Pagina 658 – Calcio News 24

Moviola Milan-Bologna: Gazzetta dura con Marcenaro… 4 in pagella

Moviola Milan Bologna: Gazzetta dura con Marcenaro… 4 in pagella. A pesare sull’operato dell’arbitro e la mancata concessione di un penalty

L’edizione odierna della Gazzetta dello Sport ha acceso un faro sugli episodi arbitrali che hanno segnato l’incontro di Serie A tra Milan e Bologna, terminato con un sofferto 1-0 a favore dei rossoneri. La partita, valida per la terza giornata di campionato, ha lasciato dietro di sé una scia di polemiche, focalizzandosi in particolare su un episodio che ha visto protagonista il VAR e l’arbitro Marcenaro, che prende 4 in pagella.

Il momento clou, analizzato minuziosamente dal quotidiano sportivo, si è verificato al 40’ minuto del secondo tempo. L’arbitro Marcenaro ha inizialmente assegnato un calcio di rigore al Diavolo, rilevando un fallo di Freuler su Nkunku. La decisione, tuttavia, è stata messa in discussione dall’intervento del VAR, gestito da Fabbri. Dopo essere stato richiamato al monitor per una revisione, Marcenaro ha incredibilmente annullato la sua precedente decisione.

Ciò che ha sollevato le critiche più aspre da parte della Gazzetta è il fatto che, durante l’analisi, non sia stato considerato un precedente contatto tra Lucumi e Nkunku. Secondo l’analisi del giornale, ci sarebbe stata una netta spinta di Lucumi(accompagnata da un contatto basso) sul giocatore francese, un’azione che avrebbe giustificato non solo il rigore ma anche il cartellino rosso per il difensore del Bologna. L’episodio ha quindi lasciato una profonda sensazione di ingiustizia e ha riaperto il dibattito sull’uso e l’efficacia della tecnologia in campo. Il mancato rigore e la potenziale espulsione avrebbero potuto cambiare radicalmente l’andamento del match.

Sarri scuro in volto al Mapei: fuga nella macchina di Fabiani dopo Sassuolo-Lazio. Cosa è successo

Sarri scuro in volto al Mapei: fuga nella macchina di Fabiani dopo Sassuolo-Lazio. Cosa è successo e perché il tecnico era arrabbiato

Un silenzio che fa più rumore di mille parole. La reazione di Maurizio Sarri dopo la sconfitta della sua Lazio al Mapei Stadium contro il Sassuolo va ben oltre la semplice delusione per un risultato negativo. Dietro la comunicazione ufficiale del club, che ha giustificato la sua assenza per improvvisi “motivi familiari”, si cela in realtà una rabbia profonda e un’insoddisfazione cocente per la prestazione offerta dalla squadra, un sentimento che l’allenatore non ha voluto nascondere.

Come confermato anche dall’edizione odierna de Il Messaggero, il “Comandante” è apparso nervoso e scuro in volto sin dal triplice fischio. In un gesto plateale e inusuale per i protocolli del post-partita, Sarri ha disertato ogni impegno mediatico: niente interviste a caldo, nessuna conferenza stampa. Ha immediatamente lasciato lo stadio salendo in auto con il direttore sportivo Angelo Fabiani, un segnale chiaro che la discussione era già iniziata ai piani alti. Il quotidiano riporta anche un dettaglio del viaggio di ritorno, un breve “pit stop” a Castelfranco, forse un momento per sbollire la tensione prima del rientro nella Capitale.

L’abbandono del Mapei Stadium non è stata una fuga, ma una dichiarazione d’intenti. Sarri ha scelto il silenzio per manifestare il suo disappunto totale, rimandando ogni analisi a un momento più lucido e, soprattutto, a una sede ufficiale. L’attesa ora è tutta per l’intervento previsto per oggi a mezzogiorno, quando il tecnico parlerà ai canali del club. Sarà quella l’occasione in cui, senza filtri, esprimerà la sua disamina sulla prestazione e, con ogni probabilità, lancerà un messaggio forte e diretto alla squadra, chiamata a una reazione immediata dopo una serata da dimenticare.

Roma ko, Zazzaroni: «Curioso di capire cosa si inventerà Gasperini, a metà settembre non si può ancora rimpiangere Sancho»

Roma ko, Zazzaroni: «Curioso di capire cosa si inventerà Gasperini, a metà settembre non si può ancora rimpiangere Sancho». Il commento

Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, commenta così la sconfitta interna della Roma contro il Torino.

Parto dalle parole pronunciate sabato da Gasperini: «Centro sportivo e pubblico da Champions, sul resto dobbiamo lavorare». Parecchio.

Il resto è una Roma i cui soli dispensatori di qualità si chiamano Paulo Dybala, che ieri ha giocato non bene e solo un tempo da attaccante più o meno centrale e che nelle due precedenti occasioni aveva rappresentato degnamente Enel energia, e – per stessa ammissione dell’allenatore – Lorenzo Pellegrini che la partita col Toro l’ha vista per intero dalla panchina abbracciando e incoraggiando chi di volta in volta usciva dal campo.  

Ha buoni numeri Mati Soulé, ma non è ancora in grado di prendere per mano una squadra del genere. 

Il resto è innanzitutto una Roma sotto schiaffo dell’Uefa, come è stato spiegato in tutte le salse e a più voci, pertanto Gasperini deve fare con quello che ha trovato, anche se non è molto. Soprattutto davanti. 

Quando si parla di attaccanti, infatti, il livello si misura anche, se non soprattutto, dalla precisione al tiro: ieri su ventidue tentativi nessuno ha interessato la porta di Israel. Nemmeno nei dieci minuti finali quando la squadra ha cercato il pareggio con maggiore convinzione e tanta confusione. 

Stimando infinitamente Gasperini da una vita, sono curioso di vedere come e cosa riuscirà a inventarsi per restituire valore e occasioni a Dovbyk e sfruttare il piede e la visione di gioco di Pellegrini. 

Non ho dubbi sul fatto che il gruppo lo segua: tutti stanno dando tutto, non c’è un solo giocatore che non si impegni e tenti di rispettare le indicazioni ricevute. Il risultato però non si può considerare all’altezza di una squadra che ha enormi necessità. 

A metà settembre non ha più senso rimpiangere Rios, Fabio Silva e Sancho: qualcosa in più potrà dare forse Bailey. E serve pochissimo anche ricordare che Hermoso, Baldanzi, Dovbyk e lo stesso Pellegrini non rientravano nei piani dell’allenatore, mentre ora sono risorse alla quali attingere. 

PS. Il migliore della Roma e, nel ruolo, dell’intero campionato resta Svilar: non sbaglia una partita, porta punti. 

Italiano: «Affrontate tre squadre fortissime, i nuovi devono inserirsi. C’è tempo e un percorso»

Italiano: «Affrontate tre squadre fortissime, i nuovi devono inserirsi. C’è tempo». Le dichiarazioni del tecnico del Bologna

Il tecnico del Bologna Vincenzo Italiano ha parlato ai microfoni di DAZN, dopo la sfida esterna persa per 1-0 sul campo del Milan.

CIRCOLAZIONE LENTA – «C’è tempo per il percorso, l’ho detto anche ai ragazzi. Il primo tempo non mi è dispiaciuto, siamo riusciti ad entrare 3/4 volte. Nel secondo mi aspettavo ancora quel cambio di passo, dobbiamo lavorare sull’inserimento dei nuovi, sul ritmo e sulla velocità della palla. Abbiamo creato, ma siamo all’inizio e vedo margini. Quello che conta di più è inserire i nuovi».

