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European Finals Kings League, KARASU – PANAM ALL STARZ 3-7: i Panam amministrano e vincono con merito!

European Finals Kings League, KARASU – PANAM ALL STARZ: ecco com’è andata la finale dello split della Kings League France

(Giuseppe Colicchia, inviato all’Inalpi Arena di Torino)  – Finisce qui la sfida tra KARASU e PANAM ALL STARZ: la prima delle 3 finali dell’European Finals della Kings all’Inalpi Arena di Torino (stracolma com 11.592 spettatori), quella della Kings League France, se l’aggiudicano i per.

Iniziano forte della scalata i PANAM ALL STARZ, i quali si portano avanti per 2 a 0 dopo appena 3 minuti di gioco. Al dado (2 vs 2) i KARASU riescono ad accorciare le distanze col 2 a 1 e subito dopo a pareggiare col gol del 2 a 2 realizzato dal portiere. Prima che finisca il dado, però, c’è il tempo per i PANAMA ALL STARZ di riportarsi in vantaggio, anche loro in gol col portiere. Allo scadere del dado realizzano anche la rete del 4 a 2, portandosi nuovamente sul doppio vantaggio.

Nel secondo tempo i KARASU accorciano nuovamente le distanze col gol del 3 a 4 grazie al rigore presidenziale realizzato (mentre il presidente dei PANAM ALL STARZ aveva precedentemente fallito dal dischetto). A 8 secondi dal termine del secondo tempo, arriva la rete del 5 a 3 per i PANAM. Si va dunque sul Goal X2 negli ultimi due minuti di gara. Nei minuti finali arriva la rete di Sao, gol doppio che chiude i conti, 7 a 3.

Di seguito le distinte delle due squadre.

KARASU

  • #1Yacine Ben Cherki
  • #99Bilal Bouchelouche
  • #5Abdelhamid Touati
  • #77Mehdi Gacem
  • #26Mohammed Berrabah
  • #7Alexandre Fakir
  • #10Zinedine AyadiC
  • #15Sofiane Sayah
  • #13Ahmed Ouachani
  • #14Salim Abdou Mohamed
  • #22Nabil Dirar
  • #9Matisse Henry
  • #94Sita Diarra
  • #4Yohan MOLLO

PANAM ALL STARZ

  • #30Adama Wagui
  • #19Guillaume Lesec
  • #47Nzaba Lungituka
  • #18Alric Francisco
  • #3José Pereira Do Amaral
  • #95Idir Ahmin
  • #8Nicolas Martins
  • #29Daniel Mboudou
  • #92Louis Coppin
  • #10Harrison Manzala
  • #69Sofiane Bendaoud
  • #6Mohamed Amine Bencherif
  • #7Moussa SAO

Lazio, il futuro della fascia tra possibili adii e l’interesse nei confronti di quel giocatore. Ecco le ultime

Lazio, quale sarà la futura fascia biancoceleste. Arriva l’indiscrezione su quello che potrebbe essere l’erede di Tchatchoua

La fascia destra della difesa rappresenta uno dei punti più deboli dell’attuale rosa della Lazio. Con Adam Marusic in scadenza di contratto, Elseid Hysaj legato al club ancora per un solo anno e la situazione incerta di Manuel Lazzari, la dirigenza biancoceleste è alla ricerca di un rinforzo che possa garantire maggiore affidabilità e continuità.

Oltre al già noto interesse per Jackson Tchatchoua del Verona, il club capitolino ha messo gli occhi su un altro profilo interessante: si tratta di Richard Ledezma, terzino classe 2000 attualmente in forza al PSV.

Arrivato a Rotterdam nel 2023 dal New York City, il giovane statunitense è finito nel mirino della Lazio come possibile rinforzo per il reparto arretrato.

Manfredi sulla retrocessione della Sampdoria: «Ho riflettuto molto e penso che quell’errore mi è costato caro»

Sampdoria, Matteo Manfredi a Sky Sport ha voluto rilasciare qualche dichiarazione. Le parole del presidente doriano

Vi proponiamo di seguito l’intervista esclusiva di Sky Sport al Presidente della Sampdoria Matteo Manfredi, con le sue prime dichiarazioni dopo la retrocessione in Serie C.

SETTIMANA – «Ho preso una settimana di tempo per riflettere su quanto è accaduto. Perché nonostante la stagione avesse già preso una piega negativa, abbiamo subìto un duro colpo al quale non eravamo preparati. La Sampdoria non può mai essere preparata a questo tipo di situazioni. Ho voluto fare autocritica innanzitutto e ho voluto pianificare insieme alla mia squadra di lavoro una strategia seria per il futuro. Quindi abbiamo utilizzato questo tempo per fare questo tipo di attività».

ERRORE – «Ho fatto un errore grandissimo: ho iniziato la stagione dando istruzioni che non avrei mai cambiato allenatore. Quindi è evidente che purtroppo non ho dato seguito alla mia convinzione e questo è stato l’errore principale. Questa è una fotografia sicuramente impietosa ma anche realistica: quando ci sono tanti cambi è evidente che qualcosa non abbia funzionato. La cosa che non rifarei è dare deleghe così ampie: il calcio purtroppo ha bisogno che la guida sia presente, ancora di più di quanto io non lo sia stato, e quindi chiaramente la delega va monitorata. Cosa che da ora in avanti faremo, continuando a investire, dando credibilità, rispetto e un futuro serio a questo club. Siamo stati da subito sotto pressione perché pensavamo, come voi stessi pensavate, di aver allestito una rosa competitiva».

CALCIATORI – «In parte lo pensiamo ancora: non riteniamo che i nostri calciatori siano da questa posizione di classifica. Dopodiché, da Frosinone in poi, che è stata la nostra prima partita, ci siamo trovati in una posizione di difficoltà perché ogni domenica dovevamo vincere e ogni domenica era diventata la partita della vita. Sapevamo che sarebbe stata una stagione dura, durissima, perché la società ha combattuto fuori dal campo una partita difficilissima che ci ha visto risolvere situazioni molto complesse ereditate dal passato. Abbiamo buttato il cuore oltre l’ostacolo, abbiamo investito in questa società per salvare il patrimonio, un marchio e un club storico del calcio italiano ed europeo».

SAMPDORIA – «La Sampdoria era ufficialmente un passo dal fallimento. Siamo entrati noi: prima dell’omologa sono stati investiti diversi milioni. Ed è stato fatto prima di trovare un accordo con i creditori, cosa che invece altre cordate non volevano fare perché volevano portare la Sampdoria al fallimento. Noi abbiamo scelto di farlo per salvaguardare in primis i nostri tifosi, che sono il vero patrimonio di questo club. Abbiamo dovuto combattere per più di un anno durante questa stagione sportiva per tagliare tutte le relazioni con il passato: ci siamo ricomprati il marchio che non era più della Sampdoria, abbiamo subìto attacchi anche personali e ho subìto personalmente attacchi legali, dai quali mi sono dovuto difendere. Questo sicuramente non è un alibi, ma una cosa che non rifarò più nel futuro è dovermi trovare a vincere su due campi. Quest’anno dobbiamo concentrarci per portare la Sampdoria a vincere e basta»

CAMPIONATO – «La Sampdoria si iscriverà al campionato di Serie B o di Serie C. Dobbiamo investire, questo è il nostro dovere. Dobbiamo fare del nostro meglio»

PLAY OUT – «Il playout è una questione di dignità. Se confermata la situazione del Brescia, il playout è una situazione dovuta alla Samp, che manifesta e certifica una stagione fallimentare dalla quale dobbiamo sicuramente ripartire. Quindi chi scenderà in campo dovrà farlo innanzitutto per la dignità personale, della maglia e della professionalità che svolge. Favoritismi alla Samp? Ho il dovere di proteggere la mia squadra. Io ho vissuto la settimana peggiore della mia vita. Se confermato, la Sampdoria deve giocare i playout»

Raphinha ha rinnovato il suo contratto con il Barcellona. Arriva il comunicato UFFICIALE della società blaugrana

UFFICIALE – Raphinha ha appena rinnovato il contratto con il Barcellona fino al 2028. Ecco il comunicato della società blaugrana

Raphinha ha rinnovato il proprio contratto con il Barcellona fino al 2028. Ecco il comunicato ufficiale.

IL COMUNICATO

Raggiunto l’accordo per il rinnovo del contratto tra l’FC Barcelona e il giocatore Raphael Dias “Raphinha” , che ora resterà al Club fino al 30 giugno 2028 .

L’attaccante brasiliano ha firmato il suo nuovo contratto giovedì presso gli uffici del Club alla presenza del presidente dell’FC Barcelona Joan Laporta, del primo vicepresidente Rafa Yuste e del direttore sportivo del Club Anderson Luis de Souza “Deco”, tra gli altri.

