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Conferenza stampa Sarri pre Roma Atalanta: «Malen è in stato di grazia, sarà un problema… Soddisfatto del mercato ma come tutti gli allenatori avrei voluto qualcosa in più»

Conferenza stampa Sarri pre Roma Atalanta: le dichiarazioni alla vigilia del match della 3ª giornata di Serie A 2026/27

L’Atalanta approccia il primo vero big match della propria Serie A 2026/2027 sulle ali dell’entusiasmo. Dopo le brillanti vittorie ottenute nei primi due turni di campionato contro Sassuolo e Bologna, la formazione allenata da Maurizio Sarri si prepara ad affrontare la complessa trasferta dello Stadio Olimpico contro la Roma, in programma sabato 5 settembre alle ore 20:45. Alla vigilia dello scontro diretto, il tecnico dei bergamaschi è intervenuto in conferenza stampa per analizzare le insidie della sfida, a partire dal pericolo numero uno rappresentato dall’attaccante giallorosso Malen: “Se ci fosse un modo sicuro per fermare i giocatori forti, i giocatori forti non esisterebbero. Malen è un giocatore velenoso in area di rigore, con tante soluzioni. Ora è in stato di grazia, sarà una problematica com’è normale che sia”.

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La gestione delle forze ed il capitolo calciomercato

L’allenatore della Dea si è poi soffermato sui ritmi serrati sostenuti dal gruppo e sulla preparazione della gara: “Abbiamo preparato la partita normalmente, gli unici che hanno giocato quattro partite in undici giorni. Questo qualche problemino, insieme ad altre situazioni, ce lo sta creando. Una settimana atipica, il modo di fare degli allenamenti seri ed importanti è complicato”.

Con la chiusura ufficiale delle trattative estive, Sarri ha espresso sollievo per la fine della sessione di trasferimenti: “Sono contentissimo che sia finito il mercato, penso che sia una situazione da mettere a posto, come pensano tanti allenatori europei. Non è che possiamo fare cinquanta giorni con i mercati aperti, quando lo dicevo io tanti anni fa ero uno che si lamentava… ormai è qualcosa che dicono tutti. Sono soddisfatto, come tutti gli allenatori avrei voluto qualcosa in più, adesso vedremo sul campo”.

La stima per Gasperini ed il ritorno all’Olimpico

La sfida propone anche un affascinante duello in panchina con l’allenatore avversario, Gian Piero Gasperini: “Abbiamo due filosofie diverse con Gasperini, a me non fa cambiare idee, è un allenatore che stimola, che ritengo fortissimo. Sappiamo tutti, soprattutto quelli della mia età, che nel calcio si è visto vincere di tutto. Va tutto bene se le cose vanno bene, la mia stima per l’allenatore è totale”.

Infine, per il tecnico si tratterà di un ritorno nell’impianto capitolino dopo i trascorsi sulla sponda biancoceleste: “Lì all’Olimpico ho vissuto tanti derby, ho fatto tanti anni di Lazio, ai tifosi della Roma non sarò tanto simpatico, ma non gli ho mai mancato di rispetto. Ho vissuto una partita particolarissima, soprattutto a Roma, in situations del genere più che la squadra rappresenti un popolo, partita particolare, però abbiamo voltato pagina e penso all’Atalanta”.

Conferenza stampa Grosso pre Fiorentina Torino: «La società ha fatto grandi investimenti e sappiamo di avere grandi potenzialità. Lavoriamo per mostrarle»

Conferenza stampa Grosso pre Fiorentina Torino: le dichiarazioni alla vigilia del match della 3ª giornata di Serie A 2026/27

La Fiorentina si appresta a scendere in campo allo stadio Artemio Franchi per la terza giornata di Serie A, dove ad attenderla ci sarà il Torino. Un avvio di campionato decisamente in salita per la compagine viola che, a dispetto di una campagna acquisti estiva ambiziosa, è ancora ferma a quota zero punti in classifica. Dopo la pesante sconfitta per 4-0 subita all’esordio contro la Roma, la squadra ha incassato un altro duro colpo cadendo in casa per 3-0 contro il Frosinone nel giorno del centenario del club. Alla ricerca del primo risultato utile sulla panchina gigliata, il tecnico Fabio Grosso ha presentato il match nella consueta conferenza stampa della vigilia.

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L’analisi dell’avversario e la voglia di riscatto

Il mister viola ha aperto il suo intervento analizzando il momento delicato vissuto da entrambe le formazioni: “Sarà una gara contro un avversario che, come noi, è partito male. Questo ci deve stimolare, vogliamo mostrare le nostre qualità. Abbiamo analizzato e provato a capire dove migliorare: sarà una gara difficile ma vogliamo ottenere qualcosa di bello.”

Gli investimenti della società e la gestione del gruppo

Sollecitato sul tema del calciomercato e sulla composizione dell’organico, l’allenatore ha sottolineato l’impegno profuso dalla proprietà e le prospettive di crescita del gruppo: “Lo conoscete meglio di me, sappiamo quanto è difficile e quanto può influire all’interno del percorso. La società ha fatto grandi investimenti e sappiamo di avere grandi potenzialità: lavoriamo per mostrarle. Sappiamo di avere margini enormi e cercheremo di valorizzare tutte le nostre risorse.”

Proseguendo nella disamina, Grosso ha risposto alle domande relative alle scelte di formazione, tra cui la titolarità di Gudmundsson contro la formazione ciociara prima della sua cessione alla Lazio: “In due partite abbiamo fatto scelte diverse. Quando si perde allora le scelte potevano essere diverse, quando si vince diventano intuizioni giuste. Io ora so la squadra di cui dispongo, è giovane e deve essere valorizzata.”

I nuovi acquisti e le condizioni degli infortunati

In conclusione, il tecnico si è soffermato sull’inserimento dei recenti innesti d’attacco e sulle condizioni fisiche di alcuni elementi chiave della rosa, rimasti in dubbio per la sfida contro i granata: “I nuovi arrivati hanno entusiasmo e voglia, ma tocca a me capire le loro condizioni. Non ho avuto tanto tempo ma capirò come e quando ci potranno aiutare. Per questa gara hanno avuto problemi Dodo e Atta. Mi auguro di riaverli oggi: in base a quello deciderò come e quando impiegarli.”

Atletico Madrid, Simeone riabbraccia Julian Alvarez: «Domani sarà in rosa, ora ha un’opportunità. Spero che questa per lui sia stata…»

Diego Pablo Simeone ha parlato così in conferenza stampa della permanenza di Julian Alvarez all’Atletico Madrid. Le parole

Alla vigilia dell’imminente impegno di campionato, Diego Simeone è intervenuto in conferenza stampa per fare definitiva chiarezza sulla situazione legata a Julián Alvarez. Al centro di fitte indiscrezioni di calciomercato durante la sessione estiva, quando il Barcellona ha tentato a lungo di portarlo in Catalogna, il centravanti argentino è rimasto a Madrid per proseguire la sua avventura con i Colchoneros. Il tecnico ha confermato senza esitazioni la presenza della punta tra i disponibili per la gara di domani: «Julián Alvarez sarà nella rosa domani».

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La fiducia del Cholo e la risposta del gruppo

L’allenatore dell’Atlético Madrid ha speso parole al miele per l’ex calciatore del Manchester City, evidenziando il grande impegno messo in mostra nelle ultime sedute sul campo di allenamento: «Si sta allenando bene, e ci aspettiamo il meglio da lui, così come da tutti i suoi compagni di squadra». Un richiamo preciso alla professionalità del giocatore e un segnale forte verso tutto l’ambiente biancorosso, che attende con ansia i gol del classe 2000 per inseguire gli obiettivi stagionali.

Le lezioni del mercato ed il messaggio di Paulo Futre

Proseguendo la sua analisi, Diego Simeone si è soffermato sul percorso umano e professionale dell’attaccante della Seleção, affrontando con maturità le dinamiche vissute negli ultimi mesi: «Per me, la vita è piena di opportunità. E ora Julián ha un’opportunità». Il Cholo ha poi lanciato un messaggio di riflessione più ampio: «Molto spesso, passiamo la vita a giudicare, e dobbiamo preoccuparci di farlo meno e di imparare di più. Spero che questo sia stato per lui un’esperienza di apprendimento».

Il futuro del bomber tra campo e gol

Nonostante l’insidioso corteggiamento del Barcellona durante la parentesi di mercato estiva, l’attaccante si candida ora a rivestire un ruolo da assoluto protagonista nella rosa di Simeone. Per ritrovare il sorriso ed il feeling con la rete, il tecnico ha citato un incoraggiamento speciale arrivato da un’icona della storia dei madrileni: «Spero che sia felice e, come gli ha detto Futre ieri in un bel video, che lo dimostri segnando gol». Una carica ulteriore per il centravanti, pronto a rispondere presente sul terreno di gioco già a partire dal match di domani.

Conferenza stampa Allegri pre Inter Napoli: «Partita Scudetto? Qui si vive un po’ di esaltazione e depressione, siamo soltanto alla terza…Mercato, contento della rosa!»

Conferenza stampa Allegri pre Inter Napoli: le dichiarazioni alla vigilia del match della 3ª giornata di Serie A 2026/27

In conferenza stampa alla vigilia di Inter Napoli, Massimiliano Allegri ha rilasciato queste dichiarazioni.

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INTER NAPOLI PARTITA SCUDETTO – «Capisco, qui si vive un po’ di esaltazione e depressione, io credo che siamo soltanto alla terza. Siamo dispiaciuti per aver perso in casa col Como, ma deve regnare l’equilibrio, mancano tante partite, inizia la Champions. Abbiamo perso neanche facendo una brutta prestazione, poi dipende dai punti di vista, uno come guarda le partite. C’è da migliorare l’aspetto fisico in questa fase, domani affrontiamo una bella partita, è lo scontro diretto tra la prima e la seconda dell’anno scorso, andiamo con fiducia e poi penseremo all’Arsenal».

VERGARA – «Sta bene, era entrato bene contro il Genoa, ma credo che dare troppe responsabilità a Vergara, che è un buon giocatore, ma ha appena 12 partite credo nel Napoli, bisogna andarci piano. Domenica ho fatto una scelta diversa, più di 5 cambi non si possono fare, è rimasto in panchina ma questo non significa che non possa giocare o entrare, valuterò domattina, ma la squadra migliora di condizione, abbiamo uno scontro diretto e va affrontato in fiducia».

TORNARE A SAN SIRO – «Giocare in quello stadio è sempre meraviglioso, sono partite meravigliose, per il calcio italiano è un bello spot con lo stadio pieno, è sempre Inter-Napoli squadre che hanno battagliate, una volta ha vinto l’Inter, poi il Napoli e così via. Sono antagoniste, dovremo fare una bella prestazione sotto il punto di vista tecnico perché domenica abbiamo sbagliato molto tecnicamente e agonisticamente, ma è il bello di queste sfide».

INTER «Sì, è la vera favorita per lo Scudetto. Noi dobbiamo un attimo essere più attenti, abbiamo concesso i due gol che potevamo evitare, vanno presi ma in modo diverso, gli avversari devono fare qualcosa in più rispetto a quello che hanno fatto domenica ma miglioreremo sicuramente. Ma all’inizio le partite sono sempre strane, manca attenzione, ma domani ci sarà più attenzione, così come con l’Arsenal, al di là del risultato finale».

DE BRUYNE – «Sono soddisfatto, sta crescendo fisicamente, poi è chiaro devo gestire le forze di un centrocampo che senza McTominay… altrimenti avrei solo un cambio e dovrò fare valutazioni su chi far scendere in campo anche perché poi dopo 4 giorni si gioca di nuovo. Nel calcio di oggi si gioca in 16, non è retorica, soprattutto ora con le temperature molto alte».

BADIASHILE – «Sì, farà parte dei convocati, sono contento di quello che sto vedendo, speriamo di aver visto bene. Su Scott, non posso far giocare un altro e chiedere le cose che chiedo a lui, ci sarà un altro giocatore, diverso tecnicamente».

MERCATO – «Inutile guardare le rivali, guardiamo a noi, la società è stata vigile fino alla fine, io sono contento della rosa a disposizione, bisogna lavorare fino a gennaio molto bene, in questo pezzo di stagione si devono mettere le basi per il finale. Intanto arriviamo alla sosta nelle migliori condizioni e non sarà facile, poi ci saranno altre partite importanti fino alla seconda sosta e bisogna fare uno step alla volta».

parole riportate da tuttonapoli

Conferenza stampa Gasperini pre Roma Atalanta: «Molto difficile prendere qualche svincolato. Sono innamorato di questo gruppo, sulle condizioni di Dybala…»

Conferenza stampa Gasperini pre Roma Atalanta: le dichiarazioni alla vigilia del match della 3ª giornata di Serie A 2026/27

In conferenza stampa alla vigilia di Roma Atalanta, Gian Piero Gasperini ha rilasciato queste dichiarazioni.

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DYBALA – «Nulla di particolare, gli esami non hanno evidenziato nulla. Oggi prova, l’importante è che lui si senta sicuro e tranquillo anche perché avremo 3 gare questa settimana, tutte partite importanti e bisogna essere al meglio».

PRENDERE QUALCHE SVINCOLATO – «Molto difficile. Non so quali siano le opportunità ma non ci conterei molto».

SALAH-EDDINE – «Ha avuto parecchie opportunità che lui ha rifiutato. Per quanto riguarda la Roma, ho già fatto delle scelte e non rientra nei piani della Roma».

PRIMO BANCO DI PROVA«Più che di maturità, che questa squadra ha mostrato di avere, è una prova di forza, di valore. Il calendario, nelle prime 10-12 giornate, ci fa incontrare tante squadre della parte alta della classifica. Posto che considero anche la Fiorentina di valore e vincere a Lecce, in trasferta, non è mai facile. Poi prossimamente incontreremo anche Como, Inter, Napoli. Insomma, nella prima del girone di andata ci saranno tutte queste gare, in più anche la Champions. Va bene, è un percorso e lo affrontiamo di volta in volta, a cominciare da domani, quando incontreremo una squadra di assoluto valore, partita bene. Una gara che vale l’Europa che conta».

