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Yildiz brilla contro l’Inter: gol, assist e leadership nel 4-3 della Juve, i numeri

Yildiz brilla contro l’Inter: gol, assist e leadership nel 4-3 della Juve, tutti i numeri della super sfida di Serie A

Nel rocambolesco successo per 4-3 della Juventus sull’Inter, il protagonista assoluto è stato Kenan Yildiz, giovane attaccante classe 2005, già considerato uno dei talenti più promettenti del calcio europeo. Il turco ha disputato tutti i 90 minuti, offrendo una prestazione completa e decisiva, confermando il suo crescente peso all’interno del progetto tecnico guidato da Igor Tudor, allenatore croato noto per la sua attenzione allo sviluppo dei giovani.

Yildiz ha inciso in maniera determinante sul risultato, firmando un gol e servendo un assist, ma il suo contributo va ben oltre le semplici statistiche. Secondo i dati forniti da SofaScore, il numero 15 bianconero ha completato 27 passaggi su 31, con un’accuratezza dell’87%, dimostrando grande lucidità nella gestione del pallone. I suoi 4 passaggi chiave hanno messo in crisi la retroguardia nerazzurra, creando occasioni da rete e mantenendo alta la pressione offensiva.

Il gol di Yildiz è arrivato con un tiro potente e preciso, che ha lasciato il portiere avversario immobile, evidenziando la sua freddezza sotto porta. L’assist per il gol decisivo di Nikola Adzic, centrocampista serbo classe 2006, ha mostrato invece la sua visione di gioco e la capacità di leggere gli spazi con intelligenza.

Anche in fase difensiva, Yildiz ha dato prova di grande impegno: ha vinto 2 duelli a terra su 4 e ha effettuato 1 intercetto, segnale di una mentalità da giocatore completo, capace di sacrificarsi per la squadra.

Con questa prestazione, Kenan Yildiz si conferma come uno dei pilastri del futuro juventino. La sua crescita sotto la guida di Tudor, che punta su intensità e versatilità, sembra inarrestabile. In un match di alto livello come quello contro l’Inter, il talento turco ha dimostrato di poter essere decisivo anche nei momenti più delicati.

Pagelle Roma Torino: ecco i TOP-FLOP e i voti della partita

Pagelle Roma Torino: ecco qui i TOP i FLOP e i voti della partita delle 12e30 valida per la terza giornata di Serie A 2025/2026

La Roma di Gasperini si scontra con il muro del Torino, subendo la prima sconfitta stagionale in un match avaro di emozioni e occasioni. I giallorossi, forti dei due successi iniziali in Serie A, hanno faticato a scardinare la difesa granata, schierata a cinque e guidata magistralmente da Baroni.

Nonostante il maggior possesso palla, il duo Dybala-Soule è stato contenuto con efficacia. L’unico brivido del primo tempo per il Torino è stato un tiro da centrocampo di Simeone, mentre i giallorossi hanno creato pericoli solo su calcio d’angolo.

La svolta della partita arriva al 59° minuto con Simeone, che sblocca il risultato con un contropiede fulmineo, finalizzato con una splendida rete sul secondo palo. La Roma si lancia all’attacco ma l’inserimento di calciatori come Baldanzi e Ferguson non basta a scardinare la difesa granata. La partita si conclude 0-1. Il club piemontese ottiene un risultato prezioso che gli permette di muovere la classifica in una stagione iniziata in salita. Ecco le pagelle di Roma Torino, i nostri voti:

GIOCATORE TOP ROMA TORINO: Simeone
GIOCATORE FLOP ROMA TORINO: Wesley e Koné

LE PAGELLE ROMA TORINO:

Roma (3-4-2-1): Svilar 6.5; Hermoso 6 (dal 79′ El Shaarawy S.V), Mancini 6.5, Ndicka 5.5; Wesley 5, Koné 5.5, Cristante 6 (dal 65′ Pisilli 6), Angelino 5 (dal 79′ Celik S.V); Soulé 6, El Aynaoui 5 (dal 46′ Baldanzi 5); Dybala 5.5 (dal 46′ Ferguson 6). All. Gasperini 5.

Torino (3-4-2-1): Israel 6.5; Maripan 6.5, Ismajli 6.5, Coco 6; Lazaro 6, Casadei 5.5 (dal 64′ Ilic 6), Asllani 6 (dal 80′ Tameze S.V.), Biraghi 6; Ngonge 5.5 (dal 64′ Adams 5.5), Vlasic 6.5 (dal 84′ Anjorin S.V); Simeone 7.5 (dal 64′ Aboukhlal 6.5). All. Baroni 7.

Roma Torino 0-1: Gasperini sbatte contro il muro di Baroni, Dybala non incide e la decide El Cholito Simeone

Roma Torino, allo Stadio Olimpico il match valido per la terza giornata di Serie A: ecco sintesi, tabellino, risultato, moviola e cronaca LIVE

Tutto pronto per il calcio d’inizio. Alle 12e30 Roma Torino aprono il sipario sulla domenica della terza giornata del campionato di Serie A targato stagione 2025-2026. La formazione allenata da Gian Piero Gasperini per riagganciare subito la vetta della classifica dopo i due successi inanellati nelle prime due apparizioni nel torneo. I granata di Marco Baroni alla ricerca di conferme dopo un inizio di stagione difficile. Chi avrà la meglio? A breve la risposta! Vediamo cronaca, sintesi e diretta LIVE di Roma Torino.


ROMA TORINO LIVE

🔴1′ – Inizia la sfida

3′ – Primo possesso Roma. I ragazzi di Gasperini mantengono il possesso in questi primi minuti

5′ – Spunto Torino con Ngonge: allontana Hermoso

8′ – Il 3-4-2-1 (a sorpresa) del Torino vede la difesa granata schierarsi in realtà a cinque in fase difensiva. Questa sembra la chiave scelta per contrastare le giocate di Dybala e compagni

6′ Bell’azione del Torino. Lazaro e Ngonge eseguono un buon uno due che termina con il cross del belga in mezzo all’area di rigore

7′ Bell’azione del Torino. I granata ripartono in contropiede, Simeone si allarga sulla fascia e tenta l’assist verso il centro dell’area di rigore avversaria. Pallone impreciso che termina tra le braccia di Svilar

8′ Calcio di punizione della Roma. Dybala non sfrutta l’opportunità del calcio piazzato. Il pallone si scontra sulla barriera e la Roma è costretta a riiniziare l’azione offensiva

9′ – Spunto di Simeone che si invola verso la porta di Svilar: abbattuto a terra, non c’è fallo

13′ – Ancora un’azione per il Torino. Scambio tra Simeone e Vlasic, quest’ultimo ci prova da fuori e per poco non c’entra il bersaglio. L’arbitro però ferma tutto per fuorigioco

14′ – Ancorsa Simeone! L’ex Napoli vede Svilar leggermente fuori dai pali e prova un tiro dai 50 metri, palla sul fondo

18′ – Ora è la Roma a salire. I giallorossi mantengono il pallone e provano a ragionare

22′ – Ancora possesso Roma: Crisrante crocevia per la manovra dei padroni di casa, la linea difensiva – che come raccontato si posiziona a cinque – del Torino complica i piani di Gasperini

28′ – Poche emozioni e pochissime effettive occasioni da gol quando arriviamo quasi alla mezz’ora di questo Roma Torino

33′ – Copione che sembra ripetersi: la Roma sembra affidarsi al duo argentino nel proprio attacco, ma difficilmente sfonda il muro granata ben organizzato là dietro. Il Torino dal canto suo con fatica supera la linea della metà campo mostrando poche idee e per giunta molto confuse

35′ – OCCASIONE ROMA: Guizzo di Dybala che riceve la sfera dopo un rapido scambio e tenta il tiro: sarà calcio d’angolo

40′ – Cresce la Roma, solito leitmotiv dei gaillorossi che attaccano e i granata difendono senza scomporsi. In questi ultimi minuti però la squadra del Gasp sta aumentando i giri del motore

🔴45′ – Fine primo tempo di Roma Torino

Commento moviola Roma Torino dopo il primo tempo: Nessun episodio particolare da segnalare di difficile lettura e comprensione, in un primo tempo davvero avaro di colpi di scena. Seppur agevolato da una partita tutto sommato ‘agevole’ l’operato dell’arbitro non ha convinto del tutto: tanti (forse troppi) fischi e qualche decisione che ha suscitato – in parte giustamente – qualche lamentela da parte degli uomini di Gasperini e di Baroni.


🔴45′ – Inizia il secondo tempo di Roma Torino

45’ – Cambi per la Roma: escono Dybala e El Aynaoui, vanno dentro Baldanzi e Ferguson

49′ – Ci prova il Torino, Casadei da ottima posizione non sfrutta al meglio una buona rete di pa

50′ – Ancora Torino (che sembra entrato con altro piglio) Vlasic corssa per Seimeone che non arriva sulla palla

54′ – Si fa vedere la Roma: ripartenza fulminea di Soule che approfitta do un errore di Casadei (oggi impreciso in più di un’occasione), Ferguson serve Baldanzi che tira ma non colpisce il bersaglio grosso

56′ – Ancora un’occasione della Roma: Wesley serve Ferguson (il più cercato ora); che colpisce però male e spara sul fondo

⚽59′ – GOL DEL TORINO: Simeone porta in vantaggio Baroni

59′ – Contropiede lampo del Torino: Simeone Ngonge e Vlasic si involano verso i pali difesi da Svilar. L’ex Napoli cadendo colpisce in maniera precisa e pesca il super gol sul secondo paleo. Il var conferma la rete.

