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FIGC, Malagò prepara il confronto con Maldini e Leonardo: «Parlerò con tutti. E su Baggio…»

FIGC, Malagò tra nuovo ct e futuro di Paolo Maldini e Leonardo dopo lo stop all’arrivo di Andrea Pirlo sulla panchina azzurra: le sue parole prima del vertice

Momento delicatissimo in casa FIGC. Dopo il naufragio dell’operazione legata ad Andrea Pirlo come possibile nuovo commissario tecnico dell’Italia, il presidente federale Giovanni Malagò si prepara a vivere ore decisive anche sul fronte interno. Al centro della scena ci sono Paolo Maldini e Leonardo, il cui futuro all’interno del progetto azzurro appare sempre più incerto.

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La separazione tra le parti, secondo quanto emerso nelle ultime ore, è uno scenario ormai concreto. La decisione finale arriverà soltanto dopo i contatti diretti con Malagò, chiamato a gestire una fase particolarmente complessa per la Federazione e per l’intera area tecnica della Nazionale.

FIGC, Malagò annuncia i contatti dopo il caso Pirlo

All’arrivo nella sede della Lega Nazionale Dilettanti, dove è previsto un incontro nel pomeriggio, Malagò ha commentato il momento della FIGC e il tema legato alla scelta del nuovo commissario tecnico.

NUOVO CT – «Il nuovo ct? Da questa mattina sto ricevendo tantissimi messaggi. Parlerò con tutti il prima possibile, come è giusto che sia».

Parole che confermano la volontà del presidente federale di confrontarsi rapidamente con tutte le parti coinvolte. Il fallimento della pista Pirlo ha inevitabilmente aperto una fase di riflessione più ampia, che riguarda non solo la panchina dell’Italia, ma anche la tenuta del progetto costruito attorno a Maldini e Leonardo.

FIGC, Maldini e Leonardo a rischio addio

Il possibile passo indietro di Paolo Maldini e Leonardo rappresenterebbe un passaggio pesante per la nuova governance federale. Entrambi erano considerati figure centrali nella ricostruzione tecnica della Nazionale, ma il caso Pirlo ha cambiato gli equilibri e aumentato le tensioni.

La situazione resta in evoluzione, con Malagò chiamato a evitare una frattura definitiva o, eventualmente, a gestire una separazione ordinata.

FIGC, Malagò guarda al futuro del calcio italiano

Intervenuto anche come ospite de Il Sole 24 Ore, in occasione della presentazione della 20ª edizione dell’Indice di Sportività, realizzato da PTS Sport, Malagò ha poi allargato il discorso al futuro del movimento italiano.

PROGETTO – «Per il nostro recupero in termini di credibilità agonistica a livello di vertice, dove nulla è scontato, devi lavorare su ragazzi che oggi hanno dai 13 ai 16 anni. Per questo devi modificare tutta la filiera sotto il profilo della formazione, della cultura e questo implica anche l’allenatore. E’ una questione di semina, le idee sono molto chiare».

Sul rapporto con Roberto Baggio, infine, il presidente della FIGC ha aggiunto: «È bellissimo».

La priorità resta trovare il nuovo ct, ma il futuro di Maldini e Leonardo può diventare il vero bivio della nuova FIGC.

Dovbyk al Bologna: c’è l’intesa, domani le visite! E la Roma parteciperà allo stipendio

Dovbyk è del Bologna: fumata bianca, visite domani. La Roma contribuirà allo stipendio dell’ucraino

Il Bologna ha definito il suo nuovo attaccante: Artem Dovbyk vestirà rossoblù nella prossima stagione. L’attaccante ucraino ha dato il via libera al trasferimento e, come riportato da Fabrizio Romano, si muoverà dalla Roma con la formula del prestito secco, dunque senza diritto di riscatto. Una scelta precisa, che permette al club giallorosso di mantenere il controllo sul cartellino del giocatore e al Bologna di rinforzare l’attacco senza un investimento immediato.

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Le visite mediche sono previste per domani: una volta completati i test, Dovbyk potrà firmare il contratto che lo legherà al Bologna per l’intera stagione 2026/27. L’operazione è stata costruita con attenzione, anche dal punto di vista economico. Secondo Nicolò Schira, la Roma contribuirà a una parte dello stipendio del centravanti, che si aggira intorno ai 3,5 milioni di euro annui. Un dettaglio che ha facilitato la chiusura dell’affare, rendendo sostenibile l’ingaggio per il club emiliano.

Il Bologna accoglie così un attaccante di livello internazionale, reduce da stagioni di alto rendimento e con caratteristiche perfettamente compatibili con il gioco di Tedesco. Dovbyk porta fisicità, profondità e capacità di attaccare l’area, qualità che il tecnico rossoblù ritiene fondamentali per completare il reparto offensivo.

L’arrivo dell’ucraino si inserisce nel quadro della maxi‑operazione che ha portato Castro alla Roma: una cessione da 35 milioni più bonus, con l’aggiunta del 10% sulla futura rivendita. La società emiliana, grazie a questa uscita, ha potuto sistemare i conti e allo stesso tempo garantirsi un nuovo centravanti senza sacrificare altri elementi della rosa.

In definitiva, il Bologna chiude un’operazione intelligente: incassa da Castro, rinforza l’attacco con Dovbyk e mantiene equilibrio finanziario. La Roma, dal canto suo, gestisce al meglio il proprio parco attaccanti e continua a muoversi con strategia sul mercato.

Italia, vertice decisivo tra Malagò, Maldini e Leonardo: giornata da dentro o fuori per la Federcalcio

Oggi il faccia a faccia decisivo: Malagò, Maldini e Leonardo al bivio tra rottura e ricomposizione

La domanda che circola nelle ultime ore è una sola: e adesso cosa succede? La brusca frenata sulla nomina del nuovo commissario tecnico, con il caso Pirlo esploso in piena fase decisionale, rischia di provocare un vero e proprio scossone istituzionale all’interno della Federcalcio. Secondo diverse fonti, il direttore tecnico Paolo Maldini e il suo collaboratore Leonardo sarebbero pronti a rassegnare le dimissioni qualora il presidente FIGC Giovanni Malagò decidesse di virare su un profilo non coerente con la loro visione tecnica.

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Incontro decisivo

Come riportato da La Gazzetta dello Sport, nella giornata di oggi è previsto a Roma un vertice cruciale proprio tra Malagò, Maldini e Leonardo. Sarà un confronto diretto per capire se esistono ancora le condizioni per proseguire una collaborazione iniziata meno di tre settimane fa e che avrebbe dovuto rappresentare il punto di partenza della rifondazione del calcio italiano.

Il presidente della FIGC proverà a spiegare ai due dirigenti che la candidatura di Andrea Pirlo è diventata incompatibile con i criteri di opportunità e con i principi etici richiesti al ruolo di commissario tecnico. Una posizione maturata dopo giorni di pressioni politiche e istituzionali, che hanno reso impossibile procedere con la nomina dell’ex centrocampista.

La corsa contro il tempo

Malagò, però, ha un’urgenza: presentare il nome del nuovo ct entro domani, quando è in programma il Consiglio Federale. La tempistica stringente aggiunge ulteriore tensione a un quadro già complesso. Se il presidente dovesse scegliere un profilo non condiviso da Maldini e Leonardo, il rischio è quello di una rottura immediata, con le dimissioni dei due dirigenti già nella giornata di domani.

La vicenda Pirlo, nata come valutazione tecnica, si è trasformata in un caso politico‑istituzionale che potrebbe ridisegnare gli equilibri della Federazione proprio nel momento in cui era stato avviato un progetto di rinnovamento profondo, dalle giovanili alla Nazionale maggiore.

Caso Pirlo, interviene Abodi: «È una notizia che si commenta da sola, ora c’è da recuperare una brutta figura»

Caos nuovo ct Italia, il ministro Abodi commenta: «È una notizia che si commenta da sola, ora c’è da recuperare una brutta figura»

La corsa di Andrea Pirlo verso la panchina della Nazionale si è ufficialmente fermata. L’allenatore, insieme ai suoi legali, aveva provato a chiarire la propria posizione in merito al rapporto con la piattaforma russa di scommesse sportive, ma le forti pressioni politiche hanno spinto il presidente della FIGC, Giovanni Malagò, a bloccare tutto. Al momento, non è stato dato l’ok per procedere con la nomina.

La decisione è maturata nella giornata di domenica 26 luglio, in un clima di crescente tensione istituzionale. Lo stop imposto a Pirlo rischia ora di avere conseguenze anche più ampie: potrebbe infatti incrinare il progetto tecnico costruito negli ultimi mesi dalla coppia Paolo Maldini – Leonardo, chiamata a ridisegnare il futuro della Nazionale.

La vicenda Pirlo, nata come valutazione tecnica, si è trasformata in un caso politico‑istituzionale che sta ridisegnando gli equilibri interni della Federazione. Il futuro della panchina azzurra, e forse anche quello dell’intero progetto federale, è ora più incerto che mai.

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Il Ministro per lo Sport e per i giovani Andrea Abodi ne ha parlato a margine della presentazione dell’Hub Rete di Piacenza:

PAROLE  “La rinuncia di Pirlo alla panchina azzurra? È una notizia che si commenta da sola, è una situazione che avremmo voluto differente con una tempestività e anche con una comunione di intenti che non si è manifestata. Adesso c’è da recuperare una brutta figura”.

Castro, ci siamo: accordo totale con la Roma! Gasperini ha il suo nuovo attaccante

Roma, affare fatto per Castro: fumata bianca e Gasperini può contare sul centravanti che aveva chiesto

L’operazione è finalmente definita: Roma e Bologna hanno raggiunto l’intesa per il trasferimento di Castro, in un affare che segna uno snodo importante per entrambe le società. La formula è di quelle pesanti: 35 milioni di euro più bonus, un 10% sulla futura rivendita e l’inserimento di Artem Dovbyk, che passerà in rossoblù con la formula del prestito con diritto di riscatto. Una struttura complessa, costruita per soddisfare le esigenze tecniche e finanziarie di tutti gli attori coinvolti.

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Il ruolo del giocatore è stato decisivo. Castro aveva manifestato con chiarezza la volontà di cambiare aria, e questo ha accelerato la trattativa. L’inserimento di Dovbyk, profilo gradito al Bologna e funzionale al progetto tecnico di Tedesco, ha rappresentato la chiave per chiudere l’accordo. Con questa mossa, il club emiliano può trattenere Rowe anche di fronte a eventuali offerte importanti: la cessione di Castro avviene infatti alle condizioni del Bologna, che incassa una cifra rilevante in una stagione priva di coppe e con la necessità di riequilibrare i conti.

