Pagina 5 – Calcio News 24

Lecce, il Göztepe mette nel mirino Mohamed Kaba: il mercato turco può ancora offrire opportunità

Il centrocampista guineano del Lecce è seguito dal club turco, con la finestra di mercato della Turchia ancora aperta

Il calciomercato Serie A 2026 si è ufficialmente concluso martedì sera alle ore 20, ma non tutti i campionati hanno ancora terminato la propria sessione estiva. Tra questi c’è la Turchia, dove i club possono continuare a operare e valutare nuovi innesti per completare le rispettive rose.

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Proprio dalla Super Lig turca arriva un interesse per un giocatore attualmente impegnato nel campionato italiano. Secondo quanto riportato da TMW, il Göztepe avrebbe infatti inserito nella propria lista dei desideri Mohamed Kaba, centrocampista di proprietà del Lecce.

Il classe 2001, 24 anni, rappresenta un profilo seguito dalla società turca, che potrebbe provare ad avviare i primi contatti con il club salentino per capire la fattibilità dell’operazione.

Lecce, il Göztepe pensa a Mohamed Kaba

Mohamed Kaba è un centrocampista guineano con doppia cittadinanza francese, arrivato nel calcio italiano attraverso il progetto del Lecce. Il giocatore classe 2001 si è messo in mostra per le sue caratteristiche fisiche e per la capacità di ricoprire diversi ruoli nella zona centrale del campo.

L’interesse del Göztepe conferma come il mercato internazionale possa ancora creare movimenti anche dopo la chiusura della sessione italiana. La società turca, infatti, ha ancora la possibilità di intervenire e potrebbe valutare un eventuale affondo per il centrocampista giallorosso.

Al momento non sono stati resi noti dettagli su una possibile offerta o sulla formula dell’eventuale trasferimento. La situazione resta quindi da monitorare, con il Lecce chiamato a valutare eventuali proposte per uno dei propri elementi in rosa.

Il futuro di Kaba potrebbe dunque dipendere dagli sviluppi delle prossime ore, con il Göztepe pronto a sfruttare la finestra ancora aperta del mercato turco.

Rosario Abisso reintegrato tra gli arbitri: il Tribunale Federale boccia la decisione dell’AIA, cos’era successo

Il fischietto della sezione di Palermo torna nell’organico della CAN dopo il ricorso accolto dal Tribunale Federale Nazionale

Importante svolta nella vicenda che ha coinvolto Rosario Abisso. L’arbitro palermitano è stato infatti reintegrato nel ruolo dopo la decisione del Tribunale Federale Nazionale, che ha dichiarato illegittima la delibera contenuta nel comunicato ufficiale n.1 dell’Associazione Italiana Arbitri dello scorso 1° luglio.

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Il provvedimento dell’AIA prevedeva la dismissione di Abisso dagli organici degli arbitri effettivi per la stagione 2026/27, ma il ricorso presentato dal direttore di gara ha portato a un esito favorevole. Il Tribunale ha stabilito che quella decisione non fosse conforme e ha disposto il reintegro dell’arbitro classe 1985.

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La decisione è stata comunicata attraverso una nota ufficiale del Tribunale Federale Nazionale, che ha accolto le richieste presentate dal legale del fischietto siciliano.

«Il Tribunale Federale Nazionale, Sezione Disciplinare, definitivamente pronunciando, accoglie il ricorso e dichiara l’illegittimità della delibera di cui al Comunicato Ufficiale dell’Associazione Italiana Arbitri n. 1 del 1° luglio 2026 nella parte in cui dispone la dismissione del sig. Rosario Abisso».

La ricostruzione del caso Abisso

Rosario Abisso era stato escluso dagli organici dell’AIA lo scorso 1° luglio con la motivazione legata ai «limiti di permanenza nel ruolo». Una decisione che aveva portato l’arbitro della sezione di Palermo a presentare ricorso attraverso il proprio avvocato Andrea Capone.

Nel frattempo, grazie a un’ordinanza, Abisso aveva comunque avuto la possibilità di partecipare al raduno precampionato degli arbitri della CAN, seppur inizialmente in una posizione di sovrannumero rispetto all’organico.

Il ricorso era stato presentato contro il provvedimento con cui il direttore di gara era stato depennato dagli arbitri effettivi in vista della nuova stagione. Il Tribunale Federale Nazionale ha quindi ritenuto illegittima la decisione dell’AIA, aprendo nuovamente le porte al reinserimento dell’arbitro.

Abisso torna nella CAN per la stagione 2026/27

Con questa decisione, Rosario Abisso potrà dunque proseguire la propria carriera arbitrale ai massimi livelli del calcio italiano. Il classe 1985 rappresenta uno dei direttori di gara più esperti dell’organico e sarà nuovamente a disposizione per le designazioni della stagione 2026/27.

La vicenda si chiude quindi con il reintegro dell’arbitro siciliano, dopo settimane caratterizzate dal confronto tra il direttore di gara e gli organi federali.

PSG, Luis Enrique promuove il mercato: «Abbiamo fatto un qualcosa di eccezionale»

Il tecnico spagnolo soddisfatto del lavoro della dirigenza parigina e commenta anche l’addio di Bradley Barcola

Il mercato estivo si è concluso e il bilancio del Paris Saint-Germain è stato promosso a pieni voti da Luis Enrique. L’allenatore spagnolo, intervenuto in conferenza stampa, ha analizzato le strategie adottate dalla società francese durante la sessione di trasferimenti, tra investimenti importanti in entrata e numerose cessioni.

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Il PSG ha deciso di rinnovare parte della propria rosa, inserendo diversi profili per aumentare qualità e alternative a disposizione. Tra gli acquisti effettuati figurano il portiere Alessandro Longoni, il terzino sinistro Lucas Digne, gli esterni offensivi Maghnes Akliouche e Mika Godts e l’attaccante Ferran Torres, per una spesa complessiva superiore ai 160 milioni di euro.

Sul fronte delle uscite, invece, il club parigino ha generato importanti introiti con le partenze di Noham Kamara, Kang-in Lee, Ibrahim Mbaye, Randal Kolo Muani, Goncalo Ramos e Bradley Barcola, superando quota 350 milioni di euro di ricavi.

BILANCIO DEL MERCATO – «Il bilancio che posso fare è che abbiamo fatto un mercato eccezionale, per me. Senza alcun dubbio. Il presidente e la direzione sportiva con Luis Campos hanno fatto un lavoro incredibile. Sono molto contento. Prima di tutto, voglio salutare i giocatori che sono partiti, sono stati elementi molto importanti nella conquista dei trofei degli ultimi due anni. Gli auguro il meglio. Penso che fosse necessario, perché avevamo bisogno di nuova energia nella squadra, a livello di mentalità e ambizioni. Il mercato è stato eccezionale. Siamo molto contenti di iniziare la stagione con i nuovi giocatori».

Secondo Luis Enrique, il cambiamento era necessario per dare nuovi stimoli al gruppo dopo un periodo ricco di successi. Il tecnico ha sottolineato il lavoro svolto dalla società e dal direttore sportivo Luis Campos, ritenendo le operazioni estive coerenti con il progetto del club.

NUOVI ACQUISTI E CRESCITA DELLA SQUADRA «Tutto quello che posso dire è che sono contento. Poi c’è il tempo di adattamento dei giocatori. Ricordo che all’inizio della mia seconda stagione tutti avevano dubbi sui giocatori che avevamo preso. Poi è arrivato il risultato. Hanno finito per dimostrare il loro livello. Abbiamo comprato i giocatori che volevamo. Penso che siamo una delle migliori squadre d’Europa dentro e fuori dal campo».

L’allenatore spagnolo ha quindi ribadito la fiducia nelle scelte del PSG, ricordando come i nuovi giocatori abbiano spesso bisogno di tempo per inserirsi e dimostrare il proprio valore.

IL CASO BARCOLA «Il caso di Barcola per me è un po’ diverso, perché è cresciuto enormemente a Parigi dopo il suo arrivo dall’OL e ha fatto crescere tantissimo anche la squadra con le sue prestazioni. Voleva avere più peso in termini di gioco, non potevo garantiglielo. Alla fine penso che tutti siano contenti della situazione».

La partenza di Bradley Barcola è stata una delle operazioni più discusse della sessione estiva. L’attaccante francese aveva avuto un ruolo importante nella crescita del PSG, ma la volontà di avere maggiore spazio e centralità nel progetto ha portato alla separazione.

ADDIO DI BARCOLA «Alla fine penso che tutti ci abbiano guadagnato. Voleva partire perché voleva avere più tempo di gioco e più importanza nella squadra. Non potevo dargli questo, a nessun giocatore del resto. Devi guadagnartelo in allenamento e nelle partite. È stato un giocatore molto importante, è una persona incredibile, era molto amato dai compagni quindi è difficile per tutti. Ho solo cose positive da dire su di lui. Gli restavano ancora due anni di contratto, ha deciso di partire e gli auguro il meglio. Bisognava accettarlo, è il calcio. Sarà normale in futuro avere giocatori che sono stati molto importanti per la squadra e che se ne vanno. È la vita, bisogna accettarlo».

Il PSG riparte quindi con una rosa profondamente rinnovata e con l’obiettivo di confermarsi ai vertici del calcio europeo. Per Luis Enrique la sfida sarà trovare rapidamente il giusto equilibrio tra nuovi innesti e giocatori già presenti, trasformando il mercato in risultati sul campo.

Bologna, Fenucci attacca Rowe: «Venuto meno il rispetto verso i compagni, abbiamo scelto di cederlo»

L’ad rossoblù spiega i motivi della cessione dell’esterno all’Atalanta: «Situazione conflittuale anche con gli agenti»

Il divorzio tra Jonathan Rowe e il Bologna continua a far discutere. L’attaccante esterno inglese è stato ceduto nell’ultimo giorno di mercato all’Atalanta, ma dietro alla partenza del classe 2003 ci sarebbe stata una situazione interna diventata sempre più complicata.

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A spiegare i motivi della scelta è stato l’amministratore delegato rossoblù Claudio Fenucci, intervenuto in conferenza stampa. Il dirigente del Bologna ha usato parole molto dure nei confronti di Rowe, sottolineando problemi comportamentali già emersi in passato e una gestione diventata difficile per il gruppo.

Fenucci su Rowe: «È venuto meno il rispetto nei confronti dei compagni»

MOTIVI DELLA CESSIONE – «È un giocatore che già in passato aveva mostrato qualche problema caratteriale, sapete benissimo cosa successe quando arrivò qui. In ritiro aveva già mostrato insofferenza sebbene non ci fosse alcuna offerta. È venuto meno il rispetto nei confronti dei compagni e oltre a questo ci poteva essere il problema che tenendolo si sarebbe potuto creare un impatto negativo sul gruppo, anche in virtù della competizione con Cambiaghi che sta facendo meglio di lui e merita di giocare».