RODRIGO MORA – «Ha giocato due gare su due. Titolare o riserva, non è che se uno parte dall’inizio è titolare, se entra dopo è una riserva, non è così. Vero che è giovane ma ha già fatto vedere il suo talento, è molto giovane e con ampi margini di crescita sotto l’aspetto fisico, della resistenza, della tenuta. Siamo di fronte a un ragazzo di assoluto valore, questo è difficile da negare».

NDICKA E PELLEGRINI «Ndicka molto meglio, credo sia della partita. Oggi lo proviamo. Pellegrini ha iniziato a lavorare un po’ con il gruppo ma, per giocare le partite, forse con l’Inter o dopo la sosta».

INNAMORATO DEL GRUPPO – «Giusto, è così. Questo è un ambiente dove hai piacere a venire. Qui passiamo diverse ore assieme e quando sei dentro un ambiente dove non ci sono screzi, dove non c’è nessuno particolarmente antipatico allora è straordinario vedere con quanto piacere si allenino, nonostante anche il caldo e la fatica. Il merito è dei giocatori. Indipendentemente dai risultati, il nostro è un ambiente molto sano».

ATALANTA – «Sono una squadra forte, di assoluto valore, si sono rafforzati sul mercato in maniera notevole. Hanno preso giocatori importanti come Kessie o Rowe. Hanno una rosa da Champions con dei cambi importanti e con dei giocatori affidabili. Il nuovo allenatore avrà bisogno di tempo, è risaputo, ma è risaputo anche il valore di Sarri. Sono partiti bene e questo agevolerà l’allenatore».

parole riportate da vocegiallorossa

Fiorentina, Ndour fissa gli obiettivi: «Stiamo costruendo qualcosa di importante, ma serve tempo»

Il centrocampista viola ha parlato a Tuttosport dopo la sconfitta contro il Frosinone e ha analizzato il percorso della squadra di Stefano Pioli

Cher Ndour si racconta e guarda avanti dopo un avvio di stagione caratterizzato da qualche difficoltà per la Fiorentina. Il centrocampista viola, intervistato da Tuttosport, è tornato sulla pesante sconfitta contro il Frosinone, arrivata proprio durante le celebrazioni per i 100 anni del club, e ha sottolineato la necessità di evitare nuovamente prestazioni di quel tipo.

Il classe 2004 ha evidenziato come la squadra sia ancora in una fase di costruzione, con tanti giovani chiamati a trovare il giusto equilibrio all’interno di un progetto nuovo.

SCONFITTA CONTRO IL FROSINONE – «Non dovrà più succedere».

Ndour ha poi spiegato che il percorso della Fiorentina richiede pazienza, considerando i tanti cambiamenti all’interno del gruppo.

CRESCITA DEL GRUPPO – «Siamo un gruppo giovane che sta cercando di allestire un progetto, purtroppo non lo si può fare in pochi giorni».

Ndour e il percorso internazionale: dalla Serie A alla Fiorentina

Nonostante la giovane età, Cher Ndour ha già maturato esperienze in diversi campionati europei. Il centrocampista italiano ha infatti giocato in Italia, Portogallo, Turchia e Francia, confrontandosi con realtà differenti e arricchendo il proprio bagaglio tecnico e professionale.

Dopo essere cresciuto nel settore giovanile del Brescia e poi in quello del Benfica, Ndour ha vissuto un’esperienza al Paris Saint-Germain, prima di approdare alla Fiorentina. Il club francese, nell’ambito dell’operazione, ha mantenuto una percentuale importante sulla futura rivendita del calciatore.

Il centrocampista viola ha spiegato il valore del suo percorso e l’importanza del ritorno in Italia, dove ha trovato maggiore continuità.

PERCORSO PERSONALE E FIORENTINA – «Sono felice del mio percorso, la Fiorentina mi ha rilanciato e permesso di giocare con continuità nel mio Paese essendo italiano: può essere un punto d’arrivo».

Fiorentina, Ndour crede nel progetto: «Serve tempo»

L’arrivo di Ndour rientra nella strategia della società viola, intenzionata a costruire una squadra competitiva puntando anche su giovani talenti con margini di crescita. Il centrocampista ha sottolineato come l’obiettivo sia quello di avvicinarsi progressivamente ai livelli delle squadre protagoniste in Europa.

La Fiorentina punta infatti a consolidarsi nelle zone alte della classifica e a tornare protagonista anche nelle competizioni internazionali, ma per raggiungere questi traguardi servirà un percorso graduale.

AMBIZIONI EUROPEE E CHAMPIONS – «Qui si sta costruendo qualcosa di importante per arrivare ai quei livelli ma serve tempo».

Le parole di Cher Ndour confermano dunque la volontà della squadra viola di crescere attraverso il lavoro quotidiano. Il centrocampista vede nella Fiorentina un ambiente ideale per continuare il proprio sviluppo e contribuire a un progetto che punta a obiettivi sempre più ambiziosi.

Torino, Abate alla vigilia della Fiorentina: «Serve il desiderio feroce di non prendere gol»

Il tecnico granata presenta la sfida del Franchi e analizza i nuovi acquisti: da Mandragora a Rodriguez, passando per Zapata e la gestione della rosa

Ignazio Abate, allenatore del Torino, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della sfida contro la Fiorentina, analizzando il momento della squadra dopo un mercato estivo che ha portato diversi nuovi innesti. Il tecnico granata ha spiegato le difficoltà nel trovare subito la giusta identità, ma ha sottolineato la crescita del gruppo e l’importanza degli ultimi arrivi.

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LAVORO E NUOVI ARRIVI – «In questi due giorni non abbiamo avuto tanto modo di lavorare sul campo. Fatto sedute video, i ragazzi hanno avuto sempre approccio positivo. Due allenamenti sul campo, ho respirato energia giusta e i nuovi hanno portato entusiasmo».

Torino, Abate esalta Mandragora e Rodriguez

Il tecnico ha parlato dell’impatto dei nuovi acquisti, soffermandosi in particolare su Rolando Mandragora e Ricardo Rodriguez, due giocatori chiamati a portare esperienza e qualità.

IMPATTO MANDRAGORA – «L’assetto non cambia tanto, aumentiamo di spessore e qualità. E’ un giocatore importante ed esperto, è un leader ed è un acquisto importante».

CONDIZIONE RODRIGUEZ – «Lo conosco benissimo. Ha valori morali molto alti, è un grande calciatore. Si è allenato tutti i giorni, ma da solo al mattino o farlo con la squadra sono due cose opposti. Dovrà mettersi al passo, ma sono felice del suo arrivo».

Abate ha poi spiegato di avere diverse alternative tattiche a disposizione grazie alla versatilità dei nuovi elementi.

SCELTE E ALTERNATIVE – «Ci sono tanti giocatori che possono ricoprire varie zone. Dietro abbiamo un mancino naturale ma anche altri possono fare quel ruolo. Volta per volta, sceglierò la formazione migliore».

Torino, Abate valuta i nuovi: Perri titolare a Firenze

L’allenatore granata ha fatto il punto anche sulle condizioni degli ultimi arrivati, indicando chi è più pronto per scendere in campo.

CONDIZIONE DEI NUOVI – «Mandragora è il più pronto di tutti. Bragança ha qualità e spessore, ma non ha fatto tanti allenamenti e ha bisogno di tempo. Patterson l’ho trovato abbastanza bene, bisogna valutarlo. Rodriguez è indietro, Belghali ha bisogno di tempo ma ha una struttura per entrare in forma in tempi rapidi».

Tra i pali, Abate ha confermato la presenza di Perri contro la Fiorentina.

GERARCHIE PORTIERI – «Perri».

Il tecnico ha poi spiegato la scelta di puntare sull’esperienza dell’ex portiere del Como, lasciando a Mascardi il tempo necessario per crescere.

SCELTA PERRI – «Fin dall’inizio volevamo un portiere esperto soprattutto in una piazza esigente come questa. E’ fondamentale assorbire le pressioni, così un portiere di gran futuro (Mascardi, ndr) può crescere in tranquillità. Questo era il pensiero di inizio anno, poi vedremo come saranno le gerarchie. Perri è il primo, ma Mascardi ha la mia massima fiducia».

Abate: «La crescita passa dalla solidità difensiva»

Uno dei temi principali affrontati dall’allenatore è stato quello della fase difensiva, considerata fondamentale per migliorare i risultati.

DIFESA E SOLIDITÀ – «Dopo il Monza ho parlato di solidità difensiva. La nostra crescita passa da qui: serve alzare il livello di squadra e dei singoli, percepire il pericolo. In fase difensiva devi ragionare in modo pessimistico. Dobbiamo stringere le maglie sotto linea palla: dobbiamo capire le altezze, ci sono margini di miglioramenti. Ma trovare solidità difensiva non è non avere coraggio, questo per me non è negoziabile. Serve il desiderio feroce di non prendere gol, ne stiamo prendendo troppi. E questo fa tutta la differenza del mondo».

Sulla sfida contro la Fiorentina, Abate ha evidenziato la necessità di leggere correttamente i momenti della partita.

STRATEGIA A FIRENZE – «Dobbiamo leggere la partita, dovremo aggredire alto. E se dobbiamo abbassarci, lo faremo stringendo le maglie. Dobbiamo capire i momenti».

Torino, Abate su Zapata e Simeone

L’allenatore ha parlato anche delle condizioni di Duvan Zapata, ancora alla ricerca della migliore condizione dopo il mancato ritiro con la squadra.

RECUPERO ZAPATA – «In Coppa gli ho dato 35 minuti più recupero, ha bisogno di minutaggio. Non ha fatto il ritiro con la squadra, siamo in ritardo. Dopo la Coppa si era gonfiato il ginocchio, abbiamo rallentato ieri e navighiamo a vista. Ma lui è uno che sposta ed è importante, dobbiamo trovare l’equilibrio giusto».

Infine, Abate ha ribadito la fiducia in Giovanni Simeone, sottolineando come tutta la squadra debba aiutarlo a rendere al meglio.

SIMEONE E IL GOL – «Aspetto difensivo e offensivo viaggiano insieme. Se si difende bene, si sviluppa meglio. Uomini e moduli lasciano il tempo che trovano. Simeone è importante, ha la mia massima fiducia. La squadra può servirlo meglio e lui può fare di più».

Il Torino si prepara dunque alla trasferta di Firenze con l’obiettivo di trovare equilibrio, sfruttando l’esperienza dei nuovi arrivati e migliorando soprattutto l’attenzione nella fase difensiva.

Endrick vuole la Roma? La confidenza agli amici e il duello di mercato con il Milan: gli scenari per gennaio

Il talento del Real Madrid avrebbe rivelato il desiderio di raggiungere Wesley nella Capitale: i rossoneri restano però alla finestra per il classe 2006

Il mercato estivo si è appena concluso, ma la Roma guarda già alla prossima finestra di trattative. La società giallorossa, dopo aver completato diversi innesti per la rosa di Gian Piero Gasperini, continua a lavorare sulle opportunità future e il direttore sportivo Tony D’Amico mantiene vive alcune piste internazionali.

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Tra i nomi seguiti c’è quello di Endrick, attaccante brasiliano di proprietà del Real Madrid, attualmente fermo ai box per un problema muscolare. Il giovane talento classe 2006 rappresenta uno dei profili più interessanti del panorama mondiale e potrebbe diventare una delle occasioni più importanti del mercato di gennaio.

Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, il giocatore avrebbe confidato agli amici la volontà di trasferirsi alla Roma per raggiungere il connazionale Wesley, arrivato in estate nella Capitale. Un’indiscrezione che dovrà però essere verificata nei prossimi mesi, quando si aprirà ufficialmente la sessione invernale.

Roma, Endrick nel mirino dopo i colpi estivi

La Roma ha concluso una sessione estiva ricca di movimenti, con gli arrivi di Koulierakis, Balerdi, Molina, De Roon, Rodrigo Mora e Castro, ma il club continua a valutare possibili rinforzi per aumentare la qualità della rosa.

Uno dei principali obiettivi resta un esterno offensivo, ruolo nel quale durante l’estate erano stati seguiti diversi profili. Come spiegato dallo stesso Gasperini nell’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, tra i nomi valutati c’erano Luiz Henrique dello Zenit San Pietroburgo e Jamie Gittens del Chelsea, operazioni poi sfumate per motivi economici.

Anche il tedesco Leweling dello Stoccarda era stato vicino ai radar giallorossi, ma alla fine il giocatore non ha accettato la proposta della società capitolina.

Endrick, il Real Madrid e la concorrenza del Milan

Dopo il prestito al Lione, chiuso con numeri importanti grazie a 8 gol e 8 assist in 21 presenze, Endrick è tornato al Real Madrid. Il club spagnolo ha deciso di trattenerlo, con José Mourinho che avrebbe bloccato ogni possibilità di cessione convinto delle qualità del giovane attaccante.

Sul brasiliano, però, c’è anche l’interesse del Milan. Il club rossonero aveva individuato in Endrick un possibile rinforzo per il reparto offensivo, ma il Real Madrid non ha aperto alla sua partenza durante l’estate.

La situazione potrebbe cambiare a gennaio: molto dipenderà dal minutaggio del giocatore, dal rendimento nei prossimi mesi e dalle condizioni che il club spagnolo sarà disposto ad accettare, con un possibile prestito tra le ipotesi più realistiche. La Roma resta alla finestra, pronta a sfruttare eventuali aperture per un talento considerato tra i più promettenti della sua generazione.

Neymar contro il campo del Santos: «Peggior terreno che il club abbia mai avuto, bel lavoro di m…. dei giardinieri»

Il brasiliano critica le condizioni del Vila Belmiro dopo l’eliminazione dalla Coppa del Brasile: il Palmeiras risponde con una frecciata

Serata amara per Neymar e per il Santos, eliminati dalla Coppa del Brasile dopo la sconfitta contro il Palmeiras. Il fuoriclasse brasiliano, oltre al risultato negativo, è finito al centro delle polemiche per le dichiarazioni rilasciate dopo la partita, con un duro attacco rivolto alle condizioni del terreno di gioco dello stadio Vila Belmiro.

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L’attaccante classe 1992 è stato costretto a lasciare il campo all’intervallo a causa di un problema muscolare, senza riuscire quindi a dare il proprio contributo per evitare l’eliminazione della squadra. Al termine della gara, Neymar ha affidato ai social tutta la propria frustrazione, puntando il dito contro la gestione del terreno di gioco.

