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Svincolati di lusso, la vera miniera d’oro post‑mercato per la Serie A! Icardi, Mahrez, Carvajal e non solo

Svincolati di lusso, la miniera d’oro post‑mercato: Icardi, Mahrez, Carvajal e tanti altri pronti a infiammare la Serie A

Martedì 1° settembre 2026, alle ore 20:00, si chiude ufficialmente il calciomercato di Serie A. Ma la vera partita, per molte società italiane, potrebbe iniziare subito dopo: quella degli svincolati di lusso, giocatori a costo zero che possono cambiare volto a una squadra senza pesare sul bilancio. E mai come quest’anno la lista dei parametri zero è piena di nomi pesantissimi, dal profumo di grande calcio internazionale.

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In difesa, il primo nome che salta agli occhi è quello di Dani Carvajal, 34 anni, reduce da un’epopea lunghissima al Real Madrid chiusa dopo 23 anni e 27 trofei complessivi. Terzino destro di altissimo livello, ha già ricevuto attenzioni dalla Saudi Pro League e dalla MLS, ma in Italia più di un club lo guarda come occasione irripetibile per alzare il livello sulla corsia di destra. Un altro ex Real: David Alaba, che nonostante qualche problema fisico resta un difensore di caratura assoluta, capace di giocare sia da centrale sia da terzino sinistro.

A centrocampo, gli affari a zero non mancano. Marcelo Brozovic, svincolato dopo l’esperienza all’Al‑Nassr, è il classico regista che farebbe comodo a mezza Serie A: conosce il campionato, ha leadership e può dare ordine a squadre che cercano un faro in mezzo al campo. Accanto a lui, un profilo più offensivo come Dani Ceballos, che può garantire qualità tra le linee e soluzioni da mezzala tecnica. E poi c’è il nome che fa sempre discutere: Paul Pogba, reduce dall’addio al Monaco e da anni complicati tra infortuni e vicende extracampo, ma ancora capace di accendere la fantasia di chi sogna il grande colpo a parametro zero.

Sulle fasce e in attacco, la lista degli svincolati è ancora più intrigante. Riyad Mahrez, svincolato dopo l’esperienza all’Al‑Ahli, resta un esterno di classe superiore, capace di saltare l’uomo e decidere le partite con giocate da fuoriclasse. Jadon Sancho, libero dopo il Manchester United, è uno dei nomi dal valore di mercato più alto tra i parametri zero, mentre Raheem Sterling, reduce dal Feyenoord, porta in dote esperienza, velocità e gol. In Italia, poi, fa rumore il nome di Stephan El Shaarawy, svincolato dopo la fine del contratto con la Roma: per molte squadre di medio‑alta classifica potrebbe essere l’innesto perfetto, conosce il campionato e garantisce immediatezza di rendimento.

Infine, il ruolo più delicato: il centravanti. Mauro Icardi, svincolato dopo il Galatasaray, è ancora un numero nove d’area, con istinto da goleador e grande esperienza internazionale. In un campionato come la Serie A, dove i gol pesano come l’oro, un profilo del genere a costo zero può diventare il colpo che sposta gli equilibri. E in mezzo a questa lista c’è anche Georginio Wijnaldum, ex Al‑Ettifaq, centrocampista totale che può dare corsa, inserimenti e mentalità europea a chi cerca un leader silenzioso ma efficace.

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La sensazione è chiara: alle 20:00 di martedì si chiude il mercato “ufficiale”, ma per la Serie A potrebbe aprirsi una seconda finestra, quella delle occasioni a zero. Chi saprà leggere meglio questo scenario, senza farsi spaventare dall’ingaggio ma sfruttando l’assenza di cartellino, potrà portarsi a casa un pezzo di grande calcio internazionale… senza spendere un euro di trasferimento.


Mercato Torino, colpo Braganca: accordo con lo Sporting. Gineitis verso il Celtic, trattativa a oltranza

Mercato Torino, colpo Braganca: intesa con lo Sporting. Gineitis verso il Celtic, prosegue la trattativa. Arriva anche Biondini

Il Torino ha definito il suo nuovo rinforzo per il centrocampo. Il club granata, secondo Sky Sport, ha infatti chiuso l’operazione per Daniel Bragança, centrocampista portoghese classe 1999 dello Sporting, giocatore tecnico, rapido nel breve e dotato di ottima visione di gioco. L’accordo tra le parti è stato raggiunto nelle ultime ore, completando una trattativa che il club seguiva da tempo per aggiungere qualità alla mediana di Ignazio Abate.

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Formula dell’operazione: prestito con diritto di riscatto

L’intesa tra Torino e Sporting è stata costruita su una formula flessibile: prestito con diritto di riscatto, che può trasformarsi in obbligo al verificarsi di determinate condizioni legate a presenze e rendimento.

Il pacchetto complessivo dell’operazione ammonta a 4 milioni di euro, cifra che include la parte fissa e i bonus concordati. Bragança è già partito da Lisbona e nel tardo pomeriggio sosterrà le visite mediche prima di firmare il contratto che lo legherà ai granata.

Il Torino lavora anche sulle uscite: il Celtic insiste per Gineitis

Parallelamente, il club piemontese è impegnato sul fronte delle uscite. Il Celtic sta spingendo con forza per chiudere l’operazione che porta a Gvidas Gineitis, centrocampista lituano classe 2004, apprezzato per dinamismo, intensità e capacità di coprire grandi porzioni di campo.

Nella notte ci sono stati contatti continui tra le parti per raggiungere l’intesa definitiva e definire gli ultimi dettagli del trasferimento in Scozia. La trattativa procede a oltranza, con il Celtic determinato a portare a termine l’operazione e il Torino pronto a valutare la proposta per finanziare ulteriori movimenti di mercato.

Scenario in evoluzione: Torino attivo su più fronti

Con Bragança in arrivo e Gineitis vicino alla cessione, il Torino sta ridisegnando il proprio centrocampo in queste ultime ore di mercato. La strategia del club è chiara: inserire un profilo tecnico come Bragança e, allo stesso tempo, valorizzare economicamente un giovane in uscita per continuare a costruire una rosa equilibrata e competitiva.

In arrivo dall’Empoli anche il centrocampista classe 2009 Edoardo Biondini.

Jonathan David, addio Juventus: un anno è bastato (e avanzato) per capire che non era l’uomo giusto per i bianconeri

Jonathan David saluta la Juventus e va all’Atletico Madrid: dodici mesi per scoprire che il matrimonio non poteva funzionare

A distanza di appena un anno dal suo arrivo, la storia tra Jonathan David e la Juventus è già arrivata ai titoli di coda. L’attaccante canadese, arrivato a Torino nell’estate 2025, lascia i bianconeri per trasferirsi all’Atlético Madrid, dove proverà a rilanciarsi dopo una stagione complicata e molto al di sotto delle aspettative.

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Il passaggio ai colchoneros era nell’aria da settimane: l’Atlético aveva sondato il terreno più volte, inserendo David nel proprio casting offensivo insieme ad altri profili, e la Juventus aveva ormai deciso di separarsi dal giocatore, considerato fuori dal progetto tecnico di Spalletti . La rottura definitiva è arrivata anche sul piano ambientale: nell’ultima partita casalinga contro il Parma, David è stato fischiatissimo dai tifosi bianconeri, che non gli hanno perdonato una stagione fatta di errori, prestazioni opache e un feeling mai nato con lo Stadium.

Sul piano numerico, la sua annata racconta perfettamente il perché di questo addio. Tra Serie A, Champions League e Coppa Italia, David ha collezionato 46 presenze, 8 gol e 5 assist, per un totale di 2329 minuti giocati (dato confermato dalle statistiche stagionali). Numeri troppo bassi per un attaccante arrivato con l’etichetta di uomo da doppia cifra e con la promessa di diventare il nuovo riferimento offensivo della Juventus.

Il suo rendimento è stato definito da più fonti come una “stagione horror”, con prestazioni ben al di sotto delle aspettative e un impatto mai realmente percepito nel gioco della squadra . Anche la gestione interna ha contribuito alla frattura: David ha avuto pochissimi minuti nella preseason, è stato relegato in panchina nelle prime gare ufficiali e la società, guidata ancora da Comolli nei mesi iniziali, non è riuscita a valorizzarlo né a inserirlo in un contesto tattico adatto alle sue caratteristiche.

Il suo addio diventa così uno dei simboli del fallimento della gestione Comolli, che aveva puntato su David come uno dei volti della nuova Juventus, salvo poi ritrovarsi con un giocatore mai integrato, mai decisivo e incapace di rispondere alle pressioni di un club che pretende continuità e personalità.

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L’Atlético Madrid rappresenta per lui una nuova occasione: un campionato diverso, un allenatore come Simeone che apprezza attaccanti dinamici e un contesto dove potrà ripartire senza il peso dei fischi di Torino. Ma resta una domanda inevitabile: perché David non era l’attaccante giusto per la Juve?

La risposta, alla luce dei fatti, è semplice. David è un giocatore che vive di spazi, transizioni, profondità. La Juventus, invece, gli ha chiesto di essere un riferimento centrale, di giocare spalle alla porta, di reggere l’urto delle difese italiane e di trasformare poche occasioni in gol pesanti. Un mismatch tecnico evidente, che ha generato frustrazione, critiche e un addio inevitabile.

In altre parole: David non era sbagliato come giocatore, ma era sbagliato per questa Juventus. E il campo, numeri alla mano, lo ha dimostrato.

Chi è Woltemade? Il colosso da 198 cm che Spalletti ha voluto alla Juventus – VIDEO di Marco Baridon

Nick Woltemade arriva alla Juventus dopo un’ascesa sorprendente: il centravanti tedesco porta centimetri, qualità e soluzioni offensive

La Juventus ha scelto Nick Woltemade per rinforzare l’attacco di Luciano Spalletti. Il centravanti tedesco classe 2002 arriva a Torino con l’etichetta di profilo moderno, fisico e tecnico, pronto a consacrarsi definitivamente nel calcio europeo dopo una crescita rapidissima.

