Pagina 742 – Calcio News 24

Calciomercato Roma, occhi puntati anche su Chiesa. Trattativa importante (con una concorrenza agguerrita)

Calciomercato Roma, occhi puntati su Federico Chiesa. Occhio però ad una concorrenza assai importante

Il Calciomercato Roma entra nel vivo con nuove idee e suggestioni che si intrecciano a vecchi nomi già accostati al club giallorosso nelle precedenti sessioni. La dirigenza della Roma, impegnata nella costruzione di una rosa competitiva per la nuova stagione, sta monitorando con attenzione diversi profili in più ruoli, compreso il reparto offensivo, dove si valutano sia opportunità giovani che giocatori già affermati.

Tra i nomi tornati in orbita Trigoria c’è quello di Federico Chiesa, attualmente in uscita dal Liverpool. Secondo quanto riportato da Footmercato.net, l’attaccante classe 1997 sarebbe nuovamente finito nel mirino della Roma dopo che già la scorsa estate era stato accostato alla formazione capitolina. Sebbene nell’ultima stagione in Premier League non abbia avuto un ruolo da protagonista, Chiesa ha comunque contribuito alla conquista del titolo con i Reds, confermandosi un elemento di valore.

Il profilo di Chiesa piace da tempo alla Roma, soprattutto per la sua capacità di ricoprire più ruoli nel reparto offensivo, adattandosi sia da esterno che da seconda punta. In ottica Calciomercato Roma, il suo acquisto rappresenterebbe un colpo importante anche sul piano mediatico, vista la sua esperienza in Serie A e il passato alla Juventus.

Tuttavia, la concorrenza non manca. Oltre alla Roma, anche Atalanta, Bologna e Fiorentina avrebbero messo gli occhi sull’ex esterno juventino. In particolare, l’Atalanta di Juric sembra essere in vantaggio nella corsa per Chiesa. L’attaccante, infatti, è un profilo molto gradito al tecnico bergamasco, che ne aveva già apprezzato le qualità ai tempi delle sue precedenti esperienze in Serie A.

Massara, uno dei protagonisti della strategia di rafforzamento della Roma, continua a tenere vivo il dossier Chiesa, anche se al momento i margini per una trattativa concreta sembrano ancora in fase embrionale. Molto dipenderà dalle mosse del Liverpool e dalla volontà del giocatore di rientrare nel campionato italiano.

In ogni caso, il nome di Federico Chiesa torna a circolare con forza nei radar del Calciomercato Roma, segnale che il club capitolino è pronto a valutare ogni opportunità per regalare a Gasperini – se sarà confermato – un attacco ancora più competitivo e versatile.

Calciomercato Bologna, Ndoye andrà in Inghilterra? Le ultime novità in casa rossoblu

Calciomercato Bologna, Ndoye verso la Premier League? La situazione attuale dei rossoblu

Nel contesto del Calciomercato Bologna, continua a tenere banco la situazione legata a Dan Ndoye. Nonostante la caviglia del giovane attaccante svizzero stia bene e non vi siano preoccupazioni di infortuni seri, il Nottingham Forest non molla la presa e la telenovela sul suo futuro è destinata a proseguire nei prossimi giorni.

A rassicurare tifosi e addetti ai lavori sono state le ultime dichiarazioni di Ndoye stesso, che attraverso i suoi canali social ha voluto chiarire le sue condizioni fisiche, smentendo voci di problemi gravi. Tuttavia, sul fronte mercato la situazione resta calda: il club inglese è molto interessato al giocatore e sta spingendo per chiudere l’affare.

Secondo quanto riportato dal Corriere di Bologna, il Nottingham Forest ha presentato una prima offerta da 3,5 milioni di euro per il cartellino di Ndoye. Tale proposta, però, non ha convinto il Bologna, che ha deciso di respingerla al mittente, ritenendola insufficiente per cedere un elemento ritenuto prezioso nella rosa rossoblù.

Nonostante il rifiuto, il club inglese non ha abbandonato l’idea di portare Ndoye in Premier League. Fonti inglesi riferiscono infatti che il Nottingham Forest potrebbe tornare alla carica con una nuova offerta, più sostanziosa. Questo rafforzamento della posizione del club inglese deriva anche dalla recente cessione di Anthony Elanga al Newcastle, operazione che ha portato nelle casse del Nottingham ben 60 milioni di euro, dando così maggiori margini di manovra nel Calciomercato Bologna.

I contatti tra le due società sono previsti nei prossimi giorni, con trattative che potrebbero accelerare rapidamente. Il Bologna si trova così di fronte a una scelta delicata: valutare se trattenere Ndoye per puntare sulla sua crescita all’interno del progetto tecnico o cedere il giocatore per una cifra che possa soddisfare le ambizioni economiche del club.

Il futuro di Dan Ndoye resta quindi incerto, con il Nottingham Forest pronto a fare un nuovo tentativo per assicurarsi le sue prestazioni. Nel frattempo, il Bologna monitora con attenzione la situazione, consapevole che la finestra di mercato può riservare ancora sorprese importanti.

In conclusione, il Calciomercato Bologna su Ndoye resta aperto e pieno di potenziali sviluppi nelle prossime settimane.

Calciomercato Fiorentina, Kean rimarrà a Firenze? Ecco le ultime indiscrezioni viola

Calciomercato Fiorentina, la situazione attuale intorno a Kean per capire il suo futuro

Nel panorama del Calciomercato Fiorentina, arriva un aggiornamento importante riguardo al futuro di Moise Kean. L’esperto di mercato Gianluca Di Marzio ha fatto sapere che nei prossimi giorni è previsto un incontro tra la società viola e l’agente dell’attaccante, Alessandro Lucci, per discutere del possibile rinnovo contrattuale del giocatore.

La Fiorentina, che sta puntando a rafforzare ulteriormente la propria rosa, vede in Kean un elemento chiave per il progetto tecnico e sportivo. L’attaccante ha dimostrato sul campo tutto il suo valore e la sua capacità di incidere nelle partite importanti, tanto da diventare un punto fermo dell’attacco viola. Per questo motivo, il club toscano è intenzionato a proseguire il rapporto con il giocatore, convinto che possa essere uno dei protagonisti delle prossime stagioni.

L’incontro tra la Fiorentina e Alessandro Lucci rappresenta dunque un passo decisivo nel Calciomercato Fiorentina, perché da questo confronto potrebbero emergere le condizioni per il rinnovo dell’attaccante. Nei giorni scorsi si era parlato di possibili offerte di altre società, ma la Fiorentina sembra intenzionata a blindare Kean e a evitare che possa partire in estate.

L’attenzione ora si concentra su quello che sarà l’esito di questa trattativa, che potrebbe non solo definire il futuro di Kean, ma anche influenzare le mosse successive del club nel mercato. La Fiorentina, infatti, vuole costruire una squadra competitiva e ambiziosa, e mantenere i suoi giocatori migliori è una delle priorità.

Il progetto viola, quindi, guarda con fiducia al rinnovo di Moise Kean, considerato uno degli asset più importanti per la crescita del club. Il Calciomercato Fiorentina si muove così non solo in entrata, ma anche cercando di consolidare i rapporti con i protagonisti della rosa, per puntare con decisione a un futuro di successi.

In conclusione, la Fiorentina e il suo staff sono al lavoro per definire il destino di Kean, con l’obiettivo di assicurarsi l’attaccante e rilanciare le ambizioni della squadra nella prossima stagione.

Inghilterra Italia femminile, le formazioni ufficiali del match

Inghilterra Italia, ecco le formazioni ufficiali del match femminile valevole per la semifinale

Questa sera, alle ore 21:00, allo Stade de Genève andrà in scena la semifinale tra Inghilterra e Italia, un match attesissimo e trasmesso in diretta su Rai 1. Le due squadre si preparano a una sfida equilibrata, con entrambe le ct pronte a schierare le loro migliori formazioni per assicurarsi un posto in finale.

Per quanto riguarda l’Inghilterra, la commissaria tecnica Sarina Wiegman potrà finalmente contare sul ritorno della capitana Williamson al centro della difesa, un recupero importante per la solidità del reparto arretrato. Tuttavia, non sarà della partita la difensora Carter, recentemente vittima di gravi insulti razzisti, sostituita da Morgan al suo fianco. Il resto della formazione inglese rimane confermato, con la giovane italiana Russo che guida il tridente offensivo affiancata da James e Hemp. A centrocampo spazio a Toone e Stanway che supporteranno la regista Walsh nel cuore del campo.

Sul fronte italiano, la ct Andrea Soncin apporta alcune modifiche rispetto alle partite precedenti. In difesa ritorna titolare Lenzini, con la squadra che si schiera nuovamente con un modulo a tre difensori centrali. A centrocampo agiranno da esterne le due giovani Oliviero e Di Guglielmo, pronte a ripiegare rapidamente in fase difensiva, mentre al centro spazio a Giugliano e Cantore, con l’assenza di Severini. In attacco, la squadra punterà su un tridente formato da Cantore, la capitana Girelli e Bonansea. Il modulo dell’Italia potrà trasformarsi in un 4-4-2 quando la squadra non è in possesso palla, con Lenzini spostata a destra, una tra Oliviero o Di Guglielmo a sinistra e Bonansea in linea con le centrocampiste.

Le formazioni ufficiali confermano le scelte tattiche di entrambe le ct:

Inghilterra (4-3-3): Hampton; Bronze, Williamson, Morgan, Greenwood; Toone, Walsh, Stanway; James, Russo, Hemp.

Italia (3-4-3): Giuliani; Lenzini, Salvai, Linari; Oliviero, Caruso, Giugliano, Di Guglielmo; Cantore, Girelli, Bonansea.