Per la Roma, l’operazione risponde a un’esigenza precisa: Castro era un obiettivo fortemente desiderato, considerato un tassello ideale per il nuovo progetto tecnico. Il club giallorosso ottiene un giocatore di qualità, giovane, con margini di crescita e già pronto per inserirsi nelle rotazioni di Gasperomo. L’investimento è significativo, ma coerente con la volontà di alzare il livello della rosa senza sacrificare altri elementi chiave.

In definitiva, si tratta di un affare che soddisfa entrambe le parti: il Bologna sistema i conti e rinforza l’attacco con Dovbyk, la Roma aggiunge un giocatore strategico per il futuro. Una trattativa complessa, ma costruita con logica e visione.

È scontro tra Shevchenko e Pirlo! Il duro attacco all’ex compagno: bufera sul viaggio a Mosca

Il caso politico e diplomatico che ha bloccato l’arrivo di Andrea Pirlo come nuovo ct dell’Italia ha alimentato anche la rabbia di Andriy Shevchenko

Il possibile approdo di Andrea Pirlo sulla panchina dell’Italia continua a essere accompagnato da polemiche e tensioni. Al centro del dibattito resta il viaggio a Mosca compiuto dall’ex centrocampista per un evento legato allo sponsor di scommesse Fonbet, episodio che rischia di incidere non solo sulla corsa al ruolo di ct, ma anche su alcuni rapporti personali costruiti durante la carriera.

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Secondo quanto raccontato dal Corriere della Sera, la vicenda avrebbe provocato rabbia e delusione in Andriy Shevchenko, oggi presidente della federcalcio ucraina ed ex compagno di squadra di Pirlo ai tempi del Milan.

Pirlo Italia, la delusione di Shevchenko

Il viaggio risale allo scorso mese di maggio, quando Pirlo è volato in Russia per incontrare i tifosi insieme ad Artem Dzyuba, calciatore che appoggia apertamente la politica di Vladimir Putin, in un evento organizzato da Fonbet.

Una scelta che non è passata inosservata a Shevchenko, il quale avrebbe chiesto spiegazioni all’ex compagno e ad altri italiani presenti in iniziative simili, tra cui Marco Materazzi e Francesco Totti. Il tema resta estremamente sensibile, soprattutto alla luce del conflitto in corso in Ucraina e del ruolo istituzionale oggi ricoperto dall’ex attaccante.

Shevchenko su Pirlo e gli italiani a Mosca

SHEVCHENKO – «Condanno ciò che hanno fatto – le parole di Shevchenko -. Ho parlato con molti di loro, ho espresso la mia posizione e ho spiegato ai miei ex colleghi come l’Ucraina vede la cosa. Dovranno conviverci, è una loro decisione. Ho discusso con molti di loro, ma a volte non c’è stata nemmeno una risposta. Le persone capiscono, ma poi prendono queste decisioni e io ho espresso loro la mia insoddisfazione. Per me la cosa principale è fare in modo che siano consapevoli della situazione, che la guerra continua ancora, che la Russia uccide costantemente bambini e cittadini ucraini, e che la guerra è qui da noi, nel nostro Paese».

Parole forti, pronunciate in un’intervista rilasciata un mese fa, che oggi tornano d’attualità nel pieno delle valutazioni della FIGC sul futuro della panchina azzurra.

Pirlo Italia, il peso politico e reputazionale del caso

Nelle ultime ore Shevchenko non ha voluto aggiungere ulteriori dichiarazioni pubbliche sulla vicenda. Tuttavia, secondo quanto riferito dal Corriere della Sera, a chi gli è vicino avrebbe ribadito un concetto molto netto.

COSCIENZA – «È un gesto con cui la loro coscienza dovrà fare i conti».

Il caso Fonbet resta dunque un dossier pesante per Pirlo, chiamato a difendere la propria candidatura alla guida dell’Italia in un clima sempre più complesso.

Rivera boccia Pirlo ct Italia e si candida: «Non è adatto, io sarei perfettamente in grado di farlo». Ma l’ex Milan ha mai allenato?

Gainni Rivera contro Pirlo: parole dure sul futuro della Nazionale: la bandiera del Milan boccia la candidatura dell’ex Juve e si auto candida

Gianni Rivera torna al centro del dibattito sulla Nazionale italiana. La bandiera del Milan e dell’Italia, attraverso le colonne di Repubblica, ha preso posizione in maniera molto netta sul possibile approdo di Andrea Pirlo sulla panchina azzurra. Il tema resta delicato, soprattutto dopo le polemiche legate ai rapporti dell’ex centrocampista con la Russia e con la società di scommesse di Mosca.

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Rivera non ha usato mezzi termini, bocciando la candidatura di Pirlo e sottolineando i possibili rischi d’immagine per l’intero movimento calcistico italiano.

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Rivera su Pirlo: «Non è la persona giusta»

CASO PIRLO – «Non è la persona giusta. Per quanto riguarda i suoi rapporti con la Russia, bisogna essere molto severi. Di questi tempi, un simile legame esporrebbe l’intero movimento del calcio italiano a un rischio di reputazione. Non può essere la persona giusta per guidare la Nazionale, e mi meraviglio che qualcuno abbia pensato che potesse esserlo. Penso e spero che Maldini non fosse al corrente di questo suo legame con la società di scommesse di Mosca. Mi sono proposto per fare il ct, e non è uno scherzo. Ho uno staff di alto livello, sarei perfettamente in grado».

Parole forti, destinate a far discutere. Rivera non si è limitato a criticare la possibile scelta di Pirlo, ma ha anche rilanciato la propria disponibilità a guidare la Nazionale, presentandosi come una candidatura reale e non come una semplice provocazione.

Rivera ct Italia, la domanda sull’esperienza in panchina

La frase sulla propria candidatura apre però inevitabilmente un interrogativo: Gianni Rivera ha mai allenato? Dal punto di vista della panchina, la risposta è chiara. L’ex fuoriclasse rossonero non ha un vero curriculum da allenatore di campo. Non risultano incarichi significativi alla guida di club professionistici né esperienze da commissario tecnico in competizioni ufficiali.

Dopo il ritiro dal calcio giocato, il percorso di Rivera è stato diverso. L’ex numero 10 ha ricoperto ruoli da dirigente sportivo, si è poi dedicato alla politica e successivamente ha avuto incarichi all’interno del mondo federale. Una carriera quindi più istituzionale e gestionale che propriamente tecnica.

Rivera allenatore, il patentino UEFA Pro e i ruoli FIGC

La parte più vicina all’area tecnica arriva più tardi. Nel 2010 Rivera è stato nominato presidente del Settore Giovanile e Scolastico della FIGC, mentre nel 2013 è passato alla guida del Settore Tecnico di Coverciano. Nel 2019 ha conseguito il patentino UEFA Pro, la massima abilitazione europea, che permette formalmente di allenare anche squadre di Serie A e Serie B.

Questo significa che Rivera è abilitato ad allenare, ma il dato formale non coincide con un’esperienza concreta maturata in panchina. La sua candidatura, dunque, si fonderebbe soprattutto sulla conoscenza del calcio, sul prestigio della carriera da giocatore, sull’esperienza federale e sul suo peso storico nel movimento italiano.

Rivera e la Nazionale, tra provocazione e dibattito

Rivera ha spesso rivendicato di essere stato una sorta di “allenatore in campo” per vent’anni, ma guidare una squadra dalla panchina è un’altra cosa. Il suo intervento riaccende così il confronto attorno al futuro della Nazionale, tra la possibile scelta di Pirlo, il ruolo di Paolo Maldini e le alternative che continuano a emergere nel dibattito pubblico.

La posizione di Rivera è netta: no a Pirlo e disponibilità personale per l’Italia. Resta però il nodo principale: il grande passato da calciatore e la formazione federale bastano per guidare una Nazionale chiamata a ripartire?

Italia, Chiellini possibile erede di Maldini: prende quota l’ipotesi per il ruolo di direttore tecnico

Secondo la Gazzetta dello Sport, Malagò avrebbe individuato nell’ex capitano azzurro il profilo ideale in caso di dimissioni di Paolo Maldini

Il futuro dell’area tecnica della FIGC potrebbe riservare nuovi sviluppi nelle prossime settimane. Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, qualora Paolo Maldini decidesse di lasciare l’incarico di direttore tecnico, il presidente Giovanni Malagò starebbe valutando un nome di grande prestigio per raccoglierne l’eredità.

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L’identikit porterebbe a Giorgio Chiellini, ex colonna della Nazionale italiana e capitano dell’Europeo conquistato nel 2021. Il suo profilo sarebbe considerato particolarmente adatto per esperienza, leadership e profizzarsi solo nell’eventualità di un passo indietro daonda conoscenza dell’ambiente azzurro, qualità che potrebbero rappresentare un valore aggiunto in una fase delicata per il calcio italiano.

Al momento non si tratta di una decisione presa, ma di uno scenario che potrebbe concretizzarsi solo nell’eventualità di un passo indietro da parte di Maldini, il cui futuro è finito al centro delle indiscrezioni dopo le recenti vicende legate alla scelta del nuovo commissario tecnico.

La situazione resta quindi in continua evoluzione e molto dipenderà dalle prossime mosse della FIGC. Nel frattempo, il nome di Chiellini emerge come una delle possibili soluzioni per garantire continuità e rilanciare il progetto tecnico della Nazionale.

Pirlo rompe il silenzio: «Non sono più il candidato alla panchina della Nazionale italiana»

Pirlo affida a Instagram il suo messaggio dopo l’esclusione dalla corsa per il ruolo di CT: parole di rispetto e un ringraziamento a Maldini e Leonardo

Dopo giorni di indiscrezioni e di silenzio, Andrea Pirlo è tornato a parlare pubblicamente. L’ex centrocampista di Milan e Nazionale italiana ha scelto Instagram per fare chiarezza sulla propria posizione dopo l’interruzione della trattativa che avrebbe potuto portarlo sulla panchina della Nazionale spiegando la scelta di non intervenire fino a questo momento, sottolineando il rispetto nei confronti delle istituzioni coinvolte e confermando di aver appreso soltanto nella panchina azzurra.

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Nel messaggio pubblicato sui social, Pirlo ha spiegato la scelta di non intervenire fino a questo momento, sottolineando il rispetto nei confronti delle istituzioni coinvolte e confermando di aver appreso soltanto nella serata di ieri di non essere più in corsa per l’incarico.

