoli. Sbaglua a tu per tu con Provedel

⚽24′ – GOL DELLA LAZIO: dura appena nove minuti il vantaggio granata. Cancellieri segna un euro gol. Classico missile terra-area dalla distanza in ripartenza. Israel guarda il pallone insaccarsi in rete

30′ – Padroni di casa (giustamente) galvanizzati dal pareggio, ora il tema tattico della partita è notevolmente mutato

37′ – Doppia occasione Lazio, prima Cataldi poi su Dia, Provedel attento in ambo le occasioni non si fa ingannare. Poi l’azione viente fermata per fuorigioco

⚽40′ – GOL DELLA LAZIO: Cancellieri riceve palla da Basic vince il duello fisico con Lazaro, entra in area di rigore e trafigge Israel. Altro gran gol della freccia di Sarri

43′ – Ultimi minuti di primo tempo di questo Lazio Torino. I granata sembrano crollare dopo la rete accusata

43′ – Erroraccio in uscita di Israel. Pedro riceve la sfera e gira per Castellanos che a sua volta colpisce Basic. La conclusione non c’entra lo specchio

45 – 1′ minuto di recupero

🔴45+1′ – Termina il primo tempo di Lazio Torino: 2-1


🔴45′ – Ricominicia Lazio Torino

52′ – Inizio di secondo tempo copione del primo. I granata producono e giocano meglio, mentre la Lazio non si scompone e difende con ordine

55′ – Ritmi bassi quando arriviamo ancora all’ora di gioco. Nessuna occasione degna di nota

57′ – Ci prova la Lazio: nulla da fare per la conclusione (fioca) di Castellanos

58′ – Risponde il Torino: porta palla Pedersen, non si capiscono Simeone e Vlasic, quest’ultimo impatta male

63′ – Cambio Torino: entra Nkounkou, fuori Lazaro

67′ – Doppio cambio Lazio: escono Pedro e Basic, entrano Isaksen e Belahyane

70′ – Doppio cambio anche per Torino: Vlasic e Tameze, lasciano spazio a Adams e Masina

⚽73′ – GOL DEL TORINO: Adams la pareggia. Nasce tutto da un’ottima giocara di Nkounkou che semina due avversari e mette palla rasoterra per Adams. Frustata dura e a botta sicura dello scozzese

79′ – Cambio Lazio: esce Dia, dentro Noslin

82′ – Cambio Torino: escono Pedersen e Simeone, al loro posto ecco Dembelé e Gineitis

80′ – Può succedere di tutto. Partita completamente riparta, ora – con le due squadre che hanno cambiato molto – il tema tattico è cambiato ancora una volta

84′ – Occasione Torino: Dembelé spreca l’opportunità di ribaltarla, la conclusione è potente sul primo palo da pochi passi dalla porta, ma termina a lato

90′ – Cambio per la Lazio: entra Lazzari, esce Tavares

⚽90+3′ – GOL DEL TORINO: nasce tutto dagli sviluppi di calcio d’angolo, Coco più in alto di tutto approfitta di una spizzata di Masina e c’entra il bersaglio

90 + 3′ – Il Var non ha dubbi: nulla da fare per le polemiche dei calciatori capitolini (presunta posizione di fuorigioco di Maripan), la rete è buona

45 + 5′ – I calciatori della Lazio lamentano un possibile calcio di rigore. Capannello di gente intorno all’arbitro. Si uniscono anche quelli granata, mischia furibonda all’Olimpico

45+8′ – Inizia il Check VAR. Richiamato l’arbitro

45+11′ – Il var ha deciso: sarà calcio di rigore per la Lazio. Ammonito Maripan

⚽90+13′ GOL DELLA LAZIO: Cataldi non sbaglia il calcio di rigore!

🔴90 + 14′ – Finisce 3-3 Lazio Torino


Lazio (4-4-2): Provedel; Hysaj, Gila, Romagnoli, Tavares; Cancellieri, Basic, Cataldi, Pedro; Dia, Castellanos. 
A disposizione: Mandas, Furlanetto; Patric, Provstgaard, Belayane, Pellegrini; Farcomeni, Pinelli; Isaksen, Noslin. 
Allenatore: Maurizio Sarri.

Torino (4-3-3): Israel; Pedersen, Coco, Maripan, Lazaro; Casadei, Asllani, Tameze; Ngonge, Simeone, Vlasic. 
A disposizione: Paleari, Popa, Nkounkou, Masina, Biraghi, Dembelé, Ilkhan, Tameze, Ilic, Zapata, Adams, Njie, Aboukhlal. 
Allenatore: Marco Baroni.

Formazioni ufficiali Inter Cremonese, ecco le scelte dei due allenatori

Formazioni ufficiali Inter Cremonese, le scelte in vista della sfida tra nerazzurri e biancorossi. Le ultimissime notizie

Inter – Cremonese, le formazioni ufficiali Alle ore 18:00 andrà in scena la sfida valida per la 6ª giornata di Serie A 2025/26 tra Inter e Cremonese.

