Le parole di Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, sulla lotta scudetto in Serie A tra Napoli ed Inter. Tutti i dettagli
L’ultima giornata di Serie A è alle porte e la tensione è palpabile, specialmente per le tifoserie di Napoli e Inter, separate da un solo punto nella corsa al tricolore. Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, nel suo editoriale intitolato eloquentemente «Lo vinciamo lo scudetto?», offre la sua personalissima e appassionata analisi su questo finale incandescente, non nascondendo le sue emozioni e le sue previsioni, con un occhio di riguardo al Napoli e al lavoro di Antonio Conte, ma anche al percorso dell’Inter.
IL NAPOLI E LA DOMANDA FATIDICA – «Stamattina, al bar, il primo napoletano verace che ho incontrato mi ha trafitto con la domanda delle domande: “Direttore, ma lo vinciamo lo scudetto?”. Cosa rispondi a uno così? Che il calcio è una scienza esatta? Che il Cagliari è già retrocesso e verrà al Maradona in gita premio? O che il Como, contro l’Inter, si giocherà la partita della vita per onorare il campionato? La verità è che non lo so, ma so quello che spero e quello che vedo».
CONTE, IL PROFETA IN PATRIA (AZZURRA) – «Vedo un Napoli trasformato dalla cura Conte. Antonio è arrivato e ha fatto quello che sa fare meglio: ha resettato, ha dato una mentalità feroce, ha costruito una squadra a sua immagine e somiglianza. Ha preso un gruppo che l’anno prima aveva deluso e lo ha riportato a lottare per il vertice, convincendolo di essere il più forte. Se il Napoli oggi è a un passo dal titolo, il merito principale è suo. Ha profetizzato la vittoria e ora è lì, a un passo dal compierla».
L’INTER E I RIMPIANTI: QUANTI PUNTI BUTTATI! – «E l’Inter? L’Inter di Inzaghi ha giocato per lunghi tratti il calcio più bello ed europeo del campionato. Ma quanti punti ha lasciato per strada! Penso a certe rimonte subite, a partite dominate e non chiuse. Quei 12 punti persi da situazioni di vantaggio gridano vendetta. Senza quelle amnesie, oggi staremmo parlando di un altro campionato. C’è rabbia, lo capisco, perché la squadra ha dimostrato di avere tutto per vincere, ma è mancata in cinismo e continuità in certi frangenti».
IL SOGNO DE BRUYNE AL NAPOLI (E LA FINALE CHAMPIONS DELL’INTER) – «Poi il tifoso napoletano, non contento, mi ha chiesto di De Bruyne. “Direttore, ma De Bruyne viene o no?”. Se il Napoli vince lo Scudetto e si assicura i milioni della Champions, l’assalto a un top player come il belga del City diventa più di un sogno. De Laurentiis e Conte ci proveranno, ne sono certo. E l’Inter? Ha una finale di Champions da giocare contro il PSG. Un’altra impresa possibile, perché Inzaghi in coppa si trasforma. Ma prima c’è Como, e la speranza, per loro, che il Napoli inciampi».
Le parole di Gianluigi Buffon, ex portiere ed attuale capo delegazione dell’Italia, sull’ultima giornata di Serie A. Tutti i dettagli
Gianluigi Buffon ha parlato a margine della Walk of Fame del CONI della situazione in Serie A, con la lotta scudetto tra Napoli ed Inter.
SCUDETTO – «C’è un Mondiale da conquistare, questo è il primo obiettivo. A giugno ci sarà una partita di grande valore, ma ad un certo punto ci sono momenti in cui devi tirare fuori anche un po’ di sana follia, un po’ di arroganza nel farci dire che siamo l’Italia. Come è successo dopo l’Europeo in Francia: mi auguro che quello sia l’esempio forte per farci affrontare la Norvegia. Dobbiamo presentandoci dicendo ‘noi vogliamo il Mondiale, a prescindere da voi».
INTER – «Complimenti all’Inter a prescindere per quello che ha fatto in campionato e in Champions. E per la finale ho fiducia perché Inzaghi ha dimostrato di saper preparare le sfide secche».
CONTE-JUVE – «Per allenatori così è normale che vengono accostati a panchine prestigiose. Ma non è tutto così scontato come letto. Antonio secondo me non ha rivelato nulla e pensa solo al portare a termine la sua impresa con il Napoli».
Le ultime sulle possibili mosse di calciomercato dell’Inter, con un doppio colpo in attacco per Simone Inzaghi. Tutti i dettagli
L’edizione odierna del Corriere dello Sport fa il punto sulle possibili mosse di calciomercato dell’Inter per il reparto offensivo.
ZIRKZEE PRIMO OBIETTIVO – «L’Inter ha individuato in Joshua Zirkzee, protagonista di una stagione straordinaria con il Bologna culminata con la vittoria della Coppa Italia e una qualificazione europea, il profilo ideale per affiancare Lautaro Martinez. L’eleganza, la tecnica e la capacità di giocare per la squadra dell’olandese sono qualità che Marotta e Ausilio apprezzano enormemente. L’ostacolo principale è rappresentato dalla clausola rescissoria da 40 milioni di euro valida solo per il Bayern Monaco, che potrebbe decidere di riacquistarlo per poi rivenderlo a una cifra superiore. L’Inter punta a trattare con il Bologna, forte anche del gradimento del giocatore, ma la concorrenza di club di Premier League e della Juventus (che però sembra più defilata) è forte. Il club nerazzurro spera di poter chiudere intorno ai 50-60 milioni, magari inserendo una contropartita tecnica».
L’ALTERNATIVA BONNY – «Qualora la pista Zirkzee dovesse complicarsi eccessivamente, l’Inter ha già pronta un’alternativa di altissimo profilo: Ange-Yoan Bonny. L’attaccante francese del Parma, classe 2003, è reduce da una stagione da protagonista in Serie A [ipotizzando che il Parma si sia salvato, come da nostro scenario precedente sulla lotta salvezza], dove ha messo in mostra una fisicità imponente abbinata a una buona tecnica e a una sorprendente velocità. Il suo potenziale è enorme e il suo costo, seppur destinato a salire, sarebbe inferiore a quello di Zirkzee. Bonny rappresenterebbe un investimento per il presente e per il futuro, un profilo che l’Inter segue da vicino».
Le parole di Cesc Fabregas, allenatore del Como, in conferenza stampa in vista della sfida di Serie A contro l’Inter. Tutti i dettagli
Cesc Fabregas, allenatore del Como, ha parlato in conferenza stampa in vista della sfida all’Inter.
SFIDA ALL’INTER – «Dobbiamo essere attenti, loro sono forti sulle fasce, per me l’Inter è la miglior squadra di Serie A, e tra le migliori in Europa. Dobbiamo essere bravi a giocare con personalità, non subire il loro calcio, ma imporre il nostro. L’Inter è fortissima, ma proveremo a darle fastidio. L’obiettivo è sempre quello di giocare al meglio, fare tutto il possibile per provare a portare la partita a casa».
SCUDETTO – «Non credo che l’Inter sarà condizionata dalla finale di Champions League e neppure penserà alla gara del Napoli. Sono forti, con un allenatore tra i migliori in Italia».
ADDIO REINA E IOVINE – «Domani non ci sarà Goldaniga, squalificato, ci sono dubbi anche per Kempf in difesa, devo valutare chi mandare in campo. Ma cercheremo di dare il massimo contro una squadra fortissima. Reina e Iovine? Credo che meritino minutaggio, vedremo. Il cuore dice sì, entrambi hanno fatto una grande carriera. Reina merita di giocare, lui mi ha dato tanto, in campo e fuori. Iovine è sempre positivo, sono due ragazzi importanti per me, per la società e per i compagni».
NICO PAZTORNA AL REAL? – «Non sappiamo nulla, è un nostro giocatore e per ora rimane da noi. Non so se andrà al Mondiale per Club con il Real Madrid, noi con loro abbiamo un ottimo rapporto. Ci interessano molto altri ragazzi della loro rosa, abbiamo fatto capire che da noi i calciatori giocano ed hanno minutaggio».
Le parole di Stefano Tacconi, ex portiere della Juve, sulla notte dell’Heysel ed il momento attuale dei bianconeri. I dettagli
Stefano Tacconi difendeva la porta della Juventus nella tragica serata dell’Heysel del 29 maggio 1985. A quasi 40 anni di distanza ne ricorda i momenti e le angoscianti sensazioni in un’intervista a La Gazzetta dello Sport.
PENSIERI – «Penso spesso all’Heysel, soprattutto di notte quando fatico a prendere sonno. E ricordo ancora tutto, come fosse ieri. Invece la prossima settimana saranno già 40 anni da quella triste serata. Non si può morire per una partita di calcio. È una sofferenza che tutti noi ci portiamo dietro da 40 anni e non ci abbandonerà mai». I FATTI – «A un certo punto arrivarono nello spogliatoio diversi tifosi: erano feriti e insanguinati. Il nostro medico prestò soccorso a tutti. Noi giocatori eravamo già sotto la doccia, spaventati e tristi, pensando di non giocare. In quel momento sape vamo di una persona finita schiacciata nella calca, mentre dei 39 morti ci hanno detto soltanto dopo la partita, intorno a mezzanotte. In ogni caso nessuno pensava più al calcio e alla finale di Coppa Campioni. Ma poi ci raggiunse un generale delle forze dell’ordine belga, che di fatto ci obbligò a scendere in campo per questioni di ordine pubblico. Così ci ricambiammo e uscimmo sul prato in un clima surreale. Trapattoni era traumatizzato dall’accaduto, come il figlio di Agnelli e tutti noi». VITTORIA PER 1-0 PER IL GOL DI PLATINI – «E anche alle mie parate. Penso sia stata la miglior prestazione della carriera, ma non se ne può parlare perché la serata purtroppo è stata drammatica». I FAMILIARI DELLE VITTIME – «Sono particolarmente legato alla famiglia di Franco Martelli. Sono umbri come me, ho incontrato e abbracciato i parenti poco dopo la tragedia. Franco era di Todi ed era iscritto al mio club». ERA LA JUVE PIU’ FORTE DI SEMPRE – «Difficile dirlo. Sicuramente era la più arrabbiata e affamata, anche perché diversi giocatori erano reduci dalla delusione della finale di Coppa Campioni persa nel 1983 contro l’Amburgo di Magath. Avevamo uno squadrone: Platini, Tardelli, Scirea… Sogno spesso anche Gaetano e mi manca tantissimo. Eravamo due persone completamente diverse, ma avevamo un buonissimo rapporto. Scirea ha preso soltanto una multa negli anni alla Juventus e sapete perché? Perché la colpa non era di Gaetano, ma mia».
