Pagina 628 – Calcio News 24

San Siro, la vendita non chiude i conti: il futuro dello stadio tra ricorsi e inchieste

Dopo il via libera del Comune, il progetto del nuovo impianto deve affrontare diversi ostacoli che potrebbero rallentare la demolizione di San Siro

Il Comune di Milano ha approvato la vendita dello stadio San Siro a Inter e Milan, segnando l’inizio di un percorso che si preannuncia lungo e complesso. La decisione rappresenta un passaggio cruciale verso la costruzione di un nuovo impianto moderno, ma il cammino è tutt’altro che privo di insidie.

Secondo quanto riportato da Tuttosport, il via libera delle autorità locali ha dato una spinta significativa al progetto, ma restano numerosi ostacoli di natura legale, politica e burocratica che potrebbero rallentare o addirittura mettere in discussione l’intera operazione.

La battaglia dei comitati contrari

Tra i principali oppositori alla demolizione del Meazza c’è il comitato Sì Meazza, che ha già annunciato battaglia. I membri del gruppo hanno dichiarato di voler presentare un ricorso al Tar Lombardia e, se necessario, di rivolgersi alla Commissione Europea per fermare la demolizione dello storico impianto. La loro posizione è chiara: San Siro non è solo uno stadio, ma un simbolo della città e del calcio italiano, teatro di partite leggendarie e di campioni come Paolo Maldini, ex capitano del Milan e icona di eleganza difensiva, o Javier Zanetti, storico capitano dell’Inter noto per la sua leadership e longevità sportiva.

Le inchieste giudiziarie

Oltre alla protesta popolare, il progetto deve fare i conti con indagini già avviate dalla Procura di Milano e dalla Corte dei Conti. Al centro delle verifiche ci sono la vendita dell’impianto e il prezzo stabilito per la cessione, oggetto di diversi esposti. Questi sviluppi potrebbero rallentare ulteriormente l’iter, aggiungendo nuove incertezze a un quadro già complesso.

Un percorso ancora lungo

Il via libera del Comune rappresenta solo il primo passo. Come sottolinea Tuttosport, la partita è appena iniziata e si è già entrati nei “tempi supplementari”. L’esito finale dipenderà dalla capacità delle parti coinvolte di superare le sfide legali e burocratiche, oltre che dalla volontà politica di portare avanti il progetto.

La costruzione del nuovo stadio di Milano, destinato a ospitare le partite di Inter e Milan, sarà dunque un processo lungo e delicato. Solo la collaborazione tra club, istituzioni e cittadini potrà determinare se il futuro del calcio milanese passerà davvero attraverso la demolizione del leggendario San Siro.

Luca Zidane sceglie l’Algeria: il figlio di Zinedine convocato in nazionale

Zidane, portiere del Granada, cresciuto nella cantera del Real Madrid entra nella lista di Petkovic per le qualificazioni al Mondiale 2026

Un nuovo nome della famiglia Zidane si prepara a lasciare il segno nel calcio internazionale. Non si tratta di Zinedine, ex Juve e leggenda del calcio francese con 108 presenze e 31 gol in nazionale, ma di suo figlio Luca Zidane, portiere classe 1998 attualmente in forza al Granada. Il 27enne è stato convocato per la prima volta dalla nazionale algerina, aprendo così un nuovo capitolo nella storia della celebre dinastia calcistica.

La convocazione di Petkovic

Il commissario tecnico Vladimir Petkovic, ex allenatore della Lazio e della nazionale svizzera, ha deciso di includere Luca nella lista dei convocati per le qualificazioni al Mondiale 2026. L’Algeria affronterà la Somalia il 9 ottobre a Orano e l’Uganda il 14 ottobre a Tizi-Ouzou. “Luca merita questa chance, lo seguiamo da tempo”, ha dichiarato Petkovic, sottolineando come il portiere possa portare nuove qualità al gruppo, pur senza sbilanciarsi sul ruolo da titolare.

La carriera di Luca Zidane

Cresciuto nel settore giovanile del Real Madrid, Luca ha indossato le maglie di Racing Santander, Rayo Vallecano, Eibar e, dal 2024, del Granada. Dopo aver rappresentato la Francia nelle selezioni giovanili fino all’Under 20, ha scelto di sfruttare le origini paterne per vestire la maglia dell’Algeria, ottenendo l’idoneità grazie al via libera della FIFA.

Il portiere dovrà ora giocarsi le sue carte contro Alexis Guendouz, attuale numero uno della nazionale, e Oussama Benbot, altro estremo difensore di talento.

Un nome pesante per l’Algeria

Luca è il primo dei quattro figli di Zinedine Zidane a ricevere una chiamata internazionale. La sua presenza in squadra rappresenta non solo un rinforzo tecnico, ma anche un valore simbolico: l’Algeria, attualmente capolista del Gruppo G, sogna di avere il nome Zidane ai prossimi Mondiali.

Roma, Gasperini: «Mai capitato di sbagliare 3 rigori in una stessa occasione. Magari non siamo stati forti nello sfruttare…»

Roma, parla il tecnico giallorosso Gian Piero Gasperini: «Mai capitato di sbagliare 3 rigori in una stessa occasione». Le parole

Dopo la sconfitta per 0-1 in Europa League contro il Lille, l’allenatore della Roma Gian Piero Gasperini ha analizzato la partita ai microfoni di Sky. Le sue parole:

PAROLE – «Intanto, non mi era mai capitato di sbagliare 3 rigori in una stessa occasione. Siamo andati in svantaggio presto, questo ha messo loro nelle condizioni migliori. Credo che la Roma, al di là di un po’ di errori sul piano tecnico, ha giocato con voglia e ritmo e cercato il risultato fino alla fine. Magari non siamo stati forti nello sfruttare le opportunità ma da queste partite si esce con qualcosa in più e migliorandosi»

RIGORI SBAGLIATI – «Una situazione quasi unica e casuale. Però è successo e indubbiamente ha compromesso il risultato. La squadra, sul piano dello spirito, ha dato tanto. Quando perdi vedi tutto troppo negativo, ma per me usciamo con qualche valore in più»

RIPERCUSSIONI – «Siamo uomini di sport, si possono fare degli errori. Non esiste di abbattersi. Per fortuna si gioca ogni 3 giorni, domenica siamo di nuovo in campo. Chi fa sport deve essere felice quando vince e archiviare subito, così come quando perde»

DYBALA – «Vedremo domani: non so se riuscirà ad allenarsi con la squadra»

Verona Sassuolo, ecco i convocati di Zanetti: tornano Valentini e Mosquera, la lista degli scaligeri

Verona Sassuolo, Zanetti recupera due pedine fondamentali in vista della sfida salvezza contro il Sassuolo: i convocati

L’Hellas Verona si prepara alla sfida di Serie A contro il Sassuolo, in programma domani sera allo stadio Bentegodi. Il tecnico gialloblù Paolo Zanetti, allenatore giovane ma già esperto di salvezze difficili, ha diramato la lista dei convocati, con alcune novità importanti che potrebbero incidere sull’andamento del match.

Rientri fondamentali: Valentini e Mosquera

Tra i nomi più attesi spiccano i ritorni di Valentini, difensore centrale argentino classe 2001, e di Mosquera, attaccante colombiano dotato di grande velocità e dribbling. Entrambi erano rimasti fuori nelle ultime settimane per problemi fisici, ma la loro presenza restituisce alternative preziose a Zanetti, soprattutto in un momento cruciale della stagione.

Non mancano però le defezioni. Restano infatti indisponibili Tomas Suslov, centrocampista slovacco di grande qualità tecnica, oltre a Al Musrati, mediano libico con compiti di interdizione, Oyegoke, giovane terzino inglese, e Harroui, centrocampista olandese-marocchino abile negli inserimenti. Queste assenze riducono le opzioni in mediana, costringendo Zanetti a soluzioni tattiche più prudenti.

CONVOCATI

Portieri: Montipò, Perilli, Castagnini

Difensori: Frese, Unai Nunez, Valentini, Belghali, Bradaric, Nelsson, Slotsager, Ebosse, Bella-Kotchap, Fallou

Centrocampisti: Yellu Santiago, Serdar, Akpa Akpro, Kastanos, Bernede, Niasse, Gagliardini

Attaccanti: Sarr, Orban, Giovane, Mosquera, Ajayi

Roma sprecona, il Lille di Giroud trionfa all’Olimpico: decide Haraldsson

Tre rigori falliti condanna la Roma: la squadra francese espugna l’Olimpico 1-0 grazie al gol del giovane islandese

La serata europea dell’AS Roma si trasforma in un incubo. Allo stadio Olimpico, i giallorossi guidati da Gian Piero Gasperini, tecnico esperto e maestro di calcio offensivo, cadono 0-1 contro il Lille. Decisiva la rete iniziale di Hákon Arnar Haraldsson, giovane talento islandese classe 2003, e soprattutto la straordinaria prestazione del portiere turco Ozer, capace di neutralizzare tre calci di rigore consecutivi nella ripresa.

L’errore di Tsimikas e il gol di Haraldsson

Il match si sblocca già al 6’. Un errore in fase di impostazione di Kostas Tsimikas, terzino greco arrivato dal Liverpool, permette al Lille di recuperare palla con Thomas Meunier, esterno belga di grande esperienza. L’azione si sviluppa rapidamente: assist per Pedro Correia e tocco decisivo per Haraldsson, che con un destro potente sotto l’incrocio batte Mile Svilar, portiere serbo della Roma. È l’1-0 che indirizza la gara.