L’ad del Bologna ha poi spiegato come la società abbia valutato attentamente la situazione prima di procedere alla cessione. La scelta, secondo Fenucci, sarebbe stata presa per tutelare l’ambiente della squadra e il progetto tecnico.

SCELTA DEL CLUB E OPERAZIONE CON L’ATALANTA – «Abbiamo fatto un bilancio di tutto e avendo visto che si stava creando una situazione conflittuale anche con gli agenti, abbiamo pensato per il bene del Bologna e per il bene della squadra di cederlo. Abbiamo fatto un’operazione positiva con l’Atalanta: è arrivato un 2006 dal loro settore giovanile che ci piaceva molto e abbiamo ricavato dei soldi da poter investire l’anno prossimo».

Bologna, Fenucci e il caso Castro

Durante la conferenza stampa è stato affrontato anche il tema legato a Santiago Castro. La cessione dell’attaccante argentino aveva lasciato qualche interrogativo, soprattutto alla luce dell’addio di Rowe e della necessità di mantenere alternative offensive.

CASTRO E LA GESTIONE DEL MERCATO – «Di base non ci piaceva l’idea di vendere un giocatore dopo solo un anno che è con noi, ma la vera natura del giocatore è emersa dopo e ormai l’operazione di Castro era stata conclusa».

Il Bologna ha dunque chiuso il mercato con una doppia operazione che ha modificato il reparto offensivo. La società rossoblù ha deciso di puntare sulla sostenibilità economica e sulla gestione dello spogliatoio, preferendo salutare Rowe dopo pochi mesi dal suo arrivo.

Bologna, Orsolini si ferma: lesione ai flessori e stop di circa 3 settimane. Il comunicato e chi può sostituirlo

Gli esami hanno confermato l’infortunio dell’esterno rossoblù, costretto a saltare le prossime sfide con la squadra di Tedesco

Brutte notizie per il Bologna e per Domenico Tedesco: Riccardo Orsolini dovrà fermarsi per un infortunio muscolare accusato durante l’ultima partita disputata dai rossoblù. L’esterno offensivo è stato sottoposto agli accertamenti del caso dopo il problema accusato ai flessori della coscia sinistra, con gli esami che hanno evidenziato una lesione.

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Il club emiliano ha comunicato ufficialmente i tempi di recupero, stimati in circa 3 settimane. Un’assenza importante per il Bologna, che perde uno dei giocatori più rappresentativi della rosa proprio in una fase delicata della stagione.

Bologna, il comunicato sulle condizioni di Orsolini

Attraverso una nota ufficiale, il Bologna ha fatto chiarezza sulle condizioni del classe 1997:

«In seguito a un risentimento ai flessori della coscia sinistra accusato durante la partita di lunedì, Riccardo Orsolini è stato sottoposto ad esami, che hanno evidenziato una lesione con tempi di recupero di circa 3 settimane».

Lo stop arriva in un momento in cui Orsolini non era ancora riuscito a esprimersi ai suoi consueti livelli. L’esterno rossoblù aveva iniziato la stagione senza riuscire a incidere come nelle annate precedenti: prestazione poco brillante contro la Lazio all’esordio e difficoltà anche nei minuti giocati contro l’Atalanta, prima dell’infortunio.

Bologna, Tedesco perde un leader offensivo

Nonostante un avvio complicato, il valore di Orsolini all’interno del progetto rossoblù resta indiscutibile. Il numero 7 è infatti uno dei simboli del Bologna degli ultimi anni, oltre ad essere un giocatore capace di raggiungere la doppia cifra in Serie A per 4 stagioni consecutive.

La sua assenza rappresenta quindi un problema per Tedesco, che dovrà trovare nuove soluzioni sulla fascia destra. Il tecnico potrebbe confermare la fiducia a Federico Bernardeschi, uno dei giocatori più positivi di questo inizio di campionato e tra le note più interessanti della squadra emiliana.

Bologna, Bernardeschi verso una nuova chance contro il Sassuolo

Il prossimo appuntamento per il Bologna sarà il derby emiliano contro il Sassuolo di Alberto Aquilani, valido per la terza giornata di Serie A. Una sfida importante per i rossoblù, ancora alla ricerca della prima vittoria stagionale.

Senza Orsolini, Tedesco dovrà fare affidamento sulle alternative presenti in rosa per provare a dare continuità alla squadra e superare un momento caratterizzato da risultati ancora altalenanti. L’obiettivo sarà recuperare al più presto il proprio esterno offensivo, elemento fondamentale per qualità, gol e capacità di creare superiorità sulla fascia.

Vlahovic riparte dal Besiktas: «Scelgo dove sono desiderato». Il retroscena sull’addio alla Juventus

L’attaccante serbo racconta il nuovo capitolo della sua carriera in Turchia, la scelta del Besiktas e il rapporto con la Juventus

Una tripletta all’esordio, l’entusiasmo dei tifosi e un nuovo capitolo della carriera. Dusan Vlahovic ha iniziato nel migliore dei modi la sua avventura al Besiktas dopo l’addio alla Juventus, lasciata al termine del contratto.

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L’attaccante serbo, arrivato in Turchia da svincolato, ha subito conquistato il pubblico bianconero di Istanbul con una prestazione da protagonista contro il Corum. Un impatto importante per un giocatore che vuole rilanciarsi dopo una stagione complicata a Torino.

In una lunga intervista concessa a Mozzart Sport, Vlahovic ha parlato del suo arrivo al Besiktas, della scelta di lasciare la Serie A, del rapporto con la Juventus e delle critiche ricevute negli ultimi mesi.

Vlahovic Besiktas, l’impatto con Istanbul e l’accoglienza dei tifosi

NUOVA AVVENTURA IN TURCHIA – «Quando sono arrivato a Istanbul, non avrei mai immaginato di poter suscitare tanta euforia e tanta gioia tra i tifosi; questo crea anche pressione a causa delle grandi aspettative, ma sono abituato a dover dare il massimo fin da quando ero bambino».

Sul primo impatto con il club turco, il centravanti serbo ha raccontato:

«Le impressioni sono fenomenali. Sia per quanto riguarda la mia esperienza e per l’accoglienza che ho ricevuto all’aeroporto, poi allo stadio in seguito… Sono molto soddisfatto, e molto felice. Per quanto riguarda la città, non ho avuto molte occasioni di vederla, ma da quello che ho visto, mi piace davvero tanto. È una città importante, una metropoli, e spero che tutto vada per il verso giusto».

Vlahovic ha poi sottolineato il rapporto speciale tra il calcio e la tifoseria del Besiktas:

«Sapevo che erano appassionati, che amavano il calcio e che ci tenevano moltissimo, ma non mi aspettavo che fosse su questa scala. Vivono per il calcio. La loro squadra e i giocatori significano tutto per loro, ed è stato davvero fenomenale. Il mio compito è lavorare, ascoltare l’allenatore e dare il massimo in campo».

La scelta del Besiktas e il ruolo di Italiano

PERCHÉ IL BESIKTAS – «Oltre al contratto importante hanno dimostrato il desiderio di volermi ingaggiare. Hanno cercato di contattarmi per tutta l’estate, hanno fatto tutto il possibile per provare a ingaggiarmi. E questo mi è piaciuto molto, perché penso che, in generale nella vita, si debba andare dove si è più desiderati».

Vlahovic ha spiegato anche il ruolo avuto da Vincenzo Italiano, suo allenatore ai tempi della Fiorentina:

«Mi ha chiamato per dirmi che aveva un progetto serio e grandi ambizioni. Credo fosse giugno. In seguito, ha parlato con i dirigenti del club, ha espresso il desiderio di farmi arrivare e io ho espresso il desiderio di lavorare di nuovo con lui, perché penso che sia un allenatore che mi conosce molto bene. So cosa si aspetta da me, conosco lo stile di gioco su cui insiste e so che i suoi attaccanti hanno sempre segnato gol sotto la sua guida».

L’addio alla Juventus e il rapporto con i tifosi

SALUTO ALLA JUVENTUS – «Avevo un contratto fino al 30 giugno. Il mio contratto è scaduto e, da quel momento, sono diventato un giocatore libero. Ho trascorso quattro anni e mezzo fantastici in questo club, sia per quanto riguarda i rapporti interpersonali, sia per le dimensioni della società, i tifosi e tutto ciò che caratterizza uno dei club più grandi al mondo».

L’attaccante ha poi aggiunto:

«È stato un grande onore e un immenso piacere avere l’opportunità di farne parte, di indossare la maglia della Juventus, giocare, rappresentare il club e segnare gol. Ancora una volta, vorrei ringraziare tutti all’interno del club, tutti i tifosi, i miei compagni di squadra. Per me è stata un’esperienza davvero fenomenale».

Sul futuro dei bianconeri:

«Sono sicuro che un club come la Juventus tornerà su quella strada il prima possibile, perché è nel DNA del club, lo ha fatto sin dalla sua fondazione e continuerà a farlo per molti anni a venire».

Vlahovic e le critiche: «Non presto attenzione ai commenti»

LE CRITICHE E IL MERCATO
Sul presunto passo indietro rappresentato dal trasferimento in Turchia, Vlahovic ha risposto:

«Non presto alcuna attenzione ai commenti. Ognuno può dire e pensare quello che vuole. Il calcio è lo sport più popolare al mondo chiunque può avere un’opinione. Certo, da un certo punto di vista, chiunque può avere ragione. Ma io non ci faccio caso. Ho il mio percorso, le mie ambizioni, il mio obiettivo, e penso che l’unica cosa che conti sia come mi sento e cosa penso».

Infine, il serbo ha chiarito la situazione sul mancato rinnovo con la Juventus:

«L’unica verità è che non ho avuto alcun colloquio concreto con il club a riguardo. Non ci sono stati colloqui concreti, in cui ci siamo seduti e ne abbiamo discusso. Ho sempre cercato di fare il mio lavoro al meglio delle mie capacità, di dare il 100 per cento in campo».

Ora il suo obiettivo è chiaro: rilanciarsi con il Besiktas, tornare protagonista e dimostrare il proprio valore in una nuova realtà.

Cosa è successo davvero per l’addio di Mandragora alla Fiorentina e il ritorno al Torino

I retroscena dell’addio di Mandragora alla Fiorentina e il suo trasferimento al Torino. La rivelazione

Stefano Antonelli, membro dell’entourage di Rolando Mandragora, è intervenuto ai microfoni di Radio FirenzeViola per svelare i retroscena legati al ritorno del centrocampista al Torino e all’improvviso addio alla Fiorentina.