La prima caratteristica che colpisce è il suo fisico: 198 centimetri di altezza, struttura imponente e presenza naturale in area. Ma ridurre Woltemade a semplice attaccante da gioco aereo sarebbe un errore. Il tedesco ama infatti partecipare alla manovra, dialogare palla a terra e muoversi tra le linee, mostrando una coordinazione sorprendente per un giocatore della sua stazza.

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Woltemade Juventus, un gigante tecnico per l’attacco

Alla base della sua agilità c’è anche il passato nella pallamano, sport praticato ad alti livelli fino ai 14 anni. Un’esperienza che gli ha permesso di sviluppare sensibilità negli spazi, equilibrio e capacità di coordinazione.

Non a caso, ai tempi dello Stoccarda, i compagni lo avevano ribattezzato “Woltemessi”, proprio per la sua abilità nel muoversi nello stretto nonostante l’altezza. Curioso anche il confronto con Peter Crouch, che dopo una sua doppietta al Chelsea gli confessò: “Finalmente trovo qualcuno da guardare negli occhi che capisce le difficoltà di avere gambe così lunghe”.

Woltemade, carriera e primati del nuovo attaccante bianconero

Il percorso di Nick Woltemade è stato segnato da tappe importanti e continui primati. Ha debuttato in Bundesliga a soli 17 anni con il Werder Brema, diventando il più giovane esordiente nella storia del club e battendo un record che resisteva dal 1979.

Dopo la parentesi all’Elversberg, chiusa con 17 gol e 10 assist, è esploso allo Stoccarda, vincendo la Coppa di Germania da capocannoniere del torneo e segnando anche in finale. Poi il dominio agli Europei Under 21, chiusi con 6 reti, prima del trasferimento in Inghilterra per 90 milioni e del primato al Newcastle, con gol all’esordio sia in Premier League sia in Champions League.

Juventus, perché Woltemade può essere ideale per Spalletti

Dal punto di vista tattico, Woltemade offre alla Juventus soluzioni preziose. Può riempire l’area, attaccare la profondità, lavorare spalle alla porta e allo stesso tempo partecipare alla costruzione offensiva.

Per Spalletti rappresenta un profilo utile soprattutto contro difese chiuse, grazie alla capacità di unire fisicità e qualità tecnica negli ultimi metri.

Fuori dal campo, il tedesco è un personaggio particolare: vegetariano e astemio, prima delle partite bacia i parastinchi personalizzati con le foto della famiglia e legge il messaggio di incoraggiamento di Joshua Kimmich. Un dettaglio che racconta la mentalità di un giocatore pronto alla nuova sfida bianconera.

Everton, Grealish pronto al ritorno: accordo con il Manchester City per il prestito

Jack Grealish verso una nuova esperienza con le Toffees: visite mediche in programma prima della firma con il club di Liverpool

Jack Grealish è pronto a tornare a vestire la maglia dell’Everton. Dopo l’esperienza della scorsa stagione, l’esterno inglese si prepara infatti a una nuova avventura con le Toffees, pronte a riaccoglierlo in rosa con la formula del prestito annuale.

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Secondo quanto riportato da The Athletic, Everton e Manchester City hanno trovato l’accordo per il trasferimento del giocatore. Una soluzione che permette al club di Liverpool di rinforzare il reparto offensivo con un profilo di grande esperienza e qualità, mentre il City lascia partire un calciatore alla ricerca di spazio e continuità.

Grealish Everton, visite mediche e firma

Il passaggio di Grealish all’Everton è ormai alle battute finali. L’inglese sosterrà le visite mediche nella mattinata, prima di procedere con la firma del contratto che formalizzerà il suo ritorno nel club.

Per il giocatore si tratta di un’occasione importante per ritrovare centralità e minuti dopo una fase non semplice al Manchester City. La formula scelta, quella del prestito secco per una stagione, consente all’Everton di puntare subito su un elemento pronto e già conoscitore dell’ambiente.

Everton, rinforzo di qualità per l’attacco

L’arrivo di Jack Grealish rappresenta un innesto di spessore per le Toffees, che aggiungono fantasia, esperienza internazionale e capacità nell’uno contro uno.

Il club di Liverpool attende ora soltanto gli ultimi passaggi burocratici: dopo le visite mediche, arriverà la firma che renderà ufficiale il ritorno di Grealish all’Everton.

Genoa, Norton-Cuffy saluta: Cody Drameh fa il percorso inverso dall’Hull City, ecco chi è

Il Genoa cambia sulla fascia destra: Brooke Norton-Cuffy vola all’Hull City, mentre Cody Drameh è pronto ad arrivare in rossoblù

Il Genoa si prepara a cambiare volto sulla corsia destra. Brooke Norton-Cuffy è infatti pronto a salutare il club rossoblù e la Serie A per trasferirsi all’Hull City, in Premier League, in un’operazione da circa 14 milioni di euro. Una cessione importante per il Grifone, che perde un esterno giovane e di prospettiva, ma si muove subito per colmare il vuoto lasciato in rosa.

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Nell’ambito dell’affare, il percorso inverso sarà compiuto da Cody Drameh, terzino destro inglese valutato circa 4,5 milioni di euro. Il classe 2001 è il profilo individuato dal Genoa per dare nuova energia alla fascia, con caratteristiche diverse ma funzionali a un reparto che aveva bisogno di un innesto immediato.

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Genoa, chi è Cody Drameh

Cody Drameh, nome completo Cody Callum Pierre Drameh, è un terzino destro inglese classe 2001, nato a Dulwich, Londra, l’8 dicembre 2001. Difensore di piede destro, alto circa 1,81 metri, possiede anche una doppia cittadinanza sportiva legata alle origini familiari del Gambia.

Il suo ruolo naturale è quello di right-back, ma per caratteristiche può essere impiegato anche come quinto di centrocampo in una linea a cinque. Una duttilità che lo rende interessante per il calcio italiano, soprattutto in un contesto tattico nel quale agli esterni viene chiesto di alternare fase difensiva, corsa e partecipazione alla manovra.

Drameh, la carriera tra Fulham, Leeds e Hull City

Il percorso di Drameh comincia nel settore giovanile del Fulham, uno dei vivai più riconosciuti del calcio inglese. Nell’agosto 2020 viene acquistato dal Leeds United, che decide di puntare su di lui inserendolo nel proprio progetto tecnico.

Con il Leeds arriva il debutto tra i professionisti, ma lo spazio in prima squadra non è continuo. Da qui nasce un percorso di prestiti molto formativo in Championship: prima al Cardiff City, poi al Luton Town e successivamente al Birmingham City. Esperienze che gli permettono di crescere in un campionato fisico, intenso e competitivo.

Nel 2024, dopo la fine dell’esperienza al Leeds, firma con l’Hull City con un contratto triennale. Ora può aprirsi per lui una nuova fase al Genoa, in un campionato tatticamente diverso come la Serie A.

Drameh, traguardi e qualità tecniche

La stagione più importante della carriera di Cody Drameh resta quella vissuta al Cardiff City nel 2021/22. In appena 22 presenze riesce a imporsi come uno dei giocatori più positivi della squadra, venendo premiato sia come Player of the Season sia come Young Player of the Season del club gallese.

Rilevante anche il passaggio al Luton Town, con cui contribuisce alla promozione in Premier League nella stagione 2022/23. A livello internazionale ha invece rappresentato l’Inghilterra Under 18, Under 20 e Under 21.

Dal punto di vista tecnico, Drameh è un esterno difensivo di grande gamba. Ama accompagnare l’azione, attaccare lo spazio e dare ampiezza sulla corsia. Non è un terzino estremamente creativo, ma è un calciatore funzionale, abituato al ritmo alto e ai duelli.

Genoa, cosa può dare Drameh

Fisicamente Drameh è un profilo esplosivo, rapido nei primi metri e resistente nelle corse ripetute. Ha buona struttura, intensità e capacità di coprire molti metri sulla fascia. Deve ancora migliorare nella continuità e nella gestione dei momenti della partita, ma possiede qualità utili per inserirsi nel progetto rossoblù.

Per il Genoa, l’arrivo di Cody Drameh rappresenta una mossa mirata: dopo l’addio di Norton-Cuffy, il club punta su un terzino moderno, dinamico e pronto a portare concorrenza sulla fascia destra.

Corea del Sud, ufficiale Robert Moreno: sarà il nuovo commissario tecnico ad interim. Il comunicato

La Federazione sudcoreana ha annunciato la nomina dell’allenatore spagnolo per guidare la Nazionale tra settembre e novembre

La Corea del Sud riparte da Robert Moreno. Attraverso un comunicato ufficiale, la Federazione calcistica sudcoreana ha annunciato la nomina dell’allenatore spagnolo come nuovo commissario tecnico ad interim della Nazionale. Una scelta arrivata al termine di una procedura di selezione pubblica e pensata per accompagnare la squadra nel prossimo ciclo di impegni internazionali.

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Moreno guiderà la Nazionale sudcoreana durante la finestra di partite compresa tra settembre e novembre, in attesa di ulteriori valutazioni da parte della federazione sul futuro della panchina.

Corea del Sud, il comunicato ufficiale su Moreno

Nel proprio annuncio, la KFA ha spiegato così la decisione: «Nazionale di calcio della Corea del Sud: Roberto Moreno nominato allenatore ad interim. La Federazione calcistica sudcoreana (KFA) ha nominato Roberto Moreno allenatore ad interim per guidare la nazionale durante il periodo di partite tra settembre e novembre, a seguito di una procedura di selezione pubblica».

Per il tecnico spagnolo si tratta di una nuova esperienza internazionale, dopo un percorso che lo ha visto lavorare in contesti di alto livello.

Robert Moreno, il profilo del nuovo ct ad interim

Robert Moreno vanta infatti un passato importante tra club e staff tecnici di prestigio. In carriera ha allenato il Granada e il Monaco, oltre ad aver lavorato come vice allenatore del Barcellona.

La Corea del Sud si affida dunque a un profilo con esperienza europea e conoscenza di ambienti competitivi. Il suo compito sarà quello di dare stabilità alla squadra nel breve periodo, gestendo una fase delicata e preparando al meglio gli impegni internazionali in calendario tra settembre e novembre.

