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Conferenza stampa Tedesco pre Bologna Sassuolo: «Sono d’accordo con Fenucci, firmerei per il decimo posto!»

Conferenza stampa Tedesco pre Bologna Sassuolo: le sue dichiarazioni alla vigilia del match della 3ª giornata di Serie A 2026/27

Il Bologna cerca il primo successo stagionale al Dall’Ara contro il Sassuolo, con l’obiettivo di cancellare le due sconfitte iniziali ed un ruolino interno di una sola vittoria nelle ultime nove gare. Alla vigilia del derby emiliano, il tecnico Domenico Tedesco ha analizzato l’inserimento dei recenti innesti: “Per un giudizio finale bisogna aspettare, abbiamo preso due giocatori nel finale e dobbiamo inserirli. Resto fiducioso e contento per il futuro. I nuovi acquisti li vedo bene. Mbangula è coraggioso e applicato, Theate è come se non fosse mai andato via, poi parla tanto e può diventare importante per noi. Enem è rimasto? Volevo valutarlo dal vivo e abbiamo scelto di tenerlo”.

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L’obiettivo di Fenucci e l’equilibrio tra prestazione e risultato

Riguardo alle ambizioni espresse dall’amministratore delegato Claudio Fenucci, focalizzate sul raggiungimento delle prime dieci posizioni, l’allenatore ha commentato la gestione della piazza: “Fenucci dice primi dieci posti? Non guardo alla classifica, penso alle singole partite. Ho visto la sua conferenza e sono d’accordo con lui. L’obiettivo è provare a vincerle tutte e un decimo posto lo firmerei. Sono abituato alla pressione, ho lavorato anche a Istanbul e in uno stadio molto caldo”. Analizzando poi la prova di Bergamo, il mister ha sottolineato la necessità di una maggiore concretezza sotto porta: “Quando si gioca bene aumentano le possibilità di fare risultato. Dobbiamo essere più cinici. A Bergamo la squadra si è espressa bene, ma ovviamente è importante fare risultato anche se io nelle analisi devo staccarmi da quello. A volte è importante vincer anche non giocando bene, mentre a volte giochi molto bene e perdi. Serve equilibrio”.

Le opzioni per sostituire Orsolini e le scelte tra difesa e mediana

Dovendo rinunciare all’infortunato Riccardo Orsolini, la guida tecnica sta valutando le alternative per la corsia d’attacco: “Mbangula è un attaccante esterno che cerca la linea di fondo ma sa orientarsi Abbiamo fuori Orsolini, perdiamo gol e personalità, ma abbiamo giocatori per sostituirlo. Anche Libra è pronto e può essere una alternativa. Ieri ha giocato bene con la Primavera e potrebbe avere una chance da esterno”. Infine, Tedesco ha fatto il punto sugli errori difensivi, sull’intesa con Lukasz Skorupski e sulle rotazioni a centrocampo: “Skorupski? Ci ho parlato dopo Bergamo ma lo avrei fatto a prescindere dal gol, con lui il dialogo è costante. Alcuni gol li dobbiamo evitare ma non parlo solo di Lukasz ma di errori collettivi. La mediana? Ferguson e Pobega stanno bene, Moro è in crescita dopo il mondiale e sta alzando il livello. Amondarain inoltre ci dà una possibilità in più”.

Filipe Luis ha già scritto la storia del Monaco! Nessuno come lui sulla panchina dei monegaschi, ecco quale record ha frantumato

Filipe Luis, nessuno come lui! Ha scritto la storia del Monaco in questo inizio di stagione. Qual è stato il suo record

L’avventura di Filipe Luís sulla panchina del Monaco si trasforma subito in una pagina di storia per il calcio francese. Il tecnico brasiliano ha infatti stabilito un primato assoluto, diventando il primo allenatore nella storia capace di conquistare la vittoria in tutte le sue prime cinque partite ufficiali alla guida del club del Principato. Un impatto devastante sulle dinamiche della stagione, che proietta la formazione biancorossa ai vertici e conferma la bontà della scelta effettuata dalla dirigenza monegasca.

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Un primato storico che supera i grandi del passato

Nessun tecnico nella lunga e prestigiosa tradizione della società del Principato era mai riuscito ad inanellare una striscia di cinque affermazioni consecutive al debutto assoluto. Nemmeno figure iconiche della panchina come Arsène Wenger, Didier Deschamps o Leonardo Jardim avevano iniziato la propria esperienza nel Principato con un en plein di successi nelle prime cinque uscite. Questo ruolino di marcia perfetto testimonia l’immediata sintonia trovata dall’ex difensore con l’organico, capace di assimilare in tempi record i principi di gioco e la mentalità vincente trasmessa dal proprio condottiero.

Dalla leadership sul campo alla consacrazione in panchina

Dopo un percorso da calciatore di livello internazionale vissuto da protagonista con le maglie di Atlético Madrid, Chelsea e Flamengo, Filipe Luís sta dimostrando qualità di assoluto spessore anche nel ruolo di guida tecnica. La sua filosofia tattica coniuga un’attenta organizzazione difensiva ad una manovra d’attacco fluida e propositiva, in grado di esaltare il talento degli elementi di maggior qualità. La grande aggressività nell’aggressione della palla ed il ritmo elevato imposto alle partite si stanno rivelando fattori determinanti per piegare le resistenze degli avversari.

Ambiziosi orizzonti per il futuro del Monaco

La continuità di prestazioni e risultati garantita dal tecnico brasiliano lancia un messaggio chiaro a tutto il panorama calcistico continentale. Il clima di profondo entusiasmo generato da questo avvio da record costituisce un’ottima base per affrontare i prossimi impegni stagionali, sia in Ligue 1 sia nelle coppe europee. L’obiettivo del Monaco sarà ora quello di dare seguito a questa striscia positiva, consolidando un progetto sportivo pronto a competere ai massimi livelli sotto la guida del suo nuovo allenatore.

Conceicao, quella frase sul futuro che ha fatto impazzire i tifosi della Juventus

Conceicao ha pronunciato queste parole in una telefonata a Jorge Mendes che hanno fatto impazzire i tifosi della Juventus. Il retroscena

La grande classica dell’Allianz Stadium tra Juventus e Milan rappresenta un appuntamento ricco di significati personali per Francisco Conceiçao. L’esterno offensivo lusitano, vissuto a Milano da bambino durante la parentesi del padre Sérgio Conceição sulla sponda interista, si ritrova ad affrontare sulla panchina del Diavolo il connazionale Rúben Amorim, suo storico rivale nelle accese battaglie del campionato portoghese tra Porto e Sporting. Un incrocio segnato da vecchi duelli e motivazioni familiari, nel quale la carica del classe 2003 promette di rivelarsi decisiva per l’andamento del match.

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L’arma di Spalletti per superare l’emergenza in attacco

In una fase delicata caratterizzata da numerose assenze tra le file bianconere — con le defezioni certe di Yildiz, Thuram, Ekhator e Cabal, a cui si aggiungono le condizioni incerte di McKennie, Sarr e Cambiaso —, il tecnico Luciano Spalletti fa perno sulla straordinaria energia del suo numero 7. La capacità del portoghese di spaccare le difese avversarie sulla fascia destra è testimoniata dai numeri: un assist a referto, 13 dribbling tentati e 6 occasioni da gol create. Con Nico Gonzalez e Jeremie Boga chiamati a inventare sulla trequarti per supportare Kolo Muani, l’ala lusitana costituisce la vera certezza tattica della squadra.

L’evoluzione sulla scia di Salah ed il rifiuto al mercato

Come evidenziato da La Gazzetta dello Sport, l’allenatore toscano ritiene che il giocatore possa compiere un percorso di maturazione simile a quello compiuto da Mohamed Salah durante la comune esperienza alla Roma, quando l’egiziano si trasformò in un attaccante totale e spietato in zona gol. Credendo fermamente nel progetto, la guida tecnica della Juve ha preteso la permanenza del giovane talento, respingendo le ricche offerte giunte dalla Premier League. Un orientamento condiviso appieno dallo stesso calciatore, che ha chiuso ogni ipotesi di trasferimento rivolgendosi direttamente al suo agente Jorge Mendes: «Caro Jorge, io non mi muovo da qui».

L’integrazione a Torino e la voglia di vincere in bianconero

A ventitré anni, l’esterno si sente perfettamente a suo agio nell’ambiente torinese e nella vita di tutti i giorni sotto la Mole. La determinazione dimostrata dall’attaccante rappresenta un segnale forte per la Juventus, pronta ad affidarsi al suo talento nella cruciale sfida contro i rossoneri.

Psg, ma che ti succede!? Solo 2 punti nelle prime 3 partite di Ligue 1, è il peggior inizio di stagione dal 2007/2008

Il Psg è incappato nel peggior inizio di stagione in Ligue 1 dal 2007/2008. Ecco cosa sta succedendo

Inizio di stagione da incubo in Ligue 1 per i campioni d’Europa del PSG. La formazione guidata da Luis Enrique incassa il primo ko in campionato crollando tra le mura amiche del Parco dei Principi contro il Monaco, vittorioso per 2-1. Un risultato pesante che lascia i parigini fermi a quota 2 punti dopo tre giornate, frutto di due pareggi per 2-2 ed un’inattesa battuta d’arresto casalinga. Di contro, la compagine del Principato vola a punteggio pieno in vetta alla classifica con tre successi consecutivi, staccando di due lunghezze Lione e Lilla e portandosi a +7 sui rivali della capitale.

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La rimonta del Monaco: vano il vantaggio firmato Marquinhos

L’incontro si era aperto sotto i migliori auspici per i padroni di casa, passati in vantaggio nel corso del primo tempo grazie alla rete siglata dal capitano Marquinhos, abile a sfruttare l’assist preciso fornito da Kvaratskhelia. Nella ripresa, tuttavia, la squadra parigina ha subito un vistoso calo di tensione, consentendo agli ospiti di ribaltare il punteggio nell’arco di appena quattordici minuti. Prima Nazinho ha firmato la rete del pareggio al 58′, poi Idumbo ha completato la rimonta al 72′. A nulla sono servite le contromosse di Luis Enrique, che sulla situazione di parità ha rivoluzionato il reparto avanzato inserendo Dembelé, Ferran Torres e Godts al posto di Akliouche, Doué e dello stesso Kvaratskhelia.