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I motivi della separazione con la Fiorentina

Il procuratore ha ripercorso le fasi che hanno portato alla rottura con il club viola, un esito inizialmente del tutto imprevedibile: “La partenza di Rolando da Firenze è stata una cosa molto sofferta. A me piace sempre dire la verità e non fare finta che sia tutto semplice: è stata davvero molto sofferta. Fino a 12-14 giorni fa, tutto faceva pensare che una separazione dalla Fiorentina fosse praticamente impossibile. Fino alla partita amichevole contro il Real Madrid, Mandragora era considerato incedibile sotto tutti i punti di vista. Poi, con grande onestà, devo dire che i progetti calcistici possono cambiare. Ci possono essere cambi di direzione e, a quel punto, ci è stato comunicato che potevamo guardare al mercato. Probabilmente di interessamenti ce ne sono stati tanti, ma Rolando li ha sempre rimandati al mittente. La realtà è che avrebbe rifiutato qualsiasi proposta se non avesse avuto la consapevolezza definitiva di non fare più parte del progetto tecnico. Rolando, quando non gioca, va in sofferenza. Se non si sente un giocatore importante e una persona importante per lo spogliatoio, va ancora più in difficoltà. Da lì è maturata la decisione di fare la scelta che poi abbiamo fatto“.

Il sondaggio del Besiktas e le altre offerte di Serie A

Antonelli si è poi soffermato sull’interesse mostrato da diverse squadre italiane, tra cui Atalanta, Bologna, Genoa, e sul forte pressing del Besiktas guidato dall’ex tecnico viola Vincenzo Italiano: “A un certo punto i sondaggi li hanno fatti un po’ tutti. Però un conto è fare un sondaggio, un altro è presentare un’offerta concreta e manifestare una volontà assoluta. Sicuramente ci sono stati interessamenti da parte di Atalanta, Bologna e Genoa. Ma chi più di tutti si è fatto avanti è stato Vincenzo Italiano con il Besiktas. Quello è stato davvero un momento di grandissima riflessione, anche perché è successo nelle ultime ore. Abbiamo riflettuto tantissimo. Il problema era che avremmo dovuto aspettare ancora un po’, perché in Turchia il mercato chiude venerdì. I contatti con Rolando sono stati frequenti, però bisognava prendere una decisione. La decisione di Rolando è stata quella che ci si poteva aspettare da un uomo come lui, per come lo avete conosciuto a Firenze: da uomo vero. Sentiva il Torino. Sentiva che, se non doveva essere la Fiorentina, doveva essere il Torino”.

Il ricordo dell’esperienza in viola

In conclusione, il rappresentante del calciatore ha espresso un parere personale sull’eredità lasciata dal centrocampista a Firenze ed il rapporto vissuto con i tifosi: “Naturalmente non tutti i giocatori possono piacere a tutti. Nel corso degli anni ci sono state persone che hanno criticato Mandragora, anche in maniera eccessivamente dura, a mio parere. Però ha avuto anche tantissimi estimatori, soprattutto per il suo attaccamento alla maglia e per i gol che ha segnato. Ne ha fatti tanti e ne ha segnati alcuni davvero molto belli. Anzi, raramente Mandragora ha segnato gol brutti: dal punto di vista stilistico, sono stati spesso gol molto pregevoli”.

Moratti svela il retroscena: «Papà non voleva che la Juventus prendesse Gigi Riva. Allora noi comprammo il Cagliari di nascosto e lui alla Juve non andò!»

Moratti si è raccontato in una lunga intervista, nella quale ha parlato così di un retroscena su Gigi Riva ma non solo. Le dichiarazioni

In un’ampia intervista concessa a Il Mattino, l’ex presidente dell’Inter Massimo Moratti ha tracciato un bilancio del calcio italiano, elogiando la visione di Aurelio De Laurentiis: «De Laurentiis ha tramutato una passione in un business. Io non ne sono stato mai capace, ero un debole: non sarei mai riuscito a finire una sessione di mercato senza comprare un grande calciatore. Ma forse è lui quello che ha capito davvero come funziona il mondo del calcio».

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Il retroscena sulla rinascita azzurra ed il ricordo con il Cagliari

L’ex patron nerazzurro ha svelato un aneddoto risalente al fallimento del club partenopeo: «Un presidente mio collega in Serie A mi svegliò quasi all’alba per dirmi che era la mia grande occasione per investire al Sud, per rilanciare quello storico club. Conosco quella città, quella tifoseria e non potevano meritare un presidente che non guidasse una società come quella del Napoli dedicando tutto il proprio tempo e con ogni passione. Io avevo l’Inter e non potevo distrarmi con altro». Un legame con il Mezzogiorno già toccato dalla famiglia Moratti negli anni Sessanta, quando entrò nel Cagliari per strappare Gigi Riva alla Juventus: «Papà non voleva che la Juventus prendesse Gigi Riva che aveva praticamente comprato – racconta. – Allora noi che in Sardegna avevamo il cuore in pochi giorni comprammo la società di nascosto. E Riva alla Juventus non andò».

Dall’era di Maradona alla sostenibilità dell’era De Laurentiis

Metttendo a confronto la squadra di Diego Armando Maradona con la gestione odierna, l’ex dirigente ha evidenziato la stabilità del modello attuale: «Era chiaro fin dall’inizio che era un ciclo che, non essendo legato a calciatori ma a una società sana, poteva essere duraturo e vincente».

La sfida tra Chivu ed Allegri per il big match di San Siro

In vista della sfida di campionato tra Inter e Napoli, Moratti ha analizzato i due tecnici Cristian Chivu e Massimiliano Allegri, ricordando il grande temperamento del rumeno dopo l’infortunio al capo: «Dopo la frattura al cranio temevo per la sua salute. Ma lui reagì come una roccia: aveva un buco in testa ma mostrò subito un gran coraggio. Neppure un mese ed era già in campo». Sullo scontro diretto a San Siro, l’ex patron predica prudenza: «Decisiva, ovviamente, non lo è e non può esserlo: ma nessuno vuole perdere una partita di cartello. Anche perché poi da due anni è il duello di questa Serie A, Inter contro Napoli».

Edin Dzeko annuncia il ritiro dalla Nazionale bosniaca a 40 anni: contro la Svezia la sua ultima partita. La lettera emozionante per il suo addio

Edin Dzeko ha annunciato il ritiro dalla Nazionale bosniaca a 40 anni: giocherà la sua ultima partita contro la Svezia

Finisce ufficialmente un’era per il calcio balcanico e internazionale. Edin Dzeko dice addio alla Nazionale della Bosnia. L’iconico centravanti ha comunicato la sua sofferta decisione attraverso una lunga e commovente lettera pubblicata sul proprio profilo Instagram. All’età di 40 anni, l’attaccante saluta la propria selezione dopo aver collezionato numeri da capogiro: ben 151 presenze e 73 gol. Un percorso eccezionale, conclusosi nel migliore dei modi sportivi, con la straordinaria impresa di aver riportato la sua nazione a giocare il Mondiale, a ben dodici anni di distanza dall’ultima apparizione.

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L’ultima partita in Nations League contro la Svezia

Nonostante il prestigioso traguardo raggiunto, non saranno le sfide della rassegna iridata americana a segnare la sua ultima apparizione con la maglia del suo Paese. L’ultimo e definitivo saluto alla sua amata gente avverrà infatti il prossimo 2 ottobre, in occasione dell’attesa partita di Nations League tra Bosnia e Svezia. Sarà quella la cornice perfetta per omaggiare l’ex stella di Roma, Inter e Fiorentina, attualmente in forza ai tedeschi dello Schalke 04, pronto a congedarsi dal calcio internazionale davanti al proprio pubblico.

La lettera integrale di Dzeko sui social

Il messaggio di addio condiviso sui social rappresenta un vero e proprio inno d’amore verso il proprio Paese. Questo il testo integrale e inalterato della toccante lettera pubblicata dal bomber:

“A volte mi chiedevo quando sarebbe arrivato questo momento… Ma non ho mai immaginato quanto sarei stato emozionato scrivendo queste parole. Il 2 ottobre, contro la Svezia, giocherò il mio ultimo incontro per la nostra squadra nazionale. Niente nella mia carriera ha mai paragonato l’orgoglio che ho provato ogni volta che ho indossato quella maglia. Niente. Era il mio sogno d’infanzia, un sogno che ho portato con me in ogni una delle 151 occasioni in cui ho avuto l’onore di rappresentare il mio paese in un campo da calcio. Ero sempre orgoglioso di farlo, proprio come l’ho fatto la prima volta. Sono passati quasi venti anni da quel match contro la Turchia. Tante cose sono cambiate, e anch’io sono cambiato, ma il mio amore per questa maglia non l’ha mai fatto.

Ora sento che è arrivato il momento di fare un passo indietro. Se sono arrivato a 40 anni con la squadra nazionale, è perché ho dato davvero tutto ciò che avevo. Ogni volta. Tutto. Giocare per la mia nazione è stata l’opportunità più emozionante che il calcio abbia mai dato a me. La sensazione che ho provato quella sera contro il Galles, e poi a Zenica contro l’Italia a marzo, rimarrà per sempre nel mio cuore. Vedere la mia gente celebrare per le strade delle nostre città è stato un altro dono incredibile che il calcio mi ha dato. C’è il tempo per ringraziare tutti coloro che sono stati al mio fianco e mi hanno sostenuto durante questo meraviglioso viaggio. Per ora, spero che saranno lì quella sera contro la Svezia, così possiamo condividere un’emozione in più… Perché ognuna di queste incredibili esperienze è stata qualcosa che abbiamo vissuto insieme. E questo è il modo in cui voglio vivere la mia ultima notte rappresentando il mio paese: con tutti voi al mio fianco, indossando la maglia che ho amato fin da quando ero ragazzo – e la maglia che amerò per il resto della mia vita”.

Bologna, tutta la verità di Fenucci: «Abbiamo preferito cedere Rowe all’Atalanta, già in ritiro aveva mostrato nervosismo!»

Bologna, l’amministratore delegato Claudio Fenucci è uscito allo scoperto sul caso Rowe e sul calciomercato appena concluso

L’amministratore delegato del Bologna, Claudio Fenucci, è intervenuto in conferenza stampa per tracciare un bilancio esaustivo sul mercato appena concluso, spiegando nel dettaglio i retroscena che hanno portato alla cessione di Jonathan Rowe all’Atalanta. Il dirigente rossoblù ha chiarito i tentativi fatti per trattenere il calciatore e le ragioni del suo addio: “La gestione della situazione di Rowe è nata dopo aver fatto diversi tentativi per convincere il ragazzo a rimanere: aveva mostrato nervosismo già dal ritiro, e avendo creato una famiglia sportiva con dei valori, tutto ciò non deve essere intaccato da nessuno”.