La squadra di Cristian Chivu, attualmente quinta in classifica con 9 punti, arriva all’appuntamento dopo il successo esterno per 0-2 sul Cagliari. Stesso bottino in graduatoria per la Cremonese di Davide Nicola, settima a quota 9, reduce dal pareggio per 1-1 nel derby lombardo contro il Como.

LE FORMAZIONI UFFICIALI

INTER (3-5-2): 1 Sommer; 25 Akanji, 6 De Vrij, 95 Bastoni; 2 Dumfries, 16 Frattesi, 23 Barella, 22 Mkhitaryan, 32 Dimarco; 14 Bonny, 10 Lautaro. A disposizione: 12 Di Gennaro, 13 J. Martinez, 7 Zielinski, 8 Sucic, 11 Luis Henrique, 15 Acerbi, 17 Diouf, 20 Calhanoglu, 30 Carlos Augusto, 31 Bisseck, 36 Darmian, 42 Palacios, 94 Esposito. Allenatore: Cristian Chivu.

CREMONESE (3-4-2-1): 16 Silvestri; 23 Ceccherini, 6 Baschirotto, 15 Bianchetti; 22 Floriani M., 33 Grassi, 38 Bondo, 3 Pezzella; 20 Vazquez, 11 Johnsen; 99 Sanabria. A disposizione: 12 Malovec, 69 Nava, 4 Barbieri, 7 Zerbin, 10 Vardy, 19 Sarmiento, 27 Vandeputte, 30 Faye, 32 Payero, 48 Lordkipanidze, 55 Folino, 90 Bonazzoli. Allenatore: Davide Nicola.

Arbitro: Feliciani Assistenti: Cicero-Politi Quarto ufficiale: Rapuano VAR: Gariglio Assistente VAR: Di Bello

Atalanta, buone notizie per Juric: Hien recuperato con il Como

Atalanta, buone notizie per Juric: Hien recuperato con il Como. Resta da capire se il tecnico dei bergamaschi lo rischierà dal 1′

L’Atalanta affronta il Como questa sera alle 20:45 in una situazione di piena emergenza difensiva, ma riceve una notizia fondamentale dal proprio allenatore. A sorpresa, infatti, Isak Hien recupera dal suo infortunio ed è stato inserito nell’elenco dei convocati per la sfida. Un rientro cruciale per lo scacchiere tattico della Dea, considerando le pesanti assenze nel reparto arretrato.

Il tecnico deve infatti fare a meno di giocatori chiave come Scalvini, Bellanova e Kossounou, tutti fermi ai box per infortunio. L’assenza di questi uomini costringe a ridisegnare completamente la linea difensiva, con soluzioni di adattamento che verranno valutate fino all’ultimo. Per far fronte alla crisi, è stata aggregata dalla squadra Under 23 una giovane promessa, il difensore centrale serbo classe 2006 Relja Obric. La lista dei giocatori a disposizione è ridotta all’osso, con soli 18 elementi disponibili per la partita.

Ecco l’elenco completo dei giocatori chiamati per la gara:

I 18 CONVOCATI DI JURIC PER ATALANTA-COMO

  • PORTIERI Carnesecchi, Rossi, Sportiello
  • DIFENSORI Ahanor, Djimsiti, Obric, Hien
  • CENTROCAMPISTI Bernasconi, Brescianini, Éderson, Maldini, Musah, Pašalić, Samardžić, Zappacosta
  • ATTACCANTI Krstović, Lookman, Sulemana

Con Hien finalmente a disposizione, resta da capire se verrà rischiato dal primo minuto o se il suo impiego sarà previsto a partita in corso. L’ipotesi più probabile in caso di sua partenza dalla panchina vedrebbe una difesa a tre inedita, composta da Ahanor e Djimsiti con Zappacosta adattato nel ruolo di “braccetto”. L’impiego del centrale svedese, invece, permetterebbe a Zappacosta di tornare a occupare la sua posizione naturale di esterno destro. A sinistra, confermato il giovane Bernasconi. In attacco, infine, persiste il ballottaggio tra Lookman e Sulemana, con la decisione finale che verrà presa a ridosso del fischio d’inizio.

Italia, Gattuso ha scelto il sostituto dell’infortunato Zaccagni: convocato lui

Italia, Gattuso ha scelto il sostituto dell’infortunato Zaccagni: convocato lui da parte del ct della Nazionale azzurra

Una sorpresa e una novità importante nelle convocazioni della Nazionale italiana. Per le prossime cruciali partite, il Gennaro Gattuso ha dovuto far fronte all’infortunio di Mattia Zaccagni, costretto a rinunciare alla chiamata per un problema muscolare. Al suo posto, arriva la prima convocazione in nazionale maggiore per Roberto Piccoli. L’attaccante, attualmente in forza alla Fiorentina, si unisce così alle altre novità del gruppo azzurro, come Nicolò Cambiaghi del Bologna e Hans Nicolussi Caviglia della stessa Viola, testimoniando la volontà del ct di premiare i giovani talenti che si stanno mettendo in luce in Serie A.