I numeri della crisi ed il riscatto atteso in Champions League

Le statistiche evidenziano le proporzioni del momento di difficoltà attraversato dalla compagine della capitale. Il bottino di soli 2 punti in 3 partite certifica il peggior inizio di stagione in Ligue 1 dal 2007/2008. Inoltre, era dal campionato 2012/2013 che il club non rimaneva senza successi all’attivo dopo le prime tre giornate del torneo transalpino.

Dopo aver conquistato la Supercoppa Europea ad agosto nel confronto con l’Aston Villa, il PSG ha incontrato diverse difficoltà nell’affermarsi in ambito nazionale. La rosa a disposizione del tecnico spagnolo possiede tuttavia la qualità necessaria per rimontare lo svantaggio in classifica. L’occasione immediata per invertire la rotta si presenterà mercoledì sera, quando la squadra farà il suo esordio nella nuova Champions League nell’impegno interno contro lo Slovan Bratislava.

Torino, i convocati per la Fiorentina: la decisione ufficiale di Abate sui nuovi acquisti

Il Torino ha ufficializzato l’elenco dei convocati per il match contro la Fiorentina. Ecco le scelte di Ignazio Abate

Il programma della terza giornata di Serie A prende il via con il primo anticipo dello stadio Artemio Franchi, dove alle ore 15:00 la Fiorentina allenata da Fabio Grosso affronta il Torino guidato da Ignazio Abate. Si tratta di un appuntamento di notevole importanza per entrambe le compagini, reduci da un avvio di stagione avaro di soddisfazioni e determinate a muovere finalmente la propria classifica. Sia i viola sia i granata hanno infatti incassato due battute d’arresto nelle prime due uscite di campionato e vanno ora alla ricerca del primo successo per scacciare le perplessità di questo complicato inizio di torneo.

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I nuovi volti nella lista del Torino: esordio immediato per l’ex Mandragora

Per affrontare la complessa sfida in terra toscana, la compagine piemontese potrà fare affidamento sui rinforzi giunti negli ultimi giorni della sessione di trasferimenti. Il tecnico Abate ha infatti inserito ufficialmente nell’elenco dei convocati i quattro acquisti più recenti: l’estremo difensore Lucas Perri, l’esterno Belghali giunto dal Verona ed i centrocampisti Daniel Bragança e Rolando Mandragora, trasferitosi in maglia granata proprio in settimana a margine dell’operazione definita con la stessa società fiorentina. Insieme a lui ritroverà il suo recente passato anche il giovane Fortini, altro ex della gara tesserato nel corso della medesima finestra di mercato.

L’elenco completo dei convocati di Ignazio Abate per il Franchi

Di seguito la suddivisione per ruolo dei ventisei calciatori selezionati dallo staff tecnico granata per l’impegno di Firenze:

  • Portieri: Mascardi, Perri, Siviero.
  • Difensori: Belghali, Biraghi, Carrascosa, Coco, Cömert, Comuzzo, Fortini, Patterson, Ismajli.
  • Centrocampisti: Bragança, Cacciamani, Fitz-Jim, Gineitis, İlkhan, Luongo, Mandragora, Oristanio.
  • Attaccanti: Aboukhlal, Adams, Kulenovic, Simeone, Vlašić, Zapata.

Svolta tattica ed integrazione dei nuovi innesti

L’incrocio di Firenze rappresenta un vero e proprio banco di prova sia per Fabio Grosso, chiamato a far valere il fattore campo ed a compattare l’ambiente gigliato dopo i recenti ko, sia per Ignazio Abate, intenzionato a sfruttare subito la freschezza e l’esperienza dei nuovi innesti per dare sostanza al reparto mediano ed innalzare la qualità dell’intera manovra di squadra.

Benitez non ha dubbi: «Inter favorita, è campione d’Italia e ha inserito forze fresche. Ma mi aspetto questa mossa a sorpresa di Allegri…»

Benitez, ex allenatore di Inter e Napoli, ha presentato così il big match di San Siro. Le sue dichiarazioni

Un fine settimana ad altissima intensità attende la Serie A, teatro di tre grandi scontri diretti che vedranno opposte Inter e Napoli, Juventus e Milan, oltre a Roma ed Atalanta. Un avvio di torneo esaltante, analizzato da un doppio ex d’eccezione come Rafa Benitez, allenatore che ha conquistato trofei su entrambe le panchine: “Con già alla terza Inter-Napoli, Juventus-Milan e Roma-Atalanta mi sembra un grande inizio di campionato”. La sua intervista a La Gazzetta dello Sport.

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Le gerarchie della corsa Scudetto e il primato dell’Inter

Interpellato sulle forze in campo all’indomani della chiusura del calciomercato estivo, il tecnico spagnolo individua nella formazione milanese la naturale candidata al titolo, pur mettendo in guardia sulla crescita delle avversarie: “L’Inter per forza di cose. È campione d’Italia e ha inserito forze fresche. Ma Chivu conosce i rischi di chi parte da favorito e sa che alle sue spalle, diciamo così, sono cresciute in tante”.

Il duello in panchina tra Chivu e Massimiliano Allegri

La sfida dello stadio Giuseppe Meazza metterà di fronte la compagine campione d’Italia guidata da Cristian Chivu ed il nuovo ciclo azzurro affidato a Massimiliano Allegri. Secondo Benitez, la profonda conoscenza del gruppo ed il fiuto tattico dell’allenatore livornese rappresenteranno un fattore determinante nel piano gara: “Da Allegri ci si possono aspettare mosse a sorpresa: non avendo McTominay, non fatico a credere che si inventi qualcosa. Lui ha il polso della situazione, solo chi vede i giocatori ogni giorno sa quali siano quelli che possono offrire maggiori garanzie”.

I campioni in campo e le chiavi del match di San Siro

Sul terreno di gioco, il confronto proporrà un contenuto tecnico di primissimo ordine, garantito dalle numerose stelle internazionali pronte a sfidarsi a viso aperto: “Più la testa che le gambe, ma il segreto si dice sia sempre arrivare prima sul pallone e poi sapere dove indirizzarlo, a chi darlo e come. Se hai Calhanoglu e Zielinski, Barella e Lautaro, sei già un pezzo avanti. Ma se dall’altra parte ci sono De Bruyne e Lobotka, Hojlund e Anguissa, non hai paura di niente”. Nonostante il clima torrido di inizio settembre, la qualità delle giocate individuali e la tenuta mentale saranno le chiavi per indirizzare un match che si preannuncia spettacolare.

Caso Malagò, la Procura FIGC verso l’archiviazione: Chinè propone lo stop all’inchiesta sul tesseramento

La Procura FIGC va verso l’archiviazione dell’indagine sul tesseramento del presidente Giovanni Malagò. La ricostruzione

Si avvia verso la conclusione il fascicolo aperto dalla Procura Federale della FIGC in merito alla posizione del presidente Giovanni Malagò ed ai presunti vizi formali sollevati in merito alla sua candidatura ai vertici del calcio italiano. Secondo l’ANSA, il capo dei procuratori federali Giuseppe Chinè si appresta a trasmettere alla Procura Generale dello Sport presso il CONI la formale richiesta di archiviazione dell’indagine. Il procedimento trae origine dai frequenti esposti promossi da Renato Miele, azioni legali che gli organi della giustizia sportiva hanno fin qui sempre dichiarato inammissibili.

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L’interpretazione dello Statuto ed i precedenti di Abete e Gravina

Alla base dell’orientamento maturato dal procuratore Chinè vi è una lettura rigorosa ed articolata delle norme contenute all’interno dello Statuto federale. Nel dettaglio, l’espressione statutaria che fa riferimento al requisito di “l’essere in regola con il tesseramento” non va intesa come l’obbligo vincolante di essere già in possesso di una tessera federale all’atto della presentazione della candidatura. Tale fattispecie ricalca esattamente la situazione di diversi predecessori alla guida della Federcalcio, tra cui Giancarlo Abete e Gabriele Gravina, i quali al pari di Malagò non disponevano del tesseramento al momento della discesa in campo per la presidenza.

I requisiti formali ed il ruolo della Procura Generale del CONI

I chiarimenti forniti dalla Procura della FIGC precisano che la norma intende unicamente imporre la piena conformità alle prescrizioni, ai parametri ed ai requisiti etico-sportivi previsti dalle normative federali per chi è già titolare di un tesseramento. La linea difensiva ed interpretativa adottata in questo caso si inserisce peraltro all’interno di un solido solco giurisprudenziale già tracciato dai vertici della giustizia sportiva italiana.

Già tre anni fa, infatti, il Procuratore Generale dello Sport presso il CONI Ugo Taucer avallò la medesima impostazione giuridica nell’archiviare un procedimento analogo che vedeva coinvolto un consigliere regionale. Il medesimo principio fu poi applicato l’anno successivo per decretare la chiusura definitiva dell’esposto presentato contro Gabriele Gravina. Il deposito della proposta di archiviazione da parte di Chinè sul tavolo del CONI si avvia così a dirimere definitivamente la controversia sulla regolarità dell’elezione del presidente.

Calendario Serie A, è polemica! Juventus la più penalizzata dai tempi di recupero, Inter in vetta. Il divario è davvero eloquente…

Calendario Serie A, scoppia la polemica per l’ampia differenza sui tempi di recupero tra le varie partite per diverse squadre. La graduatoria completa

La compilazione dei calendari in Serie A torna al centro delle discussioni, scatenando polemiche sulla gestione delle energie tra campionato e coppe europee. A riaccendere il dibattito è stata la scelta di collocare il match tra Juventus e Venezia nella serata di lunedì 23 novembre. Lo slittamento è stato stabilito per scongiurare la contemporaneità con la finale delle ATP Finals di tennis a Torino, prevista per domenica 22 novembre. Questa variazione costringerà tuttavia la formazione bianconera a un impegno ravvicinato, considerando il successivo appuntamento di Europa League fissato per il giovedì seguente.

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il divario nelle ore di riposo dopo le coppe

Analizzando le ore di intervallo tra gli impegni di campionato e le prime quattro giornate delle competizioni UEFA (nel periodo compreso tra settembre e inizio novembre), emergono marcate difformità tra i principali club italiani. Nella gestione del riposo successivo alle serate europee, l’Inter beneficia del quadro più favorevole, mentre il club bianconero risulta il più penalizzato dal calendario.

Analizzando le sole ore di recupero al termine delle sfide internazionali, la differenza appare netta:

  • Inter: 441 ore e 15 minuti complessive dopo le gare di Champions League.
  • Milan: 307 ore totali al termine dei match di Europa League.
  • Juventus: appena 283 ore e 45 minuti a disposizione per recuperare.