Roma generosa ma imprecisa

La squadra di Gasperini reagisce con determinazione. Matías Soulé, fantasista argentino ex Juventus, e El Aynaoui, centrocampista marocchino, sfiorano il pareggio, ma senza precisione. Al 35’ i giallorossi hanno l’occasione più nitida: prima Soulé viene murato, poi Tsimikas impegna Ozer e infine El Aynaoui trova il salvataggio miracoloso di Aïssa Mandi, difensore algerino, sulla linea di porta.

Ma il momento clou arriva all’81’: fallo di mano di Mandi e rigore per la Roma. Dal dischetto si presentano prima Artem Dovbyk, attaccante ucraino, due volte, e poi Soulé. In tutte e tre le occasioni Ozer si supera, diventando l’assoluto protagonista della serata.

Bologna Friburgo 1-1: Orsolini illude, Adamu risponde. Ancora un pareggio in Europa League

Europa League, Bologna Friburgo 1-1: Orsolini apre le danze, Adamu firma il pari. Il racconto della sfida

Il Bologna non riesce a sfatare il tabù europeo. Nella seconda giornata della League Phase di Europa League, i rossoblù si fermano sull’1-1 contro il Friburgo allo stadio Renato Dall’Ara. Una partita combattuta, con momenti di intensità ma anche errori che hanno impedito alla squadra di Italiano, tecnico noto per il suo calcio propositivo, di conquistare la prima vittoria europea della stagione.

Il vantaggio firmato Orsolini

Il primo tempo non regala grandi emozioni, ma al 29’ il Bologna trova il gol del vantaggio. Dopo un’azione insistita, Nicolai Odgaard, attaccante danese dalle doti fisiche importanti, mette in mezzo un cross basso che crea scompiglio nella difesa tedesca. Sulla respinta, Niccolò Cambiaghi, esterno offensivo classe 2000, calcia verso la porta: il portiere Noah Atubolu, giovane talento del Friburgo, non trattiene e sulla ribattuta arriva puntuale Riccardo Orsolini, ala destra e leader tecnico dei rossoblù, che insacca l’1-0.

La reazione del Friburgo

Nella ripresa la squadra di Christian Streich, allenatore tedesco alla guida del Friburgo dal 2011 e simbolo di continuità, alza il ritmo. Al 57’ arriva l’episodio chiave: su un colpo di testa di Matthias Ginter, difensore centrale della nazionale tedesca, il rossoblù Castro commette un fallo di mano ingenuo. Dal dischetto si presenta Junior Adamu, attaccante austriaco di origini nigeriane, che con freddezza spiazza Łukasz Skorupski, portiere polacco del Bologna, siglando l’1-1.

Il Friburgo sfiora il raddoppio con Scherhant, giovane attaccante tedesco, che si presenta a tu per tu con Skorupski, ma il portiere rossoblù salva due volte, prima sul tiro e poi sulla ribattuta di Ritsu Doan. Nel finale è il Bologna a provarci con Odgaard, ma il suo destro dalla distanza trova pronto Atubolu. L’ultima emozione di una gara che si chiude in parità.

Lazio, Cataldi a un passo dalla storia: nel mirino un record di un grande ex biancoceleste

Cataldi festeggia le 250 presenze in biancoceleste e punta a superare il primato di Nesta, simbolo della tradizione laziale

Da giovane in cerca di spazio a punto di riferimento imprescindibile. La parabola di Danilo Cataldi, centrocampista classe 1994 cresciuto nel settore giovanile della Lazio, è la storia di un legame indissolubile con i colori biancocelesti. Un filo che non si è mai spezzato, nemmeno dopo l’esperienza lontano da Roma nella stagione 2016/17, quando vestì le maglie di Genoa e Benevento.

Rientrato a Formello con un futuro ancora da scrivere, Cataldi ha saputo trasformare le difficoltà in opportunità. Oggi, a 30 anni, è diventato il cuore pulsante della Lazio, soprattutto in un momento di emergenza che ha visto il centrocampo ridotto ai minimi termini.

Il traguardo delle 250 presenze

Sabato, nella sfida di Serie A contro il Torino, Cataldi guiderà per la seconda volta consecutiva una mediana decimata. Ma la partita avrà per lui un valore speciale: prima del fischio d’inizio, il club lo premierà per aver raggiunto le 250 presenze ufficiali con la maglia biancoceleste.

Un destino quasi poetico: proprio contro il Torino, il 15 gennaio 2015, un giovanissimo Cataldi fece il suo esordio in Serie A con l’aquila sul petto. Dieci anni dopo, lo stesso avversario accompagna un nuovo capitolo della sua carriera.

Verso il record di Nesta

La gara contro i granata sarà la sua presenza numero 251, un passo che lo avvicina a un primato storico. Con questa cifra, Cataldi si porta a sole dieci lunghezze da Alessandro Nesta, ex difensore e capitano biancoceleste, che detiene il record di presenze per un giocatore romano nella storia della Lazio. Un traguardo che sembra ormai a portata di mano e che proietterebbe Cataldi nell’Olimpo delle bandiere del club.

Un leader silenzioso

In un momento di crisi profonda, con la squadra alla ricerca di punti di riferimento, la Lazio si affida al suo prodotto del vivaio. Cataldi non è un leader urlatore, ma un esempio di dedizione e appartenenza. Cresciuto a Formello, ha saputo conquistarsi il rispetto di compagni e tifosi con il lavoro quotidiano e la fedeltà ai colori biancocelesti.

Oggi, più che mai, la Lazio ha bisogno del suo regista. E Cataldi, tornato a casa dopo un lungo viaggio, è pronto a prendersi sulle spalle la squadra e a inseguire la storia.

Roma Lille, clamoroso all’Olimpico: tre rigori sbagliati di fila dai giallorossi

All’Olimpico nel corso di Roma Lille va in scena l’incredibile: tre penalty consecutivi neutralizzati dal portiere francese

Una serata incredibile quella vissuta allo Stadio Olimpico durante la sfida di Europa League tra Roma e Lille. I giallorossi hanno avuto l’occasione di rimettere in equilibrio il match grazie a tre calci di rigore consecutivi, ma li hanno falliti tutti, lasciando increduli tifosi e addetti ai lavori.

Tre rigori, tre errori

Al minuto 75, l’arbitro belga Lambrechts ha assegnato un penalty alla Roma per un fallo di mano in area commesso da Aïssa Mandi, difensore algerino del Lille. Dal dischetto si è presentato Artem Dovbyk, attaccante ucraino classe 1997, noto per la sua fisicità e il fiuto del gol. Il suo tiro, però, è stato respinto dal portiere turco Ozer, protagonista assoluto della serata.

L’arbitro ha fatto ripetere il rigore per il posizionamento irregolare dell’estremo difensore francese. Dovbyk ha avuto così una seconda chance, ma ancora una volta Ozer ha neutralizzato la conclusione. A quel punto, la responsabilità è passata a Matías Soulé, giovane talento argentino ex Juventus, che ha provato a cambiare angolo di tiro. Anche in questo caso, però, il portiere del Lille ha avuto la meglio, parando il terzo tentativo consecutivo. Clamoroso all’Olimpico.

Inter Cremonese, Nicola senza un calciatore: la situazione infortunati prima di San Siro

Inter Cremonese: I grigiorossi si preparano alla sfida contro l’Inter con un solo assente: il centrocampista Collocolo, ancora ai box

La Cremonese si avvicina con concentrazione e determinazione alla difficile trasferta di San Siro contro l’Inter, una delle partite più impegnative della stagione. La formazione grigiorossa, guidata da Davide Nicola, tecnico piemontese noto per la sua capacità di motivare i gruppi e trasmettere intensità, sta vivendo una settimana di lavoro serrato per arrivare al meglio all’appuntamento con i nerazzurri.

L’assenza di Collocolo pesa sul centrocampo

L’unico indisponibile certo è Michele Collocolo, centrocampista classe 1999, elemento fondamentale per equilibrio e dinamismo in mediana. Il giocatore è ancora alle prese con il recupero dopo un intervento per una lesione muscolare che lo tiene lontano dai campi da diverse settimane. Il suo rientro non è imminente e lo staff medico della Cremonese sta lavorando con prudenza per garantirgli un recupero completo. La sua assenza priverà Nicola di una pedina importante, ma non mancano alternative pronte a dare il massimo per non far rimpiangere il compagno.

Preparazione intensa e mentalità vincente

La Cremonese è consapevole della forza dell’Inter di Chivu, ma non intende farsi intimorire dall’atmosfera di San Siro. Nicola ha ribadito l’importanza di affrontare ogni partita con la stessa intensità, indipendentemente dal valore dell’avversario. Negli ultimi incontri i grigiorossi hanno mostrato segnali di crescita, e l’allenatore spera che questa continuità possa emergere anche contro una delle realtà più solide della Serie A.

Durante la settimana, lo staff tecnico ha lavorato su schemi mirati a limitare la pericolosità offensiva dei nerazzurri, puntando su compattezza difensiva e capacità di ripartenza. L’obiettivo è quello di presentarsi a Milano con una squadra organizzata, pronta a rispondere colpo su colpo alle sollecitazioni degli avversari.

