Pagina 2 – Calcio News 24

Finale shock dopo Roma Atalanta, Percassi insulta Tony D’Amico! La ricostruzione e le possibili conseguenze della vicenda

La ricostruzione di quanto successo al termine di Roma Atalanta, con gli insulti di Percassi rivolti a Tony D’Amico. Le possibili conseguenze

Lo Stadio Olimpico è stato teatro di un epilogo al cardiopalma nel match tra la Roma e l’Atalanta. La formazione bergamasca di Maurizio Sarri ha assaporato il successo fino all’89’ grazie alla rete siglata ad inizio ripresa da Éderson. Nei minuti finali, tuttavia, la compagine capitolina del grande ex Gian Piero Gasperini ha ribaltato le sorti dell’incontro: prima il pareggio firmato da Mario Hermoso, poi la stoccata decisiva in pieno recupero ad opera di Matias Soulé che ha regalato la vittoria ai padroni di casa.

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Tensione nel post gara: la ricostruzione della lite nel parcheggio

Al triplice fischio del direttore di gara, la profonda delusione per il K.O. ha lasciato spazio a forti tensioni dirigenziali. Secondo il Corriere dello Sport, l’amministratore delegato nerazzurro Luca Percassi, che ricopre anche la carica di vicepresidente della Lega Serie A, si è scagliato verbalmente contro il direttore sportivo dei capitolini Tony D’Amico, suo ex collaboratore a Bergamo. Secondo quanto ricostruito da diversi testimoni, il dirigente della Dea ha rivolto pesanti epiteti al ds giallorosso, il quale ha scelto di non rispondere alle provocazioni. La situazione è poi proseguita nei pressi del parcheggio della Tribuna Monte Mario, dove si è reso necessario il tempestivo intervento del servizio di sicurezza per riportare la calma.

I retroscena del mercato e le ruggini tra i due club

All’origine del teso incrocio vi sono recenti attriti legati al trasferimento del dirigente a Trigoria. Dopo il passaggio di Gasperini sulla panchina romana, D’Amico ha deciso di seguire il tecnico nella Capitale durante la sessione estiva. La trattativa per la sua separazione dal club orobico era stata tuttavia bloccata per diversi giorni dalla dirigenza bergamasca, nonostante l’Atalanta avesse già individuato in Giuntoli il nuovo responsabile dell’area tecnica.

La posizione della Roma e le possibili conseguenze

Di fronte a quanto accaduto al termine della gara, la società capitolina ha giudicato del tutto inaccettabile la condotta del dirigente avversario, confermando l’intenzione di tutelare il proprio tesserato in tutte le sedi opportune. Dal canto suo, la società bergamasca non ha al momento rilasciato dichiarazioni o note ufficiali per commentare l’episodio.

Real Madrid in emergenza totale contro l’Inter! Un solo centrocampista a disposizione verso il match di Champions, la situazione e a cosa sta pensando Mourinho

Emergenza totale per il Real Madrid a centrocampo in vista del match di Champions League contro l’Inter! La situazione e le possibili soluzioni

Il debutto nella fase a gironi della Champions League si trasforma in una complessa sfida d’emergenza per il Real Madrid. In vista dell’esordio continentale di martedì sera contro l’Inter, la società spagnola si trova a dover gestire una vera e propria ecatombe nel reparto mediano. I Blancos si presenteranno infatti all’appuntamento europeo con un unico centrocampista di ruolo arruolabile e abile all’uso: l’uruguaiano Federico Valverde. Lo riporta Diario AS.

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Squalifiche ed infortuni: la mediana delle Merengues è decimata

A determinare un quadro così critico per lo staff tecnico madrileno è la concomitante assenza di ben quattro elementi di primissimo piano. Per l’importante appuntamento contro la compagine nerazzurra non saranno a disposizione per squalifica Bernardo, Arda Güler ed Eduardo Camavinga, tre pedine cruciali sia per la qualità del palleggio sia per le rotazioni a gara in corso. A questa tripla defezione disciplinare si somma l’infortunio del francese Aurélien Tchouaméni.

Valverde guida la resistenza e le soluzioni alternative di emergenza

In questo scenario di estrema difficoltà, l’intera responsabilità dell’organizzazione di gioco ricadrà sulle spalle di Federico Valverde. Il tuttocampista sudamericano dovrà mettere in campo tutta la sua proverbiale corsa, aggressività e leadership per reggere l’urto del centrocampo avversario. Per completare la linea di meta campo, José Mourinho sarà costretto a studiare soluzioni tattiche inedite, abbassando la posizione di qualche attaccante versatile o promuovendo qualche giovane per non lasciare sguarnita la zona nevralgica del rettangolo verde.

Le ripercussioni sulla sfida contro i nerazzurri

Per l’Inter, la notizia delle pesanti defezioni tra le file del Real Madrid rappresenta un elemento di grande rilievo nella preparazione della gara. Con un reparto mediano avversario privato dei suoi principali metronomi e incontristi, la squadra italiana proverà a prendere il sopravvento nel possesso palla per imporre il proprio ritmo. La sfida di martedì sera metterà dunque alla prova la capacità di sofferenza e la profondità della rosa dei campioni di Spagna, chiamati a compiere un’impresa d’altri tempi pur di bagnare con una vittoria il ritorno nella massima competizione europea.

Calciomercato Napoli, indiscrezione clamorosa: McTominay può partire già a gennaio! Cosa sta succedendo

Calciomercato Napoli, Scott McTominay potrebbe partire già a gennaio! Novità importanti sul futuro del centrocampista scozzese

Inaspettate turbolenze di mercato scuotono l’ambiente del Napoli attorno alla figura di Scott McTominay. Secondo quanto rivelato dal quotidiano Il Mattino, il centrocampista scozzese potrebbe salutare la maglia azzurra già durante la sessione invernale di calciomercato o, al più tardi, nel corso della finestra estiva. La dirigenza partenopea intende infatti evitare di trascinare l’accordo fino alla fase finale del contratto, valutando una cessione anticipata qualora non si sblocchi la trattativa per il prolungamento.

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Le cifre dello stallo: la richiesta d’ingaggio frena la trattativa

A complicare i piani del club campano vi è una marcata distanza economica tra le parti. Come riportato dal quotidiano: “Ha scelto il posto giusto per dare la sensazione che su McTominay e il Napoli stia per calare il sipario. A cuor leggero (è il caso di dirlo), ma con sincerità, il ds Manna parla apertamente delle difficoltà che impediscono di raggiungere un’intesa tra il club azzurro e la sua stella scozzese per il prolungamento del contratto. Che pure sarebbe una priorità per il Napoli. Non c’entra solo il suo cuore impavido e non è il caso neppure di parlare di core ngrat: McTominay per rinnovare vuole un adeguamento importante (quasi 6,5 milioni netti) e poco importa se due anni fa quando è stato preso dal Manchester United era praticamente un reietto della Premier e che solo il Napoli è riuscito a rilanciare”.

La linea della società azzurra e la gestione della scadenza 2028

Nonostante l’attuale intesa leghi l’ex calciatore del Manchester United alla società partenopea fino al 2028, la posizione del direttore sportivo Giovanni Manna appare improntata alla massima fermezza gestionale. Il sodalizio guidato da Aurelio De Laurentiis intende preservare il valore economico del cartellino ed impedire che il giocatore entri nell’anno finale del proprio contratto privo di un rinnovo contrattuale già formalizzato.

Scenario futuro e possibili offerte al rientro in campo

Al momento non figurano in agenda vertici risolutivi tra gli agenti dell’atleta e la dirigenza del Napoli. Una volta completato l’iter di recupero per ritrovare la piena condizione atletica a seguito dell’operazione al cuore, la società valuterà con molta attenzione le proposte d’acquisto che perverranno dalle principali piazze europee. In assenza di un ridimensionamento delle richieste d’ingaggio, la partenza del mediano si profila come un esito quasi obbligato.

Grosso rischia l’esonero con la Fiorentina? Cosa filtra sulla decisione del club dopo la terza sconfitta consecutiva

Traballa la panchina di Fabio Grosso con la Fiorentina dopo la sconfitta col Torino, la terza di fila in questa Serie A. Ecco la decisione sul possibile esonero

La terza giornata di Serie A fa sprofondare la Fiorentina in un momento di grande crisi. Nello scontro casalingo dello stadio Artemio Franchi, i viola sono stati superati per 1-2 dal Torino guidato da Ignazio Abate, rimediando la terza sconfitta consecutiva dall’inizio del campionato. Un ruolino di marcia disastroso, con un solo gol all’attivo e ben nove marcature al passivo, che stabilisce un record negativo storico: la compagine gigliata non perdeva le prime tre partite stagionali da novantuno anni, ovvero dal torneo 1935-1936.

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Dall’illusione di Pellegrino alla rimonta firmata Mandragora e Adams

Dopo un primo tempo avaro di emozioni, salvato solo da una respinta sulla linea del granata Fortini su conclusione di Njie, la squadra di Fabio Grosso ha sbloccato il punteggio all’inizio della ripresa approfittando di una topica del portiere Lucas Perri su tiro da lontano di Pellegrino. Il vantaggio si è però rivelato illusorio. Il Torino ha preso il totale controllo della mediana con Fitz-Jim, Vlasic e l’ex Rolando Mandragora, autore al 29′ della seconda frazione del gol del pari con un sinistro dal limite. Al 37′ la rimonta si è completata con l’incornata di Adams, lesto a sfruttare il traversone di Belghali e battere David De Gea.

La rabbia della Curva Fiesole ed i cori contro la squadra

Al termine del match, il pubblico del Franchi e la Curva Fiesole hanno dato vita a una dura contestazione. Dagli spalti si è levato l’invito ironico “salta la panchina” rivolto al tecnico, oltre ai cori perentori “tirate fuori le palle”, “meritiamo di più”, “bisogna correre per vincere”, “vogliamo gente che lotta” e “rispettate la maglia”. Nonostante il clima incandescente attorno alla squadra, la dirigenza ha momentaneamente escluso qualsiasi riflessione immediata sulla posizione della guida tecnica. Lo riporta il Corriere dello Sport.

Un avvio privo di identità per la formazione viola

Il K.O. subito contro i piemontesi evidenzia il momento di totale appannamento tattico della squadra toscana, apparsa priva di un’idea di gioco definita e incapace di reagire alle difficoltà. Per Grosso ed i suoi uomini si preannuncia una sosta di lavoro complessa per provare a restituire un’anima al gruppo e risollevare una classifica decisamente allarmante.

Vlahovic, notte folle nel derby di Istanbul! Rissa sfiorata con Skriniar, poi il gol decisivo contro il Fenerbahce – FOTO

Vlahovic assoluto protagonista nel derby di Istanbul tra il Fenerbahce e il suo Besiktas! Cosa ha fatto l’ex Juventus

Impatto devastante per Dusan Vlahovic con la maglia del Beşiktaş. Nel caldissimo derby di Süper Lig disputato sul campo del Fenerbahçe, l’ex centravanti della Juventus ha messo la firma sul gol decisivo del definitivo 1-2, regalando un successo di enorme caratura al tecnico Vincenzo Italiano. La sfida si era aperta nel segno dei padroni di casa, capaci di sbloccare il punteggio al 26′ grazie all’inserimento vincente dell’ex difensore interista Milan Škriniar. La reazione delle “Aquile Nere” non si è però fatta attendere, concretizzandosi già al 38′ con la stoccata del pareggio firmata da Rıdvan Yılmaz su assist del nuovo acquisto Leandro Trossard.