La graduatoria totale delle ore di intervallo

La forbice tra le contendenti si conferma evidente osservando la classifica generale dei tempi di sosta tra una partita e l’altra nell’intero blocco autunnale:

  1. Inter: 762 ore e 30 minuti
  2. Como: 725 ore e 45 minuti
  3. Milan: 719 ore e 45 minuti
  4. Roma: 702 ore
  5. Napoli: 685 ore
  6. Juventus: 666 ore e 30 minuti

Le conseguenze sulla gestione della rosa di Spalletti

I dati quantificano una differenza superiore alle 95 ore complessive di riposo tra la vetta e il fondo di questa speciale graduatoria. Per la squadra guidata da Luciano Spalletti, il conteggio ridotto delle soste impone la necessità di gestire con cautela le rotazioni degli uomini per prevenire infortuni, rappresentando un fattore dinamico che rischia di incidere sull’andamento delle gare sul campo.

Malesani fa il nome: «Lui è uno degli allenatori più interessanti della Serie A. Non lo conosco ma lo sto apprezzando…»

Malesani ha inquadrato così la Serie A 2026/27 che è appena cominciata. Ecco le sue dichiarazioni

A oltre dodici anni dalla sua ultima panchina, Alberto Malesani continua a seguire il calcio con immutata passione, osservando da vicino i vivai: “Non sono riuscito a risponderle prima al telefono perché ero a vedere un allenamento delle giovanili: chi parla tanto di giovanili dovrebbe andare a vedere come si allenano e parlare meno per sentito dire. Bisogna vedere e non supporre...”. L’ex tecnico conserva ancora qualche interrogativo sulla fine del suo percorso nel marzo 2014: “E pensi che mi chiedo ancora chi mi cacciò veramente da quel Sassuolo…”. Questa la sua intervista a La Gazzetta dello Sport.

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L’addio al campo e il ricordo dell’esperienza in emilia

L’interruzione dell’avventura neroverde, giunta dopo appena cinque partite e con un organico rivoluzionato, ha segnato la fine della sua carriera da allenatore: “La chiusura di un’esperienza molto importante della mia vita. Non l’unica ma che ha preso tanto della mia esistenza e nella quale sono stato bene, mi sono anche divertito, passando momenti di ogni tipo. Insomma, avrei preferito chiudere con le panchine diversamente, certo…”.

L’analisi del derby emiliano e gli elogi per Tedesco

In vista del derby tra Sassuolo e Bologna, il tecnico veneto ha espresso grande stima per Domenico Tedesco: “Mi ascolti bene: ho visto uno degli allenatori più interessanti della Serie A, Tedesco. Non lo conosco ma lo sto apprezzando. Lo dico oggi che ha zero punti; e ha zero punti in classifica perché ha trovato due portieri (Mandas e Carnesecchi, ndr) in formato XL. Questo Bologna è stato sfortunato: l’ho visto bene, soprattutto a Bergamo, non meritava mai nella vita di perdere la gara”. Pur evidenziando come la squadra di Alberto Aquilani conceda ancora troppo in fase difensiva, Malesani ha sottolineato la crescita del giovane Lipani e la versatilità di Bernardeschi.

La corsa per lo Scudetto: Inter favorita e l’insidia Roma

Riguardo alla lotta al vertice, l’ex mister indica i nerazzurri come punto di riferimento del campionato: “L’Inter è una sicurezza, un meccanismo collaudato: sono gli altri a doversi avvicinare, sinceramente. Il tutto nel segno della continuità che sta dimostrando negli ultimi anni, da quel che era Inzaghi a Chivu oggi. Ah, poi andiamoci piano con le critiche ad Allegri per il Napoli: è Allegri”. Infine, Malesani ha invitato a prestare attenzione al cammino dei giallorossi guidati da Gian Piero Gasperini: “Non so se potrà vincere subito ma occhio alla Roma: Gasp al secondo anno sa anche volare, è una squadra che ti fa drizzare le antenne…”.

Lazio, mercato svincolati ancora aperto: dopo Diogo Leite spunta l’idea Marcelo Brozovic

I biancocelesti valutano un nuovo colpo a parametro zero: il centrocampista croato potrebbe rappresentare un’opportunità per esperienza e qualità

Il mercato della Lazio potrebbe non essere ancora concluso. Dopo l’operazione per Diogo Leite, il club biancoceleste continua infatti a monitorare la lista degli svincolati alla ricerca di ulteriori opportunità per completare la rosa a disposizione di Gennaro Gattuso.

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Come riportato dalla Gazzetta dello Sport, il direttore sportivo Angelo Fabiani ha confermato l’interesse della società verso alcuni giocatori senza contratto: «Ne stiamo valutando alcuni». Una dichiarazione che apre scenari interessanti, soprattutto considerando alcune lacune ancora presenti nell’organico.

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Lazio, Diogo Leite vicino: il rinforzo per la difesa

La priorità della Lazio resta il reparto arretrato. Dopo la cessione di Alessio Romagnoli all’Al-Sadd e l’esclusione di Patric dalla lista, i centrali di ruolo a disposizione sono diventati soltanto tre: Doekhi, Provstgaard e Šutalo.

Per questo motivo il club ha individuato in Diogo Leite il profilo ideale per completare la difesa. Il centrale portoghese classe 1999 è rimasto svincolato dopo l’esperienza all’Union Berlino e nelle ultime ore i contatti con il suo entourage si sono intensificati.

L’accordo sembra vicino alla definizione: alla proposta di un contratto quadriennale da circa 1,7 milioni di euro più bonus, il giocatore avrebbe dato segnali positivi. Il suo arrivo permetterebbe a Gattuso di avere maggiore equilibrio, con due centrali mancini come Provstgaard e Leite e due destri come Doekhi e Šutalo.

Brozovic-Lazio, suggestione concreta per il centrocampo

Dopo aver sistemato la difesa, la Lazio potrebbe valutare un altro intervento a centrocampo. Il nome sul tavolo è quello di Marcelo Brozovic, ex centrocampista dell’Inter reduce dalle ultime tre stagioni in Arabia Saudita con l’Al-Nassr.

Il croato, anche lui attualmente svincolato, rappresenta un’opportunità di esperienza internazionale. Rispetto ad altri profili valutati, come David Alaba, le sue richieste economiche sarebbero considerate più compatibili con i parametri del club biancoceleste.

L’arrivo di Brozovic garantirebbe qualità nella gestione del pallone, leadership e una soluzione in più per il reparto centrale. La Lazio sta quindi riflettendo sulla possibilità di aggiungere un giocatore abituato ai grandi palcoscenici.

Lazio, Brozovic dopo Leite: il mercato degli svincolati resta vivo

Prima di qualsiasi altra operazione, però, la società vuole chiudere definitivamente l’affare Diogo Leite. Soltanto successivamente verranno valutate nuove occasioni.

La pista Brozovic resta dunque una possibilità concreta, con la Lazio pronta a sfruttare il mercato degli svincolati per completare una rosa che punta a essere competitiva nella nuova stagione.

Sassuolo, effetto Bakola: il talento francese conquista Aquilani e si prende il centrocampo neroverde

Il classe 2007 arrivato dall’Olympique Marsiglia è una delle grandi sorprese dell’inizio di stagione: qualità, personalità e numeri già importanti

Il Sassuolo di Alberto Aquilani ha trovato una delle sue prime certezze stagionali in un giovanissimo talento arrivato dall’estero. Si tratta di Darryl Bakola, centrocampista francese classe 2007, protagonista assoluto del precampionato e delle prime giornate di Serie A.

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Come raccontato dal Corriere dello Sport, il giovane francese è diventato rapidamente un punto fermo della squadra neroverde, conquistando la fiducia dell’allenatore grazie alle sue qualità tecniche e a una personalità sorprendente per un giocatore della sua età.

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Arrivato dall’Olympique Marsiglia, Bakola ha impressionato fin dalle prime uscite estive, mostrando grande sicurezza nella gestione del pallone e una capacità di giocare senza timori anche nei momenti più delicati della partita.

Bakola, il nuovo talento del Sassuolo sorprende tutti

La crescita del centrocampista francese è stata favorita dalla scelta di Aquilani, che ha deciso di affidargli una maglia da titolare nelle prime due gare ufficiali del campionato.

Bakola ha risposto presente, diventando uno degli elementi più interessanti del nuovo Sassuolo. A colpire sono soprattutto la qualità nel palleggio, la precisione nelle giocate e la tranquillità con cui affronta situazioni di pressione.

Nella sfida contro il Torino, terminata con la prima vittoria stagionale dei neroverdi, il classe 2007 ha evidenziato numeri importanti: ha completato 49 passaggi su 52 tentati, dimostrando grande affidabilità nella costruzione del gioco.

Nella propria metà campo ha chiuso con 13 passaggi completati su 13, mentre nella metà campo avversaria ha registrato 36 passaggi riusciti su 39. Dati che confermano la sua capacità di incidere anche nella fase offensiva.

Numeri e caratteristiche: perché Bakola piace ad Aquilani

Oltre alla precisione nei passaggi, il giovane centrocampista ha aggiunto alla propria prestazione anche 3 occasioni create, 3 dribbling riusciti e 6 recuperi.

Bakola è un giocatore che cerca costantemente di avere il controllo del pallone, di rompere le linee avversarie e di assumersi responsabilità nella costruzione della manovra. Una mentalità offensiva e coraggiosa che rappresenta uno degli aspetti più apprezzati dallo staff tecnico.

Il francese non sembra avere paura dell’errore e prova sempre a incidere sulla partita, una caratteristica rara per un calciatore così giovane.

Aquilani soddisfatto del nuovo Sassuolo

Il tecnico neroverde ha sottolineato la crescita della squadra e il lavoro svolto dal direttore sportivo Francesco Palmieri durante il mercato.

«Sono molto contento – ha detto il tecnico -, ora bisogna allenarli perché alcuni sono appena arrivati senza aver giocato molto. Abbiamo una squadra importante».

Tra i nuovi volti del Sassuolo, Darryl Bakola è sicuramente quello che ha conquistato più rapidamente l’attenzione. Il giovane francese rappresenta una delle principali scommesse del club e, dopo un inizio di stagione convincente, punta a confermarsi anche nel prosieguo del campionato.