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Fenucci ha poi approfondito le motivazioni tattiche e gestionali che hanno convinto la società ad assecondare la vendita alla compagine bergamasca: “Abbiamo capito che la gestione del ragazzo sarebbe stata complicata e abbiamo preferito cederlo all’Atalanta. In ritiro aveva già mostrato insofferenza sebbene non ci fosse alcuna offerta. Oltre a questo, tenendolo si sarebbe potuto creare un impatto negativo sul gruppo, anche in virtù della competizione con Cambiaghi, che sta facendo meglio di lui e merita di giocare”.

I sacrifici di mercato per la sostenibilità economica

Oltre alla situazione legata all’attaccante inglese, l’amministratore delegato ha illustrato il quadro finanziario della società, spiegando come le uscite siano state necessarie per bilanciare i conti a causa del mancato approdo alle competizioni europee: “Le operazioni, esclusa quella di Rowe, sono nate con lo scopo di sanare la situazione finanziaria del club”.

Il dirigente ha poi sottolineato l’impegno profuso per mantenere elevato il livello di competitività dell’organico a disposizione dello staff tecnico pur rientrando nei parametri economici: “Uscendo dal percorso delle coppe e dai ricavi che ne derivano, quest’anno abbiamo dovuto fronteggiare un problema: la squadra era più costosa rispetto ai ricavi che generava e c’era il problema di come finanziare questa stagione. Siamo andati avanti cercando di recuperare questo gap economico cedendo qualche calciatore ma mantenendo la competitività per scendere in campo e vincere tutte le partite”.

Il progetto del nuovo stadio

A margine dell’analisi sulle dinamiche della rosa, Fenucci ha fornito importanti aggiornamenti relativi al progetto per la realizzazione e l’ammodernamento dello stadio del Bologna, rassicurando la tifoseria sulla solidità dell’iniziativa: “Spero che a breve tempo potremmo capire se ci saranno le condizioni per farlo. Le risorse finanziare ci sono. Siamo già al lavoro con i progettisti.”.

La UEFA apre un procedimento su Guendouzi e Greenwood: il Fenerbahce annuncia ricorso! Cosa sta succedendo

La UEFA ha aperto un procedimento su Guendouzi e Greenwood: ricorso del Fenerbahce! La ricostruzione della vicenda

La qualificazione al tabellone principale di Champions League si trasforma in un caso spinoso per il Fenerbahçe. A seguito delle tumultuose vicende verificatesi al termine del match di ritorno dei playoff contro il Lione, gli organi di controllo della UEFA hanno aperto un procedimento disciplinare nei confronti di Mattéo Guendouzi e Mason Greenwood. I due calciatori della formazione turca sono finiti al centro delle indagini per il loro coinvolgimento diretto in una pesante maxi rissa scoppiata sul terreno di gioco dopo il triplice fischio che ha decretato l’eliminazione dei francesi ed il passaggio del turno del club di Istanbul.

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La provocazione di Guendouzi e la reazione al pubblico francese

A scatenare il caos al termine dell’incontro è stata in particolare l’esultanza dell’ex centrocampista della Lazio, che si è rivolto direttamente verso il settore occupato dai sostenitori transalpini con gesti definiti provocatori dagli avversari. Lo stesso Guendouzi ha successivamente motivato il proprio atteggiamento ricostruendo la forte pressione ambientale vissuta durante la sfida: “Quando 60.000 persone insultano la tua famiglia, tua madre, i tuoi figli persino prima della partita e nessuno allo stadio dice loro di tacere… Se vuoi provocare, si provoca in entrambi i sensi. Se non si può festeggiare come si ha voglia di fare allora…”.

Riflessi sulla sfida contro la Roma ed il comunicato ufficiale del club

I possibili sviluppi della vicenda vengono seguiti con grandissima attenzione anche in Italia, dato che la Roma sarà la prima avversaria affrontata dagli uomini di Istanbul nel cammino europeo. Un’eventuale stangata o la comminazione di squalifiche da parte della commissione disciplinare potrebbe privare i turchi di due pilastri fondamentali per il match d’esordio contro la formazione capitolina. Consapevole del rischio, la dirigenza gialloblù si è prontamente attivata per difendere la posizione dei tesserati.

Attraverso una nota ufficiale, il Fenerbahçe ha annunciato il ricorso: “A seguito della partita di ritorno dei playoff di UEFA Champions League, la UEFA ha avviato un procedimento disciplinare contro i nostri giocatori Mattéo Guendouzi e Mason Greenwood, nonché contro il nostro club. Il nostro club presenterà le necessarie difese agli organi UEFA competenti per tutelare i diritti e gli interessi dei nostri giocatori e del Fenerbahçe. Tutte le informazioni, i documenti e le difese necessarie saranno presentati alla UEFA e il nostro club sta seguendo da vicino gli sviluppi. Ne informiamo il pubblico”.

Calciomercato Roma, occasione dagli svincolati! Idea Krépin Diatta per Gasperini, chi è il possibile colpo a zero dei giallorossi

Calciomercato Roma, Krépin Diatta a parametro zero può essere un’occasione per i giallorossi. Ecco chi è

Nonostante la sessione estiva di calciomercato si sia ufficialmente conclusa, i club mantengono alta l’attenzione sul bacino dei calciatori svincolati, che dispongono ancora di una finestra temporale per trovare una nuova sistemazione. In casa Roma, la dirigenza sta valutando se cogliere qualche occasione a parametro zero per completare l’organico a disposizione del tecnico Gian Piero Gasperini, ed un profilo in particolare ha iniziato a circolare negli ambienti capitolini.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Il profilo di Krépin Diatta: duttilità al servizio del gioco di Gasperini

Secondo quanto riportato dal quotidiano Il Tempo, tra le varie opportunità offerte dal mercato dei giocatori senza contratto è emerso il nome di Krépin Diatta, ex calciatore del Monaco. L’esterno senegalese, classe 1999, fa della straordinaria duttilità tattica la sua risorsa migliore, essendo in grado di disimpegnarsi su entrambe le corsie esterne e di ricoprire più ruoli nello scacchiere tattico: da esterno a tutta fascia fino ad ala d’attacco. Caratteristiche che potrebbero stuzzicare le idee tattiche di mister Gasperini e del DS Tony D’Amico.

Un rinforzo per l’esterno a costo zero

L’eventuale innesto del ventisettenne senegalese rappresenterebbe una soluzione ideale per tappare la casella rimasta parzialmente scoperta dopo la chiusura delle trattative estive. Con la squadra impegnata su tre fronti compresa la Champions League, l’arrivo di un profilo dinamico, atleticamente integro e dotato di esperienza internazionale permetterebbe alla Roma di allungare le rotazioni sulle corsie laterali, offrendo un’alternativa di valore senza gravare pesantemente sui bilanci.

Valutazioni in corso a Trigoria

Al momento non vi è ancora la certezza matematica se la società giallorossa deciderà di affondare il colpo attingendo alla lista dei calciatori ancora senza contratto o se attenderà la finestra di riparazione di gennaio. Tuttavia, la presenza di un profilo polivalente come quello dell’ex Monaco costituisce una tentazione concreta che i vertici di Trigoria analizzeranno attentamente nei prossimi giorni.

Mandas, Gattuso respinge le offerte: il retroscena da 15 milioni e il no a Kepa

Il Messaggero racconta la scelta di Gattuso: fiducia a Mandas nonostante le proposte di mercato. Il portiere risponde con due clean sheet

Christos Mandas al centro del progetto della Lazio, anche davanti alla possibilità di incassare 15 milioni di euro. Secondo quanto riportato dal Messaggero, Gennaro Gattuso ha difeso la permanenza del portiere greco, opponendosi a una cessione che avrebbe garantito una rilevante plusvalenza.

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Una scelta precisa, maturata prima ancora dell’addio di Ivan Provedel, passato all’Inter per 3 milioni.

Mandas, Gattuso dice no ai 15 milioni

Stando alla ricostruzione del quotidiano, il Bournemouth era pronto a riscattare Mandas per 15 milioni, cifra che anche altri club erano disposti a offrire. Gattuso, però, aveva già individuato nel greco il nuovo titolare e ha chiuso la porta alla partenza.

Il tecnico ha privilegiato la propria valutazione sportiva rispetto all’opportunità economica, confermando la fiducia nel portiere.

Mandas preferito a Di Gregorio e Kepa

Le alternative non mancavano. Il Messaggero riferisce che Gattuso ha rifiutato anche uno scambio con Michele Di Gregorio, mentre non lo ha convinto la possibilità di prendere Kepa, proposto dall’Arsenal per 5 milioni.

Due opzioni che non hanno modificato le gerarchie: la prima scelta è rimasta Mandas.

Mandas, due clean sheet e un precedente che risale al 2012/13

Le prime due giornate hanno premiato la decisione dell’allenatore. Mandas ha chiuso senza subire gol contro Bologna e Genoa, contribuendo alle due vittorie biancocelesti.

Al Dall’Ara sono stati determinanti gli interventi su Helland, Odgaard e Rowe; contro i rossoblù liguri, invece, il greco ha protetto il risultato nel finale su Frendrup.

Come evidenziato nel resoconto, la Lazio non cominciava il campionato con due clean sheet consecutivi dalla stagione 2012/13, con Vladimir Petkovic in panchina. Il prossimo obiettivo è prolungare la serie a Udine.

Lucumí: «Volevo la Juventus a tutti i costi». E su Spalletti: «È il nostro leader»

Jhon Lucumí racconta a Tuttosport la scelta della Juventus, l’esordio da titolare contro il Parma e il rapporto con Spalletti

Jhon Lucumí racconta l’emozione di vestire la maglia della Juventus. Intervistato da Tuttosport, il difensore colombiano ripercorre il trasferimento dal Bologna e la prima partita da titolare contro il Parma, sottolineando quanto desiderasse questa opportunità.

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PAROLE – «Quando sei alla Juventus devi essere sempre preparato. Stiamo parlando della società più grande d’Italia», afferma il centrale. Una serata speciale, vissuta però con la concentrazione necessaria: «Anche se non fossi partito dall’inizio, speravo comunque che un po’ di minuti me li avrebbe concessi. A prescindere, la squadra va sempre davanti a tutto».