Reijnders, il duro discorso di Guardiola diventa virale: «Vuoi rivivere l’ultima stagione al Milan?»

Il passaggio dal Milan al Manchester City doveva segnare la consacrazione di Tijjani Reijnders, ma il rapporto con Guardiola non è mai davvero decollato

Doveva essere la stagione della definitiva consacrazione per Tijjani Reijnders, ma l’esperienza al Manchester City si è trasformata in un percorso molto più complicato del previsto. Arrivato dal Milan per una cifra vicina ai 70 milioni di euro, il centrocampista olandese era stato accolto come uno dei grandi rinforzi del nuovo ciclo dei Citizens.

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Il sogno di imporsi in Premier League, però, non si è mai davvero concretizzato. Con il passare dei mesi, Reijnders ha perso posizioni nelle gerarchie del centrocampo, fino alla decisione di lasciare il club inglese per trasferirsi in Arabia Saudita, all’Al Qadsiah. Un epilogo che ha confermato le difficoltà vissute dal giocatore nella sua parentesi a Manchester.

Reijnders Manchester City, il discorso di Guardiola nella docuserie

A raccontare indirettamente il rapporto mai del tutto decollato con Pep Guardiola è anche un passaggio della docuserie “A Beautiful Obsession”, dedicata all’ultima stagione del tecnico catalano sulla panchina del Manchester City.

In una scena diventata rapidamente virale, Guardiola si rivolge proprio all’ex centrocampista rossonero con parole molto dure, pronunciate davanti al resto della squadra riunita in cerchio: «Vuoi rivivere un’altra volta l’ultima stagione che hai avuto al Milan, quella in cui non ti sei qualificato per l’Europa? La vuoi? Vuoi fare quello?…».

Guardiola duro con Reijnders: il video fa discutere

Il discorso motivazionale di Guardiola aveva l’obiettivo di scuotere il gruppo e alzare il livello mentale della squadra. La chiusura del tecnico catalano è altrettanto significativa: «Ricordatevi se volete vivere o rivivere l’ultima stagione. Se non la volete, vincerete, amici miei».

Parole forti, dirette, che hanno inevitabilmente acceso il dibattito attorno alla gestione di Reijnders e al rapporto tra il centrocampista e l’allenatore.

Manchester City, stagione amara e addio di Guardiola

Alla fine, la storia non ha seguito fino in fondo il copione auspicato da Guardiola. Il Manchester City ha centrato l’accesso all’Europa, ma il titolo di Premier League è finito all’Arsenal.

Per Reijnders, invece, l’avventura inglese si è chiusa senza la svolta attesa. Il trasferimento all’Al Qadsiah ha aperto un nuovo capitolo della sua carriera, mentre il video del discorso di Guardiola continua a circolare e a far discutere.

Mercato Torino, rivoluzione sulla fascia destra: Belghali e Patterson in arrivo, Mandragora resta nel mirino

Il Torino cambia volto sulla corsia destra: Cairo chiude per Belghali e lavora anche su Patterson e Mandragora

Ultime ore di mercato particolarmente intense per il Torino, protagonista di un vero e proprio via vai sulla fascia destra difensiva. Dopo la cessione di Marcus Pedersen all’Olympiacos, il club granata si è mosso con decisione per rinforzare il reparto e consegnare nuove soluzioni alla squadra.

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Il presidente Urbano Cairo ha infatti chiuso l’operazione per Rafik Belghali, esterno algerino con passaporto belga, classe 2002, acquistato a titolo definitivo dall’Hellas Verona. Un innesto giovane, fisico e con margini di crescita, destinato ad aumentare la concorrenza sulla corsia destra.

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Torino, Patterson è arrivato in Italia

Il mercato del Torino non si ferma però a Belghali. Il club granata ha infatti definito anche l’arrivo di Nathan Patterson, terzino destro scozzese classe 2001, prelevato dall’Everton.

Il calciatore è già arrivato in Italia per sottoporsi alle visite mediche di rito e firmare il nuovo contratto con il Torino. Per lui è pronto un accordo triennale fino a giugno 2029, segnale della volontà della società di puntare su un profilo ancora giovane ma già abituato a un contesto competitivo importante.

L’operazione si chiuderà a titolo definitivo, con l’Everton che manterrà una percentuale del 30% sulla futura rivendita. Una formula che permette al Torino di assicurarsi subito il giocatore, lasciando al club inglese una possibile valorizzazione futura.

Torino, accordo con la Fiorentina per Mandragora

Parallelamente, il Torino continua a lavorare anche per il ritorno di Rolando Mandragora. La trattativa con la Fiorentina procede positivamente e i due club avrebbero già trovato un’intesa per il trasferimento del centrocampista.

Ora resta da raggiungere l’accordo con il calciatore, passaggio decisivo per chiudere definitivamente l’operazione. Mandragora rappresenterebbe un rinforzo di esperienza e qualità per la mediana granata, oltre a un ritorno particolarmente significativo.

Mercato Torino, fascia destra e centrocampo al centro delle mosse

Il Torino si muove quindi su più fronti: da una parte la ricostruzione della fascia destra dopo l’addio di Pedersen, dall’altra il tentativo di completare il centrocampo con Mandragora.

Tra Belghali, Patterson e il possibile ritorno dell’ex Fiorentina, il club granata prova a chiudere il mercato con innesti mirati e funzionali.

Manchester City, assalto a Enzo Fernandez: Maresca vuole il centrocampista del Chelsea

I Citizens lavorano al colpo Enzo Fernandez dopo le cessioni di Rodri, Reijnders, Bernardo Silva e Nico Gonzalez: trattativa aperta con il Chelsea

Il Manchester City non ha intenzione di fermarsi in queste ultime ore di calciomercato. Dopo una profonda trasformazione del centrocampo, con le cessioni di Rodri, Reijnders, Bernardo Silva e Nico Gonzalez, il club inglese è pronto a tentare un altro grande colpo.

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La squadra di Enzo Maresca ha già accolto Anderson e Bouaddi, ma il vero sogno per completare la mediana porta il nome di Enzo Fernandez. Il centrocampista argentino, attualmente al Chelsea, è considerato il profilo ideale per alzare ulteriormente il livello tecnico dei Citizens.

Manchester City, Enzo Fernandez ha aperto al trasferimento

Secondo quanto filtra dall’Inghilterra, Enzo Fernandez avrebbe già dato il proprio benestare al trasferimento al Manchester City. Un’apertura importante, che permette ora ai due club di lavorare con maggiore concretezza alla possibile intesa.

I contatti tra City e Chelsea sono continui, con le parti impegnate a trovare una formula capace di soddisfare tutti. L’operazione resta complessa, soprattutto per il valore del giocatore e per i tempi strettissimi.

Chelsea e Manchester City, corsa contro il tempo

Il nodo principale è legato alla chiusura del mercato inglese, fissata per questa sera alle 23:00 locali. Il Manchester City dovrà quindi accelerare se vorrà davvero regalare a Maresca il suo grande obiettivo.

La trattativa per Enzo Fernandez è una vera corsa contro il tempo: il giocatore ha aperto, i club dialogano e il City prova il colpo finale per ridisegnare il proprio centrocampo.

Koné al Chelsea, trattativa avanzata con la Roma: sul tavolo 60 milioni

Chelsea e Roma discutono il trasferimento di Manu Koné sulla base di 52 milioni di sterline: un’accelerazione dopo i primi contatti con gli agenti

Il Chelsea accelera per Manu Koné. Secondo quanto riportato da Sky Sport, il club inglese e la Roma sono in trattativa avanzata per il trasferimento del centrocampista, sulla base di 52 milioni di sterline, equivalenti a circa 60 milioni di euro.

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L’aggiornamento segna un passaggio significativo rispetto alle indiscrezioni delle ore precedenti: l’interesse dei londinesi si è trasformato in una negoziazione tra le due società, con una base economica già individuata.

Koné al Chelsea, svolta nei contatti con la Roma

Inizialmente, il Chelsea aveva solamente raccolto informazioni attraverso gli agenti di Koné. Una fase esplorativa, utile a sondare la situazione del centrocampista, alla quale ha fatto seguito l’avanzamento raccontato da Sky Sport.

Ora il confronto coinvolge direttamente la Roma, chiamata a discutere un’operazione economicamente rilevante.

Koné, operazione da circa 60 milioni di euro

Il riferimento economico è di 52 milioni di sterline. Non sono precisate eventuali componenti variabili, bonus o modalità di pagamento, elementi che potrebbero contribuire a definire la struttura finale dell’intesa.

Il dato centrale resta dunque l’accelerazione nei dialoghi tra Chelsea e Roma, dopo un primo approccio passato attraverso i rappresentanti del giocatore.

Trattativa avanzata ma accordo ancora da definire

Per il futuro di Manu Koné si apre così uno scenario concreto in Premier League. La notizia di Sky Sport indica uno stato avanzato della negoziazione, senza annunciare un accordo definitivo o una firma.

I prossimi sviluppi dovranno chiarire se i due club riusciranno a trasformare i contatti in un’intesa per il trasferimento.

Rocchi respinge i sospetti: «Mai rapporti con Marotta, ho sempre deciso in autonomia»

Gianluca Rocchi si difende nell’intervista al Corriere dello Sport: l’ex designatore nega rapporti con i dirigenti dei club e rivendica imparzialità nelle scelte arbitrali

Gianluca Rocchi difende il proprio lavoro e respinge i sospetti di favoritismi. A quasi 130 giorni dall’inizio della vicenda investigativa che lo ha coinvolto, l’ex designatore degli arbitri di Serie A e B ha affidato al Corriere dello Sport la propria posizione, soffermandosi sui rapporti con le società e sull’autonomia delle designazioni.

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Rocchi su Marotta: «Mai avuto rapporti»

Uno dei passaggi principali dell’intervista riguarda Giuseppe Marotta. Alla domanda sui rapporti con il dirigente, Rocchi ha risposto: «Rapporti con Marotta? Mai, così come non ho mai avuto, né cercato rapporti con altri dirigenti».

Una dichiarazione con cui l’ex designatore nega di aver coltivato relazioni con i rappresentanti dei club. Per spiegare la gestione dei contatti con le società, richiama quindi l’introduzione di una figura specifica nella struttura arbitrale.