Per Piccoli si tratta di un traguardo prestigioso e meritato, che corona un ottimo avvio di stagione con la maglia del club sardo. L’ultima sua apparizione con una maglia dell’Italia risaliva a quasi quattro anni fa, con la selezione Under 21, con cui ha collezionato 4 presenze. Questa chiamata rappresenta il culmine di un percorso di crescita costante per il centravanti classe 2001, che in estate è stato acquistato dalla Fiorentina per una cifra importante, a testimonianza della grande fiducia riposta nelle sue qualità. Il suo nome era stato accostato anche a club esteri come West Ham e Benfica, ma la sua volontà è stata quella di proseguire la carriera in Italia per imporsi definitivamente.

La convocazione è arrivata a causa del forfait di Zaccagni. La Lazio ha chiarito la situazione del suo giocatore con una nota ufficiale, che spiega nel dettaglio la natura del problema fisico. Questo il comunicato del club biancoceleste: “A seguito di un fastidio emerso durante la seduta di allenamento di ieri e dopo un consulto con lo staff medico nella mattinata odierna, si comunica la non disponibilità di Mattia Zaccagni per la gara Lazio–Torino, a causa di un risentimento muscolare a carico dell’adduttore. Il calciatore si sottoporrà lunedì ad accertamenti strumentali per valutare l’entità del problema”.

Pulisic: «Voglio entrare nella storia del Milan. Allegri mai nel panico. Modric? I miei cugini hanno chiamato il cane ‘Luka’»

Pulisic: «Voglio entrare nella storia del Milan. Allegri non va mai nel panico. Modric? I miei cugini hanno chiamato il cane ‘Luka’». Le parole dell’americano

Christian Pulisic, protagonista assoluto di questo inizio di stagione con la maglia del Milan, si è raccontato in una lunga intervista per la rubrica di DAZN “Storie di Serie A”. Ai microfoni di coach Dan Peterson, l’attaccante americano, attuale miglior realizzatore della squadra, ha parlato del suo impatto con il calcio italiano, delle sue passioni e degli obiettivi futuri, con un sogno ben preciso: lasciare un segno indelebile nella storia rossonera.

Qual è la più grande differenza del gioco in Italia rispetto a qualsiasi altro paese? «Penso sia difficile da dire. Penso di aver imparato molto dal punto di vista tattico, ho imparato molto qui. Ho affrontato diverse squadra, si difendono tutte molto bene. È un sistema diverso, e lo è anche il modo di giocare. Penso di aver imparato tanto rispetto a quando sono arrivato».

Ti senti molto più italiano da quando sei arrivato? «Si, un po’ credo che sia così. Penso che sicuramente ti adatti un po allo stile di vita. Ed è molto divertente. Tra l’altro ho la nonna italiana. Mi sono sempre sentito un po’ italiano».

Qual è il tuo piatto preferito? «È divertente, se me lo avessi chiesto tempo fa ti avrei risposto pollo alla parmigiana o spaghetti con polpette. Ma quando sono venuto ho provato tutto e ci sono tantissime cose, è una scelta davvero difficile. Mi piace tantissimo la carbonara l. Sì difficile batterli».

Ti chiamano Captain America. Cosa ne pensi? «È un soprannome simpatico. Capitano del Milan? Per il momento va bene Captain America. Vedremo cosa succederà».

Avevi un idolo quando eri piccolo? «Si ne avevo alcuni. Quando sei piccolo segui la nazionale, uno di oro era Dempsey. Lo seguivo sempre, specie durante i Mondiali, con la nazionale. Volevo essere come lui. Mi piaceva il suo modo di giocare, la sua attitudine, il suo modo di stare in campo. Invece in Europa c’erano tanti giocatori che guardavo con ammirazione. Robert, Figo ed ovviamente Messi».

Sei un fan del basket? «Si, molto».

Sull’esperienza al Milan: «Penso di essermi sempre fidato di me stesso, anche quando avevo qualche dubbio. Ci sono stati dei periodi complicati a Londra, e lì devi credere i te stesso. Sapevo che queste occasioni, questi momenti sarebbero arrivati. Sono anche, fortunatamente, arrivato in un club che mi ha dato l’opportunità, ha creduto tanto in me. A partire dagli allenatori, dai tifosi, dai compagni. Penso che quando sei messo nelle condizioni di giocare un po’ più liberamente, hai quella fiducia. Questo significa moltissimo».

Sei stato capace di mantenere lo stesso livello con i 4 allenatori che hai avuto a Milano. Qual è il tuo segreto?«Anche questo è difficile da spiegare. Non cambio il mio modo di lavorare, a prescindere dall’allenatore. Penso di aver avuto una costanza e una buona routine da questo punto di vista. Il modo in cui mi alleno, mi prendo cura di me, e penso che questo mi porti ad essere costante».

Sul rapporto con Allegri: «Colpisce l’esperienza che ha, il modo di lavorare, sa come tirare fuori il meglio dai giocatori. È già stato qui al Milan in passato. È uno che non va nel panico. Dopo la prima sconfitta in campionato contro la Cremonese nello spogliatoio eravamo delusi. Lui non ha perso la calma, ci ha detto che eravamo solo alla prima giornata, di continuare a lavorare che avremmo trovato la strada giusta».