Neymar attacca il terreno del Vila Belmiro

Attraverso un messaggio pubblicato sui propri canali social, il numero 10 del Santos ha criticato apertamente il lavoro svolto sul campo di casa, sottolineando come le condizioni del terreno abbiano complicato la partita.

«Voglio fare i complimenti al responsabile del terreno di Vila Belmiro. Ieri abbiamo giocato sul peggior campo che il club abbia mai avuto, pieno di buche a causa dei lavori effettuati il giorno prima della partita. Incredibile».

Neymar ha poi collegato il problema del terreno anche agli infortuni accusati dalla squadra durante il match contro il Palmeiras, sostenendo che i giocatori abbiano dovuto affrontare una difficoltà aggiuntiva oltre alla sfida contro l’avversario.

«Oltre a giocare contro l’avversario, abbiamo dovuto affrontare anche il campo. Abbiamo dovuto fare uno sforzo maggiore a causa delle sue condizioni disastrose. Non è un caso che tre giocatori si siano fatti male nel primo tempo. Complimenti davvero, ottimo lavoro di m….».

Neymar rassicura i tifosi sulle condizioni fisiche

Nonostante la rabbia per l’eliminazione e per le condizioni del terreno, Neymar ha provato a tranquillizzare i tifosi del Santos sulle proprie condizioni fisiche.

Il brasiliano ha spiegato di aver accusato un fastidio alla coscia e di dover effettuare ulteriori controlli per valutare l’entità del problema.

«Ho sentito un fastidio alla coscia, farò degli esami e spero non sia nulla di grave. Manteniamo il morale alto e concentriamoci su ciò che verrà».

La risposta del Palmeiras: frecciata al Santos

La replica del Palmeiras non si è fatta attendere. Il club paulista ha colto l’occasione per rispondere alle parole di Neymar con un messaggio dal tono ironico, esaltando la qualità del proprio terreno di gioco e il lavoro svolto quotidianamente per mantenerlo in condizioni ottimali.

«Facciamo i complimenti ai responsabili del nostro terreno: il campo è sempre impeccabile, senza buche, grazie alla manutenzione quotidiana. Non è un caso che siamo la squadra di Serie A brasiliana con meno infortuni negli ultimi cinque anni».

Una polemica che aggiunge ulteriore tensione al confronto tra Santos e Palmeiras, con Neymar ancora protagonista dentro e fuori dal campo.

Balogun escluso dalla lista UEFA del Monaco: Juventus, Milan e Roma osservano il futuro dell’attaccante. A chi farebbe più comodo?

L’attaccante statunitense resta fuori dalla Conference League dopo il mancato trasferimento all’Everton: il mercato potrebbe riaprirsi per il classe 2001

Il futuro di Folarin Balogun torna al centro delle attenzioni dopo una decisione importante del Monaco. Il club francese ha infatti scelto di non inserire l’attaccante statunitense nella lista UEFA per la fase a gironi della Conference League, lasciando aperti nuovi scenari sul futuro del classe 2001.

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La scelta arriva dopo il mancato trasferimento all’Everton nell’ultimo giorno di mercato. La cessione sembrava ormai vicina alla conclusione, con un accordo tra le società sulla base di un’operazione da circa 40-45 milioni di euro, ma la trattativa è saltata nelle ore finali della sessione estiva.

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Il motivo principale sarebbe stato legato ad alcune perplessità emerse durante le visite mediche effettuate dal giocatore, oltre alla successiva decisione dello stesso Balogun di non accettare il trasferimento ai Toffees. Una situazione che avrebbe lasciato il centravanti contrariato per la gestione della vicenda e per i dubbi sollevati dal club inglese.

Arrivato al Monaco nell’estate del 2023 dopo l’esperienza positiva al Reims, Balogun ha finora collezionato 31 gol in 91 presenze con la maglia del club del Principato. Numeri importanti, anche se inferiori alle aspettative iniziali dopo il grande investimento effettuato dalla società francese.

Balogun, il profilo dell’attaccante seguito dai top club

Il nome di Folarin Balogun resta comunque uno dei più interessanti sul mercato internazionale. L’attaccante americano possiede caratteristiche molto richieste nel calcio moderno: velocità, capacità di attaccare la profondità, mobilità e una buona freddezza sotto porta.

La sua definitiva esplosione è arrivata nella stagione 2022/23, quando in prestito al Reims ha segnato 21 gol in Ligue 1, attirando l’attenzione di diversi club europei. Il Monaco ha quindi deciso di investire su di lui acquistandolo dall’Arsenal per una cifra vicina ai 40 milioni di euro.

Dopo un primo periodo di adattamento, però, il rendimento in maglia monegasca è stato più altalenante, anche a causa di alcuni problemi fisici che ne hanno condizionato la continuità.

Juventus, Balogun idea per l’attacco bianconero

Tra i club interessati al profilo dell’attaccante nell’ultimo periodo c’è stata anche la Juventus. La società bianconera valuta da tempo giocatori con caratteristiche offensive differenti e Balogun potrebbe rappresentare un’opzione interessante per aumentare velocità e imprevedibilità nel reparto avanzato.

Il classe 2001 sarebbe infatti un attaccante in grado di giocare sia come riferimento centrale sia accanto a una punta più strutturata. La sua capacità di muoversi senza palla e attaccare gli spazi potrebbe adattarsi a diversi sistemi di gioco.

Il nodo principale resta però la valutazione economica del Monaco, che difficilmente accetterebbe una cessione a condizioni molto inferiori rispetto all’investimento fatto due anni fa.

Milan e Roma osservano: caratteristiche adatte alla Serie A

Anche Milan e Roma potrebbero valutare il profilo di Balogun. I rossoneri hanno sempre mostrato attenzione verso giovani talenti offensivi già abituati ai grandi palcoscenici, mentre il club giallorosso potrebbe trovare nel centravanti americano un giocatore compatibile con le idee di Gian Piero Gasperini.

Il tecnico della Roma predilige infatti attaccanti dinamici, capaci di partecipare alla pressione offensiva e di muoversi continuamente sul fronte d’attacco. In questo senso Balogun presenta caratteristiche molto vicine a quelle richieste dall’allenatore.

Everton e Premier League, una pista ancora possibile

Nonostante il trasferimento sfumato, l’ipotesi Everton potrebbe non essere completamente tramontata. Il club inglese aveva individuato in Balogun un possibile rinforzo offensivo e potrebbe tornare alla carica in futuro.

Per il giocatore sarebbe inoltre un possibile ritorno in Premier League, campionato che conosce bene grazie alla crescita nel settore giovanile dell’Arsenal.

Il prossimo capitolo della carriera di Balogun resta quindi tutto da scrivere. L’esclusione dalla lista UEFA potrebbe rappresentare un segnale importante e aumentare le possibilità di un nuovo trasferimento: Juventus, Milan, Roma ed eventuali club inglesi restano alla finestra per un attaccante ancora giovane e con margini di crescita.

Icardi svincolato, futuro ancora da decidere: Lazio, Elche ed Everton alla finestra

L’attaccante argentino valuta la prossima destinazione dopo l’addio al Galatasaray: priorità a un progetto tecnico stabile

Il futuro di Mauro Icardi resta ancora tutto da scrivere. L’attaccante argentino, classe 1993, è attualmente senza squadra dopo la conclusione della sua lunga esperienza con il Galatasaray e, nonostante la chiusura del mercato europeo, può ancora trovare una nuova sistemazione grazie al suo status di giocatore svincolato.

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Dopo diversi anni vissuti da protagonista in Turchia, il centravanti sta valutando con attenzione il prossimo capitolo della sua carriera. Tra le ipotesi emerse nelle ultime ore ci sono anche la Lazio, l’Elche e l’Everton, tre piste con caratteristiche molto diverse tra loro.

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Icardi, l’ipotesi Elche e il progetto in Spagna

Tra i club interessati ci sarebbe l’Elche, formazione spagnola di proprietà dell’imprenditore argentino Christian Bragarnik. La società avrebbe già effettuato alcuni sondaggi per capire la disponibilità dell’attaccante, che potrebbe vedere di buon occhio un ritorno nella Liga.

L’idea di approdare in un ambiente con un progetto in costruzione potrebbe rappresentare una soluzione interessante per Icardi, intenzionato a scegliere con attenzione la prossima squadra e non soltanto l’offerta economica più vantaggiosa.

Everton-Icardi, la suggestione Premier League

La pista più affascinante porta però in Premier League. L’Everton starebbe valutando la possibilità di presentare un’offerta per l’ex attaccante di Inter e Paris Saint-Germain, soprattutto dopo alcune cessioni nel reparto offensivo che hanno ridotto le alternative a disposizione della squadra inglese.

A rilanciare questa possibilità è stato Keith Wyness, ex amministratore delegato dei Toffees, che ha indicato Icardi e Anthony Martial come possibili rinforzi per l’attacco.

«Mauro Icardi è una telenovela ambulante, ma potrebbe funzionare. Potrebbe essere una soluzione capace di tranquillizzare i tifosi», ha dichiarato a Football Insider.

Icardi, le priorità per il futuro

A fare chiarezza sulle intenzioni del giocatore è stato il rappresentante Letterio Pino, che ha spiegato come la componente economica non sia al centro delle valutazioni dell’argentino.

«Il denaro non è la priorità. Cerca un progetto tecnico e la possibilità di restare in un club per due o tre anni».

Una scelta legata alla volontà di trovare continuità dopo un periodo particolarmente positivo al Galatasaray. Con il club turco, Icardi ha realizzato 77 gol e fornito 25 assist in 134 partite, conquistando anche 6 titoli nazionali.

Ora il centravanti argentino è chiamato a scegliere la prossima sfida della sua carriera, con diverse opportunità sul tavolo e la volontà di individuare il progetto più adatto alle sue ambizioni.

Fiorentina, Mastantuono si presenta: «Voglio crescere e aiutare la squadra a raggiungere gli obiettivi»

Il fantasista argentino racconta la scelta viola, le ambizioni europee e il rapporto con Fabio Grosso: «Il suo progetto era perfetto per me»

Franco Mastantuono si racconta e traccia la strada della sua nuova avventura con la Fiorentina. Il fantasista argentino, arrivato in viola con grandi aspettative, ha rilasciato un’intervista alla Gazzetta dello Sport parlando della scelta di trasferirsi in Serie A, degli obiettivi stagionali e dell’inizio di campionato della squadra guidata da Fabio Grosso.

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Il classe 2007 ha spiegato di essere stato subito attratto dal progetto della società toscana, dalla storia del club e dal legame con i tanti calciatori argentini che hanno lasciato il segno a Firenze.

La scelta della Fiorentina

ARRIVO A FIRENZE E AMBIZIONI – «Quando mi hanno chiamato da Firenze ho pensato alla Serie A, un campionato competitivo che mi attrae da sempre, all’importanza del club e ai tanti argentini che qui hanno fatto la storia: tutti mi hanno parlato benissimo di Firenze. Mi aspetto di giocare con continuità, crescere e aiutare la squadra a raggiungere gli obiettivi. Possiamo ambire all’Europa? Non è il momento di parlarne ma conosciamo il nostro valore, siamo giovani e con grande qualità. La squadra è forte e sappiamo che lavorando e migliorando ogni giorno possiamo toglierci delle soddisfazioni. De Gea e gli altri ci mettono l’esperienza, noi abbiamo entusiasmo e fame».

Nonostante l’assenza dalle competizioni europee, Mastantuono ha scelto comunque la Fiorentina, dando priorità al percorso di crescita e alle prospettive offerte dal club viola.

Il progetto Fiorentina

NESSUN RIMPIANTO PER L’EUROPA – «L’Europa non era una discriminante, ho dato priorità alle prospettive. La Fiorentina punta sui giovani e sulla qualità, è il posto migliore dove poter esprimere la mia idea di calcio».

Il talento argentino ha quindi ribadito la volontà di affermarsi in Italia attraverso un percorso graduale, puntando a migliorare giorno dopo giorno e a diventare un elemento importante per la squadra.

Fiducia in Grosso e nel gruppo

L’inizio di stagione della Fiorentina non è stato semplice, con le sconfitte contro Roma e Frosinone, ma Mastantuono non sembra preoccupato. Il fantasista ha sottolineato come la presenza di molti nuovi giocatori richieda tempo per trovare i giusti equilibri.

INIZIO DI STAGIONE E ALLENATORE – «Abbiamo tanti giocatori nuovi e dobbiamo trovare gli equilibri. lo però ho molta fiducia, nella squadra e in Grosso. Ho scelto la Fiorentina anche per lui: quando mi ha chiamato ho capito che il suo progetto era perfetto per me».

Le parole di Mastantuono confermano dunque la fiducia nel progetto viola e nel lavoro di Grosso, con l’obiettivo di trasformare le difficoltà iniziali in un percorso di crescita per una squadra giovane e ambiziosa.

Roma, caccia all’esterno sinistro: Guerreiro e Zinchenko nel mirino dalla lista svincolati

Il club giallorosso valuta nuove opportunità dopo la chiusura del mercato: il direttore sportivo D’Amico studia i profili disponibili per rinforzare la rosa di Gasperini

Il mercato estivo è ufficialmente terminato, ma la Roma continua a lavorare per completare l’organico a disposizione di Gian Piero Gasperini. Il club giallorosso, infatti, è ancora alla ricerca di alcuni rinforzi per aumentare le alternative in rosa e uno degli obiettivi principali resta un esterno mancino.

Le trattative portate avanti durante la sessione estiva non hanno portato alla fumata bianca per alcuni profili individuati dalla società, così la dirigenza capitolina starebbe valutando nuove opportunità tra i giocatori attualmente svincolati.

Il direttore sportivo Tony D’Amico avrebbe quindi iniziato a monitorare l’elenco dei calciatori senza contratto, alla ricerca di un elemento già pronto e con esperienza internazionale che possa garantire un contributo immediato alla squadra.

Roma, Guerreiro possibile occasione a parametro zero

Secondo quanto riportato dall’edizione odierna del Corriere dello Sport, uno dei nomi finiti sotto osservazione sarebbe quello di Raphael Guerreiro. Il laterale portoghese è rimasto libero dopo la conclusione della sua esperienza con il Bayern Monaco, club nel quale ha militato per tre stagioni.

