Pagina 643 – Calcio News 24

Infortuni Genoa, buone notizie in vista della Coppa Italia. Chi recupera Vieira?


Infortuni Genoa: buone notizie in vista della sfida di Coppa Italia contro l’Empoli

Il Genoa si prepara al prossimo impegno in Coppa Italia, dove affronterà l’Empoli in una sfida decisiva per accedere agli ottavi di finale. La partita, in programma al “Ferraris”, sarà il primo di due appuntamenti consecutivi davanti al pubblico di casa: lunedì, infatti, arriverà anche la Lazio di Maurizio Sarri, reduce dalla sconfitta nel derby capitolino contro la Roma. Ma prima c’è da pensare alla Coppa, e soprattutto alla situazione legata agli infortuni del Genoa, che negli ultimi giorni ha fatto registrare aggiornamenti importanti.

Tra le notizie più incoraggianti c’è sicuramente il ritorno in gruppo di Leo Østigård. Il difensore norvegese, vittima di un duro scontro con Castro durante l’ultima gara, si era visto costretto a rimanere negli spogliatoi all’intervallo, nonostante avesse inizialmente cercato di proseguire la partita. Ora, però, ha ripreso ad allenarsi regolarmente con il gruppo al centro sportivo “Signorini”, segnale chiaro che l’infortunio è alle spalle. La sua presenza nella lista dei convocati per la gara contro l’Empoli, in programma domani alle 18.30, sembra ormai certa.

Sempre in tema di infortuni Genoa, arrivano segnali positivi anche da Maxwel Cornet, uno degli ultimi innesti della sessione estiva di mercato. L’esterno ivoriano sta migliorando la propria condizione fisica dopo un periodo di stop e, nella giornata di ieri, ha svolto parte dell’allenamento con il pallone, iniziando a lavorare con i compagni. Sebbene non sia ancora al top, il suo rientro sembra avvicinarsi e potrebbe rappresentare un’importante alternativa per Gilardino nelle prossime settimane.

In generale, la situazione legata agli infortuni del Genoa appare in miglioramento, una notizia che fa sorridere lo staff tecnico proprio in un momento cruciale della stagione. La rosa torna gradualmente a disposizione, permettendo una gestione più ampia delle risorse sia per la Coppa Italia sia per il campionato, dove il Grifone è chiamato a dare continuità alle buone prestazioni mostrate finora.

In attesa della sfida con l’Empoli, i riflettori restano puntati non solo sull’aspetto tattico, ma anche sull’infermeria: con una rosa più vicina alla completa disponibilità, il Genoa potrà affrontare i prossimi impegni con maggiore fiducia e profondità.

Vlahovic, trascinatore in casa Juve: nel mezzo un futuro con la squadra bianconera assai incerto

Vlahovic e la Juve: oggi uomo chiave, ma il futuro è un rebus

Dusan Vlahovic ha iniziato la stagione alla grande, confermandosi come punto di riferimento per la Juve di Igor Tudor. Gol, grinta e prestazioni solide hanno messo momentaneamente a tacere i dubbi che lo avevano accompagnato nelle ultime stagioni. Tuttavia, secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, il futuro del serbo in maglia bianconera non è così scontato come potrebbe sembrare oggi.

La Juve, infatti, ha avviato un importante processo di rinnovamento, puntando su giovani talenti e nuovi acquisti che rappresentano un investimento strategico per gli anni a venire. In questo contesto, anche un giocatore del calibro di Vlahovic potrebbe trovarsi a dover lottare per mantenere un ruolo da protagonista.

Vlahovic-Juve: un rapporto in evoluzione

Non si discute il contributo di Vlahovic in questo avvio di stagione: è tornato ad essere decisivo sotto porta e ha ritrovato quella fiducia che sembrava persa. Tudor, allenatore noto per il suo approccio concreto, sa bene che i gol del numero 9 sono fondamentali per tenere alto l’obiettivo Champions. Per questo, al momento, il serbo è saldamente al centro dell’attacco della Juve.

Ma la concorrenza non manca. Alle spalle di Vlahovic ci sono almeno due profili giovani che la società considera centrali nel progetto tecnico a medio-lungo termine. Il rischio, con il passare delle settimane e dei mesi, è che le rotazioni aumentino e il minutaggio dell’attaccante serbo venga gradualmente ridotto.

Le strategie della Juve e il ruolo di Vlahovic

Il progetto tecnico della Juve prevede una squadra sostenibile economicamente, ma allo stesso tempo competitiva. In questa logica, il peso dell’ingaggio di Vlahovic, uno dei più alti della rosa, potrebbe diventare un fattore da considerare in vista del mercato. A gennaio o nella prossima estate, non è da escludere che si aprano scenari di cessione, soprattutto se le prestazioni dei nuovi arrivati continueranno a crescere.

In conclusione, il presente parla ancora il linguaggio dei gol di Vlahovic, ma il futuro in bianconero è tutto da scrivere. La Juve lo considera una risorsa importante, ma non più intoccabile. E in un club dove il rinnovamento è una priorità, ogni posizione può essere messa in discussione.


Infortuni Bologna, chi riuscirà a recuperare Italiano per l’Aston Villa?

Infortuni Bologna: aggiornamenti verso la sfida con l’Aston Villa

Dopo la preziosa vittoria contro il Genoa in campionato, l’attenzione del Bologna si sposta sull’esordio stagionale in Europa League, dove i rossoblù affronteranno l’Aston Villa. La squadra guidata da Vincenzo Italiano è tornata subito al lavoro, ma l’infermeria resta un tema caldo in vista del debutto europeo. Gli infortuni del Bologna stanno infatti influenzando le scelte tecniche e preoccupano lo staff a pochi giorni da una sfida di alto livello.

L’aggiornamento più rilevante riguarda Nicolò Casale, che ha parzialmente ripreso ad allenarsi con il resto del gruppo. Il difensore sta gradualmente recuperando la condizione e potrebbe tornare tra i convocati per la trasferta inglese, anche se resta da valutare la sua effettiva disponibilità per partire titolare.

Il bollettino degli infortuni Bologna segnala però ancora diversi giocatori ai box. Tommaso Pobega e Ciro Immobile — arrivati entrambi in estate per rafforzare la rosa — hanno svolto una sessione di lavoro differenziato. Le loro condizioni sono monitorate quotidianamente dallo staff medico, che spera di recuperarli almeno per la panchina. In particolare, la situazione di Pobega sembra meno preoccupante, mentre per Immobile si deciderà solo all’ultimo in base all’evoluzione del fastidio muscolare.

Più complicato invece il recupero di Ibrahim Sulemana, che ha continuato anche oggi il percorso riabilitativo con terapie personalizzate. Il centrocampista ghanese è ancora lontano dal rientro in gruppo e con ogni probabilità salterà la trasferta europea.

Nel frattempo, la squadra ha svolto una seduta di allenamento completa, con attivazione atletica, esercitazioni tecnico-tattiche e partitella a campo ridotto. L’obiettivo di Italiano è mantenere alta l’intensità, nonostante i numerosi infortuni del Bologna stiano limitando la possibilità di fare rotazioni.

La gestione dell’infermeria sarà fondamentale in questa fase delicata della stagione. Con l’Europa League che impone ritmi serrati e viaggi internazionali, il rischio di sovraccarichi muscolari è elevato. Per questo motivo, lo staff tecnico sta adottando un approccio cauto, evitando forzature e accelerazioni nei tempi di recupero.

La situazione legata agli infortuni Bologna sarà aggiornata nei prossimi giorni, ma è chiaro che il club dovrà affrontare l’Aston Villa con una rosa non al completo e alcune scelte obbligate, specialmente a centrocampo e in attacco.


Calciomercato Milan, futuro di Maignan in bilico? Ecco l’indiscrezione

Calciomercato Milan: il futuro di Maignan preoccupa la dirigenza

Il Calciomercato Milan entra nel vivo, ma a tenere banco in queste ore non sono solo i possibili nuovi acquisti. A preoccupare maggiormente la dirigenza rossonera è il futuro di Mike Maignan, portiere titolare e uno dei pilastri della squadra. Il tema del suo rinnovo contrattuale rischia infatti di diventare uno dei nodi più spinosi dell’estate.

Secondo quanto riportato dal giornalista esperto di mercato Matteo Moretto, le trattative tra il Milan e Maignan sarebbero ferme a un punto morto. Nessun contatto concreto tra le parti, nessuna bozza di rinnovo e nessun segnale di apertura. Il contratto del portiere francese è in scadenza a giugno 2026, ma l’assenza di progressi preoccupa la società, che teme di trovarsi in futuro in una situazione difficile, simile a quanto accaduto con altri giocatori persi a parametro zero.

Il Calciomercato Milan, quindi, non si muove solo in entrata, ma è costretto anche a riflettere sulle operazioni in uscita e sulle priorità di gestione interna. La conferma di Maignan viene considerata strategica: il portiere è tra i migliori in Europa nel suo ruolo e rappresenta una figura centrale nel progetto tecnico guidato da Massimiliano Allegri, che insieme al direttore sportivo Igli Tare sta lavorando per costruire una rosa competitiva.

Tuttavia, l’eventuale mancato rinnovo aprirebbe scenari imprevedibili. Con il contratto in scadenza tra meno di due anni, eventuali offerte già nel prossimo calciomercato estivo non potrebbero essere escluse. Alcuni club europei hanno già manifestato interesse per Maignan, pronti a inserirsi nel caso di rottura definitiva con il Milan.