Qual è il tuo segreto per ricevere tanto la palla? «Penso che il calcio sia molto meno improntato sulla giocata singola, c’è molto più gioco di squadra. Rispetto al basket il calcio è ancora più una questione d’istinto. Bisogna sapere dove posizionarsi in area, perché è lì che alla fine vengono segnati i gol. Capire come occupare lo spazio, sentirlo. E questo penso che sia il mio segreto».

Sul segreto di non sprecare mai un pallone o forzare una giocata, come Messi… «Penso che sia molto importante capire quando capire prendersi rischi, e Messi lo sa fare. Ci sono de momenti in cui ti senti più in fiducia rispetto ad altri, in questo momento è anche facile parlare, sto segnando tanto, ma ci saranno anche momenti negativi e bisogna essere bravi ad affrontarli. E Messi in questo è un maestro».

Sull’impatto di alcuni nuovi compagni di squadra «É stato un impatto importante. Rabiot, Saelemaekers, Modric pure. Sono giocatori che conosciamo. Ne conoscevamo le qualità, ma vederli tutti i giorni è qualcosa di diverso. Vedere cosa possono portare, la fame con cui scendo in campo. È grandioso. È bello avere un gruppo così disciplinato ed averli come compagni».

Su Modric: «La nostra famiglia ha origini croate, sono grandi fan di Modric. I miei cugini hanno addirittura chiamato il loro cane Luka. Questo non gliel’ho mai detto. È incredibile allenarsi e vederlo ogni giorno. Sto cercando di imparare il più possibile da lui. Parliamo tanto».

Avete un’attitudine diversa quest’anno. «Si stiamo bene. Assolutamente. So anche che è presto, stiamo solo ad ottobre. È anche normale sentire commenti affrettati. Non è tutti rose e fiori. Saremo messi alla prova tra poco e penso che sarà proprio questo a definirci quezt’amo. Ma assolutamente, penso che è importante avere fiducia e la sento, tra i compagni e l’ambiente».

Su come vive le partite in panchina l’allenatore rossonero: «E’ uno che vuole vincere a tutti i costi, si vede che ci mette tanta passione, da vero italiano. Ti stimola ancora di più vedere quanta energia ci mette in panchina. È un grandissimo allenatore, ci carica ancora di più».

Sulla passione per gli scacchi: «Sì è vero mi piacere giocare con gli scacchi. È una passione che mi ha trasmesso mio nonno. Io e mio cugino lo sfidavamo anche due contro uno e perdavamo sempre. Ho incontrato a Londra Magnus Carlsen, ci siamo anche sfidati. Mi ha battuto penso dopo sette mosse. È stato incredibile».

Potresti entrare a far parte della storia del Milan. Ci hai mai pensato? «No, non ci penso. Penso a questi nomi, gente irraggiungibile. Sono una fonte di ispirazione. Darò tutto per questa squadra, voglio vincere ed entrare a far parte della storia del Milan».

Sulle ambizioni stagionali: «Il nostro obiettivo è tornare sicuramente in Champions League. Fa strano vedere un club come il Milan non partecipare a questa competizione. Abbiamo una squadra forte e faremo di tutto per raggiungere l’obiettivo».

Sulla sfida contro la Juventus: «Una delle squadre più forti in Italia, c’è sempre rivalità. Sarà una grande sfida, una gara tosta. Noi dovremo fare quello che stiamo facendo, sappiamo che non sarà facile. Speriamo di uscire con un buon risultato».

Moviola Lazio Torino, l’episodio chiave del match

Moviola Lazio Torino, l’episodio arbitrale chiave del match valido per la sesta giornata di Serie A 2025/2026

L’episodio chiave della moviola del match Lazio Torino, valido per la sesta giornata di Serie A stagione 2025/2026. Dirige la sfida l’arbitro Piccinini della sezione di Forlì coadiuvato da Capaldo e Laudato. Il signor Marinelli come IV Uomo invece. Ghersini e Chiffi saranno, rispettivamente, V.A.R. e A.V.A.R. Calcio d’inizio della partita fissato alle ore 15 in punto tra le mura dello Stadio Olimpico di Roma.


MOVIOLA LAZIO TORINO

🔴1′ – Inizia il match

⚽15′ – GOL DEL TORINO: Baroni in vantaggio, ha segnato Simeone! Azione manovrata e portata avanti da Ngonge per i piemontesi. Poi la sfera carambola sui piedi Pedersen che calcia, Proverl respinge proprio sui piedi di Simeone che non deve fare altro che imbucare a porta semi-sguarnita. Il var conferma la rete.

⚽24′ – GOL DELLA LAZIO: dura appena nove minuti il vantaggio granata. Cancellieri segna un euro gol. Classico missile terra-area dalla distanza in ripartenza. Israel guarda il pallone insaccarsi in rete. Il var conferma la rete.

🔴45+1′ – Termina il primo tempo di Lazio Torino: 2-1


🔴45′ – Ricominicia Lazio Torino

⚽73′ – GOL DEL TORINO: Adams la pareggia. Nasce tutto da un’ottima giocara di Nkounkou che semina due avversari e mette palla rasoterra per Adams. Frustata dura e a botta sicura dello scozzese. Il var conferma la rete.

