Pagina 41 – Calcio News 24

Pirlo prossimo ct dell’Italia? Oddo lo difende: «Su di lui ci sono preconcetti»

Massimo Oddo risponde alle critiche rivolte in questi giorni ad Andrea Pirlo dopo la notizia del suo imminente arrivo come ct dell’Italia

Massimo Oddo prende posizione e difende Andrea Pirlo. Intervenuto a La Stampa per commentare il dibattito attorno alla possibile nomina dell’ex centrocampista come prossimo CT della Nazionale, l’ex difensore ha voluto respingere le critiche sul percorso in panchina del suo ex compagno di squadra.

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Oddo, che con Pirlo ha condiviso successi pesantissimi come la Champions League e il Mondiale, non considera corretto il racconto di una carriera da allenatore fallimentare. Al contrario, ha ricordato i risultati ottenuti tra Juventus, Turchia ed Emirati Arabi, sottolineando come il giudizio nei confronti dell’ex regista sia spesso condizionato da preconcetti.

Pirlo Italia, Oddo respinge i dubbi sulla carriera

PRECONCETTI – «Su di lui ci sono preconcetti: mi da fastidio quando si dice che non ha avuto una buona carriera da allenatore. Con la Juve ha vinto due titoli ed ha centrato la Champions, in Turchia ha portato un club neopromossa al settimo posto, negli Emirati Arabi ha condotto lo United Fc alla prima promozione nella massima serie della sua storia. Non mi sembra un rendimento tanto fallimentare».

Parole nette, che arrivano in un momento delicato per il futuro della Nazionale italiana. La candidatura di Pirlo continua a dividere, ma per Oddo il suo percorso merita una valutazione più equilibrata.

Pirlo Italia, la scelta di Maldini secondo Oddo

L’ex difensore ha poi spiegato come l’eventuale nomina di Pirlo debba essere letta dentro un progetto più ampio, legato anche al ruolo di Paolo Maldini nella nuova costruzione tecnica azzurra.

PROGETTO – «La nomina di Andrea rientra in una costruzione generale più ampia. È importante che Maldini abbia fatto questa scelta credendo molto in Andrea. Una decisione molto bella perché è stata presa senza cedere ai dubbi dell’opinione pubblica. Nessun calcolo politico da parte di Paolo, ma la voglia di mettersi in gioco».

Pirlo Italia, il confronto con Guardiola

Oddo ha infine escluso che i contatti precedenti con altri allenatori, compreso Guardiola, possano pesare sulla candidatura di Pirlo.

CANDIDATURA – «Non credo proprio che sia un problema. È normale che, prima di individuare l’allenatore più importante d’Italia, si facciano dei colloqui con altri tecnici».

Per Oddo, dunque, Pirlo resta una scelta credibile per guidare l’Italia, soprattutto se inserita in un progetto tecnico solido e condiviso.

De Laurentiis punge la Val di Sole e applaude Allegri: «Noi siamo il Napoli, possiamo anche farne a meno»

Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis tra Allegri, tifosi e futuro del ritiro a Dimaro: le sue dichiarazioni

Aurelio De Laurentiis torna a parlare del presente e del futuro del Napoli. Intervenuto ai microfoni di Televomero, il presidente azzurro ha toccato diversi temi: dall’entusiasmo per Massimiliano Allegri al rapporto con i tifosi più giovani, fino al futuro del ritiro di Dimaro in Val di Sole.

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Il patron partenopeo ha sottolineato il valore del nuovo allenatore, arrivato per guidare un progetto ambizioso e rilanciare il Napoli ai massimi livelli. Parole di stima per un tecnico che porta con sé esperienza, titoli e un percorso internazionale importante.

Napoli, De Laurentiis esalta Allegri

ALLEGRI – «L’entusiasmo per Allegri era anche ovvio – riporta TuttoNapoli.net – parliamo di un allenatore che ha vinto sei scudetti e giocato due finali di Champions League. Poi il divertimento partenopeo non finisce mai, gli hanno cantato anche ‘chi non salta juventino è’. Lui si è molto divertito. Prima di andare alla Juventus con Pirlo portò uno scudetto al Milan. Noi dobbiamo partire da lì e da quel famoso 4-3-3. E da due finali di Champions».

Per De Laurentiis, dunque, il Napoli deve ripartire dalle certezze di Allegri: mentalità vincente, esperienza nella gestione dei grandi gruppi e capacità di competere anche in Champions League. Il riferimento al 4-3-3 indica anche una possibile direzione tecnica sulla quale costruire la nuova squadra.

Napoli, il ruolo dei bambini e il legame con il futuro

Il presidente azzurro ha poi parlato dei tanti bambini presenti attorno alla squadra, sottolineando l’importanza delle nuove generazioni nel percorso del club.

BAMBINI E TIFOSI – «I bambini sono i tifosi del futuro. Devono seguire la volontà del Papa, non del papà! Del resto, il Papa ci ha anche ricevuto. Siamo stati i primi in assoluto a fare la visita papale. Tant’è che loro in maniera molto divertita dissero che era una prova generale dalla quale apprendere su come fare le prossime. E infatti dopo sono tornati altri, anche extra-calcio».

Un passaggio nel quale De Laurentiis ha ribadito il valore identitario del Napoli, soffermandosi anche sul recente incontro con il Papa, letto come un momento significativo per la società.

Napoli, De Laurentiis punge Dimaro e la Val di Sole

La parte più forte dell’intervento riguarda però Dimaro e il rapporto con la Val di Sole. Il presidente non ha escluso riflessioni future sulla sede del ritiro, lasciando intendere che il Napoli valuterà con attenzione il prosieguo del rapporto.

DIMARO E VAL DI SOLE – «Oasi ideale? Questo lo vedremo. Noi non siamo molto amati qui in Val di Sole. Ci sono i pro e i contro, a un certo punto ce ne faremo una ragione e prenderemo le decisioni del caso. Anche perché in tutti questi anni abbiamo avuto talmente tante richieste rispedite al mittente, per essere dei fedelissimi. Ma visto che a un certo punto la moglie trentina vorrebbe metterci le corna, ne prendiamo atto e pazienza, ce ne faremo una ragione. Noi siamo il Napoli, possiamo anche farne a meno».

Parole nette, destinate a far discutere. Il futuro del ritiro azzurro in Trentino non appare più scontato: De Laurentiis osserva, valuta e rivendica il peso del Napoli.

Napoli, Lucca torna in campo a Dimaro: primi progressi dopo l’infortunio

Napoli, segnali positivi dal recupero di Lucca dall’infortunio: novità importanti dal ritiro di Dimaro per Allegri

Il Napoli ritrova un primo sorriso sul fronte Lorenzo Lucca. A quattro giorni dall’infortunio rimediato durante l’amichevole contro l’Arezzo, l’attaccante azzurro ha ripreso a lavorare sul terreno di gioco nel ritiro di Dimaro, mostrando segnali incoraggianti nel percorso di recupero.

Come riferito da TMW, il centravanti ha svolto una parte di lavoro personalizzato durante la seduta mattutina. Non si tratta ancora del ritorno in gruppo, ma il fatto che Lucca sia tornato a correre sul campo rappresenta un passaggio importante dopo lo stop accusato nei giorni scorsi.

Napoli, Lucca svolge lavoro personalizzato

Nel corso dell’allenamento, Lucca ha effettuato alcuni giri di campo seguendo il programma predisposto dallo staff medico e atletico del Napoli. Un lavoro controllato, utile per valutare le risposte fisiche dell’attaccante e capire come proseguire nei prossimi giorni.

La gestione resterà prudente, anche perché il club non vuole forzare i tempi in questa fase della preparazione. L’obiettivo è permettere al giocatore di recuperare completamente prima del reinserimento nelle esercitazioni con il resto della squadra.

Napoli, Allegri monitora il rientro dell’attaccante

Il recupero di Lorenzo Lucca è una notizia importante anche per Massimiliano Allegri, che in questa fase del ritiro sta valutando l’intero organico e le possibili soluzioni offensive. L’attaccante resta un profilo utile per caratteristiche fisiche, presenza in area e capacità di dare profondità al reparto.

Il suo stop aveva creato qualche preoccupazione, anche perché il Napoli sta vivendo giorni intensi tra campo e mercato. Ora, però, i primi segnali sono positivi e lasciano filtrare ottimismo.

Napoli, rientro previsto nei prossimi giorni

I tempi esatti per il ritorno in gruppo saranno valutati giorno dopo giorno. Lo staff azzurro continuerà a monitorare l’evoluzione del problema fisico, evitando rischi inutili.

Secondo quanto emerso dalle parole del direttore sportivo Giovanni Manna, Lucca dovrebbe tornare abile e arruolabile entro una decina di giorni. Una prospettiva che consente al Napoli di guardare con maggiore fiducia alla prosecuzione del ritiro di Dimaro.

Mercato Roma, asse con il Manchester United: Koné piace ai Red Devils, Rashford pista complicata

Mercato Roma, attenzione all’intreccio con il Manchester United: i Red Devils vogliono Manu Koné, i giallorossi possono sperare in Rashford?