Le parole di Fabio Capello, ex allenatore della Juve, sul suo rapporto con Alessandro Del Piero in bianconero. Tutti i dettagli in merito
Alessandro Del Piero ha ottenuto la licenza da allenatore. Una scelta giudicata da uno che in panchina l’ha guidato nel biennio 2004-06 alla Juve e che oggi gli offre questi consigli in un’intervista a La Gazzetta dello Sport: Fabio Capello.
IL LORO RAPPORTO – «Beh, devo dire che c’è stato un periodo con me in cui Del Piero giocava poco. Da grande professionista, però, si è sempre allenato al massimo, anche se ovviamente non sarà stato d’accordo. Ecco, come capitato a tutti gli ex calciatori, se un giorno siederà su di una panchina si accorgerà cosa vuol dire dover prendere delle decisioni impopolari (ride ndr)». LO IMMAGINAVA 20 ANNI FA – «Sì perché è sempre stato intelligente. Ha ovviamente personalità, sa parlare un ottimo inglese. E non è un tipo che ha fretta. Una volta che ha smesso di giocare non si è tuffato subito in una nuova carriera: ha fatto pubblicità, è anche opinionista. Sempre con classe, sobrietà e professionalità, lui è così in tutto quello che fa». COSA GLI HA DETTO – «Le dico la verità, ho incrociato Alessandro in treno proprio due giorni prima del suo esame a Coverciano (ride ndr). E un po’ abbiamo parlato…». ALEX FUTURO MISTER DELLA JUVE – «Ecco, capisco la suggestione, ma quando dico di non avere fretta intendo proprio evitare premature tentazioni facili. Un tecnico si forma nel tempo, mettendo insieme pian piano uno staff affidabile e di primo livello. E qui ho un altro consiglio: non bisogna circondarsi di “yes man”, ma di collaboratori preziosi e pieni di idee».
Le parole di Giuseppe Giannini, ex centrocampista della Roma, sul suo rapporto con il club giallorosso. Tutti i dettagli in merito
Giuseppe Giannini, il “Principe” che ha illuminato il centrocampo della Roma per quindici stagioni, conquistando tre Coppe Italia e sfiorando uno Scudetto e una Coppa UEFA, resta una delle voci più ascoltate e rispettate nell’ambiente giallorosso. In una lunga intervista concessa a La Gazzetta dello Sport, l’ex numero 10 e capitano ha ripercorso la sua carriera.
SOPRANNOME IL PRINCIPE – «Inizio anni 80, primi allenamenti con la Roma, fu Odoacre Chierico a battezzarmi così. Principe per le movenze in campo e l’educazione fuori».
ROMA – «Da piccolo andavo nelle Marche, a casa di mio nonno, in cucina teneva uno scudettino della Roma: è stata la rivelazione e il sentimento di identità l’ho sempre portato con me. Un privilegio, ma anche una responsabilità vissuta con orgoglio».
FUTURO ALLA ROMA – «Non credo, non mi illudo più. Ho un solo rimpianto. Fu quando Sensi, con cui avevo avuto un rapporto duro e anche brutto, mi chiamò: “Ti rivoglio nella Roma”. Andai a parlare con il dt Franco Baldini, ma mi fece una battuta poco opportuna, dicendo che fino a poco tempo prima mi ero accompagnato con due procuratori, Morabito e Fioranelli. Ero offeso, non aveva fiducia in me: girai i tacchi e me ne andai. Forse avrei fatto meglio a parlare con Sensi e spiegargli che cosa era successo».
SFIORATO IL MILAN – «Andai a fare un provino a Milanello, c’erano Rivera e Galbiati. Feci bene, mi presero, mi regalarono una maglia rossonera. Pochi giorni dopo Perinetti, responsabile del settore giovanile giallorosso, disse a Viola: “Non facciamoci scappare questo ragazzo”. E Viola lo ascoltò».
VICINO ALLA JUVE – «Andai a fare un provino a Milanello, c’erano Rivera e Galbiati. Feci bene, mi presero, mi regalarono una maglia rossonera. Pochi giorni dopo Perinetti, responsabile del settore giovanile giallorosso, disse a Viola: “Non facciamoci scappare questo ragazzo”. E Viola lo ascolto».
IDOLO DI TOTTI – «Sì, aveva il mio poster in camera. Fu mio padre Ermenegildo a scovarlo, stava alla Lodigiani e lo portò alla Roma. In ritiro dormiva in camera con me, anzi, l’ha raccontato lui (ride), nemmeno dormiva per l’emozione. L’ho tenuto sotto la mia ala, come aveva fatto anni prima Falcao con me. Credo di avergli dato una piccola mano a muoversi nell’ambiente. Un giorno sua madre, Fiorella, mi fermò fuori da Trigoria, per dirmi che Francesco voleva comprarsi una Golf GTD. Era preoccupata. “Mi sembra presto…”. Io risposi: “Signora, lo lasci fare…”. A quei tempi giravo in Ferrari. Un’altra volta Fiorella mi chiese se potevo andare a salutarlo nel locale dove festeggiava i 18 anni. Scesi dall’aereo e ci andai, ero appena tornato da una trasferta con la Nazionale. A Francesco ho voluto bene».
Atalanta, il 22 maggio data all’insegna del destino: dalle ceneri del 2005 al tetto d’Europa con la tripletta di Lookman
22 maggio…molto più di una semplice data per l’Atalanta e tutta la città di Bergamo: una serata profonda, emozionante, trionfante e che non si limita però all’Europa League.
Il 3-0 contro gli invincibili del Leverkusen, Lookman che sembrava Pelé, il grido “Ademola Mia” entrato nella memoria di ogni atalantino, la Coppa alzata da tutto gruppo dove lacrime, coriandoli e l’incredulità generale hanno arricchito il compimento di un successo importante passato attraverso delle tappe per crescere e maturare.
Il destino ha voluto che tutto questo accadesse proprio in quella data, quel 22 maggio che vent’anni fa rappresentò il concetto atalantino “la fede oltre il risultato”: la famosa retrocessione tra gli applausi da ultimi in classifica, inseguendo una salvezza impossibile grazie a Delio Rossi e Makinwa, dove si sono toccate tutte le corde del vero DNA orobico portando un popolo a credere nell’impossibile (purtroppo non realizzato) non abbandonando l’Atalanta nonostante le difficoltà.
Da quel 2005 sono cambiate tante cose: giocatori, allenatori, presidenti, lo stadio ai tempi scoperto e con il vecchio tabellone sovietico luminoso, il tifo stesso ha cominciato a guardare altri obiettivi (piú ambiziosi) e l’Atalanta ora è una grande del calcio italiano, ma per costruire vittorie come queste bisogna passare anche dai momenti bui.
Una storia da tramandare dove si è ripartiti tutti insieme per salire sempre più in alto fino a sollevare la Coppa UEFA tra le lodi di tutti.
Rispettare il passato, credere in questo meraviglioso presente, lottare per il futuro: tutti insieme (nel bene e nel male).
Le parole di Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli, sulla possibile festa scudetto degli azzurri di Antonio Conte. I dettagli
Con Napoli che trattiene il fiato in vista della partita contro il Cagliari di domani sera, che potrebbe significare la conquista del secondo Scudetto in tre anni, La Gazzetta dello Sport ha raccolto le sensazioni e i preparativi del primo cittadino, il sindaco Gaetano Manfredi. Tifoso appassionato, ma anche amministratore chiamato a gestire l’onda emotiva di un’intera città, Manfredi ha parlato dell’organizzazione della festa, della scaramanzia e del ruolo cruciale di Antonio Conte.
L’ATTESA E LA SCARAMANZIA – «C’è aria di attesa elettrica, la sentiamo bene. In campo ci vorranno testa e cuore. Il tifo per il Napoli è una passione infinita, vissuta in maniera viscerale. C’è piena identificazione tra la squadra e la città, ed insieme si stanno compiendo passi in avanti. I successi – quando arrivano – non sono mai frutto della fortuna, ma della programmazione e della competenza».
L’ORGANIZZAZIONE DELLA FESTA SCUDETTO – «Ci stiamo adeguatamente preparando, incrociando le dita. Avevo promesso ai tifosi che avremmo lavorato insieme alle altre istituzioni per festeggiare nella maniera più partecipata possibile».
IL RUOLO DI ANTONIO CONTE – «Un grande professionista che pretende il massimo da sé e dagli altri. Ci ho parlato più volte e ho potuto constatare che è rimasto colpito dalla passione di questa città e ha voluto viverla insieme alla famiglia. Napoli ha bisogno di personalità di questo tipo. I giocatori? Non c’è alcun dubbio che l’esempio costante lo dia il capitano Di Lorenzo, sempre presente e sempre pronto ad aiutare i compagni. Poi McTominay è stato un acquisto straordinario».
STADIO – «Abbiamo presentato un masterplan sulla riqualificazione del Maradona al presidente De Laurentiis. Nei prossimi giorni continueremo il confronto. Napoli merita uno stadio moderno e funzionale, il Comune farà la sua parte economicamente e amministrativamente».
Le parole di Angelo Domenghini, ex calciatore della Grande Inter, sui suoi ricordi legati ad i successi con i nerazzurri. I dettagli
Angelo Domenghini è stato un’ala, di quelle che correvano su e giù lungo la fascia in maniera instancabile, Molti lo ricordano per le sue prodezze al Mondiale 1970, letteralmente instancabile. La Gazzetta dello Sport lo ha intervistato a proposito della sua Inter, della quale è stato un grande componente negli anni ’60.