PAROLE – «Per rispetto nei confronti delle istituzioni, della Federazione e di tutte le persone coinvolte, ho scelto finora di mantenere il silenzio, ma dopo aver appreso ieri sera di non essere più il candidato alla panchina della Nazionale italiana, ritengo doveroso chiarire alcuni aspetti. Ringrazio Maldini e Leonardo».

Parole che certificano definitivamente la fine della sua candidatura e che chiudono un capitolo destinato a far discutere ancora a lungo. Il riferimento conclusivo a Paolo Maldini e Leonardo rappresenta inoltre un gesto di riconoscenza nei confronti di chi aveva creduto nella possibilità di affidargli la guida tecnica dell’Italia.

Nel frattempo, con Pirlo ormai fuori dai giochi, la FIGC è chiamata a individuare un nuovo commissario tecnico. La ricerca del prossimo CT riparte dunque in un clima particolarmente delicato, tra polemiche, interrogativi e la necessità di trovare rapidamente una soluzione capace di restituire stabilità e credibilità al progetto azzurro.

L’ennesima figuraccia del calcio italiano: la rivoluzione promessa è già deragliata

Dal caso Pirlo alla gestione della nuova FIGC: l’impressione è che nulla sia realmente cambiato

Il calcio italiano aveva un’occasione irripetibile. Dopo tre Mondiali consecutivi vissuti tra delusioni, fallimenti e ricostruzioni mai realmente completate, il cambio ai vertici della FIGC avrebbe dovuto rappresentare il punto di partenza di una nuova era. Servivano programmazione, competenza, prudenza e soprattutto credibilità. Invece, a poche settimane dall’insediamento del nuovo corso, il sistema sembra essere già finito dentro una spirale di improvvisazione che rischia di compromettere ancora una volta la fiducia di tifosi e addetti ai lavori.

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Il clamoroso stop alla candidatura di Andrea Pirlo, arrivato quando la trattativa sembrava ormai definita, rappresenta l’emblema di una gestione che finora ha mostrato troppe falle. Se davvero sono bastate verifiche arrivate soltanto all’ultimo momento per bloccare un’operazione praticamente chiusa, allora il problema è ben più profondo di un semplice cambio di allenatore.

Una rivoluzione costruita più sui nomi che sulla programmazione

L’impressione è che si sia puntato soprattutto sull’effetto mediatico. Paolo Maldini è uno dei simboli più importanti della storia del calcio italiano e nessuno potrà mai discutere ciò che ha rappresentato da calciatore. Tuttavia, la grandezza costruita sul campo non garantisce automaticamente competenza manageriale, soprattutto quando si entra in un contesto complesso come quello federale.

Lo stesso discorso vale per Leonardo, chiamato a condividere un progetto che avrebbe dovuto riportare serenità e autorevolezza, ma che finora ha trasmesso soprattutto l’idea di una struttura ancora priva di una direzione chiara.

Il rischio è che si sia confuso il prestigio dei curriculum sportivi con la capacità di gestire una federazione reduce da anni di crisi.

Errori evitabili che pesano più dei risultati

In una fase tanto delicata, la comunicazione diventa parte integrante della strategia. Ogni indiscrezione, ogni nome accostato alla panchina della Nazionale, ogni operazione lasciata filtrare senza una reale possibilità di concretizzarsi finisce inevitabilmente per trasformarsi in un boomerang.

L’aver dato l’impressione di inseguire allenatori irraggiungibili, salvo poi ritrovarsi a virare su profili completamente diversi, ha trasmesso all’esterno un senso di improvvisazione che una federazione reduce da anni complicati non poteva permettersi.

Ancora più grave appare la gestione del caso Pirlo. Le verifiche regolamentari e le valutazioni sulle eventuali incompatibilità avrebbero dovuto rappresentare il primo passaggio dell’intera operazione, non l’ultimo. Se un progetto si blocca quando manca soltanto l’ufficialità significa che qualcosa, nella macchina organizzativa, non ha funzionato.

Il problema non sono le bandiere, ma il metodo

Il calcio italiano continua spesso a rifugiarsi nel fascino delle proprie icone. È comprensibile affidarsi a figure che hanno scritto pagine straordinarie della storia azzurra, ma una federazione moderna non può vivere soltanto di nostalgia.

Servono dirigenti preparati, strutture efficienti, competenze giuridiche, organizzative e gestionali. Il nome prestigioso rappresenta un valore aggiunto solo quando viene inserito all’interno di un progetto già solido. Se invece diventa il punto di partenza dell’intera strategia, il rischio è quello di costruire castelli destinati a crollare al primo ostacolo.

Quanto accaduto in queste settimane restituisce invece l’immagine di una governance che sembra aver sottovalutato la complessità del ruolo.

La credibilità della FIGC passa dalle scelte, non dagli slogan

La sensazione più preoccupante è che il calcio italiano non abbia ancora imparato dai propri errori. Dopo anni di promesse di cambiamento, si continua a rincorrere l’emergenza invece di prevenirla.

La nuova dirigenza aveva il compito di trasmettere un messaggio preciso: basta improvvisazione, basta decisioni affrettate, basta gestione emotiva. Invece, la prima grande vicenda del nuovo corso rischia di trasformarsi in una pesante sconfitta d’immagine.

Naturalmente sarebbe ingeneroso emettere sentenze definitive dopo poche settimane di lavoro. Maldini e Leonardo avranno ancora tempo per dimostrare il proprio valore e ribaltare i giudizi. Ma è altrettanto evidente che l’inizio sia stato ben al di sotto delle aspettative.

E quando rappresenti la FIGC, non basta avere un cognome pesante o una carriera leggendaria alle spalle. Conta soprattutto la capacità di evitare errori che, in una federazione di questo livello, non dovrebbero nemmeno arrivare sul tavolo delle decisioni finali.

Il calcio italiano aveva bisogno di ripartire con autorevolezza. Per il momento, invece, ha semplicemente aggiunto un’altra pagina poco edificante a una crisi che sembra non conoscere fine.

Nazionale, salta l’ipotesi Pirlo: trattativa congelata, ora la FIGC deve ripartire da zero

Pressioni politiche fermano l’operazione Andrea Pirlo: cambia lo scenario per il nuovo CT. Tutti gli aggiornamenti

Il possibile approdo di Andrea Pirlo sulla panchina della Nazionale italiana si è improvvisamente arrestato. Secondo quanto riportato da Gianluca Di Marzio, il percorso che avrebbe dovuto portare alla definizione dell’accordo con la FIGC è stato bloccato nelle ultime ore, nonostante sembrasse ormai vicino alla conclusione.

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La questione legata alla collaborazione di Pirlo con Fonbet, importante piattaforma russa di scommesse sportive, era stata chiarita sia dai legali dell’ex centrocampista sia attraverso un recente messaggio pubblicato dallo stesso allenatore. Le spiegazioni fornite avevano contribuito a superare le perplessità iniziali.

Tuttavia, le forti pressioni provenienti dal mondo politico avrebbero convinto il presidente Giovanni Malagò, a non concedere il via libera definitivo all’operazione. Di conseguenza, gli incontri programmati per domani sono stati cancellati e l’intera macchina organizzativa è stata fermata.

Adesso si apre una nuova fase di riflessione per il calcio italiano, chiamato a individuare un nuovo commissario tecnico in un momento particolarmente delicato. L’esclusione di Pirlo, inoltre, potrebbe avere ripercussioni anche sul ruolo di Paolo Maldini come direttore tecnico, soprattutto nel caso in cui la scelta finale non rispecchiasse il progetto condiviso.

Nei giorni scorsi Malagò aveva indicato martedì 28 luglio, in occasione dell’Assemblea di Lega, come possibile data per l’annuncio del nuovo CT. Alla luce degli ultimi sviluppi, però, resta da capire se la FIGC riuscirà ad arrivare all’appuntamento con un nome già definito.

Musiala al Galatasaray? Arriva la risposta ufficiale del club turco sul trasferimento del fantasista!

Musiala al Galatasaray? Il club turco è uscito allo scoperto con una risposta ufficiale alle voci sul possibile approdo del tedesco

Negli ultimi giorni il nome di Jamal Musiala è finito al centro di un’incredibile indiscrezione di calciomercato, che accostava la stella della nazionale tedesca e del Bayern Monaco a un clamoroso trasferimento a titolo temporaneo in Turchia. A mettere una parola fine sulla vicenda, spegnendo sul nascere ogni tipo di speculazione, è intervenuto direttamente il Galatasaray con una presa di posizione ufficiale e categorica.

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La smentita ufficiale del club turco

Attraverso un comunicato diffuso sui propri canali d’informazione, la società di Istanbul ha voluto chiarire in maniera inequivocabile la propria estraneità rispetto a tali presunte trattative. Il messaggio della dirigenza è stato perentorio nel bollare come prive di fondamento le indiscrezioni circolate nelle ultime ore: le notizie sul trasferimento di Jamal Musiala in prestito sono false.

Con questo secco intervento, il club turco ha spazzato via ogni dubbio, interrompendo la proliferazione di rumors che avevano rapidamente fatto il giro del web e dei social media, cogliendo di sorpresa tifosi e addetti ai lavori a livello internazionale.

Le origini delle indiscrezioni e la realtà dei fatti

La suggestione di vedere un talento del calibro di Jamal Musiala vestire la maglia del Galatasaray tramite la formula del prestito aveva destato immediato clamore. Il trequartista tedesco rappresenta infatti uno dei profili di maggior valore ed estro dell’intero panorama calcistico europeo, elemento centrale sia nei meccanismi tattici del Bayern Monaco sia nello scacchiere della propria selezione nazionale.

Sebbene il campionato turco si sia reso protagonista nelle ultime sessioni di colpi ad effetto e trasferimenti a sorpresa di grandi interpreti del calcio mondiale, l’ipotesi di un addio di Musiala alla Baviera a titolo temporaneo appariva fin da subito un’operazione del tutto irrealizzabile dal punto di vista economico e strategico.

Comunicazione e strategie per il prosieguo del mercato

La scelta del Galatasaray di intervenire con tempestività risponde alla volontà di tutelare la trasparenza della propria comunicazione ed evitare il diffondersi di illusioni tra i propri sostenitori. La società di Istanbul resta vigile sul fronte delle negoziazioni per rinforzare l’organico a disposizione dello staff tecnico, ma ha voluto precisare con fermezza come il profilo del fuoriclasse tedesco non sia mai stato oggetto di trattativa.

Con il definitivo chiarimento del caso Musiala, la dirigenza turca prosegue il proprio lavoro concentrandosi su target operativi reali, mentre il gioiello del Bayern Monaco resta saldamente al centro dei piani del club bavarese.

