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Lookman Inter, ora tocca al nigeriano spingere con l’Atalanta per la cessione: le ultime

Lookman Inter, prosegue la trattativa, molto complicata, con l’Atalanta per arrivare all’attaccante nigeriano

Le carte sono tutte sul tavolo, anche se per ora rimangono scoperte. L’Inter ha messo sul piatto un’offerta da 40 milioni di euro per Ademola Lookman, mentre l’Atalanta ne chiede 50. Il vero nodo, però, è la volontà del giocatore nigeriano, che continua a ripetere a tutti i suoi interlocutori una sola cosa: «Inter, solo Inter». Club e giocatore sono ormai d’accordo su tutto, con una bozza di contratto quinquennale da 4,5 milioni netti a stagione, con la possibilità di salire fino a 5. Un’intesa che dà ai nerazzurri un vantaggio strategico, lasciando a Lookman il compito di fare il passo decisivo con l’Atalanta.

Il problema è che il nigeriano è attualmente fermo per un infortunio al polpaccio, rimediato nei primi giorni di allenamento a Zingonia, che lo terrà lontano dal campo per una decina di giorni. Questo rende improbabile una forzatura immediata come quella tentata l’anno scorso, quando Lookman aveva addirittura saltato gli allenamenti mentre il PSG si faceva avanti. L’Atalanta, abituata a queste trattative tese – come dimostrato lo scorso anno con Koopmeiners – resta ferma sulle sue posizioni, ma sembra aperta a negoziare uno sconto rispetto ai 50 milioni richiesti.

In questo scenario, l’atteggiamento di Lookman è più morbido: si sta curando a Zingonia e ha partecipato regolarmente alle riunioni con lo staff e l’allenatore Ivan Juric, compreso l’incontro con l’ex arbitro Messina sulle nuove regole UEFA per la stagione 2025-26. L’ipotesi più probabile è che il nigeriano provi a spingere per il trasferimento entro fine mese, magari già nel prossimo weekend, quando tornerà a pieno ritmo in campo.

Anche l’Inter, dal canto suo, aspetta e valuta i tempi migliori per rilanciare sull’offerta, mentre la trattativa resta aperta e strategica per tutte le parti coinvolte. L’eventuale inserimento di bonus potrebbe fare la differenza e avvicinare le parti a un accordo definitivo, sbloccando così uno degli affari più seguiti del mercato estivo.

Torino, Biraghi: «Dobbiamo migliorare, ma è un percorso lungo! E vi dico cosa mi chiede Baroni»

Cristiano Biraghi alza la voce, ecco le dichiarazioni del terzino del Torino, tra passato e futuro, ma anche gli obiettivi granata e le indicazioni di Baroni

Il riscatto di Cristiano Biraghi è stato tra le primissime operazioni di calciomercato del Torino nell’estate del 2025. L’esterno granata – arrivato all’ombra della Mole lo scorso inverno – è dal 24 di giugno a tutti gli effetti un tesserato dei granata. Protagonista del ritiro che vede in questi giorni la scuderia piemontese a Prato Allo Stelvio, il terzino è intervenuto in conferenza stampa. Sentiamo le dichiarazioni dell’ex Fiorentina raccolte direttamente dai cronisti presenti in Val Venosta. 

La conferenza stampa di Cristiano Biraghi:

Buongiorno Biraghi, Come sta andando questa prima parte di ritiro?

«Tutto bene. Stiamo lavorando bene, mettendo carichi importanti sulle gambe e cercando di assimilare i concetti del nuovo allenatore. È un lavoro impegnativo, la stanchezza si fa sentire, ma siamo contenti perché stiamo cercando di costruire qualcosa di importante.»

A meno di un mese dal debutto, come vede la squadra?

«Ho una buona impressione. È inevitabile che ci siano dinamiche di mercato a luglio. Alcuni giocatori sono andati via, ma l’importante è concentrarci su chi è rimasto e lavorare con chi c’è. Dobbiamo fare il massimo, pensando solo a migliorare sul campo e ad assimilare le idee dell’allenatore. Tutti saranno utili da qui alla fine dell’anno. Non dobbiamo farci distrarre da quello che accade fuori, l’importante è essere pronti per la stagione.»

Le differenze con Baroni nelle fasi di gioco, offensiva e difensiva?

«Stiamo lavorando su un calcio di possesso, non passivo, e sul movimento. Baroni vuole che teniamo la palla e non rendiamo facili le cose agli avversari. Non ci sono richieste particolari per quanto mi riguarda, visto che ho avuto allenatori che giocavano in modo simile. L’importante è assimilare questi concetti al meglio.»

La squadra ha la mentalità giusta per arrivare in Europa?

«Il percorso, l’avevo detto, è lungo, non dura solo un mese o due. La mentalità in questo ritiro è ottima, ma fino a che non iniziano le partite non possiamo fare previsioni. L’obiettivo è migliorare rispetto allo scorso anno. Abbiamo la responsabilità di farlo e dobbiamo essere consapevoli che ogni partita è importante per fare uno step in più.»

Nel calcio spesso paga l’allenatore, si aspettava l’esonero di Vanoli?

«Nel calcio spesso paga una persona (l’allenatore, ndr), ma è giusto prendersi la responsabilità. Nell’ultimo mese e mezzo non abbiamo fatto quello che il Torino doveva fare, e questo lo sappiamo. È una scelta della società, ma noi, indipendentemente da chi è alla guida, dobbiamo dare il massimo e lavorare con entusiasmo per raggiungere gli obiettivi.»

L’arrivo del calcio arabo in Italia? Ne parlate tra voi?

«Il discorso è ampio, io posso risponderti per me. Il calcio in Arabia sta crescendo e sta attirando giocatori top, ma non credo che chi vada lì lo faccia solo per soldi. Io personalmente non guardo ai soldi come priorità, per me conta altro, ma ovviamente non dico che giocherei gratis. Ogni giocatore ha la sua visione e le sue priorità. Bisogna trovarsi dentro»

Ma Biraghi come si trovi a Torino?

«L’adattamento è stato positivo. L’anno scorso la mia famiglia non c’era e ho trascorso molto tempo tra il campo e casa, ma ora arriveranno anche loro. Torino mi piace, in particolare il centro e la cucina. È una città che posso vivere, l’importante è che la mia famiglia stia bene, e questa è stata la mia priorità.

Cosa ti aspetti dalla squadra quest’anno?

«Dobbiamo fare meglio rispetto alla fine dello scorso anno, non è solo una questione di risultati, ma di approccio. È come quando ti prepari per un esame, studi tanto, e poi all’esame devi dare il massimo. Così funziona anche nel calcio: lavoriamo durante la settimana, ma poi è fondamentale rendere in partita. Dobbiamo onorare il lavoro del presidente, dei tifosi e il nostro. Non è giusto fare delle figuracce.»

Perché secondo te non si è trovato subito il giusto equilibrio lo scorso anno?

«Non c’è mai una risposta univoca, perché ognuno vede le cose a modo suo. Però una cosa è certa: l’unica cosa che conta è il lavoro sul campo. Se non ti riesce un passaggio, lo devi fare 50 volte. È lì che si fa la differenza.»

Come si sente Biraghi a dover recitare un ruolo da leader dentro lo spogliatoio. Insieme ad altri elementi Zapata, Maripan o Vlasic?

«Sono stato capitano a Firenze. Ho un po’ di esperienza da questo punto di vista. Mi è sempre piaciuto aiutare i compagni, il team e la società, sempre e soltanto con l’obiettivo di portare alla crescita del collettivo. Non è un peso essere un leader dello spogliatoio. Il fatto di essere affiancato da gente come Zapata, Maripan e Vlasic è molto utile. Ci prendiamo questa responsabilità, abbiamo tutte le caratteristiche per dare il giusto supporto. In ogni squadra ci devono essere elementi di esperienza che possono dare un aiuto o un consiglio. Noi però non ci riteniamo superiori agli altri, ci mancherebbe. Su questo senso della responsabilità avevo già detto al direttore (Vagnati, ndr) a gennaio che non avrebbe preso soltanto un giocatore ma anche uno abituato a rompere le pa**e su tutto per migliorare la squadra.»

Grealish in vacanza: si gode la Costiera Amalfitana e aspetta il Napoli? Le ultime

Jack Grealish in vacanza nella Conferenza Amalfitana: la vicinanza con Napoli un indizio sulla sua prossima destinazione?

Jack Grealish si gode la Costiera Amalfitana in un momento delicato della sua carriera, lontano dai campi e dai riflettori. Dopo la chiara indicazione di Pep Guardiola e della dirigenza del Manchester City di cercarsi una nuova squadra, l’esterno inglese è stato escluso dalle convocazioni, compresa quella per il Mondiale per club. Il suo lungo periodo di inattività lo vede impegnato ad allenarsi a Conca dei Marini, a pochi passi da Napoli, alimentando inevitabilmente qualche suggestione di mercato. Grealish, infatti, è finito nel mirino del Napoli, che sta ancora cercando un esterno offensivo di qualità per completare la rosa.

Il club partenopeo, come sottolineato da la Gazzetta dello Sport, ha bisogno di giocatori di alto livello per affrontare al meglio le quattro competizioni stagionali, soprattutto la nuova Champions League. L’idea è quella di trovare due titolari per ogni ruolo, così da garantire profondità e competitività. Dan Ndoye resta il primo obiettivo per il ruolo di esterno, ma il muro del Bologna e la richiesta economica molto alta, tra i 45 e i 50 milioni, stanno rallentando la trattativa. Per questo motivo, il direttore sportivo Manna sta sondando altre piste, tra cui quella che porta a Grealish.

Il giocatore inglese, 29 anni, ha esperienza internazionale di alto livello e ha già vinto la Champions League con il City. Tuttavia, il suo ingaggio elevato rappresenta un ostacolo non da poco per il club azzurro, che dovrebbe contare anche su un contributo importante da parte del Manchester City per gestire il costo dello stipendio. La formula più probabile sarebbe quella di un prestito con diritto di riscatto, una soluzione che permetterebbe di limitare l’esborso immediato.