Il confronto Inghilterra Italia promette emozioni, con entrambe le squadre determinate a conquistare la finale e a dimostrare il valore del calcio femminile nei rispettivi Paesi.

Criscitiello sicuro: «Quella squadra ha una proprietà solida. Con quel mister possono puntare in alto»

Criscitiello, noto giornalista, si esprime così sulla quella determinata squadra nonostante gli ultimi problemi

In vista del Terzo Memorial Sandro Criscitiello, in programma sabato 26 luglio alle ore 20:30 a Frosinone, è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel il direttore di Sportitalia, Michele Criscitiello. Il torneo vedrà di fronte la Lazio e l’Avellino, in un appuntamento che unisce sport, passione e ricordo.

Criscitiello ha voluto elogiare l’atteggiamento e la disponibilità mostrata dalla società biancoceleste nell’organizzazione dell’evento:
«Ho trovato nella Lazio una grande apertura. È una società seria, che ha dimostrato attenzione e sensibilità nei confronti di questa iniziativa. Ringrazio personalmente il presidente Claudio Lotito per la disponibilità mostrata: si è messo a disposizione fin da subito e ha capito l’importanza del Memorial. La Lazio ha fatto un bel gesto anche per i tifosi, con l’uscita del primo Sarri-bis proprio vicino Roma, a Frosinone».

L’evento sarà infatti la prima uscita stagionale ufficiale della Lazio davanti al pubblico del Centro-Sud, dopo i giorni di ritiro a Formello. Un’occasione per vedere da vicino il lavoro tattico portato avanti da Maurizio Sarri, alla sua terza stagione sulla panchina biancoceleste.

«Sarri è un allenatore di assoluto valore – ha proseguito Criscitiello – e rappresenta un vero e proprio acquisto per la Lazio. Ha già una buona squadra a disposizione e, con la sua guida, il gruppo può crescere ancora molto. È una figura che dà certezze e continuità. Sabato, nel match contro l’Avellino, si potrà già intravedere qualcosa della nuova Lazio».

Anche l’aspetto emotivo non sarà trascurato:
«Giocare contro la Lazio per l’Avellino è un’occasione speciale, anche simbolica. Ma lo spettacolo non sarà solo in campo: anche sugli spalti ci aspettiamo grande entusiasmo, con la presenza delle curve delle due squadre. Sarà una bella festa di sport».

Il match Lazio–Avellino sarà dunque un test utile per la squadra di Sarri, ma anche un momento di aggregazione e memoria, nel segno del calcio vero.

Calciomercato Sassuolo, Beltran possibile grande colpo in attacco. Le ultime

Calciomercato Sassuolo: occhi puntati su Beltrán, ipotesi scambio con Volpato. La situazione attuale

Il calciomercato Sassuolo si accende attorno a un nome che stuzzica l’interesse del club neroverde: Lucas Beltrán. L’attaccante argentino, attualmente in forza alla Fiorentina, è un profilo che piace molto alla dirigenza emiliana, intenzionata a rinforzare il reparto offensivo a disposizione di Fabio Grosso in vista della nuova stagione di Serie A.

Beltrán, classe 2001, ha collezionato 98 presenze e 16 gol con la maglia viola, ma non è considerato incedibile dal club toscano. La Fiorentina, pur apprezzando le qualità del giocatore, non si opporrebbe a una cessione qualora arrivasse un’offerta soddisfacente. Tuttavia, convincere Daniele Pradè a lasciarlo partire non sarà affatto semplice.

Proprio per questo, il Sassuolo potrebbe valutare l’inserimento di una contropartita tecnica per sbloccare l’operazione. Secondo quanto riportato da La Nazione, un nome che stuzzica particolarmente la Fiorentina è quello di Cristian Volpato, giovane talento offensivo ex Roma, ora in forza ai neroverdi. Il classe 2003 è un giocatore su cui la società toscana ha messo gli occhi già da tempo e che potrebbe rappresentare un investimento interessante in chiave futura.

L’ipotesi di uno scambio Beltrán-Volpato sta quindi prendendo quota, con i due club che potrebbero lavorare a un’operazione che accontenti entrambe le parti. Il Sassuolo, da un lato, otterrebbe un attaccante già abituato ai ritmi della Serie A, in grado di guidare il reparto offensivo nel progetto di risalita. La Fiorentina, dall’altro, si garantirebbe un giocatore giovane e con ampi margini di crescita, inseribile gradualmente nello scacchiere di Raffaele Palladino.

Nel frattempo, il calciomercato Sassuolo resta molto attivo anche su altri fronti, con la società impegnata a costruire una rosa competitiva per puntare subito al ritorno nella massima serie. L’obiettivo è affiancare ai giovani di talento alcuni elementi più esperti, capaci di guidare il gruppo nei momenti chiave della stagione.

I prossimi giorni potrebbero rivelarsi decisivi per questa doppia operazione tra Sassuolo e Fiorentina, che si candida a essere una delle trattative più interessanti del mercato estivo.

Calciomercato Pisa, Simeone si avvicina? Quell’indizio potrebbe fare la differenza in casa nerazzurra

Calciomercato Pisa: Simeone in tribuna, trattativa ancora aperta. La situazione nerazzurra

Il calciomercato Pisa continua a tenere alta l’attenzione dei tifosi, soprattutto per quanto riguarda l’operazione legata a Giovanni Simeone. Il centravanti del Napoli, al centro di numerose voci che lo vedono in procinto di approdare in nerazzurro, non è stato convocato per l’amichevole Napoli-Arezzo in programma oggi nel ritiro di Dimaro. Secondo quanto riportato da sestasportnotizie, il giocatore non era nemmeno in panchina, ma è rimasto in tribuna per un piccolo risentimento muscolare.

L’assenza del “Cholito” dal terreno di gioco ha immediatamente alimentato nuove indiscrezioni sul suo futuro, ma il Napoli ha chiarito che il motivo è esclusivamente fisico. Simeone ha infatti accusato un fastidio al gluteo, tale da escluderlo dalla lista dei disponibili per la gara amichevole. Nessun segnale diretto, dunque, da parte della società partenopea in merito a una cessione imminente, ma il contesto del calciomercato Pisa suggerisce che le prossime ore potrebbero essere decisive per sbloccare la trattativa.

Il Pisa, dal canto suo, sta monitorando con grande attenzione la situazione. La dirigenza nerazzurra ha messo Simeone in cima alla lista degli obiettivi per rinforzare l’attacco in vista della prossima stagione di Serie B. Un colpo che, per profilo ed esperienza, sarebbe di grande prestigio e darebbe un segnale importante alle dirette concorrenti.

Nella stessa partita, Zerbin – altro nome accostato al mercato in uscita del Napoli – è invece partito dalla panchina ed è previsto il suo ingresso in campo nel corso del secondo tempo. Questo conferma che le scelte tecniche della giornata sono legate principalmente alla condizione fisica e non direttamente a trattative in corso, almeno per quanto riguarda la formazione partenopea.

Il calciomercato Pisa resta comunque attivissimo e la situazione Simeone continua a rappresentare uno dei dossier più seguiti. Se le condizioni fisiche del giocatore lo permetteranno, il club toscano è pronto ad affondare il colpo e chiudere l’operazione. Intanto, i tifosi attendono con ansia sviluppi concreti che potrebbero cambiare le ambizioni della squadra in vista della nuova stagione.

Calciomercato Como, avanti tutta per Davinson Sanchez! La difesa lombarda si sta rinforzando

Calciomercato Como: nessun problema nella trattativa per Davinson Sanchez. La situazione

Il Calciomercato Como continua a tenere banco con il nome di Davinson Sanchez, difensore colombiano attualmente in forza al Galatasaray. Nelle ultime ore erano emerse voci su presunte complicazioni nella trattativa tra il club lariano e la società turca, ma il Como ha prontamente smentito ogni ipotesi di frizione, ribadendo che non ci sono irregolarità e che i contatti con il Galatasaray proseguono in maniera lineare e professionale.

Secondo quanto riportato da La Provincia, le indiscrezioni parlavano di presunti ostacoli burocratici o contrattuali, ma fonti vicine al Como hanno definito tali ricostruzioni come «speculazioni prive di fondamento». Al momento, infatti, nessun accordo ufficiale è stato formalizzato, ma il club rimane pienamente in corsa per aggiudicarsi il cartellino del centrale colombiano.

Il Calciomercato Como punta con decisione sull’ex difensore di Ajax e Tottenham, profilo individuato come ideale per rafforzare un reparto arretrato che ha già dimostrato buone cose nell’ultima stagione. Davinson Sanchez, classe 1996, è nel pieno della maturità calcistica e rappresenterebbe un investimento importante non solo in termini tecnici, ma anche di leadership ed esperienza internazionale, elementi preziosi per una squadra ambiziosa come quella guidata da Cesc Fabregas.

La proposta formulata dal direttore sportivo Carlalberto Ludi è chiara: 18 milioni di euro più 2 milioni di bonus legati a risultati individuali e collettivi. Un’offerta concreta, che evidenzia le intenzioni serie del club lariano sul fronte del mercato.

Mentre il Calciomercato Como procede a ritmo sostenuto, la squadra è concentrata sul campo in vista del debutto nella Como Cup. Dopo un buon test contro il Lille, il club vuole presentarsi ai nastri di partenza della Serie A con una rosa solida, competitiva e ricca di soluzioni.

L’operazione Davinson Sanchez rappresenta un tassello chiave nella costruzione di una squadra capace di imporsi anche contro avversarie di rango superiore. Il Como, nel silenzio e lontano dai riflettori delle big, continua a lavorare con metodo e ambizione per costruire un progetto duraturo.