Questa stagione con Hansi Flick sulla panchina blaugrana ha visto una vera e propria crescita per Raphinha. Ora capitano della squadra, insieme a Lewandowski e Lamine Yamal – e Ferran Torres – l’attaccante fa parte di una formazione offensiva da sogno, e il suo rendimento ha raggiunto livelli che pochissimi giocatori al mondo possono eguagliare. Raphinha ha segnato 34 gol e fornito 25 assist in 56 partite, ed è anche il giocatore più utilizzato dal tecnico tedesco.

La stagione volge al termine ed è stata un vero e proprio consolidamento per un giocatore che dà tutto per difendere i colori blaugrana. Il suo talento e la sua buona lettura del gioco vanno di pari passo con la sua capacità di dare il massimo e di impegnarsi al massimo ogni giorno. Autoesigente e autocritico, Raphinha ha raggiunto nuove vette e il Club è pronto a godere dei suoi servizi almeno fino al 2028.

Kings League European Finals, Piqué sicuro su PSG Inter: «Partita equilibrata soprattutto per quell’aspetto»

Kings League European Finals, ecco le dichiarazioni in zona mista di Pique su quella che sarà la finale di oggi

(Giuseppe Colicchia inviato all’Inalpi Arena) A Torino in vista della Kings League European Finals, l’ex centrocampista del Barcellona Pique ha voluto rilasciare queste dichiarazioni in zona mista per parlare anche della finale.

PSG INTER – «Staremo a vedere ormai è una partita abbastanza importante. Sono abbastanza equilibrate dove decidere o l’uno o l’altro. No, non lo so. Sono due grandi squadre, con grandi giocatori. Poi ho passato molti anni con Dembelè nello spogliatoio però che vinca il migliore»

LEGGENDA – «Una delle leggenda che mi piace molto è Francesco Totti. Pallone d’oro? Io preferisco uno del Barcellona. Lamine è il migliore»

Convocati Italia Under 21, ecco la lista completa di Nunziata per i match estivi

Convocati Italia Under 21, ecco la lista completa in vista dei prossimi impegni estivi della squadra azzurra di Nunziata

In vista dei prossimi impegni dell’Italia Under 21, Nunziata ha stilato la lista convocati. Ecco il report ufficiale.

Portieri: Sebastiano Desplanches (Palermo), Jacopo Sassi (Crotone), Gioele Zacchi (Latina).

Difensori: Diego Coppola (Hellas Verona), Daniele Ghilardi (Hellas Verona), Gabriele Guarino (Carrarese), Michael Kayode (Brentford), Giovanni Leoni (Parma), Marco Palestra (Atalanta), Lorenzo Pirola (Olympiacos), Matteo Ruggeri (Atalanta), Riccardo Turicchia (Juventus), Mattia Zanotti (Lugano).

Centrocampisti: Tommaso Baldanzi (Roma), Alessandro Bianco (Monza), Issa Doumbia (Venezia), Giovanni Fabbian (Bologna), Jacopo Fazzini (Empoli), Cher Ndour (Fiorentina), Simone Pafundi (Udinese), Niccolò Pisilli (Roma), Matteo Prati (Cagliari), Cristian Volpato (Sassuolo).

Attaccanti: Giuseppe Ambrosino (Frosinone), *Francesco Pio Esposito (Spezia, si aggregherà al gruppo al termine degli impegni con il club di appartenenza), Sebastiano Esposito (Empoli), Wilfried Gnonto (Leeds United), Luca Koleosho (Burnley).

Dybala dice addio alla Roma? Gli scenari estivi se i giallorossi dovessero raggiungere quell’obiettivo

Dybala dirà addio alla Roma? Quel fattore potrebbe essere determinante per il futuro dell’attaccante giallorosso. Le ultime novità

Per la Roma, il traguardo europeo non è solo una questione di prestigio o di bilancio, ma si intreccia indissolubilmente con il futuro del suo talento più puro, Paulo Dybala. La qualificazione alla prossima Champions League, o la sua assenza, potrebbe essere il fattore decisivo per scrivere il prossimo capitolo della storia tra la Joya e i colori giallorossi, una storia che al momento attuale presenta più incognite che certezze sul fronte del rinnovo contrattuale.

L’attaccante argentino, con un contratto in scadenza nel giugno 2025, si avvicina pericolosamente all’ultimo anno di accordo, e segnali concreti di trattative per un prolungamento stentano a manifestarsi. Questo silenzio sul fronte del rinnovo alimenta inevitabilmente speculazioni, soprattutto considerando le clausole rescissorie presenti nel suo attuale contratto: una fissata intorno ai 20 milioni di euro per i club italiani e una, ancora più appetibile, di circa 12-13 milioni per le squadre estere.

Cifre che, per un giocatore del suo calibro, rappresentano un’occasione di mercato per molte big europee, specialmente se la Roma non dovesse centrare l’obiettivo più ambito.

Dybala non ha mai nascosto il desiderio di competere ai massimi livelli, e la Champions League rappresenta il palcoscenico naturale per un giocatore con le sue qualità e ambizioni. Il suo ingaggio, che si attesta sui 6 milioni di euro netti a stagione più bonus, è un investimento importante che la Roma ha finora sostenuto con convinzione, ripagata dalle giocate decisive dell’argentino.

La sostenibilità di tale impegno, e la volontà stessa del giocatore di proseguire la sua avventura nella capitale, sono strettamente legate agli introiti e al prestigio che solo la coppa dalle grandi orecchie può garantire in maniera così significativa. Vediamo come i diversi scenari europei potrebbero influenzare il futuro di Dybala: Scenario Champions League.

La qualificazione all’élite del calcio europeo cambierebbe radicalmente le carte in tavola

Gli introiti garantiti (oltre 40-50 milioni di euro) darebbero alla Roma la forza economica e la serenità per affrontare con decisione il discorso del rinnovo, offrendo a Dybala non solo un ingaggio adeguato ma, soprattutto, un progetto sportivo all’altezza delle sue aspettative. La permanenza della Joya diventerebbe quasi una certezza, con la possibilità di disinnescare le clausole e costruire attorno a lui una squadra ancora più forte. Sarebbe la vittoria su tutti i fronti per il club e per i tifosi.

Scenario Europa League: partecipare all’Europa League, competizione comunque prestigiosa, aprirebbe a un quadro più incerto.

Sebbene Dybala abbia dimostrato attaccamento alla maglia, l’assenza della musica della Champions per un’altra stagione, unita alla mancanza di passi concreti per il rinnovo e alla presenza delle clausole accessibili, renderebbe la sua posizione più precaria. La Roma dovrebbe bilanciare il desiderio di trattenerlo con la necessità di non perderlo a zero nel 2025, qualora le trattative per il prolungamento non decollassero. Offerte da club partecipanti alla Champions potrebbero diventare molto tentatrici sia per il giocatore sia per la società, che potrebbe vedere nella sua cessione una plusvalenza necessaria per il mercato.
Scenario Conference League o nessuna Coppa Europea: Questo sarebbe lo scenario più critico e, con ogni probabilità, segnerebbe l’epilogo dell’avventura di Dybala a Roma. Con introiti europei minimi o nulli, sostenere l’ingaggio dell’argentino e, contemporaneamente, convincerlo a rimanere in un progetto ridimensionato diventerebbe un’impresa quasi impossibile. Le clausole rescissorie a quel punto suonerebbero come una campana a martello per i club interessati, e la Roma si troverebbe quasi costretta a cederlo per monetizzare il possibile e alleggerire il monte ingaggi, evitando il rischio concreto di perderlo a parametro zero l’anno successivo. Per Dybala stesso, a 31-32 anni, rimanere fuori dal calcio che conta non sarebbe un’opzione facilmente contemplabile.
In definitiva, la volata europea della Roma non è solo una corsa per un posto al sole nel continente, ma una partita a scacchi decisiva per il futuro del suo numero 21. Le prossime settimane diranno se i tifosi giallorossi potranno continuare a sognare con le magie della Joya o se dovranno prepararsi a un addio doloroso, dettato dalle fredde logiche del bilancio e dalle ineludibili ambizioni di un campione.

Nuovo allenatore Roma, Francesco Totti sicuro: «Basta prendere in giro i tifosi! Soprattutto su questi due allenatori»

Nuovo allenatore Roma, ecco le dichiarazioni di Francesco Totti facendo riferimento a due tecnici molto importanti

Francesco Totti e quello che sarà il futuro della Roma, su tutti il nuovo allenatore. Tanti nomi sul piatto: da Antonio Conte e Massimiliano Allegri. Le parole a Sky Sport.

NUOVO ALLENATORE ROMA – «Sono due allenatori che già hanno firmato per altre squadre, quindi nessuno dei due. Dipende anche da che organizzazione hanno e dove vogliono arrivare. Io l’ho sempre detto: non si devono prendere in giro i tifosi, basta dire la verità ed è tutto più semplici».