Il rischio che il Milan si trovi costretto a valutare una cessione anticipata è reale, e per questo motivo la situazione è monitorata costantemente dalla dirigenza. In un Calciomercato Milan che punta al rafforzamento della rosa, blindare un top player come Maignan sarebbe un segnale forte, sia verso la tifoseria che verso eventuali avversari.

Al momento, però, la trattativa resta congelata. E finché non si sbloccherà, il futuro del numero uno rossonero resterà uno dei dossier più caldi del calciomercato Milan.


Le prime pagine sportive nazionali – 24 settembre 2025

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Barcellona, nuovo stop per Gavi: il centrocampista spagnolo fuori 4-5 mesi

Barcellona, nuovo grande stop per Gavi: il centrocampista spagnolo fuori 4-5 mesi. Tutti gli aggiornamenti

Brutte notizie per il Barcellona e per i tifosi blaugrana: Pablo Páez Gavira, detto Gavi, centrocampista classe 2004 e uno dei talenti più promettenti del calcio spagnolo, dovrà restare lontano dai campi per un lungo periodo. Il giovane, già vittima in passato di gravi infortuni, ha riportato un nuovo problema al ginocchio che lo costringerà a uno stop stimato tra i quattro e i cinque mesi.

Un talento frenato dagli infortuni

Gavi, che a soli 21 anni è già un punto fermo del Barça e della nazionale spagnola, aveva subito due anni fa la rottura del legamento crociato, un infortunio che lo aveva tenuto fuori per diversi mesi e che gli aveva impedito di partecipare a competizioni internazionali di rilievo. Ora, dopo appena due presenze in questa stagione, il centrocampista andaluso deve fare i conti con una nuova tegola: una lesione al menisco mediale.

La diagnosi e l’intervento chirurgico

In un primo momento si era parlato di uno stop relativamente breve, circa tre settimane. Tuttavia, gli esami più approfonditi hanno evidenziato una situazione più complessa del previsto. Come riportato da Mundo Deportivo, i medici del club hanno deciso di sottoporlo a un’artroscopia, durante la quale il menisco è stato suturato per preservarne la funzionalità.

Il comunicato ufficiale del Barcellona conferma i tempi di recupero: “Il giocatore della prima squadra Pablo Páez Gavira è stato sottoposto ad artroscopia per risolvere una lesione al menisco mediale. I tempi di recupero sono stimati in circa 4-5 mesi”.

Rientro previsto nel 2026

Considerando i tempi di recupero, Gavi non potrà tornare in campo prima di febbraio. Successivamente, sarà necessario un ulteriore periodo di riatletizzazione per ritrovare la piena condizione fisica. L’obiettivo del club e dello staff tecnico, guidato da Hansi Flick, è quello di reintegrarlo gradualmente, evitando rischi di ricadute.

Le speranze per il futuro

La sfortuna sembra accanirsi contro il giovane talento, che già aveva dovuto rinunciare all’Europeo vinto dalla Spagna a causa del precedente infortunio al crociato. Ora l’auspicio è che possa recuperare al meglio per tornare protagonista sia con il Barcellona sia con la nazionale, in vista dei prossimi impegni internazionali.

Il Barça, intanto, dovrà fare a meno di uno dei suoi giocatori più dinamici e creativi, capace di unire qualità tecniche e intensità agonistica, caratteristiche che lo hanno reso uno dei centrocampisti più apprezzati della nuova generazione.

Milan Lecce, le parole di Landucci: «Ecco qual è l’obiettivo del Milan. Allegri? E’ il nostro allenatore ed è importante che ci sia in campo»

Milan Lecce, le parole di Landucci nel post partita: ecco cosa ha detto il vice allenatore dei rossoneri dopo il match di Coppa Italia

Fabio Grosso, vice allenatore del Milan, ha parlato a Dazn al termine della partita con il Lecce. Le dichiarazioni:

GOL DI GIMENEZ – «L’attaccante deve far gol, si è sempre messo a disposizione della squadra, però l’attaccante deve segnare e per lui questo gol è stato importante».

SULLA PARTITA – «Siamo partiti un po’ piano, nel primo tempo potevamo fare meglio e velocizzare più il gioco. Il Lecce è stato sicuramente svantaggiato dall’espulsione».

OBIETTIVO CHAMPIONS O DI PIU’? – «Gli obiettivi sono importanti ma noi dobbiamo giocare partita dopo partita. Sono contento di come lavora questo gruppo a Milanello, si mettono a disposizione per tutto. Bisogna continuare e lavorare, non c’è un mantenimento, noi vogliamo sempre migliorare, questo è l’obiettivo del Milan».

SU MILAN-NAPOLI – «Sarà una grande partita di alto livello a San Siro. Loro si sono ancor di più rinforzati rispetto allo scorso anno, li affrontiamo con umiltà. Abbiamo qualche giorno per prepararci e spero sia una bella partita. Però siamo alla quinta giornata e quindi ci vuole molta calma».

SULL’ASSENZA DI ALLEGRI – «Max è il nostro allenatore ed è importante che ci sia in campo e negli spogliatoi. Devo stare più attento e gestirlo, dargli una mano».

LEGGI TUTTE LE NOTIZIE SU MILANNEWS24

Pagelle Milan Lecce, TOP e FLOP del match di Coppa Italia

I voti, i top e i flop del match valido dei sedicesimi di Coppa Italia: pagelle e voti della sfida Milan Lecce

I voti, i TOP e i FLOP del match valido per i sedicesimi di Coppa Italia 2025/2026: pagelle Milan Lecce.


Il Milan supera agevolmente il Lecce a San Siro con un netto 3-0, frutto delle reti di Gimenez, Nkunku e Pulisic. La partita è stata segnata dall’espulsione di Siebert al 17’, episodio che ha spianato la strada ai rossoneri, già padroni del campo nei primi minuti.

Tra i migliori in campo spicca Santiago Gimenez, finalmente a segno dopo settimane difficili: il suo gol ha sbloccato la gara e restituito fiducia al centravanti messicano. Accanto a lui, Nkunku ha illuminato la serata con una splendida sforbiciata che ha fatto esplodere San Siro: gesto tecnico da campione, che conferma il suo peso nell’attacco milanista. A chiudere i conti ci ha pensato Pulisic, entrato dalla panchina e subito decisivo con il gol del 3-0, dimostrando ancora una volta la sua capacità di incidere nei momenti chiave.

Ottima la prova di Rabiot, leader del centrocampo: geometrie, inserimenti e anche una traversa che gli ha negato la gioia personale. Bene anche Saelemaekers, autore di un assist perfetto per Nkunku e costante spina nel fianco sulla fascia. Solida la difesa, con Tomori e Pavlovic attenti e aggressivi, mentre Maignan ha vissuto una serata da spettatore, chiamato in causa solo su una punizione di Berisha.

Sul fronte Lecce, poche note positive. Il portiere Früchtl ha evitato un passivo più pesante con almeno tre interventi importanti, ma la sua serata è stata comunque segnata dai tre gol subiti. Male la difesa, con Veiga e Gabriel in costante affanno, mentre l’espulsione di Siebert ha compromesso ogni piano tattico. In avanti, Camarda e compagni non hanno mai impensierito seriamente la retroguardia rossonera.

In sintesi, un Milan dominante e ricco di soluzioni offensive, che approda agli ottavi con fiducia e qualità, mentre il Lecce esce ridimensionato e con più di un interrogativo sul proprio percorso stagionale.

MILAN – Maignan 6; Tomori 6, De Winter 6, Pavlovic 6.5 (79′ Odogu sv); Saelemaekers 7 (61′ Athekame 6), Loftus-Cheek 7, Ricci 6 (46′ Fofana 6,5), Rabiot 7, Bartesaghi 6.5; Gimenez 6,5 (68′ Balentien 6), Nkunku 6.5 (61′ Pulisic 7).

LECCE – Fruchtl ; Veiga 4,5, Siebert 4, Tiago Gabriel 5, Ndaba 4,5; Dramé 5 (46′ Gorter 5,5), Berisha 5 (80′ Coulibaly sv), Helgason 5 (46′ Pierotti 6); N’Dri 5 (22′ Gaspar 5,5), Camarda 5, Tete Morente 5 (57′ Gallo 6). All. Di Francesco.

ONU a UEFA e FIFA: richiesta di esclusione di Israele dalle competizioni calcistiche internazionali

UEFA e FIFA sotto pressione: l’ONU chiede l’esclusione di Israele dal calcio internazionale. Tutti i dettagli

In un momento di forte tensione internazionale, il Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite ha rivolto un appello diretto a UEFA e FIFA, sollecitando misure concrete contro le violazioni dei diritti umani. Al centro della richiesta vi è l’esclusione di Israele dalle competizioni calcistiche internazionali, una decisione che, se accolta, potrebbe avere conseguenze significative sia per la Nazionale israeliana sia per i club impegnati nei tornei europei.

La nota ufficiale dell’ONU

In un comunicato diffuso martedì 23 settembre, l’ONU ha sottolineato come «lo sport debba respingere la percezione che tutto proceda come se niente fosse», invitando le federazioni a non ignorare le gravi violazioni dei diritti umani. Secondo l’organismo internazionale, le piattaforme sportive non possono essere utilizzate per “normalizzare le ingiustizie”, ma devono assumere un ruolo attivo nella difesa dei valori universali.

Le possibili ripercussioni per Israele

L’eventuale esclusione avrebbe un impatto immediato sulla Nazionale israeliana, attualmente inserita nel girone di qualificazione ai Mondiali del 2026 insieme all’Italia. La squadra guidata dal commissario tecnico Alon Hazan, ex centrocampista della Nazionale negli anni ’90, rischierebbe di vedere compromesso il proprio percorso verso la Coppa del Mondo.