Obiettivo: un risultato positivo a San Siro

Nonostante le difficoltà e l’assenza di Collocolo, la Cremonese guarda alla sfida con fiducia e determinazione. La squadra vuole sfruttare al massimo le proprie risorse per provare a strappare un risultato positivo in un palcoscenico prestigioso come San Siro. La missione è complessa, ma la mentalità grigiorossa resta chiara: dare tutto in campo per continuare il percorso di crescita e dimostrare di poter competere anche contro le big del campionato.

Sampdoria, infortunio Altare: arrivano segnali positivi dall’allenamento, tutti i dettagli

Sampdoria, il difensore prosegue il percorso di recupero: ecco le novità emerse dalla seduta di oggi e le prospettive per il rientro

La Sampdoria di Massimo Donati, tecnico ex centrocampista di Milan e Atalanta, ha ripreso immediatamente gli allenamenti in vista del prossimo impegno di campionato contro il Pescara, in programma domenica alle ore 17:15 allo stadio Luigi Ferraris di Genova. Dopo il pareggio esterno contro il Catanzaro, i blucerchiati sono chiamati a reagire e a ritrovare la vittoria per rilanciare la propria classifica in Serie B.

Allenamenti a Bogliasco: doppia seduta per la squadra

La squadra si è ritrovata al centro sportivo di Bogliasco sotto un sole ancora estivo. L’intensità della seduta è stata elevata e ha previsto un doppio impegno: i titolari della sfida contro i giallorossi hanno svolto un lavoro di scarico, mentre gli altri giocatori disponibili hanno partecipato a una partitella di circa un’ora contro la formazione Primavera. Un test utile per mantenere alta la condizione fisica e il ritmo partita.

Giorgio Altare: condizioni e recupero del difensore

Un tema centrale della giornata è stato il recupero di Giorgio Altare, difensore centrale classe 1998, cresciuto nel settore giovanile del Milan e oggi colonna della retroguardia blucerchiata. Il giocatore ha accusato un lieve fastidio muscolare nei giorni scorsi, ma secondo il report medico della società ha svolto un programma personalizzato di recupero. L’obiettivo dello staff è metterlo a disposizione di Donati già per la gara contro il Pescara, evitando rischi di ricadute. La sua presenza sarebbe fondamentale per dare solidità al reparto arretrato.

Sampdoria pronta alla sfida con il Pescara

La partita contro il Pescara rappresenta una tappa importante per la Sampdoria, che con Donati in panchina ha mostrato progressi sul piano del gioco ma deve migliorare in fase realizzativa. Una vittoria domenica permetterebbe ai blucerchiati di consolidare la propria posizione in classifica e di alimentare le ambizioni di alta quota.

Il recupero di Altare, unito alla determinazione vista negli allenamenti, offre segnali incoraggianti. La Sampdoria si prepara così a scendere in campo con il massimo impegno, consapevole che i tre punti contro il Pescara potrebbero rappresentare una svolta nella stagione.

Milan, Jashari accelera il recupero: ecco quando è previsto il suo rientro, i dettagli

Ardon Jashari verso il rientro: fissata la possibile data del ritorno in campo dopo l’infortunio con i rossoneri

Il recupero di Ardon Jashari, giovane centrocampista svizzero classe 2002, procede a passo spedito. Il talento ex Lucerna, arrivato al Milan nell’ultima sessione di calciomercato estivo come uno dei colpi più attesi, è stato avvistato a San Siro durante la sfida di Coppa Italia contro il Lecce, a sostegno dei compagni. Un segnale importante che testimonia non solo la sua vicinanza alla squadra, ma anche la determinazione a tornare in campo il prima possibile.

L’infortunio e la riabilitazione

Jashari si era fermato lo scorso 29 agosto a causa di un infortunio rimediato in allenamento. Dopo un periodo di riposo trascorso in Svizzera, il centrocampista è rientrato a Milano per intraprendere la fase decisiva della riabilitazione. Lo staff medico e tecnico del club rossonero, guidato da Massimiliano Allegri, allenatore esperto e vincitore di numerosi titoli in Serie A, sta monitorando con attenzione ogni step del suo percorso.

Obiettivo rientro: fine ottobre-inizio novembre

Secondo le prime valutazioni, l’obiettivo è rivedere Jashari in campo tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre, un periodo cruciale della stagione in cui il Milan sarà chiamato a gestire un calendario fitto di impegni tra campionato e coppe. Il ritorno del centrocampista potrebbe rappresentare una risorsa fondamentale per Allegri, che avrebbe così un’ulteriore opzione di qualità per il centrocampo, reparto chiave per l’equilibrio della squadra.

Un rinforzo prezioso per il Milan

La presenza del giocatore a Milano è un segnale forte: Jashari vuole mettersi a disposizione dei compagni al più presto e dimostrare il suo valore in maglia rossonera. La società e i tifosi ripongono grandi aspettative su di lui, considerato uno dei prospetti più interessanti del calcio svizzero.

L’importanza per la dirigenza

Anche Igli Tare, dirigente sportivo del Milan ed ex direttore sportivo della Lazio, ha sottolineato quanto il recupero di Jashari sia strategico. Un centrocampista con le sue caratteristiche – dinamismo, visione di gioco e capacità di dare equilibrio – può rivelarsi decisivo per la solidità della squadra e per la costruzione della manovra.

Con il suo rientro, il Milan potrà contare su un’arma in più per affrontare i mesi più intensi della stagione, con l’obiettivo di restare competitivo su tutti i fronti.

Simone Pepe: «Contro l’Udinese mi aspetto una bella partita. A Cagliari ho iniziato con quel ruolo che poi mi ha portato all’Udinese e in Nazionale»

Simone Pepe, ex Cagliari e della Juven, è stato l’ospite della trasmissione radiofonica, dove ha condiviso le sue opinioni su Pisacane e non solo

Simone Pepe, ex centrocampista di Cagliari e Juventus, ha vissuto una stagione particolarmente positiva in Sardegna, collezionando 36 presenze e mettendo a segno 3 reti. L’ex azzurro è stato protagonista come ospite speciale della trasmissione di Radiolina Il Cagliari in diretta, dove ha ripercorso la sua esperienza rossoblù e commentato l’attualità calcistica. Le sue parole:

LAVORO DA AGENTE – «Quando ho smesso mi sarebbe piaciuto andare a vedere i giocatori e vedere un sacco di partite, lo facevo già prima, per questo ho scelto di afre l’agente. Ieri ho visto Samp-Catanzaro del mio amico Aquilani, a lui piace fare l’allenatore e lo rende vivo, io preferisco fare l’agente. Quando smetti devi reinventarti e prendere un impegno serio, dare un consiglio ai ragazzi è come una missione. Quando passa il tempo ti leghi ai ragazzi e alle loro famiglie, è bello aiutarli».

GIOVANI – «Ho assistenti e giocatori giovani, uno ha giocato contro il Cagliari, ovvero il figlio di Fabio Grosso. L’ho portato a Frosinone perché non giocava molto alla Juventus, è stata una scelta ponderata e ha vinto tanto con la Primavera. Ora è in pianta stabile in prima squadra con i ciociari».

GIOVANI CHE GIOCAVANO CON ME – «Quando Sanchez aveva 17 anni arrivava dall’Argentina ed era un giocatore stratosferico, infatti poi ha giocato in grandi squadre come Inter, Barcellona e Arsenal. Si allenava con noi e già a quell’età era fortissimo. C’era pure Kastanos dell’Hellas, si vedeva che aveva delle buone qualità, poi nel percorso ti deve andare sempre tutto bene per diventare un big».

STAGIONE 2006-07 – «E’ stato un trampolino di lancio, lì poi ho iniziato a fare l’esterno grazie a Giampaolo. Davanti a me giocavano Suazo e Capone, pace all’anima sua, mi vengono i brividi. A Cagliari ho iniziato con quel ruolo che poi mi ha portato all’Udinese e in Nazionale. Lopez mi ha aiutato tanto e sono rimasto in contatto con Conti che per me è un fratello».

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Fabio Cannavaro pronto a guidare una Nazionale ai Mondiali 2026: attesa per l’ufficialità

Fabio Cannavaro è vicino a firmare con l’Uzbekistan, qualificato per la prima volta alla fase finale della Coppa del Mondo

Una nuova avventura internazionale attende Fabio Cannavaro, ex difensore della Juventus e capitano della Nazionale italiana campione del Mondo nel 2006. Il Pallone d’Oro dello stesso anno, oggi allenatore, è pronto a sedersi sulla panchina dell’Uzbekistan, nazionale che ha recentemente conquistato una storica qualificazione ai Mondiali del 2026.

Secondo le ultime indiscrezioni, Cannavaro avrebbe raggiunto un accordo verbale con la federazione uzbeka. Come riportato dal giornalista esperto di calciomercato Fabrizio Romano, i documenti ufficiali dovrebbero essere firmati entro le prossime 24-48 ore. L’annuncio ufficiale è quindi atteso a breve, aprendo un nuovo capitolo nella carriera da tecnico dell’ex difensore napoletano.