Si apre un possibile asse di mercato tra Roma e Manchester United. Da una parte ci sono i giallorossi di Gian Piero Gasperini, ancora alla ricerca di un esterno offensivo per completare il reparto avanzato. Dall’altra i Red Devils di Michael Carrick, interessati a rinforzare il centrocampo con un profilo diverso da quelli già presenti in rosa.

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Secondo quanto riportato da Matteo Moretto sul canale YouTube italiano di Fabrizio Romano, i nomi coinvolti in questo intreccio sono due: Manu Koné e Marcus Rashford. Situazioni differenti, ma entrambe destinate a far discutere nelle prossime settimane di mercato.

Mercato Roma, il Manchester United segue Manu Koné

Il profilo più concreto riguarda Manu Koné. Il centrocampista francese della Roma sarebbe entrato nella lista del Manchester United, che sta valutando diversi nomi per rinforzare la mediana.

Koné arriva da una stagione positiva nella Capitale e da un Mondiale in cui ha saputo mettersi in evidenza. Le sue caratteristiche fisiche, tecniche e dinamiche lo rendono un profilo interessante per il calcio inglese, soprattutto per un club alla ricerca di forza, intensità e capacità di coprire ampie zone del campo.

Al momento, però, non esiste ancora una trattativa avanzata tra le parti. Il Manchester United starebbe analizzando l’operazione sotto ogni aspetto, sia dal punto di vista tecnico sia da quello economico, prima di decidere se affondare il colpo.

Mercato Roma, Rashford resta fuori budget

Nell’altro senso, il nome accostato alla Roma è quello di Marcus Rashford. Sempre secondo Moretto, ci sarebbero stati contatti indiretti attraverso alcuni intermediari per capire i margini di una possibile operazione.

La pista, però, appare estremamente complicata. I costi dell’attaccante inglese sono considerati praticamente fuori portata per la società giallorossa. Inoltre, Rashford, rientrato al Manchester United dopo il mancato riscatto da parte del Barcellona, non avrebbe aperto al momento a un trasferimento in Italia.

Mercato Roma, due piste da monitorare

Il Manchester United deve ancora decidere se trattenere Rashford o lasciarlo partire nuovamente, mentre la Roma continua a valutare profili sostenibili per l’attacco.

L’asse tra Capitale e Manchester resta dunque da monitorare, ma con due scenari molto diversi: Koné è un nome reale nelle valutazioni dei Red Devils, mentre Rashford oggi resta una suggestione difficile da trasformare in trattativa concreta.

Pirlo-Maldini, nuova grana per Malagò: il nodo dei figli legati alle agenzie

Non solo il caso betting russa, il legale dei figli di Pirlo e Maldini con i procuratori può complicare tutto ancor di più: la situazione

Sono ore delicate per Giovanni Malagò, neo presidente della Federcalcio italiana. La possibile nomina di Andrea Pirlo come nuovo commissario tecnico dell’Italia continua a essere accompagnata da polemiche e interrogativi. Dopo il caso legato al contratto di sponsorizzazione con la società russa di scommesse Fonbet e i viaggi a Mosca dell’ex centrocampista, emerge ora un nuovo tema di opportunità.

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Secondo quanto ricostruito dal Corriere della Sera, in caso di effettiva nomina di Pirlo potrebbe aprirsi un’altra ondata di proteste legata ai ruoli professionali dei figli del tecnico bresciano e del direttore tecnico Paolo Maldini.

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Pirlo ct Italia, il ruolo di Nicolò Pirlo e Christian Maldini

Il nodo riguarda Nicolò Pirlo e Christian Maldini, figli primogeniti rispettivamente di Andrea Pirlo e Paolo Maldini. Il primo si occupa di intermediazione e scouting per You First, agenzia che tra i propri assistiti ha anche Luis De La Fuente, ct campione del mondo con la Spagna.

Il secondo collabora invece con la GR Sports di Giuseppe Riso, procuratore che rappresenta diversi calciatori, tra cui anche Daniel Maldini, altro figlio dell’ex capitano del Milan. Formalmente, però, né Nicolò né Christian risultano attualmente iscritti all’albo dei procuratori.

FIGC, Malagò tra Pirlo e il tema del conflitto d’interessi

La questione, più che giuridica, viene letta soprattutto sul piano dell’opportunità. I più critici temono possibili conflitti d’interesse nel caso in cui Pirlo diventasse ct dell’Italia e Maldini mantenesse un ruolo centrale nella direzione tecnica del progetto azzurro.

Il precedente richiamato è quello del 2016, quando l’allora presidente federale Carlo Tavecchio pensò a Marcello Lippi come direttore tecnico della Nazionale per affiancare il lavoro del commissario tecnico Gian Piero Ventura. L’ipotesi tramontò dopo le osservazioni sul possibile conflitto legato all’attività da procuratore del figlio dell’ex ct, Davide Lippi.

Pirlo ct Italia, firma fino al 2030 ancora da formalizzare

Nel frattempo Pirlo, oggi impegnato con lo United FC nell’amichevole in Austria contro il Salisburgo, resta in attesa di un nuovo contatto con la FIGC per formalizzare l’accordo. Sul tavolo ci sarebbe un contratto fino al 2030 da circa 1,5 milioni di euro a stagione.

La candidatura resta forte, ma il clima attorno alla scelta si fa sempre più complesso. Dopo Fonbet, il tema dei legami familiari con il mondo degli agenti aggiunge un nuovo dossier sul tavolo di Malagò.

Italia, sei ancora in tempo: perché Silvio Baldini può essere l’uomo giusto per la rinascita azzurra

Baldini, l’occasione che l’Italia non deve perdere: perché può essere il CT giusto per ricostruire davvero la Nazionale

L’Italia calcistica è davanti a un bivio: dopo anni difficili, eliminazioni pesanti e un’identità smarrita, serve una guida capace di ricostruire dalle fondamenta. E tra i nomi che circolano, quello di Silvio Baldini merita più attenzione di quanto si creda. Non per moda, non per nostalgia: ma per merito, lavoro sul campo e una filosofia che parla direttamente al futuro del calcio italiano.

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Baldini, oggi CT dell’Under 21, è stato chiamato ad interim sulla panchina della Nazionale maggiore nell’aprile 2026, dopo le dimissioni di Gattuso. In quelle due partite amichevoli – contro Lussemburgo e Grecia – ha mostrato esattamente ciò che serve all’Italia: coraggio, trasparenza, fiducia nei giovani. Ha convocato gran parte del suo gruppo U21, integrando solo Donnarumma e Pio Esposito, perché crede che la rinascita passi da lì: dai ragazzi che stanno riportando entusiasmo e risultati nelle selezioni giovanili .

La sua carriera parla chiaro: promozioni conquistate sul campo, la Panchina d’Oro per la Serie C, la capacità di trasformare squadre e ambienti – da Empoli a Palermo, fino al recente lavoro con il Pescara, riportato in Serie B nel 2025 . Baldini è un tecnico che vede i giocatori con il cuore, come ha dichiarato alla FIGC: cerca motivazione, valori, identità prima ancora della tecnica. E questo, oggi, è esattamente ciò che manca alla Nazionale .

Non è un uomo da compromessi, non è un allenatore da passerella. È uno che parla chiaro, che denuncia dirigenti “lestofanti” quando serve, che pretende regole e principi per costruire un gruppo vero .

L’Italia ha bisogno di una ricostruzione profonda. Silvio Baldini potrebbe essere davvero l’uomo giusto per ripartire una volta per tutte.

Neymar trascina il Santos con una doppietta: in tribuna c’è anche Leao

Neymar salva il Santos con una doppietta nella notte brasiliana: sugli spalti, a sorpresa, Rafa Leao applaude il suo idolo

Nella notte brasiliana il Santos si ferma sul 2‑2 contro il Chapecoense, ma il protagonista è ancora una volta uno solo: Neymar. Rientrato dal Mondiale con il Brasile, l’attaccante ha evitato la sconfitta ai suoi con una doppietta decisiva, confermando immediatamente il suo peso specifico nella squadra. Appena venti giorni fa era in campo contro la Norvegia, oggi trascina il Santos con due gol che cambiano la partita.

A sorpresa, sugli spalti c’era anche Rafa Leão. L’attaccante del Milan ha scelto il Brasile per l’ultima parte delle vacanze e non ha voluto perdere l’occasione di vedere dal vivo il suo idolo di sempre. La sua presenza non è passata inosservata.

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Neymar show, Leão applaude

Schierato titolare, Neymar ha aperto la serata con una giocata delle sue: dribbling in area e destro preciso nell’angolo per l’1‑0. In tribuna, Leão è stato tra i primi a esultare, visibilmente emozionato. Il Santos però non è riuscito a gestire il vantaggio e il Chapecoense ha ribaltato il risultato. A quel punto è servito ancora il numero 10: rigore trasformato con freddezza e pareggio finale.

Un’amichevole estiva, certo, ma con una scena iconica: Neymar decisivo in campo, Leão che lo applaude dagli spalti. Due talenti, una notte brasiliana, un legame che continua.

E il futuro di Leao?