Kings League European Finals, Marchisio stupisce tutti: «Auguri all’Inter per la finale? Non penso proprio! Questi giocatori mi hanno stupito»

Kings League European Finals, ecco le dichiarazioni in zona mista di Claudio Marchisio su quella che sarà la finale di oggi

A Torino in vista della Kings League European Finals, l’ex centrocampista della Juve Claudio Marchisio ha voluto rilasciare queste dichiarazioni in zona mista.

SERIE A – «La Serie A sta vivendo un momento molto importante sia in alto che in basso quindi vedremo cosa succederà»

FINALE CHAMPIONS PSG INTER – «Inter? Nessun augurio! Che vinca il migliore»

KINGS LEAGUE – «Siamo fiduciosi e molto contenti dell’atmosfera di stasera. Che sia un punto di partenza considerando che a Torino la Kings League è stata gestita molto bene. Speriamo che sia TRM a vincere, ma l’FCZ è una squadra tosta.»

MIGLIORI GIOCATORI DELLA SERIE A – «Sommer visto che si sta giocando la finale di Champions League, all’estero invece Donnarumma. In difesa invece Buongiorno e Acerbi. A centrocampo Mctominay, invece in attacco Thuram e Yamal»

Nicolussi Caviglia Venezia, una big italiana vuole a tutti i costi il centrocampista veneto. Le ultime novità

Nicolussi Caviglia Venezia, quella big italiana vuole a tutti i costi il centrocampista ex Juve. Ecco la situazione attuale dei veneti

Secondo quanto riportato da calciomercato.com, il calciomercato Venezia sta valutando diverse opzioni per rinforzare il centrocampo, considerando una possibile partenza del promettente Nicolussi Caviglia: autore fino ad ora di una stagione assai positiva.

Infatti su di lui ci sarebbero le tracce del Milan considerando anche quello che ha dimostrato con i veneti tra costruzione e solidità in mezzo al campo.

Pinamonti verrà riscattato dal Genoa? Quelle motivazioni della società rossoblu possono risultare fatali

Pinamonti verrà riscattato dal Genoa? Ecco le ultime novità sulla decisione della società rossoblu nei confronti del centravanti del Sassuolo

Quale sarà il futuro di Pinamonti? Questo è uno dei quesiti più importanti del calciomercato Genoa considerando anche la stagione che ha fatto: con tanto di doppia cifra e salvezza portata senza problemi a casa.

Secondo quanto riportato da CalcioGenoa.it, Andrea Pinamonti potrebbe non essere riscattato sia per i 14 milioni di euro (ritenuti elevati) che per l’ingaggio che non è sostenibile. Staremo a vedere nelle prossime settimane.

Allenamento Atalanta, Posch riuscirà a recuperare? Novità positive da Zingonia in vista del Parma

Allenamento Atalanta, le novità in vista della sfida contro il Parma. Ultime sulle condizioni di Stefan Posch

A pochi giorni da Atalanta-Parma, i nerazzurri hanno proseguito la preparazione al Centro Bortolotti con una seduta mattutina. Per la 38ª nonché ultima giornata della Serie A Enilive 2024-25, la squadra di mister Gasperini scenderà in campo domenica 25 maggio alle ore 20.45 al Gewiss Stadium.

Posch vicino al recupero: oggi parzialmente in gruppo. Si rivedono in campo (individualmente) Scalvini, Scamacca e Juan Cuadrado. Terapie invece per Sead Kolasinac e Rafael Toloi

Domani, venerdì 23 maggio, è in programma a Zingonia un allenamento al pomeriggio a porte chiuse.

Calciomercato Bologna, quale sarà il futuro di Pobega e Pedrola? I rossoblu pronti a prendere una decisione importante

Calciomercato Bologna, quale sarà il futuro di Pobega e Pedrola? Ecco la situazione attuale a fine stagione. Riscatto immediato? Le ultime

La situazione attuale del calciomercato Bologna deve valutare quale sarà il futuro di Pobega e Pedrola. Ecco la situazione raccontata da TuttoBolognaweb.it.

CALCIOMERCATO BOLOGNA – Adesso bisogna sciogliere i nodi su Tommaso Pobega e Estanis Pedrola. Le cifre sono 12 milioni per l’ex Milan e 4 milioni per l’esterno d’attacco. Il Bologna non ha alcuna intenzione di arrivare a pagare quelle cifre, pertanto si cercheranno degli accordi con il Diavolo e la Samp per far si che i due possano rimanere in rossoblù.

Hojlund ritorna in Serie A? Una nuova big è pronta a far suo il centravanti ex Atalanta. Le ultime

Hojlund potrebbe ritornare in Serie A? Ecco le ultime novità sul centravanti del Manchester United

Attraverso il proprio canale YouTube, Fabrizio Romano ha sottolineato che Rasmus Hojlund potrebbe ritornare addirittura in Serie A. Ecco l’indiscrezione con una nuova big che si unisce a Napoli e Juve.

PAROLE – «Uno dei club che ha preso informazioni sulla questione Hojlund è anche l’Inter, perché i nerazzurri vivranno un’estate importante e di grandi cambiamenti. Hojlund è un giocatore che all’Inter piaceva già prima che andasse al Manchester United. L’Inter ha preso delle informazioni per capire la fattibilità dell’operazione, quali sarebbero i costi»

De Bruyne Napoli, fumata bianca possibile per i partenopei. L’indiscrezione di quel giornalista fa sognare i tifosi!

De Bruyne Napoli, fumata bianca in arrivo? L’indiscrezione di Alfredo Pedullà su quello che potrebbe essere il futuro dell’ex City

Kevin De Bruyne al Napoli? Un colpo che farebbe notevolmente sognare i tifosi partenopei. A fronte di ciò Alfredo Pedullà ha voluto chiarire la questione.

PAROLE – «La Juventus ha altri obiettivi. La Juventus sa che il Napoli ha cercato De Bruyne prima degli altri. Il Napoli aspetta una risposta definitiva da parte dei De Bruyne e ha fatto tutto quello che avrebbe dovuto fare, ma la Juventus non è assolutamente sul pezzo. Non è stata una cosa prevista e non è un obiettivo».

Serie B, quale sarà il futuro del Brescia? Arriva il comunicato UFFICIALE della FIGC sui falsi pagamenti

Serie B, arriva il comunicato ufficiale: deferimento per il Brescia considerando il problema tra pagamenti e le ultime indiscrezioni

La FIGC ha comunicato ufficialmente il deferimento del Brescia Calcio sulla questione riguardante i crediti d’imposta che sarebbero stati utilizzati per saldare il debito con l’erario del mese di febbraio, ma che sarebbero risultati falsi. Ecco il comunicato.

IL COMUNICATO – Massimo Cellino ed Edoardo Cellino, rispettivamente presidente e consigliere delegato della società Brescia Calcio S.p.A., sono stati deferiti per non aver ritualmente assolto agli obblighi di versamento, entro il termine del 17 febbraio 2025 di quota parte delle ritenute Irpef e dei contributi Inps, relativi alle mensilità di novembre e dicembre 2024 e gennaio 2025, ed entro il termine del 16 aprile 2025 delle ritenute Irpef e di quota parte dei contributi Inps relativi alla mensilità di febbraio 2025. La società è stata deferita a titolo di responsabilità diretta per le violazioni disciplinari ascritte ai propri legali rappresentanti pro-tempore nonché a titolo di responsabilità propria

Modric lascia il Real Madrid! Arriva la conferma sulla “Last dance” del centrocampista con i blancos. L’indiscrezione

Luka Modric, centrocampista del Real Madrid, disputerà la sua ultime partita con la maglia dei blancos. L’indiscrezione di Fabrizio Romano

Come riportato oggi da Fabrizio Romano, il centrocampista Luka Modric disputerà la sua ultima partita con la maglia del Real Madrid: chiudendo con i blancos un ciclo straordinario. Ecco l’indiscrezione dell’esperto di calciomercato.

MODRIC DICE ADDIO AL REAL MADRID – Luka Modrić LASCIA IL REAL MADRID a fine stagione. Questo fine settimana giocherà la sua ULTIMA PARTITA come giocatore del Real Madrid.