Sul fronte alternative, si valuta anche l’ipotesi di Federico Chiesa, attualmente escluso dalla tournée del Liverpool in Asia e anch’egli alla ricerca di una nuova squadra. Il Napoli, inoltre, considera una soluzione tutta italiana con Mattia Zaccagni, anche se la trattativa appare complicata a causa del mercato bloccato in casa Lazio. Tuttavia, il club partenopeo è pronto a un investimento importante per rinforzare la propria fascia offensiva.

Boldi, 80 anni da super tifoso del Milan: «Tifo rossonero da quando ho iniziato a fare questo lavoro con Jannaci: lui e gli altri parlavano di calcio, io solo di Milan»

Le parole di Massimo Boldi, comico e super tifoso del Milan, che oggi compie 80 anni: «Ho iniziato a tifare quando ho cominciato questo lavoro»

Massimo Boldi compie oggi ottant’anni, un traguardo importante che invita a riflettere sulla sua lunga carriera artistica e sulla passione per il Milan, squadra che ha seguito con cuore rossonero sin dall’infanzia. Nato e cresciuto tra musica e comicità, Boldi ricorda con affetto gli inizi al Derby Club e l’influenza di grandi artisti come Jannacci e Villaggio. Il legame con i rossoneri è profondo, radicato nella famiglia e alimentato da anni di successi sportivi. Tra aneddoti e ricordi, racconta il suo rapporto con Berlusconi e i protagonisti di un’epoca dorata del calcio italiano. Di seguito le sue parole a la Gazzetta dello Sport.

MASSIMO BOLDI E IL SUO LEGAME COL MILAN – «Se mi fermo a pensarci mi chiedo come sia possibile che siano passati così tanti anni… Non da quando sono nato, ma soprattutto da quando ho cominciato a fare questa professione che mai immaginavo di poter fare».

LA SUA PASSIONE ROSSONERA – «Ero il batterista di una band, lì è cambiato tutto. Ho incontrato grandi artisti, come Jannacci, Cochi e Renato, Paolo Villaggio e tutto quello che era il fantastico panorama degli Anni 70 della comicità del cinema e della televisione italiana».

SI PARLAVA DI CALCIO? – «Loro sì, io soltanto di Milan. Sono sempre stato uno sfegatato milanista, perché mio nonno, Mario Vitali, è stato uno dei fondatori del Milan. Quando ero piccolo mi portava in società, potevo vedere da vicino i calciatori, e poi spesso si andava allo stadio insieme: impossibile non diventare eternamente rossonero».

IL MILAN CHE HA NEL CUORE – «Quello di Berlusconi, è chiaro! Con il Cavaliere ci siamo tolti davvero tante soddisfazioni».

IL RAPPORTO CON BERLUSCONI – «Straordinario, nel tempo sono diventato proprio amico di Berlusconi, ci frequentavamo e lavoravamo. Mai avrei pensato di entrare nella sua scuderia, è stato magnifico. Era una grande persona, si fermava spesso a parlare con noi, anche di calcio e di Milan. Era davvero molto alla mano, un uomo autenticamente simpatico e cercava di trarre da ogni situazione un vantaggio per lui e per chi lavorava per lui. Per me Berlusconi è stato come Leonardo da Vinci, almeno io la penso così: è stato un genio in tutto quello che ha fatto. Tirava fuori il meglio da ognuno».

IL TECNICO PIÙ APPREZZATO – «Posso fare due nomi? Fabio Capello, davvero bravissimo, e poi non posso non citare Arrigo Sacchi che è stato rivoluzionario da diversi punti di vista».

UN SOLO NOME PER GLI ANNI D’ORO – «È difficile, parliamo del Milan di Gullit e Van Basten, un’epoca straordinaria, ma dovendo sceglierne uno solo dico Franco Baresi. E andando avanti nel tempo mi piace citare Pirlo».

AMICIZIE TRA I CALCIATORI – «Ne ho conosciuti parecchi, avevo legato molto con Virdis, siamo stati amici per tutto il tempo in cui è rimasto a Milano… Capito mi hai?».

LA SQUADRA OGGI – «Impossibile non rimpiangere Berlusconi. E aggiungo: non credo che troveremo un altro presidente come lui, non solo che prenda il Milan, ma anche qualcuno altrettanto capace di prendere in mano il Paese. L’unico che forse potrebbe fare bene, riportando la squadra a quello che era una volta, è Aurelio De Laurentiis: ha una visione del calcio che si sta rivelando vincente e ha anche tanti soldi, dobbiamo dirlo…».

IL RITORNO DI ALLEGRI – «Se non altro conosce bene l’ambiente e ci permette di sperare in un rilancio, dopo una stagione che ha lasciato decisamente a desiderare. Sono molto curioso di vedere all’opera Modric: lo ammetto, lo conosco poco, ma è stato Pallone d’Oro, non vedo l’ora di vederlo in campo con i colori rossoneri addosso».

IL RUOLO DI TIFOSO AL CINEMA – «In cui facevo l’interista, non è stato facile… Mentre negli altri ero un vero rossonero! Tante battute che sento ancora citare dai ragazzi di adesso le avevo improvvisate, ci divertivamo sempre sul set. Del resto quando fai quel genere lì, se non ti diverti non puoi neanche riuscire a far divertire il pubblico».

LA PASSIONE PER LA FORMULA 1 – «Perché Michele Alboreto era il cugino primo di mia moglie, quindi andavo spesso a vedere le gare. Ho conosciuto tanti piloti, era una bella Formula 1, sempre divertente, anche quella forse oggi si è un po’ sbiadita. È che il mondo è cambiato e continua a cambiare sempre più velocemente e noi avanziamo con gli anni, ma con noi crescono anche il buon umore e la gioia di rendersi conto di invecchiare. Che vuol dire vivere ed è sempre una fortuna di cui è bene essere consapevoli».

COME FESTEGGIARE GLI 80 ANNI – «Le mie figlie hanno organizzato una festa per gli amici più cari. Dicono che se avessero dovuto invitare tutte le persone che, per fortuna, mi stimano – e parliamo di quattro generazioni di pubblico -, avrebbero dovuto prendere San Siro. Ho detto che quello lo affittiamo per i novanta…».

Cagliari, questa sera amichevole di lusso contro il Galatasaray: Pisacane lavora su due soluzioni diverse

Cagliari, sfida di lusso per i sardi questa sera in Austria contro i campioni di Turchia del Galatasaray: Pisacane ragiona su diverse soluzioni

Dire che sarà una sfida difficile è un eufemismo. Questa sera alle 19.30, allo stadio di Linz in Austria — a circa sessanta chilometri dal confine con la Repubblica Ceca — il Cagliari affronterà il temibile Galatasaray, in un match trasmesso da DAZN. Per Fabio Pisacane e i suoi sarà un banco di prova importante, soprattutto dopo la prima uscita stagionale conclusa con un 3-1 all’Ospitaletto. Questa volta, però, il livello si alza decisamente. Il Galatasaray, campione in carica e squadra più titolata della Turchia con 25 scudetti, 19 coppe nazionali e 17 supercoppe, è anche l’unica formazione turca ad aver vinto trofei internazionali come la Coppa Uefa e la Supercoppa Europea.

La difesa rossoblù dovrà resistere senza Mina, ancora impegnato in un programma di recupero personalizzato. Pisacane, durante il ritiro a Ponte di Legno, ha lavorato su due moduli: il 3-5-2 e il 4-3-3. Quest’ultimo potrebbe essere la formazione titolare contro i campioni turchi, che vantano nomi del calibro di Icardi, Osimhen, Mertens, Morata e Sanè, quest’ultimo appena arrivato dal Bayern Monaco con un ingaggio da 12 milioni annui. La linea difensiva sarà guidata da Luperto, rientrato da un affaticamento muscolare, affiancato da Zappa, Wieteska e Obert. Attenzione a Prati, assente nella prima amichevole ma pronto a prendere le redini del centrocampo, mentre Adopo e Deiola daranno struttura e centimetri al reparto. In attesa di Folorunsho, che si unirà presto al gruppo, l’attacco vedrà Zortea e Luvumbo sugli esterni con Piccoli centravanti.

Pisacane potrebbe modificare il sistema tattico nel secondo tempo, passando al 3-5-2 per aumentare la copertura difensiva. L’obiettivo è rendere la squadra flessibile, capace di adattarsi all’avversario e alle esigenze della gara. La sfida contro il Galatasaray sarà quindi un test cruciale per valutare queste soluzioni tattiche di fronte a un avversario di alto livello, intenzionato a ben figurare in Champions League.

Come riportato da Corriere dello Sport, Luca Bucci, responsabile dei preparatori dei portieri, sottolinea la fiducia nel progetto tecnico: «Il colloquio con Fabio mi ha convinto subito. Le sue parole, la sua energia, la sua visione del calcio sono stati fattori decisivi». Bucci ricorda anche con un sorriso che la sua ultima partita da professionista fu proprio a Cagliari, nel 2009 con la maglia del Napoli.

Verona, riecco Valentini: prestito con diritto di riscatto dalla Fiorentina, Bradaric il prossimo ritorno

Verona, Nicolas Valentini torna in gialloblù: prestito con diritto di riscatto dalla Fiorentina: ecco le altre mosse degli scaligeri

Ieri mattina Nicolas Valentini ha ripreso gli allenamenti con il Verona, nel ritiro di Folgaria all’Alpen Hotel Eghel. L’arrivo in città è avvenuto lunedì sera, seguito dalla prima seduta al Centro Sportivo “La Pineta”, vestendo di nuovo la maglia gialloblù. Ufficializzato il suo trasferimento in prestito dalla Fiorentina con diritto di riscatto fissato a 4 milioni di euro; inoltre, nel contratto è previsto che al club viola spetti il 50% dell’eventuale futura rivendita del giocatore. Per l’Hellas Verona e il tecnico Paolo Zanetti, il ritorno di Valentini rappresenta un innesto di grande importanza.