60′ -Esultanza scatenata di Simeone sotto lo spicchio occupato dai tifosi granata

64′ – Cambi Torino: escono Simeone, Ngonge e Casadei, entrano Adams, Aboukhlal e Ilic

65′ – Cambio anche per la Roma: esce Cristante per Pisilli

73′ – Roma Torino momentaneamente interrotta. L’arbitro segnala un problema all’auricolare

74′ – Si riprende a giocare: ultimi quindici giri di orologio di questo Roma Torino

76′ – Calcio di punizione per la Roma. Ilic atterra Baldanzi in modo irregolare e regala il possesso alla rosa

80′ – La Roma prova il tutto per tutto, ma i granata non sembrano ancora scomporsi. Gasperini continua ad affidarsi a Ferguson per tentare di scardinare lo scacchiere sabaudo davvero ben dispiegato in campo!

80′ – Cambio Torino: esce Asllani per Tameze

80′ – Cambio Roma: Angelino lascia spazio a El Shaarawy

81′ – OCCASIONE TORINO: i granata ad un passo dal clamoroso raddoppio: Ilic serve Vlasic che il tiro da fuori, attento Svilar

36′ Ammonizione per Aboukhlal

84′ – Cambio Torino: esce proprio Vlasic per Anjorin

89′ – OCCASIONE ROMA: ancoa Mancini! Israel blocca la conclusione

🔴45′ – Concessi 8 minuti di recupero (complici i tanti stop in questa frazione)

45′ + 3 – Ora è assedio giallorosso

45′ + 5 – Ci prova anche Soule: tentativo di testa che termina alto

🔴45′ + 8 – Finisce qui Roma Torino 0-1: Gasperini sbatte contro il muro di Baroni, Dybala non incide e la decide El Cholito Simeone

Commento moviola Roma Torino dopo il secondo tempo: Secondo tempo copione del primo dal punto di vista della moviola. Poco, pochissimo, da segnalare, con l’arbitro che sembra aver trovato leggermente in più la giusta quadra rispetto alla prima metà della sfida. Regolare il gol, giusti gli 8 minuti di recupero causa alcuni problemi (non di natura umana) al reparto tecnico della terza arbitrale. Gara pulita tutto sommato per il fischietto.


Roma (3-5-2): Svilar; Hermoso, Mancini, Ndika; Angelino, Wesley, Kone, Cristante, El Aynaoui; Soule, Dybala. 
A disposizione: Vasquez, Gollini, Rensh, Tsimikas, Celik, Ghilardi, Ziolkowski, Pellegrini, Baldanzi, Pisilli, Dovbyk, Ferguson, El Shaarawy.
All: Gasperini

Torino (3-4-2-1): Israel; Ismajli, Coco, Maripan, Lazaro, Biraghi; Asllani, Casadei; Vlasic, Simeone, Ngonge. 
A disposizione: Paleari, Popa, Ilkhan, Aboukhlal, Ilic, Anjorin, Pedersen, Adams, Dembélé, Nounkou, Tameze, Gineitis, Zapata, Njie. 
All: Baroni

Pisa Udinese, le formazioni ufficiali per la sfida delle 15 di Serie A

Pisa Udinese, le formazioni ufficiali per la sfida delle 15 di Serie A: ecco le scelte di Gilardino e Runjaic

Dopo l’esaltante vittoria a San Siro contro l’Inter prima della sosta per le nazionali, l’Udinese torna in campo con l’obiettivo di confermarsi. La squadra friulana, guidata dal tecnico Kosta Runjaic, allenatore tedesco noto per il suo approccio tattico equilibrato e la valorizzazione dei giovani, affronta in trasferta il Pisa all’Arena Garibaldi – Stadio Romeo Anconetani.

Runjaic conferma la scelta di puntare su un tandem offensivo dinamico: Keinan Davis, attaccante inglese potente e abile nel gioco aereo, e Iker Bravo, giovane punta spagnola dal grande potenziale tecnico. In panchina partirà Nicolò Zaniolo, trequartista italiano reduce da un’estate movimentata sul mercato, così come Alessandro Zanoli, terzino destro arrivato negli ultimi giorni di trattative per rinforzare la fascia.

Sul fronte opposto, il Pisa di Alberto Gilardino – ex centravanti della Nazionale e tecnico apprezzato per il suo calcio propositivo – conferma Meister come riferimento offensivo. L’attaccante tedesco, dotato di fisicità e senso del gol, sarà supportato da Lilian Tramoni, fantasista francese rapido e creativo, e Stefano Moreo, seconda punta italiana esperta e generosa nel pressing.

Assenza pesante per i toscani: Juan Cuadrado, esterno colombiano dalla grande esperienza internazionale, non sarà della partita a causa di un problema fisico. In panchina invece Raul Albiol, difensore spagnolo campione d’Europa con la Roja, pronto a subentrare se necessario.

PISA (3-4-2-1): Semper; Canestrelli, Caracciolo, Lusuardi; Tourè, Akinsanmiro, Aebischer, Angori; Moreo, Tramoni; Meister. A disposizione: Nicolas, Scuffet, Marin, Leris, Hojholt, Nzoka, Esteves, Vural, Stengs, Calabresi, Piccinini, Albiol, Denoon, Bonfanti, Lorran. Allenatore: Alberto Gilardino.

UDINESE (3-5-2): Sava; Bertola, Kristensen, Solet; Ehizibue, Piotrowski, Karlstrom, Atta, Kamara; Davis, Bravo. A disposizione: Nunziante, Venuti, Goglichidze, Zarraga, Zaniolo, Palma, Buksa, Kabasele, Ekkelenkamp, Zemura, Miller, Zanoli, Modesto. Allenatore: Kosta Runjaic.

Moviola Roma Torino, l’episodio chiave del match

Moviola Roma Torino, l’episodio arbitrale chiave del match valido per la terza giornata di Serie A 2025/2026

L’episodio chiave della moviola del match Roma Torino, valido per la terza giornata di Serie A targata stagione 2025/2026. Dirige la sfida l’arbitro Ayroldi, coadiuvato dalla coppia Di Giacinto e Cortese. Quarto uomo Perenzoni, mentre al monitor sono presenti Di Bello e Aureliano, nel ruolo di Var e aiuto Var.


🔴1′ – Inizia la sfida

🔴45′ – Fine primo tempo di Roma Torino

Commento moviola Roma Torino dopo il primo tempo: Nessun episodio particolare da segnalare di difficile lettura e comprensione, in un primo tempo davvero avaro di colpi di scena. Seppur agevolato da una partita tutto sommato ‘agevole’ l’operato dell’arbitro non ha convinto del tutto: tanti (forse troppi) fischi e qualche decisione che ha suscitato – in parte giustamente – qualche lamentela da parte degli uomini di Gasperini e di Baroni.


🔴45′ – Inizia il secondo tempo di Roma Torino

⚽59′ – GOL DEL TORINO: Simeone porta in vantaggio Baroni

59′ – Contropiede lampo del Torino: Simeone Ngonge e Vlasic si involano verso i pali difesi da Svilar. L’ex Napoli cadendo colpisce in maniera precisa e pesca il super gol sul secondo paleo. Il var conferma la rete.

🔴45′ – Concessi 8 minuti di recupero (complici i tanti stop in questa frazione)

🔴45′ + 8 – Finisce qui Roma Torino 0-1: Gasperini sbatte contro il muro di Baroni, Dybala non incide e la decide El Cholito Simeone

Commento moviola Roma Torino dopo il secondo tempo: Secondo tempo copione del primo dal punto di vista della moviola. Poco, pochissimo, da segnalare, con l’arbitro che sembra aver trovato leggermente in più la giusta quadra rispetto alla prima metà della sfida. Regolare il gol, giusti gli 8 minuti di recupero causa alcuni problemi (non di natura umana) al reparto tecnico della terza arbitrale. Gara pulita tutto sommato per il fischietto.

Atalanta Lecce, ecco le formazioni ufficiali del match di Serie A

Atalanta Lecce, ecco le formazioni ufficiali del match di Serie A. Le scelte dei due allenatori

L’Atalanta di Ivan Juric, tecnico noto per il suo calcio aggressivo e verticale, è pronta a scendere in campo al Gewiss Stadium contro il Lecce, con fischio d’inizio previsto alle ore 15. La formazione bergamasca è ancora a caccia della prima vittoria in questa stagione di Serie A, e la sfida contro i salentini rappresenta un’occasione cruciale per invertire la rotta.

Tra le novità più interessanti c’è la presenza dal primo minuto di Nikola Krstovic, attaccante montenegrino classe ’00, arrivato a Bergamo proprio dal Lecce negli ultimi giorni di mercato. Per lui sarà una partita dal forte impatto emotivo, visto il recente passato con la maglia giallorossa. Juric ha deciso di affidargli le chiavi dell’attacco, lasciando fuori Daniel Maldini, trequartista creativo ma ancora alla ricerca della miglior condizione.

Sulla linea della trequarti spazio a Kamaldeen Sulemana, esterno offensivo ghanese dotato di grande velocità e dribbling, e a Charles De Ketelaere, fantasista belga ex Milan, chiamato a dare qualità e visione di gioco tra le linee.

Sul fronte opposto, 4-3-3 offensivo, con Stulic, giovane attaccante serbo arrivato per sostituire proprio Krstovic. In panchina partirà invece Francesco Camarda, talento classe 2008 che continua a far parlare di sé per le sue prestazioni nelle giovanili.

A completare il tridente offensivo del Lecce ci saranno Tete Morente, ala spagnola abile nell’uno contro uno, e Riccardo Sottil, esterno italiano con un buon fiuto del gol e capacità di inserimento.

ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi; Scalvini, Hien, Kossounou; Bellanova, De Roon, Pasalic, Zalewski; Kamaldeen Sulemana, De Ketelaere; Krstovic. A disposizione: Rossi, Sportiello, Musah, Samardzic, Djimsiti, Obric, Camara, Brescianini, Bernasconi, Ahanor, Maldini, Zappacosta. Allenatore: Ivan Juric.

LECCE (4-3-3): Falcone; Kouassi, Siebert, Gaspar, Gallo; Sala, Coulibaly, Ramadani; Tete Morente, Stulic, Sottil. A disposizione: Fruchtl, Samooja, Ndaba, Berisha, N’Dri, Helgason, Danilo Veiga, Banda, Camarda, Tiago Gabriel, Pierotti, Kovac. Allenatore: Eusebio Di Francesco.

Sampdoria a picco, 3 ko nelle prime 3. La posizione di Donati

Sampdoria a picco, 3 ko nelle prime 3. La posizione del tecnico Donati dopo la partenza falsissima dei blucerchiati in Serie B

La Sampdoria sprofonda in un incubo da cui non riesce a svegliarsi. La terza sconfitta in altrettante partite di campionato, subita in casa contro il Cesena, ha scatenato la furia del “Ferraris”, con una tifoseria esasperata che ha riversato la propria frustrazione sulla squadra e sulla guida tecnica. Al centro del ciclone c’è l’allenatore Massimo Donati, la cui posizione è apparsa subito in bilico.

Le sue parole nel post-partita hanno fotografato un uomo consapevole della situazione: “Mi preoccupano i risultati. La società deve valutare, se reputano che non va bene è giusto che cambino”. Pur difendendo l’impegno dei suoi giocatori (“I ragazzi danno tutto, ci provano, ma ci gira anche male”), Donati ha messo il suo destino nelle mani del club. Durante la notte, la dirigenza ha riflettuto a lungo, pressata dalla piazza che chiedeva l’esonero. Alla fine, però, ha prevalso la linea della continuità: Donati è stato confermato. A pesare sulla scelta, oltre al sostegno di Walker, sono stati anche fattori pragmatici: un ingaggio contenuto, sui 150mila euro, e la volontà di non sconfessare subito una scelta nata dal tanto discusso algoritmo.

Tuttavia, la fiducia concessa sembra a tempo. La prossima sfida contro il Monza assume i contorni di un’ultima spiaggia. Una nuova debacle potrebbe essere fatale, mentre una prestazione convincente potrebbe garantirgli altro tempo per lavorare. Quel che è certo è che i numeri sono impietosi: zero punti, sette gol subiti e una sterilità offensiva preoccupante. A pesare come un macigno è soprattutto la striscia negativa personale del tecnico: l’ultima vittoria in campionato di Donati risale al 7 maggio 2024. Da allora, ha collezionato solo sconfitte e pareggi. Un’astinenza da invertire subito, prima che sia troppo tardi.

Adzic si rivela, il retroscena di mercato: no a 4 club in estate. Per la Juventus è un futuro top

Adzic si rivela con la sassata che stende l’Inter, il retroscena di mercato: no a 4 club in estate. Per la Juventus è un futuro top

Il suo nome è sulla bocca di tutti i tifosi bianconeri, specialmente dopo la prodezza che ha deciso il Derby d’Italia. Vasilije Adžić si sta prendendo la scena, confermando sul campo perché la Juventus ha deciso di puntare forte su di lui, resistendo alle sirene del mercato estivo.

Durante l’estate, infatti, il club bianconero ha ricevuto numerose e insistenti offerte di prestito per il giovane talento montenegrino. Squadre di Serie A come Sassuolo e Genoa, club ambiziosi come Palermo e persino i portoghesi del Braga si erano fatte avanti, sperando di assicurarsi le sue prestazioni per la stagione. Tuttavia, la dirigenza della Juventus ha eretto un muro, rifiutando ogni proposta. La scelta è stata chiara e decisa: Adžić doveva rimanere a Torino, a disposizione della prima squadra, per crescere a contatto con i grandi campioni e sotto la guida di Igor Tudor. Una scommessa basata sull’enorme potenziale del ragazzo.

Una scommessa che ha pagato dividendi immediati e spettacolari. La prova lampante è arrivata nella partita più sentita: contro l’Inter, Adžić è entrato e ha deciso il match, siglando al 93′ il gol del definitivo 4-3. Una rete di importanza capitale, che ha regalato alla Juventus una vittoria cruciale e ha mostrato a tutti la stoffa del predestinato. In quel momento, si sono viste tutte le sue qualità: freddezza, tecnica e una sorprendente maturità nel gestire la pressione di un momento così decisivo.

Quel gol è la prova che la scelta della Juventus di sviluppare il suo talento internamente è stata lungimirante. Piuttosto che mandarlo a fare esperienza altrove, il club ha preferito forgiarlo nel proprio ambiente, accelerandone la crescita fisica e mentale. Adžić sta diventando una risorsa sempre più preziosa per Tudor e la sua rete nel derby è solo la punta dell’iceberg di un futuro che si preannuncia luminoso. La Juve ha tra le mani un potenziale fuoriclasse e non ha intenzione di lasciarselo scappare.

Chivu già a rischio? Spuntano le quote esonero e quella suggestione per il post

Chivu già a rischio? Spuntano le quote esonero e quella suggestione per il post. Il tecnico dell’Inter ko due volte nelle prime tre

ppena tre giornate di campionato e l’Inter si ritrova già a inseguire. La sconfitta nel Derby d’Italia contro la Juventus ha lasciato ferite profonde, non solo per il prestigio della sfida, ma per una classifica che ora segna un preoccupante -6 dalla vetta. Un inizio di stagione da incubo per i nerazzurri e per il loro nuovo tecnico, Cristian Chivu, la cui panchina inizia a traballare pericolosamente.

Subentrato a Simone Inzaghi dopo la deludente finale di Champions League persa contro il Paris Saint-Germain, il tecnico romeno si trova ora al centro del mirino. Il doppio KO consecutivo contro Udinese e Juventus ha cancellato l’entusiasmo iniziale, facendo emergere dubbi sulla sua esperienza. I numeri, del resto, sono impietosi: con soli 3 punti in 3 partite, l’Inter ha eguagliato il peggior inizio di stagione dell’era dei tre punti, un record negativo che risaliva alle stagioni 2000/01 e 2011/12.

Inevitabilmente, i principali siti di scommesse hanno registrato il malcontento, facendo crollare le quote relative a un suo possibile esonero entro Natale. La fiducia nel tecnico vacilla, come dimostrano le lavagne dei bookmaker: si va dal 3.75 di StarCasinò, al 4.00 di NetBet, fino al 4.50 di Sisal.

In questo clima di incertezza, tra i tifosi più nostalgici inizia a serpeggiare un sogno, un nome che a Milano evoca ricordi indelebili: José Mourinho. L’eroe del Triplete, reduce dall’esonero di fine agosto con il Fenerbahce, rappresenterebbe per molti la scossa necessaria per ricompattare un ambiente scosso. Tuttavia, nonostante il fascino dell’ipotesi, i bookmaker restano molto cauti. Un clamoroso ritorno dello Special One a San Siro è infatti considerato un’opzione remota, bancata a una quota elevata di 25 da Eurobet, Goldbet e Planetwin365. Per ora resta un sogno, mentre per Chivu il presente è già un esame da non fallire.

Calabria: «Ero senza contratto e non ho aspettato la Serie A. Auguro al Milan di…»

Calabria: «Ero senza contratto e non ho aspettato la Serie A. Auguro al Milan di…». Le dichiarazioni dell’ex terzino del Bologna

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Davide Calabria, ex Milan e Bologna ora al Panathinaikos, ha dichiarato:

FINALE DI COPPA ITALIA – «Per me è stato uno scherzo del destino, un mix di emozioni. Mi sentivo che l’avrei vinta ed è stata una grande notte per me e per il Bologna. Al triplice fischio mi sono inginocchiato e avevo molte cose in testa. Ho pensato in primis ai miei ex compagni e sono andato a provare a consolarli. Poi ho cercato di godermi la coppa, anche se non ci sono riuscito fino in fondo per l’amore che ho per il Milan».

ESPERIENZA AL BOLOGNA – «Ho trovato un gruppo fantastico e nell’aria c’era la voglia di fare qualcosa di bello insieme ai tifosi. Quella squadra resterà nella storia. Italiano è una persona energica e percepisci l’amore che ha il calcio, la voglia di conoscere e migliorarsi. Con lui mi sono trovato bene. Ha un gran futuro davanti a sé».

I RICORDI AL MILAN – «Il Milan è da sempre la mia squadra del cuore. Da bambino andavo allo stadio e sognavo di indossare quella maglia. Ci sono riuscito per diversi anni e ho vinto. Sarei stato al Milan per sempre. Anche gratis. Ho amato ogni momento di questo viaggio e ne sono super orgoglioso. Il Milan è stato quasi tutta la mia vita finora: mi ha fatto crescere e gli sarò sempre grato».

IDOLI – «Ho sempre ammirato Paolo Maldini. Come persona e come giocatore. Credo sia stato il difensore più forte della storia».

COMPAGNI PIU’ FORTI – «Da terzino dico Theo che è stato ed è un giocatore di un’altra categoria rispetto agli altri. Idem Gigio Donnarumma, un predestinato fin dal vivaio».

CHI SENTE ANCORA – «Locatelli e Cutrone, ma anche Gabbia, Theo e altri».