Atalanta, colletta per una statua alta tre metri per ricordare la vittoria dell’Europa League. Il comunicato

Atalanta, colletta in tutti i settori dello stadio per costruire una statua alta 3 metri in memoria della vittoria in Coppa UEFA. Il comunicato

L’impresa di Dublino deve essere ricordata e tramandata non solo a suon di racconti, ma anche addirittura con una vera e propria statua. I gruppi della Nord, Sud e l’associazione ATA hanno stilato un comunicato su questa iniziativa per l’Atalanta.

ultras atalanta

IL COMUNICATO – A distanza di un anno esatto dalla storica notte di Dublino, annunciamo l’inizio di un progetto che coinvolgerà tutto il popolo atalantino nella realizzazione nei pressi dello stadio di un’opera senza precedenti: UNA STATUA DI MARMO ALTA 3 METRI DEDICATA ALLA VITTORIA DELL’EUROPA LEAGUE A CHI L’HA SOGNATA MA NON HA POTUTO VEDERLA. La partita di domenica contro il Parma darà il via ad una serie di iniziative per finanziare i lavori, a cui tutta la tifoseria dovrà partecipare. Sarà infatti organizzata una colletta in tutti i settori dello stadio e in particolare Curva Nord, Curva Sud e Tribuna Rinascimento saranno protagoniste di tre diverse

Sampdoria, la rabbia di Ferderclubs: «Basta veleno sulla Samp! Vittime di un attacco mediatico»

Sampdoria, il comunicato di Federclubs, che unisce vari club di tifosi blucerchiati, dopo i veleni e le illazioni degli ultimi giorni

La Serie B è nel caos dopo lo scoppio del caso Brescia, che ha comportato l’annullamento dei play-out. Il club di Massimo Cellino rischia una forte penalizzazione e la retrocessione diretta in Lega Pro, il che consentirebbe alla Sampdoria di disputare i play-out contro la Salernitana. Intanto Federclubs, associazione che unisce tutti i vari club di tifosi del club ligure, rimarca la propria posizione in un duro comunicato contro i veleni sputati contro la squadra in queste ultime settimane. Di seguito il comunicato

COMUNICATO – «Basta veleno sulla Sampdoria! Da domenica, scorsa quando hanno iniziato a circolare voci sulla sospensione dei playout di Serie B e su possibili ripescaggi, la Sampdoria è diventata bersaglio di un feroce attacco mediatico. Alcuni esponenti della comunicazione, mossi chi da una fede calcistica poco celata, chi da legami di amicizia e simpatia con chi aveva quasi portato il club al fallimento, hanno dipinto scenari di favoritismi illeciti e collusioni con quelli che, con un pizzico di ironia potremmo definire i “poteri forti”.

Ci riferiamo a Mortola, Ziliani, Criscitiello, La Verità e altri. Tuttavia, sia la FIGC che la U.C. Sampdoria S.p.A. hanno già smentito tali fantasiose ricostruzioni, annunciando di aver incaricato i propri legali di agire contro i responsabili per la lesione della loro immagine.

Come Federerclubs, pur rappresentando oltre 100 club e migliaia di tifosi, non abbiamo purtroppo titolo per presentare denunce o querele, né per chiedere che questi individui siano perseguiti penalmente o dal loro Ordine professionale. Possiamo però affermare con forza di sentirci offesi e indignati per questo attacco mediatico, soprattutto considerando che l’unico illecito finora emerso riguarda un’altra società di Serie B, il Brescia, e che deve ancora essere accertato. Solo indirettamente la Sampdoria potrebbe beneficiare di una sua eventuale penalizzazione.

Con serenità attendiamo e accetteremo le decisioni della Giustizia Sportiva e della Lega di Serie B, che si tratti di retrocessione, playout o ampliamento del campionato, perché il nostro interesse primario è che i tornei si svolgano in maniera regolare e senza ombre o sospetti.

Una cosa, però, vogliamo che sia assolutamente chiara: non permetteremo ulteriore fango sulla Sampdoria e sui suoi tifosi. Valuteremo ogni iniziativa utile a tutelarne il nome e la reputazione».

Ulivieri consiglia Italiano: «Dai retta al tuo cuore, a Bologna si può ricreare qualcosa di simile all’Atalanta»

Le parole di Renzo Ulivieri sul tecnico del Bologna Vincenco Italiano: «La finale dell’Olimpico è stato il manifesto perfetto della sua filosofia»

Renzo Ulivieri in una intervista al Resto del Carlino ha parlato della situazione di Vincenzo Italiano dopo la vittoria della Coppa Italia con il Bologna. Di seguito le sue parole.

ITALIANO E IL CORTEGGIAMENTO DEI CLUB – «Italiano ha un contratto col Bologna, ma è naturale: succede a tutti gli allenatori bravi. E lui quest’anno ha fatto qualcosa di veramente speciale. Lunedì ero a Bologna alla consegna del ‘Premio Bulgarelli’ ed è stata l’occasione per fargli i complimenti. Anche per la sensibilità dimostrata in quel pensiero per la famiglia di Joe Barone dopo la vittoria della Coppa Italia».

UN ORGOGLIO PER COVERCIANO – «Lo è, senza dubbio. Soprattutto per come lui ha saputo declinare un concetto fondamentale, che insegniamo a tutti quelli che fanno il corso: la flessibilità».

L’ARTE DI ADATTARSI – «Italiano a Bologna ha cambiato tanto rispetto agli anni di Firenze. Le idee di base le ha conservate, ma poi è stato bravo a modificare tante piccole grandi cose che alla fine hanno fatto la differenza. Bravo soprattutto ad adattarsi alle caratteristiche dei giocatori e alla filosofia di lavoro che a quei giocatori era stata trasmessa da chi c’era prima. Ecco, se metti insieme tutte queste cose esce il senso di quello che dev’essere l’allenatore».

UN CONSIGLIO SOLO – «Non me la sento di dargli dei consigli. A parte uno: dia retta al cuore».

L’AMORE DI BOLOGNA – «C’ero e mi sono emozionato: nel toccare con mano tutto quell’affetto ho rivisto la mia Bologna. Ma potrei pure togliere l’aggettivo “mia”: Bologna è questo, punto. Bologna è quei centocinquanta ragazzi della curva che mi sono venuti a salutare a casa, a San Miniato, quando la squadra giocava in Coppa Italia a Empoli».

UN RICORDO LUNGO TRENT’ANNI – «Di strada ne ha fatta da allora questo club. Oggi c’è Saputo, che rappresenta una grande proprietà. Ma vorrei ricordare il mio presidente Gazzoni, che dalla C portò il Bologna a una semifinale di Coppa Uefa».

OBIETTIVO ATALANTA – «Io penso che collocarsi dove oggi sta l’Atalanta sia la strada più percorribile. Del resto la proprietà è forte e i dirigenti s’intendono sia di calcio che di economia».

IL GRUPPO PRIMA DI TUTTO – «La finale dell’Olimpico è stato il manifesto perfetto di questa filosofia che fa la fortuna di ogni allenatore. Bravo Vincenzo a ‘esasperare’ questo concetto e bravo chi l’ha preceduto, che ha allenato il gruppo a questa predisposizione».

LA SCUOLA ITALIANA DI OGGI – «Che la tanto bistrattata scuola italiana di allenatori dai tempi del catenaccio e contropiede ha fatto passi da gigante».

Corsa salvezza per Verona, Parma, Lecce e Empoli: cosa succede in caso di arrivo a pari punti?

Corsa Salvezza, cosa succede in caso di arrivo a pari punti di Verona, Parma, Lecce ed Empoli? Ecco cosa dice il regolamento

La corsa salvezza in Serie A potrebbe regalare un finale mozzafiato: Verona, Parma, Lecce ed Empoli rischiano di chiudere tutte a 34 punti, spalancando la porta a un’inedita classifica avulsa a quattro squadre. Affinché ciò accada, devono verificarsi tre risultati nell’ultima giornata: vittoria dell’Empoli nello scontro diretto contro il Verona, pari del Parma a Bergamo contro l’Atalanta e successo del Lecce sul campo della Lazio. In questo scenario, il regolamento prevede che si stilino i piazzamenti sulla base dei risultati ottenuti nei confronti diretti tra le squadre a pari punti. La classifica avulsa premia Lecce (12 punti) ed Empoli (11), condannando Parma (4) e Verona (3) alla zona calda.

Secondo la normativa vigente, le prime due della classifica avulsa sarebbero salve automaticamente, mentre le altre due disputerebbero uno spareggio salvezza. Dunque, Lecce ed Empoli proseguirebbero la loro avventura in Serie A, mentre Parma e Verona dovrebbero giocarsi la permanenza in un doppio confronto, andata e ritorno. Determinante, in questa situazione, è stato l’esito degli scontri diretti: Lecce imbattuto e protagonista di vittorie pesanti, Empoli forte anche del successo già ottenuto sul Verona all’andata. Per i gialloblù e i ducali, invece, pesano i troppi pareggi e le prestazioni opache negli incroci chiave. In caso di parità anche nello spareggio, la salvezza verrebbe decisa ai calci di rigore nel match di ritorno, senza tempi supplementari.

Conte: «C’è tanta voglia di giocare, esperto di vittorie? Ho perso tante finali in carriera, ma ho fiducia nella squadra, nello staff e nell’ambiente»

Le parole di Antonio Conte, tecnico del Napoli, in conferenza stampa in vista della partita dei partenopei contro il Cagliari

Antonio Conte ha parlato in conferenza stampa in vista di Napoli Cagliari di domani sera, sfida decisiva per lo Scudetto. Di seguito le sue parole.