Il futuro di Leão ruota attorno al Milan, che vuole blindarlo come uomo‑simbolo del nuovo ciclo. L’attaccante valuta il progetto tecnico e le ambizioni europee: resterà se la squadra crescerà. Altrimenti, le big della Premier e del PSG restano pronte a inserirsi.

Se Pirlo dovesse saltare: Conte l’opzione più forte, Mancini la via economica, e spunta una terza strada

Crisi sulla panchina azzurra: se salta Pirlo, Conte e Mancini restano in corsa… con una terza opzione sullo sfondo

La panchina della Nazionale resta un terreno bollente. La nomina di Andrea Pirlo, data per certa fino a poche ore fa, è stata improvvisamente rimessa in discussione dal caso legato allo sponsor. È probabile che nulla cambi, ma l’ipotesi di un ribaltone non può essere esclusa del tutto.

E se il progetto Pirlo dovesse davvero saltare, la Federazione si troverebbe davanti a una scelta immediata e delicatissima: individuare un nuovo ct con urgenza assoluta. Dopo i tentativi, vani, di arrivare a Guardiola e Ancelotti, tornerebbero in corsa i due candidati della prima ora: Antonio Conte e Roberto Mancini, protagonisti di un lungo testa a testa fino alla nomina di Paolo Maldini come direttore tecnico, giorno in cui le gerarchie sono cambiate.

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Roberto Mancini

Il rapporto personale tra Mancini e il presidente Malagò è solido, ma non decisivo. L’ex ct campione d’Europa ha accarezzato a lungo l’idea di tornare in panchina, pur con la macchia dell’addio all’Italia per l’Arabia, scelta che nel sistema calcio non tutti hanno dimenticato. Avrebbe accettato un quadriennale da circa due milioni a stagione.

Antonio Conte

Il discorso Conte è più complesso. L’incarico di ct lo affascina, ma non è mai stato contattato formalmente e ha ricevuto offerte importanti dall’Arabia Saudita. Le cifre non sarebbero un ostacolo: la Serie A lo sostiene e un punto d’incontro si troverebbe. Anche per lui l’orizzonte sarebbe quadriennale, nonostante qualcuno ritenga che la sua gestione sia più efficace nei cicli brevi.

I possibili scenari

Sul piano tattico, Mancini ripartirebbe dal suo 4‑3‑3, mentre Conte oscillerebbe tra difesa a tre e 4‑3‑3 pragmatico. Ma siamo nel campo delle ipotesi. Non è scontato che due tecnici top accettino di subentrare dopo Pirlo. Per questo restano vive anche piste alternative: Pioli, Palladino o un profilo giovane in linea con l’identikit iniziale di Maldini. La risposta, stavolta, dovrà arrivare in fretta.

Icardi ora è svincolato: stop al rinnovo col Galatasaray, estate in Italia dove sogna il ritorno

Rottura col Galatasaray e futuro da scrivere: Icardi svincolato si gode l’Italia, obiettivo rientro in Serie A

L’addio di Mauro Icardi al Galatasaray è uno di quei colpi di scena che pochi avrebbero immaginato fino a qualche mese fa. La trattativa per il rinnovo sembrava definita, poi il ribaltone: accordo saltato all’ultimo e bomber argentino svincolato a parametro zero. Oggi Icardi si sta godendo l’estate tra Milano e Como, dove possiede diverse proprietà, insieme alla compagna China Suarez, smentendo le voci di una rottura. E soprattutto in un Paese dove sogna di tornare a giocare.

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Un futuro da scrivere

Da giorni i suoi profili social raccontano una quotidianità serena tra il Grand Hotel Tremezzo e il suo appartamento milanese. L’Italia è sempre stata un punto di riferimento per Icardi, non solo per gli investimenti ma per il legame costruito negli anni.

Il nodo ingaggio

Nell’ultima stagione a Istanbul percepiva 10 milioni di euro. Il rinnovo era stato impostato su cifre più basse, poi la rottura improvvisa: club e giocatore hanno annunciato la fine del rapporto, con Icardi inserito nella lista degli svincolati. Oggi è consapevole che in Serie A nessuno può avvicinarsi a quelle cifre e si è detto disposto ad ascoltare proposte inferiori, pur restando nella fascia alta degli stipendi.

Le piste italiane

In Italia le opzioni sono quattro. Il Como, alla ricerca di una punta, resta una possibilità concreta. La Fiorentina potrebbe valutarlo se dovesse partire Kean, mentre Paratici è da sempre un estimatore dell’argentino. La Juventus lo prenderebbe solo dopo l’uscita di David, mentre la pista più intrigante porta alla Lazio, impegnata nella ricostruzione offensiva e alla ricerca di un centravanti titolare.


Giovanni Simeone giura fedeltà al Toro: «Sono concentrato al 100% sul presente. Il ritorno in Argentina arriverà, ma non ora»

L’attaccante del Torino, Giovanni Simeone, si racconta e spiega da dove nasce la sua scelta di restare in granata anche per la prossima stagione

Giovanni Simeone mette in chiaro il proprio futuro. L’attaccante del Torino, più volte accostato al River Plate nelle ultime settimane, ha ribadito la volontà di restare concentrato sul progetto granata. Il ritorno in Argentina resta un desiderio per il futuro, ma non rappresenta una priorità immediata.

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Intervistato da Tuttosport, il centravanti ha spiegato di sentirsi pienamente coinvolto nel nuovo corso del Toro, guidato da Ignazio Abate. Una presa di posizione importante, soprattutto in una fase di mercato in cui il suo nome era tornato a circolare con insistenza in patria.

FUTURO E ARGENTINA – «Si sa che mi piacerebbe un giorno tornare in Argentina e quel momento arriverà, ma non era questo il momento per cambiare squadra. Ora è il momento di crescere con questo nuovo gruppo. Sono concentrato al 100% sul presente e il presente per me è il Toro».

Simeone Torino, il confronto con Cairo e Petrachi

Il Cholito ha poi raccontato il dialogo avuto con la società. Nessuna promessa particolare o discorso decisivo da parte del presidente Urbano Cairo o del direttore sportivo Gianluca Petrachi, ma un confronto chiaro tra le parti e la volontà condivisa di proseguire insieme.

DIALOGO CON IL CLUB – «No – risponde – abbiamo parlato in maniera molto chiara e abbiamo deciso di continuare insieme. La seconda maglia del Toro un omaggio al River? Sì, ma non è lacrima volta che il Toro omaggia il River. Sono moto contento che ci sia questo legame forte tra queste due società».

Il legame tra Torino e River Plate resta quindi un tema sentito, anche dal punto di vista simbolico. La seconda maglia granata rappresenta un ulteriore richiamo a una connessione storica tra i due club, apprezzata dallo stesso Simeone.

Simeone Torino, fiducia nel progetto Abate

L’attaccante ha infine parlato della prossima stagione, sottolineando come il gruppo sia ancora in costruzione. L’arrivo di Abate ha aperto una nuova fase e Simeone vede margini importanti per crescere.

NUOVA STAGIONE – «Come me la immagino? Non solo, in ogni stagione ci sono delle difficoltà da affrontare. Ora abbiamo iniziato da zero con un nuovo allenatore e c’è una squadra che si sta creando. Mi auguro il meglio per questo gruppo, perché penso che con Abate stiamo creando qualcosa di bello».

Per il Torino, la permanenza di Giovanni Simeone rappresenta un segnale importante. L’Argentina può attendere: il presente dell’attaccante è ancora granata.

Spagna campione del mondo, De La Fuente: «È il Mondiale di una grande Nazionale, le giovanili la vera base del progetto»

Il commissario tecnico della Spagna, De La Fuente, racconta il trionfo mondiale e svela i segreti dietro ad un progetto vincente

38 partite di fila vinte, un Europeo e ora anche un Mondiale. La Spagna continua a vivere un ciclo straordinario sotto la guida di Luis De La Fuente, grande protagonista del trionfo iridato conquistato a New York. A una settimana dalla vittoria in finale, il commissario tecnico della Roja ha parlato ai microfoni di AS, ripercorrendo il cammino della sua squadra e spiegando i segreti di un gruppo capace di dominare la scena internazionale.

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PERCORSO MONDIALE – «Il percorso si costruisce passo dopo passo. Quando poi entri davvero nel vivo del Mondiale, inizi a pensare: ‘Ce la giocheremo fino in fondo’. L’ho sempre detto. Poi vincere è un’altra cosa. In finale siamo stati nettamente superiori, non hanno praticamente mai tirato in porta ma bisogna sempre prenderla con le dovute cautele. Perché se quel rinvio di Cubarsí nei supplementari fosse rimbalzato su Unai Simon ed entrato in porta, avremmo perso senza subire un tiro nello specchio».

Spagna, De La Fuente e il peso del Mondiale

Il ct ha poi commentato gli elogi personali ricevuti dopo il successo, preferendo però spostare l’attenzione sull’intero gruppo e sul valore collettivo della Nazionale.

MONDIALE DEL CT – «Mi mette un po’ in imbarazzo. Vorrei ricordare, però, che questo è il Mondiale di una grande Nazionale».