Fiorentina, l’eredità di Kean sulle spalle di Pellegrino: il centravanti argentino cerca il primo gol viola

L’attaccante arrivato dal Parma è chiamato a raccogliere il peso offensivo lasciato dall’addio di Kean: al Franchi punta a sbloccarsi

L’addio di Moise Kean ha lasciato un vuoto importante nell’attacco della Fiorentina e ora gran parte delle responsabilità offensive sono affidate a Mateo Pellegrino. Come racconta la Gazzetta dello Sport, il centravanti argentino è chiamato a raccogliere una pesante eredità, ma sembra pronto ad affrontare la sfida grazie alle sue caratteristiche fisiche e alla voglia di imporsi.

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Classe 2001, Pellegrino è un attaccante abituato a convivere con le aspettative. Figlio dell’ex difensore Mauricio Pellegrino, ha sempre dovuto fare i conti con paragoni importanti, ma ha costruito il proprio percorso puntando sulle qualità che lo contraddistinguono: forza fisica, gioco aereo e capacità di attaccare l’area di rigore.

Dopo le prime due gare stagionali senza gol, l’argentino punta a sbloccarsi al Franchi, davanti a un pubblico che aspetta ancora il primo successo in campionato.

Pellegrino titolare, Beto insegue: la scelta della Fiorentina

Per la sfida imminente, Pellegrino sembra essere favorito su Beto per una maglia da titolare. L’attaccante portoghese è arrivato soltanto nell’ultimo giorno di mercato e ha avuto poco tempo per inserirsi nei meccanismi della squadra, mentre l’argentino è a disposizione da prima di Ferragosto.

L’idea è quella di confermarlo al centro di un tridente offensivo con Franco Mastantuono sulla destra e Njie favorito sulla corsia opposta. Un sistema che punta a valorizzare le sue caratteristiche, sfruttando soprattutto i cross e la sua presenza fisica: Pellegrino è alto 192 centimetri ed è particolarmente efficace nel gioco aereo.

Fiorentina, Pellegrino vuole il salto di qualità

La storia recente dell’attaccante racconta di un giocatore che spesso ha avuto bisogno di tempo per entrare in condizione. Nella scorsa stagione, infatti, il primo gol arrivò soltanto alla quinta giornata, proprio contro il Torino, squadra alla quale ha segnato complessivamente cinque reti in tre partite.

Dopo l’esperienza al Parma, chiusa con 12 gol tra campionato e Coppa Italia, Pellegrino considera la Fiorentina l’occasione per dimostrare di poter diventare un protagonista. L’argentino sa di avere sulle spalle un investimento importante: il trasferimento è costato circa 25 milioni di euro bonus compresi.

Mastantuono e Pellegrino, l’intesa argentina per la Fiorentina

Uno degli elementi più interessanti riguarda il rapporto con Mastantuono, altro talento argentino arrivato in estate. Il fantasista viola ha già speso parole importanti per il compagno.

«Pellegrino è un ragazzo fantastico ed è fortissimo, soprattutto di testa».

I due hanno creato rapidamente un’intesa fuori dal campo e ora proveranno a trasformarla in assist e gol durante le partite. Mastantuono porterà fantasia e qualità, mentre Pellegrino avrà il compito principale di finalizzare.

A Firenze il centravanti ha già respirato la storia del club, incontrando anche Gabriel Omar Batistuta, simbolo dell’attacco viola. Un confronto che ha aumentato ancora di più la motivazione di un giocatore chiamato a far dimenticare Kean e a conquistare il cuore dei tifosi della Fiorentina.

Inter-Napoli, sfida anche per il futuro azzurro: Esposito e Vergara osservati speciali da Mancini

La Gazzetta dello Sport accende i riflettori sul duello tra i due giovani talenti italiani: entrambi rappresentano una possibile risorsa per la nuova Nazionale

Inter-Napoli non sarà soltanto una sfida importante per la classifica e per la corsa allo Scudetto, ma anche un appuntamento interessante in chiave Nazionale italiana. Come sottolineato dalla Gazzetta dello Sport, a San Siro andrà in scena anche il confronto tra due giovani talenti pronti a rappresentare il futuro azzurro: Pio Esposito e Antonio Vergara.

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Due profili diversi, ma accomunati dalla voglia di emergere e dalla possibilità di entrare nel nuovo ciclo della Nazionale guidata da Roberto Mancini, chiamata a ricostruire dopo le recenti difficoltà.

Pio Esposito, l’Inter e il sogno azzurro

A soli 21 anni, Pio Esposito è già riuscito a conquistarsi attenzione e considerazione grazie alle sue qualità tecniche e ai suoi gol. L’attaccante dell’Inter rappresenta uno dei volti più interessanti della nuova generazione italiana, con il sogno di arrivare fino al Mondiale.

Il centravanti classe 2005 ha già lasciato il segno con la maglia azzurra nelle recenti uscite, contribuendo con le sue reti a dare entusiasmo a un ambiente che cerca nuovi protagonisti.

Oltre a Esposito, l’Inter continua a fornire diversi elementi alla Nazionale. Tra questi c’è Nicolò Barella, che in passato aveva definito «incompleto» il proprio percorso proprio per la mancata partecipazione a un Mondiale, oltre ad Alessandro Bastoni e Federico Dimarco.

Il difensore vuole riscattare anche la delusione vissuta nella sfida di Zenica, mentre l’esterno nerazzurro resta una delle principali alternative sulla fascia sinistra grazie alla sua capacità di creare occasioni e incidere nella fase offensiva.

Vergara, il talento del Napoli pronto al salto

Dall’altra parte c’è Antonio Vergara, uno dei giovani più interessanti del Napoli. Il classe 2003 rappresenta il talento emergente del gruppo azzurro e avrebbe già attirato l’attenzione della Nazionale.

Il suo percorso verso Coverciano è stato rallentato da un infortunio che gli ha impedito di rispondere alla convocazione pensata da Gennaro Gattuso, ma il suo nome resta comunque nei radar del nuovo corso azzurro.

Grazie anche alla fiducia di Massimiliano Allegri, Vergara può vivere una stagione importante per la propria crescita. La sua duttilità rappresenta un valore aggiunto: può agire da mezzala, da trequartista o in altre zone della trequarti, adattandosi alle esigenze della squadra.

Napoli, i senatori per la nuova Italia

Non tutti i giocatori del Napoli sembrano però avere lo stesso percorso verso la Nazionale. Per Alex Meret e Matteo Politano la strada appare più complicata, mentre potrebbe mantenere un ruolo importante il capitano Giovanni Di Lorenzo.

Il difensore ha ribadito più volte la propria disponibilità a vestire la maglia azzurra e potrebbe rappresentare uno dei senatori del nuovo gruppo insieme a Leonardo Spinazzola, protagonista assoluto della gestione Mancini durante Euro 2020.

Esperienza, giovani talenti e voglia di ripartire: la sfida tra Inter e Napoli diventa così anche uno sguardo verso il futuro della Nazionale italiana.

Leao decisivo al debutto: il portoghese trascina il Galatasaray nel 3–2 contro l’Istanbul Basaksehir

Rafael Leao brillante al debutto con la nuova maglia: il portoghese trascina il Galatasaray nel 3–2 sul Basaksehir

Rafael Leao non poteva immaginare un debutto migliore. L’attaccante portoghese, arrivato al Galatasaray dal Milan per una cifra vicina ai 40 milioni di euro, ha inciso immediatamente nella sua prima apparizione in Süper Lig, contribuendo alla vittoria per 3–2 nel derby contro l’Istanbul Basaksehir. Una prestazione breve ma determinante, che ha già acceso l’entusiasmo dei tifosi giallorossi.

Come è andata: mezz’ora che cambia la partita

Leao entra al 68’, rilevando il russo Batrakov. Il match è sull’1–1:

  • per il Basaksehir ha segnato Osimhen, poi costretto al cambio per infortunio, su assist di Lucas Torreira;
  • il pareggio è arrivato grazie al rigore trasformato dall’ex Roma Shomurodov.

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Il portoghese si mette subito al centro dell’azione. Con un elegante tocco di sinistro, partecipa alla costruzione del gol del 2–1 firmato da Torreira, servendo Jakobs, autore dell’assist decisivo. Poco dopo provoca anche il cartellino rosso a Bozok, episodio che cambia l’inerzia del match.

Il Basaksehir trova comunque il 2–2 grazie all’autogol di Sanchez, ma nel finale il Galatasaray torna avanti: al 90’ Gabriel Sara firma il 3–2 con un destro preciso. Nel mezzo, un gol annullato a Sanchez, un palo di Sara e una traversa clamorosa di Karbownik all’ultimo secondo, che avrebbe potuto fissare il pareggio.

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Galatasaray primo in classifica: ora la Champions

La squadra di Okan Buruk vola in testa alla Süper Lig con 10 punti dopo tre vittorie e un pareggio. Leao, accolto come il grande colpo dell’estate, si prepara ora al debutto in Champions League: la prima sarà sul campo dello Sporting Lisbona, club legato al suo ex allenatore al Milan, Rúben Amorim.

La settimana successiva arriverà anche l’esordio all’Atatürk Stadium contro il Kocaelispor. Per Leao, il Milan è già alle spalle: la nuova avventura in Turchia è iniziata nel migliore dei modi.


Diogo Leite sempre più vicino alla Lazio: operazione ai dettagli per il difensore portoghese svincolato

Diogo Leite adesso è a un passo dalla Lazio: operazione in chiusura per il difensore portoghese che è svincolato

La Lazio è pronta a chiudere uno dei colpi più attesi della propria estate. Secondo le ultime indicazioni, riportate da Manuele Baiocchini, il club biancoceleste sta finalizzando l’arrivo di Diogo Leite, difensore centrale portoghese classe 1999, attualmente svincolato dopo la conclusione della sua esperienza con l’Union Berlino. Un profilo che la società capitolina conosce bene e che torna oggi in cima alle priorità per rinforzare la retroguardia.

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Un difensore già seguito in passato

Leite non è un nome nuovo per la Lazio. Il centrale, cresciuto nel Porto e poi passato al Braga prima dell’avventura in Bundesliga, era stato trattato a lungo nelle scorse stagioni. Anche nelle ultime sessioni di mercato il suo nome era tornato con forza sul tavolo della dirigenza biancoceleste, che ne apprezza struttura fisica, capacità di impostazione e duttilità tattica.

Ora, con il giocatore libero da vincoli contrattuali, l’operazione è entrata nella fase decisiva: la Lazio ha accelerato e il trasferimento in Italia è sempre più vicino.