Cannavaro e la sua carriera da allenatore

Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, Cannavaro ha intrapreso un percorso da allenatore che lo ha portato in diverse realtà internazionali. Ha guidato club in Cina (Guangzhou Evergrande), in Arabia Saudita (Al-Nassr) e più recentemente in Italia con Benevento e Udinese, oltre a una breve parentesi in Croazia con la Dinamo Zagabria. Nel 2019 aveva già ricoperto, seppur per poche settimane, il ruolo di commissario tecnico ad interim della Cina.

Quella con l’Uzbekistan rappresenta però la sua prima vera esperienza da CT di una nazionale maggiore, con la responsabilità di condurre la squadra verso il palcoscenico più prestigioso del calcio mondiale.

L’Uzbekistan e il sogno Mondiale

La nazionale uzbeka ha scritto la storia qualificandosi per la prima volta alla fase finale della Coppa del Mondo 2026, che si disputerà tra Stati Uniti, Messico e Canada. Per il Paese si tratta di un traguardo senza precedenti, e l’arrivo di un tecnico di fama internazionale come Cannavaro è visto come un passo decisivo per affrontare al meglio questa sfida.

La sua esperienza da calciatore, con oltre 130 presenze in azzurro e una carriera ai massimi livelli tra Parma, Inter, Juventus e Real Madrid, unita alla maturità acquisita in panchina, saranno le armi principali su cui l’Uzbekistan punterà per ben figurare al Mondiale.

Una sfida di prestigio

Per Cannavaro, 50 anni, si tratta di un incarico tanto esotico quanto affascinante. Guidare una nazionale emergente in un torneo di portata globale rappresenta una sfida di grande prestigio e responsabilità. L’Uzbekistan, dal canto suo, affida al carisma e all’esperienza del campione del mondo italiano la speranza di scrivere una pagina indimenticabile della propria storia calcistica.

Coppa delle Campionesse FIFA 2026: ecco dove si giocherà la fase finale del torneo

Londra diventa il palcoscenico della fase finale della Coppa delle Campionesse FIFA 2026, con quattro match che assegneranno il titolo

La FIFA ha ufficializzato una decisione di grande rilievo per il calcio femminile internazionale: la fase finale della Coppa delle Campionesse 2026 si disputerà a Londra, dal 28 gennaio al 1° febbraio 2026. La capitale inglese, già teatro di eventi calcistici di portata mondiale, ospiterà quattro partite decisive che assegneranno il prestigioso trofeo.

Le decisioni del Consiglio FIFA

Durante la stessa riunione, il Consiglio FIFA ha annunciato anche altre novità:

  • Azerbaigian e Uzbekistan saranno i Paesi co-organizzatori della Coppa del Mondo FIFA U-20 2027.
  • Sono state definite le date della Coppa d’Africa femminile CAF 2026, che si svolgerà dal 17 marzo al 3 aprile.

Queste scelte confermano la volontà della FIFA di ampliare la diffusione del calcio femminile e giovanile, portando grandi eventi in aree geografiche emergenti.

Con questa assegnazione, Londra si conferma capitale del calcio internazionale. Dopo aver ospitato finali di Champions League e partite decisive di Europei e Mondiali, la città si prepara ad accogliere un evento che contribuirà a rafforzare ulteriormente il ruolo del calcio femminile nel panorama sportivo mondiale.

La Coppa delle Campionesse FIFA 2026 promette dunque spettacolo, emozioni e una cornice di pubblico che renderà indimenticabile questa edizione.

Thomas Muller trascina i Vancouver Whitecaps: primo trofeo in Canada con gol decisivo

Thomas Muller trascina i Vancouver Whitecaps: gol e primo titolo nel Canadian Championship. I dettagli

I Vancouver Whitecaps hanno conquistato il Canadian Championship 2025, superando in finale il Vancouver FC con un netto 4-2. La vittoria segna un momento storico per il club della British Columbia, ma soprattutto per Thomas Müller, ex bandiera del Bayern Monaco, che ha trovato la rete nella partita decisiva, confermando il suo impatto immediato nel calcio nordamericano.

Un torneo in crescita

Il Canadian Championship, istituito nel 2008, è nato con l’obiettivo di garantire al Canada una rappresentante nella CONCACAF Champions League. Prima della nascita della Canadian Premier League nel 2019, infatti, le squadre canadesi militavano prevalentemente nei campionati statunitensi. Oggi la competizione riunisce i club della MLS – come Whitecaps, Toronto FC e CF Montréal – e le formazioni della lega nazionale, offrendo un palcoscenico unico per il calcio canadese.

A 35 anni, Thomas Müller, attaccante tedesco noto per la sua intelligenza tattica e la capacità di inserirsi negli spazi, ha scelto di chiudere la carriera lontano dall’Europa, accettando la sfida canadese. Il suo arrivo a Vancouver ha avuto un impatto immediato: cinque gol in cinque partite, numeri che testimoniano la sua classe senza tempo. La rete in finale non è solo un sigillo personale, ma anche la conferma di quanto la sua esperienza possa elevare il livello della squadra.

Pellegrini su Gasperini: «Con lui ho questo rapporto. Vi svelo una cosa sulla Roma»

Roma, Pellegrini: «Voglio crescere ancora. Con Gasperini rapporto diretto e costruttivo»

Lorenzo Pellegrini, centrocampista e capitano della Roma, ha parlato ai microfoni nel post-partita della sfida contro il Lille, valida per la seconda giornata del girone unico di Europa League. Un match importante per i giallorossi e un’occasione per il numero 7 romanista di ribadire il suo peso specifico all’interno della squadra, non solo per il gioco ma anche per la leadership.

«Ho lavorato tanto per arrivare fin qui – ha dichiarato Pellegrini – e alla fine quello che conta è sempre il campo. Le parole lasciano il tempo che trovano, ma dentro il campo, per me, per il mister e per i miei compagni, è lì che si fa davvero la differenza. Sono felice di essere tornato a dare il mio contributo, ma so che posso migliorare ancora. Sto lavorando ogni giorno per raggiungere un livello sempre più alto».

Il legame con l’ambiente Roma è viscerale. Cresciuto nel settore giovanile giallorosso, Pellegrini è diventato negli anni uno dei simboli del club capitolino. E ora, con un allenatore esigente come Gasperini, ha davanti a sé nuove sfide, anche sul piano personale.

«Con il mister ho un rapporto molto diretto – ha spiegato il centrocampista – ci siamo sempre detti le cose in faccia, e questo è un grande punto a favore. Gasperini mi ha chiesto di migliorare su alcuni aspetti del mio gioco, specialmente dal punto di vista atletico. Sto cercando di seguire ogni sua indicazione perché credo nel lavoro che stiamo facendo. Alla fine, come sempre, sarà il campo a dire se ho fatto bene».

Il centrocampista della Roma ha poi aggiunto: «Sento di avere ancora margini importanti di crescita. Voglio diventare un calciatore più completo e aiutare la squadra in ogni situazione. È questo l’obiettivo che mi sono posto in questa stagione».

La prestazione contro il Lille è stata incoraggiante per Pellegrini, che ha messo in mostra grinta, visione di gioco e spirito di sacrificio. In un momento cruciale per il cammino europeo della Roma, la sua presenza è fondamentale, sia come guida tecnica che come leader emotivo in campo.

Roma, Massara così: «Fiducia in Gasperini. Può puntare anche su questi giocatori»

Roma, Massara alla vigilia di Roma‑Lille: «Panchina profonda e fiducia nel percorso»

Alla vigilia della sfida europea tra Roma e Lille, il direttore sportivo Tiago Pinto Massara ha parlato ai microfoni di Sky Sport, rilasciando dichiarazioni su rotazioni, condizioni di Dybala e ambizioni offensive per i giallorossi. Ecco i passaggi salienti dell’intervento.

«Spesso la bontà delle rose si vede dalla qualità della panchina» esordisce Massara, sottolineando che la Roma dispone di alternative valide per affrontare un calendario fitto. «Ci sono diverse soluzioni a disposizione del mister. Lui valuta partita dopo partita chi far giocare. In questo periodo abbiamo tantissimi impegni, quindi è giusto ruotare, considerando che abbiamo un organico profondo e sperando che i risultati ci diano ragione».

Uno dei temi più attesi riguarda le condizioni di Paulo Dybala. Sul suo recupero, Massara spiega: «Sta recuperando bene, speriamo che sarà disponibile domenica per la trasferta di Firenze. Domani ne sapremo di più. Non è l’unico giocatore in scadenza, ma in questo momento il tema rinnovi non è stato ancora affrontato: ci concentriamo sulle partite e vedremo dopo».

A proposito del potenziale offensivo della squadra, il ds della Roma non manca di evidenziare le difficoltà del confronto con il Lille: «Il Lille è un club di grande qualità, con giovani forti e giocatori esperti come Giroud, che a quell’età continua a fare la differenza. Sarà un avversario molto complicato». Tuttavia, Massara si mostra ottimista riguardo al percorso dei giallorossi: «Siamo contenti di come stiamo andando. Abbiamo conservato una solidità difensiva che ha contraddistinto la Roma nella seconda parte della stagione scorsa. Ci auguriamo di trovare maggiore prolificità in attacco nelle prossime settimane».

Massara tocca poi il tema dei rientri: «Il ritorno di giocatori come Dybala e lo stesso Bailey potrà dare soluzioni importanti al mister, che saprà come sfruttarli». Insomma, la Roma punta non solo a fare bene in Europa, ma anche a crescere gradualmente, con ambizione ma senza fretta.