I TECNICI A CUI E’ PIU’ LEGATO – «Pippo Inzaghi mi ha fatto esordire, Mihajlovic mi ha voluto in rosa invece di mandarmi in prestito, Brocchi lo stimo per le sue idee di calcio e di vita, Gattuso mi ha lanciato davvero e poi Pioli, con cui ho condiviso tanti anni di soddisfazioni».

SE GUARDA LE PARTITE DEL MILAN DALLA GRECIA – «Ovviamente sì e poi magari commento con gli ex compagni. Tiferò sempre per loro».

MILAN SENZA CHAMPIONS – «Non è piacevole ed è chiaro che lo scorso anno qualcosa non ha funzionato. Il Milan merita di stare in Champions».

ALLEGRI – «Da ragazzino mi sono allenato 2-3 volte con lui, l’ho sempre ammirato e sono contento sia tornato al Milan. È un tecnico competente e capace, con grande intelligenza ed esperienza, che comunica nel migliore dei modi. Il Milan aveva bisogno di un allenatore di spessore come lui. Ho fiducia nel suo lavoro e sono sicuro farà una grande stagione».

COSA AUGURA AL MILAN – «Di vincere tutto ciò che si può vincere. I tifosi rossoneri sono tra i migliori al mondo, se non i migliori, e meritano tanti successi».

SCUDETTO – «La lotta per lo scudetto sarà avvincente fino alla fine. Il Napoli ha preso ottimi giocatori e ha una grande squadra, così come Inter e Juve, ma mi auguro che il campionato lo vinca il Milan».

LA SCELTA DI ANDARE IN GRECIA – «Ero senza contratto e ho scelto di non aspettare la Serie A. Il Panathinaikos mi ha voluto con forza: da anni qui non vincono il campionato e puntiamo a quello. Atene è una città piena di storia che mi ha sempre affascinato».

Fiorentina, retroscena sull’infortunio di Gudmundsson: aveva dato disponibilità per…

Fiorentina, retroscena Gudmundsson: aveva dato disponibilità per andare almeno… La rivelazione sull’islandese infortunato

Sarà una settimana chiave, quella che sta per cominciare, per il pieno recupero di Albert Gudmundsson. Il fantasista islandese è pronto a mettersi definitivamente alle spalle il problema fisico che lo ha costretto a saltare la trasferta di Napoli, con l’obiettivo di riprendersi il suo posto al centro della manovra offensiva della Fiorentina.

L’infortunio risale agli impegni con la sua nazionale: una sollecitazione al legamento peroneo-astragalico anterioredella caviglia lo aveva costretto a uno stop forzato, mettendo in allarme lo staff medico viola. Sebbene le sensazioni a distanza di una settimana siano decisamente migliorate, la parola d’ordine in casa Fiorentina è stata “prudenza”. Nonostante il numero 10 avesse dato la propria disponibilità a sedersi almeno in panchina contro il Napoli, dimostrando grande attaccamento alla causa, si è scelta una linea di massima cautela per evitare qualsiasi tipo di ricaduta.

Durante il provino finale di ieri mattina, lo staff medico, in pieno accordo con l’allenatore Stefano Pioli, ha preferito non correre rischi, decidendo di rimandare il suo rientro di qualche giorno. È prevalsa la volontà di non bruciare le tappe, una scelta saggia per garantire un recupero completo e duraturo. L’esclusione dalla lista dei convocati è stata dunque una misura puramente precauzionale, mirata a preservare il giocatore in vista dei prossimi impegni.

L’obiettivo, ora, è stato chiaramente delineato: Gudmundsson tornerà a lavorare a pieno regime con il resto del gruppo già dall’inizio della settimana che sta per aprirsi. Il mirino è puntato sulla prossima sfida di campionato contro il Como, partita nella quale il trequartista islandese conta di riprendersi il suo posto da titolare per tornare a illuminare la scena con la sua classe e la sua fantasia. La sua assenza contro il Napoli si è sentita e il suo rientro è atteso con ansia per ridare qualità e imprevedibilità all’attacco viola.

Massara: «Sancho? Mancate le motivazioni. Difficile trovare un attaccante con numeri migliori di Dovbyk. E Pellegrini…»

Massara: «Sancho? Mancate le motivazioni. Difficile trovare un attaccante con numeri migliori di Dovbyk. E Pellegrini…». Le parole del dirigente della Roma

Frederic Massara, direttore sportivo della Roma, ha parlato a Dazn prima della gara dei giallorossi con il Torino.

MERCATO – «Sapevamo che era un mercato complicato per il paletti del FFP. Aver conservato l’ossatura di una quadra che aveva fatto bene è positivo. Sono arrivati giovani in un percorso di rinnovamento, non potevamo fare tutto in un’unica sessione. Vediamo cosa dirà il campo».

BUONA PARTENZA – «Conta il lavoro quotidiano. È prematuro pensare agli obiettivi. Dobbiamo lavorare e crescere, con la mentalità del mister. Si sono già viste ottime cose ma bisogna continuare a lavorare».

PELLEGRINI – «Il calcio è talmente dinamico che le cose evolvono rapidamente. Il nostro discorso era condiviso, sul valutare altre soluzione sul mercato. Ora siamo concentrati sul campo, sappiamo di avere un giocatore forte in più che tiene tanto alla Roma. Siamo sicuri che ci darà un grande contributo»

SANCHO E DOVBYK – «Se ne è parlato tanto, un’ipotesi a un certo punto concreta, ma non c’erano le motivazioni generali per chiudere. È difficile trovare un attaccante che abbia numeri migliori di quello di Dovbyk l’anno scorso. Abbiamo un reparto offensivo nutrito e forte».

Lazio, Nuno Tavares stuzzicato da Sarri: il tecnico chiede di più al portoghese

Lazio, Nuno Tavares stuzzicato da Sarri: il tecnico chiede di più al portoghese che non lo soddisfa ancora nelle due fasi

Un messaggio forte e chiaro, inviato tramite i microfoni della conferenza stampa per raggiungere direttamente il destinatario. Maurizio Sarri sceglie la via della stimolazione pubblica per scuotere Nuno Tavares al suo ritorno dagli impegni con la Nazionale portoghese. L’allenatore della Lazio non usa mezzi termini e, alla vigilia di una trasferta delicata, mette in discussione le certezze del suo terzino, spronandolo a compiere quel salto di qualità che ancora gli manca per essere considerato un giocatore completo e affidabile.

La frase che più di tutte ha fatto rumore è stata la risposta secca alla domanda su come avesse ritrovato il giocatore: “Prima vediamo se gioca“. Una dichiarazione che è molto più di un semplice dubbio di formazione; è un avvertimento, un segnale che la maglia da titolare non è affatto scontata e va conquistata con l’applicazione quotidiana. Il focus del tecnico è, ancora una volta, la fase difensiva del portoghese. Sarri non mette in discussione le straordinarie doti atletiche e di spinta di Tavares, ma ne evidenzia i limiti quando si tratta di ripiegare e mantenere la concentrazione senza palla. “Con la gamba che ha lui, fare una buona fase difensiva dovrebbe essere abbastanza semplice”, ha spiegato l’allenatore, sottolineando una frustrazione quasi pedagogica: le potenzialità fisiche ci sono, manca l’applicazione mentale costante.

l percorso di Tavares è stato ulteriormente complicato dalla parentesi con il Portogallo. Inizialmente non convocato dal CT Martinez, è stato poi richiamato in extremis per sostituire l’infortunato Dalot. Questa chiamata, seppur prestigiosa, lo ha tenuto lontano da Formello, facendogli saltare preziose sedute tattiche fondamentali per assimilare i complessi meccanismi difensivi di Sarri.

Ora, come riporta il Corriere dello Sport, la palla passa a Nuno. Le parole del suo allenatore non sono una bocciatura, ma un pungolo per suscitare una reazione d’orgoglio. La sfida imminente a Reggio Emilia rappresenta un banco di prova cruciale. Dalle sue parti, infatti, agirà l’avversario più temibile, Domenico Berardi, un cliente scomodissimo che esige la massima attenzione per novanta minuti. Per Tavares è l’occasione perfetta per rispondere sul campo, dimostrando di aver recepito il messaggio: non basta spingere, bisogna anche saper ripiegare. Con la stessa intensità, con la stessa convinzione. Solo così potrà guadagnarsi non solo il posto da titolare, ma la piena e incondizionata fiducia del suo tecnico.

Juric durissimo con Lookman: «Caz… siamo l’Atalanta, non posso pregarlo»

Juric durissimo con Lookman: «Caz… siamo l’Atalanta, non posso pregarlo». Le dichiarazioni del tecnico della Dea sul nigeriano

La tensione in casa Atalanta, che covava da giorni, è infine esplosa. La “patata bollente” legata al caso Lookman è rimasta, come prevedibile, tra le mani del tecnico Ivan Juric, che in conferenza stampa ha chiarito la situazione con toni duri e definitivi. L’allenatore ha ufficializzato l’esclusione dell’attaccante nigeriano dalla lista dei convocati per la partita contro il Lecce, precisando che non si tratta di una misura temporanea, ma di una decisione destinata a protrarsi anche per i prossimi impegni.