Valentini, infatti, aveva già giocato con il Verona nella seconda parte della scorsa stagione, sempre in prestito dalla Fiorentina, collezionando 14 presenze e dando un contributo solido nella lotta per la salvezza. Al rientro a Firenze sembrava difficile una nuova esperienza a Verona, ma il lavoro del direttore sportivo Sean Sogliano e la volontà del giocatore hanno ribaltato la situazione. Nelle ultime tre partite della stagione scorsa, nonostante un problema muscolare, Valentini ha voluto scendere comunque in campo per sostenere la squadra, dimostrando impegno totale nelle sfide contro Lecce, Como ed Empoli.

Proprio in quel momento decisivo, il gol del successo per 2-1 al Castellani è arrivato da Domagoj Bradaric, che con un preciso colpo di testa ha deciso la sfida. Anche Bradaric è vicino a un ritorno in gialloblù: dopo essere arrivato in prestito dalla Salernitana la scorsa estate con diritto di riscatto fissato a 1,5 milioni, l’Hellas non ha esercitato l’opzione ma ha avviato una nuova trattativa con i campani. L’accordo è prossimo, con Bradaric che dovrebbe restare a Verona sempre in prestito con diritto di riscatto, ma a condizioni economiche più contenute rispetto alla scorsa stagione.

Come riportato da La Gazzetta dello Sport, queste mosse indicano la volontà del Verona di confermare elementi chiave per consolidare la squadra in vista della nuova stagione.

Formazioni ufficiali Milan Arsenal, le scelte dei tecnici

Formazioni ufficiali Milan Arsenal, le scelte degli allenatori per il primo appuntamento della stagione dei rossoneri. Tutti i dettagli

Alle 13.30 al National Stadium di Singapore la la prima uscita stagionale dei rossoneri in Milan Arsenal. Di seguito le formazioni ufficiali scelte dai due allenatori.

ARSENAL (4-3-3): Raya; White, Saliba, Calafiori, Zinchenko; Norgaard, Rice, Nwaneri; Saka, Havertz, Martinelli. A disp.: Kepa, Setford, Rojas, Gabriel, Lewsi-Skelly, Kiwior, Timber, Odegaard, Merino, Lokonga, Zubimendi, Trossard, Nelson, Nichols, Dowman, Salmon, Copley, Kabia, Harriman-Annous. All. Arteta.

MILAN (4-3-3): P.Terracciano; Tomori, Thiaw, Pavlovic, Bartesaghi; Loftus-Cheek, Ricci, Musah; Saelemaekers, Leao, Pulisic. A disp.: Pittarella, Torriani, Gabbia, F. Terracciano, Magni, Dutu, Bondo, Comotto, Libeali, Chukwueze, Okafor, Colombo. All. Allegri.

Stroppa a Venezia: «Ho voglia di lavorare, spero di ricambiare la fiducia che mi hanno dato»

Le parole di Giovanni Stroppa, nuovo tecnico del Venezia, in vista della prossima stagione dei lagunari, con l’obiettivo di tornare subito in Serie A

Mentre Jeff Bezos illuminava Venezia con un matrimonio da copertina che ha spaccato in due l’opinione pubblica – tra chi ha apprezzato il ritorno economico e chi ha protestato per i disagi – Giovanni Stroppa è sbarcato in laguna con ben altri propositi. Niente lusso, solo voglia di ricostruire. Dopo tre promozioni in Serie A negli ultimi quattro anni e una finale persa, il tecnico ha accettato la sfida dei lagunari con grande determinazione. Passeggia in centro, valuta se prendere casa tra i canali e si gode il clima positivo. Come ha raccontato in un’intervista a La Gazzetta dello Sport, la sua missione è chiara: risalire.

VOGLIA DI RISCATTO – «Con una gran voglia di lavorare, mi ha quasi sorpreso, anche se il direttore Antonelli mi aveva detto che le teste sono quelle giuste. Devo dire che il campo l’ha confermato, vedo tra i giocatori retrocessi orgoglio e spirito di rivalsa».

GRUPPO MULTIETNICO – «Capiscono molto bene l’italiano, sono molto attenti alla mia proposta. Il problema non è la parola, ma capire in fretta cosa voglio da loro. Bisogna affrettare i tempi di apprendimento e io devo essere bravo ad accorciarli. Dobbiamo diventare forti e non lo siamo ancora per quello che ci aspetta».

LE SUE CERTEZZE – «Sono stato scelto per la mia idea e spero di ricambiare la fiducia. Per farlo devo portare i numeri, dare identità alla squadra. Il percorso è duro».

CLIMA DIVERSO DA CREMONA – «Qui non percepisco delusione. Ho parlato con qualche tifoso, per provocarli ho detto: facciamo 40 punti e salviamoci. Questo perché la mentalità deve essere quella di fare battaglia, rimboccarci le maniche e crescere. Però qui c’è entusiasmo, un senso di appartenenza che poche volte ho riscontrato. I tifosi si sentono rappresentati dalla loro squadra, questo mi piace».

ADDIO CREMONESE – «Non mi sono amareggiato, oggi mi sento valorizzato e questa è una tappa importante per la mia carriera. A Cremona penso di aver fatto qualcosa di eccezionale, lo dicono i numeri. Solo dal punto di vista umano mi aspettavo da qualcuno qualcosa di più, ma professionalmente ci sta: il contratto era scaduto e non era scontato rinnovarlo. Però abbiamo vinto insieme, ho potuto essere protagonista, e se non avessi vinto sarei stato contento lo stesso per come ho lavorato».

IL MERCATO IN USCITA – «Pochi, per fortuna. Quelli che sono rimasti qui vanno benissimo. La società sa tutto, poi di fronte al mercato alzo le mani».

NOME CALDO: NICOLUSSI CAVIGLIA – «Lui e tanti altri, sarei felicissimo».

IDENTITÀ PRIMA DEL BEL GIOCO – «Qualcosa, per essere belli il percorso è lungo ma ci arriveremo. Prima ci arriviamo, prima esalteremo le doti dei giocatori, che sono tante».

FOCUS SU ADORANTE – «L’anno scorso ha mostrato tante belle cose. Allenandolo è una bella sorpresa dal punto di vista umano: ha fame, ed è quello che ci vuole in questa B, soprattutto dopo una retrocessione».

VALORE RELATIVO – «Vedo tante belle squadre, ho fatto tanta B e conosco le situazioni. Guardo le neopromosse, le deluse del campionato scorso, le retrocesse: occhio, piedi piantati a terra, abbiamo solo un mese per essere pronti».

GLI AVVERSARI IN PANCHINA – «Ne vedo tantissimi bravi».

FINALE CON D’ANGELO? – «Spero che vinca lui. Ma tanto io arrivo prima…»

TRAGUARDO PERSONALE – «Sono felice di allenare a questo livello, mi sento fortunato perché la mattina mi alzo per andare da gruppi stupendi, mi piace da morire. Come migliorare i giocatori: vengo dal settore giovanile, ce l’ho dentro, è la cosa che preferisco fare».

SUL CASO UNDER 21 – «Intanto mi è dispiaciuto per Nunziata, che aveva fatto un ottimo lavoro. Però anche Baldini sa migliorare i giocatori, ha valori umani eccezionali e anche lui saprà trasmettere il vero senso di appartenenza, fondamentale con la maglia azzurra».

Bologna, ecco la richiesta di Italiano alla dirigenza per il mercato: ecco cosa chiede

Bologna, la richiesta di Italiano alla dirigenza rossoblù: il tecnico chiede che la rosa non venga toccata, è soddisfatto per profondità e qualità

Vincenzo Italiano ha un desiderio chiaro: che il mercato del Bologna si fermi così com’è. Perché la squadra già lo convince, eccome. La qualità è aumentata, la profondità della rosa è tangibile, e per ora soltanto Sam Beukema ha lasciato Casteldebole, direzione Napoli, per una cifra totale di 34 milioni tra parte fissa e bonus. Un sacrificio accettabile. Ma l’ipotesi che altri due gioielli possano partire, Jhon Lucumí e Dan Ndoye, è lo scenario che l’allenatore vorrebbe evitare a tutti i costi. Lo rivela il Corriere dello Sport.

Lucumí è una colonna della difesa. Senza di lui e Beukema, la retroguardia andrebbe rifondata da zero. E Ndoye? Un’arma tattica insostituibile: l’esterno svizzero ha dimostrato di saper spaccare le partite con la sua forza fisica, l’uno contro uno e una crescente incisività in zona gol. Il suo timbro nella semifinale di Coppa Italia contro il Milan è stato il simbolo dell’intera stagione. Italiano lo sa: perderlo significherebbe dover spendere gran parte di quanto incassato per trovare un sostituto all’altezza.

La dirigenza con Joey Saputo in testa e con il trio Fenucci-Sartori-Di Vaio è però consapevole della posta in gioco. Come sottolinea il Corriere dello Sport, cedere sia Lucumí che Ndoye porterebbe 70 milioni, che sommati a quelli di Beukema darebbero respiro al bilancio. Ma l’ambizione europea del Bologna ha un prezzo, e mantenere l’attuale struttura tecnica sembra essere una priorità più alta dei conti in ordine.

In uscita, si muove qualcosa tra le seconde linee. Martin Erlic è seguito da Cremonese, Cagliari, Parma e Slovan Bratislava; Michel Aebischer piace al Pisa, e Stefan Posch, tornato dall’Atalanta, ha offerte dalla Bundesliga. Possibili partenze, certo, ma solo se rimpiazzabili con profili mirati. L’unico addio sicuro è quello di Oussama El Azzouzi, destinato al prestito per ritrovare continuità dopo una stagione condizionata dagli infortuni.

Fiorentina: incontro con Kean per il rinnovo e lavoro incessante sul mercato, le ultime

Fiorentina, nei prossimi giorni incontro con gli agenti di Moise Kean per discutere il rinnovo dell’attaccante con la viola

Moise Kean e la Fiorentina, è l’ora della verità. Dopo settimane di attesa, è stato fissato l’incontro tra il club viola e gli agenti dell’attaccante per discutere del rinnovo di contratto. Il summit potrebbe avvenire entro questa settimana o al massimo la prossima. Sul tavolo ci sarà una proposta di prolungamento con ingaggio da circa 4 milioni netti a stagione, cifra resa più sostenibile grazie ai benefici del Decreto Crescita. Resta invece complicata la possibilità di rimuovere la clausola rescissoria: più probabile che venga ritoccata verso l’alto per scoraggiare eventuali assalti futuri. Lo riporta il Corriere dello Sport.