SENSAZIONI ALLA VIGILIA – «Sicuramente tanta voglia di giocare, veniamo da una stagione bella stressante e chiaramente potrebbe essere l’ultima partita che chiude una stagione per me in una nuova piazza, un nuovo ambiente, dove chiaramente sentiamo la responsabilità di regalare a Napoli, ai tifosi, qualcosa di bello e storico».

MERITO O FORZA – «Io parto dalla mia esperienza che mi ha sempre detto che vincono le squadre che hanno meritato e dimostrato di più. Parliamo di 38 partite, a differenza di tornei brevi, che poi ora non sono neanche così brevi, dove lì è importante il sorteggio, trovi avversari con squalificati o infortunati, in un percorso più breve può spuntare qualcosa di diverso, ma 38 partite sono tante e delineano chi merita. Serve regolarità, di risultati, prestazioni, gestire situazioni. Nei tornei brevi hai meno tempo».

SPECIALE IN COSA – «Io posso essere uno specialista in vittorie, ma anche in sconfitte. La mia carriera parla chiaro se vedete quello che ho perso, quanti finali, 3 di Champions, una di coppa del mondo, uno di Europei, una di Coppa Uefa, ve ne potrei dire tante. Io cerco di essere specialista nell’aiutare il club ed i ragazzi, poi se il nostro meglio ci porta a vincere allora è una grande soddisfazione, ma non voglio che si dimentichi che in carriera ci sono vittorie e sconfitte che mi hanno creato una scorsa molto dura ed a volte anche cattiva, che mi fa diventare cattivo a volte. Dispiace non esserci, dopo un campionato del genere vorresti essere lì, con i tuoi tifosi per guidare la squadra. C’è grande fiducia nel mio staff, come sempre, nei tifosi, nell’ambiente che ci sarà e anche se dalla tribuna il mio cuore sarà lì, anzi due cuori».

DOPO PARMA – «Distrarsi è molto difficile, la distrazione mi arriva quando mangio, a pranzo o cena, forse neanche il pranzo, solo la cena. O quando dormo. Ma è inevitabile, una settimana corta, ma intensa, piena di emozioni, sappiamo benissimo che la mente porta dappertutto. Abbiamo provato a focalizzarci sul lavoro, prepararci bene, è la partita più importante della stagione. Prima parlavamo di importante, molto importante, questa in assoluto è quella che decide la stagione e decide che tipo di stagione hai avuto, se ottima o superlativa!».

INFORTUNATI E DUBBI – «La situazione non è cambiata dalla partita scorsa, sotto tutti i punti di vista, sia come infortuni che come condizione, chi era indietro è ancora indietro e chi ha giocato sta molto meglio».

ATTEGGIAMENTO – «Non cambia niente, le partite le abbiamo sempre aggredite, dall’inizio, è il mio credo. Ho sempre cercato di trasmetterlo, a volte ci riusciamo meglio, altre volte è più difficile, dipende anche dall’avversario, domani c’è il Cagliari che è una buona squadra e dovremo fare la nostra partita rispettando l’avversario al 100%. Se lo rispettiamo avremo più chances di vincerla, ho ricordato al gruppo anche le mie esperienze calcistiche e tramite il vissuto provi a dare avvertimenti importanti ai ragazzi».

CAMM FA? – «Anche domani bisognerà lavorare, lavorare in fase offensiva e difensiva, tutti insieme, sappiamo benissimo che il lavoro ci ha portati ad essere qui oggi a parlare di un qualcosa di speciale. Bisognerà cercare di finire il lavoro. Quando pareggiammo con l’Inter dissi “se vogliamo, possiamo”, oggi la squadra sa bene che il lavoro va finito».

BILANCIO STAGIONALE – «Sicuramente molto impegnativa, la prima cosa che ho detto alla presentazione a Dimaro “è la prima volta che ricevo prima ancora di dare” e per me aver ricevuto una stima incondizionata prima di iniziare è stata una spinta importante, anche una pressione molto importante. Quando vuoi ripagare la gente che ha fiducia in te, in base alla carriera, la carta, il curriculum, ma non aveva visto il tipo di lavoro che avremmo affrontato e quindi ho sentito tanta pressione ed il peso sulle spalle, qualsiasi cosa veniva fatta si diceva per Conte, Conte, ma è assurdo e brutto, qualsiasi cosa fatta è stata fatta per il club, per il Napoli, dagli acquisti alle cessioni e tutto ciò che è accaduto non è per me Conte, o accontentare Conte, non è così. Tutto quanto fatto e indirizzato è stato per il club, la crescita del Napoli».

RAPPORTO CON LA CITTÀ – «Al tifoso napoletano mi risulta difficile dire qualcosa. Anche durante l’anno spesso ho detto possono cambiare i calciatori, gli allenatori, i proprietari, ma non cambierà mai la passione del popolo, smisurata verso il calcio ed il Napoli, quindi non posso dire niente, abbiamo avuto tutto da parte loro, vicinanza nei momenti positivi e negativi in cui abbiamo zoppicato un po’. Hanno avuto subito fiducia in tutto il gruppo, quello che mi sento di dire è di continuare ad essere quello che sono».

ARBITRI E VAR – «Quello che avevo da dire l’ho detto, la cosa che mi fa piacere è che qualche arbitro ha anche apprezzato ciò che ho detto perché c’è da migliorare il var e la comunicazione. Non dimentichiamo che abbiamo gli arbitri più bravi, io posso dirlo avendo allenato anche in Inghilterra, ma col var c’è da lavorare tanto. Bisogna che ci sia più chiarezza, tante volte interviene altre no, io ancora non ho capito quando può o non può. Tutti si sono lamentati quando sono stati toccati, ma nessuno ha avuto le… che ho avuto io quando mi sono lamentato con l’Inter e per settimane in tv si è insultato il sottoscritto. La differenza di chi dice le cose, devo fare attenzione perché la risonanza che ho io è diversa da altri».

Manchester United, Rio Ferdinand difende Amorim: «Deve restare, senza le coppe Europee…»

Le parole di Rio Ferdinand, ex difensore del Manchester United, sul futuro di Ruben Amorim dopo la sconfitta in Europa League con il Tottenham

Dopo la sconfitta in finale di Europa League contro il Tottenham, il futuro di Ruben Amorim sulla panchina del Manchester United è tornato in discussione. Il ko per 1-0 al San Mamés, in una partita opaca e priva di idee, ha evidenziato i limiti tattici e di costruzione di una squadra ancora in cerca di identità. Tuttavia, secondo Rio Ferdinand, che ha parlato del futuro dei Red Devils nel suo Podcast Rio Reacts, Amorim dovrebbe restare alla guida del club anche nella prossima stagione: l’ex difensore ritiene che al tecnico portoghese vada concessa la possibilità di ricostruire con calma, a partire da un’intera estate di preparazione. Senza le coppe europee, Amorim avrebbe tempo per lavorare sul campo e dare una chiara impronta al gruppo, aiutato anche da nuovi innesti. Di seguito le parole dell’ex difensore inglese.

«Amorim? Penso sia andato un po’ troppo sulla difensiva, un po’ troppo conservativo. Ma non credo che il risultato deciderà il suo futuro. Era già chiaro che avrebbe continuato. Lui non voleva arrivare a stagione in corso proprio perché sapeva quanto è fondamentale fare un precampionato. Se vogliamo trovare un lato positivo nel non partecipare alla Champions o ad altre coppe, è che avrà più tempo per allenare sul serio questa squadra. Meno partite, meno impegni infrasettimanali, più possibilità di incidere. A quel punto, però, non ci saranno scuse. I tifosi sono ancora lì, cantano per lui e per i giocatori, nonostante i risultati. È ora che inizino a restituire qualcosa e a meritarsi tutto questo supporto».

De Bruyne, festa di addio al Manchester City: Guardiola arriva in bici, Jack Grealish l’ultimo ad andare via

Manchester City, festa di addio di Bruyne: presenti tanti compagni di squadra tra cui Grealish, l’ultimo a lasciare la festa

Kevin De Bruyne ha salutato il Manchester City con una festa privata organizzata dopo la vittoria per 3-1 contro il Bournemouth, nell’ultima gara all’Etihad della stagione. Il centrocampista belga, al termine della sua ultima annata in maglia Citizens, ha riunito compagni e staff in un ristorante di Manchester per una serata informale. Come riportato dal Mail Sport, tra i presenti figuravano numerosi giocatori della prima squadra: Erling Haaland, Phil Foden e Bernardo Silva – quest’ultimo fotografato con la compagna mentre scherzava indossando maschere con il volto di De Bruyne. Jack Grealish, invece, è stato l’ultimo ad abbandonare il locale, all’1:35 del mattino. Anche Pep Guardiola ha partecipato alla serata, arrivando in bicicletta, come nel suo stile.