Lucumí, la scelta della Juventus: «Volevo stare a Torino»

L’interesse bianconero ha suscitato entusiasmo fin dai primi contatti. Nel racconto a Tuttosport, Lucumí spiega come il progressivo avvicinamento tra i club abbia rafforzato la sua volontà di trasferirsi.

TRATTATIVA – «Quando ci siamo avvicinati sempre di più e ho visto quanto fosse concreta l’opzione, ho pensato di dover venire qui a tutti i costi. Volevo stare a Torino. Volevo vivere l’esperienza di essere un giocatore della Juventus».

Lucumí su Spalletti: «Dobbiamo seguire tutte le sue indicazioni»

Il colombiano descrive Luciano Spalletti come un allenatore esigente, attento alla preparazione della squadra e determinato a vincere. Il lavoro settimanale rappresenta la base per affrontare le partite nelle migliori condizioni.

SPALLETTI – «Lo vediamo come il leader e dobbiamo seguire tutte le sue indicazioni per essere più vicini agli obiettivi che vogliamo raggiungere», sottolinea Lucumí.

Lucumí ringrazia il Bologna: «Sarò sempre grato»

Il trasferimento non cancella la riconoscenza verso il Bologna. Il difensore spiega di aver condiviso con la famiglia il desiderio di una nuova esperienza, dopo il percorso di crescita in rossoblù.

BOLOGNA – «Sarò sempre grato al Bologna per la chance che mi ha concesso», precisa. L’ambizione di compiere un altro passo, aggiunge, era stata espressa fin dall’arrivo: «Sono arrivato lì per crescere e migliorare, poi per provare a fare il salto. Hanno capito».

Ausilio, addio all’Inter dopo 28 anni: la distanza sul rinnovo dietro la separazione. I retroscena

Piero Ausilio lascia l’Inter: secondo il Corriere della Sera, durata del contratto e aumento dello stipendio hanno diviso il dirigente e il club

Dietro la separazione tra Piero Ausilio e l’Inter c’è un accordo sul rinnovo mai raggiunto. Secondo quanto ricostruito dal Corriere della Sera, le richieste del dirigente e la proposta della società sono rimaste distanti su due punti: durata del contratto e adeguamento economico.

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Si è così concluso un percorso durato 28 anni, con la promozione di Dario Baccin, già stretto collaboratore di Ausilio, nel ruolo di Chief Sport Officer.

Ausilio, la richiesta di un rinnovo per altre tre stagioni

Il quotidiano riferisce che Ausilio, legato all’Inter fino al 2027 con uno stipendio da 1,3 milioni di euro più bonus, chiedeva un rinnovo pluriennale di tre stagioni. Una soluzione che gli avrebbe consentito di programmare il lavoro sul lungo periodo.

Alla durata si accompagnava la richiesta di un aumento di circa 300 mila euro, come riconoscimento per la recente vittoria del campionato e le due finali di Champions League raggiunte nell’arco di 24 mesi.

Ausilio, la proposta dell’Inter e il confronto decisivo

Differente l’offerta presentata dalla società a luglio: prolungamento fino al 2028 e incremento dello stipendio di 100 mila euro.

Secondo il Corriere della Sera, il passaggio decisivo è arrivato martedì, durante il confronto nel quale Ausilio ha comunicato al club che non avrebbe accettato quelle condizioni. Ieri è stata quindi firmata la risoluzione del contratto.

Ausilio lascia, Baccin promosso: possibile un altro ingresso

L’Inter ha affidato a Dario Baccin il ruolo di Chief Sport Officer, dando continuità al lavoro attraverso una figura già presente nell’area sportiva.

La struttura dirigenziale potrebbe però conoscere ulteriori sviluppi: il Corriere della Sera non esclude il futuro inserimento di un direttore tecnico. Un’eventualità che, al momento, resta distinta dalla promozione di Baccin.

Modric rivela: «Mi manca Madrid e mi piacerebbe tornarci ma ora voglio riportare il Milan a vincere»

Luka Modric, nell’intervista a Marca, racconta la scelta di restare al Milan, gli obiettivi stagionali e il legame con il Real Madrid

Luka Modric vuole tornare a vincere con il Milan. Negli estratti dell’intervista a Marca, il centrocampista croato spiega le ragioni della sua permanenza in rossonero e indica la strada per riscattare la mancata qualificazione alla Champions League. Il legame con il Real Madrid resta fortissimo, ma il presente è a Milano: «Mi hanno accolto a braccia aperte fin dal primo giorno e sono molto contento».

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Modric, la permanenza al Milan e la voglia di vincere

La fiducia ricevuta dalla società ha avuto un peso nella decisione di continuare. Modric racconta di sentirsi coinvolto nel progetto, in una squadra che ha cambiato allenatore e diversi interpreti.

PAROLE – «Il club mi ha considerato una parte importante del progetto. Mi voleva qui ed è per questo che sono rimasto. Voglio competere, dare tutto e provare a far tornare il Milan a vincere. Tutti insieme».

Il croato insiste sulla responsabilità collettiva: nessun singolo può bastare per riportare i rossoneri ai livelli desiderati. L’obiettivo personale è contribuire sia sul campo sia nello spogliatoio.

Modric e il rimpianto Champions: «È stato un colpo duro»

Nelle parole rilasciate a Marca emerge anche la delusione per il finale della scorsa stagione. Modric ricorda una squadra rimasta a lungo nella corsa scudetto, prima di compromettere il proprio percorso nelle ultime partite.

CHAMPIONS LEAGUE – «È stato un colpo duro per il Milan, perché il Milan, per la sua storia, deve giocare almeno la Champions League ogni anno».

La scelta rossonera, però, nasce da un’affinità che precede il suo arrivo: «Quando ero bambino e guardavo il calcio italiano, il Milan era la mia squadra preferita». Un sentimento che, insieme alla storia del club, ha reso più semplice la decisione dopo l’addio a Madrid.

Modric, il ritiro e il possibile ritorno al Real Madrid

Sul momento di smettere, Modric non indica una scadenza. A guidarlo restano la passione e le sensazioni fisiche: «Credo che sarà il mio corpo a dirmi quando sarà arrivato il momento».

Quanto al futuro a Madrid, il desiderio esiste, ma senza un ruolo già definito. Il centrocampista pone una condizione precisa: «Voglio essere utile, voglio aiutare il Real Madrid. Non voglio essere lì senza sapere perché».

Un’aspirazione per il dopo carriera, mentre l’impegno attuale resta rivolto al Milan e alla volontà di riportarlo al successo.

Milan, il caso Tomori riapre il dibattito sulla gestione interna: reintegro dopo l’esclusione, tra coerenza e strategia – VIDEO di Alberto Petrosilli

Milan, gestione Tomori nel mirino: prima fuori rosa, poi reintegrato. Il progetto è davvero chiaro? – VIDEO di Alberto Petrosilli

Il Milan ha ritrovato un difensore che conosce già tutto: il campionato, l’ambiente e persino la strada per Milanello. Fikayo Tomori, centrale inglese classe 1997, è stato reintegrato dopo la mancata cessione estiva. Una scelta che somiglia più a un giro completo della porta girevole del progetto tecnico che a una nuova operazione di mercato.

Il ritorno di Tomori in gruppo offre uno spunto che va oltre il valore del giocatore. Il tema centrale riguarda la coerenza delle decisioni societarie e il modo in cui un club gestisce i rapporti con i propri calciatori. Mettere un giocatore fuori rosa è una presa di posizione forte: si crea distanza, si comunica una rottura, si rende difficile immaginare un futuro condiviso. Se quella distanza viene cancellata alla chiusura del mercato, è inevitabile interrogarsi sulla solidità della valutazione iniziale.

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Da un punto di vista tecnico, reintegrare Tomori è una scelta sensata. Un calciatore sotto contratto può ancora essere una risorsa, e il campo resta il giudice più affidabile. Ma proprio questo apre una domanda: era davvero necessario escluderlo? La sequenza esclusione–mancata cessione–reintegro lascia aperti dubbi sulla strategia complessiva. Quanto pesava il giudizio tecnico e quanto la prospettiva di un trasferimento?

Il Milan, club con ambizioni elevate, deve dare continuità e riconoscibilità alle proprie scelte. Cambiare idea è legittimo, ma una correzione acquista credibilità solo quando se ne comprendono le ragioni. In questo caso, il percorso appare quantomeno discutibile: un difensore prima separato dal gruppo torna improvvisamente a essere una soluzione utile.

C’è poi la dimensione professionale. Reintegrare Tomori significa ricostruire un rapporto, chiarire prospettive e definire il suo ruolo. Non basta comunicargli l’orario dell’allenamento: servirà un lavoro quotidiano, una gestione attenta e una responsabilità condivisa tra società e giocatore. Tomori dovrà rispondere sul campo, il Milan dovrà creare le condizioni perché ciò avvenga.

Il reintegro è una scelta logica. Il percorso che ci ha portato a questa decisione, però, solleva interrogativi. Per un club che punta in alto, la direzione deve essere chiara prima di attraversare la porta girevole.

Mancini: «Quando gli azzurri raggiungono le fasi finali di un torneo, fanno paura. Tatticamente? Ripartiremo dal 4-3-3»

Italia, il ct Roberto Mancini: «Quando gli azzurri raggiungono le fasi finali di un torneo, fanno paura. Tatticamente? Ripartiremo dal 4-3-3». Le sue parole

La serata del Gran Galà del Calcio è stata l’occasione per un primo bilancio in casa Nazionale azzurra. Ospite negli studi di Sky Sport 24, il Commissario Tecnico Roberto Mancini — guida dell’Italia e figura centrale nel nuovo ciclo tecnico — ha tracciato le linee guida in vista dei prossimi impegni, soffermandosi su diversi temi chiave che riguardano presente e futuro della selezione. Le sue parole:

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PAROLE – «Le scelte andranno fatte in tempi brevi. L’inserimento dei giovani è fondamentale, ma ci chiamiamo Italia e l’obiettivo resta vincere. Finora non c’è stato un confronto diretto con il gruppo storico. Avendo il calendario fitto, il tempo per allenarsi sarà poco rispetto alle gare. In Serie A il livello è alto, stiamo monitorando tutto con grande attenzione. In passato avevamo un’abbondanza incredibile di fuoriclasse, l’abbiamo vissuta sulla nostra pelle. Adesso guardate il Como: i risultati sono frutto di programmazione, serietà e assenza di pressioni eccessive. È la dimostrazione che si può costruire una mentalità vincente attraverso il bel gioco, pure senza avere la rosa migliore in assoluto»

ITALIA – «L’ossatura del gruppo è definita, sappiamo che le insidie non mancheranno ma siamo pronti. Il trionfo all’Euro 2020 deve guidarci: non partivamo in prima fila, eravamo dietro a tante altre nazionali nelle gerarchie, eppure abbiamo trionfato. Quando gli azzurri raggiungono le fasi finali di un torneo, fanno paura a chiunque, indipendentemente dai pronostici. Restiamo stabilmente nella top 10 mondiale e abbiamo il potenziale per scalare ulteriormente il ranking. Per i prossimi impegni prepareremo un listone allargato di 50 o 60 nomi. Affronteremo avversari tosti, ma lo saremo altrettanto per loro. Tatticamente? Ripartiremo dal 4-3-3, rimane l’impostazione principale, poi ovviamente ci adatteremo in base agli uomini a disposizione»

SQUADRA – «Tra i pali e nel reparto arretrato abbiamo certezze, mentre dalla mediana in su c’è da costruire. Davanti però possiamo contare su Pio Esposito, che gioca titolare nell’Inter. All’Europeo partivamo con Immobile, punta di una Lazio arrivata quinta, quindi sotto questo aspetto siamo persino migliorati. L’auspicio è vedere sempre più attaccanti italiani in campo, senza dimenticare un profilo come Moise Kean. I ragazzi vanno aspettati, bisogna concedere loro il tempo di sbagliare per crescere»

GIOCATORI ALL’ESTERO – «L’avvio di stagione ha messo in mostra ragazzi promettenti, pure chi milita fuori dall’Italia ed è meno sotto i riflettori, un po’ come accadde per Retegui ai tempi. Avere elementi come Tonali, Calafiori, Palestra o Kayode che si misurano con un torneo come la Premier League rappresenta una risorsa enorme per noi»

Fabregas: «Con Chalobah e Nico Paz il livello si è alzato un po’ di più. Dobbiamo alzare il livello e migliorare»

Fabregas sicuro: «Con Chalobah e Nico Paz il livello si è alzato un po’ di più. Dobbiamo alzare il livello e migliorare». Le sue parole

L’allenatore del Como, Cesc Fàbregas — ex centrocampista di Arsenal, Barcellona e Chelsea, oggi tecnico emergente tra i più apprezzati del panorama italiano — ha parlato a margine del Gran Galà del Calcio, soffermandosi sui progressi della squadra e sul percorso intrapreso in questa stagione.

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PAROLE «Siamo partiti bene, non a Udine (sorride, ndr). Dobbiamo alzare il livello e migliorare, fare sempre di più. Questo è l’obiettivo di tutti nel calcio e nella vita. Quest’anno sarà più complesso perché c’è anche la Champions, ci sono più partite per dare il meglio di noi, ma abbiamo fatto una squadra della quale sono molto contento per provare a competere su tutti i fronti»

MERCATO «Abbiamo dovuto fare tanti prestiti o acquisti da 6 milioni di euro, poi è vero che con Chalobah e Nico Paz il livello si è alzato un po’ di più… Tutti gli altri però sono prestiti o acquisti fatti per 6 milioni come Liberali o Milla»

BARCELLONA E LA CHAMPIONS – «È stato un momento storico, spero sia la prima volta di tante. Vedere già il Como là… Barcellona? Io non penso a me, ma al Como. La cosa più importante è affrontare tutte queste squadre»

SCUDETTO «La cosa più bella è che noi facciamo la nostra storia e la nostra strada, non ci importa ciò che dice la gente. Siamo ancora il Como, una piccola città e una piccola società, con un piccolo stadio. Manca tantissimo, andiamo piano piano consapevoli di cosa dobbiamo fare»

Manna: «McTominay sta bene, ma non benissimo. Lang resta qua, volevamo accontentare Allegri»

Napoli, parla Manna: «McTominay sta bene, ma non benissimo. Lang resta qua, volevamo accontentare Allegri». Le parole

Una scossa importante arriva dal mondo Napoli e dal suo organigramma sportivo. Durante la serata del Gran Galà del Calcio, Giovanni Manna — dirigente azzurro e figura centrale nella costruzione del nuovo ciclo — ha approfittato dei microfoni di Sky Sport per tracciare un primo bilancio della stagione e affrontare subito il tema più delicato delle ultime ore: le condizioni di Scott McTominay in vista dell’intervento di ablazione.

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MCTOMINAY – «Scott sta bene, ma non benissimo. Non l’avevamo programmato: aveva avuto questo evento in Nazionale a giugno e si è ripresentato. Abbiamo preferito anticipare sfruttando la sosta per averlo con noi a ottobre. Ora stiamo vedendo se farlo operare in Italia o in Inghilterra»

BILANCIO MERCATO – «Oggi il tifoso del Napoli che non ha visto fuochi d’artificio e un mercato scoppiettante non è contento. Abbiamo, però, fatto investimenti importanti nelle scorse stagioni e quest’anno, a differenza delle altre annate, vogliamo averli tutti a disposizione. Abbiamo rispettato i nostri parametri e la squadra è valida. Siamo fiduciosi, ci vuole un po’ di pazienza perché abbiamo cambiato la guida tecnica»

LISTA CHAMPIONS – «Noi l’anno scorso abbiamo avuto Hojlund e Lucca fino a gennaio, come oggi. Giovane sarà fuori dalla lista Champions e resterà comunque a disposizione in più in Serie A. Volevamo accontentare l’allenatore: non per assecondare un suo capriccio, ma per dargli delle reali alternative. Lang non era in uscita. I giocatori che volevamo tenere, li abbiamo tenuti tutti»

Le parole del dirigente arrivano in un momento cruciale per il club, impegnato a gestire contemporaneamente risultati, mercato e condizioni fisiche dei propri leader. Il caso McTominay, spiegato con trasparenza da Manna, rappresenta uno dei dossier più sensibili delle ultime settimane.

Marotta: «Dopo 28 anni nell’Inter, ad Ausilio va tutta la nostra riconoscenza e l’augurio che il futuro. Abbiamo scelto di valorizzare Baccin»

Marotta: «Ad Ausilio va tutta la nostra riconoscenza e l’augurio che il futuro. Abbiamo scelto di valorizzare Baccin». Le sue parole

Una scossa significativa nell’assetto dirigenziale dell’Inter. A margine del Gran Galà del Calcio, il presidente nerazzurro Beppe Marotta ha annunciato ai microfoni di Sky Sport un cambiamento destinato a segnare una svolta nella struttura societaria: si chiude l’avventura di Piero Ausilio a Milano e, contestualmente, viene promossa una figura già centrale nell’organigramma, Dario Baccin.

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ADDIO AUSILIO – «Dopo 28 anni nell’Inter, consensualmente si è arrivati alla separazione, nel pieno rispetto della professionalità e dell’amicizia. A Piero va tutta la nostra riconoscenza e l’augurio che il futuro possa riservargli nuove soddisfazioni. Non ritengo corretto entrare nel merito. Il rapporto di Ausilio con me, la società e la proprietà resta ottimo. Dopo un percorso così lungo può esserci la volontà di misurarsi altrove o prendersi un periodo sabbatico. È stata una decisione consensuale e rispettosa tra persone che si stimano»

BACCIN – «È motivo d’orgoglio poter attingere alle risorse interne. Come fatto con Chivu, abbiamo scelto di valorizzare Baccin, dirigente che lavora nell’Inter da oltre dieci anni e ne conosce valori e dinamiche. Da buon allievo, potrà sostituire degnamente il maestro, sostenuto dalla società e dalla proprietà».

Il passaggio di consegne, ufficializzato pubblicamente da Marotta, segna un momento storico per il club: l’uscita di scena di Ausilio chiude un ciclo, mentre l’ascesa di Baccin apre un nuovo capitolo che la società ritiene coerente con il proprio progetto di crescita.

Champions League, nasce il Debut Patch per la stagione 2026/27: come funziona l’iniziativa con Topps

Champions League, ecco il Debut Patch per l’edizione 2026/27: tutti i dettagli e come funziona l’iniziativa con Topps

A partire dalla stagione 2026/27, l’esordio nel tabellone principale della UEFA Champions League sarà accompagnato da un riconoscimento del tutto inedito: il UEFA Champions League Debut Patch. L’iniziativa, promossa dalla UEFA e da UC3 in stretta sinergia con Topps, nasce con l’obiettivo di celebrare ed immortalare uno dei momenti più significativi ed emozionanti nella carriera di un calciatore: la prima presenza ufficiale nella massima competizione europea per club. Un traguardo storico che verrà così valorizzato dentro e fuori dal terreno di gioco, coinvolgendo attivamente tifosi ed appassionati anche oltre il fischio finale.

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Applicazione sulla maglia e regole d’uso del badge

Dal punto di vista estetico, il Debut Patch verrà applicato direttamente sopra il celebre badge Starball della Champions League situato sulla manica della divisa. Questo speciale elemento grafico farà il suo esordio ufficiale in occasione della prima giornata della fase campionato e verrà utilizzato esclusivamente nella partita di debutto del giocatore. La regola sarà valida sia per gli atleti schierati dal primo minuto sia per i subentrati a gara in corso. Una volta disputata la prima gara europea, il calciatore non indosserà mai più lo speciale stemma, anche nell’eventualità di un futuro trasferimento in un altro club partecipante alle competizioni UEFA.

Dalla rimozione dal campo alla carta collezionabile Topps

Subito dopo il triplice fischio della gara d’esordio, la caratteristica sezione di colore blu del patch verrà accuratamente rimossa dalla maglia indossata dal calciatore per avviare un rigoroso protocollo di autenticazione. Il pezzo verrà quindi identificato, sigillato in confezione di sicurezza ed abbinato a un Certificato di Autenticità, prima di essere consegnato nelle mani degli esperti di Topps. La nota azienda collezionistica utilizzerà poi lo stemma originale per incastonarlo all’interno di una carta collezionabile unica e firmata dal giocatore, trasformando la divisa da gioco in un cimelio irripetibile per il mercato dei memorabilia.

Design e tracciabilità firmati ID Unlimited

Anche a seguito dell’estrazione del patch, il badge Starball conservato sulla divisa manterrà una grafica speciale a testimonianza del debutto, preservando il valore storico della maglia. Il concept estetico ed il posizionamento sono stati sviluppati in collaborazione con ID Unlimited, fornitore ufficiale dei patch, al fine di garantire la totale tracciabilità di ogni singolo pezzo lungo l’intero processo.

Richarlison verso il Trabzonspor: intesa sull’ingaggio, ma il Tottenham rifiuta due offerte! Novità importanti

Richarlison ha raggiunto un accordo con il Trabzonspor: ora serve l’intesa con il Tottenham, che intanto rifiuta due offerte!

Il calciomercato internazionale regala un grande colpo di scena sull’asse tra la Premier League inglese e la Süper Lig turca. Richarlison ha raggiunto un accordo totale con il Trabzonspor per il suo immediato trasferimento in Turchia, accettando un’offerta economica di primissimo livello. L’intesa contrattuale raggiunta tra l’entourage dell’attaccante brasiliano ed i vertici del club di Trebisonda prevede un ingaggio da capogiro, pari al triplo di quanto guadagnato attualmente al Tottenham, confermando la ferma intenzione del calciatore verdeoro di iniziare un nuovo capitolo da protagonista della propria carriera. Lo riporta Fabrizio Romano.

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Le proposte respinte dagli Spurs ed il nuovo rilancio in arrivo

Nonostante il totale gradimento incassato sul fronte del giocatore, la trattativa tra le due società si preannuncia particolarmente complessa. La dirigenza del Tottenham ha infatti già respinto due offerte ufficiali presentate dal club turco: una prima proposta iniziale da 15 milioni di sterline ed un successivo rilancio salito a 20 milioni di sterline. La società londinese continua a fare muro, ritenendo le cifre finora avanzate decisamente inferiori alla valutazione reale del cartellino della punta. Ciononostante, i canali negoziali rimangono apertissimi: la dirigenza del Trabzonspor è infatti al lavoro per formulare una nuova e più ricca proposta economica attesa a brevissimo, con l’intento di abbattere le resistenze degli inglesi.

Richarlison la priorità assoluta per il progetto del Trabzonspor

Per i vertici del Trabzonspor, Richarlison costituisce la priorità assoluta per la campagna acquisti nel reparto d’attacco. La società turca intende mettere il classe 1997 al centro della propria pianificazione sportiva, individuando nell’ex Everton la figura ideale per compiere un salto di qualità netto sia in patria sia nel panorama europeo. L’imponente sforzo finanziario profuso sul piano dell’ingaggio testimonia la totale centralità del brasiliano nelle idee del club.

Gli scenari definitivi per la chiusura dell’affare

I prossimi giorni saranno decisivi per determinare il futuro del centravanti della Seleção. Con l’accordo economico col calciatore già archiviato, la fumata bianca dipenderà interamente dalla capacità della compagine di Trebisonda di avvicinarsi alle pretese degli Spurs durante il prossimo assalto ufficiale.

Sassuolo agli ottavi di Coppa Italia, eliminato il Frosinone ai rigori. Ora la super sfida contro la Juventus

Il Sassuolo ha battuto il Frosinone ai rigori ed ha staccato il pass per gli ottavi di finale di Coppa Italia

Il Sassuolo conquista il pass per gli ottavi di finale di Coppa Italia al termine di una sfida intensa e combattuta contro il Frosinone, risolta soltanto alla lotteria dei calci di rigore. Nella cornice del Mapei Stadium, la compagine emiliana guidata da Alberto Aquilani è riuscita ad avere la meglio sulla formazione ciociara dopo l’1-1 maturato al termine dei novanta minuti regolamentari, assicurandosi così un prestigioso scontro diretto nel prossimo turno contro la Juventus.

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Botta e risposta nel primo tempo: Dominguez ed il pari di Terzic

In vista del match, entrambi i tecnici hanno optato per un ampio avvicendamento degli uomini a disposizione, lanciando dal primo minuto numerose seconde linee. Ad approcciare meglio la sfida sono stati i padroni di casa, capaci di sbloccare il punteggio al 36′ grazie alla marcatura realizzata da Benjamin Dominguez. La reazione degli ospiti non si è tuttavia fatta attendere: gli uomini di Massimiliano Alvini non hanno perso la concentrazione e, in pieno recupero prima del duplice fischio dell’arbitro, hanno riequilibrato la partita con Terzic, autore di una splendida conclusione dalla distanza propiziata da un’ottima combinazione con Grillitsch.

Il VAR cancella il raddoppio del Frosinone nella ripresa

Nel secondo tempo la formazione laziale ha preso in mano le redini del gioco, mettendo in mostra una trama di manovra più fluida e trovando persino la rete del sorpasso con Cichella, gettato nella mischia a inizio ripresa. La gioia del gol è stata però congelata dall’intervento della tecnologia: l’attenta analisi al VAR ha spinto il direttore di gara ad annullare la marcatura per un precedente fallo commesso ai danni di Kieron Bowie. Nelle battute conclusive della gara, il Frosinone ha continuato a spingere facendosi pericoloso prima con Bobcek e poi con un vivacissimo Hasa, senza tuttavia trovare il varco vincente.

I rigori premiano Aquilani: decisivi gli errori di Amey e Hasa

Trattandosi di una sfida a eliminazione diretta senza la coda dei tempi supplementari, il verdetto finale è stato affidato direttamente ai calci di rigore. La sequenza si è dimostrata inizialmente infallibile con le realizzazioni fredde di Bobcek, Berardi, Fayed, Esposito, Zerbin e Thorstvedt. Il punto di svolta del match si è verificato in occasione dell’errore commesso dal gialloblù Amey. La successiva rete siglata dal neroverde Bakola ed il definitivo errore dal dischetto di Hasa hanno consegnato la vittoria al Sassuolo, proiettando gli emiliani alla sfida contro i bianconeri.

Di Lorenzo Napoli a vita! Rinnovo fino al 2030, la favola d’amore del capitano continua

Di Lorenzo Napoli, rinnovo a vita! Il capitano prolunga il contratto fino al 2030. Tutti i dettagli

Il Napoli ha annunciato ufficialmente il prolungamento del contratto di Giovanni Di Lorenzo. Il capitano azzurro ha sottoscritto un nuovo accordo a lungo termine che lo legherà alla società partenopea fino al 30 giugno 2030. Una firma di fondamentale importanza, che consolida la centralità del difensore all’interno del progetto tecnico della squadra e ne ribadisce la leadership indiscussa sia nello spogliatoio sia sul rettangolo di gioco.

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Dagli esordi con la maglia azzurra ai primi successi

La storia tra il terzino azzurro e la piazza partenopea ha avuto inizio nell’estate del 2019. Il debutto ufficiale di Di Lorenzo in maglia azzurra è datato 24 agosto 2019, coinciso con la vittoria esterna ottenuta allo stadio Artemio Franchi contro la Fiorentina. Appena sette giorni dopo quell’esordio, precisamente nella trasferta di Torino contro la Juventus, il calciatore ha firmato anche la sua prima marcatura con il club campano, mettendo subito in mostra una straordinaria continuità di rendimento e doti di spinta sulla corsia di destra.

Numeri da colonna azzurra e un palmarès da leggenda

Nel corso delle stagioni trascorse all’ombra del Vesuvio, il terzino toscano è diventato un punto di riferimento insostituibile per la formazione azzurra. Con un totale di 307 presenze complessive e 20 gol realizzati, Di Lorenzo si colloca di diritto tra i profili più rappresentativi della storia recente del club. La sua esperienza in Campania è stata impreziosita da un palmarès di assoluto rilievo, caratterizzato dalla conquista di 2 scudetti, una Coppa Italia ed una Supercoppa Italiana, trofei alzati da leader carismatico e con la fascia da capitano al braccio.

Il messaggio della società ed il futuro della fascia destra

L’estensione contrattuale rappresenta un segnale di profonda stima reciproca e fiducia rinnovata per le stagioni a venire. Attraverso il comunicato ufficiale diffuso dai propri canali, il club ha voluto celebrare l’intesa con il difensore rivolgendo un sentito “Congratulazioni, Capitano!”. Con questa operazione, il Napoli blinda la propria corsia di destra garantendosi la continuità, la qualità e la leadership di un perno fondamentale per le sfide future in ambito nazionale ed europeo.

Roma, il bilancio di D’Amico sul calciomercato: «Contento della permanenza di Dybala, Pellegrini, Cristante e Mancini. Ecco cos’è successo con Mora e Koné, sulle dimissioni di Gasperini…»

Roma, il direttore sportivo Tony D’Amico ha parlato in conferenza stampa per chiudere il calciomercato estivo 2026/27

Il DS della Roma Tony D’Amico ha stilato il bilancio sul calciomercato estivo giallorosso, rivendicando con orgoglio la conferma del nucleo storico con i rinnovi di Dybala, Pellegrini, Cristante e Mancini: “La soddisfazione o non soddisfazione la valuteremo a fine anno. Sono contento sicuramente che, al mio arrivo, abbiamo acquistato quattro giocatori che sono stati quattro giocatori protagonisti del ritorno in Champions League. Parlo di Dybala, Pellegrini, Cristante e Mancini, sono arrivato il 20 giugno che Dybala e Pellegrini erano senza contratto, con Cristante e Mancini che andavano a scadenza. Forse c’erano idee diverse prima, ma quelli sono stati i primi acquisti per me, hanno attaccamento perché è il nucleo storico e li ringrazio perché si sono messi a disposizione abbassandosi gli stipendi. Sono stati i primi acquisti che mi hanno soddisfatto di più. Rammarico? No, penso che siamo felici di tutti i ragazzi che sono arrivati, spesso tante trattative le ho lette real time, eravate molto informati. Sono arrivati giocatori con grande voglia che hanno scelto la Roma, tanti altri hanno scelto la Roma ma, per vari fattori, come accordi tra società e agenti, non si sono poi concretizzati. Ho spesso sentito parlare di rifiuto della Roma, ma in pochissimi l’hanno rifiutata, anche profili importanti”.

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Il nodo dell’ala sinistra

Sulla caccia all’esterno d’attacco e l’arrivo di Mora, il dirigente ha chiarito le dinamiche che hanno caratterizzato il reparto avanzato: “Volevamo rinforzare il reparto offensivo e quelle erano le richieste del mister, le priorità poi vanno contestualizzate. Si iniziano tante trattative, alcune le chiudi, altre le apri e le porti avanti. Non abbiamo spostato nessun tesoretto, poi comunque è arrivato Mora che ha altre caratteristiche ma può giocare in quel ruolo. È mancato questo profilo per varie situazioni, ma gli altri giocatori che sono arrivati li volevamo tutti”.

Un innesto che potrebbe arrivare nella sessione invernale, considerando il dispendio di energie legato agli impegni in Champions League: “Le competizioni sono tre e la difficoltà aumenta con la Champions League perché ti toglie energie. Per l’ala intendiamo anche un giocatore che può fare un doppio ruolo, siamo leggermente corti ma siamo convinti che con un buon lavoro potremo individuare qualche altro profilo a gennaio. Un giocatore probabilmente manca”.

Il caso Koné e la posizione di Gasperini

Infine, D’Amico ha fatto chiarezza sulle voci nate nell’ultima giornata di trattative attorno a Manu Koné e alla presunta tensione con il tecnico Gian Piero Gasperini: “C’è stato un sondaggio, ci sono stati dei contatti informativi con il Chelsea nell’ultimo giorno di mercato. Non sono arrivate offerte ufficiali per approcciare il giocatore. Ho letto che ci sarebbero state le dimissioni di Gasperini, un aut aut, in realtà non c’è stato niente. Nel prepartita contro la Fiorentina avevo detto che era difficile immaginare una cessione di questo tipo, poi ci sono stati sondaggi, ci sono state telefonante ma nessun aut aut da parte del mister. È stato immaginato qualcosa che non è successo, nessuna offerta ufficiale, l’ultimo giorno di mercato ha acceso gli animi un po’ di tutti”.

Calciomercato Torino, clamoroso ritorno in difesa: è fatta per lo svincolato Ricardo Rodriguez!

Calciomercato Torino, torna Ricardo Rodriguez! È fatta per il difensore a parametro zero, ecco tutti i retroscena

Il calciomercato del Torino regala un rinforzo di assoluta esperienza ed un graditissimo ritorno per la propria linea difensiva. La società granata è infatti ad un passo dal formalizzare il reingaggio di Ricardo Rodriguez, rimasto svincolato al termine dell’ultima avventura vissuta nel campionato spagnolo con la maglia del Real Betis. Secondo Sky, nella giornata di oggi, mercoledì 2 settembre, la dirigenza del club piemontese conta di definire e sigillare in ogni minimo dettaglio la negoziazione, riaccogliendo il nazionale elvetico all’interno del proprio organico.

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I dettagli del contratto ed il retroscena con il West Ham

L’intesa economica predisposta dai vertici del Torino per il difensore prevede una durata annuale con opzione per la stagione successiva, la quale diventerà automatica ed infrangibile al raggiungimento di un determinato numero di presenze sul terreno di gioco. La trattativa ha registrato una scossa ed un’accelerazione decisiva proprio nelle ultime ore, sfruttando l’inaspettato stop riscontrato su un altro tavolo negoziale. Soltanto nella giornata di ieri, martedì 1° settembre, Rodriguez appariva infatti ad un passo dal volare in Inghilterra per firmare con il West Ham; tuttavia, l’assenza della quadra finale tra il suo entourage ed il club britannico ha fatto saltare l’accordo, spalancando al giocatore le porte per un pronto ritorno nel campionato di Serie A.

Il valore tattico e la leadership di Rodriguez per la rosa granata

Per la compagine torinese, il reinnesto di Ricardo Rodriguez garantisce un usato sicuro, indiscutibile leadership nello spogliatoio ed una profonda familiarità con la piazza. Capace di disimpegnarsi con estrema disinvoltura sia nel ruolo di terzino sulla corsia mancina sia in quello di braccetto sinistro in uno scacchiere difensivo a tre, il trentaquattrenne svizzero offre allo staff tecnico una risorsa tattica polivalente. La sua ottima qualità nella prima impostazione dal basso ed il vasto bagaglio internazionale rappresentano armi preziose da mettere al servizio della squadra per affrontare le insidie del torneo.

Verso la firma sul contratto ed il ritorno sul campo

Con gli ultimissimi aspetti formali in fase di limatura nella giornata odierna, il difensore si appresta a completare la burocrazia di rito ed i consueti accertamenti medici di idoneità prima di siglare il contratto. Il Torino si prepara così a riabbracciare uno dei punti di riferimento delle passate stagioni, pronto a rimettersi immediatamente a disposizione del gruppo.

Arsenal, nuovo colpo per il futuro: preso il nuovo Kvaratskhelia! Si tratta di Bartishvili, talento georgiano classe 2009

Arsenal, operazione alla Edu Arteta: arriva Andria Bartishvili il baby talento paragonato a Khvicha Kvaratskhelia

L’Arsenal continua a investire con decisione sui giovani talenti internazionali, seguendo la linea tracciata da Edu Gaspar e Mikel Arteta, da anni impegnati nella costruzione di un progetto tecnico fondato su prospetti di alto livello. L’ultimo nome aggiunto alla lista è quello di Andria Bartishvili, prodigio georgiano classe 2009 considerato in patria uno dei prospetti più brillanti della sua generazione.

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Bartishvili, attualmente di proprietà del Kolkheti Poti e in prestito all’Iberia 1999 Tbilisi, è un esterno offensivo dotato di grande tecnica, accelerazione e capacità di saltare l’uomo. In Georgia viene già paragonato a Khvicha Kvaratskhelia, stella del Napoli e simbolo del calcio georgiano moderno. Un paragone pesante, ma che testimonia l’enorme aspettativa attorno al giovane talento.

Per assicurarsi il giocatore, l’Arsenal ha investito circa 4,5 milioni di euro, anticipando una concorrenza europea molto ampia. Il club londinese ha lavorato con largo anticipo, convinto di poter sviluppare Bartishvili all’interno di un percorso strutturato e coerente con la filosofia dei Gunners, che negli ultimi anni hanno lanciato diversi giovani di livello internazionale.

Il trasferimento, però, non sarà immediato. Bartishvili potrà arrivare a Londra solo nel 2027, quando avrà compiuto 18 anni e sarà quindi eleggibile per un trasferimento internazionale definitivo. In quell’occasione firmerà un contratto quinquennale, entrando ufficialmente nel progetto tecnico dell’Arsenal.

L’operazione si inserisce perfettamente nella strategia del club: individuare talenti globali prima della concorrenza, inserirli in un percorso di crescita e prepararli per il salto nel calcio d’élite. Bartishvili rappresenta un investimento a lungo termine, ma anche un segnale della capacità dell’Arsenal di muoversi con rapidità e visione.

Il talento georgiano continuerà a crescere nel suo campionato fino al 2027, mentre a Londra si prepara già il terreno per accoglierlo nel migliore dei modi.

Mandragora torna al Torino: «Un bell’effetto rivedere il Filadelfia, sono contento. Avevo lasciato qualcosa in sospeso»

Rolando Mandragora torna al Torino dopo l’esperienza alla Fiorentina: «Un bell’effetto rivedere il Filadelfia, sono contento»

Il ritorno di Rolando Mandragora al Torino è ufficialmente iniziato con il primo contatto diretto con l’ambiente granata. Il centrocampista classe 1997, arrivato negli ultimi giorni di mercato dalla Fiorentina, ha parlato ai media presenti fuori dallo stadio Filadelfia, mostrando entusiasmo e una forte motivazione nel riabbracciare la maglia che ha già indossato in passato.

Mandragora, centrocampista completo e duttile, capace di agire sia da mezzala sia da regista, ha vissuto a Torino una delle parentesi più significative della sua carriera. Proprio per questo, il ritorno in granata ha un valore particolare che ha evidenziato un legame profondo con l’ambiente e con la tifoseria.

Il centrocampista ha spiegato anche le ragioni della sua scelta, sottolineando come il Torino sia sempre stato un luogo in cui si è sentito valorizzato e a proprio agio. Le sue parole raccolte da Calcionews24:

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PAROLE «Sono contento, un bell’effetto rivedere il Filadelfia. Avevo lasciato qualcosa in sospeso e sono felice di essere tornato. Perché ho deciso di tornare? Qui sono sempre stato bene, l’ho detto spesso. Torno volentieri per dare una mano ai miei nuovi compagni».

Il suo arrivo rappresenta un tassello importante per il progetto tecnico del Torino, che punta su un giocatore esperto, con leadership e capacità di gestione dei ritmi di gioco. Mandragora porta con sé qualità, personalità e conoscenza della Serie A, elementi che possono rivelarsi decisivi per la crescita del centrocampo granata.

Il club, che ha lavorato intensamente negli ultimi giorni di mercato per chiudere l’operazione, considera Mandragora un rinforzo strategico per equilibrio, intensità e mentalità. Il ritorno al Filadelfia segna l’inizio di un nuovo capitolo, con il giocatore pronto a mettersi a disposizione e a ritrovare continuità.

Arbitri Serie A: ufficiali le designazioni della 3ª giornata. Chi è stato scelto per Juve Milan ma non solo

Arbitri Serie A: sono state ufficializzate le designazioni della 3ª giornata del campionato 2026/27. Chi è stato scelto per tutte le sfide

Attraverso il proprio sito ufficiale, l’AIA ha reso note le designazioni arbitrali per la 3ª giornata di Serie A del campionato 2026/2027.

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GENOA – COMO Venerdì 4/09 h.20.45

GUIDA

PERROTTI – BERTI

IV:      CREZZINI

VAR:     AURELIANO

AVAR:       PAGANESSI

FIORENTINA – TORINO Sabato 5/09 h.15.00

MASSA

MELI – IMPERIALE

IV:      ARENA

VAR:     GIUA

AVAR:       MARINI

INTER – NAPOLI Sabato 5/09 h.18.00

SOZZA (foto)

PERETTI – BACCINI

IV:       DOVERI

VAR:      DI PAOLO

AVAR:       DIONISI

ROMA – ATALANTA Sabato 5/9 h. 20.45

COLOMBO

BAHRI – PALERMO

IV:     COLLU

VAR:     CAMPLONE

AVAR:     SANTORO

FROSINONE – VENEZIA    Domenica 06/09  h. 15.00

PERRI

PASSERI – REGATTIERI

IV:      CHIFFI

VAR:     MAZZOLENI

AVAR:     VOLPI

PARMA – MONZA    Domenica 06/09  h. 15.00

LA PENNA

TEGONI – VECCHI

IV:     RAPUANO

VAR:     PEZZUTO

AVAR:      GARIGLIO

BOLOGNA – SASSUOLO     Domenica 06/09  h. 18.00

DI BELLO

GARZELLI – BIFFI

IV:       PAIRETTO

VAR:     PATERNA

AVAR:     DEL GIOVANE

JUVENTUS – MILAN    Domenica 06/09  h. 20.45

MARIANI

BINDONI – ALASSIO

IV:     MARCENARO

VAR:      FABBRI

AVAR:       CAMPLONE

CAGLIARI – LECCE Lunedì 7/09 h. 18.00

SACCHI J.L.

COSTANZO – LUCIANI

IV:       FOURNEAU

VAR:      PICCININI

AVAR:      MAZZOLENI

UDINESE – LAZIO Lunedì 7/09 h. 20.45

TREMOLADA

ROSSI L. – MONACO

IV:     MARESCA

VAR:     MAGGIONI

AVAR:       RUTELLA

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