POCHE CONCLUSIONI – «Sapevamo del blocco basso del Milan e che avremo avuto tanto la palla, ma non siamo stati veloci a cambiare fronte come siamo abituati. Non abbiamo quasi mai isolato Orso e Cambiaghi nell’uno contro uno. Ci manca brillantezza e ritmo, dobbiamo crescere sotto tutti i punti di vista e rimango fiducioso. Lavoreremo e questo lo sappiamo».

ASSENZA ODGAARD – «Nel momento in cui andavamo a riempire l’area, ha fatto tanti gol. Siamo capaci di essere più arrembanti e lui ha portato tante soluzioni quando si è sbloccato. Crescerà anche lui, è reduce da un intervento e quando rientrerà in condizione ritroveremo il vero Jens».

1 GOL IN 3 PARTITE – «E’ un fatto dato dall’aver incontrato tre squadre fortissime e dal fatto che possiamo fare meglio in avanti. Che sia da spunto per tornare ad essere quelli che riusciamo ad essere quando lavoriamo in un certo modo. Cercheremo di ripartire più forti di quello che abbiamo fatto vedere stasera».

Risata Thuram: Marcus ha dato spiegazioni all’Inter. Ecco cosa ha detto al fratello

Risata Thuram: Marcus ha dato spiegazioni all’Inter. Ecco cosa ha detto al fratello in occasione del quarto gol della Juventus

Emergono nuove significative ricostruzioni sul Derby d’Italia di sabato scorso, vinto per 4-3 dalla Juventus contro l’Inter e in particolare sull’episodio che ha fatto il giro dei social. Sotto i riflettori è finito il dialogo surreale tra i fratelli Marcus e Khéphren Thuram, con il padre Lilian a osservare dalla tribuna dello Stadium. Il momento chiave è l’attesa per la decisione del VAR sul gol di Adzic, viziato da un presunto fallo di Khéphren su Bonny. Mentre l’arbitro attendeva indicazioni, Marcus si sarebbe avvicinato al fratello bianconero, dicendogli bonariamente – secondo la Gazzetta: «Dai, dillo all’arbitro che hai fatto fallo!».

Questo scambio di battute, accompagnato da sorrisi, ha sollevato un polverone nell’ambiente nerazzurro, scivolato a meno sei dalla vetta. Come ricostruito dalla Gazzetta dello Sport, ieri ad Appiano Gentile c’è stato un confronto tra la dirigenza, lo staff e l’attaccante francese. La giustificazione fornita da Thuram, tuttavia, ha convinto pienamente tutti, compreso l’allenatore dell’Inter. Il tecnico, già nel dopogara, aveva cercato di smorzare i toni: «Non fate sempre polemica, non è un bene per nessuno».

Il caso è quindi rientrato. La società ha deciso di non prendere alcun provvedimento disciplinare nei confronti del suo attaccante. Marcus Thuram, che aveva terminato la sfida con la Juventus accusando dei crampi, ha recuperato e non presenta problemi muscolari. Sarà dunque regolarmente convocato e a disposizione per l’importante trasferta di mercoledì sera ad Amsterdam, dove l’Inter affronterà l’Ajax in Champions League.

Allegri: «Salvato dalla giacca. Modric meraviglioso, riesce a capire un minuto prima dove…»

Allegri: «Salvato dalla giacca. Modric meraviglioso, riesce a capire un minuto prima dove…». Le dichiarazioni del tecnico del Milan

Il Milan festeggia la sua prima vittoria casalinga in campionato, battendo il Bologna 1-0 a San Siro e ottenendo il secondo successo consecutivo. A decidere la partita è un gol che regala tre punti preziosi ai rossoneri. La squadra di casa è stata anche sfortunata, colpendo ben quattro pali nel corso del match. Nel finale, gli animi si sono accesi per un rigore inizialmente concesso e poi tolto dal VAR, un episodio che ha provocato la furiosa reazione del tecnico del Bologna, espulso dall’arbitro. A fine gara, Massimiliano Allegri ha commentato l’accaduto ai microfoni di DAZN.

MODRIC – «Luka è un giocatore straordinario, è un piacere vederlo giocare e soprattutto è un ragazzo veramente umile, da campione qual è. E’ meraviglioso, sa dove finisce la palla un minuto prima, poi è straordinario. Oggi tutti i ragazzi hanno fatto una grande partita, era importante vincere in casa non subendo goal. Nei momenti difficili la squadra è rimasta compatta: in quei momenti è importante non disunirsi e lasciarli passare».

GIMENEZ – «Ha corso molto, si è dato da fare e ha pressato. Ha avuto due-tre occasioni importanti, è vero, ma ci è arrivato poco lucido dopo tutto il lavoro che ha fatto per la squadra. E’ un bravo ragazzo, è stato molto bravo anche tecnicamente: sono molto contento».

CRESCITA – «E’ un gruppo di ragazzi straordinari, lavorano duro, non si lamento: abbiamo l’obiettivo insieme alla società di tornare a giocare la Champions League. Dobbiamo migliorare, non dobbiamo esaltarci, bisogna continuare a migliorare sul piano del gioco, ma bisogna dire che i ragazzi stanno facendo molto bene. Lavoriamo tutti i giorni per migliorarci tutti i giorni».

ESPULSIONE – «Niente di che, c’è stato l’episodio del rigore e in quel momento lì ho avuto da ridire con il quarto uomo e per fortuna la giacca mi ha salvato».

Le prime pagine sportive nazionali – 15 settembre 2025

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Inter già in crisi dopo tre giornate? Chivu sotto pressione, Sommer nel mirino

Inter in crisi dopo tre giornate? Chivu sotto pressione, Sommer nel mirino. Le ultimissime sui nerazzurri

Dopo appena tre giornate di Serie A 2025/26, l’Inter si trova già in una situazione delicata. Due sconfitte consecutive hanno fatto scivolare i nerazzurri a sei punti di distanza da Juventus e Napoli, complicando la corsa scudetto sin dalle prime battute. A peggiorare il quadro, incombe l’esordio in Champions League contro l’Ajax, un appuntamento che potrebbe già rivelarsi decisivo per il futuro della squadra.

Al centro delle attenzioni c’è Cristian Chivu, tecnico rumeno ed ex difensore dell’Inter, chiamato a un immediato riscatto. Come sottolinea La Repubblica, la domanda è chiara: riuscirà Chivu a “uscire dall’angolo” e a invertire la rotta dopo un avvio così complicato? La pressione cresce e le prossime due partite — la trasferta europea ad Amsterdam e la sfida casalinga contro il Sassuolo — potrebbero determinare la sua permanenza sulla panchina nerazzurra.

Il problema della tenuta mentale

Secondo l’analisi del quotidiano, la principale criticità dell’Inter è di natura psicologica: la squadra fatica a mantenere concentrazione e concretezza per tutti i 90 minuti. Un difetto che si trascina dal finale della scorsa stagione e che non è stato risolto nemmeno durante la pausa per il Mondiale disputato negli Stati Uniti. Le amnesie difensive, le giocate leziose e i cali di attenzione sono diventati un filo conduttore delle recenti prestazioni. La Juventus di Igor Tudor ha saputo approfittarne, capitalizzando ogni errore e imponendosi in un match in cui l’Inter ha perso lucidità nei momenti chiave.

Sommer in discussione, Martínez scalpita

Un altro nodo riguarda Yann Sommer, portiere svizzero classe 1988, arrivato la scorsa stagione dal Bayern Monaco. La sua prova allo Stadium è stata al di sotto delle aspettative, con un errore decisivo sul gol bianconero. La Repubblica parla di una versione “crepuscolare” del numero uno nerazzurro, e in società cresce il dibattito su un possibile cambio tra i pali.