L’OSTERIA DEL PADRE – «Certo. Un’osteria con il pergolato e il campo da bocce. Eravamo in 9 fratelli, 6 femmine e 3 maschi. Maria, Lisetta, Marcello, Matilde, Costantina, io, Silvia, Graziella e Claudio. Il più grande, Marcello, era l’unico ad avere la bicicletta, una Coppi, ma io non potevo toccarla. Un giorno l’ha venduta e ha acquistato un pianoforte. Marcello non aveva la passione della musica, non l’ho mai sentito un giorno suonare quel piano». L’ARRIVO ALL’INTER – «Mi hanno chiamato e sono andato. All’Atalanta prendevo un milione all’anno, firmo un contratto in bianco e Moratti scrive: quindici. Arri vo a Milano con la Fiat 600, mi compro subito l’Alfa, il Duetto spider, una figata». ANDAVA D’ACCORDO CON HELENIO HERRERA – «Beh, insomma, non era facile. Io avevo il mio carattere e lui il suo. Il Mago era tosto, erano tutti tosti. Ragazzi, parliamo della Grande Inter». PUNTAVA L’UOMO – «Lo facevo in modo largo e poi segnavo. Ma i giornalisti parlavano sempre di Mazzola, Suarez, Corso. E poi Corso, Suarez, Mazzola. Giusto, erano bravi, erano le stelle. Ma anch’io facevo qualcosa». LA FINALE COL CELTIC – «Tremendo. Nei quarti abbiamo battuto due volte il Real Madrid. Col Celtic siamo andati in vantaggio con un rigore di Mazzola. Ma eravamo stanchi, anche per il campionato. Sarti aveva parato l’impossibile, loro hanno segnato il gol della vittoria a pochi minuti dalla fine. Poi la caduta di Mantova e lo scudetto sfumato all’ultima giornata: stagione balorda, abbiamo perso tutto. Una sconfitta clamorosa, quel giorno è finita la Grande Inter». IL CAGLIARI COME SECONDA VITA – «Sì, meravigliosa. Ma quella è un’altra storia».
DIMISSIONI – «Come ho già detto, io sono sempre aperto. Se la dirigenza ed i tifosi pensano che io non sia la persona giusta, me ne andrò anche senza pensare ai soldi. Di sicuro non me ne andrò io».
MESSAGGIO AI TIFOSI – «Se il consiglio di amministrazione e i tifosi dovessero pensare che non sono la persona giusta, me ne andrò il giorno dopo. Ma non mi licenzierò. Ho fiducia nel mio lavoro. Come vedete, non cambierò nulla del mio modo di fare le cose. In questo momento, non sono qui per difendermi. Non è nel mio stile. Non ho niente da mostrare ai tifosi. In questo momento ho bisogno di un po’ di fiducia».
Le ultime sull’organizzazione della possibile festa scudetto del Napoli, ad un passo dal quarto tricolore della sua storia. I dettagli
L’edizione odierna del Corriere del Mezzogiorno, parla dell’organizzazione della città per la possibile festa scudetto del Napoli. Gli azzurri dovranno battere il Cagliari per laurearsi campioni d’Italia dopo la lunga lotta contro l’Inter.
CITTA’ BLINDATA – «Domani dalle 18, scatta il piano traffico organizzato dal Comune di Napoli con 85 varchi presidiati e intere aree off limits alle auto. In città anche mille esponenti delle forse dell’ordine inviati dal Viminale a supporto delle forze già in servizio a Napoli e provincia. Tutti allertati anche i vigili urbani e la polizia provinciale».
MAXISCHERMI – «Maxischermi non solo a Napoli ma in 53 Comuni dell’hinterland così da mitigare lo spostamento da e per il capoluogo. Il Comune di Napoli e Regione Campania sostengono, ognuno per la propria parte, con quasi un milione di euro festeggiamenti e servizi per la città».
BUS SCOPERTO – «Napoli si prepara alla festa Scudetto: in caso di vittoria festa già nello stadio Maradona. Comune e Regione pronti a finanziare la festa Scudetto con la sfilata degli azzurri prevista eventualmente per lunedì su due bus scoperti».
Le ultime sul possibile nuovo allenatore della Roma, con l’idea Maurizio Sarri dopo la fine della sua avventura alla Lazio
Secondo quanto riportato nell’edizione odierna de Il Messaggero, ci sarebbe anche Maurizio Sarri nella lista per diventare il nuovo possibile allenatore della Roma. I Friedkin stanno pensando infatti proprio all’ex Napoli e Juve per sostituire Claudio Ranieri.
Sarri era nel mirino anche del Milan, ma l’arrivo di Igli Tare ha chiuso questa pista. I giallorossi inoltre non sono preoccupati dal passato dell’allenatore alla Lazio, tanto che Sarri era stato ad un passo dalla panchina della Roma già nel 2021.
Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli
Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia. Punto di riferimento ogni giorno tanto per gli addetti ai lavori quanto per gli appassionati.
Le parole di Son Heung-min, capitano del Tottenham, dopo la vittoria dell’Europa League da parte degli Spurs
Son Heung-min ha parlato ai microfoni di Sky Sport dopo la vittoria del Tottenham contro il Manchester United che vale la vittoria dell’Europa League. Di seguito le sue parole.
VITTORIA STORICA – «Una sensazione pazzesca, aspettavo questo momento da 10 anni. E’ un sogno che si realizza, sono veramente grato di essere in questo gruppo».
DECISIONE DI RIMANERE – «Sono rimasto qui perché volevo farlo, cercando di fare cose speciali che non erano riuscite ad altri. Ce l’ho fatta e sono felicissimo, spero che riusciamo a fare altre cose insieme».
NOTTE SPECIALE – «Una notte speciale, vedere questa festa mi rende ancora più felice».
Le parole di Dejan Kulusevski, centrocampista del Tottenham, dopo la vittoria dell’Europa League da parte degli Spurs
Dejan Kulusevski ha parlato ai microfoni di Sky Sport dopo la vittoria del Tottenham contro il Manchester United che vale la vittoria dell’Europa League. Di seguito le sue parole.
RAMMARICO DI AVERLA VISTA IN TRIBUNA CON LE STAMPELLE – «No, è bellissimo, è bellissimo vincere un torneo così importante, un torneo che è un titolo che mancava tanti anni per questo club, quindi il miglior possibile fine della stagione, devo dire. Tu sei un ragazzo molto profondo, prima della partita mi hai detto non mi importa giocarla o non giocarla, l’importante è che la portiamo a casa».
FIDUCIA DI VINCERLA – «Sai, a volte lascio tutto a Dio e lui fa il resto, quindi ero tranquillo tutta la partita, sono molto grato di vincere questo titolo e questo non ti può togliere nessuno, ce l’hai a casa e puoi solo guardare davanti».
PARATA VICARIO – «Sì, sì, tutti sono stati bravissimi, ma anche Vicario come sempre da quel sicurezza, quindi bravi tutti e stasera è bellissimo. È emozionante dare una gioia a questa gente? Ma certo, certo, è per quello che lavoriamo, otto ore tutti i giorni, solo per dare amore alla gente».
La terza coppa europea “minore” per i londinesi del Tottenham, che tornano a trionfare dopo 40 anni dall’ultima
È una notte di trionfo per il Tottenham Hotspur. Nella finale di Europa League 2024-2025 disputata al San Mamés di Bilbao, la squadra di Ange Postecoglou ha superato il Manchester United per 1-0, riportando a Londra un trofeo europeo che mancava da decenni e rinverdendo una tradizione continentale che affonda le sue radici nei successi in Coppa UEFA. Questa vittoria non solo salva una stagione altrimenti complicata per entrambe le finaliste, ma garantisce agli Spurs un posto nella prossima, prestigiosa Champions League.
Il cammino europeo del Tottenham, ora arricchito da questa Europa League, ha due gemme preziose nel suo passato, quando la competizione si chiamava ancora Coppa UEFA, considerata a tutti gli effetti la progenitrice dell’attuale torneo. La prima Coppa UEFA vinta dagli Spurs risale alla stagione 1971-72, edizione inaugurale che prese il posto della Coppa delle Fiere. In una storica finale, di nuovo tutta inglese contro il Wolverhampton, la squadra allora guidata da Bill Nicholson gettò le basi del successo vincendo 2-1 l’andata al Molineux (doppietta di Martin Chivers). Il pareggio per 1-1 a White Hart Lane (rete di Alan Mullery) fu sufficiente per alzare il trofeo, rendendo il Tottenham il primo club britannico a conquistare due diverse coppe europee (dopo la Coppa delle Coppe del 1963).
Il secondo trionfo in Coppa UEFA è datato 1983-84. Guidati da Keith Burkinshaw, gli Spurs affrontarono in finale i campioni in carica dell’Anderlecht. Dopo un doppio pareggio per 1-1 sia a Bruxelles (gol di Paul Miller) che a Londra (rete di Graham Roberts), la coppa fu assegnata ai calci di rigore. Dal dischetto, il Tottenham si dimostrò più freddo (4-3), conquistando il suo secondo titolo nella competizione.
Quarant’anni dopo quell’ultima impresa, il Tottenham di Postecoglou ha scritto una nuova, esaltante pagina della sua storia europea. La vittoria di Bilbao contro il Manchester United non è solo la conquista dell’Europa League 2024-2025, ma un ideale filo conduttore che lega le generazioni, unendo gli eroi del passato ai protagonisti di oggi, e riporta gli Spurs nell’Olimpo del calcio continentale.
Le parole di Guglielmo Vicario, portiere del Tottenham, e di Destiny Udogie dopo la vittoria dell’Europa League
Guglielmo Vicario e Destiny Udogie hanno parlato ai microfoni di Sky Sport dopo la vittoria del Tottenham contro il Manchester United che vale la vittoria dell’Europa League. Di seguito le loro parole
VICARIO – «È una notte magica, una notte storica per questo club. Probabilmente tanti quando ho scelto questo club più anni fa avrebbero pensato che saremmo andati incontro all’ennesimo fallimento. Abbiamo scritto la storia di questo club, di questa competizione, e far parte di questo gruppo che solleva… L’abbiamo fatta, abbiamo sofferto tantissimo. È stata una partita a gore, è stato un cammino durissimo. La gioia del calcio è soprattutto questa, quando vinci, quando riesci a far felice tante persone. Guarda quanti sono, è incredibile. Stasera dobbiamo solo festeggiare. Ce l’abbiamo fatta».
UDOGIE – «Vicario? È un fenomeno, è un fenomeno. Non dico niente, è un fenomeno. Andiamo!».
I TOP e i FLOP del match valido per la finale di Europa League: pagelle Tottenham Manchester United
I TOP e i FLOPdel match valido per la finale di Europa League 2024/2025: pagelle Tottenham Manchester United.