Con la formazione bavarese il classe 1993 ha raccolto numeri importanti, totalizzando complessivamente 95 presenze tra tutte le competizioni e realizzando 14 gol. Un rendimento che conferma la sua qualità tecnica e la capacità di incidere anche nella fase offensiva.

Guerreiro rappresenterebbe un profilo di grande esperienza per la Roma, grazie alla sua duttilità tattica. Il portoghese può infatti agire sia come esterno basso sia in una posizione più avanzata, caratteristiche particolarmente apprezzate da allenatori che cercano giocatori capaci di interpretare più ruoli.

Zinchenko altra idea per la fascia sinistra della Roma

Un altro nome valutato dalla società giallorossa sarebbe quello di Oleksandr Zinchenko. Il calciatore ucraino è reduce dalle esperienze con Nottingham Forest e Ajax, dopo gli anni vissuti ai massimi livelli con la maglia del Manchester City.

Le ultime stagioni, però, sono state caratterizzate da un minutaggio ridotto: con il club inglese ha collezionato appena 10 presenze complessive, mentre in Olanda con l’Ajax è sceso in campo solamente 2 volte.

Nonostante il recente periodo complicato, Zinchenko resta un giocatore con un curriculum di assoluto livello, avendo maturato esperienza in Premier League, competizioni europee e con la nazionale ucraina.

La Roma valuta quindi diverse soluzioni per completare la fascia sinistra. L’obiettivo di Gasperini è avere una rosa più profonda e con caratteristiche adatte al suo sistema di gioco: gli svincolati potrebbero rappresentare un’opportunità interessante nelle prossime settimane.

Torino, come cambia la squadra di Abate dopo il mercato: nuovi moduli e tante soluzioni

La Gazzetta dello Sport analizza il nuovo assetto granata dopo gli ultimi cinque innesti: il tecnico studia il sistema migliore

Il mercato estivo ha consegnato a Ignazio Abate un Torino profondamente rinnovato, con nuovi elementi pronti a modificare gerarchie e soluzioni tattiche. A fare il punto sulle possibili trasformazioni della squadra granata è stata La Gazzetta dello Sport, che ha analizzato come gli ultimi acquisti possano cambiare il volto del gruppo.

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La società ha infatti completato diverse operazioni negli ultimi giorni della sessione, regalando al tecnico nuovi strumenti per costruire una squadra più completa e con maggiori alternative in ogni reparto.

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«La società mi ha dato giocatori che ci serviranno, abbiamo rinforzato le fasce, sono arrivati due centrocampisti. Ora c’è da trovare l’abito giusto» aveva spiegato Abate dopo la gara di Coppa Italia contro il Monza.

Il riferimento era agli arrivi di Rafik Belghali, Nathan Patterson, Daniel Bragança e Rolando Mandragora, oltre al successivo ritorno di Ricardo Rodriguez, scelto per rinforzare la corsia sinistra difensiva. Un mercato che offre quindi diverse alternative, ma che obbliga il tecnico a trovare rapidamente la soluzione più adatta.

Torino, Abate studia il nuovo assetto tattico

Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, il tempo a disposizione è poco, vista la sfida imminente contro la Fiorentina, ma il tecnico granata dovrà valutare soprattutto l’inserimento dei nuovi acquisti. Il sistema di riferimento resta il 3-5-2, già utilizzato nella sfida contro il Sassuolo, anche se gli ultimi movimenti di mercato potrebbero aprire scenari differenti.

«Per parlare del sistema di gioco bisogna toccare con mano e vedere i giocatori» aveva aggiunto Abate, sottolineando la necessità di conoscere meglio le caratteristiche dei nuovi arrivati.

Nel reparto arretrato, Ricardo Rodriguez sembra destinato a ricoprire il ruolo di braccetto sinistro, mentre sugli esterni il Torino può contare su una maggiore profondità. A destra la concorrenza sarà tra Belghali e Patterson, mentre sul lato opposto spazio al ballottaggio tra Cacciamani e Fortini.

Mandragora regista e nuove idee per il centrocampo

Anche la mediana potrebbe cambiare volto. L’arrivo di Rolando Mandragora permette ad Abate di avere un nuovo riferimento davanti alla difesa, con Fitz-Jim che potrebbe avanzare nel ruolo di mezzala, posizione indicata dallo stesso allenatore come più adatta alle sue caratteristiche.

Daniel Bragança, invece, rappresenta una soluzione duttile, potendo ricoprire più ruoli all’interno del centrocampo. Davanti restano diverse opzioni offensive con Simeone, Zapata, Che Adams e Kulenovic pronti a contendersi due maglie.

Torino, possibile anche la svolta con la difesa a quattro

L’analisi della Gazzetta dello Sport evidenzia inoltre come il potenziamento delle fasce possa spingere Abate a valutare anche un sistema con la difesa a quattro. In questo caso Belghali potrebbe agire da terzino destro e Rodriguez da terzino sinistro, con Patterson e Fortini come alternative.

Al centro della difesa il tecnico avrebbe diverse possibilità tra Coco, Ismajli, Comuzzo e Comert. Anche il centrocampo offrirebbe numerose combinazioni, con l’ipotesi di un 4-3-1-2 che permetterebbe di schierare un trequartista come Vlasic o Oristanio alle spalle di due attaccanti.

Il nuovo Torino di Abate ha quindi tante possibilità tattiche a disposizione. Ora il compito dell’allenatore sarà scegliere l’assetto migliore e trasformare i nuovi innesti in un gruppo equilibrato e competitivo.

Liverpool, Chiesa escluso dalla lista Champions: niente sfida all’Inter a San Siro

L’attaccante italiano non figura nell’elenco UEFA dei Reds per la fase campionato della Champions League: potrà però giocare in Premier League e nelle coppe nazionali

Brutte notizie per Federico Chiesa, che dovrà fare i conti con una nuova esclusione dopo un periodo complicato al Liverpool. L’attaccante italiano, così come il centrocampista giapponese Wataru Endo, non è stato inserito nella lista consegnata dai Reds alla UEFA per la fase campionato della Champions League 2026/27.

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Una decisione che impedisce quindi a Chiesa di scendere in campo nella massima competizione europea, compresa la sfida contro l’Inter in programma il 19 gennaio 2027 a San Siro.

Chiesa fuori dalla Champions: il futuro al Liverpool

L’ex giocatore della Juventus potrà comunque essere utilizzato in Premier League, oltre che in FA Cup e Coppa di Lega inglese, dall’allenatore Andoni Iraola. Una possibilità che gli consentirà di continuare a cercare spazio in maglia Reds, in attesa di eventuali sviluppi anche sul fronte Nazionale con il commissario tecnico Roberto Mancini.

Diversa la situazione dell’altro italiano del Liverpool, il giovane difensore Giovanni Leoni. Il classe 2006 è stato inserito nella lista Champions e punta a tornare protagonista dopo il grave infortunio al legamento crociato del ginocchio.

Liverpool, i numeri di Chiesa e l’infortunio muscolare

Arrivato al Liverpool nell’estate del 2024 dalla Juventus per 12 milioni di euro più 3 milioni di bonus, Federico Chiesa ha raccolto finora 50 presenze con la maglia dei Reds, realizzando 5 gol e fornendo 5 assist.

Il suo percorso in Inghilterra, però, è stato condizionato da diversi problemi fisici e dall’assenza di continuità. Attualmente l’attaccante è fermo ai box per un infortunio muscolare che dovrebbe tenerlo lontano dai campi per tutto il mese di settembre.

Il contratto di Chiesa con il Liverpool scadrà nel giugno 2028, con uno stipendio da circa 5 milioni di euro netti a stagione.

Liverpool, la lista Champions League

La lista presentata dai Reds alla UEFA comprende diversi protagonisti della rosa inglese.

Portieri: Alisson, Mamardashvili, Woodman, Jaros.

Difensori: Gomez, van Dijk, Jacquet, Kerkez, Bradley, Leoni, Tsimikas, Frimpong, Araujo, Chambers, Mabaya.

Centrocampisti: Wirtz, Szoboszlai, Mac Allister, Munoz, Gravenberch, McConnell.

Attaccanti: Isak, Gakpo, Ekitiké, Barcola.

Boban analizza il calcio di oggi: «Luis Enrique è nella storia, l’Italia deve cambiare strada. Non vedo passi avanti nel Milan»

L’ex centrocampista del Milan e attuale presidente della Dinamo Zagabria ha parlato alla Gazzetta dello Sport di Champions League, Serie A e futuro del calcio italiano

Zvonimir Boban si racconta in una lunga intervista concessa alla Gazzetta dello Sport in occasione dell’inizio della nuova stagione calcistica. L’ex fuoriclasse croato ha affrontato numerosi temi: dalla Champions League alle ambizioni delle squadre italiane, passando per la crisi del calcio del nostro Paese, il ruolo della Nazionale e il rapporto con il mondo delle istituzioni.

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Champions League, Mourinho e le favorite

Il primo argomento affrontato da Boban riguarda la sfida tra José Mourinho e il Real Madrid, con il tecnico portoghese chiamato a una nuova grande impresa europea.

MOURINHO E IL REAL MADRID «Negli ultimi tempi non è stato quello degli anni migliori però, se ritrova la vena, può fare l’impresa. Mi sembra comunque una sfida complessa…».

Secondo Boban, alcune squadre partono davanti alle altre nella corsa alla vittoria finale.

LE FAVORITE IN EUROPA «Barcellona, Psg e Bayern sono le migliori, e Yamal sarebbe la mia scelta per il Pallone d’oro: ha un talento assurdo, è ancora un bimbo ma la naturalezza con cui gioca è unica. Tra le inglesi, dico Arsenal: è la mia quarta favorita. Sono curioso, il nuovo format si è rivelato avvincente e commentare le partite è sempre bello».

L’ex giocatore rossonero ha poi spiegato la sua scelta di continuare anche il percorso televisivo come commentatore.

RUOLO DI PRESIDENTE E COMMENTATORE «Sì, fare il commentatore mi permette di staccare dal mio ruolo di presidente della Dinamo e tenere vivo l’amore per l’Italia e il giornalismo».

Luis Enrique, Psg e i grandi allenatori

Boban ha poi analizzato il lavoro svolto da Luis Enrique al Paris Saint-Germain, arrivando a definire il tecnico spagnolo uno dei grandi allenatori della storia.

LUIS ENRIQUE E LA STORIA DEL CALCIO «Non mi piacciono queste classifiche ma di sicuro Luis Enrique è già nella storia: ha fatto un miracolo, non credevo fosse così bravo. Mi ha colpito come abbia trovato una collocazione a Dembélé, che a Barcellona non capiva come collaborare con gli altri. Mi sembra della categoria di Kovacs, Sacchi, Cruijff, Guardiola, Capello: i grandi».

Spazio anche a Enzo Maresca, indicato come possibile erede di Pep Guardiola sulla panchina del Manchester City.

MARESCA E IL DOPO GUARDIOLA «Mi piace tanto, ha un’idea di calcio propositiva. C’è tanta logica nell’aver scelto lui».

Boban ha poi commentato la scelta di Guardiola di non accettare la panchina della Nazionale italiana.

GUARDIOLA E L’ITALIA «No, il fatto che non se la sia sentita è importante: probabilmente per lui sarebbe frustrante non lavorare ogni giorno sul campo. So che Guardiola ha un rispetto enorme per Maldini, ma ha capito che non era il momento. Dobbiamo ringraziarlo tutti, durante la sua carriera di allenatore ha dato tantissimo al calcio».

Federazione italiana e scelta Pirlo

L’ex dirigente della Uefa ha commentato anche il caos legato alla federazione italiana e alle scelte sulla guida tecnica della Nazionale.

RESPONSABILITÀ FEDERALI «Dipende da quali erano gli accordi e chi li ha traditi. Certamente non Paolo…».

Sul possibile incarico affidato ad Andrea Pirlo, nonostante le esperienze negative recenti in panchina, Boban ha difeso l’ex compagno al Milan.

PIRLO COMMISSARIO TECNICO «Pirlo come allenatore non ha avuto dei successi ma sa che cosa voglia dire la Nazionale. Non è uno stupido e i giocatori in lui vedono un genio del calcio, e questo non è stato capito. Un dirigente sceglie e si prende la responsabilità delle sue scelte».

Dopo aver analizzato la Champions League e il lavoro dei grandi allenatori europei, Zvonimir Boban si è soffermato sulla situazione del calcio italiano, dalla gestione della Nazionale fino al livello tattico della Serie A. L’ex campione del Milan ha evidenziato alcune criticità del movimento, indicando anche le realtà che considera più virtuose.

Le idee del calcio italiano e il confronto con l’Europa

Boban ha espresso una posizione molto critica sul percorso intrapreso negli ultimi anni dal calcio italiano, sottolineando una distanza sempre maggiore rispetto ai principali campionati europei.

MENTALITÀ DEL CALCIO ITALIANO «Sul piano delle idee, siamo lontani dall’Europa e dalla sua idea di velocità. Il calcio italiano è poco offensivo, sempre più fisico e meno propositivo. In epoca post-Sacchi, il 90% delle squadre vincenti avevano la difesa a quattro e due uomini sulle fasce, in Italia invece si giocano i catenacci modernizzati, con le difese a tre. Sta ai club cambiare strada, la federazione non può imporlo».

Secondo l’ex dirigente della Uefa, il cambiamento deve partire direttamente dalle società.

CAMBIAMENTO DEI CLUB «Sta ai club cambiare strada, la federazione non può imporlo».

Tra le poche realtà che Boban considera in controtendenza c’è il Como, apprezzato per il progetto tecnico e la programmazione.

IL PROGETTO COMO «Il Como. Sono un tifoso del progetto e di come Fabregas sta allenando la squadra. E poi c’è Baturina, un ragazzo della Dinamo Zagabria come me».

Scudetto, Como e gerarchie della Serie A

Interrogato sulla possibilità che il Como possa inserirsi nella lotta per il titolo, Boban ha riconosciuto le qualità della squadra di Cesc Fabregas, pur indicando nell’Inter la formazione più avanti rispetto alle rivali.

COMO E LOTTA SCUDETTO «Se guardo come gioca il Como e quante volte ha perso partite dominate, dico di sì. Può complicare la vita a tutti. Poi certo, l’Inter è molto più avanti e la storia conta: ci saranno momenti in cui la forza della maglia e della tradizione peserà».