Anche i club israeliani sarebbero direttamente coinvolti. In particolare, il Maccabi Tel Aviv, una delle società più titolate del Paese, è atteso al debutto in Europa League contro il PAOK Salonicco. Tra i protagonisti della squadra spicca l’attaccante Eran Zahavi, 37 anni, miglior marcatore della storia della Nazionale israeliana, che potrebbe trovarsi a disputare una delle sue ultime stagioni europee in un contesto di grande incertezza.

Un dibattito che intreccia sport e politica

La richiesta dell’ONU apre un nuovo capitolo nel dibattito sul ruolo dello sport nella politica internazionale. La questione non riguarda soltanto l’aspetto sportivo, ma solleva interrogativi più ampi sulle responsabilità delle federazioni calcistiche di fronte a violazioni dei diritti umani.

UEFA e FIFA, chiamate ora a esprimersi, si trovano di fronte a una decisione che potrebbe ridefinire i rapporti tra sport e diplomazia, con conseguenze che andrebbero ben oltre il campo da gioco.

Torino, Cairo torna al Filadelfia: il messaggio del patron e le speranze di Baroni con il Pisa

Urbano Cairo al Filadelfia, ecco cos’è successo nell’allenamento odierno, tra il messaggio del patron del Torino e le speranze di Marco Baroni col Pisa 

Nuvole plumbee aleggiano nel cielo dello Stadio Filadelfia, e non ci riferiamo soltanto alle condizioni atmosferiche (le temperature stanno come naturale che sia calando giorno dopo giorno nel capoluogo piemontese). La sconfitta contro l’Atalanta nell’ultima gara di Serie A disputata tra le mura amiche, ha gettato nuovamente la squadra allenata da Marco Baroni in un’ombra di frustrazione e delusione. Non solo perché i granata hanno fallito un possibile test di maturità dopo quanto di buono palesato nel match precedente con la Roma, ma proprio per come il ko contro i ragazzi di Ivan Juric è maturato. I tre gol subiti – su errori scolastici della difesa granata – parlano chiaro, a cui sommare le poche idee (e per giunta molto confuse) palesate in fase di attacco. 

Fortuna vuole (se di “fortuna” si può parlare) che Duvan Zapata e compagni torneranno subito in campo, visto l’imminente arrivo del secondo turno di Coppa Italia. Giovedì 25 settembre il Torino ospiterà infatti il Pisa di Alberto Gilardino, con calcio d’inizio fissato alle 21 in punto. Occasione quindi, per dimenticare al più presto la debacle contro la Dea, ma soprattutto dare dei segnali di crescita e di identità ad una manovra di gioco fino a questo momento davvero difficile da decifrare e per giunta spesso inconcludente. 

«Come trovare l’identità del Torino? L’unica cosa che non mi spaventa è il lavoro. Ho gestito situazioni come queste, quindi lo farò anche adesso» ha spiegato categorico l’ex allenatore della Lazio nell’ultima conferenza stampa post partita. E ancora: «Però come ho detto si parte dall’atteggiamento, che abbiamo avuto con Fiorentina e Roma. Oggi dopo il gol la squadra non ha più più portato pressione e siamo andati indietro. Non deve avvenire principalmente è l’atteggiamento mentale». 

Proprio in previsione dell’appuntamento col Pisa questo pomeriggio il Torino si è regolarmente allenato al Filadelfia. Nel video diramato dal club sabaudo sul proprio canale YouTube si può notare i granata intenti a calcare il terreno di gioco del campo secondario del centro sportivo sotto gli occhi del patron Urbano Cairo. L’editore alessandrino (contestato dalla tifoseria prima e durante l’ultima partita) ha quindi salutato con strette di mano e scambiato qualche battuta con alcuni degli stessi giocatori. Nel medesimo filmato si intravede infine lo stesso Baroni – con ogni probabilità al termine della seduta – raccogliere i suoi a semicerchio ed intrattenere con essi un discorso. Ora contro i toscani servirà imperativamente passare dalle parole ai fatti, per allontanare le nuvole con i nerazzurri servirà vincere e, possibilmente, convincere.

Sampdoria, fiducia a Donati ma il futuro resta in bilico: spunta il nome di Alessio Dionisi

Sampdoria, fiducia a al tecnico Donati ma il suo futuro resta ancora in bilico: spunta il nome di Alessio Dionisi. I dettagli

La Sampdoria attraversa un momento di riflessione sulla propria guida tecnica. Massimo Donati, 43 anni, ex centrocampista con una lunga carriera tra Serie A e Premier League e oggi allenatore dei blucerchiati, gode ancora della fiducia della dirigenza. Tuttavia, come spesso accade nel calcio, i risultati restano il vero metro di giudizio.

Fiducia a tempo per Donati

Il club ligure, attualmente impegnato a inseguire gli obiettivi stagionali, intende concedere a Donati il tempo necessario per sviluppare il suo progetto tecnico. La società apprezza le sue competenze tattiche e la capacità di lavorare con un gruppo giovane e in evoluzione. Le prossime partite, però, saranno decisive: una serie di risultati negativi potrebbe spingere la dirigenza a valutare un cambio in panchina per dare una scossa all’ambiente.

Per questo motivo, i vertici blucerchiati stanno monitorando con attenzione il mercato degli allenatori liberi, stilando una lista di possibili alternative. L’obiettivo è farsi trovare pronti in caso di decisioni drastiche, evitando di compromettere la stagione.

Alessio Dionisi, il profilo che intriga la Samp

Tra i nomi presi in considerazione, quello di Alessio Dionisi sembra essere in cima alla lista. Il tecnico toscano, 44 anni, ha maturato esperienze significative in Serie B e Serie A, guidando club come Empoli, Palermo e Sassuolo. È noto per il suo calcio propositivo, basato sul possesso palla e su un’identità tattica ben definita.

Dionisi ha dimostrato di saper valorizzare il materiale umano a disposizione, puntando anche sulla crescita dei giovani talenti. La sua filosofia di gioco, moderna e organizzata, rappresenterebbe una scelta di continuità con l’idea di un progetto tecnico a lungo termine, ma con la possibilità di dare subito un’impronta chiara alla squadra.

Una decisione nelle prossime settimane

Al momento, la linea ufficiale della Sampdoria resta quella di sostenere Donati, ma la pressione dei risultati potrebbe cambiare rapidamente lo scenario. Le prossime gare saranno un banco di prova cruciale per il tecnico e per il futuro della panchina blucerchiata.

Con Dionisi pronto a rientrare in pista, la dirigenza doriana si trova davanti a un bivio: confermare la fiducia all’attuale allenatore o aprire un nuovo capitolo tecnico per rilanciare la stagione.

Milan Lecce 3-0: vittoria senza problemi per i rossoneri, sarà Lazio Milan l’ottavo di finale

Milan Lecce: sintesi, cronaca, risultato del match valido per i sedicesimi di finale di Coppa Italia a San Siro

Il Milan torna protagonista in Coppa Italia 2025-2026 con una sfida dal sapore speciale. I rossoneri, guidati dal nuovo allenatore Massimiliano Allegri, tecnico livornese noto per la sua esperienza e per la capacità di gestire grandi campioni, affrontano il Lecce nei sedicesimi di finale della competizione. La gara è in programma questa sera alle ore 21, in uno stadio che si preannuncia gremito e pronto a sostenere la squadra.

Allegri e il nuovo corso rossonero

Dopo il suo ritorno sulla panchina del Milan, Allegri ha subito riportato entusiasmo nell’ambiente. Conosciuto per il suo pragmatismo tattico e per la capacità di adattare il gioco alle caratteristiche dei suoi uomini, il tecnico toscano punta a riportare i rossoneri ai vertici del calcio italiano. La Coppa Italia rappresenta un obiettivo concreto, non solo per arricchire la bacheca del club, ma anche per dare fiducia a un gruppo in fase di costruzione.

Il Lecce alla prova del grande palcoscenico

Il Lecce, allenato da un tecnico giovane e ambizioso come Di Francesco, arriva a San Siro con la voglia di sorprendere. La squadra salentina, che in Serie A ha dimostrato solidità e organizzazione, cercherà di sfruttare le occasioni in contropiede. Tra i giocatori più attesi c’è Camarda, attaccante italiano classe 2008, pronto a mettere in difficoltà la retroguardia milanista.


SEGUI LA DIRETTA DI MILAN LECCE SU MILANNEWS24


MILAN (3-5-2): Maignan; Tomori, De Winter, Pavlovic; Saelemaekers, Loftus-Cheek, Ricci, Rabiot, Bartesaghi; Gimenez, Nkunku. A disp.: Terracciano, Torriani; Gabbia, Odogu, Estupinan, Athekame; Modric, Fofana; Pulisic, Balentien. All. Marco Landucci.

LECCE (4-3-3): Früchtl; Veiga, Siebert, Tiago Gabriel, Ndaba; Dramé, Berisha, Helgason; N’Dri, Camarda, Morente. A disp.: Falcone, Samooja; Gallo, Gaspar, Kouassi; Coulibaly, Gorter, Kovač, Ramadani, Sala; Pierotti, Štulić. All. Di Francesco.