⚽90+3′ – GOL DEL TORINO: nasce tutto dagli sviluppi di calcio d’angolo, Coco più in alto di tutto approfitta di una spizzata di Masina e c’entra il bersaglio

90 + 3′ – Il Var non ha dubbi: nulla da fare per le polemiche dei calciatori capitolini (presunta posizione di fuorigioco di Maripan), la rete è buona. Il var conferma la rete.

45 + 5′ – I calciatori della Lazio lamentano un possibile calcio di rigore. Capannello di gente intorno all’arbitro. Si uniscono anche quelli granata, mischia furibonda all’Olimpico

45+8′ – Inizia il Check VAR. Richiamato l’arbitro

45+11′ – Il var ha deciso: sarà calcio di rigore per la Lazio. Ammonito Maripan

⚽90+13′ GOL DELLA LAZIO: Cataldi non sbaglia il calcio di rigore! Il var conferma la rete.

🔴90 + 14′ – Finisce 3-3 Lazio Torino

Parma Lecce 0-1: Sottil regala i tre punti agli ospiti

Allo stadio Tardini il match valido per la 6ª giornata di Serie A Parma Lecce: sintesi, tabellino, risultato, moviola e cronaca LIVE

La cronaca, sintesi e diretta LIVE della partita Parma Lecce, valevole per la 6ª giornata del campionato di Serie A Enilive 2025/2026.


PARMA LECCE CRONACA E DIRETTA LIVE

FINE PARTITA

80′ TIAGO GABRIEL SALVA SU PELLEGRINO! Triangolo stretto tra l’argentino e Delprato che restituisce, ma il nazionale Under 21 portoghese si allunga e toglie il pallone dalla disponibilità del numero 9!

53′ Tentativi di Cutrone e Almqvist in avvio di ripresa. Prova a reagire il Parma

INIZIO SECONDO TEMPO

FINE PRIMO TEMPO

37′ GOAL LECCE! Sottil riesce ad avere la meglio sui giocatori crociati e a siglare il vantaggio pugliese.

35′ Il Lecce comincia ad attaccare

32′ BERISHA! Prima occasione per il Lecce con una conclusione del giocatore giallorosso, ma Suzuki si fa trovare pronto

14′ OCCASIONE PARMA: Bernabé prova a cercare Cutrone. L’attaccante si troverebbe da solo da Falcone, ma la palla è lunga

8′ Comincia ad attaccare il Parma con Pellegrini che fa grande lavoro di sponda.

COMINCIA IL MATCH

Lotito show: «L’indice di stupidità ci ha bloccato plusvalenze da 60 milioni. Tanti infortunati? Non io»

Lotito show: «L’indice di stupidità ci ha bloccato plusvalenze da 60 milioni. Tanti infortunati? Non io». Parla il presidente della Lazio

Nel pre-partita della sfida tra Lazio e Torino, il presidente Claudio Lotito ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di Dazn per fare il punto sulla situazione del club, toccando temi cruciali come il mercato e la solidità finanziaria della società. Le sue parole sono state chiare e dirette:

BLOCCO MERCATO – «È una norma interpretata in un certo modo che dal primo luglio era stata abolita. Essendo coscienti dell’abolizione abbiamo ritenuto di scaricare alcuni costi entro il 31 marzo, costi che potevano slittare successivamente. Quando ho posto il problema mi hanno detto che non c’era problema perché nella situazione in cui siamo possiamo vendere e comprare, poi però hanno deciso di bloccare tutto sulla base di un indice di liquidità che io ho definito indice di stupidità. La Lazio non sta fallendo, è tranquilla e solida. Ha oltre 300 milioni di patrimonio immobiliare senza stadio e oltre 300 milioni di patrimonio giocatori. Rischi di fallimento non ce ne sono, idem per il pagamento dei giocatori».

MERCATO DI GENNAIO – «È stata interpretata la norma in modo anomalo: una stagione sportiva può avere due norme diverse che si applicano al mercato. La Lazio dall’Uefa non ha mai ricevuto alcuna multa o contestazione, mentre mi risulta che altre squadre lo abbiano avuto. Questa situazione ci ha comportato dei danni perché avevo delle offerte importantissime per alcuni giocatori e non ho potuto fare plusvalenze anche di 60 milioni. Sicuramente stiamo attraversando un periodo particolare, abbiamo anche otto infortuni, ci manca solo che si infortuni l’allenatore. Siccome però l’allenatore è di grande qualità, dimostrerà che i giocatori valgono. La società farà gli interventi sul mercato non appena si potrà, e ribadisco che non ci sono problemi di sorta. L’indice di qualità? È dell’80%, lo chiarisco io. Tutti questi rischi di cui si parla sono cose inventate. Il mercato a gennaio? Si farà se ci sarà la volontà di farlo, non ci sono elementi che impediscono dal punto di vista tecnico».

INFORTUNI – «Stiamo attraversando un periodo un po’ particolare, abbiamo avuto 8 infortuni, ci manca solo l’infortunio di Sarri; forse sperano si infortuni il Presidente ma gli va male e questo non succederà. L’allenatore è di grande qualità e di grande esperienza, il tempo dimostrerà l’ottimo livello di questa squadra».