Depay Corinthians, il matrimonio continua: accordo trovato per il rinnovo dell’attaccante! Tutti i dettagli

Depay Corinthians, è stato trovato l’accordo per il rinnovo dell’attaccante olandese. Ecco le novità

Prosegue la storia d’amore tra Memphis Depay e il calcio brasiliano. L’attaccante olandese ha sciolto gli ultimi riserve e ha raggiunto la totale intesa con la dirigenza del Corinthians per la definizione di un nuovo contratto. Dopo settimane di trattative e indiscrezioni, l’operazione può definirsi giunta felicemente al traguardo: il calciatore ha accettato ogni condizione proposta dal club di San Paolo, sancendo la sua permanenza a lungo termine nel massimo campionato sudamericano. Lo riporta Fabrizio Romano.

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I dettagli dell’accordo biennale e i tempi della firma

La nuova intesa contrattuale legherà l’ex centravanti di Barcellona, Atletico Madrid e Manchester United alla società brasiliana fino a giugno 2028. Si tratta di un accordo biennale di grande rilievo per la società paulista, che blindando la stella olandese conferma le proprie ambizioni di vertice sia nelle competizioni nazionali che in quelle continentali.

Nei prossimi giorni è prevista la formalizzazione dell’operazione, con la firma sui documenti ufficiali che metterà il punto esclamativo su una negoziazione condotta con enorme determinazione dalla dirigenza. La notizia garantisce continuità al progetto tecnico e regala grande entusiasmo a tutto l’ambiente.

Un pilastro per il futuro del Timão

Il prolungamento del rapporto rappresenta un passaggio fondamentale per il futuro del Timão. Fin dal suo approdo in Brasile, l’attaccante della Nazionale olandese ha saputo ritagliarsi un ruolo di primissimo piano nello spogliatoio e sul terreno di gioco, portando carisma, leadership, esperienza internazionale e una spiccata qualità tecnica nel reparto avanzato.

La scelta di proseguire la propria avventura professionale a San Paolo testimonia l’ottimo adattamento del calciatore al contesto calcistico sudamericano. L’impatto mediatico e sportivo della sua permanenza rafforza ulteriormente l’immagine della società e dell’intero campionato brasiliano, capace di trattenere profili di assoluto prestigio globale.

Attesa per il comunicato del club

Con la definizione di tutti i dettagli economici e burocratici, si attende soltanto la diffusione della nota stampa da parte del Corinthians. La tifoseria bianconera si prepara a festeggiare l’ufficialità, consapevole che la classe e la personalità dell’olandese saranno ancora il punto di riferimento dell’attacco paulista per le prossime stagioni.

Diomande va al Real Madrid, furia PSG! La reazione dopo la trattativa sfumata per l’attaccante

Diomande va al Real Madrid, il PSG è furioso per il mancato approdo dell’attaccante. La reazione del club francese fa discutere

Niente maglia parigina nel futuro di Yan Diomandé. Nonostante le manifestazioni d’affetto espresse nei confronti del club della capitale e l’avvio delle negoziazioni con il Lipsia, la società transalpina ha scelto di ritirarsi ufficialmente dalla corsa per l’esterno diciannovenne. A cambiare le carte in tavola è stato il prepotente inserimento del Real Madrid, che ha chiuso l’accordo per assicurarsi le prestazioni del talento ivoriano per oltre 100 milioni.

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L’inserimento del Real Madrid e il no del PSG alle aste

Nelle prime fasi della sessione estiva, mentre era impegnato nel Mondiale 2026 con la selezione della Costa d’Avorio, il giovane attaccante aveva accordato la propria preferenza al Paris Saint-Germain. Sulla scrivania era già pronta un’intesa sulla base di un contratto quinquennale, sostenuta anche dagli eccellenti rapporti personali tra i massimi dirigenti Nasser Al-Khelaïfi e Oliver Mintzlaff.

Tuttavia, l’aggressiva proposta economica formulata dal club spagnolo ha stravolto la trattativa. In linea con la propria rinnovata filosofia finanziaria, la dirigenza parigina ha declinato l’ipotesi di partecipare ad aste al rialzo o garantire cifre spropositate al club tedesco e all’entourage del calciatore, optando per l’interruzione immediata dei colloqui. Dalla società è giunta una presa di posizione chiarissima per motivare il passo indietro: Il Paris Saint-Germain non si lascerà coinvolgere in giochi inflazionisti e nelle manovre di certi intermediari”.

Il mercato in entrata: post Kang-in Lee e la pista Akliouche

Messa la parola fine sul capitolo Diomandé, il fronte delle operazioni in entrata del PSG rimane particolarmente caldo. La rosa a disposizione del tecnico Luis Enrique necessita infatti di nuovi innesti nel settore offensivo dopo la cessione ufficiale di Kang-in Lee, trasferitosi all’Atlético Madrid nella giornata di sabato.

Tra i profili monitorati con maggiore attenzione dalla dirigenza parigina per rinforzare la trequarti spicca il nome di Maghnes Akliouche. L’esterno di proprietà del Monaco, distintosi con la maglia della Nazionale francese durante la recente rassegna iridata, figura in cima alla lista dei desideri, sebbene sul giocatore si registri anche il forte interesse del Liverpool.

Passo indietro di Maldini in caso di bocciatura di Pirlo? L’ex Milan potrebbe valutare il clamoroso dietrofront. Sviluppi importanti!

Paolo Maldini potrebbe decidere di fare un passo indietro dal ruolo di dt della Nazionale se Andrea Pirlo dovesse essere bocciato

Il percorso d’inaugurazione del nuovo corso federale rischia di subire un’immediata e imprevista battuta d’arresto. La scelta di Andrea Pirlo come commissario tecnico della Nazionale, fortemente perorata dalla nuova dirigenza sportiva, si sta trasformando in un delicato caso diplomatico e istituzionale, mettendo a dura prova il clima di “condivisione totale” auspicato soltanto pochi giorni fa a margine dell’Assemblea di Lega. Lo riporta Gazzetta.it.

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Dal sogno Guardiola alle perplessità extra-campo

Dopo il tentativo sfumato di ingaggiare Pep Guardiola, il direttore tecnico Paolo Maldini e l’advisor Leonardo avevano individuato nell’ex regista il profilo ideale per guidare il rilancio degli Azzurri: una filosofia basata sul calcio moderno, un ingaggio sostenibile e un progetto a lungo termine. Tuttavia, proprio quando l’intesa sembrava a un passo dalla definizione, sono sorte criticità che esulano dalla sfera strettamente agonistica.

Le partnership commerciali stipulate dal tecnico con la società di scommesse russa Fonbet in qualità di testimonial globale hanno innescato accesi dibattiti a livello politico. Un vespaio di polemiche che ha colto di sorpresa lo stesso Maldini, trovatosi costretto ad affrontare dinamiche estranee al contesto puramente sportivo.

Il no alle opzioni alternative: Conte e Mancini

Di fronte alle riserve emerse, il presidente del CONI Giovanni Malagò ha iniziato a valutare scenari alternativi per sbloccare l’impasse. Ciononostante, da parte di Maldini è arrivata una chiusura netta verso altre opzioni circolate nelle ultime ore. Il direttore tecnico ha infatti bocciato il profilo di Antonio Conte, ritenuto poco incline a progetti pluriennali, e guarda con freddezza a un eventuale ritorno di Roberto Mancini, condizionato dal modo in cui si consumò la separazione nel 2023. Il timore dell’area tecnica è che le riserve sollevate sulla figura di Pirlo nascondano il tentativo di ridimensionare le scelte dello staff.

L’importanza dell’autonomia e il ruolo di Leonardo

La garanzia della piena indipendenza nella selezione della guida tecnica rappresentava la condizione essenziale affinché l’ex capitano rossonero accettasse l’incarico federale, come ricordato al momento dell’insediamento: “Malagò ci ha messo un po’ a convincermi, ho accettato perché…”.

Qualora l’autonomia decisionale venisse messa in discussione, l’equilibrio della governance potrebbe incrinarsi rapidamente. In questa fase complessa, la figura di Leonardo potrebbe rivelarsi determinante: l’advisor potrebbe infatti assumere la funzione di mediatore tra le parti per comporre la frattura ed evitare che la nuova avventura della Nazionale parta tra le tensioni.

Clamoroso Newcastle, dopo Tonali i Magpies valutano un’altra cessione eccellente!

Il Newcastle può far partire anche questo giocatore dopo Sandro Tonali. Si prospetta un’altra cessione eccellente

Inattesa svolta nel mercato della Premier League: l’esperienza di Nick Woltemade con la maglia del Newcastle sembra essere già giunta al capolinea dopo appena dodici mesi. Secondo quanto rivelato dalla testata The Athletic, i vertici dei Magpies avrebbero informato il calciatore tedesco della possibilità di lasciare il club attraverso la formula del prestito.

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La decisione è figlia di una scelta precisa del manager Eddie Howe, orientato ad affidare la guida del reparto offensivo per la stagione a venire al duo composto da Yoane Wissa e William Osula. Con queste nuove gerarchie tattiche, l’ex talento dello Stoccarda viene ora considerato un elemento di troppo all’interno della rosa bianconera.

Investimento milionario e il brusco calo realizzativo nel 2026

L’eventuale separazione rappresenta un netto cambio di rotta rispetto agli entusiasmi di dodici mesi fa, quando la dirigenza inglese investì la cifra capogiro di 75 milioni di euro per strappare il ventiquattrenne allo Stoccarda. Le attese attorno al suo rendimento erano altissime, ma la risposta sul campo si è rivelata al di sotto delle aspettative.

In totale, il centravanti ha collezionato 51 presenze e 11 gol tra le varie competizioni. A compromettere definitivamente il suo percorso a St James’ Park è stato un vistosissimo calo di rendimento coinciso con l’inizio del nuovo anno: da gennaio 2026 ad oggi, infatti, il classe 2002 ha realizzato la miseria di una rete in Premier, un bottino decisamente troppo esiguo per garantire la titolarità in una squadra dalle grandi ambizioni.

Le pretendenti in Premier League: dalla pista Liverpool al West Ham

Nonostante una seconda parte di stagione deludente, il valore tecnico e i margini di crescita del calciatore continuano ad attirare l’attenzione di diversi club britannici. La prospettiva di assicurarsi la punta a titolo temporaneo stuzzica la fantasia di compagini di primo livello.