Un’occasione a parametro zero

Il difensore portoghese rappresenta un’opportunità importante: arriverebbe a parametro zero, permettendo al club di investire le risorse su altri reparti senza rinunciare a un rinforzo di livello. Leite, 27 anni, ha maturato esperienza internazionale e arriva da un percorso di crescita costante, nonostante l’ultima stagione all’Union Berlino sia stata complessa per rendimento e continuità.

Il suo arrivo seguirebbe quello di Danilho Doekhi, altro difensore proveniente dal club tedesco, segnale di una strategia chiara: ricostruire la linea difensiva con profili fisici, moderni e abituati a giocare in contesti competitivi.

La fase conclusiva della trattativa

La trattativa è ormai ai dettagli. La Lazio ha definito gli aspetti principali dell’accordo e attende solo gli ultimi passaggi formali per chiudere l’operazione. Se tutto procederà senza intoppi, Leite diventerà presto un nuovo rinforzo per la squadra biancoceleste, pronto a inserirsi nel progetto tecnico e a portare qualità ed esperienza alla retroguardia.


Pagelle Genoa Como: brilla Diao, Baturina una certezza. Esordio con assist per il neo acquisto Moise Kean – I VOTI

Pagelle Genoa Como: vittoria netta e in rimonta dei lariani, ecco i nostri voti e i nostri giudizi ai protagonisti in campo

Il Como travolge il Genoa con una prestazione di grande qualità e intensità, imponendosi 4–1 in una gara ricca di episodi, cambi e giocate individuali. La partita, iniziata con ritmi alti, ha visto entrambe le squadre alternare momenti di pressione, ma alla distanza la formazione lariana ha mostrato maggiore lucidità e profondità tecnica.

Primo tempo: botta e risposta, poi il sorpasso del Como

Il match si apre con il vantaggio del Genoa: Milutin Osmajic, attaccante potente e rapido, firma l’1–0 al 19’ con un inserimento perfetto e un tiro preciso all’angolino. Il Como reagisce subito.

Al 25’ arriva il pareggio: Martin Baturina, centrocampista croato dal gran tiro, lascia partire un siluro dalla distanza che vale l’1–1. Il ribaltone si completa al 30’, quando Assane Diao sfrutta un rimbalzo in area e firma il 2–1.

Il primo tempo si chiude con un’altra perla: al 40’ Nico Paz, talento argentino, finalizza una splendida azione orchestrata da Yan Couto, battendo Bijlow con un destro all’incrocio. 1–3 e squadre negli spogliatoi.

Secondo tempo: cambi, occasioni e il sigillo finale

La ripresa si apre con il cambio di Stefano Sabelli sostituito da Vitinha. Il Como continua a spingere: al 68’ Nico Paz colpisce un palo clamoroso dopo una grande giocata al limite.

Al 79’ arriva il gol che chiude definitivamente la partita: ancora Diao, che controlla magistralmente un passaggio filtrante e piazza il pallone nell’angolino basso per il 1–4.

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GENOA (3-4-1-2): Bijlow 5.5; Marcandalli 5 (81′ Meichtry 6), Ostigard 5, Vasquez 5; Sabelli (46′ Vitinha 5.5), Frendrup 6, Sow 5.5 (75′ Amorim 6), Ellertsson 5.5; Baldanzi 6.5 (66′ Messias 6.5), Osmajic 7; Colombo 6.5 (67′ Ehizibue 6).

COMO (4-2-3-1): Butez 5.5; Couto 7, Chalobah 6.5, Ramon 6, Valle 6.5; Perrone 6, Da Cunha 6.5 (80′ Ricci 6); Diao 7.5 (84′ Liberali sv), Nico Paz 7.5 (80′ Milla 6), Baturina 7.5 (66′ Caqueret 6); Douvikas 6 (66′ Kean 7).

PSG, continuità e progettualità: rinnovano Luis Enrique e cinque pilastri del futuro. Fabian Ruiz prolunga fino al 2028

Paris Saint‑Germain, linea verde e fiducia a lungo termine: prolungano il tecnico Luis Enrique e cinque giocatori

Il Paris Saint‑Germain ha scelto di blindare il proprio futuro con una serie di rinnovi strategici che rafforzano la continuità del progetto tecnico. Attraverso un annuncio pubblicato sul profilo Instagram ufficiale, il club francese ha comunicato il prolungamento del contratto di Luis Enrique, tecnico spagnolo arrivato nel 2023 e considerato l’architetto della nuova identità parigina. L’allenatore resterà sulla panchina del PSG fino al 2030, un segnale forte di fiducia e stabilità.

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Rinnovi fino al 2031 per cinque giocatori chiave

Insieme a Luis Enrique, il PSG ha ufficializzato anche i rinnovi di cinque elementi centrali del progetto:

  • Lucas Beraldo, difensore brasiliano classe 2003;
  • Senny Mayulu, centrocampista francese cresciuto nel vivaio;
  • João Neves, mediano portoghese tra i talenti più promettenti d’Europa;
  • Willian Pacho, difensore ecuadoriano già protagonista in Bundesliga;

Tutti loro hanno firmato fino al 2031, consolidando la struttura giovane e dinamica che il club sta costruendo attorno al proprio allenatore.

Fabian Ruiz prolunga fino al 2028

Rinnovo anche per Fabian Ruiz, centrocampista spagnolo classe 1996, che continuerà la sua esperienza a Parigi almeno fino al 2028. Un prolungamento che conferma la volontà del club di mantenere equilibrio tra giovani prospetti e giocatori già affermati.

Un progetto che guarda lontano

La strategia del PSG è chiara: dare continuità a un percorso iniziato negli ultimi anni, puntando su stabilità, identità e crescita progressiva. Blindare l’allenatore e diversi elementi chiave della rosa significa costruire una base solida per competere ai massimi livelli in Francia e in Europa.

Il club parigino manda così un messaggio forte: il futuro passa da un gruppo riconoscibile, da una guida tecnica stabile e da una rosa costruita per durare nel tempo. Una scelta che rafforza la visione del PSG, sempre più orientata verso un progetto sostenibile e strutturato.

Di Livio in esclusiva a Juventusnews24: «Juve Milan? Ricordo il successo per 1-6 ottenuto a San Siro. Una serata magica» – VIDEO

Di Livio in esclusiva a Juventusnews24: «Il mercato ha portato quattro titolari: Vicario, Lucumí, Celik e Kolo Muani» – VIDEO

Angelo Di Livio, storico ex centrocampista della Juventus e oggi voce autorevole del mondo bianconero, ha rilasciato un’intervista esclusiva ai microfoni di JuventusNews24. Nel suo intervento ha analizzato diversi temi di attualità: dal giudizio sul mercato della Juventus alla sfida imminente contro il Milan, passando per gli infortuni di Kenan Yildiz e Khéphren Thuram, il rendimento di Nico González, il caso legato a Randal Kolo Muani e l’addio di Dusan Vlahovic.

Un quadro completo che tocca mercato, campo e prospettive future, con lo stile diretto e schietto che ha sempre contraddistinto l’ex numero 7 bianconero. Le sue parole:

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Partiamo dal mercato, terminato lo scorso primo settembre, che ha visto la Juventus muoversi in maniera decisa sia in entrata sia in uscita. Gli ultimi due colpi, Sarr e Woltemade, hanno completato la rosa di Spalletti. Qual è il tuo giudizio sul mercato complessivo della Juventus e quali differenze tecniche vedi tra Kolo Muani e Woltemade?

«Facendo mente locale, il mercato ha portato quattro titolari: Vicario, Lucumí, Celik e Kolo Muani. Gli altri, almeno sulla carta, possono essere considerati delle alternative, ma secondo me sono alternative molto valide. Sarr è un centrocampista importante e, se ritroverà la sua forza e la sua personalità, potrà rivelarsi molto utile.

Woltemade è un attaccante completamente diverso da Kolo Muani. Lo avevo un po’ perso dai radar, ma quando ho sentito la notizia ho pensato subito alle ottime stagioni che aveva disputato. Poi c’è Alajbegovic che, considerando l’infortunio di Yildiz, secondo me potrà essere veramente molto utile.

Celik si è conquistato il posto da titolare. C’è anche Ekhator, che comunque arriva da un paio di infortuni. Complessivamente ritengo che il mercato sia molto valido e che la rosa della Juventus si sia rinforzata tantissimo».

Una delle vicende che hanno caratterizzato il mercato della Juventus è stata quella relativa al portiere, con gli addii di Di Gregorio e Perin e l’arrivo di Vicario come nuovo titolare. Che cosa non ha funzionato con Di Gregorio? La Juventus ha fatto un salto di qualità con Vicario?

«Mi dispiace molto per Di Gregorio, perché lo consideravo un buon portiere per quanto aveva fatto nelle stagioni disputate con il Monza. È vero, però, che giocare nel Monza è una cosa, mentre difendere la porta della Juventus è diverso.

Vicario ha maturato diversi anni di esperienza in Premier League e trasmette molta sicurezza. Finora è stato impegnato pochissimo, ma si è fatto trovare pronto nelle poche occasioni in cui è stato chiamato in causa. Mi auguro che possa continuare in questa maniera.

Questa è una stagione importante e decisiva per la Juventus. I nuovi, aiutati dai calciatori già presenti, dovranno essere bravi ad amalgamarsi e a disputare una stagione importante. Nelle prime due partite la squadra ci è riuscita, ma ora bisogna limare e migliorare tanti aspetti. Siamo soltanto all’inizio».

Vlahovic è tornato a parlare del suo addio alla Juventus, un’altra lunga vicenda dell’estate bianconera. Che cosa pensi della separazione tra il serbo e il club? Inoltre, qual è il tuo ricordo più bello delle sfide contro il Milan?

«Su Vlahovic è chiaro che abbia fatto le proprie scelte. Le rispettiamo e gli facciamo un grande in bocca al lupo. È sempre stato un giocatore che ho apprezzato durante questi anni, anche se ha avuto diversi infortuni. Ha scelto di andare via e ce ne faremo una ragione. La Juventus, secondo me, lo ha sostituito molto bene con Kolo Muani. Sono sicuro che il francese sia un attaccante di grande spessore. Anche Woltemade può fare la differenza.

Per quanto riguarda le sfide con il Milan, se me lo permetti, ricordo soprattutto il successo per 1-6 ottenuto a San Siro. È stata una serata irripetibile e magica. Realizzare sei gol contro quel Milan, una squadra veramente forte e piena di campioni, fu qualcosa di straordinario. Prima di noi non ci era riuscito nessuno».