Secondo Boban, dietro ai nerazzurri ci sono altre due squadre pronte a competere.

INSEGUITRICI DELL’INTER «La Juventus, la Roma».

Boban critica il Milan: «Da anni non fa cose da Milan»

L’ex rossonero ha poi analizzato il momento del Milan, squadra con cui ha vinto tutto da protagonista negli anni Novanta.

SITUAZIONE MILAN «Il Milan da anni non fa cose da Milan, in nessun senso. Non vedo passi avanti, se non per il coraggio e la voglia di giocare un calcio offensivo. Lo scorso anno ha perso col Cagliari perché per tutta la stagione aveva giocato un calcio difensivo: al momento buono, non è riuscito a dominare la partita. Ramos è stato pagato un prezzo sproporzionato, in compenso si muove bene per il gol e vede la porta, ma siamo lontani dalla qualità che cambia la dimensione. Piuttosto, mi ha emozionato la storia di Cisse, un ragazzino arrivato dal nulla grazie al talento».

Boban ha poi commentato anche l’arrivo di Luka Modric in rossonero, soffermandosi sull’età del centrocampista croato.

MODRIC E LA LONGEVITÀ «Luka Modric ha genio e il genio non sparisce con l’età: con la sua logica, anticipa le situazioni. Certo, sono scelte della vita. Credo che per lui sarà pesante giocare nel sistema di Amorim. Con Allegri era difeso da due mezzali e giocava basso, ora dovrà coprire 60 metri con un altro giocatore. Sarà dura».

Nella parte conclusiva della sua intervista alla Gazzetta dello Sport, Zvonimir Boban ha parlato anche del suo rapporto con la Dinamo Zagabria, del ruolo da presidente, delle istituzioni calcistiche e dei ricordi più importanti della sua carriera. L’ex campione del Milan ha poi chiuso con alcune riflessioni personali sul calcio di oggi e sul proprio carattere.

Boban presidente della Dinamo Zagabria

Dopo una carriera vissuta soprattutto sul campo, Boban oggi ricopre il ruolo di presidente della Dinamo Zagabria, una posizione che vive con grande orgoglio ma senza dimenticare la sua vera natura.

IL RUOLO ALLA DINAMO «Ne vado orgoglioso, sono il primo presidente democraticamente eletto, ma io nell’anima rimango un calciatore: la posizione che occupo certo non cambierà la passione vera per il pallone. Restare in tribuna durante le partite però mi mette troppa tensione. Le partite sono la mia croce e di solito non le vedo, però la scorsa stagione, con le vittorie di campionato e coppa, è stato il momento più bello della mia vita calcistica».

Per Boban, il legame con il club croato va oltre il ruolo professionale.

IL LEGAME CON LA DINAMO «Sì, la Dinamo è nel mio cuore da sempre. Mio padre era un rappresentante della Dinamo, ho vissuto le partite con mio fratello allo stadio, a 18 anni ero il capitano della squadra. La Dinamo per me viene prima di tutto, a parte la famiglia».

L’ex centrocampista ha poi fatto un confronto tra il ruolo di dirigente e quello di genitore.

PRESIDENTE O PAPÀ «Che domanda… Il presidente ha più cose da fare, in sé è un lavoro probabilmente più difficile ma gli errori che fai da papà li paghi per tutta la vita. Spero di non averne fatti così pesanti».

Ceferin, Infantino e il futuro del calcio

Boban è tornato anche sul rapporto con Aleksander Ceferin, presidente della Uefa, dopo la separazione caratterizzata da forti contrasti.

RAPPORTO CON CEFERIN «No, non ci sentiamo più. Ognuno vive con le proprie decisioni e le conseguenze».

L’ex dirigente della Uefa ha poi espresso il proprio pensiero sulla gestione del calcio mondiale da parte di Gianni Infantino e della Fifa.

FIFA E INFANTINO «Che la strada del calcio si è persa, si è perso il rispetto per le istituzioni. Nei primi anni, Gianni ha fatto un bel lavoro e la Fifa con lui ha guadagnato in pulizia, ora però la politica, il potere e il business hanno preso troppo spazio, sconfiggendo anche l’amore che quel ragazzo di Briga aveva per il calcio. Mi dispiace per lui, per la Fifa e per il calcio, ma io non butto tutto di Infantino».

I ricordi della carriera: Milan, Mondiale e anni Novanta

Boban ha poi scelto una partita simbolo per raccontare il calcio che ha vissuto da protagonista.

LA PARTITA DA RIVEDERE «Milan-Barcellona 4-0, finale di Champions ’94».

Tra i momenti più difficili della sua carriera, invece, c’è un episodio legato al Mondiale del 1998.

L’ERRORE PIÙ GRANDE «La palla persa nella semifinale mondiale 1998 contro la Francia. Ero il capitano e non ho mai perso una palla davanti alla mia area. Mai me la perdonerò».

L’ex fuoriclasse croato ha poi ricordato con orgoglio il periodo vissuto negli anni Novanta.

CALCIO DI IERI E DI OGGI «Ho vinto un Mondiale Under 20 e ho giocato nel Milan, il club migliore. Ora si guadagna di più ma… chi se ne frega. Mi tengo i miei anni Novanta».

Infine Boban ha parlato dei rapporti personali interrotti nel corso degli anni.

LITIGI E RAPPORTI «No, onestamente, però auguro tutto il bene anche alle persone con cui non parlo più».

E sulla sua personalità, spesso definita spigolosa, ha concluso:

CARATTERE DI BOBAN «Magari non mi so vendere e ho idee forti, ma non un caratteraccio, almeno non mi sembra. Certo, lo ammetto, non sono San Francesco».

Roma, Gasperini a tutto campo: «Scudetto? I sogni non si soffocano mai. Lulli superiore anche a Wesley, Dybala è unico»

Il tecnico giallorosso ha parlato alla Gazzetta dello Sport delle ambizioni della Roma, del mercato, di Dybala, Malen, della sfida con l’Atalanta e della crescita del gruppo

Gian Piero Gasperini si racconta a pochi giorni dalla sfida contro l’Atalanta, la sua ex squadra, e analizza il momento della Roma dopo un avvio di stagione ricco di entusiasmo. L’allenatore giallorosso ha affrontato diversi temi: dalle ambizioni scudetto alla gestione dello spogliatoio, passando per il mercato e il rapporto con i tifosi.

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Roma, scudetto e ambizioni: il pensiero di Gasperini

Il tecnico ha commentato le parole di Cristante e Pellegrini, che hanno parlato di obiettivi importanti e della possibilità di arrivare fino alla festa al Circo Massimo.

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SOGNI E REALTÀ «I sogni non si soffocano mai. L’importante è sapere che, quando suona la sveglia, la realtà è un’altra cosa. Poi, se vivi la realtà nel modo giusto, puoi anche farla combaciare con i sogni. Ma non sono discorsi da inizio settembre».

Gasperini ha poi raccontato il clima che si respira nella Capitale dopo il buon avvio della squadra.

ENTUSIASMO DEI TIFOSI «La passione c’è sempre stata, ora vedo entusiasmo, ma maturo, consapevole. Più di quanto si creda fuori Roma. Ai romanisti non gliela racconti facilmente. Hanno avuto grandi campioni, grandi squadre. Conoscono il calcio. Oggi sono tifosi soddisfatti. È la mia grande gratificazione. Vederli soddisfatti».

Gasperini e Roma: il rapporto con la città

L’allenatore ha parlato anche delle emozioni vissute nella Capitale e della scoperta della città.

ROMA E LE EMOZIONI «Tante… Ovviamente la Sistina, ma non pensavo che la Tomba di San Pietro mi emozionasse tanto. Nelle catacombe mi sono sentito dentro la storia, non un turista».

Tra gli incontri speciali anche quello con Lino Banfi, storico interprete di Oronzo Canà, personaggio amatissimo nel mondo del calcio.

LINO BANFI E ORONZO CANÀ «È venuto a Trigoria. Oronzo Canà è il patrono di noi allenatori. A Verona, quando abbiamo conquistato la Champions, abbiamo rifatto la scena. I giocatori mi hanno portato in trionfo e io dicevo: “Mi avete preso per un coglione!”, Mancini rispondeva: “No, mister…”, e io: “Sì, mi avete preso per un coglione! Lasciatemelo!”…».

Gasperini, Papa e caso Koné: la verità sul mercato

Il tecnico ha scherzato anche sulla possibilità di incontrare il Papa.

INCONTRO CON IL PAPA «Organizzeremo, ci andremo».

Poi spazio al caso Manu Koné, rimasto alla Roma nonostante le voci di mercato.

KONÉ E IL MERCATO «Ma no, è un merito che mi hanno attribuito ingiustamente. Io fino alla partita di Lecce non avevo sentito nulla su Koné, dopo non ci sarebbe stato più tempo per le trattative. E comunque non ci è mai arrivata una proposta ufficiale».

Fair play finanziario e difficoltà del mercato Roma

Gasperini ha spiegato le difficoltà incontrate dalla società durante l’estate, soprattutto per i vincoli economici.

FAIR PLAY FINANZIARIO «Con mio grande rammarico, credo di sì. A giugno, pensavo che avessimo risolto i problemi con i soldi della qualificazione in Champions. Quando abbiamo provato a prendere Greenwood e Summerville, ho capito che non era così. L’estate è stata una tortura, rivedere di continuo le idee di mercato e rinunciare a ragazzi che erano entusiasti di venire alla Roma, per ragioni di monte ingaggio. La proprietà, compatibilmente ai paletti finanziari, ha fatto tutto il possibile. E comunque, il mio rammarico è stato compensato».

Il tecnico ha poi spiegato cosa ha rappresentato il sacrificio di alcuni giocatori per restare nella Capitale.

SPIRITO DEL GRUPPO «Dalla voglia di restare di un gruppo di ragazzi, giovani e meno, che si sono tagliati lo stipendio e hanno messo davanti a tutto l’amore per la maglia e per la piazza: Dybala, Hermoso, Mancini, Cristante, Pellegrini, Lulli… Questo spirito è la nostra forza. Non succede ovunque».

Dopo aver analizzato il rapporto con la città, il mercato e lo spirito del gruppo, Gian Piero Gasperini ha approfondito diversi aspetti della sua Roma, soffermandosi sulla crescita della squadra, sul percorso dei giocatori e sulle scelte tecniche che hanno caratterizzato l’inizio di stagione.

La Roma e la crescita del gruppo

Il tecnico ha spiegato di non aver vissuto con particolare pressione le vittorie arrivate con margini ridotti nella scorsa stagione, sottolineando l’atteggiamento mostrato dai suoi giocatori.

VITTORIE DI MISURA «Non tanto come crede. Vedevo che i ragazzi, sull’1-0, provavano ad attaccare. Fin dalla prima ora, tutti hanno accolto subito con disponibilità ed entusiasmo le nuove idee. Mi bastava questo».

Secondo Gasperini, il lavoro svolto ha permesso alla squadra di assimilare progressivamente nuovi concetti, trasformando la Roma in una formazione più offensiva e continua.

IDENTITÀ DELLA SQUADRA «No, ha fatto tutta la preparazione al meglio, è forte, sta bene. Ci sono parole che odio: preservare, risparmiare, riposare… Io chiedo a Paulo: “Vuoi giocare ancora?”. Se mi risponde “Sì”, lo tengo dentro anche sul 4-0 per noi. Mai fermare un ragazzo che si diverte e giocare. Quante ne ha saltate Messi?».

Il riferimento era legato soprattutto a Paulo Dybala, uno dei giocatori più importanti della rosa giallorossa.

Dybala, Ilicic e Papu Gomez: la poesia del calcio

Interrogato sul confronto tra alcuni dei talenti più tecnici allenati nella sua carriera, Gasperini non ha voluto scegliere.

I TALENTI ALLENATI «Impossibile. Ognuno è unico a suo modo. Sono la poesia del calcio che non sarà mai ridotta al solo risultato».

Malen, il colpo offensivo della Roma

Tra i nuovi arrivati, particolare attenzione è stata dedicata a Donyell Malen, protagonista di un ottimo impatto con la maglia giallorossa.

QUALITÀ DI MALEN «Il primo tocco, con cui si crea lo spazio. Con il secondo si prepara, col terzo spara. Mi sono detto: se sposto quei tre tocchi vicino alla porta, diventa letale. Infatti…».

Il tecnico ha poi indicato quello che deve essere il prossimo passo per l’attaccante olandese.

CRESCITA DI MALEN «Mantenere la fame, anche se ha già segnato due gol. Si può sbagliare, ma c’è modo e modo. A Lecce l’ha fatto con troppa leggerezza».

Sul possibile numero di gol stagionali, Gasperini non pone limiti.

OBIETTIVO GOL MALEN «Se insidia il record dei 36 di Higuain, non mi sorprende».

Rodrigo Mora e il talento dei giovani

Gasperini ha parlato anche di Rodrigo Mora, giovane talento portoghese arrivato alla Roma e già osservato con grande attenzione.

QUALITÀ DI MORA «Nooo! Questo è un grande vero. Ogni palla che tocca, succede qualcosa. Come succede ai grandi».

Il tecnico ha poi spiegato cosa sarebbe potuto cambiare con l’arrivo dell’esterno offensivo richiesto durante il mercato.

ESTERNO OFFENSIVO MANCATO «Un uomo in più per i cambi e un attaccante con caratteristiche diverse. Gittens e Luiz Henrique gli ultimi tentativi. Prenderne uno normale, tanto per prenderlo, non avrebbe avuto senso».

La scelta di Castro e il ruolo di Lulli

Gasperini ha raccontato anche il motivo per cui la Roma ha deciso di puntare su Castro, nonostante la ricerca iniziale di una punta con caratteristiche differenti.

SCELTA CASTRO «L’ho cercata anche stavolta. Poi è spuntato Castro che si è comprato il biglietto del treno per venire da noi. Non potevo scaricarlo. E comunque anche lui sa colpire di testa».

Parole importanti anche per il giovane Lulli, considerato dal tecnico un talento dalle grandi qualità atletiche.