Il candidato è Josep Martínez, giovane estremo difensore spagnolo classe 1998, prelevato dal Genoa un anno fa. La sensazione è che il ricambio generazionale non possa più essere rimandato e che il momento della sua occasione sia vicino.

Con due sfide cruciali all’orizzonte, l’Inter si gioca molto più di tre punti: in ballo c’è la credibilità del progetto tecnico e la tenuta di un gruppo che deve ritrovare identità e fiducia.

Adzic Juve, dal quasi addio al gol decisivo nel Derby d’Italia. Tutti i dettagli

Adzic Juve, dal quasi addio al gol decisivo nel Derby d’Italia. Tutti i dettagli sull’uomo del momento in casa bianconera

Un gol che vale una stagione. Vasilije Adzic, trequartista montenegrino classe 2006, ha deciso il Derby d’Italia tra Juventus e Inter con una prodezza che resterà nella memoria dei tifosi bianconeri. Eppure, fino a poche settimane fa, la sua storia a Torino poteva prendere una piega completamente diversa. Come rivelato dal giornalista esperto di calciomercato Fabrizio Romano, il giovane talento era a un passo dal trasferirsi in prestito al Palermo.

Il retroscena di mercato: Palermo e Lecce sulle sue tracce

Durante le ultime ore della sessione estiva, diversi club avevano bussato alla porta della Juventus per assicurarsi Adzic. In prima fila c’era il Palermo di Filippo Inzaghi, ex bomber di Milan e Nazionale, oggi allenatore dei rosanero, che aveva individuato nel fantasista montenegrino il rinforzo ideale per la Serie B. L’operazione era praticamente definita, ma non è mai arrivata la firma. Prima ancora, anche il Lecce aveva effettuato sondaggi concreti.

La scelta della Juventus e la fiducia di Tudor

La svolta è arrivata con la decisione della Juventus di trattenere il ragazzo. Il tecnico Igor Tudor, ex difensore bianconero e allenatore dal carattere deciso, ha visto in Adzic qualità tecniche e personalità fuori dal comune. «Abbiamo iniziato a lavorare su di lui da subito», ha dichiarato Tudor, sottolineando l’impegno e la professionalità mostrati dal giovane in allenamento.

Dal rischio alla consacrazione

Restare a Torino poteva sembrare un azzardo per un diciottenne in cerca di minuti. Invece, Adzic ha sfruttato ogni occasione per mettersi in mostra, conquistando la fiducia dello staff tecnico. La sua rete contro l’Inter non è solo un episodio da copertina, ma il simbolo di un carattere forte e di un talento cristallino. Come evidenziato da Romano, è il gol di un giocatore con una personalità già matura, capace di incidere nei momenti più importanti.

Un nuovo eroe per la Vecchia Signora

Oggi la Juventus si gode il suo nuovo gioiello. In pochi mesi, Adzic è passato dall’essere un possibile rinforzo per la Serie B a diventare il match-winner della partita più attesa del campionato. Una favola calcistica che, senza la scelta coraggiosa del club e del suo allenatore, forse non sarebbe mai stata scritta.

Pagelle Milan Bologna, TOP e FLOP del match di Serie A

I voti, i top e i flop del match valido per la 3ª giornata del campionato di Serie A 2025/26: pagelle Milan Bologna

I voti, i TOP e i FLOP del match valido per la 3ª giornata del campionato di Serie A 2025/2026: pagelle Milan Bologna.

VOTI:


Pagelle Milan Bologna: Modric incanta, Gimenez spreca. Male Orsolini, bene Saelemaekers

Il match tra Milan e Bologna ha regalato emozioni e spunti interessanti, con protagonisti che hanno brillato e altri che hanno deluso. Ecco le pagelle Milan Bologna, con voti e analisi dei singoli.

Le pagelle del Milan

Maignan 6 – Qualche incertezza in fase di impostazione, poi esce per infortunio muscolare.
(Dal 56’ Terracciano 6) – Entra con personalità e gestisce bene la fase difensiva.
Tomori 6 – Gara solida, ma rischia grosso con un intervento al limite.
Gabbia 6 – Regala un brivido a Maignan con un retropassaggio pericoloso.
Pavlovic 6 – Non impeccabile, ma si propone spesso (dal 46’ De Winter 6).
Saelemaekers 6,5 – Lotta su tutta la fascia e firma l’assist perfetto per Modric.
Fofana 6 – Grinta e corsa, ma poca precisione in rifinitura.
Modric 7,5 – Il migliore nelle pagelle Milan Bologna: prende in mano la squadra, segna e incanta San Siro.
Rabiot 6,5 – Esordio convincente, con inserimenti e ordine.
Estupinan 6 – Alterna buone sortite offensive a difficoltà difensive. Sfortunato sul palo (dal 65’ Ricci 6,5).
Loftus-Cheek 6,5 – Dinamico e generoso. Si vede spesso in appoggio all’attacco (dal 65’ Pulisic 6,5).
Gimenez 5 – Il peggiore nelle pagelle Milan Bologna: sciupa tre occasioni clamorose e colpisce il palo a porta vuota.
(Dall’85’ Nkunku 6,5) – Entra bene, si procura un rigore poi annullato dal VAR.

Top e flop del Bologna

Skorupski 6 – Attento su Gimenez, sbaglia qualche uscita coi piedi.
Heggem 5,5 – Grave errore in avvio che poteva costare caro.
Lykogiannis 5,5 – Si fa sorprendere da Saelemaekers nell’azione decisiva.
Orsolini 5 – Impalpabile. Non sfrutta la superiorità su Estupinan ammonito.
Fabbian 5 – In ritardo su Modric nell’azione del gol: errore decisivo.


Moviola Milan Bologna, l’episodio chiave del match di Serie A

Moviola Milan Bologna, l’episodio arbitrale chiave del match valido per la 3ª giornata del campionato di Serie A 2025/26

L’episodio chiave della moviola del match Milan Bologna, valido per la 3ª giornata della Serie A 2025/26. Dirige la sfida l’arbitro Marcenaro.

4′ – Subito primo episodio: Tomori lancia Rabiot che duella con Heggem al limite dell’area: Marcenaro punisce il francese

10′ – Primo giallo del match all’indirizzo di Estupinan che ferma Castro lanciato in contropiede

14′ – Segna Cambiaghi, ma il giocatore partiva da chiaro fuorigioco

18′ – Ammonito anche Tomori per un brutto fallo su Cambiaghi

24′ – Milan a un passo dal vantaggio: palo di Estupinan

45′ – Palo di Gimenez

45′ – Ammonito anche Saelemaekers

46′ – Comincia il secondo tempo con De Winter per Pavlovic

55′ – Si fa male Maignan, entra Terracciano

61′ – GOL DEL MILAN! Segna Modric, alla prima rete in rossonero

68′ – Palo di Ricci

73′ – Primo ammonito nel Bologna, Miranda

76′ – Ricci chiede un tocco di mano di Lucumi in area, ma il movimento del difensore è congruo

77′ – Gran numero di Pulisic che poi cade in area: Marcenaro fa proseguire

85′ – Marcenaro assegna un rigore al Milan ma dopo controllo VAR cambia decisione

89′ – Allegri protesta in maniera veemente dopo la decisione del VAR e viene espulso

Cremonese, De Siervo elogia Nicola: «Ha dato una grande identità. Mi ha stupito quella cosa»

Cremonese protagonista: Davide Nicola allenatore del mese di agosto in Serie A

L’inizio di stagione della Cremonese è stato tra i più sorprendenti e brillanti dell’intera Serie A, e il riconoscimento ufficiale per questo exploit non si è fatto attendere. Davide Nicola è stato nominato allenatore del mese di agosto, grazie al percorso impeccabile compiuto finora dalla sua Cremonese, capace di conquistare il punteggio pieno nelle prime giornate di campionato. Un risultato che ha attirato l’attenzione degli addetti ai lavori e della Lega Serie A, che ha voluto premiare non solo i risultati, ma anche la qualità del gioco espresso.