La partita contro il Fulham, prevista per domenica, dovrebbe essere l’ultima presenza ufficiale di De Bruyne con la maglia del City, un’occasione in cui la squadra potrà assicurarsi l’accesso alla prossima Champions League anche solo con un pareggio. Il futuro del fuoriclasse belga resta avvolto nell’incertezza: si parla di un possibile approdo al Napoli, ma nulla è ancora stato confermato. De Bruyne, arrivato nel 2015, è diventato uno dei simboli dell’era Guardiola, contribuendo in modo decisivo alla conquista di numerosi trofei, tra cui cinque Premier League. La sua eventuale partenza segnerà la fine di un ciclo straordinario per il City e lascerà un vuoto difficile da colmare, sia dal punto di vista tecnico che carismatico.

Atletico Madrid, Simeone bussa in casa del Milan: ecco l’obiettivo dei colchoneros

Calciomercato Atletico Madrid, i colchoneros guardano in casa del Milan per una delle stelle rossonere: le ultime

L’Atletico Madrid guarda con interesse a Rafael Leao, stella del Milan, approfittando del momento di crisi del club rossonero. Secondo quanto riportato dal giornalista di DAZN Orazio Accomando, il club spagnolo avrebbe effettuato un sondaggio per l’attaccante portoghese, valutando un eventuale assalto estivo. Dopo la mancata qualificazione alle coppe europee, il Milan potrebbe essere costretto a cedere alcuni dei suoi giocatori più importanti per ragioni economiche, aprendo così uno spiraglio anche per Leao, il cui contratto è valido fino al 2028 ma presenta una clausola rescissoria da 150 milioni di euro. In questo contesto, l’Atletico spera di approfittare della situazione per portare a casa un grande colpo a un prezzo inferiore rispetto al reale valore di mercato.

Arrivato a Milano dal Lille nel 2019, Leao è diventato rapidamente uno dei beniamini dei tifosi, soprattutto dopo la straordinaria stagione 2021/22, culminata con lo scudetto e il premio di MVP della Serie A. A 25 anni, è nel pieno della maturità calcistica e continua ad attirare l’attenzione dei grandi club europei, incluso il Barcellona, che lo aveva già cercato senza successo nella scorsa finestra estiva. Leao detiene anche il record per il gol più veloce nella storia della Serie A, ulteriore testimonianza del suo talento esplosivo. Ora, con il Milan fuori da ogni obiettivo stagionale e atteso dall’ultima partita contro il Monza, il futuro dell’attaccante lusitano resta in bilico. Dall’altra parte, l’Atletico chiuderà la stagione contro il Girona e intende rilanciare il proprio progetto con innesti di qualità: Leao rappresenterebbe un profilo ideale per le ambizioni di Simeone nella prossima Liga.

Stadio Torino: catene spezzate, ora Cairo ha l’occasione di regalare un sogno ai tifosi?

Stadio Torino, cade l’ipoteca ventennale sull’impianto granata: ora Urbano Cairo è atteso ad un bivio

Per i tifosi del Toro, la questione dello stadio Torino è una melodia malinconica che risuona da decenni, un misto di orgoglio per il glorioso passato del Filadelfia e di frustrazione per un presente vissuto in un impianto, l’Olimpico Grande Torino, mai completamente sentito come «casa». Ma le notizie delle ultime ore potrebbero rappresentare una svolta storica: la caduta dell’ipoteca ventennale che gravava sull’Olimpico apre scenari inediti e pone il presidente Urbano Cairo di fronte a un bivio cruciale, forse il più importante della sua quasi ventennale gestione.

L’Olimpico Grande Torino, gioiello architettonico rinnovato per le Olimpiadi Invernali del 2006 e da allora casa del Toro, è di proprietà comunale. Fino a ieri, un’ipoteca da oltre 34 milioni di euro, eredità del fallimento dell’era Cimminelli, ne ha di fatto bloccato ogni possibile sviluppo o discussione concreta sulla sua acquisizione da parte del club granata. Ora, come confermato dal Comune di Torino e dall’Agenzia delle Entrate, questa «catena» è stata spezzata. L’ipoteca non sarà rinnovata, e l’impianto è potenzialmente vendibile.

Questo cambio di scenario è epocale. Il Comune di Torino, per bocca del sindaco Stefano Lo Russo e dell’assessore allo Sport Domenico Carretta, ha già manifestato l’intenzione di esplorare tutte le opzioni: vendita diretta, concessione a lungo termine o partenariato pubblico-privato. Il Torino FC, essendo l’utilizzatore primario e quasi esclusivo dell’impianto (fatta eccezione per qualche concerto estivo), diventa l’interlocutore privilegiato.

Qui entra in gioco Urbano Cairo. Il presidente, nel corso degli anni, ha affrontato più volte il tema stadio Torino, spesso con un approccio attendista o legato a precise condizioni. I tifosi granata ricordano le sue passate dichiarazioni in cui si mostrava possibilista sull’acquisto, ma solo a «condizioni eque», citando come termine di paragone l’operazione che portò la Juventus ad acquisire l’area dello stadio Delle Alpi per poi costruire l’attuale Allianz Stadium. «Parliamo di cose che si possono fare. Oggi non è possibile», commentava Cairo solo pochi mesi fa, riferendosi proprio al vincolo dell’ipoteca.

In altre occasioni, il patron granata ha sottolineato gli investimenti già fatti per la manutenzione e l’adeguamento dell’Olimpico, lasciando intendere che un impegno gravoso per un nuovo impianto o per l’acquisto dell’attuale non fosse una priorità assoluta rispetto alla gestione sportiva ed economica del club. Le sue parole sono state spesso interpretate dalla tifoseria come un segnale di scarsa ambizione sul fronte infrastrutturale, un tema particolarmente sentito da una piazza che vede negli stadi di proprietà un motore di crescita economica e di identità per i club moderni. I tifosi, infatti, non più tardi di febbraio 2025, avevano chiesto pubblicamente chiarezza sia al Comune sia a Cairo, esprimendo dubbi sulla reale volontà del presidente di «accollarsi l’onere (in realtà dovrebbe essere un onore) di acquisire e rimodernare lo stadio».

Ora, però, le scuse, o meglio, gli ostacoli oggettivi, sembrano caduti. La palla passa metaforicamente nel campo di Urbano Cairo. La possibilità di acquistare lo stadio Torino è concreta. Questo non significa che sia una strada semplice: serviranno investimenti importanti, una visione strategica chiara e, probabilmente, un dialogo costruttivo con le istituzioni locali per definire i termini di un’eventuale operazione. Il Comune ha già incaricato un advisor per la valutazione dell’impianto, segno che l’intenzione di procedere è seria.

Avere uno stadio di proprietà, o comunque in gestione a lunghissimo termine con possibilità di investimenti diretti, rappresenterebbe per il Torino FC un salto di qualità enorme: maggiori ricavi da matchday, naming rights, eventi extra-calcistici, e la creazione di un vero e proprio «villaggio granata» che rafforzerebbe il legame con i tifosi e il territorio. Non si tratta solo di mattoni, ma di un tassello fondamentale per competere ad armi pari con altri club che hanno già intrapreso questa strada.

La ricostruzione del mitico Stadio Filadelfia, oggi centro sportivo moderno per la prima squadra e il settore giovanile, è stata un primo, importantissimo passo per riconnettersi con la storia e dare una «casa» agli allenamenti. Ma il sogno di uno stadio Torino moderno e di proprietà per le partite ufficiali è ciò che infiamma realmente i cuori granata.

Urbano Cairo, imprenditore abituato a fiutare gli affari e a prendere decisioni di peso, si trova ora di fronte a una scelta che potrebbe definire la sua eredità alla guida del Torino. Le recenti dichiarazioni del presidente si sono concentrate più sul calciomercato e sulla necessità di vendere qualche giocatore, come «fanno tutti», per mantenere i conti in ordine. Ma l’opportunità che si presenta oggi per lo stadio Torino è di quelle che capitano una volta ogni decennio. I tifosi sperano che il presidente colga questa chance, dimostrando con i fatti la volontà di far crescere il club non solo sul campo, ma anche come entità solida e proiettata al futuro. La partita per il futuro dello Stadio Olimpico Grande Torino è appena iniziata, e il Toro ha l’occasione di giocarla da protagonista.

Non solo Tottenham, tra astinenza e prime volte altre vittorie in giro per l’Europa

Non solo il Tottenham: in questa stagione tanti club hanno interrotto digiuni di trofei che duravano da decenni o anche di più

Con il successo per 1-0 sul Manchester United nella finale di Europa League, il Tottenham ha finalmente posto fine a una lunga astinenza dai trofei che durava dal 2008 e in Europa addirittura dal 1984. Un trionfo inatteso per un club spesso criticato per il suo scarso rendimento rispetto al potenziale economico. Ma il 2024/25 è stato l’anno delle redenzioni, delle favole calcistiche inaspettate: una stagione in cui diversi club, e persino un grande attaccante come Harry Kane, hanno interrotto decenni – o addirittura secoli – di digiuno. Il Tottenham si è preso la scena continentale, ma non è stato l’unico a riscrivere la propria storia.