Definendola inizialmente “una situazione spiacevole”, Juric ha poi rincarato la dose, usando parole forti per spiegare i principi non negoziabili alla base della sua scelta. Un messaggio diretto al giocatore e a tutto l’ambiente, che mette al primo posto l’attaccamento alla maglia e i valori del club. Le sue parole non lasciano spazio a interpretazioni:

«Cazzo, noi siamo l’Atalanta, rappresentiamo una maglia, una città. Funziona al contrario, non è che devo pregare qualcuno. Lookman è un ragazzo onesto e un top player, ma restiamo convinti che l’Atalanta abbia bisogno di valori forti e umani».**

Il tecnico croato ha poi approfondito il suo pensiero, entrando nelle pieghe di una decisione sofferta ma, dal suo punto di vista, necessaria per preservare l’identità della squadra. Il problema, dunque, non è tecnico, ma di atteggiamento e di adesione a un codice di comportamento che per Juric viene prima di tutto.

«Si tratta di una situazione veramente spiaceevole, bruttina, quello che io sento e che abbiamo bisogno di altre cose, di spirito, lotta e umiltà, di sentire la maglia. Voglio altre cose, un’appartenenza diversa. Andremo avanti così».

La rottura appare netta. Juric ha tracciato una linea invalicabile, mettendo in chiaro che all’Atalanta servono giocatori che incarnino “spirito, lotta e umiltà”. La scelta di escludere un “top player” come Lookman è un segnale potentissimo: nessuno è al di sopra del gruppo e dei valori che la società e la città di Bergamo rappresentano. Il futuro dell’attaccante a Bergamo è ora più incerto che mai.

Formazioni ufficiali Roma Torino, le scelte di Gasperini e Baroni per il match

Formazioni ufficiali Roma Torino, vediamo le ultime dai campi e le scelte dei titolari di Gian Piero Gasperini e Marco Baroni per il match delle 12e30

Impegni per domenica pomeriggio? Rimandateli tutti, giacché oggi – 14 settembre 2025 – il calendario di Serie A propone un palinsesto ricco di emozioni e gare da non perdere. Ad aprire il sipario sulla giornata odierna (dopo le tre partite andate invece in scena ieri) ci penseranno Roma e Torino. Gian Piero Gasperini e Marco Baroni si ritroveranno infatti sul rettangolo verde dello Stadio Olimpico alle 12e30 in occasione, non a caso, del lunch match valido per il terzo turno del massimo campionato italiano. Ma come arrivano le due compagini alla sfida? Vediamolo subito.

La Roma, con il suo nuovo condottiero seduto sulla sua panchina, è partita con il piede giusto. Due vittorie su due partite, 6 punti in tasca e la porta (per il momento) inviolata. Il gioco propositivo dispiegato da Gasperini contro Bologna e Pisa sembra aver fin da subito conquistato squadra e tifosi. La sua formazione appare quindi solida, organizzata, e ha dimostrato di saper capitalizzare ogni occasione. Per questo, oggi pomeriggio l’ex Atalanta cercherà il sostegno del proprio pubblico amico, per non perdere la continuità inanellata in questo avvio di campionato e riagganciare immediatamente la vetta della classifica.

Di tutt’altro umore il Torino, che si presenta a questa sfida con un solo punto conquistato in casa contro la Fiorentina e ancora a secco di gol. La squadra di Baroni ha faticato – a dire il vero già dal pre campionato – a trovare un’identità precisa. L’ex mister della Lazio (quello odierno possiamo dunque considerarlo un ‘mezzo’ derby per lui) ha chiesto ai suoi di essere ‘squadra’. Un risultato positivo contro i capitolini servirebbe dunque a consacrare l’ingente mole di lavoro maturata al Filadelfia negli scorsi giorni e affrontare il proseguio del campionato con nuovo spirito.

Formazioni ufficiali Roma Torino:

ROMA (3-4-2-1): Svilar; Mancini, Ndicka, Hermoso; Wesley, Cristante, Kone, Angelino; El Aynaoui, Soule, Dybala.

TORINO (3-4-3): Israel; Ismajli, Maripán, Coco; Lazaro, Casadei, Asllani, Biraghi; Ngonge, Simeone, Vlašic

Pedullà contro Zazzaroni: «Secchiate di melma su un 20enne, ora è troppo facile…»

Pedullà contro Zazzaroni: «Secchiate di melma su un ragazzo di 20 anni, ora è troppo facile…». Il giornalista attacca il collega

Nel mondo infuocato del giornalismo sportivo italiano, le polemiche viaggiano veloci e colpiscono dure, spesso con la stessa intensità di un’entrata a gamba tesa in campo. L’ultima battaglia a distanza vede come protagonisti due pesi massimi del settore: da una parte Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, e dall’altra Alfredo Pedullà, noto esperto di calciomercato. Al centro della contesa, il talento cristallino del giovane attaccante della Juventus, Kenan Yildiz.

La miccia è stata innescata da un editoriale pubblicato stamattina da Zazzaroni, nel quale il direttore ha tessuto le lodi del fantasista turco. Un’inversione a U netta e decisa rispetto al passato, quando lo stesso Zazzaroni aveva liquidato Yildiz con il termine sprezzante di “giocatorino”, un’etichetta pesante che ne sminuiva il potenziale. Questo palese cambio di rotta, arrivato probabilmente dopo la prestazione maiuscola del numero 10 bianconero con l’Inter, non è passato inosservato.

La replica di Alfredo Pedullà è stata immediata, affidata a un tweet al veleno che non lascia spazio a interpretazioni. Un attacco frontale che critica non solo la tardiva rivalutazione del giocatore, ma l’atteggiamento giornalistico alla base. Pedullà ha scritto:

«Ora è troppo facile scrivere l’ex giocatorino, salendo sul patetico carro del “meglio tardi che mai”. Dopo aver tirato secchiate di melma in faccia a un talentuosissimo ragazzo di anni 20 appena pochi mesi fa. E dopo aver scambiato – come al solito – bigiotteria con gioielleria».

Le parole di Pedullà sono pietre. Accusa il collega di opportunismo (“salendo sul patetico carro”), di aver denigrato ingiustamente un giovane talento (“tirato secchiate di melma”) e, infine, di cronica incapacità nel giudicare il talento (“scambiato bigiotteria con gioielleria”). Una critica feroce che trascende il caso Yildiz per diventare un j’accuse sulla coerenza e sulla responsabilità dei media nel valutare i calciatori, specialmente i più giovani. La vicenda infiamma il dibattito tra gli addetti ai lavori e i tifosi, evidenziando ancora una volta le profonde rivalità che animano il panorama mediatico sportivo italiano.

Hojlund si è già preso Napoli, i VOTI dei giornali: «Roba da attaccante puro, bentornato in Italia»

Hojlund si è già preso Napoli, i VOTI dei giornali: «Roba da attaccante puro, bentornato in Italia». Il danese convince all’esordio

Un esordio da sogno per Rasmus Hojlund con la maglia del Napoli. Nella trasferta del Franchi contro la Fiorentina, il centravanti danese ha impiegato una sola partita per prendersi la scena e conquistare i suoi nuovi tifosi. Schierato a sorpresa da titolare da Antonio Conte, che lo ha preferito a Lucca, Hojlund ha ripagato la fiducia con una prestazione maiuscola, impreziosita da un gol da attaccante di razza.

L’ex atalantino ha garantito un apporto qualitativo evidente, offrendo profondità e un punto di riferimento costante all’attacco dei campioni d’Italia. La sua rete è stata un manifesto delle sue qualità: un movimento secco per liberarsi della marcatura e una conclusione precisa, eseguita con la freddezza glaciale di un veterano. La sua prova è stata universalmente applaudita dai principali quotidiani sportivi, che oggi in edicola hanno celebrato il suo impatto devastante con voti eccellenti. Un inizio migliore era davvero impossibile da immaginare.

Corriere dello Sport 7,5: Ci sono debutti peggiori. Sì per la capacità di incidere subito, sì per il gol, ma soprattutto perché è sempre un’equazione non risolta per la difesa viola.

Il Mattino 7: Bravo e fortunato. Perché quando dopo due minuti sbaglia un gol già fatto arriva un rigore ad allontanare le sue nubi. Strappi, allunghi, corse verso la porta. Deve solo ritrovare la migliore condizione in fretta. Ma il movimento sul gol del raddoppio è bellissimo, roba da attaccante puro. Di quelli che ti svoltano la stagione.

Gazzetta dello Sport 7,5: Bentornato in Italia: fallisce da mezzo metro il tap-in vincente, poi raddoppia con una giocata da grande attaccante.

Tuttosport 8: Titolare a sorpresa si ripresenta in serie A con un gol da centravanti vero e sarà per questo che sembra già a suo agio nei meccanismi di Conte.

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Yildiz ascende, Zazzaroni: «Lo fa apposta! Da quando gli ho dato del giocatorino…»

Yildiz ascende, Zazzaroni: «Lo fa apposta! Da quando gli ho dato del giocatorino…». Così il direttore del Corriere dello Sport sul 10 della Juventus

Ivan Zazzaroni analizza così Juventus Inter nel suo editoriale per il Corriere dello Sport, soffermandosi in particolare su Kenan Yildiz.

«Sono convinto che Yildiz lo faccia apposta. Un anno fa gli diedi del giocatorino perché con quella 10 addosso non incideva come avrebbe dovuto e da mesi non fa altro che entrare nella partita fino a condizionarla, gli bastano poche giocate da fuoriclasse. Precisamente da marzo a oggi ha messo insieme sette gol e sei assist, come un vero 10 e la squadra se n’è accorta.

Contro l’Inter Kenan ha segnato il punto del 2-1 e servito Thuram per il 3-3 proprio nel momento in cui la squadra di Chivu sembrava avere la vittoria in pugno. Per questo gli dedico il fondo di una partita che di protagonisti ne ha avuti più di uno, quasi tutti in qualche modo legati: due turchi, Kenan, appunto, e Calhanoglu, autore di una splendida doppietta, i fratelli Thuram, un centro a testa, e infine quell’Adzic che la Juve strappò a Sartori, al Bologna, e che pensavo non potesse fare più parte del progetto.