In sintesi, le parole di Massara segnano una chiara linea di fiducia: squadra profonda, rotazioni necessarie, e un mercato interno che potrà essere valorizzato soprattutto con il rientro dei giocatori chiave. La serata contro il Lille si presenta come un altro banco di prova per una Roma che vuole confermarsi su più fronti.

Convocati Germania, Nagelsmann ha sorpreso tutti con quelle scelte!

Convocati Germania: Nagelsmann sorprende, fuori Bisseck e spazio ai giovani

La Nazionale tedesca si prepara ad affrontare le prossime sfide di qualificazione per il Mondiale 2026, ma una delle sorprese della lista dei convocati Germania è l’assenza di Yann Bisseck, giovane difensore dell’Inter. Nonostante le ottime prestazioni del centrale, che sta giocando regolarmente con la squadra nerazzurra, Julian Nagelsmann ha scelto di non convocarlo per le partite in programma, optando invece per nuovi volti da testare nel suo reparto difensivo. Di conseguenza, Bisseck resterà a Appiano Gentile per continuare a lavorare con il suo allenatore Cristian Chivu, mentre la Germania si prepara ad affrontare le sfide cruciali.

Nella lista ufficiale dei convocati, il commissario tecnico della Germania ha chiamato i seguenti giocatori per rinforzare la squadra e puntare alla qualificazione diretta:

Portieri:

  • Oliver Baumann (TSG Hoffenheim)
  • Finn Dahmen (Augusta)
  • Alexander Nübel (Stoccarda)

Difensori:

  • Robert Andrich (Bayer Leverkusen)
  • Waldemar Anton (Borussia Dortmund)
  • Ridle Baku (RB Lipsia)
  • Nathaniel Brown (Eintracht Francoforte)
  • Robin Koch (Eintracht Francoforte)
  • David Raum (RB Lipsia)
  • Nico Schlotterbeck (Borussia Dortmund)
  • Jonathan Tah (FC Bayern Monaco)

Centrocampisti:

  • Karim Adeyemi (Borussia Dortmund)
  • Nadiem Amiri (Magonza)
  • Serge Gnabry (FC Bayern Monaco)
  • Leon Goretzka (FC Bayern Monaco)
  • Joshua Kimmich (FC Bayern Monaco)
  • Jamie Leweling (Stoccarda)
  • Felix Nmecha (Borussia Dortmund)
  • Aleksandar Pavlović (FC Bayern Monaco)
  • Angelo Stiller (Stoccarda)
  • Florian Wirtz (FC Liverpool)

Attaccanti:

  • Maximilian Beier (Borussia Dortmund)
  • Jonathan Burkardt (Eintracht Francoforte)
  • Nick Woltemade (Newcastle United)

L’allenatore Nagelsmann ha scelto di convocare giocatori di esperienza e altri più giovani, in un mix che dovrebbe permettere alla Germania di affrontare al meglio la fase di qualificazione. La selezione include elementi come Joshua Kimmich, Leon Goretzka e Serge Gnabry che, con la loro esperienza in campo internazionale, rappresentano colonne portanti della squadra. Allo stesso tempo, l’inclusione di giovani promesse come Karim Adeyemi e Florian Wirtz punta a dare freschezza e vitalità alla Nazionale.

Nonostante l’assenza di Bisseck, il tecnico tedesco ha deciso di puntare su un mix di veterani e giovani talenti, per un futuro in cui la Germania spera di essere protagonista nel panorama calcistico mondiale.

Genoa, molte modifiche rossoblu in vista della gara contro il Napoli. La situazione

Genoa pronto a reagire dopo la sconfitta con la Lazio: le modifiche di Vieira in vista di Napoli

Il Genoa sta attraversando un momento difficile dopo la pesante sconfitta subita contro la Lazio, ma la squadra di Patrick Vieira è determinata a risollevarsi. Nonostante il KO, il tifo rossoblù ha dimostrato di non abbandonare la propria squadra: al termine della partita di lunedì scorso, la curva Nord ha tributato un caloroso saluto alla squadra, un segnale chiaro di supporto e fiducia anche nei momenti più critici.

Il Genoa si prepara ora ad affrontare una delle sfide più impegnative della stagione: domenica, alle 18, la squadra ligure sarà ospite al “Maradona” per affrontare il Napoli, campione d’Italia in carica. Si tratta di un impegno molto difficile, ma Vieira non vuole farsi trovare impreparato. Il tecnico francese sta valutando alcune modifiche tattiche per cercare di mettere in difficoltà la squadra di Antonio Conte.

Una delle principali problematiche emerse nelle ultime gare è la scarsità di gol. Per risolvere questa penuria offensiva, Vieira sta pensando a una possibile modifica al reparto avanzato, con Ekuban che potrebbe partire titolare al posto di Colombo, per dare maggiore freschezza all’attacco rossoblù. La scelta di Ekuban si inserisce nell’idea di rinnovare l’assetto offensivo e cercare nuove soluzioni per perforare le difese avversarie.

Oltre al cambio in attacco, Vieira potrebbe operare anche una modifica in difesa. Il Genoa sta facendo i conti con l’assenza di Ostigard, e Marcandalli sembra essere il favorito per sostituire il difensore norvegese. Con il ritorno di alcuni giocatori che stanno recuperando la forma fisica, come Messias e Cornet, il tecnico ha a disposizione anche diverse opzioni per il centrocampo e la difesa. Giocatori che finora hanno trovato poco spazio, come Venturino, Thorsby, Otoa e, appunto, Marcandalli ed Ekuban, potrebbero trovare maggiore spazio nella formazione contro il Napoli.

Un altro assente per la trasferta a Napoli sarà Stanciu, che non risponderà alla convocazione della nazionale rumena a causa di una distrazione al bicipite femorale della coscia destra. Il giocatore verrà rivalutato durante la prossima settimana, in occasione della sosta del campionato.

Nonostante le difficoltà, il Genoa è pronto a reagire e a lottare per ottenere un risultato positivo in una delle sfide più difficili della stagione.

Formazioni ufficiali Roma Lille, ecco le scelte di Gasperini per il match

Formazioni ufficiali Roma Lille: i 22 titolari per la sfida delle 18:45. La situazione attuale

A poco meno di un’ora dal fischio d’inizio, sono state ufficializzate le formazioni per il match tra la Roma e il Lille, che si sfideranno alle 18:45 in una partita di grande importanza. Ecco i 22 giocatori che scenderanno in campo.

Roma (3-4-2-1)

L’allenatore Gian Piero Gasperini schiera la Roma con un modulo 3-4-2-1, con Svilar tra i pali. La difesa a tre sarà composta da Celik, Hermoso e N’Dicka, mentre a centrocampo agiscono Wesley, Cristante, El Aynaoui e Tsimikas. In attacco, il tridente vede Soulé e Pellegrini a supporto di Ferguson. Una formazione equilibrata per i giallorossi, che proveranno a imporsi sul Lille con un mix di solidità difensiva e manovra offensiva.

Allenatore: Gasperini

Lille (4-4-2)

Dal canto suo, il Lille, guidato da Bruno Genesio, si schiera con il tradizionale 4-4-2. Tra i pali c’è Ozer, protetto dalla linea difensiva composta da Meunier, Mbemba, Mandi e Verdonk. A centrocampo troviamo Correia, Bentaleb, Bouaddi e Sahraoui, con il compito di dare equilibrio tra fase difensiva e offensiva. In attacco, il duo formato da Haraldsson e Giroud sarà chiamato a fare la differenza, cercando di sfruttare ogni opportunità per mettere in difficoltà la retroguardia giallorossa.

Allenatore: Genesio

Analisi tattica

La Roma si presenta con una formazione che punta sulla solidità difensiva e la capacità di costruire gioco dal basso. Il 3-4-2-1 di Gasperini permette di avere una difesa compatta con il supporto di centrocampisti che possono inserirsi e creare superiorità numerica. Il duo d’attacco Soulé-Pellegrini potrebbe essere decisivo nel trovare gli spazi tra le linee difensive del Lille.

Dall’altra parte, il Lille schiera una difesa a quattro più tradizionale, con un centrocampo dinamico e aggressivo. Il 4-4-2, con due punte centrali come Haraldsson e Giroud, potrebbe mettere sotto pressione la difesa della Roma, sfruttando le ripartenze e i cross in area.

Un match che promette spettacolo, con entrambe le squadre che cercheranno di dominare il possesso e fare la partita. La sfida si preannuncia equilibrata e ricca di tatticismi.

Cagliari, come risolvere la situazione in casa rossoblu visti gli infortuni davanti?

Infortuni e soluzioni in casa Cagliari: l’attacco senza Belotti. La situazione attuale

Il Cagliari ha subito un duro colpo con l’infortunio di Andrea Belotti, uno dei suoi attaccanti più importanti. L’assenza del “Gallo”, che finora ha ricoperto un ruolo chiave nel reparto offensivo, costringe Fabio Pisacane, allenatore dei rossoblù, a rivedere i suoi piani per il prossimo periodo. L’infortunio potrebbe cambiare gli equilibri, ma anche rappresentare un’opportunità per altri giocatori di emergere e dimostrare il loro valore.