Spagna, difesa quasi perfetta e numeri impressionanti

Uno dei grandi segreti della Spagna campione del mondo è stata la solidità difensiva. La Roja ha subito appena 1 gol in tutto il torneo, confermandosi una squadra equilibrata, compatta e capace di difendere con tutti gli uomini.

ORGANIZZAZIONE DIFENSIVA – «Abbiamo concesso soltanto dieci tiri in tutto il torneo. Questo è il risultato di un’organizzazione difensiva preparata e sviluppata nei minimi dettagli. La squadra difende in maniera collettiva in modo straordinario. Sono undici giocatori che partecipano alla fase difensiva. È una squadra molto equilibrata perché, se guardiamo i numeri, siamo anche molto prolifici in attacco. Abbiamo segnato tantissimo e subito appena un gol. È una costante: in 50 partite abbiamo realizzato oltre 100 reti e ne abbiamo incassate pochissime».

Spagna, il modello che ispira il calcio mondiale

La Spagna viene oggi considerata un modello anche dalle altre federazioni. De La Fuente ha spiegato come il successo non sia frutto del caso, ma di una filosofia portata avanti nel tempo, dalle selezioni giovanili fino alla Nazionale maggiore.

MODELLO SPAGNA – «Questi complimenti confermano un’idea precisa. Quello che stiamo vivendo non nasce oggi, ma è il frutto di un lavoro portato avanti per tanti anni seguendo un modello ben definito. Siamo sempre rimasti fedeli a quella filosofia. Naturalmente ogni commissario tecnico ha aggiunto qualcosa di personale, non solo nella Nazionale maggiore ma soprattutto nelle selezioni giovanili, che sono la vera base del progetto. L’idea di fondo, però, è sempre la stessa e precede anche il mio arrivo. Nel tempo è semplicemente evoluta, perché anche il calcio cambia continuamente. Ogni grande torneo rappresenta un ulteriore passo avanti. Già all’Europeo avevamo introdotto alcune novità, come un maggiore utilizzo degli esterni offensivi. Oggi, invece, transizioni rapide e velocità sono elementi fondamentali. Un tempo si pensava che la squadra con più possesso palla avesse quasi sempre la meglio. Oggi non è più così: una squadra con appena il 30% di possesso può vincere tranquillamente per 3-1».

La Spagna di De La Fuente conferma così la forza di un progetto tecnico solido, moderno e riconoscibile. Un ciclo nato dalla continuità, cresciuto attraverso il lavoro sulle nuove generazioni e consacrato dai risultati: prima l’Europeo, poi il Mondiale.

Mancini Italia, il retroscena sulla panchina azzurra: quattro no per aspettare la Nazionale

Mancini Italia, il nome torna nella corsa per il ruolo di ct dopo la frenata inaspettata per Andrea Pirlo: la situazione

La corsa alla panchina dell’Italia resta uno dei temi più delicati del momento. La scelta del nuovo commissario tecnico non è ancora stata definita e, dopo le polemiche legate alla candidatura di Andrea Pirlo, il nome di Roberto Mancini è tornato a circolare con forza negli ambienti federali.

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Pirlo resta in pole per guidare il nuovo corso azzurro, ma la situazione è tutt’altro che chiusa. La FIGC deve trovare un equilibrio tra le diverse componenti del progetto tecnico, soprattutto dopo l’ingresso di Paolo Maldini e Leonardo nel processo decisionale. Un passaggio che avrebbe modificato gli scenari iniziali e ridimensionato le certezze intorno al possibile ritorno di Mancini.

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Mancini Italia, il sostegno di Malagò e il sogno del ritorno

Secondo quanto riportato da Il Messaggero, Mancini si sarebbe sentito molto vicino al ritorno sulla panchina della Nazionale italiana. Il tecnico di Jesi avrebbe ricevuto garanzie e sostegno da Giovanni Malagò, elemento che lo avrebbe spinto a prendere tempo e a rinunciare ad alcune opportunità importanti all’estero.

Per l’ex ct, il ritorno in azzurro avrebbe rappresentato una grande occasione di riscatto. Dopo l’addio del 2023 e la ferita ancora aperta della mancata qualificazione al Mondiale, con i playoff persi contro la Macedonia, Mancini vedeva nella Nazionale il contesto ideale per riaprire un ciclo e provare a cancellare le ultime delusioni.

Mancini Italia, i quattro club rifiutati

Nel frattempo, proprio per aspettare l’evoluzione della situazione italiana, Mancini avrebbe detto no a quattro panchine di rilievo: Benfica, Besiktas, Fulham e Nottingham Forest. Una scelta pesante, legata alla convinzione di poter rientrare nel progetto azzurro.

Il quadro, però, si è complicato con l’avanzata della candidatura di Pirlo, sostenuta da Maldini e Leonardo. Un eventuale rilancio di Mancini aprirebbe nuovi interrogativi politici e tecnici, rischiando di creare tensioni tra le varie anime federali.

La decisione finale resta quindi molto attesa. L’Italia cerca il nuovo ct, ma il caso Mancini dimostra quanto la scelta sia ancora carica di equilibri, promesse e possibili conseguenze.

Mercato Napoli, Lukaku sempre più lontano: Pastorello apre all’addio. E Manna è al lavoro per la difesa

Mercato Napoli, il futuro di Lukaku si complica: dalle parole del suo agente Federico Pastorello alla base d’asta fissata dal club per la sua cessione

Il futuro di Romelu Lukaku appare sempre più lontano dal Napoli. Come riportato dal Corriere dello Sport, le parole dell’agente Federico Pastorello hanno rafforzato la sensazione di una possibile separazione tra il centravanti belga e il club azzurro.

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Ai microfoni di Sky, il procuratore ha commentato la situazione dell’attaccante, aprendo di fatto alla possibilità di una nuova soluzione sul mercato: «Ha giocato un Mondiale da protagonista e non rimane dove non è voluto, quindi vedremo se ci sarà una soluzione».

Parole pesanti, che arrivano in un momento in cui il Napoli sta provando a riorganizzare l’attacco e, più in generale, l’intera rosa a disposizione di Massimiliano Allegri.

Mercato Napoli, Pastorello esclude il ruolo da vice Hojlund

Il tema centrale riguarda il possibile ruolo di Lukaku come alternativa a Rasmus Hojlund, appena riscattato dal Manchester United. Una prospettiva che Pastorello ha escluso con decisione.

«Ovviamente no, Romelu è un giocatore straordinario e lo ha dimostrato durante la sua lunga carriera: è uno degli attaccanti più prolifici del panorama mondiale, difficilmente possiamo accettare una possibilità del genere».

L’agente ha poi aggiunto: «È normale che ci siano delle strategie in un club, che ci sia un numero uno e un numero due, ma poi le gerarchie le decide l’allenatore. Forse il tecnico condivide questa scelta, ma faccio fatica a immaginare Lukaku numero due. Non vorrei che dietro le parole di Manna ci sia una motivazione di carattere finanziario: hanno due attaccanti ingombranti sotto questo punto di vista e in più anche Lucca. In questo momento, comunque, il mercato è bloccato».

Mercato Napoli, ingaggio e richiesta per Lukaku

Lukaku, 33 anni, ha ancora una stagione di contratto con il Napoli e percepisce un ingaggio da 11 milioni lordi grazie al Decreto Crescita. Il club azzurro lo aveva acquistato dal Chelsea nell’estate 2024 per 30 milioni, con una percentuale sulla futura rivendita in favore dei Blues.

La richiesta di base del Napoli si aggira intorno ai 15 milioni di euro. Sulla possibilità di spalmare l’ingaggio, Pastorello ha chiuso così: «Spalmare l’ingaggio? Visto il livello di Lukaku, forse, non è arrivato il tempo di spalmare».

Mercato Napoli, rinnovo Vergara e pista Tiago Gabriel

Intanto il club ha ufficializzato il rinnovo di Antonio Vergara: «La SSC Napoli comunica di aver prolungato il contratto del calciatore Antonio Vergara fi no al 30 giugno 2031 con opzione per il prolungamento».

Sul fronte entrate restano vivi i nomi di Exequiel Zeballos e Costantino Favasuli, mentre in difesa si scalda la pista Tiago Gabriel del Lecce. In lista resistono anche Federico Gatti della Juventus e Giorgio Scalvini dell’Atalanta, anche se la valutazione del centrale nerazzurro resta molto alta.

Castro Roma, accelerata decisiva: accordo vicino con il Bologna. L’argentino ha detto sì

Castro Roma, trattativa alle fasi finali per il trasferimento dell’attaccante dal Bologna: i dettagli dell’offerta presentata dai giallorossi

Santiago Castro si avvicina alla Roma. L’attaccante argentino del Bologna è diventato uno dei nomi più caldi del mercato giallorosso e, nelle ultime ore, la trattativa avrebbe registrato un’accelerata importante. A fare il punto è stato Fabrizio Romano, che ha spiegato come i due club siano ormai vicini a un’intesa.

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La Roma sta avanzando nelle fasi finali dell’operazione per portare Castro nella Capitale. Sul tavolo ci sarebbe una proposta da 30 milioni di euro più 5 milioni di bonus, con alcuni dettagli legati agli extra ancora da discutere tra le parti.