Intanto la Fiorentina monitora altri profili. Uno è Hans Nicolussi Caviglia, centrocampista del Venezia e compagno di scuderia di Kean ai tempi della Juve. I viola hanno chiesto informazioni nei giorni scorsi, ma si tratta solo di un primo sondaggio. Il classe 2000 ha un contratto fino al 2029 e diversi estimatori all’estero, tra cui Ajax e Villarreal, ma il giocatore vorrebbe tornare in Serie A. Anche in questo caso, l’indiscrezione arriva dal Corriere dello Sport.

In uscita, Daniel Caprini, terzino classe 2006, si trasferisce al Mantova in prestito secco. Il club lombardo ha bruciato la concorrenza di Juve Stabia, Pescara e Catanzaro. Il difensore, di proprietà della Fiorentina e Nazionale U19, cercherà continuità in Serie B per poi rientrare a Firenze più maturo.

Parallelamente si lavora al rinnovo di Rolando Mandragora. L’accordo dovrebbe estendersi fino al 2029 con adeguamento economico. Il summit è atteso a giorni, con le parti pronte a definire i dettagli. Il club vuole blindare il centrocampista, considerato strategico nel progetto tecnico. Lo scrive il Corriere dello Sport.

Capitolo mercato: Simon Sohm resta il primo obiettivo per la mediana. La Fiorentina cerca l’intesa col Parma intorno ai 15 milioni, ma la richiesta iniziale dei ducali (20) complica la chiusura. In attacco, si raffredda la pista Sebastiano Esposito, mentre è stato sondato Cristian Volpato del Sassuolo. Per ora solo contatti esplorativi, come riportato sempre dal Corriere dello Sport, ma non si esclude un nuovo confronto a breve.

Atalanta, il Chelsea alza il prezzo di Moreira: la Dea si guarda intorno in cerca di alternative: piace Miguel Gutierrez

Atalanta, alternativa a Moreira del Chelsea – che alza il prezzo – sul mercato: piace Miguel Gutierrez del Girona

La posizione dell’Atalanta sul mercato è chiara: calma, senza frenesia. La rosa è competitiva e quasi completa, il che consente al club di gestire con pazienza le ultime mosse in entrata. Le priorità riguardano pochi tasselli, tra cui l’esterno sinistro, dove si continuano a valutare diversi profili.

Uno dei nomi più caldi è quello di Diego Moreira, belga-portoghese dello Strasburgo. Il Chelsea – che controlla il club francese – ha però alzato il prezzo dopo l’interesse di diversi club, portando la valutazione ben oltre i 20 milioni. Una cifra considerata eccessiva per un giocatore classe 2004, nonostante il talento. E così l’Atalanta si prende tempo, esplorando piste alternative. Come riportato da La Gazzetta dello Sport, tra queste c’è anche Miguel Gutierrez, spagnolo del Girona cresciuto nel vivaio del Real Madrid. Terzino moderno, classe 2001, ha collezionato 10 presenze in prima squadra con Zidane prima del trasferimento in Catalogna nel 2022 per 4 milioni. Il contratto in scadenza tra due anni e l’interesse passato di Juventus, Napoli e Roma lo rendono un obiettivo credibile. La valutazione si aggira sempre intorno ai 20 milioni.

Un’altra opzione, più offensiva, porta a Maxi Araujo dello Sporting. Classe 2000, uruguaiano, può giocare su tutta la fascia e ha qualità fisiche importanti. Ma c’è un ostacolo non banale: è extracomunitario. L’Atalanta ha a disposizione un solo slot ancora libero e l’intenzione del club è quella di usarlo per un attaccante – magari il vice-Lookman, se l’anglonigeriano dovesse partire – o per un centravanti vero e proprio.

Insomma, le rifiniture ci saranno, ma senza fretta. Anche in uscita non ci sono urgenze: la Dea osserva, sonda e valuta. Il tempo gioca a favore di chi ha già una base solida.

Mondiale per Club ogni due anni? La FIFA lavora a questa soluzione mentre il mondo del calcio si spacca in due

Mondiale per Club, la FIFA spinge a ripetere la competizione ogni due anni: i club tentati dagli incassi miliardari, ma i calciatori…

Il nuovo Mondiale per Club sta dividendo il mondo del calcio. Da un lato ci sono i club, sempre più attratti dai ricavi stellari; dall’altro giocatori e allenatori, preoccupati per la salute fisica e mentale di chi è già sottoposto a un calendario estenuante. Jurgen Klopp è stato tra i più critici, definendolo «la peggiore idea mai partorita dal calcio», sottolineando come aggiungere un altro torneo a una stagione già carica sia semplicemente «una follia». Sulla stessa lunghezza d’onda anche Raphinha, esterno del Barcellona, che ha denunciato la mancanza di vacanze per i calciatori: «Siamo costretti a rinunciare a un nostro diritto per partecipare a questa competizione».

Più diplomatico Pep Guardiola, che pur riconoscendo le difficoltà per gli allenatori, ha ammesso che «il Mondiale per Club va giocato, perché fa parte del sistema». In altre parole, un “male necessario”. Perché sì, alla fine il nodo centrale è uno solo: i soldi. Come riportato da ESPN, l’ultima edizione del torneo ha distribuito circa un miliardo di euro. Anche una squadra semi-amatoriale come l’Auckland City ha incassato 3 milioni. I top club come il Chelsea – vincitore dell’edizione conclusa da poco – hanno toccato i 115 milioni di dollari, una cifra che spiega perché diverse big europee, a partire dal Real Madrid, stiano spingendo per una cadenza biennale, anziché quadriennale, del torneo.

Ma il dibattito è destinato a crescere. Da un lato ci sono i brand pronti a investire, club che fanno all-in sul mercato contando sui futuri introiti – come il Chelsea, già attivo con gli acquisti di Estevao, Joao Pedro e altri –, e le squadre sudamericane che vedono nel torneo un’occasione fondamentale per aumentare le entrate. Dall’altro resta la preoccupazione per la tenuta dei calciatori, aggravata da infortuni gravi come quello recente di Musiala. L’espansione del calendario rischia di cancellare qualsiasi pausa estiva, aumentando lo scontro tra FIFA e UEFA e riducendo la priorità della tutela degli atleti.

Chelsea, Veiga di nuovo fuori dai piani di Maresca: ora ci prova l’Atletico Madrid

Renato Veiga fuori dai piani del Chelsea ed è pronto a lasciare i Blues: dopo il prestito alla Juve ora ci pensa l’Atletico Madrid: ecco la richiesta

Renato Veiga è entrato con forza nei radar dell’Atlético Madrid. Il classe 2003 ha impressionato durante la stagione in prestito alla Juventus, tanto da guadagnarsi la fiducia di Diego Simeone, sempre attento ai profili duttili e dinamici. Non solo: il giovane portoghese ha anche conquistato un posto nella nazionale maggiore, con cui ha disputato e vinto la finale di Nations League contro la Spagna, consolidando così il suo status tra i talenti più promettenti della nuova generazione lusitana.

Difensore centrale di formazione, Veiga può giocare anche da esterno sinistro o da mediano, caratteristiche che rispondono perfettamente all’identikit del giocatore moderno richiesto da Simeone: fisico, rapido nei ripiegamenti, capace di leggere le situazioni e adattarsi alle esigenze della squadra. A Madrid, il Cholo è alla ricerca di nuove energie per rinnovare il reparto arretrato e dare più soluzioni tattiche alla sua linea difensiva.

Secondo quanto riportato da Tuttosport, il Chelsea – proprietario del cartellino – valuta il giocatore intorno ai 40 milioni di euro tra parte fissa e bonus, una cifra che al momento viene ritenuta eccessiva dal club spagnolo. Tuttavia, ci sono segnali che potrebbero aprire spiragli concreti alla trattativa.

Il primo indizio è tecnico: Enzo Maresca ha escluso Veiga dalla lista per il prossimo Mondiale per club, una scelta che testimonia come il portoghese non rientri nei piani futuri del Chelsea. Il secondo è strategico: il club londinese ha necessità di vendere per fare spazio e bilanciare il bilancio, ed è pronto ad ascoltare offerte per diversi esuberi, tra cui lo stesso Veiga.

L’Atlético osserva e valuta: la trattativa non è ancora nelle fasi finali, ma l’interesse è concreto. Il profilo piace, l’esclusione di Veiga dai programmi del Chelsea è un assist, e la volontà del giocatore – attratto dalla Liga e dalla possibilità di lavorare con Simeone – potrebbe risultare decisiva.

Roma, ecco il nuovo corso di Gasperini: Wesley atteso nella capitale, Ferguson per il rilancio, El Aynaoui in regia

Roma, nuovi arrivi e tanta fisicità: ecco come inizia il nuovo corso giallorosso con alla guida Gian Piero Gasperini

La Roma lavora su più fronti per modellare la nuova squadra voluta da Gian Piero Gasperini. Secondo La Gazzetta dello Sport, l’obiettivo è creare un gruppo fisicamente imponente, tecnico e dinamico, a cominciare dalla difesa. Daniele Ghilardi, 189 cm, è vicino all’arrivo dal Verona: andrebbe a completare una linea difensiva altissima con Mancini (190) e Ndicka (193). Nonostante la stazza, Ghilardi è veloce, capace nei recuperi e abile nell’impostazione, grazie ai suoi trascorsi da centrocampista. Un profilo perfetto per la difesa alta e aggressiva di Gasperini. L’operazione dovrebbe chiudersi intorno ai 10 milioni più bonus.

