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Arbitri Serie A: ufficiali le designazioni della 3ª giornata. Chi è stato scelto per Juve Milan ma non solo

Arbitri Serie A: sono state ufficializzate le designazioni della 3ª giornata del campionato 2026/27. Chi è stato scelto per tutte le sfide

Attraverso il proprio sito ufficiale, l’AIA ha reso note le designazioni arbitrali per la 3ª giornata di Serie A del campionato 2026/2027.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

GENOA – COMO Venerdì 4/09 h.20.45

GUIDA

PERROTTI – BERTI

IV:      CREZZINI

VAR:     AURELIANO

AVAR:       PAGANESSI

FIORENTINA – TORINO Sabato 5/09 h.15.00

MASSA

MELI – IMPERIALE

IV:      ARENA

VAR:     GIUA

AVAR:       MARINI

INTER – NAPOLI Sabato 5/09 h.18.00

SOZZA (foto)

PERETTI – BACCINI

IV:       DOVERI

VAR:      DI PAOLO

AVAR:       DIONISI

ROMA – ATALANTA Sabato 5/9 h. 20.45

COLOMBO

BAHRI – PALERMO

IV:     COLLU

VAR:     CAMPLONE

AVAR:     SANTORO

FROSINONE – VENEZIA    Domenica 06/09  h. 15.00

PERRI

PASSERI – REGATTIERI

IV:      CHIFFI

VAR:     MAZZOLENI

AVAR:     VOLPI

PARMA – MONZA    Domenica 06/09  h. 15.00

LA PENNA

TEGONI – VECCHI

IV:     RAPUANO

VAR:     PEZZUTO

AVAR:      GARIGLIO

BOLOGNA – SASSUOLO     Domenica 06/09  h. 18.00

DI BELLO

GARZELLI – BIFFI

IV:       PAIRETTO

VAR:     PATERNA

AVAR:     DEL GIOVANE

JUVENTUS – MILAN    Domenica 06/09  h. 20.45

MARIANI

BINDONI – ALASSIO

IV:     MARCENARO

VAR:      FABBRI

AVAR:       CAMPLONE

CAGLIARI – LECCE Lunedì 7/09 h. 18.00

SACCHI J.L.

COSTANZO – LUCIANI

IV:       FOURNEAU

VAR:      PICCININI

AVAR:      MAZZOLENI

UDINESE – LAZIO Lunedì 7/09 h. 20.45

TREMOLADA

ROSSI L. – MONACO

IV:     MARESCA

VAR:     MAGGIONI

AVAR:       RUTELLA

Inter, dopo Ausilio si valuta la soluzione interna: Baccin in pole per la successione del dirigente nerazzurro

Piero Ausilio ai saluti, l’Inter valuta la continuità interna: Baccin avanti nelle gerarchie per il futuro dei nerazzurri

L’Inter è entrata in una fase delicata della propria struttura dirigenziale. Il club nerazzurro sta infatti ragionando sul post‑Ausilio, dopo che l’attuale direttore sportivo — figura centrale nell’ultimo decennio di mercato — ha comunicato alla società di non vedere le condizioni per proseguire il rapporto oltre la scadenza del contratto. Una scelta pesante, che apre un dossier strategico in vista della programmazione futura.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Secondo quanto filtra dall’ambiente nerazzurro, la società sta valutando con attenzione una soluzione interna, rappresentata da Dario Baccin, vicedirettore sportivo e per anni braccio destro di Ausilio. Baccin, ex difensore con una lunga esperienza in Serie A e profilo molto stimato all’interno della dirigenza, è considerato un candidato credibile per garantire continuità tecnica e gestionale. Negli ultimi anni ha seguito da vicino tutte le operazioni di mercato, contribuendo alla costruzione della rosa che ha portato l’Inter ai vertici del calcio italiano ed europeo.

La possibilità di una promozione interna nasce anche dal contesto: Ausilio è in scadenza e non si esclude una risoluzione consensuale anticipata, che permetterebbe al club di accelerare la transizione. In questo scenario, Baccin rappresenta una figura già integrata nei meccanismi societari, capace di muoversi con familiarità tra scouting, trattative e gestione quotidiana del gruppo squadra.

La scelta, però, non è ancora definitiva. L’Inter sta valutando tutte le opzioni, consapevole che il ruolo di direttore sportivo è cruciale per mantenere competitività e stabilità. La soluzione Baccin resta concreta, ma il club vuole prendersi il tempo necessario per definire una strategia chiara e coerente con le ambizioni della proprietà e del management.

Le prossime settimane saranno decisive per capire se l’Inter deciderà di puntare sulla continuità interna o se aprirà la porta a un profilo esterno. Per ora, la candidatura di Baccin rimane la più solida, in attesa della decisione finale.


Chelsea furioso con il Monaco per l’affare Camara saltato! Colpa di…Balogun. Cosa è successo davvero

Chelsea su tutte le furie con il Monaco per l’affare Camara saltato nella notte! La ricostruzione di quanto successo

Il calciomercato del Chelsea regala un incredibile colpo di scena proprio a ridosso del gong finale. La trattativa condotta dai Blues per assicurarsi Lamine Camara dal Monaco è definitivamente tramontata a causa di un repentino cambio di strategia da parte del club del Principato. L’operazione per il ventiduenne centrocampista senegalese, individuato dalla dirigenza londinese per raccogliere l’eredità di Enzo Fernandez, è saltata quando la documentazione ed i test fisici erano già in fase avanzata di svolgimento.

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L’intesa economica per Camara e le visite mediche avviate

I due club avevano raggiunto un accordo totale sulla base di una cifra vicina ai 55 milioni di euro complessivi, con il calciatore pronto a legarsi alla società inglese con un contratto fino al 2032 ed opzione per un’ulteriore stagione. Stando a quanto ricostruito dagli organi di stampa, Camara aveva persino iniziato a sostenere le visite mediche di rito sotto la supervisione dello staff del Chelsea, mentre le dirigenze stavano completando la burocrazia necessaria. Tuttavia, la riapertura improvvisa di una negoziazione parallela sulla linea Monaco-Everton ha stravolto completamente il quadro.

L’intreccio con Balogun e la furia della dirigenza londinese

A far deragliare la trattativa è stato il destino di Folarin Balogun. L’attaccante statunitense era ad un passo dal trasferimento all’Everton per circa 45 milioni di euro più bonus, ma l’affare aveva rischiato di saltare per problemi emersi durante i test sanitari. Quando i Toffees hanno deciso di riaprire i contatti per chiudere l’operazione, i vertici del Monaco hanno accordato la priorità assoluta alla cessione della punta, mettendo prima in stand-by e poi cancellando definitivamente il passaggio di Camara a Londra. La reazione della società britannica è stata durissima: secondo quanto riportato da Fabrizio Romano, il Chelsea ha considerato la condotta dei francesi come ‘profondamente non professionale’, facendo leva sul fatto che l’intesa tra le parti fosse stata ormai formalizzata per iscritto.

Lo scenario finale per il centrocampo dei Blues

L’esito di una delle negoziazioni più convulse della sessione di mercato si rivela amarissimo per la compagine londinese. Rimasto senza il profilo prescelto per rinforzare la propria linea mediana e dopo la separazione da Enzo Fernandez, il Chelsea si ritrova costretto a rinunciare all’innesto del talento senegalese, che proseguirà dunque la propria avventura in Ligue 1 con la maglia del Monaco.

Fabio Pecchia è il nuovo allenatore della Cremonese: prende il posto dell’esonerato Giampaolo

Fabio Pecchia nuovo allenatore della Cremonese: sostituisce l’esonerato Giampaolo. Per il tecnico è un ritorno sulla panchina dei grigiorossi

La Cremonese decide di cambiare passo in questo avvio di stagione e sceglie di affidare la propria guida tecnica a Fabio Pecchia, chiamato a rilevare la panchina a seguito del sollevamento dall’incarico di Marco Giampaolo. Nella giornata odierna il tecnico metterà la firma in calce al nuovo accordo contrattuale con la società grigiorossa per poi dirigere la prima seduta d’allenamento con il gruppo al centro sportivo Giovanni Arvedi. Si tratta di un cambio di rotta repentino ma considerato indispensabile dalla dirigenza per dare una scossa immediata all’ambiente ed avviare un pronto riscatto nel campionato cadetto.

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Le ragioni dell’esonero di Giampaolo ed il ritorno sul campo dello Zini

La decisione drastica da parte dei vertici del club lombardo è maturata in seguito ai risultati deludenti raccolti nei primi impegni ufficiali della Serie B. Le due sconfitte consecutive subite nelle prime due giornate del torneo hanno infatti compromesso irreparabilmente la posizione di Giampaolo, rendendo del tutto vano il momentaneo entusiasmo generato dal bel successo per 2-0 conquistato in Coppa Italia ai danni del Parma. Per Fabio Pecchia si tratta di un gradito ritorno sull’ombra del Torrazzo: il mister aveva già guidato con ottimi risultati la Cremonese nella stagione 2021/22, lasciando un ricordo estremamente positivo sia nella tifoseria sia all’interno del contesto societario.

Il riscatto di Pecchia dopo l’esperienza vissuta a Parma

L’avventura più recente sul rettangolo di gioco per l’allenatore nativo di Formia risale alla parentesi sulla panchina del Parma, esperienza terminata con l’esonero formalizzato il 17 febbraio 2025 a margine di quattro battute d’arresto di fila nel campionato di Serie A. La chiamata della società cremonese rappresenta quindi per il tecnico un’opportunità di rilancio ideale all’interno di un ambiente che conosce già alla perfezione.

Obiettivi e prospettive per la risalita in Serie B

L’innesto di Pecchia risponde alla precisa volontà della dirigenza di ripartire da un profilo pragmatico, dotato di un’identità tattica ben definita e capace di valorizzare il materiale umano a disposizione. Il nuovo corso grigiorosso punta ad azzerare le insicurezze palesate nelle uscite d’esordio, lavorando intensamente sull’organizzazione difensiva e sul cinismo sotto porta per conquistare quanto prima i primi punti della stagione e riagganciare le posizioni di vertice della classifica.