Castro Roma, il sì del giocatore e il nodo Dovbyk

Il dato più importante riguarda la volontà del calciatore. Castro avrebbe già aperto al trasferimento in giallorosso: «Castro ha detto sì all’AS Roma».

Resta invece da capire se nell’operazione potrà essere inserito anche Artem Dovbyk. L’attaccante ucraino deve ancora dare eventuale apertura all’inclusione nell’affare, scenario che potrebbe agevolare la chiusura tra Roma e Bologna.

Castro Roma, Gasperini aspetta rinforzi

Per Gian Piero Gasperini, Castro rappresenterebbe un innesto giovane, tecnico e già abituato al campionato italiano. La trattativa prosegue, ma la sensazione è che la Roma sia ormai entrata nella fase decisiva per provare a chiudere il colpo.

Italia, Pirlo frenato dal caso Fonbet: Malagò vuole chiarimenti! La posizione dei legali del tecnico

Potrebbe saltare a sorpresa l’arrivo di Andrea Pirlo come ct dell’Italia, la trattativa subisce una brusca frenata per via di un caso politico

Sembrava tutto pronto per l’arrivo di Andrea Pirlo sulla panchina dell’Italia, ma proprio quando mancavano soltanto le firme è esploso un caso politico e diplomatico che ha rallentato la trattativa. Come riportato da La Gazzetta dello Sport, il nodo riguarda i rapporti tra l’ex allenatore della Juventus, oggi tecnico dello United FC Dubai, e Fonbet, importante società russa di scommesse di cui Pirlo è global ambassador.

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Il problema, secondo quanto emerso, non riguarda soltanto il legame con un marchio di betting, settore che in Italia presenta vincoli molto rigidi per i tesserati. A pesare è soprattutto la natura russa dell’azienda, in un contesto internazionale segnato dai rapporti compromessi tra Roma e Mosca dopo l’invasione dell’Ucraina da parte di Vladimir Putin nel febbraio 2022.

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Pirlo ct Italia, il caso politico legato a Fonbet

La questione ha assunto rapidamente contorni politici. Diversi esponenti istituzionali sono intervenuti sul tema, sollevando dubbi sull’opportunità di affidare la panchina azzurra a un tecnico che ha prestato la propria immagine a una società russa.

La vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno ha attaccato duramente la possibile scelta: «Ha prestato, liberamente e ripetutamente, il proprio prestigio a un’operazione di normalizzazione del regime di Putin, partecipando a iniziative sfruttate dalla propaganda del Cremlino mentre l’Ucraina veniva bombardata. Sceglierlo è un grave errore».

Sulla stessa linea anche Benedetto Della Vedova, deputato di +Europa: «Il settore delle scommesse non è colpito dalle sanzioni europee, ma questo non toglie che un personaggio pubblico della levatura di Andrea Pirlo dovrebbe riflettere sul significato pubblico di scelte private e di affari».

Il responsabile Sport del Pd, Mauro Berruto, ha aggiunto: «Pirlo parla a un movimento, a un mondo, ha un ruolo istituzionale che richiede una modalità di esecuzione esemplare». Più netto ancora Carlo Calenda: «Chi fa o ha fatto propaganda per la Russia dopo il 2022 non dovrebbe ricoprire cariche nazionali».

FIGC, Malagò approfondisce prima della firma

Il presidente federale Giovanni Malagò vuole ora approfondire ogni aspetto della vicenda prima di procedere. La FIGC intende verificare la natura del rapporto tra Pirlo e Fonbet, anche attraverso l’analisi del contratto.

I legali dell’allenatore assicurano che il rapporto con Fonbet sarebbe strettamente legato al contratto con lo United FC e che, una volta risolto l’accordo con il club, Pirlo si libererebbe automaticamente anche dagli obblighi commerciali. La clausola di recesso sarebbe attivabile in qualsiasi momento e senza penali.

Pirlo ct Italia, la volontà resta quella di chiudere

Nonostante la bufera, dall’entourage di Pirlo filtra tranquillità. L’ex centrocampista sarebbe già al lavoro con il proprio ufficio legale per risolvere il contratto con lo United FC Dubai e tagliare ogni legame commerciale incompatibile con il ruolo di commissario tecnico.

Pirlo, secondo quanto riportato, è impaziente di iniziare la nuova avventura a Coverciano. La fiducia ricevuta da Paolo Maldini e Leonardo gli avrebbe dato grande motivazione, dopo una carriera da allenatore finora non sempre lineare tra Juventus, Sampdoria e l’esperienza negli Emirati Arabi.

Resta sullo sfondo anche una frase pronunciata dallo stesso Pirlo in passato, oggi dal sapore ironico: «Non punterei neanche un centesimo su un futuro da allenatore».

La trattativa non è saltata, ma la frenata è reale. La FIGC vuole evitare imbarazzi futuri e procederà soltanto dopo aver chiarito ogni dettaglio. Se non emergeranno elementi ritenuti troppo sconvenienti, Pirlo potrà comunque diventare il nuovo commissario tecnico dell’Italia.

Le prime pagine dei quotidiani sportivi – 26 luglio 2026

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

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Omicidio Luca Esposito, il killer confessa: il 26enne catturato in un casolare abbandonato a Eboli

Caso Luca Esposito: il presunto assassino ammette tutto, era nascosto in un casolare isolato a Eboli

Il presunto responsabile dell’omicidio del giornalista Luca Esposito, 53 anni, è stato rintracciato e arrestato dai carabinieri in un casolare abbandonato in località Bivio Santa Cecilia, nel comune di Eboli. L’uomo, identificato come Ridha Rahmoumi, 26 anni, cittadino tunisino senza fissa dimora, era ricercato da giorni dopo il ritrovamento del corpo di Esposito, vittima di un’aggressione brutale.

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A individuare il giovane è stato un lavoro congiunto del Comando provinciale di Salerno, del Ros e dei Cacciatori di Puglia. Decisiva, secondo gli investigatori, una impronta digitale isolata dalla Scientifica sull’auto del giornalista, che ha permesso di restringere rapidamente il campo delle ricerche. Quando ha visto i militari, Rahmoumi ha tentato la fuga e si è barricato nel casolare, ma è stato raggiunto e ammanettato.

Portato in caserma, il 26enne ha confessato l’omicidio durante l’interrogatorio. In suo possesso sono stati trovati anche il cellulare e una carta di credito appartenenti alla vittima. Le analisi dei tabulati telefonici hanno inoltre evidenziato contatti frequenti tra Rahmoumi ed Esposito, confermando che i due si conoscevano da tempo e che anche il giorno dell’aggressione si erano sentiti e incontrati.

La ricostruzione degli inquirenti indica che tra i due sarebbe scoppiata una lite degenerata in violenza. Esposito sarebbe stato colpito ripetutamente, riportando diverse fratture. Successivamente, l’aggressore avrebbe tentato di occultare il corpo appiccando un incendio con materiale trovato sul posto. L’autopsia ha stabilito che il giornalista era ancora vivo al momento del rogo.

Openda lascia la Juventus, chi sarà il prossimo? Ecco i possibili bianconeri destinati a salutare

Openda lascia Torino: parte la catena delle cessioni, chi sarà il prossimo a dire addio alla Juventus

La Juventus ha appena ufficializzato la cessione in prestito di Loïs Openda al Lione, operazione che segna l’inizio concreto del mercato in uscita bianconero e che va nella direzione richiesta da società e Luciano Spalletti: alleggerire il monte ingaggi e liberare spazio per i nuovi innesti.

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Il caso Openda, arrivato solo un anno fa e già destinato a ripartire altrove, è emblematico di una strategia che coinvolgerà diversi profili. Secondo quanto raccolto, la Juve ha individuato una vera e propria lista di giocatori fuori dal progetto tecnico: Arthur, Fabio Miretti, Michele Di Gregorio, Cabal, Federico Gatti e Daniele Rugani sono considerati cedibili e sono stati messi sul mercato.

La complessità, però, sta tutta nei contratti: Arthur è sotto accordo fino al 2027, mentre Miretti e Rugani hanno scadenza 2028. Questo rende più articolata la possibilità di cessioni a titolo definitivo, spingendo la dirigenza a valutare formule creative tra prestiti onerosi, diritto o obbligo di riscatto e possibili contributi sull’ingaggio per facilitare le trattative.

Accanto agli esuberi “puri”, esiste poi la categoria dei sacrificabili: giocatori che Spalletti apprezza, ma che potrebbero partire in caso di maxi offerta, come Cambiaso, Thuram, Bremer o alcuni tra i rientranti dai prestiti. In più, restano da risolvere i dossier di Koopmeiners, Jonathan David e Zhegrova, tutti reduci da stagioni deludenti e ancora pesanti a bilancio, così come le situazioni di Nico Gonzalez, João Mário e lo stesso Douglas Luiz, per cui si cerca una soluzione che eviti minusvalenze. Massara, una Juve da cedere tra esuberi e maxi offerte: tutti i giocatori che possono andare via.

L’impressione è chiara: dopo Openda, l’estate della Juventus sarà segnata dalle uscite. Solo sbloccando questa catena di cessioni, Carnevali e Massara potranno davvero finanziare la rivoluzione chiesta da Spalletti e dare alla nuova Juve il volto che l’allenatore immagina.