Rocchi e il ruolo del referee manager

PAROLE – «Per questo avevo inserito la figura del referee manager, un professionista addetto ai club. Penso che lo conservino anche quest’anno», ha spiegato Rocchi al Corriere dello Sport.

L’ex designatore ha poi allargato il discorso alle contestazioni rivolte agli arbitri, sottolineando come si tratti di una dinamica precedente al suo incarico: «Da sempre tutte le società, pur se in tempi diversi, hanno avuto qualcosa da dire agli arbitri o sugli arbitri e quando dico da sempre non mi riferisco al mio periodo».

Rocchi respinge i favoritismi: «Mai favorito o maltrattato squadre»

La difesa di Rocchi si concentra soprattutto sull’indipendenza delle proprie decisioni: «Io posso garantirti che non ho mai favorito o maltrattato squadre, decidendo sempre in totale autonomia».

Parole che rappresentano la sua risposta alle contestazioni sulle presunte interferenze nelle designazioni. Sullo sfondo restano i due filoni descritti nella vicenda: quello sulle designazioni, per il quale è stata richiesta l’archiviazione ed è attesa la decisione del Gip, e quello relativo alle presunte bussate alla sala Var di Lissone, di cui si attende la chiusura delle indagini.

Rabiot, il Milan prepara il rinnovo fino al 2030: contatti con la madre-agente

Il Milan vuole prolungare il contratto di Adrien Rabiot: avviati i contatti con Veronique, mentre il francese ha già trovato intesa con Amorim

Il Milan vuole costruire il proprio futuro anche attorno ad Adrien Rabiot. Dopo le voci su un possibile trasferimento al Napoli, dove avrebbe ritrovato Massimiliano Allegri, la prospettiva raccontata da Tuttosport è quella di un prolungamento del rapporto con i rossoneri. Il quotidiano riferisce infatti di contatti avviati con Veronique, madre e agente del centrocampista, per discutere il rinnovo.

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Rabiot, il Milan punta a un contratto fino al 2030

L’attuale accordo di Rabiot scade nel 2028, ma il Milan intende muoversi in anticipo. Secondo Tuttosport, l’obiettivo è estendere la scadenza fino al 2030, rafforzando il legame con un giocatore considerato importante per le prossime stagioni.

Il giornale indica anche la prospettiva di un ingaggio da top rossonero. I contatti con la sua rappresentante costituiscono quindi il primo passaggio di un percorso che dovrà portare le parti a definire i termini dell’eventuale intesa.

Rabiot e Amorim: l’intesa accompagna il progetto di rinnovo

A sostenere la volontà del club ci sono anche i segnali arrivati dal campo. Rabiot ha cominciato il campionato con un gol e un assist, accompagnando la prestazione con dichiarazioni di coinvolgimento nel progetto milanista.

Tuttosport sottolinea inoltre il feeling già nato con Amorim: un elemento significativo dopo il cambio in panchina e le discussioni sul futuro del francese seguite alla partenza di Allegri.

Dalle voci sul Napoli ai contatti con il Milan

L’ipotesi di seguire Allegri al Napoli aveva alimentato il dibattito sulla permanenza del centrocampista. Adesso, nell’aggiornamento del quotidiano, l’attenzione si sposta sulle mosse del Milan per trattenerlo.

Il rinnovo resta un obiettivo da concretizzare: l’avvio dei contatti non equivale a un accordo raggiunto. La direzione indicata, però, è chiara: dare continuità all’esperienza rossonera di Rabiot, andando oltre la scadenza attuale.

Dia saluta la Lazio: futuro al Rennes, la formula dell’operazione

Boulaye Dia proseguirà la sua carriera al Rennes: trasferimento in prestito con diritto di riscatto per l’attaccante in uscita dalla Lazio

Boulaye Dia si prepara a salutare la Lazio e a cominciare una nuova esperienza con il Rennes. Secondo quanto riferito da Fabrizio Romano, l’attaccante lascerà il club biancoceleste e firmerà con la società francese. Un movimento di mercato che riguarda dunque il reparto offensivo laziale e apre un nuovo capitolo nel percorso del giocatore.

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Dia al Rennes: prestito con diritto di riscatto

La formula dell’operazione indicata da Fabrizio Romano è quella del prestito con diritto di riscatto. Il Rennes potrà quindi valutare l’acquisto a titolo definitivo dell’attaccante durante la sua esperienza in Francia, secondo le condizioni stabilite tra i club.

Il diritto di riscatto rappresenta un dettaglio centrale dell’accordo: la possibilità di trattenere Dia sarà a disposizione della società francese.

Dia lascia la Lazio: una novità nel reparto offensivo

Per la Lazio, la partenza dell’attaccante comporterà un cambiamento nelle alternative a disposizione in avanti.

Pagelle Atalanta Bologna: Samardzic da tre punti, Carnesecchi decisivo. I VOTI

Pagelle Atalanta Bologna: Samardzic regala i tre punti a Sarri con un gol al fotofinish, ecco i nostri voti e i nostri giudizi ai protagonisti in campo

La seconda giornata di Serie A si chiude con il successo dell’Atalanta, che batte il Bologna per 1-0 alla New Balance Arena grazie a un gol arrivato in pieno recupero. A decidere una gara bloccata e poco spettacolare è Lazar Samardzic, bravo a trovare la conclusione dalla distanza che sorprende Skorupski e regala tre punti pesantissimi alla squadra di Sarri.

Per il Bologna di Tedesco resta invece l’amarezza per una prestazione ordinata e, per larghi tratti, anche più pericolosa rispetto a quella dei padroni di casa.

Atalanta-Bologna, primo tempo equilibrato

L’avvio di gara è complicato per l’Atalanta, con Kossounou che perde un pallone pericoloso e rischia di spalancare la porta a Cambiaghi. L’attaccante rossoblù però non riesce ad approfittarne.

Il Bologna continua a rendersi insidioso anche con Bernardeschi, autore di una conclusione dalla distanza terminata di poco fuori. Dall’altra parte l’Atalanta fatica a trovare spazi, con Scamacca ben controllato dalla coppia Heggem-Helland.

La grande occasione del primo tempo capita a Ferguson, pescato sul secondo palo da Bernardeschi: decisiva la risposta di Carnesecchi.

Samardzic decide nel recupero

Anche nella ripresa il Bologna parte meglio e sfiora il vantaggio con Cambiaghi, fermato dal palo. Quando il pareggio sembra ormai scritto, arriva la giocata decisiva di Samardzic.

Il suo tiro da fuori area non sembra irresistibile, ma sorprende Skorupski e consegna all’Atalanta una vittoria preziosa. I nerazzurri salgono così a punteggio pieno, mentre il Bologna resta ancora fermo a quota zero.

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ATALANTA (4-3-3): Carnesecchi 6.5; Zappacosta 5.5, Scalvini 6, Kossounou 5.5, Kolasinac 6 (78′ Kolasinac 6); Pasalic 5.5, Gaetano 5.5, Ederson 5.5 (68′ Samardzic 7); De Ketelaere 5.5 (55′ Zalewski 6), Scamacca 5.5 (68′ Krstovic 6), Raspadori 5.5 (55′ Elmas 6). All. Sarri

BOLOGNA (4-3-3): Skorupski 5; Holm 6 (72′ Zortea 6), Heggem 6.5, Helland 6.5, Alhassane 6.5; Odgaard 5.5 (60′ Orsolini 6, 80′ Moro sv), Pobega 5.5 (72′ Amondarian 6), Ferguson 6; Bernardeschi 6.5, Piccoli 5 (60′ Dovbyk 6), Cambiaghi 6.5. All. Tedesco

Napoli, colpo Dinis Rodrigues per il futuro: chi è l’attaccante acquistato dal Sion e girato all’Eldense

Il Napoli ha depositato il contratto di Dinis Rodrigues in Lega Serie A: l’attaccante portoghese arriva dal Sion e proseguirà la sua crescita in prestito all’Eldense

Il Napoli guarda al futuro e chiude un’operazione di prospettiva per il reparto offensivo. Il club azzurro ha infatti depositato in Lega Serie A il contratto di Dinis Rodrigues, attaccante portoghese acquistato a titolo definitivo dal Sion. Un investimento pensato non per l’immediato, ma per costruire un percorso di crescita graduale attorno a un profilo giovane, fisico e ancora da sviluppare completamente.

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Il piano del Napoli è già definito: Dinis Rodrigues non resterà subito nel gruppo guidato da Massimiliano Allegri, ma sarà girato in prestito all’Eldense, club della seconda divisione spagnola. Una scelta mirata, utile per permettere al centravanti di trovare minuti, continuità e un contesto competitivo in cui misurarsi con il calcio dei grandi.

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Dinis Rodrigues Napoli, chi è il nuovo attaccante azzurro

Dinis Rodrigues, nome completo José Dinis Pinto de Magalhães Rodrigues, è un attaccante portoghese classe 2005, nato a Maia il 14 luglio. Si tratta di un centravanti mancino, alto circa 1,87 metri, dotato di una struttura fisica importante e di margini di crescita ancora evidenti.

Il Napoli lo ha individuato come profilo da seguire nel medio-lungo periodo, puntando su un giocatore che unisce fisicità, presenza in area e istinto realizzativo. La sua carriera è ancora agli inizi, ma il percorso compiuto tra Portogallo e Svizzera ha già messo in mostra caratteristiche interessanti.

Dinis Rodrigues, la carriera tra Braga, Sion e Eldense

La formazione calcistica di Dinis Rodrigues comincia in Portogallo. Dopo i primi passi nei settori giovanili di Gondim-Maia e Maia Lidador, l’attaccante entra nel vivaio dello Sporting Braga, club in cui completa buona parte del proprio percorso giovanile.

Proprio con il Braga cresce sotto il profilo tecnico e tattico, arrivando poi a giocare tra Under 23 e Braga B. Il passaggio al Sion, nell’estate 2025, rappresenta il primo vero salto internazionale della sua carriera. In Svizzera il centravanti portoghese ha iniziato il proprio percorso tra i professionisti, prima della nuova chiamata del Napoli.