Il merito, come sottolineato dall’amministratore delegato della Lega Serie A, Luigi De Siervo, va in larga parte alla mentalità instillata da Nicola fin dal primo giorno. «Una partenza a punteggio pieno, un calcio sfrontato e convincente e la voglia di stupire ancora: sono questi gli ingredienti dell’inizio stagione firmato Nicola», ha dichiarato De Siervo. Il tecnico è riuscito a trasformare la Cremonese in una squadra solida, ambiziosa e difficile da affrontare, sia tra le mura amiche che in trasferta.

L’approccio tattico scelto da Nicola per la sua Cremonese si è distinto per intensità, aggressività e coraggio. La squadra gioca un calcio moderno, fatto di pressing alto, verticalizzazioni rapide e coinvolgimento collettivo. Non è un caso che le prestazioni più convincenti siano arrivate anche in contesti difficili, come quello di San Siro, dove la Cremonese ha affrontato l’avversario a viso aperto, con grande personalità.

Ciò che colpisce maggiormente è l’atteggiamento con cui la Cremonese affronta ogni partita: mai rinunciatario, sempre propositivo. Un tratto distintivo che riflette la filosofia di Nicola, basata su lavoro costante, cura dei dettagli e un rapporto diretto e motivante con il gruppo squadra. La Cremonese non è solo una sorpresa del campionato, ma una realtà concreta, che ha saputo costruire la propria identità tecnica e mentale.

Se il buongiorno si vede dal mattino, per la Cremonese e il suo allenatore questa stagione potrebbe regalare soddisfazioni importanti. Con un impianto di gioco solido e un gruppo unito, la squadra grigiorossa sembra pronta a giocarsi le sue carte con determinazione.

Sarri, silenzio stampa da parte del tecnico della Lazio. Ecco perché

Le dichiarazioni di Sarri dopo quella che è stata la partita di Serie A Sassuolo Lazio

Silenzio stampa da parte dell’allenatore biancoceleste Sarri: ecco l’indiscrezione comunicata dalla Lazio stessa.

Ai microfoni ci sará Marco Ianni, allenatore in seconda. Il mister Sarri per motivi familiari è gia andato via dallo stadio. Per i giocatori ci sarà Zaccagni

Sassuolo Lazio, le dichiarazioni di Grosso nel post gara

Le dichiarazioni di Grosso dopo quella che è stata la partita di Serie A Sassuolo Lazio

Ai microfoni di DAZN, l’allenatore Grosso ha voluto rilasciare qualche dichiarazione su Sassuolo Lazio di Serie A.

PAROLE – «Per ottenere un buon risultato oggi, era necessario disputare una grande partita, e ci siamo riusciti. La Lazio è un avversario di alto livello, ma abbiamo risposto presente, quindi complimenti a tutti i ragazzi: non era una sfida semplice. Matic ci dà grande supporto, ci aiuta tantissimo, è un giocatore straordinario. Sono contento di averlo al mio fianco per far crescere i tanti giovani che compongono questa squadra.”“Le partite si decidono spesso per piccoli particolari: se Muric non avesse fatto quella parata, forse alla fine avremmo perso. Abbiamo delle qualità che dobbiamo avere il coraggio di esprimere in campo. Siamo stati bravi a difenderci quando serviva e a uscire fuori nel momento giusto».

Pisa Udinese, le dichiarazioni di Gilardino nel post gara

Le dichiarazioni di Gilardino dopo quella che è stata la partita di Serie A Pisa Udinese

Ai microfoni di DAZN, l’allenatore Gilardino ha voluto rilasciare qualche dichiarazione su Pisa Udinese di Serie A.

PAROLE – «Potevamo subito andare avanti con Meister. L’Udinese però ci ha messo in difficoltà ed è andata in gol – ha dichiarato il tecnico del Pisa -. Noi abbiamo avuto 6-7 situazioni per poter pareggiare ma ci è mancato qualcosa”. “Segnali importanti sono arrivati poi dal secondo tempo – ha aggiunto -. Nella ripresa ho liberato Tramoni da vincoli tattici, ma dobbiamo crescere e lavorare”. “L’Udinese è una squadra forte – ha continuato -. Non avevamo le distanze giuste e loro sono stati bravi. Dobbiamo trovare la forma fisica migliore, a Stens e ad altri ragazzi serve minutaggio e un livello di allenamento alto durante la settimana».

Runjaic, le dichiarazioni del tecnico bianconero dopo Pisa Udinese

Le dichiarazioni di Runjaic dopo quella che è stata la partita di Serie A Pisa Udinese

Ai microfoni di DAZN, l’allenatore Runjaic ha voluto rilasciare qualche dichiarazione su Pisa Udinese di Serie A.

PAROLE – «Il Pisa è una buona squadra. Dovevamo chiuderla subito e poi abbiamo sofferto. Nella ripresa ha inciso il caldo, soprattutto nel finale. È un successo molto importante. Dobbiamo stabilizzarci. Il Pisa ha messo in difficoltà anche la Roma e quindi per noi è un successo davvero prezioso anche in ottica futuro. Siamo un ottimo gruppo con bravi giocatori. Dobbiamo avere maggiore concretezza nel possesso ma è importante anche vincere con una buona difesa”.
E ancora: “Come previsto è stata una partita dura. Nel primo tempo abbiamo segnato ed avuto l’occasione di fare il secondo gol. Nella ripresa invece è stata una partita di combattimento.
Bravo aveva fatto gol con la Spagna under 21 durante la pausa, ha grande qualità, sta crescendo. Si è meritato questa possibilità.
Zaniolo non ha giocato con regolarità in passato. Sappiamo che ha grande qualità, deve trovare la condizione ottimale ma siamo qui per permetterglielo.
Sarà difficile per tanti fare punti qui a Pisa, sono molto felice. 
Europa? Pensiamo solo alla prossima che sarà una grande partita in casa contro il Milan
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Formazioni ufficiali Milan Bologna, le scelte in vista del match

Formazioni ufficiali Milan Bologna, le scelte in vista del match tra rossoblu e rossoneri. Il punto

Oggi la sfida valida per la terza giornata di Serie A Milan Bologna. Ecco gli schieramenti del match.

MILAN (3-5-1-1): Maignan; Tomori, Gabbia, Pavlovic; Saelemaekers, Fofana, Modric, Rabiot, Estupiñan; Loftus-Cheek; Gimenez. Allenatore: Massimiliano Allegri.

BOLOGNA (4-2-3-1): Skorupski; Zortea, Vitik, Lucumi, Miranda; Freuler, Ferguson; Orsolini, Fabbian, Cambiaghi; Castro. Allenatore: Vincenzo Italiano.

Chivu, ormai è crisi Inter! Nel mezzo un record negativo del tecnico nerazzurro

Chivu e l’Inter, un avvio in salita ma l’Europa può cambiare tutto. La situazione attuale

L’inizio di stagione dell’Inter sotto la guida di Cristian Chivu è stato tutt’altro che semplice. Alla sua prima esperienza sulla panchina della prima squadra nerazzurra, Chivu ha vissuto un avvio altalenante che ha subito acceso i riflettori sul rendimento dell’Inter. Dopo una partenza esaltante con un netto 5-0 contro il Torino, sono arrivate due sconfitte consecutive, contro Udinese e Juventus, che hanno rallentato bruscamente la corsa della squadra e acceso i primi segnali d’allarme.