Le 3 trattative di mercato che forse vi siete persi oggi: da Diomande a Joao Mario passando per Mastantuono

Diomande, Joao Mario e Mastantuono: le tre operazioni di calciomercato che forse vi siete persi oggi

Il calciomercato è ormai entrato nel vivo e si parla solo delle trattative in corso e quelle potenziali che ci potrebbe essere. Ecco le tre possibili operazioni:

DIOMANDE-REAL MADRID

Il Real Madrid ha deciso di accelerare per Yan Diomande, uno dei talenti più richiesti del calcio europeo. Nelle ultime ore emissari del club spagnolo si sono recati in Germania per anticipare la concorrenza e presentare al giocatore una proposta di contratto quinquennale. Diomande ha espresso gradimento per la destinazione madrilena, mentre il Paris Saint‑Germain, pur interessato da tempo, non è ancora riuscito a trovare un accordo economico con il Lipsia. Sullo sfondo restano Manchester City e Arsenal, che hanno chiesto informazioni ma al momento non sembrano intenzionati a spingere con decisione. I Blancos vogliono chiudere rapidamente, prima che la situazione si complichi con nuovi inserimenti.

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MASTANTUONO-FIORENTINA

Parallelamente, la Fiorentina sogna un colpo di prospettiva di livello mondiale. Fabio Paratici sta infatti valutando la possibilità di portare in viola Franco Mastantuono, talento classe 2007 acquistato dal Real Madrid ma finora poco utilizzato. I rapporti tra il dirigente gigliato e il club spagnolo sono ottimi e nelle ultime ore sono stati avviati i primi contatti per capire margini e fattibilità dell’operazione. La concorrenza non manca, ma la Fiorentina punta a convincere il Real offrendo al giovane argentino un ruolo centrale e continuità in Serie A.

FIORENTINA-JOAO MARIO

Il club viola è particolarmente attivo sul mercato: per Joao Mario è già stata presentata un’offerta ufficiale alla Juventus, e la sensazione è che la trattativa possa entrare nella fase decisiva a breve. I contatti proseguono e la distanza economica viene considerata colmabile. Sul tavolo c’è una proposta da 1 milione per il prestito oneroso e 8 milioni per il diritto di riscatto. Paratici vuole chiudere prima dell’inizio del campionato, evitando l’inserimento di altre pretendenti.

Ausilio: «La carriera di Pirlo parla da sé. Mi fido di Malagò, di Maldini e Leonardo»

Ausilio non ha dubbi: «La carriera di Pirlo parla da sé. Mi fido di Malagò, di Maldini e Leonardo». Le sue dichiarazioni

Piero Ausilio è stato uno degli ospiti della serata inaugurale della 23ª edizione del Magna Graecia Film Festival, evento che ha aperto ufficialmente la kermesse calabrese. Il direttore sportivo dell’Inter, intervistato a margine della manifestazione, ha affrontato diversi temi legati al mondo nerazzurro e al panorama calcistico italiano.

Tra gli argomenti toccati, Ausilio ha parlato anche di Andrea Pirlo, recentemente scelto (manca l’ufficialità) come nuovo CT della Nazionale italiana. Le parole:

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PAROLE – «Penso che la carriera di Pirlo parla da sé. Poi mi fido del presidente, di Maldini e Leonardo. Sono persone che capiscono di calcio. Pirlo, ripeto, ha uno spessore tale per cui in questo momento tutti dobbiamo pensare al bene della Nazionale ed essere tutti tifosi della Nazionale senza pensare se va bene o male.

Dobbiamo pensare di dare tutti un contributo e andare in un’unica direzione, cioè verso il bene della Nazionale con Pirlo CT, se sarà lui. Io oggi ho viaggiato e non so se è ufficiale o no, quindi leggo anche io i giornali e sento le cose, se sarà lui sarà messo nelle condizioni migliori per lavorare».

Camarda, che show in amichevole! Milan e Italia, ripartite da lui!

Francesco Camarda trascina il Milan in amichevole: prestazione da leader, un segnale forte per rossoneri e Nazionale

Francesco Camarda si è preso il Milan di Ruben Amorim in una sola sera. Al Celtic Park di Glasgow, nella prima amichevole del precampionato, il classe 2008 ha firmato una doppietta decisiva nel 2-2 contro il Celtic, trasformando un test estivo in un manifesto sul suo futuro rossonero.

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Il Milan, sotto di due gol all’intervallo per gli errori in impostazione di Pavlovic e Ricci, sembrava avviato verso una sconfitta annunciata contro una squadra già più avanti nella preparazione. Poi, all’inizio della ripresa, entra Camarda e cambia la partita. Al 47’ si procura un rigore con una giocata di grande personalità e lo trasforma con freddezza, spiazzando il portiere. Pochi minuti dopo, al 52’, completa la rimonta con un colpo di testa perfetto su cross di Chukwueze dalla destra, certificando il 2-2 e una serata da protagonista assoluto.

La prestazione arriva pochi giorni dopo il rinnovo di contratto fino al 2031, con opzione, segno di una fiducia profonda da parte del club. E proprio al termine della gara, Amorim ha tolto ogni dubbio sul futuro del ragazzo: “Camarda deve rimanere con noi, credo molto in lui e nei giovani che stanno lavorando con noi. Camarda rimarrà con noi questa stagione“.

Parole che chiudono definitivamente il capitolo prestito, nonostante le richieste arrivate da diverse squadre di Serie A e dall’estero, e che trasformano il talento cresciuto nel vivaio in una pedina reale del progetto tecnico. Camarda, dal canto suo, ha definito la doppietta “un punto di partenza”, sottolineando l’orgoglio per il rinnovo e la voglia di lavorare ogni giorno per il Milan.

Per i rossoneri, in cerca di nuova identità con Amorim, questa amichevole lascia un messaggio chiaro: il futuro passa anche dai piedi (e dalla testa) di Francesco Camarda.

Tchouameni a un passo dallo United: intesa con il Real Madrid! Cosa manca

Manchester United, accordo raggiunto col Real Madrid: Tchouameni verso la Premier per oltre 80 milioni

Il Manchester United ha compiuto un passo decisivo sul mercato, raggiungendo un accordo con il Real Madrid per l’ingaggio di Aurelien Tchouameni, uno dei centrocampisti più completi e ricercati del panorama europeo. L’operazione supera gli 80 milioni di euro, cifra che testimonia la volontà dei Red Devils di costruire una mediana di altissimo livello in vista della prossima stagione.

In queste ore le due società stanno ultimando la documentazione necessaria, preludio alla firma ufficiale che sancirà il trasferimento del francese in Premier League.

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Secondo quanto riportato dal giornalista David Ornstein, l’intesa tra i club è ormai definita e mancano soltanto gli ultimi dettagli burocratici. Per lo United si tratta di un colpo strategico: con l’arrivo di Tchouameni, la dirigenza ritiene completato il pacchetto di centrocampo, un reparto che nelle scorse stagioni aveva mostrato la necessità di un rinforzo di qualità e continuità.

Il francese, reduce da stagioni ad altissimo rendimento con il Real Madrid e protagonista con la nazionale, rappresenta il profilo ideale per dare equilibrio, dinamismo e solidità alla squadra di Manchester.

Con la mediana sistemata, il club inglese può ora concentrare le proprie energie su altri reparti, valutando ulteriori innesti per completare la rosa. L’operazione Tchouameni, per costi e tempistiche, segna una delle mosse più significative dell’estate dei Red Devils e conferma la volontà della società di tornare competitiva ai massimi livelli.

La Roma accelera sul nuovo vice Malen: dialogo aperto con il Bologna per Castro

Roma, primi contatti con il Bologna: trattativa avviata per portare Castro alla corte del tecnico giallorosso Gasperini

La Roma prosegue il lavoro sul mercato con l’obiettivo di consegnare a Gian Piero Gasperini un nuovo attaccante da affiancare a Malen. Nonostante le difficoltà riscontrate nel rinforzare le corsie esterne, la dirigenza giallorossa sta accelerando anche sul fronte delle prime punte, consapevole che la prossima stagione — con l’impegno aggiuntivo della Champions League — richiederà rotazioni costanti e alternative affidabili.

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Tra i nomi monitorati con maggiore attenzione sta prendendo quota quello di Santiago Castro, profilo che risponde perfettamente alle caratteristiche individuate dal club. Come riportato da Alfredo Pedullà, i contatti tra Roma e Bologna sono già stati avviati e la trattativa ha iniziato a muoversi con decisione.

Vice Malen

Gasperini vuole due centravanti di livello da alternare durante l’anno. Nella seconda parte della scorsa stagione, Malen ha dovuto tirare la carretta quasi senza pause, arrivando alle ultime giornate con un evidente calo fisico. Con tre competizioni da affrontare — campionato, Champions e coppe nazionali — la Roma ha bisogno di un attaccante giovane, dinamico e già pronto per un contesto di alto livello.

Castro rappresenta un identikit ideale: conosce la Serie A, ha margini di crescita importanti e non è una punta statica, ma un giocatore di movimento, perfetto per le richieste del tecnico ex Atalanta.