Mbappé, quel gesto potrebbe farlo entrare nella storia: soprattutto dopo l’addio di Modric. Le ultime

Mbappé pronto a prendersi la 10 del Real Madrid: l’icona passa di mano

Il Real Madrid si prepara a vivere una nuova era sotto il segno di Kylian Mbappé. Secondo quanto riportato da Ramón Álvarez, noto giornalista di Radio Marca, il fuoriclasse francese è destinato a ricevere l’iconica maglia numero 10, lasciata libera da Luka Modrić dopo il suo trasferimento al Milan. Un segnale chiaro: la società blanca vuole fare di Mbappé il nuovo volto della squadra, il simbolo del futuro dopo anni di successi targati Benzema, Ronaldo e Modrić.

L’arrivo di Mbappé al Real Madrid rappresenta uno dei momenti più attesi del calcio europeo. Dopo anni di corteggiamenti, indiscrezioni e colpi di scena, il campione del mondo 2018 è finalmente pronto a vestire la camiseta blanca. E lo farà con il numero più simbolico di tutti: il 10, indossato nella storia del club da leggende come Puskás, Laudrup e lo stesso Modrić.

La scelta del numero non è casuale. Con Modrić ormai trasferitosi al Milan e al tramonto della sua gloriosa carriera in Liga, il Real ha bisogno di una nuova guida tecnica e carismatica. E chi meglio di Mbappé, che arriva in Spagna con la consapevolezza di essere uno dei giocatori più forti e influenti al mondo?

Ma non è tutto. Secondo fonti spagnole, anche la numerazione degli altri nuovi talenti è già stata pensata. Il giovane Endrick, astro nascente del calcio brasiliano e destinato a diventare protagonista in maglia blanca, dovrebbe ricevere il numero 9, lasciato libero proprio da Mbappé, che in passato lo ha vestito al PSG e con la nazionale francese. In Brasile, Endrick ha sempre indossato il 16, ma la maglia numero 9 al Real ha un peso specifico enorme, e assegnarla a un talento così giovane dimostra la fiducia totale del club.

Il passaggio di testimone tra Modrić e Mbappé sancisce quindi l’inizio di una nuova era madridista. Con il francese al centro del progetto e una rosa in continua evoluzione, il Real si prepara a dominare ancora, puntando su talento, ambizione e simboli forti come la maglia numero 10.

Calhanoglu, telenovela finita! L’agente del centrocampista dell’Inter sorprende tutti con quella frase

Calhanoglu resta all’Inter: l’agente smentisce i rumors sul ritorno in Turchia. La situazione attuale

Negli ultimi giorni il nome di Hakan Calhanoglu è finito al centro delle voci di mercato, con indiscrezioni che lo davano vicino a un possibile ritorno in patria. I club turchi Galatasaray e Fenerbahce sarebbero stati interessati al centrocampista dell’Inter, ma è arrivata la secca smentita del suo agente, Gordon Stipic-Wipfler, che ha fatto chiarezza sul futuro del calciatore.

«Non ci sono stati colloqui con le squadre turche», ha dichiarato il procuratore. Secondo Stipic, Calhanoglu resterà all’Inter anche nella prossima stagione. Le notizie circolate in merito a un trasferimento sono state definite «totalmente infondate» e prive di qualsiasi contatto reale. L’agente ha precisato che, nonostante l’origine turca del giocatore e il suo affetto dichiarato fin da bambino per il Galatasaray, nessuna trattativa è stata mai avviata.

«Tutti sognano, da piccoli, di vestire la maglia del proprio club del cuore – ha aggiunto Stipic – ma Calhanoglu oggi è felice all’Inter e concentrato sulla sua carriera in nerazzurro. Dopo le vacanze ci saranno dei colloqui, ma riguarderanno solo aspetti professionali e valutazioni legate alla prossima stagione».

Il centrocampista classe 1994, protagonista di una stagione ad altissimo livello con la maglia dell’Inter, dove è diventato un vero punto di riferimento in mezzo al campo, non ha mai espresso alcuna volontà di lasciare Milano. L’agente ha ribadito che anche il Fenerbahce, altro club accostato al giocatore, non ha mai presentato alcuna proposta o contattato il suo entourage.

«Secondo le informazioni in mio possesso – ha concluso il procuratore – il Galatasaray ha attualmente altre priorità sul mercato. Nessuno si è seduto con nessuno, e non esiste nemmeno un tavolo per discutere».

In sintesi, il futuro di Calhanoglu è ancora legato all’Inter, dove si prepara ad affrontare una nuova stagione da protagonista. Le voci su un possibile trasferimento in Turchia sembrano, al momento, soltanto speculazioni di mercato prive di fondamento.

Addio a Celeste Pin, scomparso l’ex difensore viola all’età di 64 anni. Il cordoglio della Fiorentina

Addio a Celeste Pin: il calcio italiano piange un uomo simbolo di passione e lealtà

Il mondo del calcio italiano è in lutto per la scomparsa di Celeste Pin, storico difensore noto soprattutto per il suo lungo legame con la Fiorentina. Pin si è spento oggi, martedì 22 luglio, all’età di 64 anni, nella sua casa di Firenze, città che aveva scelto come dimora anche dopo il ritiro dal calcio giocato. La notizia della morte di Celeste Pin ha profondamente colpito l’intero ambiente calcistico, che oggi piange non solo un ex giocatore, ma soprattutto un uomo di valore, rispettato per la sua professionalità, il suo attaccamento ai colori viola e la sua coerenza dentro e fuori dal campo.

Celeste Pin ha rappresentato per anni uno dei volti più autentici della Fiorentina degli anni ’80, distinguendosi per dedizione, serietà e spirito di sacrificio. Con la maglia gigliata, Pin ha collezionato oltre 200 presenze, diventando un punto di riferimento per compagni e tifosi. Anche dopo la fine della carriera da calciatore, il suo legame con la Fiorentina non si è mai interrotto. È rimasto un tifoso appassionato, presente negli eventi pubblici e vicino alla squadra nei momenti importanti, dimostrando un attaccamento raro e sincero.

A ricordarlo con commozione è stata proprio la società viola, attraverso un comunicato ufficiale:

«Il Presidente Rocco Commisso, sua moglie Catherine, il Direttore Generale Alessandro Ferrari, il Direttore Sportivo Daniele Pradè, Mister Pioli e tutta la Fiorentina si uniscono al dolore della famiglia Pin, esprimendo le più sentite condoglianze. Celeste Pin è stato un uomo e un calciatore che ha onorato i nostri colori e rimarrà per sempre nella storia gigliata.»

La figura di Celeste Pin continuerà a vivere nel cuore dei tifosi e nella memoria del calcio italiano. Un simbolo di dedizione silenziosa e passione autentica, che lascia un’eredità fatta di valori e amore per il gioco.

Pobega felice di ritornare al Bologna: «Priorità assoluta ai rossoblu. Non vedo l’ora di ricominciare»

Pobega-Bologna, ritorno col sorriso: «Volevo tornare, ora voglio dare continuità al mio percorso»

Il binomio Pobega-Bologna si è ricostituito, e con grande entusiasmo da parte del centrocampista classe ’99. In un’intervista concessa a Sky Sport, Tommaso Pobega ha espresso tutta la sua soddisfazione per il ritorno in maglia rossoblù, evidenziando l’importanza di questo passaggio nella sua carriera: «Sono molto felice, volevo tornare qui e sono contento che ci siamo riusciti. Per me è un passo importante per dare continuità al mio percorso».

Il centrocampista, reduce da un’esperienza altalenante al Milan, ha sottolineato quanto sia stato significativo per lui ritrovare un ambiente familiare e positivo: «È un piacere far parte di questo gruppo, dentro e fuori dal campo. Non è una cosa facile da trovare nelle squadre». Il progetto tecnico del Bologna, ora guidato da Vincenzo Italiano, sembra aver convinto Pobega, che ha ritrovato un allenatore più motivato che mai: «Italiano è ancora più carico di prima. È sempre stato così, ma ora è una guida ancora più importante».

L’asse Pobega-Bologna si rafforza ulteriormente anche grazie agli arrivi di giocatori esperti come Ciro Immobile e Federico Bernardeschi, già inseriti nello spogliatoio: «Le prime impressioni sono state molto positive. Si sono integrati subito e vogliono dare una mano al gruppo per crescere ancora».

A chi gli chiede fino a dove può spingersi il Bologna in questa stagione, Pobega risponde con realismo e ambizione: «Non credo tantissimo, perché il livello della squadra è già molto alto. Questa deve essere la nostra forza: migliorare settimana dopo settimana». L’ex Milan, da poco anche laureato, ricorda l’importanza di prepararsi per ogni evenienza: «Il calcio è imprevedibile, e avere un piano B è fondamentale».

Ma è il successo in Coppa Italia ad aver cambiato la mentalità del gruppo: «Durante l’estate ho sentito tanti compagni e ho percepito tanta motivazione. La Coppa non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza. C’è consapevolezza e tanta voglia di ottenere risultati importanti».

Sugli obiettivi stagionali, per ora, bocche cucite: «Ce li teniamo nello spogliatoio». Ma è chiaro che il progetto Pobega-Bologna punta in alto, con ambizione, coesione e voglia di sorprendere ancora.

Lecce, via al ritiro a Bressanone: Di Francesco accelera in vista della Coppa Italia

Lecce, iniziato il ritiro dei salentini a Bressanone: Eugenio Di Francesco al lavoro per preparare il primo impegno ufficiale della squadra: la Coppa Italia

La stagione 2025-26 del Lecce è ufficialmente cominciata ieri pomeriggio, con l’arrivo della squadra a Bressanone per il consueto ritiro estivo. Come riportato dal Corriere dello Sport, i giallorossi hanno raggiunto l’Alto Adige con un volo charter da Brindisi a Bolzano, seguito da un breve trasferimento in pullman fino alla località prescelta. Il quartier generale della squadra sarà l’hotel Dominik, una struttura immersa nel verde, sulle rive del fiume Rienza, con un’area benessere dotata di sauna e piscina: un’oasi di tranquillità ideale per prepararsi al meglio alla nuova stagione.