Serie A, stangata per la Lazio: Guendouzi out due giornate, Belahyane squalificato e multa al club

Serie A, che stangata per la Lazio: Guendouzi out due giornate, Belahyane squalificato e multa al club biancoceleste

Come di consueto, al termine della quarta giornata di Serie A 2024/25, il Giudice Sportivo ha reso note le proprie decisioni disciplinari. Tra i provvedimenti più significativi spiccano quelli che riguardano la Lazio, reduce dal derby capitolino contro la Roma, una sfida intensa che ha lasciato strascichi anche dopo il triplice fischio.

Squalifiche: fermati Belahyane e Guendouzi

Il primo provvedimento riguarda Reda Belahyane, centrocampista marocchino classe 2004, espulso nei minuti finali della stracittadina. Per il giovane talento, arrivato in Italia come prospetto di grande futuro, è stata comminata una giornata di squalifica con la motivazione ufficiale di “fallo grave di giuoco”.

Più pesante la sanzione inflitta a Matteo Guendouzi, centrocampista francese classe 1999, ex Arsenal e Marsiglia, oggi elemento chiave del centrocampo biancoceleste. Il numero 8 della Lazio è stato espulso dall’arbitro Daniele Sozza al termine della gara per proteste e frasi ingiuriose rivolte al direttore di gara. Per lui il Giudice Sportivo ha stabilito due giornate di squalifica, che lo terranno lontano dal campo nei prossimi impegni di campionato.

Multa alla Lazio per il comportamento dei tifosi

Oltre alle squalifiche individuali, la società biancoceleste è stata sanzionata con una multa di 2.000 euro. La decisione è legata al comportamento di alcuni tifosi che, durante il derby, hanno lanciato piccoli oggetti cilindrici di plastica all’interno del terreno di gioco. Un episodio che rientra nelle valutazioni di ordine pubblico e che ha comportato la penalità economica.

Altri provvedimenti: ammonizione per Gila

Tra le decisioni minori figura l’ammonizione a carico di Mario Gila, difensore centrale spagnolo classe 2000, cresciuto nel settore giovanile del Real Madrid e approdato alla Lazio nel 2022. Per lui si tratta della prima sanzione disciplinare in questa stagione di Serie A.

Impatto sulle prossime partite

Le decisioni del Giudice Sportivo pesano sulla rosa di Maurizio Sarri, allenatore biancoceleste noto per il suo calcio offensivo e organizzato. Con Guendouzi e Belahyane indisponibili, la Lazio dovrà affrontare le prossime sfide con un centrocampo ridotto, in un momento in cui la squadra è chiamata a ritrovare continuità di risultati.

Il quarto turno di Serie A, dunque, non lascia soltanto verdetti sportivi, ma anche conseguenze disciplinari che potrebbero influenzare il cammino della Lazio nelle prossime settimane.

Italia, parla Gravina: «Gattuso? Questa nuova spinta e il clima più sereno attorno alla squadra hanno aiutato»

Italia, Gravina: «Gattuso? Questa nuova spinta e il clima più sereno attorno alla squadra hanno aiutato». Le sue dichiarazioni

A margine della cerimonia di consegna del Premio Prisco, il presidente della FIGC (Federazione Italiana Giuoco Calcio), Gabriele Gravina, ha espresso soddisfazione per il clima positivo che si respira attorno alla Nazionale italiana di calcio dopo l’arrivo del nuovo commissario tecnico Gennaro Gattuso.

L’impatto di Gattuso sugli Azzurri

Gattuso, ex centrocampista del Milan e campione del mondo 2006, è noto per il suo temperamento combattivo e la leadership carismatica. Ha assunto la guida tecnica degli Azzurri in un momento delicato, caratterizzato da risultati altalenanti e da un ambiente appesantito dalle critiche.

Secondo Gravina, il suo arrivo ha rappresentato una svolta: “C’è stata la consapevolezza di un momento di grande difficoltà e un sussulto d’orgoglio da parte di tutto l’ambiente. Questa nuova spinta e il clima più sereno attorno alla squadra hanno aiutato. I risultati poi fanno il resto”, ha dichiarato il presidente, citato dall’ANSA.

Un cambio di rotta tecnico e psicologico

L’ingaggio di Gattuso non ha portato solo entusiasmo tra i tifosi, ma anche un approccio più diretto e motivazionale nello spogliatoio. La sua esperienza da allenatore, maturata in Serie A con Milan, Napoli e Fiorentina, e la capacità di trasmettere determinazione sembrano già aver inciso sul rendimento della squadra.

Gravina ha sottolineato che il cambiamento non è solo tecnico, ma anche mentale: “Ritrovare serenità è fondamentale per affrontare le sfide future con la giusta mentalità”.

Obiettivi e prospettive future

Con le qualificazioni ai prossimi tornei internazionali alle porte, l’Italia punta a consolidare i progressi mostrati nelle ultime partite. L’obiettivo è tornare protagonista nelle competizioni europee e mondiali, riportando la Nazionale ai vertici del calcio internazionale.

Il presidente FIGC ha ribadito l’importanza di un ambiente unito: “I risultati aiutano a cementare fiducia e coesione, ma è la mentalità a fare la differenza nel lungo periodo”.

Con Gattuso in panchina e un gruppo deciso a riscattarsi, gli Azzurri sembrano pronti a scrivere un nuovo capitolo della loro storia, puntando a riconquistare il cuore dei tifosi e il prestigio internazionale.

Montella svela: «Yildiz? Come caratteristiche si avvicina a Del Piero. Calhanoglu calciatore straordinario. Sul derby di Roma…»

Montella: «Yildiz? Somiglia a Del Piero. Calhanoglu calciatore straordinario. Sul derby di Roma…». Le parole del ct

Il ct della Turchia, Vincenzo Montella, ha parlato a Radio Anch’io Sport di Calhanoglu, della lotta scudetto e di Yildiz della Juve. Le parole:

DERBY DI ROMA – Come tutti i derby è stata una partita bloccata, risolta poi da un episodio. Sono particolarmente felice per Lorenzo Pellegrini. L’ho avuto nei ragazzini della Roma quando ho iniziato ad allenare: è un ragazzo eccezionale e tifoso della Roma. Talvolta è criticato ma è uno di quei centrocampisti che ha nel dna il gol. Il secondo tempo è stato sofferto, ma la Roma è in costruzione con le idee del nuovo allenatore. Il cammino è quello giusto.

YILDIZ COME DEL PIERO – Yildiz è un ragazzo giovanissimo, che ha grandissimi ambizioni e non si accontenta. Kenan è un giocatore completo, ha iniziato a giocare in nazionale quando ancora non aveva continuità alla Juve. Si intravedevano già qualità immense. Non è facile giocare con la numero 10 a 19 anni. Quest’anno lo vedo più continuo e consapevole. Non so quanto si assomiglino, ma come caratteristiche si avvicina molto a Del Piero.

IL SUO GIUDIZIO SU CALHANOGLU – Calciatore straordinario nel suo ruolo se ne contano pochi di quel livello. L’anno scorso ha avuto qualche ricaduta fisica di troppo, non ha avuto una preparazione delle migliori quest’estate. Ma lo vedo in netta crescita, contro la Juve ha giocato una partita straordinaria. Per noi è fondamentale, ma anche per l’Inter ancora per qualche anno.

FUTURO DELL’ITALIA – Le ultime mancate apparizioni sul mondiale incidono molto sull’aspetto mentale. Credo che l’Italia possa assolutamente qualificarsi al Mondiale, farei a meno di incontrarla negli spareggi perché la metto subito alle grandi big dietro Spagna, Francia e Portogallo, poi non ne vedo tante più forti dell’Italia. Il nostro competitor è la Georgia, la Spagna al momento è a un livello superiore. Abbiamo vinto in Georgia, quindi siamo molto fiduciosi per raggiungere i playoff di marzo.

LEGGI TUTTE LE PAROLE DI MONTELLA SU INTERNEWS24

Milan, parla Scaroni: «San Siro? Siamo in dirittura d’arrivo, c’è fiducia. Sul progetto dico questo»

Milan, parla Scaroni nel pre partita: «San Siro? Siamo in dirittura d’arrivo, c’è fiducia. Sul progetto dico questo». Le parole

Le dichiarazioni del presidente del Milan, Paolo Scaroni, rilasciate a SportMediaset nel pre-partita di Coppa Italia contro il Lecce, hanno riportato al centro del dibattito uno dei temi più delicati e strategici per il futuro del club rossonero: la costruzione del nuovo stadio.

Scaroni, alla guida del Milan dal 2018, ha espresso un cauto ma deciso ottimismo sulla riuscita del progetto, sottolineando come un impianto moderno e all’avanguardia rappresenti una necessità imprescindibile non solo per le ambizioni sportive della società, ma anche per la città di Milano e per le competizioni internazionali.

La visione di Scaroni: un impianto per Milano e per l’Europa

Il presidente ha ricordato come il percorso verso il nuovo stadio sia iniziato diversi anni fa e ora sembri finalmente vicino alla conclusione: “È un tema di cui mi occupo da almeno 4-5 anni. Mi sembra che siamo in dirittura d’arrivo e sono fiducioso che arriveremo alla meta. Milano ha bisogno di un nuovo stadio per il Milan, per l’Inter, per le nazionali e per le competizioni UEFA”.

Le sue parole evidenziano la consapevolezza che un impianto moderno non sia un lusso, ma una condizione necessaria per competere ai massimi livelli. La fiducia nella politica locale, con l’attesa del voto del Consiglio Comunale, resta un passaggio cruciale per l’approvazione definitiva.