L’allenatore dovrà ora trovare una coppia d’attacco in grado di sostituire l’esperienza e la potenza di Belotti. Cagliari si prepara ad affrontare il prossimo match contro l’Udinese, una sfida importante che servirà a testare le nuove soluzioni offensive. Pisacane sa bene quanto sia cruciale questa partita, perché servirà per verificare la capacità della squadra di restare competitiva nonostante l’assenza del suo attaccante principale.

Esposito e Borrelli: i sostituti ideali per il Cagliari

In casa Cagliari, sono Sebastiano Esposito e Gennaro Borrelli i principali candidati a rilevare il posto di Belotti. Esposito, giovane attaccante classe 2002, ha già dimostrato buone qualità tecniche e una certa predisposizione al gol, mentre Borrelli, più fisico, potrebbe apportare forza e presenza nell’area avversaria. I due attaccanti potrebbero formare una coppia interessante, combinando agilità e tecnica con forza fisica e capacità nel gioco aereo.

Esposito potrebbe agire come il punto di riferimento mobile dell’attacco, sfruttando la sua velocità per attaccare gli spazi, mentre Borrelli, grazie alla sua prestanza fisica, potrebbe fungere da perno centrale, spalle alla porta, pronto a sfruttare cross e sponde.

Insieme, potrebbero formare una coppia ben equilibrata, capace di offrire diverse soluzioni offensive. Questa combinazione di abilità tecniche e fisiche potrebbe risultare fondamentale per mantenere alta la pressione sulla difesa avversaria e continuare a creare occasioni da gol.

La sfida contro l’Udinese e l’analisi di Pisacane

Fabio Pisacane dovrà ora lavorare per far crescere questa nuova coppia d’attacco, adattando la squadra alle nuove esigenze offensive. La partita contro l’Udinese sarà il primo test cruciale per misurare l’efficacia della coppia Esposito-Borrelli e vedere se il Cagliari riuscirà a rimanere competitivo in attacco.

Con la fiducia nel suo gruppo e la speranza che questi nuovi protagonisti possano emergere, Pisacane cercherà di trasformare questa difficoltà in un’opportunità, sperando di mantenere alto il livello di gioco del Cagliari anche senza Belotti.

Grosso carica il Sassuolo: «Dobbiamo invertire la marcia in trasferta. Sulla gara contro il Verona…»

Sassuolo, Fabio Grosso suona la carica: «Ora serve un cambio di rotta in trasferta»

Il tecnico del Sassuolo, Fabio Grosso, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia di una sfida delicata contro il Verona, con l’obiettivo di dare una svolta alla stagione dei neroverdi, soprattutto per quanto riguarda il rendimento lontano da casa.

Grosso ha esordito con un’analisi sincera del momento del Sassuolo, ammettendo che fino ad oggi la squadra non è riuscita a ottenere quanto sperato nelle gare in trasferta: «Fino a oggi non siamo stati bravi a raccogliere punti lontano dal nostro stadio. Vogliamo invertire questo trend già contro il Verona, pur sapendo che non sarà semplice». L’allenatore neroverde ha poi riconosciuto il valore dell’avversario: «Il Verona è una squadra che ha grandi qualità, i risultati recenti non rispecchiano le loro potenzialità. Dovremo affrontarli con rispetto e concentrazione».

L’obiettivo dichiarato è dunque chiaro: trovare finalmente continuità anche fuori casa. Il Sassuolo, in questa prima parte di stagione, ha alternato prestazioni convincenti al Mapei Stadium a gare sottotono in trasferta. Un gap che Grosso vuole colmare il prima possibile, puntando su equilibrio tattico e solidità mentale.

Nel prosieguo della conferenza, l’allenatore del Sassuolo ha allargato lo sguardo anche al quadro generale del campionato, sottolineando le difficoltà di questa stagione rispetto alla scorsa: «Rispetto all’anno scorso, il livello del torneo si è alzato. Ci sono tante squadre forti, ogni partita è una battaglia e bisogna farsi trovare pronti. Noi siamo qui con merito, ma dobbiamo dimostrarlo ogni settimana». Per Grosso, la chiave sarà mantenere lucidità e stabilità, due aspetti che possono fare la differenza in un campionato così competitivo.

Il Sassuolo, dal canto suo, si trova in un momento di riflessione, ma anche di rilancio. La volontà della squadra è quella di ritrovare punti e certezze, sfruttando al massimo il lavoro settimanale e il potenziale tecnico a disposizione. La trasferta di Verona diventa così un crocevia importante per dare una direzione chiara al cammino dei neroverdi.

Con il supporto di uno staff tecnico rinnovato e una rosa giovane ma ambiziosa, il Sassuolo di Grosso vuole rilanciarsi e dimostrare di poter competere ad alti livelli anche lontano dal Mapei.

Calciomercato Milan, Pulisic rinnoverà con la squadra rossonera? Ecco l’ultima indiscrezione

Calciomercato Milan, Pulisic protagonista del progetto: rinnovo in vista fino al 2028

Il calciomercato Milan si muove già in prospettiva futura, puntando con decisione sulla conferma di uno dei suoi protagonisti più brillanti: Christian Pulisic. L’esterno americano, arrivato tra qualche scetticismo, è diventato rapidamente un punto fermo nello scacchiere offensivo rossonero, guadagnandosi la fiducia di società, tecnico e tifosi.

Nonostante il contratto in essere scada nel 2027, il club ha già pianificato il suo futuro, considerandolo una colonna portante del progetto tecnico. Il contratto, infatti, prevede una opzione unilaterale per il prolungamento fino al 2028, che il Milan considera sostanzialmente già attiva. In casa rossonera, l’idea è chiara: Pulisic è un giocatore da trattenere a lungo termine.

Il calciomercato Milan non guarda solo all’esterno, ma anche alla valorizzazione dei propri gioielli. In quest’ottica, la dirigenza ha già avviato contatti per migliorare le condizioni contrattuali dell’attaccante. Già lo scorso febbraio si era arrivati a una base d’intesa per un rinnovo che avrebbe portato il contratto a scadenza nel 2028 con un’opzione per un ulteriore anno e un adeguamento economico vicino ai 5 milioni di euro netti a stagione.

La firma non è arrivata subito, perché lo stesso Pulisic aveva chiesto tempo, volendo garanzie sul progetto sportivo. Una cautela che oggi appare superata: il Milan è in testa alla classifica, l’americano è tra i migliori per rendimento, e la volontà di entrambe le parti sembra orientata verso un’intesa definitiva.

Sebbene non siano stati ancora fissati appuntamenti ufficiali per il rinnovo, il calciomercato Milan si muove con attenzione, convinto che Pulisic meriti un riconoscimento formale per l’impatto avuto in così poco tempo. La sensazione è che, salvo sorprese, il nuovo accordo arriverà nei prossimi mesi, consolidando ulteriormente la sua centralità nel progetto tecnico.

Con la dirigenza già proiettata alla prossima stagione, l’obiettivo è chiaro: blindare Pulisic prima che possano sorgere interessamenti da parte di altri top club europei. In un mercato sempre più aggressivo, trattenere i propri campioni è una strategia fondamentale per crescere.

Il nome di Christian Pulisic si inserisce dunque tra le operazioni interne più importanti del calciomercato Milan, dimostrando come il club voglia costruire un futuro vincente partendo da basi solide e da giocatori già decisivi.

Varriale licenziato dalla Rai! Le accuse sono state fatali per l’ex conduttore di 90° minuto

Rai, contratto risolto per Enrico Varriale: si chiude un lungo capitolo della TV sportiva

Dopo oltre trent’anni di carriera, si è ufficialmente chiusa la collaborazione tra Enrico Varriale e la Rai. L’azienda ha comunicato nella giornata di ieri la risoluzione del contratto per giusta causa, segnando la fine di un rapporto professionale storico. La notizia è stata diffusa dal direttore di Rai Sport, Paolo Petrecca, tramite una mail indirizzata al Comitato di redazione e inoltrata anche a tutta la redazione sportiva.

La carriera di Varriale in Rai è iniziata nel 1986, quando il giornalista è entrato nell’emittente pubblica, dando il via a un percorso ricco di tappe importanti. Nel 1989 si trasferisce a Roma, dove inizia a lavorare nella redazione sportiva del TG3, all’epoca diretta da Aldo Biscardi. Proprio Biscardi decide di affidargli un ruolo di primo piano come inviato di punta del celebre programma “Il processo del lunedì”.

Negli anni successivi, Varriale si fa strada tra i volti più noti del giornalismo sportivo italiano. Nel gennaio 2019 viene nominato vicedirettore di Rai Sport, incarico che ricopre per diversi anni. A partire da settembre 2019, gli viene affidata anche la conduzione di 90º minuto, una delle trasmissioni sportive più iconiche del palinsesto Rai, legata profondamente alla tradizione calcistica del Paese.

Durante gli Europei del 2021, Enrico Varriale è stato protagonista nel commento dei pre e post-partita della Nazionale italiana, spesso al fianco di Claudio Marchisio, direttamente dagli stadi in cui si giocavano le partite. Una presenza che lo ha confermato come uno dei volti principali della Rai in occasione dei grandi eventi sportivi.

La sua esperienza alla conduzione di “90º minuto” si chiude però successivamente, con il passaggio del testimone a Marco Lollobrigida.