Ora lo attende l’esperienza all’Eldense, tappa considerata fondamentale per la sua maturazione. La Segunda División spagnola può offrirgli un campionato intenso, competitivo e utile per testare la sua tenuta contro difensori più esperti.

Dinis Rodrigues, numeri e traguardi raggiunti

Uno dei passaggi più significativi del percorso di Dinis Rodrigues è legato alla sua esperienza con l’Under 23 dello Sporting Braga, dove si è distinto come uno dei migliori realizzatori della squadra. In quella fase ha chiuso la stagione con 15 gol, rendimento che gli ha permesso di guadagnare spazio e visibilità anche in ottica prima squadra e calcio professionistico.

A livello internazionale, l’attaccante ha vestito anche la maglia del Portogallo Under 20, confermando di essere un profilo seguito nel panorama giovanile lusitano. Numeri e convocazioni raccontano un giocatore ancora da completare, ma già capace di attirare attenzione per struttura, piede e capacità realizzativa.

Dinis Rodrigues, caratteristiche tecniche e fisiche

Dal punto di vista tecnico, Dinis Rodrigues è un centravanti che ama muoversi dentro l’area, attaccare il primo palo e farsi trovare pronto negli ultimi metri. Il piede mancino gli consente di cercare soluzioni rapide e spesso istintive, sia in area sia dalla media distanza.

Fisicamente è un attaccante moderno: alto, mancino, con leve lunghe, più portato ad attaccare la profondità e a dare peso offensivo che a giocare esclusivamente spalle alla porta. La struttura gli permette di reggere i duelli, ma il salto nel calcio senior sarà decisivo per capire quanto potrà incidere con continuità.

Deve ancora migliorare nella gestione del pallone sotto pressione, nella partecipazione alla manovra e nella continuità realizzativa contro avversari di livello superiore. Proprio per questo il prestito all’Eldense rappresenta un passaggio strategico.

Napoli, perché Dinis Rodrigues va in prestito all’Eldense

La scelta del Napoli è chiara: acquistare Dinis Rodrigues oggi per valutarne la crescita domani. L’Eldense diventa quindi una tappa intermedia fondamentale, un ambiente in cui il portoghese potrà accumulare esperienza senza la pressione immediata della Serie A.

Per gli azzurri si tratta di un colpo a basso rischio e ad alto margine, costruito su un profilo giovane, fisico e ancora modellabile. Per Dinis Rodrigues, invece, si apre una stagione cruciale: trasformare il potenziale mostrato tra Braga e Sion in rendimento stabile tra i professionisti.

Lecce-Roma 0-4, Di Francesco si assume le responsabilità: «Ci hanno sovrastato»

Il tecnico del Lecce analizza il pesante ko del Via del Mare contro la Roma di Gasperini: nel mirino approccio, mercato e condizione mentale

Serata da dimenticare per il Lecce, sconfitto con un netto 0-4 dalla Roma nel posticipo del Via del Mare. La squadra di Eusebio Di Francesco incassa così la prima battuta d’arresto del proprio campionato dopo il successo ottenuto all’esordio contro il Venezia.

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La gara si è indirizzata già nei primi minuti, con la Roma capace di prendere immediatamente il controllo del match e di mettere in grande difficoltà i salentini. Ancora protagonista Malen, autore di una prestazione decisiva, mentre nella ripresa è arrivato anche il primo gol italiano di Rodrigo Mora con la maglia giallorossa.

Per il Lecce una partita complicata sotto ogni aspetto: poca compattezza, difficoltà nella gestione dei momenti e una reazione mai davvero incisiva. Ora la squadra dovrà voltare pagina in vista del prossimo impegno di campionato contro il Cagliari.

Lecce-Roma, l’analisi di Di Francesco dopo il ko

Al termine della sfida, Di Francesco è intervenuto per commentare la prestazione dei suoi, partendo dall’approccio alla gara e dal gol subito in avvio.

L’APPROCCIO ALLA PARTITA – «Il gol iniziale ha scombussolato il piano tattico. Ci hanno sovrastato, soprattutto nella prima mezz’ora, la responsabilità è dell’allenatore. Ci siamo disuniti e abbiamo sbagliato un po’ tutto. La Roma sta fisicamente bene, noi invece abbiamo evidenziato le nostre debolezze».

Lecce, Di Francesco richiama la squadra

Il tecnico del Lecce ha poi sottolineato la necessità di una risposta soprattutto dal punto di vista mentale, citando anche l’arrivo di Ilic.

ILIC E LA CONDIZIONE MENTALE – «Ilic alzerà il livello tecnico della squadra. Oggi però dobbiamo riflettere sulla condizione mentale, non possiamo uscire così dalla gara. I miei ragazzi non devono mai mollare nonostante tutte le difficoltà».

Lecce, il mercato e il caso Tiago Gabriel

Di Francesco ha parlato anche della rosa e della necessità di ritrovare condizione e concentrazione.

ROSA E NUOVI ARRIVI – «Abbiamo vinto a Venezia e abbiamo dimostrato di poter tenere bene il campo. Questa rosa va migliorata, i giocatori nuovi vanno riportati al massimo della condizione. Tiago Gabriel non l’ho visto concentrato come al suo solito, condizionato dal mercato. Quando non si è concentrati si fanno queste figuracce».

In chiusura, spazio anche a una riflessione sulla forza della Roma.

LA REAZIONE E LA ROMA – «Ne ho avute di situazioni di difficoltà, non volevamo fare queste figure davanti ai nostri tifosi. Possiamo lavorare anche sulla testa, ma quello che ci diciamo va portato anche in campo. In settimana avevo visto un gruppo diverso. Roma da Scudetto? Stanno facendo un mercato importante, ho visto una squadra forte e consapevole».

Como, Moise Kean è pronto a vestire la maglia lariana: visite mediche completate – VIDEO

L’attaccante ex Fiorentina ha concluso i controlli medici e si prepara a diventare un nuovo giocatore del Como: operazione da 40 milioni complessivi

Moise Kean è sempre più vicino a diventare ufficialmente un nuovo giocatore del Como. L’attaccante, ormai pronto a lasciare la Fiorentina, ha infatti completato le visite mediche presso il centro medico Humanitas di Castellanza, ultimo passaggio prima della firma e dell’annuncio definitivo.

Il club lariano ha definito l’operazione per portare in rosa un centravanti di grande esperienza e reduce da una stagione importante in maglia viola. L’arrivo di Beto alla Fiorentina ha permesso di sbloccare definitivamente la trattativa, aprendo la strada al trasferimento dell’attaccante classe 2000.

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Kean al Como, la formula dell’operazione

Per il passaggio di Kean al Como è stata scelta la formula del prestito oneroso da 5 milioni di euro con obbligo di riscatto fissato a 35 milioni. Un investimento significativo da parte della società lombarda, che punta sull’attaccante italiano per rafforzare il proprio reparto offensivo.

Dopo aver superato gli accertamenti medici, Kean attende ora soltanto gli ultimi dettagli burocratici prima di poter essere annunciato ufficialmente come nuovo calciatore del Como.

Como, un rinforzo di peso per l’attacco

L’arrivo di Moise Kean rappresenta un colpo importante per la squadra lariana, che aggiunge al proprio organico un giocatore con esperienza internazionale e numerose stagioni disputate ai massimi livelli.

L’attaccante ha vestito in carriera le maglie di Juventus, Everton, Paris Saint-Germain e Fiorentina, oltre ad aver maturato esperienza con la Nazionale italiana.

Ora il Como si prepara ad accogliere il suo nuovo centravanti: dopo le visite mediche, l’ufficialità dell’operazione è attesa nelle prossime ore.

Pagelle Lecce Roma: Malen da impazzire, prima gioia anche per Mora, Gaspar horror! I VOTI

Pagelle Lecce Roma: i giallorossi non si fermano e schiantano i salentini grazie alla doppietta di un super Malen, ecco i nostri voti

La Roma continua il suo percorso perfetto in campionato e conquista un’altra vittoria larga. Dopo il successo contro la Fiorentina, la squadra di Gian Piero Gasperini supera anche il Lecce con un netto 0-4 al Via del Mare, confermando un momento offensivo straordinario: otto gol realizzati e nessuna rete incassata nelle prime due giornate.

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Ancora una volta il protagonista assoluto è Donyell Malen, autore di una nuova doppietta dopo la tripletta realizzata all’esordio. L’attaccante olandese si sta prendendo la scena con prestazioni decisive e gol pesanti.

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Roma, Malen trascina i giallorossi nel primo tempo

La partita prende subito una direzione favorevole alla Roma, che trova il vantaggio dopo pochi minuti grazie al solito Malen. L’olandese approfitta di una grave disattenzione della difesa del Lecce e firma l’1-0.

La squadra di Gasperini continua a spingere e trova rapidamente anche il raddoppio, ancora con Malen, che completa la propria doppietta personale. Prima dell’intervallo arriva anche il tris firmato da Matias Soulé, autore della rete che chiude virtualmente il match già nella prima frazione.

Il Lecce prova a reagire e ha una grande occasione con Geubbels, ma Svilar è decisivo in uscita e nega il gol ai padroni di casa.

Rodrigo Mora trova il primo gol italiano

Nella ripresa il tecnico del Lecce Di Francesco cambia assetto passando alla difesa a quattro e i salentini provano ad alzare il ritmo. La squadra di casa colpisce anche un palo sugli sviluppi di un calcio d’angolo, ma la Roma continua a creare occasioni.

Il poker arriva nel finale con Rodrigo Mora, entrato nella seconda parte di gara al posto di Soulé. Per il giovane talento portoghese è la prima rete italiana con la maglia giallorossa.

Una prestazione dominante per la Roma, che conferma grande solidità e una straordinaria efficacia offensiva.