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Duello fisico con Škriniar e la stoccata decisiva al 72′

Nella ripresa l’aggressività sul terreno di gioco è salita vertiginosamente di tono, trasformando la gara in un confronto ruvido e maschio. A catalizzare l’attenzione è stato in particolare il teso faccia a faccia tra Vlahovic ed il centrale slovacco, andati muso contro muso dopo un contrasto particolarmente duro e sanzionati entrambi con il cartellino giallo dal direttore di gara. A risolvere la contesa in favore dei bianconeri ci ha pensato al 72′ la classe pura del centravanti serbo: scattato con perfetto tempismo sul suggerimento fornito da Orkun Kökçü, il classe 2000 ha battuto l’estremo difensore da pochi passi, facendo esplodere la festa del settore ospiti.

Il peso della vittoria per Italiano ed il riscatto in classifica

La prestazione maiuscola del bomber ex Juve conferma la rapidità del suo inserimento negli schemi tattici di Vincenzo Italiano, subito in grado di valorizzarne la capacità di fare reparto da solo e la spietatezza negli ultimi sedici metri. Per il Beşiktaş si tratta di una vittoria fondamentale che dà uno strappo importante al prosieguo del campionato e lancia un segnale chiaro alle dirette concorrenti per il titolo.

Ripercussioni per il Fenerbahçe e l’esordio in Champions contro la Roma

Dall’altro lato, il pesante scivolone interno lascia strascichi complessi nell’ambiente del Fenerbahçe in vista dell’imminente debutto continentale. La compagine guidata da Kartal è attesa infatti giovedì alle ore 18:45 da un impegno cruciale nella prima giornata della fase a gironi di Champions League, quando ospiterà a Istanbul la Roma allenata da Gian Piero Gasperini. Per la formazione capitolina si prospetta un’opportunità estremamente favorevole per affrontare un’avversaria ferita nell’orgoglio e provata dalle fatiche di un derby estenuante.

Gullit ammette: «Gonçalo Ramos non risolve tutti i problemi, con Leao storia d’amore finita. Juve-Milan dello scorso anno un disastro, spero che stavolta…»

Ruud Gullit, leggenda del Milan, ha parlato in vista del match odierno contro la Juventus. Le sue dichiarazioni

Ruud Gullit, leggenda del Milan, ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport nel giorno del big match contro la Juventus. Le sue dichiarazioni.

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JUVE E MILAN FUORI DALLA CHAMPIONS – «Mi dispiace, certe squadre hanno la Coppa nel loro dna. Lo scorso anno i rossoneri sono andati a un passo dalla qualificazione, ma proprio sul più bello hanno sprecato mesi di duro lavoro. Spero di rivederli presto al top, però per arrivare in alto c’è bisogno di giocatori che in campo sappiano fare le scelte giuste»

JUVE MILAN – «L’anno scorso ho visto Milan-Juve a San Siro, è stato un disastro. Zero gol, zero spettacolo. Sulla carta doveva essere un big match e invece… Spero che stavolta cambi qualcosa»

GONCALO RAMOS – «Mi piace, però non si può pensare che un attaccante riesca a risolvere tutti i problemi. Quanti palloni gli arrivano? Come giocano gli altri, che dovrebbero servirlo in area di rigore? Ramos merita fiducia, ma ha bisogno di essere supportato dal resto della squadra»

LEAO – «Mi dispiace per il ragazzo, però ormai la storia d’amore con il Milan era finita»

CHI E’ PIU FORTE – «È difficile dirlo dopo appena due partite. Spalletti è bravo, mentre il Milan ha preso Amorim e sta puntando su un mix di calciatori giovani ed esperti. Chi cambia tanto ha sempre bisogno di tempo e questo Milan deve lavorare per ritrovare la fiducia»

PARAGONE LEAO GULLIT – «Sa qual è la differenza tra un giocatore forte e un fuoriclasse? Certe cose, se sei un fuoriclasse, non le fai soltanto una volta. Van Basten lasciava tutti a bocca aperta ogni volta che scendeva in campo, Leao ci riusciva in una partita su dieci. È un peccato, perché il potenziale non manca»

Buffon torna alla Juventus? «Ho in mente due strade». Poi sul mercato: «Ho dato un solo consiglio a Vicario, Grabara non è una riserva. Su Woltemade…»

Gianluigi Buffon, ex portiere della Juventus, ha parlato in vista del match odierno contro il Milan. Le sue dichiarazioni

Gianluigi Buffon, ex portiere della Juventus e della Nazionale, ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport nel giorno del big match contro il Milan. Le sue dichiarazioni.

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PRIMO JUVE MILAN – «La prima sfida a San Siro. Shevchenko mi fece un gol irripetibile, non so nemmeno quanto voluto. Qualcosa di strabiliante. Però, ovviamente, l’immagine che ho di Juve-Milan è Manchester, la finale di Champions 2003»

CHI VEDE MEGLIO – «Il Milan può avere l’entusiasmo della novità: nuovo progetto, nuovo allenatore, nuovi giocatori e può vivere sulle ali dell’entusiasmo. Quando si cambia tanto, però, serve tempo per trovare la quadra. La Juventus parte più avvantaggiata, forte dei nove mesi di lavoro di Spalletti e di un mercato indirizzato in parte anche da Luciano. La dirigenza e Spalletti hanno operato veramente bene. Mi incuriosisce Woltemade. Voglio vedere se con la sua fisicità, i suoi 198 centimetri abbinati a un’ottima tecnica, sarà dominante come mi aspetto»

WOLTEMADE – «Direi proprio di sì. Woltemade nel campionato italiano degli ultimi anni può essere un valore aggiunto»

CHI DECIDE JUVE MILAN – «Mi piacerebbe fosse Conceiçao. E soprattutto Kolo Muani: sbloccarsi in una partita così sarebbe l’ideale»

KOLO MUANI – «Kolo ha voluto fortemente la Juve, un aspetto che deve inorgoglire tutti. Ma se lo vedo a Torino, non gli dico nulla: è già stato chiaro Spalletti con lui dopo Frosinone. Non c’è più nulla da aggiungere»

SPALLETTI – «Luciano è una sorta di Mago Merlino. Perfezionista meticoloso, dal cuore buono. Spalletti tramite i suoi studi, la conoscenza del calcio e la profondità dei rapporti cerca una chimica perfetta e vincente nel presente e nel futuro»

SPALLETTI GLI HA CHIESTO CONSIGLI – «Non gli ho detto nulla e vi dico perché: il mondo Juve va vissuto. E solo quando lo vivi, lo capisci. Luciano già l’anno scorso è entrato nel cuore dei tifosi. La squadra, al di là dei risultati, ha dato risposte importanti e lui ha sempre parlato senza filtri alla gente evidenziando l’onore e l’orgoglio nel rappresentare la Juventus con tutta la sua storia»

VICARIO – «A Guglielmo ho dato solo un consiglio: godersi l’esperienza. Giocare nella Juventus è un privilegio, ovunque vai respiri l’importanza della maglia»

SOTTOVALUTATO – «No, ma è valutato da tanta gente che non ha una conoscenza piena del ruolo del portiere. Vicario è stato molto criticato nell’ultimo anno al Tottenham, ma è reduce da una esperienza forgiante, è stato protagonista e vincente in Premier. La passata stagione ha pagato dazio perché quando una squadra va male al 99,99% ci va di mezzo anche il portiere»

MAIGNAN – «Il discorso del più forte non mi convince mai. Ci sono potenzialità e aspettative, poi c’è quello che il giocatore dimostra per 10 mesi. Il miglior portiere della Serie A lo sapremo a fine stagione: la continuità fa la differenza. Maignan, Carnesecchi, Svilar, Vicario e Meret sono i più preziosi. A me piace ricordare anche Caprile, Falcone e Martinez che non avrà un compito semplice all’Inter»

GRABARA – «In passato sì, speriamo pure ora. Grabara, come Szczesny, non è una riserva. Sono portieri che danno garanzie anche da titolari: gli impegni sono tanti, è giusto far sentire importanti tutti»

MODRIC
 – «Non mi fa impressione Luka perché i campioni sono speciali anche per volontà, non solo per la tecnica. Storie come la sua mi rallegrano. Modric è Modric: se utilizzato nella maniera giusta fa ancora la differenza»

POCHI ITALIANI – «Tristezza, no. Accetto senza pormi domande. Il mondo va in questa direzione e non ho la forza per potermi opporre: subisco passivamente questa risicata rappresentanza italiana in un nostro classico»

RIGORI DI ZENICA – «No, perché ho una grandissima capacità di eliminare dalla mente le esperienze tristi e negative. Sono ottimista e fiducioso di natura, probabilmente è per questo che gli unici rigori che rivedo nel sonno sono quelli del trionfo di Berlino 2006. Quella in Bosnia è una delusione profonda e lancinante, ma il mio modo di vivere e sopravvivere a queste ustioni è quello di sopraffarle con qualcosa di bello e maestoso»

FUTURO DA DIRIGENTE DELLA JUVE
 – «Ho in mente due strade. O un’avventura che abbia dentro una parte di sentimento che mi possa trascinare, un qualcosa che riguardi la mia storia. Altrimenti un progetto accattivante con degli obiettivi impensabili per una realtà nuova che parte dal basso per arrivare verso l’infinito e oltre. Vedremo»

Kalulu sempre più leader della Juventus: l’ultimo gesto del club bianconero in chiave calciomercato non lascia dubbi!

Kalulu e il futuro che si sta sempre più delineando: qual è la decisione della Juventus per il difensore francese

La serata dell’Allianz Stadium si preannuncia carica di emozioni per Pierre Kalulu, schierato dal primo minuto nella linea difensiva di Luciano Spalletti proprio contro il Milan, sua ex squadra. Esaurito l’impegno di campionato contro i rossoneri, per il centrale transalpino prenderà il via una fase decisiva dedicata alla definizione del suo futuro con la maglia della Juventus.

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I dialoghi con l’entourage: la priorità del direttore sportivo Massara

Secondo Tuttosport, i vertici del club torinese ed i rappresentanti del calciatore avvieranno nei prossimi giorni i primissimi contatti formali per gettare le basi del prolungamento contrattuale. Le prestazioni di alto livello sciorinate dal classe 2000, unite ad un’eccezionale duttilità tattica lungo tutto il fronte arretrato, ne hanno fatto un elemento imprescindibile nelle rotazioni. Proprio per questa ragione, il nome del difensore francese figura in cima all’agenda delle operazioni prioritarie curate dal direttore sportivo Frederic Massara.