Juve-Inter è stata a lungo a tema unico: la Juve dietro, attenta, compatta, quasi impenetrabile, e l’Inter impegnatissima a cercare un buco nel quale infilarsi per concludere. Il “metodo pallanuoto” – passaggi orizzontali da una parte all’altra del campo – non ha però dato frutti, non a caso due dei tre gol sono arrivati da fuori.

Tudor ha confermato di possedere il dna bianconero: tecnico pragmatico, non ideologico, come direbbe Velasco, ha tolto spazi di gioco all’Inter facendo rientrare tutti i suoi e colpito con un cinismo e un’efficacia bonipertiani. Gli ingressi di Openda, Cabal e Adzic quando la squadra era sotto di uno sono sembrati ai più incomprensibili: il campo ha dimostrato il contrario, premiando Igor.

La seconda sconfitta in tre gare fa aumentare le diffidenze del popolo interista nei confronti di Chivu. Diffidenze che non condivido: Cristian è perfettamente in grado di aggiustare le cose. Certo, un Lookman o un simil Lookman là davanti avrebbe dato una bella rinfrescata e nuove soluzioni alla squadra.

PS. A Yildiz ho riservato anche la copertina del Guerin Sportivo attualmente in edicola. Quando gliel’ho inviata in anteprima mi ha risposto con un cuore. Ha capito prima e meglio di tanti altri».

Milan, Allegri ha deciso: ecco la mossa che molti aspettavano. Lui titolare col Bologna!

Milan, Allegri ha deciso: ecco la mossa che molti aspettavano. Lui titolare col Bologna! Il tecnico si affida subito al suo fedelissimo

Nonostante le voci di una possibile gestione prudente dopo la sosta per le nazionali, il nuovo allenatore del Milan, Massimiliano Allegri, sembra pronto a scatenare la sua “artiglieria pesante” nella sfida di questa sera contro il Bologna. Come riportato anche da La Gazzetta dello Sport, che titola “Subito i due top. Rabiot-Modric e Loftus avanza”, l’undici rossonero si preannuncia stellare, con un centrocampo che fa sognare i tifosi.

L’assenza per squalifica di Rafael Leao e le condizioni non ottimali di Christian Pulisic, reduce da impegni con la nazionale americana e un lungo viaggio transoceanico, hanno spinto Allegri a non correre rischi. Nonostante il pieno recupero dal problema alla mano, l’americano non è ancora al 100% della forma, a differenza di Santiago Gimenez, che invece guiderà l’attacco rossonero fin dal primo minuto. La decisione, presa in accordo con il neo Direttore Sportivo Igli Tare, è quella di puntare subito sui giocatori più in forma e pronti per la battaglia.

L’attenzione maggiore è però rivolta al centrocampo, vero cuore pulsante del gioco di Allegri. Il tecnico livornese, che ha ereditato una squadra ricca di talento, ha deciso di affidarsi a due dei suoi uomini chiave: Adrien Rabiot e Luka Modric. Il centrocampista francese, Adrien Rabiot, è il grande protagonista di giornata: sarà schierato titolare per dare equilibrio e qualità alla mediana. La sua capacità di dettare i tempi, unita alla forza fisica e agli inserimenti in area, lo rendono un elemento indispensabile per la costruzione del gioco e la fase di non possesso. La sua intesa con Ruben Loftus-Cheeke Luka Modric sarà fondamentale per dominare il Bologna a centrocampo e creare superiorità numerica.

Allegri, in collaborazione con il DS Tare, ha dunque optato per una strategia audace, puntando sulla qualità assoluta dei suoi interpreti. Un segnale chiaro a tutto il campionato: il Milan non ha intenzione di nascondersi e vuole dimostrare fin da subito le proprie ambizioni scudetto. La sfida contro il Bologna sarà un banco di prova importante per testare le nuove geometrie e l’amalgama del gruppo, ma con un centrocampo di questa portata, i rossoneri possono guardare al futuro con ottimismo.

Thuram, la risata col fratello ha sorpreso l’Inter. E Serena attacca Marcus: bagarre sui social

Thuram, la risata col fratello ha sorpreso l’Inter. E Serena attacca Marcus: bagarre sui social per il comportamento del nerazzurro

n una cornice di tifo incandescente, il Derby d’Italia tra Inter e Juventus ha offerto una narrazione unica e profondamente personale: per la prima volta, i fratelli Marcus e Khephren Thuram si sono affrontati dal primo minuto, trasformando una delle sfide più sentite del campionato in un affare di famiglia. Questo duello inedito, giocato sotto gli occhi orgogliosi del padre Lilian, leggenda bianconera, ha aggiunto un ulteriore livello di complessità emotiva a una partita già carica di tensione.

Il primo a lasciare il segno è stato Marcus, l’attaccante dell’Inter, che ha sbloccato il risultato con un imperioso colpo di testa. Tuttavia, a colpire quasi quanto il gol è stata la sua reazione: un’esultanza misurata, quasi trattenuta. Un gesto di profondo rispetto nei confronti del padre e della sua gloriosa storia con la Juventus. Molti hanno interpretato questa sobrietà come una scelta consapevole, un modo per onorare la rete segnata per i propri colori senza mancare di riguardo al club che ha reso grande il nome dei Thuram. Come sottolineato dalla Gazzetta dello Sport, Marcus si è trovato a gestire un momento delicato, forse persino discusso in anticipo con gli amici, bilanciando la gioia professionale con il peso della tradizione familiare.

Se il primo tempo è stato segnato dal rispetto, nel finale di gara si è consumato un episodio più controverso. Mentre la partita viveva i suoi momenti più concitati, con Vasilije Adzic vicino a diventare l’eroe juventino, i due fratelli si sono ritrovati a metà campo. Marcus, mettendosi una mano davanti alla bocca, ha scambiato qualche parola con Khephren, il tutto accompagnato da un sorriso. Un’immagine che, seppur potenzialmente innocente, ha scatenato il malcontento di una parte dei tifosi interisti, che l’hanno interpretata come una mancanza di concentrazione in una fase cruciale del match.

Nonostante l’intervento del tecnico interista Cristian Chivu, che ha invitato a non creare polemiche inutili, la scena ha lasciato perplessi molti sostenitori e sorpreso la stessa società, abituata all’estrema professionalità del francese. La sfida tra i fratelli Thuram ha così arricchito il derby di una dimensione tanto umana quanto controversa, alimentando discussioni e dividendo le opinioni. Nel coro di voci social si è levata quella autorevole del doppio ex Aldo Serena che su X commenta: «E della vicenda dei fratelli Thuram sorridenti,cosa ne penso? Che le storie familiari sono belle sui quotidiani.Quando vai in campo la centralità deve essere quello per cui ti pagano: cercare di vincere e giocare bene e non lo scivolare verso un ulteriore narcisismo.Baresi docet».

Pioli: «Mi aspettavo di avere qualche punto in più. Avevo scelto Dzeko perché…»

Pioli: «Mi aspettavo di avere qualche punto in più. Avevo scelto Dzeko perché…». Le dichiarazioni del tecnico della Fiorentina

Stefano Pioli ha parlato dopo Fiorentina Napoli 1-3, queste le sue dichiarazioni a Sky Sport.

PARTITA – «Abbiamo cominciato male tutti e due i tempi. Questi avversari hanno ottimizzato al massimo i nostri errori, hanno forza e qualità. La squadra è stata brava perché non è stato semplice subire due goal subito. Abbiamo avuto le nostre occasioni. Certo che dobbiamo crescere e migliorare. Anche i nostri avversari hanno fatto errori ma non li abbiamo sfruttati». 

PRIMO BILANCIO – «Mi aspettavo di avere qualche punto in più ma la squadra, anche nella difficoltà, è stata squadra. Avevamo salvato clamorosamente il goal e poi il rigore era da evitare con più lucidità. Si cresce con gli errori ma ne abbiamo fatto qualcuno di troppo stasera. Alla fine noi abbiamo giocato e lottato ma loro sono stati più bravi nel particolare e nei dettagli. Sono situazioni che dovremo leggere meglio in futuro». 

SINGOLI – «Sohm ha fatto una buonissima partita. Aveva un duello con Anguissa che è molto forte. Ha lavorato bene e fatto una buona partita. Ho scelto Dzeko per dare più pressione. La strategia spesso è importante ma le partite cambiano in corso».

Sommer disastroso, i VOTI dei giornali: «Due gol sono ‘suoi’. C’è il sospetto che…»

Sommer disastroso, i VOTI dei giornali: «Due gol sono ‘suoi’. C’è il sospetto che…». Lo svizzero protagonista in negativo di Juventus Inter

Una serata da dimenticare, di quelle che rischiano di lasciare scorie pesanti per il futuro. Il Derby d’Italia tra Juventus e Inter, giocato in un’atmosfera incandescente, si è concluso con una sconfitta bruciante per i nerazzurri, e sul banco degli imputati è finito a sorpresa il portiere, Yann Sommer. L’esperto estremo difensore svizzero, solitamente un modello di affidabilità e sicurezza, è incappato in una di quelle partite storte che possono capitare, ma che pesano come un macigno quando avvengono in un big match di tale importanza.