Borussia Dortmund, show di Samuele Inacio! Doppietta e riscatto immediato in Coppa di Germania per il talento classe 2008

Borussia Dortmund, hai visto Samuele Inacio!? Si è riscattato subito dopo l’espulsione con una doppietta in Coppa di Germania

Il giovane talento italiano Samuele Inacio ha impiegato appena tre giorni per cancellare la brutta pagina scritta nell’ultimo turno di Bundesliga. Dopo l’espulsione lampo maturata a pochi minuti dal suo ingresso in campo e la reazione stizzita nel tunnel degli spogliatoi contro l’Amburgo, l’attaccante del Borussia Dortmund si è reso protagonista assoluto nella sfida di Coppa di Germania contro l’HEBC Hamburg, firmando una doppietta d’autore nel rotondo successo per 5-0 conquistato dai gialloneri sul campo della compagine dilettantistica.

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La prestazione in Coppa di Germania ed il gesto verso la tifoseria

Lanciato dal primo minuto dal tecnico Niko Kovac, il classe 2008 ha indirizzato la qualificazione tra il 41′ ed il secondo minuto di recupero della prima frazione di gioco. Particolarmente significativo il modo in cui il centravanti ha festeggiato le marcature, portandosi la mano sul cuore in segno di scuse verso l’ambiente per il gesto della borraccia scagliata contro il simbolo del club dopo il cartellino rosso, prima di lasciare il rettangolo di gioco al 77′ per fare spazio a Karetsas. La sfida ha visto un ampio coinvolgimento degli altri italiani presenti nell’organico tedesco: Filippo Mane è partito titolare nella linea difensiva, mentre Luca Reggiani è subentrato al 67′ al posto di Anton. A completare il tabellino della travolgente vittoria si sono aggiunti i gol di Svensson, Fabio Silva ed un’autorete sfortunata di Wrede.

Dalla cantera dell’Atalanta alla prima squadra ed alla Nazionale azzurra

Prelevato dal settore giovanile dell’Atalanta nell’estate del 2024 — attraverso un’operazione mai del tutto digerita dalla società bergamasca —, il figlio d’arte ha già collezionato 10 presenze complessive e 3 reti con la prima squadra del Dortmund, club con cui ha sottoscritto un contratto a lungo termine con scadenza fissata a giugno 2029. Nonostante la squalifica che lo costringerà a saltare la trasferta di campionato contro l’Hoffenheim in programma sabato 5 settembre, la crescita del diciottenne procede a ritmo spedito. Il suo profilo è tenuto in altissima considerazione anche in chiave azzurra: dopo aver completato l’intero percorso nelle selezioni giovanili della Nazionale italiana, Inacio ha registrato il debutto con la Selezione maggiore lo scorso 3 giugno nella vittoria per 1-0 sul Lussemburgo, quando il ct ad interim Silvio Baldini lo ha mandato in campo al posto di Luca Koleosho, prima di programmare il suo inserimento stabile nell’Under 21.

Inter, clamoroso addio ad Ausilio dopo 29 anni: separazione anticipata e scenari futuri

Inter, Piero Ausilio lascia il club dopo 29 anni: cosa sta succedendo e gli scenari per il futuro

Clamoroso terremoto nei quadri dirigenziali dell’Inter: Piero Ausilio si appresta a salutare il club nerazzurro dopo una lunghissima militanza durata ben 29 anni. La società milanese non estenderà il contratto del direttore sportivo in scadenza il 30 giugno 2027. Secondo quanto emerso, sarebbe stato lo stesso dirigente a comunicare la decisione di non rinnovare l’accordo alla dirigenza, la quale non ha opposto resistenze per trattenerlo. Si fa strada quindi l’ipotesi di un addio anticipato prima della sessione invernale di calciomercato.

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Ventinove anni di storia: dal vivaio ai 15 trofei in prima squadra

La parabola di Ausilio in viale della Liberazione inizia nel lontano gennaio del 1998 nelle vesti di segretario del settore giovanile. Nel 2001 diventa responsabile organizzativo al fianco di Beppe Baresi, assumendo poi la guida strategica dell’intero vivaio nerazzurro. Il salto definitivo tra i grandi avviene a dicembre 2010 con la nomina a direttore sportivo, inizialmente al fianco del responsabile dell’area tecnica Marco Branca. Nel corso della sua epopea, il dirigente ha lavorato sotto quattro differenti proprietà: la storica era di Massimo Moratti, la parentesi di Erick Thohir, la presidenza di Steven Zhang e l’attuale fondo americano Oaktree, partecipando alla conquista di 15 titoli negli ultimi 16 anni tra Champions League, Scudetti e coppe nazionali.

L’incognita sul futuro: sfuma la pista Al-Hilal in Arabia Saudita

Riguardo al futuro professionale di Ausilio, nelle ultime settimane si era parlato con insistenza di un suo possibile approdo nella Saudi Pro League per riabbracciare l’ex tecnico interista Simone Inzaghi all’Al-Hilal. Tuttavia, l’opzione araba pare ormai del tutto tramontata: il club saudita è infatti in fase di chiusura per l’ingaggio dell’inglese Richard Hughes nel ruolo di nuovo direttore sportivo. La scelta è stata caldeggiata dal nuovo patron Al-Waleed bin Talal, rilevatore del 70% del club dal fondo PIF per 840 milioni di euro, spingendo il dirigente italiano a guardarsi intorno alla ricerca di una nuova sfida.

La Lazio perde per infortunio Rovella: quanto dovrà rimanere fuori e come cambia il centrocampo di Gattuso. Intanto Romagnoli…

Nicolò Rovella ai box, novità sull’infortunio del centrocampista della Lazio. I biancocelesti intanto salutano Romagnoli

Brutta tegola in casa Lazio per quanto riguarda le condizioni fisiche di Nicolò Rovella, costretto ai box dopo il problema muscolare accusato nella sfida contro il Genoa, che lo aveva costretto ad abbandonare il terreno di gioco al 37′ del primo tempo. Gli esami strumentali condotti sul mediano, come riportato dal Corriere dello Sport, hanno evidenziato una lesione al polpaccio che imporrà al perno del centrocampo biancoceleste un forzato periodo di stop.

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Tempi di rientro e le gare saltate da Rovella

I tempi di recupero stimati per il regista si attestano attorno ai 20 giorni. La gestione prudente dello staff sanitario e la contemporanea sosta per le nazionali indurranno tuttavia la società a non forzare le tappe, programmando il ritorno del calciatore direttamente per la sfida contro il Monza del 10 ottobre. Il piano di riabilitazione studiato per l’ex Genoa lo vedrà dunque saltare le prossime tre gare di campionato contro Udinese, Milan e Venezia, consentendo a Gennaro Gattuso di ritrovare il proprio punto di riferimento mediano al massimo della condizione.

Emergenza in mediana: spazio a Belahyane verso Udine

L’assenza di Rovella obbliga l’allenatore a ridisegnare la linea di centrocampo in vista della delicata trasferta sul campo dell’Udinese. Nella posizione di regista è pronto ad accentrare il gioco Reda Belahyane, affiancato nelle posizioni di mezzala da Davide Frattesi e Taylor. Un reparto che, pur in piena emergenza, dimostra maggiore profondità e qualità rispetto all’organico a disposizione di Maurizio Sarri nella scorsa stagione. Le rotazioni di Gattuso restano comunque limitate dalle contemporanee assenze di Danilo Cataldi — il cui rientro in gruppo è previsto tra una decina di giorni — e di Fisayo Dele-Bashiru.

Corsie esterne in affanno: Marusic KO, fiducia a Floriani Mussolini

I problemi di infermeria si estendono anche alle corsie difensive, dove permane il forfait di Adam Marusic, bloccato da un infortunio muscolare più serio rispetto a quello di Dele-Bashiru. Sulla fascia laterale Gattuso va verso la conferma di Romano Floriani Mussolini. Le prove tattiche decisive per la preparazione del match contro i friulani entreranno nel vivo tra venerdì e sabato, con sedute di allenamento programmate alle ore 9:30 fino a domenica. Intanto i biancocelesti salutano Alessio Romagnoli, con il centrale che passa all’Al Sadd a titolo definitivo con contratto fino al 2030.

L’agente di Kessié rompe il silenzio: «Franck desiderava la Juventus nonostante un’offerta sensibilmente inferiore rispetto alle condizioni inizialmente ipotizzate. Ha una dignità!»

L’agente di Franck Kessié, George Atangana, ha emesso un duro comunicato per fare chiarezza su quanto successo in estate con Juventus e Atalanta

Niente Juventus per Franck Kessié, con il centrocampista ivoriano che si è accasato all’Atalanta. Dopo le parole di Carnevali pre Parma: «Si pensava che ci fosse la possibilità di chiudere l’operazione, ma probabilmente non era così il suo grande interesse a vestire la maglia della Juventus. O forse il procuratore ha curato i suoi interessi…» è arrivata la risposta del procuratore del giocatore, George Atangana, che ha replicato attraverso un comunicato ufficiale.