Adeguamento dell’ingaggio e centralità nel progetto di Spalletti

Al centro del tavolo delle trattative vi sarà soprattutto l’aspetto economico, con la dirigenza piemontese disposta a concedere un importante ritocco dell’ingaggio verso l’alto. L’obiettivo della società è quello di superare lo stipendio attuale, pari a 2,5 milioni di euro a stagione, in modo da parametrarlo all’effettivo peso specifico ed al ruolo da leader che il giocatore si è conquistato sul terreno di gioco.

Da risorsa a punto fermo della difesa bianconera

Arrivato a Torino tra qualche scetticismo iniziale, Kalulu ha saputo ribaltare le gerarchie a suon di prestazioni solide, diventando una garanzia sia come terzino sia come centrale difensivo. La decisione di stringere i tempi per la firma testimonia la volontà della società di pianificare l’ossatura della squadra attorno a profili giovani e già ampiamente collaudati ad alti livelli, assicurandosi le prestazioni del francese per le stagioni a venire.

Rinasce la ThuLa, Real Madrid avvisato: così Lautaro Martinez e Thuram si sono ripresi l’Inter

Lautaro Martinez e Thuram si sono ripresi l’Inter nella rimonta contro il Napoli. Che segnale in vista del Real Madrid

Nel pirotecnico successo per 3-2 ottenuto a San Siro contro il Napoli, la scena è stata interamente conquistata da Lautaro Martínez. Il capitano dell’Inter, reduce da un avvio di stagione rallentato da una preparazione ridotta dopo la parentesi iridata, ha scacciato ogni dubbio firmando una doppietta fondamentale. Insieme all’incornata vincente di Marcus Thuram, il centravanti argentino ha ricomposto la celebre intesa offensiva della ThuLa, regalando ai tifosi una serata di profonda esultanza.

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L’abbraccio del Meazza e la sintonia con Thuram

L’immagine simbolo della sfida è stata la corsa di Lautaro verso la balaustra a ridosso del settore dei sostenitori interisti per festeggiare la vittoria, subito raggiunto dal compagno di reparto. Nel post partita, l’attaccante sudamericano ha commentato con ironia la scena: “Mi ha seguito anche Thuram sulla balaustra: mi dice sempre che sono matto ad andare a esultare là, sostiene di non arrivarci, invece vedi che ce la fa?”. Il centravanti francese ha espresso profonda stima per la guida del compagno: “Lui è il nostro capitano, il nostro leader, ha giocato tanto al Mondiale e ora si è messo a disposizione della squadra: ci ha dato la vittoria, riuscirci così è troppo bello”.

La scalata nelle classifiche storiche e la condizione atletica

Le due reti realizzate contro la compagine azzurra consentono al bomber argentino di salire a quota 134 marcature in Serie A con la maglia dell’Inter, superando Stefano Nyers al terzo posto solitario nella graduatoria dei marcatori della storia del club in campionato, alle spalle di Benito Lorenzi e Giuseppe Meazza. Lo stesso capitano ha analizzato il momento atletico della squadra: “L’importante è che stiamo ritrovando la forma: tornare dal Mondiale e fare poca preparazione non è il massimo, solo i minuti ti aiutano a ritrovare la forma”. Riflettendo sui progressi del gruppo rispetto alle passate stagioni, l’argentino ha aggiunto: “Questo è quello che ci mancava l’anno scorso in queste partite… Ogni anno stiamo cercando di alzare il livello e di migliorare ancora”.

Le rotazioni in attacco e la missione al Santiago Bernabeu

Con il ritorno al gol dei due titolari inamovibili, lo staff tecnico ritrova le certezze offensive più solide dopo il recente impiego del giovane Pio. La ritrovata verve del tandem d’attacco costituisce il miglior viatico possibile in vista dell’imminente sfida di Champions League al Santiago Bernabeu contro il Real Madrid, palcoscenico di prestigio dove la stella argentina proverà a guidare i compagni verso un’altra grande impresa europea.

I numeri dominanti della Roma contro l’Atalanta! Perché la rimonta folle all’Olimpico non è stata assolutamente casuale

La Roma ha dominato contro l’Atalanta attraverso questi numeri! Cosa c’è dietro la rimonta dei giallorossi all’Olimpico

Nonostante l’iniziale svantaggio ed una rimonta completata soltanto al 93′ di gioco, la prestazione offerta dalla Roma contro l’Atalanta allo Stadio Olimpico ha evidenziato una netta superiorità sul piano del gioco. La formazione allenata da Gian Piero Gasperini, superato un breve momento di appannamento seguito alla rete avversaria firmata da Éderson, ha preso completamente in mano il pallino della gara, schiacciando la compagine di Maurizio Sarri nella propria metà campo e scatenando l’entusiasmo dei propri sostenitori.

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Dominio statistico: l’incredibile volume di tiri ed Expected Goals

A testimoniare la nitida supremazia dei giallorossi sono i dati analitici della sfida. Il valore degli Expected Goals recita un perentorio 3.24 a fronte dello 0.78 registrato dagli ospiti, mentre il conteggio totale delle conclusioni segna un impressionante 39 a 6 (con 10 tiri nello specchio della porta contro appena 2). Ben 27 tentativi sono arrivati dall’interno dell’area di rigore, accompagnati da un palo ed una traversa che hanno negato a più riprese la gioia del gol. Intervenuto nel post partita, il mister ha spiegato le difficoltà incontrate sotto porta: “Siamo stati un po’ meno cattivelli del solito, ma faceva caldo e i giocatori non sono macchine”.

Manovra avvolgente e pressing alto: la prestazione contro l’Atalanta

Il controllo totale del match da parte dei capitolini si riflette nel 66.5% di possesso palla e nel bilancio dei passaggi completati nella metà campo avversaria, ben 382 contro i 156 della formazione lombarda. La spinta sulle corsie esterne è stata costante, come dimostrano i 42 cross effettuati a fronte dei 4 avversari ed il computo dei calci d’angolo (14 a 1). Se la truppa di Sarri ha provato a pareggiare l’impatto nei duelli individuali, è poi crollata sotto il soffocante pressing romanista, capace di riconquistare 5 palloni nella trequarti offensiva contro lo zero fatto registrare dagli ospiti.

Il fattore Carnesecchi ed il successo finale

Se Paulo Dybala ed i suoi compagni di squadra hanno dovuto attendere i minuti di recupero per celebrare il successo, gran parte del merito va ascritto alle straordinarie parate compiute dall’estremo difensore Marco Carnesecchi, protagonista dell’ennesima serata di grazia tra i pali. Il successo finale incorona una prestazione d’attacco quasi impeccabile e conferma le grandi ambizioni della Roma in questo avvio di stagione.

Roma, Gasperini esalta la rimonta sull’Atalanta: «Questa squadra ha qualità e carattere»

Il tecnico giallorosso analizza il successo dell’Olimpico: decisivi Soulé, Castro e una reazione di grande personalità

La Roma conquista tre punti pesantissimi contro l’Atalanta al termine di una sfida emozionante all’Olimpico. I giallorossi si impongono per 2-1 in rimonta grazie alla rete decisiva di Matías Soulé, entrato nella ripresa e protagonista assoluto: l’argentino ha prima servito l’assist per il pareggio di Hermoso, poi ha trovato il gol che ha fatto esplodere il pubblico di casa.

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Al termine della partita, Gian Piero Gasperini ha analizzato la prestazione della sua squadra ai microfoni di Sky Sport, soffermandosi sulla reazione del gruppo, sull’impatto dei cambi e sulle prospettive future della rosa.

Gasperini Roma, la reazione contro l’Atalanta è un segnale importante

L’allenatore giallorosso ha sottolineato il valore della vittoria contro una squadra forte come l’Atalanta, arrivata dopo una gara dominata per larghi tratti ma complicata dal vantaggio degli avversari.

LA RIMONTA DELLA ROMA«È un segnale importante, perché abbiamo affrontato una squadra forte e siamo andati sotto probabilmente al suo primo tiro, dopo un primo tempo a senso unico. Con questo caldo rischi di attaccare continuamente senza trovare il gol, mentre l’avversario spende meno e può colpirti appena si apre uno spazio. Noi, però, abbiamo continuato a creare occasioni fino alla fine. Vincere così, dopo essere stati in svantaggio fino agli ultimi minuti, dimostra che il gruppo ci crede e che questa squadra ha qualità».

Gasperini ha poi evidenziato l’importanza delle sostituzioni, con gli ingressi di Soulé, Castro, Balerdi, Molina e Ghilardi risultati fondamentali per cambiare l’inerzia della partita.

L’IMPORTANZA DEI CAMBI«I cambi sono stati molto importanti. Quando attacchi così tanto spendi parecchie energie e, se non trovi il gol, rischi di non avere più la stessa forza del primo tempo. Sono stati preziosi anche gli ingressi di Balerdi e Ghilardi, perché l’Atalanta ripartiva pericolosamente. Con loro abbiamo ritrovato continuità. Carnesecchi è stato straordinario, mentre a noi è mancata un po’ di cattiveria nelle conclusioni: molti tiri erano lenti e senza la determinazione giusta. Alla fine, però, siamo stati premiati».

Roma, Gasperini apre alla coppia Castro-Malen

Il tecnico ha parlato anche della possibilità di vedere insieme Castro e Malen nel reparto offensivo, considerando il calendario molto intenso che attende la squadra dopo la sosta.

CASTRO E MALEN INSIEME«Possono sicuramente giocare insieme. Dopo la sosta avremo un calendario molto fitto, con tante sfide contro grandi squadre e tre partite a settimana per un lungo periodo. Ci sarà spazio per tutti e avremo anche la possibilità di variare sistema. Soulé è entrato benissimo ed è stato determinante, così come Molina, che ci ha dato qualità. Era quello che cercavamo: completare la squadra con alternative capaci di incidere durante le partite».

Sulla profondità della rosa, Gasperini ha spiegato che il gruppo non è ancora completo dal punto di vista numerico, ma può contare su giocatori in grado di garantire qualità anche entrando dalla panchina.

LA ROSA DELLA ROMA«Numericamente non siamo più completi dello scorso anno, perché ci mancano due o tre giocatori. Qualitativamente, però, gli ingressi di questa sera dimostrano che abbiamo delle alternative. In panchina avevo ancora De Roon, Koulierakis e altri giocatori, mentre recupereremo Pellegrini. L’importante è evitare gli infortuni: numericamente non abbiamo una rosa da Champions, ma la qualità ci permette di effettuare dei cambi senza subire un calo».

Infine, il tecnico ha parlato delle condizioni fisiche dei suoi giocatori dopo una partita particolarmente dispendiosa.

LE CONDIZIONI FISICHE«Nel finale chi aveva giocato novanta minuti era inevitabilmente affaticato. Anche Wesley ha avuto qualche crampo. Le condizioni climatiche sono davvero difficili e dover inseguire e rimontare una partita porta a spendere ancora più energie».

La vittoria contro l’Atalanta permette alla Roma di mantenersi in testa alla classifica e conferma la crescita della squadra di Gasperini, capace di reagire anche nelle situazioni più complicate.