Non è stata una grande finale e non poteva forse esserla per due squadre profondamente malate e non da poco tempo. Ma il confronto tra Postecoglu e Amorim ha prodotto emozioni, soprattutto nel secondo tempo quando il Manchester United ha profuso il massimo sforzo per arrivare a pareggiare la rete di Johnson del primo tempo. Ecco le individualità che si sono distinte nel bene e nel male
I TOP
Nostalgia di Udogie? Se ce l’avete, rassegnatevi ad ammirarlo in azzurro Nazionale e godetene comunque l’affermazione europea. Stasera ha rappresentato il meglio delle virtù Spurs: tempestività negli interventi, riflessi alla massima sollecitazione, generosità e attitudine al combattimento nell’infuocata ripresa. Quando Zirkzee è andato a spendersi un fallo da ammonizione in ripiegamento su di lui si è intuita la direzione che andava a prendere la finale. Nello United nessuno si è distinto particolarmente. Siccome, però, il più delle volte lo condannano anche quando non ne ha colpe, stavolta assolviamo del tutto Maguire che nel finale ha tentato di appesantire un attacco troppo leggero ed evanescente. Premio allo sforzo, nulla di più.
I FLOP
Di casino, per essere chiari, ne ha fatto parecchio: anche troppo, a essere sinceri. Richarlison dà sempre la sensazione di essere inespresso, anche se gli va riconosciuto che dalla gara non esce mai, almeno fino a quando il mister non lo richiama vedendolo claudicante. Nello United è davvero fantasmatico Mount. Forse era su Rai3, a Chi l’ha visto?, ma ci sono serate dove è una colpa davvero grave sbagliare canale.
Dalla Championship al gol che vale una coppa: i tre momenti chiave dell’ascesa di Brennan Johnson, eroe del San Mames per il Tottenham
Nella notte magica di Bilbao, che ha visto il Tottenham alzare al cielo l’Europa League 2024-2025 battendo 1-0 il Manchester United, il nome che risuona più forte è quello di Brennan Johnson. È stato lui, l’esterno gallese classe 2001, a siglare la rete decisiva con un tocco sotto porta, regalando agli Spurs un trionfo europeo che mancava da 40 anni e l’accesso alla prossima Champions League. Un gol che rappresenta, finora, l’apice di una carriera costruita passo dopo passo, con talento e determinazione.
L’esplosione al Nottingham Forest e la promozione in Premier (Maggio 2022) Il primo vero trampolino di lancio per Johnson è la stagione 2021-2022 con il Nottingham Forest in Championship. Dopo un proficuo prestito al Lincoln City, Brennan torna al Forest e diventa il trascinatore assoluto della squadra di Steve Cooper. Con 18 gol e 10 assist in campionato, più un gol nei playoff, guida i “Tricky Trees” a una storica promozione in Premier League dopo 23 anni di attesa. La sua velocità, la capacità di saltare l’uomo e la freddezza sotto porta lo impongono all’attenzione dei grandi club inglesi. La finale playoff vinta a Wembley contro l’Huddersfield è il suo primo, grande palcoscenico.
L’impatto e la salvezza in Premier League con il Forest (Stagione 2022-2023) L’esordio in Premier League nella stagione successiva (2022-2023) non è semplice, ma Johnson dimostra di poter reggere l’urto con la massima categoria. Segna 8 gol e fornisce 3 assist, risultando fondamentale per la salvezza del Nottingham Forest. Le sue prestazioni confermano la sua crescita e la sua capacità di essere decisivo anche al livello più alto, attirando l’interesse del Tottenham, che lo acquista nell’estate 2023 per una cifra importante.
Il gol decisivo nella Finale di Europa League (21 Maggio 2025) Il terzo momento, e finora il più alto, è senza dubbio quello di stasera. Dopo una stagione 2024-2025 nella quale in Premier ha firmato 11 reti, l’exploit di stasera vale tantissimo e dice molto della sua determinazione. Il tocco sul cross di Sarr è stato sporco, aiutato anche da una deviazione di Shaw, ma è bastato per garantire il punto del vantaggio. Va detto che per tutto il primo tempo Brennan è stato tra i più continui dei suoi. Ed era stato proprio lui, con un tiro cross che ha impegnato Onana, a dare il primo squillo alla finale di Bilbao.
Ecco le tre curiosità sulla sfida delle ore 21.00, Tottenham Manchester United: sfida valida per la finale di Europa League 2024-2025
Vince il Tottenham, al quale basta la rete di Johnson per avere ragione del Manchester United nella finale di Bilbao di Europa League. Sembrava Premier League, ma con un’importanza decisamente superiore.
Un gol pulito. É stata una gara dove per lunghi tratti è sembrato che le due squadre volessero misurare in una sola dimensione, quella del dinamismo, della determinazione e dell’orgoglio ferito dato l’andamento disastroso di entrambi in Premier League. Traducendo, sembrava che tanto gli Spurs quanto i Red Devils volessero comunicare ai propri tifosi: tranquilli, è vero, siamo quel che siamo, ma saremo inglesi fino in fondo, britannici come una volta, irriducibili combattenti. Ma sul gol dell’1-0 – che neanche si capisce bene talmente è sporca la carambola con Johnson che tocca come può l’invito proveniente da sinistra e la sfera messa di tacco all’indietro che va a colpire Shaw fino a morire nell’angolino con tocco ancora dello Spurs – sarebbe un errore non vedere il lavoro di pulizia che va a fare Bentancur per permettere a Sarr una cosa importantissima. Ovvero crossare con agio, decidere il punto esatto in profondità dove consegnare il pallone al compagno, farlo con la giusta e velenosa forza. I movimenti combinati di Sarr, Bentancur e pure Richarlison sono un momento di lucida semplicità nella battaglia. E risultano molto importanti, moltissimo.
Lo scambio delle parti. Nessuna sorpresa particolare nel vedere un attaccante fare il difensore e viceversa. Il rovesciamento, anzi, è una delle chiavi per interpretare la dinamica della partita. A porsi come simbolo del primo tempo e dell’esaltazione che porta un vantaggio, c’è la trebbiatura da difensoraccio in trance agonistica dell’attaccante Richarlison impegnato a togliere la terra sotto i piedi a Mazraoui. Che non è che proprio stava avanzando, aveva appena deciso di stoppare un pallone per provare a reagire. Nella ripresa la scena si ripeterà e il brasiliano verrà giustamente ammonito.
L’assedio. Oggettivamente il secondo tempo del Manchester United è stato un assedio. Almeno tenendo conto delle occasioni prodotte e del nulla offensivo degli Spurs il punteggio avrebbe potuto essere diversa. Ma forse, tra le tante immagini simbolo che si possono isolare, c’è il rarissimo spunto di Son brutalmente inseguito da uno scatenato Dorgu che gli soffia il pallone con impeto e gli dice una cosa precisa: si va di là, all’assalto. Anche se non servirà a nulla.
Moviola Tottenham Manchester United, l’episodio arbitrale chiave del match valido per la finale di Europa League 2024/2025
L’episodio chiave della moviola del match Tottenham Manchester United valido per i quarti di finale diEuropa League2024/25.Dirige la sfida l’arbitro Zwayer.
L’EPISODIO CHIAVE
PRIMO TEMPO
La prma protesta è di Hojlund che mostra all’arbitro la scarpa toltagli da Bissouma, non c’è nessun margine per un intervento più corposo del direttore di gara, nessun cartellino, solo un’occhiata per entrambi. Sorride ironico Johnson perché gli viene fischiata una manata su Dorgu. Solanke chiede il giallo per un fallo tattico di Casemiro, Zwayer non si fa condizionare dalla lamentela. Ginocchiata di Mazraoui su Bissouma lungo l’out, intervento duro ma l’arbitro continua a essere puntuale negli interventi, senza però estrarre cartellini. Poco dopo, al 34′, arriva il primo giallo: il colpevole è Diallo dello United. Si va al riposo con una netta differenza di falli: 12 da parte del Tottenham, solo 4 del Manchester.
SECONDO TEMPO
La ripresa inizia con l’ammonizione di Van de Ven per spallata sulla nuca di Hojlund. Altro giallo per Richarlison su Mazraoui nella fase in cui lo United spinge per arrivare al pari. Zwayer non vede un fallo piuttosto netto di Dorgu su Johnson, il tackle è nettamente sull’uomo. Cartellino per Bissouma che ritarda un calcio di punizione dello United. Rischia Porro con un tackle deciso, era fuori area ma il fallo c’era e non viene visto. Anmonito Zirkzee che va ad alzare la squadra di un Tottenham schiacciato, l’ex Bologna non sembra avere commesso niente di meritevole della sanzione. Scintille nelle battute finali tra Maguire e Romero in area: dopo pochi secondi il giocatore di Amorim va a colpire l’ex Genoa e riceve il giallo. Le tante interruzioni portano alla decisione di decretare 7 minuti di recupero. Ammonito anche Evans che protesta dalla panchina. Al 96′ in mischia Casemiro cade in area, non c’è nulla. La gara si chiude con 22 fall per i vincitori e solo 10 per gli sconfitti.
Il Tottenham vince l’Europa League, battuto il Manchester United in finale al San Mames: Vicario e Udogie decisivi, la decide Johnson
Contro ogni pronostico, è il Tottenham a conquistare l’Europa League 2024/25, succedendo all’Atalanta nell’albo d’oro e lasciando a mani vuote il favorito Manchester United. A Bilbao, nella cornice del San Mamés, i londinesi di Ange Postecoglou vincono una finale tesa e bloccata, risolta da un episodio favorevole poco prima dell’intervallo: una ripartenza finalizzata da Johnson con la complicità di Shaw, che devia il pallone nella propria porta. È il gol che decide una sfida tra le due peggiori inglesi della Premier (16ª e 17ª con meno di 40 punti), ma capaci di arrivare fino in fondo in Europa. Per gli Spurs, trascinati dagli italiani Udogie e Vicario, si tratta del primo trofeo internazionale dopo 17 anni e del pass per la prossima Champions League: una chiusura sorprendente per una stagione fin lì deludente.
La partita è una battaglia più che uno spettacolo: la paura di sbagliare paralizza entrambe le squadre, che creano pochissimo e tirano raramente in porta. Nella ripresa, lo United reagisce con generosità ma scarsa precisione: Hojlund si vede respingere un gol fatto da van de Ven, Bruno Fernandes spreca clamorosamente il pareggio e l’assalto finale non produce effetti, anche per merito di un super Vicario che salva tutto su Shaw al 97’. Il Tottenham resiste anche grazie a un ottimo Udogie, ultimo ad arrendersi nel momento di maggiore sofferenza. Amorim le prova tutte, inserendo Zirkzee e Garnacho, ma non basta: trionfa la squadra più cinica, che capitalizza l’unica vera occasione della serata. Postecoglou, alla seconda stagione su una panchina europea, centra subito un trofeo: la sua fede nel progetto Spurs è premiata, in un’annata di outsider e sorprese. Per Vicario, friulano, e l’ex Udinese di Udogie sarà anche l’occasione per tornare a Udine in estate, dove si giocherà la Supercoppa Europea.