La giornata di ieri si è chiusa con la sistemazione nelle stanze, una passeggiata per il centro storico per chi ne aveva voglia e la cena tutti insieme. Ma il vero lavoro era già iniziato in mattinata all’Acaja, dove Di Francesco ha diretto la prima seduta della nuova annata: l’obiettivo è chiaro, arrivare pronti per l’impegno di Coppa Italia in programma il 15 agosto.

Gli allenamenti veri e propri si svolgeranno però a Naz-Sciaves, a quattro chilometri da Bressanone, in un impianto già rodato da altre squadre professionistiche. Nei giorni scorsi due camion hanno trasportato dal Salento tutta l’attrezzatura necessaria, compresa la palestra mobile, mentre il cuoco personale del club è arrivato sul posto per curare l’alimentazione della squadra sotto l’occhio attento dello staff medico e nutrizionale.

Il gruppo è composto da 30 giocatori: 22 della rosa principale e otto giovani della Primavera. L’attaccante cileno Perez, bloccato dal visto, raggiungerà il gruppo nei prossimi giorni. Oggi è previsto un doppio allenamento, mentre domani ci sarà il primo test contro i dilettanti del Naz. Sabato, invece, andrà in scena un collaudo più impegnativo contro lo Spezia, anch’esso in ritiro in Trentino.

Intanto, resta vivo il tema mercato: alcuni elementi, come Krstovic, si allenano con un occhio rivolto al futuro. La società ha chiarito: la volontà di cedere sarà valutata solo in presenza di offerte concrete e in linea con le esigenze del club.

Messi-Como, clamoroso colpo di scena! Sentite cosa ha detto Fabregas sul fuoriclasse argentino

Messi-Como, Fabregas non chiude le porte: «Mai dire mai. È stato a casa mia in vacanza». Le parole

Nel corso della conferenza stampa odierna, il tecnico del Como Cesc Fabregas ha affrontato diversi temi legati al mercato e al futuro del club lariano. Tra le dichiarazioni più interessanti, non è mancato un passaggio sulla suggestione Messi-Como, diventata oggetto di discussione dopo l’avvistamento della moglie del campione argentino allo stadio Sinigaglia durante l’amichevole contro il Lille.

Fabregas ha confermato:
«Nella partita contro il Lille è stata vista la moglie di Leo, ma era semplicemente in visita. Sono amici di famiglia, sono stati a casa mia in vacanza. Come ha detto Ludi dopo la partita, forse non potremo più dire che Messi non ha mai giocato al Como, visto che i suoi figli hanno calcato il campo! Ma adesso lui è in America. Mai dire mai, però…»

Questa frase ha inevitabilmente riacceso l’entusiasmo dei tifosi e alimentato la curiosità intorno all’asse Messi-Como, un’ipotesi ancora molto lontana ma che resta affascinante. La presenza della famiglia Messi a Como, anche solo per motivi personali, ha acceso i riflettori su un club in piena crescita, che vuole stupire anche in Serie A.

Sul fronte mercato, Fabregas ha tracciato un bilancio positivo:
«Stiamo cercando difensori specifici per il nostro modo di attaccare e difendere. Ma abbiamo già fatto il 90% del lavoro. Abbiamo iniziato a pianificare tutto da gennaio, manca poco, ma sono molto contento».

Quando gli è stato chiesto di Alvaro Morata, altro nome caldo per il Como, Fabregas ha preferito mantenere il riserbo:
«Vediamo. Non mi piace parlare di una cosa che non è fatta al 100%.»

Il progetto del Como cresce giorno dopo giorno, e il legame Fabregas-Messi, seppur solo personale al momento, continua a incuriosire. Il binomio Messi-Como, oggi solo un sogno, rimane una suggestione che il tecnico non ha completamente escluso. Nel calcio, mai dire mai.

Torino, Milinkovic Savic sempre più vicino al Napoli: l’indizio dall’allenamento odierno. Mentre Israel… – FOTO

Vanja Milinkovic Savic sempre più vicino al Napoli, ecco l’indizio dall’allenamento odierno del Torino, mentre per Franco Israel…

(Lorenzo Bosca – Inviato a Prato Allo Stelvio). Ogni pezzo è ormai prossimo a trovare il giusto posizionamento, il puzzle – che nelle prossime ore sarà completato – parla chiaro: Vanja Milinkovic Savic sarà presto un nuovo giocatore del Napoli, mentre Franco Israel diventerà il primo portiere del Torino.

Iniziando dal primo, è una questione di mere tempistiche. Da giorni ogni mattina i tifosi granata presenti in Val Venosta per seguire la squadra in ritiro – mentre si avvicinano al campo di allenamento – si domandano se vedranno ancora il talento serbo presente. Ed ecco che, puntualmente, il numero 32 è lì, intento ad esercitarsi insieme al parco portieri del Torino. 

A proposito di esercitazioni però, stamane un altro (ennesimo) segnale in direzione di un semaforo verde (o meglio, azzurro) è arrivato. Milinkovic Savic non ha preso infatti parte all’allenamento congiunto svolto dalla prima squadra con la primavera del Torino. Mentre Adam Masina e compagni sfidavano i propri omologhi più ‘giovani’, la retroguardia dei granata si prodigava in esercizi di routine su un manto erboso secondario. Insomma, tempo di risolvere gli ultimi dettagli della trattativa con i campani – legata a doppio nodo a quella che farà fare al partenopeo Cyril Ngonge il percorso inverso – e poi Vanja sarà a tutti gli effetti un tesserato del Napoli. 

Vanja Milinkovic Savic questa mattina in campo col Torino
Vanja Milinkovic Savic questa mattina in campo col Torino

Per un portiere che parte eccone un altro che arriva. Come anticipato, sarà Israel a difendere i pali dei piemontesi il prossimo anno. Il Torino ha raggiunto l’accordo auspicato con lo Sporting, dopo aver – già da un paio di giorni – trovato quello col giocatore. Ancora da capire le cifre (vicine con ogni probabilità ai 5 milioni di euro), poi l’ex Juventus (proprio ai bianconeri spetta circa il 50% dell’incasso totale dell’operazione) lascerà Lisbona per approdare all’ombra della Mole. L’obiettivo è far indossare i guantoni al venticinquenne uruguaiano entro il termine della settimana, magari già sabato in occasione dell’amichevole prevista con la Cremonese.

Chiesa-Atalanta, la situazione intorno all’interesse nerazzurro per l’attaccante ex Juve. Il punto

Chiesa-Atalanta, la situazione intorno all’interesse nerazzurro per l’ex attaccante della Juventus. La situazione

L’Atalanta è alla assolutamente alla ricerca di grandissime occasioni per l’attacco, e tra queste potrebbe esserci un altro “ritorno” a casa dei cosiddetti italiani che all’estero hanno fallito (e che hanno voglia di riscattarsi in Serie A).

Secondo quanto raccolto da CalcioNews24, Federico Chiesa vuole ritornare in Italia. L’entourage dell’ex Juve ha fatto sapere a 4-5 club di Serie A delle intenzioni del ragazzo: tra questi c’è anche la Dea.

Per l’Atalanta Federico Chiesa è un profilo offensivo valutabile. Al momento nessuna offerta, ma se dovesse essere individuato come il profilo ideale per il dopo Lookman potrebbe esserci un pressing. Staremo a vedere come si evolverà la situazione (considerando che ci sono in lista anche altri attaccanti).

Calciomercato Atalanta, la situazione per quanto riguarda le trattative

Sotto il profilo delle altre trattative invece, il calciomercato dell’Atalanta vede i nerazzurri abbastanza attivi sia in entrata che in uscita: Moreira è seguito per la fascia la trattativa vedrà la Dea intenzionata a spingere il piede sull’acceleratore, mentre per Lookman si pretendono i classici 50 milioni di euro senza scendere a compromessi.

Atalanta Juve, il comunicato sul trofeo Bortolotti

IL COMUNICATO

L’ultima prova generale prima dell’inizio del nuovo campionato di Serie A Enilive sarà non solo una amichevole di grande richiamo ma anche l’occasione di vedere all’opera a Bergamo l’Atalanta di mister Jurić: sabato 16 agosto i nerazzurri affronteranno infatti la Juventus nel Trofeo Achille e Cesare Bortolotti.

La partita avrà inizio alle 20.45 e sarà un significativo banco di prova in vista dell’esordio in campionato che vedrà De Roon e compagni sfidare a Bergamo il Pisa domenica 24 agosto.

Sarà però anche una sempre sentita occasione per ricordare insieme a tutti i tifosi due figure importanti nella storia dell’Atalanta, quali Achille e Cesare Bortolotti, in quella che sarà la 26ª edizione del trofeo dedicato ai due indimenticabili e indimenticati Presidenti. A fine partita, come da tradizione, verranno assegnati il Premio “Valter Polini” al giocatore più corretto e il Premio “Mario Bresciani” al miglior giocatore della partita.

Dopo le ultime sei edizioni che avevano visto coinvolte formazioni straniere, l’avversario torna a essere una squadra italiana, nell’occasione la Juventus, che aveva già partecipato all’edizione in onore di Cesare Bortolotti nel maggio del 1992 con la formula del triangolare cui aveva partecipato anche il Borussia Dortmund.

Claudio Lotito e Michele Puller: un incontro misterioso che apre scenari sul futuro della Lazio

Incontro avvenuto a Roma tra il presidente della Lazio Lotito e l’imprenditore italo-tedesco Michele Puller: scenari nuovi per i biancocelesti?