LULLI E IL FUTURO «Lo facevo allenare con noi già nella stagione scorsa. Per valori atletici, velocità e resistenza, è superiore a tutti, anche a Wesley. Una forza della natura. Ed è un ragazzo d’oro. Deve crescere tecnicamente».

Nella parte finale della sua intervista alla Gazzetta dello Sport, Gian Piero Gasperini ha affrontato anche il tema della sfida contro l’Atalanta, sua ex squadra, oltre a soffermarsi sui giocatori della Roma, sugli obiettivi stagionali e sulle ambizioni europee del club giallorosso.

Molina, difesa e gerarchie nella Roma

Tra i temi affrontati anche la gestione di Molina, arrivato dopo un’esperienza importante ma chiamato ora ad adattarsi ai principi del tecnico.

INSERIMENTO MOLINA «Molina viene da un Mondiale che lo ha prosciugato e da abitudini tattiche diverse, meno aggressive. Ma è quasi pronto. Giocherà spesso a sinistra, per sfruttare il gran destro quando rientra. Se a Parma non avessi cambiato fascia a Rensch, non saremmo in Champions».

Gasperini ha poi elogiato il reparto difensivo, individuando in alcuni giocatori il cuore dello spogliatoio.

MANCINI E HERMOSO «I miei gladiatori. Hermoso ha il fisico di una statua, si è tolto gli anni».

Gasperini e il ritorno da ex contro l’Atalanta

La sfida contro l’Atalanta rappresenterà un momento particolare per il tecnico della Roma, che ritroverà una squadra con cui ha scritto pagine importanti della storia recente del calcio italiano.

ATALANTA AVVERSARIA «Fortissima, con il potere economico di una big. Come lo scorso anno, resta un punto di riferimento. Sapevo che se fossimo finiti davanti alla Dea, avremmo avuto buone chance di Champions, perché da 8 anni la Roma finiva sempre dietro all’Atalanta».

Sul rapporto con il club bergamasco, Gasperini ha usato una metafora legata ai sentimenti.

RITORNO AL PASSATO «L’innamorato che rivede la ex. Ma ci siamo lasciati al momento giusto. Io rischiavo di appiattirmi, la Roma mi ha dato nuovi traguardi. Qui sono felice».

L’obiettivo ora è riuscire a superare una squadra che negli ultimi anni ha rappresentato un ostacolo importante.

SFIDA ALL’ATALANTA «Sarebbe ora…».

Roma, Inter e lotta per lo scudetto

Gasperini ha parlato anche del bilancio contro l’Inter, una delle squadre più difficili da affrontare negli ultimi anni.

SFIDA ALL’INTER «Quasi sempre, ho potuto fare ben poco. L’Inter era già la più forte e si è rinforzata ancora».

Guardando alla corsa ai vertici della Serie A, il tecnico ha indicato le principali rivali.

LOTTA SCUDETTO «Sì. Il Milan ha fatto un bel mercato, la Juve sfrutterà il lavoro lungo di Spalletti, il Napoli ha la forza di un ottimo organico. Como e Atalanta sono cresciuti. Noi dobbiamo confermarci in alto e migliorare negli scontri con le big. Poi si vedrà».

Tra le possibili sorprese della stagione, Gasperini ha indicato una squadra in particolare.

SORPRESA SERIE A «L’Udinese, può salire molto».

La Champions League e il confronto con l’Europa

La qualificazione alla massima competizione europea rappresenta per la Roma una nuova sfida e un banco di prova per misurare il livello raggiunto.

OBIETTIVO CHAMPIONS «Un’occasione per conoscerci. Sappiamo già che in Italia ce la possiamo giocare, ora scopriremo se possiamo anche in Europa. L’esperienza internazionale di Balerdi e De Roon sarà un aiuto in più. Comunque, per noi sarà un punto di partenza».

Gasperini ha poi ricordato il precedente amaro contro il PSG, quando la sua Atalanta sfiorò la semifinale di Champions League.

RICORDO PSG-ATALANTA «Eh, sì… E mi vengono sempre in mente le nostre assenze. Io feci entrare Da Riva, loro Mbappé».

Gasperini approva la nuova gestione arbitrale

Il tecnico ha commentato positivamente anche il nuovo corso arbitrale con meno interruzioni e un utilizzo più limitato del VAR.

NUOVE REGOLE ARBITRALI «Fantastico! Si perde meno tempo, vedo meno sceneggiate… Meraviglioso: 10 e lode!».

Infine una battuta sui rapporti con gli altri allenatori e sulle occasioni di confronto fuori dal campo.

RAPPORTI NEL MONDO DEL CALCIO «Nella settimana del derby meglio di no… Ma a cena con Rino ci andrò di sicuro, mi piace molto. Così come tornerò presto a tavola con Totti. Per me questo è il calcio: confrontarsi, parlare, ascoltare. Stare bene insieme».

Le prime pagine dei quotidiani sportivi – 4 settembre 2026

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

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Coppa Italia, il Verona elimina il Cagliari: decisivo Mulattieri, agli ottavi sfida con la Roma

Gli scaligeri vincono 2-1 all’Unipol Domus grazie alle reti di Harroui e Mulattieri: inutile il momentaneo pareggio di Mendy

Il Verona firma l’impresa ai sedicesimi di finale di Coppa Italia 2026/27 e conquista il pass per gli ottavi. La squadra di Marco Baroni supera il Cagliari in trasferta con il risultato di 2-1, al termine di una partita combattuta e decisa soltanto nel finale.

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Gli scaligeri partono meglio e trovano il vantaggio al 23’ con Harroui. L’azione nasce da una grave disattenzione del centrocampo rossoblù: Liteta perde un pallone in una zona pericolosa, permettendo a Livramento di recuperare e involarsi sulla fascia destra. L’esterno serve poi al centro proprio Harroui, bravo a concludere e firmare l’1-0.

Cagliari-Verona, Mendy ristabilisce la parità nella ripresa

Nella seconda frazione il Cagliari reagisce e riesce a rimettere tutto in equilibrio al 57’. Protagonisti dell’azione sono Fadera e Obert, autori di uno scambio molto preciso che porta l’ex Como a servire un pallone perfetto in area.

A raccogliere l’assist è Mendy, che anticipa Edmundsson e batte Perilli con una conclusione al volo, riportando la sfida sull’1-1.

Il gol dà entusiasmo ai padroni di casa, ma il Verona non si disunisce e continua a cercare l’occasione per riportarsi avanti. La rete decisiva arriva all’87’ grazie a Mulattieri.

Verona agli ottavi di Coppa Italia: sfida contro la Roma

L’attaccante sfrutta un rimpallo favorevole dopo un contrasto con Rodriguez, parte sulla sinistra e si presenta davanti alla porta. Con freddezza supera Radunovic e firma il definitivo 2-1 per il Verona.

Nel finale il Cagliari prova a reagire, ma il risultato non cambia. Gli scaligeri festeggiano così il passaggio agli ottavi di finale di Coppa Italia, dove affronteranno la Roma. Una vittoria importante per la squadra di Baroni, capace di espugnare l’Unipol Domus e continuare il proprio cammino nella competizione.

Torino, Anjorin verso l’addio: il Göztepe tratta il centrocampista granata

Il club turco è in pressing per il classe 2001: possibile trasferimento in prestito con diritto di riscatto

Il futuro di Tino Anjorin potrebbe essere lontano dal Torino. Il centrocampista inglese classe 2001 è infatti finito nel mirino del Göztepe, club turco che ha avviato una trattativa con la società granata per provare a chiudere l’operazione.

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La formula sul tavolo sarebbe quella del prestito con diritto di riscatto, con le parti che stanno lavorando per trovare un’intesa definitiva. Il mercato in Turchia, infatti, resterà aperto fino alla serata di venerdì 4 settembre, motivo per cui il club turco vuole accelerare i tempi per completare il trasferimento.

Anjorin-Göztepe, trattativa in fase avanzata con il Torino

Secondo quanto riportato dalla Turchia, e in particolare dalle informazioni anticipate da Orcun Akten, il Göztepe sarebbe in una fase avanzata della trattativa con il Torino per portare Anjorin in Super Lig.

Nella giornata di domani è inoltre prevista la presenza di una delegazione del club granata in Turchia, con l’obiettivo di provare a definire gli ultimi dettagli e restringere ulteriormente i tempi dell’operazione.

La sensazione è che le parti siano vicine a un accordo, anche perché l’esperienza di Anjorin con la maglia del Torino non è riuscita a decollare come sperato.

Torino, Anjorin verso la separazione dopo una stagione complicata

Arrivato con aspettative importanti, il centrocampista inglese non ha trovato la continuità necessaria per imporsi nel progetto tecnico granata. Ora il trasferimento al Göztepe potrebbe rappresentare una nuova occasione per rilanciare la propria carriera.

Il classe 2001, cresciuto nel settore giovanile del Chelsea, è un giocatore dotato di buona struttura fisica, qualità nel trasporto palla e capacità di ricoprire diversi ruoli nella zona centrale del campo.

Per il Torino si profila dunque una possibile cessione che permetterebbe ad Anjorin di trovare maggiore spazio e continuità in un nuovo campionato. Le prossime ore saranno decisive per capire se la trattativa con il Göztepe arriverà alla fumata bianca.

Parma, chi è Vincent Sierro: carriera, caratteristiche e qualità del nuovo centrocampista crociato

Alla scoperta Vincent Sierro, il rinforzo d’esperienza in arrivo dagli svincolati: il centrocampista svizzero è reduce dall’avventura all’Al Shabab

Il mercato non si ferma nemmeno dopo la chiusura della sessione estiva. Tra le occasioni ancora disponibili per i club di Serie A e Serie B ci sono infatti diversi giocatori svincolati, e il Parma ha deciso di puntare su un profilo di grande esperienza internazionale.

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Il club crociato ha chiuso per Vincent Sierro, centrocampista svizzero classe 1995, rimasto senza squadra dopo l’ultima esperienza in Arabia Saudita con l’Al Shabab. Un innesto pensato per aumentare qualità, equilibrio e personalità nel reparto centrale della formazione emiliana.

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Nato a Sion l’8 ottobre 1995, Sierro è un centrocampista completo, capace di ricoprire diversi ruoli nella zona mediana del campo. Nel corso della sua carriera ha maturato esperienza in diversi campionati europei, vestendo le maglie di club come Sion, Friburgo, Young Boys, Real Sociedad e Toulouse, prima della parentesi araba.

La carriera di Sierro: dagli inizi in Svizzera ai palcoscenici europei

La crescita calcistica di Vincent Sierro parte dal settore giovanile del Sion, club della sua città natale. Qui muove i primi passi nel calcio professionistico, debuttando nella stagione 2013/14 e iniziando rapidamente a conquistare spazio grazie alle sue qualità tecniche e alla capacità di leggere il gioco.

Nel 2017 arriva una delle prime grandi opportunità della carriera con il trasferimento al Friburgo, in Bundesliga. L’esperienza in Germania gli permette di confrontarsi con un calcio più intenso e fisico, aumentando il proprio bagaglio internazionale.

Dopo la parentesi tedesca torna in Svizzera, approdando allo Young Boys. È proprio con il club bernese che vive uno dei periodi più importanti della propria carriera: conquista il campionato svizzero e la Coppa di Svizzera, diventando un elemento fondamentale per equilibrio tattico e qualità nella gestione della manovra.

Successivamente Sierro si misura anche con il calcio spagnolo attraverso l’esperienza alla Real Sociedad, prima di trasferirsi al Toulouse in Francia. In Ligue 1 trova continuità e diventa uno dei riferimenti tecnici della squadra, mettendo in mostra leadership e duttilità.

L’ultima esperienza prima dell’arrivo al Parma è stata in Arabia Saudita con l’Al Shabab, una parentesi che gli ha permesso di conoscere un nuovo contesto calcistico.

Vincent Sierro, caratteristiche tecniche e ruolo

Dal punto di vista tattico, Sierro è un centrocampista moderno e molto duttile. Il suo ruolo principale è quello di mezzala, ma può essere impiegato anche come mediano o regista davanti alla difesa.

Tra le sue principali qualità spiccano:

  • visione di gioco, fondamentale per dettare i tempi della manovra;
  • precisione nei passaggi, sia nella costruzione corta sia nei cambi di gioco;
  • intelligenza tattica, utile per occupare gli spazi e garantire equilibrio;
  • capacità sui calci piazzati, grazie a un buon piede;
  • inserimenti offensivi, che gli permettono di rendersi pericoloso anche in zona gol.

Non è un centrocampista basato principalmente sulla velocità o sul dribbling, ma un giocatore che fa della lettura delle situazioni e della gestione del pallone i suoi punti di forza.

Le caratteristiche fisiche del centrocampista svizzero

Fisicamente Vincent Sierro è un centrocampista strutturato. Alto circa 1,85 metri, possiede una buona presenza nei contrasti e nei duelli aerei, caratteristiche che gli consentono di essere utile anche nella fase di recupero del pallone.

La sua principale qualità atletica è la continuità: è un giocatore abituato a coprire molti metri durante la partita, garantendo equilibrio tra fase offensiva e difensiva.

Parma, cosa può dare Sierro alla squadra

L’arrivo di Vincent Sierro rappresenta un’operazione di esperienza per il Parma, che aggiunge alla rosa un calciatore abituato a confrontarsi con campionati competitivi e con pressioni importanti.

Il centrocampista svizzero può diventare un punto di riferimento nella costruzione del gioco, offrendo qualità tecnica, personalità e capacità di leggere i momenti della partita. Un profilo che, per caratteristiche e percorso internazionale, può rivelarsi prezioso nel progetto crociato.

Tottenham, De Zerbi esclude Richarlison dalla lista Premier League: futuro ancora in bilico

L’attaccante brasiliano non è stato inserito tra i giocatori utilizzabili in campionato: resta aperta la pista Turchia

Il futuro di Richarlison al Tottenham resta in forte dubbio. L’allenatore degli Spurs, Roberto De Zerbi, ha infatti deciso di non inserire l’attaccante brasiliano nella lista dei calciatori utilizzabili in Premier League, aprendo nuovi scenari per il prosieguo della carriera del classe 1997.

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La scelta del tecnico italiano arriva dopo un’estate caratterizzata da diverse voci di mercato. Su Richarlison si era mosso il Trabzonspor, club turco ancora impegnato nella sessione estiva di trasferimenti, che avrebbe individuato nel brasiliano un rinforzo importante per il reparto offensivo.