Per Chivu, si tratta di un debutto complicato in Serie A, con un bilancio che riporta alla mente uno dei peggiori inizi nella storia recente dell’Inter. Secondo i dati riportati da Tuttosport, l’ultimo allenatore interista a non vincere due delle prime tre giornate fu Gian Piero Gasperini nel 2011, un precedente tutt’altro che rassicurante. Anche tecnici esperti come Luciano Spalletti non erano partiti così male: nel suo primo anno, l’Inter aveva sì perso due volte nelle prime quattro partite, ma aveva mostrato maggiore continuità.

Con sei punti di distacco dalle prime posizioni dopo sole tre giornate, la pressione su Chivu e sull’ambiente Inter è aumentata. Il tecnico romeno è chiamato a trovare rapidamente soluzioni, sia dal punto di vista tattico che motivazionale, per ridare slancio alla squadra e tornare a competere ai vertici della classifica.

Tuttavia, la stagione offre subito un’occasione di riscatto: la Champions League. Mercoledì, l’Inter sarà impegnata ad Amsterdam contro l’Ajax, in un debutto europeo che potrebbe rappresentare il primo vero crocevia della gestione Chivu. Una vittoria permetterebbe ai nerazzurri di invertire la rotta e ritrovare fiducia, in vista di un girone complicatissimo che vedrà l’Inter affrontare club del calibro di Atletico Madrid, Liverpool, Arsenal e Borussia Dortmund.

Per Chivu, la Champions non è solo un’occasione di rivalsa, ma anche una vetrina importante per dimostrare di essere all’altezza della panchina dell’Inter. Con il sostegno della società e il talento a disposizione, il tecnico ha ancora tutte le carte in regola per scrivere una nuova pagina positiva della storia nerazzurra. Ma serviranno risposte immediate, a partire proprio dall’Europa.

Inter, debutto europeo con l’Ajax: Chivu cerca riscatto in Champions League

Inter, debutto europeo con l’Ajax: Chivu cerca riscatto in Champions League. Le ultimissime sui nerazzurri

Dopo due sconfitte consecutive in Serie A, l’Inter si prepara al debutto stagionale in Champions League con il morale in calo ma con la speranza di ritrovare fiducia sul palcoscenico europeo. Il tecnico Cristian Chivu, ex difensore centrale e oggi allenatore della formazione nerazzurra, ha sottolineato l’importanza della competizione continentale come possibile svolta: «In questo momento delicato per l’Inter, la Champions è un rischio, ma anche una possibile medicina», ha dichiarato il rumeno.

La squadra si è ritrovata questa mattina ad Appiano Gentile per l’allenamento prepartita. Nonostante i lievi acciacchi accusati da Hakan Çalhanoğlu, centrocampista turco noto per la sua visione di gioco, e Manuel Akanji, difensore svizzero di grande affidabilità, non sono stati segnalati nuovi infortuni. Un dato confortante per Chivu, che potrà contare su una rosa competitiva in vista della trasferta di Amsterdam.

La sfida contro l’Ajax, in programma martedì, rappresenta non solo l’inizio della campagna europea dell’Inter, ma anche un ritorno speciale per Chivu, che ha vestito la maglia del club olandese dal 1999 al 2003. Tuttavia, il tecnico non si presenta all’Amsterdam Arena con lo stato d’animo che avrebbe desiderato: le recenti difficoltà in campionato hanno reso questo debutto più teso del previsto.

La dirigenza nerazzurra, guidata dal presidente Steven Zhang, ha confermato il pieno sostegno all’allenatore, consapevole che la Champions League può offrire un’occasione di rilancio. L’obiettivo è chiaro: ritrovare coesione, fiducia e slancio per affrontare al meglio il prosieguo della stagione.

Con l’Ajax come primo ostacolo europeo, l’Inter punta a trasformare la pressione in motivazione. Una vittoria ad Amsterdam potrebbe segnare l’inizio di una nuova fase, non solo in Europa ma anche in Serie A, dove la squadra è chiamata a reagire. Il calcio d’inizio è atteso con grande interesse da tifosi e addetti ai lavori, in una gara che potrebbe rivelarsi decisiva per il futuro nerazzurro.

Lazio, Fabiani chiarisce: «Mercato? A gennaio faremo delle valutazioni sul nostro gruppo e se Sarri dovesse dare delle indicazioni…»

Lazio, Fabiani: «Mercato? A gennaio faremo valutazioni sul gruppo e se Sarri dovesse dare delle indicazioni…». Le sue dichiarazioni

Alla vigilia di una sfida cruciale per la classifica di Serie A, il direttore sportivo della Lazio, Angelo Fabiani, ha parlato ai microfoni di DAZN a pochi minuti dal calcio d’inizio contro il Sassuolo. La gara, valida per l’attuale giornata di campionato, rappresenta un passaggio fondamentale per i biancocelesti, reduci da prestazioni altalenanti.

Una prova di maturità per la Lazio

La squadra di Maurizio Sarri, tecnico riconosciuto per l’approccio tattico aggressivo e la valorizzazione dei giovani, affronta un Sassuolo assetato di punti salvezza. I neroverdi di Fabio Grosso, apprezzato per il gioco propositivo, arrivano all’Olimpico con l’obiettivo di interrompere una serie di risultati negativi.

Fabiani ha sottolineato come concentrazione e mentalità saranno decisive, definendo il match non solo una sfida di classifica, ma anche un vero e proprio test di maturità. L’obiettivo dichiarato resta la corsa a un posto in Europa, ma per centrarlo servirà un cambio di passo immediato.

Con il fischio d’inizio ormai vicino, lo Stadio Olimpico si prepara a una serata di grande calcio, con due squadre determinate a conquistare punti preziosi.

PAROLE – «Dele-Bashiru? Lo stiamo aspettando. Lo scorso anno ha fatto intravedere ottime cose. Certo, 16 ore di viaggio oggi non aiutano, ma se il mister gli ha dato fiducia è perché evidentemente ha valutato tutte le condizioni».

MERCATO – «Il mercato non dorme mai. Noi a gennaio faremo delle valutazioni circa il nostro gruppo e laddove Sarri dovesse dare delle indicazioni faremo un mercato adeguato alle esigenze della squadra. Si possono fare delle uscite e fare delle entrate, questo è fuori discussione»

GUENDOUZI – «Anche quando sta a casa sua è un leader, figuriamoci in campo e nello spogliatoio. Uno che non vuole perdere neanche al campetto coi suoi figli. Dobbiamo solo apprezzare le doti di questo ragazzo».

Udinese corsara a Pisa, decide Iker Bravo! Bianconeri terzi in classifica, il racconto della sfida

Udinese corsara a Pisa, decide il gol di Iker Bravo! Bianconeri terzi in classifica, il racconto della sfida di Serie A

L’Udinese di Kosta Runjaic, allenatore tedesco noto per il suo calcio organizzato e compatto, conferma l’ottimo momento di forma e conquista la seconda vittoria consecutiva in trasferta. Dopo il colpo al “Meazza” contro l’Inter prima della sosta, i friulani espugnano anche l’Arena Garibaldi di Pisa grazie a un gol nel primo tempo di Iker Bravo, giovane attaccante spagnolo dal grande potenziale. Con questo successo, i bianconeri salgono al terzo posto in classifica con 7 punti, alle spalle di Napoli e Juventus, in attesa del risultato della Cremonese.