Un incontro riservato ma decisamente significativo si è tenuto ieri a Roma come riportato dal Corriere dello Sport, tra il presidente della Lazio, Claudio Lotito, e Michele Puller, imprenditore veneto di successo e figura influente nel mondo economico e calcistico tedesco. Apparentemente una semplice visita tra conoscenti, la chiacchierata potrebbe in realtà nascondere scenari più complessi, legati al futuro del club biancoceleste.

Classe 1948, originario di Cittadella, Puller è noto in Germania come “l’italiano che salva le aziende tedesche”. La sua carriera lo ha portato a costruire un vero impero in Westfalia, partendo dalle aziende della famiglia acquisita e proseguendo in autonomia nel settore dell’abbigliamento e dei semipettinati per moquette e tappezzerie automobilistiche. Una scalata imprenditoriale che lo ha reso una figura di riferimento anche all’interno del Borussia Dortmund, dove oggi ricopre la carica di vicepresidente del consiglio economico. Esperto di bilanci, investimenti e strategie di crescita, Puller è riconosciuto come un vero fuoriclasse nella gestione aziendale, tanto da meritarsi una biografia su Bloomberg e l’onorificenza di Cavaliere del Lavoro nel 2004, conferitagli dal Presidente Ciampi.

Ma la passione per il calcio è rimasta costante nel tempo. Oltre al suo ruolo nel Dortmund, si racconta abbia avuto un ruolo nelle scoperte di talenti come Goetze e Lewandowski. Non solo: è stato vicino anche alla Fiorentina nei giorni in cui i Della Valle valutavano la cessione del club, e ha avuto rapporti con figure chiave della Juventus, da Gianni Agnelli alla Triade.

È quindi difficile pensare che l’incontro con Lotito, in un momento critico per la Lazio – bloccata sul mercato dagli indici della FIGC – sia stato casuale. È probabile che i due abbiano discusso di operazioni finanziarie, possibili sinergie o persino scenari di investimento futuri. Resta il mistero sul contenuto preciso del colloquio, ma un fatto è certo: quando Puller si avvicina al mondo del calcio, lo fa sempre con un obiettivo imprenditoriale ben preciso.

Giovanni Floris: «da piccolo tifavo Cagliari, ma poi la Roma mi è entrata nel cuore, posso allenare in Serie D, se qualcuno chiamasse…»

Le parole di Giovanni Floris: dal tifo per la Roma, ai ricordi calcistici degli anni ’80 e ’90 e poi il sogno di allenare

Giovanni Floris, volto noto della televisione italiana e appassionato romanista, ha trasformato l’amore per il calcio in una chiave di lettura della vita. Oggi, oltre alla scrivania di diMartedì, ha anche un patentino da allenatore e un sogno: tornare in campo, in panchina. Di seguito le sue parole a la Gazzetta dello Sport.

COS’È IL CALCIO PER LEI – «Il calcio per me non è solo una passione, è un punto di vista. È una chiave di lettura che applichi alle cose che ti succedono. Per me è stato come saper parlare l’inglese: mi ha permesso di entrare in contatto col mondo. E mi ha fatto crescere».

HA SEMPRE TIFATO ROMA – «No. Mio padre era nuorese, da bambini tifavamo Cagliari, per questo quella squadra mi è rimasta nel cuore. Ma sono nato a Roma, i miei amici erano romanisti, erano gli anni di Liedholm, Falcao, Bruno Conti… sono finito presto in Curva Sud. E col tempo anche mio padre iniziò a guardare la Roma con altri occhi».

HA GIOCATO A CALCIO – «Sì, centravanti o ala. Casale Rocchi, Artiglio, Santa Francesca Cabrini… squadre di Roma Est, campi di pozzolana spaccati dal sole o resi palude dalla pioggia. Vero calcio Anni ’80. Se ero forte? Da bambino giocavo ovunque: in cameretta, per strada, nei corridoi di scuola. Avevo sempre il pallone tra i piedi, alla fine avrebbe imparato chiunque».

GIOCA ANCORA – «Raramente, a spese di ginocchia e schiena. Ma sono diventato mister: quando andrò in pensione spero di trovare una bella squadretta di Giovanissimi o Allievi».

CHE TITOLO HA OTTENUTO – «Patentino B, posso allenare fino alla Serie D o fare il collaboratore in A. Ma non esageriamo! Mi basterebbe tornare in campo. Il calcio accompagna la mia vita. E i miei ricordi».

IL SUO RICORDO PIÙ FORTE – «Gli Anni ’80. L’Italia del 1982, la coesione del gruppo, la determinazione che ti permette di vincere contro chi è più forte. Poi lo scudetto della Roma, la finale di Coppa dei Campioni con il Liverpool. Eravamo entrati in Curva Sud al mattino, uscendo da scuola. Ricordo il biglietto con il re di coppe stampato sopra… un mio amico se lo era disegnato coi Carioca, lo fecero entrare uguale. La giornata finì a notte fonda, cantando “Grazie Roma” al concerto di Venditti. Avevo 16, 17 anni… come fai a dimenticare una giornata così?»

E GLI ANNI ’90 – «Tangentopoli, Berlusconi, l’Ulivo di Prodi… cambia tutto. Ma nel calcio sono gli anni di Carlo Mazzone, per me. Un tecnico geniale: competenza e sentimento. Un vero leader non può fare a meno dell’empatia».

COSA PENSA DI MOURINHO – «Mou segna la svolta, riporta entusiasmo, riaccende una città. Io e i miei amici siamo tornati ad abbonarci: Tribuna Tevere laterale, più adeguata alla mia età, ma si può cantare uguale. Ero a Tirana per la Conference League, biglietto regalato da mio figlio. In curva ho ritrovato un mio compagno di liceo con cui avevo visto Roma-Liverpool 38 anni prima. Solo il calcio può fare questi miracoli».

SU DANIELE DE ROSSI – «Un grande allenatore, futuro grandissimo allenatore».

E SU CLAUDIO RANIERI – «Eccezionale. Capisce le persone, sa gestire le teste. Il resto viene da sé».

GASPERINI –«È convincente, io ci credo. I suoi atteggiamenti mi ricordano Capello, un grande mister che ha fatto maturare squadra e ambiente».

IL 2001: ROMA CAMPIONE – «L’anno del mio matrimonio. Ogni tavolo aveva il nome di un giocatore. Gli sposi al tavolo Totti, gli amici laziali al tavolo Paolo Negro, l’autore dell’autogol al derby. Dopo il matrimonio ci trasferimmo a New York. Vedemmo il 5-1 sulla Lazio, poker di Montella. Pensavo: ma io che ci faccio qui? Qualche mese dopo cominciò Ballarò».

COSA PENSA DEL RAPPORTO TRA ITALIANI E NAZIONALE OGGI? – «La Nazionale funziona quando ci si sente Nazione. La retorica patriottarda dei politici non serve. Il calcio è essere squadra: aiutare i più deboli, sacrificarsi per gli altri. È lì che ci si riconosce. Dovremmo rivedere La Grande Guerra di Monicelli: ci racconta chi siamo. Cittadini imperfetti, ma ispirati. Gattuso è tosto e preparato, spero sappia cogliere il meglio della nostra identità. Gli italiani si sentono forti quando si rischia. E adesso, stiamo rischiando parecchio. In tutti i campi».

Chiesa o Grealish: due nomi per l’ala sinistra per il Napoli, le ultime

Il Napoli deve completare il mercato con un’ala sinistra: si complica Ndoye e ora i nomi sono due: Jack Grealish e Federico Chiesa

Nonostante un mercato scoppiettante, in casa Napoli resta ancora da riempire un tassello importante: l’esterno sinistro offensivo del tridente, orfano di Khvicha Kvaratskhelia, volato a Parigi. L’obiettivo iniziale era chiaro: Dan Ndoye. L’esterno svizzero, reduce da una stagione eccellente al Bologna con 8 gol in Serie A e prestazioni da protagonista anche in fase difensiva, era stato individuato da Conte, Manna e De Laurentiis come rinforzo ideale. Un principio d’accordo col giocatore era stato raggiunto, ma il Bologna ha alzato un muro: chiede tra i 45 e i 50 milioni di euro e non intende scendere. Nel frattempo si è fatto avanti anche il Nottingham Forest, ma l’offerta di 30 milioni è stata rifiutata senza esitazioni.

Il Napoli senza fretta, come riportato da la Gazzetta dello Sport, ha iniziato a guardarsi attorno, con lo sguardo rivolto alla Premier League. Due nomi intrigano la dirigenza azzurra, entrambi in uscita dai rispettivi club: Jack Grealish e Federico Chiesa.

Grealish è il profilo più suggestivo. Il talento inglese è ormai fuori dal progetto di Guardiola al Manchester City, escluso anche dal Mondiale per Club. Vuole rilanciarsi e cerca una nuova sfida: il Napoli ha sondato il terreno e potrebbe tornare alla carica, soprattutto se il City decidesse di contribuire sull’ingaggio, oggi fuori portata per gli azzurri. Ritrovare Kevin De Bruyne — con cui ha vinto una Champions — sarebbe un fattore d’inserimento importante.

Situazione simile per Federico Chiesa, ai margini del Liverpool con appena 6 presenze in Premier e non convocato da Slot per la tournée asiatica. L’esterno ex Juve sta riflettendo su un ritorno in Italia per rilanciarsi, e il Napoli lo osserva con attenzione: in condizione, può essere determinante e riconquistare anche la maglia della Nazionale.

Intanto, sul fronte uscite, Jesper Lindstrom è pronto a salutare: prestito al Wolfsburg a 1,5 milioni con diritto di riscatto a 16 più 2 di bonus. Un pensiero in meno per il Napoli, che ora può concentrarsi sull’ultimo, fondamentale, tassello.