Calciomercato Bologna, Skorupski è pronto a rinnovare con i rossoblu? La situazione

Calciomercato Bologna: Skorupski verso il rinnovo, i rossoblù blindano il loro numero uno

Nel pieno fermento del Calciomercato Bologna, una delle mosse più attese riguarda il futuro di Lukasz Skorupski, ormai colonna portante della squadra felsinea. Il portiere polacco, arrivato sotto le Due Torri nel 2018, sembra sempre più vicino al rinnovo di contratto, con una possibile estensione fino al 2028.

L’idea della dirigenza è chiara: prolungare il rapporto con uno degli uomini più affidabili della rosa. Skorupski è stato decisivo in tante occasioni, sia in Serie A che nelle recenti sfide europee. Le sue parate hanno spesso salvato il risultato, alimentando il sogno europeo del Bologna e confermando quanto sia centrale nel progetto tecnico.

Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport e rilanciato da TuttoMercatoWeb, i contatti tra il club e l’agente Federico Pastorello sono già avviati. Il portiere ha un contratto valido fino al 2025, ma la formula che si sta valutando è quella di un rinnovo 1+1, legato alle presenze stagionali, come già avvenuto nel precedente accordo.

In questo scenario di calciomercato, la mossa del Bologna è strategica: mantenere stabilità in un ruolo chiave come quello del portiere significa dare continuità al lavoro impostato nelle ultime stagioni. Skorupski non è solo un numero uno affidabile, ma anche una figura carismatica nello spogliatoio, con oltre 200 presenze in rossoblù e una profonda conoscenza dell’ambiente.

Il suo rendimento attuale è ai massimi livelli. La prestazione al Villa Park contro l’Aston Villa in Europa League e gli interventi provvidenziali contro avversari di alto livello testimoniano il momento di forma eccezionale del portiere. Per questo, blindarlo rappresenta una priorità assoluta nel Calciomercato Bologna.

Ma non è solo una questione tecnica. Il rinnovo di Skorupski manda un segnale anche ai tifosi: il Bologna non vuole smantellare, bensì costruire su basi solide. Mentre si valutano possibili innesti a centrocampo e in attacco per gennaio, il club si muove con decisione per proteggere i suoi leader.

In un mercato sempre più competitivo, dove ogni tassello fa la differenza, trattenere Skorupski è una mossa che guarda al presente ma soprattutto al futuro. Il Calciomercato Bologna parte da qui: dalla sicurezza di un portiere che ha fatto della maglia rossoblù la sua seconda pelle.

Cassano su Allegri: «Mai avuto problemi. Ora vi spiego il nostro rapporto negli anni»

Cassano chiarisce il rapporto con Allegri: «Mai avuto problemi con lui»

Antonio Cassano è tornato a parlare del suo rapporto con Massimiliano Allegri durante un’intervista al programma Viva El Futbol, facendo chiarezza su una questione spesso oggetto di speculazioni. L’ex fantasista di Bari Vecchia ha voluto sgombrare il campo da ogni dubbio, raccontando in prima persona com’è realmente andata la sua esperienza con l’allenatore toscano ai tempi del Milan.

«Non ho mai avuto problemi con Massimiliano Allegri», ha dichiarato Cassano, precisando che, nonostante le differenze caratteriali, tra i due non c’è mai stato alcun contrasto personale. Cassano ha voluto sottolineare come il loro rapporto sia stato sempre basato sul rispetto reciproco, anche se le opinioni, in alcune circostanze, potevano divergere.

Durante l’intervista, Cassano ha anche ricordato con un sorriso come Allegri, ai tempi dello scudetto vinto con il Milan, amasse scherzare dicendo che proprio Cassano gli avesse fatto vincere il campionato. Un riconoscimento non banale da parte di un allenatore che, secondo Cassano, ha sempre apprezzato il suo contributo in campo.

L’ex attaccante di Inter, Milan, Roma e Real Madrid ha aggiunto: «Se lo incontrassi oggi, lo saluterei volentieri. Fino a tre anni fa ci sentivamo e ci mandavamo messaggi. Poi abbiamo preso strade diverse, ma questo non significa che ci sia stato un litigio». Parole che mostrano un Cassano maturo, consapevole delle dinamiche del mondo del calcio ma anche intenzionato a non alimentare polemiche inutili.

Cassano ha anche voluto sottolineare un concetto per lui fondamentale: l’indipendenza di giudizio. «Io voglio essere credibile e guardarmi allo specchio. Devo essere amico suo per parlar bene di lui?», ha affermato con decisione, rivendicando la libertà di poter esprimere opinioni professionali senza condizionamenti personali.

In definitiva, Cassano ha voluto mettere un punto fermo su questa vicenda: tra lui e Allegri non c’è mai stato astio. Un chiarimento importante da parte di uno dei personaggi più schietti e discussi del calcio italiano, che ancora una volta ha dimostrato di non avere peli sulla lingua, ma anche di sapere riconoscere il valore altrui, come nel caso dell’allenatore livornese.