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IL COMUNICATO – «La trattativa con la Juventus non è nata negli ultimi giorni di mercato. È una storia iniziata molte settimane prima, quando Franck, scaduto il contratto, aveva sostanzialmente deciso che avrebbe voluto sposare il progetto Juventus. Non è stata una semplice dichiarazione d’intenti. Franck ha dimostrato concretamente, con i fatti e con rinunce economiche enormi, quanto desiderasse vestire la maglia della Juventus. Ha detto no a diverse proposte provenienti da altri club, alcune delle quali a cifre che sarebbero state oggettivamente irrinunciabili per la quasi totalità dei calciatori. Ha mantenuto la volontà di approdare alla Juventus nonostante avesse ricevuto offerte economicamente molto superiori rispetto a ciò che avrebbe accettato dal club bianconero. Questo è un punto fondamentale per comprendere tutta la vicenda. Franck non ha aspettato la Juventus perché non avesse alternative; ha aspettato per tutta l’estate che la Juventus desse seguito al forte interesse manifestato nei suoi confronti, perché era convinto della sua scelta. Nel seguire le indicazioni di Franck, ho lavorato con l’obiettivo di trovare un accordo di mutua soddisfazione. Abbiamo compreso le esigenze del club, abbiamo accettato di aspettare e abbiamo dato alla Juventus il tempo necessario per effettuare alcune operazioni in uscita e creare le condizioni economiche e tecniche per formulare una proposta. Tutto questo, lo ripeto, per parecchie settimane, con pazienza, rispetto e discrezione. Ma la proposta concreta della Juventus è maturata soltanto negli ultimissimi giorni di mercato. E nonostante fosse sensibilmente inferiore rispetto alle condizioni inizialmente ipotizzate, avevo avuto l’assenso del calciatore a rivedere le sue richieste, abbassandole proprio per andare incontro alle esigenze e alle difficoltà della Juventus: la sua priorità, a quel punto, non era massimizzare il proprio guadagno, ma andare alla Juventus. Su queste basi si è cercato da ambo i lati di trovare un compromesso accettabile, e, come può accadere, pur con grande flessibilità da parte di Franck per trovare una soluzione compatibile con le esigenze finanziarie della Juventus, non si è raggiunto un punto d’equilibrio. Ritenendo di aver fatto il massimo per andare incontro al club, consapevole del proprio percorso, del proprio valore e al tempo stesso delle rinunce fatte per mantenere la priorità data alla Juventus, Franck, alla fine di agosto, ha tratto alcune lecite e ragionevoli conclusioni sull’effettiva determinazione del club nel volerlo. Era diventata una questione di considerazione, di fiducia nei suoi mezzi e, soprattutto, di dignità. C’è un proverbio africano che credo rappresenti perfettamente il senso di questa vicenda: “Desiderare e apprezzare profondamente qualcosa non significa essere disposti ad accettarla a qualsiasi costo. Ogni cosa ha i suoi limiti”Franck desiderava realmente la Juventus e lo ha dimostrato con i fatti, con l’attesa e con importanti rinunce economiche. Ma desiderare una maglia non può significare rinunciare alla propria dignità o alla considerazione che un professionista del suo percorso ritiene di meritare».

«Nelle dichiarazioni pubbliche dell’Amministratore Delegato della Juventus si è fatto riferimento, oltre a probabili responsabilità dell’agente, a una presunta mancanza di determinazione del giocatore nel voler vestire la maglia bianconera. Rispetto naturalmente il diritto di ciascuno di esprimere la propria posizione, ma su questo punto ritengo necessario ristabilire i fatti. Franck Kessié ha aspettato la Juventus per settimane, anche quando ci si sarebbe aspettati che, ferme le condizioni di cui ai paletti della sostenibilità finanziaria, il dialogo fosse mantenuto attivo per finalizzare le intese. Invece, solo negli ultimissimi giorni di mercato vi è stata la disponibilità del Club a sedersi concretamente a un tavolo. Ogni club ha naturalmente il diritto di compiere le proprie valutazioni e stabilire le proprie priorità. Ma anche un calciatore ha il diritto, a un certo punto, di fare lo stesso, e Franck, alla fine, ha visto confermata la progressiva percezione, che forse la convinzione nei suoi confronti non fosse quella che aveva immaginato per tutto il tempo in cui aveva aspettato la Juventus. Su questo voglio essere molto chiaro. Franck Kessié è un uomo e un calciatore di altissimo valore. Ha giocato e vinto ai massimi livelli internazionali, possiede personalità, esperienza e una piena consapevolezza delle proprie decisioni. Non è un uomo influenzabile e nessuno decide al posto suo. Il compito di un agente, e a maggior ragione quello di un intermediario, non è quello di convincere il calciatore ad accettare la proposta del club pur di concludere l’operazione. Il compito è consigliare, negoziare, aiutare a trovare un giusto equilibrio tra aspettative economiche e considerazioni tecniche di ambo le parti. Per quanto mi riguarda, gli interessi dei miei assistiti vengono prima dei miei. SempreLa decisione di interrompere la trattativa è arrivata quando, di fronte alle rigidità e alle difficoltà incontrate, Franck ha ritenuto che non esistessero più le condizioni per arrivare a una conclusione positiva; e questo è nato dalla sensazione che fossero venute a mancare, o non fossero mai state del tutto presenti, convinzione e determinazione da parte della dirigenza del Club. Tengo, però, a rivolgere un ringraziamento sincero all’allenatore della Juventus, che ha dimostrato grande considerazione per Franck, motivandolo fortementeÈ stata una delle ragioni, se non la principale, per cui Franck è rimasto disponibile fino all’ultimo».

«Ed è qui che questa storia cambia completamente significato. Nella vita e nel calcio si incontrano persone capaci di ricordarti che, prima dei contratti, dei bonus e delle trattative, esistono i rapporti umani. La famiglia Percassi aveva percepito il disagio del ragazzo. Conosce Franck, la sua storia, il suo carattere e i suoi valori. Ha parlato con me e ha parlato con lui, e in quelle conversazioni non è mai stato messo al centro l’aspetto economico. Si è parlato della storia tra Kessié e l’Atalanta, del ragazzo arrivato a Bergamo tanti anni fa e dell’uomo che è diventato. Qualche volta sono proprio certi “dettagli” a fare la differenza. Ai tifosi dell’Atalanta voglio dire una cosa: Franck Kessié non ha scelto l’Atalanta perché non aveva alternative. È importante dirlo con chiarezza. Ne aveva, anche da club prestigiosi e a condizioni economiche estremamente importanti. Ha scelto Bergamo perché lì si è sentito desiderato, rispettato e valorizzato; sia come persona sia come calciatore. E soprattutto non ha dimenticato da dove è partito e quanto abbia ricevuto. Avrebbe potuto scegliere di tornare a Bergamo a 35 anni, alla fine della carriera, per chiudere romanticamente un cerchio. E sono convinto che la famiglia Percassi lo avrebbe accolto anche allora. Ha scelto invece di tornarci adesso, nel pieno della propria maturità calcistica, per provare a restituire qualcosa all’Atalanta. A tutti i tifosi bergamaschi rivolgiamo quindi un messaggio semplice e sincero: Franck è tornato, con gratitudine verso il passato, rispetto per il presente e fiducia nel futuro».

Altro stop lungo in casa Juve! Si ferma anche Thuram e si opera: ecco quanto starà fermo il centrocampista bianconero

Juventus, altra tegola dall’infermeria: Thuram va verso l’operazione. Out quattro mesi, nuovo stop anche per Ekhator

La Juventus deve fare i conti con un’altra brutta notizia sul fronte infortuni. Dopo il lungo stop di Kenan Yildiz, attaccante turco classe 2005 operato al quinto metatarso e atteso in campo solo dopo la sosta di novembre, anche Khephren Thuram sarà costretto a fermarsi per un periodo prolungato. Il centrocampista francese, classe 2001, non ha superato le ultime valutazioni mediche e si avvia verso un intervento chirurgico.

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Secondo La Gazzetta dello Sport, Thuram tornerà in Francia nelle prossime ore per operarsi a Lione sotto la supervisione del professor Bertrand Sonnery Cottet, luminare specializzato nelle patologie del ginocchio. Il chirurgo, che in passato ha operato difensori come Gleison Bremer e Federico Gatti, ha visitato il giocatore lunedì e ha consigliato l’intervento per risolvere definitivamente la sindrome femoro‑rotulea che lo tormenta dalla fine della scorsa stagione.

Il problema, nonostante la terapia conservativa e un’estate trascorsa ai margini del gruppo, non è mai realmente rientrato. Thuram ha saltato tutte le amichevoli, è tornato in panchina alla prima giornata contro il Frosinone, ma si è nuovamente fermato prima della sfida con il Parma. Da qui la decisione di consultare Sonnery Cottet e altri specialisti, fino alla scelta definitiva maturata ieri insieme alla famiglia.

L’intervento, che tratterà una condropatia rotulea tramite artroscopia, comporterà comunque un recupero lungo: Thuram resterà fuori almeno quattro mesi, con rientro previsto nel 2027. Una perdita pesante per Luciano Spalletti, che già deve fare i conti con l’assenza di Yildiz.

La situazione ha influito anche sulle scelte di mercato. Sfumato l’arrivo di Franck Kessié, che ha preferito tornare all’Atalanta, nell’ultimo giorno di mercato la Juventus ha chiuso per Pape Sarr dal Tottenham, centrocampista senegalese classe 2002 scelto per dare immediata profondità alla mediana.

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Non finiscono qui le cattive notizie: Jeff Ekhator, attaccante italiano classe 2004 arrivato dal Genoa, si è nuovamente infortunato alla coscia durante l’allenamento di domenica alla Continassa. Per lui si prospettano 45‑50 giorni di stop, il secondo infortunio dopo quello accusato il 18 luglio nell’amichevole di Basilea.


El Shaarawy vicino al ritorno al Genoa: il “Faraone” pronto a firmare da svincolato. I prossimi step

Genoa vicino al colpo El Shaarawy: il Faraone prepara la firma da svincolato e si definiscono gli step finali

Il ritorno di Stephan El Shaarawy al Genoa è ormai a un passo. L’attaccante classe 1992, rimasto svincolato dopo la fine dell’esperienza alla Roma, sta per iniziare un nuovo capitolo della sua carriera che profuma di passato. Il “Faraone”, infatti, è pronto a riabbracciare il club che lo ha cresciuto calcisticamente e che gli ha permesso di affacciarsi per la prima volta nel calcio dei grandi.

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La trattativa è entrata nella fase conclusiva e le parti sono vicinissime alla definizione dell’accordo. Essendo svincolato, El Shaarawy può firmare in qualsiasi momento, senza i vincoli imposti dalla chiusura del mercato. Il Genoa ha accelerato nelle ultime ore e il giocatore ha dato piena disponibilità: il passaggio alle visite mediche e alla firma sul contratto può arrivare da un momento all’altro.

Il ritorno del “Faraone” rappresenta un’operazione dal forte valore simbolico e tecnico. Cresciuto nella Primavera rossoblù, El Shaarawy ha debuttato in Serie A nella stagione 2008/09, collezionando le prime presenze anche nell’annata successiva. Da lì è iniziato un percorso che lo ha portato al Padova, al Milan, al Monaco, alla Roma e allo Shanghai Shenhua, costruendo una carriera ricca di esperienze internazionali e momenti iconici.

Ora il cerchio sembra chiudersi. Il Genoa ha convinto il giocatore con un progetto ambizioso e con la guida di Daniele De Rossi, tecnico rossoblù e suo ex compagno di squadra per ben 90 partite tra Roma e Nazionale. Il rapporto umano tra i due, unito alla volontà del club di aggiungere qualità ed esperienza al reparto offensivo, ha favorito una scelta che appare sempre più inevitabile.