Sancho Juve: l’inglese vuole solo i bianconeri e non parte con lo United per la prima amichevole

Sancho Juve, nonostante la concorrenza dalla Premier, l’inglese vuole solo i bianconeri: non parte con il resto della squadra per la prima amichevole

Jadon Sancho non è salito sull’aereo per Solna, dove il Manchester United ha inaugurato la propria preparazione estiva contro il Leeds, né salirà su quello in partenza per gli Stati Uniti. Come riportato da Tuttosport, il talento inglese classe 2000 non rientra più nei piani dei Red Devils, ed è finito ufficialmente nella “bomb squad”, il gruppo degli esclusi di lusso. Tra questi nomi spicca proprio il suo, protagonista di un investimento da 85 milioni di euro appena quattro anni fa, oggi ridimensionato a una valutazione che si aggira sui 17 milioni di euro.

La Juve è fortemente interessata. Dopo i primi contatti avvenuti già sotto la gestione Giuntoli, oggi è il nuovo responsabile dell’area sportiva, Comolli, a spingere per chiudere l’operazione. Il dialogo con l’entourage del calciatore è ben avviato: l’agente di Sancho, Emeka Obasi, è stato avvistato alla Continassa nei giorni scorsi, segnale di un’intesa ormai vicina. Sancho, dal canto suo, vuole fortemente la Juventus, e spinge per arrivare a Torino entro giovedì, quando è previsto il raduno ufficiale dei bianconeri.

Il nodo principale resta legato alle cessioni in casa Juve, necessarie per liberare spazio in rosa e sul monte ingaggi. Mbangula e Timothy Weah sono tra i nomi in uscita, e il buon esito delle rispettive trattative sarà determinante per sbloccare l’arrivo dell’esterno inglese. Sancho, nel frattempo, continua ad allenarsi a Carrington, pur sapendo che non fa parte del progetto tecnico dello United.

Oltre alla Juventus, anche il Nottingham Forest ha manifestato interesse, individuando in Sancho il possibile sostituto di Elanga. Tuttavia, il giocatore preferisce una realtà più ambiziosa e un progetto solido dove rilanciarsi. Dopo due prestiti poco convincenti tra Borussia Dortmund e Chelsea, il 25enne sogna una stagione da protagonista e ha fretta di ripartire. E Torino potrebbe essere il palcoscenico perfetto per il suo rilancio.

Milan, passo decisivo per Estupinan: accordo raggiunto con il Brighton

Milan, accordo raggiunto con il Brighton per Estupinan: sarà l’erede di Theo Hernandez sulla fascia: le cifre e i dettagli

Il Milan è pronto ad accogliere Pervis Estupiñán, esterno sinistro del Brighton, in quella che si preannuncia come una delle operazioni di mercato più significative dell’estate rossonera. Come riportato da La Gazzetta dello Sport, il club milanese ha trovato l’accordo con la società inglese sulla base di 18 milioni di euro più 2 di bonus, chiudendo una trattativa condotta con intelligenza e pazienza. Il giocatore ha già dato il proprio assenso al trasferimento, e mancano soltanto gli ultimi dettagli burocratici per l’ufficialità.

Estupiñán firmerà un contratto quadriennale con opzione per il quinto anno, a 2,5 milioni di euro netti a stagione. La sua ultima gara risale allo scorso maggio contro il Liverpool: ironia del destino, potrebbe esordire in maglia rossonera proprio contro i Reds, nella tournée asiatica che porterà il Milan a Hong Kong per una delle amichevoli di lusso della pre-season.

Il profilo dell’ecuadoriano ricorda da vicino quello di Theo Hernandez prima dell’esplosione al Milan: giocatore di spinta, velocità e potenza, con spiccata propensione offensiva ma ancora qualche margine di crescita nella fase difensiva, che Allegri – grande estimatore del terzino – si occuperà di limare. Nonostante i numeri realizzativi non siano clamorosi (5 gol in 104 presenze con il Brighton), Estupiñán porta in dote una buona esperienza internazionale, con 10 presenze in Champions League e 8 in Europa League tra Villarreal e Brighton.

La sua carriera ha preso il via in Ecuador, ma è passata anche dall’Italia: nel 2016 fu l’Udinese ad acquistarlo dall’LDU Quito, salvo poi prestarlo immediatamente al Granada. In seguito, il percorso lo ha portato a farsi le ossa in Spagna con Osasuna, Maiorca, Almeria e infine Villarreal, dove ha anche vinto un’Europa League.

L’investimento del Milan si colloca all’interno di un progetto tecnico ambizioso, che punta a un terzino completo e moderno, in grado di garantire profondità e spinta costante. Estupiñán ha le caratteristiche giuste per diventare protagonista nella nuova stagione rossonera.

Cagliari, Folorunsho il secondo colpo di mercato: ora il compito è sfoltire la rosa

Cagliari, Michael Folorunsho è il secondo colpo dell’estate dei sardi: adesso l’obiettivo è sfoltire la rosa: troppi 30 calciatori

Il Cagliari piazza il secondo colpo del suo mercato estivo: dopo l’arrivo dell’attaccante Gennaro Borrelli da svincolato, è ormai in dirittura d’arrivo anche l’ingaggio di Michael Folorunsho. Il centrocampista classe 1998, reduce dal prestito semestrale alla Fiorentina, arriva dal Napoli con la formula del prestito annuale con diritto di riscatto fissato a circa 8 milioni di euro. Il Cagliari si farà carico dell’intero ingaggio. Le visite mediche sono previste a Villa Stuart, a Roma, prima che il giocatore raggiunga la squadra in ritiro in Austria. Folorunsho prenderà il posto lasciato libero da Antoine Makoumbou, passato ai turchi del Samsunspor.

In attesa dell’ufficialità, la squadra guidata da Fabio Pisacane si prepara alle ultime due amichevoli della fase estiva: domani sfiderà il Galatasaray a Linz, poi sabato affronterà l’Hannover in Germania. Intanto, da Ponte di Legno e Temù è in programma per domani la partenza della squadra, dopo le ultime sessioni di lavoro tra pioggia, corsa e prove tattiche.

Sul fronte mercato, il direttore Guido Angelozzi, come riportato da la Gazzetta dello Sport, sarà ora chiamato a sfoltire una rosa extralarge che ha superato i 30 elementi. In entrata, resta sotto osservazione Semih Kılıçsoy, giovane attaccante del Besiktas classe 2005: la trattativa è in corso, ma mancano ancora alcuni dettagli per arrivare all’accordo definitivo. Guardando più avanti, è invece vicino alla chiusura l’acquisto di Adam Zulevic, promettente slovacco del 2007 in forza allo Zemplin Michalovce, che andrebbe a rafforzare la Primavera allenata da Francesco Pisano.

Infine, nella giornata di ieri i giocatori rossoblù hanno incontrato in hotel i vertici dell’AIC, rappresentati dal dg Gianni Grazioli e dal presidente Umberto Calcagno. Si è discusso di diversi temi legati alla professione, tra cui il fondo di fine carriera, le pensioni, i calendari e la sostenibilità economica del sistema calcio italiano.

Italia Femminile, Morace: «Siamo una squadra in crescita, ecco i meriti di Soncin; Girelli? Maturata molto»

Le parole di Carolina Morace, leggenda dell’Italia femminile, in vista della semifinale di questa sera delle Azzurre contro l’Inghilterra

Italia femminile-Inghilterra non è mai una partita come le altre. Lo sa bene Carolina Morace, leggenda del calcio femminile e oggi opinionista Rai, che vivrà questa sera la semifinale degli Europei da una prospettiva unica: in casa con la moglie inglese Nicola Williams, ex vice della CT Milena Bertolini. Un duello personale prima ancora che sportivo, carico di emozioni e memorie. Morace ha raccontato a Tuttosport il clima in famiglia e le sensazioni della vigilia. Tra aneddoti familiari, sfottò coniugali e un pizzico di scaramanzia, la sfida di Wembley si tinge anche di toni privati. Di seguito le sue parole.

CRESCITA E MESSAGGIO ALL’AVVERSARIO – «Il percorso di una squadra che ha dimostrato di essere cresciuta molto dal punto di vista fisico e che ha l’atteggiamento di chi vuole mandare sempre un chiaro messaggio all’avversario: “Non ho paura, sono forte anche io”».

IL MERITO DI SONCIN – «Ha portato un pressing ultra offensivo: vedo una squadra che cerca sempre di recuperare palla il più avanti possibile e di verticalizzare».

COS’HA DI SPECIALE GIRELLI – «Cristiana è maturata molto: sa stare sempre meglio in campo, segue l’azione nel modo corretto e i due gol alla Norvegia ne sono la dimostrazione».

ALTRE AZZURRE CHE L’HANNO COLPITA – «Nell’Italia non c’è una Bonmati, per intenderci, ma a fare la differenza è il collettivo: ci sono buone individualità in tutti i reparti, ma ciò che emerge è la capacità del gruppo di leggere la partita, di impegnarsi nello stesso modo. Che poi rispecchia la nostra cultura: queste ragazze amano il calcio e non solo lo giocano, ma lo guardano, lo studiano».

COME È STATA FERMATA GRAHAM HANSEN – «Lei è strepitosa, ma le azzurre hanno avuto il grande merito di essere efficaci sulle occasioni create e in partite così quando hai un’occasione “devi” segnare».

COSA SERVIRÀ CONTRO L’INGHILTERRA – «Assolutamente. E sarà ancora più importante. E non solo per le forze in campo, anche se la loro rosa soprattutto in fase offensiva è di grande spessore».

LA FORZA DELLA NAZIONALE INGLESE – «L’Inghilterra è forte perché ha un progetto forte: la squadra di Wiegman è la punta di diamante di una progettualità e di investimenti lungimiranti, conta su una filiera di Nazionali giovanili molto ricca, su un campionato, la Women’s Super League, tra le più competitive, se non la più competitiva, in Europa. Si fonda su un movimento da 176.000 tesserate. Questa è la forza che hanno rispetto a noi».