Pagelle Roma Atalanta: Soulé la risolve dalla panchina, male Mancini e Pasalic. I VOTI

Pagelle Roma Atalanta: Soulé regala i tre punti a Gasperini con un gol al fotofinish, ecco i nostri voti e i nostri giudizi ai protagonisti in campo

La Roma conquista una vittoria pesantissima contro l’Atalanta al termine di una partita ricca di emozioni. All’Olimpico finisce 2-1 per i giallorossi, capaci di completare una rimonta nel finale dopo essere passati in svantaggio.

La squadra di Gian Piero Gasperini resta così a punteggio pieno dopo le prime giornate di Serie A, in compagnia dell’Inter, mentre la formazione di Ivan Juric torna a casa con grande rammarico dopo aver assaporato il successo fino agli ultimi minuti.

Roma-Atalanta, Carnesecchi salva la Dea nel primo tempo

La gara si apre con una forte pressione della Roma, che prende subito il controllo del gioco e crea diverse occasioni da gol. I giallorossi sfiorano più volte il vantaggio, ma trovano sulla propria strada un grande Marco Carnesecchi.

Il portiere dell’Atalanta è decisivo in particolare sui tentativi di Gianluca Mancini e Bryan Cristante, mantenendo il risultato sullo 0-0. Tra gli uomini offensivi della Roma il più brillante è Rodrigo Mora, mentre Paulo Dybala e soprattutto Donyell Malen faticano a entrare nella partita.

Dall’altra parte, la fase offensiva della Dea non riesce a creare particolari pericoli dalle parti di Svilar.

Ederson illude l’Atalanta, Soulé regala la festa alla Roma

La ripresa cambia subito volto: appena rientrata dagli spogliatoi, l’Atalanta trova il vantaggio con un blitz di Ederson, bravo a sorprendere la difesa giallorossa.

Il gol dà fiducia alla squadra nerazzurra, che sfiora anche il raddoppio in più occasioni. Samardzic e Krstovic, però, non riescono a trovare la precisione necessaria per chiudere la partita.

Nel finale la Roma aumenta la pressione e gli ingressi di Matias Soulé e Castro cambiano l’inerzia della sfida. Proprio Castro colpisce una traversa, prima del pareggio firmato da Mario Hermoso sugli sviluppi di un calcio d’angolo.

Quando il pareggio sembra ormai scritto, arriva il momento decisivo di Soulé: l’argentino batte Carnesecchi sul primo palo e fa esplodere l’Olimpico, completando una rimonta fondamentale per la corsa della Roma.

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ROMA (3-4-2-1): Svilar 6; Mancini 5 (62′ Ghilardi 6), Ndicka 5.5 (67′ Balerdi 6), Hermoso 7; Lulli 5.5 (54′ Molina 5.5), Kone 6, Cristante 6, Wesley 6.5; Dybala 5.5, Mora 6 (54′ Soulé 7.5); Malen 5.5 (62′ Castro 6). All. Gasperini

ATALANTA (4-3-3): Carnesecchi 7; Bellanova 5.5, Kossounou 6, Scalvini 6, Kolasinac 6 (72′ Zappacosta 6); Samardzic 5.5 (66′ Pasalic 5), Gaetano 5.5, Ederson 7 (79′ Kessie 6); De Ketelaere 6.5, Scamacca 5.5 (46′ Krstovic 6), Elmas 6 (66′ Zalewski 6). All. Sarri

Benzema-Lione, il clamoroso retroscena: il ritorno romantico dell’attaccante era stato valutato. Cos’è successo

L’attaccante francese avrebbe potuto chiudere la carriera nella squadra che lo ha lanciato: il vincolo con il calcio saudita ha bloccato l’operazione

Il grande colpo estivo del Lione avrebbe potuto avere un nome decisamente speciale: Karim Benzema. Secondo quanto riportato da L’Equipe, il club francese ha infatti valutato seriamente la possibilità di riportare a casa il Pallone d’Oro 2022, in quel Lione dove è cresciuto prima di diventare una leggenda del Real Madrid.

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L’attaccante classe 1987, attualmente svincolato dopo la risoluzione del contratto con l’Al Hilal, rappresentava una suggestione concreta per la società transalpina. A dicembre il centravanti compirà 39 anni, ma la sua esperienza e il suo legame con il club avrebbero potuto rappresentare un valore aggiunto per la squadra allenata da Paulo Fonseca.

Benzema-Lione, la volontà del francese era quella di tornare

Il ritorno al Lione non sarebbe stato soltanto un’operazione romantica dal punto di vista sportivo. Secondo le informazioni diffuse da L’Equipe, Benzema era pronto a concludere la sua carriera nel club in cui è cresciuto ed era disposto a farlo senza stipendio, per amore della società e della città.

Una scelta che avrebbe confermato il forte legame dell’attaccante con la realtà che lo ha lanciato nel calcio professionistico. Il progetto, però, non è riuscito a concretizzarsi per una serie di motivi legati soprattutto alla situazione contrattuale del giocatore.

Perché è saltato il ritorno di Benzema al Lione

Quando il Lione ha iniziato a valutare concretamente l’operazione, Benzema non aveva ancora risolto il proprio rapporto con l’Al Hilal. Successivamente il francese è rimasto senza squadra, ma un altro ostacolo ha impedito la firma con un nuovo club.

Come spiegato da L’Equipe, l’attaccante continua infatti a essere ambasciatore del campionato saudita fino al 2030, un accordo che intende rispettare e che gli impedisce di firmare con una società appartenente a un altro Paese.

Il possibile ritorno al Lione resta quindi soltanto un retroscena di mercato, con Benzema che avrebbe potuto chiudere la propria straordinaria carriera là dove tutto era iniziato.

Allegri dopo Inter-Napoli: «Siamo stati all’altezza della squadra più forte»

Il tecnico azzurro analizza la rimonta subita a San Siro: dagli errori difensivi alla prestazione di Vergara e Alisson

Il Napoli esce sconfitto da San Siro al termine di una partita ricca di emozioni. Gli azzurri, avanti per 2-0 grazie alle reti di Matteo Politano e Rasmus Hojlund, non sono riusciti a difendere il doppio vantaggio e hanno subito la rimonta dell’Inter, che ha completato il sorpasso con i gol della Thula, di Lautaro Martinez e Marcus Thuram per il definitivo 3-2.

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Al termine della sfida, Massimiliano Allegri ha commentato la prestazione del Napoli ai microfoni di DAZN, soffermandosi sulla gestione della gara e sugli episodi che hanno deciso il risultato.

Allegri dopo Inter-Napoli: «Potevamo segnare noi, lo hanno fatto loro»

L’allenatore azzurro ha riconosciuto il valore dello spettacolo offerto ai tifosi, ma ha sottolineato le difficoltà vissute dalla propria squadra dopo il doppio vantaggio iniziale.

LA PARTITA DI SAN SIRO «Per gli spettatori è stata una partita divertente, per noi un po’ meno. Eravamo avanti 2-0, poi abbiamo subito un gol troppo leggero e l’Inter ha cambiato ritmo, creandoci delle difficoltà. Sul gol decisivo pensavamo che il pallone fosse uscito e ci siamo fermati, ma il calcio è questo: potevamo segnare noi, lo hanno fatto loro».

Il tecnico del Napoli ha poi analizzato gli errori commessi dalla squadra, evidenziando la necessità di migliorare nella gestione dei momenti decisivi.

ERRORI DIFENSIVI «Rimane una buona prestazione, soprattutto nella gestione del pallone. In questo momento paghiamo troppo ogni errore: abbiamo subito cinque gol in due partite e dobbiamo migliorare, senza pensare che la soluzione sia soltanto difendersi dentro l’area. Siamo alla terza giornata, la condizione crescerà. Ora bisogna restare sereni e pensare alla Champions».

Allegri elogia Vergara e analizza Alisson

Nel post partita, Allegri ha dedicato spazio anche alle prestazioni individuali, soffermandosi in particolare su Antonio Vergara e Alisson Santos.

VERGARA E ALISSON «Vergara ha giocato molto bene da mezzala sinistra, con intensità e qualità. Alisson, invece, deve gestire meglio alcuni palloni, perché in queste partite ogni giocata pesa. Viene però da un lungo infortunio e deve ancora ritrovare la condizione migliore».

Allegri in conferenza: modulo e mercato del Napoli

Durante la conferenza stampa successiva alla gara, il tecnico azzurro ha parlato anche della scelta tattica adottata contro l’Inter, spiegando il motivo dell’inserimento di Badiashile.

SCELTA DEL MODULO «Non ha influito. Ho messo Badiashile per aiutare nei colpi di testa, ma il calcio non ha logiche e abbiamo preso due gol di testa».

Infine, Allegri ha commentato il tema del mercato e la forza dell’avversaria affrontata a San Siro.

INTER FAVORITA «Parlarne adesso non ha senso. Devo analizzare la prestazione della squadra. L’Inter è la squadra più forte del campionato, è la favorita. Siamo stati all’altezza della squadra più forte».

Nonostante la sconfitta, il tecnico del Napoli ha quindi evidenziato alcuni aspetti positivi della prestazione, chiedendo alla squadra di mantenere equilibrio e concentrazione in vista dei prossimi impegni, a partire dalla Champions League.

Convocati Monza per il Parma, quattro assenze per Juric: l’elenco completo

I biancorossi cercano i primi punti in campionato dopo il successo in Coppa Italia contro il Torino: emergenza per il tecnico croato

Il Monza di Ivan Juric si prepara alla terza giornata di Serie A dopo il successo ottenuto in Coppa Italia sul campo del Torino. I biancorossi saranno impegnati domani alle ore 15:00 nella trasferta contro il Parma, una sfida già importante per entrambe le squadre, ancora ferme a 0 punti dopo le prime due giornate di campionato.

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Il tecnico del Monza dovrà però affrontare la gara con una rosa ridotta a causa di diverse assenze. Oltre al lungodegente Matteo Pessina, non saranno disponibili anche alcuni dei nuovi acquisti arrivati nel corso dell’ultima sessione di mercato.

Monza, Juric senza Varela, Tourè, Ziolkowski e Zeballos

Tra gli indisponibili figurano Varela, Tourè, Ziolkowski e Zeballos. Per il difensore arrivato dalla Roma si tratta di un problema al piede che gli impedirà di essere a disposizione per la sfida del Tardini.

Situazione differente per Tourè, fermato da una contusione, mentre Varela deve recuperare da un problema all’adduttore. L’ultimo arrivato Zeballos, invece, non è ancora al meglio della condizione e dovrà completare un percorso di lavoro specifico prima di poter essere utilizzato da Juric.

Nonostante le assenze, il Monza vuole dare continuità al risultato ottenuto in coppa e conquistare i primi punti della stagione. La gara contro il Parma rappresenta infatti un appuntamento importante per iniziare a muovere la classifica e dare seguito ai segnali positivi mostrati nelle ultime settimane.

Monza, i convocati di Juric per il Parma

Di seguito l’elenco completo dei convocati del Monza per la sfida contro il Parma:

Tornqvist, Goglichidze, Lucchesi, Maye, Antov, Mangas, Foe Ondoa, Cutrone, Forson, Akinsanmiro, Birindelli, Thiam, Colombo, Bakoune, Colpani, Strajnar, Carboni, Robinson, Mota Carvalho, Kouadio, Mout, Folorunsho.