Architettura d’eccellenza: Foster + Partners e MANICA

Scaroni ha inoltre confermato la scelta degli studi di architettura Foster + Partners e MANICA, due realtà di fama internazionale già protagoniste di progetti sportivi di altissimo livello. Norman Foster, in particolare, è stato l’artefice del nuovo Wembley di Londra, considerato uno dei templi del calcio mondiale. “Ho sempre detto che voglio fare a Milano lo stadio più bello d’Europa. Abbiamo scelto il meglio dell’architettura internazionale e sono fiducioso che il Consiglio Comunale approverà l’operazione nei prossimi giorni”, ha ribadito Scaroni.

Un progetto per il futuro del Milan e della città

Il nuovo stadio non rappresenta soltanto un investimento sportivo, ma anche un’opera destinata a diventare un simbolo architettonico e culturale per Milano. Per il club rossonero, guidato in campo da giocatori come Rafael Leão (attaccante portoghese, classe 1999, tra i talenti più brillanti della Serie A) e da una dirigenza ambiziosa, l’impianto sarà la base per consolidare la propria competitività in Italia e in Europa.

Con la scelta degli architetti e l’ottimismo del presidente, il Milan sembra pronto a compiere il passo decisivo verso un futuro che unisce tradizione e innovazione.

Juventus, Adzic resta a Torino: il retroscena che ha bloccato tutte le offerte di prestito

Juventus, Adzic resta a Torino: il retroscena che ha bloccato tutte le offerte di prestito. Tutti i dettagli di mercato

Un talento come Vasilije Adzic non si lascia partire, nemmeno per un’esperienza temporanea. È questa la linea dettata dalla Juventus e, soprattutto, dal suo allenatore Igor Tudor, che ha posto un veto assoluto su qualsiasi ipotesi di prestito per il giovane centrocampista montenegrino classe 2006. Dopo le prime apparizioni brillanti in maglia bianconera, il ragazzo è diventato un obiettivo di mercato per diversi club italiani ed esteri, ma ogni tentativo è stato respinto.

Adzic, il gioiello montenegrino della Juve

Nato a Podgorica, Adzic è considerato uno dei prospetti più interessanti del calcio europeo. Dotato di tecnica sopraffina, visione di gioco e personalità da veterano, ha già dimostrato di poter reggere il palcoscenico della Serie A nonostante la giovanissima età. Le sue qualità hanno attirato l’attenzione di numerose società, pronte a offrirgli minuti e responsabilità per accelerarne la crescita.

Il muro di Igor Tudor

Durante l’ultima sessione di mercato estiva, diversi club di Serie A e di campionati stranieri hanno bussato alla porta della Continassa per ottenere Adzic in prestito. La proposta, sulla carta, poteva sembrare vantaggiosa: più spazio, meno pressione e la possibilità di maturare esperienza. Tuttavia, Igor Tudor, ex difensore croato e oggi tecnico della Juventus, ha rifiutato ogni offerta. La sua decisione nasce da una convinzione maturata fin dai primi allenamenti: Adzic ha qualità fuori dal comune e deve crescere quotidianamente accanto a campioni di livello mondiale.

Un investimento sul futuro

Secondo Tudor, allenarsi ogni giorno con giocatori del calibro di Manuel Locatelli o Adrien Rabiot è più formativo che giocare in un contesto meno competitivo. Il tecnico vede in Adzic una futura arma tattica, capace di incidere già nel breve periodo. Le recenti prestazioni, come quella positiva contro l’Hellas Verona, confermano la bontà della scelta.

La Juve si tiene stretto il suo talento

La Juventus, forte della fiducia del proprio allenatore, non ha alcuna intenzione di privarsi di Adzic. Il club lo considera un patrimonio tecnico e umano, destinato a diventare uno dei protagonisti del futuro bianconero. In un mercato dove i giovani spesso vengono ceduti per fare esperienza, la strategia della Juve è chiara: coltivare il talento in casa, sotto la guida di Tudor, per farne il prossimo fuoriclasse.

Como Sassuolo, Coppa Italia: Fabregas ritrova Ramon tra i convocati per i sedicesimi

Coppa Italia, Como Sassuolo: Fabregas convoca 26 giocatori, torna Ramon dopo la squalifica. I dettagli

Il Como si prepara ad affrontare il Sassuolo nei sedicesimi di finale di Coppa Italia, in programma domani. La squadra lariana, guidata in panchina da Cesc Fabregas, ex centrocampista di Arsenal, Barcellona e Chelsea, potrà contare quasi sull’intera rosa a disposizione. Rientra infatti Ramon, difensore spagnolo, che ha scontato la squalifica e sarà nuovamente arruolabile. Per l’occasione sono stati convocati 26 giocatori.

Le parole di Fabregas alla vigilia

Intervistato da SportMediaset, Fabregas ha sottolineato l’importanza di un approccio aggressivo: “Mi aspetto una gara in cui dobbiamo prendere il controllo fin dall’inizio, con tanta energia. Vogliamo vincere e dobbiamo dimostrarlo dal primo minuto, disputando una partita completa”.

Il tecnico spagnolo ha poi analizzato i punti di forza del Sassuolo, formazione che milita in Serie B ma che resta insidiosa: “Vengono da una buona prestazione, sono organizzati e lavorano bene con il loro allenatore. Hanno un contropiede pericoloso e giocatori di grande qualità come Domenico Berardi, attaccante della Nazionale italiana, Armand Laurienté, esterno francese rapido e tecnico, e Andrea Pinamonti, centravanti cresciuto nell’Inter. Anche in mezzo al campo possono contare su elementi solidi come Kone e Nemanja Matic, che uniscono esperienza e fisicità”.

Fabregas ha inoltre evidenziato le difficoltà legate alla preparazione: “Non abbiamo molto tempo per lavorare sul campo a livello tattico. Ci affidiamo soprattutto a video e analisi interne”.

Un match dal sapore speciale

La sfida tra Como e Sassuolo rappresenta un banco di prova importante per entrambe le squadre. Da un lato i lariani, che puntano a confermare la crescita sotto la guida di Fabregas, dall’altro i neroverdi, desiderosi di proseguire il cammino in Coppa Italia e mettere in mostra i propri talenti.

Il match promette spettacolo: il Como cercherà di sfruttare il fattore casa e l’entusiasmo del pubblico, mentre il Sassuolo punterà sulla velocità dei suoi attaccanti e sull’esperienza dei veterani.

Con 26 convocati a disposizione, Fabregas potrà contare su diverse soluzioni tattiche per affrontare una gara che si preannuncia equilibrata e combattuta.

Portieri: Butez, Vigorito, Cavlina.
Difensori: Kempf, Valle, Goldaniga, Ramon, Alberto Moreno, Posch, Smolcic, Vojvoda, Diego Carlos.
Centrocampisti: Caqueret, Sergi Roberto, Nico Paz, Baturina, Perrone, Da Cunha, Papaccioli.
Attaccanti: Morata, Douvikas, Jesus Rodriguez, Kuhn, Addai, Bonsignori, Cerri.

Milan Lecce, le formazioni ufficiali: ecco le scelte dei due allenatori

Milan Lecce, le formazioni ufficiali: ecco le scelte dei due allenatori per la sfida di Coppa Italia che si gioca a San Siro

L’attesa per Milan Lecce di Coppa Italia cresce di ora in ora. Il match, valido per gli ottavi di finale, si preannuncia ricco di spunti tattici e di curiosità. Le formazioni ufficiali sono state annunciate e l’attenzione non è rivolta soltanto ai protagonisti in campo, ma anche a chi siederà in panchina. Una situazione particolare accompagna infatti i rossoneri: il Milan dovrà fare a meno del suo allenatore principale, Massimiliano Allegri, tecnico livornese classe 1967, noto per il suo approccio pragmatico e per la capacità di leggere le partite con lucidità.

Allegri assente, Landucci al comando

A causa di una squalifica, Allegri seguirà la gara dalla tribuna. Al suo posto, la guida tecnica sarà affidata a Marco Landucci, vice storico del mister. Ex portiere e collaboratore di lunga data, Landucci è considerato un uomo di fiducia assoluta, profondo conoscitore dei meccanismi interni della squadra e delle strategie preparate in settimana. La sua presenza in panchina garantisce continuità e stabilità, elementi fondamentali in una sfida ad eliminazione diretta.

Un test per il Milan

L’assenza di Allegri rappresenta un banco di prova importante per il gruppo rossonero. In partite delicate come questa, la figura dell’allenatore in campo è cruciale per gestire i momenti di difficoltà e prendere decisioni tattiche in tempo reale. Tuttavia, la sintonia tra Allegri e Landucci riduce al minimo i rischi di discontinuità. Il vice, forte della sua esperienza e della conoscenza dell’ambiente, avrà il compito di trasmettere ai giocatori le indicazioni necessarie per affrontare al meglio l’avversario.

Il Lecce di Di Francesco

Dall’altra parte ci sarà il Lecce guidato da Eusebio Di Francesco, tecnico abruzzese classe 1969, ex centrocampista della Roma e del Piacenza, che ha costruito la sua carriera puntando su un calcio offensivo e dinamico. La sua squadra si distingue per l’intensità, la pressione alta e la ricerca costante della verticalità. Un approccio che potrebbe mettere in difficoltà il Milan, soprattutto se i rossoneri non riusciranno a mantenere equilibrio tra i reparti.

Il match tra Milan e Lecce non è soltanto una sfida di Coppa Italia, ma anche un confronto tra due filosofie di gioco opposte: la solidità e il pragmatismo di Allegri (oggi rappresentato da Landucci) contro la propositività e il coraggio tattico di Di Francesco. Una partita che promette spettacolo e che potrebbe riservare sorprese decisive per il cammino in coppa.