Inter Cremonese, Colonnese: «Quando Acerbi gioca bene, la squadra va al massimo. L’infortunio di Thuram pesa, ma Esposito è bravissimo. Perché una big italiana non ha preso Baschirotto?»

Inter Cremonese, Colonnese si esprime così sul match lombardo tra nerazzurri e grigiorossi

Francesco Colonnese nha giocato sia nell’Inter che nella Cremonese negli anni ’90. A Tuttosport ha raccontato le sue impressioni nel giorno in cui le due squadre si affrontano a San Siro, alle ore 18.

L’INTER ADESSO É IN FORMA – «Stanno giocando bene e ho notato che si è creata una forte unione di gruppo. Vedo lo spogliatoio contento di Chivu, con tutti i giocatori che mi sembrano molto più coinvolti nel progetto. Cristian sta facendo maggior turnover, dando spazio un po’ a tutti e facendo sentire ogni elemento protagonista».

AKANJI – «Ero sicuro del valore del lo svizzero; perciò non sono affatto sorpreso del suo avvio brillante. Anzi, le dico di più: l’Inter ci ha guadagnato dal cambio con Pavard. L’ad io del francese tra l’altro non si è neanche notato; mentre Akanji ha dato maggior solidità e temperamento al reparto difensivo. Lo vedo più forte e strutturato, tanto che è sempre uno dei migliori nonostante sia arrivato a Milano l’ultimo giorno di mercato. In più l’ex City ha ottimi piedi e sa accompagnare l’azione dalle retrovie: caratteristica questa che mancava al suo predecessore».

ACERBI MIGLIORA SEMPRE DI PIU’ – «Sono d’accordo. Francesco dietro resta un totem, nonché uno dei leader della squadra. Bisogna tenerselo stretto, al di là della questione anagrafica. Quando gioca bene Acerbi, l’Inter gira al massimo. Non può essere un caso».

ZIELINSKI – «Gioca sulle uova: purtroppo finora è stato una delusione. C’erano grandi aspettative al momento del suo acquisto, ma dopo l’addio al Napoli non ha più ripetuto le prestazioni brillanti delle sue stagioni in azzurro».

L’INFORTUNIO DI THURAM – «Sicuramente la ThuLa resta la miglior coppia-gol della Serie A, ma ritengo l’attacco nerazzurro forte anche nelle alternati ve quest’anno. Ho molta fiducia in Esposito: è davvero forte e si è inserito benissimo. La cosa che mi ha impressionato di Pio è il non aver avvertito minimamente il salto dalla Serie B all’Inter. Gioca senza pressioni nonostante le grandi aspettative che lo circondano».

LA CREMONESE SI SALVERA’ – «Sono ottimista. Giacchetta ha costruito una buona squadra e Nicola sta facendo un bel lavoro. Li vedo solidi e compatti. Non a caso sono tuttora imbattuti. Faccio loro i complimenti per i risultati ottenuti».

BASCHIROTTO – «L’avrei visto bene come alternativa in una grande squadra. Purtroppo spesso c’è miopia verso i giocatori italiani, che vengono sottovalutati. Si fosse chiamato Baschirottovic invece di Baschirotto magari avrebbe avuto più mercato. Federico è un marcatore vecchia maniera: sa difendere ed eccelle di testa. Ogni tanto poi fa anche gol, il che non guasta…»

Porto Benfica, è la gara di Mourinho. Tutti i precedenti dello Special One nei big-match portoghesi

Porto Benfica, una gara particolare per Mourinho: i precedenti dei big match fanno riflettere


L’allenatore José Mourinho, soprannominato “The Special One”, si prepara a scrivere un nuovo capitolo nella sua leggendaria carriera, tornando a sedere sulla panchina del Benfica in un “Clássico” contro il FC Porto. La partita di domenica sera (21.15), valida per l’ottava giornata della I Liga 2025/26, segnerà l’undicesimo incontro tra grandi che il tecnico portoghese disputerà nel campionato lusitano. Un appuntamento carico di storia, dati e, per Mourinho, un particolare tabù da sfatare.

LO SPECIALISTA E L’ANOMALIA
Il record di Mourinho nei dieci precedenti “Clássicos” di campionato è impressionante: otto vittorie e due pareggi, un’imbattibilità che testimonia la sua abilità nel gestire la pressione e preparare le partite decisive. La sua prima vittoria risale al 2000/01, proprio alla guida del Benfica, un 3-0 contro lo Sporting che si rivelò un presagio. Con il Porto, ha aggiunto sette vittorie e solo due pareggi, uno alla Luz e uno ad Alvalade, nel 2003/04.
Questo eccellente bilancio, tuttavia, contrasta nettamente con un’anomalia statistica: come visitatore, Mourinho non ha mai trionfato nel fortino del FC Porto, in nessuna competizione. Sono quattro le sue visite al Dragão da avversario: la prima con l’União de Leiria nel 2000/01 e le altre tre con il Chelsea, tutte in Champions League (2004/05, 2006/07 e 2015/16). In questi quattro incontri, Mourinho ha subito tre sconfitte per 2-1, riuscendo a evitare la sconfitta solo nel 2006/07, con un pareggio per 1-1 negli ottavi di finale di Champions. Il Dragão, insomma, si è rivelato il suo “punto debole”, un campo mai espugnato.