El Shaarawy cerca nuovi stimoli, il Genoa vuole aggiungere un leader tecnico e carismatico: le condizioni per un ritorno perfetto ci sono tutte. L’attesa è ormai questione di ore.


Pio Esposito firma fino al 2032: l’Inter lo blinda e gli triplica lo stipendio

Secondo La Gazzetta dello Sport, Pio Esposito ha sottoscritto il rinnovo con l’Inter: ingaggio da 2,7 milioni più bonus

Un futuro sempre più nerazzurro per Francesco Pio Esposito. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, l’attaccante ha firmato il rinnovo con l’Inter fino al 2032, presentandosi ieri nella sede del club per definire il nuovo accordo. Un’intesa che consolida il rapporto tra la società e un giocatore cresciuto nel suo settore giovanile.

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Il prolungamento porta con sé anche un importante adeguamento economico: il quotidiano riferisce di uno stipendio triplicato, che raggiunge 2,7 milioni di euro a stagione. A questa cifra si aggiungono bonus facilmente raggiungibili, destinati a portare il compenso oltre i 3 milioni.

Pio Esposito, la scelta Inter e il richiamo della Premier League

Alla base dell’accordo c’è una volontà condivisa. La Gazzetta dello Sport racconta che in primavera il centravanti aveva attirato attenzioni dalla Premier League, senza però dare seguito agli interessamenti: la sua priorità è sempre stata continuare il percorso con l’Inter e diventarne un simbolo.

La fiducia del club accompagna quella di Cristian Chivu, che ne ha seguito l’inserimento in prima squadra. Il rinnovo rappresenta così un investimento sulla crescita di Esposito: il nuovo stipendio, secondo il quotidiano, potrebbe essere ulteriormente adeguato in futuro qualora il rendimento dell’attaccante continuasse a migliorare, senza attendere la scadenza appena concordata.

Tomori, retroscena Fulham: il Milan resta la sua prima scelta. Amorim gli comunica il reintegro

Secondo La Gazzetta dello Sport, Tomori aveva aperto al trasferimento a Londra: il ritorno in rosa al Milan lo ha reso felice

Il Milan è sempre rimasto la sua destinazione preferita, anche quando il futuro sembrava portarlo altrove. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, Fikayo Tomori ha accolto con soddisfazione la decisione del club di reintegrarlo in squadra, dopo essere stato inserito tra gli esuberi al rientro dalla tournée in Australia e Indonesia.

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A comunicare personalmente al difensore inglese il ritorno in rosa è stato il tecnico Rúben Amorim. Una notizia particolarmente gradita al giocatore, che conserva un forte legame con il Milan e con la città di Milano.

Tomori, il viaggio a Londra e la trattativa con il Fulham

Il quotidiano ricostruisce anche il tentativo del Fulham: martedì Tomori si trovava a Londra insieme ai suoi agenti per discutere un possibile trasferimento. Il centrale aveva mostrato apertura alla destinazione, ma lui e il suo entourage hanno capito rapidamente che mancavano le condizioni giuste per concretizzare l’operazione.

Il reintegro ha quindi rappresentato, dal punto di vista del difensore, la soluzione migliore. Sempre secondo La Gazzetta dello Sport, la condizione fisica non costituisce un problema. Tomori può così tornare a lavorare con la squadra: restare e giocare ancora con il Milan è sempre stata la sua priorità, anche durante le settimane di incertezza.

Robinio Vaz lascia la Roma: ufficiale il passaggio all’Hull City, la formula

La Roma annuncia l’accordo con l’Hull City per Robinio Vaz: l’attaccante si trasferisce in prestito con diritto di riscatto

Nuova esperienza in Inghilterra per Robinio Vaz, che saluta la Roma e si prepara a indossare la maglia dell’Hull City. Il club giallorosso ha annunciato attraverso un comunicato ufficiale l’accordo per il trasferimento dell’attaccante, specificando anche la formula scelta dalle due società per definire l’operazione.

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La cessione avviene in prestito con diritto di riscatto. L’Hull City avrà dunque la possibilità di acquistare il giocatore a titolo definitivo.

Robinio Vaz all’Hull City: l’annuncio della Roma

COMUNICATO – «L’AS Roma comunica di avere trovato l’accordo con l’Hull City per la cessione di Robinio Vaz», si legge nella comunicazione della società capitolina, che precisa successivamente la natura temporanea del trasferimento e la presenza del diritto di riscatto.

Nel salutare il calciatore, la Roma ha ricordato anche il bilancio della sua esperienza giallorossa: 14 presenze tra campionato e coppe, impreziosite da 1 gol. Numeri che accompagnano l’annuncio della partenza e chiudono, almeno per il momento, il suo percorso nella capitale.

Il comunicato termina con un augurio rivolto all’attaccante: «In bocca al lupo per il futuro, Robinio!». Per Vaz comincia adesso una nuova tappa con la maglia dell’Hull City.

Fofana lascia il Milan all’ultimo minuto: ufficiale il prestito al Siviglia

Il Milan annuncia la cessione di Youssouf Fofana al Siviglia fino al 30 giugno 2027: il centrocampista si trasferisce in prestito secco

Si chiude con una partenza dell’ultimo minuto il mercato di Youssouf Fofana. Il centrocampista francese lascia il Milan e si trasferisce al Siviglia, che ha completato l’operazione proprio a ridosso della chiusura della sessione estiva in Spagna. Una nuova esperienza per il giocatore, pronto a vestire la maglia del club andaluso nella stagione appena cominciata.

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Il trasferimento si concretizza attraverso un prestito secco, con gli spagnoli che contribuiranno al pagamento dell’ingaggio del calciatore. La formula consente dunque al Siviglia di accogliere Fofana a titolo temporaneo, mentre il suo cartellino resta di proprietà della società rossonera.

Fofana al Siviglia: il comunicato del Milan

La conferma arriva direttamente dal Milan, che ha ufficializzato la cessione attraverso una nota: «AC Milan comunica di aver ceduto a titolo temporaneo le prestazioni sportive del calciatore Youssouf Fofana al Siviglia FC fino al 30 giugno 2027».

Il comunicato fissa quindi la scadenza dell’accordo al termine della stagione e accompagna l’annuncio con un saluto al centrocampista. La società rossonera ha ringraziato Fofana per la professionalità e l’impegno dimostrati, augurandogli soddisfazioni personali e sportive nella nuova avventura.

Per il francese si apre così il capitolo Siviglia, al termine di un’operazione arrivata nelle battute conclusive del mercato estivo del calcio spagnolo.

Cremonese, esonero a sorpresa: Giampaolo lascia dopo il successo di Parma. Decisione drastica della società, ecco il sostituto

Cremonese, arriva un esonero shock: Giampaolo lascia dopo il successo di Parma e arriva il nuovo tecnico Pecchia

Clamoroso ribaltone in casa Cremonese. A poche ore dalla vittoria per 2‑0 contro il Parma nei sedicesimi di Coppa Italia, il club ha annunciato l’esonero di Marco Giampaolo, tecnico abruzzese noto per il suo calcio tecnico e organizzato. La società grigiorossa ha comunicato la decisione con una nota ufficiale, ringraziando l’allenatore e il suo staff per professionalità e impegno.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

La tempistica sorprende, soprattutto perché la Cremonese aveva scelto di confermare Giampaolo nonostante la retrocessione in Serie B maturata nella scorsa stagione. Il tecnico era subentrato a Davide Nicola lo scorso 18 marzo, chiudendo il campionato con tre vittorie e un pareggio in nove partite. La fiducia sembrava essere stata rinnovata, ma l’avvio di questa Serie B ha cambiato tutto.

Il pessimo inizio di campionato, con due sconfitte contro Empoli e Modena, ha pesato enormemente nelle valutazioni della dirigenza. In particolare il ko per 0‑3 contro la squadra di Daniele Galloppa, allenatore emergente e molto apprezzato per il suo calcio verticale, ha lasciato strascichi pesanti. Nel post‑gara Giampaolo aveva criticato duramente la squadra, sottolineando mancanza di intensità e attenzione: parole che non sono passate inosservate.

La vittoria di Parma, firmata dai giovani Simone Lottici Tessadri (classe 2006) e Adin Licina (talento 2007 arrivato dalla Juventus), sembrava poter riportare serenità, ma non è bastata. Dopo il match, Giampaolo aveva provato a rilanciare il progetto con dichiarazioni fiduciose: “La reazione alla sconfitta col Modena è stata importante, va portata avanti una certa idea di calcio. Bisogna lavorare e avere fiducia, poi io vado avanti per la mia strada in modo deciso. So di avere i giocatori giusti”.

Parole che oggi assumono un sapore amaro. La Cremonese ha scelto di cambiare rotta, convinta che serva una scossa immediata per evitare che il campionato prenda una piega complicata. Ora si apre il capitolo del nuovo allenatore, con diversi profili già monitorati dalla società. In vantaggio ci sarebbe l’ex Parma Fabio Pecchia.


Balogun, trattativa saltata tra Monaco ed Everton: visite mediche non superate. Gli inglesi virano su Zirkzee

Folarin Balogun non passa le visite con l’Everton: trattativa congelata e Joshua Zirkzee diventa la priorità

Un altro caso clamoroso scuote le ultime ore di mercato internazionale. Il trasferimento di Folarin Balogun dall’AS Monaco all’Everton, operazione da circa 50 milioni complessivi, è infatti saltato in modo quasi definitivo dopo che l’attaccante statunitense non ha superato le visite mediche con il club inglese. Una frenata improvvisa che ha cambiato completamente gli scenari di mercato.

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La notizia, riportata da RMC Sport, parla di dubbi fisici riscontrati dallo staff medico dell’Everton durante gli esami. Il club avrebbe rilevato parametri non pienamente convincenti sulle condizioni attuali del giocatore, motivo per cui il dossier è stato immediatamente congelato. Una decisione che ha sorpreso sia Balogun sia il suo entourage, convinti che il centravanti fosse in perfetta forma e pronto a giocare. Perplesso anche il Monaco, che attribuisce eventuali anomalie al semplice ritardo nella preparazione estiva del calciatore.