La risoluzione del contratto tra la Rai ed Enrico Varriale rappresenta dunque la fine di un’epoca. Nonostante le numerose polemiche che hanno circondato la sua figura negli ultimi anni, resta il contributo importante dato al giornalismo sportivo nazionale. Varriale ha saputo raccontare il calcio e lo sport con uno stile personale, a volte controverso, ma sicuramente incisivo.

Ora si apre un nuovo capitolo, sia per lui che per la Rai. Ma il nome di Varriale resterà legato, nel bene e nel male, a decenni di sport raccontati in prima serata.

Hojlund entusiasta: «Amo più che mai Napoli e voglio raggiungere con loro un grande obiettivo»

Hojlund, l’esultanza che parla: «Amo giocare qui e in Champions»

Rasmus Hojlund è stato protagonista assoluto nella sfida europea di ieri sera. Dopo una grande prestazione e un gol pesantissimo, l’attaccante danese ha attirato l’attenzione non solo per quanto fatto in campo, ma anche per una esultanza particolare che ha suscitato curiosità tra tifosi e osservatori.

Subito dopo la rete, Hojlund ha scelto di esprimere la propria emozione in modo simbolico: prima ha toccato lo stemma del Napoli, poi quello della Champions League sulla maglia. Un gesto che ha fatto parlare e che lo stesso calciatore ha spiegato con semplicità, ma anche con un certo trasporto. Il giovane attaccante ha dichiarato di aver voluto mandare un messaggio chiaro: giocare in un club così importante e in una competizione come la Champions è qualcosa che lo rende orgoglioso e motivato.

La sua esultanza non è stata un gesto casuale, ma una dichiarazione d’amore per il calcio ad alti livelli. Da quando è arrivato in Italia, Hojlund ha dimostrato fame, ambizione e capacità tecniche che lo rendono uno degli attaccanti più promettenti del panorama europeo. Il fatto che abbia scelto di toccare entrambi gli stemmi vuole rappresentare anche il legame che sta costruendo con la squadra e la sua voglia di lasciare un’impronta in Europa.

Nonostante l’attenzione mediatica sul suo nome stia crescendo, Hojlund continua a mostrare una mentalità da vero professionista. Ha più volte ribadito che il successo individuale non ha valore se non è accompagnato da quello collettivo. L’intesa con i compagni migliora di partita in partita, e il feeling con il gioco offensivo della squadra è evidente.

In campo, Hojlund si muove con la maturità di un veterano. Sa attaccare gli spazi, dialogare con i compagni e finalizzare con freddezza. Il gol di ieri è solo l’ultima dimostrazione della sua crescita continua. E la sua voglia di migliorarsi non sembra avere limiti.

La doppia toccata agli stemmi è diventata il simbolo di una serata speciale e di un legame che si sta rafforzando. Per Hojlund, questa stagione può essere quella della definitiva consacrazione, con il Napoli come trampolino e la Champions come palcoscenico ideale per mostrare tutto il suo potenziale.

Zanetti sicuro: «Il Verona deve giocare bene. Questi due giocatori sono in crescita»

Zanetti prepara Verona-Sassuolo: «La prestazione è la priorità, i risultati arriveranno»

Dopo la sconfitta rimediata contro la Roma, l’Hellas Verona si prepara a ospitare il Sassuolo nell’anticipo della sesta giornata di campionato. Il tecnico Paolo Zanetti ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della partita, analizzando il momento della squadra e le sfide che attendono i suoi giocatori.

Verona-Sassuolo, la conferenza di Zanetti

«Alla fine ci si porta a casa quello che si merita» ha esordito Zanetti, consapevole del buon momento che la squadra sta attraversando, nonostante l’ultimo passo falso a Roma. «A livello di prestazione, è evidente che stiamo facendo bene, ma siamo anche consapevoli che non basta solo questo. Non dobbiamo trasformarlo in un’ossessione», ha aggiunto il tecnico scaligero, mettendo l’accento sulla necessità di continuare a migliorare. «L’ossessione deve essere la ricerca di una prestazione di livello, che con il tempo porterà anche ai risultati sperati», ha sottolineato Zanetti, che si prepara a una sfida importante contro un Sassuolo che ha giocatori in grado di fare la differenza.

Giovane e Orban: intesa in crescita

Uno dei temi trattati in conferenza è stato l’affiatamento tra Giovane e Orban, due dei nuovi arrivati. Zanetti ha commentato: «Se avessimo segnato, non credo che avreste fatto queste domande su di loro. Il nostro gioco in velocità è positivo e, se avessimo concretizzato meglio, avremmo detto “che bravi”». L’intesa tra i due, pur giovane, sta crescendo. «Sono alla terza partita assieme, mentre dall’altra parte ci sono giocatori come Pinamonti, Berardi e Laurienté, che sono collaudati da anni», ha spiegato Zanetti. Nonostante la giovane età e l’intesa ancora in fase di sviluppo, l’allenatore è fiducioso nel potenziale del duo.

Le condizioni fisiche dei giocatori

Zanetti ha anche fatto il punto sulle condizioni fisiche dei suoi uomini. «Valentini e Mosquera sono rientrati. Purtroppo abbiamo perso Al Musrati, che ha subito una piccola lesione all’adduttore, e Oyegoke ha un’infrazione al piede da valutare», ha spiegato l’allenatore. Inoltre, ha anticipato che Harroui dovrebbe rientrare dopo la sosta. Nonostante le difficoltà, Zanetti resta ottimista per la sfida contro il Sassuolo, sottolineando come l’importante sia sempre migliorare la prestazione per arrivare ai risultati.

Euro 2032, Abodi sicuro: «Quella squadra è candidata ad ospitare il torneo, ma servirà lo stadio nuovo»

Euro 2032, Abodi: «Cagliari tra le candidate, ma il nuovo stadio è la priorità»

Il ministro dello Sport Andrea Abodi ha rilasciato un’intervista in cui ha affrontato diversi temi legati allo sport in Sardegna, con un focus particolare sulla candidatura di Cagliari per ospitare partite di Euro 2032 e sull’iter del nuovo stadio rossoblù. Una visione chiara, la sua, che pone l’accento su ciò che conta davvero per il futuro sportivo della città.

Parlando del progetto europeo, Abodi ha confermato l’impegno delle istituzioni nel sostenere la candidatura di Cagliari come una delle città ospitanti per Euro 2032:
«Ho designato un commissario straordinario, l’ingegnere Ignazio Sessa, uno dei maggiori esperti italiani di opere pubbliche. La sua nomina è un passo importante per superare i rallentamenti burocratici che hanno finora frenato il progetto del nuovo impianto. Cagliari è una delle 13 città candidate, ma sarà l’UEFA a scegliere le 5 sedi definitive entro ottobre 2026».

Tuttavia, per il ministro, la realizzazione del nuovo stadio del Cagliari Calcio va ben oltre la candidatura a Euro 2032:
«Capisco l’attenzione sul torneo europeo, ma credo che per la città e i tifosi sia ancora più importante vedere finalmente costruito un impianto moderno. Questo è un sogno che dura da oltre dieci anni e che rappresenta un passaggio fondamentale per il futuro del club e della comunità sportiva locale».

Oltre a Euro 2032, Abodi ha anche parlato dello stato generale dello sport in Sardegna, sottolineando alcune criticità legate alle infrastrutture:
«Come in altre regioni d’Italia, anche qui ci sono problemi legati agli impianti. Tuttavia, avere una squadra stabilmente in Serie A non è un risultato scontato. Il presidente Tommaso Giulini ha fatto un grande lavoro, imparando stagione dopo stagione e portando avanti un progetto serio e radicato».

In conclusione, il percorso verso Euro 2032 rappresenta una grande opportunità, ma non deve far dimenticare le priorità locali. Per Abodi, il nuovo stadio di Cagliari è una necessità che va oltre l’evento continentale: un’opera destinata a lasciare un’eredità duratura, a prescindere dall’esito della candidatura.

Bologna Friburgo, oggi il debutto in Europa League. Ci sarà anche Saputo?

Bologna-Friburgo, il Dall’Ara si accende: oggi il debutto casalingo in Europa League

È tutto pronto per Bologna-Friburgo, la sfida di Europa League che oggi alle 18:45 vedrà il fischio d’inizio allo stadio Renato Dall’Ara. La città di Bologna si prepara a vivere un’altra serata europea dalle forti emozioni, con un’atmosfera che si preannuncia infuocata. Sono attesi oltre 27.000 spettatori, un segnale chiaro dell’entusiasmo che circonda il club rossoblù in questo importante momento della stagione.

Le condizioni meteo promettono bene: sarà una giornata soleggiata con temperature nella media stagionale, ma il vero calore si sentirà sugli spalti. Il settore ospiti è andato completamente esaurito: i tifosi del Friburgo saranno almeno 2.500, pronti a sostenere la propria squadra in una trasferta che si preannuncia ostica.

Le Curve Bulgarelli e San Luca, cuore pulsante del tifo bolognese, sono sold out da giorni. Rimangono disponibili soltanto pochissimi posti tra tribuna e distinti. Il sostegno del pubblico sarà fondamentale per spingere il Bologna verso un risultato positivo in questa prima gara casalinga del girone di Europa League.