Moviola Inter Napoli, Marelli analizza gli episodi: il rigore su Lobotka e il rischio espulsione per Lautaro

L’ex arbitro commenta a DAZN le decisioni di Sozza nella sfida di San Siro terminata 3-2 per i nerazzurri

La sfida tra Inter e Napoli, terminata con il successo dei nerazzurri per 3-2 dopo una rimonta spettacolare, ha lasciato diversi episodi da analizzare dal punto di vista arbitrale. Il match diretto da Simone Sozza è stato caratterizzato da alcune situazioni controverse, soprattutto per quanto riguarda un possibile calcio di rigore richiesto dall’Inter per un tocco di mano di Stanislav Lobotka e il mancato secondo cartellino giallo a Lautaro Martinez.

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L’ex arbitro Luca Marelli, intervenuto ai microfoni di DAZN, ha analizzato i momenti più discussi della partita di San Siro, spiegando le motivazioni delle decisioni prese dalla squadra arbitrale.

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Inter-Napoli, il possibile rigore su Barella e il tocco di Lobotka

L’episodio più discusso è arrivato al 49’, quando Nicolò Barella ha reclamato un calcio di rigore dopo un contrasto con Lobotka all’interno dell’area del Napoli.

Il centrocampista nerazzurro aveva recuperato il pallone e successivamente aveva protestato per un possibile tocco con il braccio del giocatore slovacco. Sozza ha lasciato proseguire e anche il VAR non è intervenuto.

Secondo Marelli, il movimento del braccio avrebbe potuto essere punibile in caso di contatto con il pallone, ma le immagini non hanno fornito una certezza sufficiente per modificare la decisione presa in campo.

RIGORE LOBOTKA «L’Inter si lamenta molto e Barella addirittura si ferma per un tocco possibile di mano di Lobotka, il movimento è sicuramente punibile. Se Lobotka avesse toccato il pallone, il VAR avrebbe dovuto chiamare l’arbitro per l’OFR. Rivedendo tutte le immagini, soprattutto quella frontale, la rotazione del pallone e il movimento del pallone, pare non cambiare, motivo per cui non è stato fischiato.»

L’ex arbitro ha poi aggiunto:

DECISIONE VAR «Difficilissimo capire se ci sia stato il tocco, la prospettiva non ci deve ingannare, ci deve essere la certezza per un intervento del VAR, non la supposizione. Per me è corretto che il VAR non sia intervenuto, avendo visto per una decina di minuti tutte le immagini, non siamo in grado di dire con certezza se il tocco c’è stato o no. Il gesto sarebbe stato punibile in caso di contatto ma non abbiamo certezze, la supposizione non è sufficiente per il richiamo all’OFR».

Rrahmani e Lautaro: gli altri episodi sotto osservazione

Tra gli episodi analizzati anche un contatto tra Rrahmani e Pio Esposito nel primo tempo. Secondo Marelli, il difensore del Napoli ha rischiato, ma il comportamento dei due giocatori ha portato a una situazione equilibrata.

CONTATTO RRAHMANI-PIO «Rrahmani ha rischiato molto nel primo tempo ma lui e Pio Esposito si trattengono a vicenda, ha rischiato perché Rrahmani si è disinteressato del pallone, sarebbe stato oltremodo punitivo fischiare».

Situazione più delicata invece per Lautaro Martinez, protagonista prima di un’ammonizione per proteste e poi di un episodio che avrebbe potuto portare al secondo cartellino giallo.

Al 68’, il capitano dell’Inter aveva protestato per un presunto fallo non concesso dopo un duello con Rrahmani, ricevendo il cartellino da Sozza.

Due minuti più tardi, al 70’, il numero 10 nerazzurro è entrato a contatto con Rafa Marin con il braccio sinistro. Per Marelli, in quella circostanza Lautaro avrebbe rischiato l’espulsione.

RISCHIO ESPULSIONE LAUTARO «Lautaro ha rischiato la prima espulsione della stagione. Non c’è nulla, si lamenta molto Lautaro e viene giustamente ammonito, proprio perché ha gesticolato platealmente. Due minuti dopo, Lautaro rischia molto perché col braccio sinistro va a contatto con Rafa Marin. Sozza guardava proprio in quella direzione, faccio fatica francamente a capire perché non sia intervenuto, questa bracciata non c’entrava nulla con la partita e non c’era la possibilità di giocare il pallone che era più verso Rafa Marin».

Inter-Napoli, regolare il gol del pareggio di Thuram

Infine, l’ex arbitro ha analizzato anche il gol del 2-2 firmato da Marcus Thuram. La rete è stata convalidata nonostante la presenza di Rrahmani a terra nell’area del Napoli.

Secondo Marelli, la decisione di non interrompere il gioco è stata corretta, perché il difensore azzurro non era rimasto a terra per uno scontro con un avversario, ma dopo un proprio intervento.

Una serie di episodi che hanno alimentato il dibattito dopo una partita spettacolare, decisa dalla rimonta dell’Inter di Cristian Chivu e dalla doppietta di Lautaro Martinez nei momenti finali.

Giuntoli: «La scelta di Sarri è stata fin da subito condivisa con la proprietà. Ci vorrà tempo, contiamo di crescere molto»

Atalanta, Giuntoli parla prima della sfida contro la Roma: «La scelta di Sarri è stata fin da subito condivisa con la proprietà»

L’Atalanta di Maurizio Sarri si prepara al primo vero esame della stagione 2026/27. Alle 20:45 i nerazzurri affrontano la Roma, in un match che rappresenta un test significativo per valutare la crescita del gruppo e la solidità del nuovo progetto tecnico.

La squadra bergamasca arriva alla sfida forte di due vittorie consecutive, entrambe per 2‑1, ottenute contro Sassuolo e Bologna: successi che hanno dato fiducia all’ambiente e mostrato i primi segnali dell’impronta sarriana, fatta di organizzazione, intensità e ricerca costante del dominio territoriale.

Un avvio convincente, ma ora serve la prova del nove

Le prime due giornate hanno evidenziato una Atalanta già in grado di gestire i momenti complessi delle partite, pur con margini di miglioramento nella continuità del palleggio e nella precisione negli ultimi trenta metri. Sarri, tecnico noto per il suo calcio strutturato e verticale, ha iniziato a plasmare la squadra secondo i suoi principi, alternando soluzioni tattiche e valorizzando diversi interpreti della rosa.

La Roma rappresenta però un avversario di livello superiore rispetto alle prime due uscite: una squadra fisica, organizzata e capace di colpire in transizione. Per questo il match assume un peso specifico importante nella valutazione del nuovo ciclo nerazzurro.

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PAROLE – «Non è nostro costume fare proclami, cerchiamo un’identità chiara e diversa rispetto a quella degli ultimi 10 anni. Mercato? Stiamo cercando di prendere ragazzi adatti per il nuovo modo di pensare il calcio. Ci vorrà tempo ma siamo convinti di fare bene»

ROWE – «Ci mancava un esterno che potesse fare qualcosa di diverso nell’ultimo terzo di campo e pensiamo di averlo preso»

SARRI – «La scelta di Sarri è stata fin da subito condivisa con la proprietà perchè volevamo avere un’identità forte, sapendo che ci vuole tempo. È un altro modo di pensare calcio, ci vorrà tempo, contiamo di crescere molto».

Pagelle Inter Napoli: Lautaro e Thuram da urlo! E’ tornata la Pazza-Inter, altro ko per Allegri – I VOTI

Inter‑Napoli 3-2: ritmo altissimo, ribaltoni continui e una vittoria firmata Lautaro al 91’. Ecco le valutazioni ai protagonisti

La sfida tra Inter e Napoli si trasforma in una delle partite più spettacolari dell’inizio di stagione. Fin dai primi minuti il match viaggia su ritmi altissimi, con occasioni da entrambe le parti e i due portieri, Meret e Josep Martinez, protagonisti con interventi decisivi. La gara sembra una sfida di Premier League, nonostante il caldo di Milano, e la traversa colpita da Federico Dimarco su punizione prima dell’intervallo è il simbolo di un primo tempo vibrante.

Ripresa: episodi, proteste e il primo ribaltone

L’Inter protesta per un presunto tocco di mano di Stanislav Lobotka su anticipo su Barella, ma il VAR conferma la regolarità dell’azione dopo un silent check. Pochi secondi dopo, però, è lo stesso Nicolò Barella a perdere un pallone sanguinoso che apre la strada al gol di Matteo Politano, abile a punire l’errore con una conclusione precisa.

L’Inter accusa il colpo e il Napoli raddoppia tre minuti più tardi. L’azione nasce da un pallone che sembra uscire, ma resta sulla linea laterale: Giovanni Di Lorenzo lo recupera e serve Rasmus Højlund, che inventa un gol da centravanti puro.

La rimonta nerazzurra: Dimarco, Lautaro e Thuram cambiano la partita

La reazione dell’Inter è immediata. Dimarco firma il primo assist della sua stagione e Lautaro Martinez, capitano e riferimento offensivo, segna il gol che riapre la gara. Poco dopo arriva anche il sigillo di Marcus Thuram, che svetta su Badiashile e completa la rimonta.

Il Napoli prova a resistere inserendo Benoît Badiashile per rafforzare la difesa, ma l’ingresso del francese non porta benefici: la squadra di Allegri perde equilibrio e l’Inter prende definitivamente il controllo.

Finale: Lautaro decide al 91’

Il Napoli ha due occasioni clamorose per tornare avanti, ma nel recupero Lautaro firma la doppietta che vale la vittoria. Una zampata da vero leader che chiude una partita ricca di gol, parate e ribaltoni.

Prestazioni da sottolineare: Yann Bisseck ancora solido, Alisson Santos positivo negli strappi, David Neres e Lorenzo Lucca meno incisivi. Barella sbaglia, prova a rimediare. Højlund conferma di essere un bomber vero.

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INTER– J. Martinez 7; Bisseck 6,5, Akanji 6,5, Bastoni 6 (79′ Bonny sv); Diouf 6, Barella 5,5, Zielinski 6,5 (72′ Calhanoglu 6), Sucic 5,5 (46′ Jones 5,5), Dimarco 6,5 (62′ Carlos Augusto 6,5); Esposito 5,5 (46′ Thuram 7), Lautaro Martinez 7,5.

NAPOLI – Meret 7; Di Lorenzo 6, Rrahmani 5,5, Marin 5,5, Spinazzola 5,5; Anguissa 6, Lobotka 6 (79′ Gilmour sv), Vergara 5,5 (62′ De Bruyne 6); Politano 6,5 (62′ Neres 5,5), Hojlund 7 (72′ Lucca 5,5), Alisson Santos 6,5 (80′ Badiashile 5).

Colpo di mercato della Carrarese! Arriva l’ex PSG Colin Dagba: l’identikit del neo acquisto, ecco chi è

Carrarese, ufficiale l’arrivo di Colin Dagba: il terzino ex Paris Saint-Germain ha firmato fino al 2028. L’identikit del neo acquisto

La Carrarese aggiunge un nuovo rinforzo alla rosa nonostante il mercato sia formalmente chiuso. Il club apuano ha annunciato l’ingaggio di Colin Dagba, terzino francese cresciuto nel settore giovanile del Paris Saint‑Germain e con esperienze significative tra Ligue 1, Ligue 2 e campionato belga. Il giocatore ha firmato un contratto fino al 30 giugno 2028, con opzione di rinnovo per un’ulteriore stagione al verificarsi di specifiche condizioni.