Con l’affare ormai bloccato, l’Everton ha dovuto reagire rapidamente per non restare scoperto nel reparto offensivo. E nelle ultime ore il club ha virato con decisione su Joshua Zirkzee, attaccante olandese classe 2001 del Manchester United, reduce da una stagione brillante al Bologna e già cercato da Fiorentina e Juventus in questa sessione. Secondo quanto riportato da Matteo Moretto e Fabrizio Romano, l’Everton ha già contattato l’entourage del giocatore e inviato una prima offerta ai Red Devils per un prestito.

Zirkzee ha dato la propria disponibilità al trasferimento, aprendo così la strada a una trattativa che potrebbe chiudersi nelle prossime ore. L’Everton punta a definire rapidamente l’accordo per non perdere ulteriore terreno in un mercato che sta vivendo minuti frenetici e decisivi.

La situazione resta in evoluzione, ma il quadro è chiaro: Balogun non andrà all’Everton, mentre Zirkzee è diventato la nuova priorità del club inglese.

Porto su Gatti: tentativo concreto per il difensore! La Juventus riflette, ma i margini sono stretti

Il Porto piomba su Gatti: tentativo concreto per il difensore, la Juventus valuta con margini ridotti

Il mercato in Portogallo resta aperto fino al 5 settembre e questo offre ancora spazio per operazioni last‑minute. Secondo quanto riportato da Alfredo Pedullà, il Porto sta valutando un tentativo concreto per Federico Gatti, difensore classe 1998 della Juventus, noto per fisicità, aggressività e capacità di giocare in marcatura pura. Il club lusitano è alla ricerca di un centrale di personalità e con esperienza internazionale per completare il reparto arretrato, e il profilo del bianconero viene considerato ideale per caratteristiche tecniche e mentalità.

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Il Porto, che negli ultimi anni ha costruito squadre competitive sia in campionato sia in Champions League, vuole aggiungere un difensore capace di guidare la linea, dare solidità nei duelli e garantire affidabilità nelle partite ad alta intensità. Gatti, che si è imposto in Serie A grazie alla sua crescita costante e alla capacità di adattarsi a diversi sistemi difensivi, rappresenta un’opportunità che il club portoghese sta monitorando con attenzione.

La situazione, però, è complessa dal punto di vista juventino. Con la finestra dei trasferimenti in entrata ormai chiusa in Serie A, la Juventus non può sostituire Gatti con un nuovo acquisto, né a titolo definitivo né in prestito. L’unica possibilità sarebbe pescare dagli svincolati, una soluzione che la dirigenza non considera ideale per un reparto che ha già perso elementi importanti nelle ultime stagioni. Questo vincolo rende la valutazione interna molto più rigida: cedere Gatti significherebbe indebolire la rosa senza possibilità di rimpiazzarlo immediatamente.

La Juventus, che con Luciano Spalletti punta a mantenere una difesa solida e strutturata, sta quindi riflettendo con attenzione. Il Porto potrebbe presentare un’offerta nelle prossime ore, ma la fattibilità dell’operazione dipenderà soprattutto dalla disponibilità dei bianconeri ad accettare una cessione in un momento in cui non possono intervenire sul mercato.

Il dossier resta aperto e la situazione potrebbe evolvere rapidamente, con il Porto pronto a insistere e la Juventus chiamata a una decisione delicata tra opportunità economica e necessità tecnica.

Cremonese, colpo a sorpresa in Coppa Italia: Parma eliminato al Tardini. Licina subito decisivo

Parma eliminato dalla Cremonese: Licina incanta all’esordio e firma il colpo in Coppa Italia. Come è andata la partita

I sedicesimi di finale di Coppa Italia regalano il primo vero scossone della competizione. La Cremonese di Marco Giampaolo, reduce da un avvio complicato in Serie B con due sconfitte consecutive e il pesante ko interno contro il Modena, espugna il Tardini con un netto 2‑0 ed elimina il Parma di Carlos Cuesta, tecnico colombiano noto per il suo calcio aggressivo e verticale. I grigiorossi accedono così agli ottavi, dove affronteranno il Como.

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Licina, esordio da protagonista: il talento 2007 incanta Parma

La Cremonese ha indirizzato la partita già nel primo tempo, mostrando maggiore intraprendenza e solidità. A sbloccare il match è stato Simone Lottici Tessadri, classe 2006, uno dei giovani più promettenti del vivaio lombardo.

Il raddoppio porta invece la firma di Adin Licina, talento tedesco classe 2007 arrivato in prestito dalla Juventus negli ultimi giorni di mercato. Il suo esordio è stato da copertina: ricezione larga a destra, scambio rapido con Berti, ingresso in area e tocco sotto elegante che supera Daffara, portiere del Parma ed ex Juventus. Un gesto tecnico che conferma le qualità del giovane, conteso nelle scorse settimane da Avellino e Napoli prima della scelta di Cremona.

Parma in difficoltà: nessuna reazione, crisi da gestire

Il Parma, che ha schierato dal primo minuto Britschi, Valenti, Drobnic e Ordonez, oltre all’esordiente Giovanni Fabbian, centrocampista classe 2003 arrivato dalla Fiorentina, non è riuscito a reagire allo 0‑2.

Nemmeno gli ingressi nella ripresa di Touré, Romero, Keita e Valeri hanno cambiato l’inerzia di una gara che ha evidenziato limiti di intensità e organizzazione. La squadra di Cuesta, reduce da due sconfitte consecutive in Serie A contro Cagliari e Juventus, è ora chiamata a una risposta immediata nel prossimo turno di campionato contro il Monza, per evitare che la flessione diventi una vera crisi.

Cremonese in crescita, Parma da ricostruire

La Cremonese ritrova fiducia e identità dopo un avvio difficile, trascinata dai suoi giovani e da un piano gara efficace. Il Parma, invece, dovrà lavorare per ritrovare equilibrio e solidità, con Cuesta atteso a scelte forti per invertire la rotta.

Fiorentina, Mandragora è del Torino: spunta l’idea Brozović a parametro zero. Valutazioni in corso

Rolando Mandragora lascia Firenze per il Torino: Brozović emerge come idea concreta a parametro zero

Il centrocampo della Fiorentina vive ore di grande movimento. Con Rolando Mandragora ormai destinato al Torino, la dirigenza viola sta accelerando per consegnare a Fabio Grosso un nuovo rinforzo in mediana e tra le idee più concrete spunta quella che porta a Marcelo Brozović, regista croato di enorme esperienza internazionale ed ex perno dell’Inter.

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La società sta valutando la possibilità di affondare il colpo approfittando della situazione contrattuale del giocatore, attualmente svincolato dopo l’ultima stagione vissuta all’Al‑Nassr. La formula a parametro zero rende l’operazione particolarmente interessante perché permetterebbe alla Fiorentina di tesserare Brozović anche oltre la chiusura della sessione di mercato, garantendo così una finestra temporale più ampia per definire ogni dettaglio.

Brozović rappresenta un profilo di altissimo livello per caratteristiche tecniche e leadership. Regista puro, classe 1992, è noto per la capacità di gestire i ritmi della partita, per la qualità nel palleggio e per la visione di gioco che gli consente di abbassarsi tra i centrali e avviare l’azione con precisione. La sua profonda conoscenza della Serie A lo renderebbe un innesto immediatamente pronto per il sistema di Grosso, che predilige una mediana ordinata, intelligente e capace di dare continuità al possesso. L’idea di riportare il croato in Italia è diventata nelle ultime ore una pista reale, con la Fiorentina impegnata a valutare costi, ingaggio e sostenibilità complessiva dell’operazione.

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La partenza di Mandragora apre un vuoto importante nel reparto e la società non vuole correre rischi. Per questo la candidatura di Brozović è considerata una delle più solide, anche se non l’unica. La dirigenza viola sta lavorando senza sosta per garantire a Grosso un centrocampo competitivo e completo, consapevole che la stagione richiederà profondità, qualità e alternative di livello. Le prossime ore saranno decisive per capire se la suggestione diventerà una trattativa concreta e se Firenze potrà accogliere uno dei registi più influenti degli ultimi anni del calcio italiano.

Fofana, niente ritorno in Ligue 1: il Lione si ritira. Ostacolo insuperabile, ora può riaprirsi la pista Besiktas

Niente Ligue 1 per Youssouf Fofana: ostacolo insuperabile per il Lione. In Turchia il Besiktas osserva il centrocampista

Il Milan vede sfumare definitivamente il possibile trasferimento di Youssouf Fofana all’Olympique Lione. Il centrocampista francese classe 1999, elemento di equilibrio e intensità nella mediana rossonera, non tornerà in Ligue 1: l’operazione è saltata nelle ultime ore di mercato, proprio quando sembrava vicina alla chiusura.

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Le restrizioni della DNCG: il nodo che ha bloccato tutto

A far crollare l’affare è stato l’intervento della DNCG, l’organo di controllo finanziario del calcio francese, noto per la sua rigidità nel monitorare i bilanci dei club.

Secondo quanto emerso, la DNCG ha imposto paletti severi sui tesseramenti del Lione, impedendo di fatto la registrazione del contratto di Fofana. Il club francese non ha potuto rispettare i parametri richiesti, anche a causa del mancato incastro in uscita di Malick Fofana, esterno offensivo classe 2005, che non è riuscito a completare il trasferimento in Premier League.

Senza quella cessione, il Lione non avrebbe mai ottenuto l’approvazione per l’ingaggio del centrocampista rossonero. Un ostacolo definito “insormontabile” dagli operatori di mercato, che ha costretto il club a ritirarsi definitivamente dalla trattativa.

Il Besiktas torna in scena: la pista turca resta aperta

Con la fumata nera sul fronte francese, il futuro di Youssouf Fofana resta ancora da definire. Il mercato in Turchia è infatti ancora aperto, e questo permette al Besiktas di tornare con forza sul giocatore.

Il club di Istanbul, che già nelle scorse settimane aveva manifestato interesse, sta monitorando la situazione e potrebbe presentare una nuova proposta nelle prossime ore. La dirigenza rossonera resta in attesa di sviluppi, consapevole che la finestra turca offre un margine di manovra ulteriore rispetto ai principali campionati europei.

Scenario in evoluzione: il Milan valuta le prossime mosse

Il Milan, che considera Fofana un elemento prezioso per struttura fisica e duttilità tattica, non esclude nessuna opzione:

  • permanenza in rosa,
  • nuova trattativa con il Besiktas,
  • eventuali altre opportunità nei mercati ancora aperti.