Squadre, regole, date e orari del torneo: tutto sulla nuova Europa League 2024/2025, dalla fase campionato alla finale
Il Tottenham Hotspur di Ange Postecoglu ha conquistato l’Europa League 2024/2025, 54ª edizione (la 15ª con l’attuale denominazione) della competizione europea, la prima con il nuovo formato a girone unico con 36 squadre. Gli Spurs hanno sconfitto in finale per 1-0 il Manchester United nel derby inglese.
Organizzato dall’UEFA, il torneo, dopo i turni preliminari, è iniziato martedì 25 settembre con la 1ª giornata della Fase campionato, e si concluderà con la finale di Bilbao al San Mamés mercoledì 21 maggio 2025.
La scorsa edizione della competizione aveva visto il ritorno al successo dell’Italia, 25 anni dopo l’ultima volta (quando si chiamava ancora Coppa UEFA) con l’impresa dell’Atalanta, alla prima affermazione internazionale della sua storia.
Nella finale, giocatasi mercoledì 22 maggio 2024 all’Aviva Stadiumdi Dublino, in Irlanda, i bergamaschi di Gian Piero Gasperini, capaci in precedenza di eliminare Liverpool e Olympique Marsiglia, hanno sconfitto 3-0 i campioni di Germania del Bayer Leverkusen, guidati da Xabi Alonso, che avevano estromesso la Roma di Daniele De Rossi in semifinale.
L’Europa League 2024/2025 ha visto al via due squadre italiane: la Roma, passata dalla guida di Daniele De Rossi a quella di Ivan Juric e infine a quella di Claudio Ranieri, e la Lazio di Marco Baroni. Le due formazioni capitoline si sono qualificate piazzandosi al 6° e al 7° posto della Serie A 2023/2024.
La Lazio si è qualificata direttamente agli ottavi di finale del torneo, mentre la Roma, sotto la guida di Ranieri, ha raggiunto gli ottavi dopo aver vinto il playoff-sedicesimo di finale con il Porto. Lo scoglio è stato impervio per i giallorossi, eliminati dall’Athletic Bilbao, mentre i biancocelesti hanno estromesso il Viktoria Plzen, ottenendo l’accesso ai quarti.
Qui però la squadra di Marco Baroni, al termine di un doppio confronto molto combattuto, nel ritorno dell’Olimpico ha alla fine dovuto cedere ai calci di rigore ai norvegesi del Bodø/Glimt.
Il Tottenham, vincitore dell’Europa League 2024/2025, sfiderà poi i vincitori della Champions League 2024-2025 nella Supercoppa Europea 2025. Questa edizione, come detto, rappresenta la prima con il nuovo formato a 36 squadre a girone unico: ognuna delle squadre partecipanti ha sfidato otto avversarie, due per ciascuna fascia del ranking, secondo la modifica al regolamento varato dall’UEFA.
A differenza del passato, nell’Europa League 2024/2025 nessun club è stato trasferito dalla fase a gironi della Champions League. La squadra vincitrice del torneo avrà anche un posto garantito nella Fase campionato dell’edizione seguente.
Il nuovo formato e tutte le novità
Rispetto alle precedenti edizioni della competizione, con l’Europa League 2024/2025l’UEFA introduce diverse novità al torneo:
SQUADRE PARTECIPANTI: passano da 32 a 36;
FORMULA:non ci sarà più una Fase a gironi. Questi ultimi sono sostituiti da un grande girone unico con una “Fase campionato” che si giocherà da settembre a gennaio e una classifica generale. Nella Fase campionato ciascuna delle squadre partecipanti gioca 8 gare, di cui 4 in casa e 4 in trasferta. Le ultime 12 squadre (dal 25° al 36° posto) in classifica vengono eliminate, e non sono ripescate in Conference League, mentre le restanti 24 accedono alla Fase ad eliminazione diretta. Quest’ultima funzionerà così: i club dal 1° all’8° posto del girone unico si qualificheranno direttamente agli ottavi di finale, mentre i club dal 9° al 24° posto disputeranno un turno preliminaredi spareggi e le vincenti andranno agli ottavi. Dagli ottavi in poi il torneo procederà come avveniva in passato fino alla finale;
GIORNI E ORARI: le gare di Europa League si giocheranno come sempre il giovedì, ma (novità) anche di mercoledì e martedì. Per quanto riguarda gli orari, sono state confermate le fasce orarie delle 18.45 e delle 21 (orario italiano), con la possibilità di uno slot aggiuntivo alle 16.30 per le gare disputate in zone con fuso orario rilevante (2 o più ore in aggiunta al fuso orario dell’Europa Centrale);
IL TABELLONE: novità anche per quanto riguarda il tabellone della Fase ad eliminazione diretta, che con il nuovo formato sarà prestabilito come accade ad esempio nei Mondiali e dipenderà dal piazzamento nel girone unico. Le 8 squadre qualificate direttamente agli ottavi affronteranno le vincenti dei playoff, e in base alla classifica le squadre piazzatesi ai primi posti saranno posizionate agli opposti del tabellone. Questo per far sì che le squadre di vertice della Fase campionato si affrontino solo nei turni conclusivi dell’Europa League (semifinali e finali).
Le squadre
Queste le 36 squadre dell’Europa League 2024/2025 suddivise per Paese:
AZERBAIJAN (1 squadra): Qarabag;
BELGIO (2 squadre): Anderlecht e Union Saint-Gilloise;
BULGARIA (1 squadra): Ludogorets;
DANIMARCA (1 squadra): Midtjylland;
FRANCIA (2 squadre): Nizza, Olympique Lione;
GERMANIA (2 squadre): Eintracht Francoforte, Hoffenheim;
GRECIA (2 squadre): Olympiacos, PAOK Salonicco;
INGHILTERRA (2 squadre): Manchester United, Tottenham;
ISRAELE (1 squadra): Maccabi Tel Aviv;
ITALIA (2 squadre): Lazio e Roma;
LETTONIA (1 squadra): RFS Riga;
OLANDA (3 squadre): Ajax, AZ Alkmaar e Twente;
NORVEGIA (1 squadra): Bodø/Glimt;
PORTOGALLO (2 squadre): Braga, Porto;
REPUBBLICA CECA (2 squadra): Slavia Praga, Viktoria Plzen;
ROMANIA (1 squadra): Steaua Bucarest;
SCOZIA (1 squadra): Rangers;
SPAGNA (2 squadre): Athletic Bilbao e Real Sociedad;
Tutti i sorteggi saranno effettuati nel quartier generale dell’UEFA, a Nyon, in Svizzera, fatta eccezione per quello della Fase Campionato che si è svolto a Montecarlo.
Venerdì 30 agosto 2024: sorteggio Fase campionato;
Venerdì 31 gennaio 2025: sorteggio Spareggi (Sedicesimi di finale);
Venerdì 21 febbraio 2025: ottavi di finale, quarti di finale, semifinali e finale.
Date Europa League 2024/2025
L’Europa League 2024/2025, preceduta dai Turni preliminari di qualificazione, inizia mercoledì 25 settembre 2024 e si conclude con la finale mercoledì 21 maggio 2025, in programma allo Stadio San Mamés di Bilbao, in Spagna.
Date Fase campionato
La Fase Campionato dell’Europa League 2024/2025 inizia mercoledì 25 settembre e si conclude giovedì 30 gennaio 2025.
1ª GIORNATA: 25-26 settembre 2024
2ª GIORNATA: 3 ottobre 2024
3ª GIORNATA: 23-24 ottobre 2024
4ª GIORNATA: 6-7 novembre 2024
5ª GIORNATA: 28 novembre 2024
6ª GIORNATA: 11-12 dicembre 2024
7ª GIORNATA: 21, 22, 23 gennaio 2025
8ª GIORNATA: 30 gennaio 2025
Date Fase ad eliminazione diretta
La Fase ad eliminazione diretta dell’Europa League 2024/2025 inizia giovedì 13 febbraio 2025 e si concluderà con la finale di mercoledì 21 maggio 2025 a Bilbao.
SPAREGGI (SEDICESIMI DI FINALE): 13 febbraio 2025 (andata)-20 febbraio 2025 (ritorno);
OTTAVI DI FINALE: 6 marzo 2025 (andata)-13 marzo 2025 (ritorno);
QUARTI DI FINALE: 10 aprile 2025 (andata)-17 aprile 2025 (ritorno);
SEMIFINALI: 1 maggio 2025 (andata)-8 maggio 2025 (ritorno);
FINALE (Stadio San Mamés, Bilbao – Spagna): 21 Maggio 2025.
Sorteggio Fase campionato Europa League 2024/2025
Il sorteggio della Fase campionato si è svolto venerdì 30 agosto 2024 alle 13 a Montecarlo. Le 36 squadre della Champions League 2024/2025 sono suddivise in 4 fasce da 9 squadre in base al ranking UEFA.
Fasce sorteggio Europa League
FASCIA 1
ROMA (ITA)
Manchester United (ING)
Porto (POR)
Ajax (OLA)
Rangers (SCO)
Eintracht Francoforte (GER)
LAZIO (ITA)
Tottenham (ING)
Slavia Praga (RCE)
FASCIA 2
Real Sociedad (SPA)
AZ Alkmaar (OLA)
Braga (POR)
Olympiacos (GRE)
Olympique Lione (FRA)
PAOK Salonicco (GRE)
Fenerbahçe (TUR)
Maccabi Tel Aviv (ISR)
Ferencvaros (UNG)
FASCIA 3
Qarabag (AZE)
Galatasaray (TUR)
Viktoria Plzen (RCE)
Bodø/Glimt (NOR)
Union Saint-Gilloise (BEL)
Dinamo Kiev (UCR)
Ludogorets (BUL)
Midtjylland (DAN)
Malmö (SVE)
FASCIA 4
Athletic Bilbao (SPA)
Hoffenheim (GER)
Nizza (FRA)
Anderlecht (BEL)
Twente (OLA)
Besiktas (TUR)
Steaua Bucarest (ROM)
RFS Riga (LET)
Elfsborg (SVE)
Come funziona il sorteggio
Dopo la suddivisione delle 36 squadre in 4 Fasce in base al ranking UEFA, per il sorteggio vengono preparate quattro urne, una per ciascuna delle quattro fasce d’appartenenza. Ogni urna contiene nove palline con i nomi delle squadre che appartengono alla stessa fascia. Si parte dalla Fascia 1. Una pallina viene estratta fisicamente e casualmente dalla relativa urna e quindi aperta per mostrare il nome della squadra estratta.