Nel frattempo, si attende anche lo sbarco nella Capitale di Wesley, esterno destro del Flamengo. Il giocatore ha già mostrato tutto il suo entusiasmo per la nuova avventura, ma dovrà attendere che il club brasiliano individui il sostituto, con Vinicius Tobias in pole. Il tecnico giallorosso è pronto a trasformarlo in un laterale a tutta fascia, capace di attaccare e coprire con intensità. Il brasiliano, infatti, è noto per la sua spinta offensiva e dovrà ora migliorare nella fase difensiva per adattarsi al 3-4-2-1 di Gasperini.

Altro rinforzo pronto a prendersi la scena è Evan Ferguson. L’attaccante irlandese arriva da Brighton per ritrovare lo smalto di due stagioni fa, quando segnò 15 gol con De Zerbi. Inizialmente sarà il vice-Dovbyk, ma Gasp potrebbe anche utilizzarlo al fianco dell’ucraino o da seconda punta, soprattutto sulla sinistra, dove la Roma cerca ancora un rinforzo.

In cabina di regia, spazio a El Aynaoui. Il marocchino ha già vissuto le prime ore da giallorosso e sarà presto testato nelle amichevoli di agosto. Regista puro ma con buone capacità di inserimento, potrà agire accanto a Koné o sostituire Cristante, dando equilibrio e qualità alla manovra. Pagato 23 milioni più 2 di bonus, rappresenta una scommessa importante sul presente e sul futuro.

Juve, rivoluzione sulle fasce: Joao Mario e Molina per mettere le ali

Juve, rivoluzione sulle corsie esterno: con il Porto si lavora per uno scambio tra Alberto Costa e Joao Mario, con l’Atletico si parla per Molina

La Juve è pronta a rivoluzionare la corsia destra. Come riportato da Tuttosport, si avvicina a grandi passi l’operazione incrociata con il Porto che vedrà Alberto Costa passare ai Dragoes e Joao Mario prendere la direzione opposta, in maglia bianconera. Non si tratta di uno scambio diretto, ma di un doppio affare parallelo: i portoghesi verserebbero 15 milioni più 1 di bonus per Costa, mentre la Juventus incasserebbe 10 milioni dalla cessione di Joao Mario, così da garantirsi una plusvalenza immediata.

La scelta del Porto è dettata anche dall’elevata concorrenza sul laterale ex Vitoria Guimaraes, esploso nella seconda parte di stagione a Torino. Farioli, nel ritiro austriaco, ha alimentato le voci convocando ben tre esterni destri, Joao Mario compreso. Una mossa che ha acceso i riflettori su un’operazione ormai in dirittura d’arrivo.

Sorprendente il cambio di rotta di Costa, che fino a pochi giorni fa sembrava determinato a restare. Tudor lo considerava un punto fermo, come dimostrano le 14 presenze consecutive da titolare da quando è entrato stabilmente nei meccanismi bianconeri. Ora, invece, la Juve dovrà ripensare completamente il settore, anche perché Timothy Weah è vicino all’addio: il Marsiglia ha trovato un accordo con l’esterno statunitense (contratto fino al 2030 da 2.5 milioni a stagione), ma non ha ancora presentato un’offerta ufficiale. I bianconeri lo valutano tra i 20 e i 22 milioni e restano in contatto con diversi club di Premier.

In entrata, resta viva la pista che porta a Nahuel Molina: l’argentino, protagonista all’Udinese e poi all’Atletico Madrid, potrebbe lasciare i Colchoneros dopo l’arrivo di Marc Pubill. La valutazione attuale è tra i 25 e i 30 milioni, ma la Juve valuta formule alternative, come un prestito con diritto di riscatto.

Alternative? Sempre secondo Tuttosport, Lucas Vazquez, Nelson Semedo, Josha Vagnoman e Daniel Muñoz restano opzioni concrete per completare il restyling.

Inter, finisce la telenovela Calhanoglu: il turco rimane in nerazzurro, le ultime

Inter, la telenovela Hakan Calhanoglu finisce con i “fiori d’arancio” tra il calciatore turco e i nerazzurri: ha scelto di rimanere a Milano

Hakan Calhanoglu resterà all’Inter. A confermarlo, mettendo fine alle voci di mercato, è stato il suo agente Gordon Stipic in un’intervista a TRT: «Non ci sono stati colloqui con le squadre turche. Hakan giocherà nell’Inter il prossimo anno, è felice in nerazzurro». La frase arriva dopo settimane di indiscrezioni su un possibile ritorno in patria, con Galatasaray e Fenerbahce accostati al centrocampista durante il Mondiale per Club.

In realtà qualche contatto informale c’è stato, come racconta oggi la Gazzetta dello Sport, ma senza sviluppi concreti. «Non posso nascondere che Hakan nutrisse una passione già da bambino per il Galatasaray, ma non c’è stata alcuna offerta. E non abbiamo avuto colloqui col Fenerbahce», ha chiarito ancora Stipic, allineandosi alla posizione del club, ribadita da Marotta: «Calhanoglu non ha mai manifestato l’intenzione di andare via».

Nel frattempo l’Inter si era cautelata, valutando nomi come Granit Xhaka, che proprio ieri ha firmato col Sunderland. Una coincidenza che chiude simbolicamente la telenovela.

Oggi, intanto, Calhanoglu sarà tra i primi a presentarsi ad Appiano Gentile per iniziare la nuova stagione in anticipo sul raduno ufficiale. Al centro dell’attenzione c’è il polpaccio infortunato che lo aveva costretto a lasciare gli Stati Uniti durante il Mondiale, ma anche il chiarimento – ancora parziale – con Lautaro Martinez, dopo lo scontro a distanza seguito alla finale col Fluminense. Il faccia a faccia quotidiano sarà decisivo per ricomporre definitivamente i rapporti.

Sotto la guida di Chivu, il centrocampista turco dovrà adattarsi a un’Inter che cambia pelle: meno regista unico, più partner in una mediana affollata e competitiva. Il nuovo modulo (3-4-2-1) e l’arrivo di elementi come Zielinski e un Frattesi sempre più centrale impongono una sfida ulteriore. Calhanoglu è pronto a raccoglierla. In nerazzurro.

Saelemaekers Milan, Alexis è pronto a riprendersi i rossoneri: «Voglio giocare tanto e aiutare la squadra; Allegri? Sa come si vince»

Le parole di Alexis Saelemaekers, rientrato al Milan dopo i prestiti degli ultimi anni e voglioso di confermarsi in rossonero nella prossima stagione

Dopo due stagioni in prestito tra Bologna e Roma, Alexis Saelemaekers è tornato a casa. Il Milan, per lui, è più di una squadra: è un legame profondo, costruito con le emozioni, i ricordi e la voglia di indossare quella maglia con orgoglio. A Marina Bay, durante il ritiro estivo dei rossoneri, il belga si è presentato con entusiasmo, sorrisi e soprattutto grande determinazione. Ha parlato di “seconda casa”, dei suoi anni di crescita lontano da Milanello, dell’affetto per i tifosi e della sua voglia di tornare protagonista con la squadra che lo ha accolto giovanissimo. E mentre si prepara a mettersi a disposizione di Massimiliano Allegri, che lo considera un jolly prezioso, Saelemaekers non nasconde sogni e ambizioni: vuole vincere altri trofei in rossonero. Un’intervista autentica, tra passato, presente e futuro, che riflette tutto l’amore dell’esterno belga per il Milan. Di seguito le sue parole a la Gazzetta dello Sport.

FELICE DI ESSERE TORNATO AL MILAN – «Ovviamente sì. A Bologna e Roma ho dato tutto, ma il Milan è sempre rimasto nella mia testa. A questo club e ai tifosi sono rimasto affezionato.»

NON HA MAI SEGNATO CONTRO IL MILAN – «(Ride) Non potevo farlo.»

LE SUE STATISTICHE LONTANO DA MILANELLO SONO CRESCIUTE – «Vero, ma sono cresciuto molto anche come giocatore. Sono arrivato a 19 anni, all’inizio era difficile: passare dall’Anderlecht al Milan, con Ibra e Donnarumma in spogliatoio, è stato un salto enorme.»

RIPETERSI AI LIVELLI DELL’ULTIMA STAGIONE – «Ci proverò. Questa è casa mia, ho ritrovato tante persone a cui voglio bene.»

L’ANNO DELLO SCUDETTO – «Come dimenticarlo? Non ho fatto un tatuaggio, ma tutto è nella mia testa. I tifosi volevano quello scudetto e la festa fu pazzesca.»

PRIME IMPRESSIONI SU ALLEGRI – «Ha vinto tanto e sa come si fa. Stiamo facendo tutto ciò che ci chiede per ottenere grandi risultati.»

PRONTO A GIOCARE IN PIÙ RUOLI – «Assolutamente. Ho fatto tutto tranne il centrale (ride). Anche il portiere da piccolo! Mi adatto e aiuto la squadra dove serve.»

AFFRONTERÀ KEVIN DE BRUYNE, SUO CONNAZIONALE – «È una leggenda. Avrei preferito non averlo come avversario (ride), ma faremo di tutto per battere lui e il Napoli.»

OBIETTIVO DELLA STAGIONE – «Tornare in Champions. Ma prima, una partita alla volta. Sempre con i piedi per terra.»

A LIVELLO PERSONALE – «Replicare la scorsa stagione, giocare tanto e aiutare il Milan a vincere. Siamo ripartiti da zero con ambizione.»

CHI L’HA IMPRESSIONATO DI PIÙ IN QUESTO GRUPPO – «Ricci è fortissimo tecnicamente. E non vedo l’ora di allenarmi con Modric: da bambino sognavo di essere lui.»

SI SENTE MOLTO AMATO DAI TIFOSI – «Sì, ed è bellissimo. La gente ha capito che amo questa maglia. Se fossi rimasto nella mia comfort zone, non sarei cresciuto.»

IL SUO SOGNO – «Vincere altri trofei col Milan. Sono tornato per questo.»