Le prossime ore saranno decisive per capire se il centrocampista lascerà Milano o se resterà a disposizione di Amorim per la stagione in corso.

Calciomercato Serie A 2026/27, i verdetti: Fiorentina regina dello spettacolo, Juventus leader negli investimenti

Chi ha fatto il mercato migliore, chi ha speso di più e quali squadre si sono maggiormente rinforzate dopo la sessione estiva

Si chiude ufficialmente la sessione estiva del calciomercato Serie A 2026/27 e per i club italiani è arrivato il momento dei bilanci. Tra grandi investimenti, rivoluzioni tecniche e operazioni mirate, il mercato ha raccontato strategie molto diverse: alcune società hanno puntato su giocatori affermati, altre su giovani di prospettiva.

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Stabilire una sola “regina del mercato” non è semplice, perché il giudizio cambia in base al criterio utilizzato: spesa economica, qualità degli acquisti, numero di operazioni o aumento del valore complessivo della rosa.

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Fiorentina protagonista assoluta: tanti colpi offensivi e una rosa ricca di talento

Se si guarda all’impatto mediatico e all’ambizione del progetto, la squadra che ha acceso maggiormente il mercato è stata la Fiorentina. Il lavoro del direttore sportivo Fabio Paratici ha portato in viola una serie di profili importanti, con una particolare attenzione al reparto offensivo.

La società toscana ha aggiunto giocatori come Franco Mastantuono, Wilfried Gnonto, Beto, Matteo Pellegrino, Pedro Gonçalves, Njie, oltre a elementi come Atta, Alex Jimenez, Oulai e Dragusin.

Un mercato che ha aumentato enormemente la qualità individuale della squadra, ma che ha aperto anche un interrogativo tattico. Le prime due giornate di campionato hanno evidenziato alcune difficoltà difensive: i 7 gol subiti contro Roma e Frosinone hanno acceso il dibattito sulla necessità di trovare il giusto equilibrio tra fase offensiva e fase difensiva.

La Fiorentina, quindi, è probabilmente la squadra che ha costruito il mercato più spettacolare, ma ora dovrà dimostrare sul campo di riuscire a trasformare il talento in rendimento.

Juventus, Milan e Inter: le big aumentano qualità e profondità

Tra le squadre che hanno maggiormente rinforzato la propria rosa troviamo Juventus, Milan, Inter e Napoli.

La Juventus ha operato una profonda trasformazione per mettere a disposizione di Luciano Spalletti una squadra con più alternative. I colpi principali sono stati Nick Woltemade e Kolo Muani in attacco, accompagnati dall’arrivo di Pape Matar Sarr e dagli innesti nel ruolo di portiere con Vicario e Grabara.

Il Milan ha invece puntato su una vera rivoluzione, investendo molto per costruire una squadra competitiva per Ruben Amorim. I rossoneri hanno effettuato numerose operazioni sia in entrata sia in uscita, modificando profondamente la rosa.

L’Inter, campione d’Italia in carica, ha scelto una strategia più mirata: il club nerazzurro ha mantenuto la struttura della squadra di Cristian Chivu, aggiungendo elementi funzionali come Spence, Stones, Curtis Jones, il ritorno di Aleksandar Stankovic e il rientro di Pavard.

Il Napoli, dopo il secondo posto in campionato, ha continuato a lavorare per aumentare la profondità della rosa e restare competitivo ai vertici.

Spesa e saldo mercato: Juventus davanti a tutti

Analizzando il saldo tra acquisti e cessioni, la squadra che ha investito maggiormente è la Juventus.

I bianconeri chiudono con un saldo negativo di -134,25 milioni di euro:

  • Acquisti: 160,75 milioni
  • Cessioni: 26,5 milioni

Segue la Fiorentina con un saldo di -111,32 milioni di euro:

  • Acquisti: 128,8 milioni
  • Cessioni: 17,48 milioni

Poi la Roma:

  • Saldo: -109,7 milioni
  • Acquisti: 124,5 milioni
  • Cessioni: 14,8 milioni

Il Milan, nonostante una spesa elevata, ha contenuto il passivo grazie alle cessioni:

  • Saldo: -78,05 milioni

L’Inter chiude invece con un bilancio trasferimenti di -67,50 milioni di euro:

  • Spese: 101 milioni
  • Entrate: 33,50 milioni

Il verdetto finale: chi ha vinto il mercato?

Se la domanda è “chi ha fatto il mercato più spettacolare?”, la risposta è la Fiorentina, protagonista di una campagna acquisti ricca di talento e nomi importanti.

Se invece si guarda agli investimenti economici, la Juventus è stata la società più aggressiva.

Per competitività immediata, la sfida coinvolge soprattutto Inter, Milan, Juventus e Napoli, mentre la vera sorpresa resta la squadra viola.

Come sempre, però, sarà il campo a emettere il verdetto definitivo: il mercato può aumentare il potenziale di una rosa, ma soltanto risultati e prestazioni diranno chi avrà trasformato meglio gli investimenti estivi.

Fiorentina, mercato da regina ma equilibrio da trovare: il grande rebus tattico per Grosso dopo i colpi di Paratici

La Fiorentina ha aumentato qualità e soluzioni offensive, ma le 7 reti subite nelle prime due giornate impongono una riflessione sulla fase difensiva

La Fiorentina si candida a essere una delle grandi protagoniste del calciomercato estivo 2026/27. La sessione condotta dal ds Fabio Paratici ha portato a Firenze una lunga serie di acquisti importanti, molti dei quali dal peso offensivo evidente. Una campagna ambiziosa, ricca di nomi e di investimenti, che ha alzato il livello tecnico della rosa ma ha aperto anche diversi interrogativi sul piano tattico.

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Il compito più delicato sarà ora nelle mani di Fabio Grosso, chiamato a trasformare una squadra piena di talento in un gruppo equilibrato, compatto e sostenibile. Perché il punto non è soltanto aggiungere qualità negli ultimi metri, ma capire come far convivere tanti giocatori offensivi senza perdere solidità.

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Fiorentina, mercato offensivo e campanello d’allarme in difesa

Il dato che pesa maggiormente riguarda l’avvio di campionato: 7 gol subiti nelle prime due giornate di Serie A, chiuse con due sconfitte contro Roma e Frosinone. Numeri che rappresentano molto più di un semplice campanello d’allarme.

La Fiorentina ha mostrato fragilità evidenti nella gestione delle transizioni negative, nella protezione della linea difensiva e nella capacità di restare corta tra i reparti. In questo contesto, colpisce che le ultime mosse di mercato siano state ancora una volta indirizzate soprattutto verso l’attacco: Njie, Gnonto, Beto e Pedro Gonçalves aumentano il potenziale offensivo, ma non risolvono automaticamente i problemi di equilibrio.

Paratici, tanti colpi ma serve una gerarchia chiara

Gli arrivi di Pellegrino e Beto danno alla Fiorentina peso, profondità e presenza in area. Sono due attaccanti capaci di occupare i centrali avversari, attaccare gli spazi e offrire soluzioni diverse negli ultimi metri. Il rischio, però, è quello di accumulare troppi profili offensivi senza una gerarchia immediatamente definita.

Ancora più complessa è la gestione di giocatori come Mastantuono, Gnonto, Pedro Gonçalves e Njie. Tutti aggiungono fantasia, strappi, uno contro uno e imprevedibilità, ma tutti portano naturalmente la squadra ad attaccare con tanti uomini. Se la struttura preventiva non funziona, ogni pallone perso può trasformarsi in una ripartenza pericolosa.

Atta, Valdepenas e Alex Jimenez: qualità, corsa e rischio sbilanciamento

Anche a centrocampo l’arrivo di Atta va letto in questa direzione. Il giocatore aggiunge dinamismo, inserimenti e qualità nella metà campo offensiva, ma non è un profilo puramente conservativo. In una squadra già ricca di soluzioni avanzate, la sua propensione offensiva può diventare un valore soltanto se accompagnata da coperture precise.

Il tema si allarga poi ai terzini. Valdepenas e Alex Jimenez sono entrambi laterali di grande spinta, capaci di dare ampiezza e accompagnare l’azione con continuità. Ma se salgono contemporaneamente, la Fiorentina rischia di lasciare troppo campo alle spalle, costringendo i centrali a difendere molti metri in campo aperto.

Fiorentina, la sfida di Grosso è trovare equilibrio

Il mercato della Fiorentina ha reso la rosa più ricca, profonda e talentuosa. Sulla carta, il salto di qualità è evidente. Ma ora serve una sintesi tattica: scegliere chi gioca, come occupare gli spazi e soprattutto come proteggere la squadra quando perde palla.

La vera sfida per Grosso sarà trasformare un mercato scoppiettante in una squadra riconoscibile. Perché segnare tanto può non bastare, se ogni partita diventa aperta, lunga e vulnerabile.

Torino, sprint per un centrale: Ebosse può tornare, occhio a Diego Leite e Luperto

Il Torino lavora agli ultimi rinforzi per il reparto arretrato: Enzo Ebosse può tornare in Piemonte, restano vive anche le piste Diego Leite e Luperto

Il Torino continua a muoversi sul mercato con l’obiettivo di completare la rosa nelle ultime ore della sessione estiva. Dopo aver definito il doppio colpo a centrocampo, il club granata vuole ora concentrarsi sulla difesa, reparto nel quale la dirigenza sta valutando diversi profili per consegnare nuove soluzioni alla squadra.

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Il nome tornato d’attualità è quello di Enzo Ebosse, difensore dell’Udinese che potrebbe diventare una nuova opzione concreta per il club piemontese. Come riferito da Sky Sport, il Torino starebbe valutando seriamente il suo ritorno e il club friulano attende l’affondo definitivo per chiudere eventualmente l’operazione.

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Torino, Ebosse può tornare in granata

La pista Ebosse è una delle più calde per la retroguardia del Torino. Il difensore, già passato dal club granata, rappresenta una soluzione conosciuta e potenzialmente utile per rinforzare il reparto arretrato.