In prima fila ci sarebbero Liverpool e Manchester United, pronte a cogliere un’opportunità a condizioni favorevoli, ma viene segnalato anche il gradimento del West Ham, club reduce dalla recente retrocessione e in cerca di un profilo d’area di rigore per tentare la risalita. Sebbene al momento non vi siano stati contatti ufficiali tra le parti, la situazione attorno al tedesco è destinata ad accendere le prossime settimane della sessione estiva di calciomercato.

Il Bayern Monaco fa scuola: super colpo per sostituire Goretzka? No, il ‘nuovo acquisto’ è già in casa

Il Bayern Monaco sostituirà così Leon Goretzka dopo l’addio del centrocampista. Il colpo dei bavaresi è già in casa

Il Bayern Monaco sceglie la linea dei giovani e della continuità per completare la propria mediana. I giganti della Bundesliga hanno deciso di esercitare il riscatto a titolo definitivo per Bara Sapoko Ndiaye, promettente centrocampista gambiano di appena diciotto anni. L’operazione è stata confermata direttamente dal direttore sportivo bavarese, Christoph Freund, a margine della prima uscita stagionale in amichevole dei tedeschi, sconfitti per 2-1 sul campo dell’SV Wehen Wiesbaden.

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Un’ascesa fulminea: dalla sorpresa di gennaio alla svolta tattica

L’arrivo del giovanissimo talento dall’accademia Gambino Stars durante la finestra invernale di mercato aveva destato profonda curiosità, trattandosi di un profilo pressoché sconosciuto al grande pubblico. Accolto inizialmente con le credenziali di attaccante, il diciottenne ha saputo reinventarsi e trovare la propria collocazione ideale arretrando il raggio d’azione, fino a imporsi come centrocampista di contenimento.

Sebbene abbia collezionato soltanto quattro apparizioni da subentrato con la prima squadra, l’impatto del giovane africano è stato notevole. Nel giro di appena sette mesi, la stima del suo valore di mercato è schizzata da 300mila euro ad oltre 4 milioni di euro, convincendo la dirigenza ad accelerare le pratiche per la permanenza a titolo definitivo.

Le parole di Christoph Freund e la tabella di marcia

A fare il punto sulla definizione dell’accordo è stato lo stesso Christoph Freund, che ha illustrato i prossimi passaggi operativi per l’aggregazione del calciatore:

“Gli ultimi dettagli devono ancora essere definiti, ma mi aspetto che inizi la stagione con noi”

Il dirigente sportivo ha poi specificato la sequenza dei test a cui verrà sottoposto il mediano prima di raggiungere i compagni:

“Bara sosterrà i test lunedì prossimo e poi si unirà a noi al campo di allenamento al Lago Tegernsee.”

Niente colpo d’esperienza: fiducia al giovane dopo l’addio di Goretzka

La scelta di riscattare Bara Sapoko Ndiaye delinea in maniera chiara la strategia della società per la stagione alle porte. A seguito della partenza di Leon Goretzka, svincolatosi a parametro zero, la dirigenza ha preferito non investire su un profilo d’esperienza e dai costi elevati, decidendo invece di promuovere il talento diciottenne e affidargli un ruolo di rilievo nelle rotazioni del centrocampo.

Liverpool, la rinascita di Federico Chiesa con Iraola: gol in amichevole e parole che non lasciano dubbi sul futuro

Liverpool, Chiesa vuole vivere la stagione della rinascita: dopo il gol in amichevole ha lanciato questo segnale per il suo futuro

La nuova stagione potrebbe coincidere con la svolta tanto attesa nell’avventura inglese di Federico Chiesa. L’esterno offensivo ex Juventus punta a ritagliarsi uno spazio da protagonista con la maglia del Liverpool, cancellando i dubbi e le voci di mercato che lo avevano accostato a un possibile addio nei mesi scorsi. La svolta principale risiede nella novità in panchina, dove l’avvicendamento tra Arne Slot e il nuovo tecnico Andoni Iraola sembra aver spalancato scenari inaspettati per l’italiano.

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Un segnale forte nel pre-campionato: a segno contro il Sunderland

Le prime risposte dal campo sono arrivate puntuali durante le uscite estive dei Reds. Nell’amichevole disputata contro il Sunderland, il nazionale azzurro è subentrato a inizio secondo tempo lasciando subito il segno: al minuto 72 ha siglato la rete del temporaneo 3-2, contribuendo in maniera determinante al 4-2 finale. Un gol prezioso per il morale, che conferma la voglia del giocatore di mettere in difficoltà le scelte del nuovo staff tecnico.

Le parole dell’esterno azzurro sul futuro e sulla gestione passata

Al termine dell’incontro, il classe 1997 ha fatto il punto sul proprio momento e sulle prospettive per la stagione imminente, esprimendo profondo affetto per l’ambiente di Anfield ma mantenendo aperta ogni valutazione:

“In questo momento sono felice qui al Liverpool. Amo i tifosi, amo tutto. Sto facendo del mio meglio per avere un’opportunità qui, poi vedremo. In questo momento l’unica cosa a cui penso è il Liverpool”

Ripercorrendo il biennio caratterizzato dalla gestione dell’ex allenatore olandese, durante il quale ha collezionato 15 apparizioni nella prima annata e 36 nella seconda senza quasi mai partire dal primo minuto, l’attaccante ha risposto così alla possibilità di una ripartenza: Non lo so, è difficile dirlo. L’ex bianconero ha poi aggiunto: “E’ sempre un nuovo inizio quando inizia l’anno. Forse ci sono stati troppi inizi. Ma non importa, sto cercando di dare il massimo per questo nuovo allenatore. Anche la scorsa stagione, con Arne Slot, ceravo di fare del mio meglio”.

Voltare pagina con Iraola: la voglia di incidere nei Reds

Senza sollevare polemiche ma palesando la propria ambizione, il calciatore ha analizzato le dinamiche delle recenti stagioni: L’anno scorso mi sentivo pronto per un ruolo più importante, poi dipendeva dall’allenatore se voleva che giocassi o meno. Certo, avrei voluto giocare di più ma le cose sono andate così. L’allenatore aveva i suoi piani e non ho niente da dire a riguardo. E’ il calcio”.

Ora l’attenzione dell’italiano è del tutto focalizzata sulla nuova metodologia di lavoro targata Andoni Iraola: Quest’anno, diciamo, è un nuovo capitolo. C’è un nuovo allenatore e devo concentrarmi su questo”.

La fine di un’era per gli arbitri: Vincic e Frappart annunciano il ritiro. Nuovi ruoli in vista, ecco cosa succederà

Vincic e Frappart hanno annunciato il ritiro. Nuovi ruoli per il futuro, ecco quale sarà il loro futuro

Una vera e propria scossa attraversa il mondo degli arbitri europei e mondiali. Slavko Vinčić ha deciso di ritirarsi, abbandonando la giacchetta nera al culmine di una carriera ricca di traguardi eccezionali. Il clamoroso annuncio non è giunto direttamente dal protagonista, bensì da un post condiviso sulla piattaforma LinkedIn dal collega francese Clément Turpin.

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Questa scelta matura a pochissima distanza dal conseguimento del Premio Giulio Campanati, riconoscimento assegnatogli per essere stato giudicato il miglior fischietto dell’ultima rassegna iridata. Un epilogo da incorniciare per lo sloveno, la cui ultima apparizione coincide con l’intensa finalissima della Coppa del Mondo tra Spagna e Argentina, dopo aver gestito con autorevolezza tre sfide tra fase a gironi e primi turni ad eliminazione diretta.

Dalla Slovenia ai vertici mondiali: le parole del fischietto sloveno

Designato per la partita più importante a livello planetario, l’arbitro aveva espresso tutta la propria commozione ai microfoni della FIFA:

“Prima lo shock, poi la felicità. Tremavo. Dirigere una finale dei Mondiali è un onore incredibile. È il sogno di qualsiasi arbitro fin da quando inizia questo percorso”

Un percorso cominciato entro i confini nazionali e proseguito con l’ingresso nell’organico degli arbitri internazionali FIFA nel 2010. Da quel momento, il fischietto sloveno ha scalato le gerarchie fino a dirigere la finale di Champions League del 2024 tra Real Madrid e Borussia Dortmund, consolidando la sua reputazione come uno dei profili più affidabili della scena calcistica continentale.

Anche Stéphanie Frappart appende il fischietto al chiodo: per lei un ruolo in UEFA

Il messaggio pubblicato da Turpin non ha riguardato soltanto il fischietto sloveno. È stato infatti reso noto anche l’addio di Stéphanie Frappart, icona del movimento arbitrale femminile. La francese ha impresso il suo nome nei libri di storia per essere stata la prima donna a dirigere un incontro della fase finale dei Mondiali nel 2022, traguardo giunto a tre anni di distanza dalla gestione della Supercoppa UEFA 2019 con protagoniste Liverpool e Chelsea.

Con un bagaglio di oltre cento direzioni nelle coppe europee, la Frappart non abbandonerà del tutto il settore. Lo scorso 25 giugno, la UEFA la ha infatti designata come nuova responsabile del settore arbitrale, un incarico dirigenziale che le permetterà di mettere la propria immensa esperienza al servizio dei futuri direttori di gara europei.

Calciomercato Torino, pressing forte su Comuzzo: avanzano le trattative con la Fiorentina. Cosa c’è dietro le mosse dei granata

Calciomercato Torino, Pietro Comuzzo è diventato l’obiettivo principale dei granata. Quali sono le mosse per il difensore della Fiorentina

Il Torino continua a muoversi con grande decisione sul fronte del calciomercato per consegnare allo staff tecnico una rosa completa e competitiva in vista della prossima stagione. Tra le priorità individuate dalla dirigenza granata figura senza dubbio il rinforzo del pacchetto arretrato e, proprio in questa direzione, secondo Sky la società piemontese ha impresso una forte accelerata per assicurarsi le prestazioni di Pietro Comuzzo, giovane e promettente difensore di proprietà della Fiorentina.

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Profilo e caratteristiche: il giovane classe 2005 che strega i granata

Il centrale classe 2005 si è messo in luce nelle ultime stagioni grazie a doti fisiche imponenti, un spiccato senso dell’anticipo e un’ottima struttura atletica nelle situazioni di marcatura. Nonostante la giovanissima età, il giocatore ha dimostrato una personalità matura sul terreno di gioco, attirando l’attenzione della dirigenza del club di Via Arcivescovado, da sempre particolarmente attenta alla selezione dei migliori prospetti del panorama calcistico nazionale.

In casa viola il calciatore è ritenuto in uscita, una situazione di mercato favorevole che ha spinto il Torino a farsi avanti con convinzione per cogliere un’opportunità strategica in prospettiva presente e futura.