IL PERCORSO AL PORTO
Il 62enne tecnico lusitano, al suo sesto “Clássico” tra FC Porto e Benfica, affronta per la prima volta questo scontro alla guida degli “encarnados”. Il suo debutto in un grande match di campionato avvenne alla sua undicesima partita in carriera, l’ultima del suo primo periodo al Benfica nel 2000/01. Un 3-0 sullo Sporting, con Van Hooijdonk e una doppietta di João Tomás, fu un trionfo.
Nel 2001/02, dopo l’esperienza all’União de Leiria, arrivò la chiamata del Porto. Il primo “FC Porto-Benfica” per Mourinho, datato 10 febbraio 2002, vide i “dragões” prevalere per 3-2. La stagione successiva, il Porto di Mourinho dominò il campionato, vincendo entrambi i “Clássicos” contro il Benfica (2-1 alle Antas e 1-0 alla Luz, con un Deco decisivo, giocatore che il Benfica non sfruttò a suo tempo).

L’ADDIO E L’AMAREZZA
Nel 2003/04, Mourinho batté nuovamente il Benfica in casa per 2-0, nell’ultimo “Clássico” giocato alle Antas. Nonostante il pareggio per 1-1 nel ritorno, Mourinho mantenne l’imbattibilità in campionato contro i rivali. Tuttavia, la sua serie di 10 “Clássicos” senza sconfitte si interruppe nel suo addio, con la sconfitta per 2-1 contro il Benfica nella finale di Taça de Portugal del 16 maggio 2004. Un epilogo amaro, pochi giorni prima di trionfare in Champions League con il Porto contro il Monaco (3-0). Quella sconfitta, decisa da un gol di Simão Sabrosa ai tempi supplementari, interruppe un digiuno di otto anni del Benfica da qualsiasi trofeo, e rimane l’unico “Clássico” perso da Mourinho in Portogallo. Ora, con il Benfica, ha l’occasione di riscrivere un pezzo della sua storia.

Convocati Bologna, le scelte di mister Italiano in vista della gara contro il Pisa

Convocati Bologna, le scelte di mister Italiano in vista della gara contro il Pisa. La situazione

Domani il Bologna affronterà il Pisa al Dall’Ara, e il tecnico Vincenzo Italiano ha reso nota la lista dei Convocati Bologna per la gara. In totale sono 25 i giocatori convocati per la sfida in programma alle ore 15:00.

Nella lista dei Convocati Bologna, troviamo tre portieri: Pessina, Ravaglia e Skorupski. In difesa, i Convocati Bologna includono Casale, De Silvestri, Heggem, Holm, Lucumi, Lykogiannis, Miranda, Vitik e Zortea. A centrocampo, tra i Convocati Bologna ci sono Fabbian, Ferguson, Freuler, Moro e Pobega. Infine, per il reparto offensivo, figurano tra i Convocati Bologna: Bernardeschi, Cambiaghi, Castro, Dallinga, Odgaard, Orsolini e Rowe.

Il nome “Convocati Bologna” ricorre come riferimento chiave ogni volta che si elencano i componenti della rosa chiamati da Italiano. Precisamente, la redazione dà rilievo al fatto che la società rossoblù abbia sottoposto la lista ufficiale, segnalando i giocatori a disposizione per il match contro il Pisa. La formula usata è classica: “i 25 convocati di Vincenzo Italiano per la sfida di domani”.

Analizzando i Convocati Bologna, emerge una rosa variegata, con elementi esperti come De Silvestri e Miranda, e altri più giovani come Holm, Moro o Fabbian. È interessante notare come Italiano abbia voluto dare equilibrio alla rosa convocata: tre portieri per coprire eventuali emergenze, nove difensori per garantire varianti tattiche, cinque centrocampisti per supportare la manovra e sette attaccanti per la fase offensiva.

Sul fronte tattico, la lista dei Convocati Bologna sembra suggerire una certa flessibilità: la presenza contemporanea di elementi offensivi e difensivi liberi lascia aperte diverse opzioni per la formazione titolare. Gli attaccanti convocati – Bernardeschi, Cambiaghi, Castro, Dallinga, Odgaard, Orsolini e Rowe – offrono soluzioni diverse per affrontare il Pisa. In mezzo al campo, Fabbian e Pobega potrebbero agire come mezzali o interni, mentre Freuler e Ferguson garantiscono corsa e fisicità. In retroguardia, con nomi come Casale, Lucumi e Lykogiannis, Italiano avrà margine per combinare linee difensive diverse in base alle esigenze del match.

Il fatto che il Bologna abbia formalizzato i Convocati Bologna con anticipo consente al gruppo di concentrarsi sul confronto e agli avversari di studiare le possibili soluzioni tattiche. In ogni caso, l’attenzione è puntata sul Dall’Ara, dove domani si deciderà se la rosa scelta nei Convocati Bologna saprà fare la differenza in campo.

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