L’Udinese resta in attesa di capire se il Torino deciderà di accelerare in maniera definitiva. Nonostante siano diversi i profili presenti nella lista della dirigenza, l’affare per Ebosse potrebbe svilupparsi rapidamente nelle prossime ore, soprattutto qualora i granata decidessero di puntare con decisione su di lui.

Torino, valutato anche Diego Leite

Accanto al nome di Enzo Ebosse, il Torino continua a monitorare anche Diego Leite, difensore attualmente svincolato. Il profilo del centrale portoghese resta sul tavolo come possibile alternativa, soprattutto perché potrebbe rappresentare un’opportunità di mercato senza trattativa tra club.

La società granata sta valutando con attenzione costi, condizioni fisiche e compatibilità tecnica dei vari candidati, con l’obiettivo di individuare il rinforzo più funzionale.

Luperto resta in lista, ma manca l’offerta

Tra i nomi seguiti dal Torino resiste anche quello di Sebastiano Luperto, difensore della Cremonese. Al momento, però, non sarebbe stata presentata alcuna offerta ufficiale al club grigiorosso.

La priorità resta completare la difesa prima della chiusura del mercato. Ebosse, Diego Leite e Luperto sono le piste principali, ma nelle prossime ore il Torino dovrà scegliere se affondare il colpo o restare sulle valutazioni.

Rüdiger saluta la Germania, addio alla Nazionale dopo 86 presenze con la Mannschaft: la lettera del difensore

Il difensore del Real Madrid annuncia sui social la fine della sua avventura con la Germania dopo undici anni: ora focus totale sul club

Antonio Rüdiger dice addio alla Nazionale tedesca. Il difensore del Real Madrid, ex Roma e Chelsea, ha annunciato attraverso i propri canali social la decisione di chiudere la sua esperienza con la Mannschaft dopo undici anni e 86 presenze complessive.

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Una scelta maturata dopo una lunga riflessione, come spiegato dallo stesso centrale tedesco nel messaggio pubblicato sui social. Rüdiger lascia la Nazionale dopo un percorso iniziato nel 2014, anno del suo debutto con la maglia della DFB, e proseguito tra grandi competizioni internazionali, delusioni sportive e momenti comunque significativi per la sua carriera.

Rüdiger Germania, il messaggio d’addio alla Nazionale

Nel suo saluto, Rüdiger ha spiegato i motivi della decisione e il desiderio di lasciare spazio ai più giovani: «Dopo un’attenta riflessione, è giunto il momento per me di concludere la mia carriera con la nazionale e lasciare spazio alla generazione più giovane. Quando ho indossato per la prima volta la maglia della DFB nel 2014, non avrei mai immaginato che mi avrebbe portato a collezionare 86 presenze in nazionale».

Il difensore ha poi ripercorso anche le difficoltà vissute con la Germania negli ultimi anni, senza nascondere il peso delle sconfitte nei grandi tornei: «Anche se il grande titolo ci è sfuggito negli ultimi tornei e abbiamo dovuto accettare alcune dolorose sconfitte, questo periodo è stato un capitolo estremamente speciale per me, un capitolo che mi segnerà per sempre».

Rüdiger saluta compagni, staff e tifosi

Nel lungo messaggio social, il centrale del Real Madrid ha ringraziato compagni, staff tecnico e tifosi per il percorso condiviso. Un pensiero speciale è andato agli allenatori che lo hanno accompagnato nella sua avventura con la DFB, da Jogi Löw a Hansi Flick fino a Julian Nagelsmann, senza dimenticare Horst Hrubesch, suo mentore nelle nazionali giovanili.

Rüdiger ha voluto sottolineare anche il legame creato con i compagni: amicizie e momenti vissuti nello spogliatoio che, come scritto dallo stesso difensore, resteranno oltre il calcio.

Germania, Rüdiger ora pensa solo al Real Madrid

La chiusura del messaggio guarda al futuro e al nuovo capitolo della carriera del difensore: «Ora inizia un nuovo capitolo per me, in cui mi concentrerò interamente sul mio club. Grazie per questo percorso condiviso.

Con affetto, Toni».

Per la Germania si chiude così un’era importante in difesa. Per Rüdiger, invece, comincia una fase diversa: niente più Nazionale, concentrazione totale sul Real Madrid e sugli obiettivi con il club spagnolo.

Roma, saltano Leweling e Bynoe-Gittens: niente esterno per Gasperini nelle ultime ore di mercato

La Roma vede sfumare le piste Jamie Leweling e Jamie Bynoe-Gittens: operazioni non praticabili a poche ore dalla chiusura del mercato

La Roma rischia di chiudere il mercato senza il nuovo esterno offensivo richiesto da Gian Piero Gasperini. Nelle ultime ore la dirigenza giallorossa ha provato a muoversi per completare il reparto avanzato, ma le piste principali si sono progressivamente complicate fino a diventare non praticabili.

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Il nome più caldo era quello di Jamie Leweling, esterno offensivo dello Stoccarda. L’operazione, però, non andrà in porto. Non ci sono più i tempi tecnici per completare il trasferimento e il giocatore resterà quindi in Bundesliga. Quella per Leweling era diventata una vera corsa contro il tempo, ma il tentativo della Roma non ha prodotto l’accelerata decisiva.

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Roma, Leweling resta allo Stoccarda

La trattativa per Jamie Leweling si è fermata prima dello sprint finale. La Roma aveva individuato nel calciatore dello Stoccarda un profilo adatto per dare profondità, velocità e nuove soluzioni offensive a Gasperini, ma i tempi ristretti della sessione estiva non hanno permesso di arrivare alla chiusura.

A poche ore dal gong del mercato, l’affare è dunque saltato. Il giocatore non si trasferirà nella Capitale e continuerà il proprio percorso con il club tedesco.

Roma, impossibile anche Bynoe-Gittens

Non solo Leweling. Anche Jamie Bynoe-Gittens non sarà un nuovo giocatore della Roma. Il profilo dell’esterno inglese era stato accostato ai giallorossi, ma l’operazione è sempre stata molto complicata.

Il nodo principale era legato alla formula: Bynoe-Gittens è stato considerato incedibile in prestito, rendendo impossibile un affondo concreto da parte della società romanista nelle ultime ore di mercato.

Gasperini, richiesta non accontentata

La Roma si avvicina quindi alla chiusura del mercato con un reparto offensivo che potrebbe restare senza ulteriori innesti. Gasperini sperava in un nuovo esterno capace di aumentare le alternative e dare maggiore imprevedibilità alla manovra.

Il doppio stop sulle piste Leweling e Bynoe-Gittens complica però i piani giallorossi. Salvo sorprese dell’ultimo minuto, la Roma dovrà ripartire dal gruppo attuale.

Totti entra nel mondo del basket: sarà Advisor di Maxima Roma. Ruolo strategico tra fan base, città e progetti sociali

Nuova avventura per Francesco Totti: Advisor di Maxima Roma. Spinta su identità cittadina e fan engagement

Francesco Totti apre un nuovo capitolo della sua vita sportiva. L’ex capitano della Roma, simbolo assoluto del calcio italiano e icona della Capitale, è stato nominato Advisor della proprietà di Maxima Roma, club cestistico ambizioso e in forte crescita. La società lo ha annunciato con una nota ufficiale, spiegando che Totti avrà una delega specifica sullo sviluppo della fan base e sulle attività di Corporate Social Responsibility (CSR).

Un ingresso storico: Totti nel basket per un progetto a lungo termine

Per Totti si tratta di un debutto in un settore completamente nuovo. Dopo oltre vent’anni vissuti da protagonista nel calcio, l’ex numero 10 si affaccia ora al mondo della pallacanestro con un ruolo che non sarà soltanto simbolico.

La società vede in Totti un asset strategico per consolidare il proprio radicamento nella Capitale, sfruttando la sua popolarità e il rapporto unico costruito con i romani.

Maxima Roma: ambizioni nazionali ed europee

Il club capitolino sta lavorando a un progetto di ampio respiro, che punta a rendere Maxima Roma una realtà competitiva:

  • nella LBA Serie A,
  • nell’EuroCup,
  • e nel medio-lungo periodo anche nelle principali competizioni europee.

La strategia non riguarda solo la prima squadra: il club vuole investire nella crescita della pallacanestro sul territorio, nel coinvolgimento delle nuove generazioni e nella creazione di un ecosistema sportivo moderno e sostenibile.

Perché Totti è centrale nel progetto

Il legame tra Maxima Roma e la città è uno dei pilastri del progetto, e Totti rappresenta la figura ideale per incarnarlo. La sua storia, la sua immagine e la sua credibilità sportiva sono elementi che il club considera fondamentali.

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PAROLE – «Avevo voglia di nuovi stimoli e sentivo il desiderio di mettermi in gioco accettando una nuova sfida. Il ruolo e, soprattutto, il progetto che mi sono stati proposti mi hanno convinto fin da subito. Sono molto felice di poter essere parte attiva di questo progetto e ringrazio la società per la fiducia che ha deciso di accordarmi».

L’ex capitano giallorosso ha proseguito: «Il primo obiettivo sarà costruire un gruppo solido, rafforzare la squadra e creare tutte le condizioni per diventare un’eccellenza del campionato italiano. Poi guarderemo all’Europa e oltre. L’ambizione è importante, ma lo è ancora di più il desiderio di costruire qualcosa che possa durare nel tempo: vogliamo regalare a Roma e ai romani una squadra di basket da sostenere, nella quale riconoscersi e di cui essere orgogliosi».

Il suo ingresso segna un passaggio significativo nella strategia del club, che punta a unire basket e cultura sportiva romana sotto un’unica bandiera.

Fiorentina, colpo a sorpresa: Pedro Gonçalves arriva dallo Sporting. Operazione lampo, ecco chi è

Calciomercato Fiorentina, colpo a sorpresa: arriva Pedro Gonçalves dallo Sporting. Operazione lampo, ecco chi è

La Fiorentina chiude il mercato con un’operazione inattesa e di grande spessore tecnico: l’arrivo di Pedro Gonçalves, trequartista e esterno offensivo classe 1998 dello Sporting, giocatore creativo, duttile e dotato di un destro particolarmente educato.

Secondo quanto riportato da CNN Portugal, la Viola ha definito l’accordo con il club di Lisbona attraverso una trattativa rapida e lontana dai riflettori, portando a Firenze uno dei profili più completi del calcio portoghese.