LECCE (3-5-2): Falcone 6; Tiago Gabriel 5 (46′ Ndri 6), Gaspar 4.5, Siebert 5; Veiga 5, Ngom 5 (72′ Ilic 5.5), Coulibaly 5, Gorter 5 (46′ Maleh 6), Ndaba 5; Geubbels 5.5 (54′ Stulic 5.5), Pierotti 5.5 (72′ Fatah 5.5). All. Di Francesco

ROMA (3-4-2-1): Svilar 6; Ghilardi 6.5, Mancini 6, Hermoso 6.5; Lulli 6.5, Cristante 6.5, Koné 6.5 (67′ Pisilli 6), Wesley 6,5 (60′ Molina 6); Dybala 6.5 (84′ De Roon sv), Soulè 7 (60′ Mora 7); Malen 8 (67′ Castro 6). All. Gasperini

Lecce, apprensione per Geubbels: problema alla caviglia contro la Roma, le sue condizioni

Willem Geubbels costretto al cambio nel match contro la Roma: primi sospetti per una distorsione alla caviglia sinistra

Serata complicata per il Lecce, che oltre al risultato negativo contro la Roma deve fare i conti anche con l’infortunio di Willem Geubbels. L’attaccante francese è stato costretto ad abbandonare il campo al 51’ della ripresa dopo un contrasto di gioco che ha lasciato con il fiato sospeso la panchina giallorossa.

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Sul momento dell’infortunio, il giocatore è rimasto a terra dolorante ed è stato successivamente aiutato dai componenti dello staff medico a lasciare il terreno di gioco. Al suo posto è entrato Stulic, chiamato a sostituire il centravanti nel corso della gara.

Lecce, Geubbels attende gli esami dopo il problema alla caviglia

Secondo le prime ricostruzioni, il problema accusato da Geubbels dovrebbe riguardare una distorsione alla caviglia sinistra. Durante il contrasto, infatti, il piede dell’attaccante francese sarebbe rimasto bloccato, provocando una torsione innaturale dell’articolazione.

Al momento non è ancora possibile stabilire con certezza l’entità dell’infortunio. Saranno infatti gli esami strumentali dei prossimi giorni a chiarire la situazione e a fornire una diagnosi definitiva sui tempi di recupero.

Lecce in attesa: cresce la preoccupazione per l’attaccante

L’infortunio di Geubbels rappresenta una nuova preoccupazione per il Lecce, che dovrà attendere gli accertamenti prima di conoscere la reale disponibilità del proprio attaccante.

La società salentina spera che si tratti di un problema meno grave rispetto alle prime sensazioni emerse dal campo, ma l’uscita anticipata e le difficoltà del giocatore nel lasciare il terreno di gioco hanno inevitabilmente generato apprensione nell’ambiente giallorosso.

Nei prossimi giorni arriveranno aggiornamenti più precisi sulle condizioni di Willem Geubbels e sull’eventuale periodo di stop necessario per il suo recupero.

Arsenal su Malick Fofana: l’esterno del Lione entra nella lista dei Gunners dopo le voci sulla Roma

Malick Fofana può lasciare il Lione: dopo l’interesse della Roma, anche l’Arsenal valuta il talento belga classe 2005

Il futuro di Malick Fofana potrebbe essere lontano dall’Olympique Lione. L’esterno offensivo belga è infatti uno dei profili più attenzionati sul mercato e, dopo l’interesse concreto mostrato dalla Roma, nelle ultime ore si è aggiunto anche l’Arsenal nella corsa al giocatore.

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Il club giallorosso aveva effettuato sondaggi approfonditi per capire la fattibilità dell’operazione, senza però riuscire a trasformare i contatti in una vera trattativa. La situazione ha così lasciato spazio all’inserimento di altre società interessate al classe 2005.

Arsenal, Fofana tra i profili valutati per l’attacco

Secondo quanto riportato da Fabrice Hawkins di RMC, il nome di Fofana è entrato nella lista dei giocatori seguiti dall’Arsenal. Il talento del Lione non sarebbe comunque l’unico profilo valutato dalla dirigenza inglese, che sta monitorando diverse alternative per rinforzare il reparto offensivo.

Fofana rappresenta però un’opzione particolarmente interessante grazie alle sue qualità tecniche e alla giovane età. La sua capacità di giocare sugli esterni, la rapidità nello stretto e l’abilità nell’uno contro uno lo hanno reso uno dei prospetti più interessanti del calcio francese.

Lione, possibile addio per il talento belga

Arrivato al Lione dal Gent, Fofana ha rapidamente attirato l’attenzione dei grandi club europei grazie alle sue prestazioni in Ligue 1. Il club francese, però, potrebbe trovarsi davanti alla necessità di valutare eventuali offerte importanti per il proprio gioiello.

L’Arsenal ora osserva la situazione con attenzione, mentre la Roma resta sullo sfondo dopo i primi contatti. Nelle prossime settimane potrebbe quindi aprirsi una vera corsa internazionale per assicurarsi uno dei giovani talenti più promettenti del panorama europeo.

Borussia Dortmund, stangata e due giornate di squalifica per Samuele Inacio: salta Hoffenheim e Paderborn

Inacio fermato dal tribunale sportivo della DFB dopo l’espulsione contro l’Amburgo: l’attaccante italiano tornerà in Bundesliga contro lo Stoccarda

Il Borussia Dortmund dovrà fare a meno di Samuele Inacio per due partite di Bundesliga. L’attaccante italiano classe 2008 è stato infatti squalificato per due giornate dopo l’espulsione rimediata nella sfida contro l’Amburgo.

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A comunicare la decisione è stato il tribunale sportivo della DFB, che ha punito il giocatore per il cartellino rosso ricevuto al 77’ minuto della gara. Una sanzione che costringerà il tecnico Niko Kovac a rinunciare al giovane talento offensivo nelle prossime sfide di campionato.

Inacio salta Hoffenheim e Paderborn

La squalifica riguarda esclusivamente la Bundesliga. Di conseguenza, Samuele Inacio non potrà essere convocato per le partite contro Hoffenheim e Paderborn, valide rispettivamente per la seconda e la terza giornata del massimo campionato tedesco.

Per il Borussia Dortmund si tratta di un’assenza importante, considerando il percorso di crescita del giovane attaccante e la fiducia che il club ha deciso di concedergli.

Borussia Dortmund, Inacio disponibile in coppa e Champions League

Nonostante lo stop in campionato, Inacio potrà comunque scendere in campo nelle altre competizioni. Già dal 1 settembre sarà a disposizione per la sfida di DFB Pokal contro l’HEBC Hamburg.

Il classe 2008 potrà inoltre essere convocato per l’esordio in Champions League contro il Villarreal, in programma l’8 settembre.

Il ritorno in Bundesliga è invece fissato per il 19 settembre, quando il Borussia Dortmund affronterà lo Stoccarda: da quella gara Inacio tornerà nuovamente a disposizione di Kovac per il campionato.

Liverani a LazioNews24: «Gattuso è la persona giusta, per lo scudetto Inter superiore a tutte»

L’ex allenatore di Lecce, Parma e Cagliari, Fabio Liverani, ha voluto dire la sua sull’inizio del campionato di Serie A 2026/27

Intervistato in esclusiva da LazioNews24, il tecnico ex Lecce, Fabio Liverani, si è espresso così sui biancocelesti e sulla lotta scudetto in Serie A.

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LA SCELTA DELLA LAZIO DI PUNTARE SU GATTUSO «Sicuramente questo per la Lazio è un anno zero. Ci sono tante difficoltà, però insomma credo che Rino sia la persona giusta, anche lui viene da momenti negativi e quindi sai, quando quando ci sono momenti del genere si ha tanta voglia di rivalsa. Questa può essere anche la chiave per poter fare una stagione positiva. La partenza in campionato è stata ottima, nessuno poteva immaginarla meglio di questa. Il campionato non è facile ed è lungo e bisognerà cercare di mantenere questi questi ritmi, o almeno rimanere nella parte sinistra della classifica e più in alto possibile. Non è facile, ci saranno partite complicate per la Lazio, però è un anno zero, quindi poi dopo questo vediamo dove arriverà la Lazio».

SULLA LOTTA SCUDETTO«Io penso che ad oggi l’Inter di Christian Chivu sia ancora superiore alle altre squadre, sotto ai nerazzurri in questo momento metto Roma e Napoli, e forse subito dopo la Juventus».

L’INTERVISTA COMPLETA A LIVERANI SU LAZIONEWS24.COM

La Serie A rovina davvero gli attaccanti? Da Vlahovic a David, da Gimenez a Nkunku: le punte su cui non puntare – VIDEO di Chiara Aleati

Da Vlahovic a David, da Gimenez a Nkunku: perché tanti bomber arrivati con grandi aspettative hanno faticato in Italia? La nostra riflessione

Negli ultimi anni il calcio italiano si è trovato spesso davanti a una domanda ricorrente: la Serie A è davvero il campionato che rovina gli attaccanti oppure siamo noi a trasformare ogni nuovo acquisto offensivo nel possibile salvatore della squadra prima ancora di vederlo all’opera?

Il copione, infatti, sembra ripetersi. Un centravanti arriva con numeri straordinari, viene accolto come il nuovo bomber da 20-25 gol a stagione, ma poi il campo racconta una realtà completamente diversa. I casi più recenti coinvolgono soprattutto Juventus e Milan, due club alla ricerca ormai da tempo di un nuovo grande riferimento offensivo.

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Juventus, la difficile eredità di Higuain e Cristiano Ronaldo

Per la Juventus trovare un nuovo centravanti dominante non è semplice, soprattutto considerando chi ha occupato quel ruolo negli ultimi anni.

Prima c’è stato Gonzalo Higuain, arrivato dal Napoli dopo una stagione da record con 36 gol in Serie A e autore di 24 reti al primo anno in bianconero. Poi Cristiano Ronaldo, capace di segnare 81 gol in campionato nelle sue tre stagioni a Torino.

Dopo due campioni di questo livello, la ricerca del nuovo trascinatore offensivo è diventata complicata. Il primo tentativo importante è stato Dusan Vlahovic. Il serbo aveva tutto: fisico, potenza, talento e capacità realizzativa. Tuttavia, tra problemi fisici, difficoltà tattiche e momenti di discontinuità, non è mai riuscito a diventare quel bomber dominante che molti immaginavano.

La Juventus ha poi puntato su Jonathan David, reduce da stagioni importanti al Lille con tanti gol in Francia e in Europa. Sulla carta sembrava il profilo ideale, ma anche il canadese ha scoperto quanto sia difficile imporsi nel calcio italiano, fino al successivo addio in prestito.