Le sue incertezze sono state decisive nell’indirizzare la partita verso i bianconeri, trasformando quella che doveva essere una prova di forza in un pomeriggio da incubo. I gol subiti dalla lunga distanza, in particolare, hanno fatto storcere il naso a tifosi e addetti ai lavori, sollevando dubbi sulla sua reattività e concentrazione. L’eco della sua prestazione negativa risuona forte nei giudizi dei principali quotidiani sportivi italiani, che il giorno dopo non hanno usato mezzi termini per analizzare la sua partita. Le pagelle sono severe, i commenti impietosi, e tutti convergono su un punto: le sue responsabilità sui gol della Juventus sono state evidenti e pesanti.

Ecco nel dettaglio i voti e i giudizi dei tre maggiori quotidiani sportivi:

GAZZETTA DELLO SPORT, 4 – Due gol sono suoi, uno lo agevola sbagliando un appoggio in uscita. Il sospetto che possa diventare un problema cresce. Si scalda Martinez?

CORRIERE DELLO SPORT, 4 – Yildiz lo sorprende, Adzic gli piega le mani. Due gol così dalla lunga distanza non si possono prendere. Ha responsabilità pesanti.

TUTTOSPORT, 4,5 – Non può nulla sul primo e sul terzo gol dei bianconeri. Ha responsabilità invece sul secondo dove non mostra sufficiente reattività sulla frustata da 35 metri di Yildiz che, comunque, per effetto, velocità d’esecuzione e potenza rasentava una perfezione disumana. Decisamente lento sulla conclusione di Adzic che, di fatto, regala la vittoria alla squadra di Tudor.

Conte: «Abbiamo dominato, ma questa cosa non può succedere. Su Hojlund dico…»

Conte: «Abbiamo dominato, ma questa cosa non può succedere. Su Hojlund dico…». Le parole del tecnico azzurro dopo la Fiorentina

Antonio Conte ha commentato così a Sky la vittoria del suo Napoli al Franchi contro la Fiorentina.

PARTITA – «Abbiamo dominato, non possiamo andare in affanno come nel finale dopo il goal che abbiamo concesso. Quando giochi così le partite devono essere chiuse fino alla fine, l’ho detto ai ragazzi. Hojlund ha 22 anni, lo abbiamo preso dal Manchester United, secondo me ha un potenziale importante che può migliorare. Si vede che ha buonissime prospettive».

FIORENTINA – «Gli attaccanti devono tenere botta e poi cercare di attaccare lo spazio quando il campo è aperto. Tutti hanno fatto una prestazione attenta, abbiamo fatto giocare pochissimo la Fiorentina che ha patito la pressione che abbiamo esercitato. De Gea è stato bravo. La Fiorentina per 3 anni è arrivata in semifinale di Conference, 2 in finale, poi anche la Coppa Italia. Non sono bravini, sono bravi e sono attrezzati per il triplo impegno».

Il tecnico ha poi parlato anche a DAZN: «Molti ragazzi, finita la partita sta facendo lavoro di scarico. Noi quello che vogliamo fare è continuare a crescere e alzare l’asticella. Chiaramente siamo all’inizio, abbiamo introdotto tanti calciatori perché avevamo per forza la necessità di riempire la rosa e vogliamo avere quella mentalità. Chi è appena arrivato si sta adeguando. Abbiamo bisogno dei ragazzi nuovi. Saranno il presente. Le prestazioni di chi ha giocato per la prima volta sono state buone prestazioni».

DE BRUYNE – «Abbiamo cercato di trovare una soluzione un allenatore bravo deve trovare una soluzione. Lobotka e Anguissa e tutti i centrocampisti sono stati importanti nella vittoria dello scudetto. L’arrivo di De Bruyne faceva presupporre che dovesse andare via. Il ruolo di Kevin è perfetto: a lui piace la palla e fare movimento. Per quello che riguarda la pressione: anche lo scorso anno la facevamo, andavamo alti. Andando avanti con lo stesso gruppo e la stessa idea, pressare ti espone a dei rischi e gli altri giocano. Bisogna essere bravi. De Bruyne è un po’ il genio, stiamo cercando di ritagliargli un ruolo nuovo che sia congeniale a quello che ci può dare. Vede delle situazioni che difficilmente vedono altri».

CHAMPIONS E ANGUISSA – «Champions? Andremo da buoni alunni a studiare dai maestri sperando di superarli. Palla persa sul 3-0 su Anguissa? Dobbiamo stare sul pezzo fino alla fine. Non mi ha soddisfatto sicuramente la parte finale. Io voglio bene a tutti: sono un papà, loro sanno ciò che è positivo e cosa dobbiamo fare per migliorare».

Moviola Juventus-Inter: Thuram-Bonny? Gazzetta e CorSport danno interpretazioni diverse

Moviola Juventus Inter: Thuram-Bonny? Gazzetta e CorSport danno interpretazioni diverse sul discusso episodio che precede la staffilata di Adzic

Non poteva esserci Juventus Inter senza polemica arbitrale. Sui social si discute animosamente sull’episodio che ha preceduto il gol di Adzic: quel contatto tra Khephren Thuram e Bonny non reputato falloso dall‘arbitro Colombo, che viene promosso sia da La Gazzetta dello Sport sia dal Corriere dello Sport. Ma il secondo quotidiano avrebbe preferito l’OFR sull’episodio in questione.

GAZZETTA DELLO SPORT, 6 – Prima gara con la “Refcam”: vari i dialoghi («Rispetta il mio lavoro» dice Colombo a Marcus), il 2-2 con la visuale arbitrale, un faccia a faccia con Tudor. In campo: manca (15’) il giallo a McKennie su Calhanoglu, giusto invece non ammonire Kelly e Gatti (19’ e 29’), regolare l’1-0 (la perpendicolare della palla pare toccare la lunetta del calcio d’angolo). Corretto il giallo a Koop, giusto il fischio senza sanzione ad Acerbi su Vlahovic. Il 3-3 nasce da un fallo di Bastoni su Openda. Il 4-3 fa discutere: K. Thuram contende la palla a Bonny, il bianconero tocca il pallone e lievemente il piede dell’interista; in più, sfiora con la mano il viso del nerazzurro. Troppo poco per la revisione del gol di Adzic.

CORRIERE DELLO SPORT, 6.5 – Ad Andrea Colombo non è mancata di certo la personalità, è sempre al centro dell’azione e prende decisioni in maniera rapida. Introduce anche la Ref Cam in Italia. L’unico grande dubbio riguarda il contatto tra Khepren Thuram e Bonny qualche istante prima del 4-3 bianconero. Il centrocampista recupera palla, l’esterno nerazzurro rimane a terra, subito dopo arriva la rete di Adzic. Lo sguardo dell’arbitro è rivolto sul pallone, intercettato da Thuram, che però colpisce Bonny con la mano mentre cerca di prendere posizione. Dalla Ref cam si vede che Colombo è dietro ai due e non vede bene il colpo sul volto, di certo non è stato aiutato dal VAR. Tanti gol, ma poche situazioni da sottolineare. Sul 3-2 dell’Inter c’è un blocco regolare di Bastoni su Bremer, giusto anche il fallo fischiato ad Openda che porta al 3-3 bianconero. Mancano due gialli, uno per parte. Il primo su Gatti, che interrompe fallosamente un contropiede dell’Inter, il secondo su Acerbi, che trattiene Vlahovic.

Var: Mazzoleni 5,5 Valutato il peso dell’azione avrebbe dovuto consigliare l’on field review visto che l’arbitro era dietro ai due giocatori.

Le prime pagine sportive nazionali – 14 settembre 2025

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Calciomercato Milan: il “fattore Ibrahimovic” dietro il colpo Jashari? I dettagli

Calciomercato Milan: il “fattore Ibrahimovic” dietro il colpo Jashari? Tutti i dettagli e gli aggiornamenti

Il calciomercato estivo 2025, chiuso ufficialmente il 1° settembre, ha regalato al Milan un’operazione destinata a far parlare: l’arrivo di Ardon Jashari, centrocampista svizzero classe 2002, dal Club Brugge. Un trasferimento che porta la firma, inattesa ma decisiva, di Zlatan Ibrahimovic, oggi figura di spicco nella dirigenza rossonera.

Secondo quanto rivelato dall’esperto di mercato Matteo Moretto, le trattative tra Milan, Brugge e l’entourage del giocatore si erano arenate dopo settimane di negoziati. È stato allora che Ibrahimovic, ex attaccante simbolo del club e oggi dirigente con un ruolo strategico, ha deciso di intervenire personalmente.

Il momento chiave è arrivato quando Jashari, reduce da un allenamento, ha trovato sul proprio telefono un messaggio firmato proprio da Zlatan. Il contenuto resta riservato, ma l’impatto sul giovane talento è stato immediato. Questo gesto diretto evidenzia il nuovo peso di Ibrahimovic nelle scelte di mercato: pur con Igli Tare come direttore sportivo e Massimiliano Allegri in panchina, l’ex numero 11 svedese influenza in modo concreto la costruzione della rosa.

Jashari, regista moderno noto per visione di gioco, precisione nei passaggi e intelligenza tattica, rappresenta un rinforzo di qualità per il centrocampo milanista, colmando una lacuna evidenziata nella scorsa stagione. La sua scelta di vestire la maglia rossonera, nonostante l’interesse di altri top club europei, è la prova dell’efficacia del “fattore Ibrahimovic”.

L’operazione riflette un approccio rinnovato della dirigenza: non solo abilità tecniche, ma anche attenzione alla personalità e alla capacità di integrarsi in un gruppo vincente. Ibrahimovic, con la sua storia al Milan e la mentalità da leader, è l’ambasciatore ideale di questa filosofia.

Come confermato da Moretto, il ruolo di Zlatan non è meramente simbolico: insieme a Tare e Allegri forma un trio che sta plasmando il futuro del club. L’affare Jashari dimostra come, nel calcio moderno, le relazioni personali possano essere decisive quanto le trattative formali. A volte, un semplice messaggio può valere più di settimane di incontri.