Il segnale dall’amichevole

Un indizio ulteriore arriva dalla gestione del Bologna nell’amichevole vinta contro l’Iraklis di Mazzarri. Castro è partito dalla panchina, con Dallinga titolare e subito in gol. L’argentino è entrato soltanto al 68’, una scelta che potrebbe riflettere le gerarchie interne di Tedesco e, allo stesso tempo, la disponibilità del club a valutare una sua cessione. Secondo Pedullà, Roma e Bologna sono in contatto diretto anche in queste ore. Non esiste ancora un accordo, ma la discussione è stata formalmente avviata e la trattativa è entrata nel vivo. I prossimi giorni saranno decisivi per capire se Castro potrà diventare il nuovo vice‑Malen della Roma.

Como Chalobah, trattativa in stallo: niente passi avanti e pista che si raffredda

Si complica l’operazione Chalobah: il Como non trova l’intesa e la distanza con il Chelsea resta ampia dopo l’ultimo incontro

Non arrivano segnali di avanzamento nella trattativa tra Como e Chelsea per Trevoh Chalobah. Come anticipato in questi giorni, l’incontro odierno non ha prodotto passi avanti significativi: i Blues avevano ritoccato al ribasso la richiesta economica, scendendo da 35 a 30 milioni più bonus, ma l’intesa resta lontana. Durante il confronto è emerso inoltre che i 5 milioni di bonus richiesti dal Chelsea sarebbero facilmente raggiungibili, un dettaglio che ha contribuito a raffreddare ulteriormente la pista.

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Il difensore classe ’99 arriva da un’estate intensa: ha partecipato al Mondiale con l’Inghilterra, concluso con l’eliminazione in semifinale contro l’Argentina. La convocazione del CT Tuchel è stata il coronamento di una stagione di alto livello con il Chelsea, in cui Chalobah ha messo insieme 34 presenze in Premier League impreziosite da 3 gol, oltre a 8 apparizioni in Champions League.

Il Como continua a monitorare la situazione, ma allo stato attuale la distanza tra le parti rimane ampia e la trattativa non sembra destinata a decollare nell’immediato. La valutazione del Chelsea, unita alla struttura dei bonus, rappresenta un ostacolo che il club lombardo non è intenzionato a superare senza condizioni più favorevoli. La sensazione, al momento, è che il dossier Chalobah sia entrato in una fase di stallo.

Grosso sperimenta nuove soluzioni: Brescianini schierato da terzino sinistro nella Fiorentina

La Fiorentina cambia assetto: Grosso prova Brescianini da terzino per ampliare le opzioni sulla corsia mancina

La Fiorentina di Fabio Grosso incassa la prima sconfitta del suo precampionato: nell’amichevole disputata oggi contro il QPR, gli inglesi si impongono 3-2 al termine di una gara utile soprattutto per testare uomini e soluzioni tattiche. A decidere il match per i biancoblù sono le reti di Madsen, Kemper e Smyth, mentre alla Viola non bastano i gol di Piccoli e Atta.

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Per Grosso si trattava della terza uscita estiva, un appuntamento pensato più per sperimentare che per inseguire il risultato. In questo contesto si inserisce la scelta più interessante della giornata: l’impiego di Brescianini in una posizione inedita. Il classe 2000, arrivato dall’Atalanta nella finestra invernale della scorsa stagione, è sempre stato utilizzato come centrocampista capace di abbassarsi per dare linee di passaggio alla difesa o di alzarsi per supportare la trequarti. Oggi, invece, Grosso lo ha schierato terzino sinistro, ruolo che il giocatore potrebbe interpretare grazie alla sua fisicità, alla capacità di difendere in uno contro uno e alla spinta che può garantire in fase di risalita.

La concorrenza, però, non manca. Jimenez, pur impiegato da Grosso come esterno offensivo, resta il candidato principale per quella fascia. Fortini rappresenta l’alternativa naturale, mentre Parisi, attualmente fermo per la lesione al crociato, tornerà a disposizione più avanti e potrà essere considerato sia come terzino sia come esterno di centrocampo.

Alla luce di queste dinamiche, è prematuro trarre conclusioni definitive sul futuro posizionamento di Brescianini. L’amichevole contro il QPR è stata un semplice laboratorio tattico, e il centrocampo rimane la zona in cui il giocatore appare più destinato a operare con continuità. È lì che potrebbe ritagliarsi uno degli ultimi slot della rosa, probabilmente come sesto o settimo elemento nelle rotazioni stagionali.

Il PSG su Rodri, il campione del mondo ancora in trattativa per il rinnovo con il Manchester City

Rodri diventa un’idea concreta per il PSG: contatti con il City e riflessioni interne su un colpo che può cambiare il centrocampo

Il PSG continua a monitorare con attenzione il mercato internazionale e, nelle ultime settimane, ha rivolto lo sguardo verso uno dei centrocampisti più influenti del panorama europeo: Rodri, fresco campione del mondo con la Spagna. Il giocatore del Manchester City è attualmente impegnato nelle trattative per il rinnovo del contratto con il club inglese, ma l’accordo definitivo non è ancora stato raggiunto, lasciando aperti spiragli che il Paris Saint‑Germain sta valutando con grande interesse.

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Secondo quanto riportato da RMC Sport, la dirigenza parigina avrebbe già preso contatto con il Manchester City per ottenere informazioni preliminari sulle condizioni di un’eventuale operazione. Si tratta di un passo formale, utile a comprendere margini, costi e disponibilità del club inglese, che considera Rodri un elemento centrale del proprio progetto tecnico. Nonostante ciò, il PSG non vuole farsi trovare impreparato qualora la situazione dovesse evolvere in modo favorevole.

Curiosamente, l’ingaggio di un centrocampista non figurava tra le priorità del Paris Saint‑Germain per questa sessione estiva. La società aveva orientato le proprie strategie su altri reparti, ma il profilo di Rodri rappresenta una opportunità di mercato troppo rilevante per essere ignorata. Il vincitore del Pallone d’Oro spagnolo, infatti, è considerato uno dei giocatori più completi e determinanti del calcio moderno: leadership, qualità nel palleggio, capacità di lettura e continuità di rendimento lo rendono un elemento ideale per qualsiasi progetto ambizioso.

Il PSG, dunque, non ha ancora avviato una trattativa formale, ma continua a monitorare la situazione con grande attenzione. Molto dipenderà dall’esito delle discussioni tra Rodri e il Manchester City: se il rinnovo dovesse tardare o complicarsi, il club francese potrebbe decidere di muoversi con decisione, trasformando un semplice sondaggio in una vera e propria operazione di mercato.


Prima rete in Perù per Gianluca Lapadula: l’attaccante firma il gol vittoria all’esordio casalingo con l’Universitario

Gianluca Lapadula ha segnato la prima rete con l’Universitario de Deportes, prima gioia in Perù per l’attaccante

Serata da incorniciare per Gianluca Lapadula, che firma il suo primissimo sigillo con la maglia dell’Universitario de Deportes regalando un successo fondamentale al club di Lima. L’ex attaccante del Milan, trasferitosi nel massimo campionato peruviano lo scorso giugno, è stato il grande protagonista del match contro il Cusco, deciso in extremis sul risultato finale di 2-1. All’italo-peruviano sono bastati poco più di 15 minuti sul terreno di gioco per incidere in maniera determinante sulla gara, trovando la via del gol in pieno recupero a soli due minuti dal fischio finale.

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Un impatto immediato all’esordio casalingo

Dopo essere già sceso in campo nella giornata inaugurale del torneo contro il Tarma, la sfida contro il Cusco rappresentava il primo incontro tra le mura amiche per Lapadula davanti ai suoi nuovi tifosi. L’attaccante ha dimostrato subito un ottimo stato di forma e grande fiuto del gol, facendosi trovare pronto nel momento di massima pressione. La sua marcatura agonica non solo ha garantito l’incasso dei tre punti alla squadra, ma ha subito cementato il feeling tra il centravanti e l’ambiente dell’Universitario de Deportes.

Le dichiarazioni a L1max: il feeling con il gruppo e la Nazionale

Al termine della contesa, intervistato ai microfoni dell’emittente L1max, il centravanti ha raccontato le proprie emozioni per una rete tanto attesa quanto decisiva, soffermandosi sul caloroso abbraccio ricevuto dai compagni di squadra subito dopo il gol:

“Sognavo questo gol, stiamo lavorando molto bene tutti insieme, ce lo meritavamo. L’abbraccio con i compagni? Ho conosciuto la maggior parte di loro in Nazionale, per me sono una famiglia, mi sono sentito a casa dal primo giorno”

La dedica alla famiglia e gli obiettivi stagionali Depor

La grande gioia per la vittoria non ha fatto dimenticare al giocatore i sacrifici compiuti per affrontare questa nuova avventura professionale lontano dall’Europa. In conclusione della sua intervista, Lapadula ha voluto rivolgere un pensiero speciale ai suoi cari, ribadendo con forza le proprie ambizioni per il prosieguo del campionato:

“Dedico il gol a tutta la mia famiglia. Io sono venuto qui chiedendo loro uno sforzo incredibile: sono qui per vincere, per dare il massimo. Oggi è una serata bellissima, ma il percorso è molto lungo”

Con questo successo ottenuto in extremis, l’Universitario de Deportes prosegue la propria marcia ai vertici della classifica con un Lapadula subito decisivo e pronto a confermarsi punto di riferimento offensivo per tutto il prosieguo della stagione.