Una volta visualizzato il nome della squadra, il software automatico estrae casualmente 8 avversarie, 2 per fascia (1, 2, 3 e 4), specificando per ogni avversaria quale partita si gioca in casa e quale in trasferta. L’ordine di assegnazione delle avversarie inizia con la prima fascia (due avversarie) e prosegue con le altre fasce in ordine decrescente. Il software estrae le avversarie da tutte le fasce rispettando le condizioni di sorteggio di cui sopra e assicurando che venga effettuata un’assegnazione valida, garantendo a tutte le squadre il completamento del sorteggio e il calendario delle partite in linea con il calendario della competizione. Questa assegnazione da parte del software viene effettuata entro un limite di tempo predefinito.
Una volta che il software effettua il sorteggio, vengono rivelate le avversarie e le partite giocate in casa o in trasferta. La procedura viene quindi ripetuta per tutte le squadre rimanenti della prima fascia. Mentre si procede al sorteggio, un certo numero di avversarie viene pre-sorteggiato e visualizzato direttamente, riducendo così il numero di avversarie da sorteggiare per le squadre successive.
Conclusa la Fascia 1, si procede con le squadre della Fascia 2. Come per la prima fascia, una pallina viene estratta fisicamente e casualmente dalla relativa urna e aperta per mostrare il nome della squadra estratta. Le due avversarie della prima fascia di questa squadra sono già determinate dal sorteggio delle squadre della fascia 1.
Quindi, il software estrae, con la stessa procedura descritta per la fascia 1, due avversarie da ciascuna delle rimanenti fasce (2, 3 e 4), specificando per ogni avversaria se gioca in casa o in trasferta. La procedura viene quindi ripetuta per le restanti squadre della fascia 2. Per la Fascia 3 essendo già note le avversarie delle prime due fasce, vengono sorteggiate solo le avversarie delle fasce 3 e 4. Per la Fascia 4, esclusivamente le avversarie di quella fascia.
Calendario Europa League 2024/2025
Il calendario dell’Europa League 2024/2025 è stato annunciato sabato 31 agosto, per evitare sovrapposizioni con partite della Champions League e della Conference League che si giocano nelle stesse città.
Fase campionato Europa League 2024/2025
1ª GIORNATA (25-26 settembre 2024)
Mercoledì 25 settembre 2024, ore 18.45, AZ Alkmaar-Elfsborg 3-2 [23′ Ouma (E), 44′, 50′ Van Bommel (A), 53′ Edlund (E), 74′ rig. Parrott (A)]
Classifica Fase campionato Europa League 2024/2025
POS.
SQUADRA
G
V
N
P
GF
GS
DR
PUNTI
1.
LAZIO
8
6
1
1
17
5
+12
19
2.
Athletic Bilbao
8
6
1
1
15
7
+8
19
3.
Manchester United
8
5
3
0
16
9
+7
18
4.
Tottenham
8
5
2
1
17
9
+8
17
5.
Eintracht Francoforte
8
5
1
2
14
10
+4
16
6.
Olympique Lione
8
4
3
1
16
8
+8
15
7.
Olympiacos
8
4
3
1
9
3
+6
15
8.
Rangers
8
4
2
2
16
10
+6
14
9.
Bodø/Glimt
8
4
2
2
14
11
+3
14
10.
Anderlecht
8
4
2
2
14
12
+2
14
11.
Steaua Bucarest
8
4
2
2
10
9
+1
14
12.
Ajax
8
4
1
3
16
8
+8
13
13.
Real Sociedad
8
4
1
3
16
9
+7
13
14.
Galatasaray
8
3
4
1
19
16
+3
13
15.
ROMA
8
3
3
2
10
6
+4
12
16.
Viktoria Plzen
8
3
3
2
13
12
+1
12
17.
Ferencvaros
8
4
0
4
15
15
0
12
18.
Porto
8
3
2
3
13
11
+2
11
19.
AZ Alkmaar
8
3
2
3
13
13
0
11
20.
Midtjylland
8
3
2
3
9
9
0
11
21.
Union Saint-Gilloise
8
3
2
3
8
8
0
11
22.
PAOK Salonicco
8
3
1
4
12
10
+2
10
23.
Twente
8
2
4
2
8
9
-1
10
24.
Fenerbahçe
8
2
4
2
9
11
-2
10
25.
Braga
8
3
1
4
9
12
-3
10
26.
Elfsborg
8
3
1
4
9
14
-5
10
27.
Hoffenheim
8
2
3
3
11
14
-3
9
28.
Besiktas
8
3
0
5
10
15
-5
9
29.
Maccabi Tel-Aviv
8
2
0
6
8
17
-9
6
30.
Slavia Praga
8
1
2
5
7
11
-4
5
31.
Malmö
8
1
2
5
10
17
-7
5
32.
RFS Riga
8
1
2
5
6
13
-7
5
33.
Ludogorets
8
0
4
4
4
11
-7
4
34.
Dinamo Kiev
8
1
1
6
5
18
-13
4
35.
Nizza
8
0
3
5
7
16
-9
3
36.
Qarabag
8
1
0
7
6
20
-14
3
Legenda
VERDE SCURO = Qualificate direttamente agli ottavi di finale
VERDE CHIARO = Qualificate agli spareggi (sedicesimi di finale)
ROSSO = Eliminate dall’Europa League
Fase ad eliminazione diretta
PLAYOFF-SEDICESIMI DI FINALEEUROPA LEAGUE 2024/2025
Mentre le prime otto in classifica della Fase campionato accedono direttamente agli ottavi di finale dell’Europa League 2024/2025, le squadre classificate dal 9° al 24° posto aprono la fase a eliminazione diretta con gli spareggi-sedicesimi di finale.
Gli spareggi-sedicesimi di finale dell’Europa League 2024/2025 prevedono gare d’andata e ritorno, con e le vincenti che approderanno agli ottavi di finale.
Sorteggio
Il sorteggio degli spareggi-sedicesimi di finale dell’Europa League si svolgerà venerdì 31 gennaio alle 13 nel quartier generale dell’UEFA, a Nyon.
A partire dagli spareggi per i playoff-sedicesimi di finale, il torneo avrà tabellone in stile tennistico. Le squadre che hanno terminato la fase campionato tra il 9° e il 16° posto sono designate come teste di serie e affronteranno una squadra classificata dal 17° al 24° posto. La squadra testa di serie, in linea di principio, giocherà il ritorno in casa.
I potenziali avversari sono inoltre predefiniti dagli accoppiamenti delle posizioni finali nella fase campionato. Ad esempio, le squadre che si classificano al 9° e 10° posto affronteranno le squadre che si sono classificate al 23° o 24° posto; le squadre che si sono classificate all’11° o al 12° posto saranno sorteggiate contro le squadre classificate al 21° o al 22° posto, e così via.
Gli otto club vittoriosi negli spareggi-sedicesimi di finale si qualificheranno agli ottavi di finale, raggiungendo gli 8 club ammessi direttamente dalla Fase campionato.
Teste di serie
Bodø/Glimt (NOR)
Anderlecht (BEL)
Steaua Bucarest (ROM)
Ajax (OLA)
Real Sociedad (SPA)
Galatasaray (TUR)
Roma (ITA)
Viktoria Plzen (RCE)
Non teste di serie
Ferencvaros (UNG)
Porto (POR)
AZ Alkmaar (OLA)
Midtjylland (DAN)
Union Saint-Gilloise (BEL)
PAOK Salonicco (GRE)
Twente (OLA)
Fenerbahçe (TUR)
Come funziona il sorteggio
Per il sorteggio vengono preparate otto urne, con le palline contenenti i nomi delle squadre teste di serie e non teste di serie posizionati a coppie nelle corrispondenti urne contrassegnate, in base alla classifica della fase campionato.
Il sorteggio inizia con le squadre non teste di serie, assegnando ciascuna squadra di una coppia di squadre non teste di serie a una delle relative posizioni predefinite nel tabellone, iniziando con le squadre classificate al 23°/24° posto e finendo con quelle al 17°/18°.
Viene estratta una pallina dall’urna contenente le due squadre delle posizioni in classifica in questione (cioè le squadre classificate al 23° e 24° posto) e viene aperta per mostrare la squadra sorteggiata. La prima squadra estratta da quest’urna viene posizionata nel posto riservato sul lato argentato del tabellone. L’altra squadra non testa di serie dell’accoppiamento viene quindi estratta, svelata e assegnata al posto riservato corrispondente sul lato blu del tabellone.
La stessa procedura viene eseguita con i restanti club non teste di serie.
Una volta riempite nel tabellone tutte le posizioni delle squadre non teste di serie, il sorteggio prosegue con le squadre teste di serie, iniziando con l’accoppiamento 15°/16° posto e terminando con quelle classificate al 9°/10° posto.
Le squadre possono affrontare un’altra squadra appartenente alla stessa federazione nazionale negli spareggi-sedicesimi di finale. I club possono anche affrontare avversari già incontrati durante la Fase campionato.
Questi gli accoppiamenti definiti dal sorteggio:
Ferencvaros-Viktoria Plzen
Porto-ROMA
AZ Alkmaar-Galatasaray
Midtjylland-Real Sociedad
Union Saint-Gilloise-Ajax
PAOK Salonicco-Steaua Bucarest
Twente-Bodø/Glimt
Fenerbahçe-Anderlecht
Andata playoff Europa League 2024/2025 (sedicesimi di finale)
Giovedì 13 febbraio 2025, ore 18.45, Ferencvaros-Viktoria Plzen1-0 [23′ Abu Fani]
Giovedì 13 febbraio 2025, ore 18.45, Union Saint-Gilloise-Ajax0-2 [59′ Rasmussen, 71′ Mokio]
Giovedì 20 febbraio 2025, ore 21.00, Ajax-Union Saint-Gilloise 1-2 d.t.s. [16′ Mac Allister (U), 28′ rig. David (U), 93′ rig. K. Taylor (A)]
Giovedì 20 febbraio 2025, ore 21.00, Real Sociedad-Midtjylland 5-2 [5′ Brais Méndez (R), 24′ rig. Buksa (M), 18′ L. Sucic (R), 38′ Osorio (M), 45′ + 2 L. Sucic (R), 73′ rig. Oyarzabal (R), 90′ Óskarsson (R)]
Giovedì 20 febbraio 2025, ore 21.00, Anderlecht-Fenerbahçe2-2 [4′ En-Nesyri (F), 19′, 55′ Luiz Vázquez (A), 63′ Yusuf Akçiçek (F)]
OTTAVI DI FINALE EUROPA LEAGUE 2024/2025
Le otto vincitrici dei playoff-sedicesimi di finale raggiungono le prime otto squadre della fase campionato negli ottavi di finale del torneo.