MILAN (3-5-2) – Maignan; Tomori, De Winter, Pavlovic; Saelemaekers, Loftus-Cheek, Ricci, Rabiot, Bartesaghi; Nkunku, Gimenez.

LECCE – Fruchtl; Veiga, Gaspar, Tiago Gabriel, Ndaba; Coulibaly, Berisha, Helgason; N’Dri, Camarda, Morente.

Coppa Italia: il Cagliari travolge il Frosinone 4-1 e vola agli ottavi

Coppa Italia: il Cagliari travolge il Frosinone 4-1 e vola agli ottavi. Il racconto del match dei rossoblù

Il Cagliari conquista con autorità il pass per gli ottavi di finale di Coppa Italia, superando il Frosinone con un netto 4-1 all’Unipol Domus. La squadra di Pisacane tecnico rossoblù, ha saputo reagire dopo un primo tempo equilibrato, imponendo il proprio ritmo nella ripresa e chiudendo la pratica con grande concretezza.

Primo tempo equilibrato: Gaetano e Vergani firmano l’1-1

La partita si accende subito: dopo appena due minuti, l’arbitro assegna un calcio di rigore al Cagliari per un fallo di Cittadini su Gennaro Borrelli, attaccante classe ’00 cresciuto nel Pescara. Dal dischetto si presenta Gianluca Gaetano, centrocampista offensivo in prestito dal Napoli, che non sbaglia e porta i sardi in vantaggio.

Il Frosinone, club con un passato importante in Serie A, non si lascia intimorire. Dopo aver rischiato di subire il raddoppio, trova il pareggio al 33’ con Giuseppe Vergani, giovane punta scuola Inter, bravo a sfruttare un’incertezza difensiva. Poco dopo, Marco Gelli, centrocampista di corsa e qualità, sfiora addirittura il sorpasso colpendo la traversa. Il primo tempo si chiude sull’1-1, con equilibrio sia nel punteggio che nel gioco espresso.

La svolta nella ripresa: Felici decisivo

Nella seconda frazione emerge con forza il Cagliari. L’ingresso in campo di Mattia Felici, esterno classe ’01 cresciuto nel Lecce, cambia l’inerzia del match. Rapido e imprevedibile sulla fascia sinistra, Felici prima serve l’assist per il 2-1 di Borrelli — che segna così il classico “gol dell’ex” contro la sua vecchia squadra — e poi firma personalmente il 3-1 con una conclusione precisa che chiude virtualmente la gara.

A suggellare la vittoria arriva anche la rete di Nicolò Cavuoti, centrocampista classe 2003 prodotto del vivaio rossoblù, che con freddezza realizza il definitivo 4-1.

Cagliari agli ottavi: prossima sfida di prestigio

Con questo successo, il Cagliari si qualifica agli ottavi di finale di Coppa Italia, confermando la solidità del gruppo guidato da Pisacane e la crescita dei giovani talenti. Il Frosinone, pur eliminato, esce a testa alta dopo un primo tempo coraggioso.

I rossoblù ora attendono il prossimo avversario, con l’obiettivo di continuare il cammino in una competizione che può regalare soddisfazioni e visibilità.

Liga, l’Athletic Bilbao senza Nico Williams: tre ko di fila e un’emergenza da gestire

Liga, l’Athletic Bilbao senza Nico Williams: tre ko di fila e un’emergenza da gestire. Tutte le ultimissime notizie

L’assenza di Nico Williams, 21 anni, esterno offensivo spagnolo tra i talenti più promettenti della Liga, sta pesando come un macigno sull’Athletic Bilbao. Fuori da tre settimane per un infortunio all’adduttore sinistro, il numero 11 basco ha dovuto saltare le ultime tre gare, tutte perse: Alavés (0-1), Arsenal (0-2) e Valencia (0-2). Un crollo improvviso dopo un avvio di stagione perfetto, con vittorie convincenti contro Siviglia, Rayo Vallecano e Betis Siviglia.

Senza la sua velocità, il dribbling e la capacità di creare superiorità numerica, la squadra di Ernesto Valverde – tecnico 60enne alla terza esperienza sulla panchina biancorossa – fatica a incidere negli ultimi metri. Williams non è solo un’arma tattica, ma anche un leader tecnico capace di sbloccare partite bloccate e decidere nei momenti chiave.

Emergenza infortuni e squalifiche

Il problema non riguarda solo l’assenza di Williams. L’Athletic deve fare i conti con una vera e propria emergenza: Unai Egiluz (difensore centrale, 23 anni) ha chiuso anzitempo la stagione, Dani Vivian (difensore, 25 anni) e Padilla sono squalificati, mentre Yeray Álvarez (difensore, 29 anni) e Beñat Prados (centrocampista, 23 anni) sono prossimi a interventi chirurgici.

Questa situazione costringerà Valverde a rivedere gli equilibri tattici in vista della sfida di martedì al San Mamés contro il sorprendente Girona, attualmente in zona alta di classifica.

Laporte rientra per dare solidità

Una buona notizia arriva però da Aymeric Laporte, 30 anni, difensore centrale francese naturalizzato spagnolo, rientrato dopo un infortunio e pronto ad accelerare il recupero. Contro il Girona, Laporte farà coppia con Aitor Paredes al centro della retroguardia, con l’obiettivo di restituire solidità a un reparto in difficoltà.

Un’assenza che pesa anche psicologicamente

L’assenza di Nico Williams non è solo una questione tecnica: rappresenta la perdita di un simbolo, di un giocatore capace di trascinare i compagni e accendere il pubblico. L’Athletic dovrà trovare nuove soluzioni offensive e fare leva sulla compattezza del gruppo per restare competitivo in Liga e in Europa, in attesa del ritorno del suo gioiello.

Yamal entusiasta: «Il piano di Dio è perfetto. Ecco cosa bisogna fare per arrivare in cima»

Yamal, il futuro è suo: secondo al Pallone d’Oro ma padrone del domani

Il momento del trionfo assoluto non è ancora arrivato, ma per Lamine Yamal è solo questione di tempo. Il giovane talento del Barcellona, già protagonista di una crescita impressionante, ha aggiunto un altro importante riconoscimento alla sua bacheca: per il secondo anno consecutivo ha vinto il prestigioso Trophée Kopa, il premio assegnato al miglior giovane calciatore della stagione.

Nonostante questo traguardo straordinario, Yamal ha dovuto accontentarsi del secondo posto nella classifica del Pallone d’Oro, piazzandosi alle spalle del connazionale Ousmane Dembélé. Un risultato che, pur confermando la sua precocità e il suo valore, ha lasciato qualche malumore in famiglia. Il padre del giocatore non ha infatti nascosto la delusione, definendo l’esito finale «un’ingiustizia».

Diversa la reazione del diretto interessato. Con maturità e sportività, Yamal ha scelto di non alimentare polemiche. In un post condiviso sui social, ha espresso gratitudine per quanto raggiunto, dimostrando grande lucidità e consapevolezza:
«Il piano di Dio è perfetto, bisogna scalare passo dopo passo per arrivare in cima. Sono felice per i due Trophée Kopa e faccio i complimenti a Ousmane Dembélé per questa ricompensa e per la sua eccellente stagione».

Parole che raccontano molto più del talento tecnico di Yamal: evidenziano la sua forza mentale, la capacità di restare concentrato sul percorso a lungo termine e una maturità rara per un ragazzo di appena 18 anni. In un panorama calcistico sempre più dominato da pressioni e aspettative, il giovane spagnolo di origini guineane si distingue per equilibrio e intelligenza.

In molti sono già pronti a scommettere sul suo nome come futuro vincitore del Pallone d’Oro. Il suo rendimento con la maglia del Barcellona e con la Nazionale spagnola non lascia dubbi: Yamal è destinato a segnare un’epoca. Ogni passo, ogni premio, ogni gol rappresentano tappe di un cammino che sembra già scritto.

Il presente è fatto di promesse mantenute, ma il futuro appartiene a lui. Yamal non ha ancora raggiunto la vetta, ma ci sta arrivando con la pazienza e la determinazione di chi sa di poter diventare il numero uno.

Fabregas sicuro: «Como, per battere il Sassuolo servirà quella cosa»

Fabregas suona la carica: «Contro il Sassuolo servirà intensità e mentalità vincente»

Alla vigilia della sfida contro il Sassuolo, valida per i sedicesimi di finale di Coppa Italia, l’allenatore del Como, Cesc Fabregas, ha parlato ai microfoni di SportMediaset, esprimendo ambizione e fiducia nella propria squadra. Il tecnico spagnolo ha chiarito fin da subito quale atteggiamento si aspetta dai suoi giocatori.

«Mi aspetto una gara nella quale dobbiamo prendere il controllo fin dall’inizio, cominciare con tanta energia. Vogliamo vincere e dobbiamo dimostrarlo dal primo minuto, facendo una gara molto completa», ha dichiarato Fabregas.

L’ex centrocampista ha poi elogiato il Sassuolo, avversario temibile nonostante le difficoltà in campionato:
«Vengono da una buona prestazione, penso sia una squadra pericolosa. Si vede che sono organizzati, lavorano bene con il mister. Hanno un contropiede importante, Berardi ha tanta qualità, ma anche Laurienté, Fadera e Pinamonti sono molto insidiosi. A centrocampo, Kone e Matic uniscono esperienza, qualità e forza fisica. Dovremo essere molto bravi a fare una buona partita.»