La società turca, però, ha poi concentrato le proprie operazioni su altri profili, tra cui l’arrivo di Franculino Gluda Djú dal Midtjylland per circa 17 milioni di euro, dopo aver già ufficializzato anche Mohamed Salah a parametro zero dal Liverpool.

Richarlison, carriera e numeri al Tottenham

Arrivato al Tottenham nell’estate del 2022 per una cifra vicina ai 58 milioni di euro dall’Everton, Richarlison aveva precedentemente vestito la maglia dei Toffees dopo il trasferimento dal Watford, che nel 2017 lo aveva acquistato dal Fluminense.

Con il club londinese l’attaccante brasiliano ha raccolto 134 presenze, realizzando 32 gol e fornendo 15 assist. Nel suo percorso con gli Spurs ha inoltre conquistato l’Europa League.

Il contratto di Richarlison con il Tottenham è in scadenza nel giugno 2027, elemento che potrebbe influire sulle prossime decisioni del club e del giocatore.

Richarlison, il percorso con la nazionale brasiliana

Anche con la maglia del Brasile, l’attaccante ha avuto un ruolo importante. In nazionale maggiore ha totalizzato 20 gol in 54 presenze, conquistando anche una Copa America.

Il suo palmares comprende inoltre l’esperienza con la selezione olimpica brasiliana: 5 reti in 6 presenze e la vittoria della medaglia d’oro alle Olimpiadi di Tokyo 2021, competizione nella quale si è laureato anche capocannoniere.

Ora resta da capire quale sarà il prossimo passo della carriera di Richarlison, escluso dal progetto tecnico di De Zerbi in Premier League ma ancora alla ricerca di una nuova opportunità.

Carrarese, colpo da Serie A: arriva Colin Dagba, l’ex PSG firma fino al 2028. Ecco chi è

Il terzino francese classe 1998 è il nuovo rinforzo della squadra apuana: esperienza internazionale e 77 presenze con il Paris Saint-Germain

La Carrarese piazza un colpo di mercato di grande prestigio e porta in Serie B un giocatore con un passato ai massimi livelli del calcio francese. Il club apuano ha infatti ufficializzato l’arrivo di Colin Dagba, terzino destro francese classe 1998 svincolato dopo le ultime esperienze in patria.

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L’ex Paris Saint-Germain ha firmato un contratto fino al 30 giugno 2028, con un’opzione per il rinnovo automatico al verificarsi di determinate condizioni. Un’operazione importante per la società toscana, che aggiunge alla propria rosa un difensore con esperienza in Ligue 1, Champions League e con diversi trofei conquistati nella sua carriera.

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Carrarese, il comunicato ufficiale su Colin Dagba

La Carrarese Calcio 1908 ha annunciato l’accordo con il calciatore sottolineandone le principali caratteristiche tecniche. Nel comunicato ufficiale il club ha evidenziato le qualità offensive e difensive del nuovo acquisto.

«Il terzino destro francese, classe 1998, vanta grandi capacità di spinta, rapidità e abilità nelle progressioni offensive palla al piede.

Al contempo, si rivela sempre molto attento e costante nella fase difensiva, soprattutto in marcatura».

Nel corso della sua esperienza con la prima squadra del PSG, Dagba ha collezionato 77 presenze ufficiali, di cui 7 in Champions League. Con il club parigino ha inoltre conquistato per 3 volte il campionato francese, oltre a vincere 2 Coppe di Francia e 2 Supercoppe di Francia.

Colin Dagba, la carriera dall’esordio al PSG

Nato a Béthune, in Francia, il 9 settembre 1998, Colin Dagba cresce nei settori giovanili francesi prima di entrare nel vivaio del Paris Saint-Germain nel 2016.

Il debutto con la prima squadra arriva nella stagione 2018/19, quando l’allora tecnico Thomas Tuchel decide di inserirlo progressivamente nella rosa principale. In una squadra ricca di campioni, Dagba riesce comunque a ritagliarsi spazio, alternandosi sulla fascia destra con giocatori di livello internazionale.

Dopo l’esperienza al PSG, il terzino cerca maggiore continuità attraverso alcune esperienze lontano dalla capitale francese. Nel 2022/23 veste la maglia dello Strasburgo in Ligue 1, mentre successivamente passa all’Auxerre, continuando il proprio percorso nel calcio professionistico.

Caratteristiche tecniche e ruolo: perché Dagba può essere utile alla Carrarese

Dal punto di vista tattico, Dagba è un terzino destro moderno, capace di unire attenzione difensiva e partecipazione alla fase offensiva. Le sue principali qualità sono la rapidità, la capacità di coprire grandi spazi e la propensione alla progressione palla al piede.

È un giocatore che ama accompagnare l’azione, garantendo ampiezza sulla corsia e offrendo una soluzione in fase di costruzione. Può essere impiegato sia come terzino in una difesa a quattro sia come quinto di centrocampo in un sistema con tre difensori.

A livello fisico non punta sulla prestanza, ma su agilità, accelerazione e capacità di lettura delle situazioni. Alto circa 1,70 metri, compensa la struttura meno imponente con mobilità e velocità nei duelli contro gli avversari.

Carrarese, un rinforzo di esperienza internazionale

L’arrivo di Colin Dagba rappresenta un investimento importante per la Carrarese, che porta in squadra un calciatore abituato alla pressione dei grandi palcoscenici. L’esperienza maturata con il PSG e in competizioni europee può essere un valore aggiunto per il club toscano.

Il terzino francese arriva con l’obiettivo di rilanciarsi e trovare continuità dopo alcune stagioni lontane dal livello raggiunto nella sua esperienza parigina. Per caratteristiche tecniche e curriculum, Dagba rappresenta un profilo di spessore per la nuova avventura in Serie B.

Palermo, rimonta e spettacolo in Coppa Italia: pokerissimo al Mantova e ottavi contro il Bologna

I rosanero vincono 5-2 al Renzo Barbera dopo una gara ricca di emozioni: decisivi Pohjanpalo e Johnsen

Il Palermo conquista il pass per gli ottavi di finale di Coppa Italia al termine di una partita spettacolare contro il Mantova. La squadra allenata da Filippo Inzaghi si impone con un netto 5-2 al Renzo Barbera, ma deve soffrire dopo essersi fatta rimontare il doppio vantaggio iniziale.

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Una situazione già vissuta dai rosanero in campionato contro l’Arezzo, quando da una posizione favorevole arrivò poi la sconfitta per 3-2. Questa volta, però, il Palermo reagisce nel momento decisivo e trova la forza per chiudere la sfida.

Palermo-Mantova, primo tempo perfetto per i rosanero

L’avvio della squadra di Inzaghi è aggressivo e porta subito al vantaggio. Al 9’ è Gabriel Strefezza a sbloccare il match, mettendo in discesa la gara per i padroni di casa.

Il Palermo continua a spingere e prima dell’intervallo trova anche il raddoppio. Al termine della prima frazione è Antonio Palumbo a trasformare con freddezza il calcio di rigore, portando il risultato sul 2-0.

Mantova, grande reazione nella ripresa: poi il Palermo dilaga

Nella seconda parte di gara il Mantova cambia atteggiamento e riapre completamente la sfida. Al 52’ arriva il gol di Francesco Ruocco, mentre appena tre minuti più tardi Rachid Kouda firma il pareggio del 2-2.

Il Palermo non si lascia però sorprendere e torna alla ricerca del gol qualificazione. Il protagonista è ancora una volta Joel Pohjanpalo, entrato da poco, che al 3-2 fa esplodere il Barbera.

Nel finale i rosanero chiudono definitivamente i conti: all’88’ arriva il poker firmato Johnsen, mentre al 95’ è ancora Pohjanpalo a completare la goleada con il definitivo 5-2.

Il Palermo accede così agli ottavi di Coppa Italia, dove affronterà il Bologna. Una vittoria sofferta ma di grande carattere per i rosanero, capaci di superare il momento difficile e regalarsi una serata da protagonista.

Marcos Llorente dice addio alla Nazionale spagnola! A 31 anni ammette: «Consapevole di essere ancora giovane ma è una decisione che viene dal cuore!»

Marcos Llorente ha annunciato il suo ritiro dalla Nazionale spagnola! Ecco le parole del calciatore dell’Atletico Madrid

Un’altra figura di primo piano del calcio iberico sceglie di chiudere la propria parentesi con la rappresentativa del proprio Paese. Marcos Llorente ha annunciato ufficialmente il suo ritiro dalla Nazionale spagnola all’età di 31 anni, comunicando la decisione attraverso una nota diffusa sui propri canali social. Una scelta giunta in una fase di piena maturità calcistica, in cui il jolly dell’Atlético Madrid avrebbe potuto garantire ancora un apporto di primissimo livello alla causa delle Furie Rosse, ma maturata al termine di un percorso di profonda ed intesa riflessione interiore.

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Le motivazioni della scelta: un passo indietro ponderato con il cuore

Nel suo messaggio di congedo, il calciatore madrileño ha spiegato con estrema trasparenza i motivi che lo hanno spinto a salutare la selezione della Spagna: “Ho deciso di porre fine al mio tempo con la nazionale spagnola nonostante sia consapevole di essere ancora giovane”. L’eclettico centrocampista ha poi voluto rimarcare la matrice affettiva ed intima della decisione presa: “È una decisione personale, una che ho riflettuto a lungo e, soprattutto, una che viene dal cuore”.

Il valore tattico nelle Furie Rosse e l’impegno esclusivo con i Colchoneros

Nel corso delle sue apparizioni in maglia azzurro-rossa, il giocatore classe 1995 si è affermato come una pedina di straordinaria utilità tattica per la selezione spagnola. Grazie alla sua eccellente prestanza atletica, visione di gioco e grande duttilità, è stato impiegato con profitto sia come mezzala d’inserimento sia nel ruolo di terzino di spinta sulla fascia destra nei grandi tornei internazionali. Ricordando con affetto il legame con la rappresentativa del proprio Paese, Llorente ha chiosato il suo messaggio esprimendo l’orgoglio provato nei suoi anni di militanza: “È stato un onore rappresentare il mio paese”.

Con l’addio definitivo al contesto internazionale, il trentunenne indirizzerà d’ora in avanti la totalità delle proprie risorse fisiche e mentali agli impegni di club con l’Atlético Madrid. La decisione consentirà al tecnico Diego Simeone di disporre di un perno fondamentale del proprio scacchiere interamente focalizzato sulle sfide di campionato e coppe europee per le prossime stagioni.

Gabriel Martinelli ufficiale all’Al Hilal! Trasferimento record da 70 milioni dall’Arsenal, tutti i dettagli dell’affare

Gabriel Martinelli è un nuovo giocatore dell’Al Hilal! Le cifre e i dettagli ufficiali del suo trasferimento dall’Arsenal

L’Al-Hilal mette a segno uno dei trasferimenti più clamorosi della sessione di mercato chiudendo l’acquisto a titolo definitivo di Gabriel Martinelli dall’Arsenal. La società araba, presieduta da Sua Altezza il Principe Nawaf bin Saad, ha definito formalmente l’ingaggio dell’attaccante brasiliano, che ha sottoscritto un contratto di quattro anni al termine della cerimonia ufficiale tenutasi giovedì sera presso l’Al-Majidiya Sports Center. L’operazione da 70 milioni di euro stabilisce la cessione record nella storia del club londinese, che ha mantenuto nell’accordo anche una percentuale sulla futura rivendita del cartellino. I vertici dell’Al-Hilal hanno espresso un sentito ringraziamento a Sua Altezza Reale il Principe Alwaleed bin Talal per il sostegno decisivo garantito al compimento della trattativa.

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Il percorso di Martinelli: dai successi a Londra alla Seleção

Inizia così un nuovo capitolo nella carriera del calciatore cresciuto calcisticamente nel club brasiliano dell’Ituano, prima di approdare a Londra nel 2019. Negli anni vissuti all’Arsenal, il laterale verdeoro si è affermato come una pedina fondamentale sia nei confini nazionali sia nei palcoscenici europei, firmando 62 gol complessivi ed un elevato numero di assist per i compagni. Nel suo palmarès con la maglia dei Gunners figurano conquiste di primissimo livello come la Premier League, la FA Cup e la Community Shield, oltre alle presenze in Champions League. A livello di rappresentativa nazionale, l’esterno ha difeso i colori del Brasile ai Mondiali del 2022 e del 2026, dopo aver conquistato la medaglia d’oro ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020 con la selezione Under 23.

L’esordio imminente nella Saudi Roshan League

I tempi d’inserimento nell’organico dell’Al-Hilal saranno immediati: il calciatore è atteso sul campo già in serata per sostenere la prima seduta d’allenamento con i nuovi compagni di squadra. Il suo debutto ufficiale sul terreno di gioco potrebbe concretizzarsi nella sfida contro l’Al-Shabab, valida per il torneo della Saudi Roshan League. L’ingaggio dell’esterno offensivo rappresenta un innesto strategico di livello assoluto per potenziare la competitività della squadra in vista dei prossimi impegni stagionali.

Exequiel Zeballos è arrivato in Italia, le sue prime parole: «Felice che il Monza abbia creduto in me, non vedo di lavorare con la squadra»

Exequiel Zeballos è atterrato in Italia, pronto a iniziare la sua nuova avventura con il Monza. Ecco le sue prime parole

Il Monza completa un’operazione di grande prospettiva assicurandosi le prestazioni di Exequiel Zeballos. Il giovane talento argentino è sbarcato all’aeroporto di Milano Malpensa, pronto a dare inizio alla sua prima esperienza nel calcio europeo con la maglia biancorossa. L’esterno offensivo arriva a titolo definitivo dal Boca Juniors a margine di una trattativa lampo: per consentire la formalizzazione dei documenti prima del gong del calciomercato, il calciatore ha sostenuto gli accertamenti sanitari direttamente in Sudamerica.

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Le cifre del trasferimento ed il colpo per Juric

L’accordo raggiunto tra la dirigenza brianzola ed il club di Buenos Aires prevede un esborso economico pari a 4,5 milioni di euro, con gli argentini che hanno ottenuto anche una percentuale del 40% sulla futura rivendita del cartellino. Un investimento importante per la società lombarda, che regala all’allenatore Ivan Juric un profilo di spessore e di grande qualità per rinforzare la batteria dei trequartisti ed esterni d’attacco.