Trattativa ad oltranza: l’accelerata delle ultime ore

Se nei giorni scorsi si trattava soltanto di un sondaggio interlocutorio, nelle ultime ore i vertici granata hanno alzato il ritmo delle negoziazioni. Il club sta avanzando nei dialoghi con l’entourage del calciatore e con la dirigenza gigliata, manifestando la volontà di portarlo a Torino in tempi brevi.

L’obiettivo è quello di superare la concorrenza e definire ogni dettaglio dell’operazione, permettendo al centrale di aggregarsi al più presto al gruppo per completare il percorso di inserimento negli schemi tattici della squadra.

Un rinforzo di prospettiva per la retroguardia del Torino

L’eventuale innesto di Comuzzo al Torino confermerebbe la linea societaria volta a coniugare gioventù, fisicità e potenziale di crescita. L’ambiente torinese rappresenta la piazza ideale per consentire al classe 2005 di maturare senza pressioni eccessive, all’interno di un club che vanta una solida tradizione nella valorizzazione dei difensori centrali. Le prossime ore saranno decisive per capire se la fumata bianca arriverà a breve.

Diomande e Vinicius accendono il calciomercato del Real Madrid: intreccio clamoroso sull’asse Spagna-Inghilterra-Germania. Cosa sta succedendo

Il calciomercato del Real Madrid ruota attorno ai nomi di Diomande e Vinicius. Cosa sta succedendo in casa Merengues

Il Real Madrid ha messo a segno un altro clamoroso colpo di calciomercato. La dirigenza delle Merengues ha definito l’acquisto di Yan Diomande, talentuosa ala offensiva ivoriana classe 2006 in forza al Lipsia. Secondo quanto riportato da Fabrizio Romano, la trattativa è si è chiusa.

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Accordo con il Lipsia: cifre e dettagli dell’operazione

Dopo aver trovato l’intesa totale con il giovane attaccante, il club presieduto da Florentino Pérez ha strappato il via libera definitivo anche da parte della società tedesca. Decisivo è stato il rilancio economico effettuato dal Real Madrid nelle ultime ore: l’intesa tra Real Madrid e Lipsia si concluderà per una cifra compresa tra i 115 e i 120 milioni di euro.

Per la squadra della capitale spagnola si tratta del quinto acquisto estivo, un investimento imponente che conferma la volontà di rinforzare il reparto avanzato con uno dei migliori prospetti del panorama calcistico mondiale.

Le tempistiche dell’annuncio e la decisione sul ritiro

Sebbene l’ala ivoriana sia stata regolarmente inserita nella lista dei convocati per il ritiro estivo dal nuovo tecnico del Lipsia, Martin Demichelis, il giocatore non prenderà parte ai lavori con la squadra tedesca. La fumata bianca è infatti ritenuta imminente dalla stampa spagnola e non appare in alcun modo in discussione.

Secondo le indiscrezioni, l’ufficialità del trasferimento potrebbe arrivare già nella giornata di lunedì 27 luglio, permettendo a Diomande di aggregarsi al più presto alla sua nuova squadra per la preparazione pre-stagionale.

L’intreccio con Vinícius Jr e l’interesse dell’Arsenal

L’imminente approdo di Yan Diomande al Bernabéu apre inevitabilmente a scenari di mercato clamorosi per l’attacco madrileno. Gli agenti del gioiello ivoriano sono infatti gli stessi che curano gli interessi di Vinícius Jr, il cui futuro al Real Madrid è finito improvvisamente al centro del dibattito.

Il contratto che lega l’esterno brasiliano ai Blancos scadrà il 30 giugno 2027. Le recenti difficoltà riscontrate nel raggiungere un accordo per il rinnovo — dovute anche all’impatto di un cospicuo bonus fedeltà oltre allo stipendio da 25 milioni di euro lordi — spingono Florentino Pérez a valutare una possibile cessione per evitare rischi a lungo termine. Su questo scenario si sono accesi i fari dell’Arsenal, che come riferito da The Athletic ha iniziato a vagliare una mossa ufficiale per il classe 2000. L’arrivo di Diomande mette così sempre più in bilico la permanenza di Vinícius in Spagna.

Leicester verso la cessione: King Power apre alla ricerca di investitori per rilancio del club

Il Leicester entra in fase di transizione: la proprietà King Power valuta la vendita e avvia la caccia a nuovi investitori

La favola Leicester sembra avviarsi al capitolo finale. A dieci anni dall’incredibile trionfo in Premier League, la proprietà thailandese delle Foxes sta valutando la possibilità di cedere il club. Secondo il Financial Times, il gruppo King Power avrebbe incaricato Citigroup di sondare il mercato e verificare l’interesse di potenziali acquirenti, segnale concreto di una riflessione ormai avanzata.

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Dalla Championship a Ranieri

King Power guida il Leicester dal 2010, quando il fondatore Vichai Srivaddhanaprabha rilevò una squadra di metà classifica in Championship. Da lì iniziò una scalata memorabile: promozione nel 2014, poi la stagione 2015/16, quella del miracolo firmato Claudio Ranieri, con la conquista del titolo contro ogni pronostico. Un successo che trasformò il club in fenomeno globale, seguito l’anno dopo dai quarti di Champions League.

La morte di Srivaddhanaprabha nel 2018 segnò profondamente la società. Il figlio Aiyawatt ne raccolse l’eredità, mantenendo inizialmente alto il livello competitivo: due quinti posti in Premier e la prima FA Cup della storia del club.

La crisi sportiva

Dopo la pandemia, però, la parabola si è invertita. Retrocessione nel 2023, immediata risalita, nuovo crollo nel 2025 e infine la discesa in League One, aggravata da una penalizzazione di sei punti per violazioni delle regole EFL sul contenimento delle perdite. Il bilancio 2024/25 ha registrato una perdita di 71,1 milioni di sterline, nonostante i ricavi della Premier. King Power ha convertito 124 milioni di finanziamenti in capitale, ma la situazione resta complessa.

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Il gruppo thailandese, già colpito dal calo dei flussi turistici post‑pandemia, ha dovuto rinegoziare concessioni con Airports of Thailand, riducendo la capacità di sostenere ulteriori investimenti nel club.

Un ciclo verso la chiusura

L’avvio del processo di vendita affidato a Citigroup indica che King Power sta valutando seriamente la fine di un ciclo iniziato nel 2010 e culminato con uno dei titoli più incredibili della storia del calcio inglese. Resta da capire chi raccoglierà l’eredità delle Foxes e quale futuro attende il club.

Italia, caos sulla panchina azzurra: il caso Pirlo può far tremare anche Maldini?

Pirlo, caos sulla panchina azzurra: Paolo Maldini pronto alle dimissioni se salta la nomina del nuovo ct?

La corsa di Andrea Pirlo verso la panchina della Nazionale italiana rischia di fermarsi prima ancora di cominciare. Le polemiche esplose nelle ultime ore attorno al suo legame con Fonbet, società russa di scommesse sportive di cui è stato global ambassador, hanno scatenato una tempesta politica e istituzionale che ha congelato la sua nomina. Il presidente della FIGC, Giovanni Malagò, chiamato a una delicatissima mediazione, ha infatti deciso di prendere tempo e approfondire la questione, frenando l’iter che avrebbe portato Pirlo a diventare il nuovo ct.

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La situazione è diventata rapidamente esplosiva: diversi esponenti politici hanno chiesto apertamente di non procedere con la scelta, sottolineando l’inopportunità di affidare la Nazionale a un tecnico legato commercialmente a un’azienda russa in un contesto geopolitico così sensibile. Le critiche hanno coinvolto anche altri aspetti, come la sua esperienza da allenatore, tra le altre.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Ma il vero terremoto potrebbe arrivare ai vertici del nuovo Club Italia, struttura appena nata dopo l’elezione di Malagò e la nomina di Paolo Maldini come direttore tecnico, affiancato da Leonardo come advisor. La scelta di Pirlo è stata proprio la loro: un profilo condiviso, comunicato al tecnico e già avviato verso la firma. Se l’operazione dovesse saltare per pressioni esterne, entrerebbe in gioco “l’autonomia di Maldini e Leonardo”, messa seriamente in discussione.

Uno scenario clamoroso, ma non impossibile: Maldini, figura centrale del nuovo progetto federale, potrebbe arrivare a rassegnare le dimissioni qualora la sua scelta venisse sconfessata. Una frattura che cambierebbe gli equilibri ai vertici della Nazionale, proprio nel momento in cui l’Italia sta cercando stabilità dopo anni difficili e tre mancate qualificazioni al Mondiale.

La panchina azzurra, oggi più che mai, è un campo minato.

Mondiale 2026 sotto osservazione: sette alert sulle scommesse ma la FIFA esclude le ipotesi di manipolazione

Caso scommesse al Mondiale 2026: sette segnalazioni dal Gruppo di Copenaghen, ma la FIFA ribadisce che non ci sono combine

Una nuova polemica attraversa il Mondiale 2026. Secondo quanto riportato da The Athletic, il Gruppo di Copenaghen – organismo indipendente che monitora l’integrità delle competizioni sportive – ha segnalato sette “allerta gialle” dopo aver analizzato i 104 incontri del torneo. Non si tratta di accuse formali, ma di indicatori di rischio che hanno spinto gli esperti a esaminare più da vicino alcuni episodi.

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Scommesse e flussi anomali

Tra i casi finiti sotto osservazione figura l’espulsione di Folarin Balogun nella partita tra Stati Uniti e Bosnia‑Erzegovina. Dopo il cartellino rosso, sarebbe stato aperto un mercato di previsione legato alla sua possibile presenza nella successiva gara contro il Belgio, un movimento considerato anomalo dagli analisti. Altri flussi sospetti sono stati rilevati su diverse partite del torneo, senza però evidenze di manipolazioni.

La posizione della FIFA

La FIFA ha respinto con decisione qualsiasi ipotesi di combine. Il gruppo incaricato di vigilare sull’integrità del Mondiale ha dichiarato di non aver riscontrato attività di scommesse sospette né indizi di manipolazione in alcuna partita. Anche il Gruppo di Copenaghen ha chiarito che le segnalazioni non costituiscono prove di illeciti, ma semplici alert statistici.

Gli esperti consultati da The Athletic hanno inoltre spiegato che alcune variazioni improvvise delle quote possono derivare da strategie di copertura finanziaria adottate dai bookmaker, e non necessariamente da comportamenti irregolari.