Sugli spalti ci sarà anche Joey Saputo, presidente del Bologna, volato dall’altra parte dell’oceano per non mancare all’appuntamento europeo. Il patron canadese aveva già seguito con passione la trasferta inglese al Villa Park, segno tangibile del suo legame sempre più forte con la squadra e la città. Deluso dalle prestazioni del suo club nordamericano, il CF Montréal, Saputo sembra ormai completamente focalizzato sul progetto Bologna, che sta raccogliendo consensi dentro e fuori dal campo.

Questa partita rappresenta molto più di un semplice impegno europeo: è il simbolo di un percorso di crescita che la squadra sta vivendo da diverse stagioni. Il ritorno in Europa ha ridato entusiasmo a una tifoseria storica, che ha risposto presente come sempre nei momenti chiave. Bologna, oggi più che mai, vuole continuare a sognare.

La città si stringe attorno ai colori rossoblù in una serata che potrebbe entrare nella storia recente del club. Al Dall’Ara, l’appuntamento è fissato: alle 18:45 Bologna-Friburgo darà il via a una nuova, emozionante pagina europea.

Rosella Sensi: «Vi racconto tutto della mia Roma, i momenti più belli e quelli più brutti. Pallotta, Friedkin e Gasperini: ecco cosa penso»

Rosella Sensi, ex presidente della Roma, ha voluto raccontare la squadra giallorossa tra passato e presente

Rosella Sensi, ex presidente giallorossa e oggi sindaco di Visso, era all’Olimpico a godersi la vittoria sul Verona, segno di un amore profondo che la lega indissolubilmente ai colori giallorossi. Oggi La Gazzetta dello Sport ospita una sua intervista.

L’ESEMPIO DI PAPÀ FRANCO E MAMMA MARIA «Mio padre mi ha insegnato tutto. O meglio, mio padre e mia madre mi hanno insegnato tutto e lo hanno fatto soprattutto con l’esempio, anche se in modo diverso: papà trasmetteva determinazione, entusiasmo, voglia di fare, costanza nel raggiungere un obiettivo, mia madre sapeva riportarci con i piedi per terra. Spero siano contenti di me».

PREFERISCE FARE ALL’APPARIRE – «È vero, ma non è sempre un pregio, soprattutto in un mondo che vive di apparenza. Se mi devo rimproverare qualcosa degli anni da presidente è non aver saputo comunicare le cose nel modo giusto».

LA FINE DELLA GESTIONE SENSI – «Era un momento difficile, lasciare era doveroso, ma mi dispiace che l’epilogo sia stato fatto in quel modo, probabilmente avrei dovuto spiegare meglio la situazione: sono state scritte tante cose sbagliate, che io non volevo quello, che non volevo quell’altro… Quello che posso dire è che a volte, quando si vivono dall’interno certe situazioni, le decisioni che prendi o che ti fanno prender sono dettate da tanti fattori, spiegarle avrebbe forse creato meno astio. Per fortuna con i tifosi, dopo un primo periodo molto difficile perché come famiglia, e io in particolare, sembravamo essere il male della Roma, ho di nuovo un rapporto eccezionale, molto nel ricordo di papà, ma posso dire che anche verso di me c’è un affetto che mi commuove».

LE GRANDI EMOZIONI – «La più grande, scontato dirlo, l’ho provata al fischio finale della partita che il 17 giugno 2001 ci ha consegnato lo scudetto: all’invasione di campo ho visto la faccia di papà e ho corso per stargli vicino, da una parte ero fuori di me dalla gioia, dall’altra terrorizzata dal caos… Ma vi racconto un altro momento emozionante, brutto per la Roma, ma bellissimo per me a livello umano: era la stagione dei 5 allenatori, 2004-05, dopo la vittoria a Bergamo che valeva la salvezza c’è stato un abbraccio con Bruno Conti, che ci aveva aiutato tanto prendendo la squadra in corsa, e gli altri dirigenti che ha creato dei legami che durano ancora».

I MOMENTI DI RABBIA – «Soprattutto vedendo il dolore di papà per le contestazioni, perché per lui fino all’ultimo giorno, nonostante fosse in terapia intensiva, la Roma era la prima preoccupazione. Quanto a me, 25 giorni dopo aver avuto mia figlia ho cominciato a ricevere minacce di morte importanti: avevo paura, per mio marito e soprattutto per mia figlia».

PALLOTTA – «Non infierirò perché non mi piace farlo su chi non c’è più. Purtroppo ha fatto parte della storia della Roma per un certo periodo, la rabbia non è tanto per la famiglia Sensi, perché la storia non la cancella nessuno, quanto per quello che è stato fatto all’interno della società. Che cosa? Scelte secondo me improprie, dettate probabilmente anche dalla lontananza di un presidente che magari aveva lasciato dei manager che non erano del tutto capaci di fare quello che dovevano. E poi c’è la storia della Cappella di Trigoria trasformata in un magazzino: mia madre ha pianto, non lo faceva mai».
TOTTI – «Ci sentiamo molto poco rispetto a prima, ma l’affetto è sempre grande. Io continuo a chiamarlo fratellone, perché lui resta il leader, anche se è più piccolo di me…».
LA ROMA DI GASPERINI – «Guardi, io sono molto scaramantica e non mi piace fare proclami, però quando si vince bene, quando si vince un derby e si dà entusiasmo alla squadra e ai tifosi, è giusto render merito agli artefici di questi successi, compresa la società di cui, lo sottolineo, fa parte anche Ranieri, una scelta importante in una struttura che è fatta di manager importanti».
I FRIEDKIN NON PARLANO – «È stata una scelta chiara, fatta dal presidente già dall’inizio. E poi il calcio è cambiato, spero non imploda, come ho sentito dire da qualcuno, e che questi investitori stranieri possano far crescere il nostro campionato, lo merita. Certo, il tifoso romanista aspetta sempre una parola del presidente, ma non gli possiamo rimproverare nulla».
IL NUOVO STADIO – «È importante per il calcio italiano, quindi anche per la Roma. Da Viola in poi tutti i presidenti erano consapevoli di quale rilievo potesse avere un impianto di proprietà, noi ci siamo anche andati vicini, ma oggi è diventato fondamentale».

Passeri: «L’Ascoli ha la miglior difesa d’Europa. Pensiamo alla Serie B ma non solo… Vi racconto tutte le mie scaramanzie e come ho deciso di rilevare il club»

Passeri si esprime così sul suo Ascoli in vista della nuova stagione con l’obiettivo di fare bene

Bernardino Passeri, proprietario e presidente dell’Ascoli, si è raccontato al Corriere dello Sport, orgoglioso per l’ottimo momento che stanno attraversando i bianconeri marchigiani nel campionato di Serie C.

ASCOLI, LA MIGLIOR DIFESA D’EUROPA: ZERO GOL IN 7 GIORNATE – «Passatemi la battuta, visto il dato: siamo i più forti d’Europa, quantomeno a difendere…».

PROMOZIONE DIRETTA – «Piedi per terra, ma siamo ambiziosi. Non mi piace partecipare e basta, voglio vincere. Si vive per sognare, anche puntando “cose” lontane. Non solo la B».

IL SOGNO DELLA SERIE A – «Si inizia dal basso. Anzi, dal piano terra, io nasco costruttore. Abbiamo gettato le fondamenta, ora siamo al solaio, proveremo ad arrivare al 2º e 3º piano, infine all’attico. Sognare è imprescindibile».

ENTUSIASMO RITROVATO – «L’ho detto all’inizio: ogni componente è fondamentale. Non erano parole di circostanza. Vedo una simbiosi totale. Voglio applicare la mia filosofia di vita all’Ascoli. Non mi arrendo davanti alle difficoltà, lo devo soprattutto agli oltre 7 mila abbonati. Un numero incredibile».

LA DECISIONE DI RILEVARE IL CLUB – «Era notte. Avevo partecipato a diverse riunioni con Pulcinelli (ex presidente, ndc) e con altri imprenditori che volevano comprare l’Ascoli, a cui avevo promesso il mio sostegno economico. Sono uscito dagli incontri insoddisfatto, non li vedevo all’altezza del progetto. A quel punto, di notte, ho chiamato Pulcinelli e gli ho detto: “La prendo io!”».

PATTI DS E TOMEI ALLENATORE – «Si parte dalla filosofia di mio figlio Andrea. Volevamo puntare su un ds giovane, onesto e competente. Uno che non lavora perché “amico di”. C’è piena collaborazione col mister».

LA SQUALIFICA DI TOMEI – «I torti li accetto, non mi piacciono le incongruenze. Gli errori vanno perdonati, l’ha sottolineato Orsato in un meeting. “Giusto”, ho pensato. Poi ecco i 7 turni a Tomei. Quindi vale in una sola direzione? Serve comprensione reciproca, contro la Juve Next Gen ci sono stati 10’ in cui l’arbitro ha sbagliato tutto. Tomei ha lanciato una bottiglietta, punizione esagerata».

SCARAMANZIA E OROLOGI – «La settimana scorsa, prima di Sassari, non trovavo il mio orologio bianco di plastica. Lo metto per le partite, sempre. Brutte sensazioni, il pullman si era rotto alla vigilia. Allora ho messo l’orologio nero, sempre di plastica. Conta il campo, abbiamo vinto lo stesso 0-1. Non si sa mai, magari metto un colore in casa e l’altro in trasferta…».

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