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Dagba, dal vivaio del PSG alla Carrarese

Dagba è entrato nel settore giovanile del Paris Saint‑Germain nel 2016, completando la formazione fino all’approdo in prima squadra. Con il club parigino ha disputato quattro stagioni, collezionando 77 presenze complessive, di cui 55 in Ligue 1 e 7 in Champions League. Il suo debutto ufficiale è arrivato nel Trophée des Champions 2018, vinto contro il Monaco: un match che ha inaugurato un ciclo ricco di successi. Con il PSG, Dagba ha conquistato tre titoli di campione di Francia, due Coppe di Francia, una Coppa di Lega e due Supercoppe di Francia, entrando a pieno titolo nel gruppo dei giovani talenti valorizzati dal club.

Esperienze internazionali e crescita costante

Il terzino francese ha vestito anche la maglia della Francia Under 21, totalizzando 16 presenze e una rete, partecipando agli Europei di categoria del 2019 e del 2021. Un percorso che ne ha consolidato la reputazione come laterale moderno, rapido e abile nella fase di spinta.

Dopo l’esperienza a Parigi, Dagba ha proseguito la carriera con diversi prestiti e trasferimenti:

  • Strasburgo, dove ha disputato 21 partite in Ligue 1 nella stagione 2022‑23;
  • Auxerre, con cui ha vinto la Ligue 2 nel 2023‑24;
  • Beerschot, club belga dove ha continuato il proprio percorso di crescita.

Un innesto di livello per la Carrarese

L’arrivo di Dagba rappresenta un investimento importante per la Carrarese, che aggiunge alla rosa un giocatore con esperienza internazionale e abituato a palcoscenici di alto livello. Il club punta su un profilo capace di garantire qualità, corsa e affidabilità sulla fascia destra, elementi preziosi per affrontare una stagione ambiziosa.


Juventus, Thuram e Milik fuori dalla lista Serie A: le scelte di Spalletti per l’inizio di stagione. I motivi delle esclusioni

Thuram e Milik non in lista Serie A: le scelte del tecnico bianconero Luciano Spalletti per l’avvio di stagione

La Juventus ha ufficializzato una novità importante in vista del campionato: Khéphren Thuram e Arek Milik non sono stati inseriti nella lista Serie A. Una decisione che riflette le valutazioni di Luciano Spalletti, chiamato a gestire una rosa condizionata da infortuni e problemi di continuità fisica.

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Thuram escluso per i lunghi tempi di recupero

Il centrocampista francese, arrivato per rinforzare la mediana bianconera, è reduce da un’operazione al ginocchio che lo terrà fuori per diversi mesi. Spalletti, consapevole dei tempi di recupero particolarmente lunghi, ha scelto di non occupare uno slot della lista con un giocatore che resterà indisponibile almeno per tutto il girone d’andata.

Thuram, classe 2001, è uno dei profili chiave che può dare fisicità e dinamismo al centrocampo, ma il suo stop ha costretto la Juventus a rivedere la programmazione tecnica. L’esclusione dalla lista permette al club di avere maggiore flessibilità nelle scelte e di evitare una casella bloccata fino al 2027, periodo previsto per il suo rientro.

Milik fuori per problemi di continuità

Diverso il caso di Milik, attaccante polacco che negli ultimi anni ha alternato buone prestazioni a frequenti stop fisici. Spalletti ha valutato attentamente la sua situazione, considerando la difficoltà del giocatore nel garantire continuità di rendimento e disponibilità.

L’esclusione dalla lista non rappresenta una bocciatura tecnica definitiva, ma una scelta legata alla necessità di avere un gruppo pienamente affidabile dal punto di vista fisico. Milik continuerà a lavorare per recuperare la miglior condizione e restare a disposizione per eventuali aggiornamenti della lista nelle finestre consentite.

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Le scelte di Spalletti e la gestione della rosa

La Juventus si trova a gestire un avvio di stagione complesso, con diversi giocatori ai box e una rosa che necessita di equilibrio. Spalletti ha optato per decisioni pragmatiche, privilegiando la disponibilità immediata e la possibilità di inserire profili pienamente arruolabili.

Abate si gode il successo: «Abbiamo proposto un grande calcio. Grosso è un grande allenatore, la Fiorentina farà bene»

Abate analizza la rimonta del Torino al Franchi: le parole del tecnico granata del tecnico dopo il 2‑1 sulla Fiorentina

La vittoria in rimonta del Torino sulla Fiorentina, maturata nella terza giornata di campionato, porta la firma di una squadra capace di reagire con personalità dopo un primo tempo complicato. Al termine del match, Ignazio Abate, allenatore dei granata, ha commentato ai microfoni di DAZN una prestazione che conferma la crescita del gruppo e la solidità del nuovo progetto tecnico.

Un successo costruito nella ripresa

La Fiorentina era passata in vantaggio al 47’ con Pellegrino, difensore argentino abile nel gioco aereo, che aveva illuso il pubblico del Franchi. Il Torino, però, non si è disunito: prima Rolando Mandragora, centrocampista dotato di grande qualità balistica, ha trovato il pareggio con una conclusione precisa; poi Adams, attaccante fisico e dinamico, ha firmato il sorpasso nel finale, regalando ai granata tre punti pesanti.

Una rimonta che ha messo in luce la capacità del Torino di restare dentro la partita, gestire i momenti difficili e colpire quando la Fiorentina ha abbassato la tensione.

Le parole di Abate: identità, carattere e continuità

Abate, alla sua prima stagione sulla panchina granata, ha sottolineato l’importanza del risultato e l’atteggiamento della squadra

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PAROLE – «Sicuramente mi è piaciuto il modo in cui è arrivata la vittoria: giocando a calcio con personalità. Abbiamo proposto un grande calcio»

MERCATO – «Tanti arrivi negli ultimi giorni di mercato: ora bisogna amalgamarsi e conoscersi. Credo nel rapporto umano e bisogna creare un legame forte. Oggi ho visto una squadra che voleva fare il risultato»

SU GROSSO «Grosso è un amico. Loro hanno cambiato tanto, non è facile per un allenatore soprattutto se cambi molto. C’è da creare un legame tra loro. Fabio è un grande allenatore ma bisogna lasciarlo lavorare. Credo che la Fiorentina farà ben.

Grosso analizza il ko contro il Toro: «Con poco abbiamo compromesso una partita che non meritavamo di perdere. Questo è il calcio»

Fiorentina, altro ko al Franchi: il Torino rimonta nella ripresa dopo il gol di Pellegrino. Le parole di Fabio Grosso

La Fiorentina incassa un’altra sconfitta casalinga in questo avvio di stagione, cedendo 1–2 al Torino dopo un secondo tempo ricco di ribaltoni. La squadra di Fabio Grosso, tecnico chiamato a dare identità e continuità ai viola, aveva trovato il vantaggio a inizio ripresa, ma i granata hanno reagito con carattere e hanno ribaltato la gara nel finale.

Pellegrino illude il Franchi

Il match si era messo sui binari giusti per la Fiorentina al 47’, quando Pellegrino, difensore argentino forte nel gioco aereo, ha firmato l’1–0 con una conclusione precisa che aveva acceso l’entusiasmo del pubblico del Franchi. Un gol che sembrava poter indirizzare la partita, soprattutto dopo un primo tempo equilibrato e con poche occasioni nitide.

La risposta granata: Mandragora e Adams ribaltano tutto

Il Torino di Ignazio Abate, allenatore giovane e ambizioso, non si è però arreso. L’ex viola Rolando Mandragora, centrocampista dotato di grande tiro dalla distanza, ha trovato il pareggio con una conclusione precisa che ha gelato lo stadio.

Nel finale è arrivata la rete decisiva di Adams, attaccante fisico e rapido, che ha sfruttato un’incertezza difensiva e ha firmato il sorpasso granata. Un gol che ha condannato la Fiorentina a un’altra rimonta subita, confermando le difficoltà della squadra nel gestire i momenti chiave delle partite.

Un avvio complicato per i viola

La Fiorentina esce dal campo con la sensazione di aver sprecato un’occasione importante. Il vantaggio non è stato capitalizzato e la squadra ha mostrato limiti di continuità e tenuta mentale, elementi che Grosso dovrà correggere rapidamente per evitare che la stagione prenda una piega negativa.

Le parole di Grosso

A fine partita, ai microfoni di DAZN, Grosso ha analizzato la prestazione dei suoi, sottolineando la necessità di crescere nella gestione dei momenti decisivi e nella capacità di mantenere alta l’intensità per tutta la gara.

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PAROLE – «Perdere questa partita è un peccato. Potevamo fare meglio la prima frazione. Purtroppo non ci sta girando nel verso giusto. Non siamo riusciti a tenere le redini della gara, sono cose che sapevamo e volevamo nascondere un po’ ma sono venute fuori presto»

COSA NON HA FUNZIONATO «Nel primo tempo dovevamo essere più bravi a uscire e mettere più pressione. All’inizio abbiamo avuto una doppia occasione. Nella ripresa abbiamo fatto un pochino meglio e siamo andati in vantaggio. Con poco però abbiamo compromesso una partita che non meritavamo di perdere. Questo è il calcio e ci prendiamo il bello e il meno bello»

Giulia Galli al Barcellona: il talento classe 2008 lascia la Roma e firma fino al 2030 con i blaugrana

Giulia Galli sceglie il Barcellona: ufficiale il trasferimento e contratto fino al 2030. Ancora una volta una squadra estera pesca in Italia

La crescita di Giulia Galli compie un nuovo, enorme salto. L’attaccante italiana classe 2008, considerata una delle promesse più luminose del calcio femminile, lascia la Roma e approda al Barcellona, uno dei club più prestigiosi e vincenti al mondo. La giocatrice ha firmato un contratto fino al 30 giugno 2030, confermando la volontà dei blaugrana di investire su un profilo giovane ma già ricco di esperienza.

Dalla Roma al Barça: il percorso di una predestinata

Romanista fin da bambina, Galli ha completato tutto il percorso nel settore giovanile giallorosso, fino al debutto in Serie A il 1° maggio 2024 contro il Sassuolo. A soli 16 anni, un mese e 8 giorni, è diventata la più giovane calciatrice della storia della Roma a esordire nel massimo campionato.

Il suo impatto è stato immediato anche in Europa: nella stagione 2025‑26 ha segnato il gol del 2‑0 contro l’Aktobe in Women’s Champions League, diventando la seconda più giovane marcatrice giallorossa nella competizione. Un segnale chiaro del suo talento precoce.

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NXGN, Scudetto e Coppa Italia: un curriculum già ricco

Nel 2026 Galli è stata inserita nella NXGN femminile, la lista delle 25 migliori giovani promesse mondiali stilata da Goal.com. L’ultima stagione con la Roma è stata impreziosita da Scudetto e Coppa Italia, trofei che si aggiungono ai successi ottenuti con l’Under 17 e la Primavera nel 2022/23.