Un altro tema centrale è la gestione delle energie, in un periodo fitto di impegni ravvicinati. Fabregas ha spiegato come il Como stia affrontando questa fase:

«Giocando ogni tre giorni non abbiamo tanto tempo per lavorare sui concetti tattici in campo. Lavoriamo molto di più con video e analisi, al chiuso. Diventa fondamentale recuperare bene e avere le idee chiare. Qualcuno avrà l’opportunità di partire titolare e deve prenderla con due mani, con coraggio e con la propria qualità. Ho fiducia in tutti: anche loro devono dimostrare di essere pronti per giocare con noi.»

Infine, una riflessione sul clima interno al gruppo squadra e sull’importanza della mentalità:

«Ovviamente vincere ti rafforza e ti permette di lavorare meglio, anche se io cerco sempre di mantenere lo stesso approccio. L’ambiente e l’atmosfera sono molto positivi. Fin dallo scorso anno cerchiamo sempre la vittoria, e dobbiamo continuare anche in Coppa Italia. Il gruppo è unito, i ragazzi sono felici, ma il calcio non si ferma mai. Domani vogliamo prenderci un’altra vittoria.»

Con queste parole, Fabregas conferma la sua visione chiara e ambiziosa: il Como è pronto a giocarsi le sue carte anche in Coppa.

Yamal, scoppiano le polemiche! Premi da una parte, critiche sul suo comportamento dall’altra

Yamal, talento precoce e carattere forte: tra Pallone d’Oro mancato e critiche fuori dal campo

Lamine Yamal è senza dubbio uno dei nomi più caldi del calcio mondiale. A soli 18 anni, il talento spagnolo ha già collezionato traguardi impressionanti, tra cui un secondo posto e un ottavo nella classifica del Pallone d’Oro, oltre a due premi Kopa, mai conquistati così presto da nessun altro. Per molti, il Pallone d’Oro sembra solo rimandato: è difficile immaginare che un profilo come Yamal non riesca prima o poi ad aggiudicarsi il premio individuale più ambito del calcio.

Lo stesso Yamal non nasconde la propria ambizione. In una recente intervista ha dichiarato senza esitazioni: “Mi aspetto più di un Pallone d’Oro nella mia carriera”. Parole che riflettono non solo fiducia nei propri mezzi, ma anche una personalità già ben definita, forse troppo, secondo alcuni.

Ad alimentare le polemiche intorno al giovane fuoriclasse è stato anche il padre, Mounir Nasraoui, che ha criticato pubblicamente l’esito della classifica del Pallone d’Oro. “Non voglio dire che sia stato un furto, ma è stato un danno morale a un essere umano”, ha dichiarato, aggiungendo che Yamal sarebbe “il miglior giocatore al mondo per distacco”. Un’opinione discutibile, soprattutto considerando i numeri del vincitore, Ousmane Dembélé: 53 presenze, 35 reti, protagonista nella vittoria della Champions League con il PSG, autore di gol decisivi contro Inter, Liverpool e Arsenal.

Fuori dal campo, Yamal continua a far discutere. In Spagna non sono mancate le critiche al suo atteggiamento, definito da alcuni “arrogante”. Le voci si sono intensificate dopo la discussa festa per il suo 18º compleanno, che ha attirato l’attenzione dei media per eccessi e ostentazione. L’ex difensore Adil Rami, in un’intervista radiofonica, ha attaccato duramente il giovane: “Si comporta da superstar, si crede americano. È una rottura di p**e”*.

Nonostante tutto, Yamal mostra consapevolezza: “Finché vinco, non possono dirmi nulla. Voglio essere ricordato sia come calciatore che come persona educata, come mi hanno insegnato i miei genitori”, ha detto alla vigilia della sfida Barcellona-Inter.

Yamal è già un fenomeno, ma il cammino verso la grandezza richiederà più dei numeri: serviranno equilibrio, maturità e la capacità di reggere la pressione. Qualità che il tempo dirà se riuscirà davvero a coltivare.

Nuovo San Siro, Inter e Milan hanno fatto la loro scelta: ecco quella che sarà la prossima delibera

Nuovo stadio San Siro, Inter e Milan scelgono Foster + Partners e MANICA: ora si attende la delibera

Nei giorni che precedono una data cruciale — lunedì 29, quando il Consiglio Comunale di Milano dovrebbe votare la delibera per la cessione dello stadio Meazza e delle aree limitrofe — Inter e Milan compiono un passo decisivo verso il loro futuro. Le due società hanno infatti annunciato ufficialmente la collaborazione con due prestigiosi studi di architettura: Foster + Partners e MANICA. Le due realtà saranno incaricate della progettazione del nuovo stadio di Milano, qualora la delibera venga approvata.

Il comunicato congiunto dei club

In una nota congiunta, i club hanno dichiarato: «AC Milan e FC Internazionale Milano comunicano di aver siglato un accordo con gli studi di architettura Foster + Partners e MANICA, guidati rispettivamente da Lord Norman Foster e David Manica. In caso di approvazione della delibera per la vendita della Grande Funzione Urbana San Siro, i due studi saranno responsabili della progettazione del nuovo stadio».

Questa scelta, spiegano le società, conferma l’intenzione di costruire un impianto moderno e all’avanguardia, capace di offrire innovazione, sostenibilità e comfort ai tifosi e alla città. Il progetto fa parte di un più ampio piano di rigenerazione urbana che interesserà circa 281.000 metri quadrati.

Come sarà il nuovo stadio

Il nuovo stadio avrà una capienza di 71.500 posti, sarà sviluppato su due anelli principali e presenterà un’inclinazione studiata per assicurare una visibilità ottimale da ogni settore. Particolare attenzione sarà dedicata all’accessibilità e alla varietà di esperienze per i tifosi, anche con prezzi sostenibili per alcuni settori.

I progettisti: eccellenze globali

Foster + Partners, fondato da Lord Norman Foster nel 1967, è uno degli studi più prestigiosi al mondo. Ha firmato progetti iconici come l’Apple Park di Cupertino, gli aeroporti di Hong Kong e Pechino, il Millennium Bridge di Londra e i flagship store Apple di Roma e Milano.

MANICA, fondato nel 2007 da David Manica, è specializzato in stadi e impianti sportivi. Tra le sue opere figurano l’Allegiant Stadium di Las Vegas e il Chase Center di San Francisco. Manica collabora da anni con Foster, sin dai tempi del progetto per il nuovo Wembley Stadium di Londra.

Con l’approvazione della delibera, si aprirà ufficialmente il percorso progettuale per il futuro stadio, un’infrastruttura destinata a diventare simbolo della nuova Milano calcistica.

Dembele, vi ricordate del suo passato al Barcellona? Da eterna promessa al tetto d’Europa

Dembele, da flop al Barcellona a Pallone d’Oro: la rinascita al PSG. La situazione attuale

Due anni fa sembrava al capolinea l’avventura calcistica di Ousmane Dembele ad alti livelli. Il suo addio al Barcellona era stato vissuto come la conclusione fallimentare di un investimento esorbitante: oltre 100 milioni di euro per un talento fragile e incostante. Considerato uno dei simboli della crisi post-Neymar, Dembele era stato bollato come l’ennesimo errore gestionale del club catalano.

Eppure oggi, contro ogni previsione, Dembele è riuscito a ribaltare la narrazione. Con il trasferimento al Paris Saint-Germain nell’estate 2023 per “appena” 50 milioni, molti avevano pensato a un passo indietro. Il PSG stava voltando pagina, liberandosi delle vecchie star, e il francese sembrava più una scommessa nostalgica che una vera risorsa. Ma la realtà ha sorpreso tutti: nel 2025, Dembele ha vinto il Pallone d’Oro, superando persino la nuova stella del Barcellona. Un trionfo inimmaginabile fino a poco tempo prima.

Il percorso che ha portato Dembele a diventare il miglior giocatore del mondo è tutt’altro che lineare. Arrivato in Catalogna nel 2017 come sostituto di Neymar, era stato scelto per il suo talento esplosivo mostrato al Borussia Dortmund. A Barcellona però sono arrivati i guai fisici: una sequenza interminabile di infortuni lo ha costretto a saltare 102 partite in sei stagioni. A questo si sono aggiunte critiche per il suo stile di vita poco professionale: alimentazione scorretta, videogiochi fino a notte fonda, ritardi cronici agli allenamenti.

Anche la comunicazione fu un ostacolo: in sei anni non ha mai imparato lo spagnolo. Persino durante le rare interviste, Dembele parlava solo francese, segno di un’integrazione mai realmente avvenuta. Il Barcellona ha provato a recuperarlo ingaggiando cuochi personali e con la fiducia di allenatori come Xavi, ma alla fine ha gettato la spugna. La rottura definitiva è arrivata dopo la telenovela sul rinnovo contrattuale, culminata nella sua partenza verso Parigi.

A posteriori, proprio quel trasferimento ha segnato la svolta: al PSG, Dembele ha ritrovato forma fisica, concentrazione e, soprattutto, continuità. Ha messo da parte le distrazioni e si è imposto come leader tecnico della squadra. Oggi Dembele è un esempio di rinascita sportiva: da promessa incompiuta a Pallone d’Oro, il suo nome è tornato a brillare nel calcio mondiale.