LEGGI L’INTERVISTA INTEGRALE A DI LIVIO SU JUVENTUSNEWS24

UEFA, le sanzioni per Lione Fenerbahçe: quattro giornate a Guendouzi, multa per Greenwood. Punito anche il club turco

UEFA, arrivano i provvedimenti ufficiali: Guendouzi fermato quattro gare, multa per Greenwood e per il club turco

La UEFA ha ufficializzato le decisioni disciplinari legate ai fatti avvenuti al termine di Lione‑Fenerbahçe, ritorno dei playoff di Champions League disputato il 26 agosto. La gara, che aveva sancito la qualificazione del club turco alla League Phase, era degenerata nel post‑partita con una serie di tensioni che avevano coinvolto Matteo Guendouzi, centrocampista francese ex Lazio, e Mason Greenwood, attaccante inglese arrivato in estate al Fenerbahçe.

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La scintilla nel post‑partita

Guendouzi, protagonista di una prestazione intensa e spesso sopra le righe, aveva esultato sotto il settore dei tifosi del Lione, provocando la reazione degli avversari e dando il via a una rissa che aveva coinvolto diversi giocatori e membri degli staff. Greenwood, ex Manchester United, era rimasto coinvolto nelle fasi concitate successive al triplice fischio.

La UEFA aveva immediatamente aperto un procedimento disciplinare nei confronti dei due calciatori e del club turco, affidando l’analisi all’Organo di Controllo, Etica e Disciplina.

Le sanzioni: quattro giornate a Guendouzi, stop sospeso per Greenwood

La decisione è ora ufficiale. Guendouzi è stato multato di 50mila euro e squalificato per quattro partite UEFA. Le motivazioni parlano di insulti rivolti ad alcuni presenti, provocazioni nei confronti degli spettatori e violazioni delle norme di condotta.

Per Greenwood la sanzione è più lieve: 30mila euro di multa e una giornata di squalifica, interamente sospesa per un anno. L’attaccante inglese, dunque, potrà continuare a essere impiegato nelle competizioni europee, ma resterà sotto osservazione.

Punito anche il Fenerbahçe

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La UEFA ha sanzionato anche il club turco, che dovrà pagare 95mila euro complessivi:

  • 30mila euro per l’accensione e il lancio di materiale pirotecnico;
  • 15mila euro per i disordini del pubblico;
  • 50mila euro per la condotta della squadra.

Una decisione pesante che chiude una delle vicende più discusse dell’inizio di stagione europea, ma che lascia aperta la riflessione sulla gestione delle tensioni in campo e sul comportamento dei protagonisti.


Richarlison sempre più lontano dal Tottenham: può diventare un’occasione anche per la Serie A! Gli scenari possibili

Tottenham, esclusione pesante per Richarlison: adesso si aprono nuovi e clamorosi scenari e chance in Serie A

Il futuro di Richarlison, attaccante brasiliano classe 1997, sembra ormai distante dal Tottenham. Il segnale più evidente è arrivato con una decisione pesante: gli Spurs non lo hanno inserito nella lista ufficiale per la Premier League, scelta che rende complicatissima la sua permanenza a Londra e apre scenari concreti per una cessione imminente.

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Un profilo seguito anche dalla Juventus

Durante l’estate, Richarlison era stato accostato alla Juventus, che cercava un nuovo centravanti in vista della possibile sostituzione di Dusan Vlahovic e prima di definire l’operazione Randal Kolo Muani. Il brasiliano, ex Everton e Watford, era considerato un profilo ideale per caratteristiche fisiche e capacità di attaccare la profondità. Tuttavia, la pista non si è mai concretizzata e il club bianconero ha virato su altre soluzioni.

Il Trabzonspor fa sul serio

Ora, per Richarlison, potrebbe aprirsi una nuova avventura lontano dall’Inghilterra. Il club che si è mosso con maggiore decisione è il Trabzonspor, una delle società più ambiziose del campionato turco. Secondo le ultime indiscrezioni, i turchi avrebbero già raggiunto un accordo con il giocatore sulle condizioni contrattuali, compiendo un passo decisivo nella trattativa.

Il brasiliano, che al Tottenham non è mai riuscito a imporsi come titolare fisso, vede nella Turchia una possibilità concreta per rilanciarsi e tornare protagonista.

Il nodo Tottenham: serve un’offerta adeguata

Resta però un ostacolo significativo: il Tottenham non ha ancora ricevuto una proposta economica ritenuta adeguata per lasciar partire l’attaccante. Gli Spurs, che hanno investito molto su Richarlison nel 2022, non intendono cederlo senza una cifra coerente con il suo valore.

Il Trabzonspor ha tempo fino a mezzanotte per chiudere l’operazione e convincere il club inglese. La corsa contro il tempo è ufficialmente iniziata.

Belotti vicinissimo al Modena: il gallo riparte dalla Serie B dopo l’addio al Cagliari

Serie B, colpo a sorpresa del Modena: Belotti pronto a ricominciare dopo la fine dell’esperienza al Cagliari

Andrea Belotti — attaccante classe 1993, ex Torino, Roma e Cagliari — è a un passo dalla firma con il Modena, club ambizioso di Serie B che sta costruendo una rosa competitiva per puntare in alto. Il centravanti, attualmente svincolato, sembra aver trovato la destinazione giusta per rilanciare la propria carriera dopo mesi complessi. Lo riferisce TMW.

Dopo la parentesi sfortunata al Cagliari

Belotti era rimasto senza squadra dopo la breve e sfortunata avventura al Cagliari, segnata dalla rottura del legamento crociato subita lo scorso autunno. Il club rossoblù aveva inizialmente deciso di proseguire con lui, trovando un accordo per il rinnovo a inizio luglio. Tuttavia, l’esito negativo delle visite mediche ha fatto saltare tutto, lasciando il Gallo senza contratto e costretto a ripartire da zero.

Per un attaccante che ha segnato oltre 100 gol in Serie A e che ha sempre fatto della generosità e della fisicità le sue armi principali, si è trattato di un momento difficile, ma non definitivo.

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Modena, un nuovo inizio con ambizione

Ora Belotti è pronto a indossare il gialloblù del Modena, squadra allenata da Daniele Galloppa, ex centrocampista e tecnico emergente che ha guidato la Fiorentina Primavera prima di approdare in Emilia. Il club è partito forte: due vittorie in trasferta contro Benevento e Cremonese hanno proiettato i canarini in cima alla classifica insieme a Mantova e Palermo.

L’arrivo di Belotti rappresenterebbe un colpo di grande esperienza per una squadra giovane e organizzata, che sogna la promozione in Serie A. Il Gallo, con la sua leadership e la sua capacità di trascinare il gruppo, potrebbe diventare un riferimento tecnico e mentale per un progetto che vuole crescere nel tempo.

Un’occasione per tornare a volare

Per Belotti questa potrebbe essere la scelta ideale: un ambiente motivato, una squadra in salute e un allenatore che punta molto sulla solidità del gruppo. Il Modena, dal canto suo, aggiungerebbe alla rosa un attaccante di livello superiore alla categoria, capace di incidere anche nei momenti più complessi.

Manchester United, Carrick scommette su Zirkzee: ruolo centrale nel progetto tecnico? «Può fare cose davvero grandi»

Manchester United, quanto giocherà Zirkzee? «Può fare cose davvero grandi: l’ho visto, so che è in grado di farle»

L’estate di Joshua Zirkzee, attaccante olandese classe 2001 oggi al Manchester United, è stata una delle più movimentate dell’ultimo calciomercato. Il suo nome è rimbalzato tra Italia e Inghilterra, con Juventus, Fiorentina ed Everton pronte a investire su un profilo considerato ideale per completare i rispettivi reparti offensivi. Alla fine, però, nessuna trattativa è andata in porto e il giocatore è rimasto a Manchester, dove era arrivato nel 2024 dopo l’ottima stagione al Bologna.

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Un’estate piena di incroci

Zirkzee era il primo obiettivo della Fiorentina, che aveva individuato in lui il centravanti perfetto per il nuovo ciclo tecnico. L’inserimento della Juventus, alla ricerca di un attaccante moderno dopo la cessione di David all’Atlético Madrid, ha complicato i piani viola. I bianconeri avevano messo sul tavolo una proposta da 2,5 milioni per il prestito e 30 milioni per il riscatto, ma il Manchester United insisteva per inserire un obbligo condizionato, formula che non ha convinto la dirigenza juventina, poi virata su Woltemade.

La Fiorentina, nel frattempo, ha scelto di chiudere su Beto, lasciando Zirkzee in una situazione di stallo.

La beffa Everton

Quando tutto sembrava fermo, è spuntato l’Everton, alla ricerca urgente di un attaccante dopo lo stop alla trattativa per Balogun, non ritenuto idoneo durante le visite mediche. Il club di Liverpool ha presentato un’offerta concreta allo United, ottenendo anche il sì del giocatore.

Ma a poche ore dalla chiusura del mercato è arrivato il colpo di scena: il Manchester United ha bloccato l’operazione, impossibilitato a trovare un sostituto all’altezza in così poco tempo. Una decisione che ha lasciato Zirkzee nuovamente fermo al punto di partenza.

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PAROLE CARRICK – “Zirkzee è importante. E’ felice qui e ho un ottimo rapporto con lui. Vuole giocare di più di quanto fatto finora e questo è positivo. C’è una sana competizione per il posto: abbiamo tante partite in arrivo e avremo periodi più ravvicinati tra una partita e l’altra. Joshua può fare cose davvero grandi: l’ho visto, so che è in grado di farle. Non vedo l’ora che riesca a farle più spesso per noi”.

Cremonese, si presenta Pecchia: «Il mio obiettivo è tornare a Cremona per fare qualcosa di speciale e farlo insieme»

Cremonese, parla Pecchia: «Qui devo costruire un’idea di gioco su una squadra giovane e con dei ragazzi di proprietà»

Fabio Pecchia si è presentato oggi in conferenza stampa come nuovo tecnico della Cremonese dopo l’addio del club a Giampaolo, nonostante la vittoria in Coppa Italia. Le sue dichiarazioni:

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PAROLE «Parlare del passato vale fino ad un certo punto, quella squadra fu costruita tenendo conto della mia idea di gioco, con elementi funzionali. Qui devo costruire un’idea di gioco su una squadra giovane e con dei ragazzi di proprietà, averne cinque che provengono dal settore giovanile grigiorosso, di cui due del territorio cremonese, dev’essere una soddisfazione per la società e per tutta la società.