Napoli, parlano i leader. Lobotka: «Non penso al contratto, qui è la mia seconda famiglia», Di Lorenzo: «Mi piacerebbe chiudere la carriera con questa maglia»

Napoli, Stanislav Lobotka e Giovanni Di Lorenzo hanno parlato dal ritiro di Dimaro per presentare la nuova stagione

Dal ritiro estivo di Dimaro-Folgarida, il Napoli lavora a pieno ritmo per preparare la nuova stagione sotto la guida tecnica di Massimiliano Allegri. A fare il punto sulla preparazione, sulle nuove metodologie di allenamento e sugli obiettivi del club azzurro sono stati il centrocampista Stanislav Lobotka e il capitano Giovanni Di Lorenzo.

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Lobotka: “Napoli è una famiglia, con Allegri un piacere lavorare”

Intervenuto ai microfoni di Sky Sport, Stanislav Lobotka ha espresso parole di grande stima nei confronti del nuovo allenatore e ha ribadito il suo forte legame con l’ambiente partenopeo. Tra le dichiarazioni più significative rese dal regista slovacco:

“La cosa che mi ha colpito di più è che il mister vuole giocare molto con il pallone durante gli allenamenti. È sempre positivo, sorride continuamente e cerca di trasmetterci la sua energia. Davvero, è un piacere lavorare con il lui.”

“Dico sempre che Napoli è come una seconda famiglia per me. Qui ho tantissimi amici. A essere sincero, però, il tempo è passato velocissimo. Mi sembra di essere arrivato appena due anni fa, invece sono già quasi sette. Sono davvero felice e sarò sempre orgoglioso di far parte di questa squadra e di questa città.”

“A essere sincero, sono davvero felice qui a Napoli. In questo momento non ci penso. Adesso penso solo a mangiare bene a pranzo, cambiarmi e prepararmi, perché con due allenamenti al giorno non è facile.”

Di Lorenzo in conferenza: “Fiducia nel nuovo corso e massima intesa”

Nel pomeriggio ha preso la parola in conferenza stampa il capitano Giovanni Di Lorenzo, analizzando gli aspetti tattici, il lavoro sul campo con il nuovo staff e la volontà di essere competitivi su tutti i fronti. Nel corso del suo intervento, il terzino ha rilasciato diverse dichiarazioni chiave:

“Sì, ci teniamo a fare una bella stagione. Siamo un gruppo che si conosce, tornano anche ragazzi rientrati da vari prestiti, non c’è una nuova conoscenza. Stiamo lavorando bene e ci teniamo a fare bene, il mister… ognuno ha le sue idee, i suoi metodi, quello che salta di più all’occhio è che usiamo di più la palla rispetto agli scorsi anni.”

“Mi piacerebbe, è l’ottava stagione qui, è veramente casa, mi piacerebbe e vedremo, le cose nel calcio cambiano velocemente, non lo sappiamo, ma sto bene qui e mi piacerebbe. Se anche alla società farà piacere non ci saranno problemi.”

“Da italiano, non da calciatore, ma da tifoso dico che dobbiamo avere fiducia nel nuovo corso, in Maldini, Leonardo, persone di spessore, masticano calcio da sempre. Io ho fiducia nel nuovo corso.”

Rinnovi e ambizioni per l’anno del centenario

La conferenza è stata anche l’occasione per commentare il fresco rinnovo del giovane Antonio Vergara, definito da Di Lorenzo come un ragazzo con la testa giusta per fare il suo percorso, e per chiarire la ferma intenzione del gruppo di lottare per ogni traguardo tra campionato, Coppa Italia e Champions League.

Bennacer Milan, è finita davvero. Risoluzione per l’algerino e volo prenotato per il Qatar: lo aspetta l’Al Gharafa

Bennacer lascia il Milan, risoluzione del contratto per il centrocampista che vola all’Al Gharafa

Nuovo cambio di casacca e importante svolta nella carriera di Ismaël Bennacer. Il centrocampista algerino ha raggiunto un accordo ufficiale per la risoluzione del contratto con il Milan, club a cui era legato da un accordo valido per un’ulteriore stagione. Contestualmente alla conclusione della sua esperienza milanese, il classe 1997 ha scelto di intraprendere un nuovo capitolo professionale volando in Qatar, dove ad attenderlo c’è l’Al-Gharafa, pronta ad accoglierlo per la sua nuova avventura nel calcio medioevale. Lo riferisce Sky.

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La fine di un’era rossonera durata sette anni

L’addio del centrocampista segna la parola fine su una parentesi durata sette anni. Sbarcato a Milano nell’estate del 2019 dopo l’eccellente percorso disputato con l’Empoli e la vittoria della Coppa d’Africa con la propria selezione, l’algerino si è affermato per lungo tempo come un perno fondamentale della mediana rossonera.

Nel corso delle stagioni trascorse a Milanello, Bennacer è stato tra i principali architetti della rinascita sportiva della squadra, dando un contributo fondamentale alla conquista dello Scudetto nella stagione 2021/2022 grazie alla sua visione di gioco, al dinamismo e alle spiccate qualità in fase di interdizione. Tuttavia, i problemi fisici patiti nelle ultime annate ne hanno gradualmente condizionato la continuità di impiego, portando la società e il calciatore a valutare strade differenti per il prosieguo della carriera.

La parentesi alla Dinamo Zagabria e il futuro in Qatar

Prima della decisione di risolvere consensualmente il vincolo con i rossoneri, il mediano della nazionale algerina ha trascorso l’ultima annata agonistica in Croazia, vestendo la maglia della Dinamo Zagabria. Durante la sua esperienza con la formazione balcanica, Bennacer ha collezionato un totale di 20 presenze totali, mettendo a referto un gol e due assist tra campionati nazionali e coppe.

Un’esperienza che ha fatto da preambolo al definitivo ritorno a Milano e alla successiva scelta di tentare una nuova esperienza all’estero. Con lo sbarco al club qatariota dell’Al-Gharafa, Bennacer si prepara ad affrontare un campionato in forte espansione, portando in dote tutta la propria esperienza internazionale maturata nei principali palcoscenici del calcio europeo. Per il Milan si chiude così una pagina significativa della storia recente, mentre per il centrocampista ventottenne si aprono le porte di una nuova sfida.

Trapani, aggredito in centro il presidente Valerio Antonini: ricoverato in ospedale. La nota del club: «Agguato vile»

Trapani, il presidente Valerio Antonini è stato ricoverato in ospedale dopo una aggressione in centro

Un grave episodio di cronaca scuote la città e il mondo del calcio siciliano. Nella mattinata odierna, il presidente del Trapani Calcio, Valerio Antonini, è stato vittima di un’aggressione nel centro storico di Trapani. Sul posto è tempestivamente intervenuta un’ambulanza del 118, che ha provveduto a trasferire d’urgenza il patron granata presso il pronto soccorso dell’ospedale Sant’Antonio Abate, dove i sanitari lo stanno sottoponendo a tutti gli accertamenti medici del caso per verificare le sue condizioni di salute.

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Accertamenti in corso sulla dinamica dei fatti

Le forze dell’ordine hanno immediatamente avviato le indagini per far luce sull’accaduto e ricostruire con precisione la dinamica dell’episodio. Gli agenti stanno raccogliendo testimonianze e analizzando le immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona del centro storico per identificare i responsabili e chiarire i motivi alla base del violento gesto.

La vicenda ha destato profondo sdegno in città, riaccendendo i riflettori sul tema della sicurezza e delle tensioni attorno al mondo del tifo sportivo.

Il comunicato ufficiale del FC Trapani 1905

A seguito del drammatico evento, la società granata ha diffuso una nota ufficiale per esprimere sdegno e vicinanza al proprio massimo dirigente. Nel comunicato, la dirigenza ha condannato con estrema durezza l’episodio, utilizzando parole nette per descrivere l’accaduto:

In una nota, il FC Trapani 1905 condanna “con la massima fermezza” l’accaduto, definendolo “un gravissimo episodio di violenza” e parlando di un “agguato vile e premeditato”, attribuito a un soggetto riconducibile alla tifoseria organizzata.

Nel medesimo testo, il club ha ribadito il proprio pieno sostegno agli inquirenti impegnati nelle indagini, precisando di riporre la massima fiducia nell’operato delle forze dell’ordine e “ribadendo la propria ferma condanna di ogni forma di violenza”.

Tensione attorno al club e indagini a tutto campo

L’aggressione a Valerio Antonini rappresenta un fatto di eccezionale gravità per il panorama calcistico locale e nazionale. Mentre si attendono aggiornamenti ufficiali dal bollettino medico dell’ospedale Sant’Antonio Abate sulle condizioni di salute del presidente, le autorità proseguono gli accertamenti a tutto campo per fare piena luce sulle responsabilità personali e sulle matrici del gesto.

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