Stesso discorso per Loïs Openda, esploso con il Lipsia grazie a velocità e profondità. L’attaccante sembrava poter completare un reparto considerato tra i migliori della Serie A, ma il rendimento non ha rispettato le aspettative.

Milan, la ricerca del dopo Giroud

Anche il Milan vive una situazione simile dopo l’addio di Olivier Giroud, protagonista con esperienza, personalità e gol pesanti.

Tra i tentativi dei rossoneri c’è stato Santiago Gimenez, arrivato dal Feyenoord dopo stagioni da protagonista e con la reputazione di centravanti pronto per il salto definitivo. Anche lui, però, ha incontrato difficoltà nel calcio italiano ed è poi ripartito verso una nuova esperienza.

Il Milan ha puntato inoltre su Christopher Nkunku, talento internazionale con un passato brillante al Lipsia e al Chelsea. Un giocatore duttile e di grande qualità, ma che non è riuscito a incidere come previsto.

La Serie A rovina gli attaccanti o servono aspettative diverse?

La verità probabilmente sta nel mezzo. La Serie A è uno dei campionati più complessi per un centravanti: le difese sono organizzate, gli spazi sono ridotti e ogni movimento viene studiato nei dettagli.

Un attaccante abituato a trovare grandi spazi in Bundesliga, Ligue 1 o Eredivisie può trovarsi davanti un calcio completamente diverso.

Ma esiste anche un altro fattore: le aspettative. Spesso un giocatore che segna 25 gol all’estero viene automaticamente considerato un bomber pronto a ripetersi ovunque.

Il calcio, però, non funziona così. Cambiano il sistema di gioco, i compagni, la pressione, il peso della maglia e il contesto.

Perché il vero grande attaccante non è semplicemente quello che segna 30 gol in un campionato. È quello capace di farlo quando cambia tutto intorno a lui.

Genoa, idea El Shaarawy per l’attacco: il futuro di Felici può intrecciarsi con il Grifone

Il Genoa valuta il ritorno di Stephan El Shaarawy: l’attaccante svincolato è un’opportunità di mercato, mentre Felici aspetta novità

Il Genoa continua a lavorare per completare il proprio reparto offensivo e nelle ultime ore è emersa un’idea di grande fascino per la società rossoblù. Come riferito da Sky Sport, la dirigenza del Grifone sta infatti valutando il possibile ritorno di Stephan El Shaarawy, un’operazione che potrebbe rappresentare un importante colpo di esperienza e qualità.

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Il nome dell’attaccante italiano è tornato al centro delle valutazioni del Genoa, con il club ligure che osserva con attenzione la situazione del classe 1992, attualmente senza squadra.

Genoa-El Shaarawy, occasione a parametro zero

La pista che porta a El Shaarawy è particolarmente interessante proprio per la formula dell’operazione. Essendo svincolato, il giocatore non sarebbe vincolato alla chiusura della finestra estiva di calciomercato: il Genoa potrebbe quindi continuare a lavorare sulla trattativa anche dopo il termine ufficiale della sessione.

L’eventuale arrivo dell’attaccante avrebbe un forte impatto anche dal punto di vista ambientale. El Shaarawy conosce già la realtà rossoblù, avendo vestito la maglia del Genoa nella prima parte della sua carriera, e rappresenterebbe un profilo capace di unire esperienza, qualità tecnica e duttilità offensiva.

La società ligure valuta dunque questa possibilità, consapevole del valore di un giocatore con una lunga esperienza in Serie A e con importanti presenze anche in campo internazionale.

Genoa, intreccio con il futuro di Mattia Felici

Il possibile affondo per El Shaarawy si collega anche alla situazione di Mattia Felici. L’esterno offensivo del Cagliari ha infatti ricevuto una proposta concreta dal Verona, ma al momento non ha ancora dato il via libera definitivo al trasferimento.

Felici starebbe aspettando proprio una possibile mossa del Genoa, che potrebbe cambiare gli scenari sul suo futuro. Il club rossoblù resta quindi una destinazione gradita e il mercato potrebbe creare un intreccio interessante nelle prossime ore.

Il Genoa continua a muoversi alla ricerca degli ultimi tasselli per completare la rosa: l’idea El Shaarawy resta sul tavolo, mentre la situazione Felici è ancora tutta da definire.

Torino, ultime mosse di mercato: Gineitis, Anjorin, difensore e Mandragora nel mirino

Torino al lavoro per gli ultimi colpi: il Celtic insiste per Gineitis, mentre i granata valutano nuovi innesti e operazioni in uscita

Il Torino entra nella fase decisiva del calciomercato estivo. Con la chiusura della sessione ormai vicina, la società granata è impegnata su più fronti, tra possibili cessioni e trattative per completare la rosa a disposizione del tecnico.

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Uno dei nomi più caldi in uscita resta quello di Gvidas Gineitis. Il Celtic non ha intenzione di abbandonare la pista che porta al centrocampista classe 2004 di proprietà del Torino e nelle ultime ore ha deciso di rilanciare.

Torino, il Celtic insiste per Gineitis

Il club scozzese ha presentato una nuova offerta a titolo definitivo per il giovane centrocampista lituano, confermando il forte interesse nei suoi confronti. Ora la palla passa al Torino, chiamato a valutare la proposta ricevuta e a decidere il futuro del giocatore.

Gineitis rappresenta uno dei talenti più interessanti della rosa granata, ma davanti a un’offerta importante la società potrebbe prendere in considerazione una sua eventuale cessione per finanziare altre operazioni.

Anjorin verso l’Elche: si tratta sulla formula

Sul fronte delle uscite resta da monitorare anche la situazione di Tino Anjorin. L’Elche ha infatti avviato i contatti con il Torino per il possibile trasferimento del centrocampista inglese classe 2001.

La trattativa, però, non è ancora semplice. Uno dei principali nodi riguarda l’aspetto economico legato all’ingaggio del calciatore: le parti stanno discutendo sul contributo che il Torino dovrebbe eventualmente riconoscere per coprire una parte dello stipendio di Anjorin durante il prestito.

Torino, caccia al difensore: Morato e Luperto alternative

Parallelamente, il Torino continua a lavorare per regalare un nuovo difensore alla rosa. La dirigenza granata ha effettuato un sondaggio per Morato, centrale di proprietà del Nottingham Forest e già seguito in passato anche dalla Roma.

Resta inoltre viva la pista che porta a Sebastiano Luperto, attualmente alla Cremonese, profilo apprezzato per esperienza e affidabilità nel campionato italiano.

Torino, resta viva la pista Mandragora

Oltre all’operazione per Belghali, il Torino continua a lavorare anche sul possibile ritorno di Rolando Mandragora. Il centrocampista di proprietà della Fiorentina è un obiettivo della società granata, ma al momento non è ancora stato raggiunto un accordo tra le parti.

Le ultime ore di mercato saranno quindi decisive: il Torino è chiamato a completare la rosa e definire alcune situazioni rimaste ancora aperte.

Messi dice addio all’Argentina: la leggenda dell’Albiceleste tra record, trofei e un ciclo irripetibile. La sua lettera strappalacrime

Clamorosa decisione di Lionel Messi: la leggenda si ritira ufficialmente dalla Nazionale argentina. Il fuoriclasse lo ha annunciato con una lettera

Una decisione destinata a segnare la storia del calcio mondiale. Lionel Messi ha annunciato il suo ritiro dalla Nazionale argentina, chiudendo un capitolo lungo oltre vent’anni con la maglia dell’Albiceleste. Il capitano argentino ha scelto i propri canali social per comunicare una scelta maturata nel tempo, arrivata dopo un percorso straordinario fatto di sofferenze, critiche, rivincite e trionfi.

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L’addio arriva al termine di un ciclo irripetibile, quello che ha visto Messi conquistare finalmente tutti i trofei più importanti con la sua Nazionale: dalla Copa America al successo nella Finalissima, fino al trionfo al Mondiale in Qatar 2022.

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Messi lascia l’Argentina: «Mi sono svuotato, non ho più nulla da dare»

Nel lungo messaggio pubblicato sui social, il fuoriclasse di Rosario ha spiegato le ragioni della sua decisione, ringraziando compagni, allenatori, dirigenti e tifosi che lo hanno accompagnato durante la sua avventura internazionale.

«Dopo questo tempo trascorso dalla finale, pensandoci molto, voglio comunicare a tutti che mi ritiro dalla Nazionale… È stata una decisione che ha fatto male e fa male all’anima, ma capisco che è il momento. Vi giuro che ho sempre dato tutto, non solo negli ultimi anni in cui si è vinto tutto ma anche prima».

Messi ha poi sottolineato il legame speciale con la maglia argentina e la volontà di lasciare spazio alle nuove generazioni: «Amo, ho amato e amerò sempre stare in Nazionale. Mi sono svuotato, non ho più nulla da dare e oltretutto ci sono ragazzi di grandissimo valore dietro che meritano di esserci».

Dall’esordio nel 2005 ai primi successi con l’Albiceleste

La storia di Messi con la Nazionale argentina inizia il 17 agosto 2005, nell’amichevole contro l’Ungheria. Dopo l’espulsione immediata al debutto, il talento del Barcellona conquista progressivamente spazio fino alla convocazione per il Mondiale 2006.

A soli 18 anni diventa il più giovane argentino a disputare una Coppa del Mondo e segna anche una rete contro la Serbia e Montenegro. Prima ancora aveva già lasciato il segno nelle selezioni giovanili, vincendo il Mondiale Under 20 nel 2005, torneo nel quale viene premiato come miglior giocatore e capocannoniere.

Gli anni successivi sono però caratterizzati dalle delusioni. Messi perde la finale di Copa America 2007, poi arriva fino all’atto conclusivo del Mondiale 2014, perso contro la Germania. Nel biennio 2015-2016 arrivano altre due sconfitte in finale di Copa America contro il Cile.

La rinascita: Copa America, Mondiale e la consacrazione definitiva

Il punto di svolta arriva nel 2021, quando Messi conquista finalmente il primo trofeo con la Nazionale maggiore. L’Argentina batte il Brasile al Maracanã nella finale di Copa America e il numero 10 può finalmente alzare un titolo internazionale.