COSA MANCA ANCORA ALL’ITALIA – «Ma non in modo abbastanza consistente: mancano ancora quella progettualità e quegli investimenti che sono l’unico modo per aumentare i numeri alla base, che oggi si attestano sotto le 50.000 unità, e continuare a crescere. Basta guardare le altre semifinaliste: la Germania ha 800.000 tesserate, la Spagna oltre 100.000».

IL SUO CONSIGLIO ALLA SQUADRA – «Devono stare tutte attente alla fase difensiva, da Girelli a Giuliani, tutte devono sentirsi parte. Per fare in modo che Bronze la palla non la riceva, scongiurando il rischio di duelli…».

REAZIONE ALLA NOTIZIA DELLA SFIDA CON L’INGHILTERRA – «Onestamente no! La prima cosa che ho pensato è che io tiferò Italia e mia moglie Inghilterra e che riusciremo a vedere la partita insieme. L’ultima volta andò bene: lei è di origine australiana e al Mondiale 2019 non tifavamo per la stessa squadra in Italia-Australia decisa da Bonansea al 95’. Quella volta andò bene a me perché poi passammo il turno…».

COSA PENSA SUA MOGLIE SULL’ESITO DELLA SFIDA – «Ho chiesto a Nicola se l’Italia può farcela. Mi ha risposto “No way”».

TIFOSA O TECNICO? – «Da entrambi», si sente in sottofondo. «Sarà una serata difficile – sorride Morace – ma io sono fiduciosa».

Sassuolo, il destino di Laurienté è lontano dai neroverdi: ecco chi può sostituirlo

Sassuolo, il destino di Laurienté è segnato: nonostanto l’affare sfumato con il Sunderland partirà; ecco il possibile sostituto

Il Sassuolo deve fare i conti con la mancata cessione di Laurienté al Sunderland, sfumata per motivi economici. Un affare da 20 milioni che salta, ma non cambia la strategia del club: l’addio del francese – capocannoniere e miglior giocatore dell’ultima stagione di B – resta scontato. Se non sarà Premier, sarà comunque altrove. E in viale della Sportiva, come riportato da la Gazzetta dello Sport, si stanno già muovendo per il dopo.

Il nome cerchiato in rosso è quello di Alieu Fadera, esterno gambiano classe 2001, esplosivo e creativo, con caratteristiche simili a Laurienté. Le trattative sono in stato avanzato, con la formula preferita dai neroverdi: prestito con diritto di riscatto. Lo stesso schema usato a gennaio con Verdi e Mazzitelli, presi dal Como per sei mesi e poi rientrati alla base.

La sensazione, comunque, è che siamo solo all’inizio. Il Sassuolo è ancora tutto da costruire. I “fari spenti” con cui la società si muove sul mercato non nascondono le incertezze che restano: cosa fare con Pinamonti, rientrato dal prestito al Genoa? E Berardi, dopo l’infortunio e i mesi difficili, rinnoverà o cercherà una nuova avventura?

Domani l’amichevole contro il Trento, sabato il triangolare al Druso contro Bologna e Südtirol: test più significativi di quanto sembri, perché qualcosa sull’ossatura attuale diranno. Fabio Grosso attende risposte dal campo, mentre la dirigenza si interroga su dove intervenire: servono rinforzi in difesa, a centrocampo e in attacco. Fadera, se l’operazione andrà a buon fine, sarà solo il primo tassello.

Intanto, nel ritiro di Ronzone, è arrivata anche la vicepresidente Veronica Squinzi. Una visita istituzionale, ma non solo: probabile che sia stata l’occasione per un confronto diretto con lo staff tecnico e dirigenziale, per fare il punto su un mercato che – parole dell’ad Carnevali – sarà «lungo e difficile».

Pisa, il sogno è il Cholito: un altro Simeone sotto la torre, come il padre; le ultime

Pisa, il Cholito Giovanni Simeone è il primo obiettivo di calciomercato dei toscani: indosserà la maglia nerazzurra come il padre?

Come riportato da La Gazzetta dello Sport, il Pisa sta affrontando una trattativa complessa ma sentita per riportare in Toscana Giovanni Simeone, individuato come il grande obiettivo di mercato per il ruolo di centravanti. Il Cholito è in cima alla lista dei desideri della dirigenza nerazzurra, che non ha al momento valide alternative di pari livello. L’interesse è concreto e profondo, rafforzato anche dal legame familiare con la città: il padre Diego vestì la maglia del Pisa tra il 1990 e il 1992, un dettaglio romantico che i dirigenti Vaira e Corrado stanno sfruttando per rafforzare il pressing.

La trattativa, però, coinvolge due fronti: da una parte il Napoli, proprietario del cartellino, e dall’altra lo stesso Simeone, che sta valutando con attenzione quale sia la destinazione più adatta per rilanciarsi da protagonista. Dopo stagioni passate da “gregario di lusso” – con due scudetti vinti coi partenopei – l’attaccante argentino è alla ricerca di un ruolo centrale. Nell’ultima stagione ha collezionato 30 presenze in Serie A, ma con appena 393 minuti complessivi: una media di meno di 15 minuti a gara. E con l’arrivo di Lorenzo Lucca a Napoli come vice-Lukaku, il suo spazio rischia di ridursi ulteriormente.

Il Pisa rappresenterebbe per Simeone una vera occasione di rilancio, con la possibilità di tornare ai livelli di Verona, dove fu autore di 17 reti in 35 partite. I contatti tra le parti sono costanti, e l’ottimismo resta alto: l’ambiente nerazzurro ha già accolto con entusiasmo l’ipotesi, segno del forte legame rimasto con il cognome Simeone.

Parallelamente, il mercato del Pisa continua a muoversi: secondo La Gazzetta dello Sport, ieri sono arrivati in ritiro anche Simone Scuffet e Chibuike Akinsanmiro, entrambi in attesa dell’annuncio ufficiale. Sempre dal Napoli potrebbe giungere anche Alessio Zerbin, in un’operazione congiunta che faciliterebbe la partenza di Bonfanti, richiesto in Serie B da Mantova, Entella e Catanzaro.

Cremonese, prime valutazioni per Nicola, in attesa dei rinforzi del mercato

Cremonese, prime valutazione per Davide Nicola sulla rosa dal ritiro, in attesa dei rinforzi dal calciomercato

La Cremonese continua il proprio lavoro al centro Arvedi in attesa della partenza per il ritiro di Livigno. In questi giorni, come riportato da la Gazzetta dello Sport, il focus principale è sulle valutazioni interne: Davide Nicola vuole conoscere a fondo la rosa prima di fare scelte definitive. L’obiettivo è non lasciare indietro nessuno e capire quali profili siano già pronti per affrontare la Serie A. Solo dopo si entrerà nel vivo del mercato, soprattutto sul fronte offensivo.

Per l’attacco, infatti, il club non ha fretta: si muoverà con attenzione, aspettando che alcune operazioni oggi fuori portata possano diventare più accessibili a fine mercato. L’unico innesto già definito nel reparto offensivo è stato quello di Franco Vazquez, confermato e ritenuto imprescindibile per dare continuità alla manovra offensiva.

Il vero nodo resta quello della prima punta. In organico ci sono due opzioni su cui Nicola sta ragionando. La prima è Manuel De Luca, reduce da una stagione positiva in B con dieci gol, compresa la decisiva doppietta nella finale di ritorno contro lo Spezia. Tuttavia, la sua esperienza in A è minima (appena due presenze con la Sampdoria nel 2022-23), e per questo, al momento, viene considerato più come alternativa che come titolare designato. La seconda opzione è David Okereke, rientrato dal prestito al Gaziantep con un bottino di nove reti. Nicola lo ha già testato in amichevole, ma resta da valutare se possa essere centrale nel progetto tecnico.

Nel frattempo, emergono le prime suggestioni di mercato. Una riguarda Walid Cheddira, tornato a Napoli dopo una stagione poco brillante all’Espanyol. Fuori dai piani di Conte, potrebbe accettare la destinazione Cremona con la formula del prestito. Un altro nome in salita è quello di Cristian Shpendi, classe 2003 del Cesena, autore di 11 gol in Serie B: un profilo giovane e ambito anche da altri club di A. Tutto dipenderà anche da eventuali uscite, in particolare quella di De Luca.

Fiorentina, Sohm rimane il primo nome per il centrocampo, ma spunta anche il nome di Volpato

Fiorentina, si cerca un rinforzo a centrocampo: valutati vari profili con caratteristiche diverse: Sohm il preferito, Volpato la novità

La Fiorentina è al lavoro per rinforzare il centrocampo, e l’idea prevalente al momento sembra essere quella di puntare su un interditore più che su un regista. La scelta definitiva, come riportato dal Corriere dello Sport, tuttavia verrà presa da Stefano Pioli al termine del ritiro estivo. L’allenatore vuole prendersi qualche settimana per valutare il materiale già presente in rosa: se dovesse ritenere di avere già in casa un regista affidabile – come Fagioli o Richardson – allora l’intervento sul mercato potrebbe concentrarsi su un profilo più fisico, dinamico e capace di dare equilibrio al reparto, magari anche più di uno.

Tra i nomi più caldi c’è Simon Sohm del Parma. Il centrocampista svizzero piace per la sua versatilità e per le caratteristiche difensive: alto 1,88 e forte fisicamente, è molto efficace nel recupero palla e può ricoprire più ruoli, aspetto molto gradito a Pioli. Già sondato in passato anche prima di Bernabé, Sohm è ora una delle priorità. Resta da capire se il Parma sarà disposto ad abbassare le richieste economiche, con la Fiorentina che spera di chiudere l’operazione per circa 15 milioni di euro.