Anche gli ottavi di finale prevedono gare d’andata e ritorno, con le vincenti che approderanno ai quarti di finale.
Il tabellone fino alle semifinali viene definito con il sorteggio che si svolge a Nyon (Svizzera) alle 13 di venerdì 21 febbraio.
Sorteggio ottavi di finale
Al sorteggio degli ottavi di finale partecipano le prime 8 squadre classificate della Fase Campionato più le 8 squadre vincitrici dei playoff-sedicesimi di finale. Le prime 8 classificate della Fase campionato sono designate come teste di serie nel sorteggio e, in linea di principio, giocheranno il ritorno in casa.
Prime 8 Fase campionato (Teste di serie)
Athletic Bilbao (SPA) Eintracht Francoforte (GER) LAZIO (ITA) Olympique Lione (FRA) Manchester United (ING) Olympiacos (GRE) Rangers (SCO) Tottenham (ING)
Non teste di serie
Ajax (OLA) AZ Alkmaar (OLA) Bodø/Glimt (NOR) Steaua Bucarest (ROM) Fenerbahçe (TUR) Real Sociedad (SPA) ROMA (ITA) Viktoria Plzeň (RCE)
Come funziona il sorteggiodegli ottavi di finale
Le 16 squadre superstiti vengono accoppiate in base alla loro posizione nella Fase campionato per formare quattro coppie di teste di serie(club nelle posizioni 1 e 2, 3 e 4, 5 e 6, 7 e 8).
Le squadre di ogni coppia di teste di serie vengono sorteggiate in una delle due posizioni degli ottavi contro la relativa vincitrice dei playoff-sedicesimi di finale, la cui posizione era stata determinata dal sorteggio degli spareggi.
Per il sorteggio vengono preparate quattro urne. Le palline contenenti i nomi di ogni coppia di teste di serie vengono posizionate nelle corrispondenti urne, contrassegnate in base alla classifica della fase campionato.
Il sorteggio definisce preliminarmente il lato del tabellone per tutte le teste di serie, iniziando con le squadre classificate al 7°-8° posto e finendo con le squadre al 1°-2° posto. Viene estratta una pallina dall’urna contenente le due squadre delle posizioni in classifica in questione (cioè le squadre classificate al 7° e 8° posto) e viene aperta per mostrare la squadra sorteggiata.
La prima squadra estratta da quest’urna viene posizionata nel posto riservato sul lato argentato del tabellone (si veda immagine sopra). L’altra testa di serie viene quindi estratta, mostrata e posizionata nel posto riservato sul lato arancio del tabellone (si veda immagine sopra).
La procedura viene ripetuta con tutte le restanti teste di serie. In linea di principio, le teste di serie giocheranno il ritorno in casa.
Le squadre possono affrontare un’altra squadra appartenente alla stessa federazione nazionale negli ottavi di finale. I club possono anche affrontare avversari già incontrati durante la Fase campionato.
Questi gli accoppiamenti definiti dal sorteggio:
Bodø/Glimt (NOR)-Olympiacos (GRE)
Fenerbahçe (TUR)-Rangers (SCO)
Ajax (OLA)-Eintracht Francoforte (GER)
Steaua Bucarest (ROM)-Olympique Lione (FRA)
AZ Alkmaar (OLA)-Tottenham (ING)
Real Sociedad (SPA)-Manchester United (ING)
Viktoria Plzeň (RCE)-LAZIO (ITA)
ROMA (ITA)-Athletic Bilbao (SPA)
Andata ottavi Europa League 2024/2025
Giovedì 6 marzo 2025, ore 18.45, AZ Alkmaar-Tottenham1-0 [18′ aut. Bergvall]
Giovedì 6 marzo 2025, ore 18.45, Real Sociedad-Manchester United1-1 [57′ Zirkzee (M), 70′ rig. Oyarzabal (R)]
Giovedì 6 marzo 2025, ore 18.45, Steaua Bucarest-Olympique Lione1-3 [30′ Tagliafico (O), 68′ Baluta (S), 86′, 89′ M. Fofana (O)]
Giovedì 13 marzo 2025, ore 21.00, Rangers-Fenerbahçe 0-2 [45′, 73′ S. Szymanski]
QUARTI DI FINALE EUROPA LEAGUE 2024/2025
Le otto vincitrici degli ottavi di finale si sfidano nei quarti di finale dell’Europa League 2024/2025. Le squadre qualificate si affrontano fra loro in gare di andata e ritorno, secondo il tabellone già determinato fino alle semifinali dal sorteggio svoltosi a Nyon (Svizzera) alle ore 13 di venerdì 21 febbraio.
Sorteggio quarti di finale
Il sorteggio dei quarti di finale ha coinvolto le 16 squadre qualificate agli gli ottavi di finale. Queste le 8 squadre ammesse poi ai quarti:
Athletic Bilbao (SPA)
Bodø/Glimt(NOR)
Eintracht Francoforte(GER)
LAZIO (ITA)
Manchester United (ING)
Olympique Lione (FRA)
Rangers (SCO)
Tottenham (ING)
Come funziona il sorteggio
Il sorteggio è stato effettuato per determinare l’ordine delle partite (ovvero quale squadra ospiterà l’andata e quale squadra il ritorno), in modo che le potenziali avversarie fossero note fino alla finale.
Per questo sorteggio sono state preparate quattro urne, due per il lato argento e due per il lato arancio del tabellone. Ogni urna contiene due palline, che rappresentano le vincitrici degli ottavi di finale sul lato pertinente del tabellone. La primaurna argento contiene bigliettini contrassegnati con “Vincitrice ottavo di finale 1” e “Vincitrice ottavo di finale 2”, la secondaurna argento contiene i bigliettini “Vincitrice ottavo di finale 3” e “Vincitrice ottavo di finale 4”.
La prima urna sul lato arancio contiene bigliettini contrassegnati con “Vincitrice ottavo di finale 5” e “Vincitrice ottavo di finale 6”. La seconda urna sul lato arancio contiene i bigliettini con le scritte “Vincitrice ottavo di finale 7” e “Vincitrice ottavo di finale 8”.
Il sorteggio è iniziato mescolando ed estraendo le palline della prima urna sul lato argento del tabellone. La prima estratta indicava la squadra che avrebbe giocato la gara di andata dei quarti di finale in casa, la seconda pallina indicava la squadra che avrebbe giocato il ritorno in casa.
La procedura è stata ripetuta con le restanti urne per completare gli accoppiamenti dei quarti di finale.
Questi gli accoppiamenti determinati dal sorteggio dei quarti:
Bodø/Glimt(NOR)-LAZIO (ITA)
Tottenham (ING)-Eintracht Francoforte (GER)
Rangers (SCO)-Athletic Bilbao (SPA)
Olympique Lione (FRA)-Manchester United (ING)
Andata quarti di finale Europa League 2024/2025
Giovedì 10 aprile 2025, ore 18.45, Bodø/Glimt-LAZIO2-0 [47′, 69′ Saltnes]
Giovedì 10 aprile 2025, ore 21.00, Tottenham-Eintracht Francoforte 1-1 [6′ Ekitike (E), 26′ Pedro Porro (T)]
Giovedì 17 aprile 2025, ore 21.00, Athletic Bilbao-Rangers 2-0 [45′ + 4 rig. Sancet, 80′ N. Williams]
SEMIFINALIEUROPA LEAGUE 2024/2025
Le quattro vincitrici dei quarti di finale si sfidano nelle semifinali dell’Europa League 2024/2025. Le squadre qualificate si affrontano fra loro in gare di andata e ritorno, secondo il tabellone già determinato fino alle semifinali dal sorteggio svoltosi a Nyon (Svizzera) alle ore 13 di venerdì 21 febbraio.
Sorteggio semifinali
Il sorteggio delle semifinali ha coinvolto le 16 squadre qualificate agli gli ottavi di finale. Queste le 4 squadre ammesse poi alle semifinali:
Athletic Bilbao (SPA)
Bodø/Glimt (NOR)
Manchester United (ING)
Tottenham (ING)
Come funziona il sorteggio
Per questo sorteggio sono state preparate due urne, una per il lato argento del tabellone con le palline contenenti i bigliettini “Vincitrice QF 1” e “Vincitrice QF 2” e una per il lato arancio con i bigliettini “Vincitrice QF 3” e “Vincitrice QF 4”.
Il sorteggio è iniziato mescolando ed estraendo le palline dell’urna per il lato argento del tabellone. La prima estratta indicava la squadra che giocherà la semifinale di andata sul lato argento in casa, la seconda estratta la squadra che giocherà il ritorno in casa.
La procedura è stata ripetuta con l’altra urna per completare gli accoppiamenti delle semifinali.
Questi gli accoppiamenti delle semifinali determinati dal sorteggio:
Allo Stadio San Mames la finale di Europa League tra Tottenham Manchester United: sintesi, tabellino, risultato, moviola e cronaca live
Allo Stadio San Mames di Bilbao si affrontano Tottenham Manchester United nel match valido per la finale di Europa League 2024/25.
PRIMO TEMPO
Prima frazione con poche occasioni, con lo United pericoloso in avvio con Diallo sugli sviluppi di calcio d’angolo. Al 41’ sono però gli Spurs a sbloccarla grazie ad un cross che trova lo sfortunato autogol di Shaw, bruciato sul movimento di Johnson a tagliare sul primo palo che manda il difensore dei Red Devils in confusione.
SECONDO TEMPO
Nella ripresa il Manchester United aumenta il forcing alla ricerca del gol pareggio, facendo questo però offre il fianco alle ripartenze del Tottenham: su una di questa gran lavoro di Udogie che serve Solanke, controllo sbagliato dell’attaccante che si trovava a tu per tu con Onana. I Red Devils però non ci stanno e cominciano a creare occasioni: prima Vicario sbaglia un uscita e serve Hojlund, ma il suo colpo di testa viene salvato sulla linea da Van de Veen. Poi ci prova Bruno Fernandes, su cross del neo entrato Zirkzee, di testa con la difesa degli Spurs che se lo perde, ma la palla esce di un soffio. Ancora il neo entrato Garnacho spaventa Vicario con una conclusione che il portiere italiano mette in corner. Ultimo quarto d’ora di assedio poi dei Red Devils, con il Tottenham che si mette a 5 dietro. Tanti momenti di tensione. Nell’ultimo minuto di recupero poi Viario compie una prodezza sul colpo di testa di Shaw, una parata che permette agli Spurs di alzare la Europa League.