Sempre nel 2022 arriva la vittoria della Finalissima contro l’Italia, prima del momento più importante della sua carriera: il Mondiale in Qatar.

Messi trascina l’Argentina al titolo segnando 7 gol e fornendo 3 assist, diventando il primo calciatore della storia della Coppa del Mondo capace di segnare in tutte le fasi della competizione. Nella finale contro la Francia realizza una doppietta e trasforma il proprio rigore nella serie decisiva.

Il successo gli vale anche il secondo Pallone d’Oro del Mondiale, dopo quello conquistato nel 2014.

Tutti i record di Messi con la Nazionale argentina

Con l’Albiceleste Messi chiude un’era anche dal punto di vista statistico. Il numero 10 è il:

  • miglior marcatore della storia dell’Argentina;
  • giocatore con più presenze nella storia della Nazionale;
  • argentino con più gol nella Coppa del Mondo;
  • giocatore con più partecipazioni ai Mondiali con la maglia argentina.

Il suo bilancio internazionale comprende:

  • oltre 190 presenze;
  • oltre 100 gol;
  • 1 Mondiale;
  • 2 Copa America;
  • 1 Finalissima;
  • 1 Mondiale Under 20;
  • 1 medaglia d’oro olimpica nel 2008.

Nella storia della Coppa del Mondo Messi ha inoltre stabilito numerosi primati: è il giocatore con più presenze nella competizione, più minuti giocati, più premi come miglior giocatore della partita e l’unico ad aver vinto per due volte il Pallone d’Oro adidas del Mondiale.

Ha inoltre segnato in cinque edizioni diverse della Coppa del Mondo, fornito assist in sei tornei differenti ed è stato l’unico calciatore capace di segnare in una singola edizione del Mondiale in ogni fase: gironi, ottavi, quarti, semifinale e finale.

Il finale di una storia leggendaria

Dopo anni vissuti all’ombra del paragone con Diego Maradona e delle critiche per i mancati successi, Messi è riuscito a trasformare il rapporto con l’Argentina in una delle storie più emozionanti della storia del calcio.

Da talento considerato incapace di replicare con la Nazionale ciò che faceva con il Barcellona, a leader assoluto dell’Albiceleste campione del mondo.

Il suo addio chiude un capitolo unico: Lionel Messi non è stato soltanto il miglior giocatore della storia dell’Argentina, ma il simbolo della rinascita di una Nazionale che per anni aveva inseguito il sogno del trionfo mondiale.

Juventus, operazione riuscita per Yildiz: tre mesi di stop. Novità anche sugli esami di Ekhator

Juventus, Yildiz operato con successo il numero 10 turco: tre mesi di stop. Aggiornamenti anche su Ekhator

Juventus news ultimissime: la Juventus deve fare nuovamente i conti con gli infortuni. Nella giornata di oggi, 31 agosto, Kenan Yildiz — attaccante turco‑tedesco classe 2005, uno dei talenti più luminosi del progetto bianconero — si è sottoposto all’intervento chirurgico al piede che lo terrà lontano dai campi per circa tre mesi.

L’operazione, eseguita da un’équipe specializzata, è perfettamente riuscita e rappresenta il primo passo verso il recupero completo del giovane attaccante, che nelle ultime stagioni si era ritagliato un ruolo sempre più importante nella rosa guidata da Luciano Spalletti.

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COMUNICATO – “Nel pomeriggio Yildiz è stato sottoposto a intervento chirurgico di osteosintesi della frattura della base del V metatarso del piede sinistro . L’intervento, eseguito presso la Augsburg Hessingpark Klinik dal dott. Martin Jordan alla presenza del medico sociale dott. Marco Freschi, è perfettamente riuscito e già da domani il calciatore inizierà il programma riabilitativo.

Inoltre a seguito del problema muscolare alla coscia destra accusato durante l’allenamento di ieri, questa mattina Ekhator è stato sottoposto presso il J|Medical ad accertamenti radiologici che hanno evidenziato una lesione di medio grado del muscolo semitendinoso. Tra 2 settimane sarà sottoposto ad ulteriori esami per definire con esattezza i tempi di recupero“. 

Emergenza infortuni: Spalletti costretto a rivedere le rotazioni

Con Yildiz fuori tre mesi ed Ekhator ai box, Spalletti dovrà riorganizzare le rotazioni offensive e di centrocampo. L’allenatore bianconero, noto per la gestione meticolosa dei giovani e per la capacità di adattare il sistema di gioco alle emergenze, dovrà ora fare affidamento su alternative interne e sulle ultime mosse di mercato.

La Juventus, già attiva nelle ultime ore, potrebbe accelerare alcune operazioni per garantire profondità alla rosa in vista dei prossimi impegni di Serie A e Champions League.

Como, via libera per Kean: l’attaccante atteso per visite e firma. L’incastro con Beto sblocca l’operazione da 40 milioni

Como, ecco il via libera per Kean: visite e firma imminenti. L’incastro con Beto sblocca l’affare da 40 milioni di euro

Calciomercato Como news: il Como è pronto ad accogliere il suo nuovo rinforzo in attacco. Nelle ultime ore è arrivato il via libera definitivo da parte della Fiorentina: Moise Kean, attaccante classe 2000 noto per potenza fisica, attacco della profondità e capacità di giocare in più ruoli offensivi, è stato autorizzato a sostenere le visite mediche con il club allenato da Cesc Fàbregas.

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L’incastro decisivo con Beto: il domino che ha sbloccato Kean

La trattativa tra Como e Fiorentina era impostata da giorni, ma il club viola aveva scelto di bloccare temporaneamente la partenza di Kean in attesa di chiudere l’arrivo del suo sostituto.

Il tassello mancante è arrivato proprio oggi, 31 agosto, con l’arrivo a Firenze di Beto, attaccante portoghese classe 1998, profilo fisico e d’area che la Fiorentina ha individuato come nuovo riferimento offensivo.

Le visite mediche di Beto hanno fatto crollare l’ultimo ostacolo: con il portoghese pronto a firmare, la Fiorentina ha dato il via libera definitivo alla cessione di Kean, sbloccando così un vero e proprio domino di mercato.

Le cifre dell’operazione: investimento record per il Como

Con l’ok arrivato, Kean può ora procedere con l’iter medico e successivamente con la firma sul contratto che lo legherà al Como.

Per il club lariano si tratta di un’operazione di altissimo livello, sia tecnico sia economico:

  • 40 milioni di euro complessivi,
  • suddivisi in 35 milioni di parte fissa,
  • più 5 milioni di bonus legati a obiettivi individuali e di squadra.

Un investimento che conferma l’ambizione del Como, deciso a costruire una squadra competitiva e strutturata per la Serie A, seguendo una linea di mercato aggressiva e internazionale.

Kean, un colpo strategico per il progetto Fabregas

Kean rappresenta un profilo perfetto per il sistema di Fabregas: attaccante moderno, rapido, fisico, capace di giocare sia da prima punta sia da esterno. Il Como punta su di lui per aumentare il peso offensivo e aggiungere un giocatore già abituato ai ritmi della Serie A e delle competizioni europee. Le prossime ore saranno dedicate alle visite e alla firma: poi arriverà l’annuncio ufficiale.


Atalanta, svolta per Rowe: accordo vicino con il Bologna! Caccia al sostituto per Tedesco: ecco i nomi caldi

Atalanta, svolta per Rowe: accordo vicinissimo col Bologna. Adesso il tecnico Tedesco cerca il sostituto, ecco i nomi sul taccuino

Calciomercato Atalanta news – Gli esterni offensivi e i trequartisti sono diventati il tema dominante delle ultime ore di questo mercato estivo, con diverse società impegnate a chiudere operazioni decisive per completare i rispettivi reparti. Tra queste c’è l’Atalanta, che sta lavorando per consegnare a Maurizio Sarri — tecnico che ha portato a Bergamo il suo classico 4‑3‑3 — un nuovo esterno d’attacco capace di alzare il livello qualitativo sulle corsie.

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Finora Sarri ha alternato Giacomo Raspadori, Nicola Zalewski, Eljif Elmas e il giovane Cassa, ma il tecnico ha chiesto un ulteriore sforzo alla società. Richiesta accolta: Jonathan Rowe è ormai a un passo dalla chiusura.

Svolta Rowe: accordo vicino tra Atalanta e Bologna

Secondo Sky Sport, nelle ultime ore c’è stata una accelerazione decisiva: Jonathan Rowe, esterno inglese classe 2003, è vicinissimo a diventare un nuovo giocatore dell’Atalanta.

L’ultimo contatto con il Bologna è stato positivo e le parti stanno definendo gli ultimi dettagli per completare l’operazione.

Le cifre dell’operazione: prestito con obbligo di riscatto

L’accordo tra i club si sta chiudendo sulla base di un prestito con obbligo di riscatto fissato a 35 milioni di euro, più 5 milioni di bonus.

Nella trattativa è stata inserita anche una percentuale sulla futura rivendita, stimata intorno al 10%, elemento che ha contribuito a far convergere rapidamente le parti verso l’intesa finale.

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Bologna, caccia al sostituto: Gudmundsson e Mbangula in pole

Con Rowe ormai destinato a lasciare l’Emilia, il Bologna deve individuare il profilo giusto da consegnare a Domenico Tedesco, allenatore che fa grande affidamento sugli esterni per il suo gioco verticale e aggressivo.

I nomi sul tavolo sono due:

  • Albert Gudmundsson, islandese classe 1997, oggi alla Fiorentina e già accostato anche alla Lazio. Giocatore tecnico, rapido e capace di agire tra le linee.
  • Samuel Mbangula, ex Juventus oggi al Werder Brema, profilo più fisico e strutturato, già conosciuto dal pubblico italiano.

Ultime ore caldissime: Atalanta e Bologna pronte a chiudere

La trattativa Rowe è entrata nella fase conclusiva e potrebbe essere ufficializzata a breve. Parallelamente, il Bologna prepara il colpo sostitutivo per non lasciare scoperto il reparto offensivo.

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