Celtic Milan, buona la prima di Amorim: Camarda brilla, Chukwueze ritrova slancio… – VIDEO di Alberto Petrosilli

Rimonta, idee e nuovi protagonisti: Camarda e Chukwueze guidano il primo Milan di Amorim – VIDEO di Alberto Petrosilli

Il 2-2 del Milan contro il Celtic è una classica amichevole estiva: il risultato conta relativamente, ma le indicazioni sì. La squadra di Ruben Amorim ha mostrato segnali incoraggianti, soprattutto grazie a una rimonta che evidenzia carattere e una crescente assimilazione dei nuovi principi di gioco. È presto per trarre conclusioni, ma alcune tendenze sono già visibili: tre aspetti molto positivi e tre punti critici da monitorare.

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Le tre cose migliori

Camarda si prende la scena: può essere davvero il vice Gonçalo Ramos

La serata è tutta di Francesco Camarda. La doppietta certifica una crescita evidente: fame, senso del gol, capacità di attaccare l’area con tempi perfetti. Due reti da centravanti vero, che mandano un messaggio diretto ad Amorim. Il tecnico, nel post‑gara, ha confermato di vedere Camarda come possibile vice di Gonçalo Ramos: una dichiarazione che cambia la prospettiva del classe 2008. Continuando così, il Milan potrebbe persino rinunciare a un nuovo acquisto in attacco.

Chukwueze rinato: il sistema di Amorim lo esalta

Tra le sorprese più piacevoli c’è Samuel Chukwueze. Nella ripresa il nigeriano ha cambiato passo: più coinvolto, più libero mentalmente, più efficace nell’uno contro uno. L’assist per il 2‑2 è solo la sintesi di una prestazione convincente. Nel calcio fluido di Amorim, fatto di scambi di posizione e ricerca della superiorità numerica, Chukwueze può diventare un’arma importante.

La riaggressione funziona: si vede già la mano di Amorim

Il Milan ha mostrato una riaggressione immediata dopo la perdita del possesso, uno dei principi cardine del nuovo allenatore. Pressione alta, linee corte, recupero rapido: concetti che richiedono tempo, ma già visibili. Se questa intensità verrà mantenuta anche contro avversari più forti, il Milan diventerà molto più difficile da affrontare.

Le tre note negative

Lo stop di Gila arriva nel momento peggiore

L’infortunio di Mario Gila è la nota stonata. Non sembra grave, ma ogni stop in preparazione rallenta l’assimilazione degli automatismi. Amorim sta costruendo un sistema nuovo: perdere anche pochi allenamenti pesa.

Costruzione dal basso: Tomori e Pavlovic soffrono

La filosofia è chiara: uscire palla a terra anche sotto pressione. Il problema? Tomori e Pavlovic non sono interpreti ideali. Fisicità e marcatura sì, ma gestione del pallone sotto pressione no. Diversi errori in impostazione hanno regalato possesso al Celtic. Non è solo questione di meccanismi: servono difensori più tecnici.

Loftus‑Cheek non trova una collocazione

Tra le delusioni, Ruben Loftus‑Cheek: poco coinvolto, lento nelle letture, fuori ritmo nella pressione. Nel sistema di Amorim servono dinamismo e rapidità decisionale: l’inglese continua a sembrare un corpo estraneo. Se la situazione non cambierà, il Milan dovrà valutare seriamente una cessione per liberare spazio a un profilo più funzionale.

Prime risposte incoraggianti

Le amichevoli non danno verdetti, ma indicazioni. Il Milan di Amorim prova già ad avere un’identità: pressing alto, riaggressione, intensità, possesso. La doppietta di Camarda, la crescita di Chukwueze e i principi tattici ben visibili sono segnali positivi. Gli errori in costruzione, lo stop di Gila e le difficoltà di Loftus‑Cheek ricordano che il percorso è appena iniziato.

La direzione, però, sembra chiara. Ora serviranno tempo, pazienza e qualche intervento mirato per trasformare queste prime impressioni in certezze.

Paredes svela: «Messi? Penso che avesse già deciso che quella sarebbe stata la sua ultima partita con l’Argentina»

Paredes: «Messi? Penso che avesse già deciso che la finale sarebbe stata la sua ultima partita con l’Argentina»

Leandro Paredes ha scosso il mondo del calcio con una rivelazione destinata a segnare un’epoca: secondo il centrocampista, Lionel Messi avrebbe confidato di considerare la finale dei Mondiali 2026 come il suo addio ufficiale alla Nazionale argentina. Una confessione arrivata dopo la dolorosa sconfitta contro la Spagna, che aveva lasciato il capitano in lacrime e immerso in un profondo stato emotivo.

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La delusione

Le parole di Paredes hanno amplificato la delusione in patria. Tornato al Boca Juniors, il centrocampista ha raccontato che l’otto volte Pallone d’Oro si era già preparato a salutare la Selección dopo quella partita. Un epilogo che molti tifosi temevano e che ora appare più concreto.

Il ritiro

Paredes ha descritto un clima carico di emozioni nel ritiro argentino, parlando poco dopo il suo assist decisivo contro l’O’Higgins in Copa Sudamericana. Nel post‑gara, ha spiegato: “Fa male perché, come abbiamo detto durante tutta la Coppa del Mondo, non volevamo che arrivasse l’ultima partita” “Penso che avesse già deciso che quella sarebbe stata la sua ultima partita con la nazionale”.

Nonostante tutto, Paredes ha espresso la speranza che Messi possa ripensarci: “Io spero di no, spero che continui a giocare. Ma deciderà lui. Se è felice lui, lo siamo anche noi”.

Il futuro di Paredes

La sconfitta non ha scosso solo Messi. Anche Paredes ha ammesso di essere in fase di riflessione, lasciando intendere che la Selección potrebbe presto affrontare un ricambio generazionale: “Cosa farò io? Non lo so, è un lungo processo. Dobbiamo metabolizzare, riflettere e non prendere decisioni affrettate”.


Cos’è Fonbet e chi lo controlla: il bookmaker russo al centro del caso che può far saltare Pirlo ct

Chi c’è dietro Fonbet, il colosso del betting russo che complica la nomina di Pirlo: storia, proprietà e intrecci internazionali

Il caso che sta mettendo in discussione la nomina di Andrea Pirlo come nuovo commissario tecnico della Nazionale ha acceso i riflettori su un marchio molto noto in Russia ma quasi sconosciuto al pubblico occidentale: Fonbet. L’ex centrocampista è diventato global ambassador dell’operatore nell’ottobre 2025, pochi mesi dopo l’arrivo allo United FC di Dubai, club che rappresenta uno snodo fondamentale nella rete di rapporti che lega Pirlo al bookmaker.

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Cos’è Fonbet e chi la controlla

Fondata a Mosca nel 1994, Fonbet è uno dei bookmaker più longevi e dominanti del mercato russo. Opera tramite piattaforme digitali, app e una vasta rete di punti fisici, offrendo scommesse su calcio, hockey, basket, tennis e altre discipline. Oltre alle puntate, propone statistiche, risultati live, contenuti editoriali e streaming, costruendo un vero ecosistema sportivo.

L’attività è gestita da Fonkor LLC, controllata al 100% dalla società per azioni Clear Center, con sede nella regione di Mosca. Il capitale sociale supera 1,2 miliardi di rubli. La figura operativa più rilevante è Valentin Golovanov, indicato come managing shareholder e volto pubblico del gruppo. Negli anni Fonbet ha attraversato diversi passaggi proprietari, alimentando interrogativi sulla reale distribuzione degli interessi economici.

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Il peso economico e sportivo del marchio

Fonbet è un colosso: nel 2025 ha registrato ricavi per oltre 8 miliardi di euro, confermandosi ai vertici del betting russo. È title sponsor della Coppa di Russia e della KHL, oltre a sostenere club, federazioni e atleti. Prima della guerra aveva tentato di espandersi anche all’estero, diventando partner del Milan per il mercato russo.

Il nodo Pirlo

Il nome di Fonbet è entrato nel dibattito italiano perché Pirlo, ambassador dal 2025, ha partecipato a eventi promozionali in Russia anche durante fasi delicate del conflitto in Ucraina.

La questione ora pesa sulla panchina azzurra e potrebbe influenzare la decisione finale della FIGC.

Lecce, caso Banda sempre più delicato. Trinchera duro: «Dire che siamo delusi è poco, pagherà le conseguenze»

Il responsabile dell’area tecnica del Lecce, Stefano Trinchera, è intervenuto sullo spinoso caso legato a Lameck Banda, il quale non si è presentato in ritiro

A meno di una settimana dalla conclusione del ritiro precampionato in Austria, il nuovo Responsabile dell’Area Tecnica del Lecce, Stefano Trinchera, ha fatto il punto sul momento del club giallorosso. Intervistato dal Nuovo Quotidiano di Puglia, il dirigente ha affrontato diversi temi centrali: dal mercato in entrata ancora bloccato alla situazione legata a Lameck Banda, passando per i possibili movimenti in uscita e il futuro di Wladimiro Falcone e Tiago Gabriel.

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Il messaggio principale è chiaro: il Lecce non vuole farsi prendere dalla fretta. La società sa dove intervenire e intende muoversi soltanto su profili realmente funzionali al progetto tecnico di Eusebio Di Francesco.

Lecce mercato, Trinchera invita alla pazienza

MERCATO – «Preoccupato? Per niente. Non nascondo che ognuno di noi vorrebbe fare tutto e subito, poi però bisogna fare i conti con la realtà. In questa fase storica del calcio italiano il mercato è diventato molto complicato per tutti, dalle big ai club più piccoli. Basta guardarsi intorno per accorgersi che, al netto di due, forse tre società che hanno fatto diversi movimenti in entrata, tutte le altre sono praticamente ferme.

Le cause? Ci sono dei campionati stranieri, su tutti la Premier League, che hanno alterato il mercato, di conseguenza nessun club è disposto a spendere cifre che, in questa fase della campagna trasferimenti, sembrano sproporzionate rispetto al reale valore di mercato di ogni calciatore. Anche le società più importanti preferiscono aspettare il momento giusto per sferrare il colpo, quindi è solo questione di tempo.

Dove intervenire? Disponiamo già di una base molto solida e sicuramente è un punto di partenza importante, dovremo essere bravi a mettere a disposizione del mister solo calciatori funzionali al suo modo di giocare, altrimenti rischiamo di fare soltanto confusione, sia nei ruoli, che nelle caratteristiche dei calciatori che porteremo in organico entro la fine della campagna trasferimenti estiva. Abbiamo degli obbiettivi ben precisi e al momento giusto affonderemo i colpi, ma ci vuole pazienza. Il tempo è prezioso per tutti, questo lo sappiamo molto bene, però non siamo disposti a riempire la rosa con giocatori che non sono funzionali al progetto tecnico dell’allenatore pur di accontentare la piazza. Significherebbe fare un danno tecnico ed economico e non ce lo possiamo permettere.