Napoli, sconfitta in amichevole alla prima uscita stagionale: l’Arezzo vince 2-0, Conte incassa e guarda avanti

Napoli, sconfitta nella prima uscita stagionale: l’Arezzo batte la squadra di Conte, che va avanti e si tiene le cose positive

Dopo quasi cinque mesi d’imbattibilità, il Napoli torna a conoscere la sconfitta. L’ultima volta era successo a Como in campionato, il 23 febbraio. Stavolta l’amaro arriva nel ritiro di Dimaro, dove l’Arezzo – squadra di Serie C allenata dall’ex Bucchi – sorprende gli azzurri e si impone per 2-0 in amichevole, di fronte a uno stadio esaurito e con gli occhi puntati su Kevin De Bruyne.

Come riportato dal Corriere dello Sport, il ko non ha conseguenze reali ma fa comunque rumore. La squadra è stanca, provata dai carichi di lavoro imposti da Antonio Conte in questi primi sei giorni di ritiro. Ritmi intensi, doppie sedute quotidiane, e gambe ancora pesanti: un mix che ha prodotto una prestazione opaca, priva di lucidità e brillantezza, soprattutto sotto porta. Conte, che ha provato due moduli diversi nei due tempi (4-3-3 all’inizio, 4-2-3-1 nella ripresa), non sarà soddisfatto, ma il contesto attenua il giudizio.

Da segnalare comunque alcune note positive. Buono l’approccio di Noa Lang, propositivo nella prima mezz’ora, così come quello di Marianucci. De Bruyne, pur lontano dalla forma migliore, ha mostrato spunti e visione, dialogando con i compagni e cercando spesso la porta. Il più brillante è stato Neres: l’esterno brasiliano, schierato a destra nel tridente alle spalle di Lukaku, ha messo in crisi la retroguardia toscana con dribbling, accelerazioni e tre occasioni nitide (una acrobazia, un palo e una gran parata di Trombini).

L’Arezzo, invece, ha sfruttato al meglio le sue occasioni: Pattarello ha sbloccato su rigore nel primo tempo, poi Varela ha raddoppiato nel finale, approfittando di un errore in uscita. Sabato nuovo test contro il Catanzaro, per chiudere il ritiro con indicazioni più concrete.

TABELLINO

NAPOLI-AREZZO 0-2
Marcatori: 38’ pt rig. Pattarello (A), 45’ st Varela (A)

NAPOLI pt (4-3-3): Meret; Di Lorenzo, Marianucci, Juan Jesus, Olivera; Anguissa, Hasa, De Bruyne; Zanoli, Lucca, Lang.
NAPOLI st (4-2-3-1): Contini; Mazzocchi, Rrahmani, Beukema, Spinazzola; Anguissa (23’ Vergara), Lobotka; Neres, Raspadori, Zerbin; Lukaku. All. Conte

AREZZO pt (4-3-3): Venturi; Renzi, Arena, Chiosa, Coccia; Damiani, Guccione, Sani; Pattarello, Concetti, Tavernelli.
AREZZO st (4-3-3): Trombini; Renzi (23’ Pulcini), Gilli, Gigli, Righetti; Shaka Mawuli, Guccione (23’ Ferrara), Dezi; Perrotta, Ravasio, Varela. All. Bucchi

Italia femminile, sogno spezzato al 119’: le Azzurre fuori dall’Europeo tra lacrime e orgoglio

Italia femminile, il sogno finisce in semifinale: Azzurre in vantaggio con Bonansea, poi la rimonta beffa dell’Inghilterra ci elimina

Il sogno dell’Italia femminile si infrange in modo crudele, nel finale di una semifinale epica, al minuto 119, sotto gli occhi della solita Sarina Wiegman. Era già stata lei, con la sua Olanda, a fermare le Azzurre ai quarti del Mondiale 2019. Stavolta lo fa da ct dell’Inghilterra, con un’altra beffa al fotofinish. Dopo una partita combattuta e vissuta col cuore in mano, le inglesi ribaltano l’1-0 con un rigore molto discusso, concesso a un passo dai rigori, trasformato da Kelly dopo una respinta di Giuliani. È il colpo che spezza il sogno azzurro.

Come riportato nel corso della partita, l’Italia aveva sorpreso ancora tutti con un assetto tattico ibrido: 3-4-3 in possesso, 5-3-2 in fase difensiva. Una scelta che sembrava funzionare alla perfezione, soprattutto nel primo tempo. Dopo un inizio in cui l’Inghilterra aveva subito sfiorato il vantaggio con Russo, è l’Italia a colpire: minuto 33, Cantore vola sulla fascia, serve un cross perfetto e Bonansea, con un sinistro da applausi, insacca. Le Azzurre tengono botta, lottano, resistono. Giuliani salva su James con una parata prodigiosa.

Nella ripresa però il copione cambia. L’Inghilterra spinge, mentre l’Italia perde Girelli per infortunio e fatica a ripartire. Un’occasione clamorosa capita a Severini, che spreca il possibile 2-0 davanti a Hampton. Poco dopo, il pareggio: Agyemang, appena entrata, sfrutta un rimpallo al 96’. Ai supplementari le energie calano, l’Italia si difende con coraggio, ma subisce il rigore contestato al 119’. Giuliani para il tiro di Kelly, ma sulla ribattuta l’inglese è più veloce.

Finisce così, tra le lacrime e gli applausi. Il presidente Gravina ha elogiato le Azzurre: «Solo applausi per queste ragazze, sono state straordinarie. Grazie al lavoro di Soncin, questo gruppo ci regalerà ancora tante emozioni». Sì, il sogno finisce. Ma l’Italia esce a testa altissima.

Le prime pagine sportive nazionali – 23 luglio

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Calciomercato Verona, Maleh si allontana? Occhio all’interesse di quella big gialloblu

Calciomercato Verona: Maleh verso l’addio, la Cremonese spinge. La situazione attuale gialloblu

Il Calciomercato Verona potrebbe registrare a breve un’importante uscita a centrocampo. Secondo quanto riportato dal Corriere di Verona, Youssef Maleh è sempre più lontano dall’Hellas. Il centrocampista marocchino, attualmente in forza al Lecce, ma già allenato da Paolo Zanetti ai tempi del Venezia, è finito nel mirino della Cremonese, che avrebbe presentato un’offerta concreta per portarlo alla propria corte.

L’interesse della Cremonese sembra serio e ben strutturato, tanto che il Lecce sta valutando attentamente la proposta. Maleh, infatti, non è più considerato centrale nel progetto tecnico dei salentini e una cessione in questa fase del mercato appare una possibilità concreta. La presenza di Zanetti sulla panchina grigiorossa rappresenta un fattore determinante: il tecnico conosce bene il centrocampista e lo considera il profilo giusto per rafforzare il reparto mediano in vista della prossima stagione.

In questo contesto, l’Hellas Verona, pur non essendo il club proprietario del cartellino, osserva da vicino gli sviluppi dell’operazione. Maleh ha infatti indossato la maglia gialloblù in passato e il suo nome è stato accostato nuovamente al Calciomercato Verona nelle ultime settimane, come possibile rinforzo in caso di movimenti in uscita nella zona nevralgica del campo. Tuttavia, con la Cremonese ora in netto vantaggio, la pista sembra essersi raffreddata.

La dirigenza veronese, comunque, resta vigile e attiva sul mercato, alla ricerca di opportunità che possano garantire qualità e profondità alla rosa a disposizione di mister Paolo Zanetti, appena arrivato sulla panchina dell’Hellas. Il centrocampo è uno dei reparti che potrebbe subire maggiori modifiche in questa sessione estiva, e l’evoluzione della situazione Maleh rappresenta un segnale delle tante trattative ancora aperte.

Il Calciomercato Verona, dunque, continua a muoversi tra entrate e uscite, con la necessità di costruire una squadra competitiva per affrontare una stagione che si preannuncia intensa. L’eventuale mancato ritorno di Maleh potrebbe aprire la porta ad altri profili, magari più funzionali al nuovo progetto tecnico.

Nelle prossime settimane si attendono sviluppi concreti, ma una cosa è certa: il Calciomercato Verona è tutt’altro che fermo, e i prossimi colpi saranno decisivi per definire l’identità tattica e tecnica dell’Hellas 2025.

Calciomercato Sassuolo, Insigne rimane nel mirino. Dipenderà da tutto dalla cessione di quel giocatore

Calciomercato Sassuolo: Insigne nel mirino, ma tutto dipende da Laurienté. La situazione attuale

Il Calciomercato Sassuolo continua a offrire sviluppi interessanti, soprattutto per quanto riguarda il reparto offensivo. In queste ore è emerso l’interesse del club neroverde per Roberto Insigne, esterno offensivo classe 1991, attualmente in forza al Palermo. Il profilo dell’ex giocatore di Frosinone e Benevento piace alla dirigenza emiliana, che lo considera un’alternativa valida per rinforzare l’attacco in caso di uscite.

Tuttavia, secondo calciomercato.com, l’operazione è strettamente legata al futuro di Armand Laurienté. L’attaccante francese sembrava a un passo dal trasferimento al Sunderland per una cifra vicina ai 20 milioni di euro, ma il trasferimento è sfumato nelle fasi finali della trattativa. Questo imprevisto ha cambiato i piani della società emiliana, costretta ora a riconsiderare i propri movimenti in entrata.

Infatti, prima di affondare il colpo su Insigne, il Sassuolo dovrà trovare una nuova sistemazione per Laurienté, che resta in uscita. Il giocatore ha già un accordo di massima con la società per lasciare l’Emilia in questa sessione estiva, ma finché non verrà formalizzata una cessione, ogni potenziale entrata resterà in stand-by. Il nodo principale, dunque, è rappresentato dal mercato in uscita, elemento chiave per sbloccare eventuali trattative in entrata.

Nonostante lo stallo momentaneo, l’interesse del Sassuolo per Insigne è reale. L’esterno offensivo, dotato di grande tecnica e visione di gioco, potrebbe portare esperienza e qualità nel progetto di rilancio del club, appena promosso in Serie A. Il Calciomercato Sassuolo è infatti orientato verso profili che abbiano sia esperienza che motivazioni forti per affrontare una stagione di vertice.