Primo tempo: Bravo colpisce

La partita si apre con ritmi alti e buone trame di gioco da entrambe le parti. L’Udinese passa in vantaggio al 28’: azione avviata da Abdul Atta, centrocampista ghanese di grande fisicità, che serve Keinan Davis, centravanti inglese potente e generoso. Dopo un rapido scambio, la palla finisce sui piedi di Bravo, che con un destro violento batte Adrian Semper, portiere croato del Pisa, senza lasciargli scampo.

Il Pisa di Alberto Aquilani, tecnico alla prima stagione in Serie A, reagisce e sfiora il pari con Stefano Moreo, attaccante esperto, che però da posizione favorevole calcia alto sopra la traversa.

Secondo tempo: equilibrio e debutto di Zaniolo

Nella ripresa i nerazzurri toscani aumentano la pressione. Mehdi Léris e M’Bala Nzola provano la conclusione, ma senza precisione. Anche Matteo Tramoni, trequartista corso, tenta la via del gol, ma la difesa friulana regge bene.

Al 60’ arriva il momento del debutto in maglia bianconera di Nicolò Zaniolo, fantasista italiano ex Roma e Galatasaray, che prende il posto di Bravo. Nonostante qualche spunto, il numero 10 non riesce a incidere in maniera decisiva.

Nel finale il Pisa tiene il possesso palla, cercando il varco giusto, ma la retroguardia guidata da Jaka Bijol e organizzata da Runjaic non concede spazi. Dopo cinque minuti di recupero, il triplice fischio sancisce lo 0-1 finale.

Classifica e prospettive

Con questa vittoria, l’Udinese conferma solidità e cinismo, due qualità fondamentali per restare nelle zone alte della classifica. Il Pisa, pur sconfitto, ha mostrato buone trame di gioco e potrà ripartire dalle occasioni create.

Atalanta travolgente, Lecce battuto 4-1 al Gewiss Stadium. Ecco come è andata

Atalanta travolgente, Lecce battuto 4-1 al Gewiss Stadium. Ecco come è andata la partita di Serie A

L’Atalanta di Ivan Juric, tecnico croato noto per il suo calcio aggressivo e verticale, conquista la prima vittoria stagionale in Serie A superando nettamente il Lecce per 4-1 al Gewiss Stadium. Una prestazione convincente, che riporta alla mente il dominio mostrato dalla “Dea” nelle annate migliori.

Primo tempo equilibrato, decide Scalvini

La gara si sblocca al 28’ con il gol di Giorgio Scalvini, giovane difensore centrale classe 2003, che svetta di testa su corner battuto da Nicola Zalewski (esterno polacco di grande corsa e tecnica). Nonostante lo svantaggio, il Lecce resta compatto e chiude il primo tempo sotto di una sola rete, difendendo con ordine.

Ripresa a tinte nerazzurre

Nella seconda frazione l’Atalanta accelera e mette in ghiaccio il match. Protagonista assoluto Charles De Ketelaere, trequartista belga ex Milan, autore di una doppietta: prima con un destro preciso dal limite che batte Wladimiro Falcone, poi con un mancino chirurgico dopo un’azione personale per il momentaneo 4-0.

In mezzo alle due reti del belga, arriva il sigillo di Nicola Zalewski, che con un destro potente non lascia scampo al portiere salentino. L’esterno, già protagonista con l’assist iniziale, colpisce anche una traversa su punizione, confermando la sua giornata di grazia.

Il gol della bandiera e le occasioni mancate

Nel finale il Lecce trova la rete della bandiera grazie a N’Dri, attaccante ivoriano, autore di una prodezza “alla Robben”: partenza dalla destra, rientro sul sinistro e conclusione a giro all’incrocio dei pali, imprendibile per Marco Carnesecchi.

Da segnalare anche l’errore clamoroso sotto porta di Nikola Krstovic, ex di turno, che a pochi passi dalla rete non riesce a segnare. Lo stesso attaccante montenegrino vede poi annullarsi un gol per fuorigioco di Yunus Musah a inizio azione.

Tre punti pesanti per la Dea

Con questo 4-1, l’Atalanta ottiene tre punti fondamentali e ritrova fiducia. Juric può sorridere: la squadra ha mostrato intensità, qualità e concretezza, elementi che potrebbero rilanciarla nella corsa alle posizioni europee.

Roma in ansia per Dybala: derby contro la Lazio a rischio. Le ultimissime

Roma in ansia per Dybala: il derby contro la Lazio adesso è a rischio. Le ultimissime notizie sull’argentino

La Roma vive ore di apprensione per le condizioni di Paulo Dybala, 31 anni, trequartista argentino e leader tecnico della squadra. L’ex Juventus è stato costretto a lasciare il campo all’intervallo della sfida persa 0-1 contro il Torino, valida per la quarta giornata di Serie A 2025-26.

In conferenza stampa, Gian Piero Gasperini, tecnico giallorosso, ha spiegato: «Ha sentito tirare, ma non credo sia nulla di grave». La sostituzione, con l’ingresso dell’irlandese Evan Ferguson, è stata decisa a titolo precauzionale.

Prime valutazioni mediche

Le prime informazioni parlano di un risentimento muscolare alla coscia sinistra. Lo staff medico della Roma monitorerà il giocatore nelle prossime ore, con esami strumentali già programmati per definire l’entità dell’infortunio.

La notizia ha inevitabilmente creato preoccupazione nell’ambiente giallorosso: Dybala non è solo il principale riferimento offensivo, ma anche l’uomo capace di illuminare la manovra con giocate decisive e assist di qualità.

Un infortunio nel momento più delicato

Il problema fisico arriva a ridosso di un appuntamento cruciale: domenica 21 settembre alle 12:30 lo Stadio Olimpico ospiterà il primo derby stagionale contro la Lazio di Maurizio Sarri, match che va oltre i tre punti e può pesare su morale e classifica.

Programma verso la stracittadina

Gasperini ha concesso un giorno di riposo alla squadra, che riprenderà gli allenamenti martedì pomeriggio a Trigoria. L’obiettivo è duplice: recuperare energie e capire se la “Joya” potrà essere a disposizione per la sfida più sentita dell’anno.

I tifosi attendono con ansia un responso positivo: la presenza di Dybala nel derby potrebbe essere la chiave per affrontare al meglio una partita che vale una stagione.

Formazioni ufficiali Sassuolo Lazio: le scelte dei due allenatori per la terza giornata di Serie A

Formazioni ufficiali Sassuolo Lazio: le scelte di Sarri e Grosso, per la terza giornata di Serie A

Domenica 14 settembre, alle ore 18:00, il Mapei Stadium ospiterà il confronto tra Sassuolo e Lazio, valido per la 3ª giornata della Serie A 2025/26. Due squadre con stati d’animo e obiettivi differenti, ma accomunate dalla stessa urgenza: conquistare punti pesanti per la classifica.

Sassuolo: obbligo di reazione

Il Sassuolo di Fabio Grosso – ex difensore campione del mondo 2006 e alla prima esperienza in Serie A sulla panchina neroverde – è chiamato a invertire la rotta dopo un avvio in salita. Il ritorno nella massima serie è stato segnato da due sconfitte consecutive: 0-2 contro il Napoli e 1-3 contro la Cremonese. Cinque reti incassate in appena due gare hanno evidenziato fragilità difensive e difficoltà di adattamento al ritmo della categoria.

Davanti al pubblico di casa, i neroverdi cercano il primo successo stagionale per allontanarsi dalle zone calde. Riflettori puntati su Andrea Pinamonti, attaccante classe ’99, chiamato a sbloccarsi, e su Domenico Berardi, capitano e leader tecnico, pronto a trascinare la squadra.