NUOVA AVVENTURA – «Qualche anno fa Agazzi e Lottici Tessadri li vedevo allenarsi su altri campi con le giovanili e ora sono con la prima squadra, è molto emozionante. Dovrò trovare il vestito giusto sia per questi ragazzi che per i più esperti. Il mio obiettivo è quello di creare una forte identità, in modo che la squadra sia riconoscibile e faccia divertire. Voglio creare un gruppo forte, nel quale tutti si possano sentire protagonisti: non è semplice, ho 25 giocatori di movimento e cercherò di metterli tutti a disposizione. Il campionato lo conosciamo tutti, arriveranno momenti in cui ci sarà bisogno di tutto il gruppo»

FILOSOFIA DI GIOCO – «Dovrò lavorare per costruire una squadra che giochi a calcio per vincere e che vada veloce, forte. Io sono arrivato a mercato chiuso con una rosa definita. Negli anni ho sempre seguito la Cremonese con un occhio di riguardo e quindi conosco la squadra, ci sono tanti giocatori di qualità. Ho visto Giampaolo lavorare moltissimo con la palla, quindi la base è molto alta. Noi dobbiamo lavorare per poter attaccare con energia e andare in porta con continuità»

OBIETTIVI – «Vincere è sempre molto impegnativo e complicato, ancor di più se lo si deve fare nello stesso posto. Il mio obiettivo è tornare a Cremona per fare qualcosa di speciale e farlo insieme. Spingo tutti in quella direzione. La Cremonese vuole essere sostenibile e stare nel tempo in determinate posizioni e per farlo c’è bisogno di lavoro e costruzione. Il mio obiettivo è Padova, una squadra tosta che ha messo sotto Pisa e Verona, quindi il mio focus è quello».

Atalanta, i convocati per la Roma: prima chiamata per Kessié e Rowe, torna Kristensen. Ma ci sono due assenze per Sarri

Atalanta, i convocati per la Roma: la lista di Maurizio Sarri per il match della 3ª giornata di Serie A 2026/27

L’Atalanta guidata da Maurizio Sarri si appresta ad affrontare il primo vero snodo cruciale della nuova stagione di Serie A. Sabato 5 settembre, con fischio d’inizio programmato per le ore 20:45, la compagine bergamasca sarà di scena allo Stadio Olimpico per sfidare la Roma allenata da Gian Piero Gasperini. Il confronto si preannuncia di altissimo livello, considerato che le due squadre arrivano all’appuntamento della terza giornata a punteggio pieno. La formazione nerazzurra ha collezionato sei punti battendo nell’ordine il Sassuolo ed il Bologna. I capitolini, dal canto loro, hanno risposto con due vittorie contro Fiorentina e Lecce, spinti dal momento d’oro vissuto dall’attaccante Donyell Malen.

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Le scelte di Sarri: volti nuovi e rientri in lista

Al termine della seduta d’allenamento di rifinitura, l’allenatore dei lombardi ha diramato la lista dei giocatori selezionati per la spedizione nella Capitale. Tra le note liete della giornata spicca il ritorno del difensore Thomas Kristensen, superato l’intoppo fisico e di nuovo abile e arruolabile. C’è poi forte attesa per la prima chiamata dei due volti nuovi giunti a Bergamo durante la sessione estiva di trasferimenti: il mediano Franck Kessié e la punta Jonathan Rowe sono pronti ad accomodarsi in panchina per offrire energie fresche a partita in corso. Restano invece fuori dai convocati il centrale Isak Hien ed il centrocampista Ibrahim Sulemana, ancora indisponibili a causa di problemi fisici.

L’elenco dei ventitré convocati nerazzurri

Di seguito la lista completa dei calciatori scelti da Maurizio Sarri per la trasferta contro la Roma:

  • Portieri: Marco Carnesecchi, Marco Sportiello.
  • Difensori: Raoul Bellanova, Lorenzo Bernasconi, Sead Kolašinac, Odilon Kossounou, Thomas Kristensen, Relja Obrić, Thomas Pompei, Giorgio Scalvini, Davide Zappacosta.
  • Centrocampisti: Charles De Ketelaere, Éderson, Eljif Elmas, Gianluca Gaetano, Franck Kessie, Mario Pašalić, Lazar Samardžić, Nicola Zalewski.
  • Attaccanti: Nikola Krstović, Giacomo Raspadori, Jonathan Rowe, Gianluca Scamacca.

Roma, come stanno Dybala e Ndicka in vista dell’Atalanta. Cosa è successo oggi a Trigoria

Roma, le condizioni di Dybala e Ndicka dopo l’allenamento odierno a Trigoria in vista dell’Atalanta

Entra nel vivo la marcia di avvicinamento della Roma targata Gian Piero Gasperini verso l’atteso scontro diretto contro l’Atalanta, fissato per la serata di sabato 4 settembre alle ore 20:45. Durante la seduta di rifinitura avviata sul campo di allenamento, l’attenzione dello staff tecnico si è concentrata prevalentemente sul recupero e sulle condizioni fisiche di Evan Ndicka e Paulo Dybala, le cui presenze sono ritenute fondamentali per gli equilibri della formazione capitolina.

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La difesa giallorossa: Ndicka verso il rientro con Mancini ed Hermoso

Secondo Sky, il quadro relativo al centrale di difesa ivoriano volge al bello. Il calciatore si è regolarmente aggregato al gruppo lavorando insieme ai compagni, lasciandosi così alle spalle il risentimento fisico che lo aveva costretto a saltare l’ultimo impegno di campionato contro il Lecce. Nonostante la prova positiva offerta dal giovane Ghilardi nella precedente giornata, Ndicka appare pienamente intenzionato a riprendersi le chiavi del reparto difensivo. A completare il terzetto posizionato a protezione della porta difesa da Mile Svilar ci saranno i confermatissimi Gianluca Mancini e Mario Hermoso.

L’attacco di Gasperini: Dybala recupera, confermati Malen e Mora

Buone notizie giungono anche sul fronte offensivo, con la Joya Paulo Dybala che ha sostenuto l’intero allenamento senza mostrare particolari criticità. Qualora il responso finale dello staff medico al termine della seduta confermi il pieno recupero, l’attaccante argentino si candida fortemente per guidare l’attacco dal primo minuto. In caso contrario, è pronta la staffetta con il connazionale Matias Soulé. Chi non ha invece alcun dubbio sulla titolarità sono Donyell Malen e Mora, pronti a presidiare il reparto avanzato nello scacchiere tattico del mister.

La cerniera di centrocampo e le scelte sulle corsie esterne

Per quanto concerne la linea mediana, Gasperini non intende stravolgere gli assetti già collaudati. In mezzo al campo è pronta a ricomporsi la solida coppia formata da Bryan Cristante e Manu Koné, incaricata di fare filtro e impostare il gioco. Sulla fascia sinistra la maglia da titolare sarà affidata a Wesley, mentre sulla corsia opposta si va verso la conferma di Lulli, decisione che spingerebbe Molina a partire nuovamente dalla panchina.

Borussia Dortmund, clamoroso in Champions League: Niko Kovac esclude il capitano Emre Can dalla lista UEFA

Borussia Dortmund, Emre Can è stato escluso dalla lista UEFA per la Champions League. Cosa è successo

Sorpresa assoluta in casa Borussia Dortmund a ridosso dell’avvio della fase principale di Champions League. Niko Kovac, allenatore della compagine giallonera, ha deciso di estromettere il capitano Emre Can dall’elenco dei calciatori utilizzabili nella massima rassegna continentale. A causa di questa esclusione, il trentaduenne, che i tifosi italiani ricordano per i suoi trascorsi alla Juventus, resterà ai margini delle sfide europee. Un’assenza forzata che durerà almeno fino alla finestra invernale di febbraio, momento in cui i regolamenti permetteranno ai club di aggiornare le rispettive liste.

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Il grave infortunio e la lenta fase di riabilitazione

La motivazione alla base di questa inaspettata esclusione non è legata a dissidi tecnici o disciplinari, ma deriva interamente dal delicato quadro clinico del giocatore. Il centrocampista teutonico sta ancora pagando a caro prezzo le conseguenze di un serio infortunio al legamento crociato, patito durante la fase primaverile del passato campionato. Questo stop prolungato ha inevitabilmente rallentato il suo recupero, costringendo l’ex mediano juventino a seguire tutt’oggi un serrato programma di riabilitazione per ritrovare la forma perduta.

L’esclusione strategica e il possibile rientro nel nuovo anno

Dovendo fare i conti con un elemento non ancora abile e arruolabile per i palcoscenici più impegnativi, il tecnico croato ha preferito salvaguardare uno slot prezioso in rosa. La scelta di Kovac evidenzia la necessità di avere a disposizione atleti pronti al cento per cento per sostenere l’intensità della competizione europea. Il rientro di Emre Can nel torneo potrebbe concretizzarsi soltanto all’alba del 2027, qualora il capitano riuscisse a garantire un recupero totale in vista degli eventuali turni a eliminazione diretta.

La corsa contro il tempo per la Bundesliga

Per il classe 1994, leader carismatico dello spogliatoio e punto di riferimento tattico in campo, si prospetta ora un periodo di duro lavoro lontano dai riflettori. L’obiettivo primario del capitano del Borussia Dortmund sarà quello di completare il percorso clinico, puntando a reinserirsi gradualmente almeno nelle dinamiche della Bundesliga, per poi sperare di riconquistare il proprio posto nell’Europa che conta a partire dal prossimo anno.

Calciomercato Torino, è fatta per Tino Anjorin al Goztepe! Formula e dettagli, quanto incassano i granata dalla sua partenza

Calciomercato Torino, Tino Anjorin diventerà presto un nuovo giocatore del Goztepe! Tutti i dettagli dell’operazione

Il calciomercato del Torino registra un’ultima operazione in uscita in direzione Süper Lig. Tino Anjorin è infatti pronto a iniziare una nuova avventura con la maglia del Goztepe. La trattativa tra la società granata ed il club turco si trova ormai alle battute conclusive, con le parti che hanno raggiunto un’intesa di massima per definire il trasferimento del centrocampista inglese prima dello stop definitivo alle negoziazioni.