Mondiale U17 e Scarpino di Bronzo

Tra i momenti più importanti della sua carriera c’è il Mondiale Under 17, dove Galli ha conquistato lo Scarpino di Bronzo FIFA come terza miglior marcatrice del torneo. È stata inoltre la prima italiana a segnare più di un gol in più partite della stessa Coppa del Mondo U17, superando i precedenti record di Serturini e Giugliano.

Il Barcellona e la Liga F: un nuovo capitolo

Il Barcellona ha scelto di puntare su una calciatrice giovanissima ma già abituata ai grandi palcoscenici: Serie A, Champions League e competizioni internazionali giovanili. Galli diventa così la seconda italiana a vestire la maglia del Barça dopo Giulia Dragoni.

Assist Women, un’altra operazione internazionale

Il trasferimento è stato curato da Assist Women, l’agenzia guidata da Alessandro Orlandi, già protagonista dei passaggi di Dragoni al Chelsea e Caruso al Real Madrid. Un altro colpo che conferma l’interesse dei top club europei per i talenti italiani.

Galli è ora impegnata con l’Italia Under 20, pronta a disputare il Mondiale di categoria: un altro capitolo di una carriera che corre veloce.


Pagelle Fiorentina Torino: decide il super gol di Adams, ma colpisce anche l’ex Mandragora. Altro ko per la viola – I VOTI

Fiorentina‑Torino 1–2: rimonta granata al Franchi dopo un primo tempo bloccato. Che gol di Mandragora e Adams! I VOTI

La sfida del Franchi tra Fiorentina e Torino si accende solo nella ripresa, dopo un primo tempo povero di emozioni ma con qualche occasione significativa. La squadra di Fabio Grosso, ancora alla ricerca di continuità e fluidità di gioco, fatica a costruire trame efficaci; al contrario, il Torino di Ignazio Abate si rende più pericoloso, pur senza trovare il gol nei primi 45 minuti.

Primo tempo: poche occasioni, due infortuni e tanta tensione

La prima grande chance è viola: Perri, portiere del Torino, salva su Mastantuono, mentre Fortini respinge sulla linea il tentativo di Njie. La Fiorentina prova a spingere, ma il Torino risponde con l’ex Rolando Mandragora, che sfiora il vantaggio e fa mormorare il pubblico del Franchi.

Due episodi condizionano la frazione:

  • Oulai è costretto a lasciare il campo per un problema fisico, sostituito da Ndour, centrocampista di grande fisicità;
  • poco prima dell’intervallo, anche Coco deve abbandonare il match, lasciando spazio a Ismajli, difensore albanese.

La partita resta bloccata, con poche trame pulite e tanta attenzione difensiva.

Ripresa: l’illusione Pellegrino, poi la rimonta granata

Il secondo tempo cambia completamente volto. La Fiorentina trova il vantaggio con Pellegrino, difensore argentino abile nel gioco aereo, che illude i viola con un colpo da tre punti. Il Franchi esplode, ma l’entusiasmo dura poco.

Il Torino reagisce con carattere e ribalta la gara:

  • prima l’ex Mandragora, che trova il gol dell’1–1 con una conclusione precisa;
  • poi Adams, attaccante potente e dinamico, che firma il sorpasso e condanna la Fiorentina a un’altra rimonta subita.

Fiorentina in difficoltà, Torino cinico

La squadra di Grosso fatica a reagire, mentre il Torino gestisce con ordine e porta a casa una vittoria pesante, frutto di solidità difensiva e concretezza offensiva. La Fiorentina esce tra i fischi, consapevole di aver perso una gara che sembrava indirizzata.

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PAGELLE FIORENTINA-TORINO

FIORENTINA – De Gea 5,5; Joao Mario 5,5, Dragusin 6, Viery 5,5, Valdepenas 5; Oulai 6 (24′ Ndour 5,5), Fagioli 5,5, Brescianini 5,5 (46′ Atta 6); Mastantuono 5,5 (46′ Gnonto 5,5), Pellegrino 6.5, Njie 5.5 (79′ Pedro Goncalves sv).

TORINO – 5,5; Coco 6 (40′ Ismajli), Comert 6,5, Comuzzo 6 (70′ Braganca 6); Fortini 6,5 (56′ Patterson 6), Fitz-Jim 6, Mandragora 7, Gineitis 6 (70′ Simeone 6), Cacciamani 6,5 (56′ Belghali 6,5); Vlasic 5,5, Adams 7.

Chelsea, il caso Palestra: dal maxi‑affare estivo allo stop fisico che rinvia il debutto ufficiale: costa sta succedendo

Marco Palestra, dal sorpasso sul mercato allo stop fisico che lo tormenta: il Chelsea attende il suo esordio ufficiale

Marco Palestra è stato uno dei protagonisti assoluti della prima parte del mercato estivo. L’esterno classe 2005, reduce da una stagione brillante con il Cagliari e di proprietà dell’Atalanta, è stato al centro di una lunga trattativa che sembrava destinata a portarlo all’Inter. Alla fine, però, il Chelsea ha effettuato il sorpasso decisivo, chiudendo un’operazione da circa 60 milioni di euro complessivi e assicurandosi uno dei talenti italiani più promettenti.

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Un affare da 60 milioni e un contratto fino al 2031

Per strappare Palestra ai nerazzurri, ormai vicinissimi alla chiusura, il Chelsea ha messo sul tavolo 55 milioni di euro più 5 di bonus, con l’Atalanta che ha mantenuto un 10% sulla futura rivendita. Il giocatore ha firmato un contratto fino al 30 giugno 2031, con uno stipendio da 5 milioni netti più 2 di bonus: cifre che testimoniano quanto il club londinese creda nel suo potenziale.

Una pre‑season da protagonista

Il nuovo allenatore dei Blues, Xabi Alonso, ha puntato subito su Palestra durante le amichevoli estive. Contro Tottenham, Milan, Juventus e Real Sociedad il classe 2005 è sempre partito titolare, mostrando personalità, qualità atletiche e capacità di adattarsi al 3‑4‑2‑1 del tecnico spagnolo. Una serie di prestazioni che aveva alimentato l’attesa per il suo debutto ufficiale.

Lo stop fisico e le gare saltate

Il debutto, però, è stato rimandato. Prima della prima giornata di Premier League contro il Fulham, il talento italiano ha accusato un problema fisico che lo ha costretto ai box. Palestra non è stato convocato né contro il Fulham (24 agosto), né in Carabao Cup contro il Luton (27 agosto), né contro il Brighton (30 agosto). Alla vigilia della sfida con l’Arsenal del 6 settembre, il suo impiego resta in dubbio, anche se il giocatore è tornato ad allenarsi con il gruppo.

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Le parole di Palestra

Durante il Gran Galà del Calcio, il 2 settembre, l’esterno ha rassicurato i tifosi: «Sto bene. Si tratta ancora di qualche giorno, ma mi sento meglio». La prima convocazione potrebbe arrivare contro l’Arsenal o, più verosimilmente, nella sfida di Carabao Cup contro il Leeds, in programma il 9 settembre.

Chi ha giocato al suo posto

In assenza di Palestra, Alonso ha alternato diverse soluzioni:

  • Malo Gusto e Hatoa sulle fasce contro il Fulham;
  • Pedro Neto a destra contro il Brighton;
  • Nel 4‑2‑3‑1 schierato contro il Luton, terzini Malo Gusto e Chavarria, con Estevão e Rogers esterni offensivi.

Conferenza stampa Spalletti: «Milan? Hanno una squadra forte, lo ha confermato anche Amorim. Woltemade può giocare con Kolo Muani»

Conferenza stampa Spalletti: il tecnico bianconero ha presentato la terza partita della stagione dei bianconeri contro il Milan

La stagione della Juventus 2026/27 è iniziata e Luciano Spalletti si presenta in conferenza stampa alla vigilia della sfida contro il Milan, dopo il successo contro il Parma in casa.

Alla vigilia della terza sfida di campionato, il tecnico bianconero incontra i media alle 16.00 all’Allianz Stadium. Calcionews24 ha seguito le sue parole.

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CHE PARTITA SI ASPETTA  «Il loro allenatore ha idee chiare, si è fatto fare una squadra forte. Ci sono principi di gioco riconoscibili. Si è fatto apprezzare, lo conosciamo fin dallo Sporting per il gioco espresso. Il Milan è una squadra immediata, verticale, a piombo, va dritto per dritto, veloce nel ribaltamento dell’azione. Ti costringe a usare un motore della loro stessa cilindrata se no arrivi tardi agli appuntamenti. Ti viene addosso, crea continui micro-duelli, se ti sai muovere in anticipo è qualcosa che puoi usare. L’aggressività degli avversari va sempre usata. Juventus-Milan bella partita, naturalmente noi proveremo a farla la partita, proveremo a esprimere la voglia di vincerla».

PAROLE DI CHIVU  «Mi è sembrato che Chivu sia stato sincero, a me piacciono le persone sincere. Le sue parole sono uno stimolo a dare di più. Già c’era da solo lo stimolo di andare ma se viene definito così diventa ancora più importante dare il massimo per ridurre il gap con le squadre più forti del campionato. Nulla da evidenziare».

TRASFORMARE WOLTEMADE IN FINALIZZATORE  «Amplia i margini di gioco. Quando lo avvicini alla porta fa sempre piacere, il premio del gol piace sempre di più e stimola i calciatori. Mi è sembrato in questi pochi momenti che sappia fare tutti e due. Viene a giocare incontro ma si ritaglia lo spazio da giocare successivamente. Ha destro, sinistro, di testa colpisce anche perché la va a cercare. Ha un impatto cattivo, ha caratteristiche che possono farci comodo e vediamo di usarle in maniera corretta».

MILAN PIU’ O MENO FORTE DELL’ANNO SCORSO  «Hanno una squadra molto forte, lo ha confermato anche Amorim. Hanno tanta roba a disposizione anche domani. Nelle ultime partite non ha giocato Pulisic, Rabiot, Saelemaekers. Moreira è arrivato da poco. Hanno varietà di giocatori forti da tutte le parti a disposizione. Sono fortissimi, come tanti altri e come noi. Dovremo vedere se saremo più bravi di altre squadre. Son tutte di livello poi si va a giocare. Il fatto di esser stati rapidi negli ultimi giorni di mercato ci ha permesso di creare la possibilità di avere più soluzioni di livello».

WOLTEMADE PUO’ GIOCARE  «Inizialmente penso di non farlo partire. Ma siamo andati a prenderlo, abbiamo fiducia ed è possibile che faccia parte della partita a gara iniziata. Sa giocare a due, è relazionale, sa giocare coi compagni di squadra. Fa superiorità e riattacca lo spazio che tu lasci per andarlo a seguire. Può giocare benissimo con Kolo Muani, può giocare in verticale nel gioco aereo addosso a lui. Vediamolo poi in pratica. È una persona straordinaria, fa subito vedere la qualità caratteriale di stare dentro la squadra. C’è solo da farlo giocare».