Per il primo acquisto ogni giorno può essere quello giusto, il mercato è così. Vorrei far presente che il disagio di fare il ritiro con gli stessi calciatori della stagione precedente riguarda un po’ tutti i club italiani, non solo il Lecce. Basta vedere cosa accade negli altri ritiri delle squadre di A. È importante che i nostri tifosi sappiamo che il Lecce è sul pezzo e sa chi vuole prendere, i frutti del lavoro che stiamo portando avanti da tempo si vedranno presto».

Parole nette, con cui Trinchera ha voluto chiarire la strategia del club. Il Lecce non intende intervenire solo per aumentare numericamente la rosa, ma vuole scegliere calciatori coerenti con le idee dell’allenatore e sostenibili dal punto di vista economico.

Lecce mercato, il punto su Tiago Gabriel e Falcone

Il dirigente giallorosso si è poi soffermato anche sui possibili movimenti in uscita. Al momento, per Tiago Gabriel non sarebbero arrivate offerte ufficiali, mentre intorno a Falcone regnerebbe il silenzio.

USCITE – «Non abbiamo ricevuto offerte ufficiali per Tiago, posso dire però che il ragazzo è attenzionato in giro per il mondo, soprattutto nei principali campionati europei. È stato fatto qualche sondaggio ma nulla di più, se dovesse arrivare un’offerta vantaggiosa per lui e pure per la società posso assicurare che sarà valutata nella giusta maniera. Del resto, il Lecce ha sempre fatto così. Falcone? Fin qui, silenzio assoluto. Nel suo caso devo ammettere che non ci sono stati nemmeno sondaggi, conosciamo il valore di Wladimiro, è tra i migliori portieri della Serie A e ce lo teniamo stretto, oltre ad essere il capitano è anche il simbolo del Lecce».

La posizione del club appare dunque chiara: Tiago Gabriel può essere valutato soltanto davanti a una proposta importante, mentre Falcone resta un punto fermo, sia per valore tecnico sia per peso nello spogliatoio.

Lecce mercato, Trinchera duro sul caso Banda

Uno dei passaggi più delicati riguarda Lameck Banda, la cui situazione continua a creare tensione all’interno dell’ambiente giallorosso. Trinchera ha spiegato che il club non riceve notizie dal giocatore da diversi giorni e che la società andrà avanti sulla linea già comunicata ufficialmente.

BANDA – «Di Banda purtroppo non abbiamo più notizie da giorni, la società ha scelto una strada, comunicata attraverso una nota ufficiale, e la percorrerà fino in fondo. Continuiamo a convocare Banda per le visite mediche senza però ricevere risposta, vedremo fino a quando si andrà avanti così. È certo però che il ragazzo pagherà le conseguenze del suo comportamento, dire che siamo delusi è poco. Siamo sempre stati molto disponibili nei confronti di Lameck, anche in alcune vicende personali lo abbiamo sempre sostenuto, anche per questo motivo il suo comportamento ha colto tutti di sorpresa».

Un messaggio severo, che conferma la frattura tra il Lecce e il calciatore. La società si aspettava un atteggiamento diverso da parte di Banda, anche alla luce del sostegno garantito negli anni.

Lecce mercato, messaggio ai tifosi per il futuro

In chiusura, Trinchera ha voluto rivolgere un pensiero alla tifoseria giallorossa. L’obiettivo del Lecce resta quello di costruire una rosa competitiva per raggiungere la quinta salvezza consecutiva in Serie A.

TIFOSI – «I tifosi rappresentano una componente fondamentale della squadra giallorossa, colgo dunque l’occasione per invitare tutti ad essere ottimisti, così come lo siamo tutti noi. A fine campagna trasferimenti consegneremo a mister Di Francesco un organico all’altezza della situazione ed in grado di lottare per il raggiungimento della quinta salvezza consecutiva in massima serie».

Il messaggio è di fiducia, ma anche di realismo. Il Lecce lavora sul mercato senza fretta, con l’obiettivo di rinforzare la squadra senza compromettere equilibrio tecnico ed economico.

Pirlo prossimo ct dell’Italia? Oddo lo difende: «Su di lui ci sono preconcetti»

Massimo Oddo risponde alle critiche rivolte in questi giorni ad Andrea Pirlo dopo la notizia del suo imminente arrivo come ct dell’Italia

Massimo Oddo prende posizione e difende Andrea Pirlo. Intervenuto a La Stampa per commentare il dibattito attorno alla possibile nomina dell’ex centrocampista come prossimo CT della Nazionale, l’ex difensore ha voluto respingere le critiche sul percorso in panchina del suo ex compagno di squadra.

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Oddo, che con Pirlo ha condiviso successi pesantissimi come la Champions League e il Mondiale, non considera corretto il racconto di una carriera da allenatore fallimentare. Al contrario, ha ricordato i risultati ottenuti tra Juventus, Turchia ed Emirati Arabi, sottolineando come il giudizio nei confronti dell’ex regista sia spesso condizionato da preconcetti.

Pirlo Italia, Oddo respinge i dubbi sulla carriera

PRECONCETTI – «Su di lui ci sono preconcetti: mi da fastidio quando si dice che non ha avuto una buona carriera da allenatore. Con la Juve ha vinto due titoli ed ha centrato la Champions, in Turchia ha portato un club neopromossa al settimo posto, negli Emirati Arabi ha condotto lo United Fc alla prima promozione nella massima serie della sua storia. Non mi sembra un rendimento tanto fallimentare».

Parole nette, che arrivano in un momento delicato per il futuro della Nazionale italiana. La candidatura di Pirlo continua a dividere, ma per Oddo il suo percorso merita una valutazione più equilibrata.

Pirlo Italia, la scelta di Maldini secondo Oddo

L’ex difensore ha poi spiegato come l’eventuale nomina di Pirlo debba essere letta dentro un progetto più ampio, legato anche al ruolo di Paolo Maldini nella nuova costruzione tecnica azzurra.

PROGETTO – «La nomina di Andrea rientra in una costruzione generale più ampia. È importante che Maldini abbia fatto questa scelta credendo molto in Andrea. Una decisione molto bella perché è stata presa senza cedere ai dubbi dell’opinione pubblica. Nessun calcolo politico da parte di Paolo, ma la voglia di mettersi in gioco».

Pirlo Italia, il confronto con Guardiola

Oddo ha infine escluso che i contatti precedenti con altri allenatori, compreso Guardiola, possano pesare sulla candidatura di Pirlo.

CANDIDATURA – «Non credo proprio che sia un problema. È normale che, prima di individuare l’allenatore più importante d’Italia, si facciano dei colloqui con altri tecnici».

Per Oddo, dunque, Pirlo resta una scelta credibile per guidare l’Italia, soprattutto se inserita in un progetto tecnico solido e condiviso.

De Laurentiis punge la Val di Sole e applaude Allegri: «Noi siamo il Napoli, possiamo anche farne a meno»

Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis tra Allegri, tifosi e futuro del ritiro a Dimaro: le sue dichiarazioni

Aurelio De Laurentiis torna a parlare del presente e del futuro del Napoli. Intervenuto ai microfoni di Televomero, il presidente azzurro ha toccato diversi temi: dall’entusiasmo per Massimiliano Allegri al rapporto con i tifosi più giovani, fino al futuro del ritiro di Dimaro in Val di Sole.

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Il patron partenopeo ha sottolineato il valore del nuovo allenatore, arrivato per guidare un progetto ambizioso e rilanciare il Napoli ai massimi livelli. Parole di stima per un tecnico che porta con sé esperienza, titoli e un percorso internazionale importante.

Napoli, De Laurentiis esalta Allegri

ALLEGRI – «L’entusiasmo per Allegri era anche ovvio – riporta TuttoNapoli.net – parliamo di un allenatore che ha vinto sei scudetti e giocato due finali di Champions League. Poi il divertimento partenopeo non finisce mai, gli hanno cantato anche ‘chi non salta juventino è’. Lui si è molto divertito. Prima di andare alla Juventus con Pirlo portò uno scudetto al Milan. Noi dobbiamo partire da lì e da quel famoso 4-3-3. E da due finali di Champions».

Per De Laurentiis, dunque, il Napoli deve ripartire dalle certezze di Allegri: mentalità vincente, esperienza nella gestione dei grandi gruppi e capacità di competere anche in Champions League. Il riferimento al 4-3-3 indica anche una possibile direzione tecnica sulla quale costruire la nuova squadra.

Napoli, il ruolo dei bambini e il legame con il futuro

Il presidente azzurro ha poi parlato dei tanti bambini presenti attorno alla squadra, sottolineando l’importanza delle nuove generazioni nel percorso del club.

BAMBINI E TIFOSI – «I bambini sono i tifosi del futuro. Devono seguire la volontà del Papa, non del papà! Del resto, il Papa ci ha anche ricevuto. Siamo stati i primi in assoluto a fare la visita papale. Tant’è che loro in maniera molto divertita dissero che era una prova generale dalla quale apprendere su come fare le prossime. E infatti dopo sono tornati altri, anche extra-calcio».

Un passaggio nel quale De Laurentiis ha ribadito il valore identitario del Napoli, soffermandosi anche sul recente incontro con il Papa, letto come un momento significativo per la società.

Napoli, De Laurentiis punge Dimaro e la Val di Sole

La parte più forte dell’intervento riguarda però Dimaro e il rapporto con la Val di Sole. Il presidente non ha escluso riflessioni future sulla sede del ritiro, lasciando intendere che il Napoli valuterà con attenzione il prosieguo del rapporto.

DIMARO E VAL DI SOLE – «Oasi ideale? Questo lo vedremo. Noi non siamo molto amati qui in Val di Sole. Ci sono i pro e i contro, a un certo punto ce ne faremo una ragione e prenderemo le decisioni del caso. Anche perché in tutti questi anni abbiamo avuto talmente tante richieste rispedite al mittente, per essere dei fedelissimi. Ma visto che a un certo punto la moglie trentina vorrebbe metterci le corna, ne prendiamo atto e pazienza, ce ne faremo una ragione. Noi siamo il Napoli, possiamo anche farne a meno».

Parole nette, destinate a far discutere. Il futuro del ritiro azzurro in Trentino non appare più scontato: De Laurentiis osserva, valuta e rivendica il peso del Napoli.

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