Lazio: entusiasmo e continuità

La Lazio di Maurizio Sarri, allenatore toscano apprezzato per il suo calcio propositivo e organizzato, arriva a Reggio Emilia con il morale alto. Dopo il passo falso all’esordio contro il Como (1-2), i biancocelesti hanno reagito con un netto 4-0 al Verona, mostrando fluidità di gioco e grande concretezza sotto porta.

In attacco, Taty Castellanos sta confermando le sue doti da finalizzatore, mentre Mattia Zaccagni aggiunge imprevedibilità e qualità sulla fascia. Sarri punta a dare continuità ai risultati e a trasformare questa trasferta in un ulteriore passo verso le zone nobili della classifica.

Clima e pronostico

Il Mapei Stadium si prepara a una gara intensa e ricca di contenuti tecnici. Il Sassuolo cerca riscatto, la Lazio vuole conferme: due filosofie di gioco chiare, interpreti di qualità e motivazioni altissime promettono una sfida spettacolare, con la possibilità di vedere più di un gol.

Formazioni ufficiali

SASSUOLO (4-3-3): Muric; Walukiewicz, Idzes, Muharemovic, Doig; Koné, Matic, Vranckx; Berardi, Pinamonti, Laurienté. Allenatore: Fabio Grosso.

LAZIO (4-3-3): Provedel; Marusic, Gila, Romagnoli, Tavares; Guendouzi, Rovella, Dele-Bashiru; Cancellieri, Castellanos, Zaccagni. Allenatore: Maurizio Sarri.

Barcellona Valencia: Flick annuncia i convocati per la sfida! La scelta su Yamal

Barcellona Valencia: il tecnico Flick annuncia i convocati per la sfida del campionato! La scelta su Lamine Yamal

Il Barcellona di Hansi Flick, allenatore tedesco ex Bayern Monaco e campione d’Europa con la Germania da vice nel 2014, ha ufficializzato la lista dei convocati per la sfida di questa sera, domenica 14 settembre, contro il Valencia. Il match, valido per la prima giornata casalinga della stagione blaugrana, si giocherà alle 21:00.

Come anticipato ieri in conferenza stampa, Flick dovrà fare a meno di Lamine Yamal, il giovane talento classe 2007 considerato una delle promesse più luminose del calcio europeo. L’ala destra, capace di abbinare velocità e tecnica sopraffina, non sarà disponibile a causa di un problema fisico che lo terrà fuori per questa prima uscita interna.

Assenza pesante anche quella di Frenkie de Jong, centrocampista olandese ex Ajax, noto per la sua visione di gioco e la capacità di dettare i tempi della manovra. Il numero 21 blaugrana non sarà della partita, lasciando un vuoto importante nella mediana catalana.

La nota positiva per i tifosi arriva dal ritorno di Marc Bernal, centrocampista spagnolo classe 2006, prodotto della cantera del Barça. Considerato uno dei prospetti più interessanti della nuova generazione, Bernal è pronto a dare il suo contributo e potrebbe trovare spazio a gara in corso.

Il match contro il Valencia, squadra allenata da Rubén Baraja e reduce da un avvio di stagione positivo, rappresenta un banco di prova importante per il Barcellona, chiamato a confermare le ambizioni di vertice nonostante le assenze. Flick, noto per il suo calcio offensivo e organizzato, dovrà trovare soluzioni alternative per mantenere alta la qualità del gioco e sfruttare al meglio le risorse a disposizione.

CONVOCATI

Portieri: Joan Garcia, Szczesny, Kochen;

Difensori: Araujo, Cubarsì, Christensen, Gerard Martin, Kounde, Eric, Jofre;

Centrocampisti: Pedri, Fermin, Casadò, Dani Olmo, Bernal;

Attaccanti: Ferran Torres, Lewandowski, Raphinha, Rashford, Roony, Fernandez.

Milan, Allegri punta su Nkunku: il piano per rilanciare l’attacco rossonero

Milan, il tecnico rossonero Massimiliano Allegri punta su Nkunku: ecco il piano per rilanciare l’attacco rossonero. Tutti i dettagli

Il Milan ha inaugurato una nuova era tecnica con Massimiliano Allegri, allenatore esperto e vincente, e Igli Tare, ex dirigente della Lazio, ora direttore sportivo rossonero. Al centro del progetto c’è Christopher Nkunku, attaccante francese classe ’97, noto per la sua versatilità e rapidità, arrivato per dare nuova linfa al reparto offensivo milanista.

Nkunku al Milan: tra entusiasmo e cautela

L’arrivo di Nkunku ha acceso l’entusiasmo dei tifosi, ma ha anche sollevato dubbi legati alla sua condizione fisica, compromessa da recenti infortuni. Secondo un’analisi pubblicata da Andrea Ramazzotti su La Gazzetta dello Sport, lo staff tecnico del Milan ha avviato un programma di recupero mirato per riportare il giocatore al top della forma.

Il piano personalizzato: priorità alla rapidità

Dopo una serie di test fisici effettuati la scorsa settimana, il Milan ha scelto di non sovraccaricare Nkunku con sedute extra, preferendo un lavoro calibrato tra campo e palestra. L’obiettivo è preservare la sua esplosività, evitando di appesantire la muscolatura. Ogni esercizio è studiato per costruire una base atletica solida, mantenendo intatta la sua velocità, una delle doti che lo rendono unico nel panorama europeo.

Esordio vicino: Bologna nel mirino

Nonostante non sia ancora al 100%, Nkunku potrebbe debuttare già contro il Bologna. Allegri, noto per la sua gestione prudente dei rientri, potrebbe concedergli uno spezzone nella ripresa. Un test importante per valutare i progressi e dare un segnale positivo ai tifosi.

Tare scommette su Nkunku: il nuovo volto dell’attacco

Per Igli Tare, Nkunku rappresenta una scommessa strategica. Il Milan ha bisogno di un attaccante moderno, capace di segnare, creare spazi e dialogare con i compagni. Le qualità tecniche e tattiche del francese lo rendono perfetto per il gioco di Allegri. Se il piano di recupero darà i suoi frutti, Nkunku potrebbe diventare il protagonista della stagione rossonera.

Torino, Baroni in conferenza post Roma: «Dopo l’Inter mi sono incaz*to come una bestia, oggi gara di spessore! Israel e Simeone vi dico…»

Marco Baroni interviene in conferenza dopo Roma Torino 0-1, ecco le dichiarazioni post match rilasciate dal tecnico dei granata 

“Essere squadra”: questo il diktat imposto da Marco Baroni ai suoi giocatori dopo la debacle maturata all’esordio contro l’Inter. Lo stesso pensiero ribadito dopo il pareggio – alla seconda – confezionato contro la Fiorentina e che oggi (finalmente) sembra divenuto realtà con l’importantissima vittoria esterna ottenuta contro la Roma. E’ bastato il gol del Cholito Simeone a strappare i tre punti sul campo dell’Olimpico e il primo sorriso a tinte granata per il tecnico toscano. 

Il centro pescato dal centravanti argentino non solo allontana momentaneamente il suo Torino dalla zona più calda della classifica, ma spazza via alcune nuvole nere dal cielo del Filadelfia dopo un inizio di stagione parso tutto sommato complicato. Sentiamo dunque le dichiarazioni rilasciate in conferenza stampa dallo stesso Baroni proprio ai margini della vittoria in terra capitolina nel match valido per la terza giornata di Serie A. Così l’allenatore dopo Roma Torino 0-1, alcuni estratti salienti delle sue parole:

La conferenza stampa di Marco Baroni dopo Roma Torino 0-1:

Buon pomeriggio mister Baroni. Ha messo ancora una volta in difficoltà Gasperini, come ha preparato la partita con la Roma?