In patria, il Newcastle ha rotto un digiuno lungo 70 anni vincendo la Coppa di Lega, mentre il Bologna ha alzato la Coppa Italia per la prima volta dal 1974. In Olanda, i Go Ahead Eagles hanno conquistato la coppa nazionale dopo 93 anni, mentre in Germania Harry Kane ha finalmente messo in bacheca il suo primo titolo di club, trascinando il Bayern Monaco alla vittoria della Bundesliga e sfatando così una “maledizione” personale che sembrava non voler finire mai. Menzione d’onore anche per il Crystal Palace, che ha alzato il primo trofeo della sua storia con la FA Cup contro il Manchester City: un risultato che, nel panorama ultracompetitivo della Premier League, assume un significato straordinario. In una stagione dove le gerarchie sembrano essersi temporaneamente ribaltate, il calcio ha ricordato a tutti la sua natura più romantica e imprevedibile.

Nicola: «Lotta Scudetto? Noi faremo la nostra partita, ma è un discorso che non ci riguarda; futuro? Qui per costruire»

Le parole di Davide Nicola, tecnico del Cagliari, in conferenza stampa in vista della partita dei rossoblù contro il Napoli

Davide Nicola ha parlato in conferenza stampa in vista di Napoli Cagliari di domani sera, ultima partita dei sardi in stagione. Di seguito le sue parole.

TORNARE IN CAMPO E INFORTUNATI – «Dopo cinque giorni torniamo in campo e ci sono difficoltà, ma questo tempo che abbiamo ci basta, saremo contro un avversario di grande valore. Vogliamo fare la nostra partita perché il campionato non è finito! Abbiamo avuto problemini non solo nell’ultimo periodo, la situazione di Gaetano è nota, ci siamo sentiti dopo l’intervento. Caprile non ci sarà perché era già infortunato prima, anche nella sfida contro il Venezia, aveva una distrazione di primo o secondo grado. Luvumbo ha avuto questo problema dovuto alla fatica. Pavoletti ha un problema al ginocchio, ma ci sarà e sarà convocato. Zortea sta facendo una ecografia, ci punterò solo se sta bene, è un occasione per gli altri potenzialmente».

LOTTA SCUDETTO- «E’ una partita importante nella quale daremo tutto, ma voglio ricordare che ora sembra che noi ed il Como siamo attenzionati nell’ottica dello scudetto. La disputa è tra Napoli ed Inter, non c’entriamo noi!».

FUTURO NICOLA – «Non è che non ho risposto dopo il Venezia, io sono venuto a Cagliari per costruire qualcosa. Se parlassi del mio futuro non starei pensando alla prossima partita, ci confronteremo con la società e sarà facile fare delle valutazioni. A fine stagione ci sono cose positive e meno, vogliamo migliorare ma ora pensiamo al Napoli!».

MINA, LUPERTO E LA PARTITA – «Non so se ne basteranno meno ma servivano 36 puntii. Mina e Luperto erano infortunati e li abbiamo rrecuperati con il Venezia, non erano al top della condizione ma non hanno avuto ricadute. Giocheranno perché mi servono per la formazione che possa essere competitiva. La differenza tra noi e il Napoli è abissale, ma vogliamo fare la nostra partita nonostante il fatto che siamo già salvi».

AMBIENTE, SCUDETTO E FARE IL PROSSIMO STEP – «Non c’è un qualcuno con cui avercela, avevo fatto solo una considerazione! Siamo tutti ambiziosi, noi, i tifosi ed anche noi, vale per tutte le squadre. In alcune partite pensavo che potessi fare meglio e salvarci prima, sono discorsi che fate voi come noi. Abbiamo fatto un campionato tranquillo, poi ci sono diverse dinamiche: noi dovevamo lottare per la salvezza e lo abbiamo fatto in un modo diverso rispetto all’anno scorso. Se penso alle squadre che ci stanno sopra come Torino ed Udinese, fare il salto di qualità non è facile. Ci vuole programmazione ed un budget per investire. Siamo dove meritavamo e possiamo migliorare, vanno fatte altre valutazioni per poterlo fare. Le persone non vanno prese in giro, bisogna dire le cose come stanno accettando quella che è la situazione. ll Cagliari ha fatto un signor campionato ma laddove è possibile possiamo migliorare».

COMO – «A Como ho incontrato Fabregas e lui ha detto cose che pensavo già, abbiamo avuto delle difficoltà ma poi avendo più frecce nel nostro arco abbiamo raggiunto il nostro obiettivo. Loro non li metto tra chi lotta per salvarsi, hanno altre ambizioni. Noi per migliorare dovremo remare tutti dalla stessa parte, lo abbiamo fatto nel modo migliore possibile come nell’ultima partita. Con il Venezia abbiamo avuto una preparazione mentale di altro livello, ora con il Napoli ci tengono tutti e noi cercheremo di fare il meglio ed il massimo».

SFIDA DEL MARADONA – «Mente libera? Penso che tutte le partite siano aperte, anche quando c’è un divario come con il Napoli. Credo nel fatto che possiamo dire la nostra, non so se riusciremo a fare qualcosa di straordinario ma ci prepariamo per fare del nostro meglio. Arrivati all’ultima giornata è inevitabile avere pressione (Napoli ed Inter n.d.r.), non penso che loro però la patiscano».

PICCOLI – «L’operazione Sulemana è stata eccezionale per noi, sono arrivati tre giovani da costruire nei numeri e nella continuità. Adopo fa un primo anno da trenta presenze con due gol (uno e mezzo dai), da adesso inizierà un altro step per migliorarsi in gol e azioni chiave Lo stesso vale per Caprile, Piccoli ha dimostrato di avere valore più di quanto si diceva. Si è assestato in un ambiente che gli ha dato fiducia e gli ha permesso di sbagliare. Sono tre giocatori, con Zortea, importanti per il Cagliari e che possono diventare un patrimonio per la nostra società».

CIOCCI – «Lui al posto di Caprile? Giuseppe, al pari di Jankto, è uno a cui voglio tanto bene e difficilmente riesco a dimostrarvelo come con gli altri giocatori. Non è una questione di fare giocare tutti, io in settimana penso a chi può dare un contruibuto nella partita. Se potrò gratificarlo lo farò, per questo dovrei cambiare il titolare: se posso farlo lo farò ma io devo essere competitivo e coerente. Chi non ha giocato è perché non consideravo che potesse essere titolare, non per problemi con i singoli».

MAKOUMBOU – «Pochi tiri? Credo che contro il Venezia abbia fatto una delle migliori partite sotto diversi punti di vista, può ancora migliorare nel verticalizzare, tirare e colpire di testa. Se sarà ambizioso migliorerà, è sempre mentalmente presente ed in campo ha una grande mole anche a livello difensivo. Dovrò fare dieci partite del genere, serve lavorare tutti i giorni anche su questo. Ad un certo punto poi i giocatori svoltano, serve la dedizione quotidiana per migliorare. Nelle ultime ha migliorato il suo modo di stare in campo, specialmente con il Venezia, starà a lui fare il prossimo step!».

COSA E’ MANCATO CON LE BIG – «In alcuni anni fai il colpaccio ma sistematicamente poi non riesci in altre partite, noi siamo stati competitivi con le big; anche strappando punti con qualità di gioco. Abbiamo avuto la giusta mentalità, vedi la partita con l’Atalanta poi per la tenuta fisica nella partita. Per vincere contro di loro serve cambiare obiettivi, serve una certa dimensione qualitativa. Alcuni sono più pronti di noi, i nostri lo sono dopo un anno ma le big hanno giocatori che sono già arrivati a quel punto; sanno già giocare a questi livelli. Prima o dopo arriveremo ai loro livelli, bisogna crederci! Se sfidassi Bolt so che mi batterebbe anche se non corre da anni, c’è una differenza genetica, ma apprezzo i progressi che posso fare nel percorso».