Le prime emozioni di Zeballos ed il retroscena su Paredes

Subito dopo l’arrivo in Italia, il classe 2004 ha esternato tutta la propria soddisfazione, raccontando le sensazioni per la nuova avventura: “Sono molto contento di essere arrivato, sono molto ansioso. Sono felice che il Monza abbia creduto in me, non vedo di lavorare con la squadra. Ho parlato con Juric? È successo tutto così velocemente, parlerò oggi con il mister”.

Il neoacquisto biancorosso ha poi svelato le motivazioni che lo hanno spinto verso il campionato italiano, citando le raccomandazioni avute dal connazionale Leandro Paredes: “L’idolo di mio papà è Maradona. Paredes mi ha dato tanti consigli, soprattutto quando si era parlato del Napoli. Mi ha parlato bene del campionato, inoltre mi ha parlato molto bene di Juric. Un allenatore che a cui piace molto giocare uno contro uno, molto esigente. Un saluto a tutti i tifosi del Monza, darò il massimo”.

Un innesto di qualità per la Serie A

L’inclusione del giovane talento sudamericano garantisce allo scacchiere tattico di Juric un profilo abituato a puntare l’uomo, creare superiorità numerica ed attaccare la profondità. Il Monza si assicura così un prospetto di assoluto valore, pronto ad integrarsi rapidamente nei meccanismi della squadra.

Calciomercato Genoa, il Grifone pesca ancora dagli svincolati: è fatta per Kingsley Ehizibue! Retroscena dell’operazione

Calciomercato Genoa, è fatta per Kingsley Ehizibue! Dopo El Shaarawy, altro svincolato in arrivo per il Grifone

Il Genoa piazza un nuovo innesto a parametro zero per completare la rosa a disposizione del tecnico Daniele De Rossi. La dirigenza rossoblù ha infatti chiuso con successo la trattativa per l’ingaggio di Kingsley Ehizibue, esterno destro olandese rimasto svincolato. Dopo aver tesserato Stephan El Shaarawy, la società ligure attinge nuovamente dal mercato dei giocatori senza contratto per assicurarsi un elemento esperto sulla corsia di destra, casella rimasta sguarnita in seguito alla cessione di Brooke Norton-Cuffy all’Hull City. Lo riporta Sky.

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Il blitz della dirigenza ed il retroscena Coulibaly

L’operazione per portare il classe 1995 sotto la Lanterna si è concretizzata a seguito di un rapido blitz condotto dai vertici del club. Inizialmente, il Genoa aveva individuato come sostituto di Norton-Cuffy il profilo di Woyo Coulibaly: l’esterno del Leicester era persino sbarcato in città per sbrigare le formalità, ma l’intesa con la società inglese è clamorosamente saltata proprio nelle ultime ore della sessione estiva. Di fronte al mancato perfezionamento dell’affare, la dirigenza ligure ha virato con decisione sull’ex Udinese, trovando rapidamente l’accordo per il suo ritorno in Italia.

L’esperienza in Serie A ed il profilo tattico per De Rossi

Per Ehizibue si tratta di un pronto rientro nel massimo campionato italiano, torneo che conosce nel dettaglio avendo militato nelle ultime quattro stagioni con la maglia dell’Udinese. Nel corso dell’ultimo campionato disputato in Friuli, il corsiero olandese ha collezionato 32 presenze e 2 reti in Serie A, oltre a due apparizioni in Coppa Italia. Prima dell’avventura italiana, il ventinovenne aveva già maturato un importante bagaglio d’esperienza internazionale vestendo le maglie del Colonia in Bundesliga e dello Zwolle in Eredivisie.

Un jolly d’esperienza per la fascia rossoblù

L’innesto del laterale garantisce a De Rossi una risorsa dotata di atletismo, forza fisica e facilità di corsa sulla fascia. La sua duttilità gli permette di disimpegnarsi sia da terzino in una difesa a quattro sia da quinto a tutta fascia in un modulo con retroguardia a tre, offrendo allo staff tecnico soluzioni tattiche polivalenti per il prosieguo della stagione.

Anticipi posticipi Serie A 6ª-12ª giornata: ufficiali date e orari della partite. Svelato il calendario completo

Anticipi posticipi Serie A 6ª-12ª giornata: sono stati ufficializzati date e orari dei match, ecco il calendario completo

Attraverso il proprio sito ufficiale, la Lega Serie A ha reso noti anticipi e posticipi dei match dalla 6ª alla 12ª giornata d’andata. Ecco il calendario completo.

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Anticipi e posticipi 6ª giornata

  • Sabato 10 ottobre, ore 15.00: Genoa-Fiorentina – DAZN
  • Sabato 10 ottobre, ore 18.00: Inter-Parma – DAZN
  • Sabato 10 ottobre, ore 20.45: Napoli-Frosinone – DAZN/Sky
  • Domenica 11 ottobre, ore 12.30: Como-Roma – DAZN
  • Domenica 11 ottobre, ore 15.00: Lazio-Monza – DAZN
  • Domenica 11 ottobre, ore 15.00: Lecce-Bologna – DAZN
  • Domenica 11 ottobre, ore 18.00: Sassuolo-Milan – DAZN/Sky
  • Domenica 11 ottobre, ore 20.45: Cagliari-Juventus – DAZN
  • Lunedì 12 ottobre, ore 18.30: Atalanta-Venezia – DAZN
  • Lunedì 12 ottobre, ore 20.45: Torino-Udinese – DAZN/Sky

Anticipi e posticipi 7ª giornata

  • Venerdì 16 ottobre, ore 20.45: Frosinone-Sassuolo – DAZN
  • Sabato 17 ottobre, ore 15.00: Venezia-Napoli – DAZN
  • Sabato 17 ottobre, ore 18.00: Bologna-Inter – DAZN
  • Sabato 17 ottobre, ore 20.45: Roma-Genoa – DAZN/Sky
  • Domenica 18 ottobre, ore 12.30: Udinese-Lecce – DAZN
  • Domenica 18 ottobre, ore 15.00: Fiorentina-Como – DAZN
  • Domenica 18 ottobre, ore 18.00: Milan-Atalanta – DAZN/Sky
  • Domenica 18 ottobre, ore 20.45: Juventus-Lazio – DAZN
  • Lunedì 19 ottobre, ore 18.30: Monza-Cagliari – DAZN
  • Lunedì 19 ottobre, ore 20.45: Parma-Torino – DAZN/Sky

Anticipi e posticipi 8ª giornata

  • Venerdì 23 ottobre, ore 20.45: Torino-Monza – DAZN/Sky
  • Sabato 24 ottobre, ore 15.00: Cagliari-Bologna – DAZN
  • Sabato 24 ottobre, ore 15.00: Como-Sassuolo – DAZN
  • Sabato 24 ottobre, ore 18.00: Napoli-Roma – DAZN
  • Sabato 24 ottobre, ore 20.45: Lazio-Parma – DAZN
  • Domenica 25 ottobre, ore 12.30: Inter-Fiorentina – DAZN
  • Domenica 25 ottobre, ore 15.00: Atalanta-Frosinone – DAZN
  • Domenica 25 ottobre, ore 15.00: Genoa-Venezia – DAZN
  • Domenica 25 ottobre, ore 18.00: Lecce-Juventus – DAZN/Sky
  • Domenica 25 ottobre, ore 20.45: Udinese-Milan – DAZN

Anticipi e posticipi 9ª giornata

  • Martedì 27 ottobre, ore 18.30: Sassuolo-Lazio – DAZN
  • Martedì 27 ottobre, ore 20.45: Roma-Cagliari – DAZN
  • Martedì 27 ottobre, ore 20.45: Torino-Como – DAZN/Sky
  • Mercoledì 28 ottobre, ore 18.30: Milan-Bologna – DAZN
  • Mercoledì 28 ottobre, ore 18.30: Parma-Udinese – DAZN
  • Mercoledì 28 ottobre, ore 18.30: Venezia-Inter – DAZN/Sky
  • Mercoledì 28 ottobre, ore 20.45: Genoa-Juventus – DAZN
  • Mercoledì 28 ottobre, ore 20.45: Monza-Napoli – DAZN/Sky
  • Giovedì 29 ottobre, ore 18.30: Frosinone-Lecce – DAZN
  • Giovedì 29 ottobre, ore 20.45: Fiorentina-Atalanta – DAZN

Anticipi e posticipi 10ª giornata

  • Sabato 31 ottobre, ore 15.00: Bologna-Monza – DAZN
  • Sabato 31 ottobre, ore 18.00: Udinese-Roma – DAZN
  • Sabato 31 ottobre, ore 20.45: Milan-Inter – DAZN/Sky
  • Domenica 1° novembre, ore 12.30: Como-Venezia – DAZN
  • Domenica 1° novembre, ore 15.00: Frosinone-Torino – DAZN
  • Domenica 1° novembre, ore 15.00: Lazio-Cagliari – DAZN
  • Domenica 1° novembre, ore 18.00: Lecce-Genoa – DAZN/Sky
  • Domenica 1° novembre, ore 20.45: Juventus-Napoli – DAZN
  • Lunedì 2 novembre, ore 18.30: Sassuolo-Fiorentina – DAZN/Sky
  • Lunedì 2 novembre, ore 20.45: Atalanta-Parma – DAZN

Anticipi e posticipi 11ª giornata

  • Venerdì 6 novembre, ore 20.45: Venezia-Udinese – DAZN/Sky
  • Sabato 7 novembre, ore 15.00: Cagliari-Frosinone – DAZN
  • Sabato 7 novembre, ore 15.00: Torino-Lecce – DAZN
  • Sabato 7 novembre, ore 18.00: Parma-Bologna – DAZN
  • Sabato 7 novembre, ore 20.45: Roma-Sassuolo – DAZN
  • Domenica 8 novembre, ore 12.30: Napoli-Lazio – DAZN
  • Domenica 8 novembre, ore 15.00: Genoa-Milan – DAZN
  • Domenica 8 novembre, ore 15.00: Monza-Atalanta – DAZN
  • Domenica 8 novembre, ore 18.00: Inter-Como – DAZN/Sky
  • Domenica 8 novembre, ore 20.45: Fiorentina-Juventus – DAZN

Anticipi e posticipi 12ª giornata

  • Sabato 21 novembre, ore 15.00: Como-Cagliari – DAZN
  • Sabato 21 novembre, ore 15.00: Lazio-Lecce – DAZN
  • Sabato 21 novembre, ore 18.00: Parma-Roma – DAZN
  • Sabato 21 novembre, ore 20.45: Napoli-Torino – DAZN/Sky
  • Domenica 22 novembre, ore 12.30: Sassuolo-Genoa – DAZN
  • Domenica 22 novembre, ore 15.00: Milan-Frosinone – DAZN
  • Domenica 22 novembre, ore 18.00: Bologna-Udinese – DAZN/Sky
  • Domenica 22 novembre, ore 20.45: Atalanta-Inter – DAZN
  • Lunedì 23 novembre, ore 18.30: Monza-Fiorentina – DAZN
  • Lunedì 23 novembre, ore 20.45: Juventus-Venezia – DAZN/Sky

Catherine Commisso è la nuova Vice Presidente della Fiorentina: cambio ai vertici per la società viola. Il comunicato ufficiale e i dettagli

Catherine Commisso ha assunto la carica di Vice Presidente della Fiorentina: novità ai vertici per la società viola. Comunicato ufficiale e dettagli

La Fiorentina ridefinisce i propri vertici societari nel segno della continuità della gestione familiare. Attraverso un comunicato ufficiale diffuso dai propri canali di comunicazione, il club gigliato ha formalizzato la nomina di Catherine Commisso nel ruolo di Vice Presidente della società, raccogliendo il testimone ed il percorso tracciato dal compianto marito Rocco Commisso alla guida del sodalizio toscano.

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Il comunicato della società e l’impegno per il Viola Park

Nel testo diramato dalla dirigenza viola viene sottolineata la rilevanza istituzionale dell’avvicendamento: “ACF Fiorentina annuncia la nomina di Catherine Commisso come Vice Presidente del Club. Come Vice Presidente, garantirà continuità e prospettiva istituzionale ai massimi livelli della Società”.

La scelta della società si pone l’obiettivo prioritario di dare seguito ai progetti infrastrutturali e sportivi avviati a Firenze negli ultimi anni: “La nomina ha inoltre un significato speciale perché Catherine sarà profondamente impegnata a onorare l’eredità di Rocco e i valori che ha stabilito con la Fiorentina, portando avanti quanto cominciato con la creazione del Rocco B. Commisso Viola Park anche nelle nuove iniziative e sviluppi del club”.

Le prime parole ed i programmi della nuova Vice Presidente

A margine dell’ufficializzazione dell’incarico, Catherine Commisso ha rilasciato le sue prime dichiarazioni ufficiali per condividere lo spirito con cui affronterà questo nuovo capitolo dirigenziale: “Sono profondamente onorata di accogliere questo nuovo ruolo per portare avanti quanto abbiamo cominciato con Rocco. Lo farò con profonda umiltà e ispirata da quanto il mio compianto marito ha voluto dare alla Fiorentina. Nei nostri 50 anni di matrimonio, ho avuto l’onore di essere al suo fianco e di capire quanto lo sport e il calcio siano stati importanti per lui. Ma sono stati soprattutto la determinazione, la dedizione e lo spirito collaborativo a portarlo avanti nel suo percorso professionale, sempre dedicato al prossimo. Sempre con la capacità di ascoltare e mettere le necessità degli altri al primo posto”.

La nuova figura di riferimento dei vertici viola ha poi delineato le priorità strategiche dell’agenda societaria, rimarcando la centralità del lavoro di squadra e l’attenzione rivolta ai giovani del vivaio: “Voglio portare avanti il mio ruolo nel suo nome, dedicando la gran parte dei nostri sforzi alle future generazioni. Nel lavoro con Giuseppe e con il nostro gruppo dirigente, l’esempio di Rocco continuerà a guidare il mio giudizio e la mia visione. Faremo crescere la Fiorentina sotto ogni aspetto, e voglio onorare la sua eredità rimanendo fedele ai valori che lui ha stabilito e contribuendo al futuro del Club”.

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