Nel frattempo si segue anche un profilo offensivo: è Cristian Volpato del Sassuolo, classe 2003. Nei giorni scorsi c’è stato un incontro informale tra il suo entourage e la dirigenza viola al Viola Park, per ora solo un primo approccio.

Sul fronte rinnovi, sono giorni importanti per Rolando Mandragora. È atteso un vertice tra la società e i suoi agenti per discutere il prolungamento del contratto, in scadenza nel 2026 (con opzione 2027). L’obiettivo è arrivare a un accordo fino al 2029, con possibile opzione per il 2030. Mandragora guadagna attualmente 1,5 milioni l’anno, come Nzola ma meno di Ikoné e Beltran, ormai considerati fuori dal progetto.

Proprio Ikoné è tra gli esuberi. Si sta allenando a parte e la Fiorentina vorrebbe cederlo a titolo definitivo, ma l’unica formula gradita ai club interessati sembra essere il prestito con diritto di riscatto. Per chiudere, servirebbe prima un rinnovo annuale.

Perrone Como: «Rinnovo? Non una scelta difficile, la scelta migliore per la mia carriera; qui c’è molta ambizione»

Le parole di Maximo Perrone dopo il rinnovo con il Como: «Mi sono trovato bene fin dal primo momento con tutti: allenatore, staff, squadra e tifosi»

Maximo Perrone ha deciso di legarsi al Como fino al 2029, lasciando definitivamente il Manchester City. Il centrocampista argentino, pupillo di Fabregas, ha sposato il progetto lariano con entusiasmo e ambizione. In questa intervista racconta le sue motivazioni, il lavoro quotidiano, le prospettive europee e il sogno Mondiale.

PERCHÉ HAI SCELTO DI RESTARE A COMO – «Non è stata una decisione difficile perché a Como mi sono trovato bene fin dal primo momento con tutti: l’allenatore, lo staff tecnico, la squadra e i tifosi. Sono convinto che sia la scelta migliore per me e per la mia carriera».

IL CLUB HA SCELTE AMBIZIOSE, COME LA TUA, PAZ O FABREGAS – «L’ambizione si respira ogni giorno al centro sportivo, quest’anno vogliamo puntare ancora più in alto».

CREDI CHE IL COMO POSSA PUNTARE ALL’EUROPA – «L’unica cosa su cui dobbiamo restare sempre focalizzati è allenarci duramente ogni giorno e migliorare. Sapere da dove veniamo, ma anche che vogliamo puntare al massimo».

IL MERCATO HA ALZATO IL LIVELLO DELLA ROSA – «È un mercato importante, questo è vero, e siamo tutti felici di poter dare il benvenuto a nuovi compagni giovani e di talento che sicuramente ci faranno fare quell’ulteriore salto di qualità che molti si aspettano».

C’È IL RISCHIO CHE QUALCUNO GIOCHI POCO – «Questa è una domanda per l’allenatore che è colui che prende le decisioni, non per me. Il mister già lo scorso anno ha dato prova di saper gestire le risorse nel modo migliore».

PAZ E BATURINA POSSONO GIOCARE INSIEME? – «Perché no? Sono ottimi giocatori. Il gioco del calcio alla fine è abbastanza semplice quando hai gente che dà del tu al pallone».

POTRESTI TORNARE A GIOCARE CON SERGI ROBERTO? – «Giocare accanto a Sergi è sempre un piacere, stare con lui ogni giorno è un apprendimento costante, è sempre un esempio. Se poi capiterà di giocare ancora insieme sarà una decisione dell’allenatore, abbiamo molte opzioni in squadra».

CHE SENSO HA LA LINEA A TRE VISTA COL LILLE – «Non ci sono esperimenti, tutto viene allenato costantemente. Inoltre abbiamo già giocato con tre centrocampisti nello scorso campionato».

VEDI SIMILITUDINI TRA GUARDIOLA E FABREGAS? – «Ovviamente avranno delle cose in comune, spesso sono stati accomunati per questo o quell’aspetto, ma non ha senso fare paragoni. Cesc sta facendo la sua strada e ha iniziato alla grande».

COME STATE VIVENDO LA COMO CUP? – «Sì, c’è fermento, è la prima grande manifestazione calcistica che coinvolge la città. E poi per noi calciatori è sempre bello tornare a giocare dopo la pausa estiva. Sono le prime partite e devono servirci per continuare a crescere e conoscere i nuovi compagni».

C’È ANCHE IL MONDIALE ALL’ORIZZONTE: COMO È UNA SCELTA MIRATA – «Ho deciso di restare al Como perché sento che qui crescerò di più, la nazionale argentina sarà una conseguenza di come mi comporterò in campionato. Quindi la mia testa è focalizzata sul fare bene qui, questo mi avvicinerà all’altro obiettivo».

SU COSA BISOGNA MIGLIORARE RISPETTO ALL’ANNO SCORSO? – «Si può migliorare in tutto. La scorsa stagione abbiamo subito troppi gol negli ultimi minuti di molte partite e abbiamo perso punti. Credo che sia l’aspetto che si è notato di più, ma nel calcio tutto può essere migliorato».

TI MANCA ANCORA IL PRIMO GOL A COMO: UN OBIETTIVO – «Segnare non è qualcosa che mi ossessiona, se arriva e aiuta la squadra bene, altrimenti ci sono molti modi per aiutare la squadra ed è questo l’obiettivo».

IL CENTROCAMPISTA DI SERIE A CHE TI COLPISCE DI PIÙ – «Calhanoglu».

Atalanta Juve sarà la 26esima edizione del Trofeo Bortolotti a Bergamo: i dettagli sul match – UFFICIALE

Atalanta Juve, ufficiale il Trofeo Bortolotti con la squadra bianconera. Ecco il comunicato della società orobica

Non è estate per l’Atalanta se non c’è il Trofeo Bortolotti, e il torneo nerazzurro nel ricordo di Achille e Cesare (presidenti che hanno scritto la storia di questo club) vedrà la Dea di Juric affrontare la Juve. Ecco il comunicato.

IL COMUNICATO

L’ultima prova generale prima dell’inizio del nuovo campionato di Serie A Enilive sarà non solo una amichevole di grande richiamo ma anche l’occasione di vedere all’opera a Bergamo l’Atalanta di mister Jurić: sabato 16 agosto i nerazzurri affronteranno infatti la Juventus nel Trofeo Achille e Cesare Bortolotti.

La partita avrà inizio alle 20.45 e sarà un significativo banco di prova in vista dell’esordio in campionato che vedrà De Roon e compagni sfidare a Bergamo il Pisa domenica 24 agosto.

Sarà però anche una sempre sentita occasione per ricordare insieme a tutti i tifosi due figure importanti nella storia dell’Atalanta, quali Achille e Cesare Bortolotti, in quella che sarà la 26ª edizione del trofeo dedicato ai due indimenticabili e indimenticati Presidenti. A fine partita, come da tradizione, verranno assegnati il Premio “Valter Polini” al giocatore più corretto e il Premio “Mario Bresciani” al miglior giocatore della partita.

Dopo le ultime sei edizioni che avevano visto coinvolte formazioni straniere, l’avversario torna a essere una squadra italiana, nell’occasione la Juventus, che aveva già partecipato all’edizione in onore di Cesare Bortolotti nel maggio del 1992 con la formula del triangolare cui aveva partecipato anche il Borussia Dortmund.

Italia Femminile-Inghilterra, semifinale europea: le Azzurre sognano, ma senza paura

Italia femminile: azzurre pronte alla semifinale con l’Inghilterra: leonesse favorite, ma le azzurre si preparano senza paura

Tra chi si arrabbia e chi sogna, l’Italia femminile si prepara con serenità alla semifinale dell’Europeo contro l’Inghilterra. Come riportato da La Gazzetta dello Sport, mentre Oltremanica si discute degli insulti social rivolti a Jess Carter (solidarietà anche dal ct Soncin), e la ct inglese Sarina Wiegman cerca di alleggerire la pressione definendo “irrispettoso” dare per favorita la sua squadra, in casa azzurra si respira fiducia e consapevolezza.

«Sappiamo quando attaccare alte e quando difendere compatte», ha spiegato Soncin, che potrebbe tornare alla difesa a tre, trasformabile in cinque, con Oliviero e Di Guglielmo sulle fasce. Una soluzione elastica, ma non rinunciataria: l’obiettivo è mettere in difficoltà le campionesse d’Europa in carica, forti davanti ma non imbattibili dietro.

Le azzurre non hanno paura, e la leader Cecilia Salvai incarna questo spirito: «Essere qui è una cosa pazzesca. Siamo tanto orgogliose, abbiamo creato una famiglia vera, e giocheremo con lo stesso atteggiamento di sempre, anche contro una squadra più forte sulla carta».

Sul fronte inglese, Wiegman ha lodato il cammino dell’Italia, ma il dubbio sulla presenza della capitana Williamson resta, alimentando la pretattica. Intanto, nel gruppo azzurro c’è attenzione anche ai dettagli, come i rigori: la possibilità di un finale dal dischetto è concreta, e Soncin assicura che la squadra è pronta anche emotivamente.

«Non esiste un allenamento che riproduca le emozioni dei rigori, ma ci siamo preparati anche per questo», ha detto il ct. La squadra, che in Svizzera ha già sentito l’affetto del pubblico italiano, si aspetta un’altra bella cornice di tifo.

Niente paura, dunque. Né nostalgia dei precedenti negativi, né timori reverenziali. Le Azzurre, arrivate fin qui con entusiasmo, equilibrio e compattezza, ora vogliono prendersi la finale. E se anche non partono favorite, va benissimo così. Perché questa Italia ci crede. E sorride.

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