Sconfitta Manchester United, la stampa inglese tuona: «Imbarazzanti»! Il futuro è cupo ad Old Trafford…

L’analisi sul futuro del Manchester United dopo la sconfitta in finale di Europa League contro il Tottenham. Tutti i dettagli

La notte che doveva segnare un possibile riscatto si è trasformata nell’ennesimo incubo per il Manchester United. La sconfitta nella finale di Europa League contro il Tottenham Hotspur ha scatenato la furia della stampa inglese, che non ha lesinato critiche feroci, definendo la prestazione dei Red Devils e tracciando un quadro desolante per il futuro del club. «Semplicemente non abbastanza bravi. Un’altra stagione buttata», titola in prima pagina sportiva il Daily Mirror, riassumendo il sentimento generale.
Il giudizio sulla partita è stato impietoso. Il The Sun, noto per i suoi toni coloriti, non ha usato mezzi termini: «United, che imbarazzo! Una finale giocata senza cuore né idee. Una disgrazia assoluta per i tifosi». Più analitico, ma altrettanto severo il commento di The Guardian, che ha parlato di «una squadra tatticamente alla deriva, incapace di costruire una singola azione pericolosa degna di questo nome». L’editorialista di Sky Sports ha chiosato in diretta: «Abbiamo assistito a 90 minuti di nulla cosmico da parte del Manchester United. È difficile trovare un singolo giocatore che meriti la sufficienza». Molti hanno sottolineato come la partita sia stata «lo specchio fedele di un’annata disastrosa», come ha scritto The Times, ricordando le «statistiche impietose di una delle peggiori stagioni nella storia moderna del club».
La mancata vittoria non è solo una coppa in meno in bacheca: «United fuori dall’Europa: un colpo da KO per prestigio e finanze», ha titolato il sito di BBC Sport. La stampa economica, come il Financial Times nella sua sezione sportiva, ha già iniziato a fare i conti: «Decine di milioni di sterline in fumo. L’assenza dalla Champions League, e ora da qualsiasi competizione UEFA, peserà enormemente sul bilancio e sulla capacità di attrarre top player». Il Manchester Evening News, da sempre vicino alle vicende del club, ha parlato di «un danno incalcolabile, che va oltre il mero aspetto economico, minando l’immagine globale del club».
La posizione di Ruben Amorim è inevitabilmente diventata il centro del dibattito. «Amorim: parole vuote dopo l’ennesima debacle», ha commentato aspramente un opinionista su TalkSPORT, riferendosi alle dichiarazioni post-partita del tecnico. «È ancora l’uomo giusto per questo United? I dubbi sono più che legittimi», si interrogava The Independent. Anche se fonti vicine alla dirigenza, riportate con cautela da alcuni insider, parlano di una conferma, la pressione mediatica è fortissima. «Servono risposte, non scuse. E servono subito», intimava un editoriale sul Daily Express.
Non meno dure le critiche ai giocatori. «Alcuni di questi giocatori sono semplicemente indegni di vestire la maglia del Manchester United», si leggeva in un commento al vetriolo sul forum dei tifosi del Daily Mail, ripreso poi da diverse testate. Le parole di Luke Shaw, che avrebbe ammesso «una mancanza di qualità e fame», hanno fatto il giro dei media, viste come una rara ammissione di colpa dall’interno. The Telegraph ha dedicato un approfondimento alla «mancanza di leadership e di un vero spirito di squadra», descrivendo scene di «giocatori isolati e sconsolati al fischio finale».
Il quadro generale dipinto dalla stampa inglese è quello di un club in caduta libera. «Rock bottom! Il Manchester United ha toccato il punto più basso», titolava a caratteri cubitali un pezzo d’opinione su un popolare blog sportivo. Si è tornati a discutere animatamente della gestione Glazer e delle reali capacità della nuova compagine di INEOS di invertire una rotta che appare disastrosa. «Serve un elettroshock, una rivoluzione culturale prima ancora che tecnica», ha invocato l’ex leggenda del club Roy Keane, dai microfoni di ITV Sport, «altrimenti il rischio è di sprofondare ulteriormente».
La sensazione predominante, dunque, è che la sconfitta in finale sia solo la punta di un iceberg di problemi ben più radicati, che richiederanno decisioni coraggiose e un’estate di profonda riflessione e, probabilmente, di dolorose separazioni a Old Trafford.

Napoli, Conte ad un passo dalla storia: con lo scudetto centrerebbe un record assoluto in Europa, il dato

L’analisi sui risultati ottenuti da Antonio Conte come allenatore ora che è ad un passo dallo scudetto anche con il Napoli

Con il Napoli di Antonio Conte a un passo dalla conquista dello Scudetto 2024-2025, si profila per il tecnico leccese un traguardo che andrebbe oltre la semplice vittoria di un altro titolo. Dopo aver guidato la Juventus a tre trionfi consecutivi (dal 2011-12 al 2013-14), riportando i bianconeri ai vertici dopo anni difficili, e aver interrotto il dominio juventino conquistando lo Scudetto con l’Inter nella stagione 2020-21, Conte potrebbe diventare il primo allenatore nella storia della Serie A a vincere il campionato italiano con tre club differenti, considerando la revoca dei titoli vinti dalla Juventus di Fabio Capello nel 2004-05 e 2005-06. Un’impresa che sottolineerebbe la sua eccezionale capacità di plasmare squadre vincenti in contesti diversi, imprimendo ovunque il suo marchio di fabbrica: intensità, organizzazione tattica e una fame di vittoria insaziabile.
La carriera di Antonio Conte come allenatore in Italia è stata un crescendo di successi. Alla Juventus, prese una squadra reduce da due settimi posti consecutivi e, dal 2011 al 2014, la trasformò in una macchina da guerra, vincendo tre Scudetti di fila e due Supercoppe Italiane, gettando le basi per un ciclo di dominio durato quasi un decennio. Il suo calcio intenso e la sua leadership carismatica furono i pilastri di quella rinascita. Successivamente, all’Inter, nella stagione 2020-2021, compì un’altra impresa significativa: riportò lo Scudetto sulla sponda nerazzurra di Milano dopo undici anni, interrompendo proprio la lunga egemonia della Juventus che lui stesso aveva iniziato. Anche qui, la sua capacità di costruire un gruppo coeso e determinato fu decisiva. Ora, con il Napoli, si appresta a completare un tris che avrebbe del leggendario. Arrivato in un ambiente che cercava un rilancio dopo una stagione di transizione post-Scudetto 2023, Conte ha saputo, ancora una volta, infondere la sua mentalità vincente, portando gli azzurri a un passo da un altro tricolore.
Come accennato, la revoca dei due Scudetti vinti dalla Juventus sotto la guida di Fabio Capello (2004-05 e 2005-06) a seguito di Calciopoli, fa sì che “Don Fabio” conti ufficialmente nel suo palmarès italiano i titoli vinti con il Milan (quattro) e con la Roma (uno). Pertanto, Antonio Conte diventerebbe il primo allenatore in assoluto a vincere lo Scudetto con tre club italiani differenti. Grandi allenatori come Giovanni Trapattoni (6 Scudetti con la Juventus, 1 con l’Inter) e Marcello Lippi (5 Scudetti, tutti con la Juventus) hanno legato i loro successi principalmente a un club, pur vincendo con due squadre diverse nel caso del Trap. Altri, come Arrigo Sacchi (Milan) o Helenio Herrera (Inter), hanno costruito cicli epici ma con una singola società in Italia. L’impresa di Conte assumerebbe quindi una connotazione di unicità storica per il nostro campionato.

Ma come si colloca un’eventuale impresa di Conte nel panorama dei principali campionati europei? Vincere il titolo nazionale con tre squadre diverse nello stesso paese è un evento estremamente raro, che testimonia una capacità di adattamento e una continuità di successo fuori dal comune.
Inghilterra (Premier League/First Division): Nessun allenatore nella storia del calcio inglese ha vinto il titolo di prima divisione con tre club differenti. Figure leggendarie come Sir Alex Ferguson (Manchester United) e Arsène Wenger (Arsenal) sono legati a un singolo club per i loro trionfi. José Mourinho ha vinto tre Premier League, tutte con il Chelsea. Carlo Ancelotti ha vinto con il Chelsea, Kenny Dalglish con Liverpool e Blackburn Rovers (due club).
Spagna (La Liga): Anche in Spagna, non si registrano allenatori capaci di vincere La Liga con tre squadre diverse. I grandi cicli sono spesso legati a figure iconiche di un singolo club (Miguel Muñoz al Real Madrid, Johan Cruyff al Barcellona) o a tecnici che hanno vinto con al massimo due squadre diverse in contesti molto particolari, ma nessuno è arrivato al tris.
Germania (Bundesliga): Udo Lattek (Bayern Monaco, Borussia Mönchengladbach) e Ottmar Hitzfeld (Borussia Dortmund, Bayern Monaco) sono tra i più vincenti, ma entrambi hanno trionfato con due club diversi. Felix Magath ha vinto con Bayern Monaco e Wolfsburg. Nessuno con tre.
Francia (Ligue 1): Albert Batteux vinse con Stade de Reims e AS Saint-Étienne. Laurent Blanc con Bordeaux e Paris Saint-Germain. Anche qui, il traguardo delle tre squadre diverse nello stesso campionato nazionale per la vittoria del titolo appare irraggiungibile per la maggior parte dei tecnici.

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