Tottenham (4-3-3): Vicario; Pedro Porro, Romero, Van de Ven, Udogie (90′ Spence); Sarr (90′ Gray), Bissouma, Bentancur; Johnson (79′ Danso), Solanke, Richarlison (67′ Son). A disp. Austin, Whiteman, Davies, Tel, Odobert, Scarlett, Moore, Ajayi. All. Ange Postecoglu.
Manchester United (3-4-3): Onana; Yoro, Maguire, Shaw; Mazraoui (84′ Dalot), Casemiro, Bruno Fernandes, Dorgu (90′ Mainoo); Diallo, Hojlund (72′ Zirkzee), Mount (72′ Garnacho). A disp. Bayindir, Lindelof, Heaven, Evans, Amass, Eriksen, Ugarte, Collyer. All. Ruben Amorim.
Playoff Serie B: Spezia e Juve Stabia vincono il primo round delle semifinali: battute Catanzaro e Cremonese
Spezia e Juve Stabia intravedono il traguardo della finale dei playoff Serie B: liguri e campani hanno battuto il Catanzaro e la Cremonese nella semifinale d’andata. Vittoria in trasferta a Catanzaro per gli Spezzini per 2-0 con i gol di Di Serio e Francesco Pio Esposito, mentre le vespe battono la Cremonese tra le mura amiche del Menti per 2-1, con Johnsen che tiene aperto il discorso per il ritorno dopo i gol di Pierobon e Adorante.
Per lo Spezia la finale sarebbe l’occasione di riprendere la Serie A dopo la retrocessione nel 2023, dopo aver inseguito per quasi tutta la stagione il duo di testa Sassuolo e Pisa. Per la Juve Stabia arrivare la finale è il coronomento di un sogno: dopo la promozione dalla C della scorsa stagione sarebbe ad un passo dalla sua prima storica promozione nel massimo campionato.
Catanzaro-Spezia 0-2 (49′ Di Serio, 61′ F. Esposito) Juve Stabia-Cremonese 2-1 (34′ Pierobon, 58′ Adorante, 77′ Johnsen [C])
Le parole di Ezio Simonelli, presidente della Lega Seria A, sul possibile spareggio per lo Scudetto tra Napoli e Inter
A margine di un convegno su sport e salute a Palazzo Pirelli, Ezio Simonelli, presidente della Lega Serie A, ha parlato dell’eventuale spareggio Scudetto tra Inter e Napoli, qualora finissero a pari punti.
LE PAROLE- «Oggi lo spareggio si giocherebbe a Milano. Le regole prevedono che si disputi in casa della squadra con la miglior differenza reti. Roma è un’ipotesi solo se dovesse arrivare un provvedimento del Viminale che vieta la trasferta ai tifosi napoletani, ma al momento questo provvedimento non c’è. Se venerdì sera alle 23 ci fosse un risultato di parità in classifica, io direi che la finale si giocherà lunedì alle 20:45 allo stadio San Siro di Milano. Peccato che quest’anno questa bella idea si sia scontrata con un calendario super intenso e con una squadra come l’Inter che si gioca la finale di Champions League a Monaco di Baviera. Il 6 giugno ci sarà un’assemblea per discuterne, ma a mio modo di vedere lo spareggio va mantenuto. È una cosa bella..»
Le parole di Luis Enrique, tecnico del PSG, in conferenza stampa in vista degli ultimi due impegni stagionali: le finali di Coppa di Francia e Champions
Nel corso del media day per il PSG, il tecnico dei parigini, Luis Enrique si è presentato in conferenza stampa per presentare la finale di Champions Leaguecontro l’Inter. Ecco le sue parole:
FINALE DI COPPA E FINALE DI CHAMPIONS- «Mi sto concentrando sulle due partite, la finale di Coppa di Francia e poi la finale di Champions League. Non c’è niente di speciale da preparare. Siamo qui per il calcio che giochiamo. Non saprei dire quale sia la partita più facile da preparare. La partita più importante è quella dove ci siamo noi. Sono partite diverse; non capita spesso di giocare questo tipo di partite. Ciò che ti circonda è diverso, c’è molta pressione e devi gestire quel momento»
I PIANETI SI STANNO ALLINEANDO PER IL PSG?- «Non lo so, non sono un indovino. Per noi è importante il nostro DNA, giocare al meglio ed essere i primi a fare la storia vincendo la Champions League, ma c’è un’altra squadra che ha il nostro stesso obiettivo»
SEMIFINALI INTER BARCELLONA– «Due partite bellissime da vedere, da tifoso ma anche da allenatore. Ci sono stati più gol di quanto pensassi. L’Inter non è mai stata sotto e questo dimostra la sua capacità di gestire la situazione in qualsiasi momento della partita. Sono bravi nell’attacco statico, molto bravi sui calci piazzati. Spero che la finale non sia come quelle due partite. A loro piace avere il possesso palla e noi abbiamo le stesse caratteristiche»
NUOVA FINALE PER LUIS ENRIQUE– «Raggiungere la finale di Champions League è difficile. Il lavoro che ho fatto al Barcellona è stato eccezionale, oserei dire, anche se tutti dicevano che fosse facilissimo vincere la Champions League con questa squadra, ma lo abbiamo visto. Qui, con il presidente e il consigliere, abbiamo individuato i giocatori che volevamo ingaggiare. Ho diversi giocatori di altissimo livello che giocano con una mentalità di squadra. Cosa molto rara nel calcio di oggi. Anche l’Inter ha questa mentalità. Qui è diverso (rispetto al Barcellona), ma la qualità dei giocatori e le loro personalità rendono il lavoro più facile»
FINALE NONOSTANTE L’AVVIO COMPLICATO– «Sono rimasto entusiasta di quello che ho visto, di quello che abbiamo provato. I giocatori sono stati criticati e hanno dato il massimo. Abbiamo dovuto superare tutto questo. Abbiamo giocato partite di altissimo livello in Champions League e le abbiamo perse, come con l’Atlético e il Liverpool. Il cambiamento è avvenuto quando siamo usciti dal blocco in termini di efficienza. I giocatori sono riusciti a posizionarsi meglio in area. Siamo passati da statistiche disastrose ad essere i migliori d’Europa. È la stessa versione della squadra, ma con più efficienza»
SULL’INTER- «Conosciamo Lautaro e Thuram, due grandi attaccanti. Ma l’Inter è molto più di questo, sa giocare un calcio collettivo. È una squadra molto simile alla nostra perché le piace avere la palla. Non importa se mancano giocatori, in campo si vedono sempre le stesse cose. Una squadra fatta a immagine di un grande allenatore, Simone Inzaghi, e con esperienza. Ma siamo anche una squadra difficile da affrontare. Fisicamente sono più forti di noi, sono bravissimi sui calci piazzati. Sulla carta, credo che questa sia una delle migliori finali di Champions League degli ultimi anni»
All’asta a Torino i cimeli sportivi di Bruno ‘Bibì’ Bernardi, storica firma de La Stampa e giornalista amato da campioni come Maradona, Platini o Riva
Bruno Bernardi, detto Bibì, è stato uno dei più autorevoli giornalisti sportivi italiani, testimone diretto di un’epoca leggendaria del calcio. Inviato speciale de La Stampa, ha seguito cinque Mondiali, da Monaco ’74 a USA ’94, stringendo legami profondi con fuoriclasse come Diego Maradona, Michel Platini e Gigi Riva. Maradona lo volle come unico giornalista al proprio matrimonio e gli regalò la maglia indossata a Italia ’90, oggi tra i cimeli che saranno battuti all’asta da Bolaffi. La moglie Giovanna Giordano lo ricorda come “una valigia volante”, sempre in viaggio, ma anche come un uomo riservato, fedele a un giornalismo fatto di competenza e discrezione. La sua integrità gli valse la fiducia dei grandi campioni: sapeva tutto, ma non tradiva nessuno.
Bibì raccontava il calcio da vicino, negli spogliatoi e a bordo campo, prima dell’era dei filtri e degli uffici stampa. Rifiutò perfino un invito dell’Avvocato Agnelli a seguire gli Azzurri pur di non lasciare scoperto il giornale. Era stimato anche per la sua onestà: quando Platini ricevette un 5,5 in pagella da lui, reagì dicendo «Bibì è il più competente di tutti, significa che ho davvero giocato male». Dai campi di allenamento di Napoli, dove osservava incuriosito i tiri “incomprensibili” di Maradona – poi divenuti magie su punizione – fino alla Casa Bianca al seguito della Juve, Bernardi ha vissuto e raccontato il calcio con passione, rigore e un’integrità che oggi sembrano appartenere a un altro mondo.
PSG O INTER? – «Dici sul serio? Dovrai chiedere a qualcuno al Vieux Port! Sono un allenatore e c’è una squadra francese, anche se ho origini marsigliesi… Ovviamente, anche se ho due giocatori coinvolti nell’Inter, una vittoria del PSG sarebbe la cosa migliore per il calcio francese».
KALULU – «È la prima volta per lui, come per Rayan Cherki. Kalulu sta facendo un’ottima stagione con la Juventus. È stato molto bravo anche con il Milan. Ha la capacità di essere utilizzato in due ruoli: alla Juventus gioca più in una difesa a tre ma può anche fare il terzino destro. Lo seguiamo da un po’, la sua chiamata è più o meno legata alle assenze in difesa, ma ho anche in mente di poter dare una scossa, di trarre insegnamenti per me, per lo staff, anche in vista delle scadenze future. Poi spetterà a loro dare delle conferme, c’è sempre molta concorrenza. Dopo l’infortunio, che lo ha davvero penalizzato e rallentato, ha trovato un ottimo livello».
RAPPORTO CON POGBA – «Questa è un’ottima notizia per lui. Mi assicuro di essere sempre in contatto e supportare i giocatori. Certo, conosco Paul dall’inizio. Ma quando ci sono problemi del genere, infortuni complicati, più i problemi privati che ha avuto, più questa sospensione, i giocatori sanno che sono disponibile in ogni momento e che io posso comunicare con loro, con lui in questo caso. È qualcosa di essenziale per me, senza sapere cosa succederà domani. Ma questo sostegno, questo seguito è logico per me nel rapporto di fiducia che mi assicuro di avere con i giocatori».