Lazio, il dodicesimo uomo è il pubblico: la spinta che vale più di un acquisto

Lazio, che passione sugli spalti! Così i tifosi danno ossigeno alla società. E Lotito ha una boccata d’ossigeno…

In una stagione segnata da incertezze e priva di grandi colpi di mercato, la Lazio di Claudio Lotito – presidente dal 2004, figura spesso al centro di dibattiti e contestazioni – trova la sua forza non in un nuovo acquisto, ma nel sostegno instancabile dei propri tifosi. Descritti come “inguaribili romantici”, i sostenitori biancocelesti stanno offrendo una dimostrazione di amore incondizionato che travalica ogni logica sportiva ed economica.

Lo Stadio Olimpico di Roma, costantemente gremito, è diventato il vero valore aggiunto del club. In un momento di difficoltà, la presenza massiccia sugli spalti rappresenta una risorsa inestimabile, capace di incidere non solo sul morale della squadra ma anche sulle casse societarie.

Un capitale umano che vale oro

L’attuale stagione è priva dei ricchi introiti derivanti dalle competizioni europee e segnata da un mercato in uscita ridotto: le uniche cessioni di rilievo sono state quelle del difensore Nicolò Casale, centrale affidabile e di prospettiva, e dell’attaccante Arnaud Tchaouna, giovane talento offensivo. Con entrate limitate e in attesa di un main sponsor, l’unico vero “incasso extra” arriva dal cosiddetto capitale umano: i tifosi. Con la loro presenza e il loro entusiasmo, finanziano la speranza e mantengono viva la fiamma biancoceleste.

Passione oltre le contestazioni

Ciò che rende questo fenomeno ancora più sorprendente è il contesto. Nonostante un clima di contestazione costante nei confronti di Lotito – culminato in manifestazioni di dissenso nel cuore di Roma – la tifoseria ha saputo separare l’amore per la maglia dalle dinamiche societarie. Lo stadio pieno non è un segnale di approvazione verso la dirigenza, ma un atto di puro attaccamento ai colori.

Fedeltà senza garanzie

Senza certezze di successo, senza la prospettiva di rinforzi a gennaio e con un futuro ancora tutto da scrivere, i sostenitori biancocelesti hanno scelto di restare al fianco della squadra. La loro passione si traduce in un gesto concreto: esserci, sempre e comunque.

In un calcio sempre più dominato da logiche economiche e risultati immediati, la Lazio trova nel proprio pubblico un patrimonio che nessun bilancio può quantificare. Un capitale emotivo che, in questa stagione, vale più di qualsiasi acquisto.

Serie A, Lecce Cagliari: data, orario, info sui biglietti e tutti i dettagli

Serie A, Lecce Cagliari: data, orario, info sui biglietti e tutti i dettagli per il prossimo match dei rossoblù

Dopo la partita nella sfida odierna contro il Parma, il Cagliari Calcio guarda già al prossimo impegno di campionato: la trasferta sul campo del Lecce. Il match, valido per la 4ª giornata della Serie A 2025/26, è in programma venerdì 19 settembre alle ore 20:45 allo stadio Via del Mare.

La squadra allenata da Fabio Pisacane, ex difensore centrale rossoblù e oggi tecnico determinato a guidare il club verso una salvezza tranquilla, si prepara a una partita di grande importanza. Dopo un avvio di stagione altalenante, i sardi cercano punti preziosi per risalire la classifica e consolidare il morale del gruppo.

«L’U.S. Lecce comunica che a partire dalle ore 16:00 di lunedì 15 settembre 2025 sarà attiva la vendita dei biglietti validi per la gara del Campionato di Serie A Enilive 2025/2026 Lecce – Cagliari, in programma venerdì 19 settembre 2025 alle ore 20:45. Si raccomanda vivamente di raggiungere lo stadio con congruo anticipo (almeno 90 minuti prima dell’inizio della partita), evitando lunghe file che potrebbero anche pregiudicare la visione della partita fin dal suo inizio. Avvertenze:

Per l’acquisto dei tagliandi è necessario il possesso di documento di identità in cui si evinca la residenza del titolare del biglietto (la Patente di Guida non indica la residenza).

I minori fino a 6 anni di età compiuti o che compiranno 7 anni entro il 31/12/2024, avranno libero accesso senza diritto di posto assegnato (obbligo del tagliando dal compimento del 7° anno a partire dal 01/01/2025).

I soggetti minori aventi libero accesso senza diritto di posto assegnato dovranno essere muniti di valido documento d‘identità da esibire obbligatoriamente ai varchi di accesso a cura del soggetto maggiorenne responsabile della sorveglianza sul minore.

Si ricorda altresì che i minori di 14 anni non possono accedere all’interno dell’impianto se non accompagnati da un maggiorenne.»

Inter su Koné, ma la Roma fa muro: il prezzo del centrocampista francese può volare

Calciomercato, l’Inter tenta Koné ma la Roma lo dichiara incedibile: valore in crescita. Le ultimissime

Manu Koné, centrocampista francese classe 2001, è uno dei nomi più caldi del momento in casa Roma. Arrivato nella Capitale con grandi aspettative, l’ex Borussia Mönchengladbach ha rapidamente conquistato la fiducia di Gasperini, tecnico noto per la sua abilità nel valorizzare i giovani talenti. Le sue prestazioni nell’ultima stagione hanno attirato l’attenzione di diversi top club europei, tra cui l’Inter, che lo aveva inserito nella lista degli obiettivi durante la scorsa sessione estiva di calciomercato.

Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, in un primo momento la dirigenza giallorossa aveva valutato l’ipotesi di una cessione per generare una plusvalenza utile al bilancio e al rispetto dei parametri del fair play finanziario. La valutazione iniziale si aggirava intorno ai 45 milioni di euro, cifra comunque ritenuta insufficiente per privarsi del giocatore. Con il passare delle settimane, però, la posizione della Roma è cambiata radicalmente: oggi Koné è considerato un elemento “intoccabile” a Trigoria.

Il valore di mercato e la prospettiva Mondiali

Il centrocampista, dotato di grande fisicità, eccellente capacità di recupero palla e visione di gioco, è diventato un pilastro della mediana giallorossa. Con l’avvicinarsi dei prossimi Mondiali, il suo valore potrebbe crescere ulteriormente, arrivando a sfiorare i 60 milioni di euro qualora si imponesse come protagonista con la nazionale francese.

Il futuro in giallorosso

Nonostante l’interesse dell’Inter e di altri club europei, la Roma appare determinata a blindare il suo talento. Gasperini lo considera un elemento chiave per il presente e il futuro della squadra, capace di garantire equilibrio e qualità nella costruzione del gioco. La crescita di Koné negli ultimi mesi è stata evidente, e il suo rendimento lo ha già consacrato come uno dei migliori giovani centrocampisti della Serie A.

Inter e concorrenza europea

L’Inter, pur restando vigile, dovrà fare i conti con una concorrenza sempre più agguerrita. Se il rendimento di Koné continuerà su questi livelli, non è escluso che nei prossimi anni possano arrivare offerte irrinunciabili. Per ora, però, la Roma non ha alcuna intenzione di privarsi di quello che potrebbe diventare uno dei protagonisti assoluti del calcio europeo.

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Calciomercato Milan, svelato il retroscena con la Roma: nel mirino non solo Gimenez. Tutti i dettagli e le ultime

La scelta di Massimiliano Allegri, allenatore toscano noto per la sua capacità di gestire spogliatoi complessi e di valorizzare giovani talenti, di affidare un ruolo chiave a Davide Bartesaghi rappresenta un segnale forte e chiaro: il Milan guarda al futuro con decisione.

Bartesaghi, difensore classe 2005 cresciuto nel vivaio rossonero, si trova ora di fronte a una sfida importante. Il suo compito non sarà semplice, considerando la concorrenza interna di alto livello. Nella stessa posizione gioca infatti Pervis Estupiñán, terzino sinistro ecuadoriano classe 1998, già affermato a livello internazionale grazie alle sue esperienze in Premier League e con la nazionale del suo Paese.

Opportunità e crescita personale

In un contesto così competitivo, per Bartesaghi si aprono opportunità preziose per maturare sia dal punto di vista tecnico che mentale. Allegri, che in passato ha dimostrato di saper lanciare giovani senza bruciarli, seguirà da vicino la sua crescita. L’obiettivo è permettergli di acquisire esperienza gradualmente, fino a diventare un elemento stabile nelle gerarchie della squadra.

Il giovane difensore dovrà dimostrare costanza, impegno e capacità di adattamento. Se saprà cogliere le occasioni che gli verranno concesse, potrà ritagliarsi uno spazio sempre più rilevante, contribuendo alla solidità difensiva del Milan.

La strategia “linea verde” del Milan

Questa scelta si inserisce in una strategia più ampia del club: puntare su una linea verde che unisca prospettiva e sostenibilità. L’obiettivo è costruire una rosa competitiva non solo per il presente, ma anche per il medio-lungo termine, riducendo la dipendenza dal mercato e valorizzando il settore giovanile.

Il Milan, storicamente legato a cicli vincenti costruiti su basi solide, sembra voler ripercorrere quella filosofia. Affidarsi a un talento come Bartesaghi significa investire in un progetto tecnico che mira a coniugare risultati immediati e crescita futura.

Con Allegri alla guida e un mix di esperienza e gioventù in campo, i rossoneri puntano a consolidare la propria posizione ai vertici del calcio italiano ed europeo.

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