La situazione resta in evoluzione, ma è chiaro che la dirigenza neroverde non vuole farsi trovare impreparata. Qualora si dovesse concretizzare la partenza di Laurienté, l’operazione Insigne potrebbe subire un’accelerata decisiva. Il Calciomercato Sassuolo è attento e pronto a cogliere le giuste opportunità, ma ogni mossa sarà ponderata e legata all’equilibrio economico del club.

Calciomercato Fiorentina, Nicolussi Caviglia salta? Occhio a quella grande concorrenza

Calciomercato Fiorentina: occhi su Nicolussi Caviglia, ma c’è concorrenza estera. La situazione

Il Calciomercato Fiorentina entra nel vivo e tra i profili seguiti con interesse figura anche quello di Hans Nicolussi Caviglia, centrocampista classe 2000 reduce da una stagione positiva con il Venezia. Nonostante la retrocessione del club lagunare in Serie B, il giovane talento si è messo in luce per le sue doti tecniche e la capacità di interpretare il ruolo in modo moderno e dinamico. Qualità che non sono passate inosservate, soprattutto all’estero.

Secondo quanto riportato da Sportmediaset, infatti, è l’Ajax uno dei club più attenti alla crescita di Nicolussi Caviglia. Il club olandese, noto per la sua filosofia basata sulla valorizzazione di giovani profili, avrebbe avviato i primi contatti per sondare la disponibilità del giocatore e dei suoi agenti in vista di un possibile trasferimento. Il centrocampista piemontese, attualmente di proprietà della Juventus, è considerato un elemento con ampi margini di crescita e una buona visione di gioco.

Ma il pressing non arriva solo dai Paesi Bassi. Anche in Germania, il Bayer Leverkusen avrebbe effettuato un primo sondaggio esplorativo. La squadra allenata da Erik Ten Hag, sempre attenta ai giovani centrocampisti dal profilo tecnico, starebbe valutando l’idea di inserirlo nella propria rosa come investimento a medio-lungo termine. Al momento non sono ancora pervenute offerte ufficiali, ma i prossimi giorni potrebbero essere cruciali per far evolvere la situazione.

In questo scenario internazionale, la Fiorentina resta vigile. Il club viola è alla ricerca di nuovi rinforzi per la mediana e il nome di Nicolussi Caviglia rappresenta un’opzione credibile, soprattutto in ottica prospettica. Il Calciomercato Fiorentina punta a inserire profili giovani ma pronti per il salto di qualità, e il centrocampista classe 2000 risponde a questo identikit. Tuttavia, la concorrenza delle squadre estere potrebbe rendere più complicato l’assalto viola.

La dirigenza gigliata, impegnata a rafforzare la rosa in vista della nuova stagione, dovrà quindi muoversi con decisione se vorrà portare il giovane talento a Firenze. Il Calciomercato Fiorentina, ancora in pieno fermento, resta aperto a colpi intelligenti, anche in risposta alle uscite previste a centrocampo.

Calciomercato Udinese, nel mirino un nuovo giocatore per potenziare ulteriormente l’attacco. La situazione

Calciomercato Udinese: Adam Buksa nel mirino per l’attacco. La situazione attuale dei bianconeri

Il Calciomercato Udinese entra in una fase importante con la dirigenza friulana al lavoro per individuare il nuovo centravanti che possa sostituire Lorenzo Lucca, trasferitosi recentemente al Napoli. Secondo quanto riportato dal portale polacco Goal.pl, l’obiettivo principale dei bianconeri è Adam Buksa, attaccante classe 1996 attualmente in forza al Midtjylland, club del campionato danese.

Buksa è un profilo che intriga molto in casa Udinese: con i suoi 1,91 metri di altezza, rappresenta un classico numero nove di peso, forte fisicamente e abile nel gioco aereo. Nella scorsa stagione ha messo a segno 15 gol in 39 presenze, dimostrando una buona continuità realizzativa. Le sue caratteristiche sembrano adattarsi perfettamente al sistema di gioco friulano, che da anni predilige un attaccante capace di proteggere palla, finalizzare e rendersi utile anche nel gioco di sponda.

Il nome di Buksa non è nuovo nel panorama internazionale. Il polacco vanta una carriera distribuita in più campionati: ha infatti giocato in Francia con il Lens, negli Stati Uniti con il New England Revolution, in Turchia e ora in Danimarca. A livello di nazionale, può contare 23 presenze con la Polonia e 7 gol, numeri che certificano la sua esperienza anche in ambito internazionale.

Un aspetto che potrebbe facilitare la trattativa in questo Calciomercato Udinese è il legame già esistente tra Buksa e l’attuale allenatore bianconero, Kosta Runjaic. I due hanno lavorato insieme ai tempi del Pogon Stettino in Polonia, e questa conoscenza reciproca potrebbe accelerare sia la fase negoziale sia l’eventuale ambientamento del giocatore nella squadra friulana.

Non va dimenticato un altro dettaglio curioso: Buksa ha avuto un’esperienza giovanile in Italia, nelle giovanili del Novara, prima di affermarsi definitivamente all’estero. Un ritorno nel calcio italiano, questa volta da protagonista in Serie A, potrebbe rappresentare una tappa importante nella sua carriera.

Il Calciomercato Udinese è quindi focalizzato su un profilo internazionale ma già testato, con la volontà di chiudere l’operazione nelle prossime settimane. L’arrivo di Buksa sarebbe un colpo mirato per rimpiazzare Lucca e garantire profondità e qualità al reparto offensivo bianconero.

Calciomercato Cremonese, Pezzella obiettivo numero uno per rinforzare la fascia sinistra

Calciomercato Cremonese: Giuseppe Pezzella vicino ai grigiorossi. La situazione attuale

Il Calciomercato Cremonese entra in una fase cruciale e, secondo quanto riportato da Cremonasport.it, il nome in cima alla lista dei desideri della dirigenza grigiorossa è quello di Giuseppe Pezzella, esterno sinistro di proprietà dell’Empoli. Il difensore classe 1997 rappresenta l’obiettivo più concreto e vicino a diventare realtà per il club lombardo in questa sessione estiva di mercato.

Le trattative tra le parti proseguono spedite e, salvo sorprese, Pezzella potrebbe diventare a breve un nuovo rinforzo per l’organico guidato da Davide Nicola. Il profilo del giocatore risponde perfettamente alle esigenze della Cremonese: italiano, con una solida esperienza nella massima serie e abituato a lottare per obiettivi salvezza, rappresenta l’innesto ideale per completare la corsia mancina.

Giuseppe Pezzella vanta 181 presenze in Serie A, frutto di un percorso iniziato a Palermo e proseguito con le maglie di Udinese, Parma, Atalanta e, appunto, Empoli. Si tratta di un giocatore affidabile, con caratteristiche fisiche e tecniche in grado di offrire equilibrio alla squadra, sia in fase difensiva che nelle transizioni offensive. La sua esperienza potrebbe rivelarsi determinante per una Cremonese che punta a recitare un ruolo da protagonista in Serie B, con l’ambizione di tornare subito nel massimo campionato.

Il Calciomercato Cremonese, dunque, si muove con decisione e visione chiara. Dopo aver lavorato su alcune uscite, la dirigenza grigiorossa sta cercando di chiudere operazioni mirate in entrata, puntando su giocatori pronti e motivati. Pezzella è considerato un colpo funzionale e strategico, e da ambienti vicini al club filtra ottimismo sulla buona riuscita dell’affare già nei prossimi giorni.

Il possibile arrivo dell’esterno sinistro rafforzerebbe ulteriormente la rosa, portando qualità ed esperienza al servizio del tecnico Nicola. In un mercato sempre più competitivo, la Cremonese cerca di muoversi con intelligenza, puntando su profili che possano fare la differenza già nel breve termine.

Con l’operazione Pezzella in dirittura d’arrivo, il Calciomercato Cremonese si conferma attivo e ambizioso, pronto a garantire alla squadra i mezzi giusti per affrontare al meglio la prossima stagione.

Calciomercato Genoa, fumata bianca vicina per quell’attaccante. Vieira molto entusiasta della scelta

Calciomercato Genoa: Lorenzo Colombo vicino alla firma con il Grifone. La situazione attuale

Il Calciomercato Genoa entra nel vivo con una trattativa che potrebbe regalare ad Alberto Gilardino un nuovo rinforzo offensivo: si tratta di Lorenzo Colombo, giovane attaccante di proprietà del Milan. L’accordo tra i due club è ormai ai dettagli finali, con la formula del prestito con diritto di riscatto che potrebbe trasformarsi in obbligo al verificarsi di determinate condizioni. A confermare l’operazione è stato il giornalista Matteo Moretto, tra i più affidabili in ambito di mercato.

Lorenzo Colombo, classe 2002, è uno dei profili più interessanti tra i giovani attaccanti italiani. Cresciuto nel settore giovanile del Milan, ha già maturato esperienze in Serie A e B con le maglie di Lecce, SPAL e Monza. Dotato di fisicità, senso del gol e una buona tecnica, Colombo rappresenta una scommessa interessante per il Calciomercato Genoa, soprattutto in ottica di crescita e sviluppo.

Per il club rossoblù, l’arrivo dell’attaccante lombardo risponde alla necessità di potenziare un reparto offensivo che ha mostrato margini di miglioramento nella scorsa stagione. La dirigenza del Grifone, con il supporto dello staff tecnico, sta cercando giocatori giovani ma già pronti per il palcoscenico della Serie A, e Colombo rientra perfettamente in questa visione strategica.

Dal punto di vista del Milan, la cessione in prestito di Colombo si inserisce nel progetto di valorizzazione dei propri giovani talenti. L’obiettivo è permettergli di accumulare minutaggio in un contesto competitivo, mantenendo però la possibilità di monitorarne i progressi o, eventualmente, capitalizzare attraverso una futura cessione definitiva.

Il trasferimento imminente di Colombo è una delle operazioni più interessanti del Calciomercato Genoa. La società ligure punta a chiudere il colpo in tempi brevi, così da consegnare l’attaccante al tecnico Gilardino già nella fase iniziale del ritiro estivo. I tifosi del Grifone attendono con entusiasmo l’ufficialità, sperando che Colombo possa contribuire con i suoi gol alla causa rossoblù.