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Liverpool, Richard Hughes lascia il ruolo di direttore sportivo: ora caccia al sostituto nella Merseyside

Richard Hughes saluta il Liverpool: via alla scelta del prossimo direttore sportivo nella Merseyside. Il comunicato ufficiale

Il Liverpool ha ufficializzato l’addio di Richard Hughes, direttore sportivo arrivato la scorsa stagione e figura centrale nella riorganizzazione dell’area tecnica dei Reds. La notizia è stata comunicata attraverso una nota diffusa sui canali ufficiali del club, nella quale si legge che Hughes «ha espresso la volontà di cercare una nuova sfida», ricevendo i migliori auguri da parte della società.

Una decisione maturata mesi fa

Secondo quanto riportato da Sky UK, Hughes aveva già manifestato l’intenzione di lasciare il Liverpool diversi mesi fa. Tuttavia, la dirigenza gli aveva chiesto di restare fino al termine della finestra estiva di mercato per garantire continuità operativa e supportare il nuovo allenatore Andoni Iraola, tecnico spagnolo reduce dall’esperienza al Bournemouth proprio con Hughes.

Il direttore sportivo ha quindi accompagnato il club durante una fase cruciale, contribuendo alla definizione delle strategie di mercato e all’inserimento del nuovo staff tecnico. Ora, con la stagione avviata, il Liverpool si prepara a vivere giorni intensi per individuare il profilo giusto che raccoglierà la sua eredità.

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Le parole di Hughes: orgoglio e gratitudine

Nel comunicato, Hughes ha voluto salutare il club con un messaggio ricco di riconoscenza: «È stato motivo di grande orgoglio servire questa istituzione incredibile e unica. Sarò sempre grato per questa opportunità».

Il dirigente ha poi ringraziato la proprietà, lo staff e i giocatori, sottolineando il contributo di tutti nel rendere il Liverpool «ciò che è». Un pensiero speciale è stato dedicato ai tifosi, che «sostengono la squadra in gran numero ovunque si giochi».

Hughes ha concluso assicurando che continuerà a seguire il club «con grande affetto», augurando successo per la stagione in corso e per quelle future.

Il futuro del Liverpool

L’uscita di Hughes apre una nuova fase per il club, che dovrà scegliere un direttore sportivo capace di proseguire il percorso avviato negli ultimi mesi. La continuità con Iraola e la costruzione di un progetto tecnico solido restano le priorità della dirigenza.

Modric resta con la Croazia: il numero 14 del Milan conferma la sua presenza in Nations League

Luka Modric non lascia, anzi raddoppia! Continua con la Croazia: presenza confermata per gli impegni di Nations League

La carriera internazionale di Luka Modric non è ancora arrivata al capolinea. La federazione croata ha infatti annunciato ufficialmente che il centrocampista, oggi pilastro del Milan, continuerà a vestire la maglia della nazionale anche nei prossimi impegni di Nations League contro Repubblica Ceca, Spagna e Inghilterra. Una decisione che conferma la volontà del classe 1985 di proseguire un percorso straordinario, fatto di 202 presenze e traguardi storici che lo hanno reso uno dei simboli del calcio croato.

Il confronto con Bilić e la scelta di andare avanti

Modric ha parlato nei giorni scorsi con il nuovo commissario tecnico Slaven Bilić, ex difensore e già guida della nazionale tra il 2006 e il 2012, oltre che con il presidente della federazione Marijan Kustić. Entrambi hanno ribadito la volontà di averlo ancora al centro del progetto, e il numero 14 ha confermato la propria disponibilità senza esitazioni.

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Bilić ha espresso grande soddisfazione per la decisione del centrocampista: «Naturalmente, la decisione di Luka mi rende estremamente felice. Sappiamo tutti cosa può dare alla Croazia, sia in campo che fuori. Non vedo l’ora di lavorare di nuovo con lui, dopo 14 anni, e condividiamo entrambi la forte ambizione di mantenere la Croazia una squadra di vertice, vincente e al pari delle migliori squadre del mondo». Parole che testimoniano l’importanza di Modric non solo come giocatore, ma anche come leader e riferimento per un gruppo che punta a restare competitivo.

Modric, un pilastro anche del Milan

A settembre compirà 41 anni, ma Modric continua a essere un punto fermo anche del Milan, dove ha scelto di proseguire la propria avventura dopo il Mondiale. Il centrocampista ha rinnovato fino al giugno 2027, con un ingaggio da 3,5 milioni netti (6,5 lordi), confermando la volontà di restare protagonista ad alti livelli.

Nella scorsa stagione ha collezionato 37 presenze e 2 gol, risultando decisivo per equilibrio, qualità e leadership. In questo avvio di campionato ha giocato titolare contro il Venezia (74 minuti) ed è subentrato contro il Torino, disputando gli ultimi 34 minuti.

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Un campione senza età

La scelta di Modric di continuare con la Croazia rafforza l’immagine di un atleta che, nonostante l’età, mantiene standard altissimi e una motivazione fuori dal comune. Per Bilić e per il Milan, resta un punto di riferimento imprescindibile.


Sassuolo, Palmieri in conferenza: «Contento del mercato, costruita una rosa competitiva. Sulla conferma di Thorstvedt posso dire questo»

Sassuolo, Francesco Palmieri in conferenza stampa ha tracciato così il bilancio del calciomercato dei neroverdi appena concluso

Presso la sede del Mapei Football Center, il direttore sportivo del Sassuolo, Francesco Palmieri, ha analizzato in conferenza stampa l’esito della sessione estiva di calciomercato. Si è trattato di una fase di trasferimenti particolarmente delicata, segnata dal nuovo assetto societario guidato dall’amministratrice delegata Veronica Squinzi dopo la separazione dallo storico dirigente Giovanni Carnevali. Un impegno corale che ha consentito di consegnare al tecnico Alberto Aquilani un organico ampiamente rinnovato per affrontare il campionato.

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La sinergia societaria e la permanenza di Thorstvedt

Nel corso del suo colloquio con i media, ha espresso soddisfazione per il lavoro svolto al fianco della dirigenza: “Sono contento per quello che abbiamo fatto perché io faccio il direttore della prima squadra da 3 anni ma c’è un team che lavora. Volevo ringraziare la proprietà perché mi ha dato la possibilità di fare un lavoro mirato per cercare di costruire una rosa competitiva”. Tra i risultati più rilevanti della sessione figura la conferma del centrocampista Kristian Thorstvedt, rimasto a Reggio Emilia nonostante l’interessamento di diversi club: “Kristian è un giocatore molto forte e siamo contenti di averlo tenuto qua. Siamo contenti per come si è sempre approcciato al Sassuolo, ha sempre dimostrato attaccamento e quello che succederà d’ora in avanti poi lo vedremo”.

Le operazioni in attacco e la struttura della rosa

Il restyling del reparto avanzato ha visto le uscite di Andrea Pinamonti in direzione Lazio e di Muharemovic al Leeds per 40 milioni di euro, bilanciate dagli arrivi dei giovani Esposito e Bowie. La linea guida strategica è stata quella di garantire una doppia opzione di valore per ogni singolo ruolo nello scacchiere tattico: “Sulla falsariga degli ultimi anni si è cercato di costruire una rosa con i doppioni in ogni ruolo, c’è più competizione nella quotidianità, si alza il livello della squadra e penso che Alberto abbia tutto il materiale per mostrare il suo potenziale”.

I giovani del vivaio ed il derby contro il Bologna

Accanto ai nuovi acquisti Van Der Brempt, Lipani e Adzic, la società ha confermato la volontà di valorizzare i prodotti del proprio settore giovanile, promuovendo la crescita di profili come Cinquegrano, Ghion e Pieragnolo. Archiviata la finestra delle negoziazioni, l’attenzione della dirigenza neroverde si sposta interamente sui verdetti del campo e sull’imminente sfida contro il Bologna: “Domani abbiamo una partita difficilissima contro il Bologna, è una squadra forte, ho avuto la fortuna di giocare a Bologna quando ero giovane”.

Conferenza stampa Tedesco pre Bologna Sassuolo: «Sono d’accordo con Fenucci, firmerei per il decimo posto!»

Conferenza stampa Tedesco pre Bologna Sassuolo: le sue dichiarazioni alla vigilia del match della 3ª giornata di Serie A 2026/27

Il Bologna cerca il primo successo stagionale al Dall’Ara contro il Sassuolo, con l’obiettivo di cancellare le due sconfitte iniziali ed un ruolino interno di una sola vittoria nelle ultime nove gare. Alla vigilia del derby emiliano, il tecnico Domenico Tedesco ha analizzato l’inserimento dei recenti innesti: “Per un giudizio finale bisogna aspettare, abbiamo preso due giocatori nel finale e dobbiamo inserirli. Resto fiducioso e contento per il futuro. I nuovi acquisti li vedo bene. Mbangula è coraggioso e applicato, Theate è come se non fosse mai andato via, poi parla tanto e può diventare importante per noi. Enem è rimasto? Volevo valutarlo dal vivo e abbiamo scelto di tenerlo”.

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L’obiettivo di Fenucci e l’equilibrio tra prestazione e risultato

Riguardo alle ambizioni espresse dall’amministratore delegato Claudio Fenucci, focalizzate sul raggiungimento delle prime dieci posizioni, l’allenatore ha commentato la gestione della piazza: “Fenucci dice primi dieci posti? Non guardo alla classifica, penso alle singole partite. Ho visto la sua conferenza e sono d’accordo con lui. L’obiettivo è provare a vincerle tutte e un decimo posto lo firmerei. Sono abituato alla pressione, ho lavorato anche a Istanbul e in uno stadio molto caldo”. Analizzando poi la prova di Bergamo, il mister ha sottolineato la necessità di una maggiore concretezza sotto porta: “Quando si gioca bene aumentano le possibilità di fare risultato. Dobbiamo essere più cinici. A Bergamo la squadra si è espressa bene, ma ovviamente è importante fare risultato anche se io nelle analisi devo staccarmi da quello. A volte è importante vincer anche non giocando bene, mentre a volte giochi molto bene e perdi. Serve equilibrio”.

Le opzioni per sostituire Orsolini e le scelte tra difesa e mediana

Dovendo rinunciare all’infortunato Riccardo Orsolini, la guida tecnica sta valutando le alternative per la corsia d’attacco: “Mbangula è un attaccante esterno che cerca la linea di fondo ma sa orientarsi Abbiamo fuori Orsolini, perdiamo gol e personalità, ma abbiamo giocatori per sostituirlo. Anche Libra è pronto e può essere una alternativa. Ieri ha giocato bene con la Primavera e potrebbe avere una chance da esterno”. Infine, Tedesco ha fatto il punto sugli errori difensivi, sull’intesa con Lukasz Skorupski e sulle rotazioni a centrocampo: “Skorupski? Ci ho parlato dopo Bergamo ma lo avrei fatto a prescindere dal gol, con lui il dialogo è costante. Alcuni gol li dobbiamo evitare ma non parlo solo di Lukasz ma di errori collettivi. La mediana? Ferguson e Pobega stanno bene, Moro è in crescita dopo il mondiale e sta alzando il livello. Amondarain inoltre ci dà una possibilità in più”.

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