«Intanto ci tengo a dire una cosa: Gasperini è un allenatore che stimo e che apprezzo, ha fatto delle cose incredibili nel nostro calcio, è un riferimento per noi. Quindi il fatto che siamo stati bravi a vincere non manca, anzi aumenta la stima verso di lui. Per quanto riguarda la gara, in settimana sapevo che potevano giocare con due trequartisti che potevano darci fastidio. Secondo me il 4-3-3 sarebbe potuto andare in difficoltà contro questo tipo di assetto, perché si abbassano molto a prendere palla. Ho quindi pensato di togliere un centrocampista e emettere un difensore in più, proprio per uscire fuori su questi giocatori e gestire l’ampiezza. Con la Fiorentina, ad esempio, avevano il 3-4-1-2 e noi avevamo tenuto molto bene il campo perché avevamo i riferimenti. Con i due trequartisti che ti portano fuori i centrali puoi andare in difficoltà invece. Ho fatto i complimenti ai ragazzi. Nell’ultima parte di partita, anche perché c’era meno energia ed era molto caldo, ci siamo abbassati. E questo la squadra non lo deve fare, perchè così rischi di concedere dal niente delle occasioni solo perchè ti abbassi troppo».

Simeone ha svoltato la partita…

«Giovanni l’ho sempre apprezzato molto. Nel progetto iniziale pensavamo di prendere l’esterno, poi non sapevamo se saremmo riusciti a prenderlo. Quando il Presidente mi ha parlato di questa opportunità, ho detto ‘prendiamolo subito’ perché è un giocatore che mi piace. Ha energia e attacca continuamente la profondità. Ora spero di poter trovare la condizione di tutti e tre gli attaccanti. Intanto di riavere Duván (Zapata, ndr) almeno a un livello medio, perché gli manca ancora qualcosina. Chiaramente con loro tre che stanno bene possiamo avere un’altra soluzione, non giocare con una punta. In questo momento Gio ci dà quello che ci serve, ha tanta energia, ci aiuta sulla prima pressione. Ha fatto una buona partita, sono contento che abbia trovato anche un gran gol, ma a me non mi stupisce».

Come ha corretto gli errori dopo l’Inter?

«Intanto mi sono incaz*to come una bestia (dopo l’Inter, ndr). A San Siro nel primo tempo abbiamo fatto due falli, tra primo e secondo tempo ne facciamo sei, mentre l’Inter ne ha fatti venti. Il Torino si è presentato là e ha fatto una partita troppo pulita. E in più quattro gol ce li siamo fatti da soli. Quindi diciamo che se non vinci, impari: e quella è stata una lezione dura, che ci ha riportato bene con i piedi per terra, compreso me. Da lì siamo ripartiti lavorando molto sulle pressioni: una squadra che andava fuori senza portare pressione, questo nel calcio moderno non si può fare.

Dobbiamo tirare fuori una squadra che sappia andare aggredire nella metà campo avversaria, portando le giuste pressioni e le giuste distanze e la squadra ora sta iniziando a farlo. Sapete, io non sono un cercatore di alibi, ma questa squadra con me oggi ha fatto 25 allenamenti. In conferenza pre gara un giornalista mi dice che ero al centesimo giorno: ho capito, ma se si conta da quando mi ha telefonato il Torino… A volte dobbiamo anche pensare che il percorso di un allenatore non è così ‘premere un bottone’. Abbiamo giocatori che l’anno scorso hanno giocato poco o nulla: Simeone, ad esempio, l’ultima partita intera l’aveva fatta qui in Lazio Napoli. C’è del lavoro da fare, a me il lavoro non spaventa. Però non chiedo tempo, perché non ne abbiamo, quindi inutile chiederlo (ride, ndr)».

Domanda romantica Baroni: quanto ti mancava la vittoria qui all’Olimpico?

«Non mi piace parlare del passato (ride, ndr), però è un passato in cui ho dato tutto me stesso (alla Lazio, ndr). Sono stato benissimo, è stata un’annata entusiasmante da parte mia, adesso però ho nella testa solo il Torino. Il Torino era tanto tempo che non faceva una vittoria fuoricasa. L’abbiamo ottenuta contro una grande squadra. Non dimentichiamoci, l’ho detto anche in conferenza, che la Roma è otto mesi che è prima in classifica. L’abbiamo fatto in uno stadio importante, contro una squadra importante. Ho chiesto una prestazione di spessore…di spessore mentale prima di tutto. Perché si parte da lì, dalla mentalità». 

Il portiere è il tuo primo attaccante?

«E’ un ragazzo che abbiamo scelto (Israel, ndr), l’ultima partita anche lui l’aveva fatta a novembre dello scorso anno. Difende l’area, è bravo nella difesa dell’area…anche la porta, ma mi piace il suo atteggiamento propositivo. E’ una soluzione che abbiamo cercato perché loro ti vengono su alti a portare pressione. So che le squadre di Gasperini ti prendono uomo su uomo, quindi abbiamo provato a svuotarli dentro e allungarli un pochettino. Però è una soluzione che, piano piano, con il lavoro spero di riuscire a mediarla».

Sampdoria Cesena 1-2: crisi per i blucerchiati, fischi al Ferraris e contestazione alla dirigenza

Sampdoria Cesena 1-2: crisi per i blucerchiati, fischi al Ferraris e contestazione alla dirigenza della squadra di Serie B

La Sampdoria, guidata in panchina da Massimo Donati — ex centrocampista con esperienze in Serie A e Scozia, oggi tecnico alla ricerca di riscatto — ha incassato una nuova sconfitta casalinga contro il Cesena (1-2), nella terza giornata del campionato di Serie BKT. Il match disputato allo stadio Luigi Ferraris ha confermato le difficoltà di una squadra che fatica a trovare ritmo e risultati, alimentando il malcontento di una tifoseria storicamente passionale e molto esigente.

Clima teso e contestazione al Ferraris

Nonostante l’impegno mostrato in campo, i blucerchiati non sono riusciti a ribaltare il risultato, subendo l’ennesimo ko stagionale. Al triplice fischio, il pubblico presente sugli spalti ha manifestato apertamente la propria delusione: fischi prolungati e cori di protesta hanno accompagnato l’uscita dei giocatori e, soprattutto, hanno preso di mira la dirigenza. Il progetto tecnico avviato in estate non sembra decollare, e la tensione tra società e tifosi cresce di giornata in giornata.

Roberto Mancini in tribuna: una presenza simbolica

Tra gli spettatori presenti al Ferraris, anche Roberto Mancini — ex attaccante e allenatore della Sampdoria, protagonista degli anni d’oro del club — ha assistito al match. La sua presenza ha suscitato emozione tra i tifosi, ma non è bastata a risollevare il morale in una serata segnata da amarezza e frustrazione. Mancini, oggi commissario tecnico della Nazionale, ha osservato con sguardo critico una prestazione che non ha reso onore alla storia del club.

Donati sotto pressione: serve una svolta immediata

Massimo Donati si trova ora a gestire una fase delicata. Dopo una stagione 2024/25 già complicata, l’inizio del nuovo campionato non ha mostrato segnali di miglioramento. La squadra appare discontinua, incapace di reagire nei momenti chiave e vulnerabile sul piano mentale. Se la Sampdoria vuole evitare di scivolare ulteriormente in classifica, sarà fondamentale invertire la rotta già dal prossimo incontro, che si preannuncia decisivo per il futuro del tecnico e della società.

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