In un mercato dove le opportunità vanno colte con tempismo e lungimiranza, l’operazione Colombo rappresenta un passo concreto nella direzione giusta per un Genoa ambizioso, che vuole confermarsi protagonista del campionato.

Calciomercato Cagliari, ecco quale sarà il futuro di Marin. La situazione dei rossoblu!

Calciomercato Cagliari: il futuro di Razvan Marin e le strategie rossoblù. La situazione attuale

Il Calciomercato Cagliari entra nel vivo con settimane decisive per definire la rosa in vista della prossima stagione. La dirigenza rossoblù è impegnata su più fronti, lavorando tanto in entrata quanto in uscita, nel tentativo di costruire una squadra competitiva e in linea con gli obiettivi del club. Tra i nomi al centro delle trattative spicca quello di Razvan Marin, centrocampista rumeno il cui futuro sembra ormai lontano dalla Sardegna.

Il Calciomercato Cagliari, infatti, ruota attualmente anche attorno all’interesse concreto dell’AEK Atene per Marin. Il club greco ha manifestato ufficialmente la volontà di portare il giocatore in Super League, aprendo così una trattativa che potrebbe concretizzarsi nei prossimi giorni. La cessione del centrocampista rappresenterebbe un’operazione strategica per le casse del club isolano, che avrebbe la possibilità di reinvestire i proventi dell’affare su nuovi innesti per rinforzare la rosa.

Secondo quanto riportato dal giornalista Gianluca Di Marzio, il Cagliari ha fissato a 1,5 milioni di euro il prezzo per lasciar partire Marin. Una cifra che riflette la valutazione fatta dalla società e che costituisce il punto di partenza per eventuali negoziazioni. L’AEK Atene è interessato, ma resta da capire se presenterà un’offerta ufficiale in linea con le richieste rossoblù.

Il Calciomercato Cagliari, dunque, non si limita a inseguire rinforzi, ma passa anche attraverso operazioni in uscita che possono liberare spazio salariale e risorse economiche. La possibile partenza di Marin si inserisce in questa logica: da un lato, soddisfare il giocatore con una nuova esperienza; dall’altro, garantire al Cagliari la possibilità di agire con maggiore libertà sul mercato.

Nei prossimi giorni si attendono sviluppi significativi. Il destino di Marin potrebbe essere deciso a breve, ma il Calciomercato Cagliari è solo all’inizio: altre trattative sono in corso, e la società si muove con attenzione per costruire una rosa all’altezza della sfida. I tifosi attendono novità, consapevoli che questa finestra di mercato sarà determinante per il futuro del club.

Calciomercato Parma, Lorenzo Colombo sarà un nuovo rinforzo per i crociati? Le ultime novità

Calciomercato Parma, Lorenzo Colombo potrebbe essere un nuovo rinforzo per la squadra crociata

Il Calciomercato Parma entra in una fase cruciale e il nome su cui si sta concentrando l’attenzione della dirigenza ducale è quello di Lorenzo Colombo. Dopo alcune settimane di contatti esplorativi, il club emiliano ha deciso di fare sul serio e avviare una trattativa concreta con il Milan per assicurarsi l’attaccante classe 2002.

Il giovane centravanti, attualmente in tournée con i rossoneri, non rientra nei piani tecnici di Stefano Pioli (erroneamente attribuito ad Allegri nelle indiscrezioni iniziali) per la stagione 2025/26. Il Milan, che sta valutando nuove soluzioni per l’attacco, è disposto a lasciar partire Colombo per fare spazio a un nuovo innesto offensivo.

In quest’ottica, il Calciomercato Parma potrebbe approfittare della situazione per mettere a segno un colpo importante. L’intenzione della società ducale è chiara: dare a Fabio Pecchia un attaccante giovane, ma già con esperienza in Serie A e Serie B, capace di garantire fisicità, profondità e gol.

Secondo quanto riportato da TuttoMercatoWeb, l’operazione potrebbe concretizzarsi con la formula del prestito con diritto di riscatto, con una cifra che si aggirerebbe tra i 6 e i 7 milioni di euro. Una soluzione che accontenterebbe tutte le parti in causa: il Milan, che manterrebbe il controllo iniziale sul giocatore, e il Parma, che potrebbe valutare il rendimento del calciatore prima di un eventuale acquisto definitivo.

Colombo, cresciuto nel vivaio rossonero, ha già maturato esperienze significative con le maglie di Lecce, SPAL e Monza. Il suo profilo risponde perfettamente alle esigenze del Parma, che punta a consolidare la propria rosa per affrontare al meglio la nuova stagione in Serie A, con l’obiettivo della salvezza e, perché no, di qualche ambizione in più.

Il Calciomercato Parma resta dunque attivo e dinamico. L’arrivo di un attaccante come Colombo rappresenterebbe un investimento sul presente e sul futuro, offrendo a Pecchia un’alternativa di valore in un reparto offensivo che necessita di rinforzi. I prossimi giorni saranno decisivi per chiudere l’operazione, con i contatti tra Parma e Milan destinati a intensificarsi.

Spinazzola dopo la sconfitta: «Napoli, dobbiamo migliorare su quell’aspetto. Su Conte…»

Leonardo Spinazzola commenta così la sconfitta del Napoli contro l’Arezzo, testimoniando la preparazione attuale

Dopo la sorprendente sconfitta per 2-0 del Napoli contro l’Arezzo nella prima amichevole stagionale, Leonardo Spinazzola ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Radio CRC, analizzando la prestazione e il momento attuale della squadra partenopea. Pur trattandosi di una partita amichevole, il risultato ha lasciato l’amaro in bocca, anche se non è stato motivo di allarme per il laterale azzurro.

«Il risultato non è quello che volevamo – ha spiegato Spinazzola – ma è pur sempre una partita di preparazione. Potevamo sicuramente fare meglio». Il difensore ha sottolineato che la squadra è ancora nei primi giorni di ritiro, con appena sei giorni di lavoro intenso sulle gambe, mentre l’Arezzo si è presentato in condizioni fisiche più avanzate, aspetto che si è riflesso in campo.

Spinazzola, uno dei nuovi volti del Napoli, ha evidenziato come ci sia ancora molto da fare sia sul piano atletico che tattico. «Dobbiamo ancora lavorare tanto e trovare i giusti equilibri con i nuovi compagni. L’aspetto positivo è che abbiamo messo in campo alcune delle richieste del mister. Domani, con più lucidità, analizzeremo tutto con calma».

Dal punto di vista fisico, l’ex Roma ha ammesso di dover recuperare condizione: «Durante l’estate siamo stati molto fermi, quindi dobbiamo ancora spingere. Il ritiro serve proprio a questo».

Curioso anche un aneddoto raccontato dallo stesso Spinazzola: durante l’incontro con alcuni tifosi, è stato simpaticamente definito un “difensore non difensore”, a conferma della sua attitudine offensiva pur partendo da una posizione arretrata. Il suo contributo in fase avanzata, infatti, è un elemento chiave del suo gioco.

Infine, quando gli è stato chiesto quanti assist si pone come obiettivo per la stagione, Spinazzola ha risposto con determinazione: «Spero il più possibile, ma soprattutto spero che ogni assist serva per portare a casa i tre punti».

In questa nuova avventura a Napoli, Spinazzola si prepara a essere un elemento importante sulla fascia, con l’obiettivo di unire qualità, esperienza e spinta offensiva, in una stagione che promette grandi sfide.

Calciomercato Roma, occhi puntati anche su Chiesa. Trattativa importante (con una concorrenza agguerrita)

Calciomercato Roma, occhi puntati su Federico Chiesa. Occhio però ad una concorrenza assai importante

Il Calciomercato Roma entra nel vivo con nuove idee e suggestioni che si intrecciano a vecchi nomi già accostati al club giallorosso nelle precedenti sessioni. La dirigenza della Roma, impegnata nella costruzione di una rosa competitiva per la nuova stagione, sta monitorando con attenzione diversi profili in più ruoli, compreso il reparto offensivo, dove si valutano sia opportunità giovani che giocatori già affermati.

Tra i nomi tornati in orbita Trigoria c’è quello di Federico Chiesa, attualmente in uscita dal Liverpool. Secondo quanto riportato da Footmercato.net, l’attaccante classe 1997 sarebbe nuovamente finito nel mirino della Roma dopo che già la scorsa estate era stato accostato alla formazione capitolina. Sebbene nell’ultima stagione in Premier League non abbia avuto un ruolo da protagonista, Chiesa ha comunque contribuito alla conquista del titolo con i Reds, confermandosi un elemento di valore.

Il profilo di Chiesa piace da tempo alla Roma, soprattutto per la sua capacità di ricoprire più ruoli nel reparto offensivo, adattandosi sia da esterno che da seconda punta. In ottica Calciomercato Roma, il suo acquisto rappresenterebbe un colpo importante anche sul piano mediatico, vista la sua esperienza in Serie A e il passato alla Juventus.

Tuttavia, la concorrenza non manca. Oltre alla Roma, anche Atalanta, Bologna e Fiorentina avrebbero messo gli occhi sull’ex esterno juventino. In particolare, l’Atalanta di Juric sembra essere in vantaggio nella corsa per Chiesa. L’attaccante, infatti, è un profilo molto gradito al tecnico bergamasco, che ne aveva già apprezzato le qualità ai tempi delle sue precedenti esperienze in Serie A.

Massara, uno dei protagonisti della strategia di rafforzamento della Roma, continua a tenere vivo il dossier Chiesa, anche se al momento i margini per una trattativa concreta sembrano ancora in fase embrionale. Molto dipenderà dalle mosse del Liverpool e dalla volontà del giocatore di rientrare nel campionato italiano.

In ogni caso, il nome di Federico Chiesa torna a circolare con forza nei radar del Calciomercato Roma, segnale che il club capitolino è pronto a valutare ogni opportunità per regalare a Gasperini – se sarà confermato – un attacco ancora più competitivo e versatile.

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