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Le cifre della trattativa e la scadenza del mercato turco

L’operazione tra la dirigenza piemontese ed i vertici del Goztepe è stata impostata sulla base di un prestito con diritto di riscatto fissato a 6 milioni di euro. I due club stanno ultimando gli ultimi dettagli burocratici per consentire al calciatore di svolgere le visite mediche e firmare il nuovo contratto. Il fattore tempo si è rivelato determinante: la sessione estiva dei trasferimenti in Turchia chiude infatti nella serata di oggi, 4 settembre, imponendo un’accelerata decisiva per completare la documentazione in tempo utile.

Il profilo di Anjorin: il percorso dal Chelsea al Torino

Nato nel 2001 e cresciuto nel settore giovanile del Chelsea, il mediano britannico è dotato di grande struttura fisica e buona tecnica individuale. Arrivato in Italia per rinforzare la linea mediana della formazione granata, Anjorin ha mostrato sprazzi di grande potenziale senza però trovare la continuità d’impiego desiderata nello scacchiere tattico del Torino. La cessione in Turchia rappresenta un’opportunità strategica per permettere al classe 2001 di accumulare minutaggio e mettere in mostra le proprie qualità in un campionato di prima divisione.

Gli scenari futuri per il Goztepe ed il riscatto

Per il Goztepe, l’arrivo dell’ex calciatore costituisce un innesto di livello per innalzare la qualità del reparto centrale. Qualora il rendimento dell’inglese dovesse rivelarsi positivo nel corso della stagione, la società turca potrà esercitare il diritto di riscatto a 6 milioni di euro, garantendo al Torino un rientro economico ed al giocatore una permanenza a titolo definitivo.

L’uomo che ha difeso l’interismo: perché il congedo di Ausilio segna una pagina indelebile – VIDEO di Giuseppe Colicchia

L’Inter saluta Piero Ausilio dopo 28 anni. Perché il dirigente ha scritto pagine indelebili in nerazzurro – VIDEO di Giuseppe Colicchia

Si chiude un’epopea storica per la dirigenza dell’Inter. Dopo quasi tre decenni segnati da centinaia di trattative e dal passaggio di quattro diverse gestioni societarie, Piero Ausilio lascia il club nerazzurro. La società ha deciso di promuovere al ruolo di direttore sportivo Dario Baccin, fidato braccio destro dell’ormai ex dirigente dal 2017. Un cambio di testimone nel segno della continuità interna, che mette fine a un capitolo fondamentale della storia recente della squadra di Milano.

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Un dirigente presente in quattro ere proprietarie

La figura di Piero Ausilio ha rappresentato l’elemento di stabilità e raccordo durante le profonde trasformazioni del club. Entrato nei quadri dirigenziali durante gli ultimi anni della presidenza di Massimo Moratti, il dirigente ha poi attraversato la parentesi di Erick Thohir, il ciclo di successi dell’era Zhang e Suning, fino ad accompagnare l’insediamento della proprietà Oaktree e della presidenza di Beppe Marotta. Nonostante le inevitabili contestazioni incassate nel tempo per alcune operazioni meno fortunate, l’ambiente nerazzurro gli ha sempre riconosciuto dedizione ed un forte senso di appartenenza ai colori sociali.

Le intuizioni sul mercato e la gestione dei vincoli economici

L’operato di Ausilio è stato spesso caratterizzato dalla necessità di far quadrare i conti di calciomercato all’interno di paletti finanziari stringenti, tra settlement agreement e budget ridotti. Tra le intuizioni più felici della sua gestione figurano gli ingaggi di Lautaro Martinez, Marcus Thuram, Hakan Calhanoglu ed André Onana, oltre agli acquisti del passato come Mauro Icardi e Mateo Kovacic. Giocatori scovati a cifre contenute o tesserati a parametro zero che si sono rivelati decisivi per le fortune sportive ed economiche della società.

L’eredità di Ausilio per la rinascita dell’Inter

Il contributo di Ausilio si è rivelato determinante per riportare la squadra ai vertici della Serie A e del panorama continentale. Durante le stagioni di ricostruzione, l’ex direttore sportivo ha garantito continuità tecnica al progetto, permettendo all’Inter di tornare a sollevare trofei e a competere ai massimi livelli in Champions League. L’addio dopo ventotto anni segna la conclusione di un’era indimenticabile, consegnando a Baccin il compito di guidare il futuro sportivo dei nerazzurri.

Conferenza stampa Sarri pre Roma Atalanta: «Malen è in stato di grazia, sarà un problema… Soddisfatto del mercato ma come tutti gli allenatori avrei voluto qualcosa in più»

Conferenza stampa Sarri pre Roma Atalanta: le dichiarazioni alla vigilia del match della 3ª giornata di Serie A 2026/27

L’Atalanta approccia il primo vero big match della propria Serie A 2026/2027 sulle ali dell’entusiasmo. Dopo le brillanti vittorie ottenute nei primi due turni di campionato contro Sassuolo e Bologna, la formazione allenata da Maurizio Sarri si prepara ad affrontare la complessa trasferta dello Stadio Olimpico contro la Roma, in programma sabato 5 settembre alle ore 20:45. Alla vigilia dello scontro diretto, il tecnico dei bergamaschi è intervenuto in conferenza stampa per analizzare le insidie della sfida, a partire dal pericolo numero uno rappresentato dall’attaccante giallorosso Malen: “Se ci fosse un modo sicuro per fermare i giocatori forti, i giocatori forti non esisterebbero. Malen è un giocatore velenoso in area di rigore, con tante soluzioni. Ora è in stato di grazia, sarà una problematica com’è normale che sia”.

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La gestione delle forze ed il capitolo calciomercato

L’allenatore della Dea si è poi soffermato sui ritmi serrati sostenuti dal gruppo e sulla preparazione della gara: “Abbiamo preparato la partita normalmente, gli unici che hanno giocato quattro partite in undici giorni. Questo qualche problemino, insieme ad altre situazioni, ce lo sta creando. Una settimana atipica, il modo di fare degli allenamenti seri ed importanti è complicato”.

Con la chiusura ufficiale delle trattative estive, Sarri ha espresso sollievo per la fine della sessione di trasferimenti: “Sono contentissimo che sia finito il mercato, penso che sia una situazione da mettere a posto, come pensano tanti allenatori europei. Non è che possiamo fare cinquanta giorni con i mercati aperti, quando lo dicevo io tanti anni fa ero uno che si lamentava… ormai è qualcosa che dicono tutti. Sono soddisfatto, come tutti gli allenatori avrei voluto qualcosa in più, adesso vedremo sul campo”.

La stima per Gasperini ed il ritorno all’Olimpico

La sfida propone anche un affascinante duello in panchina con l’allenatore avversario, Gian Piero Gasperini: “Abbiamo due filosofie diverse con Gasperini, a me non fa cambiare idee, è un allenatore che stimola, che ritengo fortissimo. Sappiamo tutti, soprattutto quelli della mia età, che nel calcio si è visto vincere di tutto. Va tutto bene se le cose vanno bene, la mia stima per l’allenatore è totale”.

Infine, per il tecnico si tratterà di un ritorno nell’impianto capitolino dopo i trascorsi sulla sponda biancoceleste: “Lì all’Olimpico ho vissuto tanti derby, ho fatto tanti anni di Lazio, ai tifosi della Roma non sarò tanto simpatico, ma non gli ho mai mancato di rispetto. Ho vissuto una partita particolarissima, soprattutto a Roma, in situations del genere più che la squadra rappresenti un popolo, partita particolare, però abbiamo voltato pagina e penso all’Atalanta”.

Conferenza stampa Grosso pre Fiorentina Torino: «La società ha fatto grandi investimenti e sappiamo di avere grandi potenzialità. Lavoriamo per mostrarle»

Conferenza stampa Grosso pre Fiorentina Torino: le dichiarazioni alla vigilia del match della 3ª giornata di Serie A 2026/27

La Fiorentina si appresta a scendere in campo allo stadio Artemio Franchi per la terza giornata di Serie A, dove ad attenderla ci sarà il Torino. Un avvio di campionato decisamente in salita per la compagine viola che, a dispetto di una campagna acquisti estiva ambiziosa, è ancora ferma a quota zero punti in classifica. Dopo la pesante sconfitta per 4-0 subita all’esordio contro la Roma, la squadra ha incassato un altro duro colpo cadendo in casa per 3-0 contro il Frosinone nel giorno del centenario del club. Alla ricerca del primo risultato utile sulla panchina gigliata, il tecnico Fabio Grosso ha presentato il match nella consueta conferenza stampa della vigilia.

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L’analisi dell’avversario e la voglia di riscatto

Il mister viola ha aperto il suo intervento analizzando il momento delicato vissuto da entrambe le formazioni: “Sarà una gara contro un avversario che, come noi, è partito male. Questo ci deve stimolare, vogliamo mostrare le nostre qualità. Abbiamo analizzato e provato a capire dove migliorare: sarà una gara difficile ma vogliamo ottenere qualcosa di bello.”

Gli investimenti della società e la gestione del gruppo

Sollecitato sul tema del calciomercato e sulla composizione dell’organico, l’allenatore ha sottolineato l’impegno profuso dalla proprietà e le prospettive di crescita del gruppo: “Lo conoscete meglio di me, sappiamo quanto è difficile e quanto può influire all’interno del percorso. La società ha fatto grandi investimenti e sappiamo di avere grandi potenzialità: lavoriamo per mostrarle. Sappiamo di avere margini enormi e cercheremo di valorizzare tutte le nostre risorse.”

Proseguendo nella disamina, Grosso ha risposto alle domande relative alle scelte di formazione, tra cui la titolarità di Gudmundsson contro la formazione ciociara prima della sua cessione alla Lazio: “In due partite abbiamo fatto scelte diverse. Quando si perde allora le scelte potevano essere diverse, quando si vince diventano intuizioni giuste. Io ora so la squadra di cui dispongo, è giovane e deve essere valorizzata.”

I nuovi acquisti e le condizioni degli infortunati

In conclusione, il tecnico si è soffermato sull’inserimento dei recenti innesti d’attacco e sulle condizioni fisiche di alcuni elementi chiave della rosa, rimasti in dubbio per la sfida contro i granata: “I nuovi arrivati hanno entusiasmo e voglia, ma tocca a me capire le loro condizioni. Non ho avuto tanto tempo ma capirò come e quando ci potranno aiutare. Per questa gara hanno avuto problemi Dodo e Atta. Mi auguro di riaverli oggi: in base a quello deciderò come e quando impiegarli.”

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