Verona Juve, Rocchi sicuro: «Errore grave quello che è successo al Bentegodi. Il rigore…»

Verona Juve, Rocchi ammette: «Rigore errore grave, non andava concesso»

La sfida Verona Juve torna al centro del dibattito arbitrale dopo le dichiarazioni del designatore Gianluca Rocchi, intervenuto durante la trasmissione Open VAR. Il dirigente degli arbitri ha fatto un netto mea culpa riguardo alla direzione di gara e, in particolare, al rigore assegnato al Verona, episodio che ha condizionato in modo pesante il risultato finale e la classifica della Juventus.

La partita Verona Juve è stata caratterizzata da alcuni episodi controversi, ma quello più discusso è stato senza dubbio il tocco di braccio di Joao Mario all’interno dell’area bianconera. Un contatto che ha portato al rigore trasformato dal Verona per il pareggio finale. Rocchi non ha lasciato spazio a dubbi: «La decisione non è corretta, non è calcio di rigore – ha dichiarato –. Il tocco è sul braccio, non sulla spalla, ma non punibile secondo il nostro protocollo. È stato un errore».

Una presa di posizione chiara che boccia l’operato dell’arbitro Rapuano ma, soprattutto, quello del VAR Aureliano, colpevole secondo Rocchi di aver richiamato il direttore di gara al monitor per una situazione che, a suo avviso, non richiedeva revisione. Il risultato? Un rigore che non doveva esserci e che ha cambiato volto alla partita.

Ma gli errori nella sfida Verona Juve non si sono limitati a questo. Rocchi ha sottolineato anche la mancata espulsione di Orban, che ha colpito volontariamente un avversario: «Il provvedimento corretto era il cartellino rosso. Il giocatore guarda l’avversario e lo colpisce, la decisione giusta andava presa subito in campo. I ragazzi al monitor hanno sottovalutato l’episodio». Anche in questo caso, l’analisi tecnica è impietosa.

Per la Juventus, gli errori arbitrali nella gara contro il Verona hanno avuto conseguenze gravi: due punti persi che sarebbero stati fondamentali per mantenere la vetta solitaria della classifica, ora occupata dal Napoli. Il tecnico Igor Tudor ha protestato duramente a fine gara, e le parole di Rocchi confermano che le sue ragioni erano fondate.

Il match Verona Juve diventa così un simbolo delle difficoltà arbitrali di questa stagione. L’ammissione di errore è importante, ma il danno sportivo per i bianconeri resta.

Infortunio Rovella, il dott. Capua si esprime così sulle condizioni del centrocampista biancoceleste

Infortunio Rovella, parla il dott. Capua: “Patologia insidiosa, ma monitoriamo tutto”

L’infortunio di Nicolò Rovella continua a tenere banco in casa Lazio. Il centrocampista biancoceleste è fermo ai box per una fastidiosa pubalgia, un problema che lo accompagna ormai da tempo. A fare chiarezza sulla situazione è intervenuto il dott. Pino Capua, esperto medico sportivo, ai microfoni di Radiosei, fornendo dettagli sulle condizioni di Rovella e del compagno di squadra Matias Vecino.

Parlando dell’infortunio di Rovella, Capua ha definito la pubalgia come una patologia “maligna”, difficile da gestire e spesso imprevedibile. “È un dolore che deriva dall’infiammazione dei muscoli addominali bassi — ha spiegato — quelli coinvolti nella corsa e nei movimenti rapidi. Il problema è che può comparire e sparire senza un’apparente causa, spesso legata alla postura o allo stress fisico dell’atleta”.

Il medico ha poi ricordato come Rovella avesse già avuto questo problema sia durante l’esperienza alla Juventus che all’inizio del suo percorso alla Lazio. “Nella scorsa stagione è sempre sceso in campo senza sentire dolore, segno che la terapia aveva funzionato. Ma ora l’infiammazione è tornata. Stiamo valutando ogni opzione”, ha detto Capua.

Tra le possibili soluzioni per risolvere l’infortunio di Rovella in modo definitivo, si valuta anche un piccolo intervento chirurgico, già effettuato da altri calciatori come Zaccagni. “Si tratta di inserire una retina a protezione della parete addominale per stabilizzare la zona dolente. Ma la decisione spetta al calciatore: è una scelta personale, soggettiva, che dipende dalla percezione del dolore e dalla voglia di rientrare”.

Sul fronte Vecino, invece, Capua ha parlato di un infortunio diverso, più legato alla sfera mentale: “È clinicamente guarito, ma ha paura di ricadute. Questo freno psicologico è molto comune tra i professionisti. Non mi sento di giudicarlo: sa bene cosa prova il suo corpo”.

In conclusione, l’infortunio di Rovella resta un punto interrogativo per la Lazio, che monitora giorno per giorno l’evoluzione del quadro clinico. Un recupero completo sarà fondamentale per Sarri, che punta molto sulle qualità tecniche e tattiche del giovane centrocampista per la seconda parte di stagione.

Lautaro Martinez titolare in vista della sfida contro il Cagliari? Il punto

Lautaro Martinez titolare in vista della gara contro il Cagliari? Ecco la situazione in casa Inter

Dopo gli impegni con la Nazionale argentina e un fastidioso mal di schiena che lo ha costretto a saltare la prima partita di Champions League, Lautaro Martinez è pronto a riprendersi il suo posto al centro dell’attacco dell’Inter. La sua assenza ha inevitabilmente rallentato la squadra nerazzurra, ma ha anche permesso di mettere in luce il giovane Pio Esposito, una delle note positive di questo periodo.

Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, il tecnico Cristian Chivu sta valutando seriamente l’ipotesi di schierare Lautaro già sabato contro il Cagliari, a patto che non ci siano ulteriori intoppi fisici. L’ingresso nella ripresa contro il Sassuolo, infatti, ha avuto il chiaro obiettivo di testare le condizioni dell’attaccante argentino in vista della prossima trasferta. La forma fisica non è ancora ottimale, ma con altri 4-5 giorni di lavoro personalizzato, Lautaro potrebbe raggiungere un livello atletico sufficiente per tornare tra i titolari.

Nel frattempo, Chivu pianifica una gestione oculata delle energie in vista dei tre impegni ravvicinati che attendono l’Inter prima della pausa per le Nazionali di ottobre. Sarà necessario far ruotare la rosa e dare spazio anche a chi finora ha giocato meno. In attacco, ad esempio, potrebbe arrivare presto l’occasione per Bonny, finora l’unico del reparto offensivo a non aver ancora avuto una maglia da titolare.

Proprio contro il Cagliari, considerando anche l’importante sfida di Champions contro lo Slavia Praga in programma martedì 30 settembre a San Siro, non è da escludere qualche sorpresa nella formazione iniziale. Potrebbe toccare a Marcus Thuram tirare il fiato, lui che finora è sempre partito dall’inizio, così come Dumfries e Barella, anch’essi impiegati senza pause in questo inizio di stagione.

In sintesi, l’Inter si prepara a un mini tour de force in cui sarà fondamentale dosare le forze e recuperare al meglio gli uomini chiave. Il ritorno di Lautaro rappresenta una notizia importante sia per il valore tecnico del giocatore che per la leadership che porta in campo. Ma sarà altrettanto importante il contributo dei giovani e delle seconde linee in un periodo intenso e decisivo.

Zaniolo, riuscirà a riscattarsi con l’Udinese? Sentite cosa ha appena detto Inler


Zaniolo si allena al massimo: l’Udinese cerca il riscatto contro il Palermo

In vista della delicata sfida di Coppa Italia contro il Palermo, il responsabile dell’area tecnica dell’Udinese, Gökhan Inler, ha parlato a Udinese Tonight, tracciando un bilancio del momento negativo della squadra e soffermandosi su alcuni singoli, tra cui Zaniolo, nuovo volto in casa bianconera.

Dopo la recente sconfitta in campionato, l’ambiente Udinese non è dei più sereni, ma Inler prova a mantenere la calma: «Quando si perde, l’umore non è mai alto, lo sappiamo. Non abbiamo giocato bene, ma abbiamo la fortuna di tornare subito in campo. I ragazzi hanno un’altra occasione per dimostrare che la forza che ci ha contraddistinto finora non è svanita».

Riguardo agli aspetti tattici, Inler ha voluto chiarire: «In ritiro abbiamo lavorato spesso con la difesa a quattro, ma il sistema non è il motivo della sconfitta. Il mister ha fatto delle scelte, ed è giusto così. Quello che è mancato è l’energia, la cattiveria, la compattezza. Questa sconfitta deve servirci come esperienza».

Grande attenzione è stata dedicata a Zaniolo, uno degli innesti più attesi del mercato estivo dell’Udinese: «Zaniolo si sta integrando bene, si allena con grande intensità. Fa anche sedute extra, segno che vuole davvero lasciare il segno. È determinato e vuole dimostrare quanto vale». Parole che confermano quanto lo staff tecnico punti sul talento ex Roma per dare una scossa alla squadra.

Accanto a lui, anche Zanoli è sotto osservazione: «È un bravo ragazzo, molto professionale. Sta aspettando la sua occasione e sono sicuro che si farà trovare pronto». Anche i giovani come Gueye stanno attirando l’attenzione dello staff: «Fin dal primo giorno ha mostrato entusiasmo e voglia. Spero possa esordire presto».

Inler ha infine speso parole di incoraggiamento per Ehizibue, recentemente fischiato dai tifosi: «È un ragazzo sempre sorridente, positivo. Questi momenti possono capitare. Gli ho parlato, deve stare sereno e imparare a gestire anche le critiche».

Con un gruppo che cerca compattezza e con un Zaniolo determinato a rilanciarsi, l’Udinese affronta la sfida contro il Palermo con la speranza di voltare pagina e ritrovare lo spirito giusto per affrontare il resto della stagione.

×