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Le cifre dell’operazione: prestito oneroso con diritto di riscatto

La Fiorentina ha chiuso l’affare sulla base di un prestito oneroso con diritto di riscatto, che potrà trasformarsi in obbligo al raggiungimento di specifici obiettivi stagionali.

Lo Sporting incasserà subito 2,5 milioni di euro, mentre l’opzione di acquisto è fissata a 22,5 milioni, per un totale potenziale di 25 milioni di euro. Una cifra importante che testimonia la volontà della Fiorentina di puntare su un giocatore già affermato a livello internazionale.

Chi è Pedro Gonçalves: il percorso e i numeri

Nato a Chaves nel 1998, Gonçalves ha compiuto un percorso formativo ricco di tappe:

  • Vidago e Chaves nelle giovanili;
  • Braga e Valencia come prime esperienze di alto livello;
  • il passaggio al Wolverhampton, dove però non ha trovato spazio in prima squadra.

Nel 2019 è tornato in Portogallo al Famalicão, dove ha brillato per una stagione prima del trasferimento allo Sporting nel 2020.

Con il club di Lisbona ha collezionato 237 presenze e 97 gol, numeri che lo hanno consacrato come uno dei migliori giocatori della Primeira Liga. Nel 2021 è arrivato anche il debutto con la nazionale portoghese, con cui conta 4 presenze complessive.

Come gioca Gonçalves: caratteristiche tecniche e ruolo

Gonçalves è un giocatore estremamente duttile:

  • può agire da ala,
  • da mezzapunta,
  • da trequartista centrale,
  • e all’occorrenza anche da mezzala offensiva.

Predilige partire dal centro-sinistra, muovendosi alle spalle del centravanti. È abile negli inserimenti, nell’ultimo passaggio e nella conclusione dalla distanza.

È anche un rigorista affidabile: con lo Sporting ha calciato 20 rigori, trasformandone 16.

Napoli, McTominay sarà operato per una lieve aritmia: stop fino alla sosta. Ecco quali partite dovrà saltare

Napoli, stop per Scott McTominay: operazione per aritmia benigna. Out contro Inter, Bologna e Fiorentina

Il Napoli dovrà fare a meno di Scott McTominay per diverse settimane. Il club azzurro ha annunciato attraverso una nota ufficiale che il centrocampista scozzese, classe 1996 e punto fermo nelle prime due giornate di campionato grazie alla sua fisicità e alla capacità di dare equilibrio alla mediana, sarà sottoposto a un intervento di correzione per una lieve aritmia benigna.

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L’intervento e i tempi di recupero

McTominay si è sottoposto agli esami negli ultimi giorni, dopo aver avvertito un fastidio che ha spinto lo staff medico a procedere con ulteriori approfondimenti. La diagnosi ha evidenziato una aritmia benigna, condizione che richiede un intervento di ablazione (PFA) per essere risolta in modo definitivo.

Il Napoli ha comunicato che il giocatore tornerà a disposizione dopo la sosta per le Nazionali, prevista al termine della quinta giornata. Questo significa che il centrocampista non sarà convocabile per tre match chiave:

  • Inter,
  • Bologna,
  • Fiorentina.

Un’assenza pesante per Allegri, che vede McTominay elemento centrale del suo sistema di gioco.

Il comunicato del Napoli

Il club ha diffuso una nota chiara e dettagliata: “In seguito all’insorgenza di una lieve aritmia benigna, Scott McTominay sarà sottoposto nei prossimi giorni a un intervento di correzione mediante ablazione (PFA). Il calciatore tornerà disponibile dopo la pausa per le nazionali”.

La comunicazione conferma che l’intervento non presenta rischi particolari e che il recupero sarà lineare, ma richiederà comunque alcune settimane di stop.

Impatto tecnico e soluzioni per Conte

L’assenza di McTominay obbliga Conte a rivedere le rotazioni in mezzo al campo. Il tecnico potrebbe affidarsi maggiormente a Stanislav Lobotka o valutare l’inserimento graduale di nuovi innesti arrivati dal mercato.

Il Napoli, che ha iniziato la stagione con ambizioni elevate, dovrà ora gestire una fase delicata senza uno dei suoi giocatori più affidabili.

Svincolati di lusso, la vera miniera d’oro post‑mercato per la Serie A! Icardi, Mahrez, Carvajal e non solo

Svincolati di lusso, la miniera d’oro post‑mercato: Icardi, Mahrez, Carvajal e tanti altri pronti a infiammare la Serie A

Martedì 1° settembre 2026, alle ore 20:00, si chiude ufficialmente il calciomercato di Serie A. Ma la vera partita, per molte società italiane, potrebbe iniziare subito dopo: quella degli svincolati di lusso, giocatori a costo zero che possono cambiare volto a una squadra senza pesare sul bilancio. E mai come quest’anno la lista dei parametri zero è piena di nomi pesantissimi, dal profumo di grande calcio internazionale.

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In difesa, il primo nome che salta agli occhi è quello di Dani Carvajal, 34 anni, reduce da un’epopea lunghissima al Real Madrid chiusa dopo 23 anni e 27 trofei complessivi. Terzino destro di altissimo livello, ha già ricevuto attenzioni dalla Saudi Pro League e dalla MLS, ma in Italia più di un club lo guarda come occasione irripetibile per alzare il livello sulla corsia di destra. Un altro ex Real: David Alaba, che nonostante qualche problema fisico resta un difensore di caratura assoluta, capace di giocare sia da centrale sia da terzino sinistro.

A centrocampo, gli affari a zero non mancano. Marcelo Brozovic, svincolato dopo l’esperienza all’Al‑Nassr, è il classico regista che farebbe comodo a mezza Serie A: conosce il campionato, ha leadership e può dare ordine a squadre che cercano un faro in mezzo al campo. Accanto a lui, un profilo più offensivo come Dani Ceballos, che può garantire qualità tra le linee e soluzioni da mezzala tecnica. E poi c’è il nome che fa sempre discutere: Paul Pogba, reduce dall’addio al Monaco e da anni complicati tra infortuni e vicende extracampo, ma ancora capace di accendere la fantasia di chi sogna il grande colpo a parametro zero.

Sulle fasce e in attacco, la lista degli svincolati è ancora più intrigante. Riyad Mahrez, svincolato dopo l’esperienza all’Al‑Ahli, resta un esterno di classe superiore, capace di saltare l’uomo e decidere le partite con giocate da fuoriclasse. Jadon Sancho, libero dopo il Manchester United, è uno dei nomi dal valore di mercato più alto tra i parametri zero, mentre Raheem Sterling, reduce dal Feyenoord, porta in dote esperienza, velocità e gol. In Italia, poi, fa rumore il nome di Stephan El Shaarawy, svincolato dopo la fine del contratto con la Roma: per molte squadre di medio‑alta classifica potrebbe essere l’innesto perfetto, conosce il campionato e garantisce immediatezza di rendimento.

Infine, il ruolo più delicato: il centravanti. Mauro Icardi, svincolato dopo il Galatasaray, è ancora un numero nove d’area, con istinto da goleador e grande esperienza internazionale. In un campionato come la Serie A, dove i gol pesano come l’oro, un profilo del genere a costo zero può diventare il colpo che sposta gli equilibri. E in mezzo a questa lista c’è anche Georginio Wijnaldum, ex Al‑Ettifaq, centrocampista totale che può dare corsa, inserimenti e mentalità europea a chi cerca un leader silenzioso ma efficace.

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La sensazione è chiara: alle 20:00 di martedì si chiude il mercato “ufficiale”, ma per la Serie A potrebbe aprirsi una seconda finestra, quella delle occasioni a zero. Chi saprà leggere meglio questo scenario, senza farsi spaventare dall’ingaggio ma sfruttando l’assenza di cartellino, potrà portarsi a casa un pezzo di grande calcio internazionale… senza spendere un euro di trasferimento.


Mercato Torino, colpo Braganca: accordo con lo Sporting. Gineitis verso il Celtic, trattativa a oltranza

Mercato Torino, colpo Braganca: intesa con lo Sporting. Gineitis verso il Celtic, prosegue la trattativa. Arriva anche Biondini

Il Torino ha definito il suo nuovo rinforzo per il centrocampo. Il club granata, secondo Sky Sport, ha infatti chiuso l’operazione per Daniel Bragança, centrocampista portoghese classe 1999 dello Sporting, giocatore tecnico, rapido nel breve e dotato di ottima visione di gioco. L’accordo tra le parti è stato raggiunto nelle ultime ore, completando una trattativa che il club seguiva da tempo per aggiungere qualità alla mediana di Ignazio Abate.

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Formula dell’operazione: prestito con diritto di riscatto

L’intesa tra Torino e Sporting è stata costruita su una formula flessibile: prestito con diritto di riscatto, che può trasformarsi in obbligo al verificarsi di determinate condizioni legate a presenze e rendimento.

Il pacchetto complessivo dell’operazione ammonta a 4 milioni di euro, cifra che include la parte fissa e i bonus concordati. Bragança è già partito da Lisbona e nel tardo pomeriggio sosterrà le visite mediche prima di firmare il contratto che lo legherà ai granata.

Il Torino lavora anche sulle uscite: il Celtic insiste per Gineitis

Parallelamente, il club piemontese è impegnato sul fronte delle uscite. Il Celtic sta spingendo con forza per chiudere l’operazione che porta a Gvidas Gineitis, centrocampista lituano classe 2004, apprezzato per dinamismo, intensità e capacità di coprire grandi porzioni di campo.

Nella notte ci sono stati contatti continui tra le parti per raggiungere l’intesa definitiva e definire gli ultimi dettagli del trasferimento in Scozia. La trattativa procede a oltranza, con il Celtic determinato a portare a termine l’operazione e il Torino pronto a valutare la proposta per finanziare ulteriori movimenti di mercato.

Scenario in evoluzione: Torino attivo su più fronti

Con Bragança in arrivo e Gineitis vicino alla cessione, il Torino sta ridisegnando il proprio centrocampo in queste ultime ore di mercato. La strategia del club è chiara: inserire un profilo tecnico come Bragança e, allo stesso tempo, valorizzare economicamente un giovane in uscita per continuare a costruire una rosa equilibrata e competitiva.

In arrivo dall’Empoli anche il centrocampista classe